Page 66

CAMPI SONORI

di Gaetano Menna

IL CONCEPT ALBUM A FUMETTI DI JET SET ROGER

Rock horror nel Polesine

U

n disco che è anche un volume di graphic novel, rigorosamente in bianco e nero. Vede in pista il cantautore Jet Set Roger, alias Roger Rossini (nato a Londra, poi trasferitosi a Brescia) ed il disegnatore di fama mondiale Aleksandar Zograf, alias Saša Rakezić (nato a Pančevo, in Serbia). Nasce così “Lovecrat nel Polesine” (Snowdonia 2016). È un “concept album a fumetti” dedicato allo scrittore statunitense, di inizio ‘900, Howard Phillips Lovecrat, riconosciuto tra i maggiori scrittori di letteratura horror e uno dei precursori della fantascienza. Prende spunto dalle sue lettere ad un amico, in occasione di un viaggio nel Polesine. A dire il vero il carteggio

Jet Set Roger (foto di Laura Stramacchia)

IL POLISTRUMENTISTA PALERMITANO N’HASH

Caos tribale e metropolitano

I

n copertina una maschera antigas, per proteggersi dai “veleni” di N’Hash. Il disco del polistrumentista,“Birthday attack” (Almendra Music, ottobre 2016), è crocevia tra combinazioni drum&bass, EDM, breakbeat, nu-jazz e trip hopche. Non mancano influssi del bacino mediterraneo e della cultura siciliana, che sono deviati, campionati, sintetizzati, urbanizzati. «Sembra un caos disorganico ma finisce per essere coerente – dichiara l’artista -. Non è un’operazione troppo pensata: assimili il caos in cui sei, ti lasci invadere, lo vivi, lo danzi e, a un certo punto, ne hai fat- to una musica che non è caotica ma che ha l’energia del caos». Insomma un delirio musicale tra stordimento e assorbimento. N’Hash è una sorta di “Stomp” in terra sicula, dirompente e lancinante. Rito tribale, cultura “pop” del rumore si fondono in un’opera metropolitana. L’etichetta siciliana così non finisce di stupirci; sa scavare nelle pieghe della sua terra, della sua cultura “underground” e riesce a estrarne pulsioni, rivoluzioni, ritmi inattesi.

66 | MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2016

probabilmente è un falso storico ma – come annota il fumettista - «nulla ci impedisce di immaginare il viaggio di Lovecrat in Italia», alla scoperta anche del noir di casa nostra. Roger, dal canto suo, propone, in una dozzina di brani, lo stesso racconto in musica. Canta con voce profonda su sonorità rock. Intensi i brani “Grand tour” ed “È sempre festa”; suoni vintage per “Giorni d’attesa”; chitarre rockeggianti per “Qualcosa di importante”. Un progetto originale ed afascinante, con un package davvero molto curato, nello stile dell’etichetta discograica di Cinzia La Fauci.

Presentimenti all’Auditorium Peppe Servillo e Solis String Quartet, con “Presentimento” (I World, giugno 2016) - naturale prosecuzione di un progetto (iniziato tre anni fa con il precedente CD “Spassiunatamente”) - non smettono di spaziare all’interno dell’immenso panorama della canzone napoletana. L’11 novembre hanno proposto il nuovo album dal vivo alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma in una serata concertistica intensa. Hanno alternato brani famosi ad altri meno conosciuti e, qualche volta, dimenticati, ma non per questo minori; spaziando tra gli autori, da Gil a Viviani, da E.A. Mario a Cioi/Pisano, passando da canzoni come “Scanilatella” a “Mmiez’o grano” a “M’aggia curà”. La voce, l’espressività e la teatralità di Servillo (il noto cantante degli Avion Travel), si sono uniti alle sonorità di violini, viola e cello (suonati da Vincenzo Di Donna, Luigi De Maio, Gerardo Morrone e Antonio Di Francia), dando una veste “classicheggiante” a brani nazional-popolare. Gli artisti hanno scarniicato il suono, per coglierne l’essenza.

Mondo agricolo n.11  

Il mensile di Confagricoltura

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you