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La rivista

per il benessere e la sostenibilità

02/2016

ALIMENTAZIONE Prezioso alleato o acerrimo nemico della salute? Quel che c’è da sapere sullo zucchero e i suoi sostituti.

MOVIMENTO Soffrite forse di pollice da sms? Una panoramica dei danni causati da errori di postura.

Il mestiere di crescere È un processo fondamentale in natura e nella società. Una riflessione sulla crescita, i suoi tempi e i suoi limiti.


oekom Rating 2015: La Migros: il commerciante al dettaglio più sostenibile del mondo.

Una promessa è una promessa.

Abbiamo sensibilizzato 200 000 bambini e ragazzi sulla protezione dell’ambiente. La Migros sostiene il programma di educazione ambientale del WWF Svizzera, contribuendo così a creare nei giovani un rapporto consapevole con la natura.

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EDITORIALE

Voglia di novità

Il sound della Svizzera

Ascolto la radio per allenare l’attenzione. Il mio canale preferito è SF 2 Kultur. Ammetto che alle volte trovo i contenuti un po’ impegnativi. In compenso sono presentati in un tedesco stupendo, un alto tedesco che non pretende di imitare quello di Hannover. È una dolce melodia che mi accompagna tutto il giorno. Un tedesco la cui pronuncia sottolinea la sua autonomia, non maldestro e forzato dalla pronuncia dialettale. Un morbido ed elegante Hochdeutsch svizzero. Da ascoltare!

© Foto di copertina: Trunk Archive/Stephanie Rausser © Roland Tännler, Keystone, iStock

Lungo il fiume

L’erba del vicino è sempre più verde. Ne siamo proprio sicuri? Basta dare un’occhiata alla realtà per scoprire la verità. Il mio consiglio: le migliori vedute sui giardini dei vicini si hanno costeggiando a piedi il Reno lungo uno dei maggiori sentieri svizzeri. Il percorso si snoda sulle sponde del fiume da Kreuzlingen fino a Basilea. Sconfinamenti nel vicino territorio tedesco compresi! kulturwege-schweiz.ch

Cara lettrice, caro lettore È risaputo che durante la pubertà la mente non brilla certo per maturità intellettuale. La maggior parte dei giovani ha il corpo in piena crescita, ma l’intelletto fermo alle dimensioni di un chicco d’uva acerba, in attesa del sole estivo. Ricordo ancora cosa ci saltò in mente leggendo le stupende righe del poema di Rilke «Io vivo la vita in cerchi che crescono». Ridacchiando indicammo l’abbondante girovita della paffuta Doris, in seconda fila. Con le poesie è un po’ come con i vestiti della sorella maggiore o le nuove responsabilità. All’inizio sono larghi e pendono informi e ingombranti dal nostro corpo. Ci vuole tempo, esperienza e un po’ di vita vissuta, perché ci calzino a pennello. Forse avete già intuito il tema di questo numero: la crescita, nelle sue varie forme e nei suoi diversi significati. Sembrerebbe che oggigiorno il principio della crescita sia ridotto al voler andare «oltre, più in alto», ed essere «meglio, di più». Eppure la natura ci mostra con chiarezza che la crescita ha dei limiti. Detto con le parole di Goethe, un altro compagno dei tempi della scuola: «È stato stabilito che gli alberi non crescono fino al cielo.» Più difficile da capire è la crescita interiore. Io mi sento più vicina a un lichene antartico che a un albero di bambù. Questo tipo di lichene cresce di quattro millesimi di millimetro all’anno, mentre il bambù arriva fino a 90 centimetri al giorno! Per tutti coloro che nella vita si sono dovuti accontentare del secondo posto, abbiamo anche chiesto alla famosa psicologa Verena Kast, se la formula magica «le sconfitte fanno crescere» sia giusta per consolare alla svelta un animo ferito e un rimedio omeopatico davvero efficace. Quello che so è che, alla vista di un taglio di capelli malriuscito, la frase «ma ti ricrescono» non consola proprio nessuna. Auguro a tutti una primavera in piena crescita!

Caporedattrice Vivai 2/16

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oekom Rating 2015: La Migros: il commerciante al dettaglio più sostenibile del mondo.

Promettiamo a Giosua di aumentare del 30% entro la fine del 2016 il nostro assortimento per allergici. Alla Migros sono sempre più numerosi i prodotti su cui è chiaramente indicata l’assenza di lattosio, glutine e di altri allergeni. Con questa e altre numerose promesse concrete ci impegniamo per la generazione di domani.

I nostri prodotti per chi soffre di allergie e intolleranze sono in vendita in filiali Migros selezionate e presso LeShop.ch

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DALL‚ I NTERNO

Impressum

Lo sapevate? Vivai è anche su Twitter. Cinguettate con noi su @VivaiMagazin!

Editore: Federazione delle cooperative Migros Direzione Media Migros: Lorenz Bruegger Responsabile edizioni: Rolf Hauser Direzione pubblicazioni: Monica Glisenti Caporedattrice: Susanna Heim Sostituta caporedattrice: Christine Kunovits Redazione: Lukas Hadorn, Imelda Stalder, Daniel Stehula Curatrice editoriale: Cora Gianolla (I) Correttrice: Claudia Wagner (I) Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Elaborazione immagini: Reto Mainetti Contatti e internet: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch www.migros.ch/vivai Stampa: Vogt-Schild Druck AG CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC misto Per compensare le emissioni di CO ², sosteniamo un progetto in Brasile. ISSN: 1663-7178 Tiratura totale Vivai: 249 492 copie D: 172264 copie, F: 61931 copie, I: 15297 copie

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Véronique Hoegger riesce sempre a ritrarre le persone in maniera sbalorditiva. Anche se stessa.

Essenziali, ma vivaci: i lavori dell’illustratore Martin Haake ci sorprendono ogni volta con la loro poesia.

L’era industriale finisce e con lei anche la grande crescita. Gli esperti

© Illustrazioni: Martin Haake, iStock

neutral stampati

01-13-827371 myclimate.org

Vivai è gratis ! Ordinala qui : abbonamenti. vivai@mediasmigros.ch, oppure chiama il numero 0800 180 180

Lei sa cosa fare contro la WhatsAppite, la spalla da smartphone e il collo da tablet: l’esperta di ergonomia ZHAW Carolin Heitz. A pagina 40.

Ha risposto alle nostre domande sulla crescita interiore: la psicologa e psicoterapeuta Verena Kast. L’intervista a pagina 26.

Abbiamo parlato dei limiti della crescita economica con David Bosshart, il direttore del Gottlieb Duttweiler Institut (GDI). A pagina 15. Vivai 2/16

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Cardo mariano in caso di disturbi digestivi Senso di sazietà, eruttazioni e flatulenze. Chi non ne ha mai sofferto? Particolarmente i cibi ricchi di grasso mettono a dura prova il fegato e la digestione. Nessuno, però, dovrebbe rassegnarsi a sopportare questi inconvenienti. I medicamenti fitoterapeutici come gli estratti di cardo mariano possono rafforzare la funzione digestiva ed alleviare i disturbi citati.

Il fegato e la bile che esso produce hanno un ruolo centrale nella digestione dei lipidi. Gli acidi biliari scindono i grassi contenuti negli alimenti in minuscole goccioline sulle quali possono agire gli enzimi digestivi. Il buon funzionamento del fegato e una sufficiente produzione e secrezione di bile sono quindi importanti presupposti della digestione. In presenza di un disequilibrio possono insorgere dei disturbi digestivi.

Il cardo mariano contiene delle sostanze attive che sono usate da secoli per alleviare i disturbi della digestione e per migliorare la funzione epatica. Gli effetti benefici attribuiti a questa pianta sono dovuti alla sostanza attiva silimarina che si ottiene dai frutti del cardo mariano.

Disturbi digestivi? allsan cardo mariano aiuta in caso di senso di sazietà, eruttazioni e flatulenze, specie dopo aver consumato cibi ricchi di grassi. Disponibile senza ricetta nelle farmacie e drogherie. Si prega di leggere il foglietto illustrativo.

Biomed AG, 8600 Dübendorf © Biomed AG. 02.2016. All rights reserved.


PENSATI PER VOI

Events 2016 Eccellente strategia L’uso sostenibile dell’energia è una tradizione per la Migros. Durante la crisi petrolifera del 1973, l’azienda mise in atto un piano di risparmio energetico e successivamente inaugurò le filiali Minergie, seguite recentemente dal primo supermercato Energy Plus in Svizzera. Ora, l’Ufficio federale dell’energia ha insignito la Migros con il premio Watt d’Or nella categoria «Strategia aziendale» per il suo pluriennale impegno in campo energetico.

Iscriviti ora gratuitamente e fatti ispirare da Vivai! La forte richiesta e il positivo riscontro della prima edizione di Vivai Event, l’anno scorso, in occasione del nostro 5° anniversario, ci hanno convinto a riproporlo anche nel 2016. Si aprirà il 28 aprile a Zurigo con contributi sul tema «Facciamolo in modo diverso! Come cambiare le nostre abitudini alimentari e muoversi di più». Chi desidera partecipare si affretti a prenotare. Sono solo 100 i posti disponibili! L’evento si svolge in lingua tedesca.

generazione-m.migros.ch

L’evento avrà luogo giovedì 28 aprile 2016, dalle 18.30 presso il Viadukt di Zurigo. La partecipazione è gratuita. Le prenotazioni sono possibili solo per email, scrivendo a events.vivai@mediasmigros.ch

© Illustrazione: Shutterstock, foto: Markus Bertschi

Più allegri con Vivai La nostra lettrice Anita Muff di Eich LU trova sia un peccato gettare una bella rivista come Vivai dopo averne gustato la lettura. Ecco il suo suggerimento per un «riuso creativo»: utilizzare le immagini per ricoprire block notes o quaderni degli appunti, per uso personale o come regalo (vedi foto). Magnifica idea Anita, grazie!

FARMERMELAAMARANTOCHIA! Potrebbe essere una parola magica per far tornare il buonumore... si tratta invece della nuova deliziosa barretta morbida di cereali Farmer. Alla consueta sana carica di energia si sono aggiunti due superfood: l’amaranto e i semi di chia. E tutto in qualità bio! Le barrette Bio Farmer Soft mela, amaranto, chia sono in vendita nella maggiori filiali Migros.

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Quest’anno la natura è stata generosa. Riportiamo sulla vostra tavola l’olio extra vergine di oliva 100% Italiano. Caro consumatore, con questa pagina vorrei parlare in prima persona a chi conosce e apprezza la nostra qualità. Con grande piacere vi comunico che in Italia la recente produzione di olio extra vergine di oliva è stata qualitativamente buona, favorita da una perfetta congiuntura climatica. Questo ci ha permesso di raccogliere le olive sane e al giusto grado di maturazione e produrre un eccellente olio extra vergine di oliva, così come lo intendiamo noi Monini, con gli alti standard qualitativi per i quali ci conoscete. Per questo abbiamo deciso di ritornare ad utilizzare anche per il nostro Classico e Delicato solo olio 100% italiano, proveniente da olive raccolte e frante in Italia. Sicuri di garantirvi quell’elevata qualità alla quale vi abbiamo sempre abituato.


SCELTI DA NOI

Nuovi prodotti vegani sugli scaffali L’alimentazione vegana, ovvero la consapevole rinuncia agli alimenti di origine animale, è diventata un trend. Di conseguenza la domanda di prodotti vegani nella vendita al dettaglio è in aumento. La Migros risponde a questa nuova tendenza arricchendo la linea Cornatur con il Falafel Burger e varie scaloppine vegane ripiene. I prodotti vegani Cornatur sono in vendita nella maggiori filiali Migros.

Dei lamponi e delle nuvole Chi ha figli piccoli, sa bene come nella nostra società si inizi presto con i ruoli di genere: le femmine giocano con le bambole, mentre ai maschietti piacciono i supereroi e il calcio. Così dettano i luoghi comuni. Tuttavia, a questi cliché si oppone in modo creativo un nuovo libro per l’infanzia che vede come protagonisti due bambini poco stereotipati, mostrando come spesso la realtà sia molto più libera e variopinta di quanto appaia ai nostri occhi.

Oggi mi serve un… Hai davvero bisogno di comprare il fornello per la raclette, lo stampo per ciambelle o il binocolo, dato che li usi solo una o due volte l’anno e per il resto del tempo finiscono in fondo all’armadio? Non sarebbe forse meglio averli a disposizione quando ti servono veramente? Questo è l’approccio sostenibile ed economico proposto dalla piattaforma di condivisione Pumpipumpe, dove puoi ordinare adesivi da applicare alla tua cassetta postale per far sapere ai tuoi vicini cosa sei disposto a condividere. pumpipumpe.ch (in tedesco, francese e inglese)

T. Reusser, E. Houlmann, H. Kühne: «Mi chiamo lampone / Mi chiamo Nuvola», autoedizione, in 3 lingue. Ordinazioni su info@tabea-aimee.ch.

© Tabea Reusser, Getty Images

IMPARIAMO L‚ASSISTENZA Trattare gli anziani e le persone bisognose di aiuto con cura e rispetto diventa sempre più importante nella nostra società, interessata da un progressivo invecchiamento demografico. Ora, la Scuola Club Migros offre un corso base di assistenza che insegna ai partecipanti a prendersi cura delle persone bisognose di aiuto nella quotidianità e nello svolgimento delle attività domestiche. scuola-club.ch

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DOSSIER

CRESCITA

Chi mai vorrebbe rimanere un girino per tutta la vita?

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Crescere Le rane non sono le uniche a voler crescere: lo vogliamo anche noi! Fisicamente e interiormente, per affrontare la vita ed essere più consapevoli. È il principio fondante © Getty Images, iStock

della nostra esistenza. Senza crescita non c‚è futuro. Ma è sempre così? Vivai 2/16

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DOSSIER

CRESCITA

Il tempo delle mele e dei licheni Ogni cosa nasce, cresce e muore: ogni primavera, la natura ci ricorda il principio universale che governa i suoi cicli vitali.

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La crescita è un meccanismo fondamentale della natura. A primavera, nel giro di pochi giorni, i germogli che sbocciano sugli alberi si trasformano in fiorellini e foglioline. Ciò che osserviamo è uno dei fenomeni di crescita più veloci e ingegnosi presenti in natura. Grazie a un trucco davvero geniale, le piante arrivano a mettere in ombra addirittura la crescita animale. Nei loro germogli, infatti, le piante sviluppano già durante l’anno precedente una versione in miniatura di quasi tutte le cellule di foglie e fiori futuri. L’operazione richiede tempo ed energia. Ecco perché le piante si dedicano a quest’arduo compito durante i caldi mesi estivi, quando il sole fornisce loro energia in abbondanza. La primavera seguente, le piante devono semplicemente «gonfiare» con acqua le foglie e i fiori preparati in precedenza. Succede in un baleno e richiede pochissima energia. Alcune piante possono però essere anche molto lente. Il primato della lentezza lo detengono i licheni che vivono sulle rocce libere da neve dell’Antartide. A causa del freddo, le condizioni di vita sono tali che la crescita è possibile solo durante poche settimane all’anno. E persino in quelle settimane è talmente minima che passa inosservata. Basti pensare che alcuni licheni crescono solo di quattro millesimi di millimetro all’anno. Il principio della crescita è vecchio 12

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quanto l’universo. I cristalli, ad esempio, iniziarono a svilupparsi molto tempo prima che nascesse la vita sul nostro pianeta. Alcuni di loro oggi raggiungono oltre i dieci metri di altezza e formano intere catene montuose di rocce cristalline. Dall’esempio dei cristalli riconosciamo un principio fondamentale: la crescita presuppone un nucleo, germe o seme. Al centro di ogni fiocco di neve, per esempio, troviamo una minuscola particella di polvere che funge da punto di partenza per la cristallizzazione dell’acqua. Se l’acqua è troppo pura, non si possono formare cristalli di ghiaccio nemmeno se la temperatura cade al di sotto degli zero gradi centigradi. Invece della neve cadrà della pioggia congelata, che resta liquida mentre fluttua nell’aria e congela all’istante quando tocca terra. Al suolo infatti la pioggia congelata trova sufficiente polvere e sporcizia ed inizia quindi subito a sviluppare cristalli di ghiaccio. E così, nel giro di pochi secondi, la strada si può trovare ricoperta di un pericoloso strato di ghiaccio. Una coreografia perfetta

Di fatto la crescita di un organismo vivente è un fenomeno estremamente complesso. Richiede geni, proteine, ormoni e sostanze che consentono alle cellule di comunicare tra di loro in una perfetta coreografia di movimenti. Nei

vertebrati, uno dei più importanti personaggi a scandire il ritmo di crescita è la tiroide. Quest’ultima produce gli ormoni che, in un organismo, determinano quale parte del corpo cresce in quale momento. Il biologo Donald Brown della Carnegie Institution for Science negli Stati Uniti studia la funzione degli ormoni della tiroide nello sviluppo dei girini a rane. «Se la concentrazione degli ormoni è bassa, iniziano a formarsi dapprima le gambe e le braccia del girino», dice. Col progredire della crescita la concentrazione degli ormoni aumenta, accelerando il processo di metamorfosi. «La maggior parte delle trasformazioni avvengono quando la concentrazione degli ormoni è all’apice. In quel momento si sviluppano ad esempio gli organi interni come i polmoni.» Nella trasformazione del girino in rana gli ormoni svolgono un vero ruolo chiave. In ogni cellula del girino si trovano serrature adatte ad una determinata chiave. Infilando la chiave giusta, i geni delle cellule attivano o disattivano segmenti specifici del patrimonio genetico del girino. In definitiva, ogni ormone rilasciato dà accesso ad un determinato segmento del patrimonio genetico. E lì sta scritto qual è la prossima mossa che deve compiere la cellula. Grazie all’esatta sequenza degli ormoni, nel giro di pochi mesi il girino diventa una rana.

© Getty Images, iStock

Testo: Atlant Bieri


In fatto di crescita, le piante arrivano a mettere in ombra perfino gli animali.

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CRESCITA

Licheni in Antartide: una crescita estremamente lenta.

I limiti della crescita: non superare i 130 metri!

Dateci dentro con l’acqua, per favore!

La crescita è quasi sempre anche sinonimo di morte.

Il principio della crescita funziona talmente bene in natura, che il mondo da tempo dovrebbe essere sprofondato sotto uno spesso manto di biomassa. Ciò non è accaduto semplicemente per il fatto che ad ogni organismo vivente sono posti dei limiti nella crescita. Prendiamo ad esempio gli alberi. Sul nostro pianeta i più alti sono le sequoie sempreverdi giganti della California, che raggiungono senza problemi i cento metri e oltre. Attualmente la più alta misura 115 metri. Gli esperti di botanica hanno calcolato che l’altezza massima di una sequoia sempreverde è di circa 130 metri. Oltre questo limite, l’albero non può più trasportare acqua fino alle sue fronde. Ma non sono solo le leggi della fisica a porre limiti alla crescita degli alberi. Da millenni, gli esseri umani abbattono, falciano e disboscano arbusti e alberi. Attualmente, ogni anno sono eliminati 33 000 chilometri quadrati di fore14

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sta. Ciò corrisponde a tre quarti della superficie della Svizzera. Agli alberi, la crescita illimitata ormai è permessa solamente nelle riserve naturali. L’ossigeno atmosferico costituisce uno dei maggiori limiti naturali alla crescita, pur essendo – allo stesso tempo – uno dei presupposti base per una crescita veloce e illimitata. Sia gli animali che noi umani abbiamo bisogno di ossigeno per tutti i processi vitali che si svolgono all’interno del nostro organismo: la digestione, la produzione di energia o lo sviluppo di nuove cellule. In presenza di una maggiore quantità di ossigeno, questi processi si svolgono più velocemente e l’organismo è in grado di elaborare una maggiore quantità di sostanze. Di conseguenza, le creature viventi diventano più grandi. La vita sulla terra attraversò una fase di questo tipo 300 milioni di anni fa. A quei tempi la concentrazione di ossigeno nell’atmosfera aumentò, assestandosi per alcuni milioni di anni ad un livello superiore del 50 percento rispetto ad oggi. Ciò influenzò notevolmente la crescita degli insetti. L’apertura alare delle libellule poteva ad esempio raggiungere i 70 centimetri. Il corpo di un millepiedi arrivare ad una lunghezza di due metri.

Oggi, dimensioni di questo genere sono impensabili per gli insetti, afferma Johannes Bischof, biologo molecolare presso l’Università di Zurigo. Infatti, l’atmosfera non è in grado di fornire abbastanza ossigeno per mantenere in moto i processi vitali nel corpo di un tale insetto. Ma non è tutto. Infatti, per impedire che per sbaglio crescano eccessivamente, gli insetti dispongono di un gene che definisce la loro taglia. «Vi sono centinaia di geni che provvedono a impedire che un organismo superi la taglia prestabilita», sostiene Bischof. «Nel corso dell’evoluzione ogni specie animale sviluppa le dimensioni più adatte alla propria sopravvivenza.» La crescita è quasi sempre anche sinonimo di morte. Il principio è ben illustrato dallo sviluppo della rana. Nel corso della sua metamorfosi, la rana si deve liberare di parti del corpo diventate inutili, come ad esempio la coda o le branchie che possiede allo stato di girino. Ciò le riesce mediante una «crescita negativa», che i biologi chiamano morte cellulare programmata e che corrisponde alla distruzione controllata di singole cellule per il bene dell’organismo. Il processo è paragonabile a ciò che avviene in un’azienda in crisi. Se vuole sopravvivere, deve ridurre il personale, per tornare a dimensioni «sane». Il provvedimento è duro per il singolo, ma permette all’organizzazione di sopravvivere per intero. Senza la morte cellulare programmata, in natura molte cose non potrebbero svilupparsi. Allo stadio embrionale, la zampetta di un topo assomiglia per esempio ad una piccola vanga. Le singole dita si sviluppano solo grazie alla distruzione intenzionale delle cellule che si trovano negli spazi tra le dita. Ciò succede anche nella crescita della mano umana. La morte programmata è integrata nelle cellule viventi sotto forma di enzimi. Una volta attivati, questi distruggono poco a poco le cellule destinate a morire, che si ritirano lentamente e vengono infine divorate da quelle vicine, che ne ricavano sostanze nutritive per alimentare la propria crescita. E tutto ricomincia da capo. l

© f1online, Corbis, Tracey Jones (Flechte, ©Antarctica New Zealand Pictorial Collection, K024C-0708), iStock

DOSSIER


La torta s‚assottiglia... A lungo, la crescita economica è stata considerata la forza trainante del progresso e dello sviluppo. Ma i disastri ambientali e le crisi economiche hanno minato le basi di questa logica. Sempre più persone ritengono che percentuali elevate di crescita non siano sinonimo di qualità della vita. Testo: Lukas Hadorn

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rescita uguale prosperità: questa formula riassume il principio su cui si basa la nostra economia sin dall’inizio della rivoluzione industriale, circa 200 anni fa. Crescita significa più produttività, più beni e servizi, e quindi più investimenti, più lavoro e maggiori consumi. La crescita consente a nuovi fornitori di affacciarsi sul mercato, in quanto stimola la domanda economica. La nostra società dipende dalla crescita. Un secolo fa, in Svizzera vivevano meno di 4 milioni di persone; oggi questo numero è raddoppiato. Per poter garantire il benessere a questa popolazione in aumento, ovvero, per migliorare costantemente la qualità di vita di ognuno, la crescita è necessaria. Senza crescita, così vuole la teoria corrente, la società entra in crisi. In un certo qual modo, questa sembrerebbe una logica conseguenza. Se l’economia è stagnante, il successo di qualcuno implica automaticamente il fallimento di un altro. Solo se la torta continua a crescere ciascuno può prendersene una fetta più grande. Ed è proprio un’economia che cresce solo lentamente, o addirittura ristagna, il problema che i paesi più industrializzati dell’emisfero settentrionale si trovano ad affrontare da qualche tempo. Secondo gli esperti della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), in Svizzera

il PIL (prodotto interno lordo), considerato l’indicatore più importante per misurare l’attività produttiva, l’anno scorso è cresciuto solo dello 0,8 per cento. E in molti altri paesi dell’Europa la situazione è simile. «La crescita lineare dell’era dell’industrializzazione è finita. Da anni nel mondo occidentale la burocrazia e il debito pubblico crescono più rapidamente del PIL», ha dichiarato David Bosshart, direttore del Gottlieb Duttweiler Institut (GDI). Dal peak oil al peak everything

Così, si moltiplicano le voci di coloro che auspicano l’abbandono della crescita quale molla dello sviluppo sociale. Queste voci si odono da molto tempo, almeno sin dagli anni Settanta, quando gli economisti del «Club of Rome» presentarono uno studio che dimostrava i «limiti della crescita». Tale studio ipotizzava che se l’uso sfrenato dei combustibili fossili si fosse protratto anche nei decenni successivi, si sarebbe verificato un drastico calo della popolazione mondiale e della qualità della vita. Il messaggio era semplice: non esiste crescita infinita in un mondo finito. Per molto tempo, ci si è soprattutto preoccupati dello sfruttamento delle riserve petrolifere. La definizione Peak oil (picco del petrolio), che presagiva la

fine dell’era della produzione globale di greggio, divenne molto popolare. Pochi anni dopo, si passò a Peak everything, ovvero il timore che tutto si potesse esaurire, non solo il petrolio e il carbone, ma anche i metalli, i terreni agricoli e l’acqua potabile. In tutti gli scenari, c’è comunque un denominatore comune: il nostro concetto di crescita è il gran colpevole, poiché alla fine «chi troppo vuole, nulla stringe». Ma non è tutto: recentemente, alle preoccupazioni ambientali si è aggiunta una critica filosofica nei confronti della crescita, e ci si chiede se in realtà più lavoro, salari più alti e maggior ricchezza non ci rendano più stressati e malati anziché felici. L’economista tedesco e critico della crescita Niko Paech ha scritto che la ricerca sulla felicità ha mostrato, che dopo aver raggiunto un determinato livello dei consumi, l’aumento del reddito pro capite non assicura ulteriore felicità. Ma allora, la crescita non è più un’autostrada verso la felicità, bensì un vicolo cieco! Il mondo economico si oppone fermamente a tali teorie. Di recente, la direttrice di Economiesuisse ha definito la critica alla crescita come un «lusso». La Federazione delle imprese ha creato un sito web dedicato all’argomento (warum-wachsen.ch), in cui si vogliono Vivai 2/16

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DOSSIER

CRESCITA

sfatare diversi miti, ad esempio l’affermazione che la crescita esponenziale non sia possibile a lungo termine, o il «luogo comune» che danneggi l’ambiente. Ma qual è la verità? La crescita è ancora possibile e necessaria al giorno d’oggi o è un principio obsoleto? «La fase importante della crescita è giunta al termine», afferma convinto il direttore del GDI David Bosshart. «I prossimi due decenni, segneranno il passaggio dall’era industriale a quella digitale. Le attuali nozioni di mercato, i nostri strumenti di misurazione e modelli economici sono un’eredità del mondo industriale, caratterizzato dalla mancanza o dalla scarsità di risorse. Il mondo digitale, invece, è il mondo della sovrabbondanza di dati collegati in rete, che non siamo ancora in grado di utilizzare

Un edificio simbolico: la torre Roche a Basilea.

Anche se si potrà produrre con sempre minor manodopera e meno soldi, la torta non diventerà più grande. 16

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Così dichiarano i fautori della Sharing Economy, secondo il principio “condividere anziché possedere”. Ciò vale per i trapani o gli alloggi per le vacanze, ma anche per le licenze e le soluzioni finanziarie o assicurative. L’idea si basa su un uso più efficiente di quelle risorse di cui non si ha bisogno in modo permanente. Un approccio più radicale è invece quello promosso dal movimento Decrescita, che si oppone alla crescita – considerata dannosa – non solo attraverso una rinuncia attiva al consumo, ma anche con la lentezza e la decelerazione. Ogni anno viene organizzata una conferenza internazionale dal titolo Degrowth, in cui si passano in rassegna i modelli economici che promuovono la rinuncia, la condivisione, lo scambio, ma anche la sostenibilità, all’insegna del concetto più ampio dell’economia post-crescita.

© Daniel Nussbaumer, iStock

La crescita? Non fa per noi!


in modo produttivo. Google, Amazon, Apple e Facebook sono la punta di diamante del cambiamento. Sappiamo solamente che, grazie a una tecnologia sempre più intelligente, saremo in grado di fare sempre di più con molto meno. Tuttavia, non sappiamo ancora quali nuove esigenze ne risulteranno e cosa tutto questo potrà significare per il mondo del lavoro.» In altre parole, se grazie a un’economia sempre più digitalizzata e automatizzata si potrà produrre con minor manodopera e meno costi, non ci si può più aspettare che la torta diventi sempre più grande: i conti non tornano! Bosshart è convinto che si debba sviluppare una nuova prospettiva di crescita e prosperità. Tra le altre cose, si dovrebbe abbandonare il PIL come indi-

ce di misurazione del benessere e dello sviluppo. «Dobbiamo fare una distinzione più precisa tra la crescita misurabile oggettivamente e la crescita percepita soggettivamente: il servizio WhatsApp Messenger, per esempio, ha grandissimo valore per molte persone, ma è misurabile solo limitatamente in quanto non vi avvengono transazioni finanziarie. Il PIL in sé e per sé è troppo impreciso per mostrare cosa significhi la qualità della vita al giorno d’oggi. Esistono nuovi standard economici, come la Sharing Economy o i Big Data, che ci consentiranno una vita più sostenibile, più trasparente e più semplice, senza che questo si rifletta nel PIL». Di conseguenza, secondo David Bosshart, un distacco radicale dal concetto di crescita come richiede, ad esem-

pio, il movimento Decrescita, non porta all’obiettivo. Si tratta piuttosto di abbandonare la logica economica dell’industrializzazione e pensare a nuove dimensioni, magari più piccole, decentrate e locali. «Il nostro mondo è ancora caratterizzato da sistemi lenti e complicati, imprigionati nelle pastoie burocratiche. Sistemi dalle soluzioni «troppo grandi per fallire», divenuti ormai irreversibili e inarrestabili. Dobbiamo staccarcene a favore di una cultura dalle soluzioni più pragmatiche.» Forse le due visioni possono trovare un punto d’incontro. Non abbiamo bisogno di una crescita quantitativa, bensì qualitativa. Non sono i numeri assoluti a fare la differenza, ma i valori relativi. Allora la crescita potrà renderci felici a lungo termine. l INSERZIONE

Bilanciamento dell‘acqua con il

Maggior benessere con il filtro per acqua da tavola BWT Magnesio ... è la sostanza minerale più nota e di cui abbiamo bisogno tutti i giorni. Chi vuole conservare la propria efficienza fisica e mentale dovrebbe assumere circa 300 mg* di magnesio al giorno. Questa sostanza minerale attiva una gran quantità di enzimi diversi che sono necessari per il nostro metabolismo.

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DOSSIER

CRESCITA

Quando le dimensioni contano davvero Non solo gli esseri umani, ma anche organismi e sistemi crescono e si ritirano. Appiamo parlato con persone che la vita ha reso esperti di crescita. Testi: Daniel Stehula, Imelda Stalder, Lukas Hadorn Foto: Véronique Hoegger

Super compatti Gli zebù nani di Karl Bürgi di Lauerz SZ sono un esempio di nanismo insulare, fenomeno per cui specie animali grandi rimpiccioliscono quando il cibo scarseggia.

Abbiamo iniziato a interessarci agli zebù nani dopo averli visti per la prima volta allo Zoo di Basilea. Avevamo appena rilevato un’azienda agricola casearia. I pascoli si trovano sui pendii situati sopra il Lago di Lauerz. Alcuni terreni sono molto scoscesi. Stavo quin18

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di cercando una razza di bovini di piccola taglia e dal passo sicuro. Gli zebù nani non danno molto latte, ma la loro carne è ottima, molto tenera, con un lieve sentore di selvaggina e povera di colesterolo. Questi animali non solo rimangono piccoli, ma crescono anche lentamente. Prima di poterli macellare ci vogliono due anni e mezzo. Vendiamo la carne direttamente, online e al mercato. Pur provenendo dall’isola tropicale dello Sri Lanka, anche qui da noi gli zebù stanno fuori tutto l’anno. Preferiscono rimanere in stalla solo quando le temperature scendono sotto zero.


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CRESCITA

Smetti di crescere! Barbara Ochsner, con i suoi 1,94 metri, è la donna più alta della Svizzera. L’insegnante di movimento è attiva da molti anni nel Klub Langer Menschen, un club per persone molto alte.

Me lo ricordo ancora come fosse ieri. Andavo all’asilo. Una volta, in 20

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piscina, guardandomi un bambino disse: «Grande com’è, non sa ancora nuotare!» In realtà avevo la sua stessa età, ma ero già molto più alta. Per me, essere più grande degli altri è normale e non è mai stato un problema. Mia madre era l’unica che a volte mi diceva: «Ora smetti di crescere!». A me non ha mai dato fastidio anche perché, essendo sempre stata sportiva, la mia statura ha sempre rappresentato un vantaggio.

Da adolescente avevo meno paura rispetto agli altri, ad esempio quando tornavo a casa al buio. Oggi mi rendo conto di essere forse stata un po’ ingenua, ma essere così alta mi dava un senso di sicurezza. Non faccio caso agli sguardi della gente, ma se non mi guardassero più me ne accorgerei!

© Thomas Langreder (ritratto: Harald Welzer), iStock

DOSSIER


Ridefinire la crescita Harald Welzer, psicologo sociale e critico della crescita, crede fermamente in un futuro senza crescita.

Dal punto di vista storico, l’attuale crescita economica e la cultura del «volere sempre di più» sono un’eccezione. In epoca premoderna, la crescita economica era praticamente inesistente. Si parlava di aumento demografico. Fino alla grave crisi economica di portata mondiale degli anni Trenta, la crescita economica non era di primaria importanza. Oggi si ha la sensazione che sia l’unico aspetto su cui gli Stati puntano per favorire la ripresa, trascinando la società nel vortice dell’accumulazione continua. Questioni quali l’eguaglianza sociale, la riduzione degli orari di lavoro o la parità tra uomo e donna sembrano essere marginali. Crescere in questo modo, con la relativa distruzione delle risorse, non è sostenibile. Alla lunga, sarà addirittura distruttivo. Possiamo andare avanti anche senza crescita? Certo, ma cambiare atteggiamento richiede tempo. Oggi la politica è ancora convinta che per poter investire nella socialità sia necessario crescere economicamente, perché i decenni all’insegna dell’austerità dopo la seconda guerra mondiale hanno portato a credere che per favorire l’economia sia necessario tagliare le spese. C’è però chi la pensa diversamente. Punta su altri modelli economici, crea cooperative, introduce valute locali, apre locali di scambio. Questa visione è però ancora ben lontana dall’essere il pensiero dominante.

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DOSSIER

CRESCITA

Luoghi in espansione Stefan Arnold, sindaco di Weiach, nel distretto Dielsdorf, nel Cantone di Zurigo. È uno dei comuni svizzeri che nell’ultimo periodo ha registrato una crescita maggiore.

Il nostro comune si sta espandendo rapidamente. Questo rappresenta una bella sfida per le nostre autorità, le imprese e la comunità. Nel 2010 Weiach contava 980 abitanti, alla fine del 2015 ne aveva esattamente 1400 e per la fine del 2017 ne prevediamo 1750. È un comune molto attrattivo, perché possiede ancora terreno edificabile ed è facilmente raggiungibile da Zurigo, Bülach e Baden. Ultimamente sono state costruite case di grandi dimensioni e ora tra la strada cantonale e il Reno sta nascendo un nuovo quartiere. La parte vecchia del paese, in zona collinare, è dominata da case a schiera e unifamiliari. Ora l’assetto edilizio taglia in due Weiach. Con i nuovi arrivi, la vita di paese cambierà. Il nostro compito è di accogliere a braccia aperte i nuovi abitanti e di favorirne l’integrazione. Per fortuna, in fatto di traffico pubblico, costruzione delle strade, scuole e asili, i sindaci che mi hanno preceduto sono stati lungimiranti e hanno tenuto conto del fatto che il nostro comune si sarebbe ingrandito.

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La crescita smodata dei dati Anastasia Ailamaki, per lavoro si trova costantemente sepolta sotto una montagna di dati. Insegna informatica al Politecnico di Losanna (PFL). È specializzata in sistemi di gestione delle banche dati.

Sentiamo spesso parlare di crescita esponenziale dei dati. Rendo l’idea con un esempio: in astronomia, solo quest’anno sono stati raccolti più dati rispetto agli ultimi 50 anni messi assieme. Già dal 2007 ne accumulavamo più di quelli che riuscivamo a salvare. Siamo confrontati con montagne di dati che non riusciamo più a smaltire. Per elaborare i dati, vale a dire per trovare risposte a domande concrete, bisogna innanzitutto filtrarli, organizzarli e uniformarli. Oggi sprechiamo un sacco di tempo e danaro per renderli accessibili. Sono procedure lunge e molto costose. È per questo motivo che abbiamo fondato RAW Labs, spin-off del PFL che permette di rendere efficiente l’elaborazione dei dati indipendentemente dal volume di dati raccolti. Questo permette anche di trovare i risultati auspicati nella giungla di dati in continua espansione.

© iStock

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DOSSIER

CHI CRESCE PIÙ VELOCEMENTE?

La giraffa

1,9 mm

è la sua crescita giornaliera in altezza. Nell’arco di sei anni raggiunge i 4,2 metri.

Toporagno d’acqua

2,7 mm Animale dell’anno 2016, cresce ogni giorno di 2,7 mm. Alla nascita pesa 0,6 grammi e dopo appena un anno raggiunge la sua corporatura adulta: 20 grammi, 7-10 centimetri (senza la coda).

Misure naturali! Crescere velocemente non è una prerogativa esclusiva dei grandi. Lo testimonia da sempre l‚erbaccia. Testo: Daniel Stehula Illustrazione: Martin Burgdorff

Zebra

1,5 mm

è la sua crescita giornaliera. 55cm in un anno.

Capelli

0,33 mm

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È quanto si allungano i capelli ogni giorno, circa un millimetro ogni tre giorni, 15 cm in un anno. Quelli delle donne possono raggiungere i 70-80 cm, di rado superare il metro, poiché cadono prima. Perdiamo 60-100 capelli al giorno.


Fungo porcino

20 mm La crescita giornaliera

Bambù

500 - 1000 mm al giorno cresce il bambù in condizioni ottimali. Il bambù che cresce più velocemente proviene dal Giappone: in appena 21 giorni può raggiungere i 20 metri.

Balenottera azzurra

7,76 mm è la crescita giornaliera della femmina, che in sei anni raggiunge i 17 metri.

Giavone

© iStock

Anaconda verde

0,9 mm è la sua crescita giornaliera. In 15 anni raggiunge i 490cm.

6 mm al giorno: questa erbaccia raggiunge il metro d’altezza in appena 6 mesi. In condizioni ottimali raggiunge addirittura i due metri.

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DOSSIER

INTERVISTA

”La nostra crescita interiore non si ferma mai, fino alla morte„ Verena Kast è psicologa e psicoterapeuta. Uno dei temi che le stanno a cuore, come docente e come autrice, è lo sviluppo interiore dell‚essere umano. È convinta che la crescita interiore non conosca età e che si possa almeno in parte influenzare. Testo: Daniel Stehula

Come si fa a crescere interiormente?

Non avrebbe una domanda più semplice?

È troppo generica?

È un tema molto ampio. Fondamentalmente, l’essere umano tende a evolvere. Lo vediamo già nei bambini quando scoprono il mondo. Se un bimbo si sente protetto e al sicuro, cerca il contatto con altre persone, scopre ciò che gli sta attorno, parte alla conquista del mondo. Se qualcosa lo spaventa, torna e si fa consolare. In sostanza, evolviamo grazie al confronto con il mondo e con le altre persone. Possiamo governare la nostra crescita interiore?

Fino a un certo punto. Possiamo coltivare l’introspezione o vivere senza farci troppe domande. I bambini non riflettono. Poi, crescendo, cambiano. Facciamo nuove esperienze e le condividiamo, in base all’importanza che rivestono per noi e per la nostra vita.

Come avviene?

Attraverso le emozioni, che sono una sorta di evidenziatore. Quando qualcosa ci tocca, riflettiamo, classifichiamo quanto vissuto e ne traiamo insegnamento. Se non siamo in contatto con le nostre emozioni, diventiamo indifferenti 26

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e impassibili, ostacolando così la nostra crescita interiore. Il rapporto che abbiamo con le emozioni dipende dall’educazione e dalla famiglia. Le emozioni sono quindi la chiave per crescere interiormente?

Le emozioni fanno parte della nostra vita. Dobbiamo percepirle per quello che sono realmente. Ad esempio, se mi sento triste, in realtà potrei essere arrabbiata per un conflitto non risolto. Arrivare al nocciolo permette di crescere. Le sconfitte aiutano davvero a crescere o è solo un modo di dire per consolare chi è triste?

Il punto è che non si tratta solo di tristezza. Oltre alle emozioni, abbiamo sempre alle spalle anche una storia. Tra gli specialisti del settore, il legame tra il vissuto, come i traumi, e la crescita interiore è un tema molto dibattuto. I dati non portano a conclusioni chiare, ma posso farle un esempio: se commetto un grosso errore, lo riconosco e mi riprometto di non ripeterlo, la sconfitta mi fa crescere. Non è sempre un percorso facile. C’è chi promette sempre troppo e vive lo stress di non potere mantenere tutto. Entra in gioco il suo comportamento narcisistico, attraverso il quale si vuole distinguere. Potrà crescere quan-

do lo riconoscerà, dicendosi: «Smetto di comportarmi così». A cosa portano le gravi perdite?

Ci sono persone che elaborano una perdita dolorosa grazie all’aiuto di famigliari e amici. Quando l’avranno superata, avranno fatto l’esperienza del supporto delle persone a loro vicine. Questo porta ad avere più fiducia nella vita. Esistono però persone che invece cadono in depressione, non riuscendo a cogliere l’opportunità di crescere. È quindi una questione individuale.

Certamente, ma di fronte a una situazione del genere, non dobbiamo nemmeno sentirci in obbligo di crescere a tutti i costi. Ognuno deve sentirsi libero di dirsi che non gli ha portato proprio nulla. Possiamo aiutare qualcuno nella sua crescita interiore?

Possiamo dare una mano facendogli sentire la nostra presenza, accompagnandolo nel suo cammino e cercando di capirlo. Non basta dare consigli, perché a volte i consigli sono una bastonata. Si possono ad esempio condividere le proprie esperienze, raccontando d’aver vissuto una situazione simile, come abbiamo reagito e cos’abbiamo imparato da quell’esperienza. Parlandone in modo


„Dobbiamo percepire le emozioni per quello che sono realmente„

© Sophie Stieger/13 Photo, iStock

Molto attiva Verena Kast (73 anni) è professoressa emerita di psicologia all’ Università di Zurigo ed ex docente all’Istituto C.G. Jung. È autrice di numerosi saggi e manuali di autoaiuto sui temi delle relazioni, le emozioni e il simbolismo. Tiene conferenze su questi temi in Europa, negli USA, in Cina e in Giappone. *Verena Kast, Altern – immer für eine Überraschung gut, Patmos Verlag (per ora solo in tedesco)

così specifico possiamo aiutare l’altra persona, a condizione che impari a fidarsi delle persone giuste. C’è un limite alla crescita interiore?

La nostra crescita interiore non si ferma mai, fino alla morte. Anche invecchiare è un processo di crescita. Ci sono però persone anziane che non vogliono più imparare cose nuove.

Ed è un peccato, anche se devo dire che non succede spesso. Di solito la mancanza d’interesse nasconde uno stato depressivo. Tra l’altro, nell’età che avanza è insito un paradosso del benessere. Invecchiando, perdiamo amici e famigliari e ci rendiamo conto che sta deperendo anche il corpo, ma allo stesso tempo ci sentiamo bene. A 70 anni possiamo star

bene come quando ne avevamo 20. È il tema che tratto nel mio nuovo libro.* C’è chi ricerca la crescita interiore nella meditazione, nello yoga o nella spiritualità.

L’essere umano sente l’esigenza di dare un senso più alto alla propria esistenza, non limitandosi al mero vivere. Vogliamo sentirci parte di un tutto. Meditare ci dà ad esempio un senso di pienezza e di pace interiore e questo ci fa star bene. Non è invece un bene rintanarsi nella meditazione come via di fuga dalla realtà. Esistono persone che si sentono vive solamente quando meditano. Per me, la dimensione esteriore e quella interiore devono convivere. Abbiamo bisogno sia del mondo esterno sia della nostra interiorità. l Vivai 2/16

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BIMBI MIGROS

Hot dog cileni Francisca Silva si trasformò in una bimba Migros in una piccola filiale del Mendrisiotto grazie a una specialità sudamericana. Oggi, l’artista 31enne vive a Zurigo. Testo: Stephanie Rebonati Foto: Christian Schnur (fotomontaggio Vivai)

Perché si definisce una bimba Migros?

Colpa dei panini Sandwiches! Mia madre è cilena, e nel suo paese si mangiano i completos. Questi hot dog, oltre alla salsiccia, accolgono anche avocado, pomodori e cavolo. E la Migros produce i panini perfetti per preparare questa specialità cilena. Scaldati leggermente in forno, diventano belli croccanti fuori e si mantengono morbidi dentro. Dove si trova la Migros della sua infanzia?

A Stabio, un piccolo comune del canton Ticino. Un tempo lì c’era una Migros piccolissima, in un edificio lungo e stretto. Ma persino in quella piccola filiale si trovavano gli ingredienti ideali per preparare autentici completos. Chiedete a mia madre! La sera spesso i panini erano esauriti e dovevamo sostituirli con la baguette. Un autentico dramma per me e mio fratello! Dove preferisce fare la spesa oggi?

Alla Migros di Limmatplatz, a Zurigo. È enorme, si trova di tutto ed è a un passo da casa mia. Le mie sono visite quasi quotidiane, visto che ogni mattina bevo una spremuta di limone fresca! Acquista soltanto alimentari o anche altro alla Migros?

Sono un’artista e alla Migros trovo anche molte cose per il mio atelier, ad esempio

Ha abitudini alimentari speciali di cui tiene conto facendo la spesa?

Io seguo principalmente un’alimentazione vegana e sono intollerante al glutine. Alla Migros trovo tutto ciò che mi serve. Mi piacciono moltissimo i prodotti a base di soia Alnatura. Quando sono fuori casa, bevo spesso e volentieri anche il latte macchiato o il cappuccino vegano alla soia. Visto che cucino con piacere, compero regolarmente tofu e pasta senza glutine. Un’amica italiana un giorno mi disse che i miei spaghetti alla bolognese con quorn macinato Cornatur erano migliori di quelli tradizionali di sua nonna!

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per

i completos!

No. Ora so esattamente dove si trovano. Comunque ritengo che le etichette Migros siano ben strutturate. Quando si guarda da vicino un prodotto, si capisce subito se è vegano, privo di lattosio o di glutine. Ed è senz’altro un bell’aiuto! Che cosa le manca alla Migros?

Un tempo c’era una miscela per preparare il pane senza glutine. Non la vedo da molto tempo sugli scaffali. Peccato, era davvero buona! l

Sin dalla sua infanzia, la bimba Migros Francisca Silva stravede per i panini Sandwiches della Migros, perfetti per preparare l’hot dog alla cilena!

Non è troppo impegnativo cercare tutti questi prodotti speciali?

Sei anche tu una bimba o un bimbo Migros? Contattaci! vivai@mediasmigros.ch

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”Perfetti

prese elettriche, pennelli, il rotolone di carta da cucina o i guanti di gomma. E nel mio bagno c’è sempre il balsamo doccia citronella & oliva della Kneipp.

Cifre

e fatti

Ogni anno vengono venduti oltre 2,5 milioni di confezioni di panini sandwich M-Classic Terrasuisse. Le 460 tonnellate di farina bianca necessaria a produrli, provengono esclusivamente da coltivatori svizzeri.


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SOSTENIBILITÀ

MARCHI MIGROS

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Datteri dalla Tunisia Grazie al premio Fairtrade, la cooperativa di datteri Hazoua Palm della Tunisia è riuscita ad acquistare un camion frigorifero usato della Migros per trasportare i datteri.

Caffè dell‚Honduras

Nel 2010, la Migros ha cambiato l’intera gamma di prodotti a base di caffè, introducendo caffè da colture sostenibili e socialmente responsabili, certificato secondo i requisiti UTZ, ad esempio il caffè dell’Honduras.

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La Migros è stata il primo distributore nell’ambito della vendita al dettaglio mondiale a offrire verdure in scatola Fairtrade Max Havelaar. Dal 2012, ad esempio, sono disponibili i carciofi in lattina.

Ulteriori informazioni sui partenariati e sulla gamma completa dei prodotti a marchio Fairtrade Max Havelaar e UTZ sono disponibili sul sito

sozialnachhaltig.migros.ch

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Cioccolato dalla Costa d‚Avorio Dal 2014, tutto il cioccolato della marca Frey è certificato UTZ. Frey acquista i semi di cacao direttamente dai coltivatori locali, ad esempio in Costa d’Avorio.

Conserve dal Perù

Dall‚Indonesia e dal Perù alla Migros

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Arance dal Brasile

La maggior parte dei succhi M-Classic, Gold e Sarasay porta l’etichetta Fairtrade Max Havelaar. Il succo d’arancia proviene da due cooperative di agricoltori del sud del Brasile.

© iStock (fotomtaggio Vivai)

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Nocciole dalla Turchia

La Migros è stata uno dei primi distributori al mondo ad offrire le nocciole del programma di sostenibilità UTZ provenienti dalla Turchia.

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Baby mais dall‚India

Nel sud dell’India, 90 piccoli agricoltori dello stato del Karnataka si sono riuniti in una cooperativa al fine di ottenere la certificazione Fairtrade. Sono i primi produttori di baby mais al mondo ad aver ottenuto una certificazione, e dal 2015 la Migros è il primo rivenditore a livello mondiale a offrire baby mais Fairtrade.

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Riso dalla Thailandia

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Grazie al premio Fairtrade, la cooperativa per il riso Nam Om della Thailandia ha potuto costruire un magazzino e una riseria. Inoltre, è stato istituito un fondo sociale per la formazione scolastica dei figli dei soci. Questi ultimi possono anche usufruire di prestiti agevolati per sviluppare attività economiche alternative (piscicoltura, artigianato ecc.).

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Rose dal Kenya

Da 15 anni, le piantagioni di fiori Waridi Fairtrade producono rose per il mercato europeo. Nel 2015, con il denaro del premio Fairtrade è stato costruito un ponte e attuato un progetto per ridurre le infezioni di malaria tra i dipendenti e le loro famiglie.

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Tè dall‚ Indonesia Dal settembre 2012, per la preparazione dell’Ice Tea della Migros, oggi una bevanda culto, si utilizza esclusivamente tè nero o verde proveniente dalle piantagioni dell’isola Giava, certificate UTZ.

Un impegno globale I marchi di sostenibilità garantiscono che i produttori certificati di tutto il mondo lavorino in buone condizioni, investano nell’istruzione e pratichino un’agricoltura ecologica. Come partner di Fairtrade Max Havelaar, la Migros sostiene questi programmi e punta inoltre sui prodotti certificati UTZ. Testo: Imelda Stalder Vivai 2/16

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ALIMENTAZIONE

ZUCCHERO

Dolce come il peccato Lo zucchero è un nutriente irrinunciabile per il nostro corpo. Qual è il problema allora? È così buono, che all’uomo moderno risulta difficile consumarlo con misura. È quindi l’abuso a causare i più svariati problemi di salute e... critiche sempre più aspre. Testo: Lukas Hadorn

’era un cartone animato pubblicitario che risale al dopoguerra, agli anni 50, e veniva trasmesso nelle regioni di lingua tedesca. Una ragazzina saltella sullo schermo, e una voce proclama: «Ah, come sarebbe brutta la vita se non ci fosse più lo zucchero. Una ragazza così giovane e carina sarebbe grassottella, rotondetta e pesante.» La giovane donna, improvvisamente sovrappeso, fa esplodere una bilancia. Poi all’improvviso appare una confezione di zucchero e la ragazza ritorna magicamente magra. E la voce fuori campo commenta: «Lo zucchero fa magie e il tuo corpo resta snello come un fuscello! Lo zucchero... il dimagrante magico?! È incredibile, ma sono passati appena 60 anni da quando veniva diffuso questo messaggio. Nel frattempo, non solo gli autori di pubblicità sono diventati più raffinati, ma anche la scienza dell’alimentazione ne sa di più in materia. A un’analisi 32

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rigorosamente scientifica, la polvere bianca non ne esce certo bene: lo zucchero non rende magri, ma malati! Una bella rivoluzione, ma che cosa è successo? Un tempo limitato, oggi esagerato

La spiegazione per questa inversione di tendenza nella percezione pubblica dello zucchero è da ricercare nello sviluppo della società consumistica. Nel medioevo e all’inizio dell’età moderna lo zucchero era considerato come un alimento pregiato, da dosare con moderazione. Un prodotto di lusso, importato da oltremare. La visione cambiò nel 19esimo secolo, quando fu possibile estrarre il saccarosio dalle barbabietole locali e la coltivazione estensiva divenne possibile anche qui da noi. Improvvisamente lo zucchero era economico e onnipresente. E qui cominciarono i problemi: denti marci, sovrappeso e diabete. L’eccesso ha reso un genere di conforto un vero e proprio veleno.

Meno zucchero La Migros in azione Anche la Migros, in quanto produttrice alimentare e dettagliante, deve prendersi le sue responsabilità. Nell’ambito del suo programma di sostenibilità, Generazione M, tra il 2011 e il 2013 ha ridotto del 5 fino al 10 percento il contenuto di zucchero in oltre la metà dell’assortimento nazionale di yogurt. Inoltre ha promesso di modificare entro il 2019 le ricette di più di 150 articoli di marca propria, per far sì che contengano meno zucchero, sale e grassi, ma più fibre.

© Marta Greber, iStock (fotomontaggio Vivai)

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DOSSIER

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ZUCCHERO

Lo zucchero non è in assoluto un male per il corpo. Fornisce energia, di cui abbiamo bisogno per pensare e per controllare e muovere il nostro corpo. I carboidrati, ovvero composti di molecole di zucchero, sono la fonte principale di nutrizione di quasi tutti i popoli della terra. Lo zucchero si trova nelle patate, nei cereali, in legumi, frutta e verdura e questo durante tutto l’anno. Ciò a condizione che l’uomo abbia realmente bisogno di questo apporto d’energia, che la bruci insomma. Altrimenti lo zucchero viene immagazzinato sotto forma di grasso. Nei paesi industrializzati dove le persone passano le giornate con il sedere attaccato alla poltrona, questo rappresenta un serio problema. Per comprendere perché lo zucchero è così dannoso per il nostro organismo, bisogna capire come viene metabolizzato nel nostro corpo. Il principio fondamentale è sempre lo stesso: non conta se uno consuma carboidrati sotto forma di latte, una mela o una cialda al cioccolato, questi vengono sempre scissi da enzimi nello stomaco nelle sue singole componenti. Ci sono 3 diversi tipi di questi zuccheri semplici: il glucosio, il fruttosio e il galattosio. Lo zucchero del latte, ad esempio, è composto di una molecola di glucosio e da una di galattosio. Lo zucchero che si usa in cucina è una combinazione di glucosio e fruttosio. La scissione in zuccheri semplici è necessaria, perché solo in questo modo lo zucchero raggiunge il sangue attraverso la parete dell’intestino. La durata di questo processo è diversa a seconda dell’alimento. I carboidrati nei prodotti integrali, ad esempio, sono lunghe catene di molecole di glucosio, che vengono scisse lentamente e giungono nel sangue lungo un periodo di tempo più diluito. Il glucosio puro, al contrario, viene assorbito molto rapidamente. Questo fatto è estremamente rilevante per la salute, poiché più glucosio si trova nel sangue e più forte è la reazione del pancreas. Questo libera insulina per ridurre nuovamente la concentrazione di zucchero nel sangue. Quando queste oscillazioni sono continue e forti, l’efficacia dell’insulina 34

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Ogni anno mangiamo e beviamo più di 45 chili di zucchero a testa. 2,5 volte la quantità raccomandata dall‚UFS.

può indebolirsi. Ciò è esattamente quello che succede in caso di diabete mellito. Da quando queste interrelazioni sono note, nella scienza dell’alimentazione si è imposto un nuovo metodo per analizzare la questione: l’indice glicemico (IG). Misura la velocità con cui gli zuccheri semplici assunti con l’alimentazione giungono nel sangue, provocando un picco glicemico. Più lento è l’assorbimento, più è sano. Frutta e verdura non lavorate hanno un IG basso, mentre bibite dolci, pane bianco e riso presentano un valore alto. È ancora più sensato, analizzare il carico glicemico (CG) di un alimento, dal quale si possono evincere non solo il tempo di assorbimento dello zucchero, ma anche la concentrazione di carboidrati in un alimento. Le carote cotte, ad esempio, hanno un IG alto, ma non sono assolutamente nocive per la salute, perché questo valore corrisponde a un CG è basso, dato che le carote sono composte in prevalenza di acqua. Lo zucchero è ovunque

Per lungo tempo si è pensato erroneamente che il fruttosio fosse uno zucchero semplice più sano del glucosio, dal momento che il fruttosio veniva metabolizzato senza secrezione d’insulina. Oggi sappiamo che è esattamente il contrario. Siccome il fruttosio viene assimilato solo da pochi organi del nostro corpo, principalmente nel

fegato, può verificarsi un ingrossamento di quest’ultimo. Un cosiddetto fegato grasso può a sua volta accentuare l’insulino-resistenza. La situazione è ulteriormente peggiorata di recente, poiché in molti alimenti, dalle bibite dolci allo yogurt, fino al pane e al müesli, vengono aggiunti fruttosio puro o sciroppo di fruttosio e glucosio (sciroppo di mais). A causa della produzione artificiale e della lavorazione industriale di glucosio e fruttosio, senza accorgercene, assumiamo più zucchero. Anche prodotti salati come la salsa per l’insalata o il ketchup contengono spesso molto zucchero, proprio come i cibi che vengono spacciati per «poveri di grassi» o «senza grassi». In Svizzera vengono consumati all’anno più di 45 chili di zucchero pro capite, due volte e mezza la quantità che l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) raccomanda. Sovrappeso, diabete mellito e disturbi cardiovascolari sono diventati malattie endemiche. Insomma, mangiamo troppi zuccheri. Fa male ed è un peccato, perché se mangiato con moderazione, lo zucchero potrebbe essere esattamente quello che era 200 anni fa: un prodotto di lusso. Rende più intenso il sapore di cibi e bevande e inonda il corpo di sensazioni di piacere e beatitudine. È una polvere magica. A meno che non siamo proprio noi a renderla una diavoleria. l

Nota sull’autore Futuro coach nutrizionista Da ottobre il nostro autore Lukas Hadorn segue una formazione da Coach in nutrizione alla Scuola club Migros. Da allora non solo si è tolto qualche brutta abitudine, come per esempio quel fisiologicamente insensato piatto di pasta prima dell’allenamento, ma ha anche imparato molte cose nuove. Con questo articolo si presenta per la prima volta in veste di professionista della nutrizione, naturalmente affiancato dal nostro esperto di alimentazione, il Dr. David Fäh.

© Ruth Küng

ALIMENTAZIONE


Diversamente dolce I dolcificanti rappresentano un‚alternativa valida?

E il miele? I succhi e gli sciroppi?

Non proprio. Chiaro, le bibite dolcificate artificialmente, ad esempio, non contengono zuccheri, e quindi nemmeno calorie, ecco perché vengono raccomandate come alternativa allo zucchero non solo ai diabetici, ma anche alle persone sovrappeso. Ma ci sono diversi studi che mettono in evidenza delle interazioni più complesse tra i dolcificanti e il metabolismo, che portano, ad esempio, alla modificazione della flora intestinale. Un ulteriore problema di queste sostanze è che il cervello sviluppa una dipendenza dall’assunzione regolare di sapori dolci. E anche questo ha i suoi effetti sull’organismo.

Tra queste forme di zucchero e il comune zucchero da cucina non c’è praticamente alcuna differenza. Il miele contiene oltre al fruttosio e al glucosio anche alcune vitamine, minerali e sostanze bioattive, seppure in piccole quantità. La verità è che per il corpo non fa praticamente alcuna differenza se al mattino i fiocchi vengono dolcificati con lo zucchero cristallino, il miele o lo sciroppo di agave. Più tardi nell’intestino tenue avrà tutto lo stesso aspetto.

Lo zucchero greggio è migliore di quello raffinato? No, dal punto di vista della fisiologia alimentare. L’unica differenza è che lo zucchero cristallino viene lavorato più a lungo. Lo zucchero greggio contiene oltre all’acqua anche resti di melassa, per questo risulta normalmente di colore giallo o marroncino.

Come si riconosce lo zucchero negli alimenti? Leggendo i valori nutrizionali riportati sulla confezione, sotto le voce carboidrati, viene indicata la quantità di zuccheri in percentuale. Vale la pena leggere anche le informazioni sul contenuto del prodotto. Un’operazione non sempre facile però. Lo zucchero si nasconde in quasi tutte le sostanze, i cui nomi finiscono in -ina o -osio, così come in una serie di ingredienti dai nomi insospettabili. Anche saccarosio, destrosio, maltosio, lattosio, raffinosio, glucosio, sciroppo di fruttosio, sciroppo di fruttosio e glucosio, sciroppo di amido, sciroppo di mais, estratto di malto, maltodestrina, destrina o destrina di frumento non sono altro che zucchero.

In quali alimenti si trova più zucchero di quanto comunemente si pensi? Un classico esempio sono le bibite dolci. In una bottiglia da mezzo litro di cola si trovano non meno di 13 zollette di zucchero. Anche un vasetto di yogurt alla frutta o un bicchiere di succo d’arancia possono contenere tranquillamente 6 zollette di zucchero. I prodotti già pronti, convenience e fast food racchiudono a volte davvero inaspettatamente molto zucchero. Il prodotto di punta di una nota catena di hamburger contiene circa 2 zollette di zucchero al pezzo.

Quali dolcificanti esistono sul mercato? I dolcificanti sintetizzati artificialmente più noti sono il ciclamato, l’aspartame e la saccarina. Queste sostanze sono rispettivamente 30, 200 e 400 volte più dolci dello zucchero normale e senza calorie. Anche la stevia può essere considerata un dolcificante sintetico, in quanto non viene estratta direttamente dalla pianta, ma prodotta da composti chimici isolati della pianta. Poi ci sono una serie di sostituti dello zucchero, meno calorici dello zucchero, come il sorbitolo e lo xilitolo, che si trovano ad esempio nelle gomme da masticare.

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INDOVINA CHI . . . ?

LO PSICOLOGO E IL PERSONAGGIO MISTERIOSO

Shopper sportivo Pochi grassi, tante proteine, prodotti integrali ricchi di fibre e una tendenza verso l’alimentazione funzionale: il nostro esperto è quasi sicuro che il nostro misterioso acquirente sia un giovane uomo in perfetta forma. Avrà visto giusto? Foto: Nik Hunger

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na combinazione di alimenti alquanto curiosa quella esposta su questo nastro. Quattro yogurt Greek Style Oh!, inseriti recentemente in assortimento con lo 0,1 percento di grassi e un contenuto di proteine superiore alla media, affiancano i filetti di pangasius e la pasta integrale bio. Strano abbinamento? Dopo ben 40 analisi, conosco abbastanza bene l’alfabeto della lingua delle immagini e leggo le combinazioni degli articoli 36

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sui nastri come fossero frasi alimentari. Più alimenti parlano la stessa lingua, più è facile decifrare una fotografia. In altre parole, anche questo nastro si legge come un testo. Fate la prova! Gli yogurt scelti, il latte magro, la ricotta e il formaggio fresco vanno tutti nella stessa direzione e si amalgamano formando la prima frase: la persona che ha fatto questa spesa preferisce i latticini a basso contenuto di grassi. L’acquirente

segue un’alimentazione perlopiù povera di grassi? Ma i croccantini di pesce non sono proprio dietetici! Un’occhiata ai valori nutrizionali ci svela che la variante scelta ha un contenuto di grassi sorprendentemente basso, ossia il 5 percento! Quali altre combinazioni alimentari sono identificabili? Per quanto riguarda i carboidrati, si nota una netta preferenza per i prodotti integrali ricchi di fibre. Pure la scelta delle proteine segue chiaramente


Questa spesa è stata fatta alla Migros di Hofmatt a Kriens LU.

questa linea: tonno e pollame magro sono fonti proteiche animali a basso contenuto di grassi e calorie. Persino i gruppi alimentari che non sono presenti sul nastro permettono di trarre conclusioni interessanti. Mancano all’appello dolci e verdure invernali. Per quanto concerne gli ortaggi, la cosa mi stupisce, poiché tutto fa pensare che la spesa sia opera di una persona che non cede facilmente agli acquisti impulsivi. Conosce i valori nutritivi e cerca di seguire un’alimentazione sana, povera di grassi, ma ricca di proteine e fibre. In questo quadro, non rientrerebbero quindi alla perfezione anche carote, sedano e verza? Invece ci sono cuori di palma e pomodori. È solo una questione di gusti oppure c’è un altro motivo? Gli yogurt Oh!, il latte magro e i cereali per la colazione All Bran indicano

„Si tratta di una

persona che non cede facilmente agli acquisti impulsivi.

Lo psicologo dell’alimentazione Il Dr. Robert Sempach dirige il settore Salute del Percento culturale Migros. Il suo progetto attuale è Tavolata, riunioni a tavola per persone anziane. Informazioni su www.tavolata.net

una chiara tendenza verso un’alimentazione funzionale, che ricalca perfettamente il profilo dei giovani uomini sportivi. Anche tonno e pollame sono fonti proteiche molto amate dai giovani che si allenano per mantenersi in forma. Unendo le singole frasi alimentari, nasce la seguente conclusione: la spesa è stata fatta da un giovane uomo sportivo, che forse condivide l’appartamento con un amico altrettanto sportivo o una compagna; attento alla sua alimentazione, si allena regolarmente in palestra o pratica un’attività sportiva. Sono consapevole che la mia analisi non è mai esatta al 100 percento. Ma di una cosa sono assolutamente sicuro: la spesa è stata fatta nella Svizzera centrale. Una certezza che devo alle scritte in piccolo sull’etichetta! Chi è? Per scoprirlo, volta pagina. Vivai 2/16

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INDOVINA CHI . . . ?

La soluzione È Vitor Augusto Gregório Cappellini (26 anni), detto Guto, il nostro misterioso acquirente! Per il giocatore brasiliano dell’SC Kriens, la squadra di calcio lucernese, in tavola la priorità deve essere data alla salute e non al piacere.

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I

l signor Sempach ha notato l’assenza delle carote? Per me i cuori di palma ricoprono la stessa funzione. In Brasile, vengono utilizzati in molti piatti e mi piacciono molto, per accompagnare ad esempio a meraviglia l’insalata con tonno e funghi trifolati. Sono arrivato per la prima volta in Svizzera nel 2011 per disputare con la mia squadra una partita contro il Grasshoppers. Non avrei mai pensato di poter vivere qui un giorno! Ma dopo São Paulo, l’Italia e Wohlen, sono atterrato a Kriens. Il calcio è la mia vita, rimanere un calciatore professionista è il mio obiettivo. Con un’alimentazione sana e funzionale, cerco di dare il meglio al mio corpo. Ci alleniamo una o due volte al giorno, il sabato ci sono le partite. Dopo l’allenamento, non mi va di stare in cucina per ore! Se cucino per me, devono essere piatti semplici e sani. Cerco di acquistare alimenti ricchi di proteine e fibre alimentari, ma con pochi grassi. Le mie conoscenze sui valori nutritivi sono il frutto di anni di esperienza come calciatore. Ad esempio, ho imparato che le proteine del pollame nutrono e tonificano la massa muscolare. Di solito a mezzogiorno mangio carne magra o pesce con riso e insalata; la sera evito i carboidrati. Non sono un grande fan delle verdure. Ovviamente mi piace la buona cucina, ma lo sport mi impedisce di privilegiare il gusto. Dò la preferenza agli alimenti che fanno bene al mio corpo. Perciò evito per quanto possibile i grassi e i dolci. Mio fratello in questo è molto diverso. Cuoco di professione, era lui che si occupava delle spese e della cucina quando dividevamo l’appartamento. I suoi piatti erano deliziosi, ma non sempre ideali per i miei allenamenti! Da quando mio fratello è andato a vivere a Londra, la mia compagna e i miei amici brasiliani sono diventati la mia famiglia svizzera. Di tanto in tanto andiamo al ristorante o si cucina in casa degli uni o degli altri. In quelle occasioni ci concediamo un bel pezzo di carne! l A cura di Ueli Bischof.


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MOVIMENTO

PROBLEMI POSTURALI MODERNI

Digitare, finché i pollici bruciano Stiamo seduti quasi sempre e ovunque, con lo sguardo basso, fisso sui nostri smartphone e come se non bastasse portiamo le scarpe sbagliate. Come contrastare l’insorgere della WhatsAppite e dei piedi da stiletto? Testo: Petra Koci

s

tiamo seduti per ore, a scuola, in ufficio, nel bus, sul divano. Passiamo molto tempo con lo sguardo fisso verso il basso, su uno schermo, cliccando finché ci dolgono le dita. Lo stile di vita moderno ci induce ad adottare posture innaturali. Se vengono mantenute per molto tempo o ripetute, si rischia seriamente di sovraccaricare la muscolatura, i tendini e i legamenti. A lungo termine, possono manifestarsi anche problemi ai dischi intervertebrali nonché un’usura precoce delle articolazioni. La ricetta per una migliore postura nella quotidianità? Sciogliere la muscolatura con frequenti interruzioni, suggerisce Carolin Heitz, ergonomista presso la Scuola superiore di scienze applicate di Zurigo (ZHAW).

Problemi posturali dell‚era moderna Collo da cellulare e tablet

Chinando in avanti la testa per ore con gli occhi puntati sul display, si sovraccarica la muscolatura cervicale. Che fare? Testa alta! Il cellulare andrebbe posizionato leggermente sotto l’altezza 40

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degli occhi. Non appoggiare il tablet sulle gambe, bensì su un tavolo e meglio ancora su una superficie inclinata, ad esempio un classificatore. Chi naviga fuori casa, può sistemare la borsa sulle gambe e appoggiare le braccia. Oltre a sgravare la muscolatura delle braccia, così si ottiene anche un angolo visuale migliore. È importante interrompere ripetutamente la postura a testa bassa. Gli esercizi di rotazione della testa e delle spalle aiutano a sciogliere i muscoli. Pollice da sms/WhatsAppite

Messaggiando senza sosta, ripetiamo continuamente lo stesso movimento. Se i pollici o le mani sono fortemente sollecitati per più di quattro ore, possono manifestarsi contratture dolorose, che svaniscono riponendo l’apparecchio per un tempo sufficientemente lungo. In molti casi è più facile a dirsi che a farsi! Che fare? La prevenzione inizia già dalla battitura: integrare qualche pausa, ridurre la frequenza dei messaggi, usare altre dita. Altrimenti, perché non semplicemente telefonare? Potete anche eseguire molti brevi esercizi di rilassamento, come ad esempio stringe-

re e rilasciare il pugno, scuotere mani e braccia, roteare spalle e polsi. Spalla da smartphone

Guardiamo spesso video musicali e filmini divertenti sullo smartphone, preferibilmente in formato orizzontale. Quindi teniamo l’apparecchio con il braccio teso e giriamo la mano. La spalla subisce una leggera rotazione, la muscolatura della spalla e della nuca rimangono contratte. Che fare? Sarebbe già utile cambiare braccio di tanto in tanto. Oppure appoggiare il braccio e l’apparecchio. Per sciogliere la muscolatura sono efficaci esercizi quali ruotare le spalle, scuotere le braccia oppure ad esempio la farfalla: con le braccia piegate e le punte delle dita appoggiate lievemente sulle spalle, unire i gomiti all’altezza del petto finché si toccano, poi allontanarli. Postura della tartaruga

Come se stare seduti per ore non bastasse! Spesso ci incurviamo persino sulla scrivania, lasciando cadere le spalle in avanti e inarcando la schiena. Che fare? Moto, movimento e attività fisica. Alcuni lavori possono essere svolti


Š Getty Images

Pause regolari e esercizi aiutano a rilassare le dita in caso di utilizzo intensivo di smartphone e tablet. Vivai 2/16

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PROBLEMI POSTURALI MODERNI

anche in piedi o appoggiandosi allo schienale. Camminare durante le pause e recarsi al lavoro a piedi. Sono benefici anche gli sport quali walking, jogging e nuoto, che consentono al corpo di allungarsi. E se bisogna proprio stare seduti, allora che sia in modo attivo! Quindi bilanciarsi avanti e indietro regolarmente e muovere il bacino. Cambiare posizione includendo gambe, braccia, busto e spalle, così i muscoli e la colonna vertebrale rimangono in movimento. Seduti o in piedi, vale sempre il buon vecchio motto: «Testa alta, petto in fuori!». Quindi spalle indietro e schiena diritta. Piedi da stiletto

I tacchi alti sono eleganti, allungano le gambe (perlomeno otticamente). Indossati per qualche ora, possono anche rappreINSERZIONE

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I tacchi alti sono eleganti, ma se indossati costantemente possono provocare un sovraccarico dei piedi.

sentare un buon allenamento per la muscolatura dei piedi. Ma più sono alti, e più a lungo vengono indossati, più il peso del corpo viene trasferito sull’avampiede e il busto tende a cadere in avanti. Questo spostamento del baricentro provoca un’accentuazione della curva lombare (iperlordosi). I tacchi sovraccaricano anche l’articolazione della caviglia, provocando un accorciamento del tendine di Achille e della muscolatura del polpaccio. Che fare? Tacchi alti con moderazione. Ogni tanto sostituirli con una scarpa piatta. Esercizi di stretching del polpaccio e flessioni delle dita verso la pianta dei piedi aiutano a mantenere la mobilità. Camminare scalzi è una variante sana e molto efficace. Dovendo contrastare le irregolarità del terreno, la muscolatura dei piedi si rafforza. l

© Getty Images

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BENESSERE

NATURALEZZA

Un trucco nature

Rosso naturale!

Naturalmente grigio

Belle come la natura! Oggi come non mai si interviene per correggere l’aspetto del viso con scalpelli, siringhe o semplicemente con il make up. In controtendenza cresce il desiderio di naturalezza che influenza non solo la scelta dei prodotti cosmetici, ma anche la definizione di bellezza. Testo: Gisela Femppel

n

aturale è un termine che ci ritroviamo a pronunciare relativamente spesso e in maniera assolutamente disinvolta. La maggior parte delle volte lo usiamo come sinonimo di «ovviamente», «sicuro», ma anche di «ma certo». Altrettanto sconsideratamente utilizziamo la parola «naturale» anche come aggettivo per tutto ciò che consideriamo ecologico, allo stato naturale, verace e primitivo. La verità è che non siamo mai stati così lontani dalla natura come oggi. E quanto più ce ne allontaniamo, tanto più la cerchiamo e la invochiamo. L’attore tedesco Sebastian Koch raccontò non molto tempo fa in un’intervista che a Los Angeles tutti parlano di natura e di 44

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naturalezza, mentre in realtà L.A., e soprattutto Hollywood, è il posto più artificiale che si possa immaginare. «Naturale» è praticamente ovunque declassato a un attributo lifestyle e a una parola scandalosamente abusata in pubblicità. Il motto sembra essere «più è naturale, più è sano». In qualunque prodotto troviamo scritto «naturale», supponiamo che contenga molta natura. La realtà senza trucchi Per quanto riguarda la bellezza naturale, oggi ci siamo palesemente allontanati dalla natura. Quale corpo e quale viso è oggi esclusivamente il risultato di buoni geni? Quali labbra carnose non sono state

costruite da un qualche dottore? E si può essere davvero sicuri che bionda naturale non sia solo il titolo di una commedia americana? Un’intera industria prospera grazie al desiderio di una bellezza perfetta – poco importa che sia più o meno naturale. Da tanto tempo non si tratta più come prima di valorizzare le proprie caratteristiche naturali. Le persone, oggi, vengono rimodellate dalla testa ai piedi. E ciò non riguarda più da molto solo donne e uomini famosi. Anche per molta gente comune lo stato di naturalezza è andato completamente perduto. Ci sono seni che sfidano le regole della forza di gravità, unghie e capelli la cui crescita non conosce limiti e visi inespressivi che non


Una bellezza naturale Saranno bianchi di natura?

© Corbis, Gallery Stock, Getty Images, iStock

Fare punti con la naturalezza

tradiscono più emozioni. In tutto il globo si tagliuzza, riempie, siringa, aspira e corregge con il laser. Con tatuaggi e piercing i corpi vengono trasformati in vere opere d’arte. Naturale è tutta un’altra cosa. Da questo desiderio ha preso avvio una nuova moda: l’undone, un look solo in apparenza casuale e non studiato. Le francesi ne sarebbero le inventrici. Padroneggiano l’arte della naturalezza, sono maestre nel dare l’impressione di essere appena uscite dal letto e di non aver avuto tempo per il trucco né tanto meno per pettinarsi. Questa naturalezza apparente è quella che ritroviamo in molte tendenze beauty di questi giorni. Molte star e modelle po-

stano selfie dei loro visi senza trucco, una sorta di prova della loro naturale bellezza. Ciò può essere davvero genuinamente naturale per qualche donna, ma nella maggior parte dei casi è solo finzione. Di norma dietro quella perfetta naturalezza si nascondono un buon visagista, un buon parrucchiere e un bravo stilista. Anche dietro al tanto in voga nude look si nasconde un buon fondotinta e molte sfumature di colore. Cosmetici incontaminati Quando si tratta di cura della pelle, prendiamo invece posizioni molto più chiare: la cosmetica naturale è richiesta più che mai. Le donne vogliono prendersi cura

del proprio corpo utilizzando, per quanto possibile, sostanze naturali pregiate. La cosmetica naturale fa uso di sostanze vegetali in concentrazioni elevate, ma i suoi prodotti si caratterizzano anche grazie a quello che non contengono. Niente silicone, parabeni, paraffina o altri prodotti derivati dal petrolio, nessun profumo o conservante sintetico. Nonostante la cosmetica naturale non costituisca un marchio protetto dalla legge, a tutela della consumatrice consapevole esistono molte indicazioni affidabili. Il sigillo di cosmetica naturale garantisce che un prodotto rispetta tutti i criteri della cosmesi naturale certificata. Ma ne varrà poi davvero la pena? Naturale! l Vivai 2/16

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BENESSERE

NATURALEZZA

Cos‚è la bellezza naturale? Le risposte dei nostri intervistati

Lisciante

Con oli naturali per una pelle morbida.

Kazu Huggler, 45 anni, stilista

La bellezza naturale è una questione di atteggiamento. Riguarda la rilassatezza e la fiducia nei confronti della natura. È imprevedibile, cambia in continuazione ed è noncurante del tempo che passa – e proprio per questo preziosa.

Florian Blattmann, 30 anni, capocantiere

Quando penso alla bellezza naturale, mi vengono in mente le donne che emanano positività e autenticità. donne senza trucco, che non appaiono artificiali, ma che sono completamente sé stesse.

Naturalmente bella è una persona che è semplicemente com’è e non ha bisogno di fingersi quello che non è.

Vitalizzante

Il profumo naturale del limone ha un effetto rinfrescante.

Docciaschiuma Joie de vivre Kneipp

Laura Rutschmann, 22 anni, studente

Olio per la pelle Secret de beauté Kneipp

Petra Faller, 47 anni, fiorista

I fiori sono belli di natura. E non mi riferisco alla perfezione delle forme, ma alla loro natura indifferente, pacifica ed effimera, che li rende irresistibili e magici ai miei occhi. Anche le persone che amiamo sono belle. Sempre.

Rigenerante

L’estratto di drosophyllum distende le rughe e rende liscia la pelle attorno agli occhi. Crema contorno occhi Kneipp

Con burro di cacao bio e vitamina E per un colorito tutto naturale.

Valentin Kolb, 27 anni, agricoltore

Non si vede con gli occhi, ma si percepisce con il cuore. La bellezza naturale è interiore. Non ha nulla a che vedere con le proporzioni, ma con i sentimenti. E questo vale anche per la natura: i paesaggi intatti sono per me autentica bellezza e mi lasciano ogni singola volta senza fiato.

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BB Cream I am Natural Cosmetics

Andres Iten, 60 anni, imprenditore

La bellezza naturale è il risultato della pace interiore, della felicità, della gioia di vivere e dell’armonia, che una persona emana. La bellezza naturale non si ottiene quindi né con il trucco né tantomeno con la chirurgia estetica.

Ringiovanente

Rigenera i segni dell’invecchiamento cutaneo.

Crema da giorno antietà I am Natural Cosmetics.

© Risaku Suzuki (ritratto: Kazu Huggler), iStock

Omogeneizzante


g

Dal giardino della natura

ià nel 19esimo secolo il parroco e naturopata Sebastian Kneipp era dell’avviso che «tutto quello di cui abbiamo bisogno per essere sani, ce lo regala ampiamente la natura». Questa visione potrebbe tranquillamente essere applicata anche alla bellezza, poiché il tempo non ha scalfito la fiducia nell’efficacia della natura come rimedio contro le malattie ed elisir di bellezza. Ma c’è di più: ogni anno vengono immessi nel mercato nuovi prodotti cosmetici naturali. Per scoprire sempre nuovi principi attivi, si fanno ricerche nei laboratori di tutto il mondo, si esplorano le foreste alla ricerca di sostanze vegetali onnipotenti

e si copiano le cellule staminali della mela Uttweiler Spätlauber, perché questa non avvizzisce (nei prodotti Zoé PhytoCellTec). In alternativa si punta sui classici della natura come le rose delle Alpi e l’olio d’argan o di mandorle (come ad esempio nei prodotti I am Natural). L’azienda Kneipp ha alle sue spalle un’esperienza di ben 125 anni con piante e erbe aromatiche, rappresentando così un produttore di cosmetici naturali della prima ora. Il parroco, che in seguito diede il nome all’azienda, ha sempre sostenuto che la salute e quindi, secondo il suo pensiero, anche la bellezza dovevano essere considerate nella loro interezza.

Kneipp propagò ciò che ogni modella definirebbe oggi come il suo segreto di bellezza: un rapporto equilibrato di acqua, movimento, alimentazione e prodotti vegetali. Chi si sente bene, è bello. I prodotti Kneipp hanno, accanto alle loro proprietà curative per la pelle, anche un effetto positivo sullo spirito. I ricercatori della Kneipp GmbH si sono occupati anche dell’efficacia delle fragranze naturali sulla psiche. Studi di aromacologia confermano gli effetti positivi dei prodotti Joie de vivre (trad. Gioia di vivere) della Kneipp. Possiamo concludere che la bellezza naturale è essenzialmente quella luce speciale, che irradia da dentro. l

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Roquebrun, è una cittadina vivace e interessante. E come resistere a un tuffo nel fiume Orb?

L‚altra Francia Quest‚estate, lasciamo le città della Francia ai tifosi di calcio e approfittiamo dei tesori della provincia. Tre regioni da scoprire. Illustrazioni: Martin Haake

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FRANCIA

VIAGGI

1. Haut-Languedoc

Autentica e anticonformista Il parco naturale dell‚Alta Linguadoca è un paradiso per i villeggianti molto attivi. Non rimarrà deluso neanche chi è alla ricerca di un assaggio di placida bella vita francese.

© Mauritius Images, iStock

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uando si lascia Montpellier in direzione nord ovest, l’obiettivo diventa visibile all’orizzonte. Montagne, dove crescono boschetti rigogliosi. Qui e là rocce calcaree si ergono verso l’alto. Più ci si avvicina, più la pietra prende forma. Non sarà mica la silhouette di una donna addormentata? E adesso un respiro profondo. Sì… odora di alberi di quercia e di pino, di erica e di sale marino. E poi, finalmente s’intravede un cartello con su scritto «State per entrare nel Parco naturale regionale dell’Alta Linguadoca». Si tratta di un’area di più di 300 000 ettari di terra. In Francia, bisogna sempre aspettarsi che tutti i luoghi comuni si rivelino poi corrispondere alla realtà. Lo charme dell’Alta Linguadoca sta nel fatto che questa è un po’ meno tirata a lucido rispetto alla costa o al paesaggio da cartolina della Provenza. Questo luogo dove due climi s’incontrano è grezzo, selvatico e disordinato. Le diramazioni dell’effervescente Atlantico si mescolano

Testo: Susanna Heim

con la placidità del Mediterraneo. Quest’unione lascia il segno sia sul paesaggio, sia sui suoi abitanti, che nel cuore si sentono più Asterix che schiavi delle app. Per questo si può star sicuri del fatto che i ciclisti e gli escursionisti alle prese con la topografia, sono perlopiù turisti. Il tempo libero à la française acquista tutto un altro significato. Funziona così: la mattina si cammina senza metà, l’attenzione si lascia catturare da una panchina di legno sotto un albero, dal profumo di una boulangerie o dalla vista di un’anticaglia, di fronte a un negozio. Ci si inoltra senza un obiettivo preciso in un qualche boschetto, per giungere in un paese e aspettare, finché l’unico café riapre e lì leggere un’edizione di Midi Libre, abbandonata su un tavolino. Più tardi, tutti sudati, si fa un bagno in uno dei molti fiumi o laghi e si lasciano ad asciugare i vestiti sui massi. La ciliegina sulla torta sarebbe incontrare un paio di inglesi, emigrati qui, che sanno dove trovare un buon ristorante...

Francese, esotico, colorato.

Au Marché Ah, la Francia e i suoi mercati! La Linguadoca rappresenta ancora un bastione contro l’invasione dei supermercati. Qui si trova tutto ciò che serve per mangiar bene, compreso qualche prodotto esotico importato dall’Africa. A Saint-Ponsde-Thomières (mercoledì dalle 8 alle 13) o a Lamoulou-les-Bains (martedì, dalle 8 alle 13 e nei capannoni di giovedì e venerdì). Più grande e con un’offerta più diversificata, il mercato di Bedarieux (lunedì e venerdì dalle 8 alle 13). Vivai 2/16

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Gorges d’Heric

Olargues

Tappe irresistibili Ai ciclisti del Tour de France è capitato di attraversare la Linguadoca su due ruote. Anche i pedalatori molto allenati possono esplorare la regione in bicicletta. Tutti gli altri avranno bisogno di un’auto (si può ad esempio andare con il TGV fino a Montpellier e lì affittare un’auto), poiché solo così si possono raggiungere i molti paesi sparsi qua e là per il territorio: il medievaleggiante Olargues, il vivace Roquebrun sul fiume Orba, il pittoresco Vieussan o il centro di cura termale Lamalou-les-Bains, che non ha niente a che vedere con un moderno centro di cura ed è permeato di uno charme sinistro e affascinante.

Il monte Caroux

Camminata con gusto Il massiccio dell’Espinouse, il monte Caroux e la Montagne Noire sono diramazioni del massiccio centrale e costituiscono un paesaggio unico per camminate e passeggiate. Chi vuole scalare la cima del Caroux (1091m), non deve essere un alpinista, ma deve avere senza dubbio buoni piedi. Si cammina attraverso boschi di castagni e faggi, che in estate fanno ombra e in autunno creano giochi di colori. Chi arriva in cima viene premiato con una vista ampia e meravigliosa – che a volte può spingersi addirittura fino al mediterraneo – a seconda della forza dell’immaginazione.

Fleurs d’Olargues

Sosta idilliaca Non è raro che siano proprio gli immigrati ad assecondare i luoghi comuni sulla Francia, come nel caso dei danesi Joan e Anders Abrahamsson, che gestiscono a Olargues un ristorante e una pensione. Hanno trasformato quello che un tempo era un garage in degli alloggi da favola. Nelle camere, carta da parati a fiorellini e romanticherie dal mercatino delle pulci. Il ristorante è grazioso e ha una terrazza molto bella. Il cibo: fresco, sorprendente, francese à la danoise, pane fatto in casa. Fleurs d’Olargues, Pont du Diable, 34390 Olargues, www.fleurs-de-olargues.com 50

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All’Auberge de Mauroul non si viene sedotti solo dall’eccellente cucina, ma anche dall’ambiente del pittoresco paese di montagna, Saint-Julien d’Olargues. Quando il caldo non lascia respiro neanche di sera, il vento sulla terrazza dell’Auberge è quello che ci vuole per trovare sollievo. E che panorama! Una vista sublime sulla Montagne Noire. Chi vuole gustare del vino a cena, può pernottare qui. Auberge de Mauroul, 34390 Saint-Julien d’Olargues, www.aubergedemaurol.fr Si raccomanda caldamente anche la cucina del ristorante Au Jardin de Marie a Saint-Pons-de-Thomières. Molto francese.

© Office de tourisme du Caroux

Au table


FRANCIA

VIAGGI

Rinfrescarsi Chi sente il bisogno di spiaggia sabbiosa, può raggiungere il mare in circa un’ora. Una delle spiagge più belle è quella di Sérignan. Diverso, ma molto suggestivo, è fare il bagno nel lago artificiale Salagou, con vista sulle montagne nere. Al centro del lago colline di basalto formano tre isole. In estate il lago sembra una vasca da bagno e raggiunge i 28 gradi di temperatura. Per rinfrescarsi è quindi più indicato bagnarsi nei fiumi come l’Hérault o l’Orba presso Roquebrun, da dove partono anche delle escursioni in canoa. Le gole d’Héric (presso la località Mons-la-Trivalle) sono un posto meraviglioso per un bagno rigenerante. Senza il timore di esagerare si può definire selvaggiamente romantico. Si fa il bagno sui bacini naturali alimentati dalle acque di fonte, ci si stende su grandi pietre che solo un gigante può aver trasportato qui, si guardano le rocce di granito spioventi e si ascolta il concerto di rumori proveniente dalla fitta cornice di bosco. Le gole d’Héric

2. Auvergne

Storia e vulcani Oltre al paesaggio originale, l‚Alvernia possiede un notevole patrimonio culturale. Testo: Daniel Stehula

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’Auvergne, Alvernia in italiano, con il suo straordinario paesaggio vulcanico è una destinazione da sogno per gli amanti della natura. Nonostante un colosso come Michelin sia insediato in questo territorio, l’industrializzazione non sembra davvero essere passata di qui. Clermont-Ferrand, ha una storia di più di 2000 anni, la cui eredità è visibile ancora oggi. Non lontano dalla città si è svolta la storica battaglia di Gergovia, quando gli Alverni sconfissero i romani (i lettori di Asterix conoscono la storia). Passeggiando per il capoluogo ci s’imbatte continuamente nelle tracce della sua lunga storia. Nell’alto medioevo il villaggio si chiamava Mons clarus ed era la sede vescovile. Nell’11esimo secolo da qui venne lanciato l’appello a partire per la prima crociata e nel 14esimo secolo iniziò la costruzione della Cattedrale nera, costruita con la pietra dei vulcani che circondano la città. Vale la pena di salire sulla torre del portale nord. Ci vogliono 250 scalini per arrivare in cima, da dove si gode una vista mozzafiato sulla città e il paesaggio vulcanico circostante. Clermont-Ferrand ha due università e passeggiando per il centro si può godere della tipica atmosfera studentesca. Vivai 2/16

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VIAGGI

FRANCIA

Il parco dei divertimenti

Puy de Dôme

La mitica cima Clermont-Ferrand si trova ai piedi del vulcano più famoso dell’Alvernia, il Puy de Dôme. Dalla cima del vulcano, alto 1465 metri, si gode una vista mozzafiato sul più grande paesaggio vulcanico europeo. Nel 19esimo secolo questa cima fu scoperta dagli scalatori, nel 1907 fu costruita una linea ferroviaria che collegava Clermont-Ferrand al vulcano. Nel 1926 si costruì una strada, che si attorcigliava attorno alla montagna conica fino alla cima. Per i tifosi del ciclismo si tratta di una salita mitica da quando Jacques Anquetil e Raymond Poulidor la percorsero spalla a spalla nel 1964, per aggiudicarsi il Tour de France. Oggi la strada è chiusa. Per arrivare al cratere, bisogna camminare o prendere la ferrovia a cremagliera, la «Panoramique des Dômes».

Vulcania – un parco a tema sui vulcani – ha provocato negli anni 90 lo sdegno degli ambientalisti: un tale progetto nel paesaggio incontaminato dell’Alvernia! Non ebbero però successo e il parco venne inaugurato nel 2002. Nel 2015, ben 344 000 persone visitarono la mostra sui vulcani: Vulcania è la principale attrazione turistica della regione. Non lontano da Clermont-Ferrand si può passare una giornata istruttiva e divertente, anche con il maltempo: ci sono infatti un sacco di attività sotterranee.

Vulcania

Una città di sorgenti In Alvernia, non è solo il paesaggio a essere prodigioso, ma anche i tesori che nasconde. A Saint-Nectaire, 40 chilometri a sud di Clermont-Ferrand, lungo un sistema di grotte, scorre acqua termale. Quest’acqua ha un contenuto di carbonato di calcio talmente alto che può essere usata per «pietrificare» piante e oggetti. Il processo di pietrificazione dura dai sei mesi ai due anni. 200 anni fa Jean Serre ebbe l’idea di ricavarne un’attività commerciale. La sua famiglia gestisce oggi le «Fontaines Pétrifiantes» da ben sette generazioni e le loro creazioni fanno parte dell’artigianato locale. Si possono visitare i locali della fabbrica e anche le grotte.

Fontaines Pétrifiantes

Mathieu Arthaud

Mangiare e bere Los Dos Hermanos Questo bar e ristorante in centro è il

preferito dei giovani clermontesi. Ampia scelta di tapas sfiziose. 21 Rue Georges Clémenceau. 231 East Chi facendo shopping in Place de Jaude nel centro di Clermont-Ferrand si accorge di aver fame, può saziarla con un delizioso hamburger al 231 East. Ambiente moderno e hambuger fatti in casa. Place de Jaude. Zest de Gourmandises Nel suo negozietto in un centro commerciale fuori Clermont-Ferrand, il patissier e chocolatier Mathieu Arthaud produce autentiche opere d’arte: macarons, pâtisseries et chocolats da leccarsi i baffi. Centre de la Rotonde, 10 Avenue Royat, 63122 Ceyrat


3. Bourgogne-Franche-Comté

Così vicina, così diversa Per assaporare tutto lo charme francese ad appena due passi dalla Svizzera. Testo: Monique Rijks

© Laif, Getty Images, Keystone, J-H Bayle

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a Bourgogne-Franche-Comté, Borgogna-Francia Contea in italiano, si estende dalla frontiera occidentale della Svizzera per 47 784 chilometri quadrati. È la quinta regione per grandezza della Francia. Dal 1° di gennaio 2016 le due regioni sono state riunite, dopoché nel 1169 furono separate dall’imperatore Federico I (meglio conosciuto come Barbarossa). La regione si caratterizza per i contrasti paesaggistici. Mentre la natura lungo il fiume Doubs è un susseguirsi di colline tondeggianti e specchi d’acqua idilliaci, attorno al Massiccio dei Vosgi il paesaggio si estende prepotentemente in altezza. Inoltre, in Borgogna le fiancate delle ultime appendici del massivo centrale sono ricoperte da sconfinati tappeti di vigne e tra una vigna e l’altra sorgono borghi pittoreschi. Questa realtà non influenza solo gli uomini e la cultura, ma anche le dispense della regione: la saucisse de Morteau, il Vin d’Arbois, il formaggio Le Comté, la senape di Digione e vini molto noti come lo Chablis, il Meursault o il Montrachet sono originari di questa zona. Chi passa le sue vacanze qui, si può godere la natura di giorno e fare una vita lussuosa la sera, o come si dice in Francia «Vivre comme un coq en pâte» (trad. vivere come un pollo nella pasta).

In bici al Parc du Morvan Boschi fitti, cascate e trattorie accoglienti: il Parc du Morvan, che si estende per 282 000 ettari, è un suolo ideale per i ciclisti. Chi affronta la Grande Traversée da Avallon fino a Autun, lunga 330 km, passa per Quarré les Tombes, il paese che vanta uno spettacolare cimitero, e Saulieu, la città medievale. Si può rinfrescare facendo il bagno nei numerosi laghi e dare prova del proprio atletismo sgambettando su e giù per le colline, che qui vengono chiamate affettuosamente Montagne Morvandelle. www.parcdumorvan.org

Parc du Morvan

Un vero bistrot a Saulieu

Café Parisien

Il campanile della Basilica Saint-Andoche giganteggia sulla distesa di tetti di Saulieu e indica la via per giungere al cuore del paese. Vale la pena dare un’occhiata alla chiesa; l’organo blu, in particolare, è di grande effetto. Dopo di che ci si può sedere al Café Parisien, che dal 1832 è parte integrante del paesaggio locale. Oltre a un’atmosfera autentica offre un piccolo ma raffinato menu, formaggio locale e buon vino. www.cafeparisien.net Vivai 2/16

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FRANCIA

Lac Saint Point

Un estratto di bella vita francese Dal paese vicino, Les Verrières, il viaggio fino a Lac Saint Point dura 30 minuti. Questo lago, il terzo della Francia per grandezza, è adagiato nel dolce paesaggio della Franca Contea. Qui, si cammina (il percorso attorno al lago è lungo 23 chilometri) o si fa il bagno nelle spiagge di Grangettes e di Oye-et-Pallet. Chi ne esce affamato, può cenare in maniera a dir poco regale nel Restaurant du Lac a Malbuisson. Nell’affascinate sala da pranzo in stile Luigi XIV viene servita la tipica cucina della regione. Chi non ha mai provato il gelato alla genziana o all’abete, non dovrebbe farsi scappare questa occasione. www.hotel-le-lac.fr

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Il piccolo villaggio Villers-le-Lac sorge a 13 chilometri da La Chaux-de-Fonds e, nonostante la sua vicinanza alla Svizzera, è francese al 100%. Dalla zona Le Pissoux un sentiero di forma circolare, che si percorre in ca. 3 ore, porta alla Grotte du Grenier (trad. la Grotta della soffitta). Il sentiero segue il Doubs, che a tratti viene praticamente divorato dai terreni calcarei, e poi passa davanti all’imponente diga du Châtelot. A destinazione, ci si arrampica su una ripida scala di metallo fino alla grotta e ci si avventura in questo antro, alto 13 metri. www.pays-horloger.com


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Vince il premio Ingrid Schröder, Brugg

I vincitori saranno sorteggiati tra tutte le risposte corrette delle tre versioni linguistiche di Vivai e quindi informati per iscritto. Il premio non sarà corrisposto in denaro. Sono escluse le vie legali. In merito al concorso non si tiene alcuna corrispondenza. I premi non ritirati dai vincitori entro 3 mesi dal sorteggio sono considerati scaduti e non saranno più consegnati. I collaboratori della Federazione delle cooperative Migros sono esclusi dalla partecipazione al concorso. La soluzione e il nome della vincitrice o del vincitore saranno pubblicati su Vivai 3/16.

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IL LUOGO DEL CUORE

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«Amo l’aria sottile e il freddo del mattino. E mi piace il vento che mi libera la testa dai pensieri e fa spazio a nuove idee.»

Paola Maranta, 56 anni, gestisce con il partner Quintus Miller lo studio di architettura Miller & Maranta a Basilea. Nel 2013 l’Ufficio federale della cultura ha conferito al duo il premio Meret Oppenheim. Si sono distinti soprattutto per la ristrutturazione del Vecchio Ospizio sul passo del San Gottardo.

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l mio luogo del cuore è in netto contrasto con la mia vita quotidiana, che, tra la famiglia e il lavoro, è spesso molto frenetica e non mi lascia un attimo per me stessa. Mi rilasso e mi riposo facendo lunghe passeggiate solitarie nelle montagne dell’Engadina, di solito tra Sils e Maloja e preferibilmente al tramonto, quando non c’è nessuno in giro, tranne me. Mi piace il rumore ritmico, quasi meditativo dei miei passi sulla ghiaia o sulla neve. Adoro l’aria sottile e il freddo del

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mattino presto. E mi piace il vento che mi libera la testa dai pensieri e fa spazio a nuove idee. Sono cresciuta a Coira e da bambina ho passato molto tempo in montagna, a Poschiavo, ma anche in Engadina e in Val Bregaglia. Questo paesaggio mi è molto familiare e sento che le mie radici sono qui. Più invecchio, più sento nostalgia di questi posti. La realtà montana ha qualcosa di ridotto e concentrato: montagne, alberi, acqua, luce. La natura ha una pro-

fondità unica e il paesaggio, nonostante le alte montagne, è ampio e aperto. Qualche volta, quando sono in giro da sola e il lago di Sils giace completamente immobile e silenzioso, si insinua dentro di me perfino una sottile sensazione di paura. E allora mi concentro solo sul terreno e sui miei passi. Non è proprio una sensazione di ansia, è più un timore reverenziale nei confronti della forza arcaica della natura. È un’esperienza meravigliosa, che mi tocca nel profondo. l Intervista di Lukas Hadorn.

© Nicola Pitaro

Il lago di Sils, Engadina


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