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La rivista

per il benessere e la sostenibilitĂ

03/2014

Il prato: uno spazio vitale prezioso che merita il nostro rispetto Saggezza popolare: nei detti sulla salute c’è un fondo di verità Il Brandeburgo: alla scoperta della regione che circonda Berlino

10 0 sogni nel cassetto


Questa insalata sprizza verde da ogni poro.

Parte di


Cara lettrice,caro lettore Esperti attuali LD Dr. David Fäh

Specializzato in fisiologia alimentare, ricercatore e docente all’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Zurigo, si occupa di aspetti legati all’alimentazione. Christina Daeniker Roth

La specialista in alimentazione e salute presso la Federazione delle cooperative Migros vanta un vasto bagaglio di conoscenze e una lunga esperienza per quanto concerne le domande della clientela. Ci consiglia per i testi che riguardano i prodotti Migros.

© Roland Tännler, Joschi Herczeg, Keiko Saile, Shutterstock

Marianne Botta Diener

Diplomata in ingegneria alimentare, insegna all’ETH ed è madre di otto figli. In questo numero tratta un tema che ci ha segnalato una nostra lettrice e che affrontiamo con piacere: il glutammato, un esaltatore di sapidità.

Per riuscire, una torta va preparata attenendosi alla lista degli ingredienti indicati sulla ricetta. Un consiglio che può essere utile anche nella vita? Ne dubito. Io ho sempre evitato di lasciarmi prendere da questa mania delle liste, dai luoghi da visitare alle pietanze da provare. Io credo che la vita non vada vissuta a frammenti, ma nel suo insieme. Se abbiamo una visione a tutto tondo il percorso risulta più chiaro. Malgrado ciò la fonte d’ispirazione per quest’edizione di Vivai è stata proprio... una lista! 100 cose da fare quest’estate è un libretto in vendita alla Migros ricco di idee per un’estate divertente e avventurosa. Giocando su quest’idea, abbiamo chiesto a 100 persone d’indicarci UN sogno nel cassetto che vorrebbero realizzare. Ne è nata una lista dei desideri individuale al 100 percento. Che dire? Anche a me è venuta voglia di fare una lista! Spero ti sia d’ispirazione. 1. Sogna a occhi aperti, tanto non se ne accorge nessuno. Per il nostro filosofo Wilhelm Schmid, i sogni esistono per mostrarci le opportunità che ci offre la vita (di più a pagina 18). 2. Di buon mattino cammina su un prato bagnato di rugiada. Animerai i coleotteri (a pagina 20). E darai una botta di vita anche alla circolazione e allo spirito (vedi anche pagina 52). 3. Prepara una torta seguendo la ricetta di Cucina di Stagione (www.saison.ch). E poi osa variare a modo tuo la lista degli ingredienti, lasciandoti sorprendere dal risultato. Anche questa è una ricetta di vita.

Caporedattrice

PS. Durante i Mondiali di calcio il mondo... è più tondo. Per evitare rotondità del corpo, allenati a suon d’esercizi con la palla. Scoprili a pagina 42. Vivai 3/14

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Fattorie a ritmo della natura.

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10 Sogni nel cassetto: 100 persone svelano quello che vorrebbero realizzare 18 Il sogno di un filosofo: Wilhelm Schmid farà un giro del mondo... che potrebbe anche deluderlo

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20 Il prato: un biotopo complesso e prezioso che merita il nostro rispetto 24 Il formaggio e la Svizzera: amore di vecchia data 30 Glutammato: questioni di gusto 32 Miti o realtà: le credenze popolari che riguardano la salute valutate dagli esperti

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42 Non solo calcio: proposte estive alternative per tenersi in forma con la palla 46 All’insegna dell’acqua: il Brandeburgo è un labirinto di laghi, fiumi e canali

© bab.ch, iStockphoto (fotomontaggio: Vivai), Malte Jaeger

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52 Una ventata di freschezza: proposte e trucchi per trascorrere l’estate senza soffrire il caldo

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Pensati per voi Scelti da noi Chi fa la spesa qui? La leggerezza nel piatto Prodotto culto Concorso Vivai

ISSN: 1663-7178 Tiratura totale Vivai: 250 000 copie D: 173 000, F: 60 000, I: 17 000 copie

Caporedattrice: Susanna Heim Sostituta: Christine Kunovits Coordinazione: Dagmar Madelung Testi e produzione: Lukas Hadorn (D), Sylvie Castagné (F), Cora Gianolla (I), Alda Viviani (I) Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Elaborazione immagini: Reto Mainetti

Contatti e internet: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch www.migros.ch/vivai

Stampa: Vogt-Schild Druck AG CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC-Mix. Per compensare le emissioni di CO ², sosteniamo un progetto in Brasile.

Abbonati gratis a Vivai all’indirizzo abbonamenti.vivai@mediasmigros.ch, oppure chiama lo 0800 180 180 Vivai 3/14

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Il piacere di gustare il pesce senza rimorsi di coscienza.

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Sulla buona strada

Due volte l’anno la Migros valuta i progressi compiuti per mantenere le promesse fatte a bambini e ragazzi nell’ambito del programma di sostenibilità Generazione M. Il bilancio dell’ultima verifica è positivo: 40 promesse su 45 sono in corso d’attuazione o sono già state concretizzate, come ad esempio il ritiro e il riciclaggio di tutte le bottiglie di plastica oppure il passaggio all’ utilizzo di cacao e tè provenienti da coltivazioni sostenibili certificate UTZ. www.migros.ch/generazione-m

Viaggiare pensando al domani

L’impegno per la sostenibilità non va mai in vacanza. Ma tu sì! Per chi desidera restare fedele ai propri principi anche viaggiando all’estero, il tour operator Hotelplan Suisse propone una serie di offerte mirate. È ad esempio possibile volare compensando le emissioni di anidride carbonica oppure pernottare in hotel ecosostenibili che applicano degli standard di responsabilità sociale e ambientale. Tutte le informazioni su www.hotelplan-suisse.ch/durabilite

© Markus Bertschi, GettyImages

A lezione da Atlant

Atlant Bieri, giornalista scientifico che scrive anche per Vivai, ama esaminare le cose nel dettaglio. In questo numero, ci parla ad esempio del biotopo del prato (da pagina 20). Gli piace però anche guardare lontano: di recente, durante un viaggio in Tailandia, ha colto l’occasione per mostrare a 100 alunni della scuola elementare come creare un ecosistema in una bottiglia di plastica. Come ringraziamento ha ricevuto un cesto di cibarie dal direttore della scuola… e un applauso da parte nostra per il suo impegno.

Ogni anno, dal 2006, viene bandito il concorso per le scuole x-elevato-cuore, promosso dal Percento culturale Migros per sensibilizzare le scolaresche svizzere sul tema del volontariato. Nell’ultima edizione i partecipanti hanno svolto una piccola inchiesta per raccogliere idee su come migliorare l’ambiente in cui vivono e poi hanno presentato le loro proposte concrete su una maxi cartolina postale. Hanno aderito ben 130 classi.

www.atlantbieri.ch

Maggiori informazioni su www.xelevatocuore.ch

La solidarietà fa scuola

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Stanco, stanco, stanco, stanco...

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Terapia d’urto

Resta ancora un po’ di tempo per prepararsi alla prova costume. In redazione qualcuno sta provando il metodo M.A.X., un allenamento semplice ma molto efficace proposto dalla Scuola Club Migros. Funziona così: 45 secondi di lavoro, 15 secondi di recupero, alternando esercizi di resistenza e di forza ed eseguendo delle semplici sequenze di passi a ritmo di musica. Troppo facile? Prima di provare lo pensavamo anche noi.

Sempre più in alto

La scusa di non avere abbastanza spazio per le piante d’ora in poi non vale più. La parola d’ordine è vertical gardening. Adesso il verde cresce anche su porte e pareti, come succede a casa della nostra lettrice Desirée Ganarin. Non avendo più posto per le sue orchidee davanti alla finestra, ha avuto l’idea di sistemarle in verticale. Il fatto che abbia utilizzato dei cartoni di latte M-Budget e che abbia combinato questo nuovo trend con quello dell’upcycling, un tema di cui ci siamo occupati di recente su Vivai, ci fa doppiamente piacere.

www.scuola-club.ch

Dall’ice tea... al tea ice

È il prodotto culto della Migros per eccellenza e la punta di diamante degli articoli prodotti dall’ Industria Migros. Stiamo parlando del tè freddo Migros. Preparato in Svizzera con tè appena tolto dall’infusione, è l’antisete più apprezzato da grandi e piccini. E adesso è anche un rimedio anticaldo: l’ice tea al gusto di limone ora è disponibile in versione ghiacciolo! Una notizia estiva decisamente rinfrescante.

© Illustrazione: Hannah Rollings

Fantasia in fiore

Pare che un fiore dica più di mille parole. Ma perché dovremmo scegliere, visto che esiste la carta da lettere che germoglia? Realizzata a mano con carta riciclata biodegradabile, si usa come normale carta da lettere, ma poi il destinatario la può piantare in un vaso, preferibilmente dopo aver letto il messaggio. In poco tempo dai semi inseriti nella carta sbocciano fiori di campo, a seconda dei gusti, anche erbe od ortaggi. www.wunder-werk.ch

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Sogni nel cassetto

100 sogni da realizzare

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Girare il mondo o andare sulla Luna? C‚è chi vorrebbe leggere nella mente umana e chi sogna di scalare il

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Karin Büchel, Altstätten

«Essere un uccello e sorvolare le Alpi.»

2

Philippe Dunant, Ginevra

«Girare la Nuova Zelanda in lungo e in largo, in minibus.»

4

Fred Bühler, Ginevra

«Girare il mondo con i mezzi pubblici.»

5 Catharina de Groot, Langnau

«Continuare a stare sulla Terra anche dopo la morte, anche se in un’altra forma.»

7

Michael Gohlke, Zurigo

«Poter volare sul caccia russo MiG-29, o almeno sul MiG-21.»

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Nathan Satkunathan, Zurigo

«Vedere i ghiacciai delle Alpi svizzere.»

Cervino. E tu? Vivai ha chiesto a 100 persone fermate per strada di svelare il loro sogno nel cassetto.

3

Christa Sommer, Tafers

«Poter visitare un’azienda agricola in Canada.»

6 Luce Tardent, Zurigo

«Realizzo i miei sogni man mano. Ho iniziato a fare teatro e mi sono appena comprata un monopattino.»

9

Stefano Diaz, San Gallo

«Visitare tutti i paesi del mondo.»

Sondaggio e foto: Lukas Hadorn, Christine Lépine e Alda Viviani

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Sogni nel cassetto

10 Ziadin Sylar, Zurigo

«Fare un lungo viaggio tra gli Stati Uniti, l’Argentina e il Sudafrica.»

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Behcet Güngör, Lucerna

«Girare il mondo in modo avventuroso, ad esempio in camper o in nave, e raccontare il mio viaggio in un libro.»

16

«Vedere l’Ayers Rock, in Australia.»

Irene Pace, Obernau

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Martin Schwarzer, Berlino

«Poter andare in deltaplano nella Zillertal, in Austria.»

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«Essere una donna per tre mesi.»

«Fare una bella crociera.»

Hans Schiess, Meggen

«Imparare lo spagnolo.»

Karin Baumann, Mont-sur-Lausanne

«Nuotare con uno squalo balena.»

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Roland Linder, Zurigo

Doris Scale, Basilea

«Avere delle sicurezze e tutto ciò di cui avrò bisogno anche da anziana. Essere già a metà della piramide di Maslow.»

Arlette Fiechter, Basilea

Otto Müller, Zurigo,

«A 78 anni non si hanno più molti sogni, però mi piacerebbe visitare la Cina, Hongkong e il Giappone.»

Yvonna Schindler, Aubonne

«Lavorare dietro le quinte, magari per la produzione di una commedia televisiva.»

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Annelies Küng, Basilea

«Fare un viaggio a Gerusalemme.»

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Urs Egli, Bad Säckingen

«Per me i sogni nel cassetto sono parole vuote, alle quali non riesco a dare un senso.»

Angel Gonzalo, Lucerna

«Per tre mesi fare il pastore di pecore in Patagonia.»

Lilian Gröflin, Binningen

«Riuscire a leggere nella mente delle persone.»

Nicolas Rüttimann, Zurigo

«Scalare una montagna altissima oppure esplorare i fondali marini. Uno dei due.»

Ursula Holzer, Ostermundigen

«Visitare gli Stati Uniti, soprattutto le Hawaii!»

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Otto Keiser, Hünenberg-See

«Ammirare l’aurora boreale a Capo Nord.»


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Daniela Schwartz, Brünisried

«Vedere il più possibile del mondo.»

29 Sandro Pfammatter, Kloten

«Arrivare in punto di morte attorniato dalla famiglia e dagli amici, avendo ancora la forza di raccontare barzellette e aneddoti.»

30

Madlaina Clavuot, Lucerna

«Viaggiare in Asia assieme a tutta la famiglia.»

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Adrian Krebs, Glattpark

«Mollare tutto, disdire ogni impegno e poter andare dove mi pare e piace.»

32

Mark Grieder, Füllinsdorf

34 Pascal Waser, Ennetmoos

«Studiare in Asia per un semestre.»

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Stéphanie Sierro, Losanna

«Viaggiare in America Latina e fare volontariato sul posto.»

«Poter visitare almeno una volta tutti i continenti.»

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Cédric Voruz, Ginevra

«Percorrere il fiordo di Geiranger, in Norvegia, in kajak.»

37 40 Ramona Geiger, Lucerna

«Poter un giorno realizzare un servizio fotografico vero e proprio.»

38 Martin Junghans, Zurigo

«Trovare il modo per essere felice.»

36 39 Juliette Brull, Losanna

«Frequentare un corso intensivo di ballo.»

Lisa Monn, Bellinzona

«Staccarmi dalle cose materiali, continuare a nutrirmi di sogni e morire cantando.»

Günther Löchnigg, Graz

«Fare il giro del mondo.»

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Jörg Klaus, Speicher

«Visitare la Bretagna e assaporare il suo paesaggio.»

42

Eduardo De Castro, Versoix

«Quando sarò in pensione, vorrei andare più spesso in Portogallo e aiutare mia mamma in giardino.»

43 Elisabeth Brüllhardt, San Gallo

«Fare un volo in mongolfiera.»

44 Cédric Borgeal, Hermance

«Vivere in un mondo che rispetti la natura, gli animali e le persone.»

45 Rosa Rigitano, Carasso

«Staccare per un anno e viaggiare in America Latina, assaporando la spensieratezza di laggiù.»

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Sogni nel cassetto

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Denis Locher, Zugo

Daniel Beck, Berna

«Essere felice con poco.»

«Onorare la promessa fatta a una monaca giapponese di darle il cambio nella sorveglianza della fiamma perenne nell’eremo Takamori.»

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Denise Baur, Gossau

«Fare di nuovo un viaggio di tre mesi.»

Debora Haueter, Langnau

«Tenere un concerto di piano davanti a un grande pubblico, con l’Orchestra filarmonica di Vienna.»

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Larissa Stalder, Sursee

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«Imparare tantissime lingue.»

Raffael Steger, Lucerna

«Non smettere mai di vivere nel presente.»

62 Nik Campiche, Bischofszell

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Flo Verdugo, Zurigo

«Essere felice!»

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Eveline Reumer, Frenkendorf

«Viaggiare per un anno e fare il giro del mondo.»

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Christopher Gustavsson, Thalwil

«Ricevere un premio per il mio lavoro di maturità, un progetto per un reattore nucleare sostenibile.»

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51 Kaspar Helfrich, Zurigo

«Poter vivere in un dirigibile.»

Stefano Berna­ sconi, Bellinzona

«Appoggiare ogni sera la testa sul cuscino e addormentarmi sereno, sapendo d’aver fatto del mio meglio.»

56 Gabriela Grimm, Zugo

«Girare il mondo. Mi piacerebbe ad esempio tantissimo andare a Tahiti.»

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«Salire a piedi sul Monte Bianco.»

Nico Rast, Lucerna

«Visitare il maggior numero possibile di paesi.»

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Jonas Götzinger, Zurigo

«Avere dei figli.»

54 Jonathan Schmid, Hagendorn

«Fare un lungo viaggio, visitando anche gli Stati Uniti, il Brasile e l’Australia.»

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Reto Wigger, Zurigo

«Imparare le lingue di tutti gli stati confinanti e una lingua esotica, ad esempio l’hindi.»

60

Viviana Bonacina, Camorino

«Aprire un centro immerso nella natura e nella tranquillità, dove la gente possa ritrovare la pace e l’equilibrio interiore.»

64 Meinrad Schnü­ riger, Goldau

«Visitare il Sudafrica.»


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Corinne Mabillard, Zurigo

Ramon Aemmisegger, Dübendorf

«Trascorrere tutta l’estate nella campagna toscana, in una grande casa tra gli ulivi.»

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Ruedi Bachmann, Basilea

«Il mio sogno è che la Svizzera decida di chiudere subito tutte le centrali nucleari.»

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Nadine Klett, Zurigo

«Poter tornare a camminare normalmente. È da gennaio che vado con le stampelle.»

«Fare il giro del mondo. Mi piacerebbe vedere gli Stati Uniti, il Sudamerica e l’Australia.»

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Fabian Steger, Zollikerberg

«Andare sulla Luna! Forse tra 50 anni sarà una cosa del tutto normale.»

70 Delfina Kelmendi, Berna

«Poter vivere una settimana nella giungla, per rendermi conto di quante cose diamo per scontate qui.»

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Stefan Schober, Hünenberg

«Un giorno poter fare solamente quello che voglio davvero fare.»

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Stefan Stadler, Fürigen

«Scalare il Cervino.»

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Gabriella Tomio, Worb

«Visitare la Puglia.»

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Basile Salmon, Ginevra

«Vivere in una bella casa a Lavaux, allevare le api e stare con la mia famiglia.»

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Jana Ahlgrimm, Nyon

«Giornate senz’auto in tutta la Svizzera.»

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Gina Affolter, Langenthal

«Visitare almeno una volta tutti i continenti.»

77 80 Deborah Zavaglia, Giubiasco

«Creare un luogo d’incontro in cui unire la dimensione materiale e quella spirituale che risiede dentro di noi.»

78

Tuncay Cicek, Lucerna

Martin Walther, Zurigo

«Fare foto in Iraq.»

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Leonie Lydorf, Berlino

«Andare in Vietnam via terra.»

«Viaggiare in tutto il mondo.»

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Violetta Csiba, Basilea

«Fare il giro del mondo e stare via almeno un anno.»

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Olivia Felber, Grosshöchstetten

«Il mio sogno più grande è la mia famiglia.»

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83 Simone Mattli, Zurigo

«Fare un’escursione sulle montagne della Nuova Zelanda.»

84 Gabi Berli, Bauma

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Sven Christen, Steinhausen

«Viaggiare attraverso gli Stati Uniti, in Australia e in giro per il mondo.»

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Bruno Affentranger, Lucerna

«Vivere al mare, dove c’è vento.»

Franz Otth, Basilea

«Tornare a star bene come una volta.»

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Lena Gampp, Zurigo

«Scalare un quattromila in Svizzera.»

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Bernardita Gonzalez, Ginevra

«Avere un allevamento di cani.»

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Denise Veraguth, Winterthur

«Viaggiare per un anno e arrivare almeno fino in India.»

Ayako Sugaya, Zurigo

«Il paracadutismo sportivo!»

Hans Schären, Münsingen

Marianne Hofer, Gisikon

«Fare il giro del mondo, passando dalle Hawaii!»

Kamel Berkouk, Grenzach-Wyhlen

«Abbiamo sempre sogni nel cassetto, ma in fondo io ho tutto quello che desidero.»

96 Maik Walter, Berlino

«Fare un lungo viaggio in Australia.»

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«Incontrare una persona davvero felice e appagata e poter discutere con lei.»

«Suonare la batteria!»

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Rita Zimmermann, Lucerna

«Vedere il tramonto sulle montagne dell’Oman. Pur essendo già stata lì tre volte, rimane ancora un sogno.»

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Claudio Scaramella, Bellinzona

«Fare il contadino in Valle Onsernone, in una piccola azienda agricola con tante capre.»

98 Valérie Keller, Jonen

«Pernottare all’hotel Four Seasons di Bora Bora, l’isola dei miei sogni.»

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Ueli Bischof, Lucerna

«Scendere da uno scivolo che parte dal cielo e arriva a terra.»

100 Norina Frey, Zurigo

«Vivere a Damasco.»


Sogni nel cassetto

Così l‚estate sarà ancor più bella! A volte per realizzare un sogno ci vuole tempo, ma nessuno c‚impedisce di goderci la bellezza del presente cercando la felicità nelle piccole cose. La Migros ha raccolto 100 idee che renderanno la tua estate ancora più entusiasmante, regalandoti momenti speciali nella vita di tutti i giorni. Testo: Lukas Hadorn

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ivere in riva al mare, imparare nuove lingue, viaggiare per mesi, andare sulla Luna, scalare le montagne… i sogni delle 100 persone intervistate nelle pagine precedenti disegnano un mondo colorato e variegato. Molti sogni saranno realizzati, mentre altri rimarranno per sempre... nel cassetto. Ed è giusto così. In fin dei conti i sogni non sono fatti solo per essere trasformati in realtà. A loro è stata affidata anche l’importante funzione di arricchire la nostra vita, come spiega nelle prossime pagine il filosofo Wilhelm Schmid. Schmid ci invita però a non relegare la felicità in un futuro lontano, bensì a cercarla nelle piccole cose di tutti i giorni. «Carpe diem», cogli l’attimo. Parafrasando le parole del poeta latino Orazio, noi esclamiamo: cogli il sole! Perché se la migliore estate di tutti i tempi non sarà questa, quale sarà mai?

© GettyImages

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l nuovo libretto 100 cose da fare quest’estate raccoglie 100 idee da realizzare nelle prossime settimane o nei prossimi mesi. S’inizia dai gelati fatti in casa, per poi passare alla giornata a piedi nudi e alla passeggiata sotto una rinfrescante pioggia estiva e concludere con un trekking con gli animali, un po’ di hopping tra le isole oppure una giornata di guerilla gardening, secondo i gusti. L’importante è darsi da fare! ●

Sperimentare, vivere, scoprire

Il libretto estivo 100 cose da fare quest’estate è in vendita alla Migros a fr. 7.70. Vivai 3/14

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Sogni nel cassetto

”Non dovremmo rimandare a domani la nostra felicità

e la nostra soddisfazione. ” Il filosofo Wilhelm Schmid sostiene che l’uomo ha bisogno di sogni per sondare le possibilità della vita. Se si avverano o meno non è poi così importante. Lui sogna di visitare l’Ecuador e bere una tazza di caffè con i centenari che abitano nella valle dell’eterna giovinezza. Intervista: Lukas Hadorn Foto: Gregor Hohenberg

Anche lei ha dei sogni, signor Schmid?

È una domanda che mi sono posto circa un anno fa, quando ho compiuto i 60 anni. Un traguardo che mi ha colpito come un fulmine. Mi sono chiesto che cosa avevo fatto nella vita fino a quel giorno e quali sogni desideravo ancora realizzare. E la risposta?

Ho sempre sognato di fare il giro del mondo. E ora è giunto il momento di trasformare questo sogno in realtà. Non appena sarò pensionato, partirò assieme a mia moglie alla scoperta del nostro splendido pianeta. Abbiamo già cominciato a organizzare il viaggio. Quale sarà la meta?

Il mondo! Una delle prime destinazioni sarà certamente l’Ecuador, un paese che mi ha sempre affascinato. Forse perché è a cavallo dell’equatore. O perché le nostre banane provengono proprio da lì. Nella «valle dei centenari» ci deve essere un caffè buonissimo. Non vedo l’ora di berne una tazza in loro compagnia (ride)! Quanto è importante realizzare i sogni nel cassetto, come fa lei?

Non è obbligatorio. Per noi i sogni hanno soprattutto una funzione trascendentale.

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Wilhelm Schmid, Pensare e scrivere Wilhelm Schmid ha 61 anni e vive a Berlino. Autore di numerosi libri, è uno dei filosofi contemporanei più amati negli ambienti germanofoni. Alcune delle sue opere sono state pubblicate in italiano da Fazi: Felicità (2010), L’amicizia per se stessi (2012), L’arte dell’equilibrio. 100 tessere per l’arte di vivere (2012) e Filosofia dell’arte di vivere (2014). Dopo solo una settimana dalla pubblicazione, la sua opera più recente, Gelassenheit – Was wir gewinnen, wenn wir älter werden (Insel) è entrata nella classifica dei 20 bestseller del settimanale Der Spiegel. Wilhelm Schmid collabora con Vivai come opinionista, alternandosi con la filosofa svizzera Katja Gentinetta. www.lebenskunstphilosophie.de

In altre parole, ci aiutano ad arricchire la nostra vita, ad ampliare i nostri orizzonti. Ci permettono di dare libero corso ai nostri pensieri e sentimenti anche nella realtà ristretta della nostra quotidianità. Quindi i sogni possono anche essere totalmente irrealistici?

Sostanzialmente sì. Anche se per molte persone è importante che i sogni siano perlomeno realizzabili. Se poi si avverano davvero, non è così fondamentale. Ma, almeno in teoria, dovremmo poterli realizzare. Questo è il senso spirituale, concettuale dei sogni nel cassetto: ci forniscono degli obiettivi e uno scopo per cui vivere. Abbiamo bisogno di questi obiettivi?

Sì, questa sembra essere una particolarità dell’uomo. Per quanto ne sappiamo oggi, in questo aspetto ci differenziamo ancora dagli animali, che non fanno progetti a lungo termine per poi metterli in atto passo per passo. L’essere umano ha invece bisogno di tendere verso il futuro e di avere un obiettivo che gli dia la forza di guardare avanti. Come un viaggio intorno al mondo ad esempio, come ha risposto lei e come


hanno risposto molte delle persone interpellate per il sondaggio.

Effettivamente nella nostra società del benessere il bisogno di avere dei sogni sembra proiettarsi spesso sui viaggi. In questo ambito è facile formulare un obiettivo concreto e fare i passi necessari per raggiungere la nostra meta. Che cosa ci aspetta quando riusciamo a realizzare un sogno e raggiungiamo il nostro obiettivo?

A volte una grandissima delusione. Ovviamente non deve essere così, ma spesso lo è. Proprio viaggiando ci accorgiamo che il mondo è stretto, ovunque lo si viva. Per questo motivo non dobbiamo credere che raggiungere un obiettivo significhi risolvere tutti i nostri problemi.

Peccato.

No, anzi! Questa è la polarità della vita, che contempla aspetti negativi e positivi. Gli uni non potrebbero esistere se non esistessero gli altri! Per essere felici bisognerebbe quindi rifarsi all’antica saggezza secondo cui la strada è la meta?

Certamente. Non dovremmo rimandare a domani la nostra felicità e la nostra sod-

disfazione, tanto più che questi non sono obiettivi ultimi, ma solamente delle tappe lungo il cammino della vita. Nel frattempo si può essere felici o sentirsi felici per un certo periodo, ma se questo stato perdura troppo a lungo, la situazione diventa problematica. Le maggiori prestazioni dell’essere umano non sono mai scaturite da una situazione di felicità assoluta o di piena soddisfazione.

Cosa dice a chi vive senza sogni?

Dico che va bene così, perché non tutti abbiamo bisogno di avere sogni. Essi si manifestano a chi ne ha bisogno. Ma in questo caso è importante saper ascoltare bene e scoprire se il nostro sogno esiste solamente per indicarci le possibilità che ci offre la vita oppure per suggerirci che è ora di orientare la nostra esistenza in una nuova direzione. l Vivai 3/14

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Spazi vitali

Il prato è vita! Dopo aver letto questo articolo, quando metterai i piedi su un prato non sarà più la stessa cosa. Le verdi distese sono un sistema vitale ecologico prezioso e molto complesso, che merita rispetto.

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a un primo sguardo superficiale, il prato, in fondo, potrebbe sembrare semplicemente una superficie verde, una sorta di variopinto rumore di sottofondo tra alberi, case e strade. Tuttavia, soffermandosi al bordo di un prato, inginocchiandosi e appoggiando il capo tra i fili d’erba, si scopre un ecosistema complesso, paragonabile a quello di una foresta pluviale tropicale. I prati si compongono in gran parte di graminacee. Queste ultime sono però ben lungi dall’essere le uniche piante presenti. Un metro quadrato di prato può accogliere fino a cento diverse varietà di erbe spontanee, tra cui troviamo ad esempio piantaggini, margherite, crotonelle fior di cuculo, bugole, centaure, violette e talvolta persino orchidee. Questa enorme ricchezza è possibile solo perché le piante del prato sono riuscite ad assicurarsi un posto permanente al sole, confinando cespugli o alberi alla dovuta distanza. Per farlo attirano regolarmente su di sé l’attenzione di amici molto voraci. Mucche, cavalli, asini, capre, pecore, ma anche animali selvatici quali caprioli e camosci fanno la loro apparizione sulle distese erbose e le radono a zero. Questa sorta di «catastrofe naturale» annienta ogni velleità di crescita di alberi e arbusti, mentre graminacee e altre erbe spontanee sopravvivono indisturbate. Questo perché posseggono una 20

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Testo: Atlant Bieri Foto: Natalie Boo

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sorta di fonte dell’eterna giovinezza, che i biologi chiamano zona vegetativa. Qui si trovano le cellule staminali da cui si possono costantemente rinnovare. Questa zona di crescita aderisce al suolo ed è pertanto al riparo da fauci che tirano e lingue che strappano. Le piante dei prati trascorrono la loro vita in perenne silenzio. Tra i gambi e le foglie c’è però una moltitudine d’abitanti che non hanno per nulla intenzione di starsene tranquilli. 110 varietà di cavallette si esibiscono in prati e brughiere in un gigantesco concerto open air. Il classico brusio è generato dallo sfregamento delle ali sulle quali si trovano dei dentini che le fanno vibrare e le trasformano in un vero e proprio strumento musicale. Ogni cavalletta canta in una tonalità e a un ritmo diversi. Esperti biologi riescono a distinguere le varietà di cavallette solo in base al cicalio emesso. Il canto della seduzione

Uno dei musicisti dominanti questa incredibile orchestra in piena natura è il grillo campestre. I maschi friniscono con pedante precisione. Chi improvvisa rimane eternamente scapolo. «La frequenza precisa svolge un ruolo importante. I maschi dalle performance canore scadenti non hanno grandi possibilità con le femmine», afferma Andrea Strässle di Pro Natura. Femmine e maschi non sanno

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Api Vivai 3/14

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volare, ma possono individuare il canto di un potenziale partner fino a dieci metri di distanza e dirigersi verso il canterino migliore. In occasione del primo incontro, però, non confidano più sul loro udito, bensì sul tatto. Con le antenne tastano la situazione e valutano il pretendente. «Probabilmente si comportano in questo modo per essere certi di avere di fronte un compagno della stessa specie e di sesso opposto», dichiara Strässle. L’importanza delle api selvatiche

Sulle teste dei grilli l’aria vibra grazie al movimento di milioni di insetti. Api, libellule, zanzare, sirfidi e afidi affollano l’atmosfera al di sopra dei prati. Parte di questa flotta aerea è composta anche da api selvatiche. Su ogni prato ne scorraz-

zano fino a cinquanta diversi tipi, tra cui i bombi, le più grandi in assoluto. Essi costruiscono i loro nidi nelle tane dei topi. Le regine si dedicano energicamente alla ricerca di un alloggio e sono talmente imponenti nell’aspetto da riuscire, con un po’ di pressione, a far sloggiare un topolino adulto dalla sua dimora. I bombi e altre varietà di api selvatiche vantano una notevole importanza per la sopravvivenza a lungo termine dei prati. Gli insetti, infatti, trasportano polline da un fiore all’altro e aiutano così le piante a riprodursi sessualmente. Solo attraverso questo processo le piante dei prati possono adattarsi alle variazioni ambientali come ad esempio l’attuale surriscaldamento del clima. Le api selvatiche sono tuttavia prede di nemici pericolosi. In ogni metro

quadrato si annoverano diverse centinaia di ragni in agguato. Tra i più temibili troviamo i ragni granchio. Con le zampette aperte aspettano sul bordo di un fiore fino a quando l’ape atterra, poi la afferrano e la dissanguano con calma. I ragni granchio sono in grado di adattare il proprio colore a quello del fiore, proprio come fanno i camaleonti. Per riuscirci mutano la pelle e, a seconda delle situazioni, si presentano in abito giallo o bianco. Ma vi sono anche cacciatori di tutt’altre dimensioni. Gatti, volpi oppure ermellini amano scorrazzare tra l’erba e dare la caccia alle arvicole, topolini che si trincerano in gallerie sotterranee. In ogni ettaro di terreno possono viverne fino a mille. Le arvicole sono una sorta di mucche in miniatura che brucano l’erba da sotto

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* nella vendita al dettaglio Prezzi 2014, con riserva di modifiche. Consegna all’estero più spese di porto. I dati possono essere utilizzati per scopi commerciali. Termine di partecipazione: 30.6.2014. Le condizioni di partecipazione sono disponibili alla pagina www.saison.ch/estrazione


Cim ici

Spazi vitali

il terreno; anziché di fusti e di foglie, si nutrono di radici. E da questo punto di vista il terreno è un vero e proprio paese del Bengodi.

Le foto sono riprese da un libro pubblicato solo in tedesco, ma ci fa piacere segnalarlo: Natalie Boo (foto) e Andrea Mueller (testi), Wunderwelt Schweizer Wiesen, Aura Fotobuchverlag fr. 78.–, ISBN 978-3-906105-06-2

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I funghi della convivenza pacifica

Qui sotto, tra le radici, si nasconde anche il segreto della convivenza pacifica. Un ecosistema tanto complesso e pieno di vita non può durare senza l’intervento di pacieri. Un compito che viene assolto dai funghi. Ogni chilogrammo di terra sotto il prato contiene dieci chilometri di sottilissime ife fungine, che costituiscono un’enorme rete sotterranea a cui la maggior parte dei funghi da prato sono collegati mediante le loro radici. «Questi funghi sono estremamente importanti per i prati», sostiene Marcel van der Heijden, biologo presso l’Istituto per la ricerca agronomica Agroscope. «Essi sostengono la varietà della flora e consentono una convivenza serena tra le graminacee e altre erbe spontanee.» Le graminacee sono ingorde e tenderebbero quindi ad accaparrarsi tutte le sostanze nutritive presenti nel terreno, lasciando le altre piante erbacee a vivere di stenti. Tuttavia i funghi lo impediscono e si preoccupano di raccogliere le sostanze nutritive per poi fornirle anche ai più deboli. Tra chi ne approfitta troviamo il trifoglio, la trifoglina comune e la prunella, piante da fiore che fungono da nutrimento per le api. In questo modo i funghi contribuiscono segretamente a conservare uno degli spazi vitali più preziosi, ricchi e variati che abbiamo in Svizzera: il prato. ●

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Cicale

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Farfalle

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Nel regno del formaggio Mifroma SA, l’impresa responsabile dell’assortimento di formaggio della Migros, festeggia quest’anno il 50° anniversario dalla fondazione. Un’ottima occasione per analizzare il consumo di formaggio in Svizzera. Ricerca: Lukas Hadorn e Roland Linder Illustrazioni: Martin Burgdorff

Formaggio fuso e fondue già pronta

Formaggio a pasta molle (ad es. Camembert, Brie, Tomme)

7%

Ecco i formaggi più amati dagli svizzeri

Consumo in percentuale, per categoria

34 %

9%

Formaggio fresco (ad es. quark, mozzarella)

4%

Formaggio a pasta dura (ad es. Gruyère, Emmentaler, Sbrinz)

16 %

Il Fonduegraben

Nella Svizzera romanda si predilige la miscela di formaggi fresca. Nella Svizzera tedesca si preferisce la variante pronta in busta.

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Altro (ad es. formaggio di pecora)

30 %

21 kg È il consumo medio annuo giornaliero di ogni cittadino svizzero

Formaggio a pasta semidura (ad es. Appenzeller, Tilsiter, Vacherin)

Fondue o raclette?

Nel sondaggio tra i lettori di Cucina di Stagione, il 62 percento ha optato per il formaggio sciolto nella padellina.


Il formaggio in Svizzera

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Germania

44 %

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Italia

17 % Francia

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Fonti: Mifroma SA, Switzerland Cheese Marketing AG, Swissmilk, Servizio d'informazione agricola

Ogni anno in Svizzera per la produzione casearia vengono lavorati ca. 3,5 milioni di tonnellate di latte. Solo 0,4 milioni di tonnellate vengono venduti sottoforma di latte fresco.

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È la quantità di latte necessaria per la produzione di un chilo di formaggio.

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I maggiori acquirenti

La gran parte del formaggio svizzero viene esportato nei paesi vicini.

Mifroma, impresa dell'Industria Migros fondata nel 1964, è specializzata nella lavorazione di formaggio di produzione svizzera e straniera. Mifroma è responsabile dell’assortimento di formaggio Migros.

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Lo psicologo e il personaggio misterioso

Cosa ci fanno le buste? Questa volta per il dottor Sempach il caso è semplice da risolvere, se non fosse per la presenza delle buste. Chissà se con l’aiuto del suo collega Claudio riuscirà a capire cosa ci fanno nella spesa. Foto: Claudio Bader

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ulla foto del nastro trasportatore ci sono prodotti che forniscono elementi inequivocabili riguardo una o più persone legate a questa spesa? È questa la domanda con la quale inizia l’interessante discussione con Claudio, il mio collega di lavoro, per cercare di capire chi si cela dietro questi acquisti. La risposta, basata sul dentifricio che vediamo al centro della foto e pensato per denti di latte, è chiaramente affermativa. Sul 26

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tubo di plastica si vede la scritta Kids. Siccome dalla foto le altre informazioni riportate su questo prodotto non sono ben leggibili, ho fatto un giro in una filiale Migros. Ho così avuto modo di appurare che esistono due dentifrici per bambini, il Candida Kids e il Candida Junior. Il primo è consigliato da zero a sei anni. Da quest’informazione deduco che nell’economia domestica in questione vive un bimbo che mangia già a tavola. Non

vedendo articoli per bambini molto piccoli, è molto probabile che vada già all’asilo. Lo sciroppo di sambuco, i tondelli di riso ricoperti di cioccolato e gli yogurt Lilibiggs confermano la nostra ipotesi. Ottimo. Questa volta abbiamo iniziato alla grande e ora siamo curiosi di scoprire altri indizi sulla famiglia del bimbo. Claudio mi fa notare che in questa famiglia si mangia in modo gustoso e variato. Gli asparagi verdi, i frutti della


La spesa è stata fatta in Ticino, nella filiale Migros di S. Antonino.

passione, l’avocado, le fragole e i pomodorini confermano la sua deduzione. Si tratta sicuramente anche di persone che amano cucinare. Guardando il nastro trasportatore, ci vengono subito in mente tre o quattro menu che potrebbero essere preparati con i prodotti acquistati. Possiamo riassumere il loro comportamento alimentare con tre aggettivi: pragmatico, flessibile e godereccio. La carne di pollo viene ad esempio condita con la miscela di spezie Pancho Villa. Quando non c’è molto tempo per cucinare, gli gnocchi acquistati potrebbero essere serviti con le uova al tegamino e accompagnati con le barbabietole già cotte. Tendendo conto di questi elementi, Claudio ed io giungiamo alla stessa conclusione: questa spesa è stata pensata per una famiglia giovane, composta da genitori che lavorano e da un bambino in età prescolare. Secondo noi, il papà e la mamma hanno sui 35 anni e abitano in

„I prodotti sono

riconducibili a una coppia che lavora, con un figlio in età prescolare.„ Lo psicologo dell’alimentazione Il Dr. Robert Sempach dirige il settore Salute del Percento culturale Migros. Il suo progetto attuale è Tavolata, ritrovi a tavola per persone anziane. Informazioni su www.tavolata.net

Ticino, probabilmente in città. Sulla regione non abbiamo dubbi, visto che il latte e le uova fanno parte della linea I Nostrani del Ticino e il separatore di cassa riporta delle scritte in italiano. Ora rimangono ancora in sospeso due prodotti. Quale senso dare alla presenza delle buste e delle capsule di caffè Delizio Brasil? Le seconde sono in linea con il profilo di famiglia che abbiamo tracciato finora. Si tratta di una varietà di pregiato caffè proveniente dal Brasile. Sono in vendita da poco e promettono un caffè gustoso e di qualità. Interpretare la presenza delle buste in formato C6 non è invece così semplice. Quindi questa volta evitiamo di lanciarci in ipotesi che potrebbero portarci fuori strada, anche se siamo in due e siamo praticamente certi del profilo tracciato finora.

Chi è? Per scoprirlo, volta pagina. Vivai 3/14

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La soluzione La spesa è stata fatta dalla 38enne Patrizia Lanzillo Demarchi. Attualmente mamma a tempo pieno, vive a Magadino con il marito Jason Demarchi, 39 anni e i figli Giada, 5 anni e Oliver, 2 anni. Da loro si cucina tutti i giorni.

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omplimenti! L’analisi è molto azzeccata. Siamo una famiglia abbastanza giovane. Mio marito lavora, io ho smesso per fare la mamma. Immaginavo che dal dentifricio si potesse dedurre la presenza di un bambino. Ed è… doppiamente vero. Infatti, abbiamo due figli. Con il dentifricio Lilibiggs, i piccoli si lavano i denti più volentieri. Giada lo fa da sola. Oliver sta imparando. A casa nostra abbiamo la regola dei 5 pasti al giorno. Oltre colazione, pranzo e cena, non mancano mai gli spuntini, come i tondelli di riso ricoperti di cioccolato o gli yogurt Lilibiggs, abbinati alla frutta. Spesso per merenda preparo crostate di frutta. Le uova erano proprio per la torta di mele. Noi cuciniamo tutti i giorni, perché ci piace e per evitare i cibi pronti. A mezzogiorno, mio marito pranza fuori casa e Giada all’asilo, quindi cucino per me e Oliver. Preparo cose veloci, come gli gnocchi con panna e prosciutto. La sera, mi alterno ai fornelli con mio marito e poi mangiamo tutti assieme. Di solito portiamo in tavola carne o pesce con verdure e insalata. A parte il pollo, compriamo poca carne, perché Jason va a caccia e teniamo sempre una scorta di selvaggina in congelatore. Quando abbiamo più tempo, prepariamo specialità un po’ più elaborate, come le lasagne. Ci piace molto anche il risotto. Al momento lo facciamo con gli asparagi, perché sono di stagione. Ogni tanto sperimentiamo nuove ricette, come le fajitas di pollo alla messicana, che ora sono un must. Mettiamo tutti gli ingredienti in tavola e ognuno se le arrotola a piacere. Giada le adora. Fosse per lei, le mangerebbe tutti i giorni! Cosa ci facevano le buste in mezzo alla mia spesa? Vedendole, mi sono ricordata d’averle fi finite. nite. Ho acquistato le capsule Delizio Yellow Bourbon del Brasile perché non avevamo più caffè. Ero curiosa di provarle, perché non le avevo mai viste e poi mi piace variare. Anche il gusto del caffè. ● A cura di Alda Viviani

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LE RACCOGLIAMO PRIMA CHE SIANO MATURE NON PERCHÈ ABBIAMO FRETTA MA PERCHÈ SONO PIÙ RICCHE DI FRAGRANZE E ANTIOSSIDANTI. PRIMA DI ARRIVARE A COMPLETA MATURAZIONE, LE OLIVE CONTENGONO MENO OLIO. ECCO PERCHÉ NE OCCORRONO MOLTE DI PIÙ PER OTTENERE UN EXTRA VERGINE PREZIOSO E DAL SAPORE UNICO COME MONINI.

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Questioni di gusto Molti consumano il glutammato quasi quotidianamente come ingrediente di salse, spezie o al naturale, nel formaggio e nei pomodori. Tuttavia, negli ultimi tempi, questo esaltatore di sapidità è stato screditato. Per questo motivo ci sta a cuore approfondire la questione. Testo: Marianne Botta Diener

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taluni la scritta «contiene glutammato» nei menu o nei piatti pronti blocca l’appetito. Da alcuni anni la reputazione dell’esaltatore di sapidità per eccellenza ha subito un notevole contraccolpo. All’inizio del 20esimo secolo il glutammato era invece considerato una vera e propria scoperta a beneficio del palato. È quindi giunto il momento d’approfondire la questione. Iniziamo con il dire che i cosiddetti glutammati sono componenti naturali di numerosi alimenti quali uova, pomodori, formaggio e lievito. Si tratta di composti dell’acido glutammico, un costituente delle proteine. Poiché il glutammato rafforza il sapore proprio delle pietanze, da oltre 100 anni viene aggiunto agli elementi di preparazione industriale. Ogni giorno gran parte degli svizzeri consuma così glutammato in minestre, salse, spezie e brodi. I glutammati si presentano in due forme. Possono essere legati con altre proteine oppure liberi. Quelli liberi si generano durante la maturazione o la fermentazione dei cibi o in fase digestiva nel corpo umano. Solo il glutammato libero è responsabile del sapore caratteristico che, insieme a dolce, amaro, acido e salato, costituisce il quinto gusto, l’umami, vale a dire saporito, ossia il classico gusto dei dadi da brodo. Se i glutammati vengono aggiunti a un alimento sotto forma di additivi, devono essere menzionati o indicati come E620-E625 nella lista degli ingredienti. 30

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”Il glutammato naturale approda nel sangue molto lentamente. „

Il glutammato aggiunto è per lo più un composto di acido glutammico e sodio. Il sodio, in combinazione con il cloro, costituisce il comune sale da cucina. Il glutammato di sodio (E621) viene utilizzato anche per i condimenti in polvere come Aromat o Mirador. I glutammati possono essere contenuti anche in sostanze come lattoalbumina concentrata, estratto di lievito o pomodori liofilizzati. Un cucchiaio di Mirador contiene la stessa quantità di glutammato di due pomodori. Otmar Deflorin, responsabile del Laboratorio cantonale di Berna, spiega: «Gli additivi vengono ammessi dalla Confederazione solamente se inoffensivi da un punto di vista tossicologico.» Diversi effetti nel corpo Che ne è dei glutammati una volta ingeriti? Il glutammato libero viene utilizzato nell’ intestino per la produzione d’energia. Nel cervello ha il compito di trasmettere gli impulsi nervosi. Tuttavia il nostro corpo è in grado di produrlo autonomamente. Mangiando in modo equilibrato assumiamo ogni giorno 8-12 grammi di glutammato attraverso uova, pomodori, latte e alimenti simili. Questo glutammato naturale approda in quantitativi ridotti molto lentamente nel sangue. Il glutammato puro inteso come additivo svolge tutt’altra azione. Può, ad esempio, dopo aver mangiato una minestra pronta a stomaco vuoto, incrementare rapidamente e notevolmente il tenore di glutammato nel


Glutammato

Contengono glutammato

Il glutammato è un componente naturale dei pomodori.

© bab.ch, iStockphoto, Shutterstock; fotomontaggio: Vivai

La cucina asiatica ricorre spesso all’aggiunta di glutammato.

Il glutammato naturale è uno dei responsabili del gusto saporito del formaggio.

sangue. Il glutammato naturale segnala al corpo gli alimenti ricchi di proteine. Ma in alcuni alimenti industriali questo tipo di glutammato non c’è o è presente solo in dosi esigue. Il consumo di glutammato stimola la produzione di saliva e quindi l’appetito. Una possibile conseguenza è l’aumento della fame con rischio di sovrappeso. David Fäh, medico ed esperto in alimentazione osserva: «Se e in che modo il glutammato influisca sull’appetito e sulla sazietà non è ancora del tutto chiaro. Non si esclude che consumando alimenti contenenti maggiori quantità di glutammato, ci si sazi a lungo, a seconda di cosa si è mangiato di preciso.» Possibile intolleranza Le persone particolarmente sensibili reagiscono agli alimenti insaporiti con il glutammato con intolleranze, note anche come sindrome da ristorante cinese. Vari studi non sono tuttavia riusciti a trovare una chiara correlazione. Non è stato provato nemmeno il legame con Alzheimer, Parkinson o tumori. Oltre il 90 percento della popolazione sembra tollerare senza problemi il glutammato. David Fäh ne minimizza i rischi. «Pare che tutto dipenda da cosa si condisce. Se si usa glutammato per condire alimenti sani quali insalata o verdure, ci s’abitua e li si apprezza di più anche se si smette di far uso dell’esaltatore di sapidità. Per lo stesso motivo, non si dovrebbero quindi condire pietanze malsane con il glutammato». Sinora non vi sono prove evidenti della nocività del glutammato. Si osserva però un aumento della domanda di alimenti senza l’aggiunta dell’additivo tanto discusso. Annina Erb, responsabile del settore alimentazione e salute presso la Federazione delle cooperative Migros, afferma: «Notiamo la tendenza a utilizzare sempre meno esaltatori del sapore.» Negli assortimenti minestre/brodi e pietanze pronte, nel limite del possibile si rinuncia al glutammato. Chi cucina facendo ricorso a erbe, sale e aromi naturali, possiede un’ottima alternativa agli esaltatori di sapidità. ● Vivai 3/14

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Si dice che...

Salute e saggezza popolare Possiamo fidarci delle credenze che riguardano la salute? Sì, almeno in parte. Gli esperti ci confermano che in molti detti popolari c’è sempre un fondo di verità. Testo: Ruth Hoffmann Illustrazioni: Martin Haake

”Una mela al giorno…„ Secondo un famoso proverbio, «una mela al giorno leva il medico di torno». Va però detto che nemmeno l’alimentazione più sana garantisce di non aver mai bisogno del dottore. Comunque una mela al giorno fa bene alla salute: molti studi scientifici riconoscono i numerosi pregi del frutto più amato in Svizzera. Mangiate regolarmente, le mele riducono il rischio di malattie cardiocircolatorie e contribuiscono alla prevenzione del tumore polmonare e al colon. Oltre che alle molte fibre, gli effetti benefici sono dovuti alla presenza di varie sostanze vegetali, come i flavonoidi, 32

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che sono in grado d'inibire i processi infiammatori dell’organismo, aiutano a fluidificare il sangue e svolgono un’azione antiossidante, proteggendo così le cellule. «I ricercatori britannici hanno da poco dimostrato che mangiando una mela al giorno si diminuisce il rischio di morire a causa di una malattia cardiovascolare tanto quanto l’assunzione di farmaci per abbassare il colesterolo», come spiega David Fäh, medico e ricercatore presso l’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Zurigo. «A differenza dei medicamenti, le mele non hanno però effetti collaterali! E comunque, se ne hanno, sono esclusivamente positivi. Il consumo di questi frutti aiuta ad esempio a stabilizzare il peso.»


”Ridere è la miglior medicina.„

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La disciplina che studia gli effetti della risata si chiama gelotologia. Nata meno di 50 anni fa, ha già dimostrato a più riprese che una bella risata fa bene alla mente e… al fisico! «L’effetto più evidente si riscontra sul sistema cardiocircolatorio», spiega Michael Titze, gelotologo e docente all’Accademia di psicologia individuale di Kloten. «Ridere riduce gli ormoni dello stress, aumenta l’ossigenazione delle cellule, rilassa i muscoli, normalizza il battito cardiaco e abbassa la pressione sanguigna. Inoltre, stimola la produzione di endorfine, degli ormoni analgesici, non a caso noti anche come ormoni della felicità, che altrimenti verrebbero rilasciati nel corpo solo dopo aver fatto molto sport. Chi ride spesso è più sano e vive più a lungo.»

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Si dice che...

”Chi si ferma fa la ruggine.„ «Un’affermazione che descrive bene come stanno le cose», spiega Susi Kriemler, docente di medicina sportiva all’Università di Zurigo. «Fare movimento è indispensabile per la nostra salute fisica e mentale. L’immagine della ruggine rende bene l’idea. Implica che prima si è fatto qualcosa e che, smettendo di muoversi, subentra la ruggine, che ben descrive ad esempio i depositi calcarei che attaccano i vasi sanguigni. Le situazioni peggiori sono date dalla mancanza di attività fisica associata al sovrappeso.» Se ci muoviamo, saremo

ricompensati, perché l'attività fisica regolare abbassa del 40 percento il rischio di malattie cardiache e di tumore al seno e del 55 percento quello delle fratture all’anca. Inoltre, riduce del 58 percento i sintomi del diabete di tipo 2 ed è più efficace degli psicofarmaci nell’evitare di ricadere in una depressione. In generale, in confronto, i medicamenti danno risultati in parte meno positivi. Tutto questo dimostra quanto faccia bene l’attività fisica. Per muoversi, non bisogna necessariamente partecipare a una maratona. Basta già una mezz’ora d’esercizio quotidiano. Inoltre, quando è possibile, dovremmo spostarci a piedi o in bicicletta, evitando l’ascensore o le scale mobili.

”Il sonno migliore è quello prima di mezzanotte.„ «Non si può generalizzare», spiega Micheline Maire, dottoranda presso il Centro di cronobiologia della Clinica universitaria di Basilea. «Per il riposo, sono determinanti le fasi di sonno profondo che si alternano ad altre fasi e che durante le prime ore dopo aver preso sonno sono più frequenti rispetto alla fine della notte. L’orario non è invece importante. Le persone che vanno a letto tardi, i cosiddetti serotini appartenenti al tipo «gufo», possono avere un sonno altrettanto profondo e ristoratore dei tipi «allodola», che tendono ad coricarsi prima di mezzanotte.» Vivai 3/14

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Si dice che...

”Mangiare la sera fa ingrassare.„ In altre parole, per dimagrire basta saltare la cena? Purtroppo non è così semplice. «Chi va a letto senza mangiare ma durante il giorno continua a piluccare non perde peso, perché a far la differenza è il bilancio energetico globale», spiega David Fäh. «Quando introduciamo più calorie di quelle di cui abbiamo bisogno, ingrassiamo.» La cena è un’ ottima opportunità per risparmiare calorie, perché, a differenza della colazione e del pranzo, non deve saziare a lungo. Per dimagrire, la sera dovremmo quindi limitarci a quel tanto che basta per non avere fame fino al momento di prendere sonno. Rinunciare a una cena troppo abbondante fa bene anche al metabolismo ormonale, perché così di notte la glicemia s’abbassa.

”Da bambini s‚impara più facilmente.„ Fino a una quindicina di anni fa si riteneva ancora che nasciamo con un cervello già completamente sviluppato, che, a partire da una certa età, regredisce. «Questo ha originato l’infausta idea del sostegno precoce alla prima infanzia e in età prescolare, con cui i bambini devono purtroppo ancora fare i conti», commenta Martin Meyer, responsabile del Dipartimento di ricerca sulla plasticità e l’apprendimento del cervello nel corso dell’ invecchiamento presso l’Istituto di Psicologia dell’Università di Zurigo. «Ora sappiamo che i bambini possono sviluppare al meglio le loro facoltà anche senza andare a lezione di piano o di cinese. L’importante è che nella prima infanzia possano sviluppare le funzioni senso-percettive. Se a un neonato fossero ad esempio bendati gli occhi per quattro settimane, il ritardo

dello sviluppo che ne deriverebbe sarebbe irrecuperabile. Per il resto, non esiste un intervallo di tempo determinato entro il quale intervenire per forza. Il cervello cambia di continuo la sua struttura neuronale, durante tutta la vita!» Si tratta della cosiddetta neuroplasticità, che, se lo vogliamo davvero, ci permette d’acquisire nuove conoscenze e sviluppare nuove facoltà anche in età avanzata. È vero che verso i 65 anni il cervello si riduce in modo graduale, ma le abilità cognitive rimangono pressoché uguali. «Probabilmente possiamo farcela anche con meno materia», rassicura il professor Meyer. «Un cervello più anziano impara in modo diverso da uno giovane, ma non per questo ci riesce meno bene. Fa capo al sapere e alle esperienze già assimilate. In questo campo, la ricerca è solamente all'inizio e ogni giorno ci lasciamo stupire dalle potenzialità del cervello umano. E questo vale anche per le persone che sono già in là con gli anni.» l Vivai 3/14

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Leggerezza nel piatto

Sgombro

Un pesce relativamente grasso, ma ricco di acidi grassi polinsaturi, vale a dire grassi sani. Olio di colza

Uno degli oli commestibili più sani grazie all’elevato contenuto di acidi grassi omega-6 e omega-3. Ortaggi verdi

Grazie alla clorofilla, una sostanza vegetale secondaria, gli ortaggi verdi rafforzano il sistema immunitario.

Cibo per il cervello Chi vuole mangiare in modo equilibrato dovrebbe assumere grassi in quantità sufficiente. Eccoti allora una pietanza che farà felici anche le tue cellule grigie. Testo: Lukas Hadorn Ricetta: Lina Projer Foto: Pia Grimbühler

© iStockphoto (fotomontaggio: Vivai)

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i è mai capitato di ritrovarti in un negozio con il carrello vuoto e il cervello nelle stesse condizioni? Avevi immaginato un menu raffinato, perfetto per una piacevole serata dopo una giornata pesante e ora... solo nebbia davanti agli occhi! Allora anche questa sera spaghetti al pesto. La buona notizia è che, secondo uno studio, coloro che cucinano sempre le stesse ricette sperperano sensibilmente meno cibo rispetto agli agitati che corrono da uno scaffale all’altro del supermercato con in mano il foglietto della ricetta mettendo a dura prova la pazienza degli impiegati alla ricerca di curcuma, tuberi di Belp o carote gialle. Il rovesco della medaglia è che dimenticano sicuramente qualcosa!

Il nostro piatto aiuta anche la memoria, perché secondo i ricercatori norvegesi il pesce fa bene al cervello grazie agli acidi grassi omega-3, che appartengono alla categoria dei sanissimi acidi grassi polinsaturi. Lo sgombro viene adagiato su un letto di croccanti ortaggi verdi, il colore della creatività. Infine, i germogli di rafano conferiscono un tocco elegante. Ingredienti (per 2 persone) 300 g di filetti di sgombro, sale, pepe, 1 cucchiaino d’olio di colza HOLL resistente al calore, 250 g di ortaggi verdi da consumare crudi (ad es. lattuga romana, taccole, cipollotti, cavolo rapa oppure asparagi), 1/2 peperoncino verde, 1/2 limetta, 1 pizzico di zucchero di canna, poco wasabi, 3 cucchiai d’olio di colza,

1 cucchiaio di salsa di soia, sale e 1 manciatina di germogli di rafano. Procedimento Condisci i filetti con sale e pepe. Riscalda l’olio in una padella antiaderente e dorali a calore medio da entrambi i lati per ca. 2 minuti. Nel frattempo, o prima, secondo la tua abilità, taglia gli ortaggi a fettine sottili con la mandolina o un coltello. Taglia il peperoncino ad anelli. Spremi la limetta, unisci lo zucchero, il wasabi, l’olio e la salsa di soia. Mescola la salsa con gli ortaggi e condisci con sale. Adagia i filetti di pesce sull’insalata e guarnisci con i germogli rafano. Preparazione ca. 15 minuti. Per persona ca. 32 g di proteine, 36 g di grassi, 4 g di carboidrati, 1950 kJ/470 kcal ●


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Yogurt M-Classic

Combinazioni divine Di primo acchito, non è facile intuire cos’hanno in comune il bel Kevin che frequenta la scuola elementare e la bella Elena della mitologia greca. A dire il vero, ha poco a che fare anche con lo yogurt… Testo: Lukas Hadorn Foto: Yves Roth

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evin e Chantal hanno qualcosa in comune. Non vanno bene a scuola e hanno problemi comportamentali. Di quale Kevin e di quale Chantal si tratti, non importa. «Nomen est omen» dicevano i latini. Il nome è un presagio. Questo è quanto risulta da uno studio condotto nel 2009 dall’Università di Oldenburg. I bambini che arrivano alle elementari con un nome alla moda hanno già perso in partenza, prima ancora di consegnare il loro primo lavoro. Il tuo nome è la tua essenza. Questo fenomeno viene definito Kevinismo o Chantalismo. Crudele, vero? Ma noi siamo così. Associamo ogni cosa, ogni giorno, mille volte al giorno. Chi dice 20 minuti sente il nero della stampa sulle dita, le olive greche in un piattino ci ricordano la crisi europea e se sentiamo la voce dell’ex consigliere federale Merz, pensiamo alla carne secca dei Grigioni. Tutto questo non ha senso, ma in un certo qual modo sì. Anche per me è così. Qualche tempo fa, in un quiz televisivo è stata posta una domanda concernente la bella Elena della mitologia greca. Spontaneamente, ho pensato allo yogurt. Sulle prime, mi sono chiesto come mai. Poi mi sono ricordato che in passato, per un certo periodo, terminavo quasi ogni pasto con lo yogurt Belle Hélène. Cioccolato con pezzetti di pera. Probabilmente lo conosci anche tu. Sono andato alla Migros più fornita dei dintorni e, meraviglia, era ancora lì, nel banco frigo! 40

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Imbambolato davanti a tutti quei vasetti colorati, mentre il mio sguardo spaziava tra bio e bifidus, classic ed excellence, mi sono reso conto di quanto sia speciale il segmento degli yogurt. Sono state inventate combinazioni di sapori che esistono da decenni soltanto in questo universo! La coppia pera/cioccolato appartiene a

All’ascolto degli utenti Torna, bella Elena! Quando nel 2012 la Migros ha tolto dall’assortimento lo yogurt Belle Hélène, in vendita solo quando le pere sono di stagione, la gente è insorta. Soprattutto nella Svizzera tedesca, i clienti hanno chiesto a gran voce di reintrodurre il prodotto. E sono stati ascoltati! In autunno la Migros ha nuovamente inserito nel suo assortimento annuale e non solo stagionale, lo yogurt Belle Hélène. «Un dramma a lieto fine», come titolava il blog di Migipedia. «È un bel segnale, che conferma la forza di questo strumento di comunicazione», ha commentato un’utente Migipedia particolarmente riconoscente.

questo mondo proprio come mela/mango o vaniglia/rabarbaro. O la buona vecchia Pesca Melba. Il mio preferito:? Cocco/cioccolato. O più semplicemente: cioccococco. Uno yogurt rinfrescante, leggermente acidulo, alla noce di cocco con delicati fiocchi di cioccolato. Divino! Per me, negli yogurt non esiste combinazione migliore. La pensano così anche la signora e il signor Elvezia. Dopo la coppia mela/mango (5,5 milioni di yogurt), con 3,8 milioni di vasetti venduti ogni anno il cioccococco è lo yogurt a due gusti più amato nel nostro paese. Stando a una ricerca di mercato, è particolarmente apprezzato dalla clientela più giovane, ossia di un’età compresa tra 19 e 45 anni. Probabilmente per via dei tanti Kevin che compensano le loro frustrazioni scolastiche mangiando yogurt cocco e cioccolato. Per quanto riguarda la clientela più anziana, in vetta alla classifica spicca l’abbinamento vaniglia/rabarbaro. Un risultato che non mi sorprende, visto che spontaneamente associo il rabarbaro a mia nonna. Per fortuna non si chiama Chantal! A proposito, parlando della bella Elena o Belle Hélène che dir si voglia, ora non mi fa più pensare allo yogurt, bensì agli alunni delle elementari. Poiché probabilmente neppure loro avrebbero saputo con chi, secondo la mitologia greca aveva avuto una relazione extraconiugale la bella Elena. Con Paride! E qui si torna ai problemi comportamentali… ●


� Uno yogurt rinfrescante, leggermente acidulo.„


Palla protagonista La palla esiste soltanto per essere presa a calci? Sbagliato! Lasciamo il calcio ai campioni in Brasile, noi abbiamo altre pallidee per rimetterci in forma all’aria aperta. Testo: Petra Koci

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In forma con la palla

© GettyImages

Il pallone ginnico ti aiuta a rafforzare i muscoli Un tempo si riteneva che star seduti sul pallone ginnico permettesse d’allenare la muscolatura della schiena e di mantenere la colonna vertebrale più dritta rispetto a una sedia. Oggi si consiglia di non stare seduti sul pallone per più di mezz’ora consecutiva. Poiché se i muscoli si sovraccaricano si ottiene l’effetto contrario. Il fratello più morbido e più grande della palla medica è un’attrezzo utilissimo per rafforzare i muscoli e per migliorare la coordinazione. Per allenare la stabilizzazione ci si può inginochiare sul pallone e cercare di mantenere l’equilibrio, rinforzando così la muscolatura profonda e il pavimento pelvico. Un buon esercizio per allenare la zona centrale del corpo consiste anche nello sdraiarsi sul pallone con le gambe divaricate sul pavimento e quindi alzare e abbassare il tronco.

Il gioco delle bocce migliora la concentrazione Il gioco delle bocce rimanda alle pinete del Mediterraneo e alle ombreggiate piazze di paese nel Sud della Francia dove gli uomini s’incontrano per giocare a bocce e chiacchierare. La pétanque è una variante del gioco delle bocce e si gioca i piedi ancorati al suolo, o tanqués, come si dice in francese.

Le qualità richieste sono in sostanza le stesse: abilità, concentrazione e tattica. Le bocce della pétanque sono di metallo, mentre le bocce e i pallini delle gare ufficiali sono sintetiche. Anche se è sicuramente più divertente disputare una partita sotto il sole della Provenza, si può giocare ovunque: la versione freestyle con le bocce morbide si chiama crossboccia. Vivai 3/14

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Con lo speedminton alleni la capacità reattiva Badminton dinamico oppure tennis veloce con una racchetta dalla testa oblunga? Sia uno sia l’altro: a speedminton si gioca senza rete, con passaggi alti o bassi. Le corde della racchetta sono tesissime, il volano è più piccolo e più pesante rispetto a quello del badminton. E vola più veloce. Solitamente si gioca in due, all’interno o all’esterno. I giocatori si muovono in un quadrato di 5,5 metri di lato, i campi distano oltre 12 metri gli uni dagli altri. Se la palla cade nella zona dell’avversario, si segna un punto. La frequenza di tiro è più elevata che nel badminton e nel tennis. Se si gioca a speedminton per allenare condizione fisica, mobilità e capacità reattiva, si suda parecchio. Garantito!

La palla medica migliora l’efficienza Mi ricorda il cuoio consunto e la palestra muffosa della mia infanzia e gioventù. Per noi bambini, era davvero pesante! Oggi le palle mediche sono spesso di gomma e sono integrate negli esercizi come attrezzi di allenamento tuttofare: le flessioni sulla palla oppure gli addominali con la palla stretta tra le ginocchia aumentano l’intensità dell’esercizio fisico visto che aumenta lo sforzo

per la stabilizzazione. L’allenamento con la palla medica è molto efficace per rafforzare i muscoli. Chi preferisce allenare la resistenza sudando, sceglierà lo speedball, ossia una combinazione di esercizi di kickbox e finti passaggi nonché di passi di danza a suon di power music. Visto che la pesante palla medica non passa di mano, questo gioco costituisce un ottimo allenamento anche per i muscoli delle braccia.

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© Corbis, GettyImages, Jumpfoto, Masterfile, iStockphoto (fotomontaggio: Vivai)

In forma con la palla

Con il beach volley alleni la rapidità Giocatrici in bikini e giocatori a torso nudo. La tenuta è un piacere per gli occhi! Anche se la variante scalza della pallavolo si gioca con le braccia, per correre nella sabbia morbida ci vogliono gambe forti e scattanti. Per afferrare o bloccare la palla, talvolta i giocatori devono saltare rapidamente molto in alto e durante lo scatto fermare un multiplo del loro peso corporeo con la muscolatura delle gambe e del tronco. In questo gioco si allena sprattutto la rapidità: ad esempio la capacità di reazione o gli sprint brevi con rapidi cambi di direzione. A questo s’aggiunge la tecnica e la tattica. I due giocatori che formano la squadra comunicano a gesti la loro tattica di gioco. Il beach volley è quindi anche un gioco strategico. E oltre al divertimento, è perfetto anche per allenare forza e resistenza. Braccia, spalle e gambe forti, tronco stabile e fisico da bikini grazie alla pallavolo da spiaggia!

Il golf è ottimo per la mente e per il fisico Uno sport dinamico e rilassante! In effetti, chi gioca a golf è sempre in movimento. E non parliamo solo dei circa otto chilometri di marcia a ritmo sostenuto per portare a termine l’intero percorso. Lo swing è un movimento rotatorio del busto che richiede stabilità, forza, agilità e coordinazione. Per giocare a golf ci vuole anche concentrazione e conoscenza delle varie tecniche di lancio. A prescindere dai brevi allenamenti sul driving range, il golf non è una disciplina per chi ha fretta. Di solito, per un giro occorre

calcolare diverse ore. Sul campo ci si può misurare con altri golfisti. Ma una delle cose più affascinanti è proprio che si può giocare contro sé stessi. Il golf è un gioco di testa, e ha un effetto positivo sul corpo e sulla mente. E anche sulla salute, come è stato dimostrato dal Policlinico di medicina sportiva di Monaco di Baviera: un giro di golf riduce lo stress, aumenta l’assorbimento d’ossigeno, riduce la pressione. Durante un percorso di quattro ore sembra inoltre che si brucino più calorie che in un’ora di jogging! ●

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Il Brandeburgo XXXXxxxxxxx

I numerosi canali nella Foresta della Sprea possono essere percorsi in barca.

Paradiso acquatico Il Brandeburgo, lo stato federale tedesco che circonda Berlino, offre orizzonti sconfinati, patrimoni culturali di rilievo mondiale e una fitta rete di laghi, fiumi e canali. Testo: Petra Koci Foto: Malte J채ger

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Il Lago di Gross Behnitz dista solamente un’ora d’auto da Berlino.

L‚acqua è talmente „ limpida che i lucci si vedono a occhio nudo. „


Il Brandeburgo La Flaeming Skate è la più grande area pattinabile d’Europa.

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avanti a noi si estende il placido specchio d’acqua verde brillante del Lago di Gross Behnitz. Le sole onde che increspano dolcemente la superficie provengono dai colpi di remi di un pescatore. Rivolgendosi a noi, fa notare che «l’acqua è talmente limpida che i lucci si vedono a occhio nudo». Almeno fin quando non vengono messi in fuga dai bambini che si stanno tuffando. Come molte altre famiglie, anche quelle berlinesi amano trascorrere il fine settimana fuori città. Il placido lago, a un’ora d’auto dalla capitale, si trova ai piedi dell’albergo A. Borsig. Per lungo tempo lasciato andare in rovina, il sontuoso edificio di mattoni rossi è stato ristrutturato nel 2000 all’insegna della sostenibilità. L’energia proviene dai pannelli solari e dal riscaldamento a cippato. Il ristorante, ricavato dal vecchio pollaio, propone una cucina biologica. Il primo albergo bio del Brandeburgo sorge sulle fondamenta del fienile. Tra i vari servizi non poteva mancare il noleggio delle bici. Per chi ama pedalare, la regione attorno al Lago di Gross Behnitz è un vero paradiso. Inoltrandoci nel bosco, tra gli alberi intravediamo scorci di lago. Poi, d’improvviso, ecco gli orizzonti sconfinati del Brandeburgo! La pianura e il cielo sembrano non finire. Il paesaggio è piatto come una crespella. «Abbiamo solo prati e mais», commentano ridendo gli indigeni che ci precedono in bici. Hanno ragione. Il campo di mais sulla sinistra sembra senza confini. Sulla destra, i campi sfiorano il cielo. Il panorama è interrotto solo da alcune pale eoliche. Un mosaico di mais e campi verdi

Queste pianure fanno la gioia di ciclisti dilettanti, famiglie e cicloturisti, ma anche di chi pattina in linea. Quando fa bello, le piste della Flaeming Skate, la maggiore area pattinabile d’Europa, sono frequentate da giovani e meno giovani. Un papà pattina spingendo il passeggino. Alcuni pattinatori in tenuta sportiva tengono le braccia dietro la schiena, per essere più aerodinamici. In curva un bambino taglia 48

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la strada alla mamma. S’incontrano sportivi molto allenati, che si spingono con i bastoni, ma anche dilettanti, come i tre colleghi che per frenare si lasciano cadere sull’erba. In effetti, usare il freno dei pattini non è così evidente. A pattinare s’impara però in fretta. All’inizio le gambe traballano, ma dopo un po’ d’esercizio vanno praticamente da sole e i movimenti diventano fluidi. Spinti dal vento, avanziamo ammirando il panorama, un mosaico di mais e campi verdi. Tra boschetti di querce e gruppetti di betulle soffia una brezza che spazza via anche la frenesia quotidiana. Quel ritmo regolare sembra un mantra. Il rumore ci accompagna in questo volo ad alta quota senza alzarsi da terra. L’ultimo terzo del giro è salutato silenziosamente da una sfilata di abeti rossi. Percorsi via terra o sull’acqua

Due coppie d’anziani che stanno percorrendo lo stesso tragitto con una stepper bike ci gridano divertiti che per loro è la prima volta. Al posto dei pedali, questa strana bici ha dei poggiapiedi a forma di tavoletta che si premono alternativamente. Un’idea geniale per vivere qualcosa di nuovo e fare step in mezzo alla natura, senza caricare la schiena. Volendo, le pianure del Brandeburgo si possono scoprire spostandosi solo con le proprie forze. Mentre proseguiamo il nostro viaggio, passiamo accanto a prati in cui pascolano cavalli e manzi, superando paesi con facciate colorate e città interessanti, come ad esempio Lübbenau, con le sue case a graticcio e le sue strade pavimentate di ciottoli, che è considerata la Venezia del Brandeburgo. Lungo un’infinità di canali, i traghettatori spingono le imbarcazioni di legno come i gondolieri di Venezia. La città ha anche un palazzo nobiliare, l’imponente Schloss Lübbenau. Di proprietà dei conti zu Lynar, è stato ristrutturato e ora è un albergo a 4 stelle. Una piacevole alternativa per scoprire con calma le bellezze di questa regione tedesca è percorrere i canali nella Foresta della Sprea, riserva della biosfera, in

Il Lago di Gross Behnitz non è molto esteso.

Lübbenau è chiamata anche la Venezia del Brandeburgo, per via dei suoi canali.

Lübbenau è conosciuta per le sue case a graticcio.


In canoa sulle vie d’acqua della Foresta della Sprea, guidati da Henning Petrick, alla scoperta dell’incantevole paesaggio.

Il fitto labirinto di canali dalle rive „ verdeggianti serpeggia tra anse e curve. „


Il Brandeburgo

● La Flaeming Skate è l’area pattinabile più estesa d’Europa. Equipaggiamento noleggiabile in varie infrastrutture turistiche locali. www.flaeming-skate.de ● Sulle vie navigabili della Foresta della Sprea: Lübbenau offre guide e imbarcazioni a noleggio, ad es. www.bootsverleihpetrick.de ● In Brandeburgo esiste una fitta rete di vie ciclabili, con punti di noleggio di bici, moto a tre ruote, bici elettriche ecc. www.radeln-in-brandenburg.de Dove pernottare

Come arrivare

La regione del Brandeburgo si trova alle porte di Berlino. ● Da Zurigo partono giornalmente diversi bus per Berlino. Prezzo andata e ritorno in giugno da 66 euro, www.meinfernbus.de ● Collegamento ferroviario notturno Zurigo-Berlino: viaggio andata e ritorno in 2° classe con abbonamento metà-prezzo, cuccetta in scompartimento da 4 persone, offerta speciale in giugno, da fr. 168.– a persona, www.sbb.ch. ● Diverse compagnie propongono voli quotidiani Zurigo-Berlino. ● Il Brandeburgo è ben collegato con il treno, la rete suburbana e i bus. La carta giornaliera per Berlino e il Brandeburgo costa 21 euro, www.vbb.de

Cosa fare

Il Brandeburgo propone 3000 laghi, 30000 chilometri di vie navigabili e 7000 chilometri di piste ciclabili. 50

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● Albergo A. Borsig, Behnitzer Dorfstrasse 29-31, Nauen OT Gross Behnitz, nell’Havelland. Certificato bio. Camera doppia da 109 euro. www.landgut-aborsig.de ● Albergo Schloss Lübbenau, Schlossbezirk 6, Lübbenau, nella Foresta della Sprea. Camera doppia da 120 euro. www. schloss-luebbenau.de ● Dormire su una zattera sul Lago di Senftenberg? Le cabine accolgono 2-3 persone. Munisciti di sacco a pelo e materassino. Un giorno e una notte su una zattera, dalle 15 alle 9, in alta stagione, 105-120 euro. www.lausitzfloss.de ● Dormire sull’acqua all’insegna del comfort in una casa galleggiante sul Lago di Geierswald: 1 notte in una struttura per 1-2 persone costa 190-285 euro. www.lausitzer-seenland-resort.de Informazioni

www.brandenburg.it www.reiseland-brandenburg.de (D + E) www.havelland-tourismus.de (D) www.lausitzerseenland.de (D)

L’emozione di dormire a filo d’acqua

È pomeriggio e stiamo per raggiungere l’incantevole spiaggia di sabbia lungo il Lago di Senftenberg, un bacino nato dalla trasformazione di un’area mineraria. Nella regione dei Laghi della Lusazia, tra Berlino e Dresda, sono in corso imponenti lavori per trasformare le miniere di lignite in laghi artificiali. Le cavità delle miniere a cielo aperto sono state e continuano a essere riempite con miliardi di metri cubi d’acqua e quindi collegati attraverso canali navigabili. Il progetto include anche la costruzione di chiuse e la creazione di spiagge. La bonifica ha trasformato la regione in un paesaggio lacustre, che ora, oltre a boschetti di betulle e abeti, vanta una fitta rete di laghetti. Il Lago di Senftenberg è stata la prima miniera a essere riempita d’acqua. Oggi rappresenta un paradiso degli sport acquatici, dov’è possibile affittare perfino una zattera. Dalla nostra imbarcazione ammiriamo il crepuscolo. Il grill mobile a prua crea un’atmosfera magicamente romantica. Il lago sembra un lenzuolo argenteo. Il cielo stellato si riflette sullo specchio d’acqua. Prima d’addormentarci, cullati dall’acqua, sentiamo gente che sta sguazzando e ride di gusto. Il giorno seguente il sole risplende sull’acqua leggermente increspata e le onde brillano come frammenti di specchio. Di buon mattino i primi bagnanti stanno già facendo il bagno. ●

© Illustrazione: Orlando Hoetzel

Alla scoperta del Brandeburgo

canoa. Con la nostra guida Henning Petrick scivoliamo sull’acqua costeggiando case a graticcio con tetti di canna, mucchi di fieno e giardini curatissimi. Invece di fermarci in una delle osterie del paesino di Lehde, proseguiamo verso un chiosco isolato. Non si può visitare la Foresta della Sprea senza assaggiare le specialità locali, i cetrioli in salamoia e sottaceto. «Sono ottimi con il pane spalmato di strutto», consiglia la signora che li mette in conserva. I fiumi, i cui argini sono protetti dagli ontani, serpeggiano tra anse e curve. Pagaiando a destra e a sinistra, proseguiamo il viaggio.


Per gli amanti degli sport acquatici, il Lago di Senftenberg è un vero paradiso.

Il lago sembra „ un lenzuolo argenteo. „

Ora lo Schloss Lübbenau ospita un hotel a 4 stelle.

Sulla riva le donne del posto vendono cetrioli e strutto.

I cetrioli in salamoia o sottaceto sono una specialità locale.


Una ventata di freschezza

Frescura estiva Nel 19esimo secolo chi abitava in città usava trascorrere l’estate nelle località termali o in campagna, in cerca di svago e riposo. I villeggianti moderni non hanno più così tanto tempo, ma con le nostre proposte potrai vivere anche tu una parentesi di freschezza all’insegna del relax. Testo: Gisela Femppel

Caraibi in montagna: il Lago di Cauma.

Il tuffo che rinfresca Il lago di Cauma a Flims, nei Grigioni, situato a quota 997 metri, è uno dei laghetti alpini più belli della Svizzera. Il paesaggio dipinto di verde si rispecchia nelle acque turchesi e così trasparenti da lasciar intravedere il fondo. Una spiaggia caraibica tra le nostre montagne! L’acqua di questo laghetto alimentato da sorgenti sotterranee può raggiungere i 24 gradi. Immergersi in queste acque è un’esperienza fantastica, soprattutto il mattino presto e la sera. La Svizzera è ricca di posti che promettono esperienze di grande intensità e bellezza. Quasi tutti i nostri grandi laghi, una ventina, e le centinaia di laghetti alpini e glaciali, fiumi e pozzi sono balneabili. In quota Non è sempre necessario sudare per raggiungere la cima! In Svizzera si può salire in quota anche con funivie e teleferiche. Sui sentieri di montagna, grazie 52

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alla brezza, il caldo non si sente! Particolarmente ventilati sono invece i ponti sospesi: il ponte pedonale più lungo e quello più alto d’Europa si trovano nella regione di Engelberg-Titlis. Sul ghiacciaio di Les Diablerets fa particolarmente fresco, tanto che anche d’estate si può passeggiare sulle nevi perenni. Altre chicche: il Muottas Muragl, con vista imperdibile sui laghi dell’Alta Engadina, il sentiero alpinistico, patrimonio mondiale dell’Unesco e la via ferrata sul ghiacciaio dell’Aletsch, il sentiero panoramico che costeggia il lago di Thun, con due ponti sospesi oppure la Via Svizzera, il bel sentiero che costeggia il Lago dei Quattro Cantoni.

della Villa Honegg di Ennetbürgen, del ristorante Marée presso il Parkhotel Sonnenhof di Vaduz, dell’Hotel Monopol di Lucerna, del Vitznauerhof di Vitznau. Proposte sul Lemano: l’Hotel Le Baron Tavernier a Puidoux-Chexbres, circondato dai vigneti e con vista fantastica, l’Hotel Château d’Ouchy e il Watergate,

Rilassante: la vista dal Vitznauer Hof.

entrambi a Losanna e direttamente sul lago, l’Ermitage di Montreux-Clarens, elegante, romantico, affacciato sul lago.

Emozionante: verso l'Eggishorn.

Terrazza con vista Per terminare in bellezza una giornata calda, non esiste posto migliore di una bella terrazza ventilata. La brezza rilassa e rinfresca, ad esempio sulla terrazza

Refrigerio à la Kneipp Sebastian Kneipp, malato ai polmoni, una notte decise di tuffarsi nelle gelide acque del Danubio. E guarì. Per godere dei benefici dell’idroterapia Kneipp non è ovviamente necessario essere malati né tuffarsi nel fiume. Funziona anche con le braccia a mollo. Immergile fino a sopra i gomiti in un catino d’acqua fredda, pazienta per 30-40 secondi, toglile e levati


© Gallery Stock, Keystone, Plainpicture, swiss-image.ch, Christof Sonderegger

„ l’acqua di dosso. Il procedimento dà grande sollievo e può essere ripetuto più volte al giorno. Dà refrigerio anche immergere piedi e polpacci nell’acqua fredda. La vasca da bagno può essere usata anche per

Chiare,fresche e dolci acque...

Francesco Petrarca

camminare nell’acqua: riempila d’acqua fredda fino a raggiungere un livello di 30-40 centimetri e cammina estraendo completamente i piedi dall’acqua a ogni passo. Quando il freddo inizia a far male, smetti. Una piacevole alternativa: cammina su un prato bagnato di rugiada. Doccia di bellezza per il viso Metti dell’acqua fresca o fredda in una brocca. Il trattamento inizia bagnando la tempia destra, poi il getto d’acqua passa sulla fronte, prima di raggiungere la tempia sinistra e far ritorno. Ora irrora le due metà del viso seguendo tre linee verticali e passa il getto d’acqua per tre volte attorno al viso. Termina la benefica doccia tamponando delicatamente il viso.

Bevande rinfrescanti Senz’alcool significa anche senza sudore! Preparati il tuo drink personalizzato. Ti va una limonata con acqua, un po’ di succo di limone e qualche fogliolina di menta, Vivai 3/14

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Una ventata di freschezza

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d’acqua bollente sul tè, lascia riposare per 1 minuto e getta l'acqua. Poi fai bollire le foglie di tè schiuse con lo zucchero e la menta in 2,5 dl d’acqua calda. Dopo 10 minuti, il tè di menta è pronto.

melissa o citronella fresca? Trasferisci le foglioline in una caraffa con il succo di limone, aggiungi acqua fresca e lascia raffreddare in frigo per circa 2 ore. Gli esperti consigliano anche le bevande calde, come si usa nei paesi caldi. Un buon tè di menta marocchino per dissetarsi e rinfrescarsi? Ingredienti: 3 cucchiaini di gunpowder (foglie di tè verde arrotolate in piccole palline), 4 cucchiai di zucchero, foglie fresche di menta. Versa un po’

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Come partecipare Telefono: chiama lo 0901 560 003

(fr. 1.–/chiamata, da rete fissa) e lascia sulla segreteria soluzione, nome, cognome e indirizzo. SMS: invia VIVAI I, soluzione, nome, cognome e indirizzo al numero 920 (fr. 1.–/SMS).

Cartolina postale (posta A): Edizioni Vivai, concorso 3/14, casella postale, 8074 Zurigo Termine d’invio: 15 luglio 2014 Soluzione del numero precedente: armonia Vincitrice: Madlen Huwiler di Pfeffingen

I vincitori saranno sorteggiati tra tutte le risposte corrette delle tre versioni linguistiche di Vivai e quindi informati per iscritto. Il premio non sarà corrisposto in denaro. Sono escluse le vie legali. In merito al concorso non si tiene alcuna corrispondenza. I premi non ritirati dai vincitori entro 3 mesi dal sorteggio sono considerati scaduti e non saranno sostituiti. I collaboratori della Federazione delle cooperative Migros sono esclusi dalla partecipazione al concorso. La soluzione e il nome della vincitrice o del vincitore saranno pubblicati su Vivai 4/14.

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Abbonati gratis a Vivai su www.migros.ch/vivai oppure via mail a: abbonamenti.vivai@ mediasmigros.ch e tel. 0800 180 180


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grande la tua impronta? Scoprilo su wwf.ch/footprint Scannerizza il codice QR e installa gratuitamente la app Guida WWF.


Vieni a scoprire come vivere in modo più sano Da cinque anni Vivai propone consigli e ispirazioni per uno stile di vita sano e sostenibile. Un traguardo che vogliamo festeggiare con i nostri lettori. Partecipa al nostro brunch «In forma con Vivai» presso l’Atrium-Hotel Blume di Baden, il 13 settembre. I nostri esperti spiegheranno come vivere meglio curando l’alimentazione e dando spazio al relax. L‚evento

Marianne Botta Diener La nutrizionista spiegherà come migliorare l’aspetto e il benessere curando l’alimentazione e come cucinare sano in tutta semplicità.

In forma con Vivai

LD Dr. David Fäh Il fisiologo dell’alimentazione all’Università di Zurigo analizzerà le tendenze alimentari e proporrà la sua visione delle regole dietetiche. Petra Orzech

L’insegnante di yoga e nutrizionista ha fondato lo slim yoga. Una delle sue specializzazioni riguarda la gestione dello stress. Spiegherà come ci possiamo ricaricare praticando una respirazione corretta e consapevole.

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Partecipa anche tu al brunch e alle relazioni degli esperti (in tedesco). Il numero dei partecpanti è limitato. L’entrata è gratuita. I posti saranno assegnati in base all’ordine delle iscrizioni.

Dove e quando

Sabato 13 settembre, dalle 10 alle 13, presso l’Atrium-Hotel

Blume di Baden, a dieci minuti a piedi dalla stazione di Baden. Come partecipare

Per partecipare è obbligatorio iscriversi. Invia un’e-mail a 5jahrevivai@migrosmedien.ch. A iscrizione avvenuta riceverai una conferma di partecipazione. Per ulteriori informazioni telefona allo 058 577 12 84.

a ! or t i e nt e i i v ri m at I s c ui t a imi t at i l gr o s t P

© Martin Hemmi

I relatori


Far contenti tutti è possibile! Anche i buongustai.

Parte di


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