MEZZOPIENO News - Novembre / Dicembre 2020

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Dalla rete italiana della positività

NOVEMBRE/DICEMBRE 2020

Il volto noto di premesse mi chi entra nelle “Se sorridi alla vita, lei ti ricambia” sarei immaginata case degli italiani una lunga attesa all’ora di cena per prima di ricevere LAURA CHIMENTI raccontare i fatti la disponibilità GIORNALISTA TELEVISIVA del giorno. Una per un’intervista. carriera in ascesa Al contrario, costellata di successi con mio grande professionali. La partecipazione come stupore, Laura Chimenti, giornalista co-conduttrice allo scorso Festival di televisiva che conduce l’edizione delle 20 Sanremo. Una bellezza indiscutibile. Con del telegiornale di Rai1, ha soddisfatto queste istantaneamente la mia richiesta e con altrettanto tempismo ha risposto alle mie domande. Segnale, questo, che la professionalità risiede anche in un atteggiamento discreto, nella gentilezza e nel riguardo verso gli altri. Laura Chimenti in Rai approda nel 1996 alla conduzione della rubrica di moda, viaggi e tendenze Style. Nel 2000 entra nella redazione mattina del TG1, poi passa alla redazione economica come redattrice e inviata. Conduce il TG delle 13.30, delle 17 e quello della mattina, partecipa alla realizzazione di spazi a Uno Mattina, infine è chiamata a condurre l’edizione delle ore 20 dopo l’addio di Maria Luisa Busi. Il pubblico la apprezza per la grande accuratezza, il garbo raro e una certa raffinatezza nella scelta delle mise! INTERVISTA ESCLUSIVA PER MEZZOPIENO PAG. 16/17

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Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - N°1941/2019 Pubblicazione informativa no-profit

Sempre più medicine prodotte senza lucro

Cosìpernatura: brutta ma buona anche se imperfetta Pag. 10

Pag. 2

MONDO La Sicilia è la prima regione d’Italia ad abolire la plastica Pag. 11

ITALIA

Anche la cultura è mezzopiena Pag. 18

CULTURA La vita è tutta da amare Pag 21

SCRIVERESISTERE

MEZZOPIENOfocus...

Festival Mezzopieno: credere nel mondo e negli esseri umani Pag. 8

MEZZOPIENOincontra... Casasol Pag. 22


Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso.

Mezzopieno News è gratuito – nessuno può richiedere denaro o compensi per la sua distribuzione. Il movimento Mezzopieno è un gruppo di pensiero che non ha obiettivi di profitto ma la diffusione dell’approccio positivo e della capacità creativa e collaborativa. Mezzopieno News è distribuito con il contributo volontario dei membri, degli amici e dei simpatizzanti del movimento Mezzopieno. Come frutto della volontà di condividere il proprio pensiero, la pubblicazione è distribuita attraverso il sistema del passaparola, di mano in mano, con la consegna diretta e personale. Nessun diritto di autore è applicato per la proprietà intellettuale degli articoli. Tutto il materiale è di libera distribuzione e riproducibile senza autorizzazione, citando la fonte Mezzopieno News.

SEMPRE PIÙ MEDICINE PRODOTTE SENZA LUCRO

La crisi sanitaria provocata dal Covid-19 sta stravolgendo i sistemi sanitari di tutto il mondo e mettendo in discussione l’organizzazione di interi settori come quello farmaceutico. Gli Stati Uniti, una delle poche nazioni industrializzate a non avere una copertura sanitaria universale, sono il Paese più colpito dalla pandemia e stanno subendo un forte incremento nella domanda di forniture di medicinali, con il rischio di speculazioni e di aumenti dei prezzi. Per questo motivo oltre 1.200 ospedali statunitensi si sono organizzati per provvedere alle proprie

medicine, senza scopo di lucro. Un’alleanza trai 7 maggiori sistemi sanitari del Paese, la Civica Rx, è diventata un produttore di farmaci generici no-profit, fondato nel 2018 in risposta alla carenza e all’elevato prezzo dei farmaci generici urgentemente necessari negli Stati Uniti. Questa casa farmaceutica è stata creata per ridurre e prevenire la carenza di farmaci e i picchi di prezzo che possono accompagnarli e perché questi siano disponibili e alla portata di tutti. Alla fine del 2019 Civica aveva 18 farmaci e nel 2020 ha avviato la produzione di 9 farmaci per applicazioni di emergenza e terapia intensiva che erano soggetti a frequenti carenze. Oggi Civica Rx sta riuscendo a garantire forniture di oltre 20 farmaci generici essenziali e generando milioni di dollari di risparmi per i pazienti americani. La compagnia farmaceutica senza scopo di lucro ha dichiarato di aver consegnato più di 11 milioni di fiale di farmaci alle strutture sanitarie associate e ai loro pazienti da quando è scoppiata la pandemia. Fonte: Civica RX; Forbes

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IL PRIMO STATO AL MONDO AD IMPATTO CLIMATICO POSITIVO Il Regno del Bhutan, con i suoi 800.000 abitanti è l’unico Stato al mondo a non influire negativamente sul clima del pianeta con le sue emissioni ma ad avere addirittura un impatto positivo. La sua monarchia ha da sempre scelto un approccio incentrato sullo stretto rapporto tra uomo e natura, un’ambiziosa politica che è diventata modello per tutto il mondo. Lo stato himalayano ha implementato nella sua gestione statale la Felicità Nazionale Lorda (FIL), un paradigma che afferma che la crescita economica deve essere equa e inclusiva, che il buon governo è essenziale per ottenerla e che la crescita economica deve preservare la natura. Le politiche a favore del clima sono incorporate nella costituzione del Bhutan che ha deciso che non meno del 60% della sua terra debba essere coperto da foreste. Le leggi del Paese riconoscono che l’individuo, oltre ai bisogni materiali, ha necessità di carattere etico e spirituale. La vita deve quindi comprendere il benessere interiore e i valori culturali, mentre lo sviluppo deve puntare ad aumentare la felicità delle persone,

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piuttosto che la crescita economica. Secondo i parametri occidentali basati sul PIL, il Bhutan risulterebbe una delle nazioni più povere del mondo, mentre nel Paese non esistono mendicanti e il 90% della popolazione ha accesso gratuito alla sanità e all’istruzione pubblica. Il Bhutan è oggi una delle economie in più rapida crescita nell’Asia meridionale e nonostante una veloce urbanizzazione e una rapida impennata dei consumi, il mantenimento della Felicità Interna Lorda è una sfida che sta vincendo.

Fonte: World Economic Forum; World Bank; Gross National Happiness


LA PRIMA AZIENDA A NOMINARE UN RESPONSABILE DEI DIRITTI UMANI La storica casa di moda francese Chanel ha creato una posizione lavorativa nuova con il compito di prendersi cura dei diritti dei dipendenti. Il nuovo ufficio si chiama Head of human rights and corporale sustainability, ovvero “Capo dei diritti umani e della sostenibilità aziendale” e ha l’obiettivo di rinforzare il benessere degli impiegati, risolvere e prevenire le problematiche relative a discriminazioni o ingiustizie in azienda e in tutte le filiali nel mondo. In questo modo, l’azienda punta ad avere un impatto positivo non solo sulla vita dei suoi dipendenti ma anche sul mondo del lavoro e sulla società. Dopo le decisioni di diversi marchi storici, tra cui Armani e Gucci, di voler cambiare i meccanismi frenetici e consumisti del mondo della moda e la scelta di molte case di moda di abbandonare le pellicce animali, questa nomina segna un’affermazione storica dei diritti dei lavoratori nel mondo del fashion e fa da apripista anche per altri settori.

LA SCUOLA SUI MARCIAPIEDI: EDUCARE OLTRE TUTTE LE BARRIERE Una coppia di pensionati indiani ha attivato una scuola sul marciapiede di una delle strade di New Delhi. A causa del Covid-19 in India gli istituti sono ancora chiusi e solo alcuni, prevalentemente privati, possono permettersi una forma di insegnamento a distanza; le altre scuole, come quelle governative, non hanno le risorse e le capacità per poter procedere con l’insegnamento telematico. Inoltre sono moltissimi gli studenti che non hanno accesso a smartphone, pc, laptop o a internet. Per evitare l’accentuazione del divario con chi ha la possibilità di continuare a studiare da casa i coniugi Veena e Virendra Gupta hanno creato uno spazio dedicato all’insegnamento, mettendo a disposizione non solo le proprie conoscenze ma anche tutto il materiale didattico necessario e una merenda. Bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni camminano anche 2 km per poter assistere alle lezioni gratuite di matematica, scienze, inglese ed educazione fisica. La coppia, assieme al loro autista, insegna a tre gruppi differenti di bambini di strada tre volte a settimana. L’obiettivo dei coniugi ora è di reclutare altri volontari: “Non si tratta dei soldi che le persone possono dare, ma del loro tempo”, ha dichiarato

Veena. “Dovrebbero dedicare un po‘ del loro tempo, circa un’ora, se non tutti i giorni, un giorno sì e uno no, e venire ad aiutare questi bambini”. Fonte: Hindustan Times

IN KUWAIT LE PRIME DONNE ELETTE GIUDICI SUPREMI

A ricoprire il ruolo di capo dei diritti umani in Chanel è Agathe Deain, già dipendente della griffe, che in contemporanea ha anche avuto un secondo incarico a capo di Human Resources Without Borders, un’organizzazione non governativa che punta a migliorare i diritti dei lavoratori nel mondo. Secondo i commentatori internazionali questa decisione rappresenta una rivoluzione epocale, soprattutto perché arriva in un universo convenzionalmente considerato estremamente elitario e cinico come quello della moda. Fonte: Fashion Network

Per la prima volta nella storia del Kuwait, 8 donne sono state nominate giudici della Corte Suprema. Dopo una lunga battaglia per i diritti delle donne, questa elezione rappresenta un importante traguardo per lo Stato arabo: sono le prime donne magistrato a interrompere la tradizione che finora riservava questa carica esclusivamente agli uomini. Su 54 giudici nell’organismo statale, l’8% è ora in quota rosa, una vera e propria svolta nel Medio Oriente, come riferisce l’agenzia stampa statale Kuwait Agency News. In una società ancora molto chiusa, il Kuwait negli ultimi anni ha dimostrato apertura al cambiamento e nel 2005 alle donne è stato concesso il diritto di voto e di candidarsi in politica, 4 anni dopo la possibilità di essere elette in parlamento. MEZZOPIENO 3 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

Lulwa Saleh Al-Mulla, capo della Kuwaiti Women’s Cultural and Social Society, associazione sui diritti delle donne, definisce questa una grande vittoria:

“Questi traguardi sono commoventi e crediamo che stiamo progredendo per raggiungere il livello dei Paesi avanzati”. Fonte: Kuwait Agency News


IL VERMONT DIVENTA IL PRIMO STATO AD ABOLIRE I RIFIUTI Lo Stato americano del Vermont è il primo al mondo a emanare una legge che bandisce i rifiuti. Un nuovo atto legislativo emanato dal Dipartimento di conservazione ambientale, il Food Waste Ban (letteralmente - bandire lo spreco di cibo), mette fine allo smaltimento di rifiuti alimentari compostabili e vieta gli avanzi di cibo nella spazzatura. Questo atto ambizioso si pone l’obiettivo di creare una nuova coscienza ecologica nella popolazione e nuovi comportamenti virtuosi che permettano di tagliare il 50% di tutti i rifiuti che finiscono nelle discariche, dirottandoli invece in strutture dove possono essere riutilizzati, riciclati o compostati. Con il 36% di questo obiettivo già raggiunto, la completa eliminazione dello spreco alimentare è l’ultimo elemento che può permettere il pieno raggiungimento del dimezzamento dei rifiuti. I funzionari dello Stato del Vermont hanno rilevato che

circa il 20% dei rifiuti domestici sono scarti alimentari che potrebbero essere trasformati in fertilizzanti per i campi e le fattorie dello Stato. Oltre a perdere l’opportunità di diventare compost di alta qualità, i rifiuti alimentari che finiscono nelle discariche producono con la loro decomposizione gas metano che sopravvive nell’atmosfera per circa 12 anni ed è fino a 32 volte più dannoso della CO2 nell’accelerare il cambiamento climatico. La normativa è un piano per intensificare il già diffuso compostaggio privato in questo Stato prevalentemente montuoso e con piccole città e per spingere gli investimenti in infrastrutture di compostaggio. Lo Stato sta anche organizzando programmi che facilitano l’indirizzo del cibo commestibile alle persone bisognose. Fonte: Vermont Government

LE TIGRI SONO RADDOPPIATE IN INDIA E IN 5 PAESI ASIATICI Le tigri erano considerate una specie a rischio di estinzione e per questo motivo nel 2010 è stata lanciata una campagna internazionale per preservarle e per farle tornare nei luoghi dove una volta abitavano numerose. Dieci anni dopo il lancio della grande iniziativa TX2 del WWF, i grandi felini hanno fatto il loro grande ritorno in India, Bhutan, Cina, Russia e Nepal. Quando il progetto è stato avviato si stimava che 3.200 tigri vivessero allo stato brado in 13 Paesi del mondo. Il WWF afferma ora che il numero di tigri selvatiche è più che raddoppiato in India, dove vive circa il 75% della popolazione mondiale di questa specie, circa 3.350 animali. La popolazione di tigri del Nepal è passata da 121 individui a 235. Nel solo Parco Nazionale di Bardia in Nepal si è passati da 18 a 87 animali. Nel 2010 la Cina non aveva più di 20 tigri selvatiche, la maggior parte delle quali aveva attraversato il confine dalla Russia, mentre oggi si stanno riproducendo di nuovo diverse comunità di questi felini in diverse aree del Paese. Becci May, responsabile del WWF ha dichiarato: “Dieci anni fa le tigri erano in uno stato così pericoloso che c’era un rischio reale che si estinguessero. Ora stanno finalmente facendo un notevole ritorno grazie agli sforzi di conservazione coordinati. La chiave per aiutare le popolazioni di tigri selvatiche a riprendersi è concentrarsi sulla conservazione dei paesaggi in cui possono prosperare e garantire che le comunità in queste aree siano supportate e incluse”. Fonte: : WWF

MEZZOPIENO 4 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

LO ZIMBABWE DICE BASTA ALLE MINIERE NEI PARCHI NAZIONALI Il divieto di estrazione mineraria è stato deciso dall’Alta Corte dello Stato dello Zimbabwe con una sentenza storica dopo un’istanza urgente presentata dall’associazione di difesa ambientale Zimbabwe Environmental Law Association Il Bhejane Trust, che collabora con le autorità di protezione e salvaguardia della fauna, aveva notato delle attività estrattive nel parco nazionale di Hwange a nord-ovest della capitale. Dopo un primo fermo le autorità hanno dovuto concedere l’accesso alla zona alle due aziende cinesi in possesso dell’autorizzazione presidenziale, la Afrochine Energy e la Zimbabwe Zhongxin Coal Mining. La vicenda ha subito originato una forte reazione degli ambientalisti e il divieto è arrivato dopo una serrata campagna mediatica lanciata in tutto il mondo con l’hashtag #SaveHwangeNationalPark. Nella sentenza del tribunale si legge: “L’autorizzazione e l’inizio dell’attività estrattiva in un parco nazionale protetto violano il dovere costituzionale di tutti di prevenire il degrado ecologico e di promuovere la conservazione”. Il Governo ha subito approvato la decisione e il ministro dell’informazione Monica Motsvangwa ha comunicato che: “l’estrazione mineraria nelle aree dei parchi nazionali è vietata con effetto immediato. Sono in corso misure per annullare immediatamente tutti i diritti minerari detenuti nei parchi nazionali”. Il parco di Hwange, il più grande dello Zimbabwe, ospita circa 86mila elefanti che ogni giorno lottano per la sopravvivenza e la mancanza di spazio e cibo. Questa sentenza garantisce, almeno per un po’, la preservazione del loro habitat e la conservazione delle popolazioni che lo occupano. Fonte: Anadolu Agency


ISRAELIANI E ARABI TORNANO A DIALOGARE DOPO 50 ANNI E’ una rivalità che si protrae dal 1971, anno in cui gli Emirati Arabi Uniti divennero un paese indipendente e il primo presidente del nuovo Stato, lo sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, dichiarò Israele come “il nemico”. Da allora la tensione arabo-israeliana si affiancò a quella israelo-palestinese complicando i rapporti tra i blocchi di Stati schierati a fianco delle diverse fazioni. Dopo 50 anni, il primo volo di linea diretto da Tel Aviv ad Abhu Dhabi ha portato il Consigliere per la sicurezza nazionale israeliana Meir Ben Shabbat a incontrare ufficialmente il ministro di Stato degli Emirati Arabi Anwar Mohammed Gargash. Un colloquio storico a cui ha preso parte anche Jared Kushner, consigliere del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Siamo venuti qui per trasformare una visione in realtà”, ha detto Ben Shabbat, esprimendosi in arabo. “La cooperazione che potremo intraprendere non ha limiti: nella scienza, nell’innovazione, nella sanità, nell’aviazione, nell’agricoltura, nell’energia e in altri campi ancora”. Nel mese di agosto Israele ed Emirati Arabi Uniti hanno formalmente normalizzato le loro relazioni in un accordo che vede anche Israele interrompere il suo piano di annessione di nuove parti della Cisgiordania. “Facciamo appello anche ad altri Paesi a prendere parte assieme a noi al processo di pace, a beneficio dei popoli della Regione”, ha aggiunto il rappresentate israeliano. “Nella nostra area ci sono molte sfide e minacce ma dobbiamo resistere. Guardiamo verso un nuovo futuro per la regione: un futuro di innovazione, di prosperità e di speranza”. Fonte: Al Jazeera

NASCE LA PRIMA MONETA DESTINATA A ESSERE DONATA L’Australia ha lanciato il primo “Donation Dollar”, una moneta da un dollaro progettata per essere donata a chi ne ha bisogno. Il Royal Australia Minster farà circolare progressivamente 25 milioni di questa serie di dollari, uno per ogni australiano, nei prossimi anni in modo da creare un circolo di generosità tra la popolazione e accendere gesti di solidarietà tra le persone. Il ministro Michael Sukkar ha affermato che le monete sono progettate per ricordare agli australiani che ogni momento è quello buono per donare alle cause di cui sono appassionati. “Gli australiani sono rinomati per la loro generosità e per dare una mano ai bisognosi”, ha detto Sukkar. “Il nuovo donation dollar della zecca è progettato per essere un modo facile e accessibile per gli australiani di godere del

vantaggio di dare piccole quantità più frequentemente”. La moneta del valore di 1 dollaro ha un corso legale normale e può essere spesa come tutte le altre ma ha il ruolo di ricordare quanto sia bello donare e aiutare gli altri; questa iniziativa permette di semplificare le donazioni e togliere burocrazia e appesantimenti fiscali. Una stima del governo prevede che le donazioni di beneficenza in Australia potrebbero diminuire del 18% nei prossimi due anni a causa della pandemia globale. “Mentre continuiamo ad affrontare insieme la sfida della pandemia Covid-19, il dollaro delle donazioni è un’idea a lungo termine che speriamo continui a fornire un semplice promemoria agli australiani : se sei in grado di donarlo, fallo”. Fonte: Donation Dollar

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L’AFRICA HA SCONFITTO DEFINITIVAMENTE LA POLIOMIELITE Il Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’Africa libera dalla poliomielite, la malattia virale infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale e che ha provocato centinaia di migliaia di casi di paralisi e deformazioni tra i bambini del continente. Questo storico traguardo, che fa sì che circa il 90% della popolazione mondiale sia libera dalla polio, è il risultato della grande campagna globale che ha visto uniti quasi tutti i Paesi del mondo in una collaborazione mai vista in precedenza. La campagna avviata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1998 ha realizzato una copertura vaccinale nella popolazione superiore al 95% e implementato programmi di educazione e prevenzione su 47 Stati africani, coinvolgendo milioni di operatori che si sono recati ogni giorno, villaggio per villaggio per oltre 20 anni. “La fine del virus della poliomielite in Africa è una delle più grandi conquiste della sanità pubblica del nostro tempo e fornisce a tutti noi una potente ispirazione per portare a termine il lavoro di eradicazione della polio a livello globale”, ha affermato il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Ringrazio e mi congratulo con i governi, gli operatori sanitari, i volontari della comunità, i leader tradizionali e religiosi e i genitori di tutta la regione che hanno lavorato insieme per cacciare la polio dall’Africa”. Il virus della poliomielite continua a esistere solo in altri due Paesi nel mondo: Afghanistan e Pakistan. Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità


MEZZOPIENOpensiero

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come risposta costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per stimolare risposte positive all’atteggiamento pessimista, a quello conflittuale e alla ricerca di capri espiatori. Vivere Mezzopieno significa non avere timore di caricarsi delle responsabilità e dell’impegno di individuare stimoli creativi e fecondativi diversi dalle dinamiche distruttive e di contrasto. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce con umiltà, coinvolgendo il maggior numero di persone possibile in relazioni collaborative. Piuttosto che cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative, pratiche e comportamenti che perseguono l’armonia e che non impiegano energia per contrastare ma per creare. La scelta buona prende il posto di quella cattiva. Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti. Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. È dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”.

MEZZOPIENO 6 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020


MEZZOPIENOcosafacciamo Indice di benessere

La comunità Mezzopieno è un movimento formato da persone, gruppi, enti e associazioni che condividono l’impegno per la diffusione della cultura della positività e che credono nell’importanza di promuovere un approccio costruttivo e armonioso nella società e nella vita.

UN SESTO DEL MONDO È PROTETTO: MAI COSÌ TANTO

L’UFFICIO STUDI MEZZOPIENO L’attività di ricerca è lo strumento attraverso il quale il movimento Mezzopieno approfondisce la sua capacità di interpretare ed analizzare la società e le sue evoluzioni. I programmi di ricerca del movimento sono un laboratorio permanente che coinvolge università, ricercatori, associazioni e gruppi di lavoro. In particolare, Mezzopieno svolge l’attività di studio e analisi in collaborazione col Gruppo di Ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, di cui è membro. MEZZOPIENO NELLE SCUOLE La cultura della positività entra nelle scuole con laboratori di lettura e comunicazione gentile. Attraverso attività, giochi ed esperienze si trasmettono i valori della fiducia, della gratitudine e della collaborazione, per stimolare il lato migliore di ogni studente e la capacità di educare la propria volontà al bello e al buono.

INFO SU WWW.MEZZOPIENO.ORG

DIFFUSIONE DI MEZZOPIENO NEWS: IL CERCHIO DELLA GRATITUDINE Il “cerchio della gratitudine” è il progetto che prende vita dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News: il periodico, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa uno strumento di relazione e di condivisione. I volontari della comunità Mezzopieno sono attivi nella distribuzione di Mezzopieno News in: Ospedali - Case di cura e di degenza - Centri di accoglienza per anziani Carceri ed istituti penitenziari - Scuole - Parrocchie - Associazioni - Aziende - Circoli - Comunità.

Le aree protette nel mondo sono 262.804, mai così tante nella storia della Terra. Tra il 2010 e il 2020, le zone sottoposte a programmi di tutela della biodiversità, dei servizi ecosistemici e di recupero della fauna e della flora sono passate da una copertura del 14,1% al 15,3% del territorio globale mentre quelle marine sono più che raddoppiate, dal 2,9% al 7,5% di oggi. Si tratta di iniziative di governi, enti privati ​​e organizzazioni per la conservazione, finalizzati a migliorare la convivenza tra le diverse forme di vita (inclusi gli esseri umani) e la protezione delle specie autoctone e degli ecosistemi. Le aree protette nel mondo sono raddoppiate dal 1992. Il maggior numero di aree protette è negli Stati Uniti 36.283, seguite dalla Germania 23.102 e dalla

MEZZOPIENO AL LAVORO Il movimento Mezzopieno promuove l’organizzazione positiva del lavoro. All’interno delle aziende della rete Mezzopieno si realizzano percorsi di condivisione di pratiche e modelli finalizzati al benessere delle persone che vi lavorano, per un approccio costruttivo con il gesto lavorativo, con la comunità in cui si lavora, con il mercato e con il mondo.

MEZZOPIENO NEI COMUNI

Mezzopieno è presente nei Comuni italiani con programmi per la diffusione della cultura della gentilezza e della pratica positiva attraverso l’istituzione degli Assessori della gentilezza, nominati dai Sindaci e organizzati in una Rete nazionale per la realizzazione di iniziative per stimolare la collaborazione e ridurre la conflittualità nelle comunità. MEZZOPIENO 7 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

Svezia 20.714. L’Europa è la regione del mondo con più aree protette 160.695, quasi il quadruplo del secondo continente più protettivo per la natura, il nord America con 44.678. L’Italia ne ha 3.925. L’espansione dell’area protetta globale ha coinvolto 12.056 specie elencate come “vulnerabili” o “in pericolo”, l’87,6% di quelle a rischio. La copertura della biomassa fuori terra ( la vegetazione) è aumentata dal 22,6% del 2010 al 23,7%. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite definisce il Piano strategico decennale per la biodiversità, concordato da 168 Paesi del mondo e sta lavorando per raggiungere la protezione di almeno il 17% delle aree di acque interne e terrestri e il 10% delle aree costiere e marine entro la fine del 2020.


Ma, concretamente, come possiamo fare? I relatori hanno ricordato che dobbiamo innanzitutto considerare la felicità come uno scenario futuro possibile e raggiungibile, non come qualcosa di sepolto nel passato. E poi dobbiamo ricordarci di essere gentili con noi stessi, prima ancora che con gli altri, per promuovere una cultura e un’educazione alla felicità. Ma dobbiamo anche imparare a rallentare e goderci di più il momento presente, coltivando anche la nostra dimensione spirituale che contribuisce quanto le altre alla nostra armonia interiore.

MEZZOPIENOfocus

La vita in comunità per aumentare il benessere del singolo

Festival Mezzopieno: credere nel mondo e negli esseri umani

GATTO

ELISABETTA

Due giorni di riflessioni e condivisioni interdisciplinari per allargare lo sguardo La festa annuale di Mezzopieno quest’anno è stata un vero e proprio festival: un simposio interdisciplinare organizzato dalla rete italiana della positività Mezzopieno il 3 e 4 ottobre scorsi al Cortile del Maglio di Torino. È stato un momento di sintesi e di riflessione sulle principali

esperienze che in Italia sono impegnate nella diffusione di una nuova cultura della positività, di approfondimento e condivisione di percorsi e pratiche che stanno costruendo gratitudine e fiducia a diversi livelli della società e nei diversi campi della vita della collettività. Un’occasione per seminare, ringraziare e riconoscersi. Qui di seguito abbiamo raccolto alcuni spunti emersi nei diversi Dialoghi tematici.

Cosa intendiamo con “felicità”? Una meta irraggiungibile o un diritto alla portata di tutti? Questi sono alcuni degli interrogativi affrontati nel dialogo “LA RICERCA DELLA FELICITÀ: L’ESPERIENZA UMANA E LA SCIENZA”. «Il tema è arrivato

tardivamente all’attenzione della ricerca scientifica, ma accompagna la storia dell’uomo, in tutte le culture», ha detto Antonella Delle Fave, medico e docente universitario, sintetizzando i principali risultati di un suo studio che ha coinvolto la “gente comune” proveniente dai 4 angoli del pianeta. Alcune dimensioni variano da cultura a cultura, ma la maggior parte delle persone ha definito la felicità come uno stato di armonia, di pace interiore. La felicità è anche correlata con un migliore stato di salute, come ha ricordato Mirko La Bella, psicologo e psicoterapeuta, e riguarda non soltanto l’equilibrio fra psiche e corpo, ma anche quello con l’ambiente fisico e sociale in cui siamo immersi. Stare bene con chi ci è vicino, infatti, è una componente essenziale della felicità. Dei rapporti sociali ha parlato Stefano di Polito, regista e innovatore sociale, impegnato nel progetto Felicità Civica a lavorare su quelle sfide che ci permettono di stare meglio come società, non soltanto come singoli individui.

MEZZOPIENO 8 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

Di fronte alla domanda “è proprio vero che la felicità è autentica soltanto quando vissuta nella sua dimesione relazionale?”, sollecitata nel dialogo “NUOVI STILI DI VITA: IL BENESSERE DEL SINGOLO E DELLA COMUNITÀ”, non ha dubbi Giorgia Lattuca, ora nel direttivo della Rete Italiana Villaggi Ecologici dopo cinque anni vissuti nell’ecovillaggio di Avalon in Toscana. «Lì ho scoperto la gioia e la ricchezza del vivere insieme, tanto che oggi sto lavorando alla costruzione di una comunità intenzionale che favorisca il processo di cambio del paradigma sociale dominante». Di cura delle relazioni ha parlato anche Grazia Difonzo, che partecipa al progetto di coabitazione solidale Casa Sol, nel centro di Torino. «Favorire processi di socializzazione in condominio significa portare l ’at te n z i o n e verso l’altro. Sentirsi vicini, collegati, protetti». Per fare ciò, tuttavia, è necessario uscire dalla propria zona di comfort.


MEZZOPIENOfocus

E spesso c’è uno scollamento tra ciò che è e ciò che dialogo dialogico è generativo, perché mette sembra. Se ne è parlato nel dialogo “LA FORMA al mondo qualcosa che prima non c’era. Se è vero che coltivare relazioni comunitarie ci DELLA REALTÀ. LA NARRAZIONE E LA PERCEZIONE «Antropologicamente più qualificante è la rende più felici, cosa ci frena allora dall’adottare DEL MONDO” con Davide Demichelis, Bruno comunicazione come tentativo di raggiungere stili di vita alternativi al modello urbano e Mastroianni, Chiara Giaccardi, un sentire insieme, convergere a partire dalla monofamiliare? Paolo Marco Berry e Nando Pagnoncelli. divergenza. L’informazione tende a polarizzare e Pallavidino, autore del Oggi è ancor più evidente classificare, la narrazione ricuce la dimensione del libro “Vado a vivere sotto i “Nell’opera si specchiano che la responsabilità della tempo e apre spazio all’avvenire come qualcosa ponti” (edizioni Amrita), ha le immagini delle persone. comunicazione sia condivisa: ancora da scrivere». raccontato la sua esperienza L’opera dell’artista diventa sono cambiati i ruoli e c’è un di vita in strada come senza richiamo ai professionisti e ai L’Economia al servizio della l’autoritratto del mondo” fissa dimora allo scopo di cittadini a fare la propria parte felicità guardare le sue paure negli Michelangelo Pistoletto nella comunicazione, ciascuno al suo occhi, prima che diventassero livello. Merita una riflessione l’ovvietà Qual è la connessione tra queste due realtà? Un draghi ingovernabili. che lo scontro sia diventato un modello imprenditore, un lavoratore o un artigiano possono In chiusura del dibattito, la comunicativo di successo: «La creare valore con il loro professoressa Angela Fedi, docente presso il competenza denigratoria è diventata lavoro e trasformare la dipartimento di Psicologia di UniTO, ha aiutato “Possiamo ritrovare una l’elemento fondamentale della materia e il mondo. a sintetizzare esprienze tanto diverse, mosse dal nuova simmetria tra la comunicazione», ha commentato Creare un’economia al comune intento di vivere relazioni in modo più dimensione individuale e Chiara Giaccardi, docente di servizio della felicità autentico, prendersi cura di se stessi e degli altri senso di appartenenza Sociologia e Antropologia dei media significa utilizzare la forza e affrontare il cambiamento con coraggio, dove la all’Università Cattolica di Milano. «Ma trasformativa del lavoro, del alla comunità” felicità non è mai la meta ma piuttosto il cammino se il leitmotiv dominante è colpire alla denaro e dell’organizzazione da percorrere. Nando Pagnoncelli pancia, io preferisco recuperare il dialogo per migliorare la vita di tutti, che, invece, è collegare ciò che è distante». non solo dell’imprenditore o dei Raimon Panikkar distingueva tra dialogo detentori del potere economico ma Quale forma ha la realtà? dialettico, inteso come lo scontro bellico, la guerra anche dei lavoratori, dei consumatori e dei dossier, il complottismo, un giornalismo dove della società, per il bene comune. La rappresentazione del mondo narrato dai media il fine giustifica i mezzi per annientare l’altro, L’aberrazione dell’economia di ha una profonda influenza sulla percezione di e dialogo dialogico, dove, invece, la parola, il stampo capitalistico come vanno le gesto, la postura hanno è guardare cose. la funzione di ridurre le solo al distanze. «Il v a l o r e

MEZZOPIENO 9 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

economico, alla creazione di profitto ad ogni costo. Creare felicità attraverso i processi economici significa invece utilizzare le grandi potenzialità dei beni (denaro, lavoro, organizzazione industriale, finanza e capacità imprenditoriali) per crescere, mantenendo una connessione equilibrata tra artificio e la natura, tra tecnologia e umanità. Le nuove forme di economia civile, economia solidale, economia di comunione, filosofie e pratiche economiche che definiamo “a servizio della felicità” coinvolgono imprenditori, lavoratori, mercati, istituzioni, consumatori e corpi intermedi in nuovi approcci partecipativi, fraterni e collaborativi. L’economia a servizio della felicità raggiunge la sua manifestazione più alta, trasformativa e generativa nella cultura del dono che trascende la logica dell’accaparramento e ridefinisce il valore del possesso, esplorando dimensioni di gratuità per prendersi cura degli altri, un atteggiamento sociale alla base della nascita delle nostre comunità e fondamento dei legami e delle relazioni che portano alla felicità.


COSÌPERNATURA: BRUTTA MA BUONA ANCHE SE IMPERFETTA

A LECCO LA NATURA DIVENTA MAESTRA DI VITA

Ogni anno circa un quinto della frutta e verdura prodotta nei campi viene gettata prima di essere messa in commercio, perché imperfetta. Cibo che non soddisfa gli ideali di perfezione estetica ma che non ha nessuna differenza di gusto o di proprietà nutrizionali rispetto a quello considerato più bello o standard. Per evitare questo spreco e ridare una seconda opportunità a tutti questi prodotti della natura e del lavoro umano è stata pensata una campagna in tutta Italia che recupera e mette in commercio la frutta e la verdura imperfetta. Si chiama CosìperNatura ed è un progetto nazionale realizzato da Legambiente e NaturaSì. Frutta e verdura più piccola, più grande o irregolare viene messa sul mercato e venduta con riduzioni fino al 50% del prezzo dei prodotti equivalenti standard. Un contributo alla natura, alla sua fantasia e un apporto concreto contro lo spreco alimentare a partire dai campi che ridurrà notevolmente la percentuale di prodotti scartati, dall’attuale 20% circa al 4%.Soltanto in Italia si calcolano 36 chili di cibo a testa perduti ogni anno lungo tutta la catena di produzione, distribuzione e consumo, con un costo di circa 14 miliardi di euro, circa l’1% del Pil nazionale. “Spesso si dice che per sfamare una popolazione mondiale sempre crescente occorre più uso della chimica, dell’industrializzazione dei campi. Noi vogliamo cominciare ad affrontare questo tema con un salto di paradigma. Non sprechiamo quello che c’è, che abbiamo coltivato e per cui sono stati impiegati acqua, energia, lavoro, risorse”, ha dichiarato Fausto Jori, Ad di NaturaSì.

Tornare in sintonia con la natura, reimparare a fare cose concrete, scoprire gli antichi saperi con gli occhi dell’uomo moderno: è il desiderio di molti, soprattutto di quanti abitano nelle città. Sul monte Brianza, in provincia di Lecco, la Libera Università del Bosco (L.U.B.) - promossa dalla cooperativa sociale Liberi Sogni - studia e insegna il rapporto tra uomo e bosco attraverso l’esperienza concreta, lo scambio di conoscenze tra generazioni e l’apprendimento circolare, dove ognuno è al contempo docente e discente. Le attività proposte spaziano in diversi ambiti e aree tematiche: dalle scienze naturali e ambientali alla land art, dall’ecopsicologia alla botanica, dalla citizen science alla cesteria e all’arte tintoria. E si rivolgono a famiglie con bambini, educatori e insegnanti, nonché a giovani e adulti che abbiano abbandonato il percorso di studi, siano fuori dal mercato del lavoro opure in attesa di asilo. La L.U.B. nasce per ripensare la nostra relazione con l’ambiente, creare occasioni e luoghi in cui le persone possano incontrarsi e fare insieme qualcosa di concreto, per curare il bosco, se stessi e la comunità locale. Secondo il motto “La natura è nostra madre, la tecnologia è nostra figlia”. Fonte: Liberi Sogni

Fonte: Legambiente

MEZZOPIENO 10 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020


LA SICILIA È LA PRIMA REGIONE D’ITALIA AD ABOLIRE LA PLASTICA La Sicilia è la prima regione italiana a eliminare l’utilizzo della plastica usa-e-getta. L’Assemblea Regionale ha approvato all’unanimità un disegno di legge che vieta in tutta l’isola gli oggetti in materiale plastico monouso. La nuova norma sancisce il divieto per gli enti regionali e per gli istituti e le aziende soggette alla vigilanza della Regione di utilizzare contenitori e stoviglie monouso non biodegradabili per la somministrazione di alimenti o bevande nelle mense. Tra le altre disposizioni, le plastiche utilizzate in agricoltura sono sostituite dalle bioplastiche e dai materiali biodegradabili e compostabili. La legge prevede anche incentivi per gli imprenditori che scelgono di convertire gli impianti di produzione di plastica presenti sul territorio regionale.

LE VECCHIE FERROVIE DIVENTANO PISTE CICLABILI A dieci anni di distanza dalla prima indagine condotta della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta per la riqualificazione dei sedimi ferroviari non più in uso e per la loro riconversione in percorsi dedicati al turismo lento, una nuova ricerca di FIAB mette in luce i passi avanti fatti. Sono aumentati del 60% i chilometri di ferrovie dismesse trasformati in ciclabili per un totale di oltre 1.000 km. Recuperare una ferrovia dismessa significa recuperare il patrimonio culturale e architettonico (gallerie, ponti, viadotti, caselli e stazioni) ed evitare il consumo di suolo pubblico vergine. I vantaggi di una tratta di ferrovia dismessa rinata e convertita sono molteplici: si valorizzano territori minori, come paesi di montagna; si sostiene l’economia locale; si incentiva la mobilità sostenibile quotidiana; si dà impulso alla nascita o alla ripresa di servizi e attività di accoglienza rivolte ai cicloturisti. “L’appetibilità e il fascino che regala un percorso di questo tipo è ampiamente superiore a una normale ciclovia”, afferma Antonio Dalla Venezia, coordinatore regionale FIAB Veneto e presidente del comitato tecnico scientifico di Bicitalia.org, “perché significa pedalare nella memoria e godere di emozioni diverse”. Ad oggi sono 57 le ciclovie recuperate sul territorio italiano e percorrono quasi tutte le regioni, tranne la Valle d’Aosta e il Molise. Il Veneto ha il primato con 165,5 km, seguito dall’Emilia Romagna e dalla Lombardia. La tratta ferroviaria con più chilometri recuperati è la Godrano-Ficuzza-San Carlo in Sicilia, con 62 km di ciclabile. Umbria, Basilicata e Abruzzo sono le regioni più attive nel recupero e riconversione delle ferrovie dismesse. Fonte: Bicitalia; Italia che Cambia

RECORD DI DONNE AI VERTICI DELLA POLIZIA: LA PUGLIA FA SCUOLA

La nuova norma crea stimoli e incentivi per promuovere l’imprenditoria innovativa ecologica. “La Sicilia è la prima regione d’Italia a dotarsi di una legge che limita e contrasta l’utilizzo spregiudicato della plastica”, afferma Giusi Savarino, presidente della commissione Ambientale. “Lo fa stimolando, incentivando e promuovendo l’imprenditoria green. Con questa legge diamo una risposta concreta alla tutela dell’ambiente, anche utilizzando i proventi delle royalty delle società petrolifere per finanziare gli imprenditori che scelgono di convertire gli impianti di produzione di plastica in impianti di produzione di materie prime rinnovabili”. Previste sanzioni per i titolari di concessioni demaniali marittime ancora non in regola con la differenziata e un forte investimento sulle start up che si occupano di sviluppare nuove eco-tecnologie. La Sicilia anticipa con questa decisione una norma che entrerà in vigore in tutta Europa a partire dal 2021.

Fonte: Assemblea Regionale Siciliana

Nella questura di Brindisi il numero di donne dirigenti supera quello degli uomini: un primato in Italia e un modello che la città porta avanti e che sta consolidando da diverso tempo. La presenza femminile a capo dei diversi settori della sicurezza pubblica, compresi i reparti operativi, è arrivata a otto donne al comando. L’ultima, Angela Ciriello, di 53 anni, proviene da una lunga carriera presso la direzione dell’Ufficio Immigrazione di Napoli, uno dei più complessi e importanti in Italia per entità e utenza. Nei posti di comando brindisini, per la prima volta, sono gli uomini a essere in minoranza. Il “modello Brindisi” ribalta e dà nuovo significato al vecchio stereotipo che vede il genere maschile a capo di quello che un tempo era considerato “un lavoro da uomini”. Anche i reparti maggiormente operativi come la Digos e la Squadra mobile sono guidati da due donne: Rosalba Cotardo

MEZZOPIENO 11 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

dirige da oltre un anno la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali mentre Rita Sverdigliozzi è a capo della Squadra mobile con un curriculum di operazioni importanti sul territorio dall’agosto 2019. Marilena Scioli è il capo di Gabinetto della Questura e a dirigere la polizia Stradale c’è Pasqualina Ciaccia. Stefania Occhioni è già da un anno la dirigente della Polizia di frontiera, dopo aver trascorso 22 anni a capo dell’Ufficio Immigrazione; nessuno in Italia ha ricoperto

questo incarico per così tanto tempo. Giuliana Ferrara è a capo dell’Ufficio Immigrazione e anche il dirigente medico di questa sezione è una donna, Alessandra Martini. Fonte: Brindisi Oggi; La Repubblica


IN PUGLIA L’ARTE DI STRADA DIVENTA LEGGE

LE PERSONE DONANO I CAPELLI A CHI LI HA PERSI PER LA CHEMIOTERAPIA

In Puglia l’arte urbana ha ottenuto il riconoscimento di patrimonio della comunità, da proteggere e preservare. Il Consiglio Regionale ha approvato in via definitiva la proposta

Per donare parrucche di capelli veri ai malati oncologici che li hanno persi per effetto della chemioterapia nel 2013 è stata creata in Italia la Banca dei Capelli. Nata ad Acquaviva (Bari), raccoglie le donazioni di ciocche di capelli da tutta Italia e dall’estero: privati e parrucchieri li spediscono in buste che la Banca seleziona e consegna a due aziende, una a Fano e una a Palermo, specializzate nella produzione di parrucche. Ogni due chili di capelli, l’associazione ottiene una parrucca da regalare a chi ne ha bisogno. “In 7 anni - spiega il presidente dell’associazione Franco Chimienti, che è anche assessore alla gentilezza del Comune di Acquaviva - abbiamo consegnato 638 parrucche in tutta Italia. Seguiamo un protocollo: le

di legge per le nuove “Disposizioni per la valorizzazione, promozione e diffusione della street art”. Un’iniziativa all’avanguardia in Europa e un riconoscimento di un genere di arte che sempre più si è andato diffondendo in tutto il mondo dal basso e spontaneamente, dando origine a un movimento mondiale che ha creato artisti di fama planetaria come Basquiat, Banksy, Keith Haring, Blu e tanti altri. La regione Puglia ha stanziato un fondo da 4 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di progetti artistici promossi dai singoli Comuni, da associare a laboratori e alla fruizione di beni e luoghi di cultura per tutta la popolazione. Questo piano di apertura all’arte di strada, di rilancio e di riqualificazione urbana è

il primo intervento organico di questo tipo in Italia e segue un programma già lanciato a Bari nel 2012 quando fu istituito il primo albo dei writer, come si definiscono gli artisti di strada. La street art esce in questo modo dall’illegalità e viene ufficialmente riconosciuta e valorizzata al pari delle altre forme d’arte. La nuova legge mette in campo un censimento periodico degli interventi di arte urbana realizzati, in modo da valorizzarli e diffonderne la conoscenza attraverso i portali regionali, facendoli diventare attrazioni turistiche. I musei escono dalle stanze chiuse e abbracciano così le città, rendendosi pubblici e aperti a tutti. Murales e graffiti entrano a tutti gli effetti nella storia dell’arte contemporanea. Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

ciocche che riceviamo devono essere lunghe almeno 27 cm, legate a monte e a valle. Grazie alla collaborazione con le due aziende riusciamo a regalare un po’ di dignità a quelle donne che, per colpa della malattia, la perdono due volte. Una parrucca di capelli organici costa dagli 800 ai 2000 euro e non tutti possono permettersene una”. L’associazione - che solo negli ultimi due ha raccolto 21 chili di ciocche - ha ricevuto donazioni anche sorprendenti. Non solo da chi va dal parrucchiere per un taglio ma anche da qualcuno che ha conservato i propri capelli da quando era bambino o bambina. “Ci arrivano ciocche conservate - continua Chimienti - che hanno anche 40 anni”. Fonte: In collaborazione con la Banca dei Capelli

GLI IMMIGRATI FANNO CONOSCERE LE BELLEZZE DELLE CITTÀ È arrivata in Italia la rete MigranTour, un progetto volto a far conoscere le città italiane, e non solo, attraverso le parole e gli occhi dei migranti. L’idea è nata dalla consapevolezza che i contesti urbani moderni sono sempre più spesso conosciuti e vissuti da persone provenienti da lontano e di culture diverse, che contribuiscono a trasformare e modellare questi luoghi, personalizzandoli. A Torino, nel 2010, l’associazione Viaggi Solidali in collaborazione con OXFAM Italia e ACRA-CCS avviò un primo corso con lo scopo di formare accompagnatori interculturali. Visto il successo del primo tentativo, l’iniziativa suscitò l’interesse di altre città e nel 2014 nacque il progetto MigranTour: “un network europeo di itinerari interculturali proposti da migranti per comprendere la diversità culturale”. Al momento MigranTour è presente in 13 città italiane ed europee: sono stati avviati corsi di formazione, itinerari per scuole e cittadini, laboratori e studi sui quartieri multiculturali. L’obiettivo è favorire l’integrazione attraverso lo scambio di punti di vista di persone con origini diverse che risiedono nello stesso territorio. Gli accompagnatori sono migranti di prima o seconda generazione che hanno seguito appositi corsi di formazione e che parlano la lingua del luogo dove risiedono.

Fonte: MigranTour

MEZZOPIENO 12 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020


GLI ITALIANI HANNO IMPARATO A SPRECARE DI MENO ll lockdown ha obbligato tutti a riflettere e a prendere consapevolezza di quello che sta succedendo nel mondo e di quale sia il ruolo di ognuno al suo interno. La difficoltà di reperire cibo e alimenti durante l’isolamento ha indotto molte famiglie ad adottare nuove pratiche nella vita domestica, imparando a gestire le scorte e a ridurre gli sprechi e gli eccessi. Il 41% degli italiani ha

ridotto lo spreco di cibo durante la quarantena e molti di essi hanno continuato a seguire le buone pratiche di sobrietà alimentare e di rispetto per il cibo, anche dopo. I dati sono stati presentati nel corso della prima Giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari organizzata da Cia-Agricoltori Italiani che sottolinea anche che il 14% della produzione globale di cibo mondiale non raggiunge gli scaffali, con perdite che hanno un costo stimato annuo di circa 400 miliardi di euro e un impatto ambientale estremamente significativo e dannoso. Dopo l’approvazione della legge nazionale anti-spreco del 2016, in Italia molto è cambiato nello stile di consumo delle famiglie e nel rapporto con gli alimenti da parte delle persone, del mondo agricolo e delle imprese che svolgono un ruolo centrale durante la fase di produzione. Il 66% degli italiani è cosciente della connessione tra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo e adotta comportamenti e pratiche di consumo più attente ed ecologiche. Fonte: Cia-Agricoltori Italiani

LA SCULTRICE CIECA CHE INSEGNA A VEDERE Lucilla D’Antilio, artista e insegnate di disegno e arti grafiche di Roma, perde la vista ma riscopre un nuovo modo di fare arte e apre una scuola per artisti non vedenti. La sua vita è cambiata quando nel 1995 è stata colpita da una congiuntivite virale che l’ha portata alla totale cecità. La malattia la costringe a rinunciare al suo lavoro e alla sua passione, perché disegno e progettazione sono discipline che si basano principalmente sull’uso della vista. Ma Lucilla re-impara a comunicare con il mondo e a essere nuovamente autonoma. Grazie al centro regionale per ipovedenti Sant’Alessio di Roma ritrova nuovi mezzi

ALBERI CHE SONO MONUMENTI: UNA MAPPA PER TROVARLI Sono 3.561 in Italia i patriarchi vegetali, gli alberi monumentali o storici che sono considerati patrimoni della natura. Sono piante di particolare valore naturalistico, paesaggistico, storico e culturale, veri e propri monumenti. Quello che li contraddistingue è la loro dimensione, la longevità, i legami storici, la loro rarità o i requisiti paesaggistici e storico-architettonici. In Italia i criteri generali per la definizione degli alberi monumentali sono stati definiti da alcuni articoli della legge n.10 del 14 gennaio 2013 Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani. La Sardegna è la regione con il numero maggiore di alberi monumentali di grande interesse, che sono oltre 400. Tra questi l’olivastro di Luras che ha una circonferenza di 20 metri e che, con un’età compresa tra i 3000 e i 4000 anni (era degli egizi), è uno degli alberi più longevi del mondo. E poi la Quercia delle streghe di San Martino in Colle, in provincia di Lucca, un Quercus pubenscens di circa 600 anni con rami di 40 metri che ha ispirato Carlo Collodi, che da bambino trascorreva in questa zona le vacanze, per il suo libro “Le avventure di Pinocchio”. Ora, grazie a un meticoloso lavoro di mappatura, individuare queste piante e trovare le informazioni sulle loro caratteristiche è alla portata di tutti attraverso una mappa disponibile su Google Maps su tutti i dispositivi.. Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; Alberi monumentali d’Italia MEZZOPIENO 13 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

per comunicare, segue un percorso per il recupero della manualità e affina altri sensi, come il tatto, riscoprendo un nuovo modo di fare arte: “Capii che le mani e gli altri sensi potevano ottemperare egregiamente alla mancanza della vista, pur non sostituendola. Ricordo l’emozione quando l’insegnante mi mise per la prima volta davanti un pezzo di creta, chiedendomi di realizzare la copia di un soggetto. […] Era come se avessi di nuovo una matita tra le mani”. Oggi Lucilla è una scultrice affermata che apre il mondo dell’arte alle persone affette da cecità organizzando percorsi di formazione anche per studenti ciechi e per insegnanti. Con l’associazione Mano Sapiens, fondata con alcune amiche anch’esse cieche, promuove un nuovo rapporto con l’arte inclusivo e una cultura sempre più accessibile. Fonte: Redattore Sociale; Volonwrite per Mezzopieno


MEZZOPIENO52passi

Ogni primo Martedì del mese, dalle ore 19 alle 21, il cammino individuale prosegue con momenti di incontro comuni, per condividere i passi settimanali e dialogare intorno ad essi. Ecco il prossimo appuntamento aperto a tutti che si terrà presso la Sala Azzurra del Gruppo Arco in Via Capriolo 18 a Torino, e in streaming sui nostri canali social per chi non potrà partecipare in presenza: Per

I 52 PASSI SONO UN PERCORSO DI IMPEGNO PERSONALE CHE CONSISTE NELL’AFFRONTARE PICCOLI PROPOSITI SETTIMANALI, UNO PER OGNI SETTIMANA DELL’ANNO, CON L’OBIETTIVO DI VEDERE IL LATO MEZZOPIENO DEL MONDO. LE QUATTRO AREE DI IMPEGNO:

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1 Dicembre: La scienza della felicità 12 Gennaio: Camminare verso se stessi

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- LE RELAZIONI - IL RISPETTO DELL’AMBIENTE - LA SPIRITUALITÀ

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- IL RAPPORTO CON SE STESSI E CON IL PROPRIO INCONSCIO

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LE BUONE ABITUDINI UN ALLENAMENTO ALLA FELICITÀ Il dono del tempo 1) Pensa a una persona a cui tieni. 2) Che cosa potresti fare per questa persona che implichi soltanto il dono del tuo tempo? Alcuni atti di gentilezza richiedono di regalare oggetti o denaro ma in questo esercizio il tempo è ciò che conta di più. 3) Programma di donare il tuo tempo a questa persona e fallo, sia che significhi fare qualcosa insieme a lui/lei oppure fare qualcosa per lui/lei in modo indipendente. Prenditi tutto il tempo che occorre per farlo bene e non usare scorciatoie. Considera di toglierti l’orologio o spegnere lo smartphone mentre lo fai. Se fai qualcosa in maniera indipendente non dire al destinatario quanto tempo hai impiegato, lascia che il dono parli da solo.

legami sociali ci permette di accumulare esperienze positive e relazioni di supporto dalle quali possiamo trarre forza nel futuro, relazioni che hanno il potenziale di migliorare la nostra salute, farci avere successo nel lavoro o aiutarci attraverso tempi difficili. Inoltre, il dono del tempo è completamente gratuito: chiunque può farlo. Il tempo è uno dei doni più preziosi che possiamo fare, specialmente in un’epoca in cui la tecnologia sembra carpire costantemente la nostra attenzione. Questo esercizio ci incoraggia a pensare con attenzione a come spendiamo il nostro tempo. Dedicare tempo agli altri è un gesto di gentilezza e amore che può far sentire bene noi, gli altri e aumentare l’intesità delle nostre relazioni. E poiché ogni interazione sociale è unica, abbiamo infinite opportunità di fare nuove esperienze positive ogni giorno.

Durante i nostri impegni, è facile sacrificare il tempo di qualità con gli altri a favore del lavoro o di altri obblighi. Ma questo può portare ad avere rimpianti: perdiamo di vista gli amici oppure manchiamo le pietre miliari nella crescita dei bambini. Questo esercizio si assicura che dedichiamo tempo alle persone importanti nelle nostre vite. Prendersi del tempo per i MEZZOPIENO 14 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

(In collaborazione con The Greater Good Science Center presso UC Berkeley http://ggia.berkeley.edu; http://greatergood.berkeley.edu)


Vuoi fare il primo passo?

Astieniti dall’esprimere la tua opinione su un argomento che non conosci

Ascolta con attenzione una persona per 3 minuti senza interromperla

MEZZOPIENO 15 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

Fermati a cielo guardare il almeno una no volta al gior

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MEZZOPIENOintervista comunità, una situazione di emergenza. Qual è per lei il ruolo dell’informazione nel benessere della società? Quale pensa che sia il valore di un buon giornalismo? Il giornalismo è un mestiere importantissimo a livello sociale. Aiuta a formare idee e opinioni, diffonde i pensieri, forma pensatori, dunque l’impatto è fortissimo. Il ruolo di un buon giornalismo? A questo punto, direi l’opposto: il ruolo di un cattivo giornalismo può fare danni. Purtroppo viviamo in un’epoca in cui tutti si improvvisano giornalisti. Basta una foto, uno scatto, un tweet per dare e fare informazione sbagliata.

Laura Chimenti GATTO

ELISABETTA

abbiamo attraversato un periodo tra i più bui della nostra esistenza, tanti sono stati i morti che ha fatto il coronavirus, ma ci siamo Giornalista televisiva riscoperti un paese unito, Il racconto pulito della realtà per non sbagliare mai che rispetta le regole – salvo alcuni casi – che affrontare, negatività. Poi, nulla è nelle La mia positività mi porta sa Lei ha detto: se come nostre mani: mi riferisco alla a vedere sempre il doppio sorridi alla vita, lei ti potenza di Dio. Pertanto, lato della medaglia. Se una ricambia. Cosa vuol affidiamoci e il modo notizia è brutta, ne leggo il dire per lei vedere migliore per farlo è con il risvolto positivo. Al di là della il bicchiere mezzo sorriso. tragicità di certi eventi, leggo pieno? tra le righe il messaggio Vuol dire essere ottimisti Cos’è per lei una buona positivo che può nascondersi sempre. Sono dell’idea che notizia? dietro. Con il lockdown chi è negativo attira a sé le MEZZOPIENO 16 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020


MEZZOPIENOintervista La cosa a cui bisogna stare Sì, se fatto bene. Torno al più attenti sono le fake news. discorso di prima: se un Ecco, queste generano giornalista è fazioso, o cattiva informazione e parziale nel raccontare i g e t t a n o fatti, se agisce ombre su uno in modo dei mestieri noncurante più belli al di uno dei Non smetto mai di mondo. capisaldi imparare per noi che Qual è il suo è l’obiettività, contributo questo può per una buona generare cattiva informazione? informazione e di Da giornalista, l’obiettività. Il conseguenza conflittualità racconto pulito della realtà è in chi usufruisce sempre, per un giornalista, dell’informazione, in questo l’ingrediente fondamentale caso, deviata. che non ti fa mai sbagliare. Quali sono i requisiti Può il giornalismo indispensabili in questa rappresentare uno professione? strumento per aumentare Verità, obiettività, passione, la fiducia e ridurre la curiosità. conflittualità? Che cosa della professione di giornalista è più nelle sue corde? Adoro scrivere e raccontare, sono curiosissima. Quando ho un dubbio - viva internet! - in qualsiasi luogo digito e risolvo i miei quesiti. Non smetto mai di imparare.

iniziato a lavorare presto, a 19 anni, pertanto quella che i giornalisti, nella maggior parte dei casi, considerano una difficoltà, il lungo praticantato, non mi è pesato. Per me è durato 11 anni, ma avevo la fortuna di vivere a casa con i miei genitori e lo ho attraversato in gioventù. Un’inaspettata sorpresa… Condurre il tg1 delle 20: ero a casa e mi chiamò il mio direttore di allora, nel 2010, e mi invitò a correre in studio perché di lì a poco sarei andata in onda. I suoi punti di forza come giornalista e come donna? Come giornalista, quelli tipici di chi fa la mia professione e che ho elencato prima. Aggiungo anche una capacità, che mi viene

Quali difficoltà e quali inaspettate sorprese ha incontrato nel corso della professione? Sono fortunata. Ho MEZZOPIENO 17 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

dall’essere mamma, di saper presentare un film. Dal mio dare le notizie rassicurando. punto di vista, più che un Di fronte a qualcosa di lancio promozionale di una negativo, mai terrorizzare nuova pellicola, quella fu ma aiutare a elaborare il l’emozione di avere accanto pensiero David “Noodles” in maniera di “C’era positiva. È una volta in qui che si Il buon giornalismo America”. intreccia diffonde i pensieri, la mia La pandemia forma pensatori professione ha cambiato con il mio essere il modo di fare donna, moglie e informazione? madre. Ed è qui che La pandemia ha ritorna prepotente la mia cambiato tutto. Durante il spinta verso il pensiero lockdown si cercava di uscire sempre positivo. con la troupe per le situazioni davvero emergenziali, Un’intervista o un pezzo in riunione via skype, in che le è particolarmente a redazione con guanti e cuore? mascherine, il montaggio L’intervista a Robert De da casa…una rivoluzione! Niro, il mio attore preferito. Ma l’informazione sempre Venne in studio, nel 2010, puntuale, rigorosa e con Silvester Stallone per attinente ai fatti.


cultura

IO FACCIO COSÌ

ORA

di Daniel Tarozzi

di Lorenzo Jovanotti Cherubini

Sentito dire che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce? Forse. Intanto la foresta cresce. E questo libro lo testimonia con storie di cambiamento in tutta Italia, “un’Italia complessa, variegata e multiforme, fatta di singoli e di movimenti, di artigiani, laureati e contadini, imprenditori. L’Italia di chi cerca di cambiare il mondo e di chi lotta per cambiare se stesso. L’Italia che non aspetta che siano altri ad agire, ma - spesso silenziosamente - si mette in moto”

LOVAGLIO

STEFANIA

Per una cultura mezzapiena, in questa rubrica portiamo lo sguardo positivo dell’arte sulla realtà attraverso fonti diverse e qui collegate da un filo comune. In questa edizione, il primo Festival Mezzopieno del 3-4 ottobre: un fine settimana di incontri - dal vivo e online. La condivisione di esperienze che parlano di felicità, fiducia, gentilezza, comunità, cambiamento e mettono in luce l’importanza della loro narrazione per vivere la positività nel nostro quotidiano. Con la consapevolezza che “il primo passo non ci porta dove vogliamo, ci sposta da dove siamo” perché “è più prezioso ciò che si è messo in movimento”

IL PERICOLO DI UN’UNICA STORIA

Dicono che è vero che ogni sognatore diventerà cinico invecchiando, dicono che è vero che noi siamo fermi è il panorama che si sta muovendo, dicono che è vero che per ogni slancio tornerà una mortificazione,

di Franco Arminio da Cedi la strada agli alberi

dicono che è vero, sì, ma anche fosse vero, non sarebbe giustificazione per non farlo più, per non farlo più, ora non c’è montagna più alta di quella che non scalerò, non c’è scommessa più persa di quella che non giocherò

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di Chimamanda Ngozi Adichie La storia unica crea stereotipi. E il problema degli stereotipi non è che non siano veritieri, ma che sono incompleti. Fanno diventare una storia la sola storia. (…) La conseguenza della storia unica è questa: spoglia le persone della propria dignità. Ci rende difficile riconoscere l’umanità che è uguale alla nostra. Mette enfasi sulle nostre diversità piuttosto che sulle nostre somiglianze. (…) Le storie sono importanti. Molte storie sono importanti. Le storie sono state usate per espropriare e per diffamare. Ma le storie possono anche essere usate per ridare potere e per umanizzare. (…) Quando respingiamo la storia unica, quando ci rendiamo conto che non c’è mai una storia unica riguardo a nessun posto, riconquistiamo una sorta di paradiso.

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MEZZOPIENO 18 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione. Attenzione a chi cade, al sole che nasce e che muore, ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato. Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza.

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Dalla rete nazionale degli Assessori alla Gentilezza Mezzopieno | Cor et Amor GIULIANA CECCARELLI – Assessore alla gentilezza di Pesaro (PU) Un assessore alla gentilezza ha il compito di lavorare per una sorta di rieducazione alla capacità di instaurare rapporti diretti con le persone con cui ci relazioniamo, sensibilizzando in particolare le giovani generazioni al recupero del rispetto reciproco. Dovremmo lavorare inoltre per diffondere una conoscenza critica dei nuovi media: i ragazzi li usano tantissimo ma spesso sono inconsapevoli degli effetti che questi possono provocare a livello cognitivo, affettivo e di capacità relazionale.

DAVIDE BRUNO – Assessore alla gentilezza di Battipaglia (SA) Il mio impegno è quello di combattere l’arroganza, il rancore e l’odio attraverso la diffusione della cultura combattendo comportamenti che danneggiano il vivere sereno di una comunità. La gentilezza è un forte monito contro la diffamazione, l’ingiuria, il bullismo che oggi rappresentano il male di vivere. Chi ha idee diverse non è in torto ma ha semplicemente un modo diverso di offrirci il suo modo di vedere le cose, ma il tutto deve muoversi in un ambito ben preciso che riguarda l’educazione e il confronto sincero. LAURA MAGGI – Assessore alla gentilezza di Calenzano (FI) Un assessore alla gentilezza come primo compito dovrebbe dare il buon esempio ed essere pertanto un “portatore” di gentilezza. L’esempio molto spesso è più incisivo ed efficace di mille belle parole. Nel mio ruolo mi impegno per promuovere la gentilezza per fare in modo di accrescere il senso di comunità, coinvolgendo cittadini e associazioni del nostro territorio. La gentilezza, promuovendo le buone maniere, il rispetto, l’ascolto e molto altro, promuove il senso civico, il rispetto dell’altro e l’accettazione dell’unicità di ogni individuo.

MEZZOPIENO 19 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020


lavoro LE CAPACITÀ COME STRUMENTO DI CRESCITA Crescere come persone e come azienda. Integrare il tempo del lavoro da casa con una formazione che contribuisca ad accrescere le capacità dei propri dipendenti, dandogli la possibilità di usare le ore lavorative per migliorare, prende la forma di un vero e proprio patto di crescita. Un’azienda torinese di informatica con un’equipe di collaboratori molto giovani, la maggior parte fra i 30 e i 35 anni e per più della metà donne, ha portato nella sua attività il valore della crescita condivisa e l’importanza di non ridurre i lavoratori a macchine produttive. «Con il lockdown ho pensato che dovessimo approfittare della solidarietà digitale messa in campo dalle imprese per valorizzare questo momento di puro smartworking» “Credo in un’azienda che cresce insieme ai suoi dipendenti”

spiega Rosanna Ventrella titolare della Sys-Tek. Con il lavoro da remoto i dipendenti hanno degli obiettivi lavorativi da raggiungere e seguono delle programmazioni giornaliere o settimanali. Il lavoro può essere gestito in autonomia e le ore che avanzano possono essere investite nella formazione che preferiscono. Che sia una lingua straniera, mindfulness o un aggiornamento utile per imparare qualcosa di più specifico sulle problematiche digitali, ai lavoratori viene data la possibilità di decidere come crescere.

«Consegnano un report giornaliero sulla formazione che hanno fatto - continua Ventrella - e poi segnalano, nell’attività lavorativa, come e perché quella formazione gli è risultata utile. Ho dei collaboratori fermi in questo momento, ma che vengono retribuiti regolarmente. Gli ho suggerito di investire tutto il tempo che avrebbero dedicato al lavoro, in nuovi corsi formativi per crescere come persone, prima che come lavoratori».

Rosanna Ventrella

LE BUONE PRASSI MEZZOPIENO AL LAVORO

 Dal programma Mezzopieno per l’organizzazione positiva del lavoro nelle aziende

L’APPROCCIO DELLE CAPACITÀ

Luca Streri | Vanessa Vidano

La capacità è un concetto strettamente legato all’economia del benessere che si riferisce all’abilità delle persone di fare o di essere ciò che le realizza e che è coerente con i loro desideri. L’insieme delle capacità individuali è composto dalle opportunità, dalle abilità e dalla loro possibilità di avere accesso alle risorse. Accompagnare in un contesto lavorativo la realizzazione del lavoratore, diventa quindi uno strumento di accrescimento delle capacità individuali che trova il suo compimento nel migliorare il suo benessere. Far combaciare questo aspetto con quello della sostenibilità economica è un ruolo dell’imprenditore illuminato. L’innovazione di questo tipo di approccio sta nel considerare le risorse materiali, come i beni e il reddito, come mezzi strumentali per accrescere i funzionamenti per il raggiungimento del benessere, uscendo da una visione orientata esclusivamente alla produzione di profitto, ma per promuovere lo sviluppo del progresso umano e delle condizioni di vita delle persone. Questi principi elaborati dal premio Nobel, Amartya Sen, prendono il nome di “Approccio delle capacità” e rappresentano una impostazione dello sviluppo come processo di ampliamento delle possibilità dei soggetti in rapporto con sé stessi, con la società e con l’ambiente. In termini di nuove abilità, opportunità e potenzialità, i cinque aspetti su cui lavora questo modello sono: le abilità, l’insieme dei talenti innati e delle capacità individuali; le opportunità, le occasioni attuali, accessibili e disponibili; le potenzialità, cioè le occasioni ipotetiche, prospettiche e concepibili (legate alla fiducia e alla speranza); la capacità esterna, che esprime il valore della relazione di prossimità e dei rapporti umani; la titolarità, cioè il potere di accesso, di controllo e la possibilità di gestione delle risorse e della capacità, per raggiungere benessere (legata ai concetti di libertà e di fruibilità). Potenziare la propria capacità e la consapevolezza è pertanto un modo per arricchire una persona e la società, ancora prima che con il denaro, lo stipendio o altre forme di gratificazione. Rivalutare obiettivi e valori di una attività o di una impresa, diventa in questo modo, la strada per creare opportunità reali per le persone e per la società, di vivere il tipo di vita a cui attribuiscono valore.

MEZZOPIENO 20 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020


MEZZOPIENO

Progetto della cooperativa La Meridiana Monza (articolo tratto dal n. 12 2020 di Scriveresistere)

LA VITA È TUTTA DA AMARE LAURA

Quando tutto ha avuto inizio, quando non avevo idea di cosa fosse questa strana malattia dal nome spaventoso, certamente non avrei mai immaginato che avrei vissuto così, immobile, e come dice la mia meravigliosa nipotina Bianca, tutta legata. E sono certa che avrei dato del pazzo a chi mi avesse detto, allora, che si può amare una vita come questa. Una vita essenziale la nostra, che ha imparato a fare a meno di tutto. Mi piace pensare che sia una vita un po’ francescana. Ho cercato disperatamente la bellezza di questa vita. Non è stato facile, ed è stata una conquista quotidiana. Mi sono costretta, nei momenti più difficili, a pensare a chi sta peggio di me. C’è sempre qualcuno che sta peggio. Così ho capito che avere una famiglia come la mia, che mi mette al centro del suo mondo, che non mi tratta come una malata ma esattamente come prima, e con cui riesco a ridere dei miei problemi, è davvero tanto, tantissimo. Ho capito che smettere di rimpiangere ciò che non ho più mi avrebbe permesso di apprezzare quello che mi era rimasto. E piano piano, un giorno dopo l’altro, ho cominciato a guardare questa mia seconda vita con più affetto, quasi con tenerezza, come fosse un gattino spelacchiato, sporco e affamato che tutti prenderebbero a calci. Ho capito che essere persona, non significa solo fare, correre, andare. Noi non facciamo più, non andiamo più, non parliamo più, non mangiamo e non beviamo più, ma non per questo dovremmo avere meno valore o meno dignità di chi sta bene. Chi conosce la SLA solo per sentito dire, potrebbe pensare sia una follia il fatto che chi vive così, non desideri morire, perché in effetti si parla di noi quasi esclusivamente in questi casi, del nostro diritto di morire, e forse, ma dico forse, l’avrei pensato anch’io, prima. Invece sono tanti i malati di SLA che riescono a vivere questa condizione con serenità, pur non abbandonando mai la speranza che si trovi al più presto una cura efficace.Anch’io voglio guarire, più di qualunque altra cosa, e intanto cerco di restare viva dentro, perché io dentro mi riconosco: sono io, sono la stessa persona che ero prima. Ma forse no, non è vero. Non sono la stessa. Credo di essere migliore, sono cresciuta, vivo con più intensità, do più valore agli attimi, a tutto ciò che è invisibile a chi corre, all’amore che ricevo. Amo più intensamente. E ciò che fa dell’uomo una persona, è soltanto lo scambio di amore. Quello che solo l’anima può fare, e noi ora, in fondo siamo soltanto anima. Il corpo è per noi solo uno scrigno in cui l’anima è custodita. Sì, uno scrigno fragile, fastidioso e impegnativo, esigente e doloroso. Ma prendersi cura dello scrigno ha come unico scopo, quello di permettere alla nostra essenza di crescere, di prepararsi al grande volo. Sono quasi ventun anni che la SLA cerca di farmi fuori, ma non ce la fa, perché io, tutti noi immobili come alberi, non combattiamo soli. E come ho scritto nel mio primo libro, “Non credo che la SLA nel suo progetto di demolizione avesse tenuto conto di una possibile, invisibile L’attrice Lucia Vasini presta la voce a Laura Tangorra avversaria: quella forza che ci pulsa dentro silenziosa, che ci incolla alla vita. Quella forza che ci porta a sfiorare l’impossibile, che annienta la paura. Quella forza che qualcuno chiama amore”.

TANGORRA

Questa rubrica è scritta con gli occhi e con il cuore da persone che amano il mondo ma che non hanno più la possibilità di muoversi e di parlare perché immobilizzati dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica; un sistema elettronico di scrittura oculare permette loro di redigere questa rubrica, una lettera alla volta. Le loro riflessioni, il loro approccio alla vita, diventano un percorso condiviso con tutti, un’opportunità di andare oltre il quotidiano donata da chi ha un rapporto radicale e intimo con il tempo e con lo spazio, persone che la vita ha scelto per aiutarci a guardare più lontano. Il progetto di scrittura insieme a queste persone nasce soprattutto dal coraggio e dalla capacità di chi non si rassegna alla malattia e che continua a vedere avanti, al futuro, senza mai perdere la gratitudine per la vita e per il mondo.

MEZZOPIENO 21 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020


MEZZOPIENOincontra...

Casasol

Un condominio dove si coltivano le relazioni di vicinato

MARIANI

DIEGO

“È necessario mettersi in gioco per poter entrare in contatto con gli altri”

In occasione del Festival Mezzopieno tenutosi il 3 e 4 ottobre ho conosciuto alcuni giovani che partecipano all’esperienza di coabitazione solidale nelle case popolari di Via Nizza, a Torino.

Incurisito dal loro racconto ho deciso di entrare nel loro condominio, nei pressi della stazione ferroviaria Porta Nuova, per incontrarli ed ascoltare cosa significa abitare a Casa Sol. Ne ho parlato con alcuni di loro (le risposte a pagina 26) e con Pamela Bongiovanni, resposabile del progetto per conto della cooperativa Synergica che coordina e supporta l’iniziativa. *** Pamela che cos’è una coabitazione solidale? Raccontaci come è nato il progetto Casa Sol? IIl progetto si inserisce nella cornice più ampia dell’housing sociale, vale a dire dell’offerta di soluzioni abitative a soggetti in condizioni di fragilità, ma si caratterizza – più precisamente - come coabitazione solidale giovanile in quanto mette a disposizione monolocali a canoni di affitto calmierati per ragazzi tra i 18 e i 30 anni i quali, come forma di restituzione, svolgono dieci

ore di di volontariato al mese in favore dei residenti all’interno del condominio. Casa Sol nasce nell’ambito di una progettualità più ampia promossa dal comune di Torino in collaborazione con ATC, l’ente che gestisce l’assegnazione delle case popolari nella città. Nel 2010 la cooperativa Synergica ha partecipato, in partenariato con l’associazione Cicsene che da tempo si occupava di tematiche abitative sul territorio, ad un bando comunale per l’assegnazione di alcune unità immobiliari da destinarsi a coabitazione nell’area dei portici di Via Nizza che all’epoca risultava strategica per il Comune poiché per anni era stata interessata dal cantiere della metropolitana, con tutti i conseguenti disagi per i residenti. Fin dall’inizio, uno degli obiettivi del progetto è stato quello di inserire i giovani in un contesto caratterizzato da nuclei monofamiliari o di coppie anziane in condizioni di fragilità, per favorire così il mix sociale all’interno del condominio, contrastare la solitudine e favorire

MEZZOPIENO 22 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

l’integrazione tra i residenti.

perciò, nell’instaurare il primo nucleo di coabitazione, abbiamo Puoi farmi alcuni esempi delle iniziato sperimentando diversi attività di volontariato svolte approcci. Con il tempo siamo dai giovani? arrivati a costruire dei momenti di Il nostro intervento segue il matrice aggregativa utilizzando gli metodo dello sviluppo di comunità spazi di transito del condominio


MEZZOPIENOincontra... come l’androne o il pianerottolo del primo piano per organizzare delle feste di condominio. Questi momenti di condivisione sono poi diventati una costante di Casa Sol diventando un motore di relazione tra i ragazzi e i vicini. Più in generale cerchiamo di promuovere un approccio al bello: l’idea è far affezionare i residenti al luogo in cui vivono, con modalità divertenti e leggere, affinché ognuno di loro partecipi con gioia nel renderlo un posto migliore. Quali difficoltà incontrano i giovani coabitanti nel

vivere un simile contesto? porta di casa deve LA BUONA PRATICA SUGGERITA rappresentare un Un aspetto su cui lavoriamo DA CASASOL da anni è la definizione del limite: le relazioni ruolo del coabitante: sovente di co-abitazione chi fa questa scelta arriva da Vai a bussare al tuo vicino per conoscerlo a v v e n g o n o percorsi di studio in scienze oltre la soglia dell’educazione o psicologia, di casa mentre o da esperienze di servizio quando i ragazzi conflitti e soprattuto di prestare civile dove ha sviluppato una chiudono la sensibilità, anche professionale, attenzione – come delle sorta porta del loro alloggio entrano in a certi temi. Tuttavia il ruolo di antenne – alle sofferenze dei una zona privata. Naturalmente dei giovani all’interno della residenti per aiutarli ad attivarsi in si tratta di un equilibrio difficile coabitazione dev’essere quello prima persona nel ricercare delle da raggiungere poiché essendo dei buoni vicini di casa, nulla più. È soluzioni con le proprie forze. vicini di casa ci si affeziona di richiesto loro di facilitare i processi Nella co-abitazione, molto si più ad alcune persone rispetto di socializzazione, risolvere piccoli gioca sulla questione del confine. ad altre … in questo senso il I giovani coabitanti sono nostro ruolo di coordinatori è di mossi dal desiderio di mantenere comunque ferma una mettersi in gioco, di visione progettuale d’insieme, uscire dalla propria zona di governare in qualche modo la comfort per ascoltare le forte motivazione dei ragazzi per storie di chi viene da un valorizzarla al meglio. contesto decisamente diverso da loro, con Cosa ci insegna Casa Sol sulla alle spalle un vissuto cura delle relazioni di vicinato? spesso problematico. Una delle prima cose che più mi ha È capitato che i ragazzi stupito è stato scoprire, all’interno lasciassero ai residenti del condominio, meccanisimi il loro numero di di solidarietà già esistenti che il telefono personale per progetto Casa Sol ha permesso poi trovarsi con vicini di portare alla luce. Per esempio che chiamavano più i vicini avevano già l’abitudine volte al giorno. Con di cucinare un pasto a chi non il tempo abbiamo poteva prepararselo, oppure di deciso che la invitare al pranzo di Natale chi

fosse rimasto da solo a casa. Dalla coabitazione, poi, nascono relazioni che vanno al di là del semplice progetto di volontariato. Abbiamo sempre incoraggiato i ragazzi ad invitare i loro genitori e amici alle feste organizzate a Casa Sol che diventano così occasioni di scambio che trascendono lo spazio del condominio. In questo modo si costruisce una vera comunità di persone che si affezionano e continuano i loro percorsi di vita insieme: in fondo è questo il senso del coabitare solidale. Molti ragazzi mi dicono che questa esperienza li ha segnati al punto che non riescono più a immaginare di vivere in contesti prima considerati “normali”. In questi dieci anni ho visto avvicendarsi molti giovani all’interno del progetto: è davvero un piacere vederli uscire più maturi una volta terminata l’esperienza formante della coabitazione. Ho avuto la fortuna di incontrare sul percorso giovani davvero in gamba che mi hanno dato grande fiducia nelle nuove generazioni.

MEZZOPIENO Incontra è dedicato a nuovi stili di vita improntati all’etica e alla sostenibilità. Andiamo a trovare persone, associazioni ed enti che sono alla ricerca di alternative positive ai modelli tradizionali nel loro vivere quotidiano e nella loro attività. Per conoscerli e trascorrere del tempo insieme, per farci ispirare e contagiare dal loro esempio…e per condividere con loro il senso del messaggio Mezzopieno. MEZZOPIENO 23 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020


MEZZOPIENOringraziarevoglio

Ringraziare voglio il divino labirinto degli effetti e delle cause per la diversità delle creature che compongono questo singolare universo, per la ragione, che non cesserà di sognare un qualche disegno del labirinto... ... per lo splendore del fuoco, per l’arte dell’amicizia, per l’odore medicinale degli eucalipti...

Ringraziare voglio

Per i tramonti delle mie saline - Giusi

Per chi fa lavori pesanti che ci permettono di avere tante comodità - Fulvio

Per i baci e per gli abbracci - Gaia (classe 3^ Scuola Matteotti)

Per tutti gli sguardi innocenti che incontro - Loredana Per le cose in controluce - Teresa Per questa giornata - Alfredo Per i libri

RingraziareVoglio è un progetto che ha l’obiettivo di riconoscere e portare alla luce le sensazioni, le emozioni e i pensieri che danno prodondità e colore all’esistenza, rendendoli patrimonio comune. Un racconto collettivo ispirato dalla poesia di Borges a cui ognuno può partecipare scrivendo e condividendo il proprio personale contributo per celebrare la bellezza della vita, il proprio ringraziamento. Il progetto è ideato e curato da Lorenza Anselmi.

- Sara

Per le cose belle che ancora non mi sono capitate - Luca Per chi ti capisce guardandoti negli occhi - Annarita Per la musica - Efrem (classe 1^ Istituto Gonzaga) Per chi fa bene le cose anche quando non gli piacciono - Edoardo Per poter correre e per poter respirare -Fara MEZZOPIENO 24 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

Per le ricette di famiglia con le loro storie allegate - Tiziana Per la vita e per il battito del mio cuore - Rosa Per il mio infinito mare, i miei alberi e il mio giardino e per tutti i giardini in cui vedo cura - Lara Per gli occhi di mia figlia, per vedere i quali ho aspettato 42 anni - Paola Per la nascita di un bimbo - Giovanna Per la meraviglia ad ogni tramonto, alba, arcobaleno e per lo stupore che ancora mi accompagnerà per ciò che si ripete ma non è mai scontato - Annalisa Per avere gli occhi per vedere il mondo - Assia Per il silenzio - Monica


MEZZOPIENOprogetti POVERTÀ

STUDIARE LA SCIENZA DELLA FELICITÀ

SALUTE

La ricerca della felicità è da sempre uno dei motori più potenti della vita e della società umana. La contestualizzazione di questo stato d’animo assume differenti aspetti e si declina in modi estremamente eterogenei che assumono forme e contorni diversi nei contesti in cui sono vissuti. La felicità, intesa come il raggiungimento di un benessere desiderato, è pertanto un costrutto che si compone di diverse variabili e che contempla una equilibrata relazione tra differenti aspetti. Il movimento Mezzopieno lavora con un suo gruppo di ricerca dedicato, per la comprensione delle dinamiche della felicità e per la diffusione della cultura della positività attraverso il loro potenziamento. La percezione di una buona vita e di un’esistenza che valga la pena essere vissuta, è studiata in maniera multidisciplinare e integrata, con il contributo di materie e approcci diversi e con l’obiettivo di favorire lo scambio e l’arricchimento tra essi, per approfondire ed elaborare esperienze e attività volte al miglioramento del benessere individuale e collettivo. L’attività di ricerca e di insegnamento del gruppo di ricerca si svolge in collaborazione con l’università di Torino e con quella di Berkley e con l’apporto di accademici, tecnici ed esperti di differenti discipline e di differenti università italiane e straniere e si concretizza con la realizzazione di workshop e laboratori accreditati per studenti universitari, elaborazione e pubblicazione di ricerche e l’organizzazione di conferenze e seminari a diversi livelli. L’attività divulgativa si è aperta quest’anno con il workshop del 23 ottobre su Felicità e benessere indirizzato agli studenti delle diverse università ed esteso alla popolazione. A partire dal mese di febbraio, sarà avviato un laboratorio interdisciplinare semestrale sullo stesso tema che porterà la felicità e il benessere come strumenti didattici di un corso universitario. Il laboratorio si svolge presso il dipartimento di Psicologia di Torino ed è a cura della professoressa Angela Fedi, della dottoressa Marta Casonato e del movimento Mezzopieno.

FINANZA ETICA ECOLOGIA APPROVVIGIONAMENTO IDRICO SOSTEGNO ALL’INFANZIA COSTRUZIONE DI STRUTTURE BUONE PRATICHE INSERIMENTO LAVORATIVO RICERCA SCIENTIFICA DIALOGO INTERRELIGIOSO DISABILITÀ CULTURA DELLA POSITIVITÀ CRESCITA PERSONALE SPIRITUALITÀ CULTURA / CONOSCENZA

Il PROGETTO: Mezzopieno.org/le attività/ricerca e formazione PARTNER COINVOLTI: movimento Mezzopieno, Università di Torino, Università di Berkeley MEZZOPIENO 25 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020


MEZZOPIENOtralagente

NOTIZIEflash

Cosa significa instaurare relazioni di qualità? “Che cosa significa per te coltivare relazioni di vicinato autentiche?” Lo abbiamo chiesto agli abitanti di Casa Sol, un’esperienza di coabitazione solidale giovanile nata a per contrastare la solitudine e favorire l’integrazione tra i residenti delle case popolari di Via Nizza a Torino.

Giovanni Fracchiolla, coabitante

Entrare nello spazio intimo della quotidianità “In questi ultimi due anni ho capito che bussare alla porta dei vicini significa entrare con sguardo sereno in uno spazio intimo e privato per imparare a riconoscerne la peculiarità che si diffonde già dai suoni e gli odori e che poi si esplicita nei racconti, da quelli più piccoli e quotidiani a quelli di una vita. Da quell’incontro poi nascono pensieri, idee e spesso anche incoraggiamenti di cui non sapevi avere bisogno.”

Elena Herz, coabitante fino al 2019

Riconoscere gli altri per vincere l’anonimato “Nei miei anni in Casa Sol ho imparato e scoperto cosa significa “vedere” gli altri, restituire dignità a relazioni di convivenza in spazi comuni come quelli di un palazzo. Abbattere l’anonimato e la diffidenza per aprire una soglia fisica e metaforica, di umanità e curiosità alla diversità che abitualmente ci separano.”

Riccardo De Cesario, coabitante

L’altro al centro tra passato e futuro “Coltivare il rapporto con i vicini attraverso piccoli gesti autentici che permettono di far crescere la relazione. Condividere la storia passata e i sogni futuri mettendo al centro l’altro e superando i pregiudizi che impediscono l’instaurarsi di una relazione autentica che punta ad un miglioramento di entrambe le parti

MEZZOPIENO 26 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

IL FRONTE RIVOLUZIONARIO SUDANESE FIRMA L’ACCORDO DI PACE CON LE AUTORITÀ DEL SUDAN DOPO LA DECENNALE GUERRA 1 settembre – Africa News LIBERATA NARGES MOHAMMADI, PRIGIONIERA POLITICA DOPO 5 ANNI DI CARCERE IN IRAN 8 settembre - Amnesty International IL BAHREIN FIRMA LA PACE CON ISRAELE 15 settembre – Stato del Bahrein IN AFGHANISTAN SI APRONO I COLLOQUI DI PACE CON I TALEBANI DOPO LA PARTENZA DEI MILITARI USA 15 settembre - Consiglio per la riconciliazione nazionale in Afghanistan SOSPESA L’IMPICCAGIONE DI UN CONDANNATO A MORTE A SINGAPORE 18 settembre – Amnesty International IL KAZAKISTAN ABOLISCE LA PENA DI MORTE 23 settembre – Presidenza dello stato del Kazakistan NASCE L’ALLEANZA EUROPEA PER LE MATERIE PRIME 30 settembre – Commissione Europea LA FRANCIA METTE FINE ALLA PRATICA DEGLI ANIMALI NEI CIRCHI 1 ottobre – Parlamento francese


MEZZOPIENOtralagente

NOTIZIEflash

Irene Medaglia, coabitante

Rallentare per dare inizio a una storia “Significa fermarsi. Fermarsi per le scale a fare due chiacchiere, prestare qualcosa e ricevere un dono, sorridere ed essere sorrisi, sedersi per terra e non avere fretta di andare via e invitare l’altro a sedersi con te, perché se si sta bassi e vicini anche il tempo si metterà comodo e sarà l’inizio di una storia.”

IL CILE ANNUNCIA LA PRIMA COSTITUZIONE SCRITTA DAL POPOLO 25 ottobre - Governo del Cile IL SUDAN ANNUNCIA LA PACE CON ISRAELE 25 ottobre - Abdalla Hamdok primo ministro Sudan

Grazia Difonzo, coabitante

Vicinanza è protezione Soffermarsi a sentire i passi, le porte che si aprono e si chiudono, i ciao nei corridoi. Ritrovarsi nello stesso ascensore e parlarsi, aprire o chiudere una giornata, dirsi buon lavoro o buon ritorno a casa. Sapere di poter avere qualcuno a cui chiedere una mano, a cui poter far assaggiare dei biscotti appena sfornati. Significa ritrovarsi in una parte di mondo in cui è normale provare interesse per un altro, un non familiare, uno con cui non si ha legame di sangue ma di vicinanza. Sentirsi vicini, collegati, protetti.

MEZZOPIENO 27 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

IL PONTEFICE DELLA CHIESA CATTOLICA DEFINISCE LE PERSONE OMOSESSUALI COME FIGLI DI DIO A CUI RICONOSCERE LE UNIONI CIVILI 21 ottobre - Francesco Bergoglio

MEZZOPIENO 27 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020


MEZZOPIENOeditoriale

UNA VITA FECONDA: LA CAREZZA GENERATIVA Costruire, valere, diventare. Alcuni paradigmi della società moderna sono diventati caratteristici della nostra epoca. In questa ottica, l’abilità e l’efficienza hanno trovato una loro mesta sintesi nel moderno mito del produrre. L’obiettivo del fare si è trasformato in un assunto. Ma c’è un desiderio di realizzazione dentro ognuno di noi che va oltre questi parametri di funzionalità. Ogni creazione, ogni cosa nuova, può essere un inizio ma anche una fine, aprire o chiudere. Non tutto ha la prerogativa di essere prolifico. Come la fine non è obbligatoriamente sempre una conclusione ma può essere una trasformazione che non provoca decadenza, anche l’inizio non è sempre un avanzamento ma lo diventa solo se migliora ciò che era prima o se lo rende capace di una nuova forza generativa. Limitare la propria energia creativa a una sterile produzione, esclude il più alto dei talenti umani, la generatività. Ogni inizio ha in sé il seme dell’infinito e una potenzialità che lo proietta ad espandersi nel tempo e nello spazio, oltre il gesto che lo ha generato e oltre il frutto che ha prodotto. Esiste una virtù intrinseca negli esseri viventi, la fertilità, un filo che collega tutti da sempre e per sempre e che risiede nell’essenza stessa della vita. Tutti gli uomini e le donne sono grembo della vita, oltre la procreazione biologica e oltre le abilità; la potenzialità di far fiorire l’esistenza. Un’azione trasformativa che supera il presente e che crea nuovi elementi che portano in sé la caratteristica di infondere la spinta vitale. Non si tratta di essere funzionali o funzionanti ma fecondanti, non una abilità ma una predisposizione esistente in noi per natura, un desiderio intimo di appartenere al futuro che ci è tramandato dal passato e di cui siamo portatori. Generare non vuol dire solo creare ma originare qualcosa di più che supera il gesto creativo e che pro-

voca un movimento virtuoso nel fluire della vita, un flusso che non ci appartiene ma di cui facciamo parte, in cui possiamo scegliere di stare o che possiamo interrompere fermandoci in una visione più egocentrica del nostro ruolo nel cammino del mondo. Generare è il contrario di consumare e va al di là del concetto di produrre, non significa spogliarsi di qualcosa ma restituire una parte di ciò che ci ha generati e consegnarla all’infinito, riconoscersi come anelli della sequenza generazionale e costruttiva del mondo. È una capacità che esiste in ogni persona, anche nei più deboli, negli emarginati, negli anziani; non occorre cultura o preparazione per creare, si tratta piuttosto di assecondare e dare vita al desiderio di donare e di donarsi, di far parte di un cammino. Ogni vita così riscopre un ruolo di trasmissione nel processo di perfezionamento plurale del mondo, condiviso e compartecipato da ogni essere vivente. La vita è feconda quando genera altra vita, quando vede ogni cosa come il seme di un’altra, quando trascende i limiti della nostra capacità di creare e di immaginare la creazione, per diventare un mutuo concorso per il miglioramento del mondo. La fecondità si nutre della passione e dell’affettività, riconosce che il mondo non dipende solo da noi ma che, al contrario, noi dipendiamo da un’energia che guida e attrae il fluire della storia e che tende a una pluralità di forme di vita e di fecondazioni reciproche. Non è onnipotenza ma superare l’immanenza del presente per gettarsi nello spirito che abita la storia e che muove ogni cosa. È strettamente connessa con la realizzazione della vita e con la pienezza. Non conta più, a questo punto, la dimensione del gesto o la sua efficacia ma l’elemento di propulsione che questo genera e la continuità che porta in sé, ancora più importante in un processo di evoluzione

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sostenuto dalla moltitudine. Sono le azioni generative che rendono le persone capaci di gestire la libertà non per il consumo individualizzato ma come opera di crescita relazionale, capacità di mobilitare, valorizzare e trasformare risorse non ancora impiegate o disperse. Non conta l’abilità. Ogni vita è generativa, confinata o indebolita che possa apparire, è un elemento di cui il mondo non può fare a meno per la sua armonia. La generatività è una virtù sociale perché tende ad espandersi in cerchie sempre più ampie, arrivando a coinvolgere ogni cosa, le relazioni, l’identità, il lavoro, l’intera società. Tutto può caricarsi di valore, anche una parola, uno sguardo o un silenzio possono generare tenerezza, desiderio o fiducia e proiettare nel futuro; addirittura anche i fallimenti possono essere generativi se visti come parte imprescindibile del processo creativo che necessita di sperimentarsi nella sua pulsione costruttiva. Ogni cosa che esce da noi, superando lo scambio e la soddisfazione individuale, proiettandosi nel futuro per un bene più allargato e condiviso, è generativa e fonte di vita. Tutto questo ci sintonizza, allarga il nostro essere, espande la fantasia creativa e la genialità e fa fiorire il mondo rendendoci prolifici, oltre il protagonismo, per il beneficio della comunità umana nel suo cammino di realizzazione. Liberare ciò che ha bisogno di spiegare le ali. Come una carezza che ripone amore in un semplice gesto caricandolo di infinito e prendendosi cura della vita. Luca Streri

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MEZZOPIENO 28 NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

IL BLOG DI MEZZOPIENO NEWS www.mezzopieno-news.tumblr.com PER COMUNICARE CON NOI, PER RICEVERE LA RIVISTA, PER ENTRARE NEL MOVIMENTO MEZZOPIENO info@mezzopieno.org TUTTO IL RESTO www.mezzopieno.org


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