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svolge (aumento della biodiversità dell’ecosistema urbano, assorbimento dei particolati, fitodepurazione delle soluzioni circolanti del suolo, riduzione dell’effetto isola di calore etc..). La scelta di specie autoctone aiuta invece a ricomporre la rete ecologica. Obiettivo di qualità paesaggistica: Nessuna delle forme del progetto che si propone è gratuita ed autoreferenziale e tutte s’ispirano al genius loci ed al contesto, dai canali, emanazione del Po e memoria del paesaggio agrario, al percorso del parco extra moenia che riprende le

forme spigolose dei bastioni e dei fossati. Il paesaggio è oggetto di lettura semiotica lungo la Via Francigena, lettura che si compie a livello di un sistema di reading point (costituiti da un binomio totem - aree di sosta attrezzata) che forniscono informazioni non banali sui paesaggi naturali, urbani, mitici e leggendari che la Via intercetta (valorizzando anche la componente immateriale del patrimonio culturale che il grande itinerario del Consiglio d’Europa, mette a sistema). Tutto il progetto vegetale è improntato alla riproposizione del paesaggio potenziale e di quello

agrario storico. Dal primo si mutua la palette delle specie arboree, che riprende lo spettro specifico dell’associazione potenziale tipica degli ambienti fluviali (Populetalia albae, Salicetum albae) analogamente accade per la scelta delle erbe, tutte specie autoctone e tipiche degli ambienti ripariali regionali. Del paesaggio agrario si rievocano le trame e le texture, tramite il sistema di canali e di campiture di prato e si riprendono alcuni landmarks tipici, quali alcuni allineamenti di gelso (Morus albae) e di pioppi cipressini caratteristici della piantata padana.

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Luoghi comuni  

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