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linee matrice derivate dalle gradonate suggeriscono, rafforzandoli, i percorsi veloci della piazza. Verso il parco, o distribuite negli spazi di risulta, delle sedute sono la memoria della tradizione delle danze popolari bulgare, delle pedane circolari rotanti che vogliono restituire l’immagine coreografica dell’anello, che le persone formano nel corso del ballo. Il progetto per la casa del partito utilizza la volumetria esistente a scopo culturale e informativo, integrato con quello commerciale e di ristorazione. Al piano terra troviamo uno spazio espositivo che in realtà punta ad essere la dilatazione coperta

della piazza, in modo da utilizzarla anche durante il periodo invernale; la piazza entra nella costruzione e genera uno spazio pubblico coperto. Al piano rialzato, l’enorme schermo offre un punto di vista privilegiato ed allo stesso tempo il volume a sbalzo definito da una parete trasparente funziona come una lavagna interattiva dalla quale reperire, disegnando gli skylines delle emergenze, informazioni culturali sulla città, . L’edificio è ripensato come spazio per la sede della municipalità un vero e proprio landmark che con la sua predominante verticalità si staglia sullo spazio orizzontale della piazza.

Per la stessa ragione l’ultimo livello dell’edificio è pensato come un giardino pensile che accoglie un volume trasparente, dal quale rileggere il paesaggio antropico caratterizzato da episodi puntuali e scollegati nella città al livello del reticolo stradale, che risulta confuso e non consente un orientamento specifico. Il volume trasparente è una vera e propria lanterna che si accende di notte e segnala, come un faro, la sua presenza dichiarandone la nuova funzione; rappresenta con la sua soprelevazione, un ulteriore tassello del puzzle della sua stessa storia. Una nuova stratificazione.

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