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08-NOV-2019

da pag. 16 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Travaglio

Lettori Audipress 06/2019:

42.694 63


08-NOV-2019

da pag. 16 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Travaglio

Lettori Audipress 06/2019:

42.694 63


08-NOV-2019 Estratto da pag. 13 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


08-NOV-2019

da pag. 15 Quotidiano nazionale

Direttore: Virman Cusenza

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08-NOV-2019

da pag. 21 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

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08-NOV-2019

da pag. 38 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

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08-NOV-2019

da pag. 15 Quotidiano nazionale

Direttore: Luciano Fontana

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08-NOV-2019

da pag. 15 Quotidiano nazionale

Direttore: Luciano Fontana

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08-NOV-2019

da pag. 12 Quotidiano nazionale

Direttore: Luciano Fontana

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08-NOV-2019

da pag. 15 Quotidiano nazionale

Direttore: Alessandro Sallusti

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08-NOV-2019

da pag. 17 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

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08-NOV-2019

da pag. 17 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

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08-NOV-2019

da pag. 15 Quotidiano nazionale

Direttore: Maurizio Molinari

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08-NOV-2019

da pag. 15 Quotidiano nazionale

Direttore: Maurizio Molinari

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da pag. 15 Quotidiano nazionale

Direttore: Maurizio Molinari

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08-NOV-2019

da pag. 5 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Tarquinio

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08-NOV-2019

da pag. 5 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Tarquinio

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da pag. 5 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Tarquinio

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08-NOV-2019

da pag. 13 Quotidiano nazionale

Direttore: Luciano Fontana

Lettori Audipress 06/2019: 268.990 63


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da pag. 13 Quotidiano nazionale

Direttore: Luciano Fontana

Lettori Audipress 06/2019: 268.990 63


08-NOV-2019

da pag. 13 Quotidiano nazionale

Direttore: Pietro Senaldi

Lettori Audipress 06/2019:

27.100 63


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da pag. 13 Quotidiano nazionale

Direttore: Pietro Senaldi

Lettori Audipress 06/2019:

27.100 63


08-NOV-2019 Estratto da pag. 6 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


08-NOV-2019

da pag. 5 Quotidiano nazionale

Direttore: Norma Rangeri

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08-NOV-2019 Estratto da pag. 13 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


08-NOV-2019 Estratto da pag. 13 3043

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08-NOV-2019 Estratto da pag. 13 3043

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08-NOV-2019 Estratto da pag. 13 3043

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08-NOV-2019

da pag. 17 Quotidiano nazionale

Direttore: Luciano Fontana

Lettori Audipress 06/2019: 268.990 63


08-NOV-2019

da pag. 17 Quotidiano nazionale

Direttore: Luciano Fontana

Lettori Audipress 06/2019: 268.990 63


08-NOV-2019

da pag. 9 Quotidiano nazionale

Direttore: Luciano Fontana

Lettori Audipress 06/2019: 268.990 63


08-NOV-2019

da pag. 9 Quotidiano nazionale

Direttore: Luciano Fontana

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08-NOV-2019

da pag. 5 Quotidiano Milano

Direttore: Luciano Fontana

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da pag. 5 Quotidiano Milano

Direttore: Luciano Fontana

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08-NOV-2019 Estratto da pag. 10 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


08-NOV-2019 Estratto da pag. 10 3043

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08-NOV-2019

da pag. 1 Quotidiano nazionale

Direttore: Claudio Cerasa

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da pag. 1 Quotidiano nazionale

Direttore: Claudio Cerasa

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25.000 63


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da pag. 9 Quotidiano Milano

Direttore: Alessandro Sallusti

Lettori Audipress 12/2017:

7.993 63


08-NOV-2019

da pag. 8 Quotidiano nazionale

Direttore: Alessandro Sallusti

Lettori Audipress 06/2019:

46.880 63


08-NOV-2019

da pag. 14 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Travaglio

Lettori Audipress 06/2019:

42.694 63


08-NOV-2019

da pag. 14 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Travaglio

Lettori Audipress 06/2019:

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08-NOV-2019

da pag. 6 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Travaglio

Lettori Audipress 06/2019:

42.694 63


08-NOV-2019

da pag. 6 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Travaglio

Lettori Audipress 06/2019:

42.694 63


08-NOV-2019

da pag. 2 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Travaglio

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42.694 63


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da pag. 2 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Travaglio

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Direttore: Marco Travaglio

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da pag. 9 Quotidiano nazionale

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08-NOV-2019 Estratto da pag. 13 3043

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08-NOV-2019

da pag. 9 Quotidiano nazionale

Direttore: Virman Cusenza

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08-NOV-2019

da pag. 15 Quotidiano nazionale

Direttore: Virman Cusenza

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da pag. 15 Quotidiano nazionale

Direttore: Virman Cusenza

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da pag. 2 Quotidiano nazionale

Direttore: Virman Cusenza

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Direttore: Virman Cusenza

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da pag. 5 Quotidiano nazionale

Direttore: Virman Cusenza

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08-NOV-2019 Estratto da pag. 29 3043

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08-NOV-2019

da pag. 9 Quotidiano nazionale

Direttore: Virman Cusenza

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da pag. 9 Quotidiano nazionale

Direttore: Virman Cusenza

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08-NOV-2019

da pag. 17 Quotidiano nazionale

Direttore: Virman Cusenza

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90.555 63


08-NOV-2019

da pag. 17 Quotidiano nazionale

Direttore: Virman Cusenza

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90.555 63


08-NOV-2019

da pag. 4 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

Lettori Audipress 06/2019: 200.020 63


08-NOV-2019

da pag. 4 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

Lettori Audipress 06/2019: 200.020 63


08-NOV-2019

da pag. 4 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

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08-NOV-2019 Estratto da pag. 2 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


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08-NOV-2019

da pag. 39 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

Lettori Audipress 06/2019: 200.020 63


08-NOV-2019

da pag. 7 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

Lettori Audipress 06/2019: 200.020 63


08-NOV-2019

da pag. 7 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

Lettori Audipress 06/2019: 200.020 63


08-NOV-2019

da pag. 11 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

Lettori Audipress 06/2019: 200.020 63


08-NOV-2019

da pag. 11 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

Lettori Audipress 06/2019: 200.020 63


08-NOV-2019

da pag. 11 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

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08-NOV-2019

da pag. 8 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

Lettori Audipress 06/2019: 200.020 63


08-NOV-2019

da pag. 8 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

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08-NOV-2019

da pag. 2 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

Lettori Audipress 06/2019: 200.020 63


08-NOV-2019

da pag. 2 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

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08-NOV-2019

da pag. 2 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

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da pag. 10 Quotidiano nazionale

Direttore: Carlo Verdelli

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08-NOV-2019 Estratto da pag. 29 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


08-NOV-2019 Estratto da pag. 10 3043

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08-NOV-2019

da pag. 9 Quotidiano nazionale

Direttore: Maurizio Molinari

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08-NOV-2019

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Direttore: Maurizio Molinari

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Direttore: Maurizio Molinari

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08-NOV-2019 Estratto da pag. 6 3043

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08-NOV-2019

da pag. 7 Quotidiano nazionale

Direttore: Maurizio Molinari

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08-NOV-2019

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da pag. 3 Quotidiano Milano

Direttore: Marco Tarquinio

Lettori Audipress 12/2017:

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da pag. 3 Quotidiano Milano

Direttore: Marco Tarquinio

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08-NOV-2019

da pag. 10 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Travaglio

Lettori Audipress 06/2019:

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da pag. 10 Quotidiano nazionale

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da pag. 10 Quotidiano nazionale

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08-NOV-2019

da pag. 11 Quotidiano nazionale

Direttore: Marco Travaglio

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42.694 63


08-NOV-2019

da pag. 11 Quotidiano nazionale

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Corriere di Verona Venerdì 8 Novembre 2019

PRIMO PIANO

3

FIERACAVALLI L’INAUGURAZIONE Il metodo

«Formiamo i cavalieri»

di Matteo Sorio In mezzo ai 2.400 esemplari di 60 razze dall’Italia e dal mondo, le 750 aziende espositrici da 25 Paesi, i 160mila visitatori attesi, i punti fermi della Fieracavalli 2019, inaugurata ieri e in programma fino a domenica in Fiera, li aggiungono Giuseppe L’Abbate, sottosegretario alle Politiche agricole, e Marco Di Paola, presidente della Federazione italiana sport equestri. Ricorda, L’Abbate, che «dietro il cavallo, il cui benessere è punto di partenza, c’è anche una filiera che dà lavoro a tante persone: mangimistica, allevamento, agricoltura, attrezzature, agonismo». Rimarca Di Paola, proprio a proposito di agonismo, come «la presenza a Fieracavalli dell’unica tappa italiana della coppa del mondo a ostacoli sia una grande occasione per un settore economico importantissimo la cui filiera produce 5 miliardi di euro di fatturato». Il riferimento alla Longines Jumping World Cup, evento di domenica alle 14.15, è uno dei capitoli del programma di Fieracavalli toccati durante il taglio del nastro. «La responsabilità è grande e quest’anno lanciamo Fieracavalli Academy, progetto che promuove l’approccio etico verso il cavallo», così il presidente di VeronaFiere, Maurizio Danese. «Parliamo di un comparto strategico — il messaggio del governatore del Veneto, Luca Zaia — che va appoggiato per evitare la fuga all’estero di scuderie e cavalli italiani, specie pensando a una regione come la nostra ch’è l’unica ad aver raddoppiato il numero di cavalli negli ultimi dieci anni, passando a 20mila. La Regione ci tiene alla Fiera di Verona e se ci sarà un aumento di capitale vuole la sua quota», la battuta finale di Zaia, lui che ha annunciato entro il gennaio 2020 il lancio dell’app per smartphone «Veneto Sentieri» in cui scegliere, tra gli altri, anche percorsi a cavallo. Quindi il sindaco, Federico Sboarina: «La 121esima Fieracavalli rientra in un passaggio epocale cioè lo sviluppo di un nuovo piano industriale che consentirà alla Fiera di essere vincente sul mercato delle fiere internazionali». Intanto, il salone internazionale del cavallo si spalma lungo i padiglioni della fiera

VERONA

In pillole ● In fiera a Verona è stata inaugurata ieri la 121esima edizione di Fieracavalli ● Ogni giorno eventi, convegni spettacoli e gare legati al mondo del cavallo ● Oggi alle 12, allo stand della Regione Veneto, sarà presentato «Riding del Blue», un progetto di ippoterapia per persone autistiche ● Domani in calendario le esibizioni di Gennaro Landi, già allenatore di Sylvester Stallone, e di GIna Schumacher, figlia dell’ex pilota Micheal

In sella Un momento di Fieracavalli. Sotto, il taglio del nastro con le autorità e il sottosegretario Marco Di Paola (foto Sartori)

Ippica, equiturismo e una filiera da 5 miliardi «Comparto strategico» Gare e eventi fino a domenica: c’è anche la figlia di Schumacher da qui fino all’intero weekend. Quanto a spettacolo, nell’arena del padiglione 8 la non stop di salto a ostacoli, con amazzoni e cavalieri italiani guidati dal ct della nazionale Duccio Bartalucci. Ai padiglioni 11 e 12, invece, il reining nel Westernshow, a tinte americane: domani, le esibizioni di Gennaro Landi, di recente allenatore di Sylvester Stallone sul set di «Rambo:

Il piano industriale Zaia conferma: «Fiera, la Regione aderirà all’aumento di capitale»

last blood», e di Gina Schumacher, figlia dell’ex campione di F1 Michael. Fino a sabato, poi, ogni sera, il Gala d’Oro, diretto da Antonio Giarola, tra gli ospiti la solista Alizèe Froment. Fra le attrazioni, torna il cavallo arabo al padiglione 2: se il padiglione 3 è invece consacrato al cavallo da sella italiano, al padiglione 9 ecco il cavallo iberico, criollo e il quarab, misto di arabo, quarter horse e paint horse. Tra le curiosità, in chiusura, da oggi sarà esposta allo stand della Sicilia, nell’area A, la testa di cavallo in terracotta ritrovata a Gela nel 1954 e datata tra il 500 e il 475 a.C. © RIPRODUZIONE RISERVATA

VERONA Alla voce «big», per Fieracavalli 2019, spicca Michele Robert, uno dei più grandi cavalieri della storia del salto a ostacoli mondiale, trainer e autore di best-seller sul tema dell’approccio etico al cavallo (tema che peraltro Fieracavalli sviluppa da quest’anno attraverso la sua Academy dedicata a tutti gli espositori). Atteso in Fiera da oggi, la giornata di sabato vedrà una lezione di Robert sull’equitazione naturale. L’occasione per raccontare il proprio metodo e presentare quel Team Wow, fondato da Vittorio Garrone e Anna Di Foggia, che, unico al mondo, tale metodo lo porta avanti proponendolo a tutti in un progetto di formazione per cavalieri e cavalli. Racconta Di Foggia: «In Italia l’equitazione non sarà mai considerata davvero uno sport finché tutta l’attenzione sarà rivolta alle esigenze del cavaliere. Il metodo di Robert è una svolta perché parte dalla comprensione della natura del cavallo. Un animale che, da erbivoro, ha sempre l’atteggiamento da «preda» e dietro cui ogni azione, quindi, c’è la paura. Un animale che vuole vivere in gruppo e muoversi tanto, almeno 1015 km al giorno. Dal cavaliere che s’impone, vedi speroni e fruste, al cavaliere che cerca la complicità e il divertimento». Come? «Intanto — spiega Di Foggia — il contatto col cavallo fin dai primi mesi di vita: è lì che si sviluppa l’imprinting di fiducia, da cui la qualità del rapporto futuro col cavaliere. Chiudere il cavallo in un box, lasciandolo solo per buona parte del giorno, è poi contro natura: nel metodo c’è tantissimo lavoro all’aperto, con ostacoli naturali, come tronchi ad esempio, per farlo divertire. Quindi la posizione in sella, fondamentale: senza la posizione corretta, ogni richiesta sarà vissuta dal cavallo come un peso». M.S. © RIPRODUZIONE RISERVATA

VR


VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2019 - ANNO XVIII - N. 265

REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: Via F. Rismondo 2/E - 35131 Padova - Tel 049 8238811 - Fax 049 8238831 E-mail: corriereveneto@corriereveneto.it

Distribuito con il Corriere della Sera - Non vendibile separatamente

Teatro

Musica

«Da qui alla luna» Vaia e l’epica civile di Matteo Righetto

Il suono e i colori dei Pink Floyd con la tribute band

OGGI 16°C Pioggia Vento: SSE 17 Km/h Umidità: 69%

SAB

10°/ 14°

DOM

9°/ 14°

LUN

MAR

10°/ 14°

12°/15°

Dati meteo a cura di 3Bmeteo.com

a pagina 18 Barone

LE ALTRE EDIZIONI: Padova-Rovigo, Treviso-Belluno, Vicenza-Bassano, Corriere di Verona

a pagina 19 Verni

VENEZIA E MESTRE

Onomastici: Goffredo

corrieredelveneto.it

Sci e turismo

Paga di Stato Il nodo restano i navigator, ancora in formazione: il lavoro ai disoccupati lo cercano i vecchi dipendenti

MERCATO BIANCO AL BIVIO

Redditoritiratoacentinaiadiveneti

di Franco Brevini

D

opo tre anni di declino, il settore neve sembra confermare un trend positivo, anche se il numero degli appassionati di questo sport ormai maturo resta stagnante. Sulle Alpi si trova oggi più di un terzo delle oltre duemila stazioni sciistiche e l’80% dei comprensori più vasti, ma i luoghi dove i 130 milioni di sciatori attivi nel mondo continuano a crescere sono l’Europa orientale e l’Asia. Fra l’altro, sempre seguendo l’autorevole Report annuale di Laurent Vanat, le Alpi esprimono solo il 15% degli sciatori esistenti, anche se costituiscono il principale e il più ambito terreno mondiale di pratica. Insomma il mercato bianco è in preda ad alcune importanti trasformazioni e perderle di vista significherebbe per le località mancare importanti appuntamenti economici. Ormai da anni abbiamo fatto l’abitudine ai turisti dell’Est Europa, che hanno dato un po’ di ossigeno alle nostre stazioni. Ma molti ignorano che, a fronte dei quattro milioni di sciatori italiani, in Cina ce ne sono più di dieci milioni, che assicurano al Paese il terzo posto al mondo. Non stupisce allora scoprire che la Cina, dove si disputeranno le Olimpiadi invernali del 2022, vanti il numero più alto di strutture per la pratica indoor dello sci – ben 26 – compreso il centro di Harbin, che, con la sua area coperta di 80 mila metri quadrati, è la più grande del mondo. Viene allora da chiedersi: cosa stanno facendo le nostre stazioni per accogliere questa massa di sciatori destinata a riversarsi sulle Alpi? continua a pagina 6

Cumuli di entrate, perdita dei requisiti, nuovi impieghi: già stracciati 750 assegni mensili ECONOMIA E POLITICA

Manovra, Confindustria all’attacco del governo

VENEZIA Ci sono oltre quindicimila percettori di Reddito di Cittadinanza in Veneto ma ci sono anche quattromila occupati le cui situazioni, promette l’assessore Donazzan, «verranno verificata una per una perché il reddito resta una misura ambigua». E, intanto, nel giro di pochi mesi, si contano già i primi 750 veneti cui il Reddito di Cittadinanza è stato ritirato dopo aver trovato un lavoro. E mentre i navigator si formano, a gestire la partita sono gli uomini dei centri per l’impiego a pagina 3 Zambon

IL PROCESSO BPVI

Sorato (a porte chiuse) sceglie di non rispondere a pagina 2

di Alessandro Zuin

a pagina 15

POLITICA/1

POLITICA /2

Salvini, regionali Attacco a Segre «Il centrodestra Commissariata andrà unito» la sede forzista di Lillo Aldegheri

di Monica Zicchiero

S

«L

pazia dalla scorta alla senatrice Segre al caso Balotelli, fino a un altro tipo di formazione, quella per le prossime regionali e smentisce una Lega che corre in solitaria. Con Salvini, approdato a Fieracavalli, anche il governatore Zaia. a pagina 2

a Segre dovrebbe vergognarsi, forse qualche ebreo dovrebbe ricordale che non tutti hanno avuto la fortuna di salvarsi e strumentalizzare fa schifo». Caterina Pinelli perde, dopo le dichiarazioni choc, il coordinamento di Fi a Portogruaro. a pagina 2

L’INCHIESTA LA MAFIA DEL LITORALE

Misteri d’Italia Il terrorista nero al processo di Bologna

ICasalesihanno raccoltovoti anchepereleggere ilsindacodiCaorle Dopo Eraclea, Caorle. Anche qui, nel 2016, l’elezione del sindaco sarebbe stata «pilotata» dal clan casalese guidato da Luciano Donadio. A metterlo nero su bianco è la procura di Venezia, nella conclusione delle indagini preliminari. a pagina 7 Zorzi

VENEZIA

L’INCHIESTA SUL CAPORALATO

«Il sistema di Fincantieri ha creato le condizioni dello sfruttamento»

Vinciguerrarivela:«Ungiorno michieserodiuccidereRumor»

«Maggi e Zorzi mi chiesero di assassinare Mariano Rumor». Queste le rivelazioni di Vincenzo Vinciguerra, ex Ordine Nuovo, al processo Cavallini per la strage di Bologna. a pagina 9 Baccari

Ciechiemalati,lafamigliadeifintidisabili Vicenza, indagati padre, madre e figlia. Ma loro negano: «Stiamo dicendo la verità» Un’intera famiglia di falsi invalidi. È quanto avrebbe scoperto la procura di Vicenza che ha indagato marito, moglie e figlia che percepiscono una pensione di invalidità (chi perché affetto da problemi psichici, chi da un tumore e chi da cecità) e che, secondo la guardia di finanza, sarebbero in realtà sarebbero in salute. Loro però si difendono: «Il giudice incarichi degli specialisti perché ci visitino, dimostreremo di essere davvero malati». a pagina 6 Priante, Centin VICENZA

PADOVA

Millemetriin4,25 Iltestdicorsa decimaivigili di Davide D’Attino PADOVA La

prova di ginnastica ha decimato gli aspiranti vigili di Padova: correre i mille metri entro i quattro minuti e 25 secondi si è rivelato proibia pagina 3 tivo per molti.

I

dirigenti di Fincantieri sapevano benissimo che le ore previste per gli appalti erano sottostimate e, anzi, «avevano creato le condizioni per tale sfruttamento nella piena consapevolezza del sistema vigente». Sono le gravi accuse del pm Giorgio Gava alla base dell’inchiesta che vede indagati per la prima volta 12 dirigenti del colosso della cantieristica, oltre ai a pagina 7 titolari delle ditte di subappalto.


VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2019 - ANNO XVIII - N. 265

REDAZIONE: Via della Valverde, 45 - 37122 Verona - Tel 045 - 80591 - Fax 045 - 8030137 E-mail: corrierediverona@corriereveneto.it

Distribuito con il Corriere della Sera - Non vendibile separatamente

Viabilità

La mostra

Hellas

Tunnel tra il lago e la val d’Adige, ok allo studio

Da Giacometti a Mirò, arrivati i primi capolavori

Juric si affida a Pessina. Veloso fuori un mese

OGGI 12°C Pioggia Vento: ENE 12 Km/h Umidità: 88%

SAB

8°/ 13°

DOM

7°/ 13°

LUN

7°/ 14°

MAR

9°/15°

Dati meteo a cura di 3Bmeteo.com

a pagina 7 Schiano

a pagina 19 Peluso

a pagina 17 Fontana

Onomastici: Goffredo

corrieredelveneto.it

CORRIERE DEL VENETO Le altre edizioni: Vicenza-Bassano, Venezia-Mestre, Padova-Rovigo, Treviso-Belluno

Sci e turismo

L’INAUGURAZIONE OSPITE IL LEADER LEGHISTA

MERCATO BIANCO ALBIVIO

A Fieracavalli Salvini rilancia l’alleanza di centrodestra

di Franco Brevini

D

opo tre anni di declino, il settore neve sembra confermare un trend positivo, anche se il numero degli appassionati di questo sport ormai maturo resta stagnante. Sulle Alpi si trova oggi più di un terzo delle oltre duemila stazioni sciistiche e l’80% dei comprensori più vasti, ma i luoghi dove i 130 milioni di sciatori attivi nel mondo continuano a crescere sono l’Europa orientale e l’Asia. Fra l’altro, sempre seguendo l’autorevole Report annuale di Laurent Vanat, le Alpi esprimono solo il 15% degli sciatori esistenti, anche se costituiscono il principale e il più ambito terreno mondiale di pratica. Insomma il mercato bianco è in preda ad alcune importanti trasformazioni e perderle di vista significherebbe per le località mancare importanti appuntamenti economici. Ormai da anni abbiamo fatto l’abitudine ai turisti dell’Est Europa, che hanno dato un po’ di ossigeno alle nostre stazioni. Ma molti ignorano che, a fronte dei quattro milioni di sciatori italiani, in Cina ce ne sono più di dieci milioni, che assicurano al Paese il terzo posto al mondo. Non stupisce allora scoprire che la Cina, dove si disputeranno le Olimpiadi invernali del 2022, vanti il numero più alto di strutture per la pratica indoor dello sci – ben 26 – compreso il centro di Harbin, che, con la sua area coperta di 80 mila metri quadrati, è la più grande del mondo. Viene allora da chiedersi: cosa stanno facendo le nostre stazioni per accogliere questa massa di sciatori destinata a riversarsi sulle Alpi? continua a pagina 15

di Lillo Aldegheri COMPARTO STRATEGICO

Filiera ippica che vale cinque miliardi di Matteo Sorio VERONA Tra i 2.400 esemplari di 60 razze dall’Italia e dal mondo, le 750 aziende espositrici da 25 Paesi, i 160mila visitatori attesi rappresentanti di una filiera di 5 mliardi, ha aperto ieri la 121 esima edizione di Fieracavalli: gare, eventi e spettacolo fino a domenica.

In fiera Il governatore Luca Zaia e il leader della Lega Matteo Salvini all’inaugurazione di Fieracavalli (Foto Sartori)

a pagina 3

VERONA Spazia dalla scorta alla senatrice Segre al caso Balotelli, fino a un altro tipo di formazione, quella per le prossime regionali e smentisce una Lega che corre in solitaria. «Squadra che vince non si cambia, anche perché questa è una Regione ben amministrata, che ha dimostrato compattezza e capacità: perché dovremmo cambiare», si chiede il leader della Lega Matteo Salvini, approdato ieri a Fieracavalli, assieme al governatore Luca Zaia. Intanto, spunta l’ipotesi di un assessorato in Umbria per Coletto. a pagina 2

Paga di Stato Il nodo restano i navigator, ancora in formazione: il lavoro ai disoccupati lo cercano i vecchi dipendenti

Redditoritiratoacentinaiadiveneti Cumuli di entrate, perdita dei requisiti, nuovi impieghi: già stracciati 750 assegni mensili VENEZIA Ci sono oltre quindicimila percettori di Reddito di Cittadinanza in Veneto ma ci sono anche quattromila occupati le cui situazioni, promette l’assessore Donazzan, «verranno verificata una per una perché il reddito resta una misura ambigua». E, intanto, si contano già i primi 750 veneti cui il Reddito di Cittadinanza a pagina 12 Zambon è stato ritirato.

IN BORGO VENEZIA GRAVE UN 36ENNE IL «CASO BALOTELLI»

Accoltellato in strada, tre aggressori in fuga: la pista della droga

L’USCITA DI CARRARO

Manovra, Confindustria boccia il governo Bocciatura puntuale e secca di tre capitoli della legge di stabilità da parte del neo presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro: «Ferma e decisa contrarietà all’introduzione di nuove forme di imposizione fiscale». VENEZIA

Presidente Enrico Carraro

a pagina 2

L’ex patron Hellas Mazzi: «Dal manichino ai cori, non è cambiato nulla» di Antonio Spadaccino

a pagina 5

VERONA Ci sarebbe un regolamento di conti per droga dietro l’aggressione a un cittadino di origini marocchine di 36 anni con precedenti per spaccio accoltellato ieri, poco dopo le 17, in via Pisano, nel quartiere di Borgo Venezia. È una delle ipotesi su cui sta lavorando la squadra mobile della questura che indaga sul caso. a pagina 9 Sergio

Concessionario sparito, l’ira dei clienti Cerea, i Consumatori si rivolgono alla procura: «Già versate le caparre per le auto» Quella concessionaria a Cerea, c’è rimasta davvero poco: appena due mesi, da settembre al week-end di Ognissanti. Poi è sparito tutto: non ci sono più auto, non ci sono più persone a venderle. Rimangono i clienti: almeno un centinaio, tutti inferociti. C’è chi ha versato la caparra chi, addirittura, la cifra intera. Perdendo migliaia di euro. A qualcuno, i dubbi erano venuti già da qualche tempo, ma è stato da lunedì che il panico si è diffuso. a pagina 8 Orsato

VERONA

LA CLASSIFICA

I migliori istituti di Verona per trovare lavoro VENEZIA La classifica della Fon-

dazione Agnelli sulle migliori scuole superiori in vista delle prospettive di lavoro comprende anche diversi istituti veronesi, dal Medi di Villafranca al Messedaglia e Galia pagina 13 Busetto lei.

BABY SITTER VIOLENTATE

«Lezioni di furto al figlioletto» Altre accuse alla coppia di Laura Tedesco a pagina 9


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VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2019 CORRIERE DELLE ALPI

REGIONE

La buona sanità

Gemelline siamesi, la salvezza a Padova Hanno un mese, sono della Sierra Leone e così non hanno speranze. In campo Cuamm, Regione e Azienda per operarle Elena Livieri PADOVA. Hanno un mese di vi-

ta e rischiano di morire. Sono due gemelline siamesi nate in Sierra Leone per le quali, grazie all’interessamento di un medico del Cuamm, la speranza che il loro destino possa imboccare una strada diversa si fa concreta. Saranno operate nell’Azienda ospedaliera Università di Padova, dall’équipe della Chirurgia pediatrica diretta dal professor Piergiorgio Gamba. Un intervento che la Regione Veneto ha deciso di sostenere, su richiesta dell’associazione Team for Children a cui il medico del Cuamm ha segnalato il caso. Non è il primo intervento di questo tipo che viene effettuato in Azienda ospedaliera: nei primi anni Novanta due gemelle siamesi provenienti dal Benin furono separate dall’équipe diretta all’epoca dal professor Maurizio Guglielmi e a cui aveva partecipato lo stesso Gamba, allora agli albori della carriera. IL CASO

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha ricevuto la segnalazione di questo caso “disperato” da Chiara Girello Azzena della onlus Team for Children a sua volta contattata da Nicola Baldan, medico che opera in Sierra Leone nell’ambito di un progetto di Medici con l’Africa Cuamm. E ha subito attivato il Programma di assistenza sanitaria per ragioni umanitarie della Regione Veneto, dopo che la commissione di esperti dell’Area Sanità e Sociale si è espressa positivamente dopo aver valutato il caso. La Regione tramite il fondo che complessivamente ammonta a 400 mila euro, si farà carico quindi di sostenere i costi dell’intervento. Team for Children si occuperà invece degli aspetti operativi, dalle varie forme di assistenza necessarie e i trasferimenti delle piccole. In que-

sta fase sono in corso le procedure burocratiche per poter far arrivare le bimbe in Italia. L’AIUTO

«Quando siamo stati contattati» dichiara il governatore del Veneto Luca Zaia, «non ci ho pensato un attimo e sono intervenuto. A volte di solidarietà si parla molto ma con poca concretezza. Il Ve-

La giunta di Zaia finanzierà l’intervento che verrà eseguito in Chirurgia Pediatrica neto, fedele alla sua lunga tradizione in questo senso, cerca invece, in ogni occasione, di aiutare davvero chi soffre, da qualsiasi parte del mondo provenga. Prova ne sia che il nostro Programma specifico ha finora sostenuto 700 casi umanitari da ogni parte del mondo. Queste due bimbe» continua il governatore, «sono un caso molto complicato e per questo emblematico: senza il livello scientifico, tecnologico e professionale dei nostri chirurghi non avrebbero possibilità di sopravvivere». L’INTERVENTO

Le due neonate hanno in comune la cavità addominale e l’intestino e i medici della Sierra Leone non hanno dato loro alcuna speranza. L’équipe medica dell’Azienda ospedaliera ha potuto finora dare una prima valutazione clinica del caso ritenendo che sia percorribile l’ipotesi dell’intervento chirurgico per la separazione delle due piccole. Appena le gemelline arriveranno a Padova, saranno ovviamente necessari ulteriori esami e approfondimenti diagnostici, ma è forte la speranza che le sorelline possano non solo sopravvivere ma avere una vita normale. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

l’esecutivo veneto

Intervento umanitario L’intervento, che verrà eseguito dal professor Gamba, nella foto in alto, sarà possibile grazie all’attivazione del programma di assistenza sanitaria per ragioni umanitarie della regione dopo che la commissione di esperti dell’Area Sanità e Sociale.

il chirurgo gamba

«Ora faremo tutti gli esami La soluzione pare possibile» Azzena, Team For Children «Abbiamo ricevuto la segnalazione dal dottor Baldan, abbiamo visto il video e deciso di intervenire» PADOVA. «Ci è stato inviato

un video di queste due sorelline, scene di fronte alle quali non si può rimanere insensibili» Chiara Girello Azzena racconta di come è venuta a conoscenza del caso delle due gemelline siamesi della Sierra Leone e di come la risposta che ha trovato in Veneto e a Padova per aiutarle sia stata immedia-

Erano arrivate da Benin l’8 dicembre 1992: avevano un solo intestino Nel marzo 1993 vennero separate dall’équipe del professor Guglielmi

Le sorelle Yvonne e Yvette ora sono suore in ospedale IL PRECEDENTE

E

rano arrivate a Padova dal Benin, accompagnate dalla mamma Rufine, l’8 dicembre 1992. Il 29 marzo 1993 Yvonne e Yvette Akotenout, gemelline siamesi nate il 4 aprile 1992, avevano una parte

dell’intestino in comune: vennero separate, dopo un intervento di venti ore eseguito dall’équipe del professor Maurizio Guglielmi. «Nella mia tribù - raccontò all’epoca mamma Rufine, di 22 anni - i parti gemellari sono considerati una maledizione. La sorte delle mie bambine era segnata». Per fortuna del loro caso si pre-

se cura Annalisa Piovesan, primario a Mestre, che si adoperò per farle trasferire in Italia. Yvette Akotenout tornò nel Belpaese nel novembre 2008 per un altro viaggio della speranza. La ragazza, allora sedicenne, soffriva di insufficienza renale e fu sottoposta a un altro delicato intervento. Ma anche le storie più tor-

ta. «Hanno anche una terza gemella» sottolinea la presidente di Team for Children, «e la loro mamma ha 19 anni. Il medico del Cuamm, Nicola Baldan, ci ha spiegato che nel loro Paese non hanno speranze per questo ha chiesto se possiamo fare qualcosa. Noi siamo in contatto anche con “Guariamoli” un network che si occupa di aiutare bimbi stranieri e insieme ci siamo fatti carico di gestire tutta la parte organizzativa, così come i trasferimenti e il mantenimento delle bimbe e della loro mamma nei giorni del rico-

mentate hanno un lieto fine. Nel novembre 2015 le due sorelle gemelle, diventate suore dell’Istituto delle Figlie di San Camillo, nella Casa Generalizia di Grottaferrata, sono partite per la missione che le religiose gestiscono in Brasile. Ora, a ventisette anni, sono tornate in Italia, quella che ormai è diventata la loro patria, e dove sono intenzionate a restituire il bene che hanno ricevuto. Una delle due sorelle frequenta l’Università; l’altra invece sta seguendo il corso per infermiera nell’ospedale intitolato a madre Giuseppina Vannini, la religiosa fondatrice dell’Istituto delle Figlie di San Camillo che Papa Francesco ha elevato all’onore degli altari lo scorso 13 ottobre. — Claudio Baccarin

vero». Il primo ostacolo è la burocrazia: «Non è facile ma ci stiamo dando da fare» rivela Girello Azzena, «ci sono molte pratiche da sbrigare e i documenti da preparare ma stiamo cercando di fare in fretta, siamo in contatto continuo con l’Ambasciata». La valutazione clinica del caso è stata effettuata dal professor Piergiorgio Gamba, direttore della Chirurgia pediatrica dell’Azienda ospedaliera Università di Padova: «Per ora abbiamo solo potuto fare una prima valutazione non avendo un

quadro diagnostico completo» fa sapere il professionista, «ma la situazione sembra prestarsi a una soluzione chirurgica. Faremo tutti gli esami necessari per essere ovviamente certi della fattibilità dell’intervento e della sua buona riuscita». Gamba ha fatto parte dell’équipe che nel 1992 ha separato le due gemelline del Benin Yvonne e Ivette, oggi adulte e in buona salute: «Fu una grande esperienza umana e professionale» ricorda il chirurgo, «importante per molti aspetti, anche etici». Ora si prospetta la possibilità di replicare quel successo. «Se non ci sono intoppi particolari l’intervento potrà essere effettuato entro l’anno» conclude Girello Azzena, «noi stiamo facendo il possibile per stringere i tempi e siamo ottimisti». — E.L.

Le gemelle Yvonne e Yvette Akotenout sono diventate suore


VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2019 CORRIERE DELLE ALPI

REGIONE

L’ipotesi è che sia decisivo il voto in Emilia Romagna: i colonnelli sicuri che in caso di vittoria del Carroccio Conte cadrà

Zaia verso il ritorno a Roma da ministro Ecco il piano “top secret” della Lega IL RETROSCENA

Alessandro Zago

L

e elezioni regionali 2020 in Emilia-Romagna si terranno il 26 gennaio. Se il centrodestra, Lega in testa, dovesse battere il centrosinistra nella roccaforte del Partito democratico e delle coop “rosse” - dopo il successo delle regionali in Umbria del 27 ottobre- l’effetto immediato sarebbe la caduta del governo di Giuseppe Conte. E quindi si tornerebbe alle elezioni politiche entro l’estate prossima. Nello stesso anno in cui sono programmate le elezioni regionali del Veneto. Ma stavolta, contro tutte le previsioni, la Lega guidata da Salvini sta meditando il seguente piano: non ricandidare più a governatore del Veneto Luca Zaia, il governatore più amato e votato d’Italia, ma farlo tornare a Roma e a Palazzo Chigi, nel governo che, qualora la Lega con Fratelli d’Italia e

quel che resta di Forza Italia vincesse anche le elezioni politiche, vedrebbe Matteo Salvini nella veste di nuovo premier. Zaia insomma tornerebbe a fare il ministro, come già avvenne tra l’8 maggio 2008 e il 16 aprile 2010, quando ha ricoperto l’incarico di ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali nel governo Berlusconi IV. Ancora ministro dell’Agricoltura, oppure si allargherebbe lo spettro al Turismo visti i successi delle Olimpiadi a Cortina e della candidatura Unesco delle colline del Prosecco? Si vedrà, quello che comunque ad oggi appare certo, tra i leghisti veneti di punta, è che in caso di vittoria alle politiche anticipate di Salvini, Luca Zaia sarebbe della partita di governo. «Senza alcun dubbio», dicono i leghisti di punta. Ma allora chi candiderebbe la Lega a governatore del Veneto? Qui la partita è ancora tutta aperta. E i nomi in pole sono tre, sempre qualora Zaia rinunciasse alla candidatura per correre a

Il senatore Matteo salvini, leader della Lega, con il governatore veneto Luca Zaia

la visita in veneto dell’ex vicepremier

A Fieracavalli Salvini rimette in sella Coletto Il veronese assessore alla Sanità in Umbria Parole di apprezzamento per il governatore in vista del voto di primavera: «Tutti vogliono Luca ma squadra che vince non si cambia» VERONA. In visita pastorale a Fieracavalli, Matteo Salvini benedice Luca Coletto. Per nove anni assessore alla sanità del Veneto, promosso sottosegretario alla salute nel Governo gialloverde, sbalzato bruscamente di sella dalla crisi di Ferragosto, il geometra veronese si è ritrovato senza poltro-

na e – facendo buon viso a cattivo gioco – ha riesumato l’elmetto da cantiere, tornando all’ovile edilizio a lungo disertato in favore dell’impegno istituzionale. Ma c’è sempre una seconda chance. Conquistata l’Umbria rossa, alla presidente leghista Donatella Tesei urgono figure capaci di riordinare un servizio sanitario dissestato dagli scandali: ecco allora spuntare dal cilindro il bonario Coletto, figura di equilibrio ed esperienza, capace di trasferire alla nuova Giunta regionale di Perugia il know

how maturato a Venezia. Affare fatto? «Io credo che gli amministratori di questa regione potrebbero essere utili anche in altre realtà, vedremo...», sorride il Capitano strizzando l’occhio all’adepto schierato al suo fianco, che sorride, si schermisce, ma non sta più nella pelle: «Se Matteo me lo chiedesse non potrei certo dirgli di no». A fare gli onori di casa, manco a dirlo, è Luca Zaia. La vicinanza degli amatissimi equini, tuttavia, calamita l’attenzione del governatore che ripe-

te, quasi distratto, il mantra abituale in materia di autonomia («La legge quadro? Vedremo cosa c’è dentro, noi i compiti per casa li abbiamo fatti») e profetizza una vita breve al Conte bis: «Come diceva Rousseau, nel contratto sociale il popolo ti delega a rappresentarlo e quando non lo rappresenti più te la revoca. Penso che oggi il popolo vada in tutt’altra direzione rispetto a questa maggioranza che non rappresenta più nessuno. Il prossimo test in Emilia Romagna? Il banco di prova sono le

Luca Coletto, un nuovo incarico

piazze, i cittadini e se ogni elezione fa storia a sé è pur vero che tutte le indicazioni convergono: questo governo non ha futuro e deve andare a casa». Musica per le orecchie salviniane che guarda al Veneto come ad una roccaforte inespugnabile; se nutre un pizzico d’invidia per la crescente po-

confindustria veneto e la manovra del governo

Carraro scrive ai parlamentari «Imprese contro nuove tasse» VENEZIA. Il presidente di Con-

findustria Veneto, Enrico Carraro, ha inviato ai parlamentari veneti una lettera per sottolineare «la ferma e decisa» contrarietà degli imprenditori regionali all'introduzione di nuove forme di imposizione fiscale, previste dalla manovra di bilancio. Sono tre le misure su cui si chiede ai parlamentari di intervenire: la plastic tax, la sugar tax e le tasse sulle auto

aziendali. La richiesta è di agire nelle sedi opportune per evitarne l'introduzione, a scapito dei comparti industriali del Veneto, e individuare invece strategie alternative a lungo termine, in accordo con il sistema produttivo. Per Carraro la plastic tax, che non inciderebbe sulla salvaguardia ambientale, porterebbe alla «cancellazione pressoché completa dell'inte-

ro settore di produzione e la perdita di oltre 50 mila posti di lavoro. Solo nel comparto del packaging – continua Carraro – sono sorti da più di venti anni consorzi obbligatori per la gestione ed il recupero degli imballaggi che hanno permesso di raggiungere la leadership europea in questo campo». Riguardo alla sugar tax, secondo le previsioni di Assobibe, essa peserà sulle aziende

Il presidente degli indusriali veneti Enrico Carraro

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Roma: c’è la corrente leghista che sponsorizza l’attuale vicepresidente della Regione Veneto, il vicentino Roberto Ciambetti; chi vorrebbe invece una donna governatore come l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin (bassanese, si accontenterebbero così gli scalpitanti leghisti del Vicentino); e chi continua a puntare sul padovano Massimo Bitonci, altro politico di razza. Partita apertissima insomma, con un altro aspetto da tenere in considerazione, tornando a Roma: molti degli attuali onorevoli e senatori leghisti, al prossimo giro delle politiche, sono destinati a smontare per lasciar posto ad altri nomi. E tornando a bomba su Zaia, tutto preso dalla partita dell’autonomia della Regione Veneto, la sua discesa a Roma da ministro dell’esecutivo Salvini non vorrebbe dire abbandonare quella battaglia, ma portare avanti l’istanza con ancor maggior forza nella Capitale, lasciando al timone della Regione un governatore comunque sua espressione, dato che la Lega veneta è sempre più zaiana. Con la benedizione di Zaia, insomma, anche un politico non purosangue avrebbe partita facile con i candidati del centrosinistra alla Regione Veneto, tenendo anche conto che le scelte dei candidati, nel Pd, negli ultimi anni non sono state felicissime...— BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

polarità di Zaia, il condottiero del Carroccio Lega è lesto a celarla con parole di stima: «Squadra che vince non si cambia. Questa è una regione bene amministrata, che ha dimostrato compattezza e capacità. Perché dovremmo cambiare? Luca lo vogliono tutti e ce lo terremo stretto. Alleanze civiche? C’è tanta gente che si avvicina alla Lega e che non ha mai fatto politica, è giusto aprirci alla società civile». Messaggio decriptato. A primavera, come anticipato dal commissario Lorenzo Fontana (altro scaligero in carriera), Zaia avrà l’ultima parola sia nella scelta di candidati e liste che sul versante delicato delle alleanze con Fratelli d’Italia e forzisti. Poi, spetterà a lui esibire la stoffa del purosangue con una galoppata vittoriosa. — Filippo Tosatto

italiane «dal 15 al 20% del fatturato, ed una ulteriore contrazione delle vendite anche del 20% dei volumi. Soprattutto si prevede un forte rischio occupazionale per i circa 10.000 dipendenti del settore, di cui una rilevante percentuale occupati nel Veneto». Circa l'aumento della tassazione sulle auto aziendali, «stando alle previsioni di Aniasa già nel primo semestre 2020 si verificherà un calo di almeno il 10% delle immatricolazioni uso noleggio lungo termine (30.000 unità) con minori entrate per l'Erario e gli enti locali pari a 190 milioni di euro, minori entrate che aumenterebbero a 260 milioni, considerando l'intero comparto dell'auto aziendale». —


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Suv svolta mentre arriva la bici: ciclista muore sul colpo La conducente dell’auto voleva girare a sinistra, non s’è accorta della bicicletta cui doveva dare precedenza: l’uomo ha sfondato il parabrezza. Aveva il casco ma è morto all’istante

Scoperti tre falsi invalidi nella stessa famiglia di immigrati «Dovrebbero punire in modo esemplare i membri delle commissioni che hanno accertato le invalidità. Mia madre, demente, l’hanno fatta penare fino alla morte senza concedergliela» (piereto)

Venerdì 8 Novembre 2019 www.gazzettino.it

L’analisi

L’intervento

Non è in gioco il governo ma il futuro del Paese

La realtà falsata di Report sull’autonomia differenziata

Paolo Balduzzi

Simonetta Rubinato*

segue dalla prima pagina

Siamo ben lontani dal livello di crescita medio (+ 1,2%) e soprattutto da paesi molto più simili a noi, come Francia (+ 1,3%) e Spagna (+ 1,5%). Inutile nascondersi dietro al solito dito. Non è colpa delle regole europee, non è colpa degli investitori internazionali, non è colpa dei poteri forti. I fattori esterni ci sono per tutti: ma solo l’Italia non è ancora riuscita a tornare a livelli di PIL precedenti la crisi economica. Le ragioni sono quindi interne; e, a dire il vero, lo scriviamo da tempo. Qualche esempio? Le maglie della politica fiscale sono troppo strette, a causa del fardello del debito pubblico; la lenta e invasiva burocrazia è troppo diffusa, anche nell’attività economica; i tempi della giustizia civile sono eterni (e i costi quasi sempre a carico dei cittadini onesti), il livello di evasione fiscale ha pochi eguali nel mondo occidentale. È lo specchio di un paese in cui, da un lato, troppi individui scelgono di non rispettare le regole di convivenza civile, sempre alla ricerca di scappatoie; ma, d’altro canto, queste stesse regole risultano a volte difficili da osservare, perché troppo complicate, stratificate e anche incoerenti tra loro. Ed è proprio una questione di regole quella che collega la difficoltà dell’Italia a crescere con ex ILVA e Alitalia. Quando queste regole, oltre ai limiti già espressi, vengono cambiate in corso d’opera, gli operatori presenti vengono disorientati e si sentono abbandonati (come nel caso di Arcelor Mittal), mentre quelli che stanno valutando se investire o meno vengono disincentivati a farlo (si veda, per esempio, Lufthansa su Alitalia). Sul tavolo, secondo diverse stime, ci sono oltre 40.000 posti di lavoro, tra esuberi, licenziamenti e mancato indotto, nonché quasi 2 punti percentuali di PIL. La scellerata scelta del legislatore di cambiare le carte in tavola su ex ILVA, nello specifico negando lo scudo penale, scoraggia di fatto tutti coloro hanno interessi economici, correnti o potenziali, nel nostro paese. E il passo indietro di Lufthansa su Alitalia sembra confermare questa chiave di lettura. Queste tre vicende costituiscono altrettanti banchi di prova per il paese, per il governo e per i partiti che della maggioranza. Per quanto riguarda il

paese, come scritto, gran parte delle nostre difficoltà sono di natura interna. E non si tratta solo di domanda bassa; sono soprattutto i problemi sul lato dell’offerta che condizionano il nostro sviluppo, vale a dire, tra le altre cose, la bassa produttività, la scarsa adesione alle norme (tributarie e civili), la certezza del diritto. Per quanto riguarda il governo, è nel suo interesse e in quello dei cittadini che si dedichi finalmente a realizzare la tanto agognata e necessaria svolta nella politica economica. Di fatto, l’unica vera discontinuità osservabile tra il primo e il secondo governo Conte è data dal miglior atteggiamento che il nostro paese ha nei confronti dell’Unione europea (e viceversa). Tanto è vero che, pur in presenza di uno stesso scarso impegno a perseguire l’obiettivo di medio termine del deficit e di un sostanziale disimpegno sul fronte della riduzione del debito, nessuno in queste settimane ha mai paventato l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti del nostro paese. In tale contesto, il governo avrebbe tutta l’interesse a sfruttare in pieno le maglie di flessibilità (economica, ma soprattutto politica) che l’Unione sembra disposta a concedere. Con l’obiettivo però primario della crescita e non certo

della difesa dei privilegi e dello statalismo. Di fronte al tabù dell’aumento dell’IVA, si stanno immolando un intervento fiscale ben più cruciale (un taglio sostanziale del cuneo fiscale e quindi dell’Irpef) nonché le risorse per investimenti e infrastrutture. Infine, il duello tra i partiti di maggioranza vede al momento prevalere il Movimento 5 Stelle sulle questioni più evidenti: il mantenimento di “Quota 100”, la riproposizione senza miglioramenti del reddito di cittadinanza, e il recente taglio dei parlamentari. Con l’aggiunta di un certo atteggiamento giustizialista nei confronti (anche) delle attività economiche. Uno strappo da parte dei partner di governo potrebbe portare a una nuova crisi, ma vale sicuramente la pena di rischiare per stimolare discontinuità e crescita economica, perché più che della sopravvivenza del partito Democratico o del Movimento 5 Stelle, più che della sopravvivenza di questo o di quel governo, a rischio sono la credibilità del paese e la fiducia degli operatori economici e il benessere dei suoi cittadini. Tranne che non si voglia dare corso a quella che potremmo definire con amarezza la “grande dismissione” del Paese. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ella conferenza stampa alla Camera della fondazione Openpolis sullo stato di attuazione del federalismo fiscale per i Comuni delle Regioni ordinarie, i cui dati e analisi sono stati ripresi dal programma televisivo Report, risultano confermate le critiche che rivolgiamo da tempo all’attuale sistema. Eccole in sintesi: 1) a quasi vent’anni dalla riforma costituzionale del titolo V, lo Stato non ha ancora individuato i livelli essenziali delle prestazioni (Lep) che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale per ogni funzione fondamentale attribuita ai Comuni; 2) senza i Lep lo Stato ha calcolato il fabbisogno standard in base alla spesa media per i servizi di Comuni simili, con meccanismi impenetrabili agli addetti ai lavori, figurarsi ai cittadini (sono ben 70 le variabili che ne influenzano il calcolo), per cui ha cristallizzato le inique differenze tra Comuni basate sulla spesa storica; 3) da queste storture sembrano avvantaggiati per lo più i Comuni e le Città del Centro-Nord rispetto a

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Il voto in Regione

Ecco perché il 4 novembre rappresenta un valore che deve interessare tutti noi Alberto Villanova* a nostra patria, la terra dei nostri padri, è il Veneto. Certo, ma il grande Veneto che ha fatto l’Italia con i soldati che sul Grappa e sul Piave hanno fondato la nostra nazione. Troppo spesso si fa confusione tra Stato e Nazione. La Lega non è mai stata contro la Nazione, perché è la nostra terra, e la nostra identità. È lo sguardo dei nostri nonni, dei nostri padri e delle madri che hanno

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combattuto per la nostra patria. Diverso è essere contro la burocrazia dello Stato o la vessazione delle strutture statali che sfruttano il nostro lavoro e le nostre risorse per coprire gli sprechi enormi della burocrazia. Ma noi siamo identitari, che non significa di destra, né fascisti. Anzi: ha il valore della nostra terra che prima di noi migliaia di ragazzi hanno difeso, anche sacrificando la

loro vita. Il 4 novembre, che nel tempo è stato lasciato ad appannaggio della destra, è un valore che dovrebbe interessare ognuno di noi. Perché è parte della nostra storia di veneti e di italiani. È la nostra casa. La nostra terra. La nostra tradizione. Nessuno di quei soldati ha mai contestato la patria. E nemmeno noi. *consigliere regionale del Veneto gruppo Zaia presidente

quelli del Centro-Sud, ma in realtà anche molti Comuni del Nord, ad esempio in Veneto (in questo è evidente il divario con l’Emilia-Romagna), risultano deprivati dell’adeguato fabbisogno finanziario. Perché lo Stato è ad oggi ancora inadempiente alle norme costituzionali e alla legge n. 42/2009 sul federalismo comunale? Perché – ci spiega Openpolis – se i fabbisogni dei singoli Comuni venissero calcolati con riferimento ai Lep e quindi al fabbisogno reale di servizi dei territori, risulterebbe chiaro che le risorse attualmente a disposizione sarebbero insufficienti: servono almeno ulteriori 1,6 miliardi di euro l’anno per dare più risorse a tutti i Comuni. Non solo: l’attuale fondo perequativo è finanziato dai Comuni stessi con una parte del più ampio Fondo di solidarietà comunale, ma la Costituzione prevede che la perequazione a favore dei Comuni con minore capacità fiscale sia fatta invece con risorse dello Stato. Sempre secondo Openpolis la differenza tra il fabbisogno totale e la capacità fiscale di tutti i Comuni italiani nel 2016 è stata di circa 8 miliardi di euro: questa è la cifra della perequazione che lo Stato avrebbe dovuto mettere a disposizione, mentre invece fino ad oggi ha fatto bancomat con le risorse che avrebbe dovuto dare ai Comuni per i servizi ai cittadini. E, in fondo, è solo grazie alla richiesta di autonomia differenziata del Veneto se si è innescato un dibattito che fa finalmente tirar fuori dati sino a qui oscuri. Peccato che la puntata di Report andata in onda su Rai 3 sulla ricerca Openpolis non abbia fatto emergere tutto ciò con chiarezza e oggettività, ma abbia invece suggerito la solita contrapposizione tra ricco Nord e povero Sud, accostando in modo strumentale i dati sui fabbisogni dei Comuni con l’autonomia differenziata chiesta da tre regioni in attuazione dell’art. 116 terzo comma della Costituzione. Argomenti del tutto distinti. *presidente Veneto Vivo

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Primo Piano

Venerdì 8 Novembre 2019 www.gazzettino.it

Verso le elezioni CAPITANO A CAVALLO Il segretario della Lega Matteo Salvini in sella a un cavallo con blusa da fantino in fiera a Verona

LA VISITA dal nostro inviato

VERONA Le felpe con la scritta Veneto? Archiviate. Come la casacca verde che un militante gli regala cercando di strappare una promessa («Te la metti a Pontida l’anno prossimo, vero?»). Come i giubbotti della Polizia che indossava quand’era ministro dell’Interno e ora non può più. Oggi la nuova divisa di Matteo Salvini è una blusa azzurra con la stampa Italia, il Paese che vuole riconquistare «con una squadra più compatta rispetto ai Cinquestelle che stanno facendo solo disastri, peggio delle cavallette». Il “capitano” leghista arriva a Verona per l’apertura di Fieracavalli: non da vicepremier come l’anno scorso, stavolta è in campagna elettorale spinta. L’Umbria se l’è già portata a casa, la prossima tappa a fine gennaio sarà l’Emilia Romagna, poi il referendum per togliere la quota proporzionale, con quesito appena depositato in Cassazione: «Voglio vedere se non fanno votare gli italiani». E a maggio, sempre che non cada prima il governo giallorosso, le elezioni regionali in Veneto: «Qui ci prepariamo non a vincere ma a stravincere visti i buoni risultati dell’amministrazione». Accanto a lui il governatore Luca Zaia, mezza giunta veneta e gli eurodeputati Fontana, Da Re, Borchia. Ma non sarà che Salvini si porta Zaia a Roma se a Palazzo Chigi accade il patatrac? Sarà ancora lui il presidente del Veneto? Salvini sorride: «Vedete voi, ce lo vogliono in tutto il mondo, ma ce lo teniamo ben stretto qua». E il segretario della Lega racconta che sempre più spesso, quando gira l’Italia, c’è chi gli “chiede” di avere Zaia: «Perfino a Napoli me l’hanno domandato: “Vorremmo Luca al posto di De Luca”. Se il “modello veneto” porta altre Regioni a chiedere di avere uomini e donne a disposizione, per noi è motivo di orgoglio». Capiterà in Umbria, dove l’ex assessore regionale ed ex sottosegretario alla Sanità Luca Coletto entrerà nella squadra di go-

(foto LAPRESSE)

Veneto, Salvini rilancia Zaia «Chi vince non si cambia» Verona, il leader della Lega a Fieracavalli `L’obiettivo per le regionali: il centrodestra «Lo vogliono tutti, ce lo teniamo stretto qui» rimane ma allargato ad altre liste civiche

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In fiera Ma niente pulitina dal povero sciuscià Povero sciuscià. Impeccabile nella redingote nera e tuba in testa, il rappresentante dei lustrascarpe ha provato a pulire le calzature di Zaia e Salvini. «Ma se ho le Clark», ha obiettato il segretario della Lega mostrando la scarpa in camoscio. «Gliela puliamo lo stesso». Con tutti i ricordini lasciati dai cavalli, una pulitina ci stava, se non altro alle suole. «Ora no, ma poi torniamo». Chissà. (al.va.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

verno: «Io ho fatto solo da tramite, ma per gli umbri decideranno gli umbri, in totale autonomia», dice Salvini, solo che poi, quando Coletto lo avvicina e all’orecchio gli dice che la sanità umbra non è che sia poi tanto ben messa («La situazione è preoccupante»), il segretario della Lega annuisce: «Da cinquant’anni». E lì si capisce che è fatta.

VERSO IL VOTO

BAGNO DI FOLLA TRA QUADRUPEDI SELFIE E SIPARIETTO CON UN INSERVIENTE DI COLORE: «ECCO IL NOSTRO BALOTELLI»

MILANO La senatrice a vita Liliana Segre accompagnata sotto la pioggia da un uomo della scorta (foto ANSA)

Ma è fatta anche l’alleanza per le Regionali in Veneto del 2020, stessa coalizione di oggi tra Lega, Lista Zaia, Fratelli d’Italia, Forza Italia: «Squadra che vince non si cambia, semmai cresce, si allarga, coinvolge. In Umbria abbiamo vinto con due liste civiche, in Emilia Romagna stiamo lavorando a tre liste civi-

che perché c’è tanta gente che si avvicina alla Lega e non ha mai fatto politica. Sono contento del lavoro che stiamo facendo - dice Salvini - meno dei disastri che stanno facendo al Governo a Taranto, a Genova, a Novi Ligure. Anche stamattina ho avuto incontri con imprenditori che non assumono, che licenziano, che non sanno dove trovare i soldi

per far fronte alla nuove tasse». L’orizzonte sono le elezioni Politiche e Salvini è convinto che non manchi poi tanto. Quanto durerà il Governo? «È durato anche troppo». E dice che quando la Lega tornerà al governo, allora arriverà anche l’autonomia: «Uno dei motivi per cui abbiamo detto a Conte, Di Maio e compagnia che volevamo finirla di essere presi in giro, è l’autonomia. Ma con un governo che è il più a sinistra della storia della Repubblica, temo che bisognerà aspettare che torni la Lega e non penso che mancherà molto. Anche perché parlare di autonomia con Boccia è come parlare con una pianta grassa». Accanto a lui anche il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e ritorna la polemica sugli insulti a Mario Balotelli: «La violenza va estirpata senza se e senza ma, ma è surreale che si dibatta da quattro giorni di Balotelli che è l’ultimo degli esempi per i nostri ragazzi e non dei due tifosi scozzesi accoltellati in Italia. Verona è città di volontariato, non di razzismo». E dell’ex Ilva: «Daremo il sangue per Taranto e perché non salti neanche un posto di lavoro. Purtroppo, al governo abbiamo degli incompetenti. O degli incapaci. O complici».

I SELFIE Poi è il solito bagno di folla, due ore di selfie. Anche con un giovane inserviente di colore: «Ecco il nostro Balotelli», gli dice l’eurodeputato Toni Da Re. Poi con la polizia di Stato a cavallo, con Luigi Ugone dei comitati delle banche popolari di Vicenza (e Salvini che gli chiede se è cambiato qualcosa: «No, è tutto bloccato»), le foto con i minipony Falabella, poi dagli agrichef della Coldiretti dove si mette al collo il fazzoletto giallo, fino a quando Zaia lo fa risalire in groppa al cavallo di Pasquale Beretta, l’interprete della figura di Alberto da Giussano nella rievocazione paliesca. Quando se ne va alla volta di Bologna, Salvini è carico di viveri omaggiati: un sacchetto di marroni, cinque arrosticini, mezzo panino con la porchetta. «E poi dicono che ingrasso». Alda Vanzan © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il lutto IL CASO ROMA Due carabinieri per Liliana Segre. Ed ecco la scorta che è stata assegnata alla senatrice a vita. Riceve minacce continue, è considerata in pericolo, e va protetta la senatrice a vita. Così s’è deciso e così è giusto, vista la situazione d’allarme intorno alla sua persona. I due “angeli custodi” seguiranno la Segre negli appuntamenti pubblici. E subito la notizia è diventata sui social e nella propaganda politica la riprova che è talmente grave l’«emergenza democratica» in corso in Italia, a causa della recrudescenza del razzismo, che un simbolo qual è la Segre - perseguitata dal nazismo e scampata alla Shoa - necessita di una protezione particolare. O forse non è normale che una figura istituzionale come lei, e per di più sottoposta a reali minacce, venga accompagnata da una scorta, come del resto accade anche ad altri senatori a vita? La Segre al momento della nomina a Palazzo Madama aveva deciso di

DOPO GLI ATTACCHI DUE CARABINIERI AFFIANCHERANNO LA SENATRICE A VITA NEGLI EVENTI PUBBLICI

Addio a Maria Pia Fanfani, una vita per il volontariato Quasi un secolo vissuto tutto d’un fiato e con lo sguardo e il cuore rivolti sempre a chi aveva di meno: «Se tu mandi qualcuno, i tuoi piedi riposano, se vai tu è il tuo cuore che riposa», amava dire Maria Pia Fanfani, morta ieri a Roma a quasi 97 anni. Scrittrice, fotografa, staffetta partigiana, dedicò praticamente tutta la

sua vita agli ultimi. Nata a Pavia e penultima di sette figli, Maria Pia Tavazzani aveva sposato in seconde nozze nel 1975 Amintore Fanfani,presidente del Consiglio. Un’unione durata 24 anni. Nel 1983 diventa presidente del Comitato nazionale femminile della Croce Rossa Italiana, carica che ricoprirà fino al 1994.

Minacce, Liliana Segre sotto scorta. Salvini: «Ne ricevo anch’io» non avvalersi della protezione. Ora le è stata data per motivi evidenti («Subisce gravi intimidazioni», ha detto anche Matteo Salvini che ieri ha parlato con la senatrice ma non conferma: «Sono cose riservate») una forma di tutela e la scelta non può che essere condivisa da tutti. Perciò non merita di venire piegata a ragionamenti che pure circolano: quelli secondo cui l’«onda nera» è così forte, e mai è stata così grave, e la scorta alla Segre segnala il pericolo che incombe su tutti.

A decidere la normalità del proteggere una persona minacciata è stato, al termine di un comitato per l’ordine e la sicurezza, il prefetto Renato Saccone. La Segre ha evitato ogni commento continuando ieri con i suoi impegni quotidiani e in mattinata, accompagnata discretamente dai due militari in borghese, è andata all’inaugurazione di una mostra sui Palchi della Scala e chi li ha popolati nel museo del Teatro, in cui c’è una foto che ritrae anche la senatrice a vita, grande appas-

sionata di musica. E comunque: la sua famiglia, a cominciare dal figlio, ha accolto con sollievo la notizia dell’assegnazione della scorta. Da sinistra la politicizzazione della vicenda è quella che fa dire al deputato del Pd, Emanuele Fiano, che la scorta è «un terribile segnale. Difendere oggi chi ha attraversato ieri l’inferno di Auschwitz è un dovere ma è anche una sconfitta». Da Gerusalemme, arriva una nota del Centro Wiesenthal: «E’ una vergogna per l’Italia che una sopravvissuta alla Shoah

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sia attaccata su Internet». E interviene l’ambasciatore d’Israele a Roma, Dror Eydar: «Sgomento per la notizia della scorta a Liliana Segre, a cui si è dovuta dare protezione per gli attacchi che riceve. Apprezziamo lo sforzo costante delle autorità italiane nel combattere il fenomeno dell’anti-semitismo».

LA TELEFONATA Quanto alle polemiche, non possono mancare. Questa riguarda Salvini. Ha definito «minacce gra-

vissime» quelle contro la Segre e ha aggiunto: «Come quelle contro chiunque e anche io ne ricevo quotidianamente». Il commento ha scatenato le critiche del senatore dem Franco Mirabelli, convinto che il paragone di Salvini con la Segre «perché anche lui riceve minacce, non solo è una mancanza di rispetto per una storia, ma conferma l’analfabetismo di chi non capisce cosa è stata la tragedia della Shoah e quali sono i rischi di oggi». E ancora Salvini, durante un incontro di campagna elettorale a Bologna: «Non è una bella giornata quella in cui il Paese Italia è costretto a dare la scorta a Liliana Segre che ha tutta la mia vicinanza e tutta la mia comprensione. Negare l’Olocausto o dirsi antisemiti nel 2019 è da ricovero urgente in una struttura sanitaria, pubblica o privata, però di primaria importanza». E comunque c’è chi, in polemica con la sinistra che insiste sull’anti-semitismo di ritorno, si oppone a questo modo di vedere le cose. E si tratta del governatore lombardo Attilio Fontana, leghista: «L’Italia non è affatto un Paese razzista. Che poi ci siano le gravi minacce alla Segre, questo è inaccettabile». Ora la Segre, proprio perché minacciata, può avvalersi della scorta. E si tratta di una misura doverosa, che meriterebbe di restare fuori da ogni tipo di polemica e di eccessiva enfasi. Mario Ajello © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Attualità

Venerdì 8 Novembre 2019 www.gazzettino.it

Gemelline siamesi il Veneto si mobilita «Le separiamo noi» Parto trigemino in Sierra Leone: il maschio muore, le due bimbe unite all’addome. La Regione attiva l’Azienda Ospedaliera di Padova

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LA STORIA ono le prime gemelle siamesi nate in Sierra Leone, il Paese con la mortalità materna più alta al mondo. Ma la speranza che le due bimbe sopravvivano, e conducano un’esistenza il più possibile normale dopo che il loro fratellino invece non ce l’ha fatta, è solo a Padova: la Regione ha attivato il Programma di assistenza sanitaria per ragioni umanitarie e i medici dell’Azienda Ospedaliera tenteranno di separare le piccine, che stanno per compiere due mesi e hanno in comune l’addome e l’intestino. «Ho perso mio figlio e ho bisogno di aiuto, ora più che mai, per salvare le vite delle mie figlie», ha detto papà Alusine a Ishmeal Alfred Charles, direttore della Caritas di Freetown e fondatore di “The sick pikin project”, organizzazione benefica che ha avviato una mobilitazione segnalata alla onlus veneta “Team for children” da uno specialista del Cuamm in missione nell’area.

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L’OSPEDALE Proprio i “Medici con l’Africa” hanno attuato, in memoria del loro storico direttore don

SICUREZZA STRADALE ROMA È scattato ieri l’obbligo per i seggiolini anti-abbandono per i bambini con meno di quattro anni e c’è stato subito un coro per chiedere una moratoria per l’applicazione delle sanzioni. I costi dei nuovi dispositivi per le automobili sono alti e ancora non sono scattati gli incentivi. Per questo dalle associazioni dei consumatori alle organizzazioni che si occupano di famiglia, si chiede di rinviare la parte della legge che prevede le multe. La ministra Paola De Micheli assicura che è pronta ad intervenire per posticipare l’applicazione delle sanzioni. Per De Micheli è «sacrosanta e di civiltà» la legge sull’obbligo di installazione dei dispositivi anti-abbandono. La ministra spiega anche che sarà presto

Luigi Mazzucato, un progetto a supporto del principale ospedale materno-infantile sierraleonese: il Princess Christian Maternity Hospital. Ed è appunto al Pcmh che, lo scorso 11 settembre, è avvenuto il parto trigemellare. «Durante la gravidanza – spiegano i promotori della raccolta fondi a favore della famiglia – mamma Isatu si è sottoposta a tutte le visite prenatali, ma purtroppo i fragili test diagnostici disponibili qui non sono stati in grado di individuare il terzo feto e di riconoscere che le gemelle erano siamesi». I sanitari hanno fissato il cesareo, che pensavano bigemellare, alla trentottesima settimana di gestazione, quando però sono nati tre bambini. Inizialmente l’intervento sembrava riuscito. Invece il maschietto non ha retto alle successive complicanze respiratorie e le sorelline sono state trasferite all’Ola During Children’s Hospital, un centro infantile che ha tuttavia escluso la possibilità di operarle.

ha invece dato una valutazione positiva alla presa in carico del caso. «Quando siamo stati contattati – afferma il governatore Luca Zaia – non ci ho pensato un attimo e sono intervenuto. A volte di solidarietà si parla molto ma con poca concretezza. Il Veneto, fedele alla sua lunga tradizione in questo senso, cerca invece, in ogni occasione, di aiutare davvero chi soffre, da qual-

NEONATE Le gemelline e, sotto, l’ospedale di Freetown (foto THE SICK PIKIN PROJECT e CUAMM)

siasi parte del mondo provenga. Prova ne sia che il nostro Programma specifico ha finora sostenuto quasi 700 casi umanitari da ogni parte del mondo». Per il 2019, l’attività è stata finanziata con 400mila euro. «Queste due bimbe – aggiunge il presidente della Regione – sono un caso molto complicato e per questo emblematico: senza il livello scientifico, tecnologico e professionale dei nostri chirurghi, non avrebbero possibilità di sopravvivere».

L’ASSISTENZA L’équipe dell’Azienda Ospedaliera di Padova, infatti, ha esaminato la situazione clinica e ha ritenuto che la separazione chirurgica a livello addominale e intestinale possa riuscire, per cui si è resa disponibile all’intervento. Le neonate arriveranno in Veneto appena possibile: in questi giorni “Team for children” si sta occupando degli

LA VALUTAZIONE A quel punto si è messa in moto la macchina della solidarietà, arrivata fino in Veneto, dove la commissione tecnica regionale dell’area Sanità e Sociale

Seggiolini antiabbandono in auto è subito caos: multe verso il rinvio possibile ottenere il rimborso di 30 euro per la spesa sostenuta. «Trovo vergognoso - aggiunge strumentalizzare la vita dei nostri figli a fini politici. Questa legge dovrebbe costituire soltanto una conquista per tutti e non un motivo di polemica». Poi ha rassicurato: «C’è la disponibilità del governo e dell’intera maggioranza a intervenire per posticipare l’applicazione delle sanzioni». Anche M5s e Pd avevano annunciato, separatamente, la presentazione di un emendamento al decreto fiscale per far slittare l’applicazione delle multe. Per il Pd bisognerebbe preve-

Un seggiolino per bambini

dere un rinvio di 4 mesi.

cepresidente Emma Ciccarelli.

FORUM FAMIGLIE

LA POLITICA

A chiedere di «congelare» le sanzioni è stato il Forum Famiglie, l’associazione vicina alla Cei che si occupa di famiglia. Uno stop «almeno fino a quando non saranno emanate disposizioni chiare sull’erogazione del contributo statale per chi dovrà acquistare gli adattatori o i nuovi seggiolini. Confidiamo, inoltre, nell’impegno del Governo a informare in modo adeguato le famiglie, mettendole in condizione di provvedere ed evitare le sanzioni», ha detto la vi-

Ad attaccare il governo sull’entrata in vigore del provvedimento era stata in Parlamento la Lega: «È vergognoso che questo governo di incapaci sia riuscito a creare l’ennesimo caos anche su un tema delicato come quello dei dispositivi antiabbandono per i bambini in auto», hanno sottolineato alcuni deputati. Dura anche la posizione di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia: «Peccato che finora non ci sia stata alcuna campagna informativa, il decreto fiscale ha

La Finanza scopre una famiglia di falsi invalidi IL CASO VICENZA Si fingevano ciechi totali, cardiopatici e con menomazioni mentali, tutte patologie gravemente invalidanti, sino al 100%, tali da impedire, almeno all’apparenza, lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa. E così tre persone della stessa famiglia, padre di 69 anni (M.J.), madre 66enne (B.J.) e figlia di 40 anni (R.J.), residenti a Vicenza da tempo e originari dell’Est Europa, percepivano in questo modo altrettante pensioni di invalidità civile, pari a circa 800 euro ciascuno, erogate dall’Inps ed ulteriori emolumenti elargiti da altri enti pubblici. Ma per la Guardia di Finanza del capoluogo berico e la Procura, al termine di un’inchiesta du-

rata molti mesi e avviata dopo alcune segnalazioni anonime, il loro stile di vita era ben diverso. L’altro giorno la vicenda è arrivata ad una svolta decisiva: le fiamme gialle hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il Tribunale berico, cautelando somme di denaro in conti correnti ed un bene immobile, per un valore complessivo di oltre 90 mila euro.

lari reali per bloccare le pensioni di invalidità percepite illegalmente a partire dal 2015. Le indagini dei finanzieri sono proseguite effettuando pedinamenti, sopralluoghi, ma anche attraverso informazioni e atti ricavati in pubblici uffici, per ricostruire l’effettivo stile di vita quotidianamente tenuto dall’uomo e dalla due donne. Sono state inol-

TRUFFA AGGRAVATA

VICENZA, PERCEPIVANO LA PENSIONE DI INVALIDITÀ COME CIECO, CARDIOPATICO E DISABILE MENTALE

I falsi invalidi dovranno ora difendersi dall’accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Le conclusioni degli inquirenti hanno portato alla denuncia dei tre ed hanno proceduto con la richiesta di applicazione delle misure caute-

Due dei finti invalidi

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tre acquisite ed analizzate da personale medico specializzato le cartelle cliniche ed altra documentazione sanitaria. Gli esiti di questi ultimi accertamenti, condotti mediante il supporto specialistico, hanno messo di evidenza l’incoerenza tra le patologie lamentate dai finti invalidi e il loro quotidiano stile di vita, permettendo di accertare che le somme corrisposte per l’invalidità patita da ciascuno erano da considerarsi illegali. I tre familiari sono stati seguiti e filmati ripetutamente: da decine di filmati è emerso che si muovevano tranquillamente a piedi in giro per la città, senza l’utilizzo di bastoni o altri ausili, andando anche a fare la spesa o accompagnando i bambini a scuola. Luca Pozza

aspetti operativi connessi all’operazione, come le varie forme di assistenza necessarie e i trasferimenti delle piccole pazienti, per cui vanno risolti i nodi burocratici della faccenda. Nel frattempo continuano le sottoscrizioni in favore dei genitori, visto che «hanno esaurito i loro risparmi», fa sapere ““The sick pikin project”, lanciando anche attraverso i social l’appello «a offrire a questa famiglia un po’ di speranza per un futuro più luminoso». Angela Pederiva © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PAPÀ: «HO PERSO MIO FIGLIO E, ORA PIÙ CHE MAI, HO BISOGNO DI AIUTO PER SALVARE LE VITE DELLE MIE FIGLIE»

previsto finalmente un contributo per l’acquisto ma non si sa come accedervi, le aziende produttrici in buona parte non sono pronte con il quantitativo necessario, i negozi che ne hanno non li vendono perché non hanno certezze sulla loro conformità. È l’ennesimo pasticcio». L’Aci ricorda che il provvedimento riguarderà 1,8 milioni di bambini: sul mercato da qui a Natale saranno disponibili alla vendita solo 250mila seggiolini. «Con un briciolo di buon senso in più sarebbe stato meglio fare scattare l’obbligo nella data preventivata a suo tempo, il 6 marzo 2020, per dare modo a tutti (produttori, venditori e utenti) di attrezzarsi in maniera adeguata», afferma Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club di Milano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A Padova Violenza su minori, si costituisce “il profeta” Rodolfo Fiesoli, il “profeta” della comunità del Forteto di Vicchio del Mugello (Firenze) si è costituto a Padova ieri notte dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a 14 anni e 10 mesi di reclusione per maltrattamenti e violenza sessuale anche su minori. Subito dopo la lettura della sentenza in Cassazione, si è diretto nel carcere “Due Palazzi” di Padova, ma il personale penitenziario non ha ammesso la sua richiesta di costituirsi perché ancora non era disponibile l’ordine di esecuzione della Procura generale. È andato dai carabinieri ai quali ha detto di essere a Padova per la sua devozione a Sant’Antonio.


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Venerdì 8 Novembre 2019

Strade di sangue Un ciclista travolto e ucciso a Mira Anziano di Summaga muore a Pradipozzo Alle pagine XVII e XXII

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Calcio Il “mago” Costa, l’arma segreta di Sarri che trasforma la Juve

Il personaggio Maria Perego, a 95 anni addio alla “mamma” di Topo Gigio Navarro Dina a pagina 21

Liviero a pagina 23

Il “sistema” delle mazzette Così le aziende pagavano i dirigenti indagati `Un imprenditore ai magistrati: «Il direttore di Fincantieri per ottenere commesse e premi di Marghera era a “libro paga” di un’azienda» `

L’analisi

Meteo. Attese altre precipitazioni

Non è in gioco il governo ma il futuro del Paese Paolo Balduzzi radizione e meteorologia lo chiamano “estate di san Martino”: è il periodo più mite dell’autunno, esperienza solitamente associata a sensazioni piacevoli. Ben più calda e meno piacevole deve invece essere l’estate di san Martino della politica italiana, che in questi primi giorni di novembre vede la temperatura alzarsi vertiginosamente a causa di alcune vicende indipendenti ma comunque strettamente collegate tra di loro. Le prime riguardano due esemplari fallimenti di politica industriale: Alitalia, le cui responsabilità sono ormai da ricercarsi nella notte dei tempi, ed ex ILVA, che pure non nasce ieri ma che proprio dall’attuale governo rischia di ricevere probabilmente il definitivo colpo di grazia. La terza invece è più recente e riguarda l’aggiornamento delle previsioni di crescita per il 2020 dei paesi membri dell’Unione europea, a cura della Commissione. L’Italia si conferma fanalino di coda: la crescita nel 2019 è stata sostanzialmente nulla (+ 0,1%) e quella prevista per il 2020 è di un misero 0,4% (0,6% secondo invece le stime più ottimistiche del governo). Segue a pagina 27

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Sono tre i tipi di mazzette individuate dalla Procura nell’inchiesta sui subappalti e sullo sfruttamento di manodopera a Fincantieri. Secondo il pm, avevano tutte la stessa destinazione: le tasche di dirigenti e funzionari. Le tangenti servivano per favorire l’inserimento delle società nell’albo dei fornitori di Fincantieri, per ottenere le commesse o ore aggiuntive di lavoro. Tra gli indagati figura già un top manager. Stando alle rivelazioni di un imprenditore del Bangladesh, sarebbe stato «retribuito mensilmente» da un’azienda. Amadori e Tamiello alle pagine 2 e 3

Il processo

BpVi, Sorato appare in aula ma non parla «Vorrei dare tutte le spiegazioni, ma le mie attuali condizioni fisiche non me lo consentono. Mi avvalgo mio malgrado della facoltà di non rispondere». Samuele Sorato appare al processo per il crac BpVi ma non parla. Crema a pagina 14

Confindustria Veneto «Togliete quelle tasse» ` Il presidente Carraro scrive ai parlamentari: via

le imposte su plastica, zucchero e auto aziendali

Lega

Salvini: «Zaia? Tutti lo vogliono ma resta qui»

Dolomiti, la prima neve gli impianti “anticipano” È GIÀ INVERNO In quota si sono già registrate le prime nevicate e il meteo promette freddo e neve anche per i prossimi giorni. Se le previsioni saranno rispettate domenica, o al più tardi lunedì, a Cortina sarà già possibile sciare sul Col Gallina. Ciprian a pagina 13

Matteo Salvini arriva a Verona per l’apertura di Fieracavalli. Al suo fianco il governatore Zaia. Tra i temi toccati le elezioni regionali. «Se sarà ancora Zaia il presidente del Veneto? Vedete voi, ce lo chiedono in tutto il mondo, ma ce lo teniamo ben stretto qua». Vanzan a pagina 9

Confindustria Veneto boccia la manovra e scrive ai parlamentari veneti: «No a nuove tasse». La base è in fibrillazione e il neo presidente regionale Enrico Carraro passa all’azione prima che la finanziaria finisca in Parlamento. Tre le misure nel mirino sulle quali si chiede agli onorevoli veneti di intervenire: la tassa sulla plastica, quella sullo zucchero e sulle auto aziendali. La richiesta di Carraro è di agire subito per evitarne l’introduzione – che metterebbe in difficoltà importanti comparti industriali del Veneto e individuare invece strategie alternative a lungo termine. Crema a pagina 7

La storia

Gemelle unite dalla nascita, da Padova una speranza Angela Pederiva ono le prime gemelle siamesi nate in Sierra Leone, il Paese con la mortalità materna più alta al mondo. Ma la speranza che le due bimbe sopravvivano, e conducano un’esistenza il più possibile normale dopo che il loro fratellino invece non ce l’ha fatta, è solo a Padova: la Regione ha attivato il Programma di assistenza sanitaria per ragioni umanitarie e i medici dell’Azienda Ospedaliera tenteranno di separare le piccine, che stanno per compiere due mesi e hanno in comune l’addome e l’intestino. «Ho perso mio figlio e ho bisogno di aiuto, ora più che mai, per salvare le vite delle mie figlie», ha detto papà Alusine a Ishmeal Alfred Charles, direttore della Caritas di Freetown e fondatore di “The sick pikin project”, organizzazione benefica che ha avviato una mobilitazione segnalata alla onlus veneta “Team for children” da uno specialista del Cuamm in missione nell’area. Proprio i “Medici con l’Africa” hanno attuato, in memoria del loro storico direttore don Luigi Mazzucato, un progetto a supporto del principale ospedale materno-infantile sierraleonese: il Princess Christian Maternity Hospital. Segue a pagina 10

S

Video hot per ricattare l’amica, minorenni a processo Era innamorato di quella ragazzina, ma lei guardava tutti gli altri, meno che lui. Così ha architettato un piano: avrebbe fatto un video con il telefonino mentre consumava un rapporto sessuale con altri ragazzi e l’avrebbe ricattata. Il piano scattò il 17 aprile del 2018 nei bagni della stazione di Belluno. Il giovane bellunese, che allora aveva 16 anni, aiutato da un coetaneo, si appostò alla finestra e riprese tutto. Con il video in mano il minorenne innamorato si sentiva forte: avrebbe ottenuto quello che voleva. Ma la ragazzina chiese aiuto a mamma e papà e partì la denuncia. Il minorenne e l’amico “video-maker” sono finiti a processo. Bonetti a pagina 11

Investire a Villach in Austria

Vicenza

Il cieco, il cardiopatico e il disabile ecco la famiglia dei falsi invalidi

INDAGINE Due dei falsi invalidi

Prendevano la pensione di invalidità, a fronte di patologie gravemente invalidanti: cecità assoluta, cardiopatia e menomazioni mentali, tali da impedire, almeno all’apparenza, lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa. Ma le indagini della Finanza di Vicenza hanno nesso in

evidenza l’incompatibilità tra le patologie lamentate ed il loro quotidiano stile di vita dei tre, di 66, 40 e 69 anni, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare. Sono stati quindi denunciati e la Finanza ha anche messo sotto sequestro somme di denaro ed un bene immobile. Pozza a pagina 10

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REGIONE

VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2019 IL MATTINO

salute e politica

Mantoan evita la tagliola 5 Stelle e si insedia alla presidenza Aifa I deputati grillini: «Nomina offuscata dall’incidente a Padova, il Governo la sospenda» Ma l’incarico all’Agenzia del farmaco è già esecutivo con la “benedizione” del ministro da era il suo autista, e nella cui dinamica resta ancora da chiarire la correlazione tra l’incidente citato e la morte del signor Cesare Tiveron, nonché la correttezza delle perizie medico-legali effettuate»; «L’Aifa», rincarano i parlamentari echeggiando il j’accuse dei consiglieri veneti «è uno degli enti statali maggiormente soggetti alle pressioni dirette e indirette di portatori d’interesse e appare opportuno, quindi, che il Gover-

Filippo Tosatto VENEZIA. I parlamentari a 5

Stelle gli danno la caccia, il ministro della Salute lo accoglie a braccia aperte. Nel Conte bis la mano sinistra sembra ignorare ciò che fa la destra così l’astuto Domenico Mantoan, il direttore della sanità veneta proiettato al vertice dell’Agenzia italiana del farmaco, sguscia indenne tra i misteri buffi del governo giallorosso, varca la soglia del palazzo romano di via del Tritone e si insedia alla presidenza di un’istituzione cruciale nella definizione della politica di welfare. L’INTERROGAZIONE

Succede tutto nella mattinata, che si apre con l’interrogazione rivolta al premier e al ministro di Leu Roberto Speranza da una decina di deputati grillini (primo firmatario Massimo Enrico Baroni), lesti a contestare la nomina del

Roma, il manager veneto prende servizio: «Impegno totale in favore dei pazienti» Domenico Mantoan, direttore della sanità veneta e presidente dell’Aifa

manager vicentino, «offuscata», a loro giudizio, «da fatti che è necessario chiarire, al fine di garantire che la governance dell’Aifa sia contraddistinta da assoluta e ineccepibile trasparenza». Il riferi-

mento corre ad una circostanza nota e tuttora oggetto di indagine giudiziaria, ovvero «l’incidente stradale avvenuto circa due anni fa» a Padova «con l’auto di servizio del dottor Mantoan e alla cui gui-

no proceda alle necessarie e ulteriori valutazioni prima di formalizzare la nomina». CONCLUSIONE DELL’ITER

Ma il tempo è scaduto. Perché l’iter previsto – designa-

zione (unanime) da parte delle Regioni, successivo via libera della Conferenza Stato-Regioni, decreto ministeriale e “bollinatura” della direzione del dicastero – si è conclusa e la fatidica nomina è apparsa sulla Gazzetta ufficiale, diventando esecutiva. INCONTRO CON SPERANZA

Così, reduce da un colloquio “utile e cordiale” con Speranza, Mantoan si è già insediato e – ringraziate le parti istituzionali per «l’incarico tanto prestigioso e così importante per la sanità pubblica italiana» – ha promesso dedizione alla causa: «Metterò al servizio di Aifa le mie conoscenze, quanto ho imparato in questi ormai tanti anni di impegno nel settore sanitario, con la consapevolezza che la gestione del farmaco è strategica per il futuro del nostro sistema. Sarà un onore affiancare il direttore generale, i colleghi del cda e tutto il personale dell’Agenzia, impegnati a garantire ai pazienti l’accesso a farmaci sicuri, efficaci e di qualità». TRA LA CAPITALE E VENEZIA

Per farlo potrà contare su una macchina collaudata, alimentata da 240 dipendenti e da un bilancio vicino al centinaio di milioni. Ci lavorerà part time, dividendosi tra la Capitale e Venezia, dove manterrà la direzione dell’Area sanità e sociale fino all’epilogo della legislatura. Nel frattempo, Luca Zaia sceglierà il suo successore. Ma questa, è un’altra storia. —

la polemica sull’azzardo

Limiti orari a videogiochi e slot Anci difende la legge regionale Pavanello: segnale importante Anche l’Associazione comuni della Marca appoggia le misure Ma Endrizzi (M5S) non cambia idea: la Lega imbriglia i sindaci VENEZIA. Il M5S contesta co-

me «ingiusta e incostituzionale» la nuova legge regionale sul gioco d’azzardo che prevede sei ore quotidiane di chiusura per videogiochi e slot machine oltre a regolarne la distanza dai luoghi “sensibili”. Ma il provvedimento, voluto dall’assessore Manuela

Lanzarin, è difeso dall’Anci del Veneto: «I sindaci sono sempre stati in prima linea nella lotta alla ludopatia e infatti in diversi Comuni le ordinanze per limitare gli orari delle sale slot sono presenti già da tempo. Questa legge sicuramente rinforza le azioni delle amministrazioni», afferma la presidente Maria Rosa Pavanello, i sindaci come spesso succede sono stati gli unici a mettere in campo azioni concrete per cercare di contrastare un fenomeno che crea veri e propri disagi nelle

comunità, colpisce le persone e in molte situazioni mette in difficoltà intere famiglie. La legge della Regione è sicuramente un segnale importante, la lotta al gioco d’azzardo, però, non si vince solo con delle leggi, ma anche attraverso azioni di sensibilizzazione e di prevenzione sui rischi che comporta il gioco e su questo versante l’Anci Veneto non farà mancare il proprio impegno». Analoga la presa di posizione dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana che

Nel Veneto il gioco d’azzardo divora circa sei miliardi di euro l’anno

definisce la legge «un passo avanti significativo nella battaglia contro la ludopatia»; «Come associazione», afferma ella presidente Mariarosa Barazza «siamo orgogliosi di aver contribuito a questo risultato attraverso l’importante lavoro di sensibilizzazione e di regolamentazione fatto in questi anni». Mentre la se-

natrice leghista Sonia Fregolent rivendica il suo disegno di legge in materia «in linea con le efficaci misure adottate dalla Regione Veneto». Ma i grillini non cambiano idea: «Sull’azzardo la Lega si fa bella con penne di tacchino» , replica il senatore Giovanni Endrizzi «la sua legge dice che slot e vlt possono re-

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ruBinato e la sanitÀ

«ll Veneto in aiuto della Calabria, altro che ricchi egoisti» «Altro che la secessione dei ricchi. L’impegno della sanità del Veneto a riorganizzare il servizio chirurgico a Calabria, è un vero esempio di solidarietà nazionale. Speriamo che l’élite e le classi dirigenti del Sud si convincano che la richiesta di autonomia del Veneto non mina l’unità del Paese né rappresenta la secessione dei ricchi egoisti». Lo afferma Simonetta Rubinato, presidentedell’associazione Veneto Vivo, commentando l’intesa sollecitata dal ministero.

fogliani (lega)

«Dal Governo dem un nuovo schiaffo alla nostra lingua» «Il sottosegretario del Pd Andrea Martella, interrogato sulla questione delle minoranze linguistiche, ha bocciato la richiesta della Lega di promuovere le culture del territorio attraverso programmi televisivi in lingue locali. Uno schiaffo per tutti i veneti che arriva proprio da un veneto». Così la deputata leghista veneziana Ketty Fogliani, che ricorda come tutti i comuni della regione sia in corso una raccolta firme per il riconoscimento della lingua veneta.

stare vicino a chiese e scuole. In Piemonte le hanno fatte spostare. Perché in Veneto no? L’assessore Lanzarin si nasconde dietro l’intesa Stato-Regioni ma si tratta di Un testo adottato fuori tempo massimo, debordando dalla delega, mai tradotto in legge. Il Tar, invece, ha scritto chiaro che non ha valore giuridico e che comunque proprio quel testo faceva salva l’autonomia degli enti locali. La Lega la applica invece solo quando fa comodo al business, riduce le tutele e imbriglia i sindaci. Vogliamo autonomia dallo Stato e i leghisti le tologono ai sindaci? ». L’Anci, tuttavia, è d’accordo... «Liberissimi di farci capire da che parte stanno Sicuramente non sono d’accordo i sindaci del Movimento 5 Stelle con i gestori di slot e videogiochi che ora bussano a reclamare». —

IL COMMENTO

VINCENZO MILANESI

La caduta del Muro non ha generato una Germania europea

nia è diventata in questi trent’anni lo Stato più potente economicamente, e quindi anche politicamente, dell’Ue. Ma un altro sogno non si è realizzato quasi per nulla, quello di Helmut Kohl che sognava una Germania europea e non un’Europa tedesca. Oggi, in un’Europa (quasi) tedesca, una Germania che non ha saputo esercitare una autentica egemonia, in senso gramsciano, facendo non solo gli interessi propri ma anche quelli dei Paesi più deboli, combatte al suo interno con i fantasmi di un passato che non sembra passare, come Dresda drammaticamente ci mostra. —

a caduta del Muro di Berlino, il Muro per antonomasia, il 9 novembre di trent’anni fa, costituisce davvero uno spartiacque della storia non solo dell’Europa ma del mondo intero. Ha infatti innescato processi di portata epocale. Sul piano della storia globale, ha innescato il processo che ha portato a un altro crollo, questa volta metaforico, al crollo dell’Urss e del blocco sovietico, rendendo così possibile l’aprirsi di un’era nuova: l’era della fine del bipolarismo

L

tra Usa e Urss, le due “superpotenze”, e la fine della Guerra Fredda. Nasce un nuovo ordine mondiale, in cui gli Usa non hanno di fatto rivali e rimangono l’unica potenza di dimensione planetaria. È l’era dell’“Impero americano” che domina incontrastato il mondo. Gli errori strategici degli Usa in questa situazione di dominio incontrastato, dopo la tragedia dell’11 settembre 2001, portano gli Usa a infilarsi in quel tunnel di conflitti in Medio Oriente da cui fanno fatica ancora

oggi ad uscire, lasciando uno scenario di tensioni che si riverberano su tutto il mondo occidentale, Europa in testa. Complici naturalmente anche altri processi, come la cosiddetta globalizzazione a livello economico e finanziario, è però in questo quadro che assistiamo oggi al tramonto di qualsiasi prospettiva di multilateralismo, con l’America di Donald Trump che combatte da sola (senza, anzi contro l’Europa stoltamente vista come avversaria) la battaglia a colpi di dazi con la Cina per il dominio

del mondo, in un rapporto ambiguo con la Russia di Putin. Così, per un paradosso della storia, la fine del blocco sovietico ha trascinato con sé anche la fine del blocco occidentale, dell’Occidente come lo abbiamo conosciuto almeno dalla Prima Guerra Mondiale in poi. La caduta del Muro ha portato all’unificazione delle due Germanie. Almeno sul piano politico, nonostante i timori di là dal Reno, in Francia, e di qua dalle Alpi, dove faceva paura una Germania unita, al punto da far pronunciare ad

Andreotti, con brillante (e famosissima) battuta che il suo amore per la Germania era tale che ne preferiva addirittura due invece che una… Ma il sogno di una Germania unificata non solo sul piano politico e amministrativo ma anche su quello sociale e culturale non si è realizzato appieno, nonostante tutti gli sforzi fatti in questo senso, compreso l’investimento di qualcosa come un paio di miliardi per portare l’Est allo stesso livello dell’Ovest. Nonostante ciò, la Repubblica Federale di Germa-

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VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2019 LA NUOVA

PRIMO PIANO

L’inchiesta sulla cantieristica

«Fincantieri doveva indagare invece che denunciare la Fiom» La leader nazionale Francesca Re David a Mestre chiede un confronto con l’impresa e il Governo Gianni Favarato MESTRE. L’avvio dell’inchie-

sta sulle mazzette e il bieco sfruttamento della manodopera alla Fincantieri di Porto Marghera è la prima “vittoria” della Fiom-Cgil veneziana, impegnata da anni a denunciare questi fenomeni, con dichiarazioni, volantini, interviste e perfino circostanziati esposti alla Procura della Repubblica veneziana, malgrado le furiose repliche dei massimi dirigenti di Fincantieri – con in testa l’amministratore delegato Giuseppe Bono – , sfociate perfino in una denuncia penale per diffamazione nei confronti di membro della segreteria, poi assolto da un giudice per le indagini preliminari di Trieste. Tant’è che ieri la segretaria generale nazionale della Cgil, Francesca Re David – presente a Mestre al direttivo della Fiom locale – non ha

perso l’occasione per rimarcarlo: «se alla denuncia di pratiche di caporalato e della prassi della una paga globale fatta dal nostro compagno Fabio Querin e perfino da un ispettore del Lavoro, fatte durante una puntata di Report su Rai3 – ha detto ieri – i vertici di Fincantieri si fossero presi la briga di avviare un’indagine interna invece che querelare sindacalisti, giornalisti e ispettori del lavoro, forse non saremmo arrivati all’inchiesta della magistratura che, come da noi denunciato, sta mettendo il luce il sistematico sfruttamento della manodopera in barba a leggi, contratti vigenti e ai diritti dei lavoratori sanciti nella Costituzione». In effetti, il decreto di archiviazione del giudice per le indagini preliminari di Trieste dell’aprile scorso, Giorgio Nicoli, che ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dallo stesso pubblico ministero, ha stop-

pato la querela di Fincantieri spa contro due sindacalisti della Fiom, il direttore di Report e un ispettore del Lavoro di Venezia – aveva motivato la sua decisione per «l’infondatezza delle accuse e l’insussistenza del reato». Nel decreto di archiviazio-

Per il Gip la querela è un’intimidazione contro sindacati e ispettori del lavoro

Francesca Re David durante il suo intervento al direttivo della FIom

ne il giudice parla di «un effetto intimidatorio» della pretesa di Fincantieri di portare a giudizio sindacalisti, giornalisti e ispettori del lavoro che stridono con i fondamenti valori di rilevanza costituzionale come il «diritto di stampa e inchiesta e il diritto di critica sindacale». Il giudice ha anche archiviato le accuse di Fincantieri al servizio giorna-

listico di Report (dal titolo “Fuori controllo”) in cui si affermava che Fincantieri stessa «non collabora con gli ispettori di Inps e Inail, contribuendo così al sistema di illegalità di massa» denunciato anche durante l’intervista ad un ispettore del Lavoro. Del resto ieri, anche Roberto D'Andrea, coordinatore nazionale Fincantieri per la Fiom-Cgil, ha dichiarato che «l'indagine della magistratura alla FIncantieri mette in luce un sistema di sfruttamento ai danni dei lavoratori che noi abbiamo sempre denunciato». «Un sistema usato da Fincantieri e dai suoi competitor per abbassare il costo del lavoro e aumentare la redditività» ha aggiunto D’Andrea invitando i vertici dell’azienda a partecipazione statale come Fincantieri di avviare «un confronto per superare il modello organizzativo attuale, basato su una smisurata presenza di appalti e subappalti e la massiccia presenza di terziarizzazioni che arriva fino al core business». Il coordinatore della Fiom nazionale ha chiesto anche al Governo italiano di «intervenire davanti a un’organizzazione del lavoro basata sullo sfruttamento, anche in considerazione della rilevante quota di partecipazione pubblica (70 %) al capitale societario di Fincantieri». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

roberto marcato, assessore regionale

il presidente di conFindustria marinese

«Tutto nasce dall’espulsione delle imprese del territorio»

«Io ci metto le mani sul fuoco Il gruppo all’oscuro di tutto»

VENEZIA. Roberto Marcato, le-

VENEZIA. «Ci metto le mani

ghista, è assessore regionale allo Sviluppo economico ed energia, in pratica il “ministro dell’Economia” di Luca Zaia. Assessore, cosa pensa delle indagini sullo sfruttamento della manodopera alla Fincantieri? «Ho letto le cronache e mi hanno molto colpito. Naturalmente non entro nel merito delle indagini penali, sono garantista convinto». Però i fatti contestati sono gravissimi. «Che vi sia un tema su cui è opportuno fare una riflessione, questo sì. Queste situazioni non nascono in un giorno, sono frutto di tempo e di una sottovalutazione del fenomeno». Perchè accadono? «Secondo me in Italia abbiamo un vizio: siamo un paese in cui manca da sempre un piano industriale, una vera strategia di sviluppo. Tutto viene gestito giorno per giorno. Poi succedono fatti come questo o come l’Ilva e allora siamo tutti costretti a inseguire, a rincorrere gli eventi, ad intervenire dopo». Manca una politica industriale dunque? «Senza una visione generale, degli obiettivi a medio lungo termine e la scelta degli strumenti sei in balìa degli eventi. E’ un paese che ha paura di perdere. Il potere contrattuale delle istituzioni nei con-

Roberto Marcato, assessore regionale

fronti di questi colossi si riduce al minimo. Così conla Fiat, con l’Ilva, con altri. Sei sempre sotto scacco per la paura di perderli». Ed ora sta arrivando la magistratura, a scoperchiare fenomeni che duravano probabilmente da anni. Perchè? «Credo vi sia stata una sottovalutazione del fenomeno, perchè non occorre essere particolarmente acuti per vedere che, attorno alla cantieristica, si è consolidato questo arcipelago di piccole cooperative che hanno gradualmente espulso le imprese del territorio. È mancato un “controllo di vicinato” economico, che avrebbe consentito di accen-

dere qualche alert ben prima che questi fatti esplodessero. Non si è voluto o non si è riusciti a registrare, controllare e gestire questa deriva. Ed ora è esploso il problema tra le mani». La Regione cosa può fare? «Non abbiamo strumenti per intervenire. Certamente contribuiremo ad alzare la soglia di attenzione sul tema dell’indotto della cantieristica. Ma il tema generale è sempre quello: un paese deve avere una politica industriale. Perchè io non credo alla favola che gli italiani non lavorerebbero nell’indotto. Certo, non lavorano a quattro euro all’ora». — D.Fer.

sul fuoco. Fincantieri, i suoi dirigenti, non ne sapevano nulla e nessuno può aver preso mazzette. C’è una procedura talmente rigida che non conviene a nessuno stabilire un rapporto di complicità con i fornitori. E non avevano elemento per sapere dello sfruttamento». Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria di Venezia al giro di boa del suo mandato non ha dubbi. Non visto le carte ma, dice, conosce Fincantieri, conosce gli uomini che ci lavorano dentro, e conosce le procedure nelle grandi aziende. La premessa: «Fincantieri è un’azienda che fattura 5 miliardi di euro, è rappresenta una presenza fondamentale per l’area industriale di Marghera». Venendo ai fatti: «Come si può dire che Fincantieri e i suoi dirigenti sapevano? Per sapere che gli operai bengalesi venivano pagati e allo stesso tempo costretti a retrocedere una parte dello stipendio o qualcuno te lo dichiara, o lo hai visto di persona, o le percepisci perché se ne parla in azienda, o i sindacati organizzano un grande sciopero. Non mi ricordo che aver mai visto i sindacati, che ora parlano delle loro denunce, scioperare per que-

Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria

sto motivo». Il problema, secondo Marinese, sta nel rapporto tra gli imprenditori, in gran parte bengalesi, e i loro connazionali. «Un rapporto pervertito e omertoso di cui sono sicuro che Fincantieri non sapeva niente, e sul quale non poteva fare niente. Per fortuna che adesso è arrivata la magistratura a fare chiarezza su questo aspetto del rapporto tra imprenditori connazionali». E i dirigenti indagati per corruzione tra privati? Le indagini sulle mazzette e sui regali (orologi, computer e altri gadget tecnologici) ricevuti per aumentare il monte ore di lavorazione di un ap-

palto, o per essere inseriti nella lista dei fornitori di Fincantieri? Anche in questo caso Marinese è convinto che I 12 tra dirigenti e funzionari indagati ne usciranno puliti. Alcuni di loro li conosce personalmente, si fida. «Ne sono sicuro perché le procedure sono rigide e il rischio di dover pagare penali altissime in caso di lavori consegnati in ritardo che non conviene a nessuno che ci siano complicità con il fornitore, non può esserci stati promiscuità economica. Difendo Fincantieri perché conosco i valori dell’impresa». — F. Fur. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2019 LA TRIBUNA

TREVISO

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trasporti

in 500 al bhr per il summit degli iscritti al sindacato pensionati

Entrati in servizio i 7 nuovi controllori sugli autobus Mom

Un particolare dell’affollata platea del Bhr, ieri, all’incontro dei pensionati iscritti al sindacato, in vista della manifestazione del 16 novembre

Rette case di riposo mille pagano di più Nella Marca a fronte di 5200 posti letto solo 4200 anziani possono contare sulla copertura della “impegnativa”

Mattia Toffoletto «Inutile farsi belli inaugurando case di riposo, se poi mancano le impegnative». Paolino Barbiero, segretario Spi Cgil Treviso, si rivolge al governatore Luca Zaia e snocciola numeri che non fanno una piega: su 5.200 posti letto esistenti in provincia, 1.000 non godono dell’impegnativa. «Significa che ci sono 4.200 trevigiani di Serie A, mentre gli altri devono pagare la retta piena. Siamo fermi a 15 anni fa», incalza Barbiero, chiedendosi come ci si comporterà con gli oltre 6 mila posti letto previsti in prospettiva. Case di ricovero e non autosufficienza tengono banco nell’incontro che le tre sigle sindacali - presente

Marco Colombo, segretario nazionale Fnp Cisl - hanno dedicato ieri ai pensionati: oltre 500 all’hotel Bhr di Quinto, per fare il punto in vista della manifestazione unitaria del 16 novembre a Roma, per la quale si contano già 800 adesioni. Un ragionamento necessario, considerato l’invecchiamento sempre più marcato della popolazione. Ma anche lo spunto per una riflessione a tutto tondo, con la lente d’ingrandimento posata su due raccolte firme legate ad altrettanti interventi legislativi. I sindacati chiedono una legge nazionale sulla non autosufficienza, nonché un intervento normativo della Regione che garantisca una detraibilità uniforme delle rette delle case di riposo nelle varie pro-

vince. «Una norma già introdotta da altre regioni del Nord. Basta accordarsi con l’Agenzia delle Entrate», sottolinea Barbiero, che nel frattempo ha raccolto oltre 10 mila firme. La non autosufficienza è il tema più discusso. Tanto che i rappresentanti della Triplice vorrebbero che la questione approdasse sul tavolo della manovra: «Quest’anno il governo ha aperto al confronto sindacale, il problema è capire quanto durerà», prosegue il segretario Spi Cgil, «Ci piacerebbe si affrontassero anche i temi della vecchiaia e non autosufficienza. Oltre al taglio delle tasse per i pensionati e all’allargamento della platea delle quattordicesime». Sul piatto anche la ricontrattazione con i Comuni per

esenzioni e interventi sull’Irpef a beneficio di chi percepisce pensioni più basse. L’omologo della Uil, Beniamino Gorza, torna sulle case di riposo, tirando bordate alla Regione: «Solo Veneto e Sicilia non hanno fatto la riforma delle Ipab. Se si continuerà così, tutte le case di ricovero diventeranno private. Di una riforma se ne parla da 20 anni, ma l’assessore regionale Lanzarin ci ha fatto sapere che non se ne farà nulla nemmeno in questa legislatura». Poi, altre frecciate sulla sanità: «Servono ospedali di comunità e occorre integrare l’organico. Un tempo eravamo all’avanguardia, ora rasentiamo l’ignoto: questa sanità non risponde ai problemi di una popolazione sempre più vecchia. Per esempio, hanno accorciato i tempi di ricovero: se un anziano vive solo, poi come si cura a casa?». Motivo di polemica - il segretario regionale Spi Cgil, Giuseppe Di Girolamo, ricorre al termine «beffa» - è anche la mini-rivalutazione delle pensioni prospettata dall'esecutivo Conte: 50 centesimi lordi in più al mese per circa 115 mila veneti. Rino Dal Ben, segretario Fnpi Cisl, riassume: «Serve una legge quadro per dare risposte vere ai nostri anziani». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Dal 22 ottobre sono entrati in servizio i 7 nuovi verificatori, assunti in servizio da Mom. Il nuovo personale selezionato ha ottenuto l’abilitazione di Agente Accertatore grazie al corso-concorso realizzato in collaborazione con la Provincia di Treviso e ora, sta realizzando le ultime fasi di formazione e affiancamento per entrare operativamente in servizio. Esprime la sua soddisfazione il presidente Giacomo Colladon: «Il personale di controlleria che era sceso da 11 a 7 unità negli ultimi mesi, torna ad avere 14 persone assegnate al ruolo di verifica, un numero congruo e indispensabile per una realtà come Mobilità di Marca che gestisce quasi un milione di corse ogni anno, su più di 100 linee tra urbane ed extraurbane, e che nel 2018 ha trasportato oltre 30 milioni di passeggeri. Vogliamo evidenziare che la nuova organizzazione avrà riflessi anche sulla sicurezza a bordo con maggiore presenza di personale in quelle corse che possono evidenziare delle criticità, proseguendo la stretta collaborazione con le forze

Un verificatore della Mom

dell’ordine già in atto», si legge in una nota dell’azienda. L’entrata in servizio del nuovo personale coincide con l’adozione anche da parte di Mom delle nuove norme relative alle sanzioni per il trasporto pubblico, adottate dalla Regione del Veneto il 30 luglio 2019. Con le nuove norme vengono inasprite le sanzioni per i “furbetti”, ma allo stesso tempo per chi chiude il procedimento amministrativo con il pagamento entro i 5 giorni, la sanzione è dimezzata. —

IN BREVE Al Fogher Fdi, oggi un convegno per il presidenzialismo

In via Dandolo Agostini, neoliberismo e neosocialismo

Fratelli d’Italia organizza oggi all’hotel Fogher di Treviso (ore 17) un convegno pubblico su “Una riforma costituzionale in senso Presidenziale”. Parleranno i deputati Fabio Rampelli, vice presidente della Camera Luca De Carlo l’europarlamentare Sergio Berlato, il segretario provinciale Sandro Taverna, Claudio Tedeschi direttore de “Il Borghese”, i docenti Daniele Trabucco e Carlo Vivaldi Forte. Fdi lancia la raccolta firme per il presidenzialismo, l’abolizione dei senatori a vita e la priorità della legge italiana sulla Ue.

Stasera alle 20.45, all’auditorium Cgil di via Dandolo a Treviso, "Dal dominio neoliberista al Neosocialismo",incontro con lo scrittore Luigi Agostini. Si parlerà di diseguaglianze e politiche dell’eguaglianza, di l’organizzazione del lavoro e modelli di impresa e finanza nell’epoca dell’algoritmo. Lo spunto è il libro di Agostini “Neosocialismo” (Ediesse 2018). Partecipano Mauro Visentin, segretario Cgil di Treviso, Michele Mognato, deputato di Art. 1 - Mdp, e Giacomo Vendrame, segretario regionale Cgil Veneto.


08-NOV-2019

da pag. 20 Quotidiano nazionale

Direttore: Luciano Fontana

Lettori Audipress 06/2019: 268.990 63


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RASSEGNA STAMPA DELL'8 NOVEMBRE 2019  

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