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Aprile 2011

M

MAGAZINE MARE MARLINTREMITI inserti speciali in lingua : Russa e Inglese

Специальный выпуск на русском языке Special English language

alle Tremiti un tempo si poteva passare da un Isola all’altra

camminando sul mare

N u m b e r

9 N i n e


Magic d

The dive: B24 - a II째 World's War airplane Special English language page 97


dive


I AM your destination


for your holidays


2011 Il Tuo Viaggio nei colori della Puglia Mare azzurro, verde natura, terra rosso intenso, tramonti dorati... Da Porto Cesareo a Peschici, da Bari a Taranto, da Vieste a Brindisi, da Otranto alle Isole Tremiti, le vacanze in Puglia sono emozioni multicolore per tutto l’anno. Cerca tutte le informazioni turistiche su località balneari, castelli, luoghi di culto, prodotti tipici, cattedrali e parchi naturali pugliesi‌

Il tuo viaggio comincia da qui


Da parte della redazione tutto il desiderio di farvi conoscere delle Isole fantastiche, dove mare, storia e relax possono veramente essere il cocktail ideale per uscire dal quotidiano. In questo numero la descrizione di un particolare storico che regala all’arcipelago un altro primato e poi curiosità e suggerimenti per organizzare e vivere una vacanza speciale. Parola d’ordine: entusiamo ed energia Un saluto e buona lettura. Adelmo Sorci

Magazine M

Magazine MARLINTREMITI Sito internet www.marlintremiti.it e.mail info@marlintremiti.it Phone / fax +39 0882 46 37 65 Phone / Mobile +39 336 82 97 46

MARLINTREMITI Via A. Vespucci 71040 - ISOLE TREMITI - FG

Специальный выпуск на русском языке

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Il Magazine può essere scaricato in formato pdf, ed in questo numero le procedure da seguire sono descritte a pag. 104.

M n.9 - Aprile 2011

E’ Aprile ragazzi, e sono iniziate le belle e lunghe giornate di sole. La super stagione 2011 è iniziata sotto i migliori auspici, temperature estive e voglia di vacanza.


Keyforevolution

con il patrocinio

Magazine MARLINTREMITI

Magazine Reportage - Storia - Photo - Cultura

In questo numero: Foto di Adelmo Sorci ( ADphoto) , Paolo Fossati, archivio

Progetto grafico MARLINTREMITI

Redazione

Mare Ambiente - Immersioni - Vita Sottomarina Attività - Informazione

MARLINTREMITI

Direzione

Adelmo Sorci info@marlintremiti.it adelmo.sorci@marlintremiti.it

Attività Subacquee

Michele Tancredi michele.tancredi@marlintremiti.it

Laboratorio del Mare

Vincenzo Ferraro vincenzo.ferraro@marlintremiti.it

Storia e cultura

Rachele Di Palma rachele.dipalma@marlintremiti.it

Inserti Speciali

Natalia Ivantchenko edizione in lingua Russa Andrea Mancini edizione in lingua Inglese

Testi e foto di proprietà MARLINTREMITI. E’ vietata la riproduzione totale o parziale dei contenuti e delle immagine inserite nel presente Magazine M.

M Attività Subacquee - Ricerca Scientifica Esplorazioni - Formazione professionale Eventi


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M n.9 - Aprile 2011

Sommario 13

13

nel 1844 le Tremiti erano unite da un Ponte in legno

27

Navigar per Tremiti

47

Una sorpresa Pasquale per i Lettori

49

Scopriamo i Venti e il Mare alle Tremiti

69

Immersione: La secca del ferraio

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82

Photo del passato

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Inserto in lingua Inglese

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Magazine MARLINTREMITI

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by ADPhoto


C’è

un modo migliore per sentirsi il

Mare “dentro”?

Ma certo... Prenota una vacanza alle

Isole Tremiti,

perchè é la soluzione giusta.


nel 1844 le Isole Tremiti erano unite da un ponte in legno Testo e foto di Adelmo Sorci > ADphoto Ricerca Storica di Michelangelo De Meo ingmichelangelodemeo@libero.it


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nel XIX secolo era il ponte

Sul fondo del mare la prova


in legno più lungo del mondo

sul mare

Un tempo le Isole Tremiti erano unite da un ponte in legno. San Nicola, Cretaccio e San Domino erano le isole collegate e si potevano raggiungere “camminando sopra il mare”. La distanza limitata e a quel tempo il livello del mare decisamente più basso, (stimato oggi in circa -2 metri rispetto al livello attuale), avevano spinto Ferdinando II di Borbone a realizzare un’opera così importante per quei tempi. Un’opera ingegneristica di tutto rispetto, che non trova eguali nella documentazione storico-tecnica e che poneva il ponte delle Tremiti come il più lungo a livello mondiale realizzato sul mare. Circa 400 metri la lunghezza e un cantiere seguito personalmente dallo stesso Ferdinando II, come testimoniano alcuni documenti storici rinvenuti dopo una ricerca lunga e complessa eseguita dall’Ing. Michelangelo De Meo. La costruzione è del 1844 quando le isole erano ancora colonia penale ed i lavori iniziarono in cocomitanza con la costruzione dei primi “Casoni” all’interno delle mura di San Nicola. Un’opera veramente importante che se pur studiata nei minimi particolari non ebbe una lunga vita tant’è che venne fatta smantellare per motivi economici e militari dal Re nel 1853.

in questa foto aerea viene riportato graficamente quale era la posizione del ponte fatto realizzare da Ferdinando II di Borbone

Le intenzioni del Re e perchè fece costruire il ponte Ferdinando II di Borbone, discendente in linea diretta del Re Sole, nacque a Palermo il 12 gennaio 1810, primogenito di Francesco I delle Due Sicilie e della sua seconda moglie, Maria Isabella di Borbone-Spagna. Nelle vene di Ferdinando scorreva il sangue

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delle più importanti dinastie europee, i Borboni di Francia, Spagna e Napoli e gli Asburgo-Lorena. Ricevette un'educazione umanistica in ambienti ecclesiastici ed una solida preparazione politica e militare nelle accademie dove trascorse gran parte della giovinezza. Salito al trono del Regno delle Due Sicilie l'8 novembre 1830, ad appena vent'anni, diede immediata prova di decisione e di un chiaro disegno di governo mirato alla riorganizzazione dello Stato, alla riduzione del debito pubblico e alla pacificazione delle parti sociali ancora in tumulto dopo il periodo napoleonico e al miglioramento delle prigioni. Sono proprio questi aspetti che fecero entrare nel piano riorganizzativo anche la Colonia penale delle Tremiti. Obiettivo era di rendere indipendente sotto il profilo logistico e degli approvvigionamenti le isole e i “coatti residenti”. San Domino diventava così l’isola ideale per essere sfruttata in coltivazioni diventando produttiva e San Nicola l’isola fortezza. Bastava far si che i coatti riuscissero a passare da un isola a l’altra e far si che su una, San Domino lavorassero e su l’altra San Nicola tornassero per dormire. Le condizioni morfologiche ed ambientali, con l’Isola del Cretaccio di mezzo suggerirono all’intrapendente Ferdinando II la realizzazione di un ponte che le potesse collegarle. Ma non solo, Il ponte se pur più impegnativo risultava il mezzo migliore e più sicuro a scongiurare fughe che invece si sarebbero potute organizzare se si fossero utilizzate barche per i trasferimenti. Ferdinando II non voleva barche o imbarcazioni sulle isole. Il progetto ed i lavori iniziarono intorno al 1844 con l’ausilio degli stessi prigionieri, (poco inclini al lavoro) e costò al Re 40.000 ducati. Il ponte era costituito da una passerella di circa 5 metri di larghezza che poggiava su una struttura verticale costituita di pali portanti in legno di quercia conficcati sul fondo e del diametro di 22 cm. (3/4 di palmi) In realtà due solide passerelle, una che univa San Nicola al Cretaccio e l’altra che univa il Cretaccio a San Domino. << essa era dell'altezza di palmi dieci ( 2,65 m), dalla cima dell'acqua, è di palmi dieci ( 2,65 m ) a dodici ( 3,18 m) nella profondità delle acque, a consimile profondità si conficcano i travi, che lo compongono; Essa è solido a segno tale da potervi far transitare pezzi di artiglieria tanti sono i contrasti dai quali viene corroborato.>> 16 Magazine M - Number Nine


Ferdinando II di Borbone e le Tremiti

stralcio di un documento ufficiale recuperato dallâ&#x20AC;&#x2122;Ing. Michelangelo De Meo nella sua ampia ricerca storica sul Ponte delle Tremiti


Nei prossimi numeri alcune storie affascinanti e le vicissitudini del Ponte in legno delle Tremiti. Tante curiositĂ  con allegati documenti originali ed ufficiali che lâ&#x20AC;&#x2122;Ing. Michelangelo De Meo è riuscito a recuperare dopo anni di ricerche negli archivi di Stato.


il Ponte richiedeva comunque continua manutenzione. La struttura non molto alta rispetto al livello del mare veniva spesso danneggiata dal moto ondoso e le operazioni di manutenzione che dovevano essere svolte dai coatti della colonia venivano spesso eseguite non correttamente se non addirittura sabotate. Alla fine, vuoi la situazione generale del regno e la difficoltà a garantire la perfetta efficienza dell’opera portò Ferdinado II alla decisione di smontare il ponte nel 1853 e vendere buona parte della struttura all’asta. Dopo pochi anni Ferdinando II, morì e gli successe il figlio Francesco I, I’ultimo Re di Napoli il quale concesse le isole in feudo a Santangelo, suo ministro dell'interno, che lo conservò fino al 1861 con l’annessione del Regno di Napoli alla corona sabauda. Dopo questa data i relegati furono rimessi in libertà.

Sono passati 167 anni ma ancora molti pali che costituivano la strut-

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tura principale del ponte sono ancora li sul fondo, conficcati nella roccia. Resistono ancora al mare, ai traghetti che con le loro manovre per l’attracco continuamente muovono il fondale. Ancora una volta una tangibile testimonianza di un passato che colloca le Tremiti fra le località più belle e ricche di storia del Mediterraneo.

Alcuni primati delle Tremiti Unica Abbazia costruita in mezzo al mare Ci fu realizzato il ponte in legno (sul mare) più lungo del mondo (1844-1853) Troviamo i resti del “Lombardo” - il piroscafo a ruote utilizzato da Garibaldi per la spedizione dei “Mille” - 1863 11 siti archeologici che possono raccontare 2000 anni di storia Sul fodo del mare troviamo la statua di San Pio più alta del modo 45 siti d’immersione La colonia di Corallo Nero (Anipathella subpinnata) più superficiale del Mediterraneo, a 50 mt di profondità Una colonia di Savalia Savaglia (falso corallo nero) di 2500 anni a soli 40 metri di profondità


Alcuni probabili attracchi del ponte fatto realizzare da Ferdinando II di Borbone nel 1844

Indicazione grafica del posizionamento del pon

Ing. Michelangelo De Meo

> ingmichelangelodemeo@libero.it

Ingegnere sipontino grande appassionato della storia dell’Arcipelago e autore dello studio storico sul ponte delle Tremiti fatto realizzare da Ferdinando II di Borbone. Anni di ricerche nei vari archivi Italiani gli hanno consentito di recuparare tanto materiale storico cartaceo, e documenti ufficiali che ne attestano il progetto, l’inizio dei lavori nel 1844 e il successivo smantellamento nel 1853. La complessa ricerca ha ispirato l’Ing. De Meo lo studio della possibilità di far rivivere l’idea di Ferdinando II con un nuovo progetto intitolato il “Ponte delle Emozioni del Gargano” e presentato all’opinione pubblica nel 2005.


nte nel 1844

Sfruttando le tecnologie oggi disponibili e convinto che non esista futuro senza passato, ecco quindi che l´ingenere ripropone oggi il progetto in legno lamellare, con un impatto ambientale minore rispetto a materiali che deturpano il territorio. Più economico, di facile montaggio ed esecuzione, sarà una struttura retrattile: in qualsiasi momento potrà essere smembrato. Sulla campata, all´interno della struttura, lo studio prevede la realizzazione di ottanta box turistici, destinati a diventare aree di promozione territoriale per i comuni pugliesi e molisani.


Immersi nella natura senza nessun compromesso a disposizione degli ospiti:

Il villaggio è situato nell'isola di San Domino, la piÚ grande e verde dell'arcipelago, tra Punta del Diamante, da cui si gode una vista magnifica sui 10 camere Pagliai e Cala Tamariello, da cui si accede direttamente al mare e nella 10 villette quale è possibile l'attracco di piccoli natanti.

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Villaggio Internazionale Punta del Diamante

Villaggio Internazionale Punta del Diamante San Domino - 71040 Isole Tremiti (FG) Tel. 0882- 463405 / 463460 Fax 0882-463206 www.puntadeldiamante.it info@puntadeldiamante.it Recapito invernale tel. e fax: 0733-226107


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oggi testo di Adelmo Sorci e di archivio foto di archivio web e ADphoto

Sin dagli anni â&#x20AC;&#x2DC;50

diverse

Compagnie di Navigazione hanno assicurato i collegamenti dal continente alle Isole Tremiti. Da allora navi e oggi moderne motonavi si sono alternate consentendo alla popolazione delle Tremiti ed allâ&#x20AC;&#x2122;Arcipelago stesso una costante evoluzione socio-economica. Oggi le Isole Tremiti sono divenute una importante meta turistica ed i collegamenti sono giornalieri e decisamente piĂš rapidi. In queste pagine abbiamo raccolto alcune immagine del passato e del presente descrivendo anche la storia della Compagnie di Navigazione che ancora oggi assicurano il servizio e ne garantiscono lo sviluppo.


ieri

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La Navigazione Libera del Golfo da oltre 80 anni effettua collegamenti marittimi nel Golfo di Napoli, in particolare con la splendida Isola di Capri, con la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana e, in Adriatico, con le Isole Tremiti. La società attualmente è gestita unicamente dalla Famiglia Aponte, di origine sorrentina e di antica tradizione marinara, risalente al XVII-XVIII secolo. La storia recente della società ha inizio nel 1953 con le motonavi “Italia” e “Linda”, e poi con la “Santa Teresa”, la “Santa Lucia Luntana”, la “Santa Maria del Mare”, la “Santa Rita”, il “Pola” e, ancora dopo, con le M/n “Patrizia” e “Mergellina”. Nel 1981 nacque la soc. “Navigazione Libera del Golfo S.r.l.”, e prese le mosse una profonda trasformazione societaria e della flotta. Vennero acquistati, in rapida successione, moderni monocarena con propulsione idrogetto, che gradatamente sostituirono le vecchie motonavi: il “Capri Jet”nel 1988 , il “Sorrento Jet” nel 1990 , il “Napoli Jet” nel 1991, l’ “Amalfi Jet” nel 1993 e l’ “Ischia Jet” nel 1995. Ad esse si aggiunse, nel 1999, il “Super Jet”, moderno e veloce monocarena HSC in grado di trasportare ben 580 passeggeri.


La leadership nei settori di competenza era ormai assicurata, ma la fase di potenziamento della flotta non si arrestò: nel 2003 furono acquistati il “Vesuvio Jet” ed il “Tremiti Jet”, velocissimi monocarena HSC, stabilizzati elettronicamente e capaci di trasportare 440 passeggeri, alla velocità di 35 nodi, anche nelle condizioni meteo-marine meno favorevoli. Nel 2006 venne acquisito il “Salerno Jet”, di caratteristiche similari, per l’ulteriore potenziamento dei servizi che la società svolge nel Golfo di Salerno. Nel 2007 è stato acquistato il “Picasso”, che ha consentito di allargare l’attività svolta per le Isole Tremiti anche ai Porti del Gargano (Rodi Garganico e Capojale). Nel corrente anno, infine, la flotta si è arricchita di due moderni catamarani, anch’essi di avanzatissima tecnologia ed elevatissimo livello di comfort: lo “Zenit”, destinato alla nuova linea Vieste-Isole Tremiti, ed il “Ponza Jet” col quale la società ha istituito nuovi collegamenti anche per le Isole Pontine: la linea Terracina-Ponza e la Terracina-Ventotene. Attualmente, quindi, la flotta sociale annovera ben 10 monocarena veloci e 2 catamarani DSC; ad essi si aggiungono, non ultime, 3 motonavi “storiche”, il “Santa Lucia Luntana”, il “Patrizia” e l’ “Ala”, che stanno a simboleggiare e testimoniare, anch’esse, l’antica tradizione marinara della società. Insomma un mix di tradizione e modernità che, assieme all’impegno, alle risorse ed alle professionalità costantemente profuse, pongono l’Azienda all’avanguardia su tutti i mercati di riferimento, specie in termini di sicurezza, di comfort e di affidabilità dei servizi che regolarmente svolge.

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HSC Tremiti Jet Lunghezza Larghezza CapacitĂ  passeggeri VelocitĂ  Anno di costruzione

www.navilib.it

48 mt 9 mt 450 32 nodi 1994


Nave Pola Nel 1939, rispondendo alle necessità derivanti dalle disposizioni governative riguardanti le linee marittime convenzionate, la S.A.N.Istria-Trieste passava al Cantiere San Marco di Trieste la commessa di due motonavi gemelle che venivano consegnate nel settembre del 1941 con un certo ritardo dovuto allo stato di guerra nel frattempo scoppiata. Due belle navi a doppia elica di ben avviate linee, di 451 tonnellate di stazza lorda con una lunghezza di 63 metri fuori tutto, alle quali veniva dato il nome di “Pola” e di “Rovigno”. Ma poco durava la loro pacifica presenza nelle acque giuliane perché dopo pochi mesi venivano requisite dalla R.Marina e iscritte nel registro del naviglio ausiliario per ben altri impieghi. La motonave “Pola”, requisita il 9 gennaio 1942, veniva armata come incrociatore ausiliario ed assegnata dapprima alla base di Brindisi, spostata poi a Prevesa. Compiva 231 missioni finché l’11 settembre 1943 sorpresa a Saseno dalle conseguenze dell’armistizio, cadeva sotto il controllo tedesco con l’imbarco di un picchetto armato ma mantenendo il proprio equipaggio, in servizio di scorta di piroscafi con militari italiani prigionieri. All’uscita dalla base di Cattaro, il 20 settembre, succedeva ad un certo momento un fatto incredibile: si amava raccontare che una batteria tedesca apriva per errore il fuoco creando molta confusione della quale approfittava l’equipaggio italiano che, pur disarmato ma animato dal comandante in seconda Lorenzo Fonda, sopraffaceva il picchetto tedesco, lo rinchiudeva in una stiva e riusciva a prendere il largo rientrando a Brindisi nei ranghi della R.Marina. Nel settembre del 1945 troviamo la motonave a Venezia dove, dimessa, veniva riconsegnata alla S.A.N. Istria-Trieste. L’unità ritornava l’anno dopo a Trieste, dove la situazione era ormai radicalmente cambiata per cui passava in disarmo. Con il trattato di pace del 1947 la città di Pola, abbandonata dagli Anglo Americani, si svuotava di tutti i suoi abitanti in gran parte per via di mare col piroscafo “Toscana” e ad affiancare la triste difficile operazione troviamo anche la motonave “Pola” che ha fatto l’ultimo viaggio, quello dell’addio alla città della quale portava il nome. Erano le ore 0,30 del 16 settembre 1947. Non esisteva più a Trieste nessuna possibilità di un proficuo impiego per cui, nel 1948, la motonave veniva noleggiata alla Navigazione Toscana S.A., che l’acquistava nel 1953 e la noleggiava a sua volta, nel 1956, alla Società di Navigazione Adriatica di Venezia. con la quale compariva in Puglia nel collegamento tra Manfredonia, Isole Tremiti, Gargano e Termoli. Nel 1966 veniva venduta a Francesco Saverio Aponte di Napoli, che l’anno dopo la noleggiava alla Navigazione Libera del Golfo. Compariva anche la Società di Navigazione Tirrenia ma per un breve periodo finché, nel 1984, la motonave passa nuovamente alla Navigazione Libera del Golfo di Napoli, questa volta in proprietà, fino al 1997 che, dopo tanti anni di attività non sempre fortunata, segnava la sua fine per demolizione.


Tirrenia di Navigazione, erede delle più antiche tradizioni del cabotaggio italiano, dal 1936 collega regolarmente i porti del Mediterraneo con una flotta ed un'offerta di servizi in continua evoluzione. Le esperienze e le flotte della Compagnia Italiana Transatlantica e della Società Florio prima, e quelle della Compagnia Sarda di Navigazione e della Società ADRIA poi confluivano in quegli anni nella nuova Società che, alla vigilia della seconda guerra mondiale, costituiva già uno dei maggiori complessi armatoriali del Mediterraneo.

Nel 1946, alla cessazione delle ostilità e con le poche unità disponibili si ricominciò ad assicurare nuovamente i collegamenti con le Isole. I
 n tal modo Tirrenia si inseriva a pieno titolo nell'opera di ricostruzione del Paese. Già nel 1950 la Società non solo aveva recuperato i livelli di traffico del '36, ma toccava nuovi massimi, pur con il carattere composito che ancora distingueva la flotta. Il trasporto merci toccava le 436.000 tonnellate, mentre il movimento passeggeri raggiungeva le 700.000 unità; nasceva inoltre un nuovo tipo di traffico, quello delle auto al seguito dei passeggeri. Il rapido accrescimento del reddito medio pro-capite italiano, la motorizzazione del Paese e il conseguente, crescente flusso turistico erano fattori che consentivano il consolidamento della Tirrenia. Gli anni '52-'63 vedevano, infatti, l'entrata in servizio di nuove unità, alcune delle quali primeggiavano per stazza, velocità e capacità passeggeri , ma anche per l'introduzione di una nuova gamma di sistemazioni, dalle cabine delle due classi alle comode poltrone reclinabili. Nel 1966 alcune unità impiegate sui collegamenti con la Sardegna erano sostituite con navi che rispondevano a criteri al di fuori delle tradizionali architetture navali: i traghetti.
I vantaggi di rapida e facile manovra riguardavano sia le auto al seguito sia le merci, che non dovevano più essere imbarcate, stivate e sbarcate con le caratteristiche imbracature. Nel 1969, i passeggeri superavano i due milioni, le auto al seguito toccavano quota 200.000 e le merci trasportate totalizzavano mezzo milione di tonnellate. La rispondenza dei traghetti alla domanda del mercato era tale che nel '70-'71 erano introdotte in flotta sei nuove unità di quel tipo.


Sempre nei primi anni '70, Tirrenia acquisiva unità tutto-merci, idonee alle operazioni di imbarco e sbarco dei semirimorchi e dei contenitori, dei quali stava generalizzandosi l'adozione. Anche nel corso degli anni '80 nuove unità sostituivano man mano le navi da più tempo in esercizio, ma è soprattutto dalla fine degli anni ‘90 che la Società operava un processo di radicale ammodernamento e razionalizzazione della propria flotta, basato su un'accentuata rispondenza ai cambiamenti della domanda ed un aumento della capacità di trasporto per unità. A partire dal 1999 i traghetti tradizionali hanno lasciato il posto a nuove unità con allestimenti interni tipici delle navi da crociera. Il gruppo Tirrenia collega oggi moltissime città con traghetti per la Sicilia e per la Sardegna. Traghetti da Napoli a Palermo e da Cagliari a Trapani. Traghetti da Genova a Olbia e Porto Torres. Traghetti per le Isole Tremiti. Consulta le offerte traghetti!

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Del “San Domino” si sa poco o niente: varato dai cantieri Poli di Pellestrina, è sempre stato impiegato nei collegamenti tra le Isole Tremiti, Vieste e Termoli. Dal 2004 passa alla Tirrenia, e fino al 2007 è l’unico traghetto che mantiene il leone di San Marco sulla ciminiera abbinato alla completa livrea Adriatica; rimane sulla sua linea, per la quale è appositamente disegnata, fino a quando non viene sostituito da una nuova unità e mandato in disarmo a Bari, da dove si è mossa solo per un breve periodo di sostituzione nel 2007. Non è molto chiaro il destino della nave dal 2007 in poi: per le poche informazioni in mio possesso pare sia stata venduta ad una compagnia araba che si occupa di smantellamento, ma le uniche informazioni certe sono che ancora mantiene il nome originale e batte bandiera panamense, e il fatto che come operatore del traghetto sia indicata una compagnia delle isole Mauritius fa pensare che venga usata come traghetto locale nell’Oceano Indiano.


HSC Isola di Capraia Lunghezza Larghezza CapacitĂ  passeggeri VelocitĂ  Anno di costruzione

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70,9 mt 12,4 mt 522 27 nodi 1999


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a tutti i nostri lettori lâ&#x20AC;&#x2122;augurio di una serena Pasqua

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Buona Pasqua Per Te una sorpresa Pasquale. Un biglietto omaggio A/R per il Traghetto Termoli-Isole Tremiti da utilizzare nel mese di Luglio 2011. Per poter usufruire del regalo ti basterà inviare una e-mail in risposta (entro il 30/04/2011) a quella ricevuta con questo Magazine e indicando : Nome, Cognome, città e il codice sorpresa Sul documento invoato dovrà comparire la data di ricezione e l'indirizzo e-mail del mittente e del destinatario. Il destinatario e la relativa persona fisica associata (inserito nell'archivio MARLIN) è per MARLINTREMITI il titolare regalo

Codice Sorpresa il codice sorpresa lo puoi trovare in un box che abbiamo inserito casualmente in una pagina di questo Magazine. Biglietto omaggio alla Tua e-mail di risposta e accettazione del premio, seguirà l’invio di Voucher per il ritiro presso la biglietteria della Navigazione Libera del Golfo di Termoli del biglietto A/R Termoli-Isole Tremiti valido per una persona. Il biglietto sarà nominativo e non può essere trasferito ad altra persona. Il biglietto omaggio non può essere convertito in denaro.


Scopriamo

i Venti & il Mare alle Tremiti

testo di Adelmo Sorci e archivio foto di ADphoto e archivio

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Tremiti wind

Il Mare Adritico si estende tra le coste italiane e quelle slovene e croate, è orientato longitudinalmente in senso nord-ovest, sud-est. E' un bacino semichiuso, a nord è delimitato dalle coste venete e friulane, Golfo di Venezia e di Trieste e dalle coste slovene ed istriane. A sud il Canale d'Otranto, largo poco piÚ di 70 km lo mette in comunicazione con il Mar Ionio. Le coste sono in prevalenza rocciose lungo la costa orientale e nella parte meridionale di quella occidentale, a nord di Ancona nella parte occidentale cominciano le pianure alluvionali determinate dagli apporti del fiume Po e la costa, con l'eccezione del monte S.Bartolo a Gabicce, diventa sabbiosa per diventare di nuovo rocciosa a nordest con le montagne che si affacciano al mare nel Golfo di Trieste. L'Adriatico può essere a sua volta suddiviso in tre bacini. Alto Adriatico: dalle coste venete e friulane fino alla linea che congiunge fra le due coste Ancona e Zara. Medio Adriatico: dalla linea Ancona Zara al promontorio del Gargano all'isola di Lastovo. Basso Adriatico: dal Gargano al canale d'Otranto.


inverno

nel Mare Adriatico i venti dominanti sono quelli dai quadranti settentrionali ed orientali. Nei mesi estivi prevalgono venti a regime di brezza dai quadranti orientali, il sopraggiungere di perturbazioni atlantiche richiama venti meridionali all'inizio dell'autunno, se le perturbazioni sono legate ad un forte abbassamento della pressione i venti di Scirocco possono assumere forte intensità specie nel basso e medio Adriatico, determinando i famosi fenomeni di acque alte nella laguna veneta in concomitanza dell'alta marea.

Lo spostamento verso est delle perturbazioni ed il ripristino di condizioni di alta pressione richiama masse d'aria che possono dare luogo a venti occidentali o da maestrale che fa sentire i suoi effetti con mareggiate nel medio e basso Adriatico, oppure da nord e nord-est. Tramontana e bora sono i venti più temuti dai pescatori, causano violente mareggiate e possono alzarsi all'improvviso. Sono venti freddi che dal Golfo di Trieste spazzano tutto l'Adriatico e provocano il raffreddamento repentino delle acque già all'inizio dell'autunno.

primavera autunno

estate

Altro vento che causa forti mareggiate sulla costa italiana è il levante, può durare anche diversi giorni ed è in grado di determinare rimescolamenti di acque nei fondali anche al largo della costa. Non di rado anche il libeccio, chiamato Garbino dalle marinerie adriatiche, fa sentire i suoi effetti soprattutto al largo della costa e sul margine orientale slavo, determina lo spostamento di acque superficiali verso il largo.


Tramontana
 Quando soffia impetuosa la tramontana, vento freddo proveniente dal Nord, è l’Italia Centromeridionale che soffre di maggiore instabilità atmosferica, perché al Nord-Italia, a causa della barriera orografica costituita dalle Alpi, il vento diventa di caduta (foehn) e le condizioni atmosferiche sono buone.
Al centro e al sud invece la tramontana porta annuvolamenti e temporali con forti piogge e perfino la neve a quote basse. Disturbi causati dalla Tramontana Essendo un vento teso e freddo aumenta la vasocostrizione disturbando molto coloro che soffrono di problemi circolatori periferici. Inoltre riacutizza anche i disturbi in chi soffre di reumatismi e artrosi, non solamente negli anziani, risvegliando oppure aggravando dolori muscolari e tendinei, che vengono impropriamente denominati dolori alle ossa.
Siccome la tramontana può persistere anche per più giorni di seguito è necessario che i cardiopatici, coloro che soffrono di dolori reumatici e artritici e i soggetti meteorolabili in generale siano preventivamente avvisati tramite bollettini speciali, in modo che possano porre in atto tutti quei presidi farmacologici e naturali atti se non a evitare, almeno a controllare la sintomatologia.

Grecale Il grecale proviene da nord-est come la bora e soffia a volte impetuoso sulle regioni del medio e del basso adriatico. Chiamato anche in certi paesi bora chiara perché sulle coste il cielo permane sereno o moderatamente nuvoloso e limpido anche se la temperatura si abbassa di molti gradi, specie durante il periodo estivo, mentre sulle zone montane fioriscono cumulonembi imponenti con forti rovesci e temporali, dovuti al sollevamento forzato delle masse d’aria lungo i pendii. Salutato dalla gente del posto sempre come vento apportatore di benessere, specie dopo un periodo di scirocco estivo. Mentre il levante estivo apporta benessere all’organismo con diminuzione dei dolori alle articolazioni, con sollievo agli anziani cardiovasculopatici, ai


broncospastici od anche ai broncopeumopatici cronici con insufficienza respiratoria ed in modo particolare ai depressi, il levante invernale invece può determinare il contrario, specie nei soggetti debilitati ed anziani con scarse difese immunitarie. La prevenzione è molto importante in modo specifico durante i mesi invernali e va attuata iniziando la terapia almeno 72 ore prima del previsto arrivo

Levante I
 l vento di Levante, gelido d’inverno e caldo d’estate soffia forte su gran parte delle regioni adriatiche, specie in Abruzzo e Puglia, sulle altre Regionio meridionali e sulle isole maggiori quando è presente una zona depressionaria in modo particolare sul Canale di Sicilia, oppure sul Nord-Africa. 
Attraversando lo Jonio e l’Adriatico si carica di umidità determinando forti piogge sui contrafforti appenninici oppure abbondanti nevicate nei mesi invernali fino a quote basse, mentre sulle coste il cielo può essere moderatamente nuvoloso ma senza precipitazioni di un certo rilievo. E 
 ’ presente anche sulle coste orientali della Sardegna apportando umidità attraversando il tirreno e pertanto precipitazioni anche abbondanti sui rilievi montuosi dell’entroterra.
Determina disturbi simili alla bora durante la stagione fredda, allo scirocco in estate.
La prevenzione si attua con tutti i presidi terapeutici già analizzati per la bora o lo scirocco.

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Scirocco Lo scirocco è un vento caldo e umido che colpisce prevalente le regioni del medio Adriatico, il Sud-Italia e le isole maggiori. A volte soffia impetuoso quando si forma una zona di bassa pressione sul golfo di Genova,o sul medio e sul basso Tirreno con gradiente barico rilevante, costituito dalla differenza di pressione in poche centinaia di chilometri. Il vento risale l’Adriatico, spingendosi appunto fin dentro la Valpadana, a volte fino al lago di Garda, oppure addirittura in Lombardia. Disturbi causati dallo Scirocco. Quando soffia lo scirocco i sintomi più comuni sono: sensazione di grande astenia e debolezza neuromuscolare, mente appannata, grande voglia di non far niente, cerchio alla testa e depressione dell'umore, con perdita delle facoltà di attenzione, concentrazione e memoria, a volte fino a livelli che necessitano di una terapia adeguata.
Talvolta si possono avere perfino episodi febbrili, in modo particolare se la temperatura esterna sale oltre i 35° C e l’umidità relativa e molto elevata. La sintomatologia si aggrava perché l’evaporazione del sudore viene ostacolata, e in questo modo l’organismo non riesce a compensare il calore che si accumula.
Se poi le raffiche sono molto violente, con l’aumento progressivo della temperatura e dell’umidità si rischia addirittura il colpo o il collasso da calore (in tarda primavera e nella primissima fase dell'autunno, ma anche in estate nei rari episodi sciroccali). Prevenzione La prevenzione dei disturbi causati dallo Scirocco si attua durante il periodo invernale abbandonando vestiti troppo pesanti ed assumendo acqua, in modo da favorire la sudorazione che evaporando sottrae calorie all’organismo. Durante il periodo estivo, naturalmente, quando la temperatura supera i 30° all’ombra e contemporaneamente l’umidità relativa si presenta sopra il 70% è necessario cercare di favorire al massimo l’evaporazione del sudore con l’attuazione di tutti quei provvedimenti necessari allo scopo, come ventilatori in casa con finestre aperte su tutti i lati possibili, oppure indossare indumenti molto leggeri e piuttosto larghi, in modo che l’aria possa scorrere a livello dell’epidermide bagnata, favorendo ancora una volta l’evaporazione continua del sudore.
Mangiare alimenti molto leggeri con poche calorie, data la temperatura elevata, favorendo frutta e verdura fresche, se possibile apena o da poco raccolte.
I cardiovasculopatici devono rimanere in casa o al massimo compiere brevi passeggiate, senza praticare sforzi, in modo da non sovraccaricare l’apparato cardiocircolatorio già di per se stesso in condizioni poco favorevoli.
I broncopneumopatici devono evitare le raffiche violente che posson portare danni ai bronchi ed ai polmoni, anche se in questo caso si tratta di aria calda.
I sofferenti di dolori articolari e muscolari devono porre molta attenzione allo Scirocco per il fatto importante che il grado di umidità sempre elevato determina crampi muscolari, in modo specifico agli arti inferiori.
I sofferenti di venopatie devono rimanere in luoghi asciutti e ventilati in modo che non si formino infiammazioni delle vene superficiali o profonde dette flebiti, che possono anche essere pericolose per la formazione di trombi che poi si possono inserire nel torrente circolatorio con gravi conseguenze. N 
 ei depressi lo scirocco accentua la sintomatologia, in modo particolare quando è persistente per qualche giorno di seguito e pertanto si raccomanda, almeno per il periodo perturbato, di aumentare la dose di antidepressivo, unita a preparati fitoterapici utili allo scopo, come pappa reale, ginseng, iberico. Non usare invece il Kawa-kawa che si è dimostrato troppo psicoattivo, specie se non è ben dosato.

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Mezzogiorno 
Questo vento è preannunciato dalle stesse condizioni viste prima per lo scirocco, tranne per la direzione di provenienza delle nubi, che in questo caso è ovviamente da Sud. Come lo scirocco, è un vento che porta pioggia


Libeccio Il libeccio, vento caldo-umido proveniente da sudovest. è avvertito particolarmente sulle regioni tirreniche. Proviene a volte dal continente africano, apportando notevoli quantità di polveri del Sahara ad alta quota. In questi casi il cielo si presenta di un colore uniforme bianco-giallastro. Disturbi causati dal Libeccio La sintomatologia si rivela pressoché eguale a quella dello scirocco ma la particolarità importante del libeccio e di soffiare anche per più giorni di seguito, specialmente quando quando si genera una sacca di bassa pressione in Valpadana che stenta a colmarsi, soprattutto durante i mesi di luglio. agosto e settembre.
I sintomi pertanto possono perdurai a lungo debilitando l’organismo "in toto". Specie nei soggetti meteorolabili che soffrono di forme ansioso-depressive. Prevenzione La prevenzione si attua anche in questo caso con piccole dosi di Fans, cercando di evitare il massimo possibile preparati steroidei, anche se in casi particolari possono presentarsi utili per un temporaneo miglioramento dei movimenti e della dolorabilità articolare. 
Di grande utilità invece esercizi in palestra di fisioterapia abbinata a movimenti specifici per quel determinato tipo di artropatia.
Molto importante la terapia con preparati naturali come gli infusi di tiglio, biancospino, camomilla, valeriana, karkadè, da assumere durante la giornata per diminuire anche se lentamente la superattività del sistema neurovegetativo con conseguenti situazioni ansiogene, in modo più specifico verso sera e durante la notte

Ponente
 il vento di ponente,vento generalmente mite proveniente da ovest, interssa in particolare le regioni centro sud della nazione italiana. Esso generalmente schiarisce il cielo dando un senso di nitidezza agli sguardi in lontananza.

Maestrale Il maestrale, vento freddo e umido proveniente da nord-ovest, interessa le regioni tirreniche, in modo particolare Liguria, Corsica. Sardegna e Toscana. A volte impetuoso è accompagnato da cattivo tempo, specialmente in presenza di una zona di bassa pressione sul medio o basso Adriatico. Disturbi causati dal Maestrale Determina episodi di ansia, irrequietezza, palpitazioni, cardiopalmo. tachicardia, batticuore, cefalee di tipo muscolo-tensivo, perchè e un vento che stimola il sistema neurovegetativo) e, nei soggetti neurolabili scatena disturbi di tipo somatico.
E' un un vento che può dare benefici perché è fresco; in modo particolare durante il periodo estivo può attutire l’afa pesante portata invece dal libeccio. In Sardegna e in Sicilia è salutato con sollievo, specie dopo periodi afosi caratterizzati da una sensibile diminuzione delle circolazioni di brezza. Prevenzione La prevenzione si attua anche in questo caso con piccole dosi di Fans, cercando di evitare il massimo possibile preparati steroidei, anche se in casi particolari possono presentarsi utili per un temporaneo miglioramento dei movimenti e della dolorabilità articolare.
Di grande utilità invece esercizi in palestra di fisioterapia abbinata a movimenti specifici per quel determinato tipo di artropatia. M 
 olto importante la terapia con preparati naturali come gli infusi di tiglio, biancospino, camomilla, valeriana, karkadè, da assumere durante la giornata per diminuire anche se lentamente la superattività del sistema neurovegetativo con conseguenti situazioni ansiogene, in modo più specifico verso sera e durante la notte.

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il Mare e le

correnti marine

Con il termine correnti marine ci si riferisce al movimento di massa d'acqua non collegato alla marea o al moto ondoso. Le correnti, di cui il navigante nota solo l'effetto superficiale, esistono lungo tutta la massa d'acqua, e talvolta solo in determinati strati senza causare effetti visibili in superficie. Esse si verificano prevalentemente in acque profonde ed in mari aperti. Inoltre, mentre le correnti di marea hanno un ciclo temporale ben definito, le correnti marine sono permanenti (o stazionarie) oppure stagionali (o semipermanenti). Esistono diversi tipi di correnti marine e possono essere classificate: â&#x20AC;˘ in base alle cause che le creano (correnti di gradiente e correnti di deriva);

Giugno

Luglio


• secondo la temperatura dell'acqua che si sposta confrontata con la temperatura dell'acqua che la circonda (correnti calde o fredde); • in base alla profondità in cui si verificano: - superficiali se interessano lo strato d'acqua dalla superficie ai 200 m; - interne se interessano lo strato d'acqua al di sotto dei 200 metri; - di fondo se interessano lo strato d'acqua vicino al fondale marino.

Il moto orizzontale delle correnti superficiali è causato dall'azione combinata di correnti di gradiente e correnti di deriva.

In Mare Adriatico nonostante sia un mare poco profondo e chiuso la circolazione delle masse d'acqua è abbastanza complessa, attraverso il Po riceve il più importante afflusso di acque dolci del Mediterraneo, sempre nel bacino settentrionale a causa del raffreddamento repentino delle acque nella stagione fredda si determina un corpo d'acqua più denso che scorre verso sud, costeggiando la parte occidentale italiana, altra acqua superficiale giunge dal Mediterraneo orientale, arriva al Canale d'Otranto e sale dalle coste slave verso nord. La circolazione generale è in senso antiorario acque provenienti da sud risalgono dalla costa orientale verso nord e discendono da nord a sud lungo quella occidentale, correnti cicloniche si formano in ognuno dei tre bacini ma variano di intensità con le stagioni e con gli apporti variabili di acque dolci costiere. La circolazione del mare durante il variare delle stagioni

Agosto

I numeri nei cerchietti indicano le velocità delle correnti espresse in nodi.

Settembre


L


L’importanza di farsi conoscere

Quando abbiamo un obiettivo, o un desiderio, quando vorremmo cambiare qualcosa nella nostra vita oppure fare in modo che ci arrivino le opportunità per farlo, la prima cosa che facciamo, consapevolmente o no, è crearci un’immagine.

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Il futuro del Lavoro è Blu Oggi il mare, uno dei patrimoni ambientali assolutamente da salvaguardare, è sempre più, oggetto di studi e ricerche che spaziano dallo scientifico all'ambientale, dall'esplorativo al documentaristico, dallo sfruttamento al controllo. Per questo, conoscere il mare significa stimolare un interesse attivo intorno ad esso, e oltre a consolidarsi azioni di tutela, si svilupperanno sempre più attività e progetti che richiederanno figure professionali da inserire nel "settore mare", in campo tecnico, esplorativo, di ricerca e ricreativo, diventando così anche una grande fonte occupazionale. Il MARE rappresenta quindi una opportunità di sviluppo ed essere dei professionisti preparati significa essere competitivi ed al passo con il sistema delle tecnologie sottomarine. Per questo nelle Marche, è stato organizzato un corso per Operatore Subacqueo Specializzato volto alla formazione di una figura professionali da inserire in un settore in piena evoluzione. L'obiettivo del C.S.C. Gruppo Istituti Leonardo s.r.l. e del Marlintremiti è aiutare i partecipanti al successivo inserimento nel mondo del lavoro. Le aziende investono sui migliori e noi vogliamo "formare" i migliori.

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per informazioni Segreteria Organizzativa Ente Gestore C.S.C. - Cooperativa Servizi Culturali Via M. Menghini 13 RECANATI (MC) – Tel 800.912.765 info@istleonardo.it MARLINTREMITI Via A. Vespucci 71040 ISOLE TREMITI (FG) info@marlintremiti.it

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La secca del ferraio San Nicola testo di Paolo Fossati foto di Paolo Fossati e Adelmo Sorci

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La Secca del Ferraio dista 60-70 metri dalla costa di San Nicola, in direzione sud-est. E’ un ottimo punto d’immersione quando soffiano venti da nord. Il fondale si presenta, inizialmente, come un falso piano di ghiaia e sabbia, ricchissimo di alghe grazie alla intensa luminosità. Declina gradualmente fino a 45 metri, conducendo ad un enorme masso con il cappello a –23 metri, circondato da altri grandi agglomerati di roccia. Il tragitto richiede alcuni minuti di pinneggiamento, a meno che non si faccia uso di un comodo scooter che consentirà di non affaticarsi e risparmiare nitrox (al Marlin Tremiti si utilizza nitrox in tutte le immersioni in cui la profondità lo consente). Tra passaggi e corridoi rocciosi belle spugne (Axinella cannabina) si stagliano sullo sfondo azzurro; facile imbattersi nell’opistobranco Umbraculum mediterraneum e, nelle numerose tane, in grosse aragoste, musdee, gronghi e polpi. Proprio sotto il masso più grande, in una sicura tana, vive un bell’astice, piuttosto pacifico, probabilmente perché abituato a vedere molti subacquei. Basta affacciarsi alla sua tana, respirare lentamente e non compiere movimenti bruschi, per vedere il grande crostaceo risalire il fondo sabbioso avvicinandosi in modo sorprendente. Girando intorno allo scoglio principale, un vero e proprio monolito, e restando a contatto con il fondo si possono es-


Vista di San Nicola dal punto dâ&#x20AC;&#x2122;immersione


plorare le numerose tane presenti alla base delle grosse rocce che compongono il punto più interessante dell’immersione. Alcune sono abitate da grossi gronghi, altre da aragoste, finchè non si arriva ad un corridoio sabbioso tra due grandi massi abitato da 45 musdee: una specie di condominio. Le potrete vedere tutte in fila, alla vostra sinistra, tornando verso l’ancora: sembra si presentino in ordine di grandezza, dalla più piccola alla più grande; l’ultima è di taglia veramente notevole. Osservando la volta del canyon sommerso si possono individuare moltissime specie di spugne, briozoi e celenterati, soprattutto il giallo Leptosamnia pruvoti. Tra il materiale che costituisce il fondale, sabbia e molto sedimento di piccole dimensioni, si osservano i caratteristici tentacoli dell’anemone Condylactis aurantiaca, il cui corpo è totalmente affondato nel sedimento. Quasi sempre, durante il tragitto di andata o quello di ritorno, si incontra un banco di grosse orate e dentici, insieme, a formare, nelle occasioni più fortunate (soprattutto in estate) un vero muro argenteo.


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Cala degli schiavoni, il “porticciolo” negli anni ‘40

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a bordo con Voi Adelmo Sorci > Responsabile del MARLINTREMITI Responsabile dei progetti di ricerca ed esplorazione del Laboratorio del Mare Istruttore Tecnico subacqueo Fotografo freelance Manfred Bortoli > Responsabile della IDEAVIDEO Cineoperatore specializzato in riprese subacquee. Cameraman subacqueo della trasmissione PianetaMare – Rete 4 - Mediaset

Massimo Boyer > Biologo marino Dottore di ricerca in scienza del mare, fotografo subacqueo dal 1982. Collabora con l’Università Politecnica delle Marche a progetti di ricerca è autore di testi divulgativi e collabora con varie riviste del settore tecnico-subacqueo. Francesca Scoccia > Naturalista Dottore di ricerca in biologia ed ecologia presso l’Univ degli Studi Perugia. David Scaradozzi > Ingegnere Ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Gestionale e dell'Automazione (DIIGA) - Università Politecnica delle Marche. Dal 2001 è pilota di ROV small class.

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Tre gli argomenti per raccontare l’unicità dell’arcipelago: la geologia , la storia e l’ambiente sottomarino. Gli argomenti si susseguiranno attraverso immagini e relative interviste a ricercatori scientifici che approfondiranno ogni singolo argomento attraverso la descrizione di alcune particolarità mai trattate fino ad oggi, grazie anche alle recenti scoperte che renderanno sempre più affascinate il filmato e unico l’arcipelago. 1.Le formazione geologiche delle isole e le grotte sommerse; come si sono for mate, quan to tempo fa, il ruolo del mare, le particolarità morfologiche (per es. gli archi della Secca di Punta Secca a Caprara) 2.La storia attraverso le testimonianze del passato e i misteri dei relitti sommersi. U n affascinante viaggio tra archeologia e tecnologia tra ipotesi e certezze. 3.Lo stupefacente mondo sottomarino, testimone dello scorrere degli eventi che hanno segnato l’evoluzione dell’arcipelago. Ma non solo: grazie alla recente scoperta di un corallo di 2500 anni si cercherà di ricostruire gli effetti climatici a cui le Isole Tremiti sono state sottoposte. Temi diversi, tecniche di ripresa e montaggio innovativi renderanno il documentario accattivante, con l’obiettivo di informare, emozionare e suscitare l’interesse all’approfondimento, anche grazie agli esperti intervistati.

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The dive consists of :  while in the water: Marlin’s tech-diving guide, decompression station and/or tank (Ean 40)  before boarding: nr. 1 or 2 technical assistants, diving safety equipments, on-land logistic support  boat on duty: 9 meter rubber dinghy not bounded by anchor  bottom time: 12 minutes  total dive time: 35 minutes


M n. 9 - April 2011 - Special English language

The dive: B24 A II° World's War airplane The dive’s location is on the south-west side of San Domino island more precisely, it is close to Secca del Pigno at a depth included between -49 and -54 meters. It is a demanding , fascinating and extraordinary dive, especially if done at night time. However it is reserved only to those divers who have experience and the specific licence. The descent to -52m, is made along a guiding rope previously positioned before the dive. The beautiful descent in the blue, leads us right on what’s left of the airplane's wreck, which is now all wrapped in a fishnet. The dive offers strong emotions and it is possible to see not only some parts of the plane such as a wing, a tank and some part that still have a printed matriculation nr., but it is also possible to see lobsters, congers of remarkable size and, frequently, you can see a huge astice too. All around the sandy and silty depth there are numerous “Pennatule”, the beautiful celenterati.

Testo di Andrea Mancini Foto di Adelmo Sorci e Paolo Fossati

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The Tremiti sea wards the B24 as well as many other wrecks . It is one of the many historical and archeological areas of interest within the Marine reserve beside that this remains, a wonderful dive. It is true that it’s a very demanding dive which is accessible only to those divers with experience and with the specific license, but it is also true, that is an amazingly and fascinating dive. Since we leave the buoying sign, or better, the “super buoying sing” which the MarlinTremiti specifically built for the deep dives in the open waters, the atmosphere is unique and thrilling. All is planned to the smallest detail and to the

point that people think it's easy . However to get right the center of a small area at -52 meters, it is not easy at all, even if the GPS leaves small margins for mistake. “Watch out we are getting close, right in front of us, 60 meters left, 50meters,40….,30,20 meters..now” The leaden ballast starts its fast descent down to the bottom and take with it the line which was carefully harmed in a plastic basin. Few seconds and the signaling buoying signs are taken down into the sea. The ballast reach the bottom and the goal too. We get close to the buoy,with our rubber


dinghy. We check if there is or not stream, then we give eachother the ok sign to get ready and dressed up. The plan of the dive, which was previously drawn and discussed with team, itâ&#x20AC;&#x2122;s clear. 12 minutes of bottom time, of which 3 minutes, it takes to reach -52. As we go down, three more checks at -20, -40 and -50. After 6 minutes we check to see how much air we have left. At the 12th minutes we leave the bottom and we begin the decompression stage. A deep stop at -30 , change of gas at -25, another deep stop at -18 then, a deco stop at 4/5 meters for 6 minutes. Total dive time 35 minutes. For many people this is too short of a time, but it is so intense that makes every moment a concentrate of emotion from the moment when we start de-


scending into the blue, until we bord on the rubber dinghy. Every step of the dive give a great satisfaction and every effort is paid back. Even those people who played the role of assisting the divers on the dinghy, they are enthusiastic of being part of the team. While swimming on the bottom, in 9 minutes there is the possibility of exploring the whole area where are deposited the remains of the plane, completely wrapped in the fishing net. It is clear that the plane was involuntarily encaged somewhere else and then the fisherman abandoned it by the San Domino island together with their fishing nets. The drag and the lifting unfortunately is a damage for the fisherman as well as for the structure of plane . Even so, many of the elements can easily be identified : the wings, the tanks, the chart a part of the fuselage, electrical wires and pipe lines (some are still containing oil). The MARLINTREMITI's exploring team, by the mean of targeted dives, has succeeded in identifying the matriculation numbers of some components which are now, being searched in old archives in order to find out the model and the crew.

Morays, congers and white hakes hide themselves within the remains of the plane. In the deepest part, a gigantic astice named “the tank” lives and seems to be guarding the wreck. All around the plane, but mainly at the feet of the sandbank, many large lobsters are peeping and there are also tens of gorgeous “Pennatule” on the groundy depth .


Some of the pict In the close-up y

This dive at night is definitely spectacular. Unfortunately it is only accessible to few people as the characteristics are more challenging, the dive becomes more technical, but aboveall, it is unique. The wreck looks like it is alive, the dark and the intensity of the flashlights exalt every little piece. Everything seems more clear, and indeed many parts, that are now being examined, were discovered during night dives.


tures taken durin a night dive. you can see the tank inserted in the wing

The wreck of the airplane was found by the MARLINTREMITI in June 2008. At this time, in cooperation with experts, we are examining the samples and the matriculation numbers found on some piece. The goal is to identify the plane and its crew.


upload

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Dal mese di Aprile le prime operazioni del Laboratorio del Mare MARLINTREMITI per la ricerca di un brigantino austriaco affondato alle Tremiti nel 1825.


Escursioni,eventi

e tanto altro

Tra le escursioni:

L'Abbazia fortezza di San Nicola Percorso storico-culturale sull'Isola di San Nicola per scoprire la storia , gli eventi che si sono susseguiti da 2000 anni ad oggi. Un percorso che consentirà di entrare nelle mura, nei torrioni e nell'Abbazia di Santa Maria e riviverne il glorioso passato.

durata escursione 2:00 h

Tra le escursioni:

Snorkeling & Sea watching Lo snorkeling è uno sport semplice, divertente ed economico; non ci sono limiti di età e può essere praticato quasi ovunque. Per ammirare le meraviglie del mondo sommerso si nuota a pelo d'acqua ed occorrono: pinne, maschera ed occhi pieni di curiosità. Nell'Area Marina Protetta delle Isole Tremiti sono innumerevoli i tratti di mare e le cale, dove è possibile ed entusiasmante praticare lo snorkeling. Con al fianco i Biologi Marini del MARLINTREMITI sarete Guidati in tranquille e rilassanti esplorazioni tra le rocce del sottocosta dell'Arcipelago, scoprirete e conoscerete tutte le straordinarie meraviglie del mondo marino.

durata escursione 2:00 h

Per conoscere le Isole Tremiti

Il Programma Multimediale

presso la sede del MARLINTREMITI


Il Mondo delle Isole Tremiti in un

Magazine

Via A. Vespucci 71040 ISOLE TREMITI (FG) tel. (+39) 0882.46.37.65 tel. (+39) 336.82.97.46 info@marlintremiti.it www.marlintremiti.it


Magazine M - Aprile 2011  

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