Open source emergency shelter

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OPEN SOURCE EMERGENCY SHELTER Relatore: Pagani Roberto | PoliTO Corelatori: Alessandra Zanelli | PoliMI

Enrico Bassi | FabLab Torino

Politecnico di Torino | FacoltĂ di Architettura II Tesi di Laurea Magistrale Marco Maria Pedrazzo 177185



A Vito e Olga


Indice Introduzione 1. Abitare e Prefabbricazione 1.1

Abitare in emergenza e prefabbricazione

1.2

Giochi da Costruzione

1.3

Blocco Mattone | Roberto Mattone

1.4

Quonset Hut | Otto Brandeberger

1.5

Water Block House Fragments | Kengo Kuma

1.6

Paper Emergency Shelter | Shigeru Ban

1.7

Baukasten | Walter Gropius, Adolf Meyer

1.8

Packaged House | Konrad Wachsmann, Walter Gropius

1.9

Casa Jacobs | Frank Lloyd Wright

1.10 Maison Tropicale | Jean Prouvé 1.11 GreatHanshin EarthquakeCommunityShelter | AA Arch. 1.12 Maison Dom-ino | Le Corbusier 1.13 Wichita House | R. Buckminster Fuller 1.14 Habitat ‘67 | Moshe Safdie 1.15 Moduli 225 | Kristian Gullichsen, Juhani Pallasmaa 1.16 Micro Compact Home | Horden Cherry Lee Architects 1.17 System3 | Oskar Leo Kauffmann, Albert Rüf, KFN System 1.18 Quick House Variations | Adam Kalkin 1.19 Burst*008 | Jeremy Edmiston, Douglas Gauthier 2. Emergenze nel mondo 2.1

La sostenibilità nel contesto globale

2.2

La situazione delle aree critiche

6

2.3

Sud-Est dell’Africa

2.4

Centro e Ovest Africa

2.5

Medio Oriente e Nord Africa

2.6

Sud Asia

2.7 Est Asia e Pacifico 9 2.8 America Latina e Caraibi 10 2.9 Europa Centrale e Orientale 12 2.10 Rifugiati e Sfollati in cifre 14 3. il Soccorso nelle Emergenze 15 16 3.1 Le Organizzazioni di Aiuto 17 3.2 Organizzazioni InterGovernative 18 3.3 Le Organizzazioni Governative 19 3.4 Le Organizzazioni Non Governative 20 3.5 Framework per l’abitare d’emergenza 22 3.6 Requisiti prestazionali igienico-sanitari 23 3.7 Il Modulo d’Emergenza come Prodotto di Design 24 3.8 Il sistema attuale di produzione 25 4. il Progetto e la scelta di campo 26 4.1 L’Innovazione e La Ricerca 27 4.2 Innovate on the Cheap - Nuovi Principi di Innovazione 28 29 5. il Progetto e la scelta di strumenti 30 5.1 La Modellazione Associativa e Parametrica 31 5.2 Progettazione e Modifiche: Massive Prototyping

35

5.3

Progettazione e Performance: Massive Analysis

36 36

5.4

La Pratica del Teckton

5.5

Modellazione parametrica e moduli d’emergenza

4

39 40 41 42 43 44 45 46 49 50 50 53 53 54 57 59 64 67 68 69 75 76 77 78 78 80


5.6

Il modello Open Source

6. Concept development 6.1

Ripensare la tenda.

6.2

Shaping

6.3

Making

7. Analisi di scenario 7.1

Hamilton 2014

7.2

Fabbriche di Vallico 2016

7.3

Nyamey 2012

80 83 84 87 9 2 103 105 107 109

5


Introduzione

in modo sostanziale sebbene alcuni illuminati artisti e progettisti avessero già sfondato in modo empirico il muro delle due dimensioni3, ora i segnali lanciati realizzazioni visionarie del secolo scorso, così complesse da suscitare ancora oggi ammirazione (mi vengono in mente le aviorimesse di Pierluigi

Il 30 marzo 2012 si è chiusa la prima edizione del concorso “OUTSIDE THE

Nervi presso Orvieto), il mondo dell’architettura sta cambiando in modo

BOX_Low and High Technologies for the Emergencies”1, indetto dal gruppo

irreversibile, malgrado alcuni progettisti si oppongano strenuamente alla

Analist Group e patrocinato da Luigi Prestinenza Puglisi, discusso saggista e

trasformazione, spaventati dai primi e poco convincenti risultati, o

critico dell’architettura2, forte asseritore delle potenzialità delle nuove

semplicemente restii al cambiamento.

tecnologie e delle tecnologie digitali. Il tema del concorso era una piccola

Quando presi in mano questa tesi, sei mesi orsono, accettai di ottimo grado

scatola, un “box” per le emergenze, che sapesse coniugare la sostenibilità

di sviluppare il tema del “worldwide container” per le emergenze, che

con il design parametrico. Il bando riportava esattamente il termine “sfida”,

sfruttasse la modellazione parametrica in modo semplice e silenzioso, per

poichè nella pratica architettonica la modellazione parametrica è stata fin dai

adattarsi ai requisiti climatici di tutto il mondo, variando le proprie stratigrafie

suoi esordi sinonimo di complessità, di preminenza della forma, di eccesso.

e gli accorgimenti tecnologici, proprio perchè mi sentivo in dovere di

I nuovi mezzi della tecnologia hanno infatti permesso di potenziare all’infinito

testimoniare come l’architettura parametrica (etichetta che non amo ma che

le capacità di pensiero dell’architetto, rendendo possibile, anche per uno

racchiude in un unico termine il significato di architettura creata appoggiandosi

studente, il disegno e la valutazione di strutture così complesse, che in

a strumenti di disegno innvativi) non fosse esclusimente sinonimo di blob

precedenza erano state alla portata di pochi menti geniali, dopo anni di

privi di un’anima architettonica e delle motivazioni forti tipiche di ogni buona

esperienza sul campo. Si può affermare che la portata dell’innovazione del

architettura. Sarei dovuto stare nei confortevoli limiti di una scatola dalla

disegno, inscindibile da quella del progetto in virtù del rapporto che li lega al

dimensioni finite, e sviluppare un efficiente sistema si montaggio sullo stampo

pari di due facce della stessa medaglia, si pari a quella dell’invenzione della

del modello Ikea, nella quale fosse possibile scegliere una serie tra una serie

prospettiva.

infinita di configurazioni i cui componenti venissero spediti in lastre

Le similitudini infatti si sprecano, tra le tante cito in primis il fatto che la

perfettamente impacchettabili.

prospettiva permise di rappresentare la terza dimensione su un foglio

Si trattava dunque di un’architettura per ogni luogo, o meglio di architettura

bidimensionale, così come la modellazione parametrica aggiunge n

senza luogo. Mi ritrovai in quell’immenso vuoto di una progettazione per tutti

dimensioni al progetto, oltre la terza, siano esse di tipo temporale, fisico,

le esigenze, quindi paradossalmente senza esigenze: nessuna priorità,

produttivo, economico; in secondo luogo, così come, a seguito dell’invenzione

nessuno standard di existenzminimum comune, nessun cliente, nessuna

del Brunelleschi, il modo di fare architettura e concepire lo spazio cambiarono 1  www.av.archiworld.it/Risorse/OUTSIDE_THE_BOX_11_11.pdf

3  Giotto, patriarca delle tecniche prospettiche, Brunelleschi, fondatore della prospettiva, Donatello

2  Ha pubblicato critiche su Domus, L’ Arca, Monument, L’Architettura, Ottagono, Il Progetto,

e Paolo Uccello, artisti eccelsi nell’uso di questa tecnica, e Antonio Manetti, il matematico che

Costruire, Spazio Architettura, Arch’it.

descrisse in modo scientifico le celebri tavolette di Brunelleschi, vedi Figura a.

6


alla partenza del mio percorso di ricerca avrebbe costituito dal mio punto di vista una negligenza.

Metodologia Questa tesi dunque intende dimostrare non solo l’opportunità ma la necessità a.

di impiegare i mezzi della modellazione associativa e parametrica per

Paolo Uccello, “I Padri della Prospettiva”.

sviluppare un modulo di emergenza prefabbricato per il contesto worldwide,

matrice storica o identità con cui confrontarsi.

includendo tra i parametri variabili non solo un set di esigenze fisico-tecniche,

Provai lo stesso turbamento che mi prende ogniqualvolta penso alla differenza

derivate da esigenze reali ma purtroppo valide solo in alcuni ristretti e fortunati

che passa tra i mobili della casa produttrice svedese, che mi hanno

contesti, ma ponendo innanzi la sua fattibilità reale, rendendo facile includere

accompagnato (e spesso salvato devo ammettere) in questi anni da studente,

diversi metodi costruttivi, diversi materiali, diversi pacchetti costruttivi.

e la libreria di quercia massiccia che realizzai con mio fratello con i materiali,

Il primo capitolo è una breve raccolta dello stato dell’arte sul tema della

avanzati a seguito del rifacimento del tetto, un paio di anni orsono, monumento4

prefabbricazione, che intende indagare le migliori pratiche, siano esse relative

dell’anima della casa, del piacere del lavoro manuale e della soddisfazione

o meno al tema dell’emergenza, per delinearne i filoni principali e raccogliere

che ne deriva ma soprattutto di radici e senso d’appartenenza. Con il senno

idee su tecniche e disegni. Il secondo capitolo indaga la natura dell’emergenza

del poi mi rendo conto come questo turbamento non fosse una sensazione

nel contesto globale, le dimensioni del fenomeno, i trend di sfollati e rifugiati

che appartenesse soltanto a me stesso, ma fosse anzi fondato e attestato

e la natura dei disastri. Il terzo capitolo indaga gli attori che intervengono nei

anche dalla letteratura riguardo all’abitare di emergenza.

contesti di emergenza, quali siano le loro indicazioni e linee guida, quali siano

A questo punto credo sia quasi superfluo dire al lettore che il percorso

le raccomandazioni e i requisiti, cosa significa progettare qualcosa che sta

intrapreso, con il supporto dei relatori, sia stato molto diverso da quello

sulla linea di confine tra l’architettura e il design. Il quarto capitolo descrive la

descritto pocanzi: ho appreso a mie spese come fosse impossibile realizzare

sfera entro la quale necessariamente si troverà ad operare il progetto,

un modulo di emergenza sostenibile economicamente, tecnologicamente e

l’innovazione sociale, per avere una garanzia di sostenibilità del progetto.

socialmente prescindendo completamente dal fattore locale. A seguito

A partire dall’analisi dei capitoli precedenti, il quinto capitolo indaga le

dell’analisi sullo stato dell’arte ho ritenuto infatti necessario prendere in

possibilità degli strumenti contemporanei di modellazione e disegno,

considerazione tutti gli attori che collaborano all’interno della catena, dalla

prospettando l’alternativa di un modello-progetto aperto a contaminazioni,

disegno del modulo fino alla sua realizzazione ed all’utilizzo conseguente in

materiali, tecniche differenti, che abbia nella sua non-determinazione un

un’ecologia complessiva, poichè il semplice procedere lungo la via tracciata

punto di forza. Il sesto capitolo descrive il metaprogetto proposto, che corrisponde alle caratteristiche descritte nel capitolo precedente. Infine il

4  Nel senso latino del termine, da monère: ricordare, far sapere.

7


settimo capitolo presenta la declinazione del metaprogetto in possibili scenari futuri, al fine di verificare la loro adattabilità a diversi contesti locali, fermo restando l’impossibilià di prescindere dalle conoscenze, forme e modi di costruire locali.


1. ABITARE E PREFABBRICAZIONE dal Sogno Modernista alla Customizzazione Digitale “The pattern, and it alone, brings into being and causes to pass away and confers purpose, that is to say, value and meaning, on all there is. To understand is to perceive patterns. (...) To make intelligible is to reveal the basic pattern.” Isaiah Berlin, philosopher


1.1

Abitare in emergenza e prefabbricazione

l’automobile), nell’abitare d’emergenza la prefabbricazione si dimostra via utile e necessaria per accelerare i tempi di ricostruzione. Il punto di vista

Viste le esigenze specifiche dell’abitare di emergenza, è immediato pensare

modernista riguardo l’argomento può essere differente e in qualche istanza

a un prodotto che sia pre-fabbricato, assemblabile in situ, che non sia uguale

superato, ma questo non implica che gli studi portati avanti dagli architetti a

in tutto il mondo ma che mantenga una propria adattabilità al contesto, e che

partire da quel filone non siano assolutamente preziosi e necessari alla

soprattutto offra la possibilità (o la necessità) di essere completato dai propri

ricerca attuale.

abitanti, secondo le diverse capacità e metodi che essi possiedono.

Possiamo distinguere il tipo e il grado di prefabbricazione in categorie al fine

Per questo motivo viene qui ripercorsa brevemente la storia della

di aiutarne la lettura critica. Alcune architetture sono costruite attraverso la

prefabbricazione attraverso alcuni punti salienti, per prospettare gli scenari

prefabbricazione dell’elemento base del sistema costruttivo che è predisposto

più utili a supporto della tesi, distinguendola da quella della fabbricazione

per accoppiarsi senza una gerarchia prestabilita; in questo caso il modo in

fuori cantiere1. Quest’ultima infatti rimanda all’antichità, almeno a partire dai

cui si accostano gli elementi determina in modo sostanziale l’architettura,

resti rinvenuti nel golfo di Tunisi di una imbarcazione che trasportava elementi

aprendo a un universo di possibilità di personalizzazione e differenziazione,

strutturali e decorativi di un tempio per una colonia romana in Nord Africa, ed

chiameremo questa categoria prefabbricazione “a elemento base”. Altre

esula per finalità e tipologia dai fini della trattazione. La cultura della

invece prevedono che intere parti prefabbricate di base, siano esse bi o

prefabbricazione è invece uno dei temi fondanti della sperimentazione

tridimensionali, siano già pensate per un numero limitato di impieghi e

modernista, nata dalla fusione di architettura e industria, volta alla definizione

accoppiamenti gerarchizzati, e ciò consegue nel fatto che la possibilità di

o legittimazione di un nuovo modo di vivere. Gropius, a titolo esemplificativo,

una diversa volumetria del prodotto finito sia possibile ma ridotta. Chiameremo

affermava che come il 90% delle persone non necessita più di scarpe su

questa categoria prefabbricazione “parziale”. Esistono infine sistemi per il

misura ma aquista quelle prodotte in serie, così deve accadere per le

quale l’unità abitativa è interamente pre-assemblata, con un volume concluso,

abitazioni2.

magari con possibilità di personalizzazione in fabbrica su richiesta del cliente

Questo nuovo modo di intendere la produzione in architettura porta con se la

o tramite kit appositi, ma che di fatto riduce la differenziazione a come i

sperimentazioni su nuovi materiali e nuovi sistemi costruttivi. Se nel pensiero

moduli vengono accostati uno all’altro. Chiameremo questa categoria

della Bauhaus la questione rifletteva la voglia di cambiare il costume, di

prefabbricazione “finita”.

spingerlo con forza e dall’alto, in modo quasi paternalista, verso la modernità e verso il mondo dell’industria (guidato dall’incredibile oggetto che era 1  Indipendentemente l’uno dall’altro sia Les Corbusier che Gropius

nel

1923 scrivono che

prefabbricazione per necessità contingente e cultura della prefabbricazione sono due cose ben distinte. Nella prima è totalmente assente infatti la spinta ideologica, quasi paternalistica, del quale invece il movimento moderno si fece portatore. 2  Gropius W., 1923

10

1.1

Torten Siedlung, Gropius, assonometrico esploso.

1.2

Torten Siedlung, disegno assonometrico.

1.3

Disegno tecnico della macchina di Les Corbusier, uno dei tanti punti di contatto tra architettura modernsista e industria.


11


prefabbricazione a elemento base

1.2

Giochi da Costruzione | anni ‘20

Le prima costruzioni in prefabbricazione a elemento base sono state i giochi da costruzione, dei quali i più conosciuti sono l’Erector Set di A.C. Gilbert, i Lincoln Logs di John Lloyd Wright e i Lego di Ole Kirk Christiansen. L’Erector Set risale al 1911, e diversamente dai più conosciuti Lego erano venduti in confezioni di pezzi prefabbricati che servivano a completare costruzioni univocamente definite. Rientrano in questa trattazione poiché l’uso collaterale degli elementi prefabbricati per costruire strutture fantasiosamente elaborate dai clienti fu molto più ampio di quello prospettato da chi li produceva. I Lincoln Logs, del 1916 nella loro prima versione, prendono il loro nome dall’associazione tra Abramo Lincoln e le casette in legno prefabbricate, e dal suono simile a quello di “link-in”, cioè unire, e sono il miglior prodotto di una serie infinita di giochi che riproducevano la costruzione delle abitazioni in senso stretto, i cui incastri base erano così ben progettati che alcuni critici ritengono siano stati ripresi dal padre di Jhon, Frank, per l’Imperial Hotel di Tokyo. I più famosi blocchi Lego, che nella prima versione del 1932 erano costruiti in legno (l’apparizione della plastica è del 1947), rappresentano l’apice della liberta costruttiva nel gioco: con solo otto blocchetti da due incastri per quattro e una palette di colori con sole cinque varianti si possono creare otto mila miliardi di combinazioni. È fondamentale non sottovalutare l’importanza dei giochi da custruzione, poiché la loro esistenza ha stimolato e ispirato più di quattro generazioni di bambini, tra i quali molti futuri architetti. Tra quelli più conosciuti, hanno dato tributo a questi sistemi BIG e Kengo Kuma.3 3  Bergdoll B. et al, 2008.

12

1.4 1.5 1.6 1.7

Lincoln Logs: copertina originale delle istruzioni, 1916. Lincoln Logs: brevetto USA del sistema, 1916. Pubblicità del 1943 dell’Erector Set. Blocchetti Lego, versione in plastica.


prefabbricazione a elemento base

13


prefabbricazione a elemento base

1.3

Blocco Mattone | Roberto Mattone | 1998

Nato dalla pluridecennale ricerca del Professor Mattone, il Blocco Mattone è frutto di una sapiente ricerca nel campo dei materiali. È realizzato in terra cruda tramite una pressa, messa a punto nei laboratori del Politecnico di Torino, che non necessita l’uso di energia, ma viene attivata unicamente dalla forza manuale, il che lo rende molto adatto in scenari di emergenza4. Se da un lato è molto simile a un semplice mattone, dall’altro è molto simile ai mattoncini Lego, cilitandone la posa e la coesione strutturale, minimizzando il rischio di errori da parte della manodopera locale. Il suo impiego, grazie alla fondazione creata dopo la scomparsa del suo ideatore dalla famiglia, è stato proposto in diversi slums del Sud America e dell’Africa, con lo scopo di dare un’abitazione che rispetti i caratteri di slubrità occidentale, in modo molto semplice e immediato. Per realizzare un modulo abitativo qualsiasi (essendo un blocco standard si apre a infinite possibilità di personalizzazione in funzione dell’utenza) necessita tuttavia di una commistione di tecniche tradizionali per le fondazioni, solitamente in cemento armato, e per le coperture, nonché di una minima progettazione preliminare, difficilmente alla portata di un’utenza non tecnica. Con una minima addizione di cemento nell’impasto, le sue caratteristiche sono tali da valergli l’approvazione per la normativa italiana sulle costruzioni, a riprova dell’eccellente performance tecnologica del blocco.5 4  Carozzi C., 2009 5  www.mattonesumattone.org

1.8 1.9

14

Pianta tipo, Santa Rita, Brasile. Muratura in fase di completamento, El Nochero, Argentina.


prefabbricazione a elemento base

1.4

Quonset Hut | Otto Brandeberger | 1943

Progetto di Otto Brandenberger per conto della compagnia Geoge A. Fuller, questa struttura è forse la più diffusa forma di prefabbricazione mai stata creata a seguito di un evento bellico: tutte le basi navali americane durante la seconda guerra mondiale ne fecero largo uso in abbondanza. Se a primo acchito la forma assomiglia a una prefabbricazione finita, in realtà i tubolari da sedici piedi per trentasei che la reggono sono tutti uguali tra loro, così come i giunti sono piegati con lo stesso angolo. La struttura deve essere successivamente completata con due terminali di compensato, sui quali sono presenti le aperture per una porta e una finestra, e una copertura di fogli di acciaio corrugato che lascia spazio a delle prese di luce, anch’esse prefabbricate, sui lati. Un’altro completamento necessario una volta creata la struttura è la posa dell’isolante in pannelli, appoggiati dall’interno e fermati a incastro6. Anche per questo sistema le varianti elaborate direttamente dai clienti (dopo la guerra molti kit vennero acquistati da privati per farne abitazioni) furono molte più di quelle immaginate dai progettisti, tant’è che attualmente sono ancora largamente diffusi come abitazione temporanee, e in alcuni stati, come l’Alaska, fanno ormai parte del paesaggio consolidato7. 6  Bergdoll B. et al, 2008. 7  Chiei C. et al, 2005.

1.10 Disegno tecnico dei pezzi e dell’assemblaggio, 1943. 1.11 Quoanset house sull’isola di Adak, Alaska.

15


prefabbricazione a elemento base

1.5

Water Block House Fragments | Kengo Kuma | 2010

I Water Block sono elementi disegnati da Kengo Kuma appositamente a fini espositivi. Essi riprendono geometria e proporzioni dei blocchi Lego, con innesti maschiati sulla faccia superiore e su quella inferiore e differiscono dagli stessi per essere maschiati anche sui lati (cfr Blocco Mattone). Sono costituiti di plastica vuota e trasparente, tant’è che per la spedizione vengono posti sotto vuoto al fine di ridurre al minimo l’ingombro. Una volta in sito vengono riempiti d’acqua e sigillati, azione che conferisce loro la forma definitiva, un’adeguata massa termica, e consente ancora il passaggio della luce per l’illuminazione dell’interno. Sono riconfiguarbili praticamente all’infinito come tutti i prefabbricati per elementi. Sebbene abbiano grandi potenzialità data l’estrema semplicità di utilizzo e l’ingobro minimo in fase di spedizione, presentano diverse criticità per quanto riguarda la possibile applicazione nelle emergenze: in primis l’utilizzo di acqua, che nella maggior parte dei contesti in questione è un bene fondamentale e risorsa scarsa, in secondo luogo non tengono sufficientemente conto della necessità di spazi di privacy all’interno dell’abitazione, infine la durabilità della plastica rispetto agli agenti atmosferici, urti accidentali e fiamme libere non è assicurata8. 8  Kuma K. et al, 2011; Bergdoll B., 2008.

1.12 Schema aggregativo dei blocchi. 1.13 Render del padiglione espositivo.

16


prefabbricazione a elemento base

1.6

Paper Emergency Shelter | Shigeru Ban | 1999

Al termine della guerra civile in Rwanda del 1994, oltre due milioni di persone sono stati costretti a migrare per chiedere asilo. L’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Onu (vedi 2.2) si occupò di trovare riparo per questi sfollati, creando dei campi di accoglienza sfruttando la tecnologia standard a loro disposizione per il primo soccorso: tende a pali d’acciaio, giunti in plastica e teli impermeabili per formare delle tende. Sfortunatamente le condizioni di povertà dei rifugiati erano tali per cui anche i pali metallici diventavano capitale da sfruttare, rivendendolo, e venivano via via sostituiti da legname. Il progetto di Shigeru Ban propose allora di sostituire l’acciaio con dei tubi di carta, leggeri ma resistenti, che possono essere stampati da un macchinario semplice e poco costoso, quindi anche in situ direttamente. Vennero realizzati dei prototipi per testarne la durabilità, la resistenza all’attacco dei parassiti e valutarne i costi di realizzazione. Dopo la fase di testing entrarono in produzione, e a quattro anni dalla fine della guerra i moduli realizzati erano cinquanta9. È di fatto un sistema di prefabbricazione a elemento base, poiché, similmente al Quonset Hut, i pali e i giunti sono tutti uguali tra loro, permettendo diverse configurazioni, anche se con un angolo di lavoro bloccato non c’è molta libertà di manovra. Modificando i giunti sono stati realizzati dei separé per rifugi in luoghi chiusi, ma le possibilità di impiego sono ben più ampie. 9  www.shigerubanarchitects.com

1.14 Immagine del montaggio del modulo-tenda. 1.15 Lo stesso elemento base utilizzato per ricavare ambienti privati in una sala comune.

17


prefabbricazione parziale

1.7

Baukasten | Walter Gropius, Adolf Meyer | 1923

Come citato a inizio capitolo, i semi della prefabbricazione erano già ben presenti all’interno della Bauhaus durante gli anni a Weimar. Gropius e Meyer svilupparono nel 1923 un sistema il cui nome, tradotto, suona come “blocchi edificio”, nel quale una serie di 6 volumi base prefabbricati potevano essere posizionati per produrre un’infinità di soluzioni, tanto più che la paletta di materiali includeva legno acciaio e vetro, prestandosi ad accostamenti inaspettati. Il sistema era riprodotto in scala in un plastico (vedi immagine 3.15) che aiutava il cliente a capirne il funzionamento e a operare la scelta che più rispondesse alle sue esigenze. Nonostante i diversi studi, nessuno dei progetti venne realizzato10. Tuttavia fu il punto di partenza per una serie di sperimentazioni legate ai sistemi a setti in calcestruzzo armato, partite pochi anni dopo, in seguito al trasferimento della Bauhaus a Dessau, che furono il tentativo meglio riuscito, in quel periodo, di commistione tra arte e industria. Seguirono, sempre all’interno della Bauhaus anche diversi studi su strutture prefabbricate a telaio d’acciao, mai realizzate11. Ai fini della trattazione è importante non tanto per la tecnologia impiegata, quanto come punto di partenza storico per la prefabbricazione delle abitazioni, e per la variabilità generata dal semplice accostamento volumetrico. 10  Giedion S., 1954. 11  Ibidem et Herbert G., 1984.

1.16 Schema aggregativo dei volumi. 1.17 Plastico illustrativo originale.

18


prefabbricazione parziale

1.8

Packaged House | Konrad Wachsmann, Walter Gropius |1941

Questo sistema ebbe origine dall’incontro di Wachsmann, fuggito dalla Germania a seguito della Guerra Mondiale, senza lavoro e senzatetto, con il suo vecchio amico Gropius, nella sua residenza americana a Lincoln, Massachussets. Egli decise di dargli mezzi e strumenti per portare avanti il suo progetto, che affondava le radici nel lavoro dei dieci anni precedenti, in Germania. Se da un lato non fu una rivoluzione dal punto di vista dei sistemi prefabbricati a pannelli, dall’altro fu l’apice di questo tipo di architettura, il perfezionamento e la razionalizzazione estrema12. Wachsmann ripulì i suoi disegni cominciati durante l’esilio francese, li convertì in pollici e li preparò per il mercato americano. Sfortunatamente il sistema non fu ritenuto sufficientemente innovativo da meritare un brevetto, e la vera peculiarità che aveva, ciò un giunto tra pannelli tridimensionale anzichè il classico a Y, si dimostrò fragile e difficile da gestire. Dopo una serie di battute d’arresto e riprese (dovute all’abbandono di alcuni investitori e l’intervento di altri) il progetto naufragò definitivamente nel 1952 con la bancarotta della General Panel Corporation13. Resta di fondamentale importanza, nonostante il suo insuccesso, come estrema sintesi progettuale (10 tipi di pannello per un’infinità di soluzioni) e come segno eloquente di quanto il pensiero architettonico possa spingersi in avanti rispetto ai tempi cui appartiene, talvolta troppo avanti. 12 Herbert G. 1959, 1984. 13  Giedion S. 1954.

1.18 Tre soluzioni in pianta e alzato, 1942. 1.19 Disegno orginale del giunto tipo B, 1942.

19


prefabbricazione parziale

1.9

Casa Jacobs | Frank Lloyd Wright | 1936

Un altro dei maestri dell’architettura iniziò la sua produzione con le case prefabbricate, e dopo una carriera di successi, è significativo il fatto che abbia fatto ritorno a questo tema. Wright credeva fortemente che una casa a basso costo non dovesse fare a meno dell’ispirazione e del sentimento da cui le buone architetture nascono, nonostante la sua esperienza a riguardo in quegli anni, in America, lo avesse deluso molto. La disposizione dei locali rispecchiava il filo progettuale tipico di Wright, con un patio o semi-patio abbracciato dalla manica a L, in modo tale che il costruito fosse perennemente in contatto con il verde. Il sistema progettuale a maglie regolari e setti di Wright ben si sposava con la prefabbricazione. Egli lo integrò con il sistema di muratura a tavole e traverse, che ricoprivano i giunti irrigidendo la struttura modulare. Alla struttura prefabbricata facevano eccezione solo alcuni punti specifici realizzati in cantiere, come pilastri e pochi muri, sulla quale veniva applicata una pannellatura modulare realizzata in fabbrica, che rivestiva sia gli interni che gli esterni, eliminando la necessità di finiture umide (stucco, mastice, silicone). Rivolgendosi questo progetto ad un utenza tradizionale, egli inventò anche un innovativo sistema di riscaldamento a pavimento, che consentiva maggiore libertà in pianta e pulizia nel disegno14. 14  Sergeant J., 1976; McArthur S., 1985; Bergdoll B. et al. 2008; Pfeiffer, 2010.

1.20 1.21 1.22 1.23

20

Pianta, 1936. Immagine, dal cortile. Prospetti. Dettaglio: sezione verticale e orizzontale del serramento


prefabbricazione parziale

21


prefabbricazione parziale

1.10 Maison Tropicale | Jean Prouvé | 1949 Nel 1949 Jean Prouvé materializzò il suo interesse nella produzione industriale dell’architettura con una serie di progetti già prima della Seconda Guerra Mondiale, del quale il più riuscito è il BLSP, un’abitazione prefabbricata realizzabile in cinque ore da cinque uomini. Nel 1949 questa serie di progetti culminò nel disegno della Maison Tropicale, di cui furono costruiti tre esemplari, uno in Nigeria e due in Congo. La Maison di Prouvé non è necessariamente un’abitazione, ma uno spazio polifunzionale, creato su una maglia quadrata di un metro, in cui tutti gli elementi pesano meno di cento chili e sono lunghi meno di quattro metri, in acciaio sia per quanto riguarda la struttura che per i tamponamenti. Data la difficile situazione climatica, tropicale appunto, la leggerezza risultò ottima per evitare l’effetto negativo della massa termica durante la notte, del pari il camino naturale disegnato dall’inclinazione del tetto, che favorisce la ventilazione naturale riducendo umidità e temperatura interna, e la schermatura

solare.

Il

tutto

era

opportunamente

progettato

per

l’impacchettamento in container e la spedizione aerea. Sfortunatamente il loro aspetto era così diverso da ciò che la popolazione locale era abituata a vedere che non trovarono molta fortuna (si era pensato a una prefabbricazione di interi siti coloniali), e il costo non così conveniente fece sì che i tre prototipi non ebbero seguito15. 15  Sulze P., 2002; Robin R., 2009.

1.24 Disegno originale: sezione trasversale, maglia strutturale e pianta.

22


prefabbricazione parziale

1.11 GreatHanshin EarthquakeCommunityShelter | AA Arch. |1996 Il terremoto di Kobe del gennaio 1995 segnò profondamente il Giappone, sia economicamente che in termini di vite perdute. La città necessitò di un gran numero di ripari che postessero fungere da cliniche, scuole, uffici o abitazioni, rapide da costruire e versatili. Anderson&Anderson architetti si occupavano dall’inizio degli anni ‘90 di sistemi prefabbricati, e non fu un problema per loro progettare riadattando schemi esistenti e tecnologie disponibili un community shelter. È un prototipo abbastanza complesso, nonostante la forma pulita, nella quale tutto è customizzabile, dai sistemi di parete fino all’arredo, il quale è in gran parte mobile su rotelle, incluse cucine e ampie scaffalature. Il sistema principale è costituito da un’articolazione spaziale a scatola di cinque moduli strutturali regolari, a forma di parallelepipedo, che racciudono un unico spazio versatile. L’assemblaggio in sito non richiede particolari competenza, di conseguenza può essere eseguito dalla manodopera non specializzata locale. Questo progetto è molto importante perchè segna, anche grazie alla ricerca e alle pubblicazioni degli autori16, un punto di partenza per il filone dell’architettura open source, molto cara al movimento fabber. Sfortunatamente questo progetto non venne mai realizzato17. 16  Vedi Mark e Peter Anderson, “Prefab prototypes: Site specific Design for Offsite Construction”, New York, Princeton Architectural Press, 2007. 17  Bergdoll B., 2008.

1.25 Esploso assonometrico. 1.26 Plastico di studio originale.

23


prefabbricazione finita

1.12 Maison Dom-ino | Le Corbusier | 1914 Questo paragrafo non intende fornire una critica generale di questo progettoconcetto nato nel 1914, in quanto esulerebbe dalla trattazione e sarebbe di

pensato20, il concetto è di una chiarezza, semplicità e adattabilità incredibile, se si pensa all’epoca cui fa riferimento.

poco conto rispetto a quanto già scritto in diverse occasioni da storici e critici

20  Nello scenario di emergenza non è possibile pensare a realizzazioni in calcestruzzo armato,

d’architettura.

poiché il getto in loco è sconveniente sotto ogni punto di vista, e la sua prefabbricazione crea

Il progetto figura in questa carrelata di progetti in quanto pietra miliare della

problemi di trasporto estremamente limitanti.

prefabbricazione, punto altissimo e straordinariamente all’avanguardia del disegno di ciò che può essere anticipato e prefabbricato, rispetto all’oggetto finito. È il capofila di quella che qui viene definita in questa trattazione come prefabbricazione finita: il volume è già pensato come chiuso dall’architetto, nella sua semplicità e purezza, anche se tecnicamente non è uno di quegli oggetti chiusi in fabbrica e spediti. La libertà d’impiego è tuttavia più che mai presente tanto all’interno, in quanto la struttura risponde all’esigenza primaria di libertà in pianta e in facciata, quanto all’esterno, dove l’accostamento delle unità (o la loro separazione rispetto al contesto) definiscono il progetto con grande chiarezza e semplicità18. Il nome stesso deriva dall’amalgama di domus e industria19, sottolineando la sua vicinanza tanto all’architettura quanto al mondo della fabbricazione. L’architetto inventa una proto-architettura nella quale egli stesso immagina il possibile futuro utilizzo nelle mani di altri architetti. Nello scenario dell’emergenza, tralasciando il lato materico, figlio del tempo in cui fu 18  Esistono diversi disegni di Le Corbusier nel quale egli immagina una casistica di accostamenti delle singole unità. 19  Bergdoll B., 2005.

1.27 Disegno per il brevetto del 1914.

24


prefabbricazione finita

1.13 Wichita House | R. Buckminster Fuller | 1929 La fascinazione di Fuller per lo spazio abitativo minimo si manifesta in due progetti tanto utopici quanto curati nei minimi dettagli. Si potrebbe dire che sia il Dymaxion che la Wichita House guidano il filone delle capsule-unità abitative, sia come disegno che quanto a uso dei materiali. La seconda in particolare è prodotto nuovo e di eccezionale cura, ma figlio del fallimento del precedente. Il modulo, in pannelli stratificati pre-finiti, era interamente rivestito in fogli di alluminio, che contribuivano all’aspetto “lunare” dell’oggetto, di forma circolare, con al centro i blocchi di servizio. Sulle pareti una finestra a nastro continua dava visibilità a 360°. Molto interessante il sistema di ventilazione ed estrazione dell’aria, costituito principalmente dalla pinna in cui culmina la copertura, orientabile in funzione del vento. ll progetto è uno dei primi in cui non parti da assemblare sono prefabbricate, ma l’intera unità, che viene spedita in toto dall’impianto al luogo cui è destinato. Nonostante tutto ciò, ancora una volta, la produzione di quella che agli occhi di architetto e finanziatori sarebbe potuta diventare il nuovo spazio per abitare degli Americani si rivelò fallimentare poiché troppo anticipatrice dei tempi. La fabbrica, che era stata pensata per produrre dalle cinquanta alle sessanta unità all’anno chiuse i battenti nel ‘47, a due anni dall’inizio del progetto Fuller dovette abbandonare la fabbrica poiché il proprietario si rifiutò di portare avanti la produzione21. 21  Neder F., 2008.

1.28 Schemi di ventilazione originali, per climi caldi e freddi. 1.29 Edificazione del prototipo.

25


prefabbricazione finita

1.14 Habitat ‘67 | Moshe Safdie | 1967 Molto affina al movimento metabolista, Safdie ne studiò i principi e li applicò nella sua tesi di laurea, progetto per una urbanizzazione su larga scala in calcestrutto precompresso. Proprio quel progetto venne selezionato per rappresentare il Canada (Safdie, di origine israeliane, si laureò alla McGill University) per l’Expo di Montreal del ‘67, quando l’architetto aveva soli ventiquattro anni. Costruito su un’isola fluviale artificiale, il progetto è costituito22 di volumi in cemento prefabbricato modulari, giustapposti in modo molto articolato ed eterogeneo, in modo tale da garantire a tutti uno spazio privato aperto (terrazza o tetto verde) e il maggio numero di viste possibile. Se, come detto, da un lato accolse le istanze metaboliste, dall’altro questo progetto denuncia il rifiuto della megastruttura, della città plug-in, risolvendo il volume della fabbrica come un incastro dei singoli volumi in cui tutti sono necessari. Questo è evidente dalla serie di modelli in scala che realizzò prima di giungere a quello realizzato effettivamente. A livello tecnologico il modulo si dimostra efficace ancora oggi, ma il posizionamento difficoltoso delle unità interamente assemblate fece sì che per la realizzazione dell’intero complesso furono necessari diversi anni, difficolà comune a molti progetti con un alto grado di complessità23. 22  È una delle poche costruzioni sopravvissuta all’esposizione, tutt’ora abitata come complesso residenziale e landmark simbolico di Montreal. 23  www.msafdie.com; Bergdoll B. 2008.

1.30 Sezione illustrativa della composizione modulare. 1.31 Immagine contemporanea del complesso.

26


prefabbricazione finita

1.15 Moduli 225 | Kristian Gullichsen, Juhani Pallasmaa |1970 Questo progetto riprende la lunga tradizione della prefabbricazione scandinava, riportandola alle origini del legno, dopo una parantesi in cui l’introduzione della lamiera sembrava aver messo da parte il materiale da costruzione principe di quelle aree. I suoi progettisti, storici e critici dell’architettura, diedero una rivisitazione modernista all’architettura che si può quasi dire tradizionale del Nord Europa. Prende il suo nome da dal modulo base quadrato di 225 cm di lato, che viene suddiviso orizzontalmente o verticalmente in tre fasce che possono essere occupate da sottomoduli piani opachi, trasparenti, apribili per le porte o attrezzati come scaffalature. Il tutto è sospeso da piedi regolabili molto facilmente, tramite meccanismo a vite, che risultano molto utili su terreni in pendenza. Sebbene la prefabbricazione dal punto di vista di struttura metallica e elementi intercambiabili potrebbe considerarsi parziale, è altresì vero che il concetto di partenza è l’unità-cubo, e la coesione strutturale è impossibile senza l’unità tridimensionale minima preassemblata. In ogni caso la scelta dei moduli di parete sostituibili apre molte possibilità di personalizzione: all’interno del singolo cubo, variando l’orientamento delle tre fasce per faccia e modificando le loro caratteristiche funzionali, estetiche e materiche, nonché ovviamente nella composizione dei diversi cubi che formano l’unità abitativa. Per configurazioni semplici il tempo di assemblaggio è di circa due giorni24. 24  Fernández-Galiano L., 2011.

1.32 Schema di composizione delle unità-modulo. 1.33 Unità abitativa, notare la somiglianza con casa Farnsworth.

27


prefabbricazione finita

1.16 Micro Compact Home | Horden Cherry Lee Architects Haack + Höpfner Architects |2005

Figlio della macchina per abitare lecorbusieriana per quanto riguarda la concezione, questo progetto è esempio di creazione di uno spazio minimo in grado di assolvere tutte le funzioni dell’abitare moderno. É pensato per un nuovo tipo di vivere (anche qui il parallelo a Le Corbusier è immediato): secondo gli architetti, il segno del benessere non è più la residenza, il permanere, ma il viaggiare, muoversi, cambiare posto. Questo progetto porta alle estreme conseguenza l’abitare temporaneo con capacità tecnica e commerciale. In un cubo di 2,5 m di lato sono racchiusi due letti, un tavolo estraibile con la relativa seduta, una cucina, uno spazio in cui possono mangiare fino a cinque persone, doccia, water, due televisori ultrapiatti, illuminazione, connessione telefonica e internet, un armadio per i vestiti e due specchi. La struttura principale è in legno, il rivestimento in alluminio anodizzato isolato in polistirene, mentre le aperture sono tamponate da finestre a doppi vetri. Il singolo modulo può essere inserito in una maglia strutturale verticale, assemblando una struttura sull’eco dei metabolisti e di Archigram, le cui parti possono essere rimosse per la manutenzione senza comportare il minimo disturbo per la struttura nel complesso25. 25  Dumiak M, 2007; L anks B., 2007

1.34 MCF immersa nella natura. 1.35 Interno, con lo spazio per il tavolino e cassetti sotto il letto reclinabile.

28


prefabbricazione finita

1.17 System3 | Oskar Leo Kauffmann, Albert Rüf, KFN System |2008

Il sistema raffinato di progettazione di questo spazio minimo è duale: da un lato vi è un volume di servizio, iper compatto ed efficientemente organizzato per ridurre al minimo gli ingombri; dall’altro uno spazio “di vita” uguali dimensioni. Se il primo è un blocco unico che contiene cucina, bagno, impianto elettrico, lavanderia, lavapiatti, impianti di riscaldamento, raffrescamento e circolazione verticale nel caso di moduli sovrapposti, il secondo è un sistema di elementi piani (tetto-pavimento-pareti) che racchiudono uno spazio completamente vuoto in cui l’unica cosa presente è l’arredo scelto da chi vive il modulo abitativo. Le dimensioni finali sono quelle del container Iso per entrambe i volumi: circa 2,5x2,5x12 metri (le misure tonde sono in pollici in quanto il sistema è nato negli Stati Uniti) Questo progetto si inserisce a pieno nella categoria di case-container, nate dalla possibilità di riutilizzare scatole esistenti, in buone condizione ma abbandonate e disponibili praticamente in tutto il mondo. Ai fini della trattazione più che il progetto in sé interessa la logica che gli sta dietro, di conseguenza System3 è stato scelto come esempio di ottima progettazione del container, che non si ferma alla logica stretta di rifunzionalizzazione ma è capace di andare oltre, reinterpretandola26. 26 Barnstein F. 2008, Bergdoll B. 2008.

1.36 Assonometria aperta del volume di servizio. 1.37 Volume di servizio, di vita e giardino.

29


prefabbricazione finita

1.18 Quick House Variations | Adam Kalkin |2009 Più che nel prodotto, il quale non è per nulla diverso all’infinità di abitazioni prefabbricate derivate da container, l’importanza della Quick House di Adam Kalkin in questo contesto sta nello studio di un sitema nel quale il cliente sceglie il numero e il tipo di locali che desidera. Come conseguenza della scelta operata, il sistema assembla una serie di unità container che creano il gioco di volumi e forme base nel quale è tutto predisposto per essere funzionale e compatto. In base al budget il cliente può infine decidere il tipo di finitura, il colore, tipo e quantità di aperture desiderate. Il progetto si articola intorno al soggiorno centrale, attorno al quale ruotano gli altri spazi nella composizione dei volumi semplici di base. Non differisce di molto, quanto a logica, dal progetto di Gropius, ma, in uno scenario teconologicamente e mentalmente più sensibile a questo tipo di idee, il risultato finale è decisamente più apprezabile, tant’è che le realizzazioni sono molte, al contrario del Baukasten. In questo progetto infatti il ruolo dell’architetto non è quello di progettare le forme dello spazio, ma la Forma che le governa. Il suo lavoro è a monte, nel modello, più che nel risultato finale, che è conseguenza semplice delle scelte successive prese in base alla volontà del cliente. Proprio in questo risiede la forza del progetto e la sua importanza nello scenario della prefabbricazione27. 27 Arieff a.,2003; Smith R., 2004; McLean W., 2008.

1.38 Pianta e sezione di una delle composizioni. 1.39 Interno, notare il livello delle finiture.

30


prefabbricazione

---

1.19 Burst*008 | Jeremy Edmiston, Douglas Gauthier |2008 Anche in questo progetto gli architetti non disegnano la Forma ma le forme possibili delle architetture figlie dello stesso sistema. Lo sfruttamento dei sistemi informatici è spinto al massimo: partendo dai dati climatici del luogo (temperature, angoli solari, venti prevalenti) e dal numero di locali scelti dal cliente, un complesso di variabili da loro ideato crea una complesso spazio architettonico, ne determina la struttura, la scompone in parti e la ottimizza per la produzione, così come l’involucro. Il tutto sfruttando appieno le potenzialità della tecnologia odierna: la progettazione è nel codice generativo e non nel disegno, che viene poi modificato tramite un passaggio manuale per determinare la disposizione interna, reinviato a un altro codice che disegna la struttura e infine i pezzi della struttura (interamente in compensato verniciato a resina, per impermeabilizzarlo) vengono ordinati in funzione della dimensione delle tavole da taglio laser dalla quale vengono ricavati (minimizzando gli scarti). Attualmente è il progetto di un sistema di prefabbricazione più raffinato: automatizzato ma non chiuso, economico nella produzione, semplice nei materiali e nelle soluzioni. Trasporta tecniche che oggi sono decisamente comuni nelle scuole di architettura per i pastici, direttamente nel mondo reale, senza incontrare la minima resistenza28. 28  Bergdoll B., 2008; Bergdoll B. et al, 2008; Bernstein F., 2008; Gauthier D. 2009; www. architecturemedia.com

1.40 Assonometria aperta del volume di servizio. 1.41 Volume di servizio, di vita e giardino.

31


Bibliografia e Sitografia

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Fonti Iconografiche 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 1.6 1.7 1.8 1.9 1.10 1.11 1.12 1.13 1.14 1.15 1.16

1.17 1.18 1.19 1.20

Stafford, 2009, Artists Rights Society (ARS), New York, VG Bild-Kunst, Bonn. K allsen, 2009, Artists Rights Society (ARS), New York, VG Bild-Kunst, Bonn. weareprivate.net www.princetonol.com www.princetonol.com www.uh.edu dabatt.blogspot.it www.mattonesumattone.org www.mattonesumattone.org Barry Bergdoll e Peter Christiansen, “Home delivery: the fabrication of the modern dwelling”, Basilea, Boston, Berino, Birkhäuser, 2008, p 78. Swarthout, 06-2012. Barry Bergdoll e Peter Christiansen, “Home delivery: the fabrication of the modern dwelling”, Basilea, Boston, Berino, Birkhäuser, 2008, p 187. www.kkaa.co.jp ww.shigerubanarchitects.com www.inhabitat.com Winfried Nerdinger, “The architect Walter Gropius: Drawings, Prints, and Photographs form Bush-Resinger Museum, Harvard University Art Museum, Cambridge, Mass. and the Bauhaus-Archiv Berlin”, Berlino, Mann, 1985. Ibidem. Bruce Brooks Pfeiffer, “Frank Lloyd Wright 1917-1942”, Köln, Taschen, 2010. Mackison, 2005. Vedi 3.16

1.21 Ibidem. 1.22 Barry Bergdoll e Peter Christiansen, “Home delivery: the fabrication of the modern dwelling”, Basilea, Boston, Berino, Birkhäuser, 2008, p 83. 1.23 Wachsmann e Gropius, 1942, in farm4.static.flickr.com/ 3475/3887064305_5c5bbb7157.jpg 1.24 Robert M. Rubin, “Jean Prouvé’s Tropical House”, Parigi, Centre Pompidou, 2007. 1.25 Barry Bergdoll e Peter Christiansen, “Home delivery: the fabrication of the modern dwelling”, Basilea, Boston, Berino, Birkhäuser, 2008, p 172. 1.26 ibidem. 1.27 Fondazione Le Corbusier, 19209a in www.flickr.com/photos/leeluiz /5542706809 1.28 R. Buckminster Fuller, “Your private sky: discourse”, a cura di Joachim Krausse e Claude Lichtenstein, Baden, Lars Müller, 2001.

1.29 ibidem. 1.30 www.arch1101-2010kjb.blogspot.it/2010/04/moshe-safdie-habitat-67montreal-canada.html 1.31 www.architecture.about,com 1.32 www.proyectos4etsa.files.wordpress.com/ 1.33 www.tecnonicabloc.com 1.34 www.viahouse.com 1.35 commons.wikimedia.org 1.36 www.prefabcosm.com 1.37 arttattler.com 1.38 www.designboom.com/ 1.39 ibidem. 1.40 www.inhabitat.com 1.41 www.treehugger.com



2. EMERGENZE NEL MONDO Numeri dei Rifugiati e degli Sfollati “While catastrophes do not discriminate, they most severely affect those least able to withstand them: The most vulnerable children, living in the poorest and most isolated places, subject to the greatest deprivations.” Anthony L ake, UNICEF Executive Director


2.1

La sostenibilità nel contesto globale

dei cosiddetti gas-serra, biossido di carbonio in testa, che impediscono a gran parte della radiazione solare riflessa di uscire dall’atmosfera, trattenendo

La Terra sta sperimentando una situazione tanto inquietante quanto

il calore all’interno.

completamente nuova, nella quale vi è un alto grado di incertezza riguardo la

Diversi studi provano che non solo il cambiamento climatico ma anche

capacità del nostro pianeta di sopportare l’attuale pressione antropica. Le

l’aumento dei disastri è collegabile all’attività umana, che sta iniziando solo di

ragioni sono diverse, ma possono essere riassunte in breve nella somma dei

recente a dirigere i propri sforzi verso uno sviluppo sostenibile, cioè un

seguenti quattro punti:

cammino di crescita che mira a trovare un compromesso proprio tra ritmo di consumo delle risorse naturali e ritmo di rigenerazione delle stesse.

• rapida crescita della popolazione, da 1.5 miliardi agli inizi del ‘900 fino ai 6

Tra i diversi sistemi che l’umanità a creato, quello dell’abitare è sicuramente

miliardi del 200, con proiezioni che parlano di crescita continua da parte dei

quello che intraprende la sfida più grande: nel 2008, per la prima volta, la

continenti asiatico e africano fino a raggiungere i 10 miliardi nel 21001;

popolazione delle città, con una particolare concentrazione in Asia e Africa4.

• sfruttamento delle risorse naturali: acqua, foreste e giacimenti sdi carburanti

La concomitanza di crescita del numero di disastri e crescita della popolazione

fossili, i quali si stima potrebbero finire entro 40 anni per quanto riguarda il

pone in primo piano il tema dell’abitare in situazioni di emergenza, tanto più

petrolio, 60 per i gas naturali e 180 anni per quanto riguarda il carbonel;

che tanto più una popolazione è urbanizzata, tanto minore è la sua capacità di crearsi un riparo temporaneo in situazioni critiche5.

• peggioramento della qualità dell’aria, delle risorse idriche e della qualità del suolo, che, sommati ai punti precedenti, creano una scarsità endemica di

2.2

cibo e riparo in gran parte del globo, dando origine a un peggioramento complessivo della qualità di vita media2

La situazione delle aree critiche

Sono più di 25 i paesi nel mondo colpiti da emergenze e crisi di vario genere

• la produzione di una quantità di rifiuti mai vista nella storia, dovuta in parte

nell’arco del solo 2011. Se è vero che le catastrofi non fanno distinzioni di

all’incremento di popolazione ed in parte all’aumento ripido dei consumi pro

nazionalità, sesso, colore della pelle o zona geografica, in alcune aree

capite.

geografiche esse hanno effetti più devastanti perchè si sovrappongono a

Come risultato di questa situazione già di per sé preoccupante, gli esperti

situazioni appena al di sopra del limite della sostenibilità, se non già al di

registrano il graduale riscaldamento del globo, con un incremento dei disastri

sotto6.

3

di origine naturale (quadruplicati negli ultimi 30 anni ), un aumento della

Gli eventi calamitosi di origine naturale, con maggiore o minore influenza

temperatura media e del livello del mare. La causa è l’aumento dell’emissione

dell’azione umana, sono circa 400 l’anno, in rapido aumento negli ultimi

1 Cohen J.E., 1995.

4  www.unfpa.org/pds/urbanization.html

2 Gauzin -Müller D. et el,2002.

5 Office of Disaster Co-ordinator, 1982

3 UN conference on climate change,1996.

6  UNHCR, 2011.

36


decenni. Basti pensare che dal 1999 al 2008 il costo dei danni dovuti a disastri

resistere anche al minimo imprevisto. Molti dei paesi coinvolti sono in questa

ambientali è cresciuto di 160 billioni di dollari, con una relativa risposta in

situazione, in cui i fattori di rischio sono multipli e, sebbene di diversa origine,

termini umanitari cresciuta di 10 volte. Il cambiamento climatico è passato

sono intrinsecamente collegati e si autoalimentano in un circolo vizioso.

dall’essere fattore di causa critico nel 50% dei casi, al 70% nel medesimo

Le carestie portano all’emergenza abitativa di fette di popolazione che si

arco di tempo, legando numero ed entità dei disastri a una prospettiva di

spostano in massa, che vivono in situazioni precarie in cui il diffondersi di

trend crescente non certo rosea. I più gravosi del recente passato sono stati

epidemie è molto facile. L’instabilità politica muove la violenza e favorisce gli

lo tsunami del 2004 nel Sud Est asiatico, il terremoto nel Pakistan e l’urgano

shock economici in paesi già ampiamente al di sotto della soglia di povertà,

Katrina nel Sud-Est degli Stati Uniit nel 2005, l’inondazione della Bolivia nel

minando il tessuto sociale alla base di comunità prima molto forti, lasciando

2007, il tifone nel Burma nel 2008, il terremoto di Haiti nel 2010. Anche l’Italia

altro spazio alle violenze e alla criminalità, rendendo quasi impossibile

ha subito due duri colpi con i terremoti in Abruzzo nel 2009 e in Emilia nel

l’educazione dei bambini rendendogli impossibile una vita migliore8.

2012 (Masotti, 2010). Se crescono in modo lineare i danni dovuti agli eventi calamitosi, il numero di rifugiati e sfollati è fluttuato in modo non lineare tra i 40 e i 45 milioni di persone negli ultimi dieci anni (vedi immagine 1.9), dato di per sé spaventoso ma che almeno non presenta una tendenza alla crescita7. É necessario sottolineato fin da principio che con il termine “emergenza” non ci si riferisce unicamente alla situazione conseguente ai grandi disastri naturali, ma spesso anche a eventi bellici, disastri ambientali, instabilità politiche ed economiche di origine antropica. Il rapporto sui numeri delle emergenze mondiali, redatto annualmente dall’UNICEF descrive, a partire dal punto di vista dei più deboli, bambini e donne, la situazione globale dell’emergenza umanitaria e abitativa, e fornisce un tanto accurato quanto preoccupante quadro complessivo riguardo le situazioni di emergenza. In tutto il mondo, milioni di bambini vivono crisi che persistono da anni. Mentre alcune di queste attirano l’attenzione della politica e dei media, altre permangono silenti e inosservate. Ripetute emergenze sovente si abbattono su chi è già vulnerabile e nel tempo azzerano la capacità delle popolazioni di 8  UNICEF, 2011

7  UNHCR, 2012

37


2.1

Mappa delle missioni Unicef in situazioni di emergenza | 2011

Entità dell’intervento 38


2.3

Sud-Est dell’Africa

Partendo da una base di povertà estrema, le frequenti calamità naturali, l’instabilità politica e la situazione economica incerta rendono particolarmente vulnerabili le popolazioni dell’area Sud dell’Africa alle alterazioni delle condizioni normali di vita come malnutrizione, abusi ed epidemie. La separazione preparata da tempo tra Repubblica del Sudan e il South Sudan ha creato oltre 300.000 sfollati e il rientro problematico nella parte Sud di oltre 350.000 persone, ponendo una seria sfida alle associazioni non governative di aiuto, a causa della distruzione pressoché totale delle infrastrutture e l’assenza di qualsiasi tipo di servizio alla persona. A metà del 2011, una pesante carestia nel Corno d’Africa ha coinvolto oltre 13 milioni di persone, dei quali il 36% bambini al di sotto dei 5 anni di vita., uccidendo più di 10.000 bambini solo in Somalia, mentre altri 750.000 sono stati dichiarati a rischio di morte per stenti nell’ottobre del 2011. Tra il luglio e l’ottobre dello stesso anno, oltre 100.000 bambini sono stati curati per malnutrizione grave tra l’Etiopia, il Kenya e la Somalia. Le previsioni per il 2012 al contrario prevedono elevato rischio di alluvioni e cicloni, in particolare nella zona del letto del fiume Zambesi. Il Burundi affronta una scarsità di approvvigionamenti di cibo insieme a un’epidemia di colera e morbillo. Inoltre oltre il 34% dei portatori di HIV risiede nelle 10 nazioni del Sud dell’Africa, con un rapporto di 8 a 1 tra donne e uomini, rendendo la diffusione del virus ai nuovi nati molto probabile9. 9  (ICRC, 2011; UNICEF, 2011; UNHCR, 2012

2.2

39

Tempesta di sabbia in un campo profughi Somalo.


2.4

Centro e Ovest Africa

Le emergenze pongono gravi minacce alla stabilità e allo sviluppo delle regioni di questa parte dell’Africa. Nel 2011 c’è stato un netto aggravarsi dell’instabilità politica e dell’insicurezza globale. Epidemie colpiscono popolazioni già ai limiti della sopravvivenza, facilitate dai cambiamenti climatici, carestie e alluvioni, senza contare il complessivo aumento del prezzo dei generi alimentati come conseguenza della globalizzazione e della crisi economica. Disastri naturali e causati dall’uomo hanno moltiplicato i bisogni delle popolazioni di quest’area di mondo, e allo stesso tempo ne hanno impedito l’accesso ai servizi primari, aumentando l’insorgere di problemi connessi alla mancanza di acqua potabile e l’assenza di servizi sanitari. Il colera ha colpito la regione del Lago Chad Basin e la Repubblica Democratica del Congo, con oltre 85.000 infetti e oltre 2.500 vittime; in concomitanza con l’azione della poliomelite. In Costa d’Avorio le elezioni del 2010 hanno messo a dura prova le organizzazioni non governative, poiché le violenze scaturitesi hanno danneggiato le infrastrutture e provocato più di un milione di sfollati. Gli strascichi delle elezioni in Liberia, in cui il candidato vincente Sirleaf ha vinto con il 90% dei voti su un’affluenza del 37%, a seguito della richiesta di boicottaggio dell’opposizione che segnalava brogli e intimidazioni, si prevede abbiano serie conseguenze sia interne che sui paesi circostanti: Costa d’Avorio, Congo, Senegal e Sierra Leone. La regione del Sahel, la cui instabilità è fomentata dall’estendersi della Primavera Araba e dalle incursioni di Al Qaida, minaccia di trascinare con sé il Magreb e il Boko Haram10. 10  ICRC, 2011; UNICEF, 2011; UNHCR, 2012. 2.3

40

Una donna con suo figlio attende le cure al centro medico di Bandundum, Congo.


2.5

Medio Oriente e Nord Africa

Questa zona del mondo è caratterizzata da decenni da instabilità politica, crisi dei diritti civili e protratte emergenze umanitarie. Nel 2011 una serie di trasformazioni politiche, passate sotto il nome di Primavera Araba, le cui cause sono molteplici ed esulano da questa trattazione, sono state mosse anche da una cronica mancanza di rispetto dei diritti civili e della iniquità sociali, aggravate dal dilagare della corruzione del ceto politico, livelli elevati di disoccupazione, aumento del costo dei generi alimentari e dei carburanti, scarsità di risorse idriche. Il via è stato dato dalla rivolta tunisina a cavallo del capodanno del 2011, per poi estendersi all’Egitto, alla Libia alla Siria e allo Yemen in un susseguirsi di rovesciamenti politici di istituzioni generalmente non democratiche (non necessariamente conclusisi in forme di governo migliori). L’Egitto e la Tunisia hanno dovuto assorbire oltre 930.000 esuli Libici. Nello Yemen le condizioni critiche quanto a dissoluzione di servizi di base, siccità regionali, allarmanti livelli di denutrizione e assenza delle autorità fanno pensare a un futuro simile anche per la popolazione yemenita. La separazione tra Sud Sudan e Sudan, avvenuta in modo relativamente pacifico nel Luglio 2011, ha comportato l’esodo forzato di 440.000 civili verso le regioni di confine: Abyei, Blu Nile e Kordofan del Sud. I tre stati del Darfur ospitano in campi oltre 1.9 milioni di esuli. La popolazione del Djibouti soffre la siccità dopo 6 anni di precipitazioni quasi inesistenti, che inficiano l’agricoltura e hanno ridotto all’osso anche le risorse idriche potabili. I paesi confinanti con l’Iraq ospitano attualmente oltre un milione di esuli di guerra11. 11  UNICEF, 2011; UNHCR, 2012.

2.4

41

Una bambina guarda una manifestazione pacifica a Tripoli, Libia.


2.6

Sud Asia

Questa regione è una delle più popolose e più inclini alle emergenze di tutta la Terra. L’incapacità ad adattarsi al clima e di sopportare tifoni, alluvioni stagionali e terremoti rende ancora più difficile il fronteggiare le emergenze dovute all’instabilità politica tra Stati e le tensioni interne. I monsoni colpiscono ciclicamente le popolazioni di Bangladesh. India, Nepal e Sri Lanka, e occasionalmente ma non con meno vigore il Sud del Pakistan. In Pakistan, una alluvione nelle provincie del Sindh e del Balochistan all’inizio di Agosto ha toccato oltre 5 milioni di persone, strappando molti di questi dalle loro abitazioni e creando una enorme crisi alimentare nelle zone coinvolte, dopo due anni consecutivi di inondazioni. Il 18 settembre 2011 un terremoto di grado 6.8 della scala Richter ha colpito il Buthan, le parti nordorientali dell’India e il Nepal, causando danni strutturali gravi a oltre 8.000 abitazioni, 110 scuole e 36 centri ospedalieri. Tra i punti critici per quanto riguarda le emergenze politiche, il conflitto Afghano di durata oramai decennale ha creato un grande movimento interno di esodo di quasi 500.000 persone, mentre altri non censiti sono costretti con la forza a prendere parte al conflitto. In Pakistan oltre 800.000 esuli fuggono al conflitto religioso-tribale interno, con i suoi strascichi di violenza su donne a bambini. Speranze in Sri Lanka dopo la fine nel 2009 della guerra civile che durava da quasi 30 anni12. 12  ICRC, 2011; UNICEF, 2011.

2.5

42

Una donna porta in braccio un bambino in un campo per gli alluvionati del Sindt, Pakistan.


2.7

Est Asia e Pacifico

Così come il resto dell’Asia, anche quest’area è fortemente soggetta a terremoti, tsunami, monsoni e cicloni stagionali. Di questi stati, 8 sono tra i primi 20 per quanto riguarda i rischi naturali. Nella prima metà del 2011 piogge stagionali e tifoni hanno coinvolto oltre 9.5 milioni di persone tra Cambogia, Repubblica popolare del Laos, Filippine, Tailandia e Viet Nam. Evento catastrofico che si è ripetuto a metà Ottobre, con numeri simili. Nella Repubblica Democratica della Korea la situazione è grave a causa del regime dittatoriale: polmonite e diarrea falcidiano una popolazione il cui accesso al cibo e all’assistenza sanitaria è problematico, specialmente nelle zone rurali, con un tasso di mortalità del 28% per i bambini al di sotto dei 5 anni. Nelle Filippine alle catastrofi naturali si assomma il conflitto interno, a causa del quale le autorità governative locali non sono in grado di garantire l’accesso all’acqua potabile dopo le alluvioni stagionali. Gli sfollati sono circa 375.000. Tutto questo nonostante la formale trattativa di pace tra governo ufficiale e il “rido”, gruppo armato che spalleggia il Fronte di Liberazione Islamico, in una nazione in cui la maggioranza della popolazione è di fede cristiana13. 13  ICRC, 2011; UNICEF, 2011; UNHCR, 2012.

2.6

43

Un ragazzo guida una zattera sulle acque alluvionali vicino al tempio di Leski, Bangkok


2.8

America Latina e Caraibi

Cicloni, inondazioni improvvise, terremoti ed eruzioni vulcaniche martoriano questa parte del mondo da sempre. Negli ultimi 10 anni sono state coinvolte in gravi crisi umanitarie oltre 64 milioni di persone, in particolare le popolazioni indigene delle aree remote, i poveri che vivono a ridosso delle città ammassati nelle baraccopoli sulle colline e quelli che occupano le zone attraversate dai grandi fiumi. El Savador, il Guatemanla, l‘Honduras e il Nicaragua sono stati colpiti nel 2011 da una enorme alluvione, mentre più a Sud la siccità mette a rischio oltre 150.000 persone. Epidemie di colera infieriscono su Haiti e la Repubblica Dominicana, come conseguenza dell’emergenza lasciata dal disastroso terremoto del 2010. Oltre 600.000 persone vivono in accampamenti provvisori da allora. La Colombia affronta da oramai 50 anni un conflitto armato interno tra governo e le bande dei “narcos”, alimentando una crisi umanitaria che pone serie barriere allo sviluppo del paese specialmente nelle aree rurali. Le fasce più povere si trovano quotidianamente di fronte alla scelta di schierarsi con un governo centrale lontano e non in grado di mantenere la pace o con un movimento clandestino ma forte e strutturato al suo interno che, come spesso accade, si pone come più vicino a chi non ha nulla. Tuttavia non sono rari i casi di violenze sulle fasce deboli della popolazione proprio da parte dei narcos, in particolare l’arruolamento dei bambini. Inoltre nel 2010 una devastante stagione delle piogge ha coinvolto oltre 4 milioni di persone tra sfollati e persone colpite dalle epidemie e dalla carestia conseguente14. 14  ICRC, 2011; UNICEF, 2011; UNHCR, 2012.

2.7

44

Una bambina indio durante le lezioni in Guatemala, dopo la recente alluvione.


2.9

Europa Centrale e Orientale

Queste regioni sono per posizione geografiche vocate a eventi sismici, che hanno comportato la distruzione di molte delle infrastrutture e causato perdite umane. Inoltre a partire dalla Seconda Guerra Mondiale sono state teatro di guerre civili e tumultuosi movimenti indipendentisti, che hanno portato allo smembramento dell’Ex Jugoslavia e dell’ex URSS. Questi complessi conflitti hanno matrice sia politica che etnico-tribale, e di conseguenza comportano spesso strascichi di violenza che vanno ben oltre la fine ufficiale delle ostilità sancita dalle carte ufficiali, con seri rischi in particolare per i bambini e le donne. Ultima catastrofe in ordine di tempo il terremoto di grado 6.1 nella scala Richter al confine tra Kirghikistan e Uzbekistan, regioni già povere di per sé e con una resilienza minima. La Turchia assorbe parte dei flussi migratori dovuti alla Primavera Araba e al terremoto di magnitudo 7.2 di Ottobre in Siria, per un totale di oltre 11.000 persone. La Georgia, stato al confine della Russia con una storia di indipendenza molto recente, vive una situazione complessa di attentati terroristici e rivendicazioni delle autorità russe per certi versi simile al conflitto israelopalestinese. La poliomelite ricomparsa nell’Asia centrale a partire dal 2008 minaccia ora gli stati più orientali, sottolineando la fragilità delle strutture sanitarie e la totale mancanza di programmi di vaccinazione che sarebbero in questo caso risolutivi15. 15  ICRC, 2011; UNICEF, 2011; UNHCR, 2012.

2.8

45

Una donna accompagna i figli a casa nel villaggio di Samarkandek, Kyrgyzstan.


2.10 Rifugiati e Sfollati in cifre

Trend dei dislocamenti forzati (milioni di persone) 50

Il commissario dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, in occasione del rilascio del report annuale relativo all’operato del Commissariato

1,1

40

stesso, sottolinea l’enorme costo sociale ed economico che è sostenuto da un numero sempre maggiore di

30

I rifugiati, secondo la Convenzione sullo Status dei Rifugiati del 1951, sono considerati tutti coloro che varcano i confini nazionali a causa del rischio

1,1

1,0

0,9

16,0

14,6

13,7

13,8

25,0

25,0

24,6

2001

2002

2003

0,8

0,7

0,7

0,8

1,0

0,8

0,9

16,0

15,2

15,2

15,4

15,2

13,0

14,3

25,3

23,7

24,4

26,0

26,0

27,1

27,5

26,4

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2010

2011

20

potenziale o a seguito di persecuzioni. Per sfollati (IDP, internally displaced people) si intendono invece tutti coloro che hanno abbandonato le loro case

10

per cause simili ai rifugiati, ma non hanno varcato i confini nazionali. Il bilancio globale vede un 10.4 milioni di rifugiati e 15.5 sfollati (IDP, internally

0

displaced people), per un totale di 25.9 milioni di persone, assistite dall’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU, dei quali il 27,4% è in una situazione

2.9

Trend dei dislocamenti forzati globali (milioni di persone)

di crisi prolungata, cioè è in un campo da oltre un anno. Il totale tuttavia di persone che hanno subito un dislocamento forzato si aggira negli ultimi 10 anni tra i 40 e 45 milioni di persone. Le nazioni i via di sviluppo ospitano

16

quattro rifugiati su cinque; i 48 Stati meno sviluppati della Terra sopportano

14

2.3 milioni di rifugiati. Il 45% dei rifugiati è ospitato in paesi nei quali il prodotto

12

interno lordo pro capite non supera i 3.000 $ all’anno. Lo Stato che accoglie più rifugiati in relazione alle capacità economica è il Pakistan, con 605 rifugiati

10

ogni $ pro capite di PIL. A seguire la Repubblica Democratica del Congo e il

8

Kenya, con 329 e 321. Al contrario lo Stato con il flusso migratorio più forte in

6

uscita è l’Afghanistan, a causa del conflitto interno e della conformazione

4

geografica del territorio che rende pressoché impossibile vigilare i confini.

2

Le richieste di asilo e di status di rifugiato sono oltre 876.000 (poco meno di

0

1 ogni 8 viene richiesta in Sud Africa, stato con le maggiori richieste), delle

2001 2002

quali 17.700 sono richieste per bambini non accompagnati, che hanno

2003 2004

2005 2006

2007 2008 2009

2.10 Trend dei dislocati assistiti dall’UNHCR (milioni di persone)

smarrito o perso i genitori. Il 46% dei rifugiati è minorenne. 46


Bibliografia e Sitografia

Fonti Iconografiche

Cohen J.E., “Population Growth and Earth’s Human Carrying Capacity”, Science, n 269 1995.

2.11 Dati United Nations Children’s Fund (UNICEF), “Humanitarian action for children”, 2011. 2.12 Holt, NYHQ 2011-1019. 2.13 Asselin, NYHQ 2010-1352. 2.14 Diffidenti, NYHQ 2011-1422. 2.15 Page, NYHQ 2010-1662. 2.16 Perawongmetha, NYHQ 2011-1813. 2.17 Versiani, NYHQ 2007-2757. 2.18 Bell, NYHQ 2011-1654. 2.19 Dati Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), “Global trends 2011”, 2012. 2.20 Dati Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), “Global trends 2011”, 2012.

International Panel on Climate Change, “report on climate change”, 1996. Gauzin-Müller D., Favet N., “Sustainable architecture and urbanism”, Birkhäuser, Basilea, 2002. Masotti Clara, “Manuale di architettura di emergenza e temporanea: soluzioni per l’edilizia temporanea, nomade ed estrema”, Napoli, Sistemi Editoriali, 2010. United Nations Children’s Fund (UNICEF), “Humanitarian action for children”, 2011. International Red Cross (ICRC), “Annual report 2011”, 2011. Medici Senza Frontiere, “Crisi dimenticate 2010, emergenze dimenticate e emergenze mediatizzate”, 2011. Alto Commissariato 2012.

per i

Rifugiati

delle

www.icrc.org www.un.org www.unfpa.org/pds/urbanization.html www.unhcr.org www.unicef.org

Nazioni Unite (UNHCR), “Global trends 2011”,



3. IL SOCCORSO NELLE EMERGENZE Organizzazioni, Linee Guida, Requisiti “2011 saw suffering on an epic-scale. For so many lives to have been thrown into turmoil over so short a space of time means enormous personal cost for all who were affected. We can be grateful only that the international system for protecting such people held firm for the most part and that borders were kept open.” Antoni Gutierres, commissario UNHCR


3.1

3.2

Le Organizzazioni di Aiuto

La civiltà moderna si può definire tale anche in funzione della sua capacità di

Organizzazioni InterGovernative

Le Nazioni Unite (ONU)

venire in soccorso di coloro che ne hanno bisogno. Che sia per reale spirito

Le nazioni unite sono un’organizzazione internazionale fondata nel 1945, a

filantropico o per autocompiacimento degli individui che volontariamente si

seguito della tragedia della Seconda Guerra Mondiale, dai 51 stati che si

prestano ad operare in contesti di emergenza, la storia vuole che, a seguito

sono impegnati a mantenere la pace e la sicurezza internazionale, sviluppando

dai grandi disastri bellici o naturali, si siano rivelate le capacità e la volontà

relazioni amichevoli tra le nazioni fondatrici e non, e promuovendo il progresso

umana dell’aiuto.

sociale, il miglioramento delle condizioni di vita e i diritti umani.

Proprio i grandi accadimenti degli ultimi due secoli hanno piantato i germi per

I quattro scopi principali delle nazioni unite sono quindi:

una lunga serie di organizzazioni che hanno come scopo il coordinamento

mantenere la pace nel mondo.

dell’azione umanitaria, su scala internazionale e nazionale, di ampio spettro

-- sviluppare relazioni amichevoli per aiutare il mantenimento della stessa.

o su ambiti specifici.

-- aiutare le nazioni a migliorare la vita delle persone povere per sconfiggere

Le organizzazioni che interloquiscono direttamente con i governi centrali in

la fame, le malattie e l’analfabetismo.

virtù di patti stipulati tra gli stessi sono dette intergovernative, e sono quelle

-- incoraggiare il rispetto per i diritti e le libertà altrui.

con il maggior potenziale operativo in virtù dei patti stessi e delle risorse

-- essere punto di riferimento per il coordinamento tra le nazioni per

economiche che ne derivano. Esistono poi organizzazioni governative che

raggiungere i loro specifici obiettivi.

sono “figlie” dei governi nazionali e che hanno simili possibilità, con le dovute

Sebbene tutti questi obiettivi abbiano in qualche modo a che fare con le

proporzioni, ma operano unicamente sul territorio di competenza.

situazioni di emergenza nel mondo, a partire da quanto visto in precedenza

Le organizzazioni che nascono invece indipendentemente dalle autorità

riguardo la sovrapposizione tra imprevisti generatori di crisi (disastri

governative, non-governative per l’appunto (NGOs), acquisiscono legittimità

ambientali, protratti periodi di siccità, terremoti...) e substrato critico già

nel momento in cui sono riconosciute dalla comunità internazionale

esistente (dovuto a povertà, fame, instabilità politiche...), sono gli ultimi due

(formalmente attraverso trattati come la Croce Rossa, o anche informalmente).

punti nello specifico a muovere le Nazioni Unite verso azioni volte a frenare le

Il fatto stesso di essere slegate da qualsiasi ingerenza di parte, imparziali e

emergenze politiche e abitative, oggetto principale della trattazione.

neutrali, sovente le mette in condizione di operare più liberamente,

A livello operativo, l’Organizzazione può prendere decisioni riguardo una

specialmente nei contesti politici difficili. Dopo la caduta del muro di Berlino,

serie vastissima di argomenti, secondo un processo di rappresentanza che

a seguito della delusione delle aspettative di chi credeva fosse la fine di ogni

coinvolge i 193 Stati Membri all’interno dell’Assemblea, il Consiglio di

evento bellico, sono proliferate in modo esponenziale specialmente per

Sicurezza (al quale prendono parte solo alcuni nazioni), il Concilio Economico

quanto riguarda il sottogruppo delle NGOs settoriali, quelle cioè che

e Sociale e altri corpi e comitati, tra i quali l’Alto Commissariato per i Rifugiati.

raggruppano volontari di singole professionalità. 50


Oltre al valore universalmente riconosciuto delle ben visibili azioni dei

di soluzioni durevoli che sopperiscano alle loro esigenze.

“caschetti blu”, il corpo militare dell’ONU, sono e gli operatori civili che in

-- l’assistenza in caso di crisi umanitarie attraverso la fornitura di acqua, cibo,

modo più silenzioso ma non meno efficace si occupano della maggior parte

assistenza sanitaria, alloggi temporanei e non (tende o prefabbricati), trasporti

del lavoro concernente sviluppo sostenibile, protezione dei rifugiati,

per persone e cose, assistenza sociale.

prevenzione e lotta al terrorismo, disarmo e lotta alla proliferazione nucleare,

A partire dal 2004, a seguito del devastante tsunami del 26 dicembre,

promozione della democrazia, diritti umani e parità sessuale, sminamento e

l’UNHCR si è reso disponibile anche in caso di calamità naturali di grave

bonifica, aumento della capacità produttiva (in particolare per quanto riguarda

entità con operatori, mezzi e risorse economiche, nonostante questo non sia

la lotta alla fame nel terzo mondo).

il suo campo naturale di azione e sia in parziale sovrapposizione con quello

In particolare per quanto riguarda l’assistenza all’emergenza, essa si

di altri dipartimenti delle Nazioni Unite2.

concretizza principalmente in rifornimenti umanitari alle vittime della guerra.

Ufficio Coordinazione Soccorsi per le calamità Naturali delle Nazioni

Talvolta accade, quando la dimensione della crisi è particolarmente ampia,

Unite (UNDRO)

che per farvi fronte sia necessario coinvolgere diversi attori, come governi,

A partire dalla sua creazione nel 1972, questo ufficio assiste le nazioni nel

organizzazioni internazionali, ONG e forze anti-governative. L’assistenza

loro sforzo alla lotta alle calamità naturali e alle situazioni di emergenza in

d’emergenza è il primo strumento usato per rispondere alle emergenze

generale. La sua strategia è duplice: in primo luogo si occupa di coordinare i

politiche complesse (CPE), a questo fine vengono applicati approcci standard

soccorsi e secondariamente prende parte alla pianificazione preventiva nei

per proteggere i civili, portare in loco cibo, acqua, cure mediche, monitorare

confronti degli eventi disastrosi, al fine di ridurre i rischi e le conseguenze

e riportare il rispetto dei diritti umani, offrire sicurezza ai rifugiati1.

degli stessi.

L’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR)

I questo senso l’ufficio organizzava seminari e workshops di formazione,

L’ONU ha un organo specifico per i rifugiati, l’Alto Commissariato, che nacque

forniva assistenza tecnica alle nazioni in cui ricorrono ciclicamente gli eventi

come programma temporaneo triennale nel 1950 per trovare soluzioni

calamitosi, sosteneva e pubblicava studi sulla prevenzione e la riduzione

permanenti per quelle persone che ancora non avevano una casa dopo la

degli effetti. Il suo ruolo operativo è stato di fatto sostituito da un organismo

Seconda Guerra Mondiale. A partire dal 2003, la sua esistenza non è più

separato, l’OCHA3.

vincolata a rinnovi triennali ma è permanente, per volere dell’ONU stesso. Le

Organizzazione per il Coordinamento degli Aiuti Umanitari delle Nazioni

sue funzioni sono:

Unite (UNOCHA)

-- la protezione dei rifugiati, che comprende la registrazione degli stessi,

Si occupa di creare un framework nel quale tutti gli operatori del settore

consulenze burocratiche per il rilascio dei documenti, la raccolta dei dati

umanitario possono lavorare in modo coordinato, riducendo al minimo

anagrafici dei richiedenti asilo, la loro localizzazione sul territorio e la fornitura

2  www.unhcr.org 1 www.un.org

3 www.unocha.org; Office of the Disaster Relier Co-ordinator, 1982

51


sprechi e sovrapposizioni.

È l’organizzazione che coordina le autorità sanitarie all’interno delle Nazioni

Il suo contributo non è solo di tipo istituzionale-politico, ma anche e soprattutto

Unite: il suo compito è quello di fornire una guida sui temi della salute

tecnico e amministrativo, consci del fatto che anche gli aiuti umanitari sono

mondiale, creando un’agenda di ricerca sugli stessi, creando norme e

veri e propri servizi, e come tali necessitano di professionalità adeguate,

standard, provvedendo a sviluppare diverse alternative di politiche sanitarie

ricerche di mercato, indagini sui bisogni degli utenti finali. Per questo a partire

attraverso l’analisi di dati certi, fornire supporto tecnico alle nazioni e

dal 2010 si occupa anche del riconoscimento delle professionalità sui luoghi

monitorando gli andamenti riguardo alla salute mondiale.

delle emergenze e provvede a fornire personale qualificato qualora non fosse

Fondamentale il contributo ai temi dell’emergenza in quanto fornisce gli

4

possibile reperirlo in loco .

standard abitativi per i moduli e i campi al pari di quello che un comune fa per le abitazioni attraverso il regolamento di igiene.

Organizzazione per il Cibo e l’Agricoltura (FAO) L’organizzazione per il cibo e l’agricoltura (Food and Agricolture Organization)

Fondo delle Nazioni Unite per il Fanciullo (UNICEF)

è un organismo delle Nazioni Unite che opera su scala mondiale per il

È attualmente attivo in ​​oltre 190 paesi e territori, attraverso programmi

controllo degli aspetti legati alla nutrizione, in quanto causa indiretta o diretta

nazionali guidati dalla sede centrale o Comitati Nazionali indipendenti.

di emergenze per l’uomo. Le aree tematiche di cui si occupa sia sotto forma

Le origini dell’UNICEF risalgono al primo dopoguerra, l’atto di fondazione è

di ricerca che in modo operativo sono:

del Dicembre 1946, allo scopo di fornire ai bambini europei che hanno

-- la prevenzione delle crisi alimentari

sofferto la Seconda Guerra Mondiale e i suoi strascichi cibo, vestiti e

-- individuazione e prevenzione delle minacce alla produzione di generi

assistenza sanitaria. Il mandato dapprima rinnovato in modo ciclico, è reso

alimentari, alla salute della persona e all’ambiente.

definitivo nel 1953, anno in cui inizia una vincente campagna globale a base

-- gestione sostenibile delle foreste.

di penicillina contro la Framboesia, malattia infettiva che sfigurava all’epoca il

-- creazione di entità globali per la difesa dell’acqua e del suolo come risorse

volto di milioni di bambini.

scarse.

Nel 1959 viene stesa la “Dichiarazione dei Diritti del Bambino” che individua

-- incrementare la capacità degli Stati di fornire statistiche riguardo le

le linee guida d’azione del Fondo stesso per garantire protezione, educazione,

produzioni alimentari e l’agricoltura.

assistenza sanitaria, riparo e corretta alimentazione. Un significativo passo in

-- la creazione di standard globali per la misura e la verifica degli obiettivi.

avanti nella strategia del Fondo avviene nel 1982 con il lancio della “Rivoluzione

Rientra nei temi della trattazioni virtù del fatto che opera sulle cause di

per la Sopravvivenza e lo Sviluppo del Bambino”, basata su quattro tecniche

numerose situazioni di emergenza5.

semplici e low-cost: il monitoraggio della crescita, la terapia di re idratazione orale, l’allattamento al seno e la vaccinazione. Il Fondo promuove

World Health Organization (WHO)

continuamente e ciclicamente nuove campagne di sensibilizzazione sul tema dei bambini e delle fasce deboli, a tutti i livelli, dagli interventi all’Assemblea

4 www.unocha.org 5 www.fao.org

52


dell’ONU fino a alla pubblicità al cittadino. Con la sua autorità mondiale infatti

trombe d’aria...).

può influenzare i decision-maker e i partner a livello di base per trasformare

È il caso della Protezione Civile Italiana, della Federal Emergency Management

le idee più innovative in realtà. Le misure per dare ai bambini il miglior inizio

Agency (FEMA) negli Stati Uniti o dalla HyperISPRO francese.

nella vita sono quelli fondamentali per qualsiasi azione in favore dei bambini,

In questo caso l’obiettivo primario è l’assistenza ai civili all’interno ed i confini

perché la cura adeguata alla più giovane età costituisce il fondamento più

nazionali, di conseguenza, in virtù della loro definizione, non si parla mai di

solido per il futuro di una persona; del pari l’educazione delle bambine:

rifugiati ma di IDP. In casi eccezionali queste agenzie richiedono l’intervento

assicurando che completano l’istruzione primaria, come minimo, si

delle organizzazioni intergovernative o non governative, in particolare quando

avvantaggia tutti i bambini, maschi e femmine. Le ragazze che vengono

è elevato il bisogno di assistenza sanitaria o di supporto in altri ambiti

educate cresceranno e saranno migliori pensatrici, migliori cittadine, e

particolari e specifici. L’apporto che queste ultime forniscono è quindi

migliori i genitori per i propri figli. Grande sforzo è indirizzato alle campagne

subordinato alle direttive che vengono dagli enti governativi, che conoscono

di vaccinazione per le malattie più comuni prevenibili, e per quelle per le quali

meglio il territorio e hanno maggiore autorità entro i confini nazionali.

non esiste vaccino come l’HIV/AIDS vengono fatte campagne di prevenzione.

3.4

La questione dell’abitazione o quanto meno di un riparo è vista dal Fondo chiaramente sotto l’ottica del bambino: è necessario proteggerlo e mantenerlo vicino alla sua famiglia nel momento in cui una situazione di emergenza lo

Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC)

priva dell’abitazione, poiché è l’unico modo per prevenire violenze, abusi e

La Croce Rossa fu fondata da Herny Dunant e altri quattro cittadini svizzeri

sfruttamenti6.

3.3

Le Organizzazioni Non Governative

nel 1863, a seguito della battaglia di Solferino, nel quale la disorganizzazione dei soccorsi condusse a una carneficina. L’organizzazione si prese in carico

Le Organizzazioni Governative

di far ratificare ai governi di tutte le Nazioni il trattato di Ginevra, nella quale si garantisce l’assistenza e il rispetto dei feriti di guerra, anche di parte nemica,

I paesi sviluppati (quelli del Nord America, dell’Europa, nonché alcuni stati

e che introduce per la prima volta il simbolo universale della croce rossa in

del Sud America e dell’Est Asia come il Giappone) hanno organizzazioni

campo bianco.

governative, quindi nazionali, che si prendono cura della protezione dei civili

Il suo ruolo da allora fu quello di alleviare le sofferenze dovute a guerre fra

in caso di emergenza.

Stati e conflitti interni, in un primo tempo attraverso azioni di coordinamento

Questo è possibile in quanto il rischio di eventi bellici, disastri economici o di

dei soccorsi nazionali, e via via con il passare degli anni in modo sempre più

carestie è praticamente nullo, e anche alcuni eventi clamitosi di origine

attivo e partecipe, grazie anche alla creazione di un fondo proprio. Non

naturale sono meno frequenti (monsoni o tifoni tropicali), sebbene altri non

secondario è il ruolo di mediazione che talvolta i responsabili sul campo della

facciano distinzione tra le diverse località geografiche (terremoti, incendi,

Croce Rossa hanno tra le diverse fazioni che prendono parte ai conflitti.

6 www.unicef.org

53


Come gli organi delle Nazioni Unite, è costante il suo impegno per la diffusione

macrogruppi di

dei diritti umani.

-- assistenza sanitaria, che ha come obiettivo quello di alleviare la sofferenza

Le linee d’azione principali della Croce Rossa sono:

e contribuire alla sopravvivenza delle popolazioni vulnerabili.

-- la visita dei detenuti, in particolare nei contesti nei quali è molto probabile

-- protezione, nel senso di riconoscere che gli individui possiedono dignità e

il non rispetto dei diritti degli stessi.

diritti, e che le autorità che esercitano poteri su costoro hanno degli obblighi.

-- la protezione dei civili, ovvero coloro che non prendono parte attiva nei

Le azioni dell’organizzazione seguono le linee guida dell’indipendenza da

conflitti armati ma che, loro malgrado, ne subiscono le conseguenze.

ogni costrizione esterna (pressioni militari, politiche, ideologiche o

-- la localizzazione e il riconoscimento delle persone che, come conseguenza

economiche), imparzialità nei confronti delle persone soccorse, in quanto

dei conflitti, sono fuggiti dalla loro casa, con lo scopo di permettere la riunione

tutti gli individui sono uguali di fronte alla sofferenza, e neutralità all’interno

dei nuclei familiari e proteggere le fasce deboli.

dei conflitti, che passa attraverso l’accettazione da parte delle fazioni in

-- la promozione di un livello minimo di sicurezza economica, come fonte di

guerra del fatto che le azioni di soccorso non sono in alcun modo di contributo

riduzione dei conflitti e soprattutto di attenuazione delle relative conseguenze.

alle ostilità8.

-- la creazione di programmi specifici per la salute, l’accesso all’acqua

3.5

potabile e la disponibilità di un habitat sicuro. A causa di un fraintendimento di carattere ideologico religioso con il simbolo della croce svizzera, in molti paesi la Croce Rossa ha adottato nome e

Framework per l’abitare d’emergenza

Nel 1982 l’UNDRO ha pubblicato il primo documento che contiene uno studio

7

simbolo di Mezzaluna Rossa .

comprensivo riguardo all’abitare d’emergenza dopo i disastri, riguarda l’intero spettro del disastro dalla prevenzione, alla mitigazione dei danni, fino alla

Medici Senza Frontiere (MSF)

ricostruzione. Il punto di vista per la prima volta in questo genere di studi è

È la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo; è

quello delle vittime e non quello delle agenzie governative o di altri gruppi di

stata creata nel 1971 da un gruppo di medici e giornalisti in Francia.

assistenza.

Questa organizzazione fornisce soccorso umanitario in più di 60 paesi a

In virtù proprio della suo approccio generale e ad ampio raggio, questo studio

popolazioni in situazioni di emergenza dovute principalmente a guerre,

non è un manuale di costruzione, ma fornisce la lista di indicazioni per le

epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o catastrofi

politiche di pianificazione specifiche riguardo ai disastri naturali di rapido

naturali. Come la Croce Rossa, l’organizzazione fornisce assistenza

impatto (terremoti, alluvioni, cicloni) con esplicito riferimento alle costruzioni

indipendente e imparziale a coloro che si trovano in condizioni di maggiore

di riparo immediato per i sopravvissuti. Il target delle raccomandazioni non

bisogno.

sono le autorità, gli insegnanti, i costruttori locali (livello primario), alle quali è

Le azioni dei Medici Senza Frontiere possono essere raggruppate sotto i

demandata la stesura di proprie linee guida dettagliate, ma per i livelli di

7  www.icrc.org; ICRC, 2011

8  www.medicisenzafrontiere.it; MSF, 2011

54


governo del territorio superiori, definiti secondari (rappresentanti locali del governo centrale, organizzazioni internazionali e di volontari, gruppi di professionisti siano architetti, ingegneri o pianificatori, impresari edili, fornitori di materie prime) e terziari (corpi di ricerca dei governi centrali nel campo dell’abitare, la direzione delle agenzie governative che si occupano dei temi dell’abitare, delle infrastrutture e delle emergenze, istituti di credito per la ricostruzione). In particolare il focus si concentra sui paesi in via di sviluppo, le comunità più povere siano esse urbane o rurali, nelle quali la partecipazione popolare e l’autocostruzione giocano un ruolo determinante, più che il settore privato industrializzato moderno (le grandi compagnie di costruzione, chi si occupa della prefabbricazione delle abitazioni). Vengono definite per la prima volta le fasi dell’intervento: -- la fase 0, pre-disastro, cioè l’arco temporale nel quale è necessario promuove le opere di conoscenza e messa in sicurezza del territorio, prevenzione e mitigazione. -- la fase 1, di aiuto, dal giorno del disastro fino al quinto successivo. -- la fase 2, di riabilitazione, dal quinto giorno al terzo mese. -- la fase 3, di ricostruzione, di lì in avanti. I periodi di tempo, sebbene siano arbitrari ed indicativi, sono verosimili nella grande maggioranza dei casi. I principi che emergono da questo documento, determinate dall’osservazione empirica di numerosi eventi calamitosi e dei soccorsi successivi sono riassunti in 14 punti essenziali.

An Afghan family at its makeshift home in Kabul. This family returned from exile in

3.1 3.2

55

Campo UNHCR a Daabad, Kenya. Famiglia Afghana vicino al loro alloggio temporaneo, Kabul.


1.Le risorse dei sopravvissuti. La risorsa primaria, la più importante, è

ridurre i rischi del ripetersi degli eventi calamitosi: una buona pianificazione,

l’istinto di sopravvivenza di chi riesce a superare il disastro, con la

tecniche costruttive aggiornate e politiche di regolamentazione riguardanti

raccomandazione di non cercare di produrre nulla di ciò che può essere fatto

i nuovi edifici basate sulle analisi dei rischi e delle debolezze del territorio

meglio dai sopravvissuti stessi.

sono un’ottima opportunità per il futuro.

2.Distribuzione dei compiti. È vitale, e deve essere presa in carico dal sopra

9.Riposizionamento degli insediamenti abitativi. Sebbene la tentazione

citato livello primario, e, qualora questo fosse troppo debole, deve essere

di spostare gli insediamenti di piccola e media dimensione, verso posizioni

coadiuvato dagli altri livelli di gestione del territorio.

geograficamente più sicure, sia frequente, essa è possibile e opportuna

3.Stabilire i bisogni dei sopravvissuti. Nel breve periodo è più importante

solo in casi eccezionali. Il parziale ricollocamento all’interno di un

che un rapporto dettagliato dei danni: un parziale o inaccurato resoconto

agglomerato urbano è invece spesso possibile ed essenziale.

degli stessi è stato causa in passato del fallimento di molte operazioni di

10.Utilizzo del suolo. Il successo della ricostruzione è strettamente

soccorso.

connesso con la questione del governo del territorio, dell’utilizzo dei suoli

4.L’evacuazione forzata dei sopravvissuti. Ritarda il processo di

e la pianificazione delle infrastrutture. Senza un corretto impegno dei

ricostruzione e recupero delle aree, oltre a causare risentimento negli stessi;

livelli secondario e terziario non è possibile ripartire.

al contrario lo spostamento volontario delle vittime dovuto a specifiche

11.Sostenibilità economica dei ripari. Fondamentale è trovare il corretto

possibilità o esigenze (ad esempio la possibilità di alloggiare da amici o

modo di finanziare le abitazioni di emergenza: sussidi diretti funzionano

parenti) è da incoraggiare in quanto asset positivo.

bene nel breve termine, ma tendono a creare una relazione di dipendenza

5.Il ruolo dei ripari di emergenza. Le organizzazioni di soccorso tendono

tra i sopravvissuti e le organizzazioni di assistenza. É decisamente più

inoltre ad attribuire una priorità troppo alta ai ricoveri di emergenza importati

auspicabile che gli individui e le comunità partecipino al finanziamento

a causa di assunzioni sbagliate riguardo alla natura e alla rilevanza stessa dei

dei loro programmi di ricostruzione e abitazione temporanea.

ripari.

12.La crescita delle aspettative. Sebbene le abitazioni temporanee

6.Strategie di riparo. Tra i ripari di emergenza e le abitazioni ricostruite con

tendano a diventare permanenti a causa dell’elevato costo iniziale,

orizzonte temporale permanente esistono un ampia gamma di alternative

nonostante il rifiuto su base socio-culturale, i rifugi temporanei tendono

intermedie, anche se in ogni caso prima inizia il processo di ricostruzione,

frequentemente ad accelerare il desiderio di un’abitazione moderna e

minori saranno i danni sociali, economici e finanziari dovuti al disastro.

permanente, ben oltre le aspettative e le ragionevoli possibilità. È

7.Pianificazione della contingenza. I bisogni post-disastro possono essere

importante perciò che le organizzazioni di aiuto non aumentino le tensioni

prevenuti con relativa precisione, e una buona pianificazione riduce lo stress

socio-economiche fornendo appunto case “finite”, specialmente nei paesi

sulle organizzazioni che intervengono nelle emergenze e diminuire il fenomeno

nei quali il problema della scarsità di abitazioni è già diffuso, specialmente

dei senza-tetto a seguito di disastri.

tra le fasce povere della popolazione.

8.La ricostruzione come occasione. Ogni disastro offre la possibilità di

13.Responsabilità e autorità di coloro che forniscono gli aiuti. Dato 56


3.6

che politiche di aiuto e ricostruzione di successo si basano sulla partecipazione

dei

sopravvissuti

alle

operazioni,

a

partire

dalla

Requisiti prestazionali igienico-sanitari

A fianco di un quadro di riferimento esaustivo dal punto di vista dell’approccio

pianificazione dei loro stessi bisogni, le autorità che forniscono gli aiuti

al progetto di interventi di emergenza, ma manchevole dal punto di vista

devono essere riconosciute e in qualche modo accettate dai sopravvissuti

tecnico, si affiancano delle linee guida più tecniche, fornite dall’organizzazione

stessi.

mondiale per la salute. Sono forniti parametri tecnici, risultato di pratiche

14.Linee guida locali. Solo personale locale e qualificato può formulare

passate e attenti monitoraggi sulle correnti situazioni di emergenza che,

linee guida efficaci per la soluzione dei problemi post-disastro, in quanto

similmente a quelli che un Regolamento Edilizio stila per il singolo comune.

ogni situazione è differente per il tipo di rischio, tradizioni costruttive,

Misure per l’abitare d’emergenza collettivo e singolo

base economica, sistema sociale. In ogni caso è auspicabile che questo 9

testo sia la base sulla quale programmarle .

15. La superficie minima di un rifugio di emergenza dovrebbe essere di 3.5 m2 per occupante, o di 10 m3 nel caso la conformazione permetta di usare

9  Office Disaster Co-ordinator, 1982

letti a castello. 16. La distanza minima tra una brandina e l’altra non deve essere inferiore a

3.3

Campo terremotati dopo il disastroso terremoto di San Francisco del 1906.

0.75 m. 17. È richiesta un’adeguata ventilazione, tra i 20 e 30 m3 all’ora per persona. 18. La temperatura ottimale è tra i 15 e 19 °C, ma temperature inferiori possono essere tollerate con un abbigliamento adeguato. In inverno i ripari sovente necessitano di modifiche per sopportare correttamente il clima rigido. 19. Per evitare surriscaldamento nei climi caldi, è necessario provvedere a un corretto ombreggiamento, una buona ventilazione e capacità termica (nel caso di adeguamento di strutture pesanti esistenti). 20. Un lavandino ogni 10 persone o 4-5 m di lavandoni ogni 100 persone è la quantità minima per consentire una corretta igiene personale ed evitare il propagarsi di epidemie. Inoltre sono necessari una doccia ogni 50 persone in climi temperati e una doccia ogni 30 persone per quelli caldi. 21. Qualora non si disponga di scarichi fognari esistenti, le latrine a perdere dovranno essere posti entro 50 m dai moduli abitativi e ad almeno 20 m da

57


cucine, mense e punti di approvvigionamento dell’acqua.

pericolo allagamenti: vicino ai moduli, ai percorsi, ai servizi igienici, ai centri

22. Per la raccolta dei rifiuti, il minimo necessario è di un cestino di raccolta

di assistenza medica e i depositi. Le aree nelle quali non è possibile drenare

dei rifiuti ogni 12-15 persone.

l’acqua devono essere ricoperte di un sottile strato di olio o palline di polistirene per evitare il proliferare di insetti.

Misure per i campi d’emergenza

31. Ogni sito dovrebbe essere accessibile da mezzi a motore attraverso

23. Il sito su cui insiste il campo deve essere protetto dal rischio idrogeologico,

almeno 2 punti, per questioni di sicurezza, nonché per evitare che allagamenti

nonché lontano da luoghi paludosi. In caso non fosse possibile, è necessario

o altri problemi a un accesso isolino la zona.

provvedere controllando le popolazioni dei vettori di malattie come la malaria,

32. Il terreno può essere bagnato per evitare l’eccessiva polvere, anche

febbre gialla, malattia del sonno etc. che proliferano proprio negli acquitrini,

sfruttando il recupero delle acque bianche. Allo stesso scopo devono essere

nonché fornendo barriere personali contro zanzare, mosche e altri insetti.

imposti limiti di velocità e limitazioni al traffico veicolare.

24. La topografia del luogo deve permettere un corretto drenaggio delle

33. Il sito prescelto dovrebbe essere a una distanza ragionevole da una

acque: la pendenza ottimale è tra il 2 e il 4 %. I terreni erbosi tengono lontana

sorgente di acqua pulita, possibilmente in prossimità di una zona rialzata

la polvere, ma un’eccessiva vegetazione permette il proliferare di insetti, rettili

dalla quale distribuirla per gravità. Nessuno dovrebbe camminare per più di

e roditori. Da evitarsi sono i suoli rocciosi e impermeabili.

500 m per raggiungere un punto di distribuzione dell’acqua, che dovrebbe

25. Sono da evitarsi le aree adiacenti a zone commerciali e industriali, poiché

essere dimensionato per un massimo di 250 persone. In mancanza di acqua

esposte a rumori, odori, aria inquinata.

potabile in loco, dovrebbe essere posizionato un serbatoio su entrambi i lati

26. Aree per i servizi igienici e la gestione dei rifiuti devono essere create

della strada.

sottovento rispetto ai moduli di emergenza.

34. L’igiene personale dovrebbe essere fortemente invogliata all’interno del

27. Standard urbanistici per strade, linee taglia fuoco e servizi come piccoli

campo, di conseguenza dovrebbe essere presente un doppio lavandone di 3

spazi verdi dovrebbero assestarsi tra i 30 e 45 m2. Le aree per spazi pubblici,

metri di lunghezza ogni 50 persone.

mercati, e servizi non necessari nella prima fase, devono tuttavia essere

35. Una sezione speciale del campo è necessaria per ospitare i bambini che

pensati fin dall’inizio.

hanno perso o smarrito i genitori, che dovrebbero essere seguiti dal personale

28. Devono essere create aree per la distribuzione del cibo, in modo da

di servizio: le loro esigenze sono molto diverse da quelle degli adulti per

creare una condizione di sicurezza per le persone che usufruiscono di tale

quanto riguarda la nutrizione, la protezione, la condizione psicologica.

servizio e per chi lo fornisce. 29. Al fine di controllare eventuali epidemie, i campi non devono superare il

La disposizione e il dimensionamento dei moduli d’emergenza

limite di 12.000 persone, oppure essere suddivisi in unità indipendenti da

36. I moduli devono essere disposti in file di 10-12 per lato, con una strada nel

1000 persone.

mezzo di circa 10 m per le ambulanze e i mezzi dei vigili del fuoco, con una

30. Il drenaggio delle acque deve essere puntuale, in modo da scongiurare il

fascia di rispetto di 2 m tra moduli e strada.

58


37. Tra un modulo e l’altro ci dovrebbero essere 8 m, sufficienti per evitare

l’autosussistenza, principio per il quale tanto più le popolazioni sono povere,

che gli ancoraggi e i cavi intralcino il passaggio, e non così grandi da

quanto più le persone sono abituate a arrangiarsi e a sussistere unicamente

consentire l’uso degli spazi per la defecazione.

sui propri mezzi. Ciò è particolarmente visibile nelle aree rurali, nelle quali la

38. I moduli devono essere pensati per un minimo di 3.5 m3 a persona nei

maggior parte delle famiglie ha costruito la propria abitazione12.

climi temperati, nei quali si cucina all’esterno, e di 4.5-5.5 m3 a persona nei

Tutto questo non esclude però che gli aiuti esterni siano talvolta vitali:

climi freddi, in cui si cucina all’interno.

ammesso e non concesso che sia ancora valida la proporzione 80-20 tra

39. Moduli piccoli, con pochi occupanti, sono preferibili a moduli grandi.

posti letto auto prodotti e forniti esternamente, questa è valutata

40. La ventilazione naturale deve essere assicurata, soprattutto per i moduli

esclusivamente per i disastri ambientali, ma non è riferibile a tutta la restante

con involucri leggeri.

parte di quella serie di fenomeni che comportano l’esodo dei rifugiati. È facile

41. I servizi igienici devono essere dimensionati in modo tale che ci sia

pensare infatti che chi varca i confini nazionali o si allontana a sufficiente

almeno un bagno ogni 20 persone10.

distanza dal luogo di origine,non abbia più i mezzi per prodursi da solo

3.7

un’abitazione, mancando dell’utensileria minima e trovando materiali da

Il Modulo d’Emergenza come Prodotto di Design

costruzione diversi da quelli usuali. La definizione di prodotto, mutuata dal design industriale, richiama la fase

Definire un modulo abitativo di emergenza come un prodotto-servizio fornito

progettuale iniziale di un’idea iniziale, nella quale sono già presenti il contesto

da terzi può essere in apparente contrasto con le linee guida precedentemente

ambientale, sociale e culturale, nonché le caratteristiche tecniche ed

descritte: tale documento sottolinea infatti come nella maggioranza dei casi

economiche del prodotto stesso, anche se in modo implicito. In questo senso

il bisogno di abitare è sopperito in modo autonomo dalla popolazione dei

il prodotto cerca di sopperire ai bisogni razionali, strumentali e affettivi

sopravvissuti, e come solo il 20% dei sopravvissuti trovi riparo nei moduli di

dell’utenza, ponendo l’accento sulle caratteristiche e le funzioni alle quali gli

emergenza. In ordine per dimensione, importanza e efficacia degli aiuti forniti

utenti attribuiscono più valore, sulla diversificazione rispetto alla concorrenza,

ai sopravvissuti, i primi fornitori sono i sopravvissuti stessi, seguiti dalle

e verificandone l’allineamento rispetto alle strategie aziendali. In quest’ottica

autorità locali già presenti al momento del disastro, e solo in ultimo le

il fulcro dell’innovazione è proprio il soggetto produttore, che opera sulla

11

organizzazioni esterne .

base del proprio background tecnologico.

Questo a motivo di tre ragioni principale: la prima è il fattore tempo, che

Le motivazioni precedentemente descritte e in particolare le ultime sopracitate

rende difficile la mobilitazione della macchina degli aiuti; la seconda è la

pongono alcuni problemi nell’applicazione della definizione di prodotto

scala del disastro, tanto più è grande, quanto più cresce il bisogno di aiuto,

nell’ambito dell’abitare temporaneo e d’emergenza, poiché il produttore non

tanto più lontani saranno i punti di partenza dei soccorritori; la terza è

può avere la forza che ha nei mercato ordinario, e si trova a confrontarsi con un campo di innovazione non technology-driven quanto basato sulla

10  Wisner B., Adams J. (2002) 11  Office Disaster Co-ordinator, 1982

12  Office Disaster Co - ordinator, 1982; Campaioli A., 2009

59


definizione dei quadri esigenziali. Inoltre le esigenze degli utenti finali non

nei terremoti o di allagamenti successivi alle prime ondate di un’alluvione, o

sono fisse, ma si modificano in relazione al trascorrere del tempo e al recupero

ancora in tutti i casi di rifugiati per ragioni belliche o politiche), è opportuno

del corso naturale della vita.

sfruttare l’attitudine a crearsi autonomamente un riparo, implementabile e

I requisiti che il prodotto deve soddisfare dunque non sono solo di tipo

personalizzabile.

ambientale e tecnologico, ma anche di una categoria specifica che fa

Alla luce di queste osservazioni, le nuove classi di esigenze riferibili all’utenza

riferimento proprio al modificarsi delle esigenze, e che viene definita

e che devono necessariamente essere prese in considerazione dal progettista

13

“implemento esigenziale” . Ciò pone al progettista la sfida di creare un

di moduli e insediamenti nelle situazioni di emergenza sono quindi la

prodotto che sia aperto, non finito, modificabile, ma allo stesso tempo

relazionabilità, l’autocostruibilità, l’interfacciabilità, la polisensorialità e l’eco-

semplice ed economico.

compatibilità15.

In ordine di importanza, le preferenze manifestate dai sopravvissuti agli eventi 15  ibidem

disastrosi rispetto alle diverse possibilità dell’abitare d’emergenza sono14: 1. rimanere il più vicino possibile all’abitazione danneggiata o alle sue macerie, nonché ai loro mezzi di sostentamento. 2. spostarsi temporaneamente nelle case di familiari o amici.

3.4

3. improvvisare temporaneamente ripari vicini alle macerie delle loro abitazioni, che spesso vengono implementati fino a diventare le nuove case. 4. occupare edifici temporaneamente requisiti e messi a disposizione (scuole, palestre, caserme). 5. occupare tende erette fra le macerie o immediatamente adiacenti. 6. abitare moduli d’emergenza forniti da organizzazioni esterne 7. abitare in tende nei campi. 8. evacuare verso località distanti. Queste preferenze non possono vincolare l’azione dei soccorritori né quella dei progettisti dei moduli d’emergenza, offrono tuttavia indicazioni interessanti per entrambi: nel caso in cui sia impossibile permettere alla popolazione di rimanere vicino alle macerie (per l’eccessiva distanza tra la zona sicura e le abitazioni, come nel caso di rischio di crolli dovuti a scosse di assestamento 13  Campaioli A., 2009 14 Office of Disaster Coordinator, 1982

60

Una coppia davanti alle macerie della propria casa, Emilia, 2012.


Relazionabilità

utilizzo, per funzionalità, sia orientato ad avvicinare comunità di vicinato o di

L’uomo esiste in relazione a ciò che lo circonda, siano essi oggetti fisici o

interesse.

psicologici, culturali o sociali, cose, persone e affetti. Il suo esistere è dato

In un ambiente così ricco e complesso, è necessario che siano resi evidenti

dalla presa di posizione rispetto agli stessi, al suo modificarli e lasciarsi

e riconoscibili da una buona progettazione i luoghi, nodi centrali dell’attività

modificare. Questo è particolarmente vero per lo spazio architettonico, nel

umana, i percorsi di collegamento tra questi, e le aree funzionali o socio-

quale l’azione umana è fortemente diretta dall’ambiente costruito, vuoi per

culturali che racchiudono tali elementi.

sfruttare le possibilità che una corretta progettazione gli offre, vuoi per

Nel passaggio dall’istante zero dell’emergenza fino al ristabilirsi dell’ordinarietà,

sopperire alle mancanze fisiologiche che lo spazio ha nei confronti

la relazionabilità è l’esigenza che più si mantiene costante e regolare nel

dell’universo delle possibili e imprevedibili esigenze umane.

tempo. Per quanto riguarda le azioni del Relazionare, Percorrere ed Usare, la

Lo spazio moderno si caratterizza per la propria apertura alla dinamicità,

progettazione della relazionabilità passa da caratteri essenziali, minimi e

all’adattamento, alla velocità e alla trasformazione, in funzione del numero

definiti, a scelte permanenti di carattere molto più articolato, quasi ibrido:

sempre più crescente di relazioni che l’individuo gestisce. É multiscalare,

dalla tenda per le attività collettive all’incontro in ambienti domestici

multidirezionale e multilivello. In un certo senso si può affermare che sia

predisposti, da percorsi lineari e funzionali fino alla rete cittadina delle vie-

molto più effimero, ma proprio per questo più ricco, più aperto all’altro e alla

strade-piazze, dai servizi collettivi fino agli ambienti funzionali privati. La

sua libertà.

dimensione è quindi quella della progressiva riduzione del numero di persone

L’ambiente domestico recepisce tutto ciò attraverso il carattere molteplice

che condividono gli stessi spazi. Al contrario le azioni legate al Soggiornare

dei punti di vista, degli orizzonti, dei gradi di visibilità di ciò che accade fuori.

tendono ad aumentare il numero degli individui inclusi, dal riparo per il singolo

Allo stesso tempo l’uomo ha l’esigenza di sentirsi solo, cioè a una corretta

all’abitazione per il gruppo familiare, che può anche accogliere persone

distanza tra sé e gli altri individui, per poter svolgere alcune delle proprie

esterne se lo desidera16.

azioni. La traduzione più completa di questo sentimento nel campo

Autocostruibilità

architettonico è quella del controllo delle interazioni: la possibilità del singolo

Il fatto che un modulo di emergenza sia in parte autocostruibile presenta dei

di far pervenire o meno all’esterno le proprie informazioni, secondo diversi

vantaggi di per sé evidenti: il costo minore, visto che la manodopera è

gradi di filtro, in funzione dell’intimità delle relazioni che ha con gli altri.

reperibile sul luogo a costo nullo, l’incremento della partecipazione dei

Di conseguenza lo spazio deve poter includere o escludere l’altro, creando

beneficiari alle operazioni, con le esternalità positive che questo comporta

una domesticità che va al di là del concetto di chiusura occidentale, foriera

dal punto di vista psicologico, ben descritte dalle linee guida dell’UNDRO, la

del sentimento di solitudine in mezzo alla folla. L’obiettivo è quello di creare

velocità di messa in opera dei moduli stessi. Sebbene infatti la manodopera

una vicinanza isolata, fatta di barriere visive che limitino il confine del privato,

specializzata sia più rapida per definizione, in un luogo di emergenza non

ma possano essere aperte dall’individuo per creare incontro, fatta di prossimità fisica ma di sguardi in direzioni diverse, di percorsi pubblici il cui

16  Campaioli A.,2009

61


sarà mai presente in numero così ampio come quella dei sopravvissuti per ovvie ragioni. Tutto questo deve essere misurato con la capacità e la disponibilità dell’ospite a prestarsi a tale intervento. Generalmente inoltre il rapporto tra manodopera specializzata e autointervento cresce con il crescere della scala dell’oggetto: la piccola edilizia privata si presta maggiormente all’autocostruzione totale, mentre gli interventi di edifici pubblici sono di tipo assistito o integralmente delegati ai professionisti. Inoltre per questioni di tempistiche e di apprendimento, generalmente gli interventi nelle primissime fasi sono più assistiti rispetto a quelli seguenti. È inoltre evidente come l’uomo da sempre tenda alla territorialità, a delimitare uno spazio per sé, di conseguenza la progettazione deve essere in grado di configurare uno spazio variabile, nel quale l’autocostruttore è diretto autore delle decisioni all’interno di una flessibilità progettata. Questo sarà in grado di rispondere sicuramente in modo più puntuale al variare delle esigenze in funzione dei cambiamenti ciclici (giornalieri, stagionali, annuali) o puntuali. I motivi possono essere la variazione naturale del contesto (precipitazioni, variazione di temperatura, variazioni di umidità), o anche artificiale (la necessità di tracciare nuove infrastrutture), ma anche e soprattutto esigenze personali dell’ospite che in ragione del relazionarsi con ciò che lo circonda tende a modificare il suo nido. La riconfigurabilità parziale o globale del sistema è perciò una caratteristica imprescindibile per l’abitare d’emergenza. Si delinea dunque la progettazione di un sistema complesso, che preveda la possibilità di operare sulle diverse parti del kit per creare configurazioni

3.5

3.6

62

Autocostruzione completa: è tanto più diffusa, anche al giorno d’oggi, quanto più i soggetti sono abituati a contare esclusivamente sulle porprie forze. Stampa storica, donne nell’Africa del Sud. Integrazione tra manodopera specializzata e autocostruzione nel tempo: Alejandro Aravena, Elemental, Iquique (Chile).


differenti e mai definitive, ma al contrario disegnate per essere trasformate e

dell’abitare e i nodi della città, le reti virtuali. Il grado prestazionale sarà tanto

integrate dall’ospite, che dia spazio all’imprevedibilità, che renda possibile

più elevato quanto più è naturale l’integrazione di queste reti con l’ambiente

l’integrazione con i sistemi costruttivi presenti sul sito o in ogni caso più

domestico.

facilmente reperibili.

Questo poiché la dematerializzazione degli oggetti funzionali si sta spingendo

Fondamentale è anche la possibilità di creare un sistema non bloccato dal

sempre più avanti, allargando il concetto di fisicità e realtà anche a strutture

punto di vista dimensionale, ma capace di crescere nella sua superficie utile

immateriali che divengono necessarie e funzionali al vivere quotidiano, e

secondo standard qualitativi controllati o pacchetti di personalizzazione

questo modifica la relazione dell’uomo con gli oggetti e con i suoi simili.

predisposti.

Anche qui la possibilità di interazione e di modifica delle interfacce deve

In alcuni casi è opportuno pensare che tale possibilità di modifica degli spazi

essere personalizzabile e multidimensionale, passando da innovazioni

renda possibile trasformare gli spazi dell’abitare temporaneo delle prime fasi

technology driven a soluzioni customer oriented.

a spazi di supporto e servizio agli spazi della fase 3, l’abitare ricostruito e

Anche gli spazi verdi possono essere oggi considerati come interfacce

consolidato.

necessarie tra l’uomo e la natura in un ambiente urbano che ha

RIguardo tutte le attività dunque dell’Abitare, Produrre, Percorrere, Usare, e

progressivamente allontanato il verde dal suo centro, dalla piccola scala fino

Relazionare è necessario un intervento da parte dell’ospite nella definizione

alla grande: casa-orto, edificio-giardino, quartiere-parco. Verde funzionale e

dell’insediamento e del proprio nucleo abitativo, a partire dalla fase intermedia.

verde contemplativo sono esigenze reali dell’uomo che ne influenzano il suo

Nella prima sovente è troppo presto affinché ci sia la lucidità per tracciare

benessere psicofisico, e la loro cura può essere un ottimo palliativo per ridare

confini senza ledere la territorialità degli altri ospiti dell’insediamento

un’occupazione temporanea a chi ha perso del tutto o in parte i mezzi

d’emergenza. Inoltre, mentre per le prime due categorie è più frequente

produttivi per il proprio sostentamento, in un nuovo equilibrio tra ambiente

l’intervento di manodopera specializzata man mano che l’insediamento si fa

costruito e ambiente naturali, che ne esalti le prospettive e inquadri i punti di

più stabile, in ragione della sofisticazione dei pacchetti, per gli altri

vista migliori.

l’implementazione e la gestione può essere a carattere privato e demandato

Altra interfaccia importante è quella temporale, che permette all’uomo di fare

al privato o a una collettività autonoma (Campaioli,2009).

propria l’alternanza di giorno e notte: un corretto orientamento degli spazi e il giusto dimensionamento delle aperture deve consentire alla luce naturale di

Interfacciabilità

filtrare negli ambienti senza essere eccessivamente invasiva. Anche qui

Se finora sono stati trattati i temi della flessibilità dello spazio riguardo alle

l’operabilità dei sistemi passivi deve necessariamente contemplare

contemporanee necessità dell’abitare, è necessario prendere atto di come al

l’operabilità completa da parte dell’ospite affinché possa gestire quello che

giorno d’oggi l’innovazione sia sempre più legata alla connessione degli

egli ritiene la propria condizione di benessere. Ancora di più per le

elementi architettonici con le reti: la fruizione è tanto più completa quanto più

implementazioni successive alle prime fasi: esse devono essere progettate in

si interfaccia con l’impiantistica tradizionale, le reti di collegamento tra i nodi

modo da essere mobili, componibili, in grado di interagire con i sistemi 63


naturali che offrono le corrispondenti prestazioni.

le sue categorie) richiede una progettazione che contempli la compresenza

Per quanto riguarda l’interfacciabilità, gli spazi del Soggiornare muovono da

di leggero e pesante, lucido e opaco, caldo e freddo, anche per quanto

soluzioni iniziali diverse, di natura hi-tech per il pubblico e più semplici per il

riguarda l’uso del colore, per permettere un’esplorazione dell’ambiente più

privato, per poi spostarsi verso una più ampia gamma di possibilità e più

complessa e significativa per il fruitore.

equa distribuzione dei pesi. L’interfacciabilità degli spazi dell’Usare è invece

L’udito richiede spazi di silenzio e filtro dal rumore esterno, ma anche la

un giusto compromesso tra hi-tech e low-tech, sia per il pubblico che per il

possibilità all’occorrenza di aprirsi a ciò che accade fuori per evitare la

privato, in un’ottica di crescita. Similmente per gli spazi del Percorrere che

sensazione pesante di eccessivo isolamento. Il fruscio degli alberi, lo scorrere

demandano la scelta ai contesti di riferimento.

dell’acqua provocano piacere in modo naturale, ma anche alcuni suoni “artificiali” possono, a seconda delle culture, portare sollievo (la campana di

Polisensorialità

una chiesa, la preghiera del venerdì del muezzin), sempre a condizione che

L’invenzione delle reti virtuali ha colonizzato l’aria, caricandola di significati

sia possibile trovare all’occorrenza rifugio in un’isola di silenzio, sia nello

molto importanti per l’uomo ma talvolta eccessivi per la sua capacità limitata

spazio privato che in quello pubblico.

di percepire, mettendo da parte quello che da sempre era stata la fonte delle sue sensazioni: la materialità. Oggi questo elemento chiave viene lentamente

3.8

riscoperto, in quanto dona un rapporto più vero e vitale con gli oggetti della quotidianità: toccare, sentire, annusare lo spazio.

Il sistema attuale di produzione

Nonostante le esigenze siano studiate a fondo nella letteratura, esiste ancora

Le qualità luminose dello spazio, plastico, ricco di luci e ombre, la luce

una profonda frattura fra quella che è la domanda e l’offerta di moduli

naturale pensata, texturizzata o filtrata, arricchisce la progettazione di

d’emergenza. Questo è dovuto in gran parte al distacco tra il alto dell’offerta,

significati sensoriali in un certo senso non nuovi ma riscoperti, nell’ottica di

chi fornisce i moduli d’emergenza, che vive in un mondo dominato da mercati

una progressiva limitazione del predominio dell’illuminotecnica rispetto e di

e pensiero dominante di tipo technology driven (vedi “4.1 L’Innovazione e La

una sempre più ampia e significativa presenza della luce naturale. Gli elementi

Ricerca”), e il lato della domanda, la cui esperienza è profondamente diversa.

su cui si può lavorare sono il colore della luce, il ritmo delle fonti di luce o delle

Questa distanza è la stessa che fa sì che le evidenze sottolineate dal

aperture, il loro filtro o la loro totale apertura, la direzione.

Framework per l’abitare d’Emegenza (3.5), come la necessità di impiegare la

La gestione della luce può anche favorire spazi di non-luce, o penombra, nei

forza lavoro locale, siano per lo più ignorate.

quali altri sensi vengono valorizzati rispetto alla vista: è il caso dell’abitazione

Il sistema attuale è descritto dalla mappa di servizio in figura 3.7: in occasione

tradizionale giapponese e dei suoi diaframmi di carta.

delle emergenze, che hanno come conseguenza una crisi abitativa, i funzionari

Un progetto ricco è tale anche quando la percezione materica è varia al suo

locali delle organizzazioni intergovernative, non governative e governative

interno: il tatto, senso immediato e primario (che non necessita sempre di

fanno richiesta ai produttori-fornitori di moduli di emergenza. Questi, che

contatto ma può anche leggere la sensazione visiva di una superficie secondo

hanno a stock una serie di modelli, scelgono con i funzionari il modello più 64


Flusso di informazione

MATERIE PRIME

UN

1 EMERGENZA

UN

2 RICHIESTA MODULO

UN

Personale ONU-ONG

Flusso di materia

Personale non specializzato

Logistica

Personale specializzato

Emergenza abitativa

Locale

Materia prima

Non locale

Mezzi di produzione

In situ

UN

3.PREFABBRICAZIONE 3.7

Mappa di servizio: il sistema di produzione dei moduli d’emergenza.

PROGETTAZIONE CHIUSA

4. ASSEMBLAGGIO

5. MODULO ASSEMBLATO

adatto, che è prefabbricato in impianti centrali con materie prime specifiche.

riducono molto bene, ma hanno prestazioni scarse, mentre i moduli finiti

Questi elementi prefabbricati vengono spediti ai funzionari, che assemblano

comportano un volume di trasporto ampio.

il prodotto finito in situ con l’aiuto della popolazione locale. All’interno del

4. L’assemblaggio dei moduli non consente il pieno sfruttamento della

rettangolo viene rappresentato il “core” del servizio, cioè quell’insieme di

manodopera locale, poichè il processo costruttivo è interamente determinato

azioni che chi fornisce 1 vengono EMERGENZAsvolte 2 Rda ICHIESTA MODULO i moduli.

in precedenza.

Le discordanze, con quanto proposto dalle linee guida, di questo sistema

Questa tesi intende inserirsi in questo contesto fornendo un approccio

sono molteplici. A partire dall’inizio della filiera:

innovativo al tema della progettazione dei moduli: un approccio standard,

UN

UN

1. i materiali utilizzati non sono quelli locali, di conseguenza è improbabile per quanto approfondito, non permetterebbe di risolvere questo tipo di 3.DEFINIZIONE LOCALE E ATERIE PRIME di operarvi. che la manodopera localeMsia in grado PROGETTAZIONE TAGLIO A FRESA criticità insito nella natura stessa della filiera. 5. MODULO ASSEMBLATO 4. ASSEMBLAGGIO APERTA 2. Il progetto viene fatto o interamente a monte dell’emergenza, il che impedisce che i moduli siano specifici per la località, o interamente a valle, il che implica un ritardo dell’intervento, che arriva in modo tardivo, quando la popolazione locale ha già allestito dei ripari di emergenza ed è pronta per la fase 3, cioè la ricostruzione. 3. I moduli sono difficilmente pensati in funzione della logistica: le tende si 65 UN

UN


Bibliografia e Sitografia

Fonti Iconografiche

Office of the Disaster Relier Co-ordinator, “Shelter after disaster, guidelines for assistance”, Geneva,1982.

3.1

Andrea Campaioli (a cura di), “Progettare oltre l’emergenza: spazie e tecniche per l’abitare temporaneo”, Milano, Il sole 24 ore, 2009.

3.2 www.sancara.org/2010/11/grave-situazione-umanitaria-ai-confini.html 3.3 U.S. Senate. Committee on Printing., No. 44. More military help - 4th day.

Masotti Clara, “Manuale di architettura di emergenza e temporanea: soluzioni per l’edilizia temporanea, nomade ed estrema”, Napoli, Sistemi Editoriali, 2010.

Collection: 46, San Francisco (USA), 1906.

3.4 Degli innocenti, “Sfollati davanti alla loro casa”, ANSA, 2012. 3.5 Sconosciuto, “The King’S Empire”, C1911, 1911. 3.6 Cristobal Palma, “Elemental”, 2006, in www.cristobalpalma.com.

United Nations Children’s Fund (UNICEF), “Humanitarian action for children”, 2011. International Red Cross (ICRC), “Annual report 2011”, 2011. Medici Senza Frontiere, “Crisi dimenticate 2010, emergenze dimenticate e emergenze mediatizzate”, 2011. Alto Commissariato 2012.

per i

Rifugiati

delle

UNHCR, in www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=40934&Cr= somali&Cr1=

Nazioni Unite (UNHCR), “Global trends 2011”,

Wisner Ben, Adams James, “Environmental health in emergencies and disasters: a practical guide”, World Health Organization, 2002. www.fao.org www.icrc.org www.medicisenzafrontiere.it www.un.org www.unhabitat.org www.unhcr.org www.unocha.org

66


4. IL PROGETTO E LA SCELTA DI CAMPO Principi di Innovazione Sociale “When I am working on a problem I never think about beauty. I only think about how to solve the problem. But when I have finished, if the solution is not beautiful, I know it is wrong.” Buckminster Fuller, Architetto


4.1

L’Innovazione e La Ricerca

generale della qualità della vita media. A peggiorare la situazione, l’attuale crisi economica dà chiari segni riguardo

Ogni progetto, ogni ricerca, ogni sperimentazione, di conseguenza ogni

la non sostenibilità del modello economico di crescita infinita basato sul

innovazione, appartiene necessariamente a una di queste due categorie:

sistema del debito, come già previsto da alcuni economisti4 negli anni ‘70

1.La prima è detta technology pushed (o technology driven), e ne fanno parte

sulla base della seconda legge di termodinamica: ogni attività economica

tutta quella serie di innovazioni spinte dalla sperimentazione di nuovi processi

(nel nostro caso connessa all’innovazione) è un’azione sul sistema che ne

o nuove tecnologie in cerca di applicazione sul mercato. Data la direzione del

aumenta l’entropia, con il relativo processo unidirezionale di degradazione

percorso di innovazione dal lato dell’offerta verso il mercato, sono anche

della materia e dell’energia a esso associata, di conseguenza, essendo le

dette supply-side.

risorse del sistema finite (e solo ora ce ne rendiamo conto), non c’è spazio per

2.La seconda è detta demand pull, ne fanno parte tutte quelle innovazioni

una crescita infinita. Il sistema sta quindi iniziando ad spingere più verso

che muovono dall’analisi del mercato e delle richieste non ancora coperte da

l’ottimizzazione che verso la crescita: in un mondo in cui le necessità di base

prodotti, di conseguenza sono demand-side. Come sottocategoria di questi

di due terzi della popolazione devono essere ancora soddisfatti, il lusso

1

ultimi si potrebbero individuare le innovazioni societal challenge driven : i

diventa una perdita importante nella capacità produttiva complessiva5.

bisogni di cui il mercato normalmente non si cura sono in larga parte i bisogni

È di conseguenza una fortissima domanda di innovazione che migliori anziché

degli strati di popolazione che non hanno potere economico, in quanto

creare nuovi bisogni nell’ottica della qualità della vita la migliori, lo stesso per

ritenuti fetta di mercato non interessante. In questa categoria afferiscono

quanto riguarda la qualità delle relazioni umane, a fronte di un mercato di tipo

tutte le innovazione disegnate nell’ottica di sfide a elevato impatto sociale.

tradizionale, technology driven, che dà i primi segni di cedimento.

Esse sono di grande attualità poiché il mondo affronta per la prima volta la

I settori chiave dell’innovazione del ventunesimo secolo sono l’educazione, la

sovrapposizione di una rapida crescita della popolazione2, degli effetti del

sanità, l’abitazione (sempre più spesso temporanea e di emergenza), che

cambiamento climatico dovuto al sovrasfruttamento delle risorse naturali3, di

pesano intorno al 30% in media sul PIL, superandolo talvolta in alcuni stati.

una quantità di rifiuti solidi mai vista prima (dovuta all’eccessivo consumismo

Sono tutte economie miste pubblico-privato, nel quale la componente

e alla crescita di popolazione appena citata), di un declino nella qualità di

pubblica dà forti linee di indirizzo (vedi 3.5), e che richiedono modelli di

acqua, aria e dei suoli dovuta all’attività umana. Tutto ciò consegue in una

innovazione molto diversi da quelli che hanno funzionato per auto,

scarsa disponibilità di cibo e abitazioni, con un conseguente peggioramento

microprocessori, biotecnologie... La nuova dimensione del compromesso

1  Calderini, 2012

progettuale, in qualunque campo, si apre quindi verso quattro direzioni che

2  Da 1.5 miliardi a 6 miliardi nel 2000, e continuerà a crescere in Asia almeno fino al 2050 e in Africa

prima erano considerate secondarie: l’impiego, il rischio, il tempo e la

fino al 2100, per un totale di 10 miliardi di popolazione globale nella stessa data, vedi Cohen, 1995. 4  Geourgescu-Roegen, 1971; Schumacher, 1973. 5 Di nuovo, a causa della felicità riportata marginale prodotta da una quantitò di denaro spesa su bisogni secondari, rispetto a quella prodotta dalla stessa quantità spesa in bisogni primari, vedi Frey, 2002.

3  Acqua, foreste e specialmente le riserve di carburanti di origine fossile, per le quali stime parlano di esaurimento nell’arco di 40 anni per quello che riguarda il petrolio, 60 per i gas naturali e 180 anni per il carbone, vedi Gauzin-Müller et al, 2002.

68


Pensare alle Grandi Sfide

sostenibilità, che sono ancora più evidenti nel mondo dell’emergenza. In questo caso specifico l’impiego fa riferimento all’uso della manodopera locale e all’autocostruibilità, il rischio deve essere minimizzato, di conseguenza

Per “grand challenge thinking” si intende lo spostamento di focus da domande

le imprese che operano sul mercato devono saper sostenere ricavi più bassi,

di mercato sì esistenti, ma originate dal sistema consumistico, verso problemi

il tempo è il fattore chiave per l’utilità del modulo di emergenza, il just-in-time

di ordine ambientale, sociale ed economico (in una parola di sostenibilità)

deve essere tarato in modo efficiente e deve sostenersi anche in caso di

molto più ampi e complessi.

interruzione delle forniture (a causa di assenza di budget o dell’interruzione

Il soddisfacimento di questo tipo di domanda ha infatti ricadute sociali molto

delle comunicazioni), la sostenibilità deve essere intesa come compresenza

più ampie dei precedenti, poiché mira ad aumentare la qualità della vita

dei fattori precedenti e di ecocompatibilità.

partendo dai bisogni di base non ancora soddisfatti, mentre il design ordinario

Il mondo pare dunque diviso in due parti: in una a grandi e gravi problemi di

parte da esigenze di mercato più contenute in termini di benessere effettivo

ordine sociale (abitazione, salute, educazione) corrispondono risorse

prodotto, o in taluni casi addirittura crea appositamente aspettativa riguardo

economiche nulle, nell’altra i bisogni sono creati dal mercato nella cosiddetta

al benessere stesso. Ora, è un concetto economico e sociale ormai assodato

“economia della felicità”.

il fatto che gran parte dell’insoddisfazione, e di conseguenza della non-

Risulta chiaro che un progetto di ricerca nell’ambito dei moduli di emergenza

felicità, nei paesi in cui la qualità della vita media è molto alta è dovuto

all’alba del 2012 sarebbe sconveniente facesse riferimento al vecchio

all’eccessiva aspettativa e alla crescita costante delle aspirazioni, unita al

paradigma dell’innovazione technology driven, sebbene l’utilizzo di tecnologie

fatto che l’essere umano tende a confrontare il proprio status di felicità o

innovative ma già sviluppate non sia da escludere.

infelicità non con chi vive una situazione peggiore, ma con chi al contrario ha

4.2

una qualità di vita maggiore7. L’utilità marginale ad ogni aumento del livello di

Innovate on the Cheap - Nuovi Principi di Innovazione

benessere inoltre tende a decrescere a causa del fenomeno psicologico dell’adattamento edonico8. Il “lusso” inteso nel senso ampio del termine, cioè

L’innovazione nel mondo del modulo di emergenza, che abbiamo visto essere

l’insieme dei beni che non mirano al soddisfacimento di esigenze primarie,

architettura senza luogo, nonché oggetto di design particolare (vedi “Il

diventa quindi una mancata efficienza di produttività del sistema economico

modulo d’emergenza come prodotto di design”) dovrà quindi poggiare sui sei

mondiale9. Di conseguenza innovazioni che mirano ad un alto impatto,

principi base dell’innovazione sociale (abbreviazione con cui si individua tutto

tenendo conto anche della felicità conseguente all’innovazione stessa e non

l’insieme delle innovazioni che hanno, come requisito base, una forte impatto

unicamente del margine finanziario, dovranno rivolgersi necessariamente alle

sui problemi sociali): pensare alle grandi sfide sociali, ripensare l’oggetto,

grandi sfide che riguardano i bisogni primari.

focalizzare l’ambito, pensare al ciclo di vita dell’oggetto, progettare il bricolage

7  Frey, 2002.

delle risorse, evitare la “super-funzionalità”.6

8  Frederich et al, 1999. 9  Frey, 2002.

6  Calderini, 2012.

69


Ripensare l’Oggetto | Focalizzarlo sullo Scopo Ripensare l’oggetto intende sottolineare la possibilità di creare in modo lowcost innovazione di valore a partire dalle tecnologie già disponibili. Il mercato dei bisogni di base non necessita di una tecnologia più avanzata di quella già esistente, quanto di una diversa connessione tra elementi la cui effettiva funzionalità è già assodata. Lo sforzo non è quindi sperimentale nel senso accademico del termine, quanto di ripensamento dei processi e delle interazioni tra elementi pre-esistenti, con lo scopo di creare sinergie che riducano costi già inferiori in partenza, ma non ancora sufficientemente bassi da portare ad una adozione diffusa. Non è opportuno testare tecnologie appena arrivate sul mercato in quanto nello scenario di impiego ogni malfunzionamento implica un non soddisfacimento di un bisogno di base, creando rischi di grave entità. Inoltre la scelta delle tecnologie off the shelf va

4.1 4.2

Caraffa di depurazione Brita. Lifestraw, prodotto da Vestergaard Frandsen

4.3 4.4

Casco in polistirene. Kranium di Anirudha Surabhi, in cartone, ha superato i test inglesi di certificazione.

nella direzione della riduzione ulteriore dei costi di partenza. Con il termine “specializzazione verso lo scopo” si intende la seconda parte del processo, nel quale le tecnologie esistenti, il che esclude in partenza mercati technolgy driven, vengono opportunamente impiegate per rispondere a una domanda di un mercato societal challenge driven. Esempi pratici sono l’esempio del riutilizzo dei filtri a carboni attivi delle comuni brocche depurative, nate per nobili obiettivi di risparmio economico e riduzione dei rifiuti plastici derivati dalla raffinazione del petrolio, per creare cannucce-filtro che, al prezzo di 3$, diventano strumento salvavita nelle aree del mondo in cui l’accesso all’acqua potabile è difficile; oppure il casco da bicicletta realizzato al taglio laser a partire da cartone ondulato di recupero, in grado di offrire quattro volte l’assorbimento di quelli tradizionali in polistirene, a costi economici e ambientali molto inferiori.

70


Pensare al Costo del Ciclo di Vita Con life-cycle cost thinking si intende un generale ripensamento ai cicli di vita del prodotto. Come già evidenziato il tema dei rifiuti è una delle sfide mondiali che l’umanità è chiamata ad affrontare per la sopravvivenza, soprattutto nell’ottica della crescita complessiva della popolazione mondiale, e del progressivo aumento della dimensione di consumo dei paesi emergenti10. Pensare a come utilizzare materie prime o prodotti finiti nell’ottica di riciclo è un’operazione che permette di spingere ancora più avanti la sostenibilità a 360 gradi. Gli esempi parlano sia di oggetti divenuti di culto, come la linea di borse Freitag, che sfrutta i teli dei camion dismessi e le cinture di sicurezza per creare prodotti di fatto unici con un basso costo di produzione, sia progetti e

4.5 4.6

Borsa in pelle, design Paul Smith. Borsa Freitag in telo da camion e cinture di sicurezza.

4.7

Arredo per ufficio in plastiche di riciclo. Arredo interamente costituito da pallet.

oggetti anonimi, come gli arredamenti fai-da-te ricavati dall’uso dei pallet da magazzino. Ripensare ai cicli di vita può significare anche pensare al fine-vita della propria produzione, ipotizzando scenari di reimpiego in particolare di quelle materie prime considerate risorse scarse (suoli compresi, nel mondo dell’architettura) ma anche usi diversi da quelli per i quali gli oggetti e gli edifici sono stati pensati. In ogni caso un oggetto riutilizzato sarà più efficiente dal punto di vista ambientale, a parità di impiego, di una materia prima di riciclo: nel caso dell’arredamento, la plastica di riciclo deve in ogni caso sostenere un ciclo chimico di formatura, mentre il pallet deve solo essere pulito e riverniciato. 10  Il tema della responsabilità di consumi e rifiuti è complesso, basti pensare ai vari trattati per la limitazione delle emissioni: le minacce sono globali mentre i costi sono locali, e tendenzialmente ricadono sulla parte della popolazione mondiale che non è responsabile di un alto livello di consumo. Il limite nella produzione di rifiuti diventa quindi esclusivamente un costo per i paesi maggiormente responsabili, mentre i benefici che ne scaturirebbero sono globali ma concentrati sui paesi

4.8

emergenti. La conseguenza è il sostanziale fallimento delle policies finora adottate, vedi IPCC, 1996.

71


Bricolage delle Risorse Il bricolage delle risorse deve essere inteso, alla luce di quanto detto nel paragrafo precedente, a tutti i livelli di produzione dell’oggetto e del ciclo di vita. È collezione delle materie prime, che pone particolare attenzione ai materiali del luogo o materiali comunemente disponibili, con le economie di risorse che ne conseguono, ma anche una differente concezione del processo creativo che demanda a un utenza particolare o al sistema di utenze la produzione di contenuto, prodotto, architettura. Si inserisce in questo campo il filone del crowd sourcing, cioè la raccolta di

02

piccoli sforzi distribuiti e correttamente incentivati per la produzione di un

4.9

Philippe Stark, Juicy Salif, spremiagrumiSmith. 4.10 Spremiagrumi rapido in bambù.

risultato di norma molto grande, siano essi contributi pratici o economici, attraverso una piattaforma comune. Similmente operano i meccanismi dell’open source, in cui addirittura la piattaforma stessa è soggetta a modifiche, varianti e rivisitazioni poiché la codifica data dal progettista è allo stesso tempo semplice e aperta. Se il primo caso è quello del oramai famigerato AppStore targato Apple, che fornisce un mercato ai piccoli programmatori di applicazioni ma ne controlla accessi e flussi finanziari, l’open source ha tra i suoi illustri rappresentanti Linux, per quanto riguarda il software, e Arduino, piattaforma hardware semplice e basata su componenti base standard e a basso prezzo, per quanto riguarda il design di oggetti tecnologici. La loro nascita ha origine dalla necessità di sistemi che comprendono un altissimo livello di diversità al loro interno, inclusi scenari non prospettabili in partenza al momento della piattaforma, che anzi ne rappresentano la forza, e

4.11 Produzione di contenuto integrata, Nintendo Model. 4.12 Produzione di contenuto in crowdsourcing, AppStore.

da una concezione di fondo profondamente illuminata, indirizzata verso la libera crescita della conoscenza e il libero accesso alle tecnologie come patrimonio universale. 72


Fine della Superfunzionalità L’innovazione pre-crisi è stata caratterizzata dalla concezione che i margini di miglioramento della tecnologia fossero illimitati, che hardware sempre più piccoli potessero svolgere un numero sempre maggiore di funzioni, che materiali sempre più leggeri avessero prestazioni via via più ampie in una dimensione infinita. Il pricipio di base è ancora assolutamente valido, ma ora ci si chiede quale sia la sua effettiva convenienza. Mentre una parte del mondo avanza a ritmo incessante verso il soddisfacimento di bisogni secondari, anche creati ad arte per giustificare il lancio sul mercato stesso delle tecnologie in oggetto, piccoli sforzi di revisione di tecnologie esistenti hanno un grande impatto

4.13 Protesi multifunzionale Deka 4.14 Protesi del Jaipur Knee Project.

sulla qualità di vita di quella parte del mondo che ancora non è in grado di sostenere i propri bisogni primari (vedi paragrafi precedenti). Si prospetta quindi uno spostamento di attenzione del mondo dell’innovazione da oggetti iper tecnologici creati per soddisfare contemporaneamente un set di problemi, a oggetti che sfruttano parzialmente le possibilità offerte dalla tecnica, concentrando gli sforzi verso la dimensione della semplicità e puntando a creare un risultato vero in termini di qualità della vita dell’utente finale. Qual’è l’utilità marginale di una protesi come quella della casa produttrice Deka, se messa a confronto con una semplice protesi ergonomica del progetto Jaipur (28$, 45 minuti di tempo di realizzazione)? O dell’ultimo modello di smartphone messo a confronto con un cellulare che permette a un cieco di leggere i messaggi di testo?

4.15 IPhone, Apple. 4.16 Blindphone, cellulare con schermo in Braille.

73


Bibliografia e Sitografia

Fonti Iconografiche

Geourgescu-Roegen N., “The Entropy Law and the Economic Process”, Harvard University Press, Cambridge MA, 1971.

4.1 4.2 4.3 4.4 4.5 4.6 4.7 4.8 4.9 4.10 4.11 4.12 4.13 4.14 4.15 4.16

Schumacher, E. F., “Small is Beautiful: Economics as if People Mattered”, Perennial Library, New York, 1973. Lindblom, C. E., Cohen D. K., “Usable Knowledge Social Science and Social Problem Solving”, Yale University Press, Yale, 1979. Cohen J.e., “Population Growth and Earth’s Human Carrying Capacity”, Science, n 269, 1995. International Panel on Climate Change, “report on climate change”, 1996. Frederick, S., Loewenstein, G., “Hedonic adaptation”, in Kahneman, D., Diener, E., Schwarz, N., “Foundations of Hedonic Psychology: Scientific Perspectives on Enjoyment and Suffering”, Russell Sage Foundation, New York, 1999, pp. 302–329. Gauzin-Müller D., Favet N., “Sustainable architecture and urbanism”, Birkhäuser, Basel, 2002. Franklin B. “Advice to a Young Tradesman, Written by an Old One”, 21 July 1748. in Houston A., “Franklin: The Autobiography and Other Writings on Politics, Economics, and Virtue”, Cambridge University Press, Cambridge, 2004, pp 200-202. Mumford, M.D. “Social Innovation: Ten Cases from Benjamin Franklin”, Creativity Research Journal, 14(2), 2002, pp 253-266 Mulgan, Ali, Tucker, “Social innovation: what it is, why it matters, how it can be accelerated”, Said Business School, Oxford, 2007. Calderini M., “Social innovation” slideshow, 2012 in www.asp-poli.it.

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5. IL PROGETTO E LA SCELTA DI STRUMENTI Principi di Modellazione Associativa e Parametrica “Ogni volta che scopriamo nuove tecniche spesso ci atteniamo stupidamente alle vecchie forme. Un nuovo materiale, come il cemento, crea da sé le sue forme. Una struttura è architettonicamente valida quando è corretta. ” Pierluigi Nervi, Ingegnere


5.1

La Modellazione Associativa e Parametrica

B2

L’ultimo progetto presentato nella carrellata di esempi del Capitolo 1 mostra

B1

una realtà progettuale e realizzativa molto diversa dalle precedenti, anche

B1

visivamente. Questo poiché la concezione e gli strumenti utilizzati sono profondamente diversi da quelli tradizionali, in particolare per quanto riguarda il disegno e l’ideazione. Si tratta dell impiego della cosiddetta “modellazione parametrica”. In questo paragrafo si intende delinearne le caratteristiche e A1

stabilire quale sia la convenienza nell’utilizzo della stessa nell’abitare di

A1

emergenza. Nel disegno tradizionale come in quello virtuale CAD/CAM, bidimensionale o tridimensionale, ogni elemento è definito da un set di dati di base. Una linea per esempio è definita dalle coordinate x,y,z del punto di inizio e il punto finale, un cerchio è definito come coordinate del centro e lunghezza del raggio e così via. Prendiamo in considerazione il sistema in Figura 5.1, in cui, con il disegno tradizionale, rappresentiamo un rettangolo, un cerchio, e un segmento che congiunge uno spigolo del primo con il centro del secondo. Nel disegno a carta-matita le informazioni su posizioni e lunghezze sono analogiche ma presenti (misurabili con il righello), nel disegno CAD esse sono

5.1

Modellazione associativa, la linea A1-B1 collega spigolo del rettangolo a centro del cerchio.

5.2

A seguito di uno spostamento del cerchio, la linea A1-B1 si aggiorna automaticamente in A1-B2, diversamente, nel disegno CAM/CAD è necessario cancellarla e ridisegnarla.

acquisite dal sistema e richiamabili con appositi strumenti di misura. Non c’è alcuna differenza strutturale tra i due.

anche le relazioni tra gli elementi sono parte integrante della modellazione:

Qualora all’interno del disegno fosse necessario effettuare una modifica, ad

disegnerò il rettangolo, a partire dai punti base, o dai due lati, o disegnando

esempio spostare il cerchio, per mantenere la relazione fra gli elementi è

manualmente il perimetro, poi il cerchio, individuando i tre punti di passaggio,

necessario eliminare la linea che prima lo congiungeva allo spigolo del

o il centro e il raggio, o il centro e una tangente (le possibilità sono molteplici).

rettangolo, e disegnarne una nuova (vedi Figura 5.2).

Infine definirò la linea non attraverso le coordinate proprie di inizio e fine hic

Un primo ostacolo da superare per capire il concetto di modellazione

et nunc, ma dicendo al software di unire lo spigolo al centro. Associo cioè alla

parametrica è utilizzare un termine appropriato: inizialmente “parametrica” è

linea date proprietà che la definiscono. Nel momento in cui subentra la

leggermente fuorviante come termine, parleremo dunque prima di

necessità di spostare il cerchio, la congiungente è automaticamente

modellazione associativa. In questo tipo tipo di disegno bi e tridimensionale,

ricalcolata nella nuova posizione. 76


5.2

Progettazione e Modifiche: Massive Prototyping

È chiaro che costruire un modello nel quale le relazioni fra gli elementi sono esplicitate richiede di base più tempo, poiché è necessario fornire una quantità di informazioni aggiuntive. Ma è altresì vero che lo stesso atto di esplicitare la Forma delle relazioni piuttosto che le forme da essa generate rende possibile, con piccole modifiche ai parametri di base (di qui il termine “parametrica”) esplorare una serie infinita di soluzioni alternative. Se al contrario si disegnano le forme del progetto, per testare una soluzione alternativa sarà necessario ridisegnare tutte le componenti modificate, sovente l’intero progetto. La curva di costo-tempo di effettuazione di una modifica progettuale si

Requisiti

modifica, passando così dalla classica curva di Bohem (crescita esponenziale

Design

Produzione Requisiti

Design

Produzione

dei costi di modifica man mano che ci si avvicina alla fase di cantiere) verso Workflow tradizionale

à cit pa Ca

Workflow modellazione parametrica

im di

appiattirsi una volta che il modello è pronto e testato1. La forma nasce dalla

pa tta re

mente del designer2, che ha creato l’impronta originaria del progetto e le relazioni matematiche di coerenza tra gli elementi della propria idea, ma è proprio l’architettura delle relazioni a generare le forme finali. Le performance

co sti e

possono essere facilmente valutate in modo analitico o grafico per poi tornare sul sistema di partenza ed effettuare le modifiche, ora semplici, poiché le

fun zio ni

elle mo dif ich e

effettuato all’inizio, nella realizzazione del modello associativo, per poi

Co sto d

la curva di Beck, in cui il grosso dell’insvestimento di costo-tempo viene

relazioni sono già state definite in partenza. Una prima evidente conseguenza 1  Payne et al., 2010. 2  Inteso nel senso più ampio del termine: può essere architetto nel caso il disegno riguardi lo spazio della vita, designer se si parla di oggetti, o progettista-ingegnere se si parla di dettagli o sistemi meccanici. 5.3 5.4

PreDesign

Curva di Bohem e curva di Beck’s Workflow tradizionale e Workflow in modellazione parametrica.

77

Concept

Sviluppo

Documenti di Avvio cantiere Costruzione cantiere


del modello associativo è quindi la possibilità di effettuare test di varianti

quello della fabbricazione, all’interno dell’azienda, tramite disegni in proiezione

differenti della stessa architettura di base senza praticamente aggiungere

è praticamente scomparso. Le informazioni relativamente al progetto stanno

costi progettuali: questo ha dato il via, insieme all’evoluzione delle tecnologie

tutte all’interno di un unico modello omnicomprensivo per due motivi: la

di stampa 3D e taglio laser, a un modo di progettare fortemente legato alla

complessità della geometria e il basso livello di tolleranza dell’errore. Ora,

materialità dell’oggetto e alla prototipazione rapida (paradossalmente), in

allargando lo sguardo, le superfici architettoniche si stanno via via

quanto il passaggio dal virtuale al reale è immediato.

complessificando, rendendone impossibile la gestione progettuale attraverso

5.3

sistemi di disegno tradizionale.

Progettazione e Performance: Massive Analysis

La crescita del livello del difficoltà è contemporaneamente causa e conseguenza delle possibilità dei mezzi informatici, in virtù del fatto che gli

Un’altra conseguenza della modellazione associativa si riscontra nel fatto

architetti disegnano ciò che possono costruire, e costruiscono ciò che

che il disegno finale può essere subordinato da determinate performance

possono disegnare4. Questo ha spesso portato a ridurre la modellazione

dell’oggetto: si disegna il sistema dell’oggetto desiderato, si valutano le sue

parametrica a un semplice strumento che consente di creare “blob” privi di

performance per via analitica o grafica

3

confrontandole con i risultati

consistenza progettuale, poiché accattivanti all’occhio, in ragione della

desiderati, siano essi parametri tecnici, economici, distributivi e formali, per

ridotta complessità di modellazione. Inutile dire che tutto questo non ha nulla

poi modificare le forme in funzione del risultato, senza ridisegnare l’intero

a che fare con la prefabbricazione dei moduli di emergenza. È necessario

modello ma modificando i parametri variabili dell’architettura di base. Il

quindi fare un piccolo passo indietro nella storia del mestiere dell’architetto.

percorso diventa quindi iterazione e affinamento delle condizioni di partenza

Il tekton, letteralmente costruttore, prima si occupava di tutto il processo

fino ad un ottimo relativo. Anche il percorso di iterazione, attraverso opportuni

generativo della fabbrica. Non necessitava di un gran numero di modelli e

solver, può essere automatizzato per cercare automaticamente di

disegni come tramite tra l’idea nella propria mente e il cantiere, poiché ne era

massimizzare o minimizzare determinati valori.

responsabile e direttore. Con il crescere della varietà di materiali e tecniche a

5.4

disposizione, l’architetto divenne anche capo cantiere (master builder5), con

La Pratica del Teckton

il compito di curare l’integrazione tra i diversi saperi specifici all’interno del progetto. Ma con il Rinascimento, Leon Battista Alberti teorizzò la distinzione

Questo metodo di disegno è stato mutuato in architettura dall’industria

tre chi disegna lo spazio, l’architetto, e chi è si occupa invece della costruzione

navale, nella quale il passaggio di informazioni tra il settore del design e

fisica: i due mestieri si differenziarono, poiché l’architetto moderno e

3  Ad esempio l’analisi a elementi finiti (FEM, fine element analysis) per lo stress strutturale degli

contemporaneo fu ritenuto figura di maggior preparazione intellettuale,

elementi, il calcolo fluidodinamico (CFD, computational fluid dynamics) per le pressioni dei venti o

mentre il costruttore era più legato all’atto pratico dell’edificazione.

dell’acqua offrono la possibilità di visualizzare quantitativamente le matrici di output, oppure graficamente all’interno del modello attraverso campi di vettori o schematizzazioni su scale di

4  Mitchell W.J., 2001

colori.

5  Kolarevic B., 2003

78


SI

L’intellettuale non poteva occuparsi delle questioni pratiche. Avanzando il grado di complessità della fabbrica, questo divario si è allargato, il livello di

Disegno 1

specializzazione è aumentato e così come il numero delle figure professionali

Soddisfa i requisiti al t1?

SI

Soddisfa i requisiti al t2?

Disegno 2

NO

che prendono parte al progetto. Step importanti nell’apertura di questo

Soddisfa i requisiti al t3?

Disegno 3

NO

NO

strappo furono il passaggio dai disegni progettuali ai “documenti di cantiere”, e poi ancora la nascita delle figure professionali dell’ingegneria edile e del general contractor, essenziali per la pratica architettonica attuale: il numero dei passaggi dalla generazione dell’idea alla produzione è cresciuta, fino alla necessità di dividere le responsabilità legalmente. Negli Stati Uniti l’AIA (America Institute of Architects), ha stabilito che l’architetto non deve avere controllo né incaricarsi dei mezzi di costruzione, dei metodi, delle tecniche e delle procedure di costruzione, né di conseguenza ne sarà responsabile6. Il disegno è il mezzo di comunicazione tra i diversi passaggi, ma come tutti i mezzi di comunicazione si presta a fraintendimenti e malinterpretazioni.

T1

T2

T3

Nella pratica industriale e nei cantieri navali invece, il passaggio delle SI

conoscenze viene già effettuato attraverso un unico modello virtuale, sul quale, nel caso di errori o ripensamenti a valle dello step dell’ideazione, è

Modello 1

possibile intervenire. Il modello arriva direttamente alla fabbricazione, nelle quali macchine a controllo numerico sono in grado di interpretare il modello

Design strumento di controllo 1

Soddisfa i requisiti al t1? NO

SI

Design strumento di controllo 2

Soddisfa i requisiti al t2? NO

e le informazioni in esso contenute per produrne le parti con estrema precisione. Non c’è perdita di informazione dovuta alla messa in tavola di idee ma tutto viaggia attraverso modelli digitiali (confronta Figura 5.5 e 5.6). Ora questo continuum digitale sta prendendo piede anche nella pratica architettonica: la ristrutturazione della pratica edilizia è inevitabile in ragione delle diverse convenienze in fase di progettazione, di verifica delle performances e della prefabbricazione degli elementi. Prendere la leadership di questo processo è l’unico modo che ha l’architettura (e che hanno gli

T1 5.5 5.6

6  “the architect will not have contro over or charge of and will not be responsible for construction means, methods, techniques, sequences or procedures” Aia, 2007.

79

T2

Progettazione tradizionale, workflow. Progettazione BIM, workflow.

T3

Design strumento di controllo 3


architetti) per interrompere la diminuzione progressiva di responsabilità e di

la semplicità costruttiva e la transitorietà non come caratteristiche degradanti

rilevanza nel progetto.

il progetto ma come sfide e limiti da affrontare nel modo più efficace possibile.

5.5

Per questo motivo questa tesi indaga le possibilità che la modellazione

Modellazione parametrica e moduli d’emergenza

parametrica può offrire a questo segmento particolare dell’architettura.

5.6

Poter trasportare il modello di produzione dell’industria navale a quello dei moduli di emergenza è un passaggio costoso in termini intellettuali, poiché

Il modello Open Source

richiede il design di un sistema che comprende un’ampia casistica, ma

L’utilizzo della modellazione associativa e parametrica è vista di norma come

consente di raggiungere obiettivi prima impensabili: la customizzazione degli

un sistema a cui determinati imput, requisiti di performance e dimensionali,

oggetti architettonici non è più un orizzonte futuribile ma una concreta

corrispondono gli output di progetto sulla base di un concept determinato in

possibilità. Se in situazioni di emergenza i tempi stretti non consentono

partenza. Nel nostro caso dati i caratteri climatici del luogo, sulla base di un

ancora la prefabbricazione integrale customizzata, le funzioni primarie del

concept che comprende tecniche, materiali e forme, l’output desiderato è un

modulo possono essere comuni nella Forma del sistema progettato, che

modulo di emergenza che possiede le caratteristiche più idonee al suo

supplisce ai primi bisogni del suo abitante, e una successiva integrazione di

contesto. Ci sono tuttavia, come emerge dalle analisi dei capitoli precedenti,

elementi può poi adattare per addizioni successive il modulo alla

dei problemi di base in questa logica:

configurazione finale ottimale, in funzione di aumentate necessità, migliori

1. il framework per l’abitare in emergenza sancisce come prima risorsa la

performances tecnologiche richieste, maggior necessità di spazi etc.

capacità dei sopravvissuti: nulla deve essere prodotto esternamente di ciò

Le tecniche attuali di scomposizione delle forme strutturali in oggetti

che essi stessi possono fare. In quale modo è possibile parametrizzare un

bidimensionali accoppiati alle macchine a taglio laser o ad acqua, le frese a

set di risorse mondiale in modo completo?

controllo numerico e gli strumenti di disegno automatizzato su superfici piane

2. Nello stesso documento si parla della sostenibilità economica dei ripari,

permettono produzioni molto rapide a partire dal materiale base.

per la quale è opportuna la partecipazione dei sopravvissuti al fine di non

L’impacchettamento e la spedizione di componenti sostanzialmente planari

creare eccessive aspettative o dipendenze. In che modo è possibile formulare

7

permette grandi risparmi nella logistica dalla fabbrica al sito di impiego , ma

un concept senza orizzonti di budget, essendo il contesto mondiale così

è pensabile anche il disegno customizzato in loco e il taglio manuale.

eterogeneo?

La complessificazione delle esigenze e dei requisiti anche in situazioni

3. Nell’ultimo punto del medesimo documento, è esplicitamente scritto che

temporanee richiede all’architetto di guardare ad essi con tutti i mezzi che la

per far fronte alle linee di emergenza è necessario la presenza di personale

tecnica moderna mette a disposizione, interpretando il risparmio economico,

locale e qualificato. In che modo un modulo world-wide può corrispondere a questa esigenza?

7  La coordinazione digitale della progettazione architettonica è stimato possa comportare risparmi

4. L’esigenza di autocostruzione, per sfruttare al meglio le capacità della

all’industria delle costruzioni tra il 28 e il 40%, dati www.greenwayconsulting.com

80


manodopera locale, deve essere tarata sulle possibilità dei singoli. In che

le forme devono rimanere aperte. La struttura deve poter essere realizzata

modo si può ritenere ottimizzato un sistema completamente top-down di

con tecniche e macchinari diversi, di tecnologie esistenti sul mercato, anche

produzione dei moduli di emergenza in quest’ottica?

a mano in casi estremi. Le finiture possono essere prefabbricate qualora sia

5. Le istanze psicologiche dei sopravvissuti sono chiave del processo di

possibile e opportuno il trasporto di materiali, ma l’integrazione con materiali

ricostruzione. Macchine per abitare che, simili tra loro, identifichino in modo

e tecniche del luogo per quanto riguarda lo strato più esterno è necessario

eccessivamente stretto la condizione di emergenza, rischiano di distaccarsi

per dare al modulo l’aspetto di “casa” per il sopravvissuto, così come il fatto

troppo da ciò che un sopravvissuto può chiamare “casa”, e al contempo di

che possa essere egli stesso a realizzarlo è da considerarsi ottimizzazione

rimarcare la condizione di precarietà in cui si trova. In che modo le forme del

del processo.

modulo possono essere variate per avvicinare lo stesso a una casa, propria,

Il modello creato, descritto nel capitolo seguente, è il punto di partenza per

personale e personalizzata, se l’obiettivo è l’ottimizzazione fisico-tecnica e

una serie di architetture possibili, suscettibili di modifiche, integrazioni,

strutturale, all’interno di un modello chiuso, un black-box cui dati parametri

miglioramenti: il sistema delle relazioni del pensiero progettuale è descritto

corrisponde uno e un solo progetto?

attraverso il modello virtuale, che lo rende accessibile e editabile da chiunque.

La risposta a tutte queste domande è da un lato scoraggiante, dall’altro apre

Lo scenario che si apre è dunque quello della Open-Source Architecture, il

nuovi e inesplorati scenari: il modello parametrico singolo, chiuso, che fa

cui manifesto (redatto in forma open-collaborativa a sua volta) recita:

corrispondere alla data località il miglior progetto di modulo di emergenza,

“OSArc sostituisce l’architettura statica, fatta di forme geometriche, con dei

non può e non deve esistere, poiché non opportuno rispetto al tema, rispetto

processi dinamici e partecipativi, network e sistemi informatici. I suoi

all’emergenza, rispetto all’innovazione sociale. Manca anche del tutto lo

sostenitori riconoscono una chiara dominanza del codice sulla materia, dei

studio della condizione di “buono abbastanza” per i parametri soglia world-

sistemi relazionali sulla composizione architettonica, dei network sulle griglie

wide, che andrebbe ben oltre questa trattazione. Una risposta molto semplice

strutturali, della capacità di adattarsi sulla statica, della vita stessa rispetto

sta nel termine stesso “emergenza”: quella condizione di imprevisto che

alla pianificazione. Il suo fine è di trasformare l’architettura da un meccanismo

rende impossibile una previsione accurata e certa di quale sarà lo scenario

produttivo immutabile, dall’alto verso il basso, in un sistema trasparente ed

seguente. Di conseguenza è impossibile determinare con certezza

ecologico, inclusivo, dal basso verso l’alto anche se comprende ancora dei

l’ottimizzazione di risorse che non si conoscono (budget, materiali, tecniche,

meccanismi dall’alto verso il basso”8 .

esperienze).

Il prossimo capitolo delineerà i ragionamenti progettuali incorporati nel

Il risvolto positivo è che è possibile formulare concept “aperti” a partire dalle

sistema, per poi passare a delineare scenari di applicazione possibili.

basi dell’innovazione sociale, che non solo prevedano ma che necessitino dell’integrazione di conoscenze ed esperienze locali per diventare progetto finito, reale. Applicare i metodi BIM permette di sveltire di molto la costruzione, di quali forme lo si deciderà in seguito all’emergenza. La Forma è determinata,

8  Grima, R atti et al. (open source document), 2011

81


Bibliografia e Sitografia William J. Mitchell, “Roll over Euclid: How Frank Gehry designs and builds”, in J. Fiona Ragheb (a cura di), “Frank Gehry, Architect”, New York, Guggenheim Museum Pubblication, 2001, pp. 352-363. Branko Kolarevic (a cura di), “Architecture in the digital age: design and manufacturing”, New York, Spon Press, 2003 American Institute of Architects, “AIA document a201-2007”, 2007. Carlo Carozzi, “L’applicazione pratica del sapere”, in “Fondazione Ivo de Carneri Notizie”, Giugno 2009, anno X, n. 19. Anderson R., “An Introduction to the IPD Workflow for Vectorworks BIM Users”,in www.vectorworks.net/bim/articles.php, 2010. Payne A., Issa R., “Grasshopper primer second edition”, Open published, 2010. www.domusweb.it/it/op-ed/open-source-architecture-osarc/


6. CONCEPT DEVELOPMENT Genesi del Modello Associativo “The urge for good design is the same as the urge to go on living. The assumption is that somewhere, hidden, there is a better way of doing things.” Harry Bertoia, Artist-Designer


6.1

6.1 6.2 6.3

Ripensare la tenda.

Anzichè elementi uguali che in fase di packaging si vanno a sovrapporre tra

6.4

di loro, impiegando un volume maggiore, la tenda è stata ripensata per nesting successivi, in modo che i componenti fossero annidati l’uno dentro l’altro. Lo finalità del disegno scelta è quindi quella di ridurre la dimensione dell’oggetto smontato. Questo genera un cambiamento controllato della forma, che diventa funzione della profondità della tenda e dell’altezza degli elementi di sostegno della stessa. Questa operazione va nella direzione del “re-thinking the object” (di cui al capitolo 4.2).

84

Packaging concept Packaging concept. La Tenda Tradizionale. Proiezione ortogonale e schema di packaging, modello 3d e tavoletta grafica, settembre 2012. La Tenda in un Foglio. Proiezione ortogonale e schema di packaging, modello 3d e tavoletta grafica, settembre 2012.


85


possono essere le necessità preminenti: il numero di persone da insediare

Il modello di modulo di emergenza nasce per essere adattabile alla più ampia

per ogni singolo modulo, le esigenze strutturali, i rapporti superficie/volume,

varietà di condizioni ambientali, socio-culturali, tecnologiche ed economiche.

etc. Nell’immagine sottostante si possono inoltre vedere le possibilità di

Lo scenario stesso dell’emergenza rende impossibile prevedere le variabili

accoppiamento del modulo, che ne descrivono la versatilità: è buona pratica

che entrano in gioco come preponderanti. Uno schema di questo tipo

infatti capire quali sono le forme delle abitazioni tradizionali del luogo o

permette diversi spessori, materiali, accoppiamenti, e anche forme, come

perlomeno della fascia climatica sulla quale si deve intervenire, in modo tale

vedremo più avanti.

da utilizzare moduli di emergenza che li ricordino. Si otterrà così un minor

Inizialmente è stato pensato di far variare la profondità dell’oggetto,

impatto psicologico sulla popolazioni, nonché sarà più probabile avere una

mantenendo fissa l’altezza del tamponamento di ingresso, in funzione

strategia insediativa più consona, dal punto di vista delle strategie climatiche,

dell’angolo solare che si desidera schermare. Aumentando la profondità del

al luogo.

modulo, la parete di tamponamento si allontana dalla sommità della copertura, andando ad aumentare l’angolo di cielo che viene nascosto. Questo schema rientra tuttavia in quei percorsi di tipo chiuso e eccessivamente determinato, pertanto è questa strategia è diventata solo una delle possibili. Altre infatti

86

6.5

Tenda in un foglio e schermatura dell’angolo solare, marker e pantone, settembre 2012.

6.6

Tenda in un foglio e strategie insediative: schiera, doppio cono e igloo, marker e pantone, settembre 2012


6.2

Shaping

assoluto del vettore tangente è grande, la curva tende a occupare tutto il piano del mezzo container, viceversa per valori nulli le curve sono rettilinee.

Il punto di partenza è stato quello di ripensare l’oggetto tenda in funzione del

Di conseguenza di questa prima linea di base viene effettuato l’offset, poiché

packaging, all’interno del container. Date le dimensioni del container ISO 40’

esso rappresenta la modalità di nesting perfetto: tutto lo spazio della lastra di

Box (2.360 m x 2.310 m x 12.010 m), si è scelto di lavorare, per quanto riguarda

materiale viene così a essere occupato. Volendo mantenere il ventaglio delle

la faccia corta del modulo, su un terzo di container (2.360 mm di altezza per

possibilità il più ampio possibile, è stato studiato un algoritmo di offset a

4.000 mm). Queste dimensioni sono sufficienti per uno spazio abitativo

geometria variabile: le curve vengono suddivise in un numero finito di

minimo, ma danno la possibilità di disegnare tre orditure primarie del modulo

segmenti, i cui vertici vengono spostati sul piano normalmente alla tangente

su un unica “faccia” del container stesso.

della curva, vedi figura 6.8a. L’intensità dello spostamento può essere

Il modello associativo di figura 6.7 c dunque rileva i punti inseriti analogicamente

governata in funzione delle diverse esigenze: se il carico è asimmetrico (ad

secondo le volute proporzioni (possono essere modificati in un secondo

esempio un modulo caricato dalla neve, esposto Est-Ovest, sarà più

momento), e interpola una Spline generica tra gli stessi, in funzione delle

performante con i fianchi Nord-Sud asimmetrici come le falde dei tetti

tangenti nei punti di partenza. In figura 6.7 a e b si vede come se il valore

tradizionali delle località nevose). I punti vengono poi presi in ordine e re-

6.7

a,b,c: definizione del contorno e genrazione della prima linea.

6.8

87

a,b,c: offset a geometria variabile: scomposizione e ricostruzione.


interpolati tra di loro in modo ciclico per ottenere le sagome dei diversi

sono gli stessi di quelli di output.

montanti.

Un grafico di tipo parabolico porta a imposte più resistenti e chiavi più esili

Per controllare più facilmente l’offset delle linee, la cui ripercussione vedremo

(figura 6.9 b); un grafico di tipo S-shape, che lavora similmente alla Spline di

più avanti, è stato inserito un generatore grafico. È un semplice campionatore

partenza, porta a distribuzione dell’orditura primaria asimmetrica, che può

(vedi figura 6.9), che sull’asse delle x rileva una serie di valori in imput che

essere utile in caso di distribuzioni asimmetriche dei carichi (venti prevalenti,

convergono poi sui punti della curva, in questo caso originati a loro volta sa

neve); un grafico di tipo sincopato porta a forme geometriche più complesse.

una serie numerica per comodità, e sull’asse y genera una moltiplicatore che

Nel caso di concavità della parte terminale (vedi figura 6.19) questa forma

va a correggere la misura di offset tra gli estremi 1, in cui il valore è il medesimo

potrebbe essere utile per accumulare le acque di condensa nella parte

di imput, e lo 0, in cui lo stesso è annullato rendendo la distanza di offset per

terminale del telo di copertura dell’oggetto.

l’appunto nulla.. In questo modo, editando il grafico secondo forme volute, si

I dati di output del generatore grafico diventano dunque imput dell’algoritmo

modica l’offset delle linee.

di offset, il quale genera le curve di nesting all’interno della sperficie-container,

Un grafico di tipo lineare orizzontale implica un offset standard delle linee

che a loro volta creano lo spazio delle possibili forme finali del modulo di

(figura 6.9), e se impostato per passare dai punti (0;1) e (1;1) il valori di imput

emergenza. I grafici di controllo utilizzabili sono almeno una decina, lasciando

6.9

6.10 a,b: offset a geometria variabile: S-shape e sincopata.

a,b: offset a geometria variabile: lineare e parabolico.

88


spazio a forme attualmente non previste ma che potrebbero essere utili alla

lo spessore del materiale tramite l’apposito slider.

luce dell’osservazione degli scenari di emergenza o dell’affinamento del

Il disegno del modello prosegue poi con l’orditura secondaria: si è scelto di

calcolo strutturale.

non operare attraverso la tradizionale scomposizione del volume nel “solid

I dati delle curve generate vengono poi sdoppiati (ogni curva è in se limite

waffle”1, poiché questo avrebbe comportato un complessivo indebolimento

superiore e inferiore di una superficie). L’indice della lista copiata viene fatto

della struttura e un ingombro nella parte abitabile della scatola.

scorrere di una unità per accoppiare le curve in modo corretto, eliminando

Il processo sfruttato invece riceve in imput le curve, ne calcola le perpendicolari

l’ultimo dato che unirebbe l’ultima curva alla prima, che viene sostituita dalla

e inserisce un’orditura secondaria in tali direzioni. Questo rende più immediato

congiungente degli estremi per creare il tamponamento finale.

il procedimento di montaggio permettendo un incastro semplice dei diversi

In figura 6.11 è possibile vedere il processo di trattamento dei dati, lo

componenti, inoltre crea i presupposti per un appoggio corretto dei

spostamento delle curve e la generazione delle superfici, che di fatto sono la

tamponamenti offrendo un leggero sbalzo rispetto all’orditura primaria. La

scomposizione della superficie-container di partenza. Le superfici generate

dimensione dell’orditura e la profondità dell’inserimento sono controllabili

vengono estruse in funzione dello spessore del materiale che si intende

1  suddivisione del volume in rettangoli di dimensione voluta, che, estrusi verticalmente, possono

utilizzare: legno, plastiche, Osb, metallo possono essere inseriti modificando

essere incastrati fra di loro per ricomporre la geometria iniziale semplificata.

6.11 a,b: spostamento binato delle linee e orditura primaria piana.

6.12 a,b: orditura secondaria piana perpendicolare alla prima

89


tramite appositi campi di imput. L’orditura viene poi leggermente scalata rispetto al punto centrale per far sì che non termini esattamente in corrispondenza dei tamponamenti finale e iniziale, ma che offra un incastro agli stessi. Vista la complessità di forme che è possibile generare, ci si aspetta che l’orditura secondaria, che percorre la superficie, sia curva. Il metodo scelto in realtà porta alla generazione di superfici dette “a curvatura singola”. Intersecando la superficie su due piani, si ottengono le curve u e v. I due valori di tangenza ricavati dai piani principali della superficie (k1, k2) vengono moltiplicati tra di loro per ottenere la curvatura di Gauss2. Si definiscono superfici a curvatura singola quelle superfici in cui uno dei due valori k1, k 2 è 2  Differente dalla curvatura media, che prendi in considerazione il prodotto delle curvature principali k1 e k 2 in un dato punto, vedi en.wikipedia.org/wiki/Curvature.

6.13 a,b,c: analisi della curvatura gaussiana.

6.14 a,b: analisi della curvatura gaussiana.

90


nullo, ovvero quelle per cui la curvatura di Gauss è nulla. All’interno del

valori dei vettori tangenti alle prima curva, che a cascata genera tutte le

modello è stata verificata la curvatura secondo i piani delle due orditure,

seguenti), detti “genoma”, e una funzione di “fitness”, cioè un valore numerico

creando un output sia grafico che numerico per i valori. Il risultato, illustrato

che è dipendente dal genoma (nel nostro caso il rapporto Superficie/Volume),

in figura 6.13 e figura 6.14, dimostra come i valori sperimentali siano

opera valutando statisticamente tutti i possibili valori di partenza e

praticamente nulli, e si discostino dallo 0 secondo l’ordine di grandezza

selezionando quelli che massimizzano o minimizzano il risultato finale.

dell’errore di calcolo del software, mantenendo comunque uno standard di

L’iterazione è detta evolutiva proprio perché funziona come la selezione dei

precisione che è superiore a quello delle tecniche di realizzazione dell’oggetto.

geni in successivi accoppiamenti, mantenendo solo i migliori.

I montanti bidimensionali vengono infine estrusi secondo la normale alle

Il grafico in figura 6.16 mostra sull’asse x le iterazioni successive, mentre

superfici stesse.

sull’asse y c’è la dispersione dei risultati, che tendono a convergere in ragione

Al fine di avere un maggior controllo delle forme finali, è stato predisposto un

della selezione del genoma, verso il massimo (o il minimo, a seconda di come

solver evolutivo di tipo “Galapagos”3 (figura 6.16). Il suo meccanismo è molto

si imposta).

semplice: dato un set di parametri sul quale può operare (nel nostro caso i 3  www.grasshopper3d.com/group/galapagos

6.15 a,b,c: estrusione dell’orditura secondaria.

6.16 a,b: preparazione della funzione di fitness e solver Galapagos.

91


6.3

Making

Per far sì che il progetto sia il più “open” possibile, è necessario prevedere il più ampio numero di tecniche realizzative possibile. Come si può evincere dal manifesto dell’architettura open source4, esiste un trend attuale di collaborazione la condivisione dell’hardware necessario alla produzone degli oggetti di design e dell’architettura. Stanno nascendo una serie di laboratori di fabbricazione (Fablab) nella quale convergono abilità e mezzi, software e hardware che consentono agli utenti di fabbricare. Questo processo è favorito dalla progressiva diminuzione del costo degli strumenti di prefabbricazione Cam/Cad (frese, makerbot, macchine a taglio laser), che diventano strumenti del quotidiano per coloro che si occupano di design, e, in prospettiva, per tutti. Non è infatti difficile ipotizzare un futuro nel quale anzichè acquistare oggetti prodotti in località distanti si scaricheranno dal web i progetti, che verranno creati, tagliati, modellati e assemblati in luogo, rendendo più sostenibile e moderno in processo di produzione: a muoversi saranno sempre più informazioni e sempre meno materiali. Esattamente nella direzione di questa tesi, ogni “disegno” (in realtà modello virtuale delle parti), reso disponibile con i nuovi tipi di licenza Creative Commons5, costituisce modello finito e fabbricabile ma anche punto di partenza di integrazioni, modifiche, aggiunte. Gli strumenti tipicamente utilizzati per trasporre un modello virtuale in oggetto reale sono diversi, ma i più utilizzati sono le frese a controllo numerico, le macchine a taglio laser, i makerbot, la stereolitografia e sinterizzazione. Non 4  en.wikipedia.org/wiki/Opensource_Architecture 5  www.creativecommons.it/ 6.17 Stampante 3d Maker bot 6.19 Macchinario a taglio ad acqua

6.18 Stampante 3d a deposito 6.20 Macchinario a taglio laser

92


sono da escludersi tuttavia le tecniche più tradizionali di tracciamento e taglio

moltissimi tipi di materiali. I buchi effettuati con il laser hanno le stesse

manuale, attraverso l’uso di seghe, trapani e altri utensili, in quanto i

caratteristiche dei tagli praticati con lo stesso: assenza di sbavature,

macchinari necessari per la prototipazione rapida non sono sempre reperibili

precisione, velocità.

in caso di emergenza, e, qualora i tempi di produzione fossero stretti, non è

La scelta della tipologia di macchina (laser/acqua) viene effettuata in funzione

pensabile produrre altrove i pezzi e spedirli (oltre a essere sconveniente per i

del materiale che si va a tagliare: solitamente il taglio ad acqua è preferito per

motivi di cui sopra).

i metalli, mentre plastiche e legno vengono tagliati al laser.

Il modulo d’emergenza è stato pensato per tre tipologie di produzione: il

Fresatura a controllo numerico (CNC mill)

taglio laser o ad acqua (la logica è la stressa, cambia il mezzo di abrasione

È una macchina nata per effettuare operazioni di foratura e fresatura in modo

del materiale), la fresa a controllo numerico e il taglio manuale. Sono stati

manuale ed automatico attraverso una consolle di gestione.

escluse altre tecnologie poiché non operano alla corretta scala (il makerbot

Le lavorazioni possono essere eseguite tramite unita’ fondamentali di disegno

estrude un filo di plastica per formare superfici chiuse, di norma inferiori a un

(retta, cerchio, rettangolo, arco, ecc.) oppure importando il disegno generato

cubo di un metro di lato; le macchine a deposito delle polveri operano per

da un Cad, come nel nostro caso.

stratificazione successive per creare volumi pieni, su dimensioni ancora più

Una fresa, ovvero macchina abrasiva che ruota su se stessa, viene

ridotte di quelle del makerbot).

movimentata sui tre assi (anche se esistono macchine più complesse, a

Taglio a laser/acqua

cinque assi, che permettono i sottosquadro), asportando materiale

I vantaggi del taglio laser/acqua sono infatti diversi. Innanzitutto non lascia

progressivamente dal blocco di materiale di partenza.

bordi irregolari, tagliando il materiale in modo molto netto. Inoltre un taglio

Dato che il taglio viene effettuato dall’elemento in rotazione, la sua sezione

effettuato con il laser produce un volume di polveri, trucioli e materiali di

anzichè essere infinitesima come nel caso del taglio laser, è di dimensioni

scarto in pratica nullo. Altra caratteristica di rilievo è la velocità a cui può

finite, determinate dal raggio di fresatura. Per lo stesso motivo non è possibile

procedere una macchina per il taglio laser. Specie nei tagli di lamiere e lastre

effettuare incastri a spigolo vivo, in quanto l’elemento in rotazione non potrà

di metallo e di notevoli spessori (si pensi ad una lastra di acciaio) il laser è in

mai raggiungere il vertice di scasso. Si ricorre dunque ad un artificio, che è

grado di raggiungere velocità davvero notevoli, difficilmente ottenibili con

quello dello scavo a “T”, nel quale la fresa si muove oltre gli spigoli

una macchina di taglio meccanica.

parallelamente al lato di battuta, in modo da rimuovere il materiale che occupa

Il laser permette di produrre delle incisioni, su superfici quali il legno, dai

lo spigolo dello scasso.

contorni e dallo spessore perfetto. In questo modo si può ottenere qualsiasi

Taglio manuale

disegno si desidera in modo veloce e preciso. Altro esempio simile è quello

Nel caso del taglio manuale è necessario prevedere, come per la fresa, ad

della colorazione di superfici con il laser attraverso la bruciatura di aree delle

alcuni raccordi dovuti al fatto che la sega manuale o il seghetto alternativo

stesse. Infine il laser non è solo in grado di tagliare, ma anche di bucare

hanno una dimensione fisica. Prima di tagliare gli incastri è necessario quindi 93


effettuare un operazione di foratura in corrispondenza dello spigolo per facilitare il compito. Il modello recepisce le tecniche attraverso un selettore (figura 6.21 e figura 6.22) che crea per sottrazione solida gli incastri. Nel caso del taglio laser, viene computata una semplice sottrazione solida tra gli elementi dell’orditua primaria e secondaria. Nel caso della fresa vengono aggiunti dei profili cilindrici risultato di sweep lungo l’orditura primaria per quanto riguarda la creazione dell’orditura secondaria e viceversa, sull’incastro. Nel caso del taglio manuale la tecnica è la stessa, ma i profili sono a spigoli vivi. A seguito della sottrazione solida, i componenti dell’orditura primaria vengono esplosi in superfici, spigoli e vertici. Gli spigoli vengono riassemblati sul piano seguendo il processo inverso della scomposizione, traslando ciascuno secondo la distanza dal piano. Le linee risultanti vengono ruotate automaticamente e rivoltate sul piano per diventare piani di taglio o fresatura. Una volta esportati in formato dxf essi possono essere direttamente recepiti da una macchina a controllo numerico, sia essa la fresa CNC o la macchina a taglio laser/acqua, che realizzerà sia l’orditura primaria che l’orditura secondaria. Un ultimo componente, descritto in figura 6.25, scompone la superficie curva e ne ricava un sistema di pannelli piani, anch’essi da realizzare con le tecniche sopracitate. A livello tecnico, il modello approssima una mesh alla superficie generata, che invece è di tipo NURBS (non-uniform rational B-spline). La mesh ha tante celle quante quelle del modello, in modo tale da ricavarne una tamponatura coerente. In virtù del fatto che l’orditura secondaria è sempre perpendicolare alla primaria, e quindi svasata, i pannelli possono essere inseriti a pressione e contribuiscono alla solidità della struttura, formando un

6.21 a,b,c: giunto risultante da taglio laser. 6.22 a,b,c: giunto risultante da fresatura.

94


‘ulteriore arco in corrispondenza dell’intradosso della struttura. Il sistema come detto è aperto, quindi è possibile aggiungere e modificare i componenti, integrare le verifiche con solver strutturali o fisico-tecnici, modificare materiali e spessori, forme, e aggiungere addirittura ulteriori parti di tamponamento. Di seguito sono presentati una serie di fogli di taglio, con la quale sono stati creati dei modelli per la verifica degli incastri. In virtù della rapidità di passaggio dal virtuale al reale, sono stati realizzati una ventina di modelli di struttura, facendo variare le curve iniziali e le curve del campionatore grafico tra linear, S-shape, parabolic e syncope. 6.23 a,b: preparazione del primo foglio di taglio. 6.24 a,b: preparazione del secondo foglio di taglio. 6.25 a,b: paneling rettangolare della supeficie curva.

95


96


97


98


99


100


101


Bibliografia e Sitografia Payne A., Issa R., “Grasshopper primer second edition�, Open published, 2010. www.creativecommons.it/ www.domusweb.it/it/op-ed/open-source-architecture-osarc/ www.fablabitalia.it/ www.grasshopper3d.com/


7. ANALISI DI SCENARIO Declinazione del Modello “(...) longum iter est per praecepta, breve et efficax per exempla.” Lucius Aenneus Seneca, Filosofo Epistulae Morales ad Lucilum, Liber I, Ep VI.


Il seguente capitolo intende delineare tre possibili scenari di applicazione del

prefabbricazione: nel paragrafo 5.4 viene mostrato come la curva di sforzo

modello, che, come detto, non è un progetto vero e proprio ma un set di

all’interno della pratica architettonica si sposti verso l’inizio del processo,

progetti declinabili a seconda delle varie esigenze. Queste esigenze sono per

facendo in modo che sia possibile intervenire più sovente e più frequentemente

lo più sconosciute, fino al momento dell’emergenza stessa: quali saranno i

sulle decisioni, ma è altresì palese che l’area sottesa alla curva (energia

bisogni della popolazione? Cosa è rimasto e cosa manca sul luogo

spesa, sforzo cumulato) è confrontabile nei due casi se simili sono livelli di

dell’emergenza? Quali sono i materiali disponibili? Quali sono le competenze

dettaglio di output.

che possono essere sfruttate sul luogo?

Resta ancora da aggiungere come, nell’ottica del bricolage delle risorse

Di seguito vengono pertanto riportati alcuni scenari futuri possibili, pensati

(paragrafo 4.2), il fatto che sia descritto il processo progettuale all’interno di

appositamente in modo da coprire un ampio ventaglio di materiali, finiture,

un file che può essere, anzi dovrebbe essere scambiato e reso comune come

metodi di prefabbricazione, livelli di coinvolgimento dei sopravvissuti

piattaforma di partenza per moduli di emergenza, rende possibile l’addizione

all’interno del processo, qualità e durabilità dei moduli.

di componenti di analisi, espansione e verifica addizionali, con funzionalità

È importante sottolineare come il modello allo stato attuale non copra

specifica dedicata al luogo oppure validi in modo universale. All’interno

interamente la prefabbricazione del modulo stesso, per due ragioni.La prima

dell’analisi di scenario sono descritti anche alcuni componenti aggiuntivi

sta nel fatto che l’iper-specializzazione del modello tende a chiudere il

sviluppati in modo specifico per uno dei tre casi, ma che, potenzialmente,

ventaglio delle possibilità: a mano a mano che le dimensioni del modello

potrebbero essere utilizzati in ulteriori applicazioni.

crescono, a parità di capacità di calcolo, tende a decrescere la possibilità di

Questo perchè il tipo di modellazione permette la sedimentazione e l’accumulo

effettuare test e prove in modo ripetuto, a rendere più complesso l’editing

delle conoscenze e delle pratiche, che diventano non solo esempi per i

(diventa difficile rintracciare i collegamenti tra le parti). La seconda, ancora

progetti successivi (cosa che avviene anche con il disegno tradizionale) ma

più importante, è che bisogna mantenere saldo il collegamento con lo

sono esempi ripercorribili, flussi di modellazione riadattabili ad altri casi e altri

scenario societal challenge driven: il fatto che qualcosa si possa fare non

progetti.

implica che sia opportuno farlo: nella misura in cui l’eccesso dettaglio diventa superfluo e appesantisca per qualsiasi processo, tanto più questo avviene in contesti in cui le prestazioni richieste dal mercato sono minime. Questa è un obiezione mossa spesso all’architettura “parametrica”. In questa sede non si intende muovere lo stesso tipo di critica, ritenuta banalizzante nei confronti di un’innovazione che, con ogni probabilità, cambierà il modo di fare architettura almeno quanto lo hanno fatto l’invenzione delle proiezioni ortogonali e della prospettiva (vedi 5.4). È indiscutibile tuttavia l’eccesso con la quale talvolta alcune definizioni vengano portate avanti prima della pratica della 104


N

3.PREFABBRICAZIONE PROGETTAZIONE

7.1

CHIUSA

Hamilton 2014

4. ASSEMBLAGGIO 5. MODULO ASSEMBLATO non a rischio sismico rende ancora più traumatico l’effetto sui sopravvissuti.

2. Le risorse materiali presenti sul luogo sono ampie: sebbene molte delle

Notizia ANSA 16 Settembre 2014 “un disastroso terremoto si abbatte sulla

attività produttive siano in ginocchio, alcuni impianti delle numerose acciaierie

città di Hamilton, Canada. Oltre 5000 abitanti restano senza tetto, i danni

della zona sono ancora funzionanti. In aggiunta, quelle non funzionanti hanno

restano ancora da quantificare”

magazzini pieni di materie prime e semilavorati.

UN

Si mette in moto la macchina degli aiuti, l’Office of Critical Infrastracture 1 EEmergency MERGENZA 2 RICHIESTA MODULO Protection and Preparedness (OCIPEP), corrispondente della

3. Se per il primo soccorso le tende universali sono un’ottima soluzione,

Protezione Civile italiana, avvia le procedure di emergenza. Essendo un

caratterizzato da forti venti freddi dal Nord, abbondanti nevicate e temperature

paese molto sviluppato, l’OCIPEP ha pronte delle attrezzature per la fase 1,

rigide.

UN

queste non sono in grado di affrontare il clima dell’inverno dell’Ontario,

tende da campo, distribuite sul territorio nazionale, con le quali vengono Sulla Ebase di queste osservazioni, il modello open source, in questo caso 3.DEFINIZIONE LOCALE M ATERIE PRIME PROGETTAZIONE TAGLIO A FRESA allestiti dei campi di raccolta. gestito in modo centralizzato da chi opera il servizio, viene declinato in 5. MODULO ASSEMBLATO 4. ASSEMBLAGGIO APERTA L’OCIPEP passa poi, come da prassi, ad un’analisi più dettagliata della funzione delle seguenti caratteristiche. Il materiale impiegato sarà l’acciaio, situazione:

che, in lastre da 2 cm di spessore, si presta a una semplice lavorazione al

1. La popolazione non è resiliente, le capacità di autocostruzione sono

taglio ad acqua.

1

UN

pressoché nulle . Il fatto che la zona sia stata dichiarata in precedenza come

Flusso di materia

Personale non specializzato

rapporto superficie/volume sia minimo, in modo tale che lo scambio termico Personale specializzato

1  sono inversamente proporzionali al grado di sviluppo di un paese (vedi 3.7)

Logistica

Personale ONU-ONG

Emergenza abitativa

Locale

Flusso di materia

Personale non specializzato

Materia prima

Non locale

Logistica

Personale specializzato

Mezzi di produzione

In situ

UN

Flusso di informazione

UN

Locale

Emergenza abitativa UN

1 EMERGENZA

Personale ONU-ONG

di informazione Il modello viene ottimizzato tramite il solverFlussoGalapagos (6.2) affinchè il

2 RICHIESTA MODULO

Materia prima

Non locale In situ

Mezzi di produzione UN

MATERIE PRIME

PROGETTAZIONE APERTA

3.DEFINIZIONE LOCALE E TAGLIO A LASER

4. ASSEMBLAGGIO

7.1

105

mappa di servizio, caso studio Hamilton.


per unità di volume sia ridotto. La distribuzione dei carichi non è uniforme,

delle aperture viene stabilita di volta in volta in ragione dell’esposizione del

poichè si tende a privilegiare l’esposizione a Sud e i carichi sul lato Nord

modulo, e date le elevate possibilità economiche e le difficili condizioni

tendono a essere maggiori a causa della neve. Il graphic generator viene

climatiche dovrà affrontare il modulo si inseriscono vetri doppi.

impostato su S-shape, che gestisce l’altezza della sezione resistente in modo

I moduli vengono inizialmente accostati faccia a faccia a 2 metri l’uno dall’altro

asimmetrico.

e appoggiati su materiali edili di recupero (blocchi in cemento), in previsione

Il materiale impiegato è l’acciaio sia per l’orditura primaria che per quella

dello sviluppo del componente bagno, che si frappone tra i due creando uno

secondaria, di conseguenza lo spessore del materiale è impostato su 2 cm,

spazio filtro di accesso e allargando il servizio fornito agli sfollati, le cui

dimensione delle lastre reperibili sul luogo. Il tipo di taglio è ad acqua, di

esigenze, proporzionali alla qualità della vita precedente, sono elevate.

conseguenza lo switch corrispondente viene impostato sul valore 3.

L’aggiunta successiva del modulo-bagno viene sfruttata per interfacciare il

Si procede come illustrato nel capitolo precedente alla formazione dei fogli di

modulo di base alle principali reti cittadine, in modo strutturato: acqua

taglio che sono pronti per la stampa. Considerando le verifiche strutturali, cui

potabile, corrente elettrica e rete internet raggiungono tramite il modulo-

è possibile ottemperare modulando la distanza di offset, questo processo

bagno il modulo di base.

non impiega più di un paio di settimane dalla richiesta all’avvio del taglio delle

La conformazione finale fa sì ricorda quella di un igloo, diminuendo

strutture.

ulteriormente la superficie di scambio.

La copertura esterna viene effettuata tramite piega di poche lamiere

Focalizzare

sovrapporte tra loro e fissate alla struttura per mezzo di rivetti. La

sullo

Scopo

conformazione della copertura viene esportata direttamente dal modello e

Bricolage

delle

Risorse

$

sviluppata tramite un comune software CAM 3d (un singolo comando).

utilizzo impianti locali

Per quanto riguarda il tamponamento, si decide di procedere con materiale di qualità superiore, vista l’eccezionale rigidezza del clima canadese e la disponibilità di risorse economiche. Viene utilizzato un pannello sandwich

Implementazione progressiva

lamiera e schiuma poliuretanica, molto leggero e facilmente conformabile sul

Fine

della

Superfunzionalità

luogo da personale qualificato con gli opportuni attrezzi. Il taglio è dimensionato sulla verticale rispetto alla faccia esterna, in modo da incastrarsi

Pensare

a pressione sull’orditura secondaria i cui elementi costituenti, per

al

Ciclo

di

Vit a

conformazione propria risultano svasati fra loro. Lo spazio interstiziale di risulta è isolato tramite schiuma poliuretanica spray.

vs high tech vs low tech

La struttura primaria, essendo luogo di ponte termico tra interno ed esterno,

riattivazione mezzi di produzione esistenti

è ricoperta con uno strato di nastro isolante termoriflettente. La posizione 106


7.2 7.3 7.4 7.5

Schema del concept specifico. Schermata di imput del modello per Hamilton. Esploso assonometrico di una coppia di modulu pi첫 modulo bagno, rendering. Foto del plastico di studio.


108


7.6 7.7 7.8 7.9

Pianta del modulo assemblato, disegno 2d da base Grasshopper-Rhino, tavoletta grafica, scala 1:50. Sezione longitudinale del modulo assemblato, disegno 2d da base Grasshopper-Rhino, tavoletta grafica, scala 1:50. Sezione trasversale del modulo assemblato, disegno 2d da base Grasshopper-Rhino, tavoletta grafica, scala 1:20. (pagina seguente) Vista prospettica d’insieme, rendering e tavoletta grafica.

109



7.2

Fabbriche di Vallico 2016

inverno ed estate, e precipitazioni regolari nelle stagioni intermedie e forti temporali nel corso dell’estate; l’area a Nord della Toscana risulta essere tra

Notizia ANSA 27 Aprile 2016 “a seguito delle forti precipitazioni delle ultime

i luoghi più piovosi d’Italia con valori annui che oltrepassano i 2000 mm2.

settimane, una frana si è abbattuta sul paese di Fabbriche di Vallico nella

Sulla base di queste osservazioni, è la Protezione Civile a prendere in mano

Lucchesia”.

il modello. Data la variabilità del clima, viene scelta una tipologia intermedia

Si mette in moto la macchina degli aiuti, la Protezione Civile avvia le procedure MATERIE PRIME

come rapporto superficie/volume. Le condizioni climatiche locali non

Dalle indagini della Protezione Civile risulta quanto segue:

dunque impostato come parabolico e centrato, in quanto nel punto centrale

1. La popolazione è mediamente resiliente, gli abitanti sono di carattere

il momento risultante dal carico è nferiore di quello generato alle estremità.

forte e hanno una discreta capacità di autocostruzione. 1 EMERGENZA RICHIESTA MODULO 2. Non sono presenti risorse2utili sul luogo, è necessario importare prodotti

Il materiale scelto è un compensato comune, in quanto la sua lavorazione è

già prefabbricati in ottica di assemblaggio sul luogo

trattato per evitare la marcescenza dello stesso in condizioni di impiego

di emergenza.

UN

impongono correzioni particolari a livello di struttura. Il grafic generator è

UN

molto comune nei distretti manufatturieri del Nord Italia, opportunamente UN

3. Sebbene le tende siano sufficienti per il ricovero dei sopravvissuti, data la umide. Lo spessore è impostato su 4 cm, la base degli appoggi misurerà, a 3.PREFABBRICAZIONE natura stessa dell’emergenza e il contesto italiano è prevedibile un protrarsi seguito delle analisi strutturali, 20 cm. Il tipo di lavorazione più diffusa nei Personale ONU-ONG P ROGETTAZIONE Flusso di informazione della situazione di emergenza abitativa per almeno un’anno. mobilifici del Nord Italia dove viene realizzato il modulo, è la fresatura, di CHIUSA Personale non specializzato Flusso di materia 4. ASSEMBLAGGIO 5. MODULO ASSEMBLATO 4. Il clima è di tipo mediterraneo, con una forte escursione termica tra 2  Centro Meteo Italiano, www.centrometeoitaliano.it Personale specializzato UN

Logistica

Personale ONU-ONG

Emergenza abitativa

Locale

Flusso di materia

Personale non specializzato

Materia prima

Non locale

Logistica

Personale specializzato

Mezzi di produzione

In situ

UN

Flusso di informazione

Materia prima

1 EMERGENZA

2 RICHIESTA MODULO

MATERIE PRIME

Locale

Emergenza abitativa

UN

UN

Mezzi di produzione

PROGETTAZIONE APERTA

3.DEFINIZIONE LOCALE E TAGLIO A FRESA

4. ASSEMBLAGGIO

Non locale In situ

5. MODULO ASSEMBLATO

7.10 mappa di servizio, caso studio Fabbriche di Vallico.

111


conseguenza lo switch relativo al tipo di lavorazione viene impostato sull’1,

Tutti i componenti sono trasferiti sul campo, insieme a materiale da costruzione

con raggio di fresatura corrispondente alla fresa utilizzata.

minimo quali blocchi in cemento per sopraelevare i moduli. Sopra i blocchetti

Viene sviluppato un componente aggiuntivo, data la variabilità del clima tra

viene montato a semplice incastro il primo livello di pavimentazione in modo

inverno ed estate, che posiziona la porta di ingresso in modo tale da

tale che ogni “pezzo” di pavimento appoggi ai quattro vertici su un blocchetto.

schermare gli angoli solari superiori a quelli riscontrati nell’equinozio, tramite

A seguire viene steso il rotolo dell’isolante, sul quale si appoggia il secondo

editing manuale dell’angolo. Diminuendo l’angolo da schermare, la parete di

layer di pavimento. Quest’ultimo fa da sagoma di ritaglio per il precedente,

tamponamento scorre indietro lasciando spazio a una piccola zona coperta

che si separa facilmente con un taglierino. Fin dal primo momento viene

che funge da filtro tra interno ed esterno.

utlizzata la manodopera dei sopravvissuti per queste operazioni di base.

Vengono estratti i fogli di taglio e i pezzi sono lavorati a un centinaio di

Successivamente è montata, per semplice incastro, l’orditura primaria sulla

chilometri dal luogo del disastro, impacchettati e caricati su container 40’

quale viene incastrata la secondaria che sporge leggermente per facilitare

box: una superficie lunga e alta quanto il container, dello spessore della

l’incastro delle scandole a L. Si inseriscono, a partire dal basso e dal fondo

lastra, cioè 4 cm, ospita tre orditure primarie e due secondarie e due

del modulo, i tamponamenti fresati, contestualmente alla scandola

pavimenti, o uno qualora si decidesse di isolarlo. Sempre dal modello

corrispondente che è bloccata dal tamponamento stesso. Si procede fino al

vengono poi estratti i piani dei tamponamenti interno ed esterno, realizzati in

completamento della struttura. L’unico momento in cui è necessario

compensato anch’essi. Tra i due pannelli è inserito uno strato isolante in

l’intervento di manodopera specializzata è l’inserimento delle finestre, poichè

materiali tessili riciclati, prodotto da un’azienda vicina al luogo del disastro,

più delicato rispetto agli altri. Le finestre possono essere posizionate in

Sulla verticale essi entreranno a pressione in virtù dello svasamento

qualsiasi punto tra il terzo e il quarto elemento verticale, in quanto, come già

dell’orditura secondaria, mentre sull’orizzontale viene inserito un profilo a

detto, i corsi longitudinali alla struttura sono tutti uguali fra loro.

incastro modulabile che permette di fermarli in modo definitivo.

Il campo viene utilizzato un sistema a frattale, sviluppato appositamente e

La copertura esterna è costituita dalla sovrapposizione di scandole di lamiera

che potrà in seguito essere riutilizzato anche per moduli ed emergenze di

comune, che possono essere prodotte in serie (tutti i corsi longitudinali hanno

natura diversa.

le stesse dimensioni). Le aperture vengono protette in modo simile, utilizzando

È evidente e ormai collettivamente condiviso l’emergere progressivo di una

comune plexiglas e un profilo a L come scandola, fissata all’orditura

nuova stagione progettuale per l’habitat umano e per il suo tessuto connettivo.

secondaria, e per ragioni di costo viene inserita una finestra a vetro singolo.

Il disegno del territorio antropizzato sembra essersi consolidato sulla logica

La natura della struttura fa sì che tra le scandole e il tamponamento sia

dell’adeguamento spontaneo piuttosto che sull’imposizione formale di un

sempre presente un sottile strato di ventilazione, dovuta alla differenza tra

modello teorico geometrico a priori. La geometria del frattale può costituire

orditura curva e scandole, che, essendo piane, ne approssimano la geometria

un codice di organizzazione del tutto particolare per la gestione bi e

lasciando spazi di risulta. Il pavimento viene maschiato con una finitura a

tridimensionale del territorio e dello spazio antropizzato di una città o di un

puzzle per rendere immediato l’incastro.

impianto ordinatore. La struttura di una rete distributiva che si ispira alla 112


geometria

frattale

presuppone,

infatti,

il

rispetto

delle

dinamiche

autogenerative che ben si adattano alla condizione debole della pianificazione. Per essere riconosciuto come tale, un frattale deve godere della proprietà dell’autosomiglianza delle sua parti: a diverse scale i costituenti geometrici devono approssimativamente corrispondere a quelli dell’ordine di grandezza superiore. La forma che emerge da questo processo di autosomiglianza (sempre che sia possibile parlare di una forma definitiva) sarà proprio il sistema completo. L’approccio distributivo del campo secondo le geometrie frattali corrisponde in primis a forme arcaiche di aggregazione e crescita spontanea3, e secondo consente una serie di ottimizzazioni in termini di disegno complessivo, di organizzazione (strategia e gestione amministrativa), infine in termini operativi (crescita e implementazione complessiva). In figura 7.14 è descritto il modello frattale sviluppato per questo caso specifico, riutilizzabile tramite modifica della geometria all’interno del BoxMorph (componente che fa da segnaposto

Focalizzare

per altre geometrie, nel nostro caso un modulo di emergenza qualsiasi). I

sullo

Scopo

Bricolage

delle

Risorse

Fine

Superfunzionalità

risultati del frattale sono riportati nelle immagini 7.15, utilizzando una geometria molto semplice, che suddivide il percorso di partenza, immaginiamo la linea di arrivo del campo, secondo angoli dipendenti dalla geometria finale della piazzola. schema dell’angolo solared isposizione frattale

Per il campo di Fabbriche di Vallico, in ragione della geometria del modulo e della relativa compattezza del frattale è stata ipotizzata una distribuzione

Pensare

secondo esagoni di base, visible in figura 7.16.

al

Ciclo

di

Vit a

della

3  Eglash R., 1999. 7.11 Componente aggiuntivo per la regolazione della porta in funzione dell’angolo solare da schermare. 7.12 Schermata del modello con evidenziato il vettore giacente sulla direzione dell’angolo solare. 7.13 Schema del concept specifico.

isolanti di riciclo

113

tenda+ container emergenza lungo tempo

modulo economico smontabile per breve periodo



7.14 7.15 7.16 7.17 7.18 7.19

(pagina a lato) Modello Grasshopper per i frattali di distribuzione del campo. (pagina a lato) a,b,c,d frattali risultanti dal modello, qadrato, pentagono, esagono, ottagono. (pagina a lato) a,b Rendering della distibuzione esagonale del campo. Schermata di imput del modello per Fabbriche di Vallico. Esploso assonometrico di una coppia di modulu pi첫 modulo bagno, rendering. Foto del plastico di studio.



7.20 7.21 7.22 7.23 7.24

(Pagina a lato) Pianta del modulo assemblato, disegno 2d da base Grasshopper-Rhino, tavoletta grafica, scala 1:50. (Pagina a lato) Sezione longitudinale del modulo assemblato, disegno 2d da base Grasshopper-Rhino, tavoletta grafica, scala 1:50. (Pagina a lato) Interno del modulo assemblato, rendering e tavoletta grafica. (Pagina a lato) Sezione trasversale del modulo assemblato, disegno 2d da base Grasshopper-Rhino, tavoletta grafica, scala 1:50. (Pagina a lato) Vista prospettica d’insieme, rendering e tavoletta grafica.


3.PREFABBRICAZIONE PROGETTAZIONE

7.3

CHIUSA

Nyamey 2012

4. ASSEMBLAGGIO 5. MODULO ASSEMBLATO is already greatly diminished. They need food and better access to clean

drinking water and health care.4”

24-10-2012 News Release 12/211

Mentre la tesi era in corso di stesura, avevo intenzione di riportare un caso

Bamako/Niamey/Geneva (ICRC) – “However the armed conflict in northern

studio nelle regioni critiche dell’Africa. Sfortunatamente l’occasione di

Mali unfolds, the risk of a further worsening in the humanitarian situation in

collocare una declinazione del modello si presenta realmente da questo

the region and throughout the Sahel is high,” warned the president of the 1 EMERGENZA RICHIESTA International Committee of the2Red CrossMODULO (ICRC), Peter Maurer, at the end of

comunicato datato ottobre 2012. D’altra parte, come sottolineato nel capitolo

a three-day on-site visit. “In particular, in the event of military deployments

Il comunicato prosegue sottolineando come oltre 4000 persone siano giunte

and renewed hostilities in the north of Mali there would inevitably be

dal Sud del Mali a Nyamey, Nigeria, in cerca di aiuto, e non hanno un ricovero.

UN

UN

2, in queste zone della terra le emergenze si susseguono a ritmo incessante.

consequences for the population, and we have to be ready to respond,” said 1. La popolazione è resiliente, di ottima tempra, sebbene provata dall’esodo 3.DEFINIZIONE LOCALE E MATERIE Mr Maurer after going to Niamey and PRIME Agadez, in PNiger, where the ICRC ROGETTAZIONE FRESAproprie terre di origine. Sono tutti autocostruttori, poichè si occupavano TAGLIO A dalla 5. MODULO ASSEMBLATO 4. A SSEMBLAGGIO carries out most of its humanitarian work in the region,APERTA and to Bamako and di pastorizia prima del riaccendersi del conflitto in Mali, pertanto costruvano Mopti in Mali. “People in the north of Mali, those who moved southward, and

rifugi temporanei che li seguivano durante la transumanza (vedi figura )

all those who fled the conflict to seek refuge and assistance in neighbouring

2. Non sono presenti risorse utili sul luogo, è necessario importare materiale

countries such as Niger, Mauritania, Burkina Faso and Algeria are particularly

Flusso di informazione da costruzione e mezzi di produzione, anche semplici, data l’abilità della

UN

Flusso di materia

in need of help,” said Mr Maurer. “Their ability to cope with their daily struggles

Personale non specializzato

Personale specializzato 4  www.icrc.org/eng/resources/documents/news-release/2012/niger-mail-news-2012-10-24.htm Logistica Personale ONU-ONG

Emergenza abitativa

Locale

Flusso di materia

Personale non specializzato

Materia prima

Non locale

Logistica

Personale specializzato

Mezzi di produzione

In situ

Flusso di informazione

UN

1 EMERGENZA

Personale ONU-ONG

UN

Locale

Emergenza abitativa Materia prima

2 RICHIESTA MODULO

UN

Non locale In situ

Mezzi di produzione

UN

MATERIE PRIME

PROGETTAZIONE APERTA

3.DEFINIZIONE LOCALE E TAGLIO A LASER

4. ASSEMBLAGGIO 7.25 mappa di servizio, caso studio Nyamey.

118


popolazione. 3. ll clima è di tipo caldo secco, con la colonnina di mercurio che si attesta per gran parte dell’anno intorno ai 30 gradi; le precipitazioni sono praticamente assenti per tutto l’anno ad eccezione della stagione delle pioggie, da giugno ad ottobre, con una media annuale di 800 mm l’anno. Sulla base delle osservazioni, in assenza di un sufficiente coordinamento locale in termini organizzativi ed economici, è la Croce Rossa Internazionale a gestire le operazioni. In assenza di materiale da costruzione, viene ordinato un cargo di pannelli in OSB trattato per resistere all’umidità. Non essendo possibile opportuno ne possibile lavorare a macchina i materiali, è necessario trovare un modo per riportare il disegno sulle superfici per provvedere al taglio manuale. Si decide di utilizzare un plotter verticale open source, dal costo e dimensioni minime, che consente il disegno su superfici verticali delle dimensioni scelte.5 Si decide di accoppiare i moduli a due a due sul dorso, poiché questo consente di avere un costante movimento dell’aria calda dall’interno verso l’eterno lungo il colmo. I pannelli dell’orditura primaria disegnati vengono assegnati uno per nucleo familiare, cui spetta il compito, tramite seghetti alternativi, di andare a tagliare seguendo il disegno l’orditura primaria. Il disegno di base è formato impostando come lineare la distribuzione degli offset, poiché, anche se questo implica un abbassamento dell’altezza utile del modulo, rende il taglio meno suscettibile a errori o imprecisioni da parte di manodopera che non è specializzata. L’offset alla base dell’orditura primaria è di 20 cm, per uno spessore dei pannelli di 3 cm, compromesso tra 5  Plotter verticale Carlo Ratti Associati, Pietro Leoni, www.fablabtorino.org/2012/11/osarcmanifesto/ 7.26 Nigeria, Niamey, una ragazza in piedi fuori dalla sua capanna. 7.27 Mali, Sachel, Deserto del Sahel, 1986. Una ragazza cammina tra i soffi di polvere alzati dal vento vicino a Timbuktu.

119


esigenze strutturali e necessità di taglio manuale. Per semplicità, non conoscendo le esigenze finali in termini di numero di rifugiati, i pannelli inviati sono tutti della stessa misura, cosicché anche l’orditura secondaria risulta di 3 cm di spessore. Essi vengono fissati con della semplice corda come tenda, e ricoperti momentaneamente con dei teli standard di nylon, i quali tuttavia tendono a surriscaldarsi. Mentre un campo di base viene allestito, proseguono i lavori di taglio dell’orditura secondaria. Quando questa viene montata, è possibile completarla secondo le tecniche tradizionali: lo strato impermeabile in paglia e barbottina va a sostituire progressivamente i teli di nylon, supportato dalla struttura a frame. Il risultato finale è la trasformazione di un campo in tende a un villaggio di capanne, molto più vicino all’idea di casa che la popolazione possiede, e molto più performante di quanto sia possibile normalmente ottenere con i fondi delle agenzie non governative, di norma tende o nulla (vedi 1.6).

Focalizzare

sullo

Scopo

Bricolage

delle

Risorse +

implementazione

Fine

della

Superfunzionalità

produzione in situ

Pensare

vs non intervento vs intervento

120

al

Ciclo

di

Vit a

UN UN

riciclo dei teli per l’emergenza a tempo breve


7.28 (Pagina a lato) Plotter verticale, Carlo Ratti Associati, Pietro Leoni, fogli di taglio. 7.29 (Pagina a lato)Plotter verticale, Carlo Ratti Associati, Pietro Leoni, macchina assemblata in funzione durante la biennale del design di Istabul. 7.30 (Pagina a lato) Schema del concept specifico. 7.31 Schermata di imput del modello per Niamey. 7.32 Esploso assonometrico di una coppia di modulu pi첫 modulo bagno, rendering. 7.33 Foto del plastico di studio.



7.34 7.35 7.36 7.37

(Pagina a lato) Pianta del modulo assemblato, disegno 2d da base Grasshopper-Rhino, tavoletta grafica, scala 1:50. (Pagina a lato) Sezione longitudinale del modulo assemblato, disegno 2d da base Grasshopper-Rhino, tavoletta grafica, scala 1:50. (Pagina a lato) Sezione trasversale del modulo assemblato, disegno 2d da base Grasshopper-Rhino, tavoletta grafica, scala 1:50. (Pagina a lato) Vista prospettica d’insieme, rendering e tavoletta grafica.


Bibliografia e Sitografia

Fonti Iconografiche

Eglash R., “African Fractals: modern computing and indigenous design”, New Brunswick, Rutgers University Press, 1999.

7.4

Greco A., Quagliarini E., “L’involucro edilizio: Una progettazione complessa”, Artec, Ancona, 2007. www.hamilton.ca www.icrc.com www.thehamiltonproject.com www.worldclimate.com

7.5 7.6 7.7

www.producer.com/2012/08/food-crisis-looms-aid-group%E2%80% A9/ Steve McCurry, Magnum Photos, 1986. www.deezen.com ibidem.


8. CONCLUSIONI “là ou’ s’arrete la route le ciel continue” Dietrich Bonhoeffer, Filosofo, teologo.


La prefabbricazione che sfugge alla categorizzazione

come è inteso nella parte del pianeta che abitualmente vive una condizione

È possibile caratterizzare i sistemi di prefabbricazione in tre categorie: a

di benessere, l’economicità spinta dell’intervento, lo sfruttamento di materiali

blocco base, parziale e finita. Nel primo caso viene sfruttata la similitudine di

locali), così come non è possibile sapere quali siano gli assets presenti sul

piccoli elementi e giunti tutti uguali fra loro; nel secondo setti o volumi sono

territorio ancora validi dopo l’emergenza (la manodopera dei sopravvissuti, i

pensati per l’assemblaggio, hanno una diversità più ampia ma il loro numero

sistemi di produzione ancora attivi, i capitali economici a disposizione, le reti

è sempre limitato; nel terzo l’intero volume, è concluso in se stesso,

ancora attive).

prefabbricato come unico pezzo e viene messo in opera come tale.

Dato che esigenze e capitali presenti sul luogo sono il cuore del ragionamento

I progetti di customizzazione digitale sfuggono a questa categorizzazione

progettuale, ne consegue che non sia nè possile nè opportuno un progetto

poiché assemblati sul luogo da parti relativamente piccole, ma a differenza

che prescinda da ciò, proponendo un sistema adattivo al luogo in funzione

degli elementi in prefabbricazione parziale, ogni pezzo è specifico, e la

esclusiva dei parametri climatici.

diversità tra elementi è totale.

La sostenibilità dell’innovazione sociale

L’imprevedibilità nell’emergenza

Un tipo di innovazione non certo nuovo ma riemergente in un contesto di crisi

La dinamica dell’emergenza non consente la conoscenza a priori dei requisiti:

globale è quella che la letteratura chiama “innovazione sociale”. Essa non

non è possibile stabilire un progetto definito al livello di dettaglio preliminare

deve essere confusa con attività filantropiche a perdere, ma è invece

tanto meno esecutivo che soddisfi le esigenze di tutto il mondo. Troviamo

quell’insieme di prodotti servizi e modelli economici sostenibili2 che affrontano

testimonianza di questo in tutti i documenti delle organizzazioni che si

bisogni di ordine sociale. Essa segue cinque pattern ricorrenti, che sono

occupano del tema dell’emergenza su scala globale: il framework per l’abitare

l’affrontare le grandi sfide di ordine sociale, il ripensare l’oggetto, finalizzarlo

1

d’emergenza in particolare afferma:

per lo scopo, sfruttare il bricolage delle risorse, pensare al costo del ciclo di

- che la prima risorsa nei contesti di emergenza siano i sopravvissuti stessi

vita.

- che sia necessario, come prima operazione successiva all’evento che ha

L’innovazione sociale è diretta verso l’enorme bacino di utenza dei mercati

generato l’emergenza, stabilire i bisogni dei sopravvissuti (nell’ovvia

demand driven o meglio al suo sottoinsieme societal challenge driven, nella

impossibilità di farlo in precedenza)

quale l’utilità marginale è massima, quindi la sola condizione di esistenza

- che le linee guida per l’abitare d’emergenza possano solo essere stabilite a

dell’intervento produce già un enorme risultato.

scala locale

Il progetto dell’abitare di emergenza di certo si colloca in questa prospettiva,

Riguardo all’ultimo punto, il progetto dimostra come ciò accada anche e

affrontando una tematica di ordine sociale che è già ora molto pressante e

soprattutto poiché solo a livello locale e post emergenza sia possibile avere

che lo diventerà sempre di più nel breve futuro3. È pertanto sbagliato affrontare

chiare le caratteristiche e le priorità delle necessità (il comfort bioclimatico

2  Se fossero non sostenibili dal punto di vista economico parleremmo di invenzione e non di innovazione, nella misura in cui l’innovazione è ciò che cambia veramente un pezzetto del mondo.

1 Vedi  3.5

3  Vedi 4.1, nota 2.

126


il tema esclusivamente secondo il paradigma prestazionale tipico

del processo progettuale poichè gli operatori al suo interno permangono e

dell’innovazioni dei mercati technology driven.

possono essere sfruttati anche in altri contesti, in altre forme, per scopi non previsti dal progettista.

L’inopportunità del del modello chiuso

Quello che viene per così dire “fissato” dal concept è l’efficienza con la quale

I nuovi strumenti di disegno e modellazione, definiti comunemente parametrici,

si passa dal disegno al prodotto4, la sua funzionalità in termini di

offrono un potenziamento generale delle capacità progettuali, ma a causa di

impacchettamento, comune a tutte le situazioni di emergenza, la sinteticità

una serie di fraintendimenti e del loro utilizzo ancora in parte sperimentale

nell’uso dei materiali, la versatilità nel prestarsi a processi di prefabbricazione

(non è stata ancora selezionata una piattaforma standard dominante) vengono

tra di loro molto diversi, la semplicità di montaggio, non già le variabili fisico-

comunemente associati a un modo di progettare chiuso, unidirezionale e

tecniche quanto, a un livello più alto, quelle che determinano o meno

deterministico.

l’esistenza stessa del manufatto, specialmenti in contesti in cui le risorse

In particolare l’idea che a una serie di imput corrispondano in automatico gli

sono praticamente assenti. Prima di essere “smart” il modulo di emergenza

output validi per una serie di progetti è sì invitante, ma l’esaltazione di quello

deve esistere, o meglio, vedono la luce quei moduli che sono veramente

che è solo uno dei passaggi progettuali ha finora nascosto l’aspetto più

smart, su un livello più alto rispetto al dettaglio della progettazione.

critico della modellazione parametrica, cioè che il governo delle associazioni

Il modello deve essere aperto:

tra gli elementi è sempre in mano al progettista. La modellazione parametrica

- nella sua definizione: stabilita l’inopportunità di un percorso progettuale

non è che uno strumento moltiplicatore, in mano a buoni architetti produce

univoco valido per tutti i contesti di emergenza del mondo, il percorso

splendidi risultati, in mano a cattivi architetti produce pessimi risultati. Il cuore

progettuale deve poter essere alterato per le esigenze singolari e specifiche

di ogni modello parametrico e associativo è sempre il progetto, l’idea, il

- nei metodi produttivi del manufatto: il modulo deve poter essere realizzato

concept, la Forma attorno alla quale ruotano le forme.

con mezzi differenti, reperibili in tutto il mondo, dall’alta tecnologia degli

Mancando i requisiti di base per la formulazione di un concept (vedi paragrafo

impianti industriali fino al taglio manuale delle parti

precedente) è impossibile procedere secondo un sistema deterministico,

- nella possibilità di essere analizzato su diverse scale di dettaglio

finito input-output. Per realizzare tale sistema sarebbe necessario

Il modello studiato pertanto sfrutta le moderne possibilità della modellazione

approssimare con superficialità le condizioni di base di un progetto di

parametrica per velocizzare il passaggio dal virtuale al reale, contemplare

emergenza.

quante più tecniche di prototipazione rapida fosse possibile, integrare i saperi

Il modello open

e le posssibilità operative diffuse sul territorio. Il tutto è sempre pensato

Nonostante questo apparente “blocco” riscontrato nella definizione di un

nell’ottica del low tech (o meglio, del del livello tecnologico proporzionato al

modello parametrico, è possibile sfruttare il modello associativo in un altro

tipo di intervento), in ragione del fenomeno psicolgico della crescita delle

modo, cioè come descrizione di base, aperta, non finita, fatta per essere

aspettative di chi usufruisce di un servizio di emergenza, e della scarsità delle

rimaneggiata, completata in via sia digitale che analogica. Esso è descrizione

4  Vedi 6.3

127


risorse, causa di gran parte dei problemi legati all’abitare. Esso è inoltre suscettibile di diversi tipi di analisi (la curvatura della superficie per la verifica della fattibilità della copertura con materiali piani, il rapporto superficie volume) e si presta a ulteriori integrazioni anche sotto questo aspetto, quali l’analisi a elementi finiti della struttura o la verifica termica dei pacchetti. Il modello parametrico come acceleratore I tre casi studio sviluppati intendono essere puramente esemplificativi di come il progetto si potrebbe sviluppare. Non sono progetti veri e propri, perché molte delle ipotesi sulle quali si basano sono verosimili ma non vere: si riferiscono a scenari in un futuro prossimo, ma come ribadito più volte, solo dopo il disastro è possibile conoscere i bisogni dei sopravvissuti, che in questa sede sono stati ipotizzati a tavolino per mostrare un ventaglio di soluzioni. Essi tuttavia dimostrano la facilità del passaggio dal virtuale al reale, comprese le necessarie integrazioni necessarie al modello aperto per diventare non solo scheletro ma architettura vera e propria, e rispondere ai diversi requisiti specifici.

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