MCG_04_2020

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ANNO 10, NUMERO 4 EURO 1.90 AGOSTO 2020 SETTEMBRE 2020 Tutti gli eventi e gli spettacoli di Mantova, Brescia, Verona e Lago di Garda.

In abbinamento con “La Voce di Mantova” al prezzo del quotidiano - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/MN

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LIFESTYLE . MODA . ARTE . CULTURA . VIAGGI

#ILOVEITALY Si torna ad amare il Bel Paese ESTATE IN MUSICA Garda Jazz Festival, Verona Jazz & Rumour Festival e Piccolo Opera Festival.

CULTURA E MOTORI Al via Festivaletteratura 2020 e Gran Premio Nuvolari alla 30 a edizione

SIRMIONE A NEW LIFE Fino a settembre, la mostra che raccoglie le immagini più belle del Lago di Garda.




TUTTI GLI EVENTI DELL’ESTATE 2019 FESTIVALSEEFELD D’ESTATE 2020 NELL’OLYMPIAREGION Verona


SPECIALE TURISMO ESTATE 2018


TUTTI GLI EVENTI DELL’ESTATE 2019 NELL’OLYMPIAREGION SEEFELD

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n. 6 Dicembre-Gennaio 2020


NOTTE DI FIABA 2020 Riva del Garda n. 6 Dicembre-Gennaio 2020

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FESTIVALETTERATURA Mantova



GRAN PREMIO NUVOLARI 10

Mantova

n. 6 Dicembre-Gennaio 2020


n. 6 Dicembre-Gennaio 2020

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Da 30 anni nel mondo dell’editoria, classe 1962, da 7 anni dirige MCG dopo esserne stato per 8 il coordinatore editoriale. È anche titolare della Morelli Media Partner, Agenzia di Comunicazione, e co-fondatore di Advance Group.

DENARO, EUTANASIA DEL TIFO SPORTIVO

È

curioso che un articolo di fondo si occupi del campionato di calcio e dell’ennesima vittoria della squadra più blasonata a livello nazionale quando di calcio sono pieni i palinsesti televisivi. Con queste note vorremmo invitare ad una riflessione sul calcio, ma anche sullo sport in generale, che ha segnato tanti momenti entusiasti e spensierati della nostra vita. Come è risaputo il mondo calcistico italiano annovera il nono scudetto consecutivo vinto dalla Juventus. Si tratta di vera gloria sportiva, oppure non è che lo scontato esito della monopolizzazione internazionale dello sport da parte del denaro? Negli ultimi dieci anni un’esplosione esponenziale di introiti economici da diritti televisivi, sponsorizzazioni, diritti pubblicitari, merchandising, partecipazione ad eventi, ecc., ha creato in ogni nazione una squadra smaccatamente prevalente sulle altre, con prospettive di vero e proprio dominio sportivo irreversibile. Ma attenzione: se la Juventus ha vinto

gli ultimi nove campionati italiani dominando, stessa cosa è avvenuta nelle altre principali nazioni: nove campionati in fila vinti pure in Germania dal Bayern, in Francia dal Paris SG, in Spagna da Real Madrid e Barcellona (da loro 24 degli ultimi 25 campionati spagnoli), in Russia dallo Zenith e dal CSKA e l’elenco di “dominanti” sarebbe lungo; squadre che poi si contendono tra loro pure le coppe più prestigiose. Tornando al campionato italiano la Juventus fattura 450 milioni (contro i 200 di Milan, Napoli, Atalanta ecc.) e paga stipendi per 250 milioni, contro i 100 delle altre squadre che cercano di contenderle il campionato. Tradotto in effetti pratici, la Juventus può contare su una foltissima rosa di giocatori blasonati e dagli ingaggi stellari (60 milioni lordi annui solo per Ronaldo), e siccome il calcio non lo si vince a parole ma coi fatti sul campo, le possibilità delle altre squadre di ostacolarla sono praticamente pari a zero. Certo, può accadere in una partita, ma non nell’arco di un campionato. Agli altri solo pie illusioni, vendute ad arte dai media che devono pur autososte-

nersi, nonostante il finale sia già scritto sin dall’inizio. Il meccanismo perverso per cui nello sport la ricchezza attira altra ricchezza, a scapito di chi ricco non lo è, in questi ultimi dieci anni ha distrutto quel che è l’essenza dello sport mondiale: la competizione paritaria. Avviene nel basket, nell’automobilismo, nel motociclismo, in quasi tutti gli sport di squadra in cui c’è sempre stata la prevalenza dei più forti economicamente, ma che un tempo non era così spropositata e permetteva anche l’affermarsi periodico di qualche outsider. A livello nazionale il Bologna, il Cagliari, il Verona, la Fiorentina e la Sampdoria un tempo potevano vincere un campionato e, a livello mondiale, il mitico Vittorio Brambilla poteva conquistare il Gran Premio d’Austria su una ordinaria March-Ford Cosworth. E’ un vero peccato che il piacere e le speranze del tifo dei più deboli siano soffocate (per sempre?) dalla dittatura del denaro. MARcO MORELLI

direttore@mantovachiamagarda.it


MantovachiamaGarda Periodico bimestrale Registrazione del Tribunale di Mantova N° 01/2011 del 15/02/2011 Direttore Responsabile Marco Morelli Capo redattore Giacomo Gabriele Morelli Art Director e Progetto Grafico Matteo Zapparoli Pubblicità: MORELLI MEDIA PARTNER, Via Dante Alighieri 4, 46040 Gazoldo degli Ippoliti (Mn) Stampa: GRAFFIETTI STAMPATI S.n.c. - S.S. Umbro Casentinese Km 4,500 - S.S. 71 - 01027 Montefiascone (Viterbo) Editore: MARCO MORELLI, Via Dante Alighieri 4, 46040 Gazoldo degli Ippoliti (Mn)

Hanno collaborato a questo numero: Antonio Devetag , Alessandra Capato, Alessandra Fusè, Anna Maria Catano, Antonio Scolari, Barbara Ghisi, Benedetta Bottura, Elena Andreani, Elena Benaglia, Elena Mantesso, Elena Kraube, Elide Bergamaschi, Enrico Maria Corno, Federico Martinelli, Flora Lisetta Artioli, Francesco Colombera, Gastone Savio, Giacomo Cecchin, Gianmarco Daolio, Michela Toninel, M.T. San Juan, PaoloCarli, Rita Bertazzoni, Serena Maioli, Stefano Mutti, Veronica Ghidesi, Vittoria Bisutti, V.Corini Puoi ABBONARTI scrivendo a: abbonamenti@mantovachiamagarda.it oppure telefonando al numero: 333.6272824 Sarai ricontattato da un nostro incaricato. Puoi pagare con Bonifico bancario a: MONTE PASCHI DI SIENA Filiale di Gazoldo degli Ippoliti c.c. n° 100464.78 intestato a Morelli Media Partner IBAN: IT 39 R 01030 57640 000010046478 Causale: Abbonamento a MCG Mantovachiamgarda inserendo l’indirizzo esatto per la spedizione L’editore non si assume alcuna responsabilità in ordine Al successivo cambiamento di date o programmi riportati in questa pubblicazione Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente magazine, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’editore.

Mantovano ma residente sul Lago di Garda, da 25 anni lavora nel campo della comunicazione e del marketing. Classe 1974, Art Director di MCG, è anche presidente di Grinder, Agenzia di Comunicazione, e co-fondatore di Advance Group.

SOMMARIO UN’EDIZIONE DIVERSA PER FESTIVALETTERATURA

La ventiquattresima edizione di Festivaletteratura si terrà dal 9 al 13 settembre 2020. Le date sono confermate.

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AL VIA A VERONA IL FESTIVAL DELLA BELLEZZA

L’Arena, in versione originale e irripetibile, diventa per la prima volta luogo di riflessione filosofica.

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SPECIALE LA NUOVA PADANIA

Con coraggio e passione è partita una nuova avventura editoriale.

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GRAN PREMIO NUVOLARI NEL RICORDO DI NIVOLA

I MADONNARI NEL CUORE DI GRAZIE

VERONA JAZZ & RUMOURFESTIVAL

Il Gran Premio Nuvolari si svolgeràlungo la sua direttrice più classica: Mantova-Rimini-SienaRimini-Mantova.

Quest’anno sarà impossibile poter programmare una manifestazione che richiama annualmente oltre 100mila visitatori.

Le due storiche manifestazioni inserite nel cartellone dell’Estate Teatrale Veronese, tornano anche in questo difficile 2020.

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LA REDAZIONE McG 15 anni di Successi sotto gli occhi di tutti.

CAPO REDATTORE

Gabriele Morelli

Elena Andreani

Elide Bergamaschi

Elena Mantesso

Lara Ferrari

Alessandra Capato

Barbara Ghisi

Paolo Carli

Rita Bertazzoni

Antonio Scolari

Federico Martinelli

Benedetta Bottura

Anna Maria Catano

Lisetta Artioli

Michela Toninel

Vittoria Bisutti

Silvano Tommasoli

Elena Kraube

Enrico Corno

Barbara Gazzi

Gastone Savio

Elena Benaglia

Alessandra Fuse

A PARER MIO

di GASTONE SAViO

HA VINTO L’INTERDIPENDENZA ECONOMICA L’Europa ha assegnato all’Italia, fra soldi prestati e regalati, oltre duecento miliardi di euro, una quantità davvero impressionante, che se ben spesa può veramente raddrizzare le sorti del Bel Paese. Stiamo festeggiando, per il momento, la promessa di tanto ben di Dio, ma non mi pare siano stati sufficientemente sottolineati i paletti che l’Europa metterà perché questi soldi li si possa avere. Niente è dato gratuitamente, tutto deve essere guadagnato. La presidente Merkel per giungere a questo risultato ci ha messo molto del suo, sotto braccio al presidente francese Macron, hanno fatto sentire da una parte e dall’altra dei contendere il peso delle prime due nazioni europee fino a far firmare il ”contratto” all’unanimità. La Merkel, sono certo, quel che ha fatto non è stato per fare un favore all’Italia che, per compensare le difficoltà create dal Coronavirus, avrà la parte maggiore, ma,

soprattutto, per aiutare l’economia tedesca muovendo l’intera economia europea. Negli ultimi anni l’insistenza sui conti in ordine dei vari Stati dell’Unione ha solo prodotto austerità e per l’Italia una crescita striminzita, quindi minore capacità di spesa, minore lavoro ed aumento della disoccupazione e quindi una crisi economica già latente ancora prima della pandemia. Situazione enormemente aggravata dal Coronavirus. Per uscirne la Cancelliera ha pensato ad una radicale inversione di tendenza e i numeri “intoccabili” nei rapporti di bilancio sono diventati interpretabili, insomma adattabili senza veti alle esigenze dei singoli Stati. Chi in misura maggiore, come l’Italia, chi in misura minore come i paesi del Nord Europa, che noi vogliamo definire “sparagnini” per come si opposero alla quantità di soldi messa a disposizione senza pretenderne la restituzione.

Economicamente l’Europa è diventata con la globalizzazione interdipendente, per cui la sofferenza di alcuni Stati si trasmette agli altri. Pertanto la Germania è passata da ciò che fino alla fine del 2019 non era pensabile, ad ammetterlo come possibile. Infatti il “no” agli eurobond è diventato un “si” al mettere in comune i debiti dei vari Stati con l’emissione di titoli garantiti dalla Banca europea. Se ciò aiuterà a superare la crisi l’interdipendenza economica creerà un bene comune. E sulla scorta di tale presupposto la Merkel si è spesa per tale risultato. Per passare dalle parole ai fatti, come sempre, è necessario coprire con gli euro la spesa e così si è fatto. Addirittura, la Presidente della Commissione europea ha superato i 500 miliardi di euro che la Merkel e Macron avevano in un primo tempo proposto, mettendo sul banco la rispettabile somma di 750 milioni di euro.


Più piccolo. Più semplice. Più intelligente.

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Life

ENGINEERING FOR




IN PRIMO PIANO

ESAME DELLA VISTA, TEST AUDIOMETRICO PER L’UDITO, PROVA DI VESTITI COME SE SI FOSSE NEL CAMERINO DI UNA BOUTIQUE, STANDO SEDUTI SUL DIVANO DI CASA grado di valutare regolarmente gli obiettivi, tutto il sistema collasserebbe. Emblematico il problema scuole. La chiusura delle scuole ha creato una situazione senza precedenti, che ha catapultato all’improvviso tutti gli insegnanti italiani nel mondo della didattica a distanza. Come sappiamo, la tecnologia migliora l’insegnamento tradizionale, ma è davvero in grado di poterlo sostituire? La didattica a distanza, in realtà, non è la panacea per tutti i mali della scuola pubblica italiana. Le problematiche sono tante: dal monologo dell’insegnante a una classe virtuale che si distrae con più facilità, alla necessità di una presenza reale per le materie più pratiche (dalla musica all’educazione fisica). Senza considerare poi quei ragazzi che necessitano di un insegnante di sostegno non solo per l’apprendimento nozionistico, ma anche per la fondamentale interazione con i compagni. Insomma, tante situazioni da focalizzare. E-commerce In attesa di renderci conto di quanto il coronavirus impatterà sulle nostre vite, di sicuro sappiamo che una cosa l’ha già cambiata: quello che compriamo e come lo compriamo. Il sito americano Stackline, analizzando gli acquisti on line di marzo negli Usa, ha stilato la classifica dei 100 beni che rispetto all’anno scorso hanno registrato da un lato la maggiore crescita, e dall’altro il peggiore calo. Risultato? Una cartina tornasole del mutamento di bisogni e esigenze. Tra le categorie merceologiche che hanno fatto il balzo più alto al primo posto ci sono i guanti monouso (+ 670%, e fin qui la sorpresa è relativa). Ma poi ecco: la macchina per il pane (+652%), le zuppe e il cibo in scatola (ben oltre il 300%), l’attrezzatura per la palestra (+307%); i pop corn (+179%), il ping pong (+89%), i tavoli per ufficio e scrivanie (+89%). Una sorta di piccola rivoluzione.

Tra i beni che non si comprano più invece ci sono praticamente tutti quelli legati all’attività outdoor: le valigie al primo posto (-77%), le fotocamere (- 64%), gli abiti da sposa (-63%), gli orologi (-49%), le scarpe da donna (-44%). Una fotografia che si adatta perfettamente alla realtà italiana, come rilevano il Consorzio del Commercio Digitale Italiano (che ha evidenziato per esempio come l’88% delle aziende di moda dichiari un calo di fatturato) e l’Osservatorio eCommerce del Politecnico di Milano. Le indicazioni vanno esattamente nella stessa direzione del mercato americano, anzi, in alcuni casi in Italia certe osservazioni sono ancora più marcate. Basti pensare che da noi il primo comparto era quello del turismo e dei trasporti, ora tracollato. Già dopo un mese dall’inizio del lockdown i dati erano infatti chiari, tra i prodotti più venduti online c’erano ovviamente quelli di prima necessità: prodotti alimentari, cura della persona e della casa, e prodotti sanitari. Comunque non solo generi di prima necessità. L’impossibilità di tutti prima, e la reticenza di molti oggi, ad uscire dalle mura domestiche ha orientato ad attrezzare il nostro tempo in casa. Infatti stanno andando benissimo tutti quei prodotti che aiutano a riempire quel tempo. Quindi giochi per i bambini in testa, ed esplosione del settore dei servizi di intrattenimento in abbonamento: Netflix, Disney plus, ecc., e di quello dell’attrezzatura per il fitness in casa: dai tappetini per lo yoga, ai manubri e alle cyclette. Un capitolo a parte meritano i prodotti di elettronica di consumo, che sono direttamente legati alle aumentate necessità dello smart-working e dell’e-learning (lezioni scolastiche online). Pensiamo ad esempio a quelle famiglie che avevano un solo computer fisso a casa e che improvvisamente si sono trovate a dover mettere nelle condizioni di

CON L’EMERGENZA SANITARIA NEL GIRO DI POCHI MESI SIAMO PASSATI DAI 570 MILA SMART WORKER CENSITI A OTTOBRE 2019 A 8 MILIONI DI HOME WORKER lavorare contemporaneamente entrambi i genitori e far seguire le lezioni on line ai figli. Il boom di notebook (+360%), stampanti (+327%), purificatori d’aria (+249) è stato consequenziale. C’è un rovescio della medaglia: comprare nelle vetrine virtuali attraverso l’e-commerce svuota di clienti negozi, minandone la sopravvivenza. E’ possibile che il futuro ridisegni marcatamente i canoni del commercio tradizionale. E solo in parte il progresso delle vendite online ricreerà nuovi posti di lavoro nell’ambito della costruzione dei siti web di massima efficienza, nel settore dei trasporti e delle consegne a domicilio, nei sempre nuovi metodi di pagamento sicuro in rete, e via dicendo. E’ ciò che ci auguriamo. Ma eccoci alle cose speciali che, segregati in casa dall’emergenza sanitaria, molti di noi non avrebbero mai immaginato di poter realizzare online. Ne citiamo solo alcune, ma nello specifico le novità sono centinaia nei campi e settori più vari. Nel settore medico, ad esempio, con la sospensione totale delle visite specialistiche sia ospedaliere che private c’è chi ha sopperito con test futuristici. Vediamo alcuni esempi, spaziando dal serio al ricreativo.

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n. 4 Agosto-Settembre 2020


Ambulatorio oculistico virtuale Esistono siti web che permettono l’esame della vista direttamente online dallo schermo del computer con metodi assolutamente credibili, fornendo tutti i test che si svolgono in una normale visita oculistica. Tra questi ci sono: misurazione della vista per adulti (con le lettere o con i numeri); misurazione della vista per bambini; il controllo della vista da vicino; il test cromatico sui colori per verificare se c’è daltonismo; il reticolo di Amsler, e via dicendo. Intuibilmente questi siti non si spingono in diagnosi riguardanti patologie specifiche. Test audiometrico per l’udito Quando l’informatica diventa utile, si scopre che è possibile anche farsi i test e gli esami audiometrici da soli, senza dover andare dall’otorino.

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Potremmo più che altro chiamarlo un test preliminare, perché non si può di certo sostituire un medico con un software o un programma per il computer, tuttavia potrebbe risultare comodo per fare controlli al volo. I programmi relativi (ve ne sono vari) permettono, collegandosi con le cuffiette al pc e seguendo le proiezioni dei grafici che appaiono sullo schermo in base agli stimoli acustici percepiti, di avere una chiara indicazione sulla situazione del proprio udito sia da un orecchio che dall’altro. Calcolo del ciclo mestruale Un argomento dedicato principalmente alle donne. Esistono applicazioni web che calcolano il ciclo mestruale, e altre che forniscono uno strumento online per avvertire la donna riguardo l’inizio del ciclo. Senza quindi usare foglietti scritti a matita, calendari ed agende di carta, è possibile automatizzare il calcolo del proprio periodo mestruale per vie informatiche. Un’estensione di queste applicazioni riguarda anche le donne incinte per il controllo delle gravidanze, per essere guidati per tutti i 9 mesi, dal concepimento fino al parto. Provare i vestiti online nei negozi virtuali di moda. Indossare dei vestiti virtualmente come se si fosse nel camerino di un negozio di abbigliamento, e se soddisfatti procedere all’acquisto? E’ possibile. Per vendere un vestito online, questo deve essere prima provato, e qui entrano in gioco le applicazioni web più evolute, in 3D. Il modello o la modella sono disegnati ma si possono completamente personalizzare immettendo le misure e la propria taglia, il colore dei capelli, la corporatura, e la faccia può diventare la propria con un fotomontaggio molto realistico. Basta caricare una propria foto del viso e il modello

o la modella virtuale assumerà quell’aspetto. Provare montature di occhiali sul proprio viso? Ci sono vari siti in cui è possibile caricare la propria foto o farsi inquadrare dalla webcam per provare, virtualmente, diversi paia di occhiali per trovare quelli che stanno meglio prima dell’acquisto. Trovare la misura di un anello? Se si sta comprando un anello come regalo e non si conosce quale dimensione dovrebbe avere per non stare stretto o largo sul dito anulare della/del partner, si può andare su uno dei siti appositi. Se non si avesse un altro anello da confrontare, si possono usare i righelli virtuali appositi. Applicazioni per truccarsi e provare stili di makeup, caratterizzano i siti di trucco virtuale. Siti consigliati a tutte le donne che amano provare cosmetici anche solo per sfizio, gratis, per trovare il trucco migliore da applicare al loro viso. Anche in questo caso bisogna caricare una foto di qualità del proprio volto sul computer, seguire la procedura guidata, e provare i vari trucchi per occhi, labbra e pelle. I toni sono assolutamente reali e sembrano veri, inoltre si possono anche modificare i capelli con nuove acconciature e sottoporsi ad un vero e proprio trattamento di bellezza. Siti per suonare online e comporre musica ed accompagnamenti, imparare lingue straniere sconosciute, visitare stanza per stanza i musei del mondo in 3D, sempre in 3D stampare immagini, esplorare lo spazio con telescopio online, corsi di: danza, enogastronomia, fitness, ecc.. Questo e moltissimo altro in un futuro irreversibilmente orchestrato dal web.

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FESTIVALETTERATURA MANTOVA 2020 È TUTTO CONFERMATO!


FESTIVALETTERATURA 2020

QUATTRO PISTE DA SEGUIRE UN’EDIZIONE DIVERSA La ventiquattresima edizione di Festivaletteratura si terrà dal 9 al 13 settembre 2020. Le date sono quelle annunciate al termine della scorsa edizione, e già ci sembra un successo riuscire a tener fede all’impegno assunto un anno fa di fronte a tutta la comunità del Festival. Il 2020 si è rivelato un anno eccezionale - per tutti e per noi in particolare -, e quando a inizio marzo ci siamo trovati nostro malgrado a ripulire il tavolo da tutto quello che avevamo apparecchiato fino a quel momento, non eravamo così certi di trovare la strada per continuare a far incontrare scrittori e pubblico, a stimolare il confronto, a mantenere quell’atmosfera aperta e informale che da sempre riesce a far vivere come una cosa sola un programma ricco di presenze così diverse. Quello che presentiamo oggi è un Festival che abbiamo reinventato daccapo, senz’altro inusuale, ma nello stesso tempo fortemente riconoscibile. L’esperienza del confinamento, la classificazione off limits imposta agli spazi di aggregazione e di cultura nella fase più acuta dell’epidemia, ha portato tutti non solo a sospendere temporaneamente le attività, ma a ripensare a come e dove riprendere il filo del discorso. La scelta che abbiamo fatto per il 2020 è di organizzare un Festival a quattro piste, attraverso la proposta di eventi dal vivo e in streaming all’interno della città, l’apertura di una radio del Festival, la pubblicazione di un almanacco, la creazione di contenuti speciali per il web: quattro “spazi” di incontro e partecipazione, autonomi e interconnessi, capaci di garantire ad autori, lettori e amici del Festival di essere comunque presenti, secondo la propria sensibilità e nonostante i limiti agli spostamenti, e di accogliere anche chi del Festival non aveva mai sentito parlare. In questo stato d’eccezione non potevamo che sperimentare e la nostra convinzione è che tutto quello che proveremo a mettere in atto quest’anno non sarà soltanto una parentesi in attesa del ritorno alla normalità, ma il punto da cui incominciare a immaginare le edizioni future. Per sostenere questo sforzo di ri-creazione messo in campo in pochissimo tempo servono energie speciali, che solo la comunità del Festival nel suo complesso può riuscire a dare. Il Festival lo facciamo insieme è lo

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slogan della campagna di raccolta fondi che Festivaletteratura lancia congiuntamente alla presentazione della prossima edizione per assicurarne la riuscita in un periodo di grande difficoltà per tutte le realtà culturali. Dalla pagina www.festivaletteratura.it/sostieni si potrà contribuire alla campagna attraverso una libera offerta, che verrà progressivamente “premiata” con vari omaggi in base alla sua entità. 1.GLI EVENTI IN CITTA’ Non c’è Festival senza Mantova: la città che ha dato forma e carattere alla manifestazione resta il primo degli “spazi” dell’edizione 2020. Anche nei mesi delle restrizioni più severe, quando sembrava impossibile poter tornare a incontrarsi come in passato, non si è mai abbandonata l’idea di far vivere il Festival nelle vie, nei cortili, in aree pubbliche e private, facendone sentire la presenza per l’intero reticolo urbano. In una situazione di norme di distanziamento e di numeri massimi consentiti, di timori che ancora accompagnano gli spostamenti, è stato tuttavia necessario ripensare al modo di stare nella città e con le persone. A cambiare non sono soltanto le dimensioni complessive del programma “dal vivo”, ridotto a un terzo di quello dello scorso anno. Con teatri, musei, sale civiche, piazze di fatto ancora in parte impraticabili, il Festival ha dovuto cercare forme e contesti inediti per riaprire il confronto, far circolare le parole e le idee degli autori, rispondere al desiderio di partecipazione rimasto frenato in questi mesi. Una sfida affrontata in poche settimane, che ha portato a diverse novità. L’edizione 2020 apre con le profezie: parole salde, intense, lungimiranti per aiutarci ad attraversare il disorientamento nel quale siamo immersi e a scorgere, sotto le indecifrabili apparenze, quello che sta per accadere o che potremmo far accadere, per amore del mondo. Ogni sera, dall’alto della terrazza che si affaccia su piazza Santa Barbara, un’auto-

Luca Nicolini. Mancherà a tutti.

revole personalità del mondo della scienza, della spiritualità, della creatività, rivolgerà un discorso profetico alla comunità radunata in ascolto. Maria Grazia Chiuri, Carla Gianotti, Luca Mercalli e Mirko Zardini sono alcuni degli autori invitati a salire sul “pulpito”. Con la loro profondità di visione, le profezie vogliono cercare di rompere il silenzio di questi mesi, riconoscendo la forza e la rilevanza di alcune voci rispetto a un opinionismo diffuso di scarsa consistenza. Piazza balcone è un altro dei nuovi format inseriti nel programma “in presenza” 2020. L’idea nasce proprio dall’esigenza di sopperire all’inaccessibilità dei luoghi normalmente deputati a ospitare incontri e spettacoli. Se le persone non possono più sedersi intorno a un palco, è il palco che deve avvicinarsi alle persone. Piazza balcone porterà gli scrittori sotto casa dei lettori: cortili interni ai grandi condomini, strade e slarghi su cui si affacciano case di diverse altezze, parcheggi interni ad aree residenziali finalmente liberati dalle auto si trasformano per una sera nello spazio di azione e racconto di scrittori e poeti. Finestre, balconi, ballatoi delle case d’intorno saranno i palchetti e le logge da cui assistere all’evento. Piazza balcone partirà dal centro della città e arriverà fino alle periferie - sono

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FESTIVALETTERATURA 2020

previsti appuntamenti nei quartieri di Cittadella, Lunetta, Te Brunetti, Valletta Paiolo, Valletta Valsecchi - cercando di coinvolgere come parte attiva nella preparazione e nella promozione dei singoli incontri comitati civici e associazioni del territorio. Tra i protagonisti delle arene di Piazza balcone ci saranno Fabio Genovesi, Michela Murgia insieme ad Anna Osei, Lorenzo Marone e Bruno Gambarotta a confronto con la propria ipocondria, Carlo Lucarelli e Marco Malvaldi impegnati con Luca Crovi a offrire al pubblico consigli... delittuosi e per finire Alessandro Bergonzoni. Più di strada invece è l’azione del furgone poetico. Prendendo spunto da un’iniziativa di sostegno in rime alla popolazione condotta in un paese del bresciano da un gruppo di giovani nel periodo più severo del lockdown, il furgone poetico s’aggirerà per Festivaletteratura caricando ogni giorno poeti e artisti diversi. Attraversando aree forse meno frequentate del centro storico secondo percorsi puntualmente segnalati sulla mappa del Festival, il furgone sosterà in piazze, sagrati di chiese, orti urbani, spazi industriali di particolare suggestione per permettere al poeta di tenere la sua esibizione davanti a un pubblico di passanti o di cultori di versi, messi sull’avviso dal programma del Festival. Chiara Carminati, Tommaso Di Dio e Massimo Giuntoli saranno gli autori che si turneranno a bordo del furgone poetico. L’attitudine a un’esplorazione più consapevole del territorio accomuna molte delle altre esperienze di percorsi che si tenteranno quest’anno a Festivaletteratura. Ad alcune “viste d’autore” sul patrimonio artistico-architettonico della città affidate a cultori della materia come Luca Molinari (sulla facciata della Basilica di Sant’Andrea) e a Melania G. Mazzucco (sul ciclo di affreschi del Pisanello), si affiancheranno quest’anno alcune indagini meno convenzionali, che puntano idealmente a riappropriarsi (o a reinventare) aree e spazi in cui si gioca silenziosamente la nostra quotidianità o acquattati ai margini dei perimetri urbani e mai conosciuti fino in fondo. “Intanto, in città...” è una serie di osserv/azioni di gruppo condotte a Mantova da scrittori, architetti, fotografi, avventurieri (tra i quali Monica Guerra e Lola Ottolini, Mohamed Keita, lo stesso Luca Molinari, gli Ascosi Lasciti ed eXtemporanea) e facilmente replicabili in altri contesti. Veramente bellicosa si annuncia invece la “rivolta dei bambini di Mantova”, ispirata all’omonimo libro di Pinin Carpi e portata nelle strade della città da Alessandro Sanna e Pino Costalunga. Tra le proposte laboratoriali, la riflessione sugli ecosistemi condotta nell’ambito Scienceground in prevalenza nello spazio web, troverà una sua dimensione “dal vivo” nelle tre sessioni di analisi delle acque dei laghi di Mantova. Non dovrebbe risultare inusuale la presenza di un festival letterario all’interno delle biblioteche. Eppure le collane rappresentano forse la prima incursione organizzata da Festivaletteratura tra gli scaffali delle due principali biblioteche cittadine, la Teresiana e il Barat-

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ta. L’intento non è infatti di trovare nelle loro sale un posto per una normale conversazione tra due o più autori, ma di chiedere ad alcuni degli ospiti del Festival di svelare affinità, parentele, nascoste consonanze tra alcuni dei volumi in esse presenti, per creare delle collane simili a quelle che compongono i cataloghi delle principali case editrici. A riscoprire le biblioteche come luoghi in cui i libri si parlano e si richiamano l’un l’altro saranno Carlo Ossola e Hans Tuzzi, per quanto riguarda le collezioni antiche della Teresiana, mentre Luca Crovi, Marcello Fois e Beppe Severgnini, tra gli altri, guideranno il pubblico tra romanzi classici e contemporanei, gialli e libri per ragazzi, raccolte poetiche e saggi scientifici. Festivaletteratura non rinuncia tuttavia a chiamare gli autori al confronto con il pubblico in alcune delle sue sedi storiche, come Piazza Castello, Palazzo San Sebastiano e il Chiostro del Museo Diocesano. Nonostante la situazione di grande incertezza - e nella consapevolezza dei possibili problemi derivanti da un’eventuale restrizione alla libertà di spostamento - si è voluta mantenere comunque una presenza internazionale di prestigio anche nel programma in città, puntando su alcuni grandi nomi che hanno segnato le passate edizioni di Festivaletteratura: l’architetto e scrittrice palestinese Suad Amiry, il giornalista argentino Martín Caparrós, Javier Cercas, voce tra le più autorevoli della letteratura in lingua spagnola, Tishani Doshi, poetessa, narratrice e danzatrice indiana, e David Grossman, a cui il Festival ha dedicato un’importante retrospettiva nel 2013 e che torna quest’anno per l’evento di chiusura della ventiquattresima edizione. E, per parte italiana, felici ritorni sono quelli di amici di lunga data come Beppe Severgnini, Lella Costa, Michela Murgia, Marcello Fois, Antonio Manzini, Elvira Seminara, Chiara Valerio, Domenico Quirico, Gaia Manzini, Bianca Pitzorno e numerosi altri, che hanno voluto essere vicini al Festival in un anno così particolare. Il dialogo con la letteratura straniera proseguirà in una serie di appuntamenti che segnano alcune singolari convergenze tra scrittori di casa nostra e di altri paesi: è il caso della saga familiare plurigenerazionale, poderosamente praticata da Giorgio Fontana e dalla georgiana Nino Haratischwili, della passione per l’arte italiana che accomuna Melania G. Mazzucco e Hisham Matar, dell’incerto confine tra letteratura per adulti e letteratura per ragazzi su cui si ritrovano Fabio Stassi e Katherine Rundell. Da questo punto di contatto prenderà le mosse un confronto che vedrà a Mantova l’autore italiano e in collegamento streaming il suo “corrispondente” straniero. Una riflessione sull’Europa, assolutamente in presenza, impegnerà il narratore e dramma-

turgo olandese Ilja Leonard Pfeijffer, da molti anni residente nel nostro paese. Negli appuntamenti dedicati alla narrativa italiana arrivano per la prima volta a Mantova Daniele Mencarelli e Giulia Corsalini, e insieme si registrano gli attesi ritorni di Sandro Veronesi e Hans Tuzzi. Le invasioni di campo, i “tradimenti”, le contaminazioni tra l’inchiesta giornalistica e la finzione contraddistinguono molti degli incontri del Festival di quest’anno. Fabrizio Gatti - come in altro modo i già citati Martín Caparrós e Javier Cercas – parlerà della sua conversione al giallo, per raccontare l’intrusione dei servizi segreti americani nelle vicende delle democrazie occidentali. Sul nostro controverso e smemorato rapporto con le migrazioni si confronteranno Milena Agus e Gigi Riva da un fronte più letterario, Maurizio Pagliassotti attraversando e riattraversando nel tempo il confine italo-francese, Fabio Geda e Enaiatollah Akbari tornando sul doloroso viaggio di formazione di quello che era un ragazzo e oggi è diventato un uomo. Lo smarrimento dell’America contemporanea verrà letto da Francesco Costa e Marta Ciccolari Micaldi attraverso le notizie di cronaca e le pagine dei più importanti narratori statunitensi dei nostri giorni. Ma è su come raccontare gli eventi del secolo appena trascorso che il confronto acquista intensità, aprendo innumerevoli questioni storiografiche e narrative. A Marcello Flores sarà dato il compito di interrogare narratori quali Bruno Arpaia e Carlo Lucarelli per capire come le vicende del nostro recente passato possano diventare materia da romanzo e assumano nuova luce grazie a questo passaggio; mentre Claudio Magris interverrà sull’intreccio inestricabile e romanzesco tra storie di popoli e di territori e autobiografie individuali. Lo stesso Flores con Valentina Pisanty rifletterà sul delicato rapporto tra storia e memoria nella ricostruzione delle tragedie del Novecento e sulle contraddizioni insite nella dimensione cerimoniale del ricordo. Ed è proprio grazie ad alcuni “ritrovamenti” storici che possiamo guardare con occhi diversi ad alcune questioni di stringente attualità: come la centralità della scuola nella crescita democratica del paese, nuovamente ribadita da Francesco Erbani e Francesca Leder attraverso l’eroica stagione dell’Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo; o l’equa suddivisione del lavoro all’interno del corpo sociale, affrontata da Carlo Ossola e Lucrezia Reichlin attraverso un trattato dello storico Carlo Denina bruciato poco prima della Rivoluzione Francese. Ai rapporti tra storia e presente, tra costruzione del futuro ed (eterni) ritorni del passato, saranno dedicati la lezione di Carlo Greppi e la conversazione tra Alessandro Barbero e Alessandro Vanoli; all’anniversario raffaellesco è dedicato l’incontro di Stefano Scansani, incentrato su

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una preziosa lettera dell’artista conservata presso l’Archivio di Stato di Mantova. Tra virtù civiche e relazioni private si giocheranno gli interventi di Gianrico Carofiglio sulla gentilezza e di Pietro Del Soldà sull’amicizia. Luca Molinari e Marco Filoni apriranno una riflessione sulle case che saremo, alla luce della pandemia; mentre Domenico De Masi affronterà il tema cruciale del ruolo della pubblica amministrazione nell’innovazione e nello sviluppo dello Stato e nella costruzione della felicità collettiva. Intorno allo scontro con il potere ruoteranno gli incontri sul teologo e oppositore di Hitler Dietrich Bonhoeffer (con Roberto Fiorini e la pastora Lidia Maggi) e sulla figura di Antigone, di cui il regista Massimiliano Civica ha recentemente offerto a teatro una versione fortemente provocatoria e di rottura. Due viaggi nell’Italia profonda sono quelli di Tommaso Melilli insieme a Roberto Camurri nella provincia di piccoli paesi e trattorie e di Luca Boscardin e Valentina Raffaelli sulle tracce di trippe e frattaglie, rivisitate attraverso il design; mentre di scelte di grano parlerà l’agronomo Salvatore Ceccarelli con i giovani panettieri del Forno Brisa. Dai campi coltivati si passerà ai giardini fioriti con le rose di Anna Peyron - accompagnata da Clark Lawrence - e all’indagine scientifica (e non solo) dell’olfatto, condotta da Anna D’Errico e dal profumiere Antonio Gardoni. Di radio fuori dalla radio si parlerà al Festival con Linus e Massimo Cirri, due vite trascorse (quasi totalmente) in onda. Una parte importante del programma nella città sarà riservata come sempre agli eventi di poesia. Ospite d’onore sarà il poeta svizzero-cinese Yang Lian, presentato al Festival da Marco Del Corona. Un omaggio a Franco Fortini vedrà coinvolti Pier Vincenzo Mengaldo, Donatello Santarone e Massimo Raffaeli; mentre sull’esempio di Giovanni Raboni Luca Daino parlerà del ruolo della critica letteraria e dell’efficacia delle stroncature nell’ambito degli accenti, previsti anche quest’anno nello spazio della Tenda Sordello. Tra poesia, fotografia e cinema si muove l’arte dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, che al Festival incontreranno l’amica poetessa Mariangela Gualtieri, protagonista anche di una serata/spettacolo in programma nello spazio di Palazzo Te, dove è attesa Monika Bulaj per una narrazione fotografica sui muri del Cortile Meridionale del palazzo. Tra le presenze legate al design segnaliamo Antonio Citterio e Francesco Faccin, accompagnati da Beppe Finessi. La Casa del Mantegna resta il cuore pulsante del programma dedicato a bambini e ragazzi. Pur con un programma dimensionato sulle regole di precauzione riferite alle fasce di età interessate, la dimora dell’artista padovano ospiterà anche quest’anno incontri con au-

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tori, laboratori, letture partecipate, nello stile fantasioso e vivace che ha contraddistinto lo spazio negli ultimi anni. Anche i ragazzi saranno chiamati al Festival a fare i conti con la storia: Sofia Gallo li guiderà nel clima teso e insieme effervescente degli anni ‘70, Marco Magnone e Gigi Riva torneranno ai mondiali di calcio del 1974 per mostrare gli stretti legami tra sport e questioni geopolitiche, mentre Fabio Stassi parlerà di storie familiari, origini e radici. Elisa Palazzi e Federico Taddia porteranno il discorso sull’emergenza climatica, Chiara Carminati e Massimiliano Tappari giocheranno con parole e immagini, mentre con Fabio Genovesi i ragazzi potranno fare il pieno di... paura! Tra le proposte laboratoriali vanno segnalate l’avviamento alla pratica giapponese del disegno a pennello libero con Shozo Koike e le esplorazioni scientifiche condotte da Andrea Vico. Girotondo quest’anno si trasformerà in un pratico manuale di istruzioni per creare un percorso di giochi e attività a casa propria. Il parco di attrazioni d’artista che veniva ospitato nelle stanze del primo piano della Casa del Mantegna potrà prendere forma tra le cucine e i tinelli, i balconi e le soffitte di tutti i bambini che si procureranno il libretto operativo-creativo architettato da Canizales, Massimiliano Di Lauro, Ole Könnecke, Anete Melece, Alessandro Sanna e altri scrittori e artisti, distribuito all’info point e alle librerie del Festival, nonché a tutti gli eventi per ragazzi. 2. LA RADIO Dodici programmi più un giornale radio quotidiano in onda tre volte al giorno, oltre settanta ospiti presenti “in voce” dall’Italia e dal mondo, cinquantacinque ore complessive di trasmissione in cinque giorni. Radio Festivaletteratura vuole portare in tutte le case e a qualsiasi latitudine le storie, i pensieri, il rumore del Festival. Grazie alla diretta giornaliera dalle 10 alle 21 (a cui si aggiungeranno le repliche serali e del primo mattino), da mercoledì 9 a domenica 13 sintonizzandosi sulla nostra webradio si potranno ascoltare interviste a narratori emergenti, disfide letterarie, divagazioni ludico/filosofiche sul tempo, cimenti con i classici, interazioni tra arte e letteratura e molto di più, in un continuum di programmazione guidato dai giovani speaker della redazione radio e che riprodurrà in onda l’esperienza immersiva del festival dal vivo. La radio ospiterà anche alcune progettualità che ormai sono entrate a far parte dell’architettura del Festival - da Read On a Una città in libri, da Meglio di un romanzo a Bonus track, da Scienceground a Consapevolezza verde -, uscite dal programma di eventi in città a causa delle limitazioni portate dal covid e ora completamente ridisegnate per il

nuovo mezzo. Scorrendo il palinsesto provvisorio di Radio Festivaletteratura, Panorama internazionale fa propria la vocazione del Festival alla scoperta e alla valorizzazione di voci di qualità della narrativa mondiale, e che ha permesso di lanciare a Mantova decine e decine di scrittori ancora poco conosciuti al grande pubblico. Il programma, condotto da Simonetta Bitasi e Chiara Codecà, prevede due interviste per ogni puntata: tra gli scrittori che hanno già confermato la loro partecipazione segnaliamo la finlandese Rosa Liksom, la messicana Guadalupe Nettel, il marocchino Fouad Laroui, l’austro-iraniana Nava Ebrahimi e John Freeman, direttore dell’omonima rivista e già ospite a Festivaletteratura 2019. Una corrispondenza radiofonica quasi quotidiana verrà tenuta con Tunisi, città in libri di Festivaletteratura 2020. Con Radio Tunisi Luca Scarlini ci guiderà in una delle capitali mediterranee forse meno conosciute, liberandola dai cliché e aiutandoci a scoprirne la vivacissima e sorprendente scena letteraria e artistica, non senza trascurare il ruolo dell’attivismo politico dopo le primavere arabe e quello della comunità italiana, presente nella città da tempo immemore. Tra gli ospiti collegati dall’altra sponda del Mediterraneo segnaliamo per la comunità editoriale e letteraria Ali Bécheur, Elisabeth Daldoul, Yamen Manaï, Ahmed Mahfoud, Aymen Daboussi, Mohamed Harmel, Sami Mokaddem e Shukri al-Mabkhout, per l’arte di strada e la graphic novel Nadia Khiari, Nidhal Ghariani, Luce Lacquanniti e Lab 619, per gli italiani di Tunisia Francesca Bellino, Silvia Finzi, Marinette Pendola, Chiara Spano e Laura Valenzi. Spiritoso, scoppiettante e irriverente sarà il Cabaret letterario che vedrà in scena sempre Simonetta Bitasi, in coppia questa volta con Angelo Orlando Meloni. In ogni puntata due autori italiani saranno chiamati a sottoporsi a un insidiosissimo questionario, pensato per definire con precisione il loro profilo letterario. Hanno finora accettato di affrontare questo test dal titolo Io non ci volevo venire qui! Erica Barbiani, Fabio Bartolomei, Paolo Colagrande, Diego De Silva e Andrea Serra. Nelle brevi pillole del Doppio misto alcuni scrittori si confronteranno con un libro per loro ispiratore, svelando al pubblico la natura segreta di questo rapporto. A Marco Malvaldi e Davide Ruffinengo spetterà invece il compito di fissare La mezz’ora del delitto, convocando di volta in volta come testimoni alcune tra le più originali gialliste italiane. Due punti è il titolo del programma di Silvia Righi pensato per accogliere autori e autrici che - pur essendo lontani per stile, provenienza e generazione – siano uniti dal filo rosso della poesia. In questo caleidoscopio poetico/radiofonico troveranno spazio un omaggio a Mario Benedetti, l’intervista all’autore vietnamita Ocean Vuong, e gli interventi di Cristina Annino, Simone Burratti, Claudia Crocco, Tommaso Di Dio, Giulio Mozzi e Laura Pugno. Decisamente più agonistico è l’approccio di Lotta greco-romana, l’arena di combattimento in cui veri e propri pesi mas-

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simi della letteratura classica saranno sfidati da una squadra di agguerriti studiosi, a colpi di domande sulla contemporaneità. Tra i match già annunciati segnaliamo Giuseppe Dino Baldi vs Cicerone, Alessandro Fo vs Virgilio, Filippomaria Pontani vs Tucidide. Porte aperte tra passato, presente e futuro anche nella trasmissione curata da Danilo Craveia in collaborazione con l’Archivio di Festivaletteratura. Ieri, oggi e domani mostrerà come pensano gli archivi, a partire da questioni tutt’altro che peregrine come il consumo e l’abuso dell’immagine fotografica (con Barbara Bergaglio di Camera - Centro Italiano per la Fotografia e Stefano Guerrini), il rapporto tra archivi e potere (con Maria Pia Donato), la comunicazione delle merci (con Giuseppe Mazza). Un più deciso salto nell’attualità arriva con Meglio di un romanzo, la call for papers che da ormai più di cinque anni Festivaletteratura lancia per scoprire nuovi talenti del giornalismo narrativo e che quest’anno si sposta da piazza Alberti alle onde radio. I giovani autori dei quattro migliori progetti giornalistici arrivati al Festival (la scadenza per la presentazione delle domande è il 21 agosto) parteciperanno a un pitching radiofonico coordinato da Christian Elia che vedrà coinvolti in veste di esaminatori Floriana Bulfon, Annalisa Camilli, Maurizio Pagliassotti e Simone Pieranni, con un secondo tempo dedicato ad alcuni degli esempi più luminosi - recenti o “classici” - di un genere che vanta come padri nobili Truman Capote e Ryszard Kapuściński. E proprio attraverso la radio, Festivaletteratura cercherà di tornare sull’evento che ha sconvolto il mondo negli ultimi sei mesi. La lente d’osservazione sarà - ancora una volta - quella del vocabolario. Al centro di ogni puntata di Sintomatiche parole, introdotta da un contributo speciale di Giuseppe Antonelli, ci sarà una delle parole che hanno dominato i discorsi delle scorse settimane - “cura”, “immunità”, “confinamento” e altre ancora - in tutta l’esplosione delle loro molteplici accezioni. A medici, filosofi, antropologi, esperti di diritto - stimolati al confronto da Lorenzo Alunni - il compito di darne una definizione capace di mostrarci fin dove la pandemia è riuscita a entrare nelle nostre vite e a scardinare l’ordine sociale ed economico a livello globale. Giusto in tempo! riaprirà invece una delle più lunghe e insormontabili dispute filosofiche - quella appunto sulla natura del tempo -, tornata di grande attualità in tempo (!) di lockdown. Ilaria Rodella e Costanza Faravelli dei Ludosofici proporranno, puntata dopo puntata, sovvertimenti temporali, intrattenimenti distopici, cronologie, letture, interviste, dedicando alla questione... tutto il tempo che ci vuole! L’entusiasmo e l’allegria della Read On Station approdano quest’anno alla radio. Read On Radio Station sarà la trasmissione/contenitore in cui troveranno voce le molteplici attività del progetto europeo rivolto agli adolescenti, promosso da Festivaletteratura e sostenuto dall’Unione Europea. Due le rubriche fisse: passports, dedicata alle identità europee in transizione e curata da un gruppo di giovani european dreamers sotto la guida di Espérance H. Ripanti e Veronica Fernandes, e blurandevù, il tradizionale assalto dei ragazzi agli autori - Fabio Genovesi, Marta Barone, Francesca Mannocchi e Igiaba Scego i prescelti per il 2020 - che quest’anno comincerà addirittura da fine agosto su Instagram e culminerà con una breve intervista radiofonica. Read On Radio Station compirà inoltre alcune incursioni nelle altre attività del progetto: My Life in Strips, Read More, Anthology e Fanfiction lab.

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L’ormai radicato interesse di Festivaletteratura verso le questioni ambientali non trascura il palinsesto radiofonico. Consapevolezza verde da fogliolina segna-evento disseminata nelle pagine del programma del Festival diventa il titolo del programma condotto da Matteo De Giuli e Nicolò Porcelluzzi dedicato al cambiamento climatico e all’antropocene, e soprattutto agli strumenti e alle azioni per acquisire e diffondere “consapevolezza”. Quattro puntate per quattro temi - clima, animali, letteratura e altri immaginari, politica - a ciascuno dei quali sarà dedicata una serie di letture e un’intervista a un esperto in studio. Affine per argomenti ma diversa per struttura e contenuti è Scienceground, la trasmissione generata dal progetto omonimo dedicato al discorso pubblico sulla scienza e da alcuni anni inserito all’interno del programma di Festivaletteratura. Intorno al macrotema degli ecosistemi, la comunità scientifica di eXtemporanea dibatterà con alcuni ospiti collegati da diverse sedi universitarie, non senza spiazzanti incursioni nell’universo della fantascienza made in China e divagazioni musicali. Su Radio Festivaletteratura saranno ancor più sistematici gli sconfinamenti verso altri territori artistici che da sempre caratterizzano Festivaletteratura. Blink - lampi d’arte tra le righe è la trasmissione curata da Claudio Musso e dedicata al libro come idea artistica capace di stimolare, sovvertire, mettere disordine nel lavoro creativo. Ciascuna puntata sarà composta da tre mini-rubriche (book as

idea as idea; cover theory e message in a bottle), con ospiti diversi ogni giorno. Ai microfoni di Blink sono attesi gli esperti e storici dell’arte Ilaria Bignotti, Lorenzo Madaro e Maura Pozzati; il direttore artistico del MACRO Luca Lo Pinto, Morra Mc, autore, conduttore e dj, l’artista Luca Trevisani e il fumettista e illustratore Emanuele Rosso. Una striscia quotidiana verrà invece dedicata alla letteratura più appetitosa. Le parole del cibo si soffermeranno su ricette e tradizioni culinarie, luoghi della buona tavola, filosofie alimentari, prospettive nutrizionali in un’ottica ambientale. E infine la musica: bonus track, già “sigla di chiusura” degli eventi al Teatro Bibiena negli ultimi anni, si trasforma in rotocalco musicale con la conduzione di Marta Bacigalupo. Le tre puntate inserite in palinsesto vedranno in onda rapper, cantautori, compositori insieme a scrittori e artisti di altre discipline, in un confronto in stile “fuori programma”. Per ascoltare Radio Festivaletteratura sarà necessario collegarsi attraverso computer o dispositivo mobile al sito temporaneo FestLet2020. Sul sito saranno disponibili in forma di podcast tutte le puntate delle singole trasmissioni subito dopo la prima messa in onda. Per chi vuole invece ascoltare la radio in città durante i giorni del Festival, saranno aperte delle postazioni d’ascolto dedicate presso lo spazio relax di Piazza L.B. Alberti, presso il giardino di Palazzo Te e in altri punti della città. La rete bibliotecaria mantovana assicurerà la trasmissione della diretta radiofonica in molte delle biblioteche della provincia. 3. L’ALMANACCO Il 2020 è stato un anno assolutamente fuori dall’ordinario, e ancora non è finito. Per marcare questo periodo così sconvolto, Festivaletteratura ha pensato che fosse necessario un almanacco, uno di quei libri dell’anno in cui venivano annotati - in modo non sempre sistematico - dati, eventi rimarchevoli o stravaganti, con l’aggiunta di previsioni, mappe astrali, indicazioni per il lavoro e per la vita domestica e sociale. L’almanacco di Festivaletteratura reinterpreta a suo modo questa secolare tradizione, raccogliendo fatti notevoli, previsioni d’autore, percorsi, suggerimenti per affrontare in corpo e in spirito il nuovo ciclo delle stagioni: quello che si apre a settembre - come ogni anno - con l’inizio dell’autunno e che coincide con quello - straordinario - che segue l’esperienza della pandemia. Quattro le sezioni principali dell’almanacco del Festival. Le interviste sul futuro sono conversazioni in cui scrittori, artisti, esperti di

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diverse discipline tenteranno di interpretare le tendenze in corso nel pianeta e nei diversi ambiti della nostra vita, per capire il futuro che si sta profilando e che cosa possiamo fare, per correggerlo o incoraggiarlo. All’invito a puntare lo sguardo in avanti hanno risposto al momento Martín Caparrós, Pablo d’Ors, Elisabeth Daldoul, Emma Dante, Fatoumata Diawara, Marlon James, Kapka Kassabova, Carmen Maria Machado, Alberto Manguel, Joyce Carol Oates, Maryanne Wolf, Mirko Zardini. I memorabilia sono una collezione di eventi pubblici o privati, di notizie di cronaca passate in second’ordine, di divagazioni fantastiche sul passato prossimo offerte come presagi o ammonimenti per il futuro. Tra istantanee scattate a latitudini lontane e trafiletti ritagliati dai giornali, eventi privatissimi e illuminazioni notturne, i memorabilia costituiscono una sorta di annale sbilenco dell’anno in corso compilato tra gli altri da Maria Attanasio, Franz Barcella, Marco Belpoliti, Silvia Bencivelli, Diana Bosnjak Monai, Adrián N. Bravi, Pietro Cardelli, Stefano Caserini, Francesco M. Cataluccio, Gherardo Colombo, Francesco Costa, Fabio e Damiano D’Innocenzo, Cecilia Dalla Negra, Andrea De Franco, Andrea de Georgio, Daria Deflorian, Donatella Di Cesare, Marco Di Domenico, Donatella Di Pietrantonio, Francesco Erbani, eXtemporanea, Carmen Gallo, Wlodek Goldkorn, Egidio Ivetic, Elvis Malaj, Dacia Maraini, Giuseppe Mazza, Matteo Meschiari, Antonio Moresco, Matteo Motolese, Elvira Mujčić, Mauro Orletti, Maurizio Pagliassotti, Telmo Pievani, Gian Piero Piretto, Filippomaria Pontani, Donald Sassoon, Elvira Seminara, Nevio Spadoni, Angela Terzani Staude, Uwe Timm, Hans Tuzzi, Marco Vichi e Andrea Vitali. I consigli pratici si propongono di dare indicazioni semplici e puntuali su come affrontare problemi della vita quotidiana, apprendere un’arte o un mestiere, coltivare il corpo e lo spirito, stare in mezzo agli altri, cambiare il mondo. Alla stesura di questa lunga lista di suggerimenti, insieme ironica e meditativa, hanno contribuito Francesco Abate, Guido Affini e Andrea Grisi, Barbara Bergaglio, Alessandro Bergonzoni, Daria Bertoni, Giovanni Bietti, Fabio “Kenobit” Bortolotti, Francesco Botti, Chandra Livia Candiani, Ermanno Cavazzoni, Francesco Codello, Carlo Cottarelli, Danilo Craveia, Ignazio De Francesco, Guido De Togni, Jeffery Deaver, Giuliana Facchini, Marco Filoni, Monica Guerra e Lola Ottolini, Clare Hunter, Ander Izagirre, Howard Jacobson, Chiara Lagani, Viola Lo Moro, Franco Lombini e Mario Tadiello, Laura Madella, Lidia Maggi, Angelo Orlando Meloni, Piersandro Pallavicini, Raul

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Pantaleo, Valerio Pellizzari, Anna Peyron, Leonardo Piccione, Bianca Pitzorno, Massimo Raffaeli, Gabriele Romagnoli, Massimo Sandal, Salvatore Sanfilippo “Antirez”, Luca Scarlini, Teresa Sdralevich, Silvia Vecchini e Sualzo, We Are Müesli, Alessandro Zaccuri, Dino Zardi. Tra numeri e mappe troveremo il racconto di sei millenni di rotte di migranti - curato da Alessandro Vanoli in collaborazione con Martina Madella e Matilde Silla Sgarbi -, utile a chi intendesse pianificare un viaggio definitivo attraverso il Mediterraneo; un’inedita genealogia della scrittura, disegnata da Danilo Craveia insieme allo staff dell’Archivio di Festivaletteratura; la classifica delle dieci migliori riviste con meno di dieci numeri, stilata dallo staff di edicola 518, nonché una mappa tipologica dell’informazione a cura di Slow News. Oltre alle quattro sezioni principali, l’Almanacco comprenderà anche la storia dell’ultimo libro bruciato prima della Rivoluzione Francese - guarda a caso, un almanacco - scritta da Robert Darnton, un’inedita visita alla casa di Edmond Rostand di Évelyne Bloch-Dano, un lemma dell’alfabeto della resistenza stilato da John Freeman, oltre all’introduzione del reportage di Giulia Oglialoro su Città Satellite, il primo parco di divertimenti italiano costruito alla porte di Milano, commissionato da Festivaletteratura per Meglio di un romanzo. Sempre tra le pagine di Almanacco vedranno finalmente la luce alcuni degli scritti preparati per il volume (mai edito) sulla Biblioteca di Fantascienza, tenuta a Festivaletteratura 2011. Intorno alla lunga intervista di Tullio Avoledo a Giuseppe Lippi tenuta in quell’occasione, si verranno ad aggiungere nuovi contributi critico-bibliografici curati dallo stesso Avoledo e da Maico Morellini. Complessivamente sono quasi centocinquanta gli autori che stanno contribuendo alla redazione dell’Almanacco. Grazie a questa pubblicazione il Festival potrà arrivare a migliaia di amici e lettori che quest’anno non potranno essere presenti a Mantova o che vorranno proseguire su queste pagine il dialogo con gli autori avviato dal vivo. L’almanacco può essere prenotato fin da ora attraverso il sito internet di Festivaletteratura e acquistato a Mantova nei giorni del Festival. 4. LE PRODUZIONI WEB La tentazione di convertire l’edizione 2020 in un festival completamente digitale non ha mai trovato terreno fertile nel percorso di

progettazione di questi mesi. Dopo la positiva esperienza di Zona blu, il sito temporaneo aperto in pieno lockdown per tenere unita tutta la comunità di Festivaletteratura, la scelta di proseguire nella produzione di eventi per il web ha assunto una prospettiva più mirata. Chiusa - almeno temporaneamente - l’emergenza, che ha costretto molti a riparare online qualsiasi tipo di evento in assenza di un’alternativa immediatamente praticabile, internet diventerà per Festivaletteratura 2020 il luogo in cui avverare sogni rimasti a lungo irrealizzati, e tentare tutto ciò che dal vivo sarebbe rimasto comunque impraticabile. Da qui è nata l’idea delle interviste impossibili, la serie di incontri in streaming con alcuni degli autori più corteggiati da Festivaletteratura dalla prima edizione a oggi. Due appuntamenti al giorno, accessibili gratuitamente via web, con pensatori, narratori e artisti di fama internazionale. Tra i protagonisti che hanno ceduto al richiamo delle interviste impossibili segnaliamo lo scrittore americano Paul Auster; i premi Nobel per l’economia Abhijit Banerjee ed Esther Duflo; Noam Chomsky, padre della linguistica generativo-trasformazionale e figura di riferimento dei movimenti politici antagonisti; Mark Z. Danielewski, autentico autore di culto e massimo esponente della letteratura ergodica; il neuroscienziato cognitivista francese Stanislas Dehaene; David Quammen, divulgatore scientifico oggi tra i più ascoltati al mondo; la filosofa statunitense Judith Butler; Stephen Fry, scrittore, attore, regista, vera e propria icona della cultura pop inglese. Per chi non vuole rinunciare a una partecipazione condivisa di questi eventi, seppur virtuali, Festivaletteratura aprirà appositamente la Tenda Sordello. Anche alcuni bar della città e alcuni spazi dell’Ospedale di Mantova hanno offerto i propri schermi per la diffusione in diretta delle interviste impossibili. Sul web troveranno inoltre nuova collocazione due delle progettualità che da qualche anno fanno parte della struttura portante di Festivaletteratura: Una città in libri e Scienceground. La biblioteca temporanea dedicata quest’anno a Tunisi, non realizzabile in piazza come nelle edizioni precedenti a causa delle disposizioni legate alla pandemia, si trasforma sul web in una bibliografia multimediale composta da oltre trecento titoli tra libri e riviste, e da una raccolta di video e foto delle opere di alcuni dei principali esponenti dell’arte tunisina d’avanguardia e di protesta. La biblioteca, navigabile anche attraverso alcuni percorsi tematici, consente anche la lettura online di alcune delle opere schedate nonché l’ascolto di una selezione di pagine su Tunisi interpretate dalla Compagnia della Lettura. Ed è proprio su internet che si verrà a ricreare quest’anno la dimensione comunitaria tipica di Scienceground. Unendosi ai laboratori sul lungolago e alle quattro puntate radiofoniche intorno all’idea di ecosistema, l’area occupata online da eXtemporanea darà spazio alle libere letture - i percorsi di lettura partecipata, iniziati durante l’estate -, all’esplorazione collettiva da remoto dell’ecosistema del Mincio attraverso i tableaux physiques di Humboldt 2.0, alla circolazione di materiali audio e video dedicati alle questioni al centro della riflessione di Scienceground. Le interviste impossibili, le sezioni di Una città in libri e di Scienceground, insieme a Radio Festivaletteratura e alle dirette streaming degli accenti dalla Tenda Sordello saranno ospitati su 2020.festivaletteratura.it, un sito temporaneo attivo da dopo Ferragosto e interamente dedicato alle produzioni e alla circolazione di contenuti per e via web.

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PROVINCIA DI BRESCIA TUTTA DA VIVERE E DA SCOPRIRE Panorama da Tremosine

A curA di frANcEScO cOlOmbErA

Dai fitti boschi alpini della Valle Camonica alle spiagge dei laghi d’Idro, Iseo e Garda, passando per colline tappezzate di pregiati vigneti della Franciacorta e della Valtènesi, la provincia di Brescia racchiude nell’arco di circa 150 km una straordinaria varietà di paesaggi, luoghi, proposte turistiche. Un accogliente scrigno di tesori di natura, arte, storia, gusto, esperienze che sa stupire e all’interno del quale ciascuno può ritagliarsi la sua vacanza perfetta. E che questa estate accogliere gli ospiti in totale sicurezza, per rigeneranti vacanze all’insegna del green, della natura, della vita attiva, del benessere e del gusto. Una terra ideale per vacanze Made in Italy, che volendo si può decidere di scoprire anche, inanellando meta dopo meta, un piacevolissimo tour estremamente variegato. Montagne a tutto sport Valle Camonica, Valle Trompia e Valle Sabbia accolgono gli ospiti con quanto di meglio richiedono gli amanti della montagna. Dal trekking alla mountain bike, fino al cicloturismo sui più bei tracciati della penisola, i fan del movimento a un passo dal cielo possono usufruire di un’offerta veramente unica. Natura incontaminata, paesi incantevoli, strutture di ogni tipologia (dal raffinato hotel al camping), calda accoglienza, pietanze tipiche, una quarantina di rifugi è ciò che trovano i turisti, con il corollario di panorami mozzafiato, parchi naturali, importanti tracce della storia. Con un’infinità di tracciati per mountain bike, il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco dell’Adamello dove rigenerarsi con la potenza della natura, una fitta rete di sentieri dal fondo valle all’alta quota, la Valle Camonica è il paradiso per gli amanti delle attività outdoor, focalizzate principalmente nella parte alta della vallata, nel Comprensorio Pontedilegno-Tonale

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Comprensorio Pontedilegno Tonale

e nell’area di Borno, cuore dell’Altopiano del Sole. Per i ciclisti esperti o semplici appassionati, tra alpeggi e mulattiere risalenti alla Prima Guerra mondiale, si trovano leggendarie salite del Giro d’Italia come Gavia e Mortirolo oppure Crocedomini e Vivione, oltre a percorsi per downhill e gravity nei boschi di Ponte di Legno e Temù, il bike park del Passo Tonale. Per chi predilige la camminata lenta, imperdibili la Via Valeriana e il Cammino di Carlo Magno, due percorsi paesaggistici, storici e culturali da percorrere in più giorni, che dalla Valle Camonica arrivano fino al lago d’Iseo. Tra Valle Trompia e Valle Sabbia i sentieri ben marcati del Monte Maniva sono l’ideale per trekking di più giorni e semplici passeggiate, anche seguendo sentieri che ripercorrono i luoghi della Grande Guerra e della Resistenza. Fra le due valli, fino a Brescia, la Greenway delle Valli Resilienti è un eden per gli appassionati delle due ruote, a cui mette a diposizione ben 3.500 km ciclabili, 74 percorsi dedicati a slow, road e mountain bike e 9 tour da effettuare attraverso splendidi paesaggi montani. Tre laghi, tre mondi Con le loro diverse anime, i tre laghi di Garda, Iseo e Idro rappresentano tre differenti modi

di intendere la vacanza. Unici e stupendi, vicini ma diversi per peculiarità, colori, panorami e attività da praticare. Il Lago di Garda, il più grande d’Italia – con i suoi litorali, le ville Liberty e un fascino in grado di incantare grandi della letteratura come Goethe, Mann, Kafka e D.H. Lawrence – disegna un ambiente dall’atmosfera calda e glamour, in cui l’ospitalità è un arte storicamente apprezzata da turisti italiani e stranieri. Le sue rive, baciate da un clima mite e mediterraneo, sono punteggiate da caratteristici borghi, castelli, monasteri e incantevoli cittadine ricche di monumenti e cariche di storia, quali Sirmione, Desenzano, Salò, Gardone Riviera, Limone. Straordinaria la sua vegetazione mediterranea, lussureggiante di olivi, limoni, palme, a cui fa da contrappunto il fascino della montagna e della natura intatta dell’entroterra, protetto per larghi tratti da parchi e riserve. Una cornice perfetta per vacanze green e attive in uno dei contesti più affascinanti del Belpaese. Fra le innumerevoli possibilità di movimento, la ciclopedonale del lago di Garda - considerata la passerella più spettacolare d’Europa - è un incredibile percorso di 2 km in totale sicurezza a picco sul lago, che collega Limone con il confine di Riva del Garda.

MONTAGNE, LAGHI, COLLINE TAPPEZZATE DI VIGNETI: UN CALEIDOSCOPIO DI PROPOSTE, DOVE CIASCUNO PUÒ RITAGLIARSI LA VACANZA PERFETTA E SICURA

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PAROLE D’ORDINE PER LE VACANZE DI QUESTA ESTATE: GREEN, NATURA, VITA ATTIVA, SPORT, BENESSERE, GUSTO, CULTURA EN PLEIN AIR

A 368 m d’altitudine, il Lago d’Idro offre un rifugio perfetto a chi alla mondanità preferisce le vacanze en plein air fra camping e villaggi attrezzati anche per il glamping, le passeggiate nel verde, sport anche estremi e attività all’aria aperta. Accarezzato da un vento costante che permette di praticare vela, surf e kitesurf, è circondato da montagne che sono la palestra ideale per gli amanti di mountain bike, ferrate sulla roccia, parapendio, canyoning e attività all’insegna della dinamicità e del divertimento. Il Lago d’Iseo è noto in tutto il mondo come il Lago di Christo, da quando nell’estate 2016 il celeberrimo artista vi ha realizzato “The Floating Piers”, installazione galleggiante che ha consentito al pubblico di camminare letteralmente sulle acque e di raggiungere a piedi Monte Isola, la più alta isola lacustre d’Europa, un mondo a sé che si scopre solo a piedi o in sella alla bici. Vi spira una brezza costante ed è l’ideale per chi ama vela e windsurf, parapendio e deltaplano, ma anche per chi da una vacanza chiede oltre allo sport, relax e natura intatta. Moltissimi i percorsi panoramici per passeggiate e bike, fra cui lo stupendo tratto lacustre della Ciclovia dell’Oglio, eletta ciclabile più bella d’Italia agli Italian Green Road Awards 2019. Arte e storia en plein air Straordinaria la ricchezza storico artistica del bresciano. Siti archeologici, borghi storici, ca-

stelli, fortificazioni, pievi, abbazie, chiese, musei, pinacoteche costituiscono il fil rouge per stupendi itinerari fra arte e storia en plein air, in scenari mutevoli e paesaggi di grande fascino. Primo sito UNESCO in Italia, l’Arte Rupestre della Valle Camonica è una straordinaria galleria all’aria aperta di oltre 200.000 incisioni catalogate. Dal lago d’Iseo fino a Ponte di Legno, in ben 180 siti distribuiti fra 24 comuni, la Valle dei Segni attraversa 12mila anni di storia, dalla fine del Paleolitico Superiore (tra 13.000 e 10.000 anni fa) all’Età del Ferro (I millennio a.C.). Nel Parco Nazionale di Naquane a Capo di Ponte e in vari altri siti ben segnalati, la visita, divertente e istruttiva per grandi e piccoli, unisce al piacere di camminare fra boschi e prati il richiamo della scoperta e della storia. Sul Garda, da scoprire passeggiando sono anche le Grotte di Catullo a Sirmione, fra le più suggestive aree archeologiche italiane, il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, casamuseo di Gabriele D’Annunzio con il suo parco di circa 10 ettari, e la Rocca di Lonato con l’annessa Casa museo del Podestà, Monumento nazionale, fra le più imponenti fortezze del Nord Italia, da cui si gode una vista impareggiabile sul lago. Agriturismo al top Mai come questa estate, sono un must vacanze in campagna, che nel bresciano sono perfette fra le colline della Franciacorta e della Valtènesi, da cui provengono grandi vini, ma anche nel verde della pianura segnata dal corso dei fiumi Oglio e Chiese, dove fra filari di pioppi si scorgono scorci di ville patrizie e castelli. Tutti luoghi ideali per pedalate e passeggiate e per vacanze nel verde e nella natura. Ideale è alloggiare in uno degli oltre 340 agriturismi (ce ne sono di bellissimi anche in montagna e nelle zone dei laghi), che hanno messo in campo soluzioni per accogliere gli ospiti in totale in totale sicurezza. “La nostra ricetta per la ripartenza -afferma il

Monte Isola

Rocca di Lonato

presidente degli agriturismi di Confagricoltura Lombardia, il bresciano Gianluigi Vimercati Castellini - sono gli spazi ampi e all’aperto che contraddistinguono ogni azienda agricola, a cui si uniscono la buona cucina, la possibilità di gustare i prodotti della nostra terra direttamente dal produttore, e tante esperienze che si possono fare tra i nostri campi”. L’offerta agrituristica bresciana (che ammonta a ben 4.300 posti letto) è tra le più variegate e spazia dalla classica ristorazione al pernottamento, sino alle escursioni a cavallo, alle passeggiate nei vigneti, alle esperienze ludiche per i più piccoli nelle fattorie didattiche. Accessi indipendenti a stanze o appartamenti, caratteristici delle strutture rurali, consentono di pernottare in tutta sicurezza, come è possibile gustare in tranquillità i piatti della tradizione in spazi aperti. Il turismo rurale non significa solo gli agriturismi: grazie alle 3 Strade del vino si possono percorre zone che hanno reso famose le bottiglie bresciane nel mondo. Dalla Franciacorta fino al Garda, con una sosta tra il Montenetto e Botticino, si scoprono le tante cantine che accolgono i visitatori per degustazioni e per far conoscere loro il magnifico mondo del vino. I laghi di Garda, Iseo e Idro sono caratterizzati anche dalla presenza dell’ulivo, che qui cresce rigoglioso. Aziende e frantoi aprono le porte a quanti vogliono scoprire lo straordinario e salutare mondo dell’olio, che nel bresciano raggiunge livelli qualitativi senza uguali. Esperienze Molte, divertenti, spesso inusuali, con proposte per grandi e piccoli, sono le esperienze possibili per tuffarsi nell’essenza di queste terre bresciane. Le si scopre sul sito www.visitbrescia.it, nelle sezioni MAKE e TASTE. La lista è ricca e curiosa e in continuo aggiornamento. www.visitbrescia.it

Lago d’Idro

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EVENTI

BRESCIA D’ESTATE 2020 solamente grandi emozioni dal vivo

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iamo qui di seguito ad elencare gli avvenimenti che faranno vivere le notti bresciane. Fino al 30 agosto, tutti i giorni: ARENA DEL CENTRO by CIPIESSE, presso il cortile della scuola elementare G. Calini, via Bixio Il grande schermo open-air per tutta la famiglia nella più longeva delle arene estive di Brescia. Ingresso unico 5 euro (abbonamento 10 ingressi euro 30,00). Inizio proiezioni: ore 21,00. Programma completo e sempre aggiornato sul sito www.cipiesse-bs.it/arena-delcentro-brescia. Info: tel 0302791881 – 3348012225 Fino al 30 agosto, dal mercoledì alla domenica MOCA SOTTO LE STELLE by Il Regno del Cinema presso il cortile di MoCa, via Moretto. La tecnologia della multisala nel cortile di un seicentesco palazzo nobiliare, tra prime visioni e grandi successi della scorsa stagione. Ingresso unico 6 euro. Apertura biglietteria ore 21,00; inizio proiezione ore 21,30. In caso di pioggia la proiezione si terrà al cinema Sociale. Programma completo sul sito: www.ilregnodelcinema.com Fino al 30 agosto, tutti i giorni L’EDEN D’ESTATE – Castello, Fossa Viscontea Torna l’arena sotto le stelle di Fondazione Brescia Musei-Cinema Nuovo Eden, per godere della magia delle notti in Castello con i più importanti titoli della stagione cinematografica 2019/20. Torna con una formula rinnovata, non solo nel

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A curA di m.T.SAN juAN nome: nuova location, nuove sedute, nuova ambientazione luminosa e appuntamenti speciali per tutti, dalla rassegna kids-friendly alle 5 serate che coniugano film e visita al Museo delle armi. Biglietti: intero euro 6,00; ridotto euro 5,00; famiglia (1 adulto + 1 bambino) euro 8,00. I biglietti possono essere acquistati online (fino alle ore 20.00 del giorno stesso sul sito www.nuovoeden. it) o alla biglietteria in Castello (apre un’ora prima dell’inizio degli spettacoli). Inizio proiezioni: ore 21,30 (luglio) o 21,15 (agosto). Programma completo al sito: www.nuovoeden.it MO.CA SUONA SUMMER EDITION Lunedì 3 agosto, Cortile di MoCa, via Moretto, ore 21.00. Daniele Richiedei, Fausto Beccalossi, Giulio Corini (violino, fisarmonica, contrabbasso). Ingresso gratuito; info: www.morettocavour.com www.facebook.com/MORETTOCAVOUR/ DECONTAMINAZIONI TEATRALI a cura di Assoc. ContaminAzioni Domenica 2 agosto, Cortile del Broletto, ore 21,15 Distanti quanto basta (pillole di teatro antivirus) di Alberto Cella con ContaminAzioni; regia di Alberto Cella. Domenica 23 Agosto, Cortile del Broletto, ore 21,15. In arte Molière, di e con Alberto Cella; regia di Fiorenzo Savoldi. Biglietto intero euro 12,00 – ridotto euro 10,00; info e prenotazioni: visita il sito www.contaminazioni.net oppure telefona al numero 333.4697745 in orario 14-18 INTERVALLO D’ESTATE. LA RASSEGNA ESTIVA DEL TEATRO GRANDE Martedì 4 agosto, Cortile di MoCa, via Moretto, ore 21.00. ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE. Musiche di G. Mahler, M. De Falla, J. Turina Martedì 25 agosto | Cortile di MoCa, via Moretto, ore 21.00. INCONTRI TRA FILOSOFIA E MUSICA PENSATORI AL PIANOFORTE. Augusto Mazzoni relatore; Ruggero Ruocco pianoforte Lunedì 31 agosto, Cortile di MoCa, via Moretto, ore 21.00. PRÉLUDES. Francesco Baiguera chitarra, Giacomo Papetti contrabbasso, Emanuele Maniscalco batteria Martedì 1 settembre,Cortile di MoCa, via Moretto, ore 21.00. ENSEMBLE DEL TEATRO GRANDE Musiche di W. A. Mozart, R. Schumann, M. Bruch Martedì 8 settembre, Cortile di MoCa, via Moretto, ore 17,00 speciale per i bambini e ore 21.00 RITA - Opera di Gaetano Donizetti in forma semiscenica. Maria Rita Combattelli soprano; Edoardo Milletti tenore; Dario Giorgelè basso; Alessandro Trebeschi pianoforte. Martedì 15 settembre, Cortile di MoCa, via Moretto, ore 21.00. IL BARBIERE DI SIVIGLIA - Selezione dall’Opera di G. Rossini. ORCHESTRA BAZZINI CONSORT. Aram Khacheh direttore; Marta Pluda mezzosoprano; Chuan Wang tenore; Paolo Ingrasciotta baritono;mFilippo Ghidoni baritono Biglietto a prezzo unico per gli spettacoli serali euro 10,00; per gli spettacoli pomeridiani del 28 luglio e dell’8 settembre: intero euro 10,00 / ridotto under 11 euro 5,00. In vendita dal 1 luglio su teatrogrande.it e su vivaticket.it.

D’ESTATE AL CHIOSTRO. Sette letture sceniche per ricominciare Il festival estivo del CTB – Centro Teatrale Bresciano presso il Chiostro Santa Chiara. Lunedì 3 e martedì 4 agosto 2020, ore 21.30 Graziano Piazza e Viola Graziosi - Shakespeare for dummies / Sogno di una notte di mezza estate Giovedì 6 e venerdì 7 agosto 2020, ore 21.30 Fausto Cabra e Mimosa Campironi - Il grande inquisitore. Una lettura Jazz. Biglietti: ingresso singolo € 9,00 - abbonamento 7 serate € 49,00 Informazioni: Centro Teatrale Bresciano, Piazza della Loggia, 6 - Brescia. t. 030 2928617 info@centroteatralebresciano.it BAZZINI CONSORT per MoCa sotto le Stelle Lunedì 10 agosto, Cortile di Moca, ore 21,00 Fiati all’Opera. Quintetto di Fiati Bazzini Consort. Lunedì 17 agosto | Cortile di Moca, ore 21,00 Fantasie d’Opera. Orchestra Bazzini Consort Davide Alogna violino , Aram Khacheh direttore Lunedì 24 agosto, Cortile di Moca, ore 21,00 CLASSICA ma non troppo. Orchestra Bazzini Consort. Giovanni Gnocchi violoncello, Aram Khacheh direttore. Lunedì 7 settembre | Cortile di Moca, ore 21,00. La Strana Coppia. Duetti d’Opera Dario Tarozzo tromba, Antonio Mascherpa trombone, Alessandro Trebeschi pianoforte. Ingresso gratuito, prenotazione consigliata su http://bazziniconosort.eventbrite.com info: info@bazziniconsort.it, tel: 3755899446 I NOSTRI ANTENATI. Trilogia, a cura di Assoc. CieliVibranti Martedì 4 agosto | Cortile del Broletto, ore 21,00 IL VISCONTE DIMEZZATO, con Luciano Bertoli, attore e Davide Bonetti, fisarmonica Giovedì 6 agosto | Cortile del Broletto, ore 21,00 IL CAVALIERE INESISTENTE, con Antonio Palazzo, attore e Giovanni Colombo, tastiera Sabato 8 agosto | Cortile del Broletto, ore 21,00 IL BARONE RAMPANTE, con Filippo Garlanda, attore e Daniela Savoldi, violoncello Ingresso libero - info: www.cielivibranti.it info@cielivibranti.it – tel. 328 5897828

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A cURA DI DI FRANcEScO cOLOMBERA

UN FUTURO DI SOSTENIBILITÀ PER LA FONDAZIONE UGO DA COMO Rocca di Lonato

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a crisi del Coronavirus è stata un brutto colpo per tutti e anche la Fondazione Ugo Da Como non fa eccezione. A causa della chiusura forzata, abbiamo visto venir meno, per il 2020, una parte importante del nostro pubblico che negli anni scorsi era sempre cresciuto del 10% ogni anno. Abbiamo annullato eventi di punta e molto amati dal pubblico, come Fiori nella Rocca e Fiabe nella Rocca, così come l’evento speciale Buon Compleanno Ugo Da Como, subìto la cancellazione di decine di prenotazioni di eventi da parte di privati e 109 defezioni dalle scuole. E il bilancio potrebbe non fermarsi qui. Professor Antonio Porteri

AVVIATI IMPORTANTI PROGETTI, GRAZIE A UN MODELLO BASATO SU COLLABORAZIONI CON ISTITUZIONI, AZIENDE E PROTAGONISTI DEL TERRITORIO

È all’insegna del realismo - e non potrebbe essere altrimenti - l’analisi del Professor Porteri, Presidente della Fondazione che gestisce lo straordinario complesso monumentale della Rocca Visconteo Veneta e della Casa del Podestà di Lonato del Garda. “Nonostante il duro effetto sulla gestione ordinaria del nostro bilancio, che è sempre stato in equilibrio – prosegue – tutti i nostri progetti d’investimento e innovazione non si sono fermati, grazie a un modello innovativo di gestione centrato sulla progettazione e sullo sviluppo di sinergie con istituzioni, importanti soggetti privati, associazioni e volontari, aziende ed eccellenze locali”. Il cantiere dell’innovazione Il cantiere dell’innovazione, nel borgo che domina il centro storico di Lonato del Garda, non si è fermato neppure nei giorni caldi del Covid, articolato in vari progetti di adeguamento strut-

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Rocca di Lonato del Garda Quartiere della Rocchetta

turale e sviluppo di tecnologie multimediali. Nei prossimi mesi, saranno infatti lanciati tre percorsi in Realtà Aumentata su occhiali multimediali “intelligenti”, in collaborazione con l’azienda italoamericana ArtGlass, leader del settore, con installazioni in siti culturali di primo livello come il Parco Archeologico di Pompei, la Villa Reale di Monza, Brescia Musei e la Casa di George Washington. A ruota, ad accrescere l’effetto “macchina del tempo”, sarà allestita una spettacolare sala con proiezioni immersive, al piano interrato della Casa del Capitano della Rocca visconteo veneta. Un progetto che sarà realizzato in collaborazione con DCG Group, operatore con alle spalle realizzazioni importanti, tra gli artefici del Padiglione Italia all’Expo di Milano del 2015. Collaborazioni e sinergie I nuovi progetti della Fondazione lonatese sono stati possibili grazie a un modello ideato e gestito insieme a Capitale Cultura, gruppo che dal 2013 opera al fianco delle realtà culturali, sostenendole in termini di progettualità e innovazione. È stato, infatti, creato un vero e proprio sistema di sinergie intorno all’Ente, che non solo ha riunito alcune delle primarie aziende lombarde all’interno del prestigioso Club della Rocca, ma ha ottenuto anche contributi a valere su bandi della Regione Lombardia, del GAL Garda e Colli mantovani e della Fondazione Cariplo, presentando progetti coerenti e sostenibili per accelerare ulteriormente il potenziale della Fondazione, l’accessibilità al suo patrimonio, lo sviluppo del pubblico dei turisti culturali, a beneficio di tutto il territorio. Una strategia che ha consentito di poter contare su circa 500 mila euro di risorse straordinarie, canalizzate tutti in progetti specifici e misurabili, che vanno dal restauro di opere d’arte e collezioni librarie custodite nella Casa del Podestà alla manutenzione del verde,

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OBIETTIVO: ATTRARRE NUOVI PUBBLICI, ACCRESCERE L’ACCESSIBILITÀ E VALORIZZARE L’INTERO COMPLESSO MONUMENTALE DELLA ROCCA DI LONATO DEL GARDA

Lonato in Festival

dall’animazione culturale per i bambini al consolidamento strutturale degli edifici. Queste le aziende del Club: Ubi Banca (Ambassador, cui è stato intitolato il padiglione in Rocca), Feralpi, GreenUp, Epson, Carrozzeria Pezzaioli, Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, Fondazione UNA Uomo Natura Ambiente, Grond Plast, Vivaio dei Molini e Vip’s Motel. Nuovo percorso e visite virtuali Questo modello di resilienza e innovazione consente oggi di pianificare nuovi interventi all’interno della Rocca di Lonato, una fra le più imponenti fortezze del Nord Italia, da cui si gode un’impareggiabile vista sul lago: il riallestimento della Casa del Capitano, con la realizzazione di un nuovo percorso espositivo per la collezione del Museo Civico Ornitologico Gustavo Adolfo Carlotto, una nuova sala mostre e conferenze che si affiancherà al moderno padiglione ecosostenibile, inaugurato nel 2019 e progettato dagli architetti dello studio Top Tag, ma soprattutto la realizzazione di un percorso di collegamento tra i vari piani dell’edificio, che renderà gli spazi completamente e ancor più facilmente accessibili anche per il pubblico disabile. All’orizzonte, tra le novità, un nuovo sistema d’illuminazione del complesso monumentale, per valorizzarlo anche di notte, in collaborazione con un primario brand del settore e un nuovo evento da aggiungere al calendario, dedicato all’eccellenza enogastronomica. Nei prossimi mesi, sarà implementata anche una nuova piattaforma per le visite virtuali sul web al patrimonio della Fondazione e per dare vita a eventi online. Valorizzazione del parco Il sogno da tramutare in realtà? La valorizzazione integrata del magnifico parco che circonda la Rocca e la valorizzazione degli altri edifici di proprietà della Fondazione, all’interno del borgo storico lonatese, per farne residenze per artisti ed esploratori culturali. Conclude il Presidente Porteri: “Crediamo di aver messo in campo un modello di buone pratiche, basato su alcuni elementi imprescindibili: una profonda conoscenza del territorio e delle sue necessità, fattore che rende la Fondazione un tassello importantissimo per l’intera regione del Lago di Garda, una capacità gestionale solida e prudente che, tuttavia, investe continuamente nell’innovazione e nell’accessibilità quali elementi portanti delle nuove sfide della cultura e

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la creatività, che ha permesso l’ideazione del nuovo format rappresentato dal Club, così come di ottenere la fiducia delle istituzioni erogatrici e i finanziamenti derivanti dai bandi.” La Fondazione, volano di cultura e turismo La Fondazione Ugo Da Como di Lonato del Garda è un ente di diritto privato senza scopo di lucro, riconosciuto con Regio Decreto nel 1942, a seguito del legato testamentario del Senatore Ugo Da Como (Brescia 1869 – Lonato 1941) che volle costituire sulle sponde del Lago di Garda una istituzione di carattere culturale. La Fondazione gestisce e valorizza un complesso monumentale che comprende il “Museo Casa del Podestà”, la Biblioteca e gli Archivi, la Rocca visconteo veneta e il grande Parco che corre tutt’intorno. Inoltre, la Fondazione Ugo Da Como, coadiuvata da un numero straordinario di volontari, garantisce da sempre l’apertura del complesso monumentale al pubblico che, nel corso del 2019, ha permesso a circa 80 mila persone di fruire e godere ogni anno del patrimonio da essa valorizzato. La Biblioteca e l’Archivio sono inoltre sempre aperti agli studiosi per attività di ricerca e di approfondimento reso possibile grazie ad una delle più estese ed importanti collezioni librarie private della Lombardia e del Nord Italia. Lonato in Festival Fra gli eventi di maggior successo organizzati dalla Fondazione Ugo da Como c’è Lonato in Festival, che nonostante le grandi problematiche legate al post pandemia, non rinuncia all’ormai tradizionale appuntamento estivo che nelle passate edizioni proponeva un centinaio di spettacoli di circo contemporaneo, artisti di strada, teatro di figura, musica e gruppi etnici. Va in scena, quindi, in agosto la sua nona edizione, pur in forma necessariamente rivista e ridotta, ma non per questo meno accattivante. La cornice resta la stessa, ovvero la Rocca, un’ambientazione storica di grande suggestione, che nei 4 fine settimana dal 31 luglio al 23 agosto ospiterà una rassegna di Circo contemporaneo, durante la quale si esibiranno all’aperto quattro tra le più prestigiose compagnie italiane: dal 31 luglio al 2 agosto la compagnia Ne a Ne con lo spettacolo Incident, dal 7 al 9 agosto Circo El Grito con la nuova produzione Malamat, dal 14 al 16 agosto Side Kunst Cirque con lo spettacolo Domoi e dal 21 al 23 agosto Circo Zoé con Naufragata. Ogni compagnia sarà protagonista

Casa del Podestà.Lonato. Biblioteca

di un week end e il suo spettacolo sarà replicato dal venerdì alla domenica, alle ore 21.00. Tenendo conto delle limitazioni dettate dai protocolli sanitari di settore e per rispettare al massimo le normative di distanziamento, quest’anno ci sarà un’unica postazione, invece delle molteplici distribuite in vari angoli della Rocca che c’erano gli anni scorsi: una spaziosa tribuna all’aperto, attrezzata in base alle prescrizioni Covid-19, con una capienza massima di 200 persone. La prenotazione sarà obbligatoria. Non mancheranno gli appuntamenti nelle frazioni dall’11 al 19 agosto, con spettacoli di marionette (particolarmente adatti ai bambini) e giocoleria nelle piazze adeguatamente allestite, per portare un messaggio di ripartenza. Gli eventi si terranno alle 20.30 a Sedena, Centenaro, Esenta, Lonato 2.

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EVENTI

UN’ ORIGINALE ARENA DI VERONA PER IL FESTIVAL DELLA BELLEZZA A curA di m.T. SAN juAN

Verona si ispira alla classicità, l’Arena diventa Agorà: in un progetto del Festival della Bellezza con Arena di Verona per la prima volta l’Arena appare nella sua configurazione originale per riflessioni e spettacoli di intellettuali e artisti sul tema Eros e Bellezza. Il progetto Agorà Un’ambientazione irripetibile per un progetto del Festival della Bellezza con Arena di Verona srl in scena dall’11 al 19 settembre nel più famoso anfiteatro al mondo che si presenta in una veste inedita, nella sua configurazione originale, con la platea libera coperta di sabbia e pubblico attorno a 360°. Il monumento, nel suo aspetto classico, è concepito come una moderna Agorà, luogo di confronto e rappresentazione scenica in cui prende forma l’identità. Alla speciale suggestione contribuisce la creatività del grande artista Michelangelo Pistoletto, con l’installazione scenografica della sua opera “Il terzo Paradiso”. L’ideazione e la direzione artistica del progetto, voluto dal Sindaco di Verona, sono di Alcide Marchioro, direttore artistico del Festival della Bellezza, con Gianmarco Mazzi, amministratore delegato di Arena di Verona srl. “Mai come in questo anno maledetto, si rivela importante affidarsi a uomini e donne di pensiero affinché ci indichino la strada. Questo per me è il senso dell’Arena della Bellezza”, ha dichiarato Gianmarco Mazzi. “Mettere in piedi questo progetto in un periodo così complicato è stata un’impresa davvero eccezionale – ha evidenziato il sindaco di Verona Federico Sboarina – Auspichiamo che tante persone tornino a trovarci a Verona per godere delle nostre bellezze, a partire proprio dall’Arena.” “Per questo progetto – ha sottolineato Alcide Marchioro – abbiamo affrontato una doppia

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sfida: da un lato la difficoltà di questo periodo storico, dall’altro l’allestire un programma ambizioso in un luogo prestigioso come l’Arena di Verona, monumento simbolo della città”. Il tema Grandi intellettuali e artisti discutono in questo contesto di ineguagliabile pathos sul tema “Eros e Bellezza”, proponendo eventi unici ideati per il Festival. L’Eros, forza vitale che muove il mondo, viene indagato in opposizione alla paura, come desiderio che amplifica le potenzialità e come passione che induce al fascino del rischio. Dal mondo profano alle seduzioni della dimensione del sacro: il timore e l’adorazione, la proibizione e la trasgressione, l’idealizzazione e il mistero. Il programma Per nove giorni, dall’11 al 19 settembre, per la prima volta sono proposti in Arena eventi di riflessione culturale, con doppio appuntamento, narrazioni serali e spettacoli notturni. Gli eventi serali alle 18.30 affrontano l’Eros da prospettive letterarie, filosofiche, psicologiche e artistiche. Apre venerdì 11 Alessandro Baricco con la lectio ‘Sul Tempo e sull’Amore’, a seguire, i giorni successivi, le riflessioni filo-

sofiche di Umberto Galimberti ‘I Greci, l’anima e l’amore’ e di Massimo Cacciari ‘Philo-Sophia e Eros-Sophia’, l’esplorazione psicologica di Massimo Recalcati ‘Un sogno chiamato desiderio’, la digressione di Philippe Daverio su Klimt, Schiele, Schoenberg e la Vienna delle avanguardie e il racconto critico di Vittorio Sgarbi sul personaggio e l’arte di Modigliani nel clima della Parigi di inizio ‘900. In notturna, alle 21.30, andranno in scena lezioni-concerto e monologhi teatrali ideati per questa spettacolare ambientazione. Alcuni eventi esprimono l’intrinseco rapporto di musica, arte e sport con la storia del costume e della mentalità: Mogol racconta con contrappunti musicali la svolta della canzone negli anni ‘60/’70, Edoardo Bennato si esibisce nel concerto unico ‘La Bellezza del Rock’, Morgan e Vittorio Sgarbi portano in scena la connessione della musica con le arti visive in ‘Il velluto sotterraneo dell’eros’, su Lou Reed, Andy Warhol, il rock e l’arte negli anni ‘60; Federico Buffa e Flavio Tranquillo narrano l’epopea di Michael Jordan, prima grande icona impressa come modello nell’immaginario a livello globale, Alessandro Baricco con la pianista Gloria Campaner e l’orchestra Canova gettano uno sguardo insolito su Ludwig van

L’ARENA, IN VERSIONE ORIGINALE E IRRIPETIBILE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA LUOGO DI RIFLESSIONE FILOSOFICA E RAPPRESENTAZIONE SCENICA CON 16 APPUNTAMENTI INEDITI CONNESSI TRA LORO SUL TEMA EROS E BELLEZZA

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REALIZZATA IN COLLABORAZIONE CON GRUPPO ATHESIS, CATTOLICA ASSICURAZIONI E FONDAZIONE CORRIERE DELLA SERA

italiana con il maggior numero di presenze, oltre 40.000. L’apertura è prevista venerdì 28 agosto al Teatro Romano di Verona con Jasmine Trinca, recente vincitrice del David di Donatello come migliore attrice protagonista. Il programma completo sarà comunicato nei prossimi giorni. CALENDARIO EVENTI:

Beethoven e lo spirito romantico. Due narrazioni teatrali inedite verranno proposte da Gioele Dix che mette ironicamente in connessione classici letterari “tra testo e pretesto” e da Alessio Boni che si interroga sulla fascinazione della recitazione. Il programma prevede inoltre tre appuntamenti ideati da celebri artisti stranieri, tra cui due donne carismatiche, in riferimento al tema e al contesto areniano che assume una dimensione simbolica in questa stagione anche a livello internazionale. Al momento non possono ancora essere annunciati per le problematiche legate alla situazione degli spostamenti tra gli stati, si spera sia possibile a breve. In questa decade areniana si proporrà quindi un affascinante excursus nella dimensione erotica dell’esistenza attraverso l’esperienza di grandi artisti e l’indagine sull’influenza di personaggi epocali come Socrate, Platone e Freud per il pensiero, Modigliani, Klimt, Schiele, Warhol per le arti visive, Lou Reed e Beethoven per la musica. Il Festival della Bellezza Questo progetto è parte dell’edizione 2020 del Festival della Bellezza, che si conferma tra le più originali e prestigiose manifestazioni nazionali con eventi unici o in prima nazionale connessi tra loro in riferimento al tema dell’edizione, in scena in contesti storici di grande suggestione sempre esauriti. Quest’anno sarà probabilmente la manifestazione culturale

Venerdì 11 settembre ore 18.30 Alessandro Baricco Sul Tempo e sull’Amore (lectio teatrale) “Senza fretta ma senza tregua”. L’amore non lascia il tempo che trova. Si sporge dagli spalti dell’eterno assedio, si alimenta nell’attesa di una fortunosa sortita. Il passato di un’illusione a scalfire l’inesorabile presente. Venerdì 11 settembre ore 21.30 Mogol. Un angelo caduto in volo (racconto con musica) La poesia non cerca seguaci, cerca amanti. Le metafore memorabili delle emozioni. Il tono di un mondo stonato. La strabiliante svolta della canzone negli anni ‘60/‘70. Sabato 12 settembre ore 21.30 Edoardo Bennato La Bellezza del Rock (concerto unico) L’ironia incrocia il rock e inventa capolavori. L’arguzia nasce adulta, il sentimento è un fanciullo che non cresce mai. La fatale attrattiva sonora di burattini, pirati e fate. Domenica 13 settembre ore 18.30 Massimo Recalcati Un sogno chiamato desiderio Oltre il confine della veglia, il freudiano sogno a occhi aperti ferma la volatilità rivelatrice del sogno notturno. “L’amore è il passo più vicino alla psicosi”. Domenica 13 settembre ore 21.30 Morgan - Vittorio Sgarbi Il velluto sotterraneo dell’eros (lezione-concerto)

Lou Reed e Andy Warhol. La nonchalance aggressiva di un rock evocativo che spettina le regole della brillantina; la connessione erotica del tratto plastico che si traveste in musica. Il pop diventa élite. Lunedì 14 settembre ore 18.30 Philippe Daverio Klimt, Schiele, Schoenberg Dodici note e infinite sfumature sensuali sull’orlo disincantato del finimondo. Gli eleganti sconvolgimenti di una civiltà che esportava estetica come materia prima. Lunedì 14 settembre ore 21.30 Federico Buffa - Flavio Tranquillo Michael Jordan Air Dance L’eroe è un danzatore acrobatico sul ritmo ipnotico di un palleggio. L’ossessione per la perfezione, l’estetica della vittoria. L’epopea di un’icona che sorvola la gloria, lo sport che diventa arte. Martedì 15 settembre ore 18.30 Umberto Galimberti I Greci, l’anima e l’amore Il paradosso del filosofo dinanzi al dio maggiore: Eros. Cercare le parole per definirlo razionalmente e ritrovarsi in mano il suono della poesia. Il rincorrersi delle metà per un’eccedenza sempre incompiuta. Martedì 15 settembre ore 21.30 Gioele Dix L’eros tra testo e pretesto Tra le pieghe della letteratura, tra le quinte dei teatri, l’equivoco amoroso s’innalza a trionfo della parola che conquista, del gesto che allude e seduce. Mercoledì 16 settembre ore 18.30 Massimo Cacciari Philo-Sophia e Eros-Sophia Il filosofo, uomo erotico, all’inseguimento della divinità gnostica. Eros ed eremia, passione per ciò che manca, scacco nell’irrealtà senza dimora. L’interrogativo su un nome sconosciuto che muta il nostro. Venerdì 18 settembre ore 21.30 Alessandro Baricco - Gloria Campaner- Orchestra Canova Beethoven, l’eccesso e il sublime (racconto-concerto) “Catturerò il destino afferrandolo per il collo”. Il ritmo tellurico, implacabile, disintegra il Minuetto e azzarda lo Swing. Esibizione sull’invenzione passionale della musica classica. Sabato 19 settembre ore 18.30 Vittorio Sgarbi Modì “La felicità è un angelo dal volto serio”. La cartamoneta dell’artista: il ritratto. Vita, morte e miracoli di un pittore scultore benedetto tra gli artisti maledetti. Sabato 19 settembre ore 21.30 Alessio Boni Il gioco drammatico della seduzione L’eros è una recita in cui tutti i ruoli si scambiano. Corpo e voce, volto e maschera. In ogni dramma la fascinazione è il deus ex machina. L’attore forza l’ambivalenza della finzione per insinuarne l’autenticità. Info biglietti: sono disponibili sui circuiti Ticketone e Geticket

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TERRITORIO

DESTINAZIONE MALCESINE, UNA VACANZA PER TUTTI! A curA di V.cOriNi

Situato sulla sponda veronese dell’alto Lago di Garda (il più grande lago italiano), Malcesine è un piccolo borgo medievale di 3.700 abitanti che da anni si fregia della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano ed è certificato EMAS (Eco-Management and Audit Scheme), strumento volontario creato dalla Comunità Europea per migliorare la gestione ambientale a favore della sostenibilità e del rispetto per la natura. A soli 60 km da Verona e a poco più di 180 km da Milano, Malcesine è il comune più a nord della riviera veronese e confina con Lombardia e Trentino. Quasi sospeso fra acqua e montagne, circondato da una natura di rara bellezza, Malcesine (il cui nome, sebbene l’etimologia sia ancora incerta, potrebbe derivare da Malae silices riferito probabilmente alla morfologia del territorio caratterizzata da monti scoscesi che si elevano sul lago) ha origini antichissime (VIII secolo d.C.): il suo centro storico è un rincorrersi di sali-scendi e di piccole viuzze acciottolate ravvivate da botteghe, gallerie d’arte, ristoranti e bar. Un alternarsi di scorci su vicoli e antiche case, ma soprattutto sulla natura: a est gli uliveti e il Monte Baldo (considerato il “Giardino d’Euro-

pa” per via del suo ricco patrimonio floristico), a ovest le spiagge del Lago di Garda e le Prealpi Bresciane e l’Adamello; a nord il Monte Brione e, sullo sfondo, il Gruppo del Brenta; e a sud il dolce anfiteatro delle Colline Moreniche. La natura e i colori delle stagioni scandiscono quindi la vita di Malcesine, esempio virtuoso di come l’uomo abbia saputo preservare la bellezza di un territorio incontaminato. Sarà forse per questo motivo che Malcesine è una delle pochissime località “Covid free” del nord Italia e si è organizzata per accogliere al meglio chi desidera trascorrere qualche giorno di vacanza fra natura, sport, relax ed enogastronomia. Malcesine è una destinazione alla portata di tutti perché offre tante possibilità per grandi e piccini: non solo famiglie, ma anche gruppi di amici o coppie alla ricerca di un soggiorno all’insegna del Garda Lifestyle. A Malcesine l’ospitalità vanta una lunga tradizione (i primi turisti arrivarono a metà anni Cinquanta), oggi l’offerta è molto articolata e in grado di soddisfare con elevati standard di qualità tutte le esigenze dedicando all’ospite un’attenzione “sartoriale”. Un centinaio le strutture ricettive, molte con piscina, giardino

e area benessere, che sommano circa 5.500 posti letto; a cui si aggiungono una dozzina di campeggi (che offrono anche appartamenti e camere) immersi nel verde tra uliveti secolari e vicini alle spiagge, con una capacità ricettiva totale di 2.750 persone (www.visitmalcesine.com). Per gli amanti della natura e dello sport, il Monte Baldo è una tappa obbligata sia durante la stagione invernale, ma anche e so-

NOVITÀ DELL’ESTATE 2020 L’INIZIATIVA “CAMMINARE INSIEME” CHE VEDRÀ MOLTI ALBERGATORI, GESTORI DI BRESIDENCE, BED&BREAKFAST E CAMPEGGIATORI DISPONIBILI AD ACCOMPAGNARE I LORO OSPITI ALLA SCOPERTA DELL’ENTROTERRA DI MALCESINE

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I RISTORATORI OMAGGERANNO IL PROPRIO TERRITORIO CON UN PIATTO SPECIALE: “CENTOPERCENTO GARDA”

prattutto in quella estiva: oltre a essere un meraviglioso parco naturalistico, unico per la sua biodiversità con oltre sessanta specie di orchidee e fiori rari, è un’immensa palestra all’aperto dove si possono praticare molte attività sportive all’aria aperta, dal trekking al parapendio, dal nordic walking alla mountain bike. Si raggiunge comodamente in soli 15 minuti grazie alla Funivia Malcesine, tra gli impianti funiviari più moderni e avanzati al mondo, che grazie alle sue cabine rotanti è in grado di far apprezzare appieno il panorama unico del Monte Baldo e del Lago di Garda raggiungendo quasi quota 1700 metri (www. funiviedelbaldo.it). Novità dell’estate 2020 l’iniziativa “Camminare insieme” che vedrà molti albergatori, gestori di residence, bed&breakfast e campeggiatori disponibili ad accompagnare i loro ospiti alla scoperta dell’entroterra di Malcesine e dei suoi angoli più nascosti e caratteristici: percorsi facili e panoramici, adatti a tutti e “dog friendly”, lungo antiche mulattiere e sentieri fra gli uliveti, per trascorrere alcune ore nella natura tra aneddoti e curiosità narrati dagli accompagnatori locali. Un’esperienza diversa e coinvolgente che stimolerà gli ospiti a sentirsi parte della comunità apprezzando ancor di più il territorio. Ma non finisce qui! A Malcesine si possono praticare anche attività sportive sull’acqua, come il kitesurf e il windsurf, oltre a rilassanti passeggiate a piedi lungolago o gite in biciclet-

ta con la famiglia lungo le numerose e sicure piste ciclabili presenti sul territorio. Il benessere, si sa, passa anche dalla tavola e da un’alimentazione di qualità: Malcesine offre un’ampia offerta enogastronomica – con circa settanta ristoranti – che spazia dai bistrot, ai piccoli e caratteristici locali del centro storico, dagli agriturismi sul Monte Baldo, alle pizzerie, all’esperienza fine dining al ristoran-

te stellato (il primo, sin dal 2004, della sponda orientale). In tutti i menu grande attenzione viene dedicata alle materie prime del territorio, come il pesce di lago, la Garronese Veneta del Baldo (una carne di allevamenti locali e non intensivi e attenti al benessere animale), il coniglio, le erbe spontanee del Monte Baldo (fra cui l’aglio orsino o il buonenrico) e il pregiato Olio Extra Vergine del Garda, delicato e suadente. Ed è proprio per valorizzare questi ingredienti di alta qualità, in un’ottica di gastronomia sostenibile, che i ristoratori omaggeranno il proprio territorio con un piatto speciale “Centopercento Garda” creato esclusivamente con materie prime locali, interpretate con la creatività ispirata dalla bellezza un luogo meraviglioso, e abbinato a uno dei vini dell’azienda Cà Maiol, indiscusso punto di riferimento dell’enologia gardesana e partner di questa iniziativa (www.camaiol.it). Tra natura ed enogastronomia non si può dimenticare il patrimonio artistico e culturale: meritano una visita il Castello eretto dai Longobardi (sede di importanti raccolte di storia naturale, dipinti e antiche galee veneziane) e il Palazzo dei Capitani (edificato dagli Scaligeri a cavallo del XII e XIV secolo) con il suo giardino a piano terra e gli affreschi al primo piano.

Per informazioni: I.A.T. Malcesine T. +39 045 7400044 infopointmalcesine@gmail.com www.visitmalcesine.com

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A cURA DI DI MARcO MORELLI

IDEE ROMANTICHE, DIVERTENTI, SLOW, PER LE VACANZE ESTATE 2020 Aquadulci

I

l richiamo della natura è più forte che mai. E in tema di vacanze - soprattutto dopo il lockdown sono sempre più ambite le località immerse nel verde e lontane dai centri affollati, borghi fuori dalle solite rotte, destinazioni incastonate tra le montagne, ove ritrovare connessione con l’ambiente. È questo il momento per riscoprire luoghi isolati geograficamente, ma autentici, con spazi aperti, pochi posti, ma un grande senso di accoglienza, alberghi diffusi in cui soggiornare in case indipendenti, chalet disseminati nella vegetazione, glamping con tende e lodge sospesi sull’acqua. Insomma piccoli grandi gioielli dell’ospitalità per sentirsi sicuri di viaggiare e totalmente liberi. LE TERRAZZE NEL VIGNETO di Kranebitt (BZ) Poche camere e suite con le loro terrazze e vetrate sospese su filari di vite guardano dall’alto Bressanone, nel paesino di Kranebitt (BZ), luogo ameno di vignaioli ostinati, di amanti dell’enogastronomia e di quanti vogliono ritrovare la libertà della vita all’aria aperta in un posto fuori dalle solite rotte. Sono le stanze di Haller Suites & Restaurant incorniciate in un’architettura a terrazzamenti dagli ampi spazi, fatta di legno di larice e vetrate, esperienza continua nel vigneto. Ad inebriare i palati, ci sono i piatti ricercati del ristorante AO, a base di ingredienti del territorio e dei masi. La colazione è servita in terrazza o in suite. L’aperitivo è a base di calici d’autore e piatti sfiziosi. Tel. 0472 834601, www.byhaller.com/it/ TRA LE ACQUE SMERALDO di Chia (CA) Pochissimi ombrelloni e grandi spazi, per godere in libertà dello spettacolo offerto da acque smeraldo, graniti e dune di sabbia, ginepri secolari,

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NELL’ESTATE DEL COVID, SI CERCANO LOCALITÀ IMMERSE NEL VERDE E CON AMPI SPAZI, TRA ALBERGHI DIFFUSI, GLAMPING, CHALET SUL LAGO, STRUTTURE NEL VIGNETO O SUL MARE

piante di elicriso e mirto che creano un paesaggio primordiale di rara suggestione. La spiaggia di Su Giudeu, a Chia (CA), si raggiunge a piedi dall’Aquadulci (CA), immerso in un giardino mediterraneo tra aromi di fiori e di mare. Un luogo che sembra fuori dal tempo, dove la natura è rimasta intatta, e dove è semplicissimo mantenere le distanze, dedicandosi al relax sotto il sole, alle passeggiate a piedi e a cavallo seguendo le forme del mare, scoprendo dune e lagune, calette incantevoli, giochi di luce sulle rocce modellate dal vento e dalle onde. Sapori mediterranei completano la magia. Qui non serve altro, solo lasciarsi guidare dalla bellezza. Tel. 070 9230555, www.aquadulci.com SOTTO LE STELLE del Lago di Dobbiaco (BZ) La meraviglia del cielo stellato che brilla sulla testa e tra i sogni dei viaggiatori che scelgono di soggiornare negli innovativi glass cube degli Skyview Chalets del Toblacher See (BZ), incastonati tra il bosco, le Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, i parchi naturali delle Tre Cime e di Fanes-Senes-Braies e le acque scintillanti del Lago di Dobbiaco. I 12 “cubi di vetro”, le cui pareti scompaiono per far entrare i colori della natura, sono ecologici e sono solo per adulti. All’interno ospitano Spa private con sauna infrarossi e nella formula deluxe idromassaggio sul terrazzo panoramico per rilassarsi in totale intimità. All’esterno sono il punto di partenza riservato ed ideale per passeggiare tra gli scenari delle Tre Cime di Lavaredo e i laghi, dedicarsi al barbecue nel bosco, pescare, godere della colazione bio all’aria aperta e di degustazioni di vini custoditi nell’enoteca. Tel. 0474 973138, www.skyview-chalets.com

Le terrazze nel Vigneto di Kranebitt

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SI TORNA A VIAGGIARE IN ITALIA, ANCHE A POCHI CHILOMETRI DA CASA. SONO 25 MILIONI GLI STRANIERI CHE NON VISITERANNO L’ITALIA QUESTA ESTATE PER UNA FLESSIONE DI FATTURATO

Horse country resort

NELLA NATURA PRIMITIVA del Molise I viaggiatori in cerca di spazi all’aria aperta e mete insolite ameranno l’albergo diffuso Borgotufi di Castel del Giudice (IS), paesino del Molise al confine con l’Abruzzo, che si distingue per le sue pratiche sostenibili di rigenerazione del territorio. Casette in pietra e legno, tutte indipendenti, alcune con soggiorni e cucine attrezzate, altre con camini e soppalchi, accolgono coppie e famiglie in un incantevole paesaggio disegnato da cime e boschi, dal fiume Sangro e dalle mele biologiche Melise. La colazione si fa sulle terrazze delle case che si arrampicano armoniche su una collina e i gustosi piatti del ristorante Il Tartufo si possono assaporare nella grande sala ristorante o ricevere direttamente “in camera”. L’albergo diffuso è nato dal recupero di case e stalle abbandonate. Tel. 0865 946820, www.borgotufi.it GOURMET in Sicilia Baglio Oneto dei Principi di San Lorenzo di Marsala (TP) propone un viaggio nel lusso dell’autentica ospitalità nobile di Sicilia. Luxury Wine Resort a 5 stelle creato all’interno di un’antica costruzione fortificata e gestito dai discendenti della famiglia, offre una vista magnifica su uno dei lembi più belli di Sicilia. Fiore all’occhiello l’enogastronomia: vini e olio di produzione propria accompagnano le ricercate pietanze del Ristorante La Calandra, che esalta gli ingredienti della tradizione trasformandoli in piatti gourmet. Favignana e le isole Egadi sono così vicine che pare di poterle toccare, Mozia Fenicia e Marsala con le loro meraviglie artistiche pure.

Castel del Giudice - Borgo di sera PH. Emanuele Scocchera

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AVVENTURA in Sardegna Horse Country Resort e Spa di Arborea (OR), è la scelta perfetta per chi cerca qualcosa di avventuroso. Ci troviamo sulla costa occidentale dell’isola, che conserva un fascino selvaggio, e Horse Country mette a disposizione dei propri ospiti una sessantina di splendidi cavalli addestrati per il turismo equestre. Le attività che si possono svolgere con loro vanno dalla prima lezione di equitazione a lunghe passeggiate sulla spiaggia, per spingersi al trekking a cavallo per i più esperti. Il tutto naturalmente accompagnato da un soggiorno a contatto con la natura, e la possibilità di concedersi il primo bagno nella tranquillità della spiaggia privata del resort. CULTURA in Basilicata Borgo San Gaetano di Bernalda (MT), che offre dimore di charme ricavate in un antico frantoio, è un vero nido di lusso. E offre la base ideale per una vacanza alla scoperta della Basilicata. La cittadina di Bernalda è un piccolo gioiello dove gustare i piccoli piaceri della vita, a partire da quelli gastronomici. D’intorno abbiamo Metaponto, con le straordinarie testimonianze archeologiche della Magna Grecia, la splendida Matera, assoluto unicum nel panorama mondiale, e tanti, affascinanti, borghi arrampicati sulle coline del territorio, che paiono immersi in una bellezza senza tempo.

nell’intima Spa, e a passeggiate rilassanti in mezzo alla natura. A breve distanza città d’arte, e a misura d’uomo, come Perugia e Arezzo sono richiami irresistibili per una visita dedicata alle bellezze d’Italia da vivere senza alcuno stress.

BENESSERE in Sicilia Hotel Villa Neri Resort e Spa di Linguaglossa (CT) accoglie gli ospiti in una vera oasi a cinque stelle, proprio sotto il vulcano Etna. La Petra Spa propone trattamenti wellness ispirati in parte alle eccellenze locali: elementi in grado di trasportare in un ambiente di autentico relax. Il ricco menù di programmi e trattamenti prevede l’utilizzo di estratti di piante locali, di olio di oliva, di sale marino, di mosti di uva dell’Etna, di spezie e agrumi. Durante il soggiorno è assolutamente consigliata una degustazione di vini di produzione propria, che racchiudono tutta l’intensità di questa terra.

ROMANTICISMO in Puglia Relais Palazzo Zaccaria di Matino (LE) è la meta da preferire per concedersi una fuga d’amore. Ci troviamo in Salento, nel primissimo entroterra, e la struttura dispone di un solo appartamento. La privacy è assicurata, così come il comfort di ambienti dominati da pietra, legno e tessuti naturali. Il loft dispone di camera matrimoniale, cucina moderna ed elegante bagno, e offre una incredibile Personal Spa: una vasca jacuzzi con cromoterapia ricavata in un ambiente sotterraneo. A richiesta è possibile prenotare anche massaggi, singoli e di coppia, e uno chef a disposizione per allestire romantiche cene per due.

Skyview Chalets PH. Martin Lugger

RELAX in Umbria Antico Casale di Montegualandro e Spa di Tuoro sul Trasimeno (PG) è il luogo ideale dove staccare la spina. Un antica dimora che si trova al confine tra Toscana e Umbria, immersa nella quiete del lago. Qui ci si può dedicare al benessere,

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GLI SPECIALI

NEL MOMENTO DEL COPRIFUOCO, SOTTO UN CIELO GRIGIO, CON CORAGGIO E PASSIONE È PARTITA UNA NUOVA AVVENTURA EDITORIALE

LA NUOVA PADANIA

Un giornale che può essere punto di incontro, e reincontro, per molti

A curA di GiAcOmO GAbriElE mOrElli

è

l’11 marzo, il premier Conte annuncia il lockdown in tutta Italia. A Stefania Piazzo incollata alla tv al termine della conferenza stampa, iniziano a friggere le mani, una scossa di energia la spinge a iniziare un giro di telefonate. Ma facciamo un passo indietro. E’ dicembre e Stefania, 33 anni di giornalismo alle spalle, ha una “premonizione”. Istintivamente osservando la stagnazione della politica, sente la necessità di trovare una via d’uscita dall’equilibrio apparente. E come accade nella teoria del pensiero laterale, ovvero quel guizzo che arriva all’improvviso quando il cervello cerca una via di fuga da una situazione negativa, che opprime, arriva l’intuizione. “E se rifacessi La Padania e la chiamassi La Nuova Padania?”. La questione settentrionale, questione che politicamente e culturalmente ha sempre appassionato Stefania, è sparita dai radar. Una voce che non ha più voce. L’aveva un tempo, quando c’era la vecchia Padania di carta, ma era un

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giornale di partito, troppo ortodosso, stretto nei vincoli degli equilibri interni e che lei conosce bene, avendolo diretto. Ed è stato chiuso nel 2014. Occorre andare oltre. Stefania esce con i suoi cani, i suoi tre beagle, rimette in ordine le idee. E senza parlarne con nessuno, camminando nel suo studio, trova la quadra. Pensa così ad un giornale che riporti un po’ di luce, una voce irriverente che racconti quello che vede, in tutta Italia. Senza censure, con il telescopio che ha base al Nord. Propone la testata ad un giovane bravo grafico e giornalista, Riccardo Rocchesso, di Mestre, che diventerà poi cofondatore del giornale, suggerito dall’amico Corrado Callegari. “Che ne pensi?”, gli chiede. Riccardo è entusiasta, butta giù una prima bozza grafica. E’ amore immediato. Corrado è spiazzato: “Ma sei sicura? Non farai fatica a farti leggere con una testata così?”, le dice. Ma Stefania tira diritto. “Ma come? E’ una novità, vedrai l’effetto sorpresa”. Controlla che non vi siano vincoli, domini internet già occupati. La Padania è chiusa, liquidata. La Nuova Padania può dunque nascere. Il 17 dicembre la giornalista corre in Tribunale

“LA NUOVA PADANIA È UNA SORPRESA, AL DI SOPRA DELLE PARTI, SENZA SIMBOLI DI PARTITO, SENZA BANDIERE IDEOLOGICHE, UNA SCRITTURA SCANZONATA DI QUESTO PRESENTE CHE CI SFIDA”! a Como. 260 euro di tasse e marche da bollo, 5 euro di domini internet che Riccardo prende al volo, 150 euro di acquisto del server e del template. E’ fatta. In silenzio i due iniziano a lavorare. Poi gli impegni di entrambi sovrastano la nascente redazione. Si pensa ad una conferenza stampa di presentazione l’8 marzo. Ma prima arriva il Covid. Il Paese si ferma. Si fermano anche loro. Arriviamo così a quell’11 marzo. Dopo l’annuncio di Conte che blinda tutta la nazione, Stefania corre al telefono. Occorre uscire, adesso. E’ tardissimo, ma non si può aspettare, Riccardo ha un impegno fuori, allora chiama l’amico Davide Zenati, un webmaster di Velletri. E con lui aggiusta le ultime cose che erano rimaste in sospeso. E’ l’una e 43 e il giornale “va in stampa”! Sulla pagina Facebook fresca fresca il direttore Piazzo lo presenta così, molto semplice e chiaro: Ripartiamo! La pandemia non ferma le idee. Come un riprendere il filo interrotto di una storia. “Nel momento del coprifuoco, sotto un cielo grigio, partiamo con un’idea, un giornale che può essere punto di incontro e reincontro per molti e anche per chi vuole leggere voci fuori dal coro. Ci vuole coraggio e passione, lanuovapadania è una sorpresa, al di sopra delle parti, senza simboli di partito, senza bandiere ideologiche, una scrittura scanzonata di questo presente che ci sfida”, scrive. La Padania era nata l’8 gennaio 1997, è stato un giornale di rottura, allora alternativo all’ufficialità della comunicazione uniforme, organo di partito ma più che altro abito di un’idea, quella di un Nord che per la prima volta aveva una voce tutta sua. Una stampa “eretica”, dissidente. “Non c’è tempo per i convenevoli e le presenta-

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zioni - scrive nel primo fondo -. Dopo la seconda guerra mondiale, questi sono i giorni più difficili della Repubblica. Una pandemia che ha trovato tutte le porte aperte, come spiega bene il Rapporto GHS del 2019 sul rischi biologici catastrofici che poi illustreremo, sta riazzerando il Paese. E con veloce domino, ha posto le basi per invadere altre nazioni. Il Nord ora sta pagando il prezzo più alto. Il bisogno di offrire ai lettori una voce fuori dal coro viene prima di tutto. La fame di conoscenza in un momento buio è un evento di luce da alimentare. Non abbiamo mezzi, ma passione.... Partiamo in sordina, con una testata ancora incompleta, e ci scusiamo con i lettori. Ma occorre dare un segnale, adesso. Non cogliere questa occasione, che resterà su tutti i i libri di storia, per un giornalista sarebbe stato imperdonabile”.

“NON POSSIAMO ESSERE UN QUOTIDIANO,PERÒ CI SFORZEREMO DI ESSERE UNA VOCE COSTANTE CHE ESCE DAL BUNKER DEL NORD! E, PER CHI VUOLE RACCONTARE ALTRI TERRITORI, ANCHE DI VOCI PIÙ LONTANE”. Quel che è certo è che questa idea un segno lo lascerà nella storia del giornalismo politico: scommettere su una testata buttata in soffitta, considerata ingombrante, e farla di nuovo palpitare. Una vecchia idea dimostra di essere ancora attuale, nel metodo, nello stile. “Questa testata, certo, ricorda un quotidiano che ruppe gli schemi, per tanti anni, e che per molti di noi, per me, ha rappresentato un mo-

mento di grande libertà di espressione. Poi le cose finiscono ma ne rinascono altre”. La mattina del 12 marzo la prima telefonata è dell’amico Arnaldo Ferrari Nasi, sociologo e fondatore di Analisi Politica. “Che figata - le dice geniale. L’uovo di Colombo”. Dapprima il quotidiano viene dileggiato: la stampa veneta parla di “dissidenti” della Lega, Riccardo e Stefania vengono ridotti a dei replicanti per sminuire la portata del progetto. Tempo al tempo, pensa la direttrice. E i segnali, dopo soli 40 giorni chiusi nei rispettivi bunker, ci sono. Arriva a interpellare Stefania l’agenzia internazionale Reuters. Poi Affaritaliani dedica un servizio all’impresa. Poi bussa alla porta l’Adnkronos per una intervista. A ruota arriva l’intervista su Il Foglio. Poi Il Tempo, di Roma, dedica alla rinascita un servizio e un video. Poi tocca al Fatto Quotidiano. E altri ancora. La legittimazione c’è. Ora sono gli altri a dover leggere la voce critica de La Nuova Padania per sapere come la pensa un pezzo di Nord. Iniziano a scrivere Giancarlo Pagliarini, ex ministro del Bilancio, l’avvocato Luigi Basso, Roberto Gremmo, storico e scrittore di fama nazionale. Vi scrive editoriali Giuseppe Reguzzoni, - già collaboratore di Stefania al tempo della Padania cartacea - scrittore e saggista, traduttore dal tedesco all’italiano delle opere teologiche di Ratzinger. Vi scrive Laura Aresi pagine sulla scuola, tema molto caro alla direzione. Vi scrive la storia della prima e seconda repubblica Antonino Arconte, un ex Gladio voce scomoda della memoria del Paese. Vi canta e scrive Marcus Dardi, con Nadine, proponendo i temi dalla canzone popolare da Nord a Sud. I numeri danno ragione all’intuito del nuovo corso: 1,8 milioni di utenti, 2,4 milioni di pagine visitate in pochi mesi. Nessuna pubblicità, nessuna possibilità su Facebook di promuovere i contenuti. I numeri sono “organici”, non sono frutto di campagne di promozione. La Nuova Padania c’è dove ci sono voci fuori dal coro: fa capolino con Riccardo a Roma sul palco prima di Maria Fida Moro, all’evento del movimento R2020 di Sara Cunial, ex 5Stelle e fondatrice di un nuovo movimento. Poi partecipa a Firenze alla manifestazione dei 15mila in piazza sul tema delle vaccinazioni. Non si tratta di prendere posizione, ma di fare giornalismo senza censure. Un giornale cronista del tempo che viviamo, che ne racconta le contraddizioni e le reazioni, senza bavagli. Quelli che oramai mettono anche i social. Gli spazi di libertà si restringono, serviva l’intuito di partire. Le sezioni del giornale sono cronaca, politica, lo zoo, economia, cultura, storia del territorio, regioni. Il futuro, per chi si butta in mare aperto, è una redazione strutturata, un editore, una associazione culturale che faccia giornalismo per mestiere, una vocazione che ti trova ovunque tu sia, anche quando perdi la speranza. www.lanuovapdania.it info@lanuovapadania.it redazione@lanuovapadania.it direttore@lanuovapadania.it

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Il Direttore de La Nuova Padania Stefania Piazzo

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PROTAGONISTI

IL DIRETTORE DI “ITALIA A TAVOLA” ESPRIME LE SUE OGGETTIVE PREOCCUPAZIONI SUL FUTURO DEL PAESE

ALBERTO LUPINI

Un Governo di indecisi scrive il menu. Ma la ripresa è un piatto già freddo

( TrATTO dA iTAliA A TAVOlA 6/7/2020 )

E

ora sembra che non ci resti che sperare nell’ennesimo decreto, quello della Semplificazione, che per il premier Conte dovrebbe fare recuperare all’Italia 20 anni di ritardo e garantire una ripresa. Ma davvero qualcuno può pensare che chi ha firmato decreti zeppi di “burocratese”, possa improvvisamente diventare il mago della chiarezza e della logica? Ci sia consentito esprimere seri dubbi, anche se, ovviamente, non possiamo che tifare perché questo miracolo possa compiersi. Restando coi piedi per terra va detto subito che se davvero si vuole ammodernare il Paese (e rilanciare l’economia), lo si può fare solo abbandonando visioni ideologiche o pregiudizi. Non si può ad esempio pensare che la semplificazione debba riguardare solo il mondo degli appalti (col prevedibile rischio che tutti i costi subiscano un’ennesima impennata).

La burocrazia e il frazionamento delle competenze sono la palla al piede che frena tutte le imprese italiane. Si deve intervenire con decisione a tutti i livelli, rendendo celeri le procedure per le autorizzazioni o i controlli, ma non solo in campo edilizio o per i progetti green. L’insulto dello Smartworking per statali e bancari Per non parlare dell’ennesima sparata demagogica secondo cui si pensa di ammodernare la burocrazia annunciando che la maggior parte degli statali non tornerà in ufficio e “lavorerà” da casa almeno fino al 2021. A parte la mancanza di studi sull’efficacia, o meno, di un telelavoro generalizzato per il pubblico impiego, è scandaloso il solo fatto che qualcuno pensi ad una simile porcheria. Anche perché lo smartworking (resosi necessario per evitare i contagi nei mesi scorsi) ha creato solo disagi ai cittadini-utenti e, come se non bastasse, sta letteralmente uccidendo molti bar e ristoranti. Nella sola Roma, dove per la pausa

BAR E RISTORANTI SEMBRANO DIMENTICATI DAI PROGETTI DI SEMPLIFICAZIONE DELLA BUROCRAZIA. PROLUNGARE LO SMARTWORKING COME PROGETTANO I POLITICI VUOL DIRE UCCIDERE MOLTI ESERCIZI PUBBLICI DEI CENTRI CITTÀ. LA RIFORMA DEVE GARANTIRE REGOLE UGUALI PER TUTTI E COMPRENDERE ANCHE I CODICI ATECO E L’IVA. pranzo mancano all’appello almeno 500mila impiegati statali, il 20% dei pubblici esercizi teme di dover chiudere a breve, mentre il 90% sta pensando di ridurre il personale. E lo stesso vale per tutte le città. A Milano, ad esempio, mancano ogni giorno 270mila burocrati oltre ai “colletti bianchi” delle imprese private, a partire dalle banche, e i pubblici esercizi del centro sono in ginocchio. E per ogni bar o ristorante che chiude, a parte i problemi occupazionali, ci sarebbero anche danni economici a cascata per tutti i fornitori, per i proprietari degli immobili e la stessa vita dei centri storici. E questo senza considerare che se gli impiegati continuano a stare a casa, lo Stato e le banche danno al Paese un segnale tremendo: vuol dire che non si può lavorare in sicurezza. Ciò significa che c’è una classe dirigente (al Governo come nelle Regioni) di indecisi o incapaci che ci sta prendendo in giro. Si può anche dire che la ripresa va fatta a piccoli passi, ma non è accettabile che qualcuno neanche alzi un piede… Ogni giorno di mancato lavoro in una filiale comporta ad esempio ritardi nei finanziamenti bancari dovuti alle imprese, che così non riescono a recuperare. E mentre si tengono a casa “in sicurezza” i colletti bianchi, si autorizzano magari le sagre dove questi se ne possono andare tranquillamente, incuranti degli assembramenti. Oltre al danno la beffa! Rischia di saltare la rete del turismo Il lavoro agile che viene annunciato dal Premier e da alcuni suoi ministri potrebbe essere anche

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Il Direttore di “Italia a Tavola” Alberto Lupini

MA DAVVERO QUALCUNO PUÒ PENSARE CHE CHI HA FIRMATO DECRETI ZEPPI DI “BUROCRATESE”, POSSA IMPROVVISAMENTE DIVENTARE IL MAGO DELLA CHIAREZZA E DELLA LOGICA?

importante (se riempito di contenuti, di cui non si ha però traccia), ma è una sorta di rivoluzione che lascerà sul terreno molti cadaveri, a partire proprio dai pubblici esercizi. L’impatto che può avere sui lavoratori, sulle città e sull’economia in generale va considerato nella sua globalità. In ballo non c’è solo l’interesse di qualche bar o ristorante, già in ginocchio per il Covid-19. Rischia di saltare l’intera rete dell’accoglienza, perno del nostro turismo. E parliamo di aziende dove i più, prima ancora di chiedere aiuti, vorrebbero solo poter lavorare riempiendo come un tempo i locali. Un’idiozia a cui se ne potrebbe poi aggiungere un’altra degna solo di chi pensa ancora come se fossimo nel Novecento e non dovessimo uscire

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da una crisi drammatica: rinnovare i contratti di lavoro riducendo l’orario ma mantenendo lo stesso stipendio. Una genialata del nuovo segretario generale della UIL che probabilmente... come molti dei nostri politici non ha mai lavorato in vita sua. Se però lo smartworking degli impiegati pubblici e privati è davvero la strada che il Governo vuole intraprendere, lo deve dire subito! Non si possono fare indebitare ulteriormente gestori in difficoltà che sperano in un ritorno di clientela che si profila effimero. E non si possono illudere centinaia di migliaia di camerieri, baristi e cuochi che dopo questo periodo di cassa integrazione pagata in ritardo, quando è andata bene, potrebbero trovarsi senza lavoro. Il menu di questo Governo rischia di servire loro un piatto freddo immangiabile, se non avvelenato. La demagogia da 4 soldi di chi non conosce le regole dell’economia Una Semplificazione come immaginano alcuni buontemponi da “decrescita felice” manderebbe allo sbaraglio migliaia di imprese e sarebbe il frutto peggiore di un sistema malato che pensa solo a salvare se stesso. Se a qualcuno interessa solo tutelare i burocrati (magari per evitargli il carcere se non fanno i dovuti controlli sugli appalti…) o garantire i vitalizi, forse è il caso di alzare la voce e fermare l’ennesimo colpo di mano di demagoghi da 4 soldi. Pena un disastro sociale incalcolabile. Per semplificare il Paese servono opere pubbli-

che in tempi ragionevoli, ma anche una Giustizia celere, procedure comprensibili, controlli sicuri e regole uguali per tutti. Per non parlare di una sanità sganciata dalle scelte politiche (pensiamo al disastro della Regione Lombardia con il covid-19). Una semplificazione che ci regali il telelavoro della casta burocratica e che non risolva invece i problemi dei troppi diversi codici Ateco di chi può somministrare cibo e bevande, o che non uniformi le aliquote Iva rispetto a come è venduta la stessa bottiglia di vino, sarebbe l’ultima follia che l’Italia non può più permettersi. L’unica semplificazione di cui ha bisogno l’Italia è quella che renda più smart le imprese. Ricette fantasiose o bocciate dalla storia non servono a nessuno. Alberto Lupini

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INTERVISTE SPECIALI

IL PRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO BMW ITALIA SPA, INDICA LE PRIORITÀ DELL’AZIENDA NEL DELICATO MOMENTO DELLA RIPARTENZA DOPO L’EMERGENZA COVID

MASSIMILIANO DI SILVESTRE

“Ripartiamo da sostenibilità, digitalizzazione e centralità del cliente”

A curA di pAOlO cArli

C

ome si è mossa BMW Italia durante la crisi? Innanzitutto è stato fondamentale mettere in sicurezza collaboratori, partner, fornitori. La salute delle persone che lavorano con noi e per noi è stata il prerequisito delle nostre scelte strategiche seguenti e ci ha guidati successivamente anche nella fase di ripartenza e graduale rientro nelle sedi. Assoluto rispetto di tutte le norme previste, adozione di protocolli rigorosi, attuazione di misure di tutela della salute e smartworking ci hanno consentito di operare nella massima sicurezza possibile sia a livello di sede centrale che presso le due filiali di vendita di Milano e Roma. Poi, nella situazione di crisi è stato importante “fare squadra” insieme alla Rete dei nostri Concessionari. Siamo stati capaci di reagire immediatamente. BMW Italia ha deciso interventi straordinari a supporto della liquidità della Rete e ha proposto fin da subito una strategia chiara, orientata con decisione alla digitalizzazione dei processi per restare in contatto con i nostri clienti, anche se a distanza di sicurezza, preparandoci alla ripresa con iniziative innovative e un approccio moderno e tecnologico. Dal canto suo la Rete BMW, BMW Motorrad e MINI si è dimostrata aperta al dialogo, al confronto e al lavoro comune per preparare il terreno per la ripartenza e ha accettato la sfida del digitale con spirito di innovazione e coraggio imprenditoriale. Ha avviato la declinazione locale di diverse iniziative tese a rafforzare e gestire la relazione con i clienti a distanza e soprattutto continuando a garantire l’assistenza ai clienti e alle numerose auto e moto in uso a forze dell’ordine e personale medico e paramedico, fedele al claim “Noi ci siamo. Anche a distanza di sicurezza” che abbiamo scelto come aperura della campagna di comunicazione Cosa si aspetta dal mercato da qui a fine anno? Dopo un buon 2019 e un inizio promettente nei primi due mesi del 2020 il mercato ha subito un brusco stop da cui non sarà facile riprendersi. Le stime per quest’anno per il mercato italiano ci riportano ai volumi di qualche decina di anni fa, azzerando lo sviluppo che probabilmente nel 2020 ci avrebbe fatto risalire per la prima volta a un li-

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vello più alto dalla crisi del 2008. In questo scenario è molto difficile darsi obiettivi in termini assoluti, ma vogliamo fortemente puntare ad una leadership sostenibile nel segmento premium per il nostro gruppo, con le vetture a marchio BMW e MINI e naturalmente anche con BMW Motorrad. I dati di maggio e giugno, in questo senso, ci sembrano andare nella giusta direzione. In un mercato sia globale che premium in forte calo, siamo stati capaci di guadagnare quota di mercato con BMW e con BMW Motorrad. La strada da percorrere è ancora lunga e non semplice, ma le misure che abbiamo studiato e implementato durante la fase di lock-down si stanno dimostrando corrette. La ricetta è semplice: assoluta centralità del cliente, nuovi processi retail per andare incontro alle sue esigenze e un’offerta di prodotto straordinaria sia per le due che per le quattro ruote. Può spiegarci meglio questo tema della centralità del cliente? Io sono convinto che per molti aspetti non si tornerà più alla realtà a cui eravamo abituati. Accanto a misure che potremo accantonare una volta risolta l’emergenza sanitaria, ci sono altri comportamenti che, oltre a rispondere alle esigenze dettate dal contenimento della pandemia, si sono dimostrati efficaci e vantaggiosi nel rispondere ai bisogni dei clienti. Penso ad esempio alla digitalizzazione e ai processi di acquisto. Durante il lockdown abbiamo sperimentato in tutti i settori – dal commercio all’istruzione o all’intrattenimento – le possibilità offerte dagli strumenti digitali per restare in contatto. La propensione a fare un acquisto online, anche di un bene durevole come un’auto o una moto, è certamente in forte ascesa e ha ottime possibilità di diventare una prassi comune, magari senza rimpiazzare in toto l’esperienza reale ma favorendo un approccio autenticamente omnicanale, in cui il cliente “rimbalza” tra fisico e digitale continuamente durante il suo “customer journey”, stabilendo così un nuovo modo di lavorare a livello retail. Per questo motivo abbiamo attivato il nostro BMW Group Usato Store dove con pochi click è possibile acquistare un’auto o una motocicletta e farsela portare a casa. Oppure i processi di “test drive at

Massimiliano Di Silvestre

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home”, “pickup and delivery” a casa per i processi aftersales o ancora la consegna dell’auto a domicilio in caso di acquisto di un nuovo prodotto. La filosofia è chiara: completa integrazione e complementarità dei processi fisici e digitali per garantire la miglior esperienza di marca nella relazione con il cliente. Questo significa chiaramente anche grande passione nel modo di lavorare da parte nostra e del personale della rete di vendita. Una passione che il cliente deve percepire, esserne affascinato e coinvolto. Cosa vi aspettate dalle Istituzioni in questo momento difficile per il mercato? La sostenibilità è diventata ancora più centrale a seguito della crisi epidemiologica. Abbiamo un’occasione che non possiamo perdere: quella di rinnovare il nostro parco circolante che è uno dei più anziani, inquinanti e insicuri d’Europa. Gli incentivi servirebbero a stimolare la domanda nel breve termine e insieme ad altre misure potrebbero inoltre produrre un effetto positivo sull’economia del Paese nel momento della ripresa. Del resto, storicamente, nelle fasi di rilancio dell’economia, l’automotive ha sempre giocato un ruolo strategico e fondamentale per la ripartenza. Non dimentichiamo poi che un calo importante del mercato delle auto si traduce automaticamente in un danno consistente per l’erario. Se poi vogliamo che gli incentivi abbiano un valore anche a livello strutturale sarebbe bene scegliere di indirizzarli sulle vetture che contribuiscono alla

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transizione verso una maggiore sostenibilità. E quindi dobbiamo considerare elettrici, ibridi plugin, mild-hybrid, ma anche Euro 6 benzina e diesel di ultima generazione e ad elevata efficienza, come i nostri. Da parte nostra possiamo confermare la volontà di rispettare, nonostante la crisi determinata dal Covid-19, tutti gli impegni presi in tema di normative sulla CO2 sia per il 2020 che per il 2021. Il nostro board ha confermato sia i 30 miliardi di investimenti per la mobilità sostenibile entro il 2025 che il lancio di 25 modelli elettrificati di cui 12 completamente elettrici entro il 2023. Quali insegnamenti avete acquisito da questa esperienza? Qualche settimana fa nel corso dell’Assemblea

degli azionisti il nostro CEO Oliver Zipse ha ricordato che nelle situazioni difficili, il BMW Group ha sempre trovato il modo di cambiare passo ed entrare in una nuova era. Nel 1959 l’azienda stava per essere comprata, poi Herbert Quandt entrò sulla scena e cambiò il suo destino. Negli anni Settanta in piena crisi petrolifera, BMW investiva in un nuovo stabilimento a Dingolfing che poi sarebbe divenuto strategico per l’azienda. Durante la crisi finanziaria del 2008/2009, abbiamo lanciato la nostra strategia per la mobilità elettrica quando nessuno era focalizzato sul tema, neppure nel premium. La crisi che stiamo vivendo ci sta portando ad una accelerazione sul tema del digitale, alla centralità assoluta della relazione con il cliente su qualsiasi canale, alla comprensione che lo store fisico è solo uno dei touchpoint nel customer journey del cliente, alla convinzione che la flessibilità dei processi è fondamentale. A due cose a non possiamo rinunciare e devono ritornare al più presto però: il contatto umano (che ci è mancato moltissimo in queste settimane) e l’emozione di provare un’automobile o una motocicletta. Inoltre, durante questa emergenza, abbiamo confermato il nostro approccio strategico alla responsabilità sociale d’impresa. I brand forti devono assumere impegni concreti per la società in cui operano. Le aziende di successo in futuro non potranno prescindere da questo tema. Noi in queste settimane abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro programma di responsabilità sociale d’impresa SpecialMente, confermando tutte le iniziative in essere e aggiungendo ulteriori progetti: dalla donazione (fatta insieme a dodici concessionari) di 60mila mascherine agli ospedali in prima linea sul territorio nell’affrontare l’emergenza Covid-19, ai progetti sull’autismo con BMW Motorrad e al progetto di e-learning per i giovani sul tema dell’inclusione sociale fatta con Dynamo Camp. In uno scenario in continua e a volte forte evoluzione abbiamo anche avuto una conferma: le persone restano la chiave per fare la differenza. E in BMW Italia abbiamo potuto constatare ancora una volta di poter contare su collaboratori straordinari che hanno saputo affrontare questo periodo complesso, lavorando anche a distanza, con la stessa passione, entusiasmo e professionalità di sempre! Come esce l’automobile da questo periodo? L’automobile da sempre rappresenta per le persone più che un mezzo di trasporto. È un grande simbolo di libertà. L’evoluzione tecnologica e delle abitudini di consumo potrà modificare in parte alcuni aspetti del nostro modo di intendere la mobilità e i mezzi di trasporto, ma questo non ci spaventa, anzi ci impegna a trovare le soluzioni intelligenti ai bisogni dei nostri clienti e di tutti gli interessi in gioco (come la tutela ambientale o il miglioramento del contesto urbano). Da questa crisi l’auto e la moto escono rafforzate e tornano prepotentemente al centro della vita delle persone perché percepite sicure, per sé e per la famiglia. Le recenti ricerche fatte da alcuni istituti, come Aretè, confermano che oltre il 70% degli italiani identifica nella propria automobile il mezzo di trasporto preferito e sicuro per muoversi nella fase post-emergenza. Questo significa che il settore ha una grande opportunità. È una sfida importante ma sappiamo di poterla affrontare e toglierci molte soddisfazioni, grazie anche alla straordinaria offensiva di prodotto che stiamo lanciando in queste settimane e che proseguirà anche il prossimo anno all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità senza mai perdere il piacere di guidare di una BMW (auto o moto) e il go-kart feeling di una MINI.

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GRAN PREMIO NUVOLARI



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TUTTO È PRONTO PER LA 30ª EDIZIONE IN MEMORIA DEL MITICO NIVOLA È confermato: la 30ª edizione del Gran Premio Nuvolari, l’evento internazionale di regolarità per auto storiche, si disputerà nel tradizionale periodo del terzo weekend di settembre, dal 17 al 20. La decisione è stata presa dagli organizzatori di Mantova Corse in seguito a un continuo e proficuo confronto con la Federazione e gli Organizzatori delle altre gare titolate della stagione. L’imprevedibile situazione venutasi a creare a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ha cambiato radicalmente lo scenario nazionale e conseguentemente quello sportivo, ma la volontà di Mantova Corse resta quella di confermare l’evento in una delle sue edizioni più attese, la trentesima, che sancisce un importante traguardo collettivo, per gli Organizzatori, per la città di Mantova e per tutti gli appassionati che in tutti questi anni hanno apprezzato e sostenuto la manifestazione. Il Gran Premio Nuvolari 2020 sarà un’edizione a tutti gli effetti emblematica. Non solo perché taglierà il traguardo della sua trentesima edizione, ma perché indubbiamente costituirà anche l’edizione zero di un evento di straordinario successo, rivisto oggi con occhi nuovi. Al di là della riconosciuta valenza agonistica, apprezzeremo più di ogni altra cosa la possibilità che il Gran Premio Nuvolari 2020 darà di tornare a viaggiare, di godere delle bellezze del meraviglioso territorio italiano e del calore affettivo che solo una moltitudine di appassionati dell’Automobilismo più vero può dare. La macchina organizzativa sta concentrando i propri sforzi in tre differenti direzioni: i rapporti con gli enti pubblici, a cui è demandata la concessione delle autorizzazioni amministrative; l’adeguamento della manifestazione alle disposizioni ministeriali e ai protocolli emanati da Aci Sport; il rapporto con i concorrenti provenienti da tutto il mondo. Tutto questo senza snaturare le caratteristiche sportive, turistiche e sociali della manifestazione, pur garantendo la massima attenzione alla sicurezza sanitaria di tutti i partecipanti e l’organicità logistica dell’evento. Per questa speciale edizione, che celebra un importante traguardo collettivo, per gli Orga-

nizzatori, per la città di Mantova e per tutti gli appassionati, la Scuderia Mantova Corse annuncia la nuova partnership con TAG Heuer, eccellenza dell’industria orologiera svizzera, tradizionalmente impegnata nello sport automobilistico. La prestigiosa Maison, che dal 1860 incarna l’avanguardia, la precisione e lo stile audace che hanno segnato la storia mondiale dell’orologeria, sarà “Official Timekeeper Partner” del Gran Premio Nuvolari. Nell’evento celebrativo del grande Tazio Nuvolari, il pilota che più di ogni altro ha segnato la storia del ventesimo secolo, TAG Heuer affiancherà gli altri consolidati sponsor: Red Bull, “Special Partner” l’energy drink per eccellenza e Gruppo Finservice, “Official Partner” leader della finanza agevolata. Considerando la peculiarità di questa edizione 2020, le adesioni dei partecipanti dall’Italia e dall’estero non si stanno facendo attendere, complice la voglia di cimentarsi in una

delle più belle gare al mondo, percorrendo le strade del “Bel Paese”, godendo delle bellezze del meraviglioso territorio italiano e del calore che solo gli appassionati dell’automobilismo più vero possono dare. Grande novità di quest’anno sarà il progetto “GP Nuvolari Green” grazie al quale Mantova Corse adotterà un approccio consapevole in campo di tutela e sostenibilità ambientale, impegnandosi concretamente nella piantumazione di alberi ad alto fusto in aree selezionate della città di Mantova, al fine di compensare ed azzerare le emissioni totali di CO2 prodotte dalla circolazione delle auto storiche partecipanti. Il Gran Premio Nuvolari 2020 sarà come di consueto itinerante, articolandosi in una tre giorni che porterà le auto da Mantova all’Emilia fino alla Riviera Adriatica, passando per Toscana, Umbria e Marche, per poi tornare di nuovo in Romagna e infine a Mantova, il tutto in un contesto di ospitalità di alto livello. La città natale di Tazio Nuvolari rimarrà il fulcro della manifestazione durante tutti e tre i giorni con eventi ed esposizioni collaterali. Mantova Corse dà appuntamento a tutti gli appassionati per celebrare il più grande pilota di tutti i tempi.

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DA MANTOVA A RIMINI, SIENA E RITORNO Il Gran Premio Nuvolari si svolgerà quest’anno lungo la sua direttrice più classica ed apprezzata: Mantova-Rimini-Siena-Rimini-Mantova. Venerdì 18 settembre, il corteo delle auto storiche partirà da Piazza Sordello a Mantova. Attraverserà le suggestive strade dell’Emilia, per fermarsi all’Autodromo di Modena: prove crono e break del pranzo, per poi proseguire sulle colline romagnole verso l’Adriatico fino a Cesenatico, dove si svolgerà la prima serata nella prestigiosa location del Grand Hotel Leonardo da Vinci. Seguirà il pernottamento a Rimini. Sabato 19 settembre, la seconda tappa, la giornata più intensa del Gran Premio Nuvolari, vedrà gli equipaggi percorrere la Strada Statale Adriatica, con il transito sul passo del Viamaggio. Seguiranno poi le campagne fiorentine e le colline del Chianti, arrivando infine a Siena per la consueta sfilata in Piazza del Campo, una delle più celebrate piazze d’Italia. Dopo il break all’ombra dei cipressi di Borgo Scopeto, la carovana proseguirà alla volta di Piazza Grande, nel cuore di Arezzo. Nel tardo pomeriggio gli equipaggi, percorrendo le sinuose strade marchigiane, transiteranno per Urbino e giungeranno infine a Rimini, dove concluderanno la seconda tappa sulla passerella di Piazza Tre Martiri. La serata riserverà ai concorrenti il tradizionale galà in onore di Tazio Nuvolari, nella meravi-

gliosa cornice del Grand Hotel di Rimini, che quest’anno celebra il centenario Felliniano. La domenica mattina 20 settembre, gli equipaggi prenderanno la via del ritorno verso Mantova. Il percorso riserverà loro le ultime sfide, le decisive per decretare il vincitore di questa 30ª edizione. Partendo da Rimini, si confronteranno con le temutissime prove cronometrate di Meldola, passando poi da Faenza, ospiti della Scuderia di Formula 1 Alpha Tauri. L’arena di piazza Ariostea a Ferrara accoglierà poi i concorrenti provenienti da tutto il mondo con l’usuale entusiasmo. Il rientro in terra mantovana, dopo 1.093 km, avverrà attraverso Borgofranco e Ostiglia. Mantova rinfrancherà gli equipaggi con il pranzo conclusivo servito tra le mura dello storico Palazzo Ducale. www.gpnuvolari.it

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I MADONNARI da semPre nel CUore di grazie

I

Madonnari sono artisti che lavorano con materiali effimeri e, nel mondo della Street Art, il loro nome ricorda la peculiarità di dipingere soggetti sacri cristiani. In Italia il più importante e antico momento di incontro per artisti madonnari si tiene dal 1973 a Grazie di Curtatone, in provincia di Mantova, come parte integrante della festa che celebra l’Assunzione e che vede le strade di questo piccolo borgo affacciato sul fiume Mincio pervase dai festeggiamenti. La festa è nota come la “Fiera delle Grazie”. Quest’anno le vigenti norme di sicurezza non permettono di poter programmare una manifestazione che richiama annualmente oltre 100mila visitatori, anche grazie al concorso dei madonnari, che con le loro opere effimere trasformano ogni anno il sagrato del santuario dedicato alla Beata Vergine Maria delle Grazie in una tavolozza dai mille colori. Al fine di non interrompere una tradizione consolidata l’amministrazione comunale di Curtatone con il rettorato e la Diocesi di Mantova, intendono comunque colmare il vuoto lasciato nei giorni a cavallo di Ferragosto dall’assenza di attività nel piccolo borgo di Grazie, considerato tra i più belli d’Italia. Nella giornata del 15 agosto verrà pubblicato il video (dal titolo “I madonnari nel cuore di Grazie”) della performance con la quale i maestri madonnari hanno celebrato il Santuario, ricordandone il motivo della costruzione: nel 1399 il capitano del popolo Francesco Gonzaga volle che l’antico santuario che sorgeva sulle rive del lago Superiore venisse rifatto nelle linee che tuttora si possono ammirare come ex-voto alla Madonna delle Grazie per la cessazione della peste che imperversava in quegli anni. Il progetto artistico Nei giorni più bui del lockdown gli storici dell’arte Paola Artoni e Paolo Bertelli, da anni studiosi del santuario della Beata Vergine delle Grazie, hanno ideato e curato un progetto condiviso con il rettore del santuario don Giovanni Lucchi e con la diocesi di Mantova, in primis il Vescovo monsignor Marco Busca e il direttore dei beni culturali monsignor Giancarlo Manzoli. Come la fondazione di questo luogo fu una preghiera per la fine della peste, allo stesso modo oggi l’arte invoca la fine della pandemia e diventa preghiera per i morti, i malati e i guariti. Il progetto, voluto e sostenuto dall’amministrazione comunale di Curtatone, vede la direzione artistica di Mariano Bottoli, Maestro madonnaro protagonista da oltre quarant’anni dell’Incontro di Grazie. A lui il compito di ideare un polittico, composto da 12 tele che riecheggiano la struttura dell’impalcato ligneo che si trova alle pareti della basilica, e di selezionare gli undici colleghi, tra i migliori artisti madonnari del panorama internazionale, che si sono occupati di altrettanti scomparti del polittico. Sono: Victor Boni, Vera Bugatti, Mariangela Cappa, Liliana

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A curA di V.cOriNi

QUEST’ANNO LE VIGENTI NORME DI SICUREZZA NON PERMETTONO DI POTER PROGRAMMARE UNA MANIFESTAZIONE CHE RICHIAMA ANNUALMENTE OLTRE 100MILA VISITATORI L’esposizione nel mese di agosto Per volere del rettorato e della diocesi, l’opera sarà assemblata all’interno del santuario nella Sagrestia Nuova. Per tutto il mese di agosto sarà infatti visibile ai fedeli e al pubblico, con il pregio di continuare la tradizione madonnara anche in un anno in cui sarà impossibile proporre un concorso così come lo conosciamo, e di approfondire temi sacri che - alla luce della pandemia che ha colpito il mondo intero - rimangono attuali più che mai.

Confortini, Fabio Maria Fedele, Gabriele Ferrari, Ketty Grossi, Simona Lanfredi Sofia, Tiberio Mazzocchi, Anna Salvaterra, Valentina Sforzini. Ne è nata un’opera che, per certi versi, evoca il modus operandi del “Giudizio Universale” realizzato a più mani dai madonnari nel 1991 per accogliere papa San Giovanni Paolo II a Grazie, durante la sua visita in terra mantovana. Il programma iconografico è un continuo rimando alla storia del santuario: al vertice si trova l’Assunta, poi vi sono la basilica, l’icona della Beata Vergine qui venerata e la posa della prima pietra della chiesa; quindi i santi della peste San Rocco e San Sebastiano e i santi legati a Grazie: San Bernardino che qui predicò esattamente sei secoli fa, San Pio X che amò questo luogo al tempo del suo vescovato a Mantova e lo stesso papa San Giovanni Paolo II. A rappresentanza dei madonnari è stato scelto Toto de Angelis in arte Straccetto, indimenticabile e carismatico artista scomparso qualche anno fa. Il video A memoria di questa iniziativa è stato girato un video che documenta le fasi di questo progetto: dall’elaborazione delle singole tele alla loro distesa sul pavimento nella navata deserta del Santuario, dalla benedizione delle opere e degli autori da parte del rettore all’allestimento del grande polittico (alto 9 metri e largo 7.50 metri) nella Sagrestia del Santuario. Il video sarà on line nella giornata di Ferragosto.

Il volume A memoria del progetto è pubblicato un volume edito nella collana “Esercizi d’Arte” di Universitas Studiorum che raccoglie un reportage fotografico firmato da Marina Tomasi, con testi istituzionali, dei curatori, del vescovo monsignor Marco Busca, dell’architetto don Stefano Savoia e di Peter Assmann, già direttore del Complesso museale Palazzo Ducale di Mantova e per alcuni anni presidente di giuria del concorso di Grazie. La destinazione delle opere Grazie alla stretta collaborazione con la Pro Loco di Curtatone e il Centro Italiano Madonnari, tutto il materiale video e foto raccolto in occasione di questa iniziativa, andrà ad arricchire il patrimonio del Museo comunale dei Madonnari diretto da Paola Artoni. Il Museo, che per sua stessa natura è sempre in divenire, ospita le testimonianze delle radici e della storia di questa particolare arte di strada. Qui sono infatti conservati alcuni pannelli dipinti a gessetto, tavolette realizzate con terra battuta (memoria di quando non era ancora impiegato l’asfalto) nonché le testimonianze documentarie (foto, locandine, pubblicazioni specifiche, video e bozzetti) raccolte e schedate. La fruizione del materiale video e fotografico raccolto nel 2020 sarà quindi garantita, oltre che virtualmente, anche dal vivo nel museo stesso. Ciò garantirà pertanto l’approccio diretto rivolto a un ampio pubblico di diversa formazione culturale e scientifica, dai semplici visitatori agli esperti d’arte, di tradizioni popolari e folkloriche, nonché al sempre maggior numero di appassionati di street art.

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ipartiamo. Liberi, con la voglia di stare insieme ma con l’indelebile ricordo di quanto appena vissuto: l’esperienza di una vita sospesa mescolata al piacere del silenzio. Abbiamo assaporato la sorpresa e la meraviglia di vedere il mondo con un nuovo sguardo. Diamo ancor per scontata la bellezza che ci circonda? Oggi si apre un’altra possibilità, una nuova partenza, un domani da scrivere. Non solo una mostra ma un libro, da svelare, da leggere e da scrivere. Tutti insieme, di nuovo. Un romanzo per capitoli: l’ultimo è il nostro domani. A NEW LIFE | UNA NUOVA VITA espone una scelta delle fotografie che hanno partecipato al Lake Garda Photo Challenge 2019, alla Sirmione Photo Marathon 2019, al Block Notes Photo Contest 2020 e verrà completata con le fotografie vincitrici della Sirmione 10% Photo Marathon.

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EVENTI

BERGAMO TORNIAMO IN SCENA A curA di m.T. SAN juAN

Torniamo in scena. Estate duemilaeventi è la grande manifestazione organizzata dall’Amministrazione comunale, primo importante evento collettivo dopo la pausa forzata di questo triste periodo, che riunisce tutte le realtà bergamasche dello spettacolo dal vivo. I primi mesi del 2020 hanno segnato in modo inequivocabile le nostre vite: un periodo che sembrava infinito, in cui molti hanno subito perdite dolorose e in cui l’Italia si è fermata. Il settore culturale e dello spettacolo dal vivo è stato particolarmente colpito da questa crisi, proprio per le sue caratteristiche intrinseche di presenza fisica e vicinanza: tutte le iniziative culturali previste sono state annullate. Questo ha comportato un grave danno sia per gli operatori del settore, che non hanno lavorato, sia per gli spet- tatori, che non hanno potuto godere di questa ricca offerta artistica. L’Assessorato alla Cultura di Bergamo, per permettere ai cittadini di essere nuovamente pubblico partecipe delle realtà artistiche e culturali presenti sul territorio, ha pensato di organizzare una programmazione unica per luglio e agosto che restituisca, almeno in parte, ciò che in questi mesi è andato perduto. “Bergamo, tra le città più colpite in Italia, oggi riaccende lo sguardo, rialza la testa, in un’estate che quest’anno ci sembra come una primavera, una rinascita.” – dichiara Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura della città – “Ci siamo fortemente impegnati per realizzare una programmazione che fa dello spettacolo la sua punta di diamante. Incontro, socialità, confronto, condivisione di spazi ed emozioni diventano allora il fulcro di questa estate che si avvicina, finalmente insieme, anche se magari ancora un po’

“a distanza”. È con il teatro, la musica, la danza che Bergamo torna a farsi vedere, chiamando a raccolta tutti i soggetti, le associazioni, i singoli artisti del nostro territorio”. Due sono le azioni su cui l’Amministrazione comunale ha lavorato: un nuovo palco al Lazzaretto e i quartieri. Questi ultimi vengono valorizzati seguendo la linea di mandato di cultura diffusa: cortili e piazzette di tanti punti della città si animeranno con incursioni light, rapide pennellate di svago, poesia, leggerezza, umorismo. Questa linea d’azione, in fase di definizione, sarà avviata a luglio e comunicata con apposita conferenza stampa. Una stagione estiva più strutturata troverà invece spazio nel luogo simbolico ed evocativo del Lazzaretto, che così diventa il nuovo teatro cittadino, grazie a un palco professionale e una platea che potrà ospitare almeno 300 persone, per mantenere le distanze necessarie ma permettendo ugualmente l’incontro e la partecipazione. Lazzaretto on stage è il nome di questa proposta che si caratterizza come una “prima volta” in tanti sensi: Bergamo riparte, e lo fa con un cartellone che raccoglie in un unico spazio e in un periodo ristretto il meglio della nostra creatività, quella stessa creatività che non ha potuto esprimersi a causa dell’emergenza sanitaria e della sospensione di tutte le attività artistiche. Sono chiamati a raccolta i diversi soggetti che

producono spettacoli, ciascuno con il proprio linguaggio specifico e unico: Bergamo Jazz, Stagione di Prosa e Donizetti Opera, Festival Pianistico, Festival Danza Estate, Orlando, deSidera, Eccentrici, Shakespeare is now!, Borghi&Burattini, i Teatri dei Bambini, che erano previsti tra marzo e settembre, ma anche altre realtà come Pandemonium, Teatro Caverna, Teatro Prova, CDpM si ritrovano a condividere lo stesso obiettivo, ovvero coinvolgere bambini, giovani, adulti attraverso espressioni artistiche differenti, con l’auspicio di un inedito intreccio tra pubblici diversi. Davvero una proposta ricca e varia, un grande sforzo organizzativo che l’Amministrazione comunale, in dialogo costante con le molte e straordinarie realtà culturali cittadine, ha voluto costruire come parte di quell’impegno stipulato con la cittadinanza, che ha nei suoi obiettivi anche la cultura come cura e benessere della comunità. E per favorire il più possibile la partecipazione, ha voluto, in accordo con le compagnie, mantenere una politica di prezzi dei biglietti calmierati. Biglietteria Biglietti in vendita esclusivamente on line su www.vivaticket.it a partire dal 22 giugno Costi biglietto da 2 a 7 euro (più diritti prevendita). È possibile acquistare i biglietti fino 5 minuti prima dell’orario di inizio dello spettacolo.

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In caso di maltempo lo spettacolo sarà recuperato la sera successiva. Resta informato su: www.comune.bergamo.it e sulle pagine Facebook e instagram Alcuni Eventi in calendario sabato 1 agosto ore 21.30 Via da lì - Storia del pugile zingaro progetto e interpretazione Walter Maconi regia Lucio Guarinoni e Walter Maconi Lo spettacolo mette in scena la vita del pugile zingaro Johann Trollmann, detto Rukeli, vissuto negli anni della Germania nazista, e il suo sogno di riscatto attraverso lo sport. In memoria delle vittime del “Porrajmos”. Biglietto unico: 7 euro + diritti di prevendita Vivaticket info: info@pandemoniumteatro.org

in un curioso mix di canzoni, monologhi, danze, acrobazie e pantomime, rigorosamente DOCG… Biglietto adulti: 7 euro + diritti di prevendita Vivaticket biglietto under 18 anni: 2 euro + diritti prevendita Vivaticket info: info@ambaradan.org www.ambaradan.org

mercoledì 5 agosto ore 21.30 Compagnia MK - Michele di Stefano Vincitore del Premio UBU per la danza nel 2019, Bermudas è un sistema di movimento ipnotico e coinvolgente in cui ogni performer esiste accanto agli altri costruendo un mondo ritmicamente condiviso. Biglietto unico: 7 euro + diritti Vivaticket. Info: www.festivaldanzaestate.it sabato 8 agosto ore 21.30 Graces Silvia Gribaudi Performing Arts spettacolo di Silvia Gribaudi con Matteo Marchesi, Siro Guglielmi, Luca Rampazzo e Silvia Gribaudi Graces, Premio Danza&Danza come miglior Produzione italiana dell’anno 2019, è l’ultimo liberatorio spettacolo di Silvia Gribaudi, che con umorismo ed empatia eleva l’imperfezione umana a forma d’arte. Biglietto unico: 7 euro + diritti Vivaticket info: www.orlandofestival.it www.festivaldanzaestate.it

lunedì 10 agosto ore 21.30 Perpendicolare con Cristina Donà e Daniele Ninarello Un innesto affascinante e multidisciplinare tra il mondo musicale di Cristina Donà e la danza del coreografo Daniele Ninarello, plasmati e cuciti insieme dal musicista e compositore Saverio Lanza. Biglietto unico: 7 euro + diritti di prevendita Vivaticket info: www.orlandofestival.it, www.festivaldanzaestate.it mercoledì 12 agosto ore 21.30 Annie di e con Marialice Tagliavini La vera storia di Annie Londonderry, giovane americana che nel 1894 lasciò, in seguito ad una scommessa, la sua famiglia (marito e tre figli) e fece il giro del mondo in bicicletta in solitaria. Biglietto unico: 7 euro + diritti di prevendita Vivaticket info: info@teatrodesidera.it www.teatrodesidera.it venerdì 14 agosto 21:30 Eccentrici NIight (Orobic Edition) Varietà con artisti della provincia di Bergamo di livello nazionale e internazionale con Lorenzo Baronchelli e Matè Teatro, O’Cipher Company, BrassatoDrum La Notte degli Eccentrici! Una imprevedibile serata con tanti ospiti per un varietà comico demenziale imperdi- bile! Si alterneranno sul palco, rigorosamente distanti tra loro, alcuni dei più interessanti prodotti tipici del buon umore locale

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mercoledì 19 agosto ore 21 Bergamo Jazz Festival Enrico Rava Special Edition Opening act: Francesco Chiapperini Insight tromba & flicorno Enrico Rava sax tenore Francesco Bearzatti, chitarra Francesco Diodati, piano Giovanni Guidi, contrabbasso Gabriele Evangelista, batteria Enrico Morello, Francesco Chiapperini Insight, clarinetti Francesco Chiapperini, pianoforte, piano elettrico Simone Quatrana, chitarra Simone Lobina Superata nel 2019 la soglia degli ottant’anni, Enrico Rava celebra se stesso e la sua musica con una Special Edition che raggruppa i musicisti che più gli sono stati vicino negli ultimi anni. biglietto unico: 7 euro + diritti di prevendita Vivaticket info: www.teatrodonizetti.it sabato 22 agosto ore 21.30 Nel cuore di Gaetano Una serata con Carmela Remigio, Paolo Bordogna e... presenta Francesco Micheli soprano Carmela Remigio, baritono Paolo Bordogna, pianoforte Sem Cerritelli Una serata dedicata alle più celebri melodie scritte da Gaetano Donizetti, condotta da Francesco Micheli con la partecipazione di importanti solisti che frequentano con assiduità il repertorio donizettiano. Biglietto unico: 7 euro + diritti di prevendita Vivaticket info: www.teatrodonizetti.it, www.gaetanodonizetti.org lunedì 24 agosto 2020 ore 17 Borghi&Burattini - XXV edizione I burattini Cortesi Una bella principessa e un dolce pastore si amano, ma il loro amore viene contrastato dal prepotente principe Korvak. Affiancato dal servile consigliere Mortimer e forte delle magie escogitate dalla strega Micillina, il losco personaggio sembra aver la meglio. Provvidenziale sarà l’intervento di Gioppino. Biglietto unico: 2 euro + diritti di prevendita Vivaticket info: info@fondazioneravasio.it

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LAVORO

SITI WEB i PrinCiPali errori degli imPrenditori italiani

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rmai, quasi la totalità delle attività imprenditoriali possiede un proprio sito web. Uno strumento indispensabile per farsi conoscere, presentare i proprio prodotti o servizi, incontrare gli attuali clienti e quelli potenziali. Affinché, però, un sito possa essere considerato efficiente, ovvero, porti un miglioramento per l’impresa, convertendo gli utenti che lo visitano in clienti che acquistano, deve rispettare determinati parametri.

IL 68% NON SA COME VALUTARE L’EFFICACIA DI UN SITO, L’89% È CONSAPEVOLE DELL’IMPORTANZA DEL COPY PER LE VENDITE, IL 75% VORREBBE MIGLIORARE LE PRESTAZIONI DEL SITO

Per verificare lo stato attuale dei siti delle imprese italiane, Copy Persuasivo, agenzia specializzata in copywriting persuasivo, ha analizzato i dati relativi ad un’indagine su un panel di circa 250 siti web di diverse attività italiane, intervistando, inoltre, alcuni imprenditori, per valutare il loro livello di conoscenza della materia (dati Marketing01). Dall’analisi, risulta che più di un sito su due non viene aggiornato con sufficiente regolarità, il 29%, addirittura, contiene informazioni ormai vecchie relative ai contatti o all’offerta proposta. Il 64% dei siti è poco intuitivo, spesso per riuscire a trovare l’informazione desiderata si impiegano diversi minuti e oltre i 3 click (36% dei casi esaminati). Un procedimento macchinoso, che richiede troppo tempo, e molti degli utenti finiscono con l’abbandonare il sito, orientandosi verso quelli di altri competitors. Quasi l’80% è privo di elementi emozionali, risultando freddo e distante, incapace di suscitare interesse o desiderio nell’utente. “Purtroppo, non basta avere un sito web per dire di essere presenti in rete. Alcuni casi, addirittura, rischiano di minare la reputazione aziendale, facendola apparire sciatta, distrat-

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Poi, un utilizzo di immagini standard che poco hanno a che fare con i testi che risultano spesso noiosi, prolissi e troppo lunghi. Ciò, però, che mi rincuora, è sapere che la maggior parte degli imprenditori abbia la voglia di cambiare le cose”.

ta e poco precisa. – Ha commentato Andrea Lisi, fondatore di Copy Persuasivo e formatore per imprenditori e liberi professionisti. – Mio malgrado, ho constatato poca attenzione nella gestione di moltissimi dei siti web che ho analizzato. Informazioni non aggiornate, pagine statiche e senza alcuna possibilità di interazioni, in (fortunatamente) pochissimi casi inizialmente ho avuto difficoltà a capire di cosa si occupasse l’attività.

Dopo aver analizzato i risultati della sua indagine sui siti web, Lisi ha sottoposto a una breve intervista alcuni imprenditori, per valutare la loro conoscenza in merito alle potenzialità del copywriting e dei siti web in generale. Il 68% degli intervistati, ha ammesso di non sapere come valutare l’efficacia di un sito, ma l’89% è consapevole dell’importanza del copy come strumento per portare l’utente a compiere l’acquisto o a recarsi presso il negozio. Il 75% degli imprenditori non è del tutto soddisfatto del ritorno in termini di business portato dal sito e vorrebbe migliorarne le prestazioni. “Un copy che fa vendere è un copy in grado di persuadere chi lo legge, di toccare le corde giuste e portare l’utente a desiderare di acquistare quello che stiamo proponendo. In un sito, viene meno l’interazione umana e la capacità di modulare linguaggio e offerta in base a chi abbiamo davanti. Qui, tutto si gioca sulle parole, sulla capacità di emozionare nel modo giusto. Un copy realmente efficace è un tipo di scrittura che persuade e porta alla vendita. Che poi, è il motivo per cui è stato aperto il sito web” conclude Lisi.

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GRUPPO ENERCOM Il ruolo sociale dell’energia Oggi l’energia riveste un ruolo fondamentale all’interno della nostra società. Temi come la sostenibilità ambientale e l’innovazione non sono solo parole, ma fattori da considerare con la massima attenzione e responsabilità dalle aziende del settore, soprattutto a fronte del ruolo sociale crescente che un’organizzazione attiva nel mercato delle utilities deve avere. Lavorare costantemente con un occhio al futuro, dedicando risorse e programmi continuativi per lo sviluppo della sostenibilità ambientale e dell’innovazione è da 70 anni una prerogativa del Gruppo Enercom. Forte proprio dei suoi 70 anni di attività, il Gruppo Enercom, con sede a Crema, è oggi una delle maggiori realtà italiane private del settore Energy & Utilities. Composto da 6 società indipendenti, opera in 5 principali aree di business nel mercato dell’energia: produzione, distribuzione, vendita luce e gas, efficientamento energetico e servizi. Il Gruppo vanta inoltre una filiera completamente sostenibile, dalla produzione, all’efficientamento, fino alla vendita di energia verde 100% rinnovabile. “Operare nel mercato dell’energia è una grande fortuna e un onore, ma anche una responsabilità altrettanto grande - afferma Cristina Crotti, Amministratore Delegato del Gruppo Enercom - ciò che facciamo incide sul presente e sul futuro di tutti. Per questo lavoriamo perché domani sia un giorno

La sede del Gruppo a Crema (CR)

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IL GRUPPO ENERCOM LAVORA CON UNO SGUARDO RIVOLTO AL FUTURO E AL RUOLO SOCIALE DEDICANDO RISORSE E PROGRAMMI ALLO SVILUPPO DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E DELL’INNOVAZIONE migliore. Il nostro lavoro può far sì che le persone vengano soddisfatte e spesso anticipate nei loro bisogni, e che il benessere della società aumenti e progredisca, in una logica valoriale pulita nelle intenzioni ed efficace nei risultati”. “Lavoriamo ogni giorno con passione ed efficacia.continua Cristina Crotti - secondo principi di equità e giustizia e continuità. Siamo aperti agli stimoli che arrivano dall’esterno e disponibili a mettere in condivisione il nostro sapere. La nostra vita, lavorativa e non, cambia ogni giorno: cambiamo noi e anche l’ambiente intorno a noi. La nostra mente deve rimanere aperta a questi cambiamenti per percepirli appena possibile, ascoltarli con curiosità, analizzarli, ed eventualmente, farli nostri”. La storia La prima cellula dell’attuale Gruppo Enercom nasce nel 1950 quando, a Crema, inizia l’attività del-

Sopra, Porta Serio a Crema. Illuminazione artistica a cura di SIMET srl, Gruppo Enercom. Sotto, interno Pala Taliercio di Venezia. La società sportiva Reyer di Venezia ha deciso di mettersi in contatto con una azienda del Gruppo per rendere più efficiente l’illuminazione del proprio Palazzo dello Sport

la Bonizzoni e Bernardi Officina Gas, che sarebbe poi diventata SIBB (Società Industriale Bonizzoni e Bernardi). L’antica Officina del Gas di Crema, costruita nel 1873, è ancora oggi il luogo della sede del Gruppo. Sempre nel 1950, ma a Padova, nasceva la Simet, la società che oggi si occupa di Illuminazione pubblica, Smart City ed efficientamento energetico. Due anni dopo Domenico Crotti, padre dell’attuale Presidente del Gruppo, veniva assunto in SIBB e fin da subito intuiva come, in un’Italia priva di reti di distribuzione gas, fornire ai Comuni gli impianti completi “chiavi in mano” sarebbe stata una scelta vincente. Inizia così, nel 1952, la fase di espansione delle attività e da quel momento, in un susseguirsi di acquisizioni di concessioni per la costruzione e gestione delle reti di distribuzione gas, le società guidate dallo stesso gruppo imprenditoriale si moltiplicano, come si moltiplicano i Comuni serviti dalle reti di metano. Dopo la morte di Dafne Bernardi, fondatore della SIBB, nel 1984 Domenico Crotti, con la totale fiducia di tutti i soci, assume saldamente le redini di quello che è un gruppo attivo non solo nella distribuzione ma anche nella costruzione reti, nella posa dei contatori e nella fatturazione agli utenti. Dal 1990 entra in azienda Cristina Crotti, una delle due figlie di Domenico che, per la prematura scomparsa di Domenico stesso, si trova in pochi anni a dover gestire un gruppo importante, che nel 1996 arriva a fatturare 100 miliardi delle vecchie lire con 115 dipendenti e più di 100 Co-

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250 DIPENDENTI, 150.000 CLIENTI, 160ML DI FATTURATO, 12ML DI INVESTIMENTI IN INFRASTRUTTURE, 245ML DI MC DI METANO E 120ML DI KWH DI ENERGIA VENDUTI GRAZIE ANCHE AI 31 PUNTI VENDITA

Il Sostegno all’innovazione e al territorio Se il passato è storia, il campo da gioco del Gruppo è il futuro. “I nostri 70 anni di storia sono lì a dimostrare come in Italia si possa fare impresa fondando l’attività su principi solidi e condivisi continua Cristina Crotti - E anche come si possa affrontare le nuove sfide, adattarsi ai cambiamenti del contesto generale, accogliere e sviluppare gli stimoli con uno slancio propositivo. Noi stiamo già lavorando per i futuri 70 anni”. Numerosi sono infatti i progetti e le iniziative volti all’innovazione che il Gruppo sostiene ogni giorno con la sua attività. Tra queste, ad esempio, Enercom è partner dell’European Institute of Innovation & Technology (EIT) con cui collabora per lo sviluppo di progetti R&D e sostiene la ricerca 2020 dell’Osservatorio Startup Intelligence del Politecnico di Milano. Inoltre, l’Azienda porta avanti un programma di “Inside innovation” aziendale, coinvolgendo direttamente i propri dipendenti in un “Laboratorio delle Idee” articolato in momenti formativi che si protendono al futuro e alla creazione di una cultura d’impresa omogenea. Tutti i dipendenti del Gruppo, all’interno dello spazio digitale di comunicazione e condivisione interna ENERCOMMUNITY, hanno un contenitore virtuale in cui segnalare idee e innovazioni relative a prodotti, servizi, processi o welfare aziendale. Le idee vengono poi analizzate ed eventualmente approfondite dal team degli Innovactors, i manager che all’interno del Gruppo si occupano di innovation. Un’attenzione particolare è poi rivolta al territorio. Il Gruppo Enercom supporta importanti realtà locali del mondo della cultura, del volontariato e dello sport, collaborando attivamente al loro successo, sicuro di ricevere in cambio molto di più, in termini di umanità e condivisione.

La dr.ssa Cristina Crotti Presidente del Gruppo

muni gestiti. Nel 2001 la GEI diventa capofila e si arriva all’incorporazione per fusione delle società SIBB, Olona, A.Di.M. e DIME. In seguito alla liberalizzazione del mercato della vendita gas nel 2002 e per obblighi normativi sopravvenuti, tutte le società del Gruppo trasferiscono alla neocostituita Enercom Luce e Gas l’attività di vendita, mentre la GEI continua autonomamente il proprio percorso di sviluppo. Il 2018 segna l’ingresso nel Gruppo della Simet, di cui abbiamo parlato qui sopra. All’inizio del 2020 vengono rafforzate le attività di produzione di energia rinnovabile ed il Gruppo, anche attraverso ENERCONNECT si troverà tra un paio d’anni a gestire una produzione autonoma di più di 13.700.000 kWh annui.

Interno di un negozio Enercom Luce e Gas. In zona Garda il Gruppo ha 3 punti vendita

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Oggi il Gruppo Enercom opera attraverso 6 società indipendenti nel mercato delle utilities e dell’energia, dalla produzione alla distribuzione, dall’efficientamento alla vendita, dall’illuminazione pubblica ai servizi e prodotti per la Smart City e la Smart Home. Attualmente conta 250 dipendenti, 150.000 clienti, 160 ml di fatturato consolidato, 12 ml di investimenti in infrastrutture, 245 ml di mc di metano e 120 ml di kwh di energia venduti grazie anche ai propri 31 punti vendita nei territori serviti, di cui 3 in zona Garda (Castelnuovo del Garda, Valeggio sul Mincio ed il partner di Bussolengo).

Innovation2live In ambito “Open Innovation” il Gruppo ha lanciato la call4startup innovation2live che da due anni ha aperto alla collaborazione diretta con startup su progetti d’avanguardia legati alla tecnologia smart home. Lo scorso 21 luglio sono state annunciate le vincitrici dell’edizione di quest’anno, quattro startup che si sono distinte per i progetti innovativi nel settore Energy & Utilities con un impatto positivo per i clienti finali e aziendali, innovando tra le mura di casa, nelle aziende o fuori, nelle città. Si tratta di Ecohydrotec srl, Latitudo 40 srl, Regalgrid Europe srl e Seares srl che operano trasversalmente nei settori della nautica, dell’energia sostenibile, dell’automotive e delle tecnologie spaziali. Le quattro vincitrici avranno l’opportunità di iniziare un percorso di sviluppo dei loro prodotti insieme al Gruppo Enercom, promuovendo la cultura della sostenibilità e della responsabilità.

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MEPRA

Protagonista, in tavola, del made in Italy Mepra nasce a Lumezzane (BS) nel 1947, ma la storia imprenditoriale della famiglia Prandelli inizia molti anni prima: nel 1901, i fratelli Bortolo, Francesco e Giovanbattista fondarono infatti la prima impresa di famiglia (la Prandelli). L’azienda si occupava di lavorazioni metalliche contoterzi e, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, produceva proiettili per l’esercito Italiano. Con la fine della guerra, si presentò la necessità di riconvertire lo stabilimento e i tre figli di Giovanbattista, Pietro, Felice e Giacomo, fondarono la Mepra, acronimo di Metallurgica Prandelli. L’azienda bresciana oggi si occupa della produzione di posate e altri articoli in acciaio per la ristorazione e rifornisce, al dettaglio, i migliori negozi del mondo. Il tutto usando solamente i migliori materiali e prestando la massima cura alle finiture. Combinando l’esperienza maturata nel settore delle forniture alberghiere con il gusto per il design, rivolto alle più raffinate boutique di lista nozze e articoli per la casa, Mepra ha sviluppato, accanto ai prodotti tradizionali, una serie di articoli innovativi e di avanguardia, che seguono le nuove tendenze della moda e della ristorazione. Ogni collezione di Mepra nasce da un concetto unitario applicato a una gamma completa di prodotti, composta da posateria, vasellame, pentolame e complementi d’arredo. Per soddisfare la propria

PER MEPRA IL GUSTO PER IL DESIGN E LA RICERCA DELLA MASSIMA QUALITÀ SI SPOSANO CON IL SAPORE DELLA TRADIZIONE DELLA TAVOLA E DELLA CUCINA ITALIANA. clientela l’impresa pone un’elevata attenzione alla qualità intrinseca (spessori e pulitura), funzionale (attenzione all’uso) ed estetica (design) di tutta la produzione. La massima qualità è garantita anche dalla certificazione di processo, di prodotto e di progetto. L’innovazione di prodotto è fondamentale per il successo aziendale, a tal punto che ogni anno viene proposta almeno una collezione completamente nuova e vengono effettuate innovazioni incrementali sui prodotti esistenti. Il continuo lancio di nuovi prodotti ha portato il catalogo Mepra ad essere composto da oltre 8.000 referenze, che soddisfano diversi gusti e stili di vita. Mepra si propone quindi come azienda leader proattiva in grado di anticipare e guidare le tendenze della moda. Grazie poi all’esperienza e alla competenza dei dipartimenti interni di marketing e progettazione è in grado di trasformare un’idea in un prodotto

in poche settimane. L’azienda non si limita a creare nuovi prodotti, ma sviluppa concetti che porta sul mercato attraverso collezioni complete che riflettono i vari stili. Creatività e design vengono ogni giorno supportati dalla ricerca della massima qualità. Ciò comporta l’utilizzo dei migliori acciai 18/10 e la massima cura del processo di pulitura. Il 100% della produzione è sottoposto a meticolosi controlli prima di essere depositato in magazzino. Con più di 100 agenti e distributori l’azienda è oggi presente nei principali paesi in 5 continenti. Mepra è protagonista del “Made in Italy”. Gli oggetti per la cucina, la tavola e l’arredamento, pur rispondendo ai mutevoli costumi del vivere, rispettano le regole dell’educazione, della tradizione e della cultura del nostro popolo, che, ogni giorno ed a tutte le latitudini, sta insegnando attraverso la moda, il design e la cucina, la vera essenza ed il

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significato dell’Italian Life Style. Per rispondere alle esigenze dei consumatori più esigenti, Mepra ha inoltre sviluppato un network di collaborazioni con alcuni tra i più famosi designer italiani (un nome tra tutti: Angelo Mangiarotti), così come con giovani designer di talento che lavorano per l’azienda a tempo pieno o su progetto. La solida esperienza di Mepra e l’incessante ricerca estetica di Pininfarina hanno dato vita a una collezione di pentole e posate all’insegna dei valori di sempre: bellezza, purezza e innovazione. Con il suo look contemporaneo ed essenziale, STILE porta in cucina l’eleganza senza rinunciare alla funzionalità, rendendo l’esperienza del cucinare ancora più soddisfacente. Non solo ricerca stilistica, ma anche attenzione

Villa Baiana

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per la sicurezza, l’ergonomia e la funzionalità, rendono STILE un concentrato dell’eccellenza italiana, espressione di un approccio innovativo al design in grado di mettere al centro le persone, i loro desideri e le loro esigenze. La collezione di pentole STILE ha conquistato, nel 2018, il RedDotAward, uno dei più prestigiosi premi di design a livello mondiale, mentre la linea di posate lo scorso anno ha ottenuto, dal Chicago Athenaeum, il Good Design Award. Mepra produce anche complementi d’arredo, come Atmosfera: una linea di vasi, contenitori e vassoio portaoggetti realizzati in acciao inossidabile 18/10 rivestito di resina bicomponente poliuretanica ad alta resistenza (spesso usata nel settore automobilistico di lusso) e proposta in tre

varianti cromatiche (grigio antracite, bronzo e oro). Tra le ultime nate sul fronte posate va invece sicuramente menzionata Perla: con questa nuova linea Mepra ha scelto di proporre un vero e proprio “salto nel passato”. Lo stile di queste posate, realizzate in acciaio inossidabile 18/10, lucidate a specchio, dello spessore di 4 millimetri, richiama un decoro classico in bassorilievo tipico dell’epoca Luigi XVI. Sempre ispirata al passato, ma più recente e precisamente ai mitici anni Cinquanta, è invece Original Vintage, una linea di posate e complementi per la tavola che riprende in toto le forme che andavano di moda negli anni del “boom economico”.


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ZAMBAITI PARATI

Una storia italiana tra tradizione e innovazione Zambaiti Parati nasce nel 1973 nel territorio di Albino (Bergamo), fondata da Ferruccio Zambaiti, tuttora presente in azienda in qualità di presidente, e oggi guidata dal figlio Davide, CEO. Nel contesto storico degli anni Settanta, la carta da parati era un materiale d’uso molto richiesto in Italia nella pratica arredativa; negli anni seguenti, con il progressivo calo dei volumi consumati e il crescere di una concorrenza di basso prezzo, l’export è diventato uno sbocco necessario. Una preminenza tecnologica e la capacità di creare innovazione come fattore di successo sui mercati internazionali ha consentito a Zambaiti Parati di conquistare grande rinomanza a livello internazionale e oggi l’azienda può contare su una rete di distributori presente in quasi tutti i Paesi del Mondo, con una prevalente vocazione all’export e una collaborazione assidua con il canale della distribuzione classica, costituita da showroom specializzati. Importante lo step dell’apertura di uno stabilimento in Cina nel 1998 e di uno in Russia nel 2014 e l’apertura di filiali dirette in Francia, Gran Bretagna e in altri Paesi. Il prodotto ‘carta da parati’ in Italia ha conosciuto nel frattempo un’evoluzione radicale, passando da materiale edile ad articolo per l’arredamento. Questo trend ha fatto sì che Zambaiti Parati, da qualche anno a questa parte, sia ritornato a guar-

ALLA BASE DELLA VISIONE DI ZAMBAITI CI SONO I VALORI DEL MADE IN ITALY: INNOVAZIONE TECNOLOGICA E CREATIVITÀ. dare con rinnovato interesse all’Italia per quanto riguarda la produzione. Di questa dinamica verso la qualità e la fascia alta del mercato fa parte il dialogo costante messo in atto dall’azienda con architetti e interior designer, con un inserimento sempre più accentuato nel contesto del contract. Si può dire che l’azienda abbia ‘cambiato pelle’ lavorando, in modo diverso, su una base di customizzazione estrema: questo è il nuovo percorso che Zambaiti Parati vuole raccontare al mercato, rafforzando al contempo una serie di relazioni nuove.Questo non significa dimenticare ciò che per l’azienda rappresenta ancora il 95 per cento della produzione: il dualismo che caratterizza questa fase della sua vita sta nel rapporto con una parte di clienti che ragiona in termini di forniture edilizie e una nuova frontiera commerciale con cui sono iniziati i primi approcci. Un nuovo mondo, nella visione della proprietà e

In alto: Collezione Murella 5. Qui sopra: Collezione Elite. A lato, nella foto grande: Collezione Architexture.

del management di Zambaiti Parati, che sarà sicuramente un fattore di cambiamento e di innovazione e, in ultima analisi, di crescita dell’azienda.

Collezione Murella Bella

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Una nuova visione Alla base della nuova visione di Zambaiti ci sono i valori del made in Italy: l’innovazione tecnologica e la creatività italiana che conquista i mercati esteri. Grazie all’avvento della stampa digitale, la customizzazione diventa decisamente spinta, in dialettica con la natura industriale che da sempre caratterizza questa realtà aziendale che conta 110 addetti. Un dettaglio tecnico è quello della realizzazione diretta dei cilindri di stampa attraverso una società controllata in grado di realizzare quelle textures di goffratura e di rilievo che caratterizzano le carte da parati dell’azienda. In questo senso Zambaiti Parati è un unicum nel panorama del settore. Dallo sviluppo del soggetto decorativo al risultato finale, tutte le operazioni sono sotto il controllo dell’azienda. Il prodotto industriale alla base del successo di Zambaiti Parati è un vinilico goffrato su registro, realizzato in grandi volumi. A questo si affianca il marchio Zambaiti Contract - fortemente orientato alla customizzazione - che offre ai clienti anche altri tipi di supporti, naturali, su tessuto e si propone come partner ideale per sviluppare un prodotto personalizzato di alta gamma. Se molta attenzione continua a essere posta alle varie fasi di realizzazione del prodotto vinilico, nel

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IL PRODOTTO INDUSTRIALE ALLA BASE DEL SUCCESSO DI ZAMBAITI PARATI È UN VINILICO GOFFRATO SU REGISTRO, REALIZZATO IN GRANDI VOLUMI. A QUESTO SI AFFIANCA IL MARCHIO ZAMBAITI CONTRACT IN COSTANTE DIALOGO CON STUDI DI ARCHITETTURA E INTERIOR DESIGN.

dell’azienda. In base alle altre tipologie di collezioni possono nascere partnership più o meno strette, anche se è importante sottolineare che la regia è sempre dell’Ufficio Tecnico Zambaiti.

nuovo progetto aziendale c’è una ricerca di supporti innovativi che va con determinazione nella direzione della sostenibilità, sia nelle fasi di produzione sia nel ciclo di vita del prodotto stesso. Zambaiti Parati dispone di un reparto creativo che si occupa della Ricerca e Sviluppo di nuovi prodotti. Qui lavorano persone con un’esperienza maturata nel settore dell’arredamento e del design, ma il team si avvale anche di risorse giovani con un talento creativo e con grosse potenzialità di crescita. Non va dimenticato il tema delle licenze e delle collaborazioni con soggetti esterni di grandissima rilevanza a livello di brand e di grande notorietà sul mercato del fashion e dell’automotive, con le quali è attivo uno scambio di idee e di concetti per la realizzazione dei prodotti di cui l’azienda è

Collezione Unica

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Una gamma ampia di prodotti La gamma di proposte a catalogo è di per sè ricchissima. Tutti i pannelli decorativi sono realizzati utilizzando come base un supporto di qualità appositamente prodotto da Zambaiti e certificato Bs2-d0. Per questo motivo sono idonei per essere impiegati in camere d’albergo, bar, ristoranti e/o in quelle situazioni dove i materiali devono essere certificati e resistenti al fuoco. Sono prodotti in tre versioni: Pannelli Standard, realizzati con grafiche e colori proposti dall’azienda nella misura di 510x300 cm. Pannelli Tailor Made, realizzati partendo dalle grafiche standard ma prodotti in misure speciali secondo le richieste dei clienti. Pannelli Full-Personalized, interamente realizzati con disegni, grafiche, colori a richiesta del cliente. I rivestimenti murali con rilievo a registro abbinano alla gioia degli occhi il piacere del tatto e creano tutto un mondo di motivi astratti, naturalistici, floreali, reminiscenze di decori classici a tinte unite, sfumate e mixate. A garanzia e tutela dei clienti, tutti i prodotti sono conformi alle più severe Norme Europee sulla qualità: UNI EN 233:1999 e UNI EN 259-1:2001, non contengono ftalati, formaldeide, antimonio, sono certificati A+4 e FSC. Sempre pronti a magazzino e venduti in rotoli da h 53 cm x 10 metri, grazie al rilievo a registro che segue e sottolinea le forme del disegno o delle textures, questi pannelli sono un prodotto con caratteristiche estetiche inimitabili. Collezione Trussardi WallDecor 5

licenziataria. Gli spunti della creatività sono molteplici, a seconda dei mercati di sbocco: per il mercato russo si lavora prevalentemente su soggetti classici, mentre le collezioni destinate ai mercati dell’Europa occidentale, in cui al marchio Zambaiti Parati si affianca il marchio Murella, sono più vicine al gusto del design europeo. Alcune collezioni nascono dalla collaborazione esclusiva con clienti di rilievo e nel mondo del contract si lavora in dialogo costante con professionisti del settore, architetti e designer. Più in generale, le collezioni a marchio Zambaiti Parati e Murella nascono da proposte interne

Zambaiti Parati Spa Via Pertini, 2 24021 Albino (BG) Italy Tel. +39 035 759111 www.zambaitiparati.com info@zambaitiparati.com

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ECO&GREEN

FOCUS di GiAcOmO GAbriElE mOrElli

di bENEdETTA bOTTurA

UNA NUOVA FOOD FOREST PER MILANO Food Forest il bosco edibile di Milano. Un progetto verde che punta a rinverdire Milano e ad avvicinare i cittadini alla natura. Chiunque può adottare un albero e seguirne la crescita. Le piante si adottano sul portale wownature.eu. Chi adotta gli alberi, potrà godere dei loro frutti, anche se naturalmente ci vorrà qualche anno. Fin da subito, però, si potrà girare per il bosco scegliendo tre percorsi divisi per stagioni: autunno, primavera ed estate. Lungo i sentieri verranno posti segnali con QR code per conoscere le piante, le loro proprietà e come queste si possono usare in cucina. Il bosco sarà piantato nel Parco Nord di Milano e prevederà 2000 piante tra arbusti e alberi, da frutto, ma anche medicinali. Tra le piante scelte, tutte autoctone, ci sono frassino ciliegio acero, biancospino, carpino, nocciolo, sanguinella, melo selvatico, tiglio, pero selvatico, prugnolo, rosa

LA TECNOLOGIA IN SOCCORSO DEI CUCCIOLI DI CAPRIOLO canina e quercia. La food forest nasce dalla collaborazione dell’Università di Padova con la catena di ristoranti That’s Vapore che ha organizzato anche i Green Saturdays, il 50% del ricavato dei piatti vegetariani ordinati di sabato, sarà destinato al bosco. Nella zona di via Cavriana, c’è un altro bosco edibile, attivo dal 2016 e curato dall’associazione CasciNet, che ha preso il posto di una discarica, riempiendola di alberi, cespugli e piante officinali.

Nel periodo tardo primaverile/estivo presso il mondo animale è tempo di nascite. Gli animali che per la riproduzione si avvalgono di tane sotterranee o di nidi sopraelevati in genere non subiscono grandi interferenze per la crescita dei piccoli, diverso invece il destino di cuccioli e nidiacei collocati al suolo, decisamente più esposti a predazioni e soprattutto a minacce di mezzi agricoli. Le note più dolenti giungono infatti dall’agricoltura, che vede oggi l’impiego di mezzi potenti e veloci che non permettono l’individuazione nell’erba alta dei nidi

FAUNA

BUONE NOTIZIE I KOALA TORNANO A CASA I koala sono tornati a casa. Gli incendi che hanno devastato l’Australia, hanno lasciato senza casa milioni di animali scampati alle fiamme. Gli animali dopo aver ricevuto cure e nutrimento, sono finalmente pronti per tornare a casa sui loro eucalipti. Purtroppo gli incendi hanno devastato migliaia di ettari di foreste e ucciso circa mezzo

CURIOSITÀ

DRONI E BOLLE DI SAPONE AL POLLINE I fiori s’impollinano con le bolle di sapone. Le api sono gli insetti impollinatori più efficienti della natura, purtroppo a causa di pesticidi e inquinamento il loro numero si è drasticamente ridimensionato. Eijiro Miyako, ricercatore del Japan Advanced Institute of Science and Technology, ha elaborato una soluzione: le piante vengono impollinate da bolle di sapone rilasciate da droni. In laboratorio le bolle di Miyako sono state addizionate con grani di polline e nutrienti e distribuite sui fiori con una pistola spara-bolle. In natura, a causa principalmente del vento, la distribuzione del polline è più difficoltosa, ma l’uso dei droni ha reso l’operazione molto più precisa. Le bolle scoppiando sugli stigmi, le parti femminili dei fiori, rilasciano il polline. Rispetto all’impollinazione manuale, quella con le bolle consente d’impollinare molte più piante con la stessa quantità di polline.

n. 3 Giugno-Luglio 2013

miliardo di animali. Fortunatamente gli eucalipti crescono in fretta e gli alberi stanno rimettendo le foglie, anche grazie alle abbondanti piogge di quest’anno. La ripresa dell’habitat ha permesso il reinserimento dei koala in natura. La liberazione dei koala è il segno di ripresa che l’Australia stava aspettando.

LA SETE È FINITA Quench sea trasforma l’acqua di mare in acqua potabile. Circe la metà della popolazione mondiale non ha accesso all’acqua potabile. Trovare delle soluzioni a questo problema è il sogno di molti. La Hydro Wind Energy sembra aver dato un contributo decisivo creando Quench sea. Si tratta di un dispositivo che desalinizza e depura l’acqua di mare. È portatile e soprattutto economico, il costo è di 53€. Il dispositivo funziona con l’osmosi inversa. Sfruttando l’energia meccanica, infatti il dispositivo è azionato da una manovella, Quench sea pare essere in grado di desalinizzare fino a 3 litri d’acqua in un’ora. Quench sea è al momento disponibile su Idiegogo, il sito che ne sta curando la campagna di crownfounding. Le vendite stanno andando molto bene e l’obiettivo economico è stato raggiunto e superato. Quench sea è stato testato da TÜV NORD, che è una delle più grandi e rispettate organizzazioni indipendenti di ispezione, certificazione e collaudo al mondo.

e dei cuccioli delle specie selvatiche, provocando ingenti danni. Piccoli di lepre, fagiano, starna, anitra selvatica, ecc., ma pure uova e adulti in cova, non sfuggono alle lame degli attrezzi impiegati per gli sfalci periodici dei fieni o per le trebbiature dei prodotti maturi. Questa triste realtà non riguarda esclusivamente l’agricoltura di pianura/collina, di gran lunga la più meccanicizzata, ma è estesa anche ai prati stabili di montagna, dove a farne le spese sono i cuccioli di capriolo. Per il parto la madre sceglie infatti quasi sempre l’erba alta, morbida e mimetica dei prati. Da pochi anni la tecnologia ha permesso però alle organizzazioni venatorie più intraprendenti (animalisti e ambientalisti: non pervenuti) di intervenire prima che il danno sia irreparabile. Sui prati vengono fatti librare droni

speciali dotati di termocamere, che individuano i cuccioli nascosti tra l’erba grazie al calore che essi emanano, permettendo agli operatori di prelevare questi ultimi prima del passaggio dei macchinari agricoli. I cuccioli vengono deposti in salvo al margine del bosco, dove la madre in seguito li ritroverà incolumi grazie ai loro flebili richiami. I piccoli vengono prelevati dopo essere avvolti da abbondante fieno in modo che non resti sul loro corpo l’odore dell’uomo, cosa che provocherebbe l’abbandono della madre (regola rigorosa per gli escursionisti: se trovate un cucciolo di capriolo non toccatelo, e lasciatelo dov’è).

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TERRITORIO

IL GAL GARDA E COLLI MANTOVANI A curA di m.T. SAN juAN

Il territorio del Gal spazia in 10 comuni della fascia costiera del lago dei Garda e immediato entroterra, comprendendo tre comuni rivieraschi del fiume Mincio. Si tratta un’area Leader dell’estensione di 359,282 chilometri quadrati di marcata vivacità economica, sia sul versante produttivo sia su quello dei flussi turistici, con un rilevante patrimonio culturale, ambientale e rurale, che si sviluppa in parte in provincia di Brescia (Desenzano del Garda, Lonato del Garda, Pozzolengo, Sirmione) e in parte in provincia di Mantova (Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Monzambano, Ponti sul Mincio, Solferino, Volta Mantovana). La popolazione residente è di circa 100 mila abitanti, nel territorio sono operative 1816 aziende agricole e 103 agriturismi. Il Gal Garda e Colli Mantovani si è costituito in società nel dicembre 2016, dopo aver svolto attività di animazione con i portatori d’interesse del territorio. Ne è nato il Piano di Sviluppo Locale (PSL) denominato “Garda Green: colori, saperi e sapori che si fondono” che ha ottenuto dalla direzione generale Agricoltura di Regione Lombardia i finanziamenti richiesti che ammontano a € 6.020.000,00 per la

Misura 19.2 con i quali si sta provvedendo a ultimare i bandi per il territorio, oltre a euro 923.312,88 per la gestione. L’ambiente climatico favorevole ha determinato con varie modalità la funzione e l’aspetto del territorio, che in agricoltura è fortemente caratterizzato dalla presenza della vite e dell’olivo: i prodotti d’eccellenza del territorio. Gli ettari di terreni coltivati a olivicoltura sono 173,96 con 42.184,8 piante di olivo e una produzione annua di 1.567,58 quintali di olio (stima). In merito alla produzione vitivinicola l’area si può suddividere in tre zone: Lugana, Valtènesi e Colline mantovane. Tra i soci infatti, oltre ai comuni citati, al Parco Regionale del Mincio, e altri soci privati, vi sono tutti e quattro i Consorzi di produzione e tutela vini. L’ASSEMBLEA APPROVA BILANCIO E PROGRAMMI 2020 “I rappresentanti dei 10 comuni e gli altri soci del Gal Garda e colli Mantovani nel corso della recente assemblea annuale ordinaria hanno dato il via libera alla relazione previsionale sulla programmazione 2020 e hanno preso atto dell’aggiornamento sull’at-

tuazione del Piano di sviluppo Locale del GAL che ha visto, nel corso del 2019, la pubblicazione di 14 bandi rivolti alle imprese ed agli Enti pubblici – spiega dalla sede amministrativa di Villa Mirra a Cavriana l’amministratore unico del Gal Mauro Belloli -. Sono stati presentati 30 progetti, dei quali 24 valutati come ammissibili e quindi accolti e in fase di svolgimento, per una richiesta complessiva di 2.163.817,00 euro pari al 35,94% dei fondi europei disponibili. Le risorse impegnate, articolate su cinque misure del Piano di Sviluppo Rurale, sono dedicate a sostenere progetti di sviluppo e valorizzazione della filiera vitivinicola, di realizzazione di percorsi e servizi per la valorizzazione e fruizione turistica, per il sostegno all’identità culturale del territorio e per rafforzare la sostenibilità ambientale. Ulteriori risorse, per complessivi 1.543.000 euro, sono destinate alla realizzazione di progetti in itinere”. “Entro settembre dovremo comunicare alla Regione gli importi che non vengono utilizzati – conclude l’amministratore unico Mauro Belloli – ma credo di poter prevedere che il Gal impegnerà tutte le risorse disponibili:

PER TUTTA L’AREA DEL GAL VERRÀ SVILUPPATA UN’APPLICAZIONE PER TELEFONI MOBILI DEDICATA ALL’ACCOGLIENZA TURISTICA CONNESSA ALLA FRUIZIONE CICLOTURISTICA DELL’AREA COLLINARE

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n. 4 Agosto-Settembre 2020 Veduta dall’alto del castello di Sirmione


LA POPOLAZIONE RESIDENTE È DI CIRCA 100 MILA ABITANTI, NEL TERRITORIO SONO OPERATIVE 1816 AZIENDE AGRICOLE E 103 AGRITURISMI

dopo la rimodulazione di una ulteriore somma di 1.654mila euro, la cifra residua ammonta a circa 650mila euro per i quali nei prossimi mesi verranno pubblicati nuovi bandi”. Il primo pronto al varo, non appena arriverà il via libera della Regione, sarà dedicato al sostegno dei territori che sono stati impegnati a fronteggiare l’emergenza della pandemia COVID-19. Un bando speciale che, se la richiesta presentata a Milano sarà accolta, permetterà a 11 enti dell’Alto Mantovano e dell’entroterra del Garda in provincia di Brescia di accedere all’assegnazione di fondi destinati a rispondere ai bisogni essenziali delle popolazioni, conseguenti all’emergenza sanitaria. LE AZIONI IN CORSO “In questi quattro anni di vita il Gal ha permesso di avviare rilevanti interventi di valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze” sintetizza il direttore Mauro Belloli. “Le azioni in corso – spiega il dirigente -, che vanno a concretizzare la strategia del piano di sviluppo locale “Garda Green”, vengono attuate da 11 realtà private - 4 consorzi vini, un centro di ricerca e altri - e da 8 realtà pubbliche rappresentate dai Comuni o unioni di comuni”. Ecco in sintesi quanto il “motore” del Gal ha permesso di innescare sui territori. In ambito di informazione e promozione dei prodotti di qualità della filiera vitivinicola, vengono sviluppati quattro progetti di promozione sul territorio europeo dei vini in regime

di qualità e a farlo sono i rispettivi Consorzi o associazioni di consorzi (Vini Mantovani, Vini Lugana, Vini Valtenesi Doc e Garda, Vini lombardi), abbracciando così tutte le zone di produzione dell’area Gal. Innovativo e di grande respiro anche un progetto sperimentale per la sostenibilità della coltivazione della vite: interessa due aziende agricole di Sirmione e Desenzano del Garda che lo realizzeranno in parternariato con un centro di ricerca collegato all’università di Brescia. Per tutta l’area del Gal verrà sviluppata un’applicazione per telefoni mobili dedicata all’accoglienza turistica connessa alla fruizione cicloturistica dell’area collinare. Sono destinati a migliorare l’accoglienza turistica e la conoscenza dei luoghi e dei loro prodotti anche una serie di interventi che saranno attuati dagli enti locali. Nel territorio Mantovano queste specifiche risorse vanno a cofinanziare la creazione di tre nuovi punti informativi a Forte Ardietti (Ponti sul Mincio), a Solferino, nell’area di accesso alla Torre del castello di Monzambano. Il castello di Monzambano si arricchirà anche di uno spazio dedicato alla divulgazione delle tradizioni agroalimentari locali, mentre a volta Mantovana in un’ala dello storico palazzo Gonzaga Guerrieri si realizza una sala immersiva dedicata alla battaglia di Volta del 1080, tra le truppe di Matilde di Canossa e gli imperiali di Enrico IV. In ambito di valorizzazione della ruralità vengono attuati anche progetti a sostegno del cicloturismo: A Volta Mantovana si darà vita a una pista per mountain-bike, a Monzambano invece una nuova passerella ciclopedonale scorrerà lungo il canale Virgilio, portando dalla sommità del borgo collinare al percorso della “Mantova-Peschiera” e a villa Mirra di Cavriana il museo archeologico potrà potenziare gli spazi dedicati alla conoscenza della culla del sito palafitticolo Unesco.

Hotel Wöscherhof****s

Nel territorio di Brescia il Comune di Sirmione potenzia alcuni spazi della Casa-Museo del Pescatore a Punta Gro, un sito immerso nella vegetazione sulla riva del lago dedicato alle tradizioni della pesca lacustre ma già improntato all’era digitale. Lonato del Garda scommette su ben tre progetti: un sistema di cartellonistica informativa sui percorsi cicloturistici, un nuovo spazio culturale nell’abbazia benedettina di Maguzzano e infine nella Rocca che sovrasta la fortificazione che fu dominio Visconteo e dei Gonzaga, una sala dedicata alle tradizioni agricole locali, presentate in chiave di spazio immersivo attraverso soluzioni tecnologiche innovative.

www.galgardaecollimantovani.it

Veduta aerea del borgo medioevale di Castellaro Lagusello (Mn)

n. 4 Agosto-Settembre 2020

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SPECIALE PARCHI

di GiAcOmO GAbriElE mOrElli

ALLA SCOPERTA DI ANIMALI RARI E PREGIATI Visitare in poche ore un angolo di savana africana e un frammento esotico di foresta pluviale, con intercalati scorci di jungla indiana, sino a giungere al palmeto di un’isola corallina oceanica. Il tutto senza viaggi onerosi, in barba ad idiosincrasie nei riguardi di aereo, vaccinazioni e bollettini di conflitti bellici dell’ultim’ora. Dove? Sorprendentemente in un lembo di pianura Padana all’imbocco della Val Brembana, ad un tiro di schioppo da Bergamo. Il Parco Faunistico “Le Cornelle” nasce dalla viscerale passione per il mondo animale di Angelo Ferruccio Benedetti, il fondatore, che alla fine degli anni ’70 trasformò un’area agricola posta lungo il fiume Brembo in un’area faunistica, raccogliendo animali di provenienza remota per allevarli ed eventualmente mostrarli al pubblico. Da questa realtà il passo per realizzare una struttura ancor più importante fu coraggiosa, e si giunse alla inaugurazione ufficiale del Parco nel 1981; quindi una storia che si snoda in quasi quarant’anni di evoluzioni, sfide, rinnovamenti e conferme. Il Parco “Le Cornelle” è oggi un moderno Parco Zoologico, un importante centro di tutela per le specie minacciate, che ha saputo evolversi nel tempo per assumere un ruolo attivo nella conservazione della biodiversità. Ma torniamo a noi, alla visita che, incuriositi, siamo tentati di programmare. Lasciata l’auto in un razionale parcheggio, ciò che colpisce immediatamente il visitatore sin dai primi passi nell’accattivante ingresso del Parco sono l’armonia, l’ordine e la pulizia con cui sono realizzati i viali che si snodano tra i vari settori, che non contrastano, ma anzi si armonizzano, con i vari ambienti a cui via via essi conducono. Mentre camminate attraverso le varie aree, che occupano in totale uno spazio di oltre 120mila metri quadrati (visitabili in parte anche con l’apposito trenino, e dotate di un vasto centro di ristorazione), siete affascinati non solo dagli animali, ma anche dalle varie ricostruzioni degli ambienti in cui essi sono collocati, dei biotopi in cui le varie specie vivono originariamente, realizzati con vera maestria e competenza.

IL PARCO FAUNISTICO “LE CORNELLE” NASCE DALLA VISCERALE PASSIONE PER IL MONDO ANIMALE DI ANGELO FERRUCCIO BENEDETTI, IL FONDATORE

Sono stati creati ecosistemi nei quali gli animali, fra cui anche specie a rischio di estinzione, hanno una generosa libertà di movimento. Gli animali vivono in spazi ampi e naturali, comunque sempre ed ovunque visibili. In tal modo gli incontri con gli ospiti del Parco si trasformano in avventure intense e indimenticabili. Le specie di animali presenti sono circa 120, tra mammiferi, volatili e rettili, per un totale di circa 1000 animali provenienti da tutto il mondo, ospitate e tutelate all’interno di ambienti che, come si è detto, ricreano il loro habitat naturale. Simbolo del parco è la rara tigre bianca del Bengala, oggi completamen-

te estinta in natura, ma sono molte altre le specie pressoché sconosciute e difficili da osservare anche nei rispettivi continenti di origine. Ad esempio il Bongo, forse la più bella e affascinante antilope africana che vive nel fitto delle foreste pluviali, pressoché invisibile nel suo habitat, alle Cornelle è uno degli ospiti più ammirati. Stesso dicasi per il Leopardo nebuloso. E via dicendo, con due straordinari animali-sorpresa al momento in fase di ambientamento, la cui presentazione al pubblico dovrebbe essere imminente. Come accennato nell’introduzione, nel Parco si è provveduto alla realizzazione anche di particolari

n. 4 Agosto-Settembre 2020


UN PARCO CHE REGISTRA OGNI ANNO 50.000 VISITATORI Un centro di tutela della natura impegnato in programmi internazionali di riproduzione e progetti di reinsediamento: questa la filosofia del Parco Le Cornelle. Ben 120 specie di animali provenienti da tutti i continenti collocati in habitat semi naturali ricostruiti con rispetto e attenzione alle singole esigenze- E non solo animali da guardare, ma anche tante cose da imparare. Infatti le nuove tecnologie permettono di fornire molti spunti didattici su ambiente, sostenibilità e rispetto per la natura. Le strutture del Parco sono costruite sulla base di esperienze consolidate, e sono qualcosa di veramente innovativo. L’utilità e la necessità di un moderno giardino zoologico sono state ufficialmente definite dalla Conferenza di Rio del 1992, in cui si è enunciato fortemente il valore della strategia di conservazione ex situ integrata a quella in situ nella protezione e tutela della Biodiversità. Una mission articolata su tre punti cardine: conservazione, ricerca ed educazione. Conservazione: nel contribuire alla conservazione della vita animale, vegetale e del suo ambiente naturale; nel definire strategie che assicurino la sopravvivenza delle specie minacciate d’estinzione; nel tutelare e gestire, in ambiente controllato, le specie a rischio. Ricerca: per ottimizzare la gestione degli animali all’interno del parco zoologico focalizzando l’attenzione su temi quali la biologia di popolazione, il benessere animale, l’ecologia del comportamento, lo sviluppo delle capacità cognitive e la medicina veterinaria. Educazione: per aumentare la consapevolezza dell’importanza della biodiversità del nostro pianeta; per educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente; per sensibilizzare il pubblico riguardo la necessità di salvaguardare il mondo naturale. Al dott. Leonardo Delfini, responsabile marketing del Parco “Le Cornelle”, riserviamo una domanda d’obbligo. Dott. Delfini per il futuro esistono progetti nel cassetto per consolidare il già elevato appeal delle Cornelle? “Ogni anno la Direzione del parco insieme a progettisti e veterinari esperti di benessere animali progettano nuovi exhibit per migliorare la vita dei nostri animali. Naturalmente non possiamo svelare i progetti che abbiamo nel cassetto ma vi assicuriamo l’effetto “wow” ogni anno.”

SARETE AFFASCINATI NON SOLO DAGLI ANIMALI, MA ANCHE DALLE VARIE RICOSTRUZIONI DEGLI AMBIENTI IN CUI ESSI SONO COLLOCATI

aree tematiche che affiancano quelle classiche in cui sono protagonisti i grandi mammiferi. La più sofisticata è una suggestiva serra tropicale, denominata “Isola di Aldabra”, che occupa una superficie di circa 1000 metri quadrati. Nella serra è stata ricostruita l’ambientazione tipica delle isole Seychelles, con la classica vegetazione del luogo: una lussureggiante foresta ricca di molte essenze tropicali. La serra ospita un gruppo di gigantesche tartarughe delle Seychelles (300 kg di peso), alcune volpi volanti, ed altri animaletti tipici dell’ambiente tropicale. Un’altra area tematica, non meno attraente, denominata “Selva Tro-

n. 4 Agosto-Settembre 2020

picale”, consiste in una gigantesca (per altezza) struttura di 7000 mq che ospita 14 specie di animali (Lemuri, Trampolieri, Coccodrilli, ecc.) e una passerella sopraelevata che sovrasta gli specchi d’acqua sottostanti. I visitatori camminando sulla passerella si trovano a tu per tu con gli abitanti della Selva, perfettamente ambientati nel proprio habitat naturale. Nel Parco le sorprese e gli spunti di interesse quindi non mancano, che ci si stupisca al cospetto della simpatica ginnastica indiavolata dei gibboni, o al bagno degli elefanti nella loro magnifica arena dedicata, o al trotto flessuoso dei ghepardi nel vasto giardino loro riservato. In tutto questo un Parco Faunistico di elevatissimo standard, che assolve pienamente quella che è oggi la mission di riferimento di tutti i parchi zoologici del mondo: non solo semplici esposizioni di animali esotici, ma attori fondamentali della loro conservazione. Info.www.lecornelle.it



n. 6 Dicembre-Gennaio 2013

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NATURA E INNOVAZIONE

di AlESSANdrA fuSÉ

AMBADUÉ E LE SUE FORMULAZIONI AMBADUÉ è un brand italiano di eco bio cosmesi: ottime formulazioni con attivi certificati di derivazione naturale e biologica. Formule altamente concentrate con attivi di derivazione vegetale e biologica. Un perfetto equilibrio tra materie prime vegetali e le più innovative tecnologie biochimiche per prendersi cura di se stessi in modo biologico, vegano e italiano. Nella foto, Golden Oil – Luxurious Transformation: si tratta di un ricostituente e riequilibrante della fibra capillare grazie alla presenza di squalene, molecola chimica caratterizzante il sebo del cuoio capelluto. Previene la comparsa delle doppie punte e combatte efficacemente la disidratazione, donando morbidezza, nutrimento, luminosità e fotoprotezione anche alle lunghezze. Info: www.ambadue.com

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Salute & bellezza 28 DAYS BEAUTY RITUAL

4 SETTIMANE

DI BELLEZZA

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INTERVISTA AL DOTT. GIUSEPPE LIMONGELLI

LA MALATTIA DEI RE

EMOFILIA E GENETICA

Cos’è l’emofilia e quali sono i sintomi della malattia? Ce lo spiega il Professor Giuseppe Limongelli, Direttore del Centro di Coordinamento Malattie Rare, Regione Campania. «L’emofilia, conosciuta anche come “la malattia dei Re”, è una patologia rara di origine genetica dovuta a un difetto nella coagulazione del sangue. I geni che codificano la sintesi dei fattori della coagulazione VIII e IX sono situati sul cromosoma X: la malattia, quindi, colpisce soprattutto i maschi, mentre le donne possono essere portatrici sane. È estremamente raro che una donna sia colpita da emofilia. Si distinguono due forme di emofilia: la A,

in cui manca il fattore VIII ed è quella più frequente, e la B in cui manca il fattore IX. I sintomi sono praticamente identici nei due casi e consistono in emorragie più o meno gravi a seguito di traumi, ferite, operazioni chirurgiche oppure emorragie spontanee. Le principali complicanze dell’emofilia sono gli emartri, sanguinamenti che avvengono all’interno delle articolazioni e che, se non trattati in modo adeguato, possono portare ad artropatia cronica e disabilità». Quante sono in Italia le persone affette da questa patologia rara? «Secondo gli ultimi dati (2017) diffusi dal Registro Nazionale Delle Coagulopatie

Congenite dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia sono 10.627 i pazienti affetti da malattie emorragiche congenite: di questi, 4.179 sono affetti da emofilia A e 898 da emofilia B. La gravità della malattia viene determinata sulla base della percentuale di fattore coagulante presente nel sangue della persona. Il sospetto di malattia viene avanzato in base alle manifestazioni cliniche, mentre la diagnosi si basa sui test che rivelano un allungamento dei tempi della coagulazione del sangue. Se in una famiglia si conoscono le mutazioni responsabili della patologia, è possibile effettuare la diagnosi prenatale attraverso il prelievo dei villi coriali».


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HOTELPULITO. COM È IL PRIMO SITO PER TROVARE E CONFRONTARE GLI HOTEL E GLI APPARTAMENTI PIÙ PULITI E SANIFICATI IN POCHI SEMPLICI CLIC

Filippo Riccò - Founder HotelPulito.com

mette di comunicare gli standard igienico-sanitari a ospiti e partner. Le strutture alberghiere ed extra alberghiere possono creare in pochi step la propria Cleaning Policy a norma, completa di certificazioni, e pubblicarla online su HotelPulito. com e sul proprio sito. In questo modo, ospiti e agenzie di viaggio possono confrontare le strutture sulla base di oltre 30 requisiti igienico-sanitari, scoprire quando sono state effettuate le ultime sanificazioni rispetto alle date di soggiorno e attribuire voti su igiene e pulizia di camere e servizi. La Cleaning Policy compliant con il Protocollo Nazionale di Accoglienza Sicura è la prima e più completa Cleaning Policy online con oltre 30 standard igienico-sanitari: procedure di pulizia di camere e spazi comuni, sanificazioni straordinarie e ordinarie, DPI, certificazioni, distanziamento sociale, formazione del personale, servizi e molto altro. La Cleaning Policy è facile da aggiornare e pubblicabile anche sul proprio sito. Inoltre, nel post Covid-19, pulizia e igiene assumeranno un ruolo di primo piano nel marketing del settore turistico. Per una struttura ricettiva, avere una Cleaning Policy chiara, completa e a norma, e comunicare in modo trasparente i propri standard igienico-sanitari a ospiti e partner, sarà cruciale per migliorare brand reputation e generare revenue. Pulizia e igiene resteranno fondamentali quindi anche nel medio-lungo periodo. Il sito HotelPulito.com, lanciato dal ventenne Filippo Riccò insieme al Co-Founder e CEO Jacopo Di Cera, nasce con l’obiettivo di aiutare le strutture alberghiere ed extra alberghiere a comunicare in modo semplice, chiaro e efficace gli standard igienico-sanitari adottati e a incrementare la propria visibilità online per rimettere in moto

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A POCHE ORE DAL LANCIO DEL SITO, FONDATO DA FILIPPO RICCÒ E JACOPO DI CERA, CENTINAIA DI STRUTTURE SI SONO REGISTRATE A HOTELPULITO.COM

Lonato in Festival

le prenotazioni dopo l’arresto delle attività a seguito del Covid-19. Secondo una ricerca di Tecnè realizzata per conto di Assosistema e Associazione Italiana Confindustria Alberghi, rispetto al 2019, tra giugno e dicembre torneranno in hotel il 63,4% dei clienti per lavoro e il 51,2% per vacanza. Il 65,9% ha fiducia che gli alberghi adotteranno adeguate misure anti-Covid e l’81,5% chiederà informazioni in merito. Il 94,5% delle indicazioni si concentra su tre aspetti: ambienti comuni igienizzati spesso e spazi adeguati al distanziamento, igienizzazione di lenzuola, federe e biancheria da bagno e di camere e arredi. Più del 90% dei clienti dichiara che si sentirebbe più tranquillo se l’igienizzazione avvenisse attraverso un processo “certificato”, effettuato da soggetti autorevoli. Inoltre, il 54,7% sceglierà l’hotel dove soggiornare in base alle misure adottate e solo il 20,8% in base al prezzo, anzi sarebbero disposti a spendere anche l’8% in più per avere procedure igieniche garantite. Nel mese di aprile 2020, a poche settimane dallo scoppio della pandemia, nel bel mezzo del picco della più grave crisi dal dopoguerra ad oggi, Filippo Riccò, 20 anni, brillante studente in Digital Management presso la prestigiosa Academy H-Farm, ha un’idea semplice e potente: creare il primo “tripadvisor” al mondo dedicato a pulizia e igiene degli hotel. Da sempre ama molto viaggiare e intuisce in anticipo, grazie ai suoi studi e agli stimoli che riceve in famiglia, che questa crisi avrà un impatto molto forte e duraturo sul mindset del viaggiatore, e anche quando l’emer-

Jacopo Di Cera, Co-Founder e CEO HotelPulito.com

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genza sarà finita, tutti, prima di prenotare un soggiorno, presteranno molta più attenzione agli standard igienico-sanitari adottati dalle strutture ricettive. “Credo che questa crisi – racconta Filippo Riccò, Founder di HotePulito.com – sia un game-changing event: un momento relativamente breve ma destinato a cambiare alcune regole del gioco anche sul medio-lungo termine, in particolare per tutto il comparto turistico. Viaggio spesso da solo e con la mia famiglia e un giorno, durante il lockdown, fantasticando di poter pianificare un viaggio estivo con mia madre, mi sono accorto che da nessuna parte, su nessun sito e portale, vi erano tutte le informazioni e le rassicurazioni igieniche che cercavo. Così, ho buttato giù l’idea, l’ho disegnata su un tovagliolo di carta, e ho trovato subito il nome. Un nome italiano, chiaro e semplice da ricordare: HotelPulito.com. Tutti devono capire che cosa fa e a che cosa serve: aiutare gli albergatori a comunicare i propri standard igienico-sanitari in modo chiaro, semplice e veloce, facendone una leva di marketing. E aiutare i viaggiatori, ma anche le agenzie di viaggio, a controllare le strutture prima di prenotare un soggiorno. È il primo marketplace verticale specializzato sul fattore igiene per l’hospitality”. Qualche giorno dopo, Filippo ha pronto il pitch di HotelPulito.com e una bozza di business plan, così contatta un mentor conosciuto qualche mese prima, durante la sua carriera accademica: Jacopo Di Cera. Imprenditore digitale ed ex manager P&G, Jacopo capisce subito la portata innovativa dell’idea e decide di salire a bordo, co-finanziando il progetto. “Filippo mi ha raccontato la sua idea in un minuto. Di HotelPulito.com mi ha colpito la capacità di risolvere bisogni di breve termine e al tempo stesso la visione sul prossimo futuro. Oltretutto, in famiglia gestiamo un luxury home rental e dunque abbiamo compreso molto bene i vantaggi che questo progetto restituisce agli albergatori. Così ho deciso di investire e mettere sul tavolo i miei 15 anni di esperienza manageriale e imprenditoriale - spiega Jacopo Di Cera, CoFounder e CEO di HotelPulito.com - Abbiamo studiato tutte le guideline su pulizia, igiene e sanificazione e come prima cosa, abbiamo creato la Cleaning Policy Page di HotelPulito.com: il cuore del progetto, la scheda che riassume

gli standard e aiuta tutti a condividere in modo chiaro queste informazioni tanto strategiche, ma spesso poco valorizzate. A poche ore dal lancio abbiamo raccolto un numero sorprendente di registrazioni”. Durante lo sviluppo tecnologico del progetto, Filippo e Jacopo hanno coinvolto in equity anche un importante e premiato sviluppatore di software, Fabio Manola, oggi in azienda come CTO, e un operation manager di decennale esperienza: Marco Fiumani. In poche settimane, è nata la HotelPulito.com srl. “Abbiamo creato HotelPulito.com nonostante il lockdown. Nonostante la crisi. Nonostante le incertezze - conclude Filippo Riccò, Founder di HotePulito.com - In genere questi progetti nascono in altri Paesi del mondo, dunque siamo doppiamente orgogliosi di aver fondato HotelPulito.com in Italia, grazie al nostro impegno e alla nostra capacità di reazione. Abbiamo già sottoscritto partnership importanti con Assessori del Turismo e brand di Hospitality”.

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SALUTE

ADLER SPA RESORTS LET YOUR SOUL FLY

A curA di m.T. SAN juAN

Con uno sguardo sempre attento alle esigenze degli ospiti, e con le riaperture previste al termine dell’emergenza Covid-19, le strutture Adler Spa Resort Balance in Val Gardena e Adler Spa Resort Thermae di Bagno Vignoni, hanno ideato percorsi specifici volti a ritrovare la leggerezza ed il benessere psico-fisico messo a dura prova durante questi mesi e rinforzare il sistema immunitario. Da oltre 200 anni ADLER, con i suoi Spa Resorts and Lodges, è sinonimo di garanzia per chiunque voglia trascorrere esperienze di soggiorno uniche in luoghi incontaminati : un viaggio che ha inizio tra le cime delle Dolomiti e dell’ Alto Adige e giunge sino alla Toscana, in Val d’ Orcia. Percorsi Spa e terapeutici studiati ad hoc da un team di esperti , possibilità di praticare attività Outdoor, cucina gourmet ma anche un ambiente aperto e senza costrizioni, rendono l’offerta di Adler unica e completa Le ferie rappresentano il momento ideale per tornare ad “amare se stessi” nel senso più vero della parola. Nel profondo dell’animo sono nascosti desideri e sentimenti che il turbinio della vita quotidiana tiene perennemente in ombra. Negli Adler Resorts si può trovare l’ambiente ideale per riconoscere, e anche soddisfare, i veri bisogni del corpo e dello spirito, per provare quel nuovo senso di equilibrio fisico e psicologico, che sta alla base della vera salute e della gioia di vivere. I programmi di salute “ADLER BALANCE®” renderanno la vacanza all’Adler un’esperienza intensa ed affascinante. I singoli programmi, studiati per rispondere alle varie esigenze degli Ospiti, perseguono comunque sempre lo stesso scopo: favorire la depurazione e quindi la rigene-

NEGLI ADLER RESORTS SI PUÒ TROVARE L’AMBIENTE IDEALE PER RICONOSCERE, E ANCHE SODDISFARE, I VERI BISOGNI DEL CORPO E DELLO SPIRITO

razione cellulare in tutto l’organismo. Così “rinnovati” si è pronti per intraprendere uno stile di vita più sano che permetterà di esprimere al massimo le individuali potenzialità nel lavoro, in famiglia, in società, nello sport. Il team di esperti “ADLER BALANCE®” accompagnerà gli Ospiti durante il soggiorno non solo con la propria competenza professionale e con la profonda conoscenza dei metodi diagnosticoterapeutici antichi ed attuali, ma anche con una visione gioiosa della vita e con l’amoroso rispetto per la natura. I programmi di salute “ADLER BALANCE®” sono basati sulla visione “totale” dell’uomo e sull’attenzione rivolta alle potenzialità individuali, perciò diventeranno un’esperienza fondamentale, unica e da provare.

Purificare l’organismo, eliminare le tossine e tornare in forma, ma anche avere un occhio clinico e scovare i propri punti deboli agendo in maniera mirata per rafforzare le difese immunitarie, è, ora più che mai, a fronte dell’emergenza che abbiamo attraversato, una necessità per tutti. E’ proprio da queste esigenze che gli Adler Resorts hanno studiato per i propri ospiti alcune proposte specifiche: Adler Peso Intensive e Rinforziamo le nostre DIFESE. Adler Peso Intensive Un vero e proprio percorso di rimise en forme, personalizzabile con il medico dopo il primo incontro, il cui obiettivo è quello di ridurre pancia e fianchi ritrovando una buona forma fisica, positività e una condizione di benessere generale. Per chi dovesse scegliere questa proposta e volesse ottimizzarne i risultati sono consigliate una settimana di preparazione al trattamento prima dell’arrivo al Resort ed una settimana di proseguimento domiciliare.

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Adler Spa Resort Thermae di Bagno Vignoni

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Adler Spa Resort Balance in Val Gardena

Rinforziamo le nostre DIFESE Si tratta di un programma medico speciale volto a valutare lo stato di salute generale dell’ospite e a fornirgli, successivamente, le indicazioni terapeutiche più adatte per mantenere i risultati raggiunti ed uno stato complessivo di salute ottimale. Il percorso comprende: - Colloquio iniziale con il medico - PPG Stress Flow: test del sistema nervoso e della sua influenza sul nostro benessere - OLIGOSCAN: test della presenza di minerali ed eventuale sovraccarico di metalli pesanti nei tessuti - Indicazioni per aiutare a liberare il corpo da metalli pesanti e stimolare le difese naturali - Indicazioni su come gestire lo stress e rafforzare il sistema immunitario. Ma il team MED dell’Adler ha anche studiato e messo a punto una linea di integratori, novità 2020 La nostra fonte giornaliera del benessere; l’integrazione e la Fitoterapia Abbiamo davvero bisogno di integratori alimentari? Al giorno d’oggi non basta seguire una dieta equilibrata per soddisfare il nostro fabbisogno di minerali, vitamine ed enzimi. Questo perché i processi produttivi del sistema agro-alimentare

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PURIFICARE L’ORGANISMO, ELIMINARE LE TOSSINE E TORNARE IN FORMA, MA ANCHE AVERE UN OCCHIO CLINICO E SCOVARE I PROPRI PUNTI DEBOLI

moderno, l’impoverimento dei terreni di coltura, i metodi di conservazione e trasporto, impoveriscono gli alimenti delle sostanze nutritive di cui il nostro corpo ha bisogno. Secondo studi recenti, una mela “moderna” contiene solo il 50% delle vitamine e dei Sali minerali che erano presenti nelle mele coltivate ai tempi dei nostri nonni. Persino i prodotti derivanti da agricoltura biologica non sempre sono in grado di compensare le nostre carenze nutrizionali. Questa poverta’ di vitamine e sali minerali se protratta nel tempo determina delle alterazioni funzionali delle nostre cellule, che si traducono dapprima in sintomi come cattiva digestione, colon irritabile, stanchezza,insonnia e poi in malattia. Per questo motivo diventa importante affidarsi agli integratori alimentari per correggere eventuali carenze e alla Fitoterapia per intervenire sui sintomi che non sono altro che il linguaggio attraverso il quale il nostro corpo chiede aiuto. Soprattutto in periodi particolari della vita come in gravidanza, nel corso di una dieta dimagrante, nei periodi di particolare stress o in caso di intolleranza alimentare, è bene ricorrere all’assunzione di sostanze nutritive extra come vitamine, Sali minerali, acidi grassi insaturi,probiotici, fitocomplessi, che sono in grado di riattivare gli enzimi preposti al buon funzionamento del nostro corpo. Gli effetti benefici degli integratori alimentari e dei i Fitoterapici sommati ad una dieta sana e variegata e ad un corretto stile di vita, si tradurranno in un ritrovato benessere. Gli esperti del centro salute ADLER Med accom-

pagnano gli ospiti nella scelta del tipo di integratore più adatto alle proprie esigenze oltre a for nire preziosi suggerimenti per un’alimentazione adeguata al proprio stile di vita. Gli integratori alimentari ADLER Spa ADLER Spa ha sviluppato cinque linee di integratori alimentari che offrono un supporto ottimale ai vostri specifici obiettivi di benessere: DETOX WEIGHT. Studiati per coloro che desiderano disintossicarsi e perdere peso, indicati anche per chi segue i programmi Balance Peso e Balance Detox Alga Slim, Chelant, ADLER Pro Diur, Planto Dren VITALITY. Rinforzanti, in grado di fornirci l’energia necessaria per le nostre attività quotidiane VasoCell,MultiVit, Hair & Nails, VitaD3, Curcumin RE-BALANCE. Lavorano sulla stanchezza mentale e/o sono equilibranti Serenity , Alkalin, , Melatonin Plus, Relax, Lady DIGEST. Lavorano sulla digestione, per il tratto gastrointestinale Planto Pur, Lact, Anice7 Plus, Aloe LONGEVITY. Per una lunga vita Omega Top, Night, Day, VitaE, Collagen

INFO: WWW. ADLER-RESORTS.COM

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SALUTE

STUDIO SATA il dolore? da oggi non C’è Più

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lzarsi la mattina e non sentire più quella fitta che si irradia lungo il corpo non appena si poggia il piede a terra. Riuscire a riposare bene senza doversi girare tra le lenzuola per trovare una posizione nella quale la schiena trovi sollievo. Dimenticare il mal di testa costante, che costringe a declinare inviti e limitare la propria vita sociale. Sono solo alcuni esempi di come il dolore cronico benigno possa influenzare la quotidianità di chi ne soffre, condizionando ogni momento. Il desiderio è naturalmente avere la possibilità di liberarsene, riappropriandosi così del proprio corpo e del piacere di muoversi, viaggiare, vivere con serenità. Lo Studio SATA di Banchette di Ivrea (TO) ha la soluzione giusta. Qui opera il dottor Rodolfo Bucci, specialista in Anestesiologia, terapia e cura del dolore, nonché responsabile per l’Europa del prestigioso “The Barolat neuromodulation institute”, centro di riferimento mondiale per le patologie dolorose di carattere neuropatico. Perché ciò che viene limitato dalla sofferenza cronica è la libertà. Il dolore neuropatico è un tipo di dolore particolarmente invalidante, che viene mediato dalle fibre nervose, e persiste anche una volta risolta la causa che lo alimenta. Sono due le terapie consigliate a chi soffre di dolore cronico di origine neurale, la radiofrequenza e la neurostimolazione. Entrambe si effettuano con procedure mini invasive. Vediamole nel dettaglio. Radiofrequenza La radiofrequenza si basa sull’utilizzo di impulsi elettrici in modalità pulsata o continua, che vanno a colpire le fibre nervose interessate dal dolore. Durante l’intervento, che si svolge in anestesia locale, il medico interviene sulla zona interessata “addormentando” il nervo che trasmette al cervello la sensazione dolorosa. Si tratta della tecnica più semplice, che garantisce buoni risultati in moltissimi casi: dal mal di schiena alla cervicale, dal

RADIOFREQUENZA E NEUROSTIMOLAZIONE SONO LE TECNICHE PROPOSTE PER ELIMINARE IL DOLORE CRONICO BENIGNO E RITROVARE UNA BUONA QUALITÀ DI VITA

Dr. Rodolfo Bucci

mal di testa alle nevralgie da trigemino, dall’ernia all’artrosi. Disturbi che possono seriamente compromettere lo svolgimento delle normali attività giornaliere, e che possono essere risolti in modo semplice e indolore, per una durata di almeno 6 mesi – 1 anno. Con la tecnica di radiofrequenza continua, o neurolisi, la durata del beneficio è nettamente più prolungata, attestandosi, mediamente, intorno ai tre anni. Tutte le procedure sono ripetibili, secondo necessità.

Neurostimolazione La neurostimolazione è consigliata nel caso di dolore intenso non risolvibile con la radiofrequenza, e consiste in un intervento chirurgico mini invasivo che può essere midollare, sottocutaneo, perinervoso, gangliare o intratecale. La procedura in questo caso, sempre con anestesia locale e raramente in sedazione, prevede il posizionamento di uno o più elettrodi collegati ad un generatore che viene posizionato a livello sottocutaneo. Il principio è quello di calibrare impulsi costanti, in grado di tenere sotto controllo il dolore e liberarsene una volta per tutte. Possiamo parlare di una sorta di pace-maker contro il dolore, che con le nuovissime tecnologie wireless è in grado di funzionare anche senza batteria fissa, con autonomia sempre più prolungata. Le applicazioni pratiche, solo per citare le più comuni, vanno dal dolore pelvico e dalla neuropatia del pudendo alle cefalee intrattabili, dagli esiti dolorosi a seguito di interventi sulla colonna al dolore cronico degli arti sia superiori che inferiori, da dolori cronici anali e perineali a dolori da lesioni traumatiche di plesso, da esiti dolorosi da herpes zooster alla neuropatia diabetica. L’idea che sta alla base dell’attività dello Studio SATA (che sta per studio e applicazione di tecniche antalgiche) è proprio quella di liberare le persone dal fardello di una sofferenza che non è necessaria, consentendo di riappropriarsi del proprio tempo e dei propri interessi, per una vita attiva e in salute. Il dolore, seppure benigno e in assenza di patologie, è un compagno che si può finalmente allontanare con un sorriso.

Per informazioni Studio S.A.T.A. Dr. Rodolfo Bucci Anestesiologia. Terapia e cura del dolore Via Circonvallazione, 6, 10010 Banchette d’Ivrea (TO) Telefono: +39 0125 613183 Mobile: +39 339 3575006 Email: bucci@studiosata.eu Sito web: www.studiosata.com Canale Youtube: Studio S.A.T.A

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SALUTE

A curA di m.T. SAN juAN

ALLENARSI DOPO IL LOCKDOWN? FARLO IN ALTA QUOTA AIUTA LA RIPRESA In principio fu la Grande Inter guidata dal “Mago” Helenio Herrera: fu l’allenatore argentino a portare i propri giocatori in alta montagna per la preparazione estiva precampionato. Erano gli Anni ‘60. Nuotatori, podisti, ciclisti: l’allenamento in altura ha ormai moltissimi estimatori. Il perché è presto detto: dietro di essa si nascondono infatti numerosi benefici. Indispensabili per chi fa dello sport la propria professione ma ovviamente apprezzabili anche dalla gente comune. Soprattutto se si viene da un lungo periodo di sedentarietà e vita di semireclusione nei centri urbani. IL FATTORE EPO “Il principale vantaggio degli allenamenti in altura è legato alla loro capacità di migliorare le prestazioni atletiche agendo sui meccanismi di trasporto dell’ossigeno. Particolarmente importanti per tutti gli sport che richiedono un’attività aerobica intensa e prolungata” spiega Alessandro De Vincenzi, medico dello sport e cardiologo dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma. “Viene infatti aumentato il metabolismo aerobico ovvero la capacità di utilizzare l’ossigeno. Il presupposto di partenza è che più ossigeno viene trasportato dal sangue ai muscoli e maggiore sarà la prestazione atletica effettuabile”. Tutto questo è reso possibile dal fatto che in montagna la pressione dell’ossigeno diminuisce man mano che si sale. Il fisico, come rispo-

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sta, attiva il meccanismo dell’eritropoiesi. Ovvero, produce nuovi globuli rossi, le cellule che trasportano l’ossigeno. Lo fa sfruttando, appunto, l’eritropoietina (più spesso nota come EPO), un ormone che induce la produzione di globuli rossi, aumentandone in modo consistente la loro quantità all’interno del circolo sanguigno. Così facendo, il nostro organismo sopperisce all’apporto più limitato di ossigeno, per sfruttare quello disponibile. È facile capire che una scappata in montagna per il weekend è troppo poco per attivare questi meccanismi. Altrettanto comprensibile è il fatto che più si rimane in alta quota più si stimola la produzione di globuli rossi. L’ideale è allenarsi oltre i 1500 metri e protrarre la permanenza per almeno un paio di settimane. Bisogna infatti considerare che nei primi giorni il fisico può avere necessità di adattarsi e quindi non potrà subito sopportare carichi di lavoro troppo pesanti. Rientrati in città, l’effetto dell’altura sparirà in un mese. I benefici degli allenamenti montani però non si fermano alla maggiore produzione di globuli rossi. A parità di attività fisica, svolgerla immersi in paesaggi naturali come montagne, laghi, boschi, apporta un quid positivo in più. Una ricerca austriaca pubblicata sulla rivista della Public Library of Science conferma che camminare tra sentieri e alberi fa sopportare meglio la fatica, per ottenere performance migliori.

IL PARERE DELLA NUTRIZIONISTA Le migliori prestazioni non sono figlie solo di allenamenti rigorosi ma anche degli alimenti che assumiamo prima, durante e dopo lo sforzo fisico. Esperti e nutrizionisti ammoniscono: guai a sottovalutare la corretta alimentazione. A partire dalla cosa apparentemente più banale: bere a sufficienza. “L’idratazione – spiega Marianna Daldoss, nutrizionista che opera al fianco di atleti e guide alpine dell’alta Valle Camonica – è un elemento fondamentale, sia prima che durante l’allenamento. Il rischio di disidratazione in montagna è più elevato a causa delle maggiori perdite idriche sia con la respirazione che con la diuresi. Teniamo conto che quando la disidratazione supera il 2% del nostro corpo, l’organismo comincia ad avere problemi: la performance peggiora, possiamo avere crampi, ci gira la testa, la pressione si abbassa e rischiamo il colpo di calore”. LA DIETA IDEALE C’è poi da ricordare che il dispendio energetico di un allenamento in altura è maggiore. Serve quindi di colmare il fabbisogno. “E chi ha carenze di ferro deve fare particolare attenzione perché più soggetto al ‘mal di montagna’ che causa affanno, vertigini e nausea”. Cosa mettere quindi nello zaino ideale? Un’adeguata riserva d’acqua, ovviamente. Poi zuccheri a rapido assorbimento: frutta disidratata (uvetta, albicocche o fichi secchi) o delle barret-

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te energetiche. “Cerchiamo di non appesantirci troppo durante la salita con cibi elaborati o grassi come biscotti frollini o frutta secca oleosa o salame” ricorda Daldoss. Ma le attenzioni non finiscono una volta arrivati alla meta. Poi si deve ridiscendere. “Meglio optare quindi per qualcosa di semplice come pane integrale con speck di qualità e un filo di olio extravergine di oliva o per i più piccoli un’insalata di riso con olio e delle uova sode o un’insalata di patate con noci e ricotta”. Anche i pasti successivi sono altrettanto importanti: devono essere completi di carboidrati (in quantità maggiore in base all’intensità) per permetterci di affrontare una nuova “impresa” il giorno successivo. Devono però essere anche ricchi di proteine, di grassi e fibra quindi. Una buona notizia perché significa potersi permette-

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re un ottimo piatto tipico con polenta e capriolo. DOPO LO SPORT, SEI AREE RELAX PER RIGENERARSI CON L’ACQUA E dopo lo sport e l’allenamento all’aria aperta in alta quota? Anche il recupero merita luoghi adatti. Aree dove, sfruttando i poteri naturali dell’acqua, si possano recuperare le forze e agire positivamente su sistema cardiocircolatorio e muscolatura affaticata. Il comprensorio Pontedilegno-Tonale ha così predisposto una vera e propria rete di “aree relax”. Sei luoghi nei quali il filo conduttore è l’acqua, utilizzata come strumento curativo. Sono già disponibili le aree relax di Ponte di Legno e di Pezzo, alle quali si aggiungerà questa estate l’area relax in località Santa Apollonia; sono inoltre previste quelle di Temù, Valbione, Precasaglio e Case di Viso. A Ponte di

Legno in località Val Sozzine c’è il percorso rigenerante, basato sul metodo ideato dal prete tedesco Sebastian Kneipp: nell’Ottocento, fu lui a studiare le proprietà terapeutiche dell’acqua e iniziò ad applicarle su sé stesso. Nel percorso, si comincia a camminare nell’acqua bassa con passo lento, si può assaporare la sensazione “dolorante-benefica” alla pianta del piede offerta dai diversi tipi di suolo (ciottoli, graniglia di roccia, piccoli rami di conifere) e la muscolatura del piede, rafforzandosi, trasmette benefici a tutto il corpo e ai vari organi. L’area relax di Pezzo dispone invece di due accoglienti vasche in legno e di comode sdraio che si affacciano sul Castellaccio e sulle maestose cime che circondano Ponte di Legno.

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SPECIALE SENTE-MENTE

LA VITA PULSA tra ConsaPevolezza e desideri oltre la diagnosi

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a diagnosi quando arriva non chiede “il permesso”, ma irrompe all’improvviso nella vita delle persone e delle loro famiglie. Ciascuna persona si trova, così, a dover accogliere un delicato cambiamento e a costruire, passo dopo passo, una nuova quotidianità. Ancora oggi la diagnosi di demenza spaventa e genera rassegnazione e senso di impotenza. In questa rubrica ho sempre dato spazio ai riferimenti teorici del modello SenteMente® e ai racconti di famigliari che grazie al loro impegno, coraggio e forza riescono ogni giorno a far accadere il meglio, nonostante le difficoltà e quindi desidero condividere un ulteriore punto di vista, una prospettiva davvero straordinaria, quella di una persona che con-vive con la demenza. Le prossime righe racchiudono alcune delle speciali riflessioni e rielaborazioni di Harry Urban, che nonostante la diagnosi di demenza, sceglie di accompagnarci verso nuove consapevolezze. Harry è un maestro di vita, una persona che sorprende anche nel modo con il quale attraversa le difficoltà, vive negli Stati Uniti e grazie alle accurate traduzioni fatte da Patrizia Gottardi (Felicitatrice Sente-Mente® ed Educatrice), posso arricchire questo articolo con le sue parole: “Quando il peso del mondo inizia a trascinarmi giù, la mia demenza mi ricorda che ho sempre due scelte da fare. Posso combattere per trovare la luce o scivolare nell’oscurità della mia demenza. Ci sono momenti in cui è difficile decidere, perché arrenderti sarebbe la soluzione più facile. Tu cammini nella tua zona di sicurezza e ti senti a tuo agio. Poi, però, inizio a sorprendermi: Voglio davvero sentirmi sicuro o scelgo di lottare per chi non è in grado di farlo? Sono stanco di combattere questa guerra, ma davvero, non posso proprio arrendermi, altrimenti quante altre persone condivideranno cosa significhi realmente vivere con la demenza? Non gli aspetti medici, ma la parte emozionale che ti spezza il cuore, se l’ascolti… Sto lavorando duramente per riscoprire la passione che una volta avevo per la consapevolezza della demenza e condividere gli effetti che la quarantena ha avuto su di noi. E’ una battaglia che io posso combattere e qui la medicina non può aiutarmi, perché è una cosa che ho bisogno di sentire nel mio cuore.”

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di ElENA mANTESSO

SENTI LE MIE EMOZIONI E CAMMINA CON ME “Tu non camminerai mai da solo”, questa è la promessa che mi ha fatto Hazel (mia moglie) quando mi è stato diagnosticato per la prima volta l’Alzheimer e non l’ha mai infranta. Ed io ascolto proprio questa canzone – ‘You’ll Never Walk Alone’ di Jerry & The Pacemakers – ogni volta che mi sento giù, per ricordarmi che non sono solo. Proviamo così tanta solitudine in certi momenti, nonostante siamo circondati da persone. Nessuno intorno a noi ha creato quella connessione emotiva che fa sparire le nostre paure. Questa canzone rappresenta la mia fiducia per le persone che mi capiscono e mi accompagnano lungo il cammino della mia vita. Stare in compagnia di una persona che vive con la demenza non è la stessa cosa che camminare con lei. Devi sentire le nostre emozioni prima di poter capire cosa stiamo attraversando. Devi sentire le nostre lacrime, le nostre frustrazioni e persino il dolore emotivo che proviamo, prima di poterci dire che non cammineremo mai da soli.” Grazie Harry! Vuoi restare in contatto con noi? Facebook: Sente-Mente® Sente-Mente® FormAzione Giorni Felici - Giorni Felici FormAzione YouTube: Letizia Espanoli - www.letiziaespanoli.com

“HO PERSO MOLTE COSE: NON RICORDO IL NOME DEI MIEI NIPOTI, A VOLTE NON RICORDO NEMMENO IL NOME DEI MIEI FIGLI, MA QUESTO NON È IMPORTANTE, PERCHÉ LORO SONO NEL MIO CUORE” HARRY URBAN ABBI CURA DEI TUOI SOGNI Quando si parla di demenza difficilmente si utilizzano parole come “sogni” e “desideri”, anzi capita spesso di sentire termini che non conducono alle possibilità, ma verso i limiti, come ad esempio “occupare il tempo” o “mantenimento delle capacità residue”. Riguardo a sogni e desideri, Harry continua ad essere un esempio: “Vivo con una diagnosi di Alzheimer da oltre 16 anni e ho ancora dei sogni che la pandemia Covid-19 o la demenza non mi impediscono di seguire. Continuerò a praticare il mio hobby di lavorazione del legno: la mia pergola swing è stato il mio ultimo progetto. A volte ho lottato e faticato per costruirla, ma non ho mai pensato di rinunciare. Continuo a lavorare ai miei letti floreali per offrirmi una vista piena di bellezza sul mio cortile e a godermi la terra che s’infila sotto le mie unghie, sporcandole. Siamo stati costretti a fermare i nostri Memory Cafes, ma abbiamo iniziato a condurli virtualmente, utilizzando la piattaforma video Zoom. C’è vita dopo la tua diagnosi, e continuo a raccontare la mia storia per offrirti un esempio di ciò che affermo. Non permettere al Covid-19 di impedirti di seguire i tuoi sogni. È una situazione a cui possiamo adattarci. Stai al sicuro, in salute e continua a seguire i tuoi sogni.” Alimentare dentro ciascuna persona la forza vitale

racchiusa nei sogni e nei desideri è importante per costruire una quotidianità sempre più ricca di senso e di significato, altrimenti la diagnosi rischia di offuscare ai nostri occhi le infinite sfumature di colore attraverso le quali la vita pulsa. NELLA SCUOLA DELLE “DIFFICOLTA’” “Mi sto chiedendo se sia più difficoltoso trovarsi in quarantena o vivere con la demenza. Vivere in una situazione di blocco totale e non riuscire a fare le cose che ami è terribile, protestare per tornare alla normalità è il modo in cui alcune persone lo gestiscono, ma come faresti allora, se vivessi con la demenza? Vedi, noi non potremo mai tornare alla normalità, perché la nostra demenza non ce lo permetterà. […] Le lezioni che stai imparando dal virus covid-19 sono simili a quelle che noi viviamo invece attraverso la demenza. Stai sperimentando com’è vivere nei nostri panni, sentire alcune delle paure con cui viviamo e la nostra speranza è che questo ti permetta di comprendere come spesso abbiamo dovuto adattarci agli stravolgimenti della realtà che ci circonda.” La sfida del Covid-19 ci ha catapultato in una nuova quotidianità dove tra le onde della paura e della vulnerabilità possiamo scegliere di riscoprire le nostre abilità, svelare il nostro potenziale nella semplicità e allenare la nostra resilienza.

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CUCINA

a Pistì, azienda artigianale di Bronte, terra di pistacchio, è stato mandato in tutta la penisola questo messaggio “Mangia Italiano. Questa estate non potremo viaggiare all’estero ma non ci occorre, abbiamo tutte le bellezze dove viviamo. E dovremo ricominciare ad apprezzare il Made in Italy. Un sapore fresco e tutto italiano, come quello del miglior pistacchio, quello di Bronte Dop”. E’ partito così il concorso #RicettePestoPisti e sarà lo chef e maestro Peppe Barone, patron del ristorante Fattoria delle Torri a Modica e di Terrammare a Milano, il giudice che selezionerà le foto più belle e le ricette più interessanti realizzate con il pesto di pistacchio. Pistì nasce a Bronte, ai piedi dell’Etna, una quindicina di anni fa. Nino Marino era un manager creativo proveniente dal settore alimentare, Vincenzo Longhitano invece era un abile dirigente cresciuto in una storica famiglia di produttori di Pistacchio. Nel 2000 i due giovani uniscono le loro forze per dare vita a una piccola produzione di alta pasticceria. Nello stesso anno, subito dopo il debutto al “Cibus” di Parma, le numerose richieste da parte della grande distribuzione rendono necessario l’acquisto di un’intera pasticceria nel centro di Bronte. Oggi Pistì è un punto di riferimento per il territorio di Bronte e, proprio grazie alla scelta di privilegiare uno standard qualitativo eccellente, impiega stabilmente 90 dipendenti fissi, che diventano 160 nei periodi di alta stagione.

Peppe Barone, chef modicano dalla lunga esperienza, tra i primi a rappresentare una Sicilia gastronomica più attuale e contemporanea, soprattutto ora che a ospitarlo è Milano, dove da pochi mesi ha aperto il Ristorante Terrammare, ci presenta questa ricetta che ha come protagonista il pistacchio

FORZA ALEX siamo tUtti Con te!! n. 3 Giugno-Luglio 2020

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RATIO FAMIGLIA LAVORARE AL NORD DAL SUD, L’IDEA DEL SOUTH WORKING Se da un lato gli esercizi commerciali e il settore immobiliare nei centri storici temono il peggio, c’è invece chi intravede nella diffusione del lavoro da remoto una grossa opportunità. Come gli ideatori del progetto “South working - lavorare dal Sud”, un gruppo di trentenni che immagina il lavoro agile come un’occasione per tanti lavoratori di fare ritorno al Sud. Il proposi-to è abbandonare i grandi centri urbani sovraffollati, dove il costo della vita è spesso insostenibile, per ri-popolare le città d’origine

LA MIGLIOR GESTIONE DELL’ECONOMIA QUOTIDIANA

del Meridione, e qui vivere a costi più bassi, continuando però a prestare servizio a distanza. Restare nelle grandi città o fuggire, dunque. E se esistesse una soluzione intermedia? Lo smart working non è lavorare solo da casa. Ma aggiornare il nostro modo di produrre a una versione nuova, in cui l’in-dividuo lavora per obiettivi, abbraccia le tecnologie digitali e ha maggiore flessibilità e libertà nella scelta del luogo in cui opera, in simbiosi con il resto del team aziendale. Il lavoro si adatta allo stile di vita. C’è chi vive lo smart working in ufficio 5 giorni su 5 e chi si trattiene 6 mesi in una baita in montagna. Ciò che si persegue è il benessere individuale del lavoratore e quello collettivo dell’azienda. È un fraintendimento associare lo smart working solo al lavoro da casa o usando internet.

PER I GENITORI

DANNI DAL BALCONE DI CONDOMINIO. CHI PAGA? In linea generale i balconi costituiscono un prolungamento dell’appartamento e, per questo, sono di proprietà privata del condomino cui il balcone inerisce. Dunque tutte le spese di manutenzione gravano sul relativo titolare che se ne dovrà fare carico. Fanno eccezione solo le spese per il ripristino degli elementi decorativi ed architettonici del balcone, quelli cioè che contribuiscono a migliorare l’aspetto estetico dell’intero condominio e ne aumentano quindi il valore anche economico. Tutte le volte in cui il materiale caduto dal balcone, a causa della sua cattiva manutenzione, si è distaccato da una parte comune (ad esempio, da un fregio o da un rivestimento esterno), la responsabilità per i danni è di tutto il condominio; quando invece il materiale si stacca da una parte del balcone di competenza dell’esclusivo proprietario, sarà questi a dover rispondere dei conseguenti danni causati a terzi. Quando il materiale distaccato rientra nelle sezioni del balcone di proprietà del condomino, è quest’ultimo l’unico responsabile per l’omessa manutenzione e, quindi,

LE RESPONSABILITÀ CIVILI tenuto a risarcire eventuali soggetti danneggiati (si pensi a un passante sulla cui testa cada una tegola o all’auto parcheggiata proprio in corrispondenza di un balcone dal quale sia caduta una parte di intonaco). Quando invece si tratta di parti del balcone di proprietà condominiale, spetterà all’intero condominio dividere la spesa per eventuali infortuni o altri danni arrecati a terzi. È abbastanza frequente che a causa di distacchi di intonaci dai balconi di proprietà dei singoli condòmini, venga ordinato al condominio di installare le cosiddette mantovane, strutture mobili poste a protezione dei suddetti balconi e a tutela dell’incolumità pubblica e privata. In questi casi, ci si pone il problema su come addebitare le spese sostenute dal condominio.Secondo la legge la spesa non è di tipo condominiale. Essa quindi va sostenuta unicamente dal condomino proprietario del balcone pericolante. Non importa se l’installazione della mantovana è stata disposta anche per diversi balconi dello stesso palazzo che presentano problemi di distacco di intonaci.

I DOCUMENTI CONTABILI DEL CONDOMINIO La Cassazione precisa che l’amministratore condominiale deve sempre mostrare i documenti contabili ai condomìni, se la richiesta è inesigibile deve motivare il rifiuto. Nel momento in cui un condomino chiede di poter visionare i documenti contabili in vista dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto e per il riparto delle spese deve sempre poter effettuare un controllo sugli stessi. Solo se la richiesta comporta oneri economici, risulta contraria ai principi di correttezza o rappresenta un ostacolo all’amministrazione, può essere rigettata, ma l’amministratore deve motivare il rifiuto nelle opportune sedi. Ogni condomino ha il diritto di chiedere in qualsiasi tempo e senza indicare le ragioni, di poter visionare ed estrarre copia dei documenti contabili. Di fronte alla richiesta di un condomino di accesso alla documentazione contabile per par-

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tecipare consapevolmente all’assemblea, quindi, spetta all’amministratore motivare l’inesigibilità di questa domanda in sede d’impugnazione della delibera.

Sul piano civile, i genitori possono essere chiamati a rispondere dei danni causati dai propri figli, sia quando questi siano considerati capaci d’intendere e di volere, sia in caso contrario. In particolare, l’art. 2048 del Codice Civile dispone che i genitori sono responsabili del danno causato dal fatto illecito dei figli minori conviventi, mentre l’art. 2047 C.C. dispone, in maniera più generica, che “in caso di danno cagionato da persona incapace di intendere o di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace”. Per comprendere il senso di questa disciplina, occorre ricordare che l’imputabilità delle conseguenze di un atto illecito al soggetto che l’ha compiuto è esclusa, sul piano civile, se questi non era capace di intendere e di volere al momento in cui lo ha commesso (art. 2046 C.C.). Accanto a questa norma, che funge da tutela per chi non è capace di comprendere la portata dannosa delle proprie azioni, il codice prevede il citato art. 2047, al fine di garantire al danneggiato l’individuazione di un soggetto che sia obbligato a risarcire il danno causato da chi era in condizioni di incapacità naturale. Pertanto, dal sistema così descritto, se ne deduce che la responsabilità dei genitori per il fatto illecito dei figli è da inquadrare nel seguente modo: - responsabilità esclusiva, nel caso in cui sia accertata l’incapacità naturale del figlio (art. 2047 C.C.); - responsabilità concorrente, nel caso in cui il minore sia considerato capace di intendere e di volere (art. 2048 C.C.). Trattandosi di responsabilità da fatto illecito, al danneggiato è richiesto di provare il verificarsi del fatto illecito e l’esistenza del danno che ne è conseguito, secondo il nesso causale intercorrente tra i due aspetti. Accertati gli aspetti sopra esaminati, spetterà al genitore chiamato in causa dimostrare di non aver potuto impedire il fatto: in base al disposto degli artt. 2047 e 2048 C.C., infatti, tale prova esonera il genitore dalla responsabilità prevista da tali norme. Pagina realizzata in collaborazione con Centro Studi Castelli. Per abbonarsi a Ratio Famiglia: Tel. 0376.775130 ; www.ratiofamiglia.it ; servizioclienti@ratiofamiglia.it

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fashion

WEEK MODA INVERNO 2020 I TREND A tutto pelle e frange a più non posso: queste sono due tra le tendenze imperdibili della prossima stagione A/I 2020-2021

Nonostante il clima di incertezza che aleggia a livello globale legato al coronavirus, è giunto il momento di fare il punto della situazione su quali saranno le nuove tendenze fashion che ci riserverà il prossimo autunno-inverno. Che sia un velato riferimento ai “tempi bui” che ancora ci aspettano, o semplicemente un omaggio al (non) colore più elegante e sensuale, la realtà è che la prossima fredda stagione si tingerà di nero. Tantissime però saranno le sfumature e le densità che caratterizzeranno ogni capo, dal leggero e sensuale nero trasparente, al pizzo, elegante e malizioso, fino alle consistenze più compatte di pelle e velluto. E a proposito di pelle, anche questa figura tra le tendenze a cui non si può sfuggire. Per quanto riguarda i colori via libera a tutte le sfumature, quest’anno ciò che fa la differenza è su quale capo applicarla. Per capirci, tanto più insolito il capo, meglio è. Last but not least (ultima, ma non meno importante) la tendenza frange torna alla ribalta, discostandosi però dalla loro classica associazione “texana” e “boho chic” e virando verso un trend decorativo più asciutto e concettuale che troveremo su ogni capo del guardaroba, persino quelli più eleganti.

PANDORA

di ViTTOriA biSuTTi

50 SFUMATURE DI MARRONE È giunto il momento di andare a sbirciare anche quelli che saranno i colori più di tendenza per la prossima fredda stagione. Le tonalità protagoniste saranno quelle tipiche dei colori stagionali e nella palette cromatica dei colori più cool di stagione spicca sicuramente il marrone, che racchiude in se un eleganza vintage targata anni ’70. Molto apprezzato per la sua versatilità, che lo rende perfetto sia per realizzare outfit “ da giorno”, sia come elegante proposta per la sera, quest’anno è stato scelto da diversi stilisti che l’hanno proposto come fil rouge nelle proprie collezioni. Per esempio, Olivier Rousteing, designer di Balmain, ha presentato una collezione total brown con tute, maxi giacche e completi. Max Mara ha invece presentato i suoi cappotti giocando con tutte le sfumature del marrone, dal miele al caramello, dal cammello al deserto.

PRESENTA OCEAN Con la collezione Ocean il noto brand Pandora vuole rendere omaggio al mondo marino, non solo per celebrarne il suo splendore e quello dei suoi abitanti, ma soprattutto per aiutarci a ricordare che oltre ad amarlo è nostro compito rispettarlo è difenderlo. Questo è solo uno dei claim di sostenibilità ambientale del marchio, che si è impegnato ad utilizzare entro il 2025 esclusivamente risorse riciclate per la realizzazione delle sue creazioni. Nella collezione Ocean conchiglie e pesci, stelle marine e delfini diventano charm accattivanti, caratterizzati da eleganti mix di metalli e tonalità azzurre.

L’ACCESSORIO CHE ESALTA LA SOSTENIBILITÀ La sacca porta borraccia diventa a tutti gli effetti la indiscussa It-bag per la prossima stagione invernale

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Considerando che una bottiglia di plastica emette tanta CO2 quanto ne emette una macchina per fare un chilometro di strada, si può tranquillamente affermare che il premio per l’accessorio più ecosostenibile dell’anno debba andare sicuramente alla borraccia. Questo oggetto non è più relegato esclusivamente alla sua utilità e simbolo di vita più sostenibile, ma è diventato anche un vero e proprio strumento di fashion business grazie ai tantissimi design creativi realizzati da grandi brand. Ma non finisce qui, perché moltissimi stilisti hanno presentato nelle loro collezioni A/I 2020-2021 un accessorio che fin da subito è stato eletto come must-have imperdibile: la sacca porta borraccia. Kenzo per esempio la propone in pelle bianca o verde militare, con inserti di rete elasticizzati, Chloè la presenta come borsa a tracolla, con stampe e logo in vista.

Pandora con la collezione Ocean vuole celebrare il mondo marino e sensibilizzarne la sua tutela

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fashion

L’INVERNO DALLE

WEEK Le tendenze dell’autunno inverno 2021 vedono sempre più sartorialità concepita intorno alla figura maschile

FORME MORBIDE

La moda cambia e lo fa adattandosi a uno stile di vita sempre più dinamico e legato all’ecosistema. Le tendenze dell’autunno inverno 2021 vedono sempre più sartorialità concepita intorno alla figura maschile, linee decisamente più morbide con tagli diversi e innovativi e colori sempre più predominanti. Adattarsi ai mutamenti è un segnale che la moda ha sempre anticipato e nella prossima stagione questa capacità si coniuga in un abbigliamento la cui portabilità è la cosa più importante, frutto di una nuova struttura dei capi che diventano versatili e originali allontanandosi cosi dal classico e rigido look. Non mancheranno esplosioni di creatività, riadattamenti e rinnovamento tra dettagli e riferimenti.

IL GILET

TORNA DI TENDENZA A volte ritornano. E’ il caso del gilet in maglia senza maniche che nelle diverse varianti, abbottonato o intero, non si indossa più nascosto sotto la giacca ma sopra la camicia o addirittura sulle braccia nude. Quest’anno è la moda a imporlo (in modo meno autoritario ovviamente) come fece il Re Sole che impose l’obbligo a tutti i cortigiani di Versailles di indossare il gilet. I colori e le lavorazioni lo rendono un capo ricercato per chi vuole un look che può sembrare distaccato ma che invece può essere elegante e sexy.

di ANTONiO ScOlAri

TENDENZE

ICONICO E COOL, IL BOOTS Lo stivaletto Chelsea è uno degli accessori di tendenza dell’autunno inverno che troveremo in diverse varianti, in pelle, scamosciati, punta tonda o affiliata. Prediletti dai dandy, la creazione dei Chelsea boots risale al 1800 quando il calzolaio di corte della Regina Vittoria di Inghilterra, J. Sparkes-Hall, utilizzò la gomma vulcanizzata (Goodyear) per realizzare una nuova scarpa. E così fino alla prima guerra mondiale divennero le calzature dell’aristocrazia europea. Nel 1961 i Beatles li riscoprono e la loro popolarità diventa tale che vengono rinominati Beatles Boots diffondendosi in tutto l’occidente anche grazie al loro tacco che aumenta la statura di chi li indossa.

IL PARKA ELEGANTE E PRATICO

Lo si indossa già da alcune stagioni ma lo streetwear detta le sue regole e le sue tendenze. Come il Parka, il comodo giaccone con cappuccio e tasche. Ormai sdoganato in tutti i modi, tecnico e pratico, diventa sempre più funzionale per i tagli che lo allungano e lo trasformano in un’alternativa al cappotto anche indossato sui capi eleganti. In nylon con inserti in pelo va bene anche sulle piste da sci. I dettagli sono molti: dalla pelle ai motivi dei tessuti, è diventato un capo pratico che può fare la differenza nelle fredde giornate d’inverno.

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A volte ritornano. E’ il caso del gilet in maglia senza maniche che nelle diverse varianti

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erona

Verona, la storia continua. Campagna promossa da

con il contributo di


SPECIALE SOLIDARIETÀ

FONDAZIONE MARCEGAGLIA ONLUS svilUPPiamo talenti Per Un FUtUro d’aCCiaio

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i è conclusa lo scorso maggio la prima edizione del progetto A Steem for Steel, che ha coinvolto 1.200 studenti di 8 scuole secondarie in 5 città italiane – Mantova, Verona, Napoli, Brescia, Udine in un’iniziativa nuova e coinvolgente. I ragazzi infatti, hanno avuto la possibilità di intraprendere un percorso alla scoperta delle innumerevoli potenzialità dei percorsi STEEM (Science, Technology, Engineering, Economics, Maths) per accedere alle carriere nel settore dell’industria manifatturiera italiana e in particolare nel mondo dell’acciaio. Si perché il progetto, nato da un’idea di Raffaella Poggio, è stato promosso da Fondazione Marcegaglia Onlus insieme a 4 aziende leader del settore siderurgico italiano. Il progetto ha previsto una prima fase di workshop nelle scuole grazie alla partecipazione dei rappresentanti delle quattro aziende sostenitrici del progetto. Una selezione di ragazzi per ogni scuola ha poi partecipato agli Innovation Camp, quattro contest in cui gli studenti, divisi in gruppi, hanno lavorato come se fossero una media agency per elaborare una campagna di comunicazione social incentrata sui temi dell’economia circolare, partendo da una problematica aziendale o sociale concreta. Nonostante l’emergenza Covid-19 il progetto non si è fermato e l’ultima fase è stata ripensata con un format totalmente digitale. I 4 team vincitori degli Innovation Camp, Hard Steel dell’I.S.I.S. Europa di Pomigliano d’Arco (NA), Steel Appeal del Liceo Virgilio di Mantova, Steel Believing dell’I.S.I.S. Malignani di Udine e Steel Design dell’Istituto A. Aleardi di Verona, hanno preso parte alla Steel League: una competi-

I ragazzi delle scuole superiori coinvolte durante i workshop e l’Innovation Camp nelle aziende.

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A STEEM FOR STEEL UNA PARTNERSHIP VINCENTE Il progetto “A Steem for Steel” è nato dalla partnership di Fondazione Marcegaglia Onlus con 4 aziende leader del settore dell’acciaio Gruppo Marcegaglia, Acciaierie Venete, Abs Danieli Automation e Sideralba. L’obiettivo del progetto, patrocinato da Federacciai, è di dare un’opportunità di formazione e orientamento ai giovani, ma allo stesso tempo far conoscere loro gli aspetti virtuosi del settore siderurgico, mostrandone i lati sostenibili e innovativi, ancora poco conosciuti. Il progetto vuole inoltre avvicinare al mondo dell’acciaio le ragazze, abbattendo gli stereotipi che allontanano le giovani dai percorsi tecnicoscientifici. www.asteemforsteel.it www.fondazionemarcegaglia.org

zione completamente online in cui si sono cimentati in 3 sfide in 10 giorni, ognuna delle quali si è conclusa con la produzione di un video. Agli studenti è stato, infatti, chiesto di realizzare un brano rap sull’acciaio, di immaginare e progettare una casa in cui questo materiale è protagonista e di mostrare come è possibile trascorrere una giornata senza acciaio. Una Giuria di qualità, composta da professionisti della comunicazione, del cinema, dell’innovazione e da giornalisti del settore ha decretato il team Hard Steel vincitore della prima edizione di A Steem for Steel. Le realtà aziendali coinvolte hanno dimostrato grande soddisfazione per i risultati di questa prima edizione del progetto “Gli studenti che in questi mesi hanno partecipato a A Steem for Steel hanno dimostrato un grande impegno, creatività e interesse per il mondo dell’acciaio, contribuendo con la loro “carica innovativa” a una nuova “lettura” del nostro settore.” afferma Antonio Marcegaglia, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Marcegaglia “È essenziale che la nostra azienda continui il dialogo e il coinvolgimento con giovani, le scuole superiori e l’università per innescare un approccio a una nuova cultura di impresa più orientata all’innovazione strutturale. Come classe dirigente dobbiamo, altresì, essere capaci di creare valore attraverso lo sviluppo delle competenze distintive di ciascun giovane, individuando e promuovendo il talento che andrà a beneficio di tutto il settore nella sfida globale che ci attende”.

DOBBIAMO CREARE VALORE ATTRAVERSO LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DI CIASCUN GIOVANE, INDIVIDUANDO E PROMUOVENDO IL TALENTO CHE ANDRÀ A BENEFICIO DI TUTTO IL SETTORE

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5 PARTICOLARI DEGLI ARAZZI DI RAFFAELLO A PALAZZO DUCALE Chi conosce la storia degli Arazzi di Raffaello tessuti in Fiandra su cartoni di Raffaello Sanzio? Sono uno dei tesori più importanti di Palazzo Ducale eppure scontano una posizione poco opportuna. I turisti infatti li incontrano al termine dell’attuale percorso e non gli attribuiscono la giusta attenzione. E

IL COMMITTENTE PAPA LEONE X

invece si tratta di uno dei tanti capolavori conservati nel Palazzo Ducale. Ecco allora il suggerimento per una delle prossime visite alla reggia gonzaghesca: andate subito all’appartamento degli arazzi e provate ad osservarli attentamente, non ne rimarrete delusi, anzi. Qui trovate almeno 5 particolari da non perdere.

LA PESCA MIRACOLOSA

Gli arazzi di Mantova sono acquistati da Ercole Gonzaga ma è il papa Leone X a commissionare la prima serie a Raffaello per la Cappella Sistina. La versione di Mantova è uguale a quella romana tranne che per le cornici dove furono cuciti gli stemmi gonzagheschi. Ecco allora che non è strano che nell’Arazzo che rappresenta la predica di San Paolo agli Ateniesi si trovi il ritratto di Leone X (al secolo Giovanni de ‘Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico). È l’uomo abbastanza corpulento e con una berretta rossa che fissa il santo mentre alza le mani durante un momento particolarmente intenso della predica.

È l’unico arazzo restaurato dei 9 originali presenti a Mantova (è in corso un restauro anche degli altri proprio nel 2020) ed è l’unico appeso come se fosse una tenda e non inquadrato nelle cornici come gli altri. Questo consente di vedere due particolari interessanti. Provate ad osservare la cornice blu scuro in tessuto: in basso a sinistra, appena dietro la porta aperta intravedete la doppia B che ne segnala la provenienza da Bruxelles, mentre in basso a destra potete scorgere la sigla-firma dell’arazziere, un vero brand.

I FINTI ARAZZI

LA GUARIGIONE DELLO STORPIO

Gli Arazzi di Mantova sono 9. Quando gli austriaci decidono di portare gli arazzi in Palazzo Ducale dalla Basilica di Santa Barbara scelgono un appartamento di 4 stanze con 16: cosa mettono sulle 7 rimaste vuote? Chiedono allora al pittore mantovano Felice Campi di realizzare dei finti arazzi, delle tele dipinte per cui si ispira alla serie nuova degli Arazzi conservata in Vaticano. Riuscite a distinguere i veri dai finti arazzi? Sono quelli sul lato delle finestre e nella stanza più piccola.

PAVIMENTO IN COTTO Tutti guardano i soffitti decorati in stile neoclassico e gli arazzi illuminati e quasi nessuno dove mette i piedi. In una delle sale c’è un pavimento in cotto tipico delle nostre zone e che stacca rispetto ai pavimenti alla veneziana. Verrebbe voglia, ma sconsiglio di farlo, di camminarci sopra a piedi scalzi. Provate allora a sfiorarlo: un’esperienza da non perdere.

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È un arazzo molto interessante dal punto di vista iconografico e per il particolare delle colonne tortili. Era l’arazzo posto di fronte al trono del papa nella Cappella Sistina durante le celebrazioni. Pietro è il primo papa e Leone come pontefice è uno dei suoi eredi, inoltre l’apostolo in questo episodio agisce da medico, un chiaro riferimento alla famiglia fiorentina dei Medici da cui proviene il papa. Un’ultima curiosità: le colonne tortili dell’arazzo sono quelle del Tempio di Gerusalemme. A Mantova Giulio Romano le inserisce nella facciata della Rustica, a Roma le utilizza Bernini per il baldacchino monumentale in San Pietro.

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ARTE E CULTURA L’ATTUALE VILLA SORGE SU UN PREESISTENTE EDIFICIO CINQUECENTESCO APPARTENUTO AI VERONESI CONTI BECELLI

VILLA ALBERTINI TRA ARTE E STORIA Apre al pubblico il parco dello storico edificio gardesano

A curA di STEfANO muTTi

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orna a rivivere il parco di Villa Albertini a Garda (Vr). I giardini storici han sempre esercitato un grande fascino sul pubblico appassionato di verde e botanica e Verona già vantava diverse opportunità, sia in città (Giardino Giusti) che in provincia, dalla Valpolicella (Giardino Pojega) alla Valpantena (Villa Arvedi) al Mincio (Parco Sigurtà). Ma da quest’anno i turisti troveranno anche sul lago uno spazio accogliente e protettivo, lontano dal turismo di massa, un luogo tranquillo che nelle intenzioni della proprietaria Barbara degli Albertini deve “indurre alla lettura di un buon libro e alla meditazione”. Il lavoro di recupero del giardino, che ha un’estensione di sei ettari, è ancora in fieri, e i risultati si potranno apprezzare ancora meglio tra qualche anno. Ma intanto, per i più curiosi, è già possibile svolgere un percorso a piedi fra cascatelle, grotte, piante secolari e arbusti che conducono sul punto più alto, panoramico, dove si trova la torre principale affacciata ad un laghetto.

Il casato Di stirpe longobarda, gli Albertini si stabilirono in Toscana e perseguirono una carriera militare già fin dai tempi di Carlo Magno, che li portò a diventare Conti di Prato. Diversi furono i rami di famiglia, quello di Verona discende da Domenico Albertini nato a Firenze nel 1635 e trasferitosi poi qui stabilmente. Sarà il nipote Carlo Antonio a costruire la fortuna di famiglia grazie al lavoro di mercante che gli permise di acquistare la proprietà di Garda e qui, assieme al figlio Carlo, seppe realizzare uno dei parchi romantici più famosi in Italia nell’Ottocento. La villa L’attuale villa Albertini sorge su un preesistente edificio cinquecentesco appartenuto ai veronesi conti Becelli, ricchi proprietari di tutta l’area costiera del lago da Garda a San Vigilio. La proprietà passò successivamente ai conti Albertini, i quali acquistarono una villa cinquecentesca alla fine del settecento. Il conte Carlo degli Albertini affidò nel 1833 all’architetto Francesco Ronzani il progetto per la ristrutturazione del bene. I

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lavori interessarono la parte centrale dell’edificio cinquecentesco dove venne eseguita una sopraelevazione, a cui seguirono l’erezione di due torrioni merlati sul retro e a meridione la costruzione di un’appendice di collegamento tra il corpo esistente e le nuove strutture, nonchè il rifacimento della cappella gentilizia titolata a San Carlo. Con l’intervento del Ronzani, che fu anche l’ideatore del parco, la villa mutò aspetto sulla scia del gusto romantico e assunse una veste eclettica ispirata a modelli neogotici e medievali, senza che venissero tuttavia alterate le linee classicheggianti ancora leggibili nella porzione più antica del bene. L’oratorio di San Carlo Borromeo La sua fondazione risale al 1614 per opera di Lodovico Becelli. La chiesetta è parte integrante del complesso di Villa Albertini ed è stata utilizzata dalla famiglia per celebrare nozze e funerali. È dedicata a San Carlo Borromeo, raffigurato nella pala dell’altar maggiore accanto alla Vergine con Bambino (ora in villa). La scelta dei Becelli di dedicare l’oratorio a questo san-

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Villa Albertini

to milanese era dettata dalla celebrità che egli aveva in quegli anni (la canonizzazione risale al 1° novembre 1610) e alla protezione che si riteneva avesse contro la peste, un flagello sempre incombente sulle comunità. Ironia della sorte, lo stesso il pittore che realizzò il ciclo dedicato al Santo nella chiesa, morì a causa dell’epidemia del 1630: si tratta del veronese Paolo Ligozzi, nato sul finire del cinquecento da una famiglia di artisti, che qui mostra alcuni tipici caratteri tardo manieristici. Il parco Furono i numerosi viaggi compiuti all’estero, soprattutto in Inghilterra, ad influenzare i gusti del

conte Carlo Albertini. Ecco perché qui a Garda volle riproporre un giardino all’inglese, libero da costrizioni formali. Il parco ha una linea eterogenea: risale verso la china del colle occupato da un boschetto con esemplari secolari di magnolie, cipressi, pini italici, palmeti e sequoie, vanto della dimora. I percorsi interni sono segnati da cascatelle, fontanine, un laghetto, ponticelli e torricelle neogotiche. Soggiorni illustri Sono diversi gli ospiti illustri che si ricordano nella villa: il duca di Genova, Massimiliano di Baviera, il Presidente della Repubblica Antonio Segni, il poeta Cesare Betteloni, nato a Bardolino, che alla villa dedicò dei versi. Ma senza dubbio la villa è passata alla storia per avere ospitato il re Carlo Alberto di Savoia dopo la battaglia di Peschiera del 30 maggio 1848. Illudendosi di avere già in mano la vittoria sugli Asburgo, ricevette qui una deputazione lombarda che gli recava l’atto di annessione al Piemonte. Si innamorò talmente tanto della villa, del lago e delle sue trote da non volersene più andare. Per la visita Accanto alla villa è stato aperto un parcheggio con 140 posti auto e un bar interno dove è possibile acquistare il biglietto d’ingresso a 5 euro. Il parco è aperto di pomeriggio dalle 15 alle 19 (chiuso lunedì). Sito internet: www.parcodeglialbertini.it

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MCG VI CONSIGLIA IL NUOVO PORTALE DI STEFANO MUTTI

La Grotta del Giardino segreto

Per maggiori informazioni o per approfondimenti sul Lago di Garda e sulla zona di Verona potete sempre fare riferimento al nuovo portale Art&History, pensato per gruppi organizzati o visite individuali. Consultando il sito troverete altri suggerimenti di giardini storici da visitare in provincia e in città, ma anche descrizioni di chiese, monumenti, piazze, percorsi guidati e itinerari ad hoc per tenervi impegnati durante l’estate e l’autunno. www.guidaturisticamantovaverona.it oppure www.guidelagodigarda.it

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EVENTI

PROGRAMMI E GRANDI NOMI PER IL FESTIVAL D’ESTATE 2020 A curA di fEdEricO mArTiNElli

L’Arena di Verona riparte, riparte dalle voci delle star italiane ed internazionali che, insieme, costituiscono la comunità universale dell’opera lirica nel mondo. Grandi artisti daranno vita a composizioni musicali che uniscono sapientemente la tradizione areniana a momenti unici e rari rispetto al repertorio storico del grande anfiteatro romano. Il Cuore italiano della Musica ha aperto dunque il 25 luglio l’eccezionale stagione estiva 2020 con un doveroso omaggio alla grande tradizione dell’opera italiana grazie a ben 24 voci d’eccellenza – tutte italiane – che rappresentano quattro generazioni, nonché stili e scuole diverse in un vero excursus antologico del meglio che il nostro Paese ha offerto e offre al mondo, nella vetrina d’eccezione del grande palco centrale, così carico di implicazioni metaforiche in questa première speciale e densa di significati. Il Cuore italiano della Musica sarà dedicato a tutti gli operatori sanitari del Paese che hanno affrontato con coraggio e determinazione la pandemia in corso perché, come commenta il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia: “Arte e vita vanno di pari passo; sarebbe impensabile ripartire senza avere davanti agli occhi prima di tutto lo sforzo di chi ha lavorato mesi per tutelare la nostra salute e al contempo ricordare i sacrifici degli artisti italiani fortemente penalizzati”. Guidate da una staffetta direttoriale, anch’essa tutta italiana, composta da Marco Armiliato, Andrea Battistoni, Francesco Ivan Ciampa e Riccardo Frizza, le nostre migliori voci si esibiranno nelle più intense arie di Verdi, Rossini, Leoncavallo, Giordano, Cilea, Puccini, Donizetti e Mozart. I veri protagonisti della serata inaugurale, introdotti dalla madrina d’eccezione Katia Ric-

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ciarelli, sono stati dunque grandi artisti, veri portabandiera della vocalità e della scuola italiana come Fabio Armiliato, Roberto Aronica, Daniela Barcellona, Eleonora Buratto, Annamaria Chiuri, Alessandro Corbelli, Donata D’Annunzio Lombardi, Alex Esposito, Rosa Feola, Barbara Frittoli, Roberto Frontali, Carlo Lepore, Francesco Meli, Leo Nucci, Michele Pertusi, Simone Piazzola, Saimir Pirgu, Luca Salsi, Fabio Sartori, Veronica Simeoni, Maria José Siri, Annalisa Stroppa, Riccardo Zanellato. Nel cuore del programma si è tenuto poi un intermezzo di grande potenza espressiva - sempre italianissimo - affidato al violino solo del giovane virtuoso Giovanni Andrea Zanon con un Capriccio di Paganini. Il 31 luglio è stato protagonista, eccezionalmente per la prima volta all’Arena di Verona, il Requiem di Mozart diretto dal grande Marco Armiliato con le voci di Vittoria Yeo, Sonia Ganassi, Saimir Pirgu e Alex Esposito in un saluto doveroso e sentito alle vittime di quest’anno per un momento di raccoglimento e riflessione per dare quindi spazio il 1° agosto all’esplosiva creatività artistica della coppia d’arte e di vita Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, affiancati dalle star italiane Daniela Barcellona e Ambrogio Maestri su grandi arie e quadri di Verdi,

Donizetti, Leoncavallo, Cilea e Giordano. Seguirà il 7 agosto uno straordinario omaggio a Wagner, le cui note tornano in Arena per la prima volta dopo le ultime incursioni degli anni ’50 e ’60 con La Valchiria e Lohengrin, dirette per l’occasione dall’esperta bacchetta del maestro austriaco Gustav Kuhn con il soprano di assoluto pregio nel repertorio wagneriano Ricarda Merbeth con ampi estratti da Olandese Volante, I Cantori di Norimberga, Tristano ed Isotta, La Valchiria e Tannhäuser. Quindi l’8 agosto assisteremo al graditissimo ritorno sul podio di Daniel Oren, vero mattatore areniano dal 1984, in un Gala verdiano che vede protagonisti di grande prestigio Eleonora Buratto, Francesco Meli e Luca Salsi impegnati in arie da Don Carlo, Simon Boccanegra, La Forza del Destino, I Lombardi alla Prima Crociata, Luisa Miller, Ernani, Nabucco, Il Trovatore, Rigoletto, Otello, Un ballo in Maschera e Macbeth. Giovedì 13 agosto invece godremo di una serata unica nella storia areniana, grazie allo straniante effetto determinato dalla voluta contrapposizione tra l’ampiezza degli spazi del più grande teatro al mondo ed un programma che nasce artisticamente per spazi ben più intimi.

GRANDI ARTISTI DARANNO VITA A COMPOSIZIONI MUSICALI CHE UNISCONO SAPIENTEMENTE LA TRADIZIONE ARENIANA A MOMENTI UNICI E RARI

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IL CUORE ITALIANO DELLA MUSICA SARÀ DEDICATO A TUTTI GLI OPERATORI SANITARI DEL PAESE CHE HANNO AFFRONTATO CON CORAGGIO E DETERMINAZIONE LA PANDEMIA

Sarà anche un grande omaggio alla tradizione musicale veneta che tanto ha regalato all’Italia e al mondo, in un repertorio ormai profondamente identificato con la civiltà della sua regione nell’immaginario popolare di tutto il mondo: Le Quattro Stagioni di Vivaldi e l’Adagio di Tomaso Albinoni costituiranno il nucleo centrale di un programma che vedrà protagonisti anche i compositori Giuseppe Tartini e Antonio Salieri. Sul podio farà il suo debutto in Arena il direttore padovano Alvise Casellati, mentre al violino solista tornerà il giovane artista trevigiano Giovanni Andrea Zanon. Proseguendo la scia dell’eccezionalità, il giorno seguente 14 agosto si avrà invece un inedito e raro Gala rossiniano diretto da Jader Bignamini, con le grandissime voci di Lisette Oropesa, Marina Viotti, Levy Sekgapane, Mario Cassi, Alessandro Corbelli e Roberto Tagliavini con estratti da Semiramide, Gugliemo Tell e Il Barbiere di Siviglia. Il 21 e 22 agosto invece saranno dedicati a Puccini, prima con il raro Gianni Schicchi in forma semi scenica ideato dal grande baritono Leo Nucci impegnato altresì nel ruolo del titolo e diretto da Francesco Ivan Ciampa con un cast tutto italiano che rappresenta una perfetta amalgama di esperienza e freschezza degli interpreti. Quindi il Gala pucciniano del 22 agosto con protagoniste le eccellenti voci di Angela Gheorghiu, Eleonora Buratto, Hui He, Maria José Siri, Marcelo Álvarez, Piero Pretti, Alberto

Gazale Carlo Bosi, Gianfranco Montresor e Dario Giorgelè, dirette dalla bacchetta di Andrea Battistoni. In chiusura il 28 e 29 agosto un doppio appuntamento che vedrà protagonista Plácido Domingo, star irrinunciabile per il pubblico areniano: prima un gala dedicato esplicitamente all’Arena e alla sua rinascita in questo anno difficile con arie baritonali dirette da Jordi Bernàcer; quindi con lo spettacolo Opera in Love, che lo vedrà nel ruolo di direttore ad esaltare il carisma scenico e la potenza vocale di Vittorio Grigolo e Sonya Yoncheva, protagonisti delle più belle pagine e dei duetti d’amore della storia dell’opera. Fondazione Arena ha deciso di esprimere un ringraziamento concreto agli operatori sanitari italiani, impegnati in prima linea nella gestione dell’emergenza sanitaria, riservando loro un biglietto a prezzo simbolico. La speciale tariffa, valida per tutte le undici serate del Festival 2020, consentirà agli operatori di acquistare per una serata a loro scelta 2 biglietti per il terzo settore al prezzo simbolico di € 10. La tariffa ridotta sarà estesa alle seguenti categorie professionali: medici, infermieri, OSS (operatori socio sanitari), lavoratori di ospedali e case di riposo RSA (inclusi amministrativi), farmacisti, psicologi ospedalieri, addetti al trasporto infermi, operatori assistenza domiciliare, operatori associazioni assistenza senza fissa dimora, operatori comunità di riabilitazione. Per accedere alle speciali tariffe ridotte tutti i dipendenti delle strutture sanitarie sia pubbliche che private potranno recarsi presso la Biglietteria Centrale di Fondazione Arena in Via Dietro Anfiteatro 6/b esibendo il proprio badge aziendale nominale o, in alternativa, inviare una mail di prenotazione all’indirizzo biglietteria@arenadiverona.it allegando scansione del proprio badge. Per tutti quegli operatori sanitari che non disponessero di un tesserino di riconoscimento aziendale (es. farmacisti o psicologi), potrà es-

sere accettato sia il tesserino dell’ordine, sempre nominale, o una richiesta di prenotazione su carta intestata della struttura da inviare via mail all’indirizzo: biglietteria@arenadiverona.it. Un anno come questo entrerà nella storia e nella memoria di tutti i veronesi. Anche per questo, per dare la possibilità a tutti di godere l’Arena con il palco al centro e di raccontare alle future generazioni lo sforzo fatto in un anno tanto eccezionale, Fondazione Arena ha creato uno speciale biglietto dedicato in esclusiva ai residenti di Verona e Provincia. Grazie ad un accordo con Poste Italiane tutti riceveranno a casa nei prossimi giorni un voucher grazie al quale potranno assistere ad uno degli undici spettacoli ad una tariffa speciale, molto popolare, di € 39 nelle serate di Gala e € 34 nelle altre serate. Di più, ogni veronese avrà la possibilità di invitare fino a tre persone e farsi ambasciatore dell’estate veronese presso i propri amici in Italia o nel resto del mondo. Un gesto che punta alla diffusione dell’opera e al sostegno degli operatori turistici della città. Fondazione Arena rivolge il suo ringraziamento agli sponsor per la vicinanza e il sostegno e per aver creduto a questo progetto: oltre ad Unicredit, Major Partner da oltre 20 anni, il Gruppo Calzedonia con il marchio Falconeri, Volkswagen Group Italia, Deutsche BAHN, Veronafiere e ancora Air Dolomiti, Casa Vinicola Sartori, GrandVision, Metinvest, SDG Group, SABA parcheggi, Vicenzi, A4 Holding. Di seguito gli orari della biglietteria: dal 15 luglio fino al 29 agosto 2020 - 10:15-21:00 nei giorni di spettacolo - 10:15-16:45 nei giorni senza spettacolo

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INTERMITTENZE, FESTIVAL DI LETTERATURA E MUSICA Il festival “Intermittenze”, promosso dalla Biblioteca Civica di Riva del Garda (Tn) in collaborazione con Rapsodia “festival permanente itinerante” ritorna dal 24 al 27 settembre 2020 a Riva del Garda. Già nel 2019, la splendida cittadina trentina è stata teatro, con i suoi scorci più suggestivi, le sue piazze e i suoi luoghi di indubbio fascino, di “intermittenze” musicali e letterarie che hanno fatto vivere un inedito fine settimana ai residenti e ai turisti dell’Alto Garda. L’edizione passata ha riscosso un enorme successo di pubblico, facendo affollare le strade della “perla del Lago di Garda” che hanno profumato di pagine appena stampate e di vecchi ricordi, gli stessi riemersi lettura dopo lettura attraverso le voci e gli sguardi di alcuni fra i più grandi autori della scena culturale italiana e internazionale. Di grande caratura i nomi dei protagonisti intervenuti nel 2019. Da Massimo Zamboni a Luca Scarlini, da Björn Larsson, lo scrittore svedese forse più amato d’Italia al Premio Strega 2018 Helena Janeczek. Incontro particolarmente amato quello tenutosi sotto l’affrescata galleria san Giuseppe con l’eclettica poetessa Patrizia Valduga e poi ancora Marcello Fois, Maurizio de Giovanni e Carlo Lucarelli che insieme, in una calda e sognante mattinata in riva al lago hanno divertito un entusiasta pubblico durante la loro “rassegna stampa”. Intensi e profondi gli altri interventi come quelli di Benedetta Tobagi, l’autrice di Piazza Fontana insieme a uno dei più grandi storici italiani, Guido Crainz, i quali ci hanno trasportato in un “Viaggio al cuore della Storia d’Italia”. Incontro attesissimo dell’edizione 2019 è stato quello con uno dei cantautori più amati di sempre, Francesco Guccini, insieme al grande antropologo Marco Aime, che hanno riportato Riva e tutti i presenti ai tempi delle osterie tanto care a Guccini. Un vero e proprio bagno di folla con oltre mille presenti nella piazza principale della città. Il Festival Intermittenze si è concluso nel 2019 con l’intervento dell’intensa Simona Vinci e le magistrali musiche composte ed eseguite dal

EVENTI

A curA di fEdEricO mArTiNElli

vivo da Valentino Corvino. Non sono mancate le intermittenze musicali e danzanti con sinuosi e sensuali passi di tango argentino, dj-set poetici con Nico Note, interventi dedicati ai più piccoli con un concerto Jazz a cura del Conservatorio di Musica “F.A. Bonporti” di Trento e Riva del Garda e letture in musica di Pinocchio con la voce di Enrico Tavernini intrecciata alle musiche composte per lo sceneggiato televisivo tratto dal romanzo di Collodi con il supporto dell’Orchestra delle Metamorfosi, diretta dal M. Francesco Maria Moncher. La direzione artistica dell’edizione sarà nuovamente affidata all’eclettico Emiliano Visconti il quale spiega che la nuova edizione di Intermittenze a Riva del Garda dal 24 al 27 settembre inizierà con un punto e virgola: quel punto e virgola che unisce letteratura e musica. Il programma è tanto intenso quanto, e forse di più, quello dell’edizione passata. Il concerto di apertura si terrà la sera del 24 settembre, nella splendida cornice della Rocca di Riva che ospiterà sul palco il pianista Massimo Giuntoli e la vibrafonista e percussionista Clara Zucchetti, i quali ci trasporteranno nell’America anni 50 della Beat Generation, nei versi e nelle prose di quei poeti e narratori che come un fiume in piena, nella loro versione originale inglese, faranno corpo unico con le musiche scritte apposta per dar loro un’innovativa veste sonora. L’indomani alle 19.00, presso la Spiaggia degli Ulivi, le due arti faranno intermittenza da un’altra inattesa prospettiva: Valerio Corzani ci porterà infatti dentro ai libri di Haruki Murakami, uno degli scrittori più amati al mondo che a sua volta è un grande amante della musica tutta. La musica permea così ogni sua prosa e Corzani, conosciutissima voce di radio 3, ce ne svelerà i segreti e i suoni e come questi si uniscano alla finzione narrativa.

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EVENTI

Al cantautore che più ha influenzato nonché plasmato la scena musicale italiana e non solo, a Fabrizio De André, è dedicato il racconto-spettacolo del venerdì sera. Sul palco di Piazza Garibaldi, gli “Artenovecento Omaggio a De André”, formazione di sette straordinari musicisti, e la voce narrante di Emiliano Visconti ci porteranno a esplorare, in un viaggio attraverso alcune dalle canzoni più amate del cantautore, nonché attraverso immagini video di repertorio, La biblioteca musicale di quel grandissimo lettore che fu Fabrizio De André. Ovvero di come tanti suoi capolavori siano nati dalla lettura anarchica e sovversiva che De André ne fece e di come seppe poi dare a quelle letture corpo musicale. Il racconto si chiuderà con una coda a mo’ di concerto, finché notte non ci separi, perché di ascoltare le sue canzoni non si è mai sazi abbastanza. La giornata del sabato vedrà autori e pubblico passeggiare per le strade di Riva, tra la Rocca, la spiaggia degli Ulivi, piazzetta San Rocco e Piazza Garibali, dove la sera l’affabulatore Neri Marcoré ci porterà, accompagnato dal Bandoneon di Gianni Iorio, a rievocare un periodo glorioso del nostro passato, Quando la vita era piena di goal, monologo teatrale scritto da Fabio Stassi che introdurrà il grande attore con un omaggio a Gianni Mura, che al mondo del pallone ha dedicato pagine indimenticabili. Il campo a Marcoré verrà aperto il sabato pomeriggio da una coppia amatissima della nostra letteratura: Fabio Geda ed Enaiatollah Akbari tornano insieme sul palco a raccontare cosa successe dopo l’ultima pagina del loro best seller Nel mare ci sono i coccodrilli, ovvero quel che raccontano anche in forma scritta nel loro nuovo libro Storia di un figlio. Come sempre a Riva ci sarà poi il momento dedicato alla poesia che quest’anno vedrà Valerio Magrelli, forse uno dei più importanti poeti viventi, incantare gli ascoltatori tra versi

Stassi per una rassegna stampa culturale che si preannuncia più che scoppiettante. Dopo la colazione offerta dall’amministrazione culturale, tornerà sul palco Fabio Stassi per un monologo-narrazione che ci porti dentro ai misteri e all’ironia del suo personaggio più amato, Vince Corso, il biblioterapeuta, che offrirà cure letterarie per i più diversi malanni. Il pomeriggio della domenica sarà interamente dedicato alla letteratura e vedrà alternarsi due coppie di scrittori che si confronteranno tra loro sulle proprie pagine, su ciò che li unisce e ciò che li divide: si comincia con due premi Campiello di levatura quali sono Simona Vinci ed Andrea Tarabbia tra le cui pagine serpeggia l’attrazione verso l’ignoto, verso quel mondo delle ombre che popola la miglior letteratura. A seguire Giorgio Fontana, altro premio Campiello, si confronterà invece con Claudia Durastanti sul tema Prima di Noi, come da titolo dell’ultimo libro di Fontana: quel prima di noi che attraverso la memoria degli avi e lo slancio della fantasia narrativa rinsalda i legami con le radici stesse della nostra letteratura: quelle radici che piantò sessant’anni fa, tra gli altri, il grande Beppe Fenoglio.

A chiudere questa tre giorni più che intensa uno di quei narratori che dai piccoli teatri della provincia romagnola sta a poco a poco conquistando tutta Italia: Roberto Mercadini porterà di nuovo in scena uno dei suoi monologhi più potenti, quel Little Boy che da poco è diventato anche un libro che racconta le tante storie che gravitano attorno alla Bomba Atomica. Narrazione e, di nuovo, musica, questa volta affidata alla strabiliante chitarra di Dario Giovannini. Musica e danza faranno intermittenza anche in diversi altri momenti, dalla performance di Tango, Milonga ballata in piazza, al concerto dell’Orchestra delle metamorfosi che, a dire il vero, aprirà le danze proprio il giovedì 24 in cui tutto avrà inizio. Insomma un fiume in piena di suoni, parole e libri che aggiungerà alla già magica Riva del Garda un tocco di magia in più: quella che solo le arti sanno offrire.

memorabili e aneddoti esilaranti per cervelli funzionanti. Ma il sabato non si ferma qui, perché a portarci nella notte, arriveranno i Wu Ming per un reading quasi inedito, accompagnati da un dj set elettronico curato dagli Elem, ovvero la formazione che tra gli altri ospita Marco Messina, già 99 posse, formazione multimediale giacché sullo schermo appariranno immagini curate dall’artista visiva Loredana Antonelli che così intreccerà una terza arte alle due colonne portanti del festival. In questa atmosfera vibrante fatta di suoni e immagini Wu Ming leggerà e reciterà diverse pagine dal suo ultimo bellissimo romanzo La macchina del vento. Neri Marcorè sarà di nuovo sul palco la domenica mattina assieme all’amico Fabio

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RIVA DEL GARDA SETTEMBRE 2020

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INAUGURAZIONE PIE GLUE - SINGING THE BEAT GENERATION VALERIO CORZANI TANGO PERFORMANCE EMILIANO VISCONTI ARTENOVECENTO OMAGGIO A DE ANDRÈ

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FABIO GEDA ENAIATOLLAH AKBARI ROMANA PETRI VALERIO MAGRELLI

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FABIO STASSI NERI MARCORÈ ANDREA TARABBIA SIMONA VINCI

NERI MARCORÈ GIANNI IORIO

GIORGIO FONTANA CLAUDIA DURASTANTI

WU MING 1 ELEM

DARIO GIOVANNINI ROBERTO MERCADINI


SPECIALE CINEMA

PER LA PRIMA VOLTA NON SI POTRANNO PROPORRE LE TRADIZIONALI DEGUSTAZIONI GRATUITE MA, TUTTI GLI EVENTI CINEMATOGRAFI E GLI SPETTACOLI, SARANNO UGUALMENTE “APPETITOSI”

MANGIACINEMA PRONTO A STUPIRE Festa del cibo d’autore e del cinema goloso

A curA di V.cOriNi

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al 16 al 23 settembre a Salsomaggiore Terme (Parma) si terrà la settima edizione di Mangiacinema - Festa del cibo d’autore e del cinema goloso (www.mangiacinema.it). Il Festival più pop d’Italia, ideato e diretto dal giornalista Gianluigi Negri, si farà, adottando tutte le misure di sicurezza necessarie e stabilite dalle autorità competenti. Per la prima volta in sette anni, non si potranno proporre le tradizionali degustazioni gratuite di Mangiacinema, ma tutti gli eventi cinematografi e gli spettacoli saranno ugualmente “appetitosi”. Rimarranno, infatti, centrali le grandi storie del gusto, raccontate e “servite” al pubblico da produttori selezionati, che mettono sempre l’anima nel loro lavoro e nelle loro creazioni: con il Made in Salso in primo piano, ma anche con una nutrita pattuglia di artisti del gusto - autentici fuoriclasse delle Terre Verdiane e della Food Valley. Sarà dunque, come ogni anno, un’imperdibile e stuzzicante settimana tra show cooking, proiezioni appetitose, incontri con artisti, spettacoli

Pupi e Antonio Avati festeggiati a Mangiacinema 2018 per i loro 50 anni di cinema

inediti e originali. Mantenendo la formula dell’ingresso libero (fino ad esaurimento posti disponibili) per tutti gli eventi. L’EVENTO SPECIALE: IL CINEMA DI LINO BANFI L’edizione 2020 si svolgerà tra le Terme Berzieri e il cinema Odeon nella città termale. Evento speciale di quest’anno è “Il cinema di Lino Banfi”, con le commedie cult e più divertenti del grande comico pugliese. “Le risate - anticipa il direttore artistico Gianluigi Negri - sono quello di cui abbiamo maggiormente bisogno in questo momento, ma questa sarà un’edizione in parte ‘segnata’ anche dagli incubi (quelli che abbiamo vissuto e vogliamo lasciarci alle spalle), con il desiderio di esorcizzare le nostre paure e ‘divorare’ il cinema di genere alla nostra maniera. Sono novità che annunceremo nelle prossime settimane”.

Lino Banfi

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“LA CRISI DEL SETTIMO ANNO? ABBIAMO GIÀ DATO” “Come molti sanno - prosegue Negri - abbiamo sempre allestito il nostro piccolo Festival con l’anima in condizioni di budget impossibili, ma siamo andati avanti con la forza della volontà e con l’aiuto del Comune di Salsomaggiore (e di pochi, ma

veri, amici). La nostra sesta edizione dodici mesi fa è stata un ‘anno zero’, ma anche un successo senza precedenti, con pubblico da ogni parte d’Italia. La crisi del settimo anno? Ne abbiamo già vissute sei: direi che ci bastano. In questo che purtroppo è un ‘anno di crisi’ preferiamo dedicarci totalmente ai nostri sogni. Stiamo lavorando ad un programma che, probabilmente, sarà il più bello tra quelli proposti fino ad oggi”. A SERGIO MARTINO IL PREMIO MANGIACINEMA – CREATORE DI SOGNI Il Festival si inaugurerà con una serata d’onore che avrà come protagonista uno dei registi italiani più prolifici ed eclettici. Mercoledì 16 settembre arriverà infatti a Salsomaggiore Terme il regista romano Sergio Martino, che proprio lo scorso anno ha celebrato le sue nozze d’oro con il cinema. “Mille peccati... nessuna virtù” è il suo film d’esordio del 1969, ed è anche il titolo della serata - nonché della sua autobiografia - che lo vedrà salire sul palco del cinema Odeon per ritirare il Premio Mangiacinema - Creatore di Sogni. Un Premio nato nel 2016 e consegnato, tra gli altri, nelle precedenti edizioni del Festival diretto dal giornalista Gianluigi Negri, a nomi come Laura Moran-

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Laura Morante, madrina della scorsa edizione, con Gianluigi Negri

CENTRALI LE GRANDI STORIE DEL GUSTO, RACCONTATE E “SERVITE” AL PUBBLICO DA PRODUTTORI SELEZIONATI, CHE METTONO SEMPRE L’ANIMA NEL LORO LAVORO E NELLE LORO CREAZIONI te, Renato Pozzetto, Pupi e Antonio Avati, Milena Vukotic, Elio Pandolfi, Enrico Vanzina, Maurizio Nichetti, Carlo Delle Piane, Paola Pitagora, Maria Grazia Cucinotta, Francesco Barilli. ATTRAVERSANDO I GENERI CINEMATOGRAFICI Martino i generi cinematografici li ha attraversati tutti: dalla commedia al giallo, dall’avventura alla fantascienza, dal post-atomico al poliziottesco, dallo spaghetti western alla pochade. Ed è riconosciuto come maestro (e in molti casi pioniere) da registi come Tarantino, Del Toro e Cuarón.

Nella serata inaugurale di Mangiacinema racconterà la sua lunga carriera, in una chiacchierata condotta da Negri e dal regista Daniele Ceccarini. E presenterà il suo (stra)cult “L’allenatore nel pallone” (1984), con Lino Banfi nei panni del mitico mister Oronzo Canà. IL 40° ANNIVERSARIO DE “LA MOGLIE IN VACANZA... L’AMANTE IN CITTÀ” GIRATO PER METÀ A PARMA) Mangiacinema celebrerà anche un’altra irresistibile commedia di Martino, la prima nella quale ha diretto il comico pugliese. “La moglie in vacanza... l’amante in città” (1980) compie infatti quarant’anni. La prima parte del film è girata a Parma, con Renzo Montagnani che interpreta un industriale del prosciutto e Tullio Solenghi un suo impiegato. Inoltre vi recitano insieme, per la prima volta (e unica), le bellissime “rivali” Barbara Bouchet ed Edwige Fenech, icone sexy degli anni Settanta e primi Ottanta. Dieci anni fa Martino aveva festeggiato il trentennale del film al Festival di Venezia (nella retrospettiva dedicata al cinema comico italiano), ora a Salsomaggiore brinderà al

Sergio Martino

quarantesimo anniversario . “SPAGHETTI A MEZZANOTTE” E “SPAGHETTI ALLA MARTINO” Per completare l’omaggio a Martino (e a Banfi), durante il Festival verrà proiettata anche la commedia gialla del 1981 “Spaghetti a mezzanotte” (nella quale Banfi recita sempre al fianco della Bouchet). Alla quale si aggiunge una primizia: il documentario “Spaghetti alla Martino” dei registi Daniele Ceccarini e Francesco Tassara, ultimato nel dicembre dello scorso anno. A PUPI AVATI IL PREMIO MANGIACINEMA - CREATORE DI INCUBI Un altro autentico maestro sarà l’ospite di chiusura mercoledì 23 settembre. Torna infatti a Mangiacinema Pupi Avati, già protagonista nel 2014 (quando presentò “Un ragazzo d’oro” ed omaggiò Tognazzi) e nel 2018 (quando ritirò, insieme a suo fratello Antonio, il Premio Mangiacinema – Creatore di Sogni, nel mese esatto in cui entrambi festeggiavano 50 anni di cinema). Questa volta il grande regista bolognese ritirerà il Premio Mangiacinema – Creatore di Incubi, in una serata d’onore nella quale presenterà “Il signor Diavolo” ed il cult assoluto “La casa dalle finestre che ridono”. Durante gli otto giorni della seguitissima manifestazione saranno presenti tanti altri grandi artisti, tra Premi, presentazioni, incontri, show cooking e, quest’anno, anche numerosi spettacoli e concerti.

Il giornalista Gianluigi Negri con Renato Pozzetto, “Premio Mangiacinema - Creatore di Sogni 2019”

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MUSICA CInEMA & ARTE DESENZANO DEL GARDA

TRADOTTO, TRASFIGURATO, TRIONFA L’HAENDEL TRASCRITTO PER ORGANO Travasare mondi da una cornice all’altra, nella consapevolezza che l’operazione nasconda la deliziosa insidia della divagazione, dell’indebita appropriazione, del sottile quanto sostanziale tradimento. Pratica diffusa già dal XVII secolo e letteralmente fiorita nel XVIII, quando il consumo musicale nei salotti aristocratico-borghesi consentiva anche ad appassionati dilettanti un pregevole Musizieren domestico, la trascrizione costituisce un autentico banco di prova, oltre che una straordinaria opportunità creativa per l’autore non meno che per l’interprete. Con smagliante padronanza di mezzi e di pensiero, Simone Vebber propone nella sua ultima fatica discografica firmata “La Bottega Discantica” un prezioso viaggio nel tripudio di colori e di spiccata teatralità del sommo Haendel, efficacemente traslate su organo dai coevi Walsh ed Hook.

VISTI PER VOI AL CINEMA E IN TV LA CANDIDATA IDEALE

Maryam è una dottoressa consapevole della responsabilità del proprio ruolo che esercita in un piccolo ospedale in Arabia Saudita. Nonostante la sua professionalità deve lottare quotidianamente contro il pregiudizio diffuso nella società nei confronti delle donne.

EASY LIVING

Cosa potrebbe succedere se un quattordicenne, una studentessa che contrabbanda medicinali e sigarette e un maestro di tennis americano con velleità artistiche decidessero di aiutare un migrante a varcare il confine con la Francia?

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Una lettura trepidante – impreziosita da una prima assoluta, “Armonia sul palco per un’opera immaginaria” di Marco Uvietta - che, sullo stesso Serassi storico utilizzato per l’incisione, lo scorso 21 luglio, l’interprete trentino ha regalato al pubblico presente in Duomo a Desenzano del Garda.

di ElENA krAubE

GENESIS 2.0

Sulle remote Isole della Nuova Siberia nell’Oceano Artico, alcuni cacciatori cercano le zanne dei mammut estinti. Il prezzo dell’oro bianco non è mai stato così alto. Ma lo scongelamento del permafrost non rilascia solo avorio prezioso.

MISS MARX

La storia della figlia più piccola di Karl Marx, Eleanor: brillante, colta, libera e appassionata, una delle prime donne ad avvicinare i temi del femminismo e del socialismo, sarà travolta da una storia d’amore dal destino tragico.

di ElidE bErGAmAScHi

PREZIOSO E “GIACOMETTIANO” IL RIGOLETTO AL BARSÒ Lo scorso 29 giugno tutti verso il “barsò”, ad assistere ad un singolare Rigoletto: distanziati pubblico e musicisti; distanziati gli interpreti, costretti ad amarsi, odiarsi, persino ad uccidersi senza potersi sfiorare. Il tutto nel vuoto di una scena che la regia di Roberto Catalano costruiva sulla sottrazione più radicale: solo quattro fari mobili, azionati ad incorniciare lo spazio scenico. La lettura di Alessandro Palumbo ha saputo valorizzare le risorse a disposizione e rigiocarle con pregevole intelligenza. Nel suo gesto, la stessa elegante essenzialità che si percepiva nelle voci, prima su tutte quelladi Giulia Bolcato, una Gilda sinceramente calata nell’amore acerbo ed idealizzato che la porterà nelle braccia della morte. Non da meno erano il Rigoletto di Federico Longhi, ed il Duca di Mantova impersonato con smalto e complessiva credibilità da David Astorga. Magnifico, infine, per precisione, classe, equilibrio tra spietato cinismo ed arte sicaria, lo Sparafucile brunito di Andrea Pellegrini, accolto a fine recita da calorosi applausi insieme alla brava Maddalena di Mariangela Marin.

NEL SEGNO DI VIVALDI LA FENICE RIPRENDE IL VOLO Scritta a Vicenza nel 1713, Ottone in villa è la prima opera posta in musica da Antonio Vivaldi; lo scorso luglio, al Teatro La Fenice di Venezia, l’opera ha inaugurato in forma scenica la ripresa della programmazione musicale a seguito dell’emergenza sanitaria. La regia firmata da Giovanni Di Cicco esaltava, nella distanza imposta, la raffinata gestualità degli interpreti. Su tutti la Cleonilla luminosa di Giulia Semenzato, a cui si affiancava, en travesti, la magnifica Ottone di Sonia Prina. A ruota, Lucia Cirillo, delineava un Caio Silio di toccante adesione emotiva e Valentino Buzza, nei panni di Decio, svettava per autorevolezza e statura vocale. Infine, chiudeva la rosa di eccellenze l’intensa Tullia scolpita di fino da Michela Antenucci. La direzione dell’Orchestra della Fenice recava il marchio di garanzia di Diego Fasolis.

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SATURNO BUTTÒ TRA SACRO E PROFANO Si definisce un pittore che fa ritratti! Saturno Buttò classe 1957 è originario di Portogruaro in provincia di Venezia. L’impostazione classica acquisita da ottimi insegnanti al Liceo Artistico, gli ha fatto prediligere la figura umana rispetto a qualsiasi altro soggetto. Dopo il decennio di studi artistici, liceali e accademici ha trascorso letteralmente altri dieci anni nel suo studio-atelier a perfezionare la tecnica sulla pittura ad olio. Solo dopo ha realizzato che poteva mostrare il suo lavoro ad un pubblico più ampio. Ci parla della sua ricerca pittorica? “La tecnica è stata ed è tuttora una parte importante della mia ricerca artistica. Naturalmente mi è sempre piaciuto lavorare (disegno e pittura) manualmente. E’ un esercizio che mi da piacere. E lo ammetto, esiste anche una sorta di compiacimento nello scoprire che, via via che gli anni passano, la qualità del lavoro cresce. Tuttavia non ritengo sia questo aspetto la componente principale che governa il mio lavoro. Tutt’altro! Già a cominciare dal

primo anno di Accademia Di Belle Arti nel 1976, ho letteralmente, rinunciato alla pittura per dedicarmi ad una ricerca che coinvolgesse nuovi media. La fotografia soprattutto! La scoperta di quelle che allora erano le nuove avanguardie artistiche (Body Art, Land Art, Conceptual Art) mi ha affascinato molto, determinando un’inversione di valori. Se prima veniva la tecnica e poi il soggetto, dopo la priorità veniva data all’idea, e bastava quella. Espressa attraverso una testimonianza che veniva fissata da scatti fotografici, video oppure semplici installazioni. Durante il periodo dell’Accademia era facile, avevamo il nostro spazio personale all’interno dei laboratori dove potevamo esporre ogni sorta di opera. Il denominatore comune, sia che disegnassi la modella o che fotografassi una performance di body art, rimaneva sempre la figura umana, con tutte le sue implicazioni, fisiche e spirituali. Ho realizzato quindi che potevo lavorare mettendo insieme le due esperienze, creandomi uno stile personale. Utilizzare l’unicità della pittura ad olio per rappresentare una determinata idea che privilegiasse una ricerca sull’individuo, contemplando eccessi, contraddizioni e tutto ciò che caratterizza l’umana natura”. Quali artisti del passato e del presente apprezza maggiormente e perché? “Io ho guardato con estremo interesse tutta la storia dell’arte, ma non mi sono mai fissato su determinati autori. Questo per non rischiare condizionamenti tecnici. Malgrado ciò non posso pretendere di essere particolarmente originale e gli accostamenti con artisti del passato, da parte di critici e pubblico, è continuo. Per quanto riguarda il panorama artisticopittorico attuale, è raro che mi piaccia qualcuno. Ci sono naturalmente pittori che ammiro come Nicola Verlato, Nicola Samorì o Agostino Arrivabene. Ma la

maggior parte degli artisti legati alla figurazione ha un approccio che non mi coinvolge, fermo restando che ho il massimo rispetto per tutti”. Cosa pensa del mercato italiano e internazionale dell’arte contemporanea? “Penso che sostanzialmente non sia mai cambiato nulla. La “Grande Arte” è determinata dalla “Grande Finanza”. Tutto il resto è arte!

di bArbArA GHiSi

CHAGALL LOVE AND LIFE

LE MOSTRE

Chagall: Love and Life aprirà i battenti a ottobre e porterà a Milano ben 150 opere di Marc Chagall provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme. Parola chiave della mostra è amore, quella che legò l’artista all’adorata moglie Bella Rosenfeld e che ispirò numerosi capolavori dell’artista bielorusso.

libri I TESTAMENTI

Romanzo vincitore del Booker Prize 2019, Il più importante premio letterario nel mondo anglofono. In questo brillante sequel del Racconto dell’Ancella, Margaret Atwood risponde alle domande che hanno perseguitato i lettori per decenni. «Una magnifica finzione, ma anche una storia-scudo, una narrazione protettiva, un anticorpo immaginifico che fornisce strumenti per capire il presente e opporsi alle sue derive liberticide» – Michela Murgia, La Repubblica «Un fenomeno così non si vedeva dai tempi di Harry Potter» – La Stampa

URLA NEL SILENZIO

Neanche il più oscuro dei segreti può restare sepolto per sempre. «Un giallo superbo. Trama e scrittura sono semplici e afferrano il lettore come vuole la tradizione britannica. Solo che stavolta, al posto della campagna inglese, c’è la cruda realtà delle perferie. L’adrenalina è sino alla fine, per oltre 300 pagine. E non è facile, di solito» – Il Fatto Quotidiano

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Mantova Casa del Rigoletto Piazza Sordello, 23 Fino al 20 dicembre BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE BFF HERE NOW

Milano The Hall, Porta Nuova, Piazza Lina Bo Bardi Dal 10 al 13 settembre MIA PHOTO FAIR 2020. THE KISS, MARILÙ S. MANZINI

Venezia Casa dei Tre Oci, Fondamenta delle Zitelle, 43 Fino al 10 gennaio JACQUES HENRI LARTIGUE. L’INVENZIONE DELLA FELICITÀ

Cortina d’Ampezzo Luoghi vari Fino al 2 novembre SENTIERI D’ARTE: ARCIPELAGO FOSSILE

di VErONicA GHidESi

C’ERANO ANCHE SS GENTILI? ...

Hédi Fried aveva diciannove anni quando i nazisti deportarono lei e la sua famiglia. Ad Auschwitz, i suoi genitori furono assassinati, mentre lei e sua sorella Livi riuscirono a sopravvivere. Oggi Hédi ha più di novant’anni e ha passato l’ultima parte della sua vita in giro per le scuole a testimoniare e a rispondere alle domande dei ragazzi sull’Olocausto, da quelle più ovvie a quelle più difficili o sorprendenti: «Avevi sempre fame?», «Perché non vi siete ribellati?», «Sognavi, la notte?», «Che lingue si parlavano ad Auschwitz?», «Sei riuscita a perdonare?».

L’ ULTIMO MARINAIO

Una storia di mare. Una storia di amicizia. Una storia di vita. «A un certo punto, su questo oceano e per le piccole strade di Noss, è passato un uomo singolare, che ha portato un po’ di limpidezza nella mia vita. Tomas Henkel, questo era il suo nome, mi ha insegnato a scorgere la nobiltà nei sotterranei sentieri delle anime in cui talvolta si nasconde, a intuire la profondità delle cose dalla loro ombra».

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AMARCORD

ENNIO MORRICONE grazie Per le melodie e Per la PUra Poesia

P

rima o poi, doveva accadere. Una caduta in casa ha fermato il flusso di note che da sessant’anni ha accompagnato e plasmato tanto cinema italiano e non. De mortuis nil nisi bonum dicevano gli antichi; e tuttavia nel caso di Ennio Morricone il dirne bene è una semplice constatazione oggettiva, scevra dalla retorica e dagli abbellimenti che costellano i necrologi. Né vogliamo incorrere nell’orazion funebre come la chiamò Alessandro Manzoni riguardo al cardinale Federigo Borromeo. Piuttosto, sottolineare alcuni aspetti del suo profilo di compositore a tutto tondo. In primo luogo, sarebbe ingiusto ricordarlo come “musicista del cinema”, richiamandosi magari all’esperienza – fondamentale per altro - del western italiano. Sì, al cinema diede moltissimo creando un linguaggio nuovo per tutti generi (oltre al western, leoniano e non, il giallo thriller, il noir urbano, la commedia, le pellicole “impegnate” ed autoriali; solo il cinema estremo gli è mancato), collaborando con moltissimi registi (memorabili i sodalizi con Leone, Tornatore, Bolognini, Montaldo, Petri, Pasolini) non solo italiani (De Palma, Polanski, Almodovar, Levinson, Tarantino). Ma fu anche compositore “assoluto”, cioè autore di musiche “sciolte” dall’occasione contingente del film, legate anch’esse a qualche committenza e però con ben maggiore libertà. E sono all’incirca cento titoli, dallo splendido “Concerto per orchestra” del 1957 alle “Varianti per Ballista Antonio e Canino Bruno” di inizio 2017, e dunque un’attività tutt’altro che occasionale e che rivendicava con orgoglio. Taluni sostengono che il meglio lo abbia dato “per il cinema”. Il giudizio, non facile, alla posterità. Di certo, il grande pubblico conosce ed ama la sua musica del cinema, nella quale riusciva ad essere “popolare” senza semplificazioni e banalizzazioni, anzi effettuando esperimenti crittati che sfuggivano al profano e che erano per lui occasioni di

LA STRAORDINARIETÀ DELLA MUSICA DI UN’ARTISTA, MA ANCHE ESPERIENZA EMOTIVA COLLETTIVA CHE PERÒ VA A TOCCARE LE PIÙ PROFONDE CORDE DELLA SPIRITUALITÀ PERSONALE

Ennio Morricone

“riscatto”. L’altra sua musica è meno immediatamente fruibile e richiede una pazienza d’ascolto oggi forse poco praticabile. Il Maestro aveva da ultimo tentato una sintesi tra i due linguaggi, pur sottolineando che si trattava di cose diverse. Che cosa rimarrà, della sua musica? Molto, crediamo. Per limitarci al cinema, egli appartiene a coloro che hanno fatto la storia della settima arte, che è anche musica (cinema e musica hanno in comune la temporalità, diceva sempre), e il suo nome si accampa accanto a quelli di Rota, Herrmann,

Rozsa, Goldsmith, Williams, i maggiori insomma. Se un giorno si scriverà una storia della musica per il cinema, il capitolo a lui dedicato sarà esteso. Ma Morricone non ci ha donato soltanto bellezza. Nella sua concezione della musica e della vita c’era qualcosa di profondamente etico, che possiamo sintetizzare parlando di etica del lavoro e volontà di riscatto. Ha lavorato molto, con il medesimo impegno nel film d’autore e in quello di cassetta, ponendosi al servizio (ma senza divenirne servo) dello spettacolo cinematografico e rispettando le esigenze – non sempre collimanti con le sue - dei registi. Allievo di Petrassi e proiettato verso la musica “colta” (il suo sogno era, crediamo, di essere il nuovo Petrassi, Nono, Berio…), obbligato a confrontarsi con le esigenze del mercato, cinematografico e non, si è sforzato di “riscattarsi” (il termine è ben suo) mantenendo una costante “dignità musicale” (altra espressione chiave) anche nelle occasioni più “leggere” (“Se telefonando”, un capolavoro: a dimostrazione che anche la canzone può essere arte) e, appunto, non recidendo il cordone con la sua formazione primaria. La scalata alla gloria (è il titolo di una sua composizione) culminò nel 2016 con l’Oscar per The Hateful Eight di Tarantino (più importante di quello precedente “alla carriera”) e il suo nome impresso nella Walk of Fame. Fu quello l’anno di En mai fais ce qu’il te plait, La corrispondenza e, appunto, il western tarantiniano, tre risultati pienamente autoriali. Dopo, un silenzio dovuto all’intensa attività di direttore della propria musica con concerti in tutto il mondo sempre sold out. Un silenzio pesante e che tuttavia si alimentava della speranza di nuova musica a venire. Una speranza venuta definitivamente meno, calato il sipario d’improvviso nel luglio di un anno tanto strano. Ci saranno, adesso, commemorazioni, celebrazioni, testimonianze, speciali, una risonanza mediatica enorme. Dopo, affinché non cali l’oblio, occorrerà attivarsi in vari modi, dalla pubblicazione di inediti alla creazione di qualche ente che promuova la ricerca, lo studio, la (ri)scoperta dell’opera omnia di un musicista che non lascia eredi. Il lavoro è ciclopico, già di archiviazione e sistemazione di un patrimonio musicale immenso, per non parlare delle complesse questioni filologiche. Lo si è fatto per Nino Rota, il maestro romano lo merita del pari. (Ricordando Ennio Morricone Di Randolph Carter tratto da Colonnesonore.net)

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SPETTACOLO

PICCOLO OPERA FESTIVAL DEL FRIULI VENEZIA GIULIA Ph Florian Andergassen

A curA di ANTONiO dEVETAG

La musica lirica in castelli, antiche dimore, giardini storici, in una sinfonia di suoni e voci che porterà alla sco-perta di angoli incantati e segreti, ricchi di storia ed arte, del Friuli Venezia Giulia, dal 20 agosto al 13 settem-bre torna il Piccolo Opera Festival del Friuli Venezia Giulia, atteso cartellone estivo che anche quest’anno non vuol mancare all’appuntamento con il suo pubblico. Spettacoli all’aperto, a cui faranno da corollario visite gui-date, aperitivi, introduzioni all’ascolto e cene prima e dopo gli appuntamenti musicali. Per un’esperienza che permetterà di conoscere non solo la storia e le architetture, ma anche sapori e vini di questa straordinaria re-gione di confine protesa verso la Mitteleuropa. 13 appuntamenti per la 13° edizione del Festival Giunto alla 13° edizione, il Piccolo Opera Festival del Friuli Venezia Giulia - sotto la direzione artistica di Gabriele Ribis - entra nella maturità della sua originale proposta culturale e turistica. Proprio grazie alla forte identità costruita negli anni riesce a confermare buona parte del suo programma, nonostante le stringenti misure per lo spettacolo dal vivo rese necessarie dall’emergenza sanitaria. Lo spirito del Festival è, da sempre, non adattare il luogo allo spettacolo ma lo spettacolo, in particolare l’opera lirica, al luogo. Un castello o una villa diventano quindi un palcoscenico costruito su misura, dove anche il pubblico stesso diventa parte integrante della messa in scena. Esemplare la produzione de L’elisir d’amore nella passata edizione, ambientato in un’osteria di campagna letteralmente circondata dai vigneti del Castello di Spessa, cuore pulsante del festival e sede dell’associazione,

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13° EDIZIONE DELLA RASSEGNA DIRETTA DA GABRIELE RIBIS. DAL 20 AGOSTO AL 13 SETTEMBRE 13 SPETTACOLI ALL’APERTO IN ALTRETTANTE SUGGESTIVE LOCATION

dove addirittura anche l’orchestra faceva parte della scena. 13 è il numero magico del Festival: il programma sarà infatti ricco di ben 13 appuntamenti (2 spettacoli di opera da camera, 4 visite musicali, 4 recital, 3 concerti evento) come 13° è la sua edizione. L’opera da camera Anche quest’anno il Festival riproporrà l’atteso e ormai tradizionale spettacolo d’opera da camera al Castello di Spessa, che ospitò il noto librettista di Mozart Lorenzo da Ponte e Giacomo Casanova, e d’estate diventa la casa dell’opera lirica in Friuli Venezia Giulia. L’appuntamento è il 30 agosto e 1 settembre. Per quest’anno il direttore artistico Gabriele Ribis ha pensato di proporre uno spettacolo assolutamente originale proponendo nella medesima serata due

Gabriele Ribis

mini opere (Il telefono di Giancarlo Menotti e Il segreto di Susanna di Ermanno Wolf Ferrari), che sono una sorta di racconto di due coppie durante la quarantena. La direzione musicale sarà affidata all’emergente Alessandro Cadario, direttore principale dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Mila-no, e la regia alla giovane regista locale (di San Floriano del Collio) Jasmin Kovic. Visite musicali a giardini storici e recital in villa Inconsueta e stimolante l’offerta dei concerti della sezione “La verde musica”, vere e proprie visite musicali a giardini storici della regione, con un programma tutto barocco con i giovani solisti dell’Accademia per l’Opera di Verona-Polo Nazionale Artistico preparati dal mezzosoprano Sonia Prina. Quattro gli appuntamenti: Castello di Cordovado (24 agosto), Palazzo Lantieri a Gorizia (31 agosto), Castello Formentini a S. Floriano del Collio (3 settembre), Villa Manin di Passariano (13 settembre). Le visite saranno condotte dai curatori del Servizio catalogazione, promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio, con sede proprio a Villa Manin. “Castelli in aria” è intitolata invece la sezione di

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recital solistici, che avrà come protagonisti nomi di prestigio del panorama lirico, quali Massimo Giordano e Giorgio Caoduro, assieme a giovani talenti locali come i soprani Giulia Della Peruta e Francesca Paola Geretto nonché il fisarmonicista Igor Zobin. Le sedi saranno Villa Ottelio Savorgnan ad Ariis (il 20 agosto), Villa Gorgo a San Vito al Torre (29 agosto), Vila Vipolze a Dobrovo in Slovenia (11 settembre) e Villa Partistagno a Faedis (6 settembre). Con l’appuntamento a Vila Vipolze il Festival da quest’anno diventerà transfrontaliero, per far scoprire ai suoi spettatori il meraviglioso territorio delle colline tappezzate di vigneti del Brda/Collio, che ha avanzato la sua candidatura all’UNESCO. Tre concerti-evento Il programma si chiuderà con tre concerti evento. Il primo in una location simbolo della Regione come Piazza Capitolo ad Aquileia (21 agosto), dove si terrà uno spettacolare e coinvolgente concerto di musica sacra con il Requiem di Franz Listz che, in ricordo delle vittime della pandemia, avrà un significato particolarmente pre-gnante, e un omaggio al bicentenario della nascita del compositore regionale Jacopo Tomadini, di cui sarà eseguito Anima Christi. La direzione musicale sarà di Igor Zobin, il coro del Piccolo Opera Festival sarà prepa-rato da Elia Macrì. Le voci soliste saranno quelle di Andrea Galli, Alessandro Cortello, Giorgio Caoduro, Massimiliano Svab. Da Aquileia a Gradisca d’Isonzo, dove il 5 settembre si terrà lo spettacolo di danza presentato dalla famosa compagnia francese Eugénie Andrin di Antibes, con il noto pianista Giovanni Bellucci e la danzatrice Eugénie Andrin, uniti dalla video arte di Gabriel Grinda. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Festival Contaminazioni digitali. Il programma si concluderà il 12 settembre nella

Castello di Spessa

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Castello di Cordovado

Marion Lafogler

assieme al mezzosoprano Sofia Koberidze e al ba-ritono triestino Niccolò Ceriani.

Cormòns

LA MAGIA DELLA LIRICA APRE LE PORTE DI LUOGHI RICCHI DI STORIA ED ARTE TUTTI DA SCOPRIRE. UN’OCCASIONE PER TRASCORRERE PIACEVOLI GIORNATE IN FRIULI VG Piazza di Cormòns, che si trasformerà in un animato caffè chantant all’aperto, dove la distanza sociale verrà reinventata in maniera creativa davanti a un calice di vino del Collio. La musica sarà quella del compositore più gourmet di sempre: Gioacchino Rossini. Ospite d’eccezione il celebre tenore rossiniano Antonino Siragusa

Appuntamento al 2021 Il Piccolo Opera Festival, che ha tradizionalmente un affezionato pubblico da Austria e Germania, si rivolgerà quest’anno in particolare al pubblico locale e nazionale e, nonostante le difficoltà determinate dalle proble-matiche del post pandemia, non ha voluto far mancare la sua musica, resa possibile dal fondamentale soste-gno della Regione Friuli Venezia Giulia (Assessorato alla Cultura e Sport e Assessorato alle Attività produtti-ve), dalla Camera di Commercio della Venezia Giulia, dalla Fondazione Friuli. Da ricordare anche il supporto delle amministrazioni comunali di Aquileia, Cormons, Rivignano-Teor e Faedis. L’anno prossimo il Festival si riproporrà con la 14° edizione nelle sue date abituali, ovvero fra fine giugno e inizio luglio.

Associazione Culturale Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia www.piccolofestival.org info@piccolofestival.org

Aquileia

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EVENTI

A RIVA DEL GARDA TORNANO I PROTAGONISTI DELLE FIABE A curA di m.T. SAN juAN

La Notte di fiaba 2020 si terrà dal 27 al 30 agosto con un format diverso da quello degli anni precedenti. Per la prima volta dopo tanti anni non ci saranno i fuochi d’artificio a salutare la fine dell’estate, ma gli spettatori non rimarranno a bocca asciutta… Sarà una Notte di fiaba REMIX con fiabe e racconti tratti dalle edizioni passate ed uno sguardo alle origini. Già nel 1800 a Riva del Garda le feste in città prevedevano palloni aerostatici colorati e casacche dipinte, lumi sulle rive del lago e lungo le strade, a bordo dei bragozzi al riposo e sui davanzali delle finestre. Luminaria era la denominazione della festa di luci sull’acqua e sul lungolago e la Notte di fiaba Remix in questo periodo ha scelto di ripartire dalle origini e proporre una moderna LUMINARIA, un itinerario diffuso tra opere di light-art, collocate nel centro storico di Riva del Garda, videoproiezioni, installazioni, strutture interattive che trovando una sintesi tra le suggestioni architettoniche dei luoghi e gli spunti offerti dalle favole più amate raccontano temi da fiaba. Durante il giorno non mancheranno il viaggio nella fiaba (seduti e distanziati) e numerose narrazioni gratuite e a numero chiuso, prenotabili tramite una APP dedicata a partire dal 1 agosto.

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IL PROGRAMMA. 26| 30 agosto 2020 NOVITÁ 2020: LUMINARIA Vie del centro Mercoledì: appena fa buio Giovedì: appena fa buio Venerdì: appena fa buio Sabato: appena fa buio Domenica: appena fa buio 27| 30 agosto 2020 GASTRONOMIA, MOSTRE E MERCATINI Illustrazioni illustri, Mostra di illustrazione MAG Museo Giovedì - Domenica: ore 10.00 > 18.00 Il mercatino del solito e dell’insolito Viale Dante e Viale Roma Giovedì: ore 14.00 > 24.00 Venerdì e sabato: ore 10.00 > 24.00 Domenica: ore 10.00 > 21.00 SLURP, la merenda di Cappuccetto Rosso Un picnic da favola! a cura di Le Formichine cucina solidale

Ritiro cestini Brolio, Piazza C. Battisti Venerdì e sabato: ore 14.00 > 16.00 VIAGGIO NELLE FIABE € SOS Missione: Viaggio nelle fiabe Viaggio nelle fiabe…da seduti Lupus in fabula. Cortile interno della Rocca Giovedì e venerdi: ore 16.30; 18.00; 21.00 Sabato: ore 10.30; 16.30; 18.00; 21.00 Domenica: ore 10.30; 16.30; 18.00 SPETTACOLI E NARRAZIONI Storie per tutti i gusti. Letture in riva al lago Volontarie Nati per Leggere.Parco della Rocca Gioved e venerdi: ore 14.00; 15.00 Sabato e domenica: ore 10.30; 14.00; 15.00 Il manuale del buon investigatore Spettacolo di sand art con letture e musica Nadia Ischia e Laura Lotti. Biblioteca Civica Giovedì e venerdi: ore 14.00; 15.00; 16.00 Sabato: ore 10.00; 11.00 Storie in 10 minuti: Pinocchio Estro Teatro Piazza Catena Giovedì, venerdi e sabato: ore 15.30; 16.30; 17.30; 18.30

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Racconti per la strada: Il libro della giungla Estro Teatro. Piazza Tre Novembre Venerdì e sabato: ore 15.00; 16.30; 18.00; 20.30 Domenica: ore 10.00; 15.00; 16.30; 18.00 Dalla parte dei cattivi. Ascolta e disegna con la Cantastorie e la Bottega dell’artista Viale S. Francesco Giovedì e venerdi: ore 15.00; 16.00; 17.00; 18.00 Sabato: ore 10.30; 15.00; 16.00; 17.00; 18.00; 21.00

(Ph. Gianluca Baronchelli)

La fiaba: istruzioni per l’uso La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale di e con Paola Rossi. Brolio, Piazza C. Battisti Giovedì, venerdi e sabato: ore 15.00; 16.30; 18.00 Domenica: ore 11.00; 15.00; 16.30 a partire da anni 6 Orient Express. Teatro itinerante Amedeo Miori, Barbara Frizzi ed Erica Vicenzi Teatro per Caso. Da Viale S. Francesco Giovedì: ore 16.15; 18.15 Venerdì: ore 18.15; 21.15 Sabato e domenica: ore 16.15; 18.15 Storie geniali. Narrazione Bandus i narr’atori . Piazza Marocco Giovedì, venerdi e sabato: ore 15.30; 17.30 Domenica: ore 10.00; 15.30; 17.30 Improvvisarnarrando. Improvvisamente laboratorio di improvvisazione teatrale. Lu.Ha Art Survival Kit . Piazza Marocco Giovedì: ore 18.30; 21.00 Venerdì, sabato e domenica: 16.30; 18.30 Cappuccetto Rosso. Spettacolo di narrazione e musica dal vivo. Enrico Tavernini e Alessio Kogoj. Compagnia delle Nuvole. Giardini Verdi Giovedì, venerdi, sabato e domenica: ore 16.00; 17.00; 18.00 C’era una volta… Narrazioni Libreria Giunti al Punto. Parco della Rocca Giovedì, venerdi, sabato e domenica: ore 16.00; 18.00 I racconti della sirena. Elisa Salvini Piazza Garibaldi Giovedì e venerdi: ore 16.30; 17.30 Sabato: ore 10.30; 16.30; 17.30; 21.00 Domenica: ore 10.30; 16.30; 17.30 Bianconiglio e di altri conigli Letture animate e piccolo laboratorio Elisabetta Parisi. Biblioteca civica Giovedì e sabato: ore 15.30; 16.30; 17.30 Mary Poppins: la tata perfetta Compagnia TTM Musical.Piazza S. Rocco Giovedì e venerdi: ore 16.00; 17.00; 18.00 Sabato: ore 10.30; 16.00; 17.00; 18.00; 21.00

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(Ph. Life in Travel)

Clownerentola. Bottega Buffa Circovacanti Parco della Rocca Domenica: ore 10.30; 15.30; 16.30; 17.30 Storie di orchi, lupi e streghe. Pino Costalunga Fondazione Aida. Brolio, Piazza C. Battisti Sabato e domenica: ore 15.30; 17.00; 18.30 Alice nel paese delle meraviglie Il nodo teatro. Parco della Rocca Venerdì e sabato: ore 17.15; 19.00; 21.00 Hans & Gret. Spettacolo di pupazzi Luciano Gottardi. Piazza S. Rocco Domenica: ore 16.15; 17.15; 18.15 LABORATORI E GIOCHI Fai il tuo gioco, Giochi per tutte le età Portici di Piazza Tre Novembre Giovedì e venerdi: ore 16.00 > 20.00 Sabato: ore 10.00 > 12.30; ore 16.00 > 20.00 Domenica: ore 10.00 > 12.30 Baby dance

Volontari IO CI SONO di APSP Casa Mia Piazza Garibaldi Giovedì, venerdi, sabato e domenica: ore 16.00; 17.00; 18.00 Caccia al tesoro Gioco per famiglie, interattivo e non competitivo Gruppo scout AGESCI Riva del Garda 1 Vie del centro Giovedì e venerdi:dalle ore 14.00 Sabato e domenica: dalle ore 10.00 Un tè con Alice. Stand fotografico Viale Liberazione Giovedì, venerdi e sabato: ore 16.00 > 21.00 Domenica: ore 15.00 > 19.00 Bimbi sperduti nel bosco Fare e osservare tra stupore e voglia di imparare Le scuole nel bosco di Canalescuola Parco della Rocca Venerdì e sabato: ore 14.00 > 18.00 MUSICA E INTRATTENIMENTO Incursioni Radio con Il mago di Oz Radio Dolomiti e Ass. cult. “La compagnia che non c’è”. Viale Roma Venerdì, sabato e domenica: ore 17.00 > 19.00 Bellaz! La festa di chi non si arrende alla fine dell’estate, con musica e collaborazioni made in Busa. Associazione culturale Il Buco e finanziato da Piano B, il Piano Giovani Alto Garda e Ledro. Piazza Tre Novembre Sabato: ore 18.00 > 23.00

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EVENTI

GARDA JAZZ FESTIVAL COMPIE VENT’ANNI A curA di fEdEricO mArTiNElli

Nel 2020 Garda Jazz Festival festeggia i suoi primi 20 anni tra gli scorci più suggestivi dell’Alto Garda, trasformati in cornici per gustose proposte di emozione e musica. Proprio il ritorno di “20” e “VENTI” ha suggerito le parole chiave di quest’edizione, che con forza sono state volute, nonostante la pandemia abbia rappresentato un vero uragano per le attività culturali. Al manifestarsi della criticità sanitaria il dialogo con le Amministrazioni comunali, da sempre partner essenziali in questa iniziativa, ha evidenziato grande unità d’intenti, condividendo l’esigenza di “rivedere” il Festival per questa edizione. Pur con la rinuncia agli eventi nei Comuni di Dro, Drena e Tenno è emersa la volontà di superare gli ostacoli, per continuare ad offrire cultura al territorio e alla cittadinanza già privata durante la quarantena. Il Festival ha sempre creduto in un approccio artistico che affiancasse a nomi di spicco della scena internazionale i più interessanti artisti italiani, offrendo opportunità anche a giovani musicisti e gruppi emergenti del territorio. Quest’anno, di fronte all’impossibilità nell’ingaggio di artisti stranieri si è deciso di rispondere metaforicamente al “distanziamento” con l’approccio

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musicale del “km zero”, valorizzando musicisti che provengono da un contesto geografico circoscritto ma artisticamente ricco e vivace. Dal 31 luglio al 10 agosto il cartellone si articolerà tra Main Programme, con 4 concerti organizzati in cooperazione con i Comuni nel parco della colonia Pavese di Torbole, al Castello di Arco e all’interno della Rocca di Riva, e i Jazz Cafè, una serie di eventi proposti da gruppi jazzistici emergenti nella rete di locali dell’Alto Garda, che il Festival coinvolge da sempre in sinergia virtuosa. L’organizzazione garantirà il rispetto delle prescrizioni di sicurezza vigenti Covid-19; restrizioni che siamo certi il pubblico sopporterà di buon grado per continuare a respirare l’energia del Jazz proposto nei magnifici luoghi di arte e natura del territorio altogardesano. Ecco le parole chiave per l’edizione 2020 di Garda Jazz Festival: - VENTI sono gli anni di Musica Jazz con grandi nomi di livello internazionale. Li abbiamo trascorsi in un’ottica di rete tra i comuni dell’Altogarda, per valorizzare e promuovere i meravigliosi luoghi del nostro territorio. - VENTI come la caratteristica del nostro lago. Dal Peler all’Ora sono conosciuti in tutto il mondo perché capaci di muovere le persone fluttuando sull’acqua. - VENTI che sollevano e spostano oggetti

modificando il presente. - VENTI che portano i suoni del Jazz tra le persone, come espressione e forma d’arte che eleva lo spirito.

IL CALENDARIO Domenica 02/08/2020 h. 21:00 Torbole, Parco Pavese In caso di maltempo recupero il 03/08/2020 ITALIAN JAZZ PROJECT ORCHESTRA Diretta da: Luca Donini “Percorsi sonori dalla Terra al Cosmo” Paola Zannoni: violoncello; Gianpietro Bissoli: basso tuba; Ivan Brusco: trombone; Ermanno Luise: tromba; Oscar Pagliarini: sax e clarinetto; Claudio Castellari: fisarmonica e sax baritono; Luca Donini: sax, musica e arrangiamenti; Giuliano Vangelista: sintetizzatori; Ennio Righetti: chitarra; Roger Constant: voce e percussioni; Ricky Turco: batteria; Mario Marcassa: basso e contrabbasso Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, chiamare:0464 516681 gardajazz@smag.coop

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Martedì 04/08/2020 h. 21:00 Riva del Garda, Rocca In caso di maltempo recupero il 11/08/2020 NIGHT & DAY “You are the one” Evi Mair: voce; Stefano Menato: sax e clarinetto; Rudi Speri: chitarra; Giordano Grossi: contrabbasso; Valerio Abeni: batteria Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, chiamare: 0464 573916 cst@comune.rivadelgarda.tn.it Giovedì 06/08/2020 h. 21:00 Arco, Castello In caso di maltempo: Casinò Municipale, Salone delle Feste IL SUONO DELLE OMBRE “Musiche di confine tra il mondo etnico e l’imprevedibile” Stefano Benini: flauti e didjeridoo; Thomas Sinigaglia: fisarmonica; Sbibu:percussioni acustiche ed elettroniche Acquisto biglietti:www.primiallaprima.it oppure presso le filiali della Cassa Rurale Alto Garda -primo settore 150 posti € 8.00 + € 2,00 diritti di prevendita (con possibilità di accesso al Salone in caso di maltempo) -secondo settore 100 posti € 6.00 + € 2,00 diritti di prevendita (senza possibilità di ingresso al chiuso/solo rimborso) Sabato 08/08/2020 h. 21:00 Riva del Garda, Rocca In caso di maltempo recupero il 09/08/2020 SIMPLY5 special guest MIRKO PEDROTTI CONTROVENTO “Se ti smuove, se ti confonde, se ti trasporta… allora è il vento giusto” Luca Rubertelli: sax tenore, Christian Stanchina: tromba e flicorno; Luca Baldessari: pianoforte; Giordano Grossi: contrabbasso; Bruno Miorandi: batteria; Special Guest Mirko Pedrotti: vibrafono Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, chiamare: 0464 573916 cst@comune.rivadelgarda.tn.it

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(Ph. Gianluca Baronchelli)

(Ph. Life in Travel)

JAZZ CAFE’ Sabato 01/08/2020 dalle h. 20:00 Tenno, Cantine Torboli via dei Molini 8 THE GIRL FROM IPA MEDIA “Panta rei jazz revolution” Camilla Battaglia: voce, effetti; Rosa Brunello: contrabbasso, effetti, voce; Gioele Pagliaccia: batteria, percussioni, kaoss pad Ingresso libero con prenotazione consigliata, chiamare: 0464 500600

Venerdì 07/08/2020 h. 20:30 Arco, Sottotetto Urban Space via Torino 2/B ELECTRIC CIRCUS “Psychedelic funky world music to cool off to on Canicola days” Francesco Cretti: basso, chitarra elettrica; Paolo Pilati: basso, chitarra elettrica; Paolo Urbani: batteria; Gabriele Perrero: basso, chitarra elettrica, tastiere; Giuliano Buratti: sax, flauto, tastiere; Federico Bevacqua: percussioni Per info chiamare: 333 8476638

Mercoledì 05/08/2020 h. 21:00 Nago, Garda Hotel Forte Charme, via Europa 54 JULIA & B “Around Brasil Viaggio tra le sonorità della terra di poeti e musicisti” Giulia Albertazzi: voce, flauto traverso, loop station; Paolo Bazzoli: chitarra, loop station Ingresso libero con prenotazione consigliata, chiamare: 0464 506012

Lunedì 10/08/2020 h. 21:00 | Riva del Garda, Ristorante Pizzeria L’Ora viale Rovereto 101 NEW TIMING TRIO “Acoustic livelectronics” per “Cena sotto le stelle” Walter Civettini: tromba e flicorno; Stefano Raffaelli: pianoforte e livelectronics; Flavio Zanon: contrabbasso Ingresso gratuito con prenotazione consigliata, chiamare: 0464 556050

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n. 4 Agosto-Settembre 2020



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UE TING

A casa vostra , in azienda o in location Gusto Classic Banqueting nasce modo, garantendo la certezza di una ta anche in questo caso, dalla fami-

dall’esigenza di soddisfare la richiesta di servizi banqueting con costi accessibili per quelle famiglie e quelle aziende alle quali piacerebbe festeggiare e celebrare eventi in location diverse dai classici ristoranti.

L’idea è quella di dare un servizio alla portata di tutti, con l’obiettivo di accontentare anche quel cliente che ha un budget più contenuto. L’unione di due esperienze professionali, Osteria Le Selvole e Gusto e Stile Banqueting, danno vita ad un progetto, innovativo, a costi accessibili, co-

cucina e di una organizzazione ad hoc.

Osteria Selvole è gestito dallo Chef

Giuseppe Bettini che, affiancato dalla Chef Laura Tomezzoli, si prendono cura dei loro ospiti portando sulle tavole del ristorante il buono della terra e del mare. La passione e il sapere culinario dello Chef Bettini gli vengono tramandati, ancora in giovane età, da una tradizione famigliare che opera nella ristorazione da oltre 100 anni.

Gusto e Stile nasce dalla lunga esperienza ventennale nella ristorazione e nell’organizzazione di Eventi, eredita-

glia proprietaria per oltre 50 anni del Ristorante Sullivan, da parte di Marco Botti. Affiancato dalle intraprendenti Miranda Pashaj e Francesca Sberna, si occupa di organizzare nei minimi dettagli Eventi di ogni tipo in splendide location. L’organizzazione, i particolari e l’unicità sono il pane quotidiano di Gusto e Stile.

Gusto Classic è un Banqueting prêt-

à-porter: si presta infatti a soddisfare le esigenze di tutti i suoi clienti, ad un prezzo ritagliato su misura per ogni esigenza, senza tralasciare qualità e unicità.

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EVENTI

VERONA JAZZ & RUMORS FESTIVAL Una settimana di grande mUsiCa

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erona Jazz e Rumors Festival, le due storiche manifestazioni inserite nel cartellone dell’Estate Teatrale Veronese, tornano anche in questo difficile 2020 per illuminare e far vivere uno dei palcoscenici più suggestivi e prestigiosi al Mondo: quello del Teatro Romano di Verona. Sei appuntamenti in totale con grandi interpreti della Musica Jazz e del Cantautorato Italiano. La prima settimana di settembre sarà dedicata quindi alla grande Musica, per permettere all’affezionato pubblico di tornare in completa sicurezza a vivere questa magica esperienza che ogni anno si ripete. Saranno infatti rispettate tutte le regole in materia di distanziamento sociale e la capienza della venue sarà notevolmente ridotta e contenuta. monica 1 settembre - Verona Jazz MAURO OTTOLINI & VANESSA TAGLIABUE YORKE La storia del Jazz è scandita da una straordinaria moltitudine di personalità rilevanti e dissimili abbracciate dallo stesso linguaggio che si rinnova e si arricchisce per accogliere dentro di sé nuove immagini. Un gioco di parole tra la forza del canto, l’allegria ed il dinamismo dello swing. La voce inconfondibile di Vanessa Tagliabue York trova perfetta intesa musicale ed intellettuale nei

Enrico Pieranunzi trio Montevideo

A curA di fEdEricO mArTiNElli musicisti di questo quartetto capitanato dal grande Mauro Ottolini in veste di arrangiatore e trombone solista. Completano la formazione con eleganza e prestigio due dei migliori musicisti europei: Francesco Bearzatti al clarinetto e Paolo Birro al pianoforte. 2 settembre - Verona Jazz PAOLO FRESU TRIO “Tempo di Chet” Il più grande trombettista italiano ha voluto creare questo trio – con Dino Rubino al piano e flicorno e Marco Bardoscia al contrabbasso – per l’avventura teatrale del progetto “Tempo di Chet – La versione di Chet Baker” . Un dialogo a tre voci raffinato, di grande impatto emotivo e intellettivo che si compone del suono caldo e corposo e della mente vivida e creativa di Fresu, delle linee potenti e coinvolgenti del contrabbasso di Bardoscia e del pianismo elegante e vibrante di Rubino. 4 settembre – Rumors Festival RAPHAEL GUALAZZI A poco più di un mese dalla fine del lockdown Raphael Gulazzi annuncia la data di un tour estivo che lo vedrà esibirsi in un contesto suggestivo, all’aperto, che renderà speciale questo ritorno. In questo concerto si presenterà in Trio , confermando ancora una volta la qualità musicale, l’eclettismo, la forza interpretativa, Una voce elegante, un musicista poliedrico, un talento cristallino. Dalle tante partecipazioni a Sanremo, compreso l’ultimo dove ha fatto ballare il Teatro Ariston con un brano dalle sonorità sudamericane, ai palchi dei principali festival europei, Raphael Gualazzi sa catturare il pubblico e portarlo nel suo mondo musicale raffinato e pop al tempo stesso. Torna a Verona per proporre un’autentica festa in musica. 5 settembre – Rumors Festival VASCO BRONDI “Talismani per tempi incerti” Archiviata l’esperienza con “Le luci della centrale elettrica”, band di cui era unico membro fisso e frontman di se stesso, Vasco Brondi si riappropria di nome e cognome e prosegue il suo percorso cantautorale che lo ha reso un’autentica star della scena indipendente italiana. Brondi canta la provincia, la sua noia, la sua piattezza, la rabbia del viverla e, al contempo, la straordinaria bellezza dei suoi segreti, della semplicità, della perfetta linearità di certi frangenti dell’esistenza in uno spettacolo appositamente realizzato per il Teatro Romano 6 settembre - Verona Jazz ENRICO PIERANUNZI TRIO “Fellini jazz omaggio a Federico Fellini” Grazie alla sua formazione, tra pianoforte classico e jazz, il linguaggio musicale di Enrico Pieranunzi si è da sempre nutrito di una fascinosa trasversalità, abitata da fonti d’ispirazione che attraversano epoche e stili anche molto distanti

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Paolo Fresu trio (PH Roberto Cifarelli)

tra loro, in una sintesi personale che trova nel linguaggio jazzistico un proprio, originale equilibrio. In questo concerto si esibisce con la formazione che da sempre ha costituito il suo terreno privilegiato di espressione e sperimentazione: il classico trio piano-basso-batteria. Per ricordare Fellini, il geniale regista a vent’anni dalla sua scomparsa, darà nuova luce con la sua versione alle splendide colonne sonore dei capolavori cinematografici come I Vitelloni, La Strada, La Dolce Vita 7 settembre – Rumors Festival VINICIO CAPOSSELA “Pandemonium” Da Pan, tutto, e demonio, dunque tutto demonio, in opposizione a pan theos, tutto Dio. Dunque un concertato per tutti i demoni, accompagnato da un insieme di strumenti musicali che insieme evocano il Pandemonium, mitico strumento gigantesco, del tipo dell’organo da fiera. Trattasi di un concerto narrativo con canzoni messe a nudo, scelte liberamente in un repertorio che quest’anno va a compiere i trent’anni dalla data di pubblicazione del primo disco “All’una e trentacinque circa “(1990) Le rassegne sono promosse dal Comune di Verona nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese con l’organizzazione di International Music and Arts. Per Rumors Festival il Curatore Artsitico è Elisabetta Fadini. I biglietti per i concerti sono in vendita su circuito ticketone e presso le abituali prevendite. Per informazioni: www.eventiverona.it info@eventiverona.it

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VERONA SI RIALZA SEDENDOSI A TAVOLA A curA di mArcO mOrElli

Chef Party, l’agenzia Madcom e Palazzo Verità Poeta, tra i maggiori interpreti del settore eventi a Verona, hanno voluto organizzare la prima cena post lockdown, un messaggio di ottimismo verso il futuro che parte dalla città e dai suoi imprenditori. Nel cuore della città, a Palazzo Verità Poeta, gli organizzatori sono riusciti a realizzare una serata conviviale durante la quale condividere spunti e idee per il futuro, un momento reso possibile anche grazie alla disponibilità dei partner aderenti. Il menù, ideato da Chef Party, ha visto la partecipazione di tre ospiti illustri della cucina veronese: lo chef stellato Mauro Buffo del ristorante “12 Apostoli”, lo chef Rudy Casalini e il pasticciere Luigi Martini. La cena è stata il momento giusto per far incontrare professionisti e imprenditori ve-

ronesi, in un clima amichevole, tutti hanno accolto l’invito conviviale per rivedersi e scambiare quattro chiacchiere. “Il periodo di quarantena dovuto al Covid-19 ha frenato ma non fermato l’entusiasmo di noi organizzatori e degli imprenditori veronesi, abbiamo infatti continuato a lavorare intensamente per capire quale potrebbe essere l’evoluzione futura del mondo degli eventi e del tessuto economico veronese, abbiamo deciso per questo di confrontarci in un momento conviviale, proponendo quello che ognuno dei partner aderenti sa fare meglio al fine di offrire una serata di incontro e riflessione, sempre con uno sguardo di ottimismo sul domani.” – dichiara Alessandro Medici dell’agenzia Madcom. Un messaggio di positività verso il futuro che parte dritto dal cuore pulsante di Verona, tra le aziende che hanno partecipato alla serata ci sono: Chef Party, Madcom.it,

Palazzo Verità Poeta, il Gruppo Editoriale Athesis, Garden Floridea, Elisa Marai, Angela Booloni con Lab d’Elite, Flavio Martini, Pescherie Viviani e Cantine Zenato, Rohd Studio, Associazione Italiana Sommelier, Aktwell e Bartenders. “Possiamo annunciare che siamo pronti a ripartire, ovviamente seguendo tutte le indicazioni necessarie e continuando a essere cauti– ha dichiarato Evandro Malvezzi di Chef Party – Stiamo lavorando con ottimismo per tornare a organizzare tutti gli eventi nei minimi dettagli, e se possibile, con ancor più qualità e questa cena ne è stata la dimostrazione”.

Grand Hotel Imperial

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Evandro ed Elisa Malvezzi di Chef Party e Alessandro Medici di Madcom

n. 3 Giugno-Luglio 2020


Perfect dancing quick change artists (Spettacolo a cura di Elisa Marai)

n. 3 Giugno-Luglio 2020 Angela Booloni (Lab d’Elite - agenzia model e hostess)

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PROTAGONISTI

SABRINA TALARICO

Il turismo deve essere industria trainante

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abrina Talarico è una giornalista professionista, “viaggiatrice per lavoro e per passione”. Così si definisce nei suoi profili social, che cura con grande attenzione sia per i testi che per le immagini. La sua carriera giornalistica, iniziata come cronista per Il Mattino di Padova e proseguita con Il Gazzettino, vira ad un certo punto sul turismo. Complici un suo articolo, ripreso da un’importante testata nazionale, e un viaggio in Turchia al quale partecipa come inviata, Sabrina Talarico capisce che la sua vera passione è il turismo e il reportage di viaggio. Il fascino dei paesaggi, la conoscenza delle diversità, le tradizioni enogastronomiche, le bellezze artistiche e culturali, il racconto di ciò che accade oltre il nostro confine. Inizia così le sue collaborazioni con varie testate di turismo, tra cui Gente Viaggi, Tuttoturismo e Il Giornale. Pubblica due guide per il Touring (Chioggia e Alto Adige), coordina la redazione di due libri Rcs Rizzoli Libri (100 isole da vedere nella vita e 100 spiagge da vedere nella vita) e dirige per due anni il mensile “Milleviaggi” (Peruzzo Editore). La scrittura e la fotografia non sono però sufficienti per raccontare luoghi ed emozioni. Per farlo nel modo più incisivo è necessario accedere al mondo della comunicazione, che con i suoi mezzi amplifica e raggiunge un maggior numero di persone. I mezzi dell’epoca non sono quelli di ora, non esistono i social, senza i quali è difficile dialogare

di mArcO mOrElli

“BISOGNAVA INVENTARSI QUALCOSA DI DIVERSO, PERCORRERE UNA STRADA NUOVA, LA COMUNICAZIONE INTEGRATA” con il resto del mondo. Dunque bisogna inventarsi qualcosa di diverso, percorrere una strada nuova, che Sabrina Talarico individua nella comunicazione integrata, mix di azioni divulgative. Siamo negli anni ’90, le agenzie che in Italia affrontano questi temi sono poche e concentrate a Milano, la sfida è di quelle irrinunciabili. Nasce dunque lo Studio Eidos, in provincia di Padova. Internet è agli albori (parliamo di fruizione pubblica), si lavora con telefonate, fax e Pc con schermo a cubo catodico. Un altro mondo. In poco tempo lo Studio Eidos diventa un punto di riferimento nazionale nel mondo della comunicazione turistica e le soddisfazioni ripagano la fatica. Di far comprendere ciò che si fa, di rapportarsi in altra veste con i colleghi, di vincere le diffidenze. Il lavoro resta quello giornalistico di informazione, realizzata attraverso tutti i mezzi che le tecnologie mettono a disposizione. La sfida è vinta e oggi lo Studio Eidos, nel frattempo specializzatosi in digital pr e social media marketing, rappresenta importanti realtà turistiche nazionali e internazionali, che credono nel fatto che la comunicazione possa aumentare la notorietà, il posizionamento sul mercato e quindi il business. Nel frattempo, Sabrina Talarico fonda la rivista

Sabrina Talarico

online www.ilviaggiatore-magazine.it, alla quale collaborano molti colleghi, firme storiche del giornalismo turistico. Come esperta in comunicazione, partecipa come relatore o moderatore a molti convegni, tavole rotonde, dibattiti, seminari e corsi di formazione. Cosa ne pensa della crisi che il turismo sta registrando oggi? Si tratta della peggior crisi mai vissuta dal settore. Perché è globale e non si riesce a prevederne la fine. Anche se il nostro mercato avesse le potenzialità per riprendersi (il condizionale è d’obbligo), gran parte del mondo è in difficoltà. Ci sono tre tipi di problemi da superare: il primo è sanitario, il secondo economico, il terzo psicologico. Tutti pericolosi allo stesso modo. E’ chiaro che il turismo, dopo il Covid, è cambiato e probabilmente nulla tornerà come prima. Le persone sceglieranno destinazioni più vicine e non di massa, vacanze a contatto con la natura,

100 ISOLE DA VEDERE NELLA VITA “Isola vista come luogo ideale, sogno, utopia. Isola come mondo incantato, meta irraggiungibile, terra di naufragio. Isola solitaria, vergine, isolata”. Questa la prefazione di Sabrina Talarico, che ha realizzato il coordinamento editoriale di “100 isole da vedere nella vita”, edito da Rcs Rizzoli Libri. Un volume di 260 pagine, con moltissime e splendide fotografie, scritto da oltre 70 giornalisti del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica). Un libro tradotto in inglese e ristampato per ben 3 volte, che ha avuto enorme successo, soprattutto negli Stati Uniti.(1970).

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“LE PERSONE SCEGLIERANNO DESTINAZIONI PIÙ VICINE E NON DI MASSA, VACANZE A CONTATTO CON LA NATURA, LUOGHI CHE GARANTISCANO SICUREZZA E IGIENE”

luoghi che garantiscano sicurezza e igiene. Vincerà chi saprà proporre queste opzioni. Vincerà chi saprà lavorare con meno numeri e più qualità. L’Italia è in grado di vincere questa sfida? Per riuscire a lavorare con meno numeri e più qualità è necessario che il nostro paese realizzi importanti riforme del lavoro e fiscali, che diano alle aziende flessibilità, diminuzione di costi e tasse, e ai dipendenti guadagni maggiori, formazione e lavoro qualificato. Il turismo deve essere trattato come un’industria, al pari di quella manifatturiera o agroalimentare o chimica o altro. Avere risorse, strategie e una politica seria, che ascolti e dialoghi con le categorie. Il turismo rappresenta il 13% del PIL italiano e deve essere trattato come settore economico strategico. Questa percentuale può e deve aumentare, perché l’Italia è un museo a cielo aperto e ha un patrimonio paesaggistico unico al mondo. Risorse naturali ancora poco sfruttate, soprattutto non in modo omogeneo. Da nord a sud, il turismo deve essere industria trainante, perché ci sono le potenzialità. Anche il mondo della comunicazione è cambiato? Molto e molto in fretta. Si è passati a una digitalizzazione estrema, un salto fatto in poco tempo e senza competenze specifiche acquisite. Ciascuno di noi si è attrezzato per comunicare in modo virtuale quindi diverso, per non interrompere quel filo di interlocuzione con il resto del mondo. Il lockdown sarà ricordato come un periodo con lati molto negativi e molto positivi. Tra i negativi, la perdita della libertà di movimento e del contatto umano, tra i positivi la “pulizia” dell’ambiente e l’accelerazione della digitalizzazione. Lo smart working è stata una rivelazione, una modalità lavorativa di cui si parlava da tempo ma che in Italia non aveva mai preso piede. Abbiamo imparato che si può essere lontani ma non distanti. Che ciò che si fa in ufficio si può fare a casa. Che si può fare tutto online: strategie, eventi, corsi di formazione. Poiché però nella comunicazione è molto importante anche la parte non verbale, è necessario ritornare alle tradizionali modalità lavorative, magari creando il giusto mix. Il giornalismo turistico ha perso terreno? Il lockdown è stato tale anche per l’informazione turistica. Scomparsa dal radar. I giornali, sia online che offline, hanno sospeso le pagine dedica-

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te, sembrava quasi fosse poco etico parlare di turismo. Invece sarebbe stato importante che la narrazione non si interrompesse, perchè il viaggio è sogno e far volare la nostra immaginazione sarebbe stato utile, soprattutto in un periodo triste come quello vissuto. Ora siamo tornati quasi alla normalità, anche se noto che i media si focalizzano molto sull’Italia, per aiutare la ripresa interna. Una scelta per certi versi condivisibile, ma non dobbiamo dimenticare che l’economia turistica è fatta anche di otugoing. Come possono i giornalisti aiutare l’Italia turistica e il mondo a ripartire? La narrazione del viaggio, insieme alla parte audiovisiva, è importante per il rilancio del turismo. Si deve ripartire dal racconto delle destinazioni, per rassicurare le persone e aiutarle a riacquistare la passione. I giornalisti devono fare la loro parte e le istituzioni essere consapevoli che la comunicazione, oggi più che mai, è l’elemento che farà la diffe-

renza. Vale il principio “non comunicare equivale a non esistere”. Io aggiungerei “comunicare bene”. Qual è il luogo del cuore dove vorrebbe tornare, appena sarà possibile? Il Giappone, un paese che incanta per il paesaggio e la storia, l’autenticità e l’accoglienza, la modernità e la cucina. Tra i luoghi che mi hanno donato serenità c’è l’isola di Miyajima, nella baia di Hiroshima. Un’isolasantuario, al cui ingresso si trova un torii rosso, che con la bassa marea spunta dalla sabbia mentre con l’alta marea è quasi totalmente immerso nell’acqua. In questo luogo magico, dove i cervi circolano indisturbati, si alloggia nei ryokan, tipiche abitazioni giapponesi il cui stile è rimasto immutato nel tempo. Si dorme su futon adagiati su tatami e si partecipa alla cerimonia del tè. All’imbrunire si passeggia in kimono, nel silenzio assoluto. Un mondo quasi medievale, un’atmosfera surreale, in cui ci si può immergere e ritrovare la pace interiore. In Italia cosa vorrebbe scoprire che non conosce già? Purtroppo conosco più l’estero che l’Italia. Il mio lavoro mi ha portata in questi anni a conoscere 72 paesi stranieri e trascurare il mio paese. Questo è il momento buono per recuperare e vorrei partire dal sud. Per esempio mi piacerebbe trascorrere le prossime festività natalizie nella splendida Matera e la primavera in Sicilia, nelle città barocche. Partendo da Noto e dall’Infiorata di maggio, sperando che nel 2021 si riesca a realizzare. Poi montare in sella a una bici e percorrere una delle tante ciclabili italiane, come la ciclovia Francigena o l’Assisi-Spoleto-Norcia. C’è talmente tanto in Italia da scoprire! Quale obiettivo vorrebbe raggiungere, che non ha già raggiunto? Il mio sogno è aprire un country suite resort, poche camere in mezzo alla campagna. Un paradiso da curare nei minimi dettagli e dove accogliere turisti da tutto il mondo, che sappiano apprezzare la quiete e la bellezza del paesaggio. In Veneto ci sono moltissimi luoghi che si prestano a questo tipo di ospitalità, anche dalle mie parti, sui Colli Euganei. Inutile dire che mi occuperei personalmente della comunicazione, lavorando finalmente per me stessa. Chissà, un giorno…

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A cURA DI DI RITA BERTAZZONI

AVIGNONE, UN INCREDIBILE LIBRO DI STORIA

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ffacciata sul fiume Rodano, punteggiata di hôtels particuliers, viuzze e piccole piazzette all’italiana, Avignone è una delle città più affascinanti del sud della Francia, dichiarata patrimonio Unesco dell’Umanità nel 1995 per il suo centro storico ben conservato, che ha mantenuto l’aspetto medievale grazie ad un’attenta politica di salvaguardia degli edifici e degli spazi. Soprannominata “la Città dei Papi”, ricorda ai visitatori i fasti del suo glorioso passato di città d’arte e di potere. Avignone fu per quasi un secolo sede della corte papale fino allo scisma del 1377, oggi è una capitale culturale vivace, meta ideale per un weekend all’insegna della cultura e del bien vivre. E se non si ha abbastanza tempo, si lascia visitare anche in due giorni. Senza deludere. 4 passi nella storia La visita della città non può che iniziare dal Palazzo dei Papi, luogo simbolo di Avignone, il più grande edificio gotico d’Europa (15.000 m² di superficie). Una struttura imponente e maestosa, costruita come una sorta di fortezza, con tanto di merlature, feritoie e torri svettanti, per ospitare i sovrani pontifici che dal 1307 si rifugiarono qui per sfuggire alle tensioni di Roma. Diventata “la seconda Roma”, Avignone ospitò ben nove papi che si insediarono per oltre 70 anni. Si visitano gli appartamenti papali, la Chapelle Clementine, la Sala delle Udienze, la Sala del Concistoro con i bellissimi affreschi del pittore senese Simone Martini, le cappelle di San Giovanni e San Marziale con le decorazioni attribuite a Matteo Giovannetti e la Grande Chapelle da cui si accede ai tetti del palazzo per ammirare una bellissima vista su tutto il complesso e sulla

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UN WEEKEND NELLA CITTÀ PATRIMONIO UNESCO SULLE RIVE DEL RODANO. TRA STORIA E MODERNITÀ, ARTE E NATURA, SHOPPING E BUONA CUCINA

città. Gli interni non hanno conservato gli arredi originali e si presentano piuttosto spogli ma, grazie al tablet interattivo Histopad, fornito gratuitamente con il biglietto d’ingresso, ci si può immergere nelle atmosfere del passato e scoprire in 3D l’antico splendore dell’edificio con le ricostruzioni storiche di nove sale. Dalle tappezzerie ai mobili, da suppellettili preziosi a vari oggetti di uso quotidiano, compresi piatti e bevande. E per i ragazzi c’è una divertente caccia al tesoro interattiva alla ricerca delle monete con l’effige dei Papi nascoste lungo tutto il percorso. Novità di quest’anno è la riqualificazione dei giardini: quello superiore di Benedetto XII e Clemente VI e il giardino inferiore, noto come il frutteto Urbain V. La passeggiata nei giardini è arricchita dall’esposizione “Coeur de Primate”, una scultura in marmo di Matthieu Faury (in mostra fino al 31 agosto). A pochi passi è il Ponte Saint-Bénezet, più noto come Pont d’Avignon, sospeso sul Rodano. Un tempo collegava le due sponde del fiume e all’epoca della sua costruzione (XII secolo) fu un capolavoro di ingegneria: con i suoi 900 metri di lunghezza e le 22 arcate, ha sfidato per secoli la forza dirompente delle acque, molte guerre e diverse alluvioni, fino alla piena del 1668 quando rimasero in piedi solo quattro archi. Oltre che alla storia, il ponte deve la sua popolarità alla canzonetta Sur le Pont d’Avignon che si può ascoltare con le cuffiette disponibili all’ingresso del monumento, anche in versione jazz o funk. E anche qui c’è la possibilità di vedere la ricostruzione storica del ponte in 3D. Il momento migliore per visitarlo? Al tramonto quando la luce calda del crepuscolo accende la sua pietra bianca. Per vedere la cattedrale di Notre Dame Des Doms si deve salire nella parte alta della città. La basilica, un gioiello dell’architettura romanica provenzale, fu costruita nel XII secolo ma rima-

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I 20 ANNI DELLA COLLEZIONE LAMBERT SONO UN PRETESTO PER TORNARE NELL’ANTICA CITTÀ DEI PAPI E VISITARE MUSEI, GIARDINI E MONUMENTI

Palazzo dei Papi

neggiata nel XV e nel XVII sec. Sfoggia un campanile sormontato da una Vergine in piombo dorato e dal Rocher des Doms domina l’intera valle del Rodano e il Mont Ventoux. Musei per tutti i gusti Cinque musei comunali, ad ingresso gratuito, consentono di ammirare migliaia di opere d’arte ambientate nei palazzi più belli della città. Si sceglie il Museo Calvet, in un hotel particulier del XVIII secolo, se si ama l’arte dell’antico Egitto. Accanto a opere di pittura e scultura dal XV al XX secolo, infatti, c’è una ricca collezione egizia con reperti archeologici e mummie. Al Museo del Petit Palais, come veniva familiarmente chiamato il Palazzo Arcivescovile, nonostante i suoi 3mila metri quadrati articolati intorno a due corti interne, si apprezzano dipinti italiani e provenzali del Medioevo e del Rinascimento, fra cui spiccano le opere di Carpaccio e Botticelli. La storia e le tradizioni provenzali si scoprono al Palais du Roure (XV sec.), la storia naturale del Vaucluse al Museo Requien. Antichità etrusche, greche, romane, galliche e paleocrstiane sono esposte al Museo Lapidaire, nell’antica Cappella del Collegio dei Gesuiti (XVII sec.). A questi musei si aggiungono altre istituzioni private collocate in residenze signorili che da sole valgono il viaggio. Come il Museo Louis Vouland nella splendida dimora del ricco industriale: una prestigiosa collezione di arti decorative (dal XVII al XIX sec.), ceramiche e porcellane, pittura provenzale e un romantico giardino nascosto. Chi ama gli Impressionisti va al Museo Angladon che conserva la collezione di dipinti e mobili ereditata dallo stilista Jacques Doucet (18531929), pioniere della moda, mecenate di artisti e scrittori del suo tempo. In rassegna, fra i tanti, dipinti di Degas, Manet, Sisley, Picasso, Modigliani, Van Gogh e Cézanne. Chi invece predilige l’arte contemporanea, opta per la Collection Lambert che quest’anno festeggia i 20 anni e presenta ambiziose mostre temporanee e un variegato programma culturale. Il lato green della città Avignone si lascia scoprire a ritmi lenti, a piedi e in bicicletta, e accanto al suo eccezionale patrimonio di monumenti e siti storici vanta non aree verdi pubbliche dove rilassarsi e osservare la città da diverse prospettive. Fra questi, il giardino Agricol Perdiguier, soprannominato «le petit Jardin», o quello del Rocher Des Doms, un gran-

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de parco con un laghetto dove nuotano cigni, anatre, oche e carpe per deliziare i più piccoli e offrire una piacevole sosta durante una visita al centro antico nonché una splendida vista sul fiume e la pianura. In città, si incoraggiano gli spostamenti dolci e tre circuiti principali permettono di scoprirla senza usare l’auto. Il tour des remparts, un percorso ciclopedonale di 4,3 km, consente di scoprire i bastioni, le porte della vielle ville, l’università, il vecchio deposito del sale, alcune sculture contemporanee e conduce alle rive del Rodano fino al ponte di Avignone. C’è poi una pista verde lunga 11 km che collega la città a Montfavet lungo le rive del canale Vaucluse mentre un’altra passeggiata di circa 13 km permette di esplorare l’isola di Barthelasse, la più grande isola fluviale di Francia, 700 ettari di cui 400 coltivati, una distilleria, fattorie con vendita diretta di prodotti locali. L’isola è delimitata da due bracci del Rodano e la si può raggiungere con la navetta fluviale gratuita per imitare gli avignonesi che vanno a cercare la frescura all’ombra dei grandi platani dell’alzaia. Pochi minuti di navigazione e si sbarca in un’eco-isoletta dove noleggiare canoe, pedalare lungo le sue piste ciclabili tra frutteti di meli e ciliegi o rilassarsi sull’erba. Un salto al mercato Lo shopping gastronomico si fa a Les Halles, il grande mercato coperto dalla facciata completamente ricoperta da un muro vegetale realizzato dal botanico parigino Patrick Blanc. Una vera istituzione in città, il posto giusto per assaggiare e acquistare, dai quaranta commercianti che espongono i loro prodotti a km zero, le prelibatezze del territorio: non solo frutta e verdura ma anche plateaux di ostriche e coquillages per un aperitivo sfizioso, olive nere di Nyons e tartine di tapenade, anchoïade, aïoli e pistou, i tipici paté provenzali. Qui si svolgono anche show cooking settimanali di qualche chef avignonese che prepara in diretta una ricetta, dando spettacolo del suo talento ai fornelli. Nei pressi del Palazzo dei Papi, vale una sosta anche il Carré du Palais che ospita la Scuola dei Vini, un bar à vin consacrato ai vini delle Côtes du Rhône e negozi-atelier. Shopping di qualità è assicurato da “Les Fabricateurs d’Avignon”, un collettivo che raggruppa una ventina di artisti, creativi e artigiani che realizzano opere di design, arte tessile, decorazioni, abiti, accessori, arredi, ma anche cioccolato gourmet o gelati in-

soliti. L‘ufficio del turismo propone un tour specifico per incontrarli.

DORMIRE Au Coeur d’Avignon 9 Rue Collège d’Annecy cell. +33687723277. aucoeurdavignon.com Hotel de l’Horloge 1 Rue Félicien David tel. +33490164200. hotel-avignon-horloge.com Le Lima 51, rue du Limas cell. +33669006037 le-limas-avignon.com MANGIARE L’Agape 21, place des Corps Saints tel. +33490850406 restaurant-agape-avignon.com/fr/ Grand Café Barretta 4 place Saint-Didier tel. +33490015818 grandcafebarretta.com Le Vintage 10 Rue Galante tel. +33486654854 l le-vintage-restaurant-avignon.com Info: Agenzia per lo sviluppo del Turismo Francese: www.france.fr Turismo Avignone: www.avignon-tourisme.com

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TURISMO

CORTINA D’AMPEZZO UN’ESTATE AL TOP di riTA bErTAzzONi

Come ogni anno, Cortina d’Ampezzo stupisce con un calendario fitto di appuntamenti per vivere l’estate in alta quota. Dall’arte agli sport outdoor, dall’enogastronomia alla ricarica interiore attraverso lo yoga e la meditazione, torneremo ad abbracciare la natura e a farci riabbracciare dalle montagne più belle del mondo. In totale sicurezza. UNA MONTAGNA D’ARTE Come sempre, la cultura, e l’arte in particolare, sono protagoniste a Cortina. Due sono le mostre in corso da non perdere. Grazie alla riapertura della funivia del Lagazuoi, la prima a ripartire in tutto l’arco alpino, il Lagazuoi EXPO Dolomiti, tra le più alte gallerie d’arte in Europa (2732 metri), è nuovamente accessibile a visitatori, escursionisti, appassionati di montagna che potranno ammirare fino al 10 settembre gli scatti di Olivo Barbieri, uno dei più importanti fotografi contemporanei, vincitore della prima edizione del Lagazuoi Photo Award. Dolomites Project 2010 è interamente dedicato alle Dolomiti con una visione e un approccio estetico innovativo, lontano da una dimensione puramente documentaria. La stagione espositiva del Lagazuoi Expo prosegue fino all’autunno inoltrato e dal 12 settembre al 22 ottobre propone K2, Sessant’anni dopo, un doppio reportage sulla conquista del K2, realizzato dal caporedattore Sky TG24, Daniele Moretti, insieme al fotografo Matteo Zanga. L’altra esposizione da non perdere è Arcipelago fossile, nell’ambito della prima edizione della rassegna Sentieri d’arte con le opere site specific di Alessandro Ferri (Dado), Federico Tosi e T-yong Chung, a cura di Fulvio Chimento e Car-

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ESCURSIONI PANORAMICHE, ARRAMPICATE ADRENALINICHE, BICI IN QUOTA. MA ANCHE YOGA, OSSERVAZIONE DEL CIELO, ENOGASTRONOMIA E MUSICA.

lotta Minarelli. Le sculture e le installazioni accompagnano il visitatore alla scoperta di due distinti sentieri delle Dolomiti d’Ampezzo, Gores de Federa (aperto agli escursionisti nel 2019) e Pian de ra Spines, e rimarranno esposte in modo permanente anche dopo il 2 novembre, termine della mostra. Il progetto è ispirato alla storia geologica di queste superbe montagne, definite dagli esperti come un “arcipelago fossile”, in origine un oceano caldo dotato di barriera corallina. Arte e natura si integrano in questo percorso, le opere sono pensate come “ritrovamenti” accidentali e si manifestano improvvise per suscitare sorpresa e meraviglia mentre il bosco, come un tempio, le accoglie e le protegge per offrirle allo spettatore.

CALICI DI STELLE. SI TORNA A BRINDARE Agosto si apre con un grande weekend dedicato al food&wine. “Calici di Stelle” torna a Cortina l’8 e il 9 agosto, organizzato dal Movimento Turismo del Vino, Città del Vino e Veneziaeventi. Un’edizione speciale che quest’anno si intitola E quindi uscimmo a riveder le stelle, citazione dantesca che invita alla ripartenza. E come location, l’affascinante cornice dell’Hotel De la Poste. Il pomeriggio è di quelli da non perdere. Si inizia alle 16.30 con “Italian Mirabilia: lifestyle, enogastronomia e ospitalità nel viaggio della ripartenza del Bel Paese”, che vede la partecipazione di esperti di enogastronomia e lifestyle in un confronto a più voci: Filippo Polidori, Food Guru, Ceo Polidori&Partners, Tomaso Trussardi, presidente Gruppo Trussardi, Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronomico, docente all’Università di Bergamo. Grazie, poi, alla speciale partecipazione di Bruno Vespa e Sandro Boscaini con il progetto Terregiunte, si illustrerà l’esperienza di un vino che unisce due territori culturalmente ed enologicamente lontani, il Veneto e la Puglia. Alle 17.30, il taglio del nastro di Calici di Stelle a Cortina d’Ampezzo 2020 darà il via, fino alle 21.00, alle degustazioni di vini e ricette ampezzane nel grande banco d’assaggio. Alle 21.00, infine, nella stupenda sala del ristorante dello storico hotel, si terrà la cena ufficiale con i produttori, aperta al pubblico su prenotazione (tel. 04364271). L’appuntamento di Cortina si inserisce nella kermesse a livello nazionale che coinvolge oltre 800 cantine italiane e prevede per il 10 agosto alle 19.30 un brindisi online #CalicidiStelle2020 che, sul modello di

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#CantineAperteInsieme, coinvolgerà i produttori e le cantine in un grande cincin collettivo. CORTINA SUMMER PARTY & TEDXCORTINA: GLI IRRINUNCIABILI Il 20 agosto è in calendario l’evento mondano per eccellenza dell’estate ampezzana: Cortina Summer Party, il pic-nic sui prati del Rifugio Socrepes che coniuga la bellezza di uno scenario mozzafiato, le Tofane, con la cucina d’autore degli chef della zona, le eccellenze locali, gli incontri e la condivisione di esperienze. Un’alchimia perfetta che ogni anno è diversa ma sempre di successo. Il format è rodato: i migliori chef del territorio cucineranno per i loro ospiti in modalità show cooking, nella “cucina” open air dalla vista più spettacolare delle Alpi. E quest’anno c’è una novità: il gemellaggio con il TEDx più alto d’Italia, TEDxCortina, che si terrà il giorno successivo a Lagazuoi Expo Dolomiti e i cui speaker parteciperanno al summer party, arricchendolo con i loro speach. Il 21 agosto torna, dunque, anche TEDxCortina, l’evento dal respiro internazionale che quest’anno è stato completamente ripensato: si assisterà al primo TEDx italiano “ibrido”, ossia in presenza e virtuale, realizzato in quota e outdoor. Il tema scelto per la quarta edizione è “Emergenze” e spetterà agli speaker diffondere una visione di valore sulla dualità del concetto. Non solo allarmismo ma anche speranza e opportunità di crescita. Tra i protagonisti d’eccezione, ci saranno Luca Foresti, fisico e amministratore delegato del Centro Medico Santagostino, tra gli ideatori dell’app “Immuni”, e Nicolò Govoni, fondatore della Ong Still I Rise, organizzazione internazionale indipendente nata per offrire istruzione e protezione ai minori rifugiati, candidato al Premio Nobel per la Pace 2020 (tedxcortina.org). UNA FRECCIA PER COL DRUSCIÉ Aria pura, spazi sconfinati, panorama superbo. Quest’anno più che mai abbiamo bisogno di una

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IL 20 AGOSTO È IN CALENDARIO L’EVENTO MONDANO PER ECCELLENZA DELL’ESTATE AMPEZZANA: CORTINA SUMMER PARTY, IL PIC-NIC SUI PRATI DEL RIFUGIO SOCREPES rinnovata energia per riappropriarci delle nostre libertà. Nella cornice della Tofana di Mezzo, la terza cima più alta delle Dolomiti (3.244 m), grazie alla moderna cabinovia Tofana-Freccia nel Cielo si possono vivere attività all’aria aperta ed esperienze enogastronomiche memorabili in un contesto paesaggistico unico. A luglio, infatti, le 47 cabine hanno ripreso il trasporto dei passeggeri e dal centro di Cortina si arriva a Col Druscié (1.778 m) in soli 8 minuti, primo tratto dell’intero impianto funiviario (per alcuni lavori di ammodernamento a Ra Valles, il trasporto è limitato alla prima stazione). “Respira la montagna” è l’invito a scoprire questo luogo speciale con attività che rigenerano il corpo e la mente. Una di queste è lo yoga. E non c’è modo migliore di iniziare la giornata che il saluto al sole di fronte alle più belle vette delle Dolomiti. Le lezioni si svolgeranno ogni giovedì mattina alle 10.30, fino al 3 settembre, sulla terrazza del ristorante Col Druscié 1778 e al termine si potrà gustare un brunch genuino a base di prodotti a km zero (prenotazione: 348 0460980). Anche osservare il cielo, con luna, stelle e pianeti, riconnette con sé stessi e regala calma e armonia. Per questo, a Col Drusciè si organizzano le Astrocene che coniugano la gioia di ammirare il firmamento con il piacere di assaporare piatti e vini abbinati. Dopo la cena sarà possibile fare una visita guidata all’Osservatorio Astronomico “Helmut Ullrich”, che apre le sue porte anche di giorno per permettere ai visitatori di Tofana– Freccia nel Cielo di ammirare da vicino il sole, un astro tanto affascinante quanto misterioso. Masi a tutto tondo è, invece un viaggio con un esperto sommelier alla scoperta dei vini prodotti dalle Cantine Masi, sempre a Col Druscié, mentre Forest bathing, letteralmente bagno di natura, consente di ascoltare i suoni e il respiro della

natura, abbracciando un albero. Un pomeriggio tinto di verde che si conclude con una speciale cena a Col Druscié (www.freccianelcielo.com). CORTINA VERTICAL PASS: NUOVO TICKET, PIÙ FLESSIBILITÀ È la novità dell’estate 2020. Un biglietto da 3, 5, o 7 giorni da usare liberamente, fino ad esaurimento dei giorni acquistati, per accedere agli impianti a piedi o con la bici, senza differenza di prezzo, e scegliere la propria avventura giornaliera lungo 400 km di sentieri, sulle crode, lungo le ferrate e nelle tante palestre di arrampicata open air. FARE SPORT CON LE GUIDE ALPINE “Climb and ride”, una combinazione tra e-bike, vie ferrate e scalate in 4 giorni è la proposta di Gruppo Guide Alpine e Cortina Delicious per raggiungere le cime più belle della conca ampezzana spostandosi in modo ecosostenibile. Le prossime date? 6-9 agosto, 27-30 agosto e 10-13 settembre. Lo stesso team propone, ogni giorno fino a fine settembre, anche “Horizons of your soul”, esercizio fisico abbinato allo yoga. I partecipanti sono accompagnati nei parchi naturali delle Regole d’Ampezzo e di Sennes e Braies da guide alpine e Adima Bernardi, wellness coach e istruttrice di hata yoga (info e prenotazioni: 0436.868505, guidecortina.com).

I MIGLIORI INDIRIZZI PER DORMIRE Cristallo Resort & Spa Via Rinaldo Menardi 42, tel. 0436 881111, cristallo.it Hotel De La Poste Piazza Roma 14, tel. 0436 4271, delaposte.it Hotel Ambra Via XXIX Maggio 28, tel. 0436 867344, hotelambracortina.it

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TURISMO

LEGGENDE E TRADIZIONI DEL MISTERIOSO GIAPPONE di ANNA mAriA cATANO

Il misterioso Paese del Sol Levante da sempre affascina milioni di occidentali. Per i suoi paesaggi, il suo stile di vita, le sue tradizioni. ‘Monogatari’ in giapponese significa storia. E proprio dai ‘monogatari’ iniziamo questo viaggio immaginario nella cultura nipponica. Un assaggio dell’inestimabile, vastissimo patrimonio di fiabe e leggende popolari che il Giappone nei secoli ha tramandato e religiosamente conservato. Dove eventi storici e fantastici si fondono tra loro, intrecciati a personaggi realmente esistiti che hanno generato allegorie e metafore che incantano ancora. Ed hanno formato intere generazioni con personaggi vivi ancor oggi anche nelle fiction cinematografiche e televisive. I racconti popolari giapponesi infatti sono una componente fondamentale del folclore locale. La parola monogatari suona familiare ad alcuni, magari appassionati di anime che si sono ritrovati tra le mani le note light novels scritte da Nisio Isin, disegnate dall’illustratore taiwanese Vofan e pubblicate da Kōdansha. Alla corte di Kyoto Nella letteratura giapponese questo termine indica la trasmissione orale di narrazioni popolari ma la parola ha radici ben più lontane e rimanda al periodo Heian (IX secolo), conosciuto per l’importante sviluppo culturale favorito dall’influenza del pensiero cinese in arte, architettura, letteratura. La corte di Kyoto viveva nella pace e i kuge, i nobili, s’intrattenevano coltivando hobby ed affinando arti e rituali il cui fascino subiamo ancora oggi. Tra i passatempi preferiti dai kuge c’era quello di scrivere poemi e narrare storie. “Che stai dicendo? Non sai chi sono io? Sono Momotarō e sto andando a sconfiggere gli orchi nella loro isola fortezza nel nordest del Giappone. Se cerchi di fermarmi, ti taglierò in due dalla testa alla coda!”

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Da ‘Momotarō’ alla ‘Leggenda dell’Hagoromo’ sono tante le fiabe che da epoche lontane affascinano bambini e adulti. La consuetudine alla trasmissione orale di narrazioni popolari ha infatti antichissime origini in tutto l’Estremo Oriente. Dalle Indie alla Cina, fino al Tibet, alla Birmania e alla Corea. Le leggende di origine autenticamente giapponese sono di due tipi: quelle che risalgono agli albori della religione scintoista - dodici secoli prima dell’introduzione del buddhismo - e quelle, più recenti, datate al Medioevo giapponese. Queste ultime sono ispirate ai poemi epici ed alle opere di guerrieri famosi, così come alle avventure di monaci buddhisti o di persone che occupano un rango importante nella corte imperiale. La principessa tartaruga Tra queste il racconto di Urashima Tarō, associato alla prefettura di Kanagawa e apparso per la prima volta nell’XI secolo. Un giorno un giovane pescatore di nome Urashima Tarō nota un gruppo di bambini che torturano una piccola tartaruga. Tarō salva il povero animale consentendogli di tornare al mare. Il giorno successivo un’enorme tartaruga gli consegna un messaggio: la piccola che è sta-

ta salvata è la figlia dell’Imperatore del Mare, il quale vuole vederlo per ringraziarlo. La tartaruga accompagna Tarō in fondo al mare, al palazzo del Dio Drago, dove incontra l’imperatore e un’affascinante principessa che non è altri che la piccola tartaruga che aveva salvato. Tarō resta ospite della principessa Otohime per tre anni, ma poi desidera tornare al suo villaggio a vedere la madre anziana, quindi chiede il permesso di andarsene. Come ricordo la principessa gli dona un prezioso scrigno che egli però non dovrà aprire mai. Al rientro Tarō scopre che tutto è cambiato. La sua casa non c’è più, sua madre è sparita così come tutte le persone che conosceva. Scopre che sono trascorsi 300 anni dal giorno in cui è partito per il fondo del mare. Triste e desolato si ricorda dello scrigno e lo apre. Una nuvola di fumo bianco lo avvolge e Tarō invecchia improvvisamente, la barba lunga e bianca e la schiena ricurva. Dal mare arriva la voce triste e dolce della principessa: “Ti avevo detto di non aprire quella scatola: essa conteneva la tua vecchiaia...”. Si pensa che uno dei luoghi che ha dato i natali alla leggenda sia il santuario di Ryugu, nella prefettura di Kagoshima (info: www.japan.travel/ en/ph/spot-activity/ryugu-shrine/).

I RACCONTI POPOLARI SONO UNA COMPONENTE FONDAMENTALE DELLA CULTURA NIPPONICA. LA CONSUETUDINE DELLA TRASMISSIONE ORALE HA ORIGINI ANTICHE

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FIABE E LEGGENDE SI INTRECCIANO A PERSONAGGI DAVVERO ESISTITI, EVENTI STORICI SI FONDONO TRA LORO GENERANDO STORIE, ALLEGORIE E METAFORE

A Urashima Tarō è intitolato anche un santuario a Ine, nella Prefettura di Kyoto (info: www.urashimajinja.org/english/, www.amanohashidate.jp/ lang/en/spots/urashima-shrine/). La leggenda dell’Hagoromo Origini decisamente più antiche ha la ‘Leggenda dell’Hagoromo’, che trova radici nell’VIII secolo ed è oggi più conosciuta nella sua versione del teatro nōh. La trama racconta di un pescatore che una notte ritrova appeso ad un ramo il magico mantello di piume di una tennin (ninfa celeste), uno spirito danzante. La tennin lo vede e rivuole il suo mantello, senza il quale non può risalire in cielo. Il pescatore, dopo una discussione, accetta di restituirglielo, a patto che lei danzi per lui. Lei accetta, mentre il coro spiega che la danza simboleggia il quotidiano mutare della luna. Alla fine della sua danza, la tennin scompare nascosta dalla nebbia. Come per molte storie popolari giapponesi, ci sono diversi luoghi in Giappone che rivendicano il loro scenario come ambientazione per questa leggenda. Probabilmente il più famoso è il sito Patrimonio Unesco della pineta di Miho nella prefettura di Shizuoka, dove un tratto di pini neri crea un netto contrasto con il mare, incorniciando l’immagine pittoresca del monte Fuji. Non è difficile immaginare una fanciulla celeste che sale verso il cielo in un tale scenario, ispirazione di poeti e artisti per secoli e secoli. Il sito include un vecchio pino che si dice sia lo stesso su cui la fanciulla ha appeso la sua veste

e un santuario che conserverebbe un residuo di stoffa. Ogni ottobre, di notte, alla luce del fuoco, viene allestito uno spettacolo nōh ispirato alla ninfa celeste (Info: https://www.japan.travel/it/ spot/1303/). Momotarō e la pesca gigante ‘Momotarō’, detto anche Taro della Pesca, è uno dei racconti popolari più amati del Giappone. Secondo la versione attuale del racconto (risalente al periodo Edo), Momotarō venne sulla Terra all’interno di una pesca gigante, trovata a galleggiare lungo un fiume da una donna anziana e senza figli che vi lavava i panni. La donna e suo marito scoprirono il bambino nell’aprire la pesca per mangiarla. Subito il bambino spiegò loro che era stato mandato dal cielo per essere loro figlio. La coppia lo chiamò Momotarō, da momo (pesca) e tarō (figlio maggiore). Anni dopo, Momotarō lasciò i suoi genitori per combattere una banda di predoni - demoni o orchi - su un’isola lontana. Lungo il percorso, Momotarō incontrò e fece amicizia con un cane rosso parlante, Akainu, una scimmia gialla, Kizaru, e un fagiano blu, Aokiji. Sull’isola, Momotarō e i suoi amici animali riuscirono a penetrare il forte sconfiggendo la banda dei demoni. Momotarō e i suoi nuovi amici tornarono a casa con il tesoro saccheggiato e il capo dei demoni come prigioniero. Da quel momento lui e la sua famiglia vissero nell’agio e nella gloria. Si dice che le origini del racconto di Momotarō siano da cercarsi nell’attuale Prefettura di Okayama. L’isola degli orchi viene spesso associata all’isola di Megi-jima, nel mare vicino Takamatsu, nella prefettura di Kagawa. Oggi è possibile trovare infatti proprio ad Okayama una statua che ritrae Momotarō insieme alla scimmia, al cane e al fagiano. (Info: www.japan.travel/it/spot/834/). Proprio nella prefettura di Okayama si trova anche il Kibitsu-jinja (www.okayama-japan.jp/en/ spot/782), un santuario legato alle vicende di

(Ph. Gianluca Baronchelli)

(Ph. Life in Travel)

Momotarō ed impreziosito da un’architettura unica e da un suggestivo corridoio lungo oltre trecento metri. Il Tagliatore di bambù Altrettanto amata dai bambini è la storia del ‘Tagliatore di bambù’ racconto considerato un esempio di proto-fantascienza e collegato al Monte Fuji. Un giorno, mentre lavora nella foresta, un anziano tagliatore di bambù apre un gambo della pianta e ci trova una bambina. Non avendo figli suoi, l’anziano la porta con sé per allevarla con sua moglie. La chiamano Kaguya-hime. Kaguya sembra possedere poteri magici e porta fortuna e ricchezza alla famiglia. Ben presto diventa una bellissima donna, ambita come sposa da principi e persino dall’imperatore giapponese. Kaguya però, li respinge. Passa il suo tempo a guardare la luna e la famiglia capisce che Kaguya un giorno tornerà da dove è venuta. Così, dopo aver scritto una lettera di addio ai suoi amici e famigliari se ne va. L’imperatore, sconvolto, si precipita sulla montagna per bruciare una lettera al suo amore perduto. Il fumo della sua lettera non è altro che il fumo che si alza dal monte Fuji, vulcano attivo all’epoca della stesura del racconto. Icona del Giappone e della sua straordinaria Natura.

(Ph. bepi@life)

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TURISMO

FIRENZE CUlla della CUltUra aCCoglie il tUrismo slow

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na Firenze silente, inconsueta. Se possibile ancora più bella. Il capoluogo toscano, culla della cultura e della bellezza italica, ha già riaperto le porte al turismo nostrano. Le folle che fino a pochi mesi fa la cingevano d’assedio, l’overtourism, sono un lontano ricordo. Almeno in questi mesi “sospesi” è possibile godere di una città sicura e a misura d’uomo. Dunque questa è l’estate giusta da dedicare alle nostre città d’arte. Il 2020 sarà ricordato anche per questo. Da San Miniato al giardino di Boboli, dalle ville medicee ai vigneti del Chianti, la sindrome di Stendhal – altresì nota come sindrome di Firenze – quell’estasi che coglie il visitatore davanti alle troppe bellezze artistiche, è dietro l’angolo. Ed ammirare le gallerie degli Uffizi senza code lunghissime e piccole folle davanti ad ogni capolavoro o attraversare Ponte Vecchio senza distrazioni, rumori, spintoni è privilegio. Come pranzare nel quieto dehors del ristorante gourmet della famiglia Frescobaldi in piazza Signoria. Sulla sponda del fiume accoglie il viaggiatore Ville sull’Arno, luxury resort cinque stelle, un’oasi verde a 20 minuti dal centro storico di Firenze, tra le prime strutture a riaprire garantendo la massima sicurezza. “Crediamo nella ripresa e nel turismo italiano” conferma Riccardo Balconi, il direttore. “Abbiamo spazi ampi e aperti, nel nostro hotel l’ospite si sente a casa propria”. Da nobile dimora di campagna a cenacolo dei Macchiaioli, nel recente passato l’albergo ha ospitato artisti del calibro di Ennio Morricone, Elisa, i Negroamaro, i Pooh. Le 45 stanze propongono un’atmosfe-

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di ANNA mAriA cATANO

VILLE SULL’ARNO, LUXURY RESORT CINQUE STELLE, UN’OASI VERDE A 20 MINUTI DAL CENTRO STORICO, È STATA TRA LE PRIME STRUTTURE A RIAPRIRE

ra calda e raffinata. Il resort che fa parte del gruppo Planetaria Hotels, nel 2015 è stato completamente ristrutturato. Di grande conforto al cliente accaldato una piscina esterna con giardino e l’ottimo ristorante interno. Grande attenzione anche alla sostenibilità: a disposizione degli ospiti biciclette gratuite e

una ciclabile che lungo le rive dell’Arno conduce direttamente al centro storico. Oltre alla colonnina per la ricarica delle auto elettriche. (Ville sull’Arno, Lungarno Cristoforo Colombo 1. Tel. +39 055 670971). La città di Firenze prova ad incentivare la domanda di turismo interno anche attraverso pacchetti e sconti, con particolare attenzione agli under 25. Cinque i focus individuati: active tourism tra natura, sport e outdoorbike; slow tourism alla scoperta del territorio, enogastronomia, relax e benessere; luxury e shopping; turismo religioso tra cammini e santuari; arte e cultura, tra short break e viaggi d’arte. “Stiamo lavorando per accompagnare la ripartenza del turismo interno”, spiega l’assessore al turismo Cecilia Del Re. Online il portale Firenze Welcome Card raccoglie le offerte di piccole e medie imprese del territorio, con sconti su prodotti e servizi. Per un giro turistico inusuale invece c’è il minivan scoperto di due giovani imprenditori locali: tutte le info sul sito www.happyintuscany.com

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A cURA DI ANTONIO DEVETAG

MONASTERO SANTA ROSA IL LUSSO DELLA SEMPLICITÀ

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alutari nuotate e dolci idromassaggi nell’infinity pool sospesa sul mare, bagni di sole e light lunch a bordo piscina, movimento nella palestra all’aperto, massaggi sull’appartata terrazza panoramica ombreggiata da bouganville, piaceri della tavola nel ristorante stellato Refettorio firmato dallo Chef Christoph Bob: al Monastero Santa Rosa Hotel & Spa di Conca dei Marini, sulla Costiera Amalfitana, l’estate è all’insegna del benessere attivo all’aria aperta, della buona tavola, del relax, della calma e della privacy più assolute. Nel 2020 è stato proclamato Hotel of The Year by European Hotel Awards 2020 e nel 2019 è stato premiato come miglior Hotel d’Italia nella Readers’ Choice Awards della rivista americana Condé Nast Traveler, secondo miglior Hotel d’Europa e ottavo miglior Hotel del Mondo. Nel 2018 aveva ricevuto il premio Luxury Hotel of the Year, nella sezione degli hotel indipendenti, all’edizione 2018 del TTG Luxury Travel Awards di Londra, riservato ai viaggi di lusso e assegnato da parte della stessa industria di settore. Appartato per natura e storia Appartato per sua stessa natura, isolato sulla cima di un aspro sperone roccioso da cui si gode una vista incomparabile sul Golfo di Salerno, abbracciato da alti muraglioni di pietra, il Monastero Santa Rosa costudisce la sempre la privacy e la riservatezza di chi lo abita, un tempo le monache Domenicane di clausura che lo fondarono nel Seicento, oggi gli ospiti del Resort nato dall’attenta e rispettosa ristrutturazione dell’antico complesso monastico. Per mantenere al massimo il distanziamento e creare un ambiente con il più alto comfort possibile (come è nello stile dell’hotel), si è scelto di

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MIGLIOR HOTEL D’ITALIA NELLA READERS’ CHOICE AWARDS DI CONDÉ NAST TRAVELER E HOTEL OF THE YEAR BY EUROPEAN HOTEL AWARDS 2020

aprire la stagione – che ha preso il via il 9 luglio - con un numero ridotto di camere e con le aree comuni modificate. Nei magnifici giardini profumati di fiori ed essenze aromatiche degradanti verso il mare, sulle terrazze, sotto le pergole fiorite sono allestiti molteplici punti privati dove pranzare e cenare in totale privacy, così come angoli appartati e dehòr elegantemente attrezzati per il relax. Salutari bagni di sole si possono fare sui lettini molto distanziati fra loro a bordo della bio piscina panoramica a sfioro, e attività en plein air nella palestra attrezzata all’aperto o in angoli fioriti ideali per lo yoga. Tutto, al Santa Rosa, invita ad immergersi nella lussureggiante natura mediterranea e a goderne i benefici. E’ il “lusso della semplicità”, segno distintivo di questo luogo capace di regalare ai suoi ospiti emozioni forti, sullo sfondo di uno dei paesaggi più suggestivi al mondo, prediletto dai viaggiatori fin dai tempi del Grand Tour. La Spa Garden en plein air Anche il benessere è declinato all’aperto, nell’appartato Spa Garden dove i trattamenti (anche in coppia) vengono fatti su una terrazza ombreggiata da bouganvillea che si affaccia sul mare, in un’atmosfera mediterranea, caratterizzata dal profumo dei limoni e delle lavande e resa ancor più rilassante dal lieve suono di un percorso di acque che abbraccia il pergolato. Al termine dei trattamenti, si può fare volendo un pranzo leggero in terrazza. Per i suoi rituali di bellezza, il Santa Rosa – ricollegandosi alla tradizione erboristica delle monache – ha scelto i prodotti dell’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella di Firenze, fondata nel 1612, fra le più antiche d’Italia. Fra i trattamenti più particolari, il “Light a candle” è ideale per ripristinare il naturale bioritmo del corpo e far rilassare profondamente il

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PARADISO DI PRIVACY IN COSTIERA AMALFITANA, FRA NUOTATE NELL’INFINITY POOL, SPA ALL’ARIA APERTA, CUCINA GOURMET AL RISTORANTE STELLATO REFETTORIO

Monastero Santa Rosa

sistema nervoso con un pediluvio all’essenza di melograno, scrub al corpo con una finissima polvere esfoliante vegetale e un massaggio Candle Sleep al viso e ai piedi: viene usata una candela in cera di Santa Maria Novella ai puri oli vegetali e burro emolliente che, una volta fusa, viene applicata sulla pelle sprigionando un gradevole profumo di spezie. Su prenotazione sarà possibile anche fare massaggi e trattamenti all’interno, nella suggestiva Spa, uno dei luoghi più affascinanti del resort, ricavata dove un tempo c’erano le cantine e le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, in uno spazio scavato nella nuda roccia che riprende la tradizione romana delle terme ed echeggia nello stesso tempo ad atmosfere orientaleggianti. La cucina mediterranea del Refettorio e le Sfogliatelle Salutare, vitale, salubre, la cucina del Refettorio (il ristorante stellato dell’hotel) ha un’anima tutta mediterranea, interpretata con maestria dallo chef Christoph Bob, che attinge a piene mani dai prodotti del grande e rigoglioso orto ricostituito là dove le monache coltivavano ortaggi ed erbe aromatiche, e a quanto di meglio offrono la stagione e il territorio. Una cucina creativa, innovativa, fantasiosa, frutto di una minuziosa ricerca sui prodotti, fortemente ancorata ai valori del territorio riletti in chiave contemporanea, tutta giocata fra tradizione e creatività.

Si cena su tavoli suddivisi fra tre terrazze e una sala interna e quindi assolutamente spaziati fra loro. Un rito che concilia con la vita è la colazione del mattino, che viene servita come sempre à la carte, col sottofondo di suono dell’arpa: vi si possono gustare, fra l’altro, le famose sfogliatelle di Santa Rosa, una variante delle note sfogliatelle napoletane, che furono create proprio fra queste mura. Erano il vanto delle suore Domenicane e sono oggi la golosità del Resort. I rintocchi della campanella Quando l’ospite varca la soglia del Santa Rosa viene accolto, come un tempo, dai rintocchi della campanella e, una volta all’interno, da un sottofondo di canti gregoriani. Il restauro effettuato in sintonia costante con la Soprintendenza e valorizzando le capacità degli artigiani locali, ha esaltato tutti i dettagli dell’ex monastero: i soffitti a grandi volte, il refettorio, i confessionali, i lampadari e anche la “ruota”, ovvero la bussola girevole grazie alla quale le monache di clausura potevano vendere alla gente del posto, senza farsi vedere in volto, le loro apprezzate preparazioni medicinali. All’esterno tutto profuma di essenze mediterranee: limoni, ulivi, bouganville, gelsomini e le medesime erbe officinali ed aromatiche coltivate un tempo dalle monache adornano i giardini terrazzati che degradano verso la grande biopiscina panoramica a sfioro, la più spettacolare della Costiera Amalfitana. Modellata a mano nella dura roccia, sul bordo della scogliera, si fonde col paesaggio, confondendosi con l’orizzonte del cielo e del mare. Il suo fondo ondulato, che si adatta alla roccia su cui poggia, brilla di quarzi dai mille riflessi e regala la sensazione di immergersi in un magico fondale marino, con effetti morbidi e vellutati sulla pelle.

Ogni stanza è diversa dalle altre ed è arredata con pezzi di antiquariato sapientemente abbinati a oggetti di moderno design. I letti sono vestiti con raffinato lino italiano nei toni del bianco o in colori naturali, scelta che accentua la luminosità e la serenità degli ambienti. Il must sono le visioni spettacolari sul mare che si godono dalle finestre. Monastero Santa Rosa Tel. +39 089 8321199 www.monasterosantarosa.com info@monasterosantarosa.com

Da ogni stanza, il mare Ricavate dalle celle delle monache collegate fra loro per dare maggior ampiezza alle stanze, le 20 fra camere e suite dell’hotel hanno preso il nome delle piante officinali coltivate ancora oggi nei giardini e nel grande orto del monastero. Hanno mantenuto i caratteristici soffitti a volta (all’esterno facilmente identificabili per la loro forma a cupoletta) e conservano lo charme intimo e raccolto che solo una dimora d’epoca sa dare.

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TURISMO

LAGO, IL LIFESTYLE DELLE VACANZE IN LIBERTÀ A curA di riTA bErTAzzONi

Al Mare o in montagna? Quest’estate la risposta è il lago, che unisce i vantaggi dell’uno e dell’altra in luoghi naturali meravigliosi al di fuori delle solite rotte. Si gode della bellezza di specchi d’acqua immersi nel verde e tra le cime, in cui tuffarsi, nuotare, esplorare e poi prendere il sole, in totale libertà. Ecco i migliori indirizzi dell’accueil per vacanze super rigeneranti. CHARME SULLA SPONDA BRESCIANA DEL LAGO DI GARDA È il principale lago italiano, con la sua superficie di circa 370 km² dominata da verdi colline digradanti che d’estate, al tramonto, si colorano di spettacolari sfumature di luce. Per ammirarlo da una vista privilegiata, si prenota Romantik Boutique Hotel Villa Sostaga di Gargnano (Bs), un albergo di charme che coniuga il fascino della dimora storica al calore e all’eleganza di una villa privata. Per raggiungerlo, si percorre un sentiero in mezzo al bosco, in declivio sull’acqua, fino a scorgere un sorprendente panorama. La veduta sul lago è sempre in primo piano: accompagna una rilassante pausa sui letti a baldacchino a bordo della piscina riscalda-

ta, oppure nel parco con un buon bicchiere di vino in mano, o ancora nella vasca idromassaggio panoramica e nella piccola Spa con bagno di vapore e area riposo. Il Lago di Garda è protagonista anche a tavola, fin dalla colazione sulla terrazza oppure nel gazebo del parco, e al ristorante, a pranzo e a cena, mentre si assaporano le specialità di una tradizione gastronomica decennale. Prezzi a partire da 220 euro a notte. Tel. 03651945296, www.romantikhotels.com LUSSO A 5 STELLE SUL GARDA TRENTINO Sul versante trentino del Lago di Garda, un lussuoso 5 stelle circondato da un elegante parco affacciato sul bellissimo specchio d’acqua diventa la preziosa esperienza degli ospiti del Lido Palace di Riva del Garda (Tn), dove la ricerca del wellness più esclusivo si fonde con l’enogastronomia di qualità. La CXI SPA è il gioiello di benessere dove provare rituali wellness esclusivi e all’avanguardia, per riscoprire, in virtù del panorama lacustre d’impareggiabile splendore, quell’armonia tra corpo e ambiente troppo spesso sacrificata ai doveri quotidiani. Una sintonia che si ritrova anche grazie alle suggestive escursioni guidate sulle monta-

gne del Garda Trentino, a picco sul lago. Con l’offerta speciale Stay 3 pay 2, la terza notte su un soggiorno di almeno due notti nella camera preferita è gratuita. Il prezzo a partire da 410 euro a camera include l’ingresso alla favolosa CXI Spa e la colazione giornaliera a buffet. Tel. 0464 021899, www.lido-palace.it

SUI LAGHI PIÙ AFFASCINANTI D’ITALIA SI NUOTA TRA SCENARI ALPINI CHE SI SPECCHIANO NELL’ACQUA, SI CONTEMPLA IL CIELO STELLATO, SI PRATICANO SPORT ACQUATICI.

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SI GODE DELLA BELLEZZA DI SPECCHI D’ACQUA IMMERSI NEL VERDE E TRA LE CIME, IN CUI TUFFARSI, NUOTARE, ESPLORARE E POI PRENDERE IL SOLE, IN TOTALE LIBERTÀ. ROMANTICISMO SUL LAGO D’ISEO Un albergo elegante, sulla collina circondata da verdi boschi, abbraccia con un solo sguardo il Lago d’Iseo, spaziando fino al Monte Isola e poi alle cime della Valle Camonica. È il Romantik Hotel Relais Mirabella Iseo di Clusane sul Lago (Bs), immerso tra gli ulivi, da cui si estrae l’olio extravergine d’Oliva Laghi Lombardi, e i vigneti del pregiato Franciacorta. Meta ideale per scoprire le bellezze del lago, i suoi variegati paesaggi naturali, i parchi, le riserve e le grotte, percorrendo i tracciati ciclabili o i sentieri che si snodano dalla montagna alle sue rive, le vie ferrate e le arrampicate, il golf sui campi attrezzati, ma anche gli sport sull’acqua. Il ristorante, approdo gourmet dei buongustai più esigenti in cui provare piatti a base di pesce del lago, ha la vista sul Lago d’Iseo e la terrazza si sporge come un giardino pensile sullo specchio d’acqua. L’estate è anche occasione per rilassarsi nella piscina esterna e godersi la vista al tramonto, circondati da un parco di circa 70 ettari. Prezzi a partire da 130 euro a notte. Tel. 030 9898051, www.romantikhotels.com SKYVIEW CHALETS AL LAGO DI DOBBIACO La vista sul Lago di Dobbiaco (BZ) e sul cielo stellato è unica dagli esclusivi glass cube degli Skyview Chalets, a pochi chilometri dalle Tre Cime di Lavaredo. Ogni glass cube nell’abbraccio del bosco – pensato per favorire il relax anche grazie alla presenza dei trucioli di cirmolo - ha la propria Spa privata con sauna a infrarossi e una zona con pareti e tetto total-

mente trasparente, per immergersi nel paesaggio. Nella versione deluxe, lo chalet vanta anche una jacuzzi nel terrazzo panoramico. Al di sotto della reception c’è un’enoteca per degustare pregiati vini. Ma la colazione, biologica e a base di prodotti locali, viene servita direttamente davanti alla porta dello Chalet. La vista sul Lago di Dobbiaco è bellissima anche dal ristorante “Il Fienile”, in cui assaporare piatti tipici altoatesini reinventati con prodotti a Km 0. Prezzi a partire da 249 euro per Chalet al giorno. Tel. 0474 973138 www.skyview-chalets.com ACQUE SMERALDINE AL LAGO DI CAREZZA IN VAL D’EGA Una delle più affascinanti leggende della Val d’Ega narra la storia del Lago di Carezza, luogo imperdibile da visitare a partire dal Romantik Hotel Post Cavallino Bianco di Nova Levante (Bz), relais romantico ed elegante immerso in un parco naturale di 45mila mq nel cuore delle vette dolomitiche. Tra le acque smeraldo del Lago di Carezza viveva una sirena. Uno stregone si innamorò del suo canto e per conquistarla, aiutato dai consigli di una strega, creò un arcobaleno colorato, con gemme pregiate incastonate, che dal monte Catinaccio arrivava fino al Letemar. La sirena rimase stupita da questa meraviglia, ma alla vista del mago si spaventò e tornò in acqua. Lo stregone deluso dalla fuga strappò l’arcobaleno dal cielo e tutte le sue pietre preziose caddero nel lago. Sarà per questo che oggi il Lago di Carezza incanta coloro che lo raggiungono a piedi o in mountain bike, attraversando i boschi di abete che in queste acque limpide si specchiano insieme alle vette. Questa è una delle tante escursioni che si possono fare partendo dal Romantik Hotel Post Cavallino Bianco, fra 116 km di sentieri. Il lago diventa inoltre straordinario palcoscenico di concerti live ed eventi speciali. Prezzi a partire d 95 euro a persona al giorno. Tel. 0471 613113 www.romantikhotels.com

WELLNESS AL LAGO DI COSTALOVARA È balneabile e le sue acque sono purissime, tanto da far parte degli ingredienti della linea cosmetica BergSea ideata dall’Hotel Weihrerhof di Soprabolzano (Bz), intima casa sulle rive del Lago di Costalovara. Nella stagione calda le acque del lago variano dai 23° ai 26°, invitando a nuotate con lo sguardo sull’Altopiano del Renon. La struttura è concepita come un luogo per ritrovare sé stessi in armonia con l’ambiente. Qui si può andare in barca a remi, fare un giro in pedalò o in kayak, salire su una tavola di stand up paddle. Al centro del lago c’è una piccola isola privata con pontile in legno, dove fare colazione sotto un tetto di foglie. Si può nuotare anche nella piscina interna riscaldata vista lago o rilassarsi nell’esclusiva sauna ricavata nella rimessa per le barche e nel rigoglioso giardino sul lago. Non manca la SPA e il ristorante che prepara piatti regionali e di stagione, con erbe aromatiche dell’orto di casa. Prezzi a partire da 99 euro a persona al giorno. Tel. 0471 345102, www.weihrerhof.com GLAMPING AI LAGHI NABI È la prima Oasi Naturale della Campania e nasce dalla riqualificazione ambientale di ex cave di sabbia in stato di abbandono su un’area di circa 400mila mq. Laghi Nabi, sul Litorale Domizio (CE), è un luogo unico nel suo genere in cui l’acqua disegna un paesaggio fatto di specchi e di natura, integrando la bioarchitettura con la rigenerazione del territorio. Godersi le vacanze su questi laghi non è solo fare giri in canoa, barca a vela o pedalò, ma anche soggiornare sospesi sulle acque, grazie alle tende e lodge luxury galleggianti del primo Glamping del Sud Italia, con strutture removibili che non incidono sull’ambiente. C’è inoltre il Plana Resort & SPA, con camere e centro benessere. Tante le attività che qui vengono organizzate, dai corsi di yoga sul prato ai pic nic nel verde, alle cene romantiche servite in tenda, per godere del relax cullati dalla pace che infonde il contatto con l’acqua. Prezzi a partire da 220 euro a notte per il soggiorno nel Glamping per 2 persone e da 80 euro a camera in hotel. Tel. 0823764044,www.laghinabi.it

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TURISMO

TRENTINO, L’ESTATE HA IL RESPIRO DEI PARCHI Val Rendena- Val Nambrone Pian d’Amola ph. Marco Simonini

di mArcO mOrElli

Le aree protette del Trentino coprono il 30% dell’intero territorio. Nel corso dei mesi estivi propongono un ricco calendario di attività. Tra le novità una serie di proposte per ritrovare benessere ed equilibrio dal contatto con la natura I Parchi del Trentino sono aree protette di grandi dimensioni: ettari ed ettari di boschi, prati, pascoli, laghi, altopiani rocciosi, ghiacciai, cime dolomitiche dove camminare intere giornate respirando l’aria fresca che profuma di muschi e cortecce, abbandonandosi, in questa estate più che mai, all’abbraccio rigenerante della natura. Un patrimonio ricco di biodiversità, ambienti, paesaggi, e soprattutto spazi dove camminare in libertà. La porzione di territorio in grado di dispensare questi benefici è ampia, circa il 30% del totale, e include i due Parchi naturali provinciali, il Parco Naturale Adamello-Brenta e il Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino, i primi Parchi regionali/provinciali creati in Italia più di cinquant’anni fa, il settore trentino del Parco nazionale dello Stelvio e la Rete delle Riserve. La tutela del territorio e delle risorse naturali ha radici antiche in Trentino. “Beni comuni”, erano considerati già nel Medioevo le foreste, i pascoli, come si può leggere negli statuti di istituzioni secolari quali le Regole, le Consortèle o le Magnifiche Comunità, dedite ancor oggi alla gestione di queste risorse. Anche per questa cultura ereditata del passato qui tutela ambientale e conservazione delle biodiversità sono un importante fattore di sviluppo, in grado di migliorare la qualità della vita, sia per chi ci vive stabilmente, sia per quanti vogliono

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San Martino di Castrozza Pale di San Martino ph D.Marini

trascorre un periodo di vacanza. Nel corso dell’estate i Parchi e la Rete di Riserve hanno programmato un ricco calendario di attività e iniziative speciali, che renderanno l’esperienza in Parchi e Reti di Riserve ancora più interessante, con il vantaggio di poter scegliere in autonomia come e quando viverla. La novità è data da un filone di proposte dedicate al tema del benessere, in collaborazione con strutture termali o esperti esterni, proprio con l’obiettivo di soddisfare quel bisogno di natura e di recupero psicofisico dopo lo stress accumulato durante l’emergenza che ha trasformato repentinamente abitudini e stili di vita. PARCO NATURALE ADAMELLO BRENTA Nel settore occidentale della Provincia il Parco Naturale Adamello Brenta è la più ampia area protetta del Trentino e una più vaste delle Alpi. È l’habitat di specie come il capriolo, il camoscio, lo stambecco, il cervo e l’orso bruno delle Alpi, reintrodotto grazie ad un progetto unico in Europa. Nel territorio del parco spiccano due entità distinte geologicamente e morfologicamente: l’Adamello – Presanella, caratterizzato da estese superfici ghiacciate, e le Dolomiti di Brenta, inserite nel Patrimonio naturale dell’umanità UNESCO. Varietà geologica che è alla base del riconoscimento quale UNESCO Geopark ma soprattutto della grande ricchezza di biodiversità dell’area che si può cogliere già nel corso di una

Val Rendena- Val Nambrone Pian d’Amola ph. Marco Simonini

semplice escursione tra le tante possibili, alla scoperta di eccellenze ambientali e paesaggi naturali davvero unici. Una delle novità per l’estate è il progetto “SuperPark Scoprire la bellezza del Parco Naturale Adamello Brenta” che si articola sue due iniziative. La prima è “Cinema al margine del bosco” e per la prima volta in Italia, si potrà andare al cinema in un bosco ma senza disturbare la natura. Sono previste sette serate speciali in varie location del Parco, in cui verranno organizzate proiezioni cinematografiche silenziose, ad impatto zero per l’ambiente. Le proiezioni saranno infatti alimentate da un impianto fotovoltaico ecosostenibile e a tutti gli spettatori verranno fornite delle cuffie per ascoltare i suoni, senza disturbare gli animali. Un’occasione unica per godere del bosco notturno in un’atmosfera ricca di fascino e di profumi e per riflettere sul ruolo che il cinema può avere oggi, nel tempo del “sempre connessi”. La seconda si chiama “Passeggiate con accompagnatori straordinari”, quattordici passeggiate tematiche con accompagnatori straordinari e sette film al margine del bosco. Personaggi d’eccezione - chef, illustratori, scrittori, sportivi, registi, alpinisti e musicisti – che attraverseranno i sentieri del parco alla scoperta dei suoi angoli

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nascosti nelle vesti di originali accompagnatori. Le rocce, le piante, i prati, i sassi, i torrenti saranno la scenografia dei loro racconti. La Val Genova, Vallesinella e l’area del Lago di Tovel sono tre ambienti del Parco Adamello Brenta tra i più frequentati e fotografati. Nel corso dell’estate 2020 in questi luoghi saranno proposte ai visitatori escursioni guidate di tipo esperienziale con attività innovative a cura di esperti qualificati, dal lunedì al venerdì. www.pnab.it PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO Tra i più antichi parchi italiani il Parco Nazionale dello Stelvio è una vasta area montana nel cuore delle Alpi, fra Trentino Alto Adige e Lombardia. Un territorio particolarmente ricco di ghiacciai e dove si concentrano più di 30 vette superiori ai 3000 m. del gruppo dell’Ortles-Cevedale. Istituito nel 1935 è il regno del cervo e della marmotta e della maestosa aquila reale. Il settore trentino, che da febbraio 2016 è gestito direttamente dalla Provincia autonoma di Trento, include la Val di Sole con le valli di Pejo e Rabbi. Per conoscerlo il consiglio è di partecipare alle escursioni a tema e alle attività settimanali, in compagnia di guide alpine e operatori del parco, adatte a grandi e piccoli proposte nei mesi estivi. Quest’estate il Parco dello Stelvio si potrà visitare in autonomia ma assistiti da dei “tutor” presenti durante tutta la giornata. L’iniziativa si chiama Sentieri Narranti e lungo il percorso, dopo ogni tratto di cammino si incontrerà un operatore del Parco che potrà dare delle informazioni, consigliare sui possibili itinerari, risponde a tante curiosità. Da fine giugno a metà settembre il Parco dello Stelvio si potrà visitare anche di notte grazie alle 4 passeggiate notturne alla settimana (2 a Peio e 2 a Rabbi) utilizzando una termocamera con la quale è possibile vedere la radiazione infrarossa emessa dagli animali e scorgere nel buio più completo la vita del bosco che si risveglia nel profondo della notte.

Dolomiti di Brenta Patrimonio UNESCO Foto Paolo Luconi Bisti

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Val di Fiemme Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino ph.Pietro Masturzo

L’ambiente notturno è ricco di suggestioni anche in un Parco naturale: bastare alzare gli occhi al cielo per stupirsi, complice lo scarso inquinamento luminoso. Con Parco sotto le Stelle vengono proposte facili passeggiate insieme ad un astrofisico o un esperto astrofilo per scoprire i segreti della volta celeste, tra costellazioni e galassie, miti e leggende, pianeti e stelle lontane. I boschi del Parco si prestano ad una immersione rigenerante che coinvolge tutti i cinque sensi, per passeggiare lentamente e diventare consapevoli della propria respirazione: in Val di Rabbi si può provare il barefooting o camminata a piedi nudi lungo un percorso di 500 metri all’interno di un bosco, dedicato e ad accesso libero, nato in collaborazione con le Terme di Rabbi. Per godere appieno i benefici del contatto con muschio, erba, pigne secche di abete, pietre di fiume levigate, tronchi di larice e abete. www.parcostelviotrentino.it PARCO NATURALE PANEVEGGIO PALE DI SAN MARTINO Nel Trentino orientale, a cavallo delle valli di Fiemme e del Primiero, “cuore” del Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino, si trova la grande foresta di abeti rossi di Paneveggio. Antonio Stradivari sceglieva qui il legno per realizzare i suoi inimitabili strumenti, e ancora oggi con questo materiale si producono casse armoniche di grande qualità. Al di sopra della “foresta dei violini” si innalzano le Pale di San Martino e la catena porfirica del Lagorai. Le praterie alpine della Val Venegia sono l’habitat preferito dalle colonie di marmotte, mentre la Val Canali è al centro di un progetto per la conservazione della biodiversità e lo sviluppo di attività, dal turismo all’agricoltura di montagna, pienamente ecosostenibili. È un parco da vivere fin dal primo mattino, avvolti dall’atmosfera unica delle prime luci dell’alba, accompagnati dal canto degli uccelli. E al termine si rientra a Malga Ces per una gustosa colazione. L’escursione all’alba si effettua di mercoledì - 15 e 29 luglio e 12 e 26 agosto con ritrovo al Centro Visitatori di San Martino di Castrozza alle ore 5.30 Su prenotazione e a pagamento. Ogni martedì, invece, si cammina sulle tracce di cervi, lupi, volpi, scoiattoli e altri animali che vivono nel Parco. Una facile passeggiata adatta a

tutti tra boschi, pascoli e praterie per osservare e imparare a riconoscere le tracce di queste presenze. Sarà proposta il 14 e 28 luglio e 11, 18 e 25 agosto con ritrovo presso il Centro visitatori di Paneveggio. Su prenotazione e a pagamento. Ed anche ai piedi delle Pale durante l’estate sono in programma passeggiate notturne per vivere la dimensione più intima del Parco, in compagnia di un astrofisico o un esperto astrofilo per scoprire i segreti della volta celeste. E non mancano iniziative insolite per scoprire gli ambienti unici di quest’area protetta. Il corpo paesaggio è il titolo di un’escursione in Val Canali sul percorso pianeggiante delle Muse Fedaie durante la quale vengono proposte pratiche motorie: una sorta di allenamento creativo in dialogo con la natura, un potente antistress adatto a persone di ogni età proposto da Laura Moro, danzatrice – coreografa ed esperta nella dimensione terapeutica, formativa e sociale della danza. Sempre in Val Canali, nel prato delle Cesurette, Laura Moro conduce una seconda attività, Risvegli: a partire dal respiro consapevole, i partecipanti vengono condotti attraverso un’esperienza di risveglio muscolare e percettivo. Un’ottima preparazione per chi si prepara ad un’escursione o per chi voglia semplicemente di rilassarsi in armonia con l’ambiente, risvegliando insieme attenzione e proprio-percezione, mente e corpo. A Villa Welsperg, la sede del Parco, durante l’estate viene proposta una camminata a piedi nudi per riconnettersi alla natura in compagnia di Andrea Bianchi, scrittore e barefooter, fondatore di “Il silenzio dei passi”, la prima Scuola in Italia di barefoot hiking - la camminata scalza in ambiente naturale -. È in programma sabato 11 luglio, sabato 8 agosto e mercoledì 19 agosto ad ore 10.00. Si effettua anche in caso di pioggia leggera. Attività prevista dai 12 anni in su, su prenotazione e a pagamento. www.parcopan.org

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stroblhof ACTIVE FAMILY SPA RESORT

L’ARTE DI VIVERE TRADIZIONI ALPINE

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A cURA DI DI MARcO MORELLI

ESTATE ALPINA IN ÖTZTAL PER RITROVARE SÉ STESSI

L’

Ötztal, vallata tirolese sul confine con l’Italia, ha una lunghezza di 67 km ed è attraversata da quattro zone climatiche: mite all’entrata della valle, dove si trovano frutteti e vigne, fredda nel fondovalle, contornato da ghiacciai e alte cime che superano i 3.000 metri di quota. Il paesaggio presenta quindi una grande varietà di situazioni, un habitat adatto a ognuno di noi. La valle dell‘Ötztal propone tante attività per grandi e piccini, un luogo tutto da scoprire e dove è possibile ritrovare sé stessi. Di seguito una panoramica di tutto ciò che la vallata tirolese offre durante i mesi estivi, dalle malghe alpine, a itinerari panoramici, ma anche palestre di roccia, sport acquatici e laghetti incontaminati. Un’alta montagna ideale per tutti Volete conoscere le vallate laterali più nascoste e meno conosciute, camminare dolcemente lungo caratteristiche rogge oppure inerpicarsi su pendii sassosi? In Ötztal ci sono oltre 1.600 km di sentieri ben segnalati. I sentieri dedicati al mondo dell’acqua portano ad esempio fino al ghiaccio perenne dei ghiacciai, passando da cascate e torrenti impetuosi, dolci rogge, ridenti laghetti di montagna e acqua sulfurea calda. In 12 tappe si percorre l’antico sentiero dell’Ötztal, che dalla valle porta in diversi punti panoramici. Come un nastro continuo, il sentiero si snoda attraverso i paesi del fondovalle per raggiungere i paesini di montagna esposti al sole. Anche per i meno sportivi ci sono delle varianti che portano alle stesse mete: ci sono infatti diversi impianti di risalita e trasporti pubblici a disposizione (gratuiti per i possessori della ÖTZTAL PREMIUM CARD). Per i super allenati si

NON SERVE MOLTO PER AVERE TUTTO. E LO PUOI TROVARE NELLA NATURA, CHE CI FA RILASSARE E CI RIPORTA ALLA CALMA. CI DONA FORZA ED ENERGIA, PUR ESSENDO ESSA STESSA FORTE O LEGGERA, CONTEMPORANEAMENTE

consiglia invece il percorso in altura Ötztal Trek: Lungo le 6 vie con un totale di 22 tappe si cammina lungo le creste per un totale di 215 km e 17.000 metri di dislivello. Malghe & Rifugi Dalla verde malga Hohe Mut, che si trova sopra l’abitato di Obergurgl, a quota 2670 m, sembra di poter toccare con una mano le gigantesche pareti di sasso e di ghiaccio del Rotmoosferner e degli altri 21 tremila dislocati lungo la vallata dell’ Ötztal. Quasi 70 km più avanti, all’entrata della valle, si raggiunge comodamente a piedi la malga Feldringalm. Sull’altipiano a quota 1.888 pascolano durante tutta l‘estate i cavalli avelignesi. E mentre degusti un bel tris di canederli puoi goderti il panorama che dall’Obere Inntal spazia verso Imst e Innsbruck. Tra i due estremi sopra citati si trovano 57 malghe aperte, disseminate lungo tutto il territorio dell’Ötztal: molte di queste sono facilmente raggiungibili, come la Bielefelder Hütte, un antico rifugio sopra l’abitato di Oetz. La salita dal paese alpino di Vent verso il rifugio Similaun oppure la Martin-Busch-Hütte è invece bella tosta e ideale per i meglio allenati. Per gli amanti dell’e-bike si segnalano le malghe Stabelealm (ogni mercoledì e sabato si propone previa prenotazione una colazione alpina). Non importa se sali a piedi, in bici oppure con l’impianto di risalita, l’importante è sapere che dovunque tu vada ci sono dei rifugi aperti ad accoglierti. Azione & Bond In valle ci sono 20 centri di arrampicata con 750 vie, scalate di varie difficoltà. E in mezzo scorre il torrente Ötztaler Ache, che si presta a varie attività sportive. Non mancano un impianto di wakeboard con lago, spettacolari scivoli e blobs, che ti

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VOLETE CONOSCERE LE VALLATE LATERALI PIÙ NASCOSTE, CAMMINARE LUNGO CARATTERISTICHE ROGGE OPPURE INERPICARSI SU PENDII SASSOSI? IN ÖTZTAL CI SONO OLTRE 1.600 catapultano nel cielo dell’Ötztal. All’entrata della valle si trova Area 47, l’area sportiva e d’avventura outdoor più attrezzata d’Europa (l’entrata nella zona acque è gratuita per i possessori della Ötztal Premium Card), si estende su un’area di 6,5 ettari e propone anche punti ristoro e attività per business e incentives. L‘AREA 47 sarebbe il luogo perfetto per l’allenamento dell’agente segreto più famoso al mondo. Lui però doveva seguire il suo lavoro e salvare il mondo mentre si trovara in Ötztal per le riprese di Spectre. Tra i luoghi usati per la realizzazione del film c’è il ristorante ICE Q in cima al Gaislachkogl, sopra l’abitato di Sölden. A pochi passi da questo luogo è stato realizzato successivamente 007 Elements, che accoglie i visitatori per farli immergere nell’affascinante mondo di James Bond. I direttori creativi di Bond hanno dato vita ad un mondo di avventura dedicato all’eroe all’interno di un edificio con un’architettura drammatica e unica nel suo genere. Musei & Teatri itineranti Risale alla seconda metà del XV secolo la casa Lehn 23b Längenfeld, dove ora si trova l’archivio della storia della valle, accessibile a tutti. A pochi passi si trova il museo etnografico, che introduce il visitatore nella storia della popolazione dell‘Ötztal. Nel centro storico di Oetz è da visitare il museo della torre, che è stato insignito del premio come miglior museo tirolese. Al suo interno sono esposte immagini della storia della valle, fino ai giorni nostri. Il museo delle moto più alto d’Europa si trova invece nel moderno edificio di Hochgurgl, ai piedi del Passo Rombo, che collega l’Austria all’Italia. Il complesso architettonico, chiamato Top Mountain Crosspoint, accoglie anche una moderna cabinovia, l’area pedaggio per accedere alla strada panoramica del passo e un accogliente ristorante. Il museo delle moto annovera una delle collezioni più interessanti al mondo, con oltre 230 esemplari di moto storiche. Periodicamente si organizzano delle mostre speciali, sempre dedicate alle due ruote, per la gioia dei molti fans. Per gli amanti delle passeggiate e della cultura segnaliamo invece il teatro itinerante “Friedl mit der leeren Tasche“ dedicato all’arciduca Federico del Tirolo. Dopo il primo atto inscenato nel paesino di Vent si sale sulla montagna del Marzellferner per fare un tuffo nella storia del Tirolo

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di 600 anni fa: dal vivo si parteciperà alla rappresentazione nei luoghi originali dove Federico IV, dopo essere caduto nel disonore, dovette scappare dal Tirolo attraversando nel 1416 la Ötztal in direzione di Merano. In circa sei ore, gli spettatori camminano insieme agli attori salendo al rifugio Martin-BuschHütte, per poi ritornare in valle (le prossime date sono il 10 e il 20 settembre 2020). Grandi & Piccini La mascotte WIDI, un’allegra pecorella di montagna, introduce grandi e piccini alle attrazioni presenti in valle e a loro dedicate. Tra gli highlights il parco giochi WIDIVERSUM nella località di Hochoetz, dove i bambini di divertiranno nella caccia al cristallo magico e con il futuristico simulatore multimediale in 5D “WIDIS Movieshuttle“, che permette di vivere avventure con tutti i sensi. Amatissimo anche il parco giochi ispirato ad una miniera, dotato di pareti di roccia, scivoli, altalene e un luogo dove cercare l’oro. L’energia primordiale di Umhausen“ annovera ben quattro attrazioni: l’idilliaco lago balneabile; le cascate Stuibenfall, le più alte del Tirolo; il parco di volatili, con bellissimi esemplari di aquile reali e falchi; il paese di Ötzi, dove immergersi per conoscere la vita dell’età della pietra. Consigliamo alle famiglie anche il sentiero a tema dedicato alle malghe, dal centro di Sölden si arriva alle più suggestive malghe della zona. Lungo i percorsi si trovano giochi interattivi e attrazioni legate al mondo della natura circostante. L’ospite è coinvolto totalmente nella cultura locale, dalla cucina tirolese, alla flora e alla fauna presenti in alta quota. Acqua & Wellness “Acqua e calore per stare bene“ questo è il motto di AQUA DOME, le terme di Längenfeld, accessibili gratuitamente ai possessori della ÖTZTAL PREMIUM CARD. L’acqua termale riempie quotidianamente i grandi bacini sospesi e molto scenografici, che si trovano all’esterno del famoso centro termale. Aqua Dome dispone anche di un grande centro saune, dove rigenerare corpo e spirito, e di un reparto esclusivo dedicato ai più piccoli. Chi preferisce rimanere nella natura, può tuffarsi nelle calde acque del laghetto Piburger See, contornato da un belvedere naturale tra boschi e cime.

Bici & Bici L’Ötztal è una tra le più rinomate località dedicate alla bici nel panorama alpino e proprio quest’anno festeggia un giubileo importante: La Ötztaler Radmarathon. Anche la BIKE REPUBLIK SÖLDEN continua a crescere per la gioia di tutti i suoi ciclisti. Quest’estate si inaugura il nuovo trail naturale OLM VOLLE LINE, un tracciato in alta quota molto tecnico che parte dal ghiacciaio Rettenbachferner. Per chi ama invece un ciclismo rilassante è stata realizzata la ciclabile di 50 km attraverso il fondovalle costeggiando il torrente Ötztaler Ache, evitando strade trafficate. Sia in valle, che in montagna l’offerta per i ciclisti è davvero speciale e varia. In Oetztal ci sono infrastrutture d’avanguardia dedicate ai ciclisti e tutta la massima professionalità da parte dei valligiani per farli sentire a proprio agio.

Ötztal Tourismus Gemeindestraße 4 6450 Sölden, Österreich T +43 (0) 57200 F +43 (0) 57200 201 info@oetztal.com www.oetztal.com


TURISMO

UN PIENO DI VITALITÀ AL POSTA ZIRM DI CORVARA A curA di frANcEScO cOlOmbErA

Desiderio di libertà, voglia di paesaggi incontaminati e valori autentici? Mai come in questo momento una vacanza nel cuore delle Dolomiti acquista un valore e un significato speciali. Una vacanza all’insegna del relax e del lasciarsi andare, del respirare profondamente, nella magnifica cornice delle vette dolomitiche, da sempre considerate una potente e straordinaria ricarica naturale. A Corvara, in Alta Val Badia, lo storico Hotel Posta Zirm sì è attrezzato e preparato per accogliere al meglio, con tutte le accortezze e precauzioni necessarie, i suoi ospiti e assicurare loro una vacanza sicura e spensierata. “Perchè solo chi si sente al sicuro si sente davvero libero, soprattutto in questi tempi” dicono i fratelli Francesco e Silvia Kostner, la cui famiglia è proprietaria dell’hotel da ben 4 generazioni. Qui l’ospitalità è tradizione Da oltre un secolo sinonimo di ospitalità squisita e di prelibatezze gastronomiche, il Posta Zirm fu aperto nel 1908 come stazione di posta dal loro bisnonno Franz Kostner (alpinista di fama, eroico maggiore durante la I Guerra Mondiale, esploratore in Nepal e terre lontane, ma soprattutto vero e proprio pioniere del turismo in Val Badia, dove realizzò il primo im-

pianto di risalita a fune, l’attuale Col Alt) e da allora non ha mai chiuso, nemmeno durante le due Guerre Mondiali. Fa parte della selezionata catena dei Wanderhotels (una sessantina di hotel esclusivamente a conduzione familiare che si trovano nelle più belle zone montane di Austria, Italia, Svizzera e Germania e offrono un alto grado di competenza nel settore dell’escursionismo alpino) e dell’Italy Bike Hotels specializzati nell’accoglienza dei ciclisti. La Family Suite I grandi spazi dell’hotel e i suoi molti angoli appartati sia interni che esterni, rendono facili e naturali da seguire le norme di distanziamento necessarie in questo periodo post Covid 19. Le famiglie (anche allargate, ovvero tutti insieme nonni, genitori, figli) hanno poi a disposizione uno spazio assolutamente eccezionale, la Family Suite di 110 mq, articolata su 2 piani. Arredata in modo giovane e contemporaneo, è stata pensata per regalare alle famiglie ampi spazi e massima libertà, e per farle sentire come se fossero a casa propria, con in più tutte le comodità e i servizi di un hotel. Al primo piano si trovano una spaziosa stanza matrimoniale con bagno en suite ed

un luminoso soggiorno con un ampio balcone panoramico e un angolo cottura con uno spazioso tavolo da pranzo, che permette di mantenere una certa indipendenza per quanto riguarda i pasti e di soddisfare i bisogni di bambini riguardo a spuntini e pappe. Al piano di sopra c’è una seconda stanza matrimoniale con bagno en suite e la stanza per i bambini, con tanti giochi: dormirvi, sarà una vera e propria avventura! Si articola infatti su

NELL’INCANTEVOLE CORNICE DELLE DOLOMITI (POTENTE E STRAORDINARIA RICARICA NATURALE), ACCOGLIENZA AL TOP NELL’HOTEL STORICO DELL’ALTA VAL BADIA

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PER LE FAMIGLIE UNA SOLUZIONE DA SOGNO: LA FAMILY SUITE SU 2 PIANI. E PER CHI VUOLE RIMETTERSI IN FORMA, SETTIMANE LNB, LA GINNASTICA DEL BENESSERE ben 3 diversi livelli, collegati tra loro da scale e ponti. La Suite ospita al massimo 4 adulti e 6 bambini e viene offerta con il trattamento di mezza pensione. Menu vegano Curatissima è la cucina del Posta Zirm, che propone ogni giorno un diverso viaggio sensoriale alla scoperta di nuovi sapori: gli ospiti possono scegliere fra il menu ispirato alla tradizione ladina e alpina (in cui hanno ampio spazio i prodotti locali) e quello internazionale, in cui ha ampio spazio anche il pesce. Ad essi si affianca il Menu vegano (introdotto da tempo con sorprendente successo), che completa al meglio i programmi Detox e Benessere proposti dal Centro Benessere dell’hotel. Benessere naturale Il Posta Zirm ha nel suo DNA una particolare e assoluta attenzione alla naturalità e al benessere. La sua amplia Wellness Farm con piscina di circa 1.000 mq è stata progettata seguendo i principi del Feng Shui, a cui sono improntati anche i percorsi di benessere che gli ospiti possono fare individualmente. Tutti i trattamenti sono con prodotti assolutamente naturali, come nel caso dei rituali di “benessere scientifico” della MEI: in particolare il metodo di disintossicazione PMP Phytomassopodia, che parte da un particolare massaggio riflesso al piede (aggredito dai metalli pesanti dei coloranti di calze e calzature, stressato da vizi posturali e offeso da scarpe incongrue) e dona sollievo, per catena cinetica, anche alla schiena e al collo e ricarica d’energia il corpo. Il benessere profondo cre-

ato con PMP viene esteso al resto del corpo con vari rituali Mei SPA: il “FiordiPelle” per rimuovere il ristagno dei liquidi e contrastare la cellulite; l’”Albero della Vita” per eliminare le tensioni e riequilibrare l’energia psico-fisica; il “Mediterraneo” per un relax profondo nell’avvolgente fragranza degli oli essenziali di agrumi. Ogni trattamento comprende il benefico effetto dell’aromaterapia con gli oli essenziali e lo specifico infuso da sorseggiare in relax dopo la seduta. Per chi vuole approfittare delle vacanze per disintossicarsi, riacquistare energia e vitalità psico-fisica, favorire il rimodellamento corporeo, c’è il Percorso Benessere Mei, da iniziare in hotel e proseguire poi a casa. Frutto di anni di studio ed esperienze, insegna a consumare gli elementi nutritivi giusti al momento giusto. La sua efficacia è rafforzata dall’impiego di prodotti naturali, provenienti esclusivamente dalla lavorazione di piante selvatiche, a crescita spontanea colte nel momento balsamico, controllate nei principi attivi e lavorate con procedimenti non stressanti e senza inquinanti. Escursioni e pedalate Una vacanza al Posta Zirm significa benessere e movimento. L’hotel si trova in una posizione perfetta per gli appassionati della bicicletta: è infatti il punto di partenza ideale per partire, sulle due ruote, alla volta di fantastiche escursioni nelle vallate dolomitiche, in bici da strada, e-bike o in mountain bike. Uno dei tour più ambiti è la Sellaronda, su strada o fuori strada: 80 km di puro divertimento attorno al gruppo del Sella. I più sportivi potranno calcare le orme della mitica Maratona dles Dolomites, la cui carovana passa proprio davanti all’hotel, ma anche i meno allenati troveranno in Val Badia innumerevoli tracciati su cui pedalare. Una comodità è il fatto che numerosi impianti di risalita permettono di portare la mountain-bike in quota, per agevolare le salite e per iniziare i tour da una certa altitudine. Innumerevoli e tutte memorabili, le escursioni da fare a piedi, di varia lunghezza ed impe-

gno. Esperienze ritempranti, amplificate dallo straordinario contesto dolomitico in cui si vivono, e rese ancora più piacevoli in occasione delle gite in compagnia di Silvia Kostner, organizzate più volte in settimana per gli ospiti dell’hotel. LnB, ginnastica del benessere Per chi vuole approfittare delle vacanze per rimettere in moto i muscoli in maniera realmente salutare, al Posta Zirm (l’unica struttura con trainer con una formazione specifica) viene insegnato l’LnB Motion, la rivoluzionaria ginnastica che non solo ridà elasticità ai muscoli, ma debella anche i dolori e aumenta il livello d’energia del corpo. LnB-Motion é una scuola di movimento creata dai tedeschi Liebscher e Bracht per contrastare le maggiori problematiche causate dallo stile di vita sedentario contemporaneo. Una sessione di LnB Motion è costituita da 12 esercizi ed eseguirli in maniera completa garantisce la mobilità di tutti i muscoli e di tutti gli arti: si attivano circa 1600 allungamenti. E’ quindi paragonabile a innumerevoli esercizi di stretching e rafforza nello stesso tempo la massa muscolare. I benefici dell’LnB Motion (che può essere praticato a tutte le età e in ogni luogo, dato che non richiede strumenti ginnici) sono anche altri: incrementa la resistenza fisica, attenua la tensione muscolare e aumenta il livello d’energia. Di conseguenza allevia i dolori dovuti a contratture muscolari, infiammazioni e irrigidimenti. Con l’LnB Motion è possibile tornare a “sentire” il proprio corpo e riuscire ad eseguire movimenti che, con il passare degli anni, sembravano proibitivi. Sono sufficienti 2-3 sessioni di 30 minuti la settimana per sentire presto un radicale cambiamento e benessere diffuso. Il Posta Zirm organizza dei Corsi di una settimana in cui vengono insegnati gli esercizi base, che vanno ripetuti periodicamente a casa per mantenere l’equilibrio muscolare ideale (dal 26 luglio al 2 agosto e dal 30 agosto al 6 settembre, e su richiesta pere piccoli gruppo anche in altri periodi). Le lezioni si terranno nel tardo pomeriggio, per permettere ai partecipanti di prender parte a escursioni e attività organizzate durante il giorno. www.postazirm.com info@postazirm.com Tel. 0471.836175

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TURISMO

MEZZANO DI PRIMIERO, IL PAESE-MUSEO EN PLEIN AIR

di frANcEScO cOlOmbErA

Paese-Museo en plein air, Mezzano di Primiero (fra i Borghi più Belli d’Italia del Trentino) rivendica fiero il suo passato rurale e manda in scena uno spettacolo tutto suo, di quelli che incantano nella loro disarmante semplicità. Il passato altrove dimenticato non si limita a sopravvivere, ma è vivo, si fa presente, si mette in mostra e viene condiviso con i visitatori che sono accolti con il cuore. Rimasto tenacemente aggrappato alle sue radici, alle sue architetture, alle tradizioni di un popolo fiero, fortificato dalla vita dura di montagna, Mezzano ha trasformato in arte le tradizioni e in storie da raccontare i ricordi delle vite contadine di pochi decenni fa, all’apparenza così lontane, ma che fanno parte integrante della sua realtà odierna. Oggi Mezzano è l’angolo romantico e suggestivo del Primiero, un serbatoio di vita alpina, di cui si ripercorrono le tracce in ogni angolo nascosto, lungo i vicoli, nelle piazzette, all’ombra dei ballatoi in un vibrante museo all’aperto in cui si intrecciano architetture, dipinti murali, antiche iscrizioni, fontane e stoili (piccoli acquedotti in cunicoli pensati per condurre al coperto l’acqua dalle alture), orti e cataste artistiche di legna. Mezzano Romantica Un museo en plein air, senza ressa o code, che ciascuno può scoprire da solo passeggiando senza fretta, seguendo semplicemente le indicazioni molto intuitive dell’accattivante segnaletica con le scritte rosse in italiano e inglese sotto il logo di Mezzano Romantica, a ricordare che tutto qui si fa col cuore. Un totem dà il benvenuto ai visitatori, e li invita a scaricare gratuitamente l’App bilingue, che può essere scaricata on line anche prima di arrivare, in modo da prepararsi alla visi-

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IN UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA DEL TRENTINO FRA MONUMENTALI CATASTE ARTISTICHE DI LEGNA, ARCHITETTURE CONTADINE, AFFRESCHI, ACQUE, ORTI.

ta. Seguendo le frecce rosse, ci si imbatte via via in una serie di piccoli tesori d’arte e tradizione, contrassegnati da un cartello con un occhio. Avvicinandosi, si riceve un messaggio che avvisa di ascoltarne se si vuole la storia, oppure leggerla sullo smartphone. La sedia rossa Ma soprattutto bisogna cercare una semplice sedia rossa, che compare a sorpresa negli angoli più suggestivi del paese, e suonare la campanella appoggiata sul suo sedile. Al suo suono, arriva una persona che abita nei paraggi e che si mette a disposizione per dare informazioni, raccontare la storia di Mezzano e delle sue montagne, svelare curiosità e aneddoti, indicare dove poter trovare prodotti tipici e lavorazioni artigianali,

dove poter dormire e mangiare, quali sentieri da percorrere per salire a malghe e rifugi, quali le attività sportive e quelle più adatte per i bambini… Sono anziani, ragazzi, donne, artigiani che, con l’autenticità e l’immediatezza che solo il racconto diretto sa dare, condividono con gli ospiti la propria vita e le proprie conoscenze, li consigliano come potrebbe fare un amico affinché possano godersi al meglio la loro permanenza a Mezzano, sia una visita di qualche ora, oppure un ritemprante periodo di vacanza. La sedia rossa si può trovare tutti i giorni dal 20 giugno a metà settembre (e poi durante i fine settimana), ad indicare che qualche abitante di Mezzano è a disposizione dei turisti per dare informazioni e condividere racconti. Così, semplicemente, come si fa quando si passa a casa di un amico senza preannunciarsi. Cataste&Canzèi, quando le cataste di legna si fanno arte Il percorso è punteggiato da una trentina di monumentali cataste artistiche di legna, Cataste&Canzei, che per la loro originalità hanno reso famoso anche all’estero questo piccolo borgo montano. Unica nel suo genere, la rassegna inanella stupefacenti e fantasiose cataste artistiche di legna, nate dalla tradizione della gente di montagna di accatastare in bell’ordine la scorta di legname per l’inverno. Ed ecco così la fisarmonica in tensione che pare una stella, la clessidra chiusa tra sole e luna a segnare il trascorrere del tempo, la grande parete che ricorda l’alluvione che colpì il paese nel 1966, gli uomini intenti a tagliare l’albero,

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la catasta instabile che cede a un coreografico crollo… Ogni canzèl è un piccolo capolavoro di perizia e attenzione, nello spirito parsimonioso di chi abita i paesi di montagna, ma anche una vivida e cangiante tavolozza nelle calde tinte del legno che colora le vie di Mezzano, abbellite anche dalle cataste che le famiglie sistemano fuori dalle proprie case. I tabià e le stalle I caratteristici tabià (vecchi fienili in disuso, ora recuperati) narrano ancora il rito del filò, le storie narrate dagli anziani del paese nelle lunghe serata d’inverno. In particolare cinque sono stati recuperati a nuova vita. Il Tabià del Rico è un piccolo ma interessantissimo museo etnografico zeppo di oggetti che raccontano vita e lavori di un tempo, raccolti in tanti anni con amore e passione da Mary Orsingher e intitolato al padre Enrico. Il Tabià del Checo espone in moderne vetrine cubiche, che mescolano l’ambiente rustico con una raffinata soluzione moderna, le eccellenze di alcuni artigiani e produttori agroalimentari locali: Zeni scultori, Gianluigi Zeni, Artelér, Artistica legno GT, Macelleria Bonat, Bionoc’, La Rondine. Il Tabià de la Gema, situato in una delle più caratteristiche case del paese, viene utilizzato come teatro nelle serate di Mezzano Romantica. La Stalla dei Presepi (visitabile durante tutto l’anno) contiene una quindicina di presepi a diverso tema fra storico, classico, moderno, immaginario realizzati in vari anni dall’artista Mario Corona. La Stalla “In nome de Iesu” contiene infine delle scene che raccontano la vita e la passione di Cristo realizzate anch’esse dall’artista Mario Corona. Il suo nome si ricollega alla frase che contadini e boscaioli pronunciavano un tempo all’inizio della giornata lavorativa, per mettere il loro lavoro nelle mani della protezione divina. L’antica lisiera e i 250 orti Un’altra piccola perla in cui ci si imbatte è la lisiera, l’unica in tutto il Trentino a essere tutela-

SE SUONI LA CAMPANELLA CHE TROVI SU UNA SEDIA ROSSA POSIZIONATA A SORPRESA, ECCO CHE ARRIVA UN ABITANTE DEL PAESE A FARTI DA CICERONE! ta dalla Soprintendenza. È la lisciaia, ovvero il locale dove si produceva la lisia (acqua in cui è stata fatta bollire cenere) per il bucato, spesso profumandola con bucce di limone. Il bucato era un lavoro lungo e faticoso, che le femene cominciavano già a sette o otto anni. Di questo, delle loro fatiche, delle chiacchiere, delle amicizie e delle contese che nascevano lì dentro racconta ancora romanticamente la lisiera. Amorevolmente restaurata con le sue tre calgere (caldaie di rame), ospita anche piccoli eventi: un luogo insomma di aggregazione così come lo era per le femene intente al bucato. Il verde entra deciso fra le antiche pietre del paese grazie ai suoi orti: se ne contano circa 250 fra Mezzano e frazioni, su circa 1.600 abitanti. Partiti da un’esigenza di produzione di cibo per la famiglia, rispettano fedelmente la tradizione trentina che tra le staccionate dell’orto sposa l’utile al dilettevole spartendo la terra tra ortaggi, fiori, odori, piante da frutto e viti rampicanti. Veri e propri orti-giardino, costituiscono tappa imprescindibile anche delle visite guidate per il borgo, organizzate questa estate per piccoli gruppi e su prenotazione in modo da garantire il distanziamento richiesto dalle normative.

una passeggiata illuminata anche la sera con diverse soste per godersi il panorama in completo relax. Altri che conquistano i più avventurosi, come gli orridi di Val Noana, in uno dei quali si fa anche canoyng, o il ponte tibetano che fa da collegamento tra rifugi Caltena e Fonteghi. Altri che conquistano per l’assoluta bellezza dei boschi, come il Parco Naturale di Panveggio e il Sentiero degli Abeti Giganti in Val Noana, con i suoi alberi secolari che svettano fino a toccare i 50 metri ed hanno il diametro del tronco che può arrivare a misurare un metro di larghezza. Estate fra musica e teatro Anche se in forma necessariamente rivista a causa dell’emergenza Covid, non mancherà nemmeno questa estate il tradizionale appuntamento con gli spettacoli di Mezzano Romantica, rassegna giunta alla 10° edizione, confermando così l’offerta culturale estiva che non poteva mancare nemmeno in questa imprevedibile situazione. Il cartellone, organizzato dal Comune di Mezzano e affidato alla direzione artistica di Francesco Schweizer, mette in scena una serie di appuntamenti cameristici, teatrali e corali di grande interesse, dal concerto del talentuoso diciannovenne pianista tedesco Jakob Aumiller a quelli del noto Quartetto di Venezia e dell’altrettanto famoso Hèsperos Piano Trio. Gli spettacoli sono gratuiti. Informazioni: tel. 349.7397917 info@mezzanoromantica.it www.mezzanoromantica.it

Il ponte tibetano e gli abeti giganti Mezzano non è bella solo tra le sue stradine e le sue architetture. È circondata da una natura forte e rigogliosa, che accoglie il quotidiano della gente di montagna e si fonde con esso. Ci sono tante piccole perle che circondano il paese, mete di passeggiate o pedalate in relax, alla scoperta dei romantici scorci di questo angolo del Primiero, di boschi, malghe, vette, seguendo sentieri di bassa e media quota ben battuti e segnalati. Ci sono luoghi che si godono meglio su due ruote come la pista ciclabile del Molaren,

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Merano dal cuore verde

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

That’s amore


www.merano.eu/estate


A cURA DI DI MARcO MORELLI

MERAVIGLIOSA AUSTRIA PORTE APERTE ALL’ESTATE

S

i riparte con la voglia di ritrovare le emozioni che abbiamo più amato, luoghi che fanno vibrare l’anima e dove vivere il desiderio di libertà, di spazi aperti, di benessere e tranquillità. L’Austria ha riaperto le frontiere con l’Italia dalla mezzanotte dello scorso 15 giugno 2020 e il vicino Tirolo austriaco è pronto a dare il benvenuto agli ospiti provenienti dall’Italia con grandi novità e termini di cancellazione/modifica super flessibili, in parte fino a dicembre 2020. Mai come ora abbiamo bisogno di ritrovare uno spazio luminoso e a contatto con la natura, dove sentirci attivi e ritrovare il ritmo del proprio respiro, godendo del tempo lieve della vacanza. Ora che i confini sono tornati ad essere aperti vi proponiamo 9 perle dove ritrovare il piacere di una vacanza per ogni desiderio, condizioni per essere distanziati in maniera naturale, senza forzature, nel massimo dello spazio individuale a poche ore di macchina dall’Italia. Astoria Resort Seefeld ***** Gioiello di rara bellezza in posizione invidiabile e garanzia di benessere olistico, perla della Grand Dame dell’Hotellerie e Madame Sacher Elisabeth Gürtler sull’altopiano soleggiato di Seefeld in Tirol, a 1200 metri s.l.m., facilmente raggiungibile dall’Italia e a soli 15 min da Innsbruck. In posizione defilata rispetto al centro di Seefeld in Tirol, c’è l’Astoria Resort Seefeld ***** S, un hotel che da sempre si contraddistingue per un’accoglienza di altissimo livello e per la sua pluripremiata SPA con 4.700 mq di wellness perfettamente integrati nella natura. Accanto al mondo delle acque che comprende anche un laghetto naturale di 800 mq. c’è il mondo delle saune oltre ad una Private SPA

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L’AUSTRIA HA RIAPERTO A 31 PAESI EUROPEI, TRA CUI L’ITALIA, CHE CON 329.000 ARRIVI E 700.000 PERNOTTAMENTI LO SCORSO ANNO RAPPRESENTA IL QUINTO MERCATO

con sauna privata, bagno turco, divano letto, vasca da bagno, due lettini per i trattamenti e una grande terrazza con vista sulle montagne di Seefeld. L’Astoria Resort è la meta perfetta se si è alla ricerca di un benessere olistico potendo scegliere tra corsi di yoga, di Qi Gong, Pilates e un’ampia proposta di attività outdoor come passeggiate ed escursioni per rigenerarsi. www.astoria-seefeld.com Da prenotare subito: “Great pleasure”: 3 giorni e 2 notti con un bicchiere di vino e una fetta di Sacher come benvenuto, accesso alla SPA e al programma Active & Relaxion con Pilates, Qi Gong, Yoga, etc. da 358 euro a persona. Cancellazioni o modifiche gratuite fino a 48 ore dall’arrivo fino al 19/12/2020. Bio-Hotel Stanglwirt ***** Coccole da star | Bio-Hotel dal 1980 e precursore della sostenibilità a 360°. Lo Stanglwirt ***** di Kitzbühel / Going am Wilden Kaiser (Austria), primo e unico hotel dell’Austria nella lista d’oro Condé Nast Traveler’s (‘Gold List’) dei 140 migliori hotel del mondo, è stato insignito del titolo “World’s Best Wellness Spa” da World Boutique Hotel Awards e nel 2019 ha vinto nella categoria “Best Service” per i Wellness Heaven Awards. A disposizione degli ospiti ci sono oltre 12.000 mq di benessere con la piscina salata privata più grande d’Europa. La SPA, oggetto di un recentissimo upgrade, si distribuisce su una superficie di 1500 mq e offre un’ampia scelta di trattamenti per vivere la bellezza in base ai propri desideri. In questa cornice assolutamente esclusiva si possono sperimentare anche i trattamenti di “clean beauty” amati dalle star di Hollywood firmati Dr. Barbara Sturm, beauty-guru, scienziata molecolare e chirurgo estetico i cui trattamenti hanno conquistato molte celebrities.

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L’OSPITE ITALIANO È PARTICOLARMENTE BEN VOLUTO E APPREZZATO IN QUALSIASI MOMENTO DELL’ANNO Bio-Hotel Stanglwirt *****

Da prenotare subito: “Stangl Moments” per 3 notti da domenica a venerdì, un voucher di 30 euro per la SPA con prezzi da 497 euro a persona (fino al 3 luglio). www.stanglwirt.com Gradonna Mountain Resort **** S Desiderio di natura | Gioiello Eco-Green ai piedi del Parco Nazionale degli Alti Tauri, è perfetto per una Pausa Green in un eco-design hotel a solo 1 ora d’auto da San Candido, in Val Pusteria. Il Gradonna ****S Mountain Resort Châlets & Hotel è una struttura supergreen e parte di un paesaggio straordinario, nel cuore del Parco Nazionale degli Alti Tauri. Sin dalla sua costruzione sono stati impiegati solamente legno di larice e di cirmolo locali permettendo così alla struttura di integrarsi perfettamente nell’ambiente che la ospita. Il resort ha anche aderito ai concetti di Green Pearls Unique Places Collection in termini di eco sostenibilità e di risparmio energetico. Al Gradonna le auto si lasciano in garage e ci si muove a piedi o con le bike ed e-bike messe a disposizione dal resort. Ricchissimo il menu delle proposte outdoor per un contatto vero con la natura, dalle passeggiate guidate alle escursioni con i ranger del Parco degli Alti Tauri e poi sessioni di yoga nella natura e meditazioni chakra. Vi sono poi „luoghi energetici “, spazi dedicati e prenotabili (gratuitamente) dove l’energia scorre direttamente dalla terra all’anima. Perfetti per il distanziamento sono gli Chalet sparpagliati nel bosco. Da prenotare subito: “Bellezze naturali”: tre notti con escursioni guidate, yoga e meditazioni, pranzo con vista sui picchi di 3000 metri, accesso alla Spa, con prezzi da 439 euro a persona. www.gradonna.at/it/ Dolomiten Residenz Sporthotel Sillian **** S A pochi minuti dal confine con l’Italia, in fondo alla Val Pusteria e a ridosso della ciclabile della Drava è meta d’elezione per famiglie, per gli amanti della bici e del jogging con 17 trail perfetti per gli amanti della corsa. Il Dolomiten Residenz **** S Sporthotel Sillian è un family hotel con tantissimi spazi e servizi dedicati alle famiglie. A partire dall’Häppi Päpi Kinderclub, dedicato ai più piccoli, mentre i ragazzini hanno a disposizione il Teenie Club 12+. Inoltre, proprio davanti all’hotel passa la bellissima ciclabile della Drava,

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da esplorare con tutta la famiglia con le biciclette messe a disposizione dalla struttura. Anche la Spa di 3.000 mq con saune, bagni di vapore di diverso tipo e aree relax, oltre a trattamenti riservati a mamma e papà ha un menu di proposte anche per i piccoli ospiti. E per il divertimento di tutta la famiglia oltre alla piscina scoperta, c’è una piscina coperta con un mega-scivolo a serpentina e una piscina riservata ai bebè. Da prenotare subito: “Tempo per la famiglia”: 4 notti con pensione gourmet, noleggio gratuito biciclette, biglietto “Gipfelticket” per uso gratuito degli impianti di risaluta, cestino pic-nic per un’escursione della natura, massaggio per 1 adulto e massaggio per 1 bambino da 479 euro. www.sporthotel-sillian.at/it/ Seefeld in Tirol Baciati dal sole | Relax, natura, e-bike, golf sono le parole chiave dell’estate nell’Olympiaregion Seefeld. A soli 20 minuti da Innsbruck e a 1 ora e mezza d’auto da Bolzano Seefeld in Tirol è uno degli altopiani più soleggiati dell’Austria, circondato dal parco naturale del Karwendel. Qui, a 1200 metri s.l.m. ogni giorno la vacanza ha un colore diverso dai laghetti alpini balenabili agli oltre 650 chilometri di sentieri escursionistici e alpinistici. A tutto questo si aggiungono gli oltre 570 chilometri di percorsi di bike e mountain bike segnalati, adatti a tutte le abilità e il golf con il campo a 18 buche di Seefeld-Wildmoos o alla Golfacademy a 9 buche. www.seefeld.com Vacanza all inclusive Nel centro di Seefeld, tra la zona pedonale e il Parco Kurpark, c’è l’Hotel Karwendelhof ****, perfetto per una vacanza con tutta la famiglia e dove si può godere di un comodo e conveniente servizio All-Inclusive che include un ricco buffet della prima colazione, merenda con insalate, zuppe, dolci, torte e bevande calde. Per i bambini è disponibile anche un menu bimbi. L’hotel, che offre inoltre una piccola ma molto curata zona benessere, è vicinissimo anche alla stazione, e si raggiunge comodamente in treno. Da prenotare subito: “Tre giorni estivi” 3 notti con trattamento all inclusive, giro in carrozza al Seefeld Wildsee, con prezzi da 301 euro a persona. www.karwendelhof.com/it Cancellazione gratuita fino a 48 prima dell’arrivo fino al 20/12/2020.

Astoria Resort Seefeld *****

SPA con vista Il Krumers Post Hotel & SPA ****, questo hotel di charme dalla lunghissima tradizione che si affaccia sulla piazzetta principale di Seefeld, è la meta perfetta per una pausa di benessere in coppia nella spettacolare SPA di ben 2500 mq distribuiti su 4 piani con diverse aree relax: la “Zirbennest” nell’attico dell’area saune, dove si può oziare su lettini ad acqua circondati dal profumo di pino cembro e godere della vista sul Gschwandtkopf e sulla Rosshütte. Poi c’è la sala del camino e la “Pool-Galerie” con divani gonfiabili e vista sul Gschwandtkopf. Al terzo piano si trova la bellissima piscina panoramica, riscaldata e completa di idromassaggio. E poi c’è il roof per un momento di relax con lo sguardo libero di spaziare sulle cime di Seefeld. Da prenotare subito: “Tempo per due”: una pausa romantica di 3 giorni con cena a lume di candela e Private SPA con peeling aromatico e olio per il corpo, prosecco e frutta fresca nella sauna privata, con prezzi da 284 euro a persona. www.krumers.com/it Cancellazione gratuita fino a 48 prima dell’arrivo fino al 20/12/2020

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TURISMO

CORTE LANTIERI, AGRITURISMO CHIC IN FRANCIACORTA di ANTONiO dEVETAG

Vacanze lontano dalla folla, nel verde della Franciacorta, fra le più pregiate zone vinicole italiane. In una cornice che coniuga naturalezza a raffinata ospitalità, dove riprendersi il proprio tempo e trascorrere giornate di vero relax, ritempranti per corpo e spirito. Immerso fra i vigneti da cui provengono i pregiati Franciacorta aziendali, con grandi terrazze, giardini fioriti, una stupenda piscina affacciata sui filari e - all’interno - sale ampie e camere ariose con vista sulle colline, Corte Lantieri di Capriolo (Bs) è l’agriturismo di classe ideale per un’estate all’insegna della staycation, perfetto per vacanze tutte italiane in cui scoprire con occhi nuovi e diversi le meraviglie della nostra straordinaria penisola ed apprezzare l’inconfondibile stile dell’ospitalità Made in Italy. Una vacanza all’insegna della massima sicurezza, nel completo rispetto delle regole igienico sanitarie e delle norme di distanziamento, assolutamente connaturate alla struttura stessa, dato che ha solo 7 camere e quindi può garantire ai suoi ospiti la massima privacy, siti appartati dove godere il relax, percorsi fra le vigne lungo cui fare passeggiate e pedalate solitarie, angoli nel verde per praticare indisturbati yoga e movimento en plein air. Gli appassionati di cavalli, poco lontano trovano anche un maneggio attrezzato. Un luogo, Corte Lantieri, dove le famiglie possono far trascorrere ai bambini divertenti giornate a contato con la natura e gourmet e wine lovers trovano cucina e vini eccellenti. Storia&Ospitalità L’agriturismo è inserito nella tenuta della storica Cantina Lantieri (fra le più note della zona), ed è addossato al centro storico dell’affascinante borgo medioevale di Capriolo, in uno dei luoghi paesaggisticamente più suggestivi e incontaminati della Franciacorta.

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( PH Mate Image)

Ricavato dall’accurata ristrutturazione dell’antico palazzo nobiliare della famiglia Lantieri de Paratico, si raggiunge tramite una strada che si snoda tra lunghi filari di vite. Dalla sua suggestiva terrazza merlata si gode una magnifica vista sull’anfiteatro delle colline. Ciascuna delle sue 7 camere è arredata con uno stile unico e diverso dalle altre, con mobili eleganti e cura dei particolari, e gode di uno splendido panorama. Tutti da godere sono i suoi ampi spazi all’aperto, ombreggiati da candidi ombrelloni, sotto cui vengono apparecchiate le tavole per prima colazione, pranzi e cene. In alternativa, all’interno, per chi preferisce la frescura e la penombra delle antiche mura, ecco le ampie sale dagli altri soffitti con travi a vista. Il salone principale, al primo piano, è caratterizzato da una grande vetrata che si affaccia sui vigneti, con una terrazza da cui si ammira anche l’antico borgo di Capriolo, reso magico dall’illuminazione serale. A riscaldare l’atmosfera, in autunno e inverno, è un antico caminetto in pietra, proveniente dal castello dei Lantieri di paratico. L’ampia e luminosa sala accanto offre scorci di natura e l’affaccio su un’altra terrazza, rea-

lizzata con materiali che si integrano con gusto e discrezione e nel verde ambiente circostante. Un rinomato ristorante Corte Lantieri è rinomata anche per il suo ristorante, aperto anche a chi non alloggia all’agriturismo. I piatti rispecchiano la tradizione franciacortina, con ispirazioni dal vicino Sebino, che offre alla tavola pesci delicati. Grande attenzione è dedicata all’impiego di verdure e frutti di stagione e a prodotti del territorio. I gustosi antipasti prevedono salumi e formaggi, tra cui spiccano la Ret (il salame tipico di Capriolo, tutelato dal marchio De.Co. di Denominazione Comunale), il Salame Montisola, il Silter Camuno e il Selvino di Grotta, serviti con sfiziose confetture e mieli locali. Per l’estate, lo Chef Paolo Zanardi ha elaborato nuovi e freschi piatti, ispirati come sempre alla tradizione. E così, nel menu dove hanno sempre un posto di rilievo le verdure e gli aromi dell’orto, ecco Sarde essicata del Sebino con polenta abbrustolita, Tartare di Trota Salmonata all’aneto con mela verde e panna acida, Risotto al Franciacorta Millesimato mantecato alla robiola due latti, Casoncelli della Corte con burro spumeggiante e salvia, Coscia di coniglio disossata

VACANZE IN CAMPAGNA IL MUST DELL’ESTATE: ECCO UNA SPLENDIDA TENUTA PER ASSAPORARE IN TOTALE PRIVACY UNA RAFFINATA OSPITALITÀ FRA LE VIGNE

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RELAX IN PISCINA, IN BICI FRA I FILARI, VISITE E DEGUSTAZIONI IN CANTINA, DOVE SI AFFINA IL FRANCIACORTA CUVÉE BRUT NV LANTIERI, WORLD CHAMPION 2019 A LONDRA

e ripiena al forno con polenta bresciana, Manzo della tradizione di Rovato all’olio extra vergine, crostatine, semifreddi, dolci al cucchiaio che si possono gustare sulle terrazze affacciate sulle vigne o nell’affascinante cornice delle antiche sale dagli alti soffitti e dai grandi spazi, che permettono di disporre i tavoli molto distanziati fra loro. Ciascun piatto, presentato con cura e raffinatezza, viene accompagnato dai pregiati Franciacorta DOCG e DOC della Cantina Lantieri. Degustazioni in cantina Nella tenuta, accanto all’agriturismo, tutte da visitare sono le cantine, dove vengono organizzate degustazioni guidate. Passando dalla parte storica, dove le bottiglie riposano nella penombra sotto i volti seicenteschi, a quella moderna dove hanno luogo le fasi della vinificazione secondo le più avanzate tecnologie, si scopre come nascono i pregiati Franciacorta, prodotti esclusivamente mediante l’utilizzo delle uve raccolte manualmente nei vigneti di proprietà dell’azienda, che si estendono in parte intorno alla cantina e in parte alle pendici del Monte Alto. Vini che si distinguono per freschezza e mineralità ed esprimono i profumi e la polposità del frutto nella sua integrità. A rappresentarli al meglio è il Franciacorta Cuvée Brut NV Lantieri, che ha conquistato il titolo di World Champion nella categoria Classic Brut Non-Vintage Blend al The Champagne

& Sparkling Wine World Championship 2019 (CSWWC), il prestigioso concorso ideato da Tom Stevenson, massimo esperto mondiale di Champagne and Sparkling wines. Un po’ di storia I Lantieri de Paratico, nobile e antica famiglia bresciana, hanno radici franciacortine che risalgono a più di mille anni or sono, posto che la prima data certa che le documenta risale all’anno 930 d. C. Antenati illustri ornano il loro albero genealogico, da una Beata Lucia Lantieri ad uno studioso di tattiche militari per giungere infine al famoso ingegnere e matematico Giacomo Lantieri che trascorse una vita tanto avventurosa da ispirare addirittura un libro: Servitore vostro umilissimo et devotissimo (Storia di Giacomo Lantieri, Bonanno Editore, 1994). Il suffisso nobiliare “de Paratico” sta a significare il loro precedente insediamento nel paese omonimo in provincia di Brescia, al confine con il lago d’Iseo, in Franciacorta. Qui, i Lantieri fecero erigere nell’XI sec. il loro magnifico castello. La storia narra che vi sia stato ospitato l’esule Dante Alighieri che, ispirato dal paesaggio, avrebbe scritto alcuni versi della Cantica del Purgatorio. Nel ‘500 la famiglia si trasferì a Capriolo, dove si è perpetuata la tradizione vitivinicola e ha oggi sede l’azienda. I Lantieri si distinguevano per la produzione di vini già dal XVI secolo: erano allora apprezzati fornitori alla corte dei Gonzaga Signori di Mantova, ed alle corti di Ferrara e Milano, con il “Rubino di Corte Franca”, antesignano dei vini attuali. Gli splendidi dintorni Corte Lantieri è un ottimo punto di partenza per esplorare la Franciacorta, con i suoi caratteristici borghi, le antiche pievi ed abbazie, le aree naturalistiche. Tutte mete raggiungibili anche in sella alle biciclette a disposizione degli ospiti. Partendo a piedi, ci si può incamminare lungo la fitta rete di

(Ph. Gianluca Baronchelli)

(Ph. Life in Travel)

(Ph. life in travel)

sentieri che da Capriolo si inoltrano fra vigne e boschi. In un quarto d’ora d’auto si arriva sulle spiagge del lago d’Iseo, per trascorrere giornate di sole e nuoto, oppure raggiungere in battello Monte Isola, la più grande isola lacustre d’Europa, che spicca verdissima al centro del lago: un mondo a sé, da esplorare senza fretta, a piedi, dato che vi sono bandite le auto.

(Ph. bepi@life)

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CUCINA

LE SOSTE 2020 93 ristoranti di alta CUCina nel volUme mUst-have dei goUrmet

C

ostretto a cancellare l’evento di presentazione ufficiale previsto per lo scorso marzo a causa della situazione creata dalla diffusione del COVID19, l’editore Mario Cucci è orgoglioso di poter avviare la distribuzione de Le Soste 2020, l’edizione annuale che riunisce e racconta con parole e immagini la selezione dei migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro Paese e in Europa. Quest’anno il volume conta un totale di 93 insegne, con ben 7 nuovi Soci: Sarri (Imperia), D’O (San Pietro all’Olmo, Cornaredo, Milano), Nostrano (Pesaro), Pascucci al Porticciolo (Fiumicino, Roma), Tordomatto (Roma), Villa Maiella (Guardiagrele, Chieti) e un omaggio speciale al Maestro Gualtiero Marchesi − padre fondatore de Le Soste insieme ad altri nomi illustri − con La Terrazza di Tremezzo, sul lago di Como. Il decalogo cartaceo della ristorazione d’eccellenza con la più alta diffusione sul territorio conferma nel 2020 la duplice edizione linguistica, italiana e inglese, a rimarcare l’apprezzamento, in Italia così come all’estero, di un modello di ospitalità ed enogastronomia che intreccia sempre più artigianalità e arte e si fa volano di promozione internazionale del made in Italy. Ad introdurre il volume, contributors d’eccellenza raccontano “la loro prima sosta”, ricordando ciascuno un’esperienza unica rimasta impressa nella loro memoria in uno dei ristoranti le Soste: Luigi Cremona, Andrea Grignaffini, Luigi Franchi, Margo Schachter, Anna Prandoni, Marco Colognese, Alberto Cauzzi, Marisa Fumagalli, Alberto Lupini,

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A curA di ViTTOriA biSuTTi

SFOGLIANDO LE 264 PAGINE DE LE SOSTE 2020 SI ASSAPORA LA DESCRIZIONE DEI RISTORANTI SOCI CON SCHEDE DETTAGLIATE E IMMAGINI DAL FORMATO ANCORA PIÙ GRANDE DEI PIATTI E DEI PROTAGONISTI.

Milano e Sogemi Mercato Alimentare Milano allo scopo di promuovere la filosofia del fresco nel nostro patrimonio agroalimentare. Un programma che appare di assoluta importanza e contemporaneità nel quadro della situazione causata dal COVID19, dove ogni azione di promozione della cultura enogastronomica risulta fondamentale per la salute stessa dei cittadini. Una sezione dedicata a FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, descrive la finalità dell’accordo che ha portato l’Associazione Le Soste a partecipare alla Federazione, con la Le Soste 2020 | 1 comune finalità di tutelare e promuovere la Ristorazione, settore primario dell’economia italiana, fondamentale per la valorizzazione di turismo e cultura agroalimentare sul terriGianluca Montinaro, Alberto Schieppati, torio. Roberto Perrone, Paolo Massobrio, Maurizio Bertera, Cesare Pillon, Elio Ghisalberti, La tradizione dei premi Toni Sarcina. Un punto fermo dell’annuario Le Soste è rapAll’inizio del volume, una doppia pagina a racpresentato dai premi, sette in quest’ultima contare e sugellare l’accordo siglato lo scorso edizione, conferiti in collaborazione tra l’Assodicembre dall’Associazione con il Comune di ciazione e aziende e associazioni partner per valorizzare personalità o realtà imprenditoriali che si sono distinte nel panorama food&wine di eccellenza. - Premio Franco Ziliani/Le Soste all’innovazione 2020 – a Enrico Bartolini - Premio Franco Colombani 2020 – a Mirko Benzo - Premio Experience Pommery alla migliore selezione di Champagne 2020 – a Il Luogo di Aimo e Nadia - Premio Le Soste Ospitalità di Sala 2020 – a Vincenzo Donatiello - Premio Le Soste per la Sostenibilità 2020 – a Ciccio Sultano - Premio Le Soste per la Tutela del Patrimonio del Gusto 2020 – a Luisa e Angelo Valazza - Best Wine Estates of Eataly 2020 – a Azienda Agricola San Salvatore 1988

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LA REDAZIONE MCG 15 anni di Successi sotto gli occhi di tutti.

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A cURA DI MARcO MORELLI

NEL CUORE DI MONZA SPLENDE IL SOLE DI SICILIA I fratelli Butticè

S

alvatore, Vincenzo e Antonella (I Butticè ), tre fratelli siciliani DOC, decidono nel 1996 di portare una parte della loro terra, la Sicilia, in Lombardia aprendo il loro ristorante il Moro a Monza. Hanno avviato questo percorso ristorativo partendo da una piccola azienda agricola, che ancora oggi gestiscono i loro genitori nell’agrigentino, con coltivazione di mandorle, pistacchi, olive e uve da vino. Con il Moro vogliono, infatti, proporre la loro Sicilia e il loro modo di intendere il mare in chiave elegante e contemporanea, ma partendo sempre dai ricordi dei sapori antichi e tradizionali. E infatti, come dice Vincenzo Butticè, “Le origini non si tradiscono e quindi da noi il viaggio negli aromi e nei colori della Sicilia sarà sempre immancabile. Ci piace, però, ogni volta aggiungere qualche particolare nuovo, attingendo ai ricordi dell’infanzia vissuta a Raffadali, paesino di collina non distante da Agrigento. Dove di agricoltura si viveva, ed è forse per questo che ci è rimasta la voglia di recuperare le semenze antiche. Ma è altrettanto importante introdurre nella nostra cucina elementi ‘continentali’.” Il pensiero culinario dei Butticè si radica quindi in una cucina semplice, mediterranea e siciliana, che rispecchi un equilibrio dal punto di vista visivo, olfattivo e uditivo. Si mangia, infatti, prima con gli occhi, poi con il naso e poi con le orecchie e, infine, con il gusto. I l ristorante il Moro è il palco dove I Butticè si esprimono con tutta la loro professionalità: per lo chef Salvatore ogni piatto rappre-

IL RISTORANTE IL MORO È IL RISULTATO DI UN CONNUBIO PERFETTO TRA GESTIONE DI CUCINA E SALA. E NON SOLO!

L’interno del ristorante

senta emotività e nella sua cucina di pesce raffinata emergono tutti i suoi ricordi d’infanzia imprimendo carattere ad ogni portata. La dolce padrona della sala è Antonella, maître e sommelier, che firma sapientemente la carta dei vini. Per lei proporre un vino è emozionante perché, come dice lei stessa, “quando si beve un buon vino si ricorda un territorio”. Il più grande dei fratelli è Vincenzo, chef-manager di sala, e per lui ogni piatto deve essere empatico, diretto e deve soprattutto esaltare e interpretare la materia prima. Oltre ad una speciale attenzione per la materia prima e per i dettagli, al Moro si affianca un’attenzione altrettanto speciale per il cliente. I fratelli Butticè amano, infatti, prendersi cura degli ospiti, portandoli per mano nella loro terra natìa e facendo vivere loro le emozioni e i ricordi gustativi che hanno ispirato i loro piatti. Il commensale viene visto come il soggetto più importante all’interno del ristorante. Sempre partendo da questa concezione è stata aperta recentemente La Bottega de Il Moro. La nuova formula de La Bottega Il Moro, in aggiunta ai servizi classici di take away e delivery che si erano attivati durante l’emergenza del coronavirus, offre la possibilità di ordinare e mangiare dove, quando e con chi volete. La grande famiglia siciliana dei fratelli Butticè si espande per dare un servizio di take away di tutti i piatti del ristorante gourmet (https://www.ilmororistorante.it/index. php/bottega). La logica è quella di proporre un servizio delivery e take away dei piatti già disposti nella logica fine dining de Il

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Moro, a un passo dal ristorante, nella vetrina contigua, oltre a creare una vetrina stabile per tutti i produttori siciliani e lombardi che rispettano la filosofia dell’artigianalità e della filiera corta che contraddistingue il ristorante. Tanti piccoli produttori, che la famiglia Butticé ha conosciuto e apprezzato dal 1996 quando hanno aperto il locale, e che sono il fil rouge della loro storia familiare, dalla natia Sicilia alla Lombardia che li ha accolti ed è ora la loro casa: “Il Moro a casa tua” nasce per servire e far stare bene gli ospiti, che sono da sempre i due pilastri fondamentali per i tre fratelli Butticè. La tavola rappresenta la famiglia: la socialità è centrale nella condivisione della tavola e in casa propria si può vivere in piena libertà solo con familiari e amici.

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Il Moro: una storia di famiglia e di tradizioni. Una famiglia classica e con tutti gli elementi che servono a renderla tale: la passione, il coraggio, il lavoro duro e costante, il sacrificio, le rinunce e infine il successo, dato dalla gratificazione dei loro clienti. Per i Butticè questo non un punto d’arrivo, ma rappresenta sempre una ripartenza: ogni giorno con molta dedizione e impegno dimostrano di mettersi in discussione e dedicarsi a offrire sempre il meglio, anche con nuovi servizi, andando sempre incontro ai loro clienti con il fine di soddisfarli. Info: Ristorante Il Moro Via Parravicini 44, Monza, info@ilmororistorante.it Tel. 392 939 4187 / 039 32 78 99


CUCINA

DAVIDE OLDANI mangia Come Parli

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n questo periodo particolare con la difficile situazione sanitaria legata al coronavirus, abbiamo vissuto più tempo nelle case divertendoci in cucina nella preparazione di piatti. “Il cibo ci ha tenuti insieme. – sottolinea Davide Oldani– Con questo libro mi piacerebbe dare una mano a chi, per necessità o per passione, ha voglia di cimentarsi con la cucina, affinché lo stare insieme intorno a una tavola sia anche motivo di soddisfazione oltre che di piacere.” Con Davide Oldani, ideatore della Cucina POP basata sulla semplicità e sulle materie prime essenziali, è nata l’idea di un viaggio di andata e ritorno nelle regioni italiane che parte dalla conoscenza delle materie prime e dei prodotti di stagione e dal rispetto delle tradizioni culinarie, di regione in regione e di stagione in stagione. “Ho pubblicato libri con ricette e libri senza ricette. In questo, ho deciso di ‘raccontare’ la cucina in forma agile, proponendo ai lettori i piatti presentati nel corso della trasmissione ‘Mangia come parli’ di Radio 24 con un linguaggio semplice e accompagnando le preparazioni passo dopo passo. Regioni e tradizioni sono stati i binari lungo i quali ho percorso il mio ‘giro d’Italia’. Ho raccolto le ricette seguendo il criterio della stagione e sottolineando quanto più possibile le caratteristiche e la provenienza di ciascun ingrediente”. Scrive Davide Oldani nella prefazione del libro. Dunque un libro di ricette semplici da realizzare, ma con un tocco in più. Non solo: una serie di consigli gastronomici arricchiscono il volume. 80 le ricette, tradotte anche in lingua

A curA di m.T. SAN juAN

UN VIAGGIO DI ANDATA E RITORNO DELLE TRADIZIONI CULINARIE DELLE 20 REGIONI ITALIANE RISPETTANDO LA STAGIONALITÀ DEI PRODOTTI.

un libro di cultura del cibo. Una cultura antica che porta con sé storia e conoscenza delle coltivazioni dalla Mesopotamia alla tavola. Per Davide Oldani il rispetto della materia prima unita alla semplicità della lavorazione sono i capisaldi del suo successo, apprezzato in tutto il mondo e riconosciuto fra i grandi chef della cucina italiana dalle più autorevoli guide gastronomiche internazionali. Un libro per tutti, adatto a tutti, che nasce dall’esperienza radiofonica, in onda il sabato alle 11.00 e la domenica alle 20.00, e che trova in questa splendida e arricchita veste letteraria, la dimostrazione che ‘da Mangia come parli a Mangia come leggi’, il passo è breve. inglese, raccolte in un volume che unisce le tradizioni e la stagionalità dei prodotti ai suggerimenti su come cucinarli, con l’incursione di Pierluigi Pardo, compagno di microfono, in un racconto delle eccellenze gastronomiche del territorio italiano. Perché Mangia come parli è sì un libro di cucina, ma è soprattutto

L’AUTORE Davide Oldani è lo chef che ha ideato la Cucina POP basata sulla semplicità e sulle materie prime essenziali. E’ proprietario del Ristorante D’O e Ambasciatore della Cucina italiana nel mondo. Le più autorevoli guide gastronomiche lo annoverano fra i grandi chef della cucina italiana. Ha ricevuto l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano. Nel novembre 2013 è stato invitato ad Harvard in seguito a una case history sul suo ristorante pubblicata sulla Harvard Business School Review. È stato nominato Ambassador EXPO 2015 e nello stesso anno è stato chiamato a partecipare come speaker al World Business Forum di Milano E’ stato nominato dal CONI Food & Sport Ambassador e chiamato come chef a Casa Italia per le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Da oltre due anni conduce su Radio 24 la trasmissione “Mangia come parli” in coppia con Pierluigi Pardo. Pagine: 160 Prezzo edicola: €14,90 Prezzo libreria: €16,90

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Ristorante Carne - Pesce Pizzeria Cucina senza glutine

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Ristorante Pizzeria Selvole


PROTAGONISTI

RENATO ZAGHINI il nUovo Presidente del Consorzio grana Padano

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A curA di mArcO mOrElli

l nuovo presidente del Consorzio Tutela Grana Padano è il mantovano Renato Zaghini. Il Consiglio di Amministrazione, eletto lo scorso 19 giugno dall’Assemblea Generale del Consorzio, quest’oggi ha nominato il nuovo presidente che succede ai 21 anni di presidenza di Nicola Cesare Baldrighi. Il nuovo presidente Renato Zaghini ha ricoperto per 21 anni la carica di presidente del Caseificio Europeo Società Agricola Cooperativa di Bagnolo San Vito (Mn) e per 17 anni è stato il tesoriere del Consorzio Grana Padano. “Sono molto onorato della fiducia che il Consiglio mi ha concesso per ricoprire un ruolo così importante e di prestigio - ha dichiarato emozionato Renato Zaghini, neo presidente del Consorzio Tutela Grana Padano. Mi impegnerò insieme al nuovo Consiglio di Amministrazione per far sì che la filiera del formaggio DOP più consumato al mondo continui a rappresentare l’eccellenza del made in Italy. Mi piace accettare le sfide e rispondere positivamente alle richieste di impegno che mi arrivano da amici e colleghi – ha continuato Zaghini - come ho già fatto 21 anni fa quando ho accettato la presidenza del caseificio Europeo durante il difficile periodo che stava attraversando il sistema lattiero caseario a causa della vicenda delle quote latte e della sua crescita inarrestabile nella produzione. Ora sono pronto e carico per accettare questa nuova sfida, in un momento in cui il mondo sta vivendo la più grande crisi dalla fine della seconda guerra mondiale. La filiera del Grana Padano ha continuato a funzionare durante la pandemia da Covid-19 ma deve fare i conti con pesanti difficoltà su vari fronti, in una situazione economica piena di incognite”.

avanti con forza e determinazione le azioni necessarie affinché il nostro sistema continui sul binario dell’eccellenza, migliorando ulteriormente i grandi risultati ottenuti insieme fino ad oggi. Quando questo momento critico legato al Covid-19 passerà, la voglia di ripresa sarà forte, coinvolgerà tutti e dovremo essere pronti a governarla”. Le prospettive incerte nei confronti del futuro non fermano l’entusiasmo e la volontà del neo eletto presidente, che nel suo discorso d’insediamento ha voluto sottolineare i valori primari che muoveranno il suo agire: collegialità e condivisione. “Cercherò di mettere a frutto i miei 17 anni da Tesoriere del Consorzio che mi hanno conferito una buona esperienza di sistema, ma soprattutto farò in modo di garantire collegialità e condivisione nel ripristinato Comitato di Presidenza, nel Comitato di Gestione, nel Consiglio di Amministrazione, nella Commissione Pubblicità e in quella Scientifica – ha spiegato il presidente - Vorrei che il mio mandato si contraddistinguesse per la sua gestione collegiale. Questo perché so bene che dal nostro agire non dipende solo la sorte delle nostre aziende e dei nostri soci ma l’intero sistema lattiero caseario italiano, che risente moltissimo delle nostre scelte e decisioni”.

Nicola Cesare Baldrighi

“Saluto con soddisfazione il nuovo presidente, Renato Zaghini – ha commentato Nicola Cesare Baldrighi presidente uscente - uomo concreto e di buon senso con cui ho condiviso la maggior parte del mio mandato. A lui i miei migliori auguri di buon lavoro, nella certezza che saprà portare

Il mantra della nuova presidenza e del Consiglio d’Amministrazione sarà quindi la collegialità, “perché le scelte e le delibere che adotteremo saranno le scelte di tutti o almeno di quasi tutti, come è sempre stato finora, ma soprattutto frutto di un lavoro di analisi e approfondimento di ogni tema, anche di quelli che potrebbero apparire più facili e scontati”, ha concluso Zaghini.

Di seguito l’elenco delle cariche al completo: PRESIDENTE: Renato Zaghini VICE PRESIDENTE VICARIO: Giuseppe Ambrosi VICE PRESIDENTE: Attilio Zanetti TESORIERE: Walter Giacomelli COMITATO DI PRESIDENZA: Renato Zaghini, Giuseppe Ambrosi, Attilio Zanetti, Walter Giacomelli, Tiziano Fusar Poli. COMITATO DI GESTIONE: Renato Zaghini, Giuseppe Ambrosi, Attilio Zanetti, Walter Giacomelli, Tiziano Fusar Poli, Gianmaria Bettoni, Filippo Colla, Francesco Dalla Rosa, Fiorenzo Finco, Giacomo Fugazza, Gabriele Gorni Silvestrini, Michele Miotto, Luigi Giovanni Sala. COMMISSIONE PUBBLICITÀ: Renato Zaghini, Giuseppe Ambrosi, Attilio Zanetti, Walter Giacomelli, Tiziano Fusar Poli, Antonio Auricchio, Paolo Cattaruzzi, Laura Ferrari, Giovanni Guarneri, Nisio Paganin, Stefano Pezzini, Giuseppe Santus, Fausto Turcato. COMMISSIONE SCIENTIFICA: Ambrogio Abbà, Nicola Cesare Baldrighi, Giorgio Cecchin, Andrea Merz, Giuseppe Santus, Libero Stradiotti.

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Era un idolo e fu squalificato. Tornò e diventò il Pablito del Mundial di Spagna ’82. Questa è, in sintesi, la parabola di Paolo Rossi, che dal 1980 al 1982, dalla condanna per il calcio scommesse alla vittoria sulla Germania, visse i due anni più duri ed esaltanti della sua vita. «Ho anche pensato di lasciare l’Italia e smettere di giocare. Mi ha salvato la consapevolezza di essere innocente». La storia di Pablito, 63 anni, è una favola a lieto fine, intrisa di successi eclatanti (ha vinto anche due scudetti e una coppa dei campioni con la Juventus e il Pallone d’Oro nel 1982), alternati a rovinose cadute, di sogni realizzati e ferite profonde, di ambìti riconoscimenti e ingiustizia subita. Questo e molto altro, legato alle immagini immortali della storia del calcio universale, è raccontato nel libro autobiografico, Quanto dura un attimo (Mondadori), scritto a quattro mani con la giornalista e moglie Federica Cappelletti. Il libro parte dal racconto dello straordinario rumore dei tacchetti all’uscita degli spogliatoi del Santiago Bernabeu. È questo il suo attimo più bello? «Sicuramente uno degli attimi più belli. È stata un’impresa straordinaria con tutto il gruppo di Bearzot, sono stato capocannoniere, miglior giocatore, miglior marcatore, e quelle immagini non le cancelli mai, sono scolpite nella mente. Tante altre cose vanno un po’ nella parte del dimenticatoio, ma alcune cose sono bene ferme, fissate. Se riguardo le partite ancora mi emoziono. Ma attimi belli sono pure e soprattutto quelli legati ai miei figli (Alessandro 37 anni, da una precedente relazione; Maria Vittoria 10 e Sofia 8, ndr)». La sua storia può essere d’esempio per tutti? «Credo possa servire per accendere gli entusiasmi e insegnare ai giovani che da ogni difficoltà si può venire fuori e diventare anche campioni».

gli Europei. Tutto slittato ma dopo sono sicuro che ci sarà ancora più entusiasmo. Da commentatore vedevo il gruppo già pronto e spero che possa essere un segnale anche per l’anno prossimo, con l’obiettivo di vincere. Lo sport è un messaggio sociale, una pausa di svago, divertimento, aggregazione. Per il momento non potrà essere socializzazione, bisognerà giocare nel silenzio, ma ci emozioneremo sempre vedendo la nostra squadra del cuore o gli Azzurri». Con sua moglie, prima dello scoppio della pandemia, ha festeggiato dieci anni di matrimonio, rinnovando le promesse. Come è stato questo secondo sì? «Un momento molto toccante vissuto in un’atmosfera magica, una cerimonia sulla spiaggia di una delle location più belle al mondo, il Baglioni Resort delle Maldive. Tra l’altro è stata una sorpresa. Federica è riuscita a organizzare tutto senza far trasparire nulla e per me è stata davvero una carrambata. Noi ci siamo conosciuti abbastanza tardi, due persone mature che ben sapevano cosa volevano fare e avere e rinsaldare questa unione mi ha reso felice. In più c’erano le nostre bimbe. Quando ci siamo sposati Maria Vittoria aveva solo sei mesi». Federica è sua compagna di vita ma anche nei suoi progetti. Cosa avete in cantiere per i prossimi mesi? «Federica è dinamica, piena di voglia di fare, non si ferma mai, ha sempre progetti da realizzare. Abbiamo terminato un docufilm sulla mia vita, con una casa di produzione FilmIn’Tuscany e adesso andrà sul mercato. Ci abbiamo lavorato da marzo 2018. Riprenderemo, appena sarà possibile, a

In questo periodo di quarantena le è mancato il calcio? «Molto e spero si possa tornare a giocare in estate, anche se a porte chiuse. Mancherà l’affetto del pubblico ma non bisogna correre rischi e tutelare la salute di tutti. E mi mancheranno molto le partite della Nazionale. Faccio l’opinionista per la Rai e sarei stato impegnato per un mese durante

Renato Zaghini, Il nuovo Presidente del Consorzio Grana Padano

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FOCUS

DAI SEMI DELLA MELA Un olio green e sostenibile Per Usi alimentari e CosmetiCi

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A curA di pAOlO cArli

l residuo della lavorazione del frutto per usi alimentari è di circa il 20%. I ricercatori del Food Technology Lab al NOI Techpark di Bolzano hanno sperimentato un nuovo metodo per valorizzare i semi delle mele. Grazie all’estrazione con la CO2 supercritica (quindi senza l’uso di solventi chimici) hanno ricavato un olio aromatico totalmente naturale che può essere sfruttato sia nell’industria alimentare che in quella della bellezza. Della mela non si butta via niente. L’adagio contadino si utilizza solitamente in riferimento al maiale, le cui parti vengono lavorate per creare innumerevoli delizie gastronomiche. Ma anche del frutto che la fa da padrone nelle coltivazioni nelle province di Bolzano e Trento – 75% della produzione nazionale, con l’Italia sesto produttore mondiale – si può dire la stessa cosa. O almeno così la pensano nel Food Technology Lab della Libera Università di Bolzano al NOI Techpark. Nel laboratorio, diretto dal prof. Matteo Scampicchio, i ricercatori studiano l’applicazione di processi di estrazione di composti naturali ad alto valore nutrizionale da scarti di produzione dell’industria alimentare. Il cuore dell’innovazione introdotta è rappresentato dal modo in cui avviene il recupero, attraverso tecnologie innovative quali la CO2 supercritica: uno stadio dell’anidride carbonica a metà tra gas e liquido e una tecnologia sostenibile che permette di evitare l’impiego di solventi organici e quindi potenzialmente tossici. In particolare, la ricercatrice Giovanna Ferren-

DELLA MELA NON SI BUTTA VIA NIENTE. L’ADAGIO CONTADINO SI UTILIZZA SOLITAMENTE IN RIFERIMENTO AL MAIALE

tino, esperta di tecnologie di estrazione con fluidi supercritici, ha recentemente pubblicato la ricerca Supercritical fluid extraction of oils from apple seeds: Process optimization, chemical characterization and comparison with a conventional solvent extraction sulla rivista scientifica Innovative Food Science

and Emerging Technologiesin cui vengono descritti i risultati degli esperimenti di estrazione di olio dai semi di mela al posto del tradizionale processo tramite solventi organici. “È già possibile comprare olio estratto dai semi di mela, che viene usato per usi cosmetici”, spiega Giovanna Ferrentino, ricercatrice e docente di “Operazioni Unitarie” alla Facoltà di Scienze e Tecnologie unibz, “ciò che differenzia la nostra ricerca è l’utilizzo di una tecnologia pulita che non utilizza solventi”. L’estrazione con anidride carbonica supercritica comporta un ulteriore vantaggio, in quanto l’olio ottenuto è di qualità più elevata: vi è completamente assente l’amigdalina, un composto tossico a base di cianuro, presente in basse quantità nell’olio estratto con solventi. Una volta raccolto dall’estrattore, l’olio di semi di mele è un prodotto finito, dal profumo di mandorla, che può essere usato come additivo nelle lavorazioni alimentari ma non solo. Inoltre, l’olio ha evidenti caratteristiche nutraceutiche in quanto contiene in abbondanza antiossidanti come tocoferoli. Come avviene il procedimento che dà origine all’olio? I semi di mela vengono dapprima essiccati a 40° fino a 12 ore e poi macinati. Quindi, la polvere viene inserita nel cilindro dell’estrattore da cui, dopo circa trenta minuti, si ricava l’olio. La resa è di circa il 21%: da 400 grammi di semi si possono ricavare circa 80 grammi di olio. Il lavoro di ricerca è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’azienda Fructus Spa. di Merano che ha messo a disposizione i semi di mela per le prove in laboratorio.

Team Food Technology Lab

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Vi accompagnamo, passo dopo passo, dalla progettazione sino alla “rappresentazione” del Vostro Sogno, nel ruolo da Protagonisti!

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Come si organizza un banchetto per un evento di grande qualità? Quali sono i rischi da valutare e le opportunità da cogliere in fase progettuale? Le risposte a queste domande sono il “pane quotidiano”.

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SPECIALE VINO

A curA di mArcO mOrElli

IL CONSORZIO TUTELA LUGANA COMPIE 30 ANNI Il 10 luglio 1990 a Sirmione nasceva il Consorzio di Tutela del Lugana. Oggi, 30 anni dopo, il Consorzio è fiero portabandiera di un vino che continua ad essere fra i più apprezzati ed esportati bianchi italiani nel mondo. In questi 3 decenni, il Consorzio ha saputo affermarsi come realtà dinamica e motore trainante per la salvaguardia della Denominazione, la sua crescita e la sua affermazione sui mercati nazionali e internazionali. Per festeggiare alla grande questo importante traguardo il Lugana DOC ha pianificato 2 mesi di incontri, approfondimenti ed appuntamenti, on line ed off line, destinati a culminare il 22 settembre in un evento dedicato alle vecchie annate, ospitato proprio a Sirmione, comune natio della denominazione. In questi 70 giorni il Consorzio sarà incessantemente protagonista sui social e dal vivo con un “anniversary party” internazionale, un racconto diffuso che in 30 “pillole” ripercorrerà le tappe più salienti della sua storia, per dare poi appuntamento a tutti i #Luganalovers il 18 settembre a Milano per la grande degustazione annuale “Lugana, Armonie senza tempo”. 30 approfondimenti imperdibili, da seguire sui canali social (Facebook @consorzioluganadoc, Instagram @ConsorzioLugana, Linkedin Consorzio di Tutela Lugana DOC) e che daranno spazio alle testimonianze degli uomini che hanno contri-

buito alla nascita e alla crescita dell’organizzazione con interviste esclusive ai past president e all’attuale Presidente in carica, Ettore Nicoletto; porteranno gli appassionati alla scoperta dei 5 comuni e delle 5 tipologie della DOC, daranno voce ad alcuni fra i maggiori esperti nazionali e internazionali che sono profondi intenditori ed amanti del Lugana ed infine lo esalteranno in abbinamento a prodotti e piatti tipici del territorio. La maratona online farà anche da percorso di avvicinamento a due importanti eventi dal vivo: ●“Armonie senza tempo” che si terrà il 18 settembre a Milano è il tradizionale momento di incontro annuale fra il Consorzio ed i moltissimi appassionati che avranno la possibilità, previa iscrizione, di assaggiare il Lugana DOC nelle diverse interpretazioni proposte dalle oltre 50 aziende partecipanti. Maggiori info su orari e modalità di partecipazione sul sito www.consorziolugana.it ●È invece riservato agli addetti ai lavori l’evento omaggio al territorio, in collaborazione con il Consorzio Albergatori Ristoratori Sirmione (CARS), per celebrare l’impegno dei produttori ma anche a voler rimarcare la vicinanza del Consorzio a tutti agli operatori e ristoratori che hanno contribuito a rendere celebre e affermata la DOC e che in quest’anno in particolare hanno necessità del massimo sostegno e supporto. La degustazione, che si terrà il 22 settembre su invito, sarà rivolta a sommelier, stampa, autorità e addetti ai lavori dedicata alle migliori annate degli ultimi 30 anni, per ripercorrere insieme la crescita qualitativa del Lugana, approfondirne gli stili ed apprezzarne la straordinaria longevità. La possibilità di assaggiare le Vecchie Annate, introvabili sul mercato, è un imperdibile richiamo per gli esperti che potranno scegliere fra la selezione di bottiglie proposta dal Consorzio, rappresentativa dell’ultimo trentennio, e scoprire così aspetti inediti della Denominazione. La straordinaria longevità è proprio una delle peculiarità che più contraddistinguono il Lugana: varia da tipologia a tipologia, ma anche da stile a stile. Oggi che la produzione è sempre più orientata a vinificazioni in acciaio e “sur lie” (soste prolungate del vino sui propri lieviti per aumentarne corpo e sapore), nonché ad affinamenti misti (parte in acciaio e parte in legno) per le selezioni più importanti (siano esse Superiore o Riserva), il Lugana mostra una capacità evolutiva ancora più marcata. Il DOC può così rimanere in cantina anche per due-tre anni mentre le versioni Superiore e Riserva tranquillamente anche fino a una decina d’anni. L’attuale disciplinare di produzione prevede ben cinque tipologie di Lugana: le già citate DOC, Superiore, Riserva, e inoltre Ven-

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demmia Tardiva e Spumante. Il Lugana DOC è il motore di tutta la denominazione, il suo mattone fondamentale, l’ago qualitativo della zona: il suo volano produttivo copre attualmente circa il 97% della Doc. Presenta un colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli; i profumi, delicati, quasi accennati, offrono sensazioni floreali miste a note di mandorla; il gusto è garbato, stilizzato, definito, teso e gustoso. Il Lugana Superiore deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento o affinamento di almeno un anno a partire dalla vendemmia. Presenta un profilo più variegato e complesso: il colore ha riflessi più dorati; i profumi, più articolati, offrono sentori di erbe di campo, di clorofilla, di mela matura, di agrume (mandarino in primis), uniti a note di nocciola o spezie con il passaggio nel legno (oggi sempre meno nuovo e tostato, e più grande in capacità); il palato, di maggior struttura, è

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UNA DOC DA 21 MILIONI DI BOTTIGLIE Il Direttore Andrea Bottarel traccia il bilancio dell’ultimo trentennio. Si conferma un vino amatissimo all’estero, con gli USA sempre più #luganalovers 30 anni sono un compleanno importante, tempo di bilanci: quali sono i risultati di cui andate più fieri? Credo che la Denominazione tutta, grazie anche agli sforzi del Consorzio, ma soprattutto ad una grande unità d’intenti, debba essere fiera di un risultato eccezionale, che l’ha vista crescere contemporaneamente lungo tre vettori. Il primo, quello che possiamo definire orizzontale, ha portato Lugana ad allargare via via i propri confini, passando da una distribuzione locale a una internazionale, tanto che ad oggi oltre il 70% della produzione viene esportato. Colpisce in particolar modo il dato degli USA, mercato fino a un solo decennio fa di scarso rilievo per la denominazione, che sta acquisendo importanza e che ha ancora un enorme potenziale da esplorare. In secondo luogo, quello in profondità dato dal valore, sia economico che enologico, con un prezzo medio a scaffale che negli ultimi anni si è confermato stabilmente fra i più alti fra i vini bianchi italiani, grazie anche ad investimenti produttivi che hanno portato a un maggior riconoscimento dalla stampa di settore e dal pubblico. Se abbiniamo queste crescite a quella verticale, quantitativa, che dai 5 milioni di bottiglie degli anni ’90 vede la produzione quadruplicata, superando a fine 2019 i 21 milioni, possiamo parlare di un vero e proprio caso che fa storia.

sorretto da un’acidità viva e tonica, ed è attraversato da una sapidità di matrice minerale che sa conferire intriganti sfumature “salate” al vino. Il Lugana Riserva, introdotto nel disciplinare di produzione con l’ultima modifica del 2011, è la naturale evoluzione della tipologia Superiore: deve invecchiare o affinarsi per almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia, ha toni cromatici più accesi, profumi più evoluti e complessi, con note affumicate di pietra focaia e riflessi balsamici, una mineralità più calda al palato, ma parimenti avvolgente, sapida e persistente. Il Vendemmia Tardiva, ottenuto con una surmaturazione in pianta attraverso una raccolta tardiva delle uve tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, senza ulteriori appassimenti in fruttaio, è un Lugana profondamente diverso. Le uve più ricche e concentrate gli conferiscono un profilo più morbido e denso, ma non eccessivamente dolce, dove il residuo zuccherino viene efficacemente bilanciato dall’acidità sul modello delle Vendange Tardive alsaziane o delle Spätlese tedesche.

Tutto questo nonostante la DOC sia relativamente piccola Sì, la DOC Lugana copre poco più di 2.500 ettari distribuiti su 5 comuni a cavallo fra le provincie di Verona e Brescia, Desenzano del Garda, Lonato del Garda, Pozzolengo, Sirmione e Peschiera del Garda. Il nostro Consorzio vanta una nutrita compagine sociale, con oltre 200 soci e 120 cantine. C’è una bellissima complessità per un territorio così piccolo, ogni produttore riesce ad imprimere la propria nota caratteristica ai vini pur mantenendo un livello qualitativo altissimo. Oggi praticamente tutti i produttori tendono a vinificare in purezza il Lugana DOC esclusivamente con uve turbiana, il vitigno autoctono, che solo in questa zona riesce ad esprimere tale complessità e longevità, versatile sia nelle versioni classiche che in quelle spumantizzate.

Il Direttore Andrea Bottarel

La versione Spumante rappresenta invece, al di là dell’esiguità dei numeri produttivi, una tradizione consolidata nata già sul finire dell’Ottocento. Oggi il Lugana Spumante è prodotto sia con il metodo Charmat o Martinotti (presa di spuma in autoclave) sia con il metodo classico (rifermentazione in bottiglia). Nel primo caso il quadro organolettico è improntato a una maggior semplicità e freschezza, con profumi primari di agrume (cedro in primis) e un perlage più cremoso e generoso, mentre nel secondo il profilo diventa più raffinato e complesso, con un bouquet più elegante e dinamico, e un perlage più aggraziato e “croccante”.

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Dopo questa estate così intensa quali saranno gli impegni promozionali del Consorzio per l’autunno? Con un cauto ottimismo abbiamo voluto programmare una ripartenza intensa, con eventi nazionali ed internazionali, integrando presenza dal vivo e occasioni di promozione digitale. Abbiamo scelto di focalizzarci sul mercato interno e sul centro Europa, non solo per gli evidenti limiti imposti agli spostamenti internazionali, ma per l’effettiva potenzialità che risiede nei mercati di prossimità che hanno dimostrato, negli anni, di avere in alcuni casi una grande fidelizzazione e in altri un potenziale ancora inesplorato a fondo. Dopo i 2 appuntamenti di settembre, saremo protagonisti ancora nel capoluogo lombardo alla Milano Wine Week (3-11 ottobre), eventi inframezzati da sortite in Austria, Germania e Svizzera con masterclass ed eventi dal vivo. Non mancheranno però anche momenti di promozione negli USA, tramite vari canali media e al SommCon di San Diego dall’11 al 13 novembre, un’importantissima conferenza rivolta ai professionisti del vino.

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AzIEnDE ITALIAnE l’impresa di fare impresa

A curA di mArcO mOrElli

LA PIOTTA

L’Oltrepò giovane e assolutamente bio Siamo a Montalto Pavese (Pv), nel cuore dell’Oltrepò, da tempi immemorabili territorio vocato alla coltivazione del Pinot Nero e noto a livello internazionale per la produzione di ottimi spumanti Metodo Classico. Qui nel 1985 nasce, grazie a Luigi Padroggi, l’Azienda Agricola “La Piotta”, dal dialetto “la pietra” di cui il suolo è ricco. Per generazioni la famiglia Padroggi era sempre stata dedita alla coltivazione della vite con produzione di vini della tradizione lombarda, ma con Luigi ha inizio proprio la storia dell’azienda che oggi è guidata con successo e orgoglio dai nipoti Luca ed Enrico. Con una superficie vitata di trenta ettari, La Piotta produce oggi circa novantamila bottiglie fra vini rossi, bianchi, spumanti e passito, in cinque linee di etichette, dalla tradizione alla linea più moderna che incontra gusti un po’ più internazionali, il tutto rigorosamente seguendo le regole dell’agricoltura biologica. Quella biologica è un tipo di agricoltura che ha due obiettivi strettamente connessi: salvaguardare la salute della Terra e nello stesso tempo quella dei suoi abitanti, che dei prodotti agricoli si nutrono. Agricoltura biologica è quindi sinonimo di agricoltura sana e pulita e ciò significa eliminare pesticidi, insetticidi, erbicidi e concimi di sintesi chimica in tutte le fasi di lavorazione, produzione, trasformazione e conservazione del prodotto. Grazie a questa attenzione per la natura, si ottiene

Luca Padroggi

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CON UNA SUPERFICIE VITATA DI TRENTA ETTARI, LA PIOTTA PRODUCE OGGI CIRCA NOVANTAMILA BOTTIGLIE FRA VINI ROSSI, BIANCHI, SPUMANTI E PASSITO, IN CINQUE LINEE DI ETICHETTE

un prodotto genuino, sano e naturale che fa riscoprire i veri profumi e sapori del vino. L’intera superficie dell’Azienda Agricola “La Piotta” della famiglia Padroggi è disciplinata dal regolamento CE 834/2007 e certificata da BIOS, ente di controllo sulle produzioni biologiche autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali. I vini de “La Piotta” contengono valori minimi di solfiti, grazie al fatto che l’uva impiegata per la vinificazione è davvero sana e di qualità. Il risultato è quindi un vino molto fruttato e ricchissimo in aromi. Dal 2015 si è aggiunta anche la certificazione “vegan”. L’azienda è entrata a far parte del nuovo marchio Grandi Vigne, esclusiva di “Iper, La grande I”, che ha aperto la strada a una nuova gamma di vini prodotti con uve da agricoltura biologica. La filosofia di Grandi Vigne, costruita negli anni, etichetta su etichetta andando a caccia di piccole perle enologiche italiane lungo lo Stivale, tra poderi familiari di alta qualità e cantine d’avanguardia, sul filo della tracciabilità e della salvaguardia dei vitigni autoctoni regionali, ha voluto rispondere a quei cultori del vino che lo vivono soprattutto come un alimento, da portare in tavola tutti i giorni, all’insegna della naturalità. Per la famiglia Padroggi è motivo di grande orgoglio essere stati selezionati per entrare a far parte di questo importante progetto. Nel 2013 inoltre “La Piotta” è entrata a far parte della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che ha lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. La FIVI raggruppa viticoltori che soddisfano i seguenti criteri: 1) il vignaiolo coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la propria responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta; 2) il vignaiolo rinuncia all’acquisto dell’uva o del vino a fini commerciali. Comprerà uva soltanto per estreme esigenze di vinificazione, in conformità con le leggi in vigore; 3) il vignaiolo rispetta le norme enologiche della professione, limitando l’uso di additivi inutili e costosi, concentrando la sua attenzione sulla produzione di uve sane che non hanno bisogno del maquillage di cantina. “Per questi motivi – afferma Luca Padroggi - siamo orgogliosi di essere parte di un ente importante che finalmente restituisce all’uva ed al vino il ruolo di protagonisti”.

La forma del territorio dell’Oltrepò Pavese ricorda un triangolo, incuneato fra Piemonte, Liguria ed Emilia. Le sue colline offrono un continuum paesaggistico di grande attrattiva e rappresentano la terza area italiana più estesa per superficie investita quasi completamente a vite e con produzioni prevalentemente a denominazione. La varietà del territorio, la vicinanza del mare e la presenza di fiumi e torrenti influiscono sul clima, mite e temperato, con ottime escursioni tra notte e giorno soprattutto nel periodo estivo. I suoli molto vari sono composti da marne, calcari arenacei e gessi, così come sabbia e argilla. Il territorio dell’Oltrepò è attraversato dal 45° parallelo Nord, il famoso “parallelo del vino” che percorre le zone più vocate alla viticoltura, come il Piemonte, la zona di Bordeaux e l’Oregon. L’età media dei vigneti attualmente presenti nelle vigne de “La Piotta” è di circa trent’anni e ciò permette la produzione di vini bianchi dai profumi intensi e persistenti e di vini rossi corposi e ben strutturati. A testimonianza dell’amore per le tradizioni e il territorio sono ancora esistenti e produttivi nove filari di Pinot Grigio impiantati settant’anni fa e dai quali viene prodotto l’ottimo “Pinot Grigio 1930 vineyards”. L’intero ciclo produttivo, dalla vite alla bottiglia, avviene in azienda ed è personalmente curato dalla famiglia. Il fondatore dell’azienda, nonno Luigi, e successivamente i suoi figli Gabriele e Mario hanno dedicato la loro vita a far nascere e crescere l’azienda nel pieno rispetto del pianeta che ci ospita. Da un po’ di anni è entrata a far parte della gestione de “La Piotta” anche la terza generazione di vignaioli: i giovani Enrico e Luca affiancano infatti i loro padri nella parte tecnica, produttiva e commerciale, sempre sotto l’attenta supervisione di Luigi. La loro volontà è quella di proseguire il percorso iniziato dal nonno, apportando alla cantina nuove idee sia dal punto di vista dell’immagine che della produzione. E’ proprio grazie a Luca ed Enrico che è nata la linea cosiddetta della terza generazione, “89/90”, che prende il nome dagli anni di nascita dei due cugini. Un bianco, un rosso e uno spumante che fondono tradizione e innovazione per venire incontro ai gusti delle nuove generazioni e dare un respiro più internazionale alla produzione, sempre restando attaccati alle proprie radici. Le etichette rappresentano totalmente la storia e l’evoluzione de “La Piotta”, dalla linea base della

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L’ETÀ MEDIA DEI VIGNETI ATTUALMENTE PRESENTI NELLE VIGNE DE “LA PIOTTA” È DI CIRCA TRENT’ANNI E CIÒ PERMETTE LA PRODUZIONE DI VINI BIANCHI DAI PROFUMI INTENSI E PERSISTENTI E DI VINI ROSSI CORPOSI E BEN STRUTTURATI

La dinastia Padroggi al completo: da sinistra Gabriele, Enrico, Luigi, Luca e Mario Padroggi

tradizione che comprende il Pinot Nero, la Bonarda, il Muller Thurgau e il Moscato, alla linea di selezione “Piota” con vitigni storici lombardi come Pinot Grigio, Riesling, Barbera, Croatina e Pinot Nero. Segue la serie degli spumanti con i Metodo Classico Pinot Nero “Talento”, il cruasé “Suspir”, il pas dosé “Nature”, il non filtrato di Riesling Italico “Misunderstanding” e il metodo Charmat Pinot Nero “Mille Bolle”. Come accennato poi c’è la linea “89/90” che comprende il rosso (Barbera e Cabernet Sauvignon), il bianco (Riesling Renano e Chardonnay) e lo spumante Metodo Classcio pas dosé. Per finire l’ultima linea dedicata dai nipoti al nonno è la “Piota Luigi Padroggi” e comprende una gran selezione di “Pinot Nero”, “Riesling” e il “Passito” fatto ancora come una volta con la sgranatura degli acini a mano. Anche per quanto riguarda i nomi dei vini, molti di loro hanno una storia da raccontare: Talento è sem-

Cantine aperte

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pre stato chiamato così perchè prende lo stesso nome dell’associazione Talento, anche se ormai è poco conosciuta; Suspir significa sospiro in dialetto, perchè quando i produttori hanno visto il colore della prima annata prodotta hanno sospirato... ma non di sollievo! Misunderstanding prende invece il nome da un equivoco nato con un importatore che voleva Riesling Renano ma non avendolo specificato, il vino è stato prodotto utilizzando Riesling Italico con un risultato a dir poco eccellente. Ogni membro della famiglia in azienda ha il proprio specifico ruolo, il nonno, che fra poco spengerà 95 candeline, è sempre presente per dispensare consigli, Gabriele segue il lavoro in cantina, Mario ed Enrico si occupano del lavoro nelle vigne e Luca, oltre a dare una mano al papà in cantina, si occupa principalmente della parte commerciale e di comuGruppo Grendi nicazione. Il coraggio e l’intraprendenza del giovane Luca hanno dato all’azienda di famiglia una spinta in più ad emergere in un mondo vinicolo come quello italiano, che offre tantissima qualità e varietà e che soprattutto negli ultimi tempi sta attraversando un momento decisamente difficile. Sono molti i progetti che hanno preso il via negli ultimi anni grazie alle idee di Luca, ultimo solo in ordine cronologico la nascita della linea “2 calici”, un bianco e un rosso in una bottiglia da 50 cl che ha già riscosso un enorme successo. Un formato easy da condividere in un veloce pasto al ristorante o per un’ottima cena “take away”, facile da trasportare e dal prezzo più contenuto della tradizionale 75 cl, che molto spesso non si riesce a finire con spreco di prodotto e di denaro. Due vini da vitigni locali,

freschi, di pronta beva e con moderato contenuto alcolico (12.5% vol.) Un formato quindi alternativo che può permettere di essere abbinato anche a dei menù da asporto e soprattutto fruibile da una clientela più ampia. A chi gli chiede cosa gli piaccia del suo lavoro e quali siano gli obiettivi dei prossimi anni Luca risponde “Il contatto con la natura, ma allo stesso tempo il rapporto con il consumatore finale, due mondi completamente opposti, ma che allo stesso tempo ti aiutano ad andare avanti. Il consumatore di oggi è sempre più esigente e il modo di lavorare la terra è in continua evoluzione con ritmi sempre più frenetici e tempi più ristretti, è qui che entra in gioco la natura che ti dona pace e tranquillità, con i suoi colori e i suoi profumi. Senza dimenticare che la cosa che davvero mi lega di più al mondo del lavoro sono le sfide e le sorprese che ogni giorno il vino ti regala con le sue mille evoluzioni e sfaccettature”. “Visto il successo che i nostri vini stanno avendo negli ultimi tempi – continua Luca Padroggi - uno degli obiettivi principali è ampliare la nostra rete commerciale sia in Italia che all’estero e sicuramente incrementare la nostra produzione, anche se non di molto. Preferiamo rimanere una realtà medio-piccola in modo da riuscire a gestire tutta la filiera dalla vigna alla bottiglia, direttamente nella nostra azienda, in famiglia come da sempre. Stiamo già lavorando a nuove strategie nel campo del packaging e della comunicazione perché ritengo che nel mondo del vino, soprattutto in un paese con elevata offerta vitivinicola come l’Italia, sia fondamentale lavorare oltre che sulla qualità, da sempre il nostro punto forte, anche sull’immagine sia delle bottiglie che dell’azienda in generale, per attirare l’attenzione dei consumatori giustamente sempre più esigenti. In questa direzione abbiamo lavorato molto sulle tecniche di stampa utilizzando braille, soft touch e lamine a caldo”. Negli anni non sono mancati i riconoscimenti per i vini “La Piotta”, dall’Oro dell’International Wine Contest, al premio Rosa d’oro nella guida Viniplus 2020 di AIS al The Wine Hunter Award del Merano Wine Festival. Il riconoscimento maggiore però viene dal continuo aumento dei consensi che i vini e gli spumanti prodotti dalla famiglia Padroggi ottengono giorno dopo giorno, soprattutto fra i giovani, sempre più attenti ed esigenti. Un largo consenso sta crescendo anche all’estero, al momento l’export è concentrato particolarmente su Regno Unito e Stati Uniti ma ci sono previsioni di estensione anche ad altri mercati a breve. Le porte della cantina sono sempre aperte a chiunque voglia visitarla e degustare i vini e gli spumanti bio della famiglia Padroggi, basta prendere un appuntamento telefonando allo 0383. 870178. Su prenotazione è anche possibile degustare salumi e prodotti tipici locali accuratamente selezionati e presso l’azienda inoltre è offerta ospitalità gratuita anche ai camper fornendo acqua e luce, e a circa un chilometro si trova un’area camper attrezzata. www.padroggilapiotta.it

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CANTINE GORI Un sogno diventato realtà Dall’amore per la propria terra e dalla volontà di valorizzarla preservandone le caratteristiche che la rendono unica e speciale, nasce il sogno di Giampiero Gori: fondare un’azienda vitivinicola in grado di unire innovazione e tradizione, mettendo al primo posto la qualità e il rispetto per l’ambiente che la circonda. Siamo a Nimis, estremo lembo dei Colli Orientali del Friuli, zona da sempre votata alla produzione di vino grazie alla particolare conformazione del territorio, con le montagne che lo difendono dai venti freddi del Nord e la vicinanza della pianura che favorisce le escursioni termiche notturne, essenziali per lo sviluppo degli aromi dell’uva. Il sogno si è concretizzato nel 2009 quando, dopo un attento studio delle caratteristiche del territorio e della sua storia enologica e climatica, volto a esaltare le peculiarità dei singoli vitigni, vengono messi a dimora i primi vigneti che attualmente si estendono per 18 ettari lungo dolci colline. Un sogno nel rispetto della sostenibilità Oggi la cantina Gori produce tra le 50 e le 60mila bottiglie, con una resa di 50 quintali per ettaro, una scelta precisa che privilegia la qualità e rende il prodotto iconico. Massima cura e attenzione sono infatti dedicate a tutte le fasi di lavorazione, come la raccolta, che viene eseguita manualmente in cassette da 20kg e la selezione delle uve, effettuata con soffice diraspatura sul tavolo di cernita. Un vino di eccellenza che nasce in armonia e nel rispetto dell’ambiente. Fin da principio l’azienda non ha mai utilizzato erbicidi e ha effettuato solo trattamenti a base di rame e zolfo, e il 2019 è stato l’anno della prima vendemmia cer-

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UN PRODOTTO DI ECCELLENZA CHE RACCONTA DEL TERRITORIO DA CUI PROVIENE, IL FRIULI VENEZIA GIULIA, DELLA SUA STORIA E DELLE SUE TRADIZIONI

tificata biologica. Nello stesso periodo, quasi a festeggiare questo traguardo, ha visto la luce dopo un affinamento di 36 mesi sui lieviti, lo Spumante Metodo Classico Magnificat, blend a base di uve Pinot nero e Chardonnay il cui nome è stato scelto per raccontarne l’eccellenza ed esprimere al contempo la soddisfazione per il risultato ottenuto. Magnificat, esclusivamente nella bottiglia magnum, è uno dei protagonisti della realtà Gori: uno spumante Dosaggio Zero dal residuo zuccherino minimo, un gusto secco, elegante e naturale, sempre più apprezzato, ideale per accompagnare grandi occasioni e rendere speciali momenti conviviali. I vini Gori sono il risultato di tanto impegno unito a una straordinaria competenza riconosciuta da guide autorevoli come Gambero Rosso, Luca Maroni, Veronelli, Slow Food che decretano un livello qualitativo consolidato dell’intera gamma. Il Friulano è il biglietto da visita dei vini autoctoni friulani, è il più amato e popolare, esportato e ri-

conosciuto per la buona qualità in tutto il mondo. Chardonnay e Sauvignon, vitigni internazionali, qui trovano le caratteristiche climatiche ottimali, che vanno ad esaltare la loro potenzialità, sia a livello aromatico che di piacevolezza al palato. Le frequenti escursioni termiche tra il giorno e la notte, e il terreno fresco e asciutto sono elementi fondamentali per caratterizzare le peculiarità delle uve. Anche la Ribolla Gialla, uva autoctona di lunga tradizione, trova nelle colline di Nimis la sua collocazione ottimale. Elegante, complesso, austero e di piacevolezza unica: è il Pinot nero. Nasce da una lunga analisi del territorio e del suo microclima. Una combinazione perfetta per ottenere da un’uva così nobile, ma purtroppo per anni dimenticata, un vino di classe che rispecchia eleganza e grande potenzialità, e che trova abbinamento con il cibo a 360 gradi. E’ il vino che più caratterizza Giampiero: volontà, tenacia, caparbietà e voglia di ottenere il meglio. Il Refosco dal Peduncolo Rosso è nato in queste terre, per cui trova esaltazione nella sua terra madre. Il Merlot è un vitigno di origine francese ma da secoli parte della cultura enogastronomica friulana. L’ampio e docile Schioppettino, coltivato solo in alcune zone della Regione, è un’autentica sorpresa ed esplosione di sentori speziati e di freschezza. Fiore all’occhiello della produzione friulana è il Ramandolo, primo vino a DOCG in Friuli, la cui

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L’AREA DI DEGUSTAZIONE ACCOGLIE I VISITATORI CON UN DESIGN CONTEMPORANEO E LA GRANDE VETRATA CHE SI AFFACCIA SUI VIGNETI

prime locali, porta alla scoperta di cultura, tradizioni, eccellenze.

produzione è limitata ad una ristretta zona del comune di Nimis. Un angolo di eccellenza che dà vita ad un vino di eleganza femminile, suadente, affascinante, capace di donare sensazioni uniche legate all’appassimento delle sue uve per oltre due mesi. Capace di accompagnare foie gras, formaggi di media stagionatura e dolci leggermente speziati. La cantina è anche uno straordinario esempio di architettura integrata nel paesaggio. Sviluppata su tre livelli, è stata ideata nel rispetto della tradizione; dotata di tutte le moderne attrezzature, la sua costruzione è ispirata ai vecchi principi per una corretta vinificazione ed affinamento dei vini. Il livello di mezzo ospita i contenitori in acciaio inox e al piano inferiore, scavato all’interno della collina, trovano collocazione ottimale le botti in legno che aiutano i vini rossi nella loro fase di maturazione, rispettandone le tipicità e il gusto. Inoltre l’uso della refrigerazione permette di ottenere fermentazioni lunghe e non tumultuose: il vino in questo modo trattiene gli aromi e i profumi che l’uva ha ottenuto durante la maturazione, rendendo superfluo l’utilizzo di prodotti chimici. L’area di degustazione è perfetta per accogliere i visitatori con il suo design contemporaneo e la grande vetrata che si affaccia sui vigneti e che permette di illuminare l’ambiente con toni caldi e avvolgenti. Un luogo dove vivere una vera e propria esperienza, un viaggio che, attraverso i vini e le ricette che interpretano al meglio le materie

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Creatività e ingegno La creatività e l’ingegno delle Cantine Gori si sono espressi anche con un pizzico di originalità attraverso il brand HermesBotanica che ha presentato Il Vermut in tre differenti varietà: Bianco, Cannabis e Rosso. Una vera e propria esplosione di gusto e fragranza che deriva da uve preziose e armoniose e soprattutto uniche, che hanno dato vita non al solito vermouth, ma al Vermut, il migliore, imperdibile per arricchire cocktail e creare aperitivi indimenticabili, un vero e proprio classico irrinunciabile per tutti gli appassionati di mixology, che fa tendenza dal 1786 (quando venne inventato a Torino da Antonio Benedetto Carpano)! Il Vermut Bianco rappresenta la tradizione, unico

e classico allo stesso tempo. E’ il risultato dell’incontro tra Ribolla Gialla e Friulano, impreziosito da spezie e erbe aromatiche (tra cui artemisia, genziana, cannella, angelica seme, cardamomo, angelica radice, arancio amaro, camomilla , rabarbaro). Dal colore giallo carico e il gusto pieno e moderatamente amaro. Il Vermut Cannabis è invece una sfida, la rivoluzione di una ricetta unica e semplice, un mix di sapori molto diversi ma che si armonizzano in modo complementare. Dal colore giallo carico con sfumature verdastre e il sapore piacevolmente amaro conferito dalla selezione di 25 erbe (tra cui artemisia, estratto di semi di cannabis sativa, zenzero, limone, imperatoria, curcuma, china, cannella, angelica radice, arancio dolce). Particolare è il Vermut Rosso, un incontro tra il vino Ramandolo DOCG di uva bianca appassita delle terre di Ramandolo, con il suo gusto pregevole e amabile tipico delle antiche vigne della collina friulana, e spezie e aromi particolari. Caratterizzato da un colore ambrato carico e da un sentore mielato con parvenze di frutta secca e legno, e un sapore moderatamente amaro dato dalla miscela di erbe aromatiche (tra cui assenzio gentile, china, cannella, genziana, rabarbaro, arancio amaro, arancio dolce, santoreggia, salvia sclarea e origano). Ecco infine l’ultimo nato della famiglia, AMARO, un dualismo perfetto di sentori, quelli tipici delle Alpi e quelli caratteristici del Mediterraneo. Così da questo incontro di aromi tutto particolare, non poteva che nascere un prodotto tutto particolare: l’erba iva balsamica, o Achillea Moscata, che cresce sulle Alpi tra i 1400 e i 3000 metri in luoghi soleggiati (ma resiste anche a temperature fino a -23°), viene accompagnata in un insolito mix con il fresco agrumato della scorza di mandarino e la forza di entrambi gli ingredienti viene trascinata nel trionfo più assoluto dell’infusione nella grappa friulana. Il risultato non poteva che essere sorprendente come lo è il gusto inconfondibile di AMARO nel quale ritroviamo anche leggere note di genziana, rabarbaro, timo serpillo, piantaggine e quassia amara. Dal colore giallo carico quasi marrone, e il gusto moderatamente amaro ma persistente, è un prodotto versatile che può essere servito a temperatura ambiente, freddo, con o senza ghiaccio. Può essere usato anche come base per cocktail ed è ottimo per ottenere gradevoli punch caldi. Per una degustazione classica in un bicchiere Old Fashioned, AMARO con due cubetti di ghiaccio e una fettina d’arancio è davvero imperdibile! Cantine Gori Via G.B. Gori, 14 33045 Nimis (UD) www.goriagricola.com

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GUSTO & C.

Chimole

Baho

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A cURA DI DI M.T. SAN jUAN

IL FONDALE DEL GARDA CUSTODE DELLO SPUMANTE BREZZA

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n evento unico nella storia del Lago di Garda. La mattina del 27 giugno, 1.216 bottiglie di quello che diventerà il Brezza Riva Riserva Blanc de Blancs (TrentoDOC Spumante Metodo Classico) sono state collocate a 38 metri di profondità, dove riposeranno nel fondale del lago per dodici mesi. Una operazione spettacolare, quella effettuata da Cantina Riva del Garda, che permetterà alle prestigiose bottiglie di Spumante di proseguire la loro maturazione in condizioni di temperatura, pressione e luce del tutto particolari.

Lo Spumante che riposa nel profondo del Lago “A queste profondità, con una temperatura costante che oscilla in modo lento tra i 9 e i 13 gradi, in assenza di luce e rumori, le 1.216 bottiglie di Spumante Brezza Riva Riserva troveranno le migliori condizioni per una lenta e incessante maturazione”, spiega Furio Battelini, enologo di Cantina Riva del Garda. Un processo di vinificazione iniziato con la pressatura soffice delle uve e solo il primo 55% della Cuvée utilizzata, proseguito un mese fa con il tiraggio e ora con la maturazione nelle profondità del Lago di Garda, a trentotto metri di profondità e sessanta dal porto San Nicolò. Con una spettacolare operazione del Gruppo Sommozzatori di Riva del Garda, coadiuvati dai Vigili del Fuoco Volontari di Riva del Garda (nella foto in alto), è iniziata

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UN EVENTO UNICO. BEN 1.216 BOTTIGLIE DI QUELLO CHE DIVENTERÀ IL “BREZZA RIVA RISERVA BLANC DE BLANCS” SONO STATE COLLOCATE A 38 METRI la fase di maturazione delle bottiglie che rappresenteranno la punta di diamante della produzione di Cantina Riva del Garda. Si tratta di uve Chardonnay che crescono in un prezioso vigneto collocato nell’Alto Tennese e condotto interamente in modo biologico, per una resa che non supera i 40 hl per ettaro. Quindi, ci si aspetta uno spumante con perlage fine e persistente che tra dodici mesi emergerà dal profondo del lago e consumerà la sua ultima fase di maturazione per ulteriori due anni, fino alla commercializzazione come Pas Dosè. “Condizioni uniche per uno Spumante unico” Temperatura costante, pressione superiore a quella atmosferica e il cullare delle correnti per tutto il periodo di permanenza nel fondo del lago sono i tre compagni di viagn. 4 Agosto-Settembre 2020


LE BOTTIGLIE TROVERANNO TEMPERATURA COSTANTE, PRESSIONE SUPERIORE A QUELLA ATMOSFERICA E IL CULLARE DELLE CORRENTI PER TUTTO IL PERIODO gio del Brezza Riva Riserva. Quello che rende unico questo eccezionale esperimento è il fatto che per la prima parte della maturazione sui lieviti, le 1.216 bottiglie potranno letteralmente godere di una più bassa differenza tra pressione del lago e quella che si realizza al loro interno. “A quella profondità c’è sia una minore differenza tra pressione interna alle bottiglie (all’incirca 6 bar) e quella del lago (costante a quasi 5 bar) sia la quasi totale assenza di ossigeno. Queste sono condizioni difficilmente realizzabili in superficie che abbattono decisamente lo scambio gassoso esterno-interno, permettendo una maturazione più lenta”, spiega Battelini. Ma non è tutto. Infatti, il dolce cullare delle correnti che a quelle profondità accarezzano le bottiglie, impedirà che al loro interno,

L’enologo Furio Battelini e il direttore Massimo Fia di Cantina Riva del Gardanologo

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composto da Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Il Merlot Trentino DOC Créa, prende il nome proprio dalle argille nelle quali affondano le radici i vigneti più vocati nel Garda, mentre a Loré trovano posto i vigneti che danno origine allo Chardonnay Trentino Superiore DOC Loré.

nella importante fase di autolisi, si formino depositi e stratificazioni, in particolare dei lieviti, i quali in condizioni normali decadono. Invece, sarà proprio quel cullare perpetuo a mantenere il moto dei sedimenti all’interno delle bottiglie, i quali arricchiranno ancora di più lo spumante di profumi e struttura. In altre parole, sarà la Brezza del Lago e le sue correnti ad occuparsi e prendersi cura delle 1.216 bottiglie, in una situazione impossibile da riprodurre altrimenti.

Al Lago di Garda, una Storia millenaria che sposa la tradizione del vino Da oltre due millenni, l’Alto Garda Trentino è terra ideale per la coltivazione dell’uva. Tradizione che si perde nella notte dei tempi, con il poeta e viticoltore Catullo capace di contagiare l’Imperatore Giulio Cesare e il suo amore per quel vino nato sulle rive del Lago di Garda. È proprio la storia del Benaco - così il lago veniva chiamato al tempo dei Romani - meta di pellegrinaggio di Dante e Goethe, a parlare costantemente di vino e di olio. Una tradizione enologica che si fonde con la Storia, raccolta da Cantina Riva del Garda nel lontano 1926. È la storia di 350 soci conferitori di vino e olio, appassionati della loro terra e degli splendidi prodotti che offre. Quale situazione migliore per un evento eccezionale, quindi, che vuole anche render omaggio al Lago di Garda: terra di confine tra acqua, terra e abbondanza.

Le eccellenze racchiuse nella linea Le Selezioni Cantina Riva del Garda ha concentrato la sua produzione d’eccellenza nella linea Le Selezioni. Il Pinot Nero Biologico di Maso Èlesi rappresenta la punta di diamante de Le Selezioni. Il cru bordolese di Maso Lizzone, invece, cresce nella valle del Sarca dove, appunto, i vigneti formano questo cru

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FOOD

PARMIGIANO REGGIANO nasCe il nUovo shoP on line

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L 2020 è senza dubbio l’anno dello shopping online. Da un recente studio dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano emerge che entro la fine del 2020 il food&grocery crescerà del 55%, raggiungendo 2,5 miliardi di euro, ovvero un miliardo in più rispetto all’anno precedente. In questo contesto, si inserisce la nuova iniziativa del Consorzio del Parmigiano Reggiano che consiste nella creazione di uno spazio online (shop.parmigianoreggiano. com) dove è possibile acquistare il formaggio direttamente dalle mani di chi lo produce. L’obiettivo è quello di aumentare le vendite dirette e di offrire ai 335 caseifici del Consorzio un nuovo strumento di business, in linea con le nuove abitudini di acquisto dei consumatori. “I Caseifici devono avere sempre più accesso al mercato senza mediazioni, non solo attraverso gli spacci aziendali, ma anche con le vendite online, i rapporti diretti con le piccole catene di supermercati e il canale horeca. L’obiettivo è quello di aumentare la quota di vendita diretta – che è ora pari a 390mila forme – fino a raggiungere il 15% della produzione complessiva, vale a dire circa 500mila forme” ha commentato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. una vetrina importante per il Parmigiano Reggiano che nel 2019 ha prodotto 3,7 milioni di forme per 2,6 miliardi di euro giro d’affari al consumo. Il progetto, ideato dal Consorzio e sviluppato da Spotview, si inserisce all’interno di una serie di iniziative volte a promuovere le vendite dirette e lo sviluppo commerciale dei caseifici

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A curA di mArcO mOrElli

VALORIZZARE I CASEIFICI PRODUTTORI, FAVORIRE IL RAPPORTO DIRETTO E RENDERE SEMPLICE L’ESPERIENZA DI ACQUISTO SONO GLI OBIETTIVI DEL NUOVO PROGETTO DI SHOP PROMOSSO DAL CONSORZIO PARMIGIANO REGGIANO

Nicola Bertinelli

e risponde all’esigenza crescente del consumatore di avere un canale online diretto da cui poter acquistare in tutta sicurezza il Parmigiano Reggiano scegliendo tra caseifici, stagionature e biodiversità preferita. La valorizzazione del prodotto e dei caseifici produttori è infatti alla base del progetto e

punto focale nella mission del Consorzio che ha come scopo principale quello di far conoscere il Parmigiano Reggiano e tutelarne l’unicità. Lo Shop sarà infatti anche un portale di contenuti, dove prima dell’acquisto sarà possibile consultare le differenze che rendono unico Parmigiano Reggiano come i cambiamenti che avvengono durante il processo di stagionatura, le particolarità del territorio di produzione che abbraccia dalla pianura alla montagna, le caratteristiche che derivano dall’utilizzo di latte di una determinata razza bovina fino ad arrivare alle certificazioni volontarie. Al fine di promuovere il rapporto diretto e duraturo nel tempo tra consumatore e caseificio, lo Shop offrirà la possibilità di “abbonarsi” alla fornitura periodica di Parmigiano Reggiano: attraverso la funzione “Abbonamento” l’utente potrà selezionare la tipologia e la quantità di prodotto desiderato e la periodicità più idonea alle proprie esigenze e ricevere comodamente a casa l’ordine in automatico senza dover nuovamente effettuare l’ordine. Gli utenti potranno inoltre selezionare il proprio caseificio preferito per accedere ad una navigazione personalizzata: un’esperienza di acquisto su misura che sarà funzionale anche al produttore per fidelizzare i propri clienti. Un link di rimando alla “scheda caseificio” presente sul sito istituzionale parmigianoreggiano.it permetterà agli utenti di prenotare una visita fisica alla produzione, promuovendo così il passaggio dall’esperienza online a quella “fisica” e offline.

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EVENTI

UN MARE DI CHAMPAGNE RACCONTA IL SUO TERRITORIO A curA di mArcO mOrElli

Il poeta Max Jacob aveva ragione quando diceva: «Lo champagne, se si ha tempo per ascoltarlo, fa lo stesso rumore, nella sua schiuma e nelle sue bollicine, del mare sulla sabbia». E non è un caso quindi che sia proprio Alassio, ridente cittadina ligure affacciata sul mare, ad ospitare la nuova edizione di “Un mare di Champagne”, organizzato dal Consorzio Macramé – Dire Fare Mangiare al quale si danno appuntamento i migliori produttori di Champagne anche quest’anno danno appuntamento alla platea di appassionati, esperti, winelovers. Il 20 e il 21 settembre il Diana Grand Hotel di Alassio ospiterà due giorni dedicati alle eccellenze vinicole e ai migliori prodotti del territorio. L’hotel nella sua magnifica Diana Terrace ospiterà il Gala Night, la serata inaugurale. Non mancheranno le Masterclass con degustazioni, tenute da esperti conoscitori dell’Universo Champagne. Fulcro e cuore della manifestazione: le degustazioni degli Champagne ai banchi e delle eccellenze gastronomiche presso l’area food. Un mare di Champagne era in programma domenica 7 e lunedì 8 giugno, sarebbe stata l’ottava edizione, a causa del protrarsi dell’emergenza legata al Covid-19, si è optato per lo slittamento al prossimo 20 e 21 settembre. «Il format è rimasto all’incirca lo stesso fin dalla prima edizione – spiega Barbara Porzio, rappresentate del Consorzio, con il suo racconto - La giornata del lunedì, dalle 12.00 allo 20.00, è un evento B2B rivolto principalmente agli operatori del settore Horeca che in questo contesto trovano una vastissima gamma di Champagne e anche di eccellenze gastronomiche dall’Italia e dal mondo; la Champagne Gala Night è - continua Barbara Porzio - il momento più mondano dell’evento. Aperto a tutti gli appassionati e non, una cena gourmet dove ospitiamo grandi Chef e Chef stellati non solo liguri, dove si bevono gran-

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di Champagne, si balla; insomma una serata all’insegna del divertimento». Questa ottava edizione segna una novità: nel palinsesto trovano spazio le esibizioni di bartender di fama internazionale pronti a raccontare e a far degustare le loro proposte di cocktail pensata proprio partendo da una bottiglia di champagne. E poi non mancheranno i consigli su come servire lo champagne, gli abbinamenti con il food, ma, soprattutto, come conservare in modo ottimale una bottiglia di Champagne. Lo champagne, una location incantevole ed elegante, e da fare da contorno una città splendida: Alassio, la bellissima spiaggia, le vie dello shopping e il centro storico. Immaginiamoci sorseggiando un calice di Champagne contornati dal tramonto sul mare di Alassio. Oggi la città è una meta turistica, soprattutto estiva, per chi desidera rilassarsi con i propri figli in tranquillità e passare le giornate all’ombra del proprio ombrellone in spiaggia. La leggenda narra che il toponimo Alassio derivi dal nome di Adelasia, figlia dell’imperatore Ottone I, fuggita con uno scudiero di nome Aleramo fino a stabilirsi sulle colline di Alaxio, l’odierna Alassio. I vicoli che negli anni ’50 ospitarono tra le tante personalità artistiche anche lo scrittore premio Nobel Ernest Hemingway.

Il giornalista e scrittore statunitense assieme al pittore Mario Berrino idearono una delle opere più celebri della città: Il muretto. Un’opera che raccoglie le firme dei personaggi affermati

IL 20 E 21 SETTEMBRE 2020 ALASSIO OSPITERÀ L’OTTAVA EDIZIONE DELL’EVENTO LIGURE PIÙ IMPORTANTE NEL CAMPO DELLO CHAMPAGNE E HO.RE.CA.

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IL DIANA GRAND HOTEL DI ALASSIO OSPITERÀ DUE GIORNI DEDICATI ALLE ECCELLENZE VINICOLE. NELLA SUA MAGNIFICA DIANA TERRACE OSPITERÀ IL GALA NIGHT, LA SERATA INAUGURALE che sono passati (o passano) in città. Le prime tre piastrelle sottoscritte sono state poste quasi segretamente all’alba del 1953. Ad oggi sono arrivati a contare quasi 1000 piastrelle firmate. Se, invece, si preferisce la compagnia del vento e di un ricorso suggestivo del paesaggio ligure, due passi dove l’orizzonte va quasi a perdersi terminando su uno spuntone di roccia circondato dal mare sono sicuramente la scelta giusta. La Cappella di Punta Santa Croce, o Cappelletta Porto Alassio viene considerato un luogo magico che vale davvero la pena da vedere anche affrontando la scalinata per arrivarci. Nel budello di Alassio, il centro storico, tra i negozi di shopping e i bar si possono visitare la Chiesa di Sant’Ambrogio, eretta nell’XI secolo e ricreata nel XVII secolo, riconosciuta per la bellezza del suo interno che contiene eleganti opere di artisti liguri e l’Oratorio della Madonna del Popolo e di Sant’Erasmo costruito grazie alle spese dei pescatori di corallo nel 1614, caratteristico per i ciottoli di mare raffiguranti barche e tonni sul pavimento del portico. Nel territorio alassiano, infine, sono presenti due torri d’avvistamento, tra cui la più celebre è il “Torrione Saraceno” o “Torrione della Coscia”. Fu eretto principalmente per la difesa della costa dalle eventuali e frequenti incursioni dei pirati. Di origine molto più antica, invece, è la Torre di Vegliasco dove il primo proprietario fu Aleramo del Monferrato. Torrione che è raffigurato nello

(Ph. Gianluca Baronchelli)

(Ph. Life in Travel)

stemma cittadino, sulla cui sommità è abbellita da una corona di caditoie. Alassio è una città che offre davvero tanto da visitare e non solo, infatti la città è consociuta anche per le caratteristiche spiagge dalla sabbia grigio-bianca finissima e priva di polvere, che si estendono per circa quattro chilometri congiungendosi con il borgo marinaro della meravigliosa Laigueglia. La particolarità di questa spiaggia bianca e la dolce pendenza dei fondali marini ricorda il paesaggio tropicale.

Un Mare di Champagne conferma quindi, la sua vocazione iniziale, quella di voler raccontare un territorio, insieme ai suoi protagonisti migliori. I ristoratori, le enoteche e tutte quelle attività commerciali che sceglieranno, in qualche modo di vestirsi a festa per l’occasione: «Lo Champagne evoca momenti di festa, di gioia , di allegria; Alassio è meta privilegiata di vacanza, fin da quando gli inglesi (tra i primi e maggiori consumatori di Champagne al mondo) nell’800 ne scoprirono le bellezze naturalistiche e climatiche e ne determinarono la fortuna turistica - conclude Barbara Porzio - Non stento a immaginare che i colti e raffinati turisti inglesi dell’epoca, ben presto diventati a tutti gli effetti cittadini anglo-alassini abbiano dato un certo stimolo al consumo dello Champagne ad Alassio! Si può dunque affermare che Alassio e lo Champagne siano uniti da un antico legame». Per informazioni www.unmaredichampagne.it info@unmaredichampagne.it

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SPORT

FEDERICA PELLEGRINI

Fissare l’asticella sempre più in alto è uno stimolo, ma anche un peso

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ello sport, 31 anni sono un’età quasi veneranda e in molti casi è il crepuscolo di una carriera. Ma Federica Pellegrini (la Divina, come la chiamano gli affezionati ammiratori) lo scorso anno ha mandato all’aria la vecchia retorica aggiudicandosi per la quarta volta la Medaglia d’oro ai Mondiali di nuoto (2009, 2011, 2017,2019), unica italiana nella storia. Ma non è tutto: su quel podio, Federica ci è salita ben otto volte, un altro record imbattuto: otto medaglie per otto edizioni, nessun’altra nuotatrice ha vinto tanto nello stesso stile. Se ciò non bastasse, Federica detiene anche il primato mondiale come miglior tempo nei 200 m (1:52.98) e quello europeo nei 400 m (3:59.15). Dopo l’inattesa vittoria dello scorso anno un cronista sportivo le ha chiesto « Ma come fa? » e la risposta dell’atleta è un esempio di dedizione alla causa: « Mi piace faticare ». È nata per questo, la Divina: per l’acqua, per il cloro, per la competizione, e se le profezie esistono se ne può trovare traccia proprio negli inizi della sua carriera. Il suo esordio avviene nel 2003, a 15 anni nuotando come staffettista della 4 x 100 stile libero ai mondiali di Barcellona. L’anno successivo, nei campionati italiani gareggia in tutte le distanze, e stabilisce in ognuna di

di GiOVANNi cANzANEllA (TrATTO dA rAdici)

SACRIFICI E DISCIPLINA ACCOMPAGNANO IL SUO PERCORSO CORONATO DAL SUCCESSO PIÙ IMPORTANTE: L’ORO OLIMPICO E IL RECORD DEL MONDO NEI 200 METRI STILE LIBERO

queste il nuovo primato nazionale. Arriva poi la prima Olimpiade, Atene 2004, ed è subito medaglia d’argento. Federica Pellegrini ha soltanto 16 anni, ma il vero terremoto avviene alle Olimpiadi seguenti, a Pechino. Federica Pellegrini entra nella vasca e ne esce con una medaglia d’oro, ma non una medaglia qualsiasi: la prima medaglia d’oro italiana nella storia del nuoto olimpico. Record, record, e ancora record. Tra il 2007 ed il 2009, Federica stabilisce undici primati mondiali, tutti nello stile libero. E riconoscimenti. Per Swimming World Magazine, la principale rivista degli appassionati di nuoto, Federica è « Nuotatrice dell’anno » nel 2009 e per tre volte « Nuotatrice europea dell’anno » (2009, 2010 e 2011).

Brava, bravissima. E bella. Negli anni, anche le riviste patinate accendono le luci su Federica, e non sempre per il meglio. In certi momenti, pare che il gossip e la vita privata dell’atleta prendano quasi il sopravvento sui suoi incontestabili successi (e non ne parleremo qui). Ma le chiacchiere presto o tardi spariscono mentre i record invece rimangono, nero su bianco, ed il nome di Federica Pellegrini è ormai scritto a caratteri d’oro nella storia dello sport, indelebile, mentre le pagine delle riviste di gossip marciscono nello stesso sudiciume che hanno contribuito a creare.

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AL GIRO D’ONORE ERO SFINITO E COI CRAMPI. MI SONO BUTTATO SOTTO UN CARTELLONE PUBBLICITARIO, HO ALZATO LA TESTA E HO VISTO QUESTO STADIO PIENO DI BANDIERE ITALIANE. UN’ EMOZIONE CHE NON DIMENTICHERÒ MAI

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SPORT

VALEGGIO SUL MINCIO grande anima bike Friendly

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a Peschiera del Garda a Mantova, dal Mincio all’Adige o immersi nelle campagne dell’entroterra gardesano, Valeggio sul Mincio è un Comune bike friendly. L’amministrazione comunale e la Pro Loco valeggiane hanno debuttato con i video promozionali sulle piste ciclabili per mostrare quanto ancora il territorio abbia da offrire. Un tema, quello che riguarda la mobilità e il turismo eco-sostenibili, molto caro ad amministrazione e Pro Loco e che vede gli addetti ai lavori impegnati da qualche settimana nel progetto di valorizzazione delle piste e dei servizi che residenti e turisti possono scegliere come sana alternativa per i propri spostamenti, non solo di piacere. Valeggio sul Mincio ha una posizione «fortunata» in questo contesto, perché è via di accesso per almeno tre diversi percorsi. «Lavoriamo costantemente sul territorio per poter offrire a tutti, residenti e turisti, privati e commercianti, una buona qualità di vita». spiega il sindaco Alessandro Gardoni. «Crediamo fortemente che fare rete sia una mossa vincente, tra commercianti, tra residenti e anche tra Comuni. Ecco perché all’interno del progetto di rilancio del turismo e di rinascita per il territorio, abbiamo puntato a valorizzare anche le piste ciclabili e le strade secondarie che ben si prestano alla mobilità e al turismo eco-sostenibili. Abbiamo la fortuna di poter godere di panorami unici e per questo puntiamo a farli conoscere a quante più persone possibili. Valeggio sul Mincio ha un’anima bike friendly e una posizione di grande privilegio verso tut-

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A curA di V. cOriNi

DOPO SETTIMANE DI LAVORO CON PROFESSIONISTI E COMMERCIANTI, PRO LOCO E COMUNE HANNO SVELATO UN ALTRO PROGETTO DEDICATO AL TERRITORIALE VALEGGIANO E LA SUA ANIMA BIKE FRIENDLY.

te le attrattive del lago di Garda e delle colline moreniche». Tra tutte le piste ciclabili e ciclopedonali, la più conosciuta e affollata negli anni è la Peschiera-Mantova, che si estende per 43 km; vi è poi l’anello del Custoza che copre l’intera rete per circa 145 km, è un tragitto in condi-

visione con altri veicoli trattandosi di strade secondarie a bassa percorrenza che danno modo di godere dei paesaggi del magnifico entroterra collinare tra Valeggio, Santa Lucia, Custoza e Sommacampagna. Insieme a queste, nella conta delle possibili vie percorribili sulle due ruote, c’è la ciclabile delle Risorgive Mincio-Adige, che si estende per 35 km. Oltre alle strade da percorrere, Valeggio è ben fornita anche sotto l’aspetto dei noleggi: ce ne sono due sul territorio oltre ad alcune strutture ricettive che offrono questa possibilità ai loro clienti. Altre realtà commerciali offrono punti sosta dedicati, uscite guidate mentre non manca anche un negozio dedicato a ricambi e riparazioni. «Crediamo che uno degli obiettivi principali da perseguire sia quello di cercare di promuovere maggiormente l’integrazione con la zona ovest dell’alto mantovano, individuando dei percorsi che colleghino Valeggio e Borghetto a Castellaro Lagusello, Cavriana e Volta Mantovana» prosegue Gian Luca Morandini, presidente della Pro Loco valeggiana. «Relativamente al cosiddetto “bike friendly” direi che quanto a ciclabili e lunghezza delle stesse il nostro territorio è ben fornito, oltretutto la E6 (ciclabile del Mincio) si collega con la “Ciclovia del sole”, Capo Nord-Malta, mentre quella delle Risorgive ti porta fino all’Adige a sud di Verona e da qui puoi, lungo l’Adige, riprendere la E7». La Pro Loco attualmente sta lavorando per arricchire la sezione del sito web dedicata alle ciclabili anche con i video che avranno lo scopo sia di promuovere sia di mostrare al potenziale visitatore lo sviluppo dei percorsi stessi. Non mancano mappe e cartine estremamente apprezzate dal turista. Lo scorso anno le prime stampe sono state realizzate cercando di riassumere percorsi e servizi presenti sul territorio comunale. Le prossime ristampe verranno arricchite con le eventuali nuove attività e possibilità che si potranno offrire agli amanti di biciclette e passeggiate.

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NoN caNcellare la tua vacaNza. cambia le date! Salviamo il turiSmo iNSieme. #NoNcaNcellaremodifica #SalvaturiSmo Come destinazione turistica anche noi ci siamo uniti al movimento globale #salvaturismo. Questo messaggio non è diretto solo a coloro che volevano visitare la nostra bellissima Città di Krk, ma anche a tutti quelli a cui piani di viaggio sono stati cambiati a causa della pandemia. Insieme possiamo superare ogni ostacolo.

Abbiate cura di voi stessi! n. 3 Giugno-Luglio 2013

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ECONOMIA E LAVORO

RECOVERY FUND TERRITORIO SIA UNITO “La nascita del Recovery Fund è un grande risultato per l’Europa e l’Italia, ma la fase critica arriva adesso”. Il presidente di Confindustria Mantova, Edgardo Bianchi, plaude al piano europeo per la ripresa da 750 miliardi, di cui all’Italia spetterebbero 208,8 miliardi, di cui 81,4 di sovvenzioni e 127,4 prestiti. “Il 70% delle sovvenzioni dovrà essere impegnato nel 2021-2022, il resto entro il 2023. Gli Stati devono presentare piani contenenti riforme e investimenti; la Commissione li valuterà, anche in base alle sue raccomandazioni. Per questo motivo è tempo di predisporre al più presto piani di impiego delle risorse che siano seri e credibili, volti al rilancio dell’economia, dell’impresa e del lavoro”. La partita si giocherà a livello governativo, ma Confindustria è pronta a difendere la necessità di investimenti, principalmente infrastrutturali, ed a contrastare l’aumento della spesa pubblica corrente: “I soldi a pioggia non servono, perché se non si costruisce una ripresa forte mancherà anche la fiducia, e quin-

di la ripartenza dei consumi e del mercato interno. Molto meglio spendere per ammodernare il Paese, mettendo in sicurezza i territori e realizzando infrastrutture nuove che permettano alle imprese di competere con il mondo. Cito due esempi su tutti, il costo per l’approvvigionamento dell’energia è il più alto d’Europa, e una parte importante del territorio non è ancora connessa con la banda internet ad alta velocità. Se penso a Mantova, ricordo che abbiamo un gap storico in termini infrastrutturali nei collegamenti con le province limitrofe, e addirittura anche all’interno della stessa provincia, a causa dei problemi strutturali ai ponti. A questo proposito lancio un appello a tutti gli stakeholder del territorio, dobbiamo mostrarci compatti ed esercitare pressioni nei confronti di Regione e Stato nel chiedere che vengano realizzate le opere di cui il territorio necessita. E’ un’occasione storica, non possiamo perderla”. Da vent’anni non cresciamo. Dai dati emerge che

SMART WORKING E DIGITALIZZAZIONE

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già prima del Covid le Pmi stavano arrancando. Servono politiche efficienti per ripartire, diminuendo anche il peso della burocrazia. Ora è in corso una riprogrammazione delle risorse Ue, ma bisogna guardare oltre l’emergenza. L’accordo sul Recovery Fund per l’Italia è fondamentale, sta ora alle nostre istituzioni cogliere questa opportunità. Dobbiamo lavorare insieme, governo, istituzioni pubblica amministrazione, parti sociali.

BACHECA VIRTUALE COVID

UN IMPORTANTE AIUTO ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE Arriva un importante aiuto all’internazionalizzazione per le aziende, che può essere di forte impatto in un territorio ad alta vocazione al commercio con l’estero come quello mantovano. Simest, che insieme a Sace, fa parte del polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti. I decreti di aprile e maggio hanno introdotto la possibilità, dal 16 giugno, di ottenere sui finanziamenti un contributo a fondo perduto fino a 100 mila euro, pari al 40% del finanziamento agevolato deliberato su una serie di attività, quali lo sviluppo di e-commerce, la partecipazione a fiere e missioni internazionali, studi di fattibilità, patrimonializzazione delle aziende esportatrici, e diverse altre. Su una richiesta di finanziamento di 250 mila euro, si

Edgardo Bianchi

possono avere 150 mila di finanziamento e 100 mila di fondo perduto. “E’ poi da tenere in considerazione – spiega Fabio Binaschi, funzionario di Confindustria Mantova - che tutti i finanziamenti Simest non vanno in Centrale Rischi e quindi non vanno a intaccare i castelletti con le banche”. Confindustria Mantova è a disposizione per aiutare le aziende ad aderire al bando, scrivendo alla mail binaschi@assind.mn.it

L’industria mantovana prosegue la sua corsa verso la digitalizzazione, ma la strada da percorrere è ancora lunga. E’ questo il quadro emerso dal webinar dedicato a digitalizzazione e smart working organizzato da Confindustria Mantova insieme al CNCT (comitato nazionale di coordinamento territoriale). “La struttura produttiva di Mantova è particolarmente declinata verso l’industria (rappresenta il 36% del valore aggiunto) il che in diversi casi rende complicato passare al lavoro da remoto. Il 40% degli addetti è occupato nella manifattura con un livello ancora limitato di automazione per non parlare dei 50.000 operai nell’industria, che oggi lavorano in linee di produzioni a basso contenuto tecnologico” ha spiegato Paolo Arisi, presidente della sezione servizi di Confindustria Mantova. “Anche la dimensione media delle imprese non gioca a favore (82% sono piccole) e questo di solito è associato a meno investimenti in tecnologie che consentono di restare produttivi a casa. Nonostante questo contesto, circa un terzo delle imprese mantovane ha introdotto forme innovative di organizzazione del lavoro compreso l’utilizzo del personale a distanza”. Margherita Avigni, membro mantovano nel consiglio del CNCT, ha spiegato come il cambio di passo sia anche culturale: “Oggi le aziende devono trasformarsi, per farlo occorre il supporto di professionisti nell’ambito delle tecnologie digitali. Non è possibile chiudersi nel passato. Siamo di fronte ad un nuovo Umanesimo digitale, dietro alle infrastrutture ed all’artificialità deve esserci sempre l’uomo”.

Confindustria Mantova mette a disposizione delle sole imprese associate una “bacheca virtuale” ove le aziende aderenti possono segnalare le loro richieste di dispositivi di protezione anti-contagio o le offerte di tali materiali. L’iniziativa è partita grazie alla collaborazione con Confindustria Vicenza, che ha realizzato la piattaforma. Dalle mascherine ai termoscanner, dalle tute per rischio biologico ai prodotti igienizzanti, sul portale le aziende possono trovare, ed offrire, tutti i prodotti necessari a rispettare i protocolli di sicurezza. “Ricordiamo tutti la difficoltà di reperimento di questi materiali durante il lockdown - commenta il vice presidente di Confindustria Mantova Giorgio Luitprandi – quindi creare una rete di imprese per le imprese ci è sembrato un servizio utile, oltre che una precauzione nel malaugurato caso di una forte ripresa della pandemia. Inoltre il portale si presta ad essere utilizzato in qualsiasi situazione emergenziale che si presenti in futuro”. Le eventuali trattative e rapporti commerciali, pertanto, si instaurano direttamente tra imprese richiedenti ed offerenti, con esclusione di qualsiasi intervento e responsabilità delle due associazioni di categoria: “Si tratta di un’attività svolta per finalità assistenza alle imprese – precisa ancora Luitprandi - quindi gratuita per tutte le aziende associate, rimanendo esclusa qualsiasi attività commerciale o di intermediazione da parte di Confindustria Vicenza e Confindustria Mantova”. Sempre in materia di dispositivi di protezione, Confindustria insieme ad Assosistema ha pubblicato un vademecum per verificarne la conformità. Il portale e le informazioni per aderire, come tutte le notizie e gli aggiornamenti in materia di Covid-19 sono sul sito www.assind.mn.it

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ECONOMIA E LAVORO

LA CRISI È UNA STRAORDINARIA OPPORTUNITÀ PER RIFORMARE E INNOVARE IL PAESE

Urgenti la riduzione della pressione fiscale, della burocrazia, il taglio del cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro Presidente Montanari, la crisi che stiamo vivendo ha assunto una dimensione epocale e drammatica. Qual è oggi la situazione? Le rispondo con un dato: secondo le previsioni più aggiornate e attendibili, quest’anno il Pil italiano registrerà un crollo verticale che oscilla tra un -8% e un -9%. Parallelamente al Pil, si evidenzia anche una drastica riduzione dei consumi, con picchi nella filiera turistica, nei trasporti e in importanti sezioni del commercio non alimentare. Qualche esempio: in occasione dei saldi estivi quest’anno ogni famiglia ha speso o spenderà oltre il 40% in meno per l’acquisto di capi scontati, mentre meno di un italiano su due (il 46%, -20% rispetto allo scorso anno) è andato o andrà in vacanza. Per molti segmenti il recupero è modesto e denso di incognite sul futuro prossimo, come nel caso della domanda di autovetture, dei consumi presso bar e ristoranti, dei trasporti e di tutta l’area legata al turismo ed allo svolgimento di attività d’intrattenimento. Stimiamo che nei settori più colpiti un’azienda su tre (complessivamente 270mila imprese) sia a rischio chiusura definitiva con ripercussioni drammatiche sull’occupazione. Questo il quadro attuale. Cosa chiedete per l’immediato futuro? E’ fondamentale che il Governo intervenga urgentemente per rilanciare la domanda interna, partendo dalla riduzione delle aliquote iva e dalla detassazione sul lavoro, in modo da restituire capacità di spesa alle famiglie. Questo solo per iniziare. Perché questa crisi è anche una straordinaria opportunità, guai a non coglierla, per riformare e innovare il Paese. In che senso? Va stilata un’agenda delle riforme fondamentali con un cronoprogramma serrato. Ecco le nostre priorità: riduzione della pressione fiscale, collegata ad una più ampia riforma fiscale; riduzione della burocrazia, quella tassa occulta che costa ad ogni piccola e media impresa 8mila euro l’anno, per un totale di 33 miliardi; taglio del cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro. Ma serve anche un coraggioso intervento di spending review che elimini la spesa pubblica improduttiva e gli sprechi, liberando risorse preziose. Bisogna spingere sugli investimenti in settori chiave, in conoscenza, ricerca, digitalizzazione, infrastrutture, ambiente. Lei è presidente di Confcommercio Mantova da 17 anni e recentemente è stato rieletto nel Consiglio nazio-

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Il presidente della Confcommercio Mantova Ercole Montanari

nale della Confederazione. In questo particolare momento, che significato e che valore ha la rappresentanza d’impresa? Altissimo. Posso dire che questa emergenza ha fatto riscoprire l’importanza dei cosiddetti corpi intermedi, il cui ruolo è stato messo in discussione in tempi recenti, come insostituibili piattaforme di intermediazione tra istituzioni e imprese. L’abbiamo vissuto concretamente e quotidianamente in questi mesi di emergenza, quando moltissimi imprenditori disorientati dalla situazione e da disposizioni spesso contradditorie e nebulose, si sono rivolti all’associazione per avere una guida, un orientamento, un interlocutore che rappresentasse con

forza le loro istanze e necessità ai tavoli istituzionali. Sta emergendo un nuovo modello di rappresentanza, focalizzato sulla necessità di fare squadra e affrontare insieme emergenze e la nuova normalità, che è già qui.

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ECONOMIA E LAVORO

SERVE UNA MAGGIORE ATTENZIONE ALLE ESIGENZE E ALLE RICHIESTE DELLE IMPRESE Un provvedimento sulla carta può essere il migliore del mondo ma poi in fase di applicazione magari non funziona “Ascoltare le aziende è fondamentale perché un conto sono le statistiche e le previsioni, altra cosa invece quello che davvero succede sul campo” sottolinea Elisa Govi, presidente di Apindustria Confimi Mantova in un’intervista a tutto campo su imprese, credito e prospettive per il futuro. Come avete fatto a raccogliere le opinioni e i punti di vista degli imprenditori? Gli abbiamo fatto delle domande precise e li abbiamo ascoltati tutte le volte che hanno contattato l’associazione per segnalare problemi o anche solo per raccontarci le loro esperienze. Siamo partiti ad esempio da una indagine sul credito perché ci interessava capire come erano stati i rapporti con le Banche durante questo periodo, sia quello della quarantena, sia quello attuale. Le certezze sono poche e le previsioni difficili. Gli imprenditori non si sono fatti pregare e hanno risposto Quali sono stati i risultati? Abbiamo avuto conferme e qualche sorpresa. L’indagine era strutturata con 5 domande chiare e sintetiche per consentire una lettura corretta del rapporto banca-impresa. Le risposte hanno confermato che il sistema di agevolazioni creato per sostenere le PMI è fortemente “banca-centrico”. Hanno risposto quasi un centinaio di aziende, con una prevalenza del mondo corporate sul retail. Sono stati interessanti soprattutto i risultati con riferimento agli strumenti utilizzati per gestire le difficoltà del credito: il 20% circa non ha sfruttato gli strumenti COVID ma si è organizzato con strumenti di finanza ordinaria, il 10% non ha sfruttato finanza bancaria, il restante 70% delle aziende ha utilizzato gli strumenti COVID sia sfruttando la moratoria sia con garanzia Fondo Centrale di Garanzia. I veri problemi arriveranno però a settembre se non si riesce a rimettere davvero in moto l’economia. Ha parlato anche di sorprese: in senso negativo o in senso positivo? Io direi in senso positivo visto che la maggior parte delle aziende ha sottolineato come la soddisfazione nel rapporto con la Banca sia strettamente legata all’istituto di credito e al referente. Pochissime si sono dichiarate totalmente insoddisfatte. Il che vuol dire che la differenza la fanno ancora le persone e soprattutto la competenza e la professionalità dei funzionari di banca e ovviamente anche di noi imprenditori. Il dialogo funziona se si parla lo stesso linguaggio, altrimenti è un confronto sterile.

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Il presidente di Apindustria Mantova Elisa Govi

Cosa state mettendo in campo per essere di supporto alle imprese? Stiamo lanciando una serie di attività formative e di sportelli dedicati specificatamente agli imprenditori e ai loro collaboratori. Il covid ci ha imposto la formazione a distanza e noi abbiamo subito colto l’occasione per trasformare il programma di corsi in una sorta di palinsesto televisivo con canali tematici e a disposizione delle aziende quando e dove era meglio per loro. Questa proposta ha avuto un enorme successo e oggi che siamo tornati in aula e la sede di Apindustria è tornata ad accogliere docenti e partecipanti non vogliamo tornare al passato. Proporremo una formazione ibrida, in presenza e on-line sfruttando i punti di forza di entrambi i sistemi. E’ come avere una banca dati di possibili soluzioni da consultare quando se ne ha la necessità.

Come avete gestito i rapporti con le istituzioni e le banche? Abbiamo organizzato incontri a livello ministeriale come con il viceministro dell’economia Antonio Misiani perché è importante spiegare concretamente quali sono i problemi per trovare le soluzioni migliori. La politica spesso sceglie le risposte migliori per il loro elettorato: un provvedimento che sulla carta funziona può non resistere alla prova dei fatti. Abbiamo scelto la via del confronto anche con le banche incontrando tutte quelle del territorio per fare il punto sul presente e soprattutto per costruire insieme una strategia per il futuro. Noi imprenditori ci mettiamo tutto il nostro entusiasmo e la nostra passione ma serve coerenza tra imprese, territorio e istituzioni: da soli non si va da nessuna parte.

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ECONOMIA E LAVORO

IN SOLI TRE ANNI HANNO CHIUSO I BATTENTI 816 IMPRESE ARTIGIANE NEL MANTOVANO Artigiani tartassati e abbandonati da tutti. La politica, le istituzioni se ne strafottono dei 5 milioni di lavoratori autonomi, massacrati da mesi di chiusura del lockdown – sottolinea il portavoce della CNA, Franco Bruno – alle prese con ben 250 scadenze fiscali, la maggior parte delle quali a carico di categorie di lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, che stanno attraversando una situazione economica drammatica, segnata da mesi di chiusura del lockdown con la conseguenza di mancati introiti e costi fissi di esercizio alle stelle da pagare Nel secondo trimestre 2020 l’artigianato mantovano conta 11.099 imprese a fronte delle 11.915 della fine del 2017. Vale a dire che nell’arco di tre anni - continua Bruno - hanno chiuso i battenti 816 imprese artigiane. Una erosione continua della base artigiana mantovana - aggiunge Bruno - che si trascina da diversi anni e che impoverisce il tessuto produttivo ed occupazionale del territorio a prescindere che l’artigianato mantovano rappresenta un terzo

SPLIT PAYMENT, DANNI FINANZIARI INGENTI Nonostante i dati del MEF confermino che l’introduzione dell’obbligo della fattura elettronica ha sostenuto il gettito Iva nel 2019, l’Italia ha chiesto e ottenuto dalla Commisione Commissione l’autorizzazione a prorogare lo split payment di altri due anni fino a giugno 2023. Il Governo aveva riconosciuto, anche Elisa nel Documento di Rodighiero Economia e Finanza per il 2020, che grazie al contributo della fatturazione elettronica il gettito IVA sugli scambi interni era cresciuto di 3,6 miliardi segnando un incremento del 3,0% rispetto all’anno 2018. Era ragionevole attendersi finalmente l’abrogazione dello split payment, del reverse charge e della ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per lavori edili, dal momento che la fatturazione elettronica aveva già dato prova di realizzare un efficace contrasto all’evasione Iva. I danni finanziari provocati alle imprese – sottolinea il Direttore della CNA, Elisa Rodighiero– dalla proroga sono e saranno ingenti. L’Iva relativa alle operazioni di split payment ammonta infatti a 12 miliardi che determinano l’impossibilità di compensazione con la corrispondente Iva pagata ai fornitori: 12 miliardi che rimangono nella disponibilità della PA e sottraggono preziosa liquidità alle imprese. CNA esprime quindi profonda disapprovazione per la decisione del Governo – aggiunge la Rodighiero - che non ha tenuto conto delle sollecitazioni già manifestate in passato e continuerà a sostenere e lottare per l’abrogazione dello split payment e delle altre misure inutili per lo Stato e dannose per le imprese.

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Franco Bruno

delle imprese iscritte alla Camera di Commercio (39.029). Le parole chiave per il rilancio del comparto artigiano – sostiene Bruno - fanno parte di una lunga narrazione rappresentata da tanti proclami, da tanta demagogia e di pochi fatti concreti: rilancio delle infrastrutture, semplificazione burocratica, finanziamenti super agevolati evitando le pastoie burocratiche, riforma fiscale e riduzione del costo del lavoro, rilancio della domanda interna e dei consumi, formazione professionale, rilancio dell’apprendistato, digitalizzazione, innovazione di mercato, innovazione tecnologica, rilancio dei distretti per la ricostruzione economica, filo diretto con la scuola e l’università in tema di ricerca e di personale qualificato , taglio drastico di leggi e leggine, decreti leggi, circolari ministeriale. CNA rivolge un appello al Presidente del Governo Conte, che dei 209 miliardi portati a casa dal Recovery Fund conclude Brun- qualche miliardo venga speso per le priorità emergenti degli artigiani per non farli scomparire. Insomma un gesto concreto per un milione e 200 mila imprese artigiane con oltre tre milioni di addetti che producono il 14 % del PIL del Paese , che sono lo zoccolo duro e sano dell’economia reale del Paese.

GLI EFFETTI DEVASTANTI DELLA BUROCRAZIA

Massimo Randon

CNA PRONTA LA CAMPAGNA ANTI-INFLUENZALE PER I PENSIONATI ARTIGIANI CNA Pensionati si mobilita dando il via libera ad campagna di informazione e di sensibilizzazione anti influenzale per i pensionati artigiani associati rivolta alle vaccinazioni del prossimo autunno . L’iniziativa di sensibilizzare e porre all’attenzione dei pensionati artigiani dell’ importanza della vaccinazione anti –influenzale – spiega il segretario provinciale dei pensionati della CNA, Gianni Soffiati - assume un significato di notevole valenza sul piano sanitario dopo la pandemia Covid-19 che ha sconvolto drammaticamente il Paese e anche il nostro territorio mantovano . Tutto ciò per aumentare –aggiunge Soffiati- la protezione anche contro il Coronavirus e di riflesso non va dimenticata l’importanza che la copertura vaccinale ha per i soggetti più fragili. Sempre in tema socio-sanitario ed assistenziale per i pensionati artigiani associati e per le loro famiglie il segretario Soffiati pone l’accento sulla convenzione stipulata con Progetto assistenza che opera a livello nazionale e nel nostro territorio con sedi a Mantova ed Ostiglia con interventi di sostegno e servizi altamente professionali per soggetti che necessitano di una determinata assistenza e con lo Studio associato infermieristico che prevede l’assistenza infermieristica a domicilio oltre ad una vasta gamma di servizi in ambito sanitario a disposizione dei pensionati e familiari .

Ottantasei adempimenti per aprire un’attività di autoriparazione. Settantotto per una falegnameria. Settantatré per una gelateria. Interfacciandosi con decine di enti. E spendendo fino a 20mila euro di spese solo per le pratiche burocratiche. Un paradosso, nell’Italia dell’imprenditorialità diffusa-sottolinea il Presidente della CNA , Massimo Randon – e dell’alta propensione a mettersi in proprio . I numeri agghiaccianti fanno parte dell’indagine sugli effetti devastanti della burocrazia che massacra le imprese artigiane condotta sul campo, in collaborazione con 52 CNA territoriali, in rappresentanza di altrettanti comuni, di cui 50 capoluoghi di provincia. Una zavorra di adempimenti burocratici e legislativi, costosi e la maggior parte inutili che sono un ostacoo insormontabile per far crescere le imprese. Il tema della semplificazione degli adempimenti burocratici fa parte di una narrazione lunga da molti anni nell’agenda politica dei vari Governi che si sono succeduti nel bel Paese: 15 interventi legislativi hanno provato attaccare la burocrazia al fine di alleggerire il carico fiscale, amministrativo e legislativo per le piccole imprese, aggiunge la Rodighiero. Qualche segnale positivo nel corso degli anni si è avvertito. Ma poca cosa, se consideriamo che i costi fissi della burocrazia pesano mediamente 11 mila euro all’anno - conclude Randon - e incidono come un macigno sui costi di esercizio delle piccole imprese. Una follia.

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ECONOMIA E LAVORO

È NECESSARIO UN INTERVENTO DI TERAPIA INTENSIVA, PER TAMPONARE UNA CRISI APPARENTEMENTE INFINITA Commercio e Turismo stanno davvero pagando un prezzo notevole. Il primo immediato, il secondo di prospettiva. Egregio Presidente, dal vostro osservatorio come sta andando l’economia mantovana? Il lockdown è stato tragico per i nostri settori e la conferma arriva dalle rilevazioni sulle vendite di marzo diramate dall’Istat, che registrano per i negozi di vicinato un calo vicino al 30%. Un colpo difficile da recuperare, che aumenta le possibilità di chiusura di migliaia di attività, e Mantova non è immune da questo, anzi le criticità del nostro territorio lo pongono più a rischio di altri. Per i piccoli negozi si tratta della crisi peggiore della storia neanche il biennio 2012-2013 aveva segnato riduzioni delle vendite così consistenti. In questo scenario, è indispensabile introdurre subito sostegni mirati al commercio di vicinato. Il governo deve prendere atto che le difficoltà non sono terminate con la fine del lockdown: per questo chiediamo che si intervenga per dare un sostegno alle imprese, già con il decreto attualmente in lavorazione, estendendo il credito di imposta per gli affitti e introducendo la decontribuzione, necessaria per mantenere i livelli occupazionali. Commercio e Turismo stanno davvero pagando un prezzo notevole. Il primo immediato, il secondo di prospettiva. Forse a qualcuno sfugge il fatto che molte imprese probabilmente non avranno la forza di ripartire e ciò impoverirà l’economia del nostro territorio generando nuove povertà, meno posti di lavoro e più necessità di sussidi. I settori colpiti sono molti e ora si vedono gli effetti sulla filiera, i danni generati nel suo complesso sul sistema economico e ciò rende assai difficile avere un quadro chiaramente definito delle conseguenze. La situazione è pregiudicata: un crollo fortissimo per alcuni comparti. Una caduta media del 36% per il non alimentare, nell’abbigliamento e calzature diventa del 54% (dati Istat). Nel turismo e nella sua filiera la situazione è drammatica non si vedono segnali di ripresa, mi riferisco in particolare al turismo organizzato, il turismo incoming e outgoing è in profonda difficoltà. Nel nostro territorio, inoltre le difficoltà di ristoranti e bar non sono dovute ad un cambiamento repentino del mercato e dei consumatori. Piuttosto, sono da imputare alla formula crollo del turismo e smartworking. Su quest’ultimo a nostro parere per come è predisposto dal Governo: periodo lunghissimo e con modalità vaghe, rendono evidente i l’inefficienza del sistema paese in generale per le imprese. Il Turismo è il settore maggiormente colpito, oggi riusciamo comprendere il

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Il presidente di Confesercenti Mantova Gianni Rebecchi

profondo impatto che ha subito il comparto che per il nostro paese significa oltre il 13% del PIL nazionale circa 250 miliardi. Un settore che occupa milioni di lavoratori, ha dinamiche economiche diverse rispetto a altri comparti, necessità pertanto dal Governo di un sostegno con interventi specifici e di lungo termine. Auspichiamo che come in un recente incontro con il Vice ministro Misiani nel prossimo decreto ci sia un pacchetto ad hoc per il turismo: misure di sostegno e più selettive. Oggi rileviamo segni di vita da mare e montagna, nelle località balneari e montane tornano a crescere i flussi ma turisti sono dimezzati nelle città d’arte. Weekend in chiaroscuro per il turismo italiano:, ma le mete culturali rimangono in crisi, con solo il 51% delle stanze disponibili prenotate (indagine Centro Studi Turistici Assoturismo Confesercenti). Quindi a parte lo stop al turismo straniero, l’emergenza sanitaria ha in generale modificato le scelte degli italiani in tema di viaggi. Alcuni territori come la nostra città, e le mete culturali in genere, scontano maggiori difficoltà. Per questo è utile valutare interventi specifici dove si paga di più l’assenza di flussi di visitatori esteri, con particolare riferimento alle attività dell’accoglienza del turismo e della somministrazione. È necessario un intervento di terapia intensiva, per tamponare una crisi apparentemente infinita che sta compromettendo non solo le imprese della

ricettività e dei servizi turistici, anche bar, ristoranti e negozi delle mete culturali e dei centri storici, rimasti ormai senza fiato. Imprese che devono essere sostenute più a lungo, con contributi a fondo perduto, ammortizzatori sociali e credito di imposta per gli affitti. Se non ci sbrighiamo corriamo il serio rischio di perdere quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni sul fronte dell’accoglienza turistica, con migliaia di attività che non arriveranno a vedere l’autunno. Come ormai ripetiamo da mesi, la crisi delle imprese non è terminata con la fine del lockdown. Nel commercio, nei servizi turistici, nella ricettività e nella somministrazione un’impresa su tre teme di chiudere. Per molte la situazione si è anzi aggravata con il riavvio dell’attività, che ha visto ripartire i costi ma non i fatturati, complice un’estate gelida dal punto di vista dei consumi e del turismo. Per molti, rimanere aperti è un esercizio di equilibrismo. L’emergenza Covid sta riproponendo con forza la questione dell’eccessiva pressione fiscale che grava su imprese e famiglie italiane. Una pronta uscita dalla recessione non può dunque prescindere da un intervento di profonda riforma del sistema fiscale. Agendo, contemporaneamente, dal lato delle famiglie e da quello delle imprese. E’ ancora complicato immaginare quali saranno le effettive conseguenze del Covid nel nostro Paese, sia sul piano economico sia su quello sociale.

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IMPRESE AGROMECCANICHE CENTRALI NELL’AGRICOLTURA DEL FUTURO

Un provvedimento sulla carta può essere il migliore del mondo ma poi in fase di applicazione magari non funziona Presidente Marco Speziali, quanto sta pesando il Covid 19? “È difficile oggi fare valutazioni precise, perché i conti economici le imprese agromeccaniche li faranno a fine anno. Nonostante la pandemia in corso, non è cambiato il sistema per cui gli agromeccanici vengono pagati, a fine anno o quando viene incassata dagli agricoltori la Pac. Sono stati comunque momenti difficili, in cui come organizzazione sindacale siamo stati in prima fila per accompagnare le imprese agromeccaniche e agricole attraverso incognite e incertezze sia sul fronte dell’organizzazione del lavoro che del suo svolgimento in condizioni di sicurezza”. L’agricoltura, d’altronde, non si è mai fermata. “No. E nemmeno i servizi professionali in agricoltura. Tuttavia, come sempre ci tocca denunciare una scarsa disponibilità a sedersi intorno a un tavolo e a progettare un percorso di filiera che faccia crescere la competitività delle imprese. Il concetto di filiera non esiste: manca sempre l’anello di congiunzione fra produttore e passaggio successivo, sia uno stoccatore, un trasformatore o un intermediario. E quell’anello, che si occupa delle attività agricole in campo, dalla semina alla raccolta, vale 3,12 miliardi di euro in Italia ed è rappresentato dal comparto agromeccanico”. Perché, secondo lei, non c’è adeguata attenzione? “Fondamentalmente direi per due motivi. Da un lato si colloca la visione antistorica e sostanzialmente avida della rappresentanza agricola. Sono rimasti ancorati a una visione arcaica della Politica agricola comune e vivono gli aiuti comunitari come un diritto acquisito indiscutibile. L’altro fattore che impedisce un vero ammodernamento dell’agricoltura è figlio dell’immobilismo della politica, un po’ perché non vuole contrastare gli interessi delle “storiche” organizzazioni agricole, numericamente e dunque elettoralmente più redditizie sul piano dei voti, e un po’ perché manca una visione strategica del settore”. Il mondo, però, sta cambiando. Per sostenere gli Stati maggiormente colpiti dal Covid-19, compresa l’Italia, è stata raggiunta l’intesa sul Recovery Fund.

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Il presidente di Confai Mantova Marco Speziali

Qual è la sua opinione? “Siamo in una fase di emergenza, con gravi pericoli di crac del Paese. Inutile fingere che la situazione sia diversa. Come organizzazione, però, cerchiamo sempre un movente per essere ottimisti. E l’accordo sul Recovery Fund ha forse aperto la strada a una nuova Europa. Il mio auspicio, quello di Confai Mantova e, essendo il nostro direttore Sandro Cappellini anche vicepresidente nazionale anche di Cai, è che, pur secondo esigenze nazionali indipendenti, l’Unione europea trovi la convergenza su politiche di rafforzamento della sovra-

nità alimentare comunitaria, tema che è ritornato alla luce con urgenza negli ultimi mesi”. Come sarà l’agricoltura del futuro? “Stiamo vivendo grandi cambiamenti e siamo di fronte a un’occasione imperdibile per fare un passo concreto nel futuro. L’agricoltura del futuro sarà sempre più multifunzionale, con un minor numero di imprese attive, ma fortemente specializzate e integrate. E questo grazie al ruolo dell’innovazione, delle tecnologie, dell’Internet delle Cose, ma anche delle imprese agromeccaniche”.

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ECONOMIA E LAVORO

FOOD&SCIENCE FESTIVAL APPUNTAMENTO A MANTOVA DAL 2 AL 4 OTTOBRE Come l’Italo Calvino delle Cosmicomiche che continua la propria strada nelle trasformazioni del mondo, anche lui trasformandosi, così il Food&Science Festival ha rivisto e modificato alcune delle proprie caratteristiche per adattarsi al momento che stiamo attraversando senza dover interrompere il dialogo iniziato quattro anni fa con il nostro pubblico. Promossa da Confagricoltura Mantova, ideata da FRAME – Divagazioni scientifiche e organizzata da Mantova Agricola – la manifestazione mette in scena la metamorfosi come tema centrale dell’edizione 2020, in programma a Mantova da venerdì 2 a domenica 4 ottobre con un rinnovato palinsesto di appuntamenti online e in presenza. Tra medicina e agricoltura, alimentazione, tecnologia e innovazione, il Festival declinerà il tema secondo molteplici prospettive, evidenziando l’urgenza di una metamorfosi culturale necessaria per rivedere il nostro modo di vivere la Terra. Dalla produzione al consumo consapevole degli alimenti fino alle questioni di più stringente attualità, si parlerà di cambiamenti climatici e riscaldamento globale (con, tra gli altri, la storica e divulgatrice di fama internazionale Naomi Oreskes), tutela del suolo (con anche Eva Kondorosi e Wim de Vries), comunicazione della scienza (con Dominique Brossard), biotecnologia (con la genetista e patologa vegetale Pamela Ronald), storia e chimica dell’alimentazione (insieme a ospiti come Rachel Hez, Ian Tattersall e Rob DeSalle), medicina, salute globale, legislazione alimentare e molto altro ancora, tutto dalla prospettiva del cambiamento. Una trasformazione che riguarda i temi e che ha interessato la struttura stessa del Festival, il cui programma – che presenteremo in conferenza stampa a metà settembre a Mantova – oltre a una mescolanza di appuntamenti in presenza e online già iniziati con Food&Science Delivery (serie di incontri digitali che proseguono fino al 24 settembre, anticipando i temi del Festival), prevede anche laboratori, workshop, mostre, installazioni e occasioni di incontro che rispettano le norme di sicurezza senza rinunciare a creatività e originalità, grazie all’ideazione di format creati appositamente per rispondere a queste necessità. Ecco allora che si potrà assistere alla “nascita” di una foresta nello storico salone di Palazzo della Ragione, dove lo spazio lasciato vuoto dal distanziamento fisico verrà colmato da alberi e piante che raccontano il cambiamento della Pianura Padana (in collaborazione con Renato Bruni, direttore dell’Orto Botanico di Parma, e Giorgio Vacchiano, ricercatore in Gestione e pianificazio-

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Il presidente di Confagricoltura Mantova Alberto Cortesi

ne forestale dell’Università degli Studi di Milano), o conversare con i relatori durante La sosta in Piazza Leon Battista Alberti tra ombrelloni, sedie e sdraio e dove prendere parte a una serie di attività in modo inusuale, informale e soprattutto sicuro. E se in Piazza Mantegna si commenteranno le notizie del giorno durante La Rassegna Stampa con Marco Ferrari e Roberta Villa e si rifletterà sui Semi, provocazioni e idee, che i diversi ospiti interpellati – tra cui Simona Ovadia di “Altroconsumo”, Antonio Pascale, Marco Boscolo ed Elisabetta Tola – vorrebbero veder germogliare, è girovagando per la città che si assiste a inaspettati esperimenti e interviste itineranti. La scienza sul divano, condotto dallo YouTuber e divulgatore Ruggero Rollini, e Scienza di strada portano infatti la materia scientifica e i suoi protagonisti direttamente tra le strade e le

piazze della città, vero laboratorio a cielo aperto dove farsi coinvolgere in divertenti esperimenti, mini spettacoli scientifici e interviste decisamente fuori dal comune, mentre Insolita scienza, format originale FRAME – Divagazioni scientifiche, permetterà di approfondire argomenti e temi diversi in luoghi inaspettati. Un evento da non perdere insomma, che rappresenterà anche una tappa importante di ripartenza dopo una pandemia che ci ha obbligati a ripensare del tutto il nostro modo di vivere e rapportarci con il pianeta che ci ospita. Vi aspettiamo a Mantova al Food&Science Festival! Alberto Cortesi Presidente di Confagricoltura Mantova

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