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Settembre - Ottobre 2013

Marrone il colore

dell’autunno

Ai piedi del Conero nascono golose specialitĂ

I vini del Collio, enologia da leggenda

Malta, ultimo bagno della stagione


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CARRELLO NEWS Anno IV • Numero V Settembre - Ottobre 2013 EDITORE: DM GROUP S.P.A. via Lessolo 19, 10153 Torino DIRETTORE RESPONSABILE: Italo Iuorio COORDINAMENTO REDAZIONALE E PROGETTO GRAFICO: DM GROUP S.P.A. PUBBLICITÀ: Seri System - via Santi, 1/2 - 10042 Nichelino (TO) Tel. 0116897565 STAMPA: Coptip Industrie Grafiche via Gran Bretagna, 50 41122 Modena - Tel. 0593162511 HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Ilaria Blangetti, Silvia Calcagno, Erica Giraudo, Beppe Malò, Gilberto Manfrin, Andrea Pellegrini, Fabrizio Pepino, Paolo Ragazzo, Adriano Ravera. Autorizzazione del Tribunale di Milano n°26 del 25/1/2010

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TERRITORI E SAPORI

Ai piedi del Conero nascono golose specialità

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MANGIARE A COLORI

Marrone, il colore dell’autunno

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IN VINO VERITAS

I vini del Collio, enologia da leggenda

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CONSIGLI PER LA SPESA

Una colazione... con i fiocchi!

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legumi, che passione

Con i ceci il benessere è servito

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frutta in guscio

La nocciola, un frutto a tutto tondo


3 Per suggerimenti, commenti e richieste scrivete a Lucia Loffi Randolin: redazione@dmgroup.it

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LE RIcETTE

Menù di stagione

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FRUTTA IN GUSCIO

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SÍ, VIAGGIARE

VIVERE EcO

Legno: ritorno alla natura

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MOnDO BAMBInI

Dall’asilo alla scuola

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AnIMALI

Primi passi nel birdwatching

38

SÍ, VIAggIARE

Malta, ultimo bagno della stagione

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LEggERE E AScOLTARE

Quattro idee in libertà

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TERRITORI E SAPORI

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MANGIARE A COLORI

Questa rivista è realizzata con materie prime e processi di lavorazione nel rispetto dell’ambiente.

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IN VINO VERITAS

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LEGUMI, CHE PASSIONE


Territori e sapori

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Ai piedi del Conero nascono golose specialità Quelle olive ingredienti della festa Oggi sono diventate una componente immancabile di ogni aperitivo o rinfresco nuziale, ma la ricetta delle olive ascolane è della fine dell’800, quando i cuochi dei nobili della provincia di Ascoli iniziarono a farcire le olive per le occasioni particolari. Questo piatto ha ormai varcato i confini regionali e nazionali, diffondendosi praticamente ovunque. Si tratta di olive verdi in salamoia riempite con un composto a base di carne o pesce precedentemente cotto con spezie, mollica di pane, tuorlo d’uovo e parmigiano grattugiato. Le olive vengono poi fritte in abbondante olio e servite tiepide. La loro tipicità è tutelata altresì dalla DOP ricevuta nel 2006. di PAOLO RAGAZZO

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roprio nel cuore dell’Italia, mare e collina si incontrano per dare vita ad un “potpourri” del gusto: siamo nella Riviera del Conero. Con la brezza dell’Adriatico e all’ombra di lecci secolari, è in questo angolo delle Marche che nascono specialità per ogni palato.

Il pesce è protagonista Da Ancona a scendere, tutte le città che si affacciano sul mare sono il luogo giusto per farsi una buona scorpacciata di pesce. A cominciare dai moscioli, cozze che vivono aggrappate agli scogli della costa del Conero, dove vengono pescate. Il mosciolo selvatico di Portonovo, diventato per la sua unicità presidio Slow Food, può essere consumato fresco, semplicemente scottato e condito con un trito di prezzemolo e aglio, ma può essere utilizzato anche per preparare sughi per primi piatti. Sul taccuino del buongustaio non può mancare poi il brodetto di Porto Recanati, che da piatto povero di inizio ‘900 si è negli anni raffinato: secondo la tradizione, per essere autentico deve contenere almeno 9 tipi diversi di pesce. Da assaggiare anche la versione all’anconetana dello stoccafisso, tutelata da un’apposita Accademia.

Primi piatti della tradizione Le Marche vanno forte anche nei primi piatti, elaborati o più semplici, ma tutti allo stesso modo autentici. Risale all’800 la leggenda che accompagna i vincisgrassi, una variante delle classiche lasagne al forno con un ragù di carni


Offagna, il misterioso borgo della crescia Nel cuore del Conero sorge il borgo medievale di Offagna contraddistinto dalla strategica Rocca di difesa da cui parte un dedalo di stradine strette tra case ancora intatte e torri merlate. L’atmosfera senza tempo che si respira passeggiando protetti dalle antiche mura della cittadina vale da sola il prez-

zo dell’escursione, ma ad aumentare i buoni motivi per una visita c’è la possibilità di gustare la crescia: una sorta di piadina preparata con farina, strutto, olio di oliva, unta da entrambi i lati con lardo di maiale e cotta sulla brace. La si può farcire a piacimento con verdure, salame e prosciutto crudo o

utilizzare come accompagnamento a grigliate di carne ed erbe di campo al posto del pane. E come ogni antico borgo che si rispetti, Offagna porta con sé anche un alone di mistero: si narra, infatti, che sul vicino Monte della Crescia sia nascosto un tesoro con tanto di fantasma a farne guardia.

miste, frattaglie e aromi vari, ricoperte di besciamella e parmigiano grattugiato. Anche la lavorazione artigianale della pasta di grano duro ha nel Conero radici antichissime: provare per credere fettuccine, rigatoni e pappardelle alla carbonara o al ragù di cinghiale.

Nell’entroterra selvaggina ed erbe aromatiche È allontanandosi dalla costa per addentrarsi nella macchia mediterranea del Parco del Conero, inoltre, che si possono scoprire vere e proprie “chicche” enogastronomiche da portare in tavola: secondi piatti a base di carne bianca e selvaggina, il coniglio in porchetta o il cinghiale al Rosso Conero ad esempio, aromatizzati da erbe officinali spontanee (alloro, ginepro e finocchietto selvatico).

stoccafisso all’anconetana PORTATA

DIFFICOLTÀ

secondo

bassa

TEMPO

CALORIE

Olio e miele, tanto per gustare Ad impreziosire il già ricco panorama culinario marchigiano ci pensano poi le innumerevoli varianti di olio extravergine di oliva che raggiungono il massimo dell’eccellenza nel Cartoceto DOP, prodotto nelle province di Pesaro e Urbino. La multiforme composizione della flora regionale ha contribuito a rendere il territorio intorno al monte Conero la patria del miele. Oltre al millefiori, da segnalare quelli di acacia, castagno, girasole, lupinella e melata di Metcalfa, ottimi se abbinati al Formaggio di Fossa di Sogliano DOP.

Frutta secca per dolci tipici E per concludere, i dolci. Protagonista è perlopiù la frutta secca, che è alla base del frustingo (uvetta, fichi secchi, noci, mandorle impastati con cioccolato amaro) o delle beccute, pagnottine di pane dolce con pinoli e uva sultanina. Da assaggiare, infine, i caciuni, ravioloni farciti con pecorino, uova, zucchero e scorze di limone.

180 min 730 kcal

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 1 kg di stoccafisso 250 g di pomodorini 100 g di acciughe 1 kg di patate ½ cipolla bianca ½ bicchiere di vino bianco olio extravergine di oliva prezzemolo un rametto di rosmarino aglio capperi olive nere

PREPARAZIONE Tagliare lo stoccafisso e le patate a pezzi regolari. Con cipolla, aglio, prezzemolo, rosmarino, capperi, olio e acciughe preparare un battuto fine in una teglia e sistemarvi sul fondo una griglia, per impedire al pesce di attaccare. Far cuocere lo stoccafisso per mezz’ora, poi aggiungere le patate fino a coprirlo. Unire le olive, i pomodorini e il vino. Far cuocere il tutto per altre due ore, senza mescolare. Lasciare riposare qualche minuto prima di servire.

Territori e sapori

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mangiare a colori

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Marrone,

il colore dell’autunno Marron glacé, la tradizione subalpina Solo i frutti migliori, grossi e tondeggianti, di buona consistenza, diventano marron glacé: mentre le comuni castagne sono sempre tre per ogni riccio, la cultivar del marrone ne ha uno solo, grande e maestoso, di un bel colore lucido. La lavorazione è lunga: i marroni, una volta sbucciati, sono sistemati a strati in pentole di rame per la cottura, poi in larghe “candissoire” dove ogni giorno, per almeno una settimana, vengono rigirati più volte fino ad acquisire un’ambrata caramellosità. A impreziosirli il classico pirottino di carta e, secondo l’uso alla corte dei Savoia, una violetta candita. Un tocco di poesia.

di Adriano Ravera

R

ichiama la terra fertile, i campi arati e pronti per la nuova semina. Il colore della natura in autunno, dispensatrice di buoni frutti. Funghi, tartufi, fagioli screziati, noci e nocciole. E proprio da una varietà di castagna, la più grande e regale, nasce il termine marrone. Un legame stretto, rassicurante e dolce, che si fa emblema della pasticceria più raffinata, i marron glacé. La tonalità calda di chi sa rivivere le proprie radici osservando semplicemente il tronco di un albero, nelle mille gradazioni di marrone arabescate sulla corteccia. Una sensazione forte, di vitalità e di benessere fisico.

La castagna è fantasia Un frutto dalla natura versatile, adatto a variegate preparazioni, dall’antipasto al dolce. La sua polpa lega con tanti piatti salati: creme di castagne, zuppe di castagne e funghi, minestra di riso, latte e castagne. Un consumo antichissimo, noto fin dal Medioevo quando spesso era la sola ricchezza della montagna. Non per nulla è conosciuto come l’albero del pane. Di grande forza evocativa, ricorda abitudini scandite dalle stagioni: castagnaccio nei mesi di scuola, caldarroste il primo novembre, Montebianco a Natale. In cucina gratifica la fantasia, permettendo di osare nuovi accostamenti secondo l’offerta del mercato: le castagne si abbinano a fagioli, orzo, verdure, formaggi. Da non dimenticare le farce arricchite di salsiccia per il tacchino ripieno e la selvaggina. I golosi l’associano soprattutto ai dolci. È sufficiente


Mangiare a CoLori

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CIBI DI STAGIONE

settembre OttObre VERDURA

Broccolo, Carota, Cavolo, Cavolfiore, Peperone, Patata, Porro, Zucca, Cipolla, Aglio, Fagiolo FRUTTA

Fico, Fico d’India, Castagna, Mela, Pera, Melone, Susina, Uva, Frutta in guscio (noce, nocciola, mandorla, pistacchio)

lA COppiA vinCente: tArtufO biAnCO e uOvO Inebriante, coinvolgente, per molti addirittura afrodisiaco. “Il tartufo può in certe occasioni rendere le donne più tenere, gli uomini più amabili” dice una garbata massima piemontese. Qui, sulle colline di Langa, è terra del pregiato tartufo bianco d’Alba. un ruolo da primo attore, vale a dire crudo, affettato all’ultimo momento. Come tutti i grandi ama la semplicità e non disdegna la compagnia. Un novello re Mida che ha il potere di impreziosire qualsiasi cibo: un semplice uovo in tegamino, qualche lamella di tartufo, e arriva in tavola un capolavoro. Anzi un’emozione. Profumi che si moltiplicano in un vortice di gioia gastronomica. Una classe indiscutibile che prende l’olfatto e il palato del commensale. Il tartufo bianco non accetta comprimari: gli occhi sono tutti per lui. Posato su candido tovagliolo, è pronto per il tagliatartufi. E per una cena improvvisata, ma di tono, si può ricorrere alla crema di tartufi in vasetto: in una cocottina sgusciare un uovo su dadi di pane abbrustoliti, aggiungere un cucchiaio di crema, parmigiano grattugiato e passare in forno.

l’aggiunta di zucchero e vaniglia, qualche cucchiaio di cacao o un bicchierino di rum per portare in tavola un profumato salame di castagne, una torta, un goloso budino.

Funghi tesoro del bosco Sapore, profumo e consistenza, le qualità dell’eccellenza. Di mille specie e dimensioni, uno diverso dall’altro anche nella forma. In genere si consumano in frittura, croccanti e dorati, ma si cucinano anche alla griglia, in umido, al forno. L’importante è essere di mano leggera nei condimenti, evitando l’abuso di besciamella e panna. Mezzo chilo di funghi è più che sufficiente per un pasto di quattro persone. Un mangiare da re sono le cappelle di porcini spolverizzate con aglio e prezzemolo tritati e passate alla griglia. il segreto è la cottura a fuoco vivo, per pochissimi minuti. Non manca chi li preferisce abbinati a risotti, pasta o carne; se freschissimi, sono ottimi crudi.


Tartufo bianco, il più prezioso Il più prezioso, ma anche il più enigmatico dono della terra. Cresce in Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Molise. Buccia liscia, di un delicato color nocciola più o meno intenso, polpa dal colore biancastro con venature ben evidenti, sapore gradevolissimo. Colpisce per il suo profumo, unico e inconfondibile, e merita il titolo di “diamante” vegetale. Il difficile è trovarlo. Ci vogliono passione, esperienza e soprattutto un rapporto stretto tra uomo e l’immancabile cane che, muso a terra, si muove circospetto, annusa tra i cespugli e poi marca con le zampe il punto preciso richiamando il padrone. Per apprezzare in maniera adeguata il tartufo occorre pulirlo con uno spazzolino e una leggera passata in panno asciutto, senza mai fargli toccare l’acqua; può essere conservato qualche giorno avvolto in carta porosa. Sul valore commerciale incidono la dimensione, il peso, la regolarità della forma.

Il cacao, un prodotto simbolo Una pianta tra le più antiche, scoperta da Cristoforo Colombo nel 1503, al suo quarto viaggio verso le Indie. All’inizio niente di più di una bacca energetica: la bevanda che se ne ricava è amara, poco gradita ai conquistadores. Solo con l’arrivo dei primi missionari, che vi uniscono zucchero e latte, si ha una svolta rivoluzionaria: nasce la cioccolata. In breve diventa un prodotto simbolo. Ne discute perfino la Chiesa: il dubbio è se si possa consumare nei giorni di magro e in quaresima. Alla fine prevale la golosità diffusa tra prelati e cardinali. Una via in continua ascesa che apre al cacao l’utilizzo in cucina. Si commercializza in polvere, amaro o zuccherato. Serve per aromatizzare il latte e i dolci: torte, crostate, biscotti, gelati, mousse e caramelle. In alcuni paesi, ad esempio Messico e Spagna, viene usato anche per carni brasate e melanzane ripiene.

9 Le regole per andare a funghi • Non strappare il fungo dal suolo, ma ruotarlo su sé stesso con dolce movimento di torsione per non danneggiare il micelio sottostante. • Raccogliere solo funghi che si conoscono con assoluta certezza senza distruggere quelli sconosciuti, incerti o non commestibili: anche questi sono utilissimi all’equilibrio del bosco. • Non raccogliere gli esemplari troppo avanzati nello sviluppo, ammuffiti o intrisi d’acqua: non sono utilizzabili in cucina per la presenza di larve mentre sono utilissimi all’ecosistema perché diffondono nell’aria miliardi di spore che consentono il formarsi di altri funghi. • Raccogliere funghi interi in modo da verificarne l’aspetto e riconoscerne con certezza le caratteristiche. • Pulire i funghi, sia pure sommariamente, al momento della raccolta utilizzando un coltellino per togliere terra e foglie al gambo: se ne rallenterà il deterioramento. • Riporre i funghi in un cestino rigido e aerato, mai in sacchetti di plastica. • Se il gambo del fungo è eroso, metterlo a testa in giù: le larvette risaliranno il gambo e basterà reciderlo alla base. • Rispettare il lavoro degli altri e le proprietà. • Informarsi sulle leggi che regolano la raccolta: possono variare da regione a regione. • Al minimo dubbio su un fungo, fare riferimento agli Ispettorati micologici dell’Asl con l’avvertenza di non prendere tutta la colonia, ma solo i due o tre esemplari indispensabili.

mangiare a colori

Una stagione che si prolunga tutto l’anno grazie ai funghi secchi, una lavorazione che non solo ne imprigiona il gusto, ma addirittura lo esalta: un etto di prodotto secco equivale a un chilogrammo di fresco. Ne bastano pochi pezzi per valorizzare il sapore di molti piatti soprattutto nella stagione fredda, quando le cotture si allungano.


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mangiare a colori

torta di castagne e porri PORTATA

DIFFICOLTÀ

antipasto

bassa

TEMPO

CALORIE

90 min 355 kcal

INGREDIENTI PER 8 PERSONE 250 g di pasta brisée 300 g di castagne 2 porri 2 uova 2 cucchiai di parmigiano grattugiato 3,5 dl di latte un dl di panna olio d’oliva sale e pepe

burrata, punzecchiare il fondo con una forchetta e coprirlo con le castagne e i porri. Sbattere le uova con la panna, il parmigiano, sale e pepe; versare nella teglia e cuocere in forno a 180° per 30 minuti. Tagliare a rondelle sottili il mezzo porro, friggerle in olio bollente e cospargerle sulla torta.

PREPARAZIONE

crema di gallinacci PORTATA

DIFFICOLTÀ

primo

bassa

TEMPO

CALORIE

50 min 250 kcal

INGREDIENTI PER 6 PERSONE 500 g di funghi gallinacci 50 g di burro 50 g di farina di frumento 1,2 l di brodo di carne mezzo bicchiere di Marsala secco una cipolla prezzemolo olio d’oliva sale e pepe

PREPARAZIONE Sciogliere il burro in un tegame, unire la farina e mescolare. Sempre mescolando, aggiungere il brodo caldo, salare e cuocere a calore moderato per cinque minuti. In una padella far appassire in olio d’oliva la cipolla tritata, unire i funghi a pezzetti e lasciar rosolare per cinque minuti mescolando spesso; bagnare con il Marsala e continuare la cottura per altri 10 minuti. Frullare i funghi con la besciamella fino a ottenere una crema omogenea; versarla in una casseruola, aggiustare di sale, pepare e tenere sul fuoco basso per 10 minuti. Servire la crema cosparsa di prezzemolo tritato.

Lessare le castagne in acqua salata, sbucciarle, rimetterle in pentola con il latte e cuocerle per 30 minuti. Mettere da parte mezzo porro, affettare sottilmente i rimanenti e farli appassire con due cucchiai d’olio d’oliva; unire le castagne, salare e lasciar insaporire. Stendere la pasta in una teglia im-

Tartufo gelato con crema di fichi PORTATA

DIFFICOLTÀ

dessert

media

TEMPO

CALORIE

120 min 370 kcal

INGREDIENTI PER 6 PERSONE 500 g di fichi 100 g di zucchero 80 g di amaretti 50 g di cacao amaro 3 dl di latte intero un dl di panna un bicchierino di rum

PREPARAZIONE Pulire i fichi, tenerne da parte quattro e frullare i rimanenti. Unire la panna, il latte e lo zucchero; mescolare e preparare il gelato con la gelatiera. Ammollare gli amaretti con un bicchierino di rum. Foderare con pellicola trasparente sei stampi a cupoletta e riempirli

con il gelato. Scavare al centro una nicchia e farcirla con gli amaretti; richiudere e riporre in freezer. Frullare due fichi; dividere ognuno degli altri due in sei spicchi. Poco prima di servire, capovolgere i tartufi, eliminare la pellicola e passarli velocemente nel cacao amaro. Deporli nei piattini e guarnire con la crema e gli spicchi di fichi spruzzati con il rum.


in vino veriTas

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i vini del Collio, enologia da leggenda il “tastevin”, un oggetto misterioso Utilizzato dai maestri assaggiatori, è una coppetta in argento o metallo argentato (per essere “neutro” nei confronti del vino) che ha diametro di otto centimetri per due di profondità. È pensato per consentire al vino una rapida ossigenazione e per valutarne alcuni parametri: il colore dei rossi viene esaltato dalle 8 perle concave e riflettenti che si trovano su un lato dell’oggetto. Quello dei bianchi sarà valutato grazie alle 17 nervature verticali scavate lungo il bordo. La grande bolla centrale serve come livello (mai superare) mentre le 14 bolle a raggiera poste sul fondo hanno lo scopo di favorire una rapida ossigenazione del vino.

di BEPPE MALÒ

I

vini del Collio sono una vera e propria leggenda dell’enologia italiana. Fin dal Medioevo questa zona, siamo nel nord est del Friuli al confine con la Slovenia, è stata rinomata per l’eccellenza di vini che venivano serviti sulle tavole più illustri d’Europa, da vienna a Mosca, da Londra al vaticano. La zona è celebre per la grandissima qualità espressa dai vini bianchi.

Un mix di profumi, aromi e incroci riusciti Il Collio Chardonnay ha colore paglierino brillante, profumo netto ed intenso. Possiede ottima struttura e si presta egregiamente ad invecchiare anche in piccoli fusti. Di colore paglierino chiaro con riflessi verdi è la malvasia istriana. Il profumo è netto, con lieve aroma che ricorda la frutta esotica ed il pepe bianco. Al palato si presenta asciutto, fresco, vivace e di buon corpo. Il famoso muller thurgau, invece, proviene dall’omonimo vitigno che porta il nome dello studioso svizzero che lo ottenne da un ben riuscito incrocio tra il Riesling renano ed il Sylvaner verde. Ha colore paglierino brillante ed aroma netto e delicato. Al palato si presenta fresco, leggero, vivace.

Tra prestigio e nobiltà Solitamente riservato agli amici ed alle grandi occasioni è il Picolit, vino nobile e raro. Di profumo intenso e piacevole, ricorda i fiori di campo ed il miele d’acacia. È un “vino da conversazione”, da gustare in buona compagnia, fuori pasto. Il traminer aromatico è frutto della vinificazione in purezza


in vino veriTas

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DIMMI COSA BEVI, TI DIRÒ COSA MANGI... Il Collio Chardonnay da giovane si serve a centro pranzo con risotti di primizie o preparazioni delicate di pesce. Invecchiato può accompagnare primi piatti saporiti e carni bianche. La malvasia istriana è ottima come aperitivo, accompagna bene minestre, risotti e pesce anche grasso. Il muller turgau è particolarmente adatto in abbinamento con trota o salmone affumicati. Il traminer aromatico accompagna al meglio piatti di pesce arrosto o alla griglia, crostacei, frutti di mare ed è ottimo anche come aperitivo, specialmente in vista di un pranzo a base di pesce. Il Sauvignon del Collio si abbina a risotti di primizie, primi piatti sostanziosi ed elaborati. Particolarmente adatto ad accompagnare frutti di mare e crostacei. La Ribolla gialla predilige invece i frutti di mare ed i piatti delicati di pesce. Il Pinot grigio del Collio, uno

dei prodotti più importanti della regione, è un vino da centro pranzo per minestre sostanziose, risotti di carni leggere, lessi di carne o di pollo. Il Pinot bianco esalta piatti di centro pranzo, risotti e minestre di verdure oppure preparazioni a base di uova o pesce. Il merlot si accompagna invece con primi piatti saporiti, carni rosse, arrosti, intingoli, selvaggina. il Cabernet del Collio si abbina con le carni rosse alla brace o, per il tipo “Riserva”, con gli arrosti di selvaggina.

dell’omonimo vitigno, presente in Collio da oltre un secolo. Ha profumo intenso, dall’aroma caratteristico ed elegante che rimanda ai petali di rosa. Il Sauvignon del Collio può considerarsi uno dei vini di maggior prestigio della zona. Ha colore tendente al dorato, sempre con lievi riflessi verdognoli. Il profumo, intenso e caratteristico, ricorda la salvia ed il sambuco. Al palato si rivela asciutto, di buona struttura, generoso. La Ribolla gialla, infine, ha sapore vivace ed armonico; può dare eccellenti risultati con la raccolta tardiva e la conservazione in piccoli fusti.

Grigio o bianco, il Pinot è storico Una delle bandiere del Collio è il Pinot grigio, dal colore paglierino con vaghi riflessi cinerini e profumo intenso e personale, molto persistente. Al palato evidenzia una solida struttura ed una buona persistenza. Il Pinot bianco, invece, si ottiene dalla vinificazione in purezza dell’omonimo vitigno che, introdotto nel Collio fin dal secolo scorso, ha dimostrato un ottimo adattamento. Di profumo delicato, intenso, ricorda la crosta di pane. Il sapore è asciutto e corposo, ma morbido e distinto.

Sfumature rosse per Merlot e Cabernet Per quanto riguarda i vini rossi non si può non citare il merlot: deriva dal vitigno da vino rosso più diffuso nel Collio ed ha colore rosso rubino, non troppo intenso, ma vivace, con riflessi granati nel tipo “Riserva”. Il profumo, che rivela lievi note erbacee, è gradevole e caratteristico. C’è poi il Cabernet del Collio, vino rosso di grande interesse e qualità: è un uvaggio tra Cabernet franc, Cabernet sauvignon e Merlot, ai quali possono unirsi altre varietà da vini rossi. Se ne ottiene un vino armonico e generoso, di colore rubino brillante che si presta ad un lungo affinamento in bottiglia. Il profumo ricorda le viole e maturando diventa etereo.

lumaChe alla CORmOneSe porTaTa

DiFFiCoLTÀ

secondo

alta

TeMpo

CaLorie

200 min 400 kcal

INGREDIENTI PER 6 PERSONE 1,5 kg di lumache 3 cucchiai di olio d’oliva 25 g di burro 1 cipolla 1 carota 1 bicchiere di Chardonnay del Collio aglio rosmarino prezzemolo

PREPARAZIONE Sciacquare accuratamente in acqua e aceto le lumache e lessarle. Soffriggere in olio e burro aglio, prezzemolo e rosmarino tritati, una carota e una cipolla. Calare nel soffritto le lumache estratte dal guscio, girare e innaffiare con Chardonnay del Collio con cui si accompagnerà il piatto anche in tavola. Far evaporare alzando la fiamma, cucinare a fuoco basso e coprire con del brodo. Aggiungere una foglia di alloro e una di salvia, cuocere con un coperchio per almeno due o tre ore. Al termine il fondo di cottura dovrà essersi ristretto. Spolverare con prezzemolo tritato e servire con polenta tenera e una cosparsa di pepe.


ConsigLi per La spesa

unA COlAZiOne... COn i fiOCChi! di riso e di mais, ma anche con yogurt, succhi, composte da agricoltura biologica: tante sono le proposte di vale per i piccoli che tornano a scuola in questi giorni Ebbene sì, è ora di presentarsi all’appello: la campanella è suonata. Per genitori e bimbi ricomincia il rito della sveglia al mattino, presto, e della prima colazione, possibilmente rapida e gustosa, che secondo le ultime indagini fortunatamente si compie in quasi tutte le case dei giovani alunni. È noto ormai che una prima colazione adeguata fornisce l’energia necessaria per affrontare in modo corretto tutte le attività della giornata dopo il riposo notturno. Perciò, ecco la tazza di candido

latte, i croccanti cereali, yogurt, marmellata, succo di frutta: ciò che serve per sostenere la “fatica” diurna. Tutte proposte alle quali Vale ha provveduto con una ricca linea di cereali e invitanti prodotti da agricoltura biologica, studiati per chi è attento a un’alimentazione sana e rispettosa dell’ambiente. Cereali per grandi e piccini arricchiti con vitamine (PP, B5, B6, B2, B1, Folacina, B12) e ferro, dai Bastoncini di Crusca ai Fiocchi di Riso e Frumento integrale, anche con frutti rossi (amarene, fragole, lampone) o riccioli di cioccolato fondente; dai classici Corn Flakes (fiocchi di mais tostati), che servono anche per preparare appetitosi dessert, ai Cioko Balls, palline di cereali (riso, frumento, mais) al cioccolato al latte

e Choco Rice, riso soffiato ricoperto al cacao, particolarmente graditi ai più piccoli. Su ogni confezione (scatole da 300 o da 375 g) sono riportati l’elenco dettagliato degli ingredienti, le modalità di conservazione (in luogo fresco e asciutto), i consigli d’uso: in genere 4 cucchiai in una tazza di latte (125 ml) tiepido o freddo (perché restino croccanti) che forniscono l’apporto calorico di proteine, carboidrati e fibre, necessario al fabbisogno quotidiano. E sono evidenziate alcune regole per mantenersi in forma: fai un po’ di attività fisica tutti i giorni, mangia spesso frutta e verdura, bevi molta acqua, varia spesso la composizione dei cibi, non saltare i pasti. Dedicate soprattutto ai genitori e agli insegnanti…


ConsigLi per La spesa FRESCHI DOLCETTI AL MAIS E CIOCCOLATO ingredienti: 20 g burro 100 g cioccolato al latte o fondente, a scelta 1 cucchiaio di miele d’acacia o millefiori 50 g di Corn Flakes vale Preparazione Tritare finemente il cioccolato e farlo sciogliere insieme con il burro in un pentolino o anche nel forno a microonde (a temperatura media per circa uno o due minuti). Aggiungere quindi il miele e mescolare. Unire i Corn Flakes vale e rimestare facendo attenzione a non ridurli in briciole. A questo punto, utilizzando due cucchiaini, fare dei mucchietti su un vassoio o direttamente nei pirottini e porli in frigorifero per circa 2 ore.

Rispettosi dell’ambiente e gustosi Dunque latte e cereali ma anche

mente tutta la frutta proviene da

yogurt, magari al posto del latte.

agricoltura biologica, come peral-

Come quello della linea Vale na-

tro segnalato sulle confezioni.

tura in tavola Bio. Intero, bian-

Un inizio di giornata goloso e

co o alla frutta: all’albicocca, alla

promettente,

banana, alla fragola, dove il latte

si con un brik di succo e polpa di

utilizzato e la frutta provengono da

frutta Vale natura in tavola Bio,

agricoltura biologica come testimo-

proposto ai gusti albicocca, pera e

niato dall’indicazione in etichetta.

pesca. In formato da 3 pezzi per

In confezioni da 2 vasetti da 125 g

200 ml ognuno, contenente purea

sulle quali sono riportate, oltre alle

di frutta (40-50% minimo), zucche-

informazioni nutrizionali e al nome

ro di canna e acqua. Un prodotto

del produttore, le istruzioni per una

certificato dal CCPB (Organismo

corretta raccolta differenziata.

di Certificazione e Controllo dei

E perché non una fetta di pane su

Prodotti Biologici), che può essere

cui spalmare uno squisito strato di

consumato anche a metà mattina,

composta di frutta? Naturalmente

nell’”intervallo” scolastico. E che ri-

Vale natura in tavola Bio. Si può

porta le indicazioni per una corret-

scegliere fra gusti diversi: albicocca

ta raccolta differenziata, una prova

o fragola (60% di frutta), ciliegia o

ulteriore dell’attenzione riservata al

pesca (65% di frutta). In vasetti di

tema della sostenibilità ambientale.

vetro da 300 g, in cui sono presen-

Un menù completo, dunque, per

ti anche succo di mela e succo di

una colazione appropriata, che fa-

limone concentrati, nonché pectina

vorisce il recupero dopo il digiuno

di frutta come gelificante. Ovvia-

notturno evitando cali di attenzione

che può completar-

e concentrazione durante la mattina, come ricordato anche sulle scatole di cereali vale, sulle quali si possono trovare utili e interessanti informazioni rivolte ai consumatori; per esempio, sulle Gda: che cosa sono? La risposta è sui Corn Flakes! Dunque, non solo prodotti di qualità, stuzzicanti e sani, per consentire al corpo di riprendere le forze al risveglio, ma anche uno “spuntino” per la mente… Li trovi sugli scaffali del tuo supermercato di fiducia!


Legumi, che passione

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Con i ceci

il benessere è servito Farina di ceci, elisir di bellezza La farina di ceci è un rimedio veloce ed economico per tutte le donne che desiderano realizzare con le proprie mani un elisir di bellezza. Provate a mescolare due o tre cucchiai di farina di ceci, acqua tiepida e un cucchiaino di succo di limone, il tutto da applicare sulla pelle o sul viso; attendete una decina di minuti prima di risciacquare, specchiarsi e notare subito una pelle sana. Per combattere i segni della stanchezza e dello stress, invece, aggiungete alla farina di ceci un infuso di camomilla per un effetto lenitivo.

di Gilberto Manfrin

I

ceci sono legumi di origine antichissima. Al tempo degli Egiziani erano il pasto povero degli schiavi, mentre i Romani adoravano cibarsene friggendoli nell’olio d’oliva. Sono tra i legumi più consumati nel mondo grazie al ricco apporto di fosforo, potassio, minerali, fibre e vitamina A e C.

Tante proprietà benefiche Secondo una ricerca apparsa sulla rivista Annals of Nutrition and Metabolism, i ceci contrastano i livelli di “colesterolo cattivo” nel sangue assumendo un ruolo protettivo nei confronti del cuore. Altro pregio dei ceci è di essere tra gli alimenti che meno suscitano reazioni allergiche: non contengono il glutine e si rivelano quindi un alimento particolarmente indicato per tutte quelle persone affette da celiachia.

Secchi e lessati, ma non solo I ceci sono messi in vendita sotto differenti forme: secchi da cuocere, lessati e conservati in barattoli o in vasetti di vetro insieme alla loro acqua di cottura, tostati e salati (ottimi compagni per sorseggiare un aperitivo) e sotto forma di farina con la quale si preparano focacce e farinate: famosa è la farinata di ceci ligure. Di sapore leggermente dolce, vicino a quello della castagna cotta, possiedono un alto valore energetico, un buon contenuto proteico e pochi grassi. Sono i legumi più coltivati nel globo e occupano il terzo posto tra le


Legumi, che passione

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Le cicerchie aiutano la memoria Parenti stretti dei ceci, anche le cicerchie hanno effetti benefici per il corpo. Contengono molto calcio per le ossa, e fosforo, al quale sono riconosciuti effetti positivi sulla memoria. Sono uniche per la loro forma, vagamente quadrangolare e molto irregolare, tanto che quasi non se ne

trovano due uguali. Le cicerchie si consumano secche, dopo un periodo di ammollo superiore alle 24 ore; la cottura si protrae finché il prodotto risulta tenero. Ottimo contorno per secondi di pesce o carne, si utilizzano soprattutto per dare vita a zuppe e minestre. Marche, Molise, Umbria

e Puglia hanno ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole il riconoscimento di prodotto agroalimentare tradizionale italiano. Dalle cicerchie essiccate e macinate si ottiene una farina chiamata “patacò” che può essere usata per preparare polente, crespelle, focacce fritte o al forno.

Gnocchetti di farina di ceci PORTATA

DIFFICOLTÀ

primo

bassa

TEMPO

CALORIE

40 min 230 kcal

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 225 g di farina di ceci 225 g di farina 00 (più quella che serve per compattare l’impasto) 450 g di acqua 3 cucchiai di salvia fresca lavata e tritata 1 cucchiaino di sale

PREPARAZIONE leguminose più mangiate e più importate, dopo il fagiolo e il pisello. Al momento dell’acquisto, è meglio verificare che i ceci secchi non siano troppo vecchi (più di un anno), e che non presentino fratture o fori.

Come si preparano La preparazione dei ceci secchi è piuttosto lunga: vanno lasciati in ammollo dalle 8 alle 20 ore e poi cotti in un tegame per almeno 3 ore, meglio se a fuoco lento, o nella pentola a pressione da un’ora a un’ora e mezzo. I ceci in scatola, invece sono molto più veloci da preparare, poiché non richiedono ammollo (in quanto già lessati), e si cucinano molto velocemente. Ed ecco qualche consiglio: è opportuno salarli a fine cottura per evitare di indurirli e se prima di consumarli togliete loro la buccia trasparente che li ricopre, risultano più leggeri. Un lavoro noioso che si può accelerare strofinando i ceci con un canovaccio pulito. Per ogni 100 grammi di ceci si ha un apporto calorico pari a 320 calorie.

Varietà, coltivazioni e usi in cucina I baccelli dei ceci vengono raccolti in giugno quando sono secchi. Di ceci se ne distinguono principalmente due varietà: mediterranea, più grande e tendente al giallo; orientale, più piccola e rossastra. In Italia vengono coltivati un po’ in tutte le regioni, con prevalenza al Centro (Toscana, Umbria, Lazio) e al Sud (Sicilia, Puglia), ma non in grandissime quantità. In cucina si impiegano in moltissime ricette, come antipasti, per preparare zuppe e minestre, con il riso e con la pasta. Inoltre ci sono le ricette che possiamo preparare con la farina di ceci, tra le quali la celebre panissa ligure e la cecina toscana o le buonissime panelle siciliane.

Mettere in una pentola acqua e sale fino a portare a bollore. Su un piano unire e mescolare le farine aggiungendo poco alla volta acqua bollente. Amalgamare fino ad ottenere un impasto morbido e non appiccicoso. Dal composto ottenuto, prendere pezzi di pasta e creare rotolini di circa un centimetro di diametro e con un coltello tagliare degli gnocchetti di circa un centimetro. Procedere fino all’esaurimento dell’impasto. Disporre gli gnocchetti su uno o più vassoi infarinati e quando l’acqua bolle gettare circa 120 g a persona e far cuocere per 5 minuti. Scolare, unire la salvia e condire con un filo d’olio, una macinata di pepe o del formaggio parmigiano.


frutta in guscio

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La nocciola, un frutto a tutto tondo Viene utilizzata in cucina e in cosmesi, ma anche in giardino e come combustibile naturale di Erica Giraudo

L

a nocciola è un frutto dai molteplici utilizzi e cresce su una pianta della quale non si butta via niente. È disponibile tutto l’anno, ma la raccolta avviene in autunno, quando il frutto maturo si stacca spontaneamente e cade sopra le reti stese sotto la pianta. Le varietà sono diverse. Le più pregiate sono: la nocella rossa e la nocella bianca che si coltivano nel Centro e Sud Italia e la tonda gentile delle Langhe, in Piemonte, che ha assunto il marchio I.G.P. (Indicazione geografica protetta) ed è uno degli ingredienti base di molte famose creme al cioccolato spalmabili e del torrone. I frutti possono avere due forme: tonda o leggermente allungata.

Storia e curiosità Le nocciole sono originarie dell’Asia Minore e, in Svizzera, ne sono state trovate tracce tra i reperti risalenti all’età del rame. Già i Greci e i Romani ne apprezzavano le proprietà. Per i Celti e nelle credenze dei contadini piemontesi il nocciolo era un albero magico: storie e leggende raccontano che tra i suoi cespugli si nascondevano streghe e folletti. In Francia, durante l’Ancien Régime, la nocciola si regalava agli sposi come simbolo di fecondità. È ricca di fibre, di grassi che contrastano il colesterolo, di vitamine (soprattutto E) e minerali. Il frutto secco è molto calorico (628 calorie ogni 100 g) e gli sportivi lo consumano perché dà energia,


frutta in guscio

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ma allo stesso tempo, è facilmente digeribile. Le nocciole aiutano anche la memoria.

In piatti dolci e salati Il frutto è utilizzabile, sia fresco che secco, in numerose ricette (dolci e salate). La farina di nocciole serve a preparare torte e biscotti, ottimi se farciti con marmellata o cioccolato. Unite a burro e latte le nocciole intere o sbriciolate, secche o fresche sono la base dell’impasto di molti dolci. La granella viene utilizzata anche per ricoprire involtini di prosciutto o cheese cake. È un frutto che si abbina bene alla carne e, in particolare, agli arrosti di vitello che, ricoperti di panna da cucina con nocciole tritate diventano un piatto prelibato, ideale per le occasioni importanti. La nocciola è la protagonista di cocktail e aperitivi e, con il burro, è l’accompagnamento ideale di piatti a base di pesci e crostacei.

Conservazione: in dispensa o in freezer La nocciola si può consumare fresca, oppure tostare o congelare. Il frutto fresco è ricoperto da una pellicina a volte difficile da rimuovere (basta metterlo in forno per qualche minuto e poi strofinarlo). Si conserva poche settimane, poi diventa amaro, mentre con il guscio resiste anche per tre mesi (in un luogo asciutto). Ma ci sono due soluzioni per conservarle a lungo (anche per un anno): possono essere tostate o congelate.

Olio di nocciole in cucina L’olio di nocciole, che si ricava dalla spremitura a freddo dei frutti (mantiene così tutte le proprietà organolettiche), si usa in cosmesi ma anche in cucina. Ha un sapore dolce e un retrogusto delicato. Molte mamme lo mettono nelle pappe dei bambini durante lo svezzamento. È indicato anche per i pasti degli anziani in convalescenza, perché non appesantisce i cibi.

Filetti di orata alle nocciole PORTATA

secondo

DIFFICOLTÀ

bassa

TEMPO

CALORIE

15 min 535 kcal

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 660 g di filetti di orata 100 g di nocciole secche 10 g di pangrattato 1 bicchiere di vino bianco 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva 1 pizzico di sale pepe, timo e maggiorana

PREPARAZIONE Tritare le nocciole e amalgamarle con il pangrattato. Impanare i filetti di pesce. Versare il cucchiaio di olio in una teglia e disporre l’orata impanata aggiungendo un pizzico di sale, pepe e (a piacere) timo e maggiorana. Spruzzare il tutto con un bicchiere di vino bianco. Far cuocere in forno, a 190 gradi, per 10 minuti e servire (l’ideale con un’insalatina fresca o con verdure lesse).

Del nocciolo si usa tutto: dal tronco al frutto Del nocciolo non si butta via niente. Le foglie vengono utilizzate in fitoterapia (sono un antinfiammatorio naturale) e in infusione nell’acqua calda, per tisane salutari; messe nel congelatore diventano un impacco in grado di alleviare le occhiaie causate da una lunga giornata di lavoro o di studio. Come già accennato, dal frutto si ottiene un olio che è la base di molte creme, perché si assorbe facilmente e ha proprietà lenitive. Ha un’azione purificante, per questo motivo è indicato per le pelli grasse: sia come detergente (si trova anche nelle saponette) sia come struccante naturale. I gusci sono un ottimo combustibile e possono essere utilizzati per proteggere la base delle piante da

esterno dal gelo. Diventano una sorta di “copertina” naturale. Con il legno del nocciolo si produce una brace finissima, usata nella fabbricazione delle carbonelle da disegno. La verga di nocciolo è utilizzata dai rabdomanti per cercare l’acqua.


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le ricette

Menù di stagione a cura della chef Andrea Pellegrini, Associazione Cuochi Torino e Chef del Ristorante Q.B., Rivoli (To)

Aperitivo: Black Russian

Antipasti: Letto di lardo con castagne Fiori di fico al caprino

Primo: Risotto porcini e mirtilli

Secondi: Petto d’anatra in rosso Boule bicolore alle nocciole

Contorno: Trifolata al sapore d’autunno

Dolce: Cuore caldo fondente

Letto di lardo con castagne PORTATA

antipasto

DIFFICOLTÀ

media

TEMPO

CALORIE

45 min 340 kcal

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 20 castagne 20 fettine di lardo 2 cucchiai di miele di castagno prezzemolo sale

PREPARAZIONE Lavare le castagne e metterle a cuocere intere (nè sbucciate, nè incise), in una pentola d’acqua fredda con un po’ di sale, per circa 30 minuti a fiamma moderata. Lasciare le castagne nell’acqua bollente, pescarle una ad una e sbucciarle avendo cura di rimuovere anche la pellicina marrone. Sciogliere il miele in un pentolino

con un bicchiere scarso d’acqua, quindi in un’ampia padella unire e mescolare a caldo le castagne con lo sciroppo di miele e lasciare raffreddare. Disporre le fettine di lardo in un piatto e unirvi le castagne caramellate. Decorare con qualche foglia di prezzemolo prima di servire.


risotto porcini e mirtilli

Black Russian PORTATA

aperitivo

DIFFICOLTÀ

bassa

TEMPO

CALORIE PORTATA

DIFFICOLTÀ

primo

bassa

TEMPO

CALORIE

10 min 350 kcal

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 560 ml di vodka 260 ml di liquore al caffè ghiaccio

40 min 598 kcal

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 320 g di riso 200 g di porcini freschi 80 g di mirtilli 100 g di burro 100 ml di vino bianco 80 g di parmigiano 1 l di brodo vegetale 1 spicchio d’aglio rucola sale e pepe

PREPARAZIONE Mettere tutti gli ingredienti in uno shaker, quindi agitare e versare in 4 bicchieri bassi. Prima di servire si può decorare con una ciliegia.

PREPARAZIONE

Fiori di fico al caprino PORTATA

antipasto

DIFFICOLTÀ

bassa

TEMPO

CALORIE

15 min 220 kcal

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 8 fichi neri 1 cucchiaio di mascarpone 50 g di formaggio caprino 4 cucchiai di miele 50 g di gherigli di noce

PREPARAZIONE Lavare, asciugare e tagliare in 4 i fichi, facendo attenzione che gli spicchi restino uniti alla base. Preparare la crema di formaggio mescolando il formaggio caprino con il mascarpone. Adagiare all’interno di ogni fico un po’ di crema, cospargere di miele e decorare con i gherigli di noce prima di servire.

Pulire, affettare e soffriggere i porcini con l’aglio in 50 g di burro, avendo cura di tenerne alcuni da parte, quindi unire il riso, farlo tostare sfumando con il vino bianco e far cuocere bagnando con il brodo per circa 10 minuti. A questo punto unire i restanti funghi, che dovranno risultare più croccanti, insaporire con sale e pepe e continuare la cottura bagnando con il brodo se necessario. Dopo circa 5 minuti aggiungere i mirtilli e portare a termine la cottura. Mantecare il risotto con il parmigiano grattugiato e il restante burro. Guarnire con foglie di rucola e scaglie di parmigiano.

le ricette

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le ricette

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Petto d’anatra in rosso PORTATA

secondo

DIFFICOLTÀ

bassa

TEMPO

CALORIE

60 min 420 kcal

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 400 g di petto d’anatra 1 piccolo cavolo rosso 1 cipolla 200 ml di vino rosso 600 ml di brodo vegetale 1 noce di burro 2 cucchiai di marmellata di ribes 1 foglia di alloro 1 cucchiaio di aceto balsamico sale e pepe

PREPARAZIONE Rosolare la cipolla finemente tritata nella noce di burro, aggiungere il cavolo tagliato a listarelle, metà vino e 500 ml di brodo, portare a ebollizione, quindi aggiungere la foglia di alloro e cuocere a fuoco basso per circa 45 minuti. A cottura ultimata aggiungere la marmellata e mescolare. Incidere i petti d’anatra con tagli a croce, condire con sale e pepe e rosolare in padella 5 minuti per lato. Posizionare la carne sulla griglia del forno, controllando che vi sia una

Boule bicolore alle nocciole PORTATA

DIFFICOLTÀ

secondo

bassa

TEMPO

CALORIE

60 min 190 kcal

INGREDIENTI PER 6 PERSONE 500 g di patate 250 g di spinaci 2 uova 4 cucchiai di pecorino grattugiato 100 g di provola affumicata 2 noci di burro 50 g di nocciole sale e pepe

PREPARAZIONE Lessare le patate, spellarle e passarle con lo schiacciapatate.

Lavare e mondare gli spinaci e cuocerli per 10 minuti in padella con una noce di burro, quindi farli intiepidire, tritarli a mano e mischiarli alle patate. Creare un composto uniforme aggiungendo uova, pecorino, sale e pepe. Formare delle palline inserendo all’interno di ciascuna un pezzetto di provola, disporle su una teglia da forno e infornare per 10 minuti a 180°C. Passare le nocciole spaccate a metà in padella con il restante burro e decorare le boule prima di servire.

lastra da forno al di sotto della stessa e cuocere per circa 15 minuti a 150°C. Nella stessa padella di rosolatura aggiungere il vino e il brodo, portare a ebollizione per circa un minuto, quindi aggiungere l’aceto e far cuocere per un’altro minuto. Servire il petto d’anatra tagliato a fettine insieme al cavolo e condire con la salsa.


Trifolata al sapore d’autunno PORTATA

DIFFICOLTÀ

contorno

bassa

TEMPO

CALORIE

35 min 212 kcal

sale e unire il prezzemolo finemente tritato e cuocere per circa 5 minuti a fiamma bassa.

Possono essere serviti sia caldi che freddi, a seconda dell’uso.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 800 g di funghi misti 30 g di burro 1 spicchio d’aglio 4 cucchiai d’olio extravergine di oliva prezzemolo sale

PREPARAZIONE Pulire i funghi e tagliarli a fette sottili, lasciare interi quelli molto piccoli. Scaldare in una padella antiaderente il burro con l’olio e lo spicchio d’aglio tagliato a metà, fare insaporire e versare i funghi. Cuocere per qualche minuto a fuoco vivace avendo cura di mescolare delicatamente, aggiustare di

Cuore caldo fondente PORTATA

DIFFICOLTÀ

dolce

bassa

TEMPO

CALORIE

60 min 554 kcal

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 150 g di cioccolato fondente 100 g di burro 20 g di farina 2 uova 1 tuorlo 90 g di zucchero a velo 1 busta di vanillina 20 g di cacao amaro 50 g di frutti di bosco menta fresca in foglie

PREPARAZIONE Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente, aggiungere 80 g di burro e mescolare bene il tutto. Versare in una ciotola le uova, la vanillina e lo zucchero, sbattere per circa 10 minuti fino a ottenere un composto gonfio e denso, quindi incorporare il cioccolato sciolto, la farina e 10 g di cacao setacciato. Imburrare e spolverare 4 stampini

in alluminio, riempirli per 3/4 circa e metterli a riposare in freezer per circa mezz’ora. Preriscaldare il forno a 180°C e infornare i tortini per un tempo massimo di 15 minuti.

Lasciare leggermente intiepidire, capovolgere ogni singolo tortino nel piatto di portata, cospargere di zucchero a velo e decorare con qualche frutto di bosco e una fogliolina di menta prima di servire.

le ricette

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vivere eco

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Legno: ritorno alla natura Simpatici animaletti, mobili di design, giochi per bimbi e vasi da giardino. Una nuova vita ai rifiuti, per salvare le foreste di Ilaria Blangetti

D

alle cassette della frutta a quella sedia ormai rotta, dagli imballaggi al pannello rovinato del mobile. Il legno è comunque e sempre una risorsa: ovviamente naturale, resistente, perfetto per molteplici utilizzi, gettarlo nell’indifferenziato sarebbe davvero un crimine. Ogni Comune ha un’area ecologica o un punto raccolta dov’è possibile conferire i nostri rifiuti ingombranti in legno che poi saranno trasformati in materia prima per prodotti industriali, in alcuni casi si tratta di servizi a chiamata. C’è ancora molto da fare: a maggio 2012 solo il 58% degli imballaggi messi a consumo veniva riciclato (informazioni sul sito del Consorzio nazionale per il recupero

e il riciclaggio degli imballaggi in legno www.rilegno.org).

Salvaguardiamo l’ambiente Riutilizzare il legno rappresenta un valido strumento per evitare la deforestazione. Il recupero può avvenire su due fronti: alla fonte, riutilizzando gli scarti di lavorazione (come trucioli e segature destinati, poi, soprattutto ai mobilifici) o dopo il consumo del prodotto, evitando di buttare in discarica l’usato. L’importante è che questo materiale sia lavorato il meno possibile (assicurarsi che non sia entrato in contatto con sostanze tossiche come, per esempio, alcune vernici), per agevolare il totale reim-


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I giochi in legno sono ormai un ricordo, un simbolo dell’infanzia di mamme e nonne. I giochi educativi, però, continuano ad essere un valido elemento per la crescita dei bambini, perché ne stimolano la creatività. Perché non rispolverare vecchie usanze o crearne qualcuno da soli? Oltre ai più tradizionali cubetti di legno con sopra le lettere dell’alfabeto (utilissimi per imparare parole nuove), ci si può buttare in qualche “opera” più difficile, come una casetta di legno per le bambole: durante qualsiasi lavorazione utilizzate sempre vernici atossiche. Su internet sono tanti i siti e i blog che insegnano a costruire giochi, tra questi www.giocomania.org/default.asp e www.paper-toys.com/intro-i.htm. Per il giardino, invece, si può costruire una classica altalena utilizzando una piccola panca di legno assicurata al ramo di un bell’albero con una fune robusta e resistente: perché il tutto sia sicuro, levigate il legno e smussate gli angoli, in modo che il piano non sia pericoloso (www.faidatemania.it/come-costruire-unaltalena-43084.html).

piego: non trattato, infatti, il legno è potenzialmente riciclabile più volte. Quanto alla segatura questa può essere subito valorizzata diventando combustibile: esistono anche delle “pellettatrici” adatte alla produzione famigliare di pellet per dare una nuova vita “energetica” agli scarti. Riciclare, quindi, è una scelta ecologicamente corretta ma è bene ricordare che permette anche ottimi risparmi.

Dal riciclo al riutilizzo in casa Sono tante le idee per rendere il legno un materiale davvero sostenibile. I bancali in legno sono un elemento di design, utilizzati come base

per divani, per realizzare tavolini e pianali oppure simpatiche fioriere da esterni. Bastano pochi accorgimenti per trasformare un rifiuto industriale in un elemento d’arredo di grande impatto: se ne sono accorte molte aziende, tra queste anche la Ecopallet (www.ecopallet.it). Un grande oggetto d’arredo totalmente fai da te potrebbe essere un appendiabiti a muro, a forma di albero, realizzato con vecchi assi di legno. Per un giardino low cost recuperate vecchie botti che possono diventare simpatici portavasi o utili tavolini. Con qualche asse potrete costruire anche la cuccia per il vostro amico a quattro zampe: fate attenzione a eliminare

vivere eco

Un tuffo nel passato

Non buttate i tappi di sughero Anche i più comuni tappi di sughero possono essere riciclati. Il sughero infatti, ricavato dall’estrazione della corteccia dalla quercia da sughero, è ottimo per concimare le piante: sminuzzate i tappi e metteteli nei vasi. Inoltre, si possono realizzare simpatici oggetti, tra questi anche un originale tappetino: utilizzate come base un vecchio tappeto, raccogliete un gran numero di tappi di dimensioni simili tagliati longitudinalmente e poi, con della colla a caldo, posizionate la parte piatta sulla superficie fino a ricoprirla interamente. Se, invece, dovete proprio gettarli, buttateli nel compost o nel cassonetto dell’umido in quanto materiale organico biodegradabile.

le schegge e rendete la casetta più accogliente con vecchi maglioni.

Alleato della bioedilizia Vivere nel rispetto dell’ambiente. Il legno recuperato da precedenti strutture è una grande risorsa per la biodelizia. Questo legno, infatti, permette di abbattere notevolmente i costi di realizzazione della casa in quanto si tratta di materiale già lavorato, pronto per essere utilizzato. Uno smantellamento virtuoso degli edifici, inoltre, porta a un risparmio in termini di costi oltre ad un evidente vantaggio per le nostre foreste. Certo non sempre è possibile, cercate almeno di recuperare le travi più lunghe, quasi sempre riadattabili.


MonDo BaMBini

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dall’asilo alla scuola Si spegneranno in fretta le 6 candeline sulla torta, segnando un traguardo importante nella vita del tuo bambino. Rendi questo passaggio più sereno e meno doloroso A cura della redazione di

T

i sembra ancora lontano il giorno in cui accompagnerai il tuo cucciolo al suo primo giorno di scuola? Non ti accorgerai nemmeno di come volerà in fretta il tempo e arriverà il momento del grande passaggio dall’asilo alla scuola, quando il tuo bambino si appresterà ad iniziare un decisivo capitolo della sua esistenza. Sarà importante dare un’impronta positiva ad un cambiamento così radicale per rendere l’esperienza dei primi giorni in classe gradevole, e non fonte di timori e di stress. Dovrai allora preparare questo momento nel migliore dei modi, dando a tale cambiamento un significato del tutto speciale.

L’età giusta per cominciare Prima di tutto dobbiamo soffermarci sull’età “giusta” per intraprendere il grande cambiamento. Sia dal punto di vista intellettivo che della capacità di apprendimento, i bambini di oggi, solitamente, sono preparati ad affrontare con anticipo l’ingresso nella scuola elementare. La precoce maturazione delle loro capacità di socializzare e confrontarsi con compagni e insegnanti, e le “nozioni” di scrittura e lettura imparate anzitempo, sono fattori che vanno a favore di questo anticipo scolastico. C’è però anche un aspetto che va a sfavore. L’inserimento anticipato, infatti, toglie al bambino tempo al


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Uno studio condotto dall’Università di Rochester ha messo in evidenza l’importanza del sostegno familiare nel delicato momento di passaggio alla vita scolastica. Le tipologie familiari che sembrano determinare un cattivo adattamento scolastico, secondo questa ricerca, sarebbero due: Famiglia iperprotettiva: i rapporti sono affettuosi e caldi, ma intrusivi e asfissianti. La mamma apprensiva impartisce continue raccomandazioni sui pericoli e sulle infinite regole da rispettare; ogni volta dopo la scuola tempesta suo figlio di tante opprimenti domande su tutto quello che ha fatto in classe. Spesso, questi bambini non manifestano nei primi giorni forti problemi a scuola, ma tendono nel tempo a diventare sempre più ansiosi e ad isolarsi dai compagni. Famiglia disimpegnata: i rapporti sono freddi con scarso coinvolgimento emotivo e sola razionalità; le esperienze vissute rare volte vengono condivise fra i familiari. Un tale genitore può esprimersi con frasi del tipo: “Ma che sarà mai! Tutti sono sopravvissuti al loro primo giorno di scuola!”. I bambini che vivono in simili contesti spesso diventano aggressivi, refrattari alle regole e soprattutto poco capaci di legare e di relazionarsi con i compagni.

gioco, attività molto importante per la sua crescita! Alle elementari, infatti, i bambini necessariamente devono stare seduti 6 ore al giorno, prestando un’attenzione che non lascia spazio ad alcuna distrazione. Per questo motivo, generalmente, si consiglia di mandare i bambini a scuola a 6 anni compiuti; anche nel caso di bimbi nati a gennaio o febbraio che, all’ingresso a scuola, avrebbero 6 anni e mezzo. In questo modo si permette al piccolo di affrontare l’approccio con la scuola più serenamente, con maggiore maturità psicomotoria e capacità concettuale, e con più sicurezza nei rapporti interpersonali.

Come valutare se il bimbo è pronto Se il tuo bambino è nato “a cavallo” tra un anno scolastico e l’altro devi valutare se mandarlo a scuola a 5 anni e mezzo o nell’anno successivo: a 6 anni e mezzo. Devi prendere in considerazione i seguenti punti: • Come interagisce con gli altri bambini? È in grado di difendersi e di affrontare situazioni nuove? È capace di rapportarsi con bambini più grandi di lui?

• Sa concentrarsi su un compito o è unicamente attratto dai giochi? visto che l’ingresso nella scuola elementare comporta un maggior dispendio di energie, pensi che abbia la forza e la maturità necessarie per affrontarlo? • Per confortare la tua decisione, chiedi consiglio alle insegnanti della scuola materna, che hanno una visione più oggettiva, legata al contesto scolastico del tuo bambino. Non rammaricarti se la maestra ti consiglia di rimandare questo passo all’anno successivo!

Non avere troppa fretta! Per compiere questo passaggio importante, non devi seguire la moda o cercare di andare al passo con i figli delle tue amiche. Devi valutare se effettivamente ritieni positivo l’anticipo scolastico per tuo figlio. Inoltre non ostinarti a preparare il tuo bambino all’ingresso alla scuola, insegnandogli per forza a leggere e a scrivere (come fanno molti genitori); rischieresti di “guastargli l’idea” della scuola stessa e ci andrebbe malvolentieri!

MonDo BaMBini

COme influisCe lA fAmigliA sui primi ApprOCCi

RENDERE IL PASSAGGIO MENO TRAUMATICO • Familiarizzare con la scuola Parla sempre in maniera positiva della scuola, introducendo l’argomento già diversi mesi prima. Rendi il tuo bambino consapevole della nuova realtà, spiegandogli come si svolge una giornata scolastica. Se hai qualche amico con figli più grandi, parla con loro in presenza di tuo figlio delle cose divertenti che fanno a scuola. • Stuzzicare la sua curiosità Proponi l’ingresso a scuola come l’inizio di un viaggio avventuroso; con entusiasmo e gioia digli che presto diventerà grande e comincerà ad imparare tantissime cose nuove, farà nuove esperienze e nuove amicizie. In questo modo susciterai in lui una curiosità in grado di soppiantare qualsiasi ansia o paura. • Preparativi da fare insieme Rendi tuo figlio partecipe della preparazione a cominciare dall’acquisto degli “strumenti del mestiere”. Portalo con te a comprare lo zainetto, i colori, le penne, i quaderni... in modo che possa scegliere lui stesso secondo il suo gusto. Spiegagli ogni cosa in maniera tale che possa affrontare l’ingresso nella scuola nel modo più agevole e sicuro.


animali

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Primi passi nel birdwatching Una passione in costante aumento in Italia, facilmente praticabile e a costi sostenibili di Gilberto Manfrin

I

l birdwatching è un modo divertente per entrare a diretto contatto con la natura. La parola significa ”osservazione degli uccelli in libertà”. Non esiste ambiente, con le sole eccezioni dell’Artide e dei deserti più desolati, privo di uccelli. Il centro delle nostre città, i nostri paesi, le nostre campagne sono popolate da numerose specie: sono 526 quelle che compongono l’avifauna italiana.

Poche regole per iniziare Il birdwatching è uno tra gli hobby meno costosi in assoluto. Con una spesa di circa 100 euro si può iniziare a fare i primi passi. Siete alle prime armi? Ecco che fare. - Comprare binocolo e guida. Di bi-

nocoli per birdwatching ce ne sono molti con prezzi da 50 fino a 2.000 euro. Comprare una guida è l’altro elemento essenziale: quella più aggiornata è “La nuova guida del birdwatcher” di Peter Hayman (16 euro). Tascabile e compatta, illustra 430 specie di uccelli che vivono in Italia e in Europa. - Annotare su taccuino. Le osservazioni vanno riportate: spesso rappresentano non solo un ricordo, ma la “fotografia” di un’area in quel determinato momento e stagione. - Scegliere un local patch. È l’area più vicina in cui praticare birdwatching regolarmente. Il posto preferito, perché vicino a casa o facilmente raggiungibile.


animali

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- Attirare gli uccelli. Predisporre una piccola mangiatoia permette di attirare uccelli anche poco comuni a portata d’occhio. Alimentateli con briciole di pane o dolciumi (non cioccolato). - Imparare canti e comportamenti. Avere un’infarinatura di dove una specie vive, di cosa si nutre, di come canta e della sua fenologia (cioè quando “capita”) in una data area, aiuta a fare meno errori di riconoscimento e stimola il bagaglio di conoscenze. - Conoscere altri birders. Fare birdwatching in compagnia è utile per scambiarsi informazioni e consigli. Per conoscere altri birders, iscrivetevi alla mailing list di EBN Italia (www.ebnitalia.it), l’associazione culturale per la promozione e diffu-

sione del birdwatching. - Partecipare a meeting o viaggi. Sono momenti che permettono di conoscere altre persone, capire dai più bravi i loro trucchi per attirare o riconoscere gli uccelli, accrescere esperienza anche all’estero.

Da nord a sud, tra aironi, aquile e fenicotteri Parchi, oasi di protezione, riserve naturali: ecco i luoghi indicati per iniziare a praticare il birdwatching. Il Delta del Po, nel Polesine, è la capitale europea del birdwatching (ogni anno in primavera a Comacchio si svolge la Fiera Internazionale del Birdwatching e del Turismo Naturalistico. Per info www.podeltabirdfair.it). Qui

troviamo oltre 300 specie di uccelli. In Lombardia vanno segnalati il Parco del Ticino, meta di pellegrinaggio per molte specie di Airone e la Riserva delle Torbiere del Sebino, nei pressi del lago d’Iseo, dove si possono osservare esemplari di Martin pescatore. Sul Monte Baldo, tra Trento e Verona, troviamo invece il Gallo cedrone e il Fagiano di monte. Il Parco del Gran Paradiso in Abruzzo, ospita le rarissime Aquile reali. In Sicilia invece, vicino a Siracusa, si può visitare la Riserva Naturale del fiume Ciane dove osservare il Cavaliere d’Italia. Negli Stagni del golfo di Cagliari-Molentargius, in Sardegna, a farla da padrone sono magnifici esemplari di Fenicottero.

Un condominio per osservare gli uccelli

Cosa indossare, come e quando praticarlo Per avvicinarsi ai volatili è necessario indossare un abbigliamento adeguato. Vestitevi con colori chiari, magari mimetici e quando avvistate la vostra “preda”, muovetevi con naturalezza e il più lentamente possibile per far abituare il volatile alla vostra presenza. Procedete in obliquo, avvicinandovi passo dopo passo, senza far capire che vi muovete verso di loro. Cercate di avere il sole alle spalle primo perché in questo modo il soggetto dei vostri avvistamenti o dei vostri scatti sarà meglio illuminato, secondo perché sarete meno visibili al volatile. Portate un repellente antizanzare perché capita spesso di trovarsi a fare avvistamenti in aree paludose, in prossimità di specchi d’acqua. Non dimenticate un k-way e un cappello per dissimulare il vostro viso: sembra incredibile ma gli uccelli vengono allarmati dai nostri occhi e dal nostro sguardo. I momenti della giornata migliori per praticare questa attività sono l’alba ed il tramonto quando i volatili diurni sono in piena frenesia, mentre le stagioni più interessanti sono la primavera e l’autunno quando molte specie migrano verso lidi più caldi o ritornano in Italia per assaporare il tepore della stagione estiva.

In Giappone esiste un “condominio” costruito per osservare la vita e le abitudini degli uccelli liberi in natura. Si trova al Momofuku Ando Center a Komoro, nella regione montuosa di Nagano. Una struttura sospesa, immersa nella quiete e nel verde, destinata a una persona e a 78 uccelli. La facciata è destinata ai piccoli volatili, mentre il retro nasconde una ripida scala per l’accesso riservato all’uomo. Comodamente alloggiato, il birdwatcher può osservare, attraverso piccoli fori creati sulla parete divisoria, le diverse specie di uccelli. La struttura è stata studiata per avvicinare le persone alle attività all’aria aperta.


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La Valletta con le sue tradizionali imbarcazioni da pesca

Malta,

ultimo bagno della stagione “La sinfonia dei Templari” Storia, leggenda, fantasia e mistero tra luoghi incontaminati e, solo apparentemente, lontani tra loro. Gabriella Poli, bresciana, giornalista e scrittrice, è l’autrice di “La sinfonia dei Templari”, un libro ambientato tra il lago di Garda e l’arcipelago maltese. Bea arriva a Malta delusa dalla sua vita sentimentale e professionale, dove approdano anche David e il figlio Norby. La protagonista scopre un mondo straordinario che custodisce segreti e antiche conoscenze. Un viaggio per ridare fiducia, in un percorso spirituale e di vita con la speranza di un mondo migliore (www.ilmiolibro.it). Un tuffo a Malta prima di assaporarla per davvero. di Ilaria Blangetti

M

are, sole, cultura e buon cibo: il luogo più adatto per godersi le ultime giornate di estate e l’inizio di un caldo autunno. Malta, o meglio la Repubblica di Malta, è un arcipelago del Mediterraneo formato dalle isole di Malta, Gozo e Comino incastonato tra la Sicilia, la Tunisia e la Libia. Famosa per la vita notturna e per il suo splendido mare, Malta è anche una meta interessantissima per la sua storia, grazie al sapore multiculturale che la caratterizza da secoli e ai suoi numerosi siti archeologici: i templi di Malta e Gozo, dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità, sono considerati i più antichi edifici autoportanti della terra. I templi di Ggantija a Xaghra a Gozo, per esempio, risalgono al 3600-3200 a.C.: il nome, in maltese, significa gigante… scoprite voi il perché. Risalgono alla stessa epoca i due templi di Tà Hagrat, a Malta, che rappresentano quelli meglio conservati dell’arcipelago. Il Hal Saflieni Hypogeum di Malta, invece, considerato uno dei monumenti preistorici di maggior rilievo a livello mondiale, è un complesso scavato nella roccia, usato nell’antichità come santuario.

Due capitali tutte da vivere Se arrivate in aereo atterrerete a La Valletta, la capitale, situata lungo la costa nord-orientale dell’isola. Oltre 300 monumenti fanno della città un vero museo a cielo aperto: passeggiare per le vie del centro è un’esperienza nella storia, tra piazze, cattedrali e palazzi. Assolutamente da vedere i giardini Upper Barrakka che permettono di godere di una strepitosa vista sul porto. Facilmente


Gozo e Comino, piccole perle del Mediterraneo Gozo è sicuramente più tranquilla della vicina Malta: non mancano testimonianze storiche e siti d’interesse ma la vera anima dell’isola è il suo paesaggio. Meno urbanizzata e meno gettonata dai turisti, l’isola ha conservato un aspetto più selvaggio. Da non perdere la Ramla Bay, che racchiude una spiaggia di un acceso color rosso dorato, quasi mai affollata e circondata da colline. La baia è vicina alla grotta di Calipso che, secondo Omero, ospita lo spirito di Ulisse: si narra, infatti, che la ninfa Calipso trattenne prigioniero sull’isola l’eroe dell’Odissea, per sette lunghi anni. Si può arrivare alla grotta sia a piedi che in auto. Niente auto e un solo albergo (www.cominohotel.com), Comino è sicuramente il paradiso del relax. Poco popolata, ancora fuori dai grandi flussi turistici, l’isola è perfetta per fare lunghe nuotate, esplorare i fantastici fondali o arrampicarsi sulle rocce che dominano il litorale. Spingetevi fino alla Laguna Blu, vi sembrerà di essere in un’isola sperduta del mare dei Caraibi. Per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni subacquee non si può perdere un salto sulla minuscola isola di Cominotto, ovviamente disabitata, ad appena 100 metri dalla costa di Comino che delimita, insieme alla “sorella maggiore” la fantastica Laguna Blu.

Grotta sottomarina a forma di cuore sull’isola di Gozo

Studiare l’inglese vicino al mare Le lingue ufficiali dell’arcipelago sono il maltese e, per l’appunto, l’inglese. Per questo l’arcipelago è uno dei centri più rinomati per l’insegnamento della lingua inglese dove ogni anno migliaia di giovani e non solo soggiornano per abbinare vacanza e studio in un contesto sicuramente più rilassato ed

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Mille modi per arrivare Arrivare in aereo è il modo più facile ed economico per visitare Malta. Oltre all’Air Malta e a numerose compagnie di bandiera estere che servono l’isola, tra cui l’Alitalia, volano verso l’arcipelago anche alcuni low cost come EasyJet e Ryanair. Esistono anche dei collegamenti via mare. La Virtus Ferries (www.virtuferries. com) con dei catamarani collega Pozzallo, in provincia di Ragusa, e Catania a Malta (tempo di percorrenza un’ora e 45 minuti). Il porto di Malta è inoltre uno scalo molto frequentato dalle navi da crociera in giro per il Mediterraneo. Tra Malta e Gozo c’è un regolare sevizio di traghetti (possibilità di imbarcare anche l’auto; www.gozochannel.com), così come verso la piccola Comino. Anche il Comino Hotel offre un servizio traghetto che non è disponibile, però, tra novembre e marzo quando l’hotel è chiuso. L’arcipelago di Malta rimane ancora una meta relativamente economica con soluzioni di pernottamento per tutti i gusti e per tutte le tasche, dall’ostello (http:// bohohostel.com; 18 euro il posto letto in dormitorio) al resort di lusso (www.excelsior. com.mt; a partire da 148 euro a doppia) fino a comodi appartamenti (www.clubsalinahotelmalta.com). Per chi decide di affittare un’auto è bene ricordare che la guida è a sinistra. Per ottenere informazioni dettagliate su alberghi, collegamenti ed attività che si possono fare sull’arcipelago è possibile consultare il sito, disponibile anche in italiano, www.visitmalta.com.

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raggiungibile da Malta è la famosa Ghadira Bay: mare limpido, bar e ristoranti fanno della baia un luogo ideale per le famiglie. Nella parte più settentrionale dell’isola, non lontano da Ghadira Bay, c’è la Paradise Bay, la baia ideale, invece, per i giovani. Esiste, però, un’altra capitale: si tratta di Medina, o Mdina, una città vecchia di 4 mila anni che un tempo era il centro politico dell’arcipelago. La cosiddetta “città nobile” o “città del silenzio” è in effetti un posto magico grazie alla sua posizione a quasi 200 metri di altezza, che permette di godere di una splendida visuale sull’isola. Chiusa al traffico, Mdina è un bellissimo esempio di città fortificata, si trova a neanche mezz’ora d’auto da La Valletta ed è ben collegata dagli autobus. Prima delle mura di Mdina c’è Rabat, dove ci sono altri importanti siti archeologici legati alla cristianità come la grotta di San Paolo e numerose chiese.


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Tipici balconi colorati Maltesi

economico rispetto all’Inghilterra o alle grandi città statunitensi. Se siete interessati a questo tipo di soggiorno (ci sono programmi adatti anche ad adulti) potete contattare uno dei tanti centri che organizzano vacanze studio in giro per il mondo: tra questi c’è EF (www.ef-italia.it). Niente paura per chi ha pensato ad una vacanza fai da te e ha poca dimestichezza con l’inglese: l’italiano è abbastanza conosciuto e in molti casi anche parlato.

Un mix di culture anche in cucina La cucina maltese è un vero mix di culture che “agguanta” sapori e colori dall’Italia, dalla Gran Bretagna, dalla vicina Africa e dal mondo arabo. Anche per questo Malta è famosa non solo per l’ottimo pesce, ma anche per i piatti di terra. Assaggiate i “Pastizzi”, una specialità semplice e gustosa a base di pasta sfoglia ricotta e piselli, solitamente venduta nella “pastizzeria” dove troverete anche altri cibi “da strada” a prezzi davvero economici. A Rabat provate a entrare alla “Tal Lajku”, non lontana dal terminal dei bus per un pasto veloce e gustoso mentre a Mdina fermatevi per un aperitivo o una fetta di torta (avrete una grande scelta!) al Caffè Fontanella di Bastion street. Il coniglio (fenek per i maltesi) in umido e gli involtini di carne cotti nel vino rosso, sono invece specialità dal puro sapore mediterraneo mentre gli amanti del formaggio non potranno non assaggiare quello prodotto a Gozo: il “Gbejniet” è a base di latte di capra. A Malta si produce anche una birra bionda chiamata “Cisk” e potrete anche gustare la “Kinnie”, una bevanda gassata analcolica a base di arance amare. Se volete un vero ristorante fermatevi al “Fumia” di La Valletta ottimo per il pesce e famoso per le specialità della tradizione siciliana (www.fumiarestaurant.com).

Vivere l’arcipelago a 360° Uno dei tesori più importanti di Malta è nascosto sotto l’acqua. Stiamo parlando dei fantastici fondali dell’arcipelago: un habitat incontaminato adatto per piccole immersioni è quello di St. Peters Pool. Se volete provare qualcosa di davvero unico il “parasailing” fa al caso vostro: si tratta di un paracadute ascensionale per due persone che si alza fino a 75 metri di altezza da dove si potrà godere di un panorama mozzafiato con decollo ed atterraggio da una barca (40 euro a persona, informazioni su www.vacanzeamalta.it). Pensando a Malta vengono in mente lunghe nuotate, partite a tennis e campi da golf, ma sicuramente non una bella scalata: l’isola, invece, è ricca di vie di climbing praticabili tutto l’anno. Provare per credere.

Coniglio in umido alla maltese PORTATA

DIFFICOLTÀ

secondo

bassa

TEMPO

CALORIE

90 min 360 kcal

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 1 coniglio tagliato a pezzetti 3 pomodori maturi 2 cipolle 1 bicchiere di vino rosso uno spicchio d’aglio qualche foglia di alloro brodo vegetale farina olio sale e pepe

PREPARAZIONE Infarinare il coniglio tagliato a pezzetti. Fare un trito con le cipolle e lo spicchio d’aglio. Mettere il soffritto in pentola aggiungendo i pomodori sbucciati e tagliati a dadini. Aggiungere anche il coniglio salato e pepato, le foglie di alloro e il bicchiere di vino. Lasciare sfumare il vino e poi aggiungere un bicchiere di brodo vegetale bollente. Far cuocere a fuoco medio e con il coperchio per almeno un’ora.


Leggere e asCoLTare

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Quattro idee in libertà SiamO QuellO Che COmPRiamO O COmPRiamO QuellO Che SiamO? L’ultimo romanzo di Chiara Gamberale, giovane scrittrice romana venuta alla ribalta con il racconto della sua anoressia in “Una vita sottile”, è uno spaccato ironico ma mai scontato della dinamica dei rapporti della nostra società. L’originalità di una narrazione leggera e impegnata, si coglie già nell’incipit di ogni capitolo, che alterna l’elenco della spesa che le due protagoniste mettono ogni giorno nel carrello del supermercato. “Dimmi cosa compri e ti dirò chi sei”, sembrano pensare Erica (madre di famiglia e moglie fedele) e Tea (attrice protagonista di una nota soap opera televisiva), che nello spiarsi tra le file degli scaffali si invidiano a vicenda all’insaputa l’una dell’altra. Fino al colpo di scena finale. chiara Gamberale, “Quattro etti d’amore, grazie” (Mondadori 2013, pp. 242, euro 17)

se le tue lACrime hAnnO il gustO di frAgOlA, dillO A quAlCunO! Il primo libro del dj e autore televisivo Nicola Savino nasce da una fiaba inventata per far addormentare la figlia Matilda. La piccola Chiara viene presa in giro dai suoi compagni perché porta gli occhiali, ma il vero problema è che quando si mette a piangere le sue lacrime hanno il gusto di fragola, cosa che spinge Asdrubale & C. a farla piangere ancora di più. Un giorno Chiara ne parla alla mamma, che, grazie all’intervento di una fatina, fa sì che le sue lacrime puzzino di pupù. Trucco a parte, il racconto si porta dietro un messaggio importante: quando hai un problema, parlane con qualcuno, vedrai che come per magia tutto diventerà più semplice. Per i bambini sopra i 4 anni. I profitti sono destinati all’associazione Airett. nicola savino e Marta Monelli, “Lacrime di fragola” (Add 2013, pp. 148, euro 12,90)

lO tSunami Del 2004 nel RaCCOntO Di una Famiglia SOPRaVViSSuta Quando l’impossibile diventa possibile. Se siamo abituati ad andare al cinema per evadere dalla realtà, l’ultimo film del regista spagnolo Bayona ci riporta prepotentemente alla vita reale, fino a farci letteralmente affogare. Il racconto dello Tsunami che ha colpito nel 2004 l’oceano Indiano, infatti, viene fatto attraverso la storia vera ed intima di una famiglia spagnola (che nel film diventa americana, unica concessione alla fiction) che durante il cataclisma a cui è sopravvissuta si trovava in vacanza in Thailandia. A differenza di tanti film catastrofici, in cui alla fine si tira un sospiro di sollievo pensando che si tratti di fatti inventati, la storia di Henry, Maria e dei loro tre figli restituisce il senso di un disastro che nessun telegiornale era riuscito a offrire. “the impossible” (eaglepictures 2012)

ALEX BRITTI SUONA E CANTA UN INNO ALL’OTTIMISMO PER L’ITALIA A quattro anni di distanza dal suo ultimo album, Alex Britti riappare sulle scene con un nuovo disco: “Bene così”. Intimità, semplicità e purezza: queste le parole che descrivono meglio il lavoro del cantautore romano. Negli inediti contenuti nel cd, Britti sperimenta sonorità rock, ma senza mai eccedere, rimanendo fedele al suo inconfondibile stile. I principali temi affrontati sono l’amore e l’Italia di oggi, con tutti i suoi problemi. “Baciami (e portami a ballare)”, singolo di lancio dell’album, è un inno all’ottimismo, che, secondo l’artista, è il modo migliore per affrontare le difficoltà quotidiane. Presenti nel disco anche due pezzi strumentali dedicati a tutti gli appassionati della chitarra. Alex Britti, “Bene così” (it.pop 2013)


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