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italiani entra in campo quando le battaglie per il moderno sono state vinte e una sedia ed una poltrona non sono cimenti di cultura ma oggetti di mercato, nel senso attivo della parola, elementi di aggancio al mondo della produzione”. Nel mondo della produzione di quegli anni si stavano formando numerose aziende, che nascevano o si rinvigorivano e che da lì a poco sarebbero diventate le icone del decennio: Cassina (che dal 1965 iniziava la raffinata operazione storica di rieditare i classici del design moderno a partire dai mobili disegnati nel 1929 da Le Corbusier e Charlotte Perriand e a tale attività affiancava anche la produzione di oggetti all’avanguardia disegnati dai designer italiani più giovani), Arflex, Artemide, C&B (nata dalla collaborazione tra Cesare Cassina e Piero Busnelli, che si occupava per lo più della produzione di imbottiti), Boffi, Gavina, Gufram, Kartell, Olivetti, Poltronova, Zanotta, solo per nominarne alcune. I casi di Olivetti e di Kartell presentavano alcune particolarità. Olivetti aveva già iniziato da qualche anno la collaborazione con Ettore Sottsass, che per questa aveva già disegnato nel 1959 il primo grande calcolatore elettronico Elea 9003 e nel 1964 la macchina da scrivere Tekne 3, quando Roberto Olivetti gli proponeva di entrare stabilmente in azienda divenendo direttore del settore dedicato al design. La soluzione trovata da Sottsass sarebbe stata del tutto peculiare, infatti, egli proponeva l’apertura di un atelier in cui i collaboratori, selezionati da lui, secondo le necessità dell’amministrazione

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Storia del design 2 luana leo  

Si tratta di una raccolta di fonti valide atte a spiegare l'evoluzione del design dagli anni '30 ad oggi, analizzando i paesi che hanno avut...

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