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>bmmZONE 15 del 13.07.2013 - Periodico - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione abb. post. D.L. 353/2003 (conv.in L.27.02.2004 n.46) art.1, comma 1, DCB Ravenna - IVA assolta all’origine - ₏ 3,00

Who is he and what is he to you?

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> the infidelity issue

temptation


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Editor in Chief Lorella Monchi_lorellamonchi@bmm.cc Creative Director Piero Cattani_pierocattani@bmm.cc Fashion Director Rossana Costantino_ rossanacostantino@bmm.cc Graphic Designer & Photo Editor Roberto Morellini_robertomorellini@bmm.cc Creative Director Assistant Giuliano Cattani Editorial Staff Manu Benedetti, Claudia Bruni, Leo Bruni, Francesca Castelvetro, Andrea Camarda, Lina Colasanto, Paolo Gambi, Eve Mathieu, Vittorio Pastanella, Alice Visconti Photographers in this issue Piero Cattani, Daniele Guidetti, Roberto Morellini, Luca Rossetti, Alessandro Zini Scanning Consultant Roberto Focaccia_roberto@tipografiamoderna.com Scanning Tipografia Moderna Ravenna Printing Arti Grafiche Picene Advertising Fashion Abbey Srl tel +39(0)544 590490 fax +39(0)544 590480 Advertising Agents alessandratarroni@bmm.cc, danielasaporetti@bmm.cc, fabiononnato@bmm.cc bmmZONE is published by bmm Srl Reprensented by Fashion Abbey Srl Viale Montenero 70, 20135 Milano - Sede operativa Via Magazzini Anteriori 51, 48122 Ravenna tel +39(0)544 590490 fax +39(0)544 590480 www.bmm.cc, www.fashionabbey.com Distribuzione edicole Rag. Rossi Massimo Agenzia Distribuzione Quitidiani Periodici Via Del Lavoro 2, Zona Ind. Montaletto, Cervia (Ra) - F.lli Rossi di Massimo e Marco Rossi Agenzia Distribuzione Stampa Via Romagnoli 10, Ravenna Abbonamenti bmm@bmm.cc Abbonamento annuale bmmZONE ₏ 10,00 bmmZONE 14 del 17 Maggio 2013 bmmZONE è iscritto al tribunale di Ravenna n. 1332 del 15/06/2009

COVER_Shut up and wash! photographed by Piero Cattani on page 96

>zone MASTHEAD

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16 Paolo Cavallari_Editorial 30 Federico Ballandi_All in my Head 48 L’amore infedele 50 Anna Falchi_A Sensual Temptation 54 L’ultima tentazione di Cristo 56 Fedifraghi al tempo di Internet 58 Denny Montesi_Bello e… possibile

FEDERICO BALLANDI photographed by ROBERTO MORELLINI on page 30

>zone SOCIETY

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44 Ten Must for Home 64 Objects of temptation 76 View from Quadrastudio 78 Villa dei Pini_DreamHouse 86 Fendi en plein air 90 Design like Experience 92 Wood for Life

CHECAZZè, DESIGNER OMAR RONDA PER CASAMANIA_OBJECTS OF TEMPTATION on page 64

>zone ARCHITECTURE & DESIGN

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>zone FASHION & BEAUTY

TIME AFTER TIME photographer ROBERTO MORELLINI on page 112

PATEK PHILIPPE Nautilus Crono Men Ref. 5980/1A-001

36 Ten Must for Her 38 Ten Must for Him 40 Ten Must for Kids 42 Ten Must for Pets 96 Shut up and Wash!_Piero Cattani/Fashion Story 1 108 For Trend Setter Only 112 Time After Time_Roberto Morellini/Fashion Story 2 124 Make-up_Kissable Lips 126 Hair_Uncovered face 128 Beauty & Wellness in your Hair 132 Giovanna Casadio_ Yes you Can

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- CONSULENZA PERSONALIZZATA TAGLIO COLORE - TOTAL LOOK - SERVIZI TOTAL BEAUTY - PICCOLA ESTETICA - MAKE-UP - SERVIZIO PRIVACY RELAX IN CABINA BENESSERE CON CROMOTERAPIA MUSICO-TERAPIA SU RICHIESTA - TRATTAMENTI PERSONALIZZATI LA BIOSTHETIQUE

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136 Jovanotti_The Big Show 140 Teen-ptations 144 Zone Travel_Temptation: Ten Beaches 150 Giulia AramĂ _To Brazil and Back 154 Pit Lane_Red Passion 156 Data Trade_Apple, Future Oriented 158 Terre Alte_The Fish on the Hill 160 Cala Celeste_Summer on the Beach 162 Travelling around Infidelity 164 La Trattoria_Gimmie Five 166 Pacifico Music Dinner_Two of a Kind

JOVANOTTI photographed by Rodolfo Marziale on page 136

>zone BORDERLINE

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170 Louie Vega_Hey, Mister DJ! 174 Pietro Zini_Music is my First Love 178 Titilla_In the Land of Nowhere 184 NanĂ n_Opening Party 194 >bmmZONE Party 204 Andrea Camurri_The Partyman

VERONICA BATISTA DANTAS photographed by Alessandro Zini on page 194

>zone NIGHTSPOT

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>zone EDITORIAL

Peggio delle corna c’è solo il tumore Paolo Cavallari

Le corna sono l’ultimo dei problemi Piero Cattani

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>zone INTERVIEW

Kontatto è il brand di abbigliamento e maglieria da donna Made in Italy creato nel 1995 da Federico Ballandi, appassionato collezionista d’arte, imprenditore di successo e viaggiatore instancabile. L’obiettivo di >bmmZONE è riuscito a “catturarlo”, trasformandolo in modello per un giorno. Text > Lorella Monchi Photos > Roberto Morellini Styling > Sabina Zabberoni for Julian

Federico Ballandi

ALL IN MY HEAD

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>zone INTERVIEW

All TOM FORD

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This and next page: jacket JUNYA WATANABE, t-shirt YOHJI YAMAMOTO

>zone INTERVIEW

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>zone INTERVIEW

come frange e perle, o a richiami trendy come borchie, pailettes e pietre dure, in perfetta sintonia con le tendenze del momento. Federico Ballandi riesce a immaginarsi in un campo diverso da

quello fashion? Per me la vita è questa… ma soprattutto è un atteggiamento mentale il mio. Faccio quel che faccio in un modo che mi prende totalmente. Non riesco a

Il nuovo flagship store Kontatto a Milano

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In un mondo in cui tutto (o quasi) è già stato inventato, quanto la moda è ancora in grado di tentare? Più che tentare deve riuscire a soddisfare. Inventare è diventato impossibile non tanto in se stesso quanto per la velocità di risposta che il settore fashion richiede, che è quella della luce. Diciamo che nel modo di vivere e programmare la moda, oggi è necessaria la capacità di inventare su richiesta del cliente che sempre più vuole poter disporre subito di ciò che desidera. Qual è l’arma vincente di un brand moda? Essere riconoscibile o trasformista? Credo sia un insieme di entusiasmo, immagine e buona comunicazione, oltre che di prodotto e prezzo, naturalmente. Com’è l’estate vista da Kontatto? In stile urban chic, ma con contaminazioni e influenze militari e cosmopolite, così che possano crearsi un gran numero di proposte sempre diverse: kimono, giacche in pelle, maxi maglie con applicazioni, short e mini dress ricamati, maxi gonne e lunghi abiti con spacchi altissimi. Senza dimenticare le sovrapposizioni, tra forme e tessuti, per creare uno stile che sottolinea una femminilità sicura e contemporanea. Il colore gioca come sempre un ruolo fondamentale nella nostra collezione, attingendo all’immaginario militare, con varie declinazioni del verde, per poi spaziare tra le più estive tinte acquarello del giallo, rosa, acquamarina, mixate all’occorrenza a colori forti e vibranti come blu cobalto, corallo, verde smeraldo. Grande attenzione anche alle stampe, come i romantici fiori colorati, che si alternano a dettagli insoliti


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>zone INTERVIEW

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>zone INTERVIEW

pensare a qualcosa d’altro: sono riuscito a creare un marchio, lo tengo in piedi, ho creato un pool di collaboratori in gamba… E comunque penso che non potrei fare nient’altro in modo diverso. Nessuna “tentazione” quindi? Arrivato a questo punto penso che le tentazioni sia meglio lasciarle da parte, piuttosto cerco di avere uno stile di vita regolare, di fare sport per mantenermi attivo, vitale ed essere sempre pronto, ogni giorno, a cogliere l’attimo… Cosa, ad esempio? Avresti mai detto che il fast fashion, per sua natura, potesse avvicinarsi a importanti fiere di settore? Bene, noi stiamo consolidando sempre più la nostra azienda e ci stiamo aprendo con forza anche ai mercati esteri… In questo senso si possono collocare le recenti presenze di Kontatto a importanti fiere come Premium a Berlino e altre in Polonia e Russia. Insomma, una sfida, una novità che dovrà portare i suoi frutti. E l’arte? Ormai questo interesse è diventato parte integrante di me… la mia casa è sempre più un luogo di esposizione, insomma. E quando entro in un Book shop o vado in un museo o prendo un aereo per vedere una mostra a New York lo faccio con lo stesso entusiasmo che metto nel lavoro. L’arte è un’inesauribile fonte d’ispirazione personale,

un tassello fondante della mia esistenza. Tornando a parlare di moda e del tuo mondo, in questi anni di attività c’è qualcuno o qualcosa che ricordi in modo particolare… perché ti ha ispirato o ti ha trasmesso o lasciato qualcosa d’importante? La cosa che più mi gratifica è essermi circondato di collaboratori giovani e dinamici ai quali trasferisco la mia esperienza e competenza e della cui energia vitale mi nutro proprio per far crescere l’azienda. La fidelizzazione, che è un po’ l’opposto dell’infedeltà (altro tema del numero), quanto conta per un brand? E come Kontatto riesce a fidelizzare le proprie clienti? Intanto l’essere presenti con tre monomarca (Milano, Bologna, Milano Marittima) ci permette di far entrare le nostre clienti direttamente nel mondo Kontatto. E poi i nostri costanti investimenti nella comunicazione per far comprendere appieno cosa Kontatto sia, la scelta delle giuste testimonial, la linea diretta con le clienti che aggiorniamo continuamente sulle nostre novità… A proposito di flagship store… dopo Milano Marittima e Bologna, Kontatto è arrivato anche a Milano… Abbiamo fatto un negozio molto bello che è anche il nostro primo punto di comunicazione, con >35

gli agenti, i clienti e tanti personaggi del settore oltre che dello spettacolo. È situato nel cuore dello shopping milanese, in Via Torino 48, si articola su una superficie di oltre 100 mq e ha due vetrine sulla strada. Il concept architettonico rimane fedele a quello dei precedenti punti vendita, con linee decise, elementi in metallo e la predominanza cromatica del colore bianco ottico con tocchi di rosso vivo. Essenziale, versatile e leggero, lo spazio di vendita è stato ideato col preciso intento di raccontare e presentare i capi di Kontatto in maniera moderna e accattivante. Protagoniste assolute le nostre collezioni, che offrono una selezione di proposte sempre nuove grazie al costante riassortimento di capi e agli arrivi mensili di nuovi look. Nel futuro di kontatto? Consolidare quanto fin qui acquisito e, come ti dicevo in apertura, conquistare nuove realtà commerciali oltre a Belgio, Canada, Olanda e Stati Uniti dove già siamo distribuiti. A parte lavorare, cosa fa Federico Ballandi smessi i panni dell’imprenditore? Molti chilometri in bicicletta, altrettanti correndo a piedi, gioco a tennis. E ogni volta che posso, un viaggio. Viaggiare tiene viva la mente!

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>zone TREND

10 MUST FOR HER Quello che ci aspetta é un inverno popolato da algide regine delle nevi. La moda A/I 20013-2014 dipinge una donna che affronta la stagione fredda di petto: decisa, maestosa e grintosa! A cura di > Rossana Costantino

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1 Rosso e nero per la regina di cuori creata da Aquilano Rimondi. 2 Dotato di minimalismo regale il total white proposto da Derek Lam. 3 La valchiria by Missoni si avvolge in pellicce, trasparenze e sovrapposizioni. 4 Da Tom Ford la lunghette si abbina al bomber! 5 Una ninfa dei ghiacci sfila da Versace. 6 In pelliccia con dettagli in pelle nera, la borsa di Alexander Wang. 7 Sovrana rock, la donna di Maria Francesca Pepe non si fa mancare nulla: perla, borchie e punti luce. 8 Katie Grand propone animalieur e catena. 9 Eau Lègére Opera del maestro profumiere Michel Almairac per Bottega Veneta. 10 Bon ton, ma anche provocante l’open toe Giuseppe Zanotti.

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>zone TREND

10 MUST FOR HIM Alchimia ed equilibrismo, sono queste le parole d’ordine per la moda uomo del prossimo A/I, una lezione di stile che pretende un funambolismo maschile impeccabile.

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1 Quasi una tuta di memoria futurista, l’uomo pensato da Christian Lacroix non ha paura di farsi notare. 2 In perfetto equilibrio tra il radical-chic e il rock, l’originale eleganza Givenchy. 3 Bianco e nero, occidente e oriente, lo yin e yang di Miharayushiro. 4 Trasgressivo e sofisticato Ecce Homo! By Mugler. 5 British e raffinatissimo il casual di Neil Barret. 6 Versatile la brogue proposta da Santoni. 7 Lucidissimo il trolley di Momo Design. 8 In pelle bordeaux e blu le borse con cinghie a contrasto la borsa per lui di Marni. 9 Audace ma elegante Platinum Edition di John Varvatos. 10 L’orologio Submariner Date Yellow Rolesor firmato Rolex, per immersioni nei vertiginosi abissi del lusso.

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>zone TREND

10 MUST FOR KIDS Imitare lo stile degli adulti senza perdere la spensieratezza tipica dei kids è senza dubbio la più grande scommessa per i creatori di moda bimbo. Il trend urban viene in soccorso di questi ultimi: Nascono così i nuovi trendissimi outfit metropolitani.

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1 Grunge l’outfit Diesel Kids. 2 Lo street irriverente di Illudia. 3 Asimmetrico e scanzonato il bambino pensato da John Galliano. 4 Un piccolo lord contemporaneo sulla passerella di Monnalisa. 5 Una piccola reginetta rock quella sfila per Philipp Plein Petite. 6 Stilosissima, con tanto ti g come quella dei grandi, la scarpina Gucci. 7 Tre orsi proprio come nella favola di Riccioli D’oro by Nanàn. 8 Rosa e degno di una principessa la giostrina magie di stelle Chicco. 9 Sembra uscito da una fiaba il forno per dolci Little Tiked. 10 Teconologia anche per i più piccini grazie a il tablet per bambini Lexibook Ultra Tablet.

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>zone TREND

10 Must for Pets

Che abbiano un paio d’ali, due pinne o quattro zampe, il concetto di animali domestici non basta più a definire quelli che per molti sono diventati veri e propri compagni di vita. Per questo viziarli è ormai un vero e proprio trend.

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1 La Trottola giocattolo by Petstages. 2 Occhiali per cani Buddy Belt. 3 Ciotola Mio for cat, Alessi riversa la propra filosofia nel mondo animale. 4 Rocky by Elk per i cuccioli dall’animo più ruvido. 5 Gabbia per roditori con seduta per bambini di Dooble. 6 Trasferte canine confortevoli e agevoli grazie alla una cuccia portatile Animal Planet. 7 Metà acquario metà gabbia per uccelli più che originale! design by Constance Guisset. 8 Il tunnel by Hunter sarà di certo apprezzato dai felini più esigenti. 9 Il passeggino Pet Gear, per una promenade in compagnia di neonati pelosi. 10 L’impermeabile giallo un vero e proprio classico oggi disponibile anche per quadrupedi grazie a Fad Dog.

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>zone TREND

10 Must for Home Abbiamo selezionato dieci pezzi irresistibili per la vostra casa, spaziando dal piccolo oggetto al complemento importante, tutti presentati per la prima volta allâ&#x20AC;&#x2122;ultimo Salone del Mobile di Milano. A cura di > Lorella Monchi

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1 100 SEDIE, una delle 100 sedute del progetto di Marni a favore di alcuni ex detenuti colombiani. Non cercatele, sono sold out! 2 Around, tavolino da caffè, designer Thomas Bentzen per Muuto. 3 Amuleto, lampada LED, disegnata da Alessandro Mendini per Ramun. 4 Eclectic, le eleganti e profumatissime candele disegnate dal mago della luce Tom Dixon. 5 Pillows, nuova allegra collezione di cuscini, designer Studio Lievore Altherr Molina per Aper. 6 Steel, cesto multiuso in ferro, design Primopiano. 7 Lagonda, divano tre posti, Gherardini Home. 8 NextMaruni, la sedia in legno di Maruni, designer Zazuyo Sejima+Ryue Nishizawa/SANAA. 9 Topkapi, tavolo da pranzo tondo in marmo bianco di Carrara, designer Konstantin Grcic per Marsotto Edizioni. 10 Cyborg, le poltroncine in policarbonato lucido di Marcel Wanders per Magis.

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>zone CHAPTER

SOCIETY 16 Paolo Cavallari_Editorial 30 Federico Ballandi_All in my Head 48 L’amore infedele 50 Anna Falchi_A Sensual Temptation 54 L’ultima tentazione di Cristo 56 Fedifraghi al tempo di Internet 58 Denny Montesi_Bello e… possibile

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>zone SOCIETY

Allarme rosso, allarme rosso! Una volta potevamo contare su un ragionevole tempo (sette anni) prima della fatale crisi che ci avrebbe condotti al tradimento o a esser traditi. Oggi? Una percentuale impressionante di adulteri, ben il 21%, si verifica entro il primissimo anno di matrimonio. Oh my God!!! Text > Lorella Monchi

L’AMORE INFEDELE

Pur non amando le statistiche, apprendere che ben il 21% dei tradimenti si perpetua durante il primo anno di matrimonio ha catturato la mia attenzione. Scopro così che un sondaggio condotto su oltre 1500 italiani avvalora una nuova Teoria della Relatività, dove di relativo c’è il periodo di durata della fedeltà. Parrebbe certo che tutti, prima o poi, tradiscono o tradiranno, anche se non tutti lo faranno in nome della medesima ragione, o nello stesso momento piuttosto che con egual frequenza. Lo studio suddivide in 5 grandi ere le stagioni dell’amore infedele. E perché tutti noi possiamo prepararci agli eventi cui, inevitabilmente, andremo incontro le riportiamo, con tanto di motivazione, di seguito. 1° anno di matrimonio Detengono il più altro tasso di infedeltà i signori maschi. Solo il 15% delle donne ammette di avere ceduto alla tentazione di un tradimento (o almeno di aver flirtato con un altro uomo) contro quasi il doppio, 27%, della controparte maschile. Di fatto una media del 21%. Come salvarsi? Analizzando un dato ulteriore: il 35% degli infedeli del primo anno aveva già ceduto a un tradimento prima del matrimonio. Il lupo perde il pelo, ma

non il vizio! 1°- 3° anno di matrimonio Se si riesce a superare il traguardo del primo anno di nozze, per la coppia si avvia un processo di consolidamento che vede, in genere, l’arrivo di un primo figlio. Ahimé, tale evento è vissuto in modo completamente diverso dai due interessati. Sovente le donne si concentrano a tal punto nell’interpretazione del nuovo ruolo genitoriale da far scaturire nel partner la cosiddetta “sindrome da abbandono da post primo figlio”. Ecco giustificata allora la differenza tra l’infedeltà maschile e femminile in questa fase della vita matrimoniale: il 36% degli uomini ammette aver flirtato, cercato e avuto storie fuori dalla coppia, contro il solo 11% delle donne. Dal 3° al 9° anno Si alzano le possibilità di infedeltà. Il terzo anno di matrimonio segna un po’ la fine della luna di miele e costituisce il momento del consolidamento familiare, forse anche fin troppo stabilizzato, visto che il 47% degli intervistati accusa l’emergere prepotente della routine nella vita di coppia. È questo il periodo in cui le percentuali di infedeltà di uomini e donne si avvicinano: 58% per gli uomini, 46% per le donne. La routine quotidiana, >48


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>zone SOCIETY

il non sentirsi desiderati e corteggiati dopo diversi anni di matrimonio fanno scricchiolare la promessa di fedeltà e cercare soddisfazione altrove. 
 Dal 9° al 25° anno È il periodo della cosiddetta infedeltà seriale. Proprio così, a partire dal 9° anno di matrimonio assistiamo a una reiterazione dei comportamenti infedeli. Il tradimento sembra addirittura un atto seriale, non a caso il 49% degli intervistati ammette di aver commesso più di un tradimento proprio nel corso di questi anni di matrimonio. E anche le donne sono piuttosto attive: il 36% di loro confessa di aver ceduto alla scappatella. Sembra proprio questo il momento in cui nella coppia ciascuno dei singoli componenti avverte la necessità di reinventare una propria individualità, come a dire: la coppia simbiotica è qualcosa di legato solo ai primissimi

anni di vita insieme! Questa esigenza di una libertà individuale sfocia, inevitabilmente, in una ricerca al di fuori della coppia, il tutto giustificato dal desiderio di mettere un po’ di pepe nella propria vita sentimentale. Dal 25° anno di matrimonio Se si è resistito fino a questo punto, coraggio!, il tasso di infedeltà fa meno paura e scende al 13%. Il superamento del 25° anno di vita di coppia segna una caduta nella percentuale degli adulteri all’interno della coppia. Bisogna però osservare che si tratta, verosimilmente, o di un “effetto dell’età” o del cosiddetto “effetto di generazione”, che è dunque legato all’età che avanza da un lato, piuttosto che all’appartenenza alle “vecchie generazioni” dall’altro. Proprio in quest’ultimo caso, chissà se quelle nuove seguiranno lo stesso trend! >49

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>zone INTERVIEW

Bellezza statuaria e carattere deciso. Determinata e pronta a mettersi in gioco. Anna Falchi continua ad essere fra le attrici piĂš desiderate dal cinema e dalla televisione, ma gli uomini che suscitano il suo interesse devono avere un carisma particolare, che lâ&#x20AC;&#x2122;artista racconta a >bmmZONE, svelando anche qualche tentazione. Text > Lina Colasanto

Anna Falchi

A SENSUAL TEMPTATION

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>zone INTERVIEW

piedi, perché Anna è incuriosita da chi possiede carisma, “mi colpisce la persona che non subisce il mio fascino – racconta - l’uomo sfuggente, che non mi sbava dietro, per assurdo, che quasi mi snobba”. A proposito di tentazioni, il lavoro è una tentazione a cui non sai dire di no, anche quando sei impegnata al massimo? Decisamente sì, mi piace lavorare tantissimo e quando un progetto mi interessa non riesco a rinunciare. A tavola invece cosa ti tenta? Adoro il salato: piatti semplici, come burro e alici. La moda può essere una tentazione? Non sono particolarmente ossessionata dalla moda. Se devo scegliere un capo opto per le t-shirt a “V”, mi piacciono molto, trovo che per una donna siano sensuali, slanciano collo e décolleté. Anche un abbigliamento casual può essere sexy. C’è un accessorio cui non rinunci? Una collana d’oro portafortuna, semplice, con un ciondolo a forma di luna. Il tuo look in questa stagione? In generale sportivo, casual. E l’abbigliamento per l’uomo? Per me l’abbigliamento più sexy per lui è jeans e camicia bianca. Le tentazioni possono far coppia con infedeltà, per te l’infedeltà cosa rappresenta? Credo che abbia a che fare con un calo di passione con il partner con cui stai. >51

Sei mai stata infedele? Sono stata infedele e ho subito infedeltà. “Chi di lama ferisce…”, ma poi un rapporto si esaurisce quando manca la fiducia ed è inevitabile che ci si lasci. Ho anche perdonato, ma non conviene, si dà adito a nuovi inciampi. L’infedeltà nell’amicizia? In questo caso non trovo scusanti, il tradimento mentale non lo perdono. Come ti definisci? “Carismatica, lunatica e allegra”. C’è un aspetto del tuo carattere che ti ha aiutata nel lavoro? La mia capacità di confrontarmi sempre con nuove avventure. Sono eclettica, ho fatto di tutto, dal teatro alla tv al cinema. Attrice, presentatrice, ho ballato, mi sono tuffata, insomma mi piace sperimentare, evolvermi, il mio spirito mi spinge a ricominciare sempre. Un aspetto che invece ti ha penalizzata? Il mio essere esuberante, spesso non è stato ben visto. A tua figlia che consiglio daresti se volesse seguire la strada dello spettacolo? Di lasciare perdere, spero sceglierà tutt’altro percorso, in questo ambiente sembra tutto bello, ma bisogna avere un carattere forte, è molto duro, non è semplice reggere. Con i tuoi fan sei sempre disponibile, ami comunicare con loro anche attraverso i social network? Ho sia il profilo Twitter che Facebook, ma non sono particolarmente amante delle nuove

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Colpisce la sua spontaneità e naturalezza, il successo che vive ormai da vent’anni non ha fatto perdere ad Anna Falchi il contatto reale con il suo pubblico, con cui mantiene uno stretto rapporto. In Romagna viene spesso: ad esempio, di recente è stata ospite a Ravenna per l’inaugurazione del negozio Nanàn. Tuttavia, i fan hanno potuto ammirarla in tutto il suo splendore anche in TV, in equilibrio sul trampolino del programma Jump! Stasera mi tuffo. Affascinante e sensuale, ha sfoggiato una forma perfetta. Un ritorno sul piccolo schermo che prelude a possibili nuovi impegni televisivi, che concilierà con il ruolo di produttrice cinematografica per la sua casa A-Movie Productions. La televisione rimane infatti la sua grande passione, l’ambiente in cui si sente meglio. “Ho un grande senso di improvvisazione – racconta – ho avuto tante esperienze anche nei programmi girati nelle piazze, la diretta regala un’adrenalina unica. Le pause del cinema fanno meno per me. Spero si presentino nuove occasioni in televisione, è ciò che amo fare”. Anna Falchi è dunque una perfetta donna in carriera, con una notevole capacità di fare impresa e un’indiscutibile bellezza, esaltata dalla sua personalità. Occhi azzurri magnetici, sorriso coinvolgente, Anna Falchi è una donna con la “D” maiuscola. Viene da chiedersi quali siano gli uomini capaci di destare il suo interesse. Ma, soprattutto, su che cosa devono puntare per farla cadere nel gioco del corteggiamento. Chance persa per chi capitola immediatamente ai suoi


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>zone INTERVIEW

Anna Fachi ad Acquafan-Riccione, photos Parisani

tecnologie, sono più all’antica, ho il mio sito e lì comunico con i fan, a cui sono molto grata per tutto l’affetto che mi dimostrano sempre, sul web e in giro per le strade. Quest’estate dove ti potranno incontrare? Certamente verrò in Romagna, sono romagnola e legata alle mie radici, ho una casa a Riccione e trascorro lì parte delle vacanze. Poi andrò in

Sardegna, ci vado da vent’anni: adesso è deserta per diversi motivi, la crisi certamente ha inciso, è un’oasi di pace. Comunque resterò in Italia, dove abbiamo paesaggi meravigliosi. A novembre presenterai, invece, al Festival Internazionale del Film di Roma la pellicola “E la chiamano estate” con Luca Argentero e Isabella Ferrari. Con la tua casa di produzione >52

ci sono nuovi progetti in vista? Stiamo lavorando su tre progetti, fino ad ora abbiamo prodotto film d’essai, adesso pensiamo alle commedie, un genere che sta avendo molto successo. Ci stiamo orientando su questo filone, penso che sia oggi una buona strada e poi si vedrà. Energie e idee non ci mancano, stiamo dando il massimo e andiamo avanti.

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>zone SOCIETY

L’U LTI M

AT EN TAZ ION E

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L’atteggiamento di copertura che ha insabbiato nei decenni numerosi casi di preti pedofili nel mondo ha guidato molte scelte di molti vescovi. Se i due Papi Benedetto e Francesco verranno ascoltati e seguiti, spazio per tutto questo non ce ne sarà più. Text > Paolo Gambi

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>zone SOCIETY

la settimana mangi pane d’orzo. Dopo, per altri sei mesi, sotto la custodia di un padre spirituale, vivendo segregato in un piccolo cortile, venga occupato con lavori manuali e con la preghiera. Sia sottoposto a digiuni e a preghiere, e cammini sempre sotto la custodia di due fratelli spirituali, senza alcuna frase perversa, o venga unito in concilio con i più giovani”. In questo nuovo millennio non c’è stata subito la medesima prontezza, né la medesima determinazione, al riproporsi dello stesso problema. E così il mondo cattolico è stato disseminato di vittime di questa turpitudine. Checché ne dica la vulgata mediatica, ci è voluta la determinazione di un Papa tedesco

come Benedetto XVI perché ritornasse, pian piano, il rigore. Già prima dell’elezione, nella famosa Via Crucis del 2005, aveva parlato di “sporcizia nella Chiesa”. e appena eletto Papa ha subito iniziato un’opera di raddrizzamento del tronco sviato. Nel maggio del 2005 Papa Benedetto XVI ha revocato ogni facoltà sacerdotale a Gino Burresi, fondatore dei Servi del Cuore immacolato di Maria, per

“Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”. Parola di Gesù (Matteo 18,6). Parola che negli ambienti ecclesiastici è stata poco ascoltata negli ultimi decenni, se è vero che lo scandalo della pedofilia ha scosso la Chiesa profondamente. Stati Uniti, Irlanda, Germania, Canada, Italia… La piaga della pedofilia nel clero ha colpito come un cancro molte parti della Chiesa, tanto da mettere a dura prova la fede di molti. Non che fosse uno scandalo nuovo, se è vero che il Dottore della Chiesa e Cardinale San Pier Damiani se ne era occupato all’inizio del millennio scorso, quando scriveva: “Un chierico o un monaco che molesta gli adolescenti o i giovani, o chi è stato sorpreso a baciare o in un altro turpe atteggiamento, venga sferzato pubblicamente e perda la sua tonsura. Dopo essere stato rasato, venga ricoperto di sputi e stretto con catene di ferro, venga lasciato marcire nell’angustia del carcere per sei mesi. Al vespro, per tre giorni

abusi sessuali su alcuni giovani seguaci. Allora si iniziò a parlare di “coperture” all’interno del Vaticano venute meno dopo l’elezione di Joseph Ratzinger. Il 19 agosto 2005 Benedetto XVI ha accettato le dimissioni immediate – ovviamente indotte – del vescovo della diocesi di Santiago del Estero (Argentina), Juan Carlos Maccarone, sorpreso in un video in atteggiamenti intimi con un giovane di 23 anni. Il 19 maggio 2006 il Papa ha condannato Marcial Maciel Degollado, fondatore dei potentissimi Legionari di Cristo, ad una vita riservata di preghiera e di penitenza, rinunciando ad ogni ministero pubblico. Gli viene risparmiato il processo canonico solo per ragioni di età ma ormai è chiaro a tutti che è colpevole delle accuse che gli sono state rivolte. Il 28 ottobre 2006 ci fu un durissimo discorso di Benedetto XVI ai vescovi irlandesi ricevuti in Vaticano. Il Papa definisce gli abusi sessuali “crimini abnormi”. Poi il 17 aprile

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2008, per la prima volta nella storia un Papa incontra un gruppo di vittime di preti pedofili. L’incontro avvenne nella Nunziatura a Washington D.C. il 12 luglio 2008, in un’intervista sul volo per l’Australia, a proposito dei preti pedofili il Papa avverte: “Dobbiamo riflettere su quanto è mancato nella nostra educazione, nel nostro insegnamento negli ultimi decenni”. Il 1 ottobre 2009 Benedetto XVI accetta le “dimissioni” del vescovo canadese, Raymond John Lahey, sorpreso con materiale pornografico

infantile nel suo pc portatile. Si potrebbero citare moltissimi altri episodi, parole, fatti, che testimoniano come il pontificato di Papa Ratzinger si sia distinto per una lotta senza tolleranza contro la pedofilia ecclesiastica. Per quello che riguarda Papa Francesco, e il suo breve pontificato, basta citare quello che è accaduto, pare, il giorno dopo la sua elezione. Papa Bergoglio va a visitare Santa Maria Maggiore, per ringraziare la Madonna. Arciprete emerito della Basilica è il cardinale ottantaduenne

Bernard Francis Law, il quale era stato chiamato a Roma da Giovanni Paolo II per allontanarlo dalla sua diocesi di Boston, dove aveva coperto molti preti pedofili, spostandoli di parrocchia in parrocchia. Bene, durante la visita di Papa Francesco a Santa Maria Maggiore c’era anche lui. E il Papa avrebbe subito detto: “Non voglio che frequenti questa basilica”. Non si è ancora capito esattamente se si tratti di una leggenda metropolitana o di un fatto di cronaca. Quello che è certo è che quella frase simbolica raccoglie l’auspicio di tutti.

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FEDIFRAGHI AL TEMPO DI INTERNET

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>zone SOCIETY

Vero o no, la frenetica e incessante necessità di variare partner sessuale, che va sostituendo del tutto - o quasi - l’ormai obsoleto concetto di poligamia, ha un complice insostituibile: Internet! Ma attenzione, chi può stabilire quale sia il confine tra una “fuga dalla realtà” e un “vero tradimento”? Text > Lorella Monchi

Se le stagioni non sono più quelle di una volta, arrendiamoci: neppure i legami! Già dopo il primo anno di convivenza comincia a manifestarsi una drammatica perdita d’interesse reciproco, tradotto: 50% in meno di rapporti sessuali. E allora, ecco il salvagente: un “secondo amore”, inteso come una relazione libera da apatie e depressioni. Di più, c’è chi sostiene che fermarsi a un “secondo amore” non è sufficiente, meglio variare costantemente i partner sessuali se si vogliono mantenere vitalità e benessere. Alcuni studiosi hanno poi alleggerito qualche sparuto senso i colpa parlando del fatto che il bisogno di varietà sessuale negli uomini sarebbe un’eredità diretta del loro “passato biologico”. Come dire… il bisogno ancestrale di procreare per assicurare nuovi guerrieri in difesa della comunità che spingeva i primitivi ad accoppiarsi con femmine sempre diverse, si sarebbe conservato fino ad oggi, come la zanzara di Jurassic Park nell’ambra fossilizzata! Si legittima l’idea dell’uomo infedele che combatte per “vincere” l’estinzione e si giustifica il concetto secondo il quale proprio la varietà è indispensabile a mantenere prolifica l’attività sessuale. Va osservato che l’evoluzione socio-culturale ha guidato l’essere umano a riformulare la propria idea sull’infedeltà trasformandola nel sogno di un “libero paradiso del sesso”, anche se - per onor del vero - alcuni esseri umani con lo spirito del “collezionista” riescono a fare sopravvivere il retaggio della “poligamia o poliandria” nell’infedeltà. Eccoli, dunque, esseri umani che si

autodefiniscono “sentimentalmente impegnati” e che cercano il piacere della diversità, spesso senza amore, unicamente per soddisfare il piacere dei sensi. Proprio qui si anniderebbe l’assioma della spinta innata degli umani verso l’infedeltà. Dagli ultimi decenni si sono aperte molte nuove possibilità per l’uomo (leggi anche donna) di soddisfare le proprie fantasie erotiche, questo senza dover compromettere la cosiddetta “fedeltà fisica”: l’uomo ha potuto utilizzare riviste e video pornografici interpretando il ruolo di spettatore cui è concesso di entrare nella scena solo mentalmente, pur riuscendo a immedesimarsi nelle situazioni, salvandosi quanto meno dal contagio con malattie trasmissibili attraverso la promiscuità. Il successo di questi “ausili” fu trionfante, come si evince dai profitti milionari degli imprenditori che effettuarono investimenti in questo settore. Ma è con l’avvento dell’informatica e dei personal computer che l’infedeltà ha potuto compiere un decisivo passo in avanti, poiché con essa il genere umano è potuto finalmente entrare nella scena in veste di protagonista, in un’interazione con l’altro essere oggetto del desiderio, anche a distanze intergalattiche. Paradossale che proprio “la rete” finisca col rendere assai meno virtuali tali rapporti dato che, grazie a tastiere, microfoni, cuffie e webcam, oggi si può parlare, vedere, ascoltare. L’infedeltà elettronica, virtuale solo per definizione, ha generato un netto mutamento nei rapporti interpersonali, fornendo a tutti la possibilità di aprirsi completamente senza esporsi minimamente. O meglio, rivelando ciò che di sé si desidera esplicitare, scegliendo di volta in volta

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il “cosa”, a secondo del “con chi”. Tuttavia, benché esista oggi una gran libertà d’espressione, una gran parte di noi continua a guardare con diffidenza a certe idee e a determinati comportamenti. Su alcuni moderni concetti di mutamento dei rapporti interpersonali, come conseguenza della psicologia sociale e sociologia della scienza, non vi sono dubbi che aleggi ancora lo stigma della Santa Inquisizione se pubblicamente espressi. Resta il fatto che la società moderna sta mutando il modo di fare amicizie, di instaurare rapporti con l’altro sesso, di sviluppare sentimenti, ma anche di intessere relazioni di infedeltà. Il grande vantaggio del cybersex sembra essere rappresentato dal fatto che il tradimento può restare rinchiuso su Internet o, se lo si desidera, essere traslato nella vita reale. Uno studio americano di Diane Kholos Wysock, docente della University of Nebraska e di Cheryl Childers, docente associato alla Washbum University, ha proposto un sondaggio cui hanno risposto 5187 persone. I partecipanti hanno rivelato che si sono mostrati molto più compiacenti a inviare foto di nudo ai partner online, soprattutto per quanto riguarda le donne. Queste pratiche nascono, in genere, come fuga dalla realtà e dalla quotidianità e seppure non le si considerano tradimenti, è altrettanto vero che il passaggio a quelli veri e propri è molto, molto sottile. Pur apprezzando i tanti incontestabili vantaggi della rete, guardo con nostalgia ai tempi in cui erano “un’innocente” macchia di rossetto sul bavero della di lui camicia, o il sospetto perdurare dei di lei mal di testa notturni, i campanelli dall’allarme di una possibile infedeltà!

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“Sono nato e cresciuto in Romagna e questo significa mille cose insieme. Qui siamo ruspanti, veraci, spontanei e generosi, gente di campagna e di città allo stesso tempo, un po’ al centro del mondo, un po’ della profonda periferia. Sono il risultato di tutte queste cose insieme e ne sono orgoglioso.” Denny Montesi racconta l’imprenditore e l’uomo a >bmmZONE. Text > Lorella Monchi Photos > Roberto Morellini

Denny Montesi

BELLO E... POSSIBILE

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>zone INTERVIEW

Le cronache (rosa) si sono di frequente occupate di lui e dei suoi amori, raccontando verità molto spesso inventate. Quindi, chi è davvero Denny Montesi? “Sono un uomo nato e cresciuto in Romagna e questo significa mille cose insieme, perché in questa terra siamo ruspanti, veraci, spontanei e generosi, gente di campagna e di città allo stesso tempo, un po’ al centro del mondo, un po’ della profonda periferia. Quindi direi che Denny è il risultato di tutte queste cose insieme.” Nella vita di tutti i giorni di cosa ti occupi? Sono un imprenditore nel settore dell’energia rinnovabile, sostenibile e pulita e voglio continuare su questa strada perché ritengo sia la strada giusta per un futuro meno squallido e inquinato. Da dove vieni e dove stai andando? Vengo da mille esperienze dove l’amicizia e il rispetto del prossimo sono stati sempre tra i miei valori fondamentali. Voglio continuare a essere e a fare quello che sono e quello faccio ora, e spero che questo Paese ritrovi quella serenità che ha perduto insieme alla dignità. Essere padre. Come ha cambiato la tua vita? E cosa ti auguri per tua figlia Alyssa? Avere figli significa tante cose. Si finisce per pensare sempre a loro, ma se rifletti bene, significa anche avere un ulteriore motivo, serio e importante, per vivere e migliorare. Perciò, la mia vita credo sia cambiata in meglio perché questo pensiero l’ho tradotto in fatti. Il gossip e Denny Montesi. Per quanto la notorietà possa sembrare più piacevole dell’essere completamente ignorati, la curiosità degli altri, l’ingerenza di paparazzi e giornalisti, non è sempre positiva. Insomma, cosa pensi del gossip? Penso che il gossip sia lo specchio di un paese immaturo e privo d’interessi più edificanti. È

il risultato di millenni di lavoro sull’ignoranza della gente che, per una precisa volontà politica vecchia come il mondo, è tenuta in questo modo lontana dagli argomenti che fanno veramente opinione. È un fenomeno tipico dei paesi meno sviluppati e di quelli dove la cosiddetta democrazia è un sogno lontano, come succede qui in Italia. I Romani dicevano “pane e giochi per tutti”, e ora non è molto diverso. A noi sembra di stare bene e di essere liberi… Per quanto riguarda la mia persona, il gossip è sempre - e solo - stato un problema che mi ha complicato la vita e dal quale non ho mai tratto nessun vantaggio, anzi... Sei stato oggetto di morbosa attenzione anche in occasione della tua relazione con Giulia Montanarini. Ho letto, però, che il “mondo” di Giulia non è mai stato il tuo... cosa intendevi? Che il mondo dello spettacolo non è il mio. Il resto del suo mondo è fatto di sani principi, Giulia è una brava ragazza. Denny Montesi, la tentazione e l’infedeltà, che puoi legare insieme - una tentazione infatti può sfociare in infedeltà - o valutare anche singolarmente.  Sono due eventualità che tutti, prima o poi, si trovano a incontrare nella vita e trovo sia molto ipocrita voler fare la morale su questi argomenti. Chi è senza peccato scagli la prima pietra! Se dovessi eleggere il tuo “luogo di tentazione per eccellenza” quale sarebbe? La pasticceria... Pensi che l’infedeltà si possa perdonare? O comunque, credi che qualche volta sia “giustificabile”, nel senso di comprensibile? Per usare una metafora calcistica, i falli possono essere volontari o involontari. Penso che in amore sia più facile perdonare >60

perché si tratta di sentimenti scatenati dalla chimica del cervello, mentre per quanto riguarda l’amicizia e la serietà nel lavoro sono più intransigente, perché in quel caso le circostanze e le conseguenze che a volte si subiscono sono elaborate, premeditate, strutturate. La tua qualità migliore e il tuo peggior difetto. Credo di essere un buon amico per chi mi sta vicino; me lo dimostrano i mille legami che da decenni ho con le persone a me care.  Il mio difetto peggiore? Forse i miei sbalzi d’umore che solitamente “sbollisco” in solitudine. Li chiamo “buchi neri”. A volte sono talmente avverso che mi do del matto da solo. Ma che ci posso fare? Il libro sul tuo comodino...   A proposito di democrazia, libertà e politica, sto rileggendo Il Principe di Machiavelli, giusto per sincerarmi che al mondo non è mai cambiato nulla. La Canzone con la C maiuscola. In questo periodo sono un po’ arrabbiato, per cui… Gli spari sopra di Vasco. Cosa non sopporti in una donna e cosa t’infastidisce in un uomo? In una donna non sopporto l’ignoranza e la maleducazione. In un uomo pure. La prossima fidanzata la sceglierai ancora in una rosa di persone famose oppure, visti i precedenti, sarà una bellissima, illustre sconosciuta? La prossima fidanzata, se mai ci sarà, sarà semplicemente quella che avrò incontrato. Non seguo un manuale per scegliere le persone che frequento!


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>zone INTERVIEW

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>zone CHAPTER

ARCHITECTURE & DESIGN 44 Ten Must for Home 64 Objects of temptation 76 The Quadrastudioâ&#x20AC;&#x2122;s Perspective 78 Villa dei Pini_DreamHouse 86 Fendi en plein air 90 Design like Experience 92 Wood for Life

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>zone DESIGN

Cosa c’è nella wish list di adulti con la sindrome di Peter Pan? Cosa ci sarà nella casa che abiteremo? Sicuramente oggetti pratici, poliedrici, colorati… proprio come quelli che vi presentiamo! A cura di > Gloria Romboli

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>zone DESIGN

This page: sedia Her di Fabio Novembre per Casamania Previous page: panca da giardino Paloma di Eero Aarnio per 1825 by Serralunga Nel campo dell’arredo luminoso, Northern Lighting cita, nella sua divertente sospensione, la vecchia lampadina a bulbo facendola letteralmente scoppiare, decretandone la fine e la beatificazione al tempo stesso. E se proprio non riuscissimo a fare a meno della reason why quando acquistiamo qualcosa per la casa? Molteni ci propone la poltroncina a dondolo Sol, leggera, grafica, di tanti colori, vero e proprio oggetto del desiderio per gli home-addict, mentre Fabio Novembre disegna la Her per Casamania, seduta che stampa nella scocca delle riconoscibile Panton Chair un sinuoso fondoschiena femminile… Ossequiosa citazione o progetto blasfemo? Vorremo tanto chiederlo a Verner Panton…. >65

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La conferma arriva dalla Design Week di Milano, città che più di ogni altra detta legge nel campo della moda, del design e dei modi di abitare. È il momento di elementi poetici, dalla non meglio precisata collocazione, come la “Paloma”, uccellino decorativo in resina stampata disegnata da Eero Aarnio per Serralunga, o il “Kekazzè”, il cui nome la dice lunga, di Omar Ronda per Casamania. Questa tendenza l’ha carpita per tempo la svedese Playsam, coi suoi raffinati giocattoli di rappresentanza, e chi ha pensato bene di trasformare in oggetto ludico un prodotto Hi Tech, come le cuffie UrbanEar, colorate, sfacciate, ma assolutamente performanti (entrambe le aziende sono distribuite da Phorma).


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This page: poltroncina Sol di Molteni Previous page up: lampada da tavolo Bake Me a Cake di Marten and Jonas per Northern Lightning Previous page down: lampada a sospensione Simple Flair di Hans Bleken Rud per Scheisse

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>zone DESIGN

Up: Device Style macchina per caffè Brunopasso disegnata da Tadahito Hishibashi Down: salvabottiglia Coro disegnato da Joe Velluto

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This page: Playsam Jetliner, Playsam Rocket, Urbanears Zinken Coral Next page: Playsam Oldtimer, Playsam Kajak, Racer F1 Proserpio Arreda

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Tavolino Gnomo Napoleon disegnato da Philippe Starck per Kartell

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Attaccapanni Hang It All di Charles & Ray Eames e Wooden Dools di Alexander Girard, tutto Vitra

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Secondo Erich Fromm, la creatività è la capacità di “vedere” e di “rispondere”. Quadrastudio si muove in ambito multidisciplinare alla ricerca di soluzioni inedite e visioni estetiche originali.

THE QUADRASTUDIO’S PERSPECTIVE

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>zone INTERIORS

Nei suoi progetti, Quadrastudio lavora camminando sul filo che lega architettura, design e grafica: i tre ambiti sono apparentemente diversi, ma anche sorprendentemente allineati, se intesi come strumenti di coordinamento, attrezzi per fare in modo che il risultato del lavoro sia globale e con una immagine che risulti unica e coordinata dal primo all’ultimo particolare. Gli spazi contemporanei rappresentano luoghi di sintesi tra aspetti comunicativi, tra creatività e comodità, prodotti, e arredi da una parte e gestione di servizi e relazioni dall’altra; si deve fare uso di un senso multidisciplinare che attraverso l’architettura, la grafica e il design faccia in modo che il progetto sia un’attività globale e trasversale che ha come fine ultimo quello di generare un’esperienza sensoriale nel fruitore. L’approccio, i modi e le conoscenze vanno usate al massimo senza pensare che il progetto sia solo grafico o di architettura perché non c’è differenza, se non quella data dalla scala dimensionale: un progetto grafico si sviluppa bidimensionale su carta, uno di architettura è tridimensionale in cemento, ma sia l’uno che l’altro sono la composizione di uno spazio, un rispetto di regole e un equilibrio tra pieni e vuoti. Con questo modo di usare l’architettura, la grafica e il design, che trovano un punto d’incontro nel concept di immagine, Quadrastudio offre un servizio che spazia dalla progettazione architettonica alla comunicazione grafica attraverso un processo integrato e articolato dalla fase creativa a quella esecutiva, dalla direzione dei lavori ai contatti con i fornitori, via via fino alla scelta del più piccolo e apparentemente insignificante complemento d’arredo per l’allestimento finale, in funzione del massimo controllo e del miglior risultato possibili. Quadrastudio cura l’immagine globale di ogni singolo progetto in tutti i suoi aspetti: dalla presentazione dello stesso, a quella più propriamente architettonica, fino a quella legata ai complementi d’arredo, all’oggettistica, agli accessori, e ancora, gadget, comunicazione pubblicitaria, ufficio stampa per la conoscenza della realizzazione e l’organizzazione di eventi sia per conquistare nuovi clienti sia per fidelizzare quelli ormai acquisiti.

Quadrastudio Ravenna, Via Massimo d’Azeglio 43 www.quadrastudio.info

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L’obiettivo di Fabio Mariani, sia come architetto sia come uomo, “È cercare attraverso il lavoro e più in generale ogni mia azione, di riconciliare l’individuo con l’ambiente superando ad esempio il dualismo tra natura e architettura.” Ecco perché il suo impegno viaggia in direzione di progetti architettonici sostenibili e concreti, tra i quali vi è sicuramente Villa dei Pini a Riccione alta. Text > Lorella Monchi Photos > Daniele Domenicali

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“Da bambino, dopo la mareggiata andavo sulla spiaggia e mi fermavo per ore a inventare storie osservando la miriade di oggetti adagiati sulla battigia. In particolare ero attratto dai pezzi di legno levigati dall’acqua e bruciati dal sole e dal sale: “l’armadira”. Questa espressione dialettale identificava tutto ciò che il mare portava a riva e che poteva essere più o meno bruciato nel camino delle case delle famiglie meno abbienti. Un materiale poetico che in caso di necessità si trasforma in fonte di energia.” Questo edificio rappresenta appieno la filosofia con la quale lo Studio Mariani & Associati intende porsi nei confronti del vivere contemporaneo: “La ricerca del lusso è sostituita dalla ricerca di una sorta di riconciliazione con la natura, attuata ad esempio, attraverso le tecniche di risparmio energico e l’utilizzo di materiali naturali o riciclabili; l’uso della tecnologia è al servizio dell’uomo, inteso come parte dell’ambiente.” Ciò che non cambia è il rapporto empatico con il quale ogni nuova sfida è affrontata “Utilizzando il cervello, ma facendoci guidare dal cuore.” Il contrasto tra legno e vetro, tra materiali caldi e freddi, tra superfici che mutano e superfici inalterabili nel tempo, è sottolineato da quello compositivo, che alterna forme pure e astratte a forme classiche e romantiche, tra il tempo presente, che scorre istante per istante, e il tempo immutabile. Proprio come nella vita domestica, per dirla alla Joyce, “Un banale attimo di vita quotidiana può diventare eterno.” Villa dei Pini è situata su un lotto di 1200mq nella prima collina, con vista sul mar Adriatico dal quale dista circa 1 chilometro. Il terreno degrada verso il mare a nord est e, in questa direzione, confina con una pineta adibita a parco

pubblico. La zona è residenziale a bassa densità ad est ed ad ovest confina con altre due proprietà private, a monte si trova la strada che funge da via d’accesso principale, sia carrabile sia pedonale. La villa è costituita da due unità uguali che compongono un’unica struttura simmetrica, ha un’altezza di 2 piani a monte e di 3 piani a mare. Per meglio assecondare la pendenza del terreno in realtà i 3 piani sono divisi in 6 livelli (mezzi piani) sfalsati. Gli ingressi principali sono posizionati a monte sulla Via dei Pini. La facciata sud è caratterizzata dal grande porticato curvo, dalla piscina e dal ponticello pedonale che guida verso gli ingressi alla villa. Come spiega lo stesso progettista, Fabio Mariani, “La ricerca della simmetria e di forme classiche pur nel pacato contrasto con materiali moderni, comunica serenità in uno spazio che appare senza tempo.” Le facciate laterali est e ovest, uguali tra loro, sono caratterizzate dalla presenza di una sorta di patio che parte dal piano seminterrato. “Tutte le aperture di queste facciate si aprono su un patio, creando un senso di fusione tra interno ed esterno, tra natura e architettura - continua Mariani -. Un pero da fiore: in inverno spoglio, in primavera colmo di fiori bianchi, in estate ricco di fresche ed ombreggianti foglie verdi, in autunno con foglie che diventano gialle e, prima di cadere, rosse, scandisce il susseguirsi delle stagioni e protegge la casa dalla calura estiva.” La facciata a nord è caratterizzate dalle grandi vetrate del soggiorno e della camera padronale che contrastano con le parti in legno. Alla base si trovano gli accessi carrabili ai garage e la grande vasca di raccolta delle acque ricoperte con il giardino pensile. Al centro sono posizionati gli elementi tecnologici sottolineati dai volumi in >80

zinco titanio dei camini. Il giardino si compone di parti formali e informali. Qui si trovano piante e spazi in cui ricevere cerimoniosamente l’ospite ma anche luoghi intimi per riflettere in solitudine, vi sono poi luoghi adatti al gioco dei più piccoli. Le essenze scelte sono locali e in gran parte ispirate al mondo agricolo e boschivo. Gli alberi da frutto come peri, fichi, cachi, giuggioli, oppure i cespugli di rosmarino, timo, salvia, lavanda, e fragoline di bosco per la gioia dei bimbi che animano la casa, ispirano comportamenti sani in armonia con la natura. Al piano terreno, si trovano gli ingressi alla villa, i doppi volumi con le scale libere in acciaio spazzolato, la cucina ed il pranzo. In sezione la casa è caratterizzata dalla divisione degli spazi su mezzi piani; questo per assecondare al meglio la pendenza del terreno accentuando la fusione degli spazi interni ed esterni tra loro. Scendendo un’ampia scala in travertino romano (cosi come il resto dei pavimenti e dei terrazzi) si arriva al soggiorno formale che si affaccia sul parco sottostante. Scendendo ancora si arriva al salotto informale (la sala giochi dei bimbi) ed all’area benessere. Scendendo ancora alcuni gradini si arriva nel garage dal quale si accede alla centrale termica. Ritornando al piano d’ingresso, salendo la scala d’acciaio si entra nella camera padronale, rivestita in palissandro, con l’ampia vetrata che si affaccia sul mare. Un’ulteriore rampa curva conduce a due camere da letto, con balcone sulla piscina, e a un ufficio-atelier con vista panoramica sul mare. Salendo ancora, si accede al tetto piano e alla parte tecnica che ospita i pannelli solari e le cellule fotovoltaiche. I mobili sono tutti su disegno. L’affresco nella camera da bagno è opera di Raffaella Masi.


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Mariani & Associati Architetti Via Flaminia 171/a - Rimini -Italia Prokopova 14 - Praga - Czech Rep. info@fabiomariani.com www.marianifabio.com >85

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>zone OUTDOOR

Un paradiso privato composto da oggetti che raccontano uno stile evocativo ed emozionale. Con la collezione Fendi outdoor, sinonimo di bellezza e armonia, l’estate è un viaggio che annulla ogni confine.

INTRIGO È un must Fendi Casa, nato per arredare ampi spazi a bordo piscina o solarium, questa seduta informale interpreta perfettamente il “luxury relax”. Intrigo viene ora proposto nella versione outdoor in fibra intrecciata con rivestimenti in spugna di cotone total white, logo FF e tocchi di azzurro.

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FENDI EN PLEIN AIR

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L’eleganza degli Hamptons, il mito della Costa Azzurra e di Capri, l’oceano e le spiagge dei Caraibi, la vegetazione lussureggiante delle villas tropicali sono le fonti d’ispirazione per Fendi outdoor, che si anima di nuove, interessanti proposte per gli spazi all’aperto, rievocando luci e colori in diverse, suggestive declinazioni. La new collection comprende divani componibili e poltrone, chaise longue e lettini, tavoli e coffee table realizzati con un particolare intreccio a lavorazione artigianale che ne caratterizza la struttura attuando differenti soluzioni. Alle quattro varianti declinatåe nei colori bronzo, avorio e nero antracite, si sono aggiunti tre nuovissimi intrecci nelle nuances silver grey, white sand, golden bronze e blended coffee. La collezione, inoltre, si arricchisce e si completa con i modelli Amore ed Intrigo, storiche sedute Fendi Casa ora realizzate in fibra, veri e propri capolavori dell’estetica, perfettamente coniati per atmosfere di lusso senza tempo. Materiali innovativi ed elevati standard qualitativi sono impiegati per la realizzazione di tutti i modelli: le strutture intrecciate sono resistenti

agli agenti atmosferici. L’imbottitura è realizzata poi in diverse versioni outdoor oltre che nella versione standard indoor. Preziosità dei tessuti - velluti a righe jacquard dai colori brillanti e inediti - delle finiture e delle lavorazioni nei rivestimenti, curati fin nel minimo dettaglio per offrire una vasta gamma di proposte moda. Per chi, anche all’aperto, non intende rinunciare allo stile glamour e alla sofisticata eleganza Fendi. CLUB 55 Design moderno per Club 55, dalla forma squadrata e accattivante. Dedicato agli ospiti , è perfetto per movimentare uno spazio all’aperto o semplicemente per i l relax, ricreando un’alcova a più sedute. Nella foto: rivestimento in spugna con logo FF, coordinato con accessori bianchi ed azzurri. NEWPORT Una linea elegante dagli ampi volumi, più informale e naturale. Sempre incentrata sul concetto modulare, Newport offre poltrone lounge con ampia seduta, pouf, elementi seduta e un sofisticato let t ino con schienale reclinabile e braccioli meccanici. Nella foto: elegante tessuto “nastro” e classico tessuto a maxi righe avorio ed ecru. >88

AMORE La struttura è avvolgente come un abbraccio, la seduta morbida e confortevole. Questa linea si adatta perfettamente ad ambientazioni classiche o contemporanee, con la sua forma slanciata racchiude seduta e schienali. Comprende divano 2, 3 posti, chaise longue, elementi compositivi e pouf . CAPRI Design formale per questa linea esclusiva progettata con rigore estetico assoluto, si adatta perfettamente alle case moderne e alle applicazioni di alto livello. In evidenza sono principalmente le forme geometriche e le colonne del la struttura inox lucida, composta da riquadri e linee. La collezione è composta da poltrona ed elementi seduta modulari, sofa con tenda parasole e coffee table. NICKI BEACH Uno straordinario divano semi -circolare con parasole incorporato. Come una conchiglia che si apre e si chiude, abbinato al pouf diventa un vero nido dedicato al relax, capace di contenere almeno tre adulti. Fendi offre questo articolo in avorio o antracite, nel lo speciale intreccio Vienna. PRODOTTO E DISTRIBUITO da: CLUB HOUSE ITALIA SPA www.luxuryliving.it

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Una nuova sede e nuovi brand, ma la filosofia di sempre, quella che ha fatto dell’Italian Style un valore aggiunto e una garanzia di risultati capaci di coniugare il bello alla funzionalità. Oggetti d’Autore ci introduce in un mondo dove acquistare si trasforma in una vera e propria esperienza sensoriale. Ne parliamo con la titolare, Francesca Rambaldi.

Oggetti d’Autore

DESIGN LIKE EXPERIENCE

Il mondo “Oggetti d’Autore” è in fermento da oltre un anno. Finalmente però, possiamo sapere cosa è accaduto e quali sono le maggiori novità. Sostanzialmente, ci spiega Francesca Rambaldi, “Abbiamo cambiato location. Ora siamo sempre a Forlì, ma in via Martoni 54, in una sede più grande e più comoda che ci consentirà di mostrare al meglio tutte le aziende con cui collaboriamo. Vogliamo che i nostri clienti possano vedere, provare, toccare quello che sceglieranno e che diverrà parte integrante della loro casa, dunque della loro vita.” Il concept del nuovo show room Oggetti d’Autore? Far capire chi siamo al primo sguardo. Cioè? Un atelier con prodotti importanti, nel quale assaporare atmosfere eleganti e ricercate, pensate e realizzate secondo un autentico “Italian Style”, anche quando i brand vengono da più lontano... Come cambiamo e s’implementano i vostri servizi? Per chi come noi ama il proprio lavoro, cercare di migliorarsi e tentare di innovarsi è la conditio sine qua non. Questo nuovo spazio, ad esempio, valorizza maggiormente sia le ambientazioni che creiamo al suo interno sia i singoli pezzi d’arredo. Entrare nel nuovo show room non dovrà essere una semplice passeggiata “per farsi un’idea”, ma un’esperienza vera e propria su come si può arredare la propria abitazione. L’accoglienza sì, sarà sempre la solita, il nostro ospite deve sentirsi a proprio agio, sia quando compie scelte importanti, come arredare una casa o l’ufficio, sia che stia cercando un singolo oggetto da inserire in un ambiente.  Parliamo anche dell’universo cucine, in un momento storico in cui il cibo appare come

una “tentazione” sempre più universalmente condivisa… Abbiamo inseguito il meglio e ora siamo esclusivisti Bulthaup. Mettiamo a disposizione uno spazio interamente dedicato, dove esponiamo le cucine più rappresentative. Abbiamo anche una cucina funzionante, che darà modo ai nostri clienti di provare, ancor prima di averla in casa, le caratteristiche straordinarie di una Bulthaup, magari assistendo a una cena preparata da un vero chef in show room. Anche in questo caso vogliamo trasformare l’acquisto in una vera e propria esperienza. Se invece volessimo applicare il concetto d’infedeltà all’arredo? Se intendi l’idea di accostare oggetti diversi per provenienza, gusto, design… direi che si tratta di un trend affascinante, e anche molto seguito, quando si arreda casa. Ma occorre possedere una grande sensibilità quando si osa e, non ultimo, una certa esperienza... Certi contrasti possono essere azzeccati, altre volte si commettono errori dai quali è poi difficile tornare indietro. Per questo Oggetti d’Autore mette a disposizione del cliente professionisti in grado di consigliarlo e guidarlo, con proposte ad hoc, siano esse “rassicuranti” o di tendenza. A proposito di trend. Nel settore arredo se ne delinea uno in particolare al momento? Dopo alcuni anni in cui le atmosfere erano per lo più spurie, prive di elementi decorativi di spicco e di colore, oggi si tende a puntare molto sul complemento e sui materiali. Le linee restano essenziali, il numero degli arredi limitato a pochi pezzi accuratamente scelti, ma l’effetto finale deve essere, comunque, armonioso e avvolgente, mai scarno. Per quanto concerne >90

le tonalità, puntare sui neutri è sicuramente la scelta più facile, ma un tocco di colore conferisce personalità a qualsiasi ambiente e può rivelare molto della persona che lo abita. Se ti chiedessi una classifica dei 5 oggetti d’arredo che più tentano la tua clientale, una piccola wish-list insomma, quali sarebbero? La cucina dei sogni, senz’ombra di dubbio, oggi divenuta un vero e proprio status symbol; un divano importante, dalle dimensioni generose; una poltrona di design; un tappeto moderno; una bella luce decorativa o un oggetto colorato. Infine… i vostri progetti, in corso e futuri. Le persone con buon gusto non mancano e quelle con cui abbiamo lavorato sono divenute di casa. Nel territorio penso che ormai ci conoscano, abbiamo arredato case e uffici importanti, ultimamente ci stanno impegnando anche progetti di residenze all’estero, dove l’”italian  style” è molto apprezzato e il mercato edilizio è florido. Oggetti d’Autore Via Martoni, 54 - Forlì Tel. 0543 724163


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>zone INTERIORS

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>zone LIVING

Original Parquet è un’eccellenza italiana, un’azienda nata in Romagna, ma che ha conquistato il mondo, che è partita dallo studio del legno per realizzare autentici capolavori, fornendo soluzioni performanti per interni, esterni e grandi ambienti.

Original Parquet

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>zone LIVING

Original Parquet è un’azienda dallo stile e dalla creatività tipicamente italiana con una profonda esperienza nello studio e la produzione di pavimenti in legno, dal massello al prefinito, dai naturali agli sbiancati o impregnati, dai maxi formati fino agli industriali. Grazie al suo Presidente e Direttore Generale, Roberto Ballardini, coadiuvato dall’art director di Quadrastudio, Christian Buratti, l’azienda ha sviluppato uno spirito dinamico e attento alle nuove tendenze che propone il mercato, per soddisfare le esigenze del cliente privato ma anche, e soprattutto, quelle delle aziende e dei progettisti che necessitano di un prodotto di immagine o addirittura personalizzato e mirato sul progetto. Per questo motivo Original Parquet è sempre alla ricerca di nuovi stimoli attraverso investimenti sulla ricerca di nuovi materiali e finiture, la comunicazione dell’immagine aziendale e la promozione attraverso eventi, partnership e sponsorizzazioni. Negli ultimi anni l’azienda ha puntato a consolidare la sua rete commerciale e retail e a promuovere il marchio attraverso un preciso piano marketing strategico che dovrà portarla agli eventi, ambienti e momenti adatti a fare acquisire ancora più fascino sul mercato per essere di traino e richiamo per il mondo dell’interior design a livello progettuale, per aziende e architetti, e contract nel mondo hotel, SPA, beauty, retail e food. L’azienda negli ultimi anni per aprirsi a più ampio respiro a livello internazionale ha progettato un proprio stand che partecipa alle più importanti fiere a livello mondiale, dall’Inghilterra con il Surface Design Show di Londra, alla Cina con il Domotex Asia China Floor di Shanghai, passando per la Francia e non dimenticando di certo l’Italia. Lo spazio è un vero concentrato di novità che vengono presentate al mercato mondiale, una scelta di colori, formati, finiture e lavorazioni senza uguali, partendo da una qualità del supporto di primissima categoria. Una novità assoluta per le fiere è la boiserie fatta con lo stessa

tipologia di legno, formato e finitura del pavimento; l’ambiente viene avvolto dal materiale che partendo da terra sembra arrampicarsi sulle pareti abbracciandole dolcemente. Un nuovo prodotto sul quale Original Parquet punta per essere sempre un passo avanti alla concorrenza e anticipare le tendenze della moda e del mercato sempre più in veloce e stressante evoluzione.

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ORIGINAL PARQUET S.p.A. via Dell’Artigianato 18 Alfonsine 48011 (RA) - Italy tel. 0544.80696 - fax 0544.80483 original@originalparquet.com www.originalparquet.com

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Via Volta 20, Ravenna - Tel. 0544 405019 - visit us on facebook - www.bejeans.it


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>zone CHAPTER

FASHION & BEAUTY 36 Ten Must for Her 38 Ten Must for Him 40 Ten Must for Kids 42 Ten Must for Pets 96 Shut up and Wash!_Piero Cattani/Fashion Story 1 108 For Trend Setter Only 112 Time After Time_Roberto Morellini/ Fashion Story 2 124 Make-up_Kissable Lips 126 Hair_Uncovered face 128 Beauty & Wellness in your Hair 132 Giovanna Casadio_Yes you Can

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>zone FASHION

Ricca, bella, giovane e spregiudicata. Tanto attraente da non doversi preoccupare di essere understatment, talmente desiderabile che un uomo farebbe di tutto per averla!

Photographer PIERO CATTANI Fashion Editor SABINA ZABBERONI

SHUT UP AND WASH!

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>zone FASHION

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Dress EMILIO PUCCI, boys wears in all pictures trousers DOLCE & GABBANA, shoes DOLCE & GABBANA, shoes CARPE DIEM

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>zone FASHION

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>zone FASHION

Dress ALEXANDER MCQUEEN, shoes STELLA MCCARTNEY

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Dress UNGARO, shoes STELLA MCCARTNEY

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This and next page: trousers STELLA MCCARTNEY, shirt and shoes jimmy choo

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Skirt and t-shirt DOLCE & GABBANA, shoes JIMMY CHOO, bag ALEXANDER MCQUEEN

>zone FASHION

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>zone FASHION

Photographer PIERO CATTANI, Fashion Editor ROSSANA COSTANTINO Models: FABIENNE @ nextmodel, Jerry Rondini e Alberto Battaglia Hair ELENA ESEGIO Make-up GIULIA FREGOLA Autovettura FERRARI CALIFORNIA courtesy PIT LANE RED PASSION - Maranello (Mo) >107

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>zone TREND

Siamo ancora sotto l’ombrellone, ma c’è già chi pensa alla prossima stagione; sono i trend setter e i fashion victim che non possono aspettare per accaparrarsi i must del prossimo inverno. Cosa andrà di moda, cosa indosseremo per essere sempre glamour e impeccabili? Sono due le linee guida che già troviamo nelle vetrine delle boutique top: il ritorno degli anni ‘50 e il tartan rivisitato. A cura di > Rossana Costantino

LANVIN

CHRISTIAN DIOR

MARC JACOBS

Gli anni ’50 sono stati il periodo d’oro per i film di Federico Fellini, e soprattutto per icone di stile come Grace Kelly e Marilyn Monroe. L’abbiamo vista sulle passerelle: Dior, Mcqueen, Rochas… è la gonna a ruota, ha un fit che copre quel tanto che basta, valorizzando il punto vita, e dando immediatamente un look Fifties. La moda anni ’50 resta uno degli evegreen ai quali i grandi marchi continuano a fare riferimento una collezione dopo l’altra. Alcuni degli elementi che caratterizzano questo stile sono particolarmente attuali, come i bustini stretti e i gonnelloni ampi, per non parlare poi delle fantasie a pois. D’ispirazione anni ’50 anche i cappotti a uovo, le maniche a tre quarti, i panta-palazzo, i dettagli… per una donna sofisticata, ma anche per tutte le it girl. >108


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>zone TREND

TEMPERLEY LONDON

VALENTINO

Fall/Winter 2013-14

FOR TREND SETTER ONLY >109

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PRADA


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>zone TREND

CELINE

ERDEM

GUCCI

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>zone TREND

JIL SANDER

MOSCHINO

STELLA MCCARTNEY

Essere avant-garde quest’inverno significa indossare il tartan che gli stilisti hanno rivisitato avvicinando questo tessuto centenario alle nuove tecnologie. Una volta era il kilt, gonnellino scozzese indossato anche dai principi inglesi e reso celebre da film quali Braveheart e Highlander. Oggi è l’indiscusso protagonista del guardaroba più glamour per l’Autunno/Inverno. I fashion designer hanno riproposto il tartan in un mix e match che crea forti e irriverenti contrasti visivi. A tratti surreale e futurista, la lavorazione scozzese si fa grafismo digitale per capi che appaiono più vicini alla teatralità che al quotidiano. >111

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>zone FASHION

Raro, prezioso, eterno. Nulla più del mosaico condivide le straordinarie qualità di un Patek Philippe, Un oggetto che definisce uno stile, una personalità, uno status. Bartorelli Gioiellerie ci regalano sei capolavori d’alta orologeria firmati dal prestigioso marchio svizzero.

Photographer ROBERTO MORELLINI Fashion Editor MICHAELA FRATTINI

TIME AFTER TIME

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>zone FASHION

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Patek Philippe Moon Phases White Gold Ladies Ref. 4968G-001

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>zone FASHION

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Patek Philippe Nautilus Men Ref. 5980-1A-019

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Patek Philippe Aquanaut Travel Time Men Ref. 5164A-001

>zone FASHION

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>zone FASHION

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Patek Philippe Calatrava White Gold Men Ref. 5297G-001

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Patek Philippe Complicated Timepieces Men Rif. 5396G-011

>zone FASHION

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>zone FASHION

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>zone FASHION

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>zone FASHION

Patek Philippe Nautilus Ladies Ref. 7008/1A-012

Photographer ROBERTO MORELLINI, Fashion Editor MICHAELA FRATTINi per BARTORELLI GIOIELLERIE

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>zone HAIR

Viso scoperto e capelli all’indietro, è questo il trend di stagione… chignon, capelli parzialmente sciolti, code di cavallo o onde naturali, l’importante è che lascino al viso un ruolo da assoluto protagonista. A cura di > Rossana Costantino

AKRIS

CAROLINA HERRERA

CHRISTIAN DIOR

Quest’estate dominano i raccolti, in tutte le forme, dagli chignon alle trecce alle code di cavallo. Interessanti le variazioni sul tema: ciocche colorate su pettinature anni ‘50, volumi extra con tocchi di moderni nel finish, trecce che disegnano complicate e scultoree geometrie. Basta vergognarsi di quel mosso naturale, che spesso noi donne definiamo negativamente - né liscio né riccio. Sulle passerelle gli stilisti hanno mostrato modelle dalle onde leggere e naturali. Dal carré mosso ai capelli lunghi, da portare in tutti i modi: riga laterale o

centrale, con la frangia o con un ciuffo laterale, perfetto anche per le lunghezze medie. Per esaltare ancora di più le onde naturali, non dimenticatevi la spuma o il solito piccolo trucco: intrecciate i capelli bagnati e lasciateli asciugare, dopo di che sciogliete le trecce e fissate tutto con tanta lacca. Un altro trend riguarda i capelli raccolti: le modelle sembrano donne normali che, svegliatesi la mattina con capelli indomabili, li hanno raccolti in fretta e furia, lasciando scappare ciocche qua e là. Dai look spettinati a quelli più precisi, il passo è corto.

Infatti, tra i più visti i capelli “sleek”, ossia lisci e lucidi. Capelli sciolti oppure raccolti e tirati all’indietro, per i quali è indispensabile dotarsi di gel o di cere dall’effetto lucido. 
Capelli raccolti, ma non nel classico chignon, bensì giocando con i nodi. È il trend knot, altro must di stagione con forti richiami orientali. Le trecce? Immancabili, classiche oppure unite allo chignon, laterali o numerose e piccole a incorniciare look geometrici. Infine, non solo righe centrali ma righe e ciuffi laterali, a regalare un tocco chic e tanto volume!

OSCAR DE LA RENTA

MICHAEL KORS

JEAN PAUL GAULTIER

UNCOVERED FACE

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EXCLUSIVE SALON NYCE EMILIA ROMAGNA

ARTHE’ PARRUCCHIERI Via Muratori, 21 Carpi (MO) 059 641506 BERENICE PARRUCCHIERI Via Carducci , 7 Carpi (MO) 059 8755301 CARPE DIEM Via C.Battisti, 55 (MO) 059 224822 KARMA PARRUCCHIERI Corso Diaz , 114 Forlì (FC) 0543 26340 GATE PARRUCCHIERI Via Schedoni, 4 Formigine (MO) 059 552950 GATE PARRUCCHIERI Via D.Andreoli, 3/D (RE) 0522 437931 GATE PARRUCCHIERI Via Simonazzi, 13 (RE) 0522 432312 MEDUSA PARRUCCHIERI Via Brigata Reggio, 30/D (RE) 0522 382584 SPAZZOLA HAIR STYLIST Via della Resistenza, 33 S.Martino in Rio (RE) 0522 698653 ROOM 22 PARRUCCHIERI Via Cremona, 22 Pieve di Cento (BO) 051 974028 ROOM 22 PARRUCCHIERI Via T.Bosi, 6/B Galliera (BO) 051 814385 LUI E LEI PARRUCCHIERI Viale Autodromo, 52 (MO) 059 331545 LINK HAIR & STYLE Via Bassano del Grappa, 35 Ravenna 0544 271702 MERIDIA PARRUCCHIERI Via Faentina, 239 Godo di Russi (RA) 389 4220882 L’ORMA PARRUCCHIERI Via Emilia, 116 Imola (BO) 0542 010950 I MAZZONI Viale Dante, 5 Imola (BO) 0542 28030 EBRORNELLA PARRUCCHIERI Via Pellico, 2 /C Bagnacavallo (RA) 0545 62917 GRUPPO ANNA Viale Dante, 27 Lugo (RA) 0545 25565 GG ANNA Via Marzabotto, 30 Massa Lombarda (RA) 331 1022261 STUDIO 48 PARRUCCHIERI Via R.Ruffilli, 3 Lugo (RA) 0545 26358

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>zone MAKE-UP

Il trend di quest’estate è: labbra in primo piano! I rossetti estate 2013 hanno nuance che non passeranno mai inosservate, sbizzarritevi coi colori: rosso, corallo, fucsia, rosa, bordeaux, arancione… A cura di > Rossana Costantino

ALEXIS MABILLE

ANTONIO BERARDI

PAUL SMITH

Ci sono donne di cui la bocca è la prima parte del corpo che ci attrae. Non sempre certo, ma le labbra sono una componente fondamentale per il fascino femminile. Un dettaglio che può fare la differenza. Uno spunto per accendere desideri inconfessabili. Così, anche il mondo del make-up ne fa oggetto del proprio interesse e prova ad esaltarle cambiando colori e texture, stagione dopo stagione, adeguandosi tra l’altro alle tendenze fashion del momento. Quale saranno i colori protagonisti questa estate

sulle nostre labbra? Indubbiamente il rosso, che non passa mai di moda, ma anche l’albicocca, il corallo, il fucsia, il bordeaux. Si potrà osare anche con colori forti come il prugna, capace di donare un effetto un po’ grunge/gothic ai nostri look. Inaspettatamente ritorna anche l’effetto gloss, ovvero labbra lucide senza colore, quasi un wet look. Se siete più morigerate, o se proprio non riuscite ad abbondare col colore, le case cosmetiche hanno pensato anche a voi realizzando per la stagione calda sensuali linee di lipsticks in tutte

le sfumature del beige e del nude. Ma… qualunque sia la vostra nuance preferita, le labbra per l’estate si vestono di bagliori scintillanti e la loro superficie dovrà risultare vellutata e morbida. Le texture, sempre più tecnologiche e sofisticate, dettano una sola regola: idratazione, naturalezza e comfort. Per stupire, ammaliare e sedurre, il focus è dunque sulle labbra che diventano protagoniste assolute del make-up capaci di catturare lo sguardo di chiunque e di far nascere in lui la voglia di… baciarle!

FELDER FELDER

DEREL LAM

ChrisMARC BY MARC JACOBS

KISSABLE LIPS

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>zone INTERVIEW

Oggi il parrucchiere è un vero esperto di bellezza, pronto a offrire alla propria clientela servizi a 360 gradi. Antonio Fantini ha aperto a Milano marittima “Steve Total Beauty”, il primo flagship La Biosthetique d’Italia, in cui applica la filosofia di “bellezza totale”.

Inaugurato il 10 marzo scorso alla presenza del Sindaco di Cervia e di numerosi ospiti, Steve Total Beauty è il nuovo salone di bellezza che Antonio Fantini, per tutti Steve, ha aperto a Milano Marittima. È il luogo che lo ha tenuto a battesimo 22 anni fa, quando ha intrapreso la professione di parrucchiere, quello scelto da Fantini per dar forma a un nuovo

concetto di bellezza totale, espresso in una serie di servizi esclusivi dedicati al benessere della propria clientela. Una professione che è diventata una carriera la tua… Nel mio percorso, a un certo punto, ho cominciato a occuparmi di consulenza per Biosthetique. Per tre anni sono stato docente in una scuola professionale a

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Torino e, dopo 14 anni dedicati alla formazione, ho sentito che il momento di creare un luogo che fosse in qualche modo l’espressione di quanto appreso e insegnato era arrivato. Anche se l’hair cut e l’hair styling sono tra le cose che più amo fare, ritengo che la formazione giochi nel nostro lavoro un ruolo di primo piano. Per questo Steve Total


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>zone INTERVIEW

Steve Total Beauty

BEAUTY AND WELLNESS IN YOUR HAIR

nostro intento è quello di offrire una consulenza a 360°, sia estetica che wellness, lo è altrettanto che, poi, ciascun cliente è libero di scegliere di servirsene nella misura in cui desidera. In altre parole, si può semplicemente fare una piega piuttosto che trascorrere qualche ora in salone dedicandosi a un percorso di benessere totale.

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Qual è il concept del tuo flagship Biosthetique? Quello di un vero percorso wellness. Che comincia dal nostro giardino, curatissimo e ricco di fiori. All’interno, ciascuna area è pensata per essere performante e garantire la necessaria privacy. Come vedi c’è una reception, un angolo bar, primo luogo in cui portiamo i nostri clienti

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Beauty nasce anche come negozio accademico, pensato e realizzato perché vi si possano tenere corsi informativi Biosthetique, al pari di quanto già accade nelle Accademie di Verona e Pescara. Entrare nel flagship Steve Total Beauty significa compiere un percorso particolare? Mi fa piacere rispondere a questa domanda, perché se è vero che il


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>zone INTERVIEW

servendo loro dalla tisana all’aperitivo, con una cartamenù da cui scegliere ciò che si gradisce. A fianco due postazioni dedicate alla consulenza. Qui svolgiamo un colloquio e un check per comprendere e valutare le diverse esigenze, formulando le giuste risposte e accompagnando il tutto con un piccolo cadeaux: il massaggio aroma service. In zona più appartata si trovano due ampie cabine, veri e propri negozi all’interno del negozio, dove oltre ai capelli si effettuano in assoluto relax vari trattamenti estetici, manicure, pedicure, make-up. La seconda delle due è pensata come una piccola Spa e arricchita con pratiche di musicoterapia, cromoterapia, aromaterapia e poltrona con vasca per idromassaggio plantare. E poi ci sono tutta una serie di altri settori tecnici, giusto? Come la nostra area make-up, dove si può fare un semplice ritocco mentre si attende che il colore abbia fatto presa oppure un trucco completo. C’è poi quella dedicata a phon e taglio; l’area relax posa-colore, defilata rispetto all’ingresso, proprio come la zona lavatesta con poltrone reclinabili fino a diventare veri e propri lettini, pensata per garantire la riservatezza non solo rispetto alle altre zone del salone, ma tra cliente e cliente. Riguardo i prodotti Biosthetique? Innanzi tutto mi piace puntualizzare che Biosthetique non è una multinazionale, ma una Maison nata a Parigi nel 1952, e acquistata 10 anni or sono da una famiglia tedesca, attuale proprietaria del brand, che oggi è dunque Made in Germany a tutti gli effetti. Proprio partendo dalla filosofia del suo fondatore, creatore del concetto di bellezza totale, Biosthetique offre una gamma completa di prodotti per i capelli e il cuio capelluto, ma

anche estetici viso-corpo e per il make-up. Ancora, linee solari, una linea naturale certificata eco-control, per chi desidera uno stile di vita dedicato al benessere nel rispetto dell’ambiente, e una fito-cellulare capelli-pelle che, utilizzando le proprietà dello fitocellule vegetali, rientra nel mondo della cosmeceutica. Quali ritieni siano i requisiti indispensabili per avere successo nella tua professione? Il mio è un lavoro basato su due fondamentali: cuore e passione, devi dedicargli tutto te stesso e tutto il tempo necessario, sia in salone sia in termini di formazione e aggiornamento. Approfittiamo di un vero esperto, per sapere quale sarà l’acconciatura più trendy per questo ferragosto? I capelli ricci danzano... sono movimento allo stato puro, vivaci ed esuberanti, incredibilmente sensuali. Se fossero troppo ribelli, possiamo “convincerli” a fare ciò che vogliamo con la nuova linea “Curl la Biosthetique”, nata proprio per soddisfare le esigenze del cliente con capelli ricci e non. Per un ferragosto cult consiglio un make-up oro brillante, colore di tendenza per quest’estate poiché esalta l’abbronzatura. Sole e salsedine: come difendere i nostri capelli? È sempre opportuno eseguire cicli di ricostruzione prima di esporre i capelli al sole e utilizzare 2 tipi di protezione, una in olio e una in spray ristrutturante e invisibile. Per la pelle sicuramente uno scrub e tutti i giorni al posto del latte corpo, l’Activateur de Bronzage la Biosthetique, un idratante corpo che aiuta a equilibrare la melanina in modo che la pelle sia pronta a subire i raggi del sole, ad aver un bellissimo colore e a mantenere l’abbronzatura con esposizioni relativamente

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limitate. Infine in spiaggia proteggere la pelle con le nostre protezioni che si distinguono non solo per fattore di protezione ma anche grazie alle texture: spray, latte, crema, olio. Invece, quest’autunno quale sarà il colore di capelli più glamour? Sicuramente i colori della terra, le sfumature naturali dei marroni, il rame, i biondi con effetti più chiari sulle punte. L’importante per noi è la consulenza personalizzata che attuiamo con strumenti visivi in grado di anticipare il risultato finale, tutto nel più assoluto rispetto della salute del capello. In definitiva l’incarnato del viso gioca un ruolo fondamentale nella scelta del colore che fa moda soprattutto per come viene “portato” dalla persona. La ricerca di una bellezza totale si declina più al maschile o al femminile? Nella donna è una caratteristica intrinseca, mentre nell’uomo costituisce ancora un’eccezione, benché anche l’universo maschile stia sempre più aprendosi a tale concetto. E riguardo la fedeltà al proprio parrucchiere? Trovo che l’uomo sia meno infedele rispetto alla donna, diciamo che se un uomo trova quello che lo appaga generalmente si fidelizza. Una curiosità: Antonio Fantini è Steve da 22 anni. Un nome d’arte… perché? Fu il mio primo titolare, nonché vero maestro di professione e di vita, Marco Ridolfi, a sceglierlo… perché più breve, più musicale, ma soprattutto in omaggio alla “Steve” Rogers Band che impazzava, nello stesso momento in cui cominciavo, col singolo Alzati la gonna!!! STEVE TOTAL BEAUTY Piazzale Donatello, 2 - Milano Marittima - Tel. 0544 991839 www.stevetotalbeauty.it

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>zone INTERVIEW

Cellulite, ritenzione idrica, adiposità localizzate, sono tra le problematiche che più affliggono le donne. Esistono però metodi risolutivi in grado di ridurle e sconfiggerle. Ne parliamo con il medico estetico, dottoressa Giovanna Casadio.

YES, YOU CAN

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>zone INTERVIEW

L’85% delle donne, dai 18 ai 65 anni, ha la pelle a buccia d’arancia. Non si salvano neanche le più giovani e snelle. Si tratta di disfunzioni spesso liquidate con il termine d’inestetismi. Seppure cellulite e adipe localizzato non siano una malattia in senso strettamente medico, poiché non mettono a rischio la vita di chi ne soffre, la loro presenza è sintomo di un non corretto funzionamento di determinati apparati oltre che motivo di forte disagio. Abbiamo quindi voluto chiedere a un medico estetico esperto di raccontarci quali trattamenti sono attualmente disponibili, ma soprattutto davvero efficaci nella lotta a uno dei nemici più odiati dalle donne: la cellulite. Pensare che possa scomparire da sola, è un’illusione. Dunque, dottoressa Casadio, cos’è la cellulite? La pannicolopatia edematofibrosclerotica è un’alterazione delle strutture del tessuto connettivo a causa della quale la pelle assume un aspetto spugnoso e bucherellato, con rigonfiamenti più o meno evidenti causati dalla ipertrofia, ossia da un aumento di volume, delle cellule adipose. Nel caso della cellulite abbiamo tre stadi: edematoso, il più lieve, fibroso, intermedio, e sclerotico, il più difficile a trattarsi. Le cause? Ritenzione idrica, familiarità, abitudini di vita non corrette, come l’abuso di alcool e sigarette, una vita sedentaria, il sovrappeso, la stipsi… Cosa si può fare? Tutto va relazionato alla paziente e alla sua specifica problematica, ma esistono oggi vari trattamenti che, uniti al giusto stile di vita, a una dieta sana e all’esercizio fisico, possono dare risultati eccezionali. Quali? La Pressoterapia e la Mesoterapia. Meglio se in azione combinata. Si tratta di due tecniche assai diverse, per le quali è sempre opportuno affidarsi a un medico estetico. Questo sottoporrà il paziente ad accurata anamnesi e diagnosi, optando per una corretta scelta dei metodi e, nel caso della Mesoterapia, dei medicamenti.

Ce le descrive? La Pressoterapia, nata una quindicina d’anni fa, utilizza la pressione meccanica dell’aria per stimolare la circolazione e il drenaggio dei liquidi, tonificando e ossigenando i tessuti, e riducendo gli inestetismi. Per quali zone è efficace? Principalmente arti inferiori e fascia addominale, al fine di contrastare la cellulite migliorando la circolazione. Cosa accade nella Pressoterapia? Scelta la zona da trattare si utilizzano applicatori divisi in almeno 4 sezioni, ognuna contenente una camera d’aria, li si gonfia con modalità sequenziale centripeta, dalla più estrema alla più vicina al tronco, ossia la via più seguita dal sangue venoso e dalla linfa, stimolando a settimana, nella zona specifica, utilizzando una modica quantità di farmaco a seduta. Quando è indicata? In caso di adiposità localizzate, Pefs (panniculopatia edematofibrosclerotica), disturbi della micro e macro circolazione, insufficienza venosa e linfatica. Obiettivo? In medicina estetica l’obiettivo primario è disintossicare l’organismo attraverso l’eliminazione delle scorie e dei liquidi in eccesso (ritenzione idrica) nei tessuti cutanei e sottocutanei, responsabili nel tempo di formazioni edematose e sclerofibrotiche in particolar modo agli arti inferiori. Contemporaneamente promuove la tonificazione e l’aumento di elasticità della pelle e del tessuto. Quali medicamenti si utilizzano, dottoressa Casadio? Personalmente prediligo le sostanze omeopatiche, molto ben tollerate, che oltre a un importante effetto drenante e lipolitico, migliorano il micro-circolo ed il sistema linfatico. Dopo una seduta di Mesoterapia cosa un corretto flusso circolatorio. La sequenza dobbiamo aspettarci? pressoria facilita il drenaggio dei liquidi Dopo il trattamento, la pelle può presentare interstiziali, dei soluti e dei cataboliti nei vasi piccoli pomfi che scompaiono dopo poche ore. linfatici attivando la circolazione venosa, L’ago utilizzato, sebbene assai piccolo e sottile, liberando l’ambiente extra-cellulare e riattivando può provocare ecchimosi che si riassorbono il normale percorso dell’albero circolatorio. completamente e rapidamente. Ecco perché si pone come un ottimo ausilio per Quindi, contro la cellulite si può fare molto? migliorare la circolazione degli arti inferiori, Certo, Mesoterapia e Pressoterapia sono due ridurre gli edemi, favorire il drenaggio dei validissimi alleati. Medicina Estetica - Studio Medico liquidi e incrementare la diuresi, oltre che per Dott.ssa Giovanna Casadio contrastare la cellulite. Via Magazzini Anteriori 37, Ravenna Quindi per chi è indicata? Telefono 0544-591521 Con la Pressoterapia si ha una sensazione www.studiomedicocasadio.com generalizzata di benessere e di leggerezza delle gambe, per questo è indicata per tutti, purché preceduta da consulto medico atto a stabilire la frequenza e la pressione idonea delle sedute. E riguardo la Mesoterapia? In questo caso siamo di fronte a un vero e proprio atto medico (intradermoterapia distrettuale) che consiste nell’inoculazione, attraverso microiniezioni, di piccole quantità di farmaci o sostanze omeopatiche. È una terapia estremamente efficace, poco invasiva, in grado di dare risultati ottimali, che nasce negli anni ‘50 sulla base di tre capisaldi: poco, raramente e nel punto giusto. In altre parole si pratica una volta >133

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>zone CHAPTER

BORDERLINE 136 Jovanotti_The Big Show 140 Teen-ptations 144 Zone Travel_Temptation: Ten Beaches 150 Giulia AramĂ _To Brazil and Back 154 Pit Lane_Red Passion 156 Data Trade_Apple, Future Oriented 158 Terre Alte_The Fish on the Hill 160 Cala Celeste_Summer on the Beach 162 Travelling around Infidelity 164 La Trattoria_Gimmie Five 166 Pacifico Music Dinner_Two of a Kind

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>zone INTERVIEW

Un sorriso che gli riempie il viso. A 46 anni, Jovanotti è sempre sull’onda della musica, ha un rapporto con i fan elettrizzante e duraturo. Lo abbiamo incontrato nella data d’apertura del suo Backup Tour, ad Ancona, scoprendo il dj, il cantante, l’artista ironico, l’uomo romantico, innamorato della sua famiglia e della vita. Text > Lina Colasanto Photos > Rodolfo Marziali

Multimedial Lorenzo. La musica si compenetra con il movimento. Luci, suoni e colori esaltano al massimo la potenza la creatività, in un viaggio che ripercorre 25 anni di carriera. Un quarto di secolo non si può che festeggiare in grande stile. Jovanotti sceglie dunque di debuttare negli stadi con il Backup Tour, che lo porterà in giro per l’Italia fino a fine luglio. Un successo enorme, tra sold out e numeri stellari, l’abbraccio con i suoi fan è intenso e coinvolgente. Jovanotti è un cittadino del mondo e con la Romagna ha da sempre un legame fortissimo, a partire da Forlì, dove ha vissuto negli anni Novanta, Riccione dove ha lavorato come dj, e poi conquistato come cantante, e con tutte le altre città che lo hanno applaudito fin dagli inizi. Mr. Cherubini si lascia sedurre in questo nuovo tour dai visual designer che creano per le sue canzoni porte spalancate su jungle fluorescenti, foreste attraversate da serpenti sibilanti, il corpo entra nell’immagine e si fonde nei pixel.

Gioco, intrattenimento e tridimensionalità, la festa di Lorenzo Cherubini continua proiettata nel futuro. “In uno spettacolo ogni dettaglio è importante, nella preparazione sono una sorta di regista – racconta Jovanotti – propongo la mia visione a grandi linee e con la mia squadra, che è la stessa da molti anni, ci scambiamo concerti, film, libri di architettura. In questo concerto ho voluto puntare sulla manipolazione dal vivo del mio corpo, vorrei che i video avessero la stessa funzione di amplificazione delle casse. Lo schermo ad esempio non è un fondale ma espande il palco in un ulteriore dimensione, abbiamo usato kinect, un hardaware nato nel gaming e passato all’arte contemporanea. Questa è una festa, uno spettacolo celebrativo, un greatest hits”. Venticinque anni di carriera, cosa racconti oggi al tuo pubblico? >136

Più di tutto ho voglia di dare carica alla mia gente e di riceverne, semplicemente, ma si sa che le cose semplici non sono mai così semplici. Per questo in un momento in cui tutti ci vorrebbero minimali e poco sgargianti io ho voluto mettere in piedi un rock’n’roll show per specchiarci nella meraviglia e nella vitalità, che sono risorse fondamentali, specialmente in un periodo come questo. Dagli esordi come dj alle canzoni d’amore. Ho sempre fatto musica per le feste, ho iniziato nella discoteca Veleno di Roma, sono anche andato tempo fa a vedere cosa era diventata e


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>zone INTERVIEW

Jovanotti

THE BIG SHOW

mazurka, che però non so ballare. Che influenza ha invece la cultura pop nei tuoi spettacoli? Nei video del Backup tour ci sono differenti incursioni pop… Il pop è la cultura del ‘900, ci sono cose che fanno parte della mia generazione radicate e fighissime, altre non reggono la distanza. I film con gli spari che andavamo a vedere nelle sale parrocchiali sono ancora mitici, altri non tengono così tanto il tempo. Iniziamo lo show con la musica di Django che poi è quella di “Lo >137

chiamavano Trinità” e ci sono presenze pop assolute in molti video. Non ne facciamo un culto e continuiamo a non prenderlo sul serio, ma il pop rimane nel suo essere effimero, come lascia il segno Andy Warhol. Credo che non siamo niente male come generazione, non avremmo avuto le coperture ideologiche dei nostri padri, ma abbiamo creato delle cose piuttosto belle. La prima volta negli stadi che emozioni vivi? È una grande soddisfazione, sono felice perché so che ci abbiamo messo 25 anni per arrivare a

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non è più una disco! Non avrei mai pensato di scrivere canzoni d’amore, ma crescendo mi sono innamorato dei libri e della poesia e sono arrivate così. Ci sono altri generi su cui ti piacerebbe lavorare? Un sogno nel cassetto? Sogno un progetto sul liscio, prima o poi lo farò, ho tutti i dischi di Secondo Casadei e dell’orchestra Castellina Pasi. Quando passo in Romagna mi sintonizzo sempre sulle radio locali, mia moglie mi prende in giro. Adoro la polka, la


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>zone INTERVIEW

questo punto. Questo è un autentico spettacolo da stadio, spero che il pubblico vada sempre via con una bella energia. La cosa che mi sento di dire ai ragazzi è che ce la possiamo fare: il futuro non è fatto di garanzie, bisogna muoversi, viaggiare, conoscere e scoprire. Il quarto luogo più visitato in America è Eataly: noi creiamo differenza nel mondo, dalla moda alla cucina e dobbiamo riflettere su questo. A proposito di America, tornerai?

Ho ricevuto una bella proposta dall’etichetta ATO Records, senza scadenze. Sono interessati a sentire quando ho pronto qualcosa in inglese. Il periodo in America è servito anche per migliorare la lingua. Posso riuscire a comunicare con l’altra parte del mondo, l’America è un Paese folk, ogni musica rispecchia quella di una comunità, devo stringere la mia forbice, che in Italia è molto ampia. Le proposte arrivano anche dalla tv: la >138

Rai ti corteggia e ti vede come il nuovo one man show… Mi piacerebbe uno show in quattro puntate e prima o poi fare un programma con Fabio Fazio, siamo amici, sarebbe bello realizzare un progetto insieme. Al momento ancora non lo so, si vedrà a settembre. Per adesso vivo in pieno questa incredibile emozione, ma ho tante idee, fare musica è quello che mi fa stare bene e ho voglia di ribaltare il clima.

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>zone SOCIETY

Dagli anni ‘60 i teen-ager, con spirito sempre in bilico tra emulazione e voglia di sperimentare, sono tra le fasce di mercato più ambite dal mercato, anche quello dell’illecito. L’estate è lo sfondo ideale in cui nuovi must protagonisti possono fare proseliti. Ecco 10 tentazioni estive a cui, intervistati da >bmmZONE, gli adolescenti che animano la movida in riviera hanno dichiarato di non saper resistere.

9. In perfetta sintonia

con un mood rock di cui la massificazione caratterizza la Jungla adolescenziale odierna, l’ORECCHINO NERO è ormai un accessorio must, mentre riesce a trattenere un po’ del suo spirito eversivo la sua versione più estrema, il DILATATORE.

ARE THESE THE O 2. Per un perfetto

look alla California Dreamin’ l’occhiale con lente colorata e specchiata firmato OAKLEY più che incorniciare nasconde: lo sguardo più cool dell’estate 2013 si compiace di attrarre l’attenzione senza per questo rendersi palese.

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>zone SOCIETY

4.

Con le più svariate rivisitazioni, grazie a diverse tonalità, stampe, scritte, il cappellino NEW ERA è riuscito a imporsi come un nuovo classico che copre le teste, calde e accaldate, di migliaia di adolescenti. E non solo!

6. Ne abbiamo visti di

più lunghi, più corti, più estremi, più soft, dritti e storti, su di lui e su di lei, sembra proprio che nessuno, celebrità (vedi Justin Bieber, David Beckham, Rihanna e P!nk) o comune mortale, sappia resistere alla tentazione di vedersi con un bel CIUFFO!

ONLY 10 INTERES 8. Se nel mondo di oggi per essere bisogna apparire, ai giovani viene offerta una brillante rassicurazione esistenziale: i COLORI FLUO, una marmellata psichedelica che si è ormai spalmata un po’ ovunque, indumenti, gioielli e ogni sorta di accessorio, iPhone cover comprese.

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>zone SOCIETY

10.

Gli anni ‘90 stanno tornando e, in parte, sono già tornati! Lo dimostra la straordinaria ribalta di cui è stato protagonista lo SKATE, dopo essere finito nelle polverose soffitte della memoria per qualche anno, torna in forma più splendida (e splendente) che mai.

ESTING THINGS F 7. La T-SHIRT stampata: adatta sia a chi vuole

vestirsi d’immagini e/o messaggi, ma non ha il coraggio di prendere l’impegno del pigmento indelebile sulla propria pelle, o a coloro che, invece, vogliono solo arricchire il personale arsenale semiotico.

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1. Al primo posto

si conferma l’ormai insostituibile HAPPY HOUR un’occasione che trasforma bar, locali e bagni della riviera in centri di vita nevralgica pulsante e molto, molto, giovane!


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>zone SOCIETY

3. Ancora colore per il più indelebile dei

segni di riconoscimento, il TATUAGGIO dalle tinte forti ha ormai letteralmente rimpiazzato il suo antenato monocromatico.

FOR TEENAGERS? 5. Una menzione tutta

speciale la merita il concetto di TRASGRESSIONE, un trend mai mandato in pensione dagli adolescenti che trasgrediscono oggi come ieri, con un’unica grande differenza: è sempre più difficile trovare qualcosa che li sciocchi!

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>zone TRAVEL

Là dove l’uomo non è ancora riuscito a scalfire la supremazia della natura, resistono spiagge inattese e bellissime, che proprio per questo continuano a tentarlo in un eterno gioco di sfida e meraviglia. Ve ne presentiamo dieci. Text > Manu Benedetti

TEMPTATION: TEN BEACHES

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>zone TRAVEL

The Baths, Virginia Gorda, Carabi The Baths, ‘Le piscine’, sono un insieme surreale di giganteschi massi di granito sparpagliati tra bianchissime spiagge piene di palme all’estremità sud-occidentale dell’isola. Le maree e l’azione delle onde trasformano le grotte in ‘piscine’ e poi di nuovo in grotte, creando così uno spazio ideale per gli amanti dello snorkelling, tra fessure e pozze d’acqua. Scala dei Turchi, Realmonte, Italia Una scogliera dal singolare aspetto che si erge tra due spiagge di sabbia fine. Per accedervi bisogna inerpicarsi in una salita somigliante a una grande scalinata naturale di pietra calcarea. Una volta raggiunta la sommità della scogliera, il paesaggio visibile abbraccia la costa agrigentina fino a Capo Rossello, altro luogo legato alle gesta di Montalbano.

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>zone TRAVEL

Camino Beach, Lagos, Portogallo Una spiaggia piccola per un paesaggio assolutamente incredibile! Grandi formazioni di roccia circondano la sabbia color arancio lambita de acqua calda color turchese. Una Pentola Buco naturale gigante scolpita nella roccia si può raggiungere a piedi dal lato del mare e c’è anche un piccolo tunnel che, sempre attraverso la roccia, conduce a un’altra spiaggia adiacente.

Pfeiffer Big State Beach, Big Sur, California, USA l ritmo del surf, le scogliere, il vento, il sole solleticano tutti i sensi. Non demordete a cercarla anche se la prima volta farete fatica a trovarla, anche perché la gente del luogo vi guarderà come se foste un po’ spostati quando vi fermerete a chiedere indicazioni. Il viola intenso della spiaggia ripagherà la fatica.

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>zone TRAVEL

Maho Beach, St. Maarten, Caraibi Gli aerei volano bassi sulla spiaggia Maho. A parte l’acqua turchese, un’insolita attrattiva consiste nel vedere aerei di linea e non passarvi a 5 metri dalla testa. Impressionante la partenza dei Boeing, che provocano una vera e propria tempesta di sabbia. Attenzione a non essere catapultati in acqua!

Glass Beach, Fort Bragg, California, Stati Uniti Se siete stanchi della solita spiaggia di sassi o sabbia, ecco una meta alternativa, Fort Bragg, spiaggia che all’inizio del XX secolo e fino ai ‘60 veniva definita the Dump, “la discarica”, per l’abitudine della popolazione limitrofa di gettarvi qualsiasi tipo di rifiuto, in particolare vetri. Un insolito lieto fine ambientale per una spiaggia che da discarica si auto-rigenera, dove i materiali di scarto sono parte integrante dell’ambiente e addirittura valore aggiunto.

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>zone TRAVEL Los Dedos, Playa Punta del Este è circondata da un scultura a forma Isla de Lobos.

Brava, Punta del Este, Uruguay uno dei principali centri turistici dell’Uruguay. Sorge su una penisola che si immerge nel mare, lato dalle onde dell’Oceano Atlantico e dall’altro dall’ampio estuario del Río de la Plata. L’imponente di mano si erge dalla sabbia della Playa Brava (spiaggia selvaggia) da cui, in lontananza è visibile la

Jokulsarlon Lagoon, Islanda Iceberg bianchissimi vicini alla sabbia nera. Impressionante: il silenzio rotto solo dagli ovattati rumori dei motori delle poche imbarcazioni che incrociano nelle gelide acque della laguna. Un freddo umido che ti entra nelle ossa, ma i colori nel ghiaccio, che, colpito dal sole, è bianco, grigio, celeste, blu, scaldano il cuore.

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>zone TRAVEL

Playa de Gulpiyuri, Asturie, Spagna Avete mai visto una spiaggia con tanto di onde e marea situata a 500 metri dal mare, all’interno di una conca circondata da verde e campi? Questa è la spiaggia di Gulpiyuri, nei pressi di Llanes nelle Asturie spagnole... Uno spettacolo a cielo aperto, che vi ripagherà dell’attesa. Non è facilissima da trovare, infatti.

Children’s Pool, San Diego, California, USA Un’esperienza unica per grandi e piccoli. I colori del mare sono meravigliosi, un paradiso per gli amanti della fotografia. Ma poi… ecco sulla spiaggia decine e decine di foche con i loro cuccioli, divise solo da una corda che è vietato oltrepassare ad appena un paio di metri dal punto d’osservazione. Un vero spettacolo della natura!!!!

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>zone INTERVIEW

Una bolognese col cuore brasiliano. Aramà esprime l’energia della vita attraverso la sensualità dei movimenti e della sua musica: un cocktail esplosivo di note molto vicine al funky made in Rio de Janeiro. Text > Francesca Castelvetro

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>zone INTERVIEW

Giulia Aramà

TO BRAZIL AND BACK

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>zone INTERVIEW

Giulia Aramà, semplicemente Aramà per addetti ai lavori e fan, è una bolognese anomala. Pur rivendicando la sua appartenenza alla nostra terra ha in sé due anime: italiana e brasiliana. Di quest’ultima, in particolare, possiede quell’amore per la musica e per il ballo che solo i nativi di quella terra lontana hanno. Incontrandola, poi, scopriamo che la sua solarità e allegria, mixate a un pizzico di saudade, potrebbero davvero farcela scambiare per una nativa di Bahia. Come ti scopri cantante? Fino a 17 anni sono stata una ballerina, poi, durante un corso di teatro con uno dei maestri dell’Actor’s Studio di New York, Danny Lemno, fui spinta a seguire lezioni di canto. Da quel momento cominciai a studiare con diversi insegnanti, tra cui l’ex pianista e compositrice di Mina,Tania Bellanca Giusti. Con lei ho partecipato a diversi spettacoli, soprattutto musicals. Il Brasile, quando e perché? Nel 2005, un viaggio in Brasile che si prolungò divenendo di fatto una permanenza, mi ha avvicinata alla musica di quel Paese: così ho cominciato a scrivere le mie prime canzoni, seduta sulla spiaggia a Salvador de Bahia. Ho studiato con i professori Nelson Machado e Guda Lopes sia canto che chitarra brasiliana. Tornata in Italia ho conosciuto diversi professionisti, brasiliani e non, tra cui Itaiata de Sà (straordinario percussionista della più grande band di percussioni del pianeta, Olodum, nonché percussionista di Roy Paci e Negrita), che hanno abbracciato il mio progetto, accompagnandomi nelle varie serate.

Ti senti più italiana o brasiliana? Io sono e rimango italiana, ma la mia passione per il Brasile confonde le idee al punto che i fans brasiliani non credono che io sia italiana. Dicono di me: “voce è uma brasileira nascida no lugar errado”, cioè “tu sei una brasiliana nata nel luogo sbagliato”. Parlaci del tuo nuovo lavoro? Il mio nuovo singolo dal titolo “Warriors of Light” è nato a Londra, davanti a Piccadilly Circus, durante una giornata molto fredda nella quale cercavo di riscaldarmi bevendo un tè con latte e cannella. La nascita della canzone è stata un po’ travagliata perchè avrei dovuto collaborare con alcuni artisti londinesi che si sono rivelati scarsamente professionali, ecco dunque che ho proseguito sola. Ho portato il brano in studio a Milano da un mio caro amico produttore, Francesco Siliotto, in arte Kermit, che si è offerto di realizzare una prima produzione dello stesso. Il cantante newyorkese DaDean 29 ha deciso di scrivere la parte rap, mentre la produzione finale è stata affidata agli Hitfinders, coppia molto affermata in Europa e in Italia per la musica dance-progressive. Con mia grande gioia, sono uscita sul mercato discografico il giorno 21 di giugno su etichetta Hitfinders Music/The Saifam Group. La canzone tratta delle difficoltà nella vita… è una metafora: racconta di un guerriero di luce che non depone mai le armi, ma combatte ogni giorno in modo fiero e dignitoso, si nutre di emozioni e vibrazioni e non si lascia abbattere dagli ostacoli quotidiani. La pubblicazione è stata accompagnata ad una serie di scatti fotografici che mi ritraggono nei >152


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>zone INTERVIEW

panni di una guerriera di luce del XXI secolo, self confident e fiera della propria femminilità. Gli scatti sono del grande fotografo di moda Maurizio Fantini e il bustino che indosso è firmato dal designer franco-fiorentino Idriss Guelai. Sei riuscita a mettere tutto dentro l’album o qualcosa è rimasto in un cassetto? Al momento è uscito l’Ep, mentre l’album è in fase di ultimazione. Comunque un’artista ha sempre qualcosa che resta dentro il cassetto… Se dovessi cimentarti in un duetto vocale, chi vorresti al tuo fianco? Ho già 2 duetti forti che uno dei quali deve ancora essere pubblicato. Il primo con Dadean 29, rapper newyorkese, proprio in “Warriors o Light” e il secondo - che uscirà a settembre - con il cantante di origine capoverdiana William Araujo . Pensando a una collaborazione internazionale, mi piacerebbe anche poter lavorare con Jamie Woon, cantante inglese dalle sonorità alquanto originali, con Natiruts, cantante reggae brasiliano e con Chappell, singer dalla voce soul, uscito recentemente sul mercato con brani house di grande successo. Le tue ispirazioni: a chi guardi e cosa ascolti? Come alimenti la tua arte? Divoro qualsiasi emozione, stato d’animo, esperienza. Tutto influisce, tutto per me è ispirazione. Osservo molto e ascolto tanta musica di diversi generi, da quella soul alla classica, dalla dance music all’ r&b. Quanto è importante per una giovane artista poter contare sulla fiducia degli addetti ai lavori oltre che del pubblico? Oh che tasto difficile!! Spesso ho avuto cocenti >153

delusioni proprio da collaboratori e amici anche stretti ma, come si suol dire, siamo guerrieri di luce, e chi cerca alla fine trova: ora collaboro con uno staff di professionisti veramente validi! Nei tuoi show quanto conta la musica, quanto il canto, quanto il ballo? È un mix proporzionato, la voce suscita l’emozione e il corpo è uno strumento per dar voce alle emozioni. Quali sono gli appuntamenti sulla tua agenda? Fino a settembre sarò in Brasile per alcune date live oltre che in studio con nuovi produttori. Come “tenti” il tuo pubblico e cosa - invece “tenta” te? Il pubblico ha bisogno di verità e di genuinità nel gesto e nel canto. In quella scatola magica che è il palcoscenico avviene tutto, più si è se stessi sul palco più si avrà successo nel convincere e nel coinvolgere il pubblico. Per te l’infedeltà ha una connotazione solo negativa o pensi esistano situazioni nelle quali l’infedeltà sia giustificabile? Da buon toro, mio segno zodiacale, penso che l’infedeltà, sia in amore sia nel lavoro sia nell’amicizia sia - purtroppo - un fattore estremamente negativo. In questa nostra società è difficile non imbattersi nell’infedeltà e, spesso, ci tocca subirla. Ma io credo nel Karma e quindi penso che tutto, prima o poi, torni indietro, perciò cerco nel mio piccolo di essere sempre onesta, cosa che non mi riesce affatto difficile. Tutto dipende da come nasci e da come sei educato. L’unico vantaggio che riesco a vedere nell’infedeltà è che, spesso, situazioni negative hanno fatto nascere l’ispirazioni per ottime canzoni!

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>zone INTERVIEW

Ci sono tentazioni alle quali si è costretti a resistere. Ma se la vostra è quella di guidare una Ferrari, anche solo per dieci minuti, e almeno per una volta nella vita… c’è chi può trasformare il vostro sogno in realtà: Pit Lane!

Pit Lane

RED PASSION

Daniele Valestri, come e quando ha creato Pit Lane? La Pit Lane è il frutto di una grande passione che coltivo fin da piccolo e che, a un certo punto, ho deciso di condividere con il mondo e con i fan della Ferrari. Maranello perché? Questione logistica, affettiva o che altro? Perché è la capitale mondiale dei motori ospitando, come fa, il brand automobilistico più famoso del pianeta. Qui nasce la Ferrari… Che genere di servizi offre Pit Lane? Garantiamo servizi vari: dalla simulazione con le nostre quattro auto Formula1 alla possibilità di provare l’intera flotta di cui disponiamo. Cioè? Una Ferrari 430 Spider, una 430 Scuderia, cinque California, due 458 Italia, una 599 GTB Fiorano, una F12 Berlinetta e la cugina delle precedenti, una

Maserati Gran Cabrio. Inoltre, a chi desidera provare veramente un’emozione fortissima, offriamo la possibilità di correre in pista a bordo della 430 Challenger e della mitica 458 Italia Challenger. Supponiamo che io la chiami e prenoti una data e un orario per la guida. Poi che succede? Le verrà riservato il mezzo scelto tramite un pass numerato che potrà ritirare personalmente oppure ricevere via email, in modo da averlo immediatamente disponibile una volta che avrà raggiunto la nostra sede. Ma… chi richiede questo genere di experience lo fa perché poi andrà a comprarsela la Ferrari o perché, al contrario, sa che non potrà farlo? Capitano entrambe le cose. Qualcuno vive con noi il suo sogno per poi tornare alla realtà, qualcun altro dopo la prova decide il modello e lo fa suo per sempre. >154

Siete sempre in prima linea quando si tratta di manifestazioni ed eventi… oltre al recente Beautiful Fashion Night a Riccione, quali programmi avete per i prossimi mesi? Mentre le rispondo sono all’after show di Vasco Rossi a Torino… Il primo luglio abbiamo inaugurato la nuova sede nei pressi della Marina di Rimini, adiacente alla ruota panoramica. Qui si possono fare Test drive oppure emozionarsi all’interno del nostro simulatore di Formula1 professionale. E poi ci sono i nostri eventi in pista permanenti in Marmaglia (Modena) e S. Martino del Lago (Cremona) oppure itineranti presso tutti i circuiti e presso aziende che ci richiedono per eventi stradali in loco. Che cos’è l’adrenalina? A bordo delle auto della nostra flotta è… un’emozione fortissima. Si ha la sensazione di essere al limite delle proprie possibile,


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>zone INTERVIEW

un limite che viene sfiorato molto da vicino… Perché secondo lei la Ferrari è un mito universale, sempre di moda e capace di resistere al passare del tempo? Perché ha una storia unica, fin dalla nascita… quella di colui che da pilota si rinventò come produttore, quell’Enzo attento a ogni minimo particolare che, con la sua Ferrari, spadroneggiò in tutti i Gran Premio del mondo facendola diventare, ieri e per sempre, il più grande desiderio per tutti i suoi tifosi. Un vero mito. Solo uomini o anche donne tra i clienti Pit Lane? Devo dire che sempre più donne sono attratte da mitologia, eccellenza, bellezza e potenza… quindi… anche l’universo femminile mostra grande curiosità. Alcune ne restano così affascinate e risultano così portate per la guida da chiederci di poter correre su

pista. A proposito… tra i personaggi famosi che hanno “corso” insieme a Pit Lane ce n’è qualcuno che vuole citare? Vincenzo Salemme nel film Baciato dalla Fortuna, che con la sua simpatia e la sua modestia ha saputo rendere le riprese una cosa semplice per tutto lo staff; Max Gazzè per la sua verve, il già pilota Challenger ha dato prova di grande abilità alla guida ed è stato di una disponibilità e simpatia totali; ma anche le ragazze, mi riferisco a Samantha De Grenet, Antonella Mosetti, alla bellissima Manuela Arcuri, a Raffaella Fico, a Nina Moric… sono state fantastiche! Un aneddoto? Cioè… qualcosa di curioso capitatole durante questi anni di attività? In questi tre anni abbiamo fatto la felicità di moltissime persone, da quelle più illustri alla gente comune. Ma la sensazione di essere sulla >155

strada giusta l’ho avuta quando il figlio di un ex dipendente Ferrari, appena andato in pensione e col sogno di poter guidare lui stesso una delle auto che aveva costruito per tutta la vita, ha regalato a suo padre un Test drive presso la nostra sede. Avvicinatosi all’auto l’uomo stava per salire sul lato passeggero e quando gli abbiamo spiegato che avrebbe invece dovuto guidarla… dall’emozione e dalla felicità è scoppiato a piangere come un bambino! Qual è l’auto preferita di Daniele Valestri? La 458 Italia. Con quale altra la tradirebbe? Potrei tradirla solo con la sorella maggiore: una Ferrari! PIT LANE www.pitlaneredpassion.com Maranello: via Dino Ferrari 49 tel. 0536 073601 Modena: via Paolo Ferrari 72 e via Piave 9 - tel. 059 470773

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>zone INTERVIEW

Il nome Data Trade significa per tutti centro Apple e informatica. In realtà, in un negozio Data Trade c’è molto di più: assistenza, competenza, corsi rivolti alle specifiche esigenze della clientela e un costante aggiornamento nel più mutevole tra gli universi, quello tecnologico- informatico. Come ci racconta il responsabile Data Trade Ravenna, Antonio Belcastro.

Data Trade

APPLE, FUTURE ORIENTED Sono trascorsi due anni da quando Tim Cook è diventato CEO dell’azienda di Cupertino, fra avvenimenti di rilievo e una crescita dell’azienda che non ha subito rallentamenti anche dopo la dipartita del co-fondatore, Steve Jobs. Tim Cook, in più occasioni, ha avuto modo di chiarire che la sua Apple non avrebbe mai e poi mai tradito i valori fondamentali sui quali Jobs l’ha rifondata, ma che non ci si sarebbe dovuti attendere da lui uno “stile di guida” paragonabile a quello del suo predecessore. Di fatto i numeri sono sempre da record, basti pensare che all’edizione numero 24 della WWDC (10 giugno 2013) i partecipanti provenivano da 60 paesi e che i biglietti sono andati sold out in 71 secondi! Insomma, parlare dell’universo Apple è sempre stimolante. Lo facciamo Antonio Belcastro, responsabile del negozio Apple Data Trade di Ravenna. Data Trade non un semplice negozio Apple, ma… Un’azienda alla ricerca, in ogni specifica situazione, della soluzione più adatta al cliente. Per noi non

è sufficiente vendere un prodotto, nudo e crudo, cerchiamo infatti di distinguerci offrendo servizi e consulenze sia per privati che per aziende; dal corso one-to-one alla migrazione dei dati fino alla creazione di una rete aziendale. Credo che al giorno d’oggi affidarsi di un gruppo di ragazzi con serie competenze in materia sia molto importante. Anche il tipo di rapporto che instauriamo col cliente è improntato alla fiducia, cerchiamo sempre di essere sinceri e onesti. Ti faccio un’esempio… qualche tempo fa, lunedì 10 giugno, Apple aveva in programma una propria conferenza nella quale sicuramente avrebbe presentato nuovi prodotti. Il giorno 8 un ragazzo è entrato in negozio intenzionato ad acquistare un MacBook Air 13 pollici. Ho preferito consigliargli di non comprarlo subito e di aspettare il lunedì per scoprire le novità Apple. Questo, che qualcuno può giudicare come un comportamento straordinario, è il nostro modo abituale di lavorare. >156

Quindi gli ultimi prodotti dal mondo Apple sono? Qualche mese fa sono stati presentati i nuovi iMac, sottilissimi e potentissimi; e poi come ti dicevo proprio in questo periodo Apple ha presentato i nuovi MacBook Air, più potenti e con una durata della batteria superiore. Tornando invece ai servizi Data Trade, per l’estate avete in programma iniziative o corsi particolari? Sicuramente anche per tutto luglio il nostro programma corsi rimane aperto, come ben saprai tutti i martedì affrontiamo dei seminari con argomenti sempre differenti per l’approccio al computer, all’iPad e all’iPhone. Si tratta di corsi collettivi, che si svolgono dalle 20 alle 22, per la modica cifra di 10 euro, ai quali si può participare previa iscrizione che può avvenire direttamente in negozio oppure attraverso il nostro sito Internet datatrade.it nella sezione corsi. Siamo molto contenti dell’affluenza e dell’interesse dimostrato, un gran successo


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>zone INTERVIEW

soprattutto se consideriamo che gli iscritti avevano un’età compresa tra i 20 e i 90 anni Questo numero del magazine hai due temi, Infidelity e Tempation… e, in fondo, la passione per la tecnologia potrebbe portare a essere tentati e quindi infedeli. Oppure credi che chi prova Apple poi non cambi più? Io credo che Apple sia l’azienda numero uno nella fidelizzazione del cliente, vedi iCloud, un servizio che dà la possibilità, a chi ne usufruisce, di avere tutto sincronizzato, dal computer all’iPad fino all’iPhone. Per la semplicità di utilizzo sia a livello lavorativo che non, Apple non ha rivali, quindi è molto dura lasciare la Mela una volta che la si è provata! Qual è il regalo Apple che ha incontrato più successo fra i ragazzi e gli studenti, quello più gettonato per la promozione? Sicuramente l’iPhone 5 è il primo della lista, ma il Macbook Air da 11 pollici, leggero e potente allo stesso tempo, ha avuto un riscontro molto positivo.

Android e iOS: perché Apple continua a vincere sul settore dei Tablet? Basta vedere un bambino di 3 anni che utilizza iPad senza problemi o un over 70 che può leggere il quotidiano o giocare. E questo la dice tutta. A Cupertino non si dorme mai... e il silenzio alimenta i rumors... quali novità bollono in pentola? Entro fine anno, a parte il nuovo iOS7 e osx maverick (sistema operativo iPad/iPhone e computer) già presentati nell’ultima conferenza. Ci saranno grosse novità a livello di iPhone e iPad, ovviamente è un mio pensiero personale perché Apple non rilascia mai anteprime. Si dice che siamo tutti necessari, ma che nessuno è indispensabile... Applicheresti l’adagio anche al compianto Steve Jobs? Questa domanda è tosta, sicuramente un cavallo vincente è difficile da sostituire. Ultimamente abbiamo letto che in Italia l’economia digitale presenta alcuni trend allineati, se non superiori a quelli globali. I settori innovativi legate al web registrano >157

un incremento superiore al 7% e mentre nel mondo la vendita di smartphone è cresciuta del 41% (98% i tablet) e quella di Internet delle cose del 6%, in Italia i trend sono stati rispettivamente del 62%, (139% i tablet) e 22%. Merito anche di Apple? Sicuramente sì, oltre che della semplicità di utilizzo. Molti utenti stanno sostituendo il vecchio PC con nuovi iPhone e iPad per avere maggiore facilità d’uso, nell’integrazione, e per avere un’esperienza più vantaggiosa quando si vogliono fare cose più comuni. Con iPad puoi tranquillamente leggere mail, navigare in internet, leggere un libro e fare foto con un unico dispositivo, oltre tutto maneggevole e leggero, con una durata di batteria fino a 10 ore. Veramente rivoluzionario, non trovi?!? DATA TRADE RAVENNA Via Corrado Ricci, 16 Tel. 0544 215922 www.datatraderavenna.it

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>zone INTERVIEW

Creando un locale raffinato, piacevolmente ospitale, ma volutamente easy e familiare, Francesca e Michele hanno inaugurato il concetto di pesce in collina, che servono con entusiasmo al TerreAlte, il loro ristorante di Longiano.

Terre Alte

THE FISH ON THE HILL

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>zone INTERVIEW

Sono trascorsi alcuni anni dal debutto di Terrealte... ora possiamo chiedertelo Francesca: cosa significa lavorare il pesce in collina? Quella di aprire un ristorante di pesce in collina è stata giudicata da alcuni, almeno in principio, un’idea forse un po’ azzardata, ma in questo modo abbiamo creato una realtà atipica. Sicuramente la posizione strategica, a due passi dalla via Emilia, non lontano da città come Cesena, Rimini e Ravenna e in un’area ricca di aziende, ha reso possibile il progetto. Il pesce richiede freschezza, il ristorante cortesia, servizio, disponibilità… Sono qualità basilari nella ristorazione, non importa “dove sei”. La bellezza di lavorare fuori dalla “concorrenza”, nella tranquillità e pace delle nostre magnifiche colline, è un’arma a doppio taglio: è il “passaparola” che ti porta clientela e questa è senz’altro una bella soddisfazione, ma devi cercare di avere sempre il meglio della materia prima e oltre alla qualità serve anche tanta passione, uno staff all’altezza, un bel locale… affichè rimanga il ricordo di noi e la voglia di tornare a trovarci! Quanto conta innovare nel vostro lavoro, oppure per fidelizzare la clientela è necessario non disorientarla? La nostra non è di certo una cucina innovativa, ma la scelta di servire piatti “semplici” è quella che ci ha permesso di avere una clientela abituale, che viene da noi per mangiare il “pesce fresco”, e lo fa anche tutte le settimane. Poi chiaramente cerchiamo di stupirla, di sorprenderla, quando è possibile, con delle nuove pietanze o dei “fuori menù” come possono essere, per esempio, i nostri deliziosi gnocchetti di patate agli scampi, oppure la granseola, lo spaghetto ai ricci, le moeche, l’aragosta o gli astici alla catalana… dipende sempre da cosa offre il mercato, che ci aiuta in questo senso ad ampliare la nostra offerta, perché non tutto è sempre reperibile, molto dipende dalla stagionalità, dal fermo pesca e dal nostro mare, che offre davvero un pesce speciale, piccolo e saporito, ma non in abbondanza per certi prodotti. Qualche personaggio conosciuto che si è recentemente seduto alla vostra tavola? I nostri clienti sono tutti speciali e importanti! Scelgono il nostro ristorante noti professionisti e industriali emiliano-romagnoli. Grazie alla passione calcistica di Michele abbiamo un bel rapporto anche con la A.C. Cesena, con il mister Pierpaolo Bisoli e il suo Presidente Giorgio Lugaresi e sulla scia di questo sono stati a trovarci anche Antonio Conte, allenatore della Juventus e il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentis. Se non fosse Longiano... riesci a immaginarti il Terre Alte in una differente location? Difficile pensare al Terre Alte in un contesto diverso, forse proprio per le soddisfazioni che in questi undici anni ci ha dato oltre che per tutto quello che ci abbiamo investito, ma… mai dire mai! Magari si potrebbe aprire una “succursale” più vicina al mare, al nostro mare, perché quello che sappiamo trattare, anche in modo abbastanza tradizionale, è proprio il pescato

dell’Adriatico. Quali aspetti del vostro lavoro sono più apprezzati da vostri ospiti? Generalmente la clientela rimane soddisfatta sia del locale, che del servizio, ma soprattutto è conquistata dalla freschezza del pesce, che riesce a cogliere proprio per come viene semplicemente condito con olio, pepe e sale, senza tante “salse” a camuffarne il sapore. Naturalmente c’è chi si aspetta di più, perché il Terre Alte vanta ormai una certa fama… Voglio dire che qualcuno potrebbe restare deluso venendo da noi se la sua aspettativa è quella di trovarsi in un ristorante da Guida Michelin, con piatti sofisticati e un servizio impeccabile perché, seppur raffinato, Michele e io abbiamo voluto costruire un ambiente sopratutto familiare dove primeggiassero la qualità e la cortesia. Supponiamo che tu insieme a Michele e alle vostre due bimbe foste gli ospiti del Terre Alte. Quali piatti vi vedremmo ordinare? Il mio piatto preferito è senz’altro il crudo, in particolare ostriche, tartare di tonno e scampi. Michele, invece, predilige i calamaretti, quindi lo vedresti ordinarli in spiedino oppure fritti… Le bimbe?? Lia, che ha 4 anni, mangia volentieri le lasagnette al ragout di Mazzola, mentre Clio, la più piccola (2 anni) già adora le ostriche e le “poverazze”!! La stagione è calda: il pesce, alimento leggero per eccellenza, conosce più adepti in estate? Oppure non c’è stagionalità in quanto a preferenze? Si dice che i mesi migliori per il pesce siano quelli con la lettera “R”, quindi non rientrerebbero quelli estivi… questo perché, è facile intuirlo, il caldo non aiuta nel mantenimento del prodotto. Dunque è necessario averne ancora più cura, oltre a comprarlo solo e rigorosamente di giornata noi utilizziamo sofisticate attrezzature che ci permettono di conservarlo al meglio, mi riferisco ad esempio ad abbattitori di temperatura e celle frigorifere. Ma per risponderti… in estate noi lavoriamo ancora di più, intanto perché le persone escono più volentieri, poi perché si tende a mangiare più leggero - e in questo senso il pesce va benissimo - e credo anche per la posizione strategica del Terre Alte che oltre tutto dispone di una veranda e di una terrazza panoramiche da cui si può ammirare la riviera romagnola.

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>zone PLACES

Bello, elegante e raffinato, il Cala Celeste è una splendida struttura balneare a Lido Adriano. Unica nel suo genere, immersa nel verde e lambita dal mare, è nata quattro anni fa da una straordinaria intuizione della Bisanzio Beach e, dallo scorso anno, è condotta magistralmente dal portiere del Milan Christian Abbiati.

Cala Celeste

SUMMER ON THE BEACH

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>zone PLACES

Lo scorso 8 giugno Cala Celeste ha inaugurato la stagione balneare 2013 con uno spettacolare party che ha visto la presenza di molti volti noti e, fra loro, i compagni e amici del Milan Ambrosini e Bonera. Tantissime le novità che caratterizzeranno il Cala Celeste 2013 dai comodi e avveniristici ombrelloni per la spiaggia, al wellness - caratterizzato da una speciale collaborazione con il Life Planet di Ravenna - che fino a tutto agosto organizzerà numerosi appuntamenti tra cui  lezioni di zumba, pilates, jazzercise e  corsi di fitness  sulla splendida terrazza del Cala Celeste. In tema di eventi, lunedì 24 giugno si è tenuto primo appuntamento  settimanale con la migliore musica funky&house dedicata ad un pubblico esigente e che ama divertirsi, in consolle si alterneranno i Dj Mozart e Spranga. E ancora in calendario tantissimi appuntamenti speciali come la notte rosa e altri live e beach party dove spicca lunedì 22 luglio, vigilia di S. Apollinare, il grande spettacolo live dei Jestofunk, il tanto atteso concerto nell’unica data nazionale dello storico gruppo italiano che già da qualche anno si esibisce esclusivamente nei migliori festival internazionali. Al Cala Celeste anche un occhio di riguardo per i più piccoli,

in questa logica è nata l’idea di garantire un intrattenimento qualificato anche per i bambini per farli divertire e liberare la loro curiosità e fantasia. Ogni sabato e domenica l’associazione L’Aquilone di Jqbal, con i suoi qualificati istruttori e insegnanti, sarà presente al Cala Celeste con i propri spettacoli e un coinvolgente intrattenimento. Non da ultimo, tante novità che riguardano la cucina del Cala

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Celeste, curata dallo Chef Roberto Bruno, che propone un mix di piatti tradizionali rivisitati ed aggiornati, piatti di cucina internazionale e creazioni originali. l menù seguono nella sua struttura una logica di complementarità degli elementi, i piatti sono tra loro legati e bilanciati in modo da permettere al cliente di compiere un viaggio tra i prodotti selezionati dallo Chef.

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>zone SOCIETY

Fedifraghi di tutta Europa uniti da una classifica dei luoghi in cui più si tradisce! Gleeden.com, il primo Social Network per avventure extraconiugali, traccia la mappa delle capitali col maggior numero di amanti clandestini, quelle a più alto tasso di tradimento! Text > Manu Benedetti

Immaginate per un attimo che il prete officiante chiuda il rito matrimoniale con una frase leggermente variata rispetto al clichè, ossia: “La cerimonia è terminata, ora può tradire la sposa (o lo sposo)!” L’osservazione di quello che è ormai un assunto nella nostra società, ossia che la fedeltà non ha più il valore di un tempo, deve aver indotto gli ideatori del sito Gleeden ad affermare un nuovo concetto di libertà di coppia e ad aprire la piattaforma su Internet. Pur stentando a credere che si possa parlare di vera libertà, mi sono divertita a leggere il risultato di una classifica che lo stesso sito ha resa nota, quelle delle città con più alto tasso di tradimenti. Udite, udite! La

cattolica Italia, conta ben due città fra le prime tre. E sono in genere le grandi città quelle dove gli infedeli più si concentrano, convinti di poterla fare franca nei loro incontri clandestini! 1. Parigi La capitale più infedele d’Europa?!? Ma come? Non era la città simbolo dell’amore e degli innamorati? Sarà per quell’atmosfera così romantica che i parigini hanno più occasioni per tradire rispetto agli abitanti di altre città europee? Comunque sia, svetta in cima a tutte come la preferita per tête à tête... extraconiugali. Gli infedeli alla conquista della città romantica per antonomasia,

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iscritti a Gleeden in cerca d’avventure extraconiugali, hanno raggiunto quota 150.000. 2. Milano Sarà pure la città della moda, quella degli affari, sarà senz’altro la città da bere ma, a giudicare dai numeri, è anche quella dei fedifraghi. Subito dopo Parigi, infatti, il capoluogo lombardo spicca per il suo alto numero di iscritti al Social Network della scappatella con oltre 60.000 membri attivi alla ricerca di un/una amante con cui rompere la routine. 3. Roma Nome bifronte, che al contrario è Amor, fu definita “Eterna” dall’imperatore Adriano... sì, eterna la città, perché l’amore sui Sette Colli è


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>zone SOCIETY

TRAVELLING AROUND INFIDELITY

tutto fuorché per sempre, almeno per i 50.000 “a caccia” su Gleeden!!! 4. Barcellona Capitale viva, cosmopolita, ricca come poche di occasioni di divertimento. Facile per i catalani del Social lasciarsi andare ai piaceri del sesso! 5. Bruxelles e Charleroi Un quinto posto ex aequo. Un risultato insospettabile per il piccolo Belgio soprattutto perché il piacere del tradimento pare aver riunito Valloni e Fiamminghi, due comunità da sempre in lotta fra loro. bisogna fare più attenzione per non farsi scoprire. 6. Marsiglia A metà dell’800 Dumas la descrisse come “Il punto d’incontro di tutto il

mondo”, va da sé questo sesto posto in classifica. Ma attenzione! Non sempre basta una passata di... Marsiglia a cancellar la macchia! 7. Londra La capitale inglese, nonostante una spiccata vocazione al “top secret”, è solo settimana. E dire che, in quanto a tradimenti, James Bond docet! 8. Bordeaux Come il vino degli amanti, il suo nome stesso evoca un senso d’ebbrezza e abbandono fatali. Non è dunque più vero quel che diceva Baudelaire, ossia che “Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere.” 9. Amsterdam Città libertina per eccellenza, non pensavamo avesse bisogno di un sito

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Internet per darsi alla pazza gioia. Che anche Ruud Gullit, dopo il suo 3° divorzio, sia entrato nella Gleeden community? 10. Zurigo Intanto qui la prostituzione non è illegale e poi se è vero che è la città in cui si vive meglio al mondo una ragione ci sarà! Anche se, per la verità, non è certo e solo in ragione del sesso!

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>zone FOOD

Il cinque è il numero che simboleggia la vita universale, l’individualità umana, la volontà, l’intelligenza, l’ispirazione, la genialità. E proprio cinque sono gli amici che hanno dato corpo a un sogno comune: La Trattoria.

La Trattoria

GIMME FIVE! Conoscersi da una vita, dai tempi della scuola. Seguire ciascuno il proprio percorso imprenditoriale, in ambiti completamente diversi, senza per questo smettere di essere amici. E gli amici cosa fanno, di solito? Condividono i sogni. Proprio come Damiano Morgagni, Damiano Fabbri, Enea, Mauro e Antonio che progettavano di riuscire, prima o poi, a fare “qualcosa” insieme. L’occasione si è presentata quando Damiano Morgagni, con un background nel settore alimentare, ha dato forma al sogno proponendo che diventasse un ristorante. “Una vera sfida la nostra - spiega Antonio - dal momento che rilevare un ristorante con una sua storicità, ma caduto nel dimenticatoio, non è un’operazione semplice che si possa improvvisare.” Aggiunge Damiano F. “C’è da dire che abbiamo intuito subito le molte potenzialità del luogo, specie relativamente alla parte esterna, quella del giardino… che poi giardino non era fin quando non siamo intervenuti.” Altra condizione condivisa dai cinque, come precisa Enea, “Era ed è la collaborazione con aziende del territorio, le uniche con le quali abbiamo rapporti commerciali.” Nessuno dei cinque ha abbandonato la precedente attività, ma “Settimanalmente ci ritroviamo una sera per parlare di menù, organizzazione, eventi, personale… poi, singolarmente, ciascuno di noi assolve a un suo ruolo specifico, mentre tutti intratteniamo i rapporti col cliente, pur alternandoci nelle varie serate”, conclude Mauro. Come accennavamo, rilanciare un ristorante - seppur storico com’era stato E Nid de Coc - cambiandogli non solo nome, ma “faccia”, dev’essere stata una bella scommessa. Su cosa

avete puntato? Damiano M:. Su uno standard qualitativo alto e chiaramente riconoscibile. Abbiamo condotto un’attentissima ricerca della materia prima e abbiamo puntato su una cucina semplice, ma di innegabile qualità. Quale cucina ha scelto di proporre La Trattoria? Antonio:. La nostra specialità è certamente la carne, che prepariamo in moltissimi modi differenti. In particolare, la nostra griglia continua a riscuotere un grande successo. Abbiamo, comunque, anche un piccolo menù di pesce. Cosa pensate possa distinguervi da altri locali? Enea:. La qualità del nostro prodotto e la sua forte identità territoriale. I nostri fornitori di carne hanno una lunga e consolidata storia nel settore e sono presenti sul mercato da oltre 40 anni. Non di meno il nostro modo di trasformarlo il prodotto… Mauro:. Lo stesso locale, defilato dal caos, ma facilmente raggiungibile dal mare e dalla città, col suo ampio giardino all’aperto è un tratto distintivo direi quasi unico nel panorama locale! Cibo come tentazione… Cosa fa La Trattoria in questo senso? Damiano F:. Sperimenta! Al di là della nostra cucina tradizionale, infatti, stuzzichiamo l’appetito e la curiosità dei nostri clienti proponendo serate ed eventi a tema. È un tentativo di rompere un po’ gli schemi della ristorazione classica, senza tuttavia snaturare la nostra identità. Ad esempio? Mauro:. Ad esempio la serata in partnership con i pescatori di Marina di Ravenna, pesce pescato e preparato proprio come una volta, piatti semplici, ma eccellenti, che difficilmente si possono trovare >164

al ristorante. E poi le nostre serate dedicate alle donne con cartomante e make-up artist addetta al maquillages delle signore, o ancora, le serate di degustazione in collaborazione con importanti cantine, tra cui Franciacorta. E durante l’estate, cosa accadrà di nuovo? Antonio:. Dal 28 giugno è partito il nostro venerdì sotto le stelle “Ciak si cena”, per tutta l’estate ogni 15 giorni sarà possibile cenare nel Giardino degli Allori e, dalle 21.45, assistere a una proiezione cinematografica: molti i titoli interessanti, da Marrakesh Express a Quasi amici… E c’è un’attenzione particolare anche alle famiglie, che giungeranno in riviera anche come turiste. Giusto? Damiano F:. Proprio così, abbiamo pensato di dedicare i mercoledì sera a famiglie e bambini, quindi alla Trattoria personale specializzato intratterrà i più piccoli al suono dello slogan “Babbo e Mamma rilassatevi che ai vostri bimbi pensiamo noi”. Al di là dei turisti, la vostra forza sta nell’aver conquistato uno “zoccolo duro” proprio sul territorio. Come ci siete riusciti? Damiano M:. La fidelizzazione passa attraverso l’accoglienza e la capacità di far sentire il cliente “a casa”, ma questo non basta, occorre che abbia una reale percezione della qualità di quanto gli è servito. Per concludere, sempre aperti tranne il martedì, tutte le sere d’estate. Voi in vacanza… proprio mai? Enea:. Il patto è che uno dei “Cinque” sia sempre presente, ma proprio perché siamo in cinque uno dei vantaggi sarà quello di riuscire a “scappare” almeno una settimana!!!


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>zone FOOD

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>zone INTERVIEW

Giovani, vulcanici, intraprendenti. La storia imprenditoriale di Enrico e Marco s’incrocia al Pacifico Dinner di Milano Marittima e si trasforma in un sodalizio di successo sotto il segno di una nuova, sincera amicizia.

C’è sempre una data fatidica nella vita di ognuno. Per Enrico e Marco si tratta - senz’altro - del 24 gennaio 2013, giorno in cui sono diventati ufficialmente i nuovi “timonieri” del Pacifico Dinner di Milano Marittima. Dire Pacifico - da sempre - è dire il nome della ristorazione più divertente e alla moda della Riviera Romagnola, quella che sa miscelare sapientemente cibo, musica, entertainment. D’estate i suoi ambienti all’aperto e la sua meravigliosa piscina scenografica creano di per sé una quinta fresca e glam. Mai come quest’anno, però, soffiano venti di novità. Marco Amadori nasce ad Arezzo 32 anni fa, Enrico Rinaldi a Lugo esattamente 10 anni più tardi (oggi risiede ad Argenta). Entrambi provengono da due differenti settori (Telefonia il primo, Infortunistica il secondo), ma l’intenzione di investire in qualcosa di proprio nel mondo dell’entertainment li ha resi assai simili e vicini. Come vi siete incontrati? Enrico:. Ci siamo conosciuti attraverso il pr Marcello Motta che era al corrente del nostro progetto di investire nel mondo del divertimento: fino a quel momento nessuno dei due sapeva dell’esistenza dell’altro. A novembre 2012 abbiamo iniziato a prendere visione degli aspetti tecnici del locale e a gennaio 2013 siamo entrati in carica a tutti gli effetti. Marco:. Fortunatamente ci siamo intesi fin da principio, siamo realmente in sintonia, abbiamo capito subito di poterci fidare l’uno dell’altro e le nostre visioni sono coincidenti. Milano Marittima l’avete scelta perché? Enrico:. La conosco da sempre, ho passato qui, dall’infanzia a oggi, le estati al mare. Marco la conosce meno, ma la apprezza moltissimo essendo una località balneare dove di certo non mancano locali alla moda, fulcro di evasione, spasso e svago. Cosa avete imparato in questi mesi “di scuola”? Marco:. Tutte le dinamiche del Pacifico, che sono infinite, e con le quali persone come noi, che hanno un background tutto differente da quello della gente della notte, hanno anche faticato a entrare in contatto. Poi ci sono ragioni logistiche come il dover coordinare, nella parte interna, una cena e un dopocena - quelli del sabato e del venerdì - facendo funzionare tutto alla perfezione in tempi molto stretti, cercando di aumentare gli standard qualitativi della cucina pur servendo cene per 3-400 persone, che poi verso l’1.30 devono essere messe in condizione di far baracca con musica e gruppi live… Insomma tutto questo ha richiesto un notevole impegno da parte nostra. >166


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>zone INTERVIEW

Pacifico Music Dinner TWO OF A KIND

Cosa avete rinnovato? Enrico:. Abbiamo apportato alcune migliorie al locale e rilevato anche la parte all’esterno, confinante. Marco:. Abbiamo visto la possibilità di creare una sorta di continuum anche durante la settimana, così da espandere il nostro raggio d’azione a tutte le sere, tranne il mercoledì. Enrico:. Diversificando, naturalmente. Nel nuovo ristorante, infatti, serviamo sushi insieme a un menù tradizionale alla carta di carne e pesce. Marco:. Anche dal punto di vista dell’arredo abbiamo optato per una situazione decisamente soft e raffinata, complementi e colori sono delicati, sedute e poltrone molto comode… insomma un Pacifico con una sua identità, che non fosse un doppio di quello che continua a vivere all’interno. Da cosa sono nate le vostre scelte? Enrico:. Certamente abbiamo fatto tesoro delle esperienze della passata gestione. Abbiamo puntato a migliorare la cucina, rinnovando l’offerta e il personale. Vogliamo che i frequentatori del Pacifico possano essere pienamente soddisfatti offrendo loro qualità sia a livello culinario che divertimento. Marco:. Abbiamo puntato su ospiti prestigiosi, come Jerry Calà che ha dato vita a una serata veramente bella… e che magari rinviteremo prima della fine dell’estate. I venerdì sono con band che eseguono dal vivo brani anni ‘80 in italiano, mentre Pigna e Sangio - vere istituzioni del Pacifico - continuano ad accendere i sabato sera. Da quest’anno poi è arrivato il Pool Party, la nostra festa con aperitivo in piscina che parte alle 20 e si protrae fino all’una di notte con ospiti internazionali. Passerete tutta l’estate al lavoro… vi tocca, come dice… ma se poteste fuggire da quali luoghi sareste più tentati? Enrico:. Miami e San Francisco. Marco:. Il mare con la mia famiglia. Infedeltà. Qual è il vostro punto di vista? Enrico:. Non la concepisco né nell’amicizia né negli affari… con le donne… non so, ho solo 22 anni (ride)! Marco:. Io mi associo ma includo anche due donne, mia moglie e mia figlia, a cui sono fedelissimo! Futuro? Enrico:. Abbiamo un sacco di idee, tra l’altro idee chiarissime e condivise, e tanta voglia di concretizzarle. Marco:. Da settembre, quando la stagione ci consentirà di disporre di un po’ di calma e di tempo in più, le metteremo in atto… intanto, nel breve termine, ti diciamo solo due nomi: Bob Sinclar e, di nuovo, Gerry Calà… basterà restare in contatto col Pacifico per scoprire tutto! >167

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>zone CHAPTER

NIGHTSPOT 170 Louie Vega_Hey, Mister DJ! 174 Pietro Zini_Music is my First Love 178 Titilla_In the Land of Nowhere 184 NanĂ n_Opening Party 194 >bmmZONE Party 204 Andrea Camurri_ The Partyman

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>zone INTERVIEW

Da Reggio Emilia a Riccione, l’Emilia-Romagna ama Louie Vega e Louie Vega ricambia! Abbiamo incontrato il blasonato dj americano qualche settimana fa e questo è ciò che ha raccontato in esclusiva per i lettori di >bmmZONE. Text > Lorella Monchi

Louie, sei una vera superstar conosciuta in tutto il mondo. Ti andrebbe lo stesso di ripercorrere il tuo start-up per i lettori di >bmmZONE? Non mi considero una superstar, sono piuttosto una persona a cui piace produrre e suonare musica, è la mia passione, il mio modo di esprimermi. Ho iniziato nel Bronx, in un momento in cui la soul-disco e la salsa dominavano la scena e l’hip hop stava nascendo. Dalla mia casa nel quartiere del River Projects (i Bronx Case River erano un progetto di alloggi a basso reddito nel Bronx che sono

stati la patria di alcuni antesignani dell’hiphop, N.d.R.) ero solito scendere per andare a vedere Afrika Bambaataa, Jazzy Jay, Red Alert e Afrika Islam che facevano musica. Ho visto mio zio esibirsi al Madison Square Garden in giovane età, negli anni ‘70, e a volte andavo al Paradise Garage con le mie sorelle a immergermi nelle esperienze musicali di Larry Levan. Ho iniziato come dj itinerante fornendo un sottofondo musicale alle feste dei liceali, in seguito ho preso a lavorare in un club nel Bronx, The Devil’s Nest (1985), poi a New York all’Hearthrob (il vecchio >170

Funhouse), quindi, tra 1985 e il 1990, è stata la volta dello Studio 54, del Roseland, del 1018 e di molti altri club. Dal 1992, ho cominciato a fare il dj al Factory Sound Bar. Facevo dischi già dal 1986 e nel 1990 avevo inciso oltre 100 tracce. Ho incontrato Kenny Dope Gonzales attraverso un comune amico, Todd Terry; proprio la mia collaborazione con Kenny mi ha portato, nel 1991, a realizzare un album con l’artista Marc Anthony. Kenny ed io abbiamo lavorato duramente per sei mesi consecutivi nel periodo dell’album “When The Night Is Over” Little


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>zone INTERVIEW

Louie Vega

HEY MISTER DJ

stato nominato ben 4 volte. È stato un grande onore per me, e ottenere il rispetto dai miei colleghi, anche di molti che non conoscevo, un risultato enorme. Essere riconosciuti dai propri colleghi è una gran bella cosa. Il Grammy non ha stravolto la mia vita, ma mi ha reso sicuramente molto orgoglioso di me stesso. Con la creazione di Elements of Life hai dato una svolta al tuo background di musicista. Quest’opera ha influenzato anche la tua carriera come DJ? Elements of Life ha rappresentato un valore aggiunto alla mia

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carriera. La collaborazione con la band Eol mi ha permesso di portare qualsiasi pezzo di musica avessi fatto alla vita! In realtà posso dire che la collaborazione con gli Eol non ha influenzato la mia carriera di dj, ma ha effettivamente dato una nuova dimensione ai miei show. Il genere elettronico, oggi, è intoccabile, ed è quindi straordinario che tu riesca ancora a far letteralmente impazzire la gente di tutto il mondo con musica House! Qual è il segreto? Credo sia perché la musica che produco proviene dritta dal mio cuore e quindi funziona come

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Louie & Marc Anthony. Tra il 1991 e il 2001 ci siamo dedicati al remixing, ed è così che il progetto Master At Work iniziò a prendere forma. A quel punto avevamo viaggiato in tutto il mondo. È stato un lungo viaggio! Sei stato premiato con il Grammy Award, uno dei riconoscimenti più importanti negli Stati Uniti per i risultati conseguiti nel settore dell’industria musicale! Qualcosa di cui andare fieri... ma anche una responsabilità, giusto? Com’è cambiata la tua vita? Ho vinto un solo Grammy, ne sono molto grato, e sono


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>zone INTERVIEW

Louie Vega with EOL

medium straordinario che instaura un legame speciale con la gente. Difficile da spiegare. Bisogna viverlo. Come si prepara il tuo dj set? C’è ancora uno spazio per un certo tipo d’improvvisazione? Nessuno dei miei dj set sono è preparato, tutto quello che accade in quel momento accade spontaneamente, perché lo sento. Il fattore improvvisazione è sempre presente.. aggiorno la mia musica di continuo e possiedo una vasta collezione di chiavette USB dove tengo un sacco di musica su cui lavoro e che testo, inoltre ho molti amici che producono i quali mi mandano il loro materiale da suonare . La mia musica può spaziare a ritroso di trent’anni fino ai giorni nostri, ma sempre mantenendo un buon livello. Con la tua etichetta, hai contribuito al successo di molti artisti. Quale di loro hai amato di più? Amo e apprezzo tutti gli artisti di Vega Records.

Tra i miei preferiti c’è Anane (la amo molto e trovo abbia un talento davvero super), Josh Milan (grande cantautore-musicista), Luisito Quintero ( percussionista top), ma ce ne sono anche altri. E riguardo alle numerose collaborazioni ... Chi hai amato di più (o ami ancora )? Ho un rapporto molto musicale con tutti loro. È possibile ascoltare le collaborazioni su “Elements of Life” in Eclipse, un lavoro molto potente. Anane Vega, Josh Milano, Lisa Fischer, Cindy Mizelle, Ursula Rucker e Oveous Maximus e molti altri hanno contribuito in modo incredibile a Eclipse. Il tuo rapporto con l’Italia e in particolare con la regione Emilia-Romagna ... Reggio Emilia, Rimini, Riccione … Mi sono divertito così tanto in Emilia-Romagna, Rimini e Riccione! Wow! Abbiamo insieme un passato meraviglioso fatto di grandi eventi, in alcuni casi sono diventato un’amico di famiglia, come con la famiglia >172

Echoes: abbiamo fatto eventi insieme per oltre 12 anni, forse anche di più. Momenti di gloria, tante facce felici che si scatenavano ballando! Ho un bellissimo rapporto con l’Italia, il popolo italiano sa come spassarsela e godersi la vita. Quando parte la musica gli italiani rispondono rispondono con un sacco di amore e passione. Suonerai in Italia quest’estate? Dove e quando? Dal 21 luglio, a Monopoli ci sarà il concerto di Louie Vega , l’8 agosto al Coconuts Louie Vega & Anane Vega. Poi sarà la volta della Sicilia, di Napoli, Lecce, Taranto, Gallipoli, e molte altre località! È possibile seguire le date su www.vegarecords.net E per ultimo... uno dei temi di questo numero di >bmmZONE è la tentazione... Cosa tenta di più Louie Vega? Sono tentato dall’incredibile cibo italiano! Mi piace davvero davvero molto e non posso resistergli!!!

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Il rIstorante deglI artIstI e deI campIonI sportIvI dI tutto Il mondo

Aperto tutti i giorni, pranzo e cena. Locali climatizzati. Servizio ristorante fino alle 2.00. Saletta privata 25 persone. Si parlano inglese francese e tedesco. Consegna pasti in hotel. Si accettano bancomat e tutte le carte di credito. Cucina della tradizione e innovativa. Ampio menù con specialità marinare: pesce fresco tutti i giorni. Paste fatte a mano, carne ai ferri, ampia scelta di insalate e verdure. Pizze con forno a legna. Crostacei, porcini e tartufi. RAVENNA - DARSENA DI CITTà - Via Candiano, 34 - Tel. 0544 422315 - Fax 0544 423638 www.ristorantenaif.com - info@ristorantenaif.com - www.paginegialle.it/naif


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>zone INTERVIEW

Giovanissimo, appena 23 anni, Pietro Zini sta affermandosi come dj e producer. Un percorso, il suo, iniziato a 12 anni con l’ascolto della musica classica insieme al nonno e poi del genere funky, di cui era grande appassionato il padre. Nessuna sorpresa che della musica abbia fatto la sua vita! Text > Eve Mathieu

Nel djing la conditio sine qua non è iniziare giovanissimi. Insomma, intraprendere questa carriera in età adulta è piuttosto improbabile, se non impossibile. Ti sei chiesto perché? Quello della notte è un mondo frequentato per lo più da giovani, ma a parte questo credo si tratti di un percorso… come dire… quasi obbligato, che parte nell’adolescenza, quando si “scopre” la musica e, generalmente, ce ne innamoriamo. Di solito si approccia al djing a quell’età, ma non ritengo impossibile che si possa cominciare più avanti. Tu da quando sei entrato nel mondo del clubbing? Gli inizi come dj risalgono a me quindicenne. Avevo però già compiuto un certo percorso musicale. La musica era molto amata nella mia famiglia, mio nonno appassionato di classica, mio padre di funky… Ho preso lezioni di musica, ho cominciato a suonare il basso e a 12 anni avevo già una band, The Hotsand… poi ho imparato chitarra e pianoforte… Insomma, non ci sono arrivato per caso.

Quale musica ami? In questo ultimo periodo sono particolarmente attratto dalla Depp House e dalle sonorità che riecheggiano quelle dei mitici Seventies. La disco non è il solo genere che amo, però. Sono legato al mondo pop, al rock alternativo, adoro i Coldplay, i Foster The People... Ciascun dj ha un proprio mentore... il tuo? Mentore è una parola molto forte, anche perché presuppone un tipo di rapporto che non ho intrattenuto con nessuna delle persone che ho fin qui incontrato. Diciamo che Michele Moretti, direttore artistico del primo locale nel quale ho suonato come dj, è stata una figura molto significativa, al punto che anche oggi continuiamo a sentici e confrontarci. Anche Luca Cassani è un professionista dal quale ho imparato e sto imparando molto, specie per l’attività di produzione musicale. C’è un dj set che ti ha emozionato particolarmente? Guarda, l’emozione c’è sempre, e deve esserci sempre secondo me. Le farfalle nello stomaco continuo a sentirle a prescindere dal

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tipo di evento o di location… Il locale dove al momento ti senti a casa? Il Touché di Marina di Ravenna. Quello dove ti piacerebbe suonare come dj, prima o poi? Rispetto a ciò che vorrei fare, non ritengo che sia un locale la mia ambizione primaria. In realtà la dimensione cui ambisco è quella del live concert, in stile Planet Funk o Swedish House Mafia per farti capire, in location prestigiose che non sono necessariamente discoteche. Anche tu, come la gran parte dei tuoi colleghi, a un certo punto ti proietti dietro le quinte e diventi produttore. Quando, come, perché? Si è trattato di un passaggio naturale. Da principio ho fatto piccoli esperimenti in casa utilizzando vari programmi per produrre musica, poi ho intrapreso un percorso all’interno del quale continuo a muovermi per costruire una professionalità a 360°. I wanna Dance è stato il primo singolo che ho rilasciato (2010); ha ottenuto un buon successo a livello nazionale. A inizio 2012, sempre con l’etichetta discografica Lovenest


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Pietro Zini

MUSIC IS MY FIRST LOVE

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>zone INTERVIEW

Records, è stata la volta di Growl, col quale è nato lo pseudonimo di PITT ROCK. Poi ho remixato Rrrock it! per Luca Cassani, uscito con Castingcouchrec (molto recordings). Più o meno un anno fa è iniziato un rapporto lavorativo con Faber, insieme abbiamo dato vita al Progetto discografico TWOPOINTS con un primo singolo pubblicato, In my Beat, e un secondo di imminente uscita, No Way Back, entrambi con la voce di Danny Losito e quest’ultimo in collaborazione con Luca Cassani. Secondo te, perché il mondo del djing continua a essere dominato dal cromosoma Y? Forse è una questione culturale che riguarda il mondo della notte e la presenza del genere femminile al suo interno… Però già da qualche anno ci sono diverse

colleghe, alcune delle quali molto famose, che esercitano la professione ad altissimi livelli. Personalmente sono a favore della parità in ogni ambito e penso che proprio le donne potrebbero fornire un apporto interessante e originale al djing, arricchendolo. Pietro Zini tra 20 anni: dove? In uno studio, da qualche parte nel mondo, a comporre e produrre musica. I tuoi artisti di riferimento? Ce ne sono parecchi, alcuni te li ho già citati… potrei aggiungere Pharrell Williams e Timbaland. Insomma, più che al clubbing, le mie fonti d’ispirazione appartengono al mondo della musica e dei musicisti. Anche a te una domanda su uno dei temi di >bmmZONE. A cosa o a chi sei stato infedele? A tutte, o a

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molte, delle promesse che mi ero fatto, ma in senso positivo. La più eclatante riguarda un’affermazione che pronunciai a sette anni rivolto a mia madre: “Io non andrò MAI in discoteca, c’è troppa confusione”. C.V.D./Come-Volevasi-Dimostrare. In realtà sono una persona che cerca di trovare il giusto compromesso in ogni situazione, per cui è capitato, e capiterà ancora, che debba “tradire” i miei propositi. L’unica certezza è che non mi mancherà mai la voglia di sperimentare e imparare per continuare a crescere!

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>zone TITILLA

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>zone TITILLA

Come descrivere uno dei locali più performanti al mondo? Una realtà che ancora oggi, dopo molti anni, continua a creare tendenze. Un “iperluogo” che Il Sommo Poeta avrebbe di certo inserito nella sua Commedia. Provate a indovinare in quale canto. Pictures > Luca Rossetti

Titilla IN THE LAND OF NOWHERE <<

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Anna Falchi, Elisabetta Gregoracci, Mascia Ferri, Linda Santaguida, amici, Vip e il Gotha dell’imprenditoria hanno festeggiato con Franca Mentana, Tonino e Licia Angeli l’apertura dell’outlet Nanàn di Ravenna. Foto > Alessandro Zini

Nanàn

RAVENNA OPENING PARTY

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THE GOLDEN PARTY

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Fin dall’uscita del primo numero >bmm ha voluto “sposarsi” col Pineta by Visionnaire. Ogni party è stato un evento mondano, artistico e soprattutto di moda.

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THE PARTYMAN

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Test Drive su strada e pista Simulatore Formula 1 Maranello-Modena-Forte dei Marmi Dal 1째 luglio anche a Rimini c/o la ruota panoramica

Nuova F 12 Berlinetta

California Cabrio

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>bmmZONE 15 The Infidelity issue/Temptation  

Il nuovo numero di bmmZONE distribuito in Emilia-Romagna per un'estate glam&chic

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