Voiello oro di napoli

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ITINERARI GASTRONOMICI


VOIELLO. SE NON LA PROVI, NON SAI COSA TI PERDI.


50 ristoranti. 50 Chef e altrettante, sorprendenti, creazioni con la pasta Voiello. 9 itinerari. Un viaggio unico, tutto da gustare, alla scoperta di saperi e sapori altrettanto unici. L’Oro di Napoli giunge ad un nuovo capitolo della sua affascinante narrazione e lo fa continuando a celebrare la nota e apprezzatissima tradizione gastronomica napoletana e campana. Lo fa stringendo a sé un numero ancor più nutrito di artisti dei fornelli, cuochi capaci di perpetuare, attualizzare e reinventare i grandi classici della cucina partenopea, ciascuno seguendo la propria matrice creativa. Un racconto che conquista cuore e pancia, di cui è protagonista la Pasta Voiello, l’antico pastificio di Torre Annunziata, con i suoi formati prodotti solo con Grano Aureo, tutto italiano, e trafilati al bronzo. E di cui sono coprotagonisti i moltissimi ingredienti regionali tipici, quel patrimonio di presidi agroalimentari e ittici che solo Napoli e la Campania possono vantare. Un racconto scritto da Voiello e da tutti gli Chef che con appassionato coinvolgimento hanno scelto un formato di pasta e, con esso, ideato una ricetta ad hoc. Un racconto che abbiamo il piacere di presentarvi e di invitarvi a gustare di persona durante tutto l’anno, assaporando le ricette che scoprirete nelle prossime pagine proprio ai tavoli dei ristoranti protagonisti.

Nella pagina accanto La Baia di Nerano e il promontorio dei Tre Pizzi, visti dalla Terrazza del ristorante Quattro Passi. Nel piatto, i Vermicelli n°105 Voiello alla Nerano, ricetta realizzata con i prodotti dell’orto biologico e firmata dallo Chef Fabrizio Mellino.


INDICE Storie, percorsi. Saperi e Sapori. Gli itinerari:

pag. 9

Napoli e il Vesuvio

pag. 25

I Campi Flegrei

pag. 65

Il Casertano

pag. 79

Il Beneventano

pag. 91

Avellino e l'Irpinia

pag. 103

Il Salernitano e il Cilento

pag. 117

La Costiera Amalfitana

pag. 131

La Costiera Sorrentina

pag. 143

Le Isole

pag. 165

Nella pagina accanto Vigneti Fiano di Avellino (Feudi di San Gregorio), la Valle del Sabato e il massiccio del Partenio. Nel piatto, Quant’è Verde la “mia” Irpinia, ricetta realizzata con gli Spaghetti n°104 Voiello e firmata dallo Chef Paolo Barrale del ristorante Marennà.


STORIE, PERCORSI. SAPERI E SAPORI.

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QUESTA, PRIMA ANCORA CHE UNA STORIA DI ECCELLENZA, È UNA STORIA D’AMORE. Tutto inizia a Torre Annunziata, nel 1839, quando l’ingegnere svizzero August Vanvittel giunge in questa cittadina bagnata dal mare alle pendici del Vesuvio per lavorare alla costruzione della ferrovia Napoli-Portici, la prima d’Europa, e finisce per innamorarsi di Rosetta Inzerillo, figlia di un piccolo pastaio locale. È con il matrimonio che in August nasce una nuova passione, quella per la pasta! Decide così di unirsi al lavoro di bottega. Nel 1862 poi, definitivamente conquistato dalla terra adottiva, sceglie di italianizzare il suo cognome in Vojello.


UNA STORIA DI SAPER FARE. DI RICERCA DELLA QUALITÀ SENZA COMPROMESSI.

È nel 1879 che Giovanni, nipote di August e figlio di Teodoro Vojello, fonda l’Antico Pastificio Giovanni Voiello. La sua tensione al perfezionismo lo spinge oltre i confini dell’Italia, in Ucraina, alla ricerca di un grano eccellente, il Taganrog, da unire al pregiato Saragolla delle Puglie. Ne nasce una pasta dalla scioltezza e dalla tenuta eccezionali.


LA STORIA DI UNA GRANDE PASTA CHE DA NAPOLI HA CONQUISTATO L’ITALIA.

Sono le due regole auree di casa Voiello che fanno grande la sua pasta, allora come oggi: i migliori grani duri e la trafilatura al bronzo. Due regole che da sempre sono la ricetta che fa di Voiello una pasta amata a Napoli si, ma apprezzata in tutta Italia. CosĂŹ nasce la tradizione, quella approvata dal tempo, dal lavoro che anno dopo anno si muove lungo la strada del perfezionismo.


GRANO AUREO, 100%ITALIANO

Oggi la pasta Voiello è fatta esclusivamente con Grano Aureo, un grano duro di una qualità straordinaria per contenuto di proteine e forza del glutine. Questa preziosa qualità di grano, coltivata e macinata solo in Italia, nasce nel 2009 dopo anni di studi e selezioni in collaborazione con la "Società Produttori Sementi Bologna". Un grano italiano di alta qualità particolarmente sostenibile perché riduce significativamente l’utilizzo di acqua, il consumo energetico e l’impatto ambientale.


UNA STORIA CHE DA OLTRE 135 ANNI HA CONQUISTATO CHI DI PASTA SE NE INTENDE DAVVERO.

Ăˆ proprio grazie al Grano Aureo 100% italiano e alla sapiente trafilatura al bronzo che la pasta Voiello raggiunge una consistenza e ruvidezza eccezionali che hanno conquistato, oltre ai moltissimi consumatori, una schiera di grandi Chef Napoletani e Campani che da tre anni la scelgono in cucina per preparare le loro straordinarie ricette.


LA STORIA DI 50 GRANDI CHEF CHE INTERPRETANO L’ECCELLENZA DELL’ARTE PASTAIA NAPOLETANA.

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9 ITINERARI, 50 RISTORANTI DI QUALITÀ 4 3

5 1

2

9 8

7

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NAPOLI E IL VESUVIO I CAMPI FLEGREI IL CASERTANO IL BENEVENTANO AVELLINO E L’IRPINIA

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IL SALERNITANO E IL CILENTO LA COSTIERA AMALFITANA LA COSTIERA SORRENTINA LE ISOLE


NAPOLI E IL VESUVIO

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NAPOLI E IL VESUVIO E’ il nostro primo itinerario del gusto. Tre i segnaposto sulla nostra mappa. Il Golfo di Napoli, dove il Tirreno corteggia senza posa la bella Partenope. L’agro Campano, già “Felix” in epoca romana. Il Vesuvio, la bussola del nostro viaggio. Se la cucina partenopea si è arricchita nei secoli con l'influsso di culture diverse, per le varie dominazioni, è la creatività dei napoletani che l’ha resa gastronomia d’eccellenza, celebre in tutto il mondo. Le straordinarie materie prime, le nove muse all’ombra del Vesuvio. Dal mare, tutto il pesce del Tirreno, con quello azzurro esaltato dalle infinite preparazioni. E la vongola verace, autoctona del Mediterraneo, onnipresente sulle tavole domenicali napoletane. Dalla fertilissima campagna, l’ager Campanus, meravigliosi doni, come a’ Papaccella, la melanzana “cima di Viola”, il cavolfiore gigante di Napoli, l’antico broccolo napoletano e i friarielli, coltivati in passato sul Vomero, il fu “o colle d' 'e friarielle”. Menzione speciale per i pomodorini del Vesuvio, conservati con l’antico metodo del Piennolo. E per la pasta, regina indiscussa della tavola partenopea. Non ci resta dunque che indugiare alla scoperta dei migliori ristoranti e delle loro creazioni, realizzate in esclusiva per Voiello. Nelle due pagine precedenti Il celebre Palazzo Donn’Anna, visto dalla spiaggia antistante la terrazza di Palazzo Petrucci. Nel piatto, gli amati Spaghetti al pomodoro fresco, ricetta realizzata con i n°104 Voiello e firmata dallo Chef Lino Scarallo. Nella pagina accanto Una tipica cascina in tufo sita alle pendici del Vesuvio, sotto il cui patio sono appesi ad essiccare alcuni tipici grappoli dei celebri Pomodorini del Piennolo.


Gli ingredienti tipici BaccalĂ

Pomodoro San Marzano Pelato

Broccolo Friariello

Carciofo Violetto di Castellammare

Vongole Veraci Tarallo Sugna e Pepe

Pomodori del Piennolo

Melanzana lunga di Napoli Fagiolo a Formella


Lo Chef Ciro Salatiello

‘A FENESTELLA CHEF CIRO SALATIELLO CALATA PONTICELLO 27/A A MARECHIARO, NAPOLI

Una piccola lingua di spiaggia, una rampa di scale, una finestra, quella da cui si affacciava la famosa Carolina, resa celebre da Salvatore di Giacomo. Alle spalle di Carolina, il ristorante “A Fenestella”, meraviglioso avamposto di cucina mediterranea nel Golfo di Napoli. “Siamo la quarta generazione, per noi non è un’attività, è amore”, ci racconta il Patron Vittorio Anastasio. “La nostra cucina? Moderna ma ancorata ai prodotti del nostro mare”. Il panorama è mozzafiato: il Vesuvio, la Penisola sorrentina, Capri. Non poteva essere altrimenti: è Marechiaro.

TRENETTE N. 112 VOIELLO

su carpaccio di gambero rosso con vongole di Posillipo e Tarallo Sugna e Pepe Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Il piatto presentato dallo Chef Ciro Salatiello è una romantica passeggiata da Mergellina a Posillipo. Venduti dai chioschetti sul lungomare, i taralli sono uno sfizio tutto napoletano, da sgranocchiare col Vesuvio da un lato e Posillipo dall’altro. Con la birra è… l’unione perfetta. Da Posillipo, arrivano le vongole tipiche, pescate dall’iconico “Pescatore 'e Pusilleco”. E, infine, ecco il carpaccio di gambero, pennellata finale di un piatto ispirato.


Il Patron Luca Di Leva e lo Chef Giacomo Cesaro

L’EBBREZZA DI NOÈ CHEF GIACOMO CESARO VICOLO VETRIERA 8B, NAPOLI

Premio “Vite Colte per le migliori Enotavole dell’anno”, ecco L’Ebbrezza di Noè di Luca Di Leva, chicca nel cuore di Chiaia. E, se "La buona cantina fa il buon vino", quella creata da Luca è un’autentica mirabilia: oltre 2500 etichette da tutto il mondo! A questa entusiasmante offerta di vini, si affianca quella gastronomica. Tutta da scoprire. I suoi punti di forza? Il grande repertorio di tradizione, il meraviglioso paniere di prodotti tipici campani e il tocco personale di Giacomo Cesaro, lo Chef di casa.

MAFALDE CORTE N.140 VOIELLO

con gamberi, calamari, pomodorini e mousse di melenzane infornate Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Nasce così il piatto proposto dall'Ebrezza di Noè. Rigorosamente campani i prodotti che lo compongono. Una cucina semplice che racconta del mare e dell’orto. Per realizzare questo piatto, “ho utilizzato alcuni degli ingredienti principali della cucina tradizionale, quella semplice, che meglio rappresenta Napoli”. Parliamo di gamberi e calamari dei nostri mari, del pomodoro e delle melenzane, fonte d’ispirazione per innumerevoli piatti della cucina napoletana.


Il Patron e Chef Angela Gargiulo

LA BUATTA CHEF ANGELA GARGIULO VIA FILIPPO CIFARIELLO, 14, NAPOLI

Il quartiere Vomero si riscopre meta inaspettata per gustare la buona cucina napoletana. E La Buatta di Angela Gargiulo ne è un esempio chiaro. “Osteria di conversazione”, il regno di Angela è un luogo caldo e familiare, dove il colore predominante è il rosa: tutte donne, dalla cucina alla sala! Tra una chiacchiera e l’altra, qui, potrete riscoprire profumi e gusti indimenticati: quelli che Angela ha fatto suoi fin da bambina, quando per ore e ore osservava la sua maestra, la nonna, preparare gli amati piatti della tradizione.

RIGATONI N. 124 VOIELLO

Genovese con baccalà Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Per la genovese, iconico piatto pertenopeo, la ricetta è quella classica: “due giorni di cottura, la cipolla si deve consumare”, spiega Angela. L’idea di aggiungere il baccalà? “Due piatti tipici napoletani, due piatti poveri” per cui la nostra Chef ha due immagini ispiratrici. “Per sbucciare le cipolle si piange: piangeva mia nonna e naturalmente piango anch’io”. L’altra immagine? Una bella similitudine: il baccalà che si sfoglia davanti ai nostri occhi come un mazzo di carte, ovviamente napoletane.


Lo Chef Francesco Paduano

LA CANTINELLA CHEF FRANCESCO PADUANO VIA CUMA ANGOLO NAZARIO SAURO, 42 NAPOLI

Siamo sul lungomare di Napoli, lunga e ariosa promenade del capoluogo campano. Qui incontriamo il ristorante La Cantinella, tra i luoghi simbolo della tradizione gastronomica partenopea. Impossibile tracciarne un profilo, seppur breve, senza fare riferimento a Giorgio Rosolino, il suo Patron. Parliamo di un autentico signore del gusto che ha modellato il ristorante La Cantinella su se stesso, rendendolo “forma espressiva fedele dell’alta ristorazione italiana”. La tradizione, opportunamente aggiornata, e grandi materie prime di qualità, sono tra i suoi punti di forza.

VERMICELLI N. 105 VOIELLO alla Santa Lucia

Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Lo Chef sceglie Voiello per uno dei piatti simbolo de La Cantinella. Stiamo parlando delle Linguine alla Santa Lucia, ricetta ideata proprio dal Patron Giorgio Rosolino. Un sontuoso piatto di mare, ora rieditato coi i Vermicelli N°105 Voiello: i Vermicelli. Perché? “Perché riescono a dare un qualcosa in più a questo piatto, già di per sé fantastico” spiega lo Chef di casa, Francesco Paduano, che con l’antico Marchio di Torre Annunziata condivide il luogo natio.


Il Patron e Chef Angela Di Pascale

LA LOCANDA DEL CERRIGLIO CHEF ANGELA DI PASCALE VIA DEL CERRIGLIO, 3 NAPOLI

Eccoci alla Locanda del Cerriglio. Locale Storico d’Italia, qui, nel 1609, si consumò la vile aggressione a Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. La cucina de La Locanda del Cerriglio, ispirata anche all’opera di Ippolito Cavalcanti Duca Di Buonvicino, propone i grandi classici della tradizione napoletana, realizzati con ingredienti selezionati del territorio. Ad accogliere gli ospiti, facendoli sentire come a casa, c’è Angela Di Pascale, Patron e artefice del ritorno alla luce di questa storica locanda napoletana, forziere di genuina bontà.

VERMICELLI N. 105 VOIELLO

“Lo Scammaro” della Locanda del Cerriglio Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Al Cerriglio, la qualità di Voiello incontra un piatto storico della cucina napoletana. Parliamo della frittata di Scammaro. Nato nel Regno delle Due Sicilie, per mano del cuoco e letterato Ippolito Cavalcanti, lo Scammaro veniva mangiato dal clero nei giorni di Quaresima. “Scammarare è il contrario di cammarare, che in antico napoletano significa mangiar di grasso”, spiega Angela Di Pascale. Lo Scammaro al Cerriglio? Un viaggio nel tempo alla riscoperta di sapori e costumi.


Lo Chef Guido Marotta e il Patron Rino Artigiano

LOCANDA N’TRETELLA CHEF GUIDO MAROTTA SALITA S. ANNA DI PALAZZO, 25 NAPOLI

Al centro di Napoli, tra Chiaia e i Quartieri Spagnoli, troviamo la Locanda ‘Ntretella, nome della fidanzata di Pulcinella, una ficcanaso facile all’intrigo. Locale piccolo ma confortevole. La sala giù e la cucina su, con i piatti calati dall’alto. E fuori lo spettacolo dei Quartieri Spagnoli, brulicanti di vita. Un po’ come mangiare tra le quinte di un teatro. Quella di ‘Ntretella è una cucina di tradizione. Per gli ingredienti, la regola aurea è la stagionalità. “Ho prodotti del mio orto, qui le stagioni fanno il menù”, spiega Rino Artigiano, Patròn e appassionato anfitrione.

SPAGHETTI SCANALATI N.107 VOIELLO

con taratufi di mare, pomodorini gialli e rossi del Piennolo confit e nero di seppia Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

“Espresso, fatto al momento”. Così Guido Marotta, lo Chef di casa, definisce il suo piatto. A comporlo, ingredienti freschissimi, come i taratufi di mare, il pomodorino giallo e quello rosso, con il nero di seppia che disegna il percorso da seguire. Per la pasta, gli Spaghetti Scanalati Voiello “che trattengono meglio di qualsiasi altri i sughi”, spiega lo Chef. Il risultato è un piatto vivace e colorato, ricco di sorprese, proprio come i Quartieri Spagnoli e la loro ‘Ntretella!


Il Patron e Chef Maurizio De Riggi

MARKUS CHEF MAURIZIO DE RIGGI VIA FERDINANDO SCALA, 94 SAN PAOLO BEL SITO, NAPOLI

Siamo in provincia di Napoli, nel piccolo comune di San Paolo Bel Sito, crocevia tra il salernitano e l’avellinese, in pieno Ager Nolanus, non lontani dal Parco regionale del Partenio e dall’agro nocerinosarnese. Ecco il : nel borgo antico, la nuova location. Lo Chef e Patron, Maurizio De Riggi, ama l’arte. "Quello surrealista, il movimento più vicino al mio sentire, anche in cucina", spiega il nostro Chef. Per un’esperienza onirica, i suoi piatti si immergono in una dimensione parallela: un viaggio tra sogno e realtà, dove territorio e tradizione si arricchiscono di nuovi elementi.

SPAGHETTI N.104 VOIELLO Spaghetti 3.0

Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Nell’immaginario collettivo, gli spaghetti vengono serviti caldi, fumanti. Ed ecco che Maurizio cambia l’angolo visuale e presenta, in esclusiva per Voiello, i suoi Spaghetti all’insalata, freddi. In questo piatto, il pomodoro San Marzano, protagonista dei ricordi d’infanzia dello Chef, intraprende un lungo viaggio, incontra ingredienti dal gusto esotico, come il mango e l’aglio nero. Non un’altra varietà, bensì la fermentazione dell’aglio comune, popolare in Giappone e in Corea.


Lo Chef Salvatore Giugliano e il Patron Michele Giugliano

MIMÌ ALLA FERROVIA CHEF SALVATORE GIUGLIANO VIA ALFONSO D'ARGONA, 19/21, NAPOLI

Più di settant’anni e non sentirli. Se Michele Giugliano ‘Senior’, “il primo ad arrivare, l’ultimo ad andare via”, è il Numen tutelare di Mimì alla Ferrovia, non pochi quelli che lo chiamano “Don Mimì”, ai fuochi e alle fiamme, c’è Salvatore, suo figlio, che firma da anni ormai una cucina d’autore. La proposta gastronomica di Mimì affonda le radici nella tradizione, diventando essa stessa tradizione. Il suo peperone ripieno, per intenderci, è il peperone ripieno di Mimì! Questo è Mimì alla Ferrovia, un’affascinante storia di famiglia nonché un simbolo assoluto della ristorazione gastronomica partenopea.

SPAGHETTI SCANALATI N.107 VOIELLO

alla Puttanesca, salsa di baccalà e Shiso verde Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Il piatto proposto da Mimì alla Ferrovia è un omaggio a Michele Senior. “Mio padre ha una vera predilezione per il baccalà. Di origini vesuviane, ha un forte legame con quella terra e le sue tradizioni, dove il baccalà è un vero must ”, racconta Salvatore. In questo piatto, ho fuso il baccalà con la puttanesca, piatto classico partenopeo”, chiosa lo Chef. Shiso in luogo del basilico, per un piatto, e una cucina, che sanno reinventare la tradizione e guardare, con intelligenza, oltre i confini nazionali.


Lo Chef Andrea Panico

PALAZZO DOMINICI CHEF ANDREA PANICO VIA PADRE MARIANO NAZZARO, 3 SANT'ANASTASIA, NAPOLI

Sant’Anastasia, ai piedi del Monte Somma. Eccoci a Palazzo Dominici, precisamente nel complesso del celebre Santuario Domenicano di Madonna dell’Arco, importantissima meta di pellegrinaggio religioso. La proposta gastronomica di Palazzo Dominici affonda le sue radici nella cucina tradizionale, rivisitandone con creatività i piatti tipici. "Gioia per gli occhi e per il palato, veri peccati di gola. Ad accogliervi, i Patròn Angelo Borrelli e Antonio Cennamo che vi guideranno in un'esperienza gastronomica davvero unica, a metà strada tra il sacro e il profano."

TRENETTE N.112 VOIELLO

mantecate al baccalà con riduzione del Pomodoro del Piennolo e olive disidratate Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Ecco un piatto dai sapori e profumi autenticamente vesuviani. Se la confinante Somma Vesuviana è uno dei più grandi spacci di baccalà e stoccafisso d’Europa, nell’omonima area, questi prodotti diventano parte integrante della cucina tradizionale. E la proposta del giovane e creativo Chef di Palazzo Dominici, Andrea Panico, è una gustosa rivisitazione di un piatto cult: il baccalà con pomodorini, olive e capperi. Completa l’opera, un prodotto territoriale d’eccellenza: il pomodorino del Piennolo.


Lo Chef Lino Scarallo

PALAZZO PETRUCCI CHEF LINO SCARALLO VIA POSILLIPO, 16/C NAPOLI

Dopo 9 anni a Piazza San Domenico Maggiore, dal 2016 Palazzo Petrucci, stella Michelin del firmamento partenopeo, è a Posillipo, precisamente a

Villa Donn'Anna. Location favolosa, luogo simbolo della città, scenario di tante leggende. Come quelle raccontate da Matilde Serao nel suo Leggende napoletane. Dalle leggende alle certezze. A Palazzo Petrucci, con la vista mitica di Capri e del Vesuvio, potrete gustare prelibatezze inconfondibili,

frutto della creatività vulcanica del suo Chef Lino Scarallo, punto di riferimento per la gastronomia d’eccellenza nel capoluogo campano.

TRENETTE N.112 VOIELLO

con anguille affumicate, crema di finocchio, limone di Sorrento “salato” e polvere di liquirizia Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Ed è proprio dalla verve creativa dello Chef che nasce un’ispiratissima creazione. “L’anguilla mi fa letteralmente impazzire, fritta e gustata ‘sale pepe e limone’, come a Napoli, oppure arrostita e assaporata con la salsa Kabayaki, come in Giappone”, ci confida lo Scarallo. Anguilla affumicata, limone di Sorrento “salato”, finocchio e polvere di liquirizia, combinati secondo il suo tocco inconfondibile. Eh sì! Ancora una volta, il grande estro gastronomico napoletano incontra la qualità Aurea Voiello.


Il Patron e Chef Paolo Gramaglia

PRESIDENT CHEF PAOLO GRAMAGLIA PIAZZA SCHETTINI, 12 POMPEI, NAPOLI

Eccoci al President, da Paolo e Laila. A quattro passi dal Santuario, e a

poche centinaia di metri dagli scavi di Pompei. Stella Michelin dal 2015, il President di Paolo Gramaglia è un luogo elegante ed accogliente, dove

domina incontrastata l’alta gastronomia. Per la loro bontà e bellezza, i

piatti di Paolo sorprendono, ridestano i sensi, sanno emozionare. Per

i commensali, è un viaggio. Sommelier e maestra d’accoglienza, sarà

sua moglie Laila a fare da cicerone, illustrando gli itinerari e le tappe di questo incredibile viaggio alla riscoperta del gusto.

VERMICELLI N. 105 VOIELLO

con tocchetto di pescatrice, vongole, olive bianche, scaglie di mandorle e uva passa, limone e gamberi rossi Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

“Il cuoco non dorme mai. All’alba, si reca a comprare il pesce sulla Costiera Amalfitana. Lì, ascolta la storia del pescatore contadino: in estate, si reca in mare e porta autentiche meraviglie, ma d’inverno, quando è più freddo, si dedica alla terra. I piatti della sua tradizione sono di grande insegnamento”, spiega con grande trasporto Paolo. Ed ecco un piatto che è un grande racconto: “il mare che viaggia verso la terra, lo Chef, l’incontro con Voiello, il President”. Memoria. Cultura. Passione. Per una firma d’autore.


I Patron e Chef Gabriele e Raffaele Cardillo

RISTORANTINO DELL’AVVOCATO CHEF GABRIELE E RAFFAELE

CARDILLO

VIA SANTA LUCIA, 115 NAPOLI

Nel borgo di Santa Lucia, tra il Castel dell’Ovo e Piazza del

Plebiscito, c’è Il Ristorantino dell’Avvocato. Ispirato al concetto

romano di convivio, è un luogo intimo e raccolto. I suoi anfitrioni? Gli Chef Raffaele e Gabriele Cardillo, padre e figlio, spalla a spalla

nella sapiente rielaborazione di gesti e rituali antichi. Se le ricette

della tradizione sono il punto di partenza, e gli ingredienti di qualità del territorio la via maestra, la meta raggiunta e superata al Ristorantino dell’Avvocato è la continua riscoperta del gusto.

FIDELINI N. 102 VOIELLO

con crema di alici, la sua colatura, chips di carciofi e Tarallo napoletano Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Fritte con sale e pepe, arrecanate, marinate, cotte nel San Marzano per il sugo, indorate e fritte con la mozzarella. Di cosa stiamo parlando? Ma delle alici! Pesce azzurro, povero ma fonte inesauribile d’ispirazione per tante ricette della cucina napoletana. E il piatto presentato dal Ristorantino dell’Avvocato, in un unione perfetta con i carciofi e i Taralli napoletani, rende omaggio a questo piccolo tesoro. Parafrasando un libro di Piero Calamandrei, “Elogio delle alici. Scritto da un Avvocato”.


Lo Chef Vincenzo Noviello

SARTÙ CHEF VINCENZO NOVIELLO VIA S. GENNARO AL VOMERO, 13 NAPOLI

Sartù e la cucina del territorio, una storia d’amore. Molti dei prodotti usati

in cucina provengono dalle pendici di Roccamonfina, e precisamente dall’orto di alta collina della tenuta di famiglia. Il grande rispetto per la stagionalità guida: non a caso il menù varia assecondano il placido alternarsi

delle stagioni. E la ricerca delle eccellenze agroalimentari non si ferma alla tenuta di famiglia, portando Carlo Capuano, il padrone di casa, alla continua

scoperta di posti incredibili. Qual è un piccolo appezzamento di friarielli al Vomero, testimone di un ricordo sfocato che magicamente si fa presente.

MAFALDE CORTE N.140 VOIELLO

“Leguminata campana” con spuma di rosmarino e pomodorini confit Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

“Sartù ha una fortissima identità agricola”, spiega Carlo Capuano. E la proposta di Vincenzo Noviello, Chef di casa, incarna a pieno questo spirito. Nella sua “Leguminata campana”, il Fagiolo di cera d'Alife, la Cicerchia Flegrea, il Fagiolo a Formella, la Lenticchia di Valle Agricola, il Cece di Cicerale. Una deliziosa spuma di rosmarino e il pomodorino confit completano questo riuscitissimo inno alla straordinaria biodiversità agricola della Campania.


Lo Chef Ciro Vavalà e il Patron Roberto Napoli

TAVERNA PARTENOPEA MANGIANAPOLI CHEF CIRO VAVALÀ VIA GIAN LORENZO BERNINI, 87 NAPOLI

Vomero. Quartiere collinare di Napoli. “Siamo una Taverna Partenopea". Il

padrone di casa è Roberto Napoli, anche per questo Mangia-Napoli . I suoi ospiti sono accolti secondo lo spirito delle antiche Taverne. Il viandante

potrà godersi una piacevole sosta, al riparo dal caos metropolitano. Di sera, gli ospiti godono di un’atmosfera calda e rilassata. "Sempre nel segno dei sapori che ci appartengono", spiega Roberto. “Qui, troverete

un menù giovane, sapientemente contaminato, ma con un occhio sempre rivolto alle radici", spiega il Mangia-Napoli.

SPAGHETTI SCANALATI N. 107 VOIELLO

con baccalà, Friarielli su crema di mozzarella di Bufala campana e pomodorino confit Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Ecco la proposta di Mangianapoli. I Friarielli, dal verbo napoletano frijere (friggere). Il baccalà, fonte di ispirazione per innumerevoli ricette tramandate al di qua e al di là delle mura cittadine, specie nei Paesi Vesuviani. La mozzarella di Bufala e il Pomodorino del Piennolo. Aggiungi il tocco personale dello Chef Ciro Vavalà ed ecco un piatto sì nuovo ma non dimentico di radici e rapporti profondi con questa terra.


Il Patron e Chef Alfonso Crisci

TAVERNA VESUVIANA CHEF ALFONSO CRISCI VIA NUOVA SAVIANO, 207 SAN GENNARO VESUVIANO, NAPOLI

A ridosso del Parco Nazionale del Vesuvio, troviamo Taverna Vesuviana, ristorante votato all’eccellenza. Il mantra di casa nelle parole dello Chef

Patron Alfonso Crisci: “solo materie prime di grande eccellenza rielaborate in chiave contemporanea”. Nei suoi piatti, i preziosi doni del territorio e

non solo: per deliziare i palati più curiosi, la sua cucina sa guardare lontano. Alla scoperta di un’oasi del gusto e dell’ospitalità, non sarà difficile restare affascinati dalla proposta gastronomica di Taverna Vesuviana e dalla splendida accoglienza che lo Chef e la sua squadra vi riserverà.

SEDANI RIGATI N. 127 VOIELLO

con salsa di broccoletti, pomodoro datterino, crema di ricotta e vongole Veraci. Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Tripudio di colori e sapori, quella dello Chef è una proposta di grande personalità e carisma, come il suo autore. Broccoli, Pomodori Datterini sia gialli che rossi, vongole freschissime del Golfo. Lo sguardo è fisso al rispetto per la materia prima “e quindi alla stagionalità dei prodotti”, ci confida. Per questa entusiasmante proposta, ecco i Sedani rigati Voiello, “da riscoprire per il loro taglio deciso”: qualità questa che lo Chef apprezza non poco. Da una corrispondenza di “amorosi sensi”, ecco un grande piatto.


Lo Chef Gianluca D’Agostino

VERITAS RESTAURANT CHEF GIANLUCA D’AGOSTINO CORSO VITTORIO EMANUELE, 141 NAPOLI

Eccoci in Corso Vittorio Emanuele, uno dei luoghi privilegiati per ammirare Napoli e il panorama mozzafiato del suo cantato Golfo. Qui, troviamo il Veritas Restaurant, neo stella Michelin. Il suo Chef è Gianluca D’Agostino, grande sensibilità gastronomica. “Ciascuna delle materie prime di qualità ha una sua storia: ogni pesce, ad esempio, anche se della stessa specie, è diverso”, spiega. La sfida di Gianluca ai fornelli? Riconoscere la storia e trattare ciascuna delle primizie che arrivano nella sua cucina nel modo giusto, per offrire sempre gastronomia d’eccellenza.

TRENETTE N. 112 VOIELLO

con vongole, calamari e Friarielli Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Irpino di nascita ma napoletano d’adozione, lo Chef Gianluca D’Agostino crea per Voiello un piatto che parla chiaramente la lingua che fu di Giambattista Basile e di Eduardo De Filippo. Ecco uno straordinario abbinamento: le Trenette ai frutti di mare, piatto tipico del colossale cenone natalizio, con l’aggiunta dei calamari freschissimi pescati nel Golfo e di quei Friarielli, specialità tipicamente napoletana, per cui Gianluca ha una sincera predilezione. Da non perdere.


Lo Chef Luigi Carbone e il Patron Maurizio Focone

VIVA LO RE CHEF LUIGI CARBONE CORSO RESINA, 261, ERCOLANO, NAPOLI

Nei pressi di Villa Campolieto, non lontani dagli Scavi di Ercolano, giungiamo al ristorante Viva Lo Re. All’ombra del Vesuvio, in pieno

Miglio d’oro. Il suo nome rende omaggio ad un antico brindisi borbonico, eco della storia di questi luoghi, e della sua prima

proposta: da un’offerta incentrata quasi esclusivamente sul vino, a

quella odierna, di calda accoglienza e di enogastronomia di qualità. Per garantire l'esclusività dell’offerta, il padrone di casa Maurizio

Focone, ha le idee chiare: filiera corta, stagionalità e continua ricerca.

RIGATONI N. 124 VOIELLO

con crema di melanzane, Provolone del Monaco DOP, Pomodorini del Piennolo del Vesuvio e mozzarella di Bufala Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Realizzato dallo Chef Luigi Carbone, il piatto di Viva Lo Re è liberamente ispirato a quella che Jeanne Caròla Francesconi definiva "ennesima gloria della cucina napoletana": la parmigiana di melanzane. E Luigi, per realizzarlo, ha attinto al nostro grande giacimento di meraviglie agroalimentari. Dalla Mozzarella di Bufala campana al Provolone del Monaco, passando per quei prodotti dell’orto, maturati sulla riviera vesuviana tra il Golfo di Napoli e il Vesuvio.


I CAMPI FLEGREI

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I CAMPI FLEGREI Si parte da Pozzuoli, dove il vulcanismo offre i suoi numeri migliori. Assecondando l’arco del golfo puteolano, arriviamo a Bacoli, con Baia in primo piano e Capo Miseno e il suo faro sullo sfondo. Proseguendo, all’estremità della penisola flegrea, troviamo il promontorio di Monte di Procida. Tra i due estremi, la splendida spiaggia di Miliscola. Di fronte, il canale di Procida con le isole flegree. Straordinaria la bellezza dei paesaggi e inesauribile il patrimonio naturalistico, storico e culturale. E i Campi Flegrei si lasciano ammirare anche a tavola. Caratterizzata dai frutti del mare, la tradizione culinaria flegrea trova una risorsa eccezionale nella mitilicoltura e nel pescato locale. Dai terreni agricoli, un ricco paniere di risorse: tra i tipici e rinomati doni della terra, le fave di Miliscola, la cicerchia e il pomodoro cannellino flegreo, il mandarino bacolese e le arance vanigliate. Qui, dove i vulcani e il mare creano la vita, ecco i nostri Chef e le loro creazioni esplosive, realizzate in esclusiva per l’antico marchio Voiello.

Nelle due pagine precedenti La Casina Vanvitelliana nel Lago Fusaro, Bacoli, Campi Flegrei. Nel Piatto, Trenette n°112 Voiello cannolicchi e cime di rapa con chips di gamberi e alga fritta, ricetta firmata dallo Chef Michele Grande, La Bifora. Nella pagina accanto Pozzuoli, il porto piccolo con le tipiche barche dei pescatori locali.


Gli ingredienti tipici Fave di Miliscola

Mandarino Bacolese

Ricci di Mare Pomodoro Cannellino Flegreo

Cozze di Capo Miseno

Murici

Cicerchia dei Campi Flegrei

Seppie pescate al largo di Capo Miseno


Lo Chef Nicola Di Meo e il Patron Iole Barbera

AL BADEJO CHEF NICOLA DI MEO VIA PANORAMICA TERZA TRAVERSA, 1 MONTE DI PROCIDA, NAPOLI

Il panorama è mozzafiato. All’orizzonte, Capri. Procida e Ischia, poi, sembrano quasi a portata di mano. Ebbene, siamo sul promontorio del

Monte di Procida, all’estremità della penisola flegrea, qui giungiamo al ristorante Al Badejo di Iole e Nicola di Meo. In cucina, Nicola, che ne conosce tempi e segreti, porta il mare, abbinando il pescato del giorno ai prodotti dell’orto. In sala, Iole accoglie gli ospiti con calore e sorriso

sincero. "Bocconi prelibati", gestione familiare e calda accoglienza, sono gli ingredienti di questo luogo speciale, pervaso da autentica genuinità.

VERMICELLI N. 105 VOIELLO ai ricci di mare

Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

La qualità aurea Voiello incontra uno dei sapori più intensi del Mediterraneo. “E’ il mare in tavola. Per chi impara ad apprezzarlo, è qualcosa di irrinunciabile”. Stiamo parlando dei ricci di mare e del loro prelibato “frutto” color rosso corallo. “Per la nostra proposta, ho scelto i Vermicelli, ideali per questo piatto dal sapore straordinario: non occorrono altri ingredienti, solo menta e zest di limone, quelli maturati al sole del Monte di Procida”, spiega Nicola.


Il Patron e Chef Bruno Esposito

DA FEFE’ CHEF BRUNO ESPOSITO VIA DELLA SHOAH, 15 LOCALITA' CASEVECCHIE, BACOLI, NAPOLI

Un piccolo gioiello, il porticciolo turistico di Casevecchie a Bacoli. Qui troviamo il ristorante da Fefè. “E’ una trattoria che potrebbe stare ovunque nel Mediterraneo e solo nel Mediterraneo”, così ama definirlo

Bruno Esposito, Patron e Chef di casa. Per quell’atmosfera di vastità, al contempo rassicurante e disarmante, che solo gli approdi sicuri sparsi nel mediterraneo possono dare. Nei suoi piatti, invece, l’unicità del territorio

flegreo: dallo sterminato paniere di materie prime di qualità, al pescato del giorno, come “le cicarelle”, approdate fin qui attraverso il canale di Procida.

SPAGHETTI SCANALATI N. 107 VOIELLO

con cozze di Capo Miseno,“Cicarelle” e pomodorini Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

E il piatto di Bruno Esposito è tutto questo. Dalle cicale di mare, dette cicarelle in napoletano, alla Cozza di Capo Miseo. La dolcezza discreta della cicala di mare, il profumo intenso e l’inconfondibile sapidità delle cozze di Capo Miseno, si uniscono al sapore unico del pomodoro cannellino flegreo, o del piennolo a seconda della stagionalità. Per un piatto così ricco di sapori unici, “ci vogliono gli Scanalati Voiello per la loro straordinaria capacità di assorbire l’essenza dei sughi” ci racconta lo Chef.


Il Patron e Chef Michele Grande

LA BIFORA CHEF MICHELE GRANDE VIA VIGILIO, 210 BACOLI, NAPOLI

La Bifora, Bacoli, precisamente in Via Virgilio. Non è un caso. Lo Chef Patron è Michele Grande: la sua proposta gastronomica, da assaporare a La Bifora

e all’Asteco e cielo sul lago di Miseno nella bella stagione, conduce i viaggiatori alla scoperta della Terra Madre.

Ebbene sì, stiamo parlando di quei Campi Flegrei che, affacciati nel Tirreno

con il faro di Capo Miseno a fare da confine tra il golfo di Napoli e il golfo di Gaeta, sono un luogo mitico anche a tavola, con i suoi ingredienti tanto speciali quanto unici.

PASTA MISTA N. 126 VOIELLO

con Cicerchie Bacolesi e Sconciglio (Murice) Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

A conferire questi caratteri inimitabili alle preziose materie prime Flegree, è la conformazione geologica di terra e fondali… vulcanici. Da questo straordinario giacimento, ecco la proposta di Michele Grande. Murice, o Scunciglio in napoletano, e le Cicerchie Flegree, autoctone e dal corredo genetico unico, fusi indissolubilmente con la Pasta Mista Voiello. Piatto sì della tradizione povera ma irripetibile altrove, interpretato e raccontato con grande passione dal nostro Virgilio dei fornelli.


Il Patron Alessandro Costigliola e lo Chef Roberto Scotto

TUNA CHEF ROBERTO SCOTTO VIA DELLA SHOAH, 33 BACOLI, NAPOLI

Ed eccoci ancora a Bacoli, ancora sul Porticciolo di Casevecchie. Qui c’è Tuna di Alessandro Costigliola. Il menù cambia quasi ogni giorno, assecondano le bizze del mare e sfruttando i suoi preziosi doni. “Utilizziamo solo il pescato del giorno, per garantire sempre la freschezza e la genuinità dei nostri piatti”, assicura Alessandro. Il profumo del mare, gli ingredienti freschissimi, i preziosi doni di stagione dagli orti flegrei, nonché un’atmosfera autenticamente marinara, sono i caratteri distintivi di questo luogo dei sapori e dei profumi mediterranei.

TRENETTE N. 112 VOIELLO

al nero di seppia su specchio di Friarielli Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Questo piatto nasce da un ricordo d’infanzia di Roberto Scotto, Chef al Tuna: la pesca delle seppie dalle piccole imbarcazioni a remi. “La seppia ha come arma di difesa un inchiostro che libera in acqua per coprirsi la fuga”, spiega Roberto. Parliamo del nero di seppia, ingrediente speciale in grado di donare un sapore e un colore particolare ai piatti. Un piatto, una creazione che è uno spaccato di Mediterraneo, con i suoi sapori, usi e costumi.


IL CASERTANO

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IL CASERTANO L’antica e più estesa Liburia, poi Terra di Lavoro, i borghi, i Borbone, la Reggia di Caserta, il complesso di San Leucio e l’artigianato della Seta. Dinnanzi ai nostri occhi, si apre un territorio ricco di storia e cultura. Segno di tradizioni consolidate ma aperte al nuovo, i frutti della terra casertana sono conosciuti e apprezzati per la loro bontà e genuinità. La provincia di Caserta è leader in Italia nella produzione della Mozzarella di Bufala DOP. Un primato conteso alla provincia di Salerno, con risultati di gusto apprezzati in tutto il mondo. Oltre la mozzarella, l’antica Liburia offre prodotti tipici eccezionali. Dalle carni, come il Maiale Casertano, ai formaggi, tra cui il Conciato Romano, passando per i prodotti dei campi, come la cipolla d’Alife, il Lupino gigante di Vairano e una ricca varietà di olive autoctone, tra cui l’Oliva caiazzana. Il pastificio Voiello incontra tali vivide tradizioni e inizia il suo viaggio nell’antica Terra di Lavoro. Le invitanti creazioni dei nostri Chef, le sue tappe del gusto.

Nelle due pagine precedenti Il Castello longobardo di Caiazzo e il suo centro antico. Nel piatto, Spaghetti n°104 Voiello, asparagi di montagna, pomodorini di collina e Conciato Romano, ricetta firmata dallo Chef Stefano De Matteo del ristorante il Generale. Nella pagina accanto Un allevamento di bufale nel casertano.


Gli ingredienti tipici Caciocavallo Affumicato Cipolla di Alife Mozzarella di Bufala Casertana

Fagioli di Cera di Alife Conciato romano Lenticchia di Valle Agricola

Pancetta tesa di maiale nero casertano

Lupino gigante di Vairano


Il Maitre Carmine Gioventù e lo Chef Giovanni Maietta

ANTICA LOCANDA CHEF GIOVANNI MAIETTA

A pochissime centinaia di metri dal complesso monumentale ‘Belvedere di San Leucio’, Patrimonio dell'umanità UNESCO insieme all'acquedotto

Carolino e al Palazzo Reale di Caserta, ecco l’Antica Locanda. Assecondando

lo spirito delle locande, splendidamente accolti dal maître Carmine Gioventù, qui potrete gustare le tantissime prelibatezze che raccontano del territorio, quello casertano e Campano tutto, e della sua sterminata tradizione

PIAZZA DELLA SETA, 7/9 CASERTA

gastronomica, frutto di quel prezioso giacimento di materie prime ed esperienze, sapientemente riproposte dallo Chef Giovanni Maietta.

SPAGHETTI SCANALATI N. 107 VOIELLO

aglio, olio e peperoncino“nobilitati”, con gamberi di Mazara e limone Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Un must della cucina napoletana e campana. “Nobilitati” dallo Chef Gianni Maietta, ecco gli spaghetti aglio e olio dell’Antica Locanda. Accanto all’olio buono, all’aglio vero e agli Spaghetti Scanalati Voiello, “perfetti per tutte le preparazioni”, ecco i gamberi rossi di Mazara e i limoni di casa. “Agli spaghetti aglio e olio, già fantastici, ho aggiunto i gamberi marinati e il limone per una proposta da gustare sempre, anche in Estate”, spiega lo Chef. Come dargli torto!


Il Patron e Chef Stefano De Matteo

IL GENERALE CHEF STEFANO DE MATTEO LARGO PLEBISCITO VENETO CAIAZZO, CASERTA

Nel cuore del centro storico di Caiazzo, troviamo il ristorante Il Generale. Rispetto e amore per il territorio e le tradizioni caiatine si rivelano in

tutta la loro schiettezza nella cucina di Stefano De Matteo, Chef e Patron

de Il Generale. Gli ingredienti alla base dei suoi piatti sono semplici, di stagione e mediterranei. “Nella nostra cucina, lavoriamo con cura e passione, i prodotti freschi provenienti dai produttori locali per garantire qualità e bontà ai nostri piatti”, spiega. E di materie prime di grande eccellenza abbiamo in questi luoghi l’imbarazzo della scelta.

SPAGHETTI N. 104 VOIELLO

aglio, olio, peperoncino e baccalà con sbriciolata di taralluccio caiatino e pinoli tostati Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

E lo chef serve in tavola la sua rivisitazione degli spaghetti aglio, olio e peperoncino. Stefano ha aggiunto il baccalà, i pinoli tostati e il taralluccio caiatino di produzione artigianale. Il risultato è un piatto dal profumo fragrante, per un invito impossibile da declinare. La nota perfetta di questo piatto? Lo chef non ha dubbi: l’olio d’oliva extravergine ricavato dalle olive caiazzane, tipiche di questi luoghi e recente presidio Slow Food.


Lo Chef Salvatore Calvanico

MARODER CHEF SALVATORE CALVANICO VIA MADONNA DEL PANTANO 77/A VARCATURO, NAPOLI

Girato l’angolo della Penisola Flegrea, eccoci sul litorale Domizio, al

Maroder. Fondato da Attilio Maroder insieme alla madre Lucia, oggi al timone c'è Mirko, figlio di Attilio, pronto a perpetuarne la storia. E, se la

cucina di questo ristorante sa guardare al futuro con una ricca proposta

gourmet, le origini non vengono dimenticate, bensì celebrate con fulgido

amore. I piatti della tradizione, infatti, vengono preparati seguendo alla lettera gli insegnamenti di Donna Lucia, di cui gli splendidi ritratti nelle sale del Maroder.

ZITI ARROTOLATI N. 194 VOIELLO

“Tributo a LUCIA” con totanelli puteolani, datterini vesuviani, mantecati al caciocavallo affumicato Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

La ricetta ideata per Voiello è proprio un tributo all’indimenticata Donna Lucia, maestra di cucina. “Ho utilizzato alcuni degli ingredienti che più amava, come il caciocavallo affumicato, esempio pregevolissimo del patrimonio agroalimentare territoriale” ci racconta lo Chef di casa, Salvatore Calvanico. Istintiva la scelta dei N°194: è un grande classico della cucina campana, adorati da Donna Lucia, e sapientemente riproposti da Voiello nella variante degli Ziti arrotolati", spiega lo Chef.


IL BENEVENTANO 91


IL BENEVENTANO Nel mezzo dell’Appennino sannitico, ecco il Sannio beneventano. I suoi massicci, come il Taburno Camposauro, “la Bella Dormiente”. Le sue pianure, come le Valli Caudina e Telesina. Bellezze paesaggistiche e non solo. Il Sannio è storia antica e moderna: dai Sanniti all’Impero romano e il dominio longobardo, dal potere temporale dei Papi all’Unità d’Italia. Un affascinante viaggio nella storia fino ai giorni nostri. E il Sannio è terra di grandi sapori. Dalle carni e i salumi, celebri le soppressate e le salsicce sannitiche, ai formaggi, come il caciocavallo Silano DOP, passando per le diverse varietà di oli, come l’extravergine di oliva delle colline beneventane. Generosissimi il bosco e il sottobosco, con il cesto dei funghi che trasborda di meraviglie: dai pregiati porcini bianchi e neri ai chiodini, gallinacci, mazze di tamburo, ovuli, piopparelli, retelle, scardelle, virni. Al pregiatissimo tartufo nero del Taburno, una menzione speciale. Dall’incontro con la Qualità Aurea Voiello, vi presentiamo un itinerario affascinante all’insegna delle creazioni di tre grandi Chef.

Nelle due pagine precedenti Chiesa di Santa Sofia, facente parte del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”, Patrimonio dell'umanità UNESCO, P.zza Matteotti, Benevento. Nel piatto, Vermicelli n°105 Voiello con crema di cime di rapa, alici di menaica, finocchio e guanciale croccante, ricetta firmata dallo Chef Matteo Pastore, Dionisio. Nella pagina accanto Un rigoglioso oliveto collinare nella campagna beneventana.


Gli ingredienti tipici Caciocavallo Silano DOP

Rosmarino dell’orto del Beneventano

Asparagi selvatici del Beneventano

Soppressata del Sannio

Tartufo Nero del Taburno

Pecorino di Laticauda

Zafferano del Taburno

Salsiccia rossa di Castelpoto


Il Patron e Chef Tatiana Lerario

CASA LERARIO CHEF TATIANA LERARIO

Ai piedi del Monte Taburno, nel cuore del Sannio, troviamo Casa

Lerario, splendida struttura ricettiva completamente immersa nel verde. Un’oasi del relax e del gusto: Tatiana, Pietro e Sonia Lerario, i suoi artefici. “Grazie alla nostra Farmhouse, offriamo ai nostri ospiti piatti squisitamente genuini: per noi la freschezza e la qualità sono

indispensabili in cucina” spiega Pietro. A firmare questo tripudio

CONTRADA LAURA, 6 MELIZZANO, BENEVENTO

RIGATONI N. 124 VOIELLO

con ragù di anatra e tartufo del Taburno

di genuina bontà è Tatiana, per una cucina tipica ma attenta alle esigenze dei tempi contemporanei.

Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Dalle origini toscane della Chef Patron Tatiana Lerario e dall’amore per la cucina campana, sua terra d’adozione, ecco un piatto che celebra l'incontro tra due grandi tradizioni culinarie regionali. Dalla cucina toscana, quella povera ma saporitissima, ecco l'uso sapiente di spezie ed erbe aromatiche. Da quella campana dell'entroterra, ecco l'utilizzo di preziosi doni della natura, qual è il pregiato tartufo nero del Taburno. Il risultato è un piatto succulento, dal profumo inebriante.


Gli Chef Pasquale Basile e Matteo Pastore In un suggestivo scorcio della Benevento longobarda, nel cuore

DIONISIO

antico della Città, troviamo il ristorante Dionisio, nato dalla passione

CHEF PASQUALE BASILE

MATTEO PASTORE

VIA ALFONSO DE BLASIO, 3 BENEVENTO

e dall’esperienza del suo Patron, Dionisio Mignone. Al suo fianco, la moglie Adriana Pawlick che guida e dirige una brigata di cucina giovane e vitale. La proposta gastronomica di Dionisio rivisita in chiave contemporanea e con raffinato estro estetico i piatti della

tradizione, ma non solo, lavorando con sapienza materie prime di qualità, tra cui le tante eccellenze del Sannio.

MEZZE MANICHE RIGATE N. 122 VOIELLO

ripiene di patate e barbabietola, salsa di pomodori infornati, scarola, formaggio acido, con baccalà alla menta e timo Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Il baccalà arracanato, ricetta tradizionale dell’Alto Sannio, incontra la qualità Aurea di Voiello. A celebrare questa unione perfetta, è Matteo Pastore, chef di Dionisio. Sulle deliziose creme ai formaggi locali, alla scarola e ai pomodorini infornati, riposano il baccalà, aromatizzato alla menta e al timo, e le Mezze Maniche Rigate, farcite di patate e barbabietola. Ispirazioni nella tradizione, fantasia e qualità Voiello per un piatto che è un tripudio di colori e sapori.


Il Patron e Chef Daniele Roviezzo Eccoci a Montesarchio, ai piedi del Monte Taburno, in piena Valle Caudina.

ROVY

Qui, dove domina sulla città un’antica Torre militare di origine medievale,

CHEF DANIELE ROVIEZZO

la Torre di Montesarchio, troviamo il ristorante Rovy di Daniele Roviezzo, Patròn e Chef di un raffinato “Italian Fine restaurant”. Daniele ha le idee

chiare: per creare piatti speciali, in principio c’è la ricerca. “Guardiamo

anche aldilà dei confini regionali: l’Italia ha tantissime eccellenze

VIA ISCA LA NOCE MONTESARCHIO, BENEVENTO

agroalimentari”. Tuttavia, il punto di partenza resta sempre il suo Sannio e i prodotti stagionali dell’azienda agricola di famiglia.

SPAGHETTI N. 104 VOIELLO

con punte di asparagi, pomodorino giallo del Piennolo, crema di Stracchino di bufala

Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Si parte dal Sannio e, precisamente, dal Monte Taburno. Da qui, arrivano gli asparagi selvatici. “Sconfiniamo”, poi, nel vesuviano. Dalle falde del Vesuvio, ecco il pomodorino giallo, lo “Spunzillo”. Alle nostre eccellenze, si aggiunge lo stracchino stagionato di latte di Bufala, per una sortita in Lombardia, all’insegna del gusto. Grande attenzione alla stagionalità e alla ricerca di materie prime di qualità, dicevamo. E il piatto presentato da Daniele ne è la dimostrazione lampante.


AVELLINO E L’IRPINIA

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AVELLINO E L’IRPINIA Il Parco naturale del Partenio, quello dei Monti Picentini, le Oasi WWF "Montagna di Sopra" di Pannaranole e “Lago di Conza”, la riserva naturale Valle della Caccia. Eccoci nella “verde Irpinia”. Avellino, il suo cuore pulsante. E l’Irpinia è terra di prodotti tipici eccezionali. Dai salumi, come la soppressata irpina e il salame di Mugnano, e i formaggi, come il pecorino bagnolese o il caciocavallo irpino, agli ortaggi, come il carciofo e la cipolla ramata di Montoro, passando per i legumi, come il fagiolo di Volturna Irpina. Dai boschi e dal sottobosco, preziosi tartufi bianchi e neri, funghi e le erbe officinali. Dalle colture di antichissimo insediamento e solida tradizione, quali la castanicoltura e la corilicoltura, la famosa castagna di Montella e le nocciole avellana e mortarella. Questi gli straordinari ingredienti di una cucina eppur semplice e genuina. A celebrarne l’incontro con l’Antico marchio di Torre Annunziata, le grandi performance degli “Chef della verde Irpinia”. Realizzate in esclusiva per noi, scopriamo le loro creazioni.

Nelle due pagine precedenti L’Anfiteatro romano di Avella e Massiccio del Parco Regionale del Partenio, Avella, Avellino. Nel piatto, Mezze maniche rigate n°122 Voiello zucca, aglio orsino e Caso Moscio, ricetta firmata dallo Chef Francesco Fusco, Il Moera. Nella pagina accanto Una vista della verde Irpinia con il suo rigoglioso Parco naturale del Partenio.


Gli ingredienti tipici Capro ovino di Zungoli

Pecorino di Carmasciano

Salsiccia Irpina

Broccolo Aprilatico di Paternopoli

Nocciola di Mortarella Caciocavallo Podolico Irpino

Cipolla di Montoro Pancetta Irpina

Agnello Irpino


Il Patron e Chef Francesco Fusco

IL MOERA CHEF FRANCESCO FUSCO

Siamo ai piedi del Parco regionale del Partenio, a due passi

dall’Anfiteatro romano di Avella. Qui, immerso nel verde delle campagne tra uliveti secolari e noccioleti, troviamo il Moera di Francesco Fusco, con il suo giovane vigneto, il giardino ornamentale e l’orgoglioso orto. Francesco, Chef e Patron, è l’autore di una

cucina del territorio sapientemente rivisitata e presentata con

VIA DELLE CENTURIE, AVELLA

TOFARELLE N. 138 VOIELLO

cavolfiore, nocciole e aglio Orsino

estro estetico, dove i menù assecondano il placido rincorrersi delle stagioni e le materie prime sono di grande qualità.

Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Inedito per Voiello, il piatto presentato da Francesco Fusco è un racconto fedele del territorio. Il cavolfiore dall’orgoglioso orto di casa, le nocciole mortarella, per cui Avella è famosa fin dall'antichità, e l’aglio Orsino, ebra officinale che Francesco si reca personalmente a raccogliere nei boschi, sono gli ingredienti di questo bellissimo e gustosissimo piatto, esaltato dalle Tofarelle che ne accolgono nelle morbide curve, i suoi gustosi sapori.


Gli Chef Stefano Parrella e Luisa Evangelista

LA LANTERNA CHEF LUISA EVANGELISTA E STEFANO PARRELLA CORSO GARIBALDI, 127 MUGNANO DEL CARDINALE, AVELLINO

Siamo nel cuore della verde Irpinia, a Mugnano del Cardinale. Qui, a ridosso del Parco regionale del Partenio, troviamo l’Osteria La Lanterna. Il Patron Marco Ferrara e l’apprezzatissima Chef irpina Luisa Evangelista, sono gli artefici di questo tempio del gusto, ai quali, da qualche anno, si è aggiunto il giovane e promettente Chef Stefano Parrella. Piatti raffinati ed originali, dove tradizione e innovazione vanno a braccetto, sono i veri eroi del menù di casa.

SPAGHETTI SCANALATI N. 107 VOIELLO

con fave, sgombro e pecorino Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Cotte, crude, secche, fresche, in insalata. In qualsiasi modo vogliate consumarle, le fave hanno un loro gusto particolare, un profumo che richiama la primavera e i verdi picnic in montagna. E il piatto presentato da La Lanterna ha la sua ispirazione nelle gite fuori porta d’inizio primavera: fave e pecorino, accompagnate da pancetta stesa e un buon bicchiere di vino rosso. Cosa chiedere di più? Lo sgombro! Un’intuizione che incuriosisce e poi, boccone dopo boccone, conquista senza ripensamenti.


Il Patron e Chef Francesco Pedace

LA VIA DELLE TAVERNE CHEF FRANCESCO PEDACE VIA TEODORO MOMMSEN, 11 ATRIPALDA, AVELLINO

Riunire in un unico luogo, lungo la stessa via, le antiche taverne napoletane. Questa la singolare, coreografica, idea ispiratrice di Francesco Pedace, Patron di un ristorante unico nel suo genere. Un grande lavoro di ricerca: i piatti proposti sono quelli della secolarizzata cucina napoletana, descritti dal cuoco e filosofo Vincenzo Corrado nel suo “Il Cuoco Galante”. A questi, si affianca la proposta creativa del padrone di casa, profondo conoscitore e abile divulgatore di saperi e sapori della cultura gastronomica regionale.

RIGATONI N. 124 VOIELLO verza e salsiccia Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Assecondando lo spirito di questo luogo, il piatto presentato da La Via delle Taverne è l’ispirata rivisitazione di un ricetta del ‘700 napoletano: la verza ripiena, tramandata fino a noi dal “Cuoco Galante” Vincenzo Corrado. Nella rivisitazione di Francesco Pedace, il riso cede il posto ai rigatoni Voiello, ideali per le preparazioni con i sughi più importanti. Il risultato è un piatto frugale, molto allettante, che riscopre i grandi sapori della cucina classica napoletana.


Lo Chef Paolo Barrale

MARENNA’ CHEF PAOLO BARRALE LOCALITA' CERZA GROSSA SORBO SERPICO, AVELLINO

Siamo nel cuore dell’Irpinia, a ridosso del Parco regionale dei Monti Picentini. In questo paradiso di bellezze naturalistiche, troviamo il ristorante Marennà, massima espressione della cultura dell'accoglienza di casa Feudi di San Gregorio. Stellato Michelin dal 2009, è il luogo ideale per fuggire dal caos e vivere un’esperienza unica: qui, l'ospite, il viaggiatore, potrà scoprire le grandi mirabilie della tradizione gastronomica irpina e campana, riproposte secondo il perfezionismo e l’incomparabile visione creativa dello Chef Paolo Barrale.

RIGATONI N. 124 VOIELLO

“YAG” un’altra Genovese Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Un’altra Genovese di Paolo Barrale è uno straordinario compendio di sapori tipici del territorio. Dal pecorino di Carmasciano, all’agnello irpino, passando per la Cipolla ramata di Montoro. Ingredienti straordinari nobilitati dall’inconfondibile verve creativa dello Chef, fanno di questo piatto non soltanto la rivisitazione di un grande classico, bensì un piatto rinnovato che riporta la mente ai prodigiosi pranzi domenicali, ma che, al contempo, sorprende per la sua incredibile originalità.


IL SALERNITANO E IL CILENTO

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IL SALERNITANO E IL CILENTO È la più estesa, nonché la seconda per numero di abitanti in Campania. Stiamo parlando della provincia di Salerno. Il Cilento, sua subregione. Mare cristallino e non solo. Miti, come l’isola delle sirene nell’Odissea. Storia, dal paleolitico alla Magna Grecia, con i suoi grandi filosofi, ai Moti del Cilento. Bellezze naturalistiche, con il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Vivida la cultura marinara, con le sue antichissime tradizioni, come la pesca delle alici con la menaica che oggi sopravvive nel piccolo borgo costiero di Marina di Pisciotta, a metà strada tra Velia e Capo Palinuro. Dalle meraviglie del mare alla radicata cultura contadina, con tanti prodotti DOP e IGP, come la Mozzarella e la ricotta di bufala campana, il Pomodoro San Marzano dell’agro sarnese – nocerino, l’Olio extravergine di oliva Cilento, il Carciofo di Paestum, il Fagiolo di Controne, il Cece di Cicerale. Tradizioni tramandate nei secoli, dai pescatori agli agricoltori dell’entroterra: nasce qui la dieta mediterranea. Non indugiamo oltre in parole, andiamo alla scoperta delle tappe di questo itinerario tra autenticità e sapori indimenticabili. Nelle due pagine precedenti Il porto di Agropoli, “la porta d’ingresso del Cilento”, Agropoli, Cilento. Nel piatto, Trenette n°112 Voiello calamari, asparagi selvatici e olive nere, ricetta firmata dallo Chef Marcello Laureana, Il Ceppo. Nella pagina accanto Il porticciolo di Acciaroli, borgo di pescatori dal mare cristallino.


Gli ingredienti tipici Salsiccia di Vallo del Diano Ceci di Controne Finocchio di Sarno

Olio Extra Vergine di Oliva Pisciottano

Ceci neri di Cicerale

Ceci di Cicerale Alici Pisciottane

Soppressata di Gioi

Provola di Bufala di Capaccio


Il Patron Sabato e lo Chef Marcello Laureana

IL CEPPO CHEF MARCELLO LAUREANA VIA MADONNA DEL CARMINE, 31 AGROPOLI, SALERNO

Siamo ad Agropoli, oggi considerata la “perla del Cilento”. Qui, troviamo il ristorante “Il Ceppo”, nato nell’aprile del 1976, per mano dei fratelli Sabato e Carmine Laureana e delle loro mogli Rosa e Bruna. Entrando

in questo locale caldo eppur raffinato, non si può che respirare quella passione per il proprio lavoro che da allora ad oggi è rimasta intatta.

Oggi, con “i figlioli” a dar man forte, questo ristorante è una solida realtà. Grande attenzione per le eccellenze del territorio e per le sue tradizioni. La carne e il pesce, ad esempio, sono a tutt’oggi cotti alla brace.

MEZZE MANICHE RIGATE N. 122 VOIELLO

con calamaretti e sconcigli (Murice) su vellutata di fave fresche al profumo di primavera Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

La maggior parte dei prodotti arrivano dall’azienda agricola di famiglia. Ecco perchè in cucina regna incontrastata la genuinità. Marcello Laureana, Chef di casa, all’orto abbina il pescato locale del giorno. Per questa proposta, gli “scuncigli” e i calamaretti. La pasta Voiello per esaltare cotanta bontà. “Le Mezze maniche rigate sono perfette per questa preparazione: la scanalatura raccoglie i sapori dell’orto e del mare e ne esalta la freschezza e la bontà”, spiega lo Chef.


Gli Chef Luigi Naso e Carmine Cafaro

NETTUNO CHEF LUIGI NASO E CARMINE CAFARO VIA NETTUNO, 2 CAPACCIO , SALERNO

Giungiamo a Paestum, zona archeologica, e precisamente all’interno della

cinta muraria di Poseidonia, antica città della Magna Grecia, dove nel 1929

aprì i suoi battenti il ristorante Nettuno. Opera di ampliamento di una casa colonica dell’800, che inglobava fin dall'origine una delle torri appartenenti

alla cosiddetta Porta Giustizia di epoca greco-lucana. A volerlo, sembra sia stato Mussolini in persona. E qui, tra le suggestioni della storia, antica e

moderna, la cucina è quella autenticamente mediterranea, indissolubile connubio tra vita agreste e marinara, vanto di questi luoghi.

ZITI ARROTOLATI N. 194 VOIELLO

con vellutata di provola affumicata di bufala e asparagi croccanti Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

E intorno a questo impareggiabile patrimonio agroalimentare, ruota la proposta degli Chef Carmine Cafaro e Luigi Naso. Tra gli ingredienti, la provola affumicata di bufala, gli asparagi selvatici, l’olio extravergine di oliva DOP Cilento e i pomodori San Marzano essiccati al sole e conservati come tradizione insegna. Per i suoi artefici, questo piatto è “un vero spaccato di vita ‘pestana’ e cilentana, che mirabilmente si sposa con la qualità del grano Aureo Voiello”.


Il Patron e Chef Cristian Torsiello

OSTERIA ARBUSTICO CHEF CRISTIAN TORSIELLO STRADA COMUNALE DESERTE VALVA, SALERNO

A cavallo tra la provincia di Salerno e Avellino, ai piedi dei Monti Eremita e Marzano, la tappa da non perdere è Osteria Arbustico di Cristian Torsiello, Stella Michelin al petto. Siamo nell’Alta Valle del Sele, dove il paesaggio è vertiginoso: difronte ai noi, una meravigliosa architettura di monti e vallate. La mia cucina è “attuale e del territorio”, spiega Cristian. Il punto di partenza sono le grandi materie prime, di cui la Campania è ricca, cucinate in modo nuovo: i piatti hanno nomi che si riconoscono ma è nella presentazione e nel gusto che si rimane piacevolmente sorpresi.

TRENETTE N. 112 VOIELLO

limone, caciocavallo podolico, colatura di alici, polvere di pomodoro Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

La proposta di Cristian Torsiello è “un affresco a tutto tondo del territorio campano”, spiega lo Chef. Si parte dai limoni e dal pomodoro, passando per le alici provenienti dal Golfo di Salerno. Per giungere al caciocavallo podolico, patrimonio agroalimentare che racconta la storia di questi luoghi. Una particolare varietà, prodotta esclusivamente con latte di vacche Podoliche: quelle giunte nell’Alta Valle del Sele con le invasioni barbariche, al tempo dell'impero romano.


Il Patron Vito Puglia e lo Chef Giuseppe Montuori

PERBACCO ENOTECA OSTERIA DAL 1987 CHEF GIUSEPPE MONTUORI CONTRADA MARINA CAMPAGNA, 5 PISCIOTTA, SALERNO

L’Osteria Perbacco è un’icona di Pisciotta. Una proprietà di famiglia immersa nel Parco Nazionale del Cilento, un antico frantoio in pietra, padiglioni rustici, ulivi secolari, tavoli all’aperto, affacci mozzafiato sul mare. Il padrone di casa è Vito Puglia. Storico alfiere di Slow Food, per oltre 20 anni è ricercatore attento di prodotti speciali. Speciale, è anche la cucina di casa: i suoi piatti, che stupiscono per bontà e genuinità, hanno sempre una storia da raccontare.

SPAGHETTI SCANALATI N. 107 VOIELLO

con pomodorini e alici “alla pisciottana” Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

La macchia mediterranea ruzzola per la collina, si apre a ventaglio nell’abbraccio del golfo e, poi, si tuffa. Così, il falco che sorvola il Perbacco racconterebbe questo piatto. L’olio EVO dalle oleicolture pisciottane di collina e a picco sul mare. Le alici di menaica, antichissima tecnica di pesca che sopravvive a Marina di Pisciotta. Le erbe spontanee, che evocano i piatti della transumanza. Questa è una ricetta della cucina tradizionale Pisciottana, fedele rappresentazione di luoghi da ri-scoprire.


LA COSTIERA AMALFITANA

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LA COSTIERA AMALFITANA Da Nerano a Vietri sul Mare, passando per Positano, Amalfi, Cetara: la Costiera Amalfitana è una lunga, lenta, incantevole passeggiata, che svela passo dopo passo i suoi infiniti angoli degni del paradiso. A partire proprio dal borgo di Amalfi, la più antica delle repubbliche marinare. Patrimonio Mondiale UNESCO, è famosa in tutto il mondo per la sua eterogeneità: ad ogni tornante di strada, con il mare come compagno di viaggio, si nasconde un posto incantato e se ne svela un altro, fatto di tesori d’arte e straordinari prodotti tipici. Dall’artigianato, con le famosissime ceramiche vietresi realizzate e dipinte a mano, alla gastronomia, con le alici sotto sale e la colatura di alici di Cetara. Questo modo di essere, così eclettico, si riflette a tavola, tantoché ogni città ha il suo piatto tipico. Un solo leitmotiv, un vero e proprio cult: il caratteristico limoncello, ottenuto dall’autoctono Limone Sfusato amalfitano. Romanticismo e bellezza, antiche tradizioni e autentica cultura marinara. E’ questa la tessitura perfetta, trama e contesto del nostro viaggio gastronomico alla scoperta di piatti meravigliosi, realizzati in esclusiva per Voiello. È giunto il momento, andiamone alla scoperta! Nelle due pagine precedenti La spiaggia e la Torre vicereale di Cetara, Costiera Amalfitana. Nel piatto, Spaghetti scanalati n°107 Voiello “Uova e uova” con uova di gallina e uova di tonno, ricetta firmata dallo Chef Gennaro Marciante, Acquapazza. Nella pagina accanto Un meraviglioso intreccio tra limoneti e oliveti, nel piccolo borgo di Nerano.


Gli ingredienti tipici Limone sfusato amalfitano DOP Ricci di Mare pescati nella baia di Marina del Cantone

Colatura di Alici di Cetara Acquapazza Gourmet

Bottarga di tonno

Caciotta dei monti Lattari


Il Patron Gennaro Castiello e lo Chef Patron Gennaro Marciante

ACQUAPAZZA CHEF GENNARO MARCIANTE CORSO GARIBALDI, 36 CETARA, SALERNO

Nel bellissimo borgo di Cetara, nel cuore della Costiera amalfitana,

giungiamo al ristorante Acquapazza. Al timone di questo locale iconico,

Gennaro Castiello, maître e sommelier, e Gennaro Marciante, lo Chef.

Qui, l’amore per il mare si tramuta in gastronomia d’eccellenza. Seduti da Acquapazza, con l’odore del mare e il rumore delle onde, potrete

scoprire piatti dai sapori unici e inconfondibili, frutto di prodotti tradizionali

eccezionali che, dalle alici salate alla celeberrima colatura, hanno reso questo piccolo e caratteristico borgo marinaro celebre in tutto il mondo.

TRENETTE N. 112 VOIELLO “Addor do mar”

Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

È così che, in una magistrale sinfonia di sapori, in questo luogo caratterizzato da una forte cultura marinara, si manifesta tutta l'autenticità e la freschezza dell'arte culinaria mediterranea. E, senza che sia necessario chiudere gli occhi, in un vortice di sensazioni e ricordi, lo Chef Gennaro Marciante ci fa ‘assaporare’ il mare, l'onda impetuosa sugli scogli, le lunghe giornate di pesca, la giusta ricompensa per le fatiche dei pescatori.Tutto questo è ‘Addor e mare’, il piatto proposto da Acquapazza. Inno alla bella Cetara, intenso ritratto dalle pennellate decise.


Lo Chef Giuseppe Forte

AL PALAZZO CHEF GIUSEPPE FORTE VIA DEI MULINI, 23 POSITANO, SALERNO

Eccoci nel cuore della Costiera Amalfitana. Incastonato a mo’ di gemma preziosa c’è, tra le stradine gremite di fiori di Positano, l’Hotel Palazzo Murat. Di proprietà della famiglia Attanasio da generazioni, oggi più che mai, il Palazzo Murat è un luogo in cui si respira un romanticismo d’altri tempi. Al Palazzo è il suo ristorante: tutta da gustare, immersi nello splendido Giardino di Donna Carmela Attanasio, la cucina di questo tempio di sapori campani e mediterranei, impreziosita sapientemente dal tocco creativo dello Chef Giuseppe Forte.

VERMICELLI N. 105 VOIELLO

fave, seppie e crema di tartufo di mare Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Il piatto che lo Chef ha ideato per Voiello è un fedele ritratto di territorio e, al contempo, un tributo alla primavera. Se alle fave si è soliti accompagnare la ricotta, lo Chef, per la sua proposta, ha scelto un pregiato stracchino di latte di bufala, frutto di ricerca e innovazione dei maestri casari locali. E, in questo piatto, non può mancare il prezioso pescato amalfitano. Ecco il tartufo di mare e le seppie. Chiude questa riuscitissima sinfonia di sapori la bottarga di tonno, vero esempio del saper fare campano.


Lo Chef Fabrizio Mellino

QUATTRO PASSI CHEF FABRIZIO MELLINO VIA AMERIGO VESPUCCI, 13/N NERANO, NAPOLI

L’incantevole Baia di Nerano, i Tre Pizzi, il mare color zaffiro. Eccoci al ristorante Quattro Passi, due stelle Michelin. Se il panorama è mozzafiato, non di meno sorprende lo spettacolo al suo interno. Bianche e ariose, le sale sorprendono per originalità e fantasia. E, se l’arredo seduce, la cucina conquista senza riserve. Ispirazioni da tutto il mondo e radici ben salde nella tradizione mediterranea. Il mare e l’orto, baciati dal sole, sono esaltati dalla grande verve degli Chef Tonino e Fabrizio Mellino, padre e figlio. Eterei ed evocatori, i loro piatti.

GRAN FUSILLI N. 180 VOIELLO

crudo di gamberi, crema pasticciera salata, ricci di mare e agrumi Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

La qualità Aurea Voiello, i sapori della Penisola, la grande sensibilità gastronomica di casa Mellino. E il ristorante Quattro Passi riscrive per noi uno dei suoi piatti più eterei, “una nuvola di bontà”. Nel piatto, i ricci di mare, i gamberi del Mediterraneo, i celebri agrumi della Penisola Sorrentina. Per questa rinnovata proposta, ecco i Gran Fusilli, eco della tradizione pastaia napoletana più antica.


LA COSTIERA SORRENTINA

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LA COSTIERA SORRENTINA Da Napoli, fiancheggiando il Vesuvio e lasciandoselo alle spalle, per ritrovarlo poi di fronte a sé in tutta la sua maestosità, raggiungiamo la Costiera Sorrentina. Da Castellammare al piccolo e meraviglioso borgo di Sant'Agata sui Due Golfi, con i Monti Lattari che digradano nel Golfo di Napoli da un lato, e in quello di Salerno dall’altro, quest’incantevole e romantico lembo di terra è un piccolo mondo a sé. Dalla città di Sorrento, “la bella”, deriva il suo nome. E la Costiera è un viaggio non solo alla scoperta delle sue bellezze paesaggistiche, ma anche del suo invidiabile patrimonio gastronomico. Tanti i prodotti tipici. Dalla Mozzarella di Agerola e il Provolone del Monaco DOP, all’Olio extravergine di oliva DOP Penisola Sorrentina, dal Pomodoro di Sorrento agli agrumi, come il femminiello di Sorrento e il suo celebre limoncello, passando per i dolci, tra cui il tipico babà. Per scoprire a pieno la Penisola, allora, bisogna lasciarsi sedurre dalla sua profumatissima cucina. Fatelo insieme a noi. La magia di questi luoghi incontra la qualità Aurea Voiello, e il risultato è straordinario. Ecco a voi le magnifiche creazioni degli Chef della Terra delle Sirene. Nelle due pagine precedenti Il Vesuvio visto dalla Terrazza del ristorante Giò Ponti, Hotel Parco dei Principi, Sorrento, Penisola Sorrentina. Nel Piatto, Trenette n°112 Voiello cacio e pepe con battuto di gambero rosso al limone e chiffonade di carciofi di Schito, ricetta firmata dallo Chef Vincenzo Piacente. Nella pagina accanto Massa Lubrense, una terrazza a picco sul mare impreziosita da un rigoglioso limoneto.


Gli ingredienti tipici Provolone del Monaco

Arance di Sorrento Bottarga di Spigola Gamberi di Crapolla

Limone Ovale di Sorrento IGP

Cozze Sorrentine Pane locale


Lo Chef Antonino Attardi

ANTICO FRANCISCHIELLO CHEF ANTONINO ATTARDI VIA PARTENOPE, 40 MASSA LUBRENSE, NAPOLI

Siamo ancora a Massa Lubrense, delizioso borgo nel cuore della Penisola Sorrentina. Qui troviamo l’Antico Franceschiello, storico locale della tradizione gastronomica locale. Alle pareti, i quadri di famiglia. Sui mobili e nelle credenze, antichissimi servizi di porcellana. Appesi alla fornace, pentole di rame che raccontano gesti antichi. Avvolti dal fascino centenario dell’Antico Franceschiello, gli ospiti potranno gustare i suoi piatti ammirando Capri e il Golfo: suggestioni senza tempo per i fortunati commensali!

TRENETTE N. 112 VOIELLO

con scampi e scarola della nonna Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Da un grande classico, le scarole alla napoletana, a una gustosa rivisitazione con polpa di scampi. Se la scarola non manca mai negli orti della Penisola Sorrentina, e gli scampi sono un dono del Golfo di Napoli, lo Chef Antonino Attardi ha scelto le Trenette Voiello per una proposta delicata e appetitosa. “Per offrire ai nostri ospiti quel sapore autentico, non abbiamo mai smesso di cucinare le scarole nel tegame di rame”, racconta il Patron Francesco Gargiulo.


Il Patron e Chef Imma Gargiulo

FEMMENA CHEF IMMA GARGIULO C/O HOTEL DEL CORSO, C.SO ITALIA, 134 SORRENTO, NAPOLI

Eccoci al Femmena di Imma Gargiulo. Siamo affacciati alla terrazza stile Liberty del Hotel del Corso, avvolti nell’atmosfera romantica di Sorrento e rapiti dalla verve gastronomica della padrona di casa. Nei suoi piatti, la cultura gastronomica del territorio, così come il prezioso olio del frantoio di famiglia, prodotto nel cuore della Penisola sorrentina. Ma ogni proposta della Chef è sempre un racconto inedito: tradizione, tocco personale…il risultato è sempre qualcosa di nuovo, di "altro". "Come in ogni nuova famiglia, uno più uno fa tre", spiega Imma.

PASTA MISTA N. 126 VOIELLO

“Pasta e patate” con olio al limone e provola Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Un viaggio nel tempo per cambiare la personalità di un grande classico della tradizione. In passato, gli anziani pulivano le macine dei frantoi utilizzando i limoni: i bambini, in un girotondo festante, vi intingevano il pane per una deliziosa scarpetta. Da un sapore impresso nella mente, l’idea dell’olio a limone prodotto dal frantoio di famiglia. Imma l’ha utilizzato per la sua pasta e patate: et voilà, da piatto invernale a proposta rinnovata, fresca, moderna, da assaporare anche in estate.


I patron Marco e Antonino Terminiello

‘O CANONICO 1898 CHEF MARCO TERMINIELLO PIAZZA TORQUATO TASSO, 7 SORRENTO, NAPOLI

A Sorrento, nella centralissima Piazza Tasso, troviamo il ristorante ‘O Canonico 1898. Locale storico d’Italia, questo ristorante è una mirabile sintesi di eleganza e piaceri della tavola. “La nostra è una cucina che conserva i sapori ed i profumi mediterranei, con ricette che rimandano al passato reinterpretate con passione e creatività, impiegando materie prime di grande qualità”, spiegano i padroni di casa Antonino e Marco Terminiello. Menzione speciale per l’imponente cantina: oltre 2300 etichette e ben 100 rosoli, tutti ideati dal Patron Guglielmo Terminiello.

ZITI ARROTOLATI N. 194 VOIELLO

con scampi, pomodorini gialli e riccioli di caciotta dei Monti Lattari Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Nel piatto, lo “spunzillo”, coltivato sulle pendici del Vesuvio, e gli scampi, simbolo di una tradizione gastronomica che esalta le prelibatezza del mare. E, se il Golfo di Napoli bagna la bella Sorrento, gli incontaminati Monti Lattari sono la dorsale della Penisola. Qui, le capre “napoletane” pascolano in totale armonia con la natura. Dal loro pregiato latte, ecco la tipica caciotta. Un piatto, una riuscitissima sinfonia di sapori che sa raccontare il territorio e le sue tradizioni.


Lo Chef Vincenzo Piacente

HOTEL PARCO DEI PRINCIPI CHEF VINCENZO PIACENTE PIAZZA TORQUATO TASSO, 7 SORRENTO, NAPOLI

Con gli occhi rapiti dalla silhouette del lontano Vesuvio, arriviamo all’Hotel Parco dei Principi di Sorrento, 5 stelle, tra i primi Hotel Design al mondo. L’hotel, progettato da Giò Ponti, mantiene ancora oggi intatto il suo stile unico impresso dal celebre architetto milanese. Intitolato al celebre designer italiano, il ristorante del Parco dei Principi offre uno straordinario colpo d'occhio: "l'infinito blu" tra il Design di Giò Ponti e il golfo di Napoli. La cucina, diretta dallo Chef Vincenzo Piacente, propone una moderna offerta gastronomica, aperta sì alle contaminazioni internazionali ma radicata nella ricca tradizione culinaria del territorio.

SPAGHETTIINI N. 103 VOIELLO in impepata di cozze

Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Dalla grande versatilità dei n°103 Voiello, ecco l’ispirazione per lo Chef Vincenzo Piacente: la contaminazione tra un grande classico della cucina partenopea, l’impepata di cozze, e la cucina orientale. L’elegante nido di Spaghettini, insaporito e accompagnato dal croccante di prezzemolo e zest di agrumi sorrentini, è servito in tavola con l’impepata di cozze che, calda e saporita, all’atto del mangiare, sarà versata sugli aurei Voiello. Proprio come accade nel lontano Est con i noodles.


Il Patron e Chef Peppe Aversa

IL BUCO CHEF PEPPE AVERSA SECONDA RAMPA MARINA PICCOLA, 5 SORRENTO, NAPOLI

Un tempo, per accedere alla splendida Sorrento, bisognava percorrere una rampa di scale che, dalla marina, conduceva al centro cittadino. Quella stessa rampa, oggi, porta al ristorante Il Buco, stella Michelin dal 2003. Non è un caso. Il Buco è “la” porta d’ingresso principale sulla gastronomia sorrentina, una narrazione storiografica della sua cultura. Ad accoglierci, con la sua spontanea affabilità, c’è Peppe Aversa, Patròn e Chef. “In cucina divento ambasciatore della mia terra, perché il cibo è fattore d’identità culturale, nonché linguaggio per avvicinare le persone”, ci spiega.

TRENETTE N. 112 VOIELLO

con scorfano al limone, salsa di bottarga e pomodoro secco Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Il femminiello sorrentino, i fiori di zucca, i pomodori secchi San Marzano, lo scorfano, la bottarga di tonno e quella di spigola. Se la gastronomia è un linguaggio, i suoi stili espressivi devono essere molteplici. E il piatto presentato da Peppe Aversa spazia dalla narrativa alla poesia e sconfina nella rappresentazione teatrale. È un’opera corale, che comunica l’identità agricola e, al contempo marinara, di un’intera comunità, quella sorrentina, che racconta di vita quotidiana e di un incontro tra Costiera e entroterra.


Il Patron e Chef Giulio Coppola

LA GALLERIA CHEF GIULIO COPPOLA PIAZZA AUGUSTO AUBRY, 8 GRAGNANO, NAPOLI

Ai piedi dei Monti Lattari, a Gragnano, troviamo La Galleria di Giulio Coppola, Chef e Patron di questo presidio del gusto. Se il rispetto per la materia prima e la stagionalità dei prodotti sono i punti cardine della sua filosofia di cucina, le ispirazioni di Giulio arrivano dall’amore per l’oro bianco e dalle antiche usanze e abitudini collettive che rendono unica la Campania. E i piatti di Giulio sono anche questo, intensi racconti di vita quotidiana passata e presente, “cucinati” e interpretati con straordinaria bravura e grande passione.

PASTA MISTA N. 126 VOIELLO

“Pasta e patate” ripassata e ristretto di polipo Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Un classico reinventato. La pasta e patate, ma con il polpo. O meglio con 'O bror 'e purp, il brodo di polpo con annessa “ranfetella” (tentacolino), venduto dagli ambulanti nei coloratissimi mercati napoletani. E lo Chef non smette di stupirci. Ispirandosi all’ingrediente segreto che le nonne solevano aggiungere alla Pasta e patate, Giulio ha intriso il suo piatto con uno speciale siero, ottenuto proprio da quell’ingrediente, “la scorza di formaggio”. Un piatto che è uno spaccato di vita quotidiana e tradizioni antiche, tutto da gustare.


Le Chef Maria Aprea e Amelia Mazzola

LA TORRE ONE FIRE CHEF MARIA APREA

AMELIA MAZZOLA

PIAZZETTA ANNUNZIATA, 7 MASSA LUBRENSE, NAPOLI

A Massa Lubrense, nel borgo panoramico dell'Annunziata, con Capri e i suoi Faraglioni a un tiro di schioppo, troviamo La Torre One Fire della famiglia Mazzola. “La Torre”, per l’adiacente costruzione aragonese. E “One Fire”? La Famiglia Mazzola sarà lieta di svelarvi l’arcano, ma c’è una cosa che vogliamo anticipare: è riferibile a qualcosa di eccezionale, che suscita grandi emozioni. Se a farvi sentire come a casa, sarà Tonino "One Fire" e le sue figlie Amelia e Alessia, a farvi innamorare delle prelibatezze di casa ci sarà Maria. Cucina del territorio, ingredienti freschi e selezionati. Per un racconto sulla Penisola schietto e sincero.

I mitici N°104 Voiello, le alici salate di Cetara, il pomodoro fresco, i capperi di Salina, l’olio EVO Penisola Sorrentina, il fresco e profumato basilico dell’orto. Orchestrata dalla famiglia Mazzola al gran completo, la proposta del ristorante La Torre è una novità del menù di casa,

SPAGHETTI N. 104 VOIELLO “One Fire”

Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

un’esclusiva per Voiello. “Avvolgi gli spaghetti intorno alla forchetta e li porti alla bocca: l’esplosione di sapori è immediata!”, spiega Amelia. “Ingredienti semplici, ma genuini, per un piatto all’One Fire”, chiosa Maria.


I Patron e Chef Mimmo e Paolo De Gregorio

LO STUZZICHINO CHEF MIMMO E PAOLO

DE GREGORIO

VIA DESERTO, 1/A SANT'AGATA SUI DUE GOLFI, NAPOLI

Eccoci nel piccolo borgo di Sant’Agata sui Due Golfi, dove troviamo il ristorante Lo Stuzzichino della famiglia De Gregorio. “Il nostro motto è che l'ospite debba sentirsi sempre a casa sua e che conservi a lungo il ricordo dei nostri piatti e delle nostre tradizioni”, spiega Mimmo De Gregorio. Per gli ingredienti, la regola è la filiera corta: dal gamberetto di Crapolla, pescato con l’antico attrezzo della nassa, al Provolone del Monaco, prodotto sui Monti Lattari, passando per i limoni sorrentini IGP, che arrivano direttamente dalla tenuta di famiglia.

SPAGHETTI N. 104 VOIELLO

aglio, olio e peperoncino con ragù di gamberetti di Crapolla Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Lo Chef reinterpreta gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, aggiungendo un prodotto tipico della Terra delle Sirene. Stiamo parlando del Parapandalo, un elegante gamberetto rosa, noto anche come gamberetto di nassa, dall’antico attrezzo con cui viene pescato, o di Crapolla, dal fiordo compreso nella Riserva Naturale Marina di Punta Campanella, lì dove questo prezioso crostaceo vive e prospera. Il risultato è un piatto speciale, racconto di tradizioni marinare centenarie.


LE ISOLE

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LE ISOLE Salpiamo alla volta delle tre perle dell’Arcipelago Campano, nel cuore del Golfo di Napoli: Procida, con il suo coloratissimo porticciolo di Marina Corricella, dove ancora attivi sono i piccoli pescherecci locali. Capri, con i suoi celebri Faraglioni; Ischia, con la sua storia e le sue fonti termali. Un viaggio fatto di bellezze mozzafiato, di prodotti e ricette inimitabili. A Procida, il mare e i prodotti dell’orto, come i carciofi e i caratteristici limoni. Ottimo il limoncello e l’insolita insalata di limoni. A Capri, il pesce freschissimo, i formaggi, i frutti dell’orto, come i piselli, le fave e le cicerchie capresi. A Ischia, appena approdati, si è rapiti dal profumo del pesce; ma, conquistato l’entroterra, a farla da padrone sono gli effluvi di carne e verdure, retaggio di tradizioni contadine sentitissime. Circondati dal mare e sopraffatti dalla magia del Golfo di Napoli, la cucina isolana è l'onda sulla battigia, il giardino dei limoni, l’orto riparato dagli agrumeti. Qui, tutto è più vicino, concentrato, sentito. Così le creazioni dei nostri Chef: intensi racconti isolani. Scopriamoli. Nelle due pagine precedenti Il borgo marinaro Marina di Corricella, il borgo di Terra Murata e il Vesuvio, visti dalla Chiaia, Procida. Nel Piatto, Spaghetti n°104 Voiello alla Pescatora ricca, ricetta firmata dalla Chef Chiara Vagnati, La Conchiglia. Nella pagina accanto Barche e reti dei pescatori nel borgo marinaro Marina di Corricella, Procida.


Gli ingredienti tipici Pesce Bandiera pescato al largo di Ischia

Limone di Procida

Limone pane di Ischia

Calamaro pescato al largo di Capri

Cesta con frutti dell’Orto Ischitano Carciofo di Procida


Le Chef Michela D’Ambra e Rita Petroni

DA PEPPINA DI RENATO CHEF RITA PETRONI

MICHELA D’AMBRA

VIA MONTE CORVO, 112 FORIO, ISCHIA, NAPOLI

Ischia, l’isola verde. A Forio, sulla collina digradante ai piedi del Monte Epomeo, troviamo il ristorante Da Peppina di Renato. Potete togliere gli orologi e spegnere i cellulari. Le vostre uniche preoccupazione saranno scoprire il più possibile sugli originalissimi arredi di questo ristorante, ammirare l’incredibile panorama e scoprirne la gustosissima offerta, fatta di piatti tipici ischitani e di proposte innovative e ricercate. Menzione speciale per i dolci di Michela, figlia di Rita e Renato, e per la splendida accoglienza che la famiglia D’Ambra riserva ai suoi ospiti.

PIPE RIGATE N. 135 VOIELLO

con broccoli, Burrata e Tarallo Napoletano Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

In esclusiva per Voiello, il ristorante Da Peppina di Renato presenta un piatto speciale, dagli ingredienti tipicamente napoletani e campani. Friarielli e Burrata di Bufala per uno sfizioso e gustosissimo sugo. Per catturarlo, ecco le N°135. “Le Pipe Rigate Voiello, grazie alle loro curve sinuose, sono ideali per raccogliere i sughi, esaltandone il sapore”, spiega Rita Petroni, Chef di casa. Chiude il piatto, conferendogli l’ennesima nota stuzzicante, la granella di Tarallo napoletano, altro grande protagonista della tradizione partenopea.


Lo Chef Eduardo Estatico

JKITCHEN | J.K.PLACE CAPRI CHEF EDUARDO ESTATICO VIA PROVINCIALE MARINA GRANDE, 225 CAPRI, NAPOLI

Affacciato sul Golfo di Napoli e situato a Capri, la meravigliosa isola

azzurra dell’arcipelago partenopeo, ecco il J.K. Place Capri, boutique luxury hotel. Il JKitchen, il suo ristorante. Un modo unico e raffinato

per scoprire la mitica isola di Tiberio, nonché l’alta cucina campana.

A firmarla, lo Chef Eduardo Estatico. Piatti che combinano tradizione,

emozioni e grande tecnica, realizzati utilizzando solo grandi materie

RIGATONI N. 124 VOIELLO

“Rigatoni Evergreen” zucchine, gamberi, mozzarella e limone

prime di qualità. “In cucina, rendo attuali i grandi classici, seguendo con molto rigore il gusto di un ricordo”, spiega lo Chef.

Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

“I maccheroni gamberi e zucchine”, amatissimo “evergreen”, incontra la qualità Aurea Voiello e la straordinaria sensibilità gastronomica dello Chef. “Riproporre oggi i grandi classici, significa recuperarne lo spirito”, spiega Eduardo. Il mare che incontra l’orto. I gamberi rossi, pescati al largo dell’isola azzurra, e le fresche zucchine, coltivate negli orti capresi. Nozze isolane. Per gli sposi, regali magnifici dalla terraferma. Il gusto opulento della Mozzarella di Bufala, il profumo inebriante dei limoni di Sorrento.


Lo Chef Chiara Vagnati

LA CONCHIGLIA CHEF CHIARA VAGNATI VIA PIZZACO, 10 PROCIDA, NAPOLI

Affacciato sulla spiaggia della Chiaia, con vista sul variopinto porticciolo di Marina Corricella, questo è un luogo magico, immerso nell’atmosfera fuori dal tempo dell’isola di Procida. Atmosfera magica esaltata dalla calda ospitalità della famiglia Sardi. La cucina de La Conchiglia, ispirata alla tradizione, utilizza ingredienti di alta qualità, vantando una ricca scelta di piatti che celebrano l’unione perfetta tra il pescato giornaliero locale e i prodotti degli orti procidani. Tra le eccellenze artigianali proposte, non si può tacere il meraviglioso liquore di limoni procidani.

SPAGHETTI N. 104 VOIELLO

alla Pescatora ricca Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Quello presentato dalla Chef di casa, Chiara Vagnati, è un piatto-ritratto della cucina isolana. Immediata, spontanea, istintiva. I guizzi di creatività e i meravigliosi doni provenienti dal mare. In questo caso, il tonno freschissimo, appena pescato. Per questa proposta, ecco i N°104 Voiello. Cosa c’è di più guizzante? E queste qualità, qui, valgono il doppio. Portare il mare a tavola, all'ombra della terrazza sulla spiaggia, con l'incantevole vista di Marina Corricella e del Borgo di Terra Murata, la vocazione sincera de La Conchiglia.


Il Patron e Chef Ciro Mattera

IL SATURNINO CHEF CIRO MATTERA VIA MARINA DEL PORTO, 17 Forio di ISCHIA, NAPOLI

Eccoci a Ischia, sul lungomare di Forio. Nei pressi della torre saracena. La baia, la proverbiale ospitalità, la cucina mediterranea. Questo è il Saturnino. Aperto a metà degli anni Quaranta dall’americano Filippo Dakin, il Saturnino si affermò ben presto come punto di ritrovo per grandi artisti e scrittori. Dal 1997, al timone, ci sono lo Chef Ciro Mattera e sua moglie Stefania. “Conserviamo quell’antico spirito di convivialità”, spiega Ciro. Dalla sua cucina, piatti moderni e raffinati, che sanno emozionare, conservando e rievocando lo spirito antico della cucina foriana.

TRENETTE N. 112 VOIELLO

fave e pesce bandiera, con mentuccia fresca e buccia di limone Scopri la ricetta su voiello.it/orodinapoli

Se nell’entroterra ischitano, a farla da padrone è la cucina di terra, qui, dove lo Chef acquista il freschissimo pesce locale, la proposta è tipicamente marinara nonché caratterizzata dagli immancabili abbinamenti terra-mare. Lo Chef, per la sua proposta, ha l’imbarazzo di dover scegliere. Pesce sciabola (detto anche bandiera, spatola e in tantissimi altri modi), in abbinamento con le fave fresche, di stagione. Tradizioni isolane e tocco dello chef, per un piatto che suscita emozioni.



©Voiello 2017 www.voiello.it Testi a cura di: Francesco Antinolfi Angelo Manna Foto a cura di: Luciano Furia Foto e documenti d’epoca provengono dal Fondo Voiello conservato presso: Archivio Storico Barilla. L’utilizzo di immagini e testi isolati dall’edizione integrale è soggetto alla preventiva autorizzazione di Barilla G. e R.Fratelli Società per Azioni – Via Mantova 166 – 43122 Parma – Italia. Concept Creativo e Progetto Grafico: Living Brands Art Director Alessandro Doria Finito di stampare: Maggio 2017



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