N 320 gennaio 1994

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| NELL’INTERNO

Bruciano la macchina del Maresciallo dei CC. (pag. 2) «In Morte di un giornalista, mio padre» di Claudio Fava (pag. 3)

L ’arroganza del «Principe» e il piacere della (dis)onestà (pag. 5)

ANNO XXXVI - Gennaio 1994 N. 320

L’OMBRA DEL TRASFOR­ MISMO

MENSILE SOCIO - ECONOMICO - CUL TURALE

In questo numero pubbli­ chiamo la cronaca e il docu­ mento «Sambuca che cam bia» presentato la sera del 15 gen­ naio, presso il «C entro F ava». Al tempo stesso, nella stessa pa­ gina pubblichiamo un’ipotesi di «U n programma per Sambu­ ca». Un impegno assunto da «La V oce», per mettere a disposi­ zione dei vari gruppi che si van­ no costituendo per le elezioni amministrative della prossima primavera, spazio per le opinio­ ni e i programmi. Un servizio, insom m a, per aiutare la comunità a crescere.

D alla serietà dei «program m i» e dal «Pensare Sam buca» per il futuro, passiamo ad una dolente piaga dalle multiform e denom i­ nazioni. Ci atteniamo però, per non appesantire il frasario, al «trasfor­ m ism o» in atto in via di crescenza a Sambuca. D ove il facile pas­ saggio da un partito politico all’altro, miete vittime. Conseguenza: la destabilizzazione della «P o litica » , con lettera m aiuscola, la per­ dita di credibilità di fronte ai cittadini e alla storia (Crispi, D e Pretis e Giolitti insegnano), il calo della qualità del cittadino. Ci preoc­ cupa seriamente quello che sta accadendo a Sambuca. Giovani di estrazione varia, sempre in attinenza alla militanza in vari partiti, che « o g g i» si manifestano dem ocristiani/riform isti, e dopo un gior­ no si autodefiniscono «forzisti italiani», giovani che sino alla sera del 15 gennaio appartenevano a «Sambuca che Cambia» erano con­ vinti «cam b isti», che si tuffano in aree politiche eccentriche; figli di autentici padri com unisti, un tem po, pdiessini dopo, loro stessi tesserati nel Pds, che professano adesione a Berlusconi. Si badi: non vogliam o che si fraintenda la nostra costernazione. Parliamo in favore delle sorti di Sambuca, del suo avvenire, della sua gente: nella quale sono inclusi i giovani, che costituiscono la fon­ damentale premessa di ricambio e di serietà della vita civica di que­ sta Terra di Zabut. Certo trasform ism o, nel lontano passato, fu causa di gravi lutti per il popolo italiano, per la Sicilia, per la nostra Sambuca. Che ebbe i suoi martiri.

Alfonso Di Giovanna

SPED. IN ABB. POSTALE - GRUPPO III

La “ Voce” propone un programma per Sambuca «La Voce» è debitrice di una promessa nei confronti dei cittadini: la proposta di un program­ ma, da servire quale canovaccio, per le autocandidature alle prossime elezioni amministrative. La nostra non è una presunzione. In coerenza con quanto si legge tra le righe dei 320 numeri del nostro foglio, ci preoccupiamo, oggi più che mai, delle future sorti della nostra città. Mettiamo sotto gli occhi, e alla riflessione, di tutti un ’ipotesi di programma amministrativo.

N o n è m ai tro p p o tardi pensare a qu el fu tu r o d i cui sem pre abbiam o parlato. Oggi ci siam o già entrati. N o n è consentito a d alcun citta­ d in o dorm ire adagiato su p re su n ti o reali allori d el passato, anche se ne fu m m o protagonisti. Occorre reagire Si reagisce p arla n d o , lo ttan d o , p ro p o n en d o soluzioni realistiche e possibili, concrete e fattibili. I centri decisionali delle p ro p o si­ zioni politiche che, in tem pi a noi vicini, erano esclusivi lab o rato ri dei p artiti, oggi cam biano i ruoli. In Italia, e oltre i confini, questa ine­ vitabile m e tam o rio si è già in atto . Sono certam ente i p artiti i luoghi essenziali anche se n o n unici della politica. M a le aggregazioni tra li­ beri cittadini, p u r ap p arten en d o spesso o quasi sem pre ad un p a rti­ to , sono an ch ’essi luoghi fecondi di iniziative, non essendo condizionati né da regolam enti disciplinari né da dispotiche im posizioni che c o a rta ­ no la libertà e m o rtifican o l’uom o.

Sambuca come Sarajevo? S am b u ca com e S arajev o ? U na città insicura, insidiosa, piena di pericoli? Sem brerebbe di sì, considerati i recenti avve­ nim enti: intim idazioni, incendi dolosi, p ro vocazioni, fu rti, d i­ struzione di im m obili. È triste co n statare che in u n a co m u n ità così piccola dove tu t­ ti ci conosciam o, dove si è p ro ­ pensi a condividere il dolore de­ gli altri, a gioire della gioie al­ trui, si m im etizzino tra di noi gli individui insospettabili che tr a ­

m an o per distruggere sistem ati­ ca m e n te l ’o p e ra d e ll’u o m o , m entre da altre parti si tende alla ricostruzione dell’uom o. U na grave offesa in ferta ad un m em bro della n o stra co m u ­ n ità è u n a ferita ap e rta nel n o ­ stro tessuto sociale, un oltraggio alla n o stra lib ertà e alla n o stra dignità di cittadini. È una campana che suona per tutti anche per coloro che si cre­ dono al sicuro da qualsiasi rap• segue a pa g . 8

• segue a pag. 5 •

Omaggio ad una città D a piccola sentii dire qualche volta « c a certi S am m ucari pi farisi a vesta pi iri a la festa si vinnianu ’u sceccu» e ciò nella m ia fan ta sia h a evocato im m agini di allegre e spensierate cicale contrapposte a la­ b oriose form iche. O ra , che b am b i­ n a n o n sono più e ho m a tu ra to a u ­ tonom ia critica, valuto diversam en­ te e penso che com unque partecipa­ re di un evento così im p o rta n te e

im ponente q u a l’è la festa del paese denota, oltre l’aspetto religioso, fi­ deistico anche l’interesse per tu tto ciò che è pubblico , vitale, aggrega­ tivo di co ntro alla estrem a chiusu­ ra di chi, vivendo in borghi m o n ­ tani, ha m antenuto sì l’imm agine di operosità della form ica m a anche di chi si è lasciato p assare accanto la vita senza goderne. Queste riflessio­ ni ed altre ho n u trito dopo che, in-

In margine ad una proposta politica «

»

Ottima l ’organizzazione, buono ii look, discutibile la presentazione fatta dai relatori, sbagliato il nome del battesimo della nuova «form azione politica» (?) presentata la sera del 15 gennaio presso i locali del «Centro G. Fava» — U n’occasione sprecata — Rampantismo o sincera volontà di lavorare per Sambuca?

il servizio a pag. 5

v ita ta d a L icia ad assistere a ll’u lti­ m o degli appuntam enti natalizi ’93, organizzati dalla civica A m m in i­ strazione e d all’A ssociazione cultu­ rale « E . N a v a rro » , mi riferisco al­ lo spettacolo che h a visto in te rp re­ te M arilen a M onti, mi sono ritro ­ v ata d en tro al T eatro C om unale. U n gioiello! M ai, p u r avendone sentito, avrei im m ag in ato potesse esistere già dal secolo scorso, in ta ­ le prossim ità alla m ia in fan zia, un teatro in tu tto simile a quello che ho preso a freq u en tare allo rq u an d o , giovanetta, mi sono trasferita a P a ­ lerm o. In esso però i tre ordini di palchi si ap ro n o su u n a p latea di p o ltro n e rosse di to n o elegante m a racco lto , com e il salo tto b u o n o di casa, la cui vicinanza al palcosce­ nico fa sì che gli spazi tra atto re e sp ettato re si co n trag g an o sino a fondersi in u n ’unica, intim a p a rte ­ cipazione l’uno d ell’altro . Su tu tto volteggiano, lieti e sorridenti tra fe­ stoni e ghirlande, i figurini degli a f­ freschi. E l’averlo visto quasi al com pleto nella sua cap acità recet­ tiva mi h a u lteriorm ente co n ferm a­ to nelJ’idea, che sono a n d a ta fo r­ m u lan d o in questi anni di assudia frequentazione, di q u an to vivace, in trap ren d en te, vario sia lo spirito dei Sam bucesi e di che gusto e cul­ tu ra sia stato e continui ad essere capace.

Sambuca in bianco e nero L e nostre glorie, le nostre m iserie viste attraverso un album d i f o ­ tografie, d al 1881 al 1990, che il C E R IZ presenterà sabato 19 f e b ­ braio alle ore 18.30 al C entro Sociale « G . F ava». Si tratta d i una selezione d i fo to g r a fie in bianco e nero, scattate tra la fin e del secolo scorso e sino agli anni ’90 di q uesto X X secolo. Didascalie, note storiche, aneddoti illustrativi so n o di A lfo n s o D i G iovanna che, attraverso p rezio si fla s h b a c k ricuce un secolo e p a s­ sa d i fo to g r a m m i a due colori: bianco e nero. Un « cin em a to g ra fo » com e quello che i nostri antenati fr e q u e n ­ tavano, p e r la p rim a volta, n e ll’e x Chiesa di San Sebastiano (O spe­ dale P ietro Caruso) ancor p rim a degli a nni venti. M en tre a partire dal 1932, il « C in e m a » ebbe luogo nel Teatro C om unale; allo sco p ­ p io della guerra (10 giugno 1940) venne chiuso. Usato, ancora una volta, a Sala cinem atografica, agli inizi degli a nni ’50, sino a ll’a­ p ertu ra del « Cine E lio s» . I fla s h , ora, so n o rivolti verso l ’avvenire. Il « B ianco e n ero » va usato p e r non dim enticare.


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TEPPISMO E VIGLIACCHERIA

Bruciano l’auto del Comandante dei CC Un grave atto di teppismo è stato consumato, nella notte tra il 20 e il 21 gennaio contro il Maresciallo dei Carabinieri di Sambuca, con l'incendio della macchina personale. Dispiacere e rammarico, unitamente alla solidarietà, hanno espresso nei confronti del Maresciallo Curatolo gli amministratori, noi de «La Voce», i sodalizi sociali. Il Sindaco, Prof. Salvatore Montalbano, oltre alla lettera, ha fat­ to diffondere un manifesto dove si esprimevano esacrazione per l'ac­ caduto e sentimenti di solidarietà e di stima per l'opera solerte e at­ tenta che svolge per l'ordine pubblico. Pubblichiamo di seguito le due lettere. Egregio Maresciallo, con vivo dispiacere e con p ro fo n ­ da indignazione apprendo dell’at­ to intimidatorio perpetrato nei suoi confronti e contro le istituzio­ ni che Lei meritoriamente rap­ presenta. Condanno con fo rza questo grave e preoccupante atto delin­ quenziale teso, a mio avviso, a ral­ lentare la sua apprezzabile azione al servizio del vivere civile ed a di­ fesa de! nostro Stato democratico. Esprimo a Lei e alla benemeri­ ta A rm a dei Carabinieri la mia più sincera solidarietà mentre la esorto ad intensificare la sua opera con­ tro ogni tipo di azione delinquen­ ziale, teppistica e /o mafioso. L ’Am m inistrazione Comunale e la popolazione condannano que­ sto vile gesto e si augurano dì ve­ dere, nel rispetto delle leggi, assi­ curati alla giustizia i responsabili. N el conferm a rle la m ìa stima e gratitudine per tutto quello che ha fa tto e che fa rà p er la civile e pacìfica convivenza delta com uni­ tà sambucese, Le ribadisco la mia collaborazione assieme a quella della Giunta Municipale e del Consiglio Comunale che ho l ’ono­ re e l ’onere di rappresentare. Il Sindaco Giuseppe Salvatore Montalbano

Signor Maresciallo, da parte mia e del Comitato di Re­ dazione del « L a Voce di Sam bu­

Il Direttore Alfonso Di Giovanna

quanto piuttosto l’aggravarsi dell’a ­ gonia, dell’asfittica econom ia sam ­ bucese.

Che accadrà il 31 gennaio? P er l’ultim o gio rn o del m ese in corso è previsto in ordine del gior­ no , l’inizio di un d ib a ttito che p re­ vediam o b u rrascoso, che dovrebbe p o rtare all’approvazione del P iano Regolatore Generale. Forse non sa­ rà a p p ro v a to . In questo caso si d o ­ vrebbero p o rtare argom entazioni tali da giustificarne la n o n a p p ro ­ vazione. E stando alla prassi dell’A ssessorato del T errito rio e dell’A m biente dovrebbe essere m an d a­ to un com m issario ad acta per so­ stituirsi al C onsiglio. P o treb b e, m o lto probabilm ente, n on essere no m in ato il « C o m m issa rio » . N on si fa rà niente del P R G . L a p a ta ta bollente se la ritro v eran n o tra le m ani i fu tu ri am m inistratori. M a il fatto n on è ta n to il passarsi la p a ­ ta ta da un am m inistratore all’altro,

SALA

ca»», si abbia la sincera e a ffe t­ tuosa solidarietà contro il vite com piuto nei suoi confronti e nei riguardi anche della Benemerita A rm a dei Carabinieri. Ci creda, Signor Maresciallo, ci sentiam o offesi e umiliati an­ che noi per tanta viltà: noi, che dalle colonne d i questo giornale abbiamo incessantemente, dalla sua fondazione ad oggi, scritto di onestà, correttezza, rispetto delle istituzioni e della convivenza ci­ vile. A bbiam o operato invano? Torniamo a chiedercelo spesso. La risposta la troviam o nella vi­ cenda del seminatore, il quale se­ m inò buon grano in mezzo al qua­ le, però, l ’« uo m o iniquo» semi­ nò, di notte, il loglio. Nonostante ciò proseguiremo nella nostra azione moralizzatrice: lotta contro la criminalità, la m a­ fia , gli atteggiamenti mafiosi, il m alcostum e politico. Signor Maresciallo, in queste ore d i sconforto L e siamo accan­ to: solidali con Lei, con la sua f a ­ miglia, con i suoi Carabinieri, per tutto quello che fa te e fa rete per i cittadini di questa città dalle tra­ dizioni civili, ospitali e culturali che, siam o certi, sentono con noi rammarico e senso di vergogna per quanto accaduto. Gradisca cordiali e deferenti saluti.

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A 26 anni dal terremoto

Sul PRG, incontri, scontri e... millanterie Il 26 g ennaio, visto il poco in te­ resse m o stra to dai consiglieri m u ­ nicipali, il Sindaco fa sapere a ttra ­ verso un m egafono con au to m es­ sa in giro per tu tta Sam buca che per quello stesso g iorno, alle ore 19, ci sarebbe stato u n in c o n tro con i cit­ tadini per illustrare il P R G ed indi aprire un dibattito. Presente un fol­ to g ru p p o di cittadini e m olti C o n ­ siglieri com unali, il Sindaco P ro f. S alvatore M o n talb an o h a in tro d o t­ to il dibattito, facendo presente che il P R G è sotto gli occhi di tu tti e fa ­ cendo presente le n o n indifferenti d iffico ltà che si sono dov u te supe­ rare per arriv are al p u n to d ell’a p ­ provazione. H a sottolineato, anche, che il P R G non è P « O p tim u m » de­ sid erato m a che, com unque, è uno stru m en to valido. O gni cittad in o è ch iam ato anche a fare delle osser­ vazioni o a contestare, ove ci fos­ sero degli erro ri, perché vengano co rretti. O vviam ente n o n ci facciam o il­ lusioni sulle difficoltà esistenti. M a illudersi che il p ro g etto « P R G » è d a b u ttare via, da azzerare, per fa r­ ne uno di sana p ia n ta, ci ap p are ta n to stran o q u an to assurdo. *

Risolta la controversia per la ricostruzione dei fabbricati degli aventi diritto Il M inistero dei L avori P ubblici h a risp o sto ad u n a interrogazione del S indaco, P ro f. S alvatore M o n ­ ta lb an o , e del P ro v v ed ito rato alle O O .P P . della Sicilia. N ell’interrogazione si chiedeva se era con sen tito u sare un d oppio b i­ nario nell’approvazione dei progetti ed indi del fin an ziam en to e per le ab itazio n i d a dem olire e rico stru i­ re in sito, e per quelle che ebbero assegnato tard iv am en te il lo tto per costruirsi la casa nella zo n a di tr a ­ sferim ento. L a risp o sta è sta ta positiva. In sostanza nell’approvazione dei p ro ­ getti si deve tenere co n to del crite­ rio del 50% delle case d a costruire in sito e del rim an en te 50% d a co­ struire al trasferim en to . U n ’im p o r­ ta n te co n q u ista del b u o n senso. ❖

Solidarietà Il ventiseiesim o an n iv ersario del terrem oto, quest’anno, è stato com ­ m em orato nella Sala G ialla del P a ­ lazzo dei N o rm an n i, sede d ell’Assem blea della R egione Siciliana. Il Sindaco P ro f. S alvatore M o n ­ ta lb an o diram ò u n invito a tu tti i consiglieri com unali per p arte cip a­ re alla m anifestazio n e. L a quale si svolse secondo gli schemi orm ai tra ­ dizionali, per rico rd are che la « Ricostru zio n e» nella V alle del Belice è an c o ra da com pletare.

TRATTENIMENTI

U n gran d e a tto di solidarietà da p arte degli alunni della III D , co a­ d iuvati d alla III B che, in occasio­ ne del « N atale ai Vicoli Saraceni », h an n o o rganizzato u n a « M o stra M e rc ato » , m etten d o in vendita dei lavori p rep a ra ti d a loro. Il ricavato a n d rà in beneficienza ad una com unità terapeutica di tos­ sicodipendenti di A grigento. L ’ini­ z iativ a h a riscosso u n g ran d e successo.

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E ARIA CONDIZIONATA

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È ormai (urto pronto p en i» en­ tri in funzione a Sambuca la disca­ rica temporanea per rifiuti solidi urbani. Avrà uns durata massima di cintine anni t* sarà ubicata in contrada Balata-V alli. Ma è subi­ to polemica tra un comitato citta» dino di circa 4M persone che ri­ tiene la discarica « un attentato al­ la salute pubblica» e l'amministra­ zione corno naie. « A bbium o agi to — dice il sindaco (Giuseppe Salva­ tore Montalbano pidiessino — nel rispetto delle leggi vìgenti. Sotto­ lineo subito che il luogo di ubica­ zione della discarica non è stato scelto dalla amministra/ione co­ munale ma ì>stato dichiarato ido­ neo da una relazione tecnico geo­ logica redatta da Rosario Puccio al t|ua)c. come prescritto dalla normativa, il Comune aveva con­ ferito regolare incarico. Credo che, nella fattispecie, l'ammini­ strazione che presiedo abbia dato una soluzione concreta ad una vi­ cenda che si trascina da anni». I>ì tutt'altro avviso Franco Cal­ cara del comitato cittadino di agi­ tazione, «Abbiamo contestato su­ bito l’ubicazione delta discarica — dice — perchè abbiamo riscontra­ to delle gravi inesattezze che han­ no determinato la scelta del sito. In particolare, secondo Puccio nella zona in questione non ci so­ no sorgenti sotterranee, pozzi, ab­ beveratoi; non c’è vincolo geolo­ gico . la zona è riparata dal vento, Tutto questo ~~ continua Calca­ ra — tóf è sembrato falso ed auto-

V.LE P.NENNI, 2 TEL (0925) 94.35.67 CAM BI i n ni QinilA /AG)

tassandoci. con sacrifici economi­ ci. abbiamo raccolto le somme ne­ cessarie per fare redigere una det­ tagliata indagine geologica, geo­ morfologica e idrogeologica al prof. Giuseppe Michele Pipitone deH*u Riversi là di Palermo, I risul­ tali di questa indagine dimostra­ no che: t) la zona è sottoposta a vìncolo idrogeologico; 2) vi è la p rese nza di sorgeri ti acqu i fere, pozzi e abbeveratoi attivi tutto Tanno e che il vento di ponente, che soffia con violenza, potrà dif­ fondere i miasmi dei rifiuti verso la zona di villeggiatura della Ba­ lata e verso il centro urbano che disiano ai massimo due chilome­ tri dal sito della discarica. Auspi­ chiamo. a questo punto, che l'am­ ministrazione comunale tenga nel dovuto conto le conclusioni dei prof. Pipitone e le soluzioni alter­ native che egli propone. Ritengo che un buon sindaco non può fa­ re il Ponzio Pilato e trincerarsi die­ tro i tecnici o gli avvocati ma re­ cepire le istanze dei cittadini e ri­ cercare la verità». « Aneli 'io — d ice il sindaco — ho delle proprietà in cont rada Balata. Le discariche le vorremmo tutti in casa altrui ma purt roppo si debbo­ no realizzare. Per maggior cautela e per evitare qualsiasi inquinamen­ to delle acque, Camministrazione ba ordinato delie indagine geognostkhe che a cc erte ra R n o se nella zo­ na si è in presenza di falde acquife­ re o meno. Sticcessivamenteagiremo di conseguenza».

Piano regolatore generale al Pubblico servizio

Berlusconi sbarca a Sambuca

Le carto g rafie del P R G sono a tu tt’oggi esposte presso il rid o tto d ell’A u la C onsiliare presso l’ex M o n astero dei C arm elitani. H a fatto bene il Sindaco, P ro f. S alvatore M o n talb an o , a m ettere so tto gli occhi dei cittadini le « car­ te » perché ne p ren d an o o p p o rtu n a visione. A tal pro p o sito erano stati anche convocati, per la sera del 20 gen­ naio, i C onsiglieri com unali per un p rim o co n fro n to . A presentarsi in au la sono stati pochi consiglieri.

E d il Berlusca ap p ro d ò a S am bu­ ca. D om enica 30 gennaio in un n o ­ to risto ran te della zo n a di villegiatu ra di A d rag n a « L a P erg o la» so­ no stati costituiti o tto clubs « F o r ­ za Italia» . C o ordinatore è stato n o ­ m in ato G u n th er Di G io v an n a, un giovane laureato in scienze politiche alla Luiss di R o m a che, attu alm en ­ te, svolge l ’attiv ità di « co ltiv ato re diretto nella azienda di mio p adre». N ella cittad in a dove le forze po liti­ che presenti sono state quelle del P si, della De e del Pei o ra P d s la costituzione degli o tto clubs rappre­ sen ta u n a n o v ità in assoluto. « L a gente con F o rza Italia — h a esor­ dito Di G iovanna — deve sentirsi soggetto politico. Il nuovo deve p artire dal basso. Scendiam o in cam po perché n o n è più tem p o di rilasciare deleghe in bianco. I clubs di S am buca sono costituiti per la m aggior p arte d a gente che n o n ha fatto m ai politica m a che sente di farsi av an ti e m ettersi in p rim a fila per decidere, tu tti assiem e, del n o ­ stro fu tu ro » . P oi h a preso la p a ro ­ la l’avvocato M assim o B erruti del­ la Fininvest che h a invitato i presen­ ti al d ib a ttito ed h a fo rn ito delle ri­ sposte alla lunga fila di dom ande sulla nuova ideologia che caratteriz­ za « F o rz a Ita lia » . A lla fine un cocktail al risto ran te ha concluso qu esta p rim a uscita dei clubs. glm

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Una petizione contro la nuova discarica

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gennaio 1994

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N. 320

Sensi di pace nei Vicoli Arabi

La rivoluzione sperata

L a sera del 22 gennaio eravam o in m olti a scom m ettere che di visi­ ta to ri di questa stra o rd in a ria m o ­ stra ce ne sarebbero stati pochi. Ci siam o sbagliati. L a gente com une in te rp re ta bene persino quel che vuole dire astrattism o , arte in fo r­ m ale e, ovviam ente « a rte p o v era » . «S ensi di pace an n u n c ia ta » è il felice titolo (bello anche perché rie­ voca « C ro n a c a di u n a m o rte an ­ n u n c ia ta » di G arcìa M arquez) di q u e st’arte, com e teorizza F ranco Spena «antim ediale». Si tra tta sem­ pre di « a rte p o v era » m a q u alifica­ ta com e m om ento di ripulsa della robo tizzazione del video. M a lungi dal viscerale ripudio che la tecnica o ffre attrav erso la « civ iltà (?)» delle im m agini, qui siam o al recupero interpretativo de­ gli oggetti a perdere: lo scherm o te-

Seppure apprezziam o l’op era e il m agistero di p ad re P in tac u d a, che ai lim iti consentitigli dal suo dica­ stero h a fatto u n a scelta eroica al fine di b attere u n sistem a co rro tto cui h a fa tto d a su p p o rto l’a u to re ­ vole a p p a ra to della C hiesa, di cui egli è p arte in teg ran te, esprim iam o tu tta v ia u n a riserva sul suo co n tri­ b u to politico, che attien e il m ovi­ m ento della Rete per la realizzazio­ ne di u n a vera d em ocrazia, in un a te rra m a rto ria ta d a ladrocini e de­ litti. Il m o vim ento più eclatante o p era to d a ecclesiastici nel cam po politico e sociale fu negli anni ’70, che videro il nostro A lfonso Di G io­ van n a, im pegnato assiem e ad altri prelati d ell’ag rigentino, venire alla ribalta nazionale. Il suo prim o gior­ nale di svolta pren d ev a il nom e di « S celta» , che è il tito lo del p resen­ te volum e di P in tac u d a. L a R ete, di cui egli è divenuto il pilastro p o rtan te se non l’ideologo, h a d ato dal nulla a oggi all’Assem blea regionale siciliana consiglieri, in P arlam en to d ep u tati e sparsi per la Sicilia una q u an tità innum erevole di am m inistratori ed esponenti della vita politica e sociale. Si sa che nei prim i tem pi, il criterio della scelta si è basato sull’an tim afia per cui di­ versi consiglieri, essendo p aren ti stretti di vittim e della crim inalità m afio sa, sono la testim o n ian za vi­ va di questa lo tta senza qu artiere. M a so p rattu tto dopo le am m inistra­ tive di novem bre, essendosi le ad e­ sioni della Rete allarg ate notev o l­ m ente, n o n c ’è stato più alcun orien tam en to che g arantisse la de­ m ocrazia. N on quella della lo tta al­ la m afia e ta n to m eno quella della rap p resen tan za d em ocratica. Sem ­ b rav a ad un certo m o m en to a ffe r­ m arsi il criterio del d ecentram ento

N u o v a o ggettualità, 1993. Installazione. O g g etti vari.

«La Voce di Sambuca» è al suo 35mo Anno di vita. Per ricordare questo lungo cammino pubblichiamo un volume di memorie redatto da Michele Vaccaro: «La Voce... un cammino di speranza 35 anni dopo» che sarà dato in omaggio ai nostri abbonati

levisivo ne esalta i co n ten u ti, l’arte antim m ediale vi in terp reta, recupe­ ran d o il « contin en te oggettistico», il valore. E m ette a fro n te dell’arte p ro g ram m ata, di quella « cinetica » di quella « concettuale » e di quella « concreta » il realism o « antim edia­ le » « u n a pace a n n u n c ia ta» Il fra n ­ cescanesimo post litteram , del « pax et b o n u m » . Si deve certam ente a N ino M ag­ gio l ’avere esaltato , in ap e rtu ra di m ostra, presenti il sindaco S alvato­ re M o n ta lb a n o e la G iu n ta che l ’h an n o sponsorizzato, i valori di quest’arte che si presta alle interpre­ tazioni che la sensibilità interiore suggerisce e scava nei rico rd i della vita e della cu ltu ra del p assato che viene riscoperto in « se n si» di rim ­ pianti e, oggi, di riscoperta della ve­ rità m ateriale. F ran co Spena, cap o fila degli a r­ tisti presenti e assenti che figurava­ no in catalogo, h a m agistralm ente p resen tato , u n a per u n a, le opere oggettistiche esposte nelle c a ra tte ­ ristiche salette di un ap p a rta m e n ti­ no « a ra b o » , recuperato insieme ad altre um ili « ca se » . U n a « le zio n e » , q u ella di Spena, che h a te n u to atten to e interessato il fo lto pubblico in terv en u to . Di tu tti gli artisti, F ra n co Spena, che nella m o stra era presente con « T e ­ ca ap p a ssio n ata, 1993» h a p resen ­ ta to gli autori e gli elaborati artisti­ ci. V a detto, per la sto ria, che gli artisti, oltre a F ran co Spena e N i­ no M aggio, sono Ignazio P o llo n i, Calogero B arba, M ichele Canzoneri, Francesco C arbone, F ranco C a­ stiglione, M ichele L am b o , R ossel­ la Leone, P iero M o n ta n a, G iusep­ pe Riggi, Salvatore Salam one, G iu­ sto S ucato, A gostino T ulum ello, A n d rea Vizzini.

Michele Vaccaro

LA VOCE... UN CAMMINO DI SPERANZA 35 A N N I D O P O

ABBONATEVI! V i sarà r e g a la t o ... ...Un Cammino di Speranza

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TACA

«IN BIANCO E NERO» Sambuca Sabato 19 Febbraio al «Centro G, Fava»

In morte di un giornalista: Giuseppe Fava Caro direttore, com e s e n z ’altro ricorderai, il 5 gennaio d i dieci anni f a la m a fia uccideva, a Catania, il giornalista G iuseppe Fava. Un p o ’ d i tem p o d opo, V A m m in istra zio n e C o m u n a le d i Sam buca, d e­ cideva d i intitolare a F ava il centro sociale appena costruito. Oggi, d o p o aver letto su un giornale a d iffu sio n e nazionale il bellissim o ricordo d el fig lio , ho p en sa to d i scriverT i p e r d ue m o tivi: invitarti a p u b ­ blicare l ’articolo sulla « Voce»; sollecitare un uso p iù intenso ed efficace del centro sociale al fin e d i d iffo n d ere, tra le altre cose, una autentica cul­ tura anti-m afiosa. Ti abbraccio.

Enzo Sciamè

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CON «LA VOCE» LA SPERANZA IN OGNI

A digì

S tru ttu re m agiche, 1993. Installazione. L egno, fe rro , tem pera, sm alto, chiocciola.

LA VOCE EDITRICE

delle varie cellule che si an d av an o via via costituendo e quindi dell’au ­ to n o m ia m a p resto , com e per in ­ can to , risp u n ta il centralism o ra m ­ p an te, nascosto e com unque il p e­ so decisivo del coo rd in am en to centralistico , che so ffo ca ogni libera iniziativa e m ag g io ran za d em o cra­ tica. Si fa saltare tu tto (la v o lo n tà assem bleare, il m erito antim afia, la questione dei princìpi ecc.) per in a­ nellare alla fine di u n a vittoria spes­ so dei bravi ragazzi (si dice senza ironia). Si sceglie il sindaco e l’am ­ m in istrato re perché il g aran te risul­ ta essere p ad re di E nnio P intacuda, che li ebbe discepoli negli anni più teneri e forse am ici di fam iglia. Il peggio è che queste fam iglie risul­ tan o ta lv o lta di estrazione fascista e con i vecchi peccati del p otere. E la p ro ced u ra, i colpi gobbi, i rag g i­ ri e le scorrettezze u sati nell’a ffe r­ m azione di se stessi lasciano p er­ plessi. M a di che dem ocrazia si tra t­ ta se si so ttrae al c o n fro n to , alla p artecip azio n e e alla trasp aren za? F a tto sta che in seno alla Rete sici­ lian a, c ’è u n a trad izio n e culturale e politica di esperienze e di co n o ­ scenze (di fatti e di uom ini), che ha tro v ato uno sbocco ed u n ’attu azio ­ ne solo parziali. E ra a questo p a tri­ m onio che bisognava attingere. O ra sul cam po, specie in provincia, re ­ sta un g ru p p etto di giovani in b a ­ lia di se stessi, senza fo rza né ca p a­ cità (solo in talu n i casi con degli « esp erti» , che fan n o la spola occa­ sionale dal capoluogo) alle prese con un b ran co di lupi! E senza neanche l’appoggio della gente che h a v o ta to solo per disfarsi di un si­ stem a di p arassiti e delinquenti. Il sistem a di P in tac u d a sarà in g rad o di com piere in queste co n d i­ zioni la rivoluzione sperata?

N o n è vero che le vittim e della m afia sono tu tte uguali. Ci sono m o rti di seconda e terza classe. M o rti d a celebrare e d a d im en tica­ re in fre tta . P erch é il rico rd o si fa subito scortese, perché n o n è bene p arla re d ’u n a m afia che s’è fa tta ad u lta ed h a im p a rato a reprim ere ogni fo rm a di dissenso, ogni pecca­ to di libertà. M io p ad re è uno di questi. G iuseppe Fava: com e altri giornalisti in Sicilia. C om e m olti giudici di periferia. C om e i ragazzi delle scorte. M o rire rap id am en te, rap id am en te scom parire. C hi si ri­ co rd a più del giudice C osta? O del medico G iaccone? C hi h a m em oria del cronista Francese o del poliziot­ to Z ucchetto? P erché sono m orti? Per chi? Dici: sono passati dieci an ­ ni, e ti accorgi che lo spessore del tem po è relativo. Un soffio per noi. U n a d istanza incom m ensurabile, per chi vuole cu sto d irn e il ricordo. I miei pensieri oggi sono questi. N on dolenti: sem plici, quasi ovvi. I pensieri su u n a giustizia che con im perdonabile ritard o h a finalm en­ te ritro v ato (anche a C a ta n ia, per-

zione. I pensieri su u n a verità che per dieci anni è sta ta elusa, ig n o ra­ ta , te m u ta e che oggi è defin itiv a­ m ente conseg n ata agli atti di un processo. I pensieri su quel p atto di m afia che ha legato (e che lega) pez­ zi del ceto politico e im prenditoriale di C atan ia alle cosche crim inali. Di quel p a tto , G iuseppe F ava è stato vittim a. L ’unico ad averlo d en u n ­ ziato sul suo giornale — con i n o ­ mi e i cognom i e le ragioni della com plicità — in u n ’epoca in cui eran o am m essi so ltan to i sussurri. N om i im pronunciabili: i cavalieri G raci, R endo, C o stan zo , i n otabili della politica, gli intoccabili A ndò e D rago, la loro corte di suggerito­ ri, m enestrelli, giudici, giornalai. Oggi è sto ria, ieri era solo om issio­ ne. F ava, e con lui pochi altri, scel­ sero di n o n tacere. Ecco: la m ia m em o ria, la n o stra m em o ria. Senza rab b ia. C on q u al­ che grum o di stanchezza, forse. I pensieri nitidi su Giuseppe Fava, sul cinque gennaio di dieci anni fa. E quelli, stu p iti, sul cinque gennaio d ell’an n o scorso, q u an d o gli am ici

to di celebrare l’anniversario di quel loro delitto uccidendo anche me: nella stessa città, nella stessa s tra ­ d a, sullo stesso spigolo di m arcia­ piede. P er le m edesim e ragioni. La loro arro g an za, la loro certezza d ’essere com unque im m uni, co ­ m u nque più furbi: gli è an d a ta m a­ le. L ’an n o scorso e dieci an n i fa. C ’è un solo m o d o oggi per rico r­ d are il sacrificio del g io rn alista F a ­ va. Q uel m o d o è un num ero: 19611003, il co nto co rren te p o sta ­ le che co n sen tirà ai Siciliani di d i­ v entare il prim o q u o tid ian o della Sicilia. D al prim o m aggio in edico­ la, col sostegno d eterm in an te d ’un az io n ariato p o p o lare, per fare in m odo che l’inform azione sul Sud si costruisca, finalm ente a p artire dal Sud. Dieci anni fa ap p ariv a com e una sfida solitaria, difficile. Incom prensibile, per m olti. Oggi b asta poco: u n n u m ero di co nto corrente postale, un versam ento di centom i­ la lire in testato a ll’A ssociazione I Siciliani, la scelta di p artecip are ad u n a com une battag lia che non è so­ lo d ’in fo rm azio n e, m a so p ra ttu tto di libertà. B asta po co , diciam o adesso. M a in quel p oco c ’è ta n to . C ’è G iusep­ pe F av a, c ’è la sua scelta di restare fu o ri dal coro, la sua incrollabile passione civile. C ’è la sua m o rte e i n o stri dieci an n i, lunghi, rapidi, affaticati. C ’è un giornale: I Sici­ liani. Se fra q u a ttro mesi sarem o in edicola, se il n o stro q u o tid ian o sa­ rà anche il v o stro , avrem o d im o ­ strato che n o n u n g io rn o , in questi dieci an n i, è a n d a to sprecato.


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E arrivato Politica come servizio un bastimento... Sambuca sta vivendo una fase de­ licata, di transizione, un periodo di fermenti, di entusiasmi, di fervore. In fondo ciò che si verifica in campo na­ zionale si ripercuote nella nostra pic­ cola comunità. Abbattuti gli idoli del­ la cittadella, ritenuti erroneamente sa­ cri e inviolabili, la gente comune ha scoperto che il re è nudo, che la me­ diocrità era molto diffusa nella clas­ se politica che ci ha am ministrato per mezzo secolo, che non occorrono doti sovraumane per occuparsi della res pubblica (se finora sono state suffi­ cienti la furbizia e l’arroganza). La società civile si è resa conto, dopo Tangentopoli, che la politica non è un recinto sacro riservato solo agli inizia­ ti, m a una palestra aperta a qualsiasi uomo di buona volontà. Da ciò na­ sce la voglia di partecipare, di essere più attenti, più vigili, di non chiude­ re gli occhi di fronte ai problemi che ci riguardano. U n ’epoca sta per chiudersi: quella

Associazione Socio-Culturale «G. Guasto» Rinnovo del consiglio di amministrazione La gestione uscente/ 85% dei suffragi Domenica, 23 gennaio nei locali della sede sociale si sono svolte le ope­ razioni di voto per il rinnovo del con­ siglio di amministazione. Tali operazioni hanno avuto luogo nella stessa sede sociale dell’Associazione. La lista, composta da elementi di varia estrazione socio-politica, ha dato la massima fiducia alla linea del Consigglio uscente che ha raccolto l’85% dei suffragi. Non potevano essere diversamente constatate le benemerenze che la pas­ sata gestione ha conquisito in seno al più prestigiosso e vetusto sodalizio de­ gli «operai» sambucesi. Il prestigio personale del Presiden­ te, Salvino Ricca, le sue iniziative cul­ turali, le innovazioni apportate per la buona funzionalità dell’Associazione, la capacità di direzione del sodalizio più forte dal punto di vista numerico e pluralista, sono alla base del vasto consenso raccolto. Rallegramenti e auguri di buon la­ voro alla rinnovata guida del « Giro­ lamo Guasto».

della delega in bianco e del voto di scambio. Ci auguriam o che le nuove aggregazioni politiche che si form e­ ranno a Sambuca non utilizzino i vec­ chi metodi, efficaci ma anacronistici delle promesse di fantom atici posti. La vecchia logica spartitoria e m a­ chiavellica deve essere abbandonata in vista del bene della collettività: il « do ut des» (ti do una cosa affinché tu me ne dia u n ’altra) non ha più ra­ gione di esistere. Q uanti giovani nel passato, allettati dal miraggio del « p o sto » , sono stati inseriti nelle liste elettorali pur non avendo alcuna vo­ cazione per la politica? Questi sistemi, che speriamo non vengano seguiti nelle prossime consul­ tazioni, rientrano nel culto del «particulare», dell’interesse personale, privato ed alterano le regole della con­ vivenza civile e della solidarietà. Questi metodi si sono rivelati, a lungo andare, deleteri per tutta la so­ cietà, perché hanno creato fasce di privilegiati cioè di coloro che aveva­ no accesso ai benefici elargiti dai po­ litici, e schiere di emarginati, di « p a­ ria», di tagliati fuori, in quanto non legati ad alcun carro. È difficile che dall’oggi al domani possiamo scrollarci di dosso questa mentalità clientelare che è stata un vi­ vaio fecondo del malaffare e della cri­ m inalità. Forse ci vorranno decenni per arrivare a concepire l’esercizio del potere come servizio, come volonta­ riato, come perenne ricerca dell’inte­ resse generale, come sofferta e fati­ cosa aspirazione alla crescita sociale e culturale di tutti, soprattutto di chi non ha voce, di chi non ha padrini a cui rivolgersi. Ci vorranno decenni ma è necessario iniziare un nuovo per­ corso. Dobbiamo impedire, se voglia­ mo che le cose cambino, che faccia­ no politica coloro i quali hanno per­ sonali interessi da difendere, coloro i quali aspirano a prebende e privilegi. I nuovi amministratori devono pro­ porsi come rappresentanti imparziali della collettività, considerando prio­ ritaria l’occupazione di « tu tti» i gio­ vani sambucesi, non di coloro che li hanno sostenuti. II Com une deve diventare un labo­ ratorio di idee, di stimoli, che si tra ­ ducano in fatti concreti, una centra­ le nella quale si organizzi la vita so­ ciale, economica, culturale di tutta la com unità, il luogo di raccolta di tu t­ te le esigenze alle quali rispondere in modo imparziale, equo. E per realizzare ciò c’è bisogno di persone al di sopra di ogni sospetto, li­ bere da qualsiasi condizionamento, ma dotate soprattutto di uno spirito di sa­ crificio e di abnegazione non comuni. Licia Cai-dillo

B erlusconi è sb arcato con o tto clubs a S am buca, è arriv ato con il suo b astim en to carico di doni e di am are, subdole realtà. F orse non dovrei m a, chissà perché, spesso la le tte ra tu ra d iventa fo n d am en tale per capire, individuare questi fen o ­ m eni che periodicam ente con sca­ denze più o m eno prossim e e vici­ ne si verificano, si, la letteratu ra m i fa rico rd are quel terribile rom an zo di O rw ell, quel d ram m atico 1984 che risu o n a così fatalm en te scon­ certan te nel 1994 di Berlusconi, lui il G rande Fratello con le sue dem en­ ziali tv che giorno d o p o giorno ci p ro p in an o m odelli finti e verità c o n tra ffa tte , in farcite di spot e di p ro sciu tti dove quasi sem pre h a n ­ no la m eglio i servizi sciocchi, d o ­ ve la vita è una finta ru o ta della for­ tu n a e gli unici eroi sono i p ro tag o ­ nisti delle telenovelas. O rro re solo o rro re per il G rande F ratello che giorno dopo giorno cerca di m etterci al rip aro dal p eri­ colo rosso m a che m ai si curò del pericolo C raxi. E così im b arca sul­ la sua A rca politici privati alla ri­

cerca di scanni dorati e giovani am ­ biziosi sicuri di finire p rim a o poi interv istati, tra la c a rta igienica e i pigiam i, dal p ro d e F u n ari. T utti belli, ed eleganti, atten ti e precisi vendono la p ro p ria im m agine e si atten g o n o alle regole ferree della « colorim etria » ovvero debbono co­ m unque e sempre stare attenti al co­ lore della giacca e della crav atta del vestito e del ca p p o tto . M a chissà di che colore era la cra­ vatta di M artin L uther King e il saio di G an d h i o la giacca di P ertin i, e il cappello di P rim o Levi o la b a n ­ diera di P io La T orre. O ppure è ve­ ro il co n tra rio che le idee si vesto­ n o e spesso volano con vestiti lisi. Le idee viaggiano, e si m uovono senza o sten tate esibizioni, n ascono e si n u tro n o spesso in silenzio. Spe­ ro che ognuno di noi dopo im prov­ vise e im m ediate folgorazioni rito r­ ni a considerare la realtà per q u el­ la che è senza M essia e senza sa n ­ to n i m a con uom ini e d onne che c a m m in a n o , si m u o v o n o e pensano. A n to n e lla M aggio

di percentuali di crescita del PIL e ridu­ zione dei tassi d’inflazione, affermazioni queste che così frequentemente ci veni­ vano propinate da quotidiani e telegior­ nali? Forse i pochi la cui coscienza e co­ noscenza non era stata addormentata e che venivano accusati di portar iattura caso mai avessero osato criticare. E tra i grandi assenti, perché opportunamen­ te frenata dallo straripante, occhiuto po­ tere politico è da annoverare anche la magistratura. Quella stessa magistratura che adesso ironizza, sottolinea con en­ fasi, che gesticola e si sbraccia, che ve­ ste la toga ma non indossa la facciuola (bavaglino), concepita invece per dare completezza e stile, mostrando così, con disinvoltura da yuppie, eleganti cravat­ te regimental o camicette di pizzo e che rischia di porsi in collocazione diversa da quella che la Costituzione le ha attribuito e di assumere surrettiziamente un pote­ re di governo. Attenzione quindi a non farsi pren­ dere la mano abbattendo tutte le statue che prima ornavano le nostre piazze e sostituendole con altre improprie. Con­ sideriamo sempre che in tempo di pie­ na tutti... galleggiano. Giusy Trapani

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ticu, a cura di A ntonio G agliano

Amuri ammuccia ogni difettu L ’am ore copre ogni difetto T em po fa ho co nosciuto un n eo n ato com pletam ente calvo, naso cam uso, orecchie g ran d i, lunghe, a sventola e pelose, fro n te un p o ’ schiacciata. L a n o n n a, coccolandolo, a n ­ dava in visibilio sim ilm ente a co­ m e fan n o alcune ragazze q u a n ­ do p ren d o n o u n a terribile co tta per un bel giovane nel cui stem ­ m a nobiliare è scritto: O dio al la­ voro e am ore al vagab o n d ag g io .

Amuri di parrinu amuri finu

« ...e c c o un ru m o re, un sus­ surro alla p o rta della casa, qual­ cuno vuole entrare. U no dell’as­ sistenza avverte G esù: “ Ecco: tu a m adre, i tuoi fratelli e le tue sorelle son là che ti c e rc a n o ” . M a G esù n o n si m uove. “ Chi è m ia m adre? E chi sono i miei fratelli? E g u ard ati in giro co­ loro che gli sedevano in to rn o , dice: Ecco m ia m ad re e i miei fratelli! C h iu n q u e av rà fa tto la v o lo n tà d ’id d io mi è fratello e sorella e m adre! ” . L a m ia fam iglia è tu tta qui. E n o n ho altre fam iglie. I ra p ­ p o rti del sangue n o n con tan o q u an d o n o n sono co n ferm ati nello spirito. M io p ad re è il P a ­ dre che m i fa simile a lui nella perfezione del bene; i miei fra ­ telli sono i poveri che h an n o p ian to ; le m ie sorelle sono le d o nne che h an n o lasciato gli am ori per l’A m o re... L a filiazione sp iritu ale, nella n u o v a econom ia della salvezza, supera e sorpassa la semplice fi­ liazione ca rn ale ... L ’am ore p artico lare deve su­ bordinarsi all’am ore universale. È necessario scegliere tra gli an ­ tichi affetti d ell’u om o an tico e l ’am o re unico dell’u o m o n u o ­ v o » (P ap in i-S to ria di C risto).

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A m ore di prete, am ore delicato

Protagonisti a confronto Accendere il televisore e assistere a programmi che mostrano, in diretta o in sintesi commentata, le fasi del pro­ cesso di Milano comunemente intitola­ to a «Tangentopoli» o a «Mani puli­ te» non è infrequente, anzi. E racco­ gliendo qua e là scampoli di conversa­ zione quotidiana emerge come questi programmi abbiano un elevato nume­ ro di spettatori. È quasi come se una rabbiosa, patologica bramosia li spin­ gesse a guardare sul banco degli accu­ sati gli stessi personaggi che fino a qual­ che tempo fa li avevano raccolti nelle piazze per i comizi elettorali o, più par­ ticolarmente, li avevano avuti, interes­ sati postulanti in attesa, nelle segrete­ rie politiche. È come se ciascuno, vo­ mitando contumelie e imprecazioni al loro indirizzo, volesse assolversi della personale, grave responsabilità di ave­ re contribuito, consapevole o ignaro, inerte per tradizione o attivo per pro­ prio conto, allo sfacelo del Paese. Chi si preoccupava quando tutto an­ dava «bene», di chiedersi quanto e co­ me vere potessero essere le affermazio­ ni che ponevano il nostro Paese oggi al quarto, domani al quinto posto tra le po­ tenze industriali del mondo e riferivano

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S e r v iz io c ele re ed a c c u ra to ,i

im . sa m h i i t a n i s i r u ia . t * i rum/a a h ni


L’arroganza del prìncipe Sambuca che e il piacere cambia della (dis) onestà M i cap ita spesso in c o n trare un am ico, che dagli anni ’50, e a tu tt’oggi, gli am ici chiam iam o il « Liceale ». R icordiam o quei tem pi fatti di cose innocenti, di b a ttu te graziose e di epiteti che venivano appiccica­ ti alle spalle di quel club senza un club che era la b onom ia. « L iceale» perché, p u r avendo il solo titolo di licenza delle scuole ele­ m entari, preferiva la com pagnia dei coetanei che, tra i pochi eletti, fre­ q u en tav an o il Liceo C lassico a Sciacca o a P alerm o. E poiché p ra ­ tican d o i liceali si finiva per inclu­ derlo tra i liceali, anche lui, com e i liceali, si prendeva lo sfizio di re ­ citare qualche frase in latino. T ra i ta n ti « d e tti» , com e: «inteligenti p au c a» , o « C a rth ag o delenda est» , o «veni, vidi, vici», quel­ lo che gli restò più im presso nella m em o ria fu il versetto del « d iritto del P rin c ip e » dell’« A lto M edioe­ v o » : « J u s prim ae n octis». Q ualche giorno fa, in c o n tran d o ­ lo, d o p o i soliti convenevoli, rip re­ se quel leitm otive: « C he caro g n ata quel “ Jus prim ae n o ctis” ! U na co­ sa b ru tta , vergognosa, m alvagia». — P u rtro p p o , tem pi b arb ari quelli del M edioevo! — risposi io ripetendo a m ia volta, la solita con­ siderazione.

Lascio quel m io am icone e ne in­ contro un altro. Le solite chiacchie­ re sulla politica locale. A brucia pe­ lo m i dice: « L o sai che a S am buca si stan n o ap re n d o alcuni clubs “ F o rz a Ita lia ” »? — M i dici sul serio? — C erto che è sul serio. Ogni club n o n deve su p erare i venti soci. O gni club che nasce, per essere ri­ co n o sciuto tale, deve m a n d are un assegno di centocinquantam ila lire al « F o rz a Ita lia » nazionale: a Ber­ lusconi, cioè. Lì per lì tem etti di non capire. — Spiegam i bene questa storia: è Berlusconi che m a n d a i soldi per

sostenere il club o sono gli associa­ ti, il club cioè, che deve m a n d are l’o bolo a Berlusconi? — Si, si — incalza il m io am ico — sono i clubs, ciascuno p er conto suo che deve m an d are 150.000 lire al P rincipe di A rcore. H ai capito ora? E c’è dippiù: al club viene spe­ dito un set da viaggio che costa una bazzecola: appena 500.000 lire. C a­ pisci meglio ora? C erto , ho cap ito . M a che fatica faccio a co ordin are nel m io co m ­ p ren d o n io le astuzie di codesto « principe » della decadenza cap ita­ listica! E m i sovviene quel sapientissim o interrogativo della saggezza sicilia­ na: secondo voi chi è più saggio Pul­ cinella o chi ci va appresso? Si, è chiaro che Berlusconi con la sua tro v a ta elettoralistica vuole conseguire due cose. Della prim a lo dice a tu tte lettere: 1) fare scom pa­ rire il com uniSm o (che, dice Scalfaro , in Italia n o n ce n ’è m ai stato) 2) sollevare le sorti d ell’holding Fininvest che v an ta cen tin aia di miliardio di debiti presso la Bnl, i P a ­ schi, la Bei.

T o rn iam o a ll’am ico « L iceale» del chiodo fisso sul « p rin c ip e » del «jus p rim ae n o ctis» . C ari cittadini di q u esta n o stra « stran a te rra » , volete dirm i che dif­ ferenza corre tra il « principe » m e­ dievale che abusa, nella n o tte delle nozze di una verginella, sulla q u a ­ le v an tav a il d iritto di andarcisi a in filare nel letto , p rim a del legitti­ m o sposo, e q u esta del m o d ern o «principe» dei palazzinari, delle Tv private, del com m ercio più spregiu­ dicato, delle avventure del co m p a­ re C raxi, del C A F , di ap rire clubs a spese degli allocchi, dei disoccu­ pati del Sud e dei ro ttam i politici in cerca di revanche? N on è un bluff, a tu tti i sensi, del b uon senso?

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« S am b u ca che ca m b ia » . Ecco il prim o sbaglio dei giovanissim i leo­ ni che h an n o p resen tato al b attesi­ m o u n a n u o v a « fo rm a zio n e p o liti­ ca sam bucese». L ’avere usato quel­ l’indicativo presente n o n è p iaciu­ to. Se si vuole il cam biam ento, am ­ m esso che di cam b iam en to nella sto ria della n o stra città n o n ce ne fosse stato, il desiderio va p ro ietta­ to al fu tu ro : S am buca d a cam b ia­ re, sem m ai. Q uesto h a d ato ad ito a M ichele M aggio, un o ttim o con­ sigliere che, per l ’an zian ità di cari­ ca conosce bene il cam biam ento av­ venuto, ad o p era delle sinistre, in q u a ra n ta q u a ttro an n i di am m in i­ strazione, di stroncare la velleitaria p resu n sio n e di d isco n o scere il passato. L a stessa presentazione p erò del pro g ram m a o delle buone intenzio­ ni h a schivato l’u m iltà. L ’a rro g a n ­ za n o n piace e n eppure il « c o n fu ­ sionario » è accettato di b u o n g ra ­ do. F are tu tto un fascio degli u o ­ m ini e delle « co se» del passato, co­ m e h a fa tto Z in n a, n o n giova alla causa dello stesso cam biam ento che si auspica. Né ta n to h a giovato alla causa la spiegazione dell’econom ia di m er­ cato, e per riflesso della teo ria keyn esiana, q u an d o oggi, persino n e­ gli S tati U niti, si auspica di tro v are u n a via di m ezzo per riscattare lo « S ta to sociale». A pprezzabili com unque sono sta­ ti gli sforzi di questi giovani che h an n o a ffro n ta to un pubblico m o l­ to esigente, anche se tra i presenti ad intervenire nel d ib a ttito , sono stati più gli uom ini dell’«ancient re­ gim e» che le giovanissim e g en era­ zioni, eccezion fa tta per E rin a M ulè, segretaria del P d s sam bucese. N o n vorrem m o dim enticare, p e­ rò , i nom i di q u an ti presero la p a ­ ro la. Il p rim o è stato il R ag. A g o ­ stino M aggio, esperienza am m in i­ strativ a tren ten n ale, h a rivolto un acco rato salu to ai giovani che si ci­ m en tan o , d a soli, n ell’agone p o li­ tico, incoraggiandoli al lav o ro per

Un programma per Sambuca • segue dalla 1 a p a g •

Un programma per «Sam buca» • M ira a riabilitare il ru o lo della p o litica senza, com e usa dire oggi « p o litichese»; • e ad esaltare il ru o lo dei c itta­ dini, senza populism o, p ro tag o n i­ sti delle sorti della rin ascita della n o stra città. II progresso di una città come la no­ stra è legato, essenzialmente

A) Alle strutture produttive • Al P ian o R egolatore G enerale (P R G ), al piano di insediam entio p ro d u ttiv i (P IP ), al piano di inse­ diam enti com m erciali (PIC ), al pia­ no di adeguam ento com m erciale (P A C ) alla capacità di proseguire, con celerità nella ricostruzione, pro ­ m uovendo u n ’iniziativa di m o d ifi­ ca dell’A rt. 5 (L. 178/1976) per sem plificare la com posizione della C om m issione in co n fo rm ità alla legge p er la ricostruzione dei fa b ­ b ricati, a d o tta ta per le città della pro v in cia di S iracusa a seguito del te rrem o to del 1989. C om m issione co m p o sta solam ente: dal S indaco, dal Tecnico C om unale, dal Segre­ ta rio C om unale o da un suo dele­ g ato , e d a un ingegnere del G enio Civile. V ia tu tti i politici, i ra p p re ­ sen tan ti dei sindacati, il «leg ale» , il rap p resen tan te della Soprinten-

• A llo sviluppo dell’ag rico ltu ra attrav erso iniziative co m p lem en ta­ ri o alternative alla v iticu ltu ra a) serricoltura, b) zootecnia, c) rim b o ­ schim ento dei vuoti p ro d o tti dagli incendi. • A ll’attenzione, conservazione, restauro dei beni culturali di cui Sam ­ buca è ricca; dello sport con la ripresa dei lavori, e della definizione degli im pianti esistenti; allo Sci n au tico , uno sport, che se in crem en tato a n ­ che delle stru ttu re recettive, sarà ca­ pace di polarizzare l’interesse turisti­ co, nazionale e internazionale.

B) Alla qualificazione della vita e della solidarietà sociale — Sciogliere il nodo del « P olam b u la to rio » e ap rirlo alla fruizione della com unità sam bucese. — R endere funzionale la « C a sa P ro te tta » per anziani; — attivare il p ro g etto , già fin an ­ ziato, della « C a sa d iu rn a per A nziani»; — C asa di accoglienza; — C entro In co n tro G iovani; — attivare il p rogetto per il C en­ tr o In c o n tro G io v an i, già f i­ n anziato; — valorizzare i sodalizi del vo­ lo n tariato ; — disinnescare le rem ore per p ro p o rre i concorsi per il p erso n a­ le del C om une;

za dom iciliare agli anziani; b) le a t­ tività lavorative per anziani; c) il trasp o rto g ratu ito per gli anziani, e d) per i p o rta to ri di handicap.

C) Al senso civico dell’onestà — C reare il m aggior num ero possibile di posti di lavoro: a) con la rip resa di lavori sospesi in can ­ tieri già avviati, b) chiedere il fin an ­ ziam ento, dietro opportuni progetti da p resentare a ll’A ssessorato del L av o ro , di cantieri 1) per la viabi­ lità rurale, 2) per la riparazione del­ le vie interne, 3) riparazione di p ro ­ spetti di fabbricati com unali, 4) collocazione a d im o ra di p ian te e di verde pubblico attrezzato . E per q u an to altro suggerisce la fantasia; — co m b attere la m afia, sul p ia­ no ideologico e su quello d ell’iso­ lam en to e della denuncia; — inventare iniziative per creare u n a c o s c ie n z a a n tim a f io s a e an ti-d ro g a; — creare s tru ttu re sp o rtiv o ­ ricreative, centri di le ttu ra e d ’in ­ co n tri, cineforum per u n a cultura di o n està, correttezza, risp etto del­ le a u to rità costituite, delle b uone m aniere e del senso civico. Se S am buca av rà un cantiere di fan tasia, di b u o n senso, di solerzia a servizio del bene com une si p re­ senterà alle soglie del 2000 con un v o lto nu o v o d a m o stra re alle n u o ­ ve generazioni.

Via Calcàra, 1991

il bene della co m u n ità sam bucese. Il d o tt. G ori S p aracin o , h a co n fu ­ ta to la te o ria di G unter Di G iovan­ na, E n zo R andazzo h a p arla to da politico; E n zo Sciam è h a espresso le sue preoccupazioni per il fu tu ro di S am buca. Il sindaco, p ro f. Sal­ vatore M o n talb an o , p u r rico n o ­ scendo la validità dell’iniziativa dei giovani, h a fatto u n a carrellata del­ l’attiv ità am m in istrativ a, dai piani di recupero al P ian o R egolatore ge­ nerale, co n fu ta n d o alcuni passag­ gi degli o rato ri-p re sen tato ri del « S am b u ca che cam b ia» ; Salvatore A b ru zzo , nel suo in terv en to h a cri­ ticato alcuni passaggi nell’iniziativa p o litica dei giovani della nuova politica. Sono interv en u ti inoltre Vito P erla, Salvatore M aurici e A u ­ relio Di G iovanna.

La conclusione dei lavori è stata assunta dall’avv. G iam balvo il qu a­ le, L am en ta ta la scarsa p artecip a­ zione al d ib a ttito dei giovani soste­ n ito ri del p ro g ram m a, h a so tto li­ n eato , n o n senza un pizzico di d i­ sa p p u n to , che i pidiessini presenti h an n o fa tto la p arte del leone ac­ cap arran d o si il m icrofono per i n u ­ m erosi interventi. Gli diam o a tto , in ta n to , del p er­ sonale prestigio p rofuso nell’inizia­ tiva e del sincero slancio con cui si sta dedicando ad u n a causa che gli fa onore. R iconosciam o che n o n è, di sicuro, tra i ram bisti, e che la sua p rep arazio n e e il suo im pegno so ­ no garanzie di on està e correttezza m orale.

Vannolo di Sangiofà

Sambuca che cambia — A d esion e ad un appello di solidarietà a Sam buca; — P artecip azion e ad un m om ento di analisi d ell’attuale situa­ zio n e della nostra C ittadina; — C ontribuire ad un coordinam en to di idee e obiettivi per la stesura di un program m a di iniziative concrete e prioritarie; — Per un conseguente successivo program m a sul d om an i, a m e­ dio e lungo term ine per una certezza di sviluppo d ell’e c o n o ­ mia produttiva del nostro centtro; — Partecipare e contribuire alla individuazione degli uom ini { e /o delle d on n e) più d isponibili e capaci nella responsabilità am ­ m inistrativa locale anche attraverso un Prim ario S ond aggio C ittadino; — Privilegiare ogni iniziativa di interesse locale al di fuori di ogni influenza e / o refluenza p olitica, partitica o personalistica; — Privilegiare le chiarezze e le certezze delle cose concrete e pos­ sibili; — R ispettare le decisioni fru tto di d iscu ssion i, co n fro n to e di dem ocratica e s p r e ssio n e d i volontà; — Intendere la propria a d esion e, presenza e partecipazione co ­ me un m om ento di im pegno e di servizio nel sociale e nella solidarietà; — Praticare il m eto d o della certezza e della verità co m e valori m orali nel proprio im pegno.

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gennaio 1994 - N. 320

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Ancora un Convegno ad alto livello S. M ontalbano, Sindaco: «M ancanza di cultura verso il turismo, ma le risorse umane e i beni ci sono». R. Filoramo, Presidente C oop. 3 Giugno di Palerm o: « Sambuca ha grandi possibilità. Si p u ò lanciare l ’iniziativa d e ll’ospitalità p e r i M ondiali di Ciclism o». Zarcone, A d d etto Stam pa A ssessorato Regionale al Turismo: « I l turismo è una fo n te economica im portante p e r la Sicilia ». D. Errante, A ccom pagnatore turistico: «S i deve dare al turista ciò che pensa di ricevere ». T. Tosti, Giornalista de l ’Unità: «Proseguite nel realizzare iniziative com e questa, sono utilissime p e r fa r conoscere la realtà che si vuol pro m u o vere ». A . D e Laurentis, pubblicista di Tuttoturism o: « Sambuca è m eravigliosa ». A . D i Giovanna, D irettore de La Voce: « Manca una seria program m azione a livello regionale». S em bra che sia realm ente rico ­ m in ciata la stagione degli incontri ad alto livello per rip ro p o rre S am ­ buca com e destinazione tu ristica. In fa tti, d o p o l ’iniziativa di ospi­ tare il m eeting europeo delle Scuo­ le alberghiere, il 22 D icem bre ha av u to luogo il convegno su « Il T u ­ rism o quale veicolo di p u b blicità per u n a cu ltu ra della o sp italità» . L ’in contro si è tenuto al C entro So­ ciale F ava ed ha visto u n ’esigua, se p u r q u a lific a ta , p a rte c ip a z io n e sam bucese d o v u ta, sem bra, alla frettolosa organizzazione ed al fatto che era stato p ro g ra m m a to al T ea­ tro C om unale ed è stato, invece, poi sp o stato in quella sede decen trata per evitare risentim enti di quanti volevano realizzarvi loro iniziative m a h anno ricevuto un m om entaneo diniego, perché si è in attesa di av­ viare l’a u to n o m a gestione della s tru ttu ra com unale che n o n decol­ la a causa della m an cata a p p ro v a ­ zione del R egolam ento da p arte del CORECO. Introducendo i lavori, il Sindaco, p ro f. G .S . M ontalbano, h a p a rla ­ to della vocazione tu ristica del C o ­ m une m a h a evidenziato la m a n ­ canza di cultura, anim o e fo rza per un concreto cam m ino verso il tu ri­ sm o. H a so tto lin eato che bisogna p u n tare sulle risorse um ane e sui be­ ni che, p eraltro , n on ci m ancano. H a rilevato che n o n esiste nessuna stru ttura ricettivo-alberghiera ed ha letto u n a lettera con la quale il P re­ sidente dell’A N C IT E L lam en ta la in a d eg u a ta e costosissim a possibi­ lità di p ern o ttam e n to a Sam buca. Il Sindaco ha infine rib ad ito che l’A m m inistrazione C om unale si sta a d o p e ran d o attivam ente per poter utilizzare, com e albergo o rizzonta­ le, le ab itazio n i, recu p erate e ristru ttu ra te , dei Vicoli Saraceni. Rosario Filoram o, P residente della C o o p erativ a 3 G iugno di P a ­ lerm o, che si occupa di turism o sportivo ha ten u to la relazione. H a p arla to della Sicilia com e te rra che ha condizioni clim atiche-am bientali ideali per diversi spo rts, m a dove sono state costruite opere fa ra o n i­ che ed inutili quali le stru ttu re per

i m ondiali di calcio 1990. E d è sul­ la gestione e su ll’effettivo ru o lo e valore che si gioca il fu tu ro , perché occorre tenere co nto dell’econom i­ cità e del co n trib u to ai cittadini. S periam o che le U N IV E R S IA D I siano, invece, u n ’occasione n u ova e diversa per la Sicilia. C osì com e i M ondiali di ciclism o che si svol­ g eranno nella prossim a p rim av era ad A grigento, sono u n ’occasione di g rande rilievo per lanciare il ciclotu rism o , che h a ta n ti fru ito ri ed estim atori. S am buca, per esem pio, h a grande p o ssib ilità e percorsi a d a tti per o sp itare gare in tern azio ­ nali di M ontain -b aik . F ilo ram o h a concluso con la p ro p o sta di la n cia­ re l’iniziativa di o ffrire o sp italità per i m ondiali di ciclismo. È poi interv en u to il d o tt. Zarco­ ne, A ddetto Stam pa dell’Assessorato Regionale al T urism o, che h a su­ bito evidenziato la necessità di ro m ­ pere l’anello della m en talità assi­ stenziale tu ristico -cu ltu ra le. L a L .R . 4 7 /6 7 prevede incentivazioni per i C om uni che h an n o stru ttu re ricettive. Il turism o è u n a fonte eco­ nom ica im p o rtan te per la Sicilia ed è u n ’in d u stria che deve tenere con­ to di costi, q u alità, occupazione ed ha bisogno di nuove figure p ro fe s­ sionali. O ccorre creare la cu ltu ra d ’im presa, affin ch é l’azienda tu ri­ sm o sia l’azienda della Sicilia. Il dott. Dario Errante, A ccom pa­ g n ato re T uristico, h a p arla to della cultura dell’ospitalità esem plifican­ do la differente cultura turistica del­ la T h ailan d ia e della Sicilia. Nel paese orientale tre m ilioni di co n ­ tadini si sono convertiti al turism o, in Sicilia, invece, ci sono carenze stru ttu ra li, organizzative, prezzi elevati e no n c ’è an c o ra appieno la vocazione di d are al tu rista ciò che pensa di ricevere. Il d o tt. Tonino Tosti, giornalista de l ’U n ità, esperto del setto re, ha disquisito sul rap p o rto tra in fo rm a­ zione e turism o . L ’in fo rm azio n e è possibile ed è necessaria al turism o. Il 1993 è stato un an n o pesante per il turism o ed il 1994 si p rean n u n cia difficile. M a la nuova organizzazio­ ne della vita e del lavoro ap re n u o ­

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ve prospettive per il turism o. P er in ­ v en tare u n a cu ltu ra dell’o sp italità occorre p artire dal basso, dalla so ­ cietà, dalla scuola con iniziative ten ­ denti a ll’u n ità, in un m o m en to in cui'c’è parcellizzazione. L ’U nità de­ dicherà q u a ttro pagine al turism o per attu alizzare il ra p p o rto tr a tu ­ rism o e inform azione. Tosti h a con­ cluso rivolgendosi al Sindaco e a tu tti i p resenti, dicendo: « P e rm e t­ tetem i di darvi un consiglio. P ro se­ guite nel realizzare iniziative com e q u esta. Sono utilissim e per far co­ noscere la realtà che si vuole p ro ­ m uovere agli o p erato ri del settore e al più vasto p u b b lico » . V eram ente strao rd in a ria ed en­ tusiasta è stata la dichiarazione del­ la d o tt.ssa Anna D e Laurentis, p u b b licista di T u tto tu rism o , il maggiore mensile italiano che si oc­ cu p a di turism o: « S am b u ca è un paese m eraviglioso. D atem i il m a ­ teriale e ne parlerem o sulla n o stra riv ista» . A lfonso Di Giovanna, ex S inda­ co e D irettore de L a Voce, h a ricor­ dato che fin dagli anni ’5 0 /’60 si era com preso che si dovevano organiz­ zare m o stre ed iniziative culturali per poter avere tu rism o . N o n ci so­ no stati concreti incoraggiam enti ed è m a n ca ta u n a qualsiasi o rganica p ro g ram m azio n e a livello reg io n a­ le, com e invece è avvenuto in altri Stati. N on ci sono state conclusioni, co­ m e era ovvio, tran n e il rin g razia­ m en to del Sindaco per i convegni­ sti e tu tti i presenti. S periam o, se realm ente si vuole ap rire u n a p o rta per il fu tu ro , se si vuole cam biare m igliorando la vi­ ta, il lavoro, le condizioni sociali ed um an e dei sam bucesi, che n o n si to rn i an co ra u na volta indietro, m a si p ro ced a convinti. Si « s fru ttin o » tu tte le risorse econom iche e si im ­ pegnino tutte le capacità intellettua­ li e m ateriali di cui si dispone, sen­ za g u ard a re a schieram enti o a ta t­ ticismi personali o di parte, m a nel­ l’interesse della co m u n ità nella sua to ta lità.

Ri. GL

T a v ig a n d o con la sola fo r z a della fa n ta s ia volo su palazzi, su case, su città, su p a e ­ sini e su campagne. Verdi e im m en ­ se cam pagne; rare estese d i C a m p i d i fio r i selvatici. A tte rro lì, su quei cam pi. M i guardo in to rn o e vedo qualcosa di reale, d i vivo, d i una su­ blim e bellezza, semplice m a trem en­ d a m en te affascinante: la natura. G uardo il cielo e vedo alate crea­ ture dagli splen d id i colori; creature che sprigionano un canto allegro, un canto d i gioia, un inno d i fe lic ità al­ la vita. P osa n d o il m io sguardo su un albero vedo la vita, una nuova vi­ ta: un nido d i p icco li p ettiro ssi che spalancano il loro becco, a ffa m a ti. M a la vita su q u e ll’albero non è f i ­ nita. D iecine e diecine d i altre vite aleggiano intorno a q u ell’albero dal­ le radici f in su, alle sue fo g lie, sui ra­ m i fr o n z u ti e splendidam ente verdi. R ico n o sco la sua giovane età dal tronco non m o lto grande. M a gli è vicino una quercia secolare che, seb­ bene abbia tu tti quegli anni, rim a ­ ne d i una bellezza singolare. In to rn o a m e vedo diecine d i spe­ cie d i anim ali, da! p iù grosso al p iù piccolo: anim ali stra n i e sem plici. Il calore del sole, l ’aria fr iz z a n te e p u ra m ’infondono u n ’indescrivibile felicità . M a gli anim ali, a ll’im p ro vviso scom paiono nel nulla. Fuggono ter­ rorizzati, si dileguano. S o n o rim a­ sta sola: in to rn o a m e c ’è ancora qualcosa: l ’erba con il suo verde dal colore fo r te che p e r m e è m o tiv o di co n fo rto . Tuttavia, p rim a che io possa sdraiarmi su quel tappeto fr e ­ sco un rum ore m olesto turba la mia quiete. D iecine d i cam ions e d i u o ­ m in i invadono il cam po, p esta n o l ’erba, i fio ri; non si curano n e m ­ m en o d i degnarli d i uno sguardo neanche d o p o averli calpestati. Im p ietrita dallo stu p o re guardo indignata il « m assacro ». D o p o p o ­ che ore tu tto il cam po è distrutto. Cosa p o sso p iù guardare, d i cosa p iù m i p o sso rallegrare: d el cem en­ to steso a b b o n d a n tem en te su q u el­ la terra ricca d i vita, nera e p r o fu ­ m ata orm ai sepolta? O dei m acchi­ nari d i m etallo senza vita che ades­ so albergano al p o s to degli alberi? N o ! N o n p o sso gioire a cospetto d i en o rm i palazzi, gabbie grigie, do/ \ l

J. i

Come un sogno di mezza estate ve la gente crede d i essere felice, vi­ vendoci; non p o sso esultare, guar­ d a n d o le fa b b ric h e che uccidono il sole e co n ta m in a n o l ’aria! N o n p o s ­ so non p reo ccu p a rm i al pensiero di q u el « b u c o d ’o z o n o » nel cielo che minaccia la m orte del nostro pianeta. Con il tenore d i vita che co n d u ­ ciam o p re sto fin ir e m o col distru g ­ gere la nostra « G a ia » e, dunque, n oi stessi. D o b b ia m o lim itare questa a m b i­ zione, questa voglia irrefrenabile di volere sperim entare, inventare co­ se nuove, m acchinari d i m o rte con fin a lità d i cospicui guadagni. L a nostra intelligenza non riesce a reagire; non capta quale realm en­ te sia l ’evidente pro b lem a . R iflessio n i queste che so n o il ri­ fle ss o d i un sogno, d iven u to triste realtà. I l sog n o d i un ’adolescente, fo r s e ancora « tro p p o p ic c o la » p e r fa r e sentire il su o grido d i rabbia, di rim provero a tu tti gli uom ini. M a fo r s e abbastanza grande da capire che il degrado am bientale è un p r o ­ blem a da non sottovalutare, da non m ettere da p arte. P oiché è com e una guerra che stia m o p erdendo. N essun vincitore. . . e i e stelle ci stan­ no a guardare. G uardano la nostra m alvagità, il nostro egoism o che è destinato a ritorcersi co n tro noi stessi. C osì co m e un boom erang.

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Pensare il futuro Lettera al Direttore Il fu tu ro n on sarem o certo noi a p red irlo, riteniam o però che esso si p o ssa pensare, im m aginare, p ian i­ ficare e p rogram m are. Nel 1992 con un C onvegno sul P ia n o R egolatore di Sviluppo — uno strum ento per l’individuazione della strategia di sviluppo com ples­ siva della Regione — è stato posto il p roblem a del fu tu ro di Sam buca, perché riteniam o che al fu tu ro b i­ sogna pensare p arte n d o dalla p u n ­ tualizzazione del presente. Si parlò allora di entità territoria­ li che, sulla base di specifiche e pe­ culiari potenzialità di sviluppo, p o ­ tessero essere delim itate in U TRA S (U nità Territoriali di Recupero A m ­ b ien tale e S torico-C ulturale). U na di queste entità era stata individuata nei te rrito ri di Sam buca di Sicilia, S an ta M argherita, M enfi e M ontevago. R iteniam o che la p ro p o sta di co­ stitu ire u n ’« u n ità territoriale di p ro g ram m azio n e » sia anco ra vali­ d a, anche alla luce delle nuove n o r­ m e legislative che sem pre più anco­ ra n o la politica del bilancio alla p ro g ram m azione. In fa tti il piano dovrà assicurare la risp ondenza tra obiettivi p ro ­ g ram m atici e gestione di bilancio. D ’altro canto, recentem ente una n o rm a regionale (art. 4 L .R . 15/93 prevede che le som m e assegnate ai C o m u ni e non utilizzate en tro il 31 dicem bre del secondo an n o succes­ sivo a quello delle assegnazioni, n o n sa ra n n o più utilizzabili e d o ­ v ran n o essere restituite. In soldoni, lo som m e che non so­ n o spese per incuria, rita rd i o altro d a ll'A m m in istra zio n e C om unale d eb b o n o rito rn a re alla Regione. O ccorre quindi pensare e p ro ­ g ram m are i r fu tu ro al fine di te n ­ dere alla razionale valorizzazione delle risorse m ateriali, am bientali ed u m ane. Necessita cioè, per dirla in gergo, u n « P ro je c t M a n ag em en t» inteso com e strum ento per pianificare, o r­ ganizzare e gestire le attiv ità e le ri­ sorse necessarie per raggiungere un d eterm in a to obiettivo, rispettando i vari vincoli di n a tu ra econom ica, legale e tem porale. N ella fattispecie occorre u n a azien d a com e erogatrice di servizi in favore della com unità. M a, per rito rn are al no stro « p ic­ colo m ondo a n tico » , cosa signifi­ ca p ensare il futu ro ? P er noi significa essenzialm ente du e cose: — au m en to dell’o ccupazione p ro d u ttiv a; — in nalzam ento degli stan d ard s civili di vita. I due obiettivi h an n o alla base l’attiv azione di un sistem a in g ra­ do di auto alim en tarsi, e per fare questo h a bisogno di due elem enti essenziali: il collegam ento tra risor­ se e p rogram m azione e l’utilizzo

Errata corrige Nel necrologio del com p ian ­ to A lcam esi N icolò (C ocò) a b ­ b iam o com m esso u n a svista: ab b iam o scritto che A lcam esi era nativo di R ibera; invece è nato a Sam buca il 6 aprile 1940. Ci scusiam o con la fam iglia e con i nostri lettori.

delle risorse endogene (agricoltura, p atrim o n io artistico -arch eo lo g ico , etc.) ed esogene (risorse statali, re­ gionali, nonché risorse di im p ren ­ d itorialità). D all’integrazione dei suddetti elem enti nasce l’o p p o rtu ­ nità di creare u n a n uova occupazio­ ne e ricchezza. Q uindi, da u n lato l ’am p liam en ­ to della base occupazionale, dall’al­ tro l ’elevazione, in term ini servizi pubblici, delle condizioni sociali, culturali e dell’am biente n atu rale u rb an o . P er scendere più in d ettaglio, sul fronte occupazionale è im portantis­ sim o il fu nzionam en to della C o m ­ m issione ex a rt. 5. È recente l ’asse­ gnazione a S am buca di 16 m iliardi per l’edilizia privata, per l’approva­ zione di quanti p iù p ro g etti possi­ bili, che possano diventare volano per l ’econom ia Sam bucese. O ccorre un sereno e a p p ro fo n d i­ to esame della realtà « Cellaro » per­

U n grave lu tto h a colpito la fa ­ m iglia di un no stro caro am ico, G eom . G iovanni M aniscalco, per la perd ita del padre. F rancesco M aniscalco era n ato a S am buca il 1° dicem bre 1912. A p ­ p en a sposato , la fam igliola venne allietata dalla nascita di u n figlio, G iovanni. M a d o p o pochi anni eb­ be la sventura di perdere la moglie. S uccessivam ente contrasse m a tri­ m onio, in seconde nozze, con M a ­ ria L ino, in M enfi, dove fra tta n to aveva tro v ato lav o ro presso l’Eas. Infaticabile lavoratore, generoso sino a ll’inverosim ile, era d o ta to di u n a fo rz a eccezionale. C itiam o, tra i ta n ti, due episodi che ci d an n o la m isura della sua g enerosità fisica e m orale. Si rac co n ta ab b ia sollevato un ca rre tto carico di g ran o per salva­ re la vita di un b am b in o finito tra le ruote. In q u an to alla sua generosità ri­ cordiam o u n episodio ta n to stran o q u an to autentico. R icostituitisi i p artiti politici, su­ bito dopo la seconda guerra m o n ­ diale, e dovendo far fronte alle spe­ se per d ar vita al P a rtito C o m u n i­ sta, in cui m ilitava anche nella clan­ destinità sotto il fascism o, vendet­ te u n a m ula e ne consegnò il rica­ vato alla segretaria del P a rtito . Gli venne lo scrupolo p erò per aver tra tte n u to — cosa del tu tto logica essendo la m ula di sua p ro p rietà — u n ’insignificante q u o ta . E bbene: confessò, coram p o p u lo , nella Se­ zione « G ra m sc i» q u est’atto di de­ bolezza autoescludendosi per un an n o dal p a rtito , sentendosene indegno. D ue episodi che ci d an n o il p ro ­ filo di un uom o raro , eccezionale. E m entre da un lato ci com m o ­ viam o per ta n ta generosità e per la pulita coscienza m o stra ta, ci viene, oggi, di sorridere a fro n te delle ru ­ berie che sono state consum ate tra i partiti che governarono l’Italia per q u a ra n t’anni. U n esem pio, questo di Ciccio M aniscalco, che va rico r­

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Struggente nostalgia Pubblichiam o la lettera fattaci pervenire dal più appassionato lettore del «L a Voce di Sam buca», Giuseppe Sciamè. Emigrato con la sua fam i­ glia in Piem onte, non ha mai perduto i contatti con la sua «Sam buca». Il tramite consolatorio di tanta nostalgia l’ha trovato nel nostro giornale al quale è abbonato dal 1963. Un «Sam bucese autentico» che ricorda uo­ mini e cose, povertà e sudori. N on potè frequentare le scuole elementari perché il quaderno costava due soldi. E Peppino, oggi ottantacinquenne, non li aveva. La Voce gli ha insegnato a leggere e scrivere. La lettera che pubblichiamo, com e le tante che nel passato ci ha spedite sono di suo pu­ gno. N on, quindi, questo foglio è servito a superare la strugGente nostal­ gia per le quattro pietre di questa nostra città, ma ad imparare com e si scrive e come si legge. Grazie, Sciamè, per l’insegnamento che ci dai.

Il direttore Alfonso Di Giovanna Egregio signor Direttore, questa mia poca salute m i consen­ te di disturbare la sua pacifica sere­ nità scrivendo la mia mano tremante quanto segue. Dal 1963 sono un appassionato let­ tore del giornale L a Voce da lei fo n ­ dato, e posso dire con il cuore fra le m ani che ho sentito fin o a ll’ultimo una grandissima soddisfazione leg­ gendo il com ponim ento delle meravi­ gliosi e belli articoli e anche istrutti­ vi, in particolare per m e anziano che nei lontani tem pi sconoscevo il mio maestro, solo perché la miseria non ci consentiva di comprare il quader­ no di due soldi. Quello che io malamente scivo e che lei legge l ’ho imparato nei campi con la guida di qualche compagno che sapeva p iù di me e ne sono grato e ri­ conoscente. Come dicevo il giornale La Voce è pure il mio caro maestro imparando quello che non so. Essen­ do un bambino di 85 anni imparo tan­ te cose soprattutto com e allontanare la mia nostalgia. L a figura di questo giornale è co­ m e la mia m am m a che venendo da lontano m i porta le sue notizie, il suo dolce sorriso, i suoi caldi baci. Ecco il valore di questo foglio. Quando m i arriva il giornale non posso saziarmi di leggere il suo contenuto, e sento la gioia e l ’odore del m io paese natale. Sento l ’odore dei luoghi dove io la­ voravo, dove ho passato i m iei anni di giovinezza, e penso che com e me ce ne sono parecchi sparse per le vie

del mondo. Ecco che io classifico il giornale un piccolo organo della mia vita e lo desidero e lo voglio perché ne sento il vero bisogno dandom i un p o ’ di respiro, un p o ’ di armonia, al­ lontanando dalle ore di sofferenza. Come dicevo porto il peso di 85 an­ ni, gli anni più difficili della mia vi­ ta, vicino le p orte del tramonto. Ec­ co che il giornale m i incoraggia a vi­ vere e p er questo prego cortesemente a ll’interessato alla spedizione di con­ solare questo povero vecchio con la buona volontà di m andarmi il gior­ nale. L ’ultim o l ’ho ricevuto poco tempo fa , era il n. 137 di ottobre, ora aspetto quello di novem bre e dicem­ bre. L ’aspetto com e oggetto prezio­ so! In questa occasione vorrei dire che sono rimasto profondam ente addolo­ rato per l ’immatura scomparsa del ca­ ro amico Baldassare Gurrera. Sono certo che la cittadinanza di Sambuca ne è rimasta addolorata... io perso­ nalmente ho ricevuto una sua lettera con la data del 1 0 dicembre 1993, il giorno della stentania morte. Ricor­ dandom i gli anni della sua infanzia conoscendolo ne! lontano 1924 nella campagna di suo nonno a San Giacomo. Signor Direttore la prego cortese­ mente volermi scusare per questo mio prolungamento. Ringrazio di cuore la sua buona pazienza con un caro sa­ luto per lei e i cari collaboratori del giornale.

Giuseppe Sciamè

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d ato in un m om ento in cui ab b ia­ m o bisogno di « q u a d ri» onesti, ge­ nerosi, m o ralm en te sani. Nel giorno dei funerali il più bel­ lo elogio lo h an n o tessuto q u an ti lo co n o b b ero perché « a larghe m ani p ro fu se l’ab b o n d a n za delle sue v irtù » . D a queste colonne p o rg iam o a f­ fettu o se condoglianze al n o stro G iovanni e consorte M aria M ontalb an o , a ll’affettu o sa m oglie, signo­ ra M aria Lino, ai nipoti, Francesco e D aniela, che ta n to gli vollero bene.

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ché riten iam o che, allo stato , sia un a stru ttu ra indispensabile per S am buca. E poi, per restare nelle p roposte, occorre fare di S am buca u n a desti­ nazione tu ristica, inten d en d o con ciò « q u ella località dove u n viag­ g iatore di passaggio, né per rag io ­ ni di lav o ro , né per studio, spende un m inim o di due ore e di ventim i­ la lire» . N oi riten iam o che si po ssa e si deb b a lav o rare nel m edio p eriodo a questa ipotesi di lavoro, al fine di indirizzare la n o stra econom ia ver­ so strad e diverse d a quelle attu ali, pur con un a interazione tra le diver­ se risorse. E d allo ra, tu tti al lav o ro per d a ­ re a Sam buca un fu tu ro possibile ed assicurare alla n o stra C o m u n ità u n a c o n c r e ta c r e s c ita so c io eco n o m ico -cu ltu rale.

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Un coraggioso salvataggio U na coraggiosa m a ra to n a per uscire dalla crisi vinicola — T re poli di intelligenze per superare le d iffi­ coltà in cui versa — com e le ta n te altre cantine sociali — la C an tin a C ellaro di S am buca. A m m in istra­ zione C om unale (Sindaco), C a n ti­ n a Sociale (Presidente G eom . M angiaracina) e C assa R urale (D iretto ­ re D r. T om m aso Di G iovanna) im ­ pegnati in un possibile salvataggio. C on piacere app ren d iam o che, p ro m o to re il Sindaco S alvatore M o ntalbano, si è pervenuti ad un co­ m une im pegno con l ’unico sopo di salvare u n asse p o rtan te dell’eco n o ­ m ia sam bucese, la C a n tin a C ellaro. È nelle speranze della cittadinanza che si possa pervenire al saldo delle scoperture e al rilancio di questa g loriosa e im p o rta n te stru ttu ra . Gli im pegni presi sono nel do cu ­ m ento che di seguito pubblichiam o. Esimio signor Presidente, come è no­ to la Cantina Cellaro sta attraversando una grave crisi economico-finanziaria. Questa amministrazione ha ricevuto da diverse parti sociali sollecitazioni per promuovere iniziative capaci di aiuta­ re, nel rispetto dei rispettivi ambiti isti­ tuzionali la cooperativa Cellaro. Considerato che l ’istituto bancario da Lei presieduto ha svolto e svolge un ruolo importante nell’economia sambucese, la Giunta Municipale, che ho l ’onore di rappresentare, sensìbile alle problema­ tiche economico-sociali della nostra co­ munità, ritiene utile ed opportuno pro­ muovere un incontro con codesta Presi­ denza unitamente al Consiglio d ’Am m i­ nistrazione, che potrebbe tenersi giorno 5 gennaio 1994 alle ore 17,30presso il ga­ binetto del Sindaco per valutare assieme la eventualità di un coinvolgimento di codesto istituto bancario in una azione di ricerca di soluzioni utili al risanamento della Cooperativa Cellaro, struttura pri­ maria dell’economia sambucese. In attesa di un riscontro positivo si co­ glie l ’occasioneper porgere distinti saluti. L a G iu n ta M unicipale, la P re si­ denza della C . R .A . di Sam buca di Si­ cilia, la P residenza della C a n tin a C ellaro, si sono riunite in data 10.01.94, alle ore 11,00 nel gab in et­ to del Sindaco per a ffro n ta re u n ita ­ m ente le problem atiche econom iche della C ooperativa Cellaro nell’attu a­ le m om ento in crisi del settore. Sono presenti: M o n talb an o G iu­ seppe Salvatore, M aggio M ichele, L am an n o N icolò e Di Bella C ristofo ro in rap p resen tan za della G iun­ ta M unicipale; M angiaracina Salva­ to re, M iceli G iovanni, R andazzo V incenzo, C am pisi D om enico in

— Il Sindaco P ro f. S alvatore M o n ­ ta lb an o h a convocato il C onsiglio — per il giorno 31 gennaio 1994 con il seguente O rdine del giorno:

rappresentanza della C an tin a Cella­ ro; C atalanotto Liborio, Di G iovan­ na T om m aso, Di G iovanna A urelio in rap p resen tan za della C .R .A . Introduce il Sindaco, relazionan­ do sugli incontri avuti separatam en­ te con la C .R .A . e con la C oop. C ellaro e fa presente che dagli in ­ contri avuti è em ersa una chiara vo­ lontà delle parti ad affro n tare i p ro ­ blem i attrav erso u n a precisa colla­ borazione. Il P residente della C oop. C ella­ ro espone le pro b lem atich e del set­ to re vitivinicolo ed in p artico lare quella della C a n tin a e ribadisce la ferm a volo n tà di co llab o rare nel­ l’interesse dei viticoltori con la C .R .A . e di accettare le richieste della stessa in m erito a ll’indagine s u lla s itu a z io n e e c o n o m ic o fin an ziaria e p atrim o n iale della C a n tin a, riservandosi di riferire al Consiglio di A m m in istrazio n e e di deliberare in m erito. Gli altri rap p resen tan ti della C oop. C ellaro intervengono co n d i­ videndo le m o d alità per p o tere a t­ tuare la collaborazione tra i due en­ ti, (C .R .A . e C antina). Intervenendo i rap p resen tan ti della C .R .A . rib ad isco n o che l ’in ­ tervento della C assa nella p ro b le­ m atica globale della C an tin a C ella­ ro n on p uò essere in alcuna m an ie­ ra ipotizzato se prim a non venga ac­ c e rtata la situazione p atrim o n iale, econom ica e fin an ziaria della C a n ­ tin a e q u a n t’altro si rite rrà o p p o r­ tuno, attraverso un a indagine cono­ scitiva com piu ta d irettam en te e /o tram ite esperti di p ro p ria fiducia, così com e dich iarato n elF incontro col S indaco del 5.1.94. L a C assa p recisa che n o n p o trà iniziare d etta indagine se, prelim i­ narm ente, non le verrà dato fo rm a­ le consenso scritto da p arte del Consiglio di A m m inistrazione del­ la C antina. P e rta n to , in o rdine alla d u ra ta dell’indagine di cui tra tta si e delle conseguenti p ro p o ste di soluzione che verran n o p ro sp ettate al C onsi­ glio ed ai Soci della C a n tin a C ella­ ro , la C assa chiarisce che, date la serietà e la com plessità del p ro b le­ m a, il tem po occorrente n o n p o trà essere inferiore ad un mese. D a ciò si ravvisa la necessità d ell’urgenza della autorizzazione. L ’in co n tro si conclude con l’as­ sunzione di responsabilità nell’am ­ bito delle proprie com petenze e con spirito di proficua collaborazione al fine di tutelare l’econom ia sam ­ bucese.

Sambuca come Sarajevo presaglia e che ci induce a riflette­ re n on solo per stigm atizzare l ’ac­ cad u to m a per porci dinanzi a noi stessi e verificare dove abbiam o fal­ lito com e edu cato ri, genitori, am ­ m in istratori. L a devianza è il sintom o di u n a società m a lata che n o n è riuscita a p ro p o rre m odelli validi e n on è sta­ ta in g rado di creare re a ltà positi­ ve, occasioni costruttive di confron­ to , di im pegno, di lavoro. L a devianza tro v a terreno favore­ vole dove m an can o le stru ttu re p ro ­ positive, capaci di aggregare gli in ­ teressi dei giovani, dove n o n esiste u n a fruizione razionale dello spazio u rb an o , dove l’iniziativa di organiz­

Attività del Consiglio Municipale

zare il tem po libero viene lasciata a chi non è abilitato a farlo, consenten­ do in questo m odo che essi, subendo il fascino di m odelli negativi, diven­ tino m anovalanza della crim inalità. C he cosa è stato fa tto di concre­ to per i giovani? D a diversi an n i dalle colonne di questo giornale ab b iam o in vitato gli am m inistratori ad occuparsene, attrav erso lettere ap erte, p ro p o ste, iniziative. P u rtro p p o le stru ttu re sportive e sociali sp ro fo n d a n o nel degrado, com plici i giovani che, a t­ traverso i loro atti vandalici, invia­ no il loro chiaro messaggio: « A che servono? D istruggiam ole».

ANTEA

Licia Cardillo

— P re sa d ’a tto dim issioni C o n si­ gliere G u lo tta P ao lo ; -— S u rro g a C o n sig lie re d im is­ sionario; — A pprovazione regolam ento-tipo sulle m o d alità di affid am en to di lavori pubblici m ediante cot­ tim o fid uciario, ai sensi dell’a rt. 42 della L .R . 10/93; — R innovo della concessione Ser­ vizio U rb an o alla C oop. A utotrasp o rti A d ran o n e; — S urro g a co m ponente com m is­ sione case po p o lari; — A pp ro v azio n e pian o program ' m atico di occupazione, relativo all’an n o 1994; — A p p ro v azio n e p ro g ram m a leg­ ge Reg.le L .R . n. 2 2 /8 6 piano di spesa com plessiva anno 1994 e ren d ico n to 1993; — A ttivazione servizio assistenza

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dom iciliare agli anziani legge Reg.le L .R . 87/81 e 14/86 art. 11, app ro v azio n e cap ito lato d ’oneri e b an d o di G ara; T ra tta tiv a p riv ata relativa alla fo rn itu ra di segnaletica stra d a ­ le per il nuovo centro ab itato ; T ra tta tiv a p riv ata relativa alla fo rn itu ra nolo p ala m eccanica d a utilizzarsi nella discarica in C .d a P o rcaria; T ra tta tiv a p riv ata relativa alla riparazione dell’autom ezzo co­ m unale A lfa 75 targato 302179; T ra tta tiv a p riv ata relativa alla fo rn itu ra e distribuzione di p ro ­ d o tti chimici per la d isin festa­ zione e derattizzazione del cen­ tro ab itato ; T ra tta tiv a p riv ata per la fo rn i­ tu ra di pali, rete; filo per la re ­ cinzione della discarica per inerti in località M isilbesi; A dozione P ian o di recupero; A dozione P iano R egolatore Generale; Il p u n to 2 dell’o .d .g . in te g rati­ vo è così m o d ificato : « G iu ra ­ m ento e co nvalida Consigliere chiam ato alla su rro g a» ; A pprovazione regolam ento dei concorsi.

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