Latitudes Travel Magazine Febbraio 2018

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Sommario

Camargue Foto di Daniele Bellucci


Siena International Photo Awards Il mondo oltre l’obiettivo

Transmongolica In viaggio verso l’Oriente

Camargue Orgoglio gitano

Cina Sette giorni in Hunan

Abruzzo Scanno.Amato borgo

Filippine Discover Filippine


Febbraio 2018

Redazione:

Via Pisacane, 26 20129 Milano tel. +39 02.36511073 redazione@latitudeslife.com Foto di Alexander Vinogradov

Hanno collaborato

Graziella Leporati Ennio Maffei Daniele Bellucci Eleonora Costi

Fotografi

Franco Cappellari Ennio Maffei Daniele Bellucci Eleonora Costi

Pubblicità

Info

Hunan Foto Ennio Maffei


n°112 Febbraio 2018

Direttore Responsabile Eugenio Bersani

eugenio@latitudeslife.com

Photo Editor Lucio Rossi

lucio@latitudeslife.com

Sales Manager

Lanfranco Bonisolli

lanfranco@latitudeslife.com

Redazione

Francesca Calò

francesca@latitudeslife.com

Graphic

Arianna Provenzano

arianna@latitudeslife.com


Land art in Sicilia


Land art in Sicilia




Land art in Sicilia


Land art in Sicilia


SIENA INTERNATIONAL PHOTO AWARDS Autunno.Tempo di Langhe

Hindu monk - Foto di Mohammed Alhajri


Autunno.Tempo di Langhe

SIENA INTERNATIONAL PHOTO AWARDS

IL MONDO OLTRE

L’OBIETTIVO

Un viaggio inedito, attraverso lo sguardo dei grandi fotografi protagonisti della terza edizione del Siena International Photo Awards Festival 2017. Un giro del mondo visto da una prospettiva inusuale e toccante, immortalando cittĂ e architettura, natura e animali, persone e volti. Siena International Photo Awards 2017


SIENA INTERNATIONAL PHOTO AWARDS Autunno.Tempo di Langhe

Abuna Yemata - Foto di Carl Avery


Autunno.Tempo di Langhe


Autunno.Tempo di Langhe

Sand Hills Cranes Foto di Randy Olson, USA Questa fotografi a riporta a un’epoca passata in cui gli Stati Uniti potevano contare su flussi importanti e grandi spazi per la migrazione delle gru di Sandhill. Oggi, solo una piccola area del fiume Platte in Nebraska riesce ad ospitarle tutte. La sera in cui ho scattato la foto, i volontari della Crane Trust hanno contato ben 413.000 gru di Sandhill… molte più di quante ne abbiano mai rilevate prima. Questi uccelli incontrano difficoltà sempre maggiori nel trovare habitat adatti durante le loro migrazioni, che spaziano dalla Siberia all’America del Sud.


Autunno.Tempo di Langhe


Autunno.Tempo di Langhe


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Dressing - Foto di Xiangli Zhang


Autunno.Tempo di Langhe


Autunno.Tempo di Langhe

Eve-Teasing Foto di Pronob Ghosh, Bangladesh Stavo passeggiando a Bangalore, in India, nella zona di Lalbagh, quando mi sono imbattuto in alcuni splendidi murales. Ho notato questa ragazza che stava parlando al telefono e lo sfondo mi ha in qualche modo fatto pensare a tutte le ragazze che ogni giorno devono affrontare abusi verbali. La vera ragione di questi murales, oltre che decorativa, è quella di dissuadere gli uomini dall’urinare per strada.


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Elder of Dongbei - Foto di Yijun Xia


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Children of Uganda Foto di Ya Kuang, China I bambini di questo villaggio dell’Uganda non ricevono l’istruzione e l’assistenza medica di base. L’immagine ritrae il momento in cui un volontario cinese di nome He Yang sta distribuendo cibo e beni primari. Sarei felicissimo se la mia foto riuscisse a suscitare una maggiore attenzione su questi bambini, che hanno un disperato bisogno di aiuto.


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Fishing with lights - Foto di Emmanuel Rondeau


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Autunno.Tempo di Langhe

Pandas gone wild Foto di Ami Vitale, USA Ye Ye, un panda gigante di 16 anni, poltrisce nella immensa riserva naturale di Wolong. Il suo cucciolo di 2 anni, Hua Yan (Pretty Girl), è stato liberato nella natura dopo due anni di “Panda Training”. Il suo nome, i cui caratteri rappresentano il Giappone e la Cina, celebra l’amicizia tra le due nazioni.


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Freischwimmer


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The Morning Ritual Foto di Nick Ng, Malaysia Un uomo, la mattina presto, si lava i piedi prima di bagnarsi e immergersi nel fiume Hooghly, il ramo occidentale del delta del Gange. Fare il bagno nel Gange fa parte della cultura popolare secondo la quale, cosĂŹ facendo, si rende omaggio ai propri antenati e alle proprie divinitĂ .


Autunno.Tempo di Langhe


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Il Volo - Foto di Willy Sanson


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Middle earth Foto di Enrico Fossati, Italia Prima di visitare il monte Assiniboine, credevo che certi luoghi esistessero solo nei romanzi come “Il Signore degli Anelli”. Questo luogo invece esiste veramente e racchiude tutte le meraviglie di un paesaggio alpino: vette, laghi, cascate, ruscelli. È assolutamente selvaggio e l’atmosfera che vi si respira è unica.


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Love light - Foto di Andy Goodwin


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Berlin biker Autunno.Tempo di Langhe

Foto di Wenpeng Lu, China Nella pittura classica dei paesaggi, c’è sempre almeno una minima presenza umana capace di favorire una visione prospettica e in scala. La fotografi a urbana può scegliere di concentrarsi sui dettagli architettonici e diventare arte astratta, oppure onorare la tradizione e mettere gli edifici in relazione con le persone. Nella maggior parte dei casi, le sagome umane sembrano dominate dalle gigantesche proporzioni dell’architettura contemporanea. In questo caso, le ruote della bicicletta agiscono come un contrappunto ironico all’occhio dell’edificio. L’architettura avrebbe potuto risolvere la quadratura del cerchio, ma il ragazzo non se ne preoccupa e pedala felice.


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Mother Love - Foto di Fang Li


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Simply Motions Foto di Petr Lovigin, Russia

Ogni estate mi reco in un villaggio dove incontro le mie due simpatiche “fidanz che ritrae le due “babushke” russe mentre giocano a calcio o mentre fanno ginn


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zate”. L’immagine è tratta da una lunga serie di foto intitolata “Simple Motions”, nastica.


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Repair - Foto di Marcel van Balken


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Autunno.Tempo di Langhe

Foto di Edoardo Agresti

SIENA INTERNATIONAL PHOTO AWA

Il Siena International Photography Aw internazionale. All’edizione 2017 hann dilettanti e amatori provenienti da 16 Informazioni al sito ufficiale sipaconte


Autunno.Tempo di Langhe

WARDS

wards è oggi uno dei contest di fotografia con la più alta partecipazione no concorso quasi 50 mila immagini, inviate da fotografi professionisti, 61 Paesi del mondo.Le iscrizioni al concorso scadranno Lunedì, 12/02/2018. est.com


IN VIAGGIO VERSO In viaggio verso l’Oriente

Testo e foto di Eleonora Costi www.eleonoracosti.com


TRANSMONGOLICA

L'ORIENTE In viaggio verso l’Oriente

Più di 9.000 km, attraverso 2 continenti, 3 grandi nazioni, 5 fusi orari, numerose città, sterminate steppe, un immenso lago e uno sconfinato deserto. Da Mosca a Pechino sferraglia la più lunga linea ferroviaria al mondo: tutti a bordo della Transiberiana.

Transmongolica

LAT 47,00 N


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L

a Transmongolica è un viaggio-leggenda. Un viaggio che riporta indietro nel tempo, permettendo di conoscere e scoprire culture e usanze molto diverse tra loro. Affrontare questo percorso vuol dire lasciarsi sedurre da incredibili paesaggi: dal ghiacciato lago Baikal, allo sconfinato deserto del Gobi e infine dalla suggestiva muraglia cinese. Non si tratta di un viaggio facile: tra dicembre e gennaio le temperature sono tutt’altro che miti. E prendere un treno in Russia è più difficile del normale. Perché? Beh partiamo dal fatto che le scritte sono tutte in cirillico quindi per trovare il nome della vostra fermata dovete quantomeno riuscire a tradurlo nel nostro alfabeto. Ma la problematica principale è un altra, decisamente più curiosa. In Russia non c’è un unico fuso orario, quindi attraversarla tutta vuol dire affrontare fino a 5 fusi orari diversi.


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In viaggio verso l’Oriente


In viaggio verso l’Oriente

Eppure le stazioni funzionano tutte basandosi sull’orario di Mosca. Per prendere un treno a Ekaterinburg alle 16 ora locale vuol dire cercare sul tabellone un treno in partenza a mezzogiorno. Potete immaginare la confusione. Una volta adattati al calcolo non vi resta che salire sul treno e cercare la carrozza giusta, capire se la vostra cuccetta è sotto o sopra e sperare di avere dei compagni di viaggio poco chiassosi. Esistono in realtà tre classi, in base al numero di posti per cuccetta: prima classe con due letti e il bagno privato, seconda con quattro posti e in terza 56 ovvero non ci sono divisori all’interno delle carrozze.


In viaggio verso l’Oriente

I treni non sono veloci e fanno tantissime fermate intermedie. Il tempo di fermata in ogni stazione varia dai 2 ai 40 minuti e i dati sono riportati su un foglio appeso in corridoio così ci si può fare un idea di quanto tempo si ha a disposizione per scendere dal treno. Sta a voi decidere come affrontare questo percorso, se percorrerlo tutto d’un fiato o se scendere e fermarvi per scoprire i magnifici paesaggi che queste terre offrono. La nostra prima tappa è Nizhny Novgorod. Fuori nevica: strade, case e auto sono coperte di neve. Il clima inizia ad essere sempre più gelido ma questo non ci ferma. La nostra prima meta è il Cremlino, la fortezza della città russa di Nižnij Novgorod, di cui rappresenta il centro storico.


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In viaggio verso l’Oriente

Lo spettacolo è magnifico: tra i palazzi maestosi l’orizzonte è ormai invisibile. Ci sentiamo come risucchiati dal nulla assoluto. Girovagando tra le mura scopriamo la fiamma eterna. Memoriale delle seconda guerra mondiale. Tra le diverse città decidiamo di fermarci a Ekaterinburg, famosa per la chiesa ortodossa russa costruita tra il 2000 ed il 2003 sul luogo dove l’imperatore Nicola II di Russia, la sua famiglia e alcuni domestici furono uccisi dopo la Rivoluzione russa; e poi a Novosibirsk, capitale della Siberia e infine a Irkutsk, per lasciarci ammaliare dal maestoso lago Baikal. Per affrontare le 75 ore di viaggio è


In viaggio verso l’Oriente

bene fare incetta di film, letture, settimane enigmistiche e giri al vagone ristorante tanto per cambiare un po’ aria. Arrivati a Irkutsk il vero freddo siberiano è lì ad accoglierci puntuale. Ma le tute termiche hanno la meglio. Eccoci quindi diretti al Lago Baikal,una delle sette meraviglie della Russia. Lungo 636 chilometri su una superficie di oltre 31mila chilometri e la sua profondità supera i 1600 metri. Il volume d’acqua che contiene è maggiore di quello dei cinque grandi laghi americani messi insieme. Un bacino antichissimo, che contiene il venti per cento delle acque dolci della terra, e la cui temperatura dell’acqua può raggiungere i -35 gradi.


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Al confine tra la Russia e la Mongolia il paesaggio inizia a cambiare, dai boschi si passa alle incredibili distese di neve, dai palazzoni russi si passa alle casette dei piccoli villaggi. Anche gli abitanti perdono man mano le marcare caratteristiche russe ed iniziano ad avere alcune particolarità dei popoli mongoli. La cucina ha molte contaminazioni, ad esempio i classici dumpling russi iniziano ad essere sempre più simili ai dim sum asiatici. Ultima tappa russa è Ulan Ude, situata nel cuore della Siberia, questa città è famosa per essere il principale centro buddista della Russia. Decidiamo così di inoltrarci in un piccolo villaggio nei dintorni della città, tra colline innevate, circondati dalle case tipiche della Buriazia, le


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yurte. I Buriati sono una popolazione di origine mongola come dimostrano i tratti somatici, e molti delle loro usanze, come l’allevamento itinerante, praticato dalla maggior parte dei popoli nomadi delle steppe, e l’uso di yurta per il pernottamento. Dopo un abbondante pasto a base di buuzy, ravioli tipici e whisky locale fatto di latte, pinoli e lievito con una gradazione di 40 gradi ci sentiamo pronti per scollinare e dirigerci in Mongolia. La capitale, Ulan Bator, ha un clima subartico influenzato dai monsoni e secondo le Nazioni Unite, questa città, che conta ormai più di un milione di abitanti (più di un terzo della popolazione del paese) è la seconda città più inquinata del mondo.


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Le premesse non sono delle migliori ma una volta iniziato il giro della città ci rendiamo conto di quanto la situazione sia peggiore del previsto. Il traffico è surreale, la mascherina è d’obbligo e respirare è difficoltoso. Decidiamo cosi di spostarci verso il parco del GorkhiTerelj. Ci vuole quasi un ora di macchina ed è impossibile non rimanere colpiti dal completo cambiamento di scenario: dai palazzi in costruzione di Ulan Bator, che i ricorda un po’ una Gotham City fatiscente, piano piano ci si addentra nel nulla più totale. Solamente distese, immense distese di neve. Intorno a noi solo alberi e gher (le tipiche case mongole) poi ad un certo punto in mezzo a tutta questa natura sorge lui, il Terenji Hotel, una sorta di Budapest hotel decisamente datato ma di un incredibile fascino. Ci lasciamo inghiottire dalle meraviglie del parco, dal suo fiume innevato, da un imponente roccia a forma di tartaruga e infine una bella camminata per raggiungere il tempio buddista del parco. I treni da Ulan Bator a Pechino, ultima tappa, non passano tutti i giorni ma solo due volte a settimana. Un viaggio di30 ore e finalmente si arriva a Beijing, stanchi ma consapevoli di aver affrontato un viaggio che difficilmente potremo scordare. Testo e foto di Eleonora Costi © LATITUDESLIFE.COM RIPRODUZIONE RISERVATA

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In viaggio verso l’Oriente


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In viaggio verso l’Oriente


ES U TIT

In viaggio verso l’Oriente

Transmongolica

Come arrivare: Se si decide di affrontare questo viaggio da Mosca a Pechino bisogna prendere il volo di andata e di ritorno da città diverse, scegliendo in autonomia orari, giorni e compagnie in base alle offerte del periodo.

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Quando andare: Clima: La Transmongolica è attiva tutto l’anno, quindi il viaggio può essere realizzato in qualsiasi momento. Quello presentato in queste pagine è stato realizzato tra Dicembre e Gennaio. Nei mesi invernali il paesaggio innevato è sicuramente mozzafiato ma bisogna attrezzarsi per le gelide temperature. Si passa dai -5 gradi di Mosca ai -35 di Ulan Baatar, per cui è necessario dotarsi di abbigliamento tecnico adeguato: termiche, calzamaglie e scarpe da neve. Dove dormire: Per quanto riguarda le notti sul treno,si può scegliere tra tre tipologie di classi: Prima classe: Spalny Vagon, è lo scompartimento più caro, per due persone e con 2 cuccette che si trasformano in posti a sedere durante il giorno. Il bagno è privato e si trova all’interno dello scompartimento. Seconda classe: Kupé, scompartimenti per 4 persone, con due cuccette sopra e due sotto, il bagno è in comune con tutto il vagone. Terza classe: Platzkart, a differenza della prima e della seconda, la terza classe è un vagone aperto con cuccette, in cui non ci sono né compartimenti né tende divisorie. Più adatta a tragitti brevi. Dove mangiare: Sul treno è possibile consumare i pasti nel vagone ristorante, dove potrete trovare piatti caldi come stufati e zuppe oppure,


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In viaggio verso l’Oriente

durante le soste, fare rifornimento in qualche negozio per poi mangiare nelle proprie cuccette. La maggior parte dei viaggiatori si rifornisce di zuppe/noodle in brodo nei quali basta aggiungere solo dell’acqua calda (disponibile gratuitamente in ogni vagone).

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Lingua: Sul treno gli ospiti sono internazionali e le lingue ufficiali a bordo sono inglese, tedesco e francese. Il personale del treno è di nazionalità russa e parla poco e male l’inglese, qualche parola in più di tedesco. In Cina l’inglese è parlato sufficientemente dal personale degli alberghi il resto della popolazione parla quasi unicamente il mandarino. Anche in Mongolia l’inglese è conosciuto quasi soltanto negli alberghi e in generale dove sono abituati a trattare con i turisti. In Russia è possibile esprimersi in inglese quasi solo nei grandi alberghi. A questi problemi si aggiungono quelli che nascono dalla differenza di alfabeto in tutti e tre i paesi attraversati. Un piccolo dizionario con frasi fatte in cinese e russo può essere di grande aiuto. Documenti: Una volta prenotati i biglietti aerei bisogna richiedere i visti. Per farlo è consigliabile affidarsi ad un’agenzia di viaggi così da gestire al meglio tempistiche e documentazione. Per richiedere ogni visto i documenti necessari sono il passaporto con validità residua di almeno 60 giorni per permanenze entro i 30 giorni; 1 foto tessera; il modulo per il rilascio del visto compilato. Il primo visto da richiedere è quello Russo che può metterci fino a 15 giorni, poi il visto Mongolo, 10 giorni e infine il visto Cinese, il più veloce che ci mette in media 5 giorni. Ovviamente ogni visto ha un costo che dipende anche dalle commissioni delle agenzie.


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In viaggio verso l’Oriente

Transmongolica

Vaccini: Non è richiesta nessuna vaccinazione in particolare. Si raccomanda però di portare con sé un minimo di farmaci di uso comune. L’acqua del rubinetto non è mai potabile in Cina. consumare acqua e bibite da contenitori sigillati, non mangiare verdura cruda e frutta con la buccia, e si consiglia l’osservanza delle elementari regole di igiene. Viaggio organizzato: Per un viaggio organizzato ci si può affidare ad Azonzo Travel un operatore specialista dei viaggi su misura. Per le quotazioni del viaggio visitare la pagina del viaggio organizzato.

Valuta: Il Renminbi, noto anche come Yuan, è la valuta cinese; il Tugruk è la valuta mongola e il Rublo quella russa. Valute straniere, in particolare Euro e Dollari americani sono largamente accettati negli alberghi. Fuso orario: Durante tutto il viaggio si attraverseranno 7 diversi fusi orari ma bisogna fare molta attenzione soprattutto in fase di prenotazione e quando acquistate i biglietti: sul sito delle ferrovie russe, così come in tutte le stazioni e a bordo dei treni, l’orario è espresso in base all’orario di Mosca. Religione: La Repubblica Popolare di Cina è ufficialmente atea. La popolazione religiosa si suddivide però in: Confuciana, Taoista, Buddhista, Cristiana. Islamica. La religione della Mongolia è buddhista tibetana. La religione tradizionale e quella attualmente più diffusa in Russia è il cristianesimo ortodosso.


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In viaggio verso l’Oriente

Elettricità: Sul treno le prese di corrente sono di tipo occidentale, ma non in tutti gli alberghi è la stessa cosa. Per stare al sicuro conviene portare con sé un adattatore per Cina ed Europa orientale, in modo da ricaricare senza problemi telefoni cellulari e batterie dell’attrezzatura fotografica.

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Telefono: Lungo quasi tutto il percorso da Pechino a Mosca la copertura dei telefoni cellulari è buona ed è possibile utilizzare i GSM abilitati al roaming internazionale. Fanno eccezione le zone più remote e isolate del Deserto del Gobi e della Siberia. Nessun problema nelle città che si attraversano. Per telefonare dall’Italia in Russia comporre lo 007 seguito dal prefisso 095 per Mosca. Mongolia: comporre il prefisso internazionale 00976. Prefisso teleselettivo per la Cina: 0086. Per telefonare in Italia aggiungere 0039 all’indicativo della città che volete raggiungere e il numero abbonato. Shopping: In Cina materiale elettronico. In Mongolia si possono comprare ottimi prodotti in cachemire. Mentre in Russia per chi è amante della vodka se ne possono trovare di pregiatissime ad un costo inferiore rispetto al normale mercato. Link utili: Per ottenere il prezzo più economico possibile e senza intermediari, la cosa migliore da fare è comprare i biglietti nel sito web delle ferrovie russe. I biglietti potranno essere acquistati con 45 giorni di anticipo. Oppure si può fare riferimento ad alcune agenzie intermediarie (anche online) come RussianTrain che vi invierà direttamente a casa i biglietti in formato cartaceo.


Orgoglio gitano

Testo e foto di Daniele Bellucci www.festivalnelmondo.com

ORGOGLIO


Orgoglio gitano

Accorrono da tutta Europa per celebrare la loro Santa, Sara la Nera. Gitani, nomadi e zingari si danno appuntamento qui, a maggio, nell’accogliente Camargue, per celebrareil loro essere pacifici cittadini del mondo.

Camargue

LAT 43,32 N


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano

S

aintes-Marie-de-la-Mer è una cittadina delle Camargue che si affaccia sul Mediterraneopraticamente immersa nel deltadel Rodano. Pur vantando origini romane ed esibendo una gradevolezza estetica costituita da un tappeto coerente di casette bianche _ per lo più abitazioni dei pescatori locali _ contrappuntato da alcuni monumenti di un certo rilievo, per la maggior parte dell’anno viene trascurata a favore di città e siti turistici ben più prestigiosi dell’area basso provenzale come Arles, Nimes, Avignone, AiguesMortes, o soltanto utilizzata come punto di appoggio per la visita della celeberrima oasi naturalistica diPont de Gau, che ospita una delle più numerose coloniedi fenicotteri rosa in Europa. Ma il 24 e il 25 maggio di ogni anno diventa il centro di attrazione per i gitani di tutto il mondo, che si riversano in questa località con ogni mezzo (camper, roulotte, carrozze, auto scassate) per venerare la loro patrona, Santa Sara la Nera, la cui statua e le reliquie sono conservate all’interno della cattedrale romanica diNotreDame-de-la-Mer.


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano

La leggenda narra che durante i primi anni dell’impero romano approdassero in questo luogo, fuggite dalle persecuzioni in Palestina, le “Marie del Mare”, Maria Maddalena, Maria Iosè e Maria Salomé, insieme alla loro serva Sara la Nera (un’altra leggenda racconta che Sara le accogliesse sul posto). Non si conosce l’origine di questa servitrice né il motivo per cui fu scelta come Santa Patrona (non riconosciuta dalla Chiesa) dalle comunità dei Manouches, Coradores, Sinti e Rom di tutto il mondo;fatto sta che ogni anno migliaia di gitani partono dalle loro case o accampamenti percorrendo centinaia di chilometri


Orgoglio gitano

per onorare la loro patrona in questa piccola località balneare raggiungendola anche numerosi giorni prima del 24 maggio, data in cui inizia la prima processione della Santa (seguita da un’altra l’indomani dedicata alle “Marie del Mare”). La cerimonia inizia dall’apertura mattutina della cattedrale nella cui cripta i gitani vanno a pregare la Santa addobbando la sua statua (che verrà più tardi portata in processione) con vestiti e gioielli. In questa fase i gitani si dividono tra coloro che partecipano alla Messa seguente e quelli che si affollano dentro e fuori i locali a bere, suonare, cantare e ballare in mezzo in un turbinio di melodie e ritmi disparati, ma di matrice rigorosamente gitana.


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano

Suonare, cantare e ballare

in mezzo a un turbinio di MELODIE E RITMI

DISPARATI,

MA DI MATRICE RIGOROSAMENTE gitana.


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano

Terminata la cerimonia ci si prepara per la processione: in attesa dell’uscita dalla chiesa della statua di Santa Sara, la gente si riversa sull’antistante PlacedesGitans e riempie i lati delle strade teatro della processione fin sulla riva del mare dove questa raggiungerà il suo momento culminante. Contemporaneamente si predispongono in posizione i“Gardians”, i butteri del luogo in sella ai tipici cavalli bianchi che guideranno il corteo fino in acqua, e i figuranti del posto,tra cui spiccano le “arlesiane”, con sgargianti vestiti che sembrano usciti da un quadro di


Orgoglio gitano

Renoir , che precederanno anch’essi la statua portata a braccia da devoti gitani con vescovi e preti al seguito, a scandire come un mantra una preghiera in onore di Sara. La processione, al termine del suo tortuoso percorso cittadino,vivrà il suo clou nell’entrata in mare, dove i cavalieri attenderanno, volto rivolto alla spiaggia, l’arrivo della Santa che qui vedrà compiersi il suo rito di purificazione, bagnata da una gitana, liberandosi così dell’energia negativa accumulata durante l’anno dalle richieste dei fedeli, prima di venire riportata, mondata, dentro Notre-Dame-de-la-Mer.


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


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Orgoglio gitano

G A L L E R Y


Orgoglio gitano

Finita l’apoteosi del rito, non termina la festa: turisti e gitani si ritirano lentamente sul lungomare, asciugandosi alla meglio. Ma poi torneranno nelle piazzette e nei locali


Orgoglio gitano

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del centro di Saintes-Marie-de-la-Mer e si scateneranno di nuovo in bevute, balli, canti, mischiandosi gli uni con gli altri, perché la festa è di tutti. Testo e foto di Daniele Bellucci © LATITUDESLIFE.COM RIPRODUZIONE RISERVATA


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


Orgoglio gitano


ES U TIT

Orgoglio gitano

Camargue

Informazioni: Ente nazionale Francese per il turismo

Come arrivare: In auto: Per arrivare in Camargue dall’Italia si deve percorrere l’autostrada dei fiori fino a Ventimiglia, poi proseguire verso Nizza, Aix-en-Provence, Arles, e di qui a Saintes Maries de la Mer. In aereo: Voli di linea Air France dai principali aeroporti italiani su Marsiglia e Montpellier.

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Quando andare: Clima: primavera ed estate sono le stagioni più adatte; gli inverni sono miti.

Dove dormire: Mas de la Fouque, Route du Petit Rhône, 13460 Saintes-Mariesde-la-Mer, resort di lusso con spa in un parco di 5 ettari. inserito in un contesto di alto valore naturale, ristorante con cucina creativa.

Dove mangiare: Ristorante L’OLIVIER, Avenue Frédéric Mistral 37, 13460 SaintesMaries-de-la-Mer. Cucina Provenzale. Ristorante LES JARDINS DES DÉLICES (Pesce - frutti di mare) Rue Théodore Aubanel 36, 13460 Saintes-Maries-de-la-Mer , tel. +33.4.90979183. Cucina di pesce. Fuso orario: Uguale all’Italia.


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Orgoglio gitano

Documenti: Carta d’identità per i residenti nella UE.

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Lingua: Francese. Valuta: Euro.

Religione: Cattolica.

Elettricità: 220w. Vaccini: Nessuno.

Abbigliamento: È consigliabile portare un capo impermeabile dato che anche nella bella stagione ci può essere vento. Da non dimenticare un repellente contro le zanzare. Link utili: Le Parc naturel régional de Camargue Ufficio del turismo


E io che credevo che quelle enormi, spettacolari, bizzarre S colline di roccia che spuntano a grappoli dalle foreste di Sette giorni in Hunan bamboo, fossero frutto delle fantasie bucoliche di raffinati E artisti del Celeste Impero... Mi sbagliavo: esistono davvero, sparse qua e là in una vasta regione dell’entroterra cinese T meridionale dal seducente nome di “ Danxia”.

T E GIORNI IN Testo e foto di Ennio Maffei

HUNAN


Sette giorni in Hunan

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Cina

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Sette giorni in Hunan


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Sette giorni in Hunan


Sette giorni in Hunan

I

l loro straordinario valore paesaggistico è valso il riconoscimento di Patrimonio Naturale dell’Umanità che ha aggregato in un unico “ Danxia Landform of China “ 10 distinti Parchi Geologici Nazionali sparsi in ben 6 Provincie diverse. Day 1 La visita comincia con le grottesche meraviglie geomorfologiche del Parco Nazionale di Langshan partendo dalla più iconica “ Roccia del Peperoncino “. Si tratta di un megapeperoncino monolitico alto180 metri, perfetta rappresentazione geologica della popolarissima spezia. La liscia parete in arenaria del monolitico peperoncino fu scalata per la prima ( e unica) volta nel 2002 in free solo, da Alain Robert noto come lo Spiderman francese, che in quella occasione è riuscito ad evitare l’arresto appigliandosi al fatto di aver compiuto la temeraria impresa auspice il governo locale.


Sette giorni in Hunan


Sette giorni in Hunan


Sette giorni in Hunan


Sette giorni in Hunan

Day 2 In questa calda e umida regione subtropicale, spesso accade che nuvole e nebbia avvolgano i rilievi e fluttuino a valle sottraendo progressivamente saturazione alla pur lussureggiante vegetazione. E quando le nuvole scivolano giù, ecco il fiabesco scenario che un anonimo poeta descrive dei “ dorsi di balene che fluttuano in un mare di nuvole “. Ma per scattare foto e imprigionare in macchina il panorama disvelato, bisogna salire i 1708 scalini che si arrampicano fino in cima al monte Bajiaozhai; una scarpinata di un paio d’ore . A poche centinaia di metri dalla cima, è in funzione la stazione terminale di una lunga, ironica cabinovia che saltella sulla


Sette giorni in Hunan

cresta di tre colline prima del balzo finale su un picco non lontano dalla cima. Scatto felice le foto delle “ balene fluttuanti “ zoomando sulla cresta della “ Conchiglia a Spirale “, la “ Testa del Dragone “, il “ Picco della Pagoda “. Day 3 Alba col botto e roaming fotografico tra la gente del primo mattino. Pomeriggio su zattera alla deriva sul fiume del generale pietrificato. A Langshan, a volte, le giornate cominciano ai primi bagliori dell’alba, Verso le sette, le strade del centro brulicano di gente che consuma il Fen: la zuppa di vermicelli di riso in brodo di tofu, funghi, cipollinne e soia, rinforzata con un uovo fritto oltre, naturalmente, al peperoncino.


Sette giorni in Hunan


Sette giorni in Hunan


Sette giorni in Hunan


Sette giorni in Hunan


Sette giorni in Hunan

Pomeriggio in rilassante crociera fluviale su zattera di bamboo alla deriva ( “ drifting “ ) sulle placide acque del fiume Fuyi. Un’oretta di placida traversata tra i boschi di bamboo scansando un paio di secche, ed ecco che raggiungiamo la “ Roccia del Generale “, vera highlight di questo ramo del Fuyi. Altra escursione al “ Vicolo Tianyi “, decantato “ Primo vicolo al mondo “, “ Supremo capolavoro della natura “, “ Passaggio meraviglioso che solo Dio può creare “. Visto da lontano, il Vicolo Tianyi sembra la scanalatura verticale di un enorme masso sul punto di staccarsi dalla parete della roccia madre.


Sette giorni in Hunan

Day 4 Falce, Martello, e Smart Phone nella città di Mao. A Shaoshan, “nasce il sole rosso che illumina la Cina e il mondo intero“, annuncia la guida all’arrivo nella città natale di MaoTse-tung; a quaranta e passa anni dalla morte del Presidente Mao, tutti i giorni, continuano ad arrivare migliaia e migliaia di visitatori. Si tratta del cosiddetto “ Turismo Rosso “, istituito e organizzato dal PCC nei siti cruciali della Rivoluzione “ Pranzo in ristorante casereccio sul modello della “ Famiglia Mao “, la catena di 400 ristoranti distribuiti in tutta la Cina e all’estero. Giungiamo finalmente in piazza del Presidente, sancta sanctorum di Shaoshan, dove, sopra un piedistallo, campeggia, maestosa e solenne, una statua in bronzo alta 10 metri che lo ritrae eretto, sguardo all’infinito.


A Shaoshan, “nasce il sole rosso

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na la Cina e il mondo intero�


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Nessuno si sottrae al rito di posare per la foto di gruppo prima di un più individualistico selfie con lo sfondo del Presidente. Day 5 Yueyang, la città della Torre e Junshan, l’isola dai tanti nomi. Entriamo a Yueyang attraversando ampi viali tra grandi edifici residenziali e moderni centri commerciali. La città sorge sulle sponde del lago Dongting dove “ al tramonto le acque si confondono col colore del cielo. Dalla Torre di Yueyang si intravvede, in lontananza, l’isola di Junshan “ meravigliosa conchiglia al centro di un piatto d’argento “. Per raggiungere Junshan, si attraversa il lunghissimo “ Ponte del Futuro ”, superba


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ed elegante opera di ingegneria civile, il terzo più lungo ponte “ strallato “ ( sospeso ) al mondo che continua su piloni come viadotto per chilometri e chilometri. Day 6 Monte Hengshan, l’Olimpo senza tempo di Confucio, Buddha e Tao. Il tempo di una mezza rinfrescata e di un mezzo tè e via al Grande Tempio del Monte Heng: “Gigantesco Pilastro del Sud “, “ Tempio dell’Equilibrio,“ Santuario di Incomparabile Longevità “, “ Porta dell’ Abbondante Talento Emergente “,“ Corrispondenza Terrena del Grande Carro Celeste “ con riferimento alla stella Yu Heng dell’asterismo del Grande Carro nella costellazione dell’Orsa Maggiore.


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Il santuario popolare e imperiale del Monte Heng (Nanyue Damiao) ha sempre goduto di enorme prestigio: la speranza della grazia e della longevità ne faceva infatti meta di pellegrinaggio per onnipotenti imperatori. Tutti i templi, taoisti e buddisti, brulicano di devoti, in maggioranza donne, anche millennial. Per molti di questi devoti, il Grande Tempio di Nanyue Damiao ( la montagna del sud), è solo la prima tappa di un pellegrinaggio nella costellazione di santuari e monasteri immersi nel verde e nelle nuvole dei 72 monti della catena del Wuyue. Day 7 Changsha, l’antica città del giovane Mao, della filosofia e del grande boom. La guida spiega che la capitale dello Hunan, “con i suoi 8 milioni di abitanti, quanti a New York o Londra, è solo 21esima nella graduatoria delle città metropolitane cinesi più popolose della Cina. Changsha non appare congestionata dal caos di folla e traffico tipico di altre grandi megalopoli cinesi e asiatiche. Ultima cena in Hunan al “ Palazzo del Fuoco “, in antichità tempio e altare per riti sacrificali in onore a Zhurong, Dio del Fuoco, gran finale di squisita ospitalità nella migliore tradizione cinese.

Testo e foto di Ennio Maffei © LATITUDESLIFE.COM RIPRODUZIONE RISERVATA

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ES U TIT

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Cina - Hunan

Informazioni: L’ufficio Nazionale del Turismo Cinese ha un sito in lingua italiana dove potrete trovare molte informazioni per viaggiare in Cina.

Come arrivare: Per le tratte internazionali sono utilizzati voli di linea Lufthansa, Swiss, Air China, Hainan Airlines o altra compagnia di linea. Per i voli interni sono utilizzati vettori nazionali.

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Quando andare: Clima: la provincia di Hunan ha quattro stagioni ben distinte: molta pioggia alla fine della primavera e all’inizio dell’estate, siccità alla fine dell’estate e in autunno; il tempo in primavera è mutevole e umido; più giorni di sole in estate e autunno. La temperatura media annuale di Hunan è di 17 ° C.

Fuso orario: +7 ore rispetto all’Italia;+ 6 ore quando in Italia vige l’ora legale. Documenti: Passaporto con validità di almeno 6 mesi e visto consolare per la Cina (Visa for China). Vaccini: Non necessari. %&x

Lingua: Cinese.


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Religione: Maggioranza musulmana.

U TIT

Valuta: Yuan cinese.

Elettricità: 220v, prese cinesi e europee.

Telefono: +86. La copertura è presente quasi esclusivamente nelle grandi e medie città, a meno di non acquistare una SIM cinese, ad esempio China Mobile. Abbigliamento: L’inverno è freddo, l’estate calda, quindi l’abbigliamento è in funzione del periodo in cui si visita, una cosa che non deve mancare mai è una giacca contro la pioggia e un ombrello. Link utili: Ufficio Nazionale del Turismo Cinese


Scanno

LAT 41,54 N


La sua bellezza atavica ha sedotto Henri Cartier-Bresson e Gianni Berengo Gardin. Scanno, in Abruzzo è un paese incantevole, che fa subito breccia nel cuore dei visitatori. Borgo tra i più belli di Italia, è perfetto per gli innamorati. Testo di Graziella Leporati Foto di Franco Cappellari www.francocappellari.it

SB

CANNO

Amato ORGO




Grandi artisti, da Cartier- Bresson a Berengo Gardin, hanno immortalato il panorama, le vie, i tetti e le donne con i loro costumi tipici di questo paesino.



Scanno.Amato borgo

ABRUZZO U

n’idea originale per festeggiare San Valentino? Una fuga d’amore a Scanno, in Abruzzo,

annoverato fra i borghi più belli di Italia. Percorrendo le viuzze strette su cui si affacciano ancora case antiche, si arriva al lago di Scanno che ha una particolarità romantica: ha la forma di un lago azzurrissimo a forma di cuore. La passeggiata fino a questo scorcio di panorama non è faticosa e la vista di quel laghetto è coinvolgente. Non c’è quindi bisogno di spendere capitali per portare l’amata in isole esotiche a forma di cuore, perché Scanno è dietro l’angolo e il suo lago, seppur poco conosciuto, ha un appeal indiscutibile sugli innamorati. Scanno, poi, è talmente delizioso da godere dell’appellativo di borgo più “fotogenico” d’Italia. Infatti, grandi artisti, da Cartier- Bresson a Berengo Gardin, hanno immortalato il panorama, le vie, i tetti e le donne con i loro costumi tipici di questo paesino nell’Alta Valle del Sagittario, incuneato in un canyon tra il lago e i Monti Marsicani. Famosa è l’immagine di Mario Giacomelli, esposta al MoMa


di New York e che ha fatto il giro del mondo: coinvolto dalle suggestioni di Scanno, il fotografo realizzò nel 1957 il “Bambino di Scanno” o “Scanno Boy”, un bianco e nero che mostra quattro donne che camminano con i loro vestiti tipici e un bambino, appunto, l’unico elemento messo a fuoco. Ma pochi sanno che questo borgo attraverso la moda, conserva intatta anche la memoria di un passato secolare. Il costume tradizionale femminile è una delle più belle realtà del folclore italiano e le donne lo indossano con un portamento regale, quotidianamente, sia quando risalgono i vicoli cariche di fascine di legna, sia mentre si dedicano ai lavori artigianali in cui sono molto abilicome il merletto e la lavorazione della filigrana. Un costume di cui le donne di Scanno vanno fiere e che indossano come fossero principesse con quell’aria di riservatezza che le caratterizza: la gonna e il corsetto sono di stoffa nera o blu scuro, impreziositi da ricami. La prima è molto ricca, il busto è cortissimo, il grembiule è in tessuto scarlatto o cremisi.


Scanno.Amato borgo

FOTO GALLERY

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Scanno.Amato borgo

ABRUZZO I capelli sono intrecciati con lacci e cordoncini di seta colorati

cappello è costituito da un fazzoletto bianco che ricade sulle s sormontato da una cupola di stoffa scura tra le classi più pove

di satin color vermiglio tra le più ricche. Eloquente e precisa la

descrizione della scrittrice inglese Anne MacDonell: “Scanno è un paese di donne che hanno ampiamente meritato la fama di essere belle. La figura femminile è una montanara orgogliosa, indipendente ed autosufficiente, una grande conservatrice della vita tradizionale. La sua principale caratteristica sta nel

portamento lungo le strade di montagna, quando trasporta sul


e il

spalle,

capo le fascine, o lungo le vie acciottolate con le conche d’acqua sulla testa, essa cammina eretta con le mani sui fianchi o nascoste

re,

sotto il grembiule, con i piedi rivolti verso l’interno, in modo sciolto

a

e spedito e con un movimento ondeggiante. Hanno un’aria regale e

è

non ho mai visto tante regine tutte insieme, come in questo posto.”

l

Per mantenere viva questa tradizione culturale, l’associazione culturale L’Appuntamento con la Tradizione – Vivi il Costume, dal 2007, fra le fine di aprile e i primi di maggio, organizza rievocazioni storiche, in cui si indossano gli abiti tradizionali che sfilano per il paese conferendogli un’aria d’altri tempi.





“Scanno è un paese di donne che hanno ampiamente meritato la fama di essere belle... ” Anne MacDonell,scrittrice


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ABRUZZO

Un’ottima occasione per gustare la saporita cucina locale e assaggiare i mostaccioli e soprattutto un dolce tipico, il Pan dell’orso: si tratta di una piccola cupola resa molto morbida dalla presenza di miele e burro nell’impasto, coperta da uno strato sottile di cioccolato fondente che si ispira ai pani che i pastori portavano con loro nel periodo della transumanza. Racconta infatti una leggenda che un gruppo di pastori se ne andava lungo le vie della transumanza e fu sorpreso da un orso il quale, invece di attaccarli, si impossessò delle loro bisacce e soprattutto del contenuto, una specie di panelli a base di mandorle e miele, molto graditi dall’animale e che quindi furono proprio ribattezzati con il nome con cui oggi vengono preparati. Un’ultima curiosità: nel 1956 in questo borgo è stato girato il film “Uomini e lupi” con Silvana Mangano ed Yves Montand, sotto la regia di Giuseppe De Santis. I vicoli stretti, gli archi, le fontane, i palazzi storici con i balconcini caratteristici dalle ringhiere di ferro, il lago a forma di cuore e il suo panorama intero che contribuiscono alla definizione di “perla d’Abruzzo”, fanno di questo piccolo borgo una meta ideale in qualsiasi stagione per un week end romantico o un soggiorno con tutta la famiglia, visto che offre strutture, sport, attività di ogni tipo, in una cornice tra natura, folklore, artigianato e ottimo cibo.

T E S TO E F OTO D I : V I T TO R I O S C I O S I A









ES U TIT

Scanno.Amato borgo

Abruzzo - Scanno

Informazioni: Informazioni sul sito della Regione Abruzzo.

Come arrivare: Scanno (L’Aquila) si raggiunge in auto con la A25 Roma-Pescara, uscita Cocullo, poi strada regionale 479; da Napoli A2 fino a Caianello, poi statali 85 e 17, infine regionale 479. Con i mezzi: linee ferroviarie Roma-Pescara o Napoli-Vairano fino alle stazioni di Sulmona o di Anversa degli Abruzzi, collegate a Scanno dagli autobus Arpa. In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Pescara, a 95 km. Dove dormire: Albergo Miramonti: Vicino al centro storico e con una lunga storia di esperienza nell’ospitalità. Albergo Belvedere nei pressi del famoso lago.

Dove mangiare: Il Vecchio Mulino è un ristorante (via Silla 50, 0864/ 74.72.19) dove degustare i tipici piatti della tradizione locale: salumi e formaggi oltre alla pasta fatta in casa La Porta (via Ciorla 31, 0864/74.72.80). Trattoria a conduzione familiare, che propone antipasti di salumi e formaggi, paste fatte in casa e carni locali.


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A Pizzo sul mare


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