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ANNO XXXVIII - N. 3 MARZO 2011

RELIGIOSA, R CULTURALE, CUL SOCIALE

MENSILE D’INFORMAZIONE

Direzione, Amministrazione, Redazione: SPELLO, Via dell’Ospedale, 11 - Autor. trib. di Perugia n. 431 del 15/1/1973 - Le Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) Art. 1 Comma 1, DCB Perugia - stampa Tip. Recchioni - Foto di testata: Marco Ronchetti

Il Padre farà conoscere ai figli la fedeltà del tuo amore Dignità, dove sei andata a finire! Doverosa considerazione sull’attuale situazione di licenziosità e scostumatezza di alcuni nostri politici a cura del Direttore Mario Manini Di questi tempi é sicuramente sconfortante ed avvilente sedersi davanti ad un televisore per passare qualche momento di rilassamento, data l’aggressione continua e costante che ci viene perpetrata dalle squallide informazioni riguardanti il malcostume regnante di alcuni uomini di partito. Qui non mi voglio minimamente addentrare in giudizi politici sui nostri governanti, perché non ho né la competenza, né l’autorità per farlo, ma una riflessione mi viene spontanea: la dignità dell’uomo prima del politico dove è andata a finire? L’esempio che dovrebbe venire da chi ci governa sembra proprio svanito nell’oblio; hanno precipuo predominio, infatti, la notizia scandalosa, la disonestà, la corruzione, l’amoralità, per lo più dominanti negli alti vertici del nostro sistema democratico. L’immagine della nostra Italia sta assumendo, nel contesto europeo e mondiale, un contorno ambiguo, quando avremmo, invece, tutte le potenzialità per essere ammirati e rispettati. È pur vero che, fino a prova contraria, non si può ritenere nessuno colpevole fino all’ultimo grado di giudizio. Però, se anche si registrasse uno stato di assoluta innocenza del presunto colpevole, tutto questo polverone sollevato non può che esserci nocivo. In tutto questo caos politico la cosa che mi fa più male è, però, la guerriglia che si sta scatenando, da diverso tempo, tra gli organi governativi, parlamentari e quelli giudicanti; se non si ha più fiducia nella giustizia, allora vuol dire che abbiamo toccato il fondo. Io penso che potremo avere un futuro tranquillo e foriero di prospettive incoraggianti se tutte le forze politiche, di governo e d’opposizione, smettessero di beccarsi continuamente come galli di un pollaio, ma facessero prevalere, invece, il senso di responsabilità e di rispetto che debbono avere nei confronti di tutti i cittadini. È uno sfogo amaro, il mio, ma quando si sfoglia un qualsiasi giornale, si ascolta radio o si vede la tv e si viene investiti da argomentazioni incentrate principalmente su eventi di grande squallore e corruzione, allora viene da pensare perché, chi di dovere, non si occupa dei gravi problemi della nostra gente che non ha lavoro, che non riesce ad arrivare alla fine del mese o che, a volte, non riesce nemmeno a curarsi perché non ha disponibilità finanziarie. Ecco perché nel titolo del mio editoriale ho parlato di “dignità dove sei andata a finire”, quel valore immenso a cui tutti noi dobbiamo tenere, ma in special modo chi si trova ai posti di comando: se il capofamiglia non porta il buon esempio, i componenti della famiglia cosa possono fare?

Con questa espressione, tratta dal Libro del profeta Isaia (Is 38,19), mi preme riportare la vostra attenzione su un aspetto della nostra religiosità che si sta abbandonando: mi riferisco alla trasmissione della fede all’interno della famiglia. Quale padre, oggi, insegna al figlio i contenuti della fede? O le preghiere della tradizione cristiana? O parla di Dio e della sua importanza nella vita dell’uomo? Se volessimo fare una ricerca sociologica nella nostra comunità parrocchiale, forse potremmo contare sul palmo di una mano (o magari di due!), comunque sempre troppo poche, questo tipo di famiglie. Eppure, se andiamo a scorrere le pagine dell’Antico Testamento, più volte troviamo scritto che il contenuto della fede, ovvero il messaggio di salvezza, i Comandamenti di Dio, venivano trasmessi di padre in figlio all’interno della famiglia, del parentado, del clan di appartenenza. Il Capitolo 6 del libro del Deuteronomio rimane sempre il testo esemplare per ciò che riguarda la trasmissione dei precetti di Dio da padre in figlio, così come il raccontare l’evento dell’esodo dalla schiavitù egiziana, centro dell’evento salvifico per i figli d’Israele, presagio della Pasqua di Cristo che libera l’uomo dalla schiavitù del peccato e della morte. Il primo luogo, l’ambiente naturale della trasmissione della fede rimane sempre la famiglia! Di padre in figlio…Ci accorgiamo però, che a causa della crisi che la famiglia sta vivendo nell’epoca contemporanea e ancor prima della crisi di fede, dalla quae dipende ogni forma di crisi esistenziale, le

rimane sempre più difficile questa trasmissione di padre in figlio e non solo; a causa della superficialità con cui consideriamo l’aspetto religioso della vita di ognuno di noi, la fede e la sua trasmissione diventano qualcosa di facoltativo, quasi inutile, a cui ricorrere solamente all’occorrenza. E pensare che Dio e il nostro rapporto con Lui dovrebbero essere il centro della nostra stessa vita! È pur vero che la fede rimane sempre dono gratuito di Dio, ma è altrettanto vero che questo dono va riconosciuto nella nostra vita e non solo, va anche valorizzato, coltivato, fatto fruttificare secondo quanto Cristo insegna nel suo Vangelo. Solo così potremmo avvertire in noi l’esigenza e il dovere di insegnare ai nostri figli quanto il Signore ha fatto conoscere all’uomo: “la fedeltà del suo amore!”. Cosa significa che Dio è fedele nel suo amore? Capire ciò è indispensabile, poiché la fedeltà dell’amore di Dio è proprio il contenuto della nostra fede, ciò che dobbiamo raccontare e testimoniare! “Noi abbiamo conosciuto l’Amore di Dio”, ci ricorda l’evangelista Giovanni nei suoi scritti (Gv 6,69; 1Gv 3,16), e questo amore lo conosciamo attraverso il mistero del Cristo che si dona, che si offre volontariamente come vittima di espiazione per i nostri peccati, al fine di liberarci dalle tenebre del peccato e della morte. Dio ha mandato suo Figlio, il quale ha dato la sua vita per noi, per noi che eravamo (e siamo) peccatori (Rm 5,6). La fedeltà dell’amore di Dio sta proprio qui: nonostante i nostri peccati, la nostra debolezza, la nostra infedeltà a Lui, Egli non ritira la sua promessa di salvezza, anzi ci ama ancor di più, tanto da venirci a cercare nei contorti sentieri della nostra vita per riportarci con Lui in quel sicuro ovile ove Egli, buon pastore, nutre e custodisce le sue pecore. Come noi riconosciamo l’amore di una persona nel dialogo, in una carezza, in un bacio, in una correzione, così siamo chiamati a riconoscere l’Amore di Dio nei segni concreti che Egli stesso offre all’uomo: nella sua Parola, nell’Eucaristia, quando riceviamo il perdono dei peccati, nel sacerdote, nella preghiera, nella stessa Chiesa, nella famiglia sigillata dal Sacramento, nella per-

sona che ci sta accanto, che ci tende la mano, o che aspetta da noi un aiuto. Quando noi siamo capaci di riconoscere l’Amore di Dio per noi, per l’umanità e ci rendiamo conto di come Egli rimanga fedele ad esso, allora siamo in grado anche di capire cosa significhi: “il padre farà conoscere ai figli la fedeltà del tuo amore”, anzi capiremmo che proprio noi siamo quei padri chiamati a trasmettere ai figli la fedeltà dell’amore di Dio. Fare ciò significa diventare quei testimoni credibili di cui il Signore ha bisogno perché il suo Amore sia conosciuto dalle generazioni presenti e future! Don Diego Casini, priore parroco

Il diabete, se ne parla in un convegno

Per la prima volta nella sua storia il giornale La Squilla organizza, in collaborazione con il Centro Sociale Centro Storico di Spello, il Centro Sociale di San Felice ed i Comitati per Acquatino e di Capitan Loreto, un convegno sui gravi problemi del diabete. Il meeting è stato programmato per sabato 19 marzo alle ore 16,00 nella struttura polivalente di Ca’ Rapillo. Hanno dato la loro adesione esperti della materia, tra cui la dott.ssa Anna Maria Maremmani, medico diabetologo, il dott. Giuseppe Bagliani, cardiologo, la dott.ssa Veronica Paola Pazzaglia, dietologa ed i medici di base della nostra città. La Redazione

Abbonati a “ “LA SQUILLA” 2011 Ti ricordiamo che l’ABBONAMENTO a ““La Squilla” è scaduto il 31 dicembr bre 2010. Per rinnovarlo utilizza il c/c po postale n. 14580062 intestato a: Asso sociazione Culturale “La Squilla” o re recati nelle chiese di S. Maria Maggi giore e di Santa Lucia che ti rilascera ranno copia della ricevuta di pagame mento. Se l’abbonamento non verrà rinnovato entro il termine massimo rin del de 31 Marzo 2011, l’invio del giornale na verrà sospso.

Info: 075 57 36 645

Sommario - pag. - pag. - pag. - pag. - pag. - pag. - pag.

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La scuola di Spello guarda all’Europa La carità oggi Luigi Moretti, uno dei Mille Gli Stuzzichini Santa Francesca Romana Buone sensazioni Rimedi naturali per la nostra salute

Ufficio Stampa M. Crisanti G. Del Dottore G. Sozi G. Chiucchi ASD Spello A. Mengarelli


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n. 3 MARZO 2011

UNITÀ PASTORALE DI SANTA MARIA MAGGIORE E DI SAN LORENZO MARTIRE

09 MARZO mercoledì delle SACRE CENERI (inizio della Quaresima)

Giorni lieti segnalati dai lettori a cura di Giuseppe Del Dottore (tel. 0742.301992)

Matrimonio

ore 07.15 ore 17.30 ore 18.00 ore 21.00

Orario Messe: Monastero di S. Maria Maddalena Chiesa di S. Maria Maggiore Chiesa di S. Lorenzo Martire Chiesa di S. Maria Maggiore

ORATORIO SAN FILIPPO NERI

Emanuele Zocco e Alessandra Buono

CAMPOFAMIGLIE 2011 SAN LORENZO DI SEBATO BRUNICO (BZ) 900 mt. s.l.m. HOTEL MONDSCHEIN LUNA Dal 30 luglio al 7 agosto (8 notti) Quota individuale euro 410,00 trattamento pensione completa Prenotazioni entro il 30 aprile 2011 con caparra di euro 150 (adulti) euro 100 (bambini) a persona NON RIMBORSABILE NUMERO MASSIMO DI PARTECIPANTI 60

Martedì 8 Marzo FESTA DI CARNEVALE PER BAMBINI E RAGAZZI Emanuele ed Alessandra hanno consacrato il loro amore nella chiesa di S. Maria Maggiore, sabato 8 gennaio, per la gioia dei genitori Marcello e Rita, Antonino e Rosa. Il Signore conceda ai neo sposi tanta gioia e tutte le grazie necessarie per una splendida vita insieme.

Vi aspettiamo dalle 16.00 in poi presso la Taverna Parrocchiale …PORTATE QUALCOSA DA METTERE SOTTO I DENTI!!!!

Iscrizioni presso l’ufficio parrocchiale di Santa Maria Maggiore ogni sabato dalle 15,30 alle 17,00 Riduzioni bambini in camera con i genitori 0/2 anni gratuito 100% 3/5 anni 50% 6/11 anni 50% 3° e 4° letto adulti 20%

La scuola di Spello guarda all’Europa A maggio arriveranno in città 150 studenti per il Campo Comenius

50° di Matrimonio

Giuseppe Luccioli e Milena Peppoloni

Giuseppe e Milena hanno festeggiato le nozze d’oro con grande gioia e soddisfazione. Unione allietata dai figli Vittorio, Raffaele e Stefano e dai nipoti. Bella unione vissuta all’insegna dell’amore e della reciproca stima. Il Signore continui a benedire il loro vincolo e a proteggere le famiglie dei loro figli.

La scuola di Spello guarda all’Europa. Gli alunni dell’Istituto comprensivo Galileo Ferraris sono impegnati in questi mesi nel progetto Comenius, l’iniziativa realizzata in collaborazione con altre scuole europee (Germania, Bulgaria, Spagna, Polonia, Inghilterra e Lituania) per condividere una comune identità europea e un processo di apprendimento che si prolungherà per

tutta la vita. Un obiettivo che potrà essere raggiunto incrementando la comprensione e l’ interesse nei confronti di lingue, culture e tradizioni straniere, attraverso l’apprendimento di parole-base espresse nelle diverse lingue dei partner e prendendo parte ad attività comuni per sviluppare un maggiore senso di appartenenza alla Comunità Europea. Oltre alle esperienze pratiche, quali la partecipazione a giochi sportivi, danze e canti proposti nel corso delle visite di studio dagli insegnanti delle scuole partner, la scuola di Spello avrà il compito di creare un logo, un inno, un diario delle esperienze e un Campo Comenius dal 22 al 27 maggio. Il campus prevede l’arrivo in Italia di 150 ragazzi che parteciperanno a tornei di calcio, giochi sportivi internazionali, escursioni sul territorio, attività laboratoriali con il supporto di artisti locali (per Spello ci sarà il Maestro Marchionni), che permetteranno ai bambini di condividere esperienze attraverso lo

l’Arte di Vivere Gli interrogativi della vita Il giorno più bello? Oggi. L’ostacolo più grande? La paura. La cosa più facile? Sbagliarsi. L’errore più grande? Rinunciare. La radice di tutti i mali? L’egoismo. La distrazione migliore? Il lavoro. La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento. I migliori professionisti? I bambini. Il primo bisogno? Comunicare. La felicità più grande? Essere utili agli altri. Il mistero più grande? La morte. Il difetto peggiore? Il malumore. La persona più pericolosa? Quella che mente. Il sentimento più brutto? Il rancore. Il regalo più bello? Il perdono. Quello indispensabile? La famiglia. La rotta migliore? La via giusta. La sensazione più piacevole? La pace interiore. L’accoglienza migliore? Il sorriso. La miglior medicina? L’ottimismo. La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto. La forza più grande? La fede. Le persone necessarie? I sacerdoti. La cosa più bella del mondo? L’amore. Madre Teresa di Calcutta

Benvenuta Maria Elena

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Consigli e Segreti

70° di Matrimonio

Primo Novembre e Norma Brufani

di Nonna Lalletta

I vostri gioielli di perle sono diventati opachi? Copriteli con della fecola di patate e lasciateli così per due giorni. Poi strofinateli con un panno morbido e vedrete che, dopo questa operazione, riacquisteranno la loro lucentezza. Primo e Norma hanno raggiunto il bel traguardo dei 70 anni di matrimonio; entrambi novantenni godono di ottima salute. La loro unione è stata confortata dai figli Gianfranco e Graziella; vita di sacrifici ma sorretta da un’ottima intesa. Il Signore conceda a Primo e a Norma altri bellissimi anni nella serenità e nella salute.

AVVISO AI LETTORI Si comunica che per la pubblicazione di foto ed articoli inerenti questa rubrica è necessario essere abbonati al nostro giornale. La Direzione

Come dovete comportarvi per attenuare le scottature prese mentre siete ai fornelli? Utilizzate il bicarbonato di sodio che, ap-

plicato alle leggere scottature, non soltanto attenua il bruciore ma evita la formazione di bolle e le conseguenti irritazioni. Cosa bisogna fare per avere un valido latte detergente preparato in casa? Scaldate a bagnomaria due cucchiai di fiori di camomilla in mezza tazza di latte intero per 30 minuti, senza farlo arrivare all’ebollizione. Lasciate in infusione per due ore, quindi filtrate con un colino. Conservatelo in frigo e utilizzatelo entro una settimana.

Lo scorso 13 gennaio è venuta alla luce Maria Elena Sensi per la gioia dei genitori Fabio e Barbara. Con tanto affetto i nonni, Vitale e Adriana, Antonio e Dina, accolgono la loro nuova nipotina augurando, a lei e a tutta la sua famiglia, un mondo di bene. A Maria Elena, nipote della nostra collaboratrice Adriana Mengarelli, giungano gli auguri più affettuosi da tutta la redazione de La Squilla.

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La carità oggi Il III Ordine francescano secolare di Spello ha presentato i lavori eseguiti con gli anziani ospiti della Residenza protetta Villa Fantozzi

Lo scorso 5 febbraio, nella sala Petrucci del Comune di Spello, è stata presentata l’iniziativa “La carità oggi” frutto dell’esperienza di volontariato, svoltasi nel corso del 2010, dalle sorelle del Terzo Ordine Francescano Secolare di Spello con i venti anziani della Residenza protetta Villa Fantozzi, colpiti da disabilità gravi come il morbo di Alzheimer. L’Ordine Francescano Secolare è formato da cristiani che s’impegnano a vivere il Vangelo alla maniera di S. Francesco, nel proprio stato secolare, osservando una Regola specifica approvata dalla Chiesa. In particolare al Terzo Ordine aderiscono numerosi religiosi e religiose che s’impegnano quotidianamente in diverse attività apostoliche, quella all’interno della casa di riposo è una di queste. Dopo i saluti del sindaco Sandro Vitali e della ministra Ofs della Fraternità di Spello, Rossana Pinti, sono intervenuti il professor Ottaviano Turrioni dell’Ordine Francescano Secolare sul tema “Le origini del Terz’ordine Francescano”, la ministra regionale dell’Ofs, Maria Ciri su “Sviluppo ed attualità dell’Ordine Francescano secolare”, il direttore del distretto dell’Asl 3, dott.sa Paola Menichelli sul tema “Comunità e salute” e il ministro provinciale dell’ordine dei frati minori dei Cappuccini dell’Umbria, Padre Antonio Maria Tofanelli che ha parlato di “Lasciarsi amare per amore”. Gli interventi sono stati coordinati da Assunta Parziani, assistente sociale dell’Asl3. L’iniziativa ha avuto un notevole riscontro, testimoniato dalla partecipazione di numerosi cittadini a conferma della vicinanza

della città agli anziani che vivono nella casa di riposo, depositari della memoria storica e delle tradizioni del paese. Il progetto, condiviso con le assistenti sociali Assunta Parziani e Simona Stronach, con l’operatrice del servizio civile Sara Gemellaro e con l’animatrice Caterina Spuntarelli, ha impegnato gli anziani che, coadiuvati dalle volontarie dell’Ofs, hanno realizzato splendidi manufatti legati al ricordo delle proprie tradizioni religiose, con soggetti suggeriti da loro stessi. “La stagione appena trascorsa – dice Assunta Parziani - è stata fortunata perché ha visto persone entusiaste che hanno provato a far cose nuove ed originali con persone anziane”. Il

sindaco Sandro Vitali, nel suo intervento, ha messo in risalto l’importanza del volontariato sostenendo che bisogna mantenerlo e valorizzarlo di più, favorendo le varie associazioni del territorio che garantiscono una tenuta sociale. L’Ordine francescano, con il suo servizio gratuito per il bene dell’altro, crea uno scambio umano tra volontari ed anziani che arricchisce a vicenda. “Un grazie particolare – continua - ad Enzo Fastellini, assessore ai servizi sociali, a cui va il merito di occuparsi giornalmente, in primo piano, di questa e di tantissime altre problematiche sociali legate al nostro territorio”. “La sinergia tra Comune, Azienda Sanitaria locale e associazioni di volontariato – come sostenuto dalla dott.sa Menichelli e ribadito da tutti gli intervenuti - ha determinato l’ottima riuscita di un progetto a sostegno delle categorie più deboli”. Mariarita Crisanti

È nata a Spello la compagnia teatrale “Accademia degli InQuieti” Il debutto al Teatro Subasio con lo spettacolo “Tre di Picche”

Ha debuttato domenica 16 gennaio al teatro Subasio con lo spettacolo “Tre di picche” la nuova compagnia teatrale della città, l’ “Accademia degli InQuieti”, fondata da Emanuela Fuso, Tommaso Tardioli, Giacomo Bistocchi,

Marusca Gubbini, Anna Lucia Fuso e Domenico Barone. Dopo una pluriennale esperienza nello spettacolo, maturata in particolare nel laboratorio teatrale “La Melagrana”, attivato dal Comune di Spello con Fontemaggiore Teatro Stabile d’innovazione, i sei soci fondatori hanno voluto restituire alla città una compagnia teatrale partendo proprio dalla storia del teatro Subasio. Si narra infatti che nel 1789, con il consenso di 15 consiglieri comunali su 18, i fondi per la costruzione del nuovo luogo d’incontro degli intellettuali della città vennero affidati proprio all’Accademia dei Quieti. Il termine “InQuieti” è stato scelto per rendere omaggio a chi fondò il teatro a Spello e “Insegue a pag. 8

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Sui sentieri delle PAROLE CAMERA “Kàmera” in greco significa “volta”, cioè una copertura che protegge un ambiente privato, intimo; e anche l’ambiente protetto, cioè la camera da letto. In latino “camera” mantiene questo significato; che in italiano si allarga per comprendere qualsiasi locale di abitazione in un edificio. Ma la preferenza per la versione intima (come camera matrimoniale) rimane nei primi secoli. Dante, in Paradiso, ascolta turbato l’antenato Cacciaguida che si arrabbia (sì, anche in Cielo succede questo) per la degenerazione morale di Firenze in confronto al tempo antico: “Non v’era giunto ancor Sardanapalo [famoso debosciato] / a mostrar ciò che ‘n camera si puote [il bunga bunga di quel tempo].” (Canto XV, vv. 107-108) Col passare degli anni e dei secoli la “camera” ha assunto tanti aspetti nuovi; primo fra tutti quello di luogo dove si custodiva il denaro pubblico e quello di sala riservata alle riunioni del parlamento. Poi, tra le tante accezioni moderne, non c’è che l’imbarazzo della scelta: dalla più terribile “camera a gas” dei nazisti alla più festosa “camera da pranzo” (cioè sala), attraverso la “camera ardente” (e ritornano i morti), la “camera d’aria” (bicicletta, pallone, ecc.), la “camera della morte” (ma questa riservata ai futuri abitatori delle scatolette di tonno sott’olio), la “camera di sicurezza” (cella provvisoria in questura), la “camera oscura” (in cui il fotografo sviluppa e stampa le foto), ecc. ecc. Non parliamo di certe “camere matrimoniali” di alcune principesche ville, dove di matrimoniale non è rimasto proprio nulla...

Il pensiero nel cassetto LA BRUTTA RECITA Quando ero giovanissimo, e non c’era ancora la televisione, due erano le forme di spettacolo che ci allietavano: il cinema e il teatro. Con il primo venivamo affascinati dai divi soprattutto americani; con il secondo partecipavamo allegramente, come spettatori ma talvolta anche come attori, alle recite di qualche compagnia girovaga o organizzate localmente. Gli spettacolini parrocchiali (qui a Spello non c’era tanta scelta...) ci coinvolgevano rumorosamente, con le prove ingarbugliate, con il trucco la sera del debutto, con il pubblico casareccio ed emotivo, con le scene strappalacrime o strapparisate... Bei tempi, si potrebbe dire, magari

sbagliando: perché la TV ha portato tanto progresso, ha fatto parlare a tutti gli italiani la lingua italiana, ecc. Arrivavano i grandi romanzi sceneggiati, le grandi commedie, e tanti attori che potevamo vedere da vicino, tanto da riuscire a distinguere anche le rughe e i peli della barba. A un certo punto il mondo della politica, che fino allora aveva “lavorato” nelle piazze con i comizi e poi nell’aula di Montecitorio, si accorse che la campagna elettorale rendeva di più, molto di più, se realizzata attraverso il piccolo schermo. In un primo tempo si fecero tavole rotonde e dibattiti rigorosamente gestiti da moderatori severi, incorruttibili (anche se prevalentemente “governativi”), con proibizione di interruzioni e di battibecchi smodati. Ma con l’avvento delle emittenti private questo rigore andò a farsi benedire. E ciascun uomo politico non ebbe più remore e divieti che gli impedissero di esibirsi sfacciatamente: di recitare il proprio programma e i propri insulti agli avversari e concorrenti. E si proseguì sulla nuova strada, quella della globalizzazione mercantile. Eccoci arrivati all’oggi, signori miei. Che lo vogliate o no, la recita parrocchiale, messo da parte ogni pudore, ogni rispetto della sensibilità del pubblico, si è ingigantita come un fulmineo cancro-piovra, ha invaso totalmente la ribalta del serio dibattito, della riflessione, delle più importanti domande della coscienza civica e l’ha trasformata in un chiassoso, volgare teatrino dei pupi senza regole, senza senso dell’umorismo e del ridicolo. Noi telespettatori ogni sera rimaniamo sempre più stupiti, sempre più scandalizzati, sempre più nauseati da una rappresentazione i cui attori, i cui registi, i cui autori, raffigurando se stessi e i propri nemici, si scambiano i ruoli, contraddicono e si contraddicono, proclamano e contestano, offendono e si offendono, ironizzano e drammatizzano. Il copione è da commedia dell’arte, però non si sa chi sia veramente il capocomico: perché “capocomico” è l’ambiente politico nella sua quasi totalità. Tranne rare eccezioni, ogni “attore” realizza la sua brutta recita, e fa la sua parte per disorientarci, per avvilirci, per offenderci. Non è questo, credetemi, un discorso da qualunquista. È la semplice constatazione dell’estremo degrado della coscienza civica nazionale.

Anniversario di don Angelo Cappotti Il 26 febbraio la nostra Comunità parrocchiale ha celebrato una S. Messa di suffragio per Mons. Angelo Cappotti, a tre anni dalla sua dipartita, ricordandolo con gratitudine al Signore per la sua lunga e intensa opera pastorale nella Parrocchia di San Lorenzo Martire. A spronarci nel ricordare coloro che hanno operato nella vigna del Signore come suoi ministri, non è tanto la nostalgia quanto il fatto che il loro esempio e l’esito del loro tenore di vita rimane sempre per i fedeli un termine di confronto per aderire nel migliore dei modi a Cristo Signore. Don Diego Casini, priore parroco


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150 anni dell’Unità d’Italia

Concorso per i 150 anni dell’Unità d’Italia

Un piccolo pensiero per un grande evento

Iniziativa promossa dalla Pro Spello in collaborazione con l’Istituto G. Ferraris, la Bcc e il Comune di Spello

Sfogliando un vecchio album scolastico, mi sono soffermata sulla prima pagina, avrò frequentato la 2a elementare, e la prima cosa che ho notato è stata la bandiera, grande, colorata verde, bianca e rossa. Allora, senza far lezioni di storia, essendo molto complessa, penso ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Quanto è costato, e quanto sangue è stato versato; eppure c’è qualcosa che m’inquieta: la bandiera quasi non sventola più se non allo stadio o alle manifestazioni ufficiali. L’inno di Mameli in pochissimi lo ricordano a memoria. È davvero triste mettere in dubbio le nostre radici, la nostra storia eroica. Perché l’Italia

è uguale tutta, da nord a sud. Quando si andava a scuola, era tassativo conoscere i nomi delle società carbonare, Mazzini e Garibaldi. Il 26 ottobre 1860, con lo storico incontro di Teano, Garibaldi consegnò a Vittorio Emanuele II tutti i territori da lui liberati. L’unificazione nazionale prendeva corpo, anche se essa non era completa perché il Lazio rimaneva territorio papale e il Veneto era ancora in mano austriaca. Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II era proclamato re d’ Italia. Nel luglio 1871 Roma divenne capitale: l’Unità d’Italia poteva dirsi finalmente completata. In ricordo di tutto questo sono dedicate strade, piazze, monumenti, targhe. Eppure certi discorsi stanno diventando troppo superficiali e in dubbio c’è sempre la memoria. Sono solo gli eroi che possono scrivere certe parole “Possa il mio sangue servire per ricostruire l’Unità d’Italia, per riportare la nostra terra ad essere onorata e stimata nel mondo intero”, “La nostra giovinezza è spezzata, ma sono sicuro che servirà da esempio”, “Sui nostri corpi brillerà il grande faro della libertà, della giustizia e dell’ unità”. Alba Romani

Luigi Moretti, uno dei Mille Il ricordo di uno spellano che ha partecipato alla storica spedizione

Lo spellano Luigi Moretti

Fin dalle elementari sono stato sempre affascinato dal personaggio di Giuseppe Garibaldi ed ora, a 150 anni dall’unità d’Italia, mi si offre l’opportunità di ricordarlo attraverso un nostro concittadino, Luigi Moretti, che partecipò alla Spedizione dei Mille. Quanto viene di seguito esposto è frutto di ricerche da me effettuate e non ancora concluse. Per la stesura di questo articolo mi sono avvalso di notizie fornitemi dall’indimenticabile Elvio Piccioni, dello stato civile del comune di Spello, e da Mas-

simo e Luigi Moretti, pronipote e nipote del Luigi Moretti componente della Spedizione dei Mille. Dalle confessioni fattemi da Elvio Piccioni, Giuseppe Garibaldi per ben due volte tenne comizi a Borgo di Spello, con lo scopo di reclutare giovani per la sua spedizione militare; da questi comizi sicuramente furono attratti alcuni giovani spellani, tra i quali Luigi Moretti, che costituirono una piccola legione spellana. Luigi Moretti, originario della zona di S. Felice, decise di arruolarsi insieme ad altri coetanei per spirito patriottico; questi raggiunsero, in base a precedenti accordi, Garibaldi a Talamone in Toscana e da qui proseguirono per la spedizione. Luigi, felicemente conclusa la missione, tornò nella sua Spello. Al ritorno incontrò difficoltà a ritrovare i genitori che, dopo ricerche, raggiunse nella località S. Sebastiano di Foligno nella tenuta Mongalli, possidenti terrieri di Foligno. Ricorrendo i 150 anni dall’Unita d’Italia è bello sottolineare che anche cittadini di Spello abbiano contribuito all’unificazione della penisola e che anche nei piccoli centri rurali, contrariamente a quanto sostengono alcuni storici, l’Amor di Patria ed il sentimento nazionale erano ben sentiti nel cuore e nella coscienza del popolo. Ricordo con piacere la confessione resami dal compianto Elvio Piccioni e ringrazio, per le testimonianze fornitemi, Massimo e Luigi Moretti, discendenti dell’illustre garibaldino. Bella pagina di storia questa, riportata alla luce, e che ora i concittadini possono conoscere. Giuseppe Del Dottore

“Balla Bella Italia” di Mauro Manini

Per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia la Pro Spello, in collaborazione con la dirigente scolastica prof.sa Marilena Mariucci e i docenti della scuola media dell’Istituto Comprensivo G. Ferraris di Spello, il Comune di Spello, il CdA della Bcc di Spello e Bettona con il presidente, dott. Franco Piermarini e il direttore generale, dott. Maurizio Del Savio, ha indetto un concorso rivolto agli alunni delle scuole medie dal tema “Il Risorgimento e l’Unità d’Italia”. “Ringrazio la dirigente scolastica Marilena Mariucci che ha condiviso pienamente l’iniziativa. La scuola – afferma il presidente della Pro Spello Umberto Natale - è il primo luogo dove si approfondisce e si conosce la nostra storia unitaria. Il concorso vuole sensibilizzare e stimolare l’attenzione degli studenti sul tema dell’Unità d’Italia, dando loro un ruolo da protagonisti in questa importante ricorrenza”. Gli elaborati scritti saranno giudicati da un’apposita commissione composta dagli insegnanti in

Santuario della Madonna de “La Salette” A Salmata di Nocera Umbra un luogo di silenzio e di profondo raccoglimento

Vista del Santuario

Il 19 settembre 1846, due pastorelli, nel mez-

zo di una vallata, all’improvviso scorgono un globo di luce, come se il sole fosse caduto in quel luogo; lentamente il globo si apre e nella luce abbagliante intravedono una donna seduta, con i gomiti posati sulle ginocchia, il volto nascosto fra le mani, che piange. La bella Signora non smette di piangere, è tutta splendente di luce, la luminosità che la circonda si sprigiona dal Crocefisso che porta sul petto. Ai lati di questo Crocefisso si vedono un martello e delle tenaglie (con il martello si mettono i chiodi, con le tenaglie si possono togliere). La Vergine, a La Salette, sceglie di apparire a Massimino e Melania, due pastorelli, i quali non subito riescono a riconoscerla, poiché Ella si presentò vestita, più o meno, come le donne del villaggio: abito lungo, uno scialle, una cuffia sulla testa, un grembiule annodato sui fianchi, la cuffia. L’orlo dello scialle e i piedi sono ornati da corone di fiori. Decidono di avvicinarsi, stupiti da quel globo di luce, e dentro quella luce vedono una segue a pag. 7

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pensione dell’associazione “Magister Sine Registro”. I primi tre classificati verranno premiati con un libretto a risparmio emesso dalla Bcc di Spello e Bettona nel corso di una cerimonia pubblica, che avrà luogo nella sala dell’Editto del Comune di Spello, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.Tra le varie iniziative in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il direttivo della Pro Spello ha proposto all’amministrazione comunale di invitare le associazioni del territorio ad esporre il tricolore italiano e la bandiera europea nelle loro sedi, invito che deve essere allargato anche ai singoli cittadini. Inoltre l’artista spellano Mauro Manini, già vincitore per la sezione pittura del 10° premio nazionale d’Arte della città di Novara, ha donato alla Pro Spello per i 150 anni dell’Unità d’Italia, un’opera dal titolo “Balla Bella Italia”, realizzata con una tecnica mista su tavola, che sarà esposta all’esterno della sede dell’associazione. Una Pro Spello che ha assunto nel corso degli anni sempre più un importante ruolo di promozione del territorio e di valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale di Spello, a fronte dell’esigenza di tutelare e migliorare le risorse turistiche locali e di promuoverle maggiormente, attraverso varie manifestazioni che richiamano un numero sempre più consistente di turisti. La massima collaborazione con l’amministrazione comunale, dimostratasi sempre costruttiva per la promozione della città, è il successo della riuscita delle iniziative. “Il direttivo della Pro Spello, rinnovato con l’ingresso di forze nuove, svolge attivamente il proprio ruolo. Amiamo la nostra Splendissima Colonia Julia – conclude Umberto Natale – ed è questo grande amore che ci spinge a fare sempre di meglio per la sua valorizzazione”. Mariarita Crisanti

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n. 3 MARZO 2011

Gli Stuzzichini di Giuliano Sozi

L’affare delle mille malattie Dice Michele Bocci (“Repubblica” del 29.10.2010): “Sul calendario non sono rimasti più mesi, settimane e giorni liberi da malattie. Da prevenire, scoprire, studiare o raccontare a chi sta bene.” Gli appuntamenti che trattano malattie sono 60 a livello nazionale e 300 a livello locale. Ci sono effetti positivi, è innegabile, ma anche negativi, come l’insorgere di ansie e timori che fanno crescere la spesa sanitaria (esami, visite e medicinali). L’industria farmaceutica ci gongola, perché fattura 25 miliardi di euro all’anno. Si scoprono tanti medicinali importanti, e questo è molto positivo, ma si inventano anche “malattie” moderne, che in sé non sono affatto malattie, come l’invecchiamento (la cosa più naturale del mondo), il parto (idem) o la timidezza (chi mai ne è stato totalmente immune?). Il giornalista sostiene che il “sistema” è cresciuto a dismisura. E questo è un danno, per le tasche dei contribuenti e anche, parzialmente, per la loro effettiva, reale salute.

Un felice “paese fantasma” Bussana Vecchia (Imperia) è un paese che fu distrutto da un terremoto nel 1887. Scomparve dalle carte geografiche e dagli elenchi anagrafici. Ma, miracolosamente, esiste. Ha 70 abitanti e una manciata di artisti. Sono questi ultimi che, qualche decennio fa, hanno deciso di farlo rivivere. Come centro dedicato all’arte. Paesaggio meraviglioso (fiori, olivi, vigne, il mare...), botteghe, osterie. Niente tasse (certo, il paese “non esiste”...) e, anche, niente illuminazione pubblica; ma pulito, riscaldato, fornito di acqua e gas. E ora Sanremo, che gli sta gomito a gomito, lo vuole lanciare turisticamente. Lo rovinerà? Speriamo di no. (“Il Venerdì”, 24.12.2010).

Imitiamo Braccio di ferro...

Pagina 5 Bastava che ingoiasse una manciata di spinaci e diventava subito un supermuscoloso distruttore di corpacciuti criminali. E tutti a dire: “Eh, le baggianate della pubblicità sulle virtù degli spinaci...”. Bene, ora uno studio dello svedese Karolinska Istitutet ha dimostrato che i nitrati di cui è ricca questa verdura (ma anche molte altre) sono utilissimi non solo per prevenire malattie cardiovascolari e diabete, ma anche per dare tono ai nostri muscoli, insomma per svilupparli... alla Popeye (la cosa ovviamente non va presa alla lettera). Tutto ciò, dice l’articolista del “Messaggero” (del 2.2.2011), ci fa riflettere sui benefici effetti per la salute legati al consumo di frutta e verdura, e ci spinge a consumarne di più.

I professoroni nel fosso Questa volta non vogliono davvero rischiare una brutta figura, gli esperti che hanno organizzato l’importante mostra con numerose teste scolpite di Modigliani al Museo Mart di Rovereto (Trento). Hanno scartato tutte le opere non perfettamente documentate per l’autenticità. E le sculture esposte valgono cifre da capogiro. I curatori vogliono così riscattare l’enorme smarronata con cui non certo loro ma molti solenni professoroni del tempo, critici e storici dell’arte, caddero nel più vergognoso ridicolo nel 1984. Cosa accadde in quell’anno? A Livorno, città natale di Modì, essendosi diffusa la voce che l’artista da giovane, insoddisfatto di certe sue teste scolpite, le aveva gettate in un fosso cittadino, avevano cominciato a dragare tutti i canali (dove però non c’era niente). A tre ragazzi venne l’idea di una burla, buona per farci poi una risata collettiva: scolpirono alla svelta alcune teste e le gettarono in acqua. Attesero il risultato. Dopo pochi giorni quelle pietre furono trovate e... miracolo! furono credute autentiche. La voce si sparse in tutto il mondo. I professoroni proclamarono solennemente l’autenticità delle sculture: soprattutto Giulio Carlo Argan, famoso storicocritico e anche ex sindaco di Roma (che bravo sindaco!...), tirò fuori con sicumera e supponenza argomenti complicati e bizantini in difesa dell’autenticità delle tre boiate, guardando dall’alto in basso i pochi sprovveduti che esprimevano perplessità... I tre ragazzi furono costretti a uscire allo scoperto, e in televisione, su invito della RAI, replicarono l’impresa, scolpendo in diretta tre altre teste “di Modigliani”. Si chiuse così la questione (“Il Venerdì”, 3.12.2010). È proprio vero: il successo socio-economico e la carriera fortunata fanno perdere il senno a certe teste: teniamolo presente, soprattutto nei nostri giorni.

Ricordate Popeye, cioè Braccio di ferro? segue da pag. 2

La scuola di Spello guarda all’Europa scambio di notizie, foto, prodotti ed esiti di questi eventi, incoraggiando quindi anche le famiglie ad una attiva partecipazione alle attività progettuali, coinvolgendole nelle vicende di apprendimento dei loro figli. “I genitori sono molto entusiasti di questo progetto – spiega l’assessore ai servizi scolastici Enzo Fastellini – tanto da aver seguito

BOTTEGA della CARNE CHIANINA

con molto interesse la proiezione dei video che ogni scuola europea, coinvolta nel Comenius, ha presentato a Spello la settimana scorsa. Il confronto tra le diverse scuole ha infatti permesso di mettere a confronto le diverse realtà e soprattutto ha contribuito a promuovere i valori di tolleranza, uguaglianza e appartenenza alla comunità europea, valori universali per la crescita dei bambini”. Ufficio stampa Comune di Spello

L’angolo del pensionato

(a cura di Alvaro Bucci per FNP/CISL)

Cancellato il fondo per i non autosufficienti: è una vergogna

“E’ una vergogna. Non ci sono altre parole per commentare la bocciatura dell’emendamento per il rifinanziamento con 400 milioni di euro del Fondo nazionale per la non autosufficienza”. Con queste parole Gigi Bonfanti, segretario generale dei Pensionati Cisl, trancia un giudizio severo sulle scelte di questo Governo, che “ancora una volta dimostra di essere sempre più lontano dalla vita reale, dai bisogni e dalle difficoltà che affliggono le fasce più deboli della società”. “Siamo consapevoli anche noi della drammatica situazione delle finanze pubbliche – continua Bonfanti – così come sappiamo bene che 400 milioni costituivano un mero segnale e non erano certo la soluzione al problema. Sfidiamo, però, quei Ministri e quei politici che, in virtù dell’inconsistenza del finanziamento, hanno ritenuto giusto cancellarlo interamente

Accordo OO.SS. dei pensionati con Inps e con l’Inpdap Le segreterie regionali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil esprimono soddisfazione per l’accordo stipulato con l’Inps lo scorso 10 febbraio in materia di indebiti pensionistici e invalidità civile. “Si tratta – hanno commentato i segretari generali Graziano Massoli (Spi-Cgil), Giorgio Menghini (Fnp-Cisl) e Roberto Tortoioli (UilpUil), nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Perugia - di un accordo che favorisce le migliaia di pensionati che si trovano a dover restituire gli indebiti pensionistici ricevuti”. Ad oggi, è stato spiegato nel corso della conferenza stampa, in Umbria sono in corso di recupero 26.346 indebiti, per importi di varia entità. Nello specifico, l’accordo prevede che le organizzazioni sindacali dei pensionati, tramite i patronati, cureranno le pratiche per la restituzione degli indebiti, prevedendo un piano di recupero del debito in misura superiore alle 24 rate mensili, in proporzione all’entità della somma da resti-

Tutto questo per un impegno economico per il 2011 da parte dell’Inpdap di circa 500mila euro. “Un importante risultato - hanno concluso Massoli, Menghini e Tortoioli - alla luce della drammatica situazione economica dei pensionati e delle pensionate in Italia e in Umbria (dove la media delle pensioni è inferiore a quella nazionale) e del mancato rifinanziamento da parte del Governo dei 400 milioni di euro per il Fondo nazionale sulla non autosufficienza”.

Somme trattenute dall’INPS La FNP-CISL segnala che presso le proprie sedi si presentano pensionati ai quali l’INPS ha trattenuto somme elevate sulle proprie pensioni. Da un rapido controllo si è potuto constatare che ciò è dovuto al recupero IR-

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Invio telematico da Febbraio 2011

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tuire e al reddito dell’interessato. L’accordo introduce anche importanti novità in materia di invalidità civile. Un tema, questo, che in Umbria riguarda migliaia di persone: solo nel 2010 sono state presentate alle Asl 34 mila domande. Inoltre, riguardo le verifiche straordinarie, per coloro che sono impossibilitati a produrre idonea certificazione medica, l’Inps effettuerà gli accertamenti ricorrendo a propri specialisti interni o esterni convenzionati. In presenza di particolari situazioni di disagio sociale per i pensionati, l’istituto valuterà anche la possibilità di effettuare visite mediche domiciliari. Altra importante novità, l’introduzione del silenzio-assenso per le domande di pensione di invalidità civile, che riduce i tempi di attesa per la liquidazione della pratica, imponendo all’Inps di contestare eventuali irregolarità entro un tempo massimo di sessanta giorni.

L’accordo con l’INPDAP Inoltre, per la prima volta le organizzazioni sindacali dei pensionati dell’Umbria hanno incontrato anche la direzione regionale dell’Inpdap, che ha condiviso i contenuti della piattaforma unitaria dei sindacati dei pensionati. L’istituto – recependo le disposizioni legislative del Fondo regionale del Prina - ha proposto ai sindacati di realizzare per i suoi assicurati progetti da condividere, mirati alla non autosufficienza, che vadano nella direzione dell’assistenza domiciliare, oltre a continuare l’impegno verso la residenzialità.

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dalla legge di bilancio 2011 e a varare in tempi rapidi una legge quadro su questa delicata emergenza sociale”. La decisione del Parlamento di non rifinanziare il Fondo nazionale per la non autosufficienza è grave perché comporterà un aggravio dei costi per le numerose famiglie coinvolte. Soltanto tre mesi fa, nella Conferenza Nazionale sulla Famiglia, tutti convennero, a partire dai rappresentanti del Governo promotori dell’iniziativa, che questa “voce di bilancio” andava finanziata come misura di civiltà, non solo assistenziale, a favore dei soggetti colpiti da gravi forme di disabilità. “L’unico modo per uscire da questa impasse – si legge in una nota congiunta della CISL e della FNP-CISL – è di concertare tra tutti i soggetti sociali interessati una Legge Quadro, che metta in rete e renda strutturale l’intervento sul tema della non autosufficienza”. Una nota che osserva anche come il mancato finanziamento da parte dello Stato riapra una polemica con le Regioni, le quali in questo modo si sentiranno autorizzate a disimpegnarsi anche loro dal finanziamento. Secondo CISL ed FNP, infine, “la legge deve mettere assieme i vari soggetti istituzionali che concorrono alla tutela della non autosufficienza per garantire certezza e controllo della spesa” e chiedono con urgenza al Governo l’apertura di un tavolo di confronto su questo tema.

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PEF non trattenuto durante l’anno 2010 per familiari a carico. Tale situazione deve essere normalizzata, ove i familiari dovessero essere ancora fiscalmente a carico, onde evitare un aumento delle trattenute IRPEF durante l’anno ed il recupero delle stesse solo tramite il modello 730 di denuncia dei redditi nell’anno successivo. Tale recupero si concretizzerebbe solo nel mese di agosto, dopo che sono trascorsi ben 18 mesi dal momento delle trattenute. S’invitano pertanto tutti i soggetti interessati a far controllare le comunicazioni che pervengono dall’INPS da persone esperte in modo da sanare per tempo situazioni a loro svantaggiose. Il sindacato dei pensionati della CISL, attraverso i propri servizi del CAF e degli enti di patronato INAS, sono in grado di aiutare per l’istruzione di tali pratiche.


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n. 3 MARZO 2011

Non solo Perugino e Pintoricchio a Spello

Santa Francesca Romana

La Splendidissima Colonia Julia scopre l’ingegno di Rocco di Tommaso Da Vicenza

Nel calendario dei santi la ricorrenza viene ricordata il 9 marzo

Il Ciborio di Santa Maria Maggiore

Spello scopre l’ingegno di Rocco di Tommaso Da Vicenza. Non solo Perugino e Pintoricchio nella Splendissima colonia Julia, ma anche la straordinaria opera del “tagliapietre” vicentino che proprio nella chiesa di Santa Maria Maggiore ha realizzato una delle sue opere più importanti, uno splendido ciborio in pietra caciolfa. La sua vita e le sue opere sono state illustrate da Giordana Benazzi, storica dell’arte ed ex funzionaria della Soprintendenza ai Beni Storico Artistici, nel corso di una conferenza mirata a focalizzare meglio e far conoscere a un pubblico più vasto questo poliedrico artista definito scultore, tagliapietre, lapicida, architetto ed ingegnere. Rocco di Tommaso da Vicenza, vissuto tra il 1495 e il 1529, è stato un personaggio di grande rilievo nell’Umbria del primo ventennio del Cinquecento e uno dei principali artefici della diffusione del linguaggio artistico rinascimentale in questa regione, anche se pressoché sconosciuto al di fuori del ristretto ambito accademico e più in generale degli addetti ai lavori. La sua prima attestazione in Umbria risale al 1512, e per l’esattezza proprio a Spello, ove stabilì la propria dimora insieme alla sua famiglia per lunghi

Festa della Creatività Positivo riscontro per questa inedita edizione Venerdì 21 gennaio, presso il centro sociale Ca’ Rapillo, si è svolta la Festa della

L’esibizione di un gruppo musicale

Creatività, organizzata dall’Informagiovani in collaborazione con il Comune di Spello che, per motivi di maltempo, fu rimandata l’estate scorsa. Un’edizione inedita, quindi, con una caratterizzazione prettamente musicale, infatti si sono avvicendati sul palco dell’evento diversi gruppi musicali del ter-

anni e sempre a stretto contatto con i Baglioni e i canonici di Santa Maria Maggiore. Questi ultimi gli commissionarono quello che è considerato il suo capolavoro, il ciborio dell’altare maggiore della chiesa, terminato nel 1515 e divenuto in breve tempo il suo principale “biglietto da visita” anche per altre prestigiose committenze documentate a Trevi, a Perugia, Foligno, Todi e altrove. “Nel settembre del 2012 – ha spiegato Giordana Benazzi - ricorre il Cinquecentenario della venuta di Rocco da Vicenza a Spello e dell’avvio della costruzione del ciborio di Santa Maria Maggiore. Per quella data auspico soprattutto che possa essere restaurato il ciborio, ma anche che venga pubblicato un volume monografico fondato sugli oltre 200 documenti di archivio, in buona parte inediti, rintracciati a Spello e in altre città umbre dallo storico ed archivista Stefano Felicetti.”. Ha aggiunto il sindaco Sandro Vitali: “Spero di poter fare qualcosa in occasione di questo anniversario, proprio per continuare nell’opera di valorizzazione del nostro patrimonio”. Presente alla conferenza anche il presidente dell’Associazione Pinacoteca civica Don Diego Casini: “Sono molto soddisfatto della partecipazione di pubblico a queste iniziative che contribuiscono a valorizzare il patrimonio artistico spellano. Questi incontri permettono infatti alla gente di riscoprire le radici storiche, artistiche e religiose che ancora oggi hanno ripercussioni nelle chiese di Spello”. Ufficio stampa Comune di Spello

ritorio, a testimonianza della vivace realtà giovanile che trova forme di aggregazione e concepisce espressioni di socialità di elevato livello e spessore artistico. Tale occasione ha segnato, in qualche maniera, il compimento di un percorso iniziato un anno fa, un percorso inerente ai progetti dell’Informagiovani e che anzi ne ha costituito e ne costituisce una parte vitale: il Servizio Civile Nazionale. Il 31 gennaio, infatti, si è concluso il nostro cammino di servizio civile all’interno del progetto “Arcobaleno, i colori dell’infanzia”, rivolto principalmente all’assistenza ai minori. Abbiamo vissuto questo “viaggio” come un percorso di scoperta e di crescita personale, una concreta opportunità per avviare un processo di conoscenza e di partecipazione alla vita della collettività. Per questo, a conclusione di tale positiva esperienza di vita, vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno accompagnato e guidato nel lungo tragitto, con la speranza che la nostra collaborazione e il nostro costante impegno siano stati un prezioso supporto. IG Spello

Francesca Romana aveva la straordinaria capacità di conquistare l’affetto e la stima di tutti coloro con cui veniva in contatto e fu forse per questo che venne riconosciuta come santa dalla gente comune prima che dalla chiesa. Francesca nacque a Trastevere in Roma nel 1384, all’inizio del grande Scisma d’Occidente che sarebbe stato causa di grande dolore per lei e di rovina per la famiglia alla quale si legò col matrimonio. I suoi genitori, Paolo Busso e Giacobella de Roffredeschi, appartenevano a due delle più illustri famiglie romane; Francesca crebbe quindi in mezzo all’agio, ma anche a uno spirito profondamente religioso. Giacobella frequentava con particolare assiduità la chiesa di Santa Maria Nuova che era tenuta dai monaci benedettini di Monte Oliveto e fu proprio a uno di questi monaci, Antonio di Monte Savello, che essa affidò la formazione e la guida spirituale della figlia. Padre Antonio rimase il padre spirituale di Francesca per oltre trentacinque anni; sin da bambina Francesca percepì il desiderio di volersi fare suora e ne parlò con Antonio che redasse appositamente per lei una regola di vita ascetica. Quando a undici anni chiese ai genitori il permesso di seguire la propria vocazione, ricevette un secco rifiuto; il padre aveva già stabilito che si sarebbe dovuta sposare con Lorenzo dei Ponziani, un giovane di pari ceto, e nessuna supplica né preghiera avrebbe potuto fargli cambiare idea e rinnegare la parola data. Antonio suggerì a Francesca di accettare la situazione come atto di obbedienza alla volontà di Dio e così, a soli tredici anni, la fanciulla divenne la moglie di Lorenzo. Essa fece di tutto per cercare di rendere felice Lorenzo e i suoi genitori, ma aveva il cuore appesantito dal dolore e una volta la cognata Vannozza, moglie del fratello maggiore di Lorenzo, Paluzzo, la scoprì mentre piangeva. Francesca rimase colpita dalla comprensione della cognata che presto divenne sua amica e cominciò a confidarsi con lei; anche lei avrebbe preferito dedicare completamente la propria vita a Dio. La scoperta nella famiglia di Lorenzo di un animo così gentile, ridiede coraggio a Francesca: le due giovani scelsero così di dedicarsi con generosità alla vita coniugale e al tempo stesso preservare il proprio santuario interiore con la preghiera, la carità e la penitenza; l’amicizia tra le due cognate durò per ben trentott’anni. Francesca continuava a confessarsi e a comunicarsi settimanalmente da Padre Antonio e assieme a Vannozza andava spesso all’ospedale Santo Spirito per aiutare le infermiere ad accudire i malati e per distribuire l’elemosina. A casa le due ragazze allestirono una specie di oratorio dove, una volta terminati i compiti domestici, potevano pregare degnamente. La loro suocera, trovando strani quegli atteggiamenti, le invitò a passare più tempo in svago e divertimenti cercando anche l’appoggio dei figli.

Né Lorenzo, né Paluzzo avevano però intenzione di imporre le idee della madre alle proprie mogli che ormai avevano imparato a rispettare e ad amare. Nel 1400 nacque Giovanni Battista, il primogenito di Lorenzo, e un anno dopo morì la madre; tutta la famiglia decise che Francesca avrebbe dovuto essere la nuova padrona di casa e, anche quando essa obiettò che quell’onore sarebbe spettato a Vannozza perché moglie del primogenito, suo suocero rispose che quella decisione era semplicemente ineccepibile perché unanime. La stessa Vannozza supplicò Francesca affinché accettasse e a quel punto la giovane donna non poté sottrarsi a questo impegno. La fiducia della famiglia non venne tradita: Francesca fu dolce ma ferma, cortese e metodica, attenta alle necessità dei servi, specialmente a quelle spirituali e fu amata da tutti. Non permise mai a nulla, nemmeno alla sua devozione, di frapporsi ai suoi compiti e in tutti i quarant’anni che trascorse al fianco di suo marito non ebbe mai la minima disputa o incomprensione con lui. La prima e unica incomprensione con il suocero la ebbe quando nel 1402 Roma venne colpita da una carestia e pestilenza; la mancanza di cibo spinse la gente a chiedere aiuto alle famiglie più ricche di Roma, tra queste casa Ponziani. Francesca ordinò allora che nessuna delle richieste andasse respinta fino a provocare la reazione del suocero che cercò di frenare tale generosità. Francesca si occupò anche e soprattutto della crescita e formazione dei suoi figli, Giovanni Evangelista e Agnese, non permettendo a nessuno di occuparsene al fine di farli crescere con la dovuta educazione religiosa. Nel 1452 Francesca creò le Oblate della congregazione benedettina di Monte Oliveto, alle quali si unì nel 1433, dopo la morte del marito, trasformando la sua fastosa abitazione in un ospedale per nullatenenti. Diversi furono i trattati che Francesca scrisse nella sua vita; fu una delle più grandi mistiche del XV secolo. Morì nel 1440. Il suo corpo fu esposto a Santa Maria Nuova che poi divenne la chiesa di Santa Francesca Romana; in tale luogo avvennero anche diversi miracoli, in special modo ne beneficiarono i malati di peste. Francesca è stata canonizzata il 26 maggio del 1608 da papa Paolo V. Nel calendario dei santi Francesca Romana viene ricordata il 9 marzo, giorno della sua morte. Giuliana Chiucchi


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Lo sport La Julia ci crede ancora Adesso la zona play-out è più vicina Le ultime performances della Julia Spello hanno dimostrato, se non altro, che la squadra sembra essersi sbloccata sul piano mentale gettandosi alle spalle tutte le paure e le ansie che hanno condizionato gran parte delle prestazioni e dei conseguenti risultati negativi. Il compito del tecnico Moreno Felicetti era soltanto questo, visto che la caratura tecnica dei ragazzi non è certo inferiore a quella di tante altre squadre del girone. Allora bisognava lavorare sullo spirito del gruppo, cercando di far emergere in loro un aspetto importante, ovvero la fiducia in se stessi e la consapevolezza di essere in grado di raggiungere qualunque risultato. Ed infatti, dopo le sconfitte contro il Pantalla e la GM10, la formazione biancorossa ha sbancato Petrignano vincendo nettamente per tre reti a zero in virtù di una prestazione di grande spessore ed anche con un atteggiamento di tranquillità e sicurezza che mancava da tempo. Stesso atteggiamento, anche se questa volta è mancata la vittoria, nel derby con la Subasio finito con il risultato di parità a conclusione di una partita in cui i biancorossi hanno creato oc-

Pagina 7 casioni e dove avrebbero meritato di vincere. Ora restano da giocare otto gare, può succedere di tutto, ma al momento la squadra deve recuperare soltanto due punti in classifica dalla penultima ed aprirsi così la strada per i play-out. Certo è che l’obiettivo resta quello di evitare la retrocessione diretta e giocarsi la salvezza con la lotteria dei play-out, una appendice del campionato del tutto particolare in cui, così come in un recente passato, possono verificarsi delle sorprese. Staremo a vedere! Fatto sta che oggi il futuro è meno grigio, tutto dipenderà dai giocatori se riusciranno a mantenere e confermare quanto di buono hanno dimostrato nelle ultime due partite, soprattutto sotto l’aspetto mentale. Spostiamoci ora sul versante del calcio “rosa” dove le cose non vanno meglio. Continua il trand negativo delle ragazze spellane, guidate dal tecnico Delbuontromboni, che non riescono più a centrare risultati positivi, tanto da precipitare al terz’ultimo posto della graduatoria nel girone B della serie B femminile. Non tutto è andato per il giusto verso negli ultimi tempi, soprattutto per quanto riguarda l’organico della squadra che ha dovuto fare a meno, strada facendo, di importanti pedine; questo ha condizionato non poco l’assetto tattico della formazione che non ha più trovato il bandolo della matassa. Siamo però certi che nelle prossime ultime gare di campionato le ragazze riusciranno a ritrovare grinta e determinazione, hanno dalla loro la qualità per poterlo fare, per tentare una necessaria inversione di tendenza alle proprie prestazioni e risultati. Fausto Fratini

Angolo del Cittadino Commenti, curiosità, segnalazioni e consigli sulla nostra città per questa rubrica scrivici a: lasquilla@smariamaggiore.com

A proposito dei giardini pubblici di Spello

Nel numero de La Squilla di febbraio l’Assessore ai Lavori Pubblici parla dei giardini di Borgo come “Pronti per l’arrivo della primavera”. Invero i giardini pubblici di Spello sono un punto dolente della città. Da tempo praticamente non esistono. Diversamente da quanto afferma l’Assessore, che dice che i lavori proseguono regolarmente, il cartello di cantiere dei giardini di Borgo indica invece che i lavori dovevano durare 90 giorni e concludersi entro ottobre 2010. Aggiungo che, spero di sbagliarmi, il progetto dà l’impressione di una massiccia cementificazione dell’area. La cosa grave è che l’Assessore, che si dilunga sull’importante funzione dei giardini nel contesto urbano, non menziona affatto, forse perché la questione è imbarazzante, la situazione dei giardini di Vallegloria. Infatti a Vallegloria esistono solo pochi metri quadri di breccino per cui l’uso dei pochi giochi presenti può rappresentare un

grave rischio in caso di caduta dei bambini che li praticano. Molti anni fa iniziarono i lavori del parcheggio sotterraneo di Vallegloria, ma l’ampio giardino sovrastante, inibito per i lavori, ancora non è stato restituito alla sua funzione pubblica come era dovuto. Molti anni fa, quando i lavori ebbero inizio, preoccupato che il verde venisse tolto per costruire il parcheggio, venni rassicurato e ottenni dagli uffici del Comune il progetto, di cui ho copia, che prevedeva la ricostituzione del verde pubblico alla copertura del parcheggio.

A lavori ultimati, da anni le transenne impediscono ancora di entrare nella zona verde e di accedere ai servizi igienici. Ad aggravare la situazione è stata aggiunta un’inutile opprimente recinzione del bel giardino, segue a pag. 8

Buone sensazioni La Asd Spello presenta la squadra dei Giovanissimi (anno 1996-1997)

In piedi da sinistra: Massimo Pascucci (direttore sportivo ASD Spello), Daniele Lilli, Daniele Piccardi, Nicola Pascucci (capitano), Mattia Antonelli, Andrea Quitadamo, Cristiano Mattoni, Leonardo Cipolloni, Filippo Betori, Rossano Capotondo (allenatore). Accosciati da sinistra: Simone Gentili, Michael Mancini, Michele Fabbri, Marco Picchiarelli, Luca Marchitelli, Gabriele Alessandrini, Leonardo Brunetti

Questo mese siamo andati a curiosare fra i giovani talenti del calcio spellano ed in particolare ci siamo soffermati sulla squadra che milita nel campionato provinciale della categoria “giovanissimi”. Costruire questa squadra è stato il “parto” più complicato dell’ASD Spello. Il risultato è stato: la prima scommessa vinta! Rossano Capotondo, il coach di questa squadra, ha completato e perfezionato uno staff tecnico di assoluto valore e prestigio. Sotto la sua sapiente guida, i giovani atleti spellani hanno trovato smalto e vigore tale da meritarsi rispetto e considerazione da parte di tutti. Il percorso sportivo di questo primo anno non sarà probabilmente esaltante ma l’impegno, la determinazione e il senso di appartenenza che stanno dimostrando tutti i ragazzi, rappresenta al meglio lo stile e il “modus operandi” che la ASD Spello intende proporre all’attenzione di tutti gli addetti ai lavori. Ed è proprio in questo senso che la neonata associazione sportiva giocherà la sua più importante partita. Ovvero, nonostante le difficoltà di start-up, la ASD Spello è impegnata massivamente su tutti i fronti per ridare nuova linfa e credibi-

lità ad un ambiente in piena crisi di identità sportiva e societaria. È questa la strada intrapresa dai nuovi dirigenti spellani che hanno presentato all’Amministrazione Comunale un convincente progetto sportivo che tende ad aggregare, al gioco del calcio, sani principi morali, etici e comportamentali. La novità di quest’anno è appunto quella di privilegiare il senso ludico e ricreativo dello sport, piuttosto che mirare al raggiungimento di risultati sportivi immediati. È chiaro che il valore aggiunto che verrà determinato da questa impostazione, sarà certamente diverso rispetto a chi interpreta il calcio esclusivamente in modo agonistico e competitivo. A distanza di pochi mesi dalla nascita dell’ASD Spello, l’atmosfera che si respira sui campi da gioco è comunque piena di “buone sensazioni”; volti sereni e distesi fra i dirigenti, genitori rassicurati e confortati ma soprattutto tanti ragazzi sorridenti, felici e, a volte, ironici anche dopo una sconfitta. Ma in fondo, che male c’è a perdere una partita di calcio a dieci anni? ASD Spello

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I primi Missionari della “Madonna de La Salette”, fondati dal vescovo di Grenoble nel 1852, giunsero a Salmata, piccola località di Nocera Umbra, nel 1896, che divenne subito un centro di devozione alla Vergine apparsa sulle montagne de “La Salette”. Nel 1903 una benefattrice francese donò le nove statue raffiguranti le tre fasi dell’apparizioni della Vergine: la Madonna che piange; la Madonna che affida il messaggio; l’Assunta. Queste statue ricalcano fedelmente le originali collocate a La Salette. Nel 1964 il vescovo di Nocera Umbra benedisse la prima pietra per la realizzazione del Santuario. Trascorsero alcuni anni di intenso lavoro e nell’estate del 1969 si poté ammirare il caratteristico edificio Sacro, che può accogliere 500 persone. Il 2 agosto, l’allora Vescovo di Nocera Umbra, Mons. Giuseppe Pronti, consacrò la nuova chiesa Santuario. Il Santuario, restaurato dopo il terremoto del 1997, ora è centro di irradiazione del “Messaggio” di Maria Madre della Riconciliazione. È un luogo che richiede silenzio e raccoglimento, per farci sentire accolti da Maria che ci ripete le parole di Cana “Qualsiasi Cosa Vi dica, fatela” (Gv 2,5).

Santuario della Madonna de “La Salette” donna “Familiare”, che piange e prega. Maria adempie con amore materno al suo compito di mediatrice presso Dio per i peccatori. Il Cuore del suo messaggio è l’invito alla conversione: “Convertitevi Figli Miei! Se volete che mio Figlio non vi abbandoni dovete pregarLo continuamente come faccio io. Voi non ci fate caso, ma è molto rattristato dal comportamento dell’umanità”. La Madonna raccomanda ai pastorelli di far conoscere il Suo messaggio alla popolazione, di far sapere a tutti il dolore che prova suo Figlio a causa dei peccatori. Rammenta ai ragazzi, che il popolo deve Santificare la Domenica, rispettare il digiuno e non bestemmiare, queste sono cose che appesantiscono tanto il braccio di mio Figlio, esso è così forte e pesante che non posso più sostenerlo. La Madonna continuava a chiedere preghiere e conversioni, se ciò non fosse avvenuto, ci sarebbe stata una grande carestia.

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Adriana Mengarelli


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n. 3 MARZO 2011

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per ricordare

È nata a Spello la compagnia teatrale “Accademia degli InQuieti”

(a cura di Adriana Mengarelli)

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Mario Frapiccini Lo scorso 6 novembre 2010 è venuta a mancare, dopo una breve malattia, la cara esistenza di Mario Frapiccini. Quella di Mario è stata una vita tutta dedicata al lavoro e alla famiglia, sostenuta dalla celebrazione eucaristica domenicale. Ora che fisicamente non è più presente tra noi, ciò che lenisce il dolore è il pensare alla grazia, che Dio ci ha elargito, facendoci vivere con lui per tanti anni e nella speranza che già goda dell’abbraccio paterno del Creatore.

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Rimedi naturali per la nostra salute

Aloe Vera L’Aloe, spesso chiamata la “pianta del mi-

racolo”, cresce nelle zone tropicali e viene utilizzata da secoli per le sue molteplici proprietà curative. Il succo puro, usato per via interna, agisce come depurativo per le sue capacità di favorire l’eliminazione delle scorie dell’organismo e come blando lassativo. È impiegato anche nell’inappetenza, nella dispepsia, nella gastrite, nella cistite, nell’asma, nei dolori mestruali, nell’artrite, etc. Il gel di aloe, usato per via esterna, a livello cutaneo svolge attività idratante, riparativa, antisettica ed antinfiammatoria; può essere usato anche per applicazioni locali, nelle infiammazioni della bocca, nelle emorroidi, nei geloni ed in cosmetica.

Quieti” per la “grande voglia di fare teatro”. “E’ con grande soddisfazione – dichiara l’assessore alla cultura Liana Tili – che l’amministrazione comunale saluta la nascita di una compagnia teatrale locale, nata dall’esperienza dei laboratori portati avanti in questi anni di attività del teatro Subasio. I laboratori per adulti e ragazzi e il fattivo rapporto di collaborazione con il mondo della scuola rappresentano un punto fermo delle attività culturali del Comune di Spello. Adesso anche la neonata “Accademia degli InQuieti” testimonia come il nostro teatro sia un luogo di dialogo e di confronto, di crescita e di formazione, uno spazio sottratto al dilagare della banalità, della superficialità e della volgarità nel campo dello spettacolo e dell’intrattenimento”. Ufficio stampa Comune di Spello

L’Angolo della cucina Torta tutti frutti

La Famiglia

Numeri Utili • CHIESA DI S. MARIA MAGGIORE

di Adriana Mengarelli

0742/301792

A proposito dei giardini pubblici di Spello che disturba la visione del paesaggio collinare, senza peraltro risolvere il problema della sicurezza una volta che il giardino venisse riaperto all’uso pubblico. Pertanto, a leggere La Squilla di febbraio, ci si chiede come l’Assessore possa intitolare il suo intervento, “Pronti con l’arrivo della primavera”, limitandosi ai giardini di Borgo. Un’accettabile soluzione del problema, per restituire i giardini pubblici tutti a Spello, temo non sarà pronta né per l’equinozio di primavera e neppure, forse, per il solstizio d’estate. Ci si chiede anche perché non sia stato impiegato lo stesso impegno profuso per la costruzione degli ultimi parcheggi, poco compatibili con il paesaggio e poco utilizzati sia dai residenti che dai visitatori, come posso notare quotidianamente. Data l’estrema saltuarietà d’uso dei nuovi parcheggi, propongo di convertirne qualcuno a verde pubblico e/o ad area giochi (cosa che poteva essere pensata a livello progettuale), per far rientrare Spello negli standard urbanistici. L’area riconvertita potrebbe sempre ridiventare parcheggio temporaneo nei pochi giorni all’anno di eccezionale alta richiesta. Umberto Piasentin

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na, 100 g. di farina, 250 g. di fecola, 100g. di zucchero, 2 uova, mezzo bicchiere di latte, 100g. di burro, una cartina di lievito.

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Ingredienti: una mela grossa o due piccole, una pera grossa o due piccole, una bana-

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Esecuzione: battere le uova con lo zucchero, unire il latte e il burro sciolto, aggiungere la farina e la fecola, lavorare bene fino ad ottenere un impasto liscio, unire il lievito ed infine la frutta, precedentemente sbucciata e tagliata a fettine. Versare nella teglia, foderata con carta forno, cuocere per 45 minuti a 200 gradi. Servire fredda, a piacere spolverare di zucchero a velo.

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• V.U.S. - PRONTO INTERVENTO GAS 800-904366

• PROTEZIONE CIVILE DI SPELLO 334/6050102

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La Squilla - Anno XXXVIII - n° 3 Marzo 2011