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sommario FIERA DEL LEVANTE UN VIAGGIO ATTRAVERSO 40 NAZIONI INTEGRAZIONE E SVILUPPO ECONOMICO IN NOME DELL’EUROPA LA CARAVELLA IN UN "MARE" DI CONTATTI E OPPORTUNITÀ ALBANIA, PALESTINA

L’ARTE ANTICA DEL MERLETTO E GLI OGGETTI SACRI IN LEGNO E MADREPERLA UNGHERIA, REPUBBLICA CECA, POLONIA, RUSSIA

CRISTALLI DI BOEMIA, ICONE E L'ORO DEL BALTICO TRA LE MATRIOSKE

SPAGNA, PORTOGALLO, PAESI BASSI, DANIMARCA

IL BLU DELLE CERAMICHE AZULEJOS TRA BAMBOLE ZOCCOLI, PERLE E PIUME BOLIVIA, COLOMBIA, ECUADOR, PERU’

UN FILO DI LANA E DI PIETRE PREZIOSE DALL’AMERICA DEL SUD INDIA, PAKISTAN

INCENSI E PASHMINE SULLO SFONDO DELLE COLORATE CERAMICHE DI MULTAN BANGLADESH, NEPAL

UN VIAGGIO INIZIATICO TRA OGGETTI DI CULTO E MANDALA TIBETANI MADAGASCAR, CONGO, SENEGAL NIGERIA, SOMALIA, RWANDA, KENJA

MASCHERE DI LEGNO E AVORIO DAL CONTINENTE NERO EGITTO, MAROCCO, TUNISIA

ABITI, ACCESSORI E MONILI DELLE DANZATRICI EGIZIANE CINA, VIETNAM

PROFUMO D'ORIENTE TRA FIORI DI LOTO E FRUSCIO DELLA SETA

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MALESIA, THAILANDIA, INDONESIA

MANEKI NEKO NELLA TERRA DEI FIORI ESOTICI

YEMEN, SIRIA

IL FASCINO DEGLI ORNAMENTI DELLE DONNE BEDUINE KUWAIT

I TESORI DI UN PAESE AI VERTICI DEL LUSSO E DELLA MODERNITÀ KENYA

UNA TAZZA DI THE O UN SEGNALIBRO IN PELLE PER AIUTARE I BAMBINI KENIOTI OLANDA

"OLANDIAMO IN PUGLIA" TULIPANI E MULINI NELLA PATRIA DEI TRULLI FRANCIA

FIORI ESSENZIALI E TRECCE DI LAVANDA TRA MODA E BIJOUX Ì

Supplemento al numero odierno de

MARSIGLIA

SAPONE E OLIO D'OLIVA PER UN MATRIMONIO COMMERCIALE TRA FRANCIA E PUGLIA

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reg. Trib. Bari n. 12372EL1/81 Direttore responsabile

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Daniela D’Ambrosio redazione Iniziative Speciali

SUD AUSTRALIA

I PUGLIESI IN AUSTRALIA SCIENZA E CUCINA AVVICINANO DUE CULTURE LONTANE MACEDONIA

ALLA FIERA DI SKOPJE LA FORZA D'IMPATTO DEL LINGUAGGIO TEATRALE

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FIERA DEL LEVANTE UN VIAGGIO ATTRAVERSO 40 NAZIONI

DAL 1930 AD OGGI. SENZA L'INTERRUZIONE determinata dalla guerra la Fiera del Levante avrebbe spento quest'anno ottanta candeline. Una bella "vecchietta" la nostra Fiera. Con qualche sapiente ritocco operato di recente, bisogna riconoscere che i suoi anni non li dimostra, nell'architettura quanto nella funzione. Sì, perché nonostante qualche critica sull'utilità del ruolo delle fiere nell'era di internet, la Fiera del Levante continua a svolgere egregiamente il suo compito di mettere in collegamento i Paesi d'Oltralpe con quelli d'Oltremare, favorendone scambi e rapporti commerciali a tutto vantaggio delle imprese del Sud. E la Galleria delle Nazioni, a cui abbiamo voluto dedicare il magazine 2010, è forse la più bella e colorata immagine che rappresenta l'incontro e lo scambio fra tantissimi Paesi del Mondo. Sono una quarantina le nazioni presenti quest'anno e spaziano dal Sud Australia ai Paesi del Continente Nero. Ed è evidente quanto distanti e diverse possano essere le culture da esplorare in questo viaggio virtuale che, dal soffitto di una galleria commerciale, vola attraverso paesaggi e prodotti ricchi di magia quanto di tecnologia avanzata. Bari si espande e si dilata. All'immagine della Galleria delle Nazioni si sovrappone quella di un suk o di un bazar, quei mercati a cui non sappiamo resistere se abbiamo la fortuna di poter viaggiare per il mondo. Mille oggetti d'artigianato raccontano quanto in comune abbiamo con tanti Paesi del Mediterraneo: l'antica arte del merletto, l'artigianato in legno d'olivo, le ceramiche, la gastronomia o l'arte sacra. Per poi allontanarci verso il fascino dell'Oriente fra incensi e mandala, fiori di loto e fruscio di sete o lasciarci incantare dagli ornamenti delle donne beduine dello Yemen per la prima volta a Bari quest'anno insieme ai prodotti del ricchissimo Kuwait. Pochi minuti di passeggiata e il paesaggio cambia del tutto. Ecco i canali olandesi e gli zoccoli e già sembra di intravvedere la Sirenetta di Copenaghen quando lo scenario cambia ancora: profumi francesi e saponi di Marsiglia. L'ambra ci porta nel Baltico poi, seguendo un filo di pietre preziose e di lana ci ritroviamo fra le culture dell'America del Sud. E il viaggio continua insieme agli acquisti, alle trattative e agli scambi commerciali. Usciamo dalla Galleria, siamo in Fiera. L'internazionalizzazione abita qui da ottant'anni. Ottant'anni fa non c'erano aeroporti né voli di linea ma da Bari e dalla Fiera è partito il primo viaggio "low cost" verso i Paesi del Mondo. Daniela D'Ambrosio

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INTEGRAZIONE E SVILUPPO ECONOMICO IN NOME DELL’EUROPA

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SONO GIÀ TRASCORSI DIECI ANNI da quando i capi di governo e i ministri degli Esteri di Albania, BosniaErzegovina, Croazia, Grecia, Italia e Slovenia adottarono la dichiarazione di Ancona, lanciando l'iniziativa Adriatico-Ionica. Già allora il nostro Paese aveva individuato le potenzialità di un'area con la quale abbiamo molto da condividere: dall'ambiente ai trasporti, dalla gestione delle coste alla pesca, dalle pmi al turismo, dagli scambi culturali al partenariato per il rafforzamento delle istituzioni locali. Dieci anni dopo il quadro geopolitico è profondamente cambiato. In particolare la Slovenia è diventata membro dell'Unione europea nel 2004 e anche altri Paesi del versante orientale (Albania, BosniaErzegovina, Croazia, Montenegro e Serbia), pur con tempi e modalità differenti, hanno avviato un percorso di avvicinamento alle istituzioni comunitarie, in vista di una definitiva integrazione nell'Ue. L'idea, dunque, del Governo italiano di fare dell'area Adriatico-Ionica una macro regione europea e di affidare questo progetto alla Puglia visti "il suo ruolo strategico e la sua posizione geografica" non può che inorgoglirci. Tanto più considerato che sarà la Fiera del Levante, durante la 74esima Campionaria e grazie alla scelta del presidente della Regione Nichi Vendola, ad ospitare venerdì 17 i presidenti delle Regioni adriatiche e joniche, il presidente del

Comitato delle Regioni Mercedes Bresso e il Ministero degli Esteri per avviare un percorso che dovrà concretizzarsi entro il 2014, quando l'Italia e la Grecia avranno la presidenza di turno dell'Ue e quando si deciderà il nuovo bilancio. Diventa, dunque, prioritario arrivare a questo appuntamento pronti e preparati, con progetti che per quest'area significano integrazione, sviluppo economico, rafforzamento della coesione sociale e tutto ciò in nome dell'Europa, nella quale speriamo di veder entrare presto i Paesi che ancora mancano all'appello. Di sicuro la Fiera è pronta a svolgere ancora una volta un ruolo imprescindibile di interlocutore di riferimento e a individuare, assieme agli altri partners, strategie condivise per creare una zona di più forte stabilità e sicurezza istituzionale, sociale e finanziaria. Solo così si potrà intervenire e risolvere le più importanti problematiche: penso alla protezione e al mantenimento di un ambiente sostenibile, al miglioramento dell'accessibilità dell'area, all'avvio di una fase economica sociale equilibrata e alla sicurezza dell'intero bacino. Le basi per gettare le fondamenta di una nuova regione ci sono tutte. Ora - tutti insieme - bisogna procedere speditamente per delineare l'architrave dell'Europa che verrà. Cosimo Lacirignola Presidente della Fiera del Levante

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LA CARAVELLA IN UN “MARE” DI CONTATTI E OPPORTUNITÀ

È POSSIBILE RAFFORZARE IL PRIMATO DELL'ITALIA nel bacino del Mediterraneo e aumentare le opportunità di collaborazione industriale e di investimento per le imprese del nostro territorio? Certamente sì, considerato che la base di partenza è già ottima. Nonostante la crisi, infatti, l'Italia si è confermata recentemente il primo partner commerciale della regione precedendo Germania e Francia. E, solo per citare qualche dato, il nostro Paese conta per un quinto (21%) dell'interscambio commerciale complessivo tra l'Ue e i Paesi dell'area mediterranea e solo nel 2008 ha esportato per 27 miliardi e importato per 39,2 miliardi. Ma non finisce qui: per la sua posizione geografica l'Italia può diventare una piattaforma privilegiata di scambio e di transito e un hub energetico dal Mediterraneo verso l'Europa. In questo contesto il ruolo del Sud, della Puglia e della Fiera del Levante diventa imprescindibile tanto più se si considera una data sempre più vicina: il 2012. In quell'anno, dopo una fase di stand by, nascerà formalmente (anche se di fatto esiste già)

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quell'area di libero scambio che consentirà di abbattere le barriere doganali e di dialogare, favorire conoscenze e concludere vantaggiosi affari con oltre 600 milioni di persone, più della popolazione dell'intera Ue a 27 Paesi. Limitare, però, lo sguardo al solo Mediterraneo sarebbe riduttivo. Lo scenario geo-economico è, infatti, in continua evoluzione e non si può non tenere conto del dinamismo di realtà importanti come Giappone, Cina, India e Brasile. Per far sì, allora, che le nostre economie escano nel più breve tempo possibile dalla crisi dobbiamo spingere sull'internazionalizzazione degli scambi e degli investimenti, ricordando che i nuovi "driver" della crescita sono le infrastrutture, le telecomunicazioni, il mondo della conoscenza e le energie, in primis quelle rinnovabili, che vedono la nostra regione al primo posto nella produzione nazionale. Ma occasioni di sviluppo possono arrivare anche da altri comparti strategici per la Puglia come il tessile, il commercio all'ingrosso, l'industria calzaturiera, la meccatronica e l'edilizia. Alcuni di questi settori sono tra i protagonisti della 74esima Campionaria che può contare su un ricco numero di Paesi esteri, provenienti da tutti e cinque i continenti. In particolare il debutto assoluto di Yemen e Kuwait, il gradito ritorno della Francia (a cui è dedicato un intero padiglione) e del Sud Australia, la giornata dedicata all'Olanda e l'alto numero di espositori che affollano la Galleria delle Nazioni creeranno - ancora una volta - un "mare" di contatti e opportunità. Ma vogliamo e possiamo fare di più perché parta una nuova e proficua stagione delle opportunità produttive, delle associazioni tra pmi, dell'esportazione del "made in Italy" e affinchè "l'anima internazionale" continui ad essere la rotta imprescindibile della nostra "navigazione". Riccardo Rolli Segretario generale della Fiera del Levante

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DAL 1930 IL MERCATO GLOBALE ABITA QUI CAMPIONARIA INTERNAZIONALE nata nell'anno nero del XX secolo, la Fiera del Levante ha nel suo dna la vocazione ad essere una finestra affacciata sul mondo. Quando nel 1929 si misero le basi per un progetto, allora come oggi straordinariamente innovativo e lungimirante, i fondatori furono il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio di Bari. E tutto ciò avveniva mentre la terribile crisi provocata dal crollo di Wall Street riportava nel mondo occidentale uno spettro dimenticato: quello della fame. Il dinamismo imprenditoriale, che pur conscio delle difficoltà del presente già guardava alla ripresa economica e programmava lo sviluppo, a Bari puntò tutto sulla Fiera del Levante e la costituzione dell'omonimo Ente Autonomo. Il mondo era la nuova frontiera da esplorare e l'obiettivo dei fondatori, dichiarato nella sua stessa denominazione, era quello di favorire il dialogo fra Occidente ed Oriente, europeo e mediterraneo. Ancora un volta, con una sorprendente modernità, la Fiera del Levante si proponeva con uno slogan che ha poi contrassegnato le campagne promozionali della Fiera e delle sue moltepli-

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ci rassegne: "Bari, ponte tra Europa e Oriente". Solo da una manciata di anni Bari dispone di un aeroporto internazionale ma, malgrado l'isolamento nei trasporti, la voglia di crescere e di relazionarsi ha trainato la crescita del settore estero della Fiera e di tutta l'imprenditoria del Mezzogiorno. Internazionalizzazione, alla Fiera del Levante, assume un duplice significato. Il suo aspetto piÚ evidente e folkloristico, amatissimo dai visitatori, è la coloratissima kermesse della Galleria delle Nazioni oramai dotata di aria condizionata per contenere in maniera confortevole il pubblico straripante. Ed anche per il 2010 si annuncia particolarmente cospicuo il numero di espositori che la affolleranno nei padiglioni 102-104-106-110-115 e daranno vita all'ampia e affascinante "finestra" sul mondo. Sembra ieri quel tempo vicino, eppure lontano nei ricordi, in cui senza internet e senza un aereo low cost a portata di mano, il modo piÚ semplice per viaggiare era tuffarsi nel melting pot di culture e profumi della Galleria delle Nazioni, dove fare shopping di tutto ciò che

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oggi - ma solo in minima parte - si trova nei negozi etnici. Ma lasciamo la Galleria delle Nazioni, laddove gli espositori esteri mettono in mostra e vendono i loro prodotti. Spostiamoci ora dietro le quinte, nel "Salone della Borsa degli Affari" che è il luogo d'incontro tra operatori economici esteri ed espositori italiani che partecipano alle rassegne specializzate della Campionaria. All'interno della Borsa degli Affari (padiglione 93) sono presenti gli Uffici Commerciali di alcune Ambasciate estere in Italia che forniscono ai visitatori della Fiera del Levante informazioni di carattere economico, commerciale, turistico e culturale del Paese che rappresentano. Qui, inoltre, si svolgono convegni e seminari su temi riguardanti gli scambi internazionali e giornate interamente dedicate ai Paesi. Quest'anno partecipano le Ambasciate di Estonia, Ucraina, Ghana, Kenya e Zimbabwe, oltre alla Camera di Commercio del Montenegro, all'Associazione Italo Georgiana, all'Autorità Portuale di Durazzo, all'Associazione Italia Hong Kong, all'Istituto Nazionale per il Commercio Estero e alla Camera di Commercio Italo Orientale. Fondamentale è il ruolo, per le contrattazioni con l'estero, degli interpreti che da sempre tessono la tela di ragno delle relazioni commerciali. Antonella Millarte

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ALBANIA PALESTINA

L’ARTE ANTICA DEL MERLETTO E GLI OGGETTI SACRI IN LEGNO E MADREPERLA

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AD UNA MANCIATA DI CHILOMETRI, dall'altro lato del Mare Adriatico, il Paese delle Aquile guarda alla vicinissima Puglia. Dobbiamo fare un balzo dall'altro lato del mondo, invece, per arrivare in Terra Santa e approdare nella tanto contesa Palestina. Nella Galleria delle Nazioni della Fiera del Levante di Bari ecco che, due luoghi così distanti fisicamente e soprattutto culturalmente, saranno uniti da un filo comune: la scoperta del loro artigianato a noi poco noto. Isolata per decenni dalla cortina di ferro del comunismo, l'Albania ha saputo conservare anche con l'arrivo della modernità l'arte antica e preziosa dei ricami fatti a mano. Qui in Fiera si potranno ammirare e scegliere tovaglie, copricuscini, centrotavola, tessile in genere impreziositi dal lavoro paziente delle donne albanesi. La loro abilità per i "qëndisje", che sarebbe il nostro punto croce, è legata all'abitudine di utilizzarlo per abbellire le loro case. Con un piccolo telaio, chiamato "vegël", tessono coperte colorate ma producono anche maglioni, calzini, guanti ed altri pro-

dotti tessili utilizzando lana e cotone come si faceva una volta, ma anche acrilici e pelliccia. Ma di certo, a Bari, ad attirare l'attenzione sarà tutta sull'arte del merletto, che in albanese si chiama "ounë me grep". Questa passione è evidente nei costumi tradizionali albanesi dove accanto al merletto - che orna sfarzosamente le scollature o le maniche - ci sono i ricchi ricami in fili di oro. Il tutto, trasportato su oggetti per la casa come tovaglie e cuscini, sarà a portata di mano nella Galleria delle Nazioni. Il legno dell'olivo, simbolo per eccellenza della Puglia che produce ben il 40% dell'olio italiano, è il filo sottile che ci conduce, da un continente all'altro, fino alla lontana Palestina. Malgrado la guerra, che da decenni la insanguina,

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fede e turismo continuano ad attirare tantissimi visitatori. La loro presenza ha contribuito a tenere in vita attività artigianali legate alla produzione di articoli sacri in legno e in ceramiche. Saranno proprio loro ad arricchire la presenza della Palestina nella Galleria delle Nazioni riportandoci indietro di millenni, fino a leggende come quelle della Montagna Sacra. Nell'antica Palestina pare che si usasse di mettere al sicuro tesori, oggetti sacri e documenti preziosi, appartenenti a templi o comunità religiose, in nascondigli segreti. Potevano essere caverne o altre cavità create dall'uomo, con accessi ben mimetizzati. E pare che il tempio di Gerusalemme non sfuggisse a questa regola, ma la cripta di cui si narra - esistente prima della distruzione del tempio da parte di Nabuccodonosor - non è mai stata trovata, e con essa i suoi tesori fra i quali l'Arca sarebbero ancora nascosti. Mentre questa ricerca, iniziata già coi Templari, non si sarebbe mai fermata, i moderni tesori dell'artigianato legati alla fede arrivano fino a noi nella Galleria delle Nazioni. L'arte sacra dei cristiani di Palestina iniziò coi monaci della Chiesa della Natività nel IV secolo dopo Cristo e da questa tradizione antichissima ecco presepi, statue e rosari, in legno d'olivo e madreperla. z

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UNGHERIA REPUBBLICA CECA POLONIA RUSSIA

CRISTALLI DI BOEMIA ICONE E L’ORO DEL BALTICO TRA LE MATRIOSKE

AVETE MAI GIOCATO COL CUBO MAGICO? Con 300 milioni di pezzi venduti, ivi incluse le imitazioni, è il giocattolo più venduto della storia. Lo inventò nel 1974 il professore di architettura ungherese Erno Rubik e questo rompicapo era fatto di legno. Proprio dall'Ungheria arrivano i giochi in legno che ci saranno nella Galleria delle Nazioni della Fiera del Levante di Bari. Dall'arte del vetro ecco bigiotteria artistica ungherese di pregio. La vicina Repubblica Ceca, con la quale condivide la tradizione della produzione dei cristalli, sarà anche presente nella Galleria delle Nazioni. Il cristallo di Boemia è un'arte che vanta sette secoli di storia. Un tempo si trattava di calici, vasi, decori, lampade e lampadari, coppe, bottiglie, bicchieri, ma oggi ecco soprammobili, fermacarte, cornici, bomboniere, vetri artistici per arredamento, specchi e persino gioielli. L'arte dei maestri vetrai della Boemia ha inizio nel 1200 quando i monaci dei monasteri della

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Con 300 milioni di pezzi venduti il cubo magico è il gioco più venduto della storia Lo inventò nel 1974 il professore di architettura ungherese Erno Rubik

regione della Boemia (che si trova al confine con Germania e Polonia) iniziarono a produrre artigianalmente oggetti e utensili domestici in vetro. Come soffiandoli con una canna, proprio come ancora oggi si continua a fare. In Boemia i monaci trovarono un'area molto ricca delle principali materia prime del vetro, ovvero potassio e quarzo. La sua patria di eccellenza è Praga ed è qui che, nel 1832, Egermann inventò il vetro rosso con cui continua a creare ancora oggi preziosi oggetti e gioielli dall'intenso colore rubino. La pia e cattolica Polonia ha preservato con orgoglio e cocciutaggine il suo artigianato di ispirazione religiosa, e non è stato facile negli anni bui della dittatura comunista ed atea. Fra le particolarità che sono nella Galleria delle Nazioni, la Polonia si distingue per le sue icone. Polonia bigiotteria e gioielleria in ambra e icone. Sono dipinti sotto vetro, molti noti già a partire dal XVIII secolo, e che all'inizio venivano fatte per una clientela rurale o montana:

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L'arte dei maestri vetrai della Boemia ha inizio nel 1200 quando i monaci dei monasteri della Boemia iniziarono a produrre artigianalmente utensili domestici in vetro costavano poco. Oggi sono diventate oggetti preziosi, fatti a mano con la stessa tecnica di una volta. In pratica il soggetto prescelto si dipinge al contrario su un supporto in vetro. L'artista, quindi, disegna subito i contorni a guazzo, poi riempie di colori l'interno dei motivi. Anche se il loro tema può essere sacro o profano, le rappresentazioni di Maria e di GesÚ sono le piÚ popolari. Le icone sotto vetro si trovano nelle case, nelle chiese e nei cimiteri polacchi. L'amore per il bello si esprime nella collezione di oggetti e monili polacchi realizzati con la celebre ambra del Baltico. Si tratta di una resina fossilizzata che si è formata nelle sterminate foreste che, prima dell'era glaciale, svetta-

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All'Esposizione mondiale di Parigi del 1900, la matrioška fu premiata e riconosciuta come simbolo della tradizione russa per la sua popolarità in tutto il mondo vano al posto del Mar Baltico. Le tonalità dell'ambra spaziano dal color miele al marrone scuro. A fare la differenza, poi, è il suo possibile contenuto come insetti, bolle d'aria, frammenti vegetali che la rendono unica. Le onde del mare inghiottono e poi rendono questi tesori, che potrete trovare sulla spiaggia durante una passeggiata oppure, più prosaicamente, acquistare in un negozio a seguito dello sfruttamento industriale che si è creato scavando miniere e dragando fondali marini. Da Danzica a Varsavia quello che qui chiamano "oro del Nord" - per il suo colore simile a quello di un raggio di sole imprigionato - diventa un importante gioiello, un lampadario oppure un orologio. Immancabili, poi dalla Russia fra l'oggettistica e gli articoli da regalo le intramontabili matrioske russe. z

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Perle dalla superficie vellutata, iridescente davvero molto simili a quelle naturali o coltivate Dalla creatività iberica nasce una bigiotteria molto apprezzata che esalta la femminilità latina

SPAGNA PORTOGALLO

IL BLU DELLE CERAMICHE AZULEJOS TRA BAMBOLE ZOCCOLI PERLE E PIUME

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PAESI BASSI DANIMARCA SPAGNA, IL VANTO DELLE PERLE. Portogallo, le ceramiche dalle decorazioni minute e i cucchiai artistici. Danimarca, i morbidissimi piumini d'oca. L'Olanda, bambole e giochi per bambini e gli immancabili zoccoli. La Galleria delle Nazioni ci porta a spasso per l'Europa attraverso una storia plurisecolare di abilità artigianale. Vanità e passione per la lucentezza delle perle. In natura sono rare e costosissime, da sempre. Ma bisognerà arrivare al 1610 per le prime perle artificiali di qualità. In quell'anno un coronaio di Passy, in Francia, si accorge che l'acqua in cui aveva squamato il pesce era diventata iridescente, e comincia a produrre l'essenza d'Oriente. La utilizza per rivestire internamente sfere di vetro soffiato, poi riempite di cera e che nei secoli successivi diventano nome col nome di perle di Parigi o perle francesi. Il procedimento, però, è costoso e si sviluppano altre modalità che consentono, fra l'altro, di rendere ancora più lucenti le perle di imitazione. Uno dei procedimenti che ha riscosso maggio-

re successo, e dal quale si producono monili amatissimi dalle donne, è quello delle perle di Majorca. In questa splendida isola spagnola, agli inizi dello scorso secolo, gli artigiani hanno smesso di riempire le sfere di vetro opalescente ed hanno cominciato a ricoprirle con essenza d'Oriente, immergendole poi in acetato limpido di cellulosa e in un bagno di nitrato sempre di cellulosa (utile per indurirle). Il risultato è in perle dalla superficie vellutata, iridescente e che sono davvero molto simili a quelle naturali o coltivate. Dalla creatività iberica nasce quindi una bigiotteria molto apprezzata e che esalta la femminilità latina. Restiamo nella penisola iberica e, sempre all'interno della Galleria delle Nazioni della Fiera del Levante di Bari, spostiamoci in Portogallo. Qui l'artigianato più diffuso in tutto il Paese è quello legato alla produzione della ceramica che si distingue per la dedizione al disegno minuto. In ciò risultano evidenti sia l'influsso moresco che l'imitazione della porcellana cinese da secoli ben nota ai portoghesi, popolo di navigatori e che attraverso il mare hanno spostato merci da tutto il mondo. Molto famose sono anche le piastrelle di ceramica chiamate Azulejos, e che si riconoscono per le caratteristiche decorazione con disegni blu e bianchi. Altra pregiata produzione artigianale portoghese è quella dei cucchiai artistici, che origi-

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La produzione della ceramica risente dell'influsso moresco e della porcellana cinese da secoli ben nota ai portoghesi, popolo di navigatori che attraverso il mare hanno spostato merci da tutto il mondo nariamente erano intagliati dai pastori. Approdando nei Paesi Bassi lasciamo il Mediterraneo, con le sue contaminazioni culturali provenienti da altri popoli, e ci spostiamo nel cuore dell'Europa. Immancabili, anche nel moderno artigianato, sono gli zoccoli che

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possono essere - come un tempo - in legno oppure leggeri e sottoforma di comode ciabatte in acrilico. L'Olanda dei mulini a vento è anche nota per i giochi per bambini e le bambole artistiche. Proseguiamo il nostro viaggio dal Sud al Nord Europa nella Galleria delle Nazioni con una tappa finale nei Paesi Scandinavi. Il tepore leggero e morbido dei quasi impalpabili piumini d'oca danese era e resta - anche ora che è possibile acquistarli fuori dalla fiera - un appuntamento da non perdere con il benessere del sonno. Qualità altissima a prezzi, appunto, da fiera attirano anno dopo anno chi prima ha acquistato il classico piumino e poi vuole scoprire altri prodotti: dai cuscini ai coprimaterasso in piuma. z

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BOLIVIA COLOMBIA ECUADOR PERU'

UN FILO DI LANA E DI PIETRE PREZIOSE DALL’AMERICA DEL SUD

BOLIVIA, STRUMENTI MUSICALI con tradizione millenaria. Colombia, pietre preziose e non solo. Ecuador, patria dell'avorio vegetale. Perù, presepi originalissimi. Alpaca, morbida e caldissima, maglioncini e borse decorate con pupazzetti: è il sottile filo di lana che unisce il Sud America. Altro spartiacque che accomuna questi Paesi è quello dell'arrivo dei dominatori spagnoli. Le culture precolombiane nel corso dei secoli si sono fuse e mescolate con quelle iberica. Ed il risultato straordinario di questa mescolanza emerge con evidenza per esempio negli strumenti musicali boliviani che saranno in vendita nella Galleria delle Nazioni della Fiera del Levante di Bari. Addirittura prima della conquista incaica, e cioè sin dal primo millennio a .C., i boliviani avevano creato una ricca collezione di strumenti: aerofoni, ocarine, flauti,

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L'avorio vegetale conosciuto anche come avorio di palma è il cuore asciutto e pulito di una pianta sudamericana chiamata "pianta elefante"

membrafoni e idiofoni. Con la conquista incaica si diffonde la scala formata da cinque note e priva di semitoni. Con l'arrivo dei conquistadores spagnoli c'è l'introduzione di strumenti a corda e della scala musicale europea. Dalla penisola iberica arriva pure la religione cattolica e nascono nuove forme musicali sacre ibero andine. Ritmi e balli spagnoli subiscono un processo di adattamento al gusto locale dal quale nascono nuove forme creole, ancora modificate dall'arrivo degli schiavi africani. Questo crogiuolo di razze e di culture è racchiuso negli strumenti musicali boliviani ma anche nella bigiotteria artigianale di un Paese dove il 97% della popolazione è povera. Dall'ingegno degli artigiani boliviani ecco bigiotteria in argento e alpaca, in nichel e in zinco. Approdiamo in Colombia dove passiamo dall'artigianato della bigiotteria, abilissimo e capace persino di utilizzare i chicchi di caffè per realizzare bellissimi e profumati orecchini, ha la sua massima espressione nella gioielleria vista la sua ricchezza di pietre preziose. Con l'Ecuador, la Colombia, condivide la produzione di avorio vegetale che è la inesauribile materia prima per oggetti di bigiotteria artigianale e gioielli realiz-

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zati interamente a mano. Ma di che si tratta? L'avorio vegetale conosciuto anche come avorio di palma è il cuore asciutto e pulito di una pianta sudamericana chiamata "pianta elefante". Sia nell'aspetto che nel tatto l'avorio vegetale è molto simile all'avorio di origine animale e offre molti vantaggi. Quello vegetale dura nel tempo, è facile da tagliare e presenta la stessa porosità di quello animale e preserva la natura. Da un lato non è necessario ammazzare gli elefanti, dall'altro è una risorsa rinnovabile e che aiuta a preservare le rain forests ecuadoriane. Gli appassionati dell'arte presepistica, in occasione della Fiera del Levante, non perdono l'occasione di andare a visitare il Perù nella Galleria delle Nazioni. Qui, come nel resto del Sud America, la tradizione del presepe è arrivata insieme ai conquistatori spagnoli ed ha subito lo stesso percorso di mescolanza della musica. I presepi artigia-

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nali peruviani possono, infatti, sorprenderci in mille modi. Magari Giuseppe e Maria indossano il poncho e vestono il tipico abbigliamento tradizionale andino. Gesù bambino, al pari degli altri personaggi, può essere dalla pelle scura dei meticci e magari è a pancia sotto. La culla non è la mangiatoia ma può avere la forma di una canoa usata in loco. Ancora dal Perù una collezione di ceramiche decorative, calamite e libri in miniatura fatti a mano. In questi stands sudamericani ci sarà solo l'imbarazzo della scelta fra il tipico abbigliamento andino in cotone e in lana di alpaca. z

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INDIA PAKISTAN

INCENSI E PASHMINE SULLO SFONDO DELLE COLORATE CERAMICHE DI MULTAN

DA QUELLA VENTATA DI FASCINO ESOTICO che è arrivata in Europa sulla scia del colonialismo, fino all'inaspettata leadership politica di Sonia Maino, vedova di Gandhi e originaria del vicentino, la nostra passione per l'India si è dimostrata essere un amore senza fine. Nella Galleria delle Nazioni di Bari, tradizionalmente, gli stands dell'India sono molto affollati e anche quest'anno ci sono tantissimi prodotti fra i quali poter scegliere. Ad iniziare dagli articoli per la casa dallo stile inconfondibile con cornici e decorazioni paretali, e poi coperte, copricuscini, copriletti fatti a mano. Un must per gli amanti del genere sono i preziosi incensi e le essenze profumate per ambienti. Per i più piccoli ecco scatole e giochi per l'infanzia in legno. Articoli da regalo per tutti i gusti fra i quali bigiotteria e gioielleria con l'utilizzo di pietre preziose e semipreziose. Altro capitolo, sempre molto amato dal pubblico femminile, è quello delle pashmine, a cui si aggiungono coloratissime sciarpe e stole in cotone,

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lana, velluto e nel lussuoso cashmere. In Europa è arrivato agli inizi del suo XIX secolo e anche se il suo nome viene dal Kashmir, che è una provincia dell'India, oggi Paesi produttori più importanti sono Cina, Iran, Mongolia, Tibet, e Afghanistan. Solo modeste quantità continuano ad essere prodotte dalla provincia indiana del Kashmir. Ma cosa rende così raro e costoso il cashmere? Morbida, setosa e vellutata al tatto è una fibra tessile che si realizza col pelo della capra asiatica hircus. Per adattarsi ai forti sbalzi di temperatura fra notte e giorno, questi animali hanno una peluria chiamata duvet che si raccoglie con una pettinatura manuale del mantello durante la stagione della muta (in primavera). Assolutamente eccezionale, più di ogni altra fibra animale, è la capacità di questa peluria di riuscire a termo-regolare il corpo dell'animale rispetto all'ambiente esterno, proteggendolo sia dalle basse sia dalle alte temperature ed è da queste sue caratteristiche che scaturiscono le proprietà del cashmere. Il vicino Pakistan, di religione islamica, propone nella Galleria delle Nazioni la sua particolarissima bigiotteria. Questo Paese asiatico sta vivendo fasi di grandi

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Alle pashmine sempre molto amate si aggiungono coloratissime sciarpe e stole in cotone, lana velluto e nel lussuoso cashmere instabilità politica ma, nonostante ciò, è divenuto crocevia degli scambi per merci di lusso come i tappeti dell'Afganistan che - a causa di una guerra trentennale - non trovano una via di sbocco commerciale agevole nella zona di produzione. Molto apprezzati sono, inoltre, i mobili antichi pakistani come quelli di colore rosso scuro originari della provincia del Sindh. La colorata e allegrissima ceramica di Multan, nel Punjab meridionale, si distingue per i suoi motivi decorativi astratti o ittici riprodotti su posaceneri e servizi da bagno, casi e brocche, servizi da thè e splendidi piatti di portata. (a. mill)

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BANGLADESH

UN VIAGGIO INIZIATICO TRA OGGETTI DI CULTO E MANDALA TIBETANI

NEPAL BANGLADESH, L'ARTE DI LAVORARE L'ARGENTO e le pietre naturali. Il Nepal, le pashmine ed un ponte "virtuale" verso il Tibet. Mani abile e forti, una creatività moltiplicata dalla esuberanza e dai colori della natura, la disponibilità di pietre naturali. Ecco il tesoretto del Bangladesh, dove la situazione economica è da sempre difficilissima, dove è l'artigianato quella risorsa capace di resiste a tutto e a tutti. Questa attività, che risorge dopo ogni catastrofe naturale o ribaltone politico, riveste un ruolo particolarmente importante per le donne che ne traggono un reddito supplementare al fianco della tradizionali attività agricole, dai magri raccolti. Nella Galleria delle Nazioni il Bangladesh proporrà componenti per bigiotteria, catene in argento finemente lavorate e pietre naturali. Non posseggono traspa-

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renza e rarità delle pietre preziose, ma possono avere colori straordinari e per questo vengono chiamate pietre ornamentali: topazio, opale, zirconi, acquamarina, zaffiri, onice, granato, labradorite, occhio di tigre, lapislazzuli, calcedonio, ametista, ambra, agata, turchese, giada, malachite. Passando al Nepal, l'offerta di prodotti artigianali nella Galleria delle Nazioni di quest'anno è concentrata sulle borse artigianali in feltro e cotone, su accessori e articoli da regalo, e ritroviamo le amatissime pashmine. Questi preziosi scialli prodotti artigianalmente in Nepal secondo tradizionali ed antiche tecniche di lavorazione sono fatti con una fibra tessile che è lana di cashmere. Il suo nome deriva da Pashmineh, che è composto da pashm, parola persiana che significa lana. Per la pashmina tradizionale si usa un cashmere che proviene da dalla capra changthangi che vive sulla catena montuosa dell'Himalaya. Aldilà dei oggetti tradizionali, oramai di gran moda anche in Occidente, il piccolo regno del Nepal era già nel X e XI secolo un importante crocevia culturale per intellettuali e santi in arrivo sia dall'India che dal Tibet. Il Nepal era già all'epoca una terra di

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Il Mandala rappresenta secondo i buddhisti il processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro attraverso un articolato simbolismo consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente

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artigiani che intarsiavano abilmente il legno, ed erano molto apprezzati anche per i loro dipinti. Ma prima che il mondo occidentale si accorgesse dell'esistenza del Nepal dobbiamo arrivare fino al XVIII sec, quando un gesuita ammalatosi in Tibet per tornare in India aveva scelto di attraversare il Nepal, una terra ancora sconosciuta. Oggi il Tibet è molto più vicino di allora, ad una sola ora di aereo di distanza contro i mesi di viaggio di un tempo. In Nepal gli artigiani realizzano anche oggetti di culto buddhisti, campane tibetane, oli per il massaggio, oppure lavorano il legno per costruire mandala tridimensionali e statue. Il Nepal è, per la sua collocazione geografica, la porta di ingresso che si trova nel mezzo fra due colossi mondiali: la Cina e l'India. Da un lato ha la pianura del fiume sacro Gange, e dall'altro l'altopiano del Tibet. Oltre metà del territorio del Nepal è occupato dalla più imponente catena montuosa del mondo: l'Himalaya. Tutti fattori che influenzano sensibilmente i suoi valenti artigiani. z

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Nigeria Somalia Rwanda Kenya Madagascar Congo Senegal

MASCHERE DI LEGNO E AVORIO DAL CONTINENTE NERO

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"COME MI VESTO LA NOTTE? Con Chanel n. 5!". Due leggende che si incrociano, quella della star di Hollywood Marilyn Monroe e quella della star di Parigi, il profumo lanciato da Coco Chanel nel lontano 1921. Da allora, ininterrottamente, è in vetta ai desideri delle donne di tutto il mondo che - pare - ne comprimo una bottiglia ogni 55 secondi. Ma c'è un'altra storia, decisamente meno nota, e arriva dalla misteriosa Africa. Pare proprio che il profumo più famoso del mondo debba il suo successo allo ylang ylang. E' un piccolo fiore giallo che, da secoli, le donne coltivano a Nosy Be, una splendida isola dalle spiagge bianchissime con una superficie di 320 kmq nelle acque del Madagascar. Ed è sognando questo paradiso della natura che, nella Galleria delle Nazioni, potremo ammirare il miglior artigianato del Madagascar. Il Continente Nero è come uno scrigno prezioso pieno di cassettini segreti, da scoprire uno per volta.

E, così, gettando nel dimenticatoio i confitti che tormentano il Corno d'Africa possiamo soffermarci sulla sorprendente bellezza del legno lavorato con certosina pazienza dagli artigiani del Congo, ex colonia del Belgio. Un solo Paese, tante etnie e altrettante espressioni artistiche a cominciare dai Luba, rinomati per le loro sculture in legno che raffigurano il mondo femminile in modo commovente. Mentre il popolo Nyam-Nyam produce sculture di avorio e legno. La lavorazione della ceramica e dei metalli è, invece, diffusa in tutto il Paese. Le maschere di legno rappresentano un elemento di grande rilievo nella cultura e nell'arte delle popoli dell'Africa sub sahariana. Alle maschere vengono dati significati spirituali e ai loro artisti uno speciale status sociale, legato anche al tramandare di padre in figlio i segreti per la loro

Tante espressioni artistiche a cominciare dai Luba rinomati per le sculture in legno che raffigurano il mondo femminile in modo commovente

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l'arte yoruba si esprime in incredibili sculture in legno delle divinità e nei vari elementi che compongono i luoghi di culto

Molto note, e provenienti dal Congo, sono le maschere kifwebe dei Songye realizzazione. Molto note, e provenienti dal Congo, sono le maschere kifwebe dei Songye. Affiancano strisce colorate che rimandano quelle della zebra, fauci di coccodrillo, occhi di camaleonte, cresta di gallo, piume da gufo e molto altro ancora. Potreste rimanere sorpresi davanti alla maschera ndeemba del popolo Yaka - che vive fra Angola e Congo - poiché raffigura un teschio con un naso di forma fallica. In realtà il culto degli antenati fa riferimento anche alla riproduzione e alla fertilità, ed è per questo che nelle maschere si ritrovano simboli sessuali. Il gran successo nel mondo occidentale di questi manufatti ha trasformato la ritualità in una sorta di industria artigianale delle maschere di legno, che fornisce sostentamento a molte comunità africane con una varietà di sog-

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getti ritratti tanto ampia quanto lo sono le innumerevoli etnie del Continente Nero. Dal Senegal, una società musulmana ancora divisa in caste, in Fiera sono in esposizione pregevoli articoli in pelle. Anche il gruppo dei Wolof, una delle principali tribù del Paese, ha una gerarchia piramidale che vede in alto le famiglie nobili e dei guerrieri, seguite da agricoltori, da commercianti e dai lavoratori appartenenti alle varie caste come fabbri, artigiani della pelle e del legno, tessitori, fino alla casta inferiore dei griots. Combinando pelle, ferro ed ebano ecco che, giusto per fare un esempio, gli artigiani senegalesi riescono a realizzare elegantissimi arredi da giardino. Dalla Nigeria a Bari, ecco le famose statue in legno che riportano in mente il nome di Osun-Osogbo. Siamo in una delle ultime foreste sacre salvatasi dall'urbanizzazione selvaggia e proclamata nel 2005 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, e sede di un celebre festival estivo diventato famoso grazie all'artista austriaca Susanne Wenger. Negli anni '80 scoprì e valorizzò l'arte yoruba che si esprime - fra l'altro - in incredibili sculture in legno delle divinità e nei vari elementi che compongono i luoghi di culto. Altre tre tappe africane da non perdere nella Galleria delle Nazioni sono quelle in Somalia, per la sua collezione di conchiglie altrove introvabili; in Rwanda, per le produzioni artigianali di cesti, batik, tamburi e statuette, e in Kenya per legno lavorato e bigiotteria in cuoio. z

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ABITI ACCESSORI E MONILI DELLE DANZATRICI EGIZIANE

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BENVENUTI NEL GIARDINO DELLA SENSUALITÀ, il cui accesso è negato all'uomo ma… con qualche eccezione. Il ritmo ipnotico della danza del ventre segue quel lungo e tortuoso percorso nell'anima della danzatrice che porta alla ricerca del mistero della femminilità. La musica rappresenta la magia che pervade chi balla e chi ammira questa danza orientale, che è considerata una delle più antiche al mondo. Potremmo essere al Cairo, ma l'Egitto è lontano e i faraoni anche: siamo, invece, alla Galleria delle Nazioni. La Fiera di Bari per le tantissime appassionate di belly dance è l'imperdibile appuntamento annuale con abiti e accessori che arrivano direttamente dalle sinuose danzatrici egiziane. Fianchi generosi e scollature vertiginose, tipiche di donne più formose delle filiforme e sottili europee.

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EGITTO MAROCCO TUNISIA

Ma non vi preoccupate, c'è un sistema collaudato per rendere corpetti e gonnellini decorati con migliaia di perline… adattabili a tutte. Solitamente non ci sono cerniere o bottoni, e basta aggiungere i gancini nel punto giusto per entrare nel costume e nel personaggio, alla ricerca di quella meta non facile da raggiungere che la danza del ventre promette: il perfetto equilibrio tra cuore, mente e corpo. Dal nero luccicante al dorato lucente, abiti e veli sono in tutti i colori dell'arcobaleno e a fare da cornice, attorno al tripudio di accessori della belly dance c'è anche qualche bizzarro richiamo agli anni '30 quando - in Europa - questa danza seducente divenne davvero popolare. E da allora le sue quotazioni e il suo indice di gradimento non è mai venuto meno.

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Anzi, nella Puglia che sembra non aver mai dimenticato i fasti della corte di Federico II e delle sue danzatrici del ventre pare arrivate con lui dall'allora capitale Palermo, si moltiplicano le scuole che insegnano questa arte antica. Ma Egitto, terra che è stata culla di civiltà antichissime, significa anche la bellezza di accessori come la bigiotteria e valorizzata dall'utilizzo di pietre dure e dalla magistrale lavorazione di monili di argento. La Galleria delle Nazioni darà spazio anche alle classiche statue in pietra egiziane. Qui troveremo le splendide lavorazioni in vetro e argento e madreperla. Per In sintonia con la tradizione saranno anche disponibili le essenze profumate egiziane. la

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decorazione della casa ecco i quadri in cuoio. Ancora articoli in pelle abilmente lavorati a mano arriveranno dal Marocco. Particolarmente amati sono i tappeti orientali e, per la gioia della femminilitĂ , i gioielli dell'artigianato berbero che riportano alla mente le escursioni serali oramai possibili per i turisti alla scoperta del deserto. Anelli, orecchini, collane e tanta altra bigiotteria fuori dal comune sono in arrivo dalla Tunisia. Un vero e proprio tuffo, insomma, in quell'Africa Mediterranea geograficamente vicina ma culturalmente cosĂŹ distinta e contraddistinta dall'Islam e da un modo diverso, ed affascinante, di esprimere la bellezza soprattutto al femminile. (a. mill)

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Cina VIEtnam

PROFUMO D’ORIENTE TRA FIORI DI LOTO E FRUSCIO DELLA SETA

IL SORPASSO DEGLI INVOLTINI PRIMAVERA che, questa estate, a quanto pare hanno travolto e superato la nostra pizza nelle preferenze degli italiani non mancherà di avere riflessi, crediamo, pure alla Fiera del Levante. Chi ama la cucina cinese, sa cucinarla e vuole proporla servita in maniera gustosamente etnica sa bene che - per accaparrarsi il set completo da tavola - dovrà andare alla Galleria delle Nazioni nei primissimi giorni. Sì, è vero che la Cina ci inonda quotidianamente di ogni tipo di prodotto ma solitamente sono made in China con un Italian style: insomma, fatti per piacere a noi italiani. Il bello dell'artigianato cinese autentico, con la varietà di oggetti e colori e lavorazioni e accessori resta - persino nell'attuale mondo globalizzato - qualcosa da cercare nell'oramai leggendaria Galleria delle Nazioni. L'aspetto divertente, se raffrontato ad una cultura

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Le lacche lucenti impreziosiscono piatti quadrati e rettangolari che sembrano ciascuno delle piccole opere d'arte

asiatica tradizionale nella quale la fretta non esiste, è soffermarsi e ascoltare i discorsi fra venditori cinesi e compratori italiani. Dinanzi a piatti quadrati e rettangolari, che sembrano ciascuno delle piccole opere d'arte, può capitare che qualcuno chieda se i colori sono resistenti e se si possono lavare in lavastoviglie. O addirittura riscaldare nel forno a microonde! Sull'onda della occidentalizzazione, come hanno fatto i ceramisti della nostra Grottaglie, di certo arriveranno anche prodotti artigianali cinesi a prova di "modernità". Nel frattempo la Cina ci sedurrà senza indugi con la sua sconfinata collezione di bigiotteria, con i suoi soprammobili raffinati e variopinti, con il fruscio delle sete. Lo sterminato continente cinese confina con il Vietnam che, malgrado la lunga e tremenda guerra combattuta fra il 1955 e il 1975, ha mantenuto in vita la passione per un artigianato che riflette la religione perlopiù buddista di questo popolo. La Galleria delle Nazioni ci rimetterà in contatto con la cultura vietnamita che ha la sua massima espressione in due produzioni: il the e l'artigianato.

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Sullo sfondo l'arte vietnamita dello spettacolo che fa da scenografia di eccellenza. Fra i capolavori dell'artigianato vietnamita ci sono quelli della produzione orafa, caratterizzata dall'impiego delle ostriche per le creazioni in madreperla. In Fiera a Bari non mancheranno oggetti decorati in lacca e bambù, statue e quadri, persino abbigliamento. Il the, abbandonato nei due decenni del conflitto, è tornato ad essere una coltura fiorente - il Vietnam è fra i maggiori produttori al mondo - ma di cui abbiamo ancora scarsa conoscenza. Si tratta per lo più di the nero e verde. Il più celebre è quello profumato ai pistilli di fiore di loto. La leggenda vuole che, nello scorso secolo, un imperatore vietnamita facesse mettere ogni sera alcune foglie di the sui fiori di loto così da avere al mattino una bevanda più profumata. Si fa ancora e questo distingue il thè vietnamita accanto al quale, nella Fiera del Levante, verranno proposti anche vassoi, tisane e frutti secchi, oltre a prodotti tessili e di abbigliamento. z

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MALESIA THAILANDIA INDONESIA

MANEKI NEKO NELLA TERRA DEI FIORI ESOTICI

MALESIA E THAILANDIA, PARADISI ASIATICI dove i fiori e la natura hanno mille colori e profumi. Ispirati da tanta abbondanza e beltà, gli artigiani di questi due Paesi fanno a gara nel produrre lampade con disegni floreali esotici che saranno disponibili della Galleria delle Nazioni a Bari. La Malesia porta nel suo spazio anche il gatto portafortuna. Molti credono che sia cinese, in realtà Maneki Neko ha origini giapponesi e piace piace in tutto il mondo. Il gatto ha una zampa alzata, e con una gestualità diversa dalla nostra in realtà non sta salutando (come pensiamo noi occidentali) ma ci sta chiamando. Pare che se la zampa alzata è quella destra, allora dovrebbe attirare il denaro; se è quella sinistra, dovrebbe portare più clienti all'esercizio commerciale

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Se la zampa alzata del gatto portafortuna è quella destra dovrebbe attirare denaro se è quella sinistra dovrebbe portare più clienti all'esercizio commerciale che lo espone

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che espone il gatto portafortuna. Se vedete che il Maneko Neko ha la zampa rivolta all'indietro, attenzione perché non è quello tradizionale: è stato fatto apposta così, mentre fa un cenno di richiamo stile occidentale, per il mercato europeo. A volte può essere una semplice statuetta, ma l'abilità degli artigiani malesi, e non solo, può trasformare il simpatico gatto portafortuna in portachiavi, salvadanaio, deodoranti e in una miriade di altri oggetti quotidiani. La leggenda vuole che, più lunga è la zampa alzata, maggiore sia la fortuna. Di certo, qui in Italia, non facciamo eccezione alla passione per i gatti e vanno a ruba tutti gli oggetti che ritraggono Hello Kitty, la micetta bianca disegnata senza bocca (anche lei giapponese). Chi ha avuto la fortuna di trascorre un capodanno in Thailandia, altro Paese che alla Galleria delle Nazioni porterà lampade con disegni floreali esotici, ben sa come questa grande festa venga celebrata, fra l'altro, anche con sfilare di carri floreali. Frutto delle sapienti mani degli artigiani thailandesi, noi potremo ammirare vasi in legno, portachiavi, borse in pelle dal look esotico. Il giro del mappamondo nella Galleria delle Nazioni può proseguire tuffandosi nel più grande stato arcipelago del mondo: l'Indonesia.

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Le sue 17.000 isole, con oltre 222 milioni di abitanti per lo più di religione musulmana, sono un giacimento interminabile di prodotti artigianali. I suoi circa 300 gruppi etnici hanno sviluppato culture che sono state influenzate dal contatto con il mondo indiano, arabo, cinese, malese ed europeo. La materia prima di eccellenza attraverso la quale gli artigiani esprimono la loro creatività è il legno. In special modo si dedicano alla lavorazione del teak, e quello indonesiano è considerato fra quelli al mondo di migliore qualità. Il teak si piega ma non si spezza, ha una resina contente un olio che la protegge dal decadimento o dai tarli ed allo stesso tempo è facile da tagliare e da lavorare. La creatività indonesiana contribuisce a creare, da un legno eccellente, mobili duraturi ed eleganti. Pure il mogano qui in Indonesia viene utilizzato e per i complementi in arredo ecco anche il bambù e il cocco, la ceramica e il metallo. Fra la bigiotteria in mostra non potranno mancare gli anelli con decorazioni ispirate a fiori esotici. (a. mill)

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YEMEN SIRIA

IL FASCINO DEGLI ORNAMENTI DELLE DONNE BEDUINE

YEMEN, PER LA PRIMA VOLTA IN ASSOLUTO varca la soglia della Galleria delle Nazioni ed entra a far parte dei profumi d'Oriente della Fiera del Levante. Qui a Bari porta il fascino degli ornamenti delle donne beduine e il suo miele anti malanni. Siria, tessuti damascati e mobili elegantissimi. Gettandosi alle spalle una storia piuttosto tormentata, lo Yemen si sta rapidamente modernizzando. Conserva intatto il fascino dei suoi mercati che emanano profumi di spezie. Sorprende i visitatori con la sua architettura stupefacente e ricchissima. Lo Yemen è uno dei piÚ antichi centri di civilizzazione del mondo e la tradizionale

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produzione di ornamenti per le donne sembra aver attraversato indenne il tempo. L'archeologia ha riportato alla luce graffiti rupestri, del V millennio a.C., raffiguranti immagini umane adorne di bracciali, cavigliere, orecchini, pendenti che risultano essere incredibilmente simili a quelli delle attuali comunitĂ beduine. I pastori nomadi gioielli massicci, in argento impreziosito da ambre, coralli e corniole, con pendenti, monete e intrecci di maglie a catena. I bracciali e persino le cavigliere sono voluminosi, incisi con segni calligrafici e arricchiti da pietre semipreziose. Motivi astratti o ispirati a scritture coraniche adornano anelli, orecchini e ornamenti d'acconciatura in argento. Nella Galleria delle Nazioni, dallo Yemen, sono arrivati i profumi e in partico-

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lare l'incenso. Anche il caffè yemenita titilla l'olfatto e giova ricordare come, fino a 200 anni fa, tutto il caffè consumato in Europa arrivava dal porto di Mokha, una cittadina sul Mar Rosso, dove arrivava dalle coltivazioni di montagna. Altro straordinario prodotto che potremo assaporare nello Yemen che, lo ripetiamo, per la prima volta sbarca nella Fiera del Levante, è il miele. Secondo gli scienziati canadesi dell'università di Ottawa il miele di Sidr, albero anticamente considerato sacro che cresce nello Yemen, una capacità battericida, con percentuali superiori a quelle riportate dagli antibiotici nei confronti tre differenti tipi di batteri coinvolti nella rinite cronica. L'atmosfera pomposa e imponente delle sete e dei tessuti damascati e dei broccati ci avvolge - nella Galleria delle Nazioni - quando ci soffermiamo

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sulla Siria. Il suo artigianato è rinomato soprattutto per la finezza delle decorazioni e la precisione del lavoro da cui scaturiscono ceramiche di pregio, piatti in argento, vasellame in rame decorato con oro ed argento, prodotti in pelle. E poi sciarpe, tessuti in seta naturale e lamè. In Fiera la Siria mette in mostra, inoltre, mobili e scatole in legno intarsiato e madreperla, le scacchiere in ebano ed altri legni pregiati, gli oggetti in vetro soffiato. Aleppo è rimasto un centro artigianale molto vivace, dove si ricamano splendide tovaglie vendute in tutto il Medio Oriente. In Siria, oltre al classico souk delle spezie, esiste il souk degli erboristi e fra i prodotti disponibili nella Galleria delle Nazioni ci sono pure i saponi tradizionali all'olio di oliva. z

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KUWAIT

I TESORI DI UN PAESE AI VERTICI DEL LUSSO E DELLA MODERNITÀ

PERLE, ZAFFIRI, CORALLI E PICCOLE OPERE D'ARTE beduina. Ben prima che il petrolio stravolgesse la vita tradizionale del Kuwait, proiettandolo ai vertici del lusso e della modernità, erano questi i tesori del Paese e del suo artigianato. E' un debutto molto atteso quelle del Kuwait che, per la prima volta, sarà parte della multicolore Galleria delle Nazioni della Fiera del Levante di Bari, grazie alla partecipazione del Ministero dell'Industria e del Commercio di Kuwait City, ed il coordinamento dell'Ambasciata del Kuwait a Roma. Un'esperienza tutta da vivere, qui a Bari, in quella che sarà come una tessera dello sfolgorante mosaico dei celebri souk di Kuwait City a partire da quello del cotone di Salmiya, che propone un'ampia collezione di stoffe di pregio. Un po' a sor-

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Nello stand echeggeranno le altissime Kuwait Towers e le più avveniristiche attrazioni artificiali ma anche l'abilità di quella cultura beduina, così diversa dalla nostra e forse proprio per questo così affascinante

presa, forse, per chi ama l'etnico il Kuwait qui esporrà il meglio delle sue produzioni moderne come cassonetti e scatole in alluminio, guarnizioni minerali, attrezzature sanitarie, prodotti cartacei, cartellonistica e dimostrazioni. E, inoltre, prodotti alimentari, chimici, tessili, petroliferi, plastici, fino a scarpe e accessori in pelle. Kuwait significa anche un fiorente artigianato, che produce tappeti e oggetti in rame espressione raffinata di un'arte antica, all'ombra dei grattacieli modernissimi. Un capitolo a parte, vista la cultura originale che è alla loro origine, è quello degli oggetti di lavorazione beduina. La ricchezza generata dalle perle naturali, a confronto col fiume di denaro portato dal petrolio, potrebbe quasi far impallidire le perle naturali che per secoli hanno dato lustro al Kuwait. A riportare alla mente, e nei cuori degli appassionati, i fasti del passato ci pensa

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il festival annuale delle immersioni per cercare le perle. Così, le nuove generazioni e i turisti possono rivivere l'emozione, faticosa ma appassionante, di questo mestiere e delle antiche attrezzature e tecniche subacquee che si utilizzavano. Sembra quasi una divagazione ma… ogni angolo della Galleria delle Nazioni rappresenta un viaggio, sia pure "virtuale", verso un'altra cultura e lidi lontani. Il Medio Oriente, fiorente meta del lusso, è la terra dei contrasti più stridenti. Kuwait City non fa eccezione e, nello stand della Fiera, echeggeranno le altissime Kuwait Towers e le più avveniristiche attrazioni artificiali ma anche l'abilità di quella cultura beduina, così diversa dalla nostra e forse proprio per questo così affascinante. La lavorazione del corallo è un'altra delle specialità del Kuwait che nella capitale ha un apposito museo con fondazione culturale, la Sadu House, dedicati proprio a valorizzare l'artigianato. E per sognare, ancora una volta, basta sapere che questo edificio è costruito in gesso e corallo! z

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UNA TAZZA DI THE O UN SEGNALIBRO IN PELLE PER AIUTARE I BAMBINI KENIOTI

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AFRICA, LA PUGLIA PROSEGUE SENZA SOSTA nell'azione di sostegno allo sviluppo. La Fiera del Levante fa la sua parte continuando a prestare grande attenzione al sociale: una delegazione di Funowi, un'organizzazione riconosciuta dal governo keniota e dall'Ambasciata d'Italia, avrà anche quest'anno a disposizione uno stand messo a disposizione gratuitamente dalla Fiera. Qui Funowi potrà vendere i suoi prodotti, il cui ricavato sarà destinato ai bambini orfani e alle vedove, a cui saranno così assicurati vitto, alloggio e istruzione. Da sottolineare come si tratti di un'azione verso il Kenya oramai consolidata. La cooperazione tra Fiera del Levante e il Paese africano, in effetti, va progressivamente rafforzandosi. Per ben quattro volte l'ambasciatrice Nyikuli ha visitato la Campionaria barese e anche il numero di espositori kenioti nel quartiere fieristico ha continuato a crescere di anno in anno. "Vogliamo riservare sempre più spazio al Kenya e ai paesi africani in generale, perché il Continente nero

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KENYA

Lo scorso anno il presidente della Fiera del Levante Cosimo Lacirignola insieme all'assessore regionale al Mediterraneo Silvia Godelli ha ricevuto la visita ufficiale dell'ambasciatrice del Kenya, Ann Belinda Nyikuli

deve poter uscire dalla sua condizione di sofferenza ed esprimere finalmente le sue straordinarie potenzialità, non solo per il suo bene ma per il futuro del Mondo", aveva sottolineato lo scorso anno il presidente della Fiera del Levante Cosimo Lacirignola, che negli Uffici di presidenza aveva ricevuto insieme all'assessore regionale al Mediterraneo Silvia Godelli, la visita ufficiale dell'ambasciatrice del Kenya, Ann Belinda Nyikuli. Anche la Puglia ha portato avanti importanti progetti di cooperazione, promossi dalla presidenza regionale ad esempio in tema di acqua. Per la nostra imprenditoria, secondo l'ambasciata, le principali opportunità economiche e di scambio tra Kenya e Italia sono legate in particolare al settore agroalimentare, alle infrastrutture, al turismo, al manifatturiero, all'energia rinnovabile, ai servizi bancari e assicurativi, ai sistemi di smaltimento dei rifiuti per piccoli centri urbani. Ma torniamo all'interno della Fiera del Levante. L'eccellente thè keniota, ma

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anche segnalibri in pelle a forma di elefante o tigre, ciotole coloratissime, bigiotteria etnica, attireranno i compratori che con il loro acquisto aiuteranno a far andare avanti l'Associazione Funowi, che assiste i bambini orfani e le vedove (la cui vita in alcuni casi è stata stravolta dal dramma dell'Aids) e che assicura loro vitto, alloggio e istruzione. In questo spazio sono in vendita prodotti artigianali del Kenya. L'acronimo Funowi è riferito a Fuata Nyayo Orphans & Widows ed è un gruppo di aiuto che è stato iniziato da kenioti alla ricerca di una soluzione allo stato di estrema povertà in cui vive il 70% della popolazione di Fuata Nyayo, che uno degli slums in Mukuru /Nyayo, nella Makadara Division di Nairobi, Kenya. E' dal 2003 che, senza sosta, Funowi è impegnata in questa nobile missione che cerca di rispondere ai bisogni basilari che vanno dalla mancanza di cibo fino alla necessità di una istruzione di base, indispensabile per sfuggire all'inesorabile destino della povertà. z

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OLANDA

“OLANDIAMO IN PUGLIA” TULIPANI E MULINI NELLA PATRIA DEI TRULLI

OLANDESI E PUGLIESI, MARINAI DA SEMPRE. Baresi e olandesi, uniti anche dal legame simbolico e spirituale di San Nicola: il patrono del capoluogo regionale è per i Paesi Bassi "il buon uomo santo" che ogni anno allieta i bambini con dolci e regali. Questo Santo che porta i regali a maggio ad Amsterdam, lo fa anche come è tradizione - a Bari vecchia nei panni tradizionali di San Nicola. E' su queste radici comuni che vantano secoli di storia, unitamente ai moderni collegamenti aerei low cost fra Puglia e l'Olanda, che poggia le basi "Olandiamo in Puglia". Prenderà il via in occasione della Fiera del Levante ma proseguirà fino a gennaio 2011. Ma

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come mai i Paesi Bassi cercano di rinsaldare e di rafforzare i legami già esistenti tra la terra dei mulini e quella dei trulli? Ce lo spiega l'ambasciata dei Paesi Bassi in Italia, guidata da Alphonsus Stoelinga che sarà a Bari proprio in occasione della Fiera. "Quest'anno abbiamo scelto la Puglia come 'regione privilegiata', dove svolgere una serie di attività di carattere culturale, economico e sociale. La scelta non è stata casuale, poiché vediamo nella Puglia una regione dinamica, con grandi prospettive future e molte possibilità di sinergia e collaborazione con il nostro Paese. Durante i preparativi della manifestazione ci siamo infatti progressivamente resi conto che il Paese del Nord e la Regione del Sud non sono affatto lontani e che, anzi, hanno molte caratteristiche in comune". Olandesi e pugliesi sono popoli di mare e di commercio e pertanto la Logistica riveste una grande importanza per entrambi. È dunque naturale che anche tra i porti di Rotterdam e di Taranto si siano instaurati dei rapporti stabili e che i legami commerciali aumentino costantemente. "Potrei citare l'esempio di un grande gruppo florovivaistico pugliese che alcuni anni fa ha acquistato una serie di aziende olandesi. Analogamente - prosegue

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l'ambasciatore olandese in Italia - un operatore olandese sta ora progettando un grande complesso turistico-residenziale da realizzare in Puglia. Infine, diversi voli low cost hanno ormai reso semplici e rapidi gli spostamenti tra Puglia e Olanda, il che fa ben sperare anche per i reciproci flussi turistici". Rynair collega Brindisi a Heindoven, a circa 70 km da Amsterdam, e da Bari si vola per la cittadina tedesca di Dusseldorf che è altrettanto vicina alla capitale olandese. Non sorprendetevi se il 14 settembre, a spasso in Fiera vedrete due modelle con vestiti-design realizzati con fiori che cammineranno tra il pubblico attorno alla Fontana centrale per arrivare ai piedi del Padiglione 116, dove saranno situati un palco e tre gazebo (uno dei quali di Holland Promotion). Saranno accompagnate da un sottofondo di musica lounge a cura di un deejay olande-

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se. Il pomeriggio proseguirà tra sfilate, distribuzione di materiale informativo e filmati turistici sull'Olanda. Ma qui, a Bari, i Paesi Bassi possono contare sull'attiva presenza di un console sin dal 1890. Oggi il ruolo è affidato a Massimo Salomone che è molto attento alla comunità olandese in Puglia e che è succeduto in questa carica al nonno, che già era console nel lontano 1971. "C'è una folta comunità olandese in Valle d'Itria. Hanno comprato trulli e scelto di trasferirsi qui dopo la pensione attratti dal nostro clima, dal favorevole rapporto costo/qualità della vita". E la Selva di Fasano, già culla del lusso e dei campi da golf, è la zona scelta da imprenditori olandesi per far sorgere un nuovo villaggio turistico. z

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FRANCIA

FIORI ESSENZIALI E TRECCE DI LAVANDA TRA MODA E BIJOUX

ALLA SCOPERTA DEL MEGLIO DELLA FRANCIA in bella mostra alla Fiera del Levante di Bari. Ancora una volta un intero padiglione (il 172) sarà destinato ai nostri cugini d'oltralpe. Una presenza di alto livello, che porterà in Puglia il meglio della produzione artigianale con vari settori rappresentati, dall'enogastronomia ai bijoux, dai prodotti in tessuto plastificato alle tovaglie provenzali, dalle trecce di fiori alla lavanda, dai grembiuli ai set per la tavola. Per i buon gustai segnaliamo la presenza di caramelle alla linfa di pino e gel di frutta a svariati gusti, e poi praline e torrone, liquirizie, salumi secchi, terrine, biscotti artigianali e spezie. Ampio spazio sarà dedicato a profumi ed essenze, prodotti da bagno, candele, diffusori di fragranze per la casa, saponi e saponi liquidi di vario tipo, pietre in argilla. Il piacere della vita, inteso alla francese, significa anche oli essenziali e oli per massaggi, cosmesi. Tra le nuove società partecipanti, i visitatori potranno scoprire quest'anno la moda francese e gli accessori come gioielli in cristallo, borse con i simboli della Francia, stole in pizzo nonché sandali. Nell'edizione 2010 non potevano mancare i croccantissimi dolci baschi come l'Artoak, a base di farina di mais e scorza di limone, e i famosi profumi di Grasse.

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Questa cittadina francese, situata nelle Alpi Marittime, è considerata la capitale mondiale della profumeria che, dal XVII secolo in poi, ha espresso il meglio di una vera e propria vocazione del territorio. Madre natura ha donato a Grasse un microclima che consente la coltivazione in grande abbondanza di fiori essenziali nella produzione di profumi di eccellenza quali le violette, il gelsomino e le rose. La bellissima cittadina provenzale è il luogo surreale nel quale la penna magistrale di Patrick Suskind ha ambientato parte del suo famoso romanzo "Il profumo", dal quale è stato anche tratto un film di successo. Ma uno su tutti, di certo, rappresenta il prodotto simbolo della Francia: il sapone di Marsiglia, ma quello vero e in tutte le sue diverse forme. Pochi sanno che è questo prodotto, presente in tutte le case, ha origine ad Aleppo,

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Il piacere della vita, inteso alla francese, significa anche oli essenziali oli per massaggi, cosmesi I visitatori potranno scoprire quest'anno la moda francese e gli accessori come gioielli in cristallo borse coni simboli della Francia stole in pizzo e sandali

in Siria, e racchiude migliaia di anni di storia. Furono i crociati a portare la tecnica di produzione del sapone di Aleppo attraverso il bacino del Mediterraneo passando attraverso Italia e Spagna, e raggiungendo infine Marsiglia dove si è fortemente radicato. Alla base di questo sapone, efficace ma delicato, ci sono due componenti naturali: olio di oliva ed alloro. Dal 1100 i marsigliesi cominciarono a fabbricare il sapone utilizzando l'olio locale e la soda che, a quei tempi, indicava il carbonato di sodio che si realizzava con la cenere di combustione della pianta di salicornia. La prima fabbrica di saponi, superando la produzione artigianale, nasce a Marsiglia nel 1593. Con un apposito editto del 1688 il re Luigi XIV ne regolamenta la produzione sottolineando che si consentiva esclusivamente l'utilizzo di puro olio di oliva, pena la confisca delle merci. Qualità, dunque, garantita ma che è mutata nei secoli con l'arrivo attraverso il porto di nuove materie prima. François Merklen fissò nel 1906 la formula del sapone di Marsiglia: 63% d'olio di copra o di palma, 9% di soda, 28% d'acqua. Dopo la seconda guerra mondiale inizio la debacle con la nascita dei detersivi di sintesi, che fece chiudere la maggior parte dei saponifici marsigliesi. Alcuni fra i migliori rimasti saranno nel padiglione Francia della Fiera del Levante. z

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MARSIGLIA

SAPONE E OLIO D’OLIVA PER UN MATRIMONIO COMMERCIALE TRA FRANCIA E PUGLIA

LA FRANCIA A BARI E LE PMI presenti alla Fiera del Levante in Francia. Possibile? Decisamente sì, visto che la numerosissima presenza di aziende francesi che occupano addirittura per intero il padiglione 172 - è coordinata dalla Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia (CCIFM). Quest'anno il padiglione Francia è più curato e raffinato, potendo ormai contare sull'esperienza maturata nelle sette partecipazioni precedenti e sulla fiducia delle decine di espositori finora accompagnati al maggiore evento fieristico d'Europa e le cifre parlano chiaro: oltre 1,1 milioni di visitatori nel 2009 e 843 espositori. "Tutti gli espositori francesi apprezzano la location in un unico padiglione in quanto consente ai visitatori di scoprire i prodotti tipici francesi riuniti in un unica area", fa notare la CCIFM. Anzi, per molte aziende espositrici francesi, questa location rappresenta un vero e proprio punto di


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forza, un motivo decisivo della partecipazione alla Fiera. Naturalmente l'obiettivo principale che spinge alla partecipazione, insieme al desiderio di contatti commerciali, è la vendita diretta al pubblico. Ad esempio, "Savonnerie Forte" di Meyrargues, che produce i saponi di Marsiglia, si è detta soddisfatta del giro d'affari fatto nel 2009, alla sua prima partecipazione. L'altra attività di rilievo è quella che svolgerà la Camera di Commercio italiana a Marsiglia favorendo i contatti tra le piccole e medie imprese italiane e francesi. In questa missione a Bari la CCIFM arriva rafforzata dai risultati positivi, e non facili in un anno di crisi internazionale, del 2009. A proposito di internazionalizzazione, alla Camera di Commercio italiana a Marsiglia di sono affidate 856 aziende che sono state guidate e accompagnate sul mercato, francese, italiano e mediterraneo. Di queste 503 sono state aziende italia-

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La prima fabbrica di saponi, superando la produzione artigianale, nacque a Marsiglia nel 1593 Con un apposito editto del 1688 Luigi XIV ne regolamentò la produzione sottolineando che si consentiva esclusivamente l'utilizzo di puro olio di oliva pena la confisca delle merci

ne e 309 francesi, e poi 5 aziende algerine portate in Italia e varie altre industrie e pmi. La CCIFM sceglie accuratamente dove essere presente e a Bari, sulla base dei risultati positivi, continua a tornare ogni anno. Nel difficile 2009 ha portato avanti sette azioni di promozione in Italia e tredici in Francia. Per saperne di piĂš vi suggeriamo di cliccare in www.ccif-marseille.com oppure in www.italiarealestate.it, scegliere il settore che vi interessa, scrivere alla persona indicata come responsabile, e riceverete una risposta. (a.mill.)

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SUD AUSTRALIA

I PUGLIESI IN AUSTRALIA SCIENZA E CUCINA AVVICINANO DUE CULTURE LONTANE

TORNA IL SUD AUSTRALIA, ed è per il quarto anno consecutivo che interviene alla Fiera del Levante (nel padiglione 104) con una delegazione governativa che farà il punto sul Memorandum of Understanding firmato tre anni fa con la Regione Puglia e rinforzato negli anni suc-

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cessivi. Basta dare un'occhiata alla cifre della nostra emigrazione per capire come mai il Tacco d'Italia guardi con tanta attenzione al Sud Australia. Moreland e Melbourne, per esempio, sono città dove risiedono 4.213 cittadini di origine pugliese. I primi passi sono stati nel 2007, quando i Governi del South Australia e della Regione Puglia firmarono un accordo preliminare (Memorandum of Understanding). Da allora entrambe le amministrazioni hanno collaborato per favorire lo sviluppo di maggiori legami economici, educativi e culturali sulla base delle forti relazioni già esistenti tra le due comunità. Ne sono scaturiti altri accordi formali per borse di studio in Sud Australia, scambi accademici e collaborazione nella ricerca e fra le università. Altro passo in avanti significativo è stato, nel 2008, il Memorandum d'Intesa fra il Governo della Regione Puglia e l'Italian Chamber of Commerce and Industry Inc. per istituire un Ufficio Puglia (Puglia Desk). Lo scopo? Assistere i commercianti pugliesi interessati a stabilire nuovi contatti e trovare opportunità di sviluppo del mercato e di collaborazione in Australia con sedi in cinque città, e l'ufficio principale ad Adelaide.

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L'importanza strategica del Sud Australia è legata a ragioni che vanno per oltre i rapporti culturali e affettivi con i nostri emigrati. Il South Australia è visto come una base ideale per raggiungere i vasti mercati dell'Asia e del Pacifico. Nel campo della ricerca congiunta le possibilità più interessanti riguardano agricoltura sostenibile, scienza alimentare e salute, gestione delle risorse idriche, fonti rinnovabili di energia, acquacoltura , biodiversità, ICT ed ingegneria (tra cui robotica, meccatronica e scienze dei materiali) e geoscienze (idrologia e mineralogia). E' in questo contesto che si colloca la presenza delle prime delegazioni commerciali del Sud Australia alla Fiera del Levante da cui poi sono gemmate numerose altre iniziative. La cucina pugliese in Australia, ecco un altro capitolo molto interessante per la promozione delle nostre tipicità e per il quale con il supporto dell'Assessorato al Welfare - Servizio Pugliesi nel Mondo, ecco che l'istituto alberghiero Perrone di Castellaneta e il notissimo chef pugliese Domenico Maggi, ex capitano della squadra nazionale cuochi della FIC, hanno già portato a termine un progetto mirato nello scorso anno scolastico. La lingua italiana, che facilmente si perde già dalla prima generazione nata in Australia, è un altro punto cardine. La Regione Puglia ha finanziato un programma di insegnamento della lingua e cultura italiana con The Italian Didactic Centre of South Australia Incorporated. Non è difficile prevedere che nel corso della Fiera del Levante arriverà qualche altra novità. z

Il presidente della Fiera del Levante Cosimo Lacirignola riceve la delegazione del Sud Australia

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MACEDONIA

ALLA FIERA DI SKOPJE LA FORZA D’IMPATTO DEL LINGUAGGIO TEATRALE

GUARDARE SEMPRE PIÙ AD EST. Il Ministero dello Sviluppo Economico spinge le imprese italiane a radicarsi nei mercati dell'Europa orientale, attraverso il braccio operativo di Fiera del Levante Servizi, uno degli Enti attuatori della Legge 84/2001 a sostegno dei Balcani. G. Massimo Lupis ha scelto la Fiera di Skopje per lanciare le PMI italiane alla conquista del mercato macedone: "dal 19 al 23 ottobre abbiamo programmato la Settimana delle PMI italiane in Macedonia, realizzando il primo Padiglione Italia all'interno di Tehnoma, la più importante rassegna specializzata sul tema della tecnologia. La scelta della Fiera di Skopje si collega al Forum Economico italo-macedone promosso dal Viceministro Urso nello scorso maggio? "Proprio così. A differenza di quanto accade in Albania, in Macedonia le imprese italiane non sono egemoni. Le collaborazioni internazionali più diffuse sono con imprese

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austriache, tedesche e slovene. Noi vogliamo attrarre l'attenzione delle istituzioni e degli imprenditori macedoni sui benefici della collaborazione con il mondo produttivo italiano". Come riuscire a cogliere quest'obiettivo? "Al centro dell'area espositiva del nostro Padiglione Italia - precisa Lupis - ci sarà un'area allestita ad anfiteatro dove abbiamo programmato seminari tecnici, presentazioni di imprese, tecnologie e prodotti italiani, convegni. Per spingere gli imprenditori e le istituzioni economiche macedoni a collaborare con noi italiani, poi, la vera novità è rappresentata dall'uso della forza d'impatto del linguaggio teatrale: metteremo in scena, con attori macedoni guidati da Augusto Masiello del Teatro Kismet, sei micro-piéces teatrali che rappresentano storie di successo di imprenditori italiani". Lupis illustra poi ulteriori importanti dettagli: "presenteremo il meglio della tecnologia delle piccole e medie imprese, soprattutto nei settori-chiave del nostro evento fieristico "Eco Biz Expo" (tecnologia verde, ecologia, energie rinnovabili), che negli ultimi due anni abbiamo presentato alla Fiera del Levante a Tirana, riscuotendo grande successo". Un buon motivo per le imprese italiane per essere presenti all'evento? "Le barriere all'accesso dei mercati più ricchi e tradizionali, sono talvolta invalicabili per le nostre piccole imprese. Un mercato piccolo ma dinamico, come quello macedone, è invece permeabile ed attento al nostro Paese. Grazie ad una pressione competitiva meno critica possiamo, anche con sforzi relativamente modesti, creare interesse verso l'offerta delle PMI italiane. Questa scelta è stata vincente in Albania e la dinamica si potrà ripetere in Macedonia." La Regione Puglia non mancherà all'evento: "sarà presente con il sistema dei Distretti nel nostro Padiglione Italia; avremo, inoltre, la partecipazione di tutte le organizzazioni imprenditoriali associate a Fiera del Levante Servizi (Confindustria, CNA, Confartigianato, Lega delle Cooperative, Confapi)". z

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Magazine «Fiera del Levante 2010»  

Un giro del mondo lungo ottant'anni: la Campionaria dal 1930