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NAZ/284/2008

Periodico Quadrimestrale N.28 - febbraio 2013

Flotte: pneumatici in primo piano

Kia cee’d

• Interviste: Andrea Solari (Arval) Patrizia Bacci (Program) • Formazione per fleet manager • Sicurezza: meno incidenti sulle nostre strade • Anfia: il futuro dell’automotive in Italia


IN QUESTO NUMERO

Periodico Quadrimestrale N.28 - febbraio 2013

EDITORIALE di Lucio Bartiromo

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SOLARI (ARVAL): SEMPRE PIÙ A FIANCO DEL CLIENTE di Andrea Perugia

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BACCI (PROGRAM): CRESCERE È MIGLIORARE I SERVIZI di Valerio Parrini

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Flotte: pneumatici in primo piano

Kia cee’d

• Interviste: Andrea Solari (Arval) Patrizia Bacci (Program) • Formazione per fleet manager

LA GOMMA PENSA ALLE FLOTTE di Duilio Damiani

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UN SUCCESSO IL CORSO PER FLEET MANAGER di Donata Basello

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EMERGENZA FURTI D’AUTO, IL NOLEGGIO GIOCA IN DIFESA di Mino De Rigo

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• Sicurezza: meno incidenti sulle nostre strade • Anfia: il futuro dell’automotive in Italia

GLI INCIDENTI PIÙ GRAVI ALLE 5 DI MATTINA di Roberto Mazzanti

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DA ANFIA NUOVE PROPOSTE PER UN FUTURO SOSTENIBILE di Luigi Gemma

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NEWS

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KIA CEE’D CON L’ABITO SPORTIVO di Roberto Mazzanti

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Numero 28- febbraio 2013 Pubblicazione quadrimestrale

DIRETTORE RESPONSABILE Carla Brighenti EDITORE Econometrica Spa Via della Zecca, 1 40121 Bologna tel. 051/271710 - fax 051/224807 e-mail: info@econometrica.it REDAZIONE Econometrica Spa Via della Zecca, 1 40121 Bologna tel. 051/271710 - fax 051/224807 e-mail: info@econometrica.it PUBBLICITA’ Econometrica Spa COLLABORATORI Donata Basello, Duilio Damiani, Mino De Rigo, Luigi Gemma, Roberto Mazzanti, Valerio Parrini, Andrea Perugia

ABBIAMO PROVATO:

ART DIRECTOR Veronica Carletti FOTOGRAFIA Elizabeth Garvey STAMPA Tecnostampa Via Brecce 60025 Loreto (AN)

Registrazione Tribunale di Bologna n. 7474/2004

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EDITORIALE Ill II

Flotte: per ripartire di slancio Chiuso il 2012, un anno molto negativo per il mercato automobilistico, non si può dire che il 2013 sia ripartito evidenziando un’inversione di tendenza: infatti se lo scorso anno è terminato con una diminuzione del 20% delle immatricolazioni di nuove autovetture, il primo mese del 2013 è stato caratterizzato da un calo che si è attestato al 17,6%. Per concludere il quadro sul mercato automobilistico a gennaio bisogna aggiungere che nell’Unione Europea il calo medio delle immatricolazioni è stato dell’8,7%; tra i maggiori Paesi europei, poi, in Francia la situazione è simile a quella italiana (con un calo del 15,6%), in Spagna e Germania è lievemente migliore (con diminuzioni, rispettivamente, del 9,6% e dell’8,6%) e nel Regno Unito, invece, è stato registrato un aumento delle immatricolazioni dell’11,5%. Questa la situazione del mercato a livello europeo; in questo contesto, per lo meno nel nostro Paese, il settore delle flotte aziendali ha dimostrato nel 2012 un andamento leggermente migliore rispetto al mercato automobilistico generale. Per questo motivo abbiamo voluto focalizzare la nostra attenzione proprio sul segmento di mercato delle auto aziendali, per mettere in evidenza quali sono le tendenze maggiormente rilevanti in atto e quali elementi, nel futuro a breve e medio termine, condizioneranno maggiormente l’andamento di questo settore. Abbiamo fatto queste domande, insieme, naturalmente, a molte altre ancora, a due esperti del settore, in rappresentanza di società di noleggio a lungo termine di grandi dimensioni (Andrea Solari, Direttore Marketing & Communication di Arval Italia) e di medie dimensioni (Patrizia Bacci, Presidente di Program). Sempre restando in tema di flotte aziendali, abbiamo poi voluto porre evidenza su un fattore che influisce tangibilmente sui costi di gestione delle auto, e cioè sui di Lucio Bartiromo pneumatici, presentando le ultime novità in tema di prodotti e servizi messi amministratore a punto dalle case produttrici e focalizzate sulle vetture aziendali. Ciò che delegato emerge dal settore delle flotte aziendali è inoltre che è sempre più sentita, Tyre Team da parte dei fleet manager, l’esigenza di iniziative di formazione che aiutino, da un lato, ad approfondire aspetti di gestione particolarmente impegnativi, e favoriscano dall’altro lato la condivisione delle esperienze maturate dai fleet manager per contribuire a far emergere le pratiche virtuose di gestione ed a creare una vera e propria comunità. A questo ha pensato Aiaga, associazione che raggruppa i fleet manager nel nostro Paese, organizzando un corso di aggiornamento professionale che ha riscosso un grande successo, corso di cui vi forniamo un resoconto. Altri temi di particolare rilevanza affrontati in questo numero di Tuttauto sono, poi, le modalità messe in campo dalle società di noleggio per affrontare l’emergenza dei furti di auto, le ultime statistiche aggiornate sugli incidenti stradali e le proposte di Anfia perché il settore automobilistico nel nostro Paese torni a crescere.

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ll II INTERVISTA

Solari (Arval): sempre più a fianco del cliente Il futuro del mercato dell’auto e la capacità di rispondere alla crisi congiunturale e alle richieste dei clienti aziendali rappresentano tematiche fondamentali per le società di noleggio a lungo termine. Ne parliamo con Andrea Solari, Direttore Marketing & Communication di Arval di Andrea Perugia

Dottor Solari, il mercato dell’auto in Italia vive un momento di grande sofferenza eppure il settore del noleggio a lungo termine sembra aver trovato un parziale antidoto alla crisi. Ci parla dell’andamento generale del mercato e di quali sono le previsioni e le prospettive per l’anno che è appena iniziato? “Ci vorrà tempo, gli esperti addirittura parlano del 2018, prima di ritrovare un mercato automobilistico italiano ed europeo ai livelli ante crisi. In questo contesto il noleggio a lungo termine, seppure anch’esso in

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flessione rispetto al passato, mantiene la sua validità, sia per le aziende di medie-grandi dimensioni, abituate a ragionare in termini di tco (costo totale di utilizzo), sia per le piccole e medie imprese e i professionisti, che nell’attuale momento di complessità per il mondo imprenditoriale hanno bisogno di soluzioni che le aiutino a concentrarsi sul proprio business. Il noleggio a lungo termine può rappresentare una scelta ideale per la gestione della mobilità delle PMI. Grazie al noleggio a lungo termine, infatti, questo specifico com-

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parto, che è più vicino alle logiche consumer che a quelle aziendali, può concentrare i propri capitali nella crescita del business, senza doverli immobilizzare per l’auto e senza dover pensare a nulla legato alla sua gestione, sicuro che la sua mobilità sarà sempre garantita e al riparo da ogni imprevisto”. Che incidenza può avere la fiscalità sul processo di sviluppo del settore? “Sicuramente la situazione fiscale dell’auto aziendale in Italia non ci avvantaggia; non credo tuttavia che le recenti di-


sposizioni fiscali riescano a invalidare i vantaggi del noleggio a lungo termine e i risparmi ad esso connessi rispetto ad altre formule di gestione dell’auto aziendale”. Quali sfide si appresta ad affrontare Arval? “Per quanto riguarda Arval continueremo a garantire una copertura ampia di tutte le fasce di mercato, proseguendo nelle attività di sviluppo delle relazioni con i clienti, nel perimetro di competenza di ciascuna area. Continueremo inoltre ad attuare forti investimenti sulle nostre attività di consulenza in ottica di ottimizzazione del tco e dei processi aziendali interni legati alla gestione del parco auto, in modo da dotare le aziende degli strumenti più idonei ad un controllo puntuale di ogni voce di costo, grazie anche all’utilizzo di nuove tecnologie”.

di analisi e di sviluppo. Il nostro criterio prioritario è sempre la soddisfazione dei bisogni di mobilità delle aziende nostre clienti, in questo momento più che mai particolarmente legate ad esigenze di contenimento dei costi, sicurezza dei driver e rispetto ambientale”. Quali nuove soluzioni ed offerte avete pensato per le piccole e medie imprese? “Per raggiungere una maggiore penetrazione sul target PMI e professionisti, Arval, tramite la propria business line dedicata ‘Arval Sme (small medium entreprise) Solutions’, ha costruito un’offerta ad hoc, caratterizzata da semplicità di proposizione, facilità di

fruizione e convenienza economica e fiscale rispetto a formule al momento più conosciute come leasing e acquisto. Ciò significa ‘pacchetti’ di servizi più semplici e chiari, durate contrattuali flessibili (6-48 mesi) che permettono di andare incontro alle esigenze e alla modalità di utilizzo (business e personale) di questi clienti. A ciò va aggiunta una sempre maggiore vicinanza a questo segmento, sia nell’approccio diretto, telefonico o via web, sia sui canali cui di solito si rivolge per la sua mobilità, come i concessionari”. La tecnologia porta innovazioni che possono semplificare il lavoro ai vostri clienti soprattutto per

Andrea Solari, direttore Marketing & Communication di Arval

Per rispondere al meglio a standard ottimali in termini di qualità del servizio bisogna personalizzare sempre più l’offerta, rendendola flessibile e “tagliata su misura” sulle esigenze del cliente. Quali sono a questo proposito le sue opinioni? “Il noleggio a lungo termine è per definizione una soluzione flessibile e capace di soddisfare esigenze di mobilità differenti. Stiamo studiando formule di noleggio, diciamo ancor più modulari, che però necessitano ancora di tempi

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quello che concerne la parte gestionale, amministrativa e per un miglioramento della sicurezza. Ritenete questo un asset importante sul quale state investendo anche in termini di proposte innovative? “Sicuramente si riveleranno utili tutti quegli strumenti e quelle soluzioni che consentiranno di generare efficienze e ottimizzazioni di alcuni processi, in direzione di un utilizzo più economico, consapevole, razionale e responsabile della mobilità, coerentemente con le esigenze delle aziende di monitorare puntualmente ogni voce di costo e padroneggiare tutti gli indicatori gestionali (andamento chilometrico, durata contrattuale, spending globale,


emissioni) della flotta. In questo senso le soluzioni offerte dalla tecnologia e dalla telematica possono essere molto utili. Questa tendenza è confermata anche dalle evidenze del Barometro 2012 dei veicoli aziendali, la ricerca annuale condotta su un campione di aziende rappresentativo del tessuto imprenditoriale italiano, dal Corporate Vehicle Observatory, l’osservatorio interno di Arval. La telematica a bordo delle auto è uno strumento che incomincia ad essere sempre più apprezzato

dalle aziende per tenere sotto controllo i costi e ottimizzare i processi interni, promuovendo anche comportamenti sicuri e responsabili dei driver. Uno di questi strumenti è, ad esempio, Arval On Board. Basato sull’installazione di dispositivi di nuova generazione sui veicoli. Arval on Board permette la gestione dei parametri essenziali relativi alla flotta aziendale e la loro consultazione in tempo reale attraverso un’intuitiva interfaccia web. I dati raccolti permettono alle aziende di monito-

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rare puntualmente nove aspetti cruciali della gestione del parco auto, arrivando alla loro ottimizzazione: dinamica dei sinistri, furti, utilizzi, produttività, sicurezza su strada, stato del veicolo, consumi reali, emissioni di C02, stili di guida”. Quali sono le linee di attività sulle quali attualmente state concentrando i vostri sforzi, quali le novità in arrivo in termini di sviluppo e miglioramento del servizio offerto? “Come dicevo prima la nostra priorità è sempre la soddisfazione dei

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bisogni di mobilità delle aziende nostre clienti. In questo consiste il nostro approccio di Expert Advice, che poi è anche il nostro tratto distintivo: la capacità cioè di lavorare fianco a fianco del cliente, con un approccio consulenziale, che gli permetta di conseguire obiettivi ambientali e sociali senza perdere di vista gli obiettivi economici. In questo senso per noi non esiste una mobilità sostenibile, ma diverse mobilità sostenibili, a seconda delle esigenze di mobilità che si intendono soddisfare”.


ll II INTERVISTA

Bacci (Program): crescere è migliorare i servizi Il mercato del noleggio sente la crisi. I clienti guardano con attenzione ai costi e chiedono di ridurre le spese. La sfida per le aziende di servizi è quella di soddisfare le esigenze del cliente e innovare, mantenendo livelli qualitativi alti. Ne parliamo con Patrizia Bacci, Presidente di Program di Valerio Parrini

Dottoressa Bacci, iniziamo col parlare dell’andamento del mercato dell’auto in Italia, mercato che vive un momento di grande sofferenza con il settore del noleggio che pare però reggere meglio alla crisi. “La crisi si sente anche nel mercato del noleggio e una conseguenza è la ricerca della diminuzione dei costi che può causare un’oggettiva e non trascurabile diminuzione del livello di servizio. Nelle nostre attività sono sempre più numerosi i clienti che denunciano una diminuzione della qualità del servizio da parte dei nostri concorrenti”.

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Quali sfide si appresta ad affrontare Program per far fronte a questa delicata situazione? “In un mercato come quello italiano attuale, per un’azienda di medie dimensioni come Program, non è difficile crescere, anche molto. Il problema è crescere mantenendo – anzi migliorando – i livelli di servizio ai nostri clienti. Stiamo investendo molto nel servizio con risultati ottimi, perché essere un’azienda ‘corta’ ci permette di essere molto veloci nelle risposte e assai flessibili nella soddisfazione delle richieste. Queste carat-

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teristiche, unite alla competitività dell’offerta, ci permettono di dare ai clienti ciò che spesso non riescono ad ottenere altrove. Tutto questo spiega la nostra crescita, ma anche la grande fidelizzazione dei nostri clienti. Infine non si trascuri l’organizzazione interna che ci siamo data e l’entusiasmo e la competenza delle nostre persone”. In termini di offerta commerciale quali sono le peculiarità dei vostri servizi? “La nostra priorità, non solo commerciale ma ge-


nerale, è l’insieme di competitività, flessibilità, disponibilità nel recepire le richieste dei clienti e soprattutto la velocità nell’evasione delle richieste. Per questo abbiamo sviluppato negli anni una grande quantità di tipologie di offerta, in base alle singole necessità, e siamo in grado di assicurare ai nostri clienti una grande personalizzazione. Il nostro problema continua ad essere ancora una scarsa conoscenza del nostro brand da parte dei ‘decisori’ dei nostri potenziali clienti, cui talvolta s’aggiunge anche una sorta di loro pigrizia al cambiamento, ritenendo che una grande multinazionale del noleggio possa essere migliore di noi nell’esecuzione del servizio e del contratto in generale.

I fatti hanno dimostrato sistematicamente che questo è falso, e vale anzi il contrario”. Ci parla del nuovo accordo che avete siglato con Viasat? “Quello con Viasat è solo uno dei molti esempi di accordi che abbiamo fatto per migliorare il servizio per i nostri clienti. Ci ha guidato la necessità di ridurre al minimo i tempi di attesa del cliente in difficoltà a cui dobbiamo recuperare l’auto in panne, dare un’auto sostitutiva col minor disagio possibile, sostenerlo in un momento di difficoltà con tutta l’assistenza possibile. Siamo partiti il primo gennaio di quest’anno ed abbiamo già feedback ampiamente positivi”.

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La tecnologia gioca ormai un ruolo importante per semplificare il lavoro ai vostri clienti/azienda e per rendere più tempestivi ed efficaci gli interventi. Ritenete questo un asset importante? “Ormai da molto tempo abbiamo un’organizzazione di intervento diffusa su tutto il territorio, fino alle località più remote; abbiamo accordi diretti con le principali case costruttrici per gli interventi sui mezzi; abbiamo accordi con partner di primaria importanza per intervenire in modo immediato nella risoluzione dei problemi che i nostri clienti possono avere. Il passaggio successivo è mettere in condizione il nostro cliente di accedere a tutto questo nel modo più immediato possibile.

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Per questo abbiamo sviluppato e stiamo sviluppando supporti innovativi. Ne cito uno per tutti: una app scaricabile gratuitamente su smartphone che permette all’utente di trovare immediatamente l’officina, il gommista o la carrozzeria più vicina, di arrivarci con il navigatore, di chiamarla. Oppure di segnalare con un tasto le coordinate geografiche di dove la vettura sia ferma, al fine di ricevere il soccorso dove serve anche se il cliente non sa esattamente dove si trova. Il tutto completato da informazioni sul traffico molto efficienti ed aggiornate e da una sezione per gli avvisi alla clientela molto utile. Si tratta di una applicazione rivoluzionaria e di grande utilità. Tuttavia direi che il nostro punto di


maggior forza è il rapporto diretto con il cliente, con le sue richieste, con i suoi desideri. La dimensione dell’azienda ci consente ancora di avere un rapporto personale senza usare numeri verdi, subire asfissianti burocrazie, processi spersonalizzanti perché troppo automatici. Questa è una caratteristica che non abbandoneremo mai perché ci rende unici”. Quali sono le linee di attività sulle quali attualmente state concentrando i vostri sforzi, quali le novità in arrivo in termini di sviluppo e miglioramento del servizio offerto?

“Stiamo certamente potenziando la parte commerciale, proprio per aumentare la possibilità di penetrazione su tutto il territorio nazionale. Nel corso degli anni, abbiamo creato una rete di agenzie per raggiungere il mercato delle aziende private che devono essere seguite in loco dal nostro personale commerciale; abbiamo selezionato le nostre agenzie in relazione alla vicinanza ai nostri valori: abbiamo sviluppato competenza, credibilità e efficienza, senza la frenesia di crescere ad ogni costo. Questo ci permette di

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‘scegliere’ e quindi di crescere meglio. Ma non basta, e per questo abbiamo lanciato un ulteriore programma di potenziamento commerciale. Per il futuro intendiamo incrementare la nostra organizzazione – sia in termini di risorse umane che in termini di attrezzature – per migliorare i nostri servizi, per arricchirli e personalizzarli. Intendiamo incrementare la flotta in campo con importanti investimenti nel settore delle grandi aziende private, delle flotte commerciali, in tutti i settori merceologici di eccellenza”.

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Chiudiamo soffermandoci su un tema sensibile come quello della ecosostenibilità e la conseguente diffusione di mezzi ad emissioni ridotte. Credete nello sviluppo di questa area e pensate che i veicoli elettrici possano essere la soluzione per il futuro? “Intendiamo investire nei mezzi a basso impatto ambientale – come il metano o il gpl – consigliando sempre più ai nostri clienti questo genere di tecnologia, mentre sull’elettrico non vediamo vicine immediate crescite, sia per i costi ancora elevati, sia per un’oggettiva immaturità del mercato”.


Ill II FOCUS PNEUMATICI

La gomma pensa alle flotte I pneumatici sono i principali elementi volti a garantire la massima efficienza e sicurezza delle vetture e sono ancor più importanti se la mobilità è integrata nei processi lavorativi, come nel caso delle flotte aziendali. Una panoramica sui prodotti delle principali marche ci dà l’occasione di sondare il rapporto tra gomme e flotte di Duilio Damiani

Società di leasing, autonoleggi a breve o lungo termine e flotte private. All’interno del vasto panorama motoristico sono queste le entità che rivestono una sempre più importante quota del mercato automobilistico, alimentando i volumi di un indotto che non trascura gli aspetti vincolati al pneumatico. Una gomma rappresenta un elemento determinante nella dinamica del moto, insostituibile componente legato alla mobilità e alla produttività, cui viene affidata la nostra sicurezza negli spostamenti sulle strade, e che può incidere fino al

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20% sui consumi dell’autoveicolo. Che sia per la manutenzione, l’assistenza o la sostituzione, le flotte rappresentano una clientela appetibile da fidelizzare con i prodotti e con i servizi dedicati che le case di pneumatici possono oggi offrire. Ecco una panoramica sulle più significative – e aggiornate – gamme di pneumatici proposte dai principali produttori, con i modelli più efficienti riferiti alle scelte dimensionali affini agli autoveicoli di classe media, quelli di maggiore diffusione tra le flotte presenti in Italia.

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Bridgestone: l’equilibrato La novità introdotta da colosso nipponico nell’anno 2012 si chiama Turanza T001, successore del precedente Turanza ER300 ed evoluzione in termini di sicurezza, comfort ed efficienza energetica. Il profilo del battistrada dal nuovo disegno (con ampie scanalature longitudinali per il drenaggio dell’acqua e presenza di tasselli con nervature asimmetriche, che garantiscono un’elevata aderenza migliorando il comfort acustico) e la leggera struttura della carcassa (ottimizzata nel peso dei materiali), consentono di rispondere nel


Turanza T001 di Bridgestone

modo più equilibrato alle attuali esigenze di mobilità. Tra i plus della nuova gamma, spazi di frenata sul bagnato ottimizzati del 2% rispetto al modello precedente, una resistenza al rotolamento ridotta del 19% e tale da permettere un risparmio di carburante fino al 2,3%, e minore di rumorosità a tutto vantaggio del comfort acustico. Concepito per soddisfare un’ampia varietà di autovetture, dalle utilitarie alle berlinette medio-piccole, fino alle più grandi stradiste di segmento C, il Turanza T001 è disponibile in un ampio ventaglio dimensionale per cerchi da 15 a 18 pollici. Pur non esistendo prodotti finanziari specifici, un rapporto dedicato alle grandi flotte è offerto tramite i servizi del network First Stop affiliato a Bridgestone, attraverso il quale vengono individuate le dimensioni dei pneuma-

tici che il rivenditore deve tenere in magazzino per la loro immediata disponibilità, e i servizi di assistenza ad-hoc imposti dai singoli contratti. I tempi programmati di sostituzione e di rotazione con eventuali coperture stagionali, rientrano nel normale processo di accettazione su appuntamento, previa autorizzazione della società di noleggio. Continental: lo sportivo La “Five Family” di Continental è stata completata con il nuovo ContiPremiumContact 5, la linea di pneumatici indirizzata verso il medio di gamma, che racchiude ottimali caratteristiche di guidabilità, comfort e sicurezza in ogni condizione stradale. Una carcassa irrigidita, ispirata ai modelli più sportivi del costruttore tedesco, consente una maggiore stabilità agevolando la risposta alle sollecitazioni dinamiche cui il pneututtauto

matico viene costantemente sottoposto. La scolpitura asimmetrica presenta un disegno tridimensionale, con marcate scanalature longitudinali, raccordate alle fasce battistrada laterali con intagli lamellari in grado di garantire il migliore drenaggio d’acqua nelle situazioni di pioggia battente. Il generoso dimensionamento dei blocchi periferici fino alla sommità della spalla consente il massimo grip nelle manovre a velocità sostenuta ovviando a quel fenomeno di microarrotolamento che, sotto l’effetto delle forze laterali, ridurrebbe la superficie d’impronta. Rispetto al modello precedente, il ContiPremiumContact 5 riduce gli spazi di frenata sul bagnato del 15% pur offrendo una resistenza al rotolamento migliorata dell’8%. Indirizzato verso le gamme automobilistiche di classe media, è disponibile in un’offerta

ContiPremiumContact 5

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dimensionale che include misure da 14 a 17 pollici. L’interfaccia con l’utenza professionale del gruppo Continental passa in gran parte d’Europa attraverso il programma Conti360° Fleet Services, mediante il quale sono i clienti stessi a disegnare la propria offerta, sulla base di pacchetti modulari, secondo le proprie esigenze legate a ogni tipologia di flotta, da quelle numericamente più ridotte alle più grandi ed articolate. Attualmente in Italia sono delegati al servizio circa 90 punti vendita, tra affiliati mediante la rete FSC (Franchising Service Company) e partner consolidati, e nel prossimo futuro è prevista una ulteriore crescita, per offrire una più completa e capillare copertura dell’intero territorio nazionale. Goodyear: l’efficiente Nel nome si riscontra il suo obiettivo: la migliore ef-


mercato nazionale offre come interfaccia con l’utenza professionale una piattaforma web avanzata, mediante la quale si può eseguire il controllo e la gestione di ogni intervento, compresa la rotazione stagionale e lo stoccaggio dei pneumatici.

Efficient Grip di Goodyear

ficienza nel rotolamento, per il massimo risparmio di carburante e di usura del battistrada, senza compromessi nelle altre prestazioni. Con l’Efficient-Grip di Goodyear l’accento è stato posto sull’attenzione al basso impatto ambientale, con una resistenza al rotolamento migliorata mediante la tecnologia FuelSaving, che interviene sui processi produttivi e sui materiali impiegati. La tecnologia impiegata nella realizzazione della struttura, ottimizzata nella capacità di carico nella sua variante destinata ai Suv, prevede l’impiego di materiali alleggeriti, tale da ridurre il peso del 10%, così da produrre una minore dissipazione di energia con ridotta generazione di calore, dannoso per le performance e la durata del pneumatico. Le mescole impiegate prevedono l’uso di una particolare sostanza di rinforzo, con uno strato denominato CoolCushion, che in parziale so-

stituzione del nerofumo consente una maggiore stabilità termica, contribuendo all’efficienza di rotolamento. Con una disposizione dei blocchi sul battistrada ad angolatura e spaziatura variabile è stata abbattuta l’emissione delle frequenza di rumore mentre una lamellatura multifunzionale migliora le prestazioni di aderenza e frenata in presenza di fondo bagnato. La gamma dimensionale, particolarmente ampia, abbraccia dalle utilitarie alle ammiraglie, con cerchi compresi tra i 14 e i 20 pollici. La gestione delle flotte per Goodyear rientra in un preciso programma predisposto a livello europeo, sul quale il gruppo investe fondi significativi, che fa capo al network 4Fleet Europe, strutturato con circa 5000 punti assistenza di elevata qualità presenti su tutto il territorio continentale. Un team specializzato per ogni tuttauto

Michelin: lo stradista L’ultima novità nella gamma intermedia di Michelin si chiama Primacy 3, il prodotto lanciato nel 2012 che proprio nella cifra della sua denominazione racchiude un triplice obiettivo: incrementare la sicurezza in tre diverse aree di performance, massimizzando l’aderenza in frenata, su asciutto e su bagnato, e la tenuta di strada in curva. Un risultato raggiunto intervenendo soprattutto sulle mescole che componengono il battistrada, con ampio impiego di silice e di plastificanti a base resinosa, mescole ottenute Primacy 3 di Michelin

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mediante un nuovo processo di miscelazione degli elastomeri, vero punto critico nelle fasi produttive, per permettere ai vari componenti di legarsi tra di loro nel modo più omogeneo a tutto vantaggio di aderenza e scorrevolezza durante la marcia. Il disegno della fascia battistrada prevede la disposizione di incavi trasversali conformati in modo da ridurre la deformazione dei blocchi in frenata, mantenendo il massimo grip anche in presenza di fondo bagnato. La fitta presenza di lamelle autobloccanti, con spessore incredibilmente piccolo – 0,2 mm, ovvero da due a tre volte più sottili delle lamelle presenti sui pneumatici invernali –, compattandosi tra di loro creano una maggiore rigidità dei tasselli, migliorando l’omogeneità dell’impronta a terra. Espressamente indirizzato verso gamme automobilistiche medio-alte, le di-


mensioni disponibili del nuovo Primacy 3 includono misure comprese tra i 16 e i 18 pollici, quelle maggiormente interessate dalle autovetture di fascia premium componenti le flotte più prestigiose. La struttura interna a Michelin Italia, predisposta per seguire i clienti delle grandi flotte sotto il logo di Flotte Amiche, mediante la piattaforma digitale con accesso riservato disponibile sul portale web www.flotteamiche.it, coinvolge i principali dealer aderenti al servizio, siano essi indipendenti o affiliati attraverso il network Euromaster o la rete Mastro, offrendo contratti studiati specificamente per rispondere alle più mutevoli esigenze che questo tipo di clientela deve soddisfare. Pirelli: l’evoluto Cinturato Pirelli, un nome evocativo che ha caratte-

rizzato la storia del marchio italiano negli anni ’60 e ’70. Con la gamma P7, introdotta nel 2009, si è idealmente completata l’offerta della famiglia Cinturato, recentemente implementata dal primatista P7 Blue, presentato nel 2012 alla fiera tedesca di Essen, tra i primi a poter esporre la doppia A sulla tyres labeling energetica, dallo scorso anno in vigore in tutta Europa. Questa versione evoluta, denominata Blue e che affiancherà il tradizionale Cinturato P7, è frutto della tecnologia sviluppata da Pirelli in Formula 1, soprattutto per quanto riguarda la mescola Wet, che garantisce le migliori performance di frenata sul bagnato unite alla migliore efficienza, proprio i due parametri evidenziati dall’etichetta. Un risultato globale, ottenuto mediante una carcassa realizzata con materiali evoluti, batti-

Yokohama BluEarth AE-01

tuttauto

Pirelli Cinturato P7 Blue

strada lamellare e spalla con flessibilità progressiva, che consente spazi d’arresto ridotti, circa 2,6 metri in meno a 80 km/h nel paragone con una gomma di classe B e una resistenza al rotolamento abbassata del 23% rispetto a un prodotto di classe C. Il nuovo servizio di assistenza, messo a disposizione da Pirelli in collaborazione con Rhiag, gruppo internazionale leader in Italia nella distribuzione di componenti per autoveicoli, passa attraverso la piattaforma fornita dal Fleet Portal, il sito web – affiancato da un call center tecnico – mediante il quale i fleet manager possono gestire la manutenzione del proprio parco autovetture, con accesso ai network di officine e gommisti selezionati, intervenendo on-line anche per le autorizzazioni d’intervento e la consultazione delle fatturazioni centralizzate.

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Yokohama: l’emergente E’ forse la struttura più giovane a confrontarsi sul mercato nazionale nel settore fleet, e per questo determinata ad espandersi marcando una significativa presenza sulle flotte aziendali, mediante un nuovo approccio e servizi dedicati. Sotto l’egida della rete Consulenti di Guida (in dual brand assieme a GT Radial), che si compone di oltre mille punti di rivendita e installazione, la sezione CDG – One approntata da Yokohama Italia e pienamente operativa dal 2011, identifica sostanziali parametri per incontrare le esigenze delle società di leasing, noleggio e flotte proprietarie. Decisamente rappresentativo della filosofia aziendale, oltre che prodotto altamente qualificato in funzione della massima efficienza operativa, il recente Yokohama BluEarth AE-01 è il pneumatico evoluto in grado di coprire la


più ampia richiesta di equipaggiamento, per vetture compatte, berline e familiari di gamma intermedia – con oltre 40 misure dai 13 ai 16 pollici –, quelle che interessano il maggior volume nei parchi auto delle società di noleggio. Realizzato secondo i più attuali parametri di rispetto ambientale, il BluEarth è un prodotto eco-friendly che dispone di una struttura alleggerita, per il massimo contenimento delle masse, e un battistrada dal profilo estivo caratterizzato da cinque varianti nel disegno, studiate per ottimizzare l’emissione sonora e l’aderenza in ogni situazione climatica, anche in caso di pioggia battente. La struttura molecolare dei polimeri componenti il battistrada utilizza un’evoluta tecnologia Nano Blend Compound, composta per l’80% da materiali rinnovabili, come la gomma naturale e gli olii estratti dalla buccia degli agrumi, in grado di coniugare ottimali prestazioni di aderenza ad una ridotta resistenza al rotolamento. Considerando l’espansione che il settore fleet sta registrando, l’offerta dei seicento centri selezionati CDG – One beneficia di una stretta collaborazione con la sede centrale di Yokohama Italia, con specifici servizi dedicati al “B-toFleet”, tra cui un innovativo magazzino virtuale appositamente dedicato ai pneumatici destinati alle flotte, per la pronta rotazione stagionale.

Tyre Team e Saol: pneumatici ma non solo

Al centro dei servizi offerti da Tyre Team e Saol alle flotte non vi sono solo i pneumatici. Saol e Tyre Team, infatti, sono aziende specializzate nel cosiddetto fleet management manutentivo, un servizio che nel caso delle auto aziendali copre sia tutte le attività di manutenzione ordinaria (tagliandi) che quelle straordinarie (interventi di carrozzeria a seguito sinistro, ripristino meccanico a seguito guasti), ma anche quelle a supporto. Aziende e società di noleggio possono così contare su un interlocutore particolarmente affidabile in grado di offrire il servizio di authority sull’assistenza e quindi, sulla base di standard di qualità, gestire tutte le attività necessarie all’efficienza delle auto del parco: dalla manutenzione ordinaria a quella straordinaria di tutte le componenti degli autoveicoli, dalla presa in consegna dei veicoli, alla prenotazione in officina fino al soccorso stradale, senza escludere i servizi di fleet administration. Vale a dire tutte le attività amministrative tradizionalmente svolte direttamente dalle aziende per la gestione amministrativa della flotta. I numeri del network Tyre Team e Saol formano un binomio vincente basato sull’attenzione verso il cliente. I numeri del network dei pneumatici TT Point parlano chiaro: 14 soci licenziatari distributori, 1.200 affiliati focalizzati nei servizi legati al pneumatico e rivolti alle imprese ed alle società di noleggio a lungo termine, 20 magazzini regionali, 40 marche di pneumatici impiegati, 400 rivenditori specialisti del pneumatico, 800 officine meccaniche con servizio pneumatico, 3,5 milioni di pezzi di ricambio in stock con consegne plurigiornaliere. Questa realtà si integra perfettamente con quella offerta da SAOL: oltre 600 carrozzerie e più di 1.600 officine meccaniche specializzate, di cui oltre 800 BCS (Bosh Car Service) offrono un servizio di garanzia su tutto il territorio nazionale. Efficienza e risparmio “Siamo in grado – sottolinea Lucio Bartiromo, amministratore delegato di Tyre Team e Saol – di agire direttamente sul contenimento dei costi di gestione di una flotta. Solo per fare un esempio: il nostro network monta i pneumatici più adatti in base al rapporto qualità/prezzo, affidandoci di volta in volta al prodotto migliore per il cliente. Nel corso dello sviluppo dell’attività abbiamo preso la decisione di integrare funzionalmente le professionalità dei gommisti e dei meccanici, mettendo così in condizione il meccanico di poter lavorare anche con il pneumatico. Siamo partiti dal presupposto che chi ha una macchina a noleggio è spesso una persona che con la macchina lavora e deve risparmiare tempo. Così abbiamo cercato di offrire più servizi in un’unica struttura, riducendo le perdite di tempo”.

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ll II FORMAZIONE

Un successo il corso per fleet manager Mancava un Corso di formazione universitaria per fleet manager: Fondazione Alma Mater, A.I.A.G.A. ed Econometrica l’hanno realizzato. Un’esperienza molto positiva, secondo il giudizio espresso dai 30 partecipanti, tanto che gli organizzatori hanno deciso di riproporre il Corso anche nel 2013 di Donata Basello

Si è conclusa il 7 dicembre, la 1a edizione del Corso universitario di Formazione Permanente “Fleet Manager: sviluppo di capacità manageriali”, realizzato dall’Università degli Studi di Bologna in collaborazione con la Fondazione Alma Mater che ha ospitato il Corso nella sua sede di Villa Gandolfi Pallavicini a Bologna, A.I.A.G.A. (Associazione Italiana Acquirenti e Gestori di Auto Aziendali) ed Econometrica (società editrice di Auto Aziendali Magazine). Un concreto sostegno al corso è stato poi fornito da Arval Italia, società del gruppo Pari-

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bas, tra le principali realtà del noleggio a lungo termine e nella gestione di flotte aziendali del nostro Paese. Negli ultimi anni la figura del fleet manager ha iniziato a ricoprire, all’interno degli organigrammi di gran parte delle imprese italiane, un ruolo fondamentale che necessita però di adeguata preparazione. Un ruolo, quello del fleet manager, che assumendo sempre maggiore valore per le aziende, ha sempre più bisogno anche di percorsi formativi mirati. In questo senso è stato progettato e realizzato il Corso le cui

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lezioni si sono susseguite per un totale di 20 ore di didattica con il rilascio di 4 crediti formativi universitari. Il ruolo del fleet manager Il fleet manager, nelle attuali realtà aziendali, presidia un ambito di competenze piuttosto ampio. Deve conoscere prezzi, consumi ed emissioni degli autoveicoli per saper valutare e monitorare correttamente i costi di gestione della flotta, ma deve anche avere capacità manageriali specifiche per poter decidere strategie ed indirizzi della car policy. A lui spettano le


scelte in tema di sicurezza e di sostenibilità ambientale dei veicoli a disposizione dei dipendenti ed il monitoraggio della soddisfazione dei driver. Infine, il fleet manager deve conoscere anche i processi aziendali per inserirsi al meglio nelle dinamiche competitive dell’impresa. Il ruolo del fleet manager, quindi, non può essere improvvisato o tanto meno considerato acquisito un volta per sempre. Ecco perché il corso è stato rivolto a giovani laureati in discipline economiche, ma anche a quanti, esercitando già la professione di fleet manager, hanno saputo cogliere il bisogno di aggiornamento che la dinamica innovativa del settore impone. Contenuti del Corso Con questa visione sono stati articolati i contenuti delle lezioni quali: la gestione tecnica, fiscale ed amministrativa dei parchi auto, le soluzioni per l’auto aziendale (acquisto in proprietà, leasing, noleggio a lungo termine, fleet management), la redazione del documento di Corporate Car Policy che precisa i criteri di utilizzo ed assegnazione ai dipendenti dell’auto aziendale. Altro tema affrontato nel Corso: la stretta connessione operativa tra ruolo del responsabile della flotta e la direzione risorse umane aziendale. Il fleet manager, con la propria professionalità e competenza, deve infatti supportare il direttore

Human Resources nella realizzazione della Car Policy più adeguata, con l’obiettivo di armonizzare necessità di efficienza e necessità di motivazione. L’auto aziendale, infatti, è considerata sempre più un elemento motivatore per i dipendenti, oltre che un indispensabile strumento di lavoro per assicurare ai clienti dell’azienda servizi, assistenza, supporto tecnico e garantire funzioni fondamentali come distribuzione e vendita. Altro argomento trattato al corso è stato quello della sostenibilità ambientale della flotta: è meglio un’auto ibrida, un’auto a doppia alimentazione (metano o gpl) oppure un’auto elettrica? Tra l’alimentazione a gas e quella elettrica, quale ha efficienza maggiore e permette di percorrere più chilometri a parità di energia? Per rispondere

a queste e a tante altre domande, non poteva mancare una lezione dedicata alle auto ecologiche ed alle normative europee sulle emissioni nocive. Molto importante è la visione del fleet manager come partner strategico nella creazione di valore aggiunto d’impresa: il responsabile della gestione della flotta è considerato tradizionalmente un centro di costo, ma può diventare per l’impresa un vero e proprio centro di investimento, partecipe a pieno titolo della funzione manageriale e della costruzione di vantaggi competitivi sostenibili. Infine, grande spazio è stato dedicato allo studio del TCO (Total Cost of Ownership), dei costi di esercizio e della fleet balanced scorecard, una metodologia certamente innovativa, illustrata dal professor Angelo Paletta

– docente di Economia aziendale dell’ateneo bolognese e direttore didattico del Corso – per rappresentare e valutare più compiutamente i costi aziendali della flotta. Docenti e Guest Speakers Oltre al professor Paletta, altri autorevoli docenti hanno tenuto le lezioni del Corso: Giovanni Tortorici, purchasing manager Barilla e presidente di A.I.A.G.A.; Gian Primo Quagliano, docente di comunicazione all’Università degli Studi di Bologna, presidente di Econometrica e del Centro Studi Promotor; Massimo Guidetti, direttore del personale di Twinergy; Andrea Mazzini, responsabile risorse umane dell’istituto bancario Credem; Robert Satiri, responsabile dei servizi generali di Colacem; Davide De Giorgi, avvocato tributarista; Flavio

Il professor Paletta durante una lezione

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Brenna, dottore commercialista; Michele Ricco, responsabile flotta elettrica di Enel ed Ermanno Molinari, giornalista formatore, caporedattore di Auto Aziendali Magazine. Ai docenti si sono poi affiancati, in qualità di guest speakers, altri esperti del settore delle auto aziendali come Luca Salamina, responsabile del Corporate Vehicle Observatory di Arval; Alberto Cestaro, responsabile flotte di Audi e Fabio Leggeri, responsabile flotte di Volkswagen. Il Corso è stato caratterizzato anche da molti momenti di interazione tra partecipanti e docenti: le esperienze in azienda sono state oggetto di discussione e alcune esercitazioni hanno completato gli argomenti

trattati. Inoltre, dopo ogni lezione sono stati consegnati ai corsisti i testi e le slides utilizzate dai docenti. Questionario di fine Corso Un questionario da compilarsi in maniera anonima consegnato nell’ultima lezione, ha permesso poi di valutare l’utilità e il gradimento del Corso. La maggior parte dei partecipanti ha giudicato: “buono” il Corso; centrati gli obiettivi; alto l’interesse e la partecipazione; adeguato, chiaro e comprensibile lo stile di comunicazione dei docenti; buona la valutazione sugli aspetti organizzativi. Da metà dei partecipanti il Corso è stato ritenuto di giusta durata. Di particolare interesse sono risultate le

osservazioni personali, quali: la richiesta di maggiori esempi pratici (TCO) con visite anche ad aziende, maggiore tempo da dedicare alle Questions & Answers, nonché la realizzazione di un momento conviviale per stimolare il confronto insegnanti-corsisti e per instaurare una “community” che duri nel tempo. Il professor Angelo Paletta – constatando lo standard qualitativo del Corso e la partecipazione attiva e costante dei corsisti – ha affermato: “Siamo convinti che sia stata una prima edizione positiva e, con il bagaglio dell’esperienza didattica ed organizzativa fatta, pensiamo che presumibilmente nella primavera del 2013, potremo svolgere la seconda edizione del

Corso per Fleet Manager, dando così la possibilità di partecipare anche ai molti che già ci hanno fatto pervenire le loro richieste”. La consegna dei diplomi ai partecipanti del Corso per Fleet Manager 2012 avverrà nella quanto mai idonea cornice della seconda edizione di Company Car Drive in programma all’Autodromo di Monza il 17 e 18 aprile 2013: sarà un altro momento di “community”, come auspicato dai corsisti, e una tappa importante nel percorso che A.I.A.G.A., Econometrica e Fondazione Alma Mater con il fondamentale sostegno di Arval hanno intrapreso per accrescere la professionalità dei fleet manager italiani del presente e del futuro.

Un altro momento del corso

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ll II NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

Emergenza furti dÊauto, il noleggio gioca in difesa Aumentano le vetture sottratte ai parchi aziendali e crescono in parallelo i furti di parti e accessori: un fenomeno che diviene sempre più preoccupante e costringe le imprese del noleggio a nuove misure per fronteggiarlo di Mino De Rigo

Ai ladri l’auto a noleggio piace di più. Che i veicoli delle flotte siano in cima alle loro preferenze lo dimostrano le statistiche: se nel 2011 i furti a livello nazionale ammontavano a poco più di 3 vetture per ogni mille circolanti, l’incidenza sulle auto locate a lungo termine appariva invece quasi doppia, e addirittura quadrupla nel caso dei veicoli delle imprese del noleggio a breve termine. Dati dell’Aniasa alla mano, nel 2011 si sono volatilizzate 4.141 vetture in locazione, contro le 3.300 del 2010. 2.979 sono state sot-

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tratte alle compagnie a noleggio a lungo termine, per un danno complessivo valutato in 32,7 milioni di euro, il 19,9% in più rispetto all’anno precedente. Costrette a correre ai ripari, in uno scenario di sempre maggiore sofisticazione criminale, le imprese del noleggio mostrano di procedere in ordine sparso: chi punta innanzitutto sulle tecniche di prevenzione, in particolare facendo leva sulle franchigie che suggeriscono agli affidatari dei veicoli la coscienziosità del buon padre di famiglia; chi si affida in toto

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alle soluzioni telematiche, che consentono di rintracciare il veicolo in tempo reale e chi, invece, è meno toccato dai furti tout court ma assai più dalle ruberie di singole parti e accessori, persegue la via di accorgimenti del tutto originali o antichi e ritornati di piena attualità. Di fatto, non ci sono immobilizer o blocchi della pedaliera che tengano all’assalto dei topi d’auto, che pure, con l’aiuto di particolari dispositivi, riescono spesso a ingannare i sistemi di bordo nonché a schermare i segnali d’allarme.


Telematica per recuperare i mezzi Dice Andrea Solari di Arval: “Inutile negare che il fenomeno riveste una certa significatività, ma il suo impatto percentuale, per quanto ci riguarda, è rimasto sostanzialmente stabile. Nessuna variazione apprezzabile, insomma, tra il 2011 e il 2012, con un’incidenza corrispondente a qualche centinaio di veicoli rubati nell’anno”, su un parco gestito che sfiora le 135mila unità. “Quel che invece appare in lieve aumento è la quota di vetture ritrovate. Da un anno a questa parte, infatti, abbiamo deciso di dotare 3mila veicoli di apposite apparecchiature di tracciamento satellitare e il risultato dei recuperi ci dà ragione. Stiamo operando fianco a fianco con i fornitori di tecnologia Octo Telematics e Texa con l’obiettivo di migliorare sempre più

i processi di gestione”. Non c’è dubbio, infatti, che un utilizzo analitico dei dati correlati ai furti possa non solo fornire una fotografia di maggiore dettaglio del fenomeno ma consentire anche di definire più chiaramente le modalità attraverso cui contenerlo. “Da un lato – prosegue Solari – si lavora per rendere più resistenti all’aggressione dei ladri le centraline e i sistemi telematici, dall’altro per trovare soluzioni innovative che massimizzino le chance di recupero dei mezzi”. Una lotta senza sosta contro i trucchi, i dispositivi pirata (dai passepartout ai riprogrammatori) e le tecniche sempre nuove utilizzati dalle organizzazioni criminali che prendono di mira non solo le vetture premium e d’alta gamma, ma anche e soprattutto le city car. Tra queste, le più gettonate

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dai ladri d’auto sono la Fiat Panda e la Punto, seguite dalla Cinquecento. Si tratta di vetture tra le più vendute ed è la riprova che il loro furto serve soprattutto ad alimentare il fiorente mercato nero dei ricambi; l’alternativa più frequente è che le vetture rubate prendano la strada dell’Est europeo o un imbarco verso l’Africa. Accessori e ruote nel mirino Campania, Lazio, Lombardia e Puglia sono le regioni dove è più elevata l’incidenza del fenomeno, che colpisce soprattutto nelle metropoli. “E’ proprio il furto parziale di accessori, più di quello dei veicoli – dice Luca Olivetti, operation manager di Athlon Car Lease – a generare preoccupazione. In questo stiamo riscontrando una recrudescenza, soprattutto le-

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gata ai navigatori satellitari rubati in alcune vetture, con danni sino a 6-7mila euro provocati scardinando i cruscotti e strappando i cablaggi”. In netta controtendenza, invece, appaiono i furti tra le vetture della flotta gestita: “Siamo passati dai 32 del 2011, su un parco di 5.500 veicoli, ai 24 dello scorso anno, quando il totale ha raggiunto le 7mila unità. In maggioranza si tratta di furti di auto compatte; le sole tre vetture premium rubateci, un terzetto di suv Audi e Bmw, le abbiamo tutte ritrovate dopo poco tempo. La prima a Gibilterra mentre la stavano imbarcando per il Marocco, la seconda a Belgrado e l’ultima in Croazia, diretta a Est”. Tutto merito dell’Interpol, anche perché le vetture non erano dotate di antifurti specifici né di localizzatori satellitari.


“L’incidenza dei furti – spiega Olivetti - non è tale da giustificarne l’adozione. E poi, considerando che sono trattati in ‘autoassicurazione’, così come dalla maggioranza degli operatori del noleggio a lungo termine, il fenomeno, se rientra nei limiti fisiologici, è in qualche modo già preventivato. Non altrettanto, invece, il furto di parti della vettura, che ora riguarda con frequenza sempre maggiore non solo i navigatori satellitari ma anche i cerchi e le gomme”.

per l’auto sostitutiva. Se il trend dovesse confermarsi, prenderemo in considerazione i bulloni antifurto. Quanto ai navigatori, invece, stiamo pensando a una marcatura simile a quella da

tempo usata sui cristalli: un’incisione discreta, semitrasparente, sul bordo del display”. La collaborazione del driver è e resta un elemento chiave per contenere i furti. Osserva Solari: “Il dialogo continuo

Le franchigie funzionano bene Gli pneumatici invernali, appena sostituiti, sono rubati in particolare nelle regioni del nord dove le ordinanze li hanno resi una dotazione obbligata. “Il danno sta soprattutto nella gestione del furto, dall’impegno del call center alla fornitura di nuove ruote passando tuttauto

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con i clienti è fondamentale, come pure la telematica rappresenta un argomento forte di sensibilizzazione, poiché aiuta a confrontarci su evidenze puntuali. E poi, per limitare il fenomeno, conta anche la selezione della clientela”. I contratti prevedono peraltro la possibilità di aumentare il canone di noleggio in ragione di un’accresciuta sinistrosità (e i furti vi rientrano a pieno titolo). Oppure, c’è la strada della franchigia. “Uno strumento preventivo – afferma Olivetti – che nella pratica sembra funzionare molto bene. Statisticamente, le società che optano per questa soluzione sono proprio quelle in cui il numero di incidenti e di furti si rivela nettamente più basso”.


ll II SICUREZZA

Gli incidenti più gravi alle 5 di mattina Un’indagine di Automobil Club ed Istat sulle probabilità di rimanere coinvolto in un incidente stradale rivela che: rischiano di più i giovani dai 20 ai 24 anni, gli uomini al volante (sette volte più delle donne) ed i passeggeri dai 15 ai 24 anni. Gli scontri più gravi alle 5 di mattina. Gi incidenti sono però in calo di Roberto Mazzanti

Fate attenzione: quando scoccano le ore 18 in un sabato qualsiasi del mese di agosto aumentano le probabilità di rimanere vittima di un incidente stradale. Lo rivela una dettagliata inchiesta dell’Automobil Club d’Italia (ACI) realizzata in collaborazione con l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica. Rischiano di più i giovani dai 20 ai 24 anni, gli uomini al volante (sette volte più delle donne), i passeggeri dai 15 ai 24 anni. Si muore più in bici che in ciclomotore; infine l’indice di mortalità risulta più alto di notte e nei week end, mentre gli incidenti più gravi si registrano alle 5 del mattino.

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Incidenti in diminuzione L’inchiesta mette in luce anche aspetti positivi. Infatti sono in diminuzione incidenti, morti e feriti sulle strade italiane: nel 2011 (ultimo anno per il quale sono disponibili i dati) è stato rilevato un calo, rispetto all’anno precedente, di sinistri, morti e feriti. Le cifre sono eloquenti: i sinistri sono stati 205.638 con un calo sul 2010 del 2,7%; i morti 3.860 (5,6%) ed i feriti 292.019 (3,5%). Va precisato che si tratta di dati ufficiali, cioè di incidenti verbalizzati dalle Forze dell’Ordine. “I dati dimostrano come le nostre strade diventino

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ogni anno più sicure - ha affermato il presidente dell’Automobil Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani ma c’è ancora tanto da fare: gli incidenti derivano da una scarsa cultura degli utenti della strada e di conseguenza l’Aci ha definito un sistema di formazione continua con nuovi programmi per il conseguimento della patente, corsi di guida sicura, attività di educazione dei genitori per l’uso dei seggiolini, servizi speciali per le utenze deboli. Va poi sottolineato che gli incidenti sono diminuiti del 22% in 10 anni, ma le tariffe RC auto non hanno seguito lo stesso anda-


mento. Per conseguire un ribasso delle polizze, l’Aci ha presentato al Governo un progetto di legge in grado di ridurre del 40% i costi a carico delle famiglie, contrastando soprattutto il fenomeno delle frodi”. Ma vediamo nel dettaglio le modalità di questi incidenti: quanti sono stati, dove si verificano in prevalenza, in che giorni e a quali orari accadono, come e perché avvengono, chi coinvolgono. Incidenti: quanti? Ogni giorno in Italia si verificano 563 incidenti stradali che provocano la morte di 11 persone ed il ferimento di altre 800. Rispetto al 2010, nel 2011 si è riscontrata una diminuzione del numero degli incidenti (-2,7%), dei feriti (-3,5%) e soprattutto dei morti (-5,6%). Se allarghiamo l’analisi dal 2001 al 2011 ci accorgiamo che gli incidenti sono scesi del 21,8%, i morti diminuiti del 45,6% ed i feriti del 21,8%. Diminuito anche l’indice di mortalità (numero morti ogni 100 incidenti) da 2,7 del 2001 all’1,8 del 2011. Rispetto all’obiettivo europeo, cioè la riduzione della mortalità stradale del 50%, l’Italia è 14esima (45,6%), dietro a Spagna (62,7%), Irlanda (-54,7%) e Francia (-51,4%, ma davanti ad Austria (-45,4%), Germania (-42,6%) e Belgio (-41,1%). Siamo finiti a pari merito con il Regno Unito e di un solo punto al di sopra della media europea (-44,5%).

Incidenti: dove? Chi individuava l’autostrada come il luogo a maggiore incidentalità dovrà ricredersi: il 76,4% degli incidenti si è verificato sulle strade urbane con 1.744 morti (45,2% del totale) e 213.001 feriti (72,9%). In autostrada solo 11.007 incidenti (5,4% del totale) con 338 decessi (8,8%) e 18.515 feriti (6,3%). Rispetto al 2010 i morti in autostrada sono diminuiti del 10,1% e questo risultato viene attribuito alla diffusione del sistema Tutor di controllo della velocità media su un determinato tratto, sistema introdotto nel 2006. Incidenti: quando? Il mese “nero” nel 2011 complessivamente è stato maggio con 20.274 sinistri e 367 morti; a gennaio invece il numero più basso di sinistri (13.925), a marzo il minor numero di morti sulle strade (258),

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ad agosto infine il tasso di mortalità più elevato (1,4). Il venerdì è il giorno “nero” per gli incidenti (32.121, il 15,6% del totale) e per i feriti (44.229: 15,1%); per numero di morti il giorno “nero” è il sabato (641:16,6%) seguito dalla domenica (606: 15,7%). L’indice di mortalità più alto è nei fine settimana; il picco più elevato di incidentalità durante l’arco della giornata si registra intorno alle ore 18. Gli incidenti del venerdì e del sabato notte sono pari al 40,7% del totale degli incidenti notturni. Incidenti: come? La maggior parte degli incidenti stradali (74,7%) avviene tra due o più veicoli, solo il 25,3% riguarda veicoli isolati. L’incidente più ricorrente è lo scontro frontale-laterale (34,6%), seguito dal tamponamento, da fuoriuscita o sbandamento. Tra le cause la guida distratta o il procedere in maniera indecisa si trovano

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al primo posto (42.869; 16,9% del totale); il mancato rispetto delle regole di precedenza e la velocità elevata sono tra le altre cause ricorrenti di incidente insieme con il mancato rispetto delle indicazioni del semaforo: da sole costituiscono il 45,2% dei casi. Incidenti: chi? La classe di età compresa tra 20 e 24 anni per entrambi i sessi è quella che fa registrare il maggior numero di decessi. Il numero dei morti tra i conducenti di entrambi i sessi risulta più elevato sulle strade extraurbane. I conducenti più colpiti risultano essere gli uomini alla guida di autovetture e motocicli; tra le donne invece si muore quasi esclusivamente alla guida di una vettura. I pedoni infine sono tra i soggetti più a rischio soprattutto nella fascia di età tra 80 e 84 anni per gli uomini, tra 75 e 84 anni per le donne.


Ill II SCENARI

Da Anfia nove proposte per un futuro sostenibile L'Assemblea Pubblica dell’Anfia ha fornito un quadro autorevole e aggiornato sul settore automobilistico nel mondo, in Europa e in Italia, ed ha presentato proposte concrete sulle quali lavorare da subito per garantire alla filiera italiana dell’automotive un futuro sostenibile di Luigi Gemma

L’assemblea Anfia rappresenta tradizionalmente un momento in cui le aziende italiane dell’automotive fanno un bilancio e discutono degli scenari futuri di mercato. Si tratta quindi di un appuntamento molto importante, a maggior ragione vista la situazione critica che il mercato automobilistico italiano sta vivendo. L’appuntamento di fine 2012 è stato quindi l’occasione ideale per presentare un piano per il rilancio del settore, articolato in nove punti. Dopo il saluto d’apertura del Presidente Roberto Vavassori, vi è stato un approfondimento dello scenario internazionale, tuttauto

descritto (in una prospettiva di breve e di lungo termine, e con uno specifico focus sul comparto della componentistica), da Ralf G. Kalmbach, membro dell’Executive Committee e Responsabile dell’Automotive di Roland Berger Strategy Consultants. Con il successivo intervento, affidato a Carlo Pettinelli, Direttore responsabile per la Crescita sostenibile e UE 2020 della Direzione generale per le imprese e l'industria della Commissione Europea, l’attenzione si è concentrata sulla nuova strategia di politica industriale proposta dalla Commissione per una 28

moderna reindustrializzazione, che i Ministri Ue hanno approvato il 10 dicembre scorso – insieme al piano d’azione per le auto europee “Cars 2020” – e il cui obiettivo è avere entro il 2020 il 20% del PIL frutto del settore manifatturiero. In Italia Passando al contesto italiano, l’Anfia ha voluto dar voce ai rappresentanti di due realtà aziendali molto diverse per struttura, dimensione e comparto merceologico, che hanno raccontato la propria esperienza della crisi: problemi, trasformazioni, strategie di investimento.


Aurelio Nervo, Amministratore Delegato di SKF Industrie S.p.A. ha descritto le sfide che una multinazionale del settore automotive operante in Italia si trova a dover fronteggiare in un momento di forte criticità per l’intero Sistema Paese, puntando su elementi di innovazione e differenziazione dei prodotti e sul processo di internazionalizzazione. Luca Margaritelli, Amministratore Delegato di Compagnia Italiana Rimorchi, ha invece presentato il caso di una media impresa del settore degli rimorchi per veicoli industriali, che ha scelto la strada dell’aggregazione per superare i limiti posti alla competitività e allo sviluppo da un’eccessiva frammentazione industriale. Gli obiettivi di Anfia Nella sua relazione, Roberto Vavassori ha esaminato ciò che Anfia può fare sul fronte internazionale, europeo e mondiale: “Gli obiettivi che ci poniamo – ha dichiarato Roberto Vavassori – riguardano il mercato e la produzione. In attesa che si ristabiliscano le condizioni per una ripresa della fiducia dei consumatori e delle imprese (primo ingrediente per far ripartire le vendite), occorre varare misure fiscali che consentano al mercato auto italiano di ritornare su un livello fisiologico, intorno ai 2.000.000 di unità l’anno”. L’Anfia si è resa disponibile a rimodulare in-

sieme ai Ministeri competenti il carico fiscale attuale, attuando un alleggerimento e una semplificazione compatibili con le esigenze di gettito dell’Erario. Per la produzione “Dal punto di vista della produzione – ha proseguito Vavassori – le proposte che avanziamo sono: la riduzione di almeno l’80% della componente A3 del costo dell’energia per le imprese ad alta intensità energetica, come quelle dell’automotive; una deroga al Patto di stabilità per consentire investimenti mirati sul trasporto locale, volti al rinnovo del parco autobus e dei veicoli speciali (come quelli per la raccolta dei rifiuti), e per il pagamento dei debiti pregressi della P.A. verso le imprese fornitrici”. Gli scambi internazionali “Allargando l’orizzonte ol-

tre i confini nazionali – ha osservato Vavassori – occorre favorire la liberalizzazione degli scambi internazionali, a patto che gli accordi di libero scambio siglati dall’UE siano basati su una reciprocità effettiva. Occorre poi migliorare il raccordo tra Italia ed Europa sulla legislazione, sull’intercettazione dei fondi destinati alla ricerca e sviluppo e allo sviluppo della mobilità sostenibile”. Una Consulta “Le nostre nove proposte – ha concluso Vavassori – sfociano in una richiesta: l’istituzione di una Consulta sul settore automotive che, con il supporto del Governo e la partecipazione attiva dei Ministeri competenti, e con i rappresentanti della filiera industriale nazionale, diventi l’interlocutore privilegiato per i provvedimenti legislativi che riguardano il mondo della mobilità e monitori l’effet-

Il premier Mario Monti durante il suo intervento all’Assemblea Anfia

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tiva realizzazione dei punti programmatici che ne costituiscono il fondamento. La Consulta dovrebbe avere, inoltre, il compito di attrarre realtà estere sul territorio italiano, di favorire la crescita dimensionale e quindi l’aggregazione delle imprese automotive, e di sviluppare ulteriormente le roadmap tecnologiche per i veicoli a basse emissioni di carbonio, considerando le diverse tipologie di combustibili, in modo che l’Italia diventi il Paese ideale per gli investimenti in nuove tecnologie”. Nel suo intervento conclusivo, il Premier Mario Monti ha accolto con interesse la proposta di Anfia di istituire una Consulta dell’automotive, secondo la formulazione e gli obiettivi suggeriti dall’Associazione, che ora si impegnerà a verificare con i relativi referenti istituzionali la fattibilità dell’avvio dei lavori.


ll II TUTTAUTO NEWS Assicurazione e deducibilità Dal 2012 il contributo per il servizio sanitario nazionale versato con l’RC auto non può essere dedotto integralmente come nel passato. Infatti, nelle nuove regole introdotte con la legge di riforma del lavoro (n. 92/2012, art. 4, co. 76), è previsto che il contributo al servizio sanitario nazionale che fa parte del premio di assicurazione RC auto sia deducibile solo parzialmente, per la parte che eccede i 40 euro. Essendo il contributo pari al 10,5% del premio assicurativo, nella maggioranza dei casi, ossia per le polizze sotto i 400 euro, la deducibilità risulta azzerata. Si tratta quindi di un ulteriore giro di vite sull’auto aziendale, che, tra l’altro, introduce nuove farraginose complicazioni burocratiche.

È di materie prime minerali metallifere un quarto dei carichi del trasporto su gomma del nostro Paese Nel 2011 la principale tipologia di merce trasportata su strada in Italia è stata quella dei “minerali metalliferi” che hanno costituito il 25,04% dei 1.340 milioni di tonnellate di beni complessivamente movimentati nel 2011 su gomma. La classifica delle prime dieci categorie merceologiche del trasporto nazionale su strada nel 2011, oltre ai “minerali metalliferi”, comprende poi nell’ordine i “prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi” (17,33% del totale delle merci), le “materie prime secondarie, rifiuti urbani ed altri rifiuti” (8,23%), i “prodotti alimentari, bevande e tabacchi” (7,59%), i “metalli ed i manufatti in metallo” (7,25%), i “prodotti dell’agricoltura, della caccia e della silvicoltura” (6,17%), i“prodotti petroliferi” (4,65%), il “legno, prodotti in legno e sughero” (3,87%), ed i “prodotti chimici, fibre sintetiche ed artificiali” che rappresentano il 2,82% del totale delle merci trasportate su gomma nel 2011 nel nostro Paese. Conclude la graduatoria, al decimo posto, la categoria “altre merceologie” (17,05%) che raggruppa un insieme eterogeneo di merci e beni. Questi dati derivano da un’elaborazione realizzata dall’Osservatorio Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) sulla Mobilità Sostenibile sulla base di dati Istat.

Nel 2012 emesse 11.360.309 milioni di tonnellate di CO2 in meno rispetto al 2011 Nel 2012 in Italia sono state emesse 11.360.309 tonnellate di CO2 (derivata da benzina e gasolio per autotrazione) in meno rispetto al 2011. In termini percentuali questo calo corrisponde al 10,3% in meno. Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo Economico. Il calo verificatosi nel 2012 è stato causato per la maggior parte dalla diminuzione delle emissioni di CO2 derivate dall’uso di gasolio per autotrazione (-8.139.581 tonnellate, che corrispondono al 10,2% in meno); le emissioni di CO2 derivate dall’uso di benzina per autotrazione hanno fatto registrare una diminuzione di 3.220.728 tonnellate (che corrispondono al 10,7% in meno). La contrazione complessiva deriva dal calo dei consumi, ma è anche un risultato degli sforzi fatti dalle case auto per costruire automobili con consumi, e quindi emissioni, minori.

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ll II TUTTAUTO NEWS Pubblicate le nuove tabella Aci dei costi d’esercizio Sono state pubblicate sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 297, di venerdì 21 dicembre 2012, le tabelle elaborate dall’Automobile Club d’Italia che fissano i costi chilometrici di esercizio, per il 2013, di autovetture, motocicli e ciclomotori, indispensabili per determinare l’imponibile fiscale e previdenziale dei fringe benefit.

161.327 imprese muovono il trasporto merci su strada nel nostro Paese Sono 161.327 le imprese attualmente attive in Italia nel settore dell’autotrasporto e della logistica, rispetto al 2011 il calo è dell’1,12%. Nella graduatoria nazionale delle regioni, la Lombardia, con 28.571 imprese, si conferma anche nel 2012 come la prima regione italiana per l’autotrasporto e la logistica, seguono nell’ordine il Lazio con 18.178 imprese, l’Emilia-Romagna (15.813), il Veneto (14.250), la Campania (13.842) ed il Piemonte che, con 11.171 imprese, chiude la classifica delle prime sei regioni per densità di operatori del settore. I dati citati derivano da uno studio realizzato dall'Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico. Per l’elaborazione dei dati, l’Osservatorio Autopromotec ha fatto riferimento al Registro delle Imprese al secondo trimestre 2012 e 2011 della Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Milano.

Dal 2012 al 2019 si venderanno un milione di veicoli commerciali e autobus a metano Dal 2012 al 2019 in tutto il mondo si venderanno circa un milione di veicoli commerciali e autobus a metano. Questa previsione proviene dall’Istituto di ricerca statunitense Pike Research, ed è stata resa nota in Italia dall’Osservatorio Federmetano, struttura di ricerca sul metano per autotrazione. Secondo Pike Research dal 2012 al 2019 il mercato globale dei veicoli commerciali a metano crescerà del 14% all’anno, mentre il mercato degli autobus a metano, sempre dal 2012 al 2019, crescerà del 19% all’anno. Alla base di queste alte percentuali di crescita vi è, da un lato, la ripresa dell’economia dopo il rallentamento dovuto alla crisi e, dall’altro lato, vi sono fattori quali l’aumento del numero dei modelli a metano disponibili sul mercato ed i benefici ambientali garantiti dall’uso di veicoli a metano. L’area geografica individuata dagli analisti come la più promettente per la crescita delle vendite di veicoli commerciali e autobus a metano è l’area asiatica; circa tre quarti degli autobus e dei veicoli commercial a metano che si venderanno globalmente dal 2012 al 2019, secondo Pike Research, saranno venduti in Asia. Anche in Europa e Nord America vi saranno sensibili percentuali di crescita delle vendite di autobus e veicoli commerciali a metano; questo a causa degli alti costi del gasolio ed alle sempre più stringenti regole sulle emissioni nocive dei veicoli a motore.

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ll II PROVATA PER VOI

Kia CeeÊd con lÊabito sportivo Linea superaerodinamica per un modello votato al comfort e al trasporto di molti bagagli. Con il motore di 1.6 litri ad iniezione diretta di benzina tocca i 192 km/h e impiega 10,2” per raggiungere da ferma i 100 all’ora. Servosterzo con tre regolazioni e cambio automatico a doppia frizione Dct “made in Corea” di Roberto Mazzanti

I designer della Kia non finiscono di stupire: l’ultima impresa realizzata è stata una sorta di reinterpretazione della Station Wagon, intesa di solito come modello dalle grandi forme, ideale per famiglie numerose che viaggiano con molti bagagli al seguito. Cosa hanno fatto i tecnici coreani? Hanno preso la seconda serie della berlina cee’d, una vettura dalla linea piacevolmente aggressiva e di successo, allungandola di 19 centimetri tutti nella parte posteriore, dalle ruote dietro al portellone, non senza avere curvato leggermente il tetto verso il lunotto per dare all’insieme una linea il più sportiveggiante possibile. Il risultato finale è una vettura che, pur condividendo con la “cugina” i30 di Hyundai quasi tutto dal

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punto di vista della meccanica, si differenzia nel look, nella personalità ed anche nel target di clientela alla quale si rivolge. In altre parole la Kia cee’d Sportwagon, è di lei che scriviamo, è una familiare con una linea da auto sportiva, con una personalità spiccata dovuta alla “grande bocca” che si apre tra i fari anteriori, con un target di clienti più giovani che vogliono conciliare il piacere di possedere un mezzo dall’aria sportiva con la necessità di avere tanto spazio a disposizione per la famiglia che cresce o per gli hobbies del tempo libero. Il cuore del Gruppo I coreani del gruppo Hyundai-Kia hanno incominciato a disegnare belle auto da quando hanno creato


ex-novo un centro design nel cuore dell’Europa, a Russelsheim, la città “targata” Opel-GM. Non è un caso che i modelli del Gruppo siano stati gli unici (o quasi) a segnare dati di vendita positivi sul mercato italiano nonostante la profonda crisi economica del nostro Paese che ha riportato il mercato a livelli di 33 anni fa. “Pensata” in Germania, questa Sportwagonviene fabbricata a Zilina in Slovacchia. Ma torniamo alla nostra Kia cee’d Sportwagon. Se l’obiettivo era quello di dare vita ad una familiare che uscisse dal coro, cioè non il classico modello casa-lavorosupermercato dove la linea diventa secondaria rispetto alle esigenze di trasportare tutto quello che serve senza sacrifici, allora possiamo dire che quest’obiettivo è stato centrato in pieno. Il frontale è quello riuscitissimo della cee’d berlina, le fiancate pulite con superfici vetrate che si restringono visibilmente verso la parte posteriore, il retrotreno con un portellone bombato ed un lunotto dalla forma arrotondata e dal vistoso spoiler alla fine del tetto. Poche nervature e

Le fiancate sono pulite con superfici vetrate che si restringono visibilmente verso la parte posteriore.

pochissime parti cromate (con l’eccezione del contorno della calandra anteriore): una carrozzeria “no frills”, senza fronzoli, di grande pulizia, spalle larghe e ben piantata sul fondo stradale. All’interno Spazioso e confortevole, l’abitacolo è di buon livello per quanto riguarda i dettagli e la qualità dei sedili in pelle e tessuto. In altre parole ad una linea esterna ricca di personalità fa riscontro una parte

interna votata alla razionalità e alla durata nel tempo, come ci si aspetta da una wagon. Il bagagliaio ha una capienza di 528 litri (contro i 380 della berlina) che possono diventare 1.642 con gli schienali reclinati. Il posto di guida è dotato di buone regolazioni per il sedile ed il volante; il cruscotto spicca per la luce blu di sottofondo. Dispone di tre indicatori circolari dal taglio originale e soprattutto ha buona visibilità. Raccordata con la palpebra che

Il frontale è quello riuscitissimo della Cee’d berlina


Il servosterzo elettronico si può tarare su tre programmi in ordine crescente di dinamismo: Comfort, Normal e Sport.

sovrasta il cruscotto, la consolle centrale mostra al centro lo schermo del navigatore e sotto i tasti per la regolazione del clima e dell’audio. La leva del cambio è sistemata in maniera tradizionale sul tunnel centrale dove si trova anche un ampio vano con prese multimediali Aux e Usb, nonché una presa da 12 Volt. Carattere sportivo Il volante, che ha nella parte inferiore finiture in plastica scure tipo radica, è pieno di tasti: interessante e comodo il comando (FlexSteer) che si trova nella parte destra e che regola il “carico” dello sterzo stesso, cioè lo sforzo richiesto per ruotarlo. Il servosterzo elettronico infatti si può tarare su tre programmi in ordine crescente di dinamismo: Comfort, Normal e Sport. In Comfort è leggerissimo per le manovre in città; in Normal è calibrato per i viaggi extraurbani e in Sport il comando diventa più consistente per un controllo del mezzo ad alta velocità. Nei percorsi ricchi di curve lo sterzo

nella funzione Sport garantisce grande precisione nel seguire la traiettoria impostata. Va sottolineato che il carattere sportivo della Kia wagon emerge nei tratti di strada più impegnativi sfoggiando un’agilità insospettabile tra le curve. Sotto il cofano La scelta dei motori è abbastanza ampia: due benzina da 100 e 135 cv; due diesel, ma con tre diverse potenze (90110-128cv). Per la nostra prova abbiamo optato per il più prestazionale (1.6 litri con 135 cv) ad iniezione diretta di benzina perché per un modello che nel nome si richiama alla sportività ci è sembrato il più consono. La Kiacee’d Sportwagon con questo propulsore è omologata per una velocità massima di 192 km/h, per un’accelerazione di 10,2” da 0 a 100 e per un consumo medio di 15,6 km/l di benzina. Con i diesel si passano tranquillamente i 20 km/l. Chi cerca di “sgommare” sempre e ovunque sappia però che la tuttauto

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Sportwagon a dispetto del nome è nata per un altro scopo: quello di garantire spazio e comfort mascherati dietro una linea sportiva. La cee’d Sportwagon mostra un carattere turistico, da viaggiatrice comoda con un assetto morbido, con poco rollio e con una certa tendenza al sottosterzo. A rendere la guida ultrapiacevole contribuisce il nuovo cambio a doppia frizione Dct. Ha sei marce e le cambiate risultano di estrema morbidezza senza bruschi strappi nelle riprese. Per chi ama il comfort ed il piacere di guida turistica è l’ideale. In conclusione la Kia cee’d Sportwagon sembra lanciare messaggi contraddittori: sotto il “vestito” (leggi carrozzeria) sportivo si nascondono un motore ed un assetto adatti ad un’andatura turistica che è poi la vocazione di questo modello capace di offrire spazio abbondante a passeggeri e bagagli. Ma a volte, spingendo a fondo il piede sull’acceleratore, questa Kia risponde trasmettendo brividi di piacere a chi è alla guida.


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Tuttauto 28 Febbraio 2013