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Peppe Mascara «Così si comincia nel mondo del pallone»

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Calcio Catania, Pellegrino racconta del settore giovanile Pag 4 Pag 8-10 Stella Nascente, Usd Trecastagni e Scuola Calcio Real Catania si presentano su Calcio d'Inizio Magazine ... e all'interno anche: i consigli del medico, le tattiche, il glossario, gli schemi e tanto altro ancora


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Attività della F.I.G.C

Tifo PRO e non CONTRO! Il progetto di educazione ad un tifo sportivo è alla sua settima edizione di D.ssa Graziella Zitelli – Psicologo- Mediatore Sportivo

In Italia, a seguito dei numerosi episodi di violenza verificatisi in occasione di manifestazioni calcistiche, i provvedimenti adottati sono stati solo di natura legislativa e la gestione del problema è stata delegata alle Forze dell’Ordine, considerando quindi il fenomeno un problema unicamente di ordine pubblico. Si è quindi cercato di progettare un’azione di tipo sociale e formativo, perché riteniamo che le iniziative messe in atto, volte alla risoluzione di questo fenomeno, siano inadeguate.

Gli auguri del presidente Carmelo Pergolizzi Si chiama Calcio d’Inizio Magazine ed è un giornale dedicato proprio ai più piccoli, ai bambini e alle bambine che muovono i primi passi all’interno di questo mondo fatto di tanta passione e anche di tanto sacrificio. Proprio per questo abbiamo deciso di patrocinare questo progetto e di proporvelo, per dare spazio alle vostre voci, per raccontare i progressi dei nostri ragazzi, per avere uno spazio in cui le Scuole Calcio della provincia di Catania possano confrontarsi. La grafica scelta, gli argomenti e il modo di trattarli, parlano la lingua dei nostri ragazzi, ma il giornale può essere uno strumento utile anche per noi formatori. Facendo il mio augurio a questa neonata iniziativa, vi informo che mensilmente all’interno di Calcio d’Inizio Magazine è previsto uno spazio dedicato alla nostra delegazione provinciale, in cui vi racconteremo alcune delle novità che ci riguardano e vi daremo tante altre informazioni.

Calcio d’Inizio Magazine Mensile di informazione patrocinato dalla Figc delegazione di Catania N° 0 – Anno I Aprile 2014 tiratura 2000 copie Registrazione Tribunale di Catania in corso di registrazione Progetto ed edizione: Karma Communication snc Corso Italia, 69 Catania - 95129 www.kmcommunication.it karmacommunicationct@gmail.com

In redazione Direttore Responsabile Mariangela Di Stefano Vice Direttore Carla Condorelli Segreteria di redazione Roberta Fusari Progetto grafico, impaginazione Filippo D’Angelo per Karma Communication snc Stampa Eurografica La Rocca – Riposto - Tel 095.931661 Photo credits Jason Lander, Håkan Dahlstrom, Halahmoon

L’intento è stato quello di non stigmatizzare i singoli episodi e fare una distinzione tra buoni e cattivi, ma quello di dare la parola e approfondire il problema con le persone e i gruppi direttamente coinvolti e di portare una critica costruttiva, mantenendo il focus sul problema e non sulle persone. L’idea infatti è stata quella di coinvolgere attivamente tutte le parti in causa e i gruppi a rischio, per parlare direttamente con gli interessati, poiché ciò possa portare a una riflessione degli stessi e a un conseguente cambiamento. Per tale motivo, dal 2006 si è attivato nella Provincia di Catania un progetto di educazione al tifo sportivo che ha visto coinvolti più di 1200 ragazzi/e di età compresa tra i 10 e i 13 anni, che continua ad essere una realtà in quasi tutte le scuole calcio etnee e porta il marchio registrato a livello nazionale. Dal 2008 il progetto è stato sposato dalla FIGC delegazione di Catania, inserendo tra i fruitori i genitori dei ragazzi delle scuole calcio. L’intervento si prefigurava di lavorare con i giovani, naturale bacino d’utenza per futuri sportivi e tifosi, per riacquisire valori di sportività, rispetto e tolleranza, legalità, in un’ottica di limitazione delle tensioni presenti nella società civile e di riduzione della violenza nello sport ed infine sviluppare competenze di espressione e di gestione delle proprie emozioni e dei propri vissuti, imparando a considerare le conseguenze delle azioni proprie e altrui e riuscendo a tenere presenti i diversi punti di vista. Lo stesso lavoro è stato preparato per i genitori. La metodologia utilizzata è stata di tipo partecipativo, con momenti espositivi ed attivazioni (role playing, simulate, giochi di gruppo e la visione di video creati ad hoc con relativa discussione di gruppo). Il gruppo era al tempo stesso obiettivo da raggiungere, strumento di apprendimento e catalizzatore delle diverse dinamiche in gioco. In aula vi era la presenza di formatori interni, che hanno seguito tutto il percorso, e di esperti del settore che si sono avvicendati durante il processo formativo. In maniera trasversale a tutte le azioni previste, è stata incentivata la creazione di reti eterogenee che, oltre ad essere uno dei principali obiettivi, sono state considerate anche uno strumento per raggiungere le finalità indicate (collaborazioni con Avvocati, Tribunali dei minori, Questura e Prefettura di Catania). Il progetto ogni anno sportivo si conclude con il concorso del miglior tifo (dove genitori, ragazzi, allenatori e dirigenti si mettono in gioco per sviluppare lo slogan più bello e significativo) e con la stesura di un documento che racchiude i risultati di quella che è ormai diventata ricerca-azione. Il risultato più significativo è sicuramente quello che mette in evidenza che l’immaginario collettivo dei ragazzi rispetto alla connotazione positiva o negativa del fenomeno tifo è per l’88% positiva e che il 62% rappresentano il tifo come fenomeno sociale di aggregazione e i nfine il 55% rappresentano il tifo con simboli, oggetti, slogan ma anche pensieri e riflessioni. Particolarmente incisiva, in quanto progettista anche della ormai settima edizione, è stata la “scoperta” che il tifo, per i ragazzi etnei, non è malato per definizione ma la violenza è solo una degenerazione del fenomeno, non una componente dello stesso. È nota di orgoglio che il progetto sia stato inserito come percorso rieducativo nei giovani sottoposti alla “Messa alla prova” dall’USSM e dal Tribunale dei Minori di Catania, per reati inerenti allo Stadio. Il tifo sano nasce sotto il Vulcano!


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VITA DA CALCIATORE Chi è Giuseppe Mascara? Giuseppe Mascara, originario di Caltagirone, è l’attuale attaccante del Pescara, ha ricoperto per anni questo ruolo nel Calcio Catania e poi ancora nel Napoli e nel Novara. Nel luglio del 2012 ha iniziato un breve periodo a Dubai dove ha giocato nella squadra Al Nasr, qui è tornato agli ordini di Walter Zenga, che era stato già suo tecnico proprio in Sicilia. Il suo esordio in serie A con il Calcio Catania, avvenne il 10 settembre 2006 contro il Cagliari. Sono diversi i suoi goal famosi, spesso fatti da lunga distanza. Il primo marzo del 2009, durante il derby contro il Palermo, in cui gli etnei vinsero 4-0, Mascara segnò con un tiro al volo da 50 metri, goal per il quale, nel giugno dello stesso anno ha vinto il premio per il Miglior Goal dell’anno in occasione dei Golden Goal 2009 che si è tenuto a Sorrento. Ha giocato nella Nazionale esordendo il 6 giugno del 2009 con il tecnico Marcello Lippi, nell’amichevole Italia-Irlanda del Nord disputata a Pisa, divenendo così il primo rossoazzurro a vestire i colori della Nazionale.

In foto Peppe Mascara in maglia rossoazzurra

La Storia

Intervista con Peppe Mascara di Carla Condorelli

«Quando guardo i bambini, i ragazzi, le giovani promesse del calcio italiano mi sembra di rivedere me stesso, quando ho cominciato». Esordisce cosi Peppe Mascara quando gli chiediamo di raccontarvi dell’importanza delle Scuole Calcio nella formazione complessiva dei giovani, per poi proseguire: «Rivedo tutta la mia infanzia, in quegli occhi, in quella passione. Anche se questo, a volte, può significare un piccola zuffa. I momenti più divertenti sono quelli quando li vedi correre tutti insieme dietro a un pallone». «Parlo per esperienza personale. Il primo pensiero – prosegue Peppe Mascara - di chi opera in una Scuola Calcio va a educazione e formazione. Per questo, con i piccoli che si avvicinano al mondo del pallone, si parla di educatori, e non – ancora, almeno – di allenatori. La differenza è sostanziale. Bisogna innanzitutto educare il ragazzino, farlo crescere nel confronto aperto con gli altri, perché giocando si impara a conoscere se stessi, e il nostro modo di relazionarci con la squadra, ma anche con i singoli componenti del gruppo, meglio che in qualunque altro modo». Certo, l’aspetto ludico-aggregativo delle Scuole Calcio non è l’unico. E’ chiaro che le speranze, nutrite dai ragazzini, di diventare la nuova punta di diamante del mondo del calcio possono diventare realtà: «E’ ovvio – spiega Mascara – che prima di ogni cosa ci vuole talento e questo è un dono di Dio. Ma oltre le capacità sono necessarie anche dedizione e buona volontà. Noi che alleniamo e prepariamo possiamo quindi indicare la via. E se tutti questi fattori ci fossero, non neghiamolo, serve anche una buona dose di fortuna. Per chi di noi, però, vede un ragazzino di 16 o 17 anni approdare a una squadra importante è grande motivo di orgoglio». La riflessione si sposta sull’offrire ai propri figli il maggior numero di occasioni possibile per sperimentarsi e su consigli utili per genitori e ragazzi. «L’impegno che si chiede ai genitori è grande – ricorda il calciatore– ma non impossibile da reggere. Bisogna assecondare i desideri e i sogni dei bambini, senza che questo nel tempo diventi un’ossessione personale. Certo bisogna accompagnarli, ma se non si può restare non ci si deve preoccupare, visto che la scuola calcio è un vero e proprio complesso educativo. Bisogna stimolare i propri figli e spingerli a dare il loro massimo, a non mollare di fronte alle prime difficoltà. Ma potrebbe anche capitare il contrario. I ragazzi potrebbero cambiare idea su quello che hanno cominciato a fare da piccoli, magari manifestare altri interessi e allora non bisogna forzarli. Anche se per voi genitori, gli allenamenti, la palestra hanno significato grandi sacrifici». Ma per i ragazzi che vogliono davvero entrare a far parte del mondo del calcio, c’è un altro suggerimento: «Ascoltare le nostre guide è importante. I genitori, gli insegnanti, gli educatori, gli allenatori. Il gioco del calcio significa crescere in tutti i sensi. Il calcio è uno sport sano che insegna a confrontarsi con noi stessi e con gli altri, a conoscere noi stessi e gli altri. Poi, se c’è talento, si vedrà. E’ comunque un’esperienza importante che insegna il gioco di squadra». Ma quando si comincia a vedere il talento? «Intorno agli 11, 12 anni. In tutti i sensi, il modo in cui ciascuno si rapporta coi compagni, con gli avversari si modifica. Ma non si tratta solo di guardare al mondo delle relazioni. E’ a quest’età che si comincia ad apprezzare il modo in cui i ragazzi si muovono in campo, lo sguardo, il carattere, e potrebbe magari arrivare quel guizzo speciale, quell’intuizione da campione». E in quel caso, il consiglio per i genitori è di lasciarsi guidare, di ascoltare i consigli dell’allenatore, di fidarsi della scuola calcio che hanno scelto. E questo vale tanto per i maschietti, quanto per le femminucce: «Il calcio non è un gioco per soli uomini. E’ uno sport meraviglioso – conclude Mascara - con cui si cresce all’aria aperta, insieme a tanti coetanei e vicino a ragazzi più grandi. In campo si impara tantissimo. E poi, per dirne una, il Gravina femminile era in Serie A. Quindi la nostra Provincia ha uno storico positivo per quanto riguarda il calcio femminile. Io trovo molto bello e interessante che ci siano sempre più bambine e ragazze che vogliono giocare a calcio. Gli sport non hanno sesso, sono per tutti».


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Giovani promesse Parola a Maurizio Pellegrino, responsabile del settore giovanile del Calcio Catania di Giovanni Li Calzi

Il panorama del calcio giovanile a Catania è vasto ed è la sintesi delle speranze e del talento siciliano. Le giovanili del Calcio Catania contano ben 8 squadre: i Pulcini, gli Esordienti, i Giovanissimi nazionali, regionali e provinciali, gli Allievi nazionali e regionali e la Primavera. Otto squadre che significano circa 180 ragazzi che ce la mettono davvero tutta per sfondare nel mondo del calcio, proprio come voi: «Abbiamo cominciato – spiega Maurizio Pellegrino, coordinatore tecnico del settore giovanile del Calcio Catania – un importante lavoro di ricerca nel nostro territorio, dove abbiamo notato numerosi talenti. Purtroppo, in Sicilia, fino a questo momento molte opportunità sono andate perse e tanto talento è andato sprecato. Questo è accaduto perché non esisteva un percorso attento da offrire ai ragazzi, o meglio, il percorso in questione veniva affrontato in maniera poco professionale. Ed è per questa ragione che abbiamo attivato

una nuova metodologia di lavoro: chi entra nelle nostre squadre sa che dovrà compiere un percorso legato alle priorità, che comincia con la scuola cui si affianca l’attività agonistica. Facciamo spesso incontri con i genitori e forniamo loro dei pagellini che permettono di capire lo sviluppo dei ragazzi non solo in termini di educazione del giovane, ma anche in termini di formazione». Chi approda alle squadre giovanili del Catania deve sentirsi fortunato: «Possiamo dire che entrare nelle nostre squadre significa già aver compiuto un passo importante. Da qui le opportunità sono tante, e in tanti termini, sia con le società affiliate, sia in termini di altri ruoli che è possibile assumere in questo mondo». E i risultati parlano da soli: «Come spiegavo prima – prosegue Pellegrino –, c’è stato un periodo in cui il talento siciliano andava sprecato. Ma sin dall’attivazione di questa nuova metodologia le percentuali di successo stanno crescendo. Stiamo già vedendo i primi riscontri e noi, compreso il presidente Pulvirenti, che crede moltissimo nei nostri giovani, siamo orgogliosi e soddisfatti». L’attenzione dei talent scout per le giovanili del Calcio Catania si riversa principalmente sul territorio siciliano, ma per completare le squadre si guarda anche alle altre regioni

italiane: «Quello che cerchiamo – dice Maurizio Pellegrino – è un complesso di attitudini e abilità. Certamente ci vogliono struttura fisica, capacità condizionali (ossia un insieme di forza, resistenza e velocità), attitudini tecniche innate, e intelligenza innanzitutto tecnica, ma nel tempo anche emotivo-relazionale (sia con i compagni, sia con gli avversari, sia con l’allenatore). La nostra prima finalità è quella di poter offrire alla prima squadra giocatori pronti, in tutti i sensi». Per chi invece si domanda che tipologia di relazione intercorra fra i piccoli del mondo del pallone e i grandi del calcio è importante sapere che: «La permeabilità fra questi due mondi è totale – conclude Pellegrino – si può davvero parlare di un incastro perfetto».


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Lo dice il medico Ogni sportivo deve fare particolare attenzione alla sua alimentazione, per essere sicuro che l’apporto calorico sia commisurato all’attività fisica che si compie ogni giorno.

Per giocare bene ci vuole la benzina giusta

Per questo è fondamentale, per ogni calciatore, iniziare la giornata con una colazione equilibrata.

di Filippo Genovese

Essere atleti significa anche prendersi cura del proprio corpo. Dedicarsi alla corsa, alla bici, al tennis o al calcio, nel vostro caso, vuol dire conoscere il corpo nei propri limiti, ma anche nelle sue necessità quotidiane. Per questo, in questo primo numero di Calcio d’Inizio Magazine, abbiamo parlato con un medico specialista in Medicina dello sport, il dottore Pietro Riceputo, dell’Asp di Catania, al quale abbiamo chiesto cosa è necessario fare per condurre una vita sana e una sana attività sportiva. Prendete appunti! Dottore Ricevuto cosa deve fare ogni calciatore che si rispetti? Innanzitutto è fondamentale che ogni anno i ragazzi si sottopongano ad una visita medica, che diventa obbligatoria nel caso in cui si svolga attività agonistica. Nel caso di attività ludica basta il consulto del proprio pediatra, per chi è più grande e gareggia invece occorre una visita specialistica che comprenda un elettrocardiogramma, una spirometria e una prova da sforzo. Un cuore sano può fare tutti gli sforzi che gli vengono chiesti.

E per quanto riguarda l’alimentazione? Deve essere quanto più corretta possibile. Bisogna innanzitutto evitare di mangiare proteine prima dell’allenamento e prediligere invece i carboidrati e poi, sarebbe bene che, prima di scendere in campo passino almeno 2/3 ore dall’ultimo pasto importante, perché l’attività fisica potrebbe interferire con la digestione. Quali cibi prediligere prima di un allenamento? Sicuramente cibi di facile assunzione, come pasta, fette biscottate con marmellata e miele. In generale bisogna evitare cibi complessi, che invece si possono assumente dopo l’allenamento. Per esempio quando si torna a casa dal campo si può fare una bella merenda a base di proteine e magari a cena scegliere delle proteine semplici (uova sode) o un secondo non troppo pesante (carne bianca).

Appena svegli bisogna cominciare dunque con il giusto passo e per farlo è buon abitudine fare il pieno di frutta fresca, in alternativa si può scegliere anche di consumare un succo, meglio se spremuto al momento, un bicchiere di latte. La frutta, ma solo se assunta in piccole quantità, e in aggiunta, può essere anche secca. Per gli amanti dei carboidrati vanno bene anche delle fette biscottate guarnite con miele o con marmellata. Non dimenticate poi di accompagnare il tutto con dei sani e salutari bicchieri d’acqua.

Per quanto riguarda l’idratazione? Bisogna bere e bisogna bere tanto anche durante l’allenamento. Le bevande gassate e quelle che contengono caffeina vanno evitate. I ragazzi dovrebbero portare con se una bottiglia di acqua minerale alla quale magari aggiungere degli integratori salini, nient’altro.

ESERCIZI DI RISCALDAMENTO 2 1

Inclinazioni laterali In piedi con le gambe divaricate, testa e schiena dritte, braccia lungo i fianchi. Portare prima il braccio destro in alto verso sinistra, oltre la testa facendo inclinare il busto e poi ripetere lo stesso movimento con il braccio sinistro, in direzione opposta. Ripetere più volte.

Piegamenti in avanti In piedi, testa e schiena dritte, braccia lungo i fianchi. Portare la gamba destra in avanti e mantenere la sinistra tesa verso dietro. Molleggiare per otto volte e poi fare l’esercizio con l’altra gamba. Ripetere più volte.

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Piegamenti laterali In piedi, testa e schiena dritte, braccia piegate sui fianchi, gambe decisamente divaricate. Effettuare otto piegamenti sulla gamba destra mentre la sinistra rimane ferma. Tornare alla posizione di partenza e fare lo stesso esercizio, ma molleggiando sull’altra gamba. Ripetere più volte.


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INTERNO - INTERNO FRONTALE

IN

La didattica

ATTACCANTE

Dominio della palla Interno – interno frontale: esercizi in campo

DIFENSORE

di Francesco Spinella

Quante volte, vi sarà capitato di scendere in campo con il vostro Mister e di dovere eseguire, alla perfezione, un esercizio più e più volte fino ad averne perfetta padronanza? Saranno state tantissime, lo sappiamo, perché in queste prime settimane di vita di Calcio d’Inizio Magazine abbiamo avuto modo di “spiarvi” da vicino. Abbiamo dunque pensato per voi, una rubrica mensile nella quale uno dopo l’altro verranno descritti, con una grafica, proprio quegli esercizi che voi in campo provate con i tacchetti ai piedi, ma prima di entrare nel merito vi invitiamo a segnalarci quali sono gli esercizi che vorreste trovare sui prossimi numeri, scrivendoci all’indirizzo calciodiniziomagazine@gmail.com. Partiamo dagli esercizi per il controllo della palla per seguire i quali vi invitiamo a prendere visione della legenda che abbiamo preparato, dove potete distinguere i ruoli in campo, i movimenti e i tiri, ma anche gli oggetti che vengono coinvolti negli esercizi. Partiamo dunque da due esercizi per il dominio della palla denominati “interno –interno frontale”.

Il primo esercizio si svolge in un quadrato di quattro metri, a ciascuno degli angoli del quale si piazza un giocatore in possesso palla. Utilizzando il gesto tecnico denominato “interno- interno frontale”, l’allievo avanza verso il birillo, che si trova al centro della figura, prima di raggiungere questo punto però si ferma con la palla e si orienta verso una nuova diagonale in direzione del cinesino successivo che si trova alla propria destra, facendo poi un percorso analogo a quello precedente. Il secondo esercizio si svolge all’interno di un quadrato di cinque metri, anche in questo caso a ciascuno degli angoli c’è un giocatore in possesso palla. Tutti i giocatori partono contemporaneamente, utilizzando il gesto tecnico denominato “interno – interno frontale”. A e B avanzano verso il birillo collocato al centro, mentre C e D vanno a spostarsi dove si trovavano prima i loro compagni, utilizzando sempre lo stesso movimento. A e B una volta raggiunto il loro obiettivo dovranno continuare l’esercizio per raggiungere le postazioni che prima erano dei compagni, e così in ripetizione.

PORTIERE

ALLENATORE MOVIMENTI E TIRI MOVIMENTO IN POSSESSO DI PALLA

MOVIMENTO SENZA PALLA

FINTA O DRIBBLING

PASSAGGIO

TIRO


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Regole di gioco regole di vita di Giacomo Mirabella

Giocate in un rettangolo ricoperto di erba verde profumata e morbida, delimitato da righe bianche, che si estende tra due porte, che diventano il vostro primo obiettivo, dove andare a fare goal. Correte insieme ai compagni, fate squadra e, perché no, sognate di diventare campioni. Se state leggendo questo articolo siete tra quei ragazzi o tra quelle ragazze che amano rincorrere la palla e giocare in una squadra che spesso diventa un vera e propria famiglia. I vostri sogni sono di cuoio, proprio come quel pallone che non abbandonate mai, e magari qualcuno di voi lo ha paragonato ad una sfera magica. E noi vi auguriamo di cuore di realizzarli quei sogni. Perché sappiamo con quanto amore avete deciso di intraprendere questo percorso. Vi chiamano minicalciatori, ma siete grandi dentro e sappiamo benissimo quanto sia difficile emergere e diventare star del mondo del calcio. Dovete sapere che, in tutta Italia, le Scuole Calcio, sono oltre settemila. Se avete dato un’occhiata alle pagine che precedono questa a presentarsi sono Scuole Calcio qualificate che possono offrirvi un percorso, prima di tutto di gioco, che sia adatto alle vostre esigenze. Quando con i

vostri genitori dunque cercate un centro del genere sappiate che sono fondamentali alcuni requisiti. La scuola deve avere dei tecnici qualificati, un medico, delle strutture che siano adeguate alle vostre esigenze. A seconda del vostro anno di nascita verrete affidati a mister diversi e il vostro percorso sarà graduale. Si comincia con i Primi calci, per i più piccoli, poi si passa alla categoria Pulcini, quando il

gioco diventa un po’ più serio, ma non troppo, e per la prima volta si parla di scontri diretti con degli avversari di altri società sportive, dunque si passa agli Esordienti ed infine ai Giovanissimi. E’ la strada giusta per imparare a giocare a calcio ed imparare delle piccole regole che vi saranno utili per tutta la vita. In bocca al lupo!


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Scuola Calcio Stella Nascente Ciao! Io mi chiamo Stella Nascente, sono nata nel 2006 e sono una Scuola Calcio di Santa Maria la Stella (Aci Sant’Antonio). Presidente Arena Matteo Responsabili Alfredo Femiano e Fabio Femiano

Il mio progetto è far crescere in un ambiente sano e pieno di allegria i miei piccoli atleti, facendo del divertimento la base del mio lavoro quotidiano. Sì, il divertimento è la parola chiave per il mio staff di istruttori, selezionati e qualificati, che vogliono infondere nei miei ragazzi principi basati su regole di gruppo, lealtà e sportività.

Indirizzo Foca’s Club - Piano d’Api Campo sportivo di Lavinaio - Aci Sant’Antonio

Chiunque lavori con me porta in campo passione e professionalità per uno sport che coinvolge tutti e proietta in un mondo da sogno.

Telefono 338 22 34 178 - 333 28 82 293

Questi ragazzi stanno lottando per il primo posto in Campionato, competizione che l’anno scorso, tra 80 squadre, li ha visti vincere il titolo di Vicecampioni Provinciali.

Fb Stella Nascente

Oggi vi voglio presentare i miei Giovanissimi.

Questo è solo uno dei motivi che mi riempie di orgoglio e voglia di incrementare il mio vivaio.

Giovanissimi A In alto da sx: Franco Barbagallo allenatore, Matteo Arena presidente, Giuseppe Mannino, Mario Benissimo, Giovanni Caruso, Matteo Lizzio, Valerio Colotti, Luigi Marino, Andrea Patti, Damiano Di Dio, Salvo Fucarino, Andrea Lanzafame, Femiano Fabio allenatore In basso da sx: Filippo Grasso, Gabriele Mangiagli, Gianluca Icara, Marco D’Urso, Alessandro Sorbello, Sebi Raciti, Salvo Barbagallo, Vincenzo Patti, Sebi Mauro


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U.S.D. Trecastagni Una storia che inizia nel 1966

L’Usd Trecastagni è stata fondata il 20 dicembre 1966 da un gruppo di sportivi che costituirono l’Acli Fulgor. Con la prima partecipazione, nel settore giovanile arrivano i primi risultati delle giovani promesse trecastagnesi. Sede Sociale Via Ercole Patti,2 - 95039 Trecastagni (CT) Sede Operativa Via Madonna di Tremonti, sn C/o Campo Sportivo Comunale “La Carlina” 95039 Trecastagni Presidente Sebastiano Cutuli Telefono 348 68 71 135 Sito Web www.usdtrecastagni.it Fb USD Trecastagni

All’epoca gli allenamenti si tenevano sui campi dei centri vicini. Solo nel ’68 la società cambia il nome in quello attuale e gareggia, oltre che nel settore giovanile, anche in Terza Categoria. In quello stesso anno, l’Amministrazione Comunale inizia i lavori per la costruzione del campo sportivo di Contrada “Carlina” e arriva anche la promozione in categoria superiore. Di quegli anni si ricordano le sfide con la Puntese e il Pedara che richiamano il pubblico delle grandi occasioni. Dopo alterne vicende la società giallo-azzurra approda alla Prima Categoria e successivamente in Promozione e anche in Eccellenza. Malgrado le grandi difficoltà di natura economica la società riesce ad andare avanti dimostrando la grande passione del gruppo dirigente e la grande forza del settore giovanile. Il nuovo millennio vede la società giallo azzurra potenziare e riorganizzare sia il settore giovanile che la Prima Squadra. Arrivano i primi risultati con la conquista del titolo di campioni provinciali categoria “Allievi”, poi gli allievi sfiorano per ben due volte il titolo regionale nella categoria “Regionali” mettendo in evidenza diversi giovani di sicuro avvenire. La Prima Squadra conquista la Coppa Italia regionale nella stagione agonistica 2003- 2004 successivamente sfiora l’ammissione nel campionato di serie “D”. Nella stagione 2012/2013 la crisi economica porta alla dolorosa decisione di abbandonare il massimo campionato dilettantistico siciliano, partecipando al campionato di Prima Categoria e conquistando le finali play-off.

Attività della scuola Tutte le nostre attività si svolgono presso il Campo Sportivo Comunale “La Carlina” , uno dei rettangoli di gioco in erba più belli dell’hinterland, con ampie aree al coperto. La nostra filosofia è quella di accompagnare i nostri allievi attraverso un cammino che parta dalla prima formazione della Scuola Calcio passando per il perfezionamento dell’attività del Settore Giovanile e, nostra massima ambizione, facendo infine esordire i nostri giovani in Prima Squadra. L’obiettivo principale è la formazione sportiva globale dell’allievo attraverso un percorso per tappe e per capacità di apprendimento, al centro del quale ci sono il giovane e le sue esigenze. Ogni fascia di età o categoria avrà le sue peculiarità e i suoi obiettivi specifici che porteranno alla specializzazione sportiva che avverrà quando l’allievo avrà 13/14 anni, ossia rientrerà nella categoria “giovanissimi”. Oltre la formazione tecnico-tattica tipica del

gioco del calcio, particolare rilievo avrà la formazione educativa-sociale dell’allievo, ponendo particolare attenzione al rispetto delle norme, dei compagni e degli avversari. Da parte nostra nutriamo un enorme rispetto per il ragazzo che sceglie di impegnarsi nello sport. Rispetto e stima va data anche dai genitori, che devono spronare il figlio e incoraggiarlo, soprattutto capendo e facendo comprendere, che lo sport è, prima di ogni cosa, divertimento e voglia di stare insieme, senza gelosie inutili o false ambizioni. L’esperienza ci insegna infatti che troppo spesso i genitori, durante le partite e negli allenamenti, si caricano di quelle tensioni che invece gli allievi, nutrono solo quando a casa, dopo un errore o una sconfitta, si confrontano con mamma e papà. Per questo durante i colloqui con i genitori invitiamo quest’ultimi a stimolare e incoraggiare la pratica sportiva, anche grazie al rapporto con

gli altri genitori, lasciando il bambino libero di esprimersi in allenamento ed in gara, evitando di fare paragoni con altri compagni, aiutandolo invece a rispettare le regole, mantenendo sempre un atteggiamento positivo e provando a sdrammatizzare un momento di difficoltà.


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Scuola Calcio Real Catania Vuoi divertirti, giocare a calcio, praticare del sano sport all’aria aperta? Sei nel posto giusto… L’Asd Real Catania ti farà vivere nuove ed importanti emozioni. Il nostro obbiettivo è formare uomini innanzitutto e poi campioncini, insegnare ai bambini il rispetto e il divertimento non solo nel calcio e sarà solo allora che crescere diventerà una cosa meravigliosa . Uno staff serio, professionale, preparato è pronto ad accoglierti a braccia aperte. Presidente Massimo Ruisi Direttore Tecnico e preparatore dei Giovanissimi Giovanni Garofalo Istruttore Esordienti Anthony Vella Istruttore Pulcini Alfio Grasso e Andrea Nasisi Istruttore Piccoli amici Mattia Fontanot Telefono 329 02 10 557 - 348 33 19 188 Indirizzo

Dal 10 settembre 2012 è attivo il nostro centro calcistico di base. Siamo presenti nei campi sportivi “Playa Soccer” in viale Kennedy a Catania (accanto alla Spiaggia Libera numero 1).
Categorie presenti:
- Piccoli Amici 
- Pulcini
- Esordienti
- Giovanissimi

Risultati Il Real Catania del presidente Massimo Ruisi continua a crescere e a raccogliere grandi soddisfazioni, infatti la categoria Pulcini allenata dall’istruttore Alfio Grasso prenderà parte, per la prima volta, alla fase provinciale di “Se sei bravo...a scuola di calcio” importante manifestazione organizzata a livello nazionale dalla FIGC. Il team neroverde è stato selezionato per partecipare al Torneo. Una grande soddisfazione per tutto lo staff societario e tecnico.

Playa Soccer viale Kennedy Catania Sito Web www.realcatania.it Fb Real Catania

Come nella passata edizione le squadre si affronteranno in due momenti, che per questa stagione sportiva si sintetizzano in: Sei bravo a giocare quattro contro quattro? Sei bravo a giocare sette contro sette? I baby atleti del Real Catania si stanno preparando senza sosta e sono pronti al debutto. Intanto il Presidente Massimo Ruisi e il Direttore Tecnico Giovanni Garofalo sono già al lavoro per pianificare la nuova stagione che inizierà a Luglio con lo stage per le categorie Giovanissimi e Allievi.

Mister Alfio Grasso , Mister in seconda Andrea Nasisi Atleti : Kane,Fiera F.,Cali’, Marchese, Calin, Savoca, Sapio, Fiera S., Campitelli, Musumeci A., Trovato, Cultrera, Arancio, Costantino, Giustolisi, Scire’, Jimenez, Ruisi, Cavallaro, Cannavo’, Bertelli, Musumeci P., Muletto, Ungaro, Florio


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Curiosità dal mondo del calcio Il giocatore che ha segnato più goal Ad aver messo a segno il maggior numero di tiri è in assoluto il brasiliano O’Rei Pelé, da molti ritenuto il miglior calciatore di tutti i tempi. Diamo uno sguardo ai numeri? 1281 goal su 1363 partite giocate (con una media di 0,9 goal a partita).

Il goal più veloce della storia Veloce come un flash questo goal è stato messo a segno da Hakan Sukur in soli 11 secondi. L’occasione è stata la finale per il terzo posto del Mondiale 2002 in Corea, vinta dalla Turchia proprio contro la Corea.

Lo scarto più grande e il maggior numero di autogoal

Il maggior numero di Mondiali giocati

Almeno nello scontro fra squadre di club la partita che ha segnato il più grande scarto nella storia è stata la gara tra l’AS Adema e il So de l’Emyrne, durante il campionato del Madagascar, il 31 ottobre 2002. A vincere fu l’AS Adema con un mirabolante 149-0 (che significa molto più di un goal al minuto)… Questo anche se ad aiutare i vincitori furono proprio i loro avversari che per protestare contro una decisione discutibile dell’arbitro cominciarono a segnare nella propria porta. Per questo motivo questa partita entra nel Guinness dei Primati anche come la partita col maggior numero di autogoal.

Il giocatore che ha disputato il maggior numero di edizioni dei Mondiali è il tedesco Lothar Matthaus che ha partecipato a ben 5 Campionati del mondo: 1982, 1986, 1990, 1994, 1998. E di queste, ben tre volte è salito sul podio: sul secondo gradino in Spagna ’82 e in Messico ’86, sul primo proprio in Italia, nel 1990.


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Tattiche

4-4-2

Curiosità

di Antonio La Porta

- Il modulo del 4-4-2 è arrivato in Europa alla fine degli anni Ottanta

Il modulo classico Quello del 4-4-2 è un modulo di calcio che vede schierati in campo 4 difensori, 4 centrocampisti e 2 attaccanti. Il modulo classico è definito “in linea” perché i giocatori si dispongono proprio in linea retta e si differenzia dalla variante “a rombo” o “ a diamante” nella quale invece viene prediletto il gioco sulle fasce. I due centrocampisti esterni collaborano con i terzini e, in fase offensiva, lavorano in collaborazione con i difensori di fascia, mentre in fase difensiva succede il contrario e a venire in aiuto dei terzini sono gli esterni.

- Esiste una variante del 4-4-2 definita a diamante o a rombo, senza esterni di ruolo a centrocampo e che predilige gli scambi brevi - Il 4-4-2 venne utilizzato dall’Arsenal nella stagione 2003/2004 durante la quale la squadra inglese rimase imbattuta - “4-4-2- Il gioco più bello del mondo” è il titolo di un film del regista Paolo Virzì

La cosa fondamentale, in un modulo di questo genere, è che la squadra non si allunghi troppo, ovvero tra un zona e un’altra non deve esserci troppa distanza, per evitare che gli avversari si insinuino tra le linee e guadagnino posizioni. E voi, quale modulo state provando? Nella figura il modulo 4-4-2

GLOSSARIO Assist

Dischetto

Rosa

Termine che viene utilizzato per indicare il passaggio che un giocatore fa ad un compagno di squadra che riesce così a realizzare il goal

Si tratta del cerchio rotondo che è disegnato nell’area di rigore e che si trova ad undici metri, in linea perpendicolare, dal centro della porta. E’ da questo punto che vengono battuti i calci di rigore durante le partite

è il termine con il quale si indicano i calciatori che fanno parte di una squadra durante una stagione, del conteggio fanno parte sia le riserve che i titolari

Calcio d’inizio All’inizio di ciascuno dei due tempi i giocatori si collocano al centro del campo per iniziare la gara; dal centro del terreno di gioco dunque si ha il calcio iniziale che deve essere effettuato necessariamente in avanti

Cucchiaio è il pallonetto che si fa colpendo il pallone in basso, con il collo del piede. Il primo ad avere effettuato questo colpo fu Antonin Panenka nel 1976, segnando così il rigore decisivo nella finale Germania Ovest – Cecoslovacchia degli Europei che quell’anno si tennero in Jugoslavia

Fascia Con fascia si indica quella parte del campo di gioco laterale che si trova nelle vicinanze della linea laterale

Tunnel Tunnel è il gesto tecnico che fa un giocatore quando fa passare la palla fra le gambe dell’avversario e continua la sua azione

Quarto uomo è uno dei collaboratori dell’arbitro che ha un compito del tutto particolare, quello di controllare le panchine, verificare le sostituzioni e comunicarle controllando che il giocatore in entrata abbia il giusto equipaggiamento, segnalare i minuti di recupero. In particolare questa figura assume un ruolo centrale nel caso di malessere o infortunio dell’arbitro, in queste situazioni in campo subentra infatti proprio il quarto uomo

QUALE TERMINE VORRESTI TROVARE NEL NOSTRO GLOSSARIO DEL PROSSIMO NUMERO? SCRIVI A calciodiniziomagazine@gmail.com


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Terzo tempo Il Terzo tempo è per antonomasia quel momento in cui i giocatori socializzano dopo un match. La tradizione appartiene prettamente al gioco del rugby a 15, ma già da qualche anno, per favorire il fair play tra le squadre, questo appuntamento viene promosso dopo gli incontri con una stretta di mano tra i giocatori delle due squadre. Immaginiamo, senza troppe difficoltà, che anche voi, alla fine delle partite che vi vedono protagonisti sui campi, passiate del tempo con i vostri avversari, ma anche fra voi compagni. Momenti indimenticabili durante i quali l’agonismo viene messo da parte, tra un sorriso e un altro. Così anche noi di Calcio d’Inizio Magazine abbiamo pensato di fare la nostra/vostra pagina dedicata al terzo tempo. Come funzionerà? Inviateci le vostre foto all’indirizzo email calciodiniziomagazine@gmail.com e, le più belle, le pubblicheremo sul nostro giornale. Raccontateci di un evento che vi ha visto protagonisti, di un viaggio che avete affrontato con la vostra squadra, di un compleanno celebrato sul campo di calcio. Noi daremo alle vostre “notizie” lo spazio che meritano. Cominciamo da una pagina e poi, chissà, magari avremo sempre più spazio per il vostro/nostro “terzo tempo”.

Il trofeo vinto dai Giovanissimi di Stella Nascente arrivati

USD Trecastagni

secondi nel Campionato provinciale 2012/2013

Social

Siamo su Facebook Calcio d’Inizio Magazine è un giornale in movimento. Cosa vuol dire? Vuol dire che sta al passo con i Social Network, che vive sulla carta, ma anche su Internet. Sul sito www.kmcommunication.it innanzitutto potrete sfogliare in versione digitale quello che in questo momento state tenendo in mano e poi gli articoli verranno rimbalzati anche sulla nostra pagina Facebook alla quale vi invitiamo a mettere “mi piace”, per essere sempre aggiornati sulle novità del giornale, per segnalarci le vostre foto, per taggarci nei vostri eventi e perché no, per dare una sbirciatina in quella che noi chiamiamo la “cucina” di Calcio d’Inizio Magazine. Cos’è la cucina? Ve lo spieghiamo la prossima volta.

USD Trecastagni

Scuola Calcio Real Catania

USD Trecastagni

Il team della Scuola Calcio Real Catania


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PRESENTAZIONE Calcio d’Inizio è la testata giornalistica, promossa dal Delegazione Provinciale della Figc di Catania, dedicata al mondo delle Scuole Calcio che insistono sul territorio catanese. Con un formato tabloid e una cadenza mensile, Calcio d’Inizio racconterà sia il mondo generale delle Scuole Calcio, con un focus sulle comunicazioni della Figc, sia quello delle singole associazioni sportive che avranno la possibilità di raccontare le proprie realtà. Approfondimenti sugli aspetti tattici, quelli medici, ma anche quelli sociali, raccontati dalla voce di chi vive questo sport quotidianamente e, in qualche caso, è riuscito a farne una passione. Calcio d’Inizio non sarà una testata statica, ma in continua evoluzione grazie al contributo delle singole Scuole Calcio e di quanto potrà arrivare da una gestione ottimale dei Social Network che verranno coinvolti, per rendere quanto più possibile partecipi i ragazzi e per raccontare il loro modo di vivere lo sport per il quale nutrono una grande passione. Proprio a questo fine è già stata inaugurata una pagina Facebook e, prossimamente, verrà lanciata anche la versione online del magazine.

CALCIO DI INIZIO E LA F.I.G.C Calcio d’Inizio è una testata giornalistica che ha avuto il patrocinio del Delegazione Provinciale della Figc di Catania. Proprio per questo il magazine svolgerà anche una funzione di servizio informando, quanti entreranno in possesso del giornale delle comunicazioni della Federazione, per dare il massimo risalto alle notizie che riguardano le Scuole Calcio, per creare una sorta di coordinamento, seppur virtuale, di quanto avviene sui diversi campi.

CARATTERISTICHE TECNICHE Calcio d’Inizio è un A3, sedici pagine con periodicità mensile. Il giornale verrà regolarmente registrato al Tribunale di Catania dopo avere prodotto il numero 0 e la tiratura iniziale sarà di 2000 copie. La progettazione, la realizzazione e la distribuzione (in parte gratuita in parte finanziata dalle Scuole Calcio che ne faranno richiesta) sono a cura di Karma Communication.

CONTRIBUTO SCUOLE CALCIO Le Scuole Calcio catanesi, su ogni numero potranno acquistare, al prezzo di 80,00 euro più Iva uno spazio nel quale potranno parlare delle proprie attività. Lo spazio che verrà riservato ad ogni Scuole Calcio che vorrà contribuire con l’acquisto della pagina equivarrà a mezza pagina del giornale (come da esempio). In più, le associazioni sportive che avranno contribuito potranno inviare alla redazione di Calcio d’inizio, degli scatti che verranno utilizzati nell’impaginazione del giornale con specifico sottotitolo. Il contributo darà diritto inoltre alla consegna di n°100 copie del Magazine.

SPONSOR Sulle pagine di Calcio d’inizio verranno previsti i seguenti spazi pubblicitari con i rispettivi costi che sono da intendersi al netto dell’Iva.

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