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COVER STORY SUP TIME - Anno I - Numero 2 - AGOSTO 2010 DIRETTORE RESPONSABILE Cristiano Zanni ~ cristiano@jmag.it

Vedere Robby Naish, la leggenda del windsurf, con un SUP a Venezia è una cosa che non capita tutti i giorni.

REDATTORE CAPO Fabio Calò ~ fabio@hipow.com

RIDER ROBBY NAISH PLACE VENEZIA FOTO COURTESY NAISH

ART DIRECTOR Carlo Alfieri ~ carloa@hipow.com PROGETTO GRAFICO Marco Melloni ~ marcom@hipow.com Carlo Alfieri ~ carloa@hipow.com GRAFICA & DTP Carlo Alfieri ~ carloa@hipow.com Gianpaolo Ragno ~ ragno@hipow.com IN REDAZIONE Marco Melloni ~ marcom@hipow.com Gionata Caimi ~ gionatac@hipow.com COLLABORATORI TESTI: Fabio Calò, Sergio Cantagalli, Stefano Contini, Beppe Cuscianna, Alessandra Ferrara, Ovidio Ferrari, Enrico Pietrosanti, Lucia Marra, Robby Naish, Carlo Rotelli. IMMAGINI: John Carter, Marcello Cassano, C. Celsio, Giangi Chiesura, Beppe Cuscianna, Andrea De Maria, Alessandra Ferrara, FotoFiore, Francesca La Croce, Vito Montenegro, A. Pastorella, Enrico Pietrosanti.

EDITORE E PUBBLICITÀ Johnsons Media srl - Via Valparaiso, 4 - 20144 Milano - tel +39.02.43990087 fax +39.02.48022901 - adv@jmag.it - www.johnsonsmedia.com AMMINISTRATORE DELEGATO Cristiano Zanni ~ cristiano@jmag.it SERVIZI GENERALI Luisa Pagano ~ luisap@hipow.com DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER L’ITALIA A&G Marco ~ Via De Amicis 53 - 20123 Milano DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER L’ESTERO Johnsons International ~ Via Valparaiso, 4 - Milano registrazione ~ TRIBUNALE DI MILANO N° 419 DEL 14 LUGLIO 2010 codice issn ~ 2038-9329 periodicità ~ TRIMESTALE prezzo ~ 4,90 EURO stampa ~ ALFAPRINT - BUSTO ARSIZIO (VA)

Sup Time è una testata della casa editrice Johnsosns Media, che pubblica anche gli annuari Snowb (snowboard) e Surfing (surf, windsurf, kite), le riviste Entry (snowboard), 4SkierS (ski), 6:00AM (skateboard), GirLand (femminile), Funboard (windsurf), Surf Latino (surf), Kite Magazine Stance (kite). Tutti i diritti di Sup Time sono riservati e appartengono a Johnsons Media. Nessuna parte di Sup Time può essere riprodotta in alcun modo senza la preventiva autorizzazione di Johnsons Media. Testi, disegni e immagini non saranno restituiti se non espressamente richiesti. L'editore è a disposizione degli aventi diritto nei casi in cui, nonostante le ricerche, non sia stato possibile raggiungere il detentore del diritto di riproduzione di eventuali testi e immagini. L'editore e gli autori non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per incidenti o conseguenti danni che derivino o siano causati dall'utilizzo improprio delle informazioni contenute in questa rivista.

INSIDE

Finalmente il secondo numero di SupTime! Dopo la prima pubblicazione abbiamo preferito lasciare trascorrere qualche mese, per “metabolizzare” la nuova avventura editoriale e per offrirvi una rivista il più possibile aggiornata sul mondo del SUP che vi accompagnerà fino alla fine dell'estate. Cosa è successo in questi mesi? Abbiamo avuto la conferma che il SUP è un movimento più che mai in fermento, il mercato attorno a questo sport sta iniziando a girare, anche in Italia, e sempre più gare, eventi e dimostrazioni sono organizzate in ogni angolo del nostro bel paese. SupTime è la prima rivista italiana esclusivamente dedicata a questo sport che vi farà conoscere le novità, la tecnica corretta per imparare velocemente e in sicurezza e vi porterà a scoprire posti che con il SUP sono magari lontani da voi solo un paio di pagaiate. Mai avrei pensato in meno di un mese di poter vivere e vedere la mia Torino surfando il Po. Che punto di vista unico e indimenticabile! E poi ancora essere uno dei protagonisti insieme a tantissimi altri paddler a Venezia, quel giorno siamo stati l'attrazione della città: chiunque avrebbe voluto essere al nostro posto in quel momento per godersi la vista della città pagaiando nel Canal Grande, Robby Naish lo aveva fatto qualche giorno prima di noi! Sup Time nasce proprio nel momento in cui il SUP sta vivendo un enorme boom, coinvolgendo un gran numero di persone provenienti da altri settori che non erano mai salite su una tavola prima di imbattersi in un SUP. Questo sport ha tutte le carte in regola per diventare un fenomeno di massa o, come afferma Robby Naish nell'intervista che vi proponiamo, è un virus benefico che ci sta contagiando. Noi di SupTime vogliamo crescere parallelamente allo sviluppo di questo sport per offrirvi periodicamente un utile strumento di consultazione. E ricordatevi che una semplice pagaiata vi tiene in forma divertendovi e vi può far scoprire scorci inaspettati dietro ogni angolo! Have fun e ci rivediamo nel 2011… stay tuned.

Fabio Calò

fabio@hipow.com


Rider: Marcilio Browne, Klaas Voget Pic: John Carter

L’ HARDCORE Ricerca & sviluppo ha dato I natali a quattro super Fly SUP shapes.

Sono bellissimi, CAD-concepiti, beneficiano di una disposizione intelligente del volume & surf-specific rocker outlines.

Fly WE

Fly HRS

9’6� / 10’0� / 10’6�

10’0� / 10’6� / 11’0�

:::)$1$7,&&20White Reef Cesena, Tel.: 0547-22756, www.whitereef.it


• RIDER Supando la Mole • PLACE Italia, Torino, fiume Po • FOTO Marcello Cassano

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UN PO DI SUP DI FABIO CALÒ

In occasione di un'importante ricorrenza un gruppo affiatato di paddler si è esibito sul fiume Po nel pieno centro di Torino suscitando molto interesse e curiosità tra il pubblico presente. pag. 48

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ROBBY NAISH

CAPO DEL CAPO 2010

SURFANDO VENEZIA

GARGANO SURF TRIP

I PRIMI PASSI

Abbiamo intervistato Robby Naish in esclusiva per voi in occasione della sua visita sul Lago di Garda per l'inaugurazione del Quiksilver Store di Torbole.

Una gara estrema di SUP in condizioni veramente difficili in uno dei migliori wave spot della Sardegna, Capo Mannu.

Un evento, promosso da RRD e Nissan, che rimarrà indelebile nella memoria dei partecipanti, 80 paddler hanno sfilato nel Canal Grande di Venezia.

Scopriamo i fantastici scenari della costa del Gargano tra grotte e scogliere a strapiombo immersi nella più profonda tradizione pugliese.

Il secondo capitolo delle lezioni di didattica per imparare un po' meglio a fare SUP: la pagaiata, superare i frangenti e la regolazione dell'altezza della pagaia.

DI FABIO CALÒ

8>SUP TIME

DI A. FERRARA E B. CUSCIANNA

DI A. FERRARA E B. CUSCIANNA

DI SERGIO CANTAGALLI

DI B. CUSCIANNA, S. CONTINI E L. MARRA



WIND'S BAR CUP 2010 - SUP RACE

TESTO DI Francesco Prati FOTO DI FotoFiore/Canon Per la prima volta nelle acque del lago di Garda ha preso il via una gara di SUP. Ormai era da tempo che si vedevano Paddle sulle coste del lago e in occasione della famosa e affermata Wind's Cup 2010 ha preso il via il primo evento Sup. Che sia l'inizio di una nuova era?! Nessun professionista ma tanti windsurfisti con la voglia di sfidarsi a colpi di remate davanti alle spiagge di Torbole. La gara si basava su un percorso con partenza dalla spiaggia, giro di boa a 300 metri circa e ritorno. Alle 10:00 di domenica 27 giugno è stato dato il via ufficiale alla prima partenza delle due batterie valide. Solo i primi 4 passavano al turno successivo. Arrivati alla finale, dopo una partenza in velocità dalla spiaggia da tempi record, l'austriaco Marco Lang ha mostrato subito la sua superiorità distaccandosi dagli inseguitori e andando a tagliare il traguardo per primo. Secondo finisce il giovane toscano Romano Luigi, grande atleta con un ampio futuro davanti a se. Robert Hoffmann riesce a concludere in un ottima terza posizione. Nota da sottolineare è sicuramente il fatto che tutti questi atleti la sera prima erano a festeggiare l'evento direttamente al Wind's Bar (quindi doppi complimenti a tutti quanti), sponsor e ideatore di questo incredibile evento che è riuscito ancora una volta ad avvicinare molte persone al windsurf e per la prima volta anche al SUP, la cigliegina sulla torta di questa manifestazione. È già stata rilanciata la sfida per l'edizione 2011 dove vi aspetteremo molto più atleti e ancora più carichi per questo meraviglioso evento! Si ringraziano gli sponsor che hanno reso possibile il tutto: Burton, BMW, SMITH optics, Franklin and Marshall, Gastra, Red Bull, Warsteiner, Pepsi, Lagorair e Shaka surf center e Lido Blu per i Sup Naish messi a disposizione.

CAMPIONATO NAZIONALE SUP

Calendario campionato nazionale SUP 2010 - Surfing Italia - Specialità RACE (contest a data fissa) 1a tappa - LAZIO - OSTIA - DB SUP TOUR - 25 APRILE (disputata presto classifica ON LINE) 2a tappa - TOSCANA - TALAMONE - TWKC Talamone - 18 LUGLIO 3a tappa - LAZIO - S.SEVERA - SURF EXPO SUP RACE - 01 AGOSTO 4a tappa - SARDEGNA - ALGHERO - SURF ANIMALS CLUB - 16 SETTEMBRE 5a tappa - EMILIA ROMAGNA - CESENATICO - NAUTICA URBAN/WIND CLUB CESENATICO - 26 SETTEMBRE 6a tappa - SARDEGNA - BAIA CHIA - CHIA WIND CLUB - 9-10 OTTOBRE Specialità WAVE (contest a chiamata) 1a tappa - LAZIO - FREGENE - POINT BREAK SUP TROPHY - 1/30 GIUGNO/LUGLIO 2a tappa - EMILIA ROMAGNA - CESENATICO - WIND CLUB CESENATICO - 29 AGO/15 SETTEMBRE 3a tappa - SARDEGNA - ALGHERO - SURF ANIMALS CLUB - 15 SETT/ 07 OTTOBRE 4° tappa - LIGURIA - ANDORA - CINGHIALE MARINO - TURTLE PADDLE CUP - 07 OTT/ 7 NOV Fonte: www.surfingitalia.org

SUP SUL LAGO DI AVIGLIANA (TORINO)

La Glisse di Torino ha organizzato il primo stage di SUP in Piemonte. Il 10 e 11 luglio sulle acque del Lago Grande di Avigliana Danilo con materiali RRD, Starboard e Pat Love ha avvicinato un gruppo di soci dell'Associazione Wananga (circolo di Canoa Polinesiana) al SUP. Le calme e pulite acque del lago hanno permesso un'ottima riuscita dello stage, gli allievi già abili a pagaiare hanno acquisito velocemente le doti d'equilibrio necessarie per suppare con disinvoltura e velocità e la responsabile del Wananga, entusiasta dell'ottima riuscita dello stage, ha messo in programma parecchie attività nel prossimo futuro, regate ad Avigliana, un team, etc. Il successo della giornato è stato facilitato anche dalla location, infatti il punto di ritrovo è presso il Centro Fitness Avigliana gestito da Lorenzo dove si può far sport a tutti i livelli seguiti da preparatori sportivi qualificati sia nella palestra super-attrezzata con vetrate sul lago che su windsurf, canoe o SUP della Starboard. Il centro è proprio sulla riva del lago in prossimità di un albergo accogliente, un ristorante tipico, un bar moderno e una discoteca, un'idea interessante per un weekend all'insegna dello sport e non solo. Presso La Glisse di Torino è possibile noleggiare un SUP per provare nuove emozioni e richiedere info sulle attività in Piemonte, regione ricca di laghi e fiumi adatti per la pratica del SUP. Per info: tel 011.591536; e-mail: info@laglisse.it; web: www.laglisse.it 10>SUP TIME


SIROLO WATERMAN CONTEST

Wakeboard, Windsurf , Sup, Surf - SIROLO 4-5 Settembre 2010, Riviera del Conero (Ancona) Il primo evento multi disciplinare del Conero. La località di Sirolo, splendido paesino medievale arroccato sul monte Conero che sovrasta lo specchio d'acqua, sarà il palcoscenico di tutte le sfide. Le gare e la festa nella piazzetta del centro di Sirolo saranno i protagonisti di questo weekend all'insegna del mare, del gesto agonistico e del divertimento. Obiettivo delle due giornate è decretare il miglior “waterman”, cioè colui che totalizzerà il miglior punteggio sommando i risultati di tutte le discipline disputate. Come tutti gli eventi legati a doppio filo con Madre Natura, saranno le condizioni meteo-marine a decidere quale disciplina aprirà la giornata: si arriverà ad una classifica finale dopo aver disputato anche una sola manche di una sola categoria, o se “gli Dei ci assisteranno” disputando più manches di una stessa disciplina, con quattro risultati utili da sommare per avere la classifica definitiva. Sarà la splendida baia, composta dalle spiagge di “Urbani”, “San Michele” e “Sassi Neri” fino ai faraglioni delle “Due Sorelle” e lo specchio d'acqua antistante, la location dove potremmo trovare la situazione adatta per lo start di ogni gara: - Long distance sup con partenza da “Spiaggia Urbani” con passaggi attorno a boe naturali decise dalla giuria a seconda delle condizioni. - Surf nello spot del “Sasso”. - Wakeboard davanti alla spiaggia di “San Michele”. - Windsurf: con il maestrale termico dalle 12:00 alle 16:00 presso “Urbani”, con lo scirocco, spostamento presso la baia di “Portonovo”. Queste giornate di azione sportiva potranno essere ammirate sia in primo piano dalla spiaggia che dall'alto della piazzetta del paese di Sirolo. La stessa piazzetta che poche ore dopo diventerà protagonista della festa più surf style della riviera Adriatica, sulle note del gruppo rock “Varnelli's”, il tutto in diretta radio e web. Non puoi mancare al weekend più gioviale, sportivo, ecosostenibile e godereccio (anche grazie all'altissimo livello dell'enogastronomia locale) di tutto l'Adriatico. Avrai la possibilità di dimostrare anche al grande pubblico come, in qualunque condizione, il mare possa essere il tuo habitat naturale, ma soprattutto la tua fonte di energia esplosiva! Lasciato in un angolo l'eccesso di tecnicismi agonistici, ritroviamoci a gareggiare con il sorriso… Per informazioni evento: info@whitemotion.it; www.turismosirolo.it; contacts:335.6918705/ 348.3896639

CORSI PADDLE SURF ALL'XRAY ACADEMY

Da quest'anno alla scuola “XRay Academy” sarà presente il Surf Paddle e corsi di Skimboard. Raimondo Gasperini la scorsa stagione è stato tra i primi a praticare il Sup e ha anche organizzato eventi di Skimboard presso il Naloo di Ladispoli (Marina di Palo) dimostrando la valenza di questi nuovi modi di vivere il mare con il surf. Il Sup dedicato un po' a tutti e lo Skimboard sopratutto ai giovanissimi. Ray competitivo come sempre, si è divertito anche nel partecipare al Campionato Italiano Sup durante il Surf Expo' 2009 raggiungendo la top ten tra i più forti specialisti di questa nuova disciplina. La scuola ha disponibili tavole sup Starboard e Skimboard delle migliori marche, anche in affitto, con cui potersi divertire e provare ed apprendere questi nuovi entusiasmanti sport. La scuola “XRay Windsurf Academy” è supportata da partner prestigiosi come CocaCola0, Power Balance e la FCA, azienda/concessionaria Volkswagen di veicoli industriali e commerciali che metterà a disposizione di Ray e dei suoi allievi un bellissimo e nuovissimo Volkswagen Transporter Kombi, per raggiungere in comodità qualsiasi spot e caricare proprio tutto! Molte le altre attività previste: organizzazione di gare, eventi e beach Party from Naloo... Info: www.raimondogasperini.com; infoline:329/6369133 12>SUP TIME


I 30 ANNI DELLA NAUTICA URBAN Domenica 27 giugno sulla splendida spiaggia di Igea marina al beky bay, urbano con il suo staff ha organizzato una giornata piena di sport e attrazioni. è incominciato tutto dalla mattina con prove grauite di paddle surf, dove Mattia e Marco (i due figli di Urbano) spiegavano come funziona questo stupendo sport. La cosa che ha sorpreso tutti è stata proprio l'affluenza di gente che chiedeva informazioni e che voleva provare, tanto da creare code di gente che attendevano il proprio turno e per fortuna che ci sono state le ragazze della Red Bull che davano il loro sostegno energetico a tutte le persone che si volevano cimentare in questa prova. sicuramente il momento più bello e emozionante è stato nel tardo pomeriggio, quando si è svolto il bikini contest, dove 12 bellissime ragazze si sono divertite intrattenendo il pubblico in ben tre prove difficilissime, la prima è stata quella di sfilarsi la maglietta e far vedere il bel costumino che portvano, la seconda quella della presentazione con il commento dello speaker manuele colamedici che dobbiamo dire è stato veramente bravo nel gestirsi in mezzo a tutte quelle donzelle scatenate, è in fine la terza prova piu' dura, il ballo dove si sono scatenate in un balletto di gruppo. con gran fatica i giudici che ricordiamo, Cristiano Zanni (direttore responsabile suptime), Mauro Ugolini (regista ), Massimiliano ( rappresentante di cosmetici donne) e in fine Luca Nebbia ( detto anche la maionchi della situazione) hanno deciso per le tre ragazze che saranno le miss Urban e che vincono un viaggio a Jericoacoara in brasile nella pousada do mauricio (http://www.pousadadomauricio.com) del grande Maurizio Gusella (e caro amico della famiglia urban). i tre nomi delle vincitrici sono: Deborah Semprini, Giulia Ambrosini, Elisa Crociati. Mattia Bracci: “devo dire che la location del Beky Bay era perfetta, un gran palco, tavoli e sedie per gli spettatori, una gran consol dove due dj spettacolari come mapo dj e Silvia Gholf si sono alternati con gran maestria e dove Melissa Bazzocchi, la manovratrice del contest, si è potuta lasciare andare alla sua immaginazione per organizzzare una gran giornata. Bisogna ammettere che è stata una bellissima giornata e riconoscere che tutte le persone che hanno partecipato alla festa dei 30 anni sono stati dei grandi. ringrazio la nautica urban per tutto quello che ha fatto fino adesso e gli auguro di andare avanti cosi per almeno altri 30 anni. e non dimentichiamoci del nostro fotografo Fausto Santini Simoncelli che è presente in tutte le manifestazioni che quei matti organizzano.”

BIG AIR E CAT SURF INSIEME NEL PROGETTO “VIVI IL MARE” Grazie alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa con il Comune di Bari, la V Circoscrizione e il Coni provinciale, prende il via il progetto sociale “Vivi il mare”, volto all'inclusione dei minori a rischio di Japigia e Torre a Mare attraverso l'avviamento allo sport presso la spiaggia di Torre Quetta. Per i minori di età compresa tra i 7 e i 16 anni provenienti da contesti di disagio segnalati dai servizi sociali la partecipazione sarà gratuita, ma tutti sono invitati a partecipare alle attività che la scuola windsurf e l'info point delle associazioni sportive dilettantistiche Big Air e Cat Surf proporranno sull'area sud della spiaggia per vivere un'estate di avventura, passione e sana competizione. Corsi di windsurf e di paddle board, regate amatoriali, attività di educazione ambientale, corsi di sicurezza in spiaggia, eventi serali, momenti di socializzazione e tanto altro ancora. Un ricco programma di attività vedrà impegnate le due associazioni per offrire a tutti i baresi una nuova esperienza capace di coinvolgerli ed emozionarli. Una grande area “dedicata” in spiaggia, attrezzature di ultima generazione, la professionalità di istruttori riconosciuti, il sostegno e la collaborazione del Comune, la V Circoscrizione, la Capitaneria di Porto e il Comando dei Vigili del Fuoco di Bari fanno di questa idea un progetto completo. Per il 2010 e Big Air si è impegnata in un progetto tutto locale e tutto sociale, quello di offrire a Torre Quetta una grande occasione a tutti i baresi: “Vivi il mare”. Durante la stagione estiva gli atleti Big Air, i rappresentanti dell'Associazione e lo staff al completo garantiranno serietà e impegno per offrire sano divertimento all'insegna dello sport e della socialità. Per ulteriori informazioni: tel. 328.9071064; e-mail lucia_marra@libero.it

II TAPPA DEL CAMPIONATO ITALIANO SUP Talamone 18 luglio 2010, si è svolta la seconda tappa race delle 6 in programma, scenario della competizione l’attrezzato centro TWTC, dove è stato possibile provare i SUP Rrd, Jimmy Lewis, Southpoint, Naish. Giornata molto soleggiata per un folto gruppo di atleti misti tra uomini, donne e ragazzi under 18 con nomi noti ormai allo scenario del paddle surf Italiano. Campo di regata un triangolo delimitato da 3 boe per un percorso di circa 6 km, solo le donne hanno effettuato un solo giro per un totale di 2 km il restanti atleti hanno dovuto gareggiare per contendersi il podio che vede le seguenti classifiche: UOMINI SENIORES: 1 – Fabrizio Gasbarro 2 – Leonard Nika 3 – Simone Santoni 14>SUP TIME

UOMINI MASTER 1 – Elgo Lass 2 – Massimo Cipollari 3 – Roberto Domenichini

DONNE JUNIORES 1 – Giorgia Santilli 1 – Mario Paudice 2 – Ilaria (Da Genova) 3 – Manola Fiordi


HOLY SPORT - www.holysport.it - info@holysport.it


DROPS 2011

DROPS 12'6'' Questo SUP long distance / running / fitness è focalizzato sul vostro feeling. Pagaiare per molto tempo deve essere un piacere, ancora di più se il tempo è maggiore. Patrice Guénolé ha disegnato una poppa stretta sicuramente per facilitare la planata sull'acqua piatta, ma la priorità è stata di aggiungere molta libertà in tenuta. Questa tavola è molto fluida e naturale, super veloce in molti tipi di condizioni. Nel mare choppato andando sottovento è molto facile mantenere la prua in superficie grazie alla poppa stretta. Nell'acqua piatta, è semplicemente folle. Più pagaiate, più andrete veloci. Non ha limiti. Sfide e piacere, il miglior compromesso per una tavola dalle grandi performances!

SCHEDA TECNICA Lunghezza: 12'6'' = 380 cm Larghezza: 27" 9/16 = 70 cm Spessore: 5" 3/4 = 17,2 cm Volume: 284 litri One Foot Off prua: 11" 7/8 = 30,2 cm One Foot Off poppa: 8" 5/8 = 21,9 cm Drift: singlefin Peso Highteck: 13,50 kg (peso indicativo + o - 5%) Equipaggiamento: - Pinna singola in fibra ad alto Core per prestazioni di punta. US box. - Deck Pad 3 millimetri Diamond Grip per presa e comodità.

DROPS 7'10'' Questa tavola è una macchina per girare. Piuttosto piccola, il Furious è adatto per pesi leggeri e medi, anche se un paddler sopra i 100 kg. può andarci tranquillamente. Il volume è ridotto al minimo per aumentare il feeling in surfata e il potenziale della tavola. Si possono prendere le onde molto rapidamente grazie alla prua a punta che la rende veloce mentre si pagaia. Nel Bottom Turn, il doppio concavo inizia a farsi sentire! È come dare gas a una V-Max: avvolge l'acqua e la spruzza sul volto più velocemente di quanto possiate immaginare. L'abilità di virata è rafforzata dalla combinazione del DNA Furious: prua a punta, concavi grandi, poppa larga, rails hardcore, volume ridotto. Le curve vengono naturali. Gira semplicemente come immaginate di fare! Tanta velocità e tanto grip per tanta potenza in virata.

SCHEDA TECNICA Lunghezza: 7' 10'' = 238 cm Larghezza: 29" 1/3 = 74.5 cm Spessore: 4" 1/ 2 = 11.5 cm Volume: 110 litri One Foot Off prua: 18" 1/2 = 47 cm One Foot Off poppa: 15" 1/2 = 39.5 cm Tail shape: moon tail Pinne: Trifin 2+1 Carena: doppio concavo accentuato Peso Highteck: 8,90 kg (peso indicativo + o - 5%)

JIMMY LEWIS 2011

SUP HANALEI WAVE 10'4 - 10'8 Gli Hanalei stand up surf Jimmy Lewis dispongono di un nose relativamente ampio e comodo capace di far eseguire manovre long board old style. La poppa è pin tail con la classica conformazione 2 +1 fins Jimmy Lewis. I bordi sono sottili e ben affilati nella parte posteriore della tavola. A centro tavola il massimo spessore ed il pad integrato conferiscono molta stabilità a questa sup surf. Con molta facilità si riescono a prendere onde di tutte le misure e forme anche in presenza di mare attivo. La sensazione è di avere tra i piedi un sup molto più piccolo, facile da far girare e molto veloce. La costruzione in Hi-Tech sandwich composite unita alla particolare verniciatura in uretano consentono al prodotto Jimmy Lewis Hawaii risultati eccezionali sia in termini di durabilità leggerezza ed immagine. SCHEDA TECNICA Jimmy Lewis SUP Hanalei wave rider 10'4 x 28" 1\4 x 4" 1\4 litri 150 10'8 x 29" x 4" 1/4 litri 165

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RRD CRUISER LINE La RRD Cruiser 12' è stata sviluppata per garantire divertenti sessioni di cruising (come dice il nome stesso) e long distance in condizioni di acqua piatta. Questa tavola è caratterizzata da un volume generoso di circa 245 litri e da uno shape con una profonda V in carena nella zona di prua che va a diventare completamente piatta dalla zona in cui si sta in piedi, fino a poppa. Queste caratteristiche permettono al Cruiser 12' di penetrare dolcemente tutti i piccoli chop, anche grazie al disegno della prua e di mantenere la propria stabilità pagaiata dopo pagaiata. Nonostante lo shape marcatamente da acqua piatta, non si tratta di una BOARD

MISURE

vera e propria tavola racing, ma di una tavola destinata a diventare un mezzo insostituibile, per quanti amano scivolare sull'acqua piatta senza troppa fatica. Il Cruiser 12' è disponibile in 3 diverse tecnologie di costruzione: Classic, Wood e Limited Edition. Inoltre è disponibile anche una versione convertibile con scassa powerbox su cui si può montare una pinnetta centrale, per quanti vogliano utilizzare questa tavola con una vela da windsurf in condizioni di vento leggero.

PINNE

VOLUME (IN LITRI)

SUP 12' Twelve Cruiser Classic

12' x 30” x 5”

Cruising 33 cm Hi-Perf (US)

245

SUP 12' Twelve Cruiser Wood

12' x 30” x 5”

Cruising 33 cm Hi-Perf (US)

245

SUP 12' Twelve Cruiser Ltd

12' x 30” x 5”

Cruising 33 cm Hi-Perf (US)

245

SUP 12' Twelve Cruiser Convertible Classic

12' x 30” x 5”

Cruising 33 cm Hi-Perf (US) + Center Fin 38 cm + PowerBox Plug (PowerBox)

245

SUP 12' Twelve Cruiser Convertible Wood

12' x 30” x 5”

Cruising 33 cm Hi-Perf (US) + Center Fin 38 cm + PowerBox Plug (PowerBox)

245

SUP 12' Twelve Cruiser Convertible Ltd

12' x 30” x 5”

Cruising 33 cm Hi-Perf (US) + Center Fin 38 cm + PowerBox Plug (PowerBox)

245

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FANATIC 2011 FLY RACE 12'6“ X 30,5“ Da una maratona ad una scivolata mattutina, questa tavola da Race allround è perfetta sia per i laghi che per l'Oceano aperto e si può perfino usare per surfare le onde. Le lunghe linee d'acqua implicano una maggior portanza e minor fatica. L'outline analizzato attraverso il sistema CAD si curva dolcemente per formare poi un tail rocker molto morbido che permette il rilascio della remata con il minimo sforzo e permette anche di surfare piccole onde. La prua è leggermente a dorso d'asino con un arco per tagliare l'acqua e coperta piatta per eliminare i chop e rilasciare l'acqua velocemente, arrivando alla velocità di punta senza fatica. È disponibile in costruzione in Wood Sandwich construction, robusta, leggera ed economica, o anche nella versione Carbon Sandwich, iperleggera e molto rigida.

FLY WAVE 9'0'' X 29'' Una tavola munita di una poppa squashtail ed assetto thruster per surfate aggressive e veloci. Questa tavola in stile shortboard ha una prua molto bassa con un leggero biconcavo che poi si trasforma in una v sulla chiglia per prendere le onde velocemente, con rails morbidi nella zona anteriore e poi affilati a poppa per curve potenti e veloci. L'outline armonioso e la poppa particolare, permetteno di avere un'ottima presa e sensibilità anche nelle condizioni più difficili. È disponibile esclusivamente nella costruzione Wood Sandwich Light, IL top della gamma.

FLY WAVE 9'6” X 30” Vola in down the line per una pura sensazione di surf, dalla A alla Z. Il 9'6” genera incredibile portanza dalla poppa e un'alta velocità grazie allo scorrevole tri-fin setup. Molto veloce grazie a un'ampia sezione piatta che termina con una V pronunciata a poppa, per far curve proprio nella sezione critica, o entrate più aggressive. Sebbene sia stato realizzato per i rider più esperti, la poppa a fishtail assicura un'ottima velocità ed accelerazione, permettendo a chiunque di prendere molte più onde, anche per i principianti. Grazie alla distribuzione del volume basata su sistema CAD ed alla coperta piatta, si riesce a guadagnare più stabilità e portanza rispetto ad altre tavole più corte e performanti, che però richiedono ottime capacità e grande equilibrio. Il 9'6” è disponibile esclusivamente nelle costruzione top gamma, Wood Sandwich Light per un look high tech ma con uno stile inconfondibilmente retro.

BOARD

LARGHEZZA

LUNGHEZZA

PESO

TECNOLOGIA

PINNE

Fly 12'6'' Race Carbon

77,5 cm / 30.5''

381 cm / 12'6''

TBA

CS_/ LF TE

Fly 26 G10 (US Box)

Fly 12'6'' Race

77,5 cm / 30.5"

381 cm / 12'6''

TBA

WS_/ LF

Fly 9' (US Box)

Fly 9'0'' WE

73.6 cm / 29''

274,3 cm / 9'0''

TBA

WS_/ LF

Fly 8'' (US Box) + 2 _ Fly 4,5'' (Future Box)

Fly 9'6'' WE

76,2 cm / 30''

290 cm / 9'6''

TBA

WS_/ LF

Fly 8'' (US Box) + 2 _ Fly 4,5'' (Future Box)

22>SUP TIME


MOKI

Un noto personaggio italiano del mondo del windsurf è entrato di recente sul mercato con un suo marchio di tavole e pagaie da SUP. Carlo Rotelli, in arte “Nut”, ci racconta il suo progetto. INTERVISTA RACCOLTA DA FABIO CALÒ FOTO DI ALBERTO GUGLIELMI, COURTESY MOKI Moki, da dove nasce questo nome? La scelta del nome è stata la prima fase da quando l'idea di sviluppare tavole da stand up paddle è diventata una realtà. Da un divertente brainstorming è uscita una lista di potenziali nomi ma MOKI è stato quello preferito da tutti perchè semplice, diretto, con un bel suono esotico che bene rispecchia i valori del brand. Moki rappresenta passione per il mare, esperienza nel design di tavole e accessori. Moki significa Stand Up Paddle ovunque ci siano acqua e onde! Quando e perchè hai iniziato a pensare e sviluppare la tua linea di SUP? Ho iniziato a fare sup nel 2007 e ne sono subito stato conquistato. Divertente tanto tra le onde quanto in acqua piatta, il Sup mi permette di uscire in ogni condizione ed è un'attività che ben si lega con il mondo del windsurf dal quale provengo. Avevo già l'idea di cominciare a sviluppare delle tavole per me non essendo pienamente soddisfatto di ciò che il mercato offriva. Proprio in quel periodo mi veniva proposto di far parte della squa-

dra che avrebbe fatto nascere il progetto MOKI SUP; in qualità di Product Manager ho accolto con entusiasmo la sfida di creare un prodotto al top, che si distinguesse dagli altri in termini di design, materiali e prestazioni. Ho trasferito tutto il mio know-how accumulato in anni di windsurf e competizioni e ho applicato alle tavole MOKI tecniche di costruzione innovative e linee performanti sempre con grande attenzione al design e allo stile. Affermati windsurfers, surfers, kiters e canoisti collaborano con me ai test sulle tavole; ognuno di loro porta la propria esperienza e competenza ed il Sup attinge qualcosa da tutte queste discipline, unendole in parte e creando una nuova e per certi versi rivoluzionaria identità. Oggi il Sup completa il mio modo di vivere il mare e permette a tanti altri di condividerlo! Ci puoi descrivere la tua linea di tavole Moki? Moki prevede due linee di tavole. La linea Bamboo-Sandwich con Deha 11'9'', Jam 10'5" e Rip Lip Fish 9'5", tavole molto performanti, leggerissime con shape adatti alle onde ma che si

RIDER Flavio Lenzi SUP 24>TIME


comportano molto bene anche in acqua piatta, come nel caso dei modelli Deha e Jam. Deha è un'ottima tavola per il cruising stabile e veloce, ha una linea affusolata ed offre eccellenti prestazioni anche nelle onde specialmente per rider un po' più pesanti. Single fin, rail bassi ed affilati offrono una buona presa per fare curve nelle onde. Il volume generoso la rende molto filante e stabile in acqua piatta. La costruzione particolare del bamboo garantisce un peso incredibilmente ridotto, meno di 13kg per 201lt e 365cm di SUP! Jam e Rip Lip Fish sono invece decisamente più orientate alle onde, linea scoop rocker accentuata e kick pronunciato per ogni tipo e dimensione di onda. Jam è configurato “thruster”, con pinna centrale in bamboo Us box e pinne laterali in vtr. Rip Lip Fish è la più piccola della gamma, forme e curve ispirate ai classici surf-fish, ha due winger verso poppa e una configurazione “quad” per le pinne che la rende particolarmente efficace nei bottom e nel rail to rail. Utilizzata con una vela nelle onde offre un divertimento assoluto che molti windsurfisti non potranno trascurare. Il 9'5" e' davvero leggero, solo 10 kg! Nulla è stato trascurato negli accessori, come le pinne centrali realizzate anch'esse in bamboo su scassa US-box tradizionale stile longboard, le laterali in Vtr-alveolare con sistema tipo FCS, il doppio attacco per il leash, la maniglia per il trasporto. Inoltre tutte le tavole sono dotate di attacco per la vela, ma ovviamente i SUP non sono sviluppati per affrontare planate con 20/25 nodi! Noi raccomandiamo un uso wave sailing con una vela di piccola superficie, 4.5/5.3 per poter surfare le onde longboard style. Poi c'è la linea “In to the Nature”, probabilmente il SUP più polivalente in casa Moki. Questo 10 piedi compatto, infatti, ha una larghezza molto pronunciata (33'') che la rende stabilissima; chiunque la provi rimane entusiasta per la sua facilità e comodità. È dotata di tre pinne thruster, le due laterali in vtr e la centrale in bamboo, ha maniglia e attacco per la vela e a prua è stato ricavato un occhiello molto comodo in caso di ormeggio o per trainare il SUP con una barca, se lo si volesse utilizzare tipo “tender". Quali sono i materiali utilizzati? Le nostre linee, compresa la In to the Nature, si caratterizzano principalmente per l'utilizzo del bamboo e di materiali ad alta prestazioni. La laminazione è sandwich sottovuoto e utilizza una resina molto trasparente e resistente ai raggi UV. Nei pani sono inseriti speciali rinforzi longitudinali preimpregnati in tessuto per dare alla tavola maggiore rigidità e resistenza alle sollecitazioni. Ogni dettaglio è stato scelto per precise motivazioni, come il grip a bassa densità, più leggero e confortevole, e la valvola automatica. Le tavole della linea Bamboo vengono consegnate già con le sacche. Perchè la scelta del bamboo? La scelta pionieristica del bamboo è mirata ad ottenere tavole leggerissime, un'ideale rigidità e grande manovrabilità; è non solo all'avanguardia in termini tecnico-produttivi, ma acquista anche un importante risvolto ecologico. Migliori prestazioni e un accattivante design si coniugano quindi con il rispetto della natura. E per quanto riguarda le pagaie? Le pagaie Moki sono delle paddle in stile hawaiiano, realizzate in Vtr o Carbon a lunghezza fissa (da tagliare e regolare in base all'altezza), sono molto rigide e sopratutto le Carbon hanno un rapido reflex che garantisce un ottimo ritorno nelle remate decise e potenti. Anche la pagaia VTR ha delle caratteristiche di rigidità e leggerezza al di sopra della media. La particolare forma a goccia della pala rende la pagaiata molto fluida ed efficiente e svolge un'ottima azione dinamica nelle onde in ogni manovra. Le pagaie Moki sono leggerissime e resistenti e vengono fornite con una pratica sacca per trasporto e protezione. Come vedi lo sviluppo del SUP in Italia, e nella tua zona? Quali sono i principali vantaggi/svantaggi di questo sport? Credo che questo sport abbia un grande potenziale di sviluppo e lo testimonia il fatto che

sta riscuotendo grande successo anche al di fuori dei soliti canali dei surf-shop. In Italia abbiamo un litorale vastissimo, pieno di spiagge, isole, laghi, tutti da scoprire e vivere con un SUP. Nella mia zona ho cominciato a proporre il SUP nell'estate 2007 e dopo i primi timidi curiosi che invitavo a provarlo, lo scorso anno la scuola di Portonovo ha registrato un forte incremento in questa pratica, agevolato anche dalla bellezza della nostra costa della Riviera del Conero. Ormai da noi lo conoscono tutti perchè lo vedono tutto l'anno sia con il mare piatto che con le onde. Se penso al Sup vedo solo vantaggi, puoi andare in mare quando non c'è vento, surfare le onde, esplorare calette o spiagge nascoste, competere nelle lunghe distanze, metterci una vela e navigare, stenderti al sole o farci semplicemente un bagno al largo. Qualcuno dice che è un po' ingombrante, questo è vero, ma le soddisfazioni che regala possono far passare in secondo piano il fatto di metterlo su un normale portapacchi. Non scordiamoci che quando è esploso il windsurf negli anni '80 metterlo sopra la macchina non era un problema per nessuno, anzi credo che per molti fosse una cosa cool avere il tavolone sul tetto! Il SUP ha un potenziale di interesse altissimo negli stabilimenti, nei villaggi, nelle scuole di surf, nel mondo della vela, del fitness, del kayak e del canottaggio in genere. Un consiglio per una persona che si vuole avvicinare al SUP, cosa dovrebbe fare e quale tavola Moki utilizzare? Avvicinarsi al Sup è facilissimo, basta provarlo e dopo pochi minuti si è già a proprio agio con la tavola ed il remo. La nostra 10' In to the Nature è sicuramente la scelta giusta per i primi approcci ma è anche un'ottima tavola da utilizzare quando si migliora. I più esperti potranno apprezzarla nelle onde e anche con la vela. Importante è regolare bene la lunghezza del remo, usare un leash se il mare è mosso e un salvagente, se occorre; meglio avvisare sempre quando si esce da soli e informarsi sulle condizioni meteo locali. 25>SUP TIME


NUOVA CATEGORIA PER LE RAGAZZE nel Campionato Italiano Finalmente una vera categoria per le donne alla prima tappa nazionale del campionato italiano di Stand Up Paddle. TESTO DI LUCIA MARRA E così è arrivata la prima tappa nazionale del campionato italiano di Stand Up Paddle e una notizia fantastica: prevista una categoria donne. Noi c'eravamo e vogliamo raccontarvi com'è andata la prima competizione nazionale donne. Io, Silvia e Shannon siamo arrivate in spiaggia di buon ora, una splendida domenica mattina, il lido di Ostia popolato di curiosi, il mare calmo, il sole caldo ed un gazebo già montato in spiaggia a presagio della gara che di lì a poco sarebbe partita. Abbiamo preso le tavole e ci siamo affrettate ad entrare in acqua, gli sguardi curiosi lasciavano intuire che ci stavamo studiando, ognuna di noi voleva capire come se la cavavano le altre sul Sup, è bastato poco però per capire che comunque fosse andata la gara l'importante era essere arrivate lì, alla prima tappa del campionato nazionale di Stand Up Paddle. Tre i nomi femminili chiamati all'appello sotto il gazebo dagli organizzatori dell'evento. Ok, siamo soltanto in tre e così male che vada il terzo posto è assicurato, ci siamo scambiate un sincero sorriso, ci siamo fatte un in bocca al lupo e nel tumulto di sup sulla linea di partenza abbiamo iniziato la nostra competizione. Tre i chilometri da percorrere, dietro una scia di uomini che spinti dalla voglia di vincere ci hanno lasciate ben presto indietro. L'esito della gara è stato chiaro quasi da subito e così Silvia e Shannon si sono date teste fino al traguardo lasciandomi dietro di qualche metro. La nostra gara si è conclusa con Silvia vincitrice, al secondo posto Shannon e al terzo io. Una gara avvincente ed appassionante che ci ha rese felici e complici, sano spirito di competizione per la prima tappa nazionale con una categoria donne vera e propria.

Chi sei? … Nella prossima vita vorrei essere un pesce… Ripeto questa frase da quando sono bambina, sono cresciuta vicino al mare, e non passa giorno in cui non prenda la mia bicicletta per andare a guardare l'orizzonte, respirare iodio e sperare che arrivi qualche onda!!! Quando e perché hai iniziato a fare SUP? Comprai il mio primo boogie board durante il mio primo viaggio in Australia, circa 10 anni fa, poi qualche anno dopo alle Hawaii mi innamorai del longboard e cominciai a surfare col mio tavolone 10.6 per poi arrivare meno di 2 anni fa al Sup!!! Ho iniziato da subito a fare lunghe passeggiate verso il largo, dove non sentivo nessuna voce, solamente il rumore dell'acqua e le ali dei gabbiani sopra di me, passavo le ore a pagaiare e rientrando surfavo qualche ondina sotto riva. Ho scoperto subito che era anche un ottimo allenamento per il fisico da abbinare alla corsa e al nuoto che pratico da anni a livello agonistico. Tavola preferita? La mia prima OXBOW!!! L'ho desiderata così tanto! A quali manifestazioni nazionali hai partecipato? La prima tappa del campionato nazionale il 25 aprile è stata la mia prima gara… niente male come risutato! E chi se lo aspettava! Come riesci a tenerti in forma? Sono una sportiva nata, ho energia da vendere!!! Corro e nuoto a livelli agonistici da diversi anni. Raccontaci cosa hai provato a partecipare alla prima tappa del campionato sup nazionale? È stata una sorpresa… pensare che non volevo neanche partecipare… non avrei mai pensato di poter vincere, ma adesso chi si ferma più? Allenatevi ragazze!!! Il tuo motto? “L'unico vero rischio nella vita è non voler correre alcun rischio”. 26>SUP TIME


Chi sei? Io sono una amante dell'acqua, del mare e di tutto ciò che ruota intorno ed esso. Sono nata e cresciuta in California. Ho cominciato a fare surf nel 1993 e kiteboarding nel 2003. Ora abito in Toscana con mio marito e mia figlia. Quando e perché hai iniziato a fare SUP? Ho cominciato a fare SUP qui in Italia perché spesso non c'è onda ma ci sono tanti luoghi belli da godersi facendo una buona remata. Tavola preferita? Moki 9'5” per prendere le onde e Moki 11'9” per fare cruising. A quali manifestazioni nazionali hai partecipato? Il Colossal Extreme Show era la prima. Come riesci a tenerti in forma? Mi alleno principalmente facendo nuoto, surf e Yoga. Nuoto e faccio surf perché adoro stare in acqua ma anche perché aiutano il mio sistema cardiovascolare. Lo Yoga mi aiuta dal lato della forza, della concentrazione, della respirazione e dell'equilibrio. Faccio SUP quando non c'è onda, sia quando sono in Italia, per esempio in Toscana o Sardegna, sia quando sono in California o Messico. Raccontaci cosa hai provato a partecipare alla prima tappa del campionato sup nazionale? Mi sono divertita molto. L'atmosfera era piena di “vibrazioni positive” e tutti erano simpatici. Più di tutto sono stata contenta di conoscere altre donne che amano stare in acqua e fare sport! Il tuo motto? May you always be overwhelmed by the grace of God rather than by the cares of life… O possiate sempre essere sopraffatti dalla grazia di Dio, piuttosto che dalle preoccupazioni della vita.

Chi sei? Una persona che ama il mare e tutto ciò che la possa portare in acqua. Provengo da una famiglia nella quale il windsurf è sempre stata una costante e vivo in una città di mare, da piccola osservavo mio cugino viaggiare sull'acqua spinto dal vento, poi sono cresciuta ed ora eccomi qua, ho trovato la mia dimensione: il Sup. Quando e perché hai iniziato a fare SUP? Da windsurfer accanita ero sempre in cerca di vento, un compagno però alquanto dispettoso dalle mie parti… intere giornate passate seduta in spiaggia ad aspettare che si alzasse un pochino di brezza. Un giorno ho visto un ragazzo su una tavola che pagaiava in mezzo al mare divertendosi, ho preso coraggio, mi sono avvicinata a lui e gli ho chiesto di prestarmi la sua tavola e la sua pagaia per fare un giretto. Da allora appena posso corro al mare e monto sul mio Sup. Lunghe passeggiate, improbabili regate con gli amici o avvincenti surfate sulle onde, qualunque cosa purché ci si diverta, ci si tenga in forma e cosa più importante si stia in mare! Tavola preferita? La mia prima tavola, un Sup Starboard 12,6. Ora ho il nuovo Starboard 11,2 e a dire la verità adoro anche lui!!! A quali manifestazioni nazionali hai partecipato? La prima tappa del campionato nazionale il 25 aprile ad Ostia Lido è stata la mia prima vera e propria gara anche se in passato non mi sono fatta sfuggire qualsiasi occasione per misurarmi con me stessa, con altre ragazze e ragazzi. Come riesci a tenerti in forma? Mi alleno tutti i giorni con il Sup. 4 chilometri ogni giorno e in ogni condizione, è un ottimo modo per tenersi in forma e liberare la mente dopo una pesante giornata di lavoro. Raccontaci cosa hai provato a partecipare alla prima tappa del campionato sup nazionale? Ho sentito l'adrenalina della competizione, ho ammirato ragazze più preparate ed allenate di me ed ho capito che per avere buoni risultati è necessario allenarsi seriamente e condurre una vita sana!!! È stata un'esperienza formativa e mi sono divertita molto, sono più che soddisfatta del tempo in cui sono riuscita a realizzare il percorso. Dallo scorso 25 aprile mi alleno ogni giorno, il mio obiettivo? Migliorare! Il tuo motto? Cogli l'attimo! 27>SUP TIME


ENRICO PIETROSANTI

Enrico è un ragazzo romano che fin da subito ha creduto nel SUP. Tra la redazione di SupTime e Enrico è nata già dal primo numero una stretta collaborazione grazie alla sua smisurata passione e alla voglia di trasmettere le sue emozioni a chi si affaccia per la prima volta a questo sport. Conosciamo un po' meglio questo ragazzone che ha scoperto il SUP per avere un'alternativa ai giorni di “cippa” delle Hawaii. INTERVISTA RACCOLTA DA FABIO CALÒ

Enrico a Rena Mayore, Sardegna

Ciao Enrico parlaci un po' di te, come nasce la tua passione per gli sport acquatici? Prima di tutto un saluto a tutti i lettori di SupTime! Sono fondamentalmente un malato di mare in senso positivo ovviamente. La mia passione è nata e si è evoluta attraverso il windsurf. Ho iniziato a praticarlo nel lontano 1989 su una grossa tavola Mares che aveva mio cugino con velone triangolare… proprio non riuscivo ad alzare quel rig “forte” dei miei soli 13 anni… questa difficoltà costituì una sfida irrinunciabile ed alla fine riuscii a partire e fare i primi 10 metri scivolando sull'acqua... beh… non avrei mai detto che quell'emozione sarebbe stato (e spero continui ad esserlo) un driver per così a lungo… Negli anni '90 praticavo principalmente slalom poiché in quel periodo andare bene in windsurf andava molto d'accordo con l'andare veloci e strambare laydown. Dal 2000 in poi ho iniziato a concentrarmi più sul wave compatibilmente con le condizioni offerte dai nostri mari. Dopo un brutto infortunio in Sardegna nel 2002 intervento chirurgico ed un percorso di recupero niente male, nel 2005 sono riuscito a realizzare il grande sogno di raggiungere Maui. Da quell'anno torno alle Hawaii ogni novembre in vacanza. Da quanto tempo pratichi il SUP e come hai iniziato? In uno dei miei viaggi nel 2007 ho iniziato a notare molte persone che praticavano proprio a Maui questo sport in particolare nei giorni senza vento. Quel che mi ha colpito da subito è che lo facevano persone di tutte le età con una facilità che definirei entusiasmante anche soltanto per navigare in prossimità delle spiagge. Ho iniziato a fare Stand up di fatto nel 2008 quando proprio per ingannare il tempo durante un calo dell'aliseo di 4/5 giorni decisi insieme ai miei compagni di viaggio di andare a “suppare” a Kanaha. Il risultato fu veramente positivo e al terzo giorno riuscivo a prendere onde di oltre 2 metri a “lowers” divertendomi insieme ai migliori pro-windsurfer. Quali sensazioni ti trasmette questo sport? Il sup non è semplicemente uno sport acquatico… a seconda di come lo si vive può dare sensazioni diverse a chi lo pratica. Ogni uscita in sup è differente dall'altra e dipende profondamente dallo stato psico-fisico che si ha in quel momento. Può essere un piacevole passatempo durante la calma di vento estiva, un modo per rilassarsi pagaiando in armonia, una forma di contatto con la natura oppure una sfida con se stessi nelle uscite più radicali, un modo per migliorare il proprio equilibrio e per scaricare al tramonto la tensione di una giornata lavorativa, un efficace strumento di fitness e un divertimento puro anche con piccole onde. Come si differenzia il SUP dagli altri sport acquatici? La differenza principale è che il SUP è talmente accessibile che non necessita di nozioni tecniche complesse. In un paio di uscite si è già autonomi. Questo lo rende non solo uno sport ma un'attività alla portata di tutti in cui si può continuare a migliorare senza limiti. In California ormai sono tan28>SUP TIME

tissime le persone che fanno stand up paddling come wellness activity. Basta pensare che rilassarsi facendo paddling sta diventando una nuova tendenza anche per le star di Hollywood… Quest'anno sembra che anche in Italia il sup stia esplodendo a cosa è dovuto questo ritardo rispetto ad altri paesi e come pensi evolverà? È vero, penso che questo sia effettivamente un anno importante per il SUP in Italia. L'anno passato i primi supper hanno iniziato a contagiare le coste nelle calde estati e molti sono stati i curiosi a chiedere e chiedersi che sport fosse. Il 2009 è stato inoltre il primo anno in cui il SUP ha fatto da protagonista in alcune manifestazioni di successo e questo ha sicuramente contribuito a diffonderne la moda. Quest'anno anche molti “scettici” a ragion veduta stanno cambiano idea… le case produttrici nostrane avendo intuito il potenziale di questo sport hanno creduto in nuovi progetti e sviluppato linee di tavole di varietà e qualità decisamente superiore al passato. Insomma ci sono tutte le carte in regola perché questo sport esploda. Perché sia arrivato in ritardo è difficile dirlo, questione di moda, che in Italia conta sempre molto, e di quanto le case produttrici ed i media ci abbiano investito prima. Penso che l'Italia con i suoi km e km di coste sarà un bacino di sviluppo di primo piano per il SUP sia per chi vorrà praticarlo ad alto livello che per il vacanziere occasionale che popola le spiagge in estate. Preferisci il supsurfing o il cruising? In generale mi piacciono entrambe… rilassarsi pagaiando in tutto relax è molto bello soprattutto in compagnia e diventa quasi ascetico ed impagabile pagaiare in solitudine al tramonto su un mare calmissimo. Il sup surfing però è quello che mi da più soddisfazioni e quindi è il mio preferito.


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COLOSSAL EXTREME Show 2010 Ad un anno di distanza dalla prima edizione ecco ritornare a grande richiesta il “Colossal Extreme Show” evento che ha suscitato un forte interesse di pubblico e di sportivi che hanno raggiunto la capitale per godersi un fantastico weekend di sport. Teatro dell'evento la località Ostia Lido che nei giorni 23, 24 e 25 aprile ha accolto l'invasione di appassionati del settore, e non, pronti a sfidarsi in tutti gli sport presenti come: Kitesurf, Windsurf, Bodyboard, Jet ski, Skimboard, Wakeboard, Surf, Sup, Skate, Indoboard, Parkour, Bmx, Skate inline. Il Colossal Extreme è stato infatti ricco di attività e i ringraziamenti assolutamente doverosi vanno all'organizzatrice dell'evento Francesca Urbano, agli sponsor Kursaal Village, Cyclone surfbrand, MSC Crociere, Surf To Live, Klito-Ride, Ottica Foto Roma, Country Club Castelfusano, KiteMoving ma soprattutto a tutti i partecipanti che hanno fatto sì che questa seconda edizione possa essere considerata a tutti gli effetti la tappa inaugurale della stagione estiva 2010. E se questa è la partenza tutto lascia presagire che la stagione riserberà emozioni indescrivibili. TESTO DI BEPPE CUSCIANNA, ALESSANDRA FERRARA FOTO DI ALESSANDRA FERRARA, VITO MONTENEGRO L'evento patrocinato dalla Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Comune di Roma Municio Roma XIII, Assobalneari Lido di Roma, ha voluto in questa edizione sensibilizzare il folto pubblico alle tematiche importanti come lo sport, il rispetto dell'ambiente, la solidarietà. L'ha fatto ricreando un'occasione unica, una festa dello sport a 360 gradi, una giornata passata in armonia, un programma ricco di appuntamenti che hanno tenuto viva l'attenzione degli sportivi ma anche della gente comune attratta dalla musica, dai colori, dal divertimento e dallo svago ma anche dedicando spazio ad associazioni onlus per la raccolta fondi a sostegno delle loro iniziative. Venerdì 23 il Colossal Extreme Show è stato dedicato prevalentemente agli operatori del settore che hanno allestito i vari stand con le nuove attrezzature 2010. Il villaggio espositivo si è colorato con tutti i nuovi materiali di kitesurf, windsurf e stand up paddle. Nella tarda mattinata lo scirocco ha regalato una condizione non per tutti accompagnata da un po' di pioggia, in acqua solo pochi gladiatori a sfidarsi. L'apertura ufficiale è avvenuta sabato 24 aprile, una giornata caratterizzata da condizioni meteomarine molto variabili. Purtroppo oltre alla variabilità è arrivata anche la pioggia ma come si dice... Colossal bagnato... Colossal fortunato! Così infatti è stato e la giornata, nonostante qualche goccia, è continuata all'insegna dello sport con onde di un metro che hanno permesso di svolgere esibizioni di Skimboard, Bodyboard e Surf. Nel tardo pomeriggio la pioggia ha smesso di cadere quindi i gladiatori in acqua sono aumentati dando spazio allo sport rivelazione: lo Stand Up Paddle. È bastato poco per mettere in acqua le grandi tavole del SUP e per cambiare sport... dalle vele e dagli aquiloni si è passati a tavole e pagaie. Questo è il bello di questi sport, ti consentono di vivere il mare in ogni condizione, l'importante è divertirsi. Nonostante il tempo, il pubblico non ha smesso di partecipare agli eventi. Ottima l'idea di organizzare iniziative culturali come il concorso fotografico “Colossal Photo Contest” che ha visto partecipare ben 80 fotografi precedentemente accreditati che si sono sfidati all'ultimo scatto per immortalare l'immagine più emblematica dell'evento. La giornata è continuata con tante iniziative fino a sera quando il “COLOSSAL EXTREME SHOW” muta in “COLOSSAL MUSIC SHOW” un susseguirsi di spettacoli e concerti che hanno tenuto il pubblico incollato ai divanetti del lido per assistere alle esibizioni di scuole di ballo e di gruppi musicali. Non è mancata la moda con una singolare ed eccentrica sfilata che ha sorpreso il popolo del Colossal.

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Domenica 25 aprile, festa della Liberazione, non poteva essere festeggiata nel modo migliore con una giornata allegra e a dir poco... dinamica. Sin dalle prime ore della mattina tutti gli atleti presenti per una sessione unica di SPORT NO-STOP, i ragazzi dell'ASD PKR-ROMA che hanno fatto acrobazie di Parkour tra i tetti del lido e che hanno fatto stare tutti con il naso all'insù, con Indoboard Italia che attira da sempre persone di tutte le età che si vogliono mettere alla prova tentando di mantenere l'equilibrio, con la rampa skate presa letteralmente d'assalto soprattutto da ragazzi e bambini che si sono sfidati sulla tavola da skate ma anche sugli skate inline, con i piloti dei Jet ski che hanno lasciato tutti a bocca aperta con le loro acrobazie. Tutto questo ha fatto però da sfondo a quello che è stato lo sport che ha fatto da padrone, che ha richiamato l'attenzione di tutti e che ha fatto sì che il Colossal Extreme Show rimarrà nella memoria delle manifestazioni sportive: lo Stand Up Paddle. Proprio in questo evento infatti hanno organizzato la prima tappa del Campionato Italiano di SUP e ha dato quindi il via ad una serie di tappe che si svolgeranno in varie località italiane che decreteranno alla fine del lungo tour il Campione Italiano di Stand Up Paddle. Si può quindi dichiarare aperta la stagione 2010 del Sup in Italia che ha visto sfidarsi nomi già noti del panorama SUP Italiano come Leonard Nika, campione Italiano in carica, Nicola Abatescianni, vice campione Italiano 2009 e Giuseppe Cuscianna terzo classificato al campionato italiano 2009, Mario Paudice, campione italiano Juniores. Come le migliori gare che si rispettano la prima tappa del Campionato Italiano ha messo duramente alla prova i tanti partecipanti. Gara race di quasi 6 km per gli uomini ed esattamente la metà per le donne in un percorso delineato da boe da compiere nel più breve tempo possibile. La giornata è stata clemente con condizioni meteo marine ideali allo svolgimento della gara, mare piatto, sole, leggera brezza da ponente e gli atleti si sono dovuti sfidare a colpi di pagaia per aggiudicarsi la migliore postazione. Come da regolamento ogni posizionamento nella competizione è valso dei punti che a fine campionato verranno sommati per decretare il vincitore assoluto del titolo italiano. Ringraziamo l' ASS. SPORT. SURFING ITALIA operante nel settore surf da diversi anni e che si è sempre impegnata nella divulgazione, istruzione e crescita dello sport su tavola. I ringraziamenti vanno in particolare al responsabile SUP Italia Surfing Italia Alessandro Marcianò, al contest director Tony di Bisceglie e a tutto lo staff che in pochissimo tempo ha montato il campo di regata, organizzato la partenza degli atleti e illustrato il regolamento di gara. L' Associazione si è particolarmente distinta per il grande lavoro svolto per la prima tappa e per avere organizzato un vero e proprio campiona-


to italiano. Lo sviluppo del SUP si vede anche da questo, molti sono stati i cambiamenti rispetto all'anno scorso, innanzitutto nel numero delle tappe (nel 2009 il Campionato Italiano era stato organizzato in una singola tappa svoltasi al Surf Expo) ma anche nelle discipline previste, singola disciplina race lo scorso anno, gare race e wave quest'anno con graduatorie distinte. Tutto questo ovviamente richiede una perfetta organizzazione ed un magistrale lavoro d'insieme per rendere il SUP uno sport agonistico a tutti gli effetti. Al termine della gara i vari partecipanti sono stati distinti in base alle categorie di appartenenza e l'ordine di arrivo ha permesso di stilare la graduatoria, notevole è stata la prestazione degli atleti della categoria senior in cui spicca il vincitore della prima tappa del circuito Fabrizio Gasbarro seguito da Leonard Mika e Nicola Abatescianni. Non male anche le donne che in meno di 25 minuti hanno sbalordito il pubblico concludendo la gara nel seguente ordine: Silvia Mecucci, Shannon Askay e Lucia Marra. Al termine della gara le condizioni sono ancora cambiate e i circa 15 nodi da ponente hanno nuovamente richiamato il popolo del kite che si è esibito in manovre spettacolari. Tra i tanti atleti anche special guest internazionali che si sono esibiti in best trik premiati successivamente al termine della manifestazione. Accanto ai kiter però non sono mancati i supper più esperti che si sono divertiti

cavalcando le onde del litorale ostiense. La condizione meteomarina ha permesso a tutti gli sportivi di testare i nuovi materiali 2010 gentilmente messi a disposizione dalle varie aziende espositrici. La giornata si è conclusa quasi al tramonto con la premiazione dei primi classificati per ciascuna categoria di SUP, che hanno ricevuto trofei e premi offerti dagli sponsor dell'evento. Premi speciali anche ai kiter più radicali ma anche ai vincitori del concorso fotografico. Il Colossal Extreme Show non è stato solo sport ma anche un evento legato ad altre iniziative come ad esempio la divulgazione di associazioni Onlus come l'Associazione Magicaburla nel settore della clownterapia che con l'allegria e la simpatia ha saputo strappare un sorriso a tutto il pubblico presente. Altra iniziativa è stata dedicata all'ecologia e alla salvaguardia dell'ambiente con l'associazione Surfrider Foundation Europe e al riciclaggio con una proposta originale ed innovativa presentata da Sunny Way per la creazione di una barca interamente realizzata con materiali riciclati, la Recycled Carton Boat. Il Colossal Extreme Show è stata una manifestazione sportiva e culturale con un forte impatto mediatico di rilevanza regionale e nazionale. L'evento è stato solo l'inizio di una lunga serie di manifestazioni che grazie allo sport riuscirà a divulgare e a sensibilizzare il pubblico verso i temi importanti della vita. Alla prossima manifestazione “SUPPOSTER”.

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SUP DEMO DAY Capitolo Lido Bambù Il SUP DEMO DAY è una iniziativa davvero fantastica, è un evento che ha lo scopo di far conoscere e diffondere sul nostro territorio una disciplina nuova ormai diventata tendenza che in tutto il mondo coinvolge un gran numero di persone. Un sincero ringraziamento va all'associazione sportiva Big Air che ha lavorato seriamente per poter trovare un modo per divulgare uno sport che può unire tanta gente con un solo principio… tanto divertimento. TESTO DI BEPPE CUSCIANNA E ALESSANDRA FERRARA FOTO DI ALESSANDRA FERRARA E VITO MONTENEGRO

La manifestazione si è svolta a Capitolo, nota località del litorale pugliese, presso il lido Bambù che ringraziamo per averci permesso di organizzare con pochissimo preavviso l'evento e per aver messo a nostra disposizione la strumentazione che ha sicuramente ravvivato molto la manifestazione. La giornata è inizia molto presto e dopo aver caricato sup, pagaie e tutta l'attrezzatura necessaria siamo partiti in direzione sud di Bari, destinazione Capitolo. Dopo un bel po' di strada e soprattutto un traffico tipico delle calde giornate estive arriviamo al lido e in pochissimo tempo prepariamo tutto il necessario: sound, microfono, tavole e pagaie. Chi mi conosce sa che se vedo un microfono libero mi ci catapulto senza freni inibitori e così è stato per tutta la giornata. Ho diretto “l'orchestra” dall'alto, una postazione da beach Marshall, mentre giù in spiaggia Jean, Nico e Pasquale erano impegnati a gestire la gente interessata all'evento e Vito, Frè ed Ale a scattare le foto. La musica ha accompagnato l'intera manifestazione ed ha richiamato anche tante persone dei lidi vicini attirate dall'atmosfera divertente e coinvolgente che si era creata attorno ai protagonisti dell'evento. Ben oltre 50 persone sono state interessate al corso teorico e pratico assolutamente gratuito organizzato da Nicola Abatescianni che ha avuto un bel da fare per gestire tante persone suddivise in gruppi da 10 per un'ora di lezione. Per fortuna c'è stato anche il supporto di Jean, Pasquale ed Angelo che, essendo i più pratici di questo sport, hanno potuto dare una mano per evitare problemi o difficoltà a tutte le persone che per la prima volta hanno utilizzato una tavola. C'è stato molto interesse da parte delle ragazze e questo ha creato un'attrattiva in più in tutti gli spettatori. Questo dimostra come il Paddle Surf sia uno sport aperto assolutamente a tutti senza bisogno di essere surfisti professionisti o di avere una particolare forza fisica. Non sono mancati epi32>SUP TIME

sodi in cui i nostri beach Marshall hanno dovuto recuperare giovani donzelle che chiedevano aiuto ma anche persone poco pratiche che avevano difficoltà a mantenere l'equilibrio. Sono rimasto molto impressionato da alcuni ragazzi e ragazze under 18 che dopo aver fatto il corso e aver dimostrato una forte predisposizione allo sport hanno visto una piccola secca dove montava un'ondina simpatica e aspettando le prove libere si sono subito diretti li per provare l'ebbrezza di una planata su un'onda. Si sono susseguiti tanti corsi e tantissime sono state le richieste per provare un po' di SUP. Alcuni ne hanno approfittato per portare il proprio cagnolino a fare una passeggiata al mare, altri hanno fatto divertire la propria partner per un giro romantico, qualche genitore ha voluto far provare ai propri figli la bellezza di uno sport come questo. La giornata è passata molto velocemente e tanti sono stati i momenti divertenti caratterizzati da qualche caduta fantozziana nell'acqua gelida, da approcci singolari con la tavola e la pagaia o da improvvisate lotte tra amici per vedere chi cadeva per primo in acqua. Alla fine delle lezioni si è tenuta una regata dimostrativa con tutte le persone che hanno partecipato alla manifestazione più qualche praticante che ha regalato al pubblico uno spettacolo carino e sicuramente molto divertente. È stato in poco tempo organizzato un percorso di gara da dover percorrere nel più breve tempo possibile. Due sono state le heat organizzate per la regata, una femminile ed una maschile. A fine giornata quando la manifestazione si era conclusa il mare ha incominciato ad incresparsi e si è formata un'onda di circa 30 cm sulla quale i più esperti si sono divertiti e hanno dato spettacolo dimostrando che dietro allo Stand Up Paddle c'è molto di più che un semplice sport! Il sup demo day ha dato solo l'avvio a quella che sarà una stagione piena di eventi, di divertimento e di sport e se questo è stato l'inizio fa ben sperare per il futuro.


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TESTO DI BEPPE CUSCIANNA, ALESSANDRA FERRARA

BIC JUNGLE COSA DICE L'AZIENDA PRODUTTRICE Estremamente versatile, il 10'10” è stato progettato per darti il massimo del divertimento in onde e su acqua piatta calma per rider fino a 80kg. La sua forma è un ottimo compromesso tra maneggevolezza e stabilità. Eccelle nel surf con un rocker pronunciato e V nella coda e piatto in carena. Una tavola all-round per chi ricerca divertimento per tutti i livelli nel paddle surf. Viene fornita di serie con una maniglia per il trasporto, base albero per inserire e collegare una vela da windsurf e grip sul ponte. Adatta sia all'acqua piatta che alle grandi onde è una tavola di ultima generazione per chi inizia e vuole imparare rapidamente. Il Jungle Bic Sport è stato progettato per darvi il massimo del divertimento sulle onde e su acqua piatta. Il suo shape è un ottimo compromesso tra maneggevolezza e stabilità.

Azienda produttrice: BIC Nome tavola: Jungle Disponibile in E-COMP GLOSS Lunghezza 10'10” / 308 centimetri Larghezza 28”_ / 71,6 centimetri Peso: 12 kg Spessore: 5'1” / 13 centimetri Volume: 206 L

SHAPE Dalla prua stretta con scoop pronunciato e con una mono sezione leggera a V che parte dalla punta e finisce sulla poppa dove si accentua notevolmente. Bordi tondi sulla parte centrale della tavola e tucked nel quarto finale, con il rail che si assottiglia molto quasi da sembrare un vero surf da onda, mentre il rail on si ristringe mediamente dando una buona superficie per le partenze in take off. Perfettamente bilanciato e con una maniglia posizionata a regola d'arte risulta facile da trasportare.

Tipo di tavola: single fin Pinne in dotazione: una da 24 cm Tipo di attacco pinna: US box Pagaia in dotazione: no

IN ACQUA Il Jungle è una tavola progettata per le onde, mediamente stabile per via dei suoi 71 cm di larghezza e della buona ripartizione dei volumi che la rendono facile per le manovrare per chi è già pratico di paddle surf. Veloce in virata permette di poter effettuare dei gturn senza perdere in controllo.

Scassa vela: no Attacco leash: 1 Attacco di trazione prua carena: no

CRUISING Durante il trasporto in acqua non avrete nessuna difficoltà per via della maniglia perfettamente posizionata. I suoi 71 cm di larghezza conferiscono molta velocità alla tavola regalando ottime e veloci passeggiate, permettendo un allenamento indicato per gli amanti del cruising. Lo scoop pronunciato permette alla tavola di non far imbarcare acqua in coperta facilitando così la velocità. L'effetto row (tendenza della tavola a girare dalla parte opposta a quella di pagaiata) si percepisce mediamente per via della sua leggerezza; risulta molto stabile in acqua piatta e un po' ballerina in condizioni di mare mosso, questo perché la tavola è stata shapata per essere in continuo movimento.

Posizione sulla tavola di remata acqua piatta: no

WAVE RIDING Sulle onde il Jungle sembra essere a suo agio e la sua leggerezza ed il suo essere veloce in virata con pivot sul tail permettono di poter prendere tutte le onde anche su take off impossibili. Grazie al suo shape con scoop pronunciato che facilita il non ingavonamento e il V accentuato in coda, la tavola permette facili take off ed ottimi curving sia in cut back che in bottom. Nonostante sia single fin la tavola si muove con estrema velocità facendovi passare da bordo a bordo molto velocemente.

Attacco vela: non in questa versione

GIUDIZIO FINALE Il Jungle è una tavola consigliata per un rider di media statura, perfettamente adatta a chi ha già pratica con il paddle surf e per chi ama la velocità di pagaiata, permette di potersi divertire molto tra le onde ma in mare piatto permette anche a rider di corporatura media di non avere problemi. Indicata come all-round sulle onde sembra un surf, il suo pad per _ della tavola, molto comodo, permette di salire con facilità in caso di caduta e comodità per quando si deve rimanere sulla tavola per molto tempo. La dotazione della casa è come tutte le aziende produttrici e il rapporto qualità prezzo è decisamente ottimo. 34>SUP TIME

Posizione sulla tavola di remata su onda: no Tasselli di ancoraggio in coperta: si Pad: coperta per 3/4 della tavola


Azienda produttrice: Jimmy Stiks Nome tavola: Big Brother Disponibile in: verde, blu, rosso e grigio Lunghezza: 11'6” / 352 centimetri Larghezza: 30” / 76,2 centimetri Peso: 14 kg Spessore: 4.375” / 11 centimetri

JIMMY STIKS BIG BROTHER COSA DICE L'AZIENDA PRODUTTRICE Le tavole sono progettate dai migliori ingegneri e designer del settore, utilizzando la massima tecnologia in commercio fino ad ora. La caratteristica delle nostre tavole è la tecnologia EPS, shape CNC a triplo strato, ponte con doppio strato e rivestimento con una laccatura che rende tutto resistente e durevole. Il risultato è un prodotto dal miglior rapporto qualità prezzo. Little Billy è lo stand up paddle più versatile disegnato sul mercato fino ad oggi. Consigliato per chi si avvicina al mondo del paddle surf o per un rider di 113 kg. Il Big Brother ti permetterà di cavalcare onde di tutte le taglie. Il Big Brother package comprende: tavola, pagaia, traction pad, sacca e leash. Ogni rider ha esigenze individuali che solo questa tavola può soddisfare. I rider più pesanti possono sentirsi sicuri quando il loro peso supera la galleggiabilità della tavola.

Volume: 195 L Tipo di tavola: thruster Pinne in dotazione: una da 22 cm e due laterali Tipo di attacco pinna: US box Dotazione: pagaia, traction pad, leash e sacca Scassa vela: no Attacco leash: 1 Attacco di trazione prua carena: no Posizione sulla tavola di remata acqua piatta: no Posizione sulla tavola di remata su onda: no Tasselli di ancoraggio in coperta: no Pad: coperta per 3/4 della tavola

SHAPE Prua media con scoop non pronunciato con una leggera mono sezione concava che continua sino al centro della tavola per poi finire in coda con un V non molto pronunciato. Bordi tondi su 3/4 della tavola che finiscono con un modesto tucked nella parte finale; la parte centrale dei rail è molto generosa ma in prossimità sia del nose che del tail si assottigliano notevolmente. Maniglia per il trasporto posizionata al centro della tavola. IN ACQUA Il Big Brother è una tavola molto indicata per chi si avvicina allo Stand Up Paddle Surf, le sue misure sono indice di stabilita, sicurezza e divertimento. È adatta molto al cruising, il modo in cui è stata shapata la rende una tavola ideale per rilassanti passeggiate lungo la costa. CRUISING Lo dice il nome della tavola Big Brother, è il fratello maggiore del Little Billy, e in acqua non si differenziano di nulla se non fosse solo che la tavola è indicata a chi è di corporatura robusta e necessita di stabilità e sicurezza. Anche in questa versione è presente la maniglia per il trasporto. Questa tavola eccelle nel suo effetto row (tendenza della tavola a girare dalla parte opposta a quella di pagaiata) molto leggero, e lo scoop vi permetterà di non imbarcare acqua in coperta aumentando la vostra velocità. Beccheggio accentuato solo in caso di mare molto mosso e rollio impercettibile. WAVE RIDING Il wave riding non è del tutto la sua specialità ma se pensiamo che è stata progettata per i pesi elevati ci renderemo conto che la tavola si comporta bene, regalando pennellate sull'onda non radicali. Per chi è al di sotto della taglia sopra indicata si consiglia di utilizzare la pagaia nel curvino e di cambiare la pinna in dotazione in quanto non può soddisfare le esigenze dei rider più avanzati. GIUDIZIO FINALE È una tavola dedicata a chi inizia ma per un peso che va da 75 a 115 kg. Ottimo prodotto per iniziare visto il pacchetto completo compreso di tutto. Prezzo accessibile e costruzione duratura.

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OXBOW SUPILOT COSA DICE L'AZIENDA PRODUTTRICE La serie Pilot SUP di Oxbow è dedicata alla categoria wave. Con uno shape orientato verso il longboard con rocker e scoop molto accentuati. Tavola indicata per il surfista esperto e per chi vuole iniziare ad avere prestazioni elevate da tavole indicate per il wave riding. SHAPE Prua a punta non molto larga con scoop molto pronunciato, con un leggero V che parte dalla prua e attraversa 3/4 della tavola accentuandosi in poppa. Rocker pronunciato con una poppa molto stretta, i rail partono dalla prua molto stretti si allargano al centro della tavola per ristringersi in poppa, così come i bordi che nel pieno della pancia sono molto spessi ma in prossimità di prua e poppa si ristringono quasi ad arrivare alle dimensioni di un surf da onda. Attacco pinna centrale US box e 2 fcs laterali. Tavola in assenza di pad per essere più vicino a chi non può fare a meno della paraffina. Maniglia per il trasporto posizionata perfettamente tanto da non causare sbilanciamenti per il trasporto. IN ACQUA Il 10'6” in acqua piatta si comporta molto bene. È una tavola ben bilanciata dalla stabilità non proprio indicata per chi vuole iniziare, il rollio appena accentuato indica una tavola molto propensa ad un uso più aggressivo e spinto. Beccheggio quasi inesistente, tavola molto leggera e sensibile, velocità in virata ottima così come il recupero in caso di errore. CRUISING Durante le passeggiate sull'acqua noterete il deflusso veloce sotto la tavola, il peso molto ridotto vi permetterà di cambiare direzione molto velocemente. Le linee tirate vi regaleranno delle splendide gare sprint con amici che come voi amano tavole molto particolari. L'effetto row potrebbe essere accentuato, ma montando una pinna race, anche economica, risulta molto leggero. Lo scoop accentuato non vi farà imbarcare acqua in coperta aumentando la vostra velocità, mentre il buon posizionamento della poppa in acqua vi permetterà un buon controllo. WAVE RIDING È inutile dire che questa tavola trova la sua perfetta collocazione sulle onde, il suo shape spinto, il suo buon bilanciamento e le sue linee vi permetteranno di poter catturare onde di qualsiasi tipo. Lo scoop accentuato vi garantirà di non far ingavonare la prua perdendo l'onda, durante il take off un leggero spostamento del peso sulla parte posteriore della tavola vi permetterà di poter scendere verticali sulla parete. I suoi bordi molto simili ad un long vi permetteranno di poter utilizzare la tavola come se fosse un vero e proprio longboard, azzardando anche cut back off the lip. Perfetta nel pumping e aggressiva nel bottom per poter risalire su verso il picco più alto. Ottima tavola per chi fa wave riding avanzato. GIUDIZIO FINALE Tavola dedicata a chi ha piede, per persone che non pesano più di 90 kg. Mediamente stabile, ma ben bilanciata per recuperare errori, molto indicata per le onde di qualsiasi taglia, ma trova la sua collocazione su onde grosse, nel cruising non si comporta male, prezzo interessante. Giudizio molto positivo.

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Azienda produttrice: Oxbow Nome tavola: SUPilot 10'6” Disponibile in: sandwich Lunghezza: 10'6” / 320 centimetri Larghezza: 28.5” / 73 centimetri Peso: 9 kg Spessore: 4.2” / 10 centimetri Tipo di tavola: thruster Pinne in dotazione: una da 22 cm e due laterali Tipo di attacco pinna: US box Dotazione: solo tavola Scassa vela: no Attacco leash: 1 Attacco di trazione prua carena: no Posizione sulla tavola di remata acqua piatta: no Posizione sulla tavola di remata su onda: no Tasselli di ancoraggio in coperta: no Pad: nessuno


Azienda produttrice: Starboard Nome tavola: Big Easy 12' x 32'' Disponibile in: Technora, TAC, Candy, Camo Blue touch Lunghezza: 12’14’’ / 370 centimetri Larghezza: 32’’ / 81,8 centimetri

STARBOARD BIG EASY COSA DI L'AZIENDA PRODUTTRICE Grande e facile, è così semplice. Stabile in pagaiata grazie ai suoi 32 pollici di larghezza e grande scorrevolezza con i suoi 12'0 piedi di lunghezza. La larghezza del nose e il suo mono concavo davanti al nose offrono divertimento e ottime capacità di governarlo anche nelle condizioni più avverse. Il Big Easy consente di effettuare il cruising con estrema facilità. Lo shape offre una predisposizione sulle onde sia piccole che grandi. Coda pin con rocker pronunciato per carvate radicali sia in bottom che in cut back. Consigliato per chi vuole incominciare un'avventura dalle onde al flat.

Tail width: 15,9"/ 42,6 cm La stabilità dichiarata dalla casa: 9,5 Peso: 19 kg Spessore: 4,8"/ 12,3 centimetri Volume: 205 L Tipo di tavola: thruster Pinne in dotazione: 3 una centrale da 23 cm e due laterali da 11 cm Tipo di attacco pinna: fcs Pagaia in dotazione: no Scassa vela: no Attacco leash: 2 Attacco di trazione prua carena: no Posizione sulla tavola di remata acqua piatta: si Posizione sulla tavola di remata su onda: no Tasselli di ancoraggio in coperta: no

LO SHAPE Prua mediamente larga con un leggero mono concave per _ della tavola, scoop accentuato per agevolare il take off, V rocker moderato per _ della tavola, rail molto generoso sulla pancia della tavola per conferire stabilità, i rail si assottigliano in prossimità della prua e della poppa rendendolo molto simile ad un surf, forma della poppa a pin con un V non molto aggressivo. Sistema trhuster con attacco fcs per tutte e 3 le pinne , due laterali da 11,5 cm e una centrale da 23cm. La coperta della tavola è in star touch (leggero anti-sdruciolo di casa Starboard). La tavola ha 2 punti di attacco per il leash e una maniglia per il trasporto. IN ACQUA La tavola ha una stabilità molto affermata, i suoi 32 pollici di larghezza definiscono la larghezza ideale per chi in acqua non vuole avere nessun tipo di problema. Ripartita perfettamente con i pesi non sembra di avere un 12 piedi in acqua ma qualcosa di più piccolo. Per niente ballerina infonde sicurezza per la navigazione. IN CRUISING Il Big Easy è stato concepito per un doppio uso: una perfetta tavola per fare cruising, infatti la tavola per via del suo moderato V sulla pancia scivola sull'acqua molto leggera e fluida, per una velocità maggiore bisogna eliminare le 2 pinne laterali e lasciare la singola centrale aumentando così il flusso dell'acqua a defluire velocemente. L'effetto row è molto leggero quasi impercettibile, i suoi 32 pollici di larghezza danno alla tavola una sana stabilità che potremmo riscontrare anche se entriamo in acqua in condizioni di mare attivo. Se siete amanti delle lunghe passeggiate romantiche sull'acqua sappiate che la tavola può reggere fino ad un massimo di 210 kg (la tavola può reggere 3 persone che pesano 70 kg l'uno) e che vi permette di poter trasportare anche un piccola borsa stagna per trasportatici il necessario per un pic nic su una spiaggia irraggiungibile a piedi. WAVE RIDING Grazie alla sua carena molto generosa sui rail la tavola ci garantirà di poter essere sempre all'erta per riuscire ad aspettare l'onda più grossa anche con mare attivo, i suoi rail molto sottili in prossimità del nose con uno scoop accentuato ci aiuteranno durante il take off evitando l'ingavonamento, i rail posteriori sottili ci aiuteranno a tagliare l'onda e a poter effettuare non solo bottom molto stretti ma anche cut back molto radicali. La modalità trhuster è consigliata per un perfetto grip sull'onda. Anche se larga il passaggio da rail a rail sarà facilitato dall'assottigliamento nella zona posteriore della tavola che ci permetterà una inversione molto veloce. Perfetta su onde grandi regala emozioni anche se siete alle prime armi e volete iniziare a surfare la schiuma. GIUDIZIO FINALE Anche il Big Easy è catalogata come all-round quindi indicata a tutti coloro vogliano dalla tavola un margine in più di sicurezza dettata dalla larghezza che si trasforma in stabilità. Il controllo e la gestione sono molto intuitivi, anche se l'occhio può ingannare la tavola risulta molto leggera, resistente e comoda. La sua versatilità di utilizzo garantisce un ottima soddisfazione, anche se è un all-round la tavola sulle onde regala emozionanti take off e leggiadre pennellate sul face dell'onda. Con la capacità di anticipare il take off le vostre planate sull'onda dureranno molto di più facendovi progredire molto più velocemente. La versione da noi testata è la start touch con un ottimo rapporto qualità prezzo. 37>SUP TIME


STARBOARD CRUISER COSA DICE L'AZIENDA PRODUTTRICE Rinomato come un fast cruiser sia per mare aperto sia per i laghi, il 12'6 "mantiene le prestazioni da vero leadership. La sua eccezionale scorrevolezza rende piacevole le passeggiate. La linea del rocker liscio e il nose generoso lo rende una scelta consigliata per i down winders. Il 12'6" con i suoi sottili rail, rocker non pronunciato e scoop giusto rendono la tavola ideale per catturare le onde prima della line up e vi sorprenderà con la sua buona capacità di carving. Essendo probabilmente il miglior surf tandem mai concepito, il 12'6 "è un classico all rounder. SHAPE Lo shape di questa tavola non cambia da ben 3 anni e questa è una garanzia, è la tavola di punta di Starboard. Lo scoop pronunciato e voluminoso con una monosezione a V, agevola la discesa dall'onda rendendo difficile l'ingavonamento. Lo shape a V prosegue lungo il 3/4 della carena della tavola con bordi arrotondati che si assottigliano in prossimità di nose e coda e mantenendosi abbastanza voluminosi nella zona centrale della tavola. La coda è a sezione square con rocker non esagerato e sistema thruster con scassa fcs per tutte e tre le pinne, due laterali da 11,5 cm e una centrale da 23cm. La coperta della tavola è tutta rivestita da un sistema in eva di ultima generazione con indicazione di posizione consigliata .La tavola ha una valvola di sfiato, 2 plug di attacco leash, track di attacco per vela e maniglia centrale incavata per il trasporto. IN ACQUA Il Cruiser è una tavola molto stabile per via del suo shape e dell'ottima ripartizione dei volumi su i 3/4 della tavola che rendono il suo controllo intuitivo e facile. Grazie ai diversi punti d'appoggio indicati sull'eva da dei piccoli triangoli posizionati vicino ai bordi, si riesce facilmente a prendere confidenza con il cruiser.

Azienda produttrice: Starboard Nome tavola: Cruiser Disponibile in: Technora, TAC, Candy and Camo Lunghezza: 12’47’’ / 380 centimetri Larghezza: 30’’ / 77 centimetri Tail width: 15,9"/ 40 cm La stabilità dichiarata dalla casa: 9 Peso: 19 kg Spessore: 4,8"/ 12,3 centimetri Volume: 206 L Tipo di tavola: thruster Pinne in dotazione: 3 una centrale da 23 cm e due laterali da 11 cm Tipo di attacco pinna: fcs Pagaia in dotazione: no

CRUISING Noto come fast cruiser per via della sua velocità sia in mare aperto sia nei laghi, il 12'6" mantiene le performance dimostrate. Per il “down winder” la configurazione thruster è sconsigliata, sarebbe consigliato il single fin per via del deflusso dell'acqua. L'effetto row è molto leggero e si percepisce solo se si pagaia su un solo bordo. La tavola è molto stabile sia in condizioni di mare piatto sia in condizioni di mare mosso. Anche se in un primo momento potrebbe risultare pesante nel trasporto, questo riguarda solo la costruzione Candy. Le caratteristiche permettono di poter navigare anche in 2 sulla stessa tavola regalando piacevoli passeggiate lungo la costa o nei laghi. Gli amanti della pesca saranno soddisfatti della tavola per via di una rete posizionata vicino alla poppa che permette di poter trasportare il necessario. La sua stabilità garantisce la sicurezza di non perdere il pesce che ha abboccato. WAVE RIDING Sulle onde, nonostante la sua mole, la tavola si muove molto facilmente; ottima è la tenuta di bordo sulla faccia dell'onda ma solo in modalità thruster, mentre in configurazione single fin è necessario spingere un po' di più sul bordo per restare sul face. Il passaggio da rail a rail è semplice e morbido se si considera che si parla di un 12'6”. Bottom e cut back non sono radicali ma facili da eseguire per via delle ottime qualità di stabilità e carvata. I bordi assottigliati lo rendono ideale per prendere le onde prima degli altri e vi sorprenderà con le sue buone capacità di carving. L'ottimo rocker e il pad su tutta la tavola favoriscono dei splendidi nose riding. GIUDIZIO FINALE Il Cruiser è una tavola all-round consigliata a tutti coloro i quali vogliono intraprendere il paddle surf per le sue ottime capacità di stabilità e controllo. Maneggevole su acqua piatta e sulle onde permette di divertirsi in qualsiasi condizione meteo marine sopratutto per chi ha problemi di equilibrio. Anche se non è indicata per il wave riesce a soddisfare i rider più esigenti per via della capacità di anticipare line up rendendo la surfata morbida e lunga. Avendo la possibilità di poter montare la vela si allargano gli orizzonti di utilizzo, le tecnologie di costruzione e il suo rivestimento la rendono accessibile a tutti. La dotazione della casa è buona e il rapporto qualità prezzo è decisamente favorevole. 38>SUP TIME

Scassa vela: si Attacco leash: 2 Attacco di trazione prua carena: no Posizione sulla tavola di remata acqua piatta: si Posizione sulla tavola di remata su onda: no Tasselli di ancoraggio in coperta: si


FABRIZIO GASBARRO

Fabrizio Gasbarro è un ragazzone di 39 anni e si occupa di pubblicità. Possiede un'agenzia di advertaising e produzione pubblicitaria, collabora con molte agenzie media a Roma e allestimenti eventi. È fidanzato, ha molti interessi iniziando dalla cultura: libri, mostre concerti e spettacoli, gli piace cucinare e degustare vino. Ma la sua passione principale è viaggiare facendo esperienze in mari lontani e di tanto in tanto andare a sciare sulle Alpi per praticare uno dei suoi sport preferiti che è lo snowboard. Conosciamo un po' meglio questo atleta che ha vinto le prime due tappe del Campionato Italiano di SUP. INTERVISTA RACCOLTA DA BEPPE CUSCIANNA, ALESSANDRA FERRARA FOTO DI MARCELLO CASSANO Dove e quando hai scoperto il SUP? Nell'estate del 2009 nel mio stabilimento a Maccarese alla Ramala, ho iniziato con una passeggiatina in mare. Ero reduce da un infortunio al malleolo e ho trovato nella pratica del SUP una buona terapia per una perfetta riabilitazione dolce per la mia caviglia! Da quel momento ho alternato le mie uscite con il windsurf e la mountain bike con uscite SUP, ho notato che la pratica regolare di questo sport è la base per una preparazione sportiva mirata per gli sport di resistenza, equilibrio e forza. Un allenamento specifico sul core in isomeria come la ginnastica funzionale. Quanto tempo dedichi al SUP? Così facendo ho dedicato sempre più uscite al SUP passando dal semplice paddling/cruising al wave dedicandomi parte dell'estate fino ad arrivare ad oggi. Per tutto l'autunno e l'inverno mi sono dedicato al Race con assiduità ed alle onde, facendo a primavera un'esperienza entusiasmante in Costa Rica con più di 4 metri d'onda. Pratichi altri sport oltre al SUP? In parallelo all'allenamento SUP mi dedico ad un programma di allenamento funzionale che

mi permette un potenziamento e una resistenza che sono specifici al gesto atletico del SUP. Vado in snowboard, che è la mia seconda passione e dove ho avuto vittorie nel centro Italia e in sud Tirolo, poi mountain bike, sci di fondo, camminata nordica, indo board, TRX, nuoto. Quali sono le tue altre passioni? Oltre a tutte le attività sopra citate le mie passioni sono viaggiare, cucinare, bere bene essendo sommelier, dedicarmi alla mia ragazza e condividere con lei e con i miei amici serate ed eventi e portare avanti un progetto di formazione per la pratica giusta del SUP con una scuola ed un club per le uscite in mare. Hai un brand che ti supporta? Quale? Atleta del Team Jimmy Lewis Italia con le tavole, Quik Blade per le pagaie, ION per il cloting; spero che altri arriveranno presto. Sei soddisfatto della tua vittoria alla prima tappa del Campionato Italiano di SUP? Sono contento del primo posto ma avrei potuto fare meglio conoscendo in allenamento ormai i miei


limiti, è stata per me un'esperienza che mi ha portato a considerare molti fattori e quindi soddisfatto per avere in futuro punti su cui lavorare e impegnarmi per fare sempre meglio. Il campionato è appena iniziato, quali sono le tue previsioni? Il futuro è SUP!!! Dobbiamo solo essere preparati e organizzare meglio le gare negli eventi sportivi partendo dalla sicurezza e dalla consapevolezza di vivere uno sport nel rispetto del mare, così per portare più gente possibile alle gare, siamo all'inizio ma sento che c'è molto interesse intorno a questo sport. Per le previsioni sul campionato… spero di essere l'uomo da rincorrere, almeno nel race! Parteciperai alle gare wave? Perché? Si parteciperò perché è l'altra parte della medaglia e perché mi piace molto farlo. In cosa consiste il tuo allenamento? La media settimanale sono 3 uscite in mare di almeno 90 minuti a ritmo sostenuto per il free race, 90 minuti per condizioni wave, inoltre 2 volte a settimana allenamento specifica sul CORE in isomeria e ginnastica funzionale. Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare la pratica del SUP? Capire cosa uno vuole dal SUP, usarlo per orientarsi al cruising o fare onda o tutte e due le discipline, in base a questo prendere la tavola giusta e la pagaia giusta, iniziare a prendere lezione di pagaiata con un istruttore almeno per qualche giorno e poi applicare il tutto con passione e costanza. Cosa diresti a chi sta iniziando a fare SUP? Di venire presso la mia scuola a Maccarese presso lo stabilimento Rambla e iniziare in maniera seria

e divertente la pratica del SUP cruising e wave con programmi di uscite in mare, allenamenti mirati per l'equilibrio e la forza, programmi di alimentazione e tanti segreti per iniziare in modo divertente e in armonia con lo sport. Puoi descriverci la tua tavola ideale? Deve essere un prolungamento del mio corpo sia sotto ai piedi in sinergia con la pagaia così da diventare un prolungamento del mio braccio. In quale condizione preferisci usare il SUP? Uso il SUP praticamente in tutte le condizioni ma prediligo il dowwind e l'onda grossa. Usi il SUP anche per scopi diversi da surfing, come per esempio pescare, passeggiare, rafting, etc… ? Ho provato a pescarci ed è molto piacevole e rilassante, ci ho portato mia nipote e ho fatto prendere qualche ondina al mio cane. Pensi che le manifestazioni aiutino la divulgazione del SUP? Più se ne fanno e più si crea interesse tra la gente! Cosa faresti per promuovere il SUP? Manifestazioni sia al mare che nei centri cittadini dove scorre un fiume, lo promuoverei nelle scuole e come allenamento fitness per tutti. Qual è secondo te il motivo del successo del SUP? Penso che per ora ci sia la novità e la curiosità per un nuovo sport e poi con il tempo si apprezzerà il vero senso di questa disciplina che racchiude in se la voglia di vivere in pieno il mare e di stare bene con se stessi attraverso un movimento che da al corpo postura, resistenza, forza e stabilità. Pensi che il SUP potrà servire al recupero dei ragazzi a rischio? Tutti gli sport sono una forma di recupero sotto questo punto di vista, ma il SUP in particolare è anche una formula per il recupero dopo un incidente o per riprendere forma fisica in maniera dolce e graduale. Progetti futuri? A quali manifestazioni parteciperai? 16 maggio: Long Distance Bellaria - Cesenatico. Prova nazionale. 30 maggio: a St. Maxime / Golfo di St. Tropez. 1/30 giugno: 1° tappa - Lazio, Fregane - Point Break SUP Trophy. 6 giugno: Hanabi Beach Bar, SUP Sprint Cup. Summer SUP Challenge 2010 Bandol Francia. 20 giugno: Lido Adriano Bagno Caesar, Long Distance. 11 luglio: Bellaria - Igea Marina SUP Sprint Cup. 31 luglio/01 agosto: 2à tappa - Lazio, S.Severa - Surf Expo SUP Tour. 31 luglio: Marina Romea Aloha Beach, Aloha Water Games. Sprint Cup, Long Distance, test day. Raccontaci la tua esperienza più bella avuta in SUP? Surfare in Costa Rica le onde insieme ai cormorani e andare in mare aperto con la compagnia dei delfini. Pura vida!!! Preferisci le gare race o wave? Sono spettacolari entrambe! Come vedi lo sviluppo del SUP in Italia? Mi auguro che diventi lo sport nazionale… Descrivi il SUP in una parola? Filosofia e stile di vita.

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LEONARD NIKA Si chiama Leonard Nika ha 22 anni ed è nato a Shkoder (Albania). Vive da 15 anni a Roma dove si è diplomato in Informatica nell'anno 2007/08. Finita la scuola ha iniziato a lavorare nell'attività della famiglia. Gli piace viaggiare e fare sport acquatici e non, di ogni genere, come surf, wakeboard, snowboard, windsurf. Ma la sua vera passione è il surf che pratica da 11 anni surfando le onde d'Italia, Francia, Spagna. Leonard Nika è il Campione Italiano in carica di SUP. INTERVISTA RACCOLTA DA BEPPE CUSCIANNA, ALESSANDRA FERRARA FOTO DI BEPPE CUSCIANNA Dove e quando hai scoperto il SUP? Ho conosciuto il SUP tre anni fa nel 2007 durante la fiera Italia Surf Expo che si svolge ogni anno a S. Severa. Quell'anno c'era come special guest il campione del mondo di Stand Up Padling Ekolu Kalama, surfava delle onde piccole sopra una tavola molto voluminosa remando con una pagaia in modo spettacolare, da quel momento ho deciso di provare anche io. Poi, durante l'Evento di San Teodoro (Sardegna) nel 2009 ho fatto una gara di Sup race e ho vinto, da quel momento ho capito che il Sup mi avrebbe accompagnato per molto tempo ancora e cosi è stato. Quanto tempo dedichi al SUP? In media 3 ore 4 volte alla settimana, poi dipende dalle condizioni del mare se ci sono onde posso restare anche tutta la giornata in acqua. Hai un brand che ti supporta? Quale? IL mio brand attuale é Naish e sono nel loro Team da un anno a questa parte, mi supporta nelle attrezzature e nei contest. Sei soddisfatto della tua prestazione alla prima tappa del Campionato Italiano di SUP? Questo inizio di campionato è stato veramente grandioso. La gara di Sup Race è stata fatta poco prima che il vento si abbattesse sulla costa, aggiudicandomi il 2°posto, sono soddisfatto perchè è stata una gara combattuta fino al ultimo.

Cosa faresti per promuovere il SUP? Sempre più manifestazioni e gare di race. Qual è secondo te il motivo del successo del SUP? Perché è un tipo di surfing che la gente impara facilmente, anche perchè persone che non hanno mai fatto surf nella loro vita possono in una giornata riuscire a surfare un'onda. Il SUP come ha cambiato il modo di vivere il mare? Il SUP ci permette di esplorare le coste come nessuna barca o canoa può fare. Progetti futuri? A quali manifestazioni parteciperai? Per adesso farò tutte le tappe del campionato italiano, mentre mi alleno per la prima tappa del campionato europeo. Preferisci le gare race o wave? Anche se preferisco quelle wave le gare race sono ugualmente emozionanti. Come vedi lo sviluppo del SUP in Italia? In questi ultimi anni si sta sviluppando molto velocemente, molta gente si appassiona sempre di più. Descrivi il SUP in una parola? Fun!!!

Parteciperai alle gare wave? Perché? Venendo dal surf con le onde ci so fare, usando però una tavola più grande di quelle che uso di solito mi sarà più difficile surfare, ma sarà ugualmente divertente. In cosa consiste il tuo allenamento? 10 km al giorno di SUP come minimo con qualsiasi condizione di mare. Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare la pratica del SUP? Il mio consiglio è fate sup perchè serve a tenersi in forma divertendosi. Invece chi ha gia iniziato, allenatevi e venite alle gare! Puoi descriverci la tua tavola ideale? Per me la tavola perfetta rimane il Naish Glide 12'0'' nelle gare di Race, per quanto riguarda le onde l'Hokua 9'6'' ha un controllo eccezionale. In quale condizione preferisci usare il SUP? In tutte le condizioni di mare, mosso o molto mosso e con vento, anche se con vento stando sempre in piedi è un po' più faticosa la remata, ma è un ottimo allenamento. Pensi che le manifestazioni aiutino la divulgazione del SUP? Le manifestazioni sono indispensabili per far conoscere meglio il SUP perchè è lì che la gente vede bene come è fatto e come funziona e poi ci sono persone che ti danno le giuste dritte. 42>SUP TIME


MARIO PAUDICE Mario Paudice è un ragazzo semplice di 15 anni, ci dice di essere single a malincuore e che ama la vita, la compagnia e divertirsi. Frequenta il primo anno del liceo linguistico e cerca il più possibile di conciliare lo studio con lo sport infatti tre volte alla settimana fa vela e da circa 3 anni pratica il surf. Può facilmente praticare questi sport grazie al centro windsurf di suo padre dove si allena, soprattutto con il SUP. È il Campione Italiano Juniores in carica. INTERVISTA RACCOLTA DA BEPPE CUSCIANNA, ALESSANDRA FERRARA FOTO DI ALESSANDRA FERRARA Dove e quando hai scoperto il SUP? Ho scoperto il SUP circa 4 anni fa, nel 2006, quando Beppe Caldarulo (promoter Starboard) ha portato questi tavoloni che ricordavano molto un longboard al centro windsurf di mio padre e non nascondo che mi hanno subito incuriosito e li abbiamo messi subito in acqua per provarli.

Puoi descriverci la tua tavola ideale? La mia tavola ideale è un 10,50 ft perchè mi permette di prendere le onde facilmente e di provare qualche manovra nuova e radicale, e comunque mi permette anche di potermi fare una passeggiata tranquilla.

Quanto tempo dedichi al SUP? Mi alleno con il SUP almeno 3 giorni alla settimana e la mia uscita tipo dura tutto il pomeriggio compatibilmente con lo studio.

In quale condizione preferisci usare il SUP? Preferisco usare il SUP in una condizione wave perchè mi diverto un sacco. Ti senti davvero soddisfatto quando chiudi delle manovre difficili, anche se in una giornata dove c'è un sole pazzesco e un mare piatto non mi dispiace farmi una lunga passeggiata per abbronzarmi.

Pratichi altri sport oltre al SUP? Si, faccio vela tre volte la settimana, windsurf, un po' di skate e ogni tanto un po' di wakeboard insieme ad altri supper pugliesi. Hai un brand che ti supporta? Quale? Grazie ad un amico a cui sono molto legato, partecipo alle gare supportato dall'azienda che lui rappresenta: la Starboard. Spero di poter diventare un loro atleta a tutti gli effetti. Sei soddisfatto della tua prestazione alla prima tappa del Campionato Italiano di SUP? Sono arrivato 1° nella mia categoria e 5° sulla classifica generale. Il percorso era lungo 6 km e l'ho percorso in 44.30 minuti. Sono soddisfatto ma avrei voluto fare un tempo migliore. Il campionato è appena iniziato, quali sono le tue previsioni? Non ho fatto nessuna previsione su questo campionato però credo che riuscirò a vincerlo senza faticare molto dato la scarsità di supper juniores forti. Parteciperai alle gare wave? Perché? Certo che parteciperò e non vedo l'ora che inizino perchè far ''carvare'' questo tavolone enorme sulle onde ti da delle emozioni uniche, e secondo me nelle gare wave ci si diverte proprio tanto ed ogni atleta può far vedere quanto vale. In cosa consiste il tuo allenamento? Quando mi alleno nel race faccio circa 8 km di cui 4 con un ritmo tranquillo e i restanti con un ritmo abbastanza sostenuto, invece quando c'è onda e quindi mi posso allenare nel wave resto tutta la giornata in acqua provando nuove manovre e cercando di prendere tutte le onde possibili. Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare la pratica del SUP? Consiglierei di iniziare appena possono e di non scoraggiarsi subito, dato che può sembrare uno sport faticosissimo, e di provare subito ad andare sulle onde !

Pensi che le manifestazioni aiutino la divulgazione del SUP? Sicuramente sì, perchè nelle manifestazioni sulle spiagge comuni qualunque persona che non conosce questo sport ne è subito attratto e viene a chiederci informazioni e chiede di poterlo provare. Cosa faresti per promuovere il SUP? Io proverei a fare un mega-evento contemporaneamente in tutte le spiagge più famose di Italia dove chiunque possa provare questo nuovo sport e forse farei anche una gara di non atleti per far divertire la gente. Qual è secondo te il motivo del successo del SUP? Il grande segreto ti questo grande successo? Bhe è uno sport semplice che non ha bisogno di un corso ed è figo e quindi tutti possono praticarlo. Progetti futuri? A quali manifestazioni parteciperai? Il mio progetto è quello di partecipare a quasi tutte le manifestazioni di SUP per questa stagione, e la prossima a cui parteciperò sarà la Romagna SUP Cup Long Distance a Bellaria Cesenatico. Raccontaci la tua esperienza più bella avuta in SUP? La mia esperienza più bella è stata senza dubbio la mia prima gara di SUP al Surf Expo l'anno scorso quando sono arrivato secondo e ho sentito il vocalist che diceva :”E secondo arriva... non ci posso credere, ma ebbene si, me lo stanno confermando, è Mario Paudice, a soli 14 anni arriva secondo!”. Preferisci le gare race o wave? Sono differenti e non paragonabili, ma sicuramente sono più divertenti le gare wave. Come vedi lo sviluppo del SUP in Italia? Lo vedo già molto sviluppato e ci sono molti atleti davvero forti, soltanto che purtroppo ci sono pochi juniores. Descrivi il SUP in una parola? Fichissimo! 43>SUP TIME


Fabrizio Gasbarro davanti al castello del Valentino, Torino.

TESTO DI FABIO CALÒ FOTO DI MARCELLO CASSANO

In una gelida serata invernale torinese, durante una cena con Danilo Musso proprietario del surf shop LaGlisse, mentre chiacchieravamo ecco che se ne esce dicendo: “Ma lo sai che quest anno il negozio compie 30 anni!”. Nella mia testa scatta subito l'interruttore del “dobbiamo a tutti i costi organizzare qualche cosa”. La soluzione ci si presenta davanti fin da subito mettendo in relazione semplicemente la nostra storia con quello che Torino poteva offrici. Danilo ed io, entrambi torinesi, abbiamo iniziato la nostra carriera proprio in questa meravigliosa città, Danilo continuando a gestire il suo negozio da 30 anni, io invece, che ho proprio iniziato facendo il garzone a La Glisse, da alcuni anni mi sono trasferito sul Lago di Garda, ed è sempre stato un mio desiderio poter organizzare qualche cosa inerente al mio mondo (water board sport) proprio nella città da cui tutto ha preso inizio. Quale migliore occasione allora per festeggiare i 30 anni del negozio e la nascita della nuova rivista SupTime, di cui sono il coordinatore, se non quella di organizzare un evento di SUP? Ma dove? Niente di più semplice… Sul Po, che certo non ha bisogno di presentazioni. 44>SUP TIME


Pagaiando verso la Mole Antonelliana!

I paddler sfilano lungo le rive del fiume Po nel centro di Torino.


In primo piano Danilo Musso (LaGlisse) seguito dagli altri paddler.

L'ORGANIZZAZIONE Abbiamo deciso di organizzare una Sup Demo Day sul tratto di fiume Po in corrispondenza di uno degli scenari più belli di Torino, il parco del Valentino cha ha per sfondo la Mole Antonelliana. Controllando i nostri vari impegni abbiamo individuato nel periodo di fine maggio la giornata perfetta per questo evento. Non era nostra intenzione organizzare una gara ma solo una dimostrazione, una passeggiata con il SUP sul Po, per far conoscere lo sport agli ignari spettatori che si sarebbero trovati a passeggiare sulle sponde del fiume. Quindi abbiamo deciso di mandare una lettera aperta a tutti i distributori italiani per invitare i loro rider a Torino e per richiedere del materiale test da far provare agli interessati, una volta finita la parata. A questo punto mancava solo un centro d'appoggio da cui far partire i rider e dove organizzare la festa dei 30 anni di La Glisse. Il tratto di fiume Po che attraversa il centro di Torino è caratterizzato da innumerevoli circoli di canottaggio privati. Dopo un paio di mie visite a Torino per individuare il luogo che rispecchiasse maggiormente le nostre esigenze abbiamo scelto il Cerea, uno dei circoli storici e più rinomati di Torino, situato proprio all'interno del parco del Valentino che ci avrebbe garantito un comodo accesso per entrare e uscire dall'acqua e un buffet per la festa. Dovevamo ancora decidere il nome dell'evento per partire con la promozione della nostra giornata, stampa flyer, magliette etc… Il nome me lo ha suggerito mio papà facendo una passeggiata assieme, in recupero dopo aver superato un inverno a dir poco “difficile”, mentre gli raccontavo quello che stavamo organizzando: un Po di SUP!!! Ecco, a grandi linee avevamo messo giù le basi della manifestazione. THE COUNTDOWN Pochi giorni prima dell'evento hanno cominciato ad arrivare a LaGlisse le tavole test da SUP inviate da aziende come Naish, Starboard, Drops, RRD e Jimmy Lewis. Per quanto riguarda la situazione atleti eravamo certi della presenza di almeno un big, mentre altri per impegni vari avevano dovuto disdire all'ultimo. Ma non importava, avevamo tutto il team di Jimmy Lewis Italia con il loro super atleta Fabrizio Gasbarro. C'era ancora un solo e unico problema, il tempo e la piena del Po. Come sapete è stata una delle primavere più piovose degli ultimi anni, e tutti i fiumi italiani hanno dato qualche problema. Non da meno il Po che più di una volta nel mese di maggio aveva raggiunto il limite di allerta. Questo fattore però non dipendeva da noi e potevamo solo sperare per il meglio. 46>SUP TIME

DOMENICA 23 MAGGIO Ore 5:00 parto da Riva del Garda per Torino, non avevo potuto farlo la sera prima perché impegnato in un altro evento (intervista a Robby Naish, vedi pag. 48). La giornata sembra soleggiata, forse la prima di questa pazza primavera. A Piacenza passo in autostrada sopra il Po e noto con piacere che la corrente è diminuita rispetto alla settimana prima, quando ero passato tornando dalla Sardegna per una gara di windsurf a cui avevo partecipato. Alle 9:00 sono a far colazione a casa mia a Torino e alle 12:00 mi ritrovo insieme a Danilo per organizzare le ultime cose al Cerea. È ufficiale, la giornata è perfetta, l'acqua del fiume scorre tranquilla e Torino splende in tutta la sua magnificenza. Alle 13:00 arriva puntualissimo il Team Jimmy Lewis capitanato da Andrea con Leonardo e Fabrizio. Iniziamo a preparare il materiale e alle 15:00 tutte le tavole sono pronte, arrivano anche i paddler da noi assoldati per la “passeggiata”, qualcuno già esperto mentre altri alla prima esperienza e questo a dimostrazione ancora una volta dell'immediatezza e della semplicità dell'approccio a questo sport. Una volta arrivato anche il nostro fotografo, Marcello Cassano, alle 15:30 si parte, inutile dire che Fabrizio era già in acqua da più di un'ora a testare le condizioni pagaiando a tutta velocità con la sua tavola da Race. Eravamo i primi paddler a surfare a Torino, in una giornata perfetta con uno scenario mozzafiato, che emozione! Decidiamo di risalire il fiume contro corrente per poi scendere in favore di corrente, fino al ponte in corrispondenza della Gran Madre. Fabrizio fa fatica a rimanere con il gruppo ed è sempre davanti a tutti per deformazione professionale, noi ci uniamo e cerchiamo di stare il più vicino possibile per formare una vera squadra. La gente inizia ad incuriosirsi e a cercare di capire cosa stia succedendo, contemporaneamente i nostri addetti al volantinaggio distribuiscono i flyer a terra in modo da informare le persone su cosa sia quella lunga tavola da surf con il remo. Mentre noi proseguiamo con la passeggiata i “flyer-man” ci seguono come ombre e il pubblico si incuriosisce sempre di più. I canoisti ci osservano esterrefatti e i turisti sui battelli ci applaudono, che successo! È esattamente come me lo ero immaginato! Dopo un po' decidiamo di tornare alla base e mentre alcuni paddler rimangono in acqua per fare ancora qualche foto Danilo dà inizio alla sua festa offrendo agli invitati un ricco buffet con le prelibatezze tipiche piemontesi. Come se non bastasse molti curiosi si sono fatti forza e hanno iniziato a provare il SUP con Fabrizio che eccezionalmente fa da teacher. La giornata purtroppo termina velocemente e non ci rimane altro che impacchettare le tavole e salutare gli amici che ci hanno accompagnato in questa fantastica avventura.


L’instancabile Fabrizio, risale ancora una volta il fiume contro corrente.

Tirando le somme la giornata è stata positiva sotto tutti gli aspetti, siamo stati i primi a surfare a Torino, abbiamo promosso lo sport portandolo davanti agli occhi del pubblico in una spettacolare domenica di maggio, ci siamo divertiti e abbiamo fatto provare il SUP a persone che prima di oggi non erano mai salite su una tavola… e poi abbiamo visto la nostra città da un punto di vista unico, una cosa che non capita tutti i giorni! Alla prossima! Un ringraziamento particolare a: • Danilo Musso e il suo staff, Milena e Michele. • Fabrizio Baratta (DAGO) per le magliette. • Marcello Cassano per le foto e grafica flyer. • Fabrizio Gasbarro e il Team Jimmy Lewis con Andrea e Leonardo per essere stati dei nostri. • Naish, Starboard, RRD, Jimmy Lewis e Drops per le tavole test, Pat Love per le pagaie. • Il Circolo Canottieri Cerea per l’ospitalità. • Burton e Level per il loro supporto. • Mio papà per essersi inventato il simpatico nome della manifestazione. • Milena e Michele. www.laglisse.it

Il vostro caporedattore con il SUP nella sua città.

Un ringraziamento speciale a Leonardo e al suo team Jimmy Lewis Italia. 47>SUP TIME


Abbiamo incontrato Robby Naish a Torbole sul Lago di Garda in occasione dell'inaugurazione del nuovo Quiksilver Store e non ci siamo fatti scappare l'enorme opportunità di intervistare la leggenda vivente del windsurf, il businessman che ha creduto nel SUP anticipando tutti gli altri, arrivando a mettere in catalogo ben 26 modelli diversi. L'uomo che prima di tutto è un atleta che vive della passione per gli sport sull'acqua e sulle onde e che sicuramente ha sfruttato questa passione per costruire il suo impero. Robby dopo aver firmato autografi per ore sui suoi poster e sulle copie di SupTime omaggiate al pubblico, si è intrattenuto con noi per una bella chiacchierata, in cui abbiamo indagato un po' più a fondo sulla sua idea del SUP. INTERVISTA RACCOLTA DA FABIO CALÒ FOTO DI COURTESY REDBULL/NAISH 48>SUP TIME


Robby Naish a Venezia.


Robby Naish: “Di sicuro con il SUP si apre tutto un mondo nuovo di divertimento, dall'acqua piatta alle onde, uno stile di vita eccezionale e molto salutare, ti fa fare esercizio mettendoti in connessione diretta con la natura. Inoltre è accessibile a tutti, giovanissimi e non; mentre sto facendo promozione per questo sport sto incontrando tantissime persone che sono fuori dal circuito classico del windsurf e del kite e questo è davvero stimolante, incontrando un interesse simile a quello che succedeva intorno agli anni 70 con il windsurf che poi non si è mai piu ripetuto...”

Robby Naish al Lago di Garda, un evento storico e noi c’eravamo! Session di autografi per l’apertura del nuovo Quiksilver Store di Torbole. @Francesca LaCroce

Sappiamo che a Maui usi il SUP nei giorni in cui non c'è vento. Per un atleta che ha fatto di tutto in acqua, dal windsurf, al surf, al kite, quali emozioni può mai aggiungere il SUP? In effetti cominciamo col dire che è un alternativa nei giorni senza vento. Pratico già due sport come il kite e il windsurf che fortunatamente hanno bisogno di condizioni di vento diverse e mi consentono così di andare quasi sempre in acqua. Quando non ci sono le condizioni per questi due sport, il SUP è perfetto. Direi che ora le mie chance di andare in acqua sono del 100%. Chiaro che il SUP lo uso principalmente per fare allenamento, per fare dei test, sviluppo del prodotto ma di sicuro non sono fra quelli che lasciano un giorno di vento perfetto ad Hookipa per andare in SUP. Per me c'è un luogo e un momento giusto per ogni sport. Non sono uno di quelli che fa solo una cosa o che si butta al 100% sulla novità del momento lasciando perdere tutto il resto. Sono abbastanza fortunato da poter fare tutti e tre questi sport, ho il materiale per poterli fare, ho il tempo e la passione per godermeli tutti. Quindi scelgo cosa fare quando ci sono le condizioni ottimali per ognuno di essi. Di sicuro con il SUP si apre tutto un mondo nuovo di divertimento, dall'acqua piatta alle onde, uno stile di vita eccezionale e molto salutare, ti fa fare esercizio mettendoti in connessione diretta con la natura. Inoltre è accessibile a tutti, giovanissimi e non; mentre sto facendo promozione per questo sport sto incontrando tantissime persone che sono fuori dal circuito classico del windsurf e del kite e questo è davvero stimolante. Incontro un interesse simile a quello che incontravo intorno agli anni '70 con il windsurf, ad un livello che non ho mai più riscontrato. Poi Il SUP ha la componente surf, vedi, io sono un wave rider: faccio windsurf perchè ci sono le onde, mi piace fare kite dove ci sono onde e il SUP mi permette di fare anche surf in mezzo alle onde. Sono stato un week-end a Theaupoo (Indonesia), c'erano onde di 3-4 metri, una delle migliori surfate col SUP della mia vita. Io prima di ogni cosa, prima di essere un businessman sono un atleta e questo sport riesce a darmi motivazioni nuove toccando proprio questo mio desiderio di competere e di affrontare nuove sfide: Il SUP aggiunge qualcosa di nuovo ai miei due sport, senza togliere nulla. E questa è una cosa fantastica. Robby, una domanda sul lato business del SUP. Maui lo sappiamo è un posto ideale per fare qualunque sport d'acqua. Come vedi invece la diffusione e la pratica del SUP in Europa? Secondo me SUP vuol dire almeno 90% acqua piatta, fiumi, laghi e 10% surf fra le onde. Se

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Have respect, don't be a crook!

prendiamo ad esempio quello degli Stati Uniti che è il mercato più grande al mondo oggi per diffusione del SUP, la maggior parte della gente non è mai andata in mare con il SUP e se ci sono stati è per puro caso! Se guardiamo quindi la questione da questa prospettiva, di sicuro voi europei avete più posti dove praticarlo, con tutti i fiumi, le baie, i laghi e le zone costiere che ci sono. Si può diventare turisti del proprio cortile; quello specchio d'acqua, quel canale che avete incrociato per anni può diventare un posto buono per farci SUP. Si apre da questo punto di vista un modo nuovo di vedere le cose. Sul lato onde, beh non c'è nulla di meglio per surfare onde irregolari e brutte che un SUP. A proposito di mercati: oggi il mercato maggiore è l'America come ci hai appena detto, pensi che l'Europa possa compiere in futuro lo stesso sorpasso che ha effettuato con il windsurf? Potrebbe, chi può dirlo, certo oggi il SUP è davvero molto diffuso in America. Il SUP ha così tante sfaccettature che ha attratto davvero tantissime e diversissime persone: chi lo usa per farci cruising e lo fa dove capita, chi per allenarsi per altri sport; ci sono triatleti, nuotatori, moltissimi surfisti da onda. Non solo è praticato da ragazzini di 16 anni che si divertono a fare manovre radicali ma anche da persone anziane che vogliono mantenersi in forma o perdere peso. Ce né un po' per tutti e in ogni luogo dove ci sia uno specchio d'acqua. Oggi il SUP in Italia è visto ancora con un certo scetticismo, ma il nostro parere è che al contrario possa spingere più persone a fare sport d'acqua, una sorta di trampolino per iniziare poi il windsurf o il kite. Sei d'accordo? In realtà non importa “spingere” le persone: il fenomeno è già iniziato, si venderà da solo. È come un virus e si diffonderà come un virus. Ce l'ha un amico e subito dopo la sua ragazza e l'amico dell'amico, e poi quello che vedrà due bionde spettacolari che lo fanno e vorrà farlo anche lui. Ogni tavola venduta ne venderà altre 2-3 nella stessa settimana e quelle 2-3 tavole ne venderanno altre e cosi via. Proprio come un virus e una volta iniziata la sua azione di contagio continuerà velocemente a diffondersi e a crescere. Su questo non ci sono dubbi. Sappiamo che ogni sport popolare deve avere come ricetta almeno 3 componenti: deve essere divertente, accessibile e facile da imparare. Cosa sta facendo Naish per ottenere queste cose? Come brand di riferimento Naish cerca di fare prodotti al top per ogni categoria d'uso: oggi 51>SUP TIME


Robby Naish: “Una cosa importante però è di non renderlo disponibile solo al bacino di clienti del kite e del windsurf. È’ un errore. Qui c'è un mondo tutto nuovo e molto più vasto da raggiungere. Certo, kiter e windsurfer ne saranno attratti perchè ne è una conseguenza naturale che potranno sfruttare nei giorni di vento leggero o senza vento, ma c'è molta più gente che può essere raggiunta. Tutti gli holiday resort, laghi, ovunque si pratica canoa e i kayak...”.

abbiamo 26 modelli di SUP che sono un range davvero grande per coprire tutte le esigenze dal racing al cruising. La maggior parte dei nostri modelli però sono rivolti all'entry level, tavole facili per cominciare, più corte per essere trasportate nella propria macchina, leggere e con design ergonomici e maniglie per facilitarne il trasporto. D'altro canto non abbiamo voluto fare tavole supereconomiche, non siamo l'azienda che vende sul prezzo perché ci sarà sempre qualcuno che può fare tavole più economiche e di qualità peggiore. Non è la nostra filosofia. Di sicuro esistono già sul mercato SUP supereconomici: ok, comprate uno di questi se proprio volete iniziare, ma quando vi appassionerete comprerete sicuramente una Naish. Come avere una Ferrari o una Opel, con una differenza però non indifferente: per avere una Ferrari bisogna aggiungere 200.000$, per avere una Naish… 400$. Quindi potete guidare una ferrari con solo 400 $ in più! In realtà una Naish non è solo più costosa, è decisamente migliore: non ci siamo buttati in questo settore per fare soldi, ma perchè ci crediamo completamente. Non ci siamo svegliati un giorno dicendoci “eih vendiamo qualcosa di diverso”. Abbiamo un team, un vero centro di ricerca e sviluppo per rendere i nostri SUP sempre migliori, più leggeri e performanti. Questa è la nostra filosofia di sempre. Oggi tutte le marche più importanti hanno messo in produzione dei SUP, altre nascono come funghi proponendo i propri modelli. Come vedi questa situazione? Il mercato sarà capace di accettare tutto questo o succederà qualcosa di simile a quello che è successo nel windsurf? In prospettiva come vedi la situazione, scompariranno alcuni marchi? No, sfortunatamente non scompariranno, vorrei che succedesse ma non succederà. Ognuno si ricaverà la sua fetta di mercato e sfortunatamente il cliente finale medio non saprà distinguere tra le varie proposte, solo alcuni fra loro, ma cosi vanno le cose. Io proseguo per la mia strada che ho iniziato in America, dove posseggo la rete distributiva, da prima che in SUP 52>TIME

Europa. Ho messo per 3 anni 4 pagine pubblicitarie intere su magazine di surf. La gente mi chiedeva cosa stessi facendo, mettendomi in guardia per gli alti costi di un operazione del genere, i giornali prendevano le pubblicità solo perchè mi conoscevano. Oggi Naish è il brand più conosciuto nel mondo SUP in America, hanno visto crescere il nostro range di tavole, ci hanno seguito dall'inizio. È stato più difficile invece convincere i miei distributori europei che lo sport sarebbe cresciuto, ma alla fine dopo 3 anni ci hanno creduto. Da un punto di vista business però qui sarà difficile. Tutti i brand piccoli e grandi, inclusi gli shaper locali creeranno i loro modelli. Ma dobbiamo accettare questa cosa. Di sicuro Naish rimarrà concentrata sul proprio prodotto e non venderà o produrrà mai a basso costo. Sappiamo di costruire un prodotto eccellente e continueremo su questa strada. Quali iniziative credi si debbano fare per promuovere il SUP in Europa e in Italia? La cosa principale è averlo disponibile. Una volta che la gente lo prova se ne appassiona. Una cosa importante però è di non renderlo disponibile solo al bacino di clienti del kite e del windsurf. È un errore. Lasciamolo fare ai vari marchi storici. Qui c'è un mondo tutto nuovo e molto più vasto da raggiungere. Certo, kiter e windsurfer ne saranno attratti perchè lo potranno sfruttare nei giorni di vento leggero o senza vento, ma c'è molta più gente che può essere raggiunta. Tutti gli holiday resort, laghi, ovunque si pratica canoa e kayak; il SUP è diverso da questi ultimi due sport è più coinvolgente. Nulla di personale contro questi sport, ma la differenza è tra stare seduti e starci sopra. Questi sportivi ne saranno attratti. Questo è un potenziale molto maggiore di quello del kite e del windsurf. Bisogna finirla di mettere l'amo tutti nella stessa pozza. Ogni mossa viene copiata nello stesso ambiente e si ritrovano sempre almeno 5-6 aziende in lotta fra loro. Io non voglio entrare in questa competizione ma allargare il mio sguardo ad un bacino molto più vasto.


Robby, hai passato tutto il giorno a stringere mani e fare autografi, ti facciamo un'ultima domanda… puoi dire qualche cosa ai nostri lettori di SupTime? Potrei dire molte cose. La prima è “have fun”. La seconda è di avere rispetto per gli altri in acqua. Vedete, con il SUP si impara facilmente ad andare fra le onde e a prenderne e il risultato è che si rischia di farsi anche molti nemici. Bisogna essere educati e conoscere le regole non scritte del surf prima di buttarsi fra le onde; in poche parole rispet-

tare gli altri e aspettare il proprio turno e condividere le onde, non prenderle tutte per sé. Facciamo crescere bene questo sport, se vedete qualcuno che si comporta male, diteglielo. Spiegate le regole, perché col SUP si impara davvero velocemente, prima ancora di conoscere le regole delle precedenze. Questo contribuirà a far vedere il SUP come uno sport bello. Non fate gli stronzi o come diciamo noi in America:“ Have respect, don't be a crook”.

Sopra Robby Naish prova a fare il gondoliere. Ci sono molte similitudini tra i SUP e le gondole. 53>SUP TIME


Il Capo del Capo è la manifestazione più ambita da tutti i rider italiani a cui piace surfare le onde. Si accede solo su invito e alla sua ennesima edizione non finisce di stupire: quest'anno infatti si sono aggiunte 2 nuove discipline “SUP e Longboard” oltre alle due già esistenti “Windsurf e Kite”. Coraggio, rischio, fantasia ed endurance sono le doti richieste a chi dovrà diventare il capo del capo di ogni disciplina. Quest'anno la manifestazione non prevede scontri incrociati tra le varie specialità ma classifiche singole ad hoc. Vento, sole e onde sono stati gli amici più intimi dei nostri atleti che Sopra: il vincitore: Pietro Pacitto. Sotto da sinistra a destra: La bellezza e radicalità di Capo Mannu. con gran spirito sportivo si sono sfidati tra le onde di Capo Mannu. Lo skipper’s meeting con tutti gli atleti del Capo del Capo 2010 TESTO DI BEPPE CUSCIANNA E ALESSANDRA FERRARA FOTO DI GIANGI CHIUSURA, FOTOFIORE, BEPPE CUSCIANNA CAPO MANNU Per chi non conoscesse lo spot Capo Mannu è un promontorio situato a 22 km da Oristano, in Sardegna. Il territorio del Capo appartiene amministrativamente al comune di San Vero Milis. Capo Mannu, con le sue rupi di calcare giallastro alte 50 metri e le belle torri di Capo Mannu e Sa Mora, segna il settore settentrionale della penisola del Sinis, ed è costituito da un tratto di spiagge e basse scogliere dove sorgono i piccoli centri balneari. Capo Mannu è conosciuto come la capitale italiana del surf, windsurf e kitesurf. Durante le mareggiate di maestrale è possibile osservare onde di 4-5 metri ed è sicuramente il luogo in Italia dove tali condizioni sono più frequenti. Tuttora, rappresenta in Europa una delle mete più ambite per la pratica di questo sport. Lo spot visto dal centro vede sulla sinistra una punta distaccata di rocce che è l'inizio di una conca

in cui vi è un tavolato di scogli che prosegue lungo tutta la parte più bassa della scogliera e finisce in una conca a destra. Questo è uno dei punti più indicati per il corridoio d'entrata con i surf ma è importante stare sempre molto attenti alla marea. L'onda inizia dall'estrema destra ed è parallela alla costa. Una volta arrivata alla punta della conca l'onda gira ed entra in set più o meno regolari. Il point è destro quindi trova il picco più alto molto vicino alla scogliera e srotola e a volte tuba sulla destra andando a schiumare definitivamente sulla scogliera. I local e chi conosce bene lo spot riescono a sfruttare l'andamento dell'onda fino ad arrivare sul corridoio di uscita che si crea esattamente a 30 metri del picco più alto. È uno degli spot più famosi d'Italia ma è anche il più pericoloso. CAPO DEL CAPO 2010 SUP La convocazione su invito al Capo del Capo si è fatta attendere fino a fine aprile quando è stata pub© FotoFiore/Canon

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condotto dall’organizzatore Sergio Cantagalli. @FotoFiore/Canon

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blicata la rosa dei partecipanti alle varie discipline. Dopo circa 16 giorni dall'inizio del waiting period finalmente è comparso il semaforo verde per il più importante appuntamento nazionale di tutti i surfisti il Capo del Capo 2010. Le condizioni meteo a dir poco epiche, con raffiche di Maestrale fino a 30 nodi e moto ondoso oltre i 4 metri, non potevano certo passare inosservate per tutti i rider della scena nazionale e non solo in attesa di dare spettacolo alla manifestazione. Partiamo da Bari direzione Civitavecchia per l'imbarco del traghetto. Un viaggio lungo e difficile tra pioggia e mare mosso ma l'adrenalina che accompagna un evento di questa portata ha reso il tutto una piacevole “passeggiata”. Dopo la traghettata sbarchiamo in Sardegna, il profumo di mirtillo ci da il benvenuto. Ci dirigiamo verso l'agriturismo Menhiris (www.turismoruralemenhirs.it) in località Orte & Corru San Vero Milis provincia di Oristano, dove ci accoglie molto gentilmente nonostante la tarda ora il titolare Marco Testarella (surfer locale classificatosi secondo nel ranking finale della gara di longboard DAY 1 Un ringraziamento particolare va al team organizzatore capitanato da Sergio Cantagalli che ancora una volta ha organizzato la gara più estrema di wave del circuito Italiano. Il sole fa capolino tra

le nuvole, il vento sembra essere dei nostri e le onde non mancano, la natura sembra voler essere leader indiscusso di queste giornate e a contrastare la natura c'è una rosa di atleti esperti nel wave riding che cercheranno di domare gli elementi furiosi. Il programma della manifestazione prevede che i primi sfidare gli elementi siano windsurf e kite e il giorno successivo sup e longboard. Ore 8:30, il Capo del Capo 2010 inizia davvero, lo skipper meeting a cui partecipiamo con interesse insieme ad atleti nazionali ed internazionali delle 4 discipline aumenta la nostra carica e la voglia di essere i protagonisti di un vero e proprio spettacolo sulle onde. Ore 11:00 iniziano le gare di kitesurf e windsurf. Ci facciamo trasportare dall'enfasi ed andiamo a studiare lo spot, non è facile per chi capita per la prima volta al Capo: scogli ovunque poche vie di fuga e se ti fai prendere dal panico non ne esci facilmente. Il Capo inizia a lavorare seriamente ed in acqua entrano i primi rider a surfare onde che raggiungono anche i 4 metri con vento sui 25 nodi di base. Ottime le performance degli atleti che gareggiano in due batterie da 8 e che dopo manovre radicali e surfate mozzafiato regalano tanto spettacolo a chi come noi è sulla scogliera a godersi non solo il panorama ma anche il coraggio di coloro che sfidano le onde. Dopo aver scattato un po' di foto e gira-

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Sergio Cantagalli, organizzatore, local e rider... nessuno meglio di lui conosce questo spot! Ottiene un meritato II posto.

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to un po' di video decidiamo di entrare in acqua anche noi per iniziare a prendere confidenza con il posto. Ci dirigiamo verso uno spot consigliato da Marco Testarella. In acqua quasi tutti gli atleti di Paddle Surf: riesco a riconoscere oltre al mio carissimo amico Nicola Abatescianni, Leonard Nika, Pietro Pacitto, Emanuelle Guglielmetti, Leonardo Lazzari e altri 3 rider che successivamente ho conosciuto, Helgo Lass, Alessandro Onofri e Mirco Sarti. Nel tardo pomeriggio a chiusura delle gare di kite e windsurf entrano in acqua il team organizzator Sergio Cantagalli accompagnato dal suo amico Lorenzo Franco e Luca Marcis pro-kiter Italiano e amante del sup, in acqua non sono soli ma accompagnati dai longboard che si allenano per la gara. Il vento sostenuto non aiuta i rider a restare sulla line up e infatti sono tutti costretti a pagaiare senza sosta per riuscire a mantenere l'equilibrio. Dopo un po' di riscaldamento alcuni si spostano al mini capo, spot molto vicino al posto scelto per la gara di SUP, per studiare il posto, il vento, le correnti e le maree. L'ingresso in acqua dalla prima conca del mini capo non è molto impegnativo, si consigliano le scarpette se non si conosce il posto e soprattutto una particolare attenzione alle correnti. Il fondale alto e il picco centrale regalano onde surfabili sia a destra che a sinistra ma questo è uno spot per gente esperta. Il vento e le onde qui fanno da padroni di casa. Al contrario di quel che si dice in giro i surfer locali sono stati molto accoglienti nei confronti degli ospiti, non ci sono stati atti di localismo ma bensì tanta curiosità ed entusiasmo per la gara. DAY 2 LA GARA Giornata molto delicata per gli atleti delle discipline di SUP e Longboard, il vento di maestrale ormai

Le difficili condizioni del Capo. 56>SUP TIME

per il terzo giorno consecutivo alza onde considerevoli. La giornata è molto soleggiata, il vento si calma leggermente e le onde non mancano. Ore 9:00 skipper meeting presieduto dal comitato di giudici: Graziano Lai (team manager di Surfing Italia), Serafino Pittau e Luca Pilloni che accolgono gli atleti e spiegano i criteri di valutazione. I criteri sono quelli standard del surf: partenza pulita, sezioni critiche di partenza e di manovra, fluidità e velocità di surfata, chi droppa (chi commette un'interferenza) dimezza il punteggio, vale una sola onda buona non la somma delle onde. Il consiglio della giuria è di prendere le onde più grosse aumentando il rischio e di conseguenza il punteggio. Dopo lo skipper meeting l'appuntamento è alle ore 13 al Capo. Un secondo summit presieduto dal contest director dà le ultime direttive sul tempo delle heat (45 minuti) e sulla divisione degli atleti partecipanti. Ovviamente l'invito da parte dei giudici è quello di dare spettacolo in tutte e due le discipline. La prima heat di atleti vede: Leonardo Lazzari, distributore ed atleta Jimmy Lewis, Pietro Pacitto, ex capo del capo di kite surfista esperto, Alessandro Onofri, giovane surfista romagnolo, Leonard Nika, nuova promessa dello stand up paddle, e Lorenzo Franco, paddle surfer esperto di Trieste. La seconda heat vede cimentarsi invece: Emanuele Guglielmetti, surfista esperto di ritorno dal un viaggio di allenamento, Mirco Sarti, giovane surfista romagnolo, Nicola Abatescianni, atleta Starboard e nuova promessa del paddle surf, Mirko Babini, distributore di materiale tecnico e surfista esperto, Sergio Cantagalli, un nome noto in tutta Italia e nel mondo per le sue doti di surfista esperto, promotore, divulgatore, organizzatore di eventi... in poche parole un pezzo da 90 e Helgo Lass, surfista locale noto in zona. Lo start della gara è alle ore 15:30 orario scelto per far placare un po' il vento ma al contrario delle previsioni forti raffiche hanno caratterizzato soprattutto la prima heat mettendo duramente alla prova l'equilibrio degli atleti. Tutti hanno dovuto faticare parecchio per restare sulla line up e per evitare disastrosi wipe out. I primi atleti si fanno subito notare iniziando a surfare onde altissime. Spiccano sugli altri alcuni rider come Pietro Pacitto che stacca take off su picchi altissimi, Leonardo Lazzari che sembra aver molta esperienza su onde grosse, Leonard Nika e Alessandro Onofri che come giovani promesse non sembrano voler stare a guardare e si cimentano in surfate pulite. Leonardo Lazzari commette un'interferenza su Lorenzo Franco e quindi il suo punteggio viene improrogabilmente dimezzato mettendolo quindi matematicamente fuori dalla gara. Passano la heat Pietro Pacitto, Alessandro Onofri e Leonard Nika. La seconda heat non inizia nel migliore dei modi, 3 atleti si fanno male; Mirko Babini nell'entrare in acqua commette un piccolo errore di timing e quindi viene sbattuto sugli scogli, questo errore gli costa la gara, Nicola Abatescianni durante il warm up viene frullato da una grossa onda che lo trascina sin sul tavolato di scogli dove termina momentaneamente la sua corsa, Emanuele Guglielmetti che durante una surfata non uscendo velocemente da un onda viene frullato e trascinato sugli scogli. Primeggiano in questa heat Sergio Cantagalli, con partenze radicali sulle onde, Emanuele Guglielmetti che non molla e regala carvate quasi verticali e Mirco Sarti pennella le onde come un surf. Nel frattempo Nicola Abatescianni rientra in acqua arrivando velocemente sulla line up aspettando insieme al nostro amico Helgo Lass l'onda buona che però per entrambi non arriva. Passano la heat Mirko Sarti, Sergio Cantagalli e


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Il giovane Leonard Nika, III classificato.

Emanuele Guglielmetti. I giudici concedono un'ora di pausa agli atleti prima di disputare la finale e nel mentre si disputa la finale di longboard che vede in acqua i migliori rider. Tra questi il nostro amico Marco Testarella titolare dell'agriturismo per cui facciamo spudoratamente il tifo. La finale di SUP vede 6 paddle surfer di grosso calibro sfidarsi in una sessione di 45 minuti, il vento si rilassa di poco rispetto alla mattina ma spira sempre con grande insistenza, le onde sembrano pulirsi ma il picco si alza sempre più. Questa volta nell'ingresso in acqua nessuno si fa male e i sei atleti sono tutti sulla line up senza problemi. Il moto ondoso sembra incalzare la sua maestosità, i rider sono tutti pronti a dare il meglio di se. Inizia le danze Pietro Pacitto che prende un'onda maestra, Sergio Cantagalli non è da meno e regala meravigliosi re-entry, Leonard Nika sembra aver preso confidenza con il posto e azzarda ad avvicinarsi molto al picco, Alessandro Onofri e Mirco Sarti si difendono bene e pennellano onde notevoli quasi come i local più esperti. Purtroppo al Capo del Capo c'è posto per un unico vincitore scelto per le doti notevoli di coraggio, determinazione, radicalità, tecnica, tenacia e rischio. Tutti gli atleti di paddle surf meritano il rispetto più assoluto per aver gareggiato in condizioni a dir poco estreme per lo sport, vento sostenuto, onde grosse, correnti forti e heat dal tempo interminabile e per essere stati tutti all'altezza della convocazione. La classifica finale ha riconosciuto vincitore della manifestazione Pietro Pacitto che ha surfato divinamente su onde grosse, seguito dall'organizzatore dell'evento Sergio Cantagalli a cui ho stretto la mano con immenso piacere e Leonard Nika ormai amico di tante manifestazioni che con il suo trascorso da shorter si è meritato il terzo posto sul podio come new entry. Il quarto posto è stato assegnato ad Alessandro Onofri, il quinto a Mirco Sarti e il sesto posto ad Emanuele Guglielmetti che dopo il suo frullone sugli scogli è entrato in acqua per la finale ma non è riuscito ad impressionare la giuria. Anche quest'anno il Capo volge al termine con tante novità: 4 classifiche differenti, 2 discipline nuove inserite e tanto entusiasmo per il prossimo evento. Ringrazio il team organizzatore dell'evento, gli sponsor che hanno contribuito alla riuscita dell'evento, le giurie delle varie discipline, l'assistenza in acqua sempre molto vigile, i soccorsi a terra e tutti gli atleti partecipanti e i loro accompagnatori. Appuntamento all'anno prossimo con l'edizione 2011 che sicuramente regalerà novità. Per tutti coloro che capitano a Capo Mannu vi consigliamo l'agriturismo MENHIRS, la struttura è fornita di diversi appartamenti (dotati di cucina, aria condizionata e servizi privati), ristorante, piscina, zona barbecue, parco giochi inserti in un'oasi di verde. Tutti gli alloggi si affacciano su un porticato circondato da un elegante e suggestivo giardino con olivi, palme e minhirs che rendono così l'ambiente unico. www.turismoruralemenhirs.it

© Giangi Chiesura

Si ringraziano inoltre tutti i rider che hanno preso parte all'evento, il prezioso il supporto tecnico dei giudici di gara, del team O'No? Surf Shop di Oristano, della KiteFamily ASD di Oristano, e il team di Eolo Windsurfing di TorreGrande. L'evento è stato reso fattibile grazie al supporto di NISSAN e del progetto NSA (Nissan Sport Adventure) legato al mondo del water-boarding. Un grazie va anche al Sistema Turistico Locale, STL, della Provincia di Oristano.

Il podio del Capo del Capo 2010 SUP.

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Sono state le parole pronunciate da Roberto Ricci per la prima edizione della “SURFIN' VENICE - SURFANDO VENEZIA”, una manifestazione che si è svolta a Venezia il 27 giugno 2010. Una data che passerà alla storia per aver visto per la prima volta una città dalle antiche tradizioni marinare aprirsi alle innovazioni e a questa nuova disciplina sportiva. I ringraziamenti vanno a tutto lo staff RRD - Roberto Ricci Design che in collaborazione con Città di Venezia, Circolo Culturale Veneto inVenice AICS in particolare a Eliana Argine, Settemari e Nissan Sports Adventure è riuscito ad organizzare un evento unico. TESTO DI GIUSEPPE CUSCIANNA, ALESSANDRA FERRARA FOTO DI ANDREA DE MARIA, ALESSANDRA FERRARA

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Roberto Ricci spiega le regole della giornata allo skipper’s meeting del mattino al Tronchetto prima della partenza.

La partenza della parata dei supper.

Tutti in fila dietro ai Sandali divisi in gruppi.

Venezia come la Polinesia, la gondola come il SUP, il remo come la hoe (pagaia in haitiano) un mix perfetto di cultura e tradizione per accostare due luoghi così distanti geograficamente ma anche così vicini vista la loro antichissima storia remiera. Lo Stand Up Paddle (SUP) per chi ancora non lo conoscesse ha antiche tradizioni, è un modo di vivere il mare in piedi su una grande tavola da surf e sfruttando una pagaia per lunghe passeggiate in acqua ma anche per cavalcare le onde. Ha molto da imparare dalla vecchia tradizione gondoliera ma nasconde dietro la sua estrema bellezza anche la facilità e la semplicità con la quale si può far sport su qualsiasi specchio d'acqua. E quale migliore location se non la città lagunare per eccellenza che ha offerto un'atmosfera unica e uno sfondo magico per un evento che resterà nella memoria di tutti coloro i quali potranno dire “io c'ero”. Per un evento del genere non potevano mancare giornalisti e reporter di Nissan TV, Rai 3 e Sky che hanno voluto immortalare i momenti salienti della manifestazione. Il programma dell'evento ha previsto alle 8:00 l'accredito di tutti i partecipanti in zona Tronchetto, luogo di ritrovo dei tanti fortunati che hanno potuto scrivere una pagina di storia del SUP. Lo staff ha saputo gestire le tante iscrizioni in modo egregio e infatti in pochi minuti tutti i presenti hanno potuto indossare la lycra offerta da RRD e aver assegnata una tavola e una pagaia personale. L'organizzazione non ha lasciato nulla al caso e questo si è notato in ogni momento della manifestazione. Assolutamente appropriate le divise dei partecipanti, lycra a strisce bianche e blu (per i soli partecipanti alla parata) bianche e rosse (per gli atleti agonisti) che riprendono il classico abbigliamento del gondoliere e che hanno permesso a tutti di entrare a far parte in modo inequivocabile della tradizione veneziana. LA PARATA Dal Tronchetto dopo i tempi tecnici necessari all'organizzazione e dopo un rapido skipper meeting tenuto dal papà dell'evento Roberto Ricci è partita un'indimenticabile sfilata lungo tutto il Canal Grande fino a San Marco e poi ancora oltre verso Campo San Biagio. Il Canal Grande è il principale canale di Venezia che per tutta la sua lunghezza (circa 3800 metri) divide il centro storico in due parti. È uno dei simboli della città e lungo il suo percorso ad S rovesciata bagna edifici storici di Venezia. Le regole di navigazione del canale sono abbastanza ferree visto che il Canal Grande è l'asse principale dei trasporti di Venezia e che il moto ondoso provocato dalle imbarcazioni è un grave problema per la struttura degli edifici. Per questo è stato necessario informare tutti i partecipanti di poche regole da seguire per non creare problemi al traffico locale e turistico. Circa 100 persone hanno avuto il privilegio di montare una tavola SUP e surfare per oltre 6 Km attraversando i luoghi più antichi della città sotto lo sguardo curioso di migliaia di turisti incuriositi dall'evento. I partecipanti alla sfilata sono stati divisi in gruppi di 10 scortati ciascuno da una gondola d'appoggio chiamata Sandalo, la barca a remi più diffusa usata nella tradizione lagunare come mezzo di trasporto di cose, persone o per la pesca. I vari Sandali sono stati messi a disposizione dall'associazione Settemari che ha brillantemente collaborato con il team organizzatore. La sfilata certamente unica nel suo genere ha destato l'interesse anche della gente del posto, tanto abituata alla tradizione remiera ma coinvolta in qualcosa di assolutamente

Roberto Ricci e lo sfavillante Beppe Cuscianna in testa al lungo codone dei SUP che dal Tronchetto sta per raggiungere Campo S. Biasio.

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Una giornata che rimarrĂ nella storia!

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Da qui è partito Marco Polo per il suo viaggio verso l'Oriente...

innovativo e originale, che non ha rinunciato allo spettacolo cercando di immortalare con qualche scatto fotografico ciò che stava succedendo. Se per gli habituè della laguna l'evento è stato unico e memorabile, per tutti gli altri la possibilità di ammirare Venezia dal Canale come protagonisti in uno scenario così tanto suggestivo ha lasciato sicuramente un ricordo indelebile. Lungo tutto il tragitto non sono mancati momenti emozionanti e divertenti tra i supper e i sostenitori sulle barche d'appoggio che non hanno mai smesso di incitare i partecipanti. Sicuramente caratteristico il passaggio sotto i ponti storici della tradizione veneziana come il ponte di Rialto e anche lo sfondo di piazza San Marco che con i suoi migliaia di visitatori al giorno ha regalato uno spettacolo unico al pubblico che da terra guardava il mare ma anche agli atleti. All'arrivo al Campo San Biagio in prossimità del canale che porta allo storico Arsenale Veneziano, l'accoglienza per i partecipanti è stata grandiosa, un grande palco per ospitare gli organizzatori, le autorità e campioni olimpionici d'eccezione come i canoisti Antonio

Rossi e Daniele Scarpa (atleta e protagonista dell'evento) e il ginnasta Yuri Chechi. Dopo le presentazioni di rito e le fotografie del gruppo è stato offerto un ricco buffet preparato dalla nota scuola di cucina Etoile con varie sedi in Italia che ha rifocillato gli atleti dopo la lunga fatica con ottime prelibatezze. C'è stato anche l'intervento delle autorità, il vice sindaco e l'assessore al turismo che hanno voluto esprimere il loro apprezzamento per l'iniziativa con l'augurio che questo sia soltanto il primo evento di una lunga collaborazione tra Venezia e lo sport per la diffusione di questa nuova disciplina. LA GARA Poche ore di relax e poi nel primo pomeriggio tutti di nuovo in acqua per prove libere e soprattutto per coinvolgere turisti di tutte le età e di ogni provenienza a provare il SUP. È stata un'esperienza divertente soprattutto vedere gondolieri traballanti sulle tavole da sup e supper cimentarsi a duettare con il lungo remo sui sandali. Lo scambio di culture, di disciRoberto Ricci all'arrivo a Campo S.Biasio.

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pline, di tecnica ma anche di battute e sorrisi ha reso questi momenti davvero unici. C'è stata molta affluenza nelle prove libere e le richieste da parte di persone incuriosite dalla novità ha richiesto l'intervento di molti atleti che con pochi consigli sono riusciti a far provare l'ebbrezza di un giro sulla tavola proprio a tutti. Verso le 15 è stato dato spazio agli atleti agonisti. 20 atleti provenienti e selezionati da tutta Europa per partecipare ad una gara all'ultima pagaia in uno scenario unico come lo specchio d'acqua vicino l'isola di San Giorgio, proprio di fronte Piazza San Marco. Gli atleti sono stati selezionati in base ad alcuni criteri che si basano soprattutto sulle proprie referenze sportive. Dopo l'invio da parte di ogni atleta del proprio curriculum sportivo, gli esaminatori dello staff RRD hanno attentamente valutato le varie referenze sportive e scelto i personaggi più rappresentativi del panorama sportivo europeo. Campioni italiani e mondiali di canoa, campioni di Paddle Surf e di Windsurf in Italia e in Europa, rappresentanti del circuito Italiano di Paddle Surf e atleti agonisti di altre discipline ma appassionati di Stand Up Paddle hanno formato una rosa di atleti dal livello atletico e tecnico molto alto. Lo skipper meeting ha preparato gli atleti sul percorso da effettuare: 2 boe situate a circa 500 metri di distanza da percorrere in senso orario per una distanza totale di 2400 metri. Gli atleti ciascuno sulla sua tavola si sono “incamminati” verso il punto di partenza e li hanno atteso l'arrivo della barca della giuria e di quelle d'appoggio. Lo start è stato dato dal giudice di gara disposto in prossimità della prima boa e subito è stata una battaglia avvincente. Barche d'appoggio gremite di spettatori, giornalisti e fotografi tutti ad assistere a questa fantastica gara sprint vinta dall'inglese Neal Geant dell'isola di Wight che si è saputo imporre sugli altri grazie alla sua preparazione atletica e sportiva agonistica nello Stand Up Paddle ma anche nel Windsurf e Kitesurf. Al secondo posto si è classificato Giuseppe Giusti, anche lui sportivo e canoista mentre al terzo lo spagnolo Eduardo Diaz. LA CLASSIFICA GENERALE HA VISTO IN ORDINE DI ARRIVO: 1. Neal Gent (UK) - Pluridisciplinato campione di windsurf, kitesurf e SUP 2. Giuseppe Giusti (ITA) - detentore di 26 titoli italiani nelle varie discipline della canoa canadese 3. Eduardo Diaz (Gran Canaria) - Pro ed esperto di SUP 4. Nicola Zamuner (ITA) - Campione mondiale di canoa polinesiana con altri titoli a seguito 5. Giuseppe Cuscianna (ITA) - Atleta Italiano SUP 6. Tine Slabe (SLO) - Campione di windsurf 7. Dave Shively (USA) - Reporter per paddler magazine e sportivo 8. Arnaud Gardais (FRA) - Esperto di paddle surf francese 9. Gullermo Pena (SPA) - Atleta noto per aver attraversato lo stretto di Gibilterra in SUP 10. Fernando Labad (SPA) - Simpatico atleta spagnolo che si è prodigato durante le prove libere ad accompagnare i curiosi che volevano provare il SUP 11. Francesco Moretti (ITA) - Ex windsurfer professionista 12. Federico Barnaba (ITA) - 15 anni giovanissimo atleta di canoa 13. Marco Bosi (ITA) - Professionista di Windsurf trasferito alle Hawaii e chiamato “il quasi hawaiano” 14. Peter Bridgman (UK) - La persona più esperta nel campo delle tavole da surf (il più anziano) 15. Devid Pecchi (ITA) 16. Franco Piccioni (ITA) 17. Barbara Lombardi (ITA) 18. Greta Galeotti (ITA) - 15 anni giovanissima atleta di canoa 19. Tim Cernac (SLO) 20. Claudio Cagnazzi (ITA)

Gara: tutti pronti per partire... Giuseppe Giusti cerca la posizione.

Gli atleti durante la gara. Neal Gent dall'isola di Wight taglierà il traguardo per primo.

Foto ricordo con l’assegno per il vincitore e la macchina dello sponsor.

La gara ha visto la partecipazione di persone di tutte le età dai giovani Federico Barnaba e Greta Galeotti di appena 15 anni al “meno giovane” Peter Bridgman persona esperta di tavole da surf che ha saputo difendersi egregiamente per tutta la competizione nonostante la sua veneranda età. Dopo la gara atleti e tutti i sostenitori sono ritornati al campo san Biagio dove si è svolta la tipica cerimonia di premiazione. Tutti sul palco per concludere insieme una manifestazione che più che un evento sportivo è stata una festa di sport, di tradizioni, di innovazioni, di culture, di divertimento. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell'evento, a tutti coloro che hanno partecipato ma in particolare al magico Canal Grande che ci ha ospitato come un vero padrone di casa sa fare rendendo questa giornata una pietra miliare di Venezia… ci si vede tutti l'anno prossimo per la nuova edizione delle SURFIN' VENICE. 63>SUP TIME


Da 25 anni “ bazzico” sulle coste del Gargano e con l'avvento del SUP ho subito immaginato che potesse essere il mezzo migliore per “scoprire e far scoprire” fascino e meraviglie di queste frastagliate coste, ma non pensavo che si rivelasse il mezzo ideale, se non perfetto, per esplorare ogni angolo dello “sperone”! Devo ammettere che, proprio tramite lo Stand Up Paddle, ho avuto modo di “riscoprire” questi luoghi a me così cari. Non perdo l'occasione per una solitaria session nella quiete del tramonto, o un lungo down-wind a favore di corrente in compagnia di amici. Una costa così propensa alle attività marine e ancor più “perfetta” per essere visitata se non vissuta tramite questo mezzo, oggi ideale, il SUP! TESTO DI SERGIO CANTAGALLI FOTO DI A.PASTORELLA & C.CELSIO

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Il Gargano è sicuramente tra le risorse paesaggistiche più straordinarie d'Italia. Un susseguirsi ininterrotto per oltre 130 chilometri di spiagge, cale, baie, alte scogliere, faraglioni, pittoreschi strapiombi verdeggianti, bianchi costoni frastagliati, piccole baie deserte, affascinanti grotte marine, brevi arenili, stupefacenti ed odorosi paesini arroccati lungo la costa, resti archeologici sorprendenti. Molti degli scorci più incantevoli della costa garganica sono completamente inaccessibili via terra, cosicché lo Stand Up diventa il mezzo migliore per scoprire tutti i segreti e le meraviglie dell'incantevole costa che dalla cittadella arroccata di Peschici porta, a favore di corrente, attraverso l'affascinante Vieste, fino alla baia di Mattinata in un continuo alternarsi di paesaggi incontaminati. GARGANO'S FEVER Siamo nel Parco Nazionale del Gargano, con la sua linea costiera orlata di faraglioni, ricca di vaste cavità è fonte inesauribile di stupendi ambienti naturali, insenature, spiagge e piccole cale. Lungo tutta la costa nelle parti più prominenti si intravedono ancora diverse torri a base quadrata. Avamposti costruiti nella prima metà del '500, dagli spagnoli, servivano essenzialmente a segnalare i pericoli di incursione da parte di nemici e pirati. Tra un'insenatura e l'altra, arroccati sugli scogli, sorgono i Trabucchi, antiche ed ingegnose strutture per la pesca di origine Fenicia, qui perfezionate tecnologicamente a fine 800. Un'imponente costruzione in legno, protesa sul mare e ancorata alla roccia da grossi tronchi, con le lunghe antenne che sorreggono l'enorme rete da pesca. Ma lo spettacolo più suggestivo dell'intera costa è offerto dalle innumerevoli e bellissime grotte marine, erose del corso dei millenni dal vento e dal mare. Niente di più piacevole che dividere un'esperienza come questa in compagnia di Gegè, Antonello e

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Lorenzo, sorseggiando abbondanti litri di te o acqua, e masticando altrettante barrette energetiche o frutta, in una intensa giornata “da record”. Per vivere queste emozioni Surfconcept, dalla sede di Vieste, con il supporto di barche appoggio e valide attrezzature, propone, oltre all'approccio al mezzo stesso, gite guidate ed escursioni sia alle grotte che lungo la costa del Gargano, così come escursioni culinarie, diurne e notturne, alla scoperta dei colori ma anche dei sapori di questa Puglia e del suo stupefacente ambiente marino ricco di incredibili sorprese, e che ancora non smette di stupirmi. ROAD BOOK Con villaggi turistici e ristorantini a filo d'acqua, presenti su tutto il litorale, si può facilmente intraprendere un “Gargano S.U.P. Cruise” (una piacevole escursione) trovando ristoro e alloggio ad ogni evenienza. Lasciando Peschici, l'una accanto all'altra, si incontrano la spiaggia di Zaiana e la Baia di Manacore. Non molto oltre, ecco la sabbiosa Calalunga e Torre Usmai, poi ecco raggiungere le ampie spiagge, prima tra tutte Sninale e Sfinaliccio prima di affacciarsi sulla spiaggia di Santa Maria di Merino con le "palestre" del surf di Capo Vieste e Spiaggia Lunga sedi dei nostri centri SurfConcept. Ma il tratto più suggestivo della costa garganica rimane comunque quello che da Vieste raggiunge Mattinata, in 40 chilometri di scogliera alta e frastagliata orlata da verdissima macchia mediterranea. Procediamo da Capo Vieste, seguendo la costa, cullati dal moto ondoso a favore e rinfrescati dalla brezza di Maestrale. Prendendo come riferimento il faro eretto sull'isola di Santa Eufemia raggiungiamo il candido centro abitato intrufolandoci tra le lenze dei pescatori e la curiosità dei passanti.


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Troviamo il cuore della cittadella gremito di turisti nella baietta di Marina Piccola che, tra musiche e attività, diventa fulcro della vita marittima del paese. Poi, superata la punta di San Francesco, appare l'inconfondibile siluette del faraglione di Pizzomunno, il mastodontico e superbo monolito che si eleva a pochi passi dallo strapiombo su cui si affaccia il Castello di Vieste, quasi a sorvegliare, come le leggende narrano, le fortune del paese. Prua a Sud, in lontananza il nostro prossimo obiettivo è l'isola di Gattarella in direzione di Mattinata. Alle nostre spalle l'ultima lunga lingua di sabbia pronti ad iniziare il tragitto tra i faraglioni e la costa a picco, tipica del promontorio garganico. “È qui che comincia il bello!”… e con qualche colpo di pagaia già intravediamo il suggestivo profilo dell'Architiello di San Felice. Il ritmo delle vogate, così come la curiosità, aumenta e a breve ci ritroviamo sotto il costone dall'ampio foro, irto, sovrano come un portentoso arco di trionfo, guardiano dell'omonima caletta intagliata nella roccia del capo. Da qui in poi la sabbia lascia posto ai ciottoli. Pagaiando a ritmi alterni, tra una sosta è l'altra, incantati da tanta natura. Verso Sud, in corrente, le prossime destinazioni: Baia di Campi, una delle insenature più intriganti della costa garganica, e subito dopo Porto Greco, quindi la baia di Pugnochiuso, fino ai faraglioni di baia delle Zagare. Entrando così nella fascia più suggestiva della nostra avventura (doppiando la Testa del Gargano) pronti a scoprire le sue famose ed incantevoli grotte. Fra la natura rigogliosa e il mare cristallino, la costa alta del Gargano accoglie innumerevoli cavità che sono veri prodigi di incanto e meraviglia, operati dal riverbero delle luci e dei colori, dalla trasparenza delle acque e dall'artistico gioco delle rocce erose… via via in una moltitudine di strettoie, passaggi obbligati e corridoi di roccia a strapiombo sul mare. Poi, a grande sorpresa, i due mastodontici faraglioni di Baia delle Zagare, affioranti a pochi metri dalla riva e dalla verticale scogliera. La pagaia affonda nell'acqua per inerzia. Esausti se non stremati da tanta natura. Prima di raggiungere la spiaggia di Mattinatella e quindi Mattinata, ancora una spettacolare visione ci viene donata dalle pareti di Vignanotica, con la sua lingua di ciottoli incastonata fra pini e ulivi di un'alta falesia di roccia bianca. Per info: info@surfconcept.it - www.surfconcept.it 68>SUP TIME


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RIDER Victor Fernandez FOTO John Carter PLACE Hawaii, Maui

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Pagaiare in modo corretto è molto elegante da vedere e sopratutto evita di produrre eventuali problemi fisici. Molti sono convinti che certi tecnicismi siano riservati agli agonisti, niente di più sbagliato! Pagaiando correttamente si ha una sensazione di benessere, di efficienza, di potenza piacevolissima, e quei tecnicismi, anche senza fare gare di velocità, anche pagaiando ad andatura turistica, sono preziosi per riuscire a pagaiare a lungo ad una velocità piacevole senza stancarsi, senza affaticare solo alcuni muscoli e soprattutto senza procurarsi indolenzimenti, dolori e tendiniti dannosi sia per gli atleti sia per coloro che fanno dello sport la loro passione ed il loro hobby preferito. TESTO DI STEFANO CONTINI È necessario sapere che tutti quanti possono raggiungere risultati importanti dal punto di vista delle prestazioni e che non è necessario avere una potenza smisurata. Molto più importante è la tecnica, per questo motivo è necessario sapere alcune nozioni base che con il tempo avremo modo di affinare. Innanzitutto è necessario stabilire qual è la giusta lunghezza della pagaia, condizione indispensabile per eseguire correttamente tutti i movimenti, in particolar modo si possono individuare tre diversi assetti: Cruise/Race, AllAround, Wave. Tali riferimenti sono intesi prendendo in considerazione un paddler che possiede un fisico con le giuste proporzioni tra lunghezza delle gambe, braccia, corpo.

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RIDER Fabrizio Gasbarro FOTO Marcello Cassano PLACE Torino, fiume Po

RACE La pagaia con assetto da Race deve essere almeno 24-26 cm più alta del paddler, con un angolo che può andare da 0 fino 10 gradi della pala. Maggiore angolo della pala, più in avanti riusciremo a farla entrare in acqua. La superficie della pala (blade) varia da 100 sq/in a 110 sq/in, è indispensabile un paddle 100% carbonio per avere una risposta ottimale in termini di prestazioni. Anche la forma della pala ha un'importanza rilevante, in questa disciplina, perchè è opportuno che abbia un outline molto poco arrotondato con la massima superficie spostata il più possibile verso la parte finale della pala.

RIDER Klaas Voget FOTO John Carter

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WAVE Per quanto riguarda l'assetto da Wave la pagaia deve essere dai 18 ai 22 cm più alta del paddler con angolo della pala che può variare da 10 fino anche a 13 gradi. Questo perchè in tali condizioni dobbiamo privilegiare più l'aspetto della manovrabilità e della maggior frequenza richiesta, in modo che si possa trasferire quello spunto rapido e di breve periodo alla tavola che consentirà di prendere più onde possibile. Le pagaie come superficie della pala dovranno essere tra i 90 Sq/in ed i 100Sq/in quindi più piccole delle Race ed avere un maggior flex per consentire manovre ed appoggi sull'onda più facili da gestire. La forma della pala per dare modo al paddler di facilitare i movimenti di cui sopra dovrà avere un outline molto arrotondato sugli angoli e non dovrà presentare una rigidità troppo elevata proprio per non mettere in difficoltà il paddler durante la surfata. Le pagaie in carbonio in questa particolare disciplina non sono così indispensabili vista la loro fragilità, per tanto si possono trovare alternative valide sia nella pagaia in fibra di vetro che in legno riducendo anche di non poco l'aspetto economico.

RIDER Kay Lenny FOTO courtesy Naish

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RIDER Robby Naish FOTO courtesy Naish

ALL-AROUND Per quanto riguarda l'assetto all-around è consigliabile una pagaia di altezza 22-24 cm più alta del paddler con un angolo della pala che può essere intorno ai 10 gradi. In questa maniera avremo una pagaia capace di soddisfare un po' tutte le esigenze senza essere troppo specifica per una o per un'altra disciplina. Le pagaie dovranno avere una superficie media della pala che è intorno ai 100Sq/in e non dovranno essere troppo impegnative dal punto di vista dello sforzo fisico. Per tanto saranno necessarie pagaie con un buon flex e molto resistenti agli urti. Per soddisfare a pieno tutte queste esigenze il mercato mette a disposizione pagaie con diverse tecnologie, si va dall'alluminio economico e rapido da mettere a punto visto che la maggior parte è dotata di regolazione del palo (shaft), alle pagaie in fibra di vetro o legno leggermente più costose ma in grado di dare molte più garanzie in termini di peso e prestazioni, alle pagaie in carbonio, in assoluto le migliori ma anche le più costose e sopratutto più fragili e faticose specie, per Paddler alle prime armi. Infine per poter fare un'analisi più completa della scelta che intendiamo fare c'è da tenere in considerazione il livello di esperienza acquisito ed il peso del paddler.


L'IMPUGNATURA Molto importante è la corretta impugnatura della pagaia. Foto: 1 (corretta impostazione di presa) La pagaia va impugnata in modo che i gomiti facciano un angolo leggermente inferiore ai 90°, le dita non devono stringere troppo: quanto basta per controllare la pagaia. Poi durante la pagaiata si può stringere o allargare un poco l'impugnatura (mani più vicine o più lontane) che è come cambiare rapporto quando si va in bicicletta: allargare l'impugnatura equivale a mettere un rapporto più agile (pagaiata meno dura, maggiore frequenza) mentre stringere l'impugnatura equivale a mettere un rapporto più duro (pagaiata più dura, passata in acqua più lunga, minore frequenza).

LA TECNICA Dopo questa doverosa introduzione veniamo alla tecnica. La pagaiata è un movimento ciclico sciolto e continuo, però per analizzarlo e spiegarlo lo si scompone in 4 fasi: 1 PREPARAZIONE DELLA PAGAIATA 2 ATTACCO, CIOÈ PALA IN ACQUA 3 PASSATA IN ACQUA: TORSIONE DEL TRONCO E ROTAZIONE DELLE SPALLE 4 ESTRAZIONE DELLA PALA

1 PREPARAZIONE DELLA PAGAIATA Nella preparazione della pagaiata il braccio che sta in alto sulla maniglia (handle) si piega leggermente mentre il braccio che sta in basso si porta teso in avanti per preparare l'attacco in acqua, le gambe si piegano leggermente in avanti e gli addominali devono sviluppare la necessaria tensione per trasferire più scorrevolezza possibile alla tavola che non deve sentire nessuna forma di abbandono da parte del paddler. La spalla ruota insieme al braccio che sta più vicino alla pala per agevolare l'attacco in acqua.

2 ATTACCO DELLA PALA IN ACQUA La pala va infilata in acqua più avanti possibile a patto che non si pieghi troppo il tronco in avanti (non più di 10 - 15 gradi) quindi sarà solo la torsione delle spalle a consentirci un attacco tanto più avanti quanto più potente, la pala dovrà entrare in acqua il più verticale possibile e non si dovranno sollevare spruzzi di acqua che causerebbero perdita di energia e fluidità. Le gambe dovranno spingere sulla tavola quasi a schiacciarla in acqua, dare stabilità e direzionabilità aiutate da caviglie e piedi, elementi indispensabili per far si che la tavola proceda nella direzione desiderata e senza che essa subisca il classico effetto row (destra/sinistra). È molto importante la giusta tecnica al fine di evitare eventuali problemi ma non è la sola cosa che conta, molto spesso i problemi sono da ricondurre ad una scelta della pagaia troppo grande o troppo rigida, in quanto solo chi ha già un'esperienza ed un allenamento notevole riesce a portare il proprio corpo a sopportare sforzi importanti. Nella maggior parte delle situazioni o comunque il paddler medio per non incorrere in problemi dovrebbe scegliere una pagaia con un flex discreto, che pesi non più di 850 grammi e con una superficie della pala che non sia superiore a 100Sq/in. 3 PASSATA IN ACQUA: TORSIONE DEL TRONCO E ROTAZIONE DELLE SPALLE. In questa fase le spalle ed il tronco assumono un'importanza fondamentale. Mentre un braccio tira la pagaiata l'altro deve spingere, fino ad essere teso in avanti. La pala deve essere immersa completamente! La passata in acqua va fatta più o meno parallela al bordo della tavola. Le spalle durante la torsione del tronco assecondano il movimento in modo da eseguire una un movimento ad otto circolare. In questa delicata fase che introduce l'uscita della pagaia, le gambe si mantengono leggermente piegate con un leggero aumento della pressione del piede opposto al lato della pagaiata in modo da far andare il

più diritto possibile la tavola durante la spinta. La passata in acqua deve terminare all'altezza dei piedi e non andare oltre!

4 ESTRAZIONE DELLA PALA Fondamentale per preparare la successiva pagaiata è l'estrazione della pagaia, durante questa fase è indispensabile la conoscenza della tecnica, ma più nello specifico l'uso del polso. Il polso deve ruotare verso il bordo interno della tavola mantenendosi in linea con l'avambraccio trasferendo alla pala un movimento di rotazione che permetterà di tagliare l'acqua in uscita. Il corretto movimento darà modo alla pala di ricevere una spinta di ritorno in avanti tale da ridurre al minimo l'uscita dall'acqua e sopratutto da consentire al paddler di preparare al meglio la nuova pagaiata. Anche la fase aerea della pagaiata è importante in quanto in questo momento l'unico attrito che incontra la pagaia è rappresentato dall'aria. Se siamo controvento dovremo assumere una fase aerea della pagaia molto bassa quasi a sfiorare l'acqua e di taglio per non farsi rallentare, al contrario in condizione di corrente e vento a favore sarà opportuno tenere la pagaia aperta in modo da sfruttarne anche la spinta che il vento a favore. In particolar modo è bene sottolineare che questi movimenti una volta sincronizzati avranno bisogno di velocità e quindi frequenza di pagaiata per poter esercitare la massima prestazione. In questo caso ognuno a seconda delle proprie caratteristiche sceglierà di sviluppare una frequenza di pagaiata più o meno elevata esattamente come fa un ciclista quando usa un rapporto più o meno duro. Sono quindi molte le cose da tenere in considerazione per raggiungere un livello tecnico sufficiente. Ma è anche opportuno affermare che la grande accessibilità che lo Stand Up Paddle esercita, metterà in condizione tutti di conseguire in breve tempo risultati eccellenti, sia per quanto riguarda il Wave, sia per quanto riguarda il Race. Non resta quindi che augurare a tutti un'estate piena di sole, mare e pagaiate! 75>SUP TIME


TESTO DI BEPPE CUSCIANNA E ALESSANDRA FERRARA FOTO DI ALESSANDRA FERRARA RIDER BEPPE CUSCIANNA La bellezza dello Stand Up Paddle si nasconde dietro la sua estrema versatilità e la possibilità quindi di poter sfruttare la tavola SUP in qualsiasi condizione sia in acqua piatta che sull'onda, in qualsiasi spazio d'acqua e ad ogni livello surfistico. Se per le nostre tranquille passeggiate estive magari in compagnia del nostro partner possono bastare le indicazioni di base date nel primo numero di SupTime, in condizioni di mare mosso durante una scaduta o con il vento attivo la situazione diventa più impegnativa. In questi casi è necessario avere piena padronanza della tavola in modo tale da evitare traumi e danni alle persone vicine ma anche a noi stessi. Il momento sicuramente più “delicato” e pericoloso è il passaggio del frangente che chiameremo “shore-break”. Non bisogna sottovalutare la pericolosità di questa tecnica, non solo in caso di fondali rocciosi, ma anche nei nostri fondali sabbiosi. I rider che frequentano le spiagge sanno quanto può essere duro soprattutto quando si è alle prime armi superare il punto di rottura delle onde e nello Stand Up Paddle il tutto diventa più complicato visto che si deve gestire una tavola molto più grande delle classiche tavole da surf e una pagaia causa a volte di spiacevoli traumi. Anche con una tavola SUP è possibile superare il frangente osservando piccoli accorgimenti che renderanno il tutto più semplice e soprattutto più sicuro. Premetto che questi sono consigli che vi aiuteranno ad acquisire una sicurezza in voi necessaria per poter affrontare situazioni impegnative senza causare problemi a se stessi e agli altri. La prima regola fondamentale per qualsiasi surfista è di rispettare il mare. Il mare ha i suoi tempi, i suoi segreti, i suoi pericoli e prima di avventurarsi in situazioni che potrebbero essere pericolose è necessario valutare le nostre capacità in relazione alle condizioni meteo-marine con umiltà ed intelligenza. Ogni step va fatto gradualmente con attenzione e non per stupida competizione. Sicuramente l'esperienza gioca un ruolo fondamentale nella conoscenza del mare ma non bisogna mai sottovalutare qualsiasi tipo di segnale che riusciamo a percepire. Ammettere di avere una difficoltà è segno di intelligenza e aiuta chiunque a crescere ed imparare. È inoltre fondamentale avere delle buone conoscenze di nuoto ed un'ottima acquaticità perché in una condizione estrema è necessario saper ritornare a riva nuotando senza farsi prendere dal panico. Quindi riconoscere i propri limiti è fondamentale per godersi a pieno la giornata di surf, di sport e anche di divertimento. Prima di entrare in acqua bisogna chiedersi se la propria preparazione fisica e tecnica è sufficiente a frontegRIDER Klaas Voget FOTO John Carter

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giare la condizione del mare. Se non si conosce lo spot, se non si è in piena forma fisica, se le onde sono troppo grosse per la nostra tecnica, se non si ha il perfetto controllo della tavola allora è meglio restare all'asciutto ed aspettare una condizione più adatta alla nostra preparazione È sempre meglio ricordare che pensare alla sicurezza ci farà affrontare meglio un eventuale pericolo; “melius abundare quam deficere” dicevano i latini quindi sempre meglio un'accortezza in più che sottovalutare alcune piccole regole. Proprio per questo innanzitutto si consiglia sia ai neofiti che ai rider più esperti di indossare un caschetto protettivo (poco figo ma sicuramente utile), in giro se ne trovano di economici e leggeri. Seconda avvertenza: è obbligatorio utilizzare il leash (nello scorso numero abbiamo spiegato come si allaccia un leash). Nello Stand Up Paddle il leash deve essere sufficientemente lungo (almeno 3 metri) per evitare di creare impedimenti nei movimenti sulla tavola. Utilizzare i leash delle normali tavole da surf, troppo corti per il SUP, può essere estremamente pericoloso. Una valutazione importantissima per chi è alla prime armi ma anche per i più pratici degli sport acquatici è il rispetto delle ordinanze portuali almeno in estate per evitare lamentele da qualche bagnante. La lotta secolare che fronteggia i surfisti ai bagnati ha la sua ragion d'essere nell'ignoranza che molto spesso si ha delle norme stabilite dalla guardia costiera e anche dalla disattenzione che un surfista alle prime armi pone nei confronti di chi si gode una giornata di mare in pieno relax. Per ovviare a questo, molti lidi sono provvisti di un corridoio di lancio che permette ai surfisti di entrare in acqua senza dover scansare i bagnanti. Un buon surfista prima di entrare in acqua resta sulla spiaggia e “studia” il mare. La lettura del mare è una cosa fondamentale perché con il giusto timing si riesce a superare il frangente molto velocemente. Il più delle volte però capita che il corridoio d'uscita ideale per superare il frangente si trova in posti poco accessibili e molto pericolosi quindi è fondamentale conoscere alcune nozioni tecniche. Bisogna stare anche attenti a non farsi prendere alla sprovvista da uno shore-break perchè magari disattenti o distratti da altro dando le spalle all'onda. Questo potrebbe recarci seri problemi, quindi se si affronta uno shore-break non bisogna mai perdere di vista l'onda. Dopo queste importanti raccomandazioni entriamo nel vivo della tecnica. Ci sono diversi modi per entrare in acqua, noi ne osserveremo alcuni al fine di poter trovare quello che più ci aggrada.


TECNICA SUPINA O DEL SURFISTA DA ONDA La prima tecnica che analizzeremo è quella del surf da onda. Entriamo in acqua appoggiando una mano sulla tavola con la pagaia e ancorandoci alla maniglia che di solito si utilizza per il trasporto. La mano libera la utilizzeremo per stabilizzare la tavola prima di arrivare allo shore-break. In acqua è importante aspettare il momento propizio per superare il frangente. È fondamentale evitare di impattare l'onda nel momento in cui essa infrange perchè è proprio allora che essa libera la sua massima energia rendendo il superamento molto problematico. In genere le onde più grandi arrivano in serie (“set” in gergo surfistico) per cui è necessario aspettare il timing giusto studiando la situazione in una zona sicura e al riparo dalle onde. Una volta scelto il momento propizio saliamo sulla tavola a pancia supina appoggiamo la pala della pagaia sul nostro petto facendo si che il nostro peso sia disposto sui 3/4 della parte centrale posteriore della tavola e che la prua sia alta in modo tale che non si ingavoni. Iniziamo a remare con le mani alternando le braccia e in questo modo ci troveremo dall'altra parte dello shore-break e quindi nella zona di sicurezza. Il rientro in spiaggia non dovrà essere da sottovalutare, quindi appresteremo la stessa attenzione rivolta a quando siamo usciti. Quindi iniziamo la preparazione per metterci a pancia supina sulla tavola e posizionandoci sui 3/4 della tavola posteriori, osservando sempre il tempo di rottura dell'onda ci adagiamo sulla tavola velocemente appoggiando la pagaia con la pala sotto il petto e iniziamo a pagaiare a bracciate alternate sulla schiuma facendoci portare a riva. Arrivati a riva scendiamo e con una mano alla pagaia e una alla tavola usciamo dall'acqua

TECNICA IN GINOCCHIO La seconda tecnica per superare lo shor-break è l'entrata in ginocchio. Una volta in acqua seguendo la tecnica esplicata precedentemente saliamo sulla tavola e ci posizioniamo al centro della stessa in ginocchio, così facendo abbassando il baricentro avremo più equilibrio. Stando sempre attenti al timing del frangente aspettiamo che i set delle onde si abbassino e quando il momento è propizio pagaiamo sulla schiuma in modo energico per superare il punto critico. Al rientro, con la stessa attenzione, ci posizioniamo nella parte centrale della tavola, ma ci mettiamo in ginocchio sui 3/4 posteriori. Questo ci aiuterà nel momento in cui arriverà l'onda a non far ingavonare la prua e permetterà all'onda di defluire velocemente sotto la tavola evitandoci fastidiose cadute in acqua. Una volta in ginocchio iniziamo a pagaiare e nel caso l'onda dovesse spingerci troppo possiamo rallentare la nostra corsa con l'ausilio della pagaia immergendola in acqua e contrastando la spinta. 77>SUP TIME


TECNICA STANDARD DEL PADDLE SURFER La terza tecnica è quella del paddle surfer e cioè in piedi sulla tavola. È una tecnica che possiamo utilizzare quando il nostro equilibrio sulla tavola non è più compromesso dal mare mosso o da qualsiasi altra variabile. Saliamo sulla tavola come descritto precedentemente e ci posizioniamo al centro di essa, stando sempre molto attenti al timing. Iniziamo a pagaiare verso il frangente. Quando siamo molto vicini ad un'onda che frange la tavola viene “attirata” dall'onda, in questo caso è necessario pagaiare più forte in modo da avere una forte spinta che ci permette di passare dall'altra parte. Quando stiamo attraversando il frangente pieghiamo leggermente le gambe per abbassare il baricentro e per recuperare equilibrio e continuiamo a pagaiare. Il rientro non sarà molto facile soprattutto se si è alle prime armi. Ci posizioniamo leggermente più indietro del centro della tavola e iniziamo a pagaiare. Mostrando sempre attenzione al tempo in cui il frangente chiude cerchiamo di mantenere l'equilibrio. Quando si avvicina un'onda pieghiamo leggermente le gambe, pagaiamo con insistenza e la tavola inizierà a planare accompagnandoci a riva. Le prime volte sarà facile cadere in indietro, ma non preoccupatevi è normale, con il tempo riuscirete ad effettuare i basilari con estrema disinvoltura.

TECNICA DELLA DUCK DIVE SENZA TAVOLA L'ultimo modo è quello di camminare in acqua trascinando la tavola precedentemente ancorata alla caviglia con il leash e impugnando la pagaia con il manico orientato verso le onde in modo tale che la pala non opponga resistenza. Ci avviciniamo allo shore-break e poco prima che l'onda infranga ci tuffiamo quasi arrivando a toccare il fondale effettuando la duck-dive e cercando di riemergere dopo lo shore-break. L'effetto dell'onda sulla tavola farà si che essa inizierà a planare quindi provocherà una trazione che bisognerà contrastare nuotando con una certa insistenza. Una volta in zona di sicurezza sarà necessario tirare semplicemente la tavola a noi mediante il leash. Attenzione a non essere troppo sotto la tavola nel caso in cui il leash fosse troppo corto, perché la tavola per via dell'effetto planning provocato dall'onda potrebbe partire sollevando la poppa e pinna che ritirata dal leash potrebbe chiudersi con un effetto pressa su di noi. Quindi in questo caso la prima cosa da fare una volta entrati in acqua è quella di lasciarsi la tavola dietro senza farsi sorprendere da un'onda che sta chiudendo e che potrebbe scagliarci la tavola addosso. Se ciò dovesse accadere è sempre meglio evitare l'ostacolo immergendosi immediatamente, per poi riemergere dopo aver fatto passare l'onda e la tavola su di noi. Questa manovra nel gergo si chiama duck-dive e prende il nome dal movimento tipico delle anatre che immergono la testa in acqua. Dobbiamo stare molto attenti durante l'esecuzione delle tecniche a non sbagliare il tempo per effettuare le manovre e ad evitare di affrontare l'onda nella sua sezione più alta. La forza del mare è tale che l'onda potrebbe travolgerci con il frangente scaraventandoci sul fondale violentemente. Ricordiamo che nel beach break il fondale è generalmente basso e che un urto di questo tipo può provocarci seri problemi. L'errore più comune da evitare è la sbagliata valutazione del timing. Non bisogna pensare che il flusso delle onde sia costante ma studiare il mare vuol dire anche riconoscere che esistono diversi tipi di sezioni e che quindi la zona di sicurezza può variare a seconda dei set. Non è detto quindi che dopo aver superato il primo frangente non ce ne sia un altro più grosso o più piccolo e per questo bisognerà adottare una delle tecniche sopraccitate fino al raggiungimento della corretta posizione eretta sulla tavola. Una volta superato tutto ciò siamo finalmente diretti sulla line-up, linea da cui effettueremo il nostro primo take off. Il rientro in spiaggia non sarà da sottovalutare infatti è importante sapere tecnicamente come uscire dall'acqua indenni senza che lo shore-break che abbiamo faticosamente superato ci crei grosse problematiche. Stando sempre attenti al timing del frangente è necessario aspettare che l'onda infranga per poter pagaiare su di essa senza correre il rischio di essere travolti. Una volta passato lo shore-break c'è un po' di tempo (la cui durata varia in base alle condizioni del mare ma che avremo imparato a riconoscere) prima che un'altra onda chiuda dietro di noi. Questo è il momento giusto per uscire in sicurezza, approfittando della spinta molto più lenta e morbida della schiuma e non avanti o dietro di essa. Finalmente abbiamo completato il secondo step della sezione “primi passi”. Ci vediamo al prossimo numero con il nostro primo take off.

A volte, soprattutto all'inizio, alcuni di voi si ritroveranno con pagaie “recuperate” di seconda mano o dell'amico e magari vi capiterà pure uno di quei modelli non regolabili in altezza. Nessun problema, seguite le istruzioni della nostra dott.sa Sup per far diventare della misura corretta la vostra pagaia.

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TESTO DI LUCIA MARRA Cosa ti serve: Un bastone di legno alto circa un metro e cinquanta, un righello, un seghetto, nastro americano, nastro carta, carta abrasiva Step 1: Togli il pomello dall'estremità della pagaia e conservalo in un posto sicuro, appena finito dovrai rimetterlo al suo posto. Step 2: Segna con il nastro carta il punto in cui dovrai tagliare la pagaia perché abbia l'altezza corretta in relazione alla tua statura. Step 3: Con il seghetto inizia a tagliare la pagaia mantenendoti al centro della parte che avrai evidenziato con il nastro carta. Step 4: Con un piccolo foglio di carta abrasiva leviga l'estremità della pagaia tagliata. Step 5: Se vuoi rendere la tua pagaia più resistente e meno flessibile inserisci al suo interno un bastone di legno. Per dare al bastone maggiore spessore e non farlo muovere all'interno della pagaia puoi passare 2/3 giri di nastro americano alle estremità e al centro del bastone che inserirai nella pagaia. Step 6: Rimetti il pomello all'estremità della pagaia e mettilo in sicurezza passandogli intorno 3 o 4 giri di nastro americano.


NEL PROSSIMO NUMERO:  didattica, lezione numero tre per migliorare il controllo del vostro SUP  interviste esclusive  report di viaggi da mete vicine e lontane  prova materiali e tanto altro ancora... • RIDER CARLO ROTELLI "NUT" • PLACE SARCHITTU • FOTO ALBERTO GUGLIELMI, COURTESY MOKI 80>SUP TIME


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