Uno ha quello che dona Don Luigi Valentini: la rivoluzione del cuore A cura di Domenico Ciliberti, Adolfo Leoni, Alessandro Porto
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Uno ha quello che dona Don Luigi Valentini: la rivoluzione del cuore
A cura di Domenico Ciliberti Adolfo Leoni Alessandro Porto Presentazione di Giorgio Vittadini
e impresso, robabilmente resterà passionati. Nicolò, socio in questo progetto, 4 questo mio sogno. grado di realizzare a a lui per aver “sposato” Nelle edizioni Itaca sso
uno ha quello che dona
Ignacio Carbajosa
Testimone privilegiato tutti gli intervistati Diario di un sacerdote in un ospedale Covid messo di incontrare colare Pietro Manganoni, Giovanni Santambrogio Ogni minuto è di Dio gi Soldano, Storia di parte Antonio Sarcina, medico ha fornito la maggior delle Luciano Sabolla cazione. All’origine della cura pre sostenuto soprattutto Pauper Christi. Assistenza e sanità tra Medioevo ed Età moderna di sempre che ancora prima di aver servargli ralmente.
Uno ha quello che dona. Don Luigi Valentini: la rivoluzione del cuore A cura di Domenico Ciliberti, Adolfo Leoni, Alessandro Porto Prima edizione: febbraio 2021 © 2021 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0675-5 Stampato in Italia da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC)
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Presentazione
Ho conosciuto don Luigi Valentini trentacinque anni fa quando, all’inizio della mia responsabilità nella Compagnia delle Opere, ho cominciato a visitare l’America Latina per aiutare le realtà di cooperazione internazionale di avsi e le opere che lì stavano nascendo come aiuto alla vita personale e sociale della popolazione. Tra noi è nata immediatamente un’amicizia che mi porto ancora nel cuore, dopo tanti anni. Quello che mi colpì di lui fu il suo grande impeto umano che rendeva chiara a tutti la ragione della sua scelta missionaria: il desiderio di mettersi a servizio di ogni “pobre meu Irmão”, “povero mio fratello”, in virtù del suo profondo rapporto con Cristo. Mi colpiva come don Luigi fosse perfettamente inserito nella realtà della grandissima diocesi di San Paolo, nelle sue immense favelas, così come nelle realtà dei giovani universitari. Una realtà complessa e ricca di sfide, umane e di fede, che lui viveva totalmente immedesimato nel carisma di don Giussani che l’aveva generato alla fede e che lo sosteneva nel cammino. L’esperienza di Valentini per me è sempre stata segno di quanto il carisma di Comunione e Liberazione fosse sorto non per generare un’enclave con cui difendere un’idea, un valore e nemmeno un’esperienza, ma per essere un trampolino per abbracciare tutto il mondo. Così certamente si spiega la quantità sterminata di amici che ha sempre arricchito la sua vita. E non c’è da sorprendersi quindi se don Luigi è all’origine di un immenso mare di carità a San Paolo e in tante altre parti del Brasile e dell’Argentina. Un impegno che è nato, più che da una reazione di principio alla povertà, dall’incapaci-
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tà a rassegnarsi a quel “pareva nissun” di cui parla il grande cantautore milanese Enzo Jannacci quando, nella canzone El purtava i scarp del tennis, commenta l’indifferenza della gente di fronte al barbone morto per strada. No, per don Luigi nessuno deve sembrare nessuno: ognuno è uno e vale, unico e irripetibile. Anche solo per uno vale la pena dare la vita, come ha fatto Nostro Signore con noi. Non è un caso allora che la città di San Paolo gli abbia conferito la cittadinanza onoraria: persone come lui mostrano che è possibile vivere così, in un modo umano, pieno di amore e intelligenza. Giorgio Vittadini
Presidente Fondazione per la Sussidiarietà
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Introduzione
Il mio incontro con don Luigi risale a metà degli anni ’60 quando, giovane liceale quindicenne, fui da lui coinvolto a scrivere sul giornale studentesco «Il Brogliaccio». Don Luigi era all’epoca un prete non proprio affascinante per un ragazzo. Intanto vestiva con la talare e con il cappello nero a falda e non con il clergyman come facevano già i preti più “moderni”, poi era un po’ impacciato con noi giovani. Ricordo che un giorno dell’estate del 1966 si presentò al mare, dove un gruppo dei suoi ragazzi si ritrovava sotto un ombrellone, vestito con il pigiama perché venire al mare in costume da bagno in presenza anche di ragazze gli sembrava troppo audace… Insomma, non era un prete “alla moda”. Eppure riusciva ad aggregare attorno a sé tanti ragazzi perché il clima di amicizia che era in grado di creare fra di noi era, quello sì, bello e affascinante, segno che il fascino non era suo; lui era solo il riflesso di una Bellezza più grande. Quando più di dieci anni dopo ho fatto un viaggio in Brasile, ho trovato a San Paolo un don Luigi molto diverso da quello che ricordavo. Forse era partito per l’America Latina con un suo progetto di missione che la dura realtà umana del Brasile aveva presto messo in crisi e questo lo faceva stare male. Da quella prova è uscito quando, con la preghiera e l’aiuto degli amici, ha capito che non doveva seguire un suo progetto, ma semplicemente essere attento ai segni che il Signore gli dava attraverso la realtà. Allora è rinato un nuovo don Luigi, pieno di vita, di vigore, una vera e propria forza della natura. Pensiamo a tutto quello che è riuscito a fare in Brasile, a tutte le opere che ha creato o aiutato, alle decine di migliaia di bambini che
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sono stati educati nei suoi asili, alla montagna di aiuti che ha portato a tante opere a San Paolo, Brasilia, Salvador di Bahia, Belo Horizonte e in Argentina. Tutto questo è stato possibile perché non perseguiva un suo progetto, ma semplicemente si rendeva disponibile a seguire i segni che il Signore gli dava. Di questo dà testimonianza il libro. I racconti di Semea, di Sonia, di Rosetta ci fanno scoprire non solo come sono nate le opere e come gli aiuti di don Luigi erano sempre la risposta a dei bisogni che la realtà suggeriva, ma soprattutto ci fanno comprendere che la grandezza di don Luigi, di questo uomo che ci è capitato di conoscere, non stava nelle sue capacità umane, seppur notevoli (di suo c’era, in particolare, la straordinaria capacità di trovare aiuti dovunque…), ma nella sua grande disponibilità a rendersi strumento della volontà di un Altro. Non a caso lui diceva sempre che i suoi asili erano voluti da Dio. Questo credo sia il valore di questo libro, ovvero una testimonianza del fatto che solo se ci si rende disponibili a seguire il disegno che Dio ha su ciascuno di noi, allora si riescono a fare cose grandi. La sintesi della sua vita è la frase che ha dato il titolo al libro, tratta da quanto disse in occasione del conferimento del premio di “Sangiorgese dell’anno”: «Uno ha quello che dona» per sottolineare che la vera ricchezza non è data da quanto si riesce ad accumulare, ma da quanto si dona. Domenico Ciliberti
medico cardiologo, membro del Consiglio direttivo dell’associazione Condividere onlus.
L’associazione Condividere a sostegno delle opere di don Luigi 139
Indice
Presentazione Giorgio Vittadini
p. 5
Introduzione Domenico Ciliberti
» 7
parte prima Don Luigi: la fede all’opera La vita di Domenico Ciliberti
» 11
La rivoluzione arriva dal cuore dell’uomo Intervista a monsignor Luigi Valentini di Adolfo Leoni
» 19
parte seconda Come nascono le opere Creche “Menino Deus”: un amore che si trasforma in cittadinanza di Sonia Maria Bittencourt de Oliveira
» 63
La vita che cambia: un pezzo di paradiso in mezzo all’inferno di Semea
» 69
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parte terza Grazie, don Luigi Ricordando la mia storia e il rapporto con don Luigi Valentini di Vando Valentini
» 73
Quell’incontro mi ha cambiato la vita di S.E. Mons. Giancarlo Petrini
» 75
La carità si fa opera di Rosetta Brambilla
» 77
Tutto per amore di Solange e Denise
» 81
Il paese senza acqua corrente né gas, ma con l’università e… il Real Madrid! di don Mario Peretti
» 83
Il muratore di Dio di Ivonne e Benedito Scaranci Fernandes
» 86
Un’esperienza di bellezza di Wesley Soares
» 89
Un dito puntato verso l’alto di Cecilia Martinelli
» 95
Sono fiero di te, figlia mia! di Patrizia Ameli
» 97
«Noi non dobbiamo disperdere quell’amore» di Alessandro Porto
» 102
Un amico straordinario di Alfredo Malavolta
» 112
Don Luigi, un uomo in viaggio di Padre Sante Pessot fam
» 114
La promessa di un viaggio solo rimandato di S.E. Mons. Rocco Pennacchio
» 117
L’associazione Condividere a sostegno delle opere di don Luigi 141
I legami a cui si ritorna per poter vivere, necessariamente di Marco Claudio Traini
» 119
Luigi Valentini, un esempio per il nostro tempo di Nicola Loira
» 125
Messaggio di don Julián Carrón in occasione della morte di don Luigi
» 127
parte quarta L’associazione Condividere a sostegno delle opere di don Luigi L’associazione Condividere onlus di Massimo Valentini
» 130
Le opere sostenute dall’associazione Condividere
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Non vale la pena fare progetti sulla propria vita… c’è un Altro più intelligente di noi che fa progetti, li fa con molta più creatività, fantasia ed estro… Gli incontri sono rivelatori del piano del Signore… Questa è stata la mia guida, il metodo del mio cammino: guardare la realtà, essere attento agli incontri e andare avanti. Sempre più avanti, anche in opere inimmaginabili. Don Luigi Valentini
la C ol n a
Tel e m ac o
All'età di undici-dodici anni mi sono detto: «Io voglio spendere la mia moneta per qualcosa di valido, che duri nel tempo, che non sia soggetto a corruzione».
Don Luigi Valentini Platone sostiene che le cose più importanti, di maggior valore, non si scrivono sulla carta, si incidono nelle anime degli uomini. Don Luigi Valentini non ha scritto molto sulla carta, ma certamente ha scritto molto nelle anime, nei cuori degli uomini.
Il ricavato dalla vendita di questo libro sarà devoluto alla Associazione Condividere ONLUS per il sostentamento delle opere di assistenza all’infanzia in Brasile.
€ 15,00