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L'Imprevisto. Giovani perduti e ritrovati (Silvio Cattarina)

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Silvio Cattarina

L’IMPREVISTO GIOVA

ATI V O R T I R E I NI P ER D U T

prefazione di

Eugenio Borgna


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l’imprevisto


Silvio Cattarina

L’Imprevisto Giovani perduti e ritrovati

Prefazione di

Eugenio Borgna


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Dello stesso autore Torniamo a casa L’Imprevisto: storia di un pericolante e dei suoi ragazzi Un fuoco sempre acceso

Silvio Cattarina

L’Imprevisto

Giovani perduti e ritrovati www.itacaedizioni.it/imprevisto Prima edizione: agosto 2018 Prima ristampa: febbraio 2020 Seconda ristampa: maggio 2022 © 2018 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0562-8 Foto di copertina: Cesare Duri Stampato in Italia da Mediagraf, Noventa Padovana (PD)

Col nostro lavoro cerchiamo di rispettare l’ambiente in tutte le fasi di realizzazione, dalla produzione alla distribuzione. Questo libro è stato stampato su carta certificata FSC‰ per una gestione responsabile delle foreste. Stampiamo esclusivamente in Italia con fornitori di fiducia, riducendo così le distanze di trasporto.

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Prefazione

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Prefazione

L’adolescenza, la giovinezza, la tossicodipendenza, le molteplici strade che portano a questa dolorosa e non infrequente condizione di vita, i diversi modi di riviverla interiormente e di manifestarla, la salvezza che rinasce da una vita di comunità animata dalla parola e dalla testimonianza di volontari dotati di fede e di speranza, sono le linee tematiche di questo libro che è la raccolta di frammenti di storie di vita di ragazze e di ragazzi che, come attori su di un immaginario palcoscenico, si succedono le une agli altri; affascinando, e insieme contagiando, chi legga il libro. Sono storie di vita diverse nella loro insorgenza e nella loro evoluzione, e nondimeno sigillate da un comune destino di dolore del corpo e dell’anima, di solitudine e di abbandono, di attese e di speranze infrante, di isolamento e di disperazione, che sconfina nella ricerca della droga come condizione artificiale di vita che consenta, ma invano, di sfuggire al dolore e alla solitudine. La droga, l’impulso inevitabile a ricercarla e ad accrescerne le dosi, non ferisce e non fa sanguinare solo l’anima e il corpo ma non di rado diviene occasione di aggressività, e di violenza, e nondimeno questo libro dimostra come ci si possa liberare. Non è un libro che illustri astrattamente gli abissi esistenziali e morali a cui porta la droga, perché di essa parlano invece le ragazze e i ragazzi che l’hanno sperimentata e ne descrivono i motivi diversi, strazianti; e già questo è un grande merito del libro: fare conoscere le illusioni e le tragedie delle tossicodipendenze nel loro nascere, e nel loro liberarsene.


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La cosa, che ancora più sconvolge, è leggere come la vita di comunità, le parole e i modelli proposti da chi l’ha ideata, e l’ha realizzata, abbiano creato cambiamenti radicali e, anzi, rivoluzionari, nelle emozioni e nei programmi di vita delle ragazze e dei ragazzi. I bellissimi commenti, li leggiamo commossi, alle loro parole, scritti dal fondatore delle comunità, Silvio Cattarina, ci aiutano a comprendere, o almeno a intuire, i motivi di questi cambiamenti: sono commenti animati dalla luce della fede, della misericordia, del perdono e della speranza. Sono cambiamenti che la ragione non basta in alcun modo a spiegare se non fosse accompagnata e trasfigurata dal cuore, dalle ragioni del cuore, e dall’accoglienza del mistero come dimensione inalienabile della vita. Le comunità in cui queste ragazze e questi ragazzi vivono, risalendo dagli abissi della disperazione e rivedendo la luce della fede e della speranza, dell’amicizia e della solidarietà, hanno un nome che nella sua semplicità apre a un futuro che è al di là di ogni programmazione e di ogni previsione mondana, è questo: L’Imprevisto. Lo si può intendere come indicazione che, come diceva Shakespeare – del quale viene data dalle ragazze e dai ragazzi una splendida rappresentazione dell’Amleto –, ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne conoscano le nostre filosofie e le nostre ideologie, ma anche, e soprattutto, come indicazione che in vita non si può mai spegnere la speranza che è apertura al futuro: nemmeno nelle più profonde notti dell’anima. Forse la speranza è la stella polare a cui questo bellissimo libro guarda in ogni suo momento, e a questo riguardo vorrei ricordare le parole di don Luigi Giussani sulla speranza – facendo riferimento a quelle mirabili che Dante nel Canto xxxiii del Paradiso rivolge a Maria: «Sei di speranza fontana vivace». Senza speranza, infatti, non esiste possibilità di vita. La vita dell’uomo è la speranza, perciò è alla speranza che io invito i vostri occhi a guardare. Così mi sembra di potere interpretare il significato più profondo del nome di questa straordinaria comunità.


Prefazione

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Auguro a questo bellissimo libro di trovare tante lettrici e tanti lettori: ne saranno aiutati, anche, a guardare alla vita come a un’infinita sorgente di avvenimenti che la ragione non conosce, e che conosce solo la Grazia. Eugenio Borgna


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Introduzione

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Introduzione

Dalla fine degli anni Settanta un bel gruppo di giovani, grazie all’amicizia vissuta con don Gianfranco Gaudiano, al suo insegnamento, alla sua testimonianza fece nascere diverse strutture, esperienze, luoghi di aiuto, di accoglienza, di cura per tantissime persone a vario titolo bisognose ed emarginate. Una di queste opere è L’Imprevisto che tramite varie comunità accoglie ragazzi e ragazze devianti e tossicodipendenti. Nel mistero della sofferenza viene posta a nudo l’intera condizione umana, piena di ambiguità, contraddizioni, appesantita dal dolore, dall’errore, dal male che tante volte viene subìto. Ma il punto non è la sofferenza, bensì il grido. Bisogna imparare a lanciare altissimo il grido, strozzato e commosso, della sofferenza. Un urlo che non si appaghi facilmente, un urlo che dica di una fame e di una sete. Nessuna condizione brutta e negativa, drammatica e vergognosa, potrà mai fermare il nostro cuore, non sarà mai distrutto il desiderio di vita, di gioia, di vittoria che abbiamo dentro fin nel profondo delle nostre viscere. Il passato non ci definisce, il male non dà il nome ai nostri giorni e alle nostre azioni. Il cuore e l’amore che mettiamo nelle vicende della vita danno il valore a tutto. I giorni della sofferenza non vanno perduti. I ragazzi ci cercano, ci chiedono: non abbandoniamo i ragazzi. Non lasciamoli soli: cioè quando ci cercano – e ci cercano sempre – facciamoci trovare. Non necessariamente fisicamente, ma come esempio, come segno, come parola di vita, come punto fermo, sicuro, incrollabile, fiducioso.


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L’educazione è una testimonianza; tutto quello che diciamo il ragazzo deve vederlo in noi. Così come sappiamo fare e possiamo fare, ma deve vederlo. Quel che tiene in piedi il mondo, ossia te e me, è la misericordia, il perdono. Non i nostri meriti o le nostre capacità. Dio ci perdona ogni attimo, abbondantissimamente. Se la vita dipendesse da quel che facciamo e siamo dovrebbe incenerirci, annientarci. Invece la vita è una continua carità. Per spiegare questo dirò di un episodio del mio papà. Subito dietro la nostra casa di montagna in Trentino, a pochi metri, c’è una sorgente, un fiotto d’acqua. Spesso ci si recava lì a guardarla, a parlare intorno ad essa. Noi piccoli, io e mia sorella, solevamo affermare dell’acqua: «Guarda, papà, come è bella, come è fredda, gelida, zampillante, argentea, sembra che canti…». Il mio papà invece diceva: «Ha sempre buttato, c’è sempre stata, non ha mai smesso un giorno, d’inverno e d’estate è sempre lei, ha sempre gettato». A quel tempo pensavo che il mio papà facesse osservazioni superficiali, non importanti, non adeguate. Invece aveva ragione: il punto vero è che la sorgente ci sia e non si esaurisca mai. Si può lottare, si può cercare sempre nella vita se c’è questa sorgente, questa fonte sicura, che butta sempre. Per questo ci ribelliamo al conformismo di un’epoca basata sulla sola forza dell’uomo, sui più forti e i più ricchi, una società profondamente ipocrita che non vuole più cercare un vero, autentico, forte significato alla vita. Ci ribelliamo al persistente vergognoso malinconico gioco al ribasso verso i giovani, a un potere pervasivo e invasivo – la droga è un esempio: questo addormentamento, annientamento dell’anima, della dignità dei giovani – che soppianta con spietata scaltrezza il desiderio di una vita piena, vera, umana… la possibilità di ritornare a casa, nella tua casa… Noi desideriamo essere per i nostri ragazzi uomini appassionati alla vita, desideriamo essere testimoni di una vita piena e bella, buona e utile, feconda ed esaltante, e desideriamo che loro, a loro volta, siano testimoni in tutto il mondo, per tutto il mondo.


Introduzione

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Dalla miseria alla misericordia, dalle vite perdute dei nostri ragazzi all’aiuto all’umanità, quella semplice, quotidiana, della gente. Il primo e più grande contributo al cambiamento della società non è la politica, il cambiamento delle strutture, della burocrazia, ma è la mia persona. La mia persona che brucia per il mondo, che si accende per il bene degli uomini. Siamo persone interessate a edificare una grande opera, un’opera d’arte stupenda: la persona. La persona cambiata, nuova, rinnovata, ritrovata. Cambiare la vita per cambiare il mondo. Silvio Cattarina


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Indice

Prefazione Eugenio Borgna 5 Introduzione 9 PARTE PRIMA I giovani e il grido del cuore Maxima debetur puero reverentia 15 Nel cuore la morte 17 Ci sarete per sempre? 19 Quanti idoli si finisce per avere 21 Al suo cospetto 23 Uno, nessuno, centomila… 25 La vocazione 27 C’è una bellezza sempre e per tutti 29 Le cose buone 31 Un fuoco sempre acceso 33 Consegnare i ragazzi a una grande speranza 35 Disarmati 37 Al tempo della misericordia 39 L’alba ci troverà svegli? 40 Che opera d’arte è l’uomo! 41 L’amicizia 43 La “mirada” 45 L’autista di Forlì 46 «Domani andiamo a predicare in città» 48


Parte terza. Ce la farete tutti!

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PARTE SECONDA La festa delle dimissioni 2008 - Gridalo dai monti 2009 - Per tutto il mondo 2010 - Minatori della vita 2011 - Preferiti 2012 - Proprio per me 2013 - Nel mare di Lampedusa 2014 - La vita è una promessa 2015 - Profughi in cerca di un abbraccio 2016 - Figli, amici, fratelli 2017 - La parola, l’ombra, la luce

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PARTE TERZA Ce la farete tutti!

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Che cosa abbiamo fatto della straripante promessa di vita con la quale ogni essere viene al mondo? Silvio Cattarina

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Noi desideriamo essere per i nostri ragazzi uomini appassionati alla vita, desideriamo essere testimoni di una vita piena e bella, buona e utile, feconda ed esaltante, e desideriamo che loro, a loro volta, siano testimoni in tutto il mondo, per tutto il mondo.

Silvio Cattarina Questo libro raccoglie frammenti di storie di vita di ragazze e di ragazzi che, come attori su di un immaginario palcoscenico, si succedono le une agli altri; affascinando, e insieme contagiando, chi legge. Forse la speranza è la stella polare a cui questo bellissimo libro guarda in ogni suo momento. Senza speranza, infatti, non esiste possibilità di vita. La vita dell’uomo è la speranza, perciò è alla speranza che io invito i vostri occhi a guardare.

Eugenio Borgna Silvio Cattarina, psicologo e sociologo, è sposato con Miriam e padre di quattro figli. L’Imprevisto, l’opera da lui fondata che ha sede a Pesaro, comprende la Comunità terapeutica educativa maschile, la Comunità terapeutica femminile “Tingolo per tutti”, le Case di reinserimento e la Cooperativa sociale “Più in là”.

€ 14,00 itacaedizioni.it


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