GIOBBE E L’ENIGMA DELLA SOFFERENZA
C’È QUALCUNO CHE ASCOLTA IL MIO GRIDO?
a cura di Ignacio Carbajosa
illustrazioni di fromthetree e Guilmo
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GIOBBE E L’ENIGMA DELLA SOFFERENZA
Volume realizzato in occasione della mostra
C’è qualcuno che ascolta il mio grido? Giobbe e l’enigma della sofferenza pensata e organizzata per la XXXIX edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli
A cura di Ignacio Carbajosa Guadalupe Arbona
Partner
Progetto architettonico Tommaso Campiotti, Samuele Vago NERO: K 100% VERDE: Pantone 348 - CMYK: Cyan 95% - Magenta 5% - Yellow 100% - Black 0%
Progetto grafico José Luis R Torrego Documentazione fotografica Rocío Andreo, Mercedes Laviña, Lucía Rodríguez, Lupe De La Vallina, José Luis R Torrego
Media Partner
Illustrazione fromthetree @thefromthetree · instagram.com/fromthetree Guilmo @guilmo · instagram.com/guilm0 Documentazione Raúl Asencio, Isabel Berzal, Alfonso Calavia, Mónica Carbajosa, Bernardo Cedone, Mónica Chávarri, María García Ferrón, Ana De Haro, José Jiménez Lozano, Benedetta Longo, Ana Llano, Irene Madroñal, Lourdes Mel, Cecilia Ricci, Elena Santamaría, Davide Tomaselli, Armando Zerolo, Carmen Velasco
Giobbe e l’enigma della sofferenza C’è qualcuno che ascolta il mio grido? www.itacaedizioni.it/giobbe
Traduzioni Ana De Haro, Davide Tomaselli, Isabel Berzal, Carmen Velasco
ISBN 978-88-526-0569-7
Segreteria Anita Boccanera, Benedetta Longo Ringraziamenti a Terrence Malick, Giovanni Pacosi, Mario Melazzini
Prima edizione: agosto 2018 © 2018 Itaca srl, Castel Bolognese © Fraternità di Comunione e Liberazione per i testi di mons. Luigi Giussani Tutti i diritti riservati Itaca srl via dell’Industria, 249 48014 Castel Bolognese (RA) - Italy tel. +39 0546 656188 fax +39 0546 652098 e-mail: itaca@itacalibri.it in libreria: www.itacaedizioni.it/librerie on line: www.itacalibri.it Impaginazione grafica: Andrea Cimatti
Noleggio della mostra Meeting Mostre info@meetingmostre.com www.meetingmostre.com
Traduzione del testo «I murales» (pp. 140-151): Chiara Balestri Finito di stampare nel mese di agosto 2018 da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC)
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SOMMARIO Introduzione 8 C’era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe 11 «Perché dare la luce a un infelice?» Il grido di Giobbe 15 La sofferenza: un dato inevitabile 17 Il dolore diventa problema 19 Il male e la sofferenza sfidano Dio 21 «Permetti che io scateni su di lui i suoi amici come la sola muta capace di mangiargli il cuore» 35 Gli avvocati difensori di Dio (Dio ridotto a una teoria) 38 I razionalisti come moderni avvocati di una teoria che non fa i conti con la realtà 42 Dialogo redivivo: Voltaire e i suoi “amici” 45 La riduzione del cristianesimo a dottrina della retribuzione 50 «Ecco, espongo la mia causa». Giobbe convoca Dio davanti al tribunale 53 Gli amici “moderni” di Giobbe 54 Dov’eri tu, Dio? 59 La ragione dell’uomo: esigenza di un perché 62 L’anti-Giobbe: quando si svuota l’io e la sua domanda di senso 65 Giobbe consegna la sua memoria difensiva 70 «Chi è mai costui che oscura il mio piano con discorsi da ignorante?» 73 Dio compare sulla scena 74 «Chi mette al mondo le gocce della rugiada?» La realtà come dono 81 L’imponenza del reale 82 Alla soglia del tu 90 Una ragione ridotta 93 Giobbe accetta la correzione 95 Il giudizio di Dio sull’atteggiamento di Giobbe e dei suoi amici 97 Un libro aperto 99
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Se esiste al mondo un libro che merita la parola sublime, credo che sia il libro di Giobbe. Jorge Luis Borges [Giobbe] è il libro nel quale tutto il problema del male, della speranza, della morte e della resurrezione è cantato, scolpito, espresso e disegnato in una maniera straordinaria, così definito e perfetto che sembra un grido che permane immortale nell’anima umana. Ogni volta che l’anima umana si trova di fronte a un grido di dolore o di speranza, questo grido è un’eco remota di quel grido di Giobbe. Ogni volta che si trova davanti a una protesta, a un dubbio, a una ribellione davanti al male, questa protesta, questo dubbio e questa ribellione sono echi lontani della tremenda passione del libro di Giobbe… libro a mio parere unico nella sua tragica sincerità, nella sua impressionante verità. Giuseppe Capograssi Se le piaghe di Giobbe non sono le mie e non restano brucianti sulla mia carne, quel libro drammatico delle Scritture dove grida la lebbra del mondo fino a svegliare Jahvè, non è che un’altra fandonia patetica e dialettica. León Felipe In un certo senso il cristianesimo suscita, piuttosto che risolvere, il problema della sofferenza, perché essa non sarebbe un problema se, insieme alla nostra esperienza giornaliera di questo mondo di sofferenza, non avessimo acquistato quella che crediamo una ragionevole fiducia che la realtà in ultima analisi sia giusta e buona. Clive Staples Lewis
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GIOBBE E L’ENIGMA DELLA SOFFERENZA
INTRODUZIONE Il problema del male e della sofferenza innocente ha sempre interrogato l’essere umano. Ma negli ultimi tre secoli questo problema è diventato domanda sulla bontà e sull’esistenza stessa di Dio. Dal terremoto di Lisbona nel 1755 fino ai più recenti attentati terroristici, senza dimenticare i campi di concentramento del secolo XX, i grandi incidenti aerei, i disastri naturali o la sofferenza dei bambini nelle guerre è scaturita una domanda: come mai un Dio buono può permettere questo? Il libro biblico di Giobbe ripropone il problema della sofferenza in un modo molto efficace e attuale, come si vede dal fatto che è una delle opere più riprese dalla letteratura moderna. Questo volume ripropone il grido di Giobbe in dialogo col grido dei nostri contemporanei fino ad arrivare a quella domanda ardita che l’uomo di Us (e l’uomo moderno) rivolge a Dio. La risposta divina non è stata una spiegazione, ma una presenza buona. Quando, verso la fine del libro, compare Dio, non fornisce nessuna risposta alle domande di Giobbe. Lo mette davanti allo spettacolo della creazione che rimanda a una presenza creatrice che lui aveva dato per scontata. «Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto», conclude Giobbe. Adesso ha un Tu a cui rivolgere le sue domande sul dolore. Con Gesù, volto concreto della misericordia del Padre, è entrata nella storia una Presenza buona che ci permette di guardare in faccia le nostre sofferenze nell’orizzonte delle sofferenze assunte dal Figlio di Dio. Non una spiegazione, ma una presenza: ancora oggi ci imbattiamo con delle persone che vivono la loro malattia con una serenità che ci interroga. «Come fanno a vivere così?». Quando ci avviciniamo a loro scopriamo che vivono in un dialogo intenso col Mistero buono che li ha raggiunti in una storia particolarissima. Al di fuori di questa storia particolare, che veicola la Chiesa, la ragione dell’uomo, davanti all’enigma del dolore, è abbandonata a una solitudine spaventosa.
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