DON BARBETTA
un padre con cuore di fanciullo A cura di Simone Riva Prefazione di Massimo Camisasca
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DON BARBETTA un padre con cuore di fanciullo
A cura di
Simone Riva Prefazione di
Massimo Camisasca
e impresso, robabilmente resterà passionati. Nicolò, socio in questo progetto, 4 questo mio sogno. grado di realizzare a a lui per aver “sposato” Nelle edizioni Itaca sso
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Ignacio Carbajosa
Testimone privilegiato tutti gli intervistati Diario di un sacerdote in un ospedale Covid messo di incontrare colare Pietro Manganoni, Silvana Rapposelli Padre Emmanuel gi Soldano, ha fornito la maggior Arcangeloparte Berradelle La vita è solo obbedienza cazione. Don Bruno De-Biasio, parroco a Dergano pre sostenuto soprattutto di sempre che ancora prima di aver servargli ralmente.
Don Barbetta. Un padre con cuore di fanciullo a cura di Simone Riva www.itacaedizioni.it/don-barbetta Prima edizione: novembre 2021 © 2021 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0711-0 Stampato in Italia da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC)
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Prefazione
Era giusto, anzi doveroso, che si iniziasse a raccogliere appunti e testimonianze intorno alla vita di don Marco Barbetta. Ci sono persone che, quasi senza accorgersi, vengono notate nel loro cammino di educatori e di cui si parla anche in modo sproporzionato alla reale incidenza della loro opera. Ci sono invece persone che svolgono un’azione capillare, quasi nascosta, tessendo una rete di rapporti educativi che incidono sulla vita delle persone e non finiscono mai. Persone dotate di un giusto umorismo a riguardo della propria importanza, spesso umili e discrete. Don Marco apparteneva a questa seconda categoria. Mi impressiona molto vedere quanto la vita di un prete possa incidere su quella di centinaia e centinaia di persone. Oppure il suo contrario. Tutto dipende dalla concezione che uno ha della propria vocazione. Se pensa di essere all’origine di tutto o se invece si concepisce come strumento dell’iniziativa di un Altro. Don Marco è stato veramente il tramite di un Altro. Ha vissuto questo suo mistero con leggerezza, pazienza, intensità. È stato un uomo che ha messo in relazione mondi diversi nella Chiesa, senza mai rinunciare ad essere fedele alle esperienze che avevano cambiato la sua vita. È stato un padre che manteneva nel fondo di sé un cuore di fanciullo. Il mio primo ricordo di Marco Barbetta risale a una domenica di aprile o maggio del 1967. Forse l’avevo incontrato anche prima, ma custodisco una memoria nitida di quella mattina, in via sant’Antonio 5 a Milano, la sede diocesana dell’Azione Cattolica. Nel grande salone dedicato a Pio XII, dove ancora oggi si tengono molti incontri, davanti a una platea gremitissima di giovani piovuti da tutta la diocesi, Barbetta
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leggeva una relazione. Era il centenario della GIAC, dei Giovani di Azione Cattolica. Si era svolta un’inchiesta in tutta la diocesi e il presidente ne leggeva i risultati. Non so per quale ragione fossi lì. Forse già mi era giunta la notizia che nel giugno successivo avrei dovuto lasciare gs per occuparmi dei giovani di ac. Mi ero seduto nell’ultima fila. Mi impressionò la conoscenza che Barbetta aveva già allora, giovane presidente che stava lasciando il suo incarico, assistente di Chimica dell’Università Statale, di tutta quanta la diocesi. Durante l’estate, assieme ad alcune centinaia di giovani, andammo a Castel Gandolfo, in udienza da Paolo VI. L’unica foto che ho con quel papa mi ritrae assieme a Marco. Passammo una settimana assieme, a Colle Valenza, con quel numeroso gruppo di giovani. Lì venni a sapere che nell’ottobre di quell’anno non sarebbero entrati in seminario soltanto Angelo Scola, Luigi Negri, Mario Peretti e Marco Martini, quattro figure significative di gs, ma anche Marco Barbetta. Ordinato nel 1972, continuò a insegnare nei licei della diocesi, fino a essere nominato parroco nella popolosa parrocchia
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di San Pio X, nel cuore della Città Universitaria – incarico che mantenne fino a pochi anni fa. Il campo da calcio dell’oratorio parrocchiale lo vedeva camminare avanti e indietro, sempre a fianco di qualcuno da ascoltare, incoraggiare, correggere. Marco ebbe un posto importante nella vita del mondo giovanile cattolico degli anni Sessanta. Succeduto ad Alberto Antoniazzi alla presidenza diocesana della GIAC, sotto la guida di don Luigi Olgiati, aprì l’ac giovanile a un incontro efficace, anche se allora molto difficile, con gs. Chi gli è stato vicino conobbe in quegli anni la sua arte di grande e discreto tessitore, figlio fedele della Chiesa diocesana e amico delle comunità che stavano maturando attorno a don Giussani. Divenuto prete, continuò in questa direzione. Fu un grande educatore di giovani verso il sacerdozio, con i quali mantenne un rapporto amicale di serenità e sostegno, senza mai essere invadente. Nell’anno 1999 lo chiamai ad essere uno dei padri spirituali del seminario della Fraternità San Carlo. Con grande umiltà veniva da Milano a Roma ogni mese, senza chiedere nessuna speciale attenzione, donando sempre il frutto della sua esperienza e della sua conoscenza profonda dell’animo giovanile. Non era né ottimista né pessimista, piuttosto dotato di uno sguardo scanzonato sulla realtà, illuminato dalla fede, che lo faceva talvolta sperare contro ogni speranza. Centinaia e centinaia di giovani devono a lui la grazia di essere approdati alla maturità di un cammino iniziato con il suo aiuto, in piccoli e grandi gruppi della Chiesa ambrosiana. ✠ Massimo Camisasca
Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla
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Introduzione
Come ogni mese ero affacciato alla finestra della mia stanza al secondo piano in attesa. A un certo punto sbuca all’orizzonte la sagoma della sua macchina. Verdone, mal messa, piena di ammaccature. Parte il tam tam tra di noi. Scendiamo di corsa le scale e arriviamo nella solita saletta. Era arrivato don Marco. Il rituale si ripeteva ogni mese e noi, fedelissimi, non mancavamo mai. Veniva a trovarci in seminario per sapere come stavamo. Non veniva per dirci delle cose o per controllare la situazione, veniva per incontrarci. Ogni mese andava a trovare la mamma in casa di riposo e poi, la seconda tappa, eravamo noi. Chi era entrato dopo le medie, chi dopo l’università o le scuole superiori, chi dopo un’esperienza lavorativa. Quando arrivava don Marco, però, era come se tutti ripartissimo dallo stesso punto. Ed era un vero respiro. Abbiamo finito il seminario, siamo sacerdoti da vari anni con differenti esperienze in atto, ma ciò che è iniziato è ora più vivo che mai. È una compagnia di circa quaranta preti che, con commovente fedeltà, si trova ogni quindici giorni per una sola ragione: Cristo. Non per organizzare o programmare, ma per andare sempre più a fondo della vocazione, grati per l’amicizia con uno che veniva a trovarci per sapere come stavamo e che, senza saperlo, è diventato padre di tanti tra noi. Questo libro nasce come gesto di gratitudine nei confronti di Dio che non cessa mai di prendersi cura di noi. E come atto di carità verso tutti coloro che un padre lo stanno ancora cercando.
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Abbiamo raccolto le testimonianze di amici che hanno conosciuto don Marco, scegliendo così di far parlare i fatti che Dio ha seminato con abbondanza nel crocevia in cui si sono date appuntamento le storie di tanti. Un ringraziamento particolare va ai fratelli Sandro e Gianni che hanno curato con grande precisione e passione il racconto della sua vita e ai tanti amici della Fraternità sacerdotale Schuster, in particolare don Luigi Ferè, che hanno incoraggiato e sostenuto questo tentativo. don Simone Riva
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prima parte
I passi di una vita
Durante la vita di don Marco Barbetta, la Chiesa è stata guidata da tre papi riconosciuti santi (Roncalli, Montini, Wojtyla), da tre di terra lombarda (Ratti, Roncalli, Montini), da tre non italiani (Wojtyla, Ratzinger, Bergoglio) e da due italiani (Pacelli, Luciani). Tutti hanno impresso il loro sigillo sulla vita di don Marco, “Testimone ’72”, sia prima che dopo aver ricevuto il dono sacramentale dell’ordinazione sacerdotale, come traspare dalla cronologia che scandisce i suoi passi.
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Indice
Prefazione Massimo Camisasca 5 Introduzione 9 prima parte I passi di una vita L’infanzia 13 Il dopoguerra e la vita da oratorio 25 L’università, la Missione di Milano, la giac 35 Gli anni del seminario e del sacerdozio 39 seconda parte Le testimonianze dei suoi amici Don Luigi Verga Eugenia Scabini Lucilla Dubini Kirn Don Tarcisio Colombo Mario Gargantini Romeo Astorri Guido Agostoni Francesco Borsani Daniela e Diego Riva Primo Mancini Mario e Maria Elisa Guzzi Chiara Drago
49 52 54 55 57 60 64 67 70 72 74 75
Quando don Marco presentò sé stesso 157
Marco Urizzi 76 Giovanni Introcaso 79 Martina Ramminger 79 Giacomo Senn 82 Don Giovanni Fasani 84 Luigi Patrini 86 Mariglen (Marek) Martino Bajraktari 89 Carlo Sommaruga 92 Giovanni De Cillis 94 Chiara Zamin 95 Luciano Nigro e Fiorenza Polledri 95 Andrea Archidi 97 Angela Grisenti 98 Testo firmato 99 Alvaro Baretta 102 Maria Pia Ferrari 103 Norman Tasca 104 Emanuele Bianchi 106 Luca Martini 108 Gabriella Gazzaniga 110 Simone Busatti 111 Franco Viganò 112 Vittoria e Vittorio Versace 125 Don Walter Cazzaniga 128 Don Julián Carrón 130 Michele Barbato 131 Giancarlo Tettamanti 132 Antonio Saccone 137 Pietro 137 Raffaele Cattaneo 139 Don Luigi Ferè 144 Don Simone Riva 145 Mons. Mario Delpini 147 Quando don Marco presentò sé stesso
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Pizzo dei Tre Signori, ottobre 1980
Ogni sera, prima di addormentarti, fermati un momento e ripensa a tutte le persone che sono per te segno della Sua Presenza. Prega per loro. E ringrazia perché ci sono. don Marco Barbetta
Foto e frase dell’immaginetta ricordo del bigliettino funebre
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Ha dato testimonianza della gioia di essere cristiano, di essere prete, di mantenersi giovane tra i giovani. Nella sua fede, nella sua gioia ha trasmesso un tratto di poesia singolare e una attrattiva personale, meno assorbito da un realismo pastorale, e più vibrante di uno slancio quasi fanciullesco.
Mons. Mario Delpini Proprio nella semplicità degli avvenimenti della vita di ciascuno, don Marco contemplava l’opera di Dio e ne godeva.
Vittoria e Vittorio Versace La sua vita è come un ordito bello e capace di tessere, nella libertà, una vera e profonda amicizia con tutti. Mantenere viva nella memoria del cuore questa figura fa bene.
Don Walter Cazzaniga
Don Simone Riva, sacerdote ambrosiano dal 2008, è vicario parrocchiale a Sant’Ambrogio in Monza e insegnante di religione presso l’Istituto statale “Mosé Bianchi”.
€ 15,00