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Dina Nerino

Nadia Ginelli Chiara Boz Gloria Sina o t o m e r r e t l e . d lo o ic r e I danni p in o tic is t r a io n o im r t a un p Francesca hetti c r a M Foto by

Illustrazione di Chiara Boz “Fiocco�

Anno 2 N.21 Maggio 2012 - Periodico quindicinale - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.

numero 21

www.iocome.it


sommario La cura dell’arte Restauratrice

I danni del terremoto.

pag. 4

Artisti

Nadia Ginelli A volte l’arte nasce da caso

pag. 10

Le Civette

di Nadia Ginelli Madrid Il Museo del Prado

in copertina Illustrazione di Chiara Boz “Fiocco”

pag. 28

Designer Chiara Boz

Illustrazione per la Moda.

Boudoir

di Indira Fassioni Parlando di Francesca Marchetti

pag. 48

Eventi del ½ mese

Milano - Piombino - Vanzago un viaggio nell’arte

pag. 52 Fotografa

Gloria Sina Fotografie e ricordi di vita

pag. 58

21 numero

pag. 32


editoriale Dalle sventure bisognerebbe imparare sempre qualcosa, ma così non è. Se poi le sventure sembrano arrivare dal cielo, automaticamente l’umana natura tende ad assumere alibi ancor più solidi. La terra trema non a caso: c’è sempre una ragione, principalmente di natura meccanica che la nostra mente trasforma in fatalità, destino. Ma la realtà è che la natura ci è quasi sempre avversa, e molto spesso ci riserva miseria e dolore. È una questione di equilibrio che noi, nella nostra cecità, non sappiamo considerare nella giusta misura. Qualsiasi cosa nell’universo è in precario equilibrio e l’universo è una meraviglia proprio per questo ardito esercizio di risonanza di forze. La natura non fa calcoli, ma esperienze. L’uomo fa molti calcoli e molto meno esperienza. L’arte attinge dalla natura ciò che l’artista riesce a codificare; a volte ne siamo gratificati con opere che perseverano nel tempo. Ma a volta la natura se li riprende, come ad esigere un contributo. A volte il contributo è di sangue e ossa. E così a noi pare di aver perso molto di più: arte e vita. Dalle sventure bisognerebbe imparare sempre qualcosa. Ma cosa? La natura è muta e l’arte è una lingua che non tutti sanno comprendere. L’arte a volte grida nel vuoto a un popolo di sordi. Giorgio Ginelli

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La cura dell’arte Manuela Restauratrice Sono una restauratrice di 30 anni a spasso per l’Italia. Vado dove mi porta il lavoro, che è la mia passione più grande. Le mie mani somigliano spesso a quelle di un muratore, così come il mio abbigliamento, ma sono gentili e precise come quelle di un chirurgo.

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Un momento di recupero dopo il terremoto dell’Aquila

del 6 aprile 2009

I danni del terremoto un patrimonio artistico in pericolo. Il terremoto emiliano e le immagini del nostro patrimonio culturale ferito a morte mi riportano indietro nel tempo ad un altro gravissimo terremoto, quello dell’Aquila del 6 aprile 2009. Dopo quell’evento catastrofico fui chiamata, come centinaia di altri operatori dei Beni Culturali, alla messa in sicurezza del patrimonio artistico della città. E così, a distanza di pochi giorni dal sisma, mi ritrovai nel centro della Guardia di Finanza di Coppito, una base trasformata in poco tempo in una vera e propria città operativa. Persone da tutta Italia, in quella prima fase, per l’emergenza; la prospettiva sarebbe poi stata quella di impiegare persone del luogo, per rilanciare l’economia locale. Giornate intere vissute fianco a fianco dei Vigili del Fuoco, veri eroi. Persone che hanno dimostrato, sempre, grande coraggio, grande passione, correndo enormi rischi in ogni momento, prendendo il loro 5


Par ticolari

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La cura dell’arte

lavoro come una vera e propria missione. Gli aiuti materiali sono arrivati davvero, all’Aquila. Tanti, di tutti i tipi. Ma quello che mancava alla popolazione non si poteva toccare. Era un senso di perdita e di spaesamento diffuso, immateriale, fermo nell’animo. Lo capivamo tutti, camminando per i campi e parlando con le persone. Devo dire che in questo caso l’arte, oltre a prendersi cura di se stessa, si è presa cura proprio degli aquilani. Una terapia per combattere la paura, il trauma, la perdita del loro orizzonte di vita. Una cittadinanza azzerata nelle differenze, che dormiva nelle tende e nei vagoni del treno. Persone che alloggiavano in palazzi storici, personalità, e non: tutti hanno lavorato, ogni giorno, dal mattino alla sera, al nostro fianco. Le immagini si riferiscono al Castello e al Museo Nazionale. Il sisma ha colpito il sottotetto e gli uffici al piano superiore, paradossalmente modificati di recente. Le mura del Castello, invece, si sono leggermente aperte verso l’esterno, come una scatola. Il recupero è stato delicato, e sfortunatamente dopo il terremoto ha piovuto per una settimana intera; oltre al danno del terremoto, sulle opere hanno agito anche le intemperie. 7


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Artista

Nadia Ginelli

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Foto by Maril첫 Giussani - FOTOINFUGA


Artista

Nadia Ginelli

Lascio un certo margine al caso: senza caso non c’è esistenza. Il caso è libertà, rispetto delle leggi della logica, ma anche condizione di

Il modo di dipingere di Jackson Pollock si adatta benissimo al mio modo di vivere. L’intera mia vita è governata dalla casualità degli eventi … Anche la mia pittura, a volte, è casuale. Non faccio altro che gettare inconsciamente i colori sulla masonite, fino a quando, girandola e rigirandola, riesco a vedere al suo interno il soggetto. E una volta individuato, lo “tiro fuori”. La mia ritengo sia una pittura dell’apparenza: dipingo ciò che l’occhio percepisce, non ciò che la mente sa e ricostruisce. Ciò che appare non è mai ciò che si sa, è ciò che la luce rivela e lascia indovinare. E su ciò che si lascia indovinare si può fondare il mistero... Il ripetersi maniacale di alcuni soggetti porta a far capire che non sono quegli oggetti ad essere importanti; importante è la pittura, è l’arte. “Non c’è niente di più astratto del visibile”, commentava Giorgio Morandi; esiste una forma di astrazione che non dipende dalla geometria o dalla materializzazione della realtà: si può adoperare ogni elemento della realtà in senso astratto, portandolo a divenire puro volume e puro tono, puro colore e pura forma, puro oggetto e pura ombra. Il soggetto è solo il punto di partenza, non

necessità per cui, vivendo, si affrontano ad ogni istante situazioni impreviste. La salvezza non è nella ragione, che fa progetti, ma nella capacità di vivere con lucidità la casualità degli eventi. Tutto sta nel trovare il proprio ritmo e non perderlo, qualsiasi cosa accada. 

Jackson Pollock ALLA FINESTRA At the window 50X40 cm


Artista

Nadia Ginelli quello d’arrivo; è lo spunto necessario per la trasfigurazione. I miei soggetti sono abbastanza ripetitivi, dunque, per i motivi di cui sopra. I primi ricordi mi ritraggono sempre con una matita in mano; inizio davvero giovanissima a partecipare a collettive di grafica. Dal 1985, data della mia prima collettiva di pittura, inizio a dipingere … e non smetto praticamente più. Dapprima partecipo a varie collettive di pittura, successivamente espongo in varie estemporanee e mostre in tutta Italia. Inizio poi a dipingere ad olio; a mio avviso, è ciò che ogni buon pittore dovrebbe fare. Ho alle spalle degli studi artistici (ma non Brera ed il suo Liceo), che mi hanno permesso di incuriosirmi sempre sulle tecniche e sui materiali. Sono costantemente alla ricerca di nuove sperimentazioni; fino a che non seguo un corso di pittura tenuta da un grande maestro, che mi insegna i rudimenti della pittura ad olio. Nascono per primi i soggetti di nature morte con le classiche bottiglie, trasfigurate e riprodotte come le intuisco io: allungate, abbassate, incrostate di materia. Seguono i fondi marini. Sono questi primi soggetti che liberano quello che è dentro di me: bottiglie - contenitori di liquidi, di materie - e fondi marini con pesci, inabissati nel fondali, difficili da raggiungere, nascosti e pudichi. Inizio poi ad interessarmi ai personaggi e alla 14

VENEZIA Venice 60X70 cm


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Artista

Nadia Ginelli figura femminile, con una particolarità: le mie donne sono tutte, o quasi, senza testa. Il dipingere donne senza testa mi porta a pensare che per chi le guarda devono essere solo corpi; giovani corpi muliebri pronti a contenere la vita; questi corpi di donna, a volte trasfigurati fino alla deformazione, devono essere guardati al di là di quello che di primo acchito potrebbero sembrare; senza le teste, ma non per questo senza intelletto, proprio per ingannare la vista dello spettatore più superficiale. La “testa” è qualcosa che sta “al di dentro”, non visibile, ma solo intuibile. Ritengo che osservando una mia opera, sia come ripercorrere il fantastico sentiero di emozioni, sensazioni e colori di un sogno. Immagini che sfuggono quando si tenta di dare loro una forma più precisa; cromie, sfumature e forme ancora vive negli occhi della mente quando, al risveglio, le immagini prodotte dal cervello nel sogno, lasciano lentamente spazio a quelle reali, illuminate dalla luce, che dissolvono gli ambienti e le sensazioni, prodotti nell’ultima parte del sonno. Sono sensazioni oniriche, che popolano i nostri sogni, i soggetti da me riprodotti: li vediamo, li sentiamo, li percepiamo, ma i tratti dei volti non sono mai definiti e riconoscibili … Tutto è opposizione e sintesi tra negativo e positivo, fra l’oggetto ed il suo doppio, tra il corpo e l’ombra. E proprio l’ombra ha un ruolo principe nei mondi da me ricreati: ora fedele e protettiva, ora inquietante soggetto autonomo. 16


OMAGGIO A SCHIELE Tribute to Schiele 50X40 cm

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Artista

Nadia Ginelli I think that Jackson Pollack’s way to paint is very close to my way of life. My entire life obeys to the chance of events… My painting is, sometimes, casual as well. What I do is just to casually throw colors on the masonite, until when, through several rotations, I can see the subject inside the background… and extract it. I think my art is a painting of the appearance: I paint what the eye perceives, not what the mind knows and rebuild. What appears is never what we know, it is what light reveals and let us to guess. Only on what can be guessed, you can find the mistery… The maniacal repetition of some subjects, makes us understand that those subjects are not the most important item…which is painting, the art. “Nothing is more abstract than what is visible”, Giorgio Morandi said; there is a form of abstraction which does not depend on geometry or materialization of reality; every element belonging to the truth can be used, in abstract sense, and transformed in pure volume and tone, pure color and pure shape, pure subject and pure shadow. The subject is just the starting point, not the final goal; it is the needed cue of transfiguration. So I use to repeat my subjects for the above mentioned reasons. 18

I leave a certain margin to case: without case, there is no existence: Case is freedom, respect of logic laws but also necessary condition due to what unexpected situation are faced every moment. Salvation does not lie in reason, which plans, but in the ability to live clearly the chance of the events. The goal is just to find your own rhythm and not to loose it, whatever happens. 

Jackson Pollock

LA FOLLIA DI ORLANDO Orlando’s madness 80X60 cm


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Artista

Nadia Ginelli Since I was a baby girl, I always had a pencil in my hand; I was very young when I started to take part in graphical, collective expositions. In 1985 I took part, for the first time, in a collective painting exposition and, from that moment, I never left to paint and I’m still doing it.. Firstly I took part in some collective painting expositions, then I showed my works in several extemporary and ordinary expositions in Italy. I also started to practice oil painting which is, in my opinion, what each good painter should be able to do. I have a fine art educational background (even not Brera Academy or Lyceum), which made me curious of technical ways of painting and related materials. I always tried to find new ways for art experience until when I attended a painting course chaired by a great teacher, who gave me the fundamentals of oil painting. My first subjects were the traditional “still life” with bottles, but transfigured and reported according to my feeling: long, short, encrusted with material…after I started to paint sea bottoms. These are the first subjects releasing what is in my deep, bottles, containers of liquid and materials, in addition to sea bottoms with fishes, very hard to be reached…hidden and chaste.

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LA COPPIA The Pair 70X30 cm 21


Artista

Nadia Ginelli Later I started to be interested in the human subjects, mainly in the female body, but in a very particular way; the majority of my Women are headless. Painting Women without head drives me to think that people, when see these works, consider only young female bodies, ready to generate and contain life. But I also want to invite the observer not to consider these bodies just bodies…it is true,

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they do not have head, but it doesn’t mean they do not have mind…this is just a sort of dodge I adopt to deceive the superficial observer. Head is something which is “inside”, non visible but only understandable. I think that watching one of my work is like walking along the fantastic way of emotions, sensations and colors of a dream. My subjects “escape” when the observer try to give them a more precise shape or consistency;


colors, shadings and forms still living in mind’s eyes when, waking up again, the images built during the dream are progressively replaced by the real ones. My works generate the same oneiric sensations present in our dreams: my subjects can be seen and felt, but faces are indefinite and unrecognizable … Everything is opposition and synthesis betwe-

en negative and positive, between the subject and its double, between the body and its shade…and the shade plays a fundamental role in the worlds I create, sometimes true and protective, sometimes disturbing, autonomous subject.

LAGUNA - Lagoon 25X70 cm

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Artista

Nadia Ginelli

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FRAMMENTI MUSICALI Musical fragments 60X70 cm


IL CANTO DELLE SIRENE Sirens’ singing 70X30 cm 25


Artista

Nadia Ginelli

URNA CINERARIA Funeral urn 70X100 cm

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WWW.


.ARTENADIA.IT

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le civette MADRID IL MUSEO NACIONAL DEL PRADO L’entrata del Museo Nacional del Prado non è delle più belle, anzi, tutt’altro; pare di entrare in uno di quei grandi garage sotterranei: un lungo scivolo a piano interrato apre le sue porte di vetro scorrevoli su un ampio locale. Ci si trova subito a dover passare attraverso il controllo, depositando sul tapis-roulante del metal detector la borsa. La modernità però colpisce da subito: è un accostamento di antico, risalente al 1819, e di nuovo, del 2007. Accanto al vecchio palazzo che divenne la sede del Museo Real de Pinturas (ma nato come Gabinetto di Storia Naturale e Accademia delle Scienze, mai adibito però a tale uso) venne poi pensato un ambizioso progetto di ampliamento concluso nel 2007 ad opera dell’architetto Moneo, che include l’area del chiostro dell’antico convento di Los Jeronimos. Oltre a questo, nel 1981, si pensa di annettere un altro edificio, il Cason del Buen Retiro, antico salone da ballo del Palazzo omonimo, che accoglie la sezione ottocentesca del Museo. Antico e moderno quasi mai sono un facile connubio, ma come spesso accade a Madrid i risultati sono più che decorosi; al Prado la necessità era quella di ampliare gli spazi esistenti per accogliere e contenere sempre più maggiori opere d’arte, esposizioni tempora28

nee, nonché servizi. Un museo europeo non può infatti più rinunciare nemmeno a quelli: ristoranti e caffè, book shop, negozi, sale adibite ad usi diversi, che siano per conferenza o per allattamento. Pensato per riunire e rendere fruibile tutti i tesori artistici che fino ad allora erano prerogativa solo dell’aristocrazia o della Chiesa, o della ristretta cerchia delle famiglie reali, pochi sanno che il Museo Nacional del Prado, a causa della Guerra Civile, nel 1936 è stato completamente spogliato dalle sue collezioni, le quali furono trasferite prima a Valencia e, in seguito, man mano che la guerra avanzava, in Catalogna. Nel 1939, a febbraio, vennero infine trasferite a Ginevra e a luglio dello stesso anno iniziava il rimpatrio delle opere, conclusosi a settembre del 1939, al termine della guerra. Articolato su due piani e su un sotterraneo, il piano terra ospita le numerose esposizioni temporanee, nonché le varie sale di servizi, tra cui anche un auditorium, alcune grandi tele di Goya, maestro indiscusso insieme a Velasquez, Sorolla, Durer ed altri. Il primo piano è diviso tra la pittura spagnola (dalla pittura romanica fino al Realismo di fine Novecento con esempi di maturità artistica di Joaquin Sorolla), tedesca (dalla fine del Quattrocento, con gli eleganti ritratti di Albrecht


Durer, fino alla fine del Settecento con Mengs, il quale era pittore ufficiale della corte di Carlo III), francese (dalla fine del Cinquecento con il realismo di De La Tour fino ad alcuni pezzi di fine Ottocento, a dire il vero, un po’ poco rappresentativi), fiamminga (dal XV al XVI secolo tra cui la fantastica tavola di Bosch rappresentante i “7 peccati capitali”), italiana (la seconda per importanza, dopo la spagnola, e più cospicua, con opere di Botticelli, fino al settecentesco Giovan Battista Tiepolo), britannica (pochissimi pezzi di Reynolds, Gainsborough fino ad arrivare ai grecismi di Alma Tadema), ed olandese (una buona collezione seicentesca, con mirabili esempi di nature morte di P. Claesz). Il secondo piano, con chiostro annesso, è dedicato ancora alla pittura spagnola di Goya in particolare, che al Museo del Prado fa da padrone. Eccezionale anche la raccolta di schizzi, disegni e stampe di Goya che permettono

Museo del Prado - Madrid

di comprendere appieno la complessa personalità dell’artista: dagli “Album di Sanlucar” ai “Caprichos” (Capricci). Il piano interrato è dedicato alle arti decorative (collezione di medaglie, pietre dure, il Tesoro del Delfino di Francia, nonché un numero di circa novecento pezzi di scultura). Mirabile anche la collezione di disegni, in verità non cospicua quanto altri Gabinetti di disegni nel mondo. Un gioiello modernissimo, inserito amabilmente in una città ancora molto decadente... Nadia Ginelli 29


Atelier Chagall Alzaia Naviglio Grande 4, Milano TEL. 02 58109843. CELL. 333 8032246

Il velo di Maja A cura di Virgilio Patarini Quadri e sculture di Anna Maria Angelini, Simone Azzurrini, Vito Carta, Nadia Ginelli, Angela Keller, Maeva Marrone, Walter Mutton, Marco Post Morello, Michele Recluta, Claudia StrĂ , Amina Redaelli

Dal 2 al 13 giugno 2012

Dal merc. al sab. ore 15-19. Dom. ore 11-19. Lun. e mart. chiuso.

Inaugurazione: sabato 2 giugno, ore 16,00 INGRESSO LIBERO

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Designer

Chiara Boz

Foto by ph bricta.com 32


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Designer

Chiara Boz Chiara Boz è nata nel 1989 a Pordenone. Dopo gli studi e il diploma di grafica presso l’istituto d’Arte ha lavorato fin da subito come illustratrice freelance, realizzando soprattutto copertine e illustrazioni di libri per editori italiani. Fin dall’infanzia, Chiara ha sempre ammirato l’arte (in particolare il periodo rinascimentale) e la moda italiana. Sono infatti queste due grandi passioni, oltre ai viaggi in Europa (Inghilterra, Francia, Spagna e Germania) alla scoperta di forme d’arte diverse, che hanno formato e influenzato la sua carriera artistica.   Le sue creazioni sono una combinazione di arte manuale e digitale. Nel 2010 ha creato insieme al fidanzato Marco una linea di abbigliamento dal nome Rëve + Clothing che unisce arte e moda. Il suo mondo è arte, dalla pittura alla moda.

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Designer

Chiara Boz She was born in 1989 and she is from Pordenone in Italy. After studying graphic design at the Italian School of Art she became a freelance illustrator and has illustrated books for Italian publishers.  Her love of fashion has inspired her to design and create clothes in her spare time (Rëveplus clothing). From early childhood, Chiara has greatly admired Italian art, especially the Renaissance period. Fashion and the Renaissance have greatly influenced her artistic career. Her illustrations are always very elegant, feminine and colourful. Her love of travel also inspires her, she is inseparable from her camera!  However, her art is also influenced by everything that she sees and discovers in her daily life.  Chiara’s creations are a combination of traditional and digital art, using both genres to produce unique designs. Her world is art, from painting to fashion and photography.

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Designer

Chiara Boz


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Chiara

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on i Indira Fa ssi

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Come una magia, un clic e il mondo si ferma per essere analizzato in tutti i suoi aspetti. Potrebbe essere la scena di un film in realtà è quello che fa Francesca Marchetti durante la sua attività di fotografa. Attraverso i

a c s e c n a Fr i t t e h c r a M

Boudoir

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spinto.net .rosa w w

Indira Fassioni

suoi scatti, Francesca cerca di raccontare il mondo che ci circonda e lo fa nel modo più semplice possibile; senza fronzoli, evitando ogni sorta di manipolazione ma restando saldamente ancorata alla realtà e alle sfumature che elementi di questa ci offrono; e così sono la luce o le strutture extraurbane che accostate alla bellezza della figura umana


creano un contatto tra le sue emozioni e ciò che sta fotografando. Il tutto passa però per lo stile raffinato della fotografa. La storia di Francesca Marchetti racconta di una passione vera, quella per il mondo della fotografia, coltivata con cura e perfezionata grazie agli studi. Fondamentale, in questo senso, l’esperienza fiorentina dove l’artista ha fre-

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a c s e c n a r F i t t e h c r a M quentato un corso venendo a contatto con i grandi della fotografia e dove scopre le varie tecniche fotografiche. La conoscenza della camera oscura la porta ad avere un produzione di immagini prevalentemente in bianco e nero, non disdegna banco ottico, e adora la polaroid. Oggi Francesca lavora per un’agenzia di modelle ma non si ferma mai e la sua ricerca della realtà va di pari passo con la volontà di perfezionarsi attraverso la formazione. Perché non si finisce mai d’imparare nella vita e nella fotografia.

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1 36° Corteo Storico Grazzano Visconti (PC)

Dal 26 marzo al 27 maggio 2012 “Ottone Visconti usava nel suo stemma sette corone. Andato nel 1187 all’impresa in Terra Santa, sconfisse in duello un valoroso Saraceno, a nome Voluce, che portava sul proprio elmo l’immagine di una vipera tortuosa che divora un bambino. Fece di queste insegne lo stemma di famiglia: lo Biscione a sette spire.” Nell’ultima Domenica del mese di maggio di un anno di fine Trecento, Grazzano festeggiava Valentina, Signora d’Asti, e futura sposa del Duca d’Orleans. Arrivata il giorno precedente al calar del sole, in suo onore erano stati organizzati spettacoli, giochi e un sontuoso banchetto. Domenica 27 la festa continua con armati e arcieri, torneo d’arme, il corteo di Giovanni Anguissola, in onore di Valentina Visconti. Infine il grande torneo a cavallo. per tutte le informazioni e i costi: TEL. 0523/87.09.97 -- EMAIL: info@grazzano.it -- http://grazzano.it 52


evento del ½ mese nazionale

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2 “Social Photo Fest”

Festival internazionale della fotografia social

Dal 25 maggio al 3 giugno piombino Il Social Photofest nasce dall’incontro tra Silvia Tolomei, viaggiatrice per professione e fotografa per passione, con Sabine Korth, fotografa ed educatrice e Sauro Storai. L’intento comune è stato quello di lanciare un festival fotografico di grande respiro, con un tema intrigante come quello della fotografia sociale.

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evento del ½ mese nazionale Ecco dunque il calendario di questa prima iniziativa: Venerdì 25 Maggio ore 17.00: Vernissage al Rivellino con degustazione; vini locali ed inaugurazione Mostre Fotografiche Sabato 26 Maggio ore 10 -18 Saletta Rossa: Workshop di Terra Project 1 ore 10 - 13.00 e 15-17 Museo Archeologico: Workshop Turchetti/ Korth “FotoDiario Autobiografico” 1 ore 10.30 – 12.30 e 14.30 – 17.00 Chiostro: Lettura Portfolio ore 17.30 Chiostro: Premiazione Concorso Fotografico e Migliore Portfolio Domenica 27 Maggio ore 10 – 18 Saletta Rossa: Workshop di Terra Project 2 ore 10 -13.00 Museo Archeologico: Workshop Turchetti/ Korth “Foto-Diario Autobiografico” 2 Venerdi 1 Giugno ore 10 – 16 :Workshop di ADOBE Photoshop con Gianluca Catzeddu Sabato 2 Giugno ore 11 – 16 Castello: Giornata di Studio sulla Fotografia Terapeutica Domenica 3 Giugno ore 10 - 18 Saletta Rossa: Workshop di Terra Project 3 ore 18 S. Antimo Sopra i Canali: Finissage con Aperitivo Vari punti della città dal 26 Maggio al 2 Giugno: Noris Lazzarini, Milano: “Foto in Scatole”, Ludobus con la fotografia Stenopeica

www.socialphotofest.eu/ per tutti gli eventi off e per le mostre

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19 maggio - 3 giugno 2012

GRAZIELLA ZANABONI

percorso d’artista

www.graziellazanaboni.it

A PALAZZO CALDERARA IN MOSTRA LE OPERE DELL’ARTISTA GRAZIELLA ZANABONI

VANZAGO - Milano dal 19 maggio al 3 giugno  una mostra personale racconta il ‘percorso d’artista’ iniziato negli anni ’70 e arrivato anche oltre i confini italiani Il 19 maggio 2012 alle ore 17.00 presso Palazzo Calderara a Vanzago il sindaco Roberto Nava e l’assessore alla cultura Alice Gritti hanno inaugurato la mostra personale di Graziella Zanaboni ‘percorso d’artista’ – Luce e ombra –Tra spazio certo e luoghi del mi56


evento del ½ mese internazionale stero. La mostra ha ottenuto il patrocinio di Regione Lombardia e Provincia di Milano. L’evento è promosso dal Comune di Vanzago che con l’occasione ha provveduto alla pubblicazione di un catalogo che raccoglie il lavoro svolto dall’artista in 40anni di attività. La mostra rimarrà esposta fino al 3 giugno e sarà possibile visitarla tutte le mattine dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00 – il martedì e giovedì pomeriggio dalle 16.15 alle 18.00 – il sabato e la domenica dalle 16.00 alle 19.00. Chi è Graziella Zanaboni: Graziella Zanaboni nasce nel 1947 a Vanzago dove vive e lavora. Si diploma alla Scuola degli Artefici dell’Accademia di Brera. La sua prima personale a Milano nel 1976. Da allora un costante e ricco percorso di ricerca artistica, ma anche personale ed esistenziale. Le sue opere si distinguono per la loro collocazione nello spazio e per i materiali utilizzati. Non sono mancati riconoscimenti alle opere realizzate dall’artista sia in Italia che all’estero. Oggi Graziella Zanaboni dice di sé: “Dopo 40anni di attività ho raggiunto la consapevolezza di aver ricevuto molti talenti. La mia arte è un dono ed è un peccato tenerla per me. Riuscire a risvegliare e coinvolgere gli sguardi e gli animi di chi guarda è per me uno degli scopi dell’arte.”

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Fotografa Gloria Sina

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Fotografa Gloria Sina Classe ‘85, termina la cariera scolastica nel 2003 prendendo il diploma artistico, intraprende subito strade lavorative casuali racimolando il denaro per mantenersi e pagarsi la sua prima vera macchina fotografica e iscriversi ad un corso di fotografia. Dopo essersi cimentata in vari campi e aver provato più e più generi, trova finalmente la sua strada: il reportage. Attratta magicamente dal rumore dell’obbiettivo quando scatta, nei suoi viaggi porta sempre con se la sua reflex, innamorata delle emozioni, in ogni sua foto è racchiuso un suo pezzo di cuore, non c’è niente di meccanico ed ognuna di esse porta con se un ricordo di vita.

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Fotografa Gloria Sina

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Fotografa Gloria Sina 72


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Fotografa Gloria Sina

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Ăˆ una rivista di Ebookservice Srl Redazione Direttore Responsabile: Giorgio Ginelli Responsabile: Lena Guizzi Approfondimenti eventi: Sabrina Carrozza Ufficio stampa: Comunicarsi Art Director: L@simo Rubriche: Cool Hunter: Indira Fassioni Le Civette: Nadia Ginelli La cura del restauro: Manuela Carrozza

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Hai qualche domanda da fare al giornale? Vuoi aiutarci a migliorare la webzine? Sei un Artista | Fotografo | Designer? Scrivi a: redazione@iocome.it Via Po, 44 - 20010 Pregnana Milanese Tel. 02/93590424 - Fax 02/93595614 redazioneartista@iocome.it Ufficio Pubblicità: Tel 02/93590424 - Fax 02/93595614 commerciale@iocome.it Hanno partecipato e rigraziamo: Nadia Ginelli, Gloria Sina, Chiara Boz. Avvertenza In caso di pubblicazioni parziali del testo, resta l’impegno della Redazione di non modificare i dati o distorcerne il significato. Ebookservice Srl sarà libera di non pubblicare testi in contrasto con le leggi italiane vigenti. Copyright Tutti i diritti di proprietà intellettuali relativi ai contributi inviati alla Redazione (testi e immagini); sono soggetti al copyright dei rispettivi artisti che ne detengono i diritti. Testi e fotografie non saranno restituiti.

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Io Come Artista 21