InMovimento Giugno 2015

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giugno2015

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InMovimento. Free magazine socio-culturale. Anno 6, numero 75. Reg. al Trib. di Latina num. 1035/08. Copia gratuita.

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sommario inmovimento

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GLOBO

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CRAZYWEB

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SCATTI NEL TEMPO

Anno 6, numero 75 Giugno 2015 Registrazione al Tribunale di Latina num. 1035/08

E' UTILE IL TEST INVALSI?

LA VITA SU FACEBOOK

Amministratore Paola Cerioni

p.cerioni@inmovimentoaprilia.it

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RIVOLUZIONE AFFITTI

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UN MATRIMONIO SENZA SESSO

Direttore

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BACHECA LOCALE

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BANDIERA BLU

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A CHI DESTINARE L'8 PER MILLE?

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E GUARDO IL MONDO DA... DUE RUOTE

TECNOLOGIA: UN SOFTWARE PER RIDURRE GLI INCIDENTI

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CINEMA: IL FILM DEL MESE

CINEMA CULT

Fotografia

Christian Sana

Stampa

Pignani Printing S.r.l.

TECNOBLOG

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ROCK IN ROMA

direttore@inmovimentoaprilia.it

Franca Isabella Barzizza Laura Bendoni Alessandro Cannavale Martina Creti Ilaria Forniti Enrica Sabatino

Grafica e impaginazione Simona Scarpato

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MANGIAMO CIBO SICURO?

Tonj Ortoleva

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MOVIDA

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IL BAZAR ANNUNCI

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GLI EVENTI DEL MESE

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L'OROSCOPO DI LAURA BENDONI

InMovimento


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GLOBO notizie curiose dal mondo Essere single rende obesi Essere single fa ingrassare. Una ricerca condotta da un’università greca ha rilevato come la maggioranza delle persone in netto sovrappeso siano non sposate. Il deterioramento dell’esistenza associato all’obesità rende più difficile la nascita o la stabilizzazione di un rapporto affettivo. Il matrimonio può allontanare l’obesità. Benchè una delle credenze più diffuse sulla vita di coppia sia legata ai chili in più che i fidanzati accumulano dopo aver raggiunto una certa stabilità, l’obesità è ben più presente tra le persone che non hanno alcuna relazione. Lo ha riscontrato una ricerca del policlinico di Salonicco AHEPA. Lo studio ellenico in realtà non smentisce il fatto che il matrimonio possa provocare un po’ di sovrappeso.

Italia Paese di mamme over 40 L'Eurostat, l'ufficio statistico dell'Ue, ha rilevato il tasso più elevato di donne che hanno partorito il primo figlio dopo i quarant'anni: 6,1%, ben sopra la media europea di 2,8%. Lo stesso segnala anche un altro record per lo Stivale, ovvero il tasso più basso di mamme sotto i 20 anni: appena l'1,8% a fronte di una media europea di 5,4%. La maggioranza fa figli dopo i 30. Nel 2013, nella maggioranza degli Stati europei, più della metà delle donne (51,2%) aveva tra i 20 e i 30 anni quando ha partorito il primo figlio. Eccezioni "di rilievo" per Eurostat si registrano invece in quattro Paesi (tra cui l'Italia) dove invece le mamme alla prima gravidanza avevano più di 30 anni. Parliamo di Spagna (59,4%), Italia (54,1%), Irlanda (52,7%) e Grecia (51,9%). Gravidanze over 40. Ma è il dato delle mamme over 40 a mettere l'Italia in cima alla classifica europea, con il 6,1%, seguita da Spagna (5,1%), Grecia (4,1%), Lussemburgo (3,8%) e Irlanda (3,4%). Bassissimo, inferiore cioè all'1%, il tasso in Polonia, Slovacchia e Lituania.

Come vado in bagno nello spazio? La nostra astronauta dell’Esa, Samantha Cristoforetti, ci racconta di uno degli angoli più misteriosi della Iss, la casa spaziale degli astronauti: la toilette. Per la pipì c’è una specie di tubo capace di risucchiare i liquidi anche in assenza di gravità; per la “numero due” (come lo chiama @astrosamantha), cioè per i solidi, c’è invece un altro sistema, che oltre a risucchiare il materiale (e il più possibile gli odori), lo getta in un container da cui verrà riciclato in materiale da combustione. Forse qualcuno avrebbe preferito non saperlo, ma anche la pipì in orbita viene riciclata: in acqua da bere, dopo un accurato processo di purificazione.

Il bicchiere dritto fa bere di meno Anche la forma del bicchiere incide sulla quantità di alcolici che si finisce per bere. Lo sostengono gli psicologi dell'università di Bristol, in Gran Bretagna. L'obiettivo dei ricercatori era quello di far calare i consumi di alcolici. Risultato: i boccali dritti inducono a scolarsi la birra meno velocemente rispetto a quelli di forma bombata. Il motivo, però, resta misterioso. I dati indicano che nel primo caso gli stessi consumatori impiegano una media di 11 minuti e mezzo per buttar giù una pinta. Mentre, nel secondo, dopo una media di 7 minuti e mezzo si passa già a ordinare la prossima. «In ogni caso - commenta uno dei ricercatori di Bristol, David Troy - l'importante è determinare quali fattori ambientali contribuiscano all'uso eccessivo di alcolici».

Alieni o bluff? Migliaia di persone hanno assistito alla presentazione a Città del Messico del presunto E.T. di Roswell. Qualcuno è rimasto un po’ deluso, in tanti, invece, sono rimasti impressionati. La serata si è svolta nell’Auditorium Nazionale della capitale messicana. A fare gli onori di casa, il giornalista tv Jaime Maussan. Sul maxi schermo, sono state mostrate le testimonianze di chi, a vario titolo, ha avuto un ruolo nella scoperta o nello studio di queste diapositive, rinvenute per caso, insieme a molte altre, nel 1998, in una casa di Sedona (Arizona) dopo la morte dei proprietari: Bernard A. Ray, un geologo che si occupava di trivellazioni petrolifere, e la moglie Hilda. Un esperto ha confermato che le diapositive risalgono ad un periodo compreso tra il 1947 e il 1949. Altri tecnici specializzati hanno garantito che sono originali. Alla vista di quella creatura immortalata nello scatto- alta circa un metro, con una testa sproporzionata, grandi occhi, arti sottili- il dottor Richard Doble aveva pensato inizialmente che si trattasse di una persona deforme. Ma ad un esame più attento, ha notato anomalie anatomiche che lo hanno portato ad una conclusione sconcertante. Ritiene infatti che non possa trattarsi di un essere umano. La presentazione del 5 maggio ha lasciato però dubbi e perplessità anche in alcuni ufologi. Innanzitutto, obiettano, non c’è nulla che colleghi direttamente quell’esserino a Roswell, e nonostante le affermazioni del dottor Doble, molti scettici non hanno potuto fare a meno di notare la somiglianza tra quella piccola creatura contenuta in una teca di vetro e le antiche mummie di bambini esposte, tempi addietro, allo Smithsonian Museum. Insomma, non c’è un risultato univoco, anche perché si parla pur sempre di una foto e non di un reperto organico da poter sottoporre a test genetici.


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Twitter contro il porno E' pronto il purgone. Toccherà a 10 milioni di account che pubblicano materiale esplicito, forse passando da una nuova stretta alle Condizioni d’uso. Secondo molti, la goccia ad aver fatto traboccare il vaso – oltre alla chiamata alle armi di qualche mese fa del Ceo Dick Costolo, in particolare su hater, troll, insulti e minacce, sulla quale si attendono risultati tangibili – sarebbe stata la scelta di Nielsen di mandare a monte una campagna pubblicitaria su Twitter proprio per questa ragione. Secondo quanto detto dalla Business Insider, i filtri non funzionano. E questo è un passo avanti mica da poco, nell’interpretazione del flusso della rete e dei social network in particolare. Ecco perché l’unica soluzione per garantirsi un futuro è una bonifica profonda, come quando nei confronti di un’infezione aggressiva non rimane che rinunciare a una parte del corpo. La sfida di Twitter per la sua sopravvivenza continua e, stavolta, passa dal porno.

Mamma, che pannolini mi compri? In un forum online di Washington DC descrivono i pannolini: indicano diverse ragioni per cui si dovrebbe tornare a usare i pannolini di stoffa, tra cui ragioni ambientali, costi inferiori sul lungo termine, e benefici alla pelle del bambini, che rimane a contatto con materiali naturali. Alcuni genitori hanno ammesso che tra le ragioni della scelta c’è anche il senso di colpa e la pressione dell’ambiente circostante. In realtà i vecchi pannolini sintetici sono meno dannosi per l’ambiente delle alternative di tessuto, solitamente spacciate come più eco-sostenibili. Anche se il mercato dei pannolini sintetici e riutilizzabili è in crescita, la maggior parte dei pannolini riciclabili è fatta di cotone: rettangoli di tessuto che si inseriscono in fodere impermeabili. Il cotone non è né sicuro né rispettoso dell’ambiente, contrariamente a quanto si pensi soprattutto a causa del suo processo di produzione. Questo non vuol dire che i pannolini usa e getta siano promossi a pieni voti per quanto riguarda l’impatto ambientale o sociale. Oggi sono fatti soprattutto di plastica e polimeri ultra-assorbenti.

Google ci fa sentire più intelligenti I motori di ricerca fanno credere alle persone di essere più intelligenti di quello che in realtà sono. Questo secondo gli psicologici di Yale, che hanno condotto alcuni esperimenti: i partecipanti che si erano informati su internet in merito a un argomento, erano convinti di conoscerlo molto meglio di chi aveva invece appreso nozioni. Sono stati oltre mille gli studenti che hanno preso parte agli esperimenti volti a misurare l’impatto psicologico della ricerca su internet. Due gruppi diversi sono stati messi davanti allo stesso tipo di contenuto, solo in forma diversa: un link per il primo gruppo, una serie di stampe per l’altro. Chi aveva consultato online era molto più convinto di padroneggiare il tema. Il professore di Psicologia Frank Keil, della Yale University, ha detto al Telegraph che gli effetti cognitivi di “essere in modalità di ricerca” sono così potenti da far sentire le persone più intelligenti, anche quando le loro ricerche online non le hanno aiutate.

I 5 miti da sfatare sul cancro al seno Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 Stelle, ha detto che in Italia si fanno troppe mammografie per la prevenzione contro il cancro al seno: «Dicono che bisogna fare una mammografia ogni due anni e le donne la fanno perché si informano male: del resto la differenza di mortalità tra chi la fa e chi non si sottopone alla mammografia ogni due anni è di due su mille». Grillo è stato molto criticato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Di recente il Washington Post ha messo insieme cinque miti da sfatare sul cancro al seno: 1. Il cancro al seno è legato soprattutto alla propria storia familiare? Si è parlato molto di Angelina Jolie e della sua decisione di sottoporsi a una doppia mastectomia due anni fa. Jolie ha deciso per l’asportazione del seno dopo che aveva scoperto di avere una mutazione nel gene BRCA1, un rischio collegato al fatto di avere perso madre, nonna e zia a causa del cancro al seno. Alcune mutazioni genetiche fanno aumentare notevolmente il rischio di avere il cancro al seno: le donne con anormalità nei geni BRCA1 o BRCA2, per esempio, hanno tra il 40 e l’85 per cento di probabilità di sviluppare la malattia, rispetto al resto della popolazione che ha una probabilità del 12 per cento. Ma buona parte delle persone che si ammalano di cancro al seno non hanno una storia familiare legata alla malattia. 2. Le pillole contraccettive aumentano il rischio di sviluppare il tumore al seno? Molte donne pensano che l’assunzione della pillola possa fare aumentare il rischio di cancro al seno, una tesi sostenuta da molti studi e spesso sfruttata da chi si oppone all’uso di metodi contraccettivi. Ma ciò che è meno noto è che non tutte le pillole anticoncezionali fanno aumentare il rischio: solo quelle con alti livelli di estrogeni. Bisogna inoltre ricordare che la maggior parte delle donne che assumono la pillola sono ventenni e trentenni, fascia di età dove è meno probabile che si sviluppi la malattia, e il rischio lievemente più alto si riduce entro quattro anni dal momento in cui si smette di assumere la pillola. Il semplice fatto di invecchiare comporta molti più rischi di sviluppare il tumore al seno rispetto a quelli dovuti alla pillola. 3. Un seno più grande significa maggiori rischi? Studi hanno rilevato per esempio che un seno grande fa aumentare il rischio nelle donne magre e non in quelle più prosperose. Ma un’altra ricerca ha messo in evidenza l’opposto, sostenendo che le donne con il seno più piccolo potrebbero essere più a rischio a causa della diversa densità dei tessuti, ma se ne è parlato poco forse perché fa meno effetto come titolo sui media. 4. Tutte le donne dovrebbero fare l’autopalpazione una volta al mese? Per anni il test dell’autopalpazione è stato considerato il Santo Graal della prevenzione contro il tumore. Ma le ricerche dimostrano che l’autopalpazione non fa aumentare il tasso di sopravvivenza al tumore. L’autopalpazione può anche portare a un numero maggiore di mammografie, a falsi positivi e a biopsie con risultati negativi. E quando con l’autopalpazione si scopre un nodulo, significa che il cancro si stava già sviluppando da qualche anno. 5. La ricerca per il tumore al seno necessita di più risorse? In molti paesi la ricerca su questa malattia è finanziata molto bene. Rispetto ad altri tipi di tumore, negli Stati Uniti la ricerca sul tumore al seno riceve per esempio 8 volte i finanziamenti che sono destinati al cancro del polmone, che uccide ogni anno molte più donne. Nel complesso, la ricerca sul tumore al seno riceve quasi il doppio dei fondi federali statunitensi rispetto ad altri tipi di cancro.


OURPARLER

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Che

cosa contengono i croccantini per i gatti?

I croccantini per gatti contengono carne di vario tipo, come il pollo, il manzo, il tacchino, il coniglio o anche il pesce, in forma di farine animali. A questi vengono aggiunti altri ingredienti come: grassi animali, vitamine, riso, farina di mais e glutine. In alcuni casi, a seconda della marca, vengono inserite delle fibre vegetali per facilitare la digestione. Inoltre, la composizione dei croccantini può variare a seconda delle esigenze del gatto. Ne esistono per esempio di ipocalorici per gatti anziani (che fanno poca attività) o tendenti all’obesità, arricchiti con antiossidanti per mantenere il pelo più lucido.

Da cosa deriva il nome Pac-man? Il famoso videogioco, inventato più di trent’anni fa dal programmatore giapponese Tohru Iwatani, deve il suo nome all’espressione onomatopeica “paku paku”, che in giapponese indica l’atto dell’aprire la bocca, del mangiare o del masticare. Pare che Iwatani abbia avuto l’ispirazione durante una cena con gli amici, quando guardò una pizza cui era stata tolta una fetta: la forma circolare e il fatto che la fetta mancante ricordasse una bocca aperta nell’atto del mangiare confluirono nella testa del giapponese per dar vita al gioco che di lì a poco sarebbe diventato leggenda.

I “tacchetti” da calcio sono sempre esistiti? Già negli anni ’20 esistevano le scarpe da calcio con suola di cuoio e tacchetti di pelle inchiodati. Nel 1949, invece, vennero brevettati i Tacchetti di gomma sagomati e regolabili. Solo nel 1954, in occasione dei Mondiali di Calcio in Svizzera, vennero introdotti i tacchetti svitabili. L’invenzione dei tacchetti svitabili si deve all’imprenditore calzaturiero tedesco Adolf Dassler, detto “Adi”, da cui il nome del marchio Adidas, composto dal soprannome e dalle prime lettere del cognome.

domande risposte Quale essere vivente morde più forte? Prendendo in esame gli essere viventi attuali, quindi escludendo gli animali ormai estinti, l’alligatore risulta quello che morde più forte in assoluto, sviluppando una pressione di circa 1.000 chili con un morso, seguito dalla iena (456), il leone (426). Il morso umano va dai 25 ai 127 chili. Potrebbe sembrare poco ma, ad esempio, il morso di un cane sviluppa mediamente circa 26 kg. Curiosamente, uno squalo bianco è in grado di esercitare una forza mandibolare di "soli" 300 kg circa.

Da dove viene il nome scarpa? L’origine del nome “scarpa” non è bene definito, tuttavia il termine longobardo “skarpa” si riferiva a “tasca di pelle”. Inoltre, il termine greco “karpatine” si riferiva a calzature in un pezzo unico di cuoio, da cui nell’italiano antico scarpetta, sentito come diminutivo e dunque ricostruito come scarpa.

Contare le pecore, aiuta ad addormentarsi? Nell’immaginario collettivo si pensa che “contare le pecore” aiuti a prendere sonno. Questa abitudine ha origini nel passato contadino dell’uomo, quando le pecore erano una presenza quotidiana molto importante per tutte le famiglie. Gli studiosi non sono certi che tale metodo sia efficace, l’importante a detta dei ricercatori, è creare una sorta di stand by psicologico che permetta di addormentarsi in assoluta serenità, liberando la mente da ogni pensiero. Secondo scienziati dell’Università di Oxford, il metodo “contare delle pecore”, ritarda il sonno umano di almeno 10 minuti. Meglio immaginare, per addormentarsi, una scena o una situazione riposante, piuttosto che impegnare la mente in un’operazione matematica che richiede concentrazione, spreco di tempo e di energia.



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crazy web immagini dalla rete

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manda la tua foto particolare a crazyweb@inmovimentoaprilia.it

crazy an.ro.

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ASSOCIAZIONI E CHIOSCHI RIVOLUZIONE AFFITTI Il Comune vuole far pagare il canone per l'occupazione dei locali attualmente forniti gratuitamente

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ssociazioni sportive e culturali ma anche edicole e chioschi, dovranno iniziare a pagare l'affitto per le strutture in cui operano. E' quanto previsto nella bozza di regolamento presentata a fine maggio dall'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Aprilia Mauro Fioratti Spallacci. La proposta presentata in commissione prevede di far pagare un canone tra le 600 e le 1000 euro per gli impianti sportivi minori, da 6 a 20 euro l’ora per le palestre delle scuole, fruite nel pomeriggio dalle associazioni sportive, 2 mila 500 euro mensili per lo stadio Quinto Ricci, 1.500 euro mensili per la piscina comunale, una cifra compresa tra 6,8 e 11,90 euro a mq per i locali facenti parte del patrimonio indisponibile, come i locali della Ex Claudia o l’ex Mattatoio, e dalle 3 alle 7 euro a mq per le aree scoperte con utilizzo di strutture fisse. Le associazioni dovranno pagare anche le pulizie e i costi delle utenze. Per la città di Aprilia si tratta di una mezza rivoluzione, dal momento che fino a oggi quasi tutte le strutture erano concesse a titolo totalmente gratuito dall'amministrazione comunale. Il perché del cambio di passo lo spiega l'as-

sessore stesso. “Una manovra imposta dalla normativa- ha spiegato l’assessore Spallacci- necessaria anche al fine di tutelare e tenere in buono stato il patrimonio del comune. Non vogliamo però provocare la morte di chi fa cultura sul territorio e per questo il secondo passo dovrà essere quello di stabilire le forme di riduzione dei canoni previsti dal regolamento con una forbice che va tra il 10 e l’80%”. In commissione il dibattito è stato particolarmente acceso. Maggioranza e opposizione hanno sollevato perplessità rispetto alle idee avanzate dall'amministrazione Terra. Il consigliere di Forum Pasquale De Maio (maggioranza) ha detto che “sarebbe opportuno che tariffe e agevolazioni tengano conto della collocazione e delle dimensioni del fabbricato, perché sarebbe ingiusto porli sullo stesso piano. Da stabilire inoltre le tariffe delle utenze per i locali usati saltuariamente”. Il consigliere Nello Romualdi ha invece detto che “è necessario effettuare una ricognizione di tutte le strutture e soprattutto capire se gli assegnatari sono consapevoli di questa novità che si profila”. Dal Pd il consigliere Vincenzo Giovannini ha commentato: “Siamo in una fase di crisi profonda e il pagamento dei canoni potrebbe inflig-

L'assessore: “Decisione imposta dalla normativa nazionale al fine di tutelare e mantenere in buono stato il patrimonio pubblico”

gere un duro colpo alle associazioni del territorio. L’ipotesi della previsione di un bando per le riassegnazioni dei locali mi preoccupa, perché sappiamo tutti che fine ha fatto il bando per l’assegnazione di Capanna Murata”, riferendosi alla struttura di Campoverde. Dopo la commissione il tema dovrà essere affrontato dal Consiglio comunale. Se fosse approvata la nuova disciplina, per la città sarebbe una vera e propria rivoluzione. Il Comune, a corto di risorse economiche dopo i tagli degli ultimi anni, sta mettendo a frutto il proprio patrimonio disponibile, fondi da reimpiegare per la manutenzione, forse anche sotto forma di contributo per le associazioni. Il canone però non sarà calmierato, ma ottenuto tenendo conto dei prezzi del mercato immobiliare, rimodulabili a seconda dell’attività sposata dalle associazioni in base alla clausola del regolamento che prevede tagli fino all’80%. Il pagamento dei canoni di affitto anche per le associazioni e le società sportive che utilizzano strutture del Comune è diventata una necessità anche a causa dei tagli imposti alle amministrazioni comunali dai trasferimenti statali. O almeno questa è la chiave di lettura più probabile per questa decisione da parte dell'amministrazione comunale di Aprilia. Ma anche un modo, come ha spiegato l'assessore, per mantenere in buono stato il patrimonio del Comune. E per fare questo, ovvio, servono i soldi.

Tonj Ortoleva



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BACHECA

Cosa succede in città...

“Ritratti di Città”, prorogati i termini Si rende noto che, a seguito delle richieste di alcuni Comuni della provincia di Latina, è stato prorogato di un mese il termine ultimo per la partecipazione al Concorso Fotografico “Ritratti di Città – Immagini di vita urbana nello spazio pubblico di Aprilia”, bandito dalla Biennale dello Spazio Pubblico. Il termine per la presentazione delle opere partecipanti al concorso è pertanto fissato al prossimo 15 giugno. La Biennale di Inu Lazio (Istituto Nazionale di Urbanistica) con il Comune di Aprilia ha bandito il concorso allo scopo di individuare e valorizzare tramite documentazione fotografica gli spazi ritenuti più importanti da parte della cittadinanza: spazi tradizionali come piazze e viali, passeggiate, strade commerciali, parchi e giardini, ma anche spazi pubblici non adeguati, impropri, tuttavia frequentati e considerati altrettanto importanti “in mancanza di meglio”.

Migliore gestione dei rifiuti Migliore gestione dei rifiuti ingombranti, all’Ecocentro Comunale è operativo il secondo totem pesa-rifiuti. Presso l’Ecocentro Comunale di Via Portogallo è stato installato ed è già operativo un secondo impianto per la pesatura dei rifiuti. Il cosiddetto totem, destinato al conferimento di materiali pesanti ed ingombranti, segue a distanza di pochi mesi il primo impianto che, inaugurato lo scorso 22 ottobre, è adibito alla gestione del conferimento di rifiuti solidi urbani ingombranti domestici. Questo secondo totem ha lo scopo anche di agevolare il conferimento più in particolare delle utenze non domestiche e snellire le code dell’utenza che normalmente ivi conferiscono. Il secondo impianto per la pesatura è associato al sistema di pesatura per i grossi conferimenti, situata nel piazzale interno dell’Ecocentro dove vengono portati i rifiuti più grandi, nonché gli elettrodomestici in dismissione o ciò che necessita di particolari procedure per il corretto smaltimento (batterie, olii esausti, ecc..).

Crea il tuo poster Contest gratuito per artisti e creativi che si riconoscono nella condizione autistica organizzato dall'AS Film Festival. Al via il bando a iscrizione gratuita per la realizzazione del poster per l’edizione 2015 dell’AsFilmFestival, primo festival di cinema ed arti visive realizzato con la partecipazione attiva di persone con Sindrome di Asperger e che si riconoscono nella condizione autistica. Tra i lavori pervenuti sarà scelto il poster che rappresenterà la terza edizione di AsFF, coordinato da Giuseppe Cacace, che si terrà a Roma, i prossimi 14 e 15 novembre 2015 presso il MAXXI - Museo Nazionale delle arti del XXI secolo. Per la creazione del poster, il modello da seguire si trova al link: www.asfilmfestival.org/images/poster.pdf. L'iscrizione al contest è gratuita e non ci sono limiti di età, di tecnica o di tema. L'unica specifica è quella di creare il poster all'interno dell'area indicata, lasciando al centro lo spazio per il logo del festival. Ultimato il poster, i creativi dovranno scansionarlo in alta qualità (preferibile 300dpi) e inviarlo entro il 30 giugno 2015 in allegato (o tramite il sito www.wetrasfer.com) all'indirizzo poster@asfilmfestival.org, con una breve biografia e una foto. Si potranno inviare fino a 3 poster diversi. Tutti i lavori pervenuti saranno pubblicati sul sito del festival www.asfilmfestival.org e sulla pagina Facebook Asfilmfestival. Una selezione dei lavori inviati sarà mostrata nel corso del festival. Cosa è As Film Festival? AsFF è il primo festival di cinema ed arti visive realizzato con la partecipazione attiva di persone che si riconoscono nella condizione autistica. Nato come follow-up di un programma in più fasi avviato dall'associazione Not Equal a partire dal 2008 e fondato sull'uso del cinema come strumento di aggregazione ed inclusione sociale, AsFF è un progetto unico nel suo genere: non un festival sull'autismo, ma un festival di cinema vero e proprio, fatto anche da persone autistiche. Ecco perchè, come recita il claim, è un festival uguale agli altri, però diverso. Fin dalla sua prima edizione (2013), AsFF ha raccolto il consenso di operatori culturali ed enti istituzionali: l'Agenzia Nazionale per i Giovani ha sostenuto la prima edizione del progetto nell'ambito del Programma Europeo Gioventù in Azione; la Fondazione MAXXI ha collaborato fin dall'inizio mettendo disposizione del progetto la prestigiosa location dell'auditorium del MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo.


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Medaglia al Valore Atletico L’apriliana Diletta Faiola insignita della Medaglia al Valore Atletico da parte del Coni. Le congratulazioni da parte dell’Amministrazione Comunale. L’atleta apriliana Diletta Faiola, campionessa di kickboxing, è stata recentemente insignita della Medaglia al Valore Atletico, durante l’International Fight del Coni. Diletta Faiola è stata premiata non solo per gli importanti risultati agonistici conseguiti anche con la maglia della nazionale italiana, ma anche per i valori atletici e morali mostrati nella sua attività sportiva e non solo. Il Sindaco Antonio Terra, in rappresentanza dell’intera Amministrazione Comunale, esprime le sue vive congratulazioni per questo riconoscimento, che va oltre le note soddisfazioni sportive cui l’atleta Diletta Faiola ha abituato la Città di Aprilia. Presso il suo ufficio, il Sindaco ha incontrato Diletta Faiola insieme ai colleghi Davide e Giovanni Fino, facenti parte di una più ampia rappresentanza di atleti formatasi nella palestra Sensazione di Aprilia sotto la guida del mastro Gianluca Di Marcantonio e capaci di varcare la soglia di competizioni di livello internazionale nella disciplina del kick boxing.

Nuoto Apriliano alle Regionali Hanno avuto luogo sabato 11 e domenica 12 aprile le gare regionali di nuoto agonistico a Pietralata, appuntamento sportivo in cui gli atleti della Rari Nantes di Aprilia hanno avuto un ruolo da protagonista. Importante, infatti, è stato il numero delle medaglie conquistate dalla rappresentativa apriliana: terzo posto negli esordienti B e secondo nella classifica maschile; primo posto nella staffetta 4X50; primo classificato all’atleta Nicholas Testa nei 100 dorso e 200 dorso; terzo classificato all’atleta Andrea Priori nei 200 rana; terzo classificato all’atleta Ilaria Ferrari nei 200 misto e 100 stile. Nei giorni scorsi, in rappresentanza dell’Amministrazione, il Consigliere Pasquale De Maio ha incontrato gli atleti della Rari Nantes e, nel portare il saluto del Sindaco Antonio Terra, ha espresso vive congratulazioni e formulato l’auspicio di nuovi importanti successi.


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BANDIERE BLU NELLA PROVINCIA PONTINA SPIAGGE AL TOP

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cque pulite, buona depurazione, accessibilità alle spiagge, servizi balneari adeguati e in sicurezza. Anche quest'anno 280 spiagge italiane hanno ricevuto l'ambito riconoscimento della bandiera blu. In cima alla classifica delle regioni con le spiagge più pulite del nostro Paese c'è la Liguria con 23 località costiere, seguita dalla Toscana con 18 e dalle Marche con 17. Nel Lazio sono 8 le bandiere blu, sette in provincia di Latina (Latina, Sabaudia, Gaeta, Sperlonga, San Felice Circeo, Ventotene, Terracina) e una sola in provincia di Roma (Anzio). La Sicilia scende a 5 bandiere (ne perde due e ne conquista una); la Calabria 4, il Molise 3, il Friuli Venezia Giulia ne conferma 2, la Basilicata 1. Quest'anno c'è un incremento per i laghi: 1 bandiera per la Lombardia, 2 per il Piemonte che ne riconquista una e 5 per il Trentino Alto Adige. Trend in crescita quello delle località Bandiera Blu, rispetto all'anno scorso. Ci sono sette comuni in più (11 nuovi ingressi e quattro uscite). A conquistare il vessillo sono Capaccio (Campania); Terracina (Lazio); Borghetto S.Spirito, Taggia,

S.Margherita Ligure (Liguria); Cannobio (Piemonte); Castellaneta (Puglia), Castelsardo, Sorso (Sardegna), Tusa (Sicilia), Rosolina (Veneto). Mentre lo perdono: Silvi (Abruzzo), Rocca S. Giovanni (Abruzzo), Ragusa, Marsala (Sicilia). Il vessillo viene assegnato in base a determinati criteri guidati dallo spirito “verde” che vanno «dall’assoluta validità delle acque di balneazione» (devono avere una qualità “eccellente”) all’efficienza della depurazione, dalla raccolta differenziata alle aree pedonali, piste ciclabili e spazi verdi, fino alla dotazione di tutti i servizi sulle spiagge. “Anche per il 2015 possiamo annunciare con soddisfazione un aumento di Bandiere Blu - afferma Claudio Mazza, presidente della Fee Italia - un incremento costante che dimostra, nonostante le ridotte risorse economiche, la volontà di tanti comuni di non mettere al secondo posto l’attenzione per l’ambiente”. Punti cardine per ottenere la Bandiera Blu sono anche gestione del territorio, educazione ambientale, promozione di un turismo sostenibile. Nella fase di valutazione, portata avanti dalla Giuria nazionale, hanno

Sette vessilli assegnati. Anche Anzio conferma di avere acqua limpida e servizi adeguati

dato il loro contributo, tra gli altri, i ministeri dei Beni culturali e delle Politiche agricole, gli assessorati regionali al Turismo, il Comando generale delle Capitanerie di Porto-Guardia costiera, l’Ispra e i sindacati balneari. Non nasconde la soddisfazione per l'ottenimento della bandiera blu per il secondo anno consecutivo, il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi: “Il nome di Latina continuerà anche quest’anno ad affiancarsi agli altri pochissimi e prestigiosi comuni turistico balneari della provincia quali Gaeta, Sabaudia, Sperlonga, San Felice Circeo, Ventotene e ultima arrivata Terracina. La storica e indiscussa serietà di chi concede questo riconoscimento ci premia al di là ed al di sopra di ogni qualsiasi dubbio o logica di contrapposizione di parte, ci pone ora di fronte alla grande responsabilità di proseguire con decisione nel lavoro iniziato rivolto alla promozione e tutela dell’ambiente ed anche al rilancio del turismo nella nostra Marina. Questo risultato non deve rappresentare chiaramente un punto di arrivo ma un punto di partenza, una boccata di speranza ed entusiasmo per i nostri imprenditori che come noi hanno e stanno dimostrando ancora di credere nel nostro meraviglioso territorio”. Tonj Ortoleva


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A CHI DESTINARE L’8 PER MILLE?

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Alla vigilia delle dichiarazioni dei redditi si dà il via alle danze

maggio suona il campanello dichiarazione dei redditi e riparte la corsa alla conquista dei fondi dell’8 per mille. È sufficiente accendere la televisione per rendersi conto di quale sia il brand leader che raccoglie la maggioranza delle destinazioni: la Chiesa Cattolica. Ma dove finiscono effettivamente questi soldi? È abitudine degli italiani appigliarsi ai falsi miti, lasciarsi trascinare da un’orazione veemente e abboccare ad ogni promessa di fatata salvezza; ma l’informazione? Non sarebbe forse più saggio aderire alla verità, soprattutto quando poi in ballo c’è più di un miliardo di euro. Gli spot alla TV inneggiano le attività benefiche, le iniziative sociali, le opere di carità ma i fondi raccolti vengono realmente devoluti a queste attività? Almeno per quanto riguarda i bilanci della Chiesa Cattolica, la risposta è no. Quel miliardo di euro e cinquanta milioni che nel 2014 è entrato nelle tasche della Chiesa Cattolica non ha proprio seguito i valori decantati dai sermoni, ma è finito dritto nelle tasche di quel clero buonista che andiamo seguendo a mani giunte. La Chiesa Cattolica spende un terzo dei fondi per pagare lo stipendio del clero, poco meno della metà in “culto e pastorale” (costruzione di nuove chiese, ristrutturazioni, finanziamenti alle diocesi, tutela dei beni ecclesiastici) e forse meno di un quarto per opere di carità,

sia nazionali che internazionali. E le spese pubblicitarie? Pare che ad una prima analisi, i bilanci della Chiesa manchino di un riferimento esplicito ai fondi impiegati alla spesa pubblicitaria. Ma è sufficiente scavare un pochino più in fondo per scoprire che l’ammontare dei fondi che la Chiesa Cattolica destina alla spesa pubblicitaria superano di gran lunga l’intera quota 8 per mille che spetta agli altri culti. Basti pensare che l’importo totale dell’8 per mille del 2014 è stato di un miliardo e duecento milioni e tolti i fondi spettanti alla Chiesa Cattolica, ai restanti competitors è toccato spartirsi centocinquanta milioni di euro. Un atteggiamento del tutto diverso è invece assunto da Avvenisti, Assemblee di Dio e Valdesi che impiegano la quasi totalità dei fondi ricevuti in interventi caritativi. La Comunità Ebraica focalizza la propria attenzione sui progetti culturali, mentre i Luterani seguono la via in miniatura praticata dalla Chiesa Cattolica, destinando i fondi raccolti per pastorale e stipendi del clero. Una parte dell’8 per mille arriva, infine, alle casse dello Stato che almeno sulla carta, dovrebbe usare questi fondi “a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario per interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione di beni culturali”. Ma si sa, in Italia si preferisce camuffare e lo Stato ha sempre dimostrato disinteresse per la quota di propria competenza

Ecco che fine fanno i fondi dei contribuenti, un po' di chiarezza sulla reale destinazione del nostro denaro!

tanto da spingere i contribuenti a destinare altrove i propri slanci di altruismo. La Corte dei Conti ha infatti denunciato l’atteggiamento assunto dallo Stato sostenendo che esso stesso “ha determinato, nel corso del tempo, la drastica riduzione dei contribuenti a suo favore, dando l’impressione che l’istituto finalizzato, più che a perseguire lo scopo dichiarato, a fare da apparente contrappeso al sistema di finanziamento diretto delle confessioni”. Il Governo ha impiegato i fondi dell’8 per mille di sua competenza per sistemare qualche buco del bilancio, aggiustare le leggi di stabilità, finanziare le pensioni degli esuberi Alitalia e queste sono solo alcune delle voci che compaiono nella lista. La quota destinata effettivamente ad interventi sociali si è totalmente azzerata dal 2010 al 2012, per riapparire nel 2013 con l’approvazione di appena 4 progetti su 900 presentati. La Corte dei Conti dichiara che la volontà di “frustrare l'intento di fornire una valida alternativa ai cittadini che, non volendo finanziare una confessione, aspirino, comunque, a destinare una parte della propria imposta a finalità sociali ed umanitarie” è solo una delle falle croniche del nostro sistema. Il meccanismo di ripartizione è piuttosto insensato, esso prevede che le firme espresse decidano il destino dell’intero fondo; i richiami della Corte dei Conti per apportare delle variazioni sono sempre stati inutili, sebbene apportare delle modifiche metterebbe un freno all’incremento record di soldi finiti ai culti. Una cosa sola verrebbe da dire: That’s Italy! Ilaria Forniti


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GOGO VIAGGI COME SCEGLIERE IL VIAGGIO DI NOZZE MIGLIORE

Dove andare in viaggio di nozze? La scelta del luogo giusto è sempre un problema, quindi l'agenzia viaggi diventa fondamentale

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e scegliere il luogo giusto per il viaggio di nozze diventa un problema, da Gogo Viaggi avrete modo di trovare consigli e suggerimenti utili per scegliere il posto giusto in cui andare. Bisogna partire sgombrando il campo dagli equivoci: non esiste un viaggio ideale. Bisogna infatti individuare per bene tutte le caratteristiche di ogni singola coppia, le loro esigenze, i desideri, le aspettative, e confrontare il tutto anche con il budget a disposizione. Un lavoro davvero complicato quindi, per il quale è necessario rivolgersi a personale qualificato.

turoso o nel corso del quale è possibile divertirsi. Insomma è necessario farsi guidare dai tour operator per evitare spiacevoli sorprese che magari i cataloghi non contemplano.

Esistono comunque delle piccole regole da seguire per individuare le 2/3 mete idonee (mai di più, altrimenti la confusione permane e scegliere diventa ancora più difficile) e in base a questa prima selezione effettuarne poi una seconda tramite altre domande più specifiche che portino così verso quella ritenuta ideale. Insomma: si crea una rosa di possibilità e poi in base a quelle, si sceglie. Bisogna subito rispondere ad un quesito importante:

Servizi offerti. Spesso il desiderio di raggiungere mete dall'altra parte del mondo mal si coniuga con la ricerca di servizi, comodità, e perché no, di qualche lusso, da regalarsi almeno per il viaggio di nozze. Ci sono coppie che cercano la privacy e altre che invece vorrebbero il divertimento. Per questo è importante capire bene le esigenze e le richieste del cliente. Infine abbiamo:

Cosa cerca la coppia dal viaggio di nozze? Riposo e relax, avventura, visite ed escursioni, cultura e interazione o cos’altro? Il dubbio da risolvere è se si preferisce una vacanza di completo relax, oppure un viaggio avven-

Una delle caratteristiche legate alla scelta è poi Il clima ovviamente: pur non possedendo la sfera di cristallo, esistono delle regole di massima da seguire a seconda del mese di viaggio, necessarie per evitare le mete cosiddette a rischio e garantire la migliore scelta possibile per il periodo prescelto. Un aspetto fondamentale da curare nella scelta è senza dubbio quello dei...

Il budget. In questo senso bisogna ricordare che esiste sempre un livello minimo sotto al quale non è possibile andare, dettato soprattutto dal costo dei voli. Definire subito il tetto di spesa della coppia è uno degli elementi chiave nella discussione: serve subito a eliminare qualche sogno o al contrario ad aprire nuove mete alle quali ma-

gari non si aveva sentore. Altro consiglio che GoGo viaggi si sente di dare ai suoi clienti è quello di muoversi con il massimo anticipo possibile. E' l’arma migliore, non solo per poter trovare le migliori tariffe aeree disponibili (spesso si possono risparmiare anche 2/3.000euro a coppia sui voli più lunghi e complessi) ma anche per trovare disponibilità in quelle strutture più piccole ed esclusive che si riempiono con forte anticipo. Tutto questo chiarisce perché è indispensabile affidarsi a professionisti specializzati come quelli di GoGo Viaggi, che sanno perfettamente cosa vuol dire costruire il viaggio insieme, ottimizzando ogni elemento e mettendosi al riparo dalle mille sorprese che connotano il settore. Spesso anche solo capire il perchè di una determinata scelta è l’arma vincente per garantirsi la miglior luna di miele possibile al miglior costo.



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MANGIAMO CIBO SICURO? I report dell’Efsa e dell’Ecdc rivelano che non ovunque è così.

L

’Italia vanta uno dei i primi posti tra i paesi d’Europa che registrano i tassi più bassi in merito all’incidenza di malattie infettive trasmesse dagli alimenti. A confermarlo sono i dati dell’Efsa e dell’Ecdc che, attraverso la pubblicazione del report annuale sulla presenza di zoonosi nei 32 paesi europei, ha rivelato che in Italia si sono registrati pochi casi di infezioni di questo tipo rispetto agli altri paesi d’Europa. In Italia, in riferimento all’anno considerato dal report, si sono contati infatti 1.400 casi di salmonellosi ogni 100.000 abitanti, mentre in Germania sono oltre 20mila e in Francia e Regno Unito oltre 8mila. Inoltre, il nostro paese registra una delle percentuali più basse di campilobacteriosi, una malattia che colpisce l’apparato gastrointestinale che invece si sta diffondendo maggiormente nel resto d’Europa: 1.178 casi contro i 66.465 del Regno Unito o i 63.271 della Germania. Numeri importanti che dimostrano quanto sia limitante soffermarsi soltanto nel considerare gli esiti raggiunti dal proprio paese perché la salvaguardia della salute umana è un valore universale. La partita si gioca su scala inter-

nazionale e i risultati non sono altrettanto soddisfacenti: in Europa nel 2013 si sono registrati 5.196 focolai di infezione di oltre 43mila persone coinvolte. Nel Gennaio 2013, circa 1.400 persone di dodici paesi europei hanno contratto l’Epatite A associata al consumo di lotti di frutti di bosco. Questi risultati evidenziano come sia difficile parlare di sicurezza alimentare anche quando i sistemi di controllo nazionali si dimostrano efficienti. La sicurezza alimentare, sottolineano a gran voce le organizzazioni come Efsa e Oms, ha due peculiarità: l’essere un problema globale poiché nessun paese è autosufficiente dal punto di vista alimentare e perché la popolazione mondiale si sposta continuamente da un paese all’altro; e l’essere multidimensionale nel senso che le minacce alla nostra salute pervengono anche da problemi legati allo stoccaggio, al trasporto e alla cottura. La causa principale di infezione è legata alle zoonosi, ovvero a tutte quelle malattie infettive che si trasmettono dall’animale all’uomo, provocate da batteri, virus o parassiti (una delle più note è la salmonellosi). Oltre ai casi di infezione, è importante considerare i dati sui controlli effettuati

Il nostro paese fa registrare pochi casi in Europa per quanto riguarda l'incidenza di malattie infettive trasmesse dagli alimenti

negli allevamenti europei. Il nostro paese, nel 2013, ha effettuato un numero di controlli molto elevato rispetto al resto d’Europa. Ad esempio, per evitare la diffusione della salmonellosi, l’Italia si è posizionata al secondo posto per numero di controlli effettuati sui tacchini da ingrasso e al quarto per quelli sui polli domestici prima della macellazione. Sono numerosi anche i casi in cui i test risultano positivi alle malattie; ad esempio, il 23% di casi fra i tacchini testati è risultato positivo alla salmonellosi. I risultati delle analisi effettuate, come spiega Efsa, non ritrae una fotografia perfetta della situazione vigente poiché i risultati sono fortemente influenzati da come ogni paese svolge le analisi e sceglie il proprio campione. Infine, per quanto riguarda l’origine delle epidemie, non sempre i casi confermati sono un indicatore utile a circoscrivere il punto di avvio di un’infezione. Come è accaduto per l’Epatite A, sebbene si supponga che l'infezione si sia originata a partire da more provenienti dalla Bulgaria e da mirtilli polacchi, al momento il punto di contaminazione non è stato ancora definitivamente accertato. Sebbene l’Italia sia in una posizione sicura per quanto riguarda il cibo che produce, c’è da tener a mente che sulle nostre tavole arrivano alimenti provenienti da diversi paesi nel mondo ed è opportuno avere occhio vigile per prevenire i danni. Ilaria Forniti



ANCHE QUEST’ANNO UN RICCO E VARIO PROGRAMMA PER IL PIÙ IMPORTANTE APPUNTAMENTO MUSICALE

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ato come festival di nicchia nel “lontano” 2002, il Rock in Roma con il passare degli anni è divenuto il più importante festival musicale italiano e uno degli appuntamenti fissi dell’estate europea, complice anche il lento ma inesorabile scomparire di altri festival come l’Heineken Jammin’ Festival, e che abbraccia un arco temporale di quasi 3 mesi. La lungimiranza dei fondatori Sergio Giuliani e Maxmiliano Bucci nell’andare oltre il nome del festival, che potrebbe trarre in inganno sul tema della manifestazione, è stato arricchire di anno in anno la varietà degli artisti e attrarre la platea più variegata, e portare sul palco i cantanti che più diversi non potrebbero essere, da Bruce Springsteen a Fabri Fibra, da David Guetta ai Green Day, e il punto più alto lo si è avuto con il mega concerto al Circo Massimo dei mitici Rolling Stones il 22 giugno dello scorso anno. Nell’arco dei 13 anni hanno calcato il palco all’ippodromo delle capannele grandissimi artisti come Franco Battiato, Jamiroquai, Massive Attack, Francesco De Gregori, Dream Theater, The Cure, Radiohead, Toto, Korn, Blur e Metallica, questi solo per citare i nomi di band e artisti che nel loro genere hanno fatto la storia musicale.

Si comprende quindi la curiosità con cui si attendeva l’annuncio degli artisti che nell’edizione del 2015 si esibirà sul palco di Capannelle, e possiamo affermare che anche quest’estate non siamo rimasti assolutamente delusi: si parte il 14/6 con gli Alt-J, band di rock alternativo che ha riscosso molto successo, e si chiuderà il 6/9 con una delle band più importanti del rock mondiale, ovvero i Linkin Park. Ma chi ama il rock sarà entusiasta di vedere dal vivo artisti del calibro di Noel Gallagher o Lenny Kravitz, così come chi ama il pop di assistere alle esibizioni di band come i Mumford & Sons o della popstar per eccellenza che risponde al nome di Robbie Williams, vero e proprio animale da palcoscenico. C’è spazio anche per chi ama il rock più estremo con le esibizioni degli Slipknot e di Slash, storico bassista dei Guns & Roses, oppure x chi ama la musica elettronica con l’esibizione del duo Chemical Brothers. Non manca la musica italiana, con un calendario molto variegato e ben assortito, c’è spazio per il rock con i Verdena, Negrita e Litfiba, al rock sperimentale dei Subsonica, dagli artisti rap come Fedez, J.AX e Caparezza fino al trio Fabi Silvestri Gazzè. Per gli appassionati del rock alternativo, da segnalare anche le esibizioni di Interpol e Tame Impala, oppure il raggae di Damian Marley e Stromae.

Si parte il 14/6 con gli Alt-J per finire con i Linkin Park il 6/9

Ma la band su cui hanno puntato gli organizzatori del Rock in Roma per l’edizione del 2015, e a ragione visto che il concerto è sold-out già da tempo, sono i Muse, che si esibiranno il 18 luglio. La band offre dal vivo il meglio si se, prova ne è l’ultima esibizione allo stadio Olpimpico di Roma il 6 luglio del 2013. Marino, nel corso della conferenza stampa di presentazione di "Postepay Rock in Roma 2015" ha anche annunciato: “Stiamo lavorando in silenzio ad una grande sorpresa. Un concerto straordinario al Circo Massimo all'altezza di quello dei Rolling Stones”. Se potessimo scommettere su un paio di nomi diremmo o Coldplay o U2, ma lo scopriremo più avanti, per il momento godiamoci i nomi già annunciati per un’estate all’insegna della buona musica e del divertimento. Da quest’anno il festival ha assunto il nome di Postepay Rock in Roma, in virtù della collaborazione con la carta prepagata e ai suoi possessori, con agevolazione su acquisto biglietti e acquisto di cibo e bevande all’interno del festival, con sconti per chi acquista con la carta. Per tutte le date e il costo dei biglietti, si può consultare il sito della manifestazione www.rockinroma.com

Marco Pali



22 | inmovimento

JURASSIC WORLD

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uarto capitolo della serie cinematografica di Jurassic Park ispirata dal romanzo omonimo di Michael Crichton. Il film vuole essere un sequel diretto di Jurassic Park (ignorando i due precedenti sequel "Il mondo perduto" e “Jurassic Park III”) ma i risultati al botteghino dimostreranno se sarà in grado di rilanciare il franchise aprendo la strada a eventuali nuovi sequel. Tuttavia la pellicola è stata prodotta con un budget di oltre 150 milioni di dollari, superando quello dei suoi predecessori. Questo nuovo capitolo, prodotto da Steven Speilberg ma diretto da Colin Trevorrow, si svolge a circa due decenni di distanza dagli eventi del primo episodio e così facendo non riconosce ciò che è accaduto nei precedenti sequel. L'originale Jurassic Park si concluse con John Hammond (interpretato da Richard Attenborough) che chiudeva il parco dopo che una visita pre-apertura si trasformò in un incubo. Jurassic World parte da quel fallimento che, dopo diversi anni, riesce finalmente a diventare una meta turistica come aveva tanto desiderato Hammond. Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) è la responsabile delle operazioni di Isla Nublar, che ogni anno vede migliaia di turisti che arrivano per assistere alle attrazioni con dinosauri. Il ritorno di BD Wong come Henry Wu, uno dei ricercatori genetici responsabili della creazione dei dinosauri in provetta, è un legame significativo con il

primo film. La scelta di riprendere questo personaggio sarà legata, molto probabilmente, al fatto che nel romanzo originale di Michael Crichton aveva un ruolo più importante rispetto a quello dedicatogli nel primo capitolo. Attraverso uno dei trailer di Jurassic World e da alcuni spot della della Mercedes-Benz - sponsor ufficiale del film - è possibile apprendere che lo scienziato stia lavorando alla creazione di una nuova attrazione, l'Indominus Rex, progettato per essere più grande e feroce di un T-Rex. Un'altra connessione importante con il film originale è il coinvolgimento di Phil Tippett, che è stato il supervisore dei dinosauri nel film originale, incaricato di sovrintendere alla creazione di queste strabilianti creature. Questa volta a 22 anni dal debutto del primo film Tippett, all'epoca un pioniere, ha ora a disposizione tutta la tecnologia di ultima generazione con cui lavorare. Mentre gli attori indossavano costumi sul set di Jurassic Park, in Jurassic World i Velociraptor sono stati creati attraverso performance in motioncapture, dando così ad ogni creatura un movimento unico. Il futuro della nuova star Chris Pratt Ai tempi dei suoi precedenti lavori in serie televisive come Everwood o The O.C, nessuno avrebbe mai immaginato che Chris Pratt sarebbe diventato l’affascinante protagonista del nuovo capitolo della saga

JURASSIC WORLD GENERE: avventura, fantascienza, azione PAESE: usa DURATA: 124 min. REGIA: Colin Trevorrow CON: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Omar Sy, Vincent D'Onofrio, Jake Johnson, Judy Greer

di Jurassic Park e uno degli attori americani più quotati in circolazione. Il futuro professionale di Chris Pratt, infatti, si preannuncia particolarmente intenso. Oltre ad essere stato già scritturato per i prossimi sequel de I Guardiani della Gallassia si vocifera che farà parte anche di altri cinecomic prodotti dalla Marvel che non riguardano l’universo dei Guardiani, stiamo parlando dei prossimi due seguiti degli Avengers: Infinity War – Parte 1 e 2. Un’altra voce che gira da diverso tempo sulla rete potrebbe riguardare altri due famosissimi franchise, uno di questi è Indiana Jones. La Disney, dopo il rilancio di Star Wars, è intenzionata a dare una nuova giovinezza con un sequel/ reboot del famoso archeologo e per il ruolo, una volta interpretato da Harrison Ford, vorrebbe proprio Pratt. Così come la Sony che vorrebbe accaparrarsi lo stesso attore per uno Spin-Off de I Ghostbusters. Confermata proprio in questi giorni, invece, la sua presenza nel cast del remake de I Magnifici Sette, che sarà diretto da Antoine Fuqua (Training Day) e in cui troveremo anche Ethan Hawke, Denzel Washington e Vincent D’Onofrio. Alessandro Cannavale

mfwom.altervista.org


I GRANDI CULT

JURASSIC PARK

Una zanzara, circa venti milioni di anni fa, ha succhiato il sangue di un dinosauro ed è giunta fino a noi fossilizzata nell'ambra.

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el 1993 il regista americano sfornò l’ennesimo film visionario riuscendo a miscelare tre generi: azione, horror e, ovviamente, fantascienza. Un banco di prova per realizzare la seconda trilogia di Star Wars Il successo che ebbe il film fu dovuto in gran parte al grande lavoro svolto sulla CGI riuscendo a suscitare un realismo sullo schermo senza precedenti con dinosauri digitali - creati artificialmente - e attori in carne ed ossa. L’effetto ottenuto provocò uno smodato interesse per la paleontologia facendo crescere, in modo spropositato, il numero di studenti iscritti nelle facoltà di tutto il mondo. Ma incentivò anche molti registi, visti i risultati del film, a sperimentare queste nuove tecniche che stavano nascendo. A cominciare da Peter Jackson, il quale dichiarò che senza senza un Jurassic Park non ci sarebbe mai stata la trilogia de Il Signore degli Anelli, fino ad arrivare a George Lucas. Il regista Steven Spielberg era così sicuro della riuscita del film che lasciò tutta la fase di post-produzione nelle mani di George Lucas, volando in Polonia per le riprese di un altro grande film: Schindler's List. Così, rimasto lì a dirigere la ciurma per conto del suo

amico di vita e a giocare con i dinosauri digitali, Lucas si rese conto che quella tecnologia era finalmente pronta per la realizzazione di un progetto che aveva in mente da diverso tempo ovvero una nuova trilogia di Star Wars. Un marketing più costoso del film stesso Il film uscì nelle sale americane il giorno 11 giugno del 1993 e disintegrò i record di incassi per il primo week-end con 47 milioni di dollari. Costato in totale circa 63 milioni di dollari, il film arrivò ad incassarne oltre 400 nei soli Stati Uniti, che diventarono 1.029.153.882 di dollari con le proiezioni in tutto il mondo. Nel budget complessivo non erano incluse però le spese per il marketing che arrivarono ad un totale di 65 milioni. Sì, fu più costosa la campagna di marketing che il film stesso. La produzione prese accordi con centinaia di aziende per far produrre diversi pupazzi, figurine e magliette fino ad arrivare alla famosa giostra situata nel parco divertimenti della Universal di Orlando. Naturalmente, questa campagna di marketing selvaggio costata più del film fu un successo visto che fece guadagnare alla Universal circa 1 miliardo di dollari.

Per il ruolo di John Hammond era stato preso in considerazione Sean Connery, mentre Harrison Ford rifiutò la parte del Dr. Alan Grant.

Il T-Rex Per far si che il film apparisse così reale era necessario applicare tutti gli effetti in CGI su dei veri dinosauri meccanici che avessero le stesse proporzioni di quelli reali. Così, per la realizzazione del famigerato T-Rex, venne costruito un pupazzone animatronic alto 6 metri, lungo 12 e pesante circa 6 tonnellate. Il citato paleontologo Jack Horner lo definì la cosa più prossima a un dinosauro vivo. La scena più complessa da animare fu ovviamente quella in cui il T-Rex insegue il fuoristrada. Nessuno, sostanzialmente, aveva idea di come corresse un animale di quelle dimensioni, e ci vollero due mesi solo per effettuare le ricerche del caso. Vari effetti vennero aggiunti in CGI in un secondo momento, come gli schizzi d'acqua sollevati dai passi del tirannosauro. La stessa cosa capitò per i versi. Non sapendo che tipo di versi emettessero i dinosauri, i responsabili degli effetti sonori cercarono di prendere spunto dagli animali attuali. Così miscelarono quello di un coccodrillo con un leone, un cane e infine con il barrito di un piccolo elefante. Per il verso del Velociraptor, invece, fecero un mix di quello di alcune tartarughe in amore con quello dei trichechi, ma il più importante tra quelli adoperati per il resto dei dinosauri fu il verso del delfino. Alessandro Cannavale


Eventi Teatrali Musicali

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LUCIANO LEMBO

BOB DYLAN

ALT-J

GIGI PROIETTI

SLIPKNOT

MUMFORD & SONS

FEDEZ

THE CHEMICAL BROTHERS

IL VOLO

DEAR JACK

Aprilia – Teatro Pidocchietto 12/06 21:00 - 35,00 Cena spettacolo Tel. 06 92 75 620

Roma – Ippodromo delle Capannelle 14/06 21:00 – 41€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Ippodromo delle Capannelle 16/06 21:45 – da 46,00€ a 69,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Ippodromo delle Capannelle 20/06 21:00 – 30€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Auditorium Parco della Musica 22,23,24/06 21:00 – da 34,00€ a 69,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

SLASH

Roma – Ippodromo delle Capannelle 23/06 20:00 - 46,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

PET SHOP BOYS

Roma – Auditorium Parco della Musica 25/06 21:00 – da 35,00€ a 70,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

TIZIANO FERRO

Roma – Stadio Olimpico 26,27/06 21:15 - da 47,00€ a 60,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

FRANCESCO RENGA

Roma – Auditorium Parco della Musica 27/06 21:00 – da 35,00€ a 55,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Terme di Caracalla 29/06 21:00 – da 70,00€ a 120,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Auditorium Parco della Musica 30/06 21:00 – da 52,00€ a 98,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Ippodromo delle Capannelle 30/06 21:45 - 46,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Ippodromo delle Capannelle 04/07 22:00 – 46,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Auditorium Parco della Musica 03/07 21:00 – da 30,00€ a 46,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

J-AX

Roma – Ippodromo delle Capannelle 04/07 21:45 – 30€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

TOTO

Roma – Auditorium Parco della Musica 05/07 21:00 - da 52,00€ a 69,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

ROBBIE WILLIAMS

Roma – Ippodromo delle Capannelle 07/07 21:45 – 61,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

STROMAE

Roma – Ippodromo delle Capannelle 08/07 21:45 – 30€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3


Eventi Teatrali Musicali

inmovimento | 25

OF MONSTER AND MEN

SUBSONICA

PAUL WELLER

ANASTACIA

ELTON JOHN

FIORELLA MANNOIA

BUENA VISTA SOCIAL CLUB

LITFIBA

JOVANOTTI

GIOVANNI ALLEVI

SPANDAU BALLET

MARIO BIONDI

FRANCESCO DE GREGORI

BAGLIONI-MORANDI

ALESSANDRO MANNARINO

NEK

Roma – Auditorium Parco della Musica 08/07 21:00 Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Auditorium Parco della Musica 09/07 21:00 Info e prevendita Tel. 0773 41 45 21

Roma – Terme di Caracalla 12/07 21:00 – da 70,00€ a 250,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Auditorium Parco della Musica 12/07 21:00 – da 30,00€ a 42,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Stadio Olimpico 12/07 21:00 – da 42,00€ a 86,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Auditorium Parco della Musica 14/07 21:00 Info e prevendita Tel. 0773 41 45 21

Roma – Auditorium Parco della Musica 15/07 21:00 – da 42,00€ a 55,00€ Info e prevendita TicketOne Tel. 892 101

Roma – Auditorium Parco della Musica 17,18/07 21:00 – da 25,00€ a 44,00€ Info e prevendita Tel. 0773 41 45 21

MUSE

Roma – Ippodromo Capannelle 18/07 21:00 – 60,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Ippodromo Capannelle 20/07 21:45 – 13,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Auditorium Parco della Musica 22/07 21:00 – da 35,00€ a 60,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3

Roma – Auditorium Parco della Musica 23/07 21:00 – da 35,00€ a 55,00€ Info e prevendita TicketOne Tel. 892 101

Roma – Ippodromo delle Capannelle 24/07 21:45 – 34€ Info e prevendita TicketOne Tel. 892 101

Roma – Auditorium Parco della Musica 24/07 21:00 Info e prevendita Tel. 0773 41 45 21

Roma – Auditorium Parco della Musica 28/07 21:00 Info e prevendita TicketOne Tel. 892 101

Roma – Il Centrale Live dal 10 al 22/09 21:00 – da 33,00€ a 85,00€ Info e prevendita TicketOne Tel. 892 101 Roma – Auditorium Parco della Musica 25/11 21:00 – da 35,00€ a 45,00€ Info e prevendita Tel. 0773 41 45 21

CAPAREZZA

Roma – Ippodromo Capannelle 25/11 21:45 – 13,00€ Info e prevendita Cabril Viaggi Tel. 06 92708192/3


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SCATTI NEL TEMPO LE FOTO DEL NEPAL

È

passato più un mese dal terremoto in Nepal del 25 aprile scorso. Una prima scossa di magnitudo 7.8 e una successiva di magnitudo 7.3 hanno causato la morte di più di 8600 persone e il ferimento di quasi 20.000 ventimila. La città più colpita è proprio la capitale, Katmandu, con migliaia di case distrutte. Moltissime persone vivono nei centri di accoglienza temporanei oppure nelle case di parenti e amici o in altri casi ancora per strada, vicino alle macerie delle loro abitazioni. In queste pagine una raccolta di testimonianze fotografiche a più di un mese dal terremoto.

Case danneggiate a Lalitpur, Nepal 8 maggio 2015

Una donna porta a spalle il suo bambino all'esterno della sua casa danneggiata dal terremoto nei pressi di Lalitpur, Nepal

Una donna osserva le macerie della sua casa distrutta a Bhaktapur, vicino Katmandu, Nepal - 20 maggio 2015

Un bambino guarda da uno squarcio in una tenda in un campo di accoglienza Katmandu, Nepal - 19 maggio 2015

Una casa semidistrutta e appoggiata a un altro edificio dopo il terremoto a Katmandu, Nepal - 12 maggio 2015

Una strada parzialmente liberata dai detriti dei muri crollati a causa del terremoto a Katmandu, Nepal - 25 maggio 2015


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Un operaio trasporta alcuni mattoni a Bhaktapur, vicino a Katmandu, Nepal - 13 maggio 2015

Una casa deformata dal terremoto a Khadichaur, nel distretto di Sindhupalchowk in Nepal - 12 maggio 2015

Un uomo passeggia tra le case distrutte e danneggiate dal terremoto a Katmandu, Nepal - 25 maggio 2015

Un operatore aiuta una bambina a bere in uno dei campi di accoglienza temporanei a Bhaktapur, vicino Katmandu, Nepal - 20 maggio 2015

Una cerimonia in ricordo delle persone morte nel terremoto del 25 aprile 2015 a Katmandu, Nepal - 25 maggio 2015

Ragazzini giocano nei pressi del villaggio di Marming tra le macerie della loro scuola distrutta dal terremoto - 17 maggio 2015

Un bambino mostra la razione di cibo appena ricevuta nei pressi di un campo di accoglienza temporaneo a Tundikhel, Katmandu, Nepal - 16 maggio 2015

Un bambino riposa in un centro di accoglienza temporaneo per chi ha perso la casa, Nepal - 21 maggio 2015

Un uomo recupera alcuni oggetti tra i detriti della sua casa distrutta dal terremoto a Katmandu, Nepal - 25 aprile 2015


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Pompe di calore soluzione per abbattere i costi

Risparmi concreti sulle bollette energetiche, come spiega Boggian Danilo della Energy System Project

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n tempi di crisi ogni sistema per risparmiare è certamente il benvenuto. E nel 2014 i possessori delle cosiddette pompe di calore (PDC) saranno certamente fortunati, dal momento che potranno contare su una tariffa dedicata che partirà dal prossimo giugno e che consentirà loro di risparmiare centinaia di euro rispetto all’anno passato, grazie alla scelta di abbandonare la tariffazione in base ai volumi di energia elettrica utilizzata affidandosi ad un calcolo che prenda maggiormente in considerazione i servizi di rete. La novità è stata annunciata sul finire del 2013 dall'autorità per l'energia, attraverso una circolare nella quale si promette la nascita della tariffa sperimentale legata ai costi dei servizi di rete. La tariffa avrà il nome «D1» e potrà essere applicata a livello sperimentale e su base volontaria a

tutti i possessori di PDC, usate come sistema esclusivo di riscaldamento domestico. La nuova tariffa, costante a prescindere dai consumi, potrà essere applicata alle forniture di energia elettrica interessate sia dal mercato libero sia da quello di maggior tutela. La nuova tariffa è nata secondo le indicazioni europee che prevedono la progressiva eliminazione dei sussidi incrociati al fine di permettere il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e di utilizzo delle fonti rinnovabili e di incentivare la diffusione delle PDC. Ma cos'è una PDC? Ad aiutarci in questo è l'azienda apriliana Energy System Project. Potremmo intendere una PDC come un frigorifero al contrario. Un fluido a basso punto d’ebollizione circola in un circuito e viene fatto evaporare per assorbire calore dall’ambiente esterno. Poi torna liquido, grazie al

L'Energy System Project propone ai propri clienti sistemi di energia termica per il riscaldamento dell'aria e dell'acqua

passaggio in un condensatore che, con l’aiuto di una fonte di energia esterna e sistemato all’interno di un serbatoio d’acqua, la scalda così da dare il calore preso all’esterno. Il calore esterno (anche quello a bassa temperatura) viene quindi preso in cambio di una resa molto alta, nell’ordine di 1 kW di energia consumata su 4/5 kW termici di calore. Parliamo quindi di uno strumento in grado di


dare molto più di quanto consumi. L’Energy System Project propone ai propri clienti sistemi di energia termica per il riscaldamento dell’aria e dell’acqua, perfetti per essere integrati con impianti fotovoltaici già realizzati o da realizzare. Danilo Boggian – titolare della Energy System Project – spiega il funzionamento di alcuni prodotti. Aumentando l’energia solare sotto forma di acqua calda, si aumenta anche il livello di autoconsumo e, quindi, la remuneratività dell’intero impianto fotovoltaico. "La pompa di calore - spiega Danilo Boggian - è una tecnologia che utilizza lo scambio termico con l’aria esterna, il suo funzionamento è termodinamico." I sistemi di applicazione sono molteplici, in base alla temperatura di esercizio, necessaria per alimentare sistemi di riscaldamento radianti a pavimento, ventilconvettori e sistemi tradizionali la tecnologia PDC è veramente in grado di alimentare l’impianto di riscaldamento elevando la temperatura dell’acqua fino a 70° C, permettendo di massimizzare continuamente l’economia di gestione senza mai penalizzare il confort.


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È UTILE IL TEST INVALSI? A MAGGIO COMPARE SUI BANCHI DI TUTTE LE SCUOLE IL TEMUTO, E CRITICATO, TEST ANNUALE.

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nvalsi non è una parola di un’altra lingua, né il nome di un perfido studioso attempato che ha deciso di vendicarsi sulle nuove generazioni studentesche, è solo la sigla un po’ troppo lunga dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione. Da anni, maggio è diventato il mese dei musi lunghi davanti ai cancelli delle scuole, gli alunni delle scuole elementari, medie e superiori vengono costretti a sottoporsi al test Invalsi. Un test che ricalca la falsa riga del PISA (Programme for International Student Assessment), un quiz che viene somministrato con cadenza triennale dall’OCSE agli studenti della maggior parte dei paesi industrializzati del mondo. Le materie in gioco sono soltanto due: matematica e italiano (per lo più la comprensione testuale e le competenze grammaticali). Il test, uguale per tutti, viene sottoposto regolarmente alle classi seconda e quinta elementare, terza media e secondo liceo. La giustificazione a tanta brulicante agonia è invece una sola: monitorare la qualità del sistema dell’istruzione. E con la riforma Moratti che il test compare nelle aule delle scuole italiane e da anni, puntualmente, diventa protagonista di aspre controversie. Sulle fila dei nemici si schierano sindacati, insegnanti, studenti e genitori che sfidano a fior di polemiche ministri e governi. Ma quali sono le ragioni di tanta ostilità? In primis, l’uniformità dei test. Sottoporre gli studenti allo stesso test può essere democratico, tuttavia, l’effetto livellan-

te dimentica le differenze geografiche e il lavoro svolto dagli insegnanti durante l’anno. La mancanza di un programma ministeriale, ha permesso ai professori di poter essere più flessibili in termini di programmi e gestione dell’apprendimento; quest’autonomia va però a cozzare con l’obbligo di sottoporsi a un test valutativo che postula un bagaglio di conoscenze che deve essere acquisito. Così, non mancano casi in cui siano gli stessi insegnanti a fornire un “aiutino” ai loro studenti e questo succede perché “Molto spesso i professori pensano che i test siano un tentativo di valutare la qualità del loro insegnamento” spiega Giancarlo Cavinato, responsabile nazionale del Movimento di Cooperazione Educativa. Un altro limite è rappresentato dalle prove stesse che non valutano la capacità di ragionamento e di argomentazione; ma a partire da quest’anno l’Istituto Invalsi ha deciso di apportare dei cambiamenti in tale direzione. “Il nostro scopo – spiega Roberto Ricci, responsabile dell’area prove dell’Istituto – è rendere le prove sempre più ricche, e quest’anno i test si caratterizzeranno per elementi di sviluppo del ragionamento argomentativo”. Ancora una volta, gli oppositori hanno trovato il modo di controbattere sostenendo che i bambini sottoposti a domande a cui non sono abituati e con poco tempo a disposizione posso sbagliare con maggiore facilità. “Le prove che valutano le capacità di ragionamento degli

Sindacati, insegnanti, studenti e genitori dicono “No!” all'utilità del Test

studenti sono forse le più interessanti, ma richiedono una didattica diversa da quella che si fa nelle nostre classi” - spiega Cavinato, poi aggiunge “La didattica trasmissiva che caratterizza il nostro sistema educativo, paradossalmente, non si adatta ai test sviluppati per valutarlo”. L’obbligo di sottoporsi al test è diventata un’ombra anche sulle teste degli insegnanti che si sentono costretti ad impegnare molto tempo a preparare gli studenti nell’affrontarlo. “Il risultato è che si perdono ore di lezione su eserciziari studiati unicamente per preparare i ragazzi ai test Invalsi, promuovendo una didattica mnemonica che non serve agli studenti, e ottenendo risultati che non aiutano a dare indicazioni agli istituti scolastici su come migliorare l’offerta formativa”, aggiunge rammaricato Cavinato. “Credo che sarebbero uno strumento molto più utile se venissero modificate, tarandole sul contesto in cui vengono utilizzate, e se venissero somministrate in modo longitudinale, seguendo ad esempio alcune classi scelte a campione lungo tutto il percorso scolastico”. La soluzione potrebbe anche esistere e sicuramente risulterebbe più produttiva se ad occuparsene fossero persone che vivono la scuola dall’interno, che conoscono gli studenti, i tempi d’apprendimento e tutto ciò che riempie un sistema che non è universale ma locale. Questo non significa dover abbassare il livello di istruzione conferito agli studenti italiani, semmai, equivale a dotarsi di uno stetoscopio che sappia veicolare un sistema migliore. Ilaria Forniti



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LA VITA SU FACEBOOK

GLI ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI DELLA CONDIVISIONE “ALLARGATA”

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l fenomeno Facebook è stato dilagante sin dai suoi primi passi nel web. È un social network che attira l’attenzione per la possibilità di creare reti relazionali, seppur virtuali, che non tengono conto di confini (di spazio, tempo, età, cultura...). La sua attrattiva ha un forte riscontro in Italia e molte persone (sottoscritta inclusa!) hanno aperto un profilo: c’è chi lo fa individualmente, chi ne apre uno di coppia, chi desidera promuovere un’attività commerciale, chi crea gruppi accomunati da un interesse... L’aspetto più ingente è senz’altro la condivisione. Si condividono foto di gite o vacanze, le più varie esperienze di vita quotidiana (dai fiori del proprio giardino agli acquisti, dalla lettura di un libro alla visione di un film), le conquiste di crescita dei propri figli, i propri stati d’animo, i traguardi... Ma cosa guida una così dilagante fame di condivisione di momenti personali? Uno dei bisogni di base dell’essere umano è quello del riconoscimento. Sin da piccolissimi abbiamo bisogno di essere certi di esistere per l’altro: il pianto del neonato per essere preso in braccio, i disegni regalati al papà per sentirsi dire “Bravo!”, il buon rendimento a scuola per ricevere un regalo, l’impegno nello sport per salire sul podio, persino i capricci di un bambino che portano al rimprovero sono tutti esempi

Bilanciare la condivisione allargata e la protezione dell’intimità rappresenta la sfida da vincere per utilizzare il “social”

di come il comportamento abbia lo scopo di suscitare nell’altro una qualche reazione alla nostra presenza, al nostro esserci. La ragione è filogenetica: senza la tessitura di relazioni la specie non potrebbe sopravvivere! Nella nostra epoca fatta di tecnologia, di messaggi istantanei, di caos e fretta, i social network sono spesso il modo con cui si cercano riconoscimenti dagli altri rispetto a ciò che si è e ciò che si fa, ma anche la maniera di mantenere delle relazioni senza la necessità di dedicare del tempo all’incontro fisico. Come ogni cosa Facebook può essere usato in maniera più o meno utile, in base tanto agli scopi con cui ci si approccia al mezzo, quanto alla quantità di tempo che vi si investe. Alcuni vantaggi sono: • il rendersi visibili se si hanno da dire cose utili alla collettività; • l’avere un “posto” in cui poter liberamente dire la propria opinione; • la possibilità di ritrovare amici lontani; • l’ampliamento della rete sociale; • la presenza di un nuovo canale per cercare professionisti o esercizi commerciali nella propria zona; Accanto a tutto ciò, si possono però riscontrare anche degli svantaggi: • l’accrescimento delle aspettative irrealistiche rispetto alle risposte o ai riscontri (“like”) altrui (il che può essere stimolo per rabbia, disillusione o risentimento); • la spinta alla depersonalizzazione, laddove pur di avere qualcosa da condividere si utilizzano contenuti tratti da pagine pubbliche; • la tendenza all’isolamento o all’investimento in relazioni veicolate dal solo mezzo virtuale, a scapito della reale socializzazione.

In questo enorme contenitore, occorre infine fare attenzione ad alcuni pericoli: specialmente se sono coinvolti minori, la pubblicazione di foto o altri contenuti potrebbe essere utilizzata per scopi non sempre leciti e non sempre ad opera di persone benintenzionate. A tale proposito è bene ricordare che ogni elemento inserito nel proprio profilo diventa, in automatico, proprietà di Facebook che, dunque, ne può disporre a proprio piacimento bypassando agevolmente ogni impostazione di privacy indicata dall’utente. In conclusione Facebook, al pari degli altri social network, può essere considerato un ottimo strumento di condivisione e di tessitura di reti sociali laddove non resti il principale – se non addirittura l’unico – mezzo di relazione interpersonale. Va, inoltre, considerata con grande attenzione la protezione da mettere in atto nei confronti dei minori (fenomeno sul quale anche la Polizia Postale è spesso costretta a intervenire) e dei contenuti più personali, in modo da mantenere e salvaguardare la sfera più intima di sé, rara preziosità che in quest’epoca di “perdita di confini” siamo tenuti a onorare. Per le tue domande alla Dott.ssa Enrica Sabatino, invia una mail a: enrica.sabatino@tiscali.it

Dott.ssa Enrica Sabatino Psicologa, Psicoterapeuta e Analista transazionale

328 358 89 15 enrica.sabatino@tiscali.it Enrica Sabatino Psicologa-Psicoterapeuta


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UN MATRIMONIO SENZA SESSO La tragedia in silenzio delle mogli che amano il proprio uomo, ma da anni non hanno rapporti sessuali ...vi ricordate questo vecchio clichè?

“Cara, facciamo l’amore?” “No stasera non mi va, ho mal di testa”

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bbene da parecchio tempo si sono ribaltati i ruoli e il classico “mal di testa” viene accusato dai mariti assenti sul campo del sesso coniugale. I dati sconfortanti ci arrivano dal The Huffington Post con un interessante articolo di Rebecca Adams nel quale intervista parecchie donne che hanno deciso di raccontarsi e non tacere più il loro profondo disagio. Grandi amori che partono con i fuochi d’artificio soprattutto a letto e nel giro di pochi anni vanno a scemare inesorabilmente in un’anoressia sessuale data dalla negazione dei mariti. Per una donna il sesso nel matrimonio è un completamento dell’amore a trecentosessanta gradi, vuole essere amata, stimata, ma soprattutto desiderata. La femminilità non si concretizza solo nell’essere una buona moglie e un’ottima madre, angelo del focolare: una donna ha un ruolo ben definito, sempre più importante e se il partner la rifiuta elabora un grandissimo senso di frustrazione che innesca una serie di problematiche a effetto domino. Innanzitutto le scuse dei mariti, sempre più banali e ripetitive: si parte dai vari dolori fisici, si passa per l’umore non adatto al sesso, ai problemi sul lavoro, al momento non propizio. I figli giocano un ruolo chiave per le negazioni, diventano quasi una salvezza,

meglio ancora se occupano il letto matrimoniale dividendo la coppia. Alcune donne hanno compreso il rifiuto quando, dopo gli anni frenetici dedicati ai bimbi, anni fatti di biberon, pannolini, rigurgiti, pianti, si sono rese conto che il marito non aveva mai manifestato un interesse sessuale verso di loro, utilizzando i piccoli come grandissima scusa. Si sono guardate allo specchio scoprendo che, cresciuti ormai i figli, erano sole e completamente ignorate. Ovviamente tante mogli hanno provato in ogni maniera ad affrontare il problema utilizzando tutte le armi in loro possesso: rendersi più appetibili, sexy, ricorrere alla chirurgia estetica, fare la prima mossa quasi sempre e solo loro… Ebbene i fallimenti si sono susseguiti andando ad incrementare il senso di inadeguatezza e convincendosi di avere qualcosa di sbagliato. Il dialogo con i mariti non è mancato, ma qui hanno trovato un muro fatto di testardaggine e rigidità nelle proprie convinzioni. Gli uomini invitati a rivolgersi ad uno psicologo, se lo hanno fatto, è solo per una richiesta delle mogli, sempre negando la necessità di risolvere il problema. Si potrebbe pensare che questi mariti abbiano rapporti extraconiugali appaganti, invece si scopre che sono blocchi psicologici o problematiche fisiche. Le cause più comuni sono la disfunzione erettile, l’uso di farmaci come gli antidepressivi, l’abuso di alcool o sostanze stupefacenti, problemi di chimica del cervello e squilibri ormonali. Dal versante psicologico emergono invece depressioni, stress, ansia e problematiche di coppia. È usua-

le ormai vedere uomini che non fanno sesso per ripicca, quasi per punizione, oppure perché la compagna è donna in carriera, quindi più in luce e produttrice di maggior reddito famigliare. La disperazione di tante donne intervistate traspare ad ogni loro affermazione; c’è chi ha anche tentato di proporre un’avventura extra coniugale con il benestare del marito, proposta fallimentare, altre che hanno usato l’aggressività. Purtroppo quando due persone arrabbiate fanno leva sull’autostima dell’altro, non risolvono l’equilibrio della vita sessuale. Secondo alcuni psicologi la coppia potrebbe provare creando un ambiente sereno, rilassato, amorevole, degli spazi senza i bambini, dei tempi tutti per loro. Alcune donne, ancora tremendamente innamorate dei loro mariti, ci stanno provando magari dopo dieci anni di assenza di sesso coniugale, convinte di potercela fare, ma solo se ci sarà la volontà da entrambe le parti potranno fare dei progressi. Davanti all’ennesimo rifiuto, la soluzione sarà la separazione, inevitabile. Problematiche dei tempi moderni, in un’epoca passata le donne non avrebbero mai manifestato questi disagi temendo di essere giudicate male o troppo disinibite. Ancora una volta la donna è al centro di discussioni, forse perché il mondo maschile non vuole accorgersi che la donna esiste in tutte le sue sfaccettature, oggi più che mai. Franca Isabella Barzizza


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E GUARDO IL MONDO DA... DUE RUOTE Uno dei mezzi di trasporto più affascinanti, salutari e amati al mondo: la bicicletta

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l suo creatore, nel lontano 6 aprile 1818, la chiamava Draisienne, forse in modo poco originale e un po’ presuntuoso prese spunto dal suo nome: il barone Von Drais de Sauerbrun. Di certo non immaginava che la sua invenzione sarebbe diventata uno dei mezzi di trasporto più diffusi e utilizzati di ogni tempo, tanto da dedicargli una giornata mondiale, arrivata quest’anno alle sesta edizione e festeggiata lo scorso 10 maggio. La bicicletta, con il suo fascino un po’ retrò, l’aria che sbatte sul viso appena si prende un po’ di velocità, la facilità di utilizzo e i bassi costi di manutenzione affascina tutti… Nessuno dei nostri lettori sarà esente dal suo fascino: almeno una volta nella vita tutti abbiamo solcato le strade, che siano di città o sterrate vie di campagna pilotando una due ruote a pedali. Alcuni ricorderanno con dolcezza il momento in cui hanno insegnato al proprio bambino a guidarla senza l’ausilio delle rotelle aggiuntive, altri ricorderanno con emozione le domeniche a spasso con il papà che non li perdeva mai di vista e ne scrutava ogni spostamento. Perché la bicicletta è così amata? Ecco 6 motivi: 1.Un mezzo per tutti La bicicletta non è certo un mezzo d’elite. Facile da guidare, economica da acquistare, non consuma carburante ma solo le calorie di chi pedala. Adatta ai grandi e ai più piccoli, usata per sport o per combattere il traffico cittadino. Nessun problema per il parcheggio, un toccasana per la salute e non serve la patente!

2. La bicicletta fa sorridere Secondo alcuni ricercatori della University of Pennsylvania, spostarsi in bicicletta non è soltanto movimento fisico, ma anche una buon alleata per sconfiggere cattivo umore e stress. Dai dati raccolti dal Bureau of Labor Statistics, gli scienziati Morris e Guerra hanno rilevato i diversi stati d’animo di alcune persone durante diverse tipologie di viaggio. Il risultato? I ciclisti sono più felici! Incuranti delle macchine che gli sfrecciano accanto, i ciclisti sono motivati a raggiungere un obiettivo, sfidano se stessi, solo con l’ausilio dei loro pedali. Andare in bicicletta sembra quindi essere un modo di spostarsi non solo economico e non inquinante, ma anche gratificante. Una vista panoramica, il brivido di una discesa veloce, i profumo della natura quando si abbandonano le strade asfaltate. Ad ogni pedalata un sorriso in più. 3. Fa bene alla salute E si, pedalare aiuta la salute. Riduce l’insorgenza di malattie cardio vascolari, diabete, obesità e tumori. Basterebbe prendere la bicicletta, invece della macchina per quei percorsi che a volte sembrano cosi lunghi da fare a piedi, ma su due ruote sarebbero veloci e salutari. Secondo la World Health Organisation, oltre il 30% dei viaggi in auto in Europa vengono effettuati per distanze inferiori a 3 chilometri e addirittura il 50% per meno di 5 chilometri. Prendere la macchina, abbandonare il tanto sudato parcheggio, affrontare il traffico, ricercare un nuovo parcheggio….non sarebbero meglio 15 minuti in bici? E se si prendesse questa buona abitudine, oltre ad

Perché la bicicletta è così amata? Ecco una raccolta dei motivi per cui la due ruote è un mezzo intramontabile

aiutare il portafoglio e l’ambiente, si alleggerirebbe anche il peso sulla bilancia: secondo l’International Bicycle Found si possono perdere, a parità di condizioni alimentari, anche dieci chili in un anno. 4. Andare in bici per creare posti di lavoro L’industria della bici conta circa 650mila, un milione e mezzo di addetti nel settore del cicloturismo. Secondo il Who, il ciclismo con tutto il suo indotto sarebbe in grado di creare almeno 76.600 posti di lavoro e di salvare 10mila vite ogni anno nelle principali città europee. 5. È un aggregatore sociale Gruppi di ciclisti, tutti uguali invadono le strade cittadine appena spunta un po’ di sole. Parlano tra loro, si sfidano a suon di pedalate. Talvolta disturbano il traffico, ma innegabilmente un po’ li si invidia. Vento sul viso e sudore sulla fronte. Un aggregatore sociale non solo sulla strada, una fitta rete di associazioni si occupano di temi legati al ciclismo, l’onlus Fiab, ad esempio, accoglie più di 130 associazioni in Italia. 6. La bici è green La bicicletta pesa mediamente 19,9 kg ed è composta da: 14,6 kg di alluminio, 3,7 kg di acciaio e 1,6 kg di gomma. In media dura otto anni e copre una distanza di 2.400 km ogni anno. Secondo questi dati, l’Ecf (European Cyclists’ Federation) stima che la produzione e la manutenzione di una bici producono circa 5 grammi CO2/km. Basterebbero 5 km al giorno, percorsi pedalando invece che con la propria automobile, per raggiungere il 50% degli obiettivi proposti in materia di riduzione delle emissioni entro il 2050. Per limitare la dipendenza energetica e limitare l’utilizzo di risorse bisogna pedalare! Martina Creti


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Comincia il caldo, il sole estivo invita alla prova costume. Il fascino intramontabile della tintarella e il relax in riva al mare... Ma al benessere della pelle chi ci pensa? Il pericolo si chiama Melanoma, il rischio più grande di una cattiva esposizione ai raggi solari.

IL VOLTO OSCURO DEL SOLE IL MELANOMA

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l melanoma cutaneo è un tumore che deriva dalla trasformazione dei melanociti, delle cellule che formano la pelle. La pelle è formata da tre l'epidermide, il derma e il tessuto sottocutaneo o grasso. I melanociti, insieme ai cheratinociti, fanno parte dell'epidermide. Sono imputati alla produzione di melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari. Quelli che chiamiamo usualmente nei (in termini medici nevi) non sono altro che agglomerati scuri visibili in superficie, che in condizioni non patologiche vengono prodotti dal lavoro dei melanociti. LA DIFFUSIONE Il melanoma costituisce circa il 5% di tutti i tumori maligni della pelle, principale forma di cancro riscontrata tra chi ha la pelle bianca. Ogni anno vengono diagnosticati circa 130.000 casi di melanoma nel mondo e circa 37.000 sono i casi di morte provocati da questo tumore. Un recente studio epidemiologico ha analizzato 1472 pazienti, riscontrando ogni anno dai 6 ai 15 nuovi casi di melanoma ogni 100.000 abitanti, con un’incidenza crescente in tutta l’Italia. Nel nord, gli abitanti generalmente con un fenotipo più chiaro, per ottenere la tanto agoniata tintarella utilizzano maggiormente lampade solari e incor-

rono più spesso in scottature della pelle da esposizione ai raggi uv. Al sud, si presentano mediamente i melanomi più aggressivi, ma questo dato non incoraggia gli abitanti alla prevenzione: il dermatologo è uno specialista poco considerato. Gli abitanti del centro sono quelli con le abitudini meno consigliabili: prendono il sole nelle ore più calde del giorno, senza dar ascolto ai consigli degli esperti. Il melanoma cutaneo, piuttosto raro nei bambini, colpisce soprattutto attorno ai 45-50 anni, anche se l'età media alla diagnosi si è abbassata negli ultimi decenni. In Italia i dati AIRTUM (Associazione italiana registri tumori) stimano circa 3.150 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 2.850 tra le donne. Con un’incidenza addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni. I SINTOMI E LA PREVENZIONE Il sintomo principale del melanoma cutaneo è il cambiamento nell'aspetto di un neo o la comparsa di un nevo nuovo. Le caratteristiche di un neo che possono indicare l'insorgenza un melanoma sono riassunte con la sigla ABCDE: A come asimmetria nella forma (il melanoma appare sempre di forma irregolare), B come bordi irregolari e indistinti, C come colore variabile, D come dimensioni in aumento, E come evoluzione di un neo in tempi brevi.

Attenzione poi ai nei che prudono, sanguinano, sono circondati da un nodulo o da un’area arrossata. Bisogna ricordare che il maggiore fattore di rischio è l’esposizione prolungata e non controllata ai raggi ultravioletti. Per questo motivo, alcuni semplici e sani accorgimenti possono notevolmente ridurre il rischio di sviluppo di melanomi e più in generale di tumori della pelle. Fondamentale è la moderata esposizione al sole fin dall’infanzia, evitando scottature e ustioni. Le ore più calde della giornata sono sempre sconsigliate ed è necessario proteggere la pelle dai raggi uv con specifiche creme. Particolare attenzione devono prestare i fenotipi più chiari, maggiormente esposti a scottature. Controllare periodicamente la propria pelle, rivolgersi ad uno specialista in caso di insorgenza di nuovi nei o cambiamenti di quelli già esistenti, sottoporsi ad una mappatura dei nei sono comportamenti utili per prevenire il tumore della pelle, che spesso si sviluppa a causa di lente mutazioni, che potevano essere previste e risolte prima dell’insorgenza del tumore. Martina Creti


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Un software per ridurre la distrazione durante la guida

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e grandi case di microelettronica lavorano costantemente per migliorare l’esperienza di utilizzo dei propri dispositivi e negli ultimi anni si stanno concentrando sui sintetizzatori vocali, atti ad agevolarne l’utilizzo anche con le mani occupate. Partendo da questa funzione, due ricercatori della Carnegie Mellon University in Pennsylvania, Chun Jaemin e Anind Dey, stanno creando un software per ridurre il rischio di incidenti dovuti all’utilizzo dei cellulari durante la guida. Tra le cattive abitudini che affliggono gli italiani spicca l'ossessione per il cellulare con la sua variante più nociva: il suo utilizzo mentre si è alla guida. Il risultato è il record di incidenti stradali nel 2014, la maggior parte dei quali sono causati dalla distrazione alla guida. Secondo i dati diffusi da Aci e Istat, infatti, 1 incidente su 5 è causato proprio dall'uso del telefonino, dato che batte ebbrezza e velocità. Si è stimato che se un conducente invia un messaggio mentre è al volante perde di vista mediamente un tratto di strada di 300 metri. Chiaramente non siamo gli unici al mondo ad avere questa brutta abi-

tudine. A questo proposito, lo scorso aprile è stato presentato un progetto durante una conferenza tenutasi a Seul, nella Corea del Sud, per limitare l’uso del telefono mentre si guida al fine di ridurre i rischi. I due ricercatori americani sono partiti da una serie di statistiche e hanno intuito che tra i diversi fattori che causano incidenti stradali, quello su cui era possibile lavorare per ridurre i rischi era proprio l’utilizzo del telefono cellulare, concentrandosi sui momenti cruciali e le funzioni più inclini a distrarre il guidatore. Per realizzare il loro studio, Chun Jaemin e Anind Dey hanno analizzato il comportamento di 25 volontari, di età compresa tra i 19 e i 69 anni, su un tragitto di almeno 20 km. A ogni volontario sono stati fatti indossare dei sensori sui polsi, caviglie e in testa più un cardiofrequenzimetro per rilevare i cambiamenti del battito cardiaco. Ogni veicolo era dotato di due telecamere: una all’interno per riprendere tutte le azioni che si compiono mentre si guida, come mangiare, bere, cambiare stazione radio o cambiare posizione; la seconda telecamera era posizionata fuori dall’auto, per riprendere il traffico esterno. Infine l’automobile era dotata di una

I guidatori più imprudenti sono quelli del Nord: qui il 42% dei conducenti guida con un occhio sullo smartphone, contro il 29,3% dei guidatori del Centro e il 28,5% di quelli del Sud

scatola nera in grado di monitorare l’interazione tra il comportamento della macchina e quello del guidatore. Incrociando tutti i dati ottenuti, i ricercatori sono riusciti a individuare quali sono i momenti in cui la concentrazione totale sulla guida può essere interrotta in condizioni di relativa sicurezza. Stando ai loro dati è emerso che ci sono dei momenti in cui al guidatore rimane una quantità di capacità cognitiva – oltre quella che già mette nell’azione complessiva della guida – sufficiente a compiere alcune azioni con il proprio cellulare. Chiaramente tra quelle possibili non viene menzionato l’invio o la lettura di un sms ma ad esempio l’ascolto di un messaggio vocale o la registrazione di uno in risposta a quello ricevuto, limitando il rischio di distrazione. In pratica questo studio è stato realizzato con un obiettivo preciso: creare un software che sia in grado di stabilire, con una sicurezza pari al 92%, quali siano i momenti più adatti ad utilizzare alcune funzioni del telefono quando l’utilizzatore è al volante. Sicuramente in un prossimo futuro, grazie ad un software come questo, quando entreremo in auto il proprio telefono entrerà automaticamente in una sorta di “modalità guida” in cui saranno disponibili solo alcune funzioni attraverso comandi vocali migliorando così la propria sicurezza e quella degli altri passeggeri. Alessandro Cannavale


TECNOBLOG Tecnoblog Google e Amazon, la sfida!

Google sfida Amazon e lancia il tasto “Buy” all’interno degli spot pubblicitari. Il colosso di Mountain View lo ha comunicato sul suo blog spiegando che la funzionalità TrueView per lo shopping «consente di visualizzare i dettagli dei prodotti offrendo la possibilità di fare click per acquistare direttamente dal venditore». Il tutto sarà possibile già dallo spot pubblicitario e, dicono da BigG, «poiché sappiamo che il 50% delle visualizzazioni su YouTube proviene da dispositivi mobili, abbiamo fatto in modo che funzioni agevolmente su telefoni cellulari, desktop e tablet».

Nuovi MacBook Pro 15” e iMac 27” in arrivo?

Se state pensando di acquistare un computer nuovo aspettate! Il sito francese MacG.co ha rivelato infatti gustose novità per l’iMac27” e per il MacBook Pro Retina 15 pollici. Se il portale francese dà la notizia per certa, confidando nell’attendibilità della fonte che già in passato si è rivelata credibile, noi la riportiamo con il beneficio del dubbio fino alla conferma ufficiale. A far pensare che presto usciranno i nuovi modelli è la scorta di MacBook Pro che continua a calare. Inoltre il laptop 13” aveva già subito un restyling il mese scorso e pare proprio che sia arrivato il turno del fratello più grande.

Giochi su Messenger?

Mark Zuckerberg avrebbe confermato la sua intenzione di sviluppare giochi da lanciare sul Messanger. Sebbene la tempistica definitiva non sia ancora attendibile, Ilya Sukhar, responsabile della piattaforma, avrebbe confermato i lavori in corso, la mossa dei giochi sarebbe dovuta ad un tentativo di attrarre più utenti e conseguentemente produrre più utili. Non è ancora chiaro se i giochi gireranno su Messenger o se la chat servirà esclusivamente a collegare i gamers.

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Android, i dati persistono sul telefono dopo il reset! Hai intenzione di vendere o regalare il tuo smartphone Android? Nella maggior parte dei casi, riportarlo alle condizioni di fabbrica con l’apposita opzione può bastare. Ma se sei un tipo particolarmente attento al destino dei tuoi dati, l’ultima ricerca proveniente dall’Università di Cambridge potrebbe darti da riflettere: la normale funzione di cancellazione dei dati personali infatti lascerebbe le informazioni di più di 500 milioni di dispositivi alla mercé di malintenzionati abbastanza motivati e capaci. I ricercatori hanno testato la resistenza di 26 telefoni di seconda mano, tutti gli smartphone in esame hanno lasciato in memoria tracce della loro vita precedente come immagini di Facebook, contatti telefonici, sms e email. Si tratta di dati incompleti, non visibili normalmente, ma comunque ricomponibili in misura almeno parziale tramite appositi software. Più grave il fatto che i ricercatori siano riusciti a ottenere l’autenticazione di Google (ovvero dell’account Gmail) nell’80% dei casi.

Il nuovo Samsung Galaxy S6 Un pensierino da parte di Samsung per tutti i geek e i patiti di supereroi. La casa coreana ha pensato di lanciare un’edizione speciale del suo ultimo gadget di lusso, l’incurvato e sfuggente Galaxy S6 Edge. Tema: l’eroe dell’universo fumettistico-cinematografico Marvel Iron Man. La scocca dello smartphone diventa quindi rosso-bordeaux con finiture dorate – una bicromia che rispecchia quella di molte delle armature potenziate di Tony Stark – ma anche il tema del telefono e gli accessori sono coordinati. La casa coreana ha realizzato un video dove mostra i contenuti della confezione, che includono un caricatore wireless e una custodia protettiva trasparente.


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COSA NON DIRE MAI ALL'ISTRUTTORE!

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'estate è praticamente sbocciata, e le palestre sono piene di persone in cerca della forma perfetta “da costume”. Con l'articolo di oggi ho cercato di raccogliere quello che giornalmente mi succede e devo affrontare sempre con il sorriso. Cercherò di fare chiarezza e di sfatare i luoghi comuni che da anni girano nelle palestre: 1) Esistono gli addominali alti e bassi? Il retto è un muscolo unico, non esistono gli addominali alti e bassi. 2) I dolori muscolari che avvertiamo nei giorni successivi all’allenamento sono colpa dell’acido lattico? L’acido lattico è un prodotto di scarto del metabolismo anaerobico lattacido ed è il responsabile della sensazione di bruciore che si sente quando si fanno serie lunghe con i pesi o sprint superiori ai 20 secondi. Indica la fine dell' ATP (adenosintrifosfato) che e' la benzina all'interno del muscolo. Senza entrare nel merito della biochimica dello smaltimento dell' acido lattico, basti sapere che i soggetti allenati smaltiscono questa sostanza in tempi minori, ma che comunque per tutti non vanno oltre un’ora dalla fine dell’attività. 3) Quando si fa “definizione” bisogna fare serie più lunghe di quando si fa massa? Questa è una pratica molto usata nelle palestre, ma non è particolarmente efficace. Quando si fa “definizione” solitamente si è a dieta, e molto probabilmente in regime di bassi carboidrati. Le serie lunghe sono molto “glicolitiche”, cioè consumano il glicogeno (la forma sotto la quale il glucosio, zucchero, viene immagazzinato nei muscoli e nel fegato) stivato nei muscoli. Sappiamo però che bassi livelli di glicogeno sono uno dei fattori che inibiscono la sintesi proteica, cioè quando le riserve di glicogeno sono scarse, il corpo non “costruirà” più nuove proteine. E’ risaputo come durante l’allenamento con i pesi si producano delle piccole lesioni a livello delle fibre muscolari, che devono successivamente essere riparate (meccanismo che è alla base della crescita muscolare). 4) Si dimagrisce solo con il cardio? L’attività di tipo “cardio” è una di quelle che si usano per dimagrire, ma non è l’unica valida. Tipicamente poi si fa cardio in “fascia lipoliti-

ca”, cioè con una frequenza cardiaca compresa tra il 65% e il 75% della massima. Questo tipo di allenamento è spesso giustificato da chi lo pratica con la seguente argomentazione: “Per lavori in cui la frequenza cardiaca rimane tra il 65% e il 75% della massima si bruciano principalmente acidi grassi, mentre ad intensità più alte si consumano carboidrati”. Tutto vero, ma si cade nell’errore di pensare che i sistemi energetici funzionino a “comparti stagni”, che nel momento in cui si attiva uno si spengano gli altri. Questo è decisamente errato, infatti i sistemi energetici sono complementari, sono attivi contemporaneamente, e danno il loro contributo alla sintesi di ATP (energia, banalmente) in diverse percentuali. 5) Se il peso sulla bilancia non scende non sto dimagrendo? Il peso è soltanto un numero, che se preso singolarmente non ha alcun significato. Sappiamo che il grasso ha un minor peso specifico rispetto al muscolo. Per cui il fatto che il vostro peso sia stabile o addirittura aumenti non vuol necessariamente dire che non stiate perdendo grasso. La bilancia migliore è lo specchio. 6) Per fare forza basta abbassare il numero di ripetizioni? Questa è un’altra cosa che si sente spesso dire nelle palestre: “Faccio serie da 6 perchè sto facendo forza”. Ecco, chi utilizza i classici programmi da “bodybuilding”, considera le serie da 6 già a basso numero di ripetizioni, abituato com’è a serie lunghe, dalle 8 ripetizioni in su. Tralasciando il fatto che una serie da 6 è già lattacida, e che la forza massima andrebbe allenata con un numero di ripetizioni ancora più basso, è importante capire come non basti abbassare semplicemente il numero di ripetizioni per aumentare la propria forza. 7) Un muscolo non va allenato piu’ di una volta a settimana. Ci si rifà al concetto della supercompensazione, secondo il quale è necessario fare un allenamento pesante per un muscolo per poi lasciarlo riposare per giorni in modo che il corpo abbia il tempo di riparare i danni e ripristinare le riserve energetiche depauperate. E siccome il corpo è “furbo”, si prepara a resistere qualora intervenisse di nuovo lo stressor (allenamento), e dunque si setta su un livello di base più alto di quello precedente, per cui si “cresce”. Questo metodo

presenta però varie problematiche: per crescere c’è bisogno di un certo volume di lavoro. Perciò un gesto va ripetuto molte volte in modo da essere acquisito perfettamente. 8) Facendo molti addominali faccio andare via la pancia? Chiunque abbia provato a fare per mesi centinaia e centinaia di addominali, senza ottenere il risultato sperato, sa già cosa sto per dire. Per gli altri: mi spiace deludervi, ma il dimagrimento localizzato non esiste, per cui non funziona che facendo lavorare un determinato muscolo venga magicamente bruciato il grasso che lo ricopre. 9) Le donne non devono fare pesi per non ingrossare troppo? Fare pesi può fare solo bene, perchè come ho spiegato nel punto 5, avere un po’ di tessuto muscolare in più fa in modo che voi “consumiate di più” anche a riposo, quindi sarà più facile dimagrire e restare magre. 10) Faccio gli esercizi al multipower perche’ sono piu’ sicuri? In quasi tutte le palestre trovate questo macchinario, il multipower o smith machine, in cui il bilanciere è vincolato a delle guide. Da un lato è vero che fare gli esercizi al multipower vi darà una (falsa) sensazione di sicurezza, perchè non correte il rischio di rimanere schiacciati sotto al peso, ed è più facile “impostare” gli esercizi. C’è un lato che non state considerando: nel multipower non è il bilanciere che si adatta alla vostra linea di movimento, ma voi che vi adattate alla sua: per cui sarà molto facile seguire traiettorie innaturali, che rischiano di essere pericolose. Quindi una raccomandazione: se per motivi “logistici” siete costretti ad usare il multipower, cercate di farlo mantenendo l’impostazione tecnica dell’esercizio la più simile possibile a quella della versione con bilanciere libero.

Luigi Cecconi P.T.issa cft/3 Istruttore wabba 3^liv. 347 69 14 164 fitnessemuscle@hotmail.it



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Giugno

L'Oroscopo

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di Laura Bendoni

Il Giardino dei Cristalli

Ass. Culturale di Discipline Umanistiche - Via Pasubio, 9 Aprilia (Casalazzara) Tel. 347.73.29.631 - info@ilgiardinodeicristalli.it

Ariete

(21/03 - 20/04) Un momento di grande creatività vi permetterà di attivare cose nuove! Sentirete l’esigenza di fare, di realizzare, dando il via a qualcosa di diverso dal solito che vi offrirà la possibilità di affermare i desideri del cuore per vederli fiorire in una realtà anche molto pratica.. e così cuore e mente potranno confrontarsi...

Cancro

(22/06 - 22/07) In questo periodo sentirete sicuramente un po’ di tensione e di inquietudine che in qualche modo potranno destabilizzarvi un po’.. evidentemente stanno salendo a galla alcune cose che avevate nascosto in voi da qualche parte, ma che ora è fondamentale “lasciar andare”... fate tutto con amore...

Bilancia

(23/09 - 22/10) Un bellissimo periodo per pianificare nuovi progetti che nascono da idee assolutamente creative! Siate continuativi nel portare avanti i vostri intenti perché questo sarà proprio un “buon tempo” per realizzare i sogni.. aprite la porta anche alle idee degli altri, alle proposte, alle nuove amicizie...

Capricorno (22/12-20/01) Si sta aprendo una nuova dimensione di vita per voi.. ma prima dovrete trasformare alcune cose che ancora vi legano al passato.. dopodiché vi sentirete “nuovi” tanto da poter superare certi parametri mentali che hanno limitato spesso il vostro passo.. scoprirete che “libertà” vuol dire “piacere di essere ciò che siamo”!

Toro

(21/04 - 21/05) Il vostro mondo emozionale e il vostro “sentire” saranno molto sollecitati.. avrete l’opportunità di ascoltarvi e di scoprire ciò che è più giusto per voi, per le vostre esigenze personali.. non dovrete far altro che osservare.. scelte e decisioni accadranno in modo naturale.. famiglia e passato saranno il vostro “banco di

Leone

(23/07 - 22/08) Vivrete ogni situazione di vita sostenuti dalla “possibilità”!! tutto è più chiaro, più semplice.. la vostra visione delle cose vi permetterà di centrare l’obiettivo senza sforzi.. al contrario; sarà la forza la vostra alleata! Canalizzate le vostre energie verso intenti che non avete potuto realizzare prima...

Scorpione (23/10 - 22/11) Le cose si muovono nel settore lavorativo e pratico della vostra vita.. è in quell’ambito che dovrete orientare le vostre energie, per risolvere o per realizzare.. inoltre sarà importante riattivare qualcosa che è rimasto fermo da troppo tempo.. parliamo delle vostre emozioni.. dei vostri sentimenti.. il vostro cuore vi chiama all’opera...

Acquario

Gemelli

Vergine

Sagittario (23/11 - 21/12) Saturno nel vostro cielo vi aiuterà a crescere dentro.. a breve si allontanerà per vedere se “da soli” sapete già dirigere le vostre energie nel modo più giusto e riordinare tutte le buone cose della vostra realtà di vita.. e quando tornerà avrete già imparato ad afferrare i sogni che fate ad occhi aperti per trasformarli in realtà.

Pesci

Sudoku

(22/05 - 21/06) Ottimo periodo per attivarvi in modo diverso nel lavoro e nelle varie situazioni che richiedono la vostra presenza.. sarete propensi ad orientarvi verso nuove mete.. con probabilità alcuni nuovi incontri vi potranno tornare utili ai fini di situazioni che potrete realizzare con poco sforzo e con molta soddisfazione…

(23/08 - 22/09) “L’effetto Saturno” si fa sentire.. quel senso di strana pesantezza che in alcuni momenti potrebbe spingervi a chiudere un po’ di più la porta del vostro mondo interiore. Questo è necessario per ascoltare di più il cuore quando vi parla.. qualcosa dal passato richiamerà la vostra attenzione.. osservare vi aiuterà...

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(19/02 - 20/03) Fantastico questo periodo di trasformazione. Lo percepirete forse attraverso una sorta di instabilità emotiva.. ma i cambiamenti sono così; ci avvertono che stiamo rimettendo in ordine tante cose nella nostra realtà interiore.. rimanete in ascolto. I segnali dell’anima sono impercettibili alla mente razionale...

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(21/01 - 18/02) Mai come in questo momento siete in condizione di poter vedere e comprendere tutto ciò che si muove nella vostra vita.. il vostro sguardo sconfina nel passato.. e se “laggiù” ci fosse ancora qualcosa da risolvere.. con amore saprete dirigere perfettamente le vostre energie per vivere in libertà e con gioia il vostro presente...

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