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ticino7 numero 6 / 10 febbraio 2017 / con programmi radio & tv dal 12 al 18 febbraio

stile

Idee originali per San Valentino

38



Famosi nel tubo Le celebritĂ  di oggi? I ragazzi della porta accanto

corriere del ticino / la regione


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Sommario

ticino7

storia di copertina

04

04 Nuove Star. Siamo Famosi di Mariella Dal Farra

il pensiero della settimana

Sono sempre stata famosa, è solo che nessuno (Lady Gaga) lo sapeva ancora.

ticino e non solo

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lo sapevi? tasso di motorizzazione ogni 100 abitanti in alcuni cantoni svizzeri

Zurigo

35 motori amori su quattro ruote a cura della Redazione

come dove quando

07

07 SPIRITI LIBERI l’iTALIA NASCOSTA di Roberto Roveda

protagonisti

08

08 sette domande Franco ambrosetti di Stefania Briccola 10 ore sette Mendrisio di Stefano Ember

tv e radio

11 da domenica 12 a sabato 18

Scopri la programmazione settimanale completa in Ticino e in Europa di tv e radio per rimanere sempre informato e non perdere i tuoi programmi preferiti.

36 s ette continenti magica san blas di Elena Montobbio

64,8% Ticino

tendenze

38

38 stile Una festa per donare di Valentino Odorico

63,8% Basilea città

40 Operazione sottoveste di Marisa Gorza 41 sette trucchi Gli irrinunciabili di Jessica Pellegrino

relax

42

42 stelle & curiositÀ astroparade di Betty L’oggetto a cura della Redazione istruzioni per l’uso di Walter Mariotti 43 gioca (e vinci) con ticino7 il cruciverba

34,4%

ticino7

diretto da Paride Pelli CON LA CONSULENZA DI Walter Mariotti REDATTORE RESPONSABILE Fabio Martini Coredattore Giancarlo Fornasier PROGETTO GRAFICO Elena Montobbio per WMWorkshop GRAFICA Roberto Dresti e Deborah Vaccaro sito web www.ticino7.ch

parliamone Quanto inquinano le auto diesel? di Giancarlo Fornasier Lo scorso anno la società Emissions Analytics ha testato centinaia di auto spinte da motori diesel. Conclusione: questi propulsori aumentano le loro emissioni quando si trovano in ambienti con temperature inferiori ai 18 gradi; parametro che in Svizzera, per esempio, è una norma per buona parte dell’anno. I test hanno coinvolto 213 veicoli di oltre 30 produttori scoprendo che «le emissioni di ossidi di azoto (NOx) delle vetture diesel Euro 5 sono mediamente 3,6 volte superiori rispetto ai limiti di legge, per aumentare sino a 4,6 volte quando il termometro scende sotto il limite dei 18 °C». Meglio fanno le diesel Euro 6: 2,9 volte i limiti fino a 18 °C e 4,2 volte al di sotto dei 18 gradi. E le famigerate polveri fini o PM? Già con le normative Euro 5 per i nuovi diesel è diventato obbligatorio avere i controversi filtri antiparticolato (FAP/DPF). Salutati come la soluzione per contenere le emissioni di polveri carboniose, secondo alcuni la cura sarebbe peggiore del male: questi dispositivi, infatti, non fanno altro che filtrare e «bruciare» internamente le particelle prodotte dalla combustione. Tutto bene quando il sistema funziona – in teoria, almeno –, ma se non raggiunge le temperature di esercizio ottimali la «rigenerazione» va a farsi benedire, con spie sul quadro strumenti che si accendono come un albero di Natale e le PM in «libera uscita». In generale, prima di acquistare un’auto, chiedetevi che utilizzo ne farete: se guidate per brevi e medi tragitti le propulsioni ideali sono ben altre.

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Storia di copertina

Siamo

famosi Nel 1968 il lungimirante e controverso Andy Warhol affermava che «in futuro, ognuno sarà famoso per quindici minuti». Una profezia che oggi, grazie all’avvento di YouTube, è diventata realtà. Scrive Mariella Dal Farra

P

er coloro che vivono – in base a una rispettabilissima scelta personale – su un altro pianeta, ovvero senza una connessione internet, specifichiamo che YouTube è una piattaforma web per la condivisione di video. I filmati che vengono pubblicati – al ritmo di 100 ogni minuto! – possono essere condivisi, commentati e votati. Si tratta di trailer cinematografici, videoclip musicali, spezzoni di film, mini–documentari, tutorials, sketch, talk–show, la maggior parte dei quali «artigianali»: prodotti cioè dai singoli utenti con l’ausilio di una webcam, di alcuni programmi di editing e della propria inventiva. Per dare un’idea del fenomeno, YouTube è attualmente il sito più visitato al mondo dopo Google (che peraltro lo ha acquistato nel 2006, a un anno dal suo esordio sul web). Secondo Susan Wojcicki, amministratore delegato del «tubo», l’anno scorso (2016) YouTube è diventato per gli utenti di età compresa fra i 18 e i 49 anni il medium più usato per vedere video, sopravanzando non solo la TV generalista, ma anche quella a pagamento (Netflix, Sky e altre). E se è vero che tali dati si riferiscono al mercato statunitense, sappiamo però che quando una tendenza s’impone lì, è solo questione di tempo prima che arrivi anche qui. 4

A scuola di YouTube

Sempre più spesso gli aspiranti YouTubers si avvalgono di consulenze ad hoc per migliorare l’efficacia dei loro video, a partire dai Pop–Up Space: un programma di seminari intensivi creato dalla stessa YouTube per fornire alle comunità di creators un sostegno professionale. La formazione spazia dalle tecniche di produzione (luci, audio, tipologie di ripresa) alle strategie di contenuto per mantenere viva l’attenzione degli iscritti e aumentare la propria sfera d’influenza. Ci sono poi le agenzie specializzate, come la milanese Web Stars Channel, factory da cui provengono alcuni celebri YouTuber fra cui FaviJ (4 milioni di fan), i Mates (6 milioni e mezzo) e Greta Menchi (2 milioni e mezzo). Fondata nel 2013 da Luca Casadei, l’agenzia offre servizi per aziende che puntano a collaborare con i talenti emergenti del web. Le credenziali? 30 milioni di utenti, di cui 17 iscritti su YouTube per più di 3 miliardi di visualizzazioni...

Quelli della porta accanto Certo, YouTube ha un indubbio vantaggio su TV e cinema: il fatto che lo si guardi soprattutto sullo smartphone (che è il dispositivo più usato fra i 13 e i 24 anni), ma ciò non è sufficiente a spiegare il suo successo. Nel 2015, Variety ha iniziato a studiare il caso chiedendo ai ragazzi perché lo preferissero. Il 62% degli intervistati ha risposto che i contenuti guardati su YouTube li fanno «sentire bene rispetto a se stessi», considerazione che viene riferita soltanto dal 40% nel caso dei programmi televisivi. Soprattutto, il 67% degli intervistati asserisce che YouTube offre contenuti con i quali è facile relazionarsi, e in misura molto maggiore di quanto accada con la televisione (41%). Coerentemente, sempre secondo Variety, il coinvolgimento emotivo dei teenagers contemporanei nei confronti delle star di YouTube – i cosiddetti YouTubers – risulta in media cinque volte maggiore di quello espresso nei confronti di celebrità più «tradizionali». Detto altrimenti, al momento le celebrities più influenti non sono attori, magari anche molto popolari come Jennifer Lawrence (Hunger Games), né cantanti famosi come Katy Perry, bensì ragazzi e ragazze «della porta accanto» che producono e pubblicano autonomamente i propri filmati.


ticino7

È difficile per gli adulti capire cosa spinga i ragazzi a guardare dei coetanei che parlano di cose in parte futili Nuove star Fra gli esempi più clamorosi non possiamo non citare PewDiePie, pseudonimo di un ragazzo svedese che collauda e commenta dalla sua cameretta tutti i videogiochi in uscita (10 miliardi di visualizzazioni; oltre 50 milioni di iscritti in tutto il mondo) e Zoella, fashion vlogger (no, non è un refuso ma il termine che indica i video blogger) che parla di moda e di bellezza, ma anche della propria esperienza con gli attacchi di panico e l’ansia (663 milioni di visualizzazioni e 9,9 milioni di iscritti, oltre agli oltre 4 milioni di seguaci su Twitter e ai più di 7 milioni su Instagram). Fatte le dovute proporzioni, anche da noi non si scherza: ShantiLives, il canale della YouTuber ticinese Shanti Winiger, attivo dal maggio 2013, ha più di 144.000 iscritti per qualcosa come 14 milioni e mezzo di visualizzazioni. Sono numeri importanti, ed è talvolta difficile per gli adulti capire cosa spinga tanti ragazzi a guardare dei loro coetanei che parlano di cose apparentemente futili, come le caratteristiche di Pokémon Go o l’accessorio per completare il look del momento. Inutile concentrarsi sui contenuti, non sta lì la spiegazione. Come affermava un altro insigne interprete della società contemporanea (Marshall McLuhan), «the medium is the message»: il media è il messaggio. Ciò che rende così interessanti gli YouTubers non è quello che dicono ma come lo dicono. «Per forza di cose, i video “casalinghi” nascono con un format che vede la persona parlare alla webcam – e quindi direttamente allo spettatore – spesso a distanza ravvicinata, dalla propria camera o comunque in un ambiente domestico», spiega Stuart Dredge giornalista del Guardian, «Questo crea un senso d’intimità e di autenticità: le star di YouTube non paiono soggette a strategie d’immagine pianificate da esperti PR. I ragazzi apprezzano inoltre il loro più candido senso dell’umorismo, la relativa mancanza di filtri e l’intraprendenza». Il valore economico Il ragazzo o la ragazza diventati famosi con YouTube sono cioè percepiti dai propri coetanei come «uno di loro»: qualcuno con cui è facile identificarsi. Non stupisce dunque che l’apprezzamento maggiore provenga proprio dalla fascia

Shanti Winiger

PewDiePie

diamo i numeri Diventare ricchi con YouTube non è così facile, anche se molte storie di successo provano che è possibile. Le difficoltà sono date in primo luogo dalla competizione: dal 2007, i creatori di contenuti entrati a far parte del programma di partenariato di YouTube sono circa un milione e mezzo, ma si calcola che solo lo 0,33% dei

video superi la soglia del milione di visualizzazioni. Bisogna inoltre tenere presente che YouTube trattiene il 45% degli introiti. Fra i motivi di incoraggiamento, i 2 bilioni di dollari di diritti versati a oggi da YouTube ai vari creatori e il dato secondo il quale la metà dei canali attivi monetizza introiti a sei cifre. 5


Storia di copertina

porzionalmente più ridotta, ma anche in questo caso si parla di cifre ragguardevoli, comprese cioè fra i centocinquanta e gli ottocentomila euro l’anno. Questo denaro proviene dalle sponsorizzazioni – ufficiali e talvolta ufficiose – dei grandi marchi che, a ragione, vedono nel «tubo» un mezzo privilegiato per raggiungere un target di consumatori tendenzialmente impermeabile ad altre forme di comunicazione.

Matt Brittin, manager di Google per l’Europa

Non il solito «tubo» Spesso la notorietà acquisita su YouTube fa da ponte verso altre forme di intrattenimento, a partire dagli «eventi» nel corso dei quali le web star incontrano i fan e interagiscono con loro. Alcuni YouTubers diventano conduttori televisivi (per esempio, Frank Matano) o radiofonici. Molti pubblicano libri: This book loves you di PewDiePie è stato al primo posto della classifica young adults del New York Times nel 2015. E poi ci sono le fashion bloggers cooptate da riviste di moda o direttamente dai grandi marchi, come la svizzera Kristina Bazan (nella foto), che ha da poco sottoscritto un contratto con L’Oreal.

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13–18 anni: un’età nella quale il processo d’individuazione personale e il senso di appartenenza alla comunità rappresentata dal gruppo dei pari – ora sempre più «community», in senso virtuale – è particolarmente importante. Ma se la forza degli YouTubers sta nella loro «relazionabilità», ovvero nella capacità di suscitare un senso di familiarità e di vicinanza, cosa accade quando tale popolarità si trasforma, attraverso il programma di partenariato offerto da YouTube, in cifre a cinque o anche a sei zeri? Nessuno sa per certo quanto guadagnino le star di YouTube, ma fonti autorevoli come Forbes stimano che un numero di iscritti compreso fra i sette e i quarantanove milioni abbia come ritorno un reddito annuo compreso fra i cinque e i quindici milioni di dollari. Parliamo del mercato anglofono, che è il più vasto in assoluto. Gli YouTubers che comunicano in italiano hanno un’audience pro-

Meglio della televisione Tale interesse viene fomentato da YouTube stessa, ovviamente interessata ad attrarre gli inserzionisti. È dello scorso aprile una dichiarazione di Matt Brittin, manager di Google per l’Europa, secondo il quale, nel settore vendita auto, le pubblicità di YouTube si sarebbero dimostrate più efficaci di quelle televisive. La replica di televisione e giornali non si è fatta attendere, ma è un fatto che molti brand stiano investendo su YouTube in misura considerevole. E quando arrivano i soldi, le cose cominciano a cambiare... «Ci sono mille modi di vendere la tua anima su YouTube», afferma Gaby Dunn, scrittrice e giornalista di Los Angeles che produce con l’amica Allison degli sketch comici molto seguiti (youtube.com/justbetweenusshow). I modi vanno dall’affiliazione ad Amazon (lo/la YouTuber recensisce il prodotto e guadagna in percentuale agli acquisti effettuati usando il suo codice) alla tecnica dei «click arrabbiati», che consiste nel dire qualcosa di intenzionalmente provocatorio, o addirittura offensivo, al solo scopo di aumentare il numero di visualizzazioni e di commenti. Dunn cita l’esempio di Nicole Arbur, che l’anno scorso ha pubblicato un video in cui prendeva in giro le persone sovrappeso: «Dear fat people le ha fruttato tanto denaro che Arbur ha postato un video su Snapchat in cui contava banconote da 50 dollari... però ha anche perso alcuni dei suoi sponsor ed è stata messa nella lista nera dall’affiatata comunità di YouTube. Naturalmente, per ogni brand che si dissocia, ce ne sarà un altro pronto a comprare quei “click arrabbiati”. Quindi ci sono un sacco di vloggers che lavorano in questo modo». La sfida, per gli YouTubers, consiste dunque nel trovare un equilibrio fra la legittima necessità di trarre profitto da un passatempo che, oltre un certo numero di click, diventa un impegno professionale, e il mantenimento di quella freschezza un po’ ingenua che è la chiave del loro successo. YouTube crea celebrità troppo facilmente? Dì la tua sulla pagina Facebook di Ticino7


Spiriti liberi

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L’Italia nascosta C’

è ancora tanto da scoprire in Italia. Serve però la voglia di abbandonare i percorsi più conosciuti e lasciar da parte per una volta le solite città d’arte e i borghi citati su tutte le guide. Armarsi di pazienza e lasciarsi trasportare da qualche vecchia statale – di quelle ancora nominate come gli antichi consoli romani – o da una provinciale che ancora conserva ai lati platani e paracarri in sasso. In questo modo è facile ritrovarsi in luoghi fermi nel tempo, sulle dorsali appenniniche, nelle pianure della Bassa padana, nella campagna laziale o nei latifondi dell’Italia del Sud. Luoghi con nomi di santi, di popoli antichi, nomi da fiaba, magari sempre più accerchiati da capannoni e centri commerciali ma ancora non arresi del tutto alla nostra epoca. È l’Italia ancora in bilico tra ancien régime, neorealismo e modernità, un’Italia in cui si inciampa magari per caso, sbagliando strada. Oppure seguendo le pagine de L’Italia nascosta (Skira editore, 2016), un bel vademecum sul lato «minore» del Bel Paese scritto dal giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio. Spunti di viaggio Trenta i luoghi da provare a tutti i costi, secondo Vulpio, vere e proprie suggestioni per invogliarci a uscire dai canoni. Ne scegliamo due, tra le più curiose. La

Sette chicche Un giro insolito nel Bel Paese Vi suggeriamo quindi sette luoghi, interessanti anche perché lontani dai classici itinerari turistici.

prima suggestione ci porta nell’Italia dei Longobardi. I più «barbari tra i barbari» hanno lasciato in eredità i monumenti di Cividale del Friuli, di Monza e Brescia. Hanno lasciato un luogo magico e allo stesso tempo mistico come la Basilica di Monte Sant’Angelo sul Gargano con la caverna dedicata a San Michele, l’arcangelo guerriero che nel cuore dei Longobardi, divenuti cristiani, aveva sostituito Odino, il dio della Guerra. Torniamo più a nord e incontriamo il tempo sospeso di Civita di Bagnoregio, borgo antico del viterbese che mano a mano sta franando verso valle dal cucuzzolo su cui è stato costruito in tempi immemori. Vulpio le regala

parole commosse: «Civita vive. Persino in una delle testimonianze etrusche a maggiore rischio geologico, il tunnel chiamato Bucaione, che attraversa la parte bassa del centro abitato e immette direttamente nella Valle dei Calanchi. Dove l’ultima vera minaccia alla bellezza e alla delicatezza dei luoghi non è la violenza di cui può essere capace la terra, ma quella partorita dalla mente malata degli uomini, che qui vi vedrebbero bene la scellerata installazione di venti pale eoliche alte centocinquanta metri». Perché il peggior nemico del bello non è solo il tempo, non è quasi mai la natura ma è troppo spesso l’uomo. Scrive Roberto Roveda

A un passo da noi Se lo spirito è quello di una gita in bicicletta, Vulpio ci racconta gli enigmi della chiesetta di Santa Maria foris portas, a Castelseprio, nel Varesotto. La chiesa è in un bosco, lontano da tutto e da tutti. Risale a un tempo in cui l’Italia era percorsa dagli ultimi barbari e conserva al suo interno un ciclo di affreschi risalenti a prima dell’anno Mille e ispirati a vicende tratte probabilmente dai Vangeli apocrifi. Vi lavorarono maestranze bizantine giunte in questi luoghi non si sa come e non si sa perché, né per volere di chi. Dipinsero però volti e figure che la pittura europea poi dimenticò per secoli fino all’avvento di Cavallini, Duccio da Buoninsegna, Cimabue e Giotto.

1. Stabia: città romana sepolta dal Vesuvio come Pompei ed Ercolano, ma mai riscoperta del tutto – per incuria e ignavia – a differenza delle sue compagne di sventura. 2. Il Sacro Monte di Varallo Sesia: in provincia di Vercelli . L’ascesa sembra una trasposizione della Gerusalemme della Passione con la sua salita al Calvario in salsa piemontese e controriformista. 3. Vipiteno: da vedere gli affreschi in odor di eresia nella chiesa di Santo Spirito con il Giudizio Universale che vede papi, cardinali e preti correre nudi come mamma li fece per sfuggire alla dannazione eterna. 4. Sanremo: città ricordata solo per il Festival, ma che va riscoperta per i suoi carrugi e per gli scorci da tipico centro marinaro. 5. Irsina: piccolo centro vicino a Matera, ospita nella cattedrale la statua di Santa Eufemia, l’unica scultura attribuita a Mantegna. Vi fu probabilmente portata da un notaio e sacerdote che volle abbellire la sua città con un capolavoro dell’insigne artista. 6. Miniere di SaintMarcel: in Valle d’Aosta per scoprire come si scavava la terra all’epoca dei romani e come si è continuato a scavare negli ultimi duemila anni. 7. Susa: la città, vicino a Torino, ha fatto da crocevia per secoli a pellegrini, mercanti, eserciti e re che si muovevano dall’Italia alla Francia e viceversa. 7


Protagonisti

sette domande

Franco Ambrosetti Ho ricevuto in dono il talento ed è una grande responsabilità 1 Qual è il suo luogo del cuore? La mia casa al mare nelle Cicladi, a Paros, un’isola poco distante da Mikonos e meno mondana. Vi trascorro parecchi mesi all’anno. La villa bianca, progettata da Aurelio Galfetti, s’integra nell’ambiente e offre vedute panoramiche su uno scenario mozzafiato che si illumina al tramonto in modo straordinario. In questo luogo sono particolarmente creativo e appena metto le dita sul pianoforte, un vecchio Steinweg verticale degli anni Venti, la musica sembra uscire da sola quasi per magia. Paros è un’isola magnetica dove si respira un’atmosfera che non trovo a Lugano, che associo al lavoro e ai doveri, nonostante sia un luogo ideale per trascorrere il tempo libero. 2 Quanto hanno contato le donne nella sua vita? Moltissimo, nonostante siano arrivate un po’ tardi. Ho trascorso la gioventù in collegio dove, a parte qualche suora, non c’erano donne. Dopo i beati anni del castigo ho dato importanza alle storie che ho vissuto e in particolare all’ultima, sfociata nel secondo matrimonio, che mi ha reso felice. Le donne hanno una lungimiranza insita nel loro DNA. Per questo motivo quando salgo a bordo di un aereo e scopro che il comandante è donna, sono sereno, e non faccio niente senza chiedere il parere di mia moglie.

Qual è il dono più importante che ha ricevuto? Il talento, che è anche una grande responsabilità. Anni fa ero con la George Grunz Concert jazz band negli Stati Uniti per una tournée. Un sera tenemmo un concerto a Los Angeles. Ero così scontento di come avevo suonato che avrei buttato via la tromba. Quello che più mi dispiaceva era che tra il pubblico c’era 3

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il personaggio

Nato a Lugano nel 1941, trombettista e compositore, Franco Ambrosetti è un protagonista della scena della musica jazz. Si è occupato per anni dell’azienda di famiglia ed è stato presidente della Camera di commercio del Ticino. Il padre Flavio, sassofonista, è stato un importante esponente del jazz europeo. Il suo nome è legato allo storico quintetto guidato insieme a George Gruntz e Daniel Humair. Ha suonato con Cannonball Adderley, Michael Brecker, Dexter Gordon e Mike Stern.

Horace Silver, uno dei miei idoli. Uscii dalla sala arrabbiato e pensai di smettere di suonare. A un certo punto è arrivato l’amico Enrico Rava al quale confidai il mio proposito. Lui mi disse che non potevo fare una cosa del genere perché sarebbe stato un insulto per via del mio talento, che a volte può essere un peso, ma è il dono più importante che ho ricevuto. 4 C’è un errore che non rifarebbe? Si può imparare dai propri errori, ma non è necessariamente così. L’errore è un concetto che varia a seconda dei punti di vista. Sposarmi a venticinque anni non è stata una grande idea per quanto mi riguarda. Forse questo è un errore che non rifarei. Tuttavia tornare indietro nel tempo e trovarsi nella stessa condizione con il senno di poi è impossibile. 5 Quali sono i tratti distintivi del suo modo di vestire? Il mio stile è molto cambiato da quando non lavoro più in ufficio. Per esempio, non porto più la cravatta e non perché non mi piaccia. Vesto in modo più casual. Se però devo indossare uno smoking, so esattamente come deve essere fatto. Mi servo da cinquant’anni dallo stesso sarto che mi conosce a memoria. Si chiama Ivo Consolini, è un allievo di

Caraceni e ogni tanto viene da Bologna a Lugano per provarmi i vestiti. Sul palco mi piacciono gli abiti colorati. In questo sono un po’ come Miles Davis. Amo le giacche sartoriali e le camicie su misura, tuttavia metto spesso i comodissimi blue jeans. Per anni ho preso a Londra le scarpe che ora fatico a indossare. Con il passar del tempo si diventa insofferenti. 6 Che cosa preferisce collezionare? Colleziono penne stilografiche degli anni Quaranta e Cinquanta. Prediligo le Parker 51, simili a missili, dal pennino coperto. Ho qualche Sheaffer e poche Waterman. Però adesso ho smesso di acquistarle perché non so più dove metterle. Poi colleziono modellini di automobili che ho avuto, che ho e, in particolare, che avrei voluto comprare, ma non potevo. Sono un appassionato di Ferrari. La mia è una collezione formata per lo più da macchinine rosse. 7 Ha mai visto un film sullo smartphone e quali ama invece rivedere? Non ho mai visto un film in vita mia sullo smartphone e non mi entusiasma l’idea di farlo. L’ultimo film visto su Swisscom TV è Io prima di te, molto commovente e interpretato in modo impeccabile da Sam Clafin e Emilia Clarke, due attori inglesi che provengono dal teatro. Di recente ho rivisto Il sorpasso di Dino Risi che ha diretto anche I mostri, con Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, in cui regna il cinismo allo stato puro. Da amante dei film western metto in testa alla classifica I magnifici sette di John Sturges, con un cast stellare di attori fra cui Charles Bronson, Steve McQueen, Yul Brynner, Eli Wallach e James Coburn.

Intervista di Stefania Briccola Foto di ©Dániel Vaas


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Protagonisti

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ore sette

Mendrisio, ore 7 e ore 19 di martedĂŹ 15 novembre 2016. 

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Foto di ŠStefano Ember


Ticino e non solo

ticino7

motori & Passioni

Amore su quattro ruote Ogni attività fisica necessita di giusti spazi. Ma non tutte le automobili riescono a conciliare polivalenza e comodità, soprattutto quando i salutari «esercizi» si fanno in coppia

sette modelli Il mercato offre una varietà di modelli per tutti i gusti. Ecco alcuni suggerimenti tratti dal portale allaguida.it. 1. FIAT PANDA: assai interessante la sua parte anteriore (meno dietro). 2. TOYOTA YARIS: «Piccola fuori, grande dentro». Tutti concordano. 3. VW GOLF: «comoda» e dall’ottima qualità costruttiva, dunque perfetta per pesi medio-massimi. 4. SKODA OCTAVIA: molto più ampia e confortevole rispetto a una volta. 5. VW PASSAT: basta abbassare i sedili posteriori e il fondo diventa piatto. Non aggiungiamo altro. 6. TOYOTA RAV-4: pare sia la migliore per abitabilità interna. E poi abbattendo i sedili non si creano scomodi scalini. 7. RENAULT ESPACE: acrobazie in tutta comodità e abitabilità da furgone.

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«P

eché no i metti sti Pearl Jam?». «Siiiii, ma quando i trovo i Pearl Jam...». «Acchiappa una a caso [una audio cassetta], dai...» «Te vanno bene i Black Sabbath?». «Mmh, e come o famo?». «O famo strano!». Entrato nell’olimpo della cultura coatta e cafonal, la scena tratta dal film a episodi Viaggio di nozze di e con Carlo Verdone e Claudia Gerini è tra quelle memorabili: un rapporto sessuale consumato in una BMW M3 grigia cabriolet lanciata a tutta velocità è forse la più nota. Passioni, sessualità e sensualità, intimità, libertà, avventura: sostantivi molto legati al mezzo di locomozione che più di tutti ha stravolto i nostri stili di vita. Oggetto estrema-

mente personale e a volte coccolato quasi fosse un membro della famiglia, in auto è possibile fare di tutto... amore compreso. Quanti figli sono stati concepiti in un’automobile, magari travolti da incontrollabili pulsioni? E quanti tradimenti sono stati consumati in una quattro ruote? I dettagli sono importanti Ci sono vetture che meglio di altre si prestano allo scopo. Per la comodità del tetto apribile le vetture cabrio certo hanno ottimi punti a loro vantaggio (come ci dimostra la coppia Verdone-Gerini); ma questo potrebbe non bastare se i sedili, per esempio, fossero troppo sportivi, rigidi e poco reclinabili. Il fatto, di avere a disposizione 4

porte e un accesso facilitato al divano posteriore rappresenta un altro atout non da poco; in questo senso una station wagon amplia il ventaglio delle possibili contorsioni amorose. Per non parlare delle monovolume e dei minivan: i più organizzati in questo caso ci si può sistemare anche un morbido materasso... E con i rivestimenti come la mettiamo? Meglio i sedili, meglio in pelle o in stoffa? Con i vetri e i guardoni che fare? Le pellicole oscuranti sono un’ottima soluzione e certo evitano il fai-da-te poco elegante, come i classici giornali appiccicati ai vetri. Che poi, in caso di «sforzi» prolungati, possono inumidirsi di vapori. E la citycar si trasforma in una sauna. t7

sono le migliori posizioni per fare l’amore in spazi ristretti, come all’interno di un’automobile: – la posizione del loto – il cavallo a dondolo – gambe in spalla – la smorzacandela – il cucchiaio

E se Avete una smart? La vostra è una citycar con due posti secchi? No problem, come hanno dimostrato gli autori del volume Kamasmart - Le dimensioni non contano (Magic Press Edizioni, 2015), un libroguida che spiega come fare sesso in vetture di piccole dimensioni «nel migliore dei modi: 80 pagine scientifiche, documentate con istruzioni e ricostruzioni». Provare per credere.

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Ticino e non solo

sette continenti

Magica San Blas Il turismo non abita qui

P

anama paradiso fiscale. Panama che taglia in due l’America Latina con il suo Canale (presto raddoppiato) e unisce il Pacifico con l’Atlantico, Panama dove inizia la foresta tropicale e finiscono le strade percorribili dall’uomo. Panama e l’arcipelago di San Blas. Ancora poco conosciuti dal turismo di massa, questi 378 atolli – di cui solo 49 sono abitati – al largo della costa Nord del paese sono un vero paradiso marino. Qualcuno, e non a torto, sostiene che da qui si possano ammirare le migliori albe e i tramonti più romantici di tutto il Centro America. Proprietari e custodi delle isole sono i Cuna Yala, una popolazione indigena che si è rifugiata in questi luoghi durante

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l’invasione spagnola e ha mantenuto tradizioni, lingua, bandiera e costumi propri. Sono loro che vi accoglieranno sulle meravigliose spiagge bianche bagnate da un mare cristallino come pochi ce ne sono al mondo. Sono loro che hanno l’esclusiva sull’arcipelago: nessuno straniero (panamensi inclusi) ha la possibilità di avviare attività commerciali, aprire hotel, comprare casa o trasferirsi. Chi decide di intraprendere questo viaggio sarà quindi un ospite della comunità locale e dovrà rispettarne le regole. Mare e natura Le isole maggiori hanno grandi villaggi con negozietti, alimentari, scuole, am-

dove si trova


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Punturine indesiderate / i sand flies (le piccole zanzare) possono dare parecchio fastidio, soprattutto se ha piovuto, quando cala il vento e ovviamente dopo il tramonto. Dotarsi quindi di prodotti protettivi ed evitare di stare in prossimità della vegetazione nelle ore pomeridiane e serali. ©Elena © Montobbio

L’arcipelago in sette mosse 1. Indigeni

I Cuna (o Kuna) sono una popolazione formata da 40.000 individui: 30.000 vivono sulle isole di San Blas, gli altri sulla costa tra Panama e la Colombia in prossimità dei fiumi e nella fitta foresta.

2. Matriarcato

La società dei Cuna Yala è una delle poche al mondo che si basa sul matriarcato. Anche se gli uomini detengono il potere politico questo deriva sempre da un’investitura femminile.

©Elena © Montobbio

3. Bandiera

Tra il 1925 e il 1930 i Cuna crearono una propria Repubblica. Presto riannessi allo stato di Panama, gli abitanti di San Blas continuano far sventolare la propria bandiera a strisce gialle e arancioni con una svastica nera che simboleggia forza vitale.

4. Abiti bulatori e una o più case del congresso dove si continuano a svolgere gli incontri politici e cerimoniali. In tutti gli altri atolli non c’è assolutamente nulla a esclusione di quelli che possono ospitare i turisti (solitamente mai più di 20 alla volta). Nessuna ressa, niente ombrelloni e compagni di asciugamano. Solo qualche amaca, al massimo una rete da volleyball e una zona comune e ombreggiata per i pasti. Ogni mattina arrivano i pescatori a bordo delle tipiche imbarcazioni a vendere pesce fresco e aragoste giganti. Saranno poi i Cuna a cucinarli per gli ospiti assieme a riso o pasta e verdure. Per dormire esistono della palapas in legno e paglia a pochi metri dall’acqua (o sull’acqua), con pavimento di sabbia e letti dotati di zanzariere. A seconda del prezzo aumentano o diminuiscono i comfort, ma non esistono hotel in muratura se non nell’isola del Porvenir (considerata la capitale amministrativa) che non vale la pena visitare. I più sportivi o i ragazzi di Panama City partono spesso con tende e provviste al seguito, si fanno lasciare su un micro atollo e tornano indietro solo due o tre giorni dopo. La maggior parte delle isole è grande poco più – o poco meno – di un campo da calcio: per attraversarle a piedi bastano quattro passi e ovunque lo sguardo si posi incontra mare e sabbia. Impossibile nominarle o descriverle tutte (d’altronde

si assomigliano abbastanza) ma sul sito go2sanblas.com è possibile farsi un’idea e scegliere. Come arrivarci Per imbarcarsi alla volta di San Blas bisogna raggiungere Carti. Un’unica strada ora asfaltata, ma un tempo in pessimo stato e spesso interrotta per le forti piogge, arriva fino alla costa. Il viaggio in jeep dalla capitale dura quasi quattro ore e costa attorno ai 50 dollari a persona andata e ritorno. Una seconda possibilità è offerta dal volo di 25 minuti per Porvenir, ma non sempre gli aerei partono. Una volta a destinazione non c’è altro da fare che rilassarsi, mettere i piedi a mollo, leggere un buon libro, o andare a visitare altri atolli. Da non perdere una nuotata attorno al veliero affondato, l’isola delle stelle marine giganti e quella dove le tartarughe vanno a riprodursi. Qui, per sei mesi all’anno, vive un guardiano Cuna con la sua famiglia che si occupa di proteggere le uova da qualsiasi tipo di predatore. Anche tutte le altre isole hanno dei sorveglianti locali che le curano, le puliscono da eventuali rifiuti portati dal mare e saltuariamente le abitano. Il compito è assegnato a diverse famiglie che a rotazione si trasferiscono sugli atolli. E chi non vorrebbe essere un Cuna almeno una volta nella vita? Un viaggio di Elena Montobbio

Una menzione per gli abiti femminili dei Cuna: gonne nere con decorazioni dai colori accesi e camicette fatte con le Molas, stoffe formate da diversi strati ritagliati da cui emergono fantasie geometriche. Per farne una c’è bisogno di giorni di lavoro certosino. Le donne spesso portano un anello d’oro al naso, bracciali su tutto l’avambraccio e cavigliere fino al polpaccio. Per comprare le Molas bisogna recarsi nelle principali isole. Il prezzo varia a seconda della complessità della tessitura e della contrattazione.

5. Barca a vela

Chi lo desiderasse può optare anche per una crociera in barca a vela tra gli atolli di San Blas. A giudizio di molti, si tratta del modo migliore e più piacevole di visitare l’arcipelago.

6. Come fare

Non è possibile andare a San Blas senza aver prima prenotato e preso accordi con la popolazione locale. Una volta scelto l’atollo, mettetevi in contatto tramite mail o telefono (tutti i riferimenti sono online). Esiste una tassa di soggiorno di 10 dollari a persona.

7. La rotta dei narcos

La Colombia è poco distante e per queste acque passano le barche del narcotraffico per gli Stati Uniti. I turisti non si accorgeranno mai di questo fenomeno ma i Cuna (leggenda o verità) vi racconteranno di aver trovato lungo le coste pacchi di cocaina lanciati in mare dai narcos intercettati dalla polizia. 37


Tendenze

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Una festa per donare San Valentino è per eccellenza la giornata dedicata all’amore. Un’occasione per sperimentare purché si abbiano idee originali o insolite da proporre al proprio partner. Scrive Valentino Odorico

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a consuetudine di scambiarsi messaggi d’amore e regali per San Valentino risale al Basso Medioevo. A riguardo, una leggenda narra che il santo, vescovo romano di origine umbra e martire della cristianità, un bel giorno sentì due fidanzati litigare, si avvicinò e regalò loro una rosa invitandoli a far pace; tempo dopo la coppia chiese a Valentino di benedire la loro unione, in quanto ancora viva proprio grazie al suo intervento. Da quel momento molte coppie si recarono dal santo divenuto in poco tempo simbolo dell’amore. I tempi cambiano: oggi la data del 15 febbraio è dedicata ai single, un giorno di festa contrapposto quindi a San Valentino, celebrato il giorno precedente.

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I migliori e i peggiori Certamente i regali che vengono proposti ogni anno sono numerosi e non sempre è facile trovare idee alternative, originali o perfino insolite da proporre al proprio partner. È anche un errore pensare che il romanticismo sia prerogativa femminile; secondo i dati degli ultimi anni sono proprio gli uomini a spendere maggiormente per viziare chi amano: il 40%, per non sbagliare, acquista in base alle idee suggerite dal partner; il 31% punta sull’abbigliamento; un 29% si orienta invece sulla lingerie, un regalo che indirettamente accontenta entrambi. Ci sono poi anche regali che da molti sono considerati tra i peggiori e deludenti mai ricevuti: gioielli di pregiata bigiotteria, taglie decisa-

mente sbagliate nel segmento abiti, elettrodomestici per la quotidianità, buoni per cerette, creme anti rughe che urlano al mondo quando consideri «vecchio» l’aspetto della dolce metà. Da un’intervista emerge anche quante persone, incredibilmente, sono state lasciate proprio il giorno di San Valentino: il regalo peggiore che si possa ricevere! Per molti, poi, la festa è anche un’insolita occasione per richiamare e ricercare un ex: il 20% degli uomini e il 10% delle donne afferma di aver ricevuto un contatto dall’ex proprio il giorno della festa degli innamorati. Amata da molti e odiata da altrettanti, oggi questa giornata è spesso vista solo come puro pretesto consumistico. Fiori, cioccolatini e cene romantiche sono


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Sette idee per gli innamorati 1. Cena a casa

San Valentino non è solo la festa degli innamorati, ma per molti è anche la festa dell’amicizia. Divertente anche darsi appuntamento a casa di un amico e, vista l’occasione, farlo sentire «fuori luogo». Un momento goliardico che rende meno banale l’occasione.

2. Il barattolo magico

Per chi ha un budget limitato un’originale e divertente idea può essere quella di creare un barattolo con diversi messaggi; pensare a momenti vissuti insieme, frasi o parole che accomunano la coppia, aneddoti divertenti, scriverli su 365 bigliettini da inserire in un barattolo e ogni giorno pescarne uno. Un modo per vivere la festa durante tutto l’anno, ritagliandosi ogni giorno un attimo solo per la coppia: fino al prossimo anno.

3. Olio di gomito

Certamente può apparire strano, inusuale e poco romantico pulire la casa. Se però si pensa che spesso la coppia ha ritmi di lavoro, impegni, poco tempo, il gesto più grande d’amore potrebbe essere proprio quello di condividere qualcosa di utile, concreto, reale, capace di dare supporto alla quotidianità.

4. Chef in coppia

Invece di regalare i soliti cioccolatini, una soluzione originale è regalarsi un corso di cucina per due. Un pretesto per ritagliarsi del tempo, coccolarsi, cucinarsi qualcosa a vicenda, magari imparando a preparare il piatto preferito dal partner.

5. Un luogo romantico

Origini pagane La festa, voluta da papa Gelasio I nel 496, fu istituita con l’obiettivo di abolire in modo definitivo lo svolgimento degli antichi riti pagani dedicati al dio Luperco (o dio Fauno): in quei giorni per le donne romane era consuetudine offrirsi, nella zona del colle Palatino, alle frustate di due giovani nudi con la fronte bagnata del sangue degli animali sacrificati alla divinità. Questa pratica era un rito propiziatorio e benaugurante di purificazione. I festeggiamenti sfrenati e apertamente in contrasto con la morale cristiana, si celebravano proprio il 15 febbraio. Ecco quindi che il giorno prima fu indicato dal pontefice come festa degli innamorati, declassando la tradizione pagana radicata fino a quel momento.

da sempre tra i regali più comuni. Tra le proposte più gettonate persistono anche sessioni di massaggi di coppia e weekend romantici in centri benessere. C’è chi, soprattutto all’estero dove questa pratica è un must, stanco delle solite tradizioni punta a stupire il partner con proposte originali, lontane dai soliti canoni tipicamente romantici e «per due»: dalla cena a casa di amici, ai pranzi con i genitori, dagli incontri con partner ed ex… fino a una serie di idee che da San Valentino si articolano nel corso di tutto l’anno. Con la fantasia e con un pizzico di humor la tradizione può essere dunque ripensata, trasformando un giorno per molti versi «scontato» in un momento divertente da vivere in due.

Turisti in città: investire del denaro e del tempo nella scoperta della propria città è un’idea interessante. Trovare un nuovo locale, un luogo romantico fino a ora sconosciuto, scovare degli angoli inesplorati del luogo in cui si vive. Un modo per trasformare una giornata romantica in un’insolita escursione. Idea vincente soprattutto se il partner non abita nel medesimo luogo.

6. Cultura

Anche un regalo culturale è una dimostrazione d’amore: che si tratti di un oggetto tipico, di una visita a un museo cittadino, la scoperta dell’arte è sempre un modo per veicolare amore. La bellezza passa attraverso molte cose: l’arte, il teatro, la cultura sono la massima espressione d’amore che si possa offrire.

7. Volontariato

San Valentino è la festa dell’amore, ma può essere inteso anche come generosità e attenzione nei confronti del prossimo. Trascorrere la giornata o la serata insieme, aiutando e facendo del bene, certamente è un modo bellissimo per celebrare l’amore e può arricchire anche il sentimento di coppia. 39


Tendenze

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Operazione sottoveste La lingerie è per le donne un’irrinunciabile arma di seduzione e il cinema lo ha compreso da tempo. Un capo che torna di moda per incantare a tutte le ore. Scrive Marisa Gorza

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on ci vuole molto. Basta ricordare il semplice prototipo dell’intensa Anna Magnani ne La rosa tatuata, o della mondina Silvana Mangano di Riso amaro per passare a Liz Taylor, felina di lusso in La gatta sul tetto che scotta fino al conturbante spogliarello centrato sulla sottoveste di raso della Kim Basinger di Nove settimane e mezzo sulle note di «You can leave your hat on» di Joe Cocker. Sono solo alcune delle star che sullo schermo, hanno contribuito a rendere la sottoveste un must di sensualità.

Come indossarla 1. Contrasti

Per l’ultimo scorcio dell’inverno, l’eterea sottoveste è ben accolta dal cappottone grande e corposo dal piacevole contrasto.

2. Abbinamenti

Con l’avanzare della stagione primaverile sarà perfetta con il trench o il soffice, gonfio golfino di mohair.

3. Pur che si veda!

Udite, udite! Il trend la vuole indossata sopra l’abito, il maglioncino o la T-shirt. L’importante è che si veda: troppo preziosa per non mostrarla.

Tendenza vintage Ma se la sottoveste è protagonista nei film, lo è anche nella vita: come già successo ad altri capi segreti, non si deve più nascondere. È infatti tornata tra i nostri outfit per uscire allo scoperto, portata «sopra» e non «sotto». Il mood fa parte dell’incalzante trend vintage: un capo legato al passato come intimo che diviene un abito da indossare in svariate occasioni. Leggere come nuvole Nel baule della nonna non avete trovato nulla? Non importa: tre grandi nomi della moda hanno approntato per voi esemplari irresistibili. Leggere come nuvole e tagliate in sbieco, le combinaison disegnate da Alberta Ferretti: alla voluttà del pizzo chantilly, aggiungono un pregevole patchwork di chiffon, velluto e satin. Una silhouette decisa e morbida che cammina su mules o stivaletti di velluto. 40

4. Morbidamente

Assolutamente vietata la cintura! Di rigore linea scivolata e trame suadenti che accarezzano le curve senza però stringere.

5. Ai tuoi piedi

Dettagli nostalgia Linee mosse per le sottovesti di Blugirl, ottenute con sovrapposizioni di lucido e opaco, trasparente e materico, intarsi di pizzo, mix di rasi e chiffon. Voluminose sottogonne di tulle sono portate sopra abiti stampati, svelati in controluce, o su calze di lana lavorate a trafori. Altri dettagli nostalgia sono i colli d’ispirazione vittoriana, rose ricamate e tante ruches.

Tropical siculo Anche per Dolce&Gabbana, fedeli al misterioso, intenso appeal tipico del profondo sud, la sottoveste torna di moda mescolando volant carioca, fiori tropicali e tonalità esplosive alle emozioni e agli stilemi mediterranei. A noi però piace in modo particolare il modello longuette nero dall’esile spallina, costruito in un corposo pizzo macramé tutto ghirigori.

La scarpa giusta è la décolletée e se si vuole accentuare l’effetto rétro, va bene lo stivaletto stringato alla Moulin Rouge. O, se preferite, la più ironica babbuccia in pelliccia.

6. Trasparenze

Molto divertenti le calze parigine, magari portate con sandali a listini, ma nella bella stagione si torna alla gamba nuda vista in trasparenza.

7. Niente zaini

Graditi collier a cascate di perle o gli orecchini chandelier (mai insieme, per favore!) e tra le mani una pochette. Banditi zaini e tracolle.


Tendenze

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sette trucchi caso vostro. Grazie a essi cercheremo di limitare le problematiche riscontrate in molti guardaroba e vi sembrerà di avere un armadio completamente nuovo senza fatica.

1 Cappottino (o cappa)

Personalmente li adoro e quest’anno sono molto ricercati. Per le donne piccole occhio alle lunghezze! È sempre meglio che non superi il ginocchio.

2 Chiodo

Gli irrinunciabili Nel periodo dei saldi, sollecitati dalle occasioni e dai ribassi di prezzo, tendiamo ad acquistare capi non sempre utili. Impariamo dunque a scegliere sulla base delle nostre vere necessità. Scrive Jessica Pellegrino

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giunta da un po’ l’ora dei saldi. Ma quante di voi in realtà sono già attratte dalle nuove collezioni? Immagino in molte! In realtà non è poi un fattore così strano, in quanto durante l’anno grazie alle tante promozioni e alla voglia di regalarsi qualcosa di unico per valorizzare il proprio look, ci ritroviamo ad acquistare prima del periodo di fine stagione. Per certi versi può anche rivelarsi positivo, in quanto durante i saldi si ha la tendenza ad acquistare all’eccesso, tenendo poco in considerazione quelle che sono le reali esigenze dei nostri armadi e con il rischio di ritrovarsi decine, centinaia di vestiti che per taglia, colore o semplicemente occasio-

ne, non si riescono a utilizzare. Quante volte vi è capitato di acquistare capi con la scusa: «Tanto lunedì comincio la dieta» oppure «Costa poco, troverò qualcosa da adattarci», o ancora «Questo mi serve se dovessi avere un’occasione importante»? Questo accade perché non siamo pienamente consapevoli di cosa realmente ci serve, né tanto meno abbiamo chiaro in mente cosa serve per valorizzare i nostri outfit. A volte basta davvero poco, sapete? Occasione da non perdere Possiamo allora approfittare di questi mesi per fare un breve riassunto di ciò che abbiamo nel guardaroba (questo è infatti il momento ide-

ale per una bella sessione di riorganizzazione degli armadi) e stilare così una lista dei capi che ancora ci mancano per la creazione di outfit originali e mixabili tra loro. È il periodo migliore per acquistare vantaggiosamente e si possono investire somme di denaro anche più considerevoli, tutto sta a noi e a come decidiamo di agire durante gli acquisti per evitare sperperi inutili. Un aspetto importante, se consideriamo che spesso buttiamo via somme di denaro anche importanti per acquistare capi a poco prezzo che poi non indossiamo nemmeno. Per aiutarvi nell’impresa, abbiamo stilato una lista dei «must have» di questa stagione che possono fare al

Già dallo scorso anno abbiamo visto sfoggiare l’intramontabile chiodo. Amato e odiato nelle sue innumerevoli versioni (con borchie, zip e quant’altro), in realtà questo capo rappresenta un vero must have, soprattutto se abbinato a un gilet in pelliccia.

3 Cuissard o stivaletti

Impossibile non pensare alle scarpe di stagione. Gli stivali dal gambale alto fin sopra il ginocchio, il cuissard, è tornato a farci sognare! Non essendo un modello adatto a chiunque, un’ottima alternativa resta lo stivaletto, pratico ed elegante con qualsiasi outfit!

4 Calze in lana

Per sopravvivere alle basse temperature, sono tornate di moda le calze in lana (o cashmere), molto comode e versatili.

5 Maglioni sottili

Da abbinare con qualsiasi look, optate per colori neutri e di fattura poco spessa, preferendo la lana sottile o il cachemire.

6 Vestiti a manica lunga

Oltre ad essere pratici, sono molto strategici per chiunque! Indossati con una calza di lana e dei cuissard o stringate, otterrete un look seducente e allo stesso tempo ricercato.

7 Pantaloni classici

Sono ricorrenti in ogni stagione, ma nel periodo invernale sono una vera salvezza per combattere il freddo. 41


Relax

stelle & curiosità l’oggetto L’anello

Astroparade

di Betty

San Valentino offre l’occasione per fare il punto su sentimenti e relazioni, con esiti diversi: se Acquario e Vergine svettano, Capricorno, Scorpione e Cancro fanno i conti con i propri limiti

Di anelli ve ne sono parecchi: da quelli che circondano i pianeti gassosi all’omonimo servizio segreto parallelo (detto il Noto Servizio) che in Italia operò fino agli anni novanta del secolo scorso; dalla figura che in geometria piana è sinonimo di corona circolare, all’oggetto che Frodo doveva distruggere al fine di liberare il suo mondo, ahimè non il nostro, dal male assoluto. Ma l’anello di cui vogliamo parlare è quello che si porta al dito e che suggella un rapporto d’amore o di profonda vicinanza fra due persone. L’anello ha origini remote – si va indietro di parecchi millenni, ai soliti mesopotamici – e il suo valore simbolico, che richiama l’Uroboro, il serpente che si mangia la coda, rimanda alla totalità del tutto, all’infinito, all’eterno ritorno e alla natura ciclica delle cose. Insomma, nella formula «amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita» sta un po’ racchiuso il senso dell’oggetto. Che le cose vadano come promesso sull’altare non è detto, visto il crescente numero dei divorzi, ma San Valentino offre sempre l’occasione di donarne uno, magari con una pietra preziosa che gli antichi consideravano portatrici di virtù terapeutiche contro le malattie ma anche fonte di maledizioni. Come quell’anello con pietra di opale che la mia prof di chimica al Liceo lasciò sulle rotaie del tram perché convinta che fosse portatore di iella.

istruzioni per l’uso Sette rischi per San Valentino di Walter Mariotti 1. San Valentino è una festa rischiosa. Occorre essere 42

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sagittario

Un San Valentino segnato dall’arrivo della Luna Nera nel segno. Non accadeva da nove anni. L’Eros inizia un nuovo percorso. Il transito di Mercurio nella vostra terza casa solare favorisce un incremento per la vostra vita sociale. Spostamenti e incontri per i nati nella seconda decade a partire dal 12 febbraio.

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«Se la nostra esistenza si svolge all’insegna della ricerca della felicità, forse poche cose meglio dei viaggi riescono a svelarci le dinamiche di questa impresa – completa di tutto il suo ardore e di tutti i suoi paradossi». Alain de Botton consiglia di preparare la valigia, meglio se fra il 14 e il 16 febbraio.

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In un suo testo Bruce Chatwin scrive. «Diversivo. Distrazione. Fantasia. Cambio di moda, cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo. Senza cambiamento i nostri cervelli e i nostri corpi marciscono». Tranquilli, Venere e Marte rendono vivace la vostra vita predisponendovi al cambiamento.

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Vivrete un San Valentino galvanizzato da mille emozioni: «Ci scagliamo sempre contro le passioni a cui imputiamo tutte le pene dell’uomo e dimentichiamo che costituiscono anche la fonte di tutti i suoi piaceri», dichiarava Denis Diderot.

Momenti di autentica seduzione, soprattutto se in trasferta, tra il 15 e il 21. Il 18 febbraio potreste incontrare, con tutta facilità durante un evento social, lo/ la straniero/a dei vostri sogni. Progressi e guadagni in vista. «È capitato a tutti», scrive lo psichiatra Paolo Crepet, «di prendere cantonate in amore. Si può sbagliare nel valutare una persona nell’innamoramento che spesso si trasforma in un progetto diabolico, spingendo a fare errori a ripetizione».

cauti e attenti perché ogni mossa può essere fatale. 2. Non mandate fiori, mai. Insospettiscono. E più il mazzo è grosso, più il sospetto diventa certezza. 3. Evitate le sorprese. Non è elegante e spesso a rimanere sorpresi (cioè

«Ogni persona, tutti gli eventi della tua vita sono lì perché tu li hai attratti lì. Quello che decidi di fare con essi dipende da te». Sono parole di Richard Bach. Lasciatevi andare alla magica danza del desiderio tra i segni di fuoco. San Valentino con Leone, Acquario, Ariete o Bilancia. Con Nettuno in aspetto angolare potrebbero venir meno ad alcune delle vostre convinzioni. «Faccio paesaggi con ciò che sento. Faccio ferie delle sensazioni», scriveva Pessoa.

San Valentino all’insegna dei moti passionali, sovraeccitati dai diversi pianeti in Ariete e in Bilancia. Siate costruttivi, evitate di assumere atteggiamenti egocentrici. Moderate la gelosia. In Ariete vi spinge fuori controllo.

male) è proprio chi le fa. 4. Se non siete abituati, evitate le romanticherie. Create un pericoloso precedente. 5. Un’exit strategy è la retorica anticonsumistica. Non è una vera festa, serve solo a vendere, roba da americani. A volte funziona.

San Valentino segnato dalla fuoriuscita della Luna Nera dal segno dello Scorpione (a voi opposto). La vostra vita sentimentale da questo momento in poi tenderà a essere assai più serena. Atmosfere e incontri da gestire in segretezza.

Cambiamenti decisivi indotti da Saturno. Momento favorevole solo per chi sa dove andare. Non adottate politiche attendiste. Imprimete una direzione precisa alla vostra vita. Tensioni con il partner il 12 e il 13 provocate dalla Luna. Con Giove, Plutone, Marte, Venere e Urano in forte aspetto ogni giorno che passa avvertite sempre di più la necessità di liberarvi dalle costrizioni. Rottura improvvisa dai fattori limitanti. Critiche le giornate tra il 14 e il 16.

6. In tutte le altre, andate dritti al punto. «Il nostro è un rapporto paritario. Mi hai stirato la divisa per il calcetto?». 7. Permettete la cena tra amiche. Solo una volta su cento si incontrano uomini. E se accade, avete svoltato.


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Risolvete il cruciverba di Daniela e trovate la parola chiave. Per vincere il premio in palio, chiamate il numero 0901 59 15 80 (CHF 0.90/chiamata) entro il 16 febbraio e seguite le indicazioni lasciando la vostra soluzione e i vostri dati. Oppure inviate una cartolina postale con la vostra soluzione entro il 14 febbraio a: Twister Interactive AG, «Ticino7», Altsagenstrasse 1, 6048 Horw. 9

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1. Vi nacque Vincenzo Vela w 10. Spezie w 11. Città del Vallese w 12. Il solido del gelataio w 13. Sei romani w 14. I confini del Ticino w 15. Fine inglese w 16. Cane da caccia w 18. Quartiere cittadino w 20. Impronta w 21. Il matematico di Mileto w 23. Eruditi, addestrati w 26. Appese ad asciugare w 28. La Yoko di Lennon w 29. Oscuro w 30. Adorare w 32. L’Alex cantante w 33. Istituto Tecnico w 35. In mezzo al mare w 36. Gas luminoso w 37. Tentati, assaggiati w 40. Radio Svizzera w 41. Robot w 42. Partita a tennis w 43. Le iniziali di Muti w 44. Grasso di maiale w 46. Una lava l’altra w 48. Flaccidi w 50. Congiunzione inglese w 51. Valle profonda del Colorado (Y=I)

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1. Il capolavoro di Stendhal w 2. Sarcasmo w 3. Remano a Venezia w 4. Il fiume di Bottego w 5. Marina nel cuore w 6. Risultato w 7. Il Ticino sulle targhe w 8. Feticcio indiano w 9. Le parcelle del professionista w 13. Povere nel cuore w 16. Numero dispari w 17. Rimorchiate w 19. Connessione w 22. Articolo romanesco w 24. Con i topi in un libro di Steinbeck w 25. Uccelli dal piumaggio color avana w 27. Le iniziali di Tasso w 30. Austria e Romania w 31. Il maestro della relatività w 32. Desiderio w 34. Fu presidente USA w 35. Antenato w 38. La fine della Turandot w 39. Si nutre di lana w 42. Privi di compagnia w 45. Il fiume dei Cosacchi w 47. Nel cuore della tundra w 49. I confini di Locarno

ticino7 Tiratura controllata 63.212 copie Chiusura redazionale Venerdì 3 febbraio Editore Teleradio7 SA, Muzzano Amministrazione via Industria, 6933 Muzzano tel. 091 960 33 83 / fax. 091 960 31 55 Direzione, redazione, composizione e stampa Centro Stampa Ticino SA via Industria, 6933 Muzzano tel. 091 960 33 83 / fax. 091 968 29 88 ticino7@cdt.ch www.ticino7.ch www.issuu.com/infocdt/docs ticino7 è su Facebook Stampa (carta patinata) Salvioni arti grafiche SA Bellinzona TBS, La Buona Stampa SA Pregassona Pubblicità Publicitas AG, Daniel Siegenthaler Muertschenstrasse 39, Postfach 8010 Zürich tel. 058 680 95 92 / 079 635 72 22 daniel.siegenthaler@publicitas.com dati per la stampa riviste@publicitas.com publicitas.ch/riviste Annunci locali Publicitas Lugano tel. 058 680 91 80 / fax. 058 680 91 71 lugano@publicitas.ch In copertina Sarò famosa (foto ©Ian A.)

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La soluzione del Concorso apparso il 27 gennaio è: RITIRARE Tra coloro che hanno comunicato la parola chiave corretta è stata sorteggiata: Fernanda Schittone 6512 Giubiasco Alla vincitrice facciamo i nostri complimenti! 43


* Classe V 220 d TREND compatta, 2143 cm3, 163 CV (120 kW), prezzo di acquisto in contanti: CHF 49 700.– (valore della vettura CHF 57 564.– meno CHF 7864.– di sconto clienti e premi retail). ** MERCEDES-SWISS-INTEGRAL (10 anni di manutenzione gratuita e 3 anni di garanzia totale, entrambe fino a 100 000 km, vale la condizione raggiunta per prima) inclusa. 5,9 l/100 km (equivalente benzina: 6,67 l/100 km), 154 g CO2/km (media di tutte le vetture nuove proposte: 134 g CO2/km), categoria di efficienza energetica: E. Esempio di leasing: durata contrattuale: 48 mesi, percorrenza annua: 10 000 km, tasso annuo effettivo globale: 2,94%, 1a maxirata: CHF 11 000.–, rata di leasing a partire dal 2o mese: CHF 399.–. Un’offerta della Mercedes-Benz Financial Services Schweiz AG. Assicurazione casco totale obbligatoria. È vietato concedere un credito se questo determina un indebitamento eccessivo del locatario. Offerta valida fino al 30.6.2017. Immatricolazione entro il 30.9.2017. Modello raffigurato: Classe V 220 d TREND lunga con equipaggiamenti a richiesta (mancorrenti anodizzati, Intelligent Light System a LED), prezzo di acquisto in contanti: CHF 52 948.–, 5,9 l/100 km (equivalente benzina: 6,67 l/100 km), 154 g CO2/km, categoria di efficienza energetica: E. Esempio di leasing: durata contrattuale: 48 mesi, percorrenza annua: 10 000 km, tasso annuo effettivo globale: 2,94%, 1a maxirata: CHF 11 600.–, rata di leasing a partire dal 2o mese: CHF 429.–. Offerta valida fino al 30.6.2017. Immatricolazione entro il 30.9.2017. Prezzo consigliato non vincolante. Con riserva di modifiche. Solo presso i concessionari aderenti all’iniziativa.

Le stelle sono favorevoli ai TRENDsetter. La Mercedes-Benz Classe V offre fino a otto posti. Esclusivamente per voi Mercedes-Benz reinventa la Classe V. Il modello speciale TREND convince grazie a una dotazione di base ai massimi livelli per un prezzo interessantissimo. Potete trovare maggiori informazioni presso il vostro concessionario Mercedes-Benz oppure sul sito www.vclass-trend.ch La Classe V TREND, ora a partire da:

CHF 49 700.–* Oppure in leasing a partire da:

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compresi 10 anni di manutenzione gratuita e 3 anni di garanzia totale**

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