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E D I T O R I A L E L’INFORMAFREEMAGAZINE nº 50 – anno IX numero 3 maggio-giugno 2014 ISSN 1828-0722 Editore

GOLIARDICA EDITRICE srl a socio unico sede operativa: I – 33050 Bagnaria Arsa, Italy via Aquileia 64/a tel +39 0432 996122 fax +39 040 566186 info@imagazine.it Direttore responsabile Andrea Zuttion Condirettore responsabile Claudio Cojutti Responsabile di redazione Andrea Doncovio Redazione Giuliana Dalla Fior, Vanni Veronesi Area commerciale Michela De Bernardi, Francesca Scarmignan, Fabrizio Dottori, Sara Stoico, Caterina Ratzenbeck, Federico Forcieri Responsabile area legale Massimiliano Sinacori Supervisione prepress e stampa Stefano Cargnelutti Hanno collaborato Germano De March, Stefano Caso, Mario Corbatto, Daniel Blasina, Rosella Primosi, Paolo Marizza, Giuliana De Stefani, Margherita Reguitti, Andrea Fiore, Adelchi Scarano, Annalisa Casarin, Enrique Canessa, Tiziano Rossi, Livio Nonis, Cristian Vecchiet, Alfio Scarpa, Michele D’Urso, Claudio Pizzin, Michele Tomaselli, Mary Ann Williams, Samanta Mosco, Manuel Millo, Fabiola Occhiuto, Massimiliano Cao, Pasquale Sorgonà, Andrea Coppola, Angelo Floramo, Elisa Fucina Registrazione Tribunale di Udine n. 53/05 del 07/12/2005 Stampato in proprio Tiratura 70.000 copie Credits copertina Ossario di Oslavia (Provincia di Gorizia) Credits sommario :: Margherita Reguitti :: :: ICTP Trieste :: :: Katia Bonaventura :: :: Claudio Pizzin :: :: Anita Kravos :: © goliardica editrice srl a socio unico. Tutti i diritti sono riservati. L’invio di fotografie o altri materiali alla redazione ne autorizza la pubblicazione gratuita sulle testate e sui siti del gruppo l’informa srl. Manoscritti, dattiloscritti, articoli, fotografie, disegni o altro non verranno restituiti, anche se non pubblicati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta in alcun modo, incluso qualsiasi tipo di sistema meccanico, elettronico, di memorizzazione delle informazioni ecc. senza l’autorizzazione scritta preventiva da parte dell’Editore. Gli Autori e l’Editore non potranno in alcun caso essere considerati responsabili per incidenti o conseguenti danni che derivino o siano causati, direttamente od indirettamente, dall’uso improprio delle informazioni ivi contenute. Tutti i marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari, che ne detengono i diritti. L’Editore, nell’assoluzione degli obblighi sul copyright, resta a disposizione degli aventi diritto che non sia stato possibile rintracciare al momento della stampa della pubblicazione.

Cari lettrici e lettori, quella che vi apprestate a sfogliare è una copia di iMagazine speciale. Non solo per i contenuti e gli articoli che troverete all’interno, ma per il suo valore altamente simbolico. Nove anni fa, quando questo innovativo prodotto editoriale ha iniziato a entrare nelle famiglie, nessuno poteva concretamente immaginare la sua portata. Cinquanta numeri dopo, la serietà, la qualità e l’autorevolezza conquistate tra le diverse componenti della società civile e, soprattutto, di voi lettori, rappresentano il segno più tangibile che quel progetto avviato nel 2006 ha saputo divenire una realtà senza eguali, non solo in Friuli Venezia Giulia. Perché in tutta Italia, un free press di alta qualità della portata di iMagazine, vicino al territorio e alle famiglie, semplicemente non esiste. Essere riusciti a raggiungere questo traguardo senza mai richiedere sovvenzionamenti pubblici, favori alle lobbie e ai gruppi di potere, piuttosto che accordi sottobanco al mondo della politica, è ancor più motivo di orgoglio. Perché nel mezzo di una tempesta senza precedenti che sta spazzando via buona parte del mondo editoriale, iMagazine ha semplicemente e coraggiosamente puntato sulle persone. Con la convinzione che offrire uno strumento di relazione tra i cittadini, le istituzioni, le realtà associative nonché quelle produttive e commerciali non sia semplicemente un’esigenza, ma una vera e propria missione. Avremmo potuto cedere alle lusinghe dei facili denari delle pubblicità legate ai vizi, abbiamo invece investito nostre risorse per donare gratuitamente agli studenti del territorio i pregiati Annuari scolastici. Avremmo potuto fare cassa monetizzando ogni singolo centesimo dei nostri contratti pubblicitari, abbiamo invece deciso assieme ai nostri Partner di destinare parte di quei soldi alla popolazione, distribuendo negli ultimi anni ai lettori buoni valore iMoney per oltre 350 mila euro. Quando si desidera ricordare un anniversario speciale spesso si rischia di cadere nel banale o nella retorica. Noi preferiamo che a parlare siano i fatti. Senza annunciare effetti speciali o vuote parole di circostanza, ma limitandoci a una promessa. Quella di restare sempre noi stessi, non smettendo mai di seguire gli ideali che da 50 numeri e nove anni sorreggono giorno dopo giorno il nostro lavoro. A tutti i nostri collaboratori e ai nostri Partner desidero invece dire solo una parola: grazie. Perché stringendo tra le mani una copia della nostra rivista tutti noi possiamo sentirci orgogliosi di essere parte integrante di un progetto che ha fatto e farà storia. Con questa certezza, non mi resta che augurarvi … buona lettura! Andrea Zuttion


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Commento su Oreficeria Cassani Ho trovato idee per un regalo che poi ho fatto.

Commento su Farmacia Rismondo Ottima la disponibilità del personale. Utile la disponibilità del parcheggio. Roberta Brunello Zanitti, Trieste Commento su Panificio Miniussi Segnalo l’ottima accoglienza e simpatia delle commesse Ariella e Barbara, sempre sorridenti e disponibili! Ottimo tutto. Daniela Simsig, Monfalcone Commento su Agraria Verzegnassi Segnalo la professionalità e la cortesia riscontrate. Commento su Macelleria Visintin Ottima la qualità della carne. Commento su Bar Universo Punti di forza: vasta gamma di servizi e buon caffè. Luigi Bastone, Monfalcone

Desidero complimentarvi con voi per la serietà, l’interesse e la bellezza degli articoli del vostro iMagazine, di cui mi avete fatto omaggio nella manifestazione di Strassoldo. Leggerlo è stato un piacere, una scoperta, un arricchimento! Un ringraziamento per l’inattesa eccellenza del vostro iMagazine. Maria Giovanna Simbula Treviso 10 | gennaio-febbraio 2008 | L’INFORMAFREEMAGAZINE

Commento su Al Postiglione Mangiato bene e il posto è incantevole... sul Collio. Commento su Locanda Casa Versa Un bel posto dove mangiar bene. Commento su Studio Reporter Molto professionali e disponibili. Commento su Barbara Sottili Persona umana e simpatica. Commento su Libreria Athenaeum Disponibilità a reperire libri in tempo breve. Commento su Sprintauto Ho trovato i pezzi che cercavo. Commento su Il mercante dell’usato Ho trovato oggetti che cercavo da tempo. Massimiliano Ridolfi, San Canzian d’Isonzo Commento su Panificio Miniussi Ottima la cortesia e l’accoglienza. Giorgio Coppe, Monfalcone Commento su Locanda Casa Versa Punti di forza: qualità dei cibi e bellezza del locale. Segnalo inoltre la gentilezza dello staff del Bar Universo, la buona carne di Discoop, la simpatia di Barbara Sottili e la disponibilità di Libreria Athenaeum. Livia Beltramini, Staranzano


Segnalo la cortesia ricevuta presso la Libreria Athenaeum, la bravura del salone La Fenice e la gentilezza del Bar Universo. Per quanto riguarda Fiori Foglie e Fantasia, bellissimo il negozio con tante idee regalo. La titolare del Salone Anna è gentilissima e cordiale e mi ha dato tanti buoni consigli sui capelli. Segnalo poi l’abbigliamento alla moda e di qualità di Carli, nonché la gentilezza e l’accoglienza di Colpi di Testa. Mirella Vanon, Ronchi dei Legionari Commento su Azienda Agricola Nascig Felicetto Ambiente familiare e tranquillo. Commento su Colpi di Testa Punti di forza: modernità e anticonformismo. Commento su Lavasecco Express Segnalo la gentilezza della titolare. Commento su Sprintauto Ho trovato quello che cercavo. Commento su Studio Reporter Professionalità e modernità. Commento su Carpe Diem Sono un cliente affezionato: il servizio è eccellente, la titolare è simpaticissima e molto brava, si vede che si aggiorna continuamente. Commento su Fiori Foglie e Fantasia Locale carino con una buona scelta, servizio cortese e competente. Angelo Cipullo, Gradisca d’Isonzo Tra i punti di forza della Macelleria Visintin segnalo la vasta scelta e la luminosità del locale. Martina Zuttioni, Gorizia

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Intervista a Consuelo Alt, titolare di Fiori Foglie e Fantasia a Capriva del Friuli Il nome, innanzitutto: l’ispirazione è il celebre film di Luigi Comencini Pane, amore e fantasia. Perché questa scelta? «Perché è un nome giovane e simpatico che ci rappresenta bene: oltre ai fiori, da noi si può trovare una vasta scelta di piante per tante soluzioni creative. Il tutto con attenzione al dettaglio, originalità… e fantasia, per l’appunto!» Com’è nato l’interesse per questo tipo di settore? «La passione per il mondo rurale in genere è qualcosa che ho ricevuto in eredità dalla mia famiglia. Mio nonno era giardiniere: è stato lui a innestare gran parte delle viti di Capriva e di tante località del Collio. Io invece mi sono sempre orientata verso i fiori: terminato l’istituto agrario “Brignoli” di Gradisca, ho iniziato a lavorare in una importante serra della zona. Dove sono rimasta fino a due anni fa, quando è iniziata l’avventura che oggi mi ha portato ad aprire questo negozio, che ho il piacere di condividere con la mia socia Renza Donda, a cui sono legata da grande amicizia». La sua è una garanzia di professionalità, quindi? «Sì, anche perché ho seguito corsi specifici di floricoltura a livello europeo. Il mio obiettivo non è vendere a tutti i costi, bensì trovare qualcosa di personalizzato, specifico per le esigenze del singolo cliente». Anche perchè non vi limitate a rimanere in negozio... «Partecipiamo a varie manifestazioni artistiche ed eventi in cui sono richieste decorazioni floreali, ma siamo anche attive per matrimoni e altre cerimonie: per noi è una bella soddisfazione e speriamo di fare sempre meglio. L’amore per questo mestiere non ci manca!» Il linguaggio dei fiori è ancora valido? «Si usa ancora, ma a dire il vero non è qualcosa che amo molto: ogni fiore può avere una bellezza autentica e un significato specifico, a seconda delle situazioni. Anni fa donare una pianta grassa voleva dire dare della persona pungente e ‘spinosa’ a chi la riceveva: io invece penso che ci siano piante grasse splendide, che possono essere degli ottimi regali». Per conquistare una donna… i fiori funzionano ancora? «Certo, rimane una scelta vincente. Poco tempo fa abbiamo spedito un mazzo gigantesco di rose rosse a una ragazza, all’interno di un salone di acconciature: il suo fidanzato doveva farsi perdonare qualcosa… Tutte le clienti del salone sono rimaste senza parole: un colpo perfettamente andato a segno!» Anche scegliere iMagazine per la propria pubblicità è una scelta vincente? «Sicuramente: sono stata io stessa, appena aperto il negozio, a rivolgermi a iMagazine. Conoscevo la rivista, i suoi contenuti e la sua diffusione: è un periodico che la gente conserva, non a caso». Come giudica il sistema degli iMoney? «È un ottimo ‘termometro’ per capire il vero riscontro della pubblicità: richiedere il buono valore, oltretutto, è segno di vero interesse da parte del fruitore finale. Direi che è un meccanismo perfetto!»


: lettere alla redazione

Ÿ Trieste – Foto di gruppo degli studenti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università triestina, risultati vincitori del contest creativo “Dai Avrai”, concorso di idee per campagne di pubblicità sociale: il Premio di preferenza del Comune di Trieste è stato assegnato a Cristina Benoni (art director) e Giulia Lendaro (copywriter) con il progetto “Trieste green-antipasto a km. 0”; i Premi di preferenze votate online dal pubblico sono stati assegnati ai progetti “Trieste green-la città ha buone radici per diventare più verde” di Nicola Santangelo (art director) e Sonia Savic (copywriter), e a “Pedalare non inquina-camminare non inquina” di Stefano Zampa (art director) e Andrea Miletic (copywriter).

Ÿ Gorizia – La visita del console generale degli Stati Uniti a Milano, Kile Scott (primo da sinistra), al museo della Grande Guerra di Borgo Castello, accompagnato dal presidente della Provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta.

Ÿ Roncade (TV) – Gli studenti dell’Isis Brignoli Einaudi Marconi di Staranzano in visita all’H-Farm, “L’incubatore umano” che da oltre nove anni opera a livello internazionale, offrendo ai giovani la possibilità di realizzare le proprie idee imprenditoriali mediante la formazione di start-up. La visita d’istruzione è stata organizzata nel contesto del progetto Orientabus della Provincia di Gorizia.

Ÿ Verona – Da sinistra Mario Brancati, presidente dell’Anffas della Provincia di Gorizia, l’attore e testimonial Pietro Ghislandi, e Manuel Millo della cooperativa L’Onda Nova, fotografati durante il Vinitaly. Nell’occasione è stato presentato il “Vino della Solidarietà”, realizzato proprio dall’Anffas di Gorizia in collaborazione con la Cantina Produttori Cormòns. Il vino è frutto della vendemmia eseguita proprio a Cormòns lo scorso autunno da una ventina di ragazzi disabili dell’Anffas, assieme agli studenti del Collegio del Mondo Unito di Trieste. In tutto sono state prodotte mille bottiglie, abbellite e impreziosite da un’etichetta dipinta dall’artista Sergio Altieri e con una poesia dei Pierluigi Cappello.

Ÿ Iguazu (Argentina) – Il nostro collaboratore Claudio Pizzin con l’immancabile copia di iMagazine davanti alle cascate di Iguazu, al confine tra Argentina e Brasile. All’interno della rivista il reportage del suo viaggio.

Ÿ Udine – Jaqueline Velkoski di Spilimbergo e Samir Abu Rumeileh di Fontanafredda, studenti del corso di laurea magistrale in Medicina e chirurgia dell’Università di Udine, sono i vincitori della quindicesima edizione del premio in memoria del dottor Romano Zecchin, che assegna due borse di studio di 2.000 euro ciascuna ai migliori allievi del primo quadriennio del corso di studi.

È possibile inviare le proprie lettere e i propri commenti via posta ordinaria (iMagazine – via Aquileia 64/a – 33050 Bagnaria Arsa-UD), oppure via e-mail (redazione@imagazine.it).


S O M M A R I O

maggio - giugno 22 L’ANALISI di Paolo Marizza

52 Photoshop? No, sei già bellissima

CONVEGNO INTERNAZIONALE di Margherita Reguitti

54 La gestione delle aree di emergenza

ANNIVERSARIO ICTP di Andrea Doncovio

56 Le frodi on-line

19 Una sfida epocale

STEFANO LUNARDI

PROTEZIONE CIVILE

22 Da Gorizia verso l’Europa sociale 24

POLIZIA DI STATO

24 Nel cuore della scienza IL PROGETTO POLI&M di Vanni Veronesi

26 Il lavoro? Sbarca in classe BRASILE E ARGENTINA di Claudio Pizzin

LEGALE di Massimiliano Sinacori

Processo troppo lungo?

58 Arriva l’indenizzo

CONTESTO DOMESTICO di Manuel Millo e Samanta Mosco

60 Alla sera, verso casa...

28 La magia del Sudamerica 26

ANITA KRAVOS di Vanni Veronesi

SOCIETÀ di Andrea Fiore

62 Bulli? Solo in gruppo

34 Un caso del destino

SALUTE di Annalisa Casarin

PIETRO GRISALDI di Andrea Doncovio

64 Ictus: act fast! (agisci velocemente)

CARSO 2014+

66 Il mestiere di scrivere

36 L’artigiano della voce 38 Cantando sulle macerie 28

e segg. Gli eventi di maggio e giugno

STORIA DELLA CUCINA IN FVG di Vanni Veronesi

e segg. Sezione locale

42 I confini della storia

44 L’onesta voluttà

GUERRINO PEROVICH di Michele D’Urso

34

67

IL CIPPO N. 67 di Michele Tomaselli

48 Ti racconto una canzone INCONTRI SULLE PARI OPPORTUNITÀ di Elisa Fucina

Vetta dopo vetta, le conquiste delle

50 donne

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L’ANALISI

« www.tempi.it

PUBBLICO E PRIVATO Servizio di Paolo Marizza

Una sfida

epocale

Per il rilancio del sistema Paese è indispensabile una trasformazione della Pubblica Amministrazione. Attraverso un percorso che i lavoratori degli altri settori hanno intrapreso da tempo.

«

Quali sono le principali sfide che la Pubblica Amministrazione (P.A.) nelle sue diverse articolazioni e in generale il personale del settore pubblico dovranno affrontare per gestire efficacemente gli sforzi di trasformazione e di cambiamento delle riforme in cantiere? Come evolvere da assetti, pratiche e cultura orientati al “fare di più con le risorse a disposizione” al “fare meglio con meno risorse a disposizione”? Ma, soprattutto, come gestire un processo di innovazione e cambiamento che richiede di “fare diversamente”, mettendo al centro i bisogni del cittadino? Le recenti dichiarazioni di ministri, sottosegretari, alti funzionari della P.A., sindacalisti, parlamentari, denunciano l’ormai ricorrente stato confusionale e contradditorio che si verifica ogni qualvolta qualcuno tenta di proporre soluzioni anche interessanti, con obiettivi socialmente ed economicamente rilevanti e condivisibili e che vanno nella direzione del cambiamento dello status quo. Certo la sfida è epocale. I “vecchi modi” di gestione della cosa e dei servizi pubblici do-

vrebbero semplicemente essere trasformati in un nuovo ambiente di lavoro stimolante, passando da una prospettiva basata sull’occupazione di risorse a una basata sulle necessità del cliente/cittadino e sulle caratteristiche dei lavoratori dell’era digitale. Quanti milioni di cittadini/lavoratori sono stati esposti a processi di trasformazione aziendale che hanno introdotto i concetti di qualità/ HI¿FLHQ]D VXO SRVWR GL ODYRUR" 6L SXz UDJLRQH YROPHQWHYHUL¿FDUHFKHODPDJJLRUDQ]DGHLOD voratori di oggi lavorano - in diverse modalità e forme - con strumenti e metodi basati sulle nuove tecnologie dell’informazione (ICT). Pertanto, è ragionevole assumere che i cittadini/elettori si aspettino che tali pratiche di lavoro vengano applicate anche all’operatività della P.A. Il settore pubblico e la sua dirigenza a tutti i livelli sono quindi chiamati a focalizzarsi su “che cosa i clienti/cittadini hanno bisogno” e “con quale qualità/costo fornirlo”, in contrapposizione al tradizionale “cosa possiamo fare con quello che abbiamo”. Le resistenze al cambiamento sembrano ignorare gli effetti e le potenzialità che l’inno|

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vazione nei modelli di management e delle tecnologie digitali hanno giĂ dispiegato nel settore privato. L’efficienza che portano contiene i semi di una trasformazione che ridurrebbe drasticamente la burocrazia, espanderebbe la libertĂ  di accesso e fruizione dei servizi e riqualificherebbe, restringendola, l’estensione degli ambiti di attivitĂ  e il ruolo delle amministrazioni pubbliche. Ma allora perchĂŠ di fronte ai vantaggi sistemici di un tale rinnovamento non si inizia con determinazione un percorso virtuoso? PerchĂŠ cambiare nella sfera del pubblico è piĂš difficile che cambiare nella sfera privata. 6L WUDWWD GL XQ FDPELDPHQWR HSRFDOH RY vero di gestire un passaggio dall’“era industriale dello Statoâ€? all’“era del governo post industrialeâ€?, un passaggio che parte significativa del settore privato ha giĂ  affrontato e sta affrontando, dovendosi misurare con un contesto ambientale e competitivo globale. Le difficoltĂ  per la P.A. non sono riconducibili solo agli impatti, pur decisivi, del cambiamento sulla sfera “politicaâ€? (government): esse derivano almeno in egual misura dalle resistenze poste dal livello “managerialeâ€? (governance), dalla stratificazione normativa e dalla cristallizzazione di prassi, sistemi operativo procedurali, sistemi retributivi farraginosi e obsoleti e comportamenti 20

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che con la burocrazia in senso weberiano non hanno nulla a che fare. Nel settore privato l’impatto delle inefficienze specifiche (aziendali) e sistemiche si misurano in termini di fallimenti e licenziamenti. Nel settore pubblico si scaricano sull’aumento del debito pubblico e si misurano con l’arretramento del Paese in quasi tutte le graduatorie internazionali (attrattiviWjSHUJOLLQYHVWLWRULHFF FRQWXWWRFLzFKH ne consegue (dalla fiscalità alla qualità dei servizi pubblici). La domanda che viene da cittadini e imprese oggi non riguarda solo migliori e piÚ efficienti servizi, ma anche un settore pubblico che nella sua configurazione istituzionale, strutturale e nella sua leadership sia piÚ veloce, piÚ economico e piÚ responsabile. Queste esigenze e maggiori spinte al cambiamento rischiano di trovare impreparato il management del settore pubblico che dovrà affrontare una serie di importanti sfide: creare una cultura che metta al centro il cittadino, incoraggiare il pensiero innovativo, premiare il comportamento imprenditoriale, favorire lo sviluppo di un ambiente di lavoro ad alte prestazioni, rimuovendo allo stesso tempo i tradizionali ostacoli che caratterizzano le organizzazioni burocratiche. Le riforme non si realizzano per editti nÊ la trasformazione avviene facilmente o rapidamente. I dirigenti del settore pubblico devono trovare modalità gestionali e operative adeguate all’altezza delle sfide. Una delle sfide chiave riguarda la capacità di comunicare e infondere un senso di urgenza nel tentativo di mobilitare strutture e persone. Il management del settore pubblico dovrà guardare oltre il breve termine, gestendo i rischi regressivi e le resistenze implicate dall’intensità del cambiamento, accompagnando i collaboratori in ambiti lontani dalla loro zona di comfort. In una certa misura, un tale senso di urgenza attualmente esiste ed è aperta la discussione sulle implicazioni delle riforme strutturali del settore pubblico. Un’altra problematica che dovrebbe creare un senso di urgenza è l’incombente crisi GL³FDSLWDOHXPDQR´6LSUHYHGHFKHXQDSDU te rilevante dei dipendenti pubblici maturerà i requisiti pensionistici nei prossimi cinque anni. Il problema della staffetta generazio-


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nale è quindi reale e va affrontato per tempo anche per creare un ambiente lavorativo attraente per i nuovi lavoratori. Una generazione che si spazientisce quando una pagina web richiede più di un paio di secondi prima che appaia, non ha intenzione di sprecare il suo tempo in un settore pubblico che non è in grado di produrre soluzioni reali ai problemi. 6L WUDWWD GL TXHVWLRQL QRQ ULGXFLELOL DL OLvelli retributivi, ma in generale concernenti l’offerta di un ambiente lavorativo che sia più in grado di soddisfare le esigenze di sviluppo professionale e personale dei dipendenti pubblici. Una seconda importante sfida per i manager del settore pubblico sarà quella di concretizzare un progetto per il cambiamento. Gli sforzi di trasformazione spesso falliscono perché la visione del futuro non viene mai FKLDUDPHQWH GHILQLWD H FRPXQLFDWD 6HQ]D una visione, gli sforzi di trasformazione possono deteriorarsi in iniziative sconnesse che portano in direzioni opposte. Ridurre i costi o conseguire il pareggio di bilancio non sono una strategia, ma rappresentano soltanto un mezzo per conseguire un fine superiore, una visione di come si vuole sviluppare l’architettura della casa comune ai diversi livelli, la proiezione del modo di essere e di funzionare del “bene comune”. Comunicare la visione regolarmente, proteggere e abilitare i collaboratori ad agire sulla visione è fondamentale per liberare energie e creare tensioni positive per superare sistemi o strutture che minano la visione VWHVVD 6YLOXSSDUH XQD ³RUJDQL]]D]LRQH FKH apprende” dovrebbe essere parte integrante della visione per il futuro. Creare una massa critica di persone motivate e impegnate nella realizzazione delle riforme e dei progetti di cambiamento è infatti una terza sfida cruciale per il successo. Anche nel settore pubblico operano molte persone imprenditive, che stanno cercando di implementare soluzioni e tecniche per rendere i processi gestionali e operativi più veloci, migliori ed efficienti anche senza incentivi. Queste persone possono rappresentare gli agenti di cambiamento, in quanto stanno impiegando le loro capacità senza ricompense tangibili o immateriali. I sistemi di valuta-

zione delle prestazioni devono essere modificati per allinearli agli obiettivi del cambiamento e premiare i dipendenti per il loro imSHJQR6HVLFKLHGHDOOHSHUVRQHGLIDUHTXDOcosa di diverso si devono cambiare i percorsi di carriera e creare incentivi appropriati. Tutte le promesse e gli obiettivi delle riforme rischieranno di essere vanificati o non sostenibili e gli sforzi di trasformazione non avranno l’esito sperato fino a che sistemi di gestione, strutture e processi, in particolare nel settore delle risorse umane, non saranno riallineati ai nuovi obiettivi. E una delle più grandi sfide potrebbe essere quella di inserire e formare le risorse umane. Da tempo e da più parti viene indicato che un governo più manageriale della cosa pubblica è necessario per rendere effettiva la reDOL]]D]LRQHGHOOHULIRUPHLQFDQWLHUH&LzVLgnifica promuovere lo sviluppo di una nuova classe manageriale e nuovi modelli di management a tutti i livelli della pubblica amministrazione. Questi leader dovranno affrontare con successo le sfide della trasformazione, cioè trasmettere un senso di urgenza, creare un progetto di cambiamento per realizzare le riforme, motivare e responsabilizzare i collaboratori e celebrare, dare visibilità e riconoscimento ai risultati conseguiti. “Rottamare” parte della classe politica è sicuramente utile, ma non basta. Il nuovo che avanza deve avere la consapevolezza delle sfide da affrontare, le competenze tecniche e la dimensione etica per segnare la discontinuità che fa nascere il cambiamento.

Paolo Marizza Paolo Marizza è Partner di Financial Innovations SIM


ECONOMIA SOCIALE CONVEGNO INTERNAZIONALE Servizio e immagini di Margherita Reguitti

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Da Gorizia

verso l’Europa sociale

Nel capoluogo isontino è nata un’agenzia europea che mira a coinvolgere partner istituzionali e privati nella promozione di un nuovo sviluppo economico. Il responsabile del progetto ha voluto svelarci in anteprima i dettagli.

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A Gorizia, nell’ex checkpoint del valico internazionale del Rafut, nasce SEA, Agenzia europea per lo sviluppo dell’economia sociale. Dal 28 al 31 maggio il capoluogo isontino ospiterĂ la terza edizione delle Giornate di economia sociale dal titolo “1914-2014. Dall’Europa della Grande Guerra all’Europa socialeâ€?. Una quattro giorni per individuare le strategie future della programmazione europea 2014-2020. Gorizia dunque cittĂ  snodo fra Slovenia, Austria e Croazia, punto di osservazione verso i paesi della regione adriatico-ionica per un nuovo modo di fare economia sociale in contesti di “local economyâ€?. Per conoscere le anticipazioni e per fare il punto su quanto è stato fatto abbiamo parlato con Fabrizio Valencic (nella foto in alto assieme al Governatore FVG Debora Serracchiani), project manager SEA. Che cosa è l’Agenzia per lo sviluppo dell’economia sociale - SEA? ŠÊXQSURJHWWRÂżQDQ]LDWRGDOOD&RPXQLWj(XURSHD tramite il programma operativo Italia-Slovenia 20072013, che punta a valorizzare e trasferire in nuove forme di crescita possibile per il territorio l’esperienza del Friuli Venezia Giulia nello sviluppo di imprese sociali. RealtĂ  nate in forma cooperativa a Gorizia e Trieste dalla deistituzionalizzazione dei manicomi, piĂš di trenta anni fa, per favorire il reinserimento lavorativo delle persone 22

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svantaggiate. Nel capoluogo isontino SEA sarĂ la prima cooperativa europea nata per offrire sia strumenti ai giovani nell’avvio di nuove imprese, sia piani di innovazione alle imprese e agli enti pubblici. In sintesi dare al territorio, oggi stremato dalla perdita di ruolo dopo la caduWDGHOFRQÂżQHHQHOSLHQRGHOODFULVLJOREDOHQXRYHVWUDWH gie di sviluppo sostenibile nel rispetto dell’ambiente e tenendo conto del patrimonio socio-culturaleÂť. 'DGRYHqLQL]LDWDODULĂ€HVVLRQHDOODEDVHGHO progetto? ÂŤIn continuitĂ  con le progettazioni precedenti, abbiamo considerato le criticitĂ  e i profondi cambiamenti che la crisi economica avrebbe evidenziato, e abbiamo provato a tracciare delle piste di lavoro per affrontarla in qualche maniera. Nell’attuale situazione econoPLFDOÂśDPELWRGHOOHDWWLYLWjFKHULHQWUDQRQHOODGHÂżQL]LR ne di “economia socialeâ€?, o di “innovazione socialeâ€?, si è molto ampliata, conducendo a un generale ripensamento dell’organizzazione sociale ed economica. Un modo di fare nuova economia sperimentandola in contesti territoriali locali attraverso un uso intelligente degli strumenti resi disponibili dalla rivoluzione digitale e con l’obiettivo principale di migliorare il benessere della comunitĂ Âť. 4XDOLVRQROHÂżQDOLWjGL6($" ÂŤFavorire la nascita di imprese sociali attraverso la condivisione di informazioni e delle buone pratiche tra i


partner attuali e quelli che si uniranno in futuro. La macro-attività prevede la partecipazione attiva sul territoULRGHL&HQWULSHUOœLPSLHJRLQ,WDOLDHGHJOL8I¿FLGLFRO locamento in Slovenia nella progettazione di nuove attività. Partendo dalla lettura puntuale dei bisogni delle comunità, coinvolgendo tutti gli attori locali, in particolare gli istituti di ricerca, svilupperemo modalità innovative per la nascita di nuove imprese, alle quali forniremo il know-how per individuare settori operativi e soVWHQLELOLWj¿QDQ]LDULDª PerchÊ è stata scelta Gorizia come sede e qual è il valore aggiunto del recupero e riutilizzo GHOOœHGL¿FLRGHOOœH[YDOLFRFRQ¿QDULRGHO5DIXW" Gorizia sin dagli anni Cinquanta è stata una città laboratorio che ha anticipato aperture e nuove sperimentazioni sovranazionali. La sua multiculturalità e multietnicità la rende particolarmente ricettiva e adatta a ospitare un’entità di persone e progetti di unità europea. La cooperativa avrà il suo quartier generale in un luogo fortemente simbolico e visibile: il checkpoint del valiFRGHO5DIXWYLFLQRDOFRQ¿QHLQWHUQD]LRQDOHGHOOD&DVD 5RVVDGRYHVLYHUL¿FDURQRJOLVFRQWULDIXRFRFKHVHJQD rono la nascita della Repubblica di Slovenia dal disfacimento della Jugoslavia. Nel 2009, quando venne redatto il progetto, il Comune di Gorizia accolse la nostra richiesta di utilizzare l’immobile, entrando cosÏ nel proJHWWR/œHGL¿FLRRUDFRPSOHWDPHQWHULVWUXWWXUDWRFRQL ¿QDQ]LDPHQWLLQFOXVLQHOSLDQRGL6($qSURQWRSHUGL ventare operativo. Quanto è stato impegnativo costruire SEA e RWWHQHUQHLO¿QDQ]LDPHQWR" Come tutti i bandi europei anche questo ha richiesto un notevole sforzo per mettere insieme un partenariato HTXLOLEUDWRHTXDOL¿FDWR6LDPRSDUWLWLQHOFRQXQD serie di incontri di progettazione congiunta per realizzare la proposta denominata Sviluppo dell’economia sociale - SES presentata sul bando progetti strategici, apSURYDWDPDQRQ¿QDQ]LDWDSHUPDQFDQ]DGLIRQGL1RQ ci siamo arresi: il progetto è stato aggiornato, riformulato e ripresentato con successo l’anno dopo. Abbiamo GXQTXHRWWHQXWRLO¿QDQ]LDPHQWRULVXOWDQGRWUHGLFHVLPL nella graduatoria su 66 progetti. Quali sono i partner e quali sono i valori che portano nel progetto? SEA è un progetto con una partnership mista istituzionale e privata. Da una parte le Provincie di Udine, Gorizia, Rovigo e Ravenna, l’Agenzia del lavoro slovena, il Comune di Gorizia e l’Università di Lubiana. Dall’altra hanno aderito le organizzazioni cooperative, in primis Legacoop del Friuli Venezia Giulia, LQTXDOLWjGLFDSR¿ODOH¿QDQ]LDULHUHJLRQDOL&RQIFR operative e Finreco, Legacoop del Veneto e di Ravenna. Un mix di valori istituzionali ed esperienza della cooperazione. Una caratteristica, quest’ultima, che

La targa SEA presso l’ex valico del Rafut. Ulteriori informazioni su http://www.sea-project.eu, il sito che raccoglie le attivitĂ del progetto in italiano e sloveno. ha incontrato particolare interesse in Slovenia. TutWR FLz ULĂ€HWWH H FRQFUHWL]]D OH UHFHQWL WHQGHQ]H FKH vedono sempre piĂš l’evoluzione dell’economia sociale in “sharing economyâ€?, economia della condivisione. Completano la squadra Sentprima, una Organizzazione non governativa di Lubiana, e RRA, l’Agenzia di sviluppo di Nova GoricaÂť. ,QFRQFUHWRFKHFRVDqJLjVWDWRUHDOL]]DWR" ÂŤCon le cooperative Itaca di Pordenone e Arcobaleno di Gorizia abbiamo lavorato alla creazione di nuove imprese. A Gorizia, in via San Michele è giĂ  operativo l’acceleratore urbano MagazĂŹn, spazi di lavoro, confronWRHGHVSRVL]LRQHGÂśDUWH6WLDPRLQROWUHGHÂżQHQGRSLDQL GLVRVWHJQRÂżQDQ]LDULRDstart up transfrontaliere. Impegnativo è stato il recupero del valico del Rafut e anche la stesura dello statuto della cooperativa europea di prossima costituzione. Sono state inoltre realizzate due ricerFKHGHOOÂś8QLYHUVLWjGL/XELDQDVXLĂ€XVVLRFFXSD]LRQDOL e sui nuovi bacini di impiego, e un’altra dell’IRES Fvg. Tutto ciò sarĂ  presentato durante le “Giornate di economia socialeâ€?Âť. Come si colloca SEA in un contesto italiano e internazionale? ÂŤGorizia sarĂ  uno snodo di collaborazioni tra Italia e Slovenia, ma anche tra Austria e Croazia, con un’aperWXUDDLSDHVLGHOODUHJLRQHDGULDWLFRLRQLFD/DÂżORVRÂżD del convegno sarĂ  focalizzata sul costituire una “rete di retiâ€? per collegare le organizzazioni e le imprese dei nostri territori con le altre realtĂ  europee, anche in proVSHWWLYDGLFRPXQLSURJHWWD]LRQLHGXQTXHÂżQDQ]LDPHQ ti nella programmazione europea 2014-2020. Un evento unico per la nostra regione e fra i pochi in Italia. SarĂ  l’occasione per relatori e operatori internazionali qualiÂżFDWLGLIDUHLOSXQWRVXOOHHFFHOOHQ]HGHOOHDWWLYLWjÂżQTXL svolte, indicando le piste di lavoro futuroÂť.

Margherita Reguitti |

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ALLA SCOPERTA DI... ANNIVERSARIO ICTP Servizio di Andrea Doncovio

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Nel cuore della scienza Il Centro Internazionale di Fisica Teorica di Trieste assicura da cinquant’anni agli scienziati dei Paesi in via di sviluppo un aggiornamento costante. Per festeggiare la ricorrenza, il 17 maggio ospiterà un evento speciale. Dedicato agli inventori.

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Giugno 1960: la Facoltà di Fisica dell’Università di Trieste organizza al Castelletto del Parco di Miramare un seminario sulle particelle elementari. Circola l’idea di realizzare un centro di fisica teorica aperto a scienziati di tutto il mondo. Nel 1964 quel progetto diventa realtà. Direttore del nuovo istituto è il fisico pakistano Abdus Salam, vicedirettore il triestino Paolo Budinich, che si era impegnato a fondo per portare l’ICTP a Trieste. Dopo quattro anni trascorsi nella sede provvisoria di piazza Oberdan, nel centro della città, il Centro Internazionale di Fisica Teorica si trasferisce nella sede definitiva di Miramare. E così da cinquant’anni l’ICTP “Abdus Salam”

Dall’ICTP al Premio Nobel Nel 1979 Abdus Salam, primo direttore e “padre fondatore” dell’ICTP, ottiene il premio Nobel per la fisica assieme agli americani Weinberg e Glashow per l’unificazione matematica e concettuale di due delle quattro forze della natura: quella elettromagnetica e quella nucleare debole. La teoria verrà confermata dagli esperimenti condotti al CERN di Ginevra da Carlo Rubbia, che otterrà a sua volta il premio Nobel nel 1984. 24

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rappresenta una forza trainante nell’ambito degli sforzi compiuti a livello globale per l’avanzamento scientifico nei Paesi in via di sviluppo. Da cinquant’anni infatti l’ICTP persegue il suo mandato assicurando agli scienziati di questi Paesi un aggiornamento costante e mettendoli in grado di avere una carriera lunga e produttiva. Dall’Afghanistan allo Zimbawe, passando per decine di Paesi intermedi, scienziati di tutte le età, provenienti in particolar modo dal Sud del mondo, definiscono l’ICTP come un punto d’incontro per condividere le loro teorie e per imparare gli uni dagli altri, per poi ritornare e continuare la ricerca e l’insegnamento nei Paesi di origine. Dal 1964 a oggi, oltre 120.000 scienziati provenienti da 184 Paesi sono venuti all’ICTP per discutere le teorie più recenti nei propri settori di ricerca: dalla fisica delle alte energie alla fisica statistica e della materia condensata, dalla fisica applicata alla fisica del sistema Terra e alla matematica. In questo contesto l’ICTP organizza ogni anno oltre sessanta tra congressi, scuole e workshop internazionali all’avanguardia della ricer-


ca scientifica mondiale, che consentono di offrire un ampio spettro di opportunità ai ricercatori associati, ai borsisti e ai corsisti. Coloro che frequentano l’ICTP hanno inoltre accesso a una rete di computer collegata alle principali banche dati scientifiche di tutto il mondo e l’opportunità di usufruire della biblioteca “Marie Curie”, una delle migliori collezioni specialistiche di fisica e di matematica d’Europa, con 69 mila volumi consultabili. Un vero e proprio tempio della conoscenza, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti. Coloro che frequentano le varie attività dell’ICTP sono professori ordinari presso università rinomate, presidi di facoltà, direttori di centri di ricerca e ministri della scienza e della tecnologia in molti Paesi in via di sviluppo. Gran parte di loro ha ricevuto importanti riconoscimenti nei Paesi d’origine o a livello internazionale per il contributo offerto in campo scientifico o nelle politiche della ricerca. Tutto questo è reso possibile grazie al finanziamento dello Stato italiano, principale sostenitore dell’ICTP: istituto che può contare anche su un supporto economico di base da parte dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) e dall’UNESCO.

Andrea Doncovio

Mini Maker Faire: il 17 maggio a Trieste Per dare risalto al cinquantesimo anno di fondazione dell’ICTP, la Science Dissemination Unit dell’istituto organizza in collaborazione con Maker Media Inc. e l’Immaginario Scientifico Science Centre la prima Mini Maker Faire di Trieste, in programma sabato 17 maggio nel campus di Miramare. Sarà un raduno di “makers” (cioè inventori e altri creativi ed entusiasti della cultura del “fare”) che esporranno al pubblico le loro creazioni e condivideranno con tutti le loro idee e invenzioni. L’ingresso per il pubblico sarà libero, mentre per le scuole in visita e per i makers espositori è richiesta una preventiva registrazione gratuita. Maker Faire è un movimento globale che vuole ispirare, educare e intrattenere le persone curiose e creative di ogni età. La Mini Maker Faire di Trieste radunerà e farà scoprire makers, inventori, artigiani, scienziati e artisti provenienti da Triveneto, Slovenia, Croazia, Austria e oltre. Nel mostrare i progetti da loro realizzati, gli espositori condivideranno con il pubblico la loro passione per il “fare” e coinvolgeranno tutti i visitatori in questo slancio creativo. Una speciale attenzione sarà riservata a idee e progetti di interesse didattico o indirizzati ai Paesi in via di sviluppo.

Pagina accanto: veduta aerea del campus del Centro Internazionale di Fisica Teorica di Trieste, situato nel Parco di Miramare. Qui sotto: a sinistra, ricercatori all’interno della biblioteca “Marie Curie”; a destra, uno dei seminari organizzati all’interno dell’ICTP.

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ALLA SCOPERTA DI... IL PROGETTO POLI&M Servizio di Vanni Veronesi, immagini di Katia Bonaventura

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Il lavoro?

Sbarca in classe

Scuola e impresa: al di lĂ dei proclami, puntuali in ogni riforma lanciata dal MIUR, due mondi che continuano a rimanere in gran parte separati. Fa eccezione l’ISIT ‘EinaudiMarconi’ di Staranzano, che con il progetto Poli&M ha dato vita a un’iniziativa unica in Italia: ecco di cosa si tratta.

Scuola e lavoro: due mondi da unire

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Una vita dedicata alla scuola, ma anche una solida carriera di consulente per le aziende di trasporti internazionali: Pier Paolo Misuri, ex docente dell’ISIT ‘Einaudi-Marconi’ di Staranzano, è uno di quei professori che non si accontentano di rimanere chiusi nelle aule. In pensione dal 2008, ha continuato a collaborare con la sua scuola e ora può godere dei risultati raggiunti dal progetto che ha ideato, sostenuto e condotto dal 2011: Poli&M, Progetto Operatori Logistica Internazionale & Management. Tutto è partito da una semplice constatazione: l’assenza di una formazione scolastica legata al settore della logistica e la conseguente necessitĂ , da parte delle aziende, di istruire i dipendenti sul campo, con inevitabili ritardi e costi aggiuntivi. In un mercato globalizzato, dove importazioni ed esportazioni sono il cardiQH GHOOÂśHFRQRPLD OD ULFKLHVWD GL FRPSHWHQ]H VSHFLÂż che in questi ambiti cresce costantemente: di qui l’idea di Poli&M, per venire incontro alle esigenze del mondo del lavoro. Come sottolinea Misuri, ÂŤla scuola non conosce le esigenze di un’azienda... e viceversa. Io mi sono trovato in mezzo e questo mi ha permesso di arrivare a un connubio di desideri opposti, grazie al sostegno delle persone giuste nei posti giusti: da una parte il dirigente scolastico, Marco Fragiacomo, e la profes26

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soressa Lorella Di Mattia, che da subito hanno creduto nell’iniziativa, oltre ad altri docenti; dall’altra gli operatori del settore, in primis Riccardo Scaramelli, amministratore delegato della Compagnia Portuale di Monfalcone, e Gustavo Caizzi, ex dirigente Fincantieri e past-president GHO3URSHOOHU&OXE6HQ]DFRQWDUHOœDSSRJJLR¿QDQ]LDULR della Regione, degli Enti locali, della Camera di Commercio di Gorizia, dell’Aeroporto di Ronchi dei Legionari, del Propeller Club, della Compagnia Portuale di Monfalcone e di sponsor privati come la Roiatti di Pordenone, la Trimar di Trieste, la Samer, la Tripcovich, Martinoli, Autamarocchi di Trieste, la Cesped di Udine, la Marmi Vrech di Cervignano, la Alloys Italia e la Cetal di Monfalcone.

La struttura del corso Poli&M è strutturato in due settori: da una parte quello economico-amministrativo, dedicato all’istruzione delle pratiche e a tutti i complessi aspetti legali del settore, dalle assicurazioni ai sistemi doganali, dal diritto internazionale all’economia bancaria; dall’altra quello industrialeWHFQRORJLFRSHQVDWRVSHFL¿FDPHQWHSHULIXWXULRSHUDWR ri presso porti, interporti, aeroporti e aree logistiche, alle prese con gru, macchine e altri strumenti di carico/scarico e trasporto, con un focus particolare sulla sicurezza e l’igiene navale. Tre anni di formazione e oltre 600 ore di corso, con materie come Rotte logistiche e intermodalità e Strategia del mercato internazionale, oltre alla ne-


Nella pagina accanto: ODSUHPLD]LRQHSHUOÂśHVDPHÂżQDOHGHOSURJHWWR3ROL 0VYROWDVLORVFRUVRPDU]R LOSULPRDVLQLVWUDqLOSURI3LHU3DROR0LVXULDOFHQWURODUHIHUHQWHGHOSURJHWWRSURIVVD/RUHOOD'L0DW tia. Sopra: un momento dell’esame. cessaria dose di informatica e lingua straniera: un’atti- tin, ÂŤutili e molto interessanti: vedere dal vivo ciò che vitĂ che ha impegnato ben 27 fra studenti e studentes- si studia è tutta un’altra cosa!Âť. se dell’‘Einaudi-Marconi’. Ben felici di mettere in pratica sul campo le nozioni apprese a livello teorico: par- ,OULVXOWDWRÂżQDOH Il primo ciclo del progetto triennale si è concluso lo ticolarmente apprezzati, infatti, gli stage presso le dodici aziende del mandamento coinvolte nell’iniziativa scorso marzo, con un esame di due giorni: il primo dee presso il Molo VII di Trieste grazie alla disponibi- dicato alla prova scritta, con una lunga serie di domande a risposta multipla e due domande aperte; il seconlitĂ  della TMT. Il progetto, tuttavia, non si è limitato alla regio- do riservato all’orale, con la discussione di una tesina ne, proprio in virtĂš della sua vocazione internaziona- davanti a una commissione formata da insegnanti, imle. CosĂŹ, allievi e allieve del Poli&M, durante il primo prenditori ed esperti del settore. L’anno prossimo veranno di corso, hanno avuto modo di perfezionare il loro UjFHUWLÂżFDWRLOVHFRQGRFLFORSRLSHUPoli&M si aprirĂ  inglese a Liverpool, come ci ha raccontato uno di loro, una nuova fase, in termini - almeno all’ISIT di StaranMattia Piccolo: ÂŤNell’aprile del 2012 abbiamo svolto zano - di corso post-diploma. Riproporlo in orario scouno stage linguistico della durata di una settimana: tre ODVWLFRLQIDWWLDSSDUHPROWRGLIÂżFLOHLOFRVWRGHOSUR ore al giorno in un college assieme a ragazzi provenien- getto, di circa 100.000 euro, non è piĂš sostenibile a cauti da ogni parte del mondo. Ăˆ stata un’occasione unica VDGHLWDJOLRSHUDWLGDOOD5HJLRQH ODSULQFLSDOHÂżQDQ per confrontarmi con altre nazionalità‌ e scoprire che, ziatrice) e dal ridimensionamento del bugdet a dispoin realtĂ , noi italiani non siamo messi cosĂŹ male come sizione degli sponsor. Eppure, arrivano richieste di ripensiamo: a parte i giapponesi, che masticano l’ingle- petere la stessa esperienza - unica in Italia - da Trieste, se in maniera perfetta, siamo allo stesso livello degli al- Venezia e addirittura Genova, la cittĂ  dove ha sede la tri!Âť A Liverpool, inoltre, il gruppo ha visitato il por- SocietĂ  RINAOHDGHUQHLVHUYL]LGLFODVVLÂżFD]LRQHQD to cittadino, cosĂŹ come ad Anversa l’anno successivo: YDOHFHUWLÂżFD]LRQHFROODXGRHLVSH]LRQHFKHDJOLVWX ÂŤUna struttura enorme - afferma Mattia -, una vera cittĂ  denti del Poli&M ha rilasciato una FHUWLÂżFDWRLQWHUQD QHOODFLWWjFRQGHFLQHGLLQGXVWULHHUDIÂżQHULHÂŞ$Bru- zionale spendibile in tutto il mondo, a garanzia dell’ecxellesLQÂżQHJOLDOOLHYLGHOFRUVRKDQQRSRWXWRHVSOR cellente lavoro svolto. Un titolo che, questo è certo, non rare le strutture del Parlamento Europeo, per osserva- passerĂ  inosservato quando, al termine della scuola, re da vicino il luogo in cui si prendono gran parte del- LQL]LHUjODVÂżGDSLDUGXDQHOODVRFLHWjGÂśRJJLODULFHU OHGHFLVLRQLFKHLQĂ€XHQ]DQRIUDJOLDOWULDQFKHLOVHW ca di un lavoro. tore dei trasporti e della logistica internazionale. EspeVanni Veronesi rienze, come sottolinea la studentessa Valentina Pun|

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VIAGGI E METE BRASILE E ARGENTINA Servizio e immagini di Claudio Pizzin

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La magia del Sudamerica Le monumentali cascate di Iguazu e i Geyser più alti al mondo. Un viaggio tra i luoghi più spettacolari del continente, dove il tempo non può essere misurato. E la gente sembra essersene fatta una ragione.

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Il silenzio all’interno del bosco è carico di attesa. Seduti a bordo del trenino che transita in mezzo agli alberi, sentiamo in lontananza lo scorrere delle acque del Rio Iguazu. Raggiungiamo l’inizio del sentiero che ci condurrà a tu per tu con uno dei Patrimoni dell’Umanità. Il sole splendente regala scorci di luce emozionanti mentre, transitando sulle passerelle di sicurezza, raggiungiamo punti panoramici che regalano scorci unici. L’andamento placido del fiume sta per interrompersi in un salto nel vuoto di 82 metri, con un rumore assordante che toglie il respiro, come se quella massa d’acqua sotto i nostri occhi ci avesse invece sommerso. Descrivere le Cascate di Iguazu, al confine tra Argentina e Brasile, è compito pressoché impossibile. Avere l’opportunità di ammirarle dal territorio di entrambi gli Stati insieme alla propria moglie e figlia è invece un privilegio che capita una sola volta nella vita. Valentina si trova in Argentina da alcuni mesi per completare gli studi universitari, ospite di una famiglia di Santa Fe, dove fa ritorno dopo la visita a Iguazu. Io e mamma Lucia proseguiamo invece il viaggio sull’aereo che ci conduce a Salta. In questa città ai piedi delle Ande si erge un vero e proprio 28

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gioiello dell’architettura ispanica: la Cattedrale risalente al XVIII secolo. Nel suggestivo Museo della Civiltà di Alta Montagna sono invece esposti i corpi dei Niños, tre bambini Inca mummificati e perfettamente conservati, scoperti tra i ghiacci del Monte Llullaillaco nel 1999. Dopo la visita tra i mercatini multicolori dell’artesianato locale, ci dirigiamo verso uno dei ristoranti più rinomati della città: lo JOVI2. Entrada a base di melanzane e fagioli prima della specialità della casa, il coniglio disossato condito dalle spezie più variegate. Un piacere per il palato in vista del lungo viaggio dell’indomani. All’alba siamo già in partenza per San Pedro. Ancora al buio, a bordo del nostro semi-cama ci inerpichiamo in mezzo al nulla. La strada è ben tenuta ma piuttosto stretta: quando due autobus si affiancano c’è da trattenere il fiato nel vederli passare. Nulla in confronto alle gole e agli strapiombi che ci sforziamo di non osservare oltre la carreggiata. La testa inizia a farsi pesante via via che ci avviciniamo ai 4180 metri e l’aria diventa più rarefatta. Ai lati della strada osservo i cespugli mossi dal vento. In questo luogo arido eppure tra i più visitati al mondo il tempo pare essersi fermato. La strada torna in discesa fino ai 2500 metri di altitudine di San Pedro de Atacama, paese magni-


fico e punto di partenza di escursioni senza eguali. Una di queste è la meta dell’indomani: la Laguna Altiplanica. Attraverso un paesaggio lunare, dove i tralicci della corrente sono l’unico segnale che ci conferma di essere ancora sul pianeta Terra, raggiungiamo il paesino di Toconao, le cui abitazioni, tutte basse, sono costruite in pietra vulcanica (liparite), a differenza del misto di argilla (adobe) di quelle di San Pedro. Il tempo di scattare alcune foto al campanile e alla chiesetta costruita 200 anni fa, e già ripartiamo verso un’altra meraviglia: il Salar di Atacama, che gli abitanti del posto considerano la salina piÚ grande al mondo. Una certezza per tutti, invece, è il fascino dei fenicotteri che pasteggiano indifferenti della nostra presenza. Con la loro immagine negli occhi, a bordo del nostro bus iniziamo la salita verso gli altipiani. Raggiungiamo prima Socaire, dove ammiriamo i terrazzamenti tipici del popolo Inca, ancora ben conservati, e la chiesetta di chiara impostazione spagnola; quindi proseguiamo per le lagune Miscanti e Miniques, a quota 4200 metri di altitudine. Nonostante l’aria pesante, lo spettacolo è impagabile. L’indomani altra levataccia alle 4.30. Dopo un’ora e mezza raggiungiamo la zona del Geyser del Ta-

Pagina accanto: le cascate di Iguazu, Patrimonio dell’UPDQLWj VLWXDWH DO FRQ¿QH QRUG RULHQWDOH WUD $UJHQWLQD H Brasile. In questa pagina, partendo dall’alto: VXJJHVWLYDLPPDJLQHGHOOD/DJXQD$OWLSODQLFD - l’interno della Cattedrale di Salta. Qui sotto, da sinistra: OœDQWLFRFDPSDQLOHGL7RFRQDR LO6DODUGL$WDFDPDXQDGHOOHVDOLQHSLJUDQGLDOPRQGR

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tio. È ancora buio. Mangiamo uno spuntino veloce cercando di acclimatarci al meglio. Dopo i 35°C del giorno prima, qui il termometro indica -5°C. Eppure attorno a noi la terra fuma e ribolle, eruttando acqua calda a una temperatura di 85 gradi. Un cartello indica quota 4320 m sul livello del mare: siamo nella zona di geyser più alta al mondo. Alle prime luci lo spettacolo diventa qualcosa di irreale. Girovaghiamo lungo i sentieri appositamente predisposti alla ricerca dello scatto migliore. I più temerari si avventurano nelle calde acque di una piscina tra brividi di freddo e ricerca di conferme per la scelta fatta. Intanto il sole inizia a far capolino tra i monti e il primo tepore incomincia a farsi sentire. Riprendiamo il cammino fino a Vado Putana, dove ammiriamo specie di uccelli tra le più disparate: dalla 7DJXD &RUQXGD al Vofedal de Putana alla *XKDLDWD$QGLQD. Da qui proseguiamo per Vada Machaca. Due uomini sono impegnati attorno a una griglia primitiva, facendola funzionare con un ventaglio d’altri tempi; una signora sta aprendo la sua bottega: è un’anziana che gestisce i bagni pubblici. Fuori dal paesino, un piccolo gruppo di lama bruca l’erbetta incurante della nostra presenza. Solo uno di loro, in modo distratto, ci degna di uno sguardo. L’ultimo ricordo prima del rientro a San Pedro, per un paio d’ore di riposo. Alle quattro del pomeriggio siamo di nuovo in viaggio: destinazione Valle della Luna. Di nome e di fatto. Ci ritroviamo infatti nel deserto di Atacama, affascinati dall’asprezza della Cueva del Canyon, dalla simbologia degli spuntoni di roccia delle “Tre Marie” e dalla vista emozionate in cima alla Duna Mayor. Il tramonto suggestivo diventa lo sfondo ideale per la foto ricordo al mirador, in mezzo alla bolgia dei turisti. Ultima cartolina prima del rientro a Salta. Dopo alcuni giorni di riposo e di visita alla città, ripartiamo in autobus alla volta di Cafayate, per un tour nella zona Quebrada (Canyon) del Rio delle Conchiglie. Il Castillo della Montagna dei sette colori, la Ventana, l’an-


fiteatro dove alcuni giovani improvvisano semplici concerti favoriti dalla magnifica acustica: è un alternarsi continuo di luoghi straordinari. Cafayate è invece un pullulare di mercati e botteghe artigiane, ma anche di ristoranti tipici (da non perdere il Cabrito alla Cazuela, capretto in brodo dal sapore marcato). Per il bere le usanze locali sono particolari: Coca Cola con il Fernet e tanto ghiaccio viene considerato un ottimo digestivo. Un’istituzione, invece, è il ritardo. Come quello dell’autobus che ci porta a Tucuman. Il paesaggio attorno a noi è costituito in gran parte dalle vigne ordinate e ben curate, da cui uscirà l’ottimo vino del posto. È da questa vegetazione che, all’improvviso, escono spesso persone con il braccio alzato, facendo cenno all’autista di farle salire. Altre, invece, chiedono di scendere. In entrambi i casi in mezzo al nulla. Dal finestrino cerco con lo sguardo un’abitazione: non si vede anima viva. Solo vegetazione (arbusti e numerosi cactus) e animali (greggi di pecore, cavalli e mandrie di bovini). Arrivati a Tucuman abbiamo giusto il tempo di acquistare nuovi biglietti di autobus: altre quattro ore di viaggio verso Catamarca dove arriviamo in serata. Dopo una notte da dimenticare in un albergo fatiscente, ci addentriamo nel centro cittadino, caotico e piuttosto inquinato. La nostra è una ricerca di bottega in bottega per trovare la pietra nazionale: la Rodocrosita (o Pietra degli Inca), estratta dalla miniera di questo territorio. Ma tutte quelle che ci vengono proposte appaiono di qualità scadente. Con l’amaro in bocca partiamo verso Cordoba, dove arriviamo in previsto ritardo e, appena scesi dal bus, veniamo alleggeriti del portamonete. La città in compenso è bella e pulita. Tra una visita ai monumenti e una alle bancarelle artigiane, trovo il tempo per saggiare le abilità di un SHOXFKH ro (barbiere) locale: barba e capelli, qualche taglio in faccia, cinque euro di conto. Ora possiamo dirigerci verso un incontro tanto atteso. Quello con gli amici argentini di origini friulane presenti alla Festa Nacional del Vino a Colonia

Dall’alto: O¶DUHDGHO*H\VHUGHO7DWLRFRQSULPRSLDQRGLXQ¶HUX ]LRQH GXHLPPDJLQLGHOGHVHUWRGL$WDFDPDOD'XQD0D\RUH JOLVSXQWRQLGLURFFLDGHOOH³7UH0DULH´ Qui sotto da sinistra: WUHVFHQHGLYLWDTXRWLGLDQDD9DGD0DFKDFDEDQFDUHOOD GLYHVWLWLDOPHUFDWRORFDOHXQ¶DQ]LDQDVLJQRUDFRQWUROODL EDJQLSXEEOLFLXQXRPRFXFLQDVSLHGLQLVXXQDJULJOLDLP SURYYLVDWDLQXQSDUFKHJJLR

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Carroya. Ci sentono parlare in friulano e si stringono subito attorno a noi. C’è anche Daniel, ormai un amico, conosciuto nei precedenti viaggi in Sudamerica. Ci presenta numerose persone, tutte desiderose di avere notizie dalla loro patria d’origine. A un certo punto una giovane cantante intona l’inno argentino e, a ruota, quello italiano. Tutti i presenti cantano con orgoglio entrambi. Un’immagine di fronte a cui è impossibile non emozionarsi. Ci diamo tutti appuntamento a qualche giorno piĂš tardi, in un luogo speciale. Nel frattempo puntiamo verso Alta Gracia, cittadina di 45 mila abitanti famosa per la casa-museo di Che Guevara. Dopo un interminabile viaggio in bus e qualche chilometro a piedi, giungiamo di fronte all’edificio. Vicino all’ingresso un gruppo di persone discute animatamente. Chiediamo informazioni sull’orario di apertura, ma ci rispondono che il museo è chiuso. Ripensiamo al lungo viaggio sobbarcato e proviamo a insistere. Acconsentono senza troppe esitazioni: ci fanno entrare invitandoci anche a scattare fotografie. Ora possiamo raggiungere Santa Fe, attraversando paesaggi caratterizzati da immense distese di soia e di mais, intervallate ogni tanto da grandi mandrie di mucche. In cittĂ rivediamo Valentina, salutiamo la famiglia che la ospita e trascorriamo la serata tutti assieme in un locale tipico della zona, gustando l’ottimo pesce del Rio ParanĂ . L’indomani raggiungiamo il luogo speciale, Avellaneda. CittĂ  di 25 mila abitanti nella Provincia di Santa Fe, abitata per il 75% da friulani che la fondarono alla fine del 1800 durante la grande emigrazione dei nostri corregionali verso l’Argentina. Ăˆ una sera di festa, assieme ad amici e amministratori locali. Ci viene servita dell’ottima SLFDGD (antipasto a base di salumi e diversi tipi di formaggi), seguita da un sublime asado de vaca e de cerdo, il tutto accompagnato da dell’ottimo vino. Il giorno seguente Marianela, Gustavo e Nilse ci accompagnano con l’auto in una tipica Estancia $UJHQWLQD (fattoria), di proprietĂ  della famiglia Paduan, i cui antenati immigrati nell’800 provenivano da Villa Vicentina. Il padrone di casa è una persona anziana, dall’aspetto austero ma di una grande umanitĂ . Ci accoglie assieme alla sua famiglia in una stanza utilizzata come cucina. Ăˆ mattino presto, ma stanno giĂ  cucinando il pane su uno sparger a legna. Gustavo intanto mi ha preparato una sorpresa: una passeggiata a cavallo. Un’esperienza che non scorderò mai. 7UHOXRJKLVLPERORGHOOD4XHEUDGDGL&DID\DWHGDOOÂśDOWRLO &DVWLOORGHOOD0RQWDJQDGHLVHWWHFRORUL OÂśDQÂżWHDWURFKHDQFRUDRJJLRVSLWDFRQFHUWLLPSURYYLVDWLGL JLRYDQLPXVLFLVWL il fascino della roccia della Ventana. 32

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Qui sopra, da sinistra: statua del giovane Che Guevara nelODFDVDPXVHRGHOÂł&KH´DG$OWD*UDFLD LO0RQXPHQWRDOOD%DQGLHUDQHOODFLWWjGL5RVDULR Ăˆ l’ultimo giorno con i nostri amici. I saluti sono toccanti: l’umanitĂ e l’accoglienza che ci hanno riservato rimarranno per noi indimenticabili. Ci restano due grandi cittĂ  da visitare prima del rientro in Italia. La prima è Rosario, a modo suo patria dell’Argentina. Qui infatti si erge il Monumento alla Bandiera, che ospita la salma del generale Manuel Belgrano colui che, nel 1812, disegnò l’attuale vessillo del Paese. La tappa conclusiva, e non potrebbe essere altrimenti, è Buenos Aires. Il centro della capitale è un susseguirsi di negozi alla moda e botteghe di souvenir. Visitiamo la Cattedrale di Nostra Signora di Buenos Aires e poi la Casa Rosada, centro operativo del Presidente della Repubblica. Dai luoghi del potere raggiungiamo quelli del popolo: barrio Caminito, nel rione della Boca. Un posto variopinto, affollato di mercanti e di turisti. L’indomani è il 24 marzo, giornata di commemorazione per le vittime della dittatura del generale Vileda. Nonostante me lo sconsiglino, mi avvicino alla Plaza de Majo. Attorno a me vedo migliaia di persone. Ci sono attimi di tensione. All’improvviso scruto del fumo. Ma l’odore mi fa passare ogni paura. Proviene da un carretto ambulante, dove il proprietario scalda carne alla griglia da vendere ai manifestanti. Un successo. Con il sorriso sulle labbra ci allunghiamo fino al quartiere residenziale Recoleta. Visitiamo il cimitero che aveva ospitato la tomba di Evita Peron, recentemente trasferita in un altro mausoleo assieme alla salma del marito Juan. La giornata volge al termine. Trascorriamo la serata assieme ad alcuni amici e al presidente del Fogolâr Furlan di Buenos Aires. Il Friuli, l’Italia, l’Argentina. E una storia da non dimenticare.

Partendo dall’alto:  D FDYDOOR SUHVVR Oœ(VWDQFLD $UJHQWLQD GHOOD IDPLJOLD 3DGXDQ %XHQRV$LUHVOD&DVD5RVDGD - Barrio Caminito, nel quartiere della Boca. Qui sotto: grigliata di carne durante una manifestazione in SURVVLPLWjGL3OD]DGH0DMR

Claudio Pizzin |

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PERSONAGGI

ANITA KRAVOS Intervista di Vanni Veronesi

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Un caso

del destino Si è formata alla scuola teatrale russa dove Stanislavskij faceva le prove con Anton Ă˝echov, ma ha iniziato il cinema per caso, mentre vendeva gelati a Roma. Ăˆ partita dalla provincia di Gorizia, dal confine estremo d’Italia, ed è approdata a Hollywood con La grande bellezza, Oscar per il Miglior Film Straniero. Parla sei lingue ed è una cittadina del mondo, ma il suo cuore batte ancora a Nord Est.

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Non si può non partire dall’Oscar: lei era a Hollywood quel giorno, vero? ÂŤMi trovavo lĂŹ giĂ dalla settimana precedente, per partecipare al Los Angeles Italia Festival, che terminava il 1 marzo: il giorno dopo si sarebbe svolta la cerimonia degli Oscar e cosĂŹ mi sono fermata. In sala erano presenti Paolo Sorrentino, accompagnato dalla moglie, da Toni Servillo e dal produttore Nicola Giuliano; io e altri abbiamo invece atteso il verdetto a casa del console italiano Giuseppe PerroneÂť. Poi, Ewan Mc Gregor sale sul palco per premiare il Miglior Film Straniero: ci racconta quei momenti? ÂŤCi siamo accalcati tutti davanti al televisore, fra spinte, “fatti in lĂ â€? e “silenzio!â€?‌ e poi, come se nulla fosse, sentiamo pronunciare “The Great Beauty. Italy!â€?. Abbiamo lanciato un urlo fortissimo: è stata un’emozione enorme. Poi sono arrivati Sorrentino e tutti gli altri: li abbiamo accolti a spumante, festeggiamenti, applausi... e poi giĂš FRQOHIRWRJUDÂżH%HOOLVVLPRGDYYHURDQFKHSHUFKpSRV siamo vantarci di portare nel mondo un prodotto di qualitĂ  e di culturaÂť. Qual è, secondo lei, la giusta chiave di lettura per un ÂżOPFRPSOHVVRFRPHLa grande bellezza? ÂŤIo l’ho vissuta innanzitutto come un’opera che parla di temi estetici. Quando il protagonista, Jep Gambardella, si rivolge al prestigiatore che fa sparire la giraffa, domandandogli di farlo sparire a sua volta, il mago gli risponde 34

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che la sua è solo una ‘baracconata’ per deliziare il pubblico. La grande bellezza parla appunto dell’arte oggi, di quanto sia GLIÂżFLOHUHDOL]]DUODLQTXHVWD,WDOLDHGLFRPHQRQRVWDQWHWXW to, si continui a farla. Parla di come sia necessario perpetrare ODPDJLDÂżQDQFRODÂľEDUDFFRQDWDœPDVHFLIDVRJQDUHHFL SRUWDDQFKHDJOL2VFDUEHQYHQJD,QYHULWjLOÂżOPUDJJLXQ ge vertici estetici assoluti e, come dice Toni Servillo, mette in scena la dissipazione: dell’arte, del talento, della creativitĂ . Avere tante possibilitĂ  e buttarle a mare, per il tipico vizio italiano dell’accidia. Stare davanti a una delle meraviglie del mondo, il Colosseo, e parlare di nulla‌ che è il simbolo di un’epoca a cui, spero, stiamo dicendo addioÂť. /HLQHOÂżOPq7DOLD&RQFHSWSURWDJRQLVWDGLXQDVWUDP palata performance nella quale sbatte la testa correndo FRQWURXQPXURTXDQWDSURGX]LRQHFRVLGGHWWDÂľFXOWXUD le’ di quel genere esiste? ÂŤPrima di interpretare Talia non ero a conoscenza di questo mondo, che invece esiste, eccome. A me però piace difendere tutti i personaggi che interpreto: trovo che anche in lei ci sia un cuore di veritĂ . Lei crede davvero a un principio artistico, a quella “vibrazioneâ€? di cui, tuttavia, non riesce a spieJDUHLOVLJQLÂżFDWRLQWHUSUHWDUODPLKDGLYHUWLWRPROWLVVLPRÂŞ 6LGLFHFKHLOFLQHPDVLDSRYHURGLJUDQGLUXROLIHPPL QLOLOHLSHUzKDGDWRYLWDDGDOFXQLSHUVRQDJJLPHUDYL gliosi. Esiste davvero questo problema di genere? ÂŤSĂŹ, è una semplice questione statistica. Il prototipo del protagonista è principalmente maschile: la classica “storia di


un uomo cheâ€?. Io però ho avuto la fortuna di incontrare la regista Marina Spada, rispondendo a un annuncio per il suo Come l’ombraÂżOPWXWWRDOIHPPLQLOHFKHORSRVVRGLUHPLKDFDP biato la vita: girato con pochi fondi, è arrivato alla Giornata degli Autori del Festival di Venezia nel 2006 e da lĂŹ in decine di altri festival. Devo molto a Marina Spada: mi ha insegnato a stare “dentro un’inquadraturaâ€?, inserendomi nel cinema dopo il mio percorso teatraleÂť. In Alza la testa ha interpretato un transessuale: cos’ha VLJQLÂżFDWRSHUOHLUHFLWDUHLQXQUXRORFRVuGLIÂżFLOHVSHFLH in un paese come l’Italia? ÂŤIvan, che si fa chiamare Sonia, è il personaggio che ogni attore o attrice vorrebbe interpretare: contiene tutte le magJLRULFRQWUDGGL]LRQLHGqDOODULFHUFDGLXQDOWURVp$OSURYL no ero l’unica donna dopo decine e decine di uomini: ho quinGLULQXQFLDWRDOGRSSLRVDOWRPRUWDOHGHOOÂśLGHQWLÂżFD]LRQHÂżVLFD puntando sul senso della dignitĂ che questo personaggio esige dagli altri. Lei chiede solamente di essere chiamata Sonia: una scelta netta, mentre l’ambiguitĂ  è negli occhi di chi la guarda. 1HOÂżOPODYHGLDPRODYRUDUHGXUDPHQWHFRQJUDQGHGLJQLWjq LOVXRPRGRSHUFRQTXLVWDUVLLOULVSHWWRHODÂżGXFLDGHJOLDOWUL Storie come queste sono vere: il regista mi ha fatto conoscere molti transessuali, con i quali ho affrontato proprio il tema GHOODYRURGLTXDQWRqGLIÂżFLOHYLYHUHFLUFRQGDWLGDVJXDUGLLQ dagatori, che sembrano chiedere “chi sei?â€?, quando non “che cosa sei?â€?. In Italia, questo è un personaggio unicoÂť. 9HQLDPRDOOHRULJLQLTXDQGRqPDWXUDWDOÂśLGHDGLGL ventare attrice? ÂŤHo iniziato a Gorizia, a sedici anni, frequentando un FRUVRGHJOL$UWLVWL$VVRFLDWLPLLQWHUHVVDYDSHUFKpSURSR nevano molte cose, dal canto alla voce, dal suono alla danza. Dopo il liceo, ho frequentato il corso Music and Theatre On the Road, organizzato dalla ComunitĂ  Europea: è stata una bella occasione per viaggiare in tutta Europa. Quindi l’universitĂ  a Venezia con il desiderio, il terzo anno, di tentare l’ingresso alla Scuola di Teatro dell’Avogaria. E cosĂŹ è stato: due anni di corso, piĂš un terzo di approfondimento. Poi, nel ÂśqVWDWDODYROWDGHOOÂś(FROHGHV0DvWUHVLQÂżQH0RVFDDO GITIS, l’Accademia di arte teatrale. Ho un ricordo splendido delle lezioni dentro la casa-museo di Stanislavskij, nel saloncino in cui il maestro faceva le prove con Olga Knipper e AnWRQĂ˝HFKRY(LOPLRLQVHJQDQWHFRPHGDWUDGL]LRQHqPRU to di crepacuore‌ Russia pura‌ ÂŤSĂŹ, teatralissimo. Perfetto‌ Tutto torna! - rideÂť E poi? ÂŤMi sono trasferita a Roma convinta di intraprendere la carriera teatrale: invece mi sono trovata a fare tutt’altro, compreso vendere gelatiÂť. Fino alla svolta. ÂŤIl mio collega di lavoro stava aiutando il regista FranceVFR0XQ]LSHULOFDVWLQJGLXQÂżOPSaimir: cercavano albanesi e kosovari, dunque mi è stato chiesto di dare una mano perFKpGLFHYDQRÂłWXVDLOHOLQJXH´$OODÂżQH0XQ]LPLKDVFULW turato per un piccolo ruolo: un’ucraina che urla e caccia il protagonista da un bordello‌ E cosĂŹ - ride - ho iniziato a risponGHUHDGDQQXQFLFLQHPDWRJUDÂżFLGLEDGDQWLUXPHQHSURVWLWX WHGHOOÂś(VWÂŤHLQÂżQHOÂśLQVHU]LRQHSHULOFDVWGLCome l’ombra,

$QLWD.UDYRV VRSUDLQXQDVFHQDGHO¿OP Italian Movies di Matteo Pellegrini) è nata a Trieste nel 1974. Dopo aver vinto numerosi premi, ha fatto parte del cast de La grande bellezza di Paolo Sorrentino, Oscar come Miglior Film Straniero 2014. Nella pagina accanto: Anita al Festival di Cannes 2013.

dove inizialmente volevo fare l’ucraina. Da lĂŹ è partita la PLDFDUULHUDFLQHPDWRJUDÂżFDTXDVLSHUFDVRÂŞ Lei arriva dal Friuli Venezia Giulia: che rapporto ha con la sua terra? ÂŤCi torno sempre volentieri e ogni anno, dalla prima edizione, sono fra le presentatrici del festival èStoria, a Gorizia: è un modo per rimanere legata alla mia cittĂ , alle signore che vengono a trovarmi ai giardini e mi dicono “gò YLVWRLOÂżOPPHULFRUGRFKHWHLHULDVFRODFRQPLRÂżR´ Amo molto la mia terraÂť. ,QFKHPRGRODVXDSURYHQLHQ]DJHRJUDÂżFDKDIRU mato la sua personalitĂ  di attrice? ÂŤSono nata a Trieste, ho vissuto a Savogna e frequentato la scuola a Gorizia: per me è normale passare dall’italiano allo sloveno e ad altre lingue straniere. Provengo da un ambiente multiculturale, che mi colloca nel cuore dell’EuURSDPDDQFKHGDXQFRQÂżQHFKHSHUPROWRWHPSRqVWDWR ‘cortina di ferro’. Chi nasce nelle classiche Roma e Milano si trova avvantaggiato all’inizio del suo percorso, ma non subisce la scrematura che tocca a chi arriva dalle periferie. Poi, è vero, c’è anche la fortuna. Alessandro Angelini, per Alza la testa, aveva pensato a un personaggio di Gorizia e la mia provenienza, al provino a Roma, è stata determinante: una coincidenza perfetta. Non avessi fatto quel ruolo, non avrei ottenuto la candidatura al David di Donatello e forse non sarei arrivata a La grande bellezzaÂť. Il cinema targato FVG è oggi alla ribalta: qual è il segreto di questo successo? ÂŤIl cinema si sta decentralizzando rispetto alla direttrice Milano-Roma. Oggi c’è una Film Commission che lavora molto bene, mette in campo maestranze eccellenti e stimola produttori e registi, non solo italiani, a girare in Friuli Venezia Giulia. Dove, in pochi chilometri, si passa dalla montagna alla collina al mare, con paesaggi unici, splendidi vigneti, suggestivi castelli: un patrimonio unicoÂť. Un regista con cui vorrebbe lavorare? ÂŤPaolo Sorrentino!Âť Ha mai pensato di mettersi dietro la macchina da presa? ÂŤNo, mai. Datemi un libretto d’istruzioni, un elenco telefonico e ditemi “piangi, ridi, saltaâ€?: è questo il mio mestiereÂť. Vanni Veronesi |

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PERSONAGGI

PIETRO GHISLANDI Intervista di Andrea Doncovio

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L’artigiano

della voce Il 4 ottobre del 1986 trenta milioni di telespettatori conobbero per la prima volta il pupazzo Sergio e lo strepitoso ventriloquo che lo animava. ÂŤAvrei potuto sfondare a Roma, ma ho scelto di non fare intrallazziÂť.

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1RQRVWDQWHOœRUDULRPDWWXWLQR¿VVDWRSHU l’intervista, la voce di Pietro Ghislandi trasmette un entusiasmo contagioso. Lo scorso DSULOHKDIHVWHJJLDWRLOVXRFLQTXDQWDVHWWHVLPRFRP SOHDQQRPDODSDVVLRQHHODGHWHUPLQD]LRQHFKHORVRU UHJJRQRQHOODVXDDWWLYLWjVHPEUDQRTXHOOHGLXQUDJD]]L QR(LQYHFH*KLVODQGLQHOODVXDOXQJDFDUULHUDGLVWUDGD QHKDSHUFRUVDWDQWD6HPSUHFRQOHSURSULHJDPEH6HQ ]DPDLFHGHUHDFRPSURPHVVLLQXQPRQGR¹TXHOORGHO lo show business¹GRYHSHURWWHQHUHTXDOFRVDELVRJQD VSHVVRGDUHTXDOFRVœDOWURLQFDPELR Partiamo proprio dalla sua carriera. Attore di cinema, di teatro, di serie tv, ventriloquo, doppiatore: chi è in realtà Pietro Ghislandi? Š,QXQPRQGRGHOORVSHWWDFRORLQFXLQRQHVLVWHODPH ULWRFUD]LDDPRGH¿QLUPLXQ³DUWLJLDQRGHOODYRFH´8Q DUWLVWDFKHKDVDSXWRLPSDUDUHGDOOHSURSULHHVSHULHQ]H VHQ]DDEEDQGRQDUHODJHQXLQLWjGHOOHSURSULHRULJLQLª Cosa che solitamente accade per i suoi colleghi? Š,RSDUORSHUPH0DVHULSHQVRDXQDTXDUDQWLQDGL DQQLIDTXDQGRGDOODPLD%HUJDPRDQGDLDOODVFXRODGHO 3LFFROR7HDWURGL0LODQRGRYHVLODYRUDSHULPSRVWDUH ODYRFHHULSXOLUHOœDQLPDGHJOLDVSLUDQWLDWWRUL6FDS SDLTXDVLVXELWRª Scegliendo la strada del cabaret. Š4XHOORGHOFDEDUHWWLVWDqLOYHURHSURSULRODYRURDU WLJLDQRGLXQDWWRUHGDVRORGHYLVFULYHUHLWHVWLSUHSD 36

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UDUH L FRVWXPL UHFLWDUH 3RL LQFRQWUDL LO FDUWRRQLVW %UXQR %R]]HWWRSHULOTXDOHGLHGLYRFHDLSHUVRQDJJLGDOXLLGH DWL$YUHLSRWXWRSURVHJXLUHQHOODFDUULHUDGHOGRSSLDWRUH PDVDUHLGRYXWRDQGDUHD5RPD3HUULWDJOLDUPLXQRVSD]LR QHOOÂś,WDOLDGHO1RUGGHFLVLGLVYLOXSSDUHLOPLRFDEDUHWJUD ]LHDOODYHQWULORTXLD)XODVFHOWDJLXVWDÂŞ $OODÂżQHSHUzJLXQVHDQFKHD5RPDLORWWREUH il ventriloquo Pietro Ghislandi e il suo pupazzo Sergio incantarono il pubblico del “Fantastico 7â€? di Pippo Baudo. Š$OOÂśHSRFDODWYHUDPROWRSLVHJXLWDGLRJJLTXHOVD EDWRVHUDIXLLOSULPRGHLYHQWRWWRFRQFRUUHQWLLQJDUDDHVL ELUVL/DPLDLQWHUSUHWD]LRQHYHQQHYLVWDGDPLOLRQLGL WHOHVSHWWDWRUL ,O JLRUQR SULPD QRQ HUD QHVVXQR OD GRPH QLFDLQYHFHLQJLURSHU5RPDPLGLFHYDQRÂłTu sei quello der pupo´ª Dopo quell’improvvisa popolaritĂ cosa successe? Š9HQQL VFULWWXUDWR DOOÂśLQWHUQR GHO QRWR SURJUDPPD WY Âł&RQWRVXGLWH´FRQ-RFHO\QHPLVLDSULURQROHSRUWHGHO PRQGRGHOFLQHPD0DFDSLLSUHVWRFKHQRQYROHYRLQWUDO OD]]DUPLFRQTXHOODUHDOWjÂŞ In che senso? Š8QJLRUQRIHFLXQSURYLQRSHUXQUXRORLQXQÂżOP$UL SUHVHFRQFOXVHVFRSULLFKHTXHOODSDUWHHUDVWDWDDVVHJQDWDD XQÂśDOWUDSHUVRQDFKHDYHYDXQPHULWRPLJOLRUHGHOPLRHUD LOÂżJOLRGLXQPLQLVWUR'DTXHOODHDOWUHHVSHULHQ]HFRP SUHVLVXELWRFKHD5RPDVHQRQHQWULQHOOHJUD]LHGLTXDOFX QRqLPSRVVLELOHIDUHVWUDGD&RVuGHFLVLGLWRUQDUHDFDVDÂŞ


Pentito della scelta? Ho avuto meno soldi, meno comodità e meno noWRULHWj0DTXDQGRFRQFOXGRXQDUHFLWD]LRQHQHLWHDWUL GLSURYLQFLDHLOSXEEOLFRYLHQHDVWULQJHUPLODPDQRHD FRQJUDWXODUVLVLQFHUDPHQWHFRQPHSHUODPLDLQWHUSUH WD]LRQHLRPLVHQWREHQHFRQPHVWHVVR(TXHVWRQRQ KDSUH]]Rª 5HVWLDPRDQFRUDLQDPELWRFLQHPDWRJUD¿FRQHOOD VXDFDUULHUDKDUHFLWDWRSHU0DUFR5LVL&DUOR9DQ ]LQD5HQ]R0DUWLQHOOL/HRQDUGR3LHUDFFLRQL4XDOq l’interpretazione a cui è piÚ legato? Š4XHOODQHO¿OP³6ROGDWL´FRQ&ODXGLR$PHQGRODH 0DVVLPR'DSSRUWR,QWHUSUHWDYR'DULR'HO*ULOORXQD UHFOXWDJD\6DUHLSRWXWRGLYHQWDUHXQDPDFFKLHWWDPD JUD]LHDOODJUDQGHVFXRODGHOUHJLVWD0DUFR5LVLVRQR ULXVFLWRDGDUHXQœLPSURQWDFKHODFULWLFDKDDSSUH]]DWRª 'DOJUDQGHDOSLFFRORVFKHUPR/HLKDHVRUGLWRLQ WYDPHWjDQQLœGDDOORUDDRJJLFRPHqFDPELDWD la televisione italiana? Š&UHGRVLDEDQDOHDIIHUPDUHLQSHJJLR&LWRXQœLQWHU YLVWDGHOSURGXWWRUHWHOHYLVLYR*LRUJLR*RULFKHDOODGR PDQGD³&RPœqODWYFKHYRUUHEEH"´ULVSRVHFKHQRQGL SHQGHYDGDOXLPDGDOOHULFKLHVWHGHOODJHQWH6HSRLRJQL WDQWRRVVHUYRTXDOFKH¿FWLRQPLUDWWULVWRQHOYHGHUHDWWR ULSULYLGLTXDOVLDVLHVSUHVVLYLWjUHFLWDUHFRPHSHVFLOHV VL3HUWXWWRTXHVWRFRQVLGHURODWYXQVHPSOLFHVRSUDP PRELOHª Dal contenitore al contenuto: cos’è la comicità per Pietro Ghislandi? Š/DULWHQJRXQPRGRSHUSDUODUHGLVHVWHVVLHGHOODUH DOWjFKHFLFLUFRQGDRIIUHQGRDOSXEEOLFROœRFFDVLRQHSHU UDJLRQDUHVXFLzFKHDFFDGHDWWRUQR$QFKHSHUTXHVWR QHOPLRFDEDUHWSUHGRFRQWLQXDPHQWHVSXQWRGDOODTXR WLGLDQLWj6HPSUHSLVSHVVRLQYHFHLFRPLFLVLOLPLWDQR DOODVXSHU¿FLDOLWjFRQEDWWXWHYXRWHHWDOYROWDYROJDULFKH QRQODVFLDQRQXOODQHOORVSHWWDWRUHª In questo scenario desolante che consiglio darebbe a un giovane che volesse intraprendere la carriera di attore? Š'LDQGDUHDOOœHVWHURD3DULJLRQHJOL6WDWL8QLWL'D QRLLOWHDWURqWXWWRVWDQGDUGL]]DWRVLLPSDUDQRDPHPRULD OHEDWWXWHHQRQVLODVFLDVSD]LRDOOœLPSURYYLVD]LRQHGHOOD SHUVRQD6HLQYHFHVLGHVLGHUDWHQWDUHODVWUDGDLQ,WDOLDLO FRQVLJOLRqTXHOORGLULFRQVLGHUDUHODSURSULD¿JXUDGLYH QHQGRXQDGGHWWRDLODYRULLQJUDGRGLIDUHSLFRVHGDO ODVFULWWXUDGLWHVWLDOODUHFLWD]LRQH,QSUDWLFDXQDSHUVRQD LQJUDGRIDUHVLDOœDWWRUHFKHGLODYRUDUHGLHWUROHTXLQWHª Dalle ambizioni dei giovani alle sue: Pietro Ghislandi ha ancora un sogno nel cassetto? ŠÊ XQ VRJQR FKH SRVVLHGR GD VHPSUH GLYHQWDUH XQ SLDQLVWDMD]]1HOODWDYHUQDGLFDVDPLDFœqXQSLDQRIRUWH talvolta mi siedo a suonarlo e, volando con l’immagina]LRQHVRJQRGLHVVHUH.HLWK-DUUHWª Andrea Doncovio

Pietro Ghislandi è noto al grande pubblico per essere uno dei pochi ventriloqui nel mondo dello spettacolo. La voce è cosĂŹ un elemento importante del suo spettacolo “Il ventricolo sinistroâ€? che sta portando in tournĂŠe in tutt’Italia. Le sue esperienze “vocaliâ€?, iniziate con il famoso cartoonist Bruno Bozzetto, continuano ancora oggi con il doppiaggio dei piĂš famosi personaggi del Walt Disney italiano. Le corde vocali bizzarre del ventriloquo Ghislandi gli permettono cosĂŹ di dare vita al suo pupazzo Sergio che diventa il “Pierinoâ€? irriverente che, dal palcoscenico, ironizza sulla realtĂ sociale in cui si esibisce. Attore comico televisivo di trasmissioni popolari come “Fantasticoâ€? RaiUno, “Maurizio Costanzo Showâ€? e “Casa Vianelloâ€? Canale5, ha partecipato a trasmissioni di successo anche nel mondo della Televisione Nazionale Svizzera (RSI). Le sue ambizioni non si esprimono solo nel cabaret ma si concretizzano anche nel cinema nazionale. Il Ghislandi attore impegnato vanta infatti alcune preziose partecipazioni in film importanti come “Soldati 365 all’albaâ€?, “Muro di gommaâ€? di Marco Risi, “I mitici, colpo gobbo a Milanoâ€? di Carlo Vanzina, “Vajontâ€? di Renzo Martinelli e, di recente, è uno degli attori scelti da Leonardo Pieraccioni nei suoi film di successo. Ăˆ inoltre attore di spot pubblicitari della tivĂš nazionale italiana (“Acqua Ulivetoâ€? con Alessandro Del Piero e “Caffè Kimboâ€? con Gigi Proietti - foto in alto). Ăˆ il protagonista del cortometraggio “Ombreâ€? del regista svizzero Alberto Meroni, film che nel 2010 ha vinto vari Festival Internazionali del Cinema. GHISLANDI A MONFALCONE VenerdĂŹ 16 maggio alle ore 17.30 Pietro Ghislandi sarĂ  ospite d’eccezione presso il villaggio Albatros di Marina Julia (Monfalcone) nel contesto dello spettacolo di varietĂ  con musica, intrattenimento magico e cabaret per grandi e piccoli, a ingresso libero, organizzato da L’Onda Nova in occasione dell’inaugurazione del centro estivo “L’Isola che non c’èâ€?. ÂŤHo subito accettato la proposta – spiega Ghislandi – del coordinatore del progetto Manuel Millo, persona colta e specializzata nel settore, il cui progetto è un esempio tangibile di come la cultura possa migliorare le personeÂť. |

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La musica nella Grande Guerra

Cantando

sulle macerie

La letteratura occidentale nasce con un poema di guerra: l’Iliade. La poesia lirica muove i suoi primi passi a Sparta, in ambito militare, con i versi di Tirteo nel VII secolo a.C.: ÂŤĂˆ bello, cadendo in prima fila, morire / quando un uomo valoroso lotta per la sua patriaÂť. Scultura e pittura raffigurano da sempre battaglie e violenza. PerchĂŠ l’arte, diceva Pablo Picasso, è uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemicoÂť. Una definizione perfetta anche per la musica, che nella Prima Guerra Mondiale ebbe un ruolo decisivo. Da riscoprire oggi, per far risuonare le note della pace.

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Note per la patria ÂŤIl Piave mormorava / calmo e placido al passaggio / dei primi fanti, il ventiquattro maggioÂť: l’incipit della Canzone del Piave è diventato patrimonio nazionale, da Nord a Sud. Il testo, con la sua potente forza evocativa, è un vero capolavoro nel suo JHQHUHÂżQGDLSULPLPRYLPHQWLŠ/Âś(VHUFLWRPDUFLDYD per raggiungere la frontiera, / per far contro il nemico una barriera‌ // Muti passaron quella notte i fanti: / tacere bisognava, e andar avanti!Âť. C’è l’ardore, il senso del dovere, la suspense che fa ben sperare. Poi, come in ogni romanzo di formazione che si rispetti, arrivano i rovesci tragici: ÂŤMa in una notte trista si parlò di tradimento, / e il Piave udiva l’ira e lo sgomento‌ / Ahi, quanta gente ha vista / venir giĂš, lasciare il tetto, / per l’onta consumata a Caporetto!Âť. Un nome che richiama a una tragedia scolpita nella memoria: come 11 settembre, per Caporetto non c’è biVRJQRGLVSHFLÂżFDUH(FRVuLOFDQWRSURVHJXHFRQVFHQH di fuga, sbando generale, pianti. FinchĂŠ arriva il riscatto: ÂŤâ€œNo!â€? disse il Piave, “No!â€? dissero i fanti, / “Mai piĂš il QHPLFRIDFFLDXQSDVVRDYDQWL´6LYLGHLO3LDYHULJRQÂżDU le sponde, / e come i fanti combatteva le onde‌ / Rosso col sangue del nemico altero, // il Piave comandò: / “IndieWURYDVWUDQLHUR´ª(JLFRQODUDVVHJQDGLFLWWjHGHURL VLPERORGHOOÂś,UUHQGHWLVPRŠ,QGLHWUHJJLzLOQHPLFRÂżQRD TriesteÂżQRD7UHQWRHOD9LWWRULDVFLROVHOHDOLGHOYHQ to! / Fu sacro il patto antico: / tra le schiere furon visti / ri-

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sorgere Oberdan, Sauro, BattistiÂŤÂŞ,QÂżQHWXWWRVLULFRP SRQHŠ6LFXUHOÂśDOSLÂŤ/LEHUHOHVSRQGHÂŤHWDFTXHLO3LDYHVL placaron le onde‌ / Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi, // la Pace non trovò / nĂŠ oppressi, nĂŠ stranieriÂť. Di questo quadro dove tutto si tiene, però, sfugge sempre un particolare: la canzone, scritta dal maestro Ermete Giovanni GaetaqGHOOÂśHVWDWHGHOTXDQGRLOFRQĂ€LWWRVWDÂż nendo e occorre far dimenticare gli orrori di quella che, per PROWLqODÂżQHGHOODVWRULDXPDQD%HQDOWUHLQYHFHVRQROH parole e le note che per anni si sono levate dai fronti della Grande Guerra. Censura e clandestinitĂ Ăˆ una torrida mattina dei primi di agosto quella che fa da scenario, nel 1916, ai movimenti delle truppe italiane impegnate nei pressi di Gorizia. Dopo lunghi mesi di scontri con le truppe austriache asserragliate fra il Calvario e il SabotinoLOFRPDQGRLWDOLDQRGHFLGHGLVIHUUDUHOÂśDWWDFFRÂżQDOH Mitizzata dalla futura propaganda postbellica, la presa delODFLWWjIUDLOHLODJRVWRFRVWHUjODYLWDDXIÂżFLDOLH VROGDWLLWDOLDQLQRQFKpDXIÂżFLDOLHVROGD WLDXVWULDFL(LOFRQWHJJLRXIÂżFLDOHFKHGLVWLQJXHIUDLGHWHQ tori di stellette e i militi semplici, non potrebbe spiegare meglio la visione della guerra che allora accomunava i comandi di tutti gli schieramenti. In questo delirante macello di innocenti qualcuno, però, inizia a ribellarsi, dando sfogo alla propria rabbia in un canto intitolato O Gorizia, tu sei maledetta:


Nella pagina accanto: l’Ossario dei soldati italiani a Caporetto (www.slovenia.info).

La mattina del cinque di agosto / si muovevano le truppe italiane / per Gorizia e le terre lontane / e dolente ognun si partĂŹ. // Sotto l’acqua che cadeva a rovescio / grandinavano le palle nemiche; / su quei monti, colline e gran valli / si moriva dicendo cosĂŹ: // “O Gorizia, tu sei maledetta / per ogni cuore che sente coscienza; / dolorosa ci fu la partenza / e il ritorno per molti non fu. // O vigliacchi che voi ve ne state / con le mogli sui letti di lana, / schernitori di noi carne umana, / questa guerra ci insegna a punir. // Voi chiamate il camSRGÂśRQRUHTXHVWDWHUUDGLOjGDLFRQÂżQLTXLVLPXRUHJUL dando: assassini! / maledetti sarete un dĂŹ. // Cara moglie che tu non mi senti, / raccomando ai compagni vicini / di tenermi da conto i bambini, / chĂŠ io muoio col suo nome nel cuor. // O Gorizia, tu sei maledetta / per ogni cuore che sente coscienza; / dolorosa ci fu la partenza / e il ritorno per molti non fuâ€?. &HQVXUDWRFRQLOSXJQRGLIHUURGDOOHJHUDUFKLHGLYHQWHUj LOVLPERORGLXQDFRVFLHQ]DSDFLÂżVWDFDQWDWRLQFODQGHVWLQLWj per non correre il rischio di provvedimenti disciplinari durissimi, quando non della fucilazione. Il morale delle truppe *LXVHSSH8QJDUHWWL(UQHVW+HPLQJZD\6FLSLR6ODWDSHU *LDQLH&DUOR6WXSDULFK&OHPHQWH5HERUD5XG\DUG.LSOLQJ $UWKXU&RQDQ'R\OH+*:HOOV&RUUDGR$OYDUR*DEULHOH 'Âś$QQXQ]LR&DUOR(PLOLR*DGGD&DPLOOR6EDUEDUR$OLJL 6DVVXVXOIURQWHGHO)ULXOL9HQH]LD*LXOLDGXUDQWHOD*UDQ de Guerra, è come se la grande letteratura italiana e occidentale si sia data appuntamento. Ne sono nati romanzi, racconti e poesie che oggi sono patrimonio stabile della cultura moGHUQD(SSXUHHVLVWRQRSDJLQHDOWUHWWDQWRWRFFDQWLGLFXLQRQ conosceremo mai gli autori: piccole canzoni nate dal dolore che, a distanza di un secolo, ci fanno ripiombare nel fango delle trincee. A Piedimonte, in quello che per tutti diventa il ÂŤCalvario d’ItaliaÂť, un’anima malinconica compone un breve FDQWR IUD OR VWUHSLWDUH GHOOH PLWUDJOLDWULFL Š+R SHUVR OD voce / sul PodgoraÂŤ+RSHUVRODYRFHDIDUHOÂśDPRUH FRQXQFDVWDJQRVHFFRVXOOÂśDXURUDÂŤÂŞ&KLVVjGRYÂśqQDWD invece, la triste elegia di Furlans: ÂŤDi chel sanc che Ă n menât vie / dal Lusinz al mâr lontan, / un rĂŹu lunc par qualchi mie, / l’è sanc nestri, sanc furlan. // O furlan, fra tantis penis, / pe famèe, pal tet piardut, / mièz il sanc das nestris venis / i gravòns nus Ă n bevutÂť (ÂŤDi quel sangue che KDQQRSRUWDWRYLDGDOOÂś,VRQ]RDOPDUHORQWDQRXQÂżXPH lungo diverse miglia, / è sangue nostro, sangue friulano. / O friulano, fra tante pene, / per la famiglia, per il tetto perduto, / mezzo del sangue delle nostre vene / i letti ghiaiosi hanno bevutoÂť). Spaccati di vita che testimoniano un moUDOHSLXWWRVWREDVVRIUDOHWUXSSHDJOLXIÂżFLDOLSLLOOXPL nati appare evidente che è arrivato il momento di fare qualFRVD/ÂśLGHDGHOJHQHUDOH$QWRQLR&DVFLQRqDIIDVFLQDQWHH

Sulle orme di Toscanini: Uto Ughi a Gorizia Nel 1917, pochi mesi prima della disfatta di Caporetto, il leggendario direttore d’orchestra Arturo Toscanini arriva sul fronte goriziano, chiamato dal generale Antonio Cascino per dare nuovo slancio alle truppe italiane in un momento difficile del conflitto. Toscanini, a titolo gratuito come farà in tutti i suoi concerti in tempo di guerra, dirige una piccola orchestra presso il santuario del Monte Santo, a poca distanza dalle posizioni dell’esercito austriaco: è il 25 agosto. A distanza di quasi un secolo, per ricordare quell’avvenimento straordinario, quasi una rivincita della civiltà umana sulla barbarie, nell’ambito del Festival èStoria viene proposto un evento eccezionale: giovedÏ 22 maggio alle ore 20.30 presso il Santuario di Monte Santo a Nova Gorica il grande violinista Uto Ughi si esibirà in un concerto di musica sacra. A seguire, spazio al dibattito: con Uto Ughi dialogheranno Franco Slataper, che ricorderà la figura del padre Guido e dello zio Scipio, autore del romanzo Il mio Carso, e il giornalista del Corriere della Sera Armando Torno. L’evento, realizzato in collaborazione con la Provincia di Gorizia, si inserisce nel Progetto Pot Miru - via di Pace (cooperazione transfrontaliera Italia Slovenia 2007/2013).

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èStoria: in arrivo la decima edizione

Si chiama TrinceeOœHGL]LRQHGLèStoria, il Festival Internazionale della Storia che festegJLDGLHFLDQQLGLDWWLYLWj&RPHDQQXQFLDLOWLWR OR LO IRFXV GL TXHVWD HGL]LRQH VDUj VXOOD 3ULPD Guerra Mondiale, nelle ricorrenza del centenario, alla presenza dei massimi studiosi della materia, nel solco di una tradizione d’eccellenza che ha permesso a èStoria di affermarsi come uno degli eventi culturali piÚ importanti d’Italia. Da giovedÏ 22 a domenica 25 maggio, esperti da tutto il mondo incontreranno il pubblico di

Gorizia nelle varie sedi del Festival, in un programma che comprende, fra conferenze, incontri a tema, presentazioni di libri, concerti, proiezioni GL¿OPHGRFXPHQWDULVSHWWDFROLWHDWUDOLFRQFRU si, mostre e laboratori, circa un centinaio di eventi. Molti gli ospiti di rilievo, come Sergio Romano, Paolo Mieli, Edward Luttwak, Giordano Bruno Guerri, Mimmo Franzinelli, Gian Enrico Rusconi, Lucio Caracciolo, Quirino Principe e molti altri. Fra gli eventi collaterali, oltre al concerto di Uto Ughi, c’è grande attesta per l’intervista di GRPHQLFDDJohn Hemingway, nipote del ceOHEUH VFULWWRUH DPHULFDQR (UQHVW FKH LQ Addio alle armi - da cui Giuseppe BattistonWUDUUjXQ reading - scrisse pagine memorabili sulla Grande *XHUUDQHO1RUG(VWGœ,WDOLD/DOHWWHUDWXUDVWUD QLHUD VDUj SURWDJRQLVWD DQFKH YHQHUGu  TXDQ do Marco Cimmino, Walter Mramor e Anita Kravos, trionfatrice agli Oscar con La grande bellezza, daranno vita a un recital di poesie di guerra. Il programma dettagliato è sul sito www.èstoria.it.

èStoriabus: viaggiando dentro la storia 1HOErnest Hemingway pubblica un romanzo destinato ad entrare nell’immaginario del Novecento: Addio alle armi, nel quale l’autore rielabora, attraYHUVR OD ÂżQ]LRQH OHWWHUDULD L VXRL ULFRUGL GL YRORQWD rio statunitense sul fronte italiano della Prima Guerra Mondiale. Intrecciando vicende reali e immaginarie, +HPLQJZD\UHDOL]]DXQDIIUHVFRPHPRUDELOHGHOFRQ Ă€LWWRFKHFXOPLQDQHOODQDUUD]LRQHFRQFLWDWDHGUDP matica della ritirata italiana dopo la disfatta di Caporetto: un affresco che il regista Charles VidorQHO ULHVFH D UHVWLWXLUH FRQ IHGHOWj QHOOD VXD WUDVSRVL]LRQH FLQHPDWRJUDÂżFDLPSUH]LRVLWDGDOOHLQWHUSUHWD]LRQLGL 5RFN+XGVRQ-HQQLIHU-RQHVH9LWWRULR'H6LFD In occasione del centenario della Grande Guerra, èStoria propone un evento straordinario per domenica 25 maggio: èStoriabus, l’autobus storico-turistico abELQDWRDOOÂśRUJDQL]]D]LRQHGHO)HVWLYDOSRUWHUjLYLDJ giatori nei luoghi di Addio alle armi, sia quelli del roPDQ]RVLDTXHOOLVFHOWLFRPHVIRQGRSHULOÂżOPRVVLD Caporetto e Venzone. GiovedĂŹ 22, invece, le visite si svolgeranno al Parco Tematico della Grande Guerra di Monfalcone e al Monte Sei Busi. VenerdĂŹ 23 èSto-

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riabusFRQGXUUjJOLLQWHUHVVDWLLQXQÂśDIIDVFLQDQWHYLVL ta al Parco Giuseppe Ungaretti, a Redipuglia e alle Trincee del BrestovecSUHVVROHTXDOLFLVDUjXQLQWHU vento dei ragazzi del laboratorio “Grande Guerraâ€? degli Artisti Associati. Sabato 24LOSHUFRUVRVLVQRGHUj invece sul Monte Sabotino.


tro giorni. Abbiamo suonato in faccia agli Austriaci e cantato gli inni nazionali - ho assistito a diversi attacchi al San Gabriele e sono sceso a Quisca scontento di non aver visto effettuare anche quest’altra conquistaÂť 7RVFDQLQL DYHYD IDWWR LQ WHPSR D FRQRVFHUH *LXVHSSH 9HUGL H D VXRQDUH SHU OXL HUD DPLFR GL :DJQHU H 3XFFL ni, ma era soprattutto colui che, a soli diciannove anni, GD VHPSOLFH YLRORQFHOOLVWD DYHYD VRVWLWXLWR LO ÂżVFKLDWLVVL mo direttore d’orchestra durante l’esecuzione dell’Aida a 5LRGH-DQHLURLOJLXJQRFKLXGHQGRORVSDUWLWRH conducendo l’intera opera a memoria: un mito in carne e ossa. Ora, eccolo sul fronte a dirigere una banda militare per dare nuovo slancio ai soldati italiani: qualcosa che oggi QRQ ULXVFLDPR QHDQFKH D LPPDJLQDUH 1RQ EDVWHUj SXU WURSSR&DSRUHWWRLORWWREUHSRUWDFRQVpEHQDOWUD PXVLFDOÂś,WDOLDqDOORVEDQGR7RVFDQLQLLQTXHLJLRUQLD Cormòns, congeda la sua orchestra e ripara a Mestre, porIl Santuario di Montesanto a Nova Gorica. WDQGRVLGLHWURLOÂżJOLR:DOWHUFRQYDOHVFHQWHDFDXVDGLXQD IHULWD(SSXUHODVXDDWWLYLWjQRQVLLQWHUURPSHLOWRXUVXL >>segue dalla pagina precedente geniale: chiamare sul fronte goriziano l’amico Arturo IURQWLGLJXHUUDFRQGRWWRLQDVVROXWDEHQHÂżFLHQ]DORSRU Toscanini, il piĂš grande direttore d’orchestra di tutti i WDDQ]LDGLODSLGDUHTXDVLWXWWRLOVXRSDWULPRQLR/DQRWL WHPSL(GqLO0DHVWURVWHVVRDUDFFRQWDUHLIDWWLDOÂż ]LDGHOODÂżQHGHOFRQĂ€LWWRQHOQRYHPEUHORUDJJLXQJH JOLR:DOWHUPLOLWHVXO&DUVRJLXOLDQRLQXQDOHWWHUDGHO alla Scala di Milano durante le prove per il 0HÂżVWRIHOH di DJRVWRÂŤVenerdĂŹ 24 fui chiamato dal genera- $UULJR%RLWRHJOLUHJDODXQRVTXDUFLRGLIHOLFLWj1RQSR le Cascino di portarmi la mattina seguente sul Monte teva sapere che, solo ventuno anni dopo, il mondo sarebbe Santo fresco conquistato‌ e cosĂŹ feci. Vi rimasi quat- precitato in una follia ancora piĂš terribile.

Redipuglia-Caporetto: il treno della memoria Ritorna l’appuntamento con il Treno della Memoria: venerdÏ 9 maggio il convoglio storico a vapore che unirà Redipuglia a Caporetto sarà l’occasione per riscoprire, grazie ai rievocatori nelle uniformi d’epoca degli eserciti allora schierati in lotta, una pagina tragica, ma fondamentale nella storia del Novecento. Con gli autopullman dalla Regia Stazione di Redipuglia, si raggiunge Gorizia e la stazione della Transalpina, dove si attraversa quaVLVHQ]DDFFRUJHUVHQHTXHOFRQ¿QHGLVWDWRFKH non c’è piÚ, simbolo antico delle conseguenze della Seconda Guerra Mondiale. Al traino di una locomotiva a vapore sulla storica tratWD³5HGLSXJOLD0RVWQD6RÞu 6DQWD/XFLD ´L passeggeri si muovono non solo su binari d’acciaio, ma anche sui binari della storia. Nelle varie carrozze del convoglio giunge, infatti, la voce di uno speaker che narra i principali avvenimenti accaduti nella valle dell’Isonzo mentre la locomotiva lentamente costeggia LO¿XPH*LXQWLD0RVWQD6RÞL 6DQWD/XFLD  i passeggeri saliranno sui pullman per continuare l’itinerario a Caporetto, dove visiteranno il museo e l’Ossario che custodisce le salme di 7014 soldati italiani e partecipare, presso Ravelnik, alla rievocazione storica allestita solo per l’evento.

Programma: 7.30-7.45 Accoglienza partecipanti 08.00 Partenza da Redipuglia 09.15 Sistemazione in convoglio e partenza SHU0RVWQD6RĂžL 20.30 Rientro a Redipuglia Gli orari potranno subire leggere variazioni. Partecipazione: Adulti: â‚Ź 89,00 Dai 4 ai 12 anni: â‚Ź 50,00 Dai 0 ai 3 anni: â‚Ź 5,00 Speciale offerta scuole: â‚Ź 68,00 a studente

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ALLA SCOPERTA DI... IL CIPPO N. 67 Servizio e immagini di Michele Tomaselli

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I confini della storia A Udine è possibile ammirare il termine confinario meglio conservato di tutto il Friuli: quello che a Cervignano divideva l’Italia dall’Austria. Un cimelio che nel capoluogo della Bassa friulana vogliono a tutti i costi riportare a casa.

La formazione alla politica

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Percorrendo la campagna friulana o i sentieri dell’arco alpino, vi sarà sicuramente capitato di incontrare nascosti fra le erbacce e i cespuJOLFLSSLRWHUPLQLDSSDUWHQHQWLDOFRQ¿QHLWDORDXVWULDFR Un termine non è altro che un manufatto in pietra o in cemento, ma a volte può essere anche una roccia o un tronco GœDOEHURSRVL]LRQDWRVXOWHUULWRULRDLQGLFDUHFKHOu¿QLVFH XQR6WDWRHQHFRPLQFLDXQDOWUR Fin dall’antichità si pensò di inserire questi segnali, attraYHUVRSLHWUHLQ¿VVHQHOWHUUHQRSHULGHQWL¿FDUHLFRQ¿QLIUD OHGLYHUVHSRSROD]LRQL)XGLRULJLQHURPDQDOœXVDQ]DGLLQ serire carboni, ceneri e terrecotte sotto i segnali, per eludere OHPDQRPLVVLRQLGHLFRQ¿QLJUD]LHDOOœHVLVWHQ]DVRWWHUUDQHD GLDOWULLQGLFDWRUL,QROWUHODULPR]LRQHGHLVHJQDOLFRVWLWXL va sacrilegio, poichÊ i Romani li onoravano, riconoscendoli FRPHGLPRUDGHJOLGHL6HFRQGROœHGLWWRGL5RWDUL  ODUL PR]LRQHGHLFRQ¿QLRODORURGLVWUX]LRQHHUDSXQLWDQHLFRQ fronti dei cittadini liberi, con sanzioni pecuniarie e, per gli VFKLDYLFRQOœHVHFX]LRQHFDSLWDOHRFRQLOWDJOLRGHOODPDQR ,OULVSHWWRGHLWHUPLQLqVWDWRXQRGHLJUDQGLSUREOHPLGHOOH JLVODWRUHDQWLFRVHQHRFFXSDURQRSHU¿QRJOL(WUXVFKLROWUH DL*UHFLHDL/DWLQL,QHSRFDFULVWLDQDLWHUPLQLYHQLYDQRVH JQDWLFRQXQDFURFHHFRVuUHOLJLRVDPHQWHSURWHWWL (UD DQFKH GœXVR GHQRPLQDUOL ³FDSLWHOOL´ SHU OD IRUPD HOœLPSRUWDQ]D6HQHSRWHYDQRWURYDUHGLSUHJHYROHIRJ JLDLQFLVLVXOPDUPRELDQFR9DGHWWRSHUzFKHHUDPROWR SLFRQYHQLHQWHGH¿QLUHLFRQ¿QLVXOSHUFRUVRGLXQFRUVR d’acqua o sulla cresta di una montagna, piuttosto che doYHUXWLOL]]DUHLQJUDQGHTXDQWLWjPDQXIDWWLDSSRVLWL 2JJLqSRVVLELOHULQYHQLUHFLSSLGLFRQ¿QHVXOOœDWWXD OHFRQ¿QHLWDORDXVWULDFRDOFXQLSUHJHYROLHGHOHJDQWLDO tri piÚ grezzi e artisticamente meno interessanti, ma semSUHGLJUDQGHYDOHQ]DVWRULFD Questi cippi hanno resistito per secoli in mezzo al passaggio degli eserciti e dei contrabbandieri e oggi ricorda42

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QRÂłOÂśLQLTXR´FRQÂżQHIUDLO5HJQRGÂś,WDOLDHOÂś$XVWULDOD FXLFDQFHOOD]LRQHFRVWzDOOÂś,WDOLDWDQWHODFULPHHWDQWRVDQ JXH,OPRWLYRGHOOÂśDSSHOODWLYRÂłLQLTXR´qSUHVWRVSLHJDWR VLWUDWWDYDGLXQDOLQHDFRQÂżQDULDWUDOHSLDVVXUGHQHOOD VWRULDFKHSHUODVXDUHDOL]]D]LRQHDYHYDULFKLHVWRWHU mini su 58 km, dislocati fra lo Judrio e la laguna di GraGR1RQSRVVLDPRGLPHQWLFDUHFKHLFRQÂżQLQRUGRULHQWD li per il Friuli, piĂš che per ogni altra regione, hanno conWUDVVHJQDWRSURIRQGDPHQWHOHYLFHQGHGHOSRSRORIULXODQR ,OWHUPLQHGLFRQÂżQHGLVROLWRqFRVWLWXLWRGDXQEORF FRLQSLHWUDGXUDGLSURÂżORSULVPDWLFRODYRUDWRDVFDOSHOOR che può assumere, a volte, le sembianze di un’opera d’arWH3XzSRUWDUHLQFLVLQXPHULOHWWHUHVWHPPLHDOWULVHJQL VLPEROLFL/HWWHUHHVFULWWHLQGLFDQRVXLGXHODWLJOL6WDWL FRQÂżQDQWLXQQXPHURGLXQDRSLFLIUHDYROWHSUHFHGXWR GDOODOHWWHUD1UDSSUHVHQWDLOQXPHURGLVWLQWLYRHSURJUHV VLYRGLRJQLWHUPLQHGHQWURXQDVHULH Fra tutti i termini ancora esistenti, probabilmente poche persone sono a conoscenza del FLSSRFRQÂżQDULRQ di Tre Ponti, un reperto di indubbio valore storico, che lega &HUYLJQDQRGHO)ULXOLD8GLQH6LWUDWWDGLXQÂśLPSRUWDQWH WHVWLPRQLDQ]DGHLFRQÂżQLRULHQWDOLGDOFXVWRGLWRQHO ODFRUQLFHGHO&DVWHOORGL8GLQH8QUHSHUWRFKHLQGXHVH FROLGLYLWDKDYLVWRFDPELDUHYLFHQGHYROPHQWHLFRQÂżQL ,OPDJJLRLQROWUHKDDGGLULWWXUDGDWRLOEHQYHQXWR ai soldati italiani, al momento del loro ingresso nelle nuoIn alto:il cippo n. 67 nella cornice dei giardini del Castello di Udine; Qui sotto: il cippo n. 77 di Tre Ponti di Cervignano.


Il Castello di Udine; sullo sfondo a destra il cippo n. 67, ingrandito nel particolare.

ve terre redente: Cervignano e il suo mandamento, porta verso i territori di Gorizia e Trieste, dove di fatto ebbe ini]LROD3ULPD*XHUUD0RQGLDOHSHUOÂś,WDOLD )XOFLHUL3DXOXFFLGL&DOEROL, eroe della Grande GuerUDLOPDJJLRGHOIXIUDLSULPLDYDUFDUHLOYHFFKLR HRUDGLPHQWLFDWRFRQÂżQHGL7UH3RQWLGL&HUYLJQDQRVH gnato da quello che ora appare un cimelio di rilevanza storica, a ricordo delle rivendicazioni di italianitĂ di quelle WHUUH,OFLSSRFKHULVDOHDOGLYLGHYDOÂś,OOLULDXQDVXG GLYLVLRQHGHOOÂśLPSHURDXVWULDFRGDO5HJQR/RPEDUGR9H QHWR$OORUD&HUYLJQDQRVLWURYDYDLQ,OOLULDHFRVWLWXLYDOD IURQWLHUDFRQLO/RPEDUGR9HQHWR1HOFRQODQDVFLWD dell’impero austroungarico, Cervignano divenne l’ultimo DYDPSRVWRGHOOÂśLPSHURDVEXUJLFR,OFLSSRFRQÂżQDULRQ VHJQDYDLOFRQÂżQHFRQLO5HJQRGÂś,WDOLDFKHDYHYDDSSH QDLQJOREDWRLO)ULXOLRFFLGHQWDOH4XDQGRÂżQuOD*UDQGH *XHUUDTXHOFLSSRQRQVHUYuSLHQHOIXGRQDWRDL &LYLFL0XVHLGL8GLQH Oggi esso può essere ammirato in tutto il suo splendoUHHQHOODVXDLQWHUH]]D SH]]LODEDVHQRQqDXWHQWLFD  SUHVVRORVSLJROR1RUG2YHVWGHOFDVWHOORGL8GLQHDOOÂśLQL ]LRGHOODVFDOLQDWDFKHVFHQGHYHUVR3LD]]DGHOOD/LEHUWj $SHUHQQHULFRUGRGLTXHOFRQÂżQHYHQQHFROORFDWDXQÂśDS SRVLWDVFULWWDFKHUHFLWDÂł4XHVWRFLSSRGHOOÂśLQLTXRFRQÂżQH &HUYLJQDQRGLUHGHQWDGLYHOVH(TXLSRVHSHUFKpLOULVRU WR)ULXOLUDPPHQWL´ *UD]LHDTXHVWDFROORFD]LRQHLOWHUPLQHQFKHqGHO WLSRDFRQGLPHQVLRQLGLFP[HGDOOÂśDOWH]]DGLFP qLOPHJOLRFRQVHUYDWRGHOWHUULWRULRIULXODQR9D GHWWRSHUzFKHÂżQRDOVLWURYDYDQHOOÂśDWULRGÂśLQJUHVVR GHO&DVWHOORLQXQDSRVL]LRQHGLPDJJLRUULOHYDQ]D,QROWUH YDVHJQDODWRFKHVHFRQGRODULFRVWUX]LRQHGHOODJXLGDÂł$Q WLFKLWHUPLQLFRQÂżQDULGHO)ULXOLORFDOL]]D]LRQHHLWLQHUD ULDOODORURULVFRSHUWD´LOFLSSRQVLWURYDYDD6WUDVVROGR DQ]LFKpD7UH3RQWLIUDODGRJDQDDXVWULDFD RJJLFDVD0D UDQL HODGRJDQD,WDOLDQD RJJL0XOLQRGHOOH7ROOH  5HFHQWHPHQWH OÂś$VVRFLD]LRQH &HUYLJQDQR 1RVWUD KD chiesto al Comune di Udine la restituzione del Cippo di Tre Ponti, poichĂŠ ritenuto un pezzo importantissimo della VWRULDFHUYLJQDQHVH

Michele Tomaselli

/HFRQÂżQD]LRQLLQ)ULXOL Tralasciando quelle risalenti ai tempi di Roma o al 3DWULDUFDWRGL$TXLOHLDOHFRQÂżQD]LRQLFKHLQWHUHV sano il Friuli nord orientale in epoca piĂš moderna SRVVRQRHVVHUHFRVuEUHYHPHQWHULDVVXQWH 15217UDOD5HSXEEOLFDGL9HQH]LDHOÂś$XVWULDFRQ seguente alla capitolazione di Worms dopo la vittoULDGHOOD/HJDGL&DPEUDL VRORQHOGLYHQQHGH ÂżQLWLYDFRQLOWUDWWDWRVWLSXODWRD*RUL]LD  17977UDLO5HJQRGÂś,WDOLDQDSROHRQLFRHOÂś$XVWULDD VHJXLWRGHOOHPRGLÂżFKHDSSRUWDWHGDOODFRQYHQ]LRQH GL)RQWDLQHEOHDX 18097UDLO5HJQRGÂś,WDOLD IUDQFHVH HOH3URYLQ FH LOOLULFKH IUDQFHVL  FRQVHJXHQWHPHQWH DOOD FRVWL WX]LRQHGLTXHVWHFRQLO7UDWWDWRGL6FKzQEUXQQ 18117UDLO5HJQRGÂś,WDOLDH3URYLQFH,OOLULFKH HQ WUDPEHIUDQFHVL FRQOÂśDQQHVVLRQHDO5HJQRGÂś,WDOLD GHL&DQWRQLGL7DUYLVLRH&DSRUHWWR 18147UDL5HJQL/RPEDUGR9HQHWRHG,OOLULFRDX VWULDFL FRQ LO ULWRUQR GHO )ULXOL DOOÂś$XVWULD 3DFH GL 3DULJL  18667UDLO5HJQRGÂś,WDOLDH$XVWULDFRQVHJXHQWH DOSDVVDJJLRGHO)ULXOL2FFLGHQWDOHDOOÂś,WDOLDVDEDX GD SDFHGL9LHQQD  1920Âą7UDLO5HJQRGÂś,WDOLDH$XVWULD 5HSXEEOLFD D VHJXLWRGHO7UDWWDWRGL6DLQW*HUPDLQ  FRQIHU PDWDDWXWWÂśRJJLHWUD5HJQRGÂś,WDOLDH5HJQR6HUER &URDWR6ORYHQR -XJRVODYLD DVHJXLWRGHO7UDWWDWR GL5DSDOOR   19477UD,WDOLD 5HSXEEOLFD H-XJRVODYLD 5HSXE EOLFD GHÂżQLWDGDOOD3DFHGL3DULJLHFRPSOHWDWDGD JOL HVLWL GHO 0HPRUDQGXP GL /RQGUD   H GHO 7UDWWDWRGL2VLPR   %LEOLRJUDÂżD - Maurizio Coradazzi, Giovanni Spinato “Antichi WHUPLQLFRQÂżQDULGHO)ULXOLORFDOL]]D]LRQHHLWL nerari alla loro riscopertaâ€? 1994 Del Bianco Editore - Musei Civici del Castello di Udine. |

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ALLA SCOPERTA DI... STORIA DELLA CUCINA IN FVG Servizio di Vanni Veronesi

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L’onesta voluttà Per capire l’identità di una terra, bisogna assaporare la sua cucina. Quella del Friuli Venezia Giulia è il riflesso di una storia di dominazioni, invasioni, incontri e scontri con popoli provenienti da ogni dove. Dal frico alla gubana, dal prosciutto di San Daniele al Montasio, iMagazine vi accompagna in un viaggio gastronomico alla scoperta di una storia che s’intreccia con quella di re, imperatori, papi. E scrittori come James Joyce, grande appassionato di pasticceria triestina...

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Millenni di bontĂ

Cinghiale, pesce, cereali ed erbe selvatiche: una dieta varia e gustosa quella che seguivano i Celti della nostra regione. Ma il vero re della tavola era il maiale: un lascito ereditato dai Romani, come dimostra una splendida ara sepolcrale conservata a Portogruaro sulla quale, accanto agli strumenti del porcinarius, penzola una coscia di prosciutto con tanto di zampetto, identica a quello che, perlomeno dal Medioevo, il mondo ha imparato a conoscere come ‘San Daniele’. Con la fondazione di Aquileia nel 181 a.C., i RomaQLFRVWUXLVFRQRVWUDGHRSHUDQRERQLÂżFKHHGHYLDQRÂżX mi, ma soprattutto dividono il territorio in appezzamenti regolari (è la cosiddetta ‘centuriazione’), alcuni da lasciare agli autoctoni, altri di proprietĂ statale da destinare a bosco o pascolo, altri ancora da distribuire ai coloni; ancora oggi, in buona parte della regione, la disposizione GLVWUDGHFDPSLHFLWWjULĂ€HWWHLOUHWLFRODWRURPDQRWXWWRUD visibile dall’alto. Nei mosaici del IV sec. d.C. della basilica di Aquileia, invece, possiamo ammirare un campioQDULRGLDQLPDOLUDIÂżJXUDWLFRQXQDWDOHQDWXUDOH]]DFKH 44

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al di lĂ del loro valore simbolico in una fede cristiana ai suoi albori, sembrano pronti per un banchetto luculliano. E sempre a proposito di Cristianesimo, in Carnia circola la leggenda che sia stato S. Ermacora in persona a insegnare agli abitanti la ricetta per produrre la scuète, la tipica ricotta locale: dietro il mito ‘nobilitante’, appare chiaUROÂśLQĂ€XVVRGHOODFLYLOWjFDVHDULDSRUWDWDLQUHJLRQHGDO le invasioni dei barbari, da sempre maestri nella trasformazione del latte. Usanze barbariche e tradizione romana si fondono grazie ai Longobardi, che lasciano nelle parlate della regione termini inequivocabili: è il caso di licof, diffuso dalla Carnia a Trieste per indicare il pasto benaugurante al termine della costruzione di una casa. Dai vicini popoli slavi, invece, il Friuli eredita la passione per i frutti di bosco, tanto che in friulano fragola è triscule, dallo sloveno troskalica; mirtillo cernicule, da cernica; prugna sèspe, da cespa; ciliegia vuĂŹsine, da visnja. Ma è con i Franchi di Carlo Magno che l’agricoltura ritorna centrale; grazie alla creazione di una rete di proprietari terrieri legati da vincoli di fedeltĂ  gerarchicamente ordina-


ti, eppure autonomi nella gestione dei loro beni fondiari, HVVLGDQQROœDYYLRDTXHOVLVWHPDFKHSXUPRGL¿FDQGR si profondamente nel corso dei secoli, traghetterà l’EuroSDGHO6DFUR5RPDQR,PSHUR¿QRDOOHSRUWHGHO5LQDVFL mento: il Feudalesimo.

Tra cucina e letteratura Maggio 1409. A Cividale fervono i preparativi: papa Gregorio XII, al secolo Angelo Correr, ha convocato in cittĂ un concilio per risolvere la crisi diplomatica che vede contrapposti Papato, Repubblica di Venezia e Patriarcato di Aquileia. Il concilio si rivelerĂ  un fallimento e Gregorio XII, debole e poco amato, nel 1415 addirittura abdicherĂ  a causa dei suoi insuccessi. Dell’esperienza cividalese il Correr ricorderĂ  con letizia solo il banchetto, appuntandosi il nome di un dolce mai gustato prima: hubanza. Ăˆ la prima attestazione della gubana, il cui ripieno di noci, nocciole, mandorle e uvetta ammorbidita nella grappa assomiglia – senza essere identico – a quello di altri dolci che fanno la gloria della nostra regione: la putizza, che vi aggiunge anche rum, miele, cioccolato e scorza di arancia e limone, e il presnitz triestino, che alla pasta sostituisce la sfoglia, amatissimo da James Joyce. Ed è all’interno della pasticceria Pirona, tra un presnitz, un caffè (di cui Trieste, porto franco dal 1719, è patria d’elezione) e un passito, che Joyce troverĂ  l’ispirazione per il romanzo simbolo del Novecento: l’Ulysses. Il legame fra cucina e letteratura, però, è molto piĂš antico. Nel 1456 Martino da Como, cuoco personale del Patriarca di Aquileia, scrive un libro di ricette in lingua volgare: il De arte coquinaria. Di questo monumento della gastronomia rimangono tre soli manoscritti, fra Pagina accanto: scena biblica dai mosaici della Basilica di Aquileia. In questa pagina: - in alto a sinistra: immagine satellitare dell’area compresa fra Sedegliano, Flaibano, Basiliano, Coseano e DiJQDQR,QRPLGHOOHORFDOLWjFRQLOVXIÂżVVR-ano, denunciano l’origine latina, confermata dalla centuriazione romana tuttora visibile; - in alto a destra: ara sepolcrale romana del II secolo d.C. UDIÂżJXUDQWHJOLVWUXPHQWLGLODYRURGHOporcinarius (l’odierno “norcinoâ€?), conservata al museo archeologico di Portogruaro; - a seguire: la pasticceria Pirona a Trieste, in cui James Joyce (nella foto in vetrina) iniziò a comporre il romanzo Ulysses; D ÂżDQFR PDQRVFULWWR FRQVHUYDWR DOOD %LEOLRWHFD GHO Congresso di Washington contenente il De arte coquinaria di Martino da Como. A pagina 43 è riportata la prima testimonianza scritta della ricetta del frico. |

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i quali uno conservato alla Biblioteca del Congresso di Washington, il cui sito web ci permette di visionare il manoscritto e di leggere, sul retro del foglio 43, la prima testimonianza del frico, chiamato caso in patellecte (formaggio in padella): Piglia del caso grasso, et che non sia troppo vecchio nĂŠ troppo salato, et tagliarai in fettolini o bocchoni quadri, o como ti piace; et habi de le padellette fatte a tale mistero; en sol fondo metterai un pocho di butiro, overo di strutto fresco, ponendole a scaldare sopra le brascie, et dentro gli mettirai li ditti pezzoli di caso; et como ti piace che sia facto tenero gli darai una volta, et mettendogli sopra del zuccharo et de la canella; et mandaralo subito in tavola, che si vol magnare dopo pasto et caldo caldo.

Partendo dall’alto: - traduzione latina, da parte di Bartolomeo Sacchi detto il Platina, della ricetta del frico riportata da Martino da Como. L’opera del Platina, il De honesta voluptate et valetudine, è il primo libro pubblicato a stampa in Friuli Venezia Giulia (Cividale 1480); UDI¿JXUD]LRQHGHOODQRPLQDGHO3ODWLQDDSULPR3UHIHWWRGHOOD%L blioteca Vaticana da parte di papa Sisto IV. Il quadro, realizzato da Melozzo da ForlÏ, è del 1477 (due anni dopo l’avvenimento) ed è conservato nei Musei Vaticani; - l’abbazia di Rosazzo, presso la quale negli anni Settanta è stato ULWURYDWRXQ¿ODUHGLYLWHGLYDULHWj3LJQRORVRSUDYYLVVXWRDOOD¿O lossera nel 1888.

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Oggi come allora, il formaggio migliore per questa ricetta è il Montasio, che la tradizione vuole prodotto giĂ dal XIII secolo grazie alla sapienza dei monaci benedettini dell’abbazia di Moggio Udinese. Ma dalla ricetta di Martino scopriamo che, nel Quattrocento, il frico era arricchito con zucchero e cannella, secondo il tipico contrasto dolce-salato tuttora caratteristico di molta cucina regionale: si pensi ai cjarsons, i ravioloni della Carnia, o ai gnochi de susini diffusi dal Carso goriziano all’Istria. Ma al di lĂ  del frico, scorrendo il De arte coquinaria si avverte una vastissima conoscenza della materia: oltre alle ricette lombarde di provenienza e friulane di adozione, il cuoco comasco dedica ampio spazio alla cucina toscana, laziale, campana, siciliana, nonchĂŠ a quella straQLHUDFDWDODQDHDUDEDLQWHVWD8QDFRQRVFHQ]DÂżJOLDGHL continui viaggi al seguito del patriarca di Aquileia, Ludovico Scarampi Mezzarota, camerlengo del Papa e dunque molte volte di stanza a Roma. Qui Martino fa la conoscenza di Bartolomeo Sacchi (detto ‘il Platina’ dalla latinizzazione del suo paese d’origine: PiĂ dena, CR), che nel 1475 ha l’onore di diventare il primo prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, fondata da papa Sisto IV. Il Platina capisce subito la portata rivoluzionaria del riFHWWDULRGL0DUWLQRFKHULÂżXWDOÂśDEXVRGLVSH]LHSUHJLD te tipico degli aristocratici medievali in favore di una cucina naturale, rispettosa della materia prima, quasi un nuovo corso ‘morale’ impresso all’alimentazione. Proprio per questo, Bartolomeo lo traduce in latino intitolandolo De honesta voluptate et valetudine, ‘Sul piacere decoroso e sulla buona salute’, aggiungendovi molte considerazioni su temi legati al gusto. Il libro è un successo clamoroso: pubblicato con molti errori a Roma nel 1474, esattamente vent’anni dopo il primo testo a stampa (la nota Bibbia di Gutenberg), e riedito malamente a Venezia nel ’75, GLYHQWDIDPRVRLQWXWWD(XURSDJUD]LHDOODÂżQDOPHQWHRWWL ma edizione realizzata a Cividale nel 1480. Di fatto, è il primo libro a stampa nella storia del Friuli Venezia Giulia. Pochi anni dopo, nel 1492, convinto di aver raggiunto le Indie visitate da Marco Polo, Cristoforo Colombo scopre invece quella che Amerigo Vespucci chiamerĂ , dandole il suo nome, ‘America’. Ăˆ da lĂŹ che arriveranno il


mais, la cui farina gialla sostituirà farro, segale e grano saraceno per la preparazione della polenta, e le patate, introdotte in Friuli appena nel 1766 da Antonio Zanon per combattere una terribile carestia, sulla scia di quanto già fatto da due secoli in Austria e Germania: non a caso, il carnico cartufulas rimanda al tedesco Kartoffeln. Mastro Martino non poteva saperlo, ma il suo frico sarebbe diventato ancora piÚ buono‌

Oltre duemila anni di vino Nel 1888, dopo i casi di oidio (1850) e peronospora (1881), un’altra malattia della vite dilaga in regione: si chiama ÂżOORV sera e arriva dall’America. La devastazione è immensa: duemila anni di enologia sembrano giunti al termine. Poi, uno scienziato francese ha l’intuizione: impiantare dei portainnesti con radici di vite californianaGDVHFROLUHVLVWHQWHDOODÂżO lossera, sui quali innestareLYLWLJQLGHVLGHUDWL&RVuDOODÂżQH dell’Ottocento le viti autoctone vengono marginalizzate, sostituite da nuove varietĂ straniere apparse giĂ  da qualche decennio: dall’America arrivano Bacò e Clinton, dalla Francia Sauvignon, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero, Cabernet e Merlot, dall’Austria la Franconia, dalla Germania Riesling, Pinot grigio e Traminer. Una scelta vincente, tanto che oggi pare impossibile pensare a un Friuli senza Merlot o senza Cabernet; eppure, sono altri i nomi che hanno fatWRODJORULDGLTXHVWDWHUUDSULPDGHOODULYROX]LRQHSRVWÂżOORV sera‌ e non solo ‘Tocai’, dal 2007 chiamato ‘Friulano’ per le note controversie con l’Ungheria. GiĂ  Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis historia, aveva lodato il valore terapeutico del vino Pucinum prodotto ÂŤnel golfo del mare Adriatico, non lontano dalla fonte del Timavo, su un colle petroso, fermentato in poche anfore grazie al vento proveniente dal mareÂť, ricordando che l’imperatrice Livia l’aveva bevuto tutti i giorni e proprio per questo aveva campato 86 anni. A cosa corrisponde il Pucinum è una questione dibattuta: per alcuni è l’antenato del Terrano, per altri della Vitovska, per altri ancora del Prosecco, che prende il nome dalla localitĂ  presso Trieste nella quale è diffusa la Glera, uva che sta alla base del noto vino. Ma è soprattutto nel Medioevo che l’enologia del Friuli conosce uno sviluppo fortissimo. Sappiamo che nel XII secolo i luogotenenti che entravano a Udine ricevevano in omaggio dalla cittadinanza degli otri di Pignolo, cosĂŹ chiamato per la compattezza dei suoi grappoli. Nel 1382, quando Trieste passa all’Austria, il duca Leopoldo II stabilisce nell’atto di dedizione un invio annuale da Trieste a Vienna di ÂŤcento botti di vino Ribolla, della migliore qualitĂ  che si potrĂ  avere in quell’annoÂť. Ed è proprio la Ribolla, nelle sue varianti ‘verde’, ‘gialla’ e ‘nera’ (quest’ultima nota come Schioppettino), l’uva che per secoli ha dato i piĂš grandi vini del Friuli. Un primato conteso con le molteplici varietĂ  di Refosco: la piĂš nota, quella dal peduncolo rosso, deve molto alle ricerche dello scienziato Luigi Chiozza (1828-1889), che nella sua villa di Scodovacca ne selezionò gli esemplari migliori. E che dire del PicolitGHÂżQLWRGDCarlo Goldoni ÂŤla gemma enologica piĂš splendente del FriuliÂť? Prediletto da re e imperatori, la sua fortuna si deve proprio a una maODWWLDGHOODYLWHXQDERUWRĂ€RUHDOHFKHULGXFHLJUDSSROLDSR chi acini: quegli acini, però, diventano dolci come il miele.

Tolmezzo, Museo Carnico delle Arti Popolari: riproduzione di un tipico fogolâr friulano. La piÚ bella descrizione di una classica cucina regionale rimane quella di Ippolito Nievo nelle Confessioni di un Italiano, ispirata ai suoi ricordi di bambino nel castello di Colloredo di Monte Albano: Š/DFXFLQD>@HUDXQYDVWRORFDOHGœXQLQGH¿QLWRQXPH ro di lati molto diversi in grandezza, il quale s’alzava verso il cielo come una cupola e si sprofondava dentro terra piÚ d’una voragine: oscuro anzi nero di una fuliggine secolare, sulla quale splendevano come tanti occhioni diabolici i fondi delle casseruole, delle leccarde e delle guastade appese ai loro chiodi; ingombro per tutti i sensi da enormi credenze, da armadi colossali, da tavole sterminate [‌]. Ma nel canto piÚ buio e profondo di essa apriva le sue fauci un antro acherontico, una caverna ancor piÚ tetra e spaventosa, dove le tenebre erano rotte dal crepitante rossegJLDUGHLWL]]RQLHGDGXHYHUGDVWUH¿QHVWUHOOHLPSULJLRQD te da una doppia inferriata. Là un fumo denso e vorticoso, là un terno gorgoglio di fagiuoli in mostruose pignatte, là sedente in giro sovra panche scricchiolanti e affumiFDWHXQVLQHGULRGL¿JXUHJUDYLDUFLJQHHVRQQROHQWH>@ Ma non appena sonava l’Avemaria della sera, ed era cessato il brontolio dell’Angelus Domini, la scena cambiava ad un tratto, e cominciavano per quel piccolo mondo tenebroso le ore della luce. [‌] Le lampade si rimandavano l’una all’altra il loro chiarore tranquillo e giallognolo; il foco VFRSSLHWWDYDIXPLJDQWHHVœHUJHYDDVSLUHYRUWLFRVH¿QRDOOD spranga trasversale di due alari giganteschi borchiati di ottone, e gli abitanti serali della cucina scoprivano alla luce OHORURGLYHUVH¿JXUHª

Dolcezza che da secoli delizia anche gli amanti del Verduzzo, che a Ramandolo, frazione di Nimis, ha trovato il suo terreno migliore. Fra i vini rossi, tuttavia, c’è ancoUDPROWRGDULVFRSULUHÂżQGDLQRPLCjanorie deriva forse dal greco kĂ˝anos, ‘violaceo’; Corvino e Negrat si riferiscono al colore scuro; Cividino e Forgiarin richiamano le loro patrie d’origine, ossia Cividale e Forgaria; Fumat denuncia il sapore leggermente ‘affumicato’ dei vini che se ne ricavano; Tazzelenghe, ‘taglialingua’, esprime tutta la sua forza; Piculit Neri rimanda alla dimensione minuta degli acini. Ma anche fra i vitigni bianchi ci sono delle raritĂ da ripescare, come l’Ucelut, i cui acini sono appunto amati dagli uccelli, e lo Sciaglin, cosĂŹ detto dai terrazzamenti (s’ciale in friulano) nei quali veniva coltivato. E allora non resta che brindare – con moderazione – al futuro della nostra terra. Magari ripartendo da questo affascinante passato.

Vanni Veronesi |

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PERSONAGGI GUERRINO PEROVICH Intervista di Michele D’Urso

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Ti racconto

una canzone

Il cachet del suo primo concerto lo ricevette dalla figlia di Italo Svevo. Ora è produttore di numerosi e importanti artisti. In quarant’anni di musica ha vissuto mille avventure: in esclusiva per iMagazine ha voluto ricordarle. Come quella volta in cui il parroco non mi perdonò di aver suonato per i comunisti‌

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I popoli antichi, non possedendo una cultura scritta, tramandavano la loro storia attraverso litanie che venivano cantate di generazione in generazione. Le canzoni, quindi, sono parte della storia, e intervistare Guerrino Perovich, classe 1948, titolare dell’etichetta musicale Blue Tattoo Music, equivale a incontrare una memoria storica della musica italiana, e non solo. Fiumano di origine, Triestino di adozione come tanti della sua generazione, ne ha da raccontare per libri interi; condensare il suo “cantoâ€? nell’angusto spazio dell’intervista è impresa ardua. Cominciamo dal Guerrino artista; come iniziò la sua avventura musicale? ÂŤIl mio primo contatto con la musica avvenne nel 1958 nel ricreatorio di Chiarbola, a Trieste, grazie alla tromba, strumento molto in voga all’epoca poichĂŠ erano gli anni di NinĂŹ Rosso e delle fanfare. La chitarra, lo strumento della mia vita, è arrivato agli inizi degli anni sessanta tramite un mio compagno di scuola. Appena imparai a suonare decentemente fondai con altri due amici il mio primo gruppo: I Sovrani. Eleggemmo a sala prove il circolo mensa della Veneziani Vernici, ditta dove l’altro chitarrista del gruppo lavorava come apprendista meccanicoÂť. Si ricorda il primo spettacolo? ÂŤIndimenticabile! Fu nel 1962, proprio nella mensa GHOOD9HQH]LDQLSHUODVROLWDIHVWDGLÂżQHDQQR&LFKLH 48

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sero di allietare il veglione con la nostra musica e cosÏ esordimmo in pubblico; come nostro primo cachet ricevemmo una bottiglia di spumante e un panettone. La cosa piÚ emo]LRQDQWHIXFKHLO¾SUHPLRœFLYHQQHFRQVHJQDWRGDOOD¿JOLDGL Italo Svevo, un onore ancora oggi. Tempi di pionieri della musica moderna. Tempi nei quali la lingua inglese ancora non aveva contaminato nÊ i testi nÊ nomi delle band. Il mio primo gruppo ebbe vita breve, e cosÏ entrai a far parte di un’altra band, Le Folgori. A quei tempi com’era la vita di una band emergente? Le vicissitudini della mia band ora sono un ricordo diYHUWHQWHPDDLWHPSLQRQHUDQRURVHH¿RUL3URYDYDPRLQXQ circolo ACLI a Trieste, nessuno di noi era professionista, ci mantenevano le famiglie e qualche piccolo lavoro. Non era PLVHULDPDGLVLFXURHUDQRWDQWLVDFUL¿FLDVRVWHQHUFLFRPH oggi, era la passione per la musica. C’era anche tanta concorrenza e cercavamo in tutti i modi di metterci in eviden]D(UDQRLWHPSLGLGRQ&DPLOORH3HSSRQHHLQTXHOSHULR do uno dei concorsi musicali piÚ interessanti e importanti in FLWWjHUDRUJDQL]]DWRQHOODVHGHGHOOD&DVDGHO3RSRORGHOOœDO ORUD3DUWLWR&RPXQLVWD,WDOLDQRª Per voi praticamente un derby‌ Noi partecipammo ma, per ovvi motivi, senza dir nulla ai dirigenti del circolo ACLI. Una catastrofe! Quando il giorno dopo il concorso ci presentammo in parrocchia per fare le prove, trovammo i nostri strumenti buttati fuori dal Circo-


lo. Il parroco era venuto a sapere della nostra partecipazione al concorso e non ce la perdonò. Che tempi!Âť. All’epoca Trieste era una cittĂ artisticamente sempre in fermento. ÂŤTrieste era una fucina di talenti, in tutti i campi. Erano gli anni degli sportivi famosi, come il pugile Nino Benvenuti, o di Cudicini, il leggendario ‘Ragno Nero’, portiere del Milan, ma anche di tantissimi musiciVWLVRSUDIÂżQL3HQVRD3LODGH DOVHFROR/R UHQ]R3LODW 7RQL6RUDQQRH6HUJLR3RUWD luri che suonarono con Celentano e Fabrizio De Andrè, e poi Gino Deliso, gli Angeli, solo per citarne alcuni‌ Il tempo scorre e si giunge agli anni ’70‌ ÂŤNel 1972 andai a fare un viaggio con WUHDPLFLÂżQRD&DSR1RUG$OULWRUQRGH Qui sopra foto d’epoca del gruppo Le Folgori nel 1967: Guerrino Perocisi di mettere la testa a posto: trovai lavoro vich è il secondo da sinistra. come dipendente di una casa di spedizioni, Pagina accanto: Perovich (a sinistra) assieme al dj e conduttore radioma durai poco; poi misi su una piccola atti- fonico Ringo. YLWjHLQÂżQHGLYHQQLDJHQWHGLDVVLFXUD]LR ni. Nel ’74 mi sposai con Laura: siamo assieme ancora oggi, e 4XDOLVRQROHSURGX]LRQLGLFXLYDSLÂżHUR" DEELDPRGXHÂżJOL)HGHULFDH5LFFDUGRÂŞ Š3UHPHVVRFKHOHDPRWXWWHGHYRPHQ]LRQDUHOÂśRULJL Quest’ultimo con la stessa passione del papĂ . nalitĂ  di ‘Ti parlo una canzone’, dove le calde e appassioŠ2JJL5LFFDUGRLQDUWH5LFN3HURYLFKqDEEDVWDQ]DQRWR nate voci di attori del calibro di Vanessa Gravina ed Edonel mondo della musica; d’altronde, giĂ  da bambino dimostra- DUGR6LUDYRFRQOÂśDFFRPSDJQDPHQWRDO3LDQRGHOPDHVWUR va un eccellente talento musicale. Ha incominciato a suonare 3DSH*XULROLUHFLWDQRLQXQPRGRXQLFRHGHPR]LRQDQWHL la mia chitarra quasi per gioco, ma in breve è diventato cosĂŹ testi dei grandi successi italianiÂť. bravo che mi ha chiesto di acquistargliene una tutta per luiÂť. Ăˆ piĂš facile fare il musicista in Italia o all’estero? E lei la comprò? Š'LIÂżFLOHGLUOR/ÂśXQLFDFHUWH]]DqFKHDOOÂśHVWHURFRVWD ÂŤSĂŹ, ma come tutti i padri gli dissi che l’avrei comperata meno. Qui da noi la burocrazia è carissima e non offre solo se a scuola avesse avuto buoni voti. Siccome lui era tra i nemmeno la metĂ  di quello che danno altre nazioni, quinmigliori, sicuro del fatto suo aveva giĂ  trovato su un giorna- di comprendo chi va all’estero a far musicaÂť. le di annunci quella che riteneva un’occasione da non perdere. Dopo una nota amara, chiudiamo con una dolce: chi Non ebbi alternativa all’acquistoÂť. le ha dato la soddisfazione piĂš grande? Guerrino Perovich invece quando ha incominciato a faŠ$QFRUDXQDYROWDPLRÂżJOLR5LFFDUGRIDFHQGRPLGL re il produttore? YHQWDUHQRQQRGHOODSLFFROD*LRLD3HUOHLKRFUHDWRDQFKH ÂŤRiccardo, sotto la guida di ottimi maestri, come il com- un’etichetta musicale: la Gioia RecordsÂť. SLDQWR 6HUJLR &DQGRWWL SUHVH D IUHTXHQWDUH FRQ SURÂżWWR OD VFXRODGLPXVLFD3DVVDWRXQSRÂśGLWHPSRIRUPzXQDEDQGFKH Speriamo che tanti futuri successi vengano proprio ottenne l’interesse da parte di alcuni pseudo produttori, i quali segnati da questa etichetta. Questo il mio augurio al siproposero di incidere un CD. Ma lo fecero con un contratto ca- JQRU3HURYLFK,QIRQGRDQFKHODQRVWUDVWRULDSDVVDDW pestro che io ebbi l’accortezza di leggere attentamente prima traverso la musica, come per gli antichi. Anche oggi, GLÂżUPDUH&RVuGHFLVLGLHQWUDUHLQFDPSRDQFKHSHUFKpDYHYR come allora, il sorriso di un nonno per l’amore verso la giĂ  fatto delle co-pubblicazioni e la cosa mi stimolava moltoÂť. nipotina è l’emblema del tempo che passa. ChissĂ  se un E cosĂŹ nacque la Blue Tattoo Music? giorno i giovani ascolteranno ancora i Beatles, o forse ÂŤEra il 1997 , il nome fu un’idea di Riccardo: un tributo anche su di loro calerĂ  l’oblio e i tempi da noi vissuti diall’intramontabile genere Rock. Si sa, agli inizi i rocker era- venteranno un ricordo stinto come una foto color sepQRWDWXDWLHLSULPLWDWXDJJLHUDQRGLFRORUHEOX3HUFLz%OXH pia? “ChissĂ  cosa resterĂ ?â€?, era l’annosa questione proTattoo‌ Music ovviamenteÂť. posta nella famosa canzone di Raf. E anche Edoardo Ma lei non produce solo Riccardo‌ 6LUDYRSURSULRQHO&'SURGRWWRGD*XHUULQR3HURYLFK ÂŤAattorno alla mia etichetta ruotano tantissimi cantanti e reinterpretandone il testo con la propria unica, melodiogruppi, un po’ di tutte le parti d’Italia. Anche gruppi come i sa voce, pone in modo perentorio la questione: “Chi la Down To Ground una band multietnica, dal cantante maori al VFDWWHUjODIRWRJUDÂżD"´ bassista cinese, che attualmente ha un notevole successo anMichele D’Urso che in videoÂť. |

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EVENTI INCONTRI SULLE PARI OPPORTUNITĂ Servizio di Elisa Fucina

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Vetta dopo vetta, le conquiste delle donne La scalatrice friulana Nives Meroi sarĂ l’ospite d’eccezione del “Giardino degli incontri, percorsi di vita e arteâ€?, rassegna itinerante in programma a giugno in sei diversi comuni del goriziano.

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Nives Meroi la scalatrice-scrittrice, regina dei Giganti della Terra, esempio di grandi capacitĂ sportive e rispetto per la natura e la vita, sarĂ  fra le protagoniste della rassegna “Giardino degli incontri, percorsi di vita e arteâ€?, in programma nel mese di giugno in sei localitĂ  dell’isontino. L’originale e apprezzato format della manifestazione, centrata sulla cultura delle pari opportunitĂ  fra uomo e donna, prevede un alternarsi di scrittura al femminile, in forma di saggio o narrativa, testimonianze di donne di successo e momenti di spettacolo di GDQ]DHPXVLFDPRVWUHGÂśDUWHHIRWRJUDÂżD'XQ que uno schema collaudato e versatile, che nelle passate edizioni ha riscontrato il gradimento di un pubblico sempre piĂš vasto. “Gli incontri si terranno in luoghi aperti, facilmente accessibili per agevolare la presenza di un pubblico di donne e uomini, persone giovani e matureâ€?, spiega la giornalista Margherita Reguitti, coordinatrice e conduttrice della rassegna. L’obiettivo è quello di rafforzare la consapevolezza del rapporto paritario fra i sessi nel mondo della cultura, del lavoro e della politicaâ€?. 6FULWWULFLVSRUWLYHJLRUQDOLVWHIRWRJUDIHÂż losofe e artiste saranno le protagoniste nei co50

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muni di Gorizia, Monfalcone, Gradisca d’Isonzo, Ronchi dei Legionari, Grado e Cormòns. L’iniziativa, giunta alla quinta edizione, è organizzata dalla Provincia di Gorizia, assessorato alla Pari opportunitĂ , con la collaborazione dei centri antiviolenza isontini “Sos 5RVD´HÂł'D'RQQDD'RQQD´GHOOÂśDVVRFLD]LR ne “Femminilmenteâ€?, dei Comuni coinvolti, con il patrocinio della Biblioteca statale isontina e il sostengo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. A Monfalcone verrĂ  presentato il libro La collina di Andrea Delogu e Andrea Cerola mentre la notaia Alessandra Malacrea racconterĂ  come è cambiata la realtĂ  della sua professione dagli anni ’70, quanto fu fra le prime donne in regione ad aprire uno studio. A Ronchi dei Legionari l’associazione Fotografaredonna di Trieste proporrĂ  il libro fotoJUDÂżFRFemminile reale e si esibirĂ  il coro Starsi Ensamble. A Grado la giornalista-scrittrice Elisabetta Pozzetto presenterĂ  la recente pubblicazione foWRJUDÂżFD GHGLFDWD D ULWUDWWL GL GRQQH $FFDQWR D lei, Lidia Bastianich porterĂ  la testimonianza di


Qui sopra le relatrici di uno degli incontri della passata edizione. 3DJLQDDÂżDQFR1LYHV0HURLLQFLPDDO.QHOOXJOLR

come abbia saputo costruire un successo mondiale nella grande ristorazione. A Gradisca d’Isonzo , nel cortile di Palazzo Torriani, la scrittrice Fernanda Flamigni preVHQWHUj LO VXR OLEUR DXWRELRJUDÂżFR Âł1RQ YROHYR vedereâ€?, mentre la giornalista Vicsia Portel racconterĂ la sua esperienza nelle redazioni di “Studio apertoâ€? prima e di “Ballaròâ€? oggi. $&RUPzQVODÂżORVRIDHGRFHQWHXQLYHUVLWDULD catalana Mirian Subirana presenterĂ  “Compliciâ€?, un saggio sociologico sulla questione dei rapporti donna-uomo. Mentre la giornalista Anna Buttazzoni, esperta di politica, spiegherĂ  la sua scelta personale e professionale nel mondo della carta stampata. A Gorizia in piazza Sant’Antonio sarĂ  ospite straordinaria, come anticipato, la scalatrice e VFULWWULFH1LYHV0HURLXQLFDGRQQDODPRQGRDG aver scalato in coppia con il marito Romano Benes 11 delle 14 montagne al mondo oltre gli ottoPLODPHWUL1LYHV0HURLROWUHDSDUODUHGHOOHVXH straordinarie imprese alpinistiche, presenterĂ  il suo ultimo libro, scritto a 4 mani con il teologo Vito Mancuso, dal titolo “Sinaiâ€?. ,OFDOHQGDULRFRPSOHWRLQIDVHGLGHÂżQL]LRQH è disponibile nei siti www.provincia.gorizia.it e www.isontina.beniculturali.it. 'DJOLDQQLÂľDRJJLPROWHVRQROHFRQTXLVWHFKH le donne hanno ottenuto nella paritĂ  di diritti. Ciò nonostante permangono delle disuguaglianze, soprattutto di ruolo e riconoscimento economico sul piano professionale. Spazio verrĂ  dato nei dibattiti all’impegno sul territorio dei centri antiviolenza a IDYRUHGHOOHGRQQHYLWWLPHGLYLROHQ]HÂżVLFKHHSVL

cologiche perpetrate nella maggior parte dei casi da mariti e compagni che sempre piĂš spesso la cronaca registra culminare nel femminicidio. Ma non solo: fra i temi trattati vi sarĂ la questione delle scelte della politica nazionale, fortemente connotata dalla presenza maschile che, in modo trasversale, con la bocciatura delle quote rosa garantite per legge, ha detto no alla garanzia di una piĂš ampia rappresenWDWLYLWjIHPPLQLOHLQ3DUODPHQWR'XHLIURQWLVXOOD questione: da un parte i contrari che ritengono ghettizzante una legge che favorisca tutelandola normativamente la rappresentanza femminile. Posizione questa sostenuta esaltando le capacitĂ  femminili per nulla inferiori a quelle maschili e dunque non bisoJQRVHGLWXWHOH'DOOÂśDOWUDFKLSHQVDFKHYLVWRFRPH stanno andando le cose nel Paese, e come di fatto le donne siano relegate fuori dalle stanze del potere, valga la pena di cambiare approvando una legge che sgombri il campo da ostacoli sapientemente costruiti in modo spesso mimetizzati. 1HOOÂśLVRQWLQROHGRQQHKDQQRVDSXWRFRQTXLVWDUH XQDVLJQLÂżFDWLYDUDSSUHVHQWDQ]DLQHQWLSXEEOLFLH privati. Alcuni esempi: il Cda e il consiglio di indirizzo della Fondazione Carigo, la giunta della Camera di Commercio, la Provincia e molte realtĂ  del settore culturale e sociale. Esempi positivi di buone pratiche che vale la pena di valorizzare e far conoscere il piĂš possibile, senza sbandierare presunte superioritĂ , ma semplicemente ribadendo concetti di uguaglianza e rispetto nel valore delle diversitĂ , di sensibilitĂ  e ottiche di comportamento e di valutazione. Elisa Fucina |

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Photoshop?

No, sei già bellissima! Donne irreali, canoni estetici irraggiungibili e un uso smodato dei programmi di fotoritocco: è ora di dire basta! La proposta arriva da uno dei massimi professionisti del settore, Stefano Lunardi, ed è tanto semplice quanto innovativa: un progetto che va oltre la semplice fotografia per riscoprire la bellezza del proprio corpo e la voglia di mettersi in gioco. Stefano Lunardi, lei è da sempre attivo nella fotografia pubblicitaria: quanto influisce il mondo della comunicazione sull’immagine del corpo che ognuno di noi si crea? «Moltissimo. Rigidi stereotipi di bellezza, corpi scolpiti da ore di palestra, pance piatte e l’illusione di una giovinezza senza fine sono ormai veri e propri valori da rincorrere ad ogni costo. Ma si paga un prezzo alto: insoddisfazione, sensi d’inferiorità, difficoltà a godersi momenti sociali o semplicemente a guardarsi allo specchio. Io credo che le donne debbano poter riscoprire il piacere della propria femminilità e ridefinire la propria autostima corporea abbattendo canoni estetici irreali». Perciò nel 2012 lei ha inventato Evento donna… «Ho avuto la possibilità di realizzare centinaia di scatti che mi hanno dato alcune certezze sull’opinione che le donne hanno del proprio corpo e come lo vivono: Evento donna è nato sulla base di questa consapevolezza. Ho fotografato molte donne ‘normali’ truccate e vestite da professionisti: combattendo ad armi pari con le modelle, queste donne non avevano più nulla da invidiare alle dive e showgirl dello starsystem». Ora invece propone il progetto Sei già bellissima, che lei definisce ‘corso di fototerapia’: di cosa si tratta? «Sei già bellissima non è solo il nome del mio progetto: è quello che penso realmente. La foto52

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terapia offre alle persone la possibilità di potersi vedere ritratti con tutti i vantaggi di cui godono i modelli e ha cambiato completamente il mio modo di immortalare una persona, sfruttando al massimo l’abilità di nascondere i difetti senza un eccessivo uso di Photoshop. Più si utilizza Photoshop, meno è il valore terapeutico delle immagini». A chi si rivolge Sei già bellissima? «A chiunque! Penso alle classiche ragazze della porta accanto, alle casalinghe, alle mamme, ma anche a imprenditrici e donne d’affari. Quasi tutte si buttano anima e corpo in questa impresa: il mio obiettivo è aiutarle ad apparire e a sentirsi fiduciose, belle e sexy». Come si svolge l’attività del progetto? «Si sviluppa attraverso una serie di giornate ad hoc, in vari luoghi della regione e non, con professionisti del settore: una consulente d’immagine, una truccatrice, un fotografo di ritratto e beauty che insieme dimostreranno come far emergere la fantastica creatura nascosta in ogni donna. Il servizio fotografico è l’approdo finale, ma prima si affrontano passaggi rigorosi, lavorando tanto sull’estetica - trucco, acconciature, vestiti - quanto sulla ‘psicologia’: comprendere il reale valore dell’immagine, riscoprire l’autostima corporea, la comunicazione non verbale e l’espressività individuale, nonché prendere coscienza del proprio ‘stile’ sono i punti di partenza». Chi è che l’affianca in questo lavoro? «Al mio fianco c’è Susanna Murray, psicologa di grande esperienza da tempo attiva anche come con-


sulente d’immagine, occupandosi di autostima e immagine corporea, analisi dello stile personale, comunicazione non verbale. Dal 2012 sta sviluppando il progetto Io mi piaccio, spazio virtuale e ‘fisico’ dedicato all’immagine corporea, l’autostima femminile, la psicologia della moda e dell’abbigliamento. Per quanto riguarda il make-up, invece, mi affido ad Angelina Rusin, truccatrice di fama internazionale che ha lavorato con i più importanti nomi della moda mondiale». Quale sarà la destinazione di queste fotografie? «Abbiamo predisposto una sezione web dedicata, sia all’interno del mio blog www.stefanolunardi.it, sia all’interno del blog di Susanna Murray, iomipiaccio.blogspot.com. L’attività di Sei già bellissima, sulla cui promozione abbiamo puntato moltissimo, non si esaurisce con lo shooting: abbiamo in programma l’organizzazione di una mostra, di un libro, di un calendario che riunisca gli scatti migliori e altre interessanti iniziative». PROGRAMMA DELL’ATTIVITÀ Ia parte - Coach Accoglienza e presentazione di gruppo Introduzione su: - cos’è l’immagine corporea? - come viene rappresentata dalla società e dai mass media l’immagine femminile? - accettazione e valorizzazione del proprio corpo. Esperienza in gruppo sulla propria immagine, la propria postura e la comunicazione corporea Imparare a riconoscere i propri stili di abbigliamento legati alla propria identità ed espressione di se stessi. Analisi personalizzata insieme alle partecipanti delle caratteristiche specifiche di ognuna e gli obiettivi di questa esperienza. 2a parte - Makeup artist Breve corso di gruppo su nozioni didattiche e pratiche sul trucco: - trucco da sera - trucco da giorno - tipo di pelle 3a parte – Prima del servizio fotografico Lavorare con le partecipanti per trovare un outfit che le rappresenti per lo shooting fotografico. Quindi, seduta personalizzata di trucco e adattamento dell’acconciatura. 4a parte - Shooting Il servizio fotografico, effettuato assieme a un’assistente donna, realizza e traduce attraverso le immagini il risultato del percorso di stile personale e consapevolezza fatto durante la giornata. Si tratta necessariamente di una breve sessione, ma potrà essere il preludio a servizi personalizzati in seconda battuta.


A D D E S T R A M E N T O E P R AT I C A

PROTEZION E

Servizio e immagini a cura della Protezione Civile della Regione FVG

C IV ILE

La gestione delle aree di emergenza Se i terremoti non posso essere previsti, per inondazioni e altri eventi eccezionali la Protezione Civile FVG è invece in grado di mettere in campo un sistema di prevenzione e controllo capillare ed efficace: dalla centrale operativa di Palmanova, in caso di prevista emergenza viene diramato ai sindaci e agli operatori di tutto il territorio un messaggio di allerta, con tutte le procedure di comunicazioni e segnalazioni che ne derivano. L’emergenza, però, è tale proprio perché travalica i limiti dei meccanismi di prevenzione: dunque, occorre essere pronti a ogni evenienza. Ogni piano di emergenza comunale prevede un’area da destinare a campo base e tendopoli, secondo parametri di sicurezza certificati, come la distanza da zone franose e da letti di fiumi o torrenti. Allestire l’area, tuttavia, richiede precise competenze tecniche, che la Protezione Civile fornisce in appositi corsi destinati ai propri volontari. Ogni corso, strutturato su dodici ore, prevede una parte teorica nella quale si spiegano i criteri per l’individuazione delle aree di emergenza e come verificare l’adeguatezza dei criteri stessi. Quindi si passa a definire la struttura di una tendopoli, che deve garantire ai suoi ospiti standard di sicurezza ottimali e tutti i servizi per poterci vivere in attesa di torna-

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re nelle proprie case: per questo, ai fini di una gestione quanto più efficiente possibile, la tendopoli non può superare i due moduli abitativi, ognuno dei quali impostato per un massimo di 250 persone. Oltre alle tende abitative, occorre installare cucina, mensa, bagni, una tenda sanitaria, una postazione radio per le comunicazioni e uno spazio ludico-ricreativo, nonché una segreteria che diriga l’area di emergenza e una zona destinata ai materiali di uso interno. Come sottolinea Giorgio Visintini, che di questi corsi è il coordinatore per il FVG, «è necessario far capire ai volontari che la gestione di un’area di emergenza con tendopoli richiede flessibilità costante: gli ordini del responsabile possono variare nel giro di poche ore». L’addestramento si conclude con una prova di montaggio e smontaggio delle tende Ferrino 19 e P.I. 88, in dotazione al reparto regionale. In occasione del terremoto dell’Emilia, nella primavera 2012, la nostra Protezione Civile ha diretto i campi di Mirandola e Quarantoli, occupati rispettivamente da 500 e 200 persone: inaugurati la mattina del 21 maggio, meno di un giorno dopo il sisma, sono stati chiusi il 31 ottobre. Un anno dopo il tragico evento, il 19 maggio 2013, la cerimonia organizzata dal Comune di Mirandola per ringraziare tutti coloro che avevano prestato servizio di Protezione Civile, Friuli Venezia Giulia in testa, aveva un titolo significativo: “Con gratitudine”. Sopra: esercitazione di allestimento di una tendopoli da parte dei volontari della Protezione Civile FVG. Accanto: la delegazione della Protezione Civile FVG in visita a Mirandola il 19 maggio 2013, un anno dopo il sisma dell’Emilia.

maggio - giugno 2014 |


Risparmio energetico? Affidati a DBS Vuoi risparmiare oltre il 60% sui costi della bolletta di luce e gas? Desideri installare un impianto fotovoltaico e rendere la tua casa efficiente dal punto di vista energetico, ma non sai come fare? La soluzione che cerchi è DBS. Quando e come è nata questa azienda? «L’azienda è nata poco più di un anno fa in un periodo senza dubbio difficile. La fine degli incentivi sul fotovoltaico ha determinato un significativo calo del volume d’affari e la nascita di due problemi: riduzione dei costi fissi del personale tecnico e ricerca di nuovi canali di vendita. DBS risponde a queste esigenze, fornendo servizi di ufficio tecnico in esterno e opportunità di acquisire clienti tramite il nostro sito di e-commerce». Qual è la vostra proposta commerciale? «Ci rivolgiamo sia alle imprese sia ai privati. Alle aziende offriamo servizi d’ingegneria e di gestione pratiche e la possibilità di pubblicizzare e vendere i loro prodotti o servizi online, riducendo i costi fissi di progettazione e i rischi legati agli adempimenti normativi in un quadro in continua evoluzione. Inoltre il servizio di e-commerce fornisce concreti vantaggi di visibilità sul web anche alle aziende che non hanno la possibilità di creare un sito proprio. Ai privati, invece, offriamo servizi e prodotti per la riqualificazione energetica a prezzi competitivi, sia in modo tradizionale, nei nostri uffici, sia attraverso il servizio di e-commerce, con il vantaggio di avere un unico referente per progettazione e realizzazione». Sul vostro sito internet c’è uno spazio chiamato The Energy Box: di cosa si tratta? «È un vero e proprio negozio on line, dove i clienti possono informarsi e acquistare i prodotti delle aziende partner e scoprire o creare da sé soluzioni combinate convenienti. Ad esempio, cercando un impianto fotovoltaico mi accorgo che esiste un’offerta che al prezzo del fotovoltaico comprende anche un climatizzatore. Oppure, mettiamo che voglio affittare o vendere casa: mentre ordino un attestato di prestazione energetica potrei cogliere l’occasione per includere nell’acquisto la messa a norma dell’impianto elettrico, approfittando della detrazione del 50% per le ristrutturazioni. Una volta scelta una soluzione interessante, posso acquistare online o chiedere di essere contattato per una consulenza o un acquisto tradizionale». La riqualificazione energetica garantisce davvero un grande risparmio sulla bolletta di luce e gas? «Più di quanto si possa immaginare. In una delle riqualificazioni da noi operate di recente il nostro cliente è passato da spendere circa 5.000 € all’anno a meno di 1.000 per il riscaldamento, con un investimento che, grazie alla detrazione fiscale del 65%, si ripaga in circa 5 anni».

Per chi non avesse un capitale da investire? «DBS ha una convenzione con istituti di credito che consentono ai nostri clienti di accedere a finanziamenti vantaggiosi. La lettura delle bollette è il primo passo per comprendere quale può essere la rata del finanziamento che consente ai clienti di non modificare il loro tenore di vita». Il fotovoltaico conviene ancora? «In realtà il fotovoltaico non è mai stato così accessibile. Sul nostro sito si trovano soluzioni di qualità a meno di 6.000 € che possono usufruire della detrazione fiscale del 50% e che consentono di risparmiare dal 30 al 50% sul costo della bolletta elettrica. Pensiamo all’acquisto di un impianto fotovoltaico da 3 KWp, che ci fa risparmiare 50 € al mese di elettricità e ci costa 6.000 €: in pratica, senza incentivi in 10 anni si ripaga da solo, ma se sfruttiamo la detrazione fiscale del 50% l’investimento si ripaga in molto meno. Offriamo inoltre soluzioni innovative come i pannelli CIS ad alta resa in condizioni di scarsa insolazione, che offrono vantaggi sostanziali sia nelle ore del mattino che in quelle serali». E i sistemi di accumulo dell’energia elettrica di cui tanto si parla? «Si tratta di una tecnologia ancora agli inizi: serve fare attenzione, ma esistono prodotti molto validi. Prezzo, capacità e durata sono le tre caratteristiche fondamentali da confrontare: sul nostro sito trovate una nostra selezione, operata pensando al rapporto qualità/prezzo. Offriamo dispositivi di accumulo sia per nuovi impianti, sia per impianti incentivati dal conto energia, sufficienti a rendere un’abitazione autonoma nelle 24 ore. Tutto a prezzi chiari e visibili nella Energy Box su www.dbs-group.it». Nella foto: il titolare di DBS, Gabriele Meluzzi, e la responsabile progetti e relazioni esterne dell’azienda, Myrta Devitor.

via XXIV Maggio, 7/a 34077 Ronchi dei Legionari (GO) Tel. 0481 779561 www.dbs-group.it info@dbs-group.it |

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W E B

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T R U F F E

Rubrica a cura della Polizia di Stato della Provincia di Gorizia

P O L I Z I A D I S TAT O

Le frodi on-line Se volessimo affrontare dettagliatamente l’argomento delle truffe perpetrate attraverso internet sicuramente non basterebbe lo spazio di questo articolo né quello di un altro documento più vasto, atteso che esistono talmente tante e variegate modalità per frodare le vittime che elencarle tutte diverrebbe oltremodo prolisso. Mi limiterò pertanto a indicare quelle più frequenti, quelle più comuni e (perché no?) quelle che suscitano un sorriso. Nella classica truffa e-commerce la vittima acquista su internet una cosa che non arriverà mai. Dal momento che on-line vige la regola ferrea del pagamento anticipato, devo pagare prima per ottenere la merce poi, ma se non adotto opportune cautele non arriverà nulla. L’esempio che racconto sempre, scaturito dalla superficialità (o dabbenaggine) del malcapitato, riguarda l’acquisto di una supercar, per l’esattezza una Mercedes SLK, venduta, anzi, svenduta a soli 13.000 euro perché il proprietario doveva precipitosamente trasferirsi in Inghilterra e la doveva sostituire con una dotata di guida a destra. Ovviamente il venditore diceva di avere tanti acquirenti e sollecitava l’invio dei soldi perché sarebbe stata aggiudicata al primo che avesse pagato. La persona che è poi venuta a sporgere denuncia alla Polizia Postale non intese inviare tutti i soldi allo sconosciuto, ma propose “solo” un acconto di 1.000 52

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euro con la promessa che avrebbe poi saldato il conto non appena ricevuto le chiavi della macchina. Il malcapitato inviò l’acconto, ricevette le chiavi e versò il saldo, per realizzare, a distanza di qualche tempo, che aveva pagato 13.000 euro… una chiave Mercedes! Le più interessanti sono però le truffe nelle quali si rimane frodati vendendo qualcosa su internet piuttosto che acquistando: sembrerà strano ma è un tipo di frode piuttosto diffusa. Per chiarire meglio le modalità ricorrerò a un esempio: un ragazzo venne un giorno a denunciare alla Polizia Postale che aveva messo in vendita il motorino su ebay a 2.500 euro ed era stato contattato da un inglese che si era dichiarato disposto ad acquistarlo subito perché voleva fare un regalo al figlio. Per bloccare il motorino, l’inglese inviò un assegno circolare, emesso da una banca estera, di 2.500 sterline, quindi di importo superiore a quello pattuito, giustificando la cosa con un malinteso e chiese di avere indietro la somma eccedente (circa 500 euro). Il ragazzo versò l’assegno in banca, che l’accreditò sul suo conto corrente “salvo buon fine” e mandò indietro la somma di 500 euro. Dopo qualche giorno l’inglese confermò di aver ricevuto la somma e disse che sarebbe passato al più presto per ritirare il motorino acquistato. Il ragazzo era tranquillo perché aveva versato i soldi sul conto e il motorino era ancora in mano sua, se non che, dopo qualche altro giorno, l’inglese lo


contattò nuovamente via e-mail per dire che il figlio, al quale lui avrebbe voluto regalare il motorino, era morto in un incidente stradale: chiese al ragazzo di restituire l’intera somma perché non aveva neanche i soldi per pagare il funerale. Il ragazzo, commosso, restituì i rimanenti 2.500 euro, salvo scoprire dopo qualche giorno che l’assegno era falso: pur non essendosi privato del bene e pur avendo ricevuto il denaro in anticipo era rimasto comunque truffato. Ebay consiglia agli utenti, per evitare di cadere vittime di truffe, di accettare pagamenti solo attraverso paypal, eppure esiste un’altra modalità di truffa specifica anche per questo circuito di pagamento. Il circuito paypal prevede infatti che il compratore, anziché pagare direttamente al venditore, effettui un versamento sul conto paypal. Paypal, ricevuto il versamento, invia una e-mail al venditore che, a quel punto, può effettuare la spedizione in tranquillità. A meno che non riceva una falsa e-mail, creata ad arte dal truffatore per farsi inviare il bene senza spendere un centesimo… Un ultimo necessario riferimento va fatto alle false lotterie, ossia a quelle false e-mail che ci proclamano vincitori di fantomatiche estrazioni alle quali non abbiamo mai partecipato e secondo le quali avremmo vinto centinaia di migliaia di euro. In merito, ecco un altro episodio capitatomi nell’esperienza professionale. Una coppia di anziani coniugi un giorno si recò in banca per effettuare un bonifico all’estero di 650 dollari. Dopo qualche giorno, i due tornarono per ritirare quasi tutti i loro risparmi per effettuare un altro bonifico all’estero di 13.000 dollari; il direttore della banca, insospettito, chiese loro a cosa servissero tutti quei soldi ma ottenne solo evasive risposte. Diffidente per l’insolita operazione, il direttore decise di chiamarci. Parlammo con la coppia per più di due ore nel corso delle quali andammo a casa loro e ci fecero vedere una e-mail che li proclamava vincitori di 650.000 dollari. Ci raccontarono che il bonifico fatto qualche giorno prima corrispondeva alle spese notarili di registrazione della pratica. Pochi giorni dopo avevano ricevuto una seconda e-mail che comunicava il blocco del primo bonifico fino al pagamento delle tasse (i famosi 13.000 dollari) e il motivo di tanta ritrosia da parte degli anziani coniugi stava nel fatto che i criminali gli avevano detto di non parlare assolutamente della lotteria altrimenti avrebbero dovuto pagare le tasse anche in Italia.

La storia sarebbe finita qui se non aggiungessi un particolare: quando andammo via, la signora, di nascosto, prese il numero di targa della macchina (era una vettura con i colori della Polizia, noi eravamo in uniforme) e, usando tutta la diffidenza che prima aveva messo inspiegabilmente da parte, telefonò alla Questura per chiedere se eravamo veri poliziotti. Questa piccola carrellata sui furti di identità e su alcune delle più frequenti frodi commesse online ci dà l’idea di un fenomeno forse più grande di quello che prima ci aspettavamo, ma contemporaneamente ci fornisce alcuni spunti preziosi per alcune considerazioni che faremo nei prossimi numeri.

Pasquale Sorgonà Il dott. Pasquale Sorgonà è Primo Dirigente della Polizia di Stato, Dirigente Compartimento Regionale Polizia Postale e delle Comunicazioni “Friuli Venezia Giulia”

NUMERI UTILI E DI EMERGENZA 113

Polizia di Stato Soccorso pubblico di Emergenza

118

Emergenza medica

112

Carabinieri

115

Vigili del Fuoco

117

Guardia di Finanza Corpo forestale dello Stato

1515 Emergenza ambientale Capitaneria di Porto

1530 Emergenza in mare

Blocco Bancomat

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marzo-aprile 2014

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I R R AG I O N E V O L E D U R ATA

Processo troppo lungo?

Rubrica a cura di Massimiliano Sinacori

D I R I T T O

Arriva l’indennizzo

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La Corte di Cassazione, nei primi giorni dell’anno nuovo, è tornata a occuparsi di equo indennizzo per irragionevole durata del processo civile. La legge del 24 marzo 2001, n. 89, recante “Previsioni di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell’articolo 375 c.p.c.” nasce con lo scopo di rendere effettivo a livello interno il principio della durata ragionevole, introdotto dalla Costituzione in seguito alla riforma del suo articolo 111. Il legislatore nazionale, infatti, ha dato attuazione all’articolo 6 della Convenzione Europea di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, nella parte in cui lo stesso garantisce il diritto di chi abbia subito un danno patrimoniale o non patrimoniale in conseguenza della irragionevole durata del processo a ottenere il riconoscimento di un’equa riparazione in suo favore. Con sentenza n. 585 del 14.01.2014 la Corte di legittimità a Sezioni Unite ha statuito che l’indennizzo per la violazione della durata del processo previsto dall’art. 2 della suddetta (la cosiddetta legge Pinto) compete anche a chi non si è costituito (o per il tempo in cui non si è costituito), poiché comunque “il contumace è parte del giudizio”.

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La decisione trae origine da un ricorso volto a ottenere l’equa riparazione del danno non patrimoniale conseguente alla durata non ragionevole di una causa civile di divisione ereditaria rimasta pendente avanti al Tribunale di Frosinone dal 6 dicembre 1976 e, all’epoca della pronuncia, ancora pendente presso la Corte d’Appello di Roma. L’indennizzo inizialmente concesso al ricorrente era stato commisurato esclusivamente al tempo successivo al 23.05.1994, quando il ricorrente medesimo si era costituito dopo essere rimasto sino ad allora contumace. Il ricorso veniva fondato sul fatto che senza alcuna motivazione l’indennizzo era stato limitato al periodo successivo alla costituzione in giudizio, quando né l’art. 2 della legge 89 del 2001 né l’art. 6 della Convenzione, subordinano il diritto all’equa riparazione alla condizione dell’attiva partecipazione al processo in oggetto. L’articolo 2 della legge n. 89/01 stabilisce, infatti, che: “Chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all’articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione, ha diritto a una


equa riparazione”. L’art. 6 della Convenzione attribuisce tale diritto ad “ogni persona” relativamente alla “sua causa”. Sulla questione, attesi i diversi orientamenti tenuti dalla Corte in tempi passati, è intervenuta la pronuncia delle Sezioni Unite. La Corte stessa, nella propria pronuncia, ha analizzato i due indirizzi giurisprudenziali dominanti nel corso degli ultimi 7 anni: secondo il primo, l’indennizzo compete anche a chi non si è costituito perché comunque il contumace è parte del giudizio; così secondo le sentenze dd. 12.10.2007 n. 21508, dd. 02.04.2010 n. 8130, dd. 10.11.2011 n. 27091, dd. 14.12.2012 n. 23153 e dd. 21.02.2013 n. 4387. Il secondo orientamento, invece, ritiene che “la necessità di una costituzione in giudizio della parte che invoca la tutela della legge a sanzionare l’irragionevole durata è premessa indiscutibile per una ragionevole operatività dell’intero sistema della legge 89/2001”; ciò in quanto tale sistema di liquidazione è fondato sul “concreto patema che sulla parte ha avuto la durata del processo” con la conseguenza che “solo la parte che abbia, in realtà, attivamente partecipato al processo in quanto costituita può subire quel patema d’animo ovvero quella sofferenza psichica causata dal superamento del limite ragionevole di durata e quindi assumere la qualità di parte danneggiata”. Il danneggiato in questo secondo ragionamento veniva contrapposto a chi “ha scelto, consapevolmente, di non costituirsi nel giudizio e quindi, di disinteressarsi dello stesso dimostrandosi, in linea potenziale, incurante degli effetti di una possibile decisione negativa nei suoi confronti”. Le Sezioni Unite hanno ritenuto di aderire al primo orientamento e hanno esplicitato in motivazione i seguenti principi. 1) In primo luogo il diritto a ottenere una pronuncia giudiziale tempestiva è riconosciuto sia alla parte costituita che a quella contumace. “Tale tutela è apprestata indistintamente a tutti coloro che sono coinvolti in un procedimento giurisdizionale”. 2) Di conseguenza risulterebbe arbitrario, secondo la Corte, escludere il contumace dalla garanzia di ragionevole durata in virtù dell’inserimento di questa nel complessivo insieme di garanzie che secondo l’art. 111 della Costituzione costituiscono il principio del giusto processo, “insieme con quelle del contraddittorio, della parità delle parti, della terzietà del giudice”, tutte garanzie che certamente competono anche a chi non si sia costituito.

3) La contumacia, in quanto potenziale elemento che può influire sui tempi del giudizio, consiste anch’essa in un comportamento della parte ed è perciò valutabile ai sensi della legge Pinto. Questa, infatti, statuisce all’art.2 che “nell’accertare la violazione, il giudice valuta la complessità del caso, l’oggetto del procedimento, il comportamento delle parti e del giudice durante il procedimento, nonché quello di ogni altro soggetto chiamato a concorrervi o a contribuire alla sua definizione”. 4) La scelta, invece, della contumacia può dipendere da varie ragioni e non è di per sé indicativa della indifferenza per il risultato o i tempi della controversia. I Giudici hanno espressamente previsto quale motivo di contumacia anche “la totale plausibilità o la assoluta infondatezza delle ragioni avversarie, che possono far apparire inutile affrontare le spese occorrenti per contrastarle, costituendosi in giudizio”. 5) “L’esito della causa, peraltro” aggiungono “è ininfluente ai fini del riconoscimento del diritto all’indennizzo, che compete anche alla parte soccombente”. Questo risulta essere un principio indiscusso sulla legittimazione a ricorrere; infatti il diritto all’equa riparazione del danno è previsto a prescindere da quello che sia l’esito della lite, ben potendo anche la parte soccombente aver subito un danno, soprattutto di tipo non patrimoniale, a causa della irragionevole durata del processo. A sostegno di questa tesi vi è anche l’espressa esclusione, ai sensi dell’art.2 quinquies, dall’equo indennizzo della parte eventualmente condannata ai sensi dell’art. 96 c.p.c. per lite temeraria, con ciò automaticamente ricomprendendo le altre parti (incolpevoli) nel diritto al risarcimento. La Corte pertanto conclude con un principio generale secondo il quale “la mancata costituzione in giudizio, può influire sull’an e sul quantum dell’equa riparazione ma non costituisce di per sé motivo per escludere senz’altro il relativo diritto”.

Massimiliano Sinacori Per approfondimenti ed esame di alcune pronunce e della casistica in materia è possibile rivolgere domande od ottenere chiarimenti via e-mail all’indirizzo massimiliano@avvocatosinacori.com

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Alla sera,

verso casa...

Rubrica di Manuel Millo e Samanta Mosco

S O C I A L E

Riflessione aperta sul significato e valore odierno delle “quattro mura”.

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Passeggiando per i nostri paesi, capita non di rado di vedere appesa sull’uscio delle abitazioni, o nelle sue immediate vicinanze, la targhetta con la scritta “home sweet home” (casa dolce casa). Allo stesso tempo, con maggiore frequenza, i media ci riportano fatti di cronaca nera avvenuti dentro le pareti domestiche, con i famigliari nel ruolo di figuranti principali. Sono spaccati dei giorni nostri, l’una e l’altra immagine; sono entrambe fotografie di una medesima realtà. Ma com’è possibile che la “casa dolce casa” divenga la scena di un crimine? È possibile che quanto nato e maturato all’interno delle pareti domestiche non fosse stato osservato, carpito, sentito, anche all’esterno? Forse dipende dal fatto che, sempre più frequentemente, le nostre case assomigliano a piccole carceri di massima sicurezza, con porte blindate, allarmi sofisticati, cani pronti ad abbaiare, tende sempre chiuse, infissi spesso sigillati e grate fisse alle finestre? Forse è collegato al fatto che raramente conosciamo il nome e non abbiamo visto il volto di chi abita nella porta accanto? E perché, chi abita alla porta accanto ben si guarda dall’interessarsi apertamente a qualcosa che ci |

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riguarda? Cosa concorre a far sì che una casa divenga una sweet home piuttosto che una scena del crimine? Per provare a rispondere a questa domanda, partiamo dalla definizione che il dizionario dà del termine casa: “edificio a uno o più piani, adibito a residenza dell’uomo”. Dunque la casa è l’insieme oggettivo di mattoni, malta e altri materiali inanimati, in cui l’uomo risiede, ossia secondo il diritto italiano, “è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale” (art. 43, II comma c.c.). Basandosi solo su questa definizione, i fattori che concorrono a rendere la casa sweet sono limitati, così come quelli che ne fanno la scena di un misfatto. Allora, cosa interviene? Che valore ha la casa, per noi, oggi? Per provare a dare una risposta, proviamo a scavare a fondo, a cercare le fondamenta della casa, basi che rappresentano anche l’appoggio di partenza di chi la casa la abita. Quell’edificio di uno o più piani non è forse anche specchio delle persone che la vivono? La casa rappresenta il nostro status quo; racconta agli altri chi siamo o ci permette di far credere agli altri di essere in un certo modo. Allo stesso

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CO N T E S TO D O M E S T I CO


tempo è nido di protezione dal mondo esterno; sono sempre più rare le contaminazioni dall’esterno: le case sono di difficile accesso, soprattutto quello improvvisato e senza preavviso. Come operatori del sociale, operando a stretto contatto con la fascia svantaggiata della popolazione e con gli anziani nei servizi di assistenza domiciliare, ci troviamo ogni giorno a che fare con il tema casa, sia dal punto di vista oggettivo (difficoltà di accesso, presenza di barriere architettoniche), sia dal punto di vista soggettivo, ossia il valore che ogni utente ha dato alla sua casa, in cui noi, per una, due e, in alcuni casi, anche tre volte al giorno, entriamo e usciamo. Veniamo a conoscenza di aspetti intimi, diventiamo ascoltatori di confidenze belle e brutte, vediamo ambienti, conosciamo realtà. Agendo sempre in punta di piedi, perché siamo passanti in casa d’altri; stando sempre attenti perché dobbiamo intervenire per garantire l’incolumità e la dignità dell’essere umano. Rispettando sempre chi e ciò che vediamo: per quell’abitante, quella è la “casa dolce casa”. Per rispondere alla nostra domanda in modo più completo possibile, guardiamo al mondo del cinema e della televisione. Questi ci offrono spaccati molto interessanti di realtà casalinghe, laddove il termine casa è inteso in senso traslato come sinonimo di famiglia. Di esempi ve ne sono innumerevoli. Tra quelli a valenza positiva, ricordiamo il film “The Family man”, il telefilm “Happy days” e la pubblicità del Mulino Bianco, dai quali emerge il senso del ritrovarsi a casa, della condivisione e del rispetto nella domus; all’opposto, il film “Kramer contro Kramer” e il reality show “Il Grande Fratello” rappresentano degli esempi significativi di ciò che trasforma la sweet home in una scena del crimine: l’assenza di comunicazione, intesa nel doppio canale di mancanza di dialogo e di incapacità all’ascolto, la deficienza del rispetto per l’altro, l’assenza di sorrisi, la continua e inutile puntualizzazione sugli errori commessi dagli altri, l’ingratitudine per quanto compiuto, la convinzione del dovuto. Qualcuno può ancora obiettare che una casa modesta negli spazi e negli arredi non possa essere una sweet home. Come dargli torto, ma contemporaneamente, come dargli ragione? Pensiamo alle nostre case, affidate non di rado alla cura di altri, solitamente stranieri che sono disponibili a curare case altrui per poterne abitare una tutta loro. Così siamo al

paradosso che chi possiede una casa, solitamente un’abitazione dalle ampie metrature e dunque plausibilmente una home sweet home, non ha tempo o voglia di occuparsene, mentre chi se ne prende cura, lo fa con l’obiettivo, prima o poi, di possederne una. O pensiamo ancora a coloro che consapevolmente hanno scelto di non avere sempre lo stesso tetto sopra la loro testa ma di cambiarne uno ogni sera; o ancora agli zingari che, per la loro natura migrante, si portano sempre con sé la propria casa, alla stregua della chiocciola. Allora cosa fa di una casa una sweet home piuttosto che una scena del crimine? È forse la metratura del giardino o il pregio degli infissi? Il valore degli arredi o la lucentezza dei pavimenti? O è forse, più verosimilmente, chi abita quella casa? L’apertura del cuore verso il famigliare, il rispetto reciproco tra i coniugi, la benevolenza tra fratelli, l’attenzione per ciò che succede attorno, la cura di ciò che conta? Quello stesso impegno che la chiocciola pone verso il suo guscio, se messo in campo da noi dona a ogni casa il fregio di essere una home sweet home. Ognuno di noi lo dovrebbe porre per chi gli sta accanto, nella domus come la intendevano i latini, nella relazione con l’altro, secondo l’accezione in senso lato di famiglia. Un prolungato stato di disinteressamento, l’assenza di dialogo, la prevalenza di silenzi, la scarsa attenzione possono portare all’anestesia dei cinque sensi, alla narcosi dei sentimenti, all’azione irreparabile, proprio fra le quattro mura domestiche. Pensaci, ogni sera. Chiusa alle spalle la porta dell’ufficio, sulla via verso casa, sii una persona soddisfatta di quello che, varcata la soglia di casa, ritroverai: un ambiente che ti rispecchia, un uomo/padre/marito lieto di abbracciarti, una donna/madre/moglie impegnata nei preparativi della cena, uno o più bambini occupati nelle loro attività di svago casalingo, un cane, un gatto o un canarino che ti hanno atteso per tutto il giorno. Condividi quanto hai esperito, ascolta quanto ti verrà raccontato e ciò che verrà secretato, osserva i gesti e i comportamenti… In questo modo, ogni giorno, se lo vorrai, anche la tua potrà essere una home sweet home.

Manuel Millo, membro AGCI, Associazione Generale Cooperative Italiane

Samanta Mosco, psicologa, L’Onda Nova Cooperativa Sociale Onlus

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Bulli? S O C I E T À

Solo in gruppo

Rubrica a cura di Andrea Fiore

I nostri giovani sembrano vivere una doppia realtà: da soli appaiono spaesati, insieme ai propri coetanei diventano ingestibili. Un fenomeno proprio del nostro tempo. Da arginare prima che sia troppo tardi.

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C’era una volta il bullo. Solitamente era un giovane che viveva una situazione sociale e familiare svantaggiata. Sovente emarginato, ritrovava nei gesti di prevaricazione verso l’altro un senso di affermazione che la vita gli aveva negato. C’era poi il bullismo. Un insieme di prepotenze perpetrate nei confronti dei più deboli. La maggior parte delle volte in contesti codificati nel tempo: il bullismo verso le matricole a scuola o quello verso le reclute nell’esercito, per fare due esempi. Comportamenti deprecabili, talvolta però istituzionalizzati dalla consuetudine: ‘è sempre stato così, una volta tocca a me essere la vittima, fra un anno sarò io il carnefice’. Questi scenari – su cui ampiamente si è dibattuto – hanno subito mutamenti inimmaginabili fino a pochi anni fa, seguendo un’evoluzione della società spesso difficile da comprendere in tempi rapidi, ma che le nuove generazioni stanno facendo propria, con pericolosi effetti collaterali.

Caos di gruppo Analizzando la quotidianità in ambito adolescenziale, tra gli esperti dei Servizi sanitari si sta |

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facendo largo in modo sempre più nitido una convinzione: il bullo come lo abbiamo inteso per anni non esiste più. Il concetto di prevaricazione verso qualcuno “catalogato” come inferiore ha lasciato posto al gusto di commettere atti di violenza in qualsiasi contesto. Purché sostenuti dall’azione di gruppo. Ciò che infatti emerge è una realtà dalla doppia sfaccettatura che coinvolge i nostri giovani: quella di ragazzi che, presi singolarmente, trascorrono il proprio tempo libero isolati davanti ai computer, quasi dissociati dal mondo circostante; una volta in gruppo, invece, quegli stessi ragazzi diventano incontenibili, come se lo stare assieme avesse un senso solo per commettere eccessi.

Consapevolezza di nulla Il problema principale, tuttavia, appare un altro. Le manifestazioni di questi eccessi sono sempre più precoci, e trovano il proprio fulcro nella fascia di età di coloro che frequentano le scuole medie. Si tratta della prima fase adolescenziale: un periodo molto delicato nella vita di un giovane, in cui spesso i ragazzini non hanno ancora sviluppato

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G I O V A N I


un senso della morale o una capacità critica sulle proprie azioni. Succede così che a scuola sempre più frequentemente, di fronte alla domanda “Ti rendi conto di ciò che hai fatto?” posta dall’insegnante, i ragazzi reagiscano in modo spaesato. Come se il misfatto commesso rientrasse nei modelli di normalità che loro assorbono dal quotidiano. E, purtroppo, hanno ragione.

Esempio e fermezza “In gruppo i ragazzi sono ingestibili. Cosa possiamo fare?”. Non è un luogo comune, ma una delle domande più frequenti che gli insegnanti pongono ai referenti dei Servizi sociosanitari. La risposta abbraccia due sfere diverse della nostra società. La prima riguarda gli esempi negativi che quotidianamente i nostri giovani assorbono attraverso i mezzi di comunicazione. Dal settore dell’informazione a quello dell’intrattenimento, la violenza e le tragedie vengono propinate al pubblico (e quindi anche ai ragazzi che sono i principali utilizzatori delle nuove tecnologie) senza soluzione di continuità. Inevitabile che immagini e concetti propinati ogni giorno entrino a far parte del bagaglio esperienziale dei giovani. Contesto che rende ancora più gravoso, ma al tempo stesso ancora più indispensabile, un atteggiamento inflessibile da parte degli adulti di riferimento. E se da un lato prevenire è sempre meglio che curare, dall’altro lato diviene necessario prevedere una pena da scontare in caso di comportamenti violenti o illegali. Perché non si può continuare a permettere ogni cosa. Nonostante tutto, infatti, la pena ha una forte valenza educativa. Anche a costo di scelte impopolari, come potrebbe rappresentare per la realtà scolastica la sospensione di numerosi studenti. Concludo con un’esperienza personale. Di fronte a questo mio pensiero, una volta un’insegnate mi disse che assegnare pene non è un modo efficace di educare. Io replicai con un quesito: “Educare senza far rispettare la legge e le regole non è forse un controsenso?”. Anche su questa risposta si gioca il futuro dei nostri adolescenti e della nostra società.

dott. Andrea Fiore Medico delle Farmaco-Tossicodipendenze, psichiatra


ICTUS:

Rubrica a cura di Annalisa Casarin

S A L U T E

act FAST! (agisci velocemente!)

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L’ictus, dal latino icere, ‘colpire’, ‘percuotere’, è una condizione medica molto seria in cui la circolazione sanguigna che irrora una zona del cervello viene interrotta. Come ogni altro organo, il cervello richiede ossigeno e nutrienti provvisti dal sangue. Se il flusso di sangue viene ridotto o bloccato, le cellule (neuroni) iniziano a morire con una velocità di 320.000 cellule al secondo e 1,9 milioni al minuto. L’ictus viene anche chiamato Evento Cerebrovascolare Acuto (CVA o stroke, in inglese) ed è caratterizzato dalla comparsa improvvisa di segni o sintomi neurologici focali con una durata superiore a 24 ore. Esistono due tipi di Ictus: nell’80% dei casi è ischemico, ovvero il flusso di sangue è ostruito da un coagulo; nel restante 20% dei casi è emorragico, cioè un vaso la cui parete viene resa debole da aterosclerosi o trauma si rompe e si crea un’emorragia. Se l’ischemia (mancanza assoluta o parziale di adeguato afflusso di sangue) non produce danni o segni evidenti, potrebbe trattarsi di un infarto cerebrale silente o “ictus silenzioso”, una le|

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RICONOSCERE PER PREVENIRE

sione cerebrale causata probabilmente da un coagulo che interrompe il flusso di sangue nel cervello. È uno dei fattori di rischio per un Ictus futuro perché potrebbe portare a un danno progressivo del cervello dovuto a queste piccole interruzioni di ossigenazione cerebrale (demenza vascolare). Un altro tipo di evento che avviene con le stesse modalità, ma con durata minore e senza danno cerebrale, è il TIA, o Attacco ischemico Transitorio. A volte definito ‘mini stroke’, il TIA è una sorta di campanello di allarme che qualcosa sta accadendo a livello della circolazione cerebrale, ad esempio la presenza di un coagulo temporaneo che occlude un vaso. Circa un terzo dei pazienti che ha avuto un TIA ha un ictus entro un anno. Risulta evidente che in tutti i casi si parla di emergenza medica: prima il paziente viene trattato adeguatamente in ospedale, minori saranno il danno incorso e le conseguenze neurologiche e fisiche. Attenzione ai sintomi improvvisi. L’ictus può manifestarsi in diversi modi, ma i segnali più frequenti generalmente sono costituiti dalla comparsa improvvisa di:


- paralisi, ossia perdita di forza degli arti (la mano e il braccio perdono forza, come pure il piede e la gamba); - perdita della sensibilità e parestesie (formicolio al viso, al braccio e alla gamba, soprattutto se interessano un solo lato del corpo); - visione annebbiata o perdita della visione da un solo occhio; - disturbi del linguaggio, che si manifestano come una reale difficoltà nel trovare le parole o difficoltà nel comprendere frasi semplici; - perdita di equilibrio, cadute improvvise, vertigini e mancanza di coordinazione; - improvviso, grave e inspiegabile mal di testa con fotofobia (necessità di stare al buio). Se compare uno di questi sintomi e, soprattutto, se si manifesta all’improvviso, allora è molto probabile che si tratti di ictus ed è quindi fondamentale agire immediatamente. Ogni sei secondi nel mondo, una persona viene colpita da ictus. Nel nostro Paese si verificano oltre 200 mila casi ogni anno e ben 930 mila persone ne portano le conseguenze invalidanti (dati del 2013). L’ictus è responsabile di più morti ogni anno di quelli attribuiti all’Aids, tubercolosi e malaria messe insieme. In Italia, e in tutto il mondo occidentale, è causa del 10% di tutti i decessi per anno, rappresentando la prima causa d’invalidità e la seconda causa di demenza con perdita dell’autosufficienza. Sul sito http://www.aliceitalia.org/ (Associazione Lotta Ictus Cerebrale) è possibile trovare queste e altre informazioni in modo dettagliato e completo. Legenda: Nel mondo anglosassone l’uso degli acronimi per ricordare sintomi o azioni è molto comune. Nel caso dell’ictus, l’acronimo FAST viene utilizzato per indicare i segni principali a cui fare attenzione: Facial (faccia), Arms (braccia), Speech (parola), Time (tempo).

Dr. Annalisa Casarin Per informazioni su Esercizi Posturali Assistiti: www.medicinaintegrata.eu


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SCADENZA 15 MAGGIO ▶ CONCORSO NAZIONALE LETTERARIO “UN FIORINO” CITTÀ DI MONTEROTONDO Sezione: romanzi, raccolta di racconti Lunghezza: libera Quota: € 28,00 Premi: pubblicazioni, premi speciali della giuria, menzioni speciali Info:. 0690623170, 3283294228, unfiorino@montegrappaedizioni.com www.montegrappaedizioni.com ▶ PREMIO INTERNAZIONALE DI LETTERATURA TARGA MARCOCCI Sezioni: A) poesia singola; B) raccolta di poesie Lunghezza: libera Quota: € 10,00 Premi: denaro, viaggi, targhe artistiche, coppe, medaglie, segnalazioni, diplomi Info: 3493986654, info@anticaviasuperiore.it, www.anticaviasuperiore.it/ SCADENZA 16 MAGGIO ▶ CONCORSO DI POESIA ALICANTE Sezione: poesie a tema libero Lunghezza: libera Quota: € 5,00 Premi: 1. € 1.000,00 euro; 2. € 625,00 ; 3. € 500,00; targhe artistiche Info: 0461 848812, vigolo.vattaro@biblio.infotn.it, www.comune.vigolovattaro.tn.it SCADENZA 18 MAGGIO ▶ CONCORSO DI POESIA “IL SONETTO” Sezioni: A) poesie a tema; B) satira; C) poesia di attualità Lunghezza: 14-17 versi Quota: € 10,00 Premi: denaro, pergamene Info: sonetto@nobilcontradadelbruco.it, www.nobilcontradadelbruco.com SCADENZA 22 MAGGIO ▶ CONCORSO NAZIONALE DI SCRITTURA CREATIVA “ANTONIO BRUNI” Sezioni: favola inedita in bozza, senza o con immagini Lunghezza: libera Quota: € 20,00 Premi: pubblicazione gratuita per le favole selezionate Info: 0996525548, 3339735215,

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giulia.selvaggi@virgilio.it, www. giuliaselvaggi.com ▶ CONCORSO LETTERARIO “CREUZA DE MA” FABRIZIO DE ANDRÈ Sezioni: A) poesia a tema, adulti; B) poesia a tema, studenti; C) racconto breve a tema, adulti; D) racconto breve a tema, studenti Lunghezza: A,B) max 50 versi; C,D) max 4 cartelle Quota: € 10,00 Premi: denaro, targhe, diplomi Info: 0874817131, 3282293113, info@comune.pietracatella.cb.it, www.comune.pietracatella.cb.it SCADENZA 25 MAGGIO ▶ PREMIO RIVIERA LAURENCE OLIVIER VIVIEN LEIGH Sezioni: A) poesia edita; B) poesia inedita; C) novelle inedite Lunghezza: A) libera; B) max 40 versi; C) max 2 cartelle Quota: A,B) € 16,00; C) € 21,00 Premi: opere d’arte, targhe, diplomi Info: 04572575717, corrieretorre@alice.it, www.corrieredellariviera.it ▶ PREMIO LETTERARIO LE PIERIDI Sezioni: A) poesia in lingua; B) poesia in vernacolo; C) poesia a tema; D) libro di poesie; E) Lunghezza: A,B,C) max 30 versi; D,E) libero Quota: € 10,00 Premi: trofei, litografie, coppe, libri, attestati di merito Info: 3473137327, achernar_policoro@yahoo.it, www.associazioneachernar.it SCADENZA 30 MAGGIO ▶ CONCORSO LETTERARIO E FOTOGRAFICO NAZIONALE “FUORI DAL CASSETTO” Sezione: racconto a tema Lunghezza: max 12.000 battute Quota: nessuna Premi: pubblicazioni, targhe Info: associazione@testietesti.it, www.testietesti.it ▶ CONCORSO LETTERARIO “ENZO ROMANO” Sezioni: A) narrativa in siciliano; B) poesia in siciliano Lunghezza: A) max 3 cartelle; B) max 2 cartelle Quota: nessuna Premi: viaggi, targhe, attestati Info: 0921382936, 3489119299, concorsoenzoromano@gmail. com, www.prolocomistretta.it

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SCADENZA 31 MAGGIO ▶ PREMIO LETTERARIO RACCONTI NELLA RETE Sezioni: A) racconti brevi; B) soggetti per cortometraggi; C) racconti per bambini Lunghezza: A, C) max 9.000 battute; B) max 3.500 battute Quota: € 30,00 Premi: A,C) pubblicazioni; B) realizzazione di un cortometraggio Info: 0584961169, info@raccontinellarete.it, www.raccontinellarete.it ▶ CONCORSO NAZIONALE IL FAUNO Sezioni: A) poesia tema libero; B) traduzione di poesia dal tedesco; C) poesia a tema Lunghezza: A,C) max 30 versi; B) libera Quota: A,B) € 25,00; C) nessuna Premi: denaro, targhe, attestati Info: 3202331526, 3471817761, pino@accademiailfauno.it, www.accademiailfauno.org ▶ PREMIO LETTERARIO GIOVANE HOLDEN Sezioni: A) romanzo inedito; B) racconto inedito; C) poesia inedita; D) romanzo edito; E) silloge poetica edita Lunghezza: A) max 400.000 battute; B) max 18.000 battute; C) max 50 versi; D,E) libera Quota: € 20,00 Premi: pubblicazioni, attestati, targhe, diplomi Info: www.giovaneholden.it SCADENZA 1 GIUGNO ▶ TRAMARE - CONCORSO LETTERARIO-ARTISTICO Sezioni: A) racconto a tema; B) poesia a tema; C) teatro, atto unico Lunghezza: A) max 20.000 battute; B) max 32 versi; C) max 10.000 battute Quota: € 20,00 Premi: pubblicazioni, viaggi, prodotti enogastronomici Info: 3285461837, info@mdseditore.it, www.mdseditore.it ▶ CONCORSO DI POESIA SOTTO IL CIELO DI LUGLIO Sezioni: A) poesia singola; B) poesia singola a tema Lunghezza: max 25 versi Quota: € 10,00 Premi: pergamene, opere d’arte, medaglie Info: 339 4999892 - 346

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Jonas Jonasson L’analfabeta che sapeva contare Bompiani, 2013 Pagg. 496 € 19,00 ISBN 45271441 Il 10 giugno 2007, il re e il primo ministro della Svezia scompaiono durante un ricevimento ufficiale al castello reale. Si diffonde la voce che entrambi non si sentissero bene, ma la verità è diversa, e la storia molto più complicata. Tutto ha inizio a Soweto, dove vive Nombeko, una ragazzina particolare che non sa né leggere ne’

scrivere, ma che è molto curiosa e non sta mai ferma. E, soprattutto, ha una sorprendente e innata abilità con i numeri e le equazioni più complesse. Un piccolo genio che, grazie all’algebra, si trova catapultata dai sobborghi di Johannesburg, nel cuore di un intrigo mondiale, nel centro del mondo, a stretto e pericolosissimo contatto con il re di Svezia e il suo primo ministro. Eccentrici personaggi accompagnano questa piccola analfabeta che sa contare: un disertore americano leggermente matto, due fratelli gemelli che però all’anagrafe sono una sola persona, tre ragazzine cinesi negligenti, una baronessa coltivatrice di patate e, come detto, il re svedese e il primo ministro.

Roberto Ampuero L’ultimo tango di Salvador Allende Mondadori, 2014 Pagg. 360 € 16,00 ISBN 9788804640653 È l’alba dell’11 settembre 1973. È ancora buio quando Salvador Allende, presidente del Cile, viene svegliato da una telefonata con cui i suoi uomini lo avvisano che tutte le forze militari stanno attaccando la capitale. Il Dottore accende la luce e si infila gli occhiali con la convinzione che quel giorno morirà: è ormai chiaro che il golpe a lungo minac-

ciato dai suoi avversari sta ora per compiersi davvero. 2008. David Kurtz, ex ufficiale della CIA, torna dagli Stati Uniti a Santiago trentacinque anni dopo aver partecipato alla cospirazione che condusse al colpo di stato in cui Allende venne destituito da capo del governo e perdette la vita. Sua figlia Victoria, prima di morire, gli ha affidato una lettera e un diario scritto in spagnolo strappandogli una promessa: consegnare le sue ceneri a Héctor Aníbal, un ragazzo che lei aveva frequentato durante gli anni trascorsi con la famiglia in Cile. David comincia a tradurre il diario, e più si addentra tra le pagine più si rende conto che trentacinque anni prima lui e i suoi colleghi avrebbero sborsato migliaia di dollari per quel quaderno.

Lucio Fabi Andar per trincee sul Carso Transalpina Editrice Trieste, 2014 Pagg. 160 € 16,00 ISBN 9788888281155 Andar per trincee, cent’anni dopo. Nei luoghi di quella guerra ormai lontana eppure ancora presente nel territorio e nella memoria di visitatori provenienti da tutt’Europa, e ancor da più lontano, che seguitano a tornare su quel Carso, Kras, Karst teatro della Grande

Guerra, oggi senza più confini. Nei suoi luoghi: Redipuglia, Dolina dei Bersaglieri, Sei Busi, San Martino, San Michele, Brestovec, Trincea delle Frasche, Doberdò, Vallone, Quote di guerra, Nad Logem, Kremenjak, Cimiteri di guerra d’italiani e austro-ungarici da Doberdò a Štanjel, Cerje, Komenski Kras, Temnica, Grotte e caverne di guerra, Monfalcone, Quota Toti, Parco tematico della Grande Guerra, Spiagge armate da Punta Sdobba a Grado. E con le narrazioni di protagonisti noti e altri meno conosciuti: Tirel, Ungaretti, Schalek, Oreffice, Bussi, Piccolini, Liebman Modiano, Weber.

Roberto Travaglini Il disagio giovanile. Educazione e comprensione Edizioni Goliardiche, 2014 Pagg. 217 € 18,00 ISBN 9788878731479 Il volume, che inaugura Agoghé - Collana di studi pedagogici, concentra la propria indagine sui temi del disagio, dell’età evolutiva, dell’educazione e della comprensione. Per interpretare questi elementi si è cercato di seguire un orientamento pe-

dagogico lineare, ben sapendo che il concetto di disagio implica, innanzi tutto, la necessità di sottolinearne i contorni dapprima semantici, poi pedagogici, i cui tratti sono piuttosto incerti, ma la cui esplicazione può farsi necessaria per realizzare un percorso progettuale, di tipo educativo e rieducativo che sia socialmente efficace e funzionale. A partire dall’analisi delle spinte sociali e psicologiche di ognuno, i diversi approfondimenti pedagogici sono intenzionati a far comprendere quanto le relazioni comunicative col mondo esterno siano da ritenersi il fondamento di un qualsiasi paradigma educativo nel processo di formazione del disagio.

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M 10 maggio – 2 giugno ▶ GIUSEPPE ZIGAINA. PAESAGGIO COME ANATOMIA. L’INCISIONE: 1965-2014. Mostra a cura di Francesca Agostinelli in occasione del novantesimo compleanno del Maestro Cervignano del Friuli (UD). Centro civico. Orario: gio 10-12, ven, sab, dom 10-12, 16-19; 2 giugno 10-12, 16-19. Ingresso libero. Info: 0431 3885402 Fino al 17 maggio ▶L’ARTE TRIESTINA DEL ‘900 Carlo Wostry, Giovanni Zangrando, Marcello Dudovich, Leonor Fini, Gino Parin, Vittorio Bergagna, Gianni Brumatti, Dyalma Stultus, Augusto Cernigoj, Bogdan Grom, Edoardo Devetta, Federico Righi, Luigi Spacal, Oreste Dequel, Marcello Mascherini, Livio Rosignano, Marino Sormani: la rassegna riassume i molteplici linguaggi artistici presenti nel recente passato di Trieste e la sua poliedrica anima dalle diverse e complesse matrici culturali. Trieste. Galleria One, via San Nicolò 1. Orario: mar-sab 1620. Ingresso libero. Info: 040 410311, 340 991050

Fino al 22 maggio ▶ROBERTO DEL FRATE. RITRATTI DI PERSONE. RITRATTI DELL’UMANITÀ Una teoria di ritratti che si avventurano nella specificità dei singoli personaggi ritratti, tra il tratto grafico e una ispirazione cromatica pop, fino a riconciliarsi con la sua esperienza post impressionista dalle pennellate veloci e sovrapposte. Trieste. Itis Asp, via Pascoli 31. Orario: 9-13,16-20. Ingresso libero. Info: peter.iancovich@gmail.com Fino al 25 maggio ▶STARS E STRIPES. L’ARTE AMERICANA DAGLI ANNI SETTANTA Viene esposta collezione FRIAM, la cui storia è legata a un atto di solidarietà di alcuni artisti statunitensi che, in segno di partecipazione al dramma del terremoto nel 1976, decisero di far pervenire alla città una loro opera da vendere all’asta per raccogliere denaro per la ricostruzione. Udine. Casa Cavazzini. Orario: mar, gio, dom 10.30-17, ven e sab 10.30-19. Ingresso: € 2,505,00. Info: 0432 414772

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Fino al 31 maggio ▶ TOMMASO BET ICONOCLAST. I SISTEMI DELL’EFFIMERO Una ventina di opere di grande formato, esposte secondo un criterio tematico, costruito intorno a tre nuclei principali: ritratti dal forte impatto visivo, dipinti figurativi che hanno per soggetto contaminazioni postmoderne, e composizioni astratte caratterizzate da toni evocativi. Sacile (PN). Studio d’arte G.R. Orario: lun-sab 10-13, 1619. Ingresso libero. Info: 0434 738016, info@studioartegr. com www.studioartegr.com

Fino al 1 giugno ▶KUSTERLE. I SEGNI DELLA METEMBIOSI Il ciclo I segni della metembiosi (20122013) si riallaccia e sviluppa le ipotesi, i pensieri e i ragionamenti dei precedenti lavori di Roberto Kusterle. Il rapporto tra la figura umana e il regno animale e vegetale viene indagato alla ricerca di una identità di fondo, metaforicamente individuata nelle radici. Gradisca d’Isonzo (GO). Galleria Spazzapan. Orario: mardom 10-18. Ingresso: € 2,003,00. Info: 0481 960816 galleria.spazzapan@gmail.com Fino al 6 giugno ▶ SCRITTE, LETTERE E VOCI: TRACCE DI VITTIME E SUPERSTITI DELLA RISIERA DI SAN SABBA L’esposizione, curata da Francesco Fait, Franco Cecotti e Dunja Nanut, è una mostra di fonti sulla Risiera di San Sabba: scritte e graffiti tracciati sulle pareti e sul legno di porte e tavolacci delle celle, scritte e graffiti vergati sulle pareti del locale oggi detto “Sala delle croci” che furono ricopiate da Diego de Henriquez in due dei suoi diari, lettere fatte uscire di nascosto dalle carceri del Coroneo da persone successivamente condotte in Risiera per essere assassinate, memorie e testimonianze di persone sopravvissute all’imprigionamento in Risiera e alla deportazione nei lager del Reich. Trieste. Risiera di San Sabba. Orario: 9-19. Ingresso libero. Info: http://www.retecivica.trieste.it Fino al 22 giugno ▶LA MAGIA DELL’ARTE. I PROTAGONISTI DELL’ARTE MODERNA

R

E SLOVENA 1968-2013 L’esposizione comprende le opere delle generazioni di pittori, scultori, grafici e fotografi che hanno contribuito a formare la cultura negli spazi nazionali comuni dell’ex Jugoslavia. La scelta è ricaduta sulla specificità della prassi modernista degli anni ‘70 ed ‘80 del secolo scorso, sia di singoli autori sia di gruppi attenti ai fenomeni della nuova figurazione espressiva e al neocostruttivismo. Codroipo (UD). Villa Manin, località Passariano. Orario: mar-ven 15-19, sab, dom e festivi 11-20. Ingresso: € 5,00-8,00. Info: www. villamanin-eventi.it

Fino al 22 giugno ▶ TRAME DI CINEMA La mostra ospita la straordinaria collezione di costumi disegnati da Danilo Donati, nel corso della sua carriera di scenografo e costumista, e realizzati dalla storica Sartoria Farani, oggi diretta dal friulano Luigi Piccolo. Nelle diciotto stanze sono presenti centoundici abiti, perfettamente restaurati, commissionati da alcuni dei più importanti maestri del cinema italiano, da Federico Fellini a Pier Paolo Pasolini, da Franco Zeffirelli a Alberto Lattuada, da Sergio Citti a Roberto Faenza. Codroipo (UD). Villa Manin, località Passariano. Orario: mar-ven 10-13, 15-19, sab, dom e festivi 10-20. Ingresso: € 5,00-8,00. Info: www. villamanin-eventi.it

Fino al 31 agosto ▶ IN VIAGGIO VERSO LE ALPI. ITINERARI ROMANI DELL’ITALIA NORD-ORIENTALE DIRETTI AL NORICO La mostra illustra il tema della viabilità nel comparto più orientale dell’Italia romana con particolare attenzione alle direttrici stradali di collegamento tra i territori di pianura prossimi alla costa adriatica e le zone poste Oltralpe. Zuglio (UD). Civico Museo Archeologico. Orario di apertura: ven 9-12, 15-18, sab 9-12, dom 9-12, 15-18. Info: 0433 92562 museo.zuglio@ libero.it

Fino al 21 settembre ▶ ANGIOLO D’ANDREA 1880 – 1942 Grande antologica curata da Luciano Caramel che, con oltre 120 lavori, rende omaggio alla pittura di sentimento di Angiolo d’Andrea. Pordenone. Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Orario: marsab 15.30-19.30, dom 1013,15.30-19.30. Ingresso: € 1,00-3,00. Info: 0434 392935 museo.arte@comune.pordenone.it Fino al 28 settembre ▶ ARKADY SHAIKHET E IL MONDO CONTADINO RUSSO NEGLI ANNI TRENTA Retrospettiva su un maestro della fotografia sovietica, di cui si potranno ammirare ben 70 fotografie: una documentazione straordinaria su bonifiche, industrializzazione e urbanizzazione nella Russia post-rivoluzionaria. Torviscosa (UD). Centro Informazione e Documentazione, Piazzale Marinotti 1. Orario: sab-dom 10- 20. Ingresso libero. Info: 0431 927929, 0431 929589 cultura@com-torviscosa.regione.fvg.it

Fino al 30 ottobre ▶ LA BATTAGLIA DEL GRANO: AUTARCHIA, BONIFICHE, CITTÀ NUOVE Eccezionale esposizione di documenti originali, manifesti, locandine, libri illustrati, cartoline, sculture, oggetti e ricostruzioni ambientali per descrivere il tessuto economico, sociale e culturale dell’Italia negli anni Trenta e la mobilitazione anche mediatica con cui il regime fascista accompagnò il programma politico e di riforma agraria noto come “Battaglia del grano”. Torviscosa (UD). Centro Informazione e Documentazione, Piazzale Marinotti 1. Orario: sab-dom 10- 20. Ingresso libero. Info: 0431 927929, 0431 929589 cultura@com-torviscosa.regione.fvg.it

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Il range di prezzo indicato (ove applicabile) si riferisce al costo medio di un pasto, escluse bevande alcoliche. I dati segnalati sono stati forniti direttamente dal Gestore del locale. Qualora doveste verificare delle discordanze, Vi invitiamo a segnalarcelo.

12 maggio ▶ Cajkovskij Symphony Orchestra Internazionalmente riconosciuta come una delle orchestre più versatili, la Moscow Radio Symphony è stata fondata nel 1930 ed è rimasta, fino alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’orchestra ufficiale della Radio Sovietica, con il nome modificato nel 1933 in Čajkovskij Symphony Orchestra e, sessant’anni più tardi, in Čajkovskij Symphony Orchestra della Radio di Mosca. Udine. Teatro Giovanni da Udine. Orario: 20.45. Ingresso: € 13-40. Info: http://teatroudine.it/

15-18 maggio ▶ Thriller Live Lo spettacolo è un omaggio al genio artistico di Michael Jackson, il Re del Pop scomparso nel 2009. Thriller Live però non è una celebrazione ‘a posteriori’ della star: nasce ben prima e si potrebbe dire che la personalità e l’approvazione di Jackson ebbe un ruolo nello spettacolo, in cui il suo talento e la sua graffiante energia si sentono fortemente. Trieste. Politeama Rossetti. Orario: 15,16,17/5, ore 20.30; 17,18/5, ore 16. Ingresso: €15-59. Info: www.ilrossetti.it

e inoltre...

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9 maggio ▶ Paola Biondi e Debora Brunialti Concerto pianistico Sacile. Fazioli Concert Hall. Orario: 20.45. Ingresso: € 10-30. Info: 0434 72026 info@fazioli.com www.fazioli.com

20-21 maggio ▶ Angelo Pintus Spettacolo comico Trieste. Politeama Rossetti. Orario: 20.30.Ingresso: € 12-34. Info: www.ilrossetti.it


scopri tutti gli eventi in regione su www.imagazine.it 23, 24, 25, 27, 29, 31 maggio ▶ “Attila” di Giuseppe Verdi trattoria

Lo spettacolo si presenta nell’allestimento interamente realizzato dalla Fondazione lirica triestina con la regia di Enrico Stinchelli e le scene e costumi di Pier Paolo Bisleri, in omaggio al giovane Verdi che per Trieste compose il Corsaro e ad Aquileia ambientò quest’opera giovanile ricca di fervore risorgimentale. Trieste. Teatro Verdi. Orario: 20.30. Ingresso: € 2195. Info: www.teatroverdi-trieste.com

trattoria

27 maggio ▶ Accademia dell’Orchestra Mozart e artisti dell’Accademia di Belcanto ‘Mirella Freni’

21-23 maggio ▶ Sogno di una notte di mezza sbornia Spettacolo comico liberamente tratto dalla commedia La fortuna si diverte di Athos Setti Udine. Teatro Giovanni da Udine. Orario: 20.45. Ingresso: € 1030. Info: http://teatroudine.it

17, 20, 22, 24, 26, 28 giugno ▶ Il paese del sorriso Operetta di Franz Lehar Trieste. Teatro Verdi. Orario: 20.45. Ingresso: € 21-95. Info: www.teatroverdi-trieste.com

ristorante

Il programma sinfonico è dedicato a brani di Haydn e Schubert, diretti da Boris Schäfer (già assistente di Abbado) che da tempo collabora con l’attività dell’orchestra. La seconda parte del concerto è invece operistica, con una selezione di arie di Donizetti, Cimarosa, Mascagni, Rossini: pagine di capolavori tra i più applauditi e fortunati dell’intero panorama musicale occidentale, spesso frizzanti, fresche, gioiose. Pordenone. Teatro Verdi. Orario: 20.45. Ingresso: € 5-28. Info: www.comunalegiuseppeverdi.it


L I V E

M U S I C

20 maggio ▶ Johnny Winter & The Mad Scramble Johnny Winter continua a tenere alta la fiaccola del blues elettrico. Assieme a lui, sul palco saliranno i The Mad Scramble, il cui sound è caratterizzato da ricche ritmiche di batteria e percussioni, latin&jazzy piano/hammond, chitarre funky, fiati soul e basso black, che conferiscono alla band combinazioni differenti di sonorità, tanto da rendere la loro musica assolutamente particolare. Udine. Teatro Giovanni da Udine. Orario: 21. Ingresso: € 10-30. Info: http://teatroudine.it

24 maggio ▶ Steve Hackett Il leggendario chitarrista dei Genesis regalerà uno spettacolo unico con il suo Genesis Extended Tour. Sul palco sarà circondato dall’eccezionale team di musicisti che lo segue da tempo, con un gradito ritorno: alle tastiere Roger King (Gary Moore, Snoop Doggie Dog, Jamelia ) alla batteria, percussioni e voce Gary O’Toole (Kylie Minogue, Chrissie Hynde), al sax, flauto e percussioni Rob Townsend (Eddie Henderson, Bill Bruford, Django Bates), al basso appunto il grande ritorno di Nick Beggs molto amato dal pubblico (Kim Wilde, Steven Wilson) e alla voce Nad Sylvan (Michael B Tretow degli Abba, Agents of Mercy). Pordenone. Teatro Verdi. Orario: 20.45. Ingresso: € 2250. Info: www.comunalegiuseppeverdi.it

e inoltre... 30-31 maggio ▶ 2 Cellos Luka Šulić e Stjepan Hauser reinterpretano i classici del rock… con il violoncello Trieste. Politeama Rossetti. Orario: 21. Ingresso: € 20-46. Info: www.ilrossetti.it

14 giugno ▶ Pat Metheny Group Concerto nell’ambito di Udin&Jazz Codroipo (UD). Villa Manin. Orario: 21.15. Ingresso: € 31-46. Info: www.euritmica.it 72

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26 maggio ▶ Dire Straits - Concept Show La musica del passato, interpretata dagli stessi assoluti protagonisti, in una vera e propria Concept Band. Spazio agli intramontabili successi della band quali Sultans of Swing, Tunnel of Love, Money for Nothing, Romeo and Juliet, Walk of Life e tanti altri capolavori universalmente riconoscibili e divenuti autentici inni per diverse generazioni. Trieste. Politeama Rossetti. Orario: 21. Ingresso: € 23-64. Info: www.ilrossetti.it

22 giugno ▶ Pearl Jam Una serata di grande musica, dai primi successi agli ultimi brani che hanno scalato le classifiche mondiali e scaldato i cuori dei tanti appassionati. Alla voce l’eccezionale Eddie Vedder, che da solista ha realizzato la splendida colonna sonora del film Into the Wild. Quella di Trieste sarà l’unica data nel Nordest d’Italia e nell’intera Europa dell’Est. Trieste. Stadio Nereo Rocco. Orario: 21. Ingresso: € 59-82. Info: www.azalea.it

26 giugno ▶ Angus and Julia Stone Concerto del duo australiano Sesto al Reghena (UD). Piazza Castello. Orario: 21.30. Ingresso: € 15. Info: www.sextonplugged.it 4 luglio

▶ Joe Satriani 2014 World Tour Grado (GO). Diga Nazario Sauro. Orario: 21.30. Ingresso: € 35-45. Info: www.azalea.it


MEETING 17 maggio – 8 giugno ▶ PordenonePensa

8 - 18 maggio ▶ Vicino/Lontano

Incontri con i nomi più noti del giornalismo, della cultura, dell’attualità, a cui si aggiungono appuntamenti dedicati a sport, arte, cucina e altro ancora. Pordenone Pensa nasce per proporre un’idea di cultura libera, pluralista, divulgativa, senza conformismi chic e pose elitarie. Pordenone e provincia. Info: www.pordenonepensa.it

Undici giorni di incontri, eventi, dialoghi, lezioni magistrali, tavole rotonde, spettacoli, proiezioni, stage e percorsi espositivi. Affrontando i temi forti, le criticità, ma anche le opportunità del nostro tempo. In programma anche il Premio Terzani, che quest’anno verrà assegnato a due scrittori di riferimento della letteratura contemporanea: il pakistano Mohsin Hamid e il poeta friulano Pierluigi Cappello . Udine. Info: www.vicinolontano.it

e inoltre... 9 – 11 maggio ▶ Adunata degli Alpini

27 - 31 maggio ▶ Borsa Europea del Turismo della Grande Guerra

La grande festa del corpo più amato dell’Esercito italiano, con numerisi eventi culturali. Previsti annulli filatelici e francobolli speciali. Pordenone. Info: www.adunataalpini-pordenone2014.it

Prima edizione, rivolta a tutti gli operatori del settore turistico legato alla Prima Guerra Mondiale Gorizia. Piazza Cesare Battisti. Info: www.turismograndeguerra.it


www.imagazine.it 29 giugno - 5 luglio ▶ Maremetraggio

18 e 25 maggio ▶ Giardini Aperti

È uno dei più importanti festival di short film al mondo e anche quest’anno riconferma il suo premio più ambito: 10 mila euro al miglior cortometraggio. Due le sezioni in gara: Maremetraggio, un best of the best del cortometraggio riservato alle opere che hanno ottenuto un qualsiasi premio in uno o più Festival a livello internazionale nel corso del 2013, e Nuove Impronte, per le opere prime di lungometraggio di registi italiani. Trieste. Info: www.maremetraggio.com

Oltre 60 giardini privati della regione apriranno i loro cancelli per questa manifestazione, nata nel 2010 sull’esempio di una tradizione ormai consolidata in Inghilterra e Francia e diventata in pochi anni un evento imperdibile per oltre 10.000 appassionati di fiori e piante. I giardini visitabili, di varie dimensioni e tipologie, sono luoghi creati e curati dai proprietari con grande passione e dedizione, nell’ottica di una visione armonica e rispettosa dell’ambiente e del paesaggio. Tutta la regione. Info: www.amicingiardino.it

30 maggio - 2 giugno ▶ ItinerAnnia

7 – 8 giugno ▶ 1st International Arabian Horse Festival

Un percorso fra arte, gusto, prodotti locali, artigianato e spettacolo lungo l’antica via Annia Carlino, Castions di Strada, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Porpetto, San Giorgio di Nogaro, Torviscosa (UD). Info: www.itinerannia.org

Gara internazionale di bellezza e portamento di cavalla arabi Vivaro (PN). Centro equestre “Gelindo dei Magredi”. Info: www.tuttoarabi.com


BAMBINI

8 maggio ▶ Scienza under 18 Laboratori scientifici, incontri, mostre e spettacoli… per gli scienziati di domani! Monfalcone (GO). Galleria d’Arte Contemporanea. Info: festival@su18isontina.it www.su18isontina.it/su18

15 maggio ▶ Maggio/coraggio! Storie e fiabe avventurose Spettacolo della compagnia Ortoteatro. Con Federica Guerra e la musica dal vivo di Fabio Mazza. Cordenons (PN). Centro Culturale Aldo Moro. Orario: 17. Ingresso gratuito. Info: www.ortoteatro.it

5 giugno ▶ Tutti i bambini tranne uno... Spettacolo di recitazione, danza e musica liberamente tratto dalla fiaba di Peter Pan Campoformido (UD). Tendone festeggiamenti. Orario: 21. Ingresso gratuito. Info: www.gaptricesimo.it 76

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FOLKLORE

16 - 18 maggio ▶ Romans Langobardorum Rievocazione storica dell’epoca dei Longobardi: il pubblico potrà vedere le figure dei guerrieri, con i loro stili di combattimento, delle donne nelle varie attività che erano portate a svolgere e dei diversi personaggi presenti nella vita quotidiana di questo popolo. Romans d’Isonzo (GO). Info: invictilupi@gmail.com www.invictilupi.altervista.org

17 - 18 / 24 - 25 maggio ▶ Sapori Pro Loco Vivere il Friuli Venezia Giulia - Tipicità, Gusto, Tradizioni: questo lo slogan su cui si baserà l’ormai consolidata vetrina delle migliori peculiarità enogastronomiche e culturali offerte dalle Pro Loco regionali. Codroipo (UD). Villa Manin. Info: www.prolocoregionefvg.org

24 - 25 maggio ▶ Cantine Aperte Visite e degustazioni fra le doc Grave, Latisana, Aquileia, Isonzo, Collio, Carso e Colli Orientali con le sottozone Rosazzo e Ramandolo. Sono previsti inoltre otto itinerari fra arte, storia ed enogastronomia e una serie di eventi collaterali. Tutta la regione. Info: 0432 289540 info@ mtvfriulivg.it www.cantineaperte.info

27 - 30 giugno ▶ Aria di Festa Festa in cui provare i corsi dedicati a tutti i segreti del prosciutto: come servirlo, con cosa abbinarlo e come tagliarlo correttamente. Altrettanto imperdibili le degustazioni guidate che abbineranno il delizioso salume con alcuni vini della Regione. San Daniele del Friuli (UD). Info: www.ariadifesta.it

e inoltre... 18 maggio ▶ Fieste da Viarte

1 giugno ▶ Festa delle Meridiane

Le case private aprono i loro cortili offrendo ai visitatori cibo tipico friulano, vino e bevande Cormons (GO). Info: www.fiestedaviarte.org

Rivivono gli antichi strumenti di misurazione del tempo Aiello del Friuli (UD). Info: www.ilpaesedellemeridiane.com

23 – 25 maggio ▶ Terra e Fiume

13 - 15 giugno ▶ 82a Fiera regionale dei vini

Musica, intrattenimenti, conveCultura, sport ed enogastronomia gni ed eventi tematici Cervignano del Friuli (UD). Info: Buttrio (UD). Villa di Toppo Florio. Inwww.cervignanodelfriuli.net fo: 0432 673311 L’INFORMAFREEMAGAZINE

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S PO R T

18 maggio ▶ Trail dei 3 Castelli

31 maggio - 1 giugno ▶ 97° Giro d’Italia

Trekking in montagna non competitivo in semi-autosufficienza, con percorso in ambiente alpino. Il tragitto avrà una lunghezza di circa 50 km e un dislivello positivo di circa 3.500 metri. È previsto un percorso corto di circa 30 km e un dislivello positivo di circa 2.000 metri. Gemona del Friuli, Artegna, Montenars (UD). Info: www.turismofvg.it

Ritorna in Friuli il più grande evento ciclistico d’Italia, con le due tappe conclusive. La prima toccherà Somplago, Tolmezzo, Villa Santina, Passo Pura, Sauris di Sotto, Sella Razzo, Pesariis, Ovaro, fino ad arrivare al Monte Zoncolan. La seconda tappa partirà da Gemona e terminerà a Trieste, dove si concluderà l’intera corsa: una festa per tutta la città. Maniago (PN) - Monte Zoncolan (UD) / Gemona (UD) Trieste. Info: www.gazzetta.it

14 - 15 giugno ▶ Gran Fondo del Friuli

28 giugno - 5 luglio ▶ Campionati Italiani Giovanili di Scacchi Under 16

È la manifestazione che ha saputo unire, usando la passione per il ciclismo, tre nazioni - Italia, Austria e Slovenia - e tre Società sportive -Ciclismo Buttrio, Arbö RLM OMYA Villach e K.K. Soča Kobarid. Non prevede l’agonismo, ma rivolge la sua attenzione ai cicloturisti puri, che amano pedalare in gruppo, ad andatura regolata, con la possibilità di ammirare paesaggi, conoscere culture e tradizioni di popoli diversi. Buttrio (UD) - Faaker see – Buttrio (UD). www.ciclismobuttrio.org

Il torneo si svolgerà secondo il modello svizzero: 9 turni di gioco, con un tempo di riflessione per tutti di 1 ora e 30 minuti, più 30 secondi a mossa per terminare la partita. In palio 5 titoli: campione under 8, under 10, under 12, under 14 e under 16. Tarvisio. Palazzetto dello Sport. Info: http://tarvisioscacchi.it

e inoltre... 24-25 maggio ▶ Trofeo Zahreball

1 giugno ▶ Manifestazione di Hovercraft

Torneo di calcio a 5 Sauris (UD). Info: 328 6551131, Evento nautico sulle acque del lago 333 9514293 Lago di Barcis (PN). Info: www.fim.fvg.it

25 maggio ▶ Meeting ‘Alpe Adria’

3-12 luglio ▶ Torneo ‘Città di Gorizia’

Atletica leggera giovanile Gare di pallavolo Tarvisio (UD). Centro Polisportivo. Gorizia. Piazza della Vittoria. Info: 392 Info: http://ustositarvisio.it 9797662, torneovolley.gorizia@libero.it 78

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FUN

17 maggio ▶ Rassegna Off Label - Fiant Umbrae/ capitolo II Spettacolo di danza in due capitoli: esperienza della paura nella percezione dell’ignoto; relazione tra l’individuo e lo spazio. Udine. Lo Studio, via Fabio di Maniago, 15. Orario: 21. Info: 0432 600424 www.arearea.it

25 maggio ▶ Seminario di Tango Salón Interpretazione musicale e sviluppo dell’espressività Plaino di Pagnacco (UD). New Life Center. Orario: 12-13, 16-19.15. Info: 333 6695623 donatellopalantone@yahoo.it http://www.tanghitudine.it/

14 giugno ▶ Capriva Country Serata di musica e ballo con dj Elvis & dj Diego Capriva del Friuli (GO). Via degli Alpini, loc. Russiz. Orario: 20-1. Ingresso libero. Info: www.italiacountry.it L’INFORMAFREEMAGAZINE

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F U O R I

R E G I O N E

T R E V I S O 18 maggio

▶MAGGIO MOTORI Giornata dedicata alle novità di tutte le marche automobilistiche, ormai costante e imperdibile riferimento per appassionati e per quanti devono acquistare un’auto. Vittorio Veneto. Info: 0423 495000, info@prolococastelfrancoveneto.it, www.prolococastelfrancoveneto.it Fino al 24 maggio

▶HEMINGWAY + PIAVE: LE ORIGINI DI UNA POETICA Tra le province di Treviso e Venezia, il grande scrittore americano ha incontrato persone, conosciuto luoghi e assaporato gusti che hanno segnato la sua vita e ispirato la sua arte letteraria. La mostra racconterà di queste persone, luoghi e gusti attraverso un percorso fotografico. Monastier. Villa Fiorita. Info: www.marcadoc.com 25 maggio

▶RIVE VIVE Non una semplice passeggiata, bensì un percorso sensoriale unico tra le più belle colline della Marca. Un’opportunità per conoscere le locali aziende vitivinicole ed alcuni siti storico-culturali come il Santuario di Collagù, le Torri di Credazzo, la Chiesa di San Lorenzo e la Chiesetta Santuario di San Gallo. Farra di Soligo. Info: 0438 801075, info@prolocofarra.it, www.prolocofarra.it Fino all’8 giugno

▶‘UN CINQUECENTO INQUIETO’, DA CIMA DA CONEGLIANO AL ROGO DI RICCARDO PERUCOLO Dipinti, pale d’altare, incisioni, sculture, medaglie, ceramiche, mappe, manoscritti e libri nell’epoca d’oro della pittura veneta. Conegliano. Palazzo Sarcinelli. Info: www.uncinquecentoinquieto.it Fino al 22 giugno

▶19142014 GIOVANNI BARBISAN NELLE COLLEZIONI CITTADINE Nel centenario della nascita di Giovanni Barbisan, la sua città gli rende omaggio con una esposizione di grande interesse. Conosciuto soprattutto come incisore, si è distinto pure con dipinti che hanno raccontato il paesaggio, ma anche evocando emozioni con le sue nature morte e le sue composizioni floreali. Castelfranco Veneto. Casa Giorgione e Galleria del Teatro Accademico. Info: 0423 735626, info@museocasagiorgione.it 22 giugno

▶LA TERRE ROSSE DEL MONTELLO Grande evento per tutti gli appassionati del Trail Running e del Nordic Walking. Un’occasione unica per passare una giornata piena di avventure ed emozioni autentiche, immersi nella natura. Volpago del Montello. Info: www.marcadoc.com 27 - 29 giugno

▶ALPE ADRIA 2014  CAMPIONATO DI ORIENTEERING Muniti di mappa e bussola, centinaia di atleti dovranno raggiungere una precisa meta passando per dei punti chiave, il tutto nel minor tempo possibile. E la foresta del Cansiglio, per la sua conformazione, sarà un vero e proprio banco di prova, con la sua fitta vegetazione e l’ambiente poco mutevole della piana. Altopiano del Cansiglio. Info: www.marcadoc.com


F U O R I

R E G I O N E

V E N E Z I A Fino al 18 maggio

▶FRANCO FONTANA. FULL COLOR La prima grande retrospettiva a Venezia di Franco Fontana: oltre 130 istantanee che raccontano la sua lunghissima storia di fotografo, conosciuto in tutto il mondo - celebri i suoi scatti sul National Geographic - per il suo gusto del colore. Venezia. Galleria Giorgio Franchetti. Info: www.istitutoveneto.it 31 maggio – 1 giugno

▶FESTA DELLA SENSA Storica festa della Senissima in cui si svolgeva il rito dello Sposalizio del Mare, con il Doge che raggiungeva S. Elena sul Bucintoro per essere benedetto dal Vescovo, la Sensa è tornata in auge nel 1965 come rievocazione storica e da allora richiama migliaia di visitatori. Venezia. Info: www.sensavenezia.it 7 giugno - 23 novembre

▶FUNDAMENTALS  BIENNALE DELL’ARCHITETTURA Per questa edizione, il curatore Rem Koolhaas ha dichiarato: «Fundamentals sarà una Biennale sull’architettura, non sugli architetti. La mostra si concentrerà sulla storia e sull’evoluzione delle architetture nazionali negli ultimi 100 anni». Venezia. Info: www.labiennale.org 8 giugno

▶VOGALONGA La Vogalonga è un atto d’amore per Venezia e l’acqua che la circonda, una festa per tutto il popolo del remo, e quest’anno giunge alla 40esima edizione: un appuntamento che porterà in città oltre 1.500 imbarcazioni. Venezia. Info: www.vogalonga.com 14-17 giugno

▶PALIO DELLA MARCILIANA Rivive la Serenissima grazie alla partecipazione di oltre 600 figuranti che danno vita a: il corteo dei nobili, gli spadaccini, i tamburini, i musici, gli antichi mestieri, i balestrieri, le macchine da guerra, i trampolieri, i giochi, i balli, il fuoco. Chioggia. Centro storico. Info: www.marciliana.com Fino al 15 giugno

▶TIZIANO, UN AUTORITRATTO L’esposizione dell’affascinante Autoritratto, di recente ritrovato e attribuito a Tiziano da autorevoli studiosi internazionali, rappresenta un’occasione unica per confrontarsi con l’inaspettata “nuova” immagine del più grande maestro dell’arte veneziana. Venezia. Museo Correr. Info: http://correr.visitmuve.it Fino al 29 giugno

▶CARLO SARACENI. UN VENEZIANO TRA ROMA E L’EUROPA Mostra antologica dedicata all’unico artista veneziano che, voltate con decisione le spalle alla cultura artistica tardomanieristica della sua città e presa la strada di Roma, si accosta alla visione artistica di Caravaggio, assimilandola in modo graduale e del tutto originale. Venezia. Gallerie dell’Accademia. Info: www.gallerieaccademia.org


O L T R E

C O N F I N E

C R O A Z I A 25 maggio

▶GIORNATE DELLE PORTE APERTE DELLE CANTINE VINICOLE I viticoltori spalancano le porte dei loro regni e dalla mattina alla sera offrono i loro eccellenti vini istriani. Umago, Cittanova, strada del Buiese. Info: + 38552213310 www.vinistra.com 30 - 31 maggio

▶UMAGINATION Quinta edizione del più importante mega evento musicale: Umagination! DJ di fama planetaria infiammeranno il palco con la loro energia, assieme a 7 grandissimi interpreti. Umago. Info: www.coloursofistria.com/it 30 maggio - 1 giugno

▶ISTRIA BIKE  TERRA MAGICA Gara ciclistica lungo i sentieri della regione. Sabato, spazio alle Maratone XC di diversa lunghezza, mentre la corsa XC Eliminator e la corsa per bambini si svolgeranno la domenica. Albona, Rabaz. Info: www.istria-bike.com/it 12 - 21 giugno

▶TRADINETNO Festival della musica tradizionale ed etnica, con laboratorio internazionale di musica Pisino. Castello. Info: http://www.istra.hr/it 20 - 22 giugno

▶SUMMER SENSUAL DAYS Balli latino-americani e una serie di laboratori di danza a vari livelli. Rovigno. Info: www.summersensual.com 26 – 28 giugno

▶CASANOVAFEST Serate letterarie, mostre, relazioni, incontri gastronomici, proiezioni cinematografiche ed eventi musicali. Orsera. Info: www.istra.hr/it 28 giugno - 5 luglio

▶COLONIA ARTISTICA MARASI Artisti provenienti da tutto il mondo daranno vita a esposizioni e performance di assoluto interesse. I principali nomi? Niko Sturm, Mario Palli, Zdenko Huzjan, Dime Temkov, Todor Vasev, Fulvio Juričić, David Maljković, Davor Kliman, Jasna Šikanja, Tomislav i Petar Brajnović, Tea Bičić. Marasi. Casa Ulrih. Info: www.istra.hr/it

C A R I N Z I A 18-23 maggio

▶TOUR DE KÄRNTEN Giro ciclistico con un padrino d’eccezione: Paco (Peter) Wrolich, idolo del ciclismo carinziano. Ossiachersee e monti Nockberge. Info: www.tourdekaernten.at 22 - 25 maggio

▶KÄRNTEN GOLF OPEN 2014 Sesta edizione del più importante evento europeo del settore. Finkenstein am Faaker See. Info: www.carinzia.at 29 maggio

▶ZAUNRINGBRATEN Rivivono antichi mestieri della vita contadina, presentati al pubblico nell’ambito di una festa sui pascoli. Tanto divertimento, ottima cucina e il ricordo del passato che torna improvvisamente vivo. Feld am See. Info: www.badkleinkirchheim.at 7 - 8 giugno

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settembre-ottobre 2007

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▶FESTA DELLO SPECK DEL GAILTAL Grande SPECKtacolo che affascina da ormai 22 anni i suoi ospiti con tenero e speziato speck del Gailtal: per un fantastico piacere gastronomico! Nassfeld. Info: www.nassfeld.at/it


O L T R E

C O N F I N E

S L O V E N I A 16 - 17 maggio

▶SALSA FLOWER POWER I partecipanti al festival, guidati da riconosciuti maestri sloveni e esteri, potranno imparare a ballare la salsa oppure perfezionare le loro abilità. Lubiana. Info: www.buba.si 16 - 18 maggio

▶ZELEFEST Festival musicale con band di musica rock, pop e latino-americana: un’intera città in festa! Železniki. Info: www.skofja-loka.com 31 maggio - 1 giugno

▶GIORNATE MEDIEVALI AL CASTELLO Il 10 aprile 1004 l’imperatore germanico Enrico II donò al vescovo di Bressanone Albuino il feudo carniolano di Bled. Nel 1011 Enrico II, con il nuovo atto di donazione al successore di Albuino, Adalberone, donò anche il castello sulla rupe (castellum Veldes). In ricordo del Medioevo, la città si veste d’antico per far rivivere il passato. Bled. Info: www.bled.si/it Fino al 10 giugno

▶MOSTRA DI DINOSAURI All’Arboretum Volčji Potok sono esposte 65 sculture di dinosauri, per la curiosità di grandi e piccini. Lubiana. Info: www.visitljubljana.com/it 13 - 15 giugno

▶REGATA INTERNAZIONALE DI CANOTTAGGIO Cinquantanovesima edizione dell’appuntamento sportivo più atteso della primavera slovena: tre giorni di puro spettacolo in attesa di scoprire i vincitori. Bled. Info: www.bled.si 25 giugno

▶CORSA SUL VRŠIČ  CORSA DI ANDREJČEK Appuntamento ciclistico internazionale sulle montagne più suggestive della Slovenia. Kranjska Gora. Info: www.kranjska-gora.si 2 - 5 luglio

▶JAZZ FESTIVAL LJUBLJANA Esibizioni dei più rinomati musicisti di jazz di tutto il mondo. Lubiana. Cankarjev dom, Križanke. Info: www.ljubljanajazz.si.

19-22 giugno

▶ALPE ADRIA BIKE FESTIVAL Il nuovo evento per bici da strada e mountaik bike per tutti gli appassionati: sono previsti percorsi formato famiglia (32 km), aziendali (74 km), professionale (95 km) e maratona ciclistica nei tre paesi dell’Alpe Adria (169 km). KlagenfurtVillach. Info: www.alpe-adria-bikefestival.com 29 giugno – 6 luglio

▶WORLD BODYPAINTING FESTIVAL Festival internazionale della pittura del corpo, con un programma ricchissimo di eventi collaterali. Pörtschach. Info: www.bodypainting-festival.com 5 luglio

▶FESTA DEL PESCE Trota di fiume, pasta al pesce, coregone, trota salmonata, zuppa di pesce, filetto di trota in padella gigante, granchi di fiume, paella, salmerino alla mugnaia, lasagne di pesce e pesce allo spiedo: la Carinzia che non ti aspetti! Feld am See. Info: www.badkleinkirchheim.at

L’INFORMAFREEMAGAZINE

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settembre-ottobre 2007

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Una vera epidemia: l’ansia sociale Social network, facebook, twitter, sms, il mondo a portata di dita… Tutto sembra facile, scontato, ma all’improvviso un essere umano in carne e ossa compare di fronte a noi, che non siamo più capaci di parlare, di comunicare, persino di annoiarci. È un boom di nuove patologie. Un rossore sulle guance tradisce un imbarazzo fulmineo. Lo sguardo non sa dove posarsi, se sulla punta delle scarpe o lì, dritto fra gli occhi dell’interlocutore! L’incertezza, la voce tremula, la paura della “solita figuraccia” e la voglia, penetrante come un coltello nella schiena, di fuggire, di darcela a gambe perché… Già, perché? Cosa c’è che non va? Cosa ci impedisce di parlare, vis a vis con un’altra persona? di casi di persone che non ce la fanno più. Hanno provato a telefonare in pubblico, a mangiare in pizzeria di fronte ai parenti tutti, riuniti per un compleanno, a darsi alla pazza gioia in discoteca… Ma non ce la fanno. Semplicemente. All’inizio si sentono bloccati, poi perduti, persi nelle nebbie della loro insicurezza. Fino, in casi estremi, a non riuscire più a uscire di casa.

Ma il punto centrale è la psicoterapia, che ben si presta a insegnare ad affrontare disagi di questo genere. Mediamente i risultati arrivano tra le otto e le dieci settimane. Particolarmente utili le tecniche immaginative, che consistono, nel corso di un’ipnosi vigile, nell’entrare dentro la parte più profonda della psiche, dentro di noi, mantenendo costanti la frequenza del respiro e il battito cardiaco, per arrivare infine alla situazione temuta. Dapprima a livello immaginativo, poi davvero! Persone che non prendevano l’autobus per paura di svenire nell’arco di qualche mese ritrovano la fiducia in se stessi. Ragazzi che non vogliono andare a scuola per paura di essere presi in giro dai compagni tornano a sorridere. Individui pieni di timidezza riscoprono, un po’ alla volta, la loro verve e quel briciolo d’incoscienza che li porta a proiettarsi in avanti, verso una vita più ricca di soddisfazione e calore.

LE PIÙ TIPICHE PAURE SOCIALI Telefonare o mangiare in locali pubblici, andare a una festa, lavorare se osservati, parlare con sconosciuti o Cristina Orel Psicologa clinica persone dell’altro sesso, affrontare colloqui di lavoro «Ma c’è rimedio, davvero? Siete sicuri che esiste un modo per vincere la timidezza? E, se sì, quale?». È ciò che si chiedono in molti. La psicologia ci viene incontro, in un modo o nell’altro. Occorre diventare consapevoli del problema, imparare a conoscerlo e non sottovalutarlo, intervenire già dai primi sintomi, sapere che ci sono tecniche, metodi, interventi e rimedi per poterlo affrontare e superare con destrezza.

Cristina Orel La dottoressa Orel è laureata in Psicologia Clinica e specializzata in Psicoterapia Psicosomatica. È autrice dei volumi: Ansia e Panico, una sfida da vincere, Vincere la depressione, Il grande libro dell’omeopatia. Lavora a Trieste e a Monfalcone. Si occupa di ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi dell’apprendimento, difficoltà comportamentali, problematiche Gli interventi contro “la paura degli altri” I rimedi naturali fungono da valido aiuto, soprattutto adolescenziali e relazionali. quando non si vuole ricorrere agli psicofarmaci. I fiori di Bach spezzano le paure e le corde che ci tengo- cristinaorel@libero.it no avvinghiati al malessere. Fra questi Mimulus, Larch Cell.: 333-6913969 e White Chestnut ed altri che andranno, via via, indivi- www.laforzadellamente.it duati per ogni singolo caso. Una buona dose di “ansiolisi” si ottiene coi fiori californiani, australiani e ita- Ansia e panico, liani. Ci vengono incontro fitofarmaci e gemmoderivati una sfida da vincere che consentono di poter affrontare al meglio una psi- Nuova Ipsa Editore, Palermo su www.macrolibrarsi.it coterapia.


AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI NÂş 2 “ISONTINAâ€? GORIZIA, INAUGURATA LA CASA DELLE ASSOCIAZIONI L’Azienda Sanitaria Isontina, con l’istituzione della “Consulta della saluteâ€?, ha da tempo avviato un importante processo di apertura che tende a includere le Associazioni dei cittadini nelle scelte di politica sanitaria, migliorando di conseguenza i servizi al cittadino. La necessitĂ di dover liberare degli spazi all’interno dell’Ospedale si è unita al bisogno delle associazioni di avere una nuova sede. Da qui l’idea di dar vita all’opera di recupero di un vecchio stabile, dove era in precedenza

consigliere regionale Rodolfo Ziberna, della presidente della Conferenza dei Sindaci Silvana Romano e dell’assessore provinciale al Welfare Ilaria Cecot. Debora Furlani ha invece illustrato il percorso che ha portato al recupero dello stabile, per il quale sono state impiegate prevalentemente risorse interne. Il direttore generale Gianni Cortiula, che ha riFRUGDWRODÂżJXUDGL(JLGLR%UDJDJQRORSHUWDQWL anni animatore dell’Associazione dei donatori di sangue, di recente scomparso, ha dichiarato: “Abbiamo messo questa sede a disposizione dei volontari perchĂŠ convinti dell’estremo valore dell’azione e dell’integrazione che svolgono a favore del territorio Isontino. La collaborazione con le istituzioni – ha sottolineato – deve essere un’integrazione vera e costante, non solo nei casi di emergenza. Questo è un luogo dove tutti noi possiamo crescere e aiutarci. L’Azienda sanitaria Isontina sarĂ sempre vicina ai volontari seguendo il principio di sussidiarietĂ  orizzontale, ponendo le basi per un confronto leale e aperto, facilitando cosĂŹ i processi di miglioramento. Ricordiamoci – ha concluso – che a causa del ubicato il Dipartimento di Prevenzione, trasferito delicato equilibrio delle risorse disponibili, dobQHO IUDWWHPSR QHJOL XIÂżFL GHO YHFFKLR RVSHGDOH biamo gestire con maggiore responsabilitĂ  il loro civile di Gorizia. La struttura è stata inaugura- utilizzo. Consideriamoci pure tutti operai nel senta venerdĂŹ 28 febbraio in via Duca d’Aosta 111 so letterale del termine, poichĂŠ gli operai sono (vedi foto), alla presenza di Lucio Samonati in coloro che costruiscono un’opera, ed è grazie al rappresentanza delle associazioni presenti, del loro impegno che quest’opera ha preso vitaâ€?.


CO M PI TI E RES PO N S AB I L I TÀ

Buongiorno,

Rubrica a cura di Giuliana De Stefani

P S I C O L O G I A

mi aiuta a risolvere questo problema? È interessante esplorare i meccanismi che scattano nella nostra mente quando formuliamo una richiesta d’aiuto. Che si tratti di farci aiutare a svitare il tappo di un barattolo di pomodoro o di costruire il vano dell’ascensore nella nostra abitazione, parrà strano, ma l’aspettativa che prende forma in noi avrà il medesimo contenuto: “Questa cosa io non la so fare, ma ne ho proprio bisogno… so che tu sei in grado di farla! Per favore, aiutami, puoi farla tu per me?” In sostanza nell’arco della nostra vita risulta evidente che, anche se siamo dotati di un buon livello di autonomia personale, abbiamo in continuazione bisogno di altri individui per risolvere problemi materiali, progettuali, burocratici e procedurali, fino a quelli relazionali e intrapsichici. La limitatezza personale è condizione universale: anche chi eccelle in qualche campo (professionale, artistico, sportivo) sarà senz’altro costretto prima o poi a chiedere l’aiuto di qualche artigiano o professionista e di molti amici… Naturalmente lo specifico intervento richiesto a un architetto e quello sollecitato a un amico hanno dei punti in comune ma anche molte differenze. Gli elementi presenti in ogni richiesta sono: - attribuzione di una competenza (già esperita o certificata); - affidamento di un proprio interesse (fiducia a priori “so che lo farai nel mio interesse”). In questo caso è bene sottolineare che quando siamo in una situazione difficile (non sappiamo gestire una procedura burocratica, siamo rimasti a piedi e abbiamo bisogno di un passaggio urgente) in noi si crea l’aspettativa di un salvatore. Come si fa a raggiungere la soddisfazione? Proprio in questi casi si rivela fondamentale la comunicazione tra il soggetto richiedente e il prestatore d’aiuto: è indispensabile che si giunga a una precisa descrizione delle aspettative e dell’intervento risolutivo da adottare. In sostanza è indispensabile sgombrare il campo da elementi fantastici per riportare la comunicazione su di un piano di chiarezza che consenta la nascita di un’alleanza tra i due soggetti volta alla reale soluzione del problema. Un secondo elemento da verificare è il possesso reale delle competenze necessarie ad affrontare e risolvere il caso: una persona mediamente forte riuscirà ad aprire il barattolo, un architetto è accreditato per gli inteventi progettuali e di direzione dei lavori in edilizia. Nel caso più complesso, però, l’abilitazione all’esercizio di una professione costituisce solo il prerequisito allo svolgimento della stessa, cioè costituisce una condizione necessaria ma non sufficiente. In sostanza non vi è alcuna garanzia legata al titolo in merito “alla volontà di reale esercizio della competenza certificata”. Dal punto di vista psicologico, può essere sconcertante diventare consapevoli di questa realtà: esistono persone rite-


nute competenti che godono di uno status certificato che potrebbero operare con negligenza e superficialità. Questa constatazione mina alla base l’atteggiamento di fiducia a priori che normalmente ci ispira quando ad esempio scegliamo un artigiano per affidargli le riparazioni da fare nel nostro bagno o sulla caldaia. Quale meccanismo psicologico occupa la mente di un committente che vede deluse le proprie legittime aspettative nell’ambito di un rapporto tecnico, consulenziale, professionale nel caso di interventi, consigli o progetti che alla fine risultino non risolutivi, inadeguati o addirittura pregiudizievoli? Proverà subito un’oscillazione del pensiero tra i due poli “Competenza certificata” e “Fallimento dell’intervento” a cercare il “perché è accaduto?”, “come è possibile?, “un altro professionista avrebbe risolto il problema?”. Potrebbe arrivare ad auto colpevolizzarsi: “ma gli ho spiegato bene cosa mi serviva?”, “forse dovevo telefonargli più spesso”, “dovevo cercare anche la consulenza di un altro per comparare le soluzioni”, “forse gli ero antipatico”… Il punto è, come diceva Pareto, che di ogni evento che ci occorra noi abbiamo bisogno di darci una spiegazione: non possiamo resistere, la nostra mente soffre fino a che riesce a costruire una teoria che regga, che esibisca una logica magari infausta ma comprensibile del perché “un problema che sembrava solubile coi giusti mezzi, è rimasto tale o è peggiorato”. Ecco perché è facile sforare anche nell’autocolpevolizzazione o nella paranoia: sono una spiegazione in mancanza di altre migliori. Per fortuna le spiegazioni migliori ci sono, e anche qualche logica soluzione. Eliminate le pretese magiche del committente nella soluzione del problema, constatato il possesso dei requisiti certificati di competenza del consulente/professionista, rimangono solo due fattori: la responsabilità oggettiva e la psicologia soggettiva. Nei rapporti di prestazione d’opera, progettazione e consulenza, i codici deontologici prescrivono con chiare indicazioni le modalità di erogazione della prestazione o indicano “lo svolgimento a regola d’arte” come criterio di valutazione dell’esecuzione delle opere. Chi non si attiene a tali indicazioni, oltre che a contravvenire a regole formali poste a tutela dei committenti, svaluta il committente come persona e svaluta il compito assegnatogli: questa è semplicemente la spiegazione migliore per lavori mal fatti o addirittura comportanti un danno aggiuntivo per il committente. Sopravvalutazione di sé, superficialità, troppi impegni contemporanei possono essere alla base di una dinamica distruttiva che può condurre una persona a non riuscire a garantire la gestione del compito affidatogli. A livello personale recupererà credibilità solo se si assumerà le proprie responsabilità, riparando i danni causati. A livello sociale riposizionerà un mattoncino di fiducia nella casa della comunità.

Giuliana De Stefani Psicologa psicoterapeuta


Combattere la noia I ragazzi appaiono spesso disinteressati a

Servizio a cura di Cristian Vecchiet

P E D A G O G I A

qualunque proposta e l’utile appare la categoria morale per eccellenza. Come cambiare la situazione? Ricordando loro che sono portatori di doveri e non solo di diritti. Uno dei tratti caratterizzanti le nuove generazioni degli adolescenti è certamente la noia. I ragazzi appaiono spesso annoiati, disinteressati di fronte a qualunque proposta, sganciati da ogni forma di impegno, difficili da “prendere”. Il contesto culturale e sociale sembra legittimare e favorire questo trend, fornendo un terreno fecondo alla svogliatezza. La vita è intesa ed esperita come un insieme di frammenti spesso disgiunti tra di loro. Anche i valori vengono pensati e vissuti in questo modo: quanto oggi ritengo valevole e giusto, non è detto che sia tale anche domani. Lo stile di vita di ieri oggi può tranquillamente essere ribaltato. Il contesto culturale che esperiamo rilancia continuamente sull’impossibilità che esistano valori e forme di vita che tengano alla prova del tempo e delle aspirazioni individuali. Dal punto di vista morale questo trend va sotto il nome di individualismo e utilitarismo. Contano le esigenze dell’individuo, i suoi desideri del momento. La legittimità delle istanze morali è connessa alle pulsioni, alle emozioni, ai pensieri che un individuo prova in un dato momento e che ovviamente possono cambiare. Nessuno è legittimato a richiamare qualcun altro sui comportamenti che adotta, ammesso che non siano incompatibili col vivere civile. L’utile appare la categoria morale per eccellenza. La dimensione economica della società ben esprime e soprattutto incentiva tutto questo. Fino a qualche decennio fa a contare era la produzione e l’uomo era identificato col produttore. Nel tempo invece si è imposta l’urgenza spasmodica di consumare e l’individuo è assurto a homo consumens. L’utile è sempre più l’utile di pochi. Il contratto sociale (cifra della filosofia politica e sociale della modernità) è sempre più a favore soltanto di qualcuno. È in un contesto siffatto che germina e germoglia la noia. Tutto è o appare noioso, cioè insipido, privo di sapore, di attrattiva, di fascino, perché in fondo siamo in troppi a colludere con quel clima culturale e morale. Certo, per fortuna non mancano segnali in senso opposto. Sta tornando la voglia di socialità, il desiderio di forme di vita buona, anche se in modo ancora ambivalente. Ma cos’è la noia? La noia è il disinvestimento affettivo e cognitivo. La noia è il sentimento di vuoto e di mancanza di interesse per qualcosa. L’individualismo costitu-

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GIOVANI E RESPONSABILITÁ


isce l’humus della noia. L’uomo non è fatto per essere da solo e per pensare solo a se stesso. L’uomo è strutturalmente socievole ed è fatto per stare con l’altro e assumere forme di vita regolari. Esiste chiaramente anche un significato positivo della noia. La noia può essere anche l’occasione opportuna per ripensare a stili e forme di pensiero e di vita. La noia può costituire la circostanza propizia per fare il punto della situazione su ciò che si è e si fa e per rilanciare. La noia può essere il momento in cui uno sta con se stesso. La noia può essere da stimolo a inventarsi qualcosa da fare, alla creatività, uno stimolo indiretto ad agire. La noia può spingere un ragazzo ad attivarsi e cercare di dare un senso al tempo che vive. Sotto questo profilo gli adulti che programmano ogni momento della vita dei ragazzi e risolvono sempre i loro problemi non li aiutano a crescere. Non bisogna evitare sempre la noia del ragazzo, perché, così facendo, il ragazzo non impara l’intraprendenza, lo spirito di iniziativa e la tolleranza alle frustrazioni, la capacità di far fronte alle difficoltà e di risoluzione dei problemi. La noia oggi perlopiù provata è tuttavia diversa. Nel nostro tempo i ragazzi vivono tanti momenti fra loro separati e privi di un legame unitario. Non sanno cosa fare e come fare. Non trovano motivazione in niente. Oggi i ragazzi si annoiano perché non sanno come agire, come attivarsi. Come si fa a combattere la noia? L’antidoto alla noia probabilmente va ravvisato nella responsabilizzazione dei ragazzi. I ragazzi non sono solamente portatori di diritti ma anche portatori di doveri. Hanno doveri verso se stessi e verso gli altri e questo lo devono percepire in modo chiaro. Un eccesso di tutela e di protezione dei ragazzi apre la strada alla deresponsabilizzazione. Senza una progressiva responsabilizzazione non è possibile crescere in autonomia e diventare adulti. Responsabilizzare i ragazzi vuol dire far capire che molto dipende da loro e che le azioni che compiono hanno delle conseguenze inevitabili su di sé e sugli altri. È così che può maturare nel ragazzo la consapevolezza che la propria libertà deve misurarsi con le regole della realtà. Solo un autentico e reale aggancio alla realtà può consentire un salto di qualità nello stile di vita. E come si fa a responsabilizzare? È importante che i ragazzi imparino ad attivarsi e sperimentino le conseguenze delle loro azioni e dei loro comportamenti, nel bene e nel male. Un eccesso di difesa e di tutela apre la strada all’eterna adolescenza. È importante che fin da piccoli i figli vengano educati a responsabilità proporzionate e compatibili con la loro età. E chi deve responsabilizzare? Chiaramente nessuno è esente da questo impegno, a partire dai soggetti educanti per definizione, quali i genitori, la scuola, gli adulti in genere. Soprattutto quando rappresentano degli “altri significativi”, cioè degli adulti autorevoli agli occhi dei ragazzi.

Cristian Vecchiet Collaboratore presso l’associazione La Viarte, è docente di Etica e Teologia dell’Educazione presso l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia.


FIGLI DI UNO SPORT MINORE ovvero, saranno (stati) quasi famosi!

Carattere sportivo Diego Zamò (nella foto), campione di baseball nostrano, essenziale nel fisico, asciutto e muscoloso ma non voluminoso, schietto e sincero come il diretto dell’avversario che si infila nella tua guardia, sorridente come il vincitore che non molla nemmeno quando perde, incarna tutti i molteplici significati del termine “sportivo”. Come potrete notare da questa intervista. Diego, sportivi si nasce o si diventa? «Io penso che si nasca. Sin da piccolo ho sempre praticato sport per gioire della vita. Certo, quando nel 1983, a undici anni, ho fatto il mio primo allenamento di baseball a Ronchi dei Legionari, sotto la guida del mister Alessandro Fontanot, ho anche capito che lo sport del ‘batti e corri’ sarebbe stata la mia vita, tanto ne sono rimasto affascinato e divertito». Quindi si è formato dentro di lei una specie di motto: non avrai altro sport all’infuori di me… «Esatto. La gioia che provo ancora oggi, quando gioco, è tale che mi sento come al mio primo giorno di tanti anni fa. Anche se gioco a tennis con passione, essere sul diamante è l’unico posto che percepisco davvero adatto a me. È una specie di magia, cantavano ‘i Queen’, difficile da spiegare». E grazie alle Pantere Nere di Ronchi a soli 17 anni esordì in serie A. «Fui impiegato dal mitico Luciano Miani, al secolo ‘Il Giaguaro’ del baseball, che ha fatto esordire tanti altri ottimi giocatori, come lanciatore nella partita contro la capolista. Feci rimanere a zero i loro battitori migliori, e da allora rimasi in forza alla prima squadra». E nei Black Panthers ci è rimasto fino al 1998. «Anno funesto quello. A causa di problemi societari scomparvero le Black Panthers con conseguente azzeramento del baseball a Ronchi. Andai così a giocare, in una forma di semi-professionismo, a Verona, pur continuando a vivere e lavorare in Bisiacaria». Gioca sempre lanciatore, come all’inizio? «No, col tempo sono divenuto un esterno. In realtà pur avendo il ‘braccio’, ovvero il talento del lanciatore, non mi divertivo al massimo. Correre fra le basi, intuire il movimento dell’avversario, essere sempre in tensione, attivo nell’azione, mi esalta molto di più». Quanto è rimasto a Verona? «Solo una stagione, giusto il tempo di vedere rinascere, anche se con il nome di New Black Panthers, la vecchia squadra del paese. Così sono ritornato qui. Un paio di stagioni di buon livello e poi nel 2002 sono andato all’Alpina Trieste, dove posso dire di aver passato un anno strepitoso, culminato, nel giorno del mio compleanno, nella convocazione in Nazionale». Non male come regalo… «Con la Nazionale ho partecipato a un torneo in Sicilia e ai Campionati Inter-


continentali di Cuba. Poi un infortunio al ginocchio ha posto fine al periodo magico». Quali erano i suoi punti di forza? «Allora come oggi ho sempre avuto qualcosa in più sia nella velocità che nella potenza, nonché nella visione di gioco. Il baseball è uno sport strano: se attacchi sei da solo, se difendi sei in nove. Bisogna cambiare subito atteggiamento, se non si vuole essere fuori tempo, e io mi adeguo subito». Quindi di passare a fare l’allenatore ancora non se ne parla? «Ho fatto il brevetto base e l’ho trovato molto interessante, anche perché ho studiato argomenti che mi hanno dato una nuova visione di tanti aspetti dello sport, da quello anatomico a quello psicologico. Però non mi sento ancora pronto per il grande passo. Io, quando c’è la gradinata piena di gente che fa il tifo, mi esalto ancora troppo». Prima parlavamo del suo talento di lanciatore, del suo talentuoso ‘braccio’, forte, ma così forte, che qualcuno mi ha raccontato che una volta, sotto militare… «Nel 1993 ho svolto servizio di leva a Roma, e giocavo, sempre in serie A, con la squadra romana. Andammo alle esercitazioni di lancio con la bomba a mano e il capitano mi sfidò a chi lanciava più lontano. Il capitano era sicuro del fatto suo e disse che se avessi vinto io mi avrebbe dato tre giorni di permesso, altrimenti tutto come prima. Lanciai io per primo; c’era un po’ di foschia e la visibilità era limitata a una cinquantina di metri. La mia bomba si perse nella nebbia e il capitano non volle nemmeno tentare il tiro. Disse semplicemente “hai vinto tu”». Un episodio da inserire nel suo palmares. «Queste sono cose che si fanno per ridere. Quando vieni convocato in Nazionale, o nella rappresentative dell’All Star Game (ovvero la contro-nazionale, squadra formata dai migliori giocatori del torneo che però sono al di fuori della rosa azzurra) allora è tutta un’altra storia. In realtà non ho vinto molto: mi manca perfino lo scudetto. Ci sono un paio di Coppe Italia, ma non è la stessa cosa». Il suo tifoso più accanito? «Senza dubbio mia mamma; fino alla sua scomparsa mi ha seguito praticamente in ogni momento, fin dal primo allenamento. Poi è arrivata anche mia moglie Elisabetta a fare un tifo scatenato per me. Non mi è di certo mancato il supporto sia morale che affettuoso». E l’America? Diventare un giocatore della Major League non le manca? «È il sogno di tutti, ma in pochi lo realizzano. Però io mi sento felice per chiunque raggiunge tale obiettivo. Ad esempio l’acquisto di Alberto Mineo, figlio di Diego, con il quale ho giocato assieme, da parte dei Chicago Cubs, è un evento che mi rende molto orgoglioso. Uno sportivo deve saper gioire anche delle imprese altrui». E su queste parole, che incarnano quello che dovrebbe essere lo spirito sportivo, chiudo l’intervista. E poi è chiaro a tutti che quelli come il nostro intervistato, piccola élite, di solito vengono indicati con un ilare gioco di parole che rende bene l’idea. Carattere sportivo? No; sportivo di carattere. Questo è Diego Zamò. Chiunque voglia segnalare “un mito della porta accanto”, può scrivere alla redazione di iMagazine: info@imagazine.it Per rileggere tutte le puntate precedenti di “Figli di uno sport minore” visita la sezione “approfondimenti” di www.imagazine.it


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Donne e spiaggia: quale costume quest’anno? I corpi perfetti non esistono. Ecco perché è importante scegliere qualcosa da indossare con briosa spontaneità. E i colori? L’esperta non ha dubbi: “Quest’estate domineranno le tonalità rosa e azzurre”. Tra le mille insicurezze che affliggono il nostro bellissimo sesso forte, anche quest’anno i nostri corpi stanno per tornare a splendere al sole. Sentirsi a proprio agio in questa stagione diventa essenziale per riuscire a godersela completamente, a partire dalla spiaggia, il luogo magico in cui la consuetudine sociale di coprirsi viene sovvertita. Mostrarsi in costume è spesso uno spauracchio, almeno i primi giorni, e ognuna di noi fa il possibile per arrivare preparata al momento della verità: la prova costume. Quindi tutte a dieta già da qualche mese, tutte dall’estetista, tutte nei solarium; e tutte convinte che ogni singolo sguardo sarà puntato sulle nostre smagliature, sulla cellulite, sui capillari e su milioni di altri difetti che nella realtà nessuno noterà. La cosa più sensuale che si può vedere su una spiaggia non è una donna perfetta, che ovviamente esiste solo nei file photoshoppati delle riviste di moda, ma una donna elegante e allegra nella sua pelle. Fondamentale per trasmettere la gioia di

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essere quello che siamo è la scelta di un colore giusto, il colore che ci faccia sentire belle, ma dopo mesi di freddo e colori scuri non è facile scegliere quello più adatto. Abbiamo chiesto a Paola Gaggi, titolare di uno dei negozi di intimo più antichi e rinomati di Trieste, quali saranno i colori più gettonati quest’anno. E pare proprio che non ci sarà spazio per i colori spenti. Questa estate domineranno le tonalità dei rosa e degli azzurri, con mille varianti che spaziano dal rosso fragola al verde acqua. Colori naturali e splendenti che esaltano le forme a ogni età, e che fanno risaltare l’abbronzatura senza tuttavia spiacevoli effetti a contrasto, per fortuna, demodè. L’offerta in questo campo è come sempre vastissima, e anche per quanto riguarda i diversi modelli è necessario scegliere la forma giusta: dal bikini con triangolino, al balconcino, al costume intero, ogni fisicità può trovare la soluzione giusta, la giusta combinazione tra eleganza, comodità e allegria. Per quanto riguarda i materiali, Paola ci segnala che anche quest’anno saranno alla ribalta il pizzo sangallo e il macramè, valide e romantiche alternative al nylon. Il suo consiglio nella scelta è molto semplice: “Rispettate sopratutto la vostra personalità, così da indossare il costume con briosa spontaneità!” Francesca Scarmignan

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TRIESTE, CACCIA AL TESORO PER BENEFICENZA Domenica 11 maggio. Il ricavato sarà devoluto ai figli dei lavoratori in difficoltà del settore edile.

Prosegue anche nel 2014 l’attività benefica del Comitato Cittadini Alziamoci di Trieste, presieduto da Adriana Simonovich. Domenica 11 maggio verrà infatti organizzata nel centro cittadino una caccia al tesoro il cui ricavato sarà devoluto ai figli dei lavoratori in difficoltà nel settore edile, rimasti senza occupazione. L’evento partirà alle ore 10 (ritrovo a partire dalle ore 9) da piazza della Borsa e coinvolgerà persone adulte e bambini che, divisi in squadre, dovranno scoprire e interpretare gli indizi dislocati in vari luoghi, compresi i musei cittadini. La caccia al tesoro si concluderà verso le ore 15 sempre in piazza della Borsa con una festa finale all’interno della quale avranno luogo le presentazioni delle autrici di albi disegnati Cristina Marsi (testi) e Ingrid Kuris (illustrazioni), delle opere di Diego Manna e della produzione di memorie e racconti in dialetto istriano scritti da Roberto Stanich. Durante la festa ci saranno laboratori creativi e giochi per i più piccini, con l’allegria dei palloncini offerti a tutti da Isabella Goio. Al termine saranno proclamati e premiati i vincitori. Sempre nel contesto della raccolta fondi sostenuta dal Comitato Cittadini Alziamoci, Trieste Trasporti ha voluto donare tre tessere mensili per gli autobus, mentre la direttrice dei civici musei cittadini, Maria Masau Dan, ha voluto donare dei libri da destinare ad alcuni partecipanti alla caccia al tesoro. “Lo scopo di queste iniziative - spiegano i membri del comitato - non è fare carità, ma fornire possibilità a chi rischia di non averne. Perciò la raccolta fondi è finalizzata alla trasformazione del denaro raccolto in buoni acquisto per prodotti scolastici, di cartoleria o ginnici che siano, necessari ai bambini per andare a scuola a testa alta, capaci di trarre da sé il meglio e usarlo per costruire la propria vita e la porzione di società su cui potranno avere influenza”.

COMUNE DI MONFALCONE Abitanti: 27.940

nati: 75, deceduti: 115, immigrati: 622, emigrati: 462, matrimoni: 14 (dati Anagrafe dic 2013-mar 2014) Recapiti: 0481 494280, www.comune.monfalcone.go.it

COMUNE DI STARANZANO Abitanti: 7.268

nati: 12, deceduti: 19, immigrati: 90, emigrati: 97, matrimoni: 3 (dati Anagrafe dic 2013-feb 2014) Recapiti: 0481 716911, www.comunedistaranzano.it

COMUNE DI SAN CANZIAN D’ISONZO Abitanti: 6.260

nati: 9, deceduti: 11, immigrati: 48, emigrati: 28, matrimoni: 2 (dati Anagrafe feb-mar 2014) Recapiti: 0481 472311, www.comune.sancanziandisonzo.go.it

COMUNE DI RONCHI DEI LEGIONARI Dati: N.P.

Recapiti: 0481 477111, www.comuneronchi.it


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3 maggio Buon compleanno Graziana! Cesare, Marina, Elisa, Riccardo, Andrea 14 maggio Tanti auguri Luca! papà Stefano 24 maggio Auguri di buon compleanno a Edi! Andrea, Daniela, Rosalia e Massimo 25 maggio Buon compleanno Damiano! Lo staff di iMagazine 27 maggio Tanti auguri Luigi! Eva, Alexandra, Stefano, Giorgio 30 maggio Buon compleanno Eva! Stefano e fans 18 giugno Tanti auguri Andrea! Vanni 20 giugno Buon anniversario M! A 20 giugno Buon compleanno Fabio! Stefano 27 giugno Tanti auguri Sasa! Alexandra, Nika, Eva, Stefano 29 giugno Felix dies natalis, Vanni! Lo staff di iMagazine 29 giugno Buon compleanno Paola! Stefano Mandaci entro il 1º giugno i tuoi auguri per le ricorrenze di luglio e agosto! Li pubblicheremo gratuitamente su iMagazine! Segnalaci giorno, evento, mittente e destinatario e spedisci il tutto via e-mail (info@imagazine.it), via posta ordinaria (iMagazine, c/o via Aquileia 64/a, 33050 Bagnaria Arsa – UD) o via fax (040 566186).


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Fonte: Federfarma Gorizia e Ordine dei Farmacisti di Trieste

FARMACIE DI TURNO

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Le farmacie contrassegnate dal fondino arancione anticipano di un giorno le date di turno indicate. Le farmacie di Trieste iniziano e terminano i turni 2 giorni dopo rispetto alle date indicate

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