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Istituto Comprensivo Statale “G. Galilei” Via della Concordia, 92 – 61122 Pesaro

Piano dell’ Offerta Formativa

- a.s. 2012/13

wxw|vtàÉ t “Anno Europeo Contro lo Spreco”

“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano,

… ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe tÑÑÜÉätàÉ wtÄ una goccia in meno” (Madre Teresa di Calcutta)

Collegio dei Docenti con delibera n.27 del 10/12/12 Consiglio d’Istituto con delibera n.324 del 14/12/12


MISSION L’Istituto Comprensivo “Galilei” assume come principio ispiratore primario, nella sua azione formativa, l’attenzione allo studente come persona considerata nella sua unicità e originalità, pertanto si caratterizza come scuola di base che

 è attenta al contesto familiare e territoriale, alla storia, alle tradizioni, alle differenze culturali e sociali;  interagisce con il territorio;  è disponibile all’innovazione ed al lavoro collegiale;  è aperta al dialogo interculturale;  pone

al

centro

dell’attività

formativa

il

dialogo,

responsabilizzazione e l’autovalutazione;  opera democraticamente e nel rispetto della legalità.

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la


INDICE Presentazione del POF

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Linee di indirizzo del Dirigente scolastico •

Per il Collegio Docenti

L’Istituto Comprensivo “Galilei”: strutture e servizi • • •

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Organizzazione dei servizi Criteri di riferimento comuni definiti dal Collegio Docenti Le sedi - Villa Ceccolini: scuola dell’infanzia - Villa Ceccolini: scuola primaria - Villa Fastiggi: scuola dell’infanzia - Villa Fastiggi: scuola primaria - Villa Fastiggi: scuola secondaria di 1° grado Organizzazione interna: compiti e incarichi Alunni iscritti

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L’Istituto Comprensivo “Galilei” e il territorio

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Il progetto pedagogico dell’Istituto Comprensivo “Galilei” • Profilo educativo • Profilo culturale e formativo dell’alunno • Maturazione di competenze culturali

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Potenziamento dell’offerta formativa - Attività dell’Istituto finalizzate al potenziamento - Attività extracurriculari - Attività per alunni con difficoltà di apprendimento - Recupero del disagio scolastico - Integrazione alunni con bisogni educativi speciali - Accoglienza ed integrazione alunni stranieri • L’innovazione • La valutazione della qualità del servizio, monitoraggio, verifica • La valutazione dell’alunno • Valutazione dei servizi e soddisfazione dell’utenza

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36 37 39 41

54 54 55 57

Allegati Progetti n. n. n. n. n.

1 2 3 4 5

Accoglienza P. Continuità P. Integr.al. bisogni ed spec. P. A scuola con gli amici P. Accoglienza Al.Stranieri P.

60 64 70 75 79

n. 6 Centro sportivo scolastico p. 84 n. 7 Alleanza Scuola-Famiglia P. 86 n. 8 Innovazione e sviluppo tecnologie P. 89 n. 9 S.P.I.D.E.R. P. 103 n.10 Le strade della conoscenza p. 118

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PRESENTAZIONE

DEL

POF

Il presente Piano dell’Offerta Formativa, approvato dal Collegio Docenti unitario del 10/12/12 – Del. n. 27 e dal Consiglio d’Istituto del giorno 14/12/12 - Del. n. 324, è il documento con il quale l’Istituto “Galilei” esprime la propria identità partendo dal recupero e dalla valorizzazione della memoria storica, delineando il proprio sviluppo e tracciando le scelte pedagogico-didattiche sulla base dell’analisi dei bisogni degli utenti e del territorio. Inoltre vuole essere un contratto formativo che viene stipulato con l’utenza tramite la precisa definizione del profilo formativo atteso, l’esplicitazione delle scelte, delle attività, dei progetti e delle modalità organizzative. In quanto tale, il P.O.F. vincola non solo gli operatori scolastici, ma anche gli studenti e le loro famiglie. Il POF, integrato dai Progetti di Istituto e dalla Carta dei Diritti e dei Doveri, sarà tenuto costantemente sotto controllo e monitorato dagli operatori scolastici. Nel 2006 l’Istituto “G. Galilei” ha ottenuto la certificazione in base alle norme UNI EN ISO 9001:2000 dall’Ente Certificatore CERTIQUALITY di Milano; rinnovata nel febbraio 2010 adattando il sistema alla nuova norma UNI EN ISO 9001:2008; nel 2012 è stato interrotta la verifica del Certificatore ma l’Istituto “Galilei”, ha fatto la scelta di mantenere alto il livello di qualità del servizio e si proponendo di attuare una politica che risponda alle esigenze ed alle aspettative dei propri studenti, delle famiglie, del territorio, armonizzandole con le indicazioni normative e con i contributi delle scienze dell’educazione. In una realtà sociale ed economica in continua trasformazione, anche a causa della forte immigrazione interna ed esterna, la scuola assicura un’offerta formativa articolata, volta al miglioramento continuo del servizio e alla valorizzazione delle risorse umane e materiali, d’intesa con il territorio. La soddisfazione dell’Utenza e i risultati finora raggiunti sono per noi un impegno a mantenere alto il livello di qualità dell’azione formativa. Siamo consapevoli che non si tratta di un compito facile, vista la continua trasformazione della scuola di base, determinata dalle nuove disposizioni ministeriali che hanno ridotto l’orario dell’attività didattica e soprattutto il personale e considerata la situazione di disagio generalizzato che vede sempre più coinvolti i minori e le loro famiglie. Il nostro punto di forza sta nel fatto che in questi anni di storia dell’Istituto Comprensivo abbiamo cercato di salvaguardare e socializzare differenti vissuti professionali, tradizioni, esperienze, storie diverse, iscrivendole in un progetto unitario costruito su linee congruenti rispetto a mete condivise:  la precisa definizione del profilo formativo atteso,  una selezione di contenuti in un’ottica di continuità e senza inutili sovrapposizioni,  una scelta di educazioni con una prospettiva di sviluppo dai tre ai quattordici anni. La scelta di molte famiglie di iscrivere i propri figli nella scuola “Galilei” nonostante la presenza, nei loro quartieri, di una scuola secondaria di 1° grado, è una prova che l’utenza riesce a cogliere il valore del progetto educativo. Gli stessi genitori, infatti, hanno motivato la loro scelta in questi termini: - il progetto educativo pone attenzione a tutta la persona dell’alunno; - l’Istituto dà garanzia di serietà organizzativa e professionale sotto tutti gli aspetti (Docenti, Amministrazione, Collaboratori scolastici, Dirigente);

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i ragazzi vengono motivati attraverso numerose attività e mediante la responsabilizzazione ed il coinvolgimento nel percorso didattico e formativo; la preparazione e i risultati dei ragazzi che stanno frequentando la Scuola sono elevati.

La preoccupante situazione di disagio sociale che vede spesso protagonisti i minori, ci ha portati a focalizzare l’attenzione, negli ultimi anni, sull’alleanza scuola-famiglia, un percorso centrato sulla concertazione e sulla partecipazione, messo a sistema con la collaborazione dei numerosi genitori che si sono dichiarati disponibili. Il processo partecipativo coinvolge insegnanti e genitori nella individuazione delle aree critiche dell’educare (regole, obiettivi formativi, aspettative, ruoli, gestione del tempo libero.…) e, attraverso il confronto, consente di definire un impegno reciproco rispetto a decisioni condivise. È nostra intenzione continuare il lavoro avviato con gli Enti e le Istituzioni del territorio e porre con fermezza la questione della rete educativa territoriale, unica via per uscire dall’isolamento e per un’azione educativa e di prevenzione efficace. Con l’autonomia, le Scuole italiane sono divenute, infatti, un soggetto politico e, con le loro scelte contribuiscono ad orientare i processi di sviluppo dei diversi contesti di riferimento; l’autonomia, inoltre, induce gli operatori scolastici a ripensare continuamente gli assetti organizzativi e didattici, sulla base anche delle richieste dell’Utenza, in un rapporto sinergico con le famiglie e la Comunità locale. Il Piano dell’Offerta Formativa che identifica ogni Istituto è, di fatto, un atto di politica scolastica locale. L’Istituto “G.Galilei” si pone quindi in un atteggiamento di continuo ascolto e di interazione con il territorio in cui opera; cerca inoltre di accogliere persone appartenenti a culture ed etnie diverse, di cogliere i bisogni e le aspettative della propria utenza e di portarli all’attenzione delle Istituzioni del territorio. È necessario, quindi, che nei confronti della Scuola autonoma cambi anche l’atteggiamento della Comunità locale e dell’Amministrazione Comunale, chiamata a contribuire alle scelte di politica scolastica, a sviluppare il coinvolgimento diretto e la partecipazione produttiva. La Scuola non è più un’isola, autosufficiente ed autoreferenziale, ma una risorsa socio-culturale forte del territorio e, come tale, va vissuta dagli operatori, dagli utenti del servizio scolastico e da quanti hanno a cuore il futuro dei giovani e la sicurezza sociale. Per questi motivi “l’Istituto” sta offrendo al territorio l’esperienza e la competenza professionale per fare in modo che gli amministratori locali siano sollecitati a definire, insieme agli operatori della scuola, la politica scolastica territoriale che abbia un ampio respiro culturale e sociale, prospettive future per le giovani generazioni, con accordi di programma nell’ambito dell’edilizia e della sicurezza, dell’integrazione degli alunni extracomunitari e disabili, dell’offerta integrativa nell’extracurricolo, dell’alleanza scuola-famiglia e del miglioramento continuo della qualità. Anche alle altre Agenzie culturali ed educative del territorio e al mondo produttivo locale si richiede una maggiore attenzione per uno scambio reciproco di esperienze e di risorse e per un’esplicitazione e condivisione degli obiettivi formativi.

Il Dirigente Scolastico

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Linee di indirizzo del Dirigente scolastico

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LINEE DI INDIRIZZO per l’offerta formativa relativa all’anno scolastico 2012-2013 IL DIRIGENTE SCOLASTICO Vista la verifica del Collegio Docenti del 26/6/2012 e le proposte per l’anno scolastico 2012-2013

ASSEGNA AL COLLEGIO DOCENTI le seguenti direttive di massima, quali atti di indirizzo per i gruppi di lavoro cui spetterà la fase istruttoria dell’elaborazione del POF e per le équipes pedagogiche che dovranno provvedere alla progettazione dei Piani di Studio Personalizzati: • superare la logica dell’adempimento con l’affermazione della cultura della responsabilità e della corresponsabilità; • valorizzare il lavoro di tutte le componenti dell’Istituto, riconoscere la loro funzione educativa, la loro azione di supporto alla didattica ed all’organizzazione dell’Istituto, rispettare i loro impegni di lavoro; • collaborare per migliorare il “clima generale” dell’ambiente di lavoro, cercando di trasferire eventuali problemi dal dialogo interpersonale ai luoghi propri della valutazione, del confronto e della ricerca di soluzioni; • collaborare con tutti i colleghi docenti, in modo particolare con quanti per la prima volta entrano a far parte dell’organico dell’Istituto, al fine di favorire la conoscenza delle finalità e dell’organizzazione dell’Istituto stesso, ma anche per migliorare la qualità dell’azione formativa e le buone pratiche; • superare la frammentazione degli interventi educativi e didattici tramite patti condivisi tra le componenti: docente-docente (patto di team) - inizio anno scolastico con verifica in itinere docente-alunno (contratto di aula) - inizio anno scolastico e inizio unità di apprendimento docente-famiglia (contratto formativo) – ottobre - novembre e in occasione del verificarsi di situazioni particolari di carattere educativo e didattico; • porre attenzione (da parte di tutti i docenti delle équipes pedagogiche) alle difficoltà prevalenti degli alunni: comprensione dei diversi linguaggi, decodifica dei messaggi ed arricchimento lessicale-linguistico; • esigere da se stessi, da alunni e famiglie il rispetto delle regole dell’Istituto; a questo obiettivo, oggi prioritario per la convivenza civile, deve porre una particolare attenzione sia ciascun docente, sia l’intera équipe pedagogica, cercando di individuare le modalità più opportune per educare e far maturare i ragazzi, senza necessariamente dover ricorrere alle sanzioni; • superare l’auto-referenzialità, tramite il coinvolgimento, nella definizione del POF, dei Piani di Studio Personalizzati, di alunni, genitori, enti ed associazioni territoriali; • garantire la trasparenza delle azioni educative e didattiche intraprese, valutate e monitorate, e presentarle alle famiglie degli alunni ed al territorio; • garantire pari dignità fra discipline e fra linguaggi (rispetto del monte ore annuale assegnato alla disciplina, con possibilità di decurtazione del 20% per l’applicazione della flessibilità); • garantire una adeguata mediazione fra interventi di recupero per le fasce deboli e di potenziamento per l’eccellenza anche mediante la valorizzazione degli alunni tutor; • progettare, in ciascuna classe, un’offerta formativa ricca e diversificata che tenga conto della storia di ciascun alunno, dei diversi interessi e potenzialità; del territorio, della storia dell’Istituto e delle problematiche sociali, ai fini della formazione, della prevenzione, del benessere. Per quanto riguarda l’innovazione ed il miglioramento della qualità dell’Istituzione scolastica DOVRA’ ESSERE DATA PRIORITA’ ai seguenti aspetti:

   

Sviluppo tecnologico ed applicazione delle nuove tecnologie alla didattica; Interventi e servizi per gli studenti: disagio, disabilità e integrazione; Sostegno al lavoro dei docenti (Progetti di formazione dei docenti: SPIDER, TEATRO DELLE OMBRE, etc.) Accreditamento, qualità ed autovalutazione d’Istituto. Il Dirigente Scolastico (prof. Lorenzo Blasi)

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L’Istituto Comprensivo “G. Galilei”

Strutture e servizi

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ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI

Orario delle lezioni  Scuole dell’infanzia di Villa Ceccolini e di Villa Fastiggi: orario continuativo dalle 8,00 alle 16,00, dal lunedì al venerdì.  Scuola primaria di Villa Ceccolini: per le classi quinte:mattino dalle 8,10 alle 13,10 dal lunedì al sabato. Per le classi prime, seconde, terze e quarte: dalle 8,10 alle 13,10 dal lunedì al venerdì; il sabato dalle 8,10 alle 10,10.  Scuola primaria di Villa Fastiggi: per le classi quinte:mattino dalle 8,10 alle 13,10 dal lunedì al sabato. Per le classi prime, seconde, terze e quarte: dalle 8,10 alle 13,10 dal lunedì al venerdì; il sabato dalle 8,10 alle 10,10.  Scuola secondaria di 1° grado: mattino dalle 8,10 alle 13,15. Mensa, trasporti e sorveglianza pre e post scuola.  Il servizio mensa per i bambini della scuola dell’infanzia è gestito dal Comune di Pesaro. Il servizio ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9002.  Gli alunni possono fruire di un servizio di trasporto scolastico.  Per i bambini disabili non autonomi è organizzato un servizio di trasporto speciale.  Per tutti gli alunni della scuola primaria per i quali, su apposita dichiarazione, risulta un periodo di attesa o del mezzo pubblico o del genitore, è garantita la sorveglianza del minore da parte del personale.  E’ consentito ai genitori dei bambini della scuola primaria e della scuola dell’infanzia, previa richiesta scritta, dichiarazione dell’orario di lavoro ed autorizzazione del Dirigente Scolastico, accompagnare a scuola i bambini prima dell’inizio dell’attività didattica. I bambini potranno sostare nell’atrio della scuola sotto la vigilanza di un collaboratore scolastico. L’ingresso anticipato è consentito dalle ore 7,45; allo stesso modo potranno sostare al termine delle lezioni fino alle ore 13.20 Servizi amministrativi I servizi amministrativi sono tutti informatizzati; questo consente una risposta rapida alle richieste della famiglia ed una organizzazione efficiente ed efficace dei servizi. Sito Web Ogni anno la scuola prevede l’aggiornamento del sito il cui accesso è consentito al personale e alle famiglie.

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I criteri di riferimento comuni definiti dal Collegio Docenti:  Collegamento forte e coerente tra le scelte educative, le metodologie individuate nel POF ed i piani di studio;  Conseguimento della certificazione delle competenze in uscita dalla scuola primaria e dalla secondaria di 1° grado  Impegno comune dei docenti a rendere essenziali i contenuti e ad affinare l’attenzione per le metodologie didattiche e le modalità di apprendimento degli alunni anche in considerazione della necessità che tutti possano acquisire le competenze di base essenziali;  Programmazione dell’attività didattica nei consigli di classe e di sezione, tenendo presenti le competenze da verificare e da valutare e la flessibilità da attivare soprattutto per il recupero degli alunni che necessitano di tempi di apprendimento più lunghi;  Potenziamento e miglioramento del progetto pedagogico-formativo dell’Istituto attraverso la consegna delle buone prassi anche ai docenti neoarrivati nell’Istituto. Per aiutare i nuovi docenti ad inserirsi nel processo pedagogico-formativo dell’Istituto, che accompagna l’alunno dalla scuola dell’infanzia al termine della scuola secondaria di primo grado e che caratterizza l’identità dell’Istituto “G. Galilei”, è stato creato un sito web interno dedicato al personale; nel sito sono stati inseriti documenti significativi, strumenti operativi e strumenti di valutazione.

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LE

SEDI

Scuola dell’infanzia “Il Bosco incantato” - Villa Ceccolini La scuola partecipa ai seguenti progetti: Accoglienza (vedi all. n.1): Il progetto vuole favorire un sereno distacco dalle figure parentali ed un inserimento graduale nel rispetto dei tempi e dei ritmi di ciascun bambino Continuità (vedi all. n.2): Il progetto ha la finalità di consentire ai bambini di conoscere gli ambienti e le persone della scuola primaria, affinché il passaggio sia sereno, privo di ansie sia per i bambini che per gli adulti La scuola consolida altre attività di miglioramento continuo, rinnovando alcuni progetti di sistema, frazionandoli in progetti con specifici referenti. In particolare: • Laboratorio di psicomotricità con la collaborazione di un esperto esterno per i bambini di cinque anni • Screening per i bambini di cinque anni con la collaborazione di una pedagogista • Attività di stimolo alla lettura che prevede l’accostamento dei bambini alla lingua scritta tramite visite guidate in biblioteca per ricercare documenti a supporto del percorso interdisciplinare • Progetto di consulenza psicopedagogica per accompagnare il bambino nel suo percorso evolutivo e di apprendimento. Progetto Annuale Gruppi di alunni

Il bosco incantato Villa Ceccolini

Progetto

UNA MELODIA DI EMOZIONI

Finalità Promuovere l’attività collettiva della musica per contribuire alla formazione complessiva della persona; dare voce ai bambini per raccontare il proprio vissuto; rafforzare l’autostima e la fiducia nel rapporto con gli altri nella ricerca di soluzioni per la gestione del conflitto.

Docenti referenti

Laura MORENZETTI

Scuola Primaria “Papa Giovanni XXIII” - Villa Ceccolini ATTIVITA’ DIDATTICHE La scuola partecipa ai seguenti progetti :

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Accoglienza: (vedi all. n. 1) Per garantire un passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria il più possibile sereno e positivo. Continuità (vedi all. n. 2): Per ridurre l’ansia dei bambini nei passaggi tra i vari ordini di scuola. Integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali (vedi all. n. 3): per consentire e tali alunni di vivere l’esperienza scolastica in un ambiente sereno, che consenta lo sviluppo e il potenziamento delle capacità cognitive, l’acquisizione dell’autonomia e delle abilità relazionali e la maturazione della loro identità. Attività operativa con le LIM per la scuola primaria e secondaria di primo grado: per produrre, testare, utilizzare e condividere con altre scuole contenuti didattici digitali e stimolare un uso efficace delle tecnologie. A scuola con gli amici (vedi all. n. 4): Finalizzato a creare le condizioni affinché i bambini possano essere gradualmente più indipendenti dagli adulti rispetto alla fruibilità e vivibilità della città. Integrazione degli alunni DSA – Progetto SPIDER (vedi all. n. 9): per intervenire in modo integrato e interistituzionale al fine di sostenere il successo scolastico e formativo degli alunni con DSA, in modo funzionale ai bisogni e valorizzandone i punti di forza. Progetto INFO-POINT sulla nutrizione: “Frutta nelle scuole” con la collaborazione dell’ASUR Territoriale per promuovere corrette abitudini alimentari. Progetto in rete “Le strade della conoscenza” : Apprendere L2 per livelli di competenza. (Vedi allegato n°10) Progetto “Un Bosco per la città” patrocinato dall’Associazione Internazionale Un Punto Macrobiotico e dai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole: sensibilizzare gli alunni al rispetto dell’ambiente naturale e delle sue risorse tramite attività pratiche di ricognizione, osservazione e piantumazione di alberi nelle zone individuate, limitrofe alle scuole. Altri progetti verranno attivati in itinere secondo le proposte degli Enti Territoriali. La scuola consolida altre attività di miglioramento continuo in base alle criticità emerse dai monitoraggi: • Laboratorio di psicomotricità con la collaborazione di un esperto esterno nelle classi prime; • Screening di rilevazione dei disturbi specifici di apprendimento; • Uno sportello di ascolto dei bambini “Star Bene a scuola” • Attività di stimolo alla lettura che prevede l’accostamento dei bambini alla lingua scritta tramite visite guidate in biblioteca per ricercare documenti a supporto del percorso interdisciplinare e compiere esperienze di lettura diversificate in collegamento con operatori.

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Progetto di alfabetizzazione motoria: esperti del CONI proporranno agli alunni di tutte le classi delle attività motorie, di gioco e propedeutiche allo sport. Le 3 ore facoltative, nelle classi con 30 ore settimanali (solo le classi V), sono organizzate in attività laboratoriali per lingua italiana e scienze matematiche, mentre nelle classi con 27 ore settimanali, le stesse vengono proposte come progetto per coinvolgere tutto il plesso nella stessa attività. Classi

1^ 2^ 3^ 4^ 5^

Laboratorio/ progetto

CRESCO CANTANDO

Finalità

Cogliere l’integrazione di diversi linguaggi espressivi; arricchire la comunicazione; comprendere l’interazione della musica con le arti e i vari ambiti del sapere; introdurre il bambino alla comprensione del mondo sonoro e del linguaggio musicale. Renderlo capace di servirsi del linguaggio musicale. Maturare atteggiamenti di collaborazione tra compagni anche di classi diverse

Docenti referenti

Nadia GALEAZZI

Scuola dell’Infanzia “Alice” – Villa Fastiggi La scuola partecipa ai seguenti progetti d’Istituto: Accoglienza (vedi all. n. 1): Perché il distacco dalla famiglia e l’inserimento a scuola avvengano in modo sereno. Continuità (vedi all. n. 2): Per consentire agli alunni della scuola dell’infanzia di conoscere l’ambiente della scuola primaria, cercando così di ridurre l’ansia delle famiglie. Sono organizzati incontri che creano un clima di amicizia fra i piccoli e i loro tutor delle classi quarte. La scuola consolida altre attività di miglioramento continuo in base alle criticità emerse dai monitoraggi: • Laboratorio di psicomotricità con la collaborazione di un esperto esterno per i bambini di cinque anni • Screening per i bambini di cinque anni sulle competenze linguistiche e fonologiche con la collaborazione di una pedagogista • Attività di stimolo alla lettura per favorire la familiarità con il luogo “biblioteca” e soprattutto con il libro, strumento attraverso il quale il bambino entra in contatto con l’immagine e con il testo narrato. Per la realizzazione di questo progetto la scuola si avvale della collaborazione della biblioteca di quartiere. • Progetto di consulenza psicopedagogica per accompagnare il bambino nel suo percorso evolutivo e di apprendimento.

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Progetto Annuale Gruppi di alunni

Alice Villa Fastiggi

Sezioni A/B

Progetto

Finalità

NOI CITTADINI DEL MONDO (scopriamo l’Italia nei suoi elementi fisici: la collina, la montagna, la pianura e il mare)

Conoscere se stessi e l’ambiente in cui si è inseriti; sviluppare la capacità di lavorare in gruppo; sviluppare la capacità di ascolto attivo e partecipativo.

Offrire al bambino la possibilità di fare esperienze più consone alla FLESSIBILITA’ sua età, dove il gioco assume un ORGANIZZATIVA ruolo predominante; favorire la relazione e la comunicazione in un gruppo più piccolo; favorire l’instaurazione di un rapporto più attivo tra insegnante e bambino; facilitare la costruzione delle sue competenze.

Docenti referenti

Elena RICCI

Maria Angela BALDINI A.Maria BIMBO Laura DE ANGELIS Elena RICCI

Scuola Primaria “A. Gramsci” - Villa Fastiggi La scuola partecipa ai seguenti progetti: Accoglienza (vedi all. n.1): per garantire un passaggio dell’infanzia alla scuola primaria il più possibile sereno e positivo

dalla

scuola

Continuità (vedi all. n. 2): per ridurre l’ansia dei bambini nei passaggi tra i vari gradi di scuola Attività operative con le LIM: per produrre, testare, utilizzare contenuti didattici digitali per un uso efficace delle nuove tecnologie. A scuola ci andiamo con gli amici (vedi all. n. 4): per aiutare i bambini ad essere sempre più indipendenti dagli adulti rispetto alla fruibilità e vivibilità della città

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Integrazione alunni stranieri (vedi all. n. 5): per un miglioramento dei rapporti interpersonali e sociali, dove la diversità sia non soltanto riconosciuta e tollerata, ma valorizzata nella prospettiva della convivenza civile Integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali (vedi all. n. 3): perché tali alunni possano vivere l’esperienza scolastica in un ambiente sereno, che consenta lo sviluppo e il potenziamento delle capacità cognitive, l’acquisizione dell’autonomia e delle abilità relazionali e la maturazione della loro identità Integrazione degli alunni DSA – Progetto SPIDER (vedi all. n. 9): per intervenire in modo integrato e interistituzionale al fine di sostenere il successo scolastico e formativo degli alunni con DSA, in modo funzionale ai bisogni e valorizzandone i punti di forza. Progetto di alfabetizzazione motoria: esperti del CONI proporranno agli alunni di tutte le classi delle attività motorie, di gioco e propedeutiche allo sport. Progetto “Frutta nelle scuole”, a cura del Ministero dell’Istruzione e delle Politiche Agricole allo scopo di acquisire sane abitudini alimentari. Progetto INFO-POINT sulla nutrizione con la collaborazione dell’ASUR Territoriale per promuovere corrette abitudini alimentari. Progetto in rete “Le strade della conoscenza” ; Apprendere L2 per livelli di competenza. (Vedi allegato n°10) Progetto “Un Bosco per la città” patrocinato dall’Associazione Internazionale Un Punto Macrobiotico e dai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole: sensibilizzare gli alunni al rispetto dell’ambiente naturale e delle sue risorse tramite attività pratiche di ricognizione, osservazione e piantumazione di alberi nelle zone individuate, limitrofe alle scuole. Altri progetti verranno attivati in itinere secondo le proposte degli Enti Territoriali. La scuola consolida altre attività di miglioramento continuo in base alle criticità emerse dai monitoraggi: • Laboratorio di psicomotricità con la collaborazione di un esperto esterno nelle classi prime • Screening di rilevazione dei disturbi specifici di apprendimento • Uno sportello di ascolto dei bambini “Star Bene a scuola” • Attività di stimolo alla lettura che prevede l’accostamento dei bambini alla lingua scritta tramite visite guidate in biblioteca per ricercare documenti a supporto del percorso interdisciplinare e compiere esperienze di lettura diversificate in collegamento con operatori.

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Progetti Interdisciplinari Annuali Classi

2^A 2^B

Progetto

TUTTI I SUONI DELL’ACQUA

5^A/B

EMOZIONI… “NUMEROSE”

5^A/B

EMOZIONI IN… RELAZIONE

1^ 2^ 3^ 4^

A/B A/B A/B A/B

MERCATINO DELLE MERAVIGLIE

Finalità Acquisire consapevolezza delle percezione sensoriali; sviluppare la conoscenza dei linguaggi espressivi non verbali; acquisire comportamenti corretti finalizzati al rispetto dell’ambiente; mettersi in relazione positiva con il diverso da sé.

Educare alla scoperta del linguaggio scientifico; aprirsi in modo consapevole e critico a linguaggi diversi

Educare alla conoscenza di sé, educare alla conoscenza dell’altro; aprirsi positivamente nella relazione con l’altro e il diverso da sé; aprirsi in modo consapevole a linguaggi diversi.

Esprimersi e comunicare attraverso linguaggi non verbali; sperimentare le possibilità espressive dei materiali e dei colori; rafforzare il senso di appartenenza alla scuola lavorando ad uno scopo comune; promuovere l’autonomia operativa.

Docenti referenti

DONATI M. Antonietta BORELLI Antonella

Cristina RICCI

GAUZZI Francesca

BRISIGOTTI Anna Veronica

Le attività facoltative nelle classi con 30 ore settimanali sono organizzate in laboratori.

Scuola secondaria di 1° grado “G. Galilei” - Villa Fastiggi La scuola partecipa ai seguenti progetti d’Istituto: Accoglienza (vedi all. n. 1): per garantire un passaggio sereno e positivo

dalla scuola primaria alla secondaria di 1° grado Continuità (vedi all. n. 2): per ridurre l’ansia dei bambini nei passaggi tra i vari gradi di scuola, sono organizzati incontri di informazione/formazione per le famiglie e per gli alunni e giornate di open day durante i quali gli alunni

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accompagnano i bambini delle classi quinte della scuola primaria a attraverso percorsi laboratoriali Integrazione alunni stranieri (vedi all. n. 5): per un miglioramento dei rapporti interpersonali e sociali, dove la diversità sia non soltanto riconosciuta e tollerata, ma valorizzata nella prospettiva della convivenza civile Integrazione alunni con bisogni educativi speciali (vedi all. n. 3): perché tali alunni possano vivere l’esperienza scolastica in un ambiente sereno, che consenta lo sviluppo e il potenziamento delle capacità cognitive, l’acquisizione dell’autonomia e delle abilità relazionali, e la maturazione della loro identità Integrazione degli alunni DSA – Progetto SPIDER (vedi all. n. 9): per intervenire in modo integrato e interistituzionale al fine di sostenere il successo scolastico e formativo degli alunni con DSA, in modo funzionale ai bisogni e valorizzandone i punti di forza. La scuola consolida altre attività di miglioramento continuo in base alle criticità emerse dai monitoraggi: • • • • •

Centro di Ascolto per ragazzi Attività di prevenzione per tutte le classi: progetto “Alziamo la Media” ; progetto “Genitori e Figli che rottura…” in collaborazione con ATS N.1 di Pesaro…. Progetto “Doposcuola” in collaborazione con gli educatori dei Centri di aggregazione presenti sul territorio. Incontri di mutuo aiuto per genitori di alunni diversamente abili Attività di stimolo alla lettura che prevede l’accostamento dei ragazzi alla lingua scritta tramite accostamento a documenti a supporto del percorso interdisciplinare e compiere esperienze di lettura diversificate in collegamento con operatori, biblioteche e librerie del territorio. Progetto “Scuola per la legalità” in collaborazione con il Centro “scuola della legalità” di Pesaro.

Progetto in rete “Le strade della conoscenza” ; Apprendere L2 per livelli di competenza. (Vedi allegato n°10) Centro sportivo scolastico (vedi all. n. 6): per incrementare la sensibilità degli studenti verso la pratica sportiva e per favorire la partecipazione alle manifestazioni sportive nei vari livelli territoriali. E’ collegato al Centro sportivo scolastico anche il Progetto giochi della gioventù, promosso dal CONI, con la conseguente partecipazione degli studenti ai Giochi organizzati. Ogni Consiglio di Classe ha definito alcuni progetti da attivare nel corrente anno scolastico. Il Mercoledì della frutta in collaborazione con l’ASUR Marche Area Vasta n.1 per i corsi A/B/C/D/E: gli alunni saranno sensibilizzati ad acquisire corrette abitudini alimentari con particolare riferimento all’assunzione di frutta di stagione.

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Classi

Progetto

Finalità

II F

IL TEATRO VA A SCUOLA

Interpretare la visione del mondo con gli occhi altrui; collaborare ed aiutarsi; conoscere il proprio corpo come mezzo di comunicazione; aiutare gli adolescenti a conoscersi e a valutarsi; far conoscere diversi modi di comunicazione. Aiutare gli adolescenti a conoscersi e a valutarsi; far conoscere le istituzioni presenti nel territorio; far conoscere il sistema carcerario; riconoscere nel detenuto una persona; riconoscere il diritto a una vita dignitosa, all’educazione e al rispetto umano. Far conoscere diverse modalità di comunicazione. Comprensione orale e scritta della lingua francese; interazione orale.

RI-ESCO

III B

III A III B TUTTE LE CLASSI

TUTTE LE CLASSI

III B

LEZIONI CON MADRELINGUA FRANCESE PROGETTO DOPO SCUOLA

EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ

I COLORI DI VILLA VITTORIA 3

Colmare lacune linguistiche e logicomatematiche; superare la scarsa motivazione e le difficoltà di autonomia e di impegno; acquisire consapevolezza delle proprie capacità in termini di risorse e strategie e quindi migliorare l’autostima, la motivazione e l’apprendimento.

Vedi Progetti ATS 1 Pesaro.

Accettare e rispettare gli altri, nelle differenze, senza pregiudizi, in modo educato e responsabile. Sviluppare una cultura dell’integrazione; riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, attraverso il gesto e il colore; favorire la creatività.

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Docenti referenti Sonia PEDINI

Antonio ROSA

Marisa VITALI Francesca CARVELLI

Francesca CARVELLI

Lucio PANARONI


ORGANIZZAZIONE INTERNA: compiti e incarichi

DIRIGENTE SCOLASTICO

DIRETTORE SERVIZI GENERALI E AMMINISTR.

1° COLLAB. DEL DIRIGENTE

Ha responsabilità esclusiva dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati dell’istituto: • rappresentanza legale; • definizione politica della qualità, dell’identità dell’Istituto e delle linee di indirizzo; • direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane; • titolarità delle relazioni sindacali; • responsabilità della gestione unitaria Lorenzo BLASI dell’istituzione in tutte le sue esplicazioni di tipo organizzativo didattico, amministrativo e contabile; • responsabilità della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati; • predisposizione strumenti attuativi del POF; • attivazione dei rapporti esterni con gli EE.LL. e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche del territorio per l’attuazione del POF. • Sovrintende, con autonomia operativa, ai Servizi generali amministrativo-contabili e ne cura l’organizzazione; • Svolge funzioni di coordinamento e promozione delle attività e verifica i risultati conseguiti dal personale ATA, posto alle sue dirette dipendenze; Libera • È responsabile nella definizione e nell’esecuzione MIRESSI di atti a carattere amministrativo contabile, di ragioneria e di economato, di rilevanza esterna nei casi previsti; • Firma gli atti di sua competenza; • È responsabile della unitarietà della gestione dei servizi amministrativi e generali dell’istituto in coerenza con le finalità e gli obiettivi del POF; • È consegnataria dei beni mobili. • In assenza del D.S. svolge le funzioni organizzative ed amministrative previste dalla normativa vigente. • Collabora con il D.S. per la progettazione, l’innovazione e l’autovalutazione dell’Istituto. • Promuove, progetta e presidia, insieme al D.S. ed al 2° collab., l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo. Berardo • Segue l’organizzazione generale dell’Istituto e BERARDI suggerisce interventi di miglioramento. • Indica eventuali argomenti da porre alla discussione degli Organi Collegiali • Collabora per la valorizzazione delle risorse umane e professionali. In particolare, nella scuola secondaria di 2° grado: • provvede alle sostituzioni dei docenti assenti; • accoglie i nuovi docenti e i supplenti, li presenta alle classi e li informa sull’organizzazione generale

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2°COLLAB. DEL DIRIGENTE

Si occupa soprattutto della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, in particolare: • ne segue l’organizzazione • convoca le riunioni collegiali • collabora con la segreteria per pianificare le attività e semplificare gli atti amministrativi. • • • •

STAFF DI DIREZIONE

Decide gli indirizzi di direzione e di gestione Assicura unitarietà di interventi Studia, progetta e coordina l’innovazione Svolge attività di sensibilizzazione per i programmi dell’UE ed offre collaborazione per la presentazione dei progetti Svolge attività di comunicazione interna ed esterna. Raccoglie indicazioni e proposte provenienti dalle varie componenti e dalle commissioni Fa proposte sugli argomenti da presentare alla discussione degli organi collegiali Progetta e presidia l’attività di autovalutazione e il miglioramento della qualità

• • • •

Con il compito di: • • DOCENTI CON FUNZIONE DI COLLEGAMENTO TRA I PLESSI

• • • • •

FUNZIONE STRUMENTALE GESTIONE DEL P.O.F.

Leggere le esigenze del plesso e presentarle al D.S. o al suo collaboratore Aver cura che le informazioni inviate dalla direzione e dalla segreteria siano conosciute da tutto il personale del plesso Controllare che nel plesso siano garantite: igiene, pulizia, cura delle strutture e degli spazi Presiedere i Consigli di Interclasse (o di intersezione) del plesso sede di servizio Provvedere alle sostituzioni dei docenti assenti Accogliere nuovi docenti e supplenti, presentarli alle classi ed informarli sull’organizzazione generale Mantenere rapporti con le famiglie

Si occupa di: • Curare l’aggiornamento, la verifica e il monitoraggio del P.O.F.; • Assicurare il coordinamento delle attività progettuali in collaborazione con lo staff di Direzione e con i referenti dei progetti; • Rendicontare al Collegio dei Docenti il lavoro svolto tramite una relazione finale.

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Stefania CIAFFONCINI

BLASI (Dirigente scol.) BERARDI (1° Collab. dir) CIAFFONCINI (2° Collab. dir) MIRESSI (D.S.G.A.)

Anna BRISIGOTTI Primaria e infanz. Villa Fastiggi Elisabetta BEDINI Primaria Villa Ceccolini Simona FERRI Infanzia Villa Ceccolini Anna Maria BIMBO Infanzia Villa Fastiggi

Elsa MAURI Armanda ZIOSI


FUNZIONE STRUMENTALE INTERVENTI E SERVIZI PER GLI STUDENTI: DISAGIO, DISABILITA’, INTEGRAZIONE

FUNZIONE STRUMENTALE SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI

Si occupa di: • Svolgere un’azione di consulenza per nuovi docenti; • Mantenere i rapporti con la Segreteria e Lorena collaborare alla diffusione delle comunicazioni; BRICUCCOLI • Mantenere i rapporti con le Istituzioni e le Associazioni del territorio per la pianificazione generale delle attività; • Mantenere rapporti con i referenti dei gruppi operativi che si occupano di integrazione, alunni disabili e alunni con DSA; • Avviare il monitoraggio e la valutazione delle attività di integrazione; • Rendicontare al Collegio dei Docenti il lavoro svolto tramite una relazione finale. Si occupa di: • Assicurare il coordinamento delle attività delle Commissioni di lavoro; • Mantenere i rapporti con la Segreteria e collaborare alla diffusione delle comunicazioni; Anna Veronica BRISIGOTTI • Mantenere i rapporti con le Istituzioni e le Associazioni del territorio per la pianificazione generale delle attività; Sonia • Rendicontare al Collegio dei Docenti il lavoro svolto PEDINI tramite una relazione finale.

FUNZIONE STRUMENTALE

Si occupa di: • Coordinare tutte le attività; ACCREDITAMEN • Collaborare con la Segreteria; • Rendicontare al Collegio dei Docenti TO, QUALITA’ E AUTOVALUTAsvolto tramite una relazione finale. ZIONE DI ISTITUTO

il

lavoro

Oriella SABATINI

FORMAZIONE

REFERENTI ATTIVITA’ DI LABORATORIO

Con il compito di: • Predisporre la documentazione utile per i progetti, raccogliendo informazioni e proposte • Controllare il raggiungimento degli obiettivi • Relazionare al consiglio di classe e al D.S. sull’andamento del laboratorio (difficoltà e prop.) • Mantenere i collegamenti con esperti, Enti Locali, per quanto concerne le attività in corso • Raccogliere il materiale di programmazione, di verifica e di valutazione prodotto • Individuare spazi e modalità per la conservazione della documentazione • Presentare alle famiglie i risultati del laboratorio

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Per quanto riguarda i nominativi dei docenti referenti si veda la sezione del POF relativa alle sedi


Si REFERENTE PER • CERTIFICAZ. ESTERNA • LINGUE • COMUNITARIE • •

REFERENTE PER GIOCHI MATEMATICI e collaborazione con centro PRISTEM

occupa di tutti gli adempimenti relativi alla certificazione della lingua inglese e francese: Comunica ai colleghi le date per la presentazione delle domande di iscrizione Informa gli alunni e le famiglie Valuta, insieme ai docenti di classe, l’opportunità o meno che gli alunni si presentino a certificazione Presenta la documentazione per l’iscrizione Coordina l’attività di preparazione

Si occupa di tutti gli adempimenti relativi al concorso: • Mantiene i contatti con il centro Pristen • Comunica ai colleghi le date per la presentazione delle domande di iscrizione • Informa gli alunni e le famiglie • Coordina lo svolgimento del concorso • Informa le altre scuole • Svolge funzione di supervisione per la correzione • Pubblicizza i risultati del concorso

Vilma MAZZOLI

Berardo BERARDI

SC. INFANZIA Alice

Con i compiti di coordinamento delle seguenti attività COORDINATORI consigli di classe e di sezione scuola infanzia e primaria

Programmazione didattico-educativa

Rapporti con le famiglie e con il territorio

Presentazione al D.S. ed al servizio integrato per il successo individuale di eventuali alunni in difficoltà e di situazioni famigliari problematiche Applicazione carta dei diritti, regolamenti e procedure

Pianificazione finanziaria delle attività della classe

Raccolta dati per la valutazione

M. Angela Baldini A. M. Bimbo Il bosco incantato

S.Ferri M. Giangolini PRIMARIA V.F.

S.Baratti 1^A F. Servadei 1^B A. Donati 2^A A. Borelli2^B P. Rossi3^A E. Mauri3^B A.V. Brisigotti4^A E. Bonetti 4^B G. Bresciani5^A F. Gauzzi 5^B PRIMARIA V.C.

N. Galeazzi 1^ V. Sgrignani 2^ E. Bedini 3^ M. Toselli 4^ I. Balducci 5^

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Con il compito di 1. Preparare il lavoro del C.C., ossia: segnalare al Dirigente, dieci giorni prima della riunione, eventuali argomenti per l’OdG documentare, se necessario, l’OdG e consegnare ai colleghi strumenti operativi chiedere eventuali convocazioni straordinarie. Organizzare eventuali incontri con le famiglie COORDINATORI per l’alleanza scuola-famiglia. consigli di 2. Presiedere la riunione, ossia: classe coordinare la discussione; scuola secondaria di 1° grado

richiedere l’attenzione e la partecipazione; controllare che la discussione sia attinente agli argomenti all’OdG (non consentire divagazioni); verbalizzare gli aspetti essenziali della discussione e le conclusioni raggiunte.

-

1. Coordinare le attività, ossia: far circolare le informazioni organizzare momenti di confronto tra docenti per il coordinamento delle attività, lo sviluppo del percorso e la valutazione organizzare la raccolta dei dati per le valutazioni presentare al D. S. le problematiche relative ad alunni in difficoltà

COMMISSIONE P.O.F.

Con il compito di: • accogliere proposte di aggiornamento • proporre le modifiche al Dirigente • dare indicazioni al personale amministrativo per la redazione e la stampa del documento

Con il compito di: REFERENTE per • collaborare per migliorare la qualità delle iniziative • Protez.civile • predisporre monitoraggio e valutazione • Sicurezza pianificare e organizzare le attività • Ed. salute mantenere contatti con gli enti territoriali • Patentino • informare i colleghi e dare indicazioni operative Ciclomotore Con il compito di: • Accogliere gli studenti tirocinanti TUTOR per • Mantenere rapporti con l’Università attività di • Pianificare l’inserimento nelle classi tirocinio e di • Fornire agli studenti la documentazione stage necessaria • Pianificare l’incontro per la presentazione del POF • Pianificare gli incontri di partecipazione alle riunioni degli Organi Collegiali

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E. Sassi 1^A T.Bardeggia– 2^A F. Carvelli 3^A M. Zaffini 1^B S.Mucciacciuoli – 2^B A. Rosa– 3^B A.Mucciacito 1^C O.Sabatini 2^C S.Barulli - 2^C A.L. Di Mauro 1^D C. Carbone 2^D E.Carletti– 3^D A.Petti– 1^E Y. Magi 2^E A.Ziosi 3^E F. Canestrari 1^F S. Pedini 2^F A. Nichini 3^F

Stefania CIAFFONCINI Luisa TAMBURINI Gaetano MAIORANO

Antonio ROSA

Sc. Prim. e Infanz

M.A. DONATI N.B: nella scuola sec. di 1° grado saranno nominati dal D.S. in base alle esigenze dei tirocinanti


Con il compito di REFERENTI PROGETTO A scuola con gli amici

COMMISSIONE TECNICA

RESPONSABILI LABORATORI E MATERIALE

Mantenere i rapporti con il Comune e con la Circoscrizione • Mantenere rapporti con i volontari che si occupano dell’attraversamento dei bambini • Informare i docenti delle classi sulle varie iniziative • Coordinare le riunioni del Comitato dei bambini • Coordinare le attività di informazione alle famiglie • Coordinare il monitoraggio e la valutazione del progetto • Informare il D. S. sull’andamento del progetto Con il compito di: • Procedere all’esame dei preventivi nel caso di acquisti superiori ad € 5.000,00; • predisporre il prospetto comparativo e formulare la proposta d’acquisto al Dirigente Scolastico; • procedere alla verifica ed al collaudo del materiale acquistato: * constatare l'efficienza * verificare che sia esente da difetti o vizi che ne possano pregiudicare l'uso. • procedere alla consegna del materiale ai plessi • procedere alla valutazione del materiale da alienare. Con il compito di • Effettuare controlli sistematici per verificare il funzionamento; • Provvedere alla manutenzione previo benestare della Direzione e del DSGA;

• • •

Fare proposte per i nuovi acquisti; Monitorare l’utilizzo dei laboratori; Realizzare il controllo di fine anno

Sc. Primaria Villa Fastiggi

Cristina RICCI Sc. Primaria Villa Ceccolini

Valeria SGRIGNANI

Libera MIRESSI (D.S.G.A) Berardo BERARDI Stefania CIAFFONCINI

Second 1°grado Audiovisivi Giorgio MICI Lab. scientifico Armanda ZIOSI Lab. Informatica Giorgio MICI Primaria V. F. Biblioteca Emanuela BONETTI Lab di informatica Stefania CIAFFONCINI Primaria V. C. Lab di informatica Ilaria BALDUCCI Infanzia V. C. Attr. Informatica Susanna PASCUCCI

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ALUNNI ISCRITTI Per quanto riguarda gli alunni, le scelte e la provenienza, la situazione (aggiornata al 16/10/2012) è la seguente: A) ALUNNI ISCRITTI:

SCUOLA DELL’INFANZIA Anno di nascista 2007 2008 2009 2010 TOTALE

Stranieri*

n. alunni

Maschi

Femmine

Disabili

53 33 25 1

24 15 12 0

29 18 13 1

1 / / /

4 2 2 /

112

51

61

1

8

Femmine

Disabili

Stranieri*

27 40 33 25 19 144

1 2 1 1 2 7

6 7 5 4 3 25

SCUOLA PRIMARIA Classi

n. alunni

I II III IV V TOTALE

65 73 60 65 62 325

Maschi 38 33 27 40 43 181

SCUOLA SECONDARIA di 1° grado Classi

n. alunni

Maschi

Femmine

Disabili

I II III TOTALE

140 144 141 425

84 72 80 236

56 72 61 189

3 1 3 7

Alunni stranieri* 9 14 6 29

*Per alunni stranieri si intendono quei bambini e ragazzi che non hanno cittadinanza italiana o di recente provenienza da altri paesi comunitari ed extracomunitari.

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B) UTILIZZO DEI SERVIZI MENSA E TRASPORTO SERVIZI

SC. INFANZIA

SC. PRIMARIA

SC SEC. 1°grado

112

/

/

TRASP. SCUOLABUS

1

22

7

TRASPORTO AMI

/

/

239

TRASP. SPECIALE

/

/

/

MENSA

C) PROVENIENZA ALUNNI SCUOLA SECONDARIA DI 1° grado

CLASSE I CLASSE II

CLASSE III TOTALE

VILLA FASTIGGI

52

48

46

146

VILLA CECCOLINI

32

16

20

68

BORGO S. MARIA e POZZO A.

28

31

30

89

S. MARIA ARZILLA/CANDELARA

9

13

9

31

MONTELABBATE e OSTERIA N.

5

16

14

35

GINESTRETO

1

2

1

4

MOMBAROCCIO

0

0

1

1

MONTECICCARDO

5

2

1

8

MONTECCHIO e TAVULLIA

3

3

5

11

FANO CARIGNANO

1

0

0

1

Comune di COLBORDOLO

0

5

3

8

CASE BRUCIATE

0

1

1

2

FOSSOMBRONE

1

0

0

1

SANTA VENERANDA

1

1

3

5

SANT’ANGELO IN LIZZOLA

1

1

1

3

ALTRI QUARTIERI DI PESARO

1

8

3

12

Totale

425

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L’Istituto Comprensivo “G. GALILEI” e il territorio

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1. Analisi della struttura della famiglia e rapporti con la scuola La composizione dei nuclei familiari risulta profondamente cambiata e la comunità e l'ambito territoriale che erano educativi nei confronti dell’adolescente, ora sono coinvolti in un processo di evoluzione rapido e non privo di contraddizioni: costumi, assetto urbano, rapporti interpersonali e familiari che non contribuiscono alla crescita armonica delle personalità. La maggior parte dei ragazzi passa gran parte della giornata senza punti forti di riferimento e la situazione è destinata a peggiorare. Questi alunni sono maggiormente esposti ai condizionamenti multimediali quali la televisione, il computer e i video-giochi. Altra denotazione familiare è la limitata partecipazione verso problemi di interesse collettivo a causa del maggior impegno lavorativo delle famiglie e della contingente situazione di crisi economica, che condiziona la regolarità e l’approfondimento di scambi sociali. Le trasformazioni avvenute nelle famiglie in relazione ai mutamenti delle strutture, dei ruoli e delle relazioni, assieme all’aumento della precarietà del rapporto di coppia, non sempre consentono di essere soggetti attivi nel processo educativo dei figli. Ne è conseguenza l’atteggiamento di delega delle famiglie nei confronti della scuola e delle altre agenzie educative del territorio, anche a causa del diffondersi in tutti i campi, della reversibilità delle decisioni. La collaborazione educativa da parte dei genitori nei riguardi della scuola va continuamente sollecitata e l’Istituto “Galilei” svolge un ruolo propositivo e di stimolo, soprattutto quando si tratta dell’assunzione condivisa delle responsabilità educative. E’ ancora possibile, anche grazie al lavoro avviato, il coinvolgimento dei genitori in iniziative organizzate per migliorare la qualità dell’ambiente scolastico e della didattica. Un contributo apprezzabile è dato dai Comitati di genitori, uno nel quartiere di Villa Fastiggi e uno nel quartiere di Villa Ceccolini, che operano per mantenere abbastanza viva la presenza delle famiglie e contribuiscono a mettere sempre più in evidenza il ruolo della scuola come propulsore politico nel territorio.

2. Analisi del tempo libero degli alunni Nel territorio ci sono centri di aggregazione per adolescenti, strutture sportive, una biblioteca di quartiere e le parrocchie svolgono un buon lavoro di aggregazione dei bambini e degli adolescenti attraverso le attività dei gruppi Scout e sportivi. Il concetto di “tempo libero” si connota di un’accezione particolare in quanto i bambini e i ragazzi praticano numerose e diversificate attività predisposte dalla famiglia. L’eccesso di impegni extrascolastici impedisce, sempre più spesso, l’esperienza effettiva ed autonoma del tempo libero, creando nei bambini e nei ragazzi uno stato di ansia da prestazione per le attese “efficientiste” della famiglia.

3. Analisi dei fenomeni di disagio

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Nelle realtà territoriali che gravitano sull’Istituto le situazioni di disagio giovanile (uso di sostanze stupefacenti, alcoolismo, tempo libero vissuto come problema) sono abbastanza presenti. Non si sono mai verificati gravi episodi disciplinari o comportamenti legati a devianza; tuttavia la realtà circostante non aiuta gli alunni della scuola a individuare modelli di riferimento validi, con conseguenze a livello di comportamento nella dinamica della vita associativa. 4. Individuazione dei bisogni formativi degli alunni: In base alla attuale situazione socio-economica dell’ampliato bacino di utenza e delle precedenti analisi, si rilevano i seguenti bisogni formativi: 4 a) civico:

La conoscenza

dell’ambiente e rivalutazione del senso

La distanza dei quartieri di residenza dal centro della città, l’aumentato impegno lavorativo dei genitori, rendono difficile per gli alunni l’accostamento alle risorse storico-artistiche e culturali di Pesaro. L’eterogeneità delle provenienze e la connotazione sempre meno precisa della vocazione del territorio non consentono il riconoscimento di alcune valenze culturali storiche legate alla tradizione agricola. Gli alunni risultano spesso mancanti del significato di istituzionalità, di collettività organizzata, di bene comune, con conseguente modesto senso civico e della legalità. L’Istituto che accompagna i bambini dai 3 ai 14 anni sta svolgendo una funzione sociale aggregante nel territorio, contribuisce a migliorare le relazioni sociali nel rispetto della legalità e a riconoscere l’identità territoriale.

4 b) I rapporti interpersonali: L’oggettiva situazione del quartiere esige un forte impegno da parte della scuola ad avviare all’autonomia e alla possibilità di compiere esperienze capaci di far sperimentare, di educare al rispetto di sé e degli altri, di assumere atteggiamenti di ascolto e di intervenire in modo democratico nei vari contesti della vita sociale. L’ambiente domestico, in generale, tende a proteggere più che a sviluppare l’autonomia e pertanto la scuola ha necessità di avviare un chiaro dialogo educativo con le famiglie, svolgendo un ruolo che deve risultare determinante, per i bambini e gli adolescenti, ai fini dell’aggregazione, dell’integrazione e della crescita, in una società che sappia rispettare le differenze e il pluralismo. 4 c) La comunicazione: Esiste una prevalente tendenza dei ragazzi a ricevere in modo passivo e completamente acritico le comunicazioni, in particolare dei mass-media. I principali mezzi di informazione (TV, radio e oggi anche le nuove tecnologie) tendono ad occupare uno spazio sempre più ampio nella vita quotidiana dei bambini sostituendosi alla comunicazione interpersonale, che diventa sempre più difficoltosa, sia verso gli adulti, che tra coetanei.

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Proprio per questo motivo la scuola deve recuperare il ruolo peculiare che gli compete, cioè aiutare i ragazzi a gestire gli input informativi e conoscitivi che i mezzi di comunicazione offrono, sviluppando capacità di decodifica dei vari tipi di messaggio e abilità critiche. Per quanto riguarda la produzione linguistica gli alunni usano una lingua italiana impoverita sotto l’aspetto lessicale, con strutture sintattiche e grammaticali che richiamano le forme dialettali e gli stereotipi comunemente usati dai mass-media; sono evidenti i segni di mancanza di organicità logicocomunicativa, di confusione di scelte linguistiche in riferimento a determinati contesti. Le difficoltà relative all’espressione verbale sono determinate anche dalla scarsa abitudine alla lettura ed all’argomentazione che caratterizza la gran parte della società attuale. 4 d) Le competenze culturali Si riscontra, tra gli alunni, il venir meno della motivazione all’agire scolastico e, dall’altra parte, la difficoltà della scuola a mettere in atto percorsi personalizzati che possano andare incontro ai diversi stili di apprendimento. Anche l’aumento rapido degli alunni immigrati, portatori di culture differenziate, con una visione del mondo diversa da quella occidentale, pone la questione dell’adozione di una didattica e di una metodologia flessibili tali da rispondere alle esigenze di ciascuno. La scuola dà risposte e affina la propria organizzazione educativa e didattica, allo scopo di fornire a tutti gli allievi le competenze culturali necessarie ad affrontare le varie tappe scolastiche, sostenendo le situazioni di difficoltà e valorizzando le eccellenze.

4 e ) Rispetto delle regole L’assunto democratico, che è alla base della politica della nostra scuola, fonda le proprie radici nel riconoscimento e nella condivisione di regole. La coerenza di comportamento e di adesione alle regole di tutti i soggetti educativi che interagiscono tra loro è punto di forza dell’Istituto. Ogni azione è finalizzata ad avviare gli alunni a interiorizzare comportamenti corretti, a comprenderne l’importanza, a mettere in pratica atteggiamenti rispettosi delle regole, in modo autonomo e consapevole. 4 f) Superamento del disagio Come conseguenza dell’analisi socio-familiare precedentemente illustrata, si diffondono sempre di più situazioni di disagio affettivo, cognitivo e relazionale, mancanza di sicurezze e di valori, crescita di comportamenti a rischio, tutti sintomi di un malessere che spesso non trova sbocco. Una volta gli adolescenti erano portatori di cambiamento, adesso sono le prime vittime della mancanza collettiva di progettualità. L’Istituto “Galilei”, nel cercare di prevenire e limitare il diffondersi di questo fenomeno e per aiutare i ragazzi ad affrontare e superare queste situazioni critiche, ha progettato una serie di attività legate al successo formativo e alla affermazione della propria individualità.

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4 g) Capacità di relazione e di ascolto La passività e la mancanza di criticità degli adolescenti rende sempre più difficoltosa la capacità di relazionarsi tra coetanei e con gli adulti. Anche l’ascolto risulta superficiale e con scarsa ricaduta sui propri atteggiamenti. L’Istituto “Galilei” avvia attività mirate al potenziamento della corretta comunicazione, alla manifestazione delle individualità mediante la pluralità dei linguaggi, alla valorizzazione delle diverse intelligenze, allo scopo di favorire atteggiamenti di mutuo aiuto, senso critico, apertura verso le idee altrui, affinamento delle sensibilità individuali. Tutta la didattica è permeata da questi valori e obiettivi e molti progetti contribuiscono a favorire e potenziare il superamento di individualismi e atteggiamenti negativi verso gli altri. Questa impronta culturale viene ad essere un importante investimento sociale che tende a garantire una generazione futura consapevole e capace. 4 h) Rieducazione al senso civico e alla legalità L’Istituto “Galilei” impronta la propria azione educativa sul rispetto e sul recupero dei valori sociali, nel riconoscimento e nella condivisione dei diritti e dei doveri, nel radicamento e nel senso di appartenenza ad una realtà sociale che persegue gli stessi obiettivi, utilizzando le stesse strategie. La sintonia tra tutte le azioni messe in atto, nel totale rispetto della legalità, porta al raggiungimento degli obiettivi della Mission. Tutti i soggetti educanti (genitori, docenti, personale ATA, esperti…) svolgono il loro ruolo aderendo alla politica dell’Istituto e, qualora si manifestasse la necessità di una correzione di atteggiamenti devianti, agiscono in sinergia e collaborazione.

4 i) Educazione all’autonomia Obiettivo finale dell’intero percorso di studi consiste nel raggiungimento di quella autonomia necessaria alla formazione di un futuro cittadino consapevole. 4 l) Sviluppo e potenziamento della manualità L’Istituto “Galilei” ritiene fondamentale, per la formazione di ogni alunno, l’utilizzo di diversi codici comunicativi e la comprensione dei linguaggi non verbali, soprattutto nella realtà odierna, pervasa da linguaggi virtuali, nella quale ai giovani manca la possibilità di sperimentare e di progettare in modi alternativi. La manualità funge da veicolo al potenziamento delle capacità logiche, intellettive ed espressive. Per tali motivi, all’interno dell’Istituto vige una completa parità fra le varie discipline.

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4 m) Orientamento Tutte le azioni educative sono mirate a guidare l’alunno alla conoscenza di sé e delle proprie potenzialità, tenendo conto delle offerte formative, professionali e culturali del territorio. Il riconoscimento delle vocazioni individuali fa sì che i percorsi curricolari intrapresi siano coerenti con la propria personalità, maturando una adeguata capacità valutativa, senso critico e autostima.

Le linee di orientamento generale per dare risposte ai bisogni formativi degli alunni sono le seguenti:  La necessità che l’Istituzione scolastica continui ad essere punto di riferimento nel territorio anche al fine di favorire la costruzione di una rete educativa e di prevenzione, in collaborazione con la famiglia e le altre agenzie educative.  La necessità che la scuola si ponga come soggetto attivo accanto ai ragazzi per aiutarli a crescere nell’autostima e a superare il disagio giovanile.  La necessità di coinvolgere, in maniera sempre più forte, la famiglia in una più coerente partecipazione al progetto educativo e formativo degli alunni.  Il recupero del concetto di cultura come valore e come capacità critica necessaria in una società massificata in cui prevalgono il consumismo e l’individualismo.  La valorizzazione delle differenze, come opportunità per creare legami sociali e l’unitarietà di intenti e strategie per raggiungere gli obiettivi condivisi.  La necessità di una formazione culturale di base solida che privilegi la qualità del sapere, lo sviluppo delle abilità di base e l’acquisizione delle competenze metodologiche, senza trascurare un’adeguata acquisizione delle conoscenze.  La necessità che la scuola educhi alla partecipazione democratica, alla conoscenza delle Istituzioni, alla consapevolezza del proprio comportamento e al rispetto della legalità, delle regole, delle diversità e delle differenze.  La necessità che la scuola sia attenta alla persona considerata nella sua unicità e originalità.  La necessità che la scuola promuova l’autonomia, il pluralismo culturale, l’autostima e la capacità di orientamento.

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COLLABORAZIONI CON ENTI ED ISTITUZIONI LOCALI A sostegno dell’intera attività dell’Istituto e per meglio rispondere ai bisogni formativi dell’utenza, si sono attivate le seguenti collaborazioni: ENTE - ISTITUZIONE Comune di Pesaro Servizi Sociali

5. Finalità Attività di prevenzione per adolescenti e famiglie Monitoraggio del territorio Attuazione di progetti intergenerazionali e interculturali Integrazione bambini diversamente abili – sperimentazione di progetti Integrazione alunni diversamente abili

Comune e ASUR di Pesaro CTI di Cattabrighe Comune di Pesaro Servizi Educativi

Progetto “A scuola con gli amici” Progetti inserimento bambini stranieri di recente immigrazione Sicurezza negli edifici scolastici

Comune di Pesaro

Prov. di Pesaro e Urbino Progetto Anagrafe scolastica e Regione Marche Università di Urbino Tirocinio studenti della facoltà di Scienze della Formazione Università di Macerata Università di Bologna Rete Istituzioni Scolastiche del 1° Ciclo Rete Istituzioni scol.

Tirocinio studenti universitari Tirocinio studenti universitari Per attività di ricerca e sperimentazione, confronto di esperienze, diffusione delle buone prassi Per scambio di buone prassi e messa in comune di competenze professionali

Alcuni protocolli sono in corso di rinnovo; altre forme di collaborazione, sebbene non formalizzate, sono avviate sia con le società sportive che con aziende produttrici che operano nel territorio. Al fine di rendere trasparente il suo operato l’Istituto organizza, a conclusione di ogni anno scolastico, una manifestazione denominata “SULLE ALI DEL SAPERE”, finalizzata alla presentazione ai genitori e ai cittadini di quanto è stato realizzato dagli alunni delle varie classi.

ALLEANZA SCUOLA FAMIGLIA Da sempre la collaborazione scuola-famiglia è un aspetto che caratterizza fortemente il progetto educativo dell’Istituto “G. Galilei”. Tale coinvolgimento si traduce in:

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• • •

azioni di carattere generale per la progettazione e la verifica del Progetto Formativo esplicitato nel POF; azioni finalizzate alla firma dei patti educativi di corresponsabilità; azioni più specifiche volte alla definizione del contratto formativo per singoli alunni, nel caso si verifichi la necessità in conseguenza del manifestarsi di situazioni di disagio, anche temporanee, determinate dalla crescita dei ragazzi; azioni di supporto all’organizzazione di attività didattiche ed interventi finalizzati al miglioramento delle sedi dell’Istituto, degli arredi e delle attrezzature didattiche.

A. L’informazione e il coinvolgimento delle famiglie nelle attività Le famiglie sono coinvolte in vari momenti dell’anno scolastico per la presentazione delle attività programmate, sia in fase di progettazione, sia in fase di conclusione. La programmazione del rapporto scuola-famiglia prevede i seguenti momenti: 

Assemblee dei genitori al momento delle iscrizioni (dicembre – gennaio) per presentare il Piano dell’Offerta Formativa, le attività per la personalizzazione degli interventi educativi, l’organizzazione e i servizi (mensa, trasporto, ecc.). 

• •

Ad inizio anno scolastico:

Assemblea di tutti i genitori al momento dell’elezione dei rappresentanti nei consigli di classe per illustrare il POF e per offrire loro indicazioni sul Patto Educativo di Corresponsabilità scuola-famiglia; Assemblee di classe per illustrare il progetto educativo-didattico della classe. 

Al momento dell’iscrizione:

Durante l’anno scolastico:

Riunioni con i rappresentanti eletti per discutere dell’andamento generale delle classi, dei problemi organizzativi, dei progetti, ecc.; Colloqui frequenti (nella scuola secondaria di 1° grado con calendarizzazione specifica) con i docenti per conoscere il percorso educativo-didattico dei ragazzi; nella scuola primaria si mette a disposizione dei genitori un mercoledì destinato alla programmazione. In tutti gli ordini di scuola sono previsti due volte all’anno i colloqui pomeridiani in modo che i genitori che lavorano possano essere facilitati ad incontrare i docenti; Presentazione ai genitori del risultato delle principali attività realizzate sotto forma di mostre, pubblicazioni, rappresentazioni teatrali, dibattiti pubblici sostenuti dai ragazzi.

Altri incontri con i genitori possono essere organizzati dai docenti per alcune particolari situazioni che si verificano durante l’anno scolastico. La collaborazione avviata, l’apporto positivo che alla scuola è venuto a seguito del coinvolgimento delle famiglie ha consolidato l’azione dei Comitati dei Genitori che operano con l’istituzione scolastica nell’azione educativa e preventiva.

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I Comitati dei Genitori di Villa Ceccolini e di Villa Fastiggi si stanno impegnando per il miglioramento della qualità delle strutture e per approfondire, con i docenti, problematiche educative.

B. I Patti Educativi di Corresponsabilità Considerato l’aumento dei fenomeni di disagio, di bullismo e di trasgressione, la crescente difficoltà delle famiglie nel seguire la maturazione culturale dei propri figli, fenomeni che vedono coinvolti gli adolescenti e i bambini con sempre maggior frequenza, l’Istituto, con la collaborazione dei genitori, ha elaborato: • • •

L’alleanza scuola-famiglia (vedi all. n. 7); I Patti Educativi di Corresponsabilità; Le sanzioni disciplinari da applicare nel caso di gravi trasgressioni.

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Il progetto pedagogico dell’Istituto Comprensivo "G. Galilei"

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PROFILO EDUCATIVO: fattore di garanzia e di equità formativa

Il ragazzo, a conclusione del primo ciclo di istruzione deve raggiungere

IDENTITA’

STRUMENTI

CONVIVENZA

CULTURALI

CIVILE

• Conosce i contenuti culturali, scanditi nei saperi disciplinari • Sa trasformare in competenze (saper fare), le conoscenze disciplinari (il sapere) e le abilità operative (il fare) • E’ interessato a costruire con l’insegnante un progetto didattico e formativo secondo i bisogni specifici del suo momento di crescita • E’ in grado di pensare al proprio futuro dal punto di vista umano, sociale e professionale • Sa interagire con i coetanei e gli adulti in un contesto di legalità e democrazia • Ricerca ed afferma la propria identità • Ha consapevolezza di essere titolare di diritti, ma anche di doveri per lo sviluppo qualitativo della convivenza civile.

OBIETTIVI PER L’ISTRUZIONE Crescere come comunità educante

• operando scelte consapevoli • acquisendo un metodo di lavoro capace di garantire successo formativo • assumendosi responsabilità • acquisendo flessibilità operativa • affinando la capacità progettuale • arricchendo la professionalità

PER GLI ALUNNI Favorire lo sviluppo

• dell’identità personale, culturale, sociale • del rispetto di sè, degli altri, dell’istituzione scolastica • di comportamenti alimentari ed igienico-sanitari corretti

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Sostenere i processi per…

• • • • •

della coscienza di diritti e doveri del cittadino del rispetto dei diritti umani fondamentali di comportamenti democratici acquisire un metodo di studio valido e corretto leggere, decodificare e produrre un testo scritto nei diversi ambiti e nei diversi linguaggi • acquisire una o più lingue comunitarie • formulare ipotesi, progettare, ricercare, esplorare… • ampliare la cultura di base mediante l’arricchimento di conoscenze storico-geografiche, scientifiche e matematiche, sociali ed umane e di attualità

PER IL PERSONALE DOCENTE E ATA Promuovere e favorire

• • • • • •

il senso di appartenenza lo spirito di cooperazione la collaborazione con enti esterni, associazioni, ecc. la collaborazione con le famiglie l’interesse per ricerca e sperimentazione di nuove tecniche e strategie il desiderio di aggiornamento e formazione

PER I GENITORI Essere

Luogo significativo e di riferimento per: a) promuovere interessi culturali comuni scuola-famiglia b) favorire i rapporti interpersonali figli-genitori c) favorire l’incontro delle famiglie d) affrontare e discutere le problematiche inerenti i figli con spirito di

collaborazione PER IL TERRITORIO

Favorire

• la collaborazione con EE.LL e Associazioni per progetti comuni • la partecipazione ad iniziative locali, feste, manifestazioni • lo scambio e l’utilizzo di attrezzature e strutture per fini culturali

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PROFILO CULTURALE E FORMATIVO DELL’ALUNNO IDENTITA’ Indicatori

CONO SCENZA DI SÉ

USCITA SCUOLA INFANZIA

USCITA SCUOLA PRIMARIA

L’alunno sa Rappresentarsi graficamente facendo rilevare i propri connotati e verbalizzando le diverse parti del corpo • Stare seduto per tutta la durata dell’attività guidata (circa un’ora) • Prestare attenzione alla lettura di un racconto (almeno 10 minuti)

L’alunno è in grado di

rafforzare la stima di sé, l’identità • comprendere manifestare e controllare le proprie reazioni emotive

L’alunno sa

RELAZIO NE CON GLI ALTRI

• • • • • •

Comunicare i propri bisogni Comunicare con coetanei ed adulti Aspettare il proprio turno nelle conversazioni Collaborare alla realizzazione di attività ludiche nel piccolo gruppo Essere disponibile ad aiutare i più piccoli Collaborare con l’insegnante

USCITA SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO L’alunno è in grado di • • •

L’alunno è in grado di •

sapersi relazionare con gli altri e riconoscere il proprio ruolo nel gruppo • confrontare la propria opinione con quella degli altri in uno spirito di tolleranza e cooperazione • rispettare la diversità

accettare se stesso imparare dai propri errori rafforzare l’autostima acquisendo sicurezza di sé e delle proprie potenzialità

L’alunno è in grado di •

rapportarsi positivamente con coetanei ed adulti sviluppando il senso di solidarietà • riconoscere nella diversità una opportunità di crescita • effettuare scelte in modo responsabile ed esprimere la propria opinione rispettando quella degli altri

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L’alunno sa

AUTONO MIA

OPERA TIVITÀ E CREATI VITÀ

ORIENTA MENTO

L’alunno è in grado di utilizzare in modo autonomo strumenti e materiali • conoscere e saper gestire le proprie potenzialità • aver acquisito una metodologia di lavoro adeguata ed efficace

• •

Infilarsi maglia e giubbotto. Essere autonomo nell’uso dei servizi igienici. • Aver cura dei materiali che usa durante le attività. • Soffiarsi il naso.

L’alunno sa Compiere classificazioni in base a caratteristiche date • • Compiere seriazioni almeno fino a 5 elementi, in base a caratteristiche di quantità e qualità • Stabilire corrispondenze nelle quantità da 1 a 10 elementi • Ordinare cronologicamente immagini ed eventi (almeno 4 sequenze)

utilizzare e manipolare materiali vari in modo personale

• •

pianificare l’esecuzione di una prestazione; usare adeguatamente gli strumenti per eseguire una procedura; • percepire la realtà con senso estetico; • manipolare ed utilizzare vari materiali in modo creativo

L’alunno è in grado di

verificare l’adeguatezza delle proprie idee nelle diverse situazioni comunicative • prendere coscienza di sé per proiettarsi nel futuro in termini di aspettative e progettualità

L’alunno sa Esprimere interessi Gestire i propri stati d’animo in situazioni di cambiamento • Percepire le proprie capacità • Conoscere gli amici, gli adulti e gli spazi della scuola primaria

L’alunno è in grado di

• •

L’alunno è in grado di essere consapevole del proprio percorso formativo ed agire in maniera matura e responsabile • esprimere valutazioni e critiche su fatti ed avvenimenti • operare con metodo di studio sistematico • individuare soluzioni razionali alle varie problematiche L’alunno è in grado di

• • •

L’alunno è in grado di riconoscere e valutare le proprie abilità, gli interessi e le preferenze; raccogliere informazioni sulle scuole presenti sul territorio; utilizzare le modalità per fare una domanda di lavoro; realizzare un curriculum vitae; interagire responsabilmente con i singoli individui, le organizzazioni sociali e territoriali

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METODOLOGIA COME

• • • • • • •

Brain strorming Coinvolgimento Esplorazione Percorsi personalizzati Motivazione Problem solving Ricerca-azione

CHE COSA?

• • • • • • •

PERCHE’? • Per favorire la relazione fra pari e con gli adulti nei vari contesti • Per favorire la valorizzazione del gioco, il fare produttivo e le esperienze dirette • Per favorire la valorizzazione delle potenzialità • Per favorire l’acquisizione delle competenze disciplinari

Progetti d’Istituto Progetti di plesso Progetti di sezione Laboratori Servizi di consulenza Centro d’ascolto Corsi di formazione

MATURAZIONE DI COMPETENZE CULTURALI Indicatori

ASCOL TARE

USCITA SCUOLA INFANZIA L’alunno sa  ascoltare e comprendere fiabe, filastrocche, semplici racconti e brevi comunicazioni

USCITA SCUOLA PRIMARIA L’alunno è in grado di  ascoltare con tempi di attenzione sempre più lunghi, sviluppando la memoria uditiva  comprendere messaggi, istruzioni, consegne, regole di gioco, per interagire in modo consapevole  cogliere, in una comunicazione orale, le informazioni, selezionando le più importanti  individuare, ascoltando una discussione, qual è il problema affrontato e le opinioni espresse.

     

USCITA SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO L’alunno è in grado di ascoltare con attenzione e prendere appunti sintetizzare e valutare il testo ascoltato ascoltare e comprendere messaggi e consegne in modo analitico e globale cogliere e memorizzare informazioni centrali riconoscere l’opinione di chi parla, distinguendo messaggi impliciti ed espliciti valutare il messaggio in modo critico

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L’alunno sa

PARLA RE



 esprimersi con    

 esprimersi in modo logico e corretto; semplici frasi  padroneggiare tecniche comunicative per strutturate interagire con gli altri raccontare e chiedere  esprimere la propria opinione in relazione al descrivere immagini contesto comunicare le proprie  esporre in modo chiaro gli argomenti di studio esperienze utilizzando i linguaggi specifici delle varie partecipare alla discipline conversazione. L’alunno sa

LEGGE RE

L’alunno è in grado di

 leggere immagini e simboli

    

L’alunno è in grado di

 leggere in modo fluido ed espressivo e



comprendere le informazioni principali del testo

 saper utilizzare la lettura silenziosa anche come  metodologia di studio

 saper riconoscere alcune tipologie testuali

  

L’alunno è in grado di organizzare una comunicazione orale utilizzando un lessico appropriato specifico e funzionale al tipo di comunicazione esporre ed argomentare le proprie idee discutere in gruppo formulando domande e ipotesi preparare con metodo una relazione orale organizzare ciò che si deve dire in modo logico, seguendo una schema proposto ampliare i contenuti facendo collegamenti L’alunno è in grado di leggere a voce alta con correttezza, fluidità ed espressività adottare la lettura silenziosa per comprendere le informazioni e il messaggio del testo comprendere i termini e il linguaggio specifico comprendere e valutare il testo cogliendo concetti, temi principali, idee chiave riconoscere le caratteristiche di alcuni tipi di testo

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L'alunno sa

SCRI VERE

 eseguire percorsi motori e grafici per affinare la motricità oculo-manuale.

UTILIZ ZARE LIN GUAG GI NON VERBA LI

L’alunno sa

L’alunno è in grado di

 Organizzare testi in modo chiaro, logico e coerente  produrre e rielaborare testi di vario tipo  produrre testi sintatticamente e ortograficamente corretti utilizzando un lessico adeguato  sintetizzare un testo individuando le idee e le informazioni principali

L’alunno è in grado di

L’alunno è in grado di  

prendere appunti, riassumere e parafrasare; produrre forme differenziate di comunicazione, rispettando i caratteri delle tipologie testuali  esprimersi con varietà ed adeguatezza lessicale  produrre testi corretti, coerenti, coesi, pertinenti, esaurienti utilizzando il linguaggio appropriato con rielaborazione e contributi personali  consolidare e potenziare la pratica di progettazione, organizzazione, revisione dei testi  produrre diverse tipologie testuali: - scrivere testi espositivo-informativi applicando modelli appresi, - scrivere testi argomentativi  utilizzare in modo corretto strutture e regole della lingua L’alunno è in grado di

 riconoscere i colori

 leggere, comprendere ed interpretare messaggi  comprendere lo specifico dei linguaggi non fondamentali e espressi con linguaggi diversi: iconico, plasticoverbali derivati manipolativo, sonoro, corporeo  usare in modo  utilizzare i diversi codici comunicativi  esprimersi in modo consapevole e significativo  padroneggiare i linguaggi non verbali per creativo colori, attraverso i linguaggi fruiti esprimere le proprie emozioni e la propria materiali e piccoli  rielaborare immagini e materiali per realizzare creatività strumenti  esprimere sentimenti nuovi prodotti creativi. ed emozioni con il corpo e la musica.

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L'alunno sa ORIEN TARSI NEL TEMPO

 ordinare in sequenza una serie di immagini

 percepire e collocare eventi nel tempo;

L’alunno è in grado di

 utilizzare testi e fonti documentarie per ricavare informazioni;

 organizzare informazioni dal punto di vista  

L'alunno sa ORIEN TARSI NELLO SPAZIO

 differenziare la parte



destra e sinistra del corpo   orientarsi nello spazio -scuola   mantenere la postura adeguata.  L’alunno sa

OPERA RE IN MODO LOGICO E CALCO LARE

 stabilire relazioni

 topologiche;  operare classificazioni  e seriazioni;  confrontare insiemi rilevando uguaglianze  e differenze;  contare e stabilire le  corrispondenze delle quantità al simbolo (fino a 10)

spazio-temporale; scoprire le radici storiche della realtà locale; riconoscere i fenomeni e i fatti significativi che hanno determinato trasformazioni e mutamenti nel corso della storia L’alunno è in grado di: rilevare, attraverso l’uso di mappe e carte geografiche, le caratteristiche fisiche e antropiche di un territorio individuare i rapporti tra natura del territorio, clima, risorse e condizioni di vita dell’uomo conoscere aspetti problematici relativi ad ambienti e culture conoscere ed operare con le figure geometriche piane convenzionali L’alunno è in grado di raccogliere dati, classificarli, rappresentarli, leggerli ed interpretarli; eseguire le quattro operazioni anche con i numeri decimali con consapevolezza del concetto e padronanza degli algoritmi; conoscere e utilizzare le unità di misura ed eseguire le equivalenze; individuare le informazioni necessarie per la risoluzione di problemi

L’alunno è in grado di

 utilizzare testi e fonti documentarie per ricavare informazioni;

 analizzare

le informazioni per individuare relazioni operare confronti e ricostruire un percorso storico

L’alunno è in grado di:

 conoscere e analizzare elementi, fenomeni fisici ed antropici e collocarli nello spazio

 comprendere e utilizzare termini e strumenti specifici  riconoscere le trasformazioni apportate dall’uomo sugli spazi terrestri individuando relazioni, aspetti e problemi dell’interazione uomo-ambiente L’alunno è in grado di

 esaminare situazioni, fatti e fenomeni;  riconoscere proprietà varianti ed invarianti, analogie e differenze;

 inquadrare in un medesimo schema logico questioni diverse;

 risolvere problemi con metodi diversi discutendo i risultati;

 sapersi orientare ed operare nel piano cartesiano;

 operare correttamente all’interno dei numeri razionali e relativi;

 risolvere equazioni di primo grado ad una incognita;

 eseguire semplici calcoli letterali;  calcolare la probabilità teorica e statistica in casi semplici

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L’alunno sa CITTADI  NANZA E COSTITU  ZIONE

L’alunno è in grado di

L’alunno è in grado di

 riconoscere i diritti e i doveri fondamentali della  valutare criticamente le proprie convinzioni rispettare le principali regole della persona e le norme che regolano la vita dei ed essere disponibile a modificarle cittadini attraverso il confronto convivenza  costruire rapporti con gli altri basati sul rispetto,  sapersi relazionare con soggetti diversi ed collaborare alla sull’autonomia critica, sul riconoscimento delle essere disponibile all’ascolto delle ragioni realizzazione di un diversità, sulla cooperazione solidale altrui, al rispetto alla tolleranza, alla progetto comune  comprendere l’importanza di un corretto cooperazione, alla solidarietà intervento dell’uomo sull’ambiente  controllare gli impulsi nella contrapposizione verbale e fisica Educazione alla CITTADINANZA ATTIVA Educazione alla CITTADINANZA ATTIVA  riflettere su pregiudizi e convinzioni che  scegliere comportamenti autonomi e condizionano i rapporti interpersonali; controllati nel sociale, tra pari e verso gli  Vivere il confronto con gli altri come altri;  accogliere ed integrare la diversità come arricchimento reciproco; stimolo per allargare gli orizzonti culturali,  Apportare il proprio contributo in esperienze di mentali e critici, in una prospettiva europea gruppo;  Condividere i valori della cooperazione e del  operare in un’ottica di risparmio delle risorse rispetto. (riciclaggio) Educazione STRADALE Educazione STRADALE  agire correttamente, consapevole che il  Conoscere e rispettare norme e regole per Codice e i regolamenti stradali ci tutelano e interiorizzare comportamenti corretti. sono a garanzia del diritto e della legalità Educazione AMBIENTALE

Educazione AMBIENTALE – Ed. ALIMENTARE

 Prendere coscienza delle trasformazioni sociali

 considerare la salvaguardia dell’ambiente come scelta di comportamento

che hanno determinato cambiamenti negli stili di  vita. Educazione alla SALUTE

 Attivare comportamenti idonei per il benessere fisico e psichico.

Educazione ALIMENTARE – Ed. alla SALUTE  Saper alimentare il corpo per alimentare la mente  Cogliere una corretta alimentazione per sostenere lo sviluppo e l’equilibrio psichico

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Potenziamento dell’Offerta Formativa

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ATTIVITA’ DI ISTITUTO

FINALIZZATE AL POTENZIAMENTO Oltre all’attenzione che i docenti pongono ad ogni singolo alunno, durante l’attività didattica quotidiana, l’Istituto progetta iniziative particolari per motivare gli alunni su alcuni aspetti di particolare rilevanza per l’educazione degli alunni quali cittadini del futuro:

 Il progetto A scuola ci andiamo con gli amici, finalizzato ad educare i bambini alla

 





mobilità pedonale, alla sicurezza stradale, al senso civico ed all’autonomia. Il progetto si attua a partire dalle classi seconde della scuola primaria di Villa Fastiggi e di Villa Ceccolini, è realizzato in collaborazione con il Comune di Pesaro e con la Circoscrizione “Le tre ville”. Attività di stimolo alla lettura finalizzato a far crescere il desiderio della lettura e ad insegnare agli alunni l’accesso alle biblioteche pubbliche del territorio. La manifestazione finale “SULLE ALI DEL SAPERE” che ha quale obiettivo prioritario la valorizzazione delle potenzialità degli alunni, in particolare di quanti possiedono quelle competenze meno valorizzate nella scuola (in campo artistico, musicale, ecc.) Concorso Giochi matematici, in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano. Il concorso rappresenta un’opportunità per i ragazzi della scuola secondaria di 1° grado di sperimentarsi con una prova non preparata dai loro insegnanti e con un linguaggio spesso diverso da quello comunemente usato nelle attività didattiche in classe. Ogni anno sono numerosi gli alunni che accettano di cimentarsi con queste prove. Considerato l’elevato numero di alunni, l’Istituto è stato individuato dall’Università come centro territoriale per i giochi matematici di primavera. Certificazione esterna delle lingue comunitarie (inglese). Gli alunni con buone competenze nelle lingue comunitarie si sottopongono a prove di certificazione delle competenze. La scuola organizza per loro un corso con madre linguisti e le famiglie pagano il costo della certificazione.

 Attività extracurricolari

Per gli alunni della scuola SECONDARIA DI 1° GRADO: • Corsi di latino: sono rivolti ai ragazzi che si stanno orientando verso scuole ad indirizzo umanistico. • Corso di disegno tecnico assistito al computer (C.A.D.): per un gruppo di ragazzi che hanno già una buona competenza nell’uso del computer orientati verso l’Istituto Tecnico per geometri, l’Istituto Tecnico Industriale e gli Istituti ad indirizzo artistico. • Attività di orientamento e di avviamento alla pratica sportiva: per i ragazzi che ne fanno richiesta. Verranno svolte le seguenti discipline sportive: corsa campestre e atletica leggera.

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• Laboratorio musicale: l’attività è finalizzata ad introdurre gli alunni allo strumento musicale. Gli alunni sono orientati verso i seguenti strumenti: - Flauto - Saxofono - Clarinetto - Tromba - Strumenti a percussione - Basso elettrico - Tastiera - Chitarra classica - Arpa Celtica • Full immersion di lingua inglese (con madre linguisti), a settembre. • Corsi per il rilascio del patentino per la guida del ciclomotore, riservati agli alunni delle classi terze.

Per gli alunni della SCUOLA PRIMARIA E DELL’INFANZIA: • Corso di danza rivolto ai bambini di 4 e 5 anni della scuola dell’infanzia e ai bambini di tutte le classi della scuola primaria. • Laboratorio musicale: l’attività avviata per gli alunni della scuola secondaria di 1° grado è estesa anche ai bambini delle classi 3^, 4^ e 5^ della scuola primaria. • Full immersion di lingua inglese (con madre linguista) a settembre.

FINALIZZATE apprendimento

AL

RECUPERO

per

alunni

con

difficoltà

di

Anche agli alunni che incontrano difficoltà di apprendimento, l’Istituto pone attenzione. Vengono organizzate le seguenti attività:  Attività svolte in classe, adottando metodologie didattiche che aiutino i bambini in difficoltà; di particolare utilità si è rivelata l’individuazione di alunni tutor che si prendono cura, a turno, di tali bambini.  Attività di recupero con i docenti interni: sia per la scuola primaria che per la scuola secondaria di 1° grado vengono organizzate attività pomeridiane per piccoli gruppi di alunni con analoghe difficoltà.

RECUPERO DEL DISAGIO SCOLASTICO Rientra nella prassi didattica quotidiana l’attenzione a quegli alunni con difficoltà di apprendimento e la messa in atto di strategie di recupero, anche mediante forme di aiuto reciproco tra gli alunni. Il Collegio docenti, inoltre, ha individuato le seguenti strategie: • Dinanzi a difficoltà dovute a demotivazione scolastica, si ritiene opportuno intervenire con attività operative collegate all’esperienza dei ragazzi; • Dinanzi a difficoltà dovute ad assenza di regole e di figure di riferimento, si cerca di collegare in modo forte il gruppo classe con altri gruppi, anche in parallelo, e con altre figure di docenti secondo mini-contratti didattici; • Dinanzi a difficoltà di tipo linguistico o dovute all’assenza degli strumenti minimi di base (determinate da scolarità saltuaria o dal non possesso della lingua italiana, come nel caso dei bambini stranieri) si interviene con attività di recupero che il consiglio di classe progetta utilizzando attività a classi aperte, ore a disposizione, compresenze, ore aggiuntive di insegnamento.

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• Sono previsti, inoltre, incontri dei docenti e del Dirigente Scolastico con singoli alunni e con i genitori degli alunni per definire strategie educative e metodologie di responsabilizzazione; in alcuni casi vengono sottoscritti contratti formativi soggetti a regolare verifica. L’Istituto prevede le seguenti iniziative rivolte agli studenti:  incontri con esperti (psicologi e medici) per attività di formazione e di prevenzione (l’attività è rivolta agli alunni della scuola secondaria di 1° grado);  attività di primo soccorso realizzata con i volontari della Croce Rossa rivolta agli alunni delle classi terze della scuola secondaria di 1° grado;  l’iniziativa Caro amico ti scrivo per gli alunni della scuola primaria. Alle lettere dei bambini, fa seguito il dialogo con docenti opportunamente formati ed incaricati a svolgere tale compito.

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

L’Istituto Comprensivo Statale “G. Galilei”, attraverso la collaborazione di tutto il personale docente e non docente si impegna nel continuo rinnovamento di un ambiente scolastico che favorisca lo sviluppo e il potenziamento della capacità cognitive, l’acquisizione dell’autonomia e delle abilità relazionali e la maturazione della loro identità personale, nella piena consapevolezza che soltanto un processo continuo e permanente di effettiva integrazione sociale promuove lo sviluppo cognitivo dell’alunno e le sue potenzialità residue . Oltre all’impegno per l’integrazione assunto da tutto il personale, il consiglio di classe, attraverso costante interdisciplinarietà degli interventi, forte della collaborazione scuola– famiglia, programma attività didattiche specifiche che pongono l’alunno/a nella possibilità di apprendere e raggiungere livelli di sviluppo cognitivo nelle diverse aree disciplinari; In particolare vengono organizzate le seguenti attività: Attività individualizzate per il recupero degli strumenti di base; Attività anche in ambienti esterni alla scuola per lo sviluppo dell’autonomia; Attività interdisciplinari che consentano di trovare lo spazio più adatto per acquisire abilità operative anche con la collaborazione dei compagni; Attività didattiche con l’ausilio del computer e di materiali strutturati; Laboratori operativi per lo sviluppo delle abilità pratico-creative. I docenti mantengono frequenti contatti con la famiglia dei ragazzi e con l’équipe sociopsico-pedagogica per avere informazioni, verificare il percorso e ri-progettare nuovi interventi. Particolare attenzione viene dedicata:  alla fase iniziale del percorso scolastico degli alunni con bisogni speciali, per facilitare l’inserimento nella nuova realtà scolastica, la conoscenza degli adulti e dei compagni;  al momento del passaggio da un ordine di scuola all’altro, per facilitare la conoscenza del nuovo ambiente, delle persone adulte e dei nuovi compagni;  alla conclusione della percorso scolastico nella scuola di base, per sostenere i ragazzi stessi e le famiglie nell’orientamento professionale o nell’inserimento nelle strutture assistenziali e nei centri diurni del Comune e della Provincia.

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Per l’integrazione dei bambini con gravi disabilità, l’Istituto fruisce degli assistenti/educatori messi a disposizione dal Comune di Pesaro che con professionalità collaborano alla realizzazione del progetto di vita del singolo alunno/a. Il protocollo d’intesa firmato dall’Istituto Comprensivo, con l’ASUR n. 1 e il Comune di Pesaro (Assessorati alle politiche per la persona e la famiglia) il ha consentito all’Istituto di sperimentare azioni innovative che hanno portato all’elaborazione di un progetto di integrazione. In attuazione del protocollo d’intesa, gli assistenti/educatori comunali sono entrati a far parte dello staff educativo dell’Istituto, restano in servizio anche quando l’alunno è assente e rappresentano una risorsa aggiuntiva per la realizzazione delle attività di classe. L’incontro tra i docenti e i diversi operatori del territorio ha consentito: la produzione di un CD rom intitolato “Integrare le diverse abilità” che documenta in sintesi l’esperienza dell’Istituto e ne consente la diffusione; la partecipazione al progetto di ricerca-azione “La qualità dell’Integrazione Scolastica”, avviato nel 2006 da un gruppo di lavoro interistituzionale, finalizzato alla definizione di strumenti di rilevazione di indicatori di qualità dell’integrazione. Del gruppo di lavoro fanno parte gli istituti scolastici, tra cui l’Istituto Comprensivo “Galilei”, l’Ambito Territoriale e Sociale di Pesaro, i Servizi Educativi del Comune di Pesaro, il CDIH e la Cooperativa “Labirinto La partecipazione al progetto “Stella polare: prassi innovativa per l’orientamento degli alunni disabili nella provincia di Pesaro e Urbino” di cui il nostro Istituto è partner e coinvolto nel gruppo tecnico . La partecipazione al progetto “Baskin: giocare il basket integrato”nella provincia di Pesaro e Urbino”, si tratta di una nuova pratica sportiva, presente anche a livello nazionale. Il Baskin si ispira al basket e ne mantiene i principi fondamentali, è pensato, studiato e realizzato per permettere a persone normalmente e diversamente abili di giocare insieme nella stessa squadra. • L’elaborazione del Progetto di sistema “Integrare le diverse abilità”, iniziato nell’a.s. 2004/05, che viene via via integrato negli anni con successive delibere, al fine di garantire una continuità nei processi di integrazione nonostante alcuni inevitabili avvicendamenti degli insegnanti di sostegno. • di migliorare l’informazione ai genitori sulle procedure utili ad ottenere i benefici previsti dalle Leggi vigenti a favore degli alunni con disabilità e DSA. Nel progetto di sistema sono esplicitate chiaramente tutte le procedure relative al processo di integrazione, tratto distintivo dell’Istituto Comprensivo Galilei, in particolare:  Il registro per le attività di sostegno  Il vademecum dell’insegnante di sostegno  Il flusso di accoglienza  Il progetto di accoglienza e le relative procedure  Il progetto di continuità / pre-accoglienza e relativi questionari di gradimento  Questionario rivolto ai genitori degli alunni con bisogni speciali sulla qualità  dell’integrazione  Progetto Bibliorecuperandi  Laboratorio artistico espressivo - in collaborazione con C.S.E.R. VILLAVITTORIA  Laboratorio per l’Integrazione  Attività di Baskin  La partecipazione al progetto “Stella polare: prassi innovativa per l’orientamento degli alunni disabili nella provincia di Pesaro e Urbino” di cui il nostro Istituto è partner e coinvolto nel gruppo tecnico attraverso la figura della referente per l’integrazione

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prof.ssa Bricuccoli Lorena. Le finalità del progetto hanno lo scopo di promuovere il successo del progetto di vita dell’alunno disabile mediante l’ottimizzazione dei processi di orientamento in un’ottica integrata, ridurre la dispersione scolastica degli alunni disabili nella scuola secondaria di II grado dopo l’assolvimento dell’obbligo scolastico, promuovere e diffondere in modo omogeneo le buone prassi in atto sul territorio e costruire percorsi educativo – didattici condivisi dalle famiglie e dal territorio. Continua la collaborazione con il Centro Diurno per disabili “Villa Vittoria” e la cooperativa “Movimhandicap” per la realizzazione di un progetto di laboratorio finalizzato all’integrazione dei soggetti disabili e a far conoscere agli alunni ed alle loro famiglie l’esperienza dei centri diurni. E’ stato inoltre firmato una convenzione col CTI di Cattabrighe e un accordo di programma con la Direzione Didattica di Cattabrighe per l’attivazione del progetto di preaccoglienza che vede l’ingresso degli alunni in uscita dalla scuola primaria nelle attività di laboratorio dell’Istituto Comprensivo “G.Galilei”. Tale attività permette ai bambini di conoscere la struttura scolastica in cui saranno inseriti e di incontrare almeno un docente, referente per il successivo anno scolastico. Inoltre consente ai docenti della scuola secondaria di 1° grado di avere una prima conoscenza delle problematiche dell’alunno, di predisporre un ambiente rispondente alle sue esigenze specifiche e di individuare il gruppo classe più adatto.

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REGISTRO ATTIVITÀ DI SOSTEGNO

ATTIVITÀ DI BASKIN uno sport per tutti e di tutti

VADEMECUM DOCENTI EDUCATORI

PROCEDURA ACCOGLIENZ A INSEGNANTI DI SOSTEGNO

PROGETTO ACCOGLIENZ A Alunni diversamente abili

QUESTIONARIO GRADIMENTO ALUNNI

PROGETTO CONTINUITÀ PRE – ACCOGLIENZA da primaria a secondaria di 1^ grado

Laboratorio specifico integrazione

IL “NOSTRO” PROGETTO PER INTEGRAZIO NE ... in sintesi!

PROGETTO STELLA POLARE

QUESTIONARIO GENITORI La qualità della integrazione

Prassi orientamento alunni disabili

QUESTIONARIO DOCENTI

LA QUALITÀ DELL’ INTEGRAZIONE SCOLASTICA

Corrispondenza PEI e programma zio ne curriculare

Scheda rilevazione dati integrazione PROGETTO RICERCAAZIONE La qualità dell’integrazione scolastica

PROGETTO “BIBLIORECUPERANDI

Scheda CERTIFICAZIONE COMPETENZE

materiali per il recupero

cognitive trasversali minime

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QUESTIONARI O GRADIMENTO ATTIVITÀ PREACCOGLIENZ A


REGISTRO DELLE ATTIVITÀ DI SOSTEGNO

PROGETTO/ RICERCA La qualità dell’integrazione scolastica sistema d’indicatori per l’analisi della Qualità dell’integrazione scolastica.

PROCEDURA ACCOGLIENZA INSEGNANTI DI SOSTEGNO

PROGETTO ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

La qualità dell’ integrazione scolastica SCHEDA RILEVAZIONE DATI INTRAGRAZIONE

Comune – CDHI- Scuola

VADEMECUM DOCENTI / EDUCATORI

QUESTIONARIO GENITORI QUALITÀ DELL’INTEGRAZIONE

IL NOSTRO PROGETTO “BIBLIO-RECUPERANDI” materiali per il recupero

PROGETTO INTEGRAZIONE ... in sintesi!

PROGETTO CONTINUITÀ PRE – ACCOGLIENZA SCUOLA PRIMARIA – SCUOLA SECONDARIA DI 1^ GRADO

PROCEDURA ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

QUESTIONARIO GRADIMENTO ALUNNI LABORATORIO Tecnico - pratico

QUESTIONARIO GRADIMENTO ATTIVITÀ PREACCOGLIENZA

MODELLO CERTIFICAZIONE COMPETENZE cognitive trasversali minime

QUESTIONARIO Corrispondenza tra esperienze di lavoro didattico – PEI e programmazione Curriculare

PROGETTO STELLA POLARE Prassi innovativa per l’orientamento degli alunni disabili nella provincia di pesaro e urbino

ATTIVITÀ DI BASKIN uno sport per tutti e di tutti

ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI Nell’Istituto, nel corso degli anni, sono state realizzate esperienze interessanti di accoglienza degli alunni stranieri e di educazione interculturale. Numerosi docenti hanno frequentato corsi di formazione ed hanno sperimentato metodologie didattiche innovative. L’Istituto ha, inoltre, avviato forme di collaborazione con gli stagisti del Corso di Lingue orientali dell’Università di Pesaro Studi, con esperti ed associazioni di cittadini stranieri. Una commissione mista, formata da docenti dei vari ordini di scuola, svolge il compito di informare i nuovi docenti e di mantenere alto il livello di attenzione sul fenomeno e sull’importanza d una buona accoglienza degli alunni stranieri. E’ stato organizzato nell’Istituto un progetto di formazione e di ricerca-azione, finalizzato a migliorare l’organizzazione del laboratorio di Italiano L2 per stranieri, che ha bisogno di un’accurata sperimentazione. Considerato l’aumento degli alunni stranieri e considerato che dai dati statistici risulta che la Regione Marche è, a livello nazionale, una delle Regioni a più alta immigrazione, la Commissione ha ritenuto opportuno rivedere il progetto accoglienza alunni stranieri per adeguarlo alle nuove esigenze e per recepire le buone prassi già avviate, sperimentate e validate.

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L’INNOVAZIONE

  

L’Istituto è consapevole che i processi di innovazione devono tener presente che tutto il personale della scuola, in particolare i docenti, deve essere coinvolto e adeguatamente formato; le azioni pregresse che hanno ottenuto un esito positivo restano patrimonio e vanno consolidate ed integrate; i processi di innovazione implicano uno sviluppo graduale e si attuano in un arco di tempo ampio e con monitoraggi in itinere.

LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ DEL SERVIZIO L’Istituto, per motivazioni legate soprattutto ai costi diretti ed indiretti della Certificazione di Qualità UNI EN ISO posseduta fino al mese di marzo 2012, ha deciso di non rinnovarla. Tuttavia l’esperienza pregressa e ben consolidata ha consentito allo staff di direzione di mettere a disposizione del personale e degli utenti procedure e flussi operativi e di tenere monitorati gli aspetti di criticità. La certificazione precedente ha difatti favorito lo sviluppo delle professionalità interne ed il miglioramento continuo delle prassi. In base all’esperienze acquisita si prosegue con il mantenimento delle buone prassi e nelle revisioni dei flussi, con lo scopo di mantenere alto la qualità del servizio offerto.

MONITORAGGIO – VERIFICA E VALUTAZIONE Nell’Istituto “G. Galilei” tutti gli operatori: Dirigente Scolastico, Docenti, personale ATA, sono impegnati a garantire la massima qualità del servizio scolastico. Ciascuno è quindi chiamato ad essere costantemente attento alle esigenze degli alunni, delle loro famiglie e dell’ambiente. Da questo, l’impegno di ciascuno ad effettuare valutazioni interne sul servizio svolto.

CHE COS’E’?

E’ la verifica del lavoro svolto in gran parte dei settori del servizio ed è finalizzata al miglioramento continuo. Consiste in un’analisi attenta e precisa dei documenti e delle registrazioni normative relative alle aree dirigenza, personale, didattica, affari generali, contabilità e archivio.

CHI VALUTA?

Tutto il personale, ciascuno per il proprio settore, è tenuto al monitoraggio delle attività.

QUANDO VALUTA?

Il processo è permanente e si attua secondo una pianificazione programmata.

COSA VALUTA?

L’organizzazione dei servizi, l’utilizzo degli strumenti, l’uso delle strutture e delle risorse, le competenze acquisite dagli alunni, la soddisfazione degli utenti.

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COME VALUTA?

PERCHÉ VALUTA?

Attraverso il controllo dei processi, la soddisfazione dell’utenza, le valutazioni periodiche, quadrimestrali e finali, i risultati conseguiti dagli alunni. Per verificare l’efficacia complessiva degli interventi e per rispondere in modo adeguato ai bisogni ed alle aspettative dell’utenza, al fine di conseguire un miglioramento continuo in termini di risoluzione delle criticità.

L’azione di valutazione viene espletata a più livelli:  valutazione dell’alunno da parte dei docenti  autovalutazione dell’attività educativa e didattica degli insegnanti  valutazione dell’attività progettuale  valutazione dei servizi e grado di soddisfazione dell’utenza

1. LA VALUTAZIONE DELL’ALUNNO La valutazione regola i processi di insegnamento-apprendimento in rapporto alle diversità individuali ed alla promozione di tutte le opportunità educative. Viene effettuata considerando il grado di maturità globalmente raggiunto in rapporto all’età, gli apprendimenti e le competenze acquisite. In particolare: • vengono osservati sistematicamente il comportamento, la socializzazione, la partecipazione e l’autonomia; • vengono monitorati il metodo di lavoro e l’organizzazione; • vengono utilizzate prove specifiche per misurare i livelli di conoscenza, abilità, competenza sia nelle singole discipline, sia nelle attività trasversali; • vengono valorizzati i progressi. Il Collegio docenti, ha deliberato che la valutazione del percorso effettuato dall’alunno, che accompagna i processi di apprendimento, si attiene ai seguenti principi: • Gradualità (accompagnando in itinere il processo di crescita e di apprendimento) • Sistematicità (attuata come controllo regolare al termine di ogni argomento trattato) • Partecipazione (conduce lo studente verso l'autovalutazione, fondamentale per il suo orientamento) Si espleta attraverso le seguenti modalità: • •

Valutazione iniziale: attraverso prove di ingresso ed osservazioni sistematiche si valuta la situazione iniziale, ovvero le conoscenze possedute all'inizio del percorso di scuola primaria e di scuola secondaria di primo grado. Valutazione formativa: valuta il grado di apprendimento nel corso di un itinerario didattico, permette di prevedere i rinforzi adeguati alle difficoltà riscontrate oppure attività di potenziamento. Valutazione finale sommativa (al termine di ogni quadrimestre) valuta i risultati dopo vari itinerari didattici, tenendo anche conto dell'impegno e del progresso compiuto rispetto ai livelli di partenza.

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Valutazione formativa La valutazione formativa è quella periodica, attribuita dall’insegnante durante lo svolgimento delle attività programmate ed ha lo scopo di misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati. Gli strumenti utilizzati per la valutazione formativa sono molteplici e dipendono anche dall’età dell’alunno: - contributi personali degli alunni, elaborati, colloqui,.. - esecuzione di prove scritte/grafiche/motorie/musicali/… - questionari o test - risposte dal banco - interrogazioni orali All’interno del piano progettuale, ogni singolo docente dovrà indicare sia gli strumenti da utilizzare, sia i modi e i tempi di tale utilizzazione, coerenti con quelli dell'azione didattica. Valutazione sommativa La valutazione sommativa è quella che, su proposta del docente, è attribuita in sede di scrutinio quadrimestrale e finale. Tale valutazione si configura come il risultato di un processo continuo di accertamento e di riconoscimento di un percorso di crescita, del quale è guidato ad assumere consapevolezza lo stesso studente. La valutazione sommativa si esprime in decimi e, nella scuola primaria, è illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto

Strumenti e modalità di comunicazione della valutazione Lo strumento finale di comunicazione del processo valutativo resta il documento di valutazione, consegnato ai genitori nei mesi di febbraio e giugno ed integrato e preceduto da colloqui individuali. Nella scuola dell’Infanzia è prevista l’osservazione del bambino e l’annotazione su scheda da parte dei docenti. Oggetto di valutazione: La valutazione del comportamento: in sede di scrutinio intermedio e finale, la valutazione del comportamento, anche in relazione alle attività ed agli interventi educativi, è espressa in decimi. La valutazione del rendimento scolastico: La valutazione periodica e finale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze acquisite si esprime in decimi. Il Collegio Docenti ha deliberato di non utilizzare, per i vari ordini di scuola, valutazioni inferiori al 4. Questa decisione è determinata dal fatto che l’Istituto pone attenzione alla maturazione dell’autostima del ragazzo, pertanto intende utilizzare soltanto valutazioni percepite dai bambini e dagli adolescenti come possibilità aperta al miglioramento. Ai voti sono attribuiti i seguenti significati adeguatamente adattati alle varie fasce di età.

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ELABORATO SCRITTO-GRAFICO

4 5 6 7 8 9 10

Elaborato in bianco o superficiale e frammentario Elaborato impreciso e/o incompleto Elaborato pertinente alla consegna e sostanzialmente corretto ed essenziale Elaborato chiaro e pertinente all’interno di ambiti noti Elaborato approfondito e pertinente Elaborato completo anche in situazioni nuove Elaborato ampio e originale

ELABORATO ORALE-PRATICO Esposizione-esecuzione nulla o superficiale e frammentaria Esposizione-esecuzione difficoltosa e/o imprecisa e/o incompleta Esposizione-esecuzione pertinente ed essenziale Esposizione-esecuzione pertinente con linguaggio appropriato Esposizione-esecuzione pertinente con padronanza di linguaggio Esposizione-Esecuzione completa, disinvolta e personale Esposizione personale, critica ed originale

* valutazione del rendimento scolastico

Autovalutazione dell’attività educativa e didattica L’autovalutazione dei docenti avviene periodicamente nei consigli di intersezione, d’interclasse, di classe in merito a: • • • •

raggiungimento degli obiettivi delle varie discipline efficacia delle attività svolte coordinamento dei docenti nei team e nei consigli di classe adeguatezza di strategie e metodologie didattiche

Valutazione dell’attività progettuale A conclusione dell’anno scolastico, viene effettuata la verifica dei progetti attuati. Tale verifica è demandata  ai docenti che relazionano sulle attività realizzate e sul grado di soddisfazione dell’utenza, utilizzando una scheda ed un questionario di gradimento appositamente predisposti;  al Dirigente Scolastico che verifica i materiali prodotti e la presentazione alle famiglie delle attività conclusive;  alla Segreteria amministrativa che verifica le risorse utilizzate e le ore effettuate dai docenti;  al responsabile del controllo e monitoraggio della qualità che tiene monitorato l’andamento delle diverse fasi ed azioni di progetto In corso d’anno, i progetti sono monitorati sia durante le riunioni dei Consigli di classe, sia dalla Segreteria per gli aspetti finanziari.

Valutazione dei servizi e grado di soddisfazione dell’utenza L’Istituto si è assunto l’impegno formale, nei confronti dei suoi utenti, di migliorare i servizi in termini di efficienza ed efficacia. Gli obiettivi di risultato per la qualità sono:  

Mantenimento della qualità dei servizi offerti all’Utente nonostante la riduzione delle risorse derivanti da cause esterne; Mantenimento del grado di soddisfazione dell’Utenza;

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Pianificazione e progettazione di attività formative specifiche per l’integrazione dei ruoli e delle figure professionali interne alla scuola; Analisi e presentazione al territorio dei risultati ottenuti, con strumenti di visibilità e comunicazione diretta; Programmazione dei controlli e dei monitoraggi dei servizi, con lo scopo di misurare il miglioramento continuo della gestione del servizio.

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ALLEGATI

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PROGETTO ACCOGLIENZA Allegato n. 1 ACCOGLIENZA NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA Premessa Entrare nella scuola dell’infanzia rappresenta per i bambini una tappa importante. La maggior parte di loro si allontana dalla famiglia per la prima volta dalla propria cerchia ristretta, costituita quasi sempre da volti conosciuti, e deve confrontarsi con altri luoghi, tempi, regole, adulti e bambini che hanno valori, abitudini di vita, spesso differenti da quelli del proprio ambito familiare. È un salto notevole rispetto alle proprie abitudini; per il bambino è la conferma della sua crescita, per il genitore significa riconoscere al figlio esigenze relazionali e comunicative più ampie. L’obiettivo principale dei primi giorni di scuola è costituito dal bisogno di instaurare un clima sereno e rassicurante; è quindi indispensabile creare un’atmosfera piacevole che dia a tutti la certezza di essere accolti e amati. Accogliere un bambino è accogliere anche le sue aspettative, i suoi progetti, le sue ipotesi, le sue illusioni, costruendo una didattica basata sulla vita reale, sul quotidiano e sulle reali richieste. È compito dell’insegnante offrire ai bambini una vasta gamma di stimoli e di messaggi spingendoli verso gli apprendimenti e le relazioni con serenità, fiducia e curiosità in un contesto a loro misura e che possa consentire loro di respirare un clima sociale positivo e di ascolto. È questo il trampolino di lancio che li proietterà verso gli altri, alla scoperta dell’amicizia e della gioia di vivere insieme. Questi sono i motivi dell’importanza accordata nella nostra pratica educativa all’inserimento del bambino nella scuola dell’infanzia e alla costruzione di un buon rapporto tra i genitori e gli educatori, come condizione propedeutica e facilitante il successivo buon adattamento del bambino nel contesto educativo. Tempi Il tempo dell’accoglienza va dall’inizio dell’anno scolastico alla fine del mese di ottobre – un mese e mezzo circa. Nei primi giorni di scuola il tempo di permanenza a scuola del bambino di tre anni sarà molto flessibile, adeguato ai tempi di ogni singolo bambino.

1. 2. 3. 4. 5.

Finalità attenzione al nuovo e all’ambiente flessibilità di spazi, tempi e situazione educative osservazione per aiutare l’inserimento nella scuola attenzione all’assimilazione di regole e di valori, rispettando le diversità valorizzazione del gioco, dei linguaggi verbali e non.

Metodologia In questo periodo sarà curata particolarmente l’organizzazione strutturale e funzionale degli spazi per fornire risposte adeguate e multidirezionali alle esigenze del singolo e del gruppo. Le risposte alle esigenze del bambino costituiscono una prima e determinante opportunità perché l’impatto con la scuola sia ricco di sicurezza, sollecitante e capace di favorire diverse percorribilità: • un clima di curiosità • apprendimento attraverso l’osservazione, la ricerca e l’esplorazione • il gioco come dimensione di crescita • mediazione didattica attraverso diversi sfondi e contesti • osservazione • attenta progettazione della giornata scolastica e degli spazi.

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Obiettivi 1. prendere consapevolezza della propria identità rispettando differenze e diversità 2. conoscere l’ambiente, osservarlo, viverlo e rispettarlo 3. costruire modelli comportamentali giusti 4. rispettare le regole della convivenza sociale 5. acquisire abilità di osservazione, esplorazione e manipolazione 6. valorizzare i linguaggi come massima espressione di socializzazione e di comunicazione 7. promuovere ricerca e curiosità. Osservazione del bambino QUANDO E DOVE

COSA

♦ quello che serve per progettare un percorso ♦ stili congiunti ♦ ♦ abitudini ♦ conoscenze e abilità ♦ interessi ♦ competenze comunicative ♦ autonomia personale L’osservazione verrà effettuata utilizzando schede di valutazione. nei momenti di gioco libero e organizzato nelle esperienze praticomanipolativo

Rapporti con le famiglie  assemblea di presentazione delle insegnanti e dell’organizzazione scolastica prima dell’inizio dell’anno scolastico  incontri individuali con i genitori per approfondire la conoscenza del bambino

ACCOGLIENZA NELLA SCUOLA PRIMARIA Finalità e obiettivi  Garantire un passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria il più possibile sereno e positivo.  Motivare il bambino ad apprendere.  Agevolare i bambini nelle prime relazioni con i coetanei e con gli adulti.  Guidare gli alunni all’autonomia.  Consentire la conoscenza dell’ambiente scolastico.  Educare alla collaborazione e all’accettazione reciproca.  Favorire lo sviluppo dell’autostima. Metodologia Le attività, specie nel primo periodo, avranno carattere ludico: il gioco non sarà fine a se stesso, ma mirato al raggiungimento di abilità, conoscenze e competenze specifiche e utilizzato per motivare gli alunni. Si darà molta importanza all’esplorazione della realtà mediante esperienze dirette e indirette come fondamento trasversale del percorso educativo. Per questo gli alunni saranno coinvolti in esplorazioni, azioni concrete, movimento, manipolazioni. Gradualmente saranno intensificati i momenti di lavoro e di applicazione nell’ambito delle varie discipline. Tempi  prime due settimane di scuola;  flessibilità oraria interna (es.: anticipazione e/o prolungamento dell’intervallo).

Criteri per l’organizzazione Gruppi di alunni della/e classe/i si alterneranno nell’arco della giornata per fasce orarie definite nella programmazione iniziale degli insegnanti, per svolgere le attività indicate in spazi adeguatamente preparati e funzionali. Per i primi quindici giorni sarà quindi opportuno riservare in modo preferenziale gli spazi comuni della scuola ai bambini delle suddette classi.

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6. Attività  momento di accoglienza da parte dei precedenti insegnanti della Scuola dell’Infanzia il primo giorno di scuola;  visita ed esplorazione degli ambienti scolastici e del giardino;  osservazione degli elaborati prodotti con i rispettivi tutors delle classi della scuola primaria, sollecitando ricordi, riflessioni, conversazioni;  attività concordate con i tutors da svolgere nell’arco delle prime giornate di scuola (es. merenda insieme, ecc..);  attività ludico-motorie: gioco strutturato e libero; esercizi di psicomotricità;  attività manipolative e grafico-pittoriche;  proiezioni video;  letture espressive;  attività pre-disciplinari per l’osservazione e la rilevazione dei prerequisiti, al fine di definire una mappa dei bisogni e delle aspettative di ognuno e del gruppo classe. Rapporti con le famiglie Si ritiene opportuno programmare degli incontri con i genitori , permettendo loro di conoscere il nuovo ambiente didattico-educativo, rassicurandoli e favorendo una riduzione del livello d’ansia iniziale:  n. 1 incontro entro il mese di giugno per indicazioni sugli aspetti pratici.  n. 1 incontro a settembre, prima dell’inizio delle lezioni, per presentare gli insegnanti assegnati alla/e classe/i , fornire informazioni sul metodo di lavoro e sulle modalità organizzative. In quest’occasione sarà possibile anche prevedere una visita degli ambienti scolastici.  programmazione di colloqui individuali insegnanti-genitore nel 1° mese di scuola per dare la possibilità ai familiari di “raccontare” la storia del proprio bambino, offrendo loro un momento di ascolto e disponibilità, e agli insegnanti l’opportunità di raccogliere maggiori informazioni sugli alunni.  permettere ai genitori di accompagnare in classe i rispettivi figli nel periodo dell’accoglienza. In casi particolari (es. rientro da un lungo periodo di assenza), sarà consentito riprendere o prolungare questa modalità di inserimento.

  

Risorse umane Gli insegnanti assegnati alle classi prime si avvarranno della collaborazione di: bambini tutors della Scuola Primaria di accoglienza, insegnanti della medesima scuola, docenti delle Scuole dell’Infanzia di provenienza degli alunni.

Spazi da utilizzare a seconda delle varie attività: aula, atrio, palestra, aula video, biblioteca, laboratorio d’informatica e giardino.

Risultati e valutazione Successivamente al periodo di accoglienza, si valuteranno:  l’assunzione da parte degli alunni di un atteggiamento sereno nei confronti della Scuola Primaria;  la disponibilità ad aprirsi con i coetanei, i nuovi compagni e gli adulti che nell’ambiente scolastico operano accanto ai bambini. Inoltre sarà distribuito alle famiglie un questionario, atto a misurare il grado di soddisfazione degli utenti. Ai genitori si chiederà di esprimere un giudizio in merito a:  la qualità dell’inserimento dei bambini nella Scuola Primaria;  lo stato d’animo con cui gli alunni frequentano la scuola;  le informazioni ricevute dall’Istituto e dagli insegnanti prima e durante l’avvio dell’anno scolastico;  la possibilità di scambiare con i docenti informazioni relative all’inserimento;  il clima relazionale all’interno della scuola: tra insegnanti, tra docenti e genitori, tra maestri ed alunni.

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7. 8. FORMAZIONE DELLE CLASSI PRIME della scuola primaria Indicazioni generali  rispettare le aspettative dei bambini nei confronti della scuola primaria, che si differenzia dalla scuola dell’infanzia e rappresenta uno step di crescita importante e significativo;  garantire agli alunni riferimenti precisi e sicuri fin dall’inizio;  formare subito due classi;  attenersi (con discrezione) alle informazioni fornite dalle insegnanti della Scuola dell’Infanzia, considerando che i bambini possono cambiare;  liberarsi dalla paura del comportamento degli alunni, i conflitti devono essere affrontati e superati;  formare le classi secondo i seguenti criteri:       

dividere il gruppo dei maschi e quello delle femmine a metà; assicurarsi una distribuzione equa degli alunni stranieri fra le classi previste; distribuire in modo bilanciato le situazioni difficili; separare i bambini di ogni gruppo di provenienza delle diverse scuole dell’infanzia; non lasciarsi vincolare troppo dalle amicizie, in quanto i bambini devono aprirsi agli altri coetanei; riconsiderare il mito dello “star bene” insieme ad ogni costo, in quanto il gruppo deve sperimentare anche la conflittualità; formare classi omogenee dal punto di vista dell’apprendimento, ossia creare le condizioni per l’apprendimento;

 fin dai primi giorni far percepire agli alunni un salto di registro, portandoli a misurarsi con il cambiamento, in modo da soddisfare il desiderio di crescita (sarebbe interessante chiedere ai bambini che cosa è cambiato rispetto alla scuola dell’infanzia);  evitare la confusione, dare dei punti di riferimento:  individuare una collocazione spaziale dei bambini e dell’adulto;  darsi un rituale, ad es. farsi chiamare in un certo modo (maestra), fare l’appello, ecc.: il ruolo dell’adulto deve aiutare i bambini a definirsi;  puntare sul gruppo come riferimento, il soggetto non deve avere la prevalenza;  non effettuare spostamenti da una classe all’altra, a meno che nei primi giorni si rilevino gruppi sproporzionati per quanto riguarda le disabilità;  esplicitare ai genitori le scelte effettuate e spiegare che il conflitto è un elemento evolutivo.

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PROGETTO CONTINUITA’ Allegato n. 2 Essendo consapevole che bambino e preadolescente hanno diritto ad un percorso formativo organico e completo, che possa favorire il passaggio tra diversi ordini di scuola e prevenire le difficoltà che sovente si riscontrano, l’Istituto Comprensivo “Galileo Galilei” pone al centro della propria proposta formativa l’organizzazione di un itinerario scolastico che, rispettando i ritmi naturali di apprendimento dell’alunno, a) crei “continuità” nello sviluppo delle competenze che l’alunno può acquisire dall’ingresso nella scuola fino ad orientarlo consapevolmente nelle scelte future (continuità verticale); b) eviti che ci siano fratture tra vita scolastica ed extra-scolastica, facendo sì che la scuola, attenta alle problematiche ed ai bisogni formativi del territorio, si ponga come perno di un sistema scolastico allargato ed integrato in continuità con l’ambiente familiare e sociale (continuità orizzontale). In particolare sono stati progettati i seguenti strumenti di lavoro: Per la CONTINUITA’ VERTICALE   • • •

Coordinamento dei curricoli tra vari ordini di scuola Progetti ed attività di continuità: dalla Scuola dell’Infanzia alla scuola Primaria dalla scuola Primaria alla scuola Secondaria di 1° grado dalla scuola Secondaria di 1° grado alla scuola secondaria di 2° grado

Per la CONTINUITA’ ORIZZONTALE  

Progetti di comunicazione/informazione alle famiglie Progetti di raccordo con il territorio

CONTINUITA’ VERTICALE

COORDINAMENTO CURRICULI ANNI PONTE Consci della necessità di coordinare i percorsi curricolari, gli insegnanti hanno predisposto il progetto pedagogico dell’Istituto, riportato nel POF, che prevede una griglia relativa alle competenze essenziali di uscita e di ingresso che gli alunni dovrebbero aver acquisito negli anni ponte.

ATTIVITA’ DI CONTINUITA’ I docenti condividono l’esigenza che tra essi si affermi e si consolidi una vera e propria “CULTURA DELLA CONTINUITA’”: un’attitudine a considerare la propria azione docente all’interno di un processo evolutivo che veda come protagonista il bambino e l’adolescente e che, di conseguenza, preveda sempre un collegamento tra un “prima” e un “dopo” affidati ad altri referenti educatori. Per questo si impegnano ad un confronto continuo tra insegnanti dei vari ordini di scuola che preveda la pratica di attività comuni, collegiali a vari livelli.

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PROGETTO Continuità dell’Istituto “Galilei”

9. DALLA SCUOLA DELL’INFANZIA ALLA SCUOLA PRIMARIA Soggetti coinvolti • Alunni dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia • Alunni di alcune classi della scuola primaria • Docenti della scuola dell’infanzia • Docenti delle classi IV e V della scuola primaria Finalità educative • Consentire ai bambini della scuola dell’infanzia di conoscere in modo naturale l’ambiente della scuola primaria • Stimolare negli alunni della scuola primaria un senso di responsabilità nei confronti dei loro compagni più piccoli • Sviluppare, negli alunni di entrambi gli ordini di scuola, il desiderio di comunicare ad altri le proprie esperienze e conoscenze • Ridurre l’ansia nell’approccio alla scuola primaria • Realizzare un fattivo raccordo sul piano didattico /curriculare / organizzativo fra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria per ampliare ed arricchire l’offerta formativa Obiettivi per gli alunni della scuola dell’infanzia • Conoscere gli spazi, gli ambienti e i materiali della scuola primaria • Promuovere curiosità verso i testi scritti • Stimolare l’osservazione, l’ascolto e l’espressività • Conoscere gli alunni delle classi IV che in qualità di tutor favoriranno l’inserimento dei piccoli nella scuola primaria • Conoscere le insegnanti che probabilmente accoglieranno i bambini della scuola dell’infanzia l’anno scolastico successivo Obiettivi per gli alunni della scuola primaria • Sperimentare e valutare il proprio senso di responsabilità • Condividere esperienze, sviluppando lo spirito di collaborazione • Potenziare la capacità di comunicazione espressiva • Promuovere il piacere della lettura • Sviluppare capacità operative ed organizzative • Acquisire coscienza dei processi di crescita delle abilità e delle competenze sviluppate nel corso della scuola primaria Contenuti La lettura, la parola scritta, attività espressive, il corpo e il movimento: orientamento ed autonomia di movimento negli spazi, come elementi propedeutici alla continuità • • • • • • • • • •

Attività comuni alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria Invio, entro dicembre, di una lettera di invito da parte degli alunni delle classi quarte ai bambini della scuola dell’infanzia Prima visita, entro dicembre, degli alunni della scuola dell’infanzia alla scuola primaria dove saranno accolti in palestra o in altri spazi adeguati Conoscenza reciproca e affidamento di ogni alunno della scuola dell’infanzia ad un alunno della scuola primaria che assumerà il ruolo di “tutor” Documentazione dell’evento attraverso una fotografia delle coppie costituite Partecipazione agli eventuali spettacoli realizzati dalle scuole dell’infanzia e primaria Seconda visita degli alunni della scuola dell’infanzia alla scuola primaria Possibili attività laboratoriali: gioco comune con percorsi già predisposti Attività di manipolazione Incontro in giardino Scambio di doni

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• • • • •

Narrazione di una storia (ideata o scelta) dai bambini della scuola primaria, drammatizzazione e illustrazione sotto la guida dei tutor Canti, filastrocche e semplici danze-gioco Ascolto di uno o più brani musicali e produzione di immagini e colori Sonorizzazione di una breve storia mediante strumenti musicali e oggetti di uso comune Momento di accoglienza da parte dei tutor nei confronti dei piccoli nei primi giorni di scuola in classe prima

Tempi: dal mese di ottobre dell’anno scolastico precedente all’inserimento al primo periodo di inserimento (settembre). • • • • • •

Strumenti e mezzi Libri e materiale di cancelleria di vario genere Audiocassette o CD rom Strumenti multimediali Macchina fotografica Strumenti musicali Attrezzi psicomotori Prodotti finali: Allestimento di una mostra per la divulgazione delle esperienze effettuate

• • • •

Incontri accoglienza genitori Primo incontro gennaio Secondo incontro (da definirsi) Incontri docenti Incontro iniziale tra le insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria per concordare le attività specifiche, i tempi di attuazione ed il percorso didattico Incontro a fine anno scolastico (seconda metà di giugno) tra le insegnanti della scuola dell’infanzia e le insegnanti delle classi V della scuola primaria per scambio di informazione sui futuri alunni

Valutazione Ai genitori dei bambini della scuola dell’infanzia e agli alunni tutor della scuola primaria verrà somministrato un questionario per valutare l’indice di gradimento dell’attività. La valutazione avverrà anche e soprattutto mediante l’osservazione diretta dei docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria

A. DALLA SCUOLA PRIMARIA ALLA SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO Soggetti coinvolti • Alunni delle classi quinte scuola primaria di Villa Fastiggi,di Villa Ceccolini, di Borgo Santa Maria e altre del territorio • Docenti delle classi quinte coinvolte • Alunni delle classi terze della scuola secondaria di 1° grado • docenti delle classi coinvolte, i referenti, i docenti di educazione artistica, educazione tecnologia, educazione musicale e di Scienze. Finalità • Favorire il passaggio degli alunni dalla Primaria alla Secondaria di 1° grado; • Promuovere interazioni tra i due contesti educativi. • Programmare in modo coordinato obiettivi, itinerari, strumenti di osservazione e di verifica. • Confronto tra le metodologie didattiche ed educative dei due ordini di scuola

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Per gli alunni della scuola primaria  Essere in grado di comunicare le proprie esperienze e conoscenze, al di fuori del contesto scolastico di appartenenza;  Condividere l’emozione di lavorare insieme con i compagni più grandi e, con il loro aiuto, conoscere l’ambiente della scuola secondaria di 1° grado e da loro essere rassicurati in merito all’ingresso nel nuovo ambiente.  Conoscere spazi e ambienti della Secondaria di 1° grado e le possibilità offerte;  Conoscere gli insegnanti della Scuola secondaria di 1° grado. Per gli alunni della scuola secondaria di 1° grado  Accrescere il proprio senso di responsabilità, offrendosi come esempio e/o guida per i compagni più piccoli;  Condividere esperienze, sviluppando lo spirito di collaborazione;  Sviluppare capacità organizzative. Attività  Incontro tra insegnanti per la scelta di una tematica comune, legata all’attualità  Incontro tra le classi dei due ordini di scuola mirato alla conoscenza del programma da svolgere insieme e alla socializzazione.  Lettura di testi di diversa tipologia (attività da svolgersi separatamente)  Ascolto di musiche riferite all’argomento scelto, laboratorio di musica (attività da svolgersi in comune)  Ricerca di documentazione fotografica, laboratorio di informatica (attività da svolgersi in comune)  Produzione artistica e tecnica, laboratorio di educazione artistica (attività da svolgersi in comune)  Mostra come momento di comunicazione e confronto degli elaborati. Tempi e modalità di attuazione Il progetto si realizzerà lungo l’arco dell’intero anno scolastico. Le attività organizzate dai bambini della scuola primaria con i bambini della scuola secondaria di 1° grado possono essere modificate in conseguenza necessità organizzative.

B.

DALLA SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO ALLA SCUOLA SECONDARIA DI 2° GRADO L’Istituto si impegna a favorire il passaggio alla scuola secondaria di 2° grado mediante iniziative ormai consolidate e concordate dai docenti del nostro istituto con i docenti delle scuole secondarie del territorio. Attività  Attività di laboratorio a carattere orientativo, rivolti agli alunni delle classi terze finalizzati alla conoscenza delle possibilità offerte dal territorio  Accompagnamento degli alunni da parte di tutti i docenti della classe, con attività di classe, di gruppo e personalizzate con lo scopo di aiutare i ragazzi a comprendere meglio potenzialità, attitudini e competenze acquisite. Tali attività saranno anche finalizzate ad aiutare gli alunni nella decisone della scelta.  Incontri con i rappresentanti delle scuole secondarie di 2° grado rivolto agli alunni delle classi terze e ai genitori  Indicazioni espresse dal Consiglio di classe comunicate ai genitori. Tali indicazioni hanno un carattere orientativo ma non sono in alcun modo vincolanti.

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CONTINUITA’ ORIZZONTALE La continuità rappresenta un grande contenitore culturale ed istituzionale dei problemi della scuola; ha un valore fortemente trasversale perché mette in relazione non solo le scuole tra loro, ma anche le scuole con il territorio. I rapporti tra la scuola, le famiglie, gli enti, le istituzioni e le associazioni territoriali danno luogo al costituirsi della rete formativa particolarmente importante per gli alunni, soprattutto per quelli in difficoltà, in situazioni di svantaggio socioculturale o a rischio di disagio educativo.

RETE EDUCATIVA e METODOLOGIA Come esposto in diverse parti del POF, l’Istituto Comprensivo “Galilei” opera in rete con tantissime istituzioni ed associazioni territoriali e con loro organizza iniziative formative e progetti didattici; questo consente agli alunni, nelle diverse tappe del loro percorso scolastico, di conoscere in maniera approfondita la realtà territoriale e le opportunità che tale realtà può offrire ai giovani. Quanto gli alunni apprendono ed elaborano all’interno della classe viene inoltre riconsegnato al territorio attraverso varie modalità: pubblicazioni, conferenze tenute dagli stessi alunni, spettacoli, concerti, mostre, ecc.. In questo modo gli alunni diventano protagonisti, capaci di prendere iniziative e di fare proposte, inoltre diventano capaci di utilizzare diversi linguaggi e modalità di comunicazione, in modo particolare quelli che sono per loro più congeniali. L’Istituto “Galilei” cerca poi di favorire in tutti i modi la comunicazione degli alunni con gli adulti, dei genitori con i docenti; questo oltre che consentire una migliore conoscenza del bambino o del ragazzo contribuisce a rendere la comunicazione più libera e più vera e dà origine a quella comunità educativa di cui i bambini e gli adolescente possono beneficiare.

LE ATTIVITA’ Il passaggio degli alunni da un ordine di scuola all’altro, come pure, per i bambini più piccoli, l’inizio del percorso scolastico sono accompagnati da attività opportunamente programmate per i genitori e per i docenti. L’ingresso nella scuola dell’infanzia 

Vengono organizzati (nel mese di gennaio) incontri con i genitori dei bambini per la presentazione del progetto educativo visto nel quadro complessivo del POF dell’Istituto. Durante tali incontri vengono date indicazioni alle famiglie sugli atteggiamenti rassicuranti da tenere con il bambino in preparazione all’avvio di questa nuova esperienza.



Gli insegnanti delle due scuole dell’infanzia si rendono disponibili, in orari e giorni della settimana stabiliti e da concordare, ad accompagnare i genitori che lo desiderano per una visita alla struttura scolastica e per un colloquio personalizzato.



Il dirigente scolastico è disponibile ad incontri personalizzati con i genitori dei bambini che avessero problemi da segnalare.



Ad inizio settembre i docenti e il dirigente incontrano nuovamente i genitori dei bambini iscritti, illustrano le fasi dell’accoglienza, gli orari e le attività programmate per l’inizio dell’anno scolastico.



A fine settembre ed inizio ottobre i docenti incontrano i genitori di ogni alunno per un colloquio personalizzato sulla prima esperienza scolastica del bambino.



L’ingresso nella scuola primaria Vengono organizzati (nel mese di gennaio) incontri con i genitori dei bambini della scuola dell’infanzia per la presentazione del progetto educativo e dell’offerta formativa visti nel quadro complessivo del POF dell’Istituto. Durante tali incontri vengono date indicazioni alle famiglie sugli atteggiamenti rassicuranti da tenere con il bambino in preparazione all’avvio della scuola primaria.

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Il dirigente scolastico ed il collaboratore sono disponibili per incontri personalizzati con i genitori dei bambini che avessero problemi da segnalare.



Nel mese di giugno i docenti delle classi quinte incontrano i docenti delle scuole dell’infanzia per le informazioni sul processo formativo di ogni singolo alunno.



A settembre, nei primi 20 giorni di scuola, vengono organizzate attività in gruppo. Questo consente ai bambini di conoscersi tra loro ed agi insegnanti di avere una prima conoscenza delle relazioni che si instaurano tra gli alunni. La formazione del gruppo classe è quindi più rispettosa di ciascun bambino e diventa un passaggio graduale dal gruppo spontaneo al gruppo strutturato.



Nei mesi di ottobre e novembre si tengono incontri formativi con i genitori degli alunni delle classi prime per sostenerli nel loro modo di essere accanto all’alunno che incomincia a far emergere un proprio stile di apprendimento che non sempre il genitore sa riconoscere e accettare. L’ingresso nella scuola secondaria di 1° grado



Vengono organizzati (nel mese di dicembre) incontri con i genitori dei bambini della scuola primaria nelle sedi di competenza (Villa Fastigi, Villa Ceccolini, Borgo Santa Maria, Santa Maria dell’Arzilla) per la presentazione del progetto educativo e dell’offerta formativa. Durante tali incontri vengono date indicazioni alle famiglie sugli atteggiamenti rassicuranti da tenere con il bambino in preparazione all’avvio della scuola primaria.



A gennaio si tiene un nuovo incontro nella sede della scuola “Galilei” con tutti i genitori che pensano di iscrivere i figli; viene nuovamente presentato il POF e si danno risposte agli interrogativi che i genitori si sono posti. Alunni e genitori possono visitare la struttura e vedere alcuni elaborati prodotti dagli alunni che già frequentano la scuola.



Nel mese di gennaio, viene organizzato l’ Open Day, per gli alunni delle classi quinte del territorio (Villa Fastiggi, Villa Ceccolini, Borgo S. Maria, S. Maria dell’Arzilla, …)



Nel mese di marzo viene effettuato un incontro tra i referenti delle classi quarte e quinte (plessi di Villa Fastiggi e di Villa Ceccolini) e gli insegnanti referenti (Scuola Sec. di I° grado) della Commissione Continuità.



Il dirigente scolastico ed il collaboratore sono disponibili per incontri personalizzati con i genitori dei bambini che avessero problemi da segnalare.



Nel mese di maggio i docenti delle classi terze della scuola secondaria di 1° grado incontrano i docenti delle classi quinte della scuola primaria per uno scambio di informazioni sul processo formativo di ogni singolo alunno.



Nel mese di luglio i genitori vengono convocati per la formazione delle classi.

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PROGETTO INTEGRAZIONE ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Allegato n. 3 "Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno" ( Madre Teresa di Calcutta )

D.S. per la supervisione e presentazione del progetto D.S.G.A per la parte amministrativa FUNZIONE STRUMENTALE per l’integrazione Prof.ssa Lorena Bricuccoli, con i seguenti compiti:  Definire il progetto unitario d’Istituto;  Mantenere i rapporti con le Istituzioni e le Associazioni del territorio per l’attuazione del progetto d’Istituto e la pianificazione generale delle attività;  Mantenere i rapporti con i referenti dei gruppi operativi che si occupano della integrazione e relazionare allo staff di Direzione  Organizzare la raccolta delle buone prassi e farle conoscere;  Attuare il monitoraggio e la valutazione delle attività Collegio Docenti per l’approvazione GRUPPO DI  Docente FUNZIONE STRUMENTALE PROGETTO  Docente Referente Gruppo tecnico per l’integrazione degli alunni disabili , Referente GLH. • Allievi diversamente abili* DESTINATARI  Compagni di classe dell’allievo in difficoltà  Docente di sostegno e insegnanti della classe in cui è inserito  Allievi e Insegnanti dell’Istituto  Educatori comunali  Personale A.T.A. della Scuola  Gruppo H e GLH d’Istituto RISORSE professionali strutturali e materiali finanziarie  Dirigente scolastico  Spazi della scuola  Finanziamenti L. 104  Docenti  Laboratori  Fondi d’Istituto  Collaboratori D.S.  Strutture del territorio  Finanziamenti regionali  Funzione strument.  Referente GLH  Educatori comunali  Personale A.T.A. La scuola, mediante la collaborazione di tutto il personale docente e non STATO docente, opera perché gli alunni diversamente abili possano vivere DELL’ARTE l’esperienza scolastica in un ambiente sereno che consenta lo sviluppo e il (analisi dei potenziamento della capacità cognitive, l’acquisizione dell’autonomia, delle bisogni) abilità relazionali e la maturazione della loro identità personale. Il nostro istituto accoglie alunni di un territorio piuttosto vasto comprendente Villa Fastiggi, Villa Ceccolini, Borgo Santa Maria, Candelara. Negli ultimi anni, per scelta autonoma delle famiglie, sta provenendo utenza da quartieri di non stretta pertinenza. Si tratta di una utenza eterogenea, all’interno della quale convivono vari e diversissimi Bisogni Educativi Speciali, mostrati da un numero sempre maggiore di alunni: disabili, alunni in situazione di svantaggio socioculturale, di relazione, di comunicazione e stranieri Noi da sempre siamo impegnati a creare una rete integrata di risorse di RESPONSABILI DEL PROGETTO

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sostegno perché consideriamo l'integrazione e l'inclusione piena di tutti gli alunni, con le loro varie difficoltà, un grande valore per tutti. La diversità è un’ insostituibile ricchezza per l’intera collettività, è una grande occasione che ci spinge a mettere in gioco ogni possibile risorsa professionale e materiale per far fronte ai diversi bisogni e per trasformare situazioni problematiche in fondamentali opportunità educativo-formative. È importante sottolineare che la scuola, oltre alla famiglia, rappresenta per ogni bambino il primo luogo in cui egli può sperimentare le proprie abilità a divenire essere pensante ed operante. Pertanto, in coerenza con la “mission”, sentiamo l’esigenza di attivare un progetto unitario di sistema che raccolga ed espliciti all’esterno la conoscenza di tutte le strategie, già in atto e future, promosse nel nostro Istituto, permettendo a tutte le componenti educative, attraverso un lavoro sinergico, di potenziare e qualificare gli interventi per dare risposte sempre più concrete e mirate ai bisogni speciali di ciascuno. FINALITÀ Organizzare in modo strutturato le attività di integrazione valorizzando risorse presenti nel territorio al fine di favorire una sempre più concreta e positiva integrazione in armonia con il gruppo-classe, la comunità scolastica e l’ambiente di vita. OBIETTIVI 1. Potenziare gli interventi per cercare di incidere in maniera più determinante sulla situazione di questi ragazzi e per adottare nuove metodologie di insegnamento individualizzato per il recupero di abilità spesso latenti. 2. Investire sulle risorse presenti nel territorio potenziando i progetti integrati e di raccordo già avviati e ampliando le collaborazioni con scuole ed enti per favorire una cooperazione sinergica e fare in modo che il progetto di vita costruito per l’alunno disabile gli offra strumenti utili all’esterno. 3. Redigere nel corso dell’anno una verifica intermedia ed una verifica finale sui processi di integrazione in atto nell’Istituto. 4. Permettere una gestione coordinata monitorabile in ogni momento del percorso. STRUTTURA ORGANIZZATIVA ESISTENTE AZIONI ATTIVATE COME CHI DOCUMENTI Individuazione funzione Nomina Nomina DS strumentale per Verbale CD l’integrazione Istituzione Gruppo di lavoro e Nomina del GLH di Nomina DS di studio per l’handicap e Istituto Verbali attivazione gruppo H Nomina gruppo tecnico DS Protocollo Definizione protocollo per protocollo Nomina d’intesa tra ICS, ASUR n. 1 Attivazione servizio di Verbale CD di Pesaro e Comune consulenza Verbale FS Nuovo ruolo educatore All.1sportello Costruzione quaderno UMEE riservato “Il mio All.2quaderno cammino” Protocollo d’Intesa con il CTI DS Protocollo All3-Accordo Accordo di rete per progetto di pre -accoglienza con D.D. di Cattabrighe. Individuazione di “spazi – laboratorio” strutturati e mirati per essere integrativi o alternativi a quelli attivati

All.4 Prog. preaccoglienza Scelta ampio spazio idoneo

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DS e dipartimento di sostegno

Mappa edificio


dal plesso scolastico. Flessibilità di orari in armonia con le attività scolastiche e le esigenze del soggetto con disabilità e del suo nucleo familiare. Produzione cd “integrare le diverse abilità” Organizzazione di specifici progetti di integrazione identificabili come esperienze di buone prassi che nascono da una forte condivisione e collaborazione tra insegnanti curricolari e di sostegno, senza distinzione se non di funzioni. Progettazione e attuazione di un percorso di accoglienza specifico per gli alunni disabili Attivazione di un percorso strutturato di accoglienza e di supporto per quanti operano con gli alunni disabili Creazione di uno strumento utile a quanti operano con gli alunni disabili

Modifiche orarie in itinere in relazione ai bisogni emergenti

dipartimento di sostegno

PEP Registro personale del docente

Sintesi relativa alle esperienze dell’istituto

Funzione strumentale

CD “Laboratorio artistico espessivo”

Grafici – monitoraggio

Individuazione gruppo di lavoro composto dai rappresentati dei vari ordini di scuola

Funzione Strumentale Gruppo tecnico

Progetto “Liberi di crescere”

Definizione di una procedura

Funzione Strumentale Gruppo tecnico

Flusso

Funzione Strumentale

Vademecum per insegnanti di sostegno

Gruppo tecnico Elaborazione del registro personale del docente di sostegno Elaborazione di uno strumento di monitoraggio della qualità dell’integrazione rivolto alle famiglie Elaborazione strumenti di monitoraggio relativi alla giornata di preaccoglienza

Individuazione gruppo di lavoro composto da docenti di sostegno Individuazione di un gruppo di lavoro composto da docenti di sostegno

Elaborazione progetto ricerca - produzione materiali didattici digitali e cartacei utili per recupero, disabili, stranieri

Individuazione di un gruppo di lavoro composto da docenti di sostegno

dipartimento di sostegno Funzione Strumentale

Registro

Questionario e relativi grafici dati elaborati

Gruppo tecnico Funzione Strumentale

Questionario e relativi grafici dati elaborati

Funzione Strumentale

Progetto “ Bibliorecuperandi”

AZIONI DI SVILUPPO FASI ATTUATIVE PROGETTUALI

COME

CHI

DOCUMENTI RISULTANTI

Elaborazione scheda raccolta dati qualità dell’integrazione scolastica Arricchimento biblioteca (files digitali)

Funzione strumentale Funzione strumentale Docente second.1^gr

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Scheda Cd


Procedura corresponsabilità docente sostegno e di classe

Funzione strumentale

Procedura

STRUMENTI DI CONTROLLO DEI TEMPI TEMPI

CHI

DOCUMENTI RISULTANTI

L’agenda degli adempimenti (per tempi dell’integrazione)

funzione strumentale

annuale

PEI (controllo tempi interventi didattici)

GLHO

annuale

Documento “AGENDA” dell’USP Documento PEI dell’USP

MONITORAGGI E VERIFICHE TEMPI

CHI

DOCUMENTI RISULTANTI

Rispetto tempi protocollo Umee Rispetto compiti e tempi integrazion Compilazione PEP Soddisfazione utenti attività di laboratorio Soddisfazione famiglie

Responsabile VII

Febbraio

Verbale VII

Responsabile VII

Febbraio

Verbale VII

Responsabile VII Gruppo tecnico di progetto

Dicembre Maggio

Verbale VII Questionario

Gruppo tecnico di progetto

Maggio

Questionario

PRODOTTI PREVISTI

  

Presentazione multimediale sulle azioni realizzate a favore dell’integrazione Diffusione del CD di presentazione Diffusione delle buone prassi VALIDAZIONE

Presentazione dei risultati dei monitoraggi e delle verifiche al Collegio Docenti per l’ eventuale validazione. APPROCCI METODOLOGICI L'alunno viene considerato soggetto attivo del processo educativo in quanto partecipa in modo propositivo alle varie fasi delle attività , vivendo cosi il processo di apprendimento, non come fonte di frustrazione , ma come sorgente di nuove possibilità di manifestazione delle proprie capacità. Tenendo presente la caratteristica tipica della didattica operativa "di muovere dallo stato esperienziale mentale dell'alunno, tendendo ad arrivare al " saper fare " e al " sapere cosa sta facendo", verranno adottati metodi basati sull'apprendimento per scoperta , su attività libere e creative e in particolare modo sulla metodologia progettuale e della ricerca seconda una logica ed una modalità di procedere specifica dello strumento informatico . Particolare attenzione va data all'uso di strategie di COOPERATIVE LEARNING per l'efficacia che hanno sul piano della socializzazione. Si farà ricorso preferibilmente ad una didattica laboratoriale per una scuola che non si limita alla trasmissione dei saperi, ma diventa un luogo dove operare, DIDATTICA LABORATORIALE un luogo di esperienze concrete dove si produce conoscenza e si sviluppa la logica della scoperta.

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GRUPPI DI LAVORO

COSTRUTTIVISMO

COOPERATIVE LEARNING

PROBLEM SOLVING

Le attività saranno spesso svolte per piccoli gruppi di alunni all’interno del gruppo classe per favorire da un lato la personalizzazione del lavoro scolastico, permettendo a ciascun alunno di operare secondo i propri ritmi e le proprie capacità, dall'altro la capacità di collaborare (nel gruppo e tra i gruppi) per un obiettivo comune. Progettare un ambiente in cui gli alunni costruiscono la propria conoscenza lavorando insieme ed usando una molteplicità di strumenti comunicativi ed informativi (i nuovi strumenti tecnologici in particolare) significa creare un ambiente di apprendimento costruttivista nel quale si costruisce il sapere collaborando e cooperando. All’interno del gruppo e tra i gruppi, l’impegno di alunni e docenti, finalizzato al raggiungimento di nuove abilità e conoscenze attraverso la condivisione del proprio lavoro, porterà a modalità di apprendimento collaborativo caratterizzato dai seguenti elementi: superamento della rigida distinzione dei ruoli tra insegnante/alunno il docente diventa un facilitatore dell’apprendimento superamento del modello trasmissivo della conoscenza il sapere si costruisce insieme in una “comunità di apprendimento” Sperimentazione attiva di strategie di autocontrollo cognitivocomportamentale al fine di modulare i vissuti emotivi, rendere possibile l’apertura alla comunicazione con gli altri e “immergersi” gradualmente in un universo simbolico e affettivo costellato da punti di riferimento non intrusivi e, soprattutto, rassicuranti.

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Progetto “A SCUOLA CI ANDIAMO CON GLI AMICI”

Allegato n. 4 Il progetto, promosso dagli Assessorati Ambiente ed energia, Mobilità, Politiche Educative, è coordinato dal mobility manager del Comune di Pesaro architetto Paola Stolfa, in collaborazione con il Laboratorio “Città delle bambine e dei bambini”, in attuazione della L.285/97, ora della L.328/2000 e del D.M. 27.03.1998 (mobilità sostenibile nelle aree urbane). Si pone i seguenti obiettivi: - Autonomia dei bambini: creare le condizioni affinché i bambini possano essere gradualmente più indipendenti dagli adulti rispetto alla fruibilità e vivibilità della città. Garantire loro la possibilità non solo di andare a scuola, ma anche di uscire per giocare con gli amici, di andare a fare la spesa, ecc. significa renderli consapevoli dell’ambiente in cui vivono e più indipendenti rispetto alla “protezione” costante degli adulti. - Mobilità sostenibile e Qualità urbana: favorire la mobilità pedonale in tutto il quartiere per tutti i cittadini, riducendo di conseguenza l’uso dell’auto privata, la sua velocità e la sua invadenza, significa migliorare la qualità ambientale sotto diversi aspetti (minore inquinamento atmosferico, maggiore fruibilità degli spazi pubblici, ecc.). Moltiplicare le occasioni di socialità negli spazi pubblici e avere più persone per strada - anche di differenti età - rende il quartiere vivace, contribuisce a rinsaldare le relazioni sociali e a rafforzare il senso di appartenenza all’ambiente di vita quotidiana: tutto ciò genera maggiore controllo sociale e luoghi più sicuri. Garantire le condizioni affinché i bambini possano andare a scuola da soli, restituire loro questa opportunità, rappresenta una responsabilità ed un impegno per tutta la città. Si tratta di una piccola, ma fondamentale esperienza, affinché anche i bambini possano esercitare il proprio diritto di cittadinanza. UN PERCORSO CONDIVISO, UN IMPEGNO DI TUTTA LA CITTÀ “A scuola da soli” è un’esperienza relativamente recente per l’ambito territoriale di Pesaro: la prima sperimentazione è dell’anno scolastico 2000-2001, quando hanno aderito al progetto due scuole: una di Pesaro e una di Gabicce Mare. La ricerca, svolta a Pesaro l’anno precedente dall’Osservatorio di ambito dell’infanzia e della famiglia, relativa al grado di autonomia dei bambini con riferimento alla prospettiva dei genitori e dei figli (in particolare rispetto alla loro possibilità di svolgere attività, spostarsi e andare a scuola da soli), restituiva un quadro ben poco incoraggiante e anzi particolarmente difficile: gli adulti e, di riflesso, i bambini esprimevano forti preoccupazioni rispetto alla possibilità di una maggiore autonomia, soprattutto negli spostamenti, individuando come maggiori pericoli il traffico e la viabilità, ma anche la paura degli “sconosciuti”. Per questo è stata messa a punto una strategia attenta e consapevole, orientata sia a promuovere gli spostamenti autonomi dei bambini, sia a trasformare la cultura dell’infanzia e la cultura della città, attraverso la sperimentazione di un percorso metodologico “strutturato” e l’impegno a monitorare i risultati con grande attenzione e in modo permanente. La ricostruzione di un ambiente solidale e cooperativo è peraltro uno degli obiettivi della proposta; una sorta di PATTO SOCIALE che in realtà sta permeando i quartieri dove stiamo svolgendo l’iniziativa e che sta producendo i primi effetti sui comportamenti dei cittadini. LA STRATEGIA Caratteristiche fondamentali sono la PARTECIPAZIONE e la TRASVERSALITÀ interna all’amministrazione: tutte le fasi del progetto sono fondate sul coinvolgimento di molti soggetti (i bambini in prima istanza, ma anche la scuola, le famiglie, le circoscrizioni, i nonni volontari-vigili, i commercianti) e sul “trasferimento” ai settori del Comune di competenza (polizia municipale, viabilità, lavori pubblici, ecc.).

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Sicuramente l’impostazione metodologica che, negli anni, è andata affinandosi e consolidandosi, è stato un elemento di forza nel percorso di conoscenza e di progressiva “consapevolezza” condivisa da tutti i soggetti coinvolti. Il lavoro dei consulenti e del Laboratorio (sia interno all’ente, che nella scuola, che nel quartiere) si è caratterizzato per l’articolazione delle attività proposte e per la continuità del lavoro che prosegue dopo il primo anno di sperimentazione con altre attività partecipate e che ha permesso di trasformare l’entusiasmo iniziale dei bambini in abitudini quotidiane. 10.UN PROCESSO PARTECIPATO : i soggetti coinvolti La costruzione di un ambiente solidale e cooperativo è uno degli obiettivi del progetto: una sorta di PATTO SOCIALE che sta permeando i quartieri nei quali si sta svolgendo l’iniziativa e che sta producendo effetti significativi sui comportamenti e sulle abitudini dei cittadini. I BAMBINI – sono ovviamente, oltre che i destinatari, i protagonisti principali. Insieme a loro vengono realizzati laboratori di attività finalizzate a conoscere e imparare a leggere l’ambiente, acquisire consapevolezza e sicurezza LE FAMIGLIE – si individuano insieme a loro strategie e azioni finalizzate a sensibilizzare il quartiere e le famiglie meno coinvolte, per programmare iniziative ed interventi a sostegno del progetto LA SCUOLA – con gli insegnanti vengono costituiti laboratori permanenti di didattica finalizzati a concordare metodologie e percorso di lavoro con i bambini, programmare attività concernenti l'osservazione dell’ambiente, l’educazione stradale intesa non solo come conoscenza della segnaletica, ma come comportamento che ciascun utente (pedone, automobilista, ciclista ecc) dovrebbe adottare nello spazio pubblico. I NONNI VIGILI - I nonni-vigili aiutano i bambini ad attraversare la strada nei punti più pericolosi. I volontari che si sono resi disponibili a presidiare gli attraversamenti pedonali partecipano ad un breve addestramento insieme alla polizia municipale. Significativa la qualità della relazione che si è instaurata tra le diverse generazioni. IL QUARTIERE – negli incontri con la circoscrizione sono state decise le modalità di coinvolgimento degli attori sociali presenti nel territorio: Commercianti, Anziani e volontari, Centri di aggregazione, Associazioni. La ricostruzione di un ambiente solidale e cooperativo è uno degli obiettivi del progetto TRASVERSALITA’ interna alla pubblica amministrazione La certezza che il governo della città punta su questa esperienza è sostegno fondamentale per il progetto, già dalle prime fasi di costruzione, sia a livello politico che a livello tecnico. In parallelo all'azione verso l'esterno, il mobility manager e il Laboratorio Città delle bambine e dei bambini, hanno consolidato il comitato tecnico interno all'amministrazione. Nei vari incontri intersettoriali, vengono evidenziati ai dirigenti comunali le criticità e gli interventi necessari per rendere sicuri i percorsi casa-scuola, sollecitandoli a verificarne la fattibilità e curarne la realizzazione.

I primi effetti di questa collaborazione e trasversalità:  maggiore sensibilità di dirigenti e tecnici rispetto ai contenuti e agli obiettivi dell’iniziativa; conseguente impegno a trasferire nella progettualità di ciascun servizio le tematiche affrontate  realizzazioni concrete e micro-interventi strutturali alla viabilità urbana sulla base delle esigenze di sicurezza emerse durante la sperimentazione e il lavoro con i bambini. I settori coinvolti nel comitato tecnico sono:  Servizi educativi  Polizia Municipale  Viabilità e traffico  Ambiente  Lavori pubblici  Attività economiche  Urbanistica  Servizi Sociali LA STRUTTURA DI GESTIONE

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Mobility manager del Comune  pianifica e coordina programmi e attività  gestisce i rapporti con i soggetti del territorio (scuola, famiglie, circoscrizione, commercianti, ecc.)  coordina attività intersettoriali interne al Comune (lavori pubblici, viabilità, urbanistica, ambiente, ecc.) Laboratorio “città delle bambine e dei bambini” (struttura comunale con 2 operatrici dei Servizi Educativi): promuove le iniziative, gestisce e coordina le attività con i bambini e la scuola, ha funzioni di centro documentazione e formazione IL PERCORSO METODOLOGICO E’ fondamentale precisare che non si propone ai bambini di andare a scuola da soli fin dall’inizio; si costruisce insieme a loro un percorso formativo di educazione/conoscenza ambientale che li metterà in condizione di potersi muovere con autonomia e responsabilità nel tragitto casa – scuola. Un’esperienza di educazione ambientale partecipata 1. conoscere il quartiere insieme ai bambini, nella esperienza quotidiana del percorrerlo nelle diverse ore del giorno, nelle diverse stagioni e condizioni atmosferiche 2. conoscere le persone che si incontrano quotidianamente creando una rete di relazioni sociali necessaria allo sviluppo dei bambini e per la costruzione di un rapporto di appartenenza al loro ambiente di vita 3. verificare eventuali comportamenti scorretti di adulti e bambini nei loro spostamenti e nei diversi ruoli di pedoni e automobilisti. LE ATTIVITÀ CON I BAMBINI Partendo dalle conoscenza dei bambini e dalle loro attività quotidiane (andare a scuola, incontrarsi con gli amici per giocare ecc.), il progetto, nel il primo anno di sperimentazione, è articolato in diverse fasi: - conoscenza del proprio quartiere e dei percorsi casa – scuola (disegni su mappa, individuazione punti pericolosi, soluzioni alle situazioni critiche) - sopralluoghi - individuazione, in base alle varie zone di provenienza, di percorsi comuni e punti d’incontro per raggiungere la scuola a piccoli gruppi - incontri con i Vigili Urbani - Sensibilizzazione individuale (es. utilizzo delle multe morali) e collettiva (es. lettere ai compagni e ai genitori, preparazione di manifesti, volantinaggio lungo le strade) - Avvio dell’esperienza in una giornata “speciale”, di festa e coinvolgimento generale delle famiglie e del quartiere Il lavoro continua ….. Affinché andare a scuola senza l’accompagnamento di adulti, a piedi o in bicicletta, diventi una normale abitudine, dopo il primo anno di attività nelle scuole, il lavoro continua con altre iniziative finalizzate a consolidare l’esperienza: IL COMITATO DEI BAMBINI - è composto da due rappresentanti per ogni classe. Ha il compito di raccogliere ed evidenziare proposte, problemi e novità, da discutere negli incontri con il Laboratorio una volta al mese, per mantenere un collegamento tra la scuola e il Comune. I temi di discussione, e di verifica continua, sono riferiti ai problemi che i bambini evidenziano rispetto alla loro esperienza nei percorsi casa-scuola. MONITORAGGIO/TABELLA “METEO” - è una scheda di rilevazione utilizzata per monitorare l’iniziativa. Viene compilata dai bambini stessi, in classe per alcuni mesi. Oltre a “rilevare” il numero di bambini che vanno a scuola da soli, evidenzia le condizioni meteorologiche e le differenti modalità di spostamento da parte dei bambini.

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LA PATENTE DA PEDONE - È un riconoscimento per i bambini che hanno acquisito un buon livello di autonomia negli spostamenti quotidiani all’interno del quartiere, raggiunto dopo il superamento di una serie di prove. Al secondo anno di partecipazione viene consegnato ai bambini il MANUALE per la patente da pedone, un libretto contenente le prove da superare. LE ESIGENZE DEI BAMBINI I bambini rivolgono particolare attenzione a:  traffico attorno alla scuola  attraversamenti pedonali  incroci  spazi di incontro e di sosta

⇒ DIRITTO DI PERCORRERE LA STRADA IN SICUREZZA

Le esigenze espresse:  sicurezza negli attraversamenti  percorsi protetti e continuità di percorrenza  visibilità delle zone protette (segnali forti agli automobilisti)  maggiore attenzione e rispetto da parte degli automobilisti INTERVENTI A SOSTEGNO DEL PROGETTO Sulla base delle esigenze espresse e dalle richieste dei bambini al Sindaco, sono stati realizzati alcuni micro – interventi lungo i percorsi:  segnaletica orizzontale : es. strisce pedonali realizzate, anche ex-novo, lungo i percorsi frequentati dai bambini  segnaletica verticale : è stato ideato un cartello sperimentale, che utilizza lo stesso logo del progetto. I cartelli sperimentali sono stati posizionati lungo i percorsi individuati dai bambini dopo il primo anno di sperimentazione. Le finalità sono quelle di dare visibilità al progetto all’interno del quartiere, di avvertire gli automobilisti esortandoli ad una maggiore attenzione e a limitare la velocità La realizzazione e l’installazione sono stati possibili grazie alla collaborazione del Servizio Traffico e Lavori Pubblici.  progetti e realizzazioni per la sistemazione e la sicurezza di alcuni tratti dei percorsi casascuola (delimitazione di “corridoi”, attraversamenti rialzati, ecc.)  studio per una zona a traffico moderato che riguarda un quartiere coinvolto nel progetto ALTRE AZIONI A SUPPORTO DELL’INIZIATIVA 

comunicazione nella città – festa di avvio e di rilancio dell’esperienza Il Laboratorio cura e coordina le diverse forme di comunicazione: articoli sulla stampa locale, incontri e seminari tematici, iniziative di animazione nella città (feste nei quartieri, incontri nelle circoscrizioni, ecc.)  nonni – vigili : significativa la qualità della relazione che si è instaurata tra le diverse generazioni.

SEGNALETICA VERTICALE SPERIMENTALE I cartelli sperimentali vengono posizionati lungo i percorsi individuati dai bambini dopo il primo anno di sperimentazione. Le finalità sono quelle di dare visibilità al progetto all’interno del quartiere, di avvertire gli automobilisti che in quella zona i bambini vanno a scuola da soli esortandoli di conseguenza ad una maggiore attenzione e a limitare la velocità. La realizzazione e l’installazione sono stati possibili grazie alla collaborazione del Servizio Traffico e Lavori Pubblici del Comuni di Pesaro e degli altri Comuni che hanno aderito al progetto. N. B.: Il progetto è stato elaborato dal Comune di Pesaro. Viene inserito nel POF con alcune semplici modifiche determinate dall’esigenza di brevità

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PROGETTO ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI

Allegato n. 5 PREMESSA La realtà pesarese, come quella italiana in genere, si configura ormai come multiculturale e plurilingue ed evidenzia il carattere di permanenza dei cittadini stranieri nella nostra città per cui è venuto il tempo dell’integrazione, il tempo di promuovere e sostenere le politiche di inclusione, di favorire l’uguaglianza delle opportunità, lo scambio e il confronto, nel rispetto delle norme comuni e delle reciproche appartenenze. La scuola è il terreno privilegiato dell’integrazione dei bambini e degli adolescenti immigrati e delle loro famiglie. Il progetto pedagogico dell’Istituto, attento alla situazione di multiculturalità e plurilinguismo e aperto a tutti i bambini e adolescenti si sviluppa attraverso precise attenzioni: - consapevoli modalità organizzative di accoglienza, d’integrazione, d’inclusione - sperimentate didattiche di facilitazione linguistica - disponibilità all’informazione e alla relazione tra operatori e genitori - prevenzione degli stereotipi e dei pregiudizi - pratica dell’intercultura come proposta pedagogica. Tra i compiti principali dell’Istituto inoltre c’è quello di promuovere occasioni che consentano di realizzare esperienze formative e significative per un miglioramento dei rapporti interpersonali e sociali, dove la diversità sia non soltanto riconosciuta e tollerata, ma valorizzata nella prospettiva di un arricchimento di dinamiche di convivenza civile. L’ACCOGLIENZA Accoglienza non è solo la “fase temporale” del primo arrivo nella nuova comunità; il concetto di accoglienza si caratterizza come: a) insieme di attività finalizzate a creare relazioni educative che valorizzino tutti i protagonisti del sistema scuola b) atteggiamento e attitudine da sviluppare nei confronti dell’alterità e della differenza c) insieme dei dispositivi e delle risorse impegnate dalla scuola. FINALITÀ • •

Offrire opportunità per la costruzione di rapporti significativi fra insegnanti, altro personale operante nella scuola e alunni neo-arrivati e loro genitori Favorire la conoscenza, la condivisione, il rispetto dell’organizzazione e delle regole della scuola. OBIETTIVI

• • • • •

Documentare l’attenzione verso la pluralità delle culture e delle esperienze Ascoltare il bisogno dell’altro valorizzando la diversità, sostenendo e favorendo, con i servizi e gli strumenti idonei, la partecipazione positiva alla scuola e alla società. Porre le basi per sostenere il benessere mediante il quale i bambini e gli adolescenti stranieri, e i loro genitori, possano riconoscere i propri diritti e costruire buone regole e buone pratiche che costituiscono le basi essenziali per una convivenza civile. Predisporre strategie e dispositivi per supportare l’acquisizione della L2, garantire un successo scolastico, orientare nella scelta di prosecuzione degli studi. Sostenere l’identità e l’autostima degli alunni stranieri, riconoscendo e valorizzando le culture di provenienza.

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DESTINATARI

• •

Bambini e adolescenti stranieri immigrati Bambini e adolescenti di genitori stranieri nati in Italia (la “seconda generazione” per i quali non sempre è prioritaria l’alfabetizzazione, bensì la ricerca di un’identità. METODOLOGIE

“Uno degli obiettivi prioritari degli alunni stranieri è quello di promuovere l’acquisizione di una buona competenza nell’italiano scritto e parlato, nelle forme ricettive e produttive, per assicurare uno dei principali fattori di successo scolastico e di inclusione sociale” (Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri – MIUR) In sostanza, favorire la conoscenza della lingua italiana per: - la comunicazione quotidiana (i bisogni) - la narrazione di sé (l’identità culturale) - l’ampliamento cognitivo (lo studio e la ricerca). Si suggeriscono alcune attenzioni per facilitare l’apprendimento: - un contesto facilitante inteso come organizzazione del tempo scuola e dello spazio (aula e/o laboratori) efficace; - partire dall’esperienza dei neo-arrivati, dai saperi precedenti, da ciò che è già noto e conosciuto; - imparare facendo, ossia operatività e contestualizzazione; - ridondanza e ripresa dei concetti, come una spirale; - uso di canali comunicativi diversi (verbali e non verbali); - glossari in L1 per il transfer in L2, glossari plurilingue; - rendere più semplice il linguaggio delle lezioni: alternanza tra discorso orale (supportato da immagini) e fissazione dei contenuti anche attraverso sintesi scritte; - testi ad alta comprensibilità o testi semplificati*; - valorizzare ciò che gli alunni hanno imparato in L1, riconoscere i saperi pregressi degli alunni migranti; - un approccio interculturale per tutti per promuovere l’apertura di tutti gli alunni. E, ancora, si dice: “E’ importante che i bambini e i ragazzi vengano educati alla pace e al rispetto delle diversità, sollecitandoli a riflettere sui propri comportamenti per assumere atteggiamenti di solidarietà, tolleranza e amore”. CRITERI PER LA SEMPLIFICAZIONE DEI TESTI • • • • • • • • • • •

Le informazioni vengano ordinate in senso logico e cronologico. Le frasi siano brevi (20/25 parole) e i testi, in media non superino le 100 parole. Si dia una sola informazione per frase. Si usino quasi esclusivamente frasi coordinate. Si faccia molta attenzione all’uso del lessico, utilizzando solo il vocabolario di base e fornendo spiegazione delle parole che non rientrano nel vocabolario di base. Il nome venga ripetuto evitando i sinonimi e facendo un uso limitato dei pronomi. Nella costruzione della frase si rispetti l’ordine: soggetto, predicato, oggetto. I verbi siano per lo più usati nei modi verbali finiti e nella forma attiva. Si evitino le personificazioni, es: “ il Senato” diventa “i senatori”. Non si usino le forme impersonali. Il titolo e le immagini siano usate come rinforzo per la comprensione del testo. Risulta utile porre il titolo come domanda.

FASI DELL’APPRENDIMENTO E “BLOCCHI DI ABILITÀ” Gli alunni stranieri, al momento del loro arrivo, si devono confrontare con due diverse strumentalità linguistiche: • la lingua italiana del contesto concreto, indispensabile per comunicare nella vita quotidiana (la lingua per comunicare)

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la lingua italiana specifica, necessaria per comprendere ed esprimere concetti, sviluppare l’apprendimento delle diverse discipline e una riflessione sulla lingua stessa (la lingua dello studio).

La lingua per comunicare viene appresa dai bambini e ragazzi stranieri in un tempo che può variare da qualche mese ad un anno circa (fattori che incidono sono l’età, la lingua d’origine, le modalità di esposizione alla seconda lingua fuori dalla scuola). Per apprendere invece la lingua dello studio possono essere necessari alcuni anni, considerato che si tratta di competenze specifiche. Risorse interne ed esterne alla scuola e dispositivi vari saranno impiegati per favorire l’apprendimento delle abilità di base: -

comunicare riflettere

-

leggere / scrivere - studiare - mantenere e sviluppare la L1.

Nella tabella successiva i bisogni linguistici degli alunni sono stati divisi in cinque “blocchi di abilità”. ALUNNI NEOARRIVATI E BISOGNI LINGUISTICI

L 2 orale

• • •

L 2 scritta • • L 2 orale e scritta

L 2 orale e scritta

• •

L 2 orale e scritta

I livelli

COMUNICARE comunicare negli scambi interpersonali di base arricchire il lessico, descrivere, narrare, comprendere messaggi e prendere la parola in situazioni diverse LEGGERE E SCRIVERE padroneggiare le tecniche di base della lettura/scrittura (decodifica e trascrizione) comprendere e produrre semplici testi scritti STUDIARE comprendere testi e messaggi orali relativi alle diverse discipline (consegne, spiegazioni, parole-chiave, glossari…) comprendere e produrre testi riferiti allo studio RIFLETTERE usare in modo corretto le strutture della lingua riflettere sulle strutture, utilizzando anche termini metalinguistici MANTENERE E SVILUPPARE mantenere e/o sviluppare le competenze nella lingua d’origine e/o di scolarità, orale e scritta VALUTAZIONE di competenza linguistica possono essere individuati a partire dal

QUADRO COMUNE EUROPEO DI RIFERIMENTO PER LE LINGUE LP: A1 A2 B1 B2 C1 C2

Livello linguistico prebasico ( Breaktrough ) : Contatto ( Waystage ) : Sopravvivenza ( Threshold ) : Soglia ( Vantage ) : Progresso ( Effective Operational Proficiency ) : Efficacia ( Mastery ) : Padronanza

che potremmo tradurre così: A1 - A2 : acquisizione della lingua per comunicare (lessico e strutture di base) A2 – B1: apprendimento dei contenuti disciplinari comuni B1 – B2: fase dell’autonomia C1 – C2: fase della padronanza linguistica

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PIANI DELL’INTEGRAZIONE E CINQUE INDICATORI Per verificare se un bambino è integrato si fa riferimento ai seguenti indicatori, che possono essere ricondotti ai piani dell’apprendimento, delle interazioni, dell’identità personale: 11.APPRENDIMEN • TO • 12.INTERAZIONE 13.INTEGRITA’

• • •

qualità dell’inserimento scolastico e risultati scolastici competenza in italiano lingua seconda qualità e quantità delle relazioni in classe atteggiamenti nei confronti della lingua d’origine, del contesto e paese di provenienza… autostima e motivazione

Lo studio della lingua italiana viene inserito nella quotidianità dell’apprendimento e della vita scolastica degli alunni stranieri, con attività di laboratorio linguistico e con percorsi e strumenti per l’insegnamento intensivo dell’italiano, nonché il coinvolgimento di tutti gli insegnanti della classe, utilizzando eventuali risorse esterne alla scuola. RISORSE INTERNE Per l’insegnamento individualizzato o a piccoli gruppi possono essere utilizzati: • • • • •

momenti di compresenza degli insegnanti ore aggiuntive all’insegnamento insegnanti di sostegno ore di religione o di lingua straniera moduli linguistici intensivi durante le prime fasi di inserimento RISORSE ESTERNE

• • • • •

Insegnanti per il sostegno linguistico messi a disposizione dal Comune (laboratori per LP e/o plurilivello) mediatore linguistico e mediatore culturale rappresentanti delle comunità di stranieri operatori della Casa della Pace stagisti Università Pesaro Studi (protocollo Università e Intercultura) DISPOSITIVI

• •

  

Modalità organizzative flessibili (lavori di gruppo, attività di laboratorio) Strumenti e materiali didattici “mirati” (cartelloni tematici, alfabetieri plurilingue, carte geografiche non solo eurocentriche, audiovisivi o strumenti multimediali…) • Scaffale interculturale (libri e schede plurilingue, testi semplificati, pronto soccorso linguistico, oggetti e immagini “simbolo” delle varie culture • Iniziative extrascolastiche • Momenti di incontro alunni e quartiere, alunni e cittadinanza (mercatini della scuola, manifestazioni di fine anno, gare sportive…) • Progetti e piani di studio personalizzati • Accordi e collaborazioni tra scuole ed enti (Servizi Educativi e Sociali del comune, CESDE – Centro di documentazione interculturale)

VADEMECUM DELL’ACCOGLIENZA - COMMISSIONE ACCOGLIENZA COMPOSIZIONE COMPITI Dirigente Scolastico • Cura la condivisione del progetto e svolge 1 insegnante di Scuola funzione di supporto ai docenti per l’integrazione dell’Infanzia e per i progetti di educazione interculturale • Individua eventuali strumenti e sussidi da 1 insegnante di Scuola acquistare Primaria

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1 insegnante di Scuola Secondaria di 1° grado

• •

Definisce indicatori, tempi e strumenti di monitoraggio e di valutazione. Mantiene contatti con docenti, famiglie, Amministrazione Comunale, ecc.

IL PIANO DELLE AZIONI per l’iscrizione degli alunni ATTIVITA’ CHI LA FA Assistente Prima accoglienza dell’alunno, e spiegazione alla famiglia dei servizi offerti e dei Amministrativo documenti richiesti. 2 Compilazione domanda di iscrizione on line Genitori 3* Valutazione della classe in cui inserire D.S. l’alunno (vedi approfondimenti) 4 Immatricolazione e inserimento in classe Assistente Amm.vo 5 Presentazione dell’alunno ai compagni di D.S. o collab classe e ai docenti. del D.S. 6* Richiesta di copia del permesso di soggiorno Assistente e titoli di studio (vedi appr.) Amm.vo 7 Prima verifica padronanza lingua italiana. D.S. 8 Eventuale richiesta al Comune del mediatore D.S. e linguistico e dell’aiuto per l’apprendimento Segreteria della lingua italiana. Didattica FASE APPROFONDIMENTI 3* La classe in cui inserire l’alunno viene determinata considerando: • l’età del ragazzo • la classe frequentata nel paese di provenienza • il numero di alunni delle classi • le situazioni problematiche presenti nelle classi • la capacità della classe di accogliere un alunno straniero 6* Il permesso di soggiorno, sebbene richiesto, non è condizione per l’iscrizione. Viene applicato il principio della tutela dei minori. FIGURE DI RIFERIMENTO PER L’ACCOGLIENZA NOME RUOLO Lorenzo BLASI Dirigente Scolastico Iolanda MUCCIOLI Assistente Amministrativo Anna Maria BIMBO Docente scuola dell’Infanzia Maria Antonietta DONATI Docente Scuola Primaria Sabrina BARULLI Docente Second di 1° grado

14.FASE 1

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DOCUMENTI

Ristampa anagrafe

Lettera

indispensabile


CENTRO SPORTIVO SCOLASTICO

Allegato n.6

Il Centro Sportivo Scolastico viene organizzato, nel corrente anno scolastico, con lo scopo di programmare e organizzare iniziative ed attività motorie e sportive coerenti con le finalità e gli obiettivi del progetto nazionale presentato nelle “linee guida” del MIUR e, nello stesso tempo, dà continuità all’attività sportiva extracurricolare che l’Istituto svolge ormai da più anni. Si vuole ampliare l’offerta formativa, pertanto le attività sono aperte a tutti gli alunni, con attenzione agli alunni diversamente abili e a quanti non sono già iscritti a società sportive. La collaborazione degli insegnanti di scienze motorie è un elemento fondamentale perché favorisce lo scambio di indicazioni metodologiche e le informazioni sugli alunni. Attività e soggetti coinvolti Le principali attività previste per il corrente anno sono: atletica leggera (orientata in due appuntamenti principali, la fase di corsa campestre, con la gara di Istituto, e la fase dell’attività su pista, che si svolgerà con i vari appuntamenti nel periodo primaverile); la pallavolo ed altri sport di squadra (orientati questi ai vari tornei interni di Istituto che si svolgeranno durante l’anno). La scelta di porre l’attenzione su attività come l’atletica ed alcuni giochi di squadra dipende, sostanzialmente, da alcuni fattori: ATLETICA LEGGERA • •

La necessità di sollecitare gli alunni ad approfondire le tematiche del camminare, correre, saltare, lanciare; tutti “gesti naturali” di cui spesso si ha una memoria troppo labile e una competenza sempre meno evoluta; La considerazione che l’atletica leggera è e resta una disciplina di base su cui innestare altre competenze motorie e sportive;

GIOCHI di SQUADRA Lo sviluppo dello spirito collettivo ha una duplice valenza: una di carattere tecnico, l’altra di carattere morale perché riguarda la solidarietà che si instaura tra compagni di squadra • Ciascuno è al servizio della squadra e viceversa • Accettazione e organizzazione della squadra • Sviluppo della capacità di reazione e dello spirito di iniziativa • Sviluppo del pensiero pratico, analisi e confronto delle situazioni alla ricerca di una conclusione efficace Durata dell’attività motoria extracurriculare

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L’attività del Centro Sportivo Scolastico è prevista per l’intero anno scolastico. Le attività extracurriculari si svolgeranno il mercoledì pomeriggio con incontri così articolati: • Dalle 14.00 alle 15.30 classi prime (prof.ssa Magini) • Dalle 14.00 alle 15.30 classi terze (prof. Baioni) • Dalle 15.30 alle 17.00 classi seconde (prof.ssa Magini) Partecipazione degli alunni E’ ormai risaputo che l’attività sportiva nel nostro territorio è molto diffusa e radicata con una calendarizzazione degli impegni già consolidata che coinvolge un gran numero di alunni. L’avvio delle attività in contemporanea rispetto alle programmazioni delle attività delle società sportive che hanno una “visibilità” e una presenza nel territorio ormai consolidata, limita la partecipazione di molti. Per questo motivo è stato scelto il mercoledì come giorno più utile per dare risposte alle esigenze di famiglie e alunni. Inoltre, l’ampiezza del bacino di residenza degli alunni non consente un agevole afflusso degli stessi, soprattutto di quelli del secondo turno. Per questo si opta per un’elasticità nella formazione dei gruppi e di inserimento degli alunni ai corsi anche ad anno scolastico sportivo avviato. Saranno quindi coinvolti nel Centro Sportivo Scolastico tutti i ragazzi che intendono partecipare, sia alunni con difficoltà motoria o di socializzazione, sia alunni più evoluti sul piano motorio e più maturi socialmente. Metodologia di intervento Si cercherà di stabilire una linea comune di interventi che cercherà di coinvolgere la totalità degli alunni, anche i meno dotati, stimolando gli schemi motori di base quali il correre, saltare e lanciare a capacità cognitive affettivo-relazionali attraverso il gioco ludico, in interazione tra i vari campi di esperienza e le varie discipline, dando a tutti la possibilità di fare sport senza escludere nessuno. Molti di questi aspetti sono migliorabili con l’attività in palestra la quale dispone di spazi, interni ed esterni, e di attrezzature minimali essenziali all’adeguato svolgimento delle pratiche sportive. Si cercherà inoltre di realizzare negli alunni l’acquisizione e il consolidamento di abitudini permanenti di vita. La forma di apprendimento motorio sarà preminentemente di tipo globale, privilegiando cioè la ricerca e la comprensione di azioni globalmente esatte, al fine di poter incrementare la varietà delle proposte e di mantenere sempre attiva l’attenzione. Il Centro Sportivo si prenderà cura dell’organizzazione e partecipazione di “gare-interne” attraverso tornei scolastici con incontri tra classi parallele di pallavolo e calcio a 5 (calcetto) ed eventualmente altri sport di squadra. Il Centro Sportivo curerà inoltre la programmazione delle attività da svolgere con le società sportive del territorio, in particolare le attività di pallavolo in collaborazione con la Snoopy pallavolo e la partecipazione alle diverse fasi dei campionati studenteschi di atletica leggera e corsa campestre.

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ALLEANZA SCUOLA – FAMIGLIA: il quadro di riferimento per i “patti educativi di corresponsabilità” Allegato n. 7 Solo una scuola e una famiglia che stabiliscono un “Patto”, lo rispettano ed interagiscono, pur nella specificità dei propri ruoli e contributi, possono essere soggetti attivi e propositivi integranti del processo educativo e promuovere un’effettiva formazione umana e culturale dei propri ragazzi. L’ “alleanza educativa”, senza rischio di ingerenze, si attua nell’incontro tra i due sistemi educativi. L’insegnante può conoscere meglio gli alunni soprattutto se ha la possibilità di confrontarsi con i loro genitori. Questi ultimi non possono prescindere dall’apporto degli insegnanti per conoscere le attitudini, le risorse personali e le potenzialità dei propri figli. Gli alunni non possono essere educati a settori ma in modo globale, così da poter crescere come persone capaci di compiere delle scelte in un mondo che si apre ai loro occhi con una vastissima gamma di proposte e di possibilità. Quindi tra insegnanti e genitori deve potersi sviluppare un vero “Patto” che consenta ad entrambi di conoscere i percorsi a scuola e a casa dei ragazzi, tanto da poter costruire insieme il loro presente e il loro futuro. In tal senso dovrebbe avvenire un’integrazione ed uno stretto collegamento tra i due sistemi in questione. Sulla base di questa premessa e dei bisogni degli alunni riferiti alle aree affettivo–relazionale e cognitiva, si delineano per il sistema educativo scuola–famiglia, i concetti, i comportamenti e gli atteggiamenti fondamentali da condividere per il successo formativo del figlio – alunno.

INDICAZIONI PER FAVORIRE L’INTERAZIONE E L’INTEGRAZIONE TRA SCUOLA E FAMIGLIA PER IL SUCCESSO FORMATIVO DELL'ALUNNO GLI INSEGNANTI

I GENITORI

Prestano attenzione ai bisogni psico-fisici del ragazzo e a quanto egli vive sia all’interno che all’esterno del contesto scolastico, tenendo conto delle problematiche specifiche. Favoriscono l'autonomia, l'autostima, la sicurezza e la consapevolezza di sé e delle proprie prestazioni e azioni. Promuovono inoltre il senso del dovere e di responsabilità individuale e collettiva condividendo significative aree e modalità di intervento con i genitori.

Favoriscono il senso di fiducia in se stessi e negli altri con un atteggiamento che valorizza le competenze di ciascuno. Pongono attenzione al percorso e non solamente al risultato. Di fronte all'insuccesso aiutano il ragazzo a non scoraggiarsi e a raggiungere l'obiettivo diversificando strategie e tempi. Creano un rapporto positivo e di dialogo con gli alunni affinché si instauri un clima scolastico sereno dove ognuno stia volentieri insieme agli altri e si senta valorizzato per la sua unicità.

Sono disponibili al dialogo e all'ascolto dei bisogni del ragazzo interessandosi anche di come si “sente” a scuola e comunicano alla scuola eventuali situazioni problematiche. Favoriscono l'acquisizione dell'autonomia e della stima di sé nelle occasioni offerte dalla quotidianità. Promuovono il senso di responsabilità riguardo ai propri ruoli familiari e agli impegni scolastici (preparare la cartella, eseguire i compiti…). Operano in modo da sollecitare l'azione del figlio evitando di sostituirsi a lui, di giustificarlo e di “proteggerlo” nei suoi limiti ed errori. Riconoscono le capacità del ragazzo e lo incoraggiano sottolineando i reali successi che ottiene e ne ridimensionano gli insuccessi, aiutandolo a gestire la frustrazione in modo realistico.

Valorizzano il proprio figlio in termini realistici e lo fanno sentire unico nelle proprie emozioni, capacità e idee, senza operare paragoni con altri fratelli o compagni di classe. Hanno nei suoi confronti aspettative adeguate all'età e alle sue potenzialità.

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Valorizzano l’alunno anche attraverso le sue relazioni familiari e le relative esperienze, aiutandolo a costruirsi un'immagine positiva della sua famiglia e degli adulti in genere. Parlano all’alunno con rispetto, valutando l'impatto delle proprie parole. Spiegano il senso delle richieste, motivando i permessi e i divieti con le conseguenze degli stessi.

Evitano di mortificare, umiliare, etichettare negativamente e cercano invece di gratifica l’alunno per i piccoli successi Nel dialogo con il ragazzo lo aiutano a riflettere sulla propria esperienza perché divenga capace di attribuirvi il giusto valore. Lo aiutano a comprendere il senso delle regole e favoriscono la presa di consapevolezza che esse e i “limiti” servono per una serena convivenza. Promuovono l'integrazione di tutti gli alunni nel gruppo classe aiutandoli a maturare le capacità di rapportarsi positivamente con gli altri. Creano occasioni perché il ragazzo maturi un atteggiamento di rispetto e di accettazione verso tutti. Creano le condizioni perché ogni alunno possa star bene a scuola. Motivano la partecipazione e favoriscono un clima accogliente e collaborativo tra tutti i ragazzi. Evitano situazioni di competizione ed individualismo eccessive. Rispettano i tempi di maturazione di ogni alunno, riconoscendone le potenzialità e le modalità cognitive, tipiche dell'età. Valorizzano l'esperienza dell’alunno e lo aiutano a costruirsi un significato personale riguardo agli apprendimenti perché quanto impara a scuola non risulti separato dalla vita.

Creano un ambiente stimolante e tranquillo dove sia un piacere lavorare. Favoriscono un insegnamento motivante che stimola ad affrontare la scuola con entusiasmo. Si preoccupano di trasmettere lo stupore e la passione per il mondo della conoscenza nei suoi diversi aspetti.

Trasmettono al proprio figlio una visione positiva della scuola e degli insegnanti.

Parlano al ragazzo con rispetto, valutando l'impatto delle proprie parole. Sono coerenti ed espliciti rispetto ai comportamenti che richiedono al proprio figlio e lo aiutano a comprenderne le motivazioni e le conseguenze. Evitano di essere permissivi e sanno usare il no quando serve, motivandolo. Evitano di riprendere il proprio figlio insistendo esclusivamente sui lati negativi e sottolineando i suoi errori. Gratificano i piccoli successi. Orientano il comportamento dei figli , aiutandoli a riflettere su di esso. Adottano uno stile genitoriale autorevole, che aiuta a far comprendere le regole e i no come elementi necessari alla crescita. Stabiliscono e fanno rispettare le regole (poche, chiare e coerenti) che aiutano a convivere e ad assumersi responsabilità. Aiutano il ragazzo ad acquisire una visione positiva degli altri e ad avere nei loro confronti rispetto. Favoriscono i rapporti con i compagni di classe al di fuori della scuola e aiutano il ragazzo ad avere di ognuno un'immagine positiva. Evitano situazioni di competizione ed individualismo eccessive.

Rispettano i tempi di maturazione del proprio figlio, evitando precocismi e forzature di interessi. Propongono esperienze adeguate alla sua crescita. Valorizzano quanto il proprio figlio apprende a scuola e trovano occasioni perché ciò serva a comprendere la realtà (es. utilizzo di carte stradali, visita a musei, uscite didattiche, attenzione alla dimensione storico-geograficanaturale dei luoghi che si visitano…). Prestano attenzione che i tempi, le modalità e l'ambiente in cui il proprio figlio svolge attività e compiti siano adeguati al lavoro richiesto. Si mostrano personalmente interessati e curiosi riguardo all'avventura cognitiva del figlio. Lo stimolano a trovare il senso del lavoro scolastico e a dare ad esso la dovuta importanza. Portano il proprio figlio a stupirsi delle cose semplici e ad apprezzare i valori e gli aspetti quotidiani dell’esistenza.

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Sono consapevoli che i campi di esperienza e le discipline sono ambiti e mezzi di educazione e non il fine, perciò ne valorizzano il contributo formativo. Considerano le discipline e gli apprendimenti sia in riferimento ai contenuti, che devono essere significativi, sia riguardo ai processi metodologici e di pensiero che esse attivano, sia allo spirito orientativo.

Riconoscono l'importanza della scuola per la formazione della personalità del proprio figlio.

Valorizzano non solo l'aspetto nozionistico e quantitativo del lavoro scolastico, ma sono attenti alla maturazione del pensiero del figlio, al suo atteggiamento positivo verso la scuola e la cultura, al rispetto delle sue inclinazioni.

Nel rapporto scuola–famiglia si individuano, come fondamentali, i seguenti valori: •

Dialogo: essere disponibili ad incontrarsi e a comprendersi in una comune prospettiva e finalità educativa;

Partecipazione/coinvolgimento: promuovere occasioni diversificate di incontro all’interno della scuola; coinvolgere le famiglie di fronte a problematiche educative relative al proprio figlio o all’intera classe;

Comunicazione: incentivare la comunicazione, sia formale che informale, sull’andamento educativo – didattico dell’alunno;

Coerenza: essere coerenti nel percorso formativo scolastico rispetto alle finalità educativo–didattiche; condividere lo stile educativo con la famiglia;

Lealtà: affrontare la diversità dei punti di vista in modo autentico e costruttivo.

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INNOVAZIONE E SVILUPPO DELLE TECNOLOGIE INFORMATICHE

Allegato n. 8

INDICE •

MOTIVAZIONE

ANALISI DEL CONTESTO

ANALISI DEI BISOGNI

OBIETTIVI SPECIFICI

STRATEGIE

AMBITI DI INTERVENTO

DESTINATARI

RISULTATI PREVISTI

DEFINIZIONE DELLE FASI OPERATIVE (PIANO DI PROGETTO)

MOTIVAZIONE In una struttura organizzativa caratterizzata dalla complessità, come quella scolastica, il problema dell’innovazione e dello sviluppo delle tecnologie informatiche (T.I.C) è assolutamente centrale. In particolare va sottolineato il fatto che per eliminare le debolezze legate ad una struttura gerarchica è necessario creare una struttura comunicativa interna ed esterna che possa garantire il coordinamento tra le diverse parti del sistema. La padronanza della rete di comunicazione diventa inoltre fondamentale in considerazione del fatto che la scuola è una organizzazione che eroga un servizio e, in quanto tale, non può non porsi l’obiettivo di garantire la soddisfazione e il gradimento degli utenti nei confronti dei servizi offerti. La comunicazione interna ha dunque lo scopo di costruire la condivisione del progetto di scuola, quella rivolta all’esterno (non solo verso gli utenti diretti, ma anche verso il territorio nel suo complesso) ha la funzione di aumentare la visibilità della scuola. Per la scuola è dunque necessario comunicare: lo richiedono infatti alcune norme succedutesi nel corso degli anni, che da un generico richiamo alla trasparenza e alla corretta informazione nei confronti degli utenti sono passate a prescrivere specifiche forme di intervento.

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A seguito dell’approvazione della legge 150, nel febbraio 2002 il Dipartimento per la Funzione pubblica emanava un articolato provvedimento applicativo (la cosiddetta “direttiva Frattini”) contenente indicazioni concrete indirizzate a tutte le Amministrazioni statali. Questi gli obiettivi che la direttiva assegnava ai diversi uffici:

1) garantire un'informazione trasparente ed esauriente sul loro operato; 2) pubblicizzare e consentire l'accesso ai servizi promuovendo nuove relazioni con i cittadini; 3) ottimizzare l'efficienza e l'efficacia dei prodotti-servizi attraverso un adeguato sistema di comunicazione interna.

Per la prima volta, un provvedimento amministrativo sottolineava il ruolo strategico delle tecnologie (T.I.C) dell’informazione e della comunicazione:

“Nello svolgimento delle attività di comunicazione e informazione, così come nella costruzione degli assetti organizzativi delle loro strutture, le amministrazioni devono, inoltre, considerare centrali e decisivi gli strumenti interattivi della comunicazione on line (rete internet-intranet). I processi organizzativi devono, conseguentemente, essere ridisegnati in relazione all'esigenza di sviluppare modalità interattive di comunicazione interna ed interistituzionale nei confronti dei cittadini”.

La straordinaria evoluzione tecnologica in atto, può essere dunque una risorsa formidabile per migliorare e rendere sempre più efficiente la comunicazione all’interno dell’ istituto scolastico e con l’esterno, per una migliore organizzazione dell’Istituto e per mantenere un corretto rapporto fra tutti i protagonisti del progetto educativo della scuola. Far crescere in tutti i soggetti coinvolti una “cultura della rete”, valorizzare la nuova qualità informativa, condividere saperi ed obiettivi della scuola, porta ad essere consapevoli che il lavoro di ogni singolo è parte di un unico progetto educativo: il presente progetto nasce sulla base di tali consapevolezze.

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ANALISI DI CONTESTO

L’Istituto comprensivo “G. Galilei” opera in un territorio nel quale è presente la gran parte della struttura produttiva, artigianale e industriale, del Comune di Pesaro. Ha un bacino naturale di utenza costituito da quartieri periferici della Città di Pesaro: Villa Fastiggi e Villa Ceccolini. La scuola secondaria di 1° grado amplia il bacino di utenza ai quartieri di Borgo S. Maria e Candelara, territori del Comune di Pesaro ancor più decentrati rispetto alla città. Dall’anno scolastico 2003-2004 il bacino d’utenza della scuola secondaria di 1° grado si è ampliato al di fuori del territorio del Comune di Pesaro per la scelta di numerose famiglie di Osteria Nuova, Tavullia, Montelabbate e Montecchio di iscrivere i propri figli nella scuola “Galilei” nonostante la presenza, nei loro paesi, di una scuola secondaria di 1° grado. Nonostante tutte le località da cui provengono gli alunni dell’Istituto abbiano subito, nell’ultimo decennio, in maniera più o meno rilevante, un significativo cambiamento a seguito di nuovi insediamenti abitativi previsti dagli strumenti urbanistici del Comune di Pesaro, la struttura sociale del territorio che gravita sull’Istituto è rimasta

pressochè inalterata, con la presenza

prevalente di un ceto costituito da operai, artigiani e operatori del terziario tradizionale. Nel territorio ci sono centri di aggregazione per adolescenti, strutture sportive, una biblioteca di quartiere e le parrocchie svolgono un buon lavoro di aggregazione dei bambini e degli adolescenti attraverso le attività dei gruppi Scout e di altre associazioni; mancano però completamente centri culturali, luoghi di incontro e di aggregazione per i bambini più piccoli. L’Istituto gode di prestigio e di forte visibilità, della fiducia e della soddisfazione delle famiglie, di riconoscimenti che vengono dall’esterno, da più parti ed in particolare dal territorio in cui opera; nella realtà scolastica pesarese è un modello consolidato di riferimento.

L’Istituto Comprensivo “G.Galilei” è formato dai seguenti plessi: 1.

scuola dell’infanzia Il bosco incantato di Villa Ceccolini,

2.

scuola dell’infanzia Alice di Villa Fastiggi,

3.

scuola primaria Papa Giovanni XXIII di Villa Ceccolini,

4.

scuola primaria A. Gramsci di Villa Fastiggi,

5.

scuola secondaria di 1° grado G. Galilei di Villa Fastiggi.

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ANALISI DEI BISOGNI: DESCRIZIONE BISOGNI

Rilevati da

Trattamento dati e rintracciabilità • Anagrafici; •

Documenti di progetto;

Documenti didattici;

Dati valutativi;

Dati amministrativi;

Dati di monitoraggio;

D.Lgs.196/03 e SGQ

Accessibilità e visibilità di alcuni aspetti della realtà scolastica dell’Istituto e dei servizi;

Utenza interna ed esterna

Ottimizzazione Gestionale (comunicazione tra sede centrale e plessi dipendenti e viceversa);

Servizi Amministrativi, utenza interna ed esterna

Indicazioni date dalle visite Ispettive esterne dell’Istituto certificatore Certyquality;

Verbali visite ispettive esterne

Visibilità ed identità dell’Istituto

Dal territorio

Indicazioni del Collegio Docenti espresse nel POF Risorse disponibili • Finanziarie

Il POF, verbale n.3 del 13/09/2007 del Collegio Docenti Unitario Donazione privata Docente interno con competenze nella programmazione e gestione di sistemi informatici.

Competenze Professionali Interne

OBIETTIVI SPECIFICI DESCRIZIONE DEGLI OBIETTIVI •

Manutenzione/Aggiornameto del CMS dell’Istituto

Manutenzione del portale dedicato al personale interno all'interno del cms (area riservata)

• Manutenzione un server linux con tecnologia LAMP per la gestione dei backup di sistema ( backup dati postazioni segreteria) •

Manutenzione e verifica dei sistemi esistenti nell'istituto

• Aggiornamento procedure e/o applicativi software di supporto : •

Gestione Monitoraggi

Aggiornamento software scheda – (adeguamento riforma)

Passaggio al sistema di valutazione ABC ( sistema valutazione scheda online)

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STRATEGIE DESCRIZIONE DELLE STRATEGIE •

Responsabilità diffusa,definita,controllata,valutata;

Assegnazione mirata delle risorse umane tramite il rapporto competenze-obiettivi;

Promozione e diffusione di competenze;

Formazione in servizio del personale della scuola;

Sostegno all’uso delle T.I.C.;

AMBITI DI INTERVENTO DESCRIZIONE DEGLI AMBITI DI INTERVENTO 

Organizzazione :

migliorare le relazioni interne e ottimizzare i tempi di lavoro 

Comunicazione :

potenziare la rete di comunicazione interna ed esterna 

Documentazione :

sostenere la richiesta di documentazione dei processi in atto nella scuola sia nell’aspetto organizzativo che in quello educativo e didattico; 1.

migliorare la rintracciabilità dei documenti e dei dati

DESTINATARI • • •

Tutto il personale dell’Istituto Alunni Genitori Territorio

RISULTATI PREVISTI • • • • • • •

Facilitare la comunicazione interna; Migliorare la comunicazione esterna; Favorire lo scambio di esperienze ; Diffondere le buone pratiche; Rendere un servizio efficace ed efficiente all’utenza interna ed esterna; Migliorare le modalità di trattamento dati; Garantire la sicurezza del trattamento dei dati;

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RISORSE NECESSARIE PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO RISORSE

RISORSE

RISORSE

PROFESSIONALI

MATERIALI

FINANZIARIE

Dirigente scolastico

• Dominio e spazio Web dedicati • Software Open Source • Software commerciale • Software per lo sviluppo di nuove procedure • Accesso ad Internet • Hardware

Docente interno esperto Personale di segreteria: -DSGA -personale amministrativo Risorse esterne : - esperto in comunicazione e manutenzione web (web designer/web mainteiner) -Fornitori

Finanziamenti dal Ministero: • F.I.S. • Finanziamento per spese funzionamento Finanziamenti da Istituti di Credito Contributo volontario dei genitori Donazione privata

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DEFINIZIONE DELLE FASI OPERATIVE (PIANO DI PROGETTO) Fasi Tempi F.1 Manutenzione e ampliamento del Entro giugno 2012 sito Web: 1. Interfaccia grafica 2.

Chi le fa

Prof. Berardi BERARDO (Analisi,sviluppo, testing, manualistica, comunicazione )

Struttura dei menù di accesso alle informazioni

F. 2 Implementazione e messa in Entro giugno 2012 produzione di procedure software per la gestione dei backup del sistema informatico della segreteria

Prof. Berardi BERARDO (Analisi,sviluppo, testing, manualistica, comunicazione ) Sig. Iolanda Muccioli (testing, produzione, comunicazione)

F.3 Manutenzione area riservata

Prof. Berardi BERARDO (Analisi,sviluppo, testing, manualistica, comunicazione ) Sig. Iolanda Muccioli (testing, produzione, comunicazione) Prof. Berardi BERARDO (Analisi,sviluppo, testing, manualistica, comunicazione ) Responsabili dei Laboratori

F.4 Manutenzione

e

verifica

sistemi esistenti nell'istituto

Entro giugno 2012

dei Nell'arco dell'anno scolastico 2011/12

F.5 Aggiornamento/Manutenzione di procedure software di rete per il monitoraggio dei progetti F.6 Adeguamento alla riforma del software per la gestione dei documenti di valutazione quadrimestrali e di esame “Scheda Valutazione” Passaggio dal sistema locale a quello di rete F.7 Manutenzione nelle classi delle lavagne con tecnologia LIM Acquisto di nuove lavagne LIM

F.8 Formazione personale docente e ATA

Entro giugno 2012

Prof. Berardi BERARDO Personale amministrativo Figure di sistema

I tempi vengono definiti ogni volta che nasce una esigenza di tipo gestionale non ancora gestita o gestita solo in parte dalle procedure software già attive

Prof. Berardi Berardo (Analisi,sviluppo, testing, manualistica, comunicazione ) Sig. Iolanda Muccioli (testing, produzione, comunicazione)

Entro settembre 2011 ripristino dei sistemi danneggiati; successivamente, in base alle disponibilità finanziarie, verranno installate nelle altre classi ( tempi non ancora definibili) I tempi vengono definiti ogni volta che nasce una esigenza di tipo gestionale dovuta all’ aggiornamento delle procedure software già attive o a nuove procedure messe in produzione.

Dirigente scolastico

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DSGA Prof. Berardi Berardo

Prof. Berardi Berardo


Fase n.1 - Manutenzione e ampliamento del sito Web

TIPO DI ATTIVITA’ 1.

Analisi del sito web esistente

2.

Analisi delle caratteristiche tecnologiche necessarie per l'inserimento di nuove funzionalità;

3.

Rinnovo dominio e spazio Web dedicati;

4.

Progettazione struttura di implementazione

5.

Progettazione pagine dinamiche;

6.

Esame delle pagine web dedicate a particolari utenti (alunni, genitori, docenti, ATA

7.

Verifica della navigabilità

FATTORI DI QUALITA’ Facilità di navigazione Utilità per gli utenti Numero accessi

INDICATORI DI QUALITA’ Soddisfazione utenza Numero di accessi in crescita

Gradimento utenza

96

LIVELLI DI ACCETTABILI TA Trend in crescita delle visite

TEMPI DI MONITORAGGIO giugno 2013

STRUMENTI Verifica numero di visite.


Fase n.2 – Implementazione e messa in produzione di procedure software per la gestione dei backup del sistema informatico della segreteria INDICATORI DI QUALITA

FATTORI DI QUALITA

TIPO DI ATTIVITA’

Aggiornamento software sul secondo server;

Importazione dati delle postazioni di backup attraverso un software centralizzato

Facilità di utilizzo miglioramento del servizio

Sicurezza della procedura

LIVELLI DI ACCETTABILITA 0% errori

TEMPI DI VERIFICA

STRUMENTI

giugno 2013

Congruenza dei dati

Reperibilità dei dati e file

Fase n.3- Manutenzione area riservata

TIPO DI ATTIVITA’

FATTORI DI QUALITA’

INDICATORI DI QUALITA’

1.Manutenzione Area riservata sul CMS 2.Abilitazione nuovi utenti 3.Immissione dati 4. Attivazione servizi (portalepiattaforma)

Facilità di navigazione

Soddisfazione utenza

utilità per il personale numero accessi

5.Analisi per implementazione di nuove funzionalità

97

LIVELLI DI ACCETTABILITA’

Trend visite area pubblica trend visite area riservata 5 ingressi per persona (valore medio) in area riservata

TEMPI DI MONITORAGGIO

luglio 2013

STRUMENTI

Statistiche su web


Fase 4: Manutenzione e verifica dei sistemi esistenti nell'istituto TIPO DI ATTIVITA’

FATTORI DI QUALITA’

INDICATORI DI QUALITA’

LIVELLI DI ACCETTABILI TA

TEMPI DI VERIFICA

STRUMENTI

1. Analisi dei bisogni 2. Analisi delle caratteristiche tecnologiche necessarie per la soluzione dei problemi; 3. Reinstallazione software di base (S.O) e applicativi

Utilità per personale per l'utenza

il e

Soddisfazione utenza

75% (B + O)

Miglioramento dell'azione didattica

75% (B + O)

4. Testing dell'hardware. 5. Testing e debugging del software.

98

In base alla messa in produzione

Indicazione dirette dell’utenza interessata


Fase n.5 – Aggiornamento di procedure software di rete per il monitoraggio dei progetti INDICATORI LIVELLI FATTORI DI TIPO DI ATTIVITA’ DI DI QUALITA’ QUALITA’ ACCETTABILITA 1. Analisi dei bisogni Soddisfazione Utilità per il personale utenza 2. Analisi delle caratteristiche tecnologiche necessarie per Miglioramento Deframmental’aggiornamento applicativo; zione delle della 3. Acquisto (se necessario) di procedure produttività tecnologia software per velocizzare lo sviluppo. 4. Progettazione struttura su implementazione. 5. Creazione dei moduli software. 6. Testing e debugging del software. 7. Creazione manualistica di base per permettere all’utenza un più rapido utilizzo. 8. Messa in produzione.

99

TEMPI DI VERIFICA In base alla messa in produzione

STRUMENTI Indicazione dirette dell’utenza interessata


Fase n.6 – Adeguamento alla riforma del software per la gestione dei documenti di valutazione quadrimestrali e di esame “Scheda Valutazione” e passaggio dal sistema locale a quello di rete

TIPO DI ATTIVITA’ •

Analisi dei bisogni

Analisi delle caratteristiche tecnologiche necessarie per la sviluppo/aggiornamento applicativo;

Acquisto (se necessario) di tecnologia software per velocizzare lo sviluppo.

Progettazione struttura su implementazione.

Creazione dei moduli software.

Testing e debugging del software.

Creazione manualistica di base per permettere all’utenza un più rapido utilizzo.

Messa in produzione.

FATTORI DI QUALITA’ Utilità per il personale

INDICATORI DI QUALITA’

LIVELLI DI ACCETTABILITA’

TEMPI DI VERIFICA

Soddisfazione utenza

febbraio 2013

Miglioramento della produttività

giugno 2013

100

STRUMENTI

Indicazione dirette dell’utenza interessata


Fase n.7 – Manutenzione nelle classi di lavagne con tecnologia LIM

TIPO DI ATTIVITA’

FATTORI DI QUALITA’

INDICATORI DI QUALITA’

LIVELLI DI ACCETTABILITA

TEMPI DI VERIFICA

STRUMENTI

1. Analisi dei bisogni 2. Analisi delle caratteristiche tecnologiche necessarie; 3. Manutenzione hw e sw nelle classi dove sono implementate le LIM 4. Installazione dei moduli software se necessario

Utilità per il personale e per l'utenza

Soddisfazione utenza Miglioramento dell'azione didattica di classe

5. Acquisto di ricambi HW se necessario 6. Testing dell'hardware. 7. Testing e debugging del software. 8. Acquisto di tecnologia LIM

101

In base alla messa in produzione

Indicazione dirette dell’utenza interessata


Fase n.8 Formazione persona

TIPO DI ATTIVITA’

1. Analisi dei bisogni 2. Corsi di formazione su software specifici sviluppati e/o adottati dall’Istituto

FATTORI DI QUALIT A’ Utilità per il personale Ridurre i tempi di apprendimento

INDICATORI DI QUALITA’

LIVELLI DI ACCETTABILITA’

Soddisfazione utenza

75% (B + O)

Miglioramento della produttività

75% (B + O)

102

TEMPI DI MONITORAGG IO In base alla messa in produzione

STRUMENTI

Indicazioni dirette dell’utenza interessata


PROGETTO S.P.I.D.E.R. Allegato

n° 9

Progetto “Spider: gestione integrata dei disturbi specifici di apprendimento nelle scuole della Provincia di Pesaro e Urbino” "VORREI CHE........" Vorrei che la scrittura fosse leggera come una piuma, che semplice fosse l'ortografia ed avere una bella calligrafia. Vorrei che i numeri non fossero dispettosi, ma loro danzano giocosi, e il 63 agli occhi miei diventa un 36. Non so fare le divisioni e le altre operazioni? Ma a voi chi ve lo dice datemi una calcolatrice. Vorrei leggere esattamente, riconoscere le lettere velocemente, ma tutto si confonde nella mia mente. Voi siete capaci di leggere e imparare, a me serve la sintesi vocale. Vi chiedete tutto questo cosa sia? Non è colpa mia, si chiama DISLESSIA. Manuela

A cura di… Per la scuola: Cavalieri Stefania Gentilucci Daniela Mattioli Loretta Milanese Rosa Monti Cristina Palazzi Maruska Perugini Serena Ragnoni Ubaldo Rosati Gianna Per la sanità:

103


Marcelli Antonella Barzotti Anna Rita Diotalevi Giovanna Con la collaborazione di: Albanesi Elisabetta

PREMESSA VISTI •

l’art. 3 della Costituzione che sancisce il diritto di uguaglianza fra tutte le persone;

l’art. 34 della Costituzione che sancisce il diritto ai gradi più alti dell’istruzione per capaci e meritevoli;

la Legge n. 59/97 art. 21 che conferisce autonomia organizzativa e didattica alle Scuole di ogni ordine e grado;

il D.P.R. 275/99 art. 4 che prevede l’attivazione di percorsi didattici individualizzati al fine di promuovere la valorizzazione delle diversità e delle potenzialità a garanzia del successo formativo mediante l’attenzione ai ritmi di apprendimento individuali, all’uso di ogni forma di flessibilità/individualizzazione didattiche;

l’art. 10, comma 1, del D.P.R. n. 122/2009 riguardante la valutazione degli alunni con DSA;

le OO.MM. n. 40 del 2009 e n. 44 del 2010 relative agli esami di stato;

le note MIUR n. 4099 DEL 15.10.04, prot. n. 26/A/4 del 2005, n. 9509 del 30.10.09, n. 1787 dello 01.03.2005, l’O.M. n. 22 del 20.02.2006 concernenti iniziative relative alla dislessia;

la L. 170 dello 08.10.2010 recante nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico;

CONSIDERATO •

che gli alunni con disturbi specifici apprendimento (DSA) anche in pregresso disturbo specifico del linguaggio e/o comorbilità con problematiche comportamentali presenti nelle scuole del territorio sono in progressivo aumento;

che la complessità del fenomeno si accentua quando l’alunno con DSA accede alla scuola secondaria di I grado e, soprattutto, a quella di II grado;

che l’incidenza del fenomeno della dispersione scolastica in questa tipologia di studenti risulta essere elevata;

TENUTO CONTO che le scuole necessitano di strumenti adeguati per questi alunni e le loro famiglie;

104


SI CONVIENE La necessità di intervenire in modo integrato e interistituzionale al fine di sostenere il successo scolastico e formativo degli alunni con DSA in modo adeguato e funzionale ai bisogni in un’ottica di valorizzazione dei punti di forza.

SI STIPULA Il presente protocollo di buone prassi.

PROFILO 1.a DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA) La categoria dei Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento fa riferimento ai soli disturbi delle abilità scolastiche intesi come disturbi che interessano uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale, in particolare: •

Dislessia;

Disortografia;

Disgrafia;

Discalculia.

“…I D.S.A. limitano l’utilizzo della capacità di lettura di scrittura e di calcolo, ostacolano il pieno sviluppo delle potenzialità dell’individuo e compromettono l’equilibrio psicologico individuale e familiare della persona…” [Legge regionale 19 Novembre 2012 n°32 art. 1] La compromissione dell’abilità specifica deve essere significativa ovvero inferiore a -2ds dai valori normativi attesi per l’età o la classe frequentata (qualora questa non coincida con l’età del bambino). Il livello intellettivo deve essere nei limiti di norma che significa un Quoziente Intellettivo (QI) non inferiore a -1ds (1ds = 15) dal valore medio di 100, equivalente a un valore di 85 di QI rispetto ai valori medi attesi per l’età. Tutti i DSA sono disturbi di natura neurobiologica, per cui presentano familiarità, evolutivi quindi, nelle diverse fasi evolutive dell’abilità considerata, si presentano con una diversa espressività, e associati quasi sempre ad altri disturbi definiti comorbilità. I DSA si distinguono dai Disturbi di Apprendimento (DA). I DA non sono categorizzabile come specifici da cui la denominazione di Disturbi ASpecifici di Apprendimento. I DA vengono diagnosticati in presenza di altre patologie o anomalie, sensoriali, neurologiche, cognitive e psicopatologiche, che normalmente costituiscono criteri di esclusione per la diagnosi di DSA; il QI nel DA è inferiore a 85.

105


Disturbo specifico di lettura: dislessia evolutiva È il disturbo specifico di decodifica della lettura per cui, una volta appreso la tecnica del leggere, non si realizza il processo di automatizzazione del processo e la lettura, rimanendo non corretta, fluente e lenta, risulta inefficace. Disturbo specifico della comprensione del testo scritto La Consensus Conference, sulla base di vari studi in ambito internazionale, invita a considerare

anche

l’accezione

di

disturbo

della

comprensione

del

testo

scritto

indipendente sia dai disturbi di comprensione da ascolto sia dagli stessi disturbi di decodifica. Disturbi specifici di scrittura: disortografia e disgrafia La disortografia o deficit nei processi di cifratura riguarda la componente di natura linguistica dell’abilità della scrittura mentre la disgrafia o deficit nei processi di realizzazione grafica riguarda la natura motoria del processo. Il Disturbo di Scrittura è quasi sempre associato alla dislessia e/o altri disturbi specifici. Disturbi specifici del calcolo (discalculia) Il Disturbo del Calcolo o Discalculia presenta 2 diversi profili. Nel primo profilo si ha debolezza nella strutturazione cognitiva delle componenti di cognizione numerica o intelligenza numerica basale per cui risultano carenti delle abilità di subitizing, dei meccanismi di quantificazione, comparazione, seriazione e strategie di calcolo a mente. Nel secondo profilo si ha una debolezza nelle procedure esecutive riguardanti la lettura, scrittura e incolonnamento numerico e nel calcolo riferito sia al recupero dei fatti numerici sia agli algoritmi del calcolo scritto. Il Disturbo del Calcolo può presentarsi in isolamento o più tipicamente in associazione con altri disturbi specifici. Gli studi fin ora condotti fanno supporre l’esclusione, fra i disturbi specifici del calcolo, le difficoltà di soluzione dei problemi matematici fermo restando la considerazione che un soggetto con dislessia ha difficoltà nel risolvere problemi a causa della difficile decodifica del testo del problema stesso.

1.b COMORBILITÀ Le comorbilità, da intendersi come contemporaneità o concomitanza di più disturbi in assenza di una relazione causale o monopatogenetica tra gli stessi, sono molto frequenti nei casi di DSA e determinano una marcata eterogeneità dei profili funzionali dei soggetti. In particolare si evidenzia un’alta presenza di comorbilità con le seguenti condizioni cliniche: •

disprassie;

disturbi del comportamento;

106


disturbi dell’umore;

disturbi d’ansia;

deficit da attenzione e iperattività (ADHD).

Le manifestazioni precitate non sempre sono comorbilità ma conseguenze dell’esperienza [vissuto] del disturbo il clinico pertanto, data la rilevanza diagnostica e terapeutica della differenza, deve operare un diagnosi differenziale fra le due condizioni. 1.c EVOLUZIONE E PROGNOSI La prognosi dei DSA può dipendere da diversi fattori non necessariamente correlati: •

evoluzione a distanza dell’efficienza del processo di lettura, scrittura e calcolo;

qualità dell’adattamento;

presenza di comorbilità;

livello di prestazione scolastica

gravità iniziale;

tempestività della diagnosi e dell’intervento;

livello cognitivo e metacognitivo individuale;

l’associazione di difficoltà nelle tre aree (lettura, scrittura, calcolo);

il contesto socio-ambientale;

le strategie metodologico-didattiche utilizzate dai docenti in classe

1. INDIVIDUAZIONE PRECOCE E DIAGNOSI 2.a SCREENING E SEGNI PRECOCI Gli screening degli indicatori di rischio sono da condurre già dall’inizio dell’ultimo anno di Scuola dell’Infanzia dagli insegnanti. In età prescolare, sono da ritenersi segni precoci: •

le difficoltà nelle competenze comunicativo-linguistiche, motorioprassiche, uditive e visuospaziali soprattutto in presenza di una anamnesi familiare positiva.

All’inizio della Scuola primaria, sono da ritenersi indicatori di rischio per la lettura e scrittura: •

le difficoltà nell’associazione grafema-fonema e/o fonema-grafema;

il mancato raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura;

l’eccessiva lentezza nella lettura e scrittura;

l’incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile;

per il calcolo: •

l’incapacità a riconoscere piccole quantità;

la difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri entro il dieci;

la difficoltà nel calcolo orale entro la decina, anche con supporto concreto.

107


Al termine della classe II della Scuola Primaria è da effettuarsi lo screening per tutti gli alunni fermo restando l’obbligo a effettuare lo screening individuale per casi specifici (bambini con familiarità, situazioni di bilinguismo, …). Particolare attenzione va posta ai bambini bilingui, sospetti di DSA, in quanto le prove standardizzate debbono essere valutate con criteri qualitativi e non quantitativi, come di prassi. 2.b STRUMENTI PER LO SCREENING PRECOCE A SCUOLA Per effettuare lo screening precoce si utilizzano le prove standardizzate a uso della Scuola secondo le indicazioni della Consensus Conference (2007). 2.c DIAGNOSI CLINICO-FUNZIONALE La diagnosi clinico-funzionale deve essere formulata secondo le linee guida della Consensus Conference (2007) alla fine del 2° anno della scuola primaria per la lettura e scrittura e del 3° anno di scuola primaria per il calcolo. Per bambini con profili funzionali già compromessi al 1° anno della scuola primaria in presenza di altri specifici indicatori diagnostici come un pregresso disturbo del linguaggio o familiarità accertata è possibile anticipare la diagnosi o comunque è ragionevole ipotizzarla prevedendo momenti di verifica successivi. Per formulare la diagnosi clinico-funzionale si somministrano le prove standardizzate ai sensi della precitata Conferenza relativamente alla valutazione cognitiva e ai disturbi specifici. Per il disturbo specifico di lettura, oltre ai criteri generali relativi a tutta la categoria dei DSA, è necessario somministrare prove standardizzate a più livelli ovvero lettere, parole, nonparole. La diagnosi deve riportare i valori significativi delle specifiche compromissioni rilevate:

1. Lettura •

velocità che si intende significativa per un valore inferiore a -2ds;

accuratezza che si intende significativa per un valore inferiore al 5° percentile.

2. Scrittura (processi di realizzazione grafica) •

fluenza che si intende significativa per un valore inferiore a -2ds;

analisi qualitativa del tratto grafico.

3. Scrittura (processi di cifratura, di natura linguistica) •

correttezza che si intende significativa per un valore inferiore al 5° percentile.

4. Calcolo •

rapidità che si intende significativa per un valore inferiore a -2ds;

correttezza che si intende significativa per un valore inferiore a -2ds.

108


Nella diagnosi clinico-funzionale va riportato anche il risultato del livello intellettivo che deve essere NON inferiore a 85. 2. INTERVENTO 3.a RIABILITAZIONE È, in generale, il processo di soluzione dei problemi nel corso del quale si porta una persona a raggiungere il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale, con la minor restrizione possibile delle scelte operative. La riabilitazione si pone come obiettivi: •

la promozione dello sviluppo di una competenza non comparsa, rallentata o atipica;

il recupero di una competenza funzionale che per ragioni patologiche è andata perduta;

la possibilità di reperire formule facilitanti e/o alternative.

Riferita ai disturbi apprendimento (difficoltà di lettura, scrittura e calcolo) può essere intesa come l’insieme di interventi individuati nel progetto terapeutico. Pur essendo competenza degli operatori sanitari richiede la collaborazione della famiglia e della Scuola, secondo le proprie specificità e finalità. 3.b ABILITAZIONE È, in generale, l’insieme degli interventi volti a favorire l’acquisizione ed il normale sviluppo e potenziamento di una o più funzioni. Riferita ai disturbi di apprendimento (difficoltà di lettura, scrittura e calcolo) può essere intesa come l’insieme degli interventi di carattere sia educativo sia didattico. È competenza della Scuola e del personale educativo opportunamente formato, in collaborazione con il personale sanitario e la famiglia. Si realizza mediante l’individuazione, l’uso e l’applicazione delle strategie e degli strumenti compensativi nonché delle misure dispensative.

3.c STRATEGIE E STRUMENTI COMPENSATIVI - MISURE DISPENSATIVE Con i termini “strategie e strumenti compensativi” nonché “misure dispensative” si intende tutto ciò che offra pari opportunità di successo scolastico all’alunno con DSA mediante una partecipazione autonoma e rispettosa della dignità personale alle attività scolastiche tali da evitare il condizionamento dovuto al disturbo. Le strategie, gli strumenti e le misure rappresentano pertanto, i fondamenti per garantire pari opportunità di successo scolastico a questi alunni, unitamente al processo di normalizzazione della didattica personalizzata ovvero utilizzando per tutta la classe, per quanto possibile, strumenti e strategie compensativi. Sono strumenti compensativi:

109


tutti i tipi di formulari;

tutti i tipi di tabella con indicatori cronologici (mesi, anni, ...);

le mappe concettuali riepilogative sia per la produzione scritta che orale;

le presentazioni in power point sia per la produzione scritta che orale;

il computer con sintesi vocale e programmi di video scrittura;

gli schemi di sviluppo per le produzioni scritte;

i vocabolari digitali;

la tavola pitagorica;

le tabelle delle operazioni;

le unità di misura;

le tavole delle scomposizioni in fattori primi;

tutte le immagini di rinforzo semantico per la comprensione del testo sia in lingua italiana che straniera;

i libri digitali;

i libri con testo ridotto;

ogni altro strumento didattico che permetta la partecipazione autonoma e offra possibilità di successo.

Sono strategie compensative: • •

ridurre la quantità di consegne a casa; supportare (rinforzare) la didattica con sussidi audiovisivi e immagini (cd, computer, registratore, video…);

• •

scrivere alla lavagna in stampato maiuscolo; assicurarsi, nel caso di copiatura di testi, che tutti gli alunni abbiano terminato di copiare, prima di procedere con un’altra attività;

fornire materiali da copiare, scritti su un foglio da tenere sul banco;

predisporre testi scritti utilizzando i caratteri senza grazie, preferibilmente il verdana

o

l’arial,

di

dimensione

14/16,

interlinea

almeno

1,5,

senza

giustificazione; •

avvicinare e incoraggiare l’alunno all’uso delle nuove tecnologie (SCUOLA PRIMARIA);

insegnare a TUTTI gli alunni l’uso della tastiera del computer con il sistema delle 10 dita, anche se non tutti gli esperti condividono questo punto; SCUOLA PRIMARIA O COMUNQUE ENTRO LA CLASSE I SCUOLA SEC. IGRADO);

consentire l’uso di tutti gli ausili tecnologici e non (DOPO GLI 11 ANNI);

consentire l’utilizzo degli strumenti compensativi e delle misure dispensative durante le verifiche;

110


far utilizzare, compatibilmente con la disponibilità delle attrezzature scolastiche, strumenti tecnologici a tutta la classe;

non pretendere lo studio mnemonico;

non richiedere tempi di attenzione continui troppo lunghi, concedendo brevi pause di riposto;

predisporre periodicamente percorsi sulle abilità di studio mediante tecniche metacognitive;

programmare le interrogazioni con l’alunno;

consentire verifiche scritte e orali con l’ausilio di schemi o mappe sintetiche;

fare in modo che i ragazzi si confrontino sui propri metodi di studio;

cercare di organizzare lo spazio in modo intenzionale, con punti di riferimento precisi

Sono misure dispensative: •

evitare la dettatura in generale con particolare attenzione a quella delle consegne per casa;

evitare la lettura ad alta voce (a meno che sia l’alunno stesso a farne richiesta espressamente);

evitare di spiegare o illustrare argomenti mentre gli alunni sono impegnati a ricopiare materiali;

evitare la copiatura dalla lavagna;

evitare la raccolta di appunti senza strumenti facilitatori come mappe con parole chiave o schemi o illustrazioni, …;

evitare la scrittura del testo senza computer (DOPO GLI 11 ANNI);

evitare i calcoli aritmetici utilizzando la calcolatrice (DOPO GLI 11 ANNI);

evitare l'uso di cartine mute;

evitare le verifiche non strutturate tipo domande aperte.

3. PERCORSO DELL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA 4.a AZIONI DELLA SANITA Screening precoce dei casi PEDIATRA O MEDICO DI MEDICINA GENERALE •

Rileva i possibili indicatori di rischio di DSA, soprattutto in presenza di una anamnesi familiare positiva.

Indirizza

la

famiglia

presso

il

centro

sanitario

pubblico

o

accreditato

territorialmente competente. •

Chiede alla famiglia di informare la scuola dell’avviato accertamento diagnostico qualora questa non sia già coinvolta nell’individuazione del caso sospetto.

111


Accertamento diagnostico OPERATORE DELLE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE O PRIVATE CONVENZIONATE •

Riceve dalla famiglia la relazione elaborata dalla Scuola nel caso questa abbia rilevato il bisogno che dà l’avvio all’accertamento diagnostico.

Effettua la valutazione neuropsicologica utilizzando il protocollo diagnostico indicato dalla Consensus Conference (2007) relativamente alla valutazione cognitiva e delle abilità specifiche.

Definisce la diagnosi clinico-funzionale secondo il modello di certificazione per Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) ai fini dell’applicazione delle misure previste dalla legge 8/11/2010 n°170.

Comunica ai genitori la diagnosi clinico-funzionale che trasmette, in copia cartacea al pediatra o al medico di medicina generale, per il tramite della famiglia.

Presa in carico •

Definisce il progetto terapeutico e/o riabilitativo

Partecipa, se necessario, all’incontro di avvio della presa in carico per illustrare la diagnosi clinico-funzionale e le linee generali del progetto terapeutico ai fini dell’accoglienza e della personalizzazione del percorso

Partecipa, se necessario, agli incontri per la personalizzazione del percorso dell’alunno e ad eventuali altri incontri in itinere che si possono rendere necessari.

Fornisce consulenza anche a distanza, quando è necessario, su richiesta della scuola e/o dell’utenza (famiglia alunno).

4.b AZIONI DELLA SCUOLA Azioni didattiche di prevenzione DIRIGENTE •

Garantisce che nelle classi venga attuata una didattica inclusiva

GRUPPO TECNICO SCOLASTICO •

Fornisce il supporto metodologico e i materiali ai consigli di classe

Cura l’aggiornamento del POF la con riferimento ai disturbi specifici di apprendimento

DOCENTI DI CLASSE •

Rendono la didattica di classe accessibile e inclusiva mediante l’inserimento di:

- laboratori ludico-espressivi di recupero/consolidamento della competenza linguistica e dei prerequisiti essenziali (SCUOLA DELL’INFANZIA); - azioni di recupero/consolidamento meta-fonologico e di abilità di base (CLASSI I E II DELLA SCUOLA PRIMARIA);

112


- tutte le strategie e gli strumenti compensativi necessari per rendere accessibile a tutti l’attività di apprendimento, indipendentemente dalla presenza di alunni con DSL/DSA (TUTTI I GRADI/ORDINI DI SCUOLA). [Si vedano le “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA”, allegate al decreto ministeriale 12/07/2011] Screening precoce dei casi DIRIGENTE • •

Vigila e garantisce la precoce rilevazione dei casi. Chiede alla famiglia di informare il pediatra o il medico di medicina generale dell’avviato accertamento qualora questi non sia già coinvolto nella situazione specifica.

GRUPPO TECNICO SCOLASTICO •

Collabora con i consigli di classe per la rilevazione precoce dei casi sospetti.

Supporta i consigli di classe nella fase di osservazione/rilevazione dei casi e nelle operazioni di screening, svolgendo le operazioni stesse;

Sostiene

le

azioni

di

accompagnamento

delle

famiglie

all’accertamento

diagnostico, in collaborazione con i docenti di classe; •

Raccoglie i dati delle osservazioni e li elabora ai fini del percorso di accertamento diagnostico da parte dei clinici;

Consegna i risultati dello screening alla famiglia, mediante il coordinatore di classe, da presentare in sede di accertamento diagnostico su apposito modulo predisposto;

DOCENTI DI CLASSE • •

Rilevano i segni precoci in età prescolare (SCUOLA DELL’INFANZIA). Rilevano, attraverso lo screening precoce, i casi sospetti nelle classi I (non prima del mese di aprile) e II utilizzando gli strumenti previsti dal Protocollo (SCUOLA PRIMARIA).

Rilevano casi sospetti ogni qual volta si presentino utilizzando gli strumenti previsti dal Protocollo (DALLA CLASSE III PRIMARIA FINO AL TERMINE DELLA SCOLARIZZAZIONE).

Attuano percorsi di recupero/consolidamento sui casi sospetti individuati (TUTTI I GRADI/ORDINI DI SCUOLA).

Contattano il dirigente scolastico e il Gruppo tecnico per l’informazione della famiglia e, nel passaggio di ordine/grado, per riferire sui casi a rischio non ancora inviati all’accertamento (TUTTI I GRADI/ORDINI DI SCUOLA).

113


Avviano

l’accertamento

diagnostico

qualora,

dopo

i

percorsi

di

recupero/consolidamento, permangano le difficoltà (TUTTI I GRADI/ORDINI DI SCUOLA). •

Accompagnano la famiglia all’accertamento diagnostico in collaborazione con il dirigente e il Gruppo Tecnico Scolastico (TUTTI I GRADI/ORDINI DI SCUOLA).

Presa in carico DIRIGENTE •

Acquisisce agli atti la diagnosi protocollata in segreteria.

Accoglie la famiglia all’atto della consegna della diagnosi.

Attiva i contatti con i docenti di classe e li informa in collaborazione con il Gruppo Tecnico Scolastico.

Vigila sull’applicazione di quanto previsto dal protocollo.

Garantisce gli incontri integrati famiglia-scuola-sanità per individuare le scelte necessarie per l'integrazione.

SEGRETERIA •

Protocolla la diagnosi consegnata dalla famiglia nel rispetto del regolamento d’Istituto per la tutela e gestione dei dati sensibili.

Predispone il fascicolo contenente tutta la documentazione dell'alunno da inserire

nell'apposito

archivio

predisposto

per

i

casi

di

DSA

e

ne

cura

l’aggiornamento. GRUPPO TECNICO SCOLASTICO •

Collabora con il Dirigente all’avvio della presa in carico.

Partecipa agli incontri di personalizzazione del percorso didattico educativo degli alunni.

Fornisce in itinere il necessario supporto didattico-metodologico ai docenti di classe.

Collabora all’aggiornamento dell’archivio dei fascicoli degli alunni.

Gestisce l’utilizzo degli strumenti e degli ausili.

DOCENTI DI CLASSE •

NON ricevono le diagnosi o altra documentazione clinica dalla famiglia ma, eventualmente, indirizzano gli interessati dal Dirigente.

Analizzano, sia individualmente che collegialmente, la diagnosi con il supporto del Gruppo Tecnico Scolastico o dello specialista che l’ha formulata nel rispetto del regolamento d’Istituto per la tutela e gestione dei dati sensibili.

Individuano le migliori condizioni per l’inserimento dell’alunno con particolare attenzione a situazioni diagnosticate al passaggio di ordine/grado (accoglienza).

114


Curano con attenzione i progetti di continuità al passaggio di ordine e grado dell’alunno

Pongono

massima

attenzione

all’orientamento

scolastico

dell’alunno

per

valorizzarne i punti di forza nel rispetto dei bisogni •

Effettuano la ricognizione degli strumenti e degli ausili della scuola o in possesso dell’alunno

anche

in

collaborazione

con

il

Gruppo

tecnico

al

fine

della

le

necessarie

personalizzazione del percorso scolastico. •

Personalizzano

le

scelte

didattico-educative,

individuano

compensazioni e dispense e adeguano il carico di lavoro sia a scuola che a casa. •

Stabiliscono i criteri di valutazione ai sensi dell’articolo 10 del DPR 122/09 sulla base dei punti di forza e nel rispetto dei bisogni specifici, inserendoli in tutte le programmazioni disciplinari.

Elaborano

il

Piano

Didattico

personalizzato

(PDP)

che

contiene

le

personalizzazionidelle scelte educativo-didattiche di classe, le compensazioni e le dispense, l’adeguamento del carico di lavoro a casa ratificandolo in sede di Consiglio di Classe/Interclasse. •

Attuano le scelte effettuate in coerenza con quanto programmato, verificandone l’efficacia.

4.c AZIONI DELL’UTENTE (famiglia o chi esercita la patria potestà – alunno, se maggiorenne) Screening precoce dei casi •

Informa i docenti coordinatori di classe su eventuali difficoltà riscontrate nel proprio/a figlio/a.

Si rende disponibile per i percorsi di approfondimento ed osservazione necessari qualora i docenti informino di eventuali difficoltà rilevate.

Accertamento diagnostico •

Si presenta nelle strutture sanitarie pubbliche o private convenzionate deputate alla valutazione per l’accertamento diagnostico sia pubblici che accreditati.

Consegna ai clinici il risultato delle osservazioni ricevute dalla scuola.

Partecipa al colloquio di restituzione della diagnosi clinico-funzionale.

Presa in carico •

Si impegna a partecipare alle azioni previste dall’eventuale progetto terapeutico e/o riabilitativo.

Consegna la diagnosi al pediatra o al medico di medicina generale

Consegna la diagnosi in segreteria per protocollarla e incontra il Dirigente.

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Collabora con la scuola fornendo le indicazioni utili per favorire l’accoglienza e l’integrazione.

Partecipa agli incontri previsti in itinere

Si impegna a garantire continuità al percorso scolastico personalizzato nello svolgimento delle consegne a casa.

4.d VALUTAZIONE SCOLASTICA Ai fini della valutazione si ricorda che, la personalizzazione del percorso scolastico mediante l’uso di strategie e strumenti compensativi e di misure dispensative, non costituisce una facilitazione che inficia la valutazione degli apprendimenti ma determina pari opportunità di successo scolastico, dovere di tutti i docenti e diritto di tutti gli alunni. Pertanto, la valutazione dell’alunno con DSA rientra nei normali criteri e parametri di qualsiasi alunno.

L’uso di strumenti compensativi e misure dispensative permette una valutazione corretta dell’alunno, senza essere condizionata dal disturbo (effetto alone). “Dalle linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA” allegate al Decreto ministeriale 12/07/2011

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DIAGRAMMA SCHEMATICO DEI PASSI PREVISTI DALLA LEGGE 170/2010 PER LA GESTIONE DEI DSA

SCUOLA

FAMIGLIA

SERVIZI

Interventi di identificazione precoce casi sospetti

Attività di recupero didattico mirato

Persistenti difficoltà

Comunicazione della scuola alla famiglia

Richiesta di valutazione

Iter diagnostico

Diagnosi -> documento di certificazione diagnostica

Comunicazione della famiglia alla scuola

Provvedimenti compensativi e dispensativi – Didattica e valutazione personalizzata

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ALLEGATO 10 PROGETTO “LE STRADE DELLA CONOSCENZA”

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POF 2012/13  

POF 20112 2013 ICS G. GALILEI (PU)