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Hotel Ortensia ***

Isola di Ponza

Un’oasi di bellezza e ospitalitĂ

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Hotel Ortensia *** Via Piscine Naturali, LocalitĂ Le Forna 04027 Ponza (LT) tel.0771/808922 fax. 0771/808365 www.hotelortensia.it e-mail: ortensiahotel@gmail.com

La Direzione dell’Hotel Ortensia vi porge un caloroso benvenuto. Per utilizzare al meglio i servizi offerti dall’isola e dal nostro albergo, vi suggeriamo alcune informazioni che potranno essere utili durante la vostra permanenza. Ringraziandovi per aver scelto il nostro Hotel e restando a disposizione per soddisfare ogni vostra richiesta, vi auguriamo un piacevole soggiorno.

Daniele e Giovanna


Hotel Ortensia * * *

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i troviamo a 5 Km dal porto e più precisamente in località Le Forna, dove un tempo erano attive cave di caolino e di bentonite, un materiale raro utilizzato in molti campi tra cui quello delle perforazioni petrolifere, in campo farmaceutico e nelle pregiate ceramiche di Capodimonte. La frazione di Le Forna fu popolata per volontà dei Borboni di Napoli nel 1772, con coloni provenienti da Torre del Greco che si dedicarono prevalentemente alla pesca, in cui hanno raggiunto grande abilità e in cui ancora oggi molti sono impegnati. L’HOTEL ORTENSIA 3 stelle, è uno dei pochissimi alberghi dell’isola di Ponza a pochi passi dal mare e lontano dal frenetico trambusto estivo che caratterizza la zona del porto. L’invidiabile posizione offre allo sguardo l’incantevole baia delle Piscine Naturali, raggiungibile in soli 10 minuti a piedi, e sul filo dell’orizzonte il profilo della splendida isola di Palmarola. Dalle terrazze dell’Hotel è possibile ammirare spettacolari tramonti che vi regaleranno piacevoli emozioni.

Le 27 camere dell’albergo situate su 3 piani, caratterizzati da un piacevole colore pastello che si integra perfettamente con lo stile mediterraneo dell’isola, sono arredate con gusto, con mobili in mogano in stile marinaro. Sono dotate dei comfort necessari per rendere il vostro soggiorno a Ponza il più gradevole possibile: bagno privato, aria condizionata, tv, minifrigo, cassetta di sicurezza, telefono con linea diretta. Quasi tutte dispongono di balcone o ampio terrazzo con meravigliosa vista mare.

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Il Nostro Ristorante 4

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l Ristorante ORTENSIA, fondato dalla Sig.ra Ortensia nel 1946, è oggi gestito da suo figlio Daniele e da sua moglie Giovanna che, con cordiale disponibilità, renderanno il vostro soggiorno molto piacevole, accogliendovi in un’atmosfera calda e raccolta. Il menù del Ristorante, rinnovato con nuove e creative ricette, ha saputo però mantenere saldi i legami con gli antichi sapori ponzesi: tradizione, semplicità e gusto, sono infatti la perfetta combinazione della loro cucina che unisce sapori delicati a profumi intensi di mare.

La vista dalla terrazza-ristorante, che spazia sui tramonti rosso fuoco sull’isola di Palmarola, rappresenta una cornice perfetta e un incredibile scenario in cui immergersi. Un panorama mozzafiato che renderà ancora più piacevole le vostre serate. L’hotel Ortensia permette di scegliere tra pernottamento e prima colazione, (B&B), mezza pensione o menù “à la carte”


L’Isola di Ponza

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onza è la maggiore delle Isole Ponziane e, insieme a Palmarola, Zannone, Gavi, Ventotene e S.Stefano, formano l’omonimo arcipelago. È situata al centro del Mediterraneo di fronte al promontorio di S. Felice Circeo, da cui dista circa 16 miglia. La sua costa è molto frastagliata e gran parte delle spiagge sono di sassi levigati, composti da caolino e tufo e caratterizzate da sfumature di colori variegati e suggestivi, che stanno a confermare l’origine vulcanica dell’isola. La sua posizione al centro del Tirreno, ne fece sin dall’antichità una tappa per approvvigionamenti per le colonie greche, già impegnate nelle rotte commerciali tra Ischia e l’isola d’Elba. Tracce archeologiche che attestano la presenza greca sull’isola, sono state trovate nelle tombe a ipogeo sulla collina Guarini che si protende a strapiombo sulla spettacolare spiaggia di Chiaia di Luna. Ai greci, seguirono i Volsci che per almeno tre secoli, contrastarono l’espansione dei romani, ma da cui furono sconfitti ad Anzio. I Romani allora elessero Ponza a centro importante, migliorandone le infra-

strutture portuali e lo stesso abitato. Ponza fu trasformata, poi, dagli stessi Romani in luogo d’esilio, allorché decisero di punire e allontanare alcuni membri delle famiglie imperiali, a causa degli scandali che avevano provocato a Roma. Essi furono fatti alloggiare in lussuose ville, i cui resti sono evidenti nel “Murenaio” o “Grotte di Pilato”, un complesso sistema di piscine collegate da canali per il ricambio delle acque, in cui erano allevate pesci pregiati e murene. Oggi i resti di Punta Madonna confermano l’imponente struttura di una villa di epoca augustea. Le opere di maggior pregio di epoca romana sono: il tunnel che conduce ancora oggi alla spiaggia di Chiaia di Luna, lungo circa 170 metri, dalle pareti in OPUS RETICOLATUM” e la cui illuminazione è garantita da ampi lucernari,; un imponente acquedotto, oggi in parte in rovina, che convogliava l’acqua da Cala Inferno fino all’altra villa augustea di S.Maria, attraverso un sistema di cunicoli che provvedeva a fornire acqua anche alla zona del Porto grazie a numerose cisterne. Testimonianze notevoli sono anche le necropoli. Dopo la caduta dell’Impero Romano Ponza e le sue isole furono abitate da colonie di monaci, prima benedettini, poi cistercensi, che eressero un monastero in località S.Maria e uno sull’isola di Zannone. Nei secoli terribili

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dell’alto medioevo le isole furono prede delle scorrerie dei Saraceni che tradussero schiavi molti abitanti, fino al totale dominio nell’845. Questo costrinse a fuggire anche i monaci di Zannone, dopo quelli di S.Maria. Nel corso dei secoli Ponza e le altre isole furono quasi del tutto spopolate, fino a quando, nel 1734, divennero dominio del Re di Napoli Carlo III di Borbone. Fu questo re, infatti, a volere la colonizzazione e il ripopolamento di Ponza e di Ventotene. Ponza ebbe i primi coloni provenienti da ISCHIA, che si stanziarono nel versante sud, e poi, circa quaranta anni dopo, altre famiglie provenienti da Torre del Greco, si stabilirono nella parte nord, creando la frazione di “Le Forna”. Furono infatti i Borboni a volere la realizzazione di importanti infrastrutture, ancora oggi efficienti, come il bellissimo porto in stile vanvitelliano, iniziato nel 1775, e affidato al maggiore del genio civile Antonio Winspeare, assistito dall’ing. Francesco Carpi. Porto oggi considerato da Folco Quilici come il più bello del Mediterraneo. I primi coloni, pur prevalentemente agricoltori, riuscirono in poco tempo a dominare il mare, diventando tra i migliori pescatori e naviganti d’Italia, e dando vita ad una importante flotta che percorreva non solo il Tirreno, ma che si spingeva fino in To-

scana e in Sardegna, e arrivando persino in Tunisia, dove sull’isola della Galite, crearono una numerosa colonia ponzese. Da qui i nostri pescatori, bravissimi nella pesca del corallo e delle aragoste, fornivano i mercati di Marsiglia e quindi direttamente Parigi durante gli anni della belle époque. Lo sviluppo di Ponza subì un grave arresto a causa di una serie di crisi economiche, ma dopo la breve parentesi napoleonica e inglese, l’isola tornò lentamente a rifiorire. Un triste destino però è associato ancora al nome di Ponza: quello di isola confinaria, e “luogo di relegazione” per i personaggi avversi al potere. Prima con la Corona Sabauda, poi con il regime fascista, numerosi furono qui relegati. Tra i tanti qui confinati per volontà di Mussolini vi fu anche, quello che diventerà poi, Presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini. Per una sorte di legge del contrappasso, anche Mussolini alla fine di agosto del 1943 vi fu costretto in prigionia, prima di essere trasferito al Gran Sasso. Il dopoguerra fu difficile e ricco di cambiamenti. Le condizioni di vita precaria indussero molti ponzesi ad emigrare negli U.S.A.. Negli anni dopo la seconda guerra mondiale l’emigrazione apparve come una soluzione ai problemi di sovrappopolamento dell’isola e alla conseguente scarsità di opportunità lavorative, da sempre legate alla pesca. Solo dagli anni cinquanta del Novecento si tenta la via del turismo. Ponza, anche se godeva di una fama triste, conquistò subito migliaia di turisti, incantati dal suo mare cristallino, dalle splendide calette e dai suoi imponenti faraglioni. Divenne così in breve meta apprezzatissima per i villeggianti di tutta Italia e anche d’Europa.


Dove andare L’HOTEL ORTENSIA si affaccia sulla baia di Cala Feola. Il nome deriva da una famiglia che in epoca borbonica, agli inizi del Settecento, ebbe in enfiteusi questa parte dell’isola. Le bianche scogliere tufacee di Cala Feola fino alla fine degli anni Quaranta

erano dominio delle foche monache che qui venivano a prendere il sole. Il grazioso porticciolo dei pescatori che chiude oggi la baia alle onde di ponente è stato realizzato agli inizi degli anni Sessanta. Le scogliere di Cala Feola, tra le più apprezzate e frequentate dell’isola, offrono uno scenario fantastico e sono raggiungibili a piedi in pochi minuti.

È possibile accedere al mare in tre punti: LE PISCINE NATURALI, LA CALETTA E CALA FEOLA. Le PISCINE NATURALI (scogli attrezzati) sono il residuo di bocche eruttive secondarie del vulcano di Cala Inferno, oggi vere piscine marine, modellate dal mare e dal vento. Viste dall’alto, si presentano appunto come due vasche in cui il mare penetra e le rende molto suggestive grazie anche a due grotte-passaggi e da un’ampia scogliera bianca di tufo che, nei mesi estivi, ospita numerosi bagnanti che vogliono godersi le sue acque limpide e cristalline, i fondali vari e ricchi di vita e la macchia mediterranea con i suoi profumi e colori. Come ci si arriva: uscendo dall’hotel e proseguendo a sinistra, in direzione Forna Grande, sulla strada carrabile per 80 metri circa, sulla destra un sentiero con scale scende verso il mare. Alla prima abitazione svoltare a sinistra, poi, scendendo ancora, prendere uno stretto sentiero fino a passare accanto ad una villa dall‘aspetto trascurato. Pochi scalini ancora e si è arrivati al mare. Ci si arriva in circa dieci minuti. La scogliera piatta, soleggiata e gremita di bagnati, offre noleggio lettini, ombrelloni, pedalò, barche, gommoni, gozzi, servizio bar e scuola sub. Da qui è possibile partire in barca per visitare la vicina Palmarola. La salita, seppure un po’ faticosa, rivela paesaggi straordinari, impreziositi da una vivace flora mediterranea.

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La CALETTA (scogli attrezzati): è sicuramente un angolo molto suggestivo di Le Forna e ci si arriva percorrendo una caratteristica scalinata intagliata nella roccia tufacea. È raggiungibile a piedi dall’hotel in meno di 10 minuti ed è denominata “Costa del Sole”, da Silverio, un artista dell’isola. Silverio è una persona eccentrica che adora coccolare i suoi clienti, offrendo loro cocco più volte al giorno e mettendo a disposizione dei bagnanti gratuitamente, canoe singole e doppie, maschere, pinne, materassini, ciambelle, riviste, giochi di società. A fine giornata poi, offre un ghiacciolo per affrontare al meglio la risalita alquanto faticosa. Come ci si arriva: uscendo dall’albergo, andare sulla destra fino alla Chiesa, e proseguire verso il piccolo promontorio della Montagnella. Subito dopo il fornaio, si incontra sulla sinistra, una lunga scala intagliata nella roccia che porta fin giù al mare, dove c’è la possibilità di noleggiare lettini e ombrelloni. Vi è un piccolo bar. Angolo ideale per godersi dei tramonti meravigliosi.

CALA FEOLA /La Marina (spiaggia di sabbia): è l’approdo più importante del versante occidentale di Ponza, il cui nome è stato dato dal cognome dei coloni che vi abitarono nella prima metà del Settecento. È rinomata per le numerose case-ipogee, abitazioni tipiche imbiancate a calce, per metà scavate nella roccia e per metà in pietra, perfettamente conservate, che i primi coloni ricavarono nel cuore della roccia. I tetti a cupola arabizzanti, uno stile ereditato dalla tradizione campana, hanno la funzione di raccogliere l’acqua piovana, in un’isola povera di sorgenti. L’acqua raccolta in capaci pozzi, un tempo bastava alle necessità delle famiglie. A tutt’oggi, solo gli antichi Romani seppero creare un acquedotto imponente, traforando per chilometri la roccia, che alimentava ville imperiali e la flotta che stazionava a Ponza, a presidio della sicurezza di Roma. Come ci si arriva: poco più lontana rispetto alle due baie precedenti , è comunque raggiungibile a piedi da diversi sentieri con una passeggiata di 15-20 minuti circa oppure, più comodamente, con l’autobus pubblico che passa davanti all’albergo ogni ora. Dalla fermata dell’autobus, proseguire per altri 80 metri circa. Il sentiero si conclude con una scalinata di circa 200 gradini sulla destra. La piccola spiaggia di sabbia, molto carina e riparata dal vento, è particolarmente adatta per i bambini.Noleggio lettini, ombrelloni, servizio Ristorante, Bar, Noleggio Barche.


Altre baie in questa parte dell’isola, poco più distanti, ma sempre raggiungibili senza prendere la barca, sono: Cala Fonte, Cala dell’Acqua, Cala Gaetano, Cala Cecata.

CALA FONTE è sicuramente uno dei posti più suggestivi dell’isola. È simile a un porticciolo lillipuziano, che si presenta con una piccola vasca naturale, dove i pescatori ancoravano le barche e conservavano il pescato in pozzi scavati nella roccia alimentati dall’acqua di mare. La cala è caratterizzata da pareti di tufo bianco e giallo in cui sono state scavate delle grotte per custodire gli attrezzi da pesca, e da scalini intagliati che seguono le venature e la topografia tormentata della roccia.

Come si raggiunge: è raggiungibile via terra con una strada carrabile e poi da una serie di gradoni. Dal ristorante “Angelino”, prendere la strada che costeggia a sinistra il campo sportivo e si arriva ad un piazzale, subito dopo un bar – ristorante. Di qui pochi scalini conducono al mare. Il sole d’estate illumina la baia dalle 10,30 alle 20, 00 circa. Vi è il servizio di noleggio lettini e ombrelloni, bar e ristorante.

CALA GAETANO: è un luogo selvaggio di una bellezza incontaminata con un’incantevole vista. È ricca di scogli e secche che mettono ancora più in risalto un’acqua veramente cristallina. Ricca di insenature e trasparenze marine, è piena di colori e di pace. Per questo è uno dei luoghi dell’isola più amato dalle persone alla ricerca di tranquillità.

Come si raggiunge: è situata al capolinea Nord dell’autobus che collega Ponza a Le Forna. A fianco ad una piccola cappella votiva, vi sono alcuni scalini, subito dopo il ristorante “Punta Incenso”, che portano ad un viottolo in discesa, protetto da agavi e fichi d’India.

Da Cala Gaetano è possibile raggiungere a nuoto le piccole spiagge vicine. È consigliabile raggiungere la baia nelle ore del mattino, perché resta in ombra dopo le 16,00 circa .

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CALA DELL’ACQUA: è l’unico accesso carrabile al mare presente in questa frazione. È chiamata così per la presenza di ampie polle d’acqua ancora oggi stillanti dalla roccia. I romani infatti, hanno creato nella collina della baia, un fitto labirinto di cunicoli, atti a raccogliere la preziosa acqua piovana che, decantata dalle rocce, arriva alla fontana pulita e potabile. Qui fino agli anni Sessanta del Novecento tutta la frazione di Le Forna andava a rifornirsi per le necessità domestiche, nello stesso luogo dove oggi approdano le navi cisterne che approvvigionano l’isola. A destra di Cala dell’Acqua, c’è Punta Papa, sulla cui sommità restano le mura, in parte crollate, del FORTE PAPA, costruito per volontà di Alessandro Farnese, nipote di Papa Paolo III, che tentò una sfortunata colonizzazione nel 1572, e dotando l’isola di un fortilizio per rendere più sicura la vita agli abitanti. Un tempo disponeva di tre cannoni, e la struttura era in grado di ospitare quasi un centinaio di militari. Ora è poco più di un rudere, ma da lì il colpo d’occhio è impagabile. Nel braccio di mare antistante la zona si trova uno dei più famosi e frequentati relitti subacquei di Ponza: quello della nave “Liberty”, mezzo da sbarco americano che, a causa di un’avaria e del mare grosso, finì per naufragare sulla punta del promontorio con tutto il carico di persone e mezzi durante la seconda guerra mondiale. Come si raggiunge: uscendo dall’hotel, andare a destra, superare la Chiesa e proseguire per circa 600 metri. Esattamente all’altezza di un complesso di case popolari che troverete sulla destra, imboccare la strada, asfaltata solo nel primo tratto, sulla sinistra e proseguire fino al mare.


CALA CECATA: è una zona rovinata dagli scavi della miniera di bentonite, anche se conserva ancora oggi scorci piacevoli e una certa selvatichezza. Frequentata da poche persone, è raggiungibile da una ripida scalinata a picco sul mare. Possibilità di visitare le vicine grotte noleggiando una canoa. Noleggio lettini e ombrelloni. Due spiagge molto belle, che meritano sicuramente essere visitate e godute sono la spiaggia del Frontone e la spiaggia di Chiaia di Luna. SPIAGGIA DEL FRONTONE: raggiungibile in barca dal porto è sicuramente tra le spiagge più frequentate dell’isola. Ampia, con sabbia e ghiaia, è tra le mete preferite dei villeggianti isolani. La spiaggia è libera ed offre la possibilità di noleggiare lettini, ombrelloni, pedalò, canoe. Servizio bar- ristorante. Discoteca diurna dalle 18,00 alle 20,00. Resta in ombra dalle 17,00 - 17,30. Come si raggiunge: situata nella zona del porto, è raggiungibile in autobus prima e poi con un servizio accompagnamento molto frequente di barche-taxi. La partenza delle barche è concentrata vicino al distributore della ESSO. Durata del tragitto circa 8 minuti. È anche possibile raggiungere la spiaggia via terra con una lunga passeggiata di circa 20 minuti, partendo dalla zona del Poliambulatorio, in località Tre Venti. Il tragitto, particolarmente gradevole quando non è molto caldo, immerge nella natura e apre a paesaggi mozzafiato. Più impegnativa la risalita, a meno che non si decida di rientrare via mare con la barca al porto. Nei pressi da visitare vi è il Forte di Frontone, oggi in abbandono, che fu costruito nel 1813 per difendere l’imboccatura del porto, in pendant con quello della Torre dei Borboni. Molto piacevole è poi fermarsi all’ora di pranzo “da Gerardo”, caratteristico ristorante alternativo, proprio sugli scogli della baia di Frontone. Il locale è gestito con cura familiare e con una particolare attenzione ai prodotti locali.

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SPIAGGIA DI CHIAIA DI LUNA: è la più grande e bella di Ponza, ed è raggiungibile, oltre che dal mare, a piedi attraverso un caratteristico tunnel romano. La parete che la sovrasta è caratterizzata da falesie di tufo giallo e bianco. Maestoso anfiteatro naturale, Chiaia di Luna è uno dei luoghi più suggestivi e frequentati dell’isola, anche se, a causa della erosione delle rocce che la sovrastano, per le quali è stato necessario un intervento di messa in sicurezza con reti in acciaio, viene aperta alla fruizione pubblica solo nei mesi estivi, in concomitanza con un servizio di sicurezza da parte dei vigili urbani. Maggiori indicazioni per i periodi di apertura possono essere chieste direttamente alla reception dell’albergo. Un tempo quello che è ora spiaggia era un porto greco e poi romano, che garantiva l’attracco all’isola quando l’approdo principale era inagibile a causa del mare di levante.

Come si raggiunge: situata nelle vicinanze del porto, è raggiungibile in autobus da Le Forna. Arrivati al capolinea di S.Antonio, tornare indietro per circa 100 metri e voltare a sinistra all’incrocio del Bar Panoramica. Proseguire per circa 200 metri fino all’indicazione, che troverete a sinistra, dell’ingresso del tunnel romano che vi porterà direttamente sulla spiaggia.


Escursioni consigliate

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e gite, organizzate con barche di varie dimensioni che effettuano collegamenti con l’isola di Palmarola, l’isola di Zannone e giro dell’isola di Ponza, sono sicuramente le escursioni che consigliamo. Di solito l’orario di partenza è alle 10,00 del mattino e il rientro alle 17,00, con molte soste per i bagni, la visita alle grotte e ai faraglioni. Il prezzo di andata e ritorno è di circa € 25,00-30,00 a persona. Su alcune barche è inclusa la spaghettata di rito. Se invece si opta per un pasto completo, si può approfittare della sosta alla spiaggia di Cala del porto a Palmarola, ed assaporare la cucina dell’unico ristorante dell’isola “U Francese”, oggi gestito da una famiglia napoletana. Per prenotare un’escursione, ci si può rivolgere alla reception oppure chiedere direttamente agli affittabarche che hanno la postazione fissa davanti la Chiesa di Le Forna, alla fermata dell’autobus, a cominciare dalle ore 18,00.

PALMAROLA: è la più occidentale dell’arcipelago e la seconda per estensione. Dista da Ponza circa 7 miglia, 4 da Le Forna, ed ha una struttura geologica tipicamente vulcanica, con morfologia analoga a quella di Ponza. Il nome dell’isola deriva dalla rara specie di Palma Nana, che riesce ad attecchire anche su quelle rocce poverissime di terra. Caratteristiche le case-grotta: abitazioni scavate nella roccia, del tutto spartane ed essenziali, che hanno svolto per decenni la funzione di ricoveri di emergenza per gli agricoltori e per i pescatori. Palmarola è ricca di ossidiana, la roccia vitrea che gli uomini preistorici utilizzavano per creare punte di frecce e raschiatoi, merce preziosa che esportavano al Circeo e in tutto il sud d’Italia. Palmarola è l’isola dei gabbiani, ma numerose sono anche le altre specie, spesso rare e protette che vi nidificano, come la Berta maggiore e il Falco Pellegrino. Palmarola offre una natura intatta e un mare trasparentissimo e incontaminato che, as-

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sieme alla varietà delle coste, molto frastagliate e ricche di scogli, grotte e faraglioni, ne fanno un’isola unica nel pur ricco panorama delle isole italiane. In un elenco ideale delle isole più belle del mondo, redatto da specialisti di tutte le nozioni, a Palmarola è stata assegnato il quarto posto. Il colore del mare varia dall’azzurro turchese al verde smeraldo, dal giallo oro al grigio, al nero al rosso. L’isola è costellata di grotte, insenature, passaggi subacquei, rocce traforate che ne fanno un vero santuario geologico naturale. Secondo un’antica tradizione, qui fu esiliato e morì Papa Silverio, Santo Patrono di Ponza, dove è festeggiato ogni 20 giugno. Lo “scoglio di San Silverio” accoglie sulla sommità una piccola cappella che la tradizione popolare vuole sia sorta sui resti della povera dimora del Santo in esilio. Da quell’eremo aereo lo sguardo spazia su bellezze che è difficile raccontare e che meritano senz’altro un’ardita arrampicata. Visita obbligatoria è alla Grotta di Mezzogiorno, una delle meraviglie dell’isola. Altra tappa è alla spiaggia del porto, caratterizzata dalle case grotta scavate dai primi coloni, contadini che abitarono l‘isola e che oggi costituiscono un caratteristico villaggio. Un’altra grande attrazione dell’isola è “La Cattedrale” detta così per la disposizione ordinata delle rocce a pinnacoli che vanno a formare una maestosa facciata gotica, con archi, colonne, navate.


ZANNONE: è la più settentrionale delle Isole Ponziane. Oasi naturalistica dominata dal monte Pellegrino (192 m), dista 6 miglia dal porto di Ponza ed ha una struttura regolare, compatta e ricchissima di vegetazione tipicamente mediterranea, con ginestre, agavi e fichi d’india che rendono il panorama dell’isola alquanto lussureggiante. Disabitata, dal 1979, data la sua rilevanza naturalistica, è stata compresa nel Parco Nazionale del Circeo. Costituisce oasi per la selvaggina di passo (160 specie circa di uccelli) e offre, per gli amanti della natura e delle passeggiate, la possibilità di un’escursione all’interno del parco che conserva un mantello vegetale di interesse botanico ricco di lecci e querce, ginestre, agavi e fichi d’india e ospita una piccola colonia di mufloni, importati dalla Sardegna nel 1924. L’impegno richiesto per la breve salita è ampiamente ripagato dai meravigliosi panorami che si dischiudono alla vista. Zannone è stata l’unica isola dell’arcipelago mai abitata da popolazioni civili, ma solo da monaci, fino a quando nella seconda metà del XV secolo, il Tirreno non divenne dominio dei pirati. Sono infatti presenti sull’isola i resti dell’antico monastero di Santo Spirito, benedettino prima e cistercense poi, una piccola cisterna impermeabilizzata ad arte per raccogliere l’acqua piovana e la peschiera romana che doveva far parte del complesso di una villa romana. La peschiera è composta da una piscina coperta, scavata nella roccia, alla quale si può accedere scendendo lungo una breve scalinata pure essa intagliata. Uno stretto cunicolo assicurava il flusso di acqua marina per il necessario ricambio. L’isola fu stazione preistorica per la lavorazione dell’ossidiana che da Palmarola, passava a Zannone e poi era trasportata al Circeo. Le sue rocce sono in gran parte di origine sedimentaria. Oggi vi è vietata la pesca entro 200 metri dalla costa.


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GIRO DELL’ISOLA: solo poche decine di chilometri, ma quante meraviglie! Grotte aperte sul mare, accoglienti calette, spiagge assolate, solitarie, promontori ricoperti di rocce multicolori, bianche, gialle, nere, grigio perla, rosso e dalle forme piÚ strane, archi e per ultimo ma non ultimo, i pescosi fondali dai colori intensi che variano dal verde smeraldo al blu ceruleo. Insomma una costa che varia continuamente, segnata da una lunga e violenta attività vulcanica, ricca di bellezze straordinarie che vi immergerà in un mondo straordinario di bellezza.


Non solo mare

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coprire Ponza passeggiando tra le stradine, per i viottoli e i sentieri è sicuramente una bella alternativa ad una giornata di mare. La natura offre scenari indimenticabili: si ha la possibilità di ammirare contemporaneamente mare e monti, paesaggi e angoli di ogni genere, vegetazione mediterranea, scorci mozzafiato. Per entrare a stretto contatto con Ponza e con la voglia di conoscere ogni dettaglio della natura e della sua selvaggia bellezza, vi consigliamo queste passeggiate.

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Itinerari consigliati 18

MONTE GUARDIA

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i parte, a piedi, da piazza Gaetano Vitiello, più precisamente vicino al negozio di articoli da mare “da Totonno”: salire su fino al ristorante “Monte Guardia” , proseguire e arrivare verso le ultime e più alte case del paese fino al “pianoro degli Scotti”. Al bivio della stradina, girare verso destra e continuare a salire i gradoni fino al termine della mulattiera. Attraversando questi sentieri panoramici, vi troverete di fronte al fatiscente edificio ex semaforo, impiantato nel 1875. Già posto di osservazione della Marina Militare che era collegato con altri centri marittimi con un’apparecchiatura telegrafica. Siete sul punto più alto dell’isola, a quota 283 metri. Il panorama che si gode da questa vetta selvaggia è davvero mozzafiato e permette di abbracciare l’intero perimetro dell isola.

Tempo di andata: circa 1 ora Strada mulattiera. Orario consigliato: mattino presto - tardo pomeriggio


FARO DELLA GUARDIA Il Faraglione della Guardia, formatosi nell’ultima fuoriuscita lavica vulcanica, ospita un faro della Marina Militare i cui fasci di luce sono visibili ad oltre venti miglia di distanza. L’accesso al Faro è oggi precluso. A causa dell’incrocio di correnti, questo tratto di mare, è quasi sempre mosso. In direzione Sud di punta della Guardia, a 13 miglia circa, inizia la fossa più profonda del mediterraneo (3730 metri). Nel 1952, Jacques Picard, con il batiscafo “Trieste” raggiunse, per la prima volta, proprio nel mare di Ponza quella mirabolante profondità in 2 ore e 15 minuti, assistito in superficie dalla corvetta “Fenice”. Arrivare al “pianoro degli Scotti” seguendo il percorso indicato per l’escursione al “Monte Guardia”. A questo punto, dirigersi in direzione della chiesetta dedicata alla Madonna della Civita. Al bivio seguire I pali della luce che vi condurranno, percorrendo una mulattiera, all’estrema punta sud dell’isola, sul faraglione della Guardia. Strada: mulattiera Orario consigliato: mattino - tardo pomeriggio Tempo di andata: circa 40 minuti

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LE NECROPOLI

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L’occupazione stabile dell’isola è testimoniata, in età repubblicana, dalla presenza di due necropoli: la prima localizzata nella zona del Bagno Vecchio, la seconda in località Guarini, sui terrazzi che dominano l’insenatura di Chiaia di Luna. Le necropoli oggi sono in gran parte in abbandono a causa di crolli e di lavori agricoli.

La necropoli è formata da tombe ipogee, cioè scavate nella roccia. Le quattro tombe del Bagno Vecchio e le cinque dei Guarini, presentano un unico ambiente centrale da cui si aprono nicchioni sulle pareti laterali e su quella di fondo. Si tratta di camere sepolcrali destinate alla sepoltura di numerosi individui, legati tra loro da vincoli di parentela e utilizzate sia per deposizioni ad inumazione in loculi, anch’essi ricavati nella roccia, sia ad incinerazione, con la deposizione delle ceneri in olle collocate in piccole nicchie quadrate utilizzate almeno fino alla fine del secolo IV d.C. L’inserimento di croci alle pareti, testimoniano anche la successiva occupazione cristiana. Durante l’epoca borbonica al Bagno Vecchio degli Scotti vi erano relegati dei galeotti che lavoravano all’estrazione delle pietre da costruzione. Come si raggiunge: Per la Necropoli del Bagno Vecchio, arrivare sempre al “pianoro degli Scotti”. Da questo, in direzione del rudere (corpo di guardia), vi è un sentiero, che va percorso per circa 100 metri, e sarete arrivati nella zona della necropoli. Di queste non essendovi indicazioni, risulta abbastanza complicato identificarle, anche perché insistono su terreni privati. Proseguendo per il sentiero, vedrete, dall’alto, la spiaggia del Bagno Vecchio. Dei gradini (alquanto impervi) scavati nella roccia, vi condurranno fin sulla spiaggia. Orario consigliato: mattino. Il sole vi arriva dalle 08.00 alle 15.00 circa. Strada: sentiero difficoltoso (90%). Tempo di andata: 40 minuti circa Questi ultimi due itinerari, richiedono grande impegno ma sono di grande interesse ambientale, paesaggistico e archeologico. I sentieri sono molto pittoreschi, anche se poco agevoli.


AL FIENO Il Fieno è una piccola collina tra Chiaia di Luna ed il Faro, rimasta incontaminata grazie alla mancanza di vie di comunicazione agevoli. Infatti è raggiungibile solo attraverso una stretta mulattiera e dopo almeno 60 minuti di marcia. È una delle poche zone agricole attive dell’isola rimaste, dove si produce uno dei migliori vini dell’isola,e si coltivano legumi come lenticchie e fave. Qui due studiosi tedeschi, padre e figlio Schneider, rinvennero verso la meta’ del secolo scorso, resti di un centro preistorico per la lavorazione dell’ossidiana, materiale trasportato dalla vicina isola di Palmarola. La lavorazione della preziosa pietra nera, dopo la trasformazione in punte di frecce ed altri oggetti per la caccia, alimentava il commercio che dal Circeo si irradiava fino a Sud della Campania. Si parte dal bivio di S. Antonio, a 50 metri circa dagli autobus imboccando la strada panoramica, all’altezza del “Bar Panoramica”. A 300 metri circa, arrivati sotto l’albergo Chiaia di Luna, dominerete dall’alto l’omonima spiaggia. A destra della balconata c’è una necropoli (località Guarini) di età romana con tombe a camera scavate nella roccia (cinque tombe) oggi in gran parte distrutte. Dal piazzale, prendere la strada che porta all’albergo, proseguire in salita facendo attenzione allo strapiombo. Terminata la salita, sarete arrivati al pianoro “Guardia Guarini”. Fiancheggiando un rudere di un antico corpo di guardia, c’è la stradina che dall’alto vi consente di osservare Punta Fieno, e scendendo arriverete a delle cantine scavate nella roccia. Proseguendo ancora arriverete fino agli scogli. Strada: mulattiera – sentiero Tempo di andata: circa 60 minuti

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IL TUNNEL ROMANO

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Il Tunnel di Chiaia di Luna è lungo 168 metri ed è caratterizzato da soluzioni tecniche molto sofisticate che rendono quest’opera pregevole e ancora in buono stato di conservazione dopo due millenni. Il primo tratto, realizzato nel tufo friabile, è rivestito in gran parte con muri di contenimento in opus reticolatum, con rinforzi in muratura ed ampi lucernari che garantiscono l’aerazione e l’illuminazione. Uno di questi si trova a circa metà del percorso. L’apertura è contraddistinta da una particolare articolazione a ventaglio: un pozzo verticale, affiancato da due bocche oblique per garantire la massima diffusione della luce. Nell’ultimo tratto, prima di raggiungere la spiaggia, è stato realizzato un largo pozzo a imbuto per illuminare il percorso, altrimenti buio dopo una brusca curva.

Il tunnel garantiva il collegamento con l’insenatura di Chiaia di Luna, un tempo con strutture portuali, altrimenti irraggiungibile se non dal mare. Questa rada è molto importante per gli approdi dell’isola perché è protetta dai venti di levante e grecale, particolarmente insidiosi per il porto principale non adeguatamente protetto.


IL PORTO L’ingresso di Ponza è rappresentato dal piccolo porto che è considerato l’esempio più puro di architettura borbonica realizzata sulle antiche strutture portuali di epoca romana. Di forma semicircolare, fu commissionato da Carlo III di Borbone re di Napoli che aveva giurisdizione sulle Isole Ponziane e fu realizzato verso la metà del XVIII secolo su progetto dell architetto Carpi, tra gli allievi più brillanti del Vanvitelli, e supervisionato dal funzionario del Genio militare Winspeare. Il centro principale dell’isola è oggi un pittoresco villaggio caratterizzato da case dai colori pastello, poste ad anfiteatro attorno al porto. Corso Pisacane rappresenta il nucleo dell’isola da cui sono raggiungibili:

La Torre: fu ricostruita dal 1556 sui ruderi di una precedente costruzione d’epoca romana, per volere di Papa Sisto IV, che voleva dotare l’isola di una struttura militare che la difendesse dai Saraceni. Nel 1734, grazie ai Borboni, la Torre venne ampliata, rafforzata e notevolmente elevata. Fu realizzata anche una grande cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. Dopo l’Unificazione Italiana, la Torre cadde in uno stato di abbandono. All’inizio del secolo diventa sede comunale, e pertanto viene restaurata ed in parte ampliata per la realizzazione di nuovi vani. Nell’immediato dopoguerra la sede comunale viene nuovamente spostata e la Torre, è questa volta adibita ad edificio scolastico. Ma solo dopo qualche anno è di nuovo fatiscente a causa di un’inadeguata manutenzione. Nel 1950 viene acquistata dagli attuali proprietari che la destinano ad albergo.

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La Chiesa dei SS Silverio e Domitilla: costruita nel 1775 sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone, viene consacrata nel 1778. Realizzata su progetto del Maggiore del Genio Antonio Winspeare, a pianta circolare e sormontata da una grande cupola, è dedicata ai Santi Silverio e Domitilla. Le pietre di tufo utilizzate per i lavori, furono ricavate da un’antica cava di epoca borbonica. Le pareti e la cupola furono affrescate dal pittore Pasquale Mancini. La facciata presenta due semicolonne che reggono il frontone. All’interno spicca l’altare principale decorato da un recente mosaico raffigurante la Crocifissione. La Chiesa conserva anche la tela raffigurante la SS. Trinità, posta su di una parete all’ingresso della Chiesa, e i dipinti rappresentanti la vita dei santi, ispirati ai capolavori di Michelangelo della Cappella Sistina. La Chiesa è stata ampliata nel 1940 per l’accresciuta popolazione.

La Chiesa dell’Assunta di Le Forna: una chiesa a tre navate. Una vera eccezionalità per una piccola isola come Ponza, e la frazione di Le Forna ha questa prerogativa. Anzi fino a qualche anno fa era una delle poche chiese al mondo che avesse due campanili. Dopo la colonizzazione del 1772, per volontà dei Borboni, nacque Le Forna. E quasi subito fu eretta una piccola cappella che con gli anni crebbe e si arricchì anche di opere d’arte. Era il 1781 quando fu consacrata alla Madonna Assunta, una festività che sin d’allora viene festeggiata ogni 15 agosto. Don Innocenzo Bianchi fu il primo parroco e proveniva da Ischia. Nel 1846 vi fu costruita la cappella laterale, quella di sinistra, dedicata a S.Filomena. La navata che oggi ospita l’altare di S.Silverio,


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quella di destra, invece, fu edificata tra le due guerre mondiali, con il contributo di tutta la popolazione che provvide a tagliare e a trasportare le pietre dalle cave di Cala Inferno. Oggi la chiesa si presenta all’interno con freschi colori marini ed accoglie opere d’arte di pregio come la tela ottocentesca della Madonna posta sull’altare centrale, mentre un organo settecentesco attende di essere presto restaurato. Il cimitero: a sinistra della Chiesa dei SS. Silverio e Domitilla, bisogna salire una ripida stradina che in breve tempo vi condurrà al caratteristico Cimitero di Ponza, agglomerato di cappelle che degradano verso il mare, sopra il tratto di costa caratterizzato dalle Grotte di Pilato. Queste tre grotte, che si possono visitare dal mare, furono scavate dai Romani e facevano parte di una maestosa villa romana, della quale sono visibili sul promontorio numerosi resti, e che occupava l’intero spazio dove oggi si trova il cimitero.


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Le Grotte di Pilato rappresentano un esempio eccezionale di una particolare e diffusa categoria di peschiere scavate nella viva roccia, ancora oggi da ammirare per la perfezione della tecnica di scavo e di intaglio anche sotto il livello del mare. Si tratta di cinque vasche tufacee, quattro coperte e una all’aperto, tutte comunicanti tra loro e collegate al mare. La Peschiera Romana è stata poi denominata “Bagni di Pilato”, forse alludendo alla presenza sull’isola del famoso Pilato di Giudea. Il sistema a vasche alimentate da cunicoli attraverso cui veniva assicurato il ricambio d’acqua, permetteva agli antichi Romani di garantirsi l’allevamento e la riproduzione di preziose specialità ittiche, tra cui le murene, di cui erano ghiottissimi. I pesci, poi, erano utilizzati non solo per la culinaria, ma anche per l’arte divinatoria dell’aruspicina. Nella vasca centrale, sulla parete di fondo, si trova un’edicola a guisa di altare che ospitava probabilmente una statua di Apollo, ritrovata di recente sul fondo della vasca. Per una visita l’orario consigliato è fra le 11.00 e le 15.00, quando l’illuminazione è migliore, così come conviene munirsi per vedere gli ambienti interni di una torcia subacquea.


TELEFONO RICEVIMENTO: LINEA ESTERNA: INTERURBANE: INTERNAZIONALI:

9 oppure 200 O O + prefisso + numero abbonato O + prefisso internazionale + prefisso interurbano + numero abbonato Per comunicare con un’altra camera, digitare il numero della camera desiderata aggiungendo 100. Es. Se la camera da chiamare è la 12, digitare 112 CASSAFORTE

All’interno dell’armadio, potete trovare una cassaforte per custodire i vostri oggetti di valore. Prima dell’utilizzo, bisogna effettuare il cambio di combinazione. A cassaforte aperta, premere il tasto “R” e digitare il nuoco codice che deve essere composto da 4 a 10 numeri a piacere, quindi premere il tasto “ * ”. La cassaforte emetterà tre BIP, ciò significa che il nuovo codice è stato memorizzato. A questo punto la cassaforte è pronta per essere utilizzata. Per chiudere la cassaforte digitare “ R ” e “ * “. Per aprire la cassaforte digitare il tasto “R” seguito dal nuovo codice memorizzato precedentemente.


COMPAGNIE DI NAVIGAZIONE LAZIOMAR (traghetti e aliscafi da e per Formia - Traghetti da e per Anzio) Laziomar Anzio tel. 06 98600083 Laziomar Ponza tel. 0771 80565 / 809875 Laziomar Formia tel. 0771 22710 / 23800 VETOR (aliscafi da e per Anzio) Vetor Anzio tel. 06 9845083 Vetor Ponza tel. 0771 80549 Vetor Formia tel. 0771 700710 SNAP (traghetto e motonave veloce da e per Terracina) Snap Terracina tel. 0773 790055 Snap Ponza tel. 0771 820092 SNAV (catamarano da e per Napoli) Snav Napoli tel. 081 4285555 Snav Ponza tel. 0771 80743 Libera Pontina Navigazione (da e per S.Felice Circeo) S.F.Circeo tel. 0773 544157 Ponza tel. 0771 80031 Navigazione Libera del Golfo (da e per Terracina) Terracina tel. 348 3706673 Ponza tel. 0771 80743 Medmar (Motonave veloce da e per Fiumicino e Formia) Info tel. 081 3334411

NUMERI UTILI Poliambulatorio Guardia Medica Ufficio Locale Marittimo Guardia di Finanza Carabinieri Vigili Urbani Pro Loco Comune

LocalitĂ Tre Venti LocalitĂ  Tre Venti Molo Musco Molo Musco Molo Musco Via Roma Via Molo Musco P.zza Carlo Pisacane

SS. Silverio e Domitilla Chiesa S.M. Assunta

Via Roma Ponza Porto Via Chiesa loc. Le Forna

tel. 0771 80687 tel. 0771 80687 tel. 0771 80027 tel. 0771 80168 tel. 0771 80130 tel. 0771 80754 tel. 0771 80031 tel. 0771 80108

CHIESE tel. 0771 831591 tel. 0771 808900

NOLEGGIO SCOOTER Morsello Giulio Spigno Silverio

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FARMACIE Farmacia Mazzella Farmacia Tagliamonte

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Isola di Ponza


Hotel Ortensia ***

Via Piscine Naturali, Località Le Forna 04027 Ponza (LT) tel.0771/808922 fax. 0771/808365 www.hotelortensia.it • e-mail: ortensiahotel@gmail.com

Guida di Ponza dell'Hotel Ortensia  
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