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Fondato da Luciano Parisini

La bellezza è lusso quotidiano

07 SETTEMBRE 2010

Spedizione in A.P. - 45% - art. 2 comma 20/B legge 662/96 - Filiale di Milano -  2,50 - Copia omaggio - Contiene supplemento

ANNO

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INCONTRO

Jaden Smith il divo dodicenne CULTURA

Edvard Munch i paesaggi dell’anima DESIGN

Visitando “La Ville Dessinée” LOOK

Viaggiando nella Cold Season

Julia Roberts


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i n n a n z i t ut to Luciano PARISINI

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Ci risiamo...

Ci risiamo. Il dopo estate. come sempre, è tempo di ripensamenti, di polemiche, di statistiche “allarmanti”. Anti-age prima delle vacanze? Benvenuto! C’era da rifarsi il fisico per i giorni dell’ostentazione marittima e chi mai avrebbe sospettato che combattere l’invecchiamento fosse sconsigliabile, deleterio, pericoloso. La ricerca delle aziende d’alto lignaggio era in osanna e i censori d’occasione tacevano ovviamente per innegabile ipocrisia da business. La regola, insomma. Poi i giorni del fulgore, del sogno, dell’estasi estetica son trascorsi ed è... tempo di riflettere. Anti-age? “Solo un business” scrivono a piena pagina i censori d’improvvisazione e il colloquio con gli esperti sfiora la denigrazione rivelando pedissequamente “il rigore”. Che notizia “il rigore”! sembra di essere in Parlamento o davanti al video della politica, nelle piazze degli intrighi con i proclami al gregge che bela di destra o di sinistra. E così si scopre che (leggi giornalista americana Arlene Weintraub, citata nel paginone di “Repubblica” che mi permetto di riprodurre, ringraziando...) “... c’erano polveri e colori per sottolineare la bellezza e invecchiare con grazia...”. Ma no? Vero: mia nonna, buonanima, usava la cenere che sbiancava il bucato per il peeling del viso. Ma ora è Terzo Millennio: c’è scienza, c’è ricerca, c’è la media-età attorno agli ottanta! Vero: l’essere conta, meglio però se affiancato da un buon apparire... Eppoi una ruga in meno, ce lo diciamo nell’intimità dello specchio, fa gioia, benessere e un po’ di sogno. E allora? Evitare sogno, illusione leggendo il libro-denuncia di Arlene Weintraub (che in fondo scopre l’acqua calda e pure quella fredda per il suo “Business Week”), o rassicurarsi con “chi sa”? Il professor Celleno, ad esempio. Direttore del Centro Ricerche Cosmetologiche all’Università Cattolica di Roma, ribadisce al proposito: “È È giusto demonizzare gli eccessi ma da noi cosmetici e farmaci sono “protetti” da regole severissime, valide in tutta Europa. Certo non è il caso di acquistare on line o rispondere a lusinghe da Vanna Marchi...”. 

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QUESTE PRIME PAGINE SONO… ULTIME.

A... BRACCIALETTO CON W&R a braccetto, anzi Autunno a...

braccialetto con Viktor & Rolf. Da metà ottobre acquistando un flacone da 100 ml di FlowerBomb si avrà in dono l’originale bijou con i charm interpreti della fragranza: dalla minibottiglia al logo in ceralacca.

CHE “NASTRO ROSA”!

Da oltre quattro lustri

la “universale” iniziativa di Evelyn Lauder promuove una delle “campagne” più encomiabili e di maggior successo organizzativo. Da ottobre va infatti in onda, in ogni dove, come un abbraccio di bellezza alla prevenzione, la XVIII edizione del Nastro Rosa, testimonial (foto) in Italia, Francesca Senette (e nel mondo ancora Elizabeth Hurley). Sempre in collaborazione con la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) Estée Lauder vorrà così sensibilizzare il maggior numero di donne “sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella”. E con un eccezionale programma: 390 ambulatori LILT per visite senologiche; un Italia tinta di rosa con una luce che unirà dal Nord al Sud, monumenti, statue, edifici (a Milano il Palazzo Reale, a Verona l’Arena); un assegno da parte di Estée Lauder Italia in occasione della cerimonia d’apertura della Campagna a Milano: l’iniziativa “Sorridi in Rosa” seduta di make up gratuito ad opera dei visagisti Estée Lauder, oppure, coinvolgendo anche Clinique, analisi della pelle, scelta del fondotinta, percorso profumato (consultando www.nastrorosa.it); Guide Pocket alla prevenzione sui banchi Estée Lauder de La Rinascente, Coin, profumerie Douglas; nastrino rosa, inconfondibile segno della campagna, nelle boutique Jo Malone di Milano e Roma, nei saloni Aveda, nelle farmacie che distribuiscono Darphin; e tanti prodotti del Gruppo Estée Lauder Companies che renderanno percentuali di vendita a sostegno della LILT. Insomma un’altra edizione a impegno davvero “universale”. Con quelle luci che “illumineranno” la Campagna anche alle Cascate del Niagara, all’Opera House di Sidney, sulla Torre 101 di Taipei, sul ponte di Nan Pu a Shangai, sulla Torre di Tokio...

SENSUALITÀ ALBERTA FERRETTI nel nome Settembre della... sensualità.

Si chiama infatti Sensual Body Moisturizer la lozione, seducente, lussuosa, arricchita di vitamina E (contro radicali liberi) e di pantenolo (idratante), firmata Alberta Ferretti. Che si avvale del Fragrance Layering, stratificante il profumo sulla pelle così da prolungarne la persistenza.


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ENTRANO INFATTI IN ROTATIVA QUANDO LE ALTRE SONO GIÀ STAMPATE E RACCOLGONO LE NOTIZIE DELL’ULTIMA ORA.

È BELLEZZA... le prime venti Ètra in Italia

(su 426!) con targa Ecolabel, l’insegna del mantenimento dell’ambiente e del turismo sostenibile, con servizi che davvero guardano al futuro. È bellezza, merita queste pagine. È “Acquaviva” il posto dell’uva e soprattutto della serenità. Perla della Maremma con un fondale scenografico come Montemerano, è vanto di Legambiente, ma soprattutto vita dedicata di Serafino e della sua splendida équipe familiare.

di vedere Shiseido diventare sempre più importante e di imparare tanto da tutti i “grandi capi” giapponesi e italiani che si sono succeduti alla presidenza della Società e che mi hanno gratificata della loro fiducia...”. Anna Corteggiani, assunta in Shiseido Italia nel 1984, è approdata dopo sei anni di Beauty Consulting e Training, alla Segreteria di Presidenza. Eccola (foto) con Akira Gemma Presidente Mondiale Shiseido.

GRAZIE ANT !

“Èbellezza anche “assistere”

ANNA E SHISEIDO

“Sono stati 25 anni di lavoro

intenso e talmente appagante da farmi spesso dimenticare il gravoso sacrificio di un duro pendolarismo quotidiano (abito sul Lago Maggiore) - ci scrive Anna Corteggiani - ho avuto la fortuna

laddove si soffre, a casa loro, nell’ambito di una speranza che si affievolisce con lo spegnersi della vita. Tu che scrivi di bellezza, puoi parlare anche della mia: della bellezza di fare ciò che da decenni fa l’ANT...”: è uno stralcio del colloquio che abbiamo avuto ancora una volta (e sempre!) con l’amico Franco Pannuti, l’esemplare professore dell’onestà in medicina dell’umanità, che ad oltre ottant’anni non trascura un attimo la sua missione, continuando ad erigersi paladino della buona sanità, denunciandone la mala. E noi che viviamo di bellezza, siamo a sottolineare la “sua” bellezza: professionale e umanitaria. E se l’ANT ringrazia, noi ringraziamo l’ANT.

REVLON E ULTIMA II

Ricordando un agosto a scuola. A scuola di trucco, organizzata da Ultima II e tenuta dalla sua makeup artist Monica Robustelli, ad un’autentica “aula” di clienti della profumeria Fusco di Napoli. Orario di lezione dalle 19 alle 21: orario inconsueto ma molto gradito, tanto da prevedere in futuro un ritorno etichettato “Trucco serale”. E ricordando un agosto in riunione Forza Vendite Revlon (protagonista il lancio primario del secondo semestre “Photoready Makeup”) con Maria Rosaria Montiroli, president, in primo piano. Anche nella splendida, immancabile, foto di gruppo.

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QUESTE PRIME PAGINE SONO… ULTIME. ENTRANO INFATTI IN ROTATIVA QUANDO LE ALTRE SONO GIÀ STAMPATE E RACCOLGONO LE NOTIZIE DELL’ULTIMA ORA.

IL CENACOLO FRAGRANTE

Cosa e come l’ottava edizione di Pitti Fragranze. Non una fiera, ma un’emozione nello scenario suggestivo della Stazione Leopolda di Firenze. Novità, qualità, genio: profumo e cosmesi in proiezione futuro. Luciano PARISINI

Verde e natura:

è il tema che ha ispirato questa ottava edizione di Pitti Fragranze, davvero in costante progressione quanto a valori di immagine e di qualità; e con il tocco di eventi di innegabile interesse a proiezione futura. Scenografia di piacevole impatto “grafico” così da rendere un’esposizione già di particolare suggestione, ancor più accattivante: per Sezione Spring, spazio alle “giovani” novità per il primo approccio anche in campo internazionale,

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e per Sezione Charms, salone a completamento di un “prezioso” mondo fragrante. Insomma non una fiera ma un evento-spettacolo che ha nella effervescenza di una coreografica attrattiva, il meglio del profumo esclusivo, della specialità cosmetica per cura e benessere. Giorni di meraviglia, quindi, per le novità dei prodotti, ma anche per gli eventi a intenso “approfondimento”. Ancora il forum Profumo del Futuro, dibattito e cultura dell’olfatto e, in

questa edizione, apertura di “Presenze”, spazio speciale davvero, per ospitare stavolta “Fear”, la mostra del genio norvegese Sissel Toolas, “effetti della paura attraverso le tracce olfattive del corpo”. E dunque: Pitti Fragranze che cresce in cultura cosmo-profumo, Pitti Fragranze che non è più la tre giorni dell’estemporaneità, ma il cenacolo del divenire: qui la bellezza, in versione profumo e cosmesi, ha l’arte della novità, nella qualità d’ingegno.


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Diego DALLA PALMA

dalla francia Silvia MANZONI

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LE NOTIZIE giunte a rivista in macchina

ULTURA MUNCH e lo spirito del nord

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I NCONTRO

E DITORIALE

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JADEN SMITH essere un divo a 12 anni

GUCCI il profumo della... colpa

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SETTEMBRE

(02) (04) (32) (38) (54) (62)

LE CONSIDERAZIONI di Luciano Parisini

Rubriche

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CHLOÉ un amore davvero fragrante

dagli USA

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Carole HALLAC

Mensile di High Publisher Editoriale • Direttore responsabile: Luciano Parisini • Direttore generale: Diana Baravelli Caporedattore: Marina Santin • Caposervizio coordinamento redazionale: Lucia Parisini • Redazione: Lucio Chiari, Giulia Zoni, Paola Cardona. Segreteria: Francesca Mingarelli • Progetto grafico: Denni Poletti • Fotografi: Graziano Ferrari • Collaborano: Diego Dalla Palma (STILE) Rebecca Belize (FOOD) Lorena Poletti (DESIGN) Supplementi: Lucia Parisini (Daily Accessories) • Estero: Silvia Manzoni (FRANCIA), Carole Hallac (USA) Autorizzazione del Tribunale Bologna n° 7396 in data 15/01/2004.

Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata


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CITTÀ tra fumetto e architettura

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MODA D’AUTUNNO le tendenze vincenti

LE NOVITÀ dell’universo “beauty”

ENESSERE

HOTEL ANGELO wellness, relax e atmosfera

OOD

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D ESIGN

B ELLEZZA

S PECIALE

s o m m ario

VAN CLEEF & ARPELS la magia delle farfalle

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Sommario OK

AMERICA Laurel e la cucina a stelle e strisce

Rubriche

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Annarosa SETTELLI

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Marina SANTIN

Sede: via Santo Stefano, 42, 40125 Bologna • Tel. +39 051 5878850 • Fax +39 051 235662 • e-mail: info@high-publisher.it • info@dailyluxury.it Abbonamento annuo per l’Italia: 20 € da effettuarsi con bonifico bancario a: Credem - ABI: 03032 - CAB: 02400 - c/c: 010000009830 - CIN: M IBAN: IT 03 M 030 3202 4000 1000 000 9830; o sul c/c postale n° 50673359 intestato a: High Publisher, via Santo Stefano, 42, 40125 Bologna. Sped. in abb. post. - Pubblicità inferiore al 45%. Stampa: Grafiche Mazzucchelli Roto-offset S.p.A., via IV Novembre 50, 20019 - Fraz. Seguro, Settimo Milanese. Egregio abbonato, ai sensi dell’art. 10 della legge 675/96, La informiamo che i Suoi dati sono conservati nel nostro archivio informatico, vengono utilizzati esclusivamente per l’invio della pubblicazione e non vengono ceduti a terzi per alcun motivo. La informiamo, inoltre che, ai sensi dell’art. 13 della legge, Lei ha il diritto di conoscere, aggiornare, rettificare i Suoi dati o opporsi all’utilizzo degli stessi, se trattati in violazione della legge.


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Diego DALLA PALMA

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ILLUSTRAZIONE: Nicoletta Montanari

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Chic & Shock Susanna Camusso SINISTRA SHOCK

E pensare che Susanna Camusso potrebbe essere la Simone Signoret dei sindacati. Invece, purtroppo, sembra il fratello trascurato della indimenticabile attrice. La Camusso è sicuramente una di quelle persone di sinistra convinte che nella vita contino solo le idee. Purtroppo, non è così: conta anche chi le propone e come. Perché, con una personalità così imponente, con un’intelligenza così viva non curare un po’ l’aspetto scegliendo una pettinatura interessante, un elemento di trucco che valorizzi il viso, un colore d’abito che renda incisiva la figura, una postura che non porti il pensiero di un osservatore ai muratori bergamaschi?

Anna Finocchiaro SINISTRA CHIC

Elegante, misurata, discreta e incisiva, Anna Finocchiaro è uno dei rari esempi di stile e raffinatezza in un mondo politico femminile dove, quotidianamente, emerge un dilagante e ansiogeno protagonismo. Attraverso i suoi atteggiamenti e il suo modo di parlare esprime intelligenza e buonsenso. Se icone come Nilde Jotti sono ben lontane dalla politica odierna, la Finocchiaro si fa notare per ciò che dice, ciò che indossa, ciò che esprime. Un caso raro. Ma c’è.

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Alessia Marcuzzi CONDUTTRICE CHIC

Alessia Marcuzzi è una delle poche conduttrici che non trasmettono ansia ed arrivismo. Misurata, concreta, elegante, poco incline alla mondanità, piace alla gente perché è spontanea e naturale. Anche la sua immagine non è mai sopra le righe (a parte qualche rara eccezione) e fa pensare a una donna concreta, che conosce bene le insidie delle telecamere e quelle, ancora peggiori, della notorietà e del successo.

Monica Setta CONDUTTRICE SHOCK

È indubbiamente la donna più volgare presente nella nostra televisione dove, peraltro, gli esempi di esibizionismo e trivialità sono tanti ed eclatanti. Arrivismo, aggressività, egocentrismo, cattivo gusto nel vestire, nel truccarsi e nel pettinarsi, l’hanno fatta diventare - pare un’icona dei camionisti. A confermare che non ci sono più i camionisti di una volta.

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Un’altra Julia per Lancôme Dopo la Roberts, Lancôme,

nella sua scuderia di bellezze, recluta un’altra Julia, meno conosciuta. Si tratta di Julia Restoin-Roitfeld, figlia della caporedattrice di Vogue Francia, Carine Roitfeld, personalità di spicco nel mondo della moda. Malgrado la sua giovane età, questa “figlia d’arte” newyorchese d’adozione ha già lavorato come stilista ed art-director e, come top-model, ha prestato il volto, tra l’altro, al profumo Tom Ford e a Jil by Jil Sander. Le foto saranno scattate da Mario Testino e diventeranno di dominio pubblico l’anno prossimo, in primavera, in occasione dell’uscita della collezione Ultra Lavande.

SOLO PER LUI: Una rentrée davvero in bellezza per tutti gli uomini: a Parigi aprono due nuovi e modernissimi Istituti esclusivamente dedicati a loro. Il primo, al piano -1 dei grandi magazzini Printemps (boulevard Haussmann), porta i colori del newyorkese Store & Spa Guest Men (nero e rosso). Due cabine appartate e molto cosy per trattamenti che vanno dall’anti-età ai massaggi, dalla riflessologia plantare al manicure proposti a prezzi piuttosto “morbidi”. L’altro, invece, riceve gli ospiti Rive Gauche, nella boutique (specializzata nella cosmesi maschile) di Comptoir de l’Homme (5-7 rue Tournon). Un luogo discreto e design dove lo scopo è di ritrovare la forma attraverso dei trattamenti improntati al relax e al benessere globale. Anche qui, ampia scelta di soins e la possibilità di prenotarne alcuni di ultra-rapidi (30’, 45-50€) per chi ha poco tempo.

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PRACTI BEAUTY: La Casa (www.practibeauty.com) propone una nuova gamma di cosmetici per donne superbusy, che viaggiano e si spostano continuamente nella giornata ma che desiderano essere sempre belle, senza complicarsi la vita. Disponibile nei reparti bellezza dei grandi magazzini Galéries Lafayette e al BHV (il grande magazzino di fronte al Municipio di Parigi si compone di 12 prodotti divisi in tre categorie: il make-up, la pulizia e lo skin-care. Tutti made in France, questi cosmetici si caratterizzano soprattutto per il loro mini-formato (non più di 10 centimetri) e per le loro etichette divertenti e girly, nelle quali ogni donna potrà riconoscersi dietro le sembianze di una parigina ultra-glamourous stilizzata dalla disegnatrice Sophie Bouxom. I prezzi sono, anche loro, “ridotti”, per rendere la linea accessibile a tutte. DAVID YURMAN: Il grande gioielliere americano (www.davidyurman.com) sbarca in Europa con il suo primo profumo, sviluppato con Clarins e già uscito negli Usa e in Canada. In un flacone-gioiello che evoca le origini della Maison, fondata nel 1980, riprendendo i codici di uno dei suoi best-seller, il braccialetto Cable, la fragranza firmata da Harry Frémont racchiude ingredienti di carattere come il patchouly, la rosa, il muschio ed i legni esotici. Sarà disponibile dall’autunno nella Scent Room dei Printemps al prezzo di 120€.


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dagli USA Carole HALLAC

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Hilfiger è Eighties

Deciso cambio di “registro”

per l’universo olfattivo dello stilista americano Tommy Hilfiger. Il suo nuovo profumo, Loud, in versione donna e uomo, si ispira infatti alla musica e al look anni Ottanta, proponendo un mood in netto contrasto con le immagini di modelle bionde ed acqua e sapone delle sue campagne precedenti. Un imput importante è stato dato dal duo musicale inglese TING TINGS (nella foto) che oltre ad aver prodotto un brano che verrà usato nella campagna pubblicitaria, ha anche partecipato alla creazione del profumo.

AVON: Jacqueline Bisset è il nuovo volto di Anew Platinum, la linea di skincare della Casa dedicata alle donne over 60. I prodotti si avvalgono di un nuovo ingrediente, il “paxillium”, che promuove la sintesi del collagene e quindi l’elasticità. Disponibili dall’autunno, una crema da notte e un siero, cui seguiranno una crema da giorno e un contorno occhi.

CALVIN KLEIN: Zoe Saldana, la splendida protagonista di “Avatar”, è la nuova testimonial per la campagna della nuova linea di Underwear del marchio, “Envy”. BLISS: La celebre catena di Spa, che produce già una linea di prodotti beauty di successo, lancia la sua prima fragranza ispirata al mix di oli essenziali usato in tutte le sue locations. L’Eau de Toilette ha note di bergamotto, cetriolo, ylang-ylang e violetta. ARAMIS: la Casa presenta Impeccable, una nuova Eau de Toilette in edizione limitata che debutterà ad ottobre (l’ultima, Cool Blend, è stata lanciata lo scorso febbraio). La fragranza, sofisticata e ispirata all’uomo in smoking, sfoggia un packaging nero a righe verticali e vanta note olfattive decisamente maschili di cedro del Marocco, pepe nero ed agrumi. FASHION WEEK: Grande partecipazione delle Case cosmetiche in occasione della settimana della moda di New York. Tra le tante, Maybelline, sponsor ufficiale per il make-up della manifestazione, che ha organizzato un grande evento aperto al pubblico nel corso della Fashion Night Out al Gansevoort Plaza nel Meatpacking District. DIOR: La Maison ha organizzato a West Hollywood un pranzo di beneficenza all’insegna della bellezza riunendo giovani celebrità come Jessica Simpsons, Corinne Baller Rae e Lauren Conrad, protagonista della celebre serie “The Hills” di MTV. I ricavi del “luncheon” sono stati devoluti all’ente benefico Operation Smile, che aiuta a curare le malformazioni facciali di bambini in tutto il mondo.


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Cinema poi: OTTOBRE Ottobre tempo di... cinema. Ad attenderci sul grande schermo infatti, tanti films di spicco: dai thriller alle commedie, dai drammatici ai romantici fino alle pellicole d’azione.

BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero lberto (Claudio Bisio), responsabile dell'ufficio postale di una cittadina della Brianza, si finge invalido per salire in graduatoria e essere trasferito a Milano. Ma il trucco non funziona e per punizione viene trasferito in un paesino della Campania. Rivestito di pregiudizi, Alberto parte da solo, con tutti i suoi pregiudizi, per quella terra che ritiene il palcoscenico della camorra, dei rifiuti per le strade e dei "terroni" scansafatiche. Con sua immensa sorpresa,Alberto scoprirà invece un luogo affascinante, dei colleghi affettuosi, una popolazione ospitale e un nuovo e grande amico. Con Claudio Bisio,Angela Finocchiaro, Luisa Ranieri. • COMMEDIA

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INCEPTION di Christopher Nolan om Cobb (Leonardo DiCaprio) è un ladro speciale, capace di operare il furto di importanti segreti dal profondo subconscio durante lo stato onirico. Questa rara abilità l’ha reso una figura molto ricercata nell’ambiente dello spionaggio industriale, ma anche un ricercato internazionale, facendogli perdere tutto ciò che ama. Un ultimo lavoro potrebbe restituirgli la sua vita, solo se riuscirà nell’’impossibile: non rubare un’idea ma impiantarne una. Se avrà successo, potrebbe trattarsi del crimine perfetto. Ma il pericoloso nemico sembra prevedere ogni sua mossa… Con Leonardo DiCaprio, Ken Watanabe, Marion Cotillard, Ellen Page. • FANTASCIENZA, THRILLER

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FRATELLI IN ERBA di Tim Blake Nelson ill Kincaid è un insegnante di filosofia classica della Brown University, amato dai suoi studenti e stimato dai suoi colleghi.

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Improvvisamente riceve la notizia della morte di fratello gemello Brady, un poco di buono che coltiva marijuana. Decide, così, di fare ritorno al suo paese nativo nell’Oklahoma dove, dopo aver ritrovato la madre Daisy e incontrato l’amica d’infanzia Janet, viene a scoprire che in realtà Brady è non è morto, anzi ha bisogno di Bill per aiutarlo a rivelare a tutti che il benefattore ebreo Pug Rothbaum è in realtà il maggior trafficante di droga dello stato. Il piano di Brady però subirà molti drammatici inconvenienti. Con Eduard Norton, Keri Russel,Tim Blake Nelson, Richard Dreyfuss, Susan Sarandon. • COMMEDIA, DRAMMATICO

LA PASSIONE di Carlo Mazzacurati resentato al Festival di Venezia, La Passione è il film sulle vicende di un regista emergente che ha passato la cinquantina. Gianni Dubois (Silvio Orlando) avrebbe la possibilità di dirigere una giovane stella della tv, ma non riesce a farsi venire in mente una storia. Per risolvere un guaio col parroco di un paese, in Toscana, dove ha un ››

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appartamento, deve accettare la bizzarra proposta del sindaco di dirigere la sacra rappresentazione del venerdì santo. Ma deve anche pensare al film per Flaminia Sbarbato (Cristiana Capotondi), la diva del piccolo schermo che non ne può più di aspettare. Una serie di colpi di scena animano il finale del film. Con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Corrado Guzzanti, Cristiana Capotondi, Stefania Sandrelli, Kasia Smutniak. • COMMEDIA

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che la donna è anche l'esca che un agente dell'FBI ha gettato al ladro per catturarlo. Con Ben Affleck, Blake Lively, Jeremy Renner. • THRILLER,

DRAMMATICO, ROMANTICO

MANGIA, PREGA, AMA di Ryan Murphy iz Gilbert ha tutto ciò che una donna può sognare, un marito, una casa e una carriera di successo, ma è insoddisfatta, confusa.Appena divorziata, Liz decide di partire per un viaggio intorno al mondo per chiudere con il passato e ritrovare se stessa. In Italia riscopre il piacere di mangiare, in India arricchisce la sua spiritualità e a Bali ritrova il suo equilibrio interiore grazie al vero amore. Il film è tratto dal romanzo bestseller di Elizabeth Gilbert. Con Julia Roberts, Javier Bardem, James Franco. • DRAMMATICO

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THE JONESES di Derrick Borte Jones si trasferiscono in un'elegante zona residenziale e in breve riescono ad affascinare tutti i vicini di casa che iniziano a imitare i loro modi e stile di vita. Ma… i Jones non sono una famiglia normale, bensì un gruppo di venditori che si mettono in vetrina, anima e corpo, per vendere la propria immagine e il proprio stile di vita, stimolando l'acquisto di una gamma di prodotti vasta e costosa. In pratica l’ultima frontiera del marketing. Con Demi Moore, David Duchovny. • COMMEDIA

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THE TOWN di Ben Afflek l film racconta la storia di un rapinatore di banche, interpretato da Ben Affleck, che si invaghisce della cassiera (Rebecca Hall) di una delle banche che ha svaligiato, senza sapere

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professione: lui prima firma della redazione sportiva de Il Messaggero e lei docente di Filologia medievale alla Gregoriana. L'unico neo, la mancanza di figli che, misteriosamente, finisce per rinsaldare la loro unione.All’improvviso, Lino accusa problemi di memoria che si accentuano fino a compromettere lo svolgersi delle sue attività. Dapprima sia lui e Chicca decidono di riderci su ma il disturbo si accentua sempre più fino a quando, dopo attenti esami, viene diagnosticata una patologia degenerativa delle cellule cerebrali. Inizia così una toccante storia d'amore fra un uomo che si allontana sempre più dal presente e la sua donna che rifiutando ogni ipotesi di abbandono, decide di stargli accanto "regredendo" con lui. Con Fabrizio Bentivoglio, Francesca Neri, Serena Grandi, Gianni Cavina, Lino Capolicchio. • DRAMMATICO

INNOCENTI BUGIE di James Mangold n incontro casuale nei corridoi dell'aeroporto, stravolgerò la vita di June, una ragazza del midwest, in partenza per fare da damigella al matrimonio della sorella, nell'avventuroso e pericoloso mondo di un agente federale. Per stare al sicuro deve stargli attaccata il più possibile e vivere le sue rocambolesche ore. Con Tom Cruise, Cameron Diaz. • AZIONE, COMMEDIA

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UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati ino Settembre e sua moglie Chicca vivono una vita coniugale serena, entrambi soddisfatti della loro

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carnet Marina SANTIN

Percorsi d’arte e di moda Rientro in città all’insegna dell’arte e della cultura. In tutt’Italia si moltiplicano gli appuntamenti con le più differenti espressioni artistiche, ma da segnalare un particolare evento d’Oltralpe che vede protagonista la moda. PADOVA

MAMIANO DI TRAVERSETOLO

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MANTOVA

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quattro grandi quadri della serie Italian Quartet più l’installazione Mass, a testimonianza della capacità dell’artista di muoversi tra differenti stili e linguaggi dell’arte senza lasciarsi imbrigliare in rigide etichette, per la personale “Cumuli” di Lucio Pozzi. Dal 26 settembre al 24 ottobre 2010, Palazzo Te. Info: www.centropalazzote.it.

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resenta 65 opere documentando l’intero percorso artistico del Maestro dall’intensità espressiva del momento formativo, all’inizio degli anni ’30, al realismo espressionista fino al vitalismo rinnovato dell’ultima stagione “Guttuso. Passione e realtà”. Fino all’8 dicembre 2010, Fondazione Magnani Rocca. Info: Tel. 0521.848327-848148, info@magnanirocca.it, www.magnanirocca.it.

PERUGIA

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n percorso espositivo che intreccia il Simbolismo di inizio ‘900 con l’arte contemporanea , i diversi “surrealismi” e alcune tra le più suggestive espressioni del cinema per “Teatro del sogno. Da Chagall a Fellini” che indaga lo stretto legame tra l’universo onirico e gli artisti. Dal 25 settembre 2010 al 9 gennaio 2011, Galleria Nazionale dell’Umbria. Info: Tel. 199.151.123, www.mostrateatrodelsogno.it.

FORLÌ

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ltre 400 reperti datati intorno al 2000 a.C. scoperti nei primi anni del ‘900 nelle necropoli di Assiut e Gebelein dal grande egittologo Ernesto Schiaparelli animano “Egitto mai visto. Le dimore eterne di Assiut e Gebelein” che vede protagonisti sarcofagi, stele, interi corredi funerari e molto altro ancora. Fino al 9 gennaio 2011, Musei San Domenico. Info: Tel. 199757515, www.civita.it.

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ento opere corrispondenti ad altrettanti anni d’arte, per “Il volto dell’Ottocento. Da Canova a Modigliani” che analizza il tema del ritratto in senso esteso dal volto alla figura intera, di gruppo, familiare e non, in situazioni mondane, ufficiali o intime tracciando un’immagine della società di quei tempi coinvolta in trasformazioni politiche e sociali. Dal 2 ottobre 2010 al 27 febbraio 2011, Palazzo Zabarella. Info: 049.8753100, info@palazzozabarella.it, www.palazzozabarella.it.

ROMA

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ropone il meglio del mercato antiquariale in Italia, la 7° edizione della Biennale Internazionale di Antiquariato che vede esporre ben 70 gallerie di cui 18 provenienti da Europa e Stati Uniti. In preziosi stand allestiti con oggetti e mobili antichi si potranno ammirare opere di pittura dal ‘300 al ‘900, sculture e rari argenti. Dall’1 al 10 ottobre 2010, Palazzo Venezia. Info: www.biennale-antiquariato.roma.it.


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carnet

Una Suite per Gaultier

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ipercorre le tappe fondamentali della stagione artistica italiana che vide gli artisti “napoletani” concorrere alla maturazione e allo sviluppo di una pittura del “vero”, “La pittura napoletana dell’Ottocento tra innovazione ed internazionalità”. Dall’1 al 10 ottobre 2010, Palazzo Venezia; dal 23 ottobre al 23 dicembre 2010 Galleria Bottegantica (Mi). Info: Tel. 02.62695489, 051.331388, info@bottegantica.com, www.bottegantica.com.

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VENEZIA

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spone le opere più significative prodotte negli ultimi dieci anni sia dai grandi maestri che dalle più recenti promesse della grafica giapponese, la cui tradizione vanta origini antiche ed è ricca ed inventiva come quella di nessun altro paese al mondo “Graphic design dal Giappone. 100 poster 2001-2010”. Fino al 20 ottobre 2010, Fondazione Bevilacqua La Masa. Info: Tel. 041.5207797, www.bevilacqualamasa.it.

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ROMA

VENEZIA

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la prima esposizione in Italia dedicata all’opera dell’artista americano artefice di un linguaggio visivo privo di simboli storicizzati “Adolph Gottlieb. Una retrospettiva”, con opere che spaziano dai primi lavori d’influenza surrealista all’approdo dall’espressionismo e all’astrattismo. Fino al 9 gennaio 2010, Peggy Guggenheim Collection. Info: Tel. 041.2405411, info@guggenheim-venice.it, www.guggenheim-venice.it.

BOLOGNA

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avventura intellettuale ed imprenditoriale di Gavina facendo riferimento agli artisti, designer e architetti che con lui hanno condiviso il cammino nel mondo dell’arte ed alle aziende che ne hanno portato l’impronta, per “Dino Gavina. Lampi di Design”. Dal 23 settembre al 12 dicembre 2010, MAMbo. Info: Tel.051.6496611, info@mambo-bologna.org, www.mambo-bologna.org.

rendi Parigi, aggiungici le griffes di maggior prestigio della moda e mixa il tutto con il meglio dell’universo del décor. Otterrai uno degli appuntamenti più originali e creativi della Ville Lumière, la “Suite Elle Decoration” ovvero gli appartamenti anni ’30 all’interno del Palais de Chaillot, costruito dall’architetto Jacques Carlu (che oltretutto li abitò) ed oggi sede della Cité de l’Architecture e du Patrimoine,“vestiti” dagli stilisti più geniali. Quest’anno a rifare il look alla celebre location, dopo Christian Lacroix e Martin Margiela, è stato chiamato Jean Paul Gaultier che ha reinterpretato ogni ambiente secondo il suo personalissimo stile.“Gli abiti sono il mio mestiere ha infatti dichiarato - e non sapendo fare che questo, ho vestito la Suite con i differenti temi che già caratterizzano le mie collezioni”. Nell’ingresso sono le iconiche righe marinare bianco-blu a dominare incontrastate rivestendo i muri e pavimenti ed avvolgendosi e drappeggiandosi sui mobili. Cambio di registro per il salone, che si trasforma in un grande giardino dove la vegetazione, costituita da liane, licheni, piante e muschi, si impadronisce dell’arredo. Côté camera, alla ribalta la lingerie che disegna una stanza nei toni del rosa con pile di cuscini, pavimenti incrostati di pizzo, soffitti e pareti ricoperti di stoffa per ricreare effetti di velature, e, al centro, sul letto matrimoniale, una bambola vestita con uno dei celebri bustier del couturier che si trasforma in enorme trapunta. Nulla è sfuggito al talento di Gaultier, terrazzo compreso, che ha tappezzato di specchi per moltiplicare all’infinito Parigi e la Tour Eiffel dando vita ad uno spettacolare gioco di paesaggi che cambiano a seconda dell’ora, del cielo e delle stagioni. Mecenate d’eccezione dell’iniziativa (che si protrarrà fino ad ottobre 2011 accogliendo il pubblico solo il sabato e la domenica dalla 14 alle 17), la griffe francese d’arredo Roche Bobois che per festeggiare i suoi primi 50 anni ha affidato proprio allo stilista la creazione di una linea d’arredamento. Info: www.citechaillot.fr


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Jaden

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“Mi diverto a recitare, è davvero una passione. Non avrò un’estate libera per i prossimi cinque anni…”. Parola di Jaden Smith, 12 anni appena compiuti, ultimo esempio di figlio d’arte emerso a Hollywood, ora sul grande schermo nel suo primo ruolo da protagonista in “The Karate Kid”.

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Il suo cognome è il più comune d’America, Smith: ma a parte questo non c’è niente

di convenzionale in Jaden Smith, 12 anni appena compiuti, carinissimo ragazzino di colore con le treccine rasta ad incorniciare un volto dolcissimo, ultimo esempio di figlio d’arte emerso a Hollywood. Il padre è niente meno che Will Smith, megastar di “Men in Black” e “Sono la Leggenda”, la madre è Jada Pinkett Smith, l’indomita pilota di “Matrix 2 e 3”. Accanto al padre, Jaden era apparso per la prima volta sullo schermo nell’acclamato film di Gabriele Muccino “La conquista della felicità” nel 2006, quando aveva appena otto anni, e si era capito subito che un nuovo divo-bambino era tra di noi. Ed ora il mingherlino ma assai sicuro di sè Jaden è di nuovo sugli schermi col suo primo ruolo da protagonista in “The Karate Kid”, accanto al guru del cinema d’azione e delle arti marziali di Hong Kong, Jackie Chan, anche produttore del film. Jaden se l’è cavata egregiamente esibendo un misto di spontanea sensibilità e notevole grinta: il film, che ha appena debuttato nei cinema italiani, sta avendo un grande successo in America, dove è uscito in giugno (160 milioni di dollari d’incasso).

divo a 12 anni Silvia BIZIO

Si tratta di un vago remake dell’originale del 1984 con Pat Morita e Ralph Macchio, ed è ambientato in Cina, dove la troupe, quasi tutte maestranze cinesi, ha girato per quattro mesi a Pechino, incluse alcune scene nella Città Proibita e nelle zone montagnose circostanti (fino alla Grande Muraglia). È la storia di un ragazzino di Detroit, Dre Parker (Smith), trasferitosi in Cina con la madre, le cui difficoltà a trovare nuovi amici vengono complicate dalla cattiveria del bullo della scuola, Cheng, esperto di karate. Frustrato anche per il non capire la lingua e solo in terra straniera, Dre stringe amicizia con il custode dell’edificio in cui vive (Jackie Chan), in apparenza un anziano buono a nulla, in realtà un ex fenomeno del kung fu. Affezionatosi al ragazzino americano, l’uomo decide di prenderlo sotto la sua ala protettiva e di insegnargli i segreti dell’antica arte marziale per farsi quindi valere nel nuovo mondo. ›› N°7 SETTEMBRE 2010

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incontro

›› Jaden tiene molto alle sue treccine e ama vestire un po’

stile “street” con un tocco di moda rockstar (gli piace la pelle), e confessa di aver accumulato oltre 5.000 ore sul suo videogame preferito, Worldwarmaster. In Cina, durante i mesi trascorsi sul set, dove ha sempre avuto al suo fianco mamma e papà, mangiava solo hamburger (“Odio il dim sun”, dice) e non ha avuto tempo per fare del turismo. “Lavoravamo tutto il giorno e la sera crollavo a letto stanchissimo” dichiara simpatico e disinvolto durante il nostro incontro, avvenuto in un hotel di Los Angeles dove vive con la famiglia (ha un fratello maggiore e una sorella più piccola). Ad accompagnarlo, un folto entourage, proprio come il celebre padre. � Jaden, conoscevi le arti marziali prima di fare questo film? “Le pratico da quando avevo tre anni, ma per prepararmi al film mi sono allenato strenuamente per tre mesi nel kung fu. Ora ho molta più fiducia in me stesso, penso che sarei in grado di difendermi se qualcuno mi attaccasse e non credo mi farei male. Ma è stata dura”. � Il tuo famoso padre ti ha spronato molto? “Papà mi ha spinto al massimo, mentre mia madre era più protettiva e aveva addirittura timore che mi facessi male o che mi stancassi troppo. Se vogliamo usare una metafora, era come se fossi sull’orlo un precipizio con i piedi che sporgevano fuori dal burrone, con mio padre che mi esortava a saltare, ovvero a darci dentro e dare del mio meglio, come fa sempre lui nei suoi film. Magari aveva paura anche lui come mia madre ma non lo dava a vedere”. � In che misura essere figlio di attori così famosi ha segnato il tuo cammino?

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“Non più di tanto. La maggior parte dei miei amici non sono ricchi nè figli di gente famosa come me, ma non ci faccio molto caso, non ne parliamo mai. L’unica differenza è che io mi sento un po’ diverso perchè loro parlano il linguaggio dei rapper e io invece preferisco leggere. Il mio libro favorito, al momento, è Twilight e i suoi seguiti”. � Come vedi la tua carriera nel cinema in futuro? “La vedo come un lavoro impegnativo ma eccitante. Mi diverto a recitare, è davvero una passione. Non avrò un’estate libera per i prossimi cinque anni: mi arrivano molti copioni, e li leggo tutti, anche se non ho ancora deciso quale sarà il mio prossimo progetto. Ma se ne trovo cinque buoni li farò tutti”. � Hai seguito scuole di recitazione? “No, l’insegnamento migliore è sul set, non mi serve studiare teoria in una scuola, me lo dicono sempre anche i miei genitori. Recitare per me è un gioco bellissimo, e un divertimento. Tranne quando devo piangere, che non mi piace per niente, non so perchè. Ma per il resto è davvero bellissimo, posso viaggiare, incontrare tanta gente diversa, imparare tante cose”. � Come sono mamma e papà Smith? “Mio padre è un attore eccezionale ed è una persona bellissima, buono e allegro, pieno di entusiasmo, nel cinema come nella musica e nella vita privata. È un padre stupendo, che mi ha trasmesso l’amore per il cinema. Andiamo sempre a vedere i film insieme. Mia madre è uguale a lui, solo che è una femmina, una madre al cento per cento”. � Hai solo 12 anni. Che effetto ti fa essere già un professionista? “La mia età è solamente un dato anagrafico. Non passo molto tempo con i miei coetanei. Il mio miglior amico ha 16 anni e guida la macchina e andiamo in giro insieme ovunque. I miei genitori mi lasciano fare, si fidano di me. A parte la loro richiesta, anzi l’ordine, di tornare non più tardi delle dieci e mezza di sera, quando sto a Los Angeles, come ogni normale dodicenne. Tranne quando ho la prima di un film: allora faccio anch’io le ore piccole!”. 

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c u lt u r a Marina SANTIN

Narra un racconto affascinante che identifica lo spirito del Nord con la pittura nei paesi scandinavi concentrandosi sul tema del paesaggio, autentico luogo dell’anima, “Munch e lo spirito del Nord. Scandinavia nel secondo Ottocento” che vede quale ospite d’onore il grande maestro norvegese.

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“Una sera passeggiavo per un sentiero, da una parte stava la città e sotto di

me il fiordo... Mi fermai e guardai al di là del fiordo, il sole stava tramontando, le nuvole erano tinte di rosso sangue. Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando”. Queste parole, scritte da Munch per descrivere “L’Urlo”, uno dei suoi lavori più celebri, danno solamente un'idea della forte sensazione che ha portato l'autore a realizzare quest'opera, che, di enorme portata rivoluzionaria, anticipa la corrente dell'Espressionismo. Ma non solo. Concretizza in modo esemplare lo stretto legame esistente tra i popoli dei paesi nordici e la natura, una liaison forte e profonda, che risale a tempi lontani e che si riflette in ogni aspetto della vita: da quella di tutti i giorni alle più alte espressioni artistiche. E se guardiamo ai vari periodi storici, il sentimento di appartenenza alla natura, fortemente radicato come abbiamo detto nei paesi scandinavi, si esprime nell’arte dell’Ottocento soprattutto attraverso il ruolo centrale della pittura paesaggistica. Tuttavia, sia la natura che le rappresen“Munch e lo spirito tazioni dei paesaggi presentano evidenti del Nord. Scandinavia differenze tra un paese e l’altro. Le dolci ›› nel secondo Ottocento” 25 settembre 2010 6 marzo 2011

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edvard munch Autoritratto, 1882-1883 2

edvard munch Melancolia, 1894-1896

I paesaggi

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dell’anima n°7 settembre 2010

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›› colline e le fertili pianure della Danimarca si estendono

fino alle regioni meridionali della Svezia, quindi le foreste prendono il sopravvento, seppure punteggiate da innumerevoli laghi e interrotte dagli impetuosi torrenti del Nord. Le montagne, del tutto assenti in Danimarca, sono antichissime ed ondulate in Svezia e Finlandia, mentre solo in Norvegia sono presenti alcune catene alpine e fiordi profondi che dall’Atlantico frastagliano il panorama. Questa varietà si rispecchia anche nell’arte, dove le differenze stilistiche e di atmosfera tra Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia sono consistenti e principalmente riconducibili al fatto che la pittura paesaggistica dell’800 fu fortemente influenzata dal crescente fervore nazionalista e dalla necessità di dare voce alle identità dei singoli paesi intrecciandosi così anche con la loro storia. E scrive un racconto che identifica lo spirito del Nord con la pittura in queste quattro nazioni, la mostra “Munch e lo spirito del Nord. Scandinavia nel secondo Ottocento”, allestita nelle sale di Villa Manin, a Passariano di Codroipo e specialmente dedicata al paesaggio ma raccolta anche attorno al tema del ritratto e della figura. Esposte circa 120 opere, articolate in cinque sezioni: le prime quattro riservate alle scuole nazionali di quegli stati, l’ultima dedicata ad Edvard Munch con 35 lavori in totale. Come anticipato, non si può parlare infatti, di una precisa identità artistica tra i quattro paesi nordici che abbracci la seconda parte del XIX secolo ed almeno il primo decennio di quello successivo, esattamente il periodo storico preso in esame dalla rassegna. Ciascuna nazione ha delle caratteristiche proprie e se la Norvegia, ad esempio, più delle altre vive la tensione legata al sublime ro-

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mantico, la Danimarca mette, invece, in evidenza un tono intimo e quasi sillabato, mentre l’arte svedese è stata quasi sempre aperta alle influenze europee. In tutta la Scandinavia comunque, le prove pittoriche realizzate direttamente nella natura, ovvero “en plein air” come dicevano i francesi, fanno prossimi gli autori ad una visione diretta della realtà come se accorciando il passo tra sé e la cosa rappresentata venisse annullandosi quella distanza devota che restava legata al sublime romantico. Tornando all’esposizione ed alle scuole nazionali, troviamo in apertura alcuni dipinti che evidenziano prima dello scavalcamento d metà secolo, la situazione della cosidetta Golden Age in Danimarca, con le opere tra l’altro di Lundbye e P.C. Skovgaard. Così come in Norvegia una breve introduzione è riservata a Dahl, Balke e Gude; in Svezia a Larson, Berg e Wahlberg; e in Finlandia a von Wright e Holmberg. Così da indica- ›› n°7 settembre 2010

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1 Edvard Munch Chiaro di luna, 1895 2 Edvard Munch La foresta incantanta, 1903 3 Edvard Munch Notte d’estate. Inger sulla spiaggia, 1889 4 Edvard Munch Pomeriggio in piazza Olaf Rye, 1883 5 Vilhelm Hammershøi Pioggia con il sole sul lago Gentofte, 1903 6 Vilhelm Hammershøi Le alte finestre, 1913

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›› re, attorno appunto alla metà dell’Ottocento, il senso di

una scoperta del vero naturale, che si affranca dalla nozione di paesaggio ancora post-settecentesco che, a parte alcuni casi di straordinaria qualità da Friedrich a Turner, rende non dissimili le varie nazioni europee in questa prima parte del secolo. Poi la mostra prende il suo vero corso e si tuffa nella seconda metà del XIX secolo, attenta ad individuare, attraverso un’attenta scelta dei dipinti, quello sguardo che ha fatto del Nord un luogo non soltanto fisico ma anche dell’anima. E che quindi trova in Munch il suo logico ed imprescindibile punto d’arrivo. Ma prima di arrivare al grande Maestro, la schiettezza, la luminosità, il silenzio ed il fragore del paesaggio nordico sono interpretazione che talvolta virata verso una problematicità che fa dei luoghi naturali un sentimento arcano e quasi primordiale. Questo senso del tempo, il chiarore delle estati, la profondità delle notti d’inverno, il velluto dei muschi e dell’erba, il bianco dei fiori sotto il bianco delle lune estive è quello che la 1

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Laurits Andersen Ring Inizio di primavera. Motivo tratto da Melby. Frederiksværk, 1901 2

Harald Sohlberg

Campo fiorito nel Nord, 1905 3

Edvard Munch

Sul balcone, 1902

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Akseli Gallen-Kallela Imatria in inverno, 1893 5

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La donna sul ponte, 1902 6

Peder Balke

Paesaggio costiero, 1860-1869 circa

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rassegna intende sottolineare e mostrare ai suoi visitatori. E per farlo non si fa mancare i veri protagonisti della scena artistica scandinava. In Danimarca, da Ring, Philipsen, Syberg, Gottschalk e, soprattutto, Hammershøi. A lui, la cui solitaria e strepitosa esperienza si sviluppa tra gli ultimi quindici anni dell’Ottocento ed i primi quindici del Novecento, è dedicata un’intera sala che racchiude alcuni paesaggi e in particolare fascinosi interni. I suoi lavori, esposti per la prima volta in Italia, stanno all’apice di un percorso che nasce nella luce di cenere degli interni olandesi seicenteschi, ma che tutto trasforma entro la misura di grigi infiniti che talvolta virano sugli azzurri pallidi. Dando il senso della solitudine di figure che in quegli spazi non si muovono ma restano sospese, come il tempo potesse bloccarsi una volta per sempre. E non tornare più. Per proseguire tra gli altri, in Norvegia, con Nielsen, Backer, Thaulow, Krohg, Skredsvig; e poi Larsson, Nordström, Zorn, Jansson, Price Eugen, Strindberg in Svezia, Edelfelt, Gallen-Lallela, Järnefelt, Churberg, Halonen, Thesleff in Finlandia. Con quelle caratteristiche pittoriche che mettono sempre al centro l’immagine dell’uomo nel grande spazio della natura incontaminata e quasi immisurabile. ›› n°7 settembre 2010

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c ›› La parte finale, dicevamo, è dedicata a Munch, dove una

decina di opere su carta fanno da contrappunto all’opera pittorica, una selezione di dipinti compiuta espressamente per mettere in relazione l’artista norvegese con gli autori scandinavi che lo precedettero. Quando infatti a diciassette anni, nel 1880, egli decise di diventare pittore, l’arte norvegese era in una fase di fermento, cambiamento ed innovazione. In tutta la Scandinavia in verità si attraversava un periodo di transizione in cui le influenze europee favorirono il distacco dalla tradizione accademica. Munch iniziò la propria carriera artistica in piena epoca naturalista, mentre l’attenzione degli artisti era rivolta in particolare ai nuovi sviluppi europei, soprattutto a quelli di Parigi. Ma la sua arte, vuoi forse anche per la frequentazione dei bohémien, si sviluppò in modo totalmente diverso rispetto agli altri pittori della sua generazione e prese le distanze dalla tradizione norvegese radicata nella Golden Age degli anni Ottanta. Il suo iter creativo si legò strettamente alla letteratura, e nel tempo anche al teatro, seguendo l’esempio del simbolismo francese dell’ultimo decennio del secolo, anch’esso fortemente intrecciato con la

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letteratura. Per questo motivo, la sua produzione è spesso considerata di matrice letteraria. Del Nord, tuttavia, appare chiarissimo che Munch è il figlio più che legittimo, testimonianza ne sia quella sorta di sigla personalissima che caratterizza e sigilla quel darsi allo spazio interminabile dei paesaggi scandinavi e quella profonda appartenenza alla natura. Sono le sue stesse parole a rivelarcelo “Natura è lo sconfinato, eterno regno che nutre l’arte. Natura non è solamente quello che agli occhi è visibile. Natura è le più profonde immagini della mente. Le immagini sul risvolto interno degli occhi”. Il primato dell’arte sulla natura per lui è comunque indiscutibile, perché la prima è lo strumento di conoscenza dell’inconscio, dei suoi processi, dei suoi incastri e degli incagli, tanto da affermare: “Conoscete i miei dipinti, e in loro potete vedere ciò che ho vissuto”. 

1 Ferdinand von Wright Veduta di Haminalahti, 1853 2 Pekka Halonen Il bucato nel ghiaccio, 1900 3 Albert Edelfelt Nell’arcipelago esterno, 1898 4 Christian Krohg Vecchia che taglia il pane, 1879 5 Johann C. Dahl Il ghiacciaio di Nigardsbreen, 1844 6 Edvard Munch Bosco d’inverno, Nordstrand, 1899 7 Edvard Munch Sera sul viale Karl Johan, 1892

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C’è un po’ di difarco nel gesto di ogni donna.


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La qualità della fragranza, l’elitaria semplicità del flacone, il fascino di Gaspard Ulliet, la cinepresa geniale di Martin Scorsese: davvero, cosa di più per un maschile che ha già la firma Chanel?

Tra cielo e terra

La Maison lo definisce così, un racconto al presente che parla di avventura e narra la leggenda di un uomo e di un profumo, che, nato dall’incontro di cedro, vetyver ed incenso, gli diede vita e lo rese un eroe pronto a partire alla conquista del mondo. È Bleu de Chanel, un jus d’eleganza e libertà protetto da uno scrigno virile, un blocco in cristallo dai colori dell’ardesia che sfiorato dalla luce acquista i riflessi del cielo in burrasca. Aromatico e boschivo, conquista con un mélange di arancio e limone vivacizzato da pompelmo, menta piperita, bacca rosa, noce moscata ed un pizzico di zenzero. Successivamente, si affaccia il cedro che, annunciato dal gelsomino, si intreccia con i sentori del vetyver per allearsi con un mix di patchouly ed incenso facendo incontrare nel blu dell’estate, la terra ed il cielo.

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Stupire:

è da sempre il leit motiv di Chanel da quando Coco cominciò ad essere, da quando questa “griffe” è assurta all’Olimpo del fascino, della straordinarietà, del costante successo. “Stupire” che diventa parola d’ordine se l’annuncio di un nuovo profumo è affidato a Martin Scorsese, il regista del genio oltre la genialità. Ed eccolo Gaspard Ulliet, bello, fascinoso, emergente star del cinema francese, interpretare quel che Scorsese ha voluto significare di questo profumo che, come Ulliet nel filmato advertising (un altro capolavoro a continuare il successo del movie di Chanel N.5), va verso la libertà di essere ma soprattutto di stupire. Inoltrandosi nel bleu, il magico bleu tanto caro a Coco, il bleu non soltanto colore, ma filosofia, emozione di un maschile che stupisce anche e soprattutto nel jus (esauriente box tecnico di Marina Santin, qui accanto), dopo aver mostrato la tradizionale, sicura, efficace semplicità del design di un flacone che ha le forme e i riflessi di un bleu vivo, Dna di un’architettura profondamente Chanel. Cosa di più allora per un profumo maschile? Gaspard Ulliet, quell’intensità dello sguardo, Martin Scorsese quella genialità di uno spot pubblicitario che sa romanzare una fragranza, quella qualità che ha l’imprimatur Chanel: cosa di più?... 

cosa di più? N°7 SETTEMBRE 2010

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Uno spot d’eccezione e una campagna stampa d’efficacia per Play for Her, nelle due versioni Eau de Parfum e Eau de Parfum Intense: ne è testimonial di favoloso prestigio, Justin Timberlake con a fianco la bellissima Noot Sear.

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opo lui arriva lei… Play for Her, alter ego femminile dell’omonimo jus per lui di Givenchy con cui è destinato a vivere in coppia. Dedicato alla donna naturalmente seducente e curiosa, è legato al suo compagno dai sentori del legno di Amyris e dal “dresscode” che riprende i codici del pack maschile rivelandosi un oggetto hig-tech ma che non si dimentica di femminilità ed eleganza, anche nella scelta dei colori, rosa o viola, a seconda della dimensione olfattva scelta. Floreale e radioso soffuso di nuances boisées, si declina infatti in due versioni: Eau de Parfum ed Eau de Parfum Intense. La prima, luminosa, spensierata e vibrante, rivela un cuore di fiore di tiarè, fiore e foglia di magnolia e legno di Amyris velato da un’eco di legno di sandalo e muschi; la seconda, sensuale, voluttuosa ed avvolgente, conquista con un carattere di fiore di tiarè, orchidea e legno di amyris suggellato da un sillage che intreccia legno di sandalo, patchouly, fava tonka e benzoino.

speciale Luciano PARISINI

Premessa:

non dovrei parlarne perché ciò che ho visto è ancora definito top secret. Ma può il mestieraccio d’amore intenso che vivo da nove lustri, partecipare ad una conferenza stampa al LVMH Auditorium di Parigi, della durata di un paio d’ore, con personalità di scienza profonda che ti spiegano un clamoroso, “incredibile” futuro della cosmesi proiettandone su schermo gigante equazioni profondamente intricate ma di estrema eccitazione scientifica, può, dicevo, tapparmi oltre alla bocca, il computer e una macchina fotografica che ha rubato ogni schermata sulla prodigiosa scoperta?. Può, evidentemente: mi basta però, per deontologia di mestiere ricordare che ho visto e che ho capito. E che comunque tengo il segreto sino a quando si dovrà. Fine premessa e doverose scuse al fragoroso lancio di Play for Her di Givenchy in doppia versione, Eau de Parfum e Eau de Parfum Intense. Avvenuto subito dopo la clamorosa conferenza stampa, richiamando così a Parigi al prestigioso ARC 12 rue de Presbourg, un vero tsunami di colleghe (noi maschietti sempre in minoranza…) per “toccare” (ma insuperabili guardie del corpo nemmeno permettevano di fotografarlo!) il favoloso testimonial del profumo: Justin Timberlake, cantautore, musicista, produttore, attore, uomo d’affari, una vera collezione di Grammy Awards (quattro!), interprete d’impegno nel più recente dei suoi film: “The Social Network”. Insomma una super star che, affiancato dalla bellezza canadese Noot Sear e sotto la regia di Pierre Morel, collaboratore di Luc Besson, ha interpretato l’originalissimo spot di Play for Her, due giorni di complicatissime riprese lungo la scala della Torre Eiffel con l’obiettivo di “far vibrare Parigi” eppoi osare di… Play e far pulsare il cuore di lei per l’incanto di questa fragranza, declinazione seducente del Play maschile di non lontana realizzazione. Fragranza che vanta un “segreto”: il legno di Amyris nel “cuore” delle due versioni Eau de Parfum e Eau de Parfum Intense (fragranza dai connotati affidati alla nota tecnica di Marina Santin in queste pagine). Il flacone? anzi: i flaconi? Ancora un capolavoro dell’amico Serge Mansau: Intriganti, di colore invitante perfettamente coerenti al progetto. Scusa, Serge, so che te la prenderai ma lasciami la battuta seppur banale: da non confonderli in borsetta con l’iPhone… 

c’è Justin!

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speciale Luciano PARISINI

Quando la ricerca

sa chiedere alla natura, la natura dà risposte efficaci. Guerlain ne ha la prova avendo saputo chiedere alla regina della natura, quell’ape che da sempre è il simbolo di Guerlain, il marchio che Pierre-François-Pascal Guerlain scelse nel 1828 per significare il valore massimo della Maison. Perché è l’ape l’operaia preziosa che governa l’intera vita del globo. Einstein ebbe ad asserire, in una della sue sentenze, che la totale scomparsa delle api determinerebbe la fine del mondo in breve tempo. Da questo minuscolo genio deriva infatti la parte più funzionale del nostro ecosistema. Sarebbe troppo profonda e complicata la spiegazione: mi limito al verbo del padre di tutte le scienze così da collegare il valore essenziale dell’ape a questa recente alchimia di Guerlain per la difesa della pelle. Abeille Royale si basa infatti sul valore assodato dei prodotti dell’ape, quali migliori cicatrizzanti. Il miele, è dimostrato, entra nei trattamenti della chirurgia medicando, con successo, pazienti che reagirebbero con scarso risultato al trattamento della farmacopea classica. Lo sostiene anche il

Guerlain e quella intuizione rivolta all’ape: il genio dell’operosità, la salvezza, secondo Einstein, dell’ecosistema del mondo. E con la rara ape nera dell’isola bretone di Quessant e un’intensa alchimia basata sul Concentrato Reale Puro, ecco regina di un classico alveare d’oro, simbolismo di Guerlain, il siero Abeille Royale: riparazione, ricostruzione delle microlacerazioni della pelle, causa delle rughe e della perdita di compattezza.

professor Descottes, Primario di chirurgia viscerale e trapianti del Centro Ospedaliero Universitario di Limoges. È assodato però che non tutti i prodotti dell’ape hanno potere cicatrizzante: tutto dipende dalla purezza dell’ambiente in cui l’ape gestisce la sua operatività. Ecco allora nelle elaborazioni scientifiche di Guerlain emergere il valore totale dell’ape nera di Quessant, l’isola bretone totalmente fuori da inquinamento e parassiti. Il miele dell’ape nera è quindi per Guerlain campione di purezza, così da impegnarsi a difenderne la riservatissima produzione dell’isola, proteggendo l’Ape Nera Celtica, specie millenaria già in via di estinzione perchè vittima dei prodotti tossici, ma salvata dal 1987 da apicultori bretoni che scelsero appunto Quessant per difenderne e continuarne la specie. Ora Guerlain di questa assoluta rarità usa la Pappa Reale Pura, eccezionalmente sicura per rigorosi controlli, così da rendere massima l’efficacia di Abeille Royale, autentica alchimia per riparare, ricostruire le microlacerazioni della pelle, causa delle rughe e della perdita di compattezza. Certo: la pelle possiede già una programmazione di auto riparazione, una reazione a catena di meccanismi chiave quale ad esempio la migrazione delle cellule verso le zone danneggiate; Abeille Royale con il suo Concentrato Reale Puro, la Pappa Reale dell’ape nera, mette in movimento, stimola i meccanismi che determinano l’autoriparazione della pelle. Conclusione: non resta che ribadire quanto Guerlain sostiene e che cioè Abeille Royale “è siero-giovinezza che distilla la sua forza vitale nel cuore della pelle”. E con una texture siero-emulsione che si assorbe sollecitamente avvolgendo la pelle di freschezza e di un delicato profumo tipicamente Guerlain. Che anche nel pack ha distinto la sua classe: flacone di luce cristallo-oro con quel pulsante dorato che rilascia in due pressioni il tanto del siero per applicazione quotidiana, prima di ogni cosmetico d’abitudine. Testimonial? Un volto incantato, levigato, di una top model? No: un alveare d’oro così come in queste pagine, con Abeille Royale al centro. Ape regina. 

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speciale Luciano PARISINI

Gucci Guilty lo è. “Colpevole” di seduzione, per concetto (la creatività di Frida Giannini colpisce ancora…), per sembianze (flacone icona), per qualità del jus, per comunicazione (Evan Rachel Wood e Chris Evans, diretti nello spot-meraviglia da Frank Miller!).

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“Le fragranze hanno davvero un potere seduttivo, ne sono convinta. E se un profumo ti conquista lo porti sempre dentro ›› di te; e ogni volta che riaffiora, riaffiorano i ricordi…”.

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ucci Guilty, ovvero, il profumo della sfida: avvolgente, seduttivo quasi ipnotico, dedicato alla donna trasgressiva che si esalta per cose che farebbero sentire in colpa chiunque altra e coltiva il piacere che fa il superare i confini. Racchiuso in uno scrigno dorato in cui l’iconica doppia G intrecciata si trasforma in inedita finestra sull’essenza ambrata, si rivela un bouquet fiorito ed orientale dal cuore edonista, caldo e deciso. A siglarne il debutto, un mix di mandarino e pepe rosa, anfitrioni di un carattere che vibra con i sentori del geranio e del lillà punteggiati da guizzi di pesca e di un sillage profondo che allea patchouly ed ambra.

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SPETTACOLO Dall’immagine della campagna stampa (“testimonials” Evan Rachel Wood e Chris Evans), a flash “rubati” alla splendida notte Gucci di Roma, per il lancio internazionale di Guilty. Primo piano di Evan Rachel Wood e, subito sotto, lei bellissima al volante della superba Jaguar C-Type del 1953, durante le riprese dello spettacolare spot diretto da Frank Miller, di spalle, in basso, a colloquio con Evan Rachel Wood e Frida Giannini, il genio della creatività Gucci. In mezzo, uno scorcio dell’intrigante allestimento di Roma.

›› Traduco un concetto rubato a Evan Rachel Wo-

od (poi riferito anche nel dossier stampa) quella sera di delizioso “ponentino” a Roma, prim’ancora che il suo volto “colpevole” prorompesse (meeting di lancio internazionale del profumo) dallo spot in 3D mirabilmente girato da Frank Miller e fortissimamente voluto dal genio creativo di Frida Giannini. Evan Rachel Wood? È la conturbante testimonial di questo Gucci Guilty: lei colpevole per ruolo, e fiera di esserlo per davvero “di un sacco di cose”, Gucci Guilty colpevole per fragranza, per sembianze (quel flacone d’intenso, meraviglioso, difficile connubio tra vetro e doppie G incrociate, griglia-finestra del contenuto!), per immagine pubblicitaria, per magia dello schermo “travolto” dalle note avvolgenti di “Strange Love” (dei Depeche Mode, versione Friendly Fires) e “squarciato” più che “forato” dalla shoccante frenata di una superba Jaguar C-Type del 1953, nonchè dalla sensualità del “sanissimo” Chris Evans, sedotto da Rachel Wood. Certo, tutti “colpevoli”: di aver creato un Gucci dalla più forte personalità possibile, ribelle nel jus (box tecnico di Marina Santin nella pagina precedente) e nel concetto, dedicato ad una femminilità nuova, decisa, ribelle, caricata d’intelligenza nell’audacia, un cocktail che Frida Giannini ha meditato per chi “non aspetta che succeda qualcosa, ma la fa succdere” succdere”. Questo Gucci Guilty insomma non è soltanto un profumo: ha l’intento del “messaggio”, un invito alla “colpa”, a commetterla in nome della femminilità, della seduzione. Può un profumo essere così… colpevole? Tutto il progetto di Gucci Guilty lo dimostra: colpevole di qualità, d’intrigo, d’immagine… 

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Oltre 30 anni trascorsi nella logistica non sono pochi, eppure la nostra passione non accenna a spegnersi. Sarà perché siamo partner dei big della farma-cosmesi; sarà perché continuiamo a perfezionare anche i piccoli dettagli; sarà perché il successo ci ispira progetti sempre nuovi; sarà per questi e altri mille motivi. Di certo Difarco sarà sempre al fianco dei suoi clienti e della bellezza di ogni donna. Difarco, 30 anni trascorsi con voi.

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speciale Luciano PARISINI

Quando un profumo “racconta” e sostiene la sua diversità! Ecco “7 Loewe”: solo un numero per ribadire una storia, per significare l’eccezionalità.

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Siamo in eccitatissima fase finale

dei mondiali di calcio in Sudafrica… Chiedo scusa, ma la presentazione di un profumo può anche cominciare così; e non solo perché questo Loewe ha ovviamente profonde origini ispaniche, ma soprattutto perché ha per nome un… numero: il 7. Edunque il giorno del lancio di 7 Loewe, in… eccitatissima fase finale dei mondiali. Il sottoscritto incontra il señor Fernando Ortiz Ehmann Direttore Europa di Loewe profumi e subito fiorisce l’inevitabile aggancio alla Spagna che vince e vince, avviandosi alla finalissima. La Coppa tuttavia non è ancora conquistata, anche se il numero 7, David Villa con i suoi gol, sembra poter tradurre in realtà il grande sogno. Quel 7 di Loewe è dunque un profumo di buon auspicio, fatto apposta, lanciato al momento giusto, ironizzo con Fernando Ortiz Ehmann. E parte la profezia: il 7 ti porterà alla Coppa del Mondo, vedrai. E Fernando Ortiz Ehmann con tutta la Spagna vedrà, anche se il gol decisivo contro l’Olanda stavolta non sarà di Villa ma di un numero inferiore: il 6 di Iniesta. Numero “inferiore” certo (non il valore del giocatore!), numero che a differenza del 7 non è la somma di un pari e di uno dispari; numero 7 che quindi è perfetto anche se allo stesso modo imperfetto perché indivisibile; numero 7 mi dice Fernando Ortiz Ehmann che “racconta il mondo”: sono infatti 7 i giorni della settimana, 7 le meraviglie dell’universo, 7 i colori

dell’arcobaleno, 7 le virtù cardinali, 7 i peccati capitali, 7 i mari… Lo fermo il señor, ma ovviamente aggiungo il 7 di David Villa. Quanto, dunque, un profumo può essere “incredibilmente” straordinario! Quel numero infatti suggerisce gli opposti dell’uomo cui è dedicato: contemporaneo e tradizionale come un torero, come un “matador” di gran fama quale Juan Belmonte, immortalato da un quadro di Julio Romero de Torres che nello spot e nella comunicazione stampa ispira al fotografo Luis Gaspar l’immagine del testimonial del profumo, Cayetano Rivera, un altro “divo” dell’arena. Quanto, ancora, un profumo può avere connotati così particolari come questo 7 che basa la sua composizione olfattiva su… 7 elementi!.Vediamo e scriviamoli. La passione (rosa, mughetto e neroli del Marocco), il coraggio così come come la forza si “sentono” nell’essenza di foglia di pepe; l’umano e il divino nella purezza dell’incenso; spiritualità e solitudine nel legno di cedro Atlas del Marocco, gioco tra la vita e la morte, nell’essenza della mela rossa, l’orgoglio nel muschio, l’arte e la tradizione nel vetyver E quanto, infine, può un profumo distinguere così diversamente il suo contenitore come questo 7! Che, certo, si avvale del blu intenso, l”azul pavo” dei ricami nelle vesti del torero, di un tappo di massima eleganza, di un vetro blu, luminoso, frutto di un’alchimia produttiva di particolare composizione. Insomma l’eccezionalità: con il 7, tutto il 7, della più geniale creatività. 

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A Con il terzo nato Sérum Global Fermeté, Sisley incentiva il valore scientifico della gamma Sisleÿa. E attacca il decadimento del viso - ovale, mento, guance, collo - con una straordinaria formula ad intervento totale anti-age. Luciano PARISINI

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Allineati,

come un tridente d’attacco di una squadra-bellezza, anti-age, i sieri Sisleÿa aumentano il loro potenziale: il tridente si completa infatti con Sérum Global Fermeté che va in gol, arricchendo certo una strordinaria gamma Sisley, ma anche e soprattutto vantando un trattamento rassodante globale anti-age mirato a intervenire su tutti i tipi di rilassamento cutaneo per qualsiasi forma del viso, qualsiasi tipo di pelle, qualsiasi zona, collo, ovale, guance. E quasi (ma doverosamente!) recitata in chiave… calcistica l’efficacia di questo terzo siero (Sisley me ne perdoni la… sportività), sottolineata la funzione esplicita (il cosa fa e sempre fa ogni creatura Sisley), mi affido all’unica immagine possibile tratteggiata in queste pagine per specificare il valore d’intervento di questo terzo siero Sisleÿa-no. Se è vero, com’è vero, che il divenire dell’età impone alla pelle - purtroppo! - di subire una perdita di compattezza, di elasticità, funzioni fondamentali della struttura del viso, facendo sì che ovale e mento si… rilassino imponendo il progressivo appesantirsi del collo, lo scavarsi delle guance, lo scenario insomma che lo specchio inevitabilmente tradisce, ecco la risposta, mirata appunto, di questo Sérum Global Fermeté, teso alla ricerca di una

nuova giovinezza del viso. Con principi attivi vegetali di rara efficacia, associati al fondamentale ruolo dell’enzima LOXL, attivante la funzionalità dell’elastina del derma, Sisley ha raggiunto lo scopo. Anche e soprattutto perché ha scoperto, introducendolo nella formula di Sérum Global Fermeté, l’estratto di aneto stimolante la sintesi di LOXL, così migliorando “significatamene” la qualità dell’elastina e progressivamente ridisegnando, meglio: ricostruendo, i contorni del viso. Questa, così sintetizzata, la fase 1 dell’alchimia formulativa di Sérum Global Fermeté, che in fase 2 prevede e congloba l’estratto di papiro e la padina pavonia per restituire elasticità alla pelle; quindi in fase 3 l’estratto di segale per combattere la forza di gravità; in fase 4, l’estratto di semi di avena per un “effetto lifting immediato in superficie” e infine in fase 5 un vero “sciame” di ingredienti anti-rilassamento e cioè estratti di: soia, calice d’alkekenge, salice, farro, ratania; eppoi burro di karité, glicerina vegetale, olio di girasole, provitamina B5, acetato di tocoferolo, oli essenziali di lavanda e maggiorana. Insomma una formula… Sisley-qualità che promette (per mantenere) un ovale ridisegnato, guance modellate, pelle levigata, effetto anti-age visibile. In otto settimane. 

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speciale Luciano PARISINI

Non ne riferisco la data,

meglio tacerla. L’età tuttavia non perdona e rincorre gli allora, i ricordi indelebili con ostinazione indicibile. E allora… Allora nella magnificenza del lancio internazionale di Parigi, mentre il conversare passa da un manager all’altro dall’amico Michele Scannavini, presidente di Coty Prestige a Ralph Toledano Chairman e Ceo di Chloé e il fascino della super testimonial Raquel Zimmermann alimenta il cicaleccio (d’invidia) delle colleghe d’ogni dove dal mondo, come d’improvviso il mio ricordo ostinato corre a quel primo Chloé appena giunto in Italia. Un progetto stupendo che la pubblicazione in cui lavoravo ebbe l’idea fantastica di sottolinearlo facendo pervenire al profumiere, un cofanetto con Chloé e una rosa rosa, omaggio davvero straordinario anche per l’impegno che pretese, specie in fase di spedizione... Amarcord: inevitabile anche per quel rosa che pervade questo flacone, concluso elegantemente e preziosamente da quell’oro in catenella a legame del tappo. Chloé insomma è… Love, amore che

Taluni profumi si amano dalla loro prima apparizione: Chloé è certamente tra questi e stavolta (finalmente, doverosamente) una sua nuova “incarnazione” ne porta il nome: love, “Love Chloé”. Rinverdendo il ricordo di un primo amore fragrante…

continua nel tempo e che ora sboccia anche per definire la più recente delle fragranze… in Chloé. Certamente Love per la sua sfolgorante e insieme delicata emozione a sublimare una femminilità autentica, spontanea, come ha dimostrato (e lo dimostra nello spot) l’arrivo nel giardino sontuoso dell’Apicius di Parigi (sede del “battesimo” internazionale) della elegante, raffinata, Raquel Zimmermann su quella stupenda decappottabile d’epoca. Uno shock: a sostegno dello splendore di un profumo che già dalla sua esteriorità sembra mostrare un’alchimia di qualità e raffinatezza d’alto rango. L’ho avuto in redazione il flacone d’oro, ad attendere la data d’ingresso in profumeria e quindi la stesura di questa nota: un totem di elegante femminilità che mi ha ancora ricordato quella rosa rosa, e soprattutto ha attirato come api al polline le colleghe di redazione. Marina Santin nel suo box tecnico che descrive l’albero olfattivo dalla testa al fondo, ne spiega il perché. Perché Love, Love Chloé, lo si ama per davvero. 

Come un rito di bellezza P

iù che un profumo un concentrato di emozioni, un tributo alla femminilità radiosa e spontanea, un omaggio alla personalità unica della donna che lo sceglie. È Love, Chloé, un bouquet dall’eleganza innata, ispirato all’intimità di un rituale di bellezza. Racchiuso in uno scrigno in rosa cipria ed oro, si schiude con i sentori del fiore d’arancio vivacizzati da guizzi di pepe rosa, anfitrioni di un cuore raffinato che vede protagonista l’assoluto di iris valorizzato da un mélange di lillà, giacinto, boccioli di glicine ed elitropio, dall’effluvio di mandorle e vaniglia vellutata. Avvolgente e sensuale il sillage, che allea muschi cipriati, talco e polvere di riso.

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La magnificenza qualitativa di “Ermenegildo Zegna”, icona della creatività italiana nel mondo, sublimata da una fragranza maschile… forte nel nome, nel jus, nel flacone e in questo primo piano d’uomo fortissimo.

Una forte, fortissima Zegna

per il suo centenario di orgoglio italiano nel mondo, non poteva che lanciare, in chiave profumo, uno Zegna Forte. Forte per quell’alchimia olfattiva che gioca sui contrasti, quasi “una carezza di cashmere su una scheggia di ardesia grezza”, come suggerisce Ermanegildo Zegna Fragrances, la divisione in seno L’Oréal: forte per quell’uomo Zegna che col suo sguardo… forte domina queste pagine; forte per un background, una storia-leggenda Zegna che simboleggia nel mondo qualità suprema in genio creatività. Una Zegna davvero forte che ha attraversato il suo centenario con tappe sempre più prestigiose a cominciare dal 1910 quando il leggendario Ermenegildo fondava a Triverio nell’Alpe Piemontese, la manifattura tessuti “Lanificio Ermenegildo Zegna e Figli”, un marchio che avrebbe già conquistato nel 1945 quaranta Paesi, convinti della qualità di un tessuto italiano d’altissimo rango. Ora possedere un capo Zegna vuol dire indossare non vestire, due modi ben diversi di approcciare un abito. Nei 550 punti vendita che già dallo scorso anno presentano in 86 Paesi al mondo l’orgoglio Zegna, si affaccia chi ha il gusto, il piacere, l’emozione di indossare la qualità nella perfezione. Se poi ad un capo della Collezione Su Misura, nata quasi quarant’anni fa, nel 1972, quando già il fulgore Zegna era più che orgoglio italiano, aggiungi l’emozione di questo Zegna Forte, allora il cerchio della raffinatezza si chiude e la leggenda Zegna sembra avviarsi all’ultra centenarietà con il piglio di sempre. Quello che il grande Ermenegildo adottò per il suo concetto di tessuto, ora magnificamente “indossato” (insisto…) assieme a questa fragranza (di cui Marina Santin nel suo box tecnico, qui sotto, esplica la piramide olfattiva) che vuol essere Forte quanto, certo! I cent’anni “forti” della storia Zegna. 

Per moderni Ulisse U

na carezza di cashmere su una scheggia d’ardesia grezza. Potremmo descrivere così Zegna Forte, dedicato all’Ulisse moderno, dal carattere deciso e dal fascino magnetico e carismatico. Racchiuso in uno scrigno ellittico, in cristallo sfumato nelle nuances del grigio, il suo bouquet allea due universi olfattivi: fresco e frizzante il primo, profondo ed vibrante il secondo. Nasce infatti con accenti di bacche rosa, zenzero, limone e pompelmo per poi rivelare un cuore avvolgente di vaniglia, fava tonka e lavanda e sfumare in un sillage virile che intreccia legni ambrati, foglia di tabacco biondo e miele.

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Un amore fragrante l primo incontro tra un uomo ed una donna, l’inizio di una storia Id’amore, ed il suo profumo, Marry Lanvin propone il più romantico dei profumi. Un concetto di dolcezza assoluta, un flacone galeotto di tenera fattura, un’immagine di spensierato, giovane amore; e l’invocazione più passionale: “Marry Me!”.

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Quando il romanticismo ritorna

Me! di Lanvin. Romantico e sensuale, sapiente alchimia di freschezza, felicità e passione, è un jus floreale dedicato a tutte le donne che amano sentirsi innamorate. Racchiuso in uno scrigno raffinato e moderno che rivisita i codici della Maison reintepretando l’iconico nodo in modo insolito ed originale, si rivela un’essenza dolce ed avvolgente come l’abbraccio di un amante che vede protagonisti i sentori briosi dell’arancia amara e gli effluvi sensuali del gelsomino sambac, i primi punteggiati da guizzi di pesca e tè al gelsomino, i secondi valorizzati nuances di magnolia e petali di rosa. A firmarne il sillage, una scia d’ambra e di muschio.

alla più dolce tradizione! Proporre una fragranza che chiama al matrimonio col punto esclamativo in tempi in cui l’amore sembra dichiararsi ad SMS e la sensualità è sempre un manifesto più nudo, significa aver intuito il divenire rivoluzionario degli affetti. Divenire che poi non è altro che un percorso a… ritorno, non a ritroso, della dolcezza dei sentimenti, della sensibilità degli affetti, dell’emozione dell’amore. Che nasce certo dal colpo di fulmine: e prosegue a un appuntamento ai giardini pubblici, a un caffè nell’angolo più remoto di un locale fuori dalla moda, per poi continuare sul supporto della bici sgangherata di lui, sul viale del primo appuntamento, per una meta appartata, dove uno sguardo intenso si trasforma in un bacio senza fine mentre tra le mani di lui, o di lei? incrociate dietro la schiena ciondola un pacchetto con il profumo… galeotto. Paolo e Francesca ultima generazione: galeotto il profumo e chi lo fece, con quel nastri fucsia al collo del flacone firmati da Albert Elbaz per un Lanvin che ha versato in quel vetro romanticissimo, una cornucopia di fiori e di frutti come un bouquet di nozze; galeotto chi lo fece e chi ne scrisse quel “Marry Me!”, scritto nel corsivo delle partecipazioni di romantica grafia. Sì, una cornucopia di dolcezze la fragranza: e il box tecnico di Marina Santin in queste pagine, fianco il flacone, ne è mirabile conferma.  N°7 SETTEMBRE 2010

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KENZO:

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speciale Luciano PARISINI

“il nuovo”

“KenzoHomme, Wood Eau de Toilette”: un concetto fragrante che elabora e rinnova la filosofia e l’originalità dei “maschili” di Kenzo. Nel flacone ancora a tronco di bambù, c’è davvero “il nuovo”, ispirato all’energia della natura, lontano dai canoni della moda.

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Basta captare lo sguardo di lui fissato da un obiettivo intelligente

come quello di Patrick Guedy per intendere l’estasi che assieme alla sua donna in affettuoso abbandono, prova per quel cielo punteggiato dei rami e delle foglie di un albero. Natura e vita: un interagire sereno quando è la natura a ingentilire la vita donandole quello sguardo. Che altro non è che l’essenza di una massima veritiera: “Kenzo the world is beautiful”. Bellezza vera, senza costruzioni seduttive, lontana dalla moda dell’apparire. Filosofia di Kenzo, filosofia delle fragranze che Kenzo firma e che, in questo caso, il genio di Olivier Polge ha costruito, basando una semplice alchimia olfattiva sul “prorompente” sentore del cedro dell’Atlante e del vetyver di Haiti. Semplice ma di… natura forte: due essenze boisées a dosaggio intenso, che allacciano in una forte vibrazione, il pepe nero del Madagascar e il rosmarino della Tunisia. Il tutto eccitato dalla vivacità delle foglie fresche di menta e basilico. Kenzo, filosofia e astrazione, ripeto: che un flacone a tronco di bambù - l’immaginario stilistico del designer per ogni fragranza maschile - sembra contenere gelosamente “nascosta” dal colore marrone opaco delle scorze e da due guglie di foglie mirate all’alto, quasi a ribadire lo sguardo all’infinito dell’uomo-testimonial. Immagine mirabile di una comunicazione-stampa di infinita poesia in un intreccio di forze interagenti. Armonia di simbolismi fusi e diffusi in natura: lo sguardo dell’uomo ha la forza per mirare l’infinito, il legno ha l’impeto costante delle radici per protrarre un albero al cielo. Una fragranza può essere  filosofia: questa che fa una nuova storia Kenzo, lo è. N°7 SETTEMBRE 2010

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La Womanity di Mugler È un profumo il simbolo della Community al femminile voluta dal genio e dalla filosofia di Mugler: un profumo che ha nel jus la straordinarietà nella qualità, contenute in un flacone di particolare espressione artistica. Digitare Womanity.com… Luciano PARISINI

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S Se…:

non parto mai con un “se” nei miei dialoghi fragranti a tu per tu con un flacone, con l’olfatto teso a capire. Ma stavolta se il genio che ha creato quella scultura che ho sul tavolo, la filosofia da cui deriva e quel “Womanity” che va ben oltre la pur straordinaria definizione di un profumo, se insomma tutto questo discende da Thierry Mugler, allora non posso che tornare a “prima”, all’antefatto che ha generato Womanity, il “manifesto” lanciato l’8 marzo di quest’anno col quale Thierry ha invitato le donne a digitare Womanity.com e scoprire poi un cortometraggio davvero d’autore (“Is She You”) con l’intento di “catturare” loro, le donne, alla massima che condensa il senso della sua proposta:“È importante ciò che ciascuna donna impara dalle altre: questo è il legame Womanity. È il trasmettere, è la complicità, è la condivisione segreta”. Da questo antefatto che condensa il significato, la filosofia, il genio di Womanity, posso allora scendere (invitando ogni donna a digitare Womanity.com) ad un profumo che davvero “riflette gli infiniti risvolti della femminilità”. Un profumo che secondo tradizione Mugler non può che essere una sfida, anche tecnologica (l’estrazione molecolare “che permette di ottenere ingredienti dalla fedeltà e raffinatezza olfattiva totale”), ma soprattutto concettuale per la struttura di un jus che

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y DONNE WOMANITY Quattro donne Womanity nella diversità espressiva dell’universo femminile (la Comunity...) ideata da Thierry Mugler, e “interpretata” da questo straordinario profumo. Quattro femminilità captate dallo stesso obiettivo di Mugler sul set del suo film Womanity “Is She You” e dedicate alla realizzazione della campagna stampa (pubblicata in questo numero di Daily).

“se” one, che ofia e la in, alatto o l’8 o le un con ima porueomatto o di ogni che nilinon traenma che

si avvale incredibilmente del contrasto di una nota dolce e di una salata. Succosa sensuale, la dolce, perché di fico, sapore delicato di latte; “sfrontata” la salata perché di caviale, sinuosa, sottile, mordace. Entrambe a confluire poi in un elegante accordo boisé: legno e foglie di fico. Il tutto nel totemflacone, davvero un’opera d’arte, un simbolo ad esprimere con straordinarietà la filosofia di Womanity. Sul rosa delicato del vetro il fregio in zamak satinato, il “geroglifico” misterioso, il volto che riprende uno spunto della filosofia Womanity, l’anello che simboleggia il legame tra le donne, la catena che unisce di solidarietà femminile; e l’astuccio in cartone riciclato e riciclabile. Filosofia, arte, ecologia: l’affascinante genialità di Mugler. Che non ha confini. Così come Womanity, una “Community” di valori “il legame invisibile che unisce le donne ”. 

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speciale Luciano PARISINI

Dopo il successo dello straordinario maschile “1 Million” ecco il suo femminile, “Lady Million” perfettamente coerente alla genialità di Paco Rabanne. Con una storia che coinvolge gli anni ’60 del prestigioso designer.

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Il design, dice Paco Rabanne,

signora Benvenuti si avvicinò al Principe per prenon è seduzione ma shock. È la massima che ha cosentarsi, ma i bodyguard la fermarono e Ranieri la struito e accompagnato costantemente la vita geniaconsiderò soltanto per un complimento stracarico di le del genio Paco. Ho l’età per ricorironia principesca: “Ditele solo che dare quel 1967 quando lo spagnolo ha un bel vestito…”. Anche il Princidella contraddizione vestì la moda, pe e tutto il parterre di quell’evento così rigorosa di quegli anni, con i che avrebbe segnato purtroppo la una femme fatale abbagliante, suoi abiti in metallo dorato (ora mafine della carriera del mio amico Becreativa ed indomita, dalla lamente scimiottati da magliette venuti (Monzon lo stravolse di botfemminilità estrema, determinata ed luccicanti al sole delle ultime vacan- audace. È Lady Million, la nuova donna te…) furono dunque scioccati da ze…). Fu davvero shock e chi potè di Paco Rabanne, complice e partner di Paco Rabanne. Son passati molti luacquistarli (cifre da capogiro…) ne 1 Million, l’uomo, il dandy seduttore stri ma il genio ispanico continua col fece sfoggio anche e purtroppo disa- voluto dalla griffe. Così come lei, il suo shock: dopo 1 Million, il maschidatto. Erano infatti abiti per figure profumo, racchiuso in un diamante le di eccezionale successo tra i più dorato, un’armonia fresca, fiorita e femminili di slancio, capi da manne- boisée, delicata ma sensuale e venduti al mondo, ecco dunque quequin, e non certo per chi non supe- presente. A siglarne il debutto, guizzi di sto Lady Million che ha l’oro di 1 rava il metro e sessanta. Ricordo al arancia amara e lampone che ricamano Million, tradotto in diamate con le proposito, il famoso match per il ti- un cuore floreale di fiore d’arancio, tante sfaccettature riferite alla Lady tolo mondiale di pugilato, pesi medi, gelsomino sambac e gardenia soffusi da che lo testimonia, Dree Hemingway, un’eco ambrata punteggiata di miele e a Montecarlo tra il nostro Nino patchouly. Accanto all’Eau de Parfum, la nipote di tanto genio, fascino indiBenvenuti e il “terribile” Monzon. collezione bain declinata in gel doccia, scutibile, carattere sfaccettato apUn evento che chiamò nelle sedie latte corpo e deo. punto e seduzione che coinvolge una d’onore di bordo ring anche il Prinstupenda comunicazione stampa e cipe Ranieri con tanto di numerosa un intrigante spot in connubio con scorta. In quelle file, subito dietro le Mat Gordon. Delle sfacettature nostre “stampa”, si pavoneggiava la della fragranza, contenuta nel flamoglie di Nino, poco più di uno e cone interpretato per l’idea di sessanta, loquacità assillante, Paco Rabanne dal Designer of presunzione sbalorditiva, tale da the Year del 2007 per “The Maiindossare, guarda caso, l’abito ad son & Objets Fair”, il geniale Noè esagoni d’oro che ha ispirato Duchaufour-Lawrance, già autore anche lo sfaccettato gioiello Ladi “1 Million”, e realizzata da Anne dy Million. Per la sua esuberanFlipo, Béatrice Piquet e Dominique za, per la sua presunzione, per Ropion, disquisisce Marina Santin l’ostentazione che le era innata, la nel box di queste pagine. 

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MARBERT: Luciano PARISINI

Sboccia dalla scientificità “farmaceutica” di Sifarma (profondo impegno di una Casa di assoluta affidabilità per prestigiosa tradizione di valori e per attuale organizzazione) l’immediato di Marbert Germany in assoluta dedizione alla profumeria di rango. 76 | DailyLuxury |

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e quindi maggiorenne; ventun anni con una sola mission: la cura della pelle. Ecco il perché di Sifarma, realizzata per distribuire prodotti farmaceutici in concessione di vendita e quindi parto di un’idea scientifica sviluppata negli anni attraverso la qualità di prodotti di assoluta affidabilità come Decleor, distribuita in esclusiva per l’Italia anche dopo l’acquisizione del marchio nel 2000 da parte di Shiseido; e, per citare produzioni di tradizione scientifica, ecco Dermatrophine nel ’99, ecco Payot nel 2004, ecco due anni dopo l’acquisizione del marchio farmaceutico Pergam. Alcune credenziali dunque per significare il valore qualitativo e propositivo di una organizzazione che si basa sulla preziosa collaborazione di 120 “esterni” e di oltre 40 “interni”, uno schieramento d’efficacia per una Sifarma diver-

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Naturalmente efficace S

i avvale della prestigiosa certificazione Ecocert, la linea Bio Care di Marbert, le cui formule, estremamente delicate e dalla profumazione naturale, racchiudono ingredienti di origine vegetale provenienti esclusivamente da coltivazioni biologiche tra cui spicca, comune a tutta la gamma, l’estratto di girasole biologico, che protegge l’epidermide dagli stress ambientali. Cinque i prodotti. Dedicati al viso, il Trattamento delicato per pelli normali e miste con olio di jojoba e semi d’uva e vitamina E, ed il Trattamento Delicato per pelli secche, con olio di jojoba, enotera ed argan, che idratano, leniscono, proteggono dalle aggressioni esterne, che hanno un effetto anti-ossidante e prevengono i primi segni del tempo. Riservati al corpo, invece, il Gel Doccia Nutriente, che deterge in tutta delicatezza, leviga e neutralizza i radicali liberi grazie anche alle proteine del grano; la Lozione Corpo Nutriente, con olio di jojoba e semi d’uva e burro di shea, dall’azione restituita e lenitiva; ed il Deodorant Roll On, che, privo di alcool e sali d’alluminio, previene le conseguenze della traspirazione per merito dell’ossido di zinco.

il nuovo futuro sificata in vari marchi, ma tesi tutti alla citata, “unica” mission: la cura della pelle. Per la quale da fine 2009 si è aperto un nuovo capitolo di sviluppo dell’azienda: la distribuzione esclusiva per l’Italia di Marbert. E qui l’intelligente operatività di Sifarma, basata su un’esperienza scientifica di rilievo, è chiamata a gestire il “ritorno” in profondo approccio-profumeria di un autentico “classico moderno” i cui valori indiscutibili si basano su 70 anni di profonda expertise tecnologico-cosmetica, così da rassicurare una qualità prodotti a livello farmaceutico, con formulazioni d’avanguardia, ipoallergeniche e dermatologicamente testate, composte da ingredienti purissimi. Valori fondamentali in campo cosmetico se espressi, come da prerogativa Sifarma, attraverso una chiara comunicazione dei benefici e da un fondamentale ottimo rap-

porto prezzo-performance per una formula commerciale di massima realtà: alta qualità + prezzo accessibile = lusso quotidiano. Tutto ciò ottenuto dopo un’attenta armonizzazione prezzo-packaging-merchandising per il “nuovo futuro” di un brand dinamico, vicino alle donne. Un futuro immediato, con chiara strategia di nicchia rivolta alla Profumeria di tradizione, perpetrata da un team competitivo di cui Sonny Matteucci è testimonial e coordinatore. Un approccio “da istituto” per una ricca scelta di trattamenti ad alto livello professionale. E qui, in queste pagine, sotto il viso accattivante di una testimonial di immediata, spontanea bellezza, ecco la prima novità di Marbert, ora Marbert Germany: Bio Care (esplicito box tecnico-scientifico di Marina Santin), quasi nell’ombra di un gioiello Marbert come l’icona Profutura. 

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Prodigiosa sinfonia in… legno Legni pregiati, note legnose, un’orchestra olfattiva straordinaria ed inebriante, davvero un’euforia di legni in questo geniale “Wonderwood” di Comme des Garçons.

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gnose. La ricerca è continuamente tesa a formulare fragranze con quel tocco “legnoso” che dà carattere alla struttura olfattiva. Ma un profumo tutto di legno? Sembra un’utopia e invece da Comme des Garçons ecco Wonderwood, il nome della natura, dell’aria aperta, della gioia di vivere liberi, il nome di una foresta incantata che esala i sentori dei suoi legni e li condensa per una geniale alchimia di Rei Kavakubo, in un flacone di tutta semplicità ma che al solo aprirsi esala con vigore incredibile la sua sontuosità olfattiva. Di legni pregiati ovviamente: l’agar che i tibetani certi del suo potere energetico ne scambiano, al pari dei sufisti, il peso in oro; il cedro, considerato l’albero del Signore; il sandalo, di elevatissima profumazione; il cipresso, fulgore dei giardini non solo iraniani; il gaiac, albero della vita, splendore di fiori azzurri. Legni pregiati, certo, che si aggiungono a note olfattive

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legnose, come il prestigioso patchouly, il fresco vetyver; e ancora a composizioni legnose di sintesi come lo javanol, sviluppo del legno di sandalo, come il cashmeran, connubio di pino e patchouly e il pachminol alchimia di sandalo con balsamico e rosa. Generosità di elementi, opulenza del legno, quasi un tripudio, una saga olfattiva che i due gemelli della cinepresa d’alto rango, Stephen e Timothy Quay, hanno tradotto in un filmato che per tre minuti incanta di poesia, di immaginazione, di giocosità un uomo così affascinato dagli alberi da non riuscire sbalordito che a sognare giochi di piccoli legni come nel teatrino di un burattinaio. Da vedere questo autentico capolavoro su www.wonderwood-parfum.com mentre dal flacone esala un jus che ha in “testa” il pepe del Madagascar, il bergamotto, l’incenso della Somalia, la noce moscata, nel “cuore” il cristalon il cashmeran, il legno di gaiac, il legno di cedro, i grani di carvi; e nel “fondo” il javanol, il sandalo, il vetyver, il legno di agar. 

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La seduzione di Agent Provocateur è ora un’esclusiva di Hanorah. Subito interprete, con la provocante immagine di queste pagine, della sensualità di un brand fragrante che nasce in Vivienne Westwood, lingerie tra le più famose al mondo.

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Provocare.

Provocare piacere, emozione, suggestione. È il modus femminile declinato in profumo, che nella quiete vacanziera d’agosto si è procurato Hanorah, ora distributrice in esclusiva per l’Italia di “Agent Provocateur Parfum”, un brand di autentica seduzione, che nel ’94 il figlio della incontenibile, vulcanica, geniale, stilista Vivienne Westwood, creò affiancandolo alla provocazione seduttiva di una lingerie quando mai sexy, ma di elegante, raffinata creatività. E da quella lingerie, famosa in tutto il mondo, il passo a fragranze di inevitabile seduzione fu inevitabilmente breve. Agent Provocateur Parfum (mai nome così intrigante...) sbocciò perfetto a interpretare l’idea Westwood, ora captata da Hanorah per un tuffo, nel “femminile”, di indubbia... provocazione. E l’immagine che favoleggia di fantasia erotica queste pagine, con quella “lei” a sognare le più eccitanti provocazioni della natura, ne è efficace interpretazione, tanto da (giustamente) ripetersi nell’advertisingstampa ribadita in questo numero di Daily. Advertising che per femminilità seduttiva ha precedenti, in nome di Agent Provocateur, con Kate Moss, Kylie Minoque, Maggie Gyllenhaal, Dita von Teese. Ribadendo sempre con costante, straordinaria immaginazione, campagne di “incredibile” impatto. Come questa: che per un Hanorah proiettata al rango di maggior pregio della profumeria, annuncia per la sua nuova esclusività a distribuzione d’eccellenza, un Agent Provocateur declinato in Eau de Parfum e in Eau Emotionelle, due “classici”, cui si affianca Maîtresse, di cui Marina Santin nel suo box tecnico di queste pagine disquisisce quanto a composizione olfattiva. Racchiusa in quel flacone che, nella delicatezza di quel rosa o nel lusso dell'oro, indica seduzione, sottile provocazione. 

Un trio che conquista A

d alto tasso di seduzione e femminilità il “trio” fragrante di Agent Provocateur. L’Eau de Parfum è un jus esotico, floreale e cipriato dal cuore di gelsomino, magnolia e rosa soffuso di ambra, muschio, vetyver e legno di cedro, declinato anche in una preziosa collezione “bain” (bagnoschiuma, crema fluida, oli da massaggio e Titillation un kit che cela un volumizzante labbra ed una crema rinfrescante per capezzoli). L’Eau Emotionelle, è un’Eau de Toilette floreale e delicata ispirata al cuore del precedente bouquet, che conquista con un carattere di tè bianco, magnolia bianca, ylang ylang ed osmanto giapponese resi sexy da accenti di polvere di muschio, patchouly, ambra e sandalo. Maîtresse, infine, è un bouquet irresistibile che, aldeidato e fiorito, conquista con un’anima di gelsomino, rosa absolute e radice di orris sublimati da un sillage ipnotico di muschio del Cashmere, ambra, pelle scamosciata, legno di sandalo e patchouly. Accanto all’essenza, la linea bagno (Seductive Milk Body Wash e Crème de la Crème).

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Si avvalgono delle benefiche virtù dei rimedi originari per restituire benessere a corpo e mente, le specialità Les Fleurs de Bach, distribuite in Italia in un pool selezionato di profumerie da HPS.

Benessere i Marina SANTIN

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“La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. È la completa

DR. BACH Sullo sfondo di uno dei "suoi" fiori, un ritratto del dr. Edward Bach, scopritore ed artefice di quest'efficace metodo di cura naturale basato sulla floriterapia. Nella pagina accanto, due delle linee distribuite in Italia da HPS.

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ed armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato”. Sono parole di Edward Bach, chirurgo, batteriologo, omeopata, artefice e scopritore di un efficace metodo di cura naturale basato sulla floriterapia: i “fiori di Bach”. Oltre 70 anni fa ebbe l’intuizione, supportata nel tempo da prove scientifiche, che salute fisica e benessere emozionale sono strettamente correlati e che a prescindere dalle difficoltà organiche o funzionali, la causa prima di una malattia o di un particolare stato va ricercata in una reazione emotiva alterata. Consapevole poi che nei fiori di alcune piante selvatiche esiste “qualcosa” che riequi-

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libra gli stati reattivi alterati si mette alla ricerca nelle campagne inglesi di fiori, erbe, germogli di alberi individuando ben 38 rimedi, 37 fiori ed un’acqua di sorgente (corrispondenti ad altrettanti stati emozionali alterati quali paure, angosce, incertezze, rifiuto della realtà, disagio, atteggiamenti eccessivi e solitudine), capaci di agire sulle forze disarmoniche contribuendo a ristabilire l’armonia interiore psichica e fisica. Tra i massimi esperti internazionali dei Fiori di Bach, Gérard Wolf, tra i primi a portare questi rimedi in Francia e fondatore di Fleurs et Harmonie che da oltre 20 anni produce e commercializza tinture madri, elisir, profumi d’ambiente e fragranze complete di linee per il benessere e la bellezza tutte certificate “bio” da Ecocert e prodotte nel rispetto del metodo del dr. Bach. Oggi questi preziosi ed efficaci “rimedi” debuttano in Italia grazie a HPS che distribuisce l’intera gamma di specialità. Ecco allora, per aiutare tutta la famiglia ad affrontare le difficoltà ed i disagi della vita quotidiana o di particolari momenti i 38 Elixir de Bach, corrispondenti ai “fiori” originari; i 17 Elixir composti per semplificare l’approccio e la scelta degli elisir unitari; i Parfum d’Ambiance (Conflits, Stress e Urgences); i profumi e le linee coordinate (Eau de Parfum, baume per il corpo, gel doccia, sapone e sali da bagno) Présence(s) de Bach, ideale per sentirsi in accordo con se stessi e con l’ambiente che ci circonda, e Vivacité(s), perfetto per trasformare le risorse interiori in energie positive; ed ancora la gamma Urgences, dedicata ai superamento degli choc emotivi (Elixir, Parfum d’Ambiance e Crème, calmante e lenitiva); e Les Soins aux Fleurs de Bach, trattamenti anti-stress per il viso ed il corpo (Lait Démaquillant, Lotion, Crème de Jour, Crème de Nuit, Crème Exfoliante, Masque, Gommage Corps, Gel Douche, Baume Corps). 

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Un sogno affascinante ricamato da un filo sottile fatto di preziosità, seduzione, femminilità e maestria artigianale lega i gioielli di Van Cleef & Arpels e le antiche sete del Musée des Tissus. Per scoprirlo basta seguire il volo delle farfalle. Marina SANTIN

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Un battito d’ali,

un sussurro nell’aria, un volteggiare leggiadro ed elegante… poi tutto si ferma e per un attimo lei si mostra in tutta la sua bellezza, in un tripudio di colori, in una perfetta armonia di forme. È una farfalla, tra tutti gli animali forse quello più affascinante, avvolta com’è da un alone di magia per il suo essere interprete di una storia d’eccezione, metafora stessa della vita. Ed è una farfalla a legare due universi apparentemente distanti, uniti ad un primo sguardo solo dal fil rouge della preziosità, dell’esclusività, del fascino e della bellezza assoluta. Quello di Van Cleef & Arpels, prestigiosa casa d’alta gioielleria francese, e quello del Musée des Tissus di Lione, scrigno di sete e tessuti tra i più rari ed antichi realizzati tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. “Le farfalle rappresentano un esempio di bellezza immutabile che sfida con umorismo la forza di gravità… e così come loro, libellule ed uccelli del Paradiso, tre tra i temi più cari alla griffe”, afferma Nicolas Bos, vicepresidente e direttore artistico della Maison. “Tra seta e farfalle esiste un legame indissolubile - dichiara, invece, MariaAnne Privat Savigny, direttrice del museo - la prima non è altro che il prodotto del baco da seta prima che questo si trasformi in bruco eppoi in farfalla”. Ma non è solo questa liaison dettata dalla natura ad avvicinare le due realtà, aggiungiamo noi. Le farfalle delle sete del Musée e quelle della collezione Papillons del gioielliere sono entrambe espressione di una grande maestria artigianale e dell’ingegno creativo ed artistico francese, sia che si parli di tessitura che di preziosi. ››

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grande successo fin dai primi anni del creare la collezione Papillons, GIOIELLI espressione, com’è nella tradizione di Non sono solo le colorate XVII secolo, dall’altro alla diffusione delfarfalle della collezione le opere di botanica ricche di tavole che Van Cleef & Arpels, di una tematica molPapillons i "gioielli" di raffigurano specie diverse di fiori ma to ricca, i gioiellieri si sono ispirati a ciò Van Cleef & Arpels. che la farfalla rappresenta: leggerezza, È un vero bijou, prezioso anche piccoli animali ed insetti divene raffinatissimo, la tando modelli e fonte d’ispirazione per i femminilità, seduzione. Senza dimentiboutique della Maison, disegnatori di tessuti. Se però la maggior care che evoca l’idea di anima, di spirito affacciata su Place Vendôme nel cuore di parte dei tessuti con farfalle ed uccelli e di psiche, retaggio della mitologia greca Parigi. viene realizzata tra il 1860 ed il 1900, ed egizia e che suggerisce il concetto di quando l’influsso giapponese è decisamente prevolo e di movimento associati all’elevazione spiriponderante, non va dimenticato che negli anni tuale ed alla metamorfosi. La sfida più difficile? successivi, nel corso del XVIII e XIX secolo Lione Trasmettere il concetto di leggerezza utilizzando viene considerata una delle capitali della floricolmateriali pesanti, duri ed inerti come oro, platino, tura, tanto che i vivaisti iniziano a coltivare nelle diamanti e pietre preziose, ci rivelano gli artisti serre del Parc de la Tête d’Or fiori esotici per offridella Maison. re ai disegnatori delle seterie corolle vere cui ispiPer quanto riguarda, invece, i tessuti esposti al rarsi per le loro creazioni dando l’avvio alla moda museo, nato nel 1856 affinchè Lione consolidasse il dei tessuti a tema floreale. suo primato mondiale nella produzione della seta, Farfalle gioiello tempestate di gemme preziose e d’obbligo sottolineare che le farfalle sono uno dei dai magici riflessi, e farfalle di seta, lievi ed impaldécor prediletti sia nel campo tessile che in quello pabili, quindi, capaci di superare i confini del temdel ricamo dalla fine del XVI secolo fino all’inizio po unendo passato e presente, per conquistarci al del XVII. Questa passione si deve da un lato allo primo sguardo e farci sognare. sviluppo dei giardini botanici che conosce un 

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speciale Silvia MANZONI

Itinerari

A Parigi è tempo di bellezza. Grande successo per la seconda edizione di “Rives de la Beauté”, un evento declinato in molteplici percorsi a tema con ateliers di creazione delle Case più prestigiose, incontri “fragranti”, mostre, degustazioni gastronomiche “profumate”, convegni sulle tendenze del futuro e tanto altro ancora.

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Parigi è in piena effervescenza.

Si apre la stagione dei saloni, le sfilate di moda sono alle porte e per gli addetti ai lavori è già stato il momento di scoprire, attraverso la fiera Beyond Beauty (quest’anno si è svolta nel cuore di Parigi, dal 12 al 15 settembre, presso il Centro delle Esposizioni della Porte de Versailles) cosa si prepara di nuovo nel mondo degli ingredienti e del packaging per i cosmetici del futuro... Ma c’è dell’altro. Inaugurata in sordina l’anno scorso, la manifestazione “Rives de la Beauté” ha festeggiato proprio nei giorni scorsi, il 15 e il 19 settembre, il suo secondo compleanno con un programma più “solido” e articolato, che ne fa un momento di grande interesse per le fan dei cosmetici. Aperto a tutti, parigini e turisti, professionisti e neofiti, questo spumeggiante appuntamento si ripromette, tracciando itinerari a tema nella capitale francese, di percorrere le strade di una bellezza più artigianale, artistica, nascosta. Numerosi gli eventi da seguire, per approfondire le conoscenze o semplicemente costruirsi delle buone basi, tra cui gli atelier di creazione delle grandi Case profumiere. Diptyque ha proposto degli incontri in cui scoprire 66 materie prime

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d’eccezione che entrano nelle formule dei suoi profumi ed invitato anche a testare nuove forme di vaporizzazione delle fragranze che conservano idealmente la ricchezza olfattiva delle essenze. Quattro rendez-vous al giorno, cui però era necessario iscriversi. Nella boutique del Marais (8, rue des Francs Bourgeois) era, invece, possibile provare la nuova “acqua” della venerabile Casa: Eau Duelle, elaborata a base di spezie. Sempre nel Marais, questa volta nella boutique di Etat Libre d’Orange (69, rue des Archives) anteprima della nuova fragranza Like This, realizzata con una “direttrice artistica” d’eccezione: l’attrice Tilda Swinton, che ha voluto racchiudervi gli effluvi rassicuranti della sua casa. Il giardino, il fuoco del caminetto, lo zenzero dei biscotti, il tutto condito dai versi del poeta persiano Rumi (vissuto al tredicesimo secolo) che sono serviti da filo di Arianna per dare omogeneità alla composizione. Per permettervi di gettare uno sguardo dietro le quinte della creazione profumiera, Nella Vermeire, creatrice di Perfumepaths, ha animato il 15 e 16 settembre degli incontri con due profumiere di talento: Delphine Terry e Stephanie Bakouche. Un altro “momento forte” di questi cinque giorni consacrati

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Yellow Tangerine, Ginger, Pumpkin, Immortelle Flower, Moroccan Neroli, Grasse Rose, Vetyver, Heliotrope, Musks.

al Beauty è stata la mostra organizzata al Lieu du Design (74, rue Faubourg Saint-Antoine) per esporre i risultati di una singolare esperienza condotta dalla casa essenziera Firmenich con un gruppo di designers. Questi sono stati invitati a reagire a delle emozioni provocate da note olfattive tracciando delle composizioniBOutique su un foglio etAt LiBRe D’ORANGe bianco con inchiostro di china. I risultati e le 69 Rue Des ARchives 75003 pARis spiegazioni a disposizione del pubblico. 01 42 78 erano 30 09 www.etAtLiBReDORANGe.cOm Gli amanti della cucina, non potevano davvero perdere l’originale atelier con degustazione di Michèle Gay (Villa Violet, 115 rue Saint Dominique). Il tema era dei più sorprendenti: Fromages O’Parfum (Formaggio al profumo), e quest’esperta del gusto e dell’odorato ha saputo sedurre anche i più scettici. “Alimentarsi significa annusare, gustare, sentire delle emozioni. È dividere, scambiare, esprimere. Ma è anche e soprattutto osare”, ha infatti affermato. Sulla stessa vena, il profumiere Francis Kurkdjian nella boutique di 5, rue d’Alger, ha esposto alcune delle sue più audaci piroette olfattive: dei profumi ormai introvabili creati per committenti ben precisi: L’odore dei Soldi dell’artista Sophie Calle, quello della manifattura delle porcellane di Sèvres, il Sillage de la Reine (profumo di Maria Antonietta) o Pas de Deux, ispirato all’Opéra

Garnier. Per chi invece era più interessato a decriptare le tendenze del futuro, appuntamento con Antoinette Van Den Berg, specialista delle tendenze make-up e con la sua agenzia FutureTouch (www.info@future-touch), per avventurarsi in una lunga passeggiata per Parigi che ha mostrato come la città possa essere una fonte ricchissima di indizi. Più “concreti”, gli ateliers di maquillage bio nella “casa” ecologica del Dr. Hauschka (39 rue de Charonne, www.drhauschka.fr). Oppure quelli della coach Louise Wittlich, fondatrice di Beauty Coaching, primo servizio di consulting personalizzato in bellezza. Il programma comprendeva anche delle mostre, come quella sulla “Storia ideale della moda contemporanea” al Museo delle Arti Decorative e quella fotografica consacrata a Sonny Vandevelde Backstage Life al Village Royal (25 rue Royale), nonché conferenze e dibattiti. Insomma, per i fortunati che erano a Parigi in questo periodo, le sorprese non sono mancate e forse il successo di questa formula darà qualche idea a degli organizzatori italiani. Dopo le Notti Bianche l’Italia potrebbe esportare le Rives de la Beauté? Per saperne di più basta cliccare www.rivesdelabeaute.com.  N°7 SETTEMBRE 2010

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speciale

HEELEY

designer “fragrante”

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Carole HALLAC

A colloquio con James Heeley, designer dall’anima “green” e griffe di prestigio della profumeria artistica. Nel suo carnet, una collezione di dieci fragranze unisex che lui stesso definisce “Senza tempo ed in grado di evocare ricordi ed emozioni”. E nel suo futuro, nuovi bouquet orientali, un jus dalle note di rosa e profumazioni per gli hotel. 90 | DailyLuxury |

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Prima di diventare uno dei nuovi talenti della profumeria artistica, James Heeley

si era già creato un nome come designer dall’animo “green”. Inglese di nascita, ma con Parigi come città di adozione da oltre dieci anni, Heeley esordisce con la creazione di mobili e vasi di zinco, che rivisita personalizzandoli con tocchi insoliti, dedicandosi poi agli arredi nel verde, il design delle luci, gli interni dei ristoranti, come il parigino Naked, e gli esterni di alberghi, come l‘Hidden Hotel nei pressi dell’Arc de Triomphe. Il colpo di fulmine per la profumeria artistica arriva grazie ai suoi incontri con Christian Tortu, con cui collabora nell’ambito del green design, e con Annick Goutal, che gli fa scoprire il mondo dei profumi di nicchia. Con una predilezione per i sentori leggeri, freschi e naturali, realizza i suoi primi progetti olfattivi, tra cui una candela ispirata a Central Park per l’Olivier, noto flower designer di New York con clienti come Mario Testino e Madonna, e la candela al gelato di sesamo nero per il marchio Kitsuné, bestseller da Colette a Parigi. È il 1996 quando decide di creare un suo bouquet, ma passano ben otto anni prima che debutti la sua prima Eau de Parfum, Figuier. È lui stesso come direttore creativo ad occuparsi di ogni dettaglio, dal concept iniziale alla selezione delle materie prime fino il design del flacone e del packaging, ma non ama definirsi “naso” e ci tiene a precisare che il lavoro tecnico e di laboratorio è realizzato in collaborazione con un team di esperti. La sua Maison è una delle poche di profumi di lusso in Europa controllata dal fondatore-proprietario, al 100% indipendente e quindi in grado di esprimersi con la massima libertà creativa. La sua linea conta ora dieci fragranze unisex, tra cui L’Esprit du Tigre, con note calde e speziate, la preferita di Damien Hirst, e ultima nata, Oranges and Lemons

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Say the Belles of St. Clements’s, un’Eau de Cologne trasformata in Eau de Parfum, ispirata alla sua infanzia british, ma assolutamente contemporanea. � Come definirebbe le sue fragranze? “Senza tempo ed in grado di evocare ricordi ed emozioni. Sono discrete, non invadenti e devono essere apprezzate solo da chi le indossa, insieme alle persone più vicine. Credo che il profumo debba lasciare la stanza insieme a chi lo ha scelto”. � Come è stato l’approccio con il mondo del design green? “In verità, è stato piuttosto un gravitarci attorno. Amo le linee semplici e pure ed i materiali nobili, non sono mai stato attratto da quelli sintetici, eccessivi e mass-market. Appena arrivato a Parigi, ho scoperto l’utilizzo dello zinco, usato tradizionalmente in Francia nel mondo delle architetture e del design ornamentale. La relazione con l’acqua e con il grigio naturale, il mio colore preferito, mi ha spinto a creare un vaso a forma di canale, molto lineare. Insieme ad una candela di Annick Goutal faceva parte degli esordi della collezione di Christian Tortu”. � Qualche eco-riferimento nella linea Heeley? “Sono principalmente un designer che si è sempre occupato di problematiche ambientali. Il packaging dei miei profumi può essere riciclato come portapenne, contenitore o piccolo vaso, magari da riempire di terra per potervi seminare qualcosa, ma questo è più un concept che una soluzione ai problemi. Utilizzare materiali naturali e biodegradabili è importante, ma attenzione a non cadere nella trappola del marketing ambientale, spesso usato come espediente per farci sentire la coscienza a posto”. � Cosa pensa della contrapposizione tra organico e sintetico? “Per quanto riguarda i contenuti delle Eau de Parfum, cerco di usare più prodotti naturali possibile ma alcuni sintetici sono importanti, sia per conferire longevità al bouquet che per ricreare secrezioni di animali in via di estinzione. La differenza tra naturale e sintetico non è una questione di buono o cattivo, inoltre l’uso di alcuni estratti naturali è limitato perché si pensa contengano allergeni. Io ne faccio un grande uso, ma non credo in fondo sia un modo efficiente di impiegare le risorse del pianeta. Mi spiego: per ottenere un litro di estratto sono necessarie 1000 kg di arance, ma tutte quelle arance avevano bisogno di

una grande quantità di acqua per crescere. Che senso ha ad esempio snaturare boschi per ottenere legno di sandalo puro? In sintesi, il segreto di un bravo profumiere è usare ingredienti di alta qualità, sia naturali che sintetici, ma in modo intelligente, creativo e responsabile”. � Su quali nuove fragranze sta lavorando ora? “Sto lavorando contemporaneamente su diverse composizioni, in particolar modo dedicate all’incenso e alle sue varianti. Sentori più orientali di quelli racchiusi nel mio già noto Cardinal, con echi di cisto, oud, patchouly, vetyver di Haiti e di Giava. Ma sto anche studiando un jus a base di rosa. Non facile: adoro il profumo di quelle fresche, ma gli estratti hanno un altro effetto. Chissà che associandone vari non crei una nota di rosa unica. Perfetta poi se abbinata alle resine o all’incenso legnoso”. � Ha pensato anche alla profumazione d’hotel? “Ho iniziato un accordo di collaborazione con La Bottega dell’Albergo per la creazione fragranze in nuovi hotel molto esclusivi in Italia e all’estero. Come designer mi occuperò anche di realizzarne il packaging e tutti i dettagli che possano farne un prodotto davvero speciale. Credo che profumare uno spazio architettonico come un hotel sia un connubio ideale tra design e olfatto. Il profumo è immediato e ha un’influenza immensa sulle emozioni e sui ricordi: ecco perché è una delle chiavi anche nell’ospitalità alberghiera”. � Il miglior complimento che ha mai ricevuto? “Quando qualcuno mi dice: “Non uso normalmente profumi, ma questo mi piace molto”. 

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SONIA RYKIEL

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COLD SEASON

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Marina SANTIN

Le fashioniste si sono poste la domanda ormai da tempo, addirittura mesi, le altre hanno iniziato chiederselo solo ora, in settembre, quando al rientro in città, complici le vetrine delle boutiques, sono state catapultate nel bel mezzo della stagione fredda tra nebbie e cieli plumbei. Quali saranno le tendenze ed i must del guardaroba del prossimo autunno-inverno? La risposta in questo dossier che propone un “viaggio” nella nuova moda attraverso silhouettes, colori e materiali. Basterà voltare pagina per scoprire look military o etnici, power girl, eroine stile Jack London, suggestioni revival degli anni ’60 e ’70 e mood casual chic o minimal Nineties. Quanto alla palette cromatica, il grigio è il nuovo nero e s’indossa in total look, accanto, una tavolozza di kaki, vinaccia, nude, blu, rosso, avorio, cammello. In tema di materiali, tanto velluto, cuoio, lurex, pizzo, pelliccia, maglia, montone e brocard. Leggere per credere e… vedere. 

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«DOLCE & GABBANA

«GIORGIO ARMANI

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accessori Lucia PARISINI

Max & Co.

ppuntamento con una nuova stagione tutta da accessoriare con i dieci imperdibili trends per un inverno fashion. L'intramontabile animalier; tante frange e rouches; stile tirolese; gli anni '50; il nero rock; la pelliccia; il maschile e tra i colori: il grigio, il cammello e il rosso. A voi la scelta! Blugirl

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Rouge Dior: oggi come allora. Un tempo Monsieur vestiva le donne di colore con la sua moda ed il suo maquillage, il rossetto in primis. Ora la Maison reinventa l’iconico stick con una formula trattante innovativa declinata in nuances vibranti ispirate all’universo della Haute Couture.

Dalla Couture Marina SANTIN

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“Adoro il rosso, è il colore della vita!”, affermava Christian Dior. Ma non

solo il rosso, anche il rosa, il malva, il beige, che dipingevano con un tripudio di sfumature vibranti tutte le sue sfilate. Ma il sogno di Monsieur era quello di sublimare il fascino femminile con le cromie vibranti anche a fior di pelle, ed è per questo che nel 1949 nasceva Rouge Dior, un rossetto che associava alla sensualità del colore la bellezza del gesto. Oggi, la Maison, per rendere omaggio al forte legame che da sempre unisce l’Haute Couture ed il maquillage, reinventa l’iconico lipstick inaugurando l’era dell’Haute Couleur, ovvero una formula make-up innovativa che consente una resa cromatica perfetta e luminosa declinata in 32 tonalità ispirate ad altrettante mise d’Alta Moda. Performances trattanti, innanzitutto, perché il colore dà il meglio solo su labbra

piene, levigate ed idratate. Il Centre d’Innovation Dior si è avvalso di una nuova generazione di sfere di acido ialuronico ultra-rimpolpanti che offrono un immediato effetto colore, volume e comfort. Le più piccole penetrano in profondità e “riempiono” le rughe sottili dall’interno, le altre rimangono in superficie esercitando un’azione riempitiva delle linee. Ma non solo. Le sfere possono assorbire fino a 40 volte il loro peso in acqua garantendo così idratazione e comfort duraturi, ed inoltre, essendo generosamente avvolte di pigmenti, gonfiandosi aumentano l’éclat e l’intensità delle differenti sfumature. Ben 32 le cromie disponibili, racchiuse in scrigni-gioiello che riprendono il celebre motivo Cannage delle griffe e declinate in tre “collezioni” che riflettono i diversi volti della donna Dior: il Rosso, dal corallo al prugna; il Rosa, dal pink al malva; il Beige, dal nude al bruno. 

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un trattamento di rinascita integrale per lo sguardo Le Soin Noir Yeux di Givenchy. Dalla texture nera opalescente che sparisce a contatto con l’epidermide, deve la sua efficacia alla Linfa Nera Concentrata di Alga Vitale, estratta dalle molecole di un’alga millenaria capace di sopravvivere alle condizioni più ostili. Dalla forza di ricostruzione unica, questo attivo agisce sulla sintesi, la strutturazione, l’organizzazione delle fibre di collagene, responsabili della tonicità dei tessuti del contorno occhi contrastando rilassamento cutaneo, rughe, borse ed occhiaie. La Linfa inoltre, ristabilisce e stimola la comunicazione cellulare garantendo l’ottimale funzionalità dell’epidermide che si ripara e difende meglio, e agisce in sinergia con nove elementi vegetali (già presenti in Le Soin Noir per il volto) e con ingredienti mirati per la zona perioculare: estratto di Terminalia Sericea, drenante, che allevia borse e gonfiori; un polisaccaride, che rende i capillari meno permeabili; un tetrapeptide, che combatte il rilassamento e stimola la microcircolazione; e crisina, che inibisce l’ossidazione causa del colore giallo-blu delle occhiaie.

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Dior NUOVO DÉMAQUILLAGE

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ior reinventa il rito del démaquillage e firma una gamma di dieci prodotti che assicurano efficacia, rapidità e piacere sensoriale rispondendo alle esigenze dei diversi tipi di epidermide grazie alle virtù benefiche di altrettanti fiori. La linea Tendre, per le pelli secche e sensibili, declinata in latte detergente, mousse da risciacquare e tonico, si avvale di peonia vellutata, addolcente e lenitiva; la linea Pureté, per quelle da normali a miste, anch’essa articolata in Lait, Mousse e Lotion, accoglie l’iris cristallo, regolatore ed equilibrante; la linea Express, per tutte le tipologie di cute, racchiude giglio puro, fortificante e protettivo e propone formule mirate: Eau Micellaire Démaquillante Express, acqua micellare che deterge e tonifica, Huile Douceur Démaquillante Express, olio che si trasforma in emulsione a contatto con l’acqua, Duo Express Démaquillant Yeux, struccante bifasico per lo sguardo, e Doux Gommage Express, esfoliante delicato con sfere sottili.

Guerlain LO SCRIGNO DI JADE

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el 1925 nasceva Shalimar di Guerlain, il primo profumo orientale della Maison racchiuso in uno scrigno-gioiello scandito da guizzi blu zaffiro, disegnato da Raymond Guerlain ed ispirato alle fontane che decoravano i giardini dei palazzi indiani. Oggi, immuntato nel jus, sapiente alchimia di vaniglia, iris, opoponaco e fava tonka, Shalimar indossa un nuovo abito, creato da Jade Jagger, affermata artista inglese. Per lui, Jade, ha rivisitato il design originario nel rispetto della sua storia ed ha firmato un flacone-scultura con curve morbide e sensuali ma al tempo sobrie e contemporanee, spogliate di dettagli inutili; con la parte superiore del tappo, blu grigio, cesellata come una pietra preziosa ed ornata dalla griffe della Maison; e con, posata su un anello nero, una nappa, ricordo del mitico passato dei profumi della Casa.


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Dior ORCHIDEA IPNOTICA

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alismano olfattivo dalla scia seducente, mélange di gelsomino sambac, eliotropio, mandorla amara e carvi dominati da effluvi di vaniglia, Hypnotic Poison di Dior si offre in un’inedita variazione floreale diventando Eau Sensuelle. François Demachy, ParfumeurCréateur della Maison, senza tradire la fragranza originale, ha tratto ispirazione dalla natura, all’origine della vaniglia, il frutto del fiore più sensuale, l’orchidea, per offrire alla donna una carezza più dolce e più pura. Ne ha così immaginato il profumo vellutato e lo ha sublimato con effluvi di rosa di Damasco, ylang ylang (che si sostituisce al gelsomino), assoluta di fiori d’arancio, tuberosa e vaniglia, punteggiati da guizzi verdi e soffusi di muschio e sandalo. A racchiuderla, lo scrigno di sempre, l’inconfondibile mela del giardino dell’Eden ornata però di sontuosi petali.

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ancôme ha decifrato la luce interiore della pelle perfetta, ha ricreato l’aura, ed ha utilizzato questa scoperta per creare un fondotinta hi-tech. Frutto di 10 anni di ricerca ed oggetto di 7 brevetti, nasce Teint Miracle, basato sulla tecnologia Aura-Inside™. Creatrice di luce naturale, si avvale di due pigmenti biottici: uno rosa, che amplifica la curva di riflesso rosata delle pelle e, associato a pigmenti rosso, giallo, nero e bianco riproduce ed enfatizza la luce interiore; e uno blu, che restituisce la freschezza e purezza originarie rinforzando la luminosità blu della luce interiore. Ad essi si associa l’Essenza di luce liquida, costituita da fini lamelle geometriche lucenti che agiscono come micro-specchi incrementando l’éclat in superficie ma senza effetto lucido contribuendo anche ad ottimizzare la diffusione della luce e la trasparenza. Ulteriore plus, la texture, con attivi trattanti (estratto di rosa e Spf 15), per idratare, lenire, minimizzare discromie, proteggere e offrire un risultato rimpolpante e riflettente immediato, e dal finish coprente, setoso, uniforme ma… dal look pelle nuda. A complemento: Eclat Miracle, siero di luminosità universale per scolpire le curve del viso, e Teint Miracle, stylo che illumina, leviga e corregge.

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Chanel EXTRAIT DI LUCENTEZZA

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opo Rouge Allure, rossetto fondente e satinato, e dopo Rouge Allure Laque, dalla texture cremosa e dalla brillantezza laccata, Chanel crea Rouge Allure Extrait de Gloss, che associa all’ultralucentezza di un gloss l’intensità di un lipstick. Racchiuso in uno scrigno nero laccato come i suoi predecessori e delinato in otto nuances luminose e raffinate ma dallo stile audace, dedicate alla donna sicura di sé e sofisticata, assicura un colore intenso a lunga tenuta fin dalla prima applicazione e senza effetto madreperlato grazie alla sua texture in gel “seconda pelle” ed all’elevata concentrazione di pigmenti. Esclusivo anche l’applicatore morbido, con l’estremità a due facce, smussata e simmetrica, per disegnare in modo impeccabile le labbra e rilasciare la giusta quantità di prodotto.Accanto, in perfetta armonia cromatica, debuttano nuove sfumature di Rouge Allure e Le Vernis.


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Guerlain COME LINGERIE…

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Kanebo AZIONE ILLUMINANTE

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a linea Sensai Cellular Performance Lifting Series di Kanebo si amplia con due nuovi trattamenti che associano all’attività rassodante un’azione illuminante.Entrambi sono caratterizzati da una presentazione innovativa,da formule altamente concentrate e da una particolare attenzione al miglioramento della circolazione per contrastare la perdita di luminosità.L’essenza Lifting Radiance Concentrate,si avvale di un’elevata concentrazione di Natural Musculifter (comune a tutta la gamma),un attivo ricavato dal lievito che dona rinnovato vigore ai muscoli facciali;di Golden Camomile Extract che,antinfiammatorio ed antiedemico,ottimizza la microcircolazione;e di Gold Pearl Pigments,particelle perlacee e riflettenti che avvolgono il volto in un velo di luce.Lifting Radiance 3D Mask,invece, anch’essa con Natural Musculifter e Golden Camomile Extract è una maschera dal design tridimensionale che aderisce perfettamente a viso e collo e offre un trattamento intensivo garantendo un viso più radioso e levigato in soli 20 minuti.Ad ottimizzare le performances di entrambi i preparati poi,gli attivi già presenti nella linea.

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un fondotinta invisibile che, proprio come una calza di seta, avvolge il volto con un velo impercettibile, fondente e modellante per sublimare la perfezione dell’epidermide, Lingerie de Peau di Guerlain. Alla base delle sue performance, la microete BioFusion, un’associazione di polimeri di sintesi e di polimeri naturali ricavati da fibre tessili ad effetto seconda pelle. I primi, sono vere fibre elastiche che aderiscono alle curve del viso tessendo una trama di sostegno malleabile, modellante e levigante, garantendo anche un effetto coprente di lunga tenuta. I secondi, sono fibre di lino e seta composte da una proteina in perfetta osmosi con la cheratina della pelle, che si ancorano alla rete e aderendo alla superficie cutanea assicurano morbidezza ed éclat al colorito. Ulteriore plus, il colore, che veste l’incarnato in totale trasparenza e nella cromia più fedele a quella naturale, grazie a pigmenti selezionati avvolti in polimeri dalla struttura simile a quella delle proteine della cute. Per completare il make-up, la Maison reinventa la sua iconica cipria Les Violettes che diventa Les Violettes Minéral Poudre Libre, invisibile, fondente, opacizzante ed uniformante.

Lauder SGUARDO GIOVANE

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ffre all’epidermide del contorno occhi la più completa protezione anti-età proprio come l’omonima formula per il volto, Advanced Night Repair Eye di Estée Lauder. Alla base della sua efficacia, la Tecnologia Chronolux che, brevettata, aiuta la pelle a sincronizzare tra loro i meccanismi di autoriparazione e protezione. Accanto, per cancellare il danno da alchilazione (ovvero causato da fumi, tossine e residui chimici) al Dna prima che diventi permanente AGT (Trasferasi Alchil Guanina), un enzima incapsulato e rilasciato con un tecnologia brevettata che supporta la cute nel processo di riparazione enzimatica distendendo e rivitalizzando la zona perioculare. Completano il soin, attivi antiossidanti, protettivi ed idratanti (micro alga rossa di Israele, estratti di Poria Cocos, radice di gelso ed uva, caffeina, scutellaria ed acido ialuronico) che attenuano occhiaie e gonfiori donando freschezza, luminosità e comfort.


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Kenzo

Rubinstein

JUS DEI 40 ANNI

CIGLIA SEXY

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a griffe di Kenzo compie 40 anni e per festeggiare l’importante anniversario crea due nuovi profumi, due Eaux de Toilette inebrianti per lui e per lei, proposte in un unico formato ed in edizione limitata. A caratterizzarle, il nome, identico, semplicemente Kenzo, in onore al brand, e un look patchowork che associa pois, righe, arabeschi floreali, strisce e stampe dalla grafica vegetale, scandite da un technicolor in turchese, giallo e fucsia, al femminile, e da un susseguirsi falsamente sobrio di marroni abbinati a blu turchesi, grigi, gialli e prugna, al maschile. Creatori dei jus, Christine Nagel e Benoist Lapouza, che hanno realizzato per lei un’essenza fiorita e vivace che vede protagonista un mix di magnolia, peonia, rosa e fresia soffusi di note calde, boisées ed ambrate; e per lui, un aroma legnoso, fresco ed intenso che allea vetyver, cedro, labdano e spezie esotiche.

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Guerlain PIÙ FRESCO E FLOREALE

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ltimo nato dei profumi Guerlain e racconto dell’inizio di un amore, Idylle si propone in una nuova dimensione olfattiva. Dopo essere stato Eau de Parfum diventa ora Eau de Toilette, un jus più fresco, verde ed esuberante che punta l’accento sul bouquet floreale. Protagonista ancora l’inconfondibile Rosa Guerlain, intrecciata con mughetto, lillà bianchi, peonia, fresia e gelsomino; valorizzato il côté “neroli-fresia”, lievi e leggerissimi i muschi e intrecciati ad ylang ylang i sentori chypre. A racchiuderla, ancora il prezioso ed esclusivo scrigno a goccia d’oro, ma riveduto in un’ottica di maggiore luminosità.

ash Queen, il prezioso mascara di Helena Rubinstein già declinto in cinque differenti versioni per sublimare il maquillage dello sguardo, oggi si offre in una nuova variante che si ispira al pizzo, alla lingerie più raffinata, alla sensualità delle curve. Diventa Lash Queen Sexy Blacks, racchiuso in uno scrigno dorato decorato con trine impalpabili dal tocco vellutato, disponibile nella sola nuance Scandalous Black, e caratterizzato da performances esclusive per ciglia dal volume effetto push-up e audacemente curvate ad arco. La sua formula volumizzante ricca di attivi che avvolgono ad una ad una le ciglia aumentandone spessore, consistenza e lunghezza, si avvale di un innovativo applicatore “90-60-90” dalla funzione ergonomica. La sua forma affusolata permette di truccare tutte le ciglia e di controllare l’applicazione poiché il lato piatto “carica” il prodotto; quello ondulato curva e stende la materia in tutta la lunghezza della fibra ciliare; e l’estremità arrotondata permette di allungare gli angoli dell’occhio.


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Carita COPPIA A-DORATA

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a linea Progressif di Carita si amplia con nuove specialità proponendo un trio di soin anti-età globali specifici per soddisfare le esigenze dell’epidermide dai 50 anni. Affianca infatti, al Sérum Or Parfait, il trattamento per il volto e quello per il contorno occhi. La Crème Parfaite, creata per assicurare compatezza, luminosità e comfort, si avvale di oro biologico, che contrasta l’ossidazione, protegge le fibre di collagene e preserva il capitale di giovinezza della pelle, associato a zucchero della vita, che protegge le cellule dallo stress idrico, Fermiskin, che inibisce l’attività della collageneasi mantenendo la cute elastica, e derivato di olio di mais, lenitivo. La Crème Parfaite Yeux et Lèvres, corregge i segni del tempo, ridisegna il contorno labiale e attenua borse ed occhiaie grazie a tre attivi ad hoc: Complesso Lumière, con pigmenti riflettenti che mimetizzano le imperfezioni; attivi drenanti (aminoacidi e caffeina) che riducono i gonfiori stimolando il microcircolo e l’eliminazione di liquidi e tossine; ed acqua concentrata di fiordaliso, che allevia i segni di stanchezza.

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Chanel RITO “MADEMOISELLE”

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l femminile bouquet orientale e fresco di Coco Mademoiselle arricchisce il suo “rito” per la toilette e la mise en beauté con tre nuovi gesti. Racchiusi in scrigni eleganti dal design essenziale e caratterizzati dal femminile jus, che vede protagonista un cuore di assoluto di rosa di maggio, assoluto di gelsomino ed iris di Firenze annunciati da guizzi d’arancio di Sicilia e bergamotto di Calabria e soffuso da un ricordo che intreccia patchouly dell’Indonesia, vetyver di Haïti, vaniglia bourbon e una nota di muschio bianco, debuttano il Gel Moussant pour la Douche, che deterge l’epidermide in tutta delicatezza; l’Emulsion Hydratante pour le Corps, fluido morbido ed idratante che avvolge la silhouette con un velo di luce dorata ed con una scia profumata; e l’Huile Velours pour le Corps, che dona sericità e comfort rendendo la pelle vellutata e luminosa.

Acqua di Parma EDIZIONE ART DÉCO

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cqua di Parma celebra il primo anniversario del bouquet di Magnolia Nobile con un’edizione speciale che rende omaggio alla sua aristocratica femminilità. Eau de Parfum preziosa, appartenente alla collezione olfattiva Le Nobili, indossa infatti per l’occasione uno scrigno d’eccezione ispirato all’Art Déco. Il suo iconico flacone in cristallo si illumina con decori dorati, un susseguirsi di boccioli stilizzati che rievocano il fiore della magnolia serigrafati in oro zecchino. Immutata l’essenza, che si schiude con guizzi di bergamotto, limone e cedro per poi rivelare un cuore vibrante e floreale che vede protagonista la magnolia valorizzata da nuances di rosa, gelsomino e tuberosa, e sfumare in un sillage inteso ed avvolgente che intreccia legno di sandalo, patchouly, vetyver e vaniglia.


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Lauder PER SGUARDO E LABBRA

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uplice novità make-up per Estée Lauder. Riservati allo sguardo, Pure Color Eyeshadow, una collezione di ombretti monocolore declinata in 12 sfumature caratterizzate da 4 finiture differenti (mat, satinata, iridescente e metallica). Alla renderli esclusivi, la Tecnologia True Vision che assicura colori pieni e vibranti, grazie anche ad un polimero cristallino che intensifica la trasparenza e la pienezza cromatica, ed una formula a copertura modulabile, che aderisce all’epidermide senza disperdersi e garantisce un finish omogeneo ed uniforme. Dedicati alle labbra, invece, Pure Color Gloss, una gamma di 17 lucidalabbra proposti in tre diverse versioni (cristallini, satinati e metallizzati). Anch’essi si avvalgono della Tecnologia True Vision, che avvolge i pigmenti con un rivestimento cristallino per creare un riflesso lucente che esalta la nuance, cui si affiancano per un’azione trattante, vitamina C ed E per proteggere ed agenti umettanti per apportare morbidezza, elasticità ed idratazione.

Kenzo

Clinique

ZENZERO NIGHT & DAY

IN POLVERE

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a linea di trattamento KenzoKi Fleur de Gingembre, rigenerante ed euforizzante, caratterizzata dalla presenza di acqua vegetale di zenzero, ricca di sali minerali, oli essenziali ed oligoelementi e specifica per proteggere l’epidermide dai radicali liberi aiutandola a rinnovarsi ed a riscoprire tonicità e compattezza, si completa con due nuovi prodotti. Per preparare il volto al soin, la Gelée Fraîche et Billes de Gomme, gel esfoliante con un duo di sfere intelligenti che libera la pelle da cellule morte ed impurità risvegliando l’incarnato ed assicurando al tempo stesso luminosità e purezza grazie all’estratto di Kabuli Chana, che stimola e tonifica, ed al cocktail purificante KenzoKi (estratti derivati dalle radici di pimpinella e zenzero e dalla scorza dell’albero della cannella cinese). Specifica per la notte, invece, la Crème Noctambule, che agisce durante il sonno per regalare al mattino un viso più giovane e fresco, assicurando un’azione rigenerante, levigante ed ossigenante grazie all’estratto di lampone dell’Himalaya, Riboxyl, che favorisce la respirazione cellulare cutanea, e Noi-na, che rafforza la barriera cutanea e ridensifica.

ssicura lo stesso effetto coprente di un prodotto liquido ed un maquillage naturale come una polvere, garantendo un finish a lunga durata, dalla copertura da leggera a media e che aderisce perfettamente all’epidermide senza richiedere ritocchi nel corso della giornata, Superbalanced Powder Makeup Spf 15 di Clinique, fondotinta in polvere ai minerali, ideale anche per le pelli più sensibili. Caratterizzato dall’innovativa tecnologia “Smart” e prodotto con una particolare attrezzatura che riduce la poudre in piastrine microscopiche per un risultato uniforme ed un’applicazione semplice e veloce, si rivela una polvere riequilibrante che, ricca di minerali benefici per la cute (magnesio, calcio, potassio e zinco), ristabilisce l’ottimale equilibrio idrico e garantisce assoluto comfort grazie ad un complesso incapsulato di attivi idratanti quali fitosqualene e burro di murumuru. Ma non è tutto. Disponibile in 4 nuances resiste ad umidità e sudore e tiene sotto controllo la secrezione sebacea per tutto il giorno.


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Arden ANTI-AGING “ULTRA”

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La Mer OCCHI SENZA ETÀ

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a La Mer, The Eye Balm Intense, un trattamento dedicato allo sguardo specifico per accelerare il processo di rinnovamento cutaneo e rivitalizzare la zona del contorno occhi. Alla base delle sue performances, l’esclusivo The Miracle Broth™, fiore all’occhiello della Casa, un elisir di origine marina qui presente in tre formulazioni: originale, per un’azione rinnovatrice; concentrato, per tonificare, idratare e donare morbidezza; e incapsulato, per un rilascio graduale e per un effetto umettante e lenitivo. Accanto, The Marine De-Puff Ferment™, che energizza, calma le irritazioni ed attenua i gonfiori; e The Lifting Ferment™, mix di Marine Peptide Ferment, Phyto Ferment e Mineral Ferment, che rafforza la fragile “architettura” di sostegno della zona perioculare ed incrementa la naturale produzione di collagene ed elastina per una spiccata funzione anti-età. Ulteriore plus, l’applicatore rivestito d’argento che, rinfrescante, stimola la microcircolazione e riduce i gonfiori.

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a linea Ceramide Plump Perfect di Elizabeth Arden si amplia con due nuovi soin specifici per offre un’azione anti-aging particolarmente efficace ed intensiva. Entrambi si avvalgono della Tecnologia CPT (Ceramide Plumping Technology), connubio di Snap-8, potente ridensificante, e di estratto di semi di hibiscus, rivitalizzante e capace di stimolare la sintesi naturale del collagene, dell’elastina e delle proteine della pelle per un’azione tonificante e rassodante, e del Triplice Complesso alla Ceramidi, mix di Ceramidi 1, 3 e 6 arricchite con fitosfingosine e colesterolo, per rafforzare e ristrutturare l’epidermide ed offrire idratazione. Dedicata al contorno occhi, Ceramide Plump Perfect Ultra Lift and Firm Eye Cream Spf 15, con Eyeliss™, Equistat™ ed agenti umettanti per contrastare rughe, linee d’espressione, occhiaie e gonfiori garantendo anche un effetto lenitivo ed idratante. Agisce durante la notte, invece, Ceramide Plump Perfect Ultra All Night Repair and Moisture Cream for Face and Throat che ripara, rivitalizza ed idrata grazie anche all’Aqualance™, all’Advanced Moisture Complex ed ad estratto di alghe ed attivi botanici rilasciati in continuità dalla Moisture Network Technnology, che normalizzano i livelli di idratazione e fissano l’acqua in profondità e nei tessuti.

Lutens “CALZE” PROFUMATE

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on ricordo di avere mai visto una donna indossare le calze ma è proprio questa immagine che visualizzo mentalmente… Le calze aderiscono al corpo della donna alla stregua di un oggetto sacro… L’idea è venuta da sé,leggera come un sussurro.Non è stata il risultato di una riflessione o di una meditazione:è stata semplicemente la scelta più ovvia. Azzarderei dire che il nome è scivolato nella mia mente e mi è sembrato subito perfetto per questa fragranza”.Così Serge Lutens racconta Bas de Soie,“calze di seta”,la nuova essenza della sua Beige Collection,appartenente alla famiglia olfattiva Le Fleurs Nobles. Sensuale,insolente,raffinato,elegante ed avvolgente,nasce dall’equilibrio perfetto di effluvi di iris e giacinto,la sua nota principale,che il suo creatore ha voluto ricollegare all’omonimo episodio mitologico che narra nelle Metamorfosi di Ovidio,la nascita del fiore.


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Rodriguez OMAGGIO AL MUSCHIO

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Biagiotti MISTERO “FRAGRANTE”

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ra il 1988 quando Laura Biagiotti creava Roma, un bouquet femminile che racchiudeva il fascino, il romanticismo e le emozioni che suscitava la Città Eterna con la sua bellezza e la sua storia. Oggi, la griffe presenta Mistero di Roma, una nuova fragranza che trascrive in chiave olfattiva altre sensazioni, altri pensieri ed altri incanti, puntando l’accento sulla leggerezza e sulla curiosità. Dedicato alla donna determinata, appassionata e sensuale, desiderosa di mettersi in gioco ed alla ricerca di novità, è un jus orientale e fougère che si schiude con un debutto vivace e fresco di melone, mandarino e mela per poi rivelare un cuore di eliotropio e ciclamino ed un’eco di vaniglia, mirra, olibano, ambra e muschio. A racchiuderlo, una boîte rosso pompeiano valorizzata da un décor che rievoca le venature del marmo antico, e l’inconfondibile flacone a forma di colonna già custode dell’essenza originaria ma in cristallo rosso sfumato.

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a nota del muschio mi ha sempre affascinato. Ha la stessa sensualità che cerco di trasferire nelle mie creazioni. Ha la sorprendente abilità di catturare la personalità di chiunque lo indossi, diventando una sola cosa con la sua pelle”. Così Narciso rodriguez descrive la sua nota olfattiva preferita, quella che contraddistingue tutte le sue fragranze. E che per l’autunno ha deciso di celebrare con un’esclusiva Musc Collection, che reintenpreta il muschio all’insegna di una maggiore profondità ed intensità valorizzandolo anche con nuances floreali che donano un tocco di luminosità. Primo sigillo della linea, For Her Eau de Parfum Intense, sensuale ed elegante, il cui cuore vede protagonista il muschio, soffuso da un accordo legnoso di patchouly ed un sillage ambrato di amberlyn, sublimato da un bouquet fiorito che intreccia ylang ylang, gelsomino e fiori d’arancio.Accanto, proposta però in edizione limitata ed in esclusiva nelle profumerie Sephora, Essence Eau de Parfum Intense, dove al muschio del cuore fanno eco un jus floreale di petali di rosa e polvere d’iris ed un guizzo ambrato di benzoino, incenso e legni.

Clinique LUNGHEZZA E DEFINIZIONE

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ssicura alle ciglia lunghezza estrema e massima definizione, High Lengths Mascara di Clinique che garantisce fin dall’applicazione uno sguardo più profondo ed intenso. Alla base della sua efficacia, l’inedito applicatore ricurvo verde salice composto su un lato soltanto (quello curvo, l’unico da utilizzare) da tre file di dentini sottilissimi e ravvicinati che distendono le ciglia separandole delicatamente e le rivestono con un guaina di colore uniforme e precisa. Altrettanto particolare la formula super allungante e creata per assicurare morbidezza, idratazione ed elasticità alla fibra ciliare. Si avvale infatti, di ialuronato di sodio, pantenolo e pantetina, per offrire benessere, comfort e flessibilità; di un mix di cere morbidissime unito a gomma di acacia, volumizzante, per una texture che aderisce alla perfezione e dona spessore senza formare grumi o sbriciolarsi nel corso della giornata.


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Piaubert EFFETTO “LIFTING”

C Valmont NUOVI “CLASSICI”

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a Valmont Prime Generation,ovvero la Casa rivisita i suoi trattamenti “classici”e ne arricchisce ed attualizza la formula per offrire all’epidermide un efficace soin anti-età capace di contrastare i segni del tempo apportando alla pelle tutto ciò che le necessita per il suo benessere e la sua bellezza.Inserisce così nelle texture di BioCellular,24 Hour,Regenera I,Regenera II,Contour e Neck,il Cellular Prime Complex che si compone di proteine sotto forma di petitidi+ che stimolano il metabolismo cellulare e migliorano la comunicazione tra cellule;lipidi,sotto forma di liposomi (ricolmi di Rna ed urea),il cui involucro di fosfolipidi fondendosi con la pelle fornisce acidi grassi fondamentali per il comfort e l’elasticità;e zuccheri,sotto forma di Dna Triplo,una molecola di Dna altamente polimerizzato legata a sodio,magnesio e calcio,per idratare energizzare e stimolare la rigenerazione cellulare, abbinato a Rna,acido ribonucleico,vera fonte di vitalità ed energia.Quanto ai preparati, ricordiamo:Prime Bio-Cellular,è un siero superconcentrato rivitalizzante;Prime 24 Hour,una crema anti-età idratante;Prime Regenera I,una crema energizzante e ristrutturante;Prime Regenera II,una crema equilibrante nutriente;Prime Contour,una crema riparatrice contorno occhi e labbra;Prime Neck,una crema rassodante collo.

Blumarine INTENSAMENTE BELLISSIMA

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lumarine Bellissima arricchisce il proprio universo olfattivo con un nuovo elisir, il Parfum Intense, un jus più vibrante e seducente che si fa interprete di una femminilità più sensuale, pura, intrigante ma raffinata. Racchiuso nello scrigno dell’essenza originaria ravvivato da una preziosa nuance rosa, il suo bouquet si rivela croccante fiorito ed orientale. Un’armonia insolita che infonde benessere e trasmette energia positiva (gocce di rugiada mattutina ed accordo well-being, mix di zenzero, arancia e pompelmo) ne sigla il debutto, annunciando un cuore romantico di sunny sexy flowers, petali di peonia e di gelsomino e fiore della passione ed un sillage avvolgente che intreccia cashmeran, legno di sandalo, fiore di vaniglia e musk, resi più seducenti da effluvi di vaniglia cremosa ed eliotropio, elementi distintivi della fragranza.

ombatte il rilassamento dei tessuti cutanei dovuto al degrado delle fibre di collagene ed elastina ed assicura un effetto lifting, la linea Radical Firmness di Méthode Jeanne Piaubert. Le formule si basano sull’esclusivo complesso Decaliftase che associa 10 attivi per restituire compattezza a tutti i livelli della pelle per una tonicità 3D. Nell’epidermide, favorisce la coesione dei vari strati e leviga istantaneamente la superficie cutanea (mughetto del Giappone, gluconato di zinco, Tensine®, Easyliance); nel derma, ne ritende le “molle” e ne aumenta l’elasticità, riduce il degrado del collagene, dell’elastina e dell’acido ialuronico, favorisce la sintesi di nuove fibre collagene e dinamizza i fibroblasti (papiro africano, Raffermane®, Litchi, centella asiatica, Algisium C®); nell’ipoderma, drena in profondità a leviga i tratti (caffeina). Tre i preparati, ciascuno arricchito da ingredieti specifici: Crème Lifting Fermeté Visage, con olio di borragine e burro di karitè, per nutrire; Sérum LiftingFermeté Visage, con MSHC® e Vegeseryl®, per tendere l’epidermide e ridinamizzare i fibroblasti; e Crème Lifting Spécifique Paupieres, dedicata alle palpebre con estratto di segale, IBR-TOM®, cosmelene de lierre ed una texture guaina, per rassodare e levigare immediatamente.


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Toni & Guy

Rocawear

COLORE SUBLIMATO

ESSENZA URBANA

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alorizza il colore della chioma, sia esso naturale o artificiale, assicura forza e benessere ai capelli e dona loro luminosità ed éclat, la linea Toni & Guy Color. Alla base delle sue performances, la formulazione colore Primo Livello che, a contatto con la fibra cheratinica, deposita minuscole goccioline di colore sulla sua superficie rivestendola con un sottile strato di pigmento semi-permanente la cui tonalità aumenterà di intensità e durata ad ogni lavaggio. Due le versioni in cui è disponibile la gamma, per capigliature castane e bionde, ciascuna declinata in tre prodotti: Shampoo (con olio di oliva quello per capelli scuri, con olio di semi d’uva e vitamina E quello per quelli chiari), Balsamo, con filtri Uv, condizionante e protettivo rispetto alle fonti di calore, e Spray Brillante, multiuso e perfetto per definire lo styling ed offrire un plus di lucentezza.

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Revlon A PROVA DI LUCE

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ssicura un incarnato vellutato, uniforme e levigato qualsiasi sia il tipo di luce, naturale o artificiale, PhotoReady Makeup di Revlon, fondotinta della nuova generazione caratterizzato dall’esclusiva formula a diffusione di luce. Si avvale infatti di pigmenti fotocromatici che catturano e riflettono la luminosità dell’ambiente minimizzando le imperfezioni, correggendo le disomogeneità di pigmentazione, attenuando il grigiore del volto e donando radiosità. Ulteriore plus, per un’azione trattante e per offrire benessere, comfort e protezione all’epidermide, la presenza di attivi idratanti e di un filtro solare Spf 20. Due le versioni in cui è disponibile, fluido, per un maquillage impercettibile che si fonde con la carnagione naturale, o Cream to Powder, ovvero compatto, quest’ultima dalla texture innovativa che si trasfrma due volte durante l’applicazione per offrire tre differenti benefici. Da compatta diventa liquida quando viene prelevata con la spugnetta per poi trasformarsi in polvere a contatto con la pelle, il tutto per garantire maggiore copertura, fluidità nella stesura ed un finish opaco ma leggero.

acchiude in sé la sfrontatezza e l’originale glamour della cultura hiphop e trascrive in chiave olfattiva lo spirito dell’omonimo brand della urban culture americana che ha la sua icona in Shawn “Jay Z” Carter, rapper e produttore discografico, 9IX Rocawear, un jus sexy, autentico e virile, dalla sensualità moderna. Fresco, aromatico e dalle note boisées, annunciato da uno scrigno rivestito in metallo bronzo spazzolato ed acciaio lucente, si schiude con accenti di coriandolo asiatico, scorza di mandarino e cantalupo per poi rivelare un carattere che intreccia fiore di lavanda, foglie di geranio ed un effluvio di pelle scamosciata ed un sillage avvolgente e profondo, connubio di ambra dorata e sentori di legni.


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Blugirl

Möller

ESSENZA ROLL-ON

CAPELLI SENZA TEMPO

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ermette di portare sempre con sé il profumo preferito e di indossarlo in qualsiasi momento della giornata scoprendo una gestualità ludica, giovane ed al tempo stesso femminile, la novità che completa la collezione fragrante Jus N°1 Blugirl di Blumarine. Debutta infatti l’Eau de Toilette Roller Ball, ovvero un accattivante formato travel size da 15 ml del bouquet proposto in una funzionale e pratica versione roll-on e caratterizzato da una formulazione in olio particolarmente concentrata. Immutata l’essenza, frizzante, fiorita, solare e muschiata che nasce con guizzi di pompelmo bianco, limone, mandarino, litchi e pera; si afferma con un cuore che intreccia accordo di sabbia e mare, bollicine di champagne, gelsomino, fresia e petali di magnolia; e sfuma in un’eco di muschi, legno di sandalo, ambra moderna e vaniglia.

nche i capelli invecchiano. Con il passare del tempo crescono più lentamente, diminuiscono in quantità, diventano più sottili e perdono luminosità e forza. Specifica per restituire loro il benessere e l’éclat della giovinezza, la linea Ageless Beauty di Marlier Möller le cui formule agiscono sia all’interno che all’esterno della fibra cheratinica. In profondità infatti, grazie al Phyto-CellComplex, composto da cellule staminali estratte dalla mela, peptidi stimolanti ed aminoacidi energizzanti, ridona tono, consistenza e vitalità alla chioma; in superficie, avvalendosi di vitamina E, estratto di loto blu e filtri Uv, neutralizza i radicali liberi e protegge dalle aggressioni ambientali e dall’invecchiamento foto-indotto. Due i prodotti: Shampoo to Restore & Protect, con olio di jojoba ed un polimero volumizzante, che deterge in tutta delicatezza, idrata, rinforza e protegge; e Scalp Serum to Fortify & Protect, siero per il cuoio capelluto con pantenolo e filtri Uv, che attiva il processo di crescita del capello, stimola le funzioni cellulari delle radici, fornisce nuova energia, lenisce e umetta.

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ffre la possibilità di scoprire le fragranze maschili di Dsquared2, di indossarne ogni giorno una diversa a seconda dell’umore e di avere sempre con sé il jus preferito, He Wood Discovery Set, un originale coffret che cela la versione travel size da 15 ml dei tre profumi della griffe. Accoglie infatti He Wood, che allea un accordo Aria (abete bianco, ambra vegetale e musk), uno Acqua (foglie di violetta, violetta, accordo trasparenteacquatico), ed uno Legno (vetyver e legno di cedro): He Wood Rocky Mountain Wood, scandito da Rocky Notes (ambra minerale, incenso e musk), Mountain Notes (violetta, giglio del Canada, pepe bianco), e Wood Notes (vetyver e legno di cedro); e He Wood Ocean Wet Wood, che intreccia Ocean Notes (accordo trasparente marino, ambra grigia e artemisia), Wet Notes (musk, foglie di violetta e violetta), e Wood Notes (legno di cedro, legno di patchouly, fava tonka, vetyver).

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benessere Marina SANTIN

L’angelo del wellness

Relax e benessere. Queste le parole d’ordine di una vacanza all’Hotel Angelo, dove gli splendidi panorami, l’ospitalità più sincera e l’atmosfera romantica concorrono a sublimare i benefici dei trattamenti dell’esclusivo centro wellness.

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Engel, “Angelo”.

Non c’è nome più indovinato per un autentico angolo di Paradiso affacciato sulle cime delle Dolomiti nel cuore della Val Gardena; per un’oasi di pace e tranquillità dove dimenticarsi dello stress, della routine e del passare del tempo; per un vero tempio del benessere e del relax incastonato nel cuore del paese, ma protetto dall’abbraccio discreto di 2.500 mq di giardino. Stiamo parlando dell’Hotel Angelo di Ortisei, esempio raffinato della tradizionale ospitalità sud-tirolese, dotato di tutti i comfort e reso esclusivo da un’atmosfera romantica e da esclusivi atouts. Un esempio? Gli arredi delle camere e della Stube tirolese sono stati realizzati su misura da artigiani ed artisti locali utilizzando esclusivamente legno di cirmolo capace di agire positivamente sull’organismo riducendo la frequenza cardiaca in caso di stress fisico e mentale. Tre ore di permanenza nella Stube fanno risparmiare al cuore in un giorno 3.500 battiti, l’equivalente di un’intera ora. Proviamo solo ad immaginare l’efficacia rigenerante di intere notti trascorse in camere arredate con questo legno! Il giusto vanto dell’hotel però è il centro benessere, dove concedersi “coccole” esclusive per ritemprare il corpo e la mente e ritrovare armonia, energia e vitalità. Si potranno provare i trattamenti firmati Dr. Vitalis, tutti realizzati con prodotti ed attivi naturali quali il gommage alla cucurbita, il bagno ai fiori di fieno e ginepro, al timo serpillo e pino cembro o all’arnica montana e iperico, oppure i soins Babor con cure specifiche per la bellezza dell’epidermide, il programma di disintossicazione Adamski, indicato per chi ha problemi all’apparato digestivo ed addominale, ed ancora la ricca gamma di massag-

gi, da quello agli aromi al thai, dall’ayurveda al Vital Stone fino alla riflessologia plantare, ed i programmi personalizzati per lui e lei. Da non perdere anche la zona umida che si avvale di saune aromatiche, bagni di vapore ai fiori ed idromassaggi caldi, lo spazio relax dove ARMONIA rilassarsi ammirando la splendida parete- Restituire energia e vitalità ma anche acquario, e, per chi vuole fare un po’ di assicurare armonia sport, la piscina all’aperto, collegata con e benessere. Questi gli atouts quella coperta, e la palestra completa delle dell'Hotel Angelo. più innovative attrezzature. Un occhio di HOTEL ANGELO ENGEL riguardo va anche alla gastronomia poiché Fam. Demetz ogni menù propone piatti internazionali, Str. Petlin 35 I-39046 Ortisei della cucina mediterranea e locale realizza- (Val Gardena) ti con materie prime freschissime, bilancia- Tel. 0471 796 336 Fax 0471 796 323 ti e poveri di grassi per un regime alimen- info@hotelangelo.net tare corretto e salutare.  www.hotelangelo.net

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d “Archi & BD La ville Dessinée” fino al 28 novembre 2010

CITÉ DE L’ARCHITECTURE E DU PATRIMOINE Palais de Chaillot 1, Place du Trocadéro, Paris 16° www.citechaillot.fr

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LA CITTÀ 148 | DailyLuxury |

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design Marina SANTIN

Un secolo di fumetti a confronto con i lavori dei più affermati architetti dall’inizio del ‘900 ai nostri giorni per indagare le corrispondenze e le affinità di questi due universi della creazione. Da scoprire a Parigi, visitando “Archi & BD La Ville Dessinée”.

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Città futuriste, città oniriche,

New York, Parigi e Tokyo. A fare da contrappunto alle tavole una selezione di schizzi, progetti di città o di edipoetiche o fantastiche, metropoli americane o asiatiche, fici pubblici o privati, ed autentiche utopie disegnate dai città di sogno o fantasma… La città da sempre è uno dei più grandi architetti dall’inizio del XX secolo che creano motivi-feticcio dei fumetti, fonte d’ispirazione inesauriun dialogo continuo tra architettura e fumetto sottolinebile che si impadronisce, vuoi come semplice scenario ando non solo l’immaginario comune vuoi come protagonista, di tavole, stri3 tra i due universi ma anche come la “9a sce ed album illustrati. E che si sia nearte” influenzi il lavoro degli architetti. ofiti o esperti è impossibile non coglieA dare l’avvio alla rassegna, i lavori del re al primo sguardo l’affinità che lega newyorkese Winsor McCay, il primo a l’universo del fumetto e quello dell’arportare la città nei fumetti, nel 1905, chitettura poiché così come il disegnacon il suo personaggio di Little Nemo tore anche l’architetto disegna la città che si muove tra i buildings di Detroit, prima di costruirla, ne immagina tutte New York o Cincinnati ed il mondo le possibilità, ne esplora ed osserva fantastico di Slumberland. Ed è protutte le dimensioni e tutte le prospettiprio nella Big Apple che, alla fine del ve non solo per realizzarla ma anche XIX secolo, nasce ufficialmente il fuper sognarla. Ed è proprio da questa metto, grazie alle Sunday Pages, i supconsapevolezza che nasce “Archi & BD plementi pubblicati dai grandi quotiLa ville Dessinée”, una mostra davvero 1 diani come il New York World ed il originale, in scena alla Cité de l’ArchiNICOLAS DE CRÉCY Affiche de l'exposition New York Journal, di cui danno testitecture et du Patrimoine di Parigi. "Archi&BD", 2010 monianza i disegni di autori americani Esposte oltre 350 opere realizzate da 2 ed anche europei come George Mc150 fumettisti internazionali, valorizzaAUGUSTE PERRET ET PERRET FRÈRES Manus, Alain St-Ogan, Hermann, te da un allestimento scenico che rieVilles - Tours et propositions Guarnido o Riad Satouff. Si arriva così voca un labirinto misterioso e proposte d’aménagement pour Paris agli anni ’30, le comics hanno varcato secondo un percorso cronologico che 1922 -1932 il confine degli States e si sono diffuse si concede “salti” temporali per mettere 3 WINSOR MCCAY un po’ ovunque. A vegliare sulle mel’accento sulle affinità di autori di geneIt is the city of Philyorgo tropoli ora arrivano i supereroi, Batrazioni differenti e offrire particolare by night, 1905 man a Gotham City, Superman a ›› risalto a tre città “icona” del genere:

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›› Metropolis, città fittizie che vanno ad affian-

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carsi alla Chicago di Chris Ware o alla Londra vittoriana e posseduta di Jack lo squartatore voluta da Alan Moore per il suo From Hell. Con gli anni ’60, si afferma la scuola belga, esponenti di spicco, i disegnatori del giornale Spirou, André Franquin, Will e Tillieux, e parallelamente il fumetto diventa un osservatorio dei cambiamenti ideologici e politici della società: si riflette sulla “città 3 ideale di domani”, su un mondo nuovo dove tutto è possibile con città sull’acqua, sospese nell’aria, smontabili, mobili, immaginate da penne come gli architetti di Archigram (il primo esempio dell’influenza diretta delle stripes in architettura) o Yona Freidman che decretano la nascita di fumetti cosidetti “adulti” che mettono in scena questo spirito utopico concretizzato da un’intera generazione di artisti da Druillet a Mézières, da Moebius a Schuiten. Nel 1977, nasce il movimento della “Klare Lijn”, la “linea chiara”, un genere grafico dall’apparente semplicità del tratto e dai decori sobri fondato da Hergé, il padre di Tintin; nel decennio ’70-’80, la periferia sbarca su… carta per permettere ai lettori di identificarsi con i fumetti contemporanei (Margerin e Stanislas docent), e a New York si affianca una nuova città-icona, Parigi, immortalata da Dupuy-Berberian, Tardi, Denis, Eisner o Peeters. E via via così, passeggiando nel “labirinto” della mostra, si arriva ai giorni ››

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MARC-ANTOINE MATHIEU

The World Institute of Dream, Morpheus Street, 2005 2

CHALAND

Le cimetière des éléphants, 1984 3

GENE COLAN

Daredevil, 1968 4

WINSOR MCCAY

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Little Nemo, 1907 5

WARREN CHALK

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Amazing Archigram Couverture, numéro 4, 1954 6

TED BENOÎT

L’Infidélité, 1988 7

LOUIS BONNIER

Boulevard à deux niveaux de circulation 8

WILL- MAURICE ROSY

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Tif et Tondu - La Villa du Long-Cri, 1964 9 Villemolle, 2009 10

ETTORE SOTTSASS

The Planet as Festival : Design of a Roof to Discuss Under, perspective, 1963 11

MOEBIUS

L’Incal Noir Tome 1, 1981

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CHRISTIAN DE PORTZAMPARC Musée Hergé 2

JIRÔ TANIGUCHI

Le Promeneur, 2008 3

›› nostri passando attraverso gli anni ’90 in cui debutta un

nuovo genere che si libera dai codici dell’azione e dell’avventura per scoprire ritmi lenti e permettere al protagonista di fondersi con i luoghi e l’ambiente (Chris Ware, Seth, Daniel Clowes); Tokyo si afferma come vetrina architettonica e culturale mondiale, spopolano i manga di Urasawa e Matsumoto, ma anche le cronache urbane o dei villaggi di Taniguchi e Boiler-Peeter; i “diari di viaggio” un genere a se stante rappresentato dai racconti ad immagini di Delisle o Rabaté ma anche da Golo o Ferrandez, la cui opera non narra un viaggio ma fa viaggiare il lettore; e la tendenza più recente, quella dell’interdisciplinarità. A fare da specchio, dicevamo all’inizio, circa un centinaio di documenti d’architettura, pezzi d’eccezione come il disegno della nuova città di Aldo Loris Rossi, o Highrise of Homes di James Wines, ma anche progetti particolari, dalla città immaginaria Villemolle, al Musée Hergé di Portzamparc e Joost Swarte, alla Casa di vetro fino al lavoro commissionato da Jean Nouvel ad un gruppo di fumettisti in occasione di una mostra in Louisiana che lo vedeva protagonista, e questo solo per citarne alcuni. Una mostra da non perdere quindi, che i sia appassionati del genere oppure no, che ben sottolinea le corrispondenze e le correlazioni tra architettura e fumetto ed evidenzia come la città oggi sia al centro dei nostri dibattiti e di un immaginario condiviso. 

ZOU JIAN

Le chantier de la tour CCTV in Chroniques de Pékin, 2008 4

CLAUDE PARENT

Projets utopiques de villes obliques - Les Spirales – Ponts III, perspective , 1971 5

CLAUDE PARENT

Projets utopiques de villes obliques - Les Ondes, 1971 6

FLORENT CHAVOUET

Salon de massage, 2009 7

FLORENT CHAVOUET Maison jaune, 2009 8

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BENJAMIN

Savior, 2010 9 JAKOB + MACFARLANE World Trade Center World Peace Center projet pour la paix, 2002 10

SCHUITEN

L'étrange cas du docteur Abraham, 2001 11

EMMANUEL GUIBERT

L'Atelier Rossignol, 1985

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food Marina SANTIN

Gli Usa in Non un classico libro di cucina ma un viaggio coast-to-coast fatto di ricette, racconti ed immagini che sfata il luogo comune che gli Yankies a tavola mangino solo hamburger, patatine e cibi precotti. È “Buon appetito America” di Laurel Evans, da leggere d’un fiato per scoprire che gli States hanno una tradizione gastronomica propria, dai sapori autentici e veri.

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t LAUREL Due ritratti di Laurel Evans, sembrano

"dominare" un'immagine tipica del lifestyle americano. Scrittrice e gourmet è l'autrice del libro "Buon appetito America", un viaggio coast-tocoast alla scoperta della gastronomia statunitense tra ricette, emozioni, aneddoti e curiosità.

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L’America a tavola?

Risposta scontata, almeno per noi italiani e per la stragrande maggioranza degli abitanti del Vecchio Continente: “Hamburger, patatine, hot dogs. In sintesi, solo fast food”. Bhè, nulla di più sbagliato almeno stando alle parole di chi di gastronomia “made in Usa” se ne intende. Conoscere la vera cucina americana, bandendo i falsi stereotipi, apre infatti la strada ad un american dream diverso, pieno di promesse inaspettate, perché la la cucina statunitense affonda le proprie radici in molteplici tradizioni e si esprime non solo attraverso le ricette ma anche grazie a diverse forme e modelli di convivialità legati al cibo. Per scoprirla basta sfogliare “Buon Appetito America! Ricette e ricordi di un’americana in cucina” (Guido Tommasi Editore), non un semplice ricettario ma ››

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Ph. Emilio Scoti (www.emilioscoti.com)

tavola

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›› una dichiarazione d’amore. Quella della sua

DA NON PERDERE... Laurel all'opera tra pentole e fornelli ed alcuni outsiders della gastronomia statunitense da non lasciarsi assolutamente sfuggire, provandoli "in loco" o preparandoli da sè grazie al suo libro: pollo fritto, club sandwich, filetto mignon, pancakes, ricche insalate e, vero protagonista della tavola "made in Usa", l'hamburger.

autrice, Laurel Evans, ventotto anni, texana di settima generazione da sei anni in Italia (“Sono arrivata qui - a Milano, ndr - dopo essermi innamorata di Emilio, l’uomo che è poi diventato mio marito” ci spiega) che impara a cucinare italiano per poi tornare alla cucina di casa: un originale percorso all’inverso fatto sì di piatti e ricette ma anche di ricordi, emozioni, aneddoti e curiosità. La conferma si ha aprendo il libro, subito dopo la copertina su cui campeggia un grembiule a stelle e strisce ed un’apple pie appena sfornata che conserva ancora tutto il profumo delle mele e delle crostate degne di Nonna Papera, dove l’autrice scrive appunto “Dedicato all’Italia che mi ha fatto scoprire l’America”. Il libro, 184 pagine da leggere tutto d’un fiato anche da chi non è avezzo a pentole e fornelli, è il frutto di un lungo viaggio coast-to-coast, una traversata ideale, ma anche fisica, che, compiuta dalla stessa Laurel a caccia di ricette regionali tradizionali, si rivela un avvincente reportage sottolineato dalle immagini intense di Emilio Scoti, suo marito e fotografo di professione, che contribuiscono ad imprimere nella mente un particolare piatto, un’espressione, un luogo della memoria. “È un progetto che abbiamo portato a compimento insieme, in due abbiamo curato tutto - racconta la scrittrice gourmet - ci abbiamo lavorato intensamente per un anno. Le foto sono di Emilio, io mi sono occupata delle ricerche, delle ricette, di grafica e di impaginazione. C’è molto di me in questo libro, non mi riferisco ai piatti che suggerisco, in realtà il cibo è il mezzo per trasferire un’emozione. Certo una volta raccolti è stato difficile selezionarli. Volevo mostrare piatti americani tipici ma non banali. Ho comprato libri, sono andata nelle biblioteche, ho parlato con tante persone in luoghi diversi, con un unico obiettivo: volevo ricette vere ed autentiche”. E basta solo ascoltarla perché venga voglia di provarla e di conoscerla questa cucina d’Oltreoceano, di sedersi a tavola per scoprire, liberandosi dai pregiu- ››

VELLUTATA DI ZUCCA E PERE PER 6 PERSONE INGREDIENTI:

2 pere mature, sbucciate, tagliate a quarti e private del torsolo 1 kg di zucca, privata della buccia e dei semi e tagliata a pezzi 2 pomodori medi, privati della parte centrale e tagliati a quarti 1 cipolla rossa, sbucciata e tagliata a quarti 2 spicchi d’aglio, schiacciati 2 cucchiai di olio d’oliva ½ cucchiaino di sale pepe nero macinato, a piacere 940 ml di brodo vegetale o di pollo erba cipollina (facoltativa) Scaldate il forno a 200°C. Mescolate bene i primi 8 ingredienti e stendete uniformemente il composto su una teglia da forno con il bordo rialzato. Arrostite, mescolando di tanto in tanto, finché le verdure sono tenere (40-55 minuti). Fate raffreddare leggermente. Frullate il tutto in più riprese finchè non otterrete una crema liscia, aggiungendo il brodo fino a raggiungere la consistenza desiderata. Regolate di sale. Cuocete la zuppa su fuoco medio-basso, mescolando, finché è ben calda, per una decina di minuti. Distribuite nelle ciotole e, se volete, guarnite con un po’ di erba cipollina.

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f ›› dizi, cosa ha da offrirci questa gastronomia che spazian-

do dalla West alla East Coast, fonde e rielabora contenuti provenienti da ogni parte del mondo. Come è nata la sua passione per la cucina e l’idea del “ricettario”? È ancora Laurel a svelarcelo: “Ho scoperto la mia passione in Italia, dove ha iniziato a sperimentare e cucinare piatti italiani per gli amici. Dopo un anno però mi mancavano i sapori delle mie radici, così ho iniziato a preparare pietanze della tradizione americana. All’inizio me ne vergognavo quasi, poi mi sono stupita del successo che riscuotevano: tutti mi chiedevano le ricette e alla fine ha deciso di scriverle in un blog (www. unamericanaincucina.com). Da qui l’idea del ricettario. Che non ho scritto pensando agli americani - puntualizza - ma agli italiani. È per questo che ho convertito le misure americane (cups e spoons, tazze e cucchiai) e corretto le dosi di alcuni ingredienti perché i piatti potessero mantenere intatta la loro originalità ma rientrassero nei canoni europei. Alla fine credo di aver fatto un viaggio al contrario riportando nel Vecchio Continente queste ricette cambiate ed evolute”. Molto più quindi di una semplice raccolta di golosità da preparare, ma un “sussidiario gastronomico” che conquista e prende per la gola fin dalla prima pagina. Leggendolo ci troviamo infatti l’immancabile apple pie, la torta nazionale, gli irresistibili brownies, i “macaroni and cheese”, il gumbo Cajun della Louisiana, le polpette di granchio del Maryland, la salsa per il barbecue e il pane fritto dei nativi americani, ed ancora sfilano sotto i nostri occhi le zuppe (di zucca e pere, di vongole o pollo) i sandwich, le insalate più ricche, i dolci ed ovviamente, l’hamburger, il cibo più famoso d’America. Cui è riservato un posto d’onore, perché va ben oltre l’essere un dischetto di carne trita atterrato nel mezzo di un soffice panino bianco punteggiato di semi di sesamo eletto a simbolo “classico” del mangiare yankee e semplicissimo da cucinare. Richiede invece, moltissima abilità ed ingredienti di primissima scelta. Senza contare le sue infinite varianti: pancetta e gorgonzola, vegetariano con fagioli neri, al tonno scottato con wasabi, al salmone con spinaci e tante altre ancora. Nel libro inoltre c’è tutto quello che bisogna sapere per preparare un vero barbecue della tradizione statunitense, il tutto suddiviso in sette capitoli che permettono di cimentarsi ai fornelli in ogni occasione, dal brunch

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della domenica alle grandi occasioni di festa nazionale come il Thanksgiving, il giorno del ringraziamento, o il 4 luglio (con tutti i segreti per cucinare un tacchino ripieno perfetto ed i biscotti allo zenzero), il tutto spiegato nei minimi dettagli, perché Laurel, elenca ingredienti (quali e dove trovarli), tempi di cottura, variazioni, suggerimenti e consigli per fare davvero bella figura stupendo amici e commensali con piatti accattivanti e squisiti che arrivano direttamente dalla terra dei fast food. Ma in “Buon Appetito America!”, come lei stessa afferma, c’è anche molto di Laurel. C’è la nostalgia per il ranch di famiglia a Boerne, nella Hill Country; ci sono i concerti rock, quello di Austin in primis, la città più cool del Texas ma conosciuta da pochi; ci sono i coffee

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CORNBREAD (PANE DI MAIS) PER 8 PERSONE INGREDIENTI:

200 g di farina 150 g farina di mais gialla 2 cucchiaini di lievito ¼ di cucchiaino di bicarbonato di sodio 1 cucchiaino di sale 2 cucchiai di zucchero bruno 100 g di mais in scatola, tritato finemente o frullato 230 ml di latticello (o yogurt) 2 uova grandi 100 g di burro, fuso e fatto raffreddare leggermente

shop; le gite su fiume a bordo di copertoni di camion; e c’è, soprattutto, cosa fare, dove andare, cosa acquistare e, d’obbligo, dove mangiare. Dallo shopping nei negozi della catena Lucchese per comprare i veri stivali da cowboy alla John Wayne, a quello a El Mercado di San Antonio, un bazar storico che vende di tutto; dal fare la spesa da Whole Foods o al Central Market, due supermercati specializzati in cibi di altissima qualità all’evitare i fast foods a pranzo e cena per apprezzare la vera gastronomia americana. A San Antonio, vicino al mercato, c’è “Mi Tierra”, dove si mangia a qualsiasi ora (è sempre aperto) l’originale cucina Tex Mex con tacos e burritos, oppure “Hut’s” spartano, ma ideale per gustare gli hamburger, quelli veri! Chi, invece, preferisce ››

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Scaldate il forno a 200°C e imburrate una pirofila quadrata di 20 cm. Se usate una padella di ghisa, ungetela leggermente e mettetela in forno a scaldare. Sbattete i primi 5 ingredienti in una ciotola media e metteteli da parte. In un’altra ciotola, mescolate lo zucchero bruno, il mais e il latticello. Unite le uova e sbattete finché sono ben amalgamati. Rimarranno alcuni grumi di mais. Incorporate delicatamente gli ingredienti umidi a quelli secchi usando una spatola di plastica e versate il burro fuso. Mescolate rapidamente fino a inumidire appena gli ingredienti secchi. Non lavorateli troppo, il composto rimarrà grumoso. Versate nella pirofila preparata e lisciate la superficie con la spatola. Cuocete finché è ben dorato, per 25-30 minuti, o finché uno stecchino infilzato al centro ne esce pulito. Lasciatelo raffreddare nello stampo per 10 minuti prima di servire.

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BROWNIES AL CACAO

›› organizzare da sé una grigliata può comprare ottima

INGREDIENTI:

150 g burro 250 g zucchero 75 g cacao amaro (in polvere) 1/4 cucchiaino di sale 1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia (facoltativo) 2 uova, fredde 60 g farina 50 g noci tritati (facoltativo) Scaldate il forno a 180 gradi. Foderate di carta da forno una teglia quadrata di circa 20 cm. Fondete a bagnomaria il burro, lo zucchero, il cacao e il sale, mescolando tanto in tanto finchè il composto non sarà liscio e caldo. Togliete dal fuoco il pentolino e lasciate e raffreddare leggermente. Quindi unite l’essenza di vaniglia e mescolate con un cucchiaio di legno. Poi incorporate le uova, una alla volta, mescolando vigorosamente dopo ogni aggiunta. Quando il composto è denso ed omogeneo, aggiungete la farina e sbattete con forza per un paio di minuti. Se le usate, aggiungete ora le noci. Versate il composto nella teglia e infornate per 20-25 minuti. Cuocete fino a quando uno stecchino infilzato nel dolce ne esce ancora con qualche briciola attaccata. Tagliate in 16-25 quadratini.

GOLOSI Laurel Evans ritratta sullo sfondo del ranch di famiglia, a Boerne, nell'Hill Country, sorride osservando due dolci tipici della tradizione americana: brownies e cupcakes, due vere golosità che non hanno davvero nulla da invidiare alle più note crostate o all'apple pie.

carne da “River Side”, il benzianaio-macellaio di Bourne, paesino di 6000 anime, o, in alternativa, come suggerisce Laurel “prendere un po’di barbecue d’asporto e andare a mangiarlo poco distante su uno dei tavoli da picnic sulla riva del fiume. Da provare, il “Comboplate”, un abbondante esempio di tutte le delizie della casa: salsiccia, pollo, costolette, tacchino e brisket (roastbeef) accompagnati dagli immancabili fagioli pinto, insalata di patate e due fette di pane bianco da intingere nell’abbondante salsa barbecue”. Ricette in primo piano, quindi, ma anche un interessante racconto ed un viaggio fotografico multisensoriale per un libro cui non manca davvero nulla, (è finalista al Premio Bancarella - Cucina 2010), da regalare o regalarsi per sfatare miti e false credenze legati alla cucina degli yankies e per scoprire un’America inedita ed emozionante, preparandosi magari a gustare un tacchino ripieno o una profumatissima apple pie. Il nostro consiglio è correre subito in libreria, concedendosi magari un’anteprima curiosando nel blog di Laurel: www.unamericanaincucina.com/it. 

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L’accappatoio OCCUPA MENO SPAZIO, PESA MENO E ASCIUGA PIÙ RAPIDAMENTE!

Spaziale Splendy® è un marchio registrato di GIL srl.

Venticinque Italia srl.

Distributore per le profumerie: ITALART CO SRL - Via I Maggio 5/A Basilicanova (PR) - Tel. 0521 681990 - Fax 0521 681993

Una bella coppia l’accappatoio e il telo mare

100% MICROFIBRA* TNT, IPOALLERGENICO, ANTIBATTERICO, CERTIFICATO OEKO-TEX

* in 70% Poliestere e 30% Poliammide o 56% Poliestere e 44% Poliammide

www.spazialesplendy.it

L’Unico Originale



DAILY LUXURY • n.7 settembre 2010