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n.3 febbraio 2012

Il periodico BiancoBlu

speciale mazda

Thomas Baumle 7 anni di piacere, grazie mille!


GIORNALE delPOPOLO Quotidiano della Svizzera italiana

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Indipendente Completo Autorevole Nel cuore degli eventi Nel cuore della gente il GIORNALEdelPOPOLO partner dell’Hockey Club Ambrì Piotta Compilare, ritagliare e spedire a: Giornale del Popolo, Ufficio abbonamenti, CP 233, 6903 Lugano

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Editoriale di Samuela Gaggini

una nuova immagine non solo PER L’HCAP Sia che la si osservi da lontano passando sull’autostrada che dall’interno, la Valascia stupisce tutti con il suo fascino un po’ antico. Quante cose sono nate all’interno di questa pista, quante emozioni, quante arrabbiature... Questa pista, che porta dentro di se quasi 75 anni di storia, è la casa dell’Ambri, la culla delle vittorie e delle sconfitte, ma soprattutto è la seconda casa di tutti quelli che hanno l’Ambri nel cuore, gli stessi tifosi che magari desidererebbero una Valascia più comoda e moderna, ma che non cambierebbero mai, per nulla al mondo, questo luogo dove è nata e cresciuta la loro passione per l’Ambrì Piotta. Si è però arrivati ad un punto dove la sola tradizione non può più competere con la modernità delle piste degli altri Club, per questo in questa edizione della Montanara si parlerà del progetto della nuova pista, un’infrastruttura che darà una nuova immagine non solo all’HCAP ma anche alla Leventina. Altre novità saranno trattate all’interno di questa edizione, come la funzione di Reto Stirnimann quale assistente allenatore, l’esperienza di Maurizio Dattrino alla gerenza del Settore Giovanile, e la creazione di Invictus, un Fans Club nato all’inizio di questa stagione. Potrete leggere anche l’ultima intervista in esclusiva per la Montanara di Thomas Bäumle, prima della sua partenza per Langnau; e scoprirete come se la passa Martin Sonnenberg, ritiratosi dalle competizioni qualche anno fa. Buona lettura cari tifosi e mi raccomando dite ai vostri parenti, amici e conoscenti che, almeno una volta nella vita, alla Valascia, bisognerebbe esserci stati!

Ob man sie von weitem, von der Autobahn her betrachtet, oder von innen, die Valascia versetzt alle in Staunen, mit ihrem etwas antiken Flair. In diesem Stadion sind so viele Dinge entstanden, viele Emotionen, viele Ärgernisse... Dieses Stadion, das fast 75 Jahre Geschichte in sich trägt, ist das Heim des HCAP, die Wiege der Siege und Niederlagen, aber vor allem ist es das zweite Heim all derer, die Ambrì im Herzen tragen, dieselben Fans, die sich vielleicht eine bequemere und modernere Valascia wünschen, die diesen Ort aber nie, um nichts in der Welt, gegen etwas anderes eintauschen würden, da es der Ort ist, in dem ihre Leidenschaft für Ambrì Piotta geboren und herangewachsen ist. Wir sind jedoch an einem Punkt angelangt, an dem die Tradition alleine nicht mehr mit der Moderne der Stadien der anderen Clubs mithalten kann, und aus diesem Grund werden wir in der vorliegenden Ausgabe der Montanara über das Projekt für die neue Valascia sprechen, das nicht nur dem HCAP sondern auch der Leventina zu einem neuen Image verhelfen wird. In dieser Ausgabe werden weitere Neuigkeiten angesprochen: die neue Funktion von Reto Stirnimann als Assistenztrainer, die Erfahrung von Maurizio Dattrino als Leiter des Jugendsektors, und die Gründung von Invictus, ein Anfang dieser Saison ins Leben gerufener Fanclub. Ihr werdet auch das letzte Exklusivinterview für die Montanara mit Thomas Bäumle lesen können, vor seinem Weggang nach Langnau; und Ihr werdet erfahren, was Martin Sonnenberg so treibt, nachdem er sich vor ein paar Jahren aus dem aktiven Hockeysport zurückgezogen hat. Viel Spass beim Lesen, liebe Fans, und vergesst nicht, Euren Verwandten, Freunden und Bekannten zu sagen, dass man mindestens einmal im Leben in der Valascia gewesen sein muss!

Samuela Gaggini Redattore/Editor Hockey Club Ambrì Piotta

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indice Febbraio 2012

p. 17

p. 33

p. 10 Redattore Samuela Gaggini, Hanno collaborato Joe Pieracci, Dattrino Luca, Forcolfemi Mattia, Cristiano Perli Traduzioni Claudia Radczuweit Traduzioni Layout, grafica e impaginazione Artelier Design, www.artelier-design.ch Foto Yvonne Leonardi, www.fotografa.ch Stampa Dazzi SA, 6747 Chironico Redazione, abbonamenti

3 Editoriale [IT/DE] 7 saluto del presidente [IT/DE] La vetta è ancora lontana, ma al campo base siamo arrivati! 10 dietro le quinte [IT/DE] INTERVISTA A RETO STIRNIMANN 13 news hcap [IT] Thomas Bäumle, 7 anni di piacere, grazie mille! 14 spazio bimbi [IT] 17 L’ intervista [IT/DE] ELIAS BIANCHI, IL GIOVANE RAMPANTE!

27 CARRIERE [IT] Martin Sonnenberg, in Canada con l’Ambrì sempre nel cuore 29 noi siamo tifosi [IT/DE] Il nostro tifo è indomabile e la nostra voce è invincibile... INVICTUS! 31 di tutto un po’ [IT] 33 MONDO NHL [IT] Québec aspetta i Coyotes a braccia aperte 35 sguardo sulla lna [IT/DE] Cordialità e gioco duro

e pubblicità

3 edizioni: c/o HCAP SA, 6775 Ambrì montanara@hcap.ch

22 mazDA NEWS [IT] 24 HOCKEY E DINTORNI [IT] Un po’ di Ambrì anche a Jaroslaw

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39 SETTORE GIOVANILE [IT] INTERVISTA A Maurizio Dattrino 44 SPECIALE [IT] A tu per tu con Nicola Petrini, direttore amministrativo del Comune di Quinto


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saluto del presidente di Filippo Lombardi

La vetta è ancora lontana, ma al campo base siamo arrivati! Col passo lento ma costante del montanaro che affronta la salita conoscendone la difficoltà, ci avviamo a concludere la stagione 2011-12. Al momento in cui scrivo ignoro ancora come andrà a finire in dettaglio sul piano sportivo, ma mi sento già di stilare un bilancio positivo sugli ultimi dieci mesi del “miracolo Ambrì”, che ci hanno portato prima la salvezza sul ghiaccio nello spareggio con il Visp, poi la salvezza finanziaria grazie alla solidarietà di ventimila sostenitori.

tirare le somme della stagione sul piano economico, ma possiamo dire anche qui di muoverci nella direzione giusta. Ultimo motivo di fiducia, le novità che riguardano la Valascia, un anno dopo il “giorno nero” in cui ci venne comunicata l’impossibilità di ristrutturare l’esistente. Da un lato il Consiglio di Stato ci ha concesso fino a un milione di sostegno alle misure-ponte (già decise e in parte anche realizzate, per un ottale di due milioni e mezzo) indispensabili per poter continuare a giocare alla Valascia in questi anni. Risolto il più urgente, è ora possibile progettare la nuova Valascia, che grazie all’accordo di massima con il Municipio di Quinto dovrebbe sorgere in zona aeroporto-hangar 6. Il Cantone ha fornito anche la stima del sussidio di delocalizzazione che per legge spetterà alla Società per l’abbandono dell’attuale zona valangaria. Su questa base è ora possibile costruire un modello realistico di finanziamento pubblico-privato.

Ciò che più mi dà fiducia nel futuro è però la strategia iniziata con il rinnovo triennale di contratto a Kevin Constantine, sicuramente la persona giusta per costruire un progetto a lungo termine, la cui qualità si è misurata con l’arrivo di Maxim Noreau, probabilmente il miglior giocatore straniero giunto in svizzera quest’anno, e intenzionato a rimanere ad Ambrì per altri tre. Certo, la nostra posizione in classifica risente ancora troppo degli infortuni (impressionante il confronto statistico fra le partite in cui abbiamo potuto disporre di Martin Kariya e il resto della stagione), il netto progresso di gioco e di risultati rispetto alle stagioni precedenti è li da vedere. Aggiungendovi gli acquisti che verranno a rafforzare la squadra l’anno prossimo – accanto ai prolungamenti di contratti importanti – possiamo dire stavolta di essere davvero sulla strada giusta.

“L’Ambrì è dunque uscito rafforzato dalla fase forse più critica della sua esistenza...”

L’Ambrì è dunque uscito rafforzato dalla fase forse più critica della sua esistenza. Lo dobbiamo a tutti coloro che non hanno abbassato le braccia, ma hanno continuato a crederci e ad aiutarci a portare il sacco. Certo, le montagne davanti a noi sono ancora molto alte e la vetta lontana. Ma siamo vivi e il campo base lo abbiamo raggiunto: è già una soddisfazione non da poco. Avanti così, tutti insieme, e Forza Ambrì!

Altro motivo di soddisfazione è la risposta del “popolo bianco blu” alle misure decise dall’Assemblea straordinaria degli azionisti il 15 maggio a Giornico. I pessimisti temevano che l’aumento di tariffe e le modifiche di offerta avrebbero allontanato il pubblico, il quale invece ha risposto presente, permettendoci anzi di migliorare (sin qui) l’importantissima media degli spettatori per partita. È ancora presto per

Filippo Lombardi Presidente Hockey Club Ambrì Piotta

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saluto del presidente von Filippo Lombardi

Der Gipfel ist noch weit, bis zum Basislager haben wir’s geschafft! Mit den langsamen aber regelmässigen Schritten eines Bergsteigers, der einen ihm bekannten Anstieg in Angriff nimmt, geht die Saison 2011-12 ihrem Ende entgegen. Während ich diese Zeilen schreibe, weiss ich noch nicht, wie es von der sportlichen Seite her ausgehen wird, aber ich traue mir schon zu, eine positive Bilanz der letzten zehn Monate des «Wunders AmbrÌ» zu ziehen, die uns zunächst durch den Sieg über Visp den Verbleib in der NLA und danach die finanzielle Sicherheit dank der Unterstützung von zwanzigtausend Anhängern beschert hat.

Letzter Grund für das Vertrauen sind die Neuigkeiten, die die Valascia betreffen, ein Jahr nach dem «schwarzen Tag» an dem uns mitgeteilt wurde, dass die bestehende Valascia nicht umgebaut werden kann. Einerseits hat der Staatsrat uns für die Überbrückungslösungen (schon beschlossen und zum Teil auch realisiert, für eine Gesamtsumme von zweieinhalb Millionen) bis zu einer Million Unterstützung zugesagt, welche unerlässlich sind um in den nächsten Jahren weiter in der Valascia spielen zu können. Nachdem das Dringendste gelöst worden ist, kann jetzt die neue Valascia zur Projektphase übergehen, die dank einer grundsätzlichen Einigung mit dem Stadtrat von Quinto auf dem Gebiet des Flughafen-Hangars 6 entstehen soll. Der Kanton hat auch die Schätzung der Unterstützung für die Verlagerung mitgeteilt, welche dem Verein gemäss Gesetz zusteht, da er den derzeitigen Standort im Lawinengebiet verlässt. Aufgrund dessen ist es nun möglich, ein realistisches öffentlich-privates Finanzierungsmodell zu erstellen.

Was mir jedoch noch mehr Vertrauen in die Zukunft gibt ist die mit dem dreijährigen Vertrag mit Kevin Constantine begonnene Strategie; er ist sicher der Richtige um ein Projekt auf lange Sicht aufzubauen, dessen Qualität mit der Ankunft von Maxim Noreau messbar ist, dem wahrscheinlich besten ausländischen Spieler der dieses Jahr in die Schweiz gekommen ist, und der vorhat, weitere drei Jahre in Ambrì zu bleiben. Sicher, unsere Tabellenposition zeugt noch zu sehr von den zahlreichen Verletzten (erschreckend der statistische Vergleich der Spiele bei denen wir auf Martin Kariya zählen konnten, gegenüber dem Rest der Saison), der deutliche Fortschritt im Spiel und bei den Ergebnissen gegenüber den vorhergehenden Saisons ist aber klar ersichtlich. Wenn man dazu noch die neuen Spieler für das nächste Jahr nimmt - neben den Verlängerungen wichtiger Verträge - können wir diesmal wirklich sagen, dass wir auf dem richtigen Weg sind.

“Ambrì ist daher gestärkt aus der vielleicht kritischsten Phase seiner Geschichte hervor gegangen...”

Ambrì ist daher gestärkt aus der vielleicht kritischsten Phase seiner Geschichte hervor gegangen, dank all denjenigen, die die Arme nicht haben hängen lassen, sondern weiter an die Sache geglaubt und uns geholfen haben, die Last auf uns zu nehmen. Sicher, die Berge vor uns sind noch sehr hoch und der Gipfel ist weit entfernt. Aber wir leben und haben das Basislager erreicht: das ist schon eine rechte Befriedigung. Weiter so, alle gemeinsam, und Forza Ambrì!

Weiterer Grund zur Zufriedenheit ist die Antwort des «Biancoblu-Volks» auf die am 15. Mai in Giornico von der ausserordentlichen Aktionärsversammlung entschiedenen Massnahmen. Die Pessimisten befürchteten, dass durch die Erhöhung der Preise und die Änderungen des Angebots die Publikumszahlen zurückgegangen wären; dem war aber nicht so, denn der sehr bedeutende Durchschnitt der Zuschauer pro Spiel wurde sogar (bisher) verbessert. Noch ist es zu früh, um über die Saison vom wirtschaftlichen Standpunkt aus Bilanz zu ziehen, aber wir können auch hier sagen, dass wir uns in die richtige Richtung bewegen.

Filippo Lombardi Präsident Hockey Club Ambrì Piotta

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Una divertente inziativa che vi permetterĂ  di sostenere la nostra squadra scrivendo il vostro nome per poi vederlo publicato sulla rivista. I posti disponibili sono tanti ed il costo unitario ĂŠ di 100.-. chi fosse interessato scriva a comunicazione@hcap.ch


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dietro le quinte di Luca Dattrino

INTERVISTA A

RETO STIRNIMANN

Dal ghiaccio alla transenna: che cosa cambia per davvero? Non ho più bisogno di fare allenamento.

Come vi distribuite i compiti, con Diego Scandella? Ognuno di voi ha dei compiti precisi o siete complementari? E in panchina, chi prende le decisioni? Come funziona alla transenna? Diego si occupa principalmente delle questioni video e dello Scouting. Tutto quello che invece ha a che fare con l’organizzazione è di mia competenza. Sulla panchina, Kevin prende le decisioni, Diego sta dalla parte dei difensori e io degli attaccanti.

Pentito o soddisfatto di questa scelta? Sono veramente felice di aver preso questa decisione. Senti mai di voler scendere sul ghiaccio, magari nelle situazioni difficili? No, mai. Ad aprile ho deciso di terminare la mia carriera e non mi sono mai pentito, nemmeno per un secondo.

Dopo aver dato e vinto molto allo ZSC sei giunto ad Ambrì, prima come giocatore e ora come tecnico. Perché questa scelta? Che cosa ti é così piaciuto di Ambrì e dell’Ambrì? L’Ambrì mi ha dato la possibilità di continuare con la mia carriera da giocatore e poi dopo il mio ritiro mi ha dato un nuovo inizio nello Staff. Alla mia famiglia piace tanto la Leventina, ci siamo stabiliti molto bene e poi l’Ambrì è l’Ambrì!

Il rapporto con la squadra: molti dei giocatori erano tuoi compagni soltanto un anno fa. Più facile o più difficile far passare il messaggio? Qualche rapporto é cambiato? All’inizio è stato difficile, ho avuto bisogno di tempo per abituarmi ad avere un ruolo diverso nei loro confronti, adesso invece va molto meglio. Questa mia nuova funzione non ha però cambiato le mie amicizie.

Raccontaci qualcosa della tua vita quotidiana: dove e con chi vivi? Che cosa fai nel tempo libero? Abitiamo a Prato Leventina dove d’inverno possiamo sbizzarrici con lo sci di fondo e lo sci normale, ogni anno inoltre creo una piccola pista di ghiaccio davanti a casa nostra. In estate adoro fare lunghi viaggi in moto.

Che tipo di allenatore é Kevin Constantine? Facile o difficile lavorare con lui? È una persona che presta molta attenzione ai particolari, ha la sua linea e lavora moltissimo. Io cerco sempre di fare il mio lavoro al meglio e quindi non ho particolari problemi a lavorare con lui.

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dietro le quinte von Luca Dattrino

Interview mit RETO STIRNIMANN

Vom Eis zur Bande: was ändert sich wirklich? Ich brauche keine Trainings mehr.

Wie teilt ihr euch die Aufgaben auf, Du und Diego Scandella? Hat jeder von Euch bestimmte Aufgaben oder ergänzt ihr euch? Und wer entscheidet auf der Spielerbank? Wie funktioniert es an der Bande? Diego arbeitet mehr in Sachen Video und Scouting. Alles andere organisatorische liegt bei mir. Auf der Bank macht Kevin die Entscheidungen. Diego ist bei den Verteidigern und ich bei den Stürmern.

Bereust Du diesen Entschluss, oder bist Du zufrieden? Ich bin zufrieden mit dieser Entscheidung. Hast Du nie das Verlangen verspürt, vielleicht in schwierigen Situationen, aufs Eis zu gehen? Nein, gar nicht. Ich habe letzten April mein Karrierenende beschlossen und bereue ihn keine Sekunde. Die Beziehung zur Mannschaft: viele der Spieler waren vor gerade einem Jahr noch Deine Mitspieler. Ist es leichter oder schwieriger, zu kommunizieren? Haben sich einige Beziehungen verändert? Am Anfang war es schwierig, ich brauchte meine Zeit zum hineinwachsen. Mittlerweile geht es schon besser. Aber sonst hat sich nicht viel geändert mit meinen Freunden.

Nachdem Du dem ZSC viel gegeben hast und viel mit dem ZSC gewonnen, bist Du in Ambrì angekommen, erst als Spieler und jetzt als Mitglied des Trainerstabs. Warum hast Du diese Wahl getroffen? Was hat Dir in Ambrì und bei Ambrì gefallen? Ambrì hat mir die Möglichkeit gegeben meine Karriere als Spieler fortzusetzen. Danach dann die Anfange in den Staff rüber zu treten. Mir und meiner Familie gefällt uns sehr gut in der Leventina, wir haben uns sehr gut eingelebt. Und einmal Ambrì, immer Ambrì!

Was für ein Trainertyp ist Kevin Constantine? Ist es schwierig oder leicht, mit ihm zu arbeiten? Er ist ein sehr detailorientierter Trainer. Er hat seine Linie und arbeitet sehr viel. Ich versuche meine Arbeit bestmöglich zu machen.

Erzähl uns etwas aus Deinem Alltag: wo und mit wem lebst Du? Was machst Du in Deiner Freizeit? Wir leben in Prato Leventina, wo wir im Winter die LanglaufPiste, die Skipiste und unseres Natureis vor dem Haus haben. Im Sommer gehen wir gerne mit dem Töff fahren.

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news hcap di Mattia Forcolfemi

Thomas Bäumle, 7 anni di piacere, grazie mille! Dopo 7 anni Thomas ci lascia. È quindi doveroso fare una piccola ricapitolazione su quest’avventura, anche se ovviamente queste poche righe non bastano a riassumere un legame così forte e duraturo.

Erik abbia questi problemi di salute. Sono dei grandissimi giocatori. Come sono stati i rapporti con i tuoi colleghi portieri? Sempre ottimi, da Züger sino a Schaefer, ho lavorato sempre volentieri con tutti e non ho mai avuto conflitti o problemi caratteriali. Lo stesso vale per i giocatori di movimento e, credetemi, ne ho incontrati molti. Basti pensare che, se non erro, della squadra del 2005/2006 quando arrivai, è rimasto il solo Demuth.

Allora Thomas, era il 2005 quando arrivasti in Leventina, pensavi di fermarti così a lungo? Non si possono mai immaginare certi scenari, onestamente non pensavo. Avevo un contratto di un anno come portiere di riserva. Non sapevo cosa mi aspettava. Ricevetti le occasioni per mettermi in mostra e quando la società, contenta delle mie prestazioni, mi offrì un triennale da titolare non esitai ad accettare. Mi sono sempre trovato bene e quindi ogni prolungamento di contratto è arrivato quasi naturalmente. Sono fiero di essere rimasto ad Ambrì per 7 anni.

Qual’è stato l’allenatore di cui serbi il miglior ricordo? Indubbiamente ricordo con piacere Rautakallio, è lui ad avermi lanciato e a darmi le prime chances. Da Larry Huras ho imparato molto, è una persona incredibile. È un vero peccato che se ne sia andato dopo pochi mesi. Tengo però a sottolineare che con tutti gli allenatori ho avuto un ottimo rapporto e mi hanno dato tanta fiducia.

Tra i tanti ricordi, qual’è il più bello? Ce ne sono moltissimi, ma spontaneamente direi la famosa vittoria nel Derby a Lugano il 06.01.2006. Perdevamo 4-1 ed entrai all’inizio del secondo tempo. Alla fine vincemmo 4 a 5 e dopo anni si tornò ad espugnare la Resega. Quella giornata è stata una svolta, era un po’ come la mia “consacrazione” e penso che tanta gente si ricordi di questo trionfo. Non ci sono però state solamente gioie in questi anni. Il momento più brutto è stato l’infortunio a Rapperswil il 31.10.2008. Stavo giocando benissimo, avevo iniziato la stagione alla grande. D’altro lato però questo infortunio mi ha anche aiutato. Ho imparato ad aprezzare il lusso di non essere ferito, il privilegio di essere un giocatore di hockey. Sono le cose negative che ti fanno imparare di più.

“Non rimpiango nulla, ogni allenamento, ogni sfida, l’ ho affrontata con enorme piacere...”

Hai qualche rammarico? Sinceramente no. Chiaramente ci sono partite che avremmo dovuto vincere, ma i se e i ma lasciano il tempo che trovano. Lo sport è così. Non rimpiango nulla, ogni allenamento, ogni sfida, l’ ho affrontata con enorme piacere. Un ritorno in biancoblù, in un futuro, è un’utopia? Mai dire mai, può succedere di tutto. Ho trascorso un quarto della mia vita in Leventina, un lasso di tempo enorme, ciò vuol dire che sono stato bene. Ora non penso al futuro, è inutile, di certo posso dire che l’HCAP e tutti i suoi tifosi sono nel mio cuore.

Quali sono state le persone più importanti in questi 7 anni? Tralasciando la famiglia, direi il compianto Peter Jaks. Lui ha creduto in me, mi ha dato l’occasione mettendomi sotto contratto. Aggiungerei Andy Jorns che mi ha aiutato molto. Con lui ho imparato tante cose ed è sempre stato un immenso sostegno.

Un ultimo saluto ai fans biancoblù? Ho trascorso 7 anni meravigliosi, giocare alla Valascia è sempre stato un onore e un immenso piacere. Vi ringrazio di cuore, per avere sempre sostenuto me e la squadra anche nei momenti difficili.

Quali sono stati i compagni di squadra che più ti hanno impressionato? Trudel, Domenichelli e Westrum. È un gran peccato che

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spazio bimbi

Cari bambini, Volete saperne un po’ di più sulla storia della Valascia? A partire dal 1937 l’HC Ambrì Piotta giocava, sull’area del campo di calcio “Cava” (l’attuale posteggio della pista), che per ogni incontro veniva pulito dalla neve, per essere poi innaffiato, formando una pista, divisa da travi d’abete. La parola Valascia, in dialetto leventinese, è sinonimo di valanga che in passato, a volte, scendeva dalla valle che si trova esattamente dietro alla pista e anche di brutta valle, proprio perché questa valle è stretta e ripida. La prima partita vista dagli spalti dove sicuramente siete già stati anche voi risale alla fine degli anni 40, dopo che la pista venne “traslocata” di pochi metri, dall’area dell’attuale parcheggio. Già molto prima della creazione della pista con il ghiaccio artificiale, la Valascia aveva una tribuna completa di spogliatoi. È il 13 dicembre 1959, con la partita internazionale tra Svizzera e Italia (3-6), il giorno in cui venne inaugurata ufficialmente dall’allora presidente dell’HC Ambrì Piotta Cherubino Juri e dal sindaco di Quinto Remo Croce, la pista artificiale della VALASCIA: un grande passo verso il futuro. L’infrastruttura che regalò un tetto alla Valascia venne realizzata esattamente 20 anni dopo l’inaugurazione, quando il campionato prevedeva sempre più partite nei mesi autunnali (ad amichevoli estive durante la preparazione!). Il ghiaccio andava difeso non solo dai raggi del sole, ma pure dal maltempo, evitando di dover rigiocareparecchie partite. Durante la stagione 1979 vennero costruiti dapprima la cupola, poi i nuovi spalti, le poltroncine della tribuna ed infine il ristorante. Fin da quei tempi la Valascia è anche la patria dei tifosi, quelli che con i loro canti, con le loro coreografie, con le loro scaramucce (perché anche questo va detto), ma anche semplicemente con la loro presenza animano questo luogo fino a farlo diventare qualcosa di unico.

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spazio bimbi Molti non sanno che la tribuna stampa dell’HCAP conta trentotto posti. È qui che ogni partita i commentatori della radio ed i giornalisti della stampa scritta e online si siedono e vivono la partita. Prima di ogni incontro i giornalisti partecipano ad una conferenza stampa dove vengono date tutte le informazioni importanti; al termine invece, scendono negli spogliatoi per realizzare le interviste. I ragazzi e gli allenatori del Settore Giovanile, durante le partite hanno accesso alla tribunetta che si trova esattamente davanti alla sala stampa, luogo, dove vengono fatte le conferenze stampa pre-partita. Questo posto è stato pensato per permettere ai ragazzi di vedere la partita tra di loro e in perfetta sicurezza. Non da ultimo abbiamo la gastronomia: la Tribuna Oro e la Tribuna Platinum sono i ristoranti esclusivi della Valascia dove gli Sponsor e chi possiede la speciale tessera possono guardare la partita oppure cenare. Quest’anno anche l’Osteria Valascia è stata aperta al pubblico anche per le cene prima e dopo la partita. Questi 3 ristoranti fanno parte dei 14 punti ristorazione della Valascia dove i tifosi possono comperare da mangiare e da bere. Nei sotterranei della pista non poteva mancare lo spogliatoio, dove i ragazzi hanno i propri posti con la loro attrezzatura, le loro docce, il locale massaggi, la lavanderia e la sauna.


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l’intervista l’intervista di Mattia Forcolfemi

ELIAS BIANCHI, IL GIOVANE RAMPANTE! Elias Bianchi, è una delle belle sorprese di questa stagione. L’ala 22enne è riuscita a diventare un punto fisso nel dispositivo della nostra squadra.

catori che dispongono di grande attitudine. Steve Hirschi è un esempio, come lui lavorano in pochi, ed e una brava persona. Stesso discorso per Maxim Noreau, un altro che s’impegna duramente e i risultati si vedono.

Allora Elias, sei soddisfatto sinora di questa stagione in biancoblù? All’inizio sono partito molto bene, il mio livello di gioco era buono. Poi ho avuto leggermente un calo, forse anche a livello di concentrazione. Ora, sul finale di stagione, penso che il mio trend sia in rialzo e ciò fa indubbiamente piacere.

Se avessi una bacchetta magica, in quale squadra andresti? Nei Los Angeles Kings! Tutto l’ anno ci sono le spiaggie, il caldo. L’ ambiente è bello, una zona ideale. Hai un avversario preferito, oppure una pista dove giochi volentieri? La Valascia! Giocare in casa è fantastico, anche se probabilmente agisco meglio in trasferta. Mi piace particolarmente giostrare a Langnau e Ginevra, verosimilmente anche a causa delle vittorie ottenute.

Hai l’onore di giocare in prima linea, prima al fianco di Kariya e poi con Perrault, che differenze ci sono? Sono due giocatori completamente diversi. Con Martin mi trovavo benissimo, lui ha molta intensità e gioca a tutta pista. Praticamente è sempre dov’è il disco e ciò facilita il compito dell’ala. Joel è forse più creativo e davanti alla porta crea molti pericoli.

Come mai hai scelto il numero 20? Da bambino avevo il 13, in seguito l’ ho perso. Ho poi indossato il 26 che rappresenta la somma del mio compleanno (22 Aprile) e il 22, sempre in riferimento allla mia data di nascita. Ad Ambrì quando sono arrivato la prima volta con la licenza B ho ricevuto il 20. Siccome è andata bene e mi è stato offerto un contratto, ho deciso di tenerlo, ma non ha un significato particolare.

Prima di raggiungere la Leventina, hai fatto molta gavetta, non hai mai pensato di mollare? Ci sono stati dei momenti difficili. Il primo anno a Zugo, dove ero ancora uno Juniore, non ho avuto molto spazio; la squadra non girava ed erano i giovani a farne le spese. Decisi allora di andare in Serie B. Ero contento sapendo di giocare molto. Dopo il buon primo anno ero deluso che nessuna squadra della massima lega si fosse fatta viva. La seconda stagione a Basilea ho avuto dei dubbi e mi sono chiesto se fosse veramente la strada giusta: in serie B lo stipendio è poco, ma bisogna comunque praticamente essere professionisti.

“...mi preme affinare il pattinaggio e la mobilità...”

Tu vieni da Lugano, non hai mai avuto problemi o sfottò? No mai, forse perchè a Lugano in prima squadra ho militato pochissimo. Penso che tanta gente non lo sappia neanche che io provenga da lì. Oltre al disco su ghiaccio Elias è un amante di altri sport? Durante la stagione ormai ne pratico pochi, mentre in estate ho più tempo e mi cimento con il calcio, il tennis e la bici.

Fortunatamente la strada intrapresa è quella giusta, e il prolungo del contratto lo dimostra, ma il percorso è ancora lungo. Sì, voglio migliorare in tutto. Ci sono molte cose, in particolare mi preme affinare il pattinaggio e la mobilità. Gli obiettivi vengono con il tempo. Attualmente desidero diventare una pedina fondamentale dell’Ambrì, poi si vedrà.

Infine un pensiero per i tifosi Nonostante i tanti anni di playout e bassa classifica ci sostengono. Non è facile vedere la squadra del cuore arrancare, li ammiro moltissimo.

Hai un idolo, un punto di riferimento? Da piccolo era Oleg Petrov. Crescendo si guardano naturalmente le cose con degli altri occhi. Ora ammiro i gio-

Ringraziamo Elias per la disponibilità e gli auguriamo un futuro ricco di gioie. >> 17


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l’intervista von Luca Dattrino

ELIAS BIANCHI, DER JUNGE EMPORKÖMMLING Elias Bianchi ist eine der schönen Überraschungen dieser Saison. Der 22jährige Flügel hat es zum Fixpunkt in unserer Mannschaft gebracht. Also, Elias, bist du bisher zufrieden mit dieser Saison in Biancoblu? Anfangs bin ich sehr gut gestartet, mein Spielniveau war gut. Danach hatte ich einen leichten Rückgang, vielleicht auch in der Konzentration. Jetzt, gegen Ende der Saison, denke ich dass mein Trend im Anstieg ist und dies freut mich ohne Zweifel. Du hast die Ehre, in der ersten Linie zu spielen, zunächst noch mit Kariya, danach mit Perrault, welches sind die Unterschiede? Die beiden sind zwei vollkommen verschiedene Spieler. Mit Martin habe ich sehr gut harmoniert, er hat sehr viel Intensität und spielt auf dem gesamten Feld. Er ist praktisch immer dort wo der Puck ist und das vereinfacht die Arbeit des Flügels. Joël ist vielleicht etwas kreativer und vor dem Tor schafft er viele Gefahren. Bevor Du in die Leventina kam hast Du Dich hochgearbeitet, hast Du nie daran gedacht, aufzuhören? Es gab schwierige Zeiten. Im ersten Jahr in Zug, als ich noch ein Junior war, wurde ich nicht viel eingesetzt; die Mannschaft funktionierte nicht und die jungen Spieler hatten das Nachsehen. Da habe ich beschlossen, in die Nationalliga B zu gehen. Ich war froh zu wissen, dass ich viel spielen konnte. Nach dem guten ersten Jahr war ich enttäuscht darüber, dass keine Mannschaft der obersten Spielklasse sich gemeldet hatte. Während der zweiten Saison in Basel hatte ich Zweifel und ich habe mich gefragt, ob es wirklich der richtige Weg ist: die Gehälter in der Nationalliga B sind nicht hoch, aber man muss trotzdem praktisch Berufssportler sein.

Glücklicherweise war der eingeschlagene Weg der richtige, und die Vertragsverlängerung bestätigt dies, die Strecke ist aber noch lang. Ja, ich möchte in allem besser werden. Es gibt viele Aspekte, insbesondere möchte ich das Schlittschuhlaufen und die Mobilität verbessern. Die Ziele kommen mit der Zeit. Momentan möchte ich ein wichtiger Spielstein für Ambrì sein, danach werden wir sehen. >>

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l’intervista von Mattia Forcolfemi

Hast Du ein Idol, einen Bezugspunkt? Als ich klein war, Oleg Petrov. Wenn man älter wird, sieht man natürlich die Dinge mit anderen Augen. Jetzt bewundere ich die Spieler, die über grosse Begabung verfügen. Steve Hirschi ist ein Beispiel, wenige arbeiten wie er, und er ist ein guter Mensch. Dasselbe gilt für Maxim Noreau, auch er zeigt viel Einsatz und die Ergebnisse sind auf der Hand.

Nummer 20. Da alles gut gegangen ist und mir ein Vertrag angeboten wurde, habe ich beschlossen, diese Nummer zu behalten, sie hat aber keine besondere Bedeutung. Du kommst aus Lugano, hast Du nie Probleme damit gehabt, dass Du deswegen aufgezogen wurdest? Nein, niemals, vielleicht weil ich in Lugano sehr wenig in der ersten Mannschaft gespielt habe. Ich denke, dass viele Leute gar nicht wissen, dass ich von dort komme.

Wenn Du einen Zauberstab hättest, in welche Mannschaft würdest Du Dich zaubern? Zu den Los Angeles Kings! Das ganze Jahr Strände, Wärme. Die Atmosphäre ist gut, eine ideale Gegend.

Ausser Eishockey mag Elias auch andere Sportarten? Während der Saison praktiziere ich andere Sportarten wenig, während ich im Sommer mehr Zeit habe und Fussball und Tennis spiele, und Fahrrad fahre.

Hast Du einen Lieblingsgegner, oder ein Eisstadion, wo Du gerne spielst? Die Valascia! Zu Hause zu spielen ist phantastisch, auch wenn ich wahrscheinlich auswärts besser spiele. In Langnau und Genf gefällt es mir besonders, vielleicht wegen der dort erzielten Siege.

Zum Schluss noch ein Gedanke für die Fans. Sie unterstützen uns trotz der vielen Jahre Playout und auf den unteren Tabellenplätzen. Es ist nicht leicht zu sehen, wie die Lieblingsmannschaft sich voranschleppt, ich bewundere sie sehr.

Wie kommt es, dass Du die Nummer 20 gewählt hast? Als Kind hatte ich die Nummer 13, später habe ich sie verloren. Danach hatte ich die Nummer 26, die der Summe meiner Geburtstagszahlen entspricht (22. April) und die 22, immer bezogen auf mein Geburtsdatum. Als ich das erst Mal nach Ambrì kam, mit der B-Lizenz, bekam ich die

Wir bedanken uns bei Elias für die uns gewidmete Zeit und wünschen ihm für die Zukunft alles Gute.

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Oltre le convenzioni

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Tecnologia SKYACTIV di Mazda: la sfida alle convenzioni

“Il limite è il cielo”: questa frase rappresenta una nuovissima generazione di tecnologie Mazda e simbolizza una nuova era per il marchio. A differenza degli altri costruttori automobilistici, la modalità di progettazione unica di Mazda ha sempre contenuto un ingrediente fondamentale: il piacere di guida. L’obiettivo principale dei progettisti Mazda durante lo sviluppo delle tecnologie SKYACTIV è stato quello di aumentare fortemente l’efficienza di tutti i veicoli di nuova generazione, migliorando il risparmio di carburante e riducendo le emissioni di CO2, nonché intensificando ulteriormente, nel contempo, la sicurezza così come il piacere di guida. Ed hanno cercato di conciliare con successo questi obiettivi a volte in conflitto fra loro tramite la gamma, completamente nuova, di motori, cambi, carrozzerie e telai SKYACTIV che verranno integrati nella nuova generazione di modelli Mazda di cui è previsto il lancio in Europa a partire dal 2012.

Mazda CX-5 in vendita da marzo 2012 include tutte le tecnologie SKYACTIV

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del marchio di Hiroshima ritiene che il mezzo migliore per ottenere quanto sopra sia innanzitutto l’ottimizzazione significativa dei processi nell’ambito di tali motori convenzionali per ridurre ampiamente ed in modo costante i consumi di combustibili fossili. Molti costruttori automobilistici prevedono di concentrarsi a medio termine sulla propulsione ibrida ed a lungo termine su propulsioni completamente elettriche. In tal senso, Mazda non si differenzia affatto, avendo già passato oltre 20 anni a lavorare su veicoli ibridi e completamente elettrici. Una versione elettrica di Mazda2, infatti, verrà offerta quest’anno in Giappone in numero limitato come parte di un programma di leasing. Tale progetto elettrico di Mazda2 dovrebbe offrire preziosi nuovi spunti nell’ambito delle tecnologie a propulsione elettrica, così come sul modo in cui vengono utilizzati i veicoli elettrici. Tuttavia, malgrado le stime più ottimistiche si dimostrino accurate, ossia che solo il 23% di tutte le vetture per il trasporto di passeggeri in Europa saranno alimentate da energia elettrica entro il 2020, la stragrande maggioranza delle persone guideranno ancora veicoli dotati di motori a combustione interna.

I motori a combustione interna alimenteranno ancora oltre l’80% dei veicoli nel 2020. Tuttavia, le versioni attuali funzionano solo al 30% di efficienza, pertanto sussiste parecchio margine di miglioramento. Sfidando le convenzioni, i progettisti Mazda si sono concentrati sulla combustione interna con un obiettivo specifico: ottenere la combustione ideale. Proprio su questo risiede il fondamento della nuova generazione di vetture Mazda: presentare le tecnologie SKYACTIV su tutti i modelli di nuova generazione, e non solo su costosi modelli “ecologici”. Ciò sottolinea l’impegno senza compromessi del marchio nel migliorare la sostenibilità ambientale, la sicurezza e il piacere di guida.

Uno dei punti di forza di Mazda è la sua capacità innovativa, ovvero, raggiungere grandi risultati sfruttando al massimo le proprie risorse. Ne è un esempio l’esclusivo motore rotativo di Mazda, da cui era alimentata la leggendaria 787B, l’unica vettura a motore rotativo che abbia mai vinto la 24 ore di Le Mans (nel 1991). Ne è un ulteriore esempio la Mazda MX-5, la vettura che ha fatto rifiorire il mercato delle spider a livello mondiale. Le innovative tecnologie SKYACTIV segnano l’ennesimo punto fermo di Mazda nella storia automobilistica. Sviluppate facendo uso dei caratteristici processi Mazda, esse dimostrano per l’ennesima volta quanto Mazda sia padrona del proprio destino tecnologico.

Uno dei principali obiettivi di Mazda consiste nel rendere la mobilità personale ecocompatibile e, nel contempo, abbordabile per una vasta fascia della popolazione. Questo è il motivo per cui, come già accennato, Mazda ha assunto come massima priorità l’aumento dell’efficienza dei propri motori a combustione interna. Il team di Ricerca e Sviluppo 22


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HOCKEY E DINTORNI di Samuela Gaggini

Un po’ di Ambrì anche a Jaroslaw

Era novembre quando il Signor Daniel Sommerhalder mi ha contattata per avere una maglia dell’HCAP. Egli desiderava portare al General Manager della sfortunatissima compagine russa del Lokomotiv Jaroslaw, Juri Lukin, una maglia di tutte e tre le squadre svizzere che avevano giocato contro i suoi ragazzi durante le amichevoli estive; HC Ambri Piotta, SC Bern e EHC Visp. Il signor Sommerhalder ha incontrato Lukin il 2 gennaio e gli ha consegnato la nostra maglia numero 1, la stes-

sa verrà esposta nel museo che verrà creato all’interno dell’Arena 2000 in onore delle sfortunatissime vittime dell’incidente aereo del 07.09.2011. Insieme alla vendita dei braccialetti “Love for Lokomotiv” organizzata alla Valascia il 5 novembre 2011 dalle compagne e dalle moglie dei giocatori dell’HCAP che ha fruttato ben 4575.- franchi. Questo piccolo gesto ha contribuito a portare un po’ di Ambrì anche a Jaroslaw.

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carriere di Samuela Gaggini

Martin Sonnenberg, in Canada con l’Ambrì sempre nel cuore Ci siamo intrattenuti brevemente con Martin Sonnenberg, ex giocatore dell’Ambrì Piotta, per scoprire cosa ha fatto e come si è evoluta la sua carriera dopo aver lasciato il Ticino. Cosa hai fatto dopo aver lasciato l’Ambrì? Sono andato a giocare per una stagione in Svezia, dove ho terminato la mia carriera. Com’é il livello dell’Hockey in Svezia? L’Hockey svedese è di buon livello, molto veloce e tecnico. È solo leggermente diverso dall’Hockey svizzero e, in entrambi i casi, sono realtà dove vale la pena giocare. Quando hai smesso di giocare? Ho terminato la mia carriera hockeystica nel gennaio del 2010 a causa di un infortunio al ginocchio e alla gamba e anche perché la mia famiglia sta crescendo a vista d’occhio e mi mancava non poter stare vicino a loro. Cosa ti manca dell’Hockey? Quello che mi manca di più sono i tifosi, l’emozione che si prova quando metti il piede sul ghiaccio e il pubblico grida e canta, non c’è una sensazione più bella. Mi manca anche il fatto di segnare i goals e il divertimento che hai quando fai parte di un gruppo di brava gente, questo è stato uno dei motivi per cui mi sono rattristato di dover lasciare l’Ambrì.

Eri un grande amico di Westrum, il quale è ora in infortunio a causa di una brutta commozione cerebrale, cosa pensi di questo tipo di infortuni? È successo anche a te? Credo che questi infortuni siano terribili e mi sento molto fortunato di aver giocato così a lungo e di non aver mai subito una commozione cerebrale. Penso che al giorno d’oggi i giocatori non abbiano più rispetto gli uni per gli altri e per questo motivo, alcuni si aggirano sul ghiaccio cercando di fare male agli altri. Questa è sicuramente una cosa che non mi piace dell’Hockey di adesso.

Cosa fai adesso? Qual’é il tuo lavoro? Sono in parte proprietario di una compagnia di costruzioni che installa le tubature per l’acqua e per le fognature nelle strade cittadine fornendo le case di questi servizi. Inoltre al momento sto costruendo una nuova casa per la mia famiglia, quindi sono molto impegnato con tutte queste nuove avventure.

Qual’é il più bel ricordo della tua carriera? Il mio ricordo più bello in assoluto é stato quello di approdare alla finale della Stanley Cup con Calgary nel 2004. Anche la mia prima partita nella NHL, ma ho talmente tanti bei ricordi che potrei riempire pagine e addirittura libri se dovessi raccontarli tutti.

Qual’é il miglior ricordo che hai della tua permanenza ad Ambrì? E il peggiore? Giocare ad Ambrì con il paesaggio coperto dalla neve e la Valascia racchiusa tra le montagne con i tifosi che cantano e i giocatori che volano sul ghiaccio... ecco questo è il mio ricordo più bello. Il più brutto invece è stato il fatto di dover lasciare Ambrì, pensavo che avrei terminato la mia carriera alla Valascia.

Un saluto ai tifosi dell’HCAP! Ho passato molti giorni a pensare ai canti e al supporto che avete dato a me e alla squadra quando giocavo ad Ambrì e sono sicuro che questo continua ancora oggi. Mi piacerebbe tornare ad Ambrì un giorno per rivedervi tutti e condividere i miei ricordi con voi. Grazie di tutto, soprattutto per avere aiutato me e la mia famiglia a sentirci a casa nostra anche in Ticino. Continuate a dare supporto alla squadra perché è molto importante per i ragazzi sul ghiaccio!

Hai ancora contatto con qualche giocatore o tifoso dell’HCAP? No, con il tempo ed i vari cambiamenti è difficile mantenere dei contatti, ma seguo le gesta dell’Ambrì su internet.

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noi siamo tifosi di Cristiano Perli

Il nostro tifo è indomabile e la nostra voce è invincibile... INVICTUS! sotto lo stesso tetto i tifosi della Romandia. Quel bacino che parte dal Jura e termina a Ginevra, spingendosi fino al Vallese. Un territorio vasto dal potenziale enorme. Consci di come i tifosi in Romandia sono formati dalle persone della Svizzera Francese, ma anche da moltissimi Ticinesi “emigrati” per studio o motivi professionali, il fans club nasce bilingue. Un impulso questo che colma il vuoto lasciato dai “Fanatics”, estinti qualche stagione fa. Si possono seguire le attività del fans Club sulla pagina dedicata all’agenda (https://sites.google.com/site/invictusambri/agenda) e queste attività non sono poche, a testimonianza della dinamicità del gruppo che coordina il fans Club. Durante la prima parte stagione sono state organizzate una dozzina di attività, tra cui trasferte alle piste di Sursee, Visp, Berna, Bienne e Friborgo (quest’ultima con tanto di aperitivo offerto a tutti i membri), serate derby in un ristorante di Friborgo e un torneo di unihockey. In particolare, quest’ultima attività è stata organizzata in collaborazione col neonato gruppo di supporto del Lugano vedendo la partecipazione di 8 squadre (per un totale di 60 giocatori). Grande successo, oltre quasi 10 ore di sport non stop, con tanto di premiazione finale e panettonata offerta. Un altro aspetto importante dell’impegno di Invictus sta nel merchandising dove si possono trovare Felpe, T-shirts per uomo e donna, sciarpe e auto colanti. Per quello che concerne il fan club, in questo momento conta una sessantina di membri, tra studenti e gente della regione. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare sul centinaio di membri. Il numero cresce e, all’interno della Curva Sud, si inizia a riconoscerli. Un monito forte e chiaro arriva da questo giovane fans Club. “Nonostante i risultati delle scorse stagioni avrebbero potuto scoraggiare molti, noi non ci siamo mai dati per vinti. Prima, durante e dopo la partita, immersi nella folla biancoblù e accompagnati da sufficiente motivazione abbiamo sempre festeggiato tutti assieme. Il nostro tifo è indomabile e la nostra voce è invincibile... INVICTUS!” Ascoltando le testimonianze sulla nascita del giovane fans Club romando si ha l’impressione di essere di fronte a un fiume in piena, travolgente. Vi è da credere che nelle prossime stagioni si faranno spazio all’interno dei maggiori fans club che contraddistinguono la realtà dell’Hockey Club Ambrì Piotta. Per il momento il comitato non si sbilancia sui progetti futuri tenendo la bocca ben cucita. A questo proposito rimandano alla consultazione regolare della loro home page. Un obiettivo però è chiaro ed è quello di garantire a lungo la sopravvivenza del fans Club avvalendosi della dinamicità che li contraddistingue.

La forza dell’Hockey Club Ambrì Piotta sta alla base, nei suoi tifosi. Una correlazione che si tramanda da oramai settantacinque appassionanti stagioni. Il tifoso ha nel cuore la propria squadra e per lei è disposto a mille sacrifici sentendosi in dovere di aiutarla. La storia recente ne è una chiara dimostrazione. Quando poi due o più persone s’incontrano, questa forza propositiva che regna in ognuno di loro inizia ad animarsi e proprio da questo pentolone in continua ebollizione escono nuove proposte, nuove idee, nuovi gruppi, a prescindere dalla zona geografica in cui si trovano. È successo anche nella storia recente a un gruppo di giovani della regione di Friborgo. Dapprima La casualità dei loro incontri sulle gradinate delle piste a loro più vicine (Berna, Bienne, Friborgo, Langnau), poi la conoscenza reciproca fa nascere l’amicizia e, notando un inizio di disaffezione principalmente a seguito dei noti momenti difficili poco entusiasmanti, è arrivata anche la classica domanda: “Come possiamo aiutare l’Hockey Club Ambrì Piotta?”. Il pentolone ha iniziato a ribollire e poi, quasi per caso, durante un movimentato viaggio di ritorno dall’ennesima sconfitta a Bienne (primavera 2011), da qualcuno di loro è uscita l’idea di creare un gruppo di sostenitori. Fantasticarono un po’ su quell’idea, ma la scintilla non divampò ancora nell’incendio e presto venne archiviata a favore di ulteriori ‘analisi’ della partita. L’incendio però è stato semplicemente rimandato poiché, a cavallo fra fine maggio e inizio giugno, ben oltre la fine del campionato, sono partiti i primi contatti concreti volti a raggiungere tutti gli interessati invitandoli a discutere del tema. Tavola rotonda accompagnata da una pizza e, il 23 giugno 2011, una decina di persone decise l’inizio di un’avventura. Non ancora sicuri di cosa sarebbe uscito da questo impulso, determinati però a “creare qualche cosa”, divisero internamente i compiti per approfondire i diversi aspetti che questa idea implicava. Pian piano, durante tutta l’estate costruirono, mattone dopo mattone e non senza difficoltà, le basi del fan club. Il gruppo si temprò da subito con confronti dovuti a correnti di idee diverse in particolare riferite al tipo di struttura da adottare (gruppo o fans club), ma alla fine dell’estate furono in grado di preparare un fan club organizzato e funzionante. Sito internet, pagina Facebook, tessere membro, magliette in comanda, sciarpe in comanda, autocollanti in stampa, flyer in stampa, programma con diverse attività già stilato, statuti messi a punto, striscioni pronti,... Ben oltre quello che serve per una semplice partenza e, con la concretizzazione del progetto, anche la motivazione di tutti si rafforzava. L’obiettivo è ambizioso: formare un fans club che raccolga 29


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noi siamo tifosi von Cristiano Perli

Die Begeisterung unserer Fans ist unzähmbar und unsere Stimme ist unbesiegbar... INVICTUS! Die Stärke des Hockey Club Ambrì Piotta liegt in der Basis, bei seinen Fans. Eine Wechselbeziehung die schon seit fünfundsiebzig spannenden Saisons weitergegeben wird. Der Anhänger, der seine Mannschaft im Herzen führt und der für sie tausend Opfer bringt, und sich dazu verpflichtet fühlt, ihr zu helfen. Die jüngste Geschichte ist ein klarer Beweis dafür. Wenn dann zwei oder mehr Personen sich treffen, belebt sich diese konstruktive Kraft die in jeder von ihnen steckt und eben aus diesem grossen andauernd brodelnden Topf kommen neue Vorschläge, neue Ideen, neue Gruppen, unabhängig von der geographischen Lage in welcher sie sich befinden. Dies geschah jüngst auch einer Gruppe Jugendlicher aus der Region Freiburg. Zunächst ihre zufälligen Treffen auf den Tribünen der näheren Stadien (Bern, Biel, Freiburg, Langnau), danach entstand aus gegenseitigem Kennenlernen eine Freundschaft und, als eine beginnende Entfremdung bemerkbar wurde, nach den bekannten schwierigen, und wenig begeisternden Zeiten, kam auch die klassische Frage: «Wie können wir dem Hockey Club Ambrì Piotta helfen?». Der Riesentopf begann wieder zu brodeln und dann, fast zufällig, während einer bewegenden Rückfahrt von der x-ten Niederlage in Biel (Frühjahr 2011), hatte jemand von ihnen die Idee eine Fangruppe zu gründen. Sie haben ein bisschen über diese Idee phantasiert, aber der Funke wurde noch nicht zu einem Feuer und sie wurde ad acta gelegt, zu Gunsten weiterer «Analysen» des Spiels. Das Feuer wurde aber schlicht verschoben, da zwischen Ende Mai und Anfang Juni, einige Zeit nach Ende der Meisterschaft, die ersten Kontakte aufgenommen wurden, um alle Interessierten zu erreichen und sie darum zu bitten, über das Thema zu diskutieren. Es folgte ein runder Tisch bei einer Pizza und, am 23. Juni 2011, entscheidet eine Gruppe von ca. 10 Personen das Abenteuer zu wagen. Auch wenn sie noch nicht sicher waren, was daraus werden sollte, waren sie dennoch entschieden, «etwas zu schaffen», und haben die Aufgaben unter sich aufgeteilt um die verschiedenen Aspekte dieser Idee zu vertiefen. Langsam und während des ganzen Sommers haben sie, Stein auf Stein und nicht ohne Schwierigkeiten, die Grundsteine für den Fanclub gelegt. Die Gruppe hat sich von Anfang an mit gegensätzlichen Ideen gestählt, vor allem was die Clubstruktur anbelangt (Gruppe oder Fanclub), aber am Ende des Sommers haben sie es geschafft, einen organisierten und funktionierenden Fanclub vorzubereiten. Internetseite, Facebookseite, Mitgliedskarten, bestellte T-Shirts und Schals, Aufkleber und Flyer im Druck, Programm mit verschiedenen Aktivitäten schon erstellt, Statuten vorbereitet, Spruchbänder fertig, ... Das ist viel mehr als das was für einen einfachen Start notwendig ist und, mit der Umsetzung des Projekts, verstärkte sich auch die Motivation aller Beteiligten. Das Ziel ist ehrgeizig: einen Fanclub zu gründen, welcher alle Fans aus der Romandie vereint. Dieses Gebiet

erstreckt sich vom Jura bis nach Genf und weiter bis ins Wallis. Es ist ein grosses Gebiet mit enormem Potential. Im Bewusstsein, dass die Fans in der Romandie aus Menschen aus der französischen Schweiz bestehen, aber auch aus sehr vielen, zum Studium oder aus beruflichen Gründen «ausgewanderte» Tessinern, wurde der Club zweisprachig gegründet. Dies ist ein Impuls, welcher die Lücke der vor einigen Saisons erloschenen «Fanatics» schliesst. Die Aktivitäten des Fanclubs können auf der Agenda-Seite eingesehen werden (https://sites.google.com/site/invictusambri/agenda); es sind nicht wenige, was beweist, dass die Gruppe, die den Fanclub koordiniert, sehr dynamisch ist. Während des ersten Teils der Saison wurden etwa ein Dutzend Aktivitäten organisiert, wie zum Beispiel Reisen zu den Stadien von Sursee, Visp, Bern, Biel und Freiburg (letztere mit allen Mitgliedern spendiertem Apéro), Derbyabende in einem Restaurant in Freiburg und ein UnihockeyTurnier. Letzteres wurde insbesondere in Zusammenarbeit mit der neu entstandenen Fangruppe der Lugano organisiert, mit 8 teilnehmenden Mannschaften (insgesamt 60 Spieler). Es war ein grosser Erfolg, fast über 10 Stunden Sport non-stop, mit Preisverleihung zum Schluss und spendierter «panettonata». Ein anderer wichtiger Aspekt des Engagements von Invictus ist das Merchandising, wobei Sweatshirts, T-Shirts für Damen und Herren, sowie Schals und Aufkleber erhältlich sind. Was den Fanclub angeht, besteht er momentan aus etwa sechzig Mitgliedern, Studenten und Bewohnern der Region. Erklärtes Ziel ist es, etwa hundert Mitglieder zu erreichen. Die Anzahl wächst und, innerhalb der Curva Sud, beginnt man, sie wieder zu erkennen. Dieser junge Fanclub mahnt klar und deutlich. «Obwohl die Resultate der vergangenen Saisons manch einen hätten entmutigen können, haben wir uns nie geschlagen gegeben. Vor, während und nach dem Spiel, mitten in der Biancoblu-Masse und mit genügend Motivation ausgestattet, haben wir immer alle gemeinsam gefeiert. Die Begeisterung unserer Fans ist unzähmbar und unsere Stimme ist unbesiegbar...INVICTUS! Wenn man die Kommentare zur Gründung des jungen Fanclubs aus der Romandie so hört, hat man den Eindruck, vor einem mitreissenden Fluss zu stehen. Es ist wahrscheinlich, dass dieses neue Mitglied in den kommenden Saisons innerhalb der grösseren Fanclubs des Hockey Club Ambrì Piotta seinen Platz erobern wird. Momentan hält sich der Vorstand zu zukünftigen Projekten bedeckt und lässt nichts verlauten. In diesem Zusammenhang schlage ich vor, regelmässig die Homepage vom Fanclub Invictus zu konsultieren. Ein Ziel ist jedoch klar: dem Fanclub ein langes Leben zu ermöglichen, indem man von dessen Dynamik Gebrauch macht. 30


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ORIZZONTALE: 1 ce la si gioca a mezzogiorno 4 il libro del settantacinquesimo 6 il “6” delle feste 7 uno dei due Bianchi 8 va sempre all’indietro 11 lo è il nostro presidente 12 sovrasta la Sud 13 un Reto 15 lo è chi non salta 16 il 18 17 può durare 5 minuti 18 lo si fa sempre in due 19 lo è Maxim Noreau

VERTICALE: 2 lo aspetta Nolan 3 collega il Ticino con il Vallese 5 lo Scandella alla transena 9 il 13 dei 13 in 13 10 il JJ general manager 14 lo sono i giocatori del Langnau 15 fa aumentare la panza

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Québec aspetta i Coyotes a braccia aperte

Martedì 24 gennaio: Ottawa affronta Phoenix. E su TVA i commentatori del match parlano a lungo dei Coyotes come dei possibili - futuri - Nordiques. Pochi giorni prima il commissario della NHL Gary Bettman ha detto chiaro e tondo che questa è l’ultima stagione che la NHL fa carte false per fare in mondo che i Coyotes rimangano a Phoenix. E che, da questa primavera, la NHL prenderà in considerazione anche altre soluzioni. Il che può voler dire una sola cosa: trasloco. Insomma: tra qualche mese, a meno di un miracolo, la franchigia dirà addio al deserto dell’Arizona. Certo bisogna dire che, oltre a Québec, ci sono anche altri mercati interessati ai Coyotes. Kansas City ha già la pista, ma non ha tradizioni. A Houston ci sono soldi, ma nemmeno la città texana non è un mercato particolarmente interessato all’hockey. Lo si vede bene con i vicini di Dallas, dove - malgrado la vittoria di una Stanley Cup nel 1999 – le medie di spettatori allo stadio sono abbastanza scarse. In Canada e nel nord degli States si spera che la NHL dovrebbe finalmente aver capito che le espansioni nelle ricche città del sud degli Stati Uniti sono state per la maggior parte dei casi delle esperienze negative. E che è meglio puntare su città dove l’hockey ha una storia ed un nocciolo duro di appassionati.

Ed allora ecco che spunta l’opzione Seattle. Il mercato sarebbe molto interessante, ma la città nello stato di Washington non ha né uno stadio degno della NHL, né un piano per costruirne uno. Sennò c’è Hamilton, l’attuale sede dei Bulldogs (AHL): un altro mercato molto interessante, ma forse non ancora pronto per il grande salto. Altra possibilità: visto che New York ha tre squadre (Rangers, Islanders e Devils) perché Toronto non potrebbe averne due? L’idea è semplice: una squadra in centro ed una seconda in periferia. Ma Toronto, se quest’anno non si qualificherà per i playoff, sarà alla settima stagione consecutiva senza poter vivere i brividi della corsa finale alla conquista della Coppa Stanley. Il che è decisamente troppo negativo per l’ambiente di una franchigia storica e vincente come i Maple Leafs. Che dunque difficilmente, in una fase delicata come quella che sta vivendo, accetterebbe di vedersi aumentare la concorrenza sul suo stesso mercato. Resta Québec: che ha il mercato, la storia, la passione, sta costruendo un nuovo stadio da 400 milioni di dollari... ed è una città che piace all’associazione dei giocatori della NHL. Ecco perché - tutto sommato - potrebbe davvero essere in pole position per accogliere da subito i Coyotes.

“...è meglio puntare su città dove l’hockey ha una storia...”

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sguardo sulla lna di Peter Jankovsky - Neue Zuercher Zeitung, 9 gennaio 2012

Cordialità e gioco duro I tifosi svizzero-tedeschi di Hockey vengono ad Ambrì, alla Valascia, perché amano l’atmosfera particolare. Lo stadio del ghiaccio di Ambrì-Piotta, la Valascia, è uno degli impianti più noti in Ticino - e la sua Osteria è un importante luogo d’incontro per ticinesi e svizzero-tedeschi. C’è tensione nell’aria. È il secondo giorno del nuovo anno, e lquella sera l’Hockey Club Ambrì Piotta ha una partita casalinga contro il Davos. La tensione è percepibile già ore prima della partita, i preparativi del personale addetto procedono a pieno ritmo. «Tutto a posto con le salsicce?», chiede Luana Bonini, il telefono mobile all’orecchio. La 34enne italiana è la responsabile gastronomica della Valascia, lo stadio dell’Ambrì. Dato che la signora Bonini è responsabile di 14 punti di ristoro sul sedime, è continuamente in movimento. Sta controllando le scorte nell’»Osteria Valascia», dove i tifosi si concedono uno spuntino. Bonini ci tiene a che il salame, il formaggio o il risotto provengano da produzione regionale; in questo modo sostiene le piccole aziende regionali.

l’aria della Valascia. «L’Ambrì deve vincere», grida Maurice. Sarà deluso: la dura partita tra Ambrì e Davos terminerà con una vittoria 2-3 dei Grigionesi. Il bimbo desiderava tanto andare alla Valascia, dice il papà di Maurice, Torben Schmidt. Il 45enne di Dübendorf conosce lo stadio e diversi clienti abituali: secondo lui molti svizzero-tedeschi vengono ad Ambrì perché cercano un’alternativa agli stadi nella loro regione - l’atmosfera della Valascia sarebbe più familiare. Schmidt ha già visto addirittura il Consigliere federale Ueli Maurer con la famiglia in questo stadio. Non lo preoccupa il fatto che la Valascia si trovi in una posizione di potenziale pericolo valanghe. Il signor Schmidt non ha paura; a suo avviso una partita tra i club di calcio Zurigo e Basilea sarebbe più pericolosa. La responsabile della comunicazione dell’Hockey Club Ambrì Piotta (HCAP) tranquillizza: secondo Samuela Gaggini l’ultima volta che è scesa un’innocua valanga vicino alla Valascia era 30 anni fa. Il nome Valascia tra l’altro è un’espressione dialettale usata dalla popolazione di Ambrì, con il significato «brutta valle» (valle stretta, difficilmente utilizzabile) oppure «valanga». Nel frattempo nella piccola valle a forma di V sono state costruite dei paravalanghe, nella valle che inizia direttamente dietro lo stadio e che è nota quale zona di valanghe. Per quanto riguarda il pericolo di risse, i media hanno parlato solamente di momenti insidiosi, quando l’Ambrì giocava alla Valascia contro il Lugano. La cordialità prevale.

Dialogo tra parti nazionali In media ad ogni partita alla Valascia vengono 3500 tifosi, e quando l’avversario dell’Ambrì è il Lugano, la capacità di 7000 persone è sfruttata al massimo. Circa il 30 per cento degli spettatori arriva dalla Svizzera tedesca, dai Cantoni di Uri, Lucerna, Argovia e pure da Zurigo. Tra di essi vi sono anche molte giovani donne e famiglie con bambini. Nell’Osteria dello stadio si sente parlare soprattutto dialetto: quello ticinese oppure uno dialetto svizzero tedesco. «Vi è un numero sorprendente di tifosi svizzero-tedeschi dell’Ambrì, e molti parlano pure un po’ di italiano», dice Luana Bonini in segno di approvazione. Così gli svizzero-tedeschi trovano rapidamente persone ticinesi disponibili ad ascoltarle. La Valascia in modo non ufficiale riveste una funzione di politica nazionale: due parti della nazione si esercitano qui in un allegro dialogo sportivo. Manca ancora un’ora all’inizio della partita. L’agitazione della responsabile gastronomica aumenta. Lentamente l’Osteria, divisa in due da un’inferriata, si riempie. Da una parte i tifosi della «curva», la parte dello stadio con i posti in piedi, vengono a prendere la solita birra; dall’altra parte trovano ristoro i visitatori dei posti in tribuna. Nella mischia Maurice di 7 anni aspetta il suo panino; è venuto con il suo papà dalla lontana Dübendorf e respira per la prima volta

Nuovo stadio per l’Ambrì La Valascia è stata costruita nel 1959 e nel 1979 è stata inaugurata l’osteria. È vero che l’Ambrì sta lottando per le cifre nere del budget, ma il futuro della Valascia sembra avviato: nel 2018 sarà inaugurato uno stadio più grande sul sedime del vecchio aeroporto militare di Ambrì-Quinto. Costi: circa 30 milioni di franchi. Il Cantone, importante cofinanziatore dello stadio, non ha voluto ampliamenti all’ubicazione attuale, potenzialmente pericolosa dal punto di vista delle valanghe. Secondo il molto popolare Consigliere agli stati PPD Filippo Lombardi, Presidente dell’HCAP dal 2009, ora occorre unicamente trovare il giusto mix di comfort e tradizione. - Nel frattempo la partita è iniziata, l’Osteria si svuota. Si segue la partita dalla «curva», per via dell’ambiente, che può anche essere un po’ marziale; ormai, l’hockey è uno sport duro. Ma alla Valascia il gioco duro è legato a molta cordialità. 35


sguardo sulla lna von Peter Jankovsky - Neue Zuercher Zeitung, 09. Januar 2012

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Herzlichkeit und hartes Spiel Zuhauf kommen die Deutschschweizer Hockey-Fans in Ambrìs Valascia, weil sie die besondere Atmosphäre lieben. Das Eishockeystadion von Ambrì-Piotta, La Valascia, ist eine der bekanntesten Einrichtungen im Tessin - und seine Osteria ein wichtiger Begegnungsort für Tessiner und Deutschschweizer.

Valascia-Luft. «Ambrì muss gewinnen», ruft Maurice. Er wird enttäuscht werden: Die beinharte Partie zwischen Ambrì und Davos wird mit einem 2:3-Sieg der Bündner enden. Der Bub habe sich so sehr gewünscht, die Valascia zu besuchen, sagt Maurice’ Vater Torben Schmidt. Der 45-jährige Dübendorfer kennt das Stadion und etliche der Stammgäste: Es kämen viele Deutschschweizer nach Ambrì, weil sie eine Alternative zu den Stadien in ihrer Umgebung suchten - in der Valascia sei die Atmosphäre familiärer. Sogar Bundesrat Ueli Maurer samt Familie hat Schmidt hier schon erblickt. Dass sich die Valascia in einer potenziellen Lawinengefahrenzone befindet, lässt ihn kalt. Er habe keine Angst; da erscheine ihm ein Spiel zwischen den Fussballklubs Zürich und Basel gefährlicher. Die Kommunikationsverantwortliche des HockeyClubs Ambrì-Piotta (HCAP) beruhigt: Laut Samuela Gaggini ereignete sich zum letzten Mal vor 30 Jahren ein harmloser Lawinenniedergang nahe der Valascia. Der Name Valascia ist übrigens ein dialektaler Ausdruck, der von Ambrìs Bevölkerung gebraucht wird, um damit eine «brutta valle» (schlecht nutzbares, enges Tal) oder auch eine «valanga» (Lawine) zu bezeichnen. Mittlerweile gibt es Lawinenverbauungen in dem kleinen V-Tal, das direkt hinter dem Stadion beginnt und als Lawinenzone bekannt ist. Und was die Gefahr von Rangeleien betrifft, berichteten die Medien nur von heiklen Momenten, wenn in der Valascia Ambrì gegen Lugano spielte. Die Herzlichkeit herrscht vor.

Spannung liegt in der Luft. Es ist der zweite Tag im neuen Jahr, und am Abend hat der Eishockeyklub Ambrì-Piotta ein Heimspiel gegen Davos. Die Spannung ist schon Stunden vor dem Spiel zu spüren, die Vorbereitungen des Personals laufen auf Hochtouren. «Hat’s mit den Würsten geklappt?», fragt Luana Bonini, das Mobiltelefon am Ohr. Die 34-jährige Italienerin ist die Gastro-Chefin von Ambrìs Stadion, der Valascia. Da Bonini die Verantwortung für 14 Verpflegungspunkte auf dem Gelände trägt, ist sie ständig in Bewegung. Gerade überprüft sie die Vorräte in der Stadionbeiz «Osteria Valascia», wo sich die Fans ein Bier mit Imbiss gönnen. Bonini legt Wert darauf, dass Salami, Käse oder Risotto aus regionaler Produktion stammen; so unterstützt sie örtliche Kleinunternehmen. Landesteile im Dialog Im Schnitt strömen 3500 Fans pro Spiel in die Valascia - und wenn Lugano gegen Ambrì spielt, dann wird das Fassungsvermögen von 7000 Personen ausgereizt. Rund 30 Prozent der Besucher reisen aus der Deutschschweiz an, aus Uri, Luzern, dem Aargau und sogar aus Zürich. Darunter sind auch viele junge Frauen und Familien mit Kindern. In der Stadionbeiz hört man die Leute vor allem Dialekt parlieren: entweder einen tessinischen oder einen deutschschweizerischen. «Es gibt erstaunlich viele Deutschschweizer Ambrì-Fans, und viele sprechen auch etwas Italienisch», sagt Luana Bonini anerkennend. So stossen die Deutschschweizer schnell auf offene Tessiner Ohren. Der Valascia kommt inoffiziell eine staatspolitische Funktion zu: Hier üben sich zwei Landesteile im sportlichheiteren Dialog.

Neues Stadion für Ambrì Die Valascia wurde 1959 errichtet, 1979 öffnete die Osteria ihre Pforten. Zwar kämpft der HCAP um schwarze Budgetzahlen, doch die Zukunft der Valascia scheint aufgegleist: 2018 soll ein grösseres Stadion auf dem Gelände des alten Militärflugplatzes Ambrì-Quinto in Betrieb gehen. Kostenpunkt: etwa 30 Millionen Franken. Der Kanton, wichtiger Mitfinanzierer des Stadions, wollte keine Erweiterung am jetzigen, potenziell lawinengefährdeten Standort. Man müsse nun den richtigen Mix von Komfort und Tradition finden, sagt der seit 2009 als HCAPPräsident amtierende, allseits beliebte CVP-Ständerat Filippo Lombardi. - Inzwischen hat die Partie begonnen, die Osteria leert sich. Man verfolgt das Spiel in der «Curva» - der Stimmung wegen, die auch etwas martialisch sein kann; Hockey ist ein harter Sport. Aber in der Valascia verbindet sich hartes Spiel mit viel Herzlichkeit.

Noch eine Stunde, bevor das Spiel beginnt. Die Unruhe der Gastro-Chefin wächst. Allmählich füllt sich die Osteria, die durch eine Gitterschranke zweigeteilt wird. Auf der einen Seite holen sich die Fans aus der «Curva» (Kurve), dem Stadionteil mit den Stehplätzen, das obligate Bier; auf der anderen Seite verpflegen sich die Besucher der Tribünenplätze. Im Gedränge wartet der 7-jährige Maurice auf sein Sandwich; er ist mit seinem Papa aus dem fernen Dübendorf angereist und schnuppert zum ersten Mal

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CLAUDIA RADCZUWEIT TRADUZIONI di Claudia Radczuweit, lic. phil. I, collaboratore Stefano Radczuweit, lic. jur.

Traduzioni e revisione testi italiano-tedesco, tedesco-italiano, francese-italiano, francese-tedesco. Specializzazione in testi giuridici, assicurativi, sanitari e pubblicitari.

via Remorino 6, 6648 Minusio, Tel. +41 91 743 73 75, Mob. +41 79 655 63 29, Fax +41 91 743 73 84, crt@sunrise.ch


grazie

L’hcap ringrazia di cuore tutti gli sponsor e partner per il prezioso contributo.


[it]

SETTORE GIOVANILE di Samuela Gaggini

INTERVISTA A

Maurizio Dattrino

Da quanto tempo sei entrato a far parte del Settore Giovanile? Sono entrato a far parte della dirigenza il primo settembre di quest’anno per cui a stagione già iniziata.

delle Scuole Sanitarie 42 di Airolo con il grado di colonnello di stato maggiore generale. Come riesci a districarti tra il tuo lavoro e la gerenza? L’impegno per il SG è giornaliero, dedico come minino un’ora al giorno, ma riesco a districarmi bene poiché ho due grandi fortune: La prima è che lavorando ad Airolo ho la possibilità di essere a stretto contatto anche dal punto di vista fisico con la sede, per cui posso partecipare a riunioni o ad incontri in modo agevolato. La seconda è che la mia famiglia (moglie e figlia) mi appoggiano e tollerano il lavoro supplementare che mi sono (ben volentieri) accollato.

In cosa consiste esattamente il tuo ruolo? Il settore giovanile fa capo dal 2007 a una società a garanzia limitata (Sagl) sorella della HCAP SA. La condotta di una Sagl è affidata ad almeno un gerente, qualora ve ne fossero più di uno, la gerenza necessita un presidente. Luca Cereda, Jean Jaques Aeschlimann e il sottoscritto formiamo la gerenza ed io ne sono il presidente. Il mio compito è di gestire la società dal punto di vista strutturale, finanziario, tenere i contatti con i settori giovanili di altri club, fare da “trait d’union” con il CdA ed intervenire quando vi sono problemi (ovviamente al di fuori dell’ambito tecnico). Tutte queste attività hanno lo scopo di creare premesse ottimali per formare nel miglior modo possibile ed in tutti gli ambiti dei giovani sportivi, affinché il maggior numero di essi possa in futuro entrare a far parte della prima squadra.

Quanto credi la tua professione possa aiutarti nella gestione del SG? Beh, lavoro da oltre vent’anni giornalmente a contatto con i giovani per cui non mi è un mondo sconosciuto e ciò può facilitare il compito. Ritengo che sia soprattutto nella gestione e l’organizzazione che forse la mia funzione professionale mi aiuta maggiormente a gestire la società. >>

Quale è la tua funzione nell’Esercito? Sono ufficiale professionista ed attualmente comandante

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[it]

SETTORE GIOVANILE di Samuela Gaggini

Come è organizzato il SG? Ho strutturato la società in 3 settori. Sotto la direzione del direttore Luca Cereda (che si occupa di tutti gli affari correnti, tecnici e amministrativi), vi è il settore “supporto” con alla testa il signor Fabrizio Pedrioli (eventi, arbitri, cronometristi, materiale e trasporti), il settore “tecnico / GS” con Fausto Croce ed infine il segretariato e sito internet con Maruska Piccoli. Quante persone lavorano attorno al SG? Pochi tifosi dell’Ambrì conoscono il settore giovanile, tutti lo danno come un’entità scontata che esiste vive e fornisce annualmente dei talenti da inserire in prima squadra. Ma non è così evidente. Dietro ad un movimento composto da quasi 200 ragazzi, vi sono un’ottantina di uomini e donne che lavorano a favore dei nostri giovani (allenatori, arbitri, cronometristi, autisti, responsabili delle squadre, collaboratori del materiale, del banco dolci e degli eventi). Colgo l’occasione per ringraziarli di cuore per l’ottimo lavoro e l’abnegazione con cui svolgono il loro compito.

Di quante squadre è composto il SG? Abbiamo 9 squadre che militano nei differenti tornei (vi ricordo che la squadra degli Juniori élite non fa parte del SG). Una squadra di Novizi Elite, Mini Top, Moskito Top (che militano nel massimo campionato di categoria a livello nazionale). Una squadra di Mini A, Moskito A (che militano nei campionati regionali), due squadre piccolo, due squadre bambino (che partecipano a differenti tornei) e la scuola hockey dove si insegna ai ragazzi e ragazze i primi rudimenti del pattinaggio e del gioco dell’hockey. I professionisti sono: Luca Cereda (che oltre ad essere direttore del SG è pure allenatore della squadra Juniori élite), gli allenatori Martin Novak, Daniele Celio, Mauro Juri e in misura del 50%, Diego Zoldan, Nicola Pini e Pauli Jaks nonché la segretaria Maruska Piccoli.

autonomo, che è il nostro “tazebao” dove giocatori, genitori e funzionari possono attingere a varie informazioni. Abbiamo poi organizzato nuove manifestazioni come ad esempio il «tiro per il futuro», il concerto Gospel, l’album delle figurine, tutte attività che hanno lo scopo di rimpolpare le casse del nostro settore poiché la gestione del SG costa e anche parecchio, solo a titolo informativo l’investimento per ogni giovane è di circa 6600.- per stagione. Quali progetti per il futuro? Ci sono e li stiamo concretizzando con il motto «un settore giovanile gestito in maniera professionale e razionale rispettando il nostro credo di umiltà, disciplina, rispetto ed educazione». Il mio obiettivo (iniziando dalla prossima stagione) è che tutto ciò che fa parte e rotea attorno al nostro settore sia immediatamente ed ovunque riconoscibile per organizzazione e struttura, comportamento, educazione, tecnica, risultati ed equipaggiamento. Vi sono poi anche idee e visioni dal punto di vista sportivo che si trovano però in fase embrionale.

Quali sono le novità già apportate alla gestione del SG? Ovviamente dopo 4 mesi (mi considero ancora un apprendista) non ci sono state rivoluzione copernicane. A me sta a cuore la professionalità (che non ha nulla a che vedere con il professionismo) in tutte le attività correlate al SG per cui cerco di trasmettere e di improntare la società in questo senso. Sarebbe presuntuoso arrivare e stravolgere il tutto, mi trovo ancora in una fase dove ascolto, osservo e annoto. Le piccole novità sono soprattutto di carattere strutturale e gestionale (controllo e razionalizzazione dei costi, implementazione di vari processi, professionalizzazione di alcuni ambiti) e il nuovo sito creato, gestito e attualizzato in modo

Ringrazio già tutti coloro che ci appoggiano e anche coloro che in futuro in un modo o nell’altro lo vorranno fare.

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speciale di Samuela Gaggini

A tu per tu con Nicola Petrini, direttore amministrativo del Comune di Quinto Come procede il progetto della nuova Valascia? La collaborazione tra Comune di Quinto, HCAP SA e Valascia Immobiliare SA è ottimale. Tutti si operano affinché il progetto della nuova Valascia si concretizzi al più presto.

Quale invece l’importanza di costruire una nuova pista per il Club? La necessità di dotarsi di un nuovo stadio di ghiaccio è oramai evidente. Vi sono infatti parametri dettati dalla Lega che attualmente non sono più rispettati. Un nuovo e moderno stadio ha però anche enormi vantaggi per il club, come una miglior qualità ricettiva degli sponsor e dei tifosi, migliori condizioni per lo svolgimento delle varie attività (allenamenti, partite, tornei), ecc.. Tutto questo porta logicamente anche ad un incremento delle attività accessorie, come quella degli spacci, e conseguentemente anche ad una ricaduta economica non solo per il club ma per l’intera regione. Personalmente ritengo che la costruzione di un nuovo stadio non sia solo una necessità ma pure una grande opportunità per aumentare l’offerta di attività di svago, e quindi delle ricadute socio-economiche, in termini di commercio e di nuovi posti di lavoro.

Quali passi avanti si sono fatti in questo senso? Negli ultimi mesi si è lavorato sodo per cercare una visione condivisa del nuovo progetto. Si sono valutate diverse possibili ubicazioni e soprattutto si è cercato di capire se e quali sinergie potessero entrare in linea di conto. L’Hockey Club Ambrì Piotta avrà con sicurezza una nuova pista? Siamo fiduciosi e ottimisti. Cosa succederà alla vecchia Valascia? Di sicuro dovrà essere smantellata. In quale misura il Comune di Quinto, sosterrà e parteciperà a questo progetto? La risposta è prematura. Il Comune ha da sempre sostenuto direttamente ed indirettamente l’HCAP. La collaborazione continuerà anche in futuro.

“...sono molto felice che si stia pianificando per progettare un nuovo e moderno stadio...”

Quale l’impatto visivo e morale sulla Leventina? Il nuovo stadio dovrà essere attrattivo anche dal profilo estetico; la gente dovrà venire volentieri ad Ambrì non solo per le attività hockeistiche ma anche per godere dei servizi accessori offerti nella nuova struttura e attorno ad essa. La presenza di un nuovo e moderno stadio, di nuove attività, darà sicuramente morale alla Leventina. La regione attualmente soffre di una crisi socio-economica purtroppo divenuta strutturale. Per invertire il trend dell’ultimo ventennio c’è bisogno di progetti importanti. Le potenzialità ci sono (raggiungibilità, vicinanza con regioni popolose, infrastrutture, paesaggio) e questi progetti dovrebbero poter dare uno slancio imprenditoriale.

Chi sta ideando il progetto? La regia è in mano alla società Valascia Immobiliare SA. Dove si troverà esattamente? L’ubicazione scelta per la costruzione del nuovo stadio del ghiaccio si trova sull’aerodromo di Ambrì, in zona Hangar 6 (il capannone delle feste per intenderci). Perché l’ubicazione diventi ufficiale è necessario procedere ad una modifica del piano regolatore, per il quale è competente l’autorità comunale. I primi passi in questo senso sono già stati intrapresi.

Sarà solo una pista di Hockey o anche un centro polifunzionale? E’ troppo presto per conoscere i contenuti del progetto. E’ probabile che nel nuovo stadio o nelle immediate vicinanze sorgano altre attività oltre a quella dell’hockey. Questo sarà possibile se dall’economia privata arriveranno degli impulsi.

Che significato ha per lei l’attuale Valascia? E’ chiaro che la Valascia rappresenta molto per il sottoscritto. Ho giocato all’hockey sin da piccolo ed ho dei gran bei ricordi. Io l’ho vissuta anche quando era ancora scoperta; ogni tanto, quando nevicava, ci toccava interrompere le partite o gli allenamenti e spazzare il campo. Ancora oggi la frequento quasi giornalmente per allenare la squadra dei Moskito, dove gioca pure mio figlio Patrick, o per giocare con la squadra dei veterani. Sono però consapevole che le attuali condizioni non sono ideali e pertanto sono molto felice che si stia pianificando per progettare un nuovo e moderno stadio.

Cosa non è ancora stato detto della nuova Valascia? Una piccola anticipazione per i lettori della Montanara L’obiettivo è quello di far sì che l’HCAP possa giocare in un nuovo e moderno stadio già nel 2017.

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[DE]

speciale von Samuela Gaggini

Die neue Valascia kennenlernen Wie schreitet das Projekt für die neue Valascia voran? Die Zusammenarbeit zwischen der Gemeinde Quinto, der HCAP SA und der Valascia Immobiliare SA ist optimal. Alle setzen sich dafür ein, damit das Projekt für die neue Valascia so schnell wie möglich umgesetzt wird.

gen nicht ideal sind und bin daher sehr froh, dass ein neues und modernes Stadion geplant ist. Welche Bedeutung hat das neue Eisstadion für den Club? Die Notwendigkeit eines neuen Stadions ist nunmehr offensichtlich. Einige von der Eishockeyliga geforderten Parameter sind nicht mehr eingehalten. Ein neues und modernes Stadion hat jedoch auch enorme Vorteile für den Club, wie zum Beispiel die Sponsoren und die Fans besser aufnehmen zu können, bessere Bedingungen für die verschiedenen Aktivitäten (Trainings, Spiele, Turniere), usw. All dies führt natürlich auch zu einem Anstieg der Nebentätigkeiten, wie den Verkaufsräumlichkeiten, und demzufolge auch wirtschaftliche Auswirkungen nicht nur für den Club, sondern für die gesamte Gegend. Persönlich bin ich der Ansicht, dass der Bau eines neuen Stadions nicht nur eine Notwendigkeit sondern auch eine grosse Gelegenheit um das Angebot an Freizeitaktivitäten zu erhöhen und damit auch die sozio-kulturellen Auswirkungen, was die Wirtschaft und die Arbeitsplätze angeht.

Welche Fortschritte wurden in diese Richtung gemacht? In den letzten Monaten wurde hart gearbeitet, um eine vertretbare Vision des neuen Projekts zu suchen. Es wurden verschiedene mögliche Standorte abgewogen und es wurde vor allem versucht zu verstehen ob und welche Synergien in Frage kommen könnten. Wir der Hockey Club Ambrì Piotta sicher ein neues Eisstadion erhalten? Wir vertrauen darauf und sind optimistisch. Was wird mit der alten Valascia passieren? Sie wird sicher abgerissen werden müssen. In wieweit wird die Gemeinde Quinto dieses Projekt unterstützen und daran beteiligt sein? Diese Antwort ist verfrüht. Die Gemeinde hat den HCAP schon immer direkt und indirekt unterstützt. Die Zusammenarbeit wird auch in Zukunft weiter bestehen.

Welches ist die visuelle und moralische Auswirkung auf die Leventina? Das neue Stadion muss auch von der Ästhetik her attraktiv sein; die Menschen sollen gerne nach Ambrì kommen, nicht nur wegen der Hockey-Aktivitäten sondern auch um die von der neuen Struktur und um sie herum angebotenen zusätzlichen Dienstleistungen zu geniessen. Das neue und moderne Stadion, die neuen Aktivitäten, werden sicher der Leventina wieder Stimmung geben. Die Region leidet derzeit unter einer sozio-ökonomischen, leider strukturell gewordenen Krise. Um den Trend der letzten zwanzig Jahre zu wenden, sind wichtige Projekte notwendig. Die Möglichkeiten sind gegeben (Erreichbarkeit, Nähe zu bevölkerten Regionen, Infrastrukturen, Landschaft) und diese Projekte sollten einen unternehmerischen Schwung geben können.

Wer entwickelt das Projekt? Die Valascia Immobiliare SA führt die Zügel. Wo wird das Eisstadion genau gebaut werden? Der für das neue Eisstadion gewählte Standort ist auf dem Flughafengelände von Ambrì, in der Gegend des Hangar 6 (der Hangar der Feste, damit wir uns richtig verstehen). Damit der Standort amtlich wird muss eine Änderung des Nutzungsplans vorgenommen werden; dafür ist die Gemeindebehörde zuständig. Die ersten Schritte in dieser Richtung wurden schon gemacht.

Wird es nur eine Eishockeypiste sein oder auch ein polyfunktionelles Zentrum? Noch ist es zu früh um die Inhalte des Projekts zu kennen. Im neuen Stadion oder in der näheren Umgebung könnten andere Tätigkeiten ausser dem Eishockey entstehen. Dies wird möglich sein, falls aus der Privatwirtschaft Impulse kommen.

Welche Bedeutung hat die Valascia für Sie? Für mich hat die Valascia natürlich eine grosse Bedeutung. Ich habe von klein auf Hockey gespielt und habe sehr schöne Erinnerungen. Ich habe sie auch noch ohne Überdachung erlebt; manchmal wenn es schneite mussten wir die Spiele oder die Trainings unterbrechen und den Schnee vom Eisfeld räumen. Noch heute gehe ich fast täglich hin, um die Mannschaft der Moskito zu trainieren, wo auch mein Sohn Patrick spielt, oder um mit der Veteranenmannschaft zu spielen. Ich bin mir jedoch bewusst, dass die derzeitigen Bedingun-

Was wurde über die Valascia noch nicht gesagt? Eine kleine Vorwegnahme für die Leser der Montanara. Ziel ist es, dafür zu sorgen, dass der HCAP schon 2017 im neuen und modernen Stadion spielen kann.

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La Montanara - Febbraio 2012