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La valutazione dell’iter formativo, oggi più che mai, rappresenta una fondamentale risorsa per poter rispondere sempre più adeguatamente alle “sfide” educative del nostro momento storico. A tali “sfide” quotidianamente i docenti e tutto il personale della scuola cercano di rispondere adeguando i percorsi formativi e ponendo in atto iniziative che tendono a coinvolgere in tali itinerari più studenti possibili. L’obiettivo, oggi più che mai urgente, è quello di aiutare le giovani generazioni a essere pronti ad affrontare le sfide del mercato globale e riuscire ad inserirsi attivamente nella nostra società complessa e multietnica. Il lavoro che qui presentiamo vuole essere uno strumento di stimolo perché l’impegno dell’insegnante nella nostra scuola sia veramente adeguato ai tempi e alla nostra utenza. Il dirigente scolastico Giuseppe Antonio Loprete

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Perché fare una valutazione

La valutazione fa parte del processo scolastico ed ha la fondamentale finalità di stabilire quanto il percorso effettuato sia stato positivo in termini di raggiungimento degli obiettivi prefissati; quali siano le criticità e, soprattutto, indicare le tappe che devono portare al miglioramento dei vari processi messi in atto. In questo contesto, la nostra scuola sta vivendo un momento di grande trasformazione sociale che impone il passaggio da una valutazione di semplice “selezione” dei migliori ad una valutazione che si affianchi alle esigenze di una società complessa. Questa società richiede sempre di più, non solo nella scuola, una formazione permanente e una valutazione che miri ad orientare e potenziare le scelte del singolo in un contesto di promozione delle eccellenze e delle specificità che la persona esprime.

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Le scelte di fondo

Le possibilità di indagine nell’Istituto sono varie, come vari possono essere i criteri e le modalità. Il primo passo che abbiamo fatto come commissione, è stato quello di domandarci su cosa indagare e in che modo farlo. Un’esigenza è subito emersa: quella di concentrarci sui docenti e sul loro modo di mettere in atto i processi didattici. L’idea che si è concretizzata è stata quella di trovare un modo semplice nella raccolta e nella lettura dei dati che potesse avere come protagonisti gli alunni e il risultato fosse letto come una richiesta di questi ultimi ai docenti. Su che cosa indagare? Anche qui la scelta è stata quasi obbligata. La necessità di misurare alcune fasi della proposta didattica: come il docente spiega, come valuta, come interagisce in classe, come si comporta ecc. E’ stato importante anche misurare il modo in cui il docente opera nell’ambito delle relazioni con gli alunni e del clima della classe stessa. Abbiamo quindi individuato due aree: l’aria didattica e l’area relazionale, stilando una prima ipotesi. L’abbiamo confrontata con gli alunni e realizzato il questionario definitivo.

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I presupposti

L’assunto teorico da cui siamo partiti è quello della centralità della persona dell’alunno. La nostra convinzione è fondata sul ruolo che oggi la scuola ha nella formazione delle nuove generazioni e sulla coscienza che la stessa scuola assume in funzione della formazione culturale e umana di coloro che saranno i protagonisti del futuro. In un contesto di complessità, di nuovi linguaggi e di nuove esigenze, la scuola ha il dovere di trasmettere contenuti culturali e anche quello di sviluppare le singole potenzialità di ognuno, in vista del suo proficuo inserimento nella realtà sociale, imprenditoriale, relazionale e culturale del mondo di oggi.

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La complessità

Il contesto di “complessità sociale” ci ha fatto riflettere, in alcune discussioni previamente fatte con i giovani, sui loro bisogni e le loro esigenze. E’ emerso che essi hanno necessità di essere accettati, capiti; hanno bisogno, più che di maestri autoritari, di persone che riescano a comprendere la realtà della loro situazione e creare un ambiente anche affettivamente favorevole che li aiuti a vivere “con il cuore” lo studio e l’applicazione domestica. Abbiamo valutato anche i contesti di provenienza degli alunni e abbiamo preso in considerazione il fatto che un clima relazionale favorevole e a loro misura non farà che incidere positivamente sul rendimento generale.

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Nel nostro territorio

Nel nostro territorio, dove molti giovani sono a rischio di devianza sociale, dove la famiglia non riesce più ad esercitare un ruolo significativo, dove la mafia rischia di essere una proposta di vita appetibile e desiderabile, la scuola deve assumersi la responsabilità di formare le nuove generazioni con atteggiamenti e valori che possono far rinascere e dare speranza alla nostra terra. Questi gli strumenti da utilizzare: legalità, giustizia, rispetto e tutto il bagaglio dei nostri valori, della nostra tradizione che in questo contesto di complessità rischiano di perdersi. La scuola, insomma, dovrebbe essere il luogo dove il giovane sperimenta la consistenza dei valori sociali e umani più alti.

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Gli obiettivi

Ci siamo dati alcuni obiettivi semplici. Il primo è quello di potenziare la cultura della valutazione, dove il docente non si senta semplicemente giudicato nel suo operato quotidiano. Conosciamo bene il nostro ambiente scolastico e siamo convinti delle grandi potenzialità che qui sono presenti. A volte, però, una certa stanchezza o una routine non sempre facile da sostenere, a causa degli innumerevoli problemi dell’utenza, può far abbassare la tensione educativa del docente. La valutazione, in questo contesto, va vista come un elemento positivo, che può stimolare l’insegnante a fare meglio e a vivere con maggiore consapevolezza il suo ruolo tra le nuove generazioni. La valutazione potrà essere un importantissimo strumento di auto-verifica che aiuta il docente a individuare i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza al fine di migliorare la sua attività formativa.

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Le due aree

Nel questionario abbiamo individuato due aree importanti di indagine. La prima vuole misurare come viene percepito dagli alunni l’impegno didattico dei docenti, la seconda quello relazionale e strettamente emotivo. Il presupposto di fondo, nato dall’esperienza scolastica degli ultimi anni nei progetti contro la dispersione, è che un ambiente accogliente e “a misura” dell’alunno favorisce la didattica e il rendimento generale.

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Le domande del questionario

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Gli obiettivi in sintesi

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Il percorso per la realizzazione del questionario

Intervista agli alunni

Analisi di esperienze giĂ  realizzate in altri istituti

Realizzazione del questionario Prova sperimentale sulla comprensione delle domande Questionario definitivo

Somministrazione in tutte le classi

Sintesi e raccolta dati Discussione dei dati in classi - campione

Lettura dei dati Commissione valutazione

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Come hanno espresso il voto gli alunni

La tendenza degli alunni è stata quella di utilizzare i voti estremi della scala decimale nel giudicare l’operato dei docenti. Si è rilevata una sostanziale uniformità nell’assegnazione dei voti tra i vari corsi e le varie classi e sezioni dell’Istituto.

Conosce bene la materia 9 10 10 10 10 7 10 9 8 8 9 8 9 9

9

9,00

9 9 8 8 10 6 9 9 7 9 10 8 9 9

9

8,60

Sa spiegare gli argomenti È giusto nell’assegnare i voti 9 6 8 6 10 4 8 8 7 8 8 6 8 8 7 È attento alle mie esigenze 9 6 8 6 10 6 8 7 8 8 8 6 8 8 6 Discute sui problemi della classe 8 7 9 7 10 7 7 8 7 9 9 9 8 8 7 Rispetta gli alunni Da’ buoni esercizi e approfondimenti

7,40 7,47 8,00

9 10 8 10 10 7 9 9 9 9 10 7 9 9

7

8,80

9 10 8 6 10 7 7 7 8 9 8 6 5 5

6

7,40 14


Conosce bene la materia 5 8 1 9 7 1 3 5 3 9 8 8 4 4 4

5,27

5 4 1 6 5 1 2 2 2 5 7 8 3 3 3

3,80

7 3 1 3 3 1 1 2 2 7 7 6 2 2 2

3,27

5 3 1 4 3 1 1 1 2 7 9 6 3 3 3

3,47

7 5 1 5 3 1 1 1 1 6 8 4 2 2 2

3,20

7 10 1 10 3 1 2 1 2 7 7 9 3 3 3

4,60

5 6 1 5 6 1 2 1 2 8 7 8 5 5 2

4,27

Sa spiegare gli argomenti È giusto nell’assegnare i voti È attento alle mie esigenze Discute sui problemi della classe Rispetta gli alunni Da’ buoni esercizi e approfondimenti

Classi

2 3 5 5

2

4

2

3

6,9 6,7 8,6 8,6

6,9

7,5

8,2

8,0

5,6 6,0 8,0 7,9

6,9

6,3

6,4

7,3

6,0 6,8 7,9 7,8

6,6

5,5

6,1

7,0

5,3 5,9 7,7 7,7

6,3

6,5

5,7

6,3

5,3 5,1 8,2 8,2

5,9

7,2

5,6

6,3

6,5 5,3 8,9 8,9

7,0

7,3

7,6

7,4

Da’ buoni esercizi e approfondimenti

5,4 4,8 7,6 7,9

6,6

6,7

5,7

6,0

Media

5,9 5,8 8,1 8,2

6,6

6,7

6,5

6,9

Conosce bene la materia Sa spiegare gli argomenti È giusto nell’assegnare i voti È attento alle mie esigenze Discute sui problemi della classe Rispetta gli alunni

7,7 6,8 6,7 6,4 6,5 7,4 6,3 6,8 15


Il dato emerso: il quadro globale degli insegnanti

La prima impressione guardando il grafico è che c’è una specifica e pressante richiesta di attenzione all’area della relazione: esigenza di trovare più disponibilità verso l’alunno e i problemi della classe.

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Il giudizio globale

Qual’è il giudizio globale sugli insegnanti? Su una scala da 1 a 10 gli alunni valutano i docenti dell’Istituto 7,2: possiamo dire, quindi, che gli insegnanti sono giudicati positivamente. La riprova di quanto detto sopra è che durante la somministrazione del questionario alle “cattive intenzioni” espresse verbalmente dagli alunni ( “Ora bocceremo tale insegnante”.,“Ora vi daremo a tutti 1”) non è mai corrisposto il relativo voto negativo. Gli alunni sono stati abbastanza obiettivi nell’assegnare i voti, indipendentemente dalle classi e dai corsi. Il grafico sotto mostra la distribuzione dei voti medi.

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I dati in dettaglio: la percezione della competenza dell’insegnante

La distribuzione del voto è spostata verso l’alto partire dalla media superiore a 6. La percezione della competenza degli insegnanti è dunque abbastanza positiva, poiché non si segnalano voti bassi. A questa percezione che esprime un riconoscimento del ruolo dei docenti, spesso non corrisponde un effettivo quadro di assimilazione dei contenuti.

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Una possibile esigenza che emerge da questo dato è quella di un maggiore sforzo per rendere più comprensibili i contenuti e la competenza degli insegnanti, che spesso resta percepita come positiva, ma di difficile fruizione. Ciò è emerso anche in molte classi nelle quali è stato discusso il dato. In definitiva bisogna mettere in atto uno sforzo per rendere più trasmissibile il contenuto disciplinare Le strategie in tal senso sono la vera sfida della nuova scuola. Quali mezzi, tecnologie e modalità didattiche utilizzare per aiutare gli alunni ad assimilare i contenuti disciplinari? Questo è il vero problema didattico!

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I dati in dettaglio: la capacità di trasmettere i contenuti

La distribuzione del voto in questo item è spostato verso il basso. Ciò evidenzia un malore diffuso tra i giovani, espresso molto spesso come difficoltà a seguire la spiegazione dell’insegnante, anche quando questi tenta di approfondire più volte l’argomento. A nostro avviso la classica lezione frontale per alcuni alunni è una vera tragedia... La difficoltà è legata a tanti fattori non ultimo quello relativo ai nuovi linguaggi dei giovani. 20


Abbiamo rilevato che spesso la difficoltà di seguire la spiegazione sta semplicemente nel modo in cui questa viene proposta. La possibilità di inventarsi “modalità” alternative che aiutano gli alunni a mettere in atto tutte le loro capacità percettive e di attenzione può essere un’autentica strada per migliorare il profitto generale e aumentare anche l’autostima dei nostri giovani. Utilizzare immagini, esempi concreti, interviste con persone, ricerche su internet e quant’altro la fantasia degli insegnanti può inventare, può essere utile a rendere più comunicabili i contenuti didattici. Tutto questo non significa abbassare gli obiettivi ma renderli più trasmissibili.

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I dati in dettaglio: la percezione della valutazione

La distribuzione media dei voti del grafico scende verso il basso con un aumento verso i numeri centrali. E’ il segnale di un punto di criticità nell’ambito didattico da prendere in considerazione. I nostri alunni sono giudici severi e spesso si pongono il problema della valutazione nelle singole discipline e della valutazione finale dell’anno scolastico. Su questo punto essi sono, per alcuni insegnanti, piuttosto critici. 22


Emergono due problematiche di fondo: la prima è quella di sforzarsi sempre di più a rendere espliciti i propri criteri di valutazione a tutti i livelli, anche quelli relativi agli esiti finali. L’esperienza ci dice, infatti, che molti alunni restano demotivati dopo gli esiti degli scrutini. Condividere con essi gli esiti e spiegarne le ragioni può essere anche un fattore positivo e di corresponsabilità. La seconda questione, emersa dalla discussione di questo dato nelle classi, è la necessità di valutare gli alunni non solo come numeri ma come persone, cioè effettuare una valutazione globale dell’individuo, tenendo conto delle sue esigenze e delle sue reali difficoltà. I docenti non svolgono la loro funzione se promuovono tutti, tanto meno se si fermano ai numeri ed effettuano un’indiscriminata selezione. I docenti devono riuscire a ricavare il meglio dai loro alunni...

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I dati in dettaglio: gli esercizi e gli approfondimenti

La maggior parte dei docenti si colloca tra il voto maggiore di 6 e il 9 Gli alunni - a sorpresa - hanno valutato con interesse questo item dimostrando di gradire se l’esercitazione data è interessante o se li aiuta non solo a ripetere, ma anche ad applicare le conoscenze arricchendole.

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E’ vero che i nostri alunni non vogliono studiare? Il grafico e la relativa discussione dei valori, fatta in alcune classi sembra smentirlo. Un grande numero di alunni, infatti, chiede approfondimenti semplici e adeguati alle loro possibilità. L’utilizzo di nuove tecnologie e nuovi linguaggi potrebbe essere importantissimo a tal proposito. Come lo può essere la possibilità di utilizzare le tecnologie informatiche come substrato per l’apprendimento domestico o anche per l’approfondimento di varie tematiche. La realizzazione di materiale multimediale prodotto in questi anni in alcuni progetti e il coinvolgimento attivo di molti alunni è la riprova di quanto detto.

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I dati in dettaglio: l’attenzione ai problemi della classe

Il 60% dei docenti si situa tra il 5 e il 9. Per leggere correttamente il dato, ricordando che questo è un voto medio, si deve dare importanza alle fasce estreme e cogliere la difficoltà percepita dai nostri alunni. L’attenzione ai problemi della classe sembra essere un grande cruccio dei nostri giovani.

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Assumere un atteggiamento positivo nei confronti della classe può essere di grande aiuto per creare a scuola un clima favorevole. Stare attenti alle esigenze della classe vuol dire anche dimostrare disponibilità e “affetto” ai nostri giovani. Attenzione ai problemi della classe è anche disponibilità ad ascoltare e a percepire le tensioni interne e a volte i conflitti tra alunni. Non è un caso che chi ha ricevuto da essi una media alta nell’area didattica l’abbia ricevuta molto più alta nell’area relazionale.

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I dati in dettaglio: l’attenzione alle esigenze dei singoli alunni

Questo grafico deve far riflettere perché ha ricevuto uno dei punteggi più bassi nella scala media di tutti gli insegnanti della scuola, . È interessante confrontare questo dato con quello relativo al rispetto (con punteggio molto più alto). Questi numeri sono espressione di una specifica richiesta dei nostri alunni: essere consapevoli delle loro esigenze e del loro mondo. 28


Non è pensabile una scuola selettiva fatta solo di risultati didattici. È necessaria una maggiore attenzione alle esigenze dei nostri alunni. Tale dato, per non banalizzare, è stato discusso nelle varie classi ed è fortemente emersa la necessità per gli alunni di essere ascoltati nelle loro esigenze e problemi, anche e soprattutto legate alla loro vita quotidiana, familiare e sociale. Forse il giovane vive poco o in modo superficiale esperienze di relazione e di “attenzione” ai suoi problemi più di altri periodi storici. La scuola nella sua attenzione formativa, ha il dovere di essere “maestra di vita” rispondendo anche alle difficoltà che l’alunno sempre più spesso porta con se’ dentro l’aula.

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I dati in dettaglio: Il rispetto degli alunni

Il voto medio di questo item è il piÚ alto di tutti, mentre la distribuzione del dato, come si vede nel grafico è disomogenea: il 4,4 % degli insegnanti ha un voto inferiore al 5, la stessa percentuale per i voti da 5 a 6. Gli alunni fanno una netta distinzione tra le due categorie di insegnanti. 30


I nostri alunni si sentono genericamente rispettati dalla maggior parte dei docenti (questo dato è valido anche per i docenti che dimostrano una certa rigidità). Tale rispetto si configura come autorevolezza, capacità di relazionarsi, venire incontro e ascoltare gli alunni. Molto nettamente è percepita la differenza tra il rispetto dell’alunno come persona e la disponibilità ad ascoltare le sue esigenze. Le due cose dovrebbero andare assieme...

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Per concludere: una provocazione

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I dati del singolo insegnante

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Come si leggono i grafici personali

Queste le risorse del docente

Questi sono i punti di criticitĂ  del docente

La linea celeste rappresenta la media del docente

Linea rossa rappresenta la media dell’Istituto

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Il grafico di ogni insegnante è consegnato in busta chiusa allo stesso. La riuscita di questo progetto di valutazione sarà positiva se ogni docente riuscirà a lavorare personalmente sui punti di criticità (i valori bassi) e sul dare significato alle proprie risorse (i punti più alti). Accettare il giudizio degli alunni è una vera e propria sfida per il docente, la cui dote migliore dovrà essere quella si sapersi mettere continuamente in gioco per riuscire a “trarre il meglio” dai giovani che le famiglie ci affidano.

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Prima tipologia: i valori al di sopra della media

Un grafico superiore alla media può essere causato da due motivi: 1) Alla media corrisponde un reale risultato eccellente in tutti gli alunni che sono stati coinvolti attivamente nella disciplina. 2) L’insegnante è percepito positivamente perché, oltre ad essere di larghe vedute nell’area relazionale, risulta anche di larghissime vedute nell’assegnare voti e giudizi. A quale tipologia appartiene questo insegnante??

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Seconda tipologia: i valori nella media

8,8 7,7 6,9

7,5

7,2

7,5

6,7 6,2

Molti docenti si situano in quest’area, per cui le considerazioni fatte per la genericità degli insegnanti valgono in modo particolare per questa tipologia di docenti. Anche qui lo sforzo didattico dovrebbe essere quello di lavorare sui punti di criticità e sforzarsi di portarli sempre di più al di sopra della media...

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Terza tipologia: i valori al di sotto della media

6,8 5,0

5,4

6,2 4,8

4,2

5,5

5,4

Il 14,9 % degli insegnanti ha ricevuto una media inferiore al 6. Questi docenti hanno anche voti molto bassi nell’area relazionale a riprova di quanto fin’ora detto. Lavorare di più per creare nella classe un clima favorevole, impegnarsi per ascoltare e dare risposte alle esigenze degli alunni può essere, secondo noi, una strada per riuscire anche ad alzare i voti nell’area didattica e favorire un rendimento migliore dei nostri alunni. 38


Coordinamento del progetto Prof. Francesco Greco Commissione Prof.ssa Lucia Ferrara, prof.ssa Nicolina Amodeo, prof.ssa Maria Grazia Martino Impostazione e realizzazione grafica Prof. Francesco Greco. Immagini Archivio degli alunni, web 39



Istituto Superiore G. F. Gemelli Careri Taurianova (RC)