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Anno II numero 20 del 6 ottobre 2012

GiuliaViva è anche on-line su www.giuliaviva.it

Quindicinale d’informazione giuliese

distribuzione gratuita - tiratura 2500 copie

Stessa spiaggia, stesso mare Ribadita dal Sindaco, nell’ultimo consiglio comunale la volontà di riproporre all’Annunziata la spiaggia per cani. Perchè i cittadini non vengono ascoltati?

a t i u t a r g a i cop


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Istantanee giuliesi Ma quando la riaprite?

Condivisibile la soddisfazione per le quasi 2.000 persone che, nel corso della stagione estiva, hanno visitato i musei civici giuliesi. Ancor più incomprensibili, a questo punto, i ritardi biblici per la riapertura della biblioteca comunale, sottratta da più di sei anni all’utilizzo di un pubblico evidentemente interessato alla cultura. I recenti moviventi di libri e di arredi lascerebbero presagire a una sua prossima riapertura: che qualcuno voglia utilizzarla come colpo ad effetto di qualche imminente campagna elettorale?

Autocelebrazioni Ai tempi della giunta Cameli c’erano “le migliaia di persone entusiaste” delle manifestazioni estive. Oggi, più sobriamente, “le centinaia di apprezzamenti” per il vigile di quartiere dell’Annunziata. Cambiano i tempi, ma non le situazioni: a celebrare i successi di chi ci governa, sono sempre, neanche a dirlo, gli stessi amministratori. Giudizi interessati?

Talvolta la voce di “GiuliaViva” conta

Apprezziamo il repentino intervento della Amministrazione per risolvere il problema del collegamento pedonale all’uscita della scuola elementare di Colleranesco. Ora gli alunni possono in sicurezza raggiungere la sottostante piazza, costeggiando solo per qualche metro via Bosco Martese. Merito della segnalazione su “GiuliaViva” di qualche numero fa o singolare coincidenza? Tuttavia troppo il tempo passato dinanzi ad un pericolo così grande quando la soluzione era così semplice.

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Due pesi e due misure “Edificio fatiscente e irrecuperabile da almeno 8 anni”. Così l’assessore Vella ha risposto a Italia Nostra, che aveva chiesto di salvaguardare Villa Concetta, antica e bella struttura sita nel centralissimo viale Orsini. Le argomentazioni addotte non convincono, soprattutto dopo la replica argomentata di Italia Nostra, ma soprattutto se appaiate all’atteggiamento diametralmente opposto avuto dal Sindaco con il palazzo di via Battisti al Paese. C’è qualcosa che ci sfugge?

Chi ha mangiato la porchetta?

Durante l’ultimo consiglio comunale, il consigliere Francioni, ha sventagliato in aula alcuni fascicoli, secondo i quali, a suo dire, l’amministrazione avrebbe pagato con soldi pubblici

una fornitura imprecisata di panini con la porchetta. Un assessore si è visibilmente alterato, mentre gli altri consiglieri si guardavano sbigottiti, cercando di capire chi avesse mangiato i panini, anche perchè vista l’ora tarda si faceva sentire un certo languorino. I panini, si è affrettato a puntualizzare Forcellese, erano destinati alle due staffette podistiche, in occasione della manifestazione del 28 luglio 2011 per la consegna delle bandiere blu.


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Fatti ...

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Consumo del territorio: il Governo frena di Paolo Innocenti

Cento ettari al giorno, cinque milioni (pari alla superficie complessiva di Emilia Romagna, Liguria e Lombardia) in 40 anni. È la superficie di terreno agricolo cancellata in Italia, oggi come ieri, dalla voracità della cementificazione selvaggia. Chilometri e chilometri quadrati scomparsi sotto milioni di metri cubi di materiali, soppiantati da edificazioni talvolta abusive, non di rado impattanti, il più delle volte semplicemente inutili. Per non dire di un rischio idrogeologico incombente (ne troviamo esempi già “sulla porta di casa”), nonché di un sistema agricolo ormai ampiamente al di sotto del livello di autosufficienza, come dimostra una copertura del fabbisogno nazionale non superiore all’80%. Argomento fino ad oggi scarsamente dibattuto, troppe volte ignorato e quasi sempre lasciato all’inascoltato allarme dei soli movimenti ed associazioni ambientalisti, l’assalto indiscriminato al territorio ha però recentemente attirato l’attenzione del Governo nazionale. È infatti di questi giorni la notizia, poco evidenziata sulla stampa e pressoché ignorata sugli altri organi di informazione, dell’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del disegno di

legge sulla “valorizzazione delle aree agricole e sul contenimento del consumo del suolo”, che ha finalmente aperto nuove prospettive sull’incerto futuro delle realtà rurali. Tre essenzialmente le linee di intervento definite: viene fissato a livello nazionale, e da qui in cascata fino a quello comunale, il limite massimo di superficie agricola edificabile; si impedisce il cambio di destinazione d’uso per quelle aree che abbiano ricevuto sostegni economici dall’Unione Europea, per un periodo di cinque anni dal ricevimento degli aiuti stessi; si elimina per i Comuni la possibilità di utilizzare le entrate derivanti dal rilascio di concessioni edilizie (cosiddetta Bucalossi) per coprire le spese correnti. Quest’ultima limitazione, soprattutto, sembra fatta su misura per combattere in maniera efficace la deleteria abitudi-

ne di numerosi amministratori di fare cassa favorendo l’indiscriminata edificazione del territorio, sacrificato per tenere in piedi bilanci comunali il più delle volte traballanti per leggerezza, incompetenza, “allegria” di gestione. Non serve, del resto, andare troppo lontano per rendersi conto di che cosa possa significare continuare a percorrere la strada dell’utilizzo indiscriminato del territorio. Nel solo comune di Giulianova, il piano regolatore in vigore consentirebbe attualmente la costruzione di circa 3.500 nuove unità abitative. La variante in fase di approvazione, ne prevede almeno altre 2.500, la cui necessità, in una realtà dalla popolazione pressoché stabile, è tutta da dimostrare, ma la cui realizzazione assesterebbe senza dubbio alcuno un nuovo formidabile colpo all’equilibrio ambientale del territorio. Ben venga, dunque, un primo, deciso colpo di freno. Con l’auspicio che il disegno di legge che entrerà in Parlamento non ne esca stravolto dagli emendamenti dei tanti sostenitori, più o meno occulti, del partito del mattone. Di difensori del bene comune, ma solo di facciata, è pieno il mondo: Camera e Senato non fanno eccezione.


... in primo piano

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I residenti dell’Annunziata riavranno la spiaggia libera? di Pietro Carrozzieri

“Alla luce di quello che è avvenuto, personalmente ritengo che si debba continuare lì….nel quartiere dell’Annunziata”. Con queste parole il Sindaco Mastromauro boccia la mozione presentata da Progresso Giuliese e discussa durante il Consiglio Comunale del 28 settembre scorso. Così anche per l’estate 2013 la spiaggia per i cani rimarrà lì dove è stata quest’anno. Nessuna attenzione nei confronti delle istanze dei tanti abitanti di quel quartiere, nessuna riflessione sulle vibranti proteste mosse contro una scelta, che a molti è parsa ingiusta perché lesiva del diritto ad una congrua spiaggia libera in corrispondenza del quartiere Annunziata. L’idea di realizzare una spiaggia destinata ai cittadini o turisti possessori di cani, da scelta di civiltà si è trasformata per la mancanza di concertazione con i residenti in uno schiaffo imposto ad un intero quartiere che proprio quest’anno, grazie ad eventi naturali come il pennello alla foce del Tordino formatosi a seguito dell’alluvione del 2 marzo 2011, aveva visto la spiaggia libera ampliarsi ed aveva ottenuto un miglioramento della fruibilità.. Davanti a

tutto ciò un ragionamento era In questa vicenda, poi, c’è un risvolto sinauspicabile, possibile ed utile, golare: per l’istituzione della spiaggia per ma non si è voluto farlo. E lascia cani già il 05/08/2010 era stata inoltrata davvero perplessi la posizione una richiesta, indirizzata al Sindaco ad al di chiusura presa in consiglio Vicesindaco, da parte di tre proponenti dal Sindaco, che pure al mo- con tanto di dettagliato progetto; l’area mento delle proteste dei citta- che veniva individuata si trova nella zona dini, con dichiarazioni rilasciate nord di Giulianova, quasi a ridosso del alla stampa aveva promesso fiume Salinello, caratterizzata tra l’altro che quella scelta sarebbe stata dalla presenza di una pineta in grado di rivista per il futuroIn democra- offrire la giusta e necessaria ombreggiazia l’informazione, l’ascolto e il dibattito tura ai cani. Seguirono incontri tra i prosono canali che devono restare sempre ponenti ed l’amministrazione, ma il tutto aperti e rappresentare delle strade verso si concluse con una risposta negativa ( i processi decisionali - in tal senso andreb- la potete leggere nel riquadro). Oggi ci bero davvero voluti e realizzati strumenti chiediamo: perché fu bocciata? E su quaidonei alla partecipazione - e non c’è nul- le parere tecnico si giustificava quella la di male nel ripensare una decisione su bocciatura? Forse allora non si intravedeistanza di chi, vivendola da vicino, espri- vano tutti i benefici sul turismo e sul PIL me riserve e opinioni. Su queste conside- di Giulianova che oggi la maggioranza razioni si è fondata la posizione tenuta da sbandiera ed attribuisce ad Unica Beach! “ Il Cittadino Gover- mail datata 24 agosto 2011 in risposta ad alcuni cittadini che avevano nante”, che sulla rea- chiesto di poter realizzare una spiaggia per cani nella zona nord . lizzazione dell’iniziati- Gentilissimo Signor C. l’area parco destinata ai cani in verità è stata già progettata, con ubiva in sé aveva dato un cazione a Giulianova Alta, e si sta provvedendo di conseguenza anche voto favorevole pur se ci sono intralci burocratici, che comunque dovrebbero venire meno. con precisazioni e Atti procedurali, insomma. Per l’area spiaggia, invece, ci sono problemi distinguo, ma al mo- di altra natura. Silvi, non a caso, è l’unica località costiera a disporre di una “bau beach”. Intanto, esiste una specifica ordinanza dell’Autorità mento della discus- marittima che vieta transito e presenza dei cani a meno che non sussione della mozione sistano precise indicazioni topografiche. Silvi ha potuto farlo perché la ha chiesto di rivede- spiaggia per cani insiste in una zona priva di strutture come camping, abitazioni, hotel ecc. (la zona, infatti, è all’estremo sud, zona Silville, in re quella scelta per prossimità dell’alaggio barche e di opere di difesa marittima). Le uniche garantire un’ampia zone di Giulianova, che ha un’estensione di litorale minore rispetto a Silvi spiaggia libera ai cit- e intensamente urbanizzata, è a sud o a nord, ma, nei pressi insistono i tadini dell’Annunzia- camping, e quindi l’Autorità marittima non darebbe il suo assenso. A meno che non si opti per zone interne dell’area fluviale. Questo è quanta ed ha proposto di to. Sperando di essere stato esaustivo, nei limiti delle mie conoscenze e individuare un sito al- competenze, colgo l’occasione per porgere distinti saluti. Sandro Galantini, capo di Gabinetto. ternativo e più adatto.


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Parliamone

Doppia stangata alle attività produttive Aumentata di due punti l’IMU agli immobili per le attività economiche Dopo il recente aumento del 30% della TARSU (la tassa sui rifiuti) deciso dall’Amministrazione comunale, ecco la nuova stangata sugli immobili destinati alle attività produttive: l’IMU non sarà dello 0,76% (7,60 per mille) come prevede la legge che disciplina l’IMU ma la Giunta Mastromauro avvalendosi della possibilità di aumentarla l’ha portata allo 0,96% (9,60 per mille). Non va dimenticato, poi, che già lo scorso anno ci fu il raddoppio della COSAP (tassa di occupazione del suolo pubblico) per tutte le attività commerciali della città. Possibile che in Comune non sappiano che la crisi morde anche a Giulianova? Che l’elenco delle aziende e dei negozi che stanno chiudendo si allunga ogni giorno di più? Che la disoccupazione cresce e che non si intravvedono misure per la creazione di nuovi posti di lavoro? Che nelle famiglie si vivono grossi disagi? I problemi della crisi economica, ovviamente, non si risolvono solo con decisioni prese a Giulianova ma certamente andrebbero evitate da parte degli amministratori tutte quelle scelte che penalizzano ulteriormente le imprese e le attività commerciali, aggravandone i problemi e mettendo in forse, con la goccia che fa traboccare il vaso, la loro stessa sopravvivenza. Non sarebbe invece opportuno avviare una riflessione che coinvolga le imprese e tutti gli operatori economici per una strategia efficace sul futuro dell’economia locale che forse proprio per avere un futuro dovrà cominciare a muoversi nel senso della sostenibilità?

Ma lo sanno cosa vuol dire parlare di sostenibilità i nostri amministratori? Le decisioni di aver autorizzato la nascita di un nuovo centro commerciale (perché alla fine il risultato sarà quello) nel primo lotto nell’area ex SADAM (l’unico a partire per il momento, il resto, al di là dei proclami, è tutto fermo!); la chiusura del mercato coperto come sede della vendita dei prodotti agricoli locali (che ha costretto gli operatori del mercato delle erbe di piazza Dalla Chiesa a stare all’aperto e senza servizi igienici!); la cementificazione di luoghi di pregio; il grande consumo di suolo che distruggerà terreno fertile e mortificherà il bel paesaggio giuliese, previsto nella Variante al PRG, autorizzano a propendere per il no. Una guida politico-amministrativa colta e innovatrice intuirebbe che se si continua a spianare la strada ai centri commerciali i piccoli negozi soffriranno sempre più, fino alla chiusura, causando oltretutto la distruzione del tessuto sociale e della vita, anche nelle zone centrali. Saprebbe che andrebbe tutelata invece, la rete commerciale al dettaglio esistente, magari rafforzandola con la costituzione di centri commerciali naturali. Avrebbe ben chiaro, inoltre, che

di Franco Arboretti

l’agricoltura a km. zero, meglio ancora se biologica, è un settore che potrebbe dare, se ben incentivato e favorito, reddito e nuova occupazione. Avrebbe appreso che i fattori decisivi per il successo di una località in campo turistico sono la qualità ambientale e la qualità della vita, cioè bellezze paesaggistiche, beni culturali, arenile ampio, mare e fiumi puliti (e non solo batteriologicamente), verde urbano, piste ciclabili, isole pedonali, iniziative culturali di rilievo. E saprebbe che poi, ovviamente, una volta che il turista ha scelto la meta, diventa molto importante avere anche servizi ricettivi e turistici di qualità per fidelizzarlo. Saprebbe in fatto di economia e sostenibilità molto altro, ma ne parleremo più approfonditamente in altra occasione. Ora torniamo al punto da cui siamo partiti. Il nostro Comune è in grave sofferenza finanziaria e i nostri amministratori, in genere, ne danno la colpa al governo di turno che taglia i trasferimenti agli enti locali. In parte questo è vero. Ma è solo una parte della verità. Non dicono invece che: 1) Nelle casse del Comune non entrano tutte le spettanze previste dalla legge (si tratta di svariati milioni di euro non chiesti nel corso del tempo ai poteri forti e alle fasce sociali più facoltose). 2) La spesa galoppa da anni senza controllo particolarmente nella gestione dei rifiuti, anche qui si tratta di milioni di euro. Il Bilancio di un Comune deve essere, però, sempre in pareggio e l’Amministrazione, non ponendo rimedio a quanto sopradetto, oltre a vendersi i gioielli di famiglia, aumenta le tasse locali!


Voci dai quartieri

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Opere incompiute a Colleranesco di Andrea Palandrani

Le parole hanno un peso se sono seguite dai fatti, altrimenti è chi le pronuncia a perdere di credibilità. Isola ecologica, zona industriale, mercato di prodotti tipici ed agricoli in piazza, conduttura fognaria, sono alcune opere annunciate e incompiute a Colleranesco. Si parla da anni dell’imminente apertura dell’isola (o stazione) ecologica, elemento di fondamentale importanza per una buona raccolta differenziata. A più riprese il sindaco Mastromauro ha dichiarato di voler rivitalizzare la zona industriale di Colleranesco, in particolare l’ex Saig, ma nulla più che proclami. Su proposta della associazione “Il Cittadino governante”, il Consiglio comunale ha approvato, mesi or sono, l’istituzione di un mercato rionale nella piazza di Colleranesco, ma tutto ancora dorme tra i lacci delle carte comunali e la speranzosa at-

tesa dei cittadini. Isola Ecologica: la realizzazione e l’apertura di una stazione che garantisca quotidianamente la possibilità di conferire tutti quei rifiuti così detti ingombranti e quelli non inclusi nella raccolta differenziata, è di norma uno degli atti preliminari per un efficace raccolta “porta a porta”. Sebbene Giulianova, sulla scorta delle indicazioni europee, abbia avviato la raccolta differenziata sin dal 2007, la stazione ecologica resta un miraggio condito dalle chiacchiere degli innumerevoli comunicati stampa dell’Amministrazione, come il seguente del remoto 11 settembre 2009: Giulianova “conquista” il diritto di primogenitura tra i tre progetti di stazione ecologica previsti, oltre appunto che a Giulianova, a Roseto degli Abruzzi e a Morro d’Oro. A dare la notizia il sindaco Francesco Mastromauro e il vice-sindaco ed assessore all’Ambiente Gabriele Filipponi, i quali sottolineano come i lavori per l’innovativo impianto, che troverà collocazione nell’area industriale di Colleranesco, siano stati già appaltati grazie ad un finanziamento ottenuto dalla pas-

sata Giunta regionale. “Si tratta di un impianto fondamentale per ottimizzare la gestione dei rifiuti cittadini, oltretutto il primo della provincia, o almeno del comprensorio, ad essere stato autorizzato ed appaltato”, rilevano Mastromauro e Filipponi. “L’autorizzazione alla stazione ecologica esisteva per vero dal 2008 – rammentano il sindaco e il suo vice – ma per la vicinanza del costruendo impianto al metanodotto si è avuta la necessità di mettere mano ad una variante rispetto al progetto iniziale, le cui procedure sono state seguite da noi insieme con il CIRSU”. Nonostante il grave ritardo, ad oggi risulta realizzata una parvenza di isola ecologica (ancora chiusa) sacrificando un terreno agricolo di proprietà del Comune nei pressi della zona industriale, mentre attorno abbondano aree e capannoni in disuso. Si tratta, per ora, di una colata di cemento ed una vuota e desolante tettoia, sita lungo via Mulino da capo con un ingresso stretto e scomodo, le cui dimensioni sono davvero esigue, neppure la metà della stazione di Pineto. Insomma un’opera fatta in tutta fretta per non perdere il contributo regionale, ma quanto tempo sprecato. segue a pag.15


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La pagina della cultura

Paolo De Lucia, storico e teorico della filosofia di Leo Marchetti

Il giovane docente giuliese insegna Storia della Filosofia all’università di Genova dove svolge – dopo un periodo all’Università Cattolica di Milano – la propria attività didattica e di ricerca. Fin dai primi anni del suo impegno, De Lucia si è fatto apprezzare dalla comunità scientifica per una feconda attività nel campo della critica storica e per la sua costante rivalutazione di una tradizione italiana, di matrice cattolica, talvolta posta ai margini dell’indagine speculativa dell’accademia. In realtà lo studioso, con evidente specialismo, rintraccia, coerentemente con le proprie convinzioni teologiche, un percorso sul pensiero degli hegeliani italiani – da Rosmini a Gioberti, da Sebastiano Maturi a Pasquale D’Ercole e allo stesso Manzoni – secondo un filo rosso che tiene conto dell’esistenzialismo, del platonismo e della dualità kantiana. Voglio segnalare tre libri dell’autore che ho avuto il piacere di leggere e

che in pochi anni collocano De Lucia fra gli studiosi più consapevoli del canone occidentale quale premessa al discorso a tesi che sostiene: L’istanza metempirica del filosofare, del 2005, La via verticale, del 2010 e La ragione nei limiti della pura rivelazione, del 2012. Nel primo l’autore partendo dalle riflessioni di Bertrando Spaventa, Gentile e Donato Jaja, sostanzialmente critiche, stabilisce una originalità di Rosmini fondata sulla sua concezione dell’ “essere ideale” quale precondizione all’idea di un soggetto infinito che vede la mente separata dall’essere. Nel La via verticale ugualmente si sostiene una “sovraesistenza divina” a partire dalle perfezioni ravvisabili nel creato, idea da cui far discendere una prospettiva teologica al posto del nichilismo che tanta fortuna ha avuto nella filosofia contemporanea da Nietzsche a Sartre, ai neopragmatisti. La “ricostruzione verticale dell’esistenza” rappresenterebbe proprio questa consapevolezza escatologica. Il terzo libro, appena pubblicato con Aracne editore, è dedicato alla figura e alla filosofia di Vincenzo Gioberti, il “prete di Torino” come lo chiamano confidenzialmente gli esegeti, che tanta parte ha avuto nella elaborazione teorica del Risorgimento italiano. Partendo da una concezione clas-

sico-cristiana (Platone, Parmenide, Rosmini, Vacherot) Gioberti, com’è noto, stabilisce un “primato degli italiani” fondato antropologicamente sulla continuità della stirpe e della Chiesa. Inutile dire che una simile teoria, ricostruita magistralmente da De Lucia, crea le condizioni per un neoguelfismo italiano che porterà nei tempi lunghi (dopo il fallimento moderato nel Risorgimento) al Concordato fra la Chiesa e lo Stato. Non possiamo che rallegrarci con Paolo De Lucia che onora la nostra città con le sue approfondite ricerche sulla scia, fatte le dovute differenze teoretiche, di un altro eminente giuliese come Gaetano Capone Braga, un post-hegeliano che definiva la sua posizione “realismo teistico integrale”.


Primo e secondo

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Trebbiano d’Abruzzo, grande vino

Scegliere un bianco come migliore vino italiano dell’anno è inusuale, scegliere un Trebbiano d’Abruzzo è quanto meno stupefacente. Lo ha fatto una qualificatissima giuria di esperti, non una di quelle che distribuiscono premi a pagamento, ma un gruppo di degustatori professionisti che dopo aver selezionato 160 vini delle migliori aziende italiani ne hanno scelto 50 per la finale; tra questi tutte le grandi firme del panorama vinicolo italiano: i grandi toscani, Sassicaia, Ornellaia, Biondi Santi; i piemontesi Mascarello, Conterno, la Franciacorta di Ca’ del Bosco e Bellavista; il Trentino di Ferrari e tante altre grandi case che hanno fatto la storia del vino italiano.Ha vinto l’Abruzzo, ha vinto Valentini con il suo Trebbiano 2007, vino sontuoso venduto a cinque anni dalla vendemmia e capace di viverne, migliorandosi nel tempo, almeno altri 30. È un caso unico quest’azienda, non è paragonabile a nessun’altra, per le caratteristiche organolettiche dei suoi vini in particolar modo, per la rigorosa attenzione alla qualità - il loro

Montepulciano non è sul mercato da diversi anni perché le annate non sono state ritenute all’altezza - ma anche per la capacità di vendere ogni anno tutto il prodotto senza bisogno di nessuna azione di marketing . Nel 1984, appena iniziai ad occuparmi del ristorante, telefonai ad Edoardo Valentini per acquistare del vino e la sua risposta mi lasciò di sasso: “il suo ristorante è famoso per la cucina ma non per la cantina, vada a studiare e ripassi tra qualche anno”. Fu quello che feci, e una brusca risposta si trasformò in uno dei migliori consigli che io abbia mai avuto nella mia vita professionale e sarò sempre grato allo scomparso Edoardo per i tanti insegnamenti che nel tempo ha voluto concedermi onorandomi di frequentare il mio ristorante. E sono grato al figlio Francesco che adesso conduce l’azienda con lo stesso amore e rigore stilistico, sempre vicino alla Terra mai vicino al mercato. Uso le parole di Daniele Cernilli, eminente degustatore e critico, per descrivere il vino che ha vinto il prestigioso premio: “Francesco, con il Trebbiano ’07, ha dato dimostrazione di avere perfettamente compreso la lezione di suo padre, e ci offre un bianco indimenticabile ed emozionante, al quale non darò punteggio, perché è forse il più grande mai fatto. Colore giallo dorato chiaro, profumi inconfondibili, con note di pasta di olive verdi, fiori di campo e susina gialla, accenni affumicati, che lo porteranno a toni terziari e minerali in

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di Andrea Beccaceci

breve tempo. Equilibrio teso all’assaggio, con una componente di acidità molto evidente che accompagna la silhouette gustativa fino ad un finale sottile ma molto persistente. L’idea che dà è quella di essere decisamente giovane e che potrà invecchiare per decenni, come ben pochi bianchi italiani riescono e riusciranno a fare.” Abbiniamo il Trebbiano 2007 con la “Carbonara di Zafferano dell’Aquila” dell’ottimo ristorante di Daniele Zunica a Civitella del Tronto.

Carbonara di zafferano dell’Aquila Ingredienti:

400 g di SpaghettOro Verrigni 4 uova bio Melampo 100 g di guanciale di Campotosto 1/2 cipolla rossa Pepe q.b. 50 g di Parmigiano Reggiano Pistilli di zafferano dell’Aquila q.b. n. 5 noci sgusciate Sale q.b

Preparazione:

Rompi le uova e utilizzane 2 senza albume. Sbatti le uova, aggiungi un “goccio” di latte, parmigiano, pepe, pistilli di zafferano. In una padella scalda l’olio extra vergine (poco!!) e aggiungi la cipolla alla julienne e il guanciale tagliato a “listelli”. Una volta rosolato il tutto, spegni il fuoco e aggiungi le noci tritate. Versa gli spaghetti (già cotti in acqua bollente e al dente) nella padella. Aggiungi la salsa di uova e salta il tutto fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo. Alcuni pistilli di zafferano per decorare il piatto e…. buon appetito!


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GiuliaViva anno II n.20

Interferenze artistiche

Charlie Chaplin. Tempi odierni

Sono trascorsi ben 122 anni dalla nascita di Charlie Chaplin, meglio noto come Charlot, ma l’attore protagonista di tante pellicole non smette di incuriosire e affascinare l’immaginario collettivo. Il “vagabondo” veste abiti fuori misura ma ha maniere gentili ed è una persona per bene pur con le sue ingenuità, ciò nonostante deve subire le ingiustizie di una società sempre più fredda e materialista in cui il calcolo e l’opportunismo la fanno da padroni. Il caro Charlot non è calcolatore, non è opportunista, vive alla giornata, non ha ambizioni o mete da raggiungere, gli bastano un fiore e un inchino per essere cortese e rimediare a certe defaillance. L’uomo moderno fa progetti e lavora per assicurarsi il futuro a cui agogna, Charlot invece è

l’emblema della spontaneità, è un personaggio che è contento anche se non possiede nulla e non si pone obiettivi per il domani che fa paura il più delle volte, come in Tempi Moderni film capolavoro del 1936. Gli ingranaggi della fabbrica dove lavora l’operaio Chaplin a un certo punto vanno in tilt, non c’è modo di fermarli e la produzione impazzisce. Chaplin manomette il quadro-comandi e poi si “tuffa” letteralmente all’interno della macchina ma è ingoiato dalla catena di montaggio. Riesce finalmente a liberarsi e spruzza il lubrificante sui presenti che hanno assistito alla scena. Chaplin viene dichiarato pazzo e rinchiuso in una clinica. Dimesso dall’ospedale raccoglie una bandiera di segnalazione caduta da un mezzo transitato poco prima e la agita per richiamare l’attenzione dell’autista, senza accorgersi che un corteo di disoccupati sta marciando e brandisce delle bandiere come la sua. La polizia disperde i manifestanti e arresta Chaplin ritenuto

di Antonio D’Eugenio capo dei dimostranti. Rinchiuso nel penitenziario ingerisce senza rendersene conto una sostanza dopante e fa fallire il tentativo di rivolta di alcuni galeotti. Alla fine guadagna la libertà con tanto di lettera di presentazione che attesta le sue qualità. La metafora della macchina con gli ingranaggi impazziti non è lontana dal turbinio della vita contemporanea, ci si sforza di stare al passo con l’evoluzione e lo sviluppo della società ma si rimane spesso intrappolati (come Chaplin nella macchina) dagli “ingranaggi” dello stress. Poi senza rendersene conto si è “fagocitati” dai problemi della massa, si cerca di rimanere fuori dal circolo chiuso ma la realtà che ci circonda è come un fiume in piena che trascina tutto quello che incontra, non ci si può sottrarre alla sua potenza, fino a essere trattati come pupazzi, inermi di fronte alla superiorità degli eventi. Chaplin da grande interprete ci dà una grande lezione: l’uomo comune è una marionetta per la società, vorrebbe rispettare le regole invece è manovrato dalle regole stesse mentre il vagabondo è libero di gestire la sua esistenza come meglio crede perché non rispetta regole o leggi, sembra un emarginato ma non lo è, è bensì padrone della propria esistenza.


Dove Cosa Quando Prime visioni

di Stefania Sacchini

Total Recall – Atto di Forza “Total Recall – Atto di Forza” è tratto dal racconto di Philip K. Dick ed è già stato portato sullo schermo in una versione del 1990 dal regista olandese Paul Verhoeven con il nome “Atto di Forza” interpretato da Arnold Schwarzenegger e che è diventato un autentico cult anche se col racconto di Dick condivideva solo la parte iniziale. “Total Recall – Atto di Forza” è diretto da Len Wiseman ed interpretato da Colin Farrell, Kate Beckinsale, Jessica Biel, Bryan Cranston e John Cho. In questa pellicola, a differenza della prima non c’è alcun viaggio nello spazio, né una nave spaziale che servirà come mezzo di trasporto per arrivare su Marte, ma un congegno che permetterà di portare le persone da un pianeta all’altro. In programmazione dall’11 ottobre

Concerti mostre ed eventi Il circolo “Il Nome della Rosa” Venerdì 12 ottobre ORE 21,30

NARRATIVA “IL DIAVOLO ALL’INCROCIO” Incontro con: Nicola CATENARO Presenta: Galaad Edizioni

L’Officina l’Arte e i Mestieri Piazza Dante Venerdì 12 Ottobre ALESSANDRO FIORI

Domenica 14 ottobre ORE 21,45 CINEMA“AUDITION”“Takashi MIIKE - 1999��� Presenta: Roberto IACONI

Venerdì 19 ottobre ORE 21,30 SEMINARIO “GESTALTICA-MENTE” Presenta e cura: Pierangela VALLESE

Venerdì 19 Ottobre Jenn Kelly(Brooklyn / Berlin)

Premio Gianni di Venanzo La 17^ edizione del Premio Internazionale per la Fotografia Cinematografica “Gianni Di Venanzo” di Teramo si svolgerà dal 7 al 21 Ottobre 2012. Il premio, ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Teramo Nostra, è dedicato ai Direttori della fotografia e agli Autori della fotografia cinematografica. Quest’anno il tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro sarà il Presidente Onorario del Premio.

Biagio Antonacci a Pescara Biagio Antonacci, sbarcherà a Pescara nel prossimo autunno per proporre le canzoni del suo ultimo cd “Sapessi dire no” nonchè i grandi successi di una carriera lunga oltre vent’anni. L’appuntamento è per il prossimo 18 ottobre al Pala Giovanni Paolo II, a partire dalle ore 21.

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Contro la dittatura dei mercati Titolo: “Manifesto per la terra e per l’uomo” Autore: Pierre Rabhi Casa editrice: Add Editore Pagine: 176 Prezzo: € 15,00 Scritto da Pierre Rabhi, un personaggio straordinario, di lui si è detto che è un «contadino poeta», un uomo che «respira con la terra», «un pioniere del futuro possibile». A poco a poco, Rabhi inizia la sua attività di uomo pubblico diffondendo l’agroecologia: zero fertilizzanti, zero pesticidi, gestione parsimoniosa dell’acqua. Questa tecnica dimostra che si può conciliare necessità di sopravvivenza e rispetto della natura. Negli anni ’90 crea l’associazione Terre & Humanisme per la trasmissione dell’etica e della pratica agroecologica e lancia nuove iniziative in Niger, Mali e Marocco. Oggi è una delle figure di riferimento per la cura e la tutela della terra. Questo libro è il suo manifesto ed è il regalo che Rabhi ha fatto alle generazioni future.

Pubblica utilità Farmacie di turno 6/7 ottobre Farmacia Comunale 8/14 ottobre Farmacia Del Vomano 15/20 ottobre Farmacia Marcelli Guardia Medica festiva e di urgenza Tel.: 085.8020362 Ospedale Civile Via Gramsci 085.80201 Pronto Soccorso 085.8020238 085.8020366 118 085.8020442 / 085.8020373 Croce Rossa Via Simoncini, 41/A 085.8007733 Consultorio Familiare Via Ospizio Marino 085.8020816 Polizia Veterinaria Pronto Intervento 085.8020818 (08.00-20.00)


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Qualche domanda a ...

Georgia Tribuiani Abbiamo l’opportunità di essere in un luogo magico e, perché no, pieno di poesia, un caliscendi del porto. Il rumore del mare, le onde, la luce. In questa meraviglia incontriamo una carissima persona, tornata da Los Angeles, che ama il posto che l’ha vista crescere e fatta tornare attraverso una splendida mostra, realizzata a L’ARCA di Teramo, Georgia Tribuiani. Formatasi al Liceo Artistico di Teramo, ha ampliato la sua cultura artistica ad Urbino presso la Scuola di Scenografia dell’Accademia. La mostra attuale è un coronamento delle sue capacità espressive; è stata protagonista, anche, tra i giovani selezionati da Vittorio Sgarbi per la biennale di Venezia, con l’installazione La Tempesta di Shakespeare. Georgia, cominciamo col parlare del periodo del Liceo Artistico. E’ stato importantissimo per me, mi ha dato l’opportunità di scoprire e sperimentare il linguaggio artistico, uscendo dal mio guscio. E’ stata la mia prima esperienza fuori Giulianova ed ho potuto confrontarmi con altre realtà, scoprendo la musica, l’arte ed un mondo che mi ha arricchito, grazie anche ad ottimi insegnanti che ho potuto re-incontrare all’opening della mostra. Lodi a vicenda, io per gli stimoli ricevuti, e loro per la mia curiosità e voglia di apprendere. Quando ho scelto l’università, avevo molta paura, forse perché provenivo dalla provincia. Però l’Accademia di Belle Arti di Urbino è un gioiello, per la qualità delle lezioni. Lì ho scoperto di possedere un ottimo bagaglio culturale, che avevo acquisito al Liceo Artistico. Bisogna riconoscere che la tua creatività è diversa da altre viste a Urbino. Tiravi fuori progetti originali, sorprendendo spesso gli insegnanti. Riuscivi a farci vedere in

di Umberto Palestini

maniera creativa le tue esperienze e conoscenze. D’altra parte scenografia era un laboratorio che puntava a questo. Il laboratorio di scenografia è un vero e proprio laboratorio teatrale. L’aula è di fatto un palcoscenico, con dietro le quinte tutto un mondo, la falegnameria, l’attrezzeria. Per me era un sogno, era come arrivare a Disneyland. Si potevano immaginare e realizzare le proprie idee. Urbino era una delle poche sedi dove si potevano realizzare cose importanti, dal testo alle scenografie. In estate avevamo l’opportunità di poter collaborare per il Rossini Opera Festival. Ricordo che mi chiesero in un’intervista quale fosse stato il mio primo approccio all’animazione, alla motion graphic. I miei ricordi erano andati, non al computer, ma alla messa in scena di uno spettacolo ispirato al teatro del Bauhaus, con sagomatori, proiettori, attori vestiti di nero. Avevamo creato un’ora di animazioni con forme essenziali, che sono gli elementi con cui dialogo quando mi occupo di motion graphic. A Roma lavori poi con canali televisivi, in un universo che ti vede protagonista. Anche lì, la cultura “classica” ti ha aiutato, per poi approdare alle nuove tecnologie, più strumento che fine. Non mi sono mai ritenuta una persona “tecnologica”, ho sempre cercato nel cassetto del mio

Sul nostro sito www.giuliaviva.it il video dell’intervista background culturale. Il software è un semplice mezzo. Il mio processo creativo parte dal disegno, dalla ricerca visiva. Nella pubblicità cerco di “rubare” all’Arte, reinterpretandola per renderla più semplice e trasmetterla alle masse. O comunque cerco di creare una comunicazione non banale, senza ripetere modelli già utilizzati. E’ per me importantissimo arricchire la mia cultura visiva, frequentando molte mostre, perché gli artisti anticipano il futuro. Troviamo una tua esperienza anche legata al cinema. Il tuo lavoro viene notato da Kyle Cooper, perchè ti ha voluto? Anche lui fa parte della vecchia scuola, i titoli di “Seven” di Fincher sono precedenti all’avvento dei computer. Io mi ritrovavo nel suo processo creativo. Quando mi ha chiamata, sentendomi lontanissima dalle tecnologie d’avanguardia, gli ho fatto presente che forse c’era un abbaglio. Mi ha risposto che mi aveva contattato per la parte creativa dei miei lavori. In USA c’è un approccio diverso col lavoro, con maggiore specializzazione. Mi ha detto che avrei curato essenzialmente la parte creativa dei progetti. L’ultima tranche del tuo percorso ti porta ad essere regista, approdando allo studio Psyop, con sedi a NY e LA, uno dei maggiori studi di pubblicità, anche televisiva. Il passaggio è stato molto naturale, per la regia. Anche i budget aiutano le idee a respirare. Sei partita dalla provincia Italiana per arrivare a Los Angeles, cos’è per te? Non è un punto d’arrivo. Spero che il mio percorso dia anche ad altri ragazzi la speranza e la fiducia nei risultati. E’ importante intraprenderlo e crederci, evitando la mediocrità per poterci confrontare con quelli più bravi di noi, e migliorarci.


A tutto sport Le medaglie dell’Ecologica G

Annalisa Minetti, medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Londra nei 1500 mt, ha scelto, come luogo di preparazione per l’importante impegno, la pista del campo di atletica “ G. Massi” -Zona Orti; qui, insieme al suo allenatore Andrea Giocondi (atleta dai trascorsi olimpionici e mondiali), ha trascorso, nel completo anonimato, quindici giorni d’intensi allenamenti. Du-

Aria di maretta La stagione è appena iniziata ma l’aria è già elettrica intorno alla squadra e soprattutto al suo allenatore: la tifoseria che non è soddisfatta del non brillante avvio di campionato che pone il Giulianova a metà classifica mentre tutto l’ambiente si aspettava di veder già primeggiare la squadra. La campagna acquisti è stata importante poiché sono arrivati calciatori che, per la categoria, potevano assicurare potenzialità al di sopra delle avversarie. Ma il calcio non è matematica e non è detto che una squadra forte sulla carta si trasformi in un rullo compressore in campo. Quale ingrediente manca al Giulianova per fare il salto di categoria? Tantissimi puntano il dito sulla figura che spesso

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di Giancarlo de Falco

rante la sua permanenza Annalisa Minetti ha tenuto a battesimo la 12^ edizione del Meeting Nazionale Città di Giulianova, organizzata magistralmente dall’Ecologica ”G”. La manifestazione annovera tra i suoi partecipanti atleti come Andrew Howe, Assunta Legnate, Fabrizio Donato. In questa edizione gli atleti locali che hanno conseguito risultati sono stati: Alessia Giuliante, vincitrice dei mt. 80 hs. e nel salto in lungo; Niza Premegi, vincitrice del salto in alto; Marco Pignelli e Gianluca Ciccolone, protagonisti nel salto in lungo e nei mt. 100 hs. Il maestro dello sport Marco Ettorre, già ostacolista di livello nazionale, è la figura di riferimento del settore agonistico, mentre il prof. Silvano Del Grosso, coadiuvato dalle istruttrici Adalberta Chiodi, Ludovica

Amante, Francesca Giovannini e dal veterano Luigi Chiodi, curano “ la scuola di atletica leggera “. L’associazione è sempre viva e dinamica e costituisce non solo un importante punto di riferimento provinciale per tutti i giovani che vogliono avvicinarsi all’affascinante mondo dell’atletica leggera, ma anche per le diverse manifestazioni di corsa su strada, la più classica delle quali, giunta alla sua 33^ edizione, è la “ Pnnzì e pngnò a Ggiliè”. L’associazione vanta il riconoscimento del Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Teramo come una fra le dieci realtà più attive e meritevoli. A tutti i giovani rivolgo l’invito a fare atletica, perché essa è alla base di qualsiasi altra disciplina sportiva.

di Daniele Adriani viene individuata come la più “sacrificabile” quando le cose non vanno per il verso giusto, cioè il mister. Abbiamo già fatto un’analisi per indicare quali, secondo noi, sono i fattori più critici e siamo ancora convinti che ci sono tutte le possibilità per avere un altro passo con tutte le forze che attualmente compongono il Giulianova calcio. Nel frattempo cominciano anche i campionati del settore giovanile, le squadre impegnate nei tornei regionali sono quelle dei Giovanissimi, degli Allievi, e della Juniores d’Elite. La speranza è che da queste squadre possano emergere giovani forti calciatori che possano entrare nel giro della prima squadra e magari poi fare un’im-

portante carriera. Anche per quest’anno saranno costretti ad accontentarsi del fondo non idoneo del Castrum. Gli appelli sembrano cadere nel vuoto, così non li facciamo più, ognuno renderà conto per ciò che gli compete. Anche per il Colleranesco il campionato di Prima Categoria non è iniziato nel migliore dei modi, con una sconfitta in casa contro il Bellante, ma ci sarà sicuramente tempo per rifarsi.


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Inviateci le vostre lettere, segnalazioni o foto a: ditelo@giuliaviva.it

Buio pesto Da tempo non percorrevo la salita Monte Grappa: mi è capitato di farlo alcune sere fa, quando ormai era buio, e non è stata un’esperienza piacevole. Lungo tutta la scalinata sono accese solo due luci e per lunghi tratti non si vede ad un palmo dal naso. Si rischia ad ogni passo di finire per terra, oltre al pericolo di incontrare qualche malintenzionato, favorito dall’oscurità. Costa molto qualche lampadina? S. L.

GiuliaViva

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Ditelo@GiuliaViva.it Si prega cortesemente i nostri gentili lettori di contenere in termini di spazio i loro contributi, al fine di garantire una più ampia partecipazione ed evitare spiacevoli tagli.

Quando arriva il km 0?

Numero Verde In risposta alle difficoltà riferite dai nostri lettori nel contattare l’ecosportello per le prenotazioni per il ritiro dei rifiuti ingombranti si segnala che dal marzo scorso, sul sito del Comune di Giulianova, è indicato il nuovo numero verde a cui fare riferimento:

Cara GiuliaViva in molti abbiamo pensato: “finalmente arriva il km 0, non solo a parole, ma come proposta concreta”. C’era da aspettarselo che sareste stati voi del Cittadino governante! D’altra parte era già nel vostro programma la consapevolezza dello stretto legame del nostro territorio con la produzione agricola: diminuzione dei passaggi nella catena di distribuzione, rispetto della produzione stagionale e tutela dell’economia locale, consentono, oltre che una migliore qualità, un prezzo più equo sia per chi compra che per chi vende. E di questi tempi ... Ora che anche la Comunità Europea ha previsto nei suoi programmi la promozione di forme di consumo che riducano la distanza tra produttori e consumatori, cosa aspetta l’Amministrazione, che pure in Consiglio comunale ha approvato la proposta già da tempo, a far partire il mercato settimanale di Colleranesco? Grazie dell’attenzione e buon lavoro. Lucilla

Malcostume

Gentile redazione, passeggio spesso in Via Gasbarrini e noto spesso auto parcheggiate in doppia fila così come moto e bici che intralciano il traffico, un malcostume da sempre, tanto che a volte si è costretti a circolare a senso unico alternato specie la domenica mattina. Non ho mai visto un vigile da quelle parti per togliere questo brutto vizio agli automobilisti, e la stessa cosa accade in Via Gramsci vicino via Bompadre. Qui parcheggiano di traverso a spina di pesce e alcuni occupano addirittura anche lo stop che viene dal cimitero creando disagi a chi deve uscire. I vigili nulla possono? Caiodentato


Opere incompiute a Colleranesco segue da pag.7

Zona industriale: anziché recuperare siti abbandonati o zone da bonificare i fabbricati di nuova costruzione avanzano progressivamente in direzione dell’abitato consumando in maniera scellerata nuovo territorio e turbando, per di più, l’atmosfera di un quartiere residenziale con un fastidioso rumore di sottofondo. “Presto ci sarà un’area con attività industriali, commerciali ed artigianali: è quanto annunciato dal sindaco Mastromauro durante la conferenza convocata per presentare l’opuscolo che illustra i primi venti mesi di giunta” si leggeva in un articolo del 24 febbraio 2011. Inoltre, un comunicato stampa dell’ufficio di staff recitava: Ex Saig. Prevista bonifica dell’area con ampie zone verdi e nuovi insediamenti produttivi. […] In ogni caso – conclude il sindaco – dopo anni di degrado, ecco finalmente un progetto per la riqualificazione dell’area, previsto nel programma “Giulianova 2020”, sul quale la maggioranza ha lungamente lavorato coinvolgendo il privato per raggiungere l’obiettivo. Sul progetto, protocollato, ci sarà quindi l’istruttoria da parte dell’Ufficio tecnico: sarà poi mia cura presentarlo in maggioranza a metà giugno così da sottoporlo all’attenzione del Consiglio per l’eventuale approvazione” (19 maggio 2011). Ovviamente ancora un nulla di fatto. Per concludere, alcuni anni fa l’Amministrazione Ruffini-Mastromauro si è preoccupata di realizzare una conduttura fognaria di collegamento (50 metri circa) tra la parte ovest e la parte est della strada Nazionale per Teramo nei pressi della chiesa di S. Giuseppe. Infatti, le abitazioni di quella zona presentano condotti che defluiscono a cielo aperto nel greto del fosso cementificato limitrofo, provocando esalazioni nocive e sgradevoli. Il lavoro compiuto risulta, purtroppo, del tutto inutilizzabile causa un errato calcolo della pendenza che ha fatto sbucare la tubatura al di sopra del previsto innesto. Chissà chi ha pagato un’opera pubblica inservibile (circa 25 mila euro)? Chissà chi avrebbe dovuto controllare? Chissà quale il destino dell’abitato? Ovviamente domande retoriche.



GiuliaViva anno II n.20 del 6 ottobre 2012