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Associazione Culturale Giu*Box, Napoli Giovanni Barba Vincenzo Chirichella Michele del Vecchio 2010 - Associazione Culturale Giu*Box, Napoli 2010 - Tutti i diritti di sfruttamento dele foto sono dei rispettivi proprietari Dicembre 2010, Napoli

Associazione Culturale Giu*Box - Scuola di Fotografia Via G. Bonito 21/b - 80129, Napoli ITALIA www.giubox.it - info@giubox.it


Associazione Culturale Giu*Box Scuola di Fotografia Napoli presenta:

“SPOGLIAMO NAPOLI” Raccolta di foto-racconti degli allievi del 1° corso di “Fotografia Narrativa” ottobre/dicembre 2010


~ PERCORSI NARRATIVI ~ “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare” recita uno dei più famosi aforismi di Seneca. In fotografia le strade da percorrere, il vento da seguire, sono molteplici e non esiste un unico modo migliore di fare le cose, a patto che però si abbia ben chiaro chi siamo e dove vogliamo arrivare. Questo è accaduto in passato e accade tutt’oggi a Giu*Box: persone con i più diversi vissuti e background culturali arrivano da noi con lo scopo di imparare a fotografare. C’è chi parte da zero e chi ha già un livello avanzato di conoscenza tecnica; tutti però hanno in mente un solo obiettivo: “fare belle fotografie”. Cos’è una bella fotografia? È forse una foto tecnicamente perfetta, una foto carica di pathos, oppure è l’istantanea di un momento irripetibile? Una bella fotografia è, al tempo stesso, tutte queste cose insieme e nessuna di esse; una bella fotografia è tale perché la storia che ci leggiamo dentro merita di essere raccontata. Una foto è più utile che bella, utile perché serve a narrare una storia non con carta e penna, ma con luce e macchina fotografica. Fotografia, l’avrete sentito mille volte, è una parola che deriva dal greco e letteralmente vuol dire “scrittura con la luce”. Ecco, questo è una fotografia, una storia per immagini. Il fotografo lungo il suo cammino, il suo percorso narrativo, legge il mondo e lo riscrive a modo suo con le sue foto e con quelle costruisce un racconto, con una singola foto o con una sequenza poco importa, la cosa fondamentale è che il messaggio sia leggibile, limpido, luminoso. A Giu*Box, appunto per questo, oltre a insegnare la tecnica fotografica di base, cerchiamo di instillare nei nostri allievi una sorta di visione critica di ciò che si fotografa, quella che da qualcuno è stata definita “percezione visiva”: più che un “cosa guardare” è un “come guardare” per far sì che il messaggio sia chiaro. Questa raccolta nasce dall’esigenza di dare la giusta visibilità ai foto-racconti degli allievi del 1° Corso di Fotografia Narrativa, inserendoli in un volume nella loro versione completa. È la foto-storia di un gruppo di persone che da percorsi diversi si sono ritrovate a Giu*Box e per qualche tempo hanno camminato insieme. Vincenzo Chirichella

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~ SPOGLIAMO NAPOLI ~ “Per favore, mi riattacca il braccio?”. È quella con il nastro rosso attaccato al collo. Quella che ha perso il vestito e siede ritta, accanto alle altre, dietro gli occhiali storti sul naso. Ce ne sono a centinaia come lei. Chi ha perso il braccio, chi la gamba, chi è in attesa di trovare, finalmente, una nuova testa. È un ospedale, ma si curano solo le bambole. Colla, ferro, raso, busti e “Occhi di Plastica” da smontare e rimontare, fino a trovare quelli giusti. Una sala d’attesa, come quella dei rom, pazienti della prossima visita in un ospedale vero, stavolta, ma solo per metà. Il posto in cui adulti e bambini vengono assistiti, in realtà, è il sotterraneo di una vecchia chiesa, nella periferia napoletana, in cui riecheggia un “Gata Gata”, buono buono, con cui le madri rassicurano i bambini. Qui ci sono farmaci gratuiti, strumenti di fortuna, dottori volontari e persone che provano, comunque, a sorridere, nella grande (davvero grande) foto di gruppo. In un ospedale, vero del tutto, è nata una bambina. Si chiama “Alice”. L’aspettavano tutti e ora è lì, anche lei, tra di loro. E’ tanto piccola che negli occhi ci entra intera e che la mano, minuscola, è appena quanto un dito. Dita enormi, invece, creano mondi piccolissimi, è la manualità artigianale. Estremità del corpo, le “Stremani” lavorano, si fermano, si mostrano o, istintivamente, si avvicinano, per andare via insieme. Chi è rimasto solo, invece, difficilmente potrà avvicinarsi agli altri. Succede alle statue, ferme nel rapporto, ma anche alle persone, dinamiche nella solitudine; così, assistiamo a “Relazioni Asimmetriche”. E privo di metrica troviamo “Il Vuoto”, nell’assenza di chi non c’è più, ma ancora sentiamo accanto. L’alienazione è nei luoghi, quelli che si lasciano, per essere riempiti e svuotati ancora. Come gli spettrali lidi napoletani, sulle spiagge de “La Sabbia e L’inverno”. Non sono affatto fantasmi, invece, i pescatori di Pozzuoli, piantati sulla terra e con il “Mare Dentro”. D’asfalto, i barboni che abitano la zona di piazza Garibaldi, al “Capolinea” tra una partenza ed un arrivo, confinati tra l’inizio di un nuovo giorno e sempre ancora la fine di uno vecchio. Come l’”Insomnia”, di chi non distingue più l’alba e il tramonto, e rifà lenta un letto mai sfatto. Un “Notturno” vagare tra effimere sensazioni di libertà è una semplice sbornia che tinge di rosso le cose dai contorni sfocati. Mentre è proprio “In Catene” la forza e la grazia dei cavalli ammansiti, e colori e forme prosperano selvatici ne “I Giardini d’Autunno”. Sono le immagini degli allievi del primo corso di fotografia narrativa, lavori conclusivi del percorso curato dal fotografo Giovanni Barba. Tante storie di un’unica storia quotidiana, piccole narrazioni del proprio vissuto, riportate attraverso il linguaggio fotografico. Un insieme di scatti che restituisce la sensibilità e la ricerca personale del racconto e della comunicazione visiva. Più storie, contestualizzate nell’aperto della città o limitate tra il chiuso delle pareti, per spogliare un tema di attenzione personale o sociale. Sguardi attenti e profondi, dagli occhi, sempre stupiti e nuovi, di chi prova a mettere a fuoco sulla realtà. Maddalena Bovenzi

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~ RACCONTI FOTOGRAFICI ~ a cura di Giovanni Barba

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“RELAZIONI ASIMMETRICHE” di Mauro Frojo

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“OCCHI DI PLASTICA” di Lorenzo Zamparelli

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“ALICE” di Paola Ciannella

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“MARE DENTRO” di Francesca Pappa

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“GATA GATA” di Federica Teresa Luisa D’Elia

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“IN CATENE” di Paola Briganti

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“I GIARDINI D’AUTUNNO” di Claudia Capuozzo

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“STREMANI” di Camilla Panico

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“LA SABBIA E L’INVERNO” di Gaetano De Angelis

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“CAPOLINEA” di Erica Gigante

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“NOTTURNO” di Roberta Colasanti

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“INSOMNIA” di Claudia Chirianni

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“IL VUOTO” di Crescenzo Sala

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Grazie per aver avuto la pazienza di “ascoltarci� ...

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Testi introduttivi: ~/~ ~/~

“Percorsi Narrativi” di Vincenzo Chirichella ...................... pag. [ 5 ] “Spogliamo Napoli” di Maddalena Bovenzi ....................... pag. [ 7 ] I foto-racconti:

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“Relazioni Asimmetriche” di Mauro Frojo .......................... “Occhi di Plastica” di Lorenzo Zamparelli” ........................... “Alice”di Paola Ciannella ..................................................... “Mare Dentro” di Francesca Pappa ...................................... “Gata Gata” di Federica Teresa Luisa D’Elia ......................... “In Catene” di Paola Briganti ............................................... “I Giardini d’Autunno” di Claudia Capuozzo ..................... “Stremani” di Camilla Panico .............................................. “La Sabbia e L’Inverno” di Gaetano De Angelis .................. “Capolinea” di Erica Gigante ............................................... “Notturno” di Roberta Colasanti ............................................ “Insomnia” di Claudia Chirianni .......................................... “Il Vuoto” di Crescenzo Sala ................................................

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Spogliamo Napoli