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PERU' - 8/24 Aprile 1998 Diario di Viaggio


PERU' - 8/24 Aprile 1998 Diario di Viaggio Il gruppo è composto da: Gian Battista e Grazia, Massimo e Antonella, Rosa e Luca, Rossana, Lucia, Stefano, Gianni, David, Laura che, con la nostra mitica guida Celso, fanno un bel 13. 9 Aprile TRASFERIMENTO LIMA CUZCO - RITO IN CATTEDRALE - Q'ENKO, ILLA PATA - GROTTA Incontriamo Don Juan a Cuzco. Ci beviamo del mate di coca per abituarci meglio all'altitudine (3310 mt.) e tra un mate e una sopa, Juan ci fornisce brevemente delle informazioni sulla spiritualità andina e sulla sua ricerca e iniziazione dal suo Maestro Don Benito Qoriwman. Gli andini facevano una doppia ricerca come gli alchimisti medievali. Ricercavano la Luce di Dio e la Luce della Natura allo stesso tempo, simbolizzate da Wiraqocha e Marucancha. Nella Plaza de Armas vediamo, simbolizzato dalla Cattedrale, Wiraqocha la Luce del Dio metafisico della Ande, e simbolizzato dalla chiesa della Compagnia del Gesù, Marucancha la Luce della Natura. Gli Inkas facevano un lavoro collettivo di alchimia che aveva il suo centro in questa piazza. Dal Cuzco (che significa "centro") partivano luci che arrivavano fino alle frontiere del cielo e, in una data precisa dell'anno, si faceva collettivamente una concentrazione di energie. Poi attraverso il processo alchemico tutto veniva ridistribuito all'intero Impero. Ancora adesso i riti si svolgono con una concentrazione di energia pesante digerita e una ridistribuzione dell'energia fine ottenuta. Noi inizieremo la nostra esperienza nella Cattedrale con un rituale di iniziazione al 4° livello dell'Hatun Karpay per diventare "Semi dell'Inka". Il mondo andino divide la realtà in tre parti. Le sfere alte o mondo superiore hanaq pacha, questo mondo kay pacha (e gli Apu sono gli spiriti di questo mondo) e il mondo interiore ukhu pacha dove si trovano i due Inka e dove gli spiriti incominciano a imparare l'arte della reciprocità, l'ayni. Nel mondo superiore c'è solo energia sottile. Nel nostro c'è mescolanza di energia sottile e pesante e in quello interno è presente solo energia pesante. I due Inka che abitano il mondo interno non seppero risolvere una guerra civile, ne rimasero invischiati e persero l'impero. Non essendo più in grado di tramandare nulla ai loro figli, fu dato loro il compito e la responsabilità di insegnare l'Ayni agli esseri inferiori. Faremo scendere energia dal mondo superiore al nostro mondo interno e aiuteremo gli Inka a compiere il loro lavoro. L'Inka ci trasformerà in seme dell'Inka. Possiamo ora entrare nella Cattedrale per la nostra iniziazione. Don Juan ci invita ad


assimilare l'energia primaria maschile dell'icona del Cristo Nero (El Crisro de los Temblores) che in questi giorni che precedono la Pasqua è particolarmente carica. Poi assimiliamo quella femminile dall'Icona della Vergine. Poi appoggiamo la fronte sull'Huevo de Piedra, simbolo di Wiraqocha: in questo modo le energie si fondono insieme. Ci trasferiamo ora sopra le rovine di Q'enko. Questo luogo rituale si chiama Illa Pata e ci disponiamo di fronte a una grande Roca che rappresenta una Nust'a. E' una manifestazione di energia fine femminile: una Principessa. Qui confluiscono le 12 energie dei 12 Apu che sono i guardiani di questo sistema, qui si riuniscono le 12 energie che sono in collegamento con le 12 energie dell'intero Sistema. Ci disponiamo di fronte alla Nust'a. Assieme a Juan c'è una altro sacerdote che si chiama anche lui Juan e ci pongono la loro mesa (il loro "strumento di lavoro") sul nostro qosqo per collegare l'energia della mesa con ognuno di noi. Noi cercheremo di aprire il qosqo e di assorbire tutta l'energia che possiamo. Poi siamo invitati a collegarci con i 4 Apu nei 4 angoli diversi. Il vento ci aiuterà a portare la nostra energia o meglio ad espandere la nostra bolla per un raggio di 140 km. che rappresentano lo spazio gestito dai 4 Apu che abbiamo contattato. Ora ci colleghiamo all'energia del Sole. Successivamente siamo invitati ad abbracciare un albero da noi scelto e ad ascoltare la sua energia, a percepire qualche cosa del passato della nostra famiglia. L'albero collega Cielo e Terra. Torniamo ora a Illia Pata e sulla Roca ad uno ad uno facciamo uno scambio di esperienze con Don Juan. Trasmettiamo l'energia percepita rievocando un momento in cui ci siamo sentiti forti, un momento di successo forza o potere, e poi riceviamo noi questo tipo di energia da lui. Questo scambio reciproco di potere personale si chiama Ayni Karpay. Il Sami è l'energia raffinata; huaca, quella sacra di una persona, un luogo un oggetto; poq'po la bolla di energia e poi c'è la kausay, l'energia vivente soffusa nel mondo. Ormai è buio, la città sotto di noi si illumina, sembra un presepe e la luna ci aiuta nel nostro cammino: è quasi piena. Ci trasferiamo nella grotta dove viviamo un'esperienza con la Terra (Pachamama). Siamo invitati a portare nel nostro cuore le immagini di nostro padre e nostra madre. Cerchiamo di ricordare il più possibile il nostro passato, fino al concepimento. Poi a turno, dal foro sulla sommità della grotta, assorbiamo l'energia pura con la parte frontale. La spina dorsale funge da catalizzatore delle energie pesanti e le trasmettiamo alla mesa di Juan attraverso la base della colonna vertebrale. E' notte fonda ormai e siamo stanchi. Siamo costretti a rimandare all'indomani l'ultimo rito al lago Huasqar.


Venerdì 10 Aprile LAGUNA DI HUASQAR - PISAQ - OLLANTAYTAMBO Oggi faremo germogliare il nostro seme dell'Inka. Siamo pronti per partire e vediamo sull'angolo della strada dei campesiños, cerchiamo di fotografarli di nascosto ma con grande sorpresa scopriamo che sono con Don Juan. Sono 5 sacerdoti andini del villaggio di Q'eros e hanno dai 21 ai 30 anni). Sono al 4° livello di iniziazione e ci trasferiranno la loro iniziazione di Q'eros. Per arrivare hanno fatto due giorni di cammino e passaggi in camion, altrimenti sarebbero 7 giorni di cammino da Q'eros a Cuzco. Andiamo tutti alla laguna di Huasqar. Qui Juan ci racconta più dettagliatamente la storia dei due Inka. Nella grotta ieri abbiamo assorbito Sami (energia pura) e abbiamo lasciato andare la hoocha (energia pesante). Ora riceviamo Sami in tutto il corpo. La nostra spina dorsale funge da connettore e lasciamo che la laguna mangi la nostra hoocha. Quando non ne avremo più, mandiamo Sami all'Inka. Modesto (il sacerdote che ha ricevuto recentemente l'iniziazione ed è stato anche ripreso da una rete televisiva) ci dice che riceveremo l'energia di Huasqarinka e la porteremo nel cuore. Nust'a, Principessa della laguna aiutaci in questo nostro lavoro. Huasqarinka dacci la forza. Ognuno si raccoglie e porta nel cuore la forza dell'Inka e della sua Nust'a (compagna). Con questo rito tecnicamente possiamo dire di essere iniziati al 4° livello di sacerdozio andino e grazie a Modesto non solo con l'iniziazione della vallata del Cuzco ma anche quella di Q'eros. Terminato il rito abbiamo organizzato un bel mercatino sotto il sole: vendevano i loro berretti ricamati, tessuti antichi per le mese, poncho, cordoncini ecc. Proseguiamo lungo il fiume Urubamba. A Pisaq acquistiamo pane, frutta e scatolette per il nostro pic-nic che consumiamo a Pisaq alta. La vista è stupenda, le terrazze erano una volta coltivate con un sistema di irrigazione speciale che permetteva 3 raccolti l'anno. Siamo invitati a entrare nelle fonti a coppie. Sono nicchie di pietra e facciamo passare il Sumi dell'Acqua attraverso la nostra colonna vertebrale e poi la facciamo scendere dal coccige. Il sistema di irrigazione avveniva attraverso un canale solo. I sacerdoti trasmettevano energie dalle fonti più alte a quelle più basse, l'acqua così sacralizzata irrigava piante e campi. Juan potè apprendere questo dal maestro Melchor Deza che gli trasmise questa


informazione. Lo portò in una fonte, il Maestro si mise in quella superiore e gli trasmise dall'alto in basso la sua iniziazione. Entriamo ora tutti in un tunnel nella roccia e assorbiamo dalla parete di fronte il Sumi della Terra. Arriviamo in uno spazio dove ci sono 5 nicchie quadrate collegate con le energie di 5 Apu delle montagne antistanti. Prendiamo contatto con le 5 energie nelle nicchie e poi le integriamo insieme davanti alle montagne. Arriviamo alla cittadella. Le donne entrano in uno spazio quadrato e si collegano con l'energia femminile di sinistra, e gli uomini in un altro spazio quadrato si collegano con l'energia maschile. Poi ci uniamo tutti insieme in un altro spazio preparato dai sacerdoti e qui mescoliamo e fondiamo le nostre energie facendole circolare da sinistra a destra. Andiamo ora nel cozco (centro) della cittadella dove c'è una pietra collegata all'energia lunare. Quella più sopra è collegata con l'energia solare. Juan ci pone la mesa sul centro dove risiedono i sentimenti e noi cerchiamo di collegarci con l'energia del Sole. Poi siamo invitati a sederci a turno su una sedia di pietra, ci dobbiamo sentire integrati alla roccia e poi lasciamo andare l'energia pesante. Ci trasferiamo ora a Ollantaytambo. Saliamo le scale di questa zona archeologica. Ci fermiamo davanti a un muro di pietre gigantesche trasportate dalla montagna di fronte a noi per erigere un tempio grandioso, il Tempio del Sole. L'opera avrebbe dovuto durare decenni, ma la conquista spagnola non permise mai questo progetto. Resta solo questa parete di enormi blocchi di pietra. Ci appoggiamo alla pietra e ci colleghiamo con l'energia del Sole. Ci arrampichiamo ancora più in alto e arriviamo alla Porta del Vento. Juan appoggia la sua mesa sulle nostre gole per aprirle e i sacerdoti andini sul nostro cuore. Poi ci colleghiamo con l'Apu della montagna e gli offriamo tre foglie di coca affidandole al vento. Preghiamo Wayra, lo spirito del vento. La Luna splende, è piena. Juan ci insegna ad aprire il qosqo della gola per assorbire le energie della Luna. Sabato 11 Aprile OLLANTAYTAMBO - AGUAS CALIENTES - MACHUPICCHU Dopo aver dormito a Urubamba, torniamo a Ollantaytambo e ritorniamo nella zona archeologica a vedere un sistema di fontane molto sofisticato. In particolare una di queste fontane è molto forte. Deve essere stata abitata da una Nust'a molto potente. Siamo invitati ad attingere questa forte energia femminile. Poi ci spostiamo sotto una grande roccia che ricorda un condor e anche qui ci apriamo a ricevere energia. Sallustio, la nostra guida peruviana, ci chiama perchè il treno sta arrivando e non possiamo perderlo. Il treno ci porta ad Aguas Calientes e da qui saliamo a Machupicchu con un autobus dove faremo delle pratiche per far fiorire il seme dell'Inka.


Lavoriamo inizialmente con un Apu femminile, la montagna di fronte a noi, chiamata di Santa Chiara e rappresenta la "media anaranja". Alcuni anni fa Massimo e Celso si erano sentiti attratti da questa montagna e oggi ripeteremo lo stesso esercizio e poichè il segno del rituale è femminile, oggi è la giornata di tutte le donne. La costruzione di Machupicchu è un processo di evoluzione da una Pachacuti (trasmutazione cosmica). Pachakuteq si guadagnò il suo nome perchè nell'arco di due generazioni lui e suo figlio Yupanqi crearono un impero dal minuscolo regno degli Inka; e poi quando la storia incaica si interruppe a causa della conquista, rimase così. Il modello di base era dividere la città in 4 quadranti in modo flessibile, seguendo la struttura armonica naturale. Gli inka non imponevano loro modelli geometrici come fanno gli occidentali. Qui si adattarono al rilievo naturale. Le loro opere seguono sempre la natura. La funzione economica della città era in relazione alla coltivazione di coca, era un centro di controllo della produzione di coca che era l'alimento preferito degli Dei. Oltre all'aspetto politico e amministrativo, Machupicchu ha un aspetto religioso. Non tutti potevano fare il grande cammino per arrivare da Cuzco a Machupicchu. Occorreva un grande lavoro di preparazione. C'è una linea che divide in due Machupicchu. Nel lato sinistro si coltivano arti pratiche, in quello destro attività più spirituali. Nella parte superiore si lavorava la pietra e quella inferiore era dedicata all'agricoltura. Erano due culture maestre del mondo degli Inka. I maestri lavoravano ogni tipo di pietra e l'agricoltura era studiata con un sistema di terrazzamenti che fungevano da culture di adattamento per piante abituate ad essere coltivate ad altitudini più basse e viceversa. In questo modo si potevano risolvere molti problemi di alimentazione. Era una sorta di giardino botanico. Anche i Q'eros hanno portato le loro coltivazioni sempre più in basso e sul Titicaca ancora adesso qualcuno riesce a coltivare il mais. Il quadrante superiore era in relazione con le arti mistiche e quella inferiore con le arti magiche. Probabilmente chi arrivava a Machupicchu iniziava con l'apprendimento della lavorazione della pietra poi passava alla coltivazione poi alle arti mistiche e magiche. Il mito che Macchupicchu non fu conosciuto dagli spagnoli è falso perchè è stata trovata la tomba di un cavallo (importato dagli spagnoli) corrispondente al XVI secolo. Hiram Bingham scoprì ufficialmente Machupicchu nel 1911 e gli diede il nome della montagna. Come tanti popoli molto sviluppati anche gli inka sono decaduti poichè destrutturando il sistema incaico le condizioni di vita sono precipitate. In 40 anni sono morte 9 persone su 10 per guerre civili, epidemie, guerre della conquista e tra gli stessi conquistatori. Machupicchu fu abbandonato. La gente del luogo ha sempre conosciuto questo posto ma è stato importante che Bingham lo scoprisse per la scienza occidentale e anche per la sua conservazione. In questo modo rimane protetto altrimenti chiunque poteva trasportare da qui pietre per la costruzione di nuove case.


Nella gola tra le montagne vediamo la porta del Sole. Tutta la città è racchiusa da una parete e la porta ne è l'ingresso. Apriamo il nostro qosqo per percepire la differenza tra le energie di questa parte e quelle che percepiamo dopo aver oltrepassato la porta. Ci colleghiamo strettamente con l'energia solare. In questo punto vediamo due finestre dalle quali durante i solstizi la luce del sole entra e forma un disegno quadrato. Veniva utilizzato come un Calendario Solare. Arriviamo poi a una grotta che rappresenta un tempio che è ancora in funzione. Apriamo il qosqo e ci colleghiamo con l'energia della Pachamama (Terra). Anche qui troviamo un sistema di fonti. I sacerdoti stanno in alto e inviano energia alle coppie che stanno nelle fonti sottostanti. Noi la riceviamo dalla sommità del capo e la trasmettiamo alle coppie sottostanti attraverso la base della colonna vertebrale. Arriviamo a due rocce naturali che simboleggiano le ali di un Condor. Sotto c'è una pietra che sembra essere la testa del condor e una testa più piccola. Probabilmente era collegata con un tempio sotterraneo. Una delle forme con cui gli Apu si manifestavano era quella di un Condor di luce. Questa non è una tradizione morta, almeno 10 milioni di persone parlano qechua nella regione andina. Questa comunità che ha come simbolo il condor è ancora numerosa. Connettiamoci con l'energia del Condor e con lo spirito collettivo delle Ande. Dobbiamo semplicemente aprire la nostra bolla e ricevere energia. Ricordiamoci ora delle Yanantin o qualsiasi idea degli opposti e arriviamo davanti a due grandi recipienti tondi di pietra, uno dei due è posto su un triangolo di pietra. Questi rappresentano a un livello più basso le Yanantin che quando si fondono a livello elevato diventa un Japu. L'Japu è la forma perfetta della Yanantin. Questi recipienti sono inoltro considerati come specchi siderali. Una volta riempiti d'acqua venivano utilizzati come un osservatorio astronomico. Facciamo un esercizio simile a quello che abbiamo fatto nella grotta ma ad un livello più elevato. Portiamo inoltre anche lo spirito collettivo dell'Italia e dell'America in questo spazio. I muri sono costruiti perfettamente. Per rompere la roccia inserivano nelle fenditure legno secco che una volta inumidito, gonfiandosi, rompeva la pietra in pezzi perfettamente ricomponibili come un puzzle. In questo modo c'è risparmio di energie, c'è perfezione e armonia con la Natura. La lavorazione rettangolare avveniva con il taglio della pietra con sabbia e corda. Arriviamo a un tempio che ha la stessa struttura della Nust'a di Ollantaytambo con un'energia femminile molto fine, anche a Pisaq abbiamo trovato la stessa struttura. Ha un lato sinistro e destro e la pietra frontale. Svolge il ruolo della piccola abitazione che univa il potere delle due forze. Cerchiamo di portare in noi le due energie e quando sentiamo che sono riunite apriamo il qosqo e ci colleghiamo con la pietra frontale. Avanziamo fino a toccarla, ci sentiamo


invadere da una piacevole energia. Le donne sono a sinistra e gli uomini a destra e formiamo un'unica bolla di energia. Raggiungiamo il centro ci giriamo verso la grande pietra e avanziamo lentamente verso di lei. Formiamo una lunga fila per tutta la lunghezza della pietra e la tocchiamo con le mani e la fronte e le diamo tutto ciò che vogliamo. Quando siamo "sazi" interrompiamo. All'inizio di questo percorso ci siamo collegati con la media anaranja Santa Chiara, ora siamo di fronte all'altra metà, la montagna di San Francesco e facciamo la stessa cosa che abbiamo fatto con Santa Chiara ma utilizzando il centro del cuore. Da qui vediamo i quattro angoli dei 4 principali Apu di Machupicchu. L'esercizio consiste nel collegarsi con il cuore e con il qosqo e aprendo tutta questa parte dell'addome, riceviamo dalla pietra l'energia di Pachamama (Terra) e del Sole che scalda la pietra e le assorbiamo contemporaneamente già fuse insieme dalla pietra Intiwatana. Chiediamo per questo esercizio l'aiuto dell'albero sacro che abbiamo abbracciato all'inizio; l'albero collega l'energia della terra e del Sole. Juan pone la mesa sulla nostra gola e ci colleghiamo con il vento. Siamo a picco sull'Urubamba e il rito si carica anche di emozione. Ci colleghiamo ora con l'energia lunare davanti alla pietra. I tre poteri dell'uomo sono: Volontà e Amore, Azione e Conoscenza. Le tre finestre che vediamo ci suggeriscono questi tre poteri e offriamo tre foglie di coca attirando a noi questi poteri in modo da rafforzarli. Ci apprestiamo a compiere il rituale della fioritura. Ci trasformiamo in un fiore con il nettare ed offriamo questo nettare come tentazione per il Colibrì che è il portatore del seme di Dio poichè la leggenda racconta che si scontrò con Lui quando andò oltre i cancelli al trono di Dio, al centro dell'hanaq pacha. Un giorno ci visiterà il Colibrì che è il portatore dell'iniziazione del 5° livello. Wiraqocha lo distribuirà ma noi dobbiamo produrre sempre più energia sottile. Immaginiamo la base della colonna vertebrale a contatto con l'acqua e tramite delle radici che faremo crescere assorbiremo l'acqua. Dal qosqo faremo crescere delle radici per assorbire l'energia del suolo. Dal Sonko (cuore) assorbiamo l'energia del Sole tramite dei rami. Il collo è in relazione con il vento e faremo crescere dei rami per assorbire l'aria. Ora come se fossimo una piccola pianta, pensiamo che alla sommità del capo si apra la corolla di un fiore. Abbiamo eseguito il rituale della fioritura, Winay. Torniamo ad Aguas Calientes e andiamo alle terme ad immergerci nell'agua caliente (circa 37°). Doccia, pizza e discoteca. Ci scateniamo domandandoci da dove arrivano tutte queste energie. PASQUA 12 Aprile


MACHUPICCHU - HUINAHUAYNA E' Pasqua e ci auguriamo tutti Buon Passaggio. Oggi il nostro programma subisce una variazione a causa di inaccessibilità ai sentieri previsti. Andiamo a piedi a Huinahuayna. Invece delle tre ore preventivate che ne mettiamo due. Giambattista e Grazia tirano il gruppo poichè sono i due più motivati. Si ricordavano di aver già fatto questa gita anni fa e avevano espresso il desiderio di rifarla. Eccoci tutti accontentati. Abbiamo formato una "cordata" un amaru - serpente di energia viva - in modo da aiutarci , in questo modo l'energia viene moltiplicata. Consumiamo le nostre scatolette di tonno pasquali, accendiamo una candela a forma di ovetto e poi ci rilassiamo. Qui troviamo un altro sistema di fonti. I sacerdoti si mettono nella fonte alta e noi a coppie in quelle sottostanti e ricevendo da sopra, ridistribuiamo le energie alle coppie sotto di noi. Alcuni di noi si bagnano completamente. La sera in albergo ci scambiamo le nostre opinioni sulle esperienze vissute. Dopo cena Laura va a ringraziare David per averle portato lo zaino e casualmente Gianni va a dormire nella stanza di Massimo e Antonella e rimangono chiusi dentro. La mattina dopo dovranno smontare un vetro per uscire. Lunedì 13 Aprile MACHUPICCHU - TEMPIO DELLA LUNA - RITO DELLA NASCITA Ritorniamo a Machupicchu e ripetiamo la pratica di due giorni fa. Siamo di fronte alle pietre tonde dove abbiamo mescolato le energie maschili e femminili. Ora ci rechiamo nel luogo della grande pietra. Anche qui ripetiamo il rito. Le donne da una parte e gli uomini dall'altra assorbono le energie rispettive, poi ci incontriamo al centro e le fondiamo, ci dirigiamo verso la pietra grande centrale e le trasmettiamo le due energie perfettamente integrate. Pare che questa roccia sia collegata con delle montagne in Brasile. Facciamo uno scivolo su una pietra liscia (Celso si rompe pantaloni e mutande). La tradizione vuole che questo gesto aiuti coloro che sono in cerca di gravidanze. Arriviamo ora a una grotta. Su di un lato ci sono 4 nicchie abitate da quattro Nust'as. Abbiamo già sperimentato il contatto con la Pachamama, ora entriamo in contatto con quattro tipi differenti di energia femminile. Ciascuna nicchia è collegata con una Nust'a, una nera (corrispondente alla base della colonna vertebrale), una rossa (qosqo), una argento (gola) e una d'oro (cuore). Completiamo il lavoro al tempio della Pachamama. Ci sediamo su una panca di pietra e lasciamo andare l'energia pesante e uniamo la forza delle 4 Nust'as dentro di noi. Poi a turno saliamo in piedi sulla parte superiore della pietra e lasciamo andare tutta l'energia


femminile. Successivamente siamo invitati ad appoggiarci con le spalle alla roccia e assobriamo energia maschile. Juan pone la mesa sul nostro qosqo e ci porta l'energia dei 4 Apu. Noi cerchiamo di concentrare tutto in un'unica bolla. Le 4 Nust'as sono per gli uomini delle protezioni del potere femminile e per la donna dal potere maschile. Quando impariamo a riconoscerlo bene lo possiamo utilizzare proiettandolo improvvisamente come una spada, contrapponendo il potere dell'altro. Una parte di noi decide di avventurarsi nel sentiero che porta al Tempio della Luna. L'incorruttibile guardiano se n'è andato e Massimo David, Rosa Luca e Laura partono di corsa. Dopo 45 minuti appare il Tempio in un posto silenziosissimo. Facciamo l'esercizio nelle 4 nicchie delle Nust'as e in quella dell'energia maschile portando mentalmente con noi tutto il gruppo. Quando torniamo a Machupicchu è buio e i cancelli sono chiusi. Raccontiamo di esserci persi sulle montagne. Ci fanno passare e ci abbuonano la multa. Abbiamo ancora tutta la strada fino ad Aguas Calientes. Arriviamo alle 21.30. Gli altri stanno facendo un bellissimo rito alle terme aperte appositamente solo per loro. Juan lo ripeterà per noi domattina. Il rito della nacita: si entra nella piscina grande e si lavora con l'energia dell'acqua termale che essendo stata a contatto con il magma del centro della terra porta la sua energia. Si rilasciano tutte le enegie pesanti e si apre il qosqo per ricevere le energie presenti nell'acqua. Quando sentiamo che la nostra bolla ha assobito pienamente l'enegia, respiriamo profondamente tratteniamo l'aria e con le gambe in posizione fetale ci immergiamo. In nostro qosqo è strettamente collegato con l'acqua. Ripetiamo questo esercizio 4/5 volte. Entriamo ora nella piscina piccola e ci colleghiamo con le energie del Machupicchu (padre) e Wari Willka (madre). Le assorbiamo attraverso la nostra fronte, in questa piscina siamo come all'interno di una vagina; le montagne che racchiudono le terme simboleggiano le gambe. Dobbiamo accumulare molta energia per prepararci alla nascita e quando ci sentiamo pronti sufficientemente carichi di energia ci sediamo su una pietra nera sommersa e ci aggrappiamo ad essa. Ci serve per accumulare il massimo dell'energia e darci la spinta per la nascita e uscire dalla piscina piccola e percepire le energie all'esterno "dell'utero materno". Martedì 14 Aprile ESPERIENZA AL FIUME - TRASFERIMENTO IN TRENO A CUZCO Ci rechiamo in riva all'Urubamba. Abbiamo parlato dei tre poteri che sono in noi: amore e volontà, azione e conoscenza. Juan distribuisce tre foglie di coca a testa. Soffiando sulle foglie imprimiamo i tre poteri personali che abbiamo. Ora li offriamo alla Willkanust'a, la Principessa del fiume e anche a Machupicchu e a Wari Willka. Juan raccoglie le nostre foglie e le offre al fiume. Ora apriamo il qosqo e ci colleghiamo con le energie della Willkanust'a. Visualizziamo come una cascata di energia che dalla montagna scende e ci


collega con tutti i luoghi sacri da qui all'Amazonia. Ci porta l'energia degli Apu dal momento che l'acqua è formata dai ghiacciai delle montagne degli Apu. Siamo anche in connessione con il Titicaca poichè le acque partono dalla stessa sorgente. Colleghiamoci con tutto il Sistema e permettiamo che il fiume porti via tutta la nostra hoocha (energia pesante). Questa è una pulizia molto profonda soprattutto dopo la nascita vissuta nel rito che abbiamo fatto prima di questo. Il rito della nascita va a toccare aspetti essenziali della nostra vita. Poi Juan ci battezza. David entra nel fiume e ci facciamo battezzare anche da David. Ci sentiamo investiti da una forte energia, forse da un grande regalo di cui non siamo degni. Molti di noi piangono commossi. E' stata una bellissima esperienza anche per Juan. Il gruppo sembra non volersi sciogliere. Rimaniamo uniti sotto la pioggia sulle rotaie del treno. Nessuno se ne vuole andare è come se non volessimo rompere l'incantesimo...... speriamo che non passi il treno. Nel pomeriggio ripartiamo per Cuzco.

Mercoledì 15 Aprile SAQSAYHUAMAN - TAMBO MA'CHAY Il Tempio della Morte - CORICANCHA Convento di Santo Domingo - INCONTRO CON LIDA Andiamo a Saqsayhuaman. E' una delle più grandi dimostrazioni di architettura Inka Imperiale inaugurato da Pachakuti. Si dice che fu costruita come commemorazione della conquista sui Chanka (barbari provenienti dal Nord). Saqsayhuaman rappresenta anche la testa del Puma. Siamo nella grande piazza dei rituali. Il lato a destra presenta un muro ben elaborato e quello sinistro è lasciato al naturale. Ciò rappresenta la parte culturale, la crianza (ùiua), in contapposizione al selvaggio (salk). La tecnologia si basa su un materiale calcita. Tutta la tecnologia inka era basata più sull'abilità e la creatività che sullo strumento. Con strumenti molto semplici ed abilità umane molto elevate si potevano costruire grandi opere ingegnose. Usavano martelletti sabbia acqua rulli per tagliare e trasportare pietre. Si calcola un numero di almeno 50.000 persone che lavoravano e per gestirle era richiesta una capacità umana molto sofisticata. Dalla mescolanza di energie differenti (allo) emerge una nuova forma di economia informale molto potente, più potente di quella occidentale. Da questo "brodo" di energie emerge anche una forma politica molto pratica. I politologi la chiamano Chica e ha fatto sparire i partiti ideologici del Perù. La forma tradizionale basata sulla reciprocità è la chiave di tutta l'economia nazionale. Dopo la riforma agraria del 1960 molte persone si trasferirono dalla campagna alla città mescolando le due realtà. Si tratta di un fenomeno simile a quello che precedette la rivoluzione industriale in Gran Bretagna. Siamo nella parte più elevata del complesso. Il Tempio quadrangolare rappresenta il lato


maschile della realtà. C'era una torre alta circa 35 metri, ora restano solo le fondamenta anche perchè tutta la città di Cuzco aveva il diritto di prendere tutte le pietre necessarie per la costruzione delle case. Ora vediamo le fondamenta di un'altra torre circolare. Era alta circa 30 metri. Dentro venivano immagazzinati tutti gli strumenti, tessuti, attrezzi che al momeno non servivano. Il nome della torre è femminile poichè simbolicamente raccoglieva tutto. Quando il deposito si riempiva, si organizzava una festa durante la quale si faceva una ridistribuzione ai più bisognosi. Il nome è Susturwasi. Ci sediamo su uno scalino, apriamo il qosqo e riceviamo l'energia di Osangate, l'Apu che sta alle nostre spalle e Salkantai, l'altro Apu invocato il primo giorno. Ora siamo alla testa dell'Inka, una roccia che rappresenta il profilo dell'Inka (si nota la corona, il naso, l'orecchino). Quando tocchiamo la roccia ci ricolleghiamo all'esperienza della laguna di Uhasqa, ci connettiamo con la dinastia dell'Inka e cerchiamo di assimilare la sua energia. Facciamo una gimkana in un tunnel buio tra le rocce, andata e ritorno. Arriviamo a Tambo Ma'chay. Qui si fanno i rituali con i morti. Si tolgono dai vestiti del defunto tutte le energie pesanti per tagliare il collegamento con il luogo dove era vissuto in modo da renderlo più libero nel proseguimento del suo viaggio. Alla frontiera del mondo c'è la Via Lattea e vicino ci sono i posti dove vanno gli spiriti degli animali. Il più importante è quello dei cani. Quando moriamo dobbiamo cercare un cane che ci è appartenuto in vita. Se l'abbiamo trattato bene ci condurrà sulla sua groppa nel luogo degli Spiriti. Il posto è diviso in una parte altra, una centrale e una bassa. Dal centro esce l'Acqua della Vita: attraversa i piani maschile e femminile poi si divide in due simbolizzando sia la dualità maschile/femminile, sia il corpo e lo spirito che si dividono per poi riunirsi in un unico flusso per effettuare il grande viaggio. Si pensa che qui abiti una Nust'a molto speciale. Ci sediamo nelle nicchie delle 4 Nust'as (nera, rossa, argento, oro), riceviamo l'energia dalle spalle e, attraverso il qosqo, le inviamo alla grande pietra che sta di fronte a noi. Poi ci sediamo su una sedia di pietra a picco sulla parte centrale e qui siamo invitati a pensare al momento della nostra morte. Poi proviamo a costruire un ponte e inviamo le energie delle 4 Nust'as alla pietra di fronte provando a percepire l'energia della Vita dopo la Vita. Scendiamo nella parte centrale e percorriamo il canale nel quale scorre l'Acqua della Vita fino al punto in cui si divide e poi scendiamo. Percepiamo l'energia maschile/femminile - corpo/anima e sentiamo l'Acqua della Vita che scorre e l'energia vitale di cui è colma. Vicino al bus c'è un cagnolino e gli diamo qualche cosa da mangiare ... non si sa mai, potrebbe essere lui a trasportarci nel luogo degli Spiriti.


Visitiamo ora il chiostro del convento di Santo Domingo nel quale troviamo il recinto inka del tempio del Sole o Coricancha. Ci sono due templi che hanno la stessa equivalenza di quelli di Pisaq. Uno a destra e uno a sinistra. Entriamo tutti nella stanza di sinistra e poi in quella destra. Prima di uscire saliamo in piedi su una pietra per quardare l'altro tempio attraverso una finestra. Nel centro facciamo il nostro esercizio di collegamento con una grande pietra per sintonizzare le due energie. Nei dipinti del chiostro viene rappresentata la vita di San Francesco che fu uno dei primi santi ad avere le stigmate. Nell'immagine si vede il Santo che celebra la Messa e dal Crocifisso partono raggi di energia che producono le stigmate. Sostiamo davanti a una porta che un tempo era ricoperta d'oro. Il 21 giugno (per loro corrisponde al solstizio invernale) entravano due raggi di sole che bruciavano del materiale combustibile messo nel punto preciso di convergenza dei raggi. Da quel fuoco era tradizione generarne degli altri. Anche loro festeggiavano la festa della luce (anche noi festeggiamo il giorno più lungo dell'anno, San Giovanni 21/6). Ci concentriamo sull'energia del Sole e ci connettiamo con essa. Entriamo ora nella camera della Luna. Alcune pietre della parete sono gigantesche e pur essendo un blocco unico riescono a girare l'angolo. Ora fa parte dell'ingresso parzialmente ristrutturato. Usciamo e ci fermiamo in un angolo delle mura esterne di Coricancha dove c'è una pietra. Qui si dice che una volta c'era una statua d'oro che rappresentava l'immagine di Puncho, lo spirito del Sole. La statua in oro puro rappresentava un ragazzo di circa 13 anni con due serpenti che uscivano dalle spalle. Era una rappresentazione umanizzata dello Spirito del Sole. Quelle precedenti erano immagini feroci, questa è la prima umana. Riceviamo ora energia da Puncho, energia solare e immagine del divino nella tradizione andina. Nel prato sottostante una volta erano posizionate statue di animali, pastori, tutte in oro massiccio. Qui tutto brillava, era una delle più grandi accumulazioni di oro massiccio. E tutto fu portato via dagli spagnoli. Ora si dice che quell'oro sia a Fort Knox. In albergo alle 19.00 ci raggiunge Lida, moglie di Don Juan e ci intrattiene per un paio d'ore sull'utilizzo delle pietre e dei cristalli. La sua mesa è affascinante. Un pesce di cristallo con le branchie dorate rappresenta la vita ed è al centro del tavolo, intorno ci sono purissimi cristalli. Sembra un castello. Mago Merlino è all'interno del suo castello. Si brucia Palo Santo e tutta la stanza si riempie di un buonissimo profumo. A turno veniamo cosparsi di profumo di palo santo e un suono di campanellini ci aiuta a concentrarci portando tutta la nostra consapevolezza (corpo fisico emotivo e mentale) nel nostro luogo ideale. Sembra essere un esercizio di integrazione. Poi Lida ci spega l'utilizzo di ogni pietra.


Giovedì 16 Aprile TIPON - WASAU Il villaggio di Don Benito Partiamo per Tipòn con i nostri amici Q'eros che abbiamo incontrato nuovamente qui a Cuzco. Juan ci spiega che le patate si riproducono dallo stesso tubero per 6 o 7 anni. Dopo questo tempo occorre riprodurre una nuova pianta da nuovi semi, in serra. Alcune comunità indigene le riproducono anche per altre comunità. Questo che vediamo era un giardino botanico di produzione di patate. Oltre all'aspetto di produzione, c'era anche l'aspetto di trasmissione di energie. Anche questo posto riflette l'aspetto duale: nella parte bassa è prevalente la coltivazione e in quella alta l'area templare. Il santuario qui funziona così: è collegato all'acqua come segno femminile. Come a Illia Pata, a Saqsayhuaman, questo è il luogo dei 4 Apu. Cerchiamo una connessione con la nicchia davanti a noi che ospitava una huaca (un'icona di una Nust'a, una statua, una ierofania). La differenza tra la Pachamama e la Vergine Maria è che qui la Vergine ha ricevuto attributi di santità diversi dai nostri. Qui la Vergine Maria ha acquisito fattori di prolificità che non sono propri della tradizione cattolica. Qui ha più attributi da Pachamama e viceversa. Le Nust'as sono come le Sante cattoliche. Un Santo importante per Don Juan è S. Martino di Porra, il Santo servo, negro, rappresentato con la scopa che pulisce il convento. E' significativo per lui perchè all'inizio della sua attività cercava fama personale e se ne rese conto tramite l'immagine di San Martino. Aveva perfino scritto degli articoli di cui più tardi si è vergognato e da allora promise di non scrivere più niente finchè non avesse avuto le idee più chiare e non fosse completamente libero da preconcetti. Di tanto in tanto si usa fare una piccola offerta agli Apu, quando ci sentiamo di farla. Ora ne faremo una. I Q'eros preparano una mesa con perline colorate, biscotti, lamelle d'argento, foglie, fiori e poi la bruciano. Noi facciamo il seguente rito. Lasciamo andare l'energia pesante come nutrimento per la Pachamama. Ogni nostra azione è in qualche modo un'offerta, dobbiamo agire con consapevolezza. Siamo di fronte a tre fonti d'acqua: la prima rappresnta una Nust'a bambina, la seconda una Nust'a giovane e la terza una Nust'a donna adulta. Sono le tre manifestazioni dell'età delle Nust'as dell'Acqua. Ora non c'è acqua in queste fonti ma noi ci mettiamo in contatto con esse e poi raggiungiamo i tre templi. Ci sediamo su un altare sopra una fonte e ci colleghiamo con la Nust'a anziana e poi raccogliamo l'energia maschile dell'Apu della montagna di fronte e integriamo bene le due energie. Se eseguiremo bene questo esercizio percepiremo una forte esplosione dentro di noi.


Ci bagnamo a una fonte e poi le donne si siedono su una pietra collegandosi tramite la base della colonna vertebrale all'acqua color argento e la portiamo mentalmente alla sommità del capo da dove la lasciamo fuoriuscire. Gli uomini fanno l'opposto con il color oro stando accovacciati in una buca. Andiamo ora verso un'altra fonte. Ci sediamo prima su un sedile di pietra a destra, è la sedia dell'Inka da dove assorbiamo energia maschile e poi su quella di sinistra, della compagna dell'Inka da dove assorbiamo energia femminile. Poi integriamo le due energie bagnandoci alla fonte che sta tra le due sedie. Alle 17.30 alcuni vanno con Juan a vedere il terreno sul quale sogna di fondare la sua Università. Dopo il cibo del ristorante messicano alcuni hanno piccoli disturbi. David inizia la sua passione che durerà tutto il venerdì 17. Venerdì 17 Aprile IL TEMPIO DI WIRAQOCHA - JULIACA Ci rechiamo al Tempio di Wiraqocha (L'essere delle Acque Primordiali, il Dio metafisico delle Ande). Nella monarchia andina esistevano 12 lignaggi paralleli. Tutti rendevano culto al Sole, il Coricancha unificava tutte le religioni solari del Sud America. Il culto proprio della dinastia incaica è questo di Wiraqocha. Una funzione molto importante era quella della scelta del candidato per la successione al trono imperiale. Ciascuno dei lignaggi sceglieva un colliana (candidato) che doveva essere abile in quasi tutte le prove poichè era destinato a governare un impero. Ogni Panaca lavorava spiritualmente sul candidato per trasferire il massimo dei poteri. Dopo il rituale andavano tutti al centro e colui che brillava di più sarebbe diventato il successore dell'Inka. Questo che vediamo è un Santuario, rappresenta il centro come può esserlo il Tempio di Salomone. Il terrremoto del 1950 lo distrusse in parte. Crollò la parte costruita dagli spagnoli, ma rimase intatta quella incaica poichè già conoscevano le tecniche dell'edilizia anti-sismica. Ma i ricostruttori pensarono che le mura rimaste fossero successive al periodo incaico e le abbatterono in parte. Le colonne che vediamo ai lati del muro centrale erano i pilastri che sorreggevano il tetto. A lato ci sono dei depositi circolari per il cibo e per le ridistribuzioni periodiche. Ci sono sei Templi per ogni lato con una divisione di 4 quadranti. I primi sei sono femminili e i successivi sono maschili. Ciascuno dei templi ha due lati con ingressi indipendenti. Probabilmente rappresentavano le Yanantin. Secondo gli insegnamenti di Don Benito, in ciascuno dei templi risiede ancora lo spirito in ogni nicchia. Iniziamo l'esercizio, manca David ma vengono coinvolti Sallustio e Sandra. Juan ci comunica che è la prima volta che svolge questo rito con l'esatta distribuzione di uomini e donne così collocati. Assorbiamo più energia possibile dei templi. Ognuno di noi


sceglie un tempio, entra e cattura l'energia di quel tempio. Poi avanziamo verso il centro. Le donne sono guidate da Sandra e gli uomini da Celso e ci ritroviamo tutti insieme al centro per mescolare le energie. Formiamo mentalmente una colonna altissima di luce. Ci ritroviamo poi all'ingresso del Tempio e facciamo una gimkana in modo tale che la coppia uomo/donna si incontri e si osservi attraverso ogni finestra del tempio. Poco distante arriviamo alle fonti. Sono cinque e rappresentano la Bimba, la Giovane, la Donna adulta e l'Anziana e la compagna dell'Inka. Ci colleghiamo con loro, sono tutte compagne dell'Inka. Al termine Juan ci regala per la nostra mesa una conchiglia e una tesserina di gesso con dei simboli. Siamo invitate ad eleggere due "sacerdotesse" (Rosa e Laura) e gli uomini due "sacerdoti" (Stefano e Luca). Saliamo sopra le fonti. Ci sono dei recinti rettangolari che rappresentano i templi degli Apu. I due sacedoti entrano nei templi maschili e le sacerdotesse in quelli femmini. A turno tutti prendono energia dai sacerdoti. Poi ci poniamo in cerchio e Gianni ci passa la mesa di Juan sul capo invitandoci ad assorbile l'energia del Tempio e a lasciare andare l'energia pesante. Ci rimettiamo in viaggio e arriviamo a Juliaca dove pernottiamo. Sabato 18 Aprile SILLUSTANI - ISOLA NEL CENTRO DELLA LAGUNA DI UYUNO - PUNO COPACABANA Arriviamo alla laguna di Uyuno - Sillustani. Fino ad ora ci siamo mossi in luoghi Inka che arrivano al 1550 d.C. ma prima c'è il tempo di Tiahuanacu che ha relazione con il periodo Inka. Sillustani è una necropoli ed è molto importante per la grande quantità di resti del periodo di Tiahuanacu (inizio 300 a.C. e termina circa nel 1.000 poco prima del periodo incaico). Le torri che vediamo sono probabilmente mausolei, tombe di persone importanti. Qui sembra esserci un punto d'incontro tra lo spirito Inka e Tiahuanacu. E' come se gli Inka fossero partiti da qua, si fossero diretti al Cuzco (centro) e poi ritornati il questo luogo che può essere considerato un punto d'accordo e di mescolanza tra Inka e Tiahuanacu. Questo luogo ci mette in comunicazione con uno spirito andino molto più antico. Qui lo sviluppo dell'agricoltura è capillare come a Pisaq ma qui è più rudimentale. Facevano dei solchi dal lago verso l'entroterra. Le culture stavano a una certa altezza supra il livello dell'acqua che capillarmente sale fino a irrigare le coltivazioni. Un'altra tecnica agricola di Tiahuanacu è chiamata coche e consiste in centinaia di scavi di forma circolare dove si accumulava l'acqua creando un sistema di microclima tale da rompere i venti e creare dei cuscinetti di temperature più elevate. Ingegnosa anche la conservazione di tuberi e carni. La patata non può essere conservata a lungo. Veniva quindi sottoposta al gelo della notte e poi al sole in modo da essicarla, così si conservava


più a lungo e così si poteva accumulare. Anche per le carni veniva adottato lo stesso procedimento. Con una corretta accumulazione di alimenti si poteva gestire meglio l'alimentazione della popolazione. Ricordiamo Puncho il dio solare rappresentato da una icona d'oro di un ragazzo con i serpenti sulle spalle? Ecco l'antenato è l'immagine del Sole di Tiahuanacu. Gli archeologi lo chiamano il Sole delle Ande. Anche le Yanantin, l'unità di elementi differenti come il Tao, sono presenti fin da questa cultura Tiahuanacu, le vediamo in coppie dipinte in vasi cerimoniali. Siamo ora di fronte a degli spazi cerimoniali, un cerchio grande, maschile, e uno più piccolo, femminile. Ci disponiamo nel centro di quello maschile e portiamo energia dall'alto e poi facciamo la stessa cosa in quello femminile. Sillustani sembra essere un luogo dove i defunti possano inviare comunicazioni a questa dimensione. Le madri che hanno perso dei bambini piccoli, usano mettere nella bara dei fiori bianchi perchè sanno che i loro piccoli vanno direttamente a Dio e le campanule piene d'acqua servono per annaffiare i fiori del giardino di Dio. Le madri mandano spesso fiori di ricambio perchè si presume che dopo un po' si rompano quelli usati dai piccoli. Si pensa che i defunti vengano a visitarci il giorno dei morti e così preparano i cibi che loro preferivano così possono assorbire il sami del cibo. Quando un Inka moriva si usava imbalsamare il suo corpo in modo che lui potesse continuare a governare la sua Panaca. Un sacerdote poteva mettersi in contatto con lui. La comunicazione veniva mantenuta. Sillustani è stata una necropoli e ancora oggi sembra essere un centro di comunicazione vivente con l'antico. Qui venivano sepolti i re del tempo di Tiahuanacu. Esiste una comunicazione con persone che avevano poteri molto grandi e che rappresentavano una delle radici della civiltà. Vediamo una torre che è stata intenzionalmente distrutta. E' speciale perchè è sempre piena di passeri e si pensa che le anime dell'aldilà usino come veicoli i passeri. Lo stile è tardo Tiahuanacu occupato dagli Inka. Connettiamoci con l'energia di questa tomba che deve essere stata di un personaggio speciale. Le torri ci richiamano ancora la filosofia delle Yanantin, sono le chumpas dell'ultimo periodo. C'è una poderosa connessione tra le due fasi delle Yanantin. Siamo in piedi tra le due chumpas e cerchiamo di integrare le energie anche di Tiwanaco e Inka e questo cercheremo di farlo per tutto il resto del viaggio. Inka rappresenta la radice del Perù contemporaneo. In questo caso qui sono ben rappresentati gli antecessori più antichi, Tiahuanacu (come i greci e i cartaginesi o gli etruschi e i romani). Al centro della laguna c'è un'isola che raggiungeremo in barca, ovviamente a remi. Maguncocha, significa laguna con la testa. Il centro più di potere è rappresentato dalla testa. Arrivati all'isola troviamo un irremovibile guardiano che ci dice che senza l'autorizzazione non ci fa salire in cima. Juan per fortuna gli parla e possiamo incamminarci. Arrivati in cima vediamo degli spazi delimitati da pietre dove gli sciamani fanno i loro riti. Da qui si vede tutta la laguna. Ci sediamo in cerchio e ci concediamo un


momento di meditazione. Al termine Massimo ci comunica di aver sentito un suggerimento che lo invitava a guardare il Re che dorme e infatti davanti a lui la montagna delinea bene la sagoma di un Re disteso. Arriviamo alla frontiera con la Bolivia e iniziamo ad avere dei problemi. Al sabato la frontiera boliviana chiude alle alle 18 e purtroppo sono le 19.30. Per fortuna le nostre brave guide Sallustio e Sandra corrompono il controllore peruviano che ci fa passare con il timbro del giorno successivo in modo da poter pernottare nel nostro bellissimo albergo sulle rive del Titicaca a Copacabana (3.900 mt.). Domani torneremo alla frontiera per "fingere" di passare in quel momento. Domenica 19 Aprile LAGO TITICACA - ISOLA DELLA LUNA E DEL SOLE - LA PAZ Alla dogana è andato tutto bene. Il peruviano ha diviso la propina con il boliviano e ci hanno timbrato i passaporti. La sera prima il biliviano era troppo ubriaco per poterlo fare. Ora siamo liberi di andare dove vogliamo. Ci imbarchiamo su un motoscafo a due motori (uno per volta) diretti all'Isola della Luna. La traversata è bellissima sembra di essere al mare. Di fronte a noi c'è la catena degli Illimani con i suoi ghiacciai imponenti che arrivano fino a 6.800 metri di altitudine. Sbarchiamo sull'isola e dobbiamo pagare 5 pesos boliviani affinchè il vecchio guardiano ci allunghi l'inutile pontile a rotelle. Ora la barca è attraccata quasi a riva rivelando la perfetta inutilità del pontile. Infatti al ritorno non servirà per nulla. Sembra la furbizia tipica napoletana. Saliamo e arriviamo al tempio preincaico. Faremo un lavoro di integrazione del potere femminile. Gli uomini si posizionano in cerchio lasciando un piccolo passaggio. Qui siamo in una Akollanasi, la casa delle prescelte, delle elette. L'Inka poteva scegliere le donne più belle, intelligenti, capaci e farle istruire nelle Akollanasi. Qui si apprendevano le arti femminili come la preparazione della chicha (come il vino da noi), il tessuto di kimbi (molto fine di vigogna) che veniva utilizzato dall'Inka e daglo Orejones, un lignaggio reale. Il filare la lana faceva parte dell'apprendistato come le arti di "uiuai" per far crescere un uomo. Queste donne erano le possibili consorti dell'Inka e della nobiltà. L'Inka dava al capo delle etnie una moglie scelta tra queste. La dinastia austriaca in Europa diventò famosa per la sua politica matrimoniale: spòsati mentre gli altri fanno guerre. Però era ben diversa dalla politica inkaica dove, contrariamente a quella austriaca che cercava di mantenere il sangue reale, lo scopo era quello di mescolare il sangue con gli altri lignaggi reali. L'Inka ebbe 400 figli. C'era un vero e proprio mescolamento di lignaggi, c'era un vero e proprio senso di reciprocità. Rendiamoci conto che ci troviamo in mezzo al lago Titicaca, nel centro femminile più grande di tutto il Sudamerica. Gli uomini sono invitati a lasciare andare tutte le emozioni, esperienze con il femminile


che possono aver creato dei nodi, dei grumi, delle difficoltà. Questo è un luogo dove la Grande Madre ci può accogliere. Lasciate quindi andare tutte le offese che possiate aver fatto nei confronti del femminile. Le donne si posizionano tre da un lato del Tempio e tre dall'altro. Al centro c'è la sacerdotessa che rappresenta la donna adulta (Antonella e Rosa). Da sinistra quindi sono posizionate la donna bambina, adulta e giovane. Le donne posizionate sul lato destro del Tempio accumuleranno tutto il potere primordiale generativo del femminile, quelle sul lato sinistro il potere che da creativo si manifesta. Rilasciamo tutto il femminile che è stato offeso e poi cerchiamo di acquisire il potere puro del femminile. Avanziamo tutte e 6 insieme verso il centro. Concentriamo le energie verso gli uomini che sono seduti in cerchio al centro. Rosa si mette nel centro del cerchio e trasmette a ogni uomo la purezza del femminile, l'energia primordiale. Antonella dall'esterno del cerchio trasmette l'energia femminile espressiva. Lucia e Grazia aiutano Rosa e Laura e Rossana aiutano Antonella. Al termine ci scambiamo oltre agli abbracci anche le nostre impressioni. Per Juan è stata un'emozione intensa in quanto spontaneamente ha iniziato a pregare l'Ave Maria quando la sacerdotessa Rosa si è avvicinata. Per la prima volta si è reso cnto che ogni donna rappresenta l'energia primordiale femminile ed è molto bello pregare di fronte a una immagine del femminile vivente, ancora più bello che pregare davanti a un'icona. Ha reso omaggio alla donna, all'energia femminile. Ci trasferiamo ora all'isola del Sole. Saliamo in cima alla scalinata di pietra e abbracciamo tutti insieme il grande albero, per collegarci bene con il centro di unione tra l'Alto e il Basso. Poi ci colleghiamo alla fonte come fosse il liquido seminale e mentre scendiamo le scale di pietra, portiamo il principio fecondato verso il lago. In questo posto ci sono energie molto differenti rispetto all'isola della Luna. Là avevamo una sensazione di calma che ci permetteva di riflettere. Qui c'è molta attività, è un posto anche più turistico. Una bambina ci vende dei nastri che rapresentano i tre principi morali che sono Ama Sua, Ama Llulla, Ama Kella: non essere ozioso, non essere bugiardo, non essere ladro. Prima abbiamo considerato l'utilizzo delle energie femminili, ora possiamo fare una riflessione sul concetto di maschile. Proviamo a immaginare cosa succede durante una eiaculazione. Da miliardi di spermatozoi, uno solo riesce a raggiungere e a fecondare l'ovulo. Da quando nasciamo iniziamo ad agire, e mano a mano che diventiamo vecchi utilizziamo sempre meno energie. Dobbiamo imparare a risparmiarle e a concentrarle in validi obiettivi. Alla fonte abbiamo ritualizzato una sorta di fecondazione. Pensiamo al significato dell'azione, concentriamoci sulle nostre attività creative, su ciò che veramente fecondiamo. Massimo ci appoggia la mesa di Juan sul capo per trasmetterci questa forza di energia maschile che ci aiuti nel nostro lavoro. Al ritorno visitiamo il santuario della Vergine di Copacabana. E' tanto importante quanto


la cattedrale di Cuzco. Qui c'è la huaca della Vergine. Cercheremo ora di lasciare andare l'energia femminile pesante del Lago e della Luna e assorbiamo questa energia femminile molto sottile. Mentre siamo inginocchiati all'altare sentiamo un improvviso e fortissimo profumo di fiori. Questa Vergine rappresenta un'immagine molto importante tanto che il capo del governo deve indossare il manto della Vergine prima di iniziare il suo mandato altrimenti non è degno di governare. All'esterno si vendono i simboli di ciò che più frequentemente viene richiesto alla Vergine: mazzette di soldi, casette, automobiline, fac-simile di diplomi .... Ci mettiamo in viaggio verso La Paz. E' la capitale più alta del mondo, va dai 3.600 ai 4.000 metri di altitudine. Lunedì 20 Aprile TIAHUANACU - MERCATO DELLE BRUJAS - APERTURA DEI CENTRI ENERGETICI Partiamo per Tiahuanacu. Alcuni di noi hanno passato una notte movimentata (un bel "corri corri"). Grazia e Stefano restano in albergo, è più sicuro. Siamo in ritardo, c'è traffico e ci sono manifestazioni in città. Le montagne della catena degli Illimani sovrasta La Paz. Lassù c'è la stazione sciistica più alta del mondo (5.500 metri). Massimo in autobus ci intrattiene anticipandoci un po' la filosofia degli opposti. In questi giorni abbiamo fatto molto lavoro con gli opposti (maschile/femminile - acqua/fuoco ... ). Spesso c'è la tendenza a considerare che c'è un elemento che sta al di sopra degli opposti. Lo zero per esempio conteneva l'uno e dall'uno il due. Il primo numero maschile è il tre poichè il numero uno è considerato qualche cosa di essenziale che non è nè maschile nè femminile ma sta al di sopra. Nella nostra cultura occidentale questo concetto fu introdotto dagli arabi col numero zero. Qualche cosa che non c'è, ma c'è, un tutto, un caos di un'esistenza non organizzata prima ancora di manifestarsi come concetto di maschile. Se guardiamo le prime cinque carte dei Tarocchi osserviamo che il Mago, la carta N.1, non è nè maschile nè femminile ma è un'essenza che contiene tutte le altre possibilità creative. E' in relazione a Mercurio che per gli alchimisti conteneva tutto l'essenziale (piombo, rame ecc.), rappresentava l'essenza della conoscenza. Qui il Mago ha di fronte a sè i 4 elementi. Mercurio era anche il dio della medicina e dei ladri. Dal numero uno può venir generata qualunque cosa. Oggi alla porta del Sole vedremo questo Dio con i due serpenti. Il Sole può essere visto come principio divino e come rigeneratore. La prima manifestazione è un principio femminile (la Papessa e l'Imperatrice = l'energia primaria come quella della Luna e l'energia femminile di Venere legata alla terra e alla produttività). L'aspetto maschile mistico è un po' quello che abbiamo visto a Tempio di Wiraquocha. La Pachamama è rappresentata dall'Imperatrice, mentre la Luna e i miti legati all'Acqua dalla Papessa. Oggi lavoreremo sul N.1, Il Mago.


Domani la Papessa, il caos generale da cui si è generata la Vita. In questi due giorni trascenderemo un po' e lavoreremo su un aspetto che trascende dalla realtà. Da un punto di vista numerico usavano il sistema binario 01 = essere, non essere. Il sistema di calcolo è efficace e filosoficamente rappresenta un concetto profondo tra ciò che è e ciò che non è. Come per la musica: senza pausa non c'è suono. Il due è un concetto dinamico, un concetto femminile. Entriamo nella zona archeologica e arriviamo alla piramide di Akopana. L'origine di Tiahuanacu risale al 300 a.C. e la sua storia inizia dall'altra parte del lago. In questa fase della civiltà andina ci sono due stili Tiahuanacu: dal Cuzco a qua e dal Cuzco verso nord, verso l'Equador. L'espansione di questa società preparò l'espansione degli Inkas. Tiahuanacu scende verso la costa e continua verso l'area di Pachaqamac. Il cambiamento profondo lo vediamo da un culto di personaggio maschile a un culto di una coppia che è l'origine della filosofia delle yanantin (la doppia croce andina per esempio). C'è differenza anche di energia, qui è più grezza, più basica, intensa. Appaiono molti stili locali. Siamo in cima alla piramide e ci colleghiamo con le energie del luogo. Ci sono tre tipi di piramide nell'area peruviana. Una è questa, una è semplice accumulazione di offerte e l'altra nel nord è a strati. Sembra che una dinastia sacerdotale costruiva il tempio su quello della dinastia che terminava. Dopo averlo ricoperto di sabbia ne costruiva uno sempre più piccolo e così prendeva corpo la piramide. Ciascuno dei diversi stili ha una morfologia diversa da quella Maya o egiziana. Qui c'è una datazione cronologica molto precisa. C'è una influenza reciproca tra le varie regioni andine (come Egitto, Babilonia e Persia). Come a Sallustani, anche qui ci sono pietre, cerchi, aree rettangolari delimitate da pietre grandi ma non se ne conosce il vero significato. Si può avere un'idea di come fosse la piramide, una serie piattaforme successive, potevano arrivare anche fino a 12 livelli e ci sono gallerie interne. Le croci andine che vediamo ci indicano l'inizio della filosofia delle yanantin, si inizia a pensare alla coppia. L'estensione di questa filosofia si è diffusa in tutta la popolazione andina anche a Q'eros. Per cui si presume che sia più antica del periodo Inka. Questa croce è un'immagine simbolica continua che non si sa esattamente cosa significasse. Denotano una grande capacità nella lavorazione della pietra. Approfittiamo di questa immagine yanantin per fare una ricapitolazione e visto che siamo nel luogo d'origine di questo modo di pensare facciamo una sintesi di tutto il lavoro fatto e lo integriamo bene dentro di noi. Nella Cattedrale il Cristo Nero e la Vergine, il Sole e il Vento, Padre e Madre, i due specchi siderali di Machupicchu che rappresentano l'Japu, il Tempio di Wiraqocha. Fissiamo l'immagine delle croci e tocchiamo la pietra. Ci mettiamo a due a due, schiena contro schiena e iniziamo il nostro esercizio. Arriviamo a uno strano spazio che ci può ricordare uno spazio di giochi per bambini ma è un gioco rituale. Sembra un plastico con scalette in miniatura, quadretti.


Giungiamo a Kalasasaya. Nel centro c'è una colonna rossa e altri due totem. la colonna riporta la figura del personaggio con i due serpenti ai lati. Ci identifichiamo con la sua energia lasciando andare tutto ciò che divide, ogni sensazione di dualità come fosse energia pesante e cerchiamo di connetterci con l'Unità. Osserviamo le mura che racchiudono i totem e la porta del Sole. Questo tipo di costruzione è molto più in sintonia con la mentalità occidentale. E' più lineare e squadrata, è più impositiva e non segue armoniosamente la natura circostante come le costruzioni inka viste fino ad ora. Il totem tiene due scettri e la mano sinistra è in una posizione impossibile. Lucia suggerisce che non avendo la capacità di una rappresentazione tridimensionale, avevano disegnato la mano strorta ma in realtà sarebbe aperta a distribuire. Con una tiene e con l'altra dà. I simboli disegnati sono simili a quelli incisi sulle tesserine che Juan ci ha regalato pe la mesa. Nell'altro monolite vediamo il ragno che rappresenta il tessere una tela. Noi tessiamo con qualche cosa che esce da noi come un collegamento tra i vari posti. Siamo noi con le nostre forze che tessiamo concretamente. Ora ci colleghiamo con il monolite. Siamo davanti alla Porta del Sole. C'è la sensazione che manchi qualche cosa alla nostra esperienza, tentiamo quindi di fare un rito di compensazione. Questa porta è un'icona molto importante e Juan sente molta energia qui. Non è detto che questa sia la porta del Sole in contrapposizione a quella della Luna. La testa del personaggio fa pensare a un sole con i raggi, lo potremmo chiamare un dio molto importante delle Ande. Ci connettiamo con la porta e siamo invitati a organizzare un rituale di compensazione. Ma non facciamo il rito perchè l'energia del gruppo è un po' dispersa. Storia personale di Juan. Anni fa stava cercando di portare la corda di energia verso il sud seguendo i santuari indicati dal suo maestro Lorenzo. Arrivò a Cochabamba dove ebbe una vertigine, diventò pallido e quasi vomitò. Tornato da Lorenzo gli chiese il perchè di questo malessere e lui rispose che era andato troppo veloce e si era spinto oltre il limite. Per ora non puoi più proseguire devi fare dell'altro lavoro. Tutti stiamo cercanto l'unità primordiale. Sembra che ancora non sia aperto per noi questo contatto con l'Unità, le energie si sono disperse. Ovviamente Juan ci dice che questa è un'opinione personale. Ci connettiamo comunque con le energie di questo luogo, con lo spirito collettivo che rappresenta Tiahuanacu senza pensare troppo alla storia. Non importa cos'era Roma, è importante lo spirito collettivo che si stava creando nel periodo del Rinascimento. Proviamo a rivalutare il lavoro fatto con gli spiriti degli Amaru. Il rituale di Machupicchu aveva un potere come strumento di trasformazione del nostro essere. Ora qualche cosa ci ha disperso. Prendiamo in considerazione la porta del Puma, uno dei mammiferi più forti. Nella tradizione andina troviamo come animali significativi un rettile (serpente) un


mammifero (puma) e un uccello (condor). Cerchiamo ora di collegarci al potere del puma. Godiamoci semplicemente il momento guardando dal punto di vista estetico ciò che hanno fatto i nostri antenati. Cerchiamo di essere in relazione all'ordine superiore. In questo posto ci sono parecchi simboli, pareti di una probabile porta ora adagiate a terra, pietre "quadrettate"... sembrano ammassate a caso. La sera torniamo a La Paz e andiamo al mercato delle brujas (streghe) che vendono feti di lama, spezie, polveri magiche e intrugli vari. Tornati in albergo Don Juan inizia un lavoro su ognuno di noi: l'apertura delle nostre cinture di energia. Inizia con la prima pietra con una sola protuberanza e la pone sul centro della fronte. Secondo gli andini al momento del concepimento avviene l'unione dei tre poteri: della materia, anima e spirito. Quando cresciamo tende a chiudersi per cui oggi lo apriamo. Poi per ciascuna parte del corpo usa una khuya diversa. Martedì 21 Aprile TRASFERIMENTO LA PAZ LIMA - TEMPIO DI PACHAKAMAQ - SALUTO CON DON JUAN - PARTENZA PER ICA Trasferimento aereo da La Paz a Lima e visita al museo di Pachaqamac di fronte all'Oceano Pacifico. Oggi c'è chi sta meglio e chi sta peggio (KO sono soprattutto Laura e GB) Il Tempio del Sole è una piramide inka (1440-1533). Ora siamo nel Tempio vecchio. David prende la mesa di Juan, ci fa scegliere 3 foglie di coca. Soffiamo per tre volte sulle nostre foglie e poi le consegnamo a David e ci colleghiamo con l'energia. David ci invita a creare la colonna di energia di Wiraqocha. Entriamo nel Tempio del Sole ovvero la piramide fatta a strati. Il tipo di pietre che si trovano sul posto ha condizionato l'architettura del tempio. I vari stili ci fanno pensare alla grande espansione della civiltà in queli tempi, dalla sierra costruirono la città più grande del mondo fino in Equador. Il Tempio del Sole rappresenta una trasformazione importante del modo di essere andino. Si inizia a parlare in lingua qechua che poi verrà più diffusa. Questa è l'area dove si passa da un'energia prevalentemente maschile ad una energia più completa. Intorno al Tempio ci sono monticoli costruiti con acqua e terra e molto sforzo, costruirono anche un tempio delle prescelte (akollanasi). Francesco de Avila nel XVI secolo scrive una racconto mitologico di Wiraqocha. Kumiraia era una bellissima donna. Suo padre voleva maritarla e molti pretendenti venivano rifiutati finchè arrivò un uomo molto bello che l'affascinò, la mise incinta e sparì. Il padre convocò tutti i pretendenti per cercare il responsabile. Tra essi c'era un uomo vestito di stracci che attirò la principessa ma era sprezzante. Lei scappò con il figlio verso il mare e l'uomo le corse dietro e prese le sembianze di Wiraqocha. Ma essa non si voltò e venne trasformata in pietra. La storia di questo spazio è interessante. Gli Inka


stavano governando in Cuzco. Nel Nord del Perù compare un gruppo poderoso, i Cimu, che si espande ma non arriva fino a Lima. Contemporaneamente gli Inka si espandono dal Cuzco alla Sierra fino ad arrivare ai confini con l'impero Cimu ma decisero di non confrontarsi con essi e proseguirono fino all'Equador. Poi scesero verso la costa e sorpresero i Cimu alle spalle, li vinsero e arrivarono fino a qui. Fecero alleanza con i Chincha. Gli inka trovarono questo oracolo di fronte all'Oceano (Capaqocciao, Mamaqocha) e la preservarono anzi costruirono l'altra parte di fronte all'Oceano. Rito: gli uomini si siedono nelle nichhie del Tempio di fronte all'Oceano tranne Juan e Celso, si devono integrare con il potere solare. Le donne attivano loro il qosqo portando il potere del mare. Con la mesa appoggiata sull'ombelico gli uomini assorbono dalle spalle il potere delle Montagne e del Sole e con il qosqo il potere dell'Oceano. Le donne dopo che hanno terminato si siedono a loro volta nelle nicchie seguenti, aprono il qosqo e si mettono in comunicazione con l'energia dell'Oceano. Celso appoggia la mesa sulla testa di tutte le donne a fa la connessione solare. Poi ci mettiamo in cerchio. Juan ci spiega che Komoc è la capacità di organizzazione e komocha è colui che ha la capacità di organizzazione come Celso in questo caso e lo ringraziamo. Juan dona a ognuno di noi una khuya e in cerchio fa passare nelle mani di ciascuno di noi una sua khuya. L'utimo esercizio: la mesa è al centro del cerchio e ognuno di noi trasferisce l'energia pesante al Santuario poi assorbiamo l'energia fine del Santuario e la indirizziamo in una colonna centrale "Saywan". La coca di Don Juan rimasta nel sacchetto viene offerta da tutti noi al Tempio. Juan ci mostra il contenuto della sua mesa. Ci sono pietre, monete, conchiglie, ogni oggetto ha un significato energetico. Anche noi ora iniziamo ad avere oggetti per la nostra mesa. Con questo rito si conclude il lavoro con il nostro sacerdote andino e lo ringraziamo. La sera partiamo per ICA. David parte per Amsterdam, Grazia, GB e Stefano restano a Lima. Mercoledì 22 Aprile VOLO SU NASCA - INCONTRO CON DR. CABRERA - RIENTRO A LIMA Rosa, Rossana e Laura volano sulle impressionanti figure di Nasca. Il messaggio si presta a varie interpretazioni, quella del Dr. Cabrera sembra essere un suggerimento per un volo corretto verso le Pleiadi. Le pietre del Dr. Cabrera sono sconcertanti, tanto che alcuni di noi hanno seri dubbi sul loro ritrovamento o "produzione". E' tutto da scoprire. Stanchi ma felici torniamo verso casa. Ci vorrà qualche giorno per rientrare nella "normalità", ma qual'è la normalita?


Juán Nuñez Del Prado

Perù diario di viaggio  
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