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Comunicato 21 Novembre 2010 MATTEO RICCI SEGNO UNIVERSALE, EVENTI CONCLUSIVI DELL’ANNO RICCIANO

“Matteo Ricci segno universale” è il titolo degli eventi conclusivi dell’anno ricciano che riassume il senso di questo centenario, che ha delineato con chiarezza l’universalità della figura e del messaggio del grande gesuita maceratese”. “Una mostra storico documentaria, un convegno internazionale, insieme ad una mostra filatelica con annullo postale, sono le chicche di questo programma che vuol chiudere proprio a Macerata un anno di eventi mondiali nel nome di padre MatteoRicci”. Così il presidente del comitato per le celebrazioni ricciane Adriano Ciaffi che ha presentato le iniziative che si svolgeranno dal 19 novembre al 22 gennaio 2011 a Macerata. “Sta per chiudersi un anno molto intenso e proficuo per le relazioni tra le Marche e la Cina – ha detto il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, all’evento di inaugurazione della mostra -. Un anno segnato dal messaggio di pace, di vicinanza tra i popoli, di amicizia e tolleranza di cui 400 anni fa si fece portavoce Padre Matteo Ricci. Il 400° anniversario della morte del missionario maceratese è stata per noi l’occasione per allestire una serie di


iniziative prestigiose che hanno proiettato il nome delle Marche sulla ribalta mondiale. Un progetto complesso ed entusiasmante, che ha avuto il suo fulcro nella mostra itinerante realizzata in Cina in quattro esposizioni: Pechino, Nanchino, Shanghai in concomitanza con l’Expo e Macao. Il successo di questo evento ha superato le nostre stesse aspettative, richiamando in questi mesi oltre 700mila visitatori. Tra loro anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha voluto inserire la visita alla mostra di Macao tra le tappe della sua missione istituzionale in Cina: un onore per le Marche e un riconoscimento per il lavoro fatto sin qui. I cinesi, oltre alle nostre sapienti manifatture, ci chiedono una produzione culturale in grado di rafforzare sempre più questa antica amicizia di cui Padre Ricci fu il primo ambasciatore e l’eco che le nostre esposizioni hanno avuto in Cina in questi mesi ne è la dimostrazione. Ma la mostra “Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming” non è stato l’unico evento con cui si è celebrata la figura del missionario marchigiano. Ricordiamo tra le tante iniziative, la proiezione del docufilm dedicato a Padre Ricci al Festival del Cinema di Venezia, la mostra “Ai crinali della storia. Padre Matteo Ricci fra Roma e Pechino” in Vaticano, l’Udienza papale nel nome di Ricci. E’ di questi giorni poi – ha aggiunto Spacca - la conferma del finanziamento FAS per l’Accordo di programma quadro regionale per la realizzazione della sede museale dell’Istituto per le Relazioni con l’Oriente-IRO, a Macerata. Ora questa nuova mostra che inauguriamo oggi, assaggio di quella che sarà l’esposizione permanente nella città natale di Matteo Ricci. I successi ottenuti nel corso di questo intenso 2010 sono frutto di un lavoro di squadra esemplare. Un ringraziamento va a tutti gli artefici di questo progetto, in particolare al Comitato per le Celebrazioni Ricciane, con la certezza che la proficua collaborazione instaurata proseguirà anche in futuro”. Il programma prevede: 1 - Una mostra storico documentaria “Matteo Ricci Modello di Umanità (1610-2010), curata dal prof. Filippo Mignini dell’Istituto Matteo Ricci per le relazioni con l’Oriente, che sarà ospitata nella prestigiosa sede di palazzo Buonaccorsi dal 19 novembre al 22 gennaio 2010. L’esposizione è un’anticipazione del museo permanente che insieme al nuovo Istituto Relazioni con l’Oriente saranno realizzati a Palazzo Trevi e alla bioblioteca Mozzi, come nei programmi dell’amministrazione comunale di Macerata. La mostra propone un percorso attraverso tre sezioni con lo scopo di ricostruire e narrare, mediante oggetti (libri, orologi e altri strumenti scientifici, carte geografiche), immagini e testi, strumenti multimediali la storia di Ricci, dalla sua morte a oggi, con particolare riferimento al contributo dato dalla città di Macerata a partire dal terzo centenario fino alla progettata esposizione permanente. 2 - Una mostra filatelica “Matteo Ricci s.j. nel mondo”– curata dall’Unione Filatelica Numismatica Maceratese- (dal 19 al 28 novembre alla Galleria Mirionima, piazza della Libertà 18) che delinea l’aggiornata figura di Ricci nelle edizioni filateliche di tutto il mondo. Da quella del Vaticano emessa quest’anno in occasione del IV centenario, allo


SMOM (Sovrano Ordine Militare di Malta), da Macao a Taiwan. Una riscoperta filatelica del nostro più illustre concittadino che è andata di pari passo con la diffusione nel mondo del suo nome e della sua opera, con grandi mostre di forte richiamo culturale, soprattutto in Cina.Gli appassionati del francobollo potranno nell’occasione celebrare P.M. Ricci con un annullo postale che sarà disponibile, grazie alle Poste Italiane, durante il giorno dell’inaugurazione nella sede stessa della mostra (orari 10.30-12.30 17.30 19.30).L’annullo postale con l’effige P.M. Ricci richiama il “viaggio”, reale e ideale, che caratterizza la storia degli uomini. 3- Un convegno internazionale dal titolo Attualità di Ricci. Interpretazioni, testi, fortuna, che si svolgerà a Macerata tra il 24 e il 26 novembre p.v., organizzato dall’Istituto Matteo Ricci per le relazioni con l’Oriente di Macerata. Il convegno si propone di esaminare, sotto il profilo storico, filologico ed esegetico, i seguenti aspetti: • Modelli e prospettive di interpretazione storica e testuale. • Nuovi contributi sulla storia della ricezione della figura e dell’opera di Matteo Ricci, con particolare riferimento alla controversia sui riti cinesi. • Aspetti filologici ed esegetici legati alla costituzione e all’interpretazione dei testi ricciani. • Tavola rotonda sulle implicazioni contemporanee, sotto il profilo politico, istituzionale, religioso, economico e delle relazioni interculturali, dell’esperienza storica di Matteo Ricci.


Comunicato 29 Ottobre 2010

Il presidente Napolitano a Macao per la mostra della Regione Marche su Matteo Ricci Il governatore Spacca: “Un onore per tutti i marchigiani” La mostra di Macao prolungata fino al 7 novembre

“Un onore per tutti i marchigiani e un significativo riconoscimento alla figura di un figlio della nostra terra: Padre Matteo Ricci”. Così il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha accolto la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, oggi al Macao Museum of Art, alla mostra dedicata al missionario marchigiano realizzata dalla Regione Marche sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana. Spacca ha voluto portare a Macao il saluto di tutta la comunità marchigiana al Capo dello Stato che ha già dimostrato in diverse occasioni di essere particolarmente legato alla nostra terra. E legato anche alla figura di Padre Matteo Ricci, che il presidente Napolitano ha voluto omaggiare non solo visitando la mostra ma anche deponendo, due giorni fa, una corona sulla sua tomba. Erano presenti alla visita del presidente Napolitano, accanto al governatore, il curatore della mostra Filippo Mignini e il dirigente del servizio Internazionalizzazione della Regione Marche Raimondo Orsetti.


Accompagnato dalla moglie Clio e dal figlio, il presidente Napolitano ha dimostrato grande interesse per le opere esposte e ha espresso particolare apprezzamento per l’allestimento realizzato al Macao Museum of Art. Sotto la guida del presidente Spacca e del curatore Mignini, il capo dello Stato ha potuto ammirare le opere italiane e cinesi esposte e di fronte ai pezzi provenienti dalla regione ha rilevato che questa mostra è una vera festa delle Marche. L’attenzione del presidente è stata in particolare per il modo in cui l’allestimento riesce a restituire la metodologia utilizzata da Matteo Ricci per far incontrare le due culture, quella italiana e quella cinese. Grande attenzione anche per la più grande carta geografica universale composta da Ricci e stampata a Pechino nel 1603: la “Misteriosa Mappa visiva delle due forme” (Liangyi xuanlan tu), esposta in prima assoluta a Macao. “Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming” è la mostra che la Regione Marche ha voluto dedicare, nel 400° anniversario della sua scomparsa, alla figura del missionario gesuita (Li Madou nella traslitterazione in cinese del nome Ricci) che nel Paese asiatico gode di una fama pari solo a quella di Marco Polo. Un evento, quello al quale ha voluto essere presente il presidente Napolitano, che cade non a caso nell’Anno culturale della Cina in Italia e nel quarantennale delle relazioni diplomatiche tra Italia e Repubblica Popolare cinese. “La visita del Capo dello Stato – ha aggiunto Spacca – suggella oggi nel migliore dei modi lo sforzo organizzativo e l’impegno che la Regione ha profuso nell’allestimento dell’evento, iniziativa culturale che contribuisce a rafforzare i legami tra Italia e Cina, in una fase di grande vitalità nella storia dei rapporti tra i due Paesi. L’aver inserito la tappa di Macao nella visita ufficiale in Cina, definita dallo stesso presidente Napolitano missione di forte amicizia, di profondo e reciproco riconoscimento, di condivisa assunzione di responsabilità per un mondo migliore, consolida ulteriormente il ponte ideale che le Marche hanno voluto costruire in questi mesi grazie alla mostra e ne rafforza quindi il significato. Le parole usate dal Capo dello Stato per ricordare questa straordinaria figura, definita modello di relazioni rispettose delle diversità, sono il modo migliore per sottolineare la forza del suo messaggio. Matteo Ricci è un marchigiano che in estremo Oriente portò lo spirito della propria terra, ma l’accoglienza ricevuta in Cina nel corso delle varie tappe della mostra, testimonia come questa figura appartenga a tutta l’Italia e al mondo e come il suo messaggio di pace sia ancora oggi di grande attualità. Il nostro intento, in occasione del 400^ anniversario della morte di padre Matteo Ricci è quello di ricordare la forza delle idee, la cultura, la ricchezza intellettuale di questo gesuita maceratese che riuscì a fare breccia nella corte imperiale cinese e ricevette l’onore mai concesso prima ad uno straniero, di essere seppellito lì. Da un maggior approfondimento dell’opera di Matteo Ricci potremo trovare conforto, ispirazione e forza per affrontare le sfide che un mondo sempre più grande ci pone. In questo forse il metodo di Li Madou ci potrà essere d’aiuto, con il rigore di una disciplina che riconosce i doveri prima dei diritti, fondandosi sul coraggio personale, sulla ricerca e sullo studio che fa crescere la conoscenza, sul dialogo senza pregiudizi che rispetta ogni persona”. Inaugurata il 7 agosto, l’esposizione di Macao è l’ultima tappa dell’itinerario avviato il 6 febbraio scorso al Capital Museum di Pechino, proseguito allo Shanghai Museum (dal 2 aprile al 23 maggio) prima e al Nanjinjg Provincial Museum di Nanchino poi (dal 4 giugno al 25 luglio). Visto il grande successo di pubblico anche per l’allestimento di Macao, la mostra è stata prolungata fino al 7 novembre.


SCHEDA: MATTEO RICCI (LI MADOU).

Matteo Ricci nacque nel 1552 a Macerata, dove compì i primi studi umanistici sia in casa sia nel collegio dei Gesuiti. Fino a 16 anni trasse linfa per la sua formazione dalla terra e dalla cultura che gli diedero i natali, per poi spostarsi a Roma nel 1568 per studiare Diritto e Filosofia. Nel 1571 entrò nella Compagnia di Gesù e nel 1577 venne assegnato alle missioni dell’India. Dopo quattro anni fu chiamato a Macao per studiare la lingua cinese e prepararsi a tentare l’impresa della Cina. Nel 1583 entrò nella città di Zhaoqing dove fondò la propria residenza. In 18 anni di faticosissima ascesa verso la corte imperiale aprì altre tre residenze, finché non venne chiamato a Pechino con decreto imperiale a presentare doni quale ambasciatore d’Europa. Dal 1601 visse a Pechino, protetto dall’imperatore. Alla sua morte, nel 1610, proprio l’imperatore concesse, per la prima volta nella storia della Cina, un terreno per la sepoltura di uno straniero. Due mondi fino ad allora reciprocamente ignari vennero da Ricci messi in contatto e nelle sue opere si riconoscono le due metà di un intero. L’importanza di questo scambio e la grandezza dell’uomo che ne fu all’origine, furono espresse dai cinesi nel titolo assolutamente inusitato di Xitai (“Il maestro dell’estremo Oriente”) conferito a Padre Matteo Ricci. Matteo Ricci (Li Madou nella traslitterazione in cinese), grazie all’enorme portata dei risultati della sua opera (aver conquistato la fiducia del popolo cinese su tutti, ma anche le innovazioni scientifico-tecnologiche, filosofiche e religiose, letterarie e artistiche) è assurto all’Olimpo dei grandi della Cina. E’ infatti l’unico occidentale, insieme a Marco Polo, ad essere ricordato a Pechino nel grande monumento agli eroi cinesi del secondo millennio

Il presidente Napolitano a Macao per la mostra della Regione Marche su Matteo Ricci Scheda sui rapporti tra le Marche e la Cina Tra 2008 e 2009 è stata incessante l’attività di tessitura dei rapporti e di programmazione di progetti e di attività future tra le Marche e la Cina. E con il 2010, anche a seguito delle prestigiose mostre organizzate dalla Regione Marche per ricordare la figura e l’opera di Padre Matteo Ricci, si sono volute costruire le premesse per una presenza importante, qualificata e duratura delle imprese e dei prodotti marchigiani nel vasto e ricco mercato cinese. Qui di seguito alcune tappe fondamentali nei rapporti Marche-Cina. Gli “albori” - Molti gli imprenditori marchigiani che sono stati dei veri pionieri in Cina, con investimenti che risalgono agli inizi degli anni ’70 nel settore dei cappelli, della meccanica e della scarpa. Si sono conquistati con coraggio spazi di mercato, applicando proficue strategie di internazionalizzazione attiva che la Regione Marche sostiene fortemente e continuerà a sostenere. Le Olimpiadi del 2008 - Alle Olimpiadi di Pechino 2008 sono state ben presenti le Marche


dell’innovazione e delle idee: gli impianti tecnologici e alcuni edifici del Villaggio Olimpico, oltre all’illuminazione all’avanguardia, sono stati realizzati da prestigiose aziende marchigiane. L’ultimo triennio - Presenti nel grande Paese asiatico da decenni, le Marche nell’ultimo triennio hanno stretto importanti accordi e collaborazioni in Cina sia a livello istituzionale che economico e culturale, in una logica di strategia di internazionalizzazione attiva. Sono stati realizzati diverse missioni ed incoming ed avviate azioni strategiche per rafforzare i rapporti tra i due paesi e consolidare gli scambi economici. La scelta strategica della Regione è stata quella di avviare iniziative promozionali e attività di sostegno e supporto agli imprenditori che intendano collocarsi nel grande mercato cinese. Il 2010 – Nel 2010 le Marche si sono presentate in Cina, oltre che con la mostra itinerante dedicata a Padre Matteo Ricci, anche grazie alla geniale imprenditoria che le contraddistingue nel mondo: a giugno la regione è stata infatti presente all’Expo di Shanghai. L’evento, con 200 nazioni e organizzazioni internazionali coinvolte, decine di milioni di visitatori, ha rappresentato un’occasione formidabile di promozione. Il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha sottoscritto il 23 novembre 2009 l’adesione all’operazione con il Commissario Generale del Governo Dott. Beniamino Quintieri. Le Marche hanno partecipato con un proprio spazio allestito presso il padiglione italiano dal 1° al 15 giugno. Nella cornice della grande esposizione universale, caratterizzata da grande eterogeneità di pubblico, la Regione Marche ha deciso di “spettacolarizzare” la propria offerta al fine di rendere visibile e immediatamente riconoscibile la propria identità territoriale. In quest’ottica, sulla scia del tema di Expo 2010, Better City, Better Life, è stato elaborato il concept di allestimento della partecipazione regionale: Marche: land of magic. La Regione ha ideato l’allestimento di un’area dedicata alle famose Winx, fatine animate nate dall’ingegno marchigiano di Iginio Straffi connaturate come prodotto tutto regionale, anche se ormai di fama planetaria. In contemporanea con la presentazione delle Marche all’Expo di Shanghai si sono svolti - di concerto con il sistema regionale dell’internazionalizzazione - eventi collaterali finalizzati a promuovere l’immagine del territorio e a sostenerne alcuni aspetti produttivi (filiere, distretti) di eccellenza. Il Protocollo con lo Jiangsu – Con l’Accordo di Partenariato Territoriale, le relazioni tra Marche e Cina escono ancor più rafforzate. Sottoscritto il 23 giugno 2009 dal Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca e dal vice governatore della Provincia dello Jiangsu Shi Heping, il documento è stato redatto, in coerenza con le linee guida dettate dal Comitato Governativo Italia Cina, al fine di rafforzare gli scambi e la cooperazione nei settori economico, commerciale, formativo, culturale, turistico, urbanistico, ambientale. L’intesa è il risultato di una preziosa azione diplomatica tessuta dalla Regione Marche nei mesi precedenti alla firma: due incontri con l’Ambasciatore Cinese in Italia Sun Yuxi, uno dei quali è stata una visita di due giorni nelle Marche, inserimento della Regione Marche nel Comitato Intergovernativo Italo-Cinese, incontri con i massimi vertici della diplomazia italiana a partire dal Ministro Frattini, accordo con il Ministero degli Affari Esteri per una “cooperazione rafforzata” tra la Regione ed il Ministero, visite ufficiali a Nanchino nel corso del biennio 2008/2009 di una qualificata e rappresentativa delegazione del sistema istituzionale ed economico marchigiano che ha definito la piattaforma dell’accordo. Gli obiettivi del Protocollo - Obiettivo comune è la creazione di una piattaforma logistica della Provincia dello Jiangsu per raggiungere l’intera Europa che abbia come sede le


Marche con le sue infrastrutture aeroportuali, portuali ed interportuali, servizi integrati di primissimo livello e servizi di assoluta qualità per le imprese cinesi. Nel Protocollo vengono individuati cinque ambiti di collaborazione e di cooperazione: universitaria, piccole e medie imprese nei settori economici e commerciali (in particolare calzature, mobili ed arredo, meccanica), culturale, turistica e riqualificazione urbana ed ambientale. Strategica in quest’ottica la Convenzione tra la Provincia cinese di Jiangsu e l’Università Politecnica delle Marche che sottoscrive la volontà comune di cooperare per la realizzazione di piani e progetti urbanistici per la città di Nanchino o di altri centri abitati della Provincia del Jiangsu. Le Marche, con il coinvolgimento delle sue forze migliori che operano da anni sul tema dello sviluppo sostenibile e dell’edilizia eco-compatibile, sono infatti interessate alla progettazione delle nuove città che nasceranno in Cina e alla riqualificazione urbana di quelle esistenti. Gli altri Programmi - Sulla scia della firma del Protocollo con la provincia dello Jiangsu, la Regione Marche ha promosso iniziative che assicurano un seguito alle importanti attività finora poste in essere. Due sono i programmi principali da considerare in questo ambito. Il progetto ICONA nasce nel quadro di un accordo con il Ministero degli Affari Esteri in diretta coerenza con il programma strategico MAE – Regioni - Cina. Partendo dal macro obiettivo della collaborazione istituzionale tra la Regione Marche e la Provincia dello Jiangsu in materia di innovazione tecnologica, il progetto stimola lo sviluppo di rapporti di interazione tra Centri Tecnologici marchigiani e cinesi per il miglioramento delle produzioni esistenti e la realizzazione di nuovi prodotti. ICONA prevede il coinvolgimento iniziale di aziende operanti nei settori elettromeccanico, del mobile, della moda/calzatura/cuoio, dell’agroalimentare e delle energie alternative, con la prospettiva di estendere poi i propri benefici ad altri settori industriali e produttivi. Strumentale al fine del progetto è la creazione di una piattaforma web capace di costituire un importante strumento di knowledge sharing per la condivisione di tutte le opportunità d’affari. La Regione Marche è anche parte di un secondo progetto, promosso da Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, nell’ambito dello stesso programma MAE Cina Regioni, per l’elaborazione di un pacchetto di offerta delle reali opportunità esistenti in territorio marchigiano per l’attrazione di capitali cinesi. La Regione ha inoltre definito un importante protocollo d’intesa con Invitalia. Obiettivo dell’accordo è rafforzare l’attrattività del contesto territoriale regionale traducendo le vocazioni produttive presenti in reali opportunità d’investimento per gli operatori esteri. Il protocollo si pone come un importante strumento di promozione all’estero delle opportunità d’insediamento nel territorio regionale con un’attenzione speciale riservata al mercato cinese. Le Marche e la Cina, il presidente Spacca di ritorno da Macao, ultima delle quattro esposizioni su Matteo Ricci: “Un evento che rappresenta una tappa decisiva nei rapporti tra i nostri popoli”. Un grande ringraziamento è stato espresso dal presidente della Regione, Gian Mario Spacca e dalla delegazione marchigiana in Cina, per la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la signora Clio, alla mostra su Padre Matteo Ricci. “L’evento organizzato in quattro grandi esposizioni dalla Regione Marche nel 2010 – dice Spacca – ha destato grande interesse presso il gruppo di esperti che seguiva il presidente


Napolitano. Un ulteriore motivo di soddisfazione, che si aggiunge agli ottimi frutti già raccolti da febbraio ad oggi in Cina dalla nostra mostra, visitata da oltre 700mila persone. Un evento che segna un salto di paradigma nel rapporto di collaborazione tra le Marche e il Paese asiatico, avviato già da molti anni. Ora ci attendiamo frutti concreti dalla nostra strategia di internazionalizzazione, che ha investito molto in iniziative culturali che dovranno generare altri progetti nei settori dell’economia, della ricerca, della formazione e soprattutto del turismo”. Tanto è stata apprezzata la mostra a Macao, che è stato deciso di prolungare l’esposizione, posticipata al 7 novembre. Questa mattina, poi, le autorità di Macao e la direzione del Macao Museum of Art hanno tenuto una conferenza stampa per presentare gli ottimi riscontri di pubblico e critica che la mostra ha ricevuto in questi mesi di apertura. Nel corso della visita, il Capo dello Stato, conversando con il Presidente Spacca, ha formulato il desiderio di voler ritornare nelle Marche entro la fine del proprio mandato. Non solo Matteo Ricci nella missione cinese della Regione Marche. Nel corso della visita, la delegazione marchigiana ha infatti partecipato ad incontri con le autorità di Macao per l’avvio di relazioni e scambi di natura culturale tra i due territori, con la prospettiva di “esportare” in questa vivace realtà progetti legati allo spettacolo (danza, musica, teatro) made in Marche, particolarmente apprezzati e richiesti dalle istituzioni di Macao, proprio sulla scia della reputazione che grazie alla mostra di Matteo Ricci la regione si è conquistata in Cina.


Comunicato 28 Ottobre 2010 Padre Matteo Ricci: domani il presidente della Repubblica Napolitano in visita alla mostra di Macao. Il presidente Spacca: “Chiusura solenne di un intenso anno per le relazioni Marche-Cina” “La visita del presidente Giorgio Napolitano chiude in maniera solenne un anno intenso e proficuo per le relazioni tra le Marche e la Cina”. Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, saluta così l’arrivo del Capo dello Stato, in occasione della sua visita ufficiale in Cina, alla mostra di Macao “Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming” organizzata dalla Regione Marche in occasione dei 400 anni dalla morte del missionario gesuita maceratese. Il presidente Napolitano ha deposto una corona sulla tomba di Matteo Ricci e visiterà domani pomeriggio la mostra di Macao allestita al Macao Museum of Art, quarto ed ultimo evento di un percorso che ha avuto come protagoniste Pechino, Shanghai, Nanchino. Da febbraio a novembre 2010, dieci mesi di successi con ben 700mila persone che fino ad oggi hanno visitato l’esposizione. “La presenza del presidente Napolitano alla mostra – aggiunge Spacca – ci consente di sottolineare con ancora più forza il messaggio di pace e di dialogo tra i popoli, di amicizia e tolleranza, ma soprattutto di unità, di cui 400 anni fa Padre Matteo Ricci si fece portavoce. Un messaggio che ci auguriamo possa essere, oggi più che mai, di grande attualità. Del resto lo stesso Capo dello Stato, in avvio della sua missione in Cina, ha ricordato la figura di Matteo Ricci, riconoscendo come il gesuita marchigiano insegnasse che nessuno può dare lezioni ad altri, ma piuttosto accostarsi con comprensione e lungimiranza a un mondo diverso”. Il 2010, nel quale non solo si celebra il 400° della morte di Ricci, ma anche il quarantesimo delle relazioni tra Italia e Cina e l’Anno culturale della Cina in Italia, è stato particolarmente proficuo per i rapporti tra le Marche e il Paese asiatico. Sempre quest’anno le Marche sono riuscite a ritagliarsi un posto d’onore all’Expo universale di Shanghai, nel quale il territorio ha presentato le proprie eccellenze con testimonial d’eccezione: le fatine Winx, opera della creatività tutta made in Marche di Iginio Straffi. Un anno di intense relazioni, dunque, e non solo nel campo della cultura. “Le Marche – sottolinea Spacca - hanno avviato da tempo un produttivo rapporto di collaborazione con la Cina. Nell’ultimo biennio la Regione ha ribadito la necessità di coordinare le azioni in questo paese riconoscendolo come mercato internazionale di grande interesse per lo sviluppo di relazioni economiche e commerciali delle imprese marchigiane. Per i nostri imprenditori la Cina rappresenta non solo un centro propulsore dell’economia mondiale, ma anche un importantissimo mercato di sbocco. Ed è


fondamentale attestare la presenza all’estero andando alla conquista di nuove quote di mercato nei Paesi che garantiscono, pur nella congiuntura economica attuale, una tendenza di crescita e sviluppo”. La visita del presidente Giorgio Napolitano all’allestimento di Macao rappresenta il degno suggello a questo 2010 denso di soddisfazioni sul piano delle relazioni tra Marche e Cina. “Ci auguriamo – conclude Spacca – che la chiusura della mostra di Macao non rappresenti che un trampolino di lancio per nuove, ulteriori e proficue iniziative di collaborazione e che il seme della vicinanza tra culture così lontane eppure così vicine, piantato 400 anni fa da Padre Matteo Ricci, possa continuare a produrre i suoi buoni frutti anche negli anni a venire”.

SCHEDA MOSTRA “MATTEO RICCI. INCONTRO DI CIVILTA’ NELLA CINA DEI MING” Le tappe: Pechino, Capital Museum, 6 febbraio-20 marzo 2010 Shanghai, Shanghai Museum, 2 aprile-23 maggio 2010 Nanchino, Nanjing Museum, 3 giugno-25 luglio 2010 Macao, Macao Museum of Art, 7 agosto-31 ottobre 2010 La mostra: La mostra, promossa e realizzata dalla Regione Marche e nata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana e con il patrocinio dei Ministeri per gli Affari Esteri e per i Beni e le Attività culturali, ricostruisce gli eventi e ripercorre le orme di Matteo Ricci, gesuita marchigiano, primo uomo a stabilire un solido ponte culturale tra Occidente e Cina, aprendo al mondo il grande Paese sul finire della dinastia dei Ming. La mostra è curata da Filippo Mignini, direttore dell’Istituto Matteo Ricci per le relazioni con l’Oriente. L’evento è organizzato dalla Regione Marche che, nell’intento di realizzare strategie di internazionalizzazione attiva in Cina, ha ideato e promosso il “Progetto Padre Matteo Ricci (Macerata 1552-Pechino 1610)” che racchiude tutte le iniziative della Regione che si stanno sviluppando nel triennio 2009-2011. Nel IV centenario della morte, l’esposizione documenta il primo e significativo incontro tra la civiltà europea e quella cinese ricostruendo il complesso viaggio, culturale e spirituale, compiuto da Ricci e dai suoi compagni. La rassegna presenta una selezione di 200 opere, provenienti dalle maggiori Istituzioni museali italiane e cinesi, tra i quali alcuni capolavori del Rinascimento italiano di Raffaello, Tiziano, Lotto, Barocci esposti per la prima volta in Cina accanto a preziosi documenti dell’arte e della cultura dell’Impero dei Ming. L’allestimento di Macao: Visto il crescente successo di critica e di pubblico delle tre


precedenti tappe alla mostra itinerante si è aggiunto un quarto appuntamento, quello di Macao, città-stato che si affaccia sul Mar Cinese meridionale. La mostra (che ad oggi è stata visitata da qualcosa come 700mila persone) è stata inaugurata, alla presenza del presidente della Regione Spacca, il 7 agosto scorso, data scelta non a caso: proprio quel giorno, nel 1582, Padre Matteo Ricci arrivò a Macao. La quarta tappa del “tour” cinese della mostra è ospitata al Macao Museum of Art, noto per le sue collezioni che fondono le produzioni della cultura tradizionale d’Oriente con gli influssi della civilizzazione occidentale. Questo allestimento offre una nuova edizione, aggiornata nella sezione cinese e arricchita da due importanti novità corredate da una appendice dedicata alla presenza della cultura cristiana a Macao dopo Ricci fino alle soglie del ‘900. Una delle principali novità è costituita dall’esposizione, in prima assoluta, della più grande carta geografica universale composta da Ricci e stampata a Pechino nel 1603: la “Misteriosa Mappa visiva delle due forme” (Liangyi xuanlan tu). Si tratta di uno dei due esemplari originali fino ad oggi noti di questa edizione, conservato molto gelosamente nel Museo provinciale di Shenyang, Provincia di Liaoning. La seconda novità è costituita da un “blocco” di documenti in lingua cinese, per lo più calligrafie, risalenti a 18 autori coevi di Ricci. Macao e Ricci: Macao ha costituito, nell’esperienza della Compagnia di Gesù in Cina e in particolare in quella di Matteo Ricci, non solo il punto di approdo all’”altro mondo della Cina”, ma anche il baricentro della missione cinese. Con l’arrivo dei Gesuiti a Macao (1556, 1561 e 1562) la città divenne gradualmente il centro di maggiore diffusione della cultura europea in estremo Oriente. La prima sede della Compagnia di Gesù fu aperta nel 1565, divenendo in seguito il Collegio di San Paolo. E proprio di fronte al Collegio e di fianco alla Chiesa di San Paolo, nell’agosto scorso, è stata inaugurata, alla presenza del presidente della Regione Spacca, una grande statua in bronzo raffigurante Padre Matteo Ricci.


Comunicato 29 Maggio 2010

UDIENZA PAPALE NEL NOME DI PADRE MATTEO RICCI. IL SALUTO DEL PRESIDENTE GIAN MARIO SPACCA QUESTA MATTINA IN VATICANO

In occasione dell’udienza speciale di Papa Benedetto XVI in Vaticano per il 4° centenario della morte di Padre Matteo Ricci, con la partecipazione di 8mila marchigiani nella Sala Nervi, il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha portato il saluto delle Marche. Ecco il testo dell’intervento. “La numerosa e significativa presenza di tanti marchigiani a questa udienza papale voluta da Sua Eccellenza Monsignor Claudio Giuliodori, testimonia come la figura di Padre Matteo Ricci sia nel cuore dei nostri concittadini, poiché è ormai annoverata tra i grandi figli della nostra terra che hanno dato lustro all’Italia ed all’Europa. Non dunque solo un marchigiano, come dimostra l’adesione di tutte le 13 diocesi della regione i cui vescovi sono qui presenti assieme ad una larga rappresentanza istituzionale: presidenti delle Province e sindaci. Non solo un marchigiano. Ma una figura che appartiene ormai al mondo intero.


La sua immensa cultura, la sua saggezza e le sue conoscenze, hanno fatto sì che la Cina lo abbia adottato come Maestro e ancora oggi lo consideri un punto di riferimento. La Regione Marche ringrazia per l’invito la Diocesi di Macerata e partecipa con grande gioia a questa manifestazione Ricciana che arricchisce di una luce straordinaria le tante iniziative celebrative promosse nell’anno che celebra il quarto centenario della scomparsa di Padre Matteo Ricci. In particolare la nostra Regione sostiene la bella mostra “Ai crinali della storia. Padre Matteo Ricci fra Roma e Pechino” che è stata realizzata presso il Braccio di Carlo Magno qui in Vaticano. Mentre in Cina la nostra Regione sta organizzando una mostra itinerante in tre tappe che ha già toccato Pechino e Shanghai e si appresta a sbarcare a Nanchino, “Matteo Ricci, incontro di civiltà nella Cina dei Ming”. Le mostre già svolte a Pechino e Shanghai hanno riscosso un grande successo, basti pensare che solo a Shanghai sono stati 300mila i visitatori in poco più di due mesi. Ma forse la cosa più significativa è che queste mostre hanno fornito la possibilità di avviare nuovi rapporti culturali ed economici tra Marche e Cina. L’udienza che ci ha concesso oggi il Santo Padre Benedetto XVI e il suo intervento che attendiamo con impazienza, suggelleranno l’impegno di voler ricordare la figura di Padre Matteo Ricci per confermare il suo messaggio di pace, di vicinanza tra i popoli, di amicizia e tolleranza e soprattutto di unità. Un’unità che non può esistere senza la consapevolezza delle differenze”.


Comunicato 18 Gennaio 2010

Dal 6 febbraio a Pechino una mostra sulle orme del grande intellettuale marchigiano che creò il primo ponte culturale tra la Cina e l’Occidente Matteo Ricci Incontro di civiltà nella Cina dei Ming Pechino, Capital Museum, 6 febbraio – 20 marzo 2010 Shanghai, Shanghai Museum, 2 aprile – 23 maggio 2010 Nanchino, Nanjing Museum, 4 giugno – 25 luglio 2010

La Regione Marche, nella logica di realizzare strategie di internazionalizzazione attiva per penetrare il mercato cinese, ha ideato e promosso il Progetto Padre Matteo Ricci (Macerata 1552 – Pechino 1610), con il quale s’intendono tutte le iniziative promosse dalla Regione Marche, di concerto con altri Enti ed Istituzioni, da realizzarsi durante il


triennio 2009-2011. In questo contesto è stata ideata la mostra Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming che, per la prima volta in Cina, ricostruisce gli eventi e ripercorre le orme di Matteo Ricci, gesuita marchigiano, eroe della storia culturale del mondo: il primo uomo che stabilì un solido ponte culturale fra Occidente e Cina, aprendo al mondo il grande Paese sul finire della dinastia Ming. Promossa e realizzata grazie all’impegno eccezionale della Regione Marche, terra natale di Ricci, e organizzata da Mondomostre, la rassegna è curata da Filippo Mignini, direttore dell’Istituto Matteo Ricci per le relazioni con l’Oriente e già responsabile di tre esposizioni su Ricci: Macerata 2003, Roma (Vittoriano) 2005 e Berlino 2005 ed è allestita in tre tappe, a Pechino, Shanghai, e Nanchino. L’esposizione documenta il primo significativo incontro tra la civiltà europea e la civiltà cinese attraverso la figura e l’opera del gesuita maceratese, nel quarto centenario della sua morte e allo stesso tempo rappresenta una metafora del percorso compiuto da Ricci nell’impero dei Ming. La rassegna presenta una selezione di 200 opere, provenienti dalle maggiori Istituzioni museali italiane e cinesi, tra cui capolavori del Rinascimento italiano (Raffaello, Tiziano, Lotto, Barocci) che saranno per la prima volta esposti in Cina accanto a preziosi documenti dell’arte e della cultura dell’impero dei Ming. “Il nostro intento, in occasione del 400^ anniversario della morte di padre Matteo Ricci – spiega il presidente della Regione Gian Mario Spacca - è quello di ricordare la forza delle idee, la cultura, la ricchezza intellettuale di questo gesuita maceratese che riuscì a fare breccia nella corte imperiale cinese e ricevette l’onore mai concesso prima ad uno straniero, di essere seppellito lì. La sua opera è infatti ancora oggi apprezzata, ricordata e studiata nel Paese che lo accolse, la Cina, mentre è poco conosciuta in Italia. Pochi lo sanno, ma fu proprio lui l’ispiratore, durante la guerra fredda, della ‘diplomazia del ping pong’. Nel 1971 il Segretario di Stato americano Henry Kissinger che aveva approfondito gli studi sull’abilita diplomatica e la grande conoscenza dei cerimoniali della corte imperiale cinese di Padre Matteo Ricci, fu promotore nell’ambito del 31° Campionato Mondiale di Tennis in corso in Giappone di uno scambio di visite tra giocatori di ping pong di Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese. L'evento costituì un momento di distensione nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti d'America, che aprì la via alla visita del Presidente americano Richard Nixon alla Cina nel 1972. Questa capacità – prosegue Spacca - di aprire un dialogo, di creare un confronto con una civiltà così lontana, di integrarsi e di integrare, rappresenta per noi marchigiani un’importante lezione che dobbiamo tenere bene a mente anche oggi per incrementare la nostra capacità di realizzare progetti innovativi nella dimensione globale. Matteo Ricci infatti insieme al proprio bagaglio di studi, in Cina portò anche lo spirito della sua terra


natale, le sue peculiarità che percepiva come un valore aggiunto tanto da teorizzare che non esiste ‘vera unità senza differenze’, un principio sacro, che vale in tutte le manifestazioni del vivere quotidiano. Se quindi, la cultura fu per Matteo Ricci la ricchezza per conquistare buone relazioni e dialogare, non c’è modo migliore di una mostra importante per simboleggiare il suo messaggio e per rendere omaggio a un genio, così come è percepito in Cina e in tutto l’estremo Oriente”. Nel momento di massima apertura della Cina sul mondo, la mostra si propone quindi di narrare la grande impresa congiunta di quegli intellettuali europei e cinesi che, all’inizio dell’età moderna, posero le basi di questa apertura, nel duplice segno della conoscenza e dell’amicizia. I due mondi fino ad allora reciprocamente ignari l’uno dell’altro vennero da Ricci messi in contatto e nelle sue opere si riconobbero come le due metà di un intero. L’importanza di questo scambio e la grandezza dell’uomo che ne fu all’origine furono espresse dai cinesi, che pur nutrivano grande diffidenza nei confronti degli stranieri, nel titolo assolutamente inusitato di Xitai, “il maestro dell’estremo Occidente”, conferito a Padre Matteo Ricci. I risultati dell’opera di Ricci in Cina furono di enorme portata: primo fra tutti fu aver conquistato la fiducia del popolo cinese e di averlo reso attento e curioso verso il mondo: in termini di efficacia e durata, un evento dalla portata incalcolabile e tale da giustificare, da solo, la perenne gratitudine della Cina al suo Li Madou (traslitterazione del nome “Ricci Matteo” in cinese). Per non parlare delle innovazioni scientifico-tecnologiche, filosofiche e religiose, letterarie e artistiche che elevarono Ricci nell’olimpo dei grandi della Cina: l’unico occidentale, insieme a Marco Polo, ricordato a Pechino nel grande monumento agli eroi cinesi del secondo millennio. Tuttavia, mentre Marco Polo ha soltanto fatto conoscere all’Europa il Catai dei Tartari, Matteo Ricci ha compiuto una profonda e duratura comunicazione nelle due direzioni, svelando la Cina all’Europa e trasmettendo documenti fondamentali della civiltà europea alla Cina. Matteo Ricci si adoperò per introdurre presso i cinesi la scienza occidentale. Per dimostrare lo stato avanzato raggiunto dalla tecnologia europea, mostrò nei suoi incontri con i letterati confuciani e le personalità importanti un orologio automatico e la carta geografica del globo. Avendo trovato delle somiglianze tra la cultura filosofica dei mandarini e la filosofia greca, Ricci fece conoscere ai cinesi alcune opere fondamentali del pensiero greco. Tradusse in cinese il Manuale di Epitteto, intitolandolo "Il libro dei 25 paragrafi" e parafrasandone in senso cristiano molti passi. Nel 1607 Ricci, insieme con il matematico cinese cattolico Xu Guangqi, tradusse i primi libri degli Elementi di Euclide in cinese. Inoltre Ricci si dedicò alla realizzazione di un atlante mondiale in cinese, curando personalmente la traduzione dei nomi europei nella lingua locale. Molte dei nomi da lui coniati sono usati tutt'oggi in Cina. Ricci, inoltre, introdusse, presentandoli sotto una luce favorevole, molti aspetti della civiltà cinese in Europa.


La mostra La prima parte della rassegna ricostruisce il tessuto culturale e artistico dell’Occidente da cui muove Ricci negli anni del Rinascimento maturo; in mostra, per la prima volta in Cina, dipinti di alcuni fra i maggiori artisti italiani del tempo (tra cui Raffaello, Tiziano, Lorenzo Lotto, Federico Zuccari, Federico Barocci, Giulio Romano, Simone De Magistris) accanto ad altre opere, documenti e strumenti scientifici che attestano la compiutezza e l’importanza degli innesti di conoscenze ed esperienze della civiltà europea in Cina: libri e manoscritti, tra cui l’Astronomicum caesareum di P. Apianus, il Theatrum orbis terrarum di Ortelio, una copia del quale Ricci regalò all’imperatore, la Humani corporis fabrica di Vesalio e la Biblia poliglotta di Anversa, insieme ad altre decine di preziose cinquecentine, rilegature artistiche, incisioni su rame e modelli in scala della Roma antica e rinascimentale, strumenti musicali, macchine leonardesche e dispositivi meccanici, congegni per la misura del tempo e dello spazio, nonché pezzi di arredamento tardo rinascimentali e i famosi arazzi su cartone di Raffaello, attualmente conservati presso la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, a ricostruire l’ambientazione tipica dei palazzi italiani di fine ‘500. La seconda parte della mostra illustra il mondo che Matteo Ricci trova in Cina al suo arrivo e ricostruisce, attraverso documenti originali e oggetti d’epoca cinesi, il “viaggio”, ossia l’esperienza di incontro, dialogo e comunicazione compiuta da Ricci e dai suoi interlocutori cinesi da Macao (primo approdo) a Pechino, dove è tuttora conservata la tomba del grande pioniere. Le opere cinesi esposte evocano gli aspetti fondamentali della civiltà cinese con i quali Ricci si è misurato, la lingua e la scrittura, la produzione libraria, le tre grandi religioni (confucianesimo, buddismo e taoismo), le opere prodotte da Ricci e dai suoi amici in Cina, libri, carte geografiche, strumenti scientifici. Un accento particolare viene posto sulla vita e sulla comunità dei letterati cinesi, dalla quale Li Madou fu accolto e riconosciuto maestro. Preziosi oggetti in oro e giada evocano il fascino della corte di Wanli, nella quale il letterato straniero ebbe libero accesso. In mostra anche un dipinto che i cinesi attribuiscono allo stesso Ricci raffigurante un paesaggio con bosco nei dintorni di Pechino. Questo evento, unico nel suo genere e finalizzato a comporre una visione complessiva della figura e dell’opera del grande gesuita, è realizzato dalla Regione Marche, nell’ambito del Comitato promotore delle Celebrazioni del IV Centenario dalla morte di padre Matteo Ricci. Biografia breve Matteo Ricci nasce a Macerata nel 1552, dove compie i primi studi umanistici sia in casa sia nel collegio dei Gesuiti istituito pochi anni prima a Macerata. Fino a sedici anni trae linfa per la formazione della sua mente, della sua affettività e del suo sguardo sul mondo, dalla terra e dalla cultura che gli ha dato i natali. Inviato dalla famiglia a Roma nel 1568 per


iniziare la facoltà di diritto alla Sapienza, entra nel 1571 nella Compagnia di Gesù, studiando nel Collegio Romano, dove trova come maestro il celebre matematico Cristoforo Clavio. Ancora studente di filosofia, nel 1577 viene assegnato alle missioni dell’India. Dopo quattro anni in India viene chiamato a Macao per studiare la lingua cinese e prepararsi a tentare l’impresa della Cina. Nel settembre 1583 entra nella città di Zhaoqing, dove fonda la prima residenza. In diciotto anni di faticosissima ascesa verso la corte imperiale apre altre tre residenze, finché non viene chiamato a Pechino con decreto imperiale a presentare doni quale ambasciatore d’Europa. Dal 1601 vive a Pechino protetto dall’imperatore, che tuttavia non poté mai incontrare, producendo le sue opere cinesi più importanti. Alla sua morte, avvenuta nel 1610, l’imperatore concesse, per la prima volta nella storia della Cina, un terreno per la sepoltura di uno straniero.


Comunicato 10 Settembre 2009 66° MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA - “L’AUSPICIO È CHE LA VITA DI MATTEO RICCI DIVENTI UN FILM CON UN CAST D’ECCEZIONE” IL PRESIDENTE GIAN MARIO SPACCA, ALLA PROIEZIONE DEL DOCUFILM ‘MATTEO RICCI, UN GESUITA NEL REGNO DEL DRAGO’

(VENEZIA) - “E’ una bellissima coincidenza che proprio il 10 settembre padre Matteo Ricci viva un episodio fondamentale della sua esistenza: l’ingresso da Macao nella Cina più profonda, la provincia di Canton. Era il 1583 ed oggi, grazie alla proiezione di questo docufilm, in un tempio della cultura cinematografica, possiamo vivere la bella esperienza di onorarne l’opera e la figura. Ricordare un grande uomo significa conoscere e imparare dall’esempio: nel caso di Matteo Ricci significa dare il giusto risalto al ruolo e all’importanza di uno dei più illustri marchigiani, il primo ad aver aperto il dialogo con l’estremo Oriente. Le Marche hanno adottato Matteo Ricci come icona della strategia del dialogo verso est. Sosterremo la sua opera con grandi mostre che si terranno a Roma e a Macerata e in quattro sedi in Cina – a Macao, Nanchino, Pechino e Shangai - da Febbraio 2010 fino alla fine delle celebrazioni per i quattrocento anni dalla morte. L’auspicio è che questo docufilm sia distribuito al grande pubblico e che dopo un documentario si possa girare un vero e proprio film con volti noti - magari come Clooney o Pitt - sul tema dell’amicizia tanto caro a Ricci, come scrive nel trattato ‘L'amicizia è più utile al mondo che non le ricchezze’. Vogliamo continuare a diffondere il suo messaggio e condividere questo nostro patrimonio a livello mondiale prima che lo faccia l’America dove Ricci è molto conosciuto tanto da essere considerato tra i cento uomini più importanti dello scorso millennio. La popolarità di Li Madou rimane da quattrocento anni intatta in Cina, un simbolo trasmesso alle nuove generazioni, tanto da essere ancora studiato a scuola e le tappe principali del suo percorso ricordate ad ogni anniversario. E finalmente, oggi, anche in Occidente tutti gli riconoscono il ruolo di profeta del dialogo, quel dialogo di cui vogliamo essere gli eredi diretti”. L’addetto culturale dell’ambasciata cinese, Zhang Jianda, ha definito il docufilm un vero manuale di storia che ci fa rivivere l’emozione della vita di questo grande uomo, figura importantissima per l’integrazione e la conoscenza reciproca tra la cultura occidentale e orientale. Il regista, Gjon Kolndrekaj, ha voluto ringraziare la Regione Marche per le iniziative che


promuovono il messaggio e l’opera del grande gesuita. Mons. Claudio Giuliodori ha definito Ricci non meno importante di Cristoforo Colombo perché “ci ha fatto conoscere la Cina attraverso un’impresa formidabile”. LA REGIONE MARCHE AL FESTIVAL DEL CINEMA CON TRE EVENTI 8 settembre alle 11:00 - Palazzo del Cinema, Sala Grande Anteprima del film IL COMPLEANNO, regia di Marco Filiberti, produzione ZenZero con il sostegno economico di MFC, con Alessandro Gassman, Maria de Medeiros, Massimo Poggio, Michela Cescon e Piera Degli Esposti. Il film si apre con una scena al Teatro Pergolesi di Jesi. Il 10 settembre- Ore 12:00-Hotel Excelsior, Sala Tropicana 1 -Spazio Ente dello Spettacolo:Conferenza stampa del Docufilm “Matteo Ricci, un Gesuita nel regno del drago” -regia di Gjon Kolndrekaj prodotto da Rai Eri/CDA. Con l’autore, interverranno il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, Mons. Claudio Giuliodori, Vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia e Edoardo Viganò, Presidente Fondazione Ente dello Spettacolo. Ore 17 - Hotel Excelsior, Sala Tropicana : Proiezione del Docufilm “Matteo Ricci, un Gesuita nel regno del drago”. E’ il primo docufilm a livello internazionale ad occuparsi di Padre Matteo Ricci che ripercorre tutte le tappe della vita e delle opere del grande maceratese. Contiene immagini originali dei luoghi in cui nacque e visse, tra Macerata e Roma fino a Pechino dove morì nel 1610. 11 settembre 2009 Ore 19.30 - Villa degli Autori - Movie Cocktail di presentazione dell’attività 2008-2009 MFC e presentazione di Marche Autori.


Comunicato 07 Agosto 2010 INAUGURATA OGGI A MACAO ALLA PRESENZA DEL PRESIDENTE SPACCA LA QUARTA TAPPA, VOLUTA DALLE AUTORITA’ CINESI, DELLA MOSTRA SU PADRE MATTEO RICCI E LA STATUA BRONZEA DEDICATA AL MISSIONARIO MARCHIGIANO

Taglio del nastro, oggi a Macao, per la mostra ‘Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming’. Si tratta della quarta tappa, dopo quelle di Pechino, Shanghai e Nanchino (che hanno richiamato qualcosa come 500mila visitatori) dell’evento itinerante promosso dalla Regione Marche. Questo quarto appuntamento è stato sostenuto e finanziato dalle autorità cinesi, che hanno voluto in questo modo esprimere apprezzamento per l’evento promosso dalla Regione e rendere onore alla figura di Padre Matteo Ricci. A taglio del nastro, oggi, è stato invitato quale ospite d’onore il presidente della Regione Gian Mario Spacca che ha preso parte anche alla cerimonia di inaugurazione della grande statua in bronzo raffigurante Padre Matteo Ricci, collocata accanto alla notissima facciata della chiesa di S.Paolo, simbolo, assieme alla sua scalinata, dell’ex colonia portoghese. Il monumento è situato di fronte al collegio della Compagnia di Gesù intitolato proprio a Matteo Ricci.


Comunicato 03 Giugno 2010 REPORT MISSIONE CINA GRANDE ACCOGLIENZA A NANCHINO PER LA DELEGAZIONE MARCHIGIANA, RICEVUTA DAL GOVERNATORE DELLO JIANGSU, ZHIJUN.

Ieri a Nanchino, dove è attualmente in corso la mostra dedicata a Padre Matteo Ricci, la delegazione marchigiana guidata dal presidente della Regione Gian Mario Spacca, in missione in Cina in occasione dell’Expò, ha ricevuto la migliore accoglienza riservata agli stranieri come a suo tempo accadde al gesuita maceratese. Gli ospiti marchigiani sono infatti stati ricevuti dal governatore della provincia dello Jiangsu Lou Zhijun (foto) che raramente appare in pubblico, essendo costume in Cina delegare gli aspetti operativi del mandato istituzionale ai vicegovernatori. Nel linguaggio del rigido cerimoniale cinese questo incontro e lo scambio dei doni significano una esplicita dichiarazione di amicizia, rispetto ed interesse nei confronti delle Marche. Zhijun ha ripercorso i rapporti con la nostra regione: dalla prima visita nelle Marche del vicegovernatore Shi Heping nel 2008 alla firma dell'accordo di partenariato nel 2009 per le pmi, la cooperazione universitaria, culturale e turistica, la riqualificazione urbana e ambientale. “E’ un grande onore essere qui - ha detto il presidente Spacca, che ha donato al governatore Zhijun una medaglia realizzata dal maestro Valeriano Trubbiani - a parlare con lei ed avere la possibilità di spiegarle personalmente gli obiettivi della missione. La nostra numerosa delegazione comprende le istituzioni (i presidenti delle Province di Ancona Patrizia Casagrande e Macerata Franco Capponi, la parlamentare Maria Paola Merloni, il sindaco di Macerata Romano Carancini, i consiglieri regionali Mirco Carloni e Maura Malaspina), le Camere di Commercio, i rappresentanti delle associazioni di categoria e delle Università, nel massimo della collaborazione sistemica che perseguiamo. Gli incontri già avuti in questi giorni dimostrano la possibilità di avviare progetti concreti e una collaborazione diretta tra le imprese. Ci auguriamo che altre aziende come la Faam, la Guzzini e l'Ariston che sono qui in Cina già da molti anni, possano fare investimenti nello Jiangsu e che altrettanto possano fare i vostri imprenditori nelle Marche. Come fece Matteo Ricci, vogliamo mettere insieme le nostre conoscenze per migliorare la vita di tutti noi. Li Madou trovò a Nanchino gli amici che lo aiutarono ad arrivare alla Corte dell'Imperatore a Pechino. Anche noi contiamo sulla vostra amicizia". Il governatore Zhijun, prima di sedersi a tavola per la cena di gala offerta in onore della delegazione, ha voluto ringraziare le Marche e Spacca per aver portato a Nanchino la mostra di Matteo Ricci e per aver allietato l'inaugurazione dell'esposizione con uno spettacolo degli sbandieratori di Sant'Elpidio a Mare, mai visti prima in Cina.


A Nanchino una mostra sul grande intellettuale marchigiano che creo` il primo ponte culturale tra la Cina e l’Occidente - Matteo Ricci Incontro di civilta` nella Cina dei Ming Dopo il grande successo di pubblico e di critica ottenuto a Pechino e Shanghai, con quasi 300.000 visitatori in soli 3 mesi, la mostra 'Matteo Ricci, incontro di civilta` nella Cina dei Ming' approda a Nanchino, antica capitale cinese fino agli inizi della dinastia dei Ming e tappa fondamentale del percorso del gesuita nella 'Terra di Mezzo'. Dal 4 giugno al 25 luglio 2010 il Nanjing Museum ' uno dei piu` prestigiosi musei del Paese ' ospitera` la mostra, promossa e realizzata dalla Regione Marche, che ricostruisce gli eventi e ripercorre le orme del grande marchigiano: il primo uomo che stabili` un solido ponte culturale fra Occidente e Cina, sul finire della dinastia Ming. 'Matteo Ricci ' afferma il presidente della Regione Gian Mario Spacca - e` un marchigiano tra i piu` illustri nella storia e una figura che onora l'Italia intera. Il suo messaggio di pace e la sua lezione di diplomazia sono un patrimonio da custodire e da diffondere. Per questo la Regione Marche si e` impegnata nella realizzazione di questo evento eccezionale in Cina che ha ricevuto un'accoglienza a dir poco entusiastica. Le relazioni economiche e politiche sono importanti, ma per una vera integrazione e per un'amicizia duratura tra i popoli occorrono il dialogo e la conoscenza reciproca delle culture, delle arti, delle tradizioni. Su questi elementi si consolidano i rapporti piu` stabili. E' questo il senso della tappa della mostra a Nanchino, capitale della Provincia del Jiangsu, con cui le Marche vantano un ottimo rapporto inaugurato nel 2008 con la visita nelle Marche del governatore Lou Zhijun e che nel 2009 si e` concretizzato in un accordo di partenariato per le pmi, la cooperazione universitaria, culturale e turistica, la riqualificazione urbana e ambientale. La serie di mostre che stiamo realizzando in concomitanza con l'apertura dell'Expo di Shanghai ci offre infatti anche l'opportunita` di presentare una vetrina delle eccellenze marchigiane e di rafforzare le relazioni economiche tra le nostre imprese e quelle cinesi'. Il Nanjing Museum, la cui peculiarita` e` quella di raccogliere e mettere a confronto le due grandi culture dell'Est e dell'Ovest del continente asiatico, e` un complesso museale situato all'interno della localita` chiamata Zhongshan Gate (una collina che si estende per numerosi ettari, ricca di verde e zona archeologica). Costruzione colossale e articolata, conserva alcuni fra i piu` importanti e preziosi tesori d'arte della civilta` cinese, di cui diversi appartenenti alle dinastie Ming e Quing. La tappa di Nanchino assume inoltre un particolare significato per lo stesso giudizio ammirato che ne lascia Padre Matteo Ricci: 'Questo e` quel Nanchino che i Cinesi pensano esser la maggiore e piu` bella Citta` di tutto il mondo non solo per le sue torri ma anche per i suoi ingegni. E nel vero a puoche e` inferiore; percioche` e` piena di molti e grandi edificij si` pubblichi come privati, con molti Tempi, Torri e moltissimi ponti, et anco ben chiara et illustre per la fertilita` de' campi, per la buon aria, per gli maravigliosi ingegni, per la piacevolezza de' custumi, per la elegantia della lingua, e finalmente per la multitudine della gente populare, nobbili, letterati e magistrati uguali in dignita` a quei della Corte di Pacchino; e percio` non solo nella Cina, ma anco in tutti questi regni orientali tiene il primo luogo' (E 340). A Nanchino Ricci insegna matematica e astronomia, e collabora con i matematici dell'osservatorio astronomico all'interno del quale sono conservati meravigliosi strumenti astronomici che egli suppone fossero stati costruiti tre secoli prima per un'altra posizione,


essendo tarati su una latitudine di 36 non corrispondente a quella di Nanchino. Compone inoltre il Saggio sui quattro elementi e la seconda redazione del Mappamondo universale (1600, del quale non ci sono pervenute copie). Traduce in cinese il Manuale di Epitteto, che pubblichera` nell'opera intitolata Venticinque sentenze (Pechino 1605) e incontra per la prima volta Xu Guangqi e molti celebri letterati, tra i quali Jiao Hong (1540-1620) e Li Zhi (1527-1602). Infine prepara, con l'appoggio di mandarini amici, l'incontro con l'imperatore Wanli e raccoglie i doni che intende presentare alla sua udienza, lasciando quindi definitivamente Nanchino per Pechino il 18 maggio 1600. La mostra ha l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il patrocinio del Ministero per gli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attivita` Culturali. E` curata da Filippo Mignini, direttore dell'Istituto Matteo Ricci per le relazioni con l'Oriente. L'evento e` organizzato dalla Regione Marche che, nell'intento di realizzare strategie di internazionalizzazione attiva nei confronti del mercato cinese, ha ideato e promosso il 'Progetto Padre Matteo Ricci (Macerata 1552 ' Pechino 1610)'. Il progetto racchiude tutte le iniziative della Regione, attuate in collaborazione con il Comitato Promotore delle Celebrazioni del IV Centenario della morte di Padre Matteo Ricci, che si stanno sviluppando nel triennio 2009-2011. Dopo Nanchino la mostra fara` tappa a Macao. Nel IV centenario della morte, l'esposizione documenta il primo e significativo incontro tra la civilta` europea e la civilta` cinese ricostruendo il complesso viaggio, culturale e spirituale, compiuto da Ricci e dai suoi compagni, che si avvalse della collaborazione di un'ampia cerchia di intellettuali cinesi. La rassegna presenta una selezione di 200 opere, provenienti dalle maggiori Istituzioni museali italiane e cinesi, tra i quali alcuni capolavori del Rinascimento italiano di Raffaello, Tiziano, Lotto, Barocci esposti per la prima volta esposti in Cina accanto a preziosi documenti dell'arte e della cultura dell'impero dei Ming. Nel momento di massima apertura della Cina sul mondo, la mostra si propone di narrare la grande impresa congiunta di quegli intellettuali europei e cinesi che ' all'inizio dell'eta` moderna ' posero le basi di questa apertura, nel duplice segno della conoscenza e dell'amicizia. I due mondi fino ad allora reciprocamente ignari l'uno dell'altro vennero da Ricci messi in contatto e nelle sue opere si riconobbero come le due meta` di un intero. L'importanza di questo scambio e la grandezza dell'uomo che ne fu all'origine furono espresse dai cinesi, che pur nutrivano grande diffidenza nei confronti degli stranieri, nel titolo assolutamente inusitato di Xitai, 'il maestro dell'estremo Occidente', conferito a Padre Matteo Ricci. I risultati dell'opera del Gesuita in Cina furono di enorme portata. Primo fra tutti quello di aver conquistato la fiducia del popolo cinese e di averlo reso attento e curioso verso il mondo, cosicche` da giustificare la perenne gratitudine della Cina al suo Li Madou (traslitterazione del nome 'Ricci Matteo' in cinese). Per non parlare delle innovazioni scientifico-tecnologiche, filosofiche e religiose, letterarie e artistiche che elevarono Ricci nell'olimpo dei grandi della Cina. Egli fu infatti l'unico occidentale, insieme a Marco Polo, ricordato a Pechino nel grande monumento agli eroi cinesi del secondo millennio. Tuttavia, mentre Marco Polo ha soltanto fatto conoscere all'Europa il Catai dei Tartari, Matteo Ricci ha compiuto un profondo e duraturo interscambio tra Cina e Europa. Per dimostrare lo stato avanzato raggiunto dalla tecnologia europea, mostro` nei suoi incontri con i confuciani e con le personalita` piu` importanti il prodigio di un orologio automatico e la carta geografica del globo; nell'evidenziare le appartenenze tra la cultura filosofica dei mandarini e la filosofia greca, fece conoscere ai cinesi alcune opere fondamentali del pensiero greco. Tradusse in


cinese il Manuale di Epitteto, intitolandolo 'Venticinque sentenze" e parafrasandone in senso cristiano molti passi. Nel 1607 Ricci, insieme con il matematico cinese cattolico Xu Guangqi, tradusse i primi sei libri degli Elementi di Euclide in cinese. Inoltre Ricci si dedico` alla realizzazione di un atlante mondiale in cinese, curando personalmente la traduzione dei nomi europei nella lingua locale. Molti dei nomi da lui coniati in ambito geografico, ma anche in altri ambiti come nella tecnologia degli orologi, sono usati tutt``oggi in Cina. Ricci, inoltre, rese per la prima volta disponibili all'Europa conoscenze ed informazioni di prima mano sull'intera civilta` cinese. La mostra La prima parte della rassegna ricostruisce il tessuto culturale e artistico dell'Occidente da cui muove Ricci negli anni del Rinascimento maturo; in mostra, per la prima volta in Cina, dipinti di alcuni fra i maggiori artisti italiani del tempo (tra cui Raffaello, Tiziano, Lorenzo Lotto, Federico Zuccari, Federico Barocci, Giulio Romano, Simone De Magistris) accanto ad altre opere, documenti e strumenti scientifici che attestano la compiutezza e l'importanza degli innesti di conoscenze ed esperienze della civilta` europea in Cina: libri e manoscritti, tra cui l'Astronomicum caesareum di P. Apianus, il Theatrum orbis terrarum di Ortelio, una copia del quale Ricci regalo` all'imperatore, la Humani corporis fabrica di Vesalio e la Biblia poliglotta di Anversa, insieme ad altre decine di preziose cinquecentine, rilegature artistiche, incisioni su rame e modelli in scala della Roma antica e rinascimentale, strumenti musicali, macchine leonardesche e dispositivi meccanici, congegni per la misura del tempo e dello spazio, nonche` pezzi di arredamento tardo rinascimentali e i famosi arazzi su cartone di Raffaello, attualmente conservati presso la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, a ricostruire l'ambientazione tipica dei palazzi italiani di fine `500. Nella seconda parte viene illustrato il mondo che Matteo Ricci trova in Cina al suo arrivo e si ricostruisce, attraverso documenti originali e oggetti d'epoca cinesi, il 'viaggio', ossia l'esperienza di incontro, dialogo e comunicazione compiuta da Macao (primo approdo) a Pechino, dove e` tuttora conservata la tomba del grande pioniere. Le opere cinesi esposte evocano gli aspetti fondamentali della civilta` cinese con i quali Ricci si e` misurato, la lingua e la scrittura, la produzione libraria, le tre grandi religioni (confucianesimo, buddismo e taoismo), le opere prodotte da Ricci e dai suoi amici in Cina: libri, carte geografiche, strumenti scientifici. Un accento particolare viene posto sulla vita e sulla comunita` dei letterati cinesi, dalla quale Li Madou fu accolto e riconosciuto maestro. Preziosi oggetti in oro e giada evocano il fascino della corte di Wanli, nella quale il letterato straniero ebbe libero accesso. In mostra anche un dipinto che i cinesi attribuiscono allo stesso Ricci raffigurante un paesaggio con bosco nei dintorni di Pechino. Questo evento, unico nel suo genere e finalizzato a comporre una visione complessiva della figura e dell'opera del grande gesuita, e` realizzato dalla Regione Marche, nell'ambito del Comitato promotore delle Celebrazioni del IV Centenario dalla morte di padre Matteo Ricci., con il supporto di Svim spa. L'organizzazione generale della mostra nelle tre tappe di Pechino, Shanghai, e Nanchino e` di MondoMostre. Biografia breve Matteo Ricci nasce a Macerata nel 1552, dove compie i primi studi umanistici sia in casa sia nel collegio dei Gesuiti istituito pochi anni prima a Macerata. Fino a sedici anni trae linfa per la formazione della sua mente, della sua affettivita` e del suo sguardo sul mondo, dalla terra e dalla cultura che gli ha dato i natali. Inviato dalla famiglia a Roma nel 1568 per iniziare la facolta` di diritto alla Sapienza, entra nel 1571 nella Compagnia di Gesu`, studiando nel Collegio Romano, dove trova come maestro il celebre matematico Cristoforo Clavio. Ancora studente di filosofia, nel 1577 viene assegnato alle missioni dell'India. Dopo


quattro anni in India viene chiamato a Macao per studiare la lingua cinese e prepararsi a tentare l'impresa della Cina. Nel settembre 1583 entra nella citta` di Zhaoqing, dove fonda la prima residenza. In diciotto anni di faticosissima ascesa verso la corte imperiale apre altre tre residenze, finche` non viene chiamato a Pechino con decreto imperiale a presentare doni quale ambasciatore d'Europa. Dal 1601 vive a Pechino protetto dall'imperatore, che tuttavia non pote` mai incontrare, producendo le sue opere cinesi piu` importanti. Alla sua morte, avvenuta nel 1610, l'imperatore concesse, per la prima volta nella storia della Cina, un terreno per la sepoltura di uno straniero.

DEBUTTA A NANCHINO IL PROGETTO ICONA Sulla scia della firma dell'accordo sottoscritto il 23 giugno 2009 con la provincia dello Jiangsu, la Regione Marche ha promosso iniziative che assicurano un seguito alle importanti attivita` finora poste in essere. Di questo si e` parlato oggi a Nanchino nel corso di un convegno sulla 'Presentazione e sviluppo delle linee di cooperazione territoriale' al quale sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Gian Mario Spacca, il Console aggiunto d'Italia Francesco Varriale, il presidente di Unioncamere Alberto Drudi, il responsabile del settore Internazionalizzazione di Unioncamere Rodolfo Giampieri, il preside della Facolta` di Economia Universita` Politecnica delle Marche Gianluca Gregori, l'amministratore delegato della Svim Gianni Giaccaglia, Angeloni del Mae e Vincenzo Donati direttore generale del Mise ' Dps. Per la parte cinese erano presenti il vicegovernatore dello Jiangsu Shi Heping con una folta delegazione governativa e di operatori economici. "Poco meno di un anno fa - ha detto Spacca nel discorso introduttivo (vedi intervento integrale di seguito - N.d.R) - stringevo la mano al Vice ' Governatore del Jiangsu in occasione della firma dell'accordo di partenariato a Portonovo che pose le basi per quanto siamo oggi a sviluppare: un piano d'azione comune capace di sfruttare le rispettive eccellenze per crescere insieme. Se si lasciano da parte le apparenze, la sostanza e` che oggi rappresentiamo due comunita` aperte al mondo, desiderose di crescere confrontandosi con realta` diverse, solo apparentemente lontane; due comunita` che difendono e propongono il proprio modello di sviluppo ma allo stesso tempo non hanno paura di entrare in contatto e mischiarsi con quanto le circonda". Due sono i programmi principali da considerare in questo ambito. Il piu` importante, lanciato oggi nel corso della seduta plenaria del Convegno, e` ICONA, un progetto che nasce nel quadro di un accordo con il Ministero degli Affari Esteri in diretta coerenza con il programma strategico MAE ' Regioni - Cina. Partendo dal macro obiettivo della collaborazione istituzionale tra la Regione Marche e la Provincia dello Jiangsu in materia di innovazione tecnologica, il progetto stimola lo sviluppo di rapporti di interazione tra Centri Tecnologici marchigiani e cinesi per il miglioramento delle produzioni esistenti e la realizzazione di nuovi prodotti. ICONA prevede il coinvolgimento iniziale di aziende operanti nei settori elettromeccanico, del mobile, della moda/calzatura/cuoio, dell'agroalimentare e delle energie alternative, con la prospettiva di estendere poi i propri benefici ad altri settori industriali e produttivi. Strumentale, al fine del progetto, e` la creazione di una piattaforma web capace di costituire un importante strumento di knowledge sharing per la condivisione di tutte le opportunita` d'affari. Il knowledge sharing e` infatti un sistema per accrescere il potere


competitivo delle organizzazioni e migliorarne l``efficienza attraverso la condivisione, la valorizzazione e l``accrescimento del capitale intellettuale. Condividere Conoscenza significa interazione e scambio di informazioni, esperienze, pratiche tra gruppi con interessi e obiettivi comuni finalizzato al miglioramento dei processi nel raggiungimento di un risultato. La Regione Marche e` anche parte di un secondo progetto, promosso da Invitalia, Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, nell'ambito dello stesso programma MAE Cina Regioni, all'interno del quale e` stato elaborato un pacchetto di offerta delle reali opportunita` esistenti in territorio marchigiano per l'attrazione di capitali cinesi che e` stato presentato nel corso del convegno. La Regione ha inoltre definito un importante protocollo d'intesa con Invitalia. Obiettivo dell'accordo e` rafforzare l'attrattivita` del contesto territoriale regionale traducendo le vocazioni produttive presenti in reali opportunita` d'investimento per gli operatori esteri. Il protocollo si pone come un importante strumento di promozione all'estero delle opportunita` d'insediamento nel territorio regionale con un'attenzione speciale riservata al mercato cinese. In serata dopo l'inaugurazione della mostra dedicata a Padre Matteo Ricci il presidente Spacca ha incontrato il Governatore della Provincia del Jangsu Lou Zhijun e la delegazione del Ministero degli affari esteri cinesi. L``invito del Governatore e` il massimo onore che viene concesso agli ospiti stranieri e testimonia la solidita` dei rapporti instaurati dalla Regione Marche con quest``area della Cina. Seduta plenaria Giovedi` 3 giugno 2010 Intervento del Presidente Vorrei dare inizio questo evento citando colui che ragionevolmente puo` essere considerato il ponte storico - culturale tra le nostre comunita`, la Regione Marche e la Provincia del Jiangsu, ovvero quel Matteo Ricci che, quattro secoli or sono, seppe spingersi da una piccola citta` marchigiana sin dentro la corte dell'imperatore Wan Li. Li Madou, parlando con il cuore alla civilta` che lo accolse, lancio` il grande messaggio per cui 'non esiste vera unita` senza differenze'. Pensando alle comunita` che siamo oggi a rappresentare, le differenze saltano agli occhi. Da una parte la Provincia del Jiangsu, una delle piu` ricche e complesse all'interno del vastissimo subcontinente cinese, abitata da 80 milioni di persone. Dall'altra parte, la nostra Regione, le Marche, con poco piu` di un milione e mezzo di abitanti, adagiata sul versante orientale dell'Italia, al centro del mar Mediterraneo. Due culture diverse, separate da migliaia di chilometri e millenni di storia. Se dovessimo basarci unicamente su quanto appare, e non sulla reale sostanza delle cose, probabilmente oggi non saremmo qui. Non avremmo l'opportunita` di sedere allo stesso tavolo con spirito di collaborazione e amicizia. Invece e` stato proprio seguendo l'esempio del nostro concittadino Li Madou, intraprendente e testardo come solo un marchigiano puo` essere, che le barriere dei numeri e delle proporzioni sono state frantumate ed un nuovo rapporto di amicizia tra i nostri popoli ha visto la luce. Ciascuno con le proprie peculiarita`, con i punti di forza che lo contraddistinguono e le differenze che, e` il caso di dirlo, rappresentano un vero e proprio valore aggiunto. Poco meno di un anno fa, stringevo la mano al Vice ' Governatore del Jiangsu (Shi Heping) in occasione della firma dell'accordo di partenariato che pose le basi per quanto siamo oggi a sviluppare: un piano d'azione comune capace di sfruttare le rispettive eccellenze per crescere insieme. Se si lasciano da parte le apparenze, la sostanza e` che oggi rappresentiamo due comunita` aperte al mondo, desiderose di crescere confrontandosi con realta` diverse, solo apparentemente lontane; due comunita` che difendono e propongono il proprio modello di sviluppo ma allo stesso tempo non hanno


paura di entrare in contatto e mischiarsi con quanto le circonda. La realta` delle cose e` che la Regione Marche e` una regione incredibilmente vitale e piena d'iniziativa. Il nostro territorio si caratterizza per la sua struttura logistica infrastrutturale articolata e funzionale che ne fa una porta strategica verso l'Oriente. Presenta infatti un vero polo integrato per l'Europa e per il mondo: rete viaria, Porto di Ancona, tra i piu` importanti del Mar Adriatico, Interporto di Jesi, Aeroporto delle Marche. Inoltre, tra le regioni piu` specializzate e artigiane in Italia, tra le piu` industrializzate in Europa, le Marche detengono il primato nazionale quanto a poli produttivi e ospitano imprese leader che si affiancano a piccole realta` produttive manifatturiere. Le Marche con i suoi 27 distretti produttivi e le sue 180 mila aziende (una ogni 9 abitanti) sono per densita` di insediamento la Regione piu` produttiva d'Italia. Come in altre aree del mondo, anche in Cina la nostra Regione si e` posta all'attenzione per la sua capacita` di coniugare le esigenze della ricerca e dell'innovazione tecnologica con quelle della conservazione dei valori della tradizione, favorendo cosi` l'affermarsi di una vera e propria civilta` che ha nella coesione sociale uno dei maggiori fattori di successo. Massima espressione di questa capacita` e` il sistema di organizzazione delle aree industriali, basato su aggregati di piccole e medie imprese altamente flessibili e specializzate, i cosiddetti distretti, evoluti ora in 'sistemi locali aperti al globale'. Le opportunita` di cooperazione tra la vostra provincia e la nostra Regione sono enormi. Con l'accordo di partenariato abbiamo creato la struttura all'interno della quale sviluppare relazioni profonde e durature. Ora sta al nostro ingegno, alla nostra intraprendenza, costruire qualcosa che vada ben oltre le apparenze.


Padre Matteo Ricci