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SABATO 9 LUGLIO 2011 ANNO 136 - N. 162

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di Mark Perna a pagina 37

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La Borsa di Milano perde il 3,47%. Timori di speculazioni. Draghi: bene il decreto, gli istituti di credito reggeranno

Potenti

Titoli di Stato e banche, Italia sotto tiro Vertice Berlusconi-Tremonti per rassicurare i mercati: manovra entro l’estate di MARCELLO MESSORI

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Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

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er molti mesi la crisi europea del debito pubblico, che ha spinto sull’orlo del baratro Grecia, Irlanda e Portogallo e ha minacciato la Spagna, aveva risparmiato l’Italia nonostante il suo elevato rapporto fra indebitamento pubblico e Prodotto interno lordo. La posizione marginale delle maggiori banche italiane rispetto alla crisi finanziaria internazionale del 2007-2009 e la relativa tenuta dei nostri conti pubblici ci avevano dato l’illusione di disporre di un efficace scudo protettivo. Negli ultimi giorni l’umore dei mercati finanziari ha, però, subito un’inversione di tendenza: i differenziali di rendimento fra i titoli di Stato italiani e tedeschi hanno raggiunto i massimi dall’istituzione dell’euro, le nostre banche hanno subito tracolli in Borsa e l’Italia è rientrata a pieno titolo fra i Paesi europei ad alto rischio. Purtroppo, il peggioramento della nostra situazione non può sorprendere. Esso dipende da almeno tre ragioni: l’incertezza in merito alla gestione europea dei casi greco e portoghese; le contraddizioni della manovra finanziaria italiana, vincolata agli impegni assunti un mese fa con la Commissione europea; la fragilità del nostro governo che appare minato da conflitti interni, rivalità personali e scandali. Per quanto riguarda l’Europa, nell’Unione monetaria tutti concordano sulla necessità di un nuovo sostegno da 120 miliardi per la Grecia e ammettono l’insufficienza degli interventi a favore del Portogallo e le possibili difficoltà della Spagna; eppure è stata po-

sposta all’autunno qualsiasi scelta strategica. Aumentando l’incertezza nel breve termine, ciò ha alimentato le scommesse speculative e la conseguente instabilità dei mercati. In un contesto del genere è evidente che un Paese ad alto debito, come l’Italia, diventi un sorvegliato speciale. Questa evidenza non ha suggerito al nostro governo di minimizzare i dubbi internazionali circa la sua capacità di soddisfare i gravosi impegni assunti in sede europea: il pareggio del bilancio pubblico entro il 2014. Così, anziché definire una manovra in grado di introdurre fin da subito riforme per la crescita economica e dettagliati e credibili aggiustamenti di bilancio, si è stati poco chiari su tempi, contenuti e saldi. Si è massimizzato il «rischio politico» della manovra, rinviando al dopo elezioni le deboli iniziative per l’aumento della crescita e — soprattutto — i tanti interventi previsti per la correzione del deficit pubblico. A ciò si aggiungano le ambiguità comunicative nell’ammontare degli aggiustamenti per il 2013-2014 e l’oggettiva instabilità, anche qui politica, dovuta a scandali e comportamenti di ministri poco attenti alla tempesta incombente sull’economia italiana; e il quadro si completa. Il nostro Paese ha le potenzialità per superare le sue difficoltà strutturali e per tornare a svolgere un ruolo propulsivo in Europa. Ai governi si chiede, almeno, di non uccidere queste potenzialità e di offrire ai mercati i «beni» ai quali tengono di più: certezze e stabilità.

di GIAN ANTONIO STELLA

Lo sfogo del ministro

Giannelli

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il momento che in quest’ultimo anno e mezzo nessuno al governo o all’opposizione, a Roma, a Bruxelles o a Francoforte voleva vedere. Era evitabile, ma ora il genio è fuori dalla lampada.

l ministro dell’Economia Giulio Tremonti confida di essere «tranquillissimo sul piano personale». Nella vicenda Milanese, sostiene, non c’è nulla che lo riguarda. «Ho guadagnato molto, ero il primo contribuente della Camera. Ma ho sempre mantenuto uno stile di vita sobrio, e non ho mai avuto bisogno di favori». Poi, riferendosi anche all’offensiva della speculazione contro l’Italia, aggiunge: «Chi mi attacca danneggia il Paese».

l giorno stesso in cui lasciò la presidenza della Provincia di Bolzano, Silvius Magnago, a differenza di tanti consoli e proconsoli della nostra casta politica, restituì l’autoblu e nonostante avesse 77 anni e una gamba sola si rimise al volante della sua macchina personale. Se fosse andato in tivù a spiegare ai concittadini che la situazione economica era drammatica e bisognava tirare la cinghia, quei suoi concittadini avrebbero detto: se lo dice lui, è così. Fine.

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«Chi mi attacca danneggia il Paese»

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di MARIO SENSINI

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AFFONDO PER MISURARE LA TENUTA DELL’EURO di FEDERICO FUBINI

È

La casa di Milanese, 200 mila euro di ristrutturazione in cambio di appalti

Oggi proclamato il nuovo Stato in Sudan

Così i politici si spartivano le nomine in Finmeccanica Settegiorni di Francesco Verderami

Maroni e la regola «stare sempre lontano dai soldi» EPA / GIORGOS MOUTAFIS

MA L’ANTIDOTO C’È

L’Italia sotto attacco della speculazione. Giornata nera per la Borsa di Milano che perde il 3,47%. Vertice tra Berlusconi e Tremonti per rassicurare i mercati: manovra entro l’estate. Intervento del futuro presidente della Banca centrale europea, Draghi: le banche reggeranno.

LA CASTA IN MASERATI E NELLE SUITE DI LUSSO

Nascita di una nazione di MASSIMO ALBERIZZI

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Africa assiste oggi, 9 luglio, a un miracolo: dopo una gestazione lunga trent’anni, nasce un nuovo Stato, il Sud Sudan. Trent’anni di guerre tra le tribù arabe, bianche e musulmane del Nord, e quelle africane, nere, cristiano-animiste A PAGINA 19 (con buona percentuale islamica) del Sud.

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ono troppe le incognite per fare previsioni, perciò Maroni dice che «il futuro del governo sta sulle ginocchia di Giove», siccome le sorti dell’esecutivo non sono legate soltanto alle dinamiche politiche, ma possono essere determinate anche dalle vicende giudiziarie. Tuttavia il ministro dell’Interno non ha dubbi sul fatto che la strada del rilancio per il centrodestra passi «dal ricambio generazionale e da una profonda operazione di pulizia». CONTINUA A PAGINA 15

di FIORENZA SARZANINI

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oglietti consegnati da ministri e parlamentari per accaparrarsi almeno una poltrona nelle società controllate da Finmeccanica. C’è anche questo nelle carte dell’inchiesta della Procura di Napoli sulla presunta corruzione del deputato pdl Marco Milanese. Emergono anche nuovi dettagli sulla ca-

No alla richiesta di archiviazione dei pm: va imputato. Lui: mi difenderò in ogni sede

Mafia, il gip accusa il ministro Romano di FELICE CAVALLARO

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l giudice per le indagini preliminari ha detto no all’archiviazione dell’inchiesta sul ministro delle Politiche agricole Saverio Romano per concorso esterno in associazione mafiosa, imponendo la richiesta di rinvio a giudizio. Il gip ha insinuato il dubbio che Romano sia stato non solo contiguo alla mafia (l’ipotesi dei pm), ma che abbia dato un apporto rilevante ai clan. L’esponente del governo si dice «addolorato e sconcertato». A PAGINA 22 con un commento di G. Bianconi A PAGINA 52

«Mani pulite»

Non solo tv

Parma in rivolta contro i corrotti ora sembra la Milano del ’92

Il piano segreto dei Murdoch: un quotidiano chiamato «Italia»

di DARIO DI VICO

di PAOLO CONTI A PAGINA 23

A PAGINA 17

sa che lo stesso Milanese aveva dato in uso al ministro Tremonti (di cui è stato consigliere). L’abitazione sarebbe stata ristrutturata gratis in cambio di appalti. Intanto si apprende che Tremonti ai primi di giugno aveva avvisato Berlusconi: «Non farò la fine di Boffo». ALLE PAGINE 8 E 9 Haver


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Primo Piano

Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

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Il venerdì nero

Debito La speculazione

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miliardi, la capitalizzazione dei titoli «bruciata» ieri al listino di Piazza Affari

Attacco sui mercati, giù Borsa e Btp Differenziale con i titoli tedeschi al nuovo record. Milano cede il 3,47% Indiscreto

E S&P’s si concentrò sul «rischio politico» MILANO — Una piccola sfumatura non è passata inosservata agli addetti ai lavori: Standard & Poor’s, l’agenzia di rating che ha aperto i giochi assegnando all’Italia «prospettive negative» sul debito 40 giorni fa, non è più esattamente quella di prima. O meglio è la stessa di prima, solo che lo è ancora di più. Il 30 giugno il gruppo americano ha pubblicato un documento in cui mette in chiaro «il metodo e le ipotesi» sui quali basa i propri giudizi sulla tenuta finanziaria dei governi. È lì che emerge una novità di questi tempi decisamente rilevante per l’Italia: l’instabilità politica è un fattore negativo di cui gli analisti di Londra e di New York tengono conto sempre di più. Detto nel loro linguaggio: «Il punteggio mette maggiormente l’accento su fattori come i rischi di instabilità politica». Si tratta solo di uno dei sei settori nei quali ogni Paese riceve una valutazione, ma appunto è sempre di più considerato della massima importanza. Per Standard & Poor’s, «l’efficacia istituzionale, la prevedibilità dell’azione di politica economica e delle istituzioni politiche» diventa determinante. Vedere apparire e scomparire nuove tasse, blocchi sulle pensioni e regole ad personam nella manovra, mentre i rapporti nel governo restano tesi, non può aver aiutato. Ma non è detto che alle agenzie di rating spetti l’ultima parola. Le mosse a sorpresa di Moody’s e S&P’s su Grecia, Portogallo, Spagna e Italia hanno creato enorme irritazione nell’Ecofin. Nel gruppo dei ministri finanziari dell’Unione europea, c’è chi pensa di vietare alle agenzie di rating di esprimere giudizi sul debito degli Stati. Se sia come arrestare un venditore di vaiolo o sparare sul messaggero delle cattive notizie, si vedrà solo quando l’Ecofin ci arriverà per davvero.

F. Fub. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL COMMENTO di Alberto Quadrio Curzio nelle IDEE E OPINIONI

ROMA — La speculazione ha preso di mira l'Italia. Sono giorni che i mercati sono sotto pressione ma ieri l'attacco è stato particolarmente duro: il differenziale tra i Btp decennali e i Bund tedeschi di uguale durata, che sono considerati i più sicuri, è schizzato a 248 punti base. Il record dei record. Mentre Piazza Affari è caduta del 3,47% trascinata all'ingiù dal forte calo dei titoli delle banche, Unicredit in testa. Uno scenario da disfatta tanto da determinare l'intervento del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi rassicurante sulle banche e sulla tenuta dei conti pubblici. E da suggerire alla Consob la messa in moto di uno «stretto monitoraggio» delle contrattazioni. Anche il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, durante il vertice italotedesco col presidente della Germania Christian Wulff, è intervenuto: «La Grecia fa uno sforzo eroico: è saggio darle più tempo», ha detto tornando poi ad esortare il governo a continuare a fare tutto il possibile per tenere sotto controllo i conti pubblici. L'esecutivo, col premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha aggiunto in serata la sua voce per confermare l'efficacia della manovra appena varata. Gli attacchi sono avvenuti a due riprese: in mattinata la corsa degli spread, che il giorno prima aveva portato la distanza tra i rendimenti dei titoli pubblici italiani e tedeschi a 226 punti base è ripartita subito raggiungendo rapidamente i 247 punti e innescando una sorta di rincorsa col calo delle azioni delle banche italiane a Piazza Affari. Secondo gli operatori hanno pesato sui gruppi creditizi i rumors su una possibile bocciatura agli stress test i cui risultati saranno resi noti il 15

Le parole

Rating Due allarmi in un mese In poche settimane le due più grandi agenzie di rating del mondo, Standard & Poor’s e Moody’s, hanno messo sotto osservazione il debito pubblico italiano in vista di un possibile «downgrade». Dopo la mossa delle due agenzie, arrivata in un momento già teso sui mercati (con i problemi sui conti pubblici dalla Grecia al Portogallo), per Roma è diventato ancora più costoso finanziare il proprio debito.

Spread Il costo del debito Lo «spread» è una misura del costo del finanziamento del debito pubblico: è il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi. Si misura in centesimi di punti percentuali: se vale 248 punti, vuol dire che per finanziarsi sul mercato l’Italia deve pagare il 2,48% in più di interessi rispetto alla Germania. Ieri lo «spread» ha toccato il livello più alto mai registrato dai tempi dell’introduzione dell’euro.

luglio; hanno influito sui titoli del debito le incertezze della politica e la bufera in arrivo su Tremonti. Ma anche e soprattutto i timori di un contagio in Italia come in Spagna della crisi di Grecia e Portogallo in assenza di una decisione comune ed efficace dell'Europa. Attorno alle 13.15 la situazione è migliorata: lo spread si è ridotto a 236 punti e dalla Francia dove stava per partecipare ad un convegno è arrivata la dichiarazione rassicurante di Draghi. Ma nello stesso tempo, è piombata sui mercati la cattiva notizia

dell'indebolimento del mercato del lavoro in Usa, rispetto alle già mediocri previsioni. Le Borse hanno un nuovo sussulto in attesa dell'avvio di Wall Street che aprirà in calo e lo spread è tornato ad allargarsi sfondando anche quota 247. Questa volta però non per un indebolimento dei titoli italiani, che anzi dopo le parole di Draghi si sono assestati recuperando due punti, ma per l'incredibile rafforzamento dei bund tedeschi, evidentemente percepiti come unica ancora della stabilità, il cui rendimento è

sceso di 12 punti, al 2,84%, vanificando il miglioramento dei titoli italiani. In Borsa anche i titoli che sembravano aver ripreso fiato sono tornati a calare nel pomeriggio e il tonfo di Piazza Affari si è allargato alle altre piazze europee: Francoforte ha perso lo 0,92%, Parigi l'1,67% , Londra l'1,06%. A penare a Milano soprattutto i titoli bancari con Unicredit caduto del 7,85%, Intesa San Paolo del 4,56%, Ubi del 5,84% e Banco Popolare del 6,46%.

Stefania Tamburello © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’amministratore delegato di Borsa Italiana, Jerusalmi

«Ma non è la crisi del ’92, facevo il trader e fu molto peggio» MILANO — «Tensione sì», è evidente. «Nervosismo» pure: «Ovvio». Ma «pericolo» vero «no, non lo vedo, non direi». E non perché il ruolo — amministratore delegato di Borsa Italiana — gli impone in qualche modo l’invito alla calma. È che, per Raffaele Jerusalmi, «certamente bisogna fare attenzione, molta: i segnali dei mercati non vanno mai sottovalutati». Eppure il quadro, aggiunge, non è così drammatico. Nemmeno per l’Italia: «Situazioni di pressione ne abbiamo già vissute, anche più forti di questa. Penso al 1991-1992, alla crisi della lira. Eppure ne siamo sempre usciti bene». Questa per noi è però una doppia crisi. C’è lo scenario internazionale, con la Grecia focus di ogni preoccupazione. E ci sono, per noi, il timore del contagio e le turbolenze del governo proprio sul fronte economia. «Ma abbiamo, anche, una grande fortuna: una squadra di grandi professionisti al Tesoro. Questo ci ha consentito di reggere meglio di altri durante la crisi globale del 2008-2009.

E si traduce per esempio in un mercato, l’Mts, che anche oggi garantisce liquidità ai titoli di Stato. Significa che la gestione del debito pubblico è buona e sotto controllo». Eppure è quella che sembra preoccupare di più, ora, i mercati internazionali. Prima l’assedio a Giulio Tremonti — la guida di quella «squadra di grandi professionisti»

La Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi

— sulla manovra. Ora il ministro dell’Economia nella bufera per le vicende giudiziarie che riguardano il suo ex consigliere politico. E i continui dubbi sull’effettiva tenuta del governo. «I mercati sono cinici, i giudizi sui governi non sono così rilevanti: il Belgio è senza esecutivo da un anno. Eppure...». Noi però, non siamo il Belgio. «Certamente no. E altrettanto certamente i fatti di cui parliamo non aiutano. Però sono solo poche tessere di un puzzle composito, complesso, da guardare nell’insieme. E quell’insieme è internazionale, prima che nazionale». L’attacco all’euro. «Esattamente. Anche lì: io non credo che la situazione sia così pericolosa. Va monitorata con attenzione, servono interventi chiari e certi, vorremmo finalmente vedere un’Europa che parla con una voce sola e non con i continui protagonismi di questo o quel primo della classe, che sia la Francia o la Germania. La preoccupazione attorno alla crisi gre-

Tre mosse per difendere il risparmio

Ecco come scegliere Meglio restare liquidi Sì ai gruppi made in Italy i titoli che quotano sotto 100 Con i conti online se vendono all’estero La rivincita dei Cct variabili si incassa anche il 2% netto Prudenza sui finanziari Prezzi in picchiata, rendimenti in volo. In quattro giorni il Btp che scade tra due anni è salito dal 3% a oltre il 3,5%, mentre la sua quotazione è finita a 97. Il passo rapidissimo delle scadenze a breve termine è una delle caratteristiche di questa imboscata. In proporzione questa volta la marcia dei titoli «corti» è stata più veloce di quella dei decennali, che venerdì rendevano il 5,28%, cioè oltre il 2,4% in più dei bund tedeschi di pari scadenza. Che cosa devono fare gli investitori? Se si è disposti a credere che la nottata è brutta ma passerà, a questi prezzi si può anche decidere di comprare qualche titolo. Magari limitandosi alle scadenze brevi e non in una botta sola, ma distribuendo gli acquisti nell’arco il rendimento di qualche giorno. Il vantaggio può del Btp biennale essere quello di ritrovarsi — a fine ieri sui mercati, corsa, cioè tra due, tre anni quando cresciuto dello verrà il momento del rimborso a 0,5% in quattro 100 — con un vantaggio in conto giorni capitale per aver comprato a prezzi di super saldo. Anche i Cct, i titoli a cedola variabile che in genere sono strumenti d’elezione quando i tassi salgono, subiscono la depressione dei prezzi se partono le tempeste sul debito. E oggi, a differenza di qualche mese fa, i rendimenti delle emissioni più lunghe (quelle a sette anni) hanno superato la soglia del 3%. Potendo comprare più titoli, comunque, meglio diversificare su tutti i paesi europei, a cominciare dalla super sicura (e quindi avara) Germania che paga l’1,47% sui due anni e il 2,86% a dieci.

Liquidi. E tranquilli. Se nessun tipo di investimento convince e si preferisce rimandare a tempi più sereni la decisione di investire, nei numerosi parcheggi on line a breve termine proprio in questi giorni si trovano offerte per i nuovi clienti e adeguamenti al rialzo dei rendimenti anche per quelli vecchi. I depositi delle banche dirette, soprattutto quelli vincolati a 12 o 24 mesi, sono infatti arrivati — complice il rialzo del costo del denaro e soprattutto dell’Euribor, il tasso di mercato a breve — in molti casi a pareggiare i conti con l’inflazione (che oggi è salita fino al 2,7%) e in alcuni addirittura a offrire una manciata di centesimi in più del costo della vita. Anche chi non ha l’inflazione in Italia: molta dimestichezza con il computer può quindi provare a farsi per calcolare il un giro tra le offerte delle varie Che rendimento reale ed effettivo dei titoli Banca!, Ing Direct, Iwbank, Fineco, Banca Ifis, Webank, Mediolanum e bisogna sottrarre così via per valutare l’offerta di l’effetto prezzi parcheggio più conveniente. La media delle dieci migliori offerte di giugno è pari al 2,7% lordo (vale a dire il 2% netto togliendo la tassazione del 27%). I Bot a 12 mesi nell’ultima asta, quella del 30 giugno scorso, hanno invece offerto un rendimento minimo al netto di tasse e spese piuttosto risicato, pari all’1,3%. Se si hanno parecchi soldi da parcheggiare il consiglio è, anche in questo caso, di diversificare. Il rendimento sarà più o meno uguale, ma si distribuisce il rischio. I costi, in questo caso, sono nulli. O quasi.

Negli ultimi anni la distanza di rendimento tra il Btp e il Bund tedesco è diventata il fattore segreto di Piazza Affari. Quando si allarga troppo, la nostra Borsa crolla. Come è accaduto ieri. Che cosa fare? In questi frangenti si salvano i titoli del made in Italy solidi e con una quota molto importante di fatturato prodotta all’estero. Come, per esempio, Fiat, Tod’s o la piccola Danieli. Il mercato, infatti, punisce chi è troppo coinvolto nell’economia nazionale (giudicata debole) e premia chi fa soldi altrove. In fondo alla classifica finiscono invece le banche, bastonate perché sono le colonne finanziarie del sistema sotto assedio. In generale chi ha posizioni la perdita azionarie costruite con obiettivi di dell’indice Ftse lungo termine non dovrebbe Mib nell’ultimo smontarle di fronte alla bufera. mese di Anche quando è molto violenta. contrattazioni a Ieri, per esempio, il mercato ha Piazza Affari penalizzato molto Eni rispetto al competitor francese Total. A parità (o quasi) di indebitamento e di altri parametri — spiega un operatore — il nostro petrolifero è stato iper venduto, pagando per il rischio Paese e non per sue debolezze intrinseche. Come per i Btp, quindi, le giornate come quella di ieri possono diventare un’occasione per selezionare buone occasioni di acquisto a sconto. Un’attività che può portare a risultati interessanti, ma evidentemente non alla portata di tutti. a cura di Giuditta Marvelli

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Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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per cento, il tasso di rendimento dei Btp decennali ieri dopo le nuove tensioni sui mercati del debito pubblico

ca sta proprio qui, nella non chiarezza, e i segnali che i mercati mandano non vanno sottovalutati perché allora sì, che picchierebbero duro. Ma non penso che ci si arriverà, penso che le mosse necessarie alla fine arriveranno». Intanto domina la paura del contagio. E la speculazione festeggia. Posto che sia davvero solo speculazione... «Guardi: se contagio sul serio dovesse essere, alla fine, non risparmierebbe nessuno. Non ci fermeremmo ai timori per l’Italia e la Spagna». E lei non crede che accadrà. Antidoti? «I mercati sono dotati di strutture molto

❜❜ Vorremmo finalmente vedere un’Europa che parla con una voce sola forti, hanno dimostrato di saper resistere anche a crisi ben più pesanti. Non ci ricordiamo quasi più del default dell’Argentina, per esempio. Ma fu molto, molto peggio. E ci ha insegnato una cosa: i mercati non sono votati all’autodistruzione». Crisi internazionale, d’accordo. Se l’Italia è particolarmente nel mirino, però, è perché una propria negativa specificità ce l’ha. «Secondo me no. La nostra solidità non è nemmeno paragonabile alla situazione greca. Anche la manovra, dopo le prime ambiguità di interpretazione, sembra andare nella giusta direzione. Ora l’importante è non rilassarsi». La salute del governo non rassicura. «Ma alla prova dei fatti abbiamo sempre superato gli esami. Io facevo il trader, nel ’91-’92, e le assicuro che la situazione era persino più complessa. Me li ricordo, i tassi al 25% sulla lira. Eppure ne siamo usciti. Bene, direi».

Raffaella Polato © RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo Piano

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per cento, il rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo italiano nel 2011 secondo le previsioni degli analisti

La Banca centrale europea teme lo choc sulla moneta In difficoltà anche Parigi. Contatti Bankitalia-investitori SEGUE DALLA PRIMA

Il contagio della periferia dell’euro si è insediato in Italia e a questo punto potrebbe essere tempo perso chiedersi chi è l’untore: un Paese che non fa nulla per crescere, o un’Europa che fa ancora meno per arginare l’infezione in Grecia, la fonte che secerne sfiducia in tutto il sistema. Potrebbe essere tempo perso, se non si trattasse di trovare una via d’uscita e di farlo anche in fretta. Il Tesoro di via XX Settembre a Roma deve rinnovare 31 miliardi di euro di debito pubblico in agosto e 38 miliardi in settembre, un compito da assolvere a tutti i costi a tassi d’interesse sostenibili. Ieri il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, presidente designato della Banca centrale europea da novembre prossimo, ha parlato in teleconferenza con molti dei grandi investitori istituzionali in questo che è il mercato più profondo del debito europeo. Da vari osservatori privati risulta che ieri grandi soggetti italiani, forse Generali o le stesse grandi banche, sono mancate all’appuntamento con il mercato. Hanno fatto un passo indietro: gli investitori istituzionali, la spina dorsale che sostiene il debito con 900 miliardi sul bilancio delle banche nazionali, hanno preferito non prendere rischi. Alcune grosse assicurazioni estere e i fondi asiatici hanno fatto altrettanto. Accanto agli speculatori al ribasso amanti dell’ingegneria finanziaria, anche chi gestisce il denaro vivo ha votato con un clic di mouse contro l’Italia: uscendo (per ora) dai titoli del Paese. Se serviva un segnale che la crisi non minaccia più singoli Stati ma un’intera area monetaria, ieri da Milano è arrivato. Scrive

Conor Quinn di Goldman Sachs in una nota riservata: «Si pensava che gli italiani avrebbero comprato (titoli di Stato di Roma, ndr) con i decennali al 5,20%, ma abbiamo superato questi livelli e ancora non vediamo niente di sostanziale». L’interesse decennale dei Btp ha chiuso a 5,25%, impennandosi di 248 punti-base (2,48%) sopra i Bund tedeschi. E non è stata questa l’unica novità. Per la prima volta nell’euro, la Francia ha di colpo perso terreno sulla Germania: il titolo a dieci anni di Parigi ha chiuso di 58 punti-base sopra quello di Berlino, invece dei soliti venti o trenta. C’entra magari il fatto che le banche francesi hanno 330 miliardi di euro

Segnale minaccioso Se serviva un segnale che la crisi minaccia un’intera area monetaria, ieri da Milano è arrivato di esposizione sull’Italia (di cui 68 in titoli di Stato, a fine 2010); ma anche le banche tedesche ne hanno per 150, di cui 35 in Bot e Btp di Roma. Entrambi i sistemi finanziari d’Oltralpe hanno un legame vitale, da gemelli siamesi, con la salute dell’economia italiana. Accanto a questi segni di contagio pervasivo, si sono però accese anche spie diverse: la Spagna oggi si muove meglio dell’Italia, benché venga da una posizione più difficile. Lo scarto negli interessi passivi fra i due Paesi è da tempo a favore di Via XX Settembre, ma ora il vantaggio si è drasticamente ridotto e ieri era appena di 35 punti-base sui decennali. Di questo passo, Roma tra poco pagherà

più di Madrid per raccogliere credito sui mercati globali. E sarà un caso ma, con tutte le sue debolezze, il governo di José Luis Zapatero non è rimasto fermo alle sole misure di austerità: ha riformato il mercato del lavoro per tornare a crescere, ha avviato un radicale piano di privatizzazioni degli aeroporti per abbattere il debito. Nella sua nota di ieri Goldman Sachs osserva invece che proprio questo è ciò che manca all’Italia: «Gli investitori guardano avanti e pensano a come i Paesi cresceranno per risolvere i loro problemi, e non c’è da essere ottimisti sull’Italia: la crescita è stata di 0,1% in media in dieci anni (contro una media dell’area-euro di 1,6%), ci sono pochi segni di riforme strutturali e c’è discordia politica fra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti». Insomma sia chi vuol fare soldi nella crisi sia chi ha solo paura di perderne, fa i conti con proiezioni delicate. Ieri Moody’s, l’agenzia di rating che con S&P’s ha avviato la tempesta mettendo l’Italia sotto osservazione, ha avuto parole di sostegno per la manovra. Ma Barclays nota che dei 68 miliardi di correzione prevista sui conti, ben 40 si accumulano sul 2014 (fra manovra e delega) con una progressione di Pil prevista addirittura all’1,6%. È sempre possibile che il contagio europeo sia cauterizzato all’origine e muoia anche in Italia. Lunedì all’Eurogruppo i ministri finanziari dell’area torneranno a studiare nuovi piani per affrontare il debito della Grecia e le esposizioni delle banche su Atene. Ma a giudicare dal loro successo fin qui, meglio che l’Italia si prepari ad aiutarsi da sola.

Federico Fubini © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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I mercati Bankitalia ✒

Draghi: banche solide, la manovra è credibile

L’analisi

EUROPA-USA IL FRONTE DEL DEBITO

Il governatore rassicura: pareggio possibile nel 2014 ROMA — Le banche italiane sono solide e «adeguatamente capitalizzate»; la manovra di finanza pubblica decisa dal governo «costituisce un passo importante per il consolidamento dei conti pubblici». Il governatore della Banca d’Italia e prossimo presidente della Bce, Mario Draghi interviene così a metà giornata, nei momenti di più alta tensione dei mercati che hanno messo sotto pressione i titoli del debito pubblico e le azioni delle banche italiane. Draghi decide di trasmettere la sua dichiarazione da Aix en Provence dove si trova per svolgere una relazione sulla «Guerra delle monete», la prima uscita pubblica dopo la designazione al vertice dell’Eurotower il 24 giugno scorso da parte del Consiglio europeo. Il governatore vuole innanzitutto rassicurare gli operatori, che sulle Borse stanno pesantemente penalizzando gli istituti di credito italiani sulla scia dei rumors che indicano la probabile bocciatura dei gruppi italiani all’esame dello stress test, i cui risultati saranno resi noti il 15 luglio. «Sono certo, sulla base delle nostre analisi, che gli interme-

L’intervista

diari italiani supereranno con un margine significativo gli stress test in corso in sede europea, confermando l’adeguatezza del loro grado di capitalizzazione» afferma Draghi. Il quale aggiunge che «in Italia l’espansione del credito, in atto da mesi, è superiore a quella del resto dell’area dell’euro; sosterrà i ricavi delle banche». Gli istituti italiani, quindi, per il governatore non han-

Gli stress test Pronti gli stress test degli istituti di credito, verranno pubblicati venerdì prossimo no nulla da temere, supereranno tutti il test e aumenteranno i loro ricavi. Non avranno dunque bisogno di un intervento pubblico. Non si dovrà metter mano al bilancio dello Stato per sostenerli, come forse potrebbe avvenire in altri Paesi. Da qui anche la rassicurazione sulla tenuta dei conti pubblici, messa in dubbio nei giorni scorsi dalle analisi di Moody’s e dai contrasti della

politica. Con l’effetto di scatenare, complici le crisi irrisolte di Grecia, Portogallo e Irlanda, le pressioni sui titoli del debito italiano. La manovra del governo, afferma Draghi richiamando anche le rassicurazioni a riguardo date il giorno prima dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, «costituisce un passo importante per il consolidamento dei conti pubblici». Inoltre «l’anticipo delle misure rende credibili il raggiungimento del pareggio di bilancio e l’avvio di una tendenza al calo del rapporto debito/Pil». Non è ancora quindi un giudizio sui contenuti della manovra — la Banca d’Italia sarà sentita in Parlamento il prossimo 13 luglio, lo stesso giorno in cui Draghi svolgerà la sua relazione all’assemblea dell’Abi, l’associazione tra le banche italiane — ma il riconoscimento dell’importanza della presentazione anticipata del pacchetto di misure destinate a riequilibrare i conti entro il 2014 a cui bisogna dare fiducia. Le parole di Draghi, immediatamente trasmesse in rete non evitano le pressioni ma bloccano la speculazione sui

di GIUSEPPE SARCINA Domenica 10 luglio, Washington. Lunedì 11, Bruxelles. La «due giorni del debito» rimbalza dagli Stati Uniti all’Unione Europea. La casuale coincidenza del calendario accosta due difficili confronti politico-economici che hanno molte cose in comune. Il presidente Barack Obama deve spuntare un accordo con la controparte repubblicana che tenga insieme tagli alla spesa pubblica, aumento delle tasse ed emissione di nuovi bond per rifinanziare lo Stato. I ministri europei sono chiamati alla fase due del salvataggio della Grecia, con nuovi prestiti per coprire anche una parte del

Conti pubblici Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi: la manovra è «un passo importante per il consolidamento dei conti pubblici»

1.890 Btp. Rientrando al convegno il governatore, nonché presidente del «Financial stability board», affronta il tema dei cambi, non senza prima aver ribadito che il ruolo della Bce è salvaguardare la «stabilità dei prezzi», a differenza ad esempio della Federal Reser-

miliardi, il valore del debito pubblico italiano in base alle ultime rilevazioni

ve, anche se «questo non vuole dire che non siamo interessati ad altri temi come l’occupazione e la crescita». Crescita che in Europa, dice, con la «notevole eccezione della Germania», «è troppo lenta per aiutare a risanare i conti pubblici indeboliti e il mercato

del lavoro». Quanto ai cambi Draghi non crede che sia in corso «un’esplicita guerra delle valute», ma «il rischio di politiche nazionali divergenti che non cooperano ma sono focalizzate esclusivamente sulla dimensione interna e sugli obiettivi a breve termine, sta diventando più preoccupante».

Stefania Tamburello © RIPRODUZIONE RISERVATA

Parla l’ex premier che guidò la risposta all’attacco alla lira del ’95: allora si agì prontamente, oggi ci sono esitazioni

Dini: il problema non è l’Italia, c’è un contagio su tutta l’Europa «Un intervento delle autorità Ue se continua la speculazione» delle Province avrebbe avuto effetti favorevoli da subito. Anche se di fatto si sarebbero dovuti aspettare i tempi della modifica costituzionale. E sulle liberalizzazioni si poteva fare di più». Come giudica le misure fiscali? «La delega punta a alleggerire la tassazione dei redditi più bassi compensando con un ritocco delle imposte indirette. Ma intanto ci sono nuovi tributi, come l’imposta di bollo, che non condivido perché tocca il risparmio. Si poteva aumentare l’imposta sulle sigarette e l’alcol. Sono scelte...». Perché nel mirino finiscono an-

❜❜ Il movimento speculativo non è giustificato dallo stato delle nostre banche Non basta la manovra a rassicurare i mercati sull’Italia? «Lo stesso presidente della Banca centrale europea (Bce), Jean-Claude Trichet, ha rassicurato sulla validità della manovra. Così il successore, il governatore di Bankitalia, Mario Draghi». Anche se il grosso è rinviato al 2013-2014? «Il governo ha considerato la debolezza del nostro quadro congiunturale: la crescita all’1%. Non è uno scadenzamento politico. Si punta sul traino della ripresa mondiale». E le riforme? «La manovra non contiene misure strutturali significative: l’abolizione

La crisi del ’95 Dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi, nel 1995 viene nominato premier Lamberto Dini. A marzo le tensioni sui mercati fanno schizzare lo spread Bund-Btp a 672 punti base, un record negativo mai più toccato

che i titoli delle banche italiane? «Le nostre banche non sono fortemente indebitate, non detengono titoli di altri Paesi in difficoltà, come invece quelle francesi, tedesche e inglesi. Sono in atto gli stress test che guardano al livello di capitalizzazione e le nostre banche si sono mosse con aumenti di capitale o bloccando i dividendi». Quindi perché calano i titoli? «Sono punte che si sono verificate anche in passato. Un movimento speculativo non giustificato dallo stato delle nostre banche. Non siamo noi il vero obiettivo della speculazione? «Tutto parte dall’atteggiamento degli operatori americani sull’area dell’euro. Loro pensano che sia under stress, che non possa resistere, che le autorità europee non vogliano prendere le necessarie misure. Così disinvestono, facendo scendere anche la moneta». E’ una lettura giustificata? «Mi pare che i mercati e gli operatori economici e finanziari dovrebbero cominciare a guardare di più agli Usa dove il disavanzo e il debito, anche solo quello federale, stanno salendo. Per ora c’è stato solo un warning delle agenzie di rating sulla tripla A...». Non c’è proprio niente di fondato nel timore sull’euro? «Le autorità tentennano sulla Grecia: si parla di riscadenzamento del debito o di ristrutturazione. Ma intanto non si va avanti temendo il contagio.

❜❜ Ho molta fiducia nella Spagna. Anche Irlanda e Portogallo si stanno sforzando

ILLUSTRAZIONE DI MARCO MASTROIANNI

ROMA — «The euro is here to stay. L’euro è qui per restare». Lamberto Dini, oggi senatore del Pdl, nel ’95 presidente del Consiglio durante uno degli attacchi speculativi più pesanti subiti dalla lira in anni di crisi valutaria mondiale, ne è convinto. L’euro si salverà e l’Italia resterà nel sistema. A patto che le autorità europee agiscano presto e bene. Presidente, i titoli di Stato italiani sono sotto tiro. «La speculazione è contro l’euro e colpisce i Paesi con un debito pubblico elevato, come il nostro».

Ma qualcosa si deve fare con l’aiuto del Fondo monetario internazionale». Lei ha già vissuto qualcosa di simile durante la crisi messicana nel ’95. «Allora si intervenne prontamente. Oggi ci sono esitazioni. La sfiducia viene dal livello di indebitamento di alcuni Paesi: lo sforzo di equilibrio che da noi è in atto non si vede in Grecia, che è in recessione. Ma è un caso unico. Ho molta fiducia nella Spagna che non ha un debito alto. Anche Irlanda e Portogallo si stanno sforzando. Se il mercato non ci crede e continua a speculare, serve un intervento delle autorità europee». Che tipo di intervento? «Non vorrei dire cose unpalatable alla Germania, ma ci sarebbe bisogno di un fondo di stabilizzazione a livello europeo con titoli europei garantiti e tassi d’interesse bassi come quelli tedeschi, questi sarebbero facilmente riassorbibili. Nel ’95 ha mai avuto timori che l’Italia stesse precipitando? «Mai. C’era una moneta fluttuante e avevamo l’inflazione. Puntai a aumentare le tasse e ridurre la spesa per

stabilizzare il rapporto debito/Pil. Misi mano alle riforme a cominciare dalle pensioni. Poi tra il ’98 e il ’99 fu fatta una manovra di riduzione del disavanzo che in un solo anno ci consentì di stabilizzare il cambio e entrare nell’euro». Draghi alla Bce sarà un segnale psicologico positivo per l’Italia? «No, non cambierà nulla, perché il nuovo presidente sarà tenuto come Trichet, al rispetto dello statuto che pone all’articolo 1 la stabilità dei prezzi e l’abbattimento dell’inflazione, tramite la leva dei tassi».

Antonella Baccaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

Barack Obama

debito privato. L’incubo di Obama si chiama crac della finanza pubblica, tanto clamoroso quanto devastante. Quello degli europei: la fine della moneta unica, fatta a pezzi dalla speculazione internazionale. Due scenari estremi, considerati molto improbabili, forse irrealistici. Ma ciò non significa che il doppio passaggio euro-americano sia tra i più delicati (e decisivi) degli ultimi anni. Ieri sono stati diffusi i dati sul mercato del lavoro statunitense. Nel mese di giugno il tasso di disoccupazione è salito dal 9,1 al 9,2%. Sono stati creati 18 mila nuovi posti, mentre se ne attendevano almeno 105 mila. Nell’intero Paese i disoccupati sono 14 milioni e 100 mila. Gli avversari di Obama chiedono dove siano i risultati del piano di rilancio 2009 (787 miliardi di dollari di spesa pubblica) che avrebbe dovuto creare 3,5 milioni di posti di lavoro. Ieri il presidente è dovuto uscire allo scoperto, dicendo quello che pensano ormai tutti gli americani: «Le cifre sulla disoccupazione sono troppo alte. È inaccettabile». Obama, in realtà, sembra un giocatore senza altra via d’uscita se non il rilancio continuo, anche se in mano non ha grandi carte politiche (i repubblicani alzano la posta, i democratici sono divisi e riluttanti). Tranne una, quella che metterà sul tavolo domenica prossima: l’alternativa all’accordo è la catastrofe. Chi è disposto a dare l’ultima spinta? Una domanda che, probabilmente, qualcuno farà, più o meno nelle stesse ore, intorno al tavolo dell’Eurogruppo. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Primo Piano

Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

italia: 515050585854

Tensione Il premier Silvio Berlusconi e, sullo sfondo, il volto di Giulio Tremonti

Il governo I nodi

Berlusconi vede Tremonti «Rispetteremo gli impegni» Bossi: amico di Giulio, meno male che ascolta i mercati La Nota di Massimo Franco

Una tregua obbligata che certifica una doppia debolezza

I

l comunicato ufficiale parla di un incontro «lungo e cordiale». Lungo senz’altro, cordiale forse meno. Ma Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, alla presenza del sottosegretario Gianni Letta, non avevano alternative se non siglare un compromesso: guardingo, nervoso, e forse precario. Inevitabile, però, per rendere credibile «la volontà di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014». Nel loro colloquio c’erano due convitati di pietra: la richiesta di arresto per il deputato del Pdl Marco Milanese, ex braccio destro del ministro dell’Economia; e soprattutto i mercati internazionali, inclini a punire i titoli di Stato italiani per colpa delle convulsioni politiche nel governo. Il risultato è stato quello di sottolineare sia la debolezza del presidente del Consiglio che quella di Tremonti; e l’obbligo per entrambi di mettere da parte una conflittualità che sta emergendo insieme da interviste e verbali giudiziari. Perpetuarla, infatti, significa alimentare le voci di dimissioni e crisi di governo che, per quanto non vere, rischiano di affondare la credibilità italiana all’estero. E accentua il profilo schizofrenico di un centrodestra che si proietta nel 2013 ma intanto sbanda quotidianamente. Quando, citando un verbale d’interrogatorio, l’agenzia Ansa rivela che il 17 giugno Tremonti riferì ai giudici di avere litigato col premier, si ufficializza uno scontro al vertice. La loro «discussione animata», nelle parole del ministro, riguardava la manovra economica. Ma in quell’occasione Tremonti si lamentò di essere sottoposto a «campagne stampa tipo quelle contro Boffo». Un riferimento agli attacchi, basati su una velina anonima rivelatasi falsa, condotti nel 2009 dal Giornale berlusconiano contro l’allora direttore di Avvenire, Dino Boffo, reo di avere criticato la vita privata del premier. Sono accenni che dilatano la sensazione di un rapporIl compromesso to tormentato fra il capo del governo e il titolare dell’Econon cancella il nomia. In una situazione nortimore per gli male si risolverebbe con le dimissioni. Ma in un’Italia mesattacchi sa sotto osservazione dalla speculativi Commissione europea, sarebbe un’operazione suicida. L’apparente armonia ritrovata ieri è dunque un gesto di responsabilità. E il coro col quale un Pdl di solito infastidito dai suoi modi giudicati arroganti difende quasi all’unisono Tremonti, conferma i timori per le conseguenze internazionali di una rottura. Gli scossoni subiti dalla Borsa anche ieri proiettano ombre preoccupanti. Il nuovo segretario politico, Angelino Alfano, difende ufficialmente il ministro dell’Economia, definendolo «una persona perbene». Ma già questo dice quanto il «caso Milanese» sia destinato a sovraesporre Tremonti ancora di più nel centrodestra. Il suo ruolo di garante della credibilità della manovra finanziaria dell’Italia agli occhi dei mercati internazionali è fuori discussione: per questo i suoi avversari si sentono più forti ma sono ugualmente impotenti. Ma la domanda è se basterà a evitare gli attacchi speculativi. Giorgio Napolitano ieri ha interpretato queste preoccupazioni. Occorre «insistere nello sforzo per tenere sotto controllo i conti pubblici», ha avvertito il Capo dello Stato. Aveva davanti lo scarto eccessivo tra i Btp e i titoli tedeschi, che ieri hanno contribuito al calo della Borsa. Lo stesso Umberto Bossi, capo della Lega, ultimamente oscillante nel sostegno a Tremonti, ieri è tornato a difenderlo; e a giustificare l’appoggio al governo. «A chi mi chiede di mollare Berlusconi dico che se lasciassi immediatamente, il mercato internazionale ci farebbe fare la fine della Grecia». Quanto al ministro dell’Economia, secondo Bossi «ascolta i mercati e meno male che c’è qualcuno che lo fa, altrimenti i mercati ci fanno fallire». Sono parole di buonsenso e insieme di grande allarme. Confermano che il centrodestra sta avanzando su un crinale scivoloso; e che le sue liti interne minacciano di far precipitare l’Italia in una spirale pericolosa.

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ROMA — Un compromesso imposto dai mercati. Dopo le dure critiche del presidente del Consiglio al ministro dell’Economia, e mentre i mercati prendono d’assalto i titoli di Stato e la Borsa milanese, Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti siglano l’ennesima tregua della travagliata legislatura. «Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha terminato da poco una lunga e cordiale colazione di lavoro con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. È stato fatto il punto su tutti i problemi più attuali — si legge in un comunicato diffuso ieri da Palazzo Chigi — a cominciare dalla manovra per la continuazione e il rafforzamento dell’azione di governo. Il presidente Berlusconi — dice ancora il comunicato — ha ribadito la volontà del governo italiano di raggiungere il pareggio di bilancio per il 2014, in linea con gli impegni assunti a livello europeo. Il decreto legge sulla manovra sarà approvato prima dell’estate». In realtà, tanto lungo l’incontro non è stato, appena una mezz’oretta, e neanche tanto cordiale, con il ministro ancora una volta disposto, davanti alle critiche del premier, non smentite, a mettere sul piatto le sue dimissioni. Lo conferma Umberto Bossi, leader della Lega Nord, che ieri ha parlato al popolo del Carroccio, a Paderno Dugnano, in termini assai espliciti. «Berlusconi ha discusso con Tremonti e questo non va bene. Io sono amico del ministro dell’Economia, che è una brava persona. Tremonti ascolta i mercati e meno male che c’è qualcuno che lo fa, altrimenti i mercati ci fanno fallire» ha detto Bossi. Ribadendo più volte il concetto: «Litigano tutti, e adesso il presidente del Consiglio se la prende anche con il ministro dell’Economia. Per fortuna ci siamo noi che teniamo la barra dritta in un

La settimana

Rinnovabili, ritirato il taglio agli incentivi

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In una prima stesura la manovra prevedeva un taglio del 30% degli incentivi alle fonti energetiche. Ma alla fine, durante il Consiglio dei ministri, le riduzioni volute dalla Lega Nord vengono eliminate

Compare la norma «salva Fininvest»

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Compare un comma che prevede la sospensione dell’esecutività della condanna per risarcimenti superiori ai 20 milioni di euro, come nel caso del lodo Mondadori. Dopo le polemiche, la norma viene ritirata dal premier

L’insulto a Brunetta: «È un cretino»

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In un «fuorionda» registrato in un video, durante un convegno, il ministro dell’Economia dà del «cretino» e dello «scemo» al collega della Pubblica amministrazione. Alla fine Tremonti si scusa

Il richiamo di Letta: rispettare gli italiani

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Tocca al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta riportare la calma nell’esecutivo e invitare i ministri a far prevalere «l’interesse generale sui fatti personali»

momento così difficile, sennò finiremmo come la Grecia». Il rischio è quello, e a poco sono serviti, finora, gli appelli del Quirinale, dove non si nasconde preoccupazione per la situazione italiana ed i rischi di un conflitto politico tra il premier ed il ministro dell’Economia, arrivati anche ieri a Palazzo Chigi. I rapporti tra Berlusconi e Tremonti restano tesi, come dimostrano anche gli stralci dell’interrogatorio reso dal ministro ai magistrati di Napoli che indagano

sul suo ex collaboratore Marco Milanese. Dove il ministro ammette discussioni animate con il presidente del Consiglio, fino al timore di vedersi applicato il "metodo Boffo", con campagne diffamatorie sui giornali. A Tremonti giungono molti segnali di solidarietà, anche dal neo segretario del Pdl, Angelino Alfano, che si dice convinto che «Tremonti sia una persona perbene», e da Ignazio La Russa. «Trovo una bestemmia immaginare che Tre-

monti possa usare la politica per avere vantaggi. Tremonti è uno dei più stimati professionisti italiani, non ha abitudini mondane e vive al di sotto delle sue possibilità» dice La Russa. «Come dice il presidente Napolitano, il pareggio di bilancio è assolutamente necessario» ribadisce Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, sperando che la tregua regga.

M. Sen. msensini@corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dietro le quinte L’obiettivo: restituire l’immagine di un clima pacificato

Letta, il «testimone»: io garante della serenità ma la situazione è seria ROMA — Se non ci fosse stata di mezzo la Borsa, il crollo dei titoli bancari, il picco record degli interessi che l’Italia è obbligata a garantire collocando i suoi titoli, la colazione di ieri fra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti sarebbe stata accolta da molti con un sorriso e con la malcelata diffidenza per i comunicati di Palazzo Chigi che accompagnano gli incontri «cordiali» e le presunte riconciliazioni fra il presidente del Consiglio e il suo ministro dell’Economia. Ieri mattina invece c’era poco da sorridere e ogni tipo di ironia era fuori luogo. Così com’era fuori luogo indugiare sulle accuse reciproche che il premier e il ministro si lanciavano a distanza dalle colonne dei quotidiani. Ieri non c’era spazio

per «il teatrino» della politica, come lo avrebbe chiamato il Cavaliere, che pure sovente vi partecipa, perché a tutti, nelle stanze delle principali istituzioni del Paese, comprese quelle del Quirinale, è parso immediatamente chiaro che qualcosa andasse fatta, e anche con molta fretta, per arginare l’attacco speculativo al nostro Paese. Prima ancora che la colazione fra Tremonti e Berlusconi iniziasse a Palazzo Chigi erano già pronti i concetti del comunicato che al termine dell’incontro sarebbe stato emesso. Ed è significativo che l’unico testimone ufficiale del pranzo di lavoro, quel Gianni Letta che appena il giorno prima aveva ancora una volta invitato tutti i componenti del governo ad osservare un registro di maggiore serietà e sobrietà, non abbia trovato che parole e concetti molto stringati per definire il senso degli accadimenti: «La situazione è molto seria».

Strategia L’unico testimone del faccia a faccia tra il presidente del Consiglio e il responsabile dell’Economia è stato il sottosegretario In Aula Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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Primo Piano

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Sono una persona che ha guadagnato molto, ma ho sempre mantenuto uno stile di vita sobrio Giulio Tremonti, ministro dell’Economia

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In trent’anni di professione da avvocato, e in 17 di vita politica, non sono stato mai sfiorato dalla magistratura Giulio Tremonti, ministro

Il personaggio Giornata segnata da voci di dimissioni. Ma il titolare dell’Economia ha l’appoggio del Colle sulla manovra

«Ho guadagnato molto, non cerco favori» Il ministro e i sospetti sulla casa: sul piano personale sono tranquillissimo ROMA — «Il plusvalore di Tremonti è nello spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, che si è mantenuto finora su livelli di sicurezza. Il minusvalore è la prospettiva di quello che può accadere...». E se le avvisaglie sono quelle di ieri, con la speculazione scatenata contro l’Italia, si capisce perché il ministro dell’Economia, più che indebolito come qualcuno oggi lo vuol vedere, in questo momento si senta sicuro. Il rischio non è quello del 2003. Allora, quando fu defe-

corrono sulle sue dimissioni, Ci sta che i suoi nemici sfruttile banche e gli operatori che no il «caso Milanese» per ottechiedono lumi direttamente nere la sua testa. Anche se le al ministero, per email, menconseguenze di una manovra tre i Btp scivolano... per cacciarlo, sui mercati, saE ci mancava pure la storia rebbero pericolosissime. Lo del tesoretto nascosto. «Absanno Gianni Letta e Silvio biamo fatto una fatica enorBerlusconi, e anche la nota di me per mettere insieme la maieri lo dimostra. Lo sanno il novra economica, e poi uno Quirinale e il governatore delnasconde 6 miliardi di euro? la Banca d’Italia, Mario DraPer la riduzione delle tasse, ghi, che non è certo il suo mipoi? Ma come ci pensano? gliore amico, ma che ieri è Questo è davvero un Paese insceso in campo per difendere credibile...» dice il ministro, la manovra di risanamento scuotendo la testa, mentre dei conti, garantendo che il nel primo pomeriggio lascia pareggio di bilancio nel 2014 via Venti Settemè possibile. bre diretto verso Vertice 2012, quasi fosse il prezzo pa- ni di vita politica, non sono Ne sono convinti anche a casa, a Pavia. gato da un ministro indeboli- stato mai sfiorato, neanche Bruxelles, dove aspettano Tremiliardi L’incontro con Il premier to. una volta, dalla magistratura monti per parlare ancora dell’ammontare della Silvio Berlusconi, Silvio Deluso e amareggiato lo è o da faccende poco chiare...». la crisi e dei rischi di un possimanovra varata concordato in mat- Berlusconi di sicuro, in ritirata no di cerCerto, se sul piano personada Tremonti tinata con Gianni (nella foto to. Tremonti ha confidato ai le Tremonti è sicuro di non bile contagio ai Paesi più deLetta subito dopo Reuters), 74 suoi di essere «tranquillissi- aver nulla da temere, su quel- boli. Lunedì sera all’Euroaver letto l’intervi- anni, dopo mo sul piano personale». Nel- lo politico ha qualche proble- gruppo, con i suoi colleghi ministri della zona euro. Marsta del premier a un le faccende che riguardano tedì mattina al vertice con i miliardi Repubblica, declas- importante Milanese non c’è nulla che lo ministri delle Finanze euroil presunto tesoretto sato a «colloquio incontro con riguarda. «Sono una persona Rischi pei del Partito popolare, che per il 2012 che, per informale», ma il ministro che ha guadagnato molto, Il ministro del Tesoro: è poi la «famiglia» di Angela Tremonti, non esiste non smentito nel- dell’Econoero il primo contribuente del- un attacco politico Merkel e François Sarkozy, la sostanza, è dura- mia Giulio la Camera. Ma ho sempre che lo hanno appena nominanestrato, come lui stesso ave- to giusto il tempo del chiari- Tremonti, nel mantenuto uno stile di vita rischierebbe di far to coordinatore. Poi ancora va previsto le agenzie di ra- mento. quale si è sobrio, e non ho mai avuto bi- venire giù l’euro l’Ecofin, per parlare del Portoting declassarono l’Italia, ma Poco più di mezz’ora, quan- discusso di sogno di favori» ripeteva ieri gallo e della Grecia, dopo le tutto rientrò nella normalità to basta per un caffè e per but- manovra il ministro ai suoi. Spiegando nel giro di pochi mesi. Oggi tar giù il comunicato con cui economica e che ci possono anche essere ma in più. Non fosse altro per- estenuanti «conference call» l’effetto sarebbe devastante. Palazzo Chigi ribadisce la fer- vincoli di ragioni particolari, di riserva- ché nel Pdl, dove il ministro della settimana appena con«Un attacco politico» come lo mezza e la determinazione bilancio tezza, di sicurezza, per cui un dell’Economia non ha mai clusa. La crisi preoccupa, è definisce il ministro, non az- del governo a proseguire sulministro non figura in un con- avuto tanti amici, qualcuno, tutt’altro che sopita. Anche se zopperebbe soltanto l’Italia, la strada del rigore. Un atto tratto d’affitto. L’importante come raccontano, si è già a Roma c’è ancora qualcuno stavolta «rischierebbe di far dovuto per rassicurare i merè che tutto sia lecito. Come messo alla ricerca di un possi- che non se ne è accorto. Mario Sensini venire giù l’euro». E forse per cati, anche se un attimo dopo non può che essere. «In bile sostituto. A chi glielo ha msensini@corriere.it questo, contando anche sul- si diffonde «la balla» del tesotrent’anni di professione da riferito il ministro ha fatto l’appoggio che il Quirinale gli retto per ridurre le tasse nel avvocato, e in diciassette an- spallucce, neanche sorpreso. © RIPRODUZIONE RISERVATA ha dato in questi giorni difendendo la manovra, e che gli avrebbe ribadito anche ieri, il ministro è deciso ad andare avanti. Anche se sono giornate duGli impegni a Bruxelles Si discute la manovra La prima votazione rissime. La nottata passata a casa di un amico, uno dei Lunedì sera Tremonti sarà Il 19 di questo mese la Lunedì pomeriggio via alle suoi più stretti collaboratori, all’Eurogruppo. Martedì al manovra economica audizioni di Fronte dopo aver letto fino a tarda severtice con i responsabili approderà a Palazzo commissioni bilancio di ra, sempre più «stupefatto» delle Finanze dell’Ue e poi Madama per essere Camera e Senato. Si parte man mano che ne scorreva le pagine, gli atti allegati alla rialla riunione con i ministri approvata, con Confindustria, poi tocca chiesta di arresto di Marco delle Finanze del Partito così come è stato stabilito a Bankitalia (mercoledì). Milanese. Poi l’attacco violenpopolare europeo, dei quali dalla Conferenza dei Martedì la discussione to dei mercati, le dichiarazioè il nuovo coordinatore capigruppo del Senato generale in commissione ni tranchant del premier sul suo conto, le voci che si rin-

Le reazioni

A chi ha chiesto dei due uomini, dei due caratteri, di come fosse andata veramente fra premier e titolare di via Venti Settembre, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha risposto con il tono gentile di chi tollera sempre meno la domanda, per le stesse ragioni per cui il giorno aveva avvertito i ministri di «aver più rispetto della carica istituzionale che tutti ricopriamo», ovvero perché non è più il tempo dei dissapori, degli sfoghi, dei personalismi. Di fronte allo spread dei titoli italiani che sale in modo sempre più veloce rispetto ai bond tedeschi si può dire solo che «l’incontro è stato molto sereno e io sono il garante di questa serenità». Poi magari il Cavaliere stesso, ore più tardi, dirà che con il suo ministro la ricomposizione è di facciata, che sussistono tutte le divergenze che siamo abituati a leggere, ma ieri non era certamente il momento di enfatizzarle, le differenze. «Oggi si è mosso lo Stato», commentavano nel pomeriggio a Palazzo Chigi, alludendo al fatto che l’incontro fra i due era l’incontro di due cariche prima che di due persone, e che era stato preparato e seguito con attenzione da una regia che sembra abbia incluso la Presidenza della Repubblica. Per questi motivi può anche restare l’incertezza su alcuni dettagli: raccontano alcuni nel Pdl che Tremonti abbia avuto la

l’ennesimo dato negativo della produzione industriale e anche, come esplicitato dal Financial Times di ieri (due giorni fa per chi legge, ndr), la confusione del governo sui numeri della manovra correttiva». Lunedì il Pd presenterà un’interpellanza urgente per chiedere al governo il divieto di vendita dei titoli strutturati al pubblico. Per il presidente di Italia futura, Luca Cordero di Montezemolo, «la politica italiana sta giocando con il fuoco. Si approvi la manovra immediatamente, senza ulteriori indugi e stravaganze, altrimenti rischiamo di preparare la tempesta perfetta. Fatto questo, sarà indispensabile aprire un momento di riflessione ampio e condiviso tra le forze politiche responsabili». «I rischi di attacchi speculativi al sistema italiano — è il parere della Cgil — stanno aumentando. Ma il problema di fondo è quello di una manovra strutturale per la crescita di cui non c’è traccia nella manovra del governo».

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L’agenda del ministro

In Europa

tentazione di dimettersi; ma secondo altre fonti la tentazione sarebbe stata addirittura manifestata direttamente al Capo dello Stato, per meglio difendersi dalle accuse che lo lambiscono, nell’indagine che ha coinvolto il suo collaboratore storico, Marco Milanese. Indiscrezioni che danno conto dell’atmosfera che si respirava ieri mattina nei Palazzi delle prime istituzioni del Paese, alle prese con una «sveglia», quella dei mercati internazionali, che forse non tutti

In commissione

Timori incrociati Si allontana l’ipotesi (pare prospettata dall’interessato direttamente al Colle) di dimissioni di Tremonti. E ufficialmente rientra la polemica con Berlusconi

Mezzogiorno

Nuovo partito Poli Bortone-Miccichè Quattordici parlamentari, 10 deputati e 4 senatori: è l’organigramma del nuovo partito per il Mezzogiorno che nasce a Bari, il 14 luglio, dall’unione di Io sud di Adriana Poli Bortone, Forza del sud di Gianfranco Miccichè e Noi sud di Arturo Iannaccone. Punterà sui temi caldi del Meridione, a partire dalla territorialità delle imposte e dalla tutela dell’agricoltura, ma, annuncia Poli Bortone, «vista anche la disponibilità di Berlusconi, sono già in fase di studio vari

emendamenti alla manovra, perché così com’è non contiene nulla di concreto per il Sud». Alla Costituente del nuovo partito partecipano Pasquale Viespoli, capogruppo di Coesione nazionale-Io sud al Senato, e i rappresentanti di movimenti e associazioni del Meridione, tra cui Tommaso Romano e Nino Sala del partito Tradizional popolare e Rocco Monaco dell’associazione consumatori Utelit consum. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marcegaglia: serve rigore E il Pd accusa: colpa del governo ROMA — «Spero, auspico e chiedo che la situazione politica non abbia impatto sui mercati finanziari, sulla tenuta dei conti pubblici». Così Emma Marcegaglia ieri ha commentato la tempesta speculativa che ha travolto i titoli di Stato e la Borsa. «Bisogna che ci sia grande senso di responsabilità — ha aggiunto —, che il Paese sia governato e che non ci siano problemi». Secondo il leader degli industriali, la speculazione prende di mira il nostro Paese «perché ha un alto debito pubblico e, per questo, è più a rischio di altri». E a questo proposito, ha sottolineato, non si può non tenere conto che sono proprio i mercati a chiedere «rigore nei conti pubblici, un governo che governi e non situazioni di contrasto al suo interno». Insomma la manovra «va assolutamente fatta e non deve essere stravolta in Parlamento: i tagli alla spesa pubblica devono rimanere» e il pareggio di bilancio al 2014, previsto nella manovra finanziaria disegnata dall’esecutivo, «ci vuole assolutamente». Per il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, «il preoccupante allargamento del divario tra i titoli di Stato italiani e i titoli tedeschi ha certamente cause esogene, ma è grande la responsabilità del governo Berlusconi. Gli investitori hanno notato

Al Senato

si aspettavano e che non tutti erano pronti a gestire. L’idea dell’incontro e del comunicato è dunque servita a dare un messaggio immediato d’immagine e di contenuto al resto del mondo: unità politica fra premier e ministro, manovra correttiva dei conti pubblici approvata in modo definitivo entro pochi giorni, al massimo settimane, comunque prima della pausa estiva; pochissime correzioni in Parlamento, più che altro in tema di pensioni, ma a saldi invariati e d’intesa, preventiva, con il ministro dell’Economia. Una nota ufficiale che era anche risposta alle ansie di disimpegno del ministro dell’Economia, che in serata sarebbe stato difeso, dopo alcuni giorni di silenzio, da Umberto Bossi. Sino a qualche giorno fa nell’entourage del Cavaliere le dimissioni di Tremonti erano a tratti auspicate: «Magari le rassegnasse per davvero...». Da ieri, dopo aver toccato con mano la paura di essere oggetto diretto della speculazione finanziaria internazionale, forse verranno meno certi auspici e certe tentazioni, dall’una e dall’altra parte. «Sono io il garante della serenità», diceva ieri Gianni Letta, anche per dire che per il momento lo scontro politico fra i primi due attori dell’esecutivo può attendere.

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❜❜ Spero, auspico e chiedo che la situazione politica non abbia impatto sui mercati finanziari, sulla tenuta dei conti pubblici

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Le inchieste Napoli

I restauri gratis poi gli appalti pubblici I sospetti sulla casa Milanese indagato per lo yacht, due arresti I ministri del centrodestra: difendiamo Giulio La vicenda

La ristrutturazione A Napoli il pm Vincenzo Piscitelli indaga sul deputato Marco Milanese ipotizzando svariati reati fra cui corruzione, rivelazione di segreto e associazione per delinquere. L’ipotesi del magistrato è che la Edicars abbia eseguito lavori che ammontano a 200mila euro in cambio di importanti appalti da parte della Sogei, società controllata dal ministero del Tesoro, per il tramite di Milanese. La fuga di notizie L’altro filone aperto si intreccia con l’inchiesta sulla cosiddetta P4 e riguarda le fughe di notizie coperte da segreto e il ruolo di alcuni alti ufficiali della Guardia di Finanza

ROMA — Si stringe la tenaglia dei magistrati attorno all’ex consulente del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Dopo la richiesta di arresto da Napoli, ecco al nuova indagine romana contro Marco Milanese, adesso anche indagato per finanziamento illecito ai partiti. L’accusa ha portato in carcere due imprenditori. Al parlamentare del Pdl viene contestato di essersi intascato 224.000 euro per la vicenda della barca già emersa dalle indagini partenopee, di aver utilizzato a mani basse per le sue spese una carta di credito intestata a un’altra persona. E, sempre dall’inchiesta all’ombra del Vesuvio, emerge anche che Milanese avrebbe usufruito di lavori gratuiti di ristrutturazione nell’abitazione capitolina che metteva a disposizione di Tremonti. A sostegno di quest’ultimo e, in qualche caso, anche di Milanese si è schierato compatto il centrodestra, mentre dall’opposizione sono arrivate pesanti critiche. I pm Paolo Ielo e Giuseppe Cascini hanno ereditato per competenza a Roma quella parte dell’inchiesta di Napoli che ri-

guarda la vendita a Eurotec (società che si occupa della costruzione di opere civili) della barca di 15 metri acquistata da Milanese in leasing (per 20 mila euro al mese). Per questo hanno chiesto e ottenuto dal gip Anna Maria Fattori l’arresto di Tommaso di Lernia (già rinchiuso in carcere per corruzione e fatturazioni inesistenti nell’indagine sugli appalti Enav) e di Massimo De Cesare (ad di Eurotec, è ai domiciliari). Per la procura, la cessione della Mochi Craft ad un prezzo maggiorato rispetto al suo valore sarebbe stata la contropartita richiesta dal parlamentare della maggioranza per la nomina (decisa dal cda di Enav su suo input) dell’ex consigliere di amministrazione Fabrizio Testa (anche lui è indagato) a presidente di «Techno Sky», società controllata dallo stesso Enav. Per ottenere la nomina, Testa si sarebbe rivolto a Lorenzo Cola (ex consulente del presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, pure lui indagato), che avrebbe coinvolto Di Lernia per risolvere il problema della vendita dell’imbarcazione. A questo punto Di Lernia avrebbe

Deputato A destra Marco Milanese, in aula alla Camera, dove è entrato nel 2008 dopo essere stato eletto in Campania per il Popolo delle Libertà (Imagoeconomica)

contattato De Cesare, che avrebbe proceduto all’acquisto della barca pagandola 1 milione e novecentomila euro contro un valore stimato di 1 milione e quattrocentomila. A Milanese sarebbero andati, appunto, 224 mila euro. Il gip ricorda comunque nell’ordinanza che in un interrogatorio Milanese ha però negato il suo «interessamento alla nomina di Testa alla presidenza di Techno Sky tirando in ballo il sindaco di Roma Gianni Alemanno come «sponsor». Altro capitolo, la ristruttura-

zione della casa romana per la quale Milanese pagava 8.500 euro al mese di affitto. La società Edicars del costruttore Angelo Proietti (che non è indagato) avrebbe eseguito lavori per un paio di centinaia di migliaia di euro. Il sospetto del pm è che abbia ottenuto in cambio appalti da parte della Sogei, azienda controllata dal ministero dell’Economia, per il tramite di Milanese. E adesso i magistrati stanno verificando se una delle figlie di Proietti sia stata assunta alla Sogei.

Centrodestra all’attacco per gli sviluppi delle inchieste. «Trovo una bestemmia immaginare che Tremonti possa usare la politica per avere vantaggi», ha detto La Russa. «C’è un disegno di destabilizzazione degli equilibri politici usciti dalle elezioni del 2008», ha tuonato Cicchitto. «Provo un moto d’affetto per Tremonti», ha aggiunto Galan. Durissima Michela Vittoria Brambilla: «La credibilità di Tremonti è fuori discussione, chi lo attacca con manovre o insinuazioni da solo una mano

agli speculatori». E il segretario politico del Pdl, Alfano: «Sono stati presi tanti abbagli, non crediamo a scatola chiusa alle tesi accusatorie. Studiamo le carte e poi decidiamo», ha detto sulle richieste di arresto per Papa e Milanese. Bersani, invece, è perentorio: «Tremonti? Deve dimettersi tutto il governo, non è una questione di aggiustare la situazione con un ministro. Non si può continuare con questo telefilm».

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Le carte/ L’interrogatorio di Tremonti

«Niente metodo Boffo contro di me Lo dissi a Silvio in un colloquio» DAL NOSTRO INVIATO

NAPOLI — Un colloquio chiarificatore con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che si conclude con l’ammonizione pronunciata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti: «Non vorrei fare la fine di Boffo». A raccontarlo ai magistrati napoletani che indagano sulla P4 e sulla presunta corruzione del parlamentare Pdl Marco Milanese è lo stesso Tremonti, interrogato come testimone il 17 giugno scorso. Gli viene fatta ascoltare una telefonata di dieci giorni prima, il 7 giugno, tra Berlusconi e il

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Manovre di Adinolfi? Gli chiesi di controllare

capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza Michele Adinolfi, intercettato perché indagato per favoreggiamento e violazione del segreto istruttorio, sospettato di aver informato Luigi Bisignani di essere sotto inchiesta. Dichiara Tremonti: «Mi viene chiesto se abbia fatto cenno ad una utilizzazione strumentale della Guardia di Finanza ai miei danni da parte dello stesso presidente Berlusconi. Io rispondo che con il presidente del Consiglio ebbi una discussione pochi giorni prima della data della conversazione che ho ascoltato. Nel corso della discussione io e il presidente manifestammo posizioni di-

La scheda Il caso Si parla di «metodo Boffo» in riferimento all’ex direttore di «Avvenire», Dino Boffo, costretto alle dimissioni il 3 settembre 2009 dopo la campagna denigratoria del «Giornale» diretto da Vittorio Feltri Dietro front Il 4 dicembre 2009, Vittorio Feltri, in risposta ad una lettrice, scrive sulle pagine del «Giornale»: «La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali»

verse sulla politica di bilancio. A un certo punto della discussione sono emerse posizioni fortemente critiche in ordine alla mia attività di ministro da parte del presidente del Consiglio. Per inciso e in parallelo su alcuni settori della stampa si manifestava una tendenza spinta alle mie dimissioni se non avessi modificato le mie posizioni. A questo punto se non ricordo male manifestai la mia refrattarietà ad essere oggetto di campagne stampa tipo quella "Boffo". Ciò trovava riscontro in voci in Parlamento che mi sono permesso di segnalare al presidente del Consiglio. In quel contesto — facendo seguito a quanto riferitomi da Milanese su una cena a Napoli a cui avrebbero partecipato, oltre al generale Adinolfi, anche persone vicine al presidente del Consiglio — rappresentai al presidente Berlusconi, in modo devo ammettere caratterialmente reattivo, tra l’alto di una situazione di conflittualità in cui si trovano alcune figure di vertice della Guardia di Finanza. Ricordo che a Berlusconi feci il nome di Adinolfi, più esattamente ricordandomi di una cena a Napoli gli dissi: "Chiedi conferma ad Adinolfi". Si trattò di uno sfogo non avendo io elementi per valutare i comportamenti di Adinolfi sotto il profilo deontologico. Mi chiedete se alla citata cena fossero presenti Paolo Berlusconi e Galliani e vi rispondo che probabilmente Milanese mi fece questi nomi, ma non ne sono sicuro. Con specifico riferimento alla conversazione che ho ascoltato, posso dirvi che la stessa non mi sorprende poiché avevo già voci del rapporto di amicizia o comunque di conoscenza di Adinolfi con il presidente Berlusconi attesa la co-

mune passione per il Milan. Mi permetto di notare — mia impressione — che, dal tono della telefonata che ho ascoltato, le parole del presidente del Consiglio mi sembrano ispirate dal desiderio di un chiarimento in buona fede nei miei confronti. Mi viene chiesto se rientra nella fisiologia istituzionale un rapporto diretto tra il presidente del Consiglio e il capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza e io le dico che, per quanto di mia competenza, mi attengo a criteri istituzionali diversi e cioè mi relaziono solo con il comandante generale del Corpo che, sia detto per inciso, è persona che stimo particolarmente. Con riferimento alla conversazione che ho ascoltato ribadisco che non ho mai

detto a Berlusconi che lui mi voleva far fuori tramite la Guardia di Finanza. Ritengo che Berlusconi abbia fatto un erroneo collegamento fra diverse frasi da me pronunciate». Poi Tremonti chiarisce: «Quando parlo di metodo Boffo mi riferisco alla propagazione sui mass media di notizie riservate e/o infondate atte a screditare chi viene preso di mira. Non alludevo dunque come voi mi chiedete all’utilizzazione di notizie di carattere giudiziarie e riservate per fini strumentali. Con riferimento alla vostra indagine, ne ho appreso l’esistenza solo dai giornali». E ancora: «Sull’eventuale esistenza di cordate contrapposte all’interno della Guardia di Finanza, cordate composte

da alti ufficiali della stessa. Mi vado sempre più convincendo del fatto che la rimozione dell’impedimento di legge a che gli alti ufficiali della Gdf potessero ricoprire l’incarico di comandante generale è stata, per un verso, positiva, perché al vertice del Corpo viene nominata persona che conosce le problematiche dello stesso e ha le necessarie competenze, ma ha portato anche conseguenze negative, nel senso che si sono creati meccanismi di competizione tra possibili candidati, meccanismi potenzialmente negativi. Voglio essere chiaro: gli alti ufficiali nella prospettiva di diventare comandanti generali hanno preso a coltivare relazioni esterne al Corpo che non trovo opportune: più esattamente c’è il rischio, la tendenza di eccesso di competizione. Mi sono permesso nella mia qualità di ministro, qualche tempo dopo la nomina del primo comandante generale appartenente al Corpo, avendo verificato o avendo avuto voce di un certo attivismo relazionale di alcuni generali in servizio a Ro-

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Gli ufficiali della Finanza? Meno salotti, più caserma Il verbale A destra il verbale di «assunzione di informazioni» del ministro Giulio Tremonti, ascoltato il 17 giugno a Roma negli uffici della Dia

ma di suggerire al comandante generale di dare alcune direttive nel senso di avere un tipo di vita più sobria. Gli dissi: "Meno salotti, meno palazzi, consegne in caserma. Ribadisco che nella mia funzione, anche memore di alcune polemiche passate, ho sempre evitato di avere rapporti diretti di tipo operativo con alti ufficiali della Gdf. Applicando correttamente la legge ho ritenuto giusto limitare la mia funzione a quella di indirizzo, esercitando la stessa direttamente ed esclusivamente verso il comandante generale».

F.Sar.

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C’è un disegno di destabilizzazione degli equilibri politici usciti dalle elezioni del 2008. Esprimo solidarietà al ministro Tremonti Fabrizio Cicchitto, capogruppo pdl Camera

Le carte / I verbali e i documenti

La spartizione dei posti in Finmeccanica Ecco le liste con i nomi di politici e manager DAL NOSTRO INVIATO

NAPOLI — Manager sponsorizzati dai politici che così si spartiscono i posti nei consigli di amministrazione delle aziende di Stato. Foglietti con le indicazioni da eseguire consegnati, alla vigilia delle nomine, da ministri e parlamentari per accaparrarsi almeno una poltrona nelle società controllate da Finmeccanica. Sono le carte dell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Vincenzo Piscitelli sulla presunta corruzione di Marco Milanese — deputato pdl ed ex consigliere del ministro Giulio Tremonti — a svelare i retroscena della divisione tra partiti che consente anche il controllo degli appalti. E a rivelare quanto forte fosse l’influenza dello stesso Milanese e cospicua la contropartita che sarebbe riuscito a ottenere dai suoi «protetti»: auto di lusso, gioielli, soldi in contanti, ma anche splendide ville in Costa Azzurra. Un «tesoro» che comprende pure conti all’estero.

Le tappe

Le indagini Intercettazioni e richieste di arresto L’anno scorso il pm di Napoli Vincenzo Piscitelli (in basso) cominciò a indagare sul deputato del Pdl Marco Milanese. Le indagini della procura erano iniziate a seguito di intercettazioni ad alcuni imprenditori napoletani coinvolti in altri procedimenti. Per gli inquirenti Milanese avrebbe ricevuto soldi e regali in cambio di soffiate sulle indagini e di

nomine e assunzioni su cui influiva essendo stato consigliere del ministro Tremonti. Il gip Amelia Primavera ha chiesto alla Camera l’autorizzazione per la custodia cautelare in carcere per Marco Milanese

I sequestri La segretaria e l’elenco delle nomine Dal sequestro dei computer del responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, sono emersi schemi, appunti ed email ritenute «interessanti» dagli investigatori. È stato trovato anche un foglietto con una lista di politici scritti a penna. Per questo è stata convocata la segretaria di Borgogni che ha spiegato come «il file trovato nel pc è un documento che ho redatto io recependo le indicazioni e le informazioni del dottor Borgogni...».

I «consiglieri» della Lega e di La Russa È l’esame dei computer del responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni — indagato per corruzione in un’altra indagine — a far emergere le trattative per la designazione di alcuni consiglieri. Ci sono schemi, appunti, anche alcune mail ritenute «interessanti» dagli investigatori. Durante la perquisizione nel suo ufficio è stato trovato un foglietto con una lista di politici scritti a penna: «Giorgetti, Milanese, Romani (Guerrera), Fortunato (Mef), Galli, Squillace x La Russa». Per saperne di più Piscitelli convoca Barbara Corbo, la segretaria di Borgogni. E l’11 marzo scorso la donna chiarisce: «Il file trovato nel mio computer denominato "Membri esterni controllate giu10 x Milanese.doc" tratto dalla cartella C:\Borgogni 2010 e 2011, è un documento che ho redatto io recependo le indicazioni e le informazioni del dottor Borgogni... La denominazione "Lega" che compare accanto ai nomi Maffini, Ghilardelli, Belli e Vescovi, presenti nello stesso file, presumo sia riferibile al partito politico. Il nominativo La Russa che compare accanto ai nomi di Plinio, Politi e Gatti presumo sia quello dell’attuale ministro della Difesa ma tali circostanze potranno essere confermate solo da Borgogni». Il giorno dopo l’alto dirigente di Finmeccanica viene interrogato. E conferma: «Per le nomine di terzo livello dove gli emolumenti sono molto bassi, concordo con l’ad delle società controllanti quelle dove effettuare le nomine all’interno dei curricula che arrivano o dal mondo della politica soprattutto del territorio dove sono insediate le società o dai consiglieri di amministrazione di Finmeccanica. Naturalmente le nomine di questi sette consiglieri, benché provengano formalmente dal ministero del Tesoro, sono il prodotto di una mediazione politica all’interno delle componenti della maggioranza di governo, dove il tavolo di compensazione è a Palazzo Chigi e dove confluiscono le richieste dei ministeri di riferimenti come Difesa e Sviluppo Economico con i quali Finmeccanica ha rapporti. Per le nomine di primo livello in previsione della scadenza io preparo un prospetto e lo mando ai tre ministeri, a Palazzo Chigi e ai consiglieri espressione della politica». Le indicazioni di Scajola e Giovanardi Borgogni si sofferma poi su chi è ancora in carica. E afferma: «Per quanto riguarda gli ultimi tre anni, Squillace è espressione del ministro La Russa, il consigliere Galli della Lega, mentre per lo Sviluppo Economico (Scajola) il riferimento è stato il consigliere Alberti, anche se formalmente espressione dell’azionista Mediobanca. Per quanto riguarda il Tesoro la lista la consegnavo a Milanese. Naturalmente da ciascuna parte ci sono state richieste per il maggior numero di persone e per il 2010 c’è stato un tavolo di compensazione e di coordinamento dove erano presenti Letta, Milanese, Giorgetti per la Lega e io che avevo ricevuto due, tre nomi da La Russa che non poteva partecipare. In questa riunione si decise poi quale parte politica doveva presentare i curricula e per quale società (per esempio la Lega a mezzo Giorgetti chiese che un posto fosse senz’altro riservato a quel partito in Ansaldo Energia riservandosi di farmi avere un curriculum forse già datomi nell’occasione)

Sequestro A sinistra, un elenco di nomi da inserire nelle società controllate da Finmeccanica trovato nel computer della segretaria di Borgogni

Interrogatorio A destra, uno stralcio del verbale dell’interrogatorio di Lorenzo Borgogni, dirigente di Finmeccanica

e così via... Ricordo per esempio che il nominativo di Adolfo Vittorio per Elsag Datamat me lo diede Letta per conto di Giovanardi che poi mi chiamò in prima persona... Ricordo che il nominativo di Marchese (Guido, arrestato due giorni fa, ndr) fu proposto da Milanese nelle caselle che spettavano al Tesoro, per la presidenza del Cs di Oto Melara e per il cda di Ansaldo Energia dove fu registrata l’incompatibilità ai sensi del codice civile. Quando sorse il problema rilevammo che era stato nominato anche l’anno precedente, sempre su indicazione del Tesoro, nel Cs di Ansaldo Breda». Tra le nomine finite nell’indagine anche quella di Giovanni Alpeggiani in rappresentanza del ministro della Salute Ferruccio Fazio nel cda del policlinico San Matteo di Pavia. Si tratta di uno dei soci di Milanese in alcuni investimenti immobiliari in Costa Azzurra, ma nel suo interrogatorio nega che a proporlo sia stato il parlamentare. «Sono stato designato — afferma — dopo che in prima battuta era stato designato Paolo Cirino Pomicino, ma poiché quella prima scelta sollevò un vespaio di critiche, il ministro designò me. Non ne ho mai parlato con Milanese e credo che neanche lo sappia». Le ville in Francia, i conti esteri, le carte «gold» È Sergio Fracchia a rivelare al pm Piscitelli gli affari immobiliari del parlamentare sui quali si concentra adesso l’indagine soprattutto per accertare l’origine del denaro utilizzato per gli acquisti: «Ho lavorato come venditore di immobi-

li su "Antenna3", una Tv libera lombarda, e il legale di questa società era l’avvocato Maria Taddeo. Diventammo amici anche con il marito di allora Marco Milanese. Divennero anche miei clienti comprando una casa a Cap Martin nel 96/97. Questa casa è stata poi venduta, sempre attraverso di me, e ne hanno comprata un’altra più grande con una camera in più, sempre a Cap Martin. Anche questa seconda casa è stata poi venduta, sempre mio tramite. Qualche anno dopo mi hanno chiesto un investimento più consistente e hanno comprato, nell’anno 2006/2007, una villetta a Cannes, ricorrendo ad un mutuo, pagandola poco sopra il milione di euro. Inoltre, devo precisare che nella mia attività ci sono molte persone che vogliono investire nel settore immobiliare ma non hanno la disponibilità sufficiente per comprare un intero immobile. Per venire incontro a questa esigenza, si costituiscono delle società immobiliari, sem-

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Il perito: Milanese ha ville in Francia e conti esteri. Spesi 23 mila euro in un mese con la carta di credito

pre di diritto francese, e si vendono le quote di partecipazione per importi che possono oscillare da 50.000 a 150.000 euro massimo. Milanese, oltre le villette di cui ho parlato, nel 2007/2008, se ben ricordo, in occasione dell’acquisto dell’ultima villetta, aveva comprato quote in due di queste società, una era "Rivarma Srl" e l’altra "Castello Srl". Se ben ricordo per quanto riguarda la prima Milanese aveva pagato tra 135.000/160.000 euro circa, per la seconda tra i 40.000/50.000 euro. Per quello che è noto a me, Milanese conserva ancora una partecipazione in una terza società francese per 15.000 euro». La perizia contabile svela invece la movimentazione bancaria di Milanese e della sua fidanzata Manuela Bravi, portavoce del ministro Giulio Tremonti. E nelle conclusioni il consulente Luigi Mancini scrive: «Milanese, oltre ad avere avuto vari "corrispondenti" esteri, è sicuramente titolare di un conto bancario estero presso il Crédit Agricole, agenzie di Draguignan. Sarebbe necessario acquisirne la relativa documentazione essendovi transitati moltissimi bonifici disposti sia dal conto acceso presso il banco di Napoli, sia dal conto presso il Credito Artigiano. Un ulteriore approfondimento meriterebbe il rapporto di debito intercorso con American Express sul conto accesso presso il banco di Napoli. Nei 57 mesi esaminati la somma complessiva è ammontata a 448.637 euro con una media mensile di circa 8.000 euro e con una punta di spesa di circa 23.000 euro in un solo mese!».

Fiorenza Sarzanini

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L’appartamento condiviso

Auto blu davanti all’alloggio «Puntuale e superscortato» ROMA — Pochi passi dal portone di casa fino a piazza del Parlamento, avvolto dalle guardie del corpo, per salire su una delle tre auto blu che lo attendono per cominciare la giornata. Così gli abitanti di via di Campo Marzio descrivono l’uscita di Giulio Tremonti, ogni mattina, dall’appartamento che ha condiviso fino all’altro ieri con il suo consigliere Marco Milanese. «Puntuale. Puntualissimo. Immancabilmente fuori di casa massimo entro le nove», raccontano vicini di casa e negozianti della centralissima zona a due passi dal Pantheon. «Ogni mattina — ha raccontato un’impiegata dell’ufficio nel palazzo accanto al portone con il numero 24 — vedo un gran movimento di guardie del corpo. Alcune lo aspettano fuori dal portone mentre solitamente due salgono per scortarlo fin da quando esce dalla porta di casa». Tace invece il riservatissimo portinaio del palazzo, travolto dall’altro ieri sera dalla popolarità dell’inchiesta napoletana. Nessuno dei negozianti della zona lo ha mai visto rientrare: «Sicuramente tornerà dopo l’orario di chiusura — ha spiegato uno di loro — perché io non l’ho mai visto di sera. Sempre ed esclusivamente di mattina». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Le inchieste La Finanza

Il generale Adinolfi non è un capo cordata, sono testimone della sua assoluta correttezza, mi informava di ogni suo passo, di ogni incontro Generale della Finanza Cosimo D’Arrigo, 66 anni

«Il ministro delegò il rapporto con noi al suo ex consulente» Il generale D’Arrigo: cordate? Falso ROMA — «Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha commesso un errore a delegare quasi in toto il rapporto con la Guardia di finanza al suo ex consigliere politico Marco Milanese». L’ex comandante generale delle Fiamme gialle, Cosimo D’Arrigo, ha l’espressione cupa. Ha lasciato il posto al suo successore, Nino Di Paolo, esattamente un anno fa. E adesso è di nuovo bufera sul Corpo che D’Arrigo ha diretto per tre anni, da quando andò via il generale Roberto Speciale sulla scia dei veleni e delle polemiche con l’allora viceministro dell’Economia Vincenzo Visco per il trasferimento di quattro ufficiali impegnati nelle indagini sull’Unipol. «Sia chiaro, con tutto il rispetto per la professionalità che chiunque gli riconosce. Con Tremonti abbiamo avuto momenti di frizione, ma anche di grande condivisione. Ha un carattere difficile, come del resto lo aveva il ministro della Difesa Beniamino Andreatta, con cui ho lavorato a lungo: sarà una caratteristica dei

professori universitari... Dico soltanto che era difficile, praticamente impossibile, parlare con lui: era sempre all’estero, per carità...». Non è nello stile di D’Arrigo barricarsi, non dire apertamente quello che pensa. E di fronte a una tazzina di caffè si lascia andare. E snocciola ricordi e sensazioni, si sbilancia sugli uomini, sui suoi uomini. Quelli che ha voluto attorno a lui quando si è seduto sulla poltrona più ambita della Guardia di finanza, dopo una lunga carriera nell’Esercito. E non lesina critiche a Tremonti: «Per carità, con Milanese parlavo di questioni di "routine". Tremonti non aveva il tempo per occuparsi della Guardia di finanza, ma Milanese era a volte il "perno" attorno a cui ruotavano i rapporti tra noi e il ministero, a volte era il "diaframma", altre diventava o rappresentava una sorta di sbarramento... Certamente una distorsione... ». Ma non sarà che lei è così polemico con Tremonti perché, sentito dai magistrati di

Napoli, lui ha parlato di «cordate» all’interno della Finanza? «Ma quali cordate e cordate... Ma smettiamola con questa storia. Tutt’al più si tratta di legittime aspirazioni personali. Come accade in ogni luogo di lavoro... ». Eppure la scalata al vertice delle Fiamme gialle potrebbe tentare più d’uno, giustificare accordi sottobanco per avere poi promozioni facili... «Guardi, tutti gli ufficiali che arrivano al Comando generale sono stati i primi nei rispettivi corsi. E sono stati valutati, di volta in volta, da persone diverse. E guarda caso sono risultati sempre nei primi posti. E poi... E poi? «Per l’esperienza che mi sono fatto e, soprattutto, la conoscenza diretta e profonda delle persone, maturata in tre anni di contatti quotidiani, mi sento di poter escludere l’esistenza di qualsiasi cordata. E sicuramente il generale Michele

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Il titolare dell’Economia ha commesso un errore ad affidare quasi in toto il collegamento con la Finanza. Era impossibile parlare con lui, era sempre all’estero

La scheda

Chi è? Cosimo D’Arrigo, 66 anni, è l’ex comandante generale della Guardia di finanza. È subentrato nel giugno 2007 al generale Roberto Speciale che era stato prima destituito, poi reintegrato, e che infine si è dimesso. Ha ricoperto la carica fino al 10 giugno 2010, quando è stato sostituito dal generale Nino Di Paolo Le «cordate» Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, sentito a Napoli nell’ambito dell’inchiesta sulla P4, ha rivelato l’esistenza di cordate all’interno ella Guardia di finanza. Tremonti ha parlato di una sorta di battaglia intestina al Corpo in vista della nomina del nuovo comandante generale della Guardia di finanza, che andrà a sostituire il generale Di Paolo La replica Il generale Cosimo D’Arrigo ha smentito l’esistenza di cordate: «Smettiamola con questa storia. Tutt’al più si tratta di legittime aspirazioni personali»

Adinolfi non è un capo cordata, visto che sono personalmente testimone della assoluta correttezza con cui ha gestito i rapporti esterni, sempre informandomi di ogni suo passo e incontro all’esterno del Comando generale. Anzi, vuole sapere una cosa? A me risulta che, già all’inizio di quest’anno, proprio per stroncare sul nascere qualsiasi strumentalizzazione, Adinolfi abbia espressamente manifestato a Tremonti l’intenzione di non figurare tra la "rosa" dei candidati alla successione del generale Di Paolo». Lei sostiene dunque che la Guardia di finanza è sana, che tutt’al più c’è qualche «mela marcia». Allora come mai viene periodicamente coinvolta in vicende come questa? «La Guardia di finanza è un corpo di polizia economico-finanziario fondamentale e preziosissimo, le cui investigazioni finiscono per impattare su interessi di altissimo livello. Di qui il costante rischio di essere, comunque, strumentalizzata, utilizzata come parafulmine per coprire interessi altrui. Quando fu il caso delle indagini sull’alloggio del ministro Scajola, si disse che fu Tremonti a mandargli contro la Finanza. Nel caso della signora D’Addario, sarebbe stato Tremonti contro Berlusconi. E oggi, invece, per la questione Milanese, la Finanza sarebbe stata contro Tremonti. Ma le pare possibile?».

Flavio Haver

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Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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Le inchieste Il viaggio

Le vacanze-cinepanettone del deputato a New York In hotel con De Sica, champagne con la Ferilli. «Siamo amici» Marco Milanese si voltò e disse alla fidanzata (Manuela Bravi, 42 anni, portavoce del ministro Tremonti): «Amore, ma non è magnifico? Non sembra di stare dentro a un film? Dimmi: non sei felice?». Bar dell’hotel Plaza Athenee, New York, 29 dicembre di due anni fa (fuori faceva un gran freddo, cielo basso, neve in arrivo. Tutto molto caratteristico). La scena che ora dovete provare a immaginarvi è molto simile a quella che, probabilmente, avrete visto al cinema, nel cinepanettone Natale a New York, gran successo diretto da Neri Parenti nel 2006. Mancano Claudio Bisio ed Elisabetta Canalis. Però ci sono i due protagonisti: Christian De Sica e Sabrina Ferilli. Marco Milanese è eccitato, soddisfatto, orgoglioso. Sta aspettando il Capodanno come su un set. Solo che qui nessuno recita. De Sica, al bancone, chiede un calice di bollicine e fa battute (De Sica è una persona molto simpatica anche in privato). La moglie Silvia alza gli occhi al cielo, e poi continua a leggere un giornale. Allora anche la Ferilli si fa servire un calice di champagne. Arriva un fotografo, sorrisi, cin cin.

ce adesso Manuela Bravi. «Non ho capito... una non può essere amica della Ferilli?». Non è questo il punto, signora. Nell’inchiesta c’è l’imprenditore Viscione che sostiene di aver dovuto pagare... «Senta, è stata una vacanza normale, semplice, tranquilla... è reato essere un’amica di Sabrina?». No, signora, naturalmente non è reato. Io, infatti, le ho fatto un’altra domanda... «No, dico: è reatooo?». Signora, le sto chiedendo un’altra cosa. Non era un film, era una vera vacanza: per-

ciò può dire chi pagò e... «Guardi, vuol sapere la verità? Io non ricordo neppure in quale albergo alloggiassimo...». Il Plaza Athenee, tra Central

Il film La locandina di «Natale a New York»

A New York È l’ormai noto Capodanno 2009-2010, quando il deputato pdl Marco Milanese si sarebbe fatto regalare un viaggio a New York nello stesso albergo dove alloggiavano Sabrina Ferilli e Christian De Sica, il Plaza (i due attori a destra nella foto di Rus Charles Sykes/Rex Features/Olycom)

Park e la Quinta strada. «Sì? Boh... No, davvero, io non mi ricordo...». Ricorda meglio Flavio Cattaneo (con i giudici che l’hanno ascoltato come testimone, tra

l’altro, è stato parecchio netto). «Sì, certo... in quella vacanza a New York alloggiarono con noi anche Marco Milanese e la sua compagna Manuela

Bravi... Effettivamente, l’organizzazione iniziale della vacanza non prevedeva la partecipazione di Milanese e della sua compagna, che si aggiunsero solo in un secondo momen-

to...». Si aggiungono, e fanno comitiva. Milanese s’infila — è pur sempre una delle persone più vicine al ministro dell’Economia, e la sua compagna ne è addirittura la portavoce — s’infila e subito familiarizza, fa l’amicone, e poi ascolta attento e propone con l’euforia caricaturale che sarebbe piaciuta moltissimo anche a un produttore come Aurelio De Laurentiis; qualche volta, però, s’atteggia un po’ troppo: prima suggerisce una cena a base di aragoste, quindi una mattina esce e (piuttosto tronfio) dice di voler andare a comprare qualche regalino da Tiffany; alla compagnia, dopo un paio di giorni, Milanese — l’uomo che a cena parla del Pil

La portavoce Manuela Bravi, portavoce del ministro e fidanzata di Milanese: vacanza normale

Aragoste e gioielli L’ex consulente suggerì una cena a base di aragoste e lo shopping da Tiffany

La Ferilli è con il suo Flavio Cattaneo. Cattaneo — amministratore delegato di Terna — conosce Milanese dal 2003: si conobbero grazie a Tremonti, un incontro istituzionale, una stretta di mano; poi si ritrovarono, tempo dopo, a Ischia, nello stesso albergo, per un weekend di bagni e sole. Così anche la fidanzata di Milanese, Manuela Bravi, è diventata amica di Sabrina Ferilli; e così a Milanese è venuto facile imbucarsi in questa vacanza dal sapore cinematografico, e piuttosto inconsueta, a New York (s’è imbucato e, ovviamente, è un viaggio che costa pochino. Racconta ai magistrati Paolo Viscione, l’imprenditore che sostiene di essere stato costretto a regolare conti e regalare vacanze al consigliere politico di Giulio Tremonti: «Questa cosa del viaggio a New York è una cosa volgarissima... perché Milanese si è fatto disdire dieci volte il viaggio, perché doveva partire con La Ferilli, con De Sica... dovevano stare tutti nello stesso albergo... e poi... poi si voleva trovare sullo stesso piano...».). Lo stesso albergo, ma non lo stesso piano. Mentre Sabrina Ferilli e Flavio Cattaneo alloggiano in una camera «classic» da 695 dollari a notte, Milanese e fidanzata finiscono infatti molti piani più su, in una «suite» (che, attualmente, costa 8.500 dollari). Sentite comunque cosa di-

dell’Italia come se parlasse della bolletta del gas — non risulta più particolarmente simpatico. Lui incassa, mette su il faccione dell’uomo di mondo che sa, che conosce l’economia e la vita: certo resta però a sua volta piuttosto deluso quando Christian De Sica — intento a organizzare in modo originale il giorno del suo compleanno, che cade il 5 gennaio, con 59 candeline — pensa che sarebbe carino andare a pranzo nello zoo del Bronx insieme a Isabella Rossellini, sua ex fidanzatina di quarant’anni prima. «Quel Milanese...». Due anni dopo — in queste ore — De Sica legge i giornali e resta abbastanza dispiaciuto. Finire citato nelle maglie di un’inchiesta giudiziaria; lui, un grande attore, e un gran signore, del cinema italiano. Ci vuole tutta la pazienza della sua agente, la bravissima Paola Comin, per farlo commentare: «Mah... Io, questo Milanese, non lo conoscevo. Mi fu presentato alla partenza, a Fiumicino, credo. Nient’altro... cosa potrei aggiungere? Ah, beh, sì, certo: quando la vacanza finì, non l’ho poi più rivisto». Fine. Titoli di coda. (Ogni riferimento a fatti e personaggi realmente esistenti non è casuale)

Fabrizio Roncone © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

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Le inchieste Il paese La storia

Meno di 40 mila abitanti, cittadini illustri come Toscanini. Con lo spettro di Sindona

La Voghera della casalinga diventa la città dello scandalo «Qui è passato anche Attila, non ci spaventiamo più» MILANO — Gli iriensi — la gente di Voghera — hanno passi di pianura, lunghi e ben distesi, ritmati e veloci; non è facile smuoverli dal loro cammino. E sono abituati a non turbarsi più di tanto. Da queste parti è passato Attila e ha comandato Carlo Magno, si sono visti il figlio di Barbarossa, i Visconti e gli Sforza, gli spagnoli e i francesi e si sono sentite le bombe della seconda guerra mondiale che volevano far saltare la ferrovia per Milano e per Bologna. Figuriamoci se, oggi, i vogheresi si spaventano perché un sindaco (Carlo Barbieri) e un commercialista collezionista di incarichi societari (Guido Marchese) finiscono in galera. A Voghera, la gente è sveglia, perché qui non c’è mai stato molto lavoro e allora bisognava andarselo a trovare fuori e se avevi studiato lo trovavi più facilmente. Il tasso culturale degli iriensi è storicamente alto anche se è nata qui la mitica casalinga di Voghera. Che poi non era mica così stupida anche se confessava: «Io, al Telegiornale quando parla di politica non ci capisco niente». Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore, arrivato ragazzo, nel 1954, a Voghera e subito avviluppato da quell’atmosfera

La scheda

I personaggi A destra Arturo Toscanini, Michele Sindona e Alberto Arbasino, tutti legati a Voghera

Arrestati Sopra, a sinistra il sindaco di Voghera (centrodestra) Carlo Barbieri e il commercialista Guido Marchese

Il mito Sopra Paola Zanin, presidente delle «Casalinghe di Voghera» (Carla Mondino)

radical-socialista che allora si respirava in città, nel suo libro Vitelloni e Giacobini ricorda che fu il servizio opinioni della Rai del monopolio a creare, nei primi anni Sessanta questo personaggio, questa figura retorica ormai ineliminabile: nei gruppi di ascolto Rai, accanto all’operaio di Sesto San Giovanni, all’impiegato di Roma, al bracciante pugliese, ci fu la casalinga di Voghera che regolarmente dava il massimo gradimento alla Santa Messa in diretta. Poi ci ha pensato il vogherese Alberto Arbasino a lanciarla nello star system: «La casalinga di Voghera / non è mai stata una vera signora / dei salotti o salottini / casotti o casini». E ad aggiornarle la personalità: l’anno scorso nel Meridiano a lui dedicato si legge: «Dov’era finita la casalinga di Vo-

ghera? Commiserata, una volta, come portatrice cogliona dei luoghi comuni più ridicoli, ora si è data (batti e ribatti) una regolata "eccellente" e si scatena nelle frasi più fatte della provocazione e della trasgressione: controcorrente e fuori dal coro — come tutti — irriverente e dissacrante... Dunque emblematica ed egemonica». Anche la passione per la politica è cambiata: si è affievolita. Nei ricordi di Giovanni Maggi, giornalista e scrittore, c’è la Voghera delle mille pubblicazioni che ospitavano feroci polemiche politiche e culturali: cattolico Il giornale, radical-socialista Il cittadino, socialdemocratico L’Oltrepò, comunisti L’avvenire e L’infinito. E c’era la politica che finiva in piazza; come nel luglio del 1983 quan-

do arresti, fermi e feriti conclusero la manifestazione contro le condizioni di vita nel supercarcere femminile. E nel carcere speciale a Voghera, il 20 marzo 1986, Michele Sindona si versò nella tazzina di plastica il caffè al cianuro. L’episodio più sconvolgente per i vogheresi resta quello del 31 maggio 1962: l’incidente ferroviario in cui morirono 63 persone: «Andavano al mare nel giorno dell’Ascensione — scriveva Dino Buzzati sul Corriere —. Ma come?... I vecchi cari treni che stavano per diventare una bonaria e innocua anticaglia loro soltanto retrocedono tornando ad essere orribili mostri, affidarsi ai quali è un’avventura?». Tra i 39.889 iriensi c’è ancora chi ricorda un giorno di grandi emozioni: quando 60 anni fa Arturo Toscanini tor-

nò a Voghera. Il maestro rispolverò un aneddoto del 1889: giovanissimo, era stato chiamato dal Teatro Sociale a dirigere l’Aida. Il soprano rifiutava nuove prove. La cantante, accomodata su una sedia, si sentì apostrofare: «Va bene che sei seduta sulla parte migliore di te, ma quest’aria la devi riprovare daccapo, perdio!». Un ufficiale di cavalleria che stravedeva per la donna osò intervenire. Toscanini lo chiamò pagnottista. Un insulto che portò a una sfida all’ultimo sangue. Evitata in extremis grazie all’intervento del vicesindaco Desiderio Beltrami. Oggi il vicesindaco è costretto a occuparsi di meno aristocratiche questioni.

Francesco Cevasco © RIPRODUZIONE RISERVATA


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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L’inchiesta Le carte

Ho dato 20 mila euro alla Marini, altrettanti a Umbria Jazz e 15.000 a Gualtieri. Volevo raggiungere una certa forza nel partito Viscardo Paganelli

Soldi e Pd, sentito Morichini

Eurodeputato pd

Caso Enac, i pm interrogano l’uomo dei finanziamenti a Italianieuropei ROMA — Ha raccontato, ha spiegato. Ma non ha convinto del tutto. Il nuovo interrogatorio di Vincenzo Morichini, il faccendiere legato a Massimo D’Alema e alla sua fondazione Italianieuropei, si è svolto in gran segreto qualche giorno fa. I pubblici ministeri Paolo Ielo e Giuseppe Cascini non amano i riflettori, né tantomeno vogliono vedere i loro uffici assediati. Ed ecco dunque che il «faccia a faccia» si è svolto in un luogo super-protetto. Perché la posta in palio è altissima, il coinvolgimento di esponenti politici di primo piano del centrosinistra finora non è avvenuto, almeno per quanto riguarda la loro iscrizione nel registro degli indagati. Ma un fatto è certo: i magistrati prima di prendere la strada dell’archiviazione del capitolo «pizzino», con i sette nomi accanto a cui sono scritte cifre complessive attorno ai duecentomila euro, vogliono essere sicuri che non si tratti di tangenti. Né di finanziamenti illeciti al partito. Ed ecco dunque la necessità di sentire cosa aveva da dire Morichini, che attraverso l’avvocato Grazia Volo aveva chiesto di poter-

si presentare per chiarire gli aspetti della questione. Così è stato. Ma cosa ha detto ai pubblici ministeri il faccendiere, ex amministratore di Ina Assitalia e procacciatore di finanziamenti per la fondazione Italianieuropei al centro dell’inchiesta per corruzione e frode fiscale? Si è soffermato a lungo sull’appunto sequestrato a Viscardo Paganelli, finito in carcere con il figlio Riccardo e con Franco Pronzato (già consulente dell’allora ministro dei Trasporti Pier Luigi Bersani) nell’inchiesta sui soldi pagati dalla sua Rotkopf Aviation per l’appalto sui collegamenti ae-

Riscontri Gli inquirenti cercano riscontri su nomi e cifre trovate su un foglio sequestrato a Paganelli Le ammissioni L’amministratore della Rotkopf Aviation ha raccontato di aver dato 40 mila euro a Pronzato

rei tra l’Isola d’Elba e Pisa, Firenze e Roma. «Era Morichini a consigliarmi chi pagare, perché poi avrei avuto dei vantaggi», ha detto Viscardo Paganelli, finito in carcere per la tangente da quarantamila euro a Pronzato, una parte consistente della quale (sembra la metà) sarebbe poi finita nelle tasche dello stesso Morichini. Per l’accusa, Paganelli avrebbe versato, secondo i casi, mazzette o contributi regolari — e come tali, iscritti a bilancio — a personaggi del Partito democratico o ad esso collegati. Tra i sette nomi appaiono (oltre a quello di Pronzato) quello della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e dell’eurodeputato del Pd, Roberto Gualtieri: entrambi hanno smentito di aver mai ricevuto somme di denaro e hanno annunciato querele e azioni civili. Ma nell’elenco ci sono anche Umbria Jazz e, in due occasioni, finanziamenti sarebbero arrivati a Italianieuropei. «Ho dato ventimila euro alla Marini, altrettanti a Umbria Jazz e 15.000 a Gualtieri. A quest’ultimo ho versato un contributo elettorale perché volevo raggiungere una certa forza nel partito, in modo

da poter avanzare delle richieste», ha sostenuto Viscardo Paganelli. Dichiarazioni che hanno suscitato l’ira e lo sdegno della governatrice dell’Umbria e dell’eurodeputato. Strategia difensiva che punta a diffamare e calunniare i nomi di coloro che apparirebbero nel «pizzino»? Soldi veramente versati, magari iscritti nei bilanci, e che dunque non hanno nulla di illecito, almeno per quanto riguarda il codice penale? Oppure tangenti, magari «mascherate» sotto forma di finanziamenti? È questo che vogliono accertare Ielo e Cascini, che hanno già avviato una serie di verifiche incrociate, dando incarico alla Guardia di Finanza di controllare i movimenti bancari e di passare al setaccio i libri contabili della società dei Paganelli per accertare se e come quei soldi siano stati veramente elargiti e, eventualmente, a chi e sotto quale forma. Al Palazzo di giustizia, visto il rischio di far finire sulla graticola personaggi im-

La polemica Dopo le accuse del quotidiano sui rapporti del presidente Copasir

Sfida tra D’Alema e Travaglio sulla questione morale L’ex premier scrive al «Fatto». Il giornalista: non basta ROMA — I cinque «dalemmi» di Marco Travaglio e la difesa di Massimo D’Alema. Su Il Fatto quotidiano, da due giorni, il giornalista e il presidente del Copasir duellano su questione morale e finanziamenti alla politica. Ha iniziato Travaglio, provocando la lunga e aspra replica dell’ex premier sull’edizione di ieri. Ma a Travaglio non basta. E la querelle è destinata a continuare. La risposta dell’ex capo del governo è arrivata ieri, sotto il titolo «Io e Italianieuropei, niente da nascondere». Al centro delle accuse c’è la fondazione politica di cui D’Alema è presidente e della quale il giornalista vorrebbe conoscere tutti i finanziatori: «La lista completa, nella speranza che comprenda anche qualche incensurato». Dove l’allusione, affatto lieve, è a Callisto Tanzi, Pio Piccini e Viscardo Paganelli, «tutti finiti in galera». Chiamato in causa, D’Alema chiarisce i suoi rapporti con alcuni protagonisti del caso P4. L’ex amministratore di Ina Assitalia, Vincenzo Morichini? «Ho acquistato un’imbarcazione usata da lui nel 1994». L’imprenditore Viscardo Paganelli? «Ha dichiarato di non aver mai concesso aerei per voli gratuiti. Abbiamo accettato l’invito di Morichini il quale, per quel che ne sappiamo, ha regolarmente pagato quei voli». Ma i «dalemmi» di Travaglio hanno radici antiche. La presunta tangente Fiat all’allora eurodeputato Cesare De Piccoli, 1993? «Non è mai stato mio "luogotenente"», prende le distanze l’ex premier e scrive che De Piccoli non fu mai «rinviato a giudizio per alcuna tangente». Nega di aver ricevuto nel ’94 finanziamenti illeciti dal re delle cliniche pugliesi Francesco Cavallari: «Non fu accertato se vi fu un reato penale di illecito finanziamento oppure una irregolari-

La vicenda

L’inchiesta L’ex presidente del gruppo Omega, Pio Piccinni, accusa l’ex amministratore

delle agenzie di Ina Assitalia, Vincenzo Morichini (nella foto), di «facilitare» le gare d’appalto Le accuse Morichini ammette di aver pagato una tangente a Franco Pronzato, consigliere di amministrazione di Enac, per favorire la Rotkopf e spuntano pagamenti a Catiuscia Marini, presidente dell’Umbria e a Roberto Gualtieri, eurodeputato pd. Entrambi negano Gli arresti Il 28 giugno scattano gli arresti

tà amministrativa, peraltro depenalizzata». Un mancato accertamento di cui D’Alema si dice vittima, «perché è rimasta l’ombra di un sospetto infondato». Smentisce di essersi mai «trincerato» dietro alcuna immunità europea ai tempi del caso Bnl-Unipol, quando la Procura di Milano, 2006, chiese (e non ottenne) di poter usare le intercettazioni contro Giovanni Consorte. Ma c’è un altro aspetto che infastidisce l’ex segretario del-

portanti della politica e delle istituzioni, procedono con i piedi di piombo. E a fari spenti. Per coniugare le due esigenze, poco o nulla trapela dell’interrogatorio di Morichini. Che sembra si sia svolto mercoledì, probabilmente in una caserma della Guardia di Finanza alla periferia della Capitale. Il tam-tam sulle sue parole dice che avrebbe collaborato, risposto a tutte le domande. Anche a quelle più delicate sull’appunto sequestrato a Viscardo Paganelli. Ma che c’è ancora molto da approfondire sulla vicenda. Su due fronti. Il primo: le Fiamme gialle stanno lavorando senza pause ma la chiarezza (almeno su una parte delle somme e sui destinatari di esse che appaino nel «pizzino») non è stata raggiunta. L’altro: per Morichini è quasi scontato che sia indispensabile una terza, forse decisiva, deposizione. A quando il prossimo appuntamento con Ielo e Cascini? Tra qualche giorno, quando la Finanza avrà completato lo screening dei documenti raccolti nelle perquisizioni e negli istituti di credito.

Flavio Haver © RIPRODUZIONE RISERVATA

la Quercia, cioè la «tecnica allusiva e diffamatoria» di collegarlo a fatti che non lo riguardano, usando «espressioni fantasiose del tipo "luogotenente" o "fedelissimo"». Non lo era l’assessore pugliese alla sanità Alberto Tedesco, eletto a Palazzo Madama «giusto in tempo per sfuggire alla galera»? No, «non c’è neppure una telefonata» tra i due. E ai tempi dei fatti che gli vengono contestati Tedesco non era un esponente del Pd ma il «leader di un movimento socialista che aveva sostenuto in modo determinante Nichi Vendola». La coda della lettera è dedicata ai conti della fondazione, 1.646.454 euro di patrimonio complessivo accumulati grazie alla pubblicità, alla vendita della rivista, agli abbonamenti... E certo, grazie anche ai soldi di grandi e piccole aziende e di privati cittadini. Ma rimproverare a Italianieuropei di «avere accettato contributi da

Tecniche diffamatorie L’esponente del Pd: mi si collega a fatti che non mi riguardano con espressioni fantasiose come «fedelissimo»

Botta e risposta Da giorni Marco Travaglio (a sinistra) attacca Massimo D’Alema dalle colonne del «Fatto quotidiano»: il presidente del Copasir (qui sopra) ieri ha risposto con un intervento sul giornale

per Franco Pronzato, ex responsabile Trasporti del Pd, per il suo socio Giuseppe Smeriglio e per i fratelli Viscardo e Riccardo Paganelli, proprietari della Rotkopf Aviation Italia

imprenditori che, successivamente, sono stati oggetto di indagine», per D’Alema è «insensato». E Parmalat? Ha stipulato un regolare contratto di pubblicità «ben prima che ci fosse alcun sospetto di indagine su Tanzi». E la Sdb di Morichini? «Escludo nella maniera più assoluta che imprenditori abbiano versato contributi dietro promessa, da parte della Fondazione o mia, di favori o appalti». Insomma, Italianieuropei non pubblicherà la lista dei suoi finanziatori perché si tratta di «dati sensibili» che potrebbero svelarne l’orientamento. Pace fatta? Macché. Travaglio ringrazia e replica: «Pubblicare l’elenco completo su Internet sarebbe un’operazione di minima trasparenza». Nove punti, nove «dalemmi». E la rissa continua.

Monica Guerzoni mguerzoni@rcs.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gualtieri: «Tangenti? Non c’entro nulla» ROMA — «È abbastanza seccante trovare il proprio nome in articoli che parlano di tangenti...». Roberto Gualtieri, eurodeputato Pd. Il suo nome era in un appunto di Paganelli, arrestato per mazzette. «Sono totalmente estraneo alla vicenda». Non ha avuto 15 mila euro di contributo elettorale? «No, non ho mai conosciuto l’imprenditore Paganelli né ricevuto contributi da lui». E l’inchiesta Enac? «Non ne so nulla, non sono indagato. Sono estraneo ai fatti, totalmente sereno. E non ho bisogno di alcuna immunità europea, come qualcuno ha pensato. Questa cosa è quasi comica... Tutti sanno che io sono un professore prestato alla politica e mi occupo di questioni istituzionali europee». Perché il Pd, invece di approfittare della crisi della maggioranza, si spacca sui referendum? «Non è un bello spettacolo che un gruppo di parlamentari organizzi una raccolta di firme per boicottare un’iniziativa referendaria della società civile». Dunque lei sta col proporzionalista Passigli contro il fronte maggioritario di Veltroni, Parisi e Ceccanti? «Ne condivido l’ispirazione ma non ho aderito al comitato Passigli, perché un dirigente deve attenersi alla linea del partito». E Veltroni, che voleva abolire le province? «Nel programma di Veltroni del 2008 non era previsto. È analfabetismo confondere la riduzione dei costi della politica con una istituzione che esiste in tutta Europa». Travaglio accusa D’Alema di essere stato coinvolto in una lunga serie di scandali. E lei è un dalemiano doc, giusto? «Nutro grande stima e amicizia nei confronti di D’Alema, che come è noto non organizza correnti. Massimo ha chiarito e i lettori di Travaglio possono farsi un’idea». La magistratura perseguita i parlamentari? «Perseguire giustamente i reati e mi sembra che sappia distinguere caso per caso. Invece alcune campagne di stampa alimentano la sensazione che tutta la politica sia corrotta».

M.Gu. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

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Esordio Il neo segretario del Pdl Angelino Alfano a Mirabello con La Russa e Gasparri (Ansa)

Il Pdl Le scelte

Alfano successore designato Nel Pdl il fronte delle primarie Quagliariello: Berlusconi ha spiazzato tutti. Spiragli dai finiani ROMA — Silvio Berlusconi ipotizza che Angelino Alfano possa essere il candidato premier nel 2013, escludendo in tal modo di correre ancora per la poltrona di Palazzo Chigi. È la prima volta che il Cavaliere, in un’intervista a Repubblica, dice con tanta nettezza una cosa del genere. E così il fatto che Berlusconi si ritagli soltanto un ruolo da padre nobile anima il dibattito sui futuri scena-

ri e sulle possibili nuove configurazioni di maggioranza e opposizione. Tanto è vero che l’annunciato passo indietro del Cavaliere potrebbe aprire, per esempio, un ripensamento tra i finiani che si sono subito detti interessati a discutere di un eventuale ritorno nel campo dell’attuale maggioranza. Umberto Bossi non crede alla successione: «Non penso che Berlusconi se ne vada via:

è solo la speranza dei comunisti». Ma in ogni caso anche nel Pdl si colgono reazioni di cautela. A farsene interpreti sono il governatore lombardo, Roberto Formigoni, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Alfano sarebbe un’ottima soluzione come candidato premier per il 2013 ma sarà il nostro popolo a sceglierlo. Non c’è spazio per una nomina dall’alto», osserva Formigoni. Lo

stesso Formigoni ricorda che nel Consiglio nazionale che ha eletto segretario Alfano «il Pdl ha deliberato l’adozione delle primarie per individuare i candidati di tutte le cariche elettorali, sindaci, presidenti di Provincia e di Regione». Ecco perché, fa notare, «sarebbe strano, anzi una contraddizione, non scegliere così il candidato premier». Non chiarisce, però, se parteciperà alle primarie.

Le reazioni

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Alfano sarebbe un’ottima soluzione come candidato premier per il 2013 ma sarà il nostro popolo a sceglierlo. Non c’è spazio per una nomina dall’alto Roberto Formigoni

Berlusconi con il suo annuncio ha spiazzato tutti, adesso si apre uno spazio politico formidabile. Alfano avrà dietro di sé tutto il partito quando parteciperà alle primarie Gaetano Quagliariello

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Alfano? Vorrei che la sua candidatura nascesse da una grande mobilitazione popolare che solo le primarie possono dare, spingendo non solo il nostro partito ma tutto il centrodestra Gianni Alemanno

«Se sarò candidato o meno ve lo farò sapere. Noi dobbiamo scegliere una persona che ha dietro di sé il più vasto consenso». E in questo, lascia intendere, si dovrà coinvolgere anche la Lega. Anche Alemanno invoca le primarie. «Alfano va benissimo», osserva il sindaco di Roma, «ma vorrei che la sua candidatura nascesse da una grande mobilitazione popolare che soltanto le primarie possono dare, spingendo non solo il nostro partito ma tutto il centrodestra». Accanto a loro c’è chi è entusiasta, come Gaetano Quagliariello. «Berlusconi con il suo annuncio ha spiazzato tutti, ora si apre uno spazio politico formidabile», osserva il vicecapogruppo del Pdl al Senato che dà ragione agli altri colleghi di partito: «Le primarie sono una scelta indicata dal Consiglio nazionale e sono certo che Alfano avrà tutto il partito dietro di sé quando vi parteciperà». Fabrizio Cicchitto, che guida i deputati, ritiene invece che «Berlusconi abbia voluto saggiare le reazioni del Pdl dicendo che sarebbe rimasto fuori dalla gara per la premiership. Sta al partito, quando sarà il momento, avviare le procedure per le primarie. Io credo che Alfano avrà dietro di sé tutto il Pdl e non sarà un problema se altri parteciperanno alla corsa, beninteso qualora Berlusconi confermasse la sua intenzione di farsi da parte». Il dibattito avviato è destinato ad allargarsi anche a chi ha

abbandonato il Pdl proprio in polemica con Berlusconi. I finiani dissidenti Adolfo Urso e Andrea Ronchi rompono gli indugi: «Non ci sono più alibi, occorre lavorare da subito senza steccati né pregiudizi alla costituente popolare per realizzare il vero partito popolare aperto, plurale e democratico». Più cauto il finiano ortodosso Italo Bocchino: «Se dav-

Fronte critico Formigoni: no a nomine dall’alto. Alemanno: serve una grande mobilitazione popolare

vero non fosse più Berlusconi a guidare il centrodestra emergerebbe un nuovo quadro politico che darebbe ragione alle questioni poste da Fini nel Pdl e successivamente da Futuro e libertà». Un quadro che, escludendo «un’ottica dinastica, costringerebbe tutti coloro che si ritengono alternativi alla sinistra a dovere verificare la possibilità di una nuova convergenza tra le forze moderate e riformiste». «Macché convergenza — replica stizzito Maurizio Bianconi —, la verità è che senza Bocchino, Granata e Briguglio oggi il centrodestra non sarebbe diviso».

Lorenzo Fuccaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’intervista Le critiche al presidente del Consiglio: «Se si vuole arrivare a un leader forte bisogna discuterne anche con il Carroccio»

Matteoli: «Il candidato lo sceglie il partito» Il ministro: il Cavaliere non doveva indicare in quel modo il suo delfino ROMA — Sorpreso? «Molto, ma molto sorpreso». Altero Matteoli non usa mezzi termini per criticare la scelta di Silvio Berlusconi: «Non doveva indicare in quel modo il suo successore». Non gli va giù al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ex Msi ed ex An. E promette che darà battaglia all’interno del Pdl. Convinto di non essere l’unico ad esprimere perplessità sul merito e, soprattutto, sul metodo. Ma non è libero il premier di indicare il suo «delfino»? «Sì, ma andiamo: non può farlo attraverso un giornale. A Repubblica può dire ciò che vuole, ma il candidato del centrodestra lo sceglie il partito». Non avete appena eletto Angelino Alfano al consiglio nazionale? «Sì. E anch’io ho votato per il ministro della Giustizia, con convinzione. Ma l’abbiamo fatto segretario del Pdl, non candidato premier. Quella è una scelta complessa, che va ragionata con attenzione: è una decisione che non può essere presa dalla sera alla mattina». Lo stesso Guardasigilli ha detto alla festa di Mirabello che il candidato premier sarà scelto con le primarie. «Sono da sempre contrario. Bisognerebbe farle come negli Stati Uniti, ma finora in Italia non sono state altro che la dimostrazione di una debolezza dei partiti: quando non si è in grado di decidere perché non se ne ha la forza allora si fanno le primarie. Che spesso sono primarie barzelletta». È chiaro che da tempo il Cavaliere aveva in testa Alfano come suo erede politico. «Ma il nostro è ormai un partito che

Chi è

Livornese Nato a Cecina (Livorno) l’8 settembre del 1940, Altero Matteoli ha iniziato a fare politica nell’Msi. Nel 1983 è stato eletto per la prima volta alla Camera dei deputati Gli incarichi È stato ministro dell’Ambiente nel primo, secondo e terzo governo di Silvio Berlusconi. Oggi ricopre l’incarico di ministro per le Infrastrutture e i trasporti Il partito Matteoli è uno degli ex di An rimasti con il premier ed è membro dell’Ufficio di presidenza del Pdl

si vuole dare una struttura e funzionare come tale. E poi, riflettiamo un attimo sulla storia, ormai lunga, del nuovo centrodestra. Diciassette anni fa Berlusconi si è messo alla guida di questa macchina. Alcuni ci sono saliti subito, come noi dell’Msi, diventato subito dopo An, e come la Lega. Altri, come l’Udc, ci sono saliti e poi riscesi, sono cambiate tante circostanze e passate alcune stagioni, ma una sola cosa non è mai stata messa in discussione: la leadership del centrodestra. E, ripeto, quella non si può cambiare con un semplice annuncio su un giornale. Accompagnato da un’unica giustificazione che a mio giudizio non regge». Quale? «Il premier non ha addotto motivi politici, ma squisitamente anagrafici. In altre parole, lo farebbe per un ricambio generazionale. Ma allora viene spontaneo il confronto con Giorgio Napolitano che a 85 anni continua a fare ottimamente il Presidente della Repubblica... Stiamo poi attenti alle reazioni che può scatenare un annuncio del genere. Mi ha colpito, dal Pd, la reazione di Enrico Letta, quando si chiede come

mai allora, invece di aspettare il 2013, il premier non si dimette subito». E gli alleati accetteranno l’indicazione del Presidente del consiglio? «Stiamo attenti alla Lega. Se si vuole arrivare ad un candidato forte, di tutto il centrodestra, deve essere condiviso anche dal Carroccio, se ne deve parlare anche con loro». In altre parole, che cosa dovrebbe fare allora Berlusconi?

«Portare a termine la legislatura e poi aprire un’ampia discussione dentro il partito. Anche perché io credo che la stagione di Berlusconi non sia finita». Intende dire che dovrebbe invece ricandidarsi? «A me andrebbe benissimo, perché Berlusconi può ancora dare molto al centrodestra come suo leader, nonostante mi sia piaciuto Alfano al consiglio nazionale: invece di attendere un secondo momento, con il suo discorso è entrato subito nel merito della costruzione del partito». Lui, ma anche tutti voi, dovrete prima risolvere problemi non secondari all’interno del Pdl e, soprattutto, dentro il governo. Anche lei condivide le critiche portate avanti da molti suoi colleghi ministri a Giulio Tremonti? «Confesso di avere un buon rapporto con il ministro dell’Economia. Anch’io ho discusso con lui per le risorse. È fisiologico, mi sono battuto per i 5 miliardi indispensabili per far partire le opere pubbliche più importanti in programma. Ma è normale che ciò avvenga: succede in ogni governo. Ripeto: è fisiologico. L’imporPerplesso Altero Matteoli non ha gradito l’annuncio del premier su chi sarà il suo successore come candidato del centrodestra a Palazzo Chigi

tante è che il conflitto non diventi patologico, come è accaduto in alcuni casi. Io non ho mai chiesto a Berlusconi di aiutarmi con Tremonti: ogni volta ho risolto i miei problemi da solo». E i problemi, quasi quotidiani ormai, con la Lega? «Quelli hanno origine più all’interno della stessa Lega che nel confronto con noi. Dentro il Carroccio si è aperto un dibattito e si stanno confrontando anime diverse. Insomma, sta diventando un partito come tutti gli altri in cui non c’è più solo il capo che comanda, ma si discute e ci si confronta. E non c’è solo il dualismo Bossi-Tremonti: vedo emergere anche altre posizioni. Tutto ciò si riflette nel rapporto con il Pdl e con il

❜❜ Sono da sempre contro le primarie. Finora in Italia non sono state altro che la dimostrazione di una debolezza dei partiti governo. Ma non credo in una crisi sostanziale dei nostri rapporti con al Lega perché è un partito che non ha interessi politici fuori del centrodestra». L’Udc invece resta alla porta e al momento non sembra avere intenzione di rientrare. «Al momento. Diamo a Casini un po’ di tempo. Anche nel periodo più critico dei rapporti con loro, sono stato sempre convinto della necessità di far rientrare pienamente quel partito nella nostra alleanza. Del resto il suo elettorato è di centrodestra e non lo vedo altrove».

Roberto Zuccolini © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Non esiste altra leadership, al di fuori di quella di Berlusconi, che non passi per il consenso della gente Angelino Alfano, segretario del Pdl

Il «debutto» Dal neo leader braccia aperte a Ronchi e Urso. La difesa di Casini

Il segretario cauto: il 2013? Abbiamo bisogno del premier Nuovo Guardasigilli, si rafforza il nome di Lupi DAL NOSTRO INVIATO

MIRABELLO (Ferrara) — Fa il suo ingresso nel tendone bianco sulle note di «Non sarà un’avventura», e in cuor suo forse si domanda se è il caso di ringraziare o di fare gli scongiuri. Tutto in una volta per Angelino Alfano, fin troppo. Debutto di folla come segretario politico del Pdl e, come se non bastasse, pure zavorrato dall’investitura berlusconiana di candidato premier nel 2013. Il popolo di Mirabello è tutto per lui, quasi capisse il peso che si porta addosso. «Angelino, Angelino» gridano in 3 mila, mischiando affetto per il nuovo leader, voglia di riscatto dopo le botte elettorali e referendarie, ma anche timori per le liti nella maggioranza e per l’incombere di nuove bufere giudiziarie. Lui, Guardasigilli ancora per poco, non vede l’ora di cominciare «il nuovo mestiere», come lo definisce: «Spero di dimettermi da ministro della Giustizia la prossima settimana, c’è un sacco di lavoro da fare...». Il tendone della festa del Pdl è un pentolone pieno di calore, roba che di solito si vede (o si vedeva) solo con Berlusconi. È un pomeriggio nel segno dell’orgoglio, qui a Mirabello, paesone del Ferrarese dove nel settembre scorso Fini consumò il grande strappo. Alfano sa benissimo di non poter

Acclamato Il primo luglio Angelino Alfano è stato acclamato segretario del Pdl al consiglio nazionale (nella foto, sul palco con Berlusconi)

sfuggire alla domanda sull’investitura a candidato premier, che infatti gli intervistatori di turno (Francesco Verderami del Corriere della Sera e Augusto Minzolini, direttore del Tg1) fanno puntualmente calare. E qui l’Angelino designato, confermandosi monsignore che studia da papa, si supera. Lui verso palazzo Chigi? Per carità: «Nel 2013 — afferma — avremo ancora bisogno della leadership di Berlusconi, sarà lui a guidare la battaglia...». Però, aggiunge, la strada mae-

I nodi «Di perseguitati nel partito c’è solo Berlusconi. Papa e Milanese? Decideremo» stra dovrà essere un’altra: le primarie. «Non esiste altra leadership, al di fuori di quella di Berlusconi, che non passi per il consenso della gente: ogni militante dovrà scegliere un dirigente...». Quanto a lui, «non è affatto detto che il ruolo di segretario politico debba coincidere con quello di candidato a capo del governo». Ma questo è il futuro, il presente è invece pieno di rovi. Il caso Papa, l’affaire Milanese, gli schizzi su Tremonti. Una bella rogna per chi, come Alfano, ha fatto del partito degli

onesti uno dei cavalli di battaglia davanti al Consiglio nazionale. Il segretario prima si toglie il sasso più grosso: «Sono convinto che Giulio Tremonti sia una persona perbene». Sul resto, distingue: «Di perseguitati nel partito c’è solo Berlusconi. Sui casi Papa e Milanese studieremo le carte e poi decideremo...». Come dire, a parte il Cavaliere, non mettiamo la mano sul fuoco per nessuno: «Noi non aggrediamo l’inchiesta, ma sappiamo anche che di abbagli giudiziari in passato ne sono stati presi». Granitico nel difendere la norma salva-Fininvest, il neosegretario rilancia l’alleanza con la Lega, accoglie a braccia aperte il rientro degli ormai ex finiani Ronchi e Urso e, sfidando i borbottii della platea, difende Casini: «Non è un traditore, è un oppositore, anche se duro: penso che le nostre strade non saranno in eterno separate...». A condizione, precisa, che «nessuno chieda il sacrificio di Berlusconi come condizione per un allargamento del governo». La chiusura è tutta interna: «Cerco un partito di onesti, ma anche di capaci: il Pdl non sarà caos e nemmeno caserma...». Più che un’avventura, una traversata. Ma il tendone schiuma entusiasmo, e Angelino un po’ leader già si sente.

SEGUE DALLA PRIMA

Le due cose vanno insieme, non basta il passaggio di testimone, la staffetta per il 2013 che Berlusconi ieri ha ufficializzato. «Ricambio e pulizia». E come Alfano ha evocato il «partito degli onesti» nel giorno in cui è stato eletto segretario del Pdl, così il dirigente della Lega si appella alla «regola», una sorta di codice che cu-

Il richiamo alla pulizia Oltre al rinnovamento serve pulizia, da applicare senza furori giacobini ma senza guardare in faccia nessuno stodisce «da diciassette anni», «il primo e più importante insegnamento che mi diede il prefetto Vincenzo Parisi», potente capo della Polizia del tempo, che per conoscerlo gli diede appuntamento nel cuore della notte. «Alla fine del colloquio, mi disse: "Per avere vita lunga, bisogna stare lontani dai soldi". Così quando arrivai al Viminale presi alcuni provvedimenti sui fondi riservati del ministero, che rompevano con le tradizioni dei

che meno si attarda sui personaggi che a vario titolo sono coinvolti. Si appella alla «regola» e ripete che — per il rilancio del centrodestra — oltre al «ricambio» serve «pulizia», da applicare certo senza furori giacobini ma anche senza guardare in faccia nessuno. Solo così la politica potrebbe fare il resto, «e se c’è un forte segnale di rinnovamento nel Pdl, l’alleanza sarà in grado di tornare a vincere». Di questo ne è convinto, anche i sondaggi con cui è stata testata la base leghista certificano che non c’è altra via: all’idea di mantenere lo status quo, infatti, solo il 25% si

dice favorevole, meno del 5% ritiene preferibile accordarsi con il Pd, mentre il 60% chiede in quel caso al partito di andare da solo alle urne. «Si capisce allora che i nostri elettori non ce l’hanno con il Pdl ma con l’attuale assetto». Traduzione: «Non vogliono più Berlusconi candidato premier». Per questo il titolare del Viminale sarà soddisfatto per la mossa annunciata dal Cavaliere, e dettata da realismo politico. Perciò Maroni da tempo ha deciso di puntare su Alfano, «a patto che Alfano faccia il segretario del Pdl, così da staccarsi l’etichetta che Bersani vuole appic-

La citazione «Stai lontano dai soldi». È questa la regola che il ministro dell’Interno Roberto Maroni dice di seguire da diciassette anni. «È il primo e più importante insegnamento che mi diede il prefetto Vincenzo Parisi». Parisi (a sinistra) divenne capo della Polizia nel 1987

ROMA — Angelino Alfano ha annunciato ieri dal palco di Mirabello che entro la prossima settimana vorrebbe abbandonare la poltrona di Guardasigilli e di nuovo si scatena il toto-ministro. Al momento, fra tutte le candidature possibili per la successione, sembra rafforzarsi quella del pdl Maurizio Lupi (nella foto), politico lombardo di area ciellina, che attualmente riveste la carica di vicepresidente della

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Maroni incorona Angelino e indica la strada: al ricambio serve tempo, un rimpasto per durare miei predecessori». «Lontani dai soldi», ecco la «regola». E se Maroni non riesce a prevedere il futuro, è perché non sa se qualcosa o qualcuno si stia muovendo per «impedire il rilancio», magari in una lotta di potere giocata con i fascicoli giudiziari. Anche per questo, non solo per ragioni politiche, ha detto apertamente di puntare sul neo segretario del Pdl per il «rinnovamento»: «Dopo tanti anni di attività credo mi abbiano passato ai raggi x molte volte, e penso abbiano fatto la stessa cosa con il Guardasigilli. Sono pronto a sottopormi in ogni momento al test, e sono certo che potrebbe farlo anche Alfano...». Più chiaro di così: l’integrità è l’antidoto indispensabile per evitare che il progetto venga affossato. E se il ministro della Giustizia tiene in modo maniacale persino gli scontrini del bar, il ministro dell’Interno si appunta le ricevute della carta di credito «personale» quando paga le cene di partito: «Perché il problema non si pone se ti scattano una foto con una bella ragazza. Anzi, quelle cose ti fanno prendere più voti, a patto che non si tratti di bunga bunga. Il problema sono i soldi». I soldi visti come lo sterco del potere, come una tentazione che accorcia la vita di una classe dirigente e ne provoca la delegittimazione. Maroni volutamente non fa cenno alle inchieste in corso, e men

Giustizia, in gioco anche Bruno e Bernini

Francesco Alberti

Il futuro del centrodestra

Settegiorni

La poltrona

cicargli: quella cioè di essere il segretario di Berlusconi». Non serve l’abiura né tantomeno il parricidio politico, ma un deciso e progressivo processo di autonomia. Il dirigente della Lega attende di capire come si muoverà l’alleato nel rapporto con il fondatore del suo partito e nel rapporto con la Lega. Le grandi manovre inizieranno con la campagna d’autunno. Che il premier abbia deciso di passare la mano è oggi condizione necessaria ma non sufficiente. Se è vero che l’operazione di rinnovamento deve radicarsi, è altrettanto vero che — per avere il tempo necessario a consolidare il progetto — servirà un rilancio della coalizione: solo così si potrà arrivare al 2013, che è l’obiettivo di Alfano e che — a queste condizioni — è anche l’idea di Maroni. Perciò prende corpo l’opzione di un rimpasto che — sancendo un nuovo patto tra Pdl e Lega — consenta un percorso meno accidentato nell’ultimo tratto della legislatura. Serve tempo al segretario del Pdl — e da oggi anche candidato premier in pectore — per ricostruire un rapporto con Casini. Il processo di avvicinamento è già iniziato, i primi messaggi sono stati lanciati: «Insieme vinceremmo». Fino a ieri c’era un ostacolo che i centristi ritenevano insormontabile. Ma ora che l’ostacolo si è rimosso da solo...

Francesco Verderami © RIPRODUZIONE RISERVATA

Camera. L’accelerazione della nomina è legata all’impegno ormai non più part-time di Alfano nel nuovo incarico di segretario del Pdl, eletto dal consiglio nazionale del primo luglio scorso. In questi giorni dal Quirinale sono giunti segnali sull’opportunità di far sedere sulla poltrona più alta di via Arenula un politico con un profilo istituzionale marcato. E Lupi, essendo uno dei vice di Gianfranco Fini, potrebbe rispondere a queste caratteristiche. La partita, anche se in via di accelerazione, resta comunque aperta. Tanto che, accanto al vicepresidente della Camera, il tam tam del Palazzo continua a far girare anche altri nomi. Prima di tutto quello di Anna Maria Bernini, sempre più in prima fila nei dibattiti televisivi e, in particolare, nelle puntate dei talk show che riguardano la giustizia. Ma negli ultimi giorni è circolato con insistenza anche il nome di un altro esponente di spicco del Pdl, che da due legislature presiede la più prestigiosa commissione di Montecitorio, quella che si occupa degli Affari costituzionali: Donato Bruno. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Esteri

Il grande burattinaio Murdoch in maschera controlla la marionetta del premier Cameron

Lo scandalo Il premier britannico promette un’inchiesta indipendente sulla vicenda delle intercettazioni

Arrestato l’ex portavoce di Cameron La Renault ritira la pubblicità dalle testate di Murdoch. E lui vola a Londra DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA — «È il vento della catarsi». Sia per la politica cha colpevolmente ha chiuso un occhio, sia per il giornalismo che è stato infettato dal virus dello scoop carpito a colpi di odiose spiate telefoniche. David Cameron dice che è arrivata l’ora della purificazione, i peccati vanno puniti e cancellati. Dunque, via libera a due commissioni. Una che dovrà ribaltare i media, metterli sul lettino dell’analista per venire a capo delle loro nevrosi o perversioni e provare a restituirgli dignità etica e professionale, oltre che proporre nuove regole a tutela della privacy e nuove sanzioni per i trasgressori. La seconda, guidata da un magi-

strato, che si occuperà invece dell’hackeraggio compiuto dal tabloid News of the World. «E non sarà lasciato nulla d’intentato». Chi sbaglia paga. Il premier britannico è nell’occhio del ciclone: pure lui. I suoi rapporti col gruppo Murdoch sono stretti e lo scandalo delle intercettazioni lo raggiunge e lo tocca. Tutta colpa del suo vecchio spin-doctor, l’uomo delle strategie comunicative, pri-

ma al servizio dei conservatori e successivamente al servizio esclusivo di Downing Street da dove se ne è andato a febbraio avvertendo la bufera che si stava avvicinando. Era un dipendente di Rupert Murdoch, questo Andy Coulson amico e collaboratore scelto dal leader nonostante molti lo avessero sconsigliato di portarlo con sé nelle stanze attigue al governo. Ma Cameron l’ha voluto lo stesso nonostante sulla sua testa,

I media Una seconda commissione indagherà sullo stato di salute dei media e cercherà di stabilire nuove regole per la tutela della privacy

la testa di Andy Coulson, pendesse il sospetto di avere avuto un ruolo non indifferente nello spionaggio, visto che del News of the World era stato direttore per ben quattro anni, dal 2003 al 2007, il periodo delle intrusioni nei cellulari dei militari morti in Iraq e Afghanistan, nei telefonini dei morti degli attentati terroristici in metropolitana, nei telefonini dei principi William e Harry. David Cameron non lo rin-

L’affare in bilico Molti chiedono la testa di Rebekah Brooks. A rischio l’acquisizione di BSkyB, la piattaforma satellitare, un affare da 10 miliardi di sterline

nega («Andy resta un amico») ma il gioco a nascondino è finito, monta l’indignazione della gente e correre ai ripari è necessario: ieri Andy Coulson è stato arrestato da Scotland Yard (assieme all’ex royal corrispondent del News of the World, Clive Goodman, quello che ficcò il naso negli sms di William), per essere poi rilasciato in libertà condizionata: è accusato di hackeraggio e di corruzione in quanto avrebbe pagato fior di poliziotti per ottenere gossip da prima pagina. Brutto scivolone per il premier che viene rimbrottato dai laburisti per non avere avuto il coraggio di parlare prima che la bomba tabloid scoppiasse. Adesso David Cameron cer-

Il terremoto

L’inizio L’infortunio di William: via alle indagini Con la notizia dell’infortunio al legamento crociato del principe William inizia, nel 2005, la spirale di eventi che porterà alla chiusura, domani, di News of the World. Risale a quell’anno la prima inchiesta di Scotland Yard sulle informazioni pubblicate dal tabloid domenicale. Da allora lo scandalo si allarga: giornalisti o investigatori avrebbero intercettato messaggi telefonici da cellulari di politici, celebrità, funzionari del Palazzo Reale

L’ultimo caso La tredicenne e la rossa Rebekah

Non solo celebrità: gli spioni entrano anche nella vita di normali cittadini. Le accuse riguardano l’hackeraggio a cellulari di vittime degli attentati del 2005 a Londra, di familiari dei soldati uccisi in Afghanistan fino al caso della tredicenne Milly Dowler, uccisa nel 2002, quando Rebekah Brooks, pupilla di Murdoch e suo braccio destro, era direttore del giornale

Downing Street E con «Andy» lo scandalo sfiora il premier

Il caso delle intercettazioni bussa alla porta di Downing Street: Andrew Edward «Andy» Coulson, classe 1968, è stato direttore di News of the World per quattro anni dal 2003 al 2007, quando una parte delle intercettazioni si sarebbero svolte. Da allora, fino allo scorso gennaio, è stato portavoce di David Cameron

ca di recuperare. E non solo annunciando quella catarsi-purificazione per la politica e la stampa, ma anche abbandonando al suo destino l’altra figura chiave della vicenda: «Fosse dipeso da me avrei accettato le dimissioni di Rebekah Brooks». Ha così dato una spintarella non indifferente alla signora dalla chioma rossa, invitandola a mollare la poltrona di numero alla News International, e ha sollecitato Murdoch a fare ordine. E continua la fuga degli inserzionisti. Ieri la Renault ha ritirato la pubblicità da tutte le testate di Murdoch. Lo «Squalo» si muove come se si trovasse in una battaglia di trincea. Ha sacrificato sull’altare la testata incriminata (il News of the World) chiudendola dall’oggi al domani, pensando così di salvare il grande affare (dai 10 ai 12 miliardi di sterline), l’acquisizione di BSkyB, la piattaforma satellitare per le trasmissioni televisive. Questa strategia di Rupert Murdoch segna però il passo. Contro l’editore australiano pesano i dettagli che emergono dall’inchiesta di Scotland Yard. L’ultimo riguarda una misterioso archivio di alcune centinaia di e-mail. Conteneva le comunicazioni fra i top manager e i direttori del News of the World: era una fonte di prova per accertare chi fosse stato a conoscenza delle intercettazioni illegali. Qualcuno lo ha cancellato nonostante la promessa, più volte ribadita dai Murdoch e dalla rossa Rebekah Brooks, di collaborare con gli inquirenti. Chi ha ordinato la manomissione? Troppo, allora, per potere accendere il disco verde al takeover di BSkyB. E, infatti, la Ofcom, l’autorità che regolamenta anche il business nel settore televisivo si è presa la briga di scrivere al presidente della commissione cultura della Camera dei Comuni per informarlo che per rilasciare la licenza «considererà la condotta di coloro che saranno chiamati a gestire e controllare tale licenza». Per lo «Squalo» è un avvertimento: o apre le finestre dei suoi tabloid e fa circolare aria pulita, magari cominciando con le dimissioni di Rebekah Brooks, oppure l’affare BSkyB dovrà sudarselo ancora tanto.

Fabio Cavalera © RIPRODUZIONE RISERVATA


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L’intervista Nancy Dell’Olio, ex compagna dell’allenatore Eriksson

«Anch’io vittima dei tabloid ma ora la gente si ribella» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA — «Finalmente questo straordinario Paese dove ho deciso di vivere ha trovato la forza di indignarsi e di ribellarsi». I tabloid inglesi l’hanno inseguita e spiata per dieci anni: prima per via della sua relazione con l’allenatore Sven Goran Eriksson, poi per la sua ricca attività mondana. Adesso, avvocata Nancy Dell’Olio, è il momento della rivincita. «Non posso che essere contenta. L’Inghilterra è splendida ma vi è uno strapotere dei media contro il quale c’è poco da fare. Non vi sono regole contro il dilagare del gossip più volgare. La privacy non trova tutela alcuna. L’Italia in confronto è un paradiso». Ma è il prezzo della democrazia anglosassone. «D’accordo, ma a tutto c’è un limite. L’intrusione nella vita privata di una persona, quando va oltre certi livelli, diventa insopportabile e sconfina nel penale. Quanto è avvenuto è semplicemente disgustoso. Ma non solo per la vicenda dell’hackeraggio. Anche per il resto». Lei è da un po’ nel mirino della «gutter press», la stampa scandalistica. «Ho ancora una causa in corso con il Daily Mail». Ma se si è o si diventa personaggi pubblici occorre accettare: è inevitabile. «Calma, calma. Mi rendo conto che chi ricopre cariche di potere e chi, in qualche modo, si ritrova al centro di eventi o di storie pubbliche venga seguito dalla stampa. Ma ci deve pur sempre essere un confine oltre il quale non deve essere consentito andare. Io non ho scelto di diventare un personaggio pubblico, lo sono comunque diventata, ho accettato ma mi hanno massacrato. Non credo che sia giusto. Si rende conto che questi giornalisti spiavano i telefoni delle ragazzine uccise? Non posso che essere felice del fatto che finiscano in prigione». Lei l’ha vissuta in prima persona questa invadenza dei tabloid. Come reagiva? «La salvezza è non leggere. Non cadere nella trappola. Non partecipare al gioco infernale. Evitare di reagire in modo

❜❜ Qui la privacy non trova tutela alcuna, non ci sono regole contro il dilagare del gossip più volgare. L’Italia in confronto è un paradiso

Al centro dei pettegolezzi Sopra, la copertina di News of the World sul tradimento di Eriksson ai danni di Nancy nel 2006 che fece infuriare l’avvocata. Al centro la coppia posa per i fotografi prima di un evento mondano (Photo Omega/Sabattini)

irrazionale. Usare la virtù della pazienza». Facile? «Non lo è affatto. È una partita a scacchi e vince il più bravo». Grandi divoratori di gossip gli inglesi, molto più degli italiani. Il successo dei tabloid è tutto qui. «Sì, l’Inghilterra è un paese che ama il gossip. È il paese del gossip, è nel suo dna culturale. E sa perché? Perché gli in-

glesi, a parte Londra che ha una storia a sé, non hanno una vita privata interessante». E allora? «Allora cercano rifugio nella vita privata degli altri, cercano uno sfogo. E poi credo che noi italiani siamo più sofisticati. Siamo curiosi ma meno ossessionati». Adesso, però, il vento gira. «E ciò dimostra quanto l’Inghilterra sia una bella e straordinaria democrazia. Si ribella ai tabloid, ha la forza di farlo. È la vittoria del popolo che prende coscienza del gioco sporco di certi giornali. La gente si è resa conto di quello che combinano. Ecco perché continuerò a vivere qui». Nonostante i giornalisti cattivi? «Chi, commettendo un reato, viola la privacy merita solo una cosa: la galera».

F.C. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Carta stampata Dietro la decisione c’è la convinzione di non potere essere presenti solo nel mercato televisivo con i canali di Sky

L’ultimo progetto: lanciare un giornale in Italia Iniziativa del figlio James. Il nome del quotidiano è già stato registrato ROMA — E se sul mercato editoriale italiano spuntasse un quotidiano nuovo di zecca, di taglio divulgativo ma non una fotocopia dei popolari britannici (la formula, da noi, non ha mai avuto successo)? E se il nome fosse già stato individuato, ovvero «Italia»? E se il padrone si chiamasse Murdoch? Fanta-editoria? No, solo un progetto ancora top secret che circola tra Londra e New York, con qualche riservatissima e prestigiosa sponda italiana. Si tratta solo di bozze di lavoro informali: nessun documento aziendale formale. Ma se «Italia» dovesse mai diventare realtà, costituirebbe la prima, vera, grande novità mai vista da anni sul mercato della carta stampata. Perché «Italia» sarebbe, appunto, il nome della testata già depositata e registrata nel nostro Paese (sotto nomi mai riconducibili al marchio Murdoch). Il progetto è da tempo oggetto di attenzioni da parte di James Murdoch, classe 1972, figlio del magnate Rupert e presidente esecutivo della News Corpora-

L’erede Murdoch Junior, 38 anni

tion Europe Asia che, nell’universo imprenditoriale di famiglia, regna sull’impero asiatico (Star Tv) ed europeo (Sky Italia, nel nostro Paese e News International in Gran Bretagna ovvero The Times, The Sun e News of the World, che chiuderà dopo lo scandalo delle spiate illegale). Murdoch jr è anche presidente non esecutivo di British Sky Broadcasting. Il giovane Murdoch da tempo pensa all’Italia come a un mercato editoriale in sviluppo ed ha proposto al padre la seguente analisi. In Italia abbiamo un consistente investimento con Sky Italia. La tv satellitare si è consolidata e continua a mietere successo tra il grande pubblico. Però, rispetto agli altri Paesi in cui siamo presenti, nella Repubblica Italiana manca un pezzo: un quotidiano. Di solito, ha ricordato James Murdoch al padre, sui nostri scacchieri editoriali nazionali possiamo contare sull’accoppiata tv-quotidiani, in Italia no. Fin qui il ragionamento di James Murdoch. Un quotidiano di carta stampata, in un Paese come il nostro in cui l’informazione tradizionale continua ad avere il suo congruo peso anche nei confronti degli interlocutori politici, può avere una

notevole importanza anche per offrire voce e spazio a molte questioni legate alla tv. Prima di tutto per assicurare risonanza alle produzioni e ai nuovi impegni del network satellitare. Ma anche per altro. Per esempio nel 2008 il ministero dell’Economia raddoppiò dal 10 al 20% l’Iva sugli abbonamenti Sky. L’amministratore di Sky Italia, Tom Mockridge, parlò di «tassa che colpisce oltre un quinto delle famiglie italiane». In un caso come quello, un quotidiano sarebbe stato un utile, e legalissimo, strumento di lobbing. In più chi è vicino a Murdoch junior sottolinea che l’Italia è a un passo dal trasformarsi in un interessante «teatro politico» con gli imminenti sviluppi del berlusconismo (la sua fine?). Un fatto tutto da raccontare. E non bisogna dimenticare l’indubbia rivalità che divide ormai Sky Italia dall’altro competitor privato, ovvero Mediaset. Dunque, Berlusconi e le sue tv. Ma Rupert Murdoch non è ancora convinto, anzi. La sua regola aurea, da sempre, è molto semplice: comprare e governare quotidiani ma solo nella lingua che si può controllare, ovvero l’inglese. Niente avventure

Berlusconismo Uomini vicini a Murdoch jr credono che l’Italia sia a un passo dal diventare un interessante teatro politico con la fine del berlusconismo

Regola aurea Ma il magnate non ha ancora detto sì. La sua regola aurea è: comprare solo giornali che si possono controllare, ossia in inglese

che non possiamo controllare. Ma le ragioni di James hanno un loro peso, soprattutto nella prospettiva di un dopo-Berlusconi. Il confronto è aperto. La prossima settimana meeting tra padre e figlio. L’impero Murdoch in Italia rappresenta già una notevole realtà imprenditoriale. Secondo le cifre fornite ieri dall’azienda, dal 2003 ad oggi Sky ha investito in Italia oltre 10 miliardi di euro (di cui oltre 7,7 miliardi in programmi e tecnologia) e ha generato ricchezza nell’economia per oltre 15,9 miliardi di euro pari, nell’ultimo anno, allo 0,21% del Pil. Sky dà lavoro a oltre 7600 persone tra dipendenti e collaboratori, con un indotto di 15 mila lavoratori. Tra i dipendenti la percentuale di uomini e donne è equamente ripartita e l’età media è di 35 anni, con oltre il 50% che ha meno di 35 anni. Su questa base, il giovane Murdoch potrebbe impiantare una novità non indifferente: un quotidiano con caratteristiche italiane, senza cadere nell’errore di copiare i popolari britannici. La diffusione della free press inevitabilmente sconsiglierebbe formule troppo «facili». Sempre secondo le voci raccolte ieri, il quotidiano non avrebbe una città di riferimento ma si rivolgerebbe all’intero Paese. Un vero «quotidiano nazionale». Ecco perché «Italia».

Paolo Conti © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

Il reportage

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Dopo trent’anni di guerra con il Nord è arrivato il grande giorno

Sud Sudan, nasce lo Stato E i profughi tornano a casa «Abbiamo viaggiato un mese. Ma siamo liberi» di pentole e un’enorme bandiera del nuovo Stato. L’indipendenza potrebbe essere l’occasione per spezzare il ciclo mortale della violenza e della povertà. In Sud Sudan un bambino su tre è gravemente malnutrito, i tassi di mortalità materna sono i più alti al mondo, l’analfabetismo è una condizione normale. Con una popolazione uguale

a quella di Milano e Roma messe assieme, il nuovo Paese ha meno di 400 ragazze diJUBA (Sud Sudan) — Erano in pochi fiplomate alla scuola superiore. Le giovani no a dieci anni fa a credere che in Africa quaggiù hanno più probabilità di morire sarebbe venuto alla luce un nuovo Stato. durante la gravidanza o il parto che di aveInvece oggi, 9 luglio, si compie il miracore una buona istruzione. lo: nasce una nuova nazione, il Sud SuPace e sviluppo. Di questo avrebbe bidan. Il parto non è stato agevole ed è durasogno il nuovo Paese. Ma il nord non vuoto una trentina d’anni. Di guerra. A comle perdere il controllo dei pozzi di petrobattersi le tribù arabe, bianche e musullio al confine tra i due Paesi e ha invaso la mane del Nord, e quelle africane, nere, cricontea contesa di Abyei, ricca di oro nero, stiano-animiste (ma con una buona per- La cerimonia costringendo le popolazioni africane di centuale islamica) del Sud. Il presidente del Nord, Omar al- dinka nkok a scappare. Bombardato anUn conflitto brutale che ha costretto al- Bashir, ricercato per crimini che il Sud Kordofan, che gli arabi di Kharmeno un milione di sudisti ad abbandonatoum non vogliono perdere. La regione è re le proprie case e i propri beni e a fuggi- contro l’umanità, sarà a Juba a abitata dai Nuba, neri ma in maggioranza re. Molti sono finiti a nord, dagli odiati ne- festeggiare l’indipendenza musulmani, che hanno partecipato alla mici. Oggi stanno tutti tornando nelle loguerra di secessione con il Sudan people’s Liberation Army. Anche nel Blue Nile, altra regione contesa tra Nord e Sud, si rischia il finimondo. I sudanesi del nord hanno sobillato gruppi ribelli del sud per combattere il nuovo governo. A capi e capetti locali rinnegati sono stati promessi ricchi premi in cambio della loro lealtà a Khartoum. Oggi il presidente del Sudan (del Nord) Omar al-Bashir, ricercato dal Tribunale penale internazionale per crimini contro l’umanità e genocidio commessi dalle sue truppe in Darfur, sarà a Juba a festeggiare (ma per lui non dev’essere propriamente una festa) l’indiProssima fermata, indipendenza Attivisti del Movimento di liberazione del Popolo a Juba (Epa) pendenza del Sud. La sua presenza sul palco dei ro città e nei loro villaggi e nel porto flugrandi dignitari sarà imbarazzante per le viale di Juba, capitale del nuovo Stato, sul Oltre mezzo secolo d’attesa delegazioni europee (per l’Italia arriverà Nilo, decine di chiatte cariche di poveracil viceministro degli Esteri Alfredo Mantici arrivano da Khartoum, dove i sudisti vica) ma non per quelle africane che di fat1956, nasce il Sudan vevano in campi di fortuna o adattandosi to hanno accettato di ignorare le decisioDopo 57 anni a guida anglo-egiziana, a fare i lavori più umili. Gente che ritorna ni della Corte. viene raggiunta l’indipendenza. Da senza nulla, con qualche straccio addosLa Cina, imperterrita nella sua espannord, Khartoum tenta l’islamizzazione so, ma con il cuore carico di speranza. sione africana senza scrupoli, fornisce a del Sud cristiano e animista Agnes e Ben, tre figli piccoli, sono scesi Bashir armi e sostegno politico in cambio dal barcone tre giorni fa e sono accampati di petrolio e minerali. Eppure ha interessi La prima guerra civile, dal ’64 al ’73 sulla riva del Nilo in attesa di partire per il petroliferi anche a sud e dovrebbe eserciLa guerriglia degli Anya Nya si oppone. loro villaggio, Nimule: «Veniamo da Port tare pressioni in favore di un confine smiIl Sud ottiene infine l’autonomia Sudan, dove siamo rimasti 20 anni. Abbialitarizzato e di una distensione che facilimo viaggiato un mese e mezzo. Finalmenta il business. Oggi gli aiuti al Sud Sudan Sudanesi contro sudanesi, di nuovo te siamo liberi e nella nostra patria». potrebbero avere un effetto stabilizzante. Nel 1983 la capitale si riprende il Accanto alla coppia c’è Susy, la sorella Il nemico che il nuovo governo dovrà afpotere e impone la sharia. Scoppia la di Ben, insegnante di inglese. «Io ero scapfrontare è la povertà endemica, aggravata seconda guerra civile, milioni di vittime pata in Uganda e ho vissuto in un campo dalla mancanza di servizi essenziali: scuoprofughi per qualche anno. Ora sono rienle e ospedali. Una sfida enorme da affron2005, la pace. 2011 il referendum trata in patria. Non torno però al villagtare in pace. I prossimi mesi saranno cruRaggiunta un’intesa che stabilisce gio, resto qui a Juba — aggiunge con granciali per capire se ciò sarà possibile. l’autonomia del Sud e prevede un de orgoglio svelato da un sorriso a tutto Massimo A. Alberizzi referendum entro 5 anni: il voto si è viso —. Mio marito è un soldato dell’esermalberizzi@corriere.it tenuto lo scorso gennaio cito del Sud Sudan». Nella loro capanna improvvisata ci sono poche cose: un paio © RIPRODUZIONE RISERVATA DAL NOSTRO INVIATO

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Come celebrare i 40 anni e promuovere i propri investimenti

Tutti a Montenegro beach Il party di Rothschild junior Tre giorni di feste con oligarchi russi e celebrità LONDRA — Nella cittadina di Tivat, in Montenegro, la gente guarda a bocca aperta. Da ieri c’è un viavai di jet privati, superyacht e auto con vetri scuri. «Non abbiamo mai visto nulla di simile», ha raccontato esterrefatto al Daily Telegraph Marco Cirkovic, cameriere. «Qui in Montenegro non c’è mai stata una festa così». Senza un briciolo di modestia, gli organizzatori ne parlano come l’evento mondano dell’anno. Altro che matrimonio reale. In un momento in cui austerità è la parola d’ordine, c’è chi non bada a spese per i suoi 40 anni. Un milione di sterline: tanto sarebbe costato il party che il multimiliardario Nathaniel Philip Rothschild ha ideato per il fine settimana. Palme importate dall’Uruguay, piscina nera e bianca che si tuffa nell’Adriatico, fiumi di champagne e di vini provenienti dal vigneto di famiglia, deejay, musicisti e le immancabili celebrità del mondo dello spettacolo e del business: da Naomi Campbell al magnate dell’acciaio, Lakshmi Mittal, da Bernard Arnault, presidente di Lvmh, al proprietario della squadra di calcio Chelsea Roman Abramovich, al re dell’alluminio, il russo Oleg Deripaska. 400, in tutto, gli invitati. I nomi, a parte qualcuno, sono top secret. «Si tratta di un evento privato», ha sottolineato un portavoce di Fiona Leahy Design cui Rothschild ha affidato l’organizzazione della festa. Si tratta di una scelta sicura — tra i clienti di Leahy ci sono Jade Jagger e Louis Vuitton — d’altronde le feste di Nat sono leggendarie. Per il 38esimo compleanno aveva adunato i suoi potentissimi amici a New York. Per i 40 ha mischiato festeggiamenti e promozione. Il Montenegro, infatti, è meta del suo più recente investimento. Assieme a un gruppo di superricchi — tra cui Peter Munk, proprietario del più grande gruppo mondiale di miniere d’oro — ha acquistato una ex base militare nella baia di Kotor, tra i porti naturali più suggestivi d’Europa. Ci sta costruendo un villaggio per nababbi, con un albergo da 150 camere, lussuosissimi appartamenti, un campo da golf, un centro conferenze, negozi a bizzeffe e, essenziale, 650 ormeggi per superyacht. Imbarcazioni enormi, come Amedeus, di Arnault, o Queen K, di Deripaska, lunghe anche 150 metri. Si tratta di un centro villeggiatura del costo di circa 600 milioni di euro

Gli ospiti

Naomi Campbell Tra gli ospiti d’onore, la super top model Naomi Campbell (foto sopra) Roman Abramovich Presente anche il patron del Chelsea football club (foto sotto), al 50esimo posto nella classifica Forbes degli uomini più ricchi del mondo Gli altri Il re dell’acciaio, Lakshmi Mittal, i magnati dell’Europa orientale, Oleg Deripaska e Peter Munk, e i sudafricani Ivan Glasenberg e Mick Davis

Egitto

Piazza Tahrir torna a gridare: «Rivoluzione prima di tutto» Un nuovo venerdì di proteste quello di ieri in piazza Tahrir al Cairo (in alto, Reuters), dove centinaia di migliaia di persone hanno chiesto processi più rapidi e trasparenti contro gli esponenti dell’ex regime di Hosni Mubarak. Dalla piazza, slogan e manifesti chiedono anche punizioni per gli assassini dei martiri della rivoluzione.

che dovrebbe essere completato nel 2015. Non sorprende che la scelta del Montenegro abbia un senso che va oltre la bellezza naturale del paese. Rothschild, rampollo della nota famiglia di finanzieri, è considerato un operatore scaltro. A suo nome ha una fortuna pari a 1,6 miliardi di euro costruita nella City con fondi d’investimento mirati, come Atticus, chiuso nel 2009, e l’ultima avventura, Vallares, centrata sull’industria del gas e del petrolio e creata assieme a Tony Hayward, ex amministratore delegato di BP. Prima del lancio, Rothschild ha tirato su 1,3 miliardi di sterline in soli sette giorni. A detta dei suoi amici — un gruppo che include anche diversi personaggi politici, come l’ex fidatissimo di Tony Blair, Peter Mandelson, nonché l’attuale primo ministro David Cameron e il ministro delle Finanze George Osborne (hanno fre-

quentato Eton e Oxford assieme) — è un tipo che sa divertirsi. I suoi sono inviti difficili da declinare. Nat è domiciliato in Svizzera, vive tra Klosters, New York, Londra e Corfù: se sul lavoro ha una marcia in più, quando stacca ha gusti da playboy. Dopo il divorzio da Annabelle Neilson, nel 1997, è stato visto accanto all’attrice Natalie Portman, alla modella Petra Nemcova, nonché alla principessa Florence von Preussen, cugina della regina Elisabetta II. Il party Sopra, Nat Rothschild, fresco 40enne. In alto a destra, la Baia di Kotor

Paola De Carolis © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Cronache

Le aperture di Romano ai mafiosi si sono tradotte in azioni e contributi rilevanti per l’associazione Giuliano Castiglia, gip di Palermo

Palermo Il responsabile dell’Agricoltura: addolorato, giustizia in corto circuito

Brevi

«Tra Romano e la mafia rapporti consapevoli»

L’INDAGINE

Il delitto Melania: perquisito il marito Gli inquirenti ieri hanno sequestrato due valigie, entrambe vuote, a casa Parolisi a Frattamaggiore e a casa dei genitori di Melania Rea a Somma Vesuviana. Stretto riserbo sulle due acquisizioni, ma è possibile supporre che la Procura di Ascoli cerchi tracce che possano ricondurre ai luoghi teatro della tragedia dove Melania venne ritrovata il 20 aprile scorso.

Il gip chiede l’imputazione coatta: processate il ministro DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

PALERMO — Pensava di aver dribblato l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, dopo la richiesta di archiviazione presentata al gip dalla Procura della Repubblica. Ma per Saverio Romano, ministro in quota «Responsabili» all’Agricoltura, radici a Belmonte Mezzagno, paese sotto esame per possibile inquinamento mafioso e scioglimento del consiglio comunale, non è bastata la richiesta salva-fedina di uno dei più tosti pm di Palermo, Nino Di Matteo. Perché il giudice per le indagini preliminari Giuliano Castiglia, convinto che si debba comunque andare a giudizio e che un processo bisognerà farlo, ha obbligato la stessa Procura a formulare la cosiddetta «imputazione coatta» entro 20 giorni. Una mossa a sorpresa che segna a fuoco la prima volta

La parola

Imputazione coatta

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Viene ordinata dal giudice quando decide di non accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dal pm. In questo caso il giudice fa notificare all’imputato il decreto che fissa l’udienza preliminare

di Romano da ministro e conferma i dubbi manifestati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quando si vide presentare questo signore arrivato dalla Sicilia con un pesante procedimento ancora aperto. Non se ne farà niente, si metterà tutto a posto, assicurava lui agli amici e ai potenti che plaudivano il suo sostegno a Berlusconi. Fiero di avere indovinato la direzione delle indagini, dopo la richiesta di Di Matteo. Adesso sconvolto. Anzi, «addolorato e sconcertato», come si lamenta parlando di «corto circuito tra le istituzioni e dentro le istituzioni: con questo provvedimento vengono anche messe in discussione le conclusioni alle quali dopo lunghissimi approfondimenti era pervenuta la Procura di Palermo...». Ma il gip picchia duro: «per Romano non si può parlare solo di contiguità con Cosa Nostra perché dagli elementi acquisti risulta una sua perdurante, consapevole e interessata apertura verso componenti di primaria importanza dell’organizzazione mafiosa». È una botta dura che arriva per una indagine avviata nel 2005 anche sull’ex presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, oggi detenuto, e sul medico-boss Giuseppe Guttadauro. È il filone partito dalle rivelazioni di Francesco Campanella, un pentito interno al mondo della politica, l’ex ministro Mastella e lo stesso Cuffaro suoi testimoni di nozze, pur ignari che brigasse con la cricca del paese di Villa-

bate, lo stesso dove si stampava la falsa carta di identità per l’allora latitante Bernardo Provenzano. Brutta storia legata al padrino di quell’area, Nino Mandalà, indicato da Campanella come l’interfaccia di Romano. Ma siamo nell’ambito di accuse non riscontrate. Anzi, lo stesso Mandalà, loquace su un suo blog, ha clamorosamente smentito tutto: «Io Romano non lo conosco e non l’ho mai visto ed è inammissibile che su un rapporto mai esistito se non nella fantasia del signor Campanella si costruiscano accuse così gravi...». Sarà forse anche per questo che era partita la richiesta di

Il pentito Accusato da un pentito di essere l’interfaccia del boss Nino Mandalà archiviazione, peraltro formulata dallo stesso ufficio che registra le bordate anti-Romano di un altro discusso teste, Massimo Ciancimino, per presunte tangenti legate alla società Gas intestata ad alcuni prestanome per conto del padre, «don Vito». Di qui una indagine per corruzione aggravata dall’avere agevolato Cosa Nostra. La seconda macchia per il ministro al quale tanti, come Italo Bocchino, chiedono le dimissioni. Puntuali smentite anche su questa materia non sono bastate a Romano per scrollarsi di dosso

comunque chiacchiere, critiche e contestazioni nei giorni in cui conquistava al ministero la stessa poltrona occupata vent’anni fa dal suo maestro, Calogero Mannino. Un forte e devoto rapporto sfarinatosi proprio negli ultimi mesi. Con Mannino esterrefatto: «Saverio ha perso la bussola. Siamo usciti dall’Udc non per entrare nel Pdl». Amarezze in «famiglia». Con Mannino, assolto in Cassazione dopo 17 anni di calvario, deciso a non infierire contro quel giovane giunto giovanissimo dal suo paese, proprio come fece negli anni Ottanta Cuffaro, approdando a Palermo da Raffadali: «Arrivarono ancora ragazzini. Totò con la stoffa del capotribù, Saverio sempre dietro, da "applicato", volenteroso, sollecito...». Ma fu duro il rimprovero quando chiesero voti a Angelo Siino, ignari che si trattasse del ministro degli appalti di Cosa Nostra e oggi, pure lui pentito, lanciato contro il primo pupillo finito a Rebibbia e contro il secondo, incerto sulla poltrona che a Napolitano non sembrò ben affidata.

Felice Cavallaro

DAL NOSTRO INVIATO

MENAGGIO (Como) — Abbiamo scelto di condividere tante cose importanti, in Europa, e la moneta unica è l’esempio di una «realizzazione straordinaria anche se la sua legittimazione non è ancora sufficiente». Ora è tempo di adottare anche «una politica comune sull’immigrazione e sul diritto d’asilo, che dev’essere concesso alle stesse condizioni in tutti i Paesi dell’Unione. Infatti, non si può favorire una forma di asilum shopping, in base al quale gli immigrati e i profughi si dirigono nei Paesi che offrono le condizioni a loro più favorevoli». Giorgio Napolitano affronta una delle più acute emergenze italiane di sempre e lancia un appello da lui già ripetuto più volte. Per gestire i crescenti flussi migratori, spiega, bisogna che la Ue detti nuove regole, valide per tutti. «Noi stiamo sperimentando in concreto che questi problemi posti dall’immigrazione non si risolvono a livello nazionale. Occorre una dimensione europea. Servono anche più decisione e rapidi-

tà. L’Europa si muove troppo lentamente. Ricordo che, quando ero ministro dell’Interno, si affrontò la questione in una conferenza a Tampere, in Finlandia. Dopo 12 anni ancora ne parliamo senza prendere decisioni». Il tema viene sollevato in un’intervista collettiva con un gruppo di studenti a Villa Vigoni di Menaggio, sede di un centro italo-tedesco, dove

Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha spiegato che per gestire i crescenti flussi migratori bisogna che la Ue detti nuove regole, valide per tutti

il presidente giunge in compagnia del collega di Berlino, Christian Wulff. Punto di partenza, del colloquio con i giovani (che lo «entusiasma» fin quasi a commuoverlo, confessa), l’assedio dei boat people a Lampedusa. Sul quale — bisogna ripartirne il peso o no? — si registra l’unico dissenso, molto esplicito, tra i due statisti. Wulff lo sdrammatizza, come a suo tempo aveva fatto Angela Merkel: «Non dobbiamo esagerare i problemi. La Germania ha sopportato da sola durante la crisi dei Balcani un peso molto più alto, senza chiedere la ridistribuzione negli altri Paesi. Questi 40 mila arrivati nell’isola ancora non configurano una crisi europea, perché l’Italia se ne può fare carico». Napolitano, pur riconoscendo quel merito della Germania, sottolinea: «Va bene, questi 40-50 mila, di cui la metà sono profughi, li dobbiamo ge-

Tabaccaio ucciso Tre ergastoli La Corte d’assise di Torino ha emesso la sentenza di primo grado sull’omicidio del tabaccaio Claudio Monetti, accoltellato a morte per rapina il 5 maggio 2007: ergastolo a Francesco Eramo, Maurizio Pergola e Fedele Paradiso, venticinque anni di reclusione per Roberto Lapiana, l’unico incensurato del gruppo al momento del fatto, al quale sono state riconosciute attenuanti.

ORLANDO

L’ultimo volo dello Shuttle

Ministro «responsabile»

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IL COMMENTO di Giovanni Bianconi nelle Idee&Opinioni

Como Vertice con il presidente Wulff. Che replica: problema limitato

Napolitano alla Germania: immigrati, regole comuni

TORINO

Per Saverio Romano, ministro all’Agricoltura in quota «Responsabili», è stata avanzata la richiesta di imputazione coatta. I pm entro dieci giorni dovranno formulare la richiesta di rinvio a giudizio

È partito con successo dalla base del Kennedy Space Center di Orlando, in Florida, la missione STS-135 che porterà per l’ultima volta uno Shuttle sulla stazione spaziale internazionale (Iss). A bordo dello Shuttle, ha spiegato in una nota l’Agenzia spaziale italiana, il modulo abitativo italiano «Raffaello», realizzato da Thales Alenia Space per conto dell’Asi

Proposta Il ministro: entro fine mese la decisione del governo stire noi. Ma non si può nascondere che vengono in Sicilia, in Italia perché è la porta dell’Europa più vicina a casa loro». Dunque, l’Europa deve darsi «una politica comune» sul fenomeno. A maggior ragione deve farlo, insiste, dato che c’è un’immigrazione comoda e ben accolta, quella dei cervelli e delle alte qualificazioni, e ce n’è una scomoda perché «illegale, riluttante a integrarsi, ma molto utile alla nostra economia». Insomma, per il presidente «sarebbe una stupidità dire che da noi l’immigrazione non crea problemi... Li crea di fronte a un’accelerazione dei flussi, dal 2 al 7 per cento in dieci anni». Che fare, anzitutto? «La via maestra è l’integrazione, è la distinzione tra immigrazione legale e illegale. La prima va accolta in base a regole e limiti sostenibili dal Paese. L’altra va combattuta con regole severe che comprendono respingimenti immediati ed espulsioni in base ad accordi con i Paesi di provenienza». Il ministro dell’Interno, Maroni, quasi in tempo reale, commenta con un apprezzamento: «Io sto con Napolitano. L’immigrazione la stiamo gestendo con le nostre forze, da soli, senza aiuti degli altri Paesi europei, ma non può esser considerato solo un problema italiano».

Marzio Breda © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maroni e il pacchetto sicurezza «Ora il potere torni ai sindaci» ROMA — Maroni ci riprova. La Consulta aveva smontato pezzo per pezzo il pacchetto sicurezza del 2008: in aprile aveva dato anche l’altolà ai sindaci-sceriffi e alle ordinanze in materia di sicurezza. Ieri da Gardone Riviera, dove si trovava per la firma del patto per la Sicurezza dell’area del Lago di Garda, il ministro ha fissato i tempi: «Entro fine luglio verrà portata in Consiglio dei ministri una proposta che mette ordine nella sicurezza urbana e che vede il coinvolgimento dei sindaci». Gli ampi poteri delegati ai primi cittadini avevano dato avvio a una stagione di ordinanze «creative». L’elenco è lungo: c’era quella emessa dal sindaco-sceriffo di Treviso Giancarlo Gentilini per rimuovere le panchine su cui si attardavano gli immigrati, quella per vietarne l’uso a Voghera a gruppi di più di tre persone dopo le 23, e tutte quelle contro i lavavetri, i clienti delle prostitute o per lo spray al peperoncino. Tre mesi dopo lo sentenza dei giudici costituzionali che, rispondendo al Tar del Veneto su un’ordinanza anti-accattonaggio, avevano dichiarato il-

legittima la «discrezionalità amministrativa» non limitata «ai casi contingibili e urgenti», il ministro ci ritorna su. Lo fa leggermente in ritardo sulla tabella di marcia che aveva già fissato: il 24 maggio al termine di un incontro con 19 sindaci a Parma, aveva annunciato «un decreto» entro la prima metà di giugno. Ora si procederà con un’altra modalità: «una proposta di legge» nelle

Interno Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato una proposta sulla sicurezza urbana che coinvolge i sindaci (Ansa)

«forme, nei limiti e nella cornice individuati dalla Corte costituzionale». Secondo il titolare del Viminale quella dei superpoteri è stata un’esperienza «assolutamente positiva». Dunque, ha aggiunto, «non c'è motivo per cui se una cosa dà risultati positivi, si ritorni indietro per via di qualche cavillo. Se è un cavillo, si modifica. Se ci sono delle obiezioni relative alla Costituzione, è un altro paio di maniche, ma stiamo trovando la soluzione». Subito al fianco del ministro si è schierato il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno che esorta il governo a far presto «poiché questa incertezza legislativa sta creando notevoli problemi sul territorio». Il sindaco leghista di Cittadella, Massimo Bitonci, tra i più attivi, rivendica i risultati delle ordinanze e ne chiede il ripristino.

Melania Di Giacomo © RIPRODUZIONE RISERVATA


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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Il caso Dopo l’arresto di undici dirigenti del Comune

La scheda

Parma l’elegante adesso si ribella E chiede Mani Pulite

Gli arresti Il 24 giugno scorso undici tra alti dirigenti del Comune di Parma, funzionari e imprenditori sono stati arrestati per tangenti negli appalti pubblici Le proteste Scoppia la rabbia dei cittadini, assediato il municipio: chiedono di essere liberati da una casta corrotta

Denunce e fiaccolate anticorruzione È ovvio che il precedente che viene alla mente non può che essere Milano e la stagione di Mani Pulite iniziata nel ’92. A Parma, infatti, mutatis mutandis sta succedendo qualcosa del genere: la politica è in mora e si è creato un circuito di consenso diretto tra magistratura e opinione pubblica. Dal 24 giugno scorso, giorno in cui sono stati arrestati per tangenti negli appalti pubblici in un colpo solo ben 11 tra alti dirigenti del Comune, funzionari e imprenditori, è scoppiata una piccola rivolta anticorruzione. Il copione in fondo è semplice: i cittadini sono stanchi di piccole e grandi malversazioni e chiedono ai giudici di fare piazza pulita, di aiutarli a liberarsi di una casta fastidiosa e costosa. La sera stessa in cui in città si era sparsa la notizia del clamoroso blitz la ribellione si è espressa con un vero e proprio assedio al municipio, un centinaio di persone che scandivano a gran voce la richiesta di dimissioni del sindaco, Pietro Vignali, individuato come il responsabile del malcostume amministrativo. Vignali nella circostanza se la cavò uscendo da una porta secondaria ma l’avversione popolare lo sta inseguendo da allora. Nei giorni successivi, in-

perché capisce che una volta perso il pallino non lo ritroverà più ma il cortocircuito che si è creato tra magistratura e opinione pubblica forse va ben più in là dei pur importanti destini politici del primo cittadino. Era dal ’75 e dalle manifestazioni che in città ricordano come «le lenzuolate» che non si vedevano centinaia di persone in piazza a protestare per le scelte del Comune ed è evidente come la contestazione, che va al di là del perimetro dell’opposizione, investa almeno simbolicamente l’intera classe dirigente parmigiana. Sui difetti di Parma e la leggerezza di una borghesia cittadina che non ha saputo

prendere in mano il suo destino l’aneddotica è ricca. Le barzellette arrivano a raccontare persino le differenze tra un cane parmigiano piuttosto tronfio e incline all’autocompiacimento e un cane piacentino più diffidente ma al tempo stesso più attento a non perdere l’osso che sta addentando. Quello che su un piano più concreto si può dire è che Parma non è mai stata un contado ma non è mai diventata una capitale. I reggiani sono concreti e morigerati, i concittadini di Vignali sono più attenti alle belle parole, ai vestiti eleganti e agli inchini. Un esempio su tutti: pensate che in città ci si sia battuti il

In piazza Fiaccolata anticorruzione a Parma. L’altro ieri sera, un centinaio di cittadini è sceso in strada per chiedere le dimissioni del sindaco (foto Melegari)

petto perché una multinazionale del valore di Parmalat stava passando ai francesi senza che gli imprenditori italiani si fossero mossi per tempo (e spendendo così,

Il sindaco Pietro Vignali (foto), considerato il responsabile del malcostume amministrativo, non intende dimettersi

tutto sommato, poco)? Tutt’altro mentre a Roma e Milano si parlava, purtroppo a vanvera, di cordate nazionali, a Parma le cose erano guardate con disincanto misto a cinismo. La città del resto non ha mai amato Enrico Bondi, il manager venuto da fuori, restio ai salamelecchi e più incline alla bonifica dei conti aziendali. Persino il film del regista Molaioli («Il gioiellino»), dedicato a raccontare il crac Parmalat, in città lo si è visto per poche sere. E nei bar lo si è criticato a sangue. Un’altra città avrebbe fatto le barricate per un’azienda che volenti o nolenti porta nel mondo il suo nome, Parma no. Troppo ricca e cinica per nutrire passioni, dicono. E del resto basta partecipare a un dibattito nelle associazioni industriali per capire come lo spirito d’impresa e l’amore per il rischio abbiano traslocato. Le giovani generazioni non hanno voglia di soffrire, si sostiene, e i figli degli imprenditori meno che mai. Eppure da fare ce ne sarebbe tanto. Se non altro, almeno della sua meravigliosa food valley Parma potrebbe essere la degna capitale. I grandi marchi del cibo locale fortunatamente camminano per la loro strada nonostante la Grande Crisi. La Barilla guarda agli Stati Uniti e pensa addirittura di sbarcare in Cina con un progetto innovativo. Il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano e il mitico Prosciutto hanno realizzato nelle esportazioni del 2010 performance da capogiro. Ma potrebbero

Il procuratore Gerardo Laguardia: molti cittadini si stanno facendo avanti presentando esposti e segnalando episodi di corruzione e concussione

Lo scontento I cittadini sono stanchi di piccole e grandi malversazioni e chiedono ai giudici di fare piazza pulita e di aiutarli a liberarsi della casta

fatti, «l’estate dello scontento parmigiano» è continuata con un fenomeno che si può documentare con le parole usate ieri dal procuratore di Parma, Gerardo Laguardia. «Molti cittadini si stanno facendo avanti presentando denunce ai nostri uffici e segnalando molti episodi di corruzione e concussione». Di conseguenza gli inquirenti parmigiani — è sempre Laguardia che parla — avranno «da lavorare per molto tempo» perché le denunce dal basso richiedono opportuni controlli, verifiche e indagini. Nel frattempo dal procuratore si è venuto a sapere che parecchi tra gli arrestati stanno collaborando con la giustizia e quindi il materiale a disposizione degli inquirenti non manca. Anzi, rischia di tracimare. In una condizione del genere la politica locale appare come sospesa nel vuoto, privata della sua legittimità sostanziale e ridotta a puro simulacro di micro decisioni amministrative. Vignali che fino a poco tempo fa era considerato l’enfant prodige di un centro-destra civico, e per questo destinato a luminosa carriera, non ci sta a innestare la retromarcia. Non ha intenzione di dimettersi

fare ancora e meglio. Del resto se non siamo capaci di esportare il cibo, la nostra «dolce vita» come recita uno slogan della Confindustria, tanto vale dimettersi dall’economia globale. Così messe da parte le belle ambizioni un pezzo significativo della società parmigiana sembra dedito ai traffici, agli affarismi, ai subappalti. Alla mediocrità di tangenti tutt’altro che milionarie ma diffuse, alla volgarità di pressioni coordinate e continuative sul capo dei vigili urbani per ottenere che i suoi sottoposti chiudessero prima un occhio e poi l’altro. E che si facessero strumento dell’ordinaria corruzione. «Il telefono dei vigili era rovente per le richieste» ha raccontato Laguardia. Ci avviamo ad avere a Parma una piccola Repubblica giudiziaria? Chissà. Di sicuro il blitz degli undici arresti una sua simbologia ce l’ha: i magistrati l’hanno fatto scattare poche ore dopo la conclusione della festa di San Giovanni (23 giugno), giorno che i parmigiani tradizionalmente consacrano al culto dell’abbondanza e non solo.

Dario Di Vico © RIPRODUZIONE RISERVATA


24 Cronache

Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

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Milano Le indiscrezioni emerse dalla riunione di ieri sul salvataggio dell’ospedale

La vicenda

San Raffaele, mossa di don Verzé «Lasciatemi tutti i poteri» Il prete manager chiede due posti in più per i suoi fedelissimi MILANO — È alla resa dei conti, ma don Luigi Verzé s’arrende a fatica. Il fondatore del San Raffaele, il colosso sanitario di Milano travolto da quasi un miliardo di debiti, spera di riuscire a non farsi scavalcare (troppo) dagli uomini che, in nome della Santa Sede e di una charity internazionale, sono chiamati a traghettare l’ospedale fuori dalla crisi economica. Il prete manager tenta fino all’ultimo di mantenere i poteri, con al fianco almeno due delle fedelissime, Gianna Maria Zoppei (sovrintendente sanitario) e Raffaella Voltolini (direttore generale dell’Università Vita Salute). È quanto trapela dal consiglio di amministrazione di ieri dell’Associazione Monte Tabor, vero centro di potere della galassia San Raffaele perché è qui che vengono nominati i consiglieri della Fondazione, quella, per intendersi, dove sono destinati ad entrare i quattro rappresentanti del Vaticano: il presidente dell’ospedale Bambin Gesù Giuseppe Profiti, il presidente dello Ior (la banca vaticana) Ettore Gotti Tedeschi, l’imprenditore Vittorio Malacalza e il giurista Giovanni Maria Flick. Al loro fianco ci saranno i due consiglieri dell’ente non profit internazionale finanziatore di un miliardo di dollari in

tre/cinque anni: il preside dell’ateneo Vita Salute Massimo Clementi e il docente di accounting della Bocconi Maurizio Pini. Il settimo consigliere resta, ovvio, don Verzé. E il prete manager non vuole, a quanto pare, mollare completamente la presa. Solo indiscrezioni, nulla di ufficiale. Ma, dicono i ben informati, dalla riunione di ieri del-

l’Associazione Monte Tabor sono uscite due raccomandazioni per il nuovo cda della Fondazione. Lasciare i poteri di firma a don Verzé e portare il numero dei consiglieri d’amministrazione da sette a nove. Un aumento di poltrone che permetterebbe al sacerdote di non rinunciare alle sue due fedelissime. Inutile sorprendersi. È il 14 marzo

2008 quando don Luigi Verzé, nel giorno del suo 88esimo compleanno, festeggiava la posa dell’Arcangelo San Raffaele, una statua di 8 metri per 32 quintali, destinata a svettare sopra i tetti di Milano: «Nel cielo, va’, San Raffaele e grida: "Tutto è possibile a chi crede in Dio, Padre e nel suo figlio, Verbo di Dio e nostro Signore Gesù Cristo"».

Tre anni dopo e con l’ospedale sommerso dai debiti, lo spirito del fondatore del San Raffaele resta lo stesso. Le raccomandazioni trapelate ieri non hanno, comunque, valore vincolante, anche se dell’Associazione rappresenta la cerchia ristretta dei collaboratori di don Verzé (conosciuti anche come Sigilli). «Tutti i consiglieri durano

Como

Milioni di danni per la frana «Milioni di danni» sul lungolago di Como, dopo la frana che l’altro ieri ha colpito il paese di Brienno, denuncia il sindaco «senza contare il ponte risalente all’epoca romana spazzato via». Molte le case danneggiate, 9 evacuati, nessun ferito. A destra una delle case sventrate dal fiume di detriti (foto Bettolini).

La struttura Il San Raffaele di Milano è stato fondato, negli anni 70, da don Luigi Verzé. Attualmente dispone di oltre mille posti letto e l’anno scorso ha registrato 53.700 ricoveri e 25 mila interventi chirurgici I debiti Il gruppo ospedaliero ha oltre 600 milioni di euro di fatturato, ma ha accumulato quasi un miliardo di euro di debiti Le proposte Due le proposte iniziali. Una di Giuseppe Rotelli, a capo del gruppo San Donato, che si era impegnato a versare subito 250 milioni in contanti. L’altra fa capo a una cordata composta dal Vaticano e da una charity internazionale. Don Luigi Verzé, la scorsa settimana, durante il cda della Fondazione Monte Tabor che governa il colosso ospedaliero, ha indicato quest’ultima come l’opzione preferita. Il rinnovo Per il 15 luglio è prevista una nuova riunione del cda. Sono stati indicati quattro nuovi membri espressione della Santa Sede e due espressioni di una charity internazionale

in carica tre anni — si legge in un documento riservato dell’Associazione, creata il 5 agosto del 1958 —. Il Fondatore Sac. Prof. Luigi M. Verzé è presidente a vita». Il suo cda è composto da undici fedelissimi, sui nomi dei quali viene mantenuta una riservatezza maniacale. Da un verbale datato 27 maggio 2010 è possibile, però, risalire ai loro nomi. Oltre a don Verzé, compaiono Giuseppina Rossi (vicepresidente), Gaetano Ingui, don Paolo Natta, monsignor Giuseppe Pellegrini, ragionier Enrico Pian, Mariarosa Rocca, Raffaella Voltolini, Gianna Zoppei, Laura Ziller e Mario Cal (il braccio destro storico di don Verzé, interro-

L’appuntamento Il prossimo consiglio di amministrazione della Monte Tabor si terrà il 15 luglio gato già due volte negli ultimi giorni dalla Procura). Gli undici fedelissimi rappresentano i depositari dell’Opera San Raffaele, ovvero i soci ordinari e i soci dedicati (questi ultimi sono i più potenti). Adesso la partita è aggiornata al 15 luglio, data del prossimo cda della Fondazione. All’ordine del giorno, le comunicazioni di don Verzé, la nomina del vicepresidente, i poteri di firma, il piano di ristrutturazione e varie ed eventuali.

Mario Gerevini Simona Ravizza © RIPRODUZIONE RISERVATA

Archeologia Cordata franco-napoletana: pronti 200 milioni

Il figlio di Sarkozy corre in aiuto di Pompei ROMA — «Troppa grazia, sant’Antonio...», mormora con l’ironia che lo caratterizza Andrea Carandini, grande archeologo e presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali. La «troppa grazia» è quella che sta per cadere sulle rovine di Pompei. Ai 105 milioni di euro di fondi europei veicolati sul ministero retto ora da Giancarlo Galan potrebbero aggiungersi altri 200 milioni che potrebbero arrivare da una cordata franco-napoletana. Dalla parte parigina si impegnerebbe la fondazione per lo sviluppo della Défense, di cui fa parte anche Jean Sarkozy, figlio del presidente francese. Dalla parte campana sta lavorando direttamente un consorzio di imprenditori che fa capo all’Unione industriali di Napoli. Non ci sono ancora indiscrezioni sui nomi degli imprenditori né delle ditte implicate. Chi ha partecipato alle riunioni a Parigi non parla ma si sussurra nei corridoi del ministero di nomi di grande richiamo. Nei giorni scorsi il capo di gabinetto del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ha tenuto un primo riservato vertice. Ma perché una fondazione francese su Pompei? Lo spiega Mario Resca, direttore generale per la Valorizzazione del patrimonio al ministero per i Beni culturali: «La legge francese prevede un notevole vantaggio fiscale per quei privati che

destinano denaro alla salvaguardia del patrimonio culturale, non solo in Francia ma nell’area europea. La detassazione arriva al 60%». A differenza dell’Italia dove i privati che vogliano impiegare le proprie risorse per la stessa ragione si fermano al 19%. Le imprese possono detassare il 100% ma in un momento di crisi come questo, non tutti possono compiere un’impresa del genere. Morale, nei giorni scorsi due esponenti del ministero (Marino Massimo De Caro, consigliere del ministro Galan, e Manuel Guido, strettissimo collaboratore di Resca) hanno

La «domus» Nella foto, la Domus dei Gladiatori di Pompei, dopo il crollo, a inizio novembre dello scorso anno. Nell’antichità ospitava gli allenamenti degli atleti (La Presse)

raggiunto Parigi per un primo vertice. Non c’è ancora certezza sulla formula legale ma i soldi ci sono e l’aspetto più interessante è proprio l’asse Parigi-Napoli, quasi la ripetizione di antichi legami culturali tra le due capitali ex borboniche. Pompei è un «brand» internazionale e collaborare al ripristino di una sua parte (dati ministeriali: 65 ettari di superficie, di cui 45 scavati ma visitabili solo per un terzo, un complesso di 15 mila edifici tra principali e secondari) è sicuro motivo di prestigio. Ma dov’è la «troppa grazia» di cui parla Carandini? Semplice, Resca annuncia che l’asse franco-napoletano dovrebbe portare «non solo denaro ma anche aiuti tecnici, uomini e competenza come ha fatto la fondazione Packard a Ercolano con grande efficacia». Ma ad Ercolano, sottolineano negli uffici della tutela, non esisteva un piano di tutela. Invece per Pompei esiste da tempo il cosiddetto «piano Cecchi», dal nome di Roberto Cecchi, segretario generale del ministero, storico fautore della «manutenzione programmata». Cecchi ha messo a punto interventi da qui al 2015, approvati proprio dal Consiglio Superiore per i Beni Culturali. Avverte Carandini: «Inutile sovrapporre tecnici e competenze non italiani, bisogna seguire il piano Cecchi. Altrimenti Pompei non si restaura, ma la si trasforma in una Babele per la confusione che potrebbe nascere da iniziative benemerite ma parallele»

Paolo Conti © RIPRODUZIONE RISERVATA


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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L’evento La due giorni nel Prato di Sant’Agostino con la regia di Francesca Comencini

Il commento

Libere e senza potere L’anomalia italiana di OLIVIA GUARALDO*

ILLUSTRAZIONE DI CHIARA DATTOLA

L

I 120 comitati delle donne a Siena Operaie e imprenditrici: 3 minuti a testa L’appello di «Se non ora quando». «L’ora delle proposte» Tornano in piazza le donne. Se il 13 febbraio era stata una prova generale di «cambiamento», oggi e domani a Siena è il momento (dicono) della concretezza. A febbraio la chiamata a raccolta era sull’indignazione. Ora è sugli strumenti concreti per cambiare le regole. Oltre mille donne hanno risposto all’appello di «Se non ora quando», nonostante programma e mete siano ancora imprecise. Lo stesso luogo di raccolta è già cambiato tre volte. Avrebbe dovuto essere Santa Maria della Scala, poi mentre i numeri aumentavano, è diventata la piazza del Duomo di Siena. Ora è il Prato di Sant’Agostino: ombreggiato e ampio dove verranno sistemate 1.200 sedie. Forti dell’onda che dalle piazze di febbraio ha raggiunto Milano, con una giunta comunale con sei donne e una vicensindaco, il Prato di Siena si prepara a raccogliere non solo «parole d’ordine». «Sarà la prosecuzione analitica di quello che è stato portato intuitivamente in piazza il 13 febbraio», dice la regista («Mi piace lavorare») Francesca Comencini che cura la regia della due giorni senese. Narrazione e linguaggio emotivo erano gli ingredienti della regia della piazza di Roma. A Siena ritornano. «Abbiamo alternato relazioni di contenuto simbolico ad altre di analisi e dati», racconta la regista. Il suo intervento, «Corpo, maternità, lavoro, relazione», preparato con la filosofa Fabrizia Giuliani, sarà accompagnato dal flusso di immagini montate come una composizione sinfonica. Sono corpi di donne nell’arte, nella cultura, nella scienza. Saranno se-

guiti dalla relazione di Laura Linda Sabbadini dell’Istat. Dati, freddi dati a inchiodare quello che le emozioni hanno raccontato. E poi ancora immagini. «Un video sulla rappresentazione del corpo femminile anticipa l’analisi dell’economista Tindara Addabbo», dice la Comencini. «Relazioni calde ed emotive e interventi freddi e analitici. È in quest’alternanza di caldo e freddo che, a Siena, fotograferemo la realtà, dando strumenti concreti. Ma mesco-

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Relazioni calde ed emotive e interventi freddi e analitici lando i due ordini di cose». Da protesta il movimento delle donne mette a Siena i mattoni per diventare lavoro. Costruzione dell’impalcatura su cui il corpo rappresentato, partito dall’indignazione (tema che continuerà anche in questi due giorni attraverso l’analisi della rappresentazione del corpo femminile) diventa corpo fisico: della riproduzione biologica, dei bambini e della loro crescita, della salute, della scuola, dell’assistenza. Lavoro ed economia, grandi temi che com-

prendono welfare, maternità, relazioni sociali, i grimaldelli per farsi spazio. E, partendo dai «bisogni delle donne», per dare alla società italiana la misura degli individui. Trovare gli strumenti per affrontare il precariato, la conciliazione tra il lavoro e i tempi liberi fatti di figli, nonni e il tempo per sé stessi non è solo questione femminile. Scuole e prospettive, sono questioni «giovani», li affronterà Sofia Sabatino, portavoce nazionale di Rete degli studenti. A trovare insieme le strade da percorre nei prossimi mesi ci sarà la voce di 120 comitati, donne e uomini. «Alle riflessioni si aggiunge l’ascolto», continua Francesca Comencini. «Ci siamo date appuntamento per ascoltare i comitati e le persone singole. Si tratterà di governare ciò che accade in maniera non prevedibile, anche se canalizzata con l’iscrizione. L’orchestrazione del desiderio di parola e di ascolto sarà quella del qui e ora. Ma saranno voci libere a cui si intervalleranno storie di tre minuti: imprenditrici, come Margherita Dogliani, operaie e politiche». Sul prato ci sarà la politica con Giulia Buongiorno, Livia Turco, Flavia Perina, il sindacato, con Susanna Camusso, l’arte, con Cristina Comencini e le «straniere» con Souheir Kathouda, presidente delle donne musulmane d’Italia. «Un grande gruppo su il prato di donne e uomini disposti a parlarsi. Ed è la regia più difficile», dice la regista. A loro, i gruppi, che hanno lavorato in questi mesi, il compito di segnalare e condividere che cosa bolle in pentola, come i venti

Negli Stati Uniti

Provider e major, patto anti pirati online ROMA — Tempi duri per i pirati informatici, per chi cioè scarica illegalmente film e musica da Internet. Così, almeno, negli Usa. I grandi Internet provider statunitensi, fornitori di servizi Internet, si stanno infatti attrezzando per individuarli e scoraggiarli, in una prima fase inviando degli «alert» di avvertimento, nei quali li si invita a smetterla di scaricare senza pagare. E, in una seconda fase, a tutti quelli che non avranno tenuto conto di questi messaggi di avvertimento, verrà rallentata la capacità di navigazione sul web, fin quasi a bloccarla, per impedirgli l’operazione di download. I provider

sostengono che il sistema degli «alert» di avvertimento avrà una funzione «educativa». Negli ultimi tempi sono cambiati molto i rapporti tra i big di Hollywood che forniscono i contenuti dei media e i «carrier», fornitori di servizi Internet. Fino a qualche tempo fa si trattava di entità completamente separate, con i provider che favorivano l’accesso gratuito ai media, adesso invece i «carrier» puntano a fare profitti vendendo musica e film dopo essersi accordati sul copyright con le major dei media. © RIPRODUZIONE RISERVATA

nuovi hanno spirato nelle città. Sui loro progetti si svilupperà la manifestazione di domenica. Proteste che a Siena promettono di trasformarsi in azioni. Come? Questo è il compito che si è dato il Prato di Siena.

Sul prato Previste 1.200 partecipanti provenienti Luisa Pronzato da tutt’Italia © RIPRODUZIONE RISERVATA

e istanze sollevate dalla manifestazione del 13 febbraio e, a seguire, l’incontro nazionale di Siena, non sono meramente «femminili» o «femministe», non riguardano solo le donne, ma hanno l’ambizione di parlare alla nazione. Uno dei video più efficaci che nelle scorse settimane circolava su internet diceva, per bocca dell’attrice Claudia Pandolfi: «Stavolta senza le donne non si governa». Quindi il messaggio non è rivolto solo alle donne, ma al paese intero, alla politica e ai suoi «custodi», tradizionalmente e permanentemente maschi. I quali, non da oggi, faticano a prendere piena coscienza di cosa significhi esattamente una democrazia paritaria, una democrazia che non soffra, costitutivamente, di un deficit di rappresentatività così lampante come quello che affligge il nostro paese. Forse però c’è stata, nel nostro paese, anche una reticenza femminile nei confronti del potere, una sorta di timore o rifiuto a confrontarsi con quello che Max Weber chiamava l’ambito del diabolico, ovvero la sfera della decisione e della responsabilità. Le ragioni di questa reticenza sono molteplici: da una parte ha contribuito senza alcun dubbio l’egemonia della cultura cattolica, che ha sempre visto nella donna una figura della cura, della conciliazione, dell’amore e della modestia. Dall’altra però anche una certa cultura istituzionale di sinistra non ha fatto molto per far uscire le donne dall’ambito tradizionale, cooptando ministre e deputate per incarichi sempre a vocazione femminile. Il femminismo storico, indispensabile e prezioso strumento di una crescita sociale e culturale delle donne in questo paese, dal canto suo, ha svolto un ruolo critico e trasformativo, ma allo stesso ha visto con diffidenza la politica tradizionale.

Ora siamo ad un punto di svolta, provvidenzialmente emerso a livello pubblico dopo i celeberrimi «scandali sessuali». Il femminile che da quelle vicende è emerso rappresenti un insolito ibrido: donne «libere» — forse figlie inaspettate del femminismo — che però (apparentemente) scelgono per sé ruoli straordinariamente tradizionali, perché nulla c’è di più tradizionale della concubina, che ora però si chiama escort. Ma cosa c’è di tipicamente italiano in tutto questo? La persistenza di una cultura «machista», spesso assecondata con benevolenza e condiscendenza, sia dagli uomini che dalle donne? La mancanza di una genuina aspirazione al potere da parte delle donne? La scarsa volontà della politica di aprire le porte alle donne? Tutti questi fattori sono presenti e decisivi, e a livello nazionale incidono maggiormente che in altri paesi, anche per una struttura sociale ancora per certi versi arcaica, poco disposta a negoziare i suoi presupposti, se non nelle forme di una resistenza localistica e identitaria alle trasformazioni globali. Che il potere sia, come diceva appunto Max Weber, la sfera del comando e del dominio, forse alle donne non va a genio ed è per questo che, in Italia, data la lunga tradizione femminista di critica consapevole e raffinata a quel tipo di modello, molte donne hanno rifiutato di confrontarsi con esso. Tuttavia — e questa è la sfida — fino a che le donne non entreranno nelle stanze della decisione, della responsabilità, delle «potenze diaboliche», non sapremo se il potere possa anche dirsi altrimenti. Ed è per questo che la sfida posta oggi alla politica, alle istituzioni, al paese intero dal nuovo movimento delle donne non può che riassumersi nella frase «Adesso senza le donne non si governa». (*filosofa) © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

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Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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Salute Emerse anomalie dopo le analisi dei Nas: più povere di calcio e altri sali necessari

Caraffe filtranti, primi indagati «Peggiorano la qualità dell’acqua» Accuse della Procura di Roma. I produttori: nessun rischio ROMA — Sulla guerra per l’acqua potabile (minerale o filtrata?) che ormai investe una decina di procure — da Torino a Sassari, passando per Terni, Velletri e Santa Maria di Capua Vetere — la prima iniziativa viene da Roma. Tre mesi dopo la denuncia di Mineracqua contro i marchi di caraffe filtranti Brita, Auchan e Viviverde (Coop), i magistrati romani hanno deciso l’iscrizione nel registro degli indagati dei produttori del filtro di ultima generazione, una sorta di depuratore in dotazione alle ormai popolari brocche filtranti che, dalla Germania dove sono nate, hanno ampliato la loro fetta di mercato. Malgrado la discreta fama di qualità delle acque di rubinetto nostrane, finora avrebbero venduto circa

I filtri Da uno studio della Sapienza emerge anche il problema del deterioramento del filtro un milione di esemplari complice un design accattivante e prezzi popolari. L’iniziativa del pm Mario Dovinola è supportata da una perizia eseguita dal nucleo antisofisticazione dei carabinieri il cui contenuto resta al momento segreto. La decisione assieme all’annuncio che per il momento non ci sono altri provvedimenti annunciati «non abbiamo previsto sequestro») si annuncia tuttavia controversa. Sia perché i produttori del filtro potrebbero essere più d’uno (quanti?) e non solo la tedesca Brita leader del settore ma anche perché tra i reati ipotizzati inizialmente — commercio di sostanze dannose alla salute, violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti, frode in commercio — quella di violazione delle norme sugli ali-

La scheda

La storia Le caraffe filtranti sono state create in Germania nel 1970. A inventarle è stata la Brita, ancora oggi azienda leader del settore. Mentre all’estero erano già diffuse, le caraffe sono diventate più popolari nel nostro Paese solo negli ultimi quattro anni. Gli esemplari venduti nel mondo sono 300 milioni. Oltre un milione quelli in Italia I costi Il prezzo di una caraffa varia dai 15-20 euro ai 40. A pesare maggiormente è il costo delle cartucce filtranti, che in media vanno sostituite dopo un mese di utilizzo: per una confezione da 3 pezzi si spendono tra i 12 e i 24 euro La campagna Coop I supermercati Coop hanno lanciato all'inizio dell’ottobre scorso una campagna promozionale per la loro caraffa filtrante Vivi Verde. Al centro dello spot, l’idea ecologista del «risparmio della plastica»: bere acqua del rubinetto (filtrata) eviterebbe l’acquisto di acqua in bottiglia, contribuendo al rispetto dell’ambiente. Testimonial della campagna, l'attrice comica Luciana Littizzetto

menti sembrava solo una fra le tante e neppure, forse, la più probabile. Esempio: dalla perizia commissionata qualche mese fa dal pm torinese Raffaele Guariniello risulterebbe altro. Che cioè il filtro delle caraffe non migliorerebbe la qualità dell’acqua di per sé potabile. Al contrario la impoverirebbe di calcio (ad esempio) e altri sali ai quali siamo abituati o che ci sono necessari. Dalle prove effettuate fra

settembre e novembre 2010 dai ricercatori dell’università La Sapienza di Roma, affiorava poi il problema del deterioramento progressivo del filtro. Inutile o addirittura dannoso? Inefficace o veicolo di colture batteriologiche? Insomma la questione è complessa. Intanto, alla notizia di un primo indagato per le caraffe filtranti Ettore Fortuna il presidente di Mineracqua, chiamata a difendere un business

di circa 194 litri pro capite all’anno (l’Italia è in vetta ai Paesi consumatori di minerale) dice: «Evidentemente il nostro esposto è fondato su analisi serie». Assistito dal suo le-

Le autorizzazioni Le aziende produttrici hanno le autorizzazioni ministeriali e del Consiglio superiore di sanità

L’esperta gale Giovanna Corrias, Fortuna segue l’evoluzione delle indagini anche in altre procure d’Italia (alcune delle quali hanno commissionato analisi approfondite al Cnr). Nei giorni scorsi Brita aveva reso noto di aver ricevuto l’autorizzazione alla divulgazione del parere del Consiglio superiore di sanità. Parere «che non rileva nessun rischio per la salute a seguito dell’utilizzo delle caraffe filtranti» si legge nel comunicato. I filtri delle caraffe, si era difesa Brita mesi fa, «dispongono delle autorizzazioni ministeriali di Germania e Austria». Ma a questo punto la vera preoccupazione è un’altra: l’iniziativa dei magistrati romani condizionerà le decisioni di altre procure?

Ilaria Sacchettoni isacchettoni@rcs.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Usate male possono essere anche dannose» MILANO — Esistono dei rischi per chi usa le caraffe filtranti? «Serve attenzione» avverte la dottoressa Claudia Chiozzotto, uno dei responsabili di Altroconsumo «se l’acqua vi rimane troppo a lungo, si possono sviluppare batteri e nitriti, potenzialmente pericolosi. Succede perché manca il cloro, batteriostatico. L’acqua va consumata in giornata. In alcuni ristoranti, abbiamo trovato nelle brocche perfino le "alghe" del batterio Pseudomonas aeruginosa». L’associazione Altroconsumo, che tutela i consumatori, aveva pubblicato già nel 2007 i risultati dei test realizzati sulle caraffe. «Le analisi della Sapienza hanno confermato le conclusioni a cui eravamo arrivati anni fa» ci informa Chiozzotto. «Queste caraffe sono inutili. L’acqua filtrata è

I consigli Meglio tenerle in frigo e consumare l’acqua in giornata per evitare lo sviluppo di nitriti e batteri meno dura, ma questo non è un vantaggio: la durezza dell’acqua ci aiuta, infatti, a proteggere il nostro sistema cardiovascolare. Inoltre, i filtri non riescono neanche a trattenere i residui piccolissimi di metalli pesanti come l’arsenico. La presenza nell’acqua corrente di nitrati o di sostanze inquinanti come i pesticidi, regolata per legge, di solito è nulla o limitata a poche tracce». Ma non ci sono vantaggi nell’uso delle caraffe? «Certo, il sapore e l’aspetto dell’acqua, meno torbido, migliorano grazie al filtraggio» continua «ma questo si può ottenere anche con piccoli accorgimenti casalinghi, per esempio facendola decantare in brocche di vetro per 30 minuti prima di servirla oppure conservandola in frigo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Weekend Allerta della Protezione civile: Bologna e Perugia le città più colpite. Attivato un numero verde del ministero e un sito web

Arriva il caldo torrido, sollievo solo fra una settimana ROMA — Non sono più le prove generali. Ora si fa sul serio. È arrivato il supercaldo, resterà con noi fino alla prossima settimana. La Protezione civile ha lanciato l’allerta per oggi e domani. Attese temperature percepite, cioè realmente avvertite dal nostro corpo e non solo segnate sui termometri, tra 32 e 36 gradi, specie domenica. I livelli di attenzione sono di terzo e secondo grado e prevedono l’attivazione di un piano basato su un coordinamento di in-

36 terventi. Dal Comune alle Asl, dalle associazioni di volontariato alle forze dell’ordine. Dieci le città bollenti. Le più colpite sono Bologna e Perugia. Seguono Bolzano, Brescia, Verona, Firenze, Pescara, Roma, Rieti, Palermo. Le

ondate di calore però non fanno paura. Dopo le criticità e le morti del 2003, anno caratterizzato da una canicola estiva ai massimi livelli (20 mila decessi in più rispetto alle stagioni normali in Italia), i go-

Non solo in Italia Nella foto, alcuni bambini giocano in una fontana vicino al Cremlino. A fine giugno, il termometro a Mosca ha toccato i 31 gradi (Zemlianichenko)

verni si sono attrezzati per fronteggiare l’emergenza e risparmiare in termini di vite umane, ricoveri in ospedale e malori. Mediamente nei mesi torridi circa 2-3 mila persone cedono con esiti fatali all’ag-

gressione del gran caldo, quasi sempre sopra i 75 anni e già malate. Aumentano i rischi per la salute e bisogna difendersi e proteggere i fragili: bambini e anziani. Il ministero da ieri ha atti-

gradi la previsione sulla temperatura percepita

Domani Corriere Salute I lettori troveranno un dossier su quali precauzioni adottare per preparare, conservare e trasportare gli alimenti, garantendo qualità, igiene e sicurezza. Approfondimenti su www.corriere.it/salute

vato il numero verde 1500, in funzione dalle 8 alle 18 tutti i giorni, compresi i festivi. Rispondono operatori formati per indirizzare e consigliare i cittadini in difficoltà. Informazioni si possono trovare anche sul sito www.sanita.gov. Verranno diffuse istruzioni «per affrontare la calura estiva con intelligenza». È fondamentale una buona idratazione, almeno due litri d’acqua al giorno anche senza che se ne avverta il bisogno. Per il dietologo Eugenio Del Toma «la quantità di liquidi necessaria è individuale. Dipende da quanto ci si muove e dal tipo di alimentazione. Chi mangia molta frutta e verdura può tenersi sul litro e mezzo. Gli anziani è meglio che si orientino sui 2 litri». È consigliato scegliere acqua con minerali che aiutano a reintegrare l’equilibrio idrico come sodio, potassio, calcio, magnesio. Il ministero suggerisce pasti leggeri e frazionati durante l’arco della giornata. Francesco Leonardi, presi-

dente dell’Associazione dietologi (Adi) consiglia i piatti unici a base di riso o pasta con legumi, ortaggi e olio extravergine d’oliva: «In alternativa, ridotte porzioni di pesce o carne. Abbondare in frutta e verdura. Parsimonia con grassi e proteine». Tra le regole: evitare di uscire tra le 11 e le 18, aprire le finestre solo la sera, usare correttamente ventilatori e condizionatori. Mai esagerare col freddo in casa e ufficio per contrastare il disagio. Il livello ottimale per il benessere fisiologico è 24-26 gradi. Un pensiero corre agli episodi di poche settimane fa, bambini dimenticati in macchina dai genitori e morti per il surriscaldamento. Il ministero ricorda di non «lasciarli anche per poco tempo nell’auto chiusa in sosta perché la temperatura nell’abitacolo si innalza rapidamente» anche se l’aria non è bollente. Lo stesso vale per gli animali.

Margherita De Bac © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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Viaggi

Dolce vita

Moda

Benessere

Il misticismo della vacanza nelle Marche

La colazione diventa slow e «intelligente»

Gli occhiali da diva (del muto)

Peeling e cure per un’estate a piede libero

di Carlotta Lombardo

di Marisa Fumagalli

di Michela Proietti

di Rossella Burattino

Sentimenti

Coppie in crisi TE M Come salvarsi? Il bestseller e il «metodo» per restare insieme

PI È LI B E RI

di MONICA RICCI SARGENTINI un giorno come tutti gli altri, state facendo colazione con la vostra famiglia, il sole splende e i bambini sorridono. Poi accade l’irreparabile. Lui vi prende da parte e vi dice: «Non ti amo più, non sono neppure sicuro di averti mai amata. Vado via: i ragazzi capiranno». Cosa fate? Vi arrabbiate e piangete tutte le lacrime di cui siete capaci? Lo assecondate e gli mettete le valigie sul pianerottolo? Assolutamente no è il consiglio che si sente di dare Laura Munson, un’americana che ha scritto un libro sulla sua crisi matrimoniale, diventato un bestseller negli Stati Uniti e che ora sta avendo grande successo nel mondo. «A chiunque si trovi in quella situazione — spiega al Corriere — io dico non andate nel panico, soprattutto non fate le vittime. A volte la soluzione migliore è guardarsi dentro invece di dare ultimatum». La crisi per Laura è arrivata nel 2008 quando il suo partner, dopo 20 anni di matrimonio e due figli (8 e 12 anni), le ha detto che voleva andarsene di casa. Lei non ha voluto credergli e gli ha chiesto di rimanere promettendogli di lasciargli tutto lo spazio che voleva. «Io lo conoscevo, è un uo-

Stili di vita viaggi tecnologia benessere

Ancora insieme Victoria e David Beckham con i figli Brooklyn e Romeo. Sono sposati dal 1999, hanno superato diverse crisi e lei ora è in attesa di una bambina

Il marito le dice: «Non ti amo più». Lei incassa e gli dà tempo per riflettere E alla fine vince. «Imporre l’ultimatum non serve» Il libro L’autrice Laura Munson e il marito (nella foto qui sotto) nella loro casa in Montana nel 2001 prima della crisi

Bestseller Laura ha scritto un libro su come è riuscita a salvare il suo matrimonio che è diventato un bestseller nel mondo

mo fantastico, non era da lui dire una cosa del genere. Sapevo che aveva problemi di lavoro e ho pensato a una crisi personale». È come quando i bambini, spiega lei nel libro, vengono presi dalla furia e dicono ai genitori «ti odio», sono solo parole, di solito non ce l’hanno davvero con papà e mamma, magari è successo qualcosa che li ha infastiditi a scuola. La storia ha un lieto fine. Dopo sei mesi di notti passate con il letto vuoto, senza notizie, con il telefono che non squilla e gli sms che non arrivano, nella fattoria del Montana dove i Munson vivono tornerà la serenità. E un anno dopo, proprio grazie a questa vicenda, Laura scriverà il libro della sua vita gettandosi dietro le spalle i 14 romanzi restati nel cassetto per mancanza di un editore: Questa non è la storia che voi pensate: una

stagione di felicità inaspettata che in Italia uscirà nella primavera del 2012 per Dalai. Succede in America. Succede in Italia. Agnese Bartoli e Giacomo Birindelli, 47 e 48 anni, stanno insieme da un quarto di secolo e hanno una figlia adolescente, Veronica. Oggi il loro rapporto è solido e felice tanto che alla fine del 2010 si sono sposati. Ma nel 1999 ha rischiato di lasciarsi: «Quando nostra figlia aveva quattro anni — racconta Agnese — Giacomo si è innamorato di un’altra donna, non sapeva che fare e da subito me ne ha parlato. Abbiamo deciso di non dire nulla alla bambina e dopo un anno io gli ho chiesto di andarsene per chiarirsi le idee». Nonostante il dolore la coppia collabora. Lui arriva a casa la mattina all’alba prima che la piccola si alzi e la porta a scuola, tre volte la settimana si cena tutti insieme. Si preserva, insomma, un’apparente normalità. «A quel punto — dice Agnese — ho analizzato il rapporto, ho capito le cose che non funzionava-

no, sul dolore ho costruito un nuovo modo di vedere la mia vita. Non ero più quella che supplicava il ritorno ma una donna solida. Lui si è vissuto la sua cosa. Alla fine si è reso conto che non era quello che cercava e mi ha detto che voleva tornare. E ora il nostro rapporto è diventato più solido, direi adulto». I divorzi nel Belpaese aumentano, sono triplicati negli ultimi 20 anni, ma a volte si arriva troppo presto in tribunale. «Un 30% delle separazioni sarebbero evitabili — dice Gian Ettore Gassani, presidente dell’associazione Avvocati matrimonialisti italiani — conosco tante storie di persone che si lasciano amandosi perché non riescono a mettere da parte l’orgoglio. Io dico se volete salvare il vostro matrimonio non varcate la soglia dello studio di un avvocato perché da lì indietro non si torna». È assolutamente d’accordo Alessandra Lancelotti, psicologa e life coach (allenatore motivazionale): «La crisi è un’occasione di ringiovanimento della coppia. Un tradi-

Uniti Sarah Jessica Parker e Matthew Broderick: dopo la crisi hanno avuto due gemelle

mento è un segnale, come avere la febbre. Gli avvocati tendono a drammatizzare. Invece non bisogna sbranarsi l’uno con l’altro». La ricetta è ovviamente soggettiva. «Ma è importante — aggiunge — cambiare il tran-tran quotidiano. Se lei è teledipendente faccia lezioni di tango». La fuga, in verità, è la scelta più facile. «La tendenza è attribuire all’altro delle responsabilità che partono da noi — dice Claudia Crescenzi, amministratore delegato dell’azienda di coaching Growbp — e allora pensi di non amare più la persona. Bisogna, invece, chiedersi: cos’è che mi serve?». Per la psicoterapeuta Gianna Schelotto che ha appena scritto un libro sulla coppia Noi due sconosciuti «i divorzi sono in aumento perché non si ha più la capacità di affrontare le difficoltà. Dietro il tradimento c’è l’idea che quello che non si ha sia perfetto. Ma tante volte vedo persone che fanno il salto nel buio e poi si pentono. Bisognerebbe attenuare questa tendenza consumistica per cui morto un papa se ne fa un altro». msargentini@corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Viaggi

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Estate 2011 Itinerari dell’anima

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Pellegrinaggi Quiete e storia all’abbazia cistercense Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra, in provincia di Macerata

Mistiche Marche La visita del papa, il prossimo 11 settembre, è l’occasione per rispolverare antichi itinerari di fede che si snodano fra i santuari e le 200 chiese romaniche

Da Fiastra alla basilica-fortezza di Loreto, sulle tracce di un nuovo misticismo. Poi in Umbria, dove i monasteri trasformati in relais sono isole di pace Gigantesche Le stalagmiti delle Grotte di Frasassi

n viaggio nei luoghi dello spirito è un viaggio antico e moderno. Antico quanto i monasteri, che hanno sempre aperto le porte a pellegrini e viandanti. Moderno, perché abbazie e conventi sono mete crescenti di visitatori desiderosi di silenzio e riposo. Soprattutto interiore. Del resto, ogni anno, sono circa 35 milioni gli italiani che viaggiano alla scoperta dei santuari e monasteri italiani (circa 100 mila chiese e oltre 1700 santuari), incrementando un turismo, quello religioso, che non conosce crisi. E se i pellegrini si aggirano attorno ai 14 milioni, a comporre gli altri 21 sono coloro che, nella ricerca di eremi antichi e natura selvaggia, includono volentieri suggestioni più culturali. Sulle tracce di un nuovo misticismo, ecco i percorsi più belli tra Marche e Umbria. Tra sacro e profano. Tra chiostri e foresterie «O tu che passi per la via, rallegrati che vicina è l’abbazia». Per secoli questa indicazione segnaletica ha indicato la retta via ai viandanti, annunciando loro un sicuro rifugio dai pericoli del viaggio. Oggi che quella scritta (e le insidie di un tempo) non ci sono più, l’Abbazia di Fiastra, a sud di Macerata, non ha smesso di attrarre turisti in cerca di quiete e bellezza. Con la sua storia, i suoi monumenti e un paesaggio che invita al raccoglimento, le Marche sono da sempre luogo di pellegrinaggi. E non è un caso se, dal 3 all’11 settembre, proprio le Marche ospiteranno il Congresso Eucaristico Nazionale (con visita del Santo Padre, l’11 settembre, ad Ancona). Accanto a musei, castelli e teatri storici, il patrimonio culturale della regione è ricco di beni monumentali religiosi: migliaia di chiese (di cui 200 romaniche), 183 santuari e più di 90 abbazie e monasteri, alcuni irrinunciabili. Il Monastero di Santa Croce di Fonte Avellana, a Serra Sant’Abbondio, è uno di questi. Si visitano i piccoli chiostri (usati come scriptorium, biblioteca, refettorio), le antiche celle dei Camaldolesi (che ancora conservano le finestrelle per il passaggio dei viveri) e volendo ci si ritira nella foresteria adiacente (tel. 0721.730261, www.fonteavellana.it). Dall’alto dei suoi 700 metri, la vista spazia sulla Valle del Cesano e sulla distesa di querceti, carpini neri e aceri. Un pae-

saggio che invita alla scoperta delle strette Gole che da Acqualagna serpeggiano attraverso i calcari erosi dal vento, del castello Brancaleoni che domina dall’alto Piobicco, del ciclo di affreschi trecenteschi della gotica Chiesa di San Francesco, a Cagli, o delle spettacolari Grotte di Frasassi, vicino a Genga, che sembrano sculture scaturite dall’estro di un artista, con gigantesche stalagmiti, aghetti serrati tra arabeschi di cristallo e lance di alabastro che pendono da volte maestose. L’entroterra del Conero Ai capolavori della natura, fanno da contrappunto quelli dell’arte. E l’entroterra del Conero ne è uno scrigno prezioso. Per rendersene conto basta arrivare a Loreto, un pezzo di Roma cinquecentesca incastonato nelle colline marchigiane. Ancora prima di salire al borgo appare in lontananza l’imponente cupola della città-santuario, che ogni anno accoglie milioni di pellegrini per rendere

omaggio alla Madonna Nera. La maestosa basilica-fortezza racchiude la Santa Casa di Nazareth, con tanto di mura e bastioni utili a difendere quella che, secondo la tradizione, fu la stanza in cui Maria ricevette l’Annunciazione dall’angelo. Dieci minuti d’auto ed ecco Recanati, dove tutto parla di Leopardi: dalla piazza a lui intitolata, alla torre antica cantata nel Passero Solitario, dal Monte Tabor (il celebre colle de L’Infinito), alla Piazza Sabato del Villaggio (dove si trova la casa natale del poeta) fino al Palazzo Leopardi. Quattordici sono i castelli di Jesi, piccoli borghi chiusi da alte mura, dove si rifugiavano gli abitanti durante le incursioni dei pirati.

Non solo arte Gole di Acqualagna e grotte di Frasassi: i capolavori della natura fanno da contrappunto a quelli artistici


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bate, la città di Umbertide conserva un altro gioiello medievale: l'Abbazia di San Salvatore, o Badia di Montecorona, dalla suggestiva cripta divisa in cinque navate con tre absidi e volte a crociera, sostenute da colonnine che lasciano presumere la preesistenza di un luogo di culto pagano. Volete dormire in un monastero del XII secolo trasformato in relais? Allora il posto giusto è La Preghiera, a Calzolaro (tel. 075.9302428), vicino a Montone, piccolo e (quasi) inaccessibile borgo medievale. La sua posizione (è arroccato su un colle) lo ha preservato dal turismo di massa, ignaro della bellezza racchiusa all’interno delle possenti mura che lo cingono. Strette e tortuose vie, con scalinate e terrazze di eccezionale impatto panoramico, lo percorrono in ogni senso in un susseguirsi di architetture sovrapposte, archetti rampanti che si aprono su piccole piazze. Difficile proporre itinerari prestabiliti: meglio lasciare a ognuno il piacere della scoperta di siti imprevisti. Il consiglio, però, è quello di non perdere il corteo in costume d’epoca nella settimana antecedente il Ferragosto, concedendosi una sosta in quella che un tempo fu l’ultima dimora del condottiero Braccio Fortebraccio, nel ’400, oggi Locanda del Capitano. Gli ospiti possono farsi accompagnare ai laboratori della ceramica di Deruta e nei frantoi umbri, anche a cavallo.

Si pongono a ferro di cavallo sulle colline della vallata di Jesi uniti dalla strada del Verdicchio, uno dei grandi vini marchigiani. Ma i doni di questa bella città d’arte in provincia di Ancona sono molti. Basta varcare la porta d’ingresso e oltrepassare le strepitose mura medievali per scoprire il portamento signorile e l’anima cordiale di una cittadina ricca di opere d’arte: i capolavori del genio inquieto di Lorenzo Lotto (alla Pinacoteca Civica), i soffitti affrescati con scene mitologiche del Teatro Pergolesi o il fascino pacato del quartiere medievale, che si sviluppa intorno a via Pergolesi. L’Alta Valle del Tevere in Umbria

Silenzio, si dorme Dormire a «La Preghiera», nel borgo medievale di Montone E a Serra Sant’Abbondio nella foresteria dei camaldolesi

Castelli, pievi e abbazie disseminate in un’area di poche centinaia di metri quadrati parlano in tutta l’Alta Valle del Tevere, in Umbria, di un intenso passato religioso e artistico. Il consiglio migliore è quello di non avere fretta. Solo così si scopre, ad esempio, che tra un rincorrersi di collinette e dolci declivi si cela una delle più stupefacenti architetture religiose medievali dell’Umbria: l’Abbazia di Santa Maria in Val di Ponte, detta anche di Montelabate. Questa chiesa-fortezza posta a presidio della Cristianità lungo l’arco che s’incurva sulla dorsale dell’Appennino conserva un chiostro duecentesco con piccoli archi a sesto acuto sorretti da colonne, ora rifinite, ora nude, con capitelli ornati di fogliame e figure geometriche (visite su prenotazione, cell. 335.8149566). È proprio grazie alla ricchezza artistica racchiusa tra Perugia e Città di Castello, che questo lembo di terra si è guadagnato l’appellativo di «Valle Museo». A 23 km a nord di Montela-

Medioevo Festa e abiti d’epoca al borgo di Bevagna, in Umbria, considerato uno dei più belli d’Italia

Nella terra di San Francesco All’inizio del Duecento, quando San Francesco la vide, la cappella della Porziuncola era quel che il suo nome suggerisce: un semplice oratorio costruito in un luogo solitario. Fu qui, che il Poverello d’Assisi preferì vivere e morire, sulla nuda terra, nel 1226. Ancora oggi la Porziuncola appare nella forma elementare che gli venne data quando fu costruita coi sassi del Subasio; all’esterno la coprono splendidi affreschi, tutt’intorno l’interno ampio e solenne della Basilica di Santa Maria degli Angeli, ai piedi di Assisi, che la custodisce. Parte da questo luogo di culto l’itinerario alla scoperta della zona a sud di Assisi, e che include tentazioni più profane. La gola, in Umbria, chiama quanto lo spirito. Non perdete il Museo del Vino di Torgiano, che ha fama di essere tra i più completi al mondo, con brocche «bevi se puoi» (boccali da divertissement di cui si doveva indovinare il verso di bevuta), anfore, torchi, misure da osteria, attrezzi da cestaio e la celebre Coppa di Jean Cocteau. La tappa successiva è a Bevagna, città dell’Olio e del Vino e uno dei Borghi più Belli d’Italia, dove è bene giungere con i tacchi bassi per il suo lastricato irregolare. Tutt’intorno, il panorama di vigneti e ulivi è lo stesso che accoglie Montefalco (culla del Sagrantino), e Trevi, accucciata come una chiocciola, a 425 metri, su un contrafforte del Monte Serano.

Carlotta Lombardo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Last minute Le migliori proposte per un viaggio conveniente

Ungheria

La Budapest underground da scoprire nei Romkocsma La chiamano Romkocsma mania: i Romkocsma, i pub nelle rovine, sono il centro della vita underground di Budapest. Sulla terrazza dei Grandi Magazzini Statali Centrum Corvin c’è Tetto Corvin, con artisti ungheresi e stranieri. Pacchetto volo + hotel per 2 persone (2 notti) 181 e Da Orio al Serio il 27 agosto, rientro il 29, tel. 840000288

Verbania

Cena e percorso benessere «Sparty» sul lago Maggiore Un’idea originale per una sera di benessere e sana cucina? Da Aquavitae Wellness & Spa a Ghiffa, piccolo borgo su una terrazza naturale sul Lago Maggiore, si può prenotare l’intera spa per una cena tra amici, saune e bagni di vapore. Residenza Dolce Vita, Ghiffa (Vb), 390 e per 4 persone Info: tel 0323.59658, www.residenzadolcevita.com

Toscana

Mare pulito e cucina tradizionale Maremma con l’anima «bio» Mare pulito, cucina semplice, tradizione: la Maremma, tra le mete migliori al mondo per il New York Times, si può scoprire al Montebelli Country Hotel di Caldana, tenuta di 100 ettari a coltivazione bio. A pochi metri dal mare. A luglio 80 e a testa, in b&b con centro benessere Info: tel. 0566.887100, www.montebelli.com

a cura di

Ca. Lo.


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La Dolce vita/1

La veneziana Quella di Massari è «intelligente»: pochi grassi (130 calorie), ben lievitata, sazia alla vista

Colazioni a ritmo lento

Le confetture Quelle con zucchero al 25%, evitando il burro. Lo yogurt? Naturale e non pastorizzato

Se la brioche è intelligente

La «tortilla» di patate (all’italiana)

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Pochi grassi e solo 130 calorie

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taliani (metropolitani) in vacanza. Osservateli, all’ora del breakfast: molti non sembrano più loro, segnati dalla metamorfosi gastronomica. Il frettoloso cappuccino con brioche, preso al volo al bar sotto casa o sotto ufficio, lascia posto alla tavola imbandita, al ritmo lento della prima colazione, ricca, varia, bulimica (raramente) o dieteticamente equilibrata. Il cibo conta, ma la tempistica è fondamentale. Lo sa bene Iginio Massari, fondatore dell’Accademia italiana dei maestri pasticceri, che, nella carta della sua Pasticceria Veneto, il tempio del dolce a Brescia, alla voce «Colazioni», ne indica tre: da 10 minuti, da 15, da 25. Variano il menu e il prezzo, ma, alla base, c’è il tempo che il cliente può investire. «Esso si dilata durante i weekend e in vacanza — osserva Massari —. Sennò, cappucci-

Variazioni sul tema Il rito del cappuccino: in Sicilia la variante è la granita di caffè con panna (foto Pizzochero)

no e brioche o cornetto, croissant, veneziana, eccetera, restano il punto fermo della prima colazione all’italiana. Basti dire che l’industria ne sforna, ogni giorno, 25 milioni di pezzi. A livello artigianale, siamo a 1 milio-

Slow D’estate cambiano i menu

La ricetta di Allan Bay

ne e 400.000». Ettore Bocchia, chef executive del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio — clientela italiana e internazionale — spiega che il breakfast è ormai il pranzo principale della giornata. «Tutti gli ospiti dell’albergo, la mattina, passano ai tavo-

Gli chef

Iginio Massari Guida la «Pasticceria Veneto» (Bs). Nel «Relais Dessert», tra i primi 100 pasticceri del mondo (in alto) Ettore Bocchia Chef del Villa Serbelloni (Bellagio): 1 stella Michelin

li del Salone Reale dove viene servita la prima colazione — racconta —. Il lunch, spesso, si salta». Fatto sta che, al Serbelloni, ben 3 cuochi sono alle prese con la preparazione del breakfast. Il buffet, trionfale, è lungo 14 metri: dai cornetti, alle confetture, alla macedonia di frutta fresca, allo yogurt («in vasetto di vetro, naturale, non pastorizzato, senza zuccheri, prodotto da un artigiano di Chevrio, in collina, sopra Bellagio»), ai formaggi, ai salumi, selezionati, alle uova. «Gli ospiti stanno a tavola come minimo un’ora — dice Bocchia -. È il momento in cui le famiglie, riunite, si nutrono e dialogano». Puntualizza lo chef: «Anche se l’offerta è ricca, c’è attenzione nella scelta delle vivande. Il menu ipercalorico generalmente viene evitato». È d’accordo il pasticcere Massari, che ha scritto molto sull’argomento (Il suo libro, fresco di stampa è «Non solo zucchero», primo di una serie di volumi). «Oggi le persone tengono molto alla salute e all’estetica — afferma —. E in vacanza, per quanto ci si rilassi, difficilmente si va fuori controllo alimentare». Quante calorie per una prima colazione equilibrata? «Non oltre le 350». Massari consiglia di bandire formaggi, salumi, uova. La carta ideale: yogurt naturale, macedonia di frutta fresca, una fetta di pane biscottato magro, con confettura poco zuccherata («oggi le tecniche consentono di ridurre lo zucchero al 25 %»), evitando il burro che accontenta solo la gola. Caffè o tè. I dolci da forno? «Ottimi, in alternativa alla fetta biscottata con confettura». E qui, ci svela il segreto della «brioche intelligente». La sua è una veneziana con pochi grassi (130 calorie), ben lievitata. «La guardi e ti comunica un senso di sazietà», nota Massari. Vero è che, se si capita in Sicilia e si vuole mandare al diavolo ogni regola, che cosa c’è di meglio di un buon giorno a base di granita di caffè con panna, dentro una doratissima brioche?

ggi una ricetta di frittata con patate. No, non è quella della tortilla, la «piccola torta» di uova e patate che è un mitico piatto spagnolo, quasi l’emblema di quel paese. Quella che vi do oggi è invece una ricetta molto più semplice da preparare, per nulla classica, soprattutto praticamente priva di grassi aggiunti: bastano quelli delle uova. Gli ingredienti che vi occorrono sono uova, patate, cipolla, prezzemolo, olio extravergine di oliva, pangrattato, limone, sale e pepe. Sbucciate e tagliate a julienne 600 grammi di patate, tenetele a mollo in acqua acidulata con succo di limone per 30 minuti, poi scolatele e sbollentatele per 3 minuti. Mondate e tagliate a velo una cipolla, stufatela con poca acqua in una casseruola antiaderente per 20 minuti, mescolando, spegnete e lasciate intiepidire. Rompete 6 uova in una ciotola, sbattetele con un pizzico di sale. Unite le patate sbollentate, la cipolla stufata e una manciata di prezzemolo tritato e mescolate bene, regolando di sale e di pepe. Pennellate con poco olio una teglia usa-e-getta di alluminio e spolverizzatela di pangrattato tostato in un padellino. Unite il composto, livellatelo, spolverizzate ancora con pangrattato e cuocete in forno a 200˚ fino a quando la superficie sarà marroncina. Servitela tiepida. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marisa Fumagalli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Letture facoltative di Lorenzo Viganò

Sorpresa, c’è una cucina al Nord da gustar anche con gli occhi

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hi ha sempre riservato

scarsa considerazione alla cucina dei Paesi del Nord, ritenendola penalizzata da una terra ostile e dura, avara di ingredienti, dovrà ricredersi. Merito di René Redzepi, ultimo enfant prodige dei fornelli, il cui celebrato ristorante di Copenaghen (città dove è nato nel dicembre 1977), il Noma, acronimo per Nordisk Mad (Cibo Nordico) — 12 tavoli in tutto — si è aggiudicato per il secondo anno consecutivo il premio S. Pellegrino World’s 50 Best Restaurant Awards, e nel 2009 l’altrettanto

prestigioso Chef’s Choice Awards. Chef visionario, «reinventore» della cucina scandinava, René Redzepi, cresciuto a elBulli di Ferran Adrià, si racconta in «Noma. Tempi e luoghi della cucina nordica» (Phaidon, pp. 320, e 49,95), più che un volume di cucina un libro d’arte. Le ricette (90) ci sono — e già i titoli stimolano immaginazione e curiosità: granita di barbabietola e mousse di stellina odorosa; germogli di sorbo con idromele, formaggio fresco e crostini… — ma sono in fondo, per non interrompere il flusso di immagini che affiancano i piatti finiti agli ingredienti locali e ai paesaggi. Così da gustare con gli occhi ciò che non si può fare con il palato. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La Dolce vita /2 Scorribande di Roberto Perrone

Il Piemonte spesso snobbato, fra formaggi e salame fatto con le vacche sterili

La toma e i suoi ospiti Assaggi nell’Alta Valle di Viù, la cucina fuori rotta

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sseglio è un piccolo borgo a 1.225 metri d’altezza, sovrastato dalle montagne. Piccolo ma saporito. Da qui si parte per la salita al Rocciamelone (3538 metri) e per altre escursioni, sicuramente indicate come smaltimento, alla fine di una scorribanda come questa. La montagna è bella d’estate, perché di sera c’è fresco ma soprattutto perché ci sono i formaggi, dannazione della mia vita. Quindi arrivo qui per trovare la compagnia della toma di Lanzo e non solo. Da ieri (8 luglio) a domenica e anche nel prossimo weekend, (16 e 17 luglio) si possono vivere nell’Alta Valle di Viù, assaggi (con oltre 100 produttori presenti), degustazioni, convegni e momenti di spettacolo: è la XV edizione della Mostra Regionale della Toma di Lanzo e dei formaggi d’alpeggio. Non solo toma, ma anche «ospiti» da tutta Italia con una special guest star, il gorgonzola. Benvenuto, come l’altro ospite, il salame di Turgia, tipico di queste valli, preparato con la carne di vacca sterile, a fine «carriera», mista a suino. I ristoratori della zona propongono piatti dedicati ai formaggi, in prima fila la «Furnasa». Il nome, in lingua franco-proven-

zale significa fornace: qua, dove ora c’è il ristorante, una volta sorgeva una fornace per la cottura della calce. Meglio i fornelli, dove viene preparato il risotto alla toma. Toma significa forma, taglio, caduta, rigonfiamento. Già dal 150 dopo Cristo, servi e schiavi della gens Vennonia venivano mandati quassù a produrre burro e formaggio e nel Medioevo i con-

Scelti da noi 1) Albergo Ristorante La Furnasa Via XXIV Maggio, 16 Usseglio Tel. 0123-83788 2) Albergo Ristorante Rocciamelone Via Roma, 37 Usseglio Tel. 0123-83743 3) Panetteria La Micà Via Lanzo, 15 Usseglio Tel. 0123-83853 4) Minimarket Il Bivacco Via Roma, 6 Usseglio Tel. 0123-83775 5) Az. Agricola Menzio Località Pian Benot, Usseglio 6) Panetteria Aires Via Roma, 25 Viù Tel. 0123-696181

Chef I cuochi della Furnasa

La ricetta

Riso alla moda di Lanzo di Silvio Ferro Famil* Ingredienti per 4 persone: fagioli borlotti freschi o secchi 250 g; uno zucchino di medio peso; una cipolla; toma 250 g; toma stagionata da grattugiare 100 g; pancetta salata 50 g; riso per risotti 250 g; prezzemolo; olio. Preparazione: Lessare i fagioli in poca acqua salata fermandoli ad un punto di cottura in base al quale il baccello sia ancora leggermente al dente. Preparare un altro recipiente, in cui si sarà fatta imbiondire una cipol-

la in poco olio con la pancetta e nello stesso versare i fagioli con il loro brodo cui si unirà lo zucchino crudo tagliato a pezzetti. Portare a ebollizione e aggiungere riso e altro brodo di carne come per fare un risotto fermandosi a un punto di cottura in cui il riso sia al dente. In un piatto si sarà preparata la toma tagliata a dadini e la toma grattugiata. Unire al risotto rimestando fino a quando si sarà sciolto. Togliere dal fuoco aggiungendo prezzemolo e olio di oliva crudo: rimestare e servire. * Albergo Ristorante Furnasa

sorti dell’Alpe d’Usseglio dovevano fornire 80 libbre di formaggio l’anno. È un Piemonte ricco di storia e di fascino, enogastronomico e culturale. Ma spesso snobbato. Per la scorribanda si può partire dalla Reggia di Venaria Reale, gustare l’impianto medievale di Ciriè e il duomo romanico-gotico di San Giovanni Battista, poi puntare su Lanzo, la porta delle tre valli che portano il suo nome. Quella di Viù, dove si trova Usseglio, è la più meridionale. Tra il Ponte

7) Az. Agricola Il Runch Frazione Tornetti di Viù Tel. 333-3762418 8) Az. Agricola Agriturismo La Camelaide Regione Fua, 81 Lanzo Tel. 0123- 28220 9) La Torre del Gusto Via San Giovanni Bosco, 2 Lanzo Tel. 349-3977376 10) Al Turcet Via Cibrario, 25 Lanzo Tel. 0123-29416

del Diavolo e quello del Roc, assaggio i torcetti, le paste di Meliga, la toma, il salame di Turgia ma soprattutto i grissini. Diventati ormai un simbolo del Piemonte e di Torino (il grissino torinese) in realtà vennero inventati dal lanzese Teobaldo Pecchio per il duca di Savoia Vittorio Amedeo II. Lungo la valle di Viù, ci sono antiche baite di pietra ma anche crostate di frutta, savoiardi della tradizione, succhi, confetture, grappe aromatizzate e infusi di erbe locali. E siamo alla fine della strada: Usseglio, alle pendici del Rocciamelone, montagna sacra ai Celti, antichi abitatori di questi luoghi. Il pianoro è dominato dalla Torre d’Ovarda (3075) e del monte Lera (3355). Qui c’è un’ara votiva dedicata a Ercole molto venerato, nelle Alpi Occidentali, come primo attraversatore della catena alpina e precursore dei moderni alpinisti. Un luogo molto bello, amato, all’inizio del Novecento, dalle famiglie nobili torinesi e anche da quella Reale, che amava cacciare quassù. E come sempre, cultura e conoscenza mettono appetito. È venuto il momento di sedersi a tavola dove attendono, vogliosi di ben figurare, gli gnocchi alla toma, gli agnolotti al sugo d’arrosto, l’agnello al forno, il fritto misto alla piemontese. E la toma, certo. Siamo qui per questo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Riad È la tradizionale casa marocchina con un cortile o giardino interno, abbellito da alberi da frutto e, possibilmente, una fontana. Il cortile, su cui si affacciano gli ambienti domestici, ha la duplice funzione di preservare la privacy degli abitanti e fornire protezione dal clima

Abitare Questa è la mia casa Jean-Dominique Leymarie Un imprenditore francese «mimetizzato»

Dolci, niqab e artigianato Nell’«harem» nascosto tra il popolo di Marrakech «In ogni stanza la magia dei maestri locali» Atmosfere autentiche

I miei oggetti preferiti

C’

è un fitto intreccio di voci nel quartiere, un forte odore di pipì d’asino e donne che per strada vendono dolci, mentre altre passano tra i vicoli con il volto coperto dal niqab. Non siamo nella Marrakech a misura di turista e di suq. Questa è una delle zone più antiche della città, Bab Ailen (bab, in arabo, è la porta), che risale al IX secolo e che sa di durezza e di povera gente. Ma qui ha preso casa l’imprenditore francese (nato in Marocco e poi vissuto a Parigi) Jean-Dominique Leymarie, che ormai risiede stabilmente a Marrakech (dove, in mezzo a palme e a 13 mila piante di rose, ha creato il complesso del country club Beldi con hotel, piscine, un laboratorio di ceramica e una bouti-

La sfilata di mortai «Dentro a delle nicchie, decine di mortai in legno per macinare farina e orzo. Li ho trovati da un mercante in una località a sud di Ouarzazate. Me ne innamorai subito, li pagai pochissimo. Da lì ho cominciato una collezione etnico-antropologica. Ora si trovano a prezzi esorbitanti».

que di articoli di design locale) per vivere in modo autentico e non da «forestiero con i soldi». Certo abita in un bel riad, un tempo harem, ma ha dovuto prima farsi accettare dal vicinato. Che ora però conosce a memoria la porta di casa sua, anonima, come il legno di cui è fatta. Non è questione di basso profilo ma, piuttosto, d’integrarsi con l’ambiente. «La gente più bisognosa del quartiere ogni tanto passa da me e chiede, ed è naturale aiutare quando si può», dice il francese, che ha un’eleganza décontractée, un’aria un po’ artistoide (sarà per via della sua contagiosa amicizia con Bine Bine, pittore e scrittore marocchino di fama internazionale) e a lussuose berline preferisce ancora la sua Ford anni 50. Casa Leymarie è un insieme di diversi ambienti, che quasi consente un nomadismo casalingo, spostandosi tra i mille metri quadrati di spazi: c’è la veranda-biblioteca che si affaccia sul cortile con fontanella e alberi di arance, le stanze degli ospiti, la vasta terrazza dalla quale, di tetto in tetto, si potrebbe raggiungere piazza Djemaa El Fna, dove c’è il

Segreti Uno dei salotti della casa, a destra una lanterna in ferro battuto, sotto, il cortile interno Fotoservizio di Mauro Parmesani

suq. Diversamente dall’antica concezione architettonica del riad che ha l’ingresso a forma di zig zag (per evitare di rivelare la propria abitazione ai passanti quando si apre la porta), il corridoio della casa di Monsieur Leymarie è un lungo rettilineo. «Nel riad non si ostenta nulla all’esterno per preservare la magia all’interno. Ma io, invece, ho voluto sacrificare

mia) è opera di prodigiosi artigiani locali, con i maestri di Fès chiamati a rifare le zelliges (piccole tessere di terracotta smaltata con le quali comporre una sorta di mosaici) secondo la tradizione locale. «Mi sono riallacciato a quanto fece André Paccard, architetto di re Hassan II che negli anni Venti realizzò la Mamounia (uno dei più celebri hotel del mondo), perpetuando i motivi decorativi tipici marocchini.

Nella vita marocchina In uno dei quartieri più poveri della città, una dimora che all’esterno si presenta con una porta anonima. «La gente bisognosa ogni tanto bussa ed è naturale aiutare»

uno dei saloni esistenti per prolungare l’ingresso e renderlo più occidentale». Il nucleo primario della casa l’ha preso 25 anni fa (quando avere un riad a Marrakech non era un esotismo da europei), acquistandolo sui due piedi. Cinque anni dopo comprò anche la casa accanto, scoprendo, dalle strutture architettoniche, che questa era l’harem di un pascià, anzi di un caid, un notabile che all’epoca amministrava la giustizia. Di fatto lui ha riunito le due abitazioni, un tempo comunicanti. «Facendo i lavori di ristrutturazione ci siamo resi conto che c’erano già delle porte. Infine l’ultimo pezzo della mia casa è ricavato da un dar, dove ho costruito la piscina. Ho poi aggiunto un primo piano che non esisteva». La decorazione murale dell’interno, a stucco (giocata su raccordi tra parti antiche superstiti e altre ex novo, volutamente riconoscibili dalla mancanza di cro-

Rilassato Leymarie, imprenditore alberghiero

Qui a casa mia, effettivamente, ho potuto fare dei lavori come si facevano un tempo, contando su una manodopera introvabile altrove: bravi muratori, intagliatori del legno, stuccatori e fabbri». L’ultimo grido del design qui non entra, per partito preso. Per arredare la sua casa, Leymarie non ha portato dalla Francia alcun mobile né oggetto ma ha comprato cose soprattutto al mercato delle pulci Bab Khemis o durante i suoi giri per il Paese, come nel caso di quella decina di specchi messi nella sala da pranzo marocchina, acquistati a Tangeri.

Francesca Pini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dietro il giardino di Carlo Contesso

Trasporto di piante: attenti a non stressarle

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ochi giorni fa sull’autostrada ho superato un camioncino dal cui cassone spuntavano due cipressi topiati a spirale, un enorme bosso a sfera e, appena oltre il livello delle sponde laterali, apparivano fronde sbatacchiate dal vento, troppo agitate per lasciarsi riconoscere. Ho risentito le parole di un noto giardiniere inglese: «Bisogna sempre essere presenti alla consegna delle piante; se arrivano su un cassone scoperto non guardatele nemmeno, rimandatele indietro e servitevi altrove». Sembra una risoluzione drastica ma ha i suoi motivi. La piantagione è un evento stressante: per organismi inamovibili par excellence affrontare la nuova insolazione, differenti venti dominati, umidità, temperatura e, soprattutto, un substrato chimicamente e fisicamente diverso dal

precedente non è poco. Anche con tutte le cure, molte vanno in choc da trapianto, arrestano la crescita e riprendono fiato, per così dire, cercando d’adattarsi alle nuove condizioni. Se a questo aggiungiamo un drammatico aumento della traspirazione fogliare, ossia perdita d’acqua a causa della sventagliata durante il trasporto, si verifica un pericoloso stress idrico. Magari all’arrivo hanno solo un aspetto scarmigliato ma la turbolenta passeggiata può arrestarne la crescita per più di una stagione. Sarà pur vero che cipressi e bosso son piantacce robuste, naturalmente adattate a limitare perdite idriche ma io non avrei rischiato: le avrei garbatamente rimancarlocontesso@yahoo.com date al mittente. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Moda Gli occhiali

Gucci Maculato rosso

I modelli ispirati alle dive del muto. Per lui profilati in oro

Il barocco di Eva Le lenti dell’estate Come si portano

Extralarge Lo stile Onassis di PHILIPPE DAVERIO

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cchiali da sole e occhiali scuri non sono la stessa cosa. Quelli da sole li portavano da secoli i monaci tibetani per attraversare i candori abbaglianti delle nevi d’alta quota. Erano fatti in modo elegante da stanghette d’ottone ripiegabile e da cristalli di rocca quasi neri. Quelli scuri apparvero all’inizio dell’800 per calmare la vista con un vetro boemo leggermente azzurrato. Li portava talvolta Robert Schumann, i musicisti spesso soffrivano di vista leggendo e scrivendo a lume di candela. D’Annunzio era fotofobico e teneva le persiane chiuse ma non portava occhiali scuri: il grande macho guerriero e poeta non temeva le occhiaie, terrore che per tanti anni ha ossessionato le compagne di Onassis, Callas e Jackie vedova Kennedy, colpite dal sole mediterraneo. L’armatore greco che coltivava le rughe come solchi agricoli non esitava a portare occhiali scuri così larghi da usare anche le stanghette come parasol. Hanno fatto scuola. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cabina armadio

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on le lenti giallo-fumé sul tapis rouge di Cannes, Brad Pitt ha seminato il dubbio: un caso di tamarro esteticamente accettabile o l’annuncio del ritorno degli occhiali da sole? Dopo il matrimonio monegasco, con la spicciolata di principi in tight e lenti scure sotto il sole della Costa Azzurra, è arrivata la conferma: i nuovi occhiali sono gioielli da esibire, (quasi) senza eccezioni e divieti. Leggerissimi, polarizzati, sfumati o a specchio, con forme eccentriche ma non invadenti: finita la stagione degli occhialoni da «nerd» lanciata da Colin Firth, adesso è la volta delle montature «divine», quelle amate da James Dean, piccole e profilate in oro, o dello stile butterfly ispirato alla Holly Golightly di «Colazione da Tiffany». L’iconografia è classica: Grace Kelly, Greta Garbo, Jacqueline Kennedy, Robert Redford, Malcom X, ma nei colori nuovi del malva, grigio talpa, marrone cioccolato e verde menta. Cambia la visuale dei nuovi tenebrosi: pollice ingiù per la mascherina avvolgente, troppo associabile allo stile Gheddafi, a favore di un nuovo glamour d’antan. Gli occhiali Dolce & Gabbana Gold, in ace-

Armani Lenti sovrapposte

Anni 50 James Dean con due amiche: occhiali stile butterfly per le ragazze e montatura profilata in oro per lui

Barton Perreira Sfumati

Dior Colorati e a farfalla

Dolce & Gabbana Pizzo

tato e metallo placato oro 18 carati, richiamano la «Gioventù Bruciata» degli Anni 50 e si appoggiano sui volti divini di David Gandy e James Franco, mentre quelli di Persol si ispirano al fascino sprezzante di Steve McQueen. Emisfero femminile diviso tra dive del muto e burlesque: gli occhiali più in voga della stagione, i Prada mini-

mal Baroque indossati da Eva Mendes, hanno lenti oversize e fregi scolpiti sulle stanghette. Nel nuovo esibizionismo con lo sguardo nascosto c’è spazio anche per il gusto retrò degli occhiali Versace, interpretati da January Jones, ambasciatrice ideale dei «brownline glasses», occhiali per mostrarsi, più che per confondersi.

Dolce & Gabbana Stile Anni 50 e profili in oro per David Gandy (380 e)

Jil Sander Lenti a specchio

Prada Eva Mendes con gli occhiali Prada Minimal Baroque (210 e)

Moreschi, l’azienda di Vigevano che realizza scarpe per papi e star. Con la cucitura a vista

Nappa e struzzo, lo stivale di Jacko M

oreschi va a passo di Mambo. Così, la tipica cucitura a vista, nata a Vigevano negli anni Settanta, è diventata un simbolo per il marchio di scarpe di lusso. Un segno distintivo creato per i modelli da uomo, oggi reinterpretato per la donna dagli artigiani che ricamano su décolletée, tronchetti e stivali. Destinate a palati dotti, conciate con pellami esotici da mani sapienti, i modelli delle scarpe sono classici (il mocassino driver da uomo in pelle Provenza, traspirante, con impuntature a contrasto e suola strutturata), particolarmente eleganti (la Mambo shoe con il tacco in plexi, dal sandalo alla «scollata») e reinterpretati (il polacchino da uomo è in cavallo, raro e dalla lavorazione ricercata). E poi, capi di abbigliamento e accessori. Calzature di lusso, al 100% made in Vigevano, «per costruirne una sono necessari dai 250 ai 300 passaggi manuali — ricorda Francesco Moreschi, responsabile marketing e comunicazione dell’azienda —. Per i mocassini la cucitura della tomaia è fat-

Manualità Un artigiano Moreschi rifinisce a mano un mocassino da uomo. Sotto, la Mambo Shoe da donna, con cucitura a vista e tacco in plexi

ta con 35 punti tesati uno a uno da maestri esperti». Motivo di orgoglio, la «cantina» del cuoio. L’odore è acre e penetrante. Lì i pezzi stagionano otto mesi e alcuni riposano da più di 60 anni. Ma come prende forma una scarpa? «Si realizzano i prototipi al reparto progettazione (circa duemila modelli per stagione) — continua —. Si sceglie la pelle: dalle classiche: agnello, capretto, pitone, cervo e vitello bottalato alle più particolari: canguro (resistente e sottile), pecari (il cashmere della pelle), fianco di coccodrillo, alligatore baby, razza (luminosa), tejus, squalo (resistente all’acqua) e zampa di struzzo (arancione)». Il taglio? Con le dima di cartone o virtuali. L’orlatura è una delle parti più delicate, a occuparsene 70 pazienti donne. Dopo, si attacca la tomaia alla suola, si fanno le cuciture, quelle ornamentali a mano e si finisce con il make up: dettagli e stiratura. Controllo qualità e messa in scatola. Una fabbrica a impatto zero (costruita nel 2003) dove si producono

Dinastia Il presidente GianBeppe Moreschi (in basso a sinistra), con i figli Francesco (in alto a sinistra), Stefano e Mario

Meteoriti sulla corona di spine

Michela Proietti © RIPRODUZIONE RISERVATA

Emilio Pucci Glamour e sfumati

Versace Glamour e retrò: January Jones indossa occhiali cat-eye (220e)

Gioielli

Persol È ispirato a Steve McQueen il Persol indossato da Zac Efron (290 e)

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a preistoria irrompe in un gioiello contemporaneo con la forza arcaica dei metalli, dell’argento annerito che sembra ferro. E se poi a questi si aggiunge un meteorite, l’universo intero viene catturato. Angela Pintaldi procede per «visualizzazioni» nella creazione dei monili con pietre grezze lasciate nella loro sagoma minerale, con le acquemarine grandi come uova dal tuorlo di mare. «Intervengo il meno possibile sulle pietre per rispettarle. Le meteoriti sono la mia passione», dice. Nella sua scultura gioiello che raffigura la corona di Cristo, le spine sono sostituite da 33 meteoriti. Il museo Pepoli di Trapani, che racchiude manufatti antichi di alta

da 1.000 a 1.200 paia di scarpe al giorno e si esporta in 75 Paesi. Un’azienda a struttura familiare cresciuta con lo sviluppo del distretto industriale vigevanese. Si chiamava Calzaturificio Morres. Negli anni Cinquanta inizia a lavorarci GianBeppe Moreschi (attuale presidente), oggi alla guida con i figli Stefano, Mario e Francesco. «Abbiamo un archivio storico personale dagli anni Quaranta. Conserviamo la pantofola rossa in capretto di papa Woityla, le calzature realizzate per James Brown, Richard Burton e Michael Jackson (stivaletto tacco 45 in nappa e struzzo)». Tendenza autunno-inverno? «Stiletto donna con tacco gommato a prova di tombini o lo stivale basso stringato — rivela Francesco —. Per l’uomo, la Due cavalli con i lacci a contrasto e la suola carro armato. Il Beatle è scamosciato, spazzolato, vintage, con suola in gomma». La sua preferita? «Quella che si aggiorna: sotto un abito o un jeans».

oreficeria (rinomata nel bacino del Mediterraneo, protetta da marchi, fin dal XVII secolo) come argenti e paliotti di corallo, accoglie in mostra (dal 9) una trentina di creazioni dell’artista siciliana. In mostra, oltre ai gioielli, anche una seconda corona-scultura con topazi bianchi, omaggio alla figura della Madonna di Trapani, di cui il museo Pepoli custodisce il tesoro. La presenza dei gioielli è accompagnata, in mostra, anche da dipinti della Pintaldi. L’ultimo lavoro è un Sudario (3 metri per 3) che ha realizzato sull’isola di Mozia cospargendo la tela di pigmenti e «avvolgendosi» fisicamente in questo.

Rossella Burattino

Francesca Pini

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ILLUSTRAZIONE DI CHIARA DATTOLA

Guida al benessere

Al passo senza stress

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iccoli e affusolati «promettevano» l’incontro con il principe azzurro. Ma l’ultima a crederci è stata Cenerentola. È certo, però, che ai nostri piedi bisogna dare la giusta importanza e dedicare loro attenzione e tempo. «Perché il benessere inizia dalle radici dell’individuo — racconta Alessandro Agrati, direttore creativo del marchio Culti —. Ai piedi è legata una ritualità meticolosa, dal sapore orientale, per renderli più seduttivi, curati e liberi dallo stress a cui sono sottoposti tutti i giorni. Ogni massaggio o trattamento Spa inizia dai piedi per lavorare sui centri nervosi e svuotare la mente. Molti sono legati all’equilibrio, alla purezza e al risveglio».

Nella Spa Atmosfera e silenzio. «Uno spazio intimo e riservato per l’idromassaggio ai piedi prima di intervenire con terapie mirate — continua Agrati —. Bendaggi freddi alternati ad acqua calda e argille decontratturanti (piacere e rinvigorimento) sono vasodilata-

Argilla e bagni di orchidea L’estate è a piede libero Peeling al limone per levigare e argan per nutrire I trattamenti da fare prima di indossare i sandali tori». Si continua con «allungamenti, stiramenti, pressioni con alghe e fanghi. In mezz’ora si stacca dal mondo. Spariscono pesantezza e gonfiore dalle gambe. E alla fine, una tisana per far defluire i liquidi». I principi attivi? La malachite che arricchisce la pelle di oligoelementi indispensabili al corretto funzionamento metabolico. La zincite ripara dalle aggressioni esterne e previene lo stress ossidativo e i biominerali idratano e leniscono.

Gli smalti

Toni pastello U e intensi per la sera

nghie perfette guardando la tv. I consigli di Leighton Denny, guru della manicure preferito da Penélope Cruz e Rihanna (foto), arrivano a tutti attraverso gli schermi di QVC (tivùSat-canale 32 del digitale terrestre e 475 di Sky). «È essenziale tenere la pelle delle mani sempre idratata — dice Denny — e utilizzare quotidianamente un olio per cuticole. Quale colore scegliere per lo smalto? Adesso vanno i pastello decisi, per la sera una tonalità intensa». Unghie corte o lunghe? «È una questione di preferenze personali. Va bene tutto ciò che è adatto al proprio stile di vita e a quello che si fa». I colori e gli accessori per la cura delle mani firmati da Leighton Denny si possono acquistare solo su QVC, la tv specializzata in home shopping.

In istituto La missione è evitare secchezza, screpolature e indurimenti. Il punto di partenza è una buona pedicure professionale da eseguire almeno una volta al mese. «Classico il peeling ai sali del mar Morto fino al ginocchio

La bella tanto attesa e lo sfortunato Ovidio Disavventure di un poeta innamorato

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erto, un incontro d’amore è fonte di grande felicità. O meglio, può esserlo. A volte le aspettative vengono deluse, non per colpa del partner, ma per una propria incolpevole ma non per questo meno incresciosa defaillance. Può accadere, è sempre accaduto. A Roma, una volta, accadde al povero Ovidio, il poeta dell’amore. Finalmente accanto a una donna — bella, bellissima, una donna che aveva tante volte desiderato — il nostro si trovò in serie difficoltà: dopo averla tanto attesa, racconta nei suoi Amori, l’ho stretta, «senza risultato, vergognosamente fiacco, / ho giaciuto come inutile peso per il pigro letto...». Niente da fare: «Le mie membra, come fossero state toccate dalla gelida cicuta / mancarono inattive il mio

obiettivo / continuai a giacere come un corpo inerte, un inutile peso:/ non era ben chiaro se fossi corpo o ombra.../ ahi, mi vergogno dei miei anni...». Povero Ovidio. Nel tentativo di confortarsi ricorda

Fascino romano Il volto di una ragazza ritratto in un affresco pompeiano

A casa Chi si ferma è perduto. La cura non si interrompe a casa: dopo la doccia, levigare la pelle con la lima e la pietra pomice e idratare con la crema. La sera si consiglia il pediluvio con sostanze disinfettanti (ottimo il mentolo). Un aiuto dalle calze esfolianti Footner (www.myfootner.com) e dalla «queen of feet» (la regina dei piedi), Margaret Dabbs, guru inglese del benessere che spopola con le sue «cliniche» a Londra e con la sua linea di prodotti (www.qvc.it) all’olio di emù, antinfiammatorio, antibatterico, antimicotico e un potente idratante.

Il consiglio Anche i piedi amano gli anni Settanta (si camminava scalzi per mantenere il contatto con la terra). «Alla sfilata cruise Chanel a Saint Tropez — racconta Tiziana Fausti, top buyer di moda ed esperta di tendenze — le modelle portavano le scarpe in mano e indossavano un gioiello sul piede». Il suggerimento? «Abbiate la sicurezza di scendere dai tacchi — esorta Fausti — e portate come un accessorio i sandali con le pietre, ma in mano, al posto della borsetta».

g. gh.

Rossella Burattino

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rburattino@rcs.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Eva Cantarella

Vanitas

— ricorda Ilaria Frigerio, responsabile del centro estetico Cheri di Milano — leviga la pelle e sbianca le unghie e poi la maschera all’olio di argan per nutrire in profondità. Un trattamento dal lungo effetto è l’impacco tiepido al burro di karitè sciolto con aggiunta di oli essenziali al geranio (disinfettante), al tea tree, al tè verde (rinfrescante e drenante) o alla calendula (disinfiammante)». Pelle morbida e liscia anche «immergendo il piede in un latte idratante all’orchidea (circa 10 minuti) — rivela Elisabetta Ciancio, titolare del centro Istar di Milano —. Dopo, il peeling al limone (schiarente) e allo zucchero di canna, il massaggio e poi l’impacco alla menta. Il risultato: la gamba è più leggera e idratata. Da ripetere al bisogno».

che, in un’altra occasione, «in una breve notte Corinna,/ pretese nove volte, e ci riuscii». La vergogna è troppa, una giustificazione va trovata. Non può che essere stato il malocchio, una qualche formula magica, una strega tessala... Come era diverso dai suoi concittadini, il nostro poeta. In situazioni analoghe, questi incolpavano il partner: colpa tua, dice Marziale a un certo Edilo, sei sempre troppo frettoloso; se ho problemi con te, dice a Lesbia, è colpa della tua prepotenza... Ovidio, invece, riconosce nobilmente che la sua partner ha fatto di tutto per incoraggiarlo: mi ha baciato appassionatamente, dice, mi ha detto cose dolci e tenerissime. Bisogna veramente rendere onore al nostro Ovidio: un vero gentiluomo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Le vetrine di Harrods

Chic ma naturale Lo stile di Gassman in un profumo

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nightsbridge si veste italiano. «Sono divertito e sinceramente anche curioso», commenta Alessandro Gassman. Da lunedì una serie di gigantografie dell’attore allestiranno tutte le storiche vetrine dei grandi magazzini Harrods, a Londra, per il lancio in anteprima di «Attimo pour Homme», il nuovo profumo di Salvatore Ferragamo che in Italia sarà in vendita da settembre. E di cui Gassman è testimonial. Terribilmente affascinante. Eccolo alla presentazione ufficiale del profumo (nella foto): sguardo enigmatico, un accenno di barba, camicia bianca, giacca blu e cravatta annodata (per un po’) casual. È molto rilassato quando racconta «di avere con la bellezza un

rapporto naturale e semplice. Anche nelle foto non mi piacciono molti ritocchi». Pochi prodotti nel suo beauty case. «Non manca mai un idratante — dice —, è indispensabile dopo ore sul set: con il trucco la pelle spesso si arrossa». Gassman, in questo periodo impegnato con le riprese del film Natale per due per Sky e contemporaneamente con una fiction che uscirà l’anno prossimo, è completamente calato nel ruolo di testimonial. Aggiunge Luciano Bertinelli, amministratore delegato di Ferragamo Parfums: «Abbiamo scelto lui perché "Attimo pour Homme" è un progetto tutto made in Italy, dal vetro al packaging, e per questo ci tenevamo ad avere un volto di casa nostra. Gassman è l’ambasciatore ideale». Un profumo che racchiude lo stile e l’eleganza della maison fiorentina. Con un mix di note fresche e aromatiche, tra cui maggiorana e pepe nero, riscaldate da un tocco di zafferano.

Giancarla Ghisi © RIPRODUZIONE RISERVATA


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ILLUSTRAZIONE DI SANDRA FRANCHINO

Le tecnologie raccontate Sempre connessi

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nche internet si evolve. Nella fase 1.0 erano collegati principalmente i computer ed è stata creata l’infrastruttura informatica. Con il 2.0 il web ha messo in relazione le persone e ha fatto emergere i contenuti. Ora tocca al 3.0 dove sono gli oggetti a essere connessi alla Rete. Ericsson stima che nel 2020 ci saranno 50 miliardi di dispositivi collegati a livello globale. Si tratta di una grande evoluzione con risvolti epocali non solo per quanto riguarda la tecnologia, ma anche l’economia e la società. «Questa innovazione avrà un impatto significativo sulla nostra vita» dice al Corriere Assaf Biderman, direttore associato del Senseable City Lab del Mit (Massachusetts institute of technology). «La tec-

«La realizzazione dell’Internet degli oggetti sarà decisiva nei prossimi anni per trovare soluzioni alle numerose sfide della società moderna come l’invecchiamento della popolazione o il controllo delle emissioni di anidride carbonica», dice Luigi Cicchese, partner di Concept Replay. Proprio l’azienda torinese ha messo a punto una piattaforma, chiamata Hi Replay, in grado di far dialogare tra loro elementi differenti, superando i problemi di linguaggi e standard attualmente esistenti, e pronta a dare un concreto impulso a questo settore. D’altra parte il mercato dell’IoT vale solo in Italia oltre 1,8 miliardi di euro con una crescita prevista del 10% nel 2012, mentre le soluzioni M2m (machine to machine), che servono per far dialogare i diversi oggetti via Internet, varrà oltre 213 miliardi di euro entro il 2013. Un business che cambierà il nostro modo di vivere e agire, a patto di risolvere alcune questioni tutt’altro che banali come la privacy, la sicurezza e la gestione dei dati. Le

In crescita Si calcola che nel 2020 i dispositivi collegati al web a livello globale saranno circa cinquanta miliardi nologia si sta facendo sempre più piccola e si andrà a integrare in modo pervasivo in qualsiasi elemento. Con la diffusione di sensori posizionati ovunque, gli oggetti cominceranno a parlarci, raccontandoci ad esempio dove si trova la gente, costa sta accadendo in un determinato luogo, quanta energia si sta consumando», precisa Biderman. È l’Internet delle cose. Grazie alla capillare diffusione degli smartphone, alla presenza di minuscole etichette elettroniche e dispositivi capaci di collegarsi alla Rete in modo wireless, si avrà una rappresentazione della realtà in tempo reale. Gli impatti previsti dallo sviluppo di questo scenario sono affascinanti. Con la presenza dei rilevatori presenti sulle nostre auto, l’ausilio dei video dalle telecamere di sorveglianza e i dati provenienti dai sensori posizionati nell’asfalto sarà possibile modificare istantaneamente i limiti di velocità in caso di ingorghi, mentre i semafori regole-

Se l’oggetto finisce in Rete L’asfalto «sente» gli ingorghi, la sveglia si adegua al meteo: è l’Internet delle cose ranno i tempi del rosso in relazione alla viabilità. Proprio il Mit ha utilizzato i sensori nella città di Seattle per analizzare i tragitti compiuti dalla spazzatura, dalla raccolta al completo smaltimento di ogni singolo rifiuto, per comprendere come migliorare i percorsi e ridurre l’impatto ambientale. Con la stessa logica, come già accade a Helsinki, è possibile monitorare l’andamento dei mezzi pubblici per migliorare itinerari e fermate sulla base dei reali utilizzi da parte dei cittadini.

Molti campi applicativi offerti dall’Internet delle cose sono ancora tutti da esplorare, ma lasciano presagire utilizzi intriganti. Analizzare i consumatori in un supermercato consentirà di scoprire i tragitti compiuti nel negozio nelle diverse fasce orarie, permettendo di posizionare la merce in modo ottimale e di modificare i prezzi sulla base della domanda-offerta. La raccolta dei dati di flusso sarà utilissima anche per la comprensione degli andamenti turistici, visto che il cellulare da solo è in grado di co-

municarci il Paese di provenienza del visitatore, i tempi di permanenza in un determinato luogo e l’itinerario seguito. Inutile dire che questo principio può essere facilmente utilizzato per decretare il successo o meno di una iniziativa, una fiera o un evento (finirà così il balletto delle cifre durante le manifestazioni). Ad Amsterdam hanno provato a calcolare i flussi di passaggio nelle vie dello shopping per capire se i valori immobiliari dei negozi sono adeguati rispetto alla presenza dei consumatori, scoprendo

che alcune zone sono decisamente sovrastimante. Ma c’è di più. In un futuro tutt’altro che remoto, la sveglia suonerà in anticipo se, interfacciandoci con la nostra agenda, capirà che per effetto delle condizioni meteo occorrerà più tempo per arrivare in orario all’appuntamento. L’Internet of things (IoT), non ci si limiterà a dare una rappresentazione speculare della realtà, ma gli elementi di questa rappresentazione saranno attivi e capaci di prendere decisioni autonome. I risvolti di questa «intelligenza» saranno amplificati anche dal contributo offerto dalle nanotecnologie che consentiranno di sviluppare sensori piccoli come granelli di sabbia, quindi virtualmente posizionabili ovunque.

tracce digitale lasciate dalle persone e dalle cose produrranno una quantità di dati preziosi il cui controllo può fare gola a molti. Secondo Rob van Kranenburg, teorico di nuovi media, l’unico modo per sfuggire dai rischi di usi impropri è che l’Internet delle cose venga controllata dalle comunità per favorire processi d’innovazione sociale, programmando la tecnologia sulla base delle necessità collettive. Se nel 2030 i dati varranno di più del petrolio, il rischio di uno scenario orwelliano non si può escludere a priori, ma Internet ha già dimostrato di non essere facilmente imbrigliabile in logiche di potere e utilizzi utilitaristici. Una cosa è sicura, l’innovazione non si arresterà e mentre siamo in attesa di vedere cosa ci aspetta, qualcuno ha già iniziato a ipotizzare i paradigmi del web 4.0, una Rete capace di predire gli eventi. Per fortuna ci vorrà ancora parecchio tempo.

Mark Perna © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Controcopertina Famiglie

Se anche i bambini capiscono la filosofia

Come stiamo cambiando

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iada, tre anni, poco più, disegna la sua ombra a terra in posizione rovesciata, con gli stessi dettagli essenziali e le stesse proporzioni di lei «vera». Così piccola, già intuisce le leggi della prospettiva e riesce ad elaborare un’idea dell’ombra come il doppio di se stessa. Una testimonianza raccolta dalla psicologa Tilde Giani Gallino che ben rende quella rivoluzione culturale degli ultimi decenni che ha fatto scoprire i bambini «veri», quegli stessi che solo vent’anni prima erano ritenuti irrazionali e capaci soltanto di pensieri concreti, immediati e limitati. Ci si è (finalmente) accorti che quell’infanzia è estremamente fantasiosa, ma riesce anche a elaborare concetti filosofici e pensieri astratti. Chi sta mandando in soffitta Jean Piaget e le sue idee riduttive sul mondo infantile, idee che peraltro hanno dominato per mezzo secolo (il bambino è un adulto imperfetto) è una nuova corrente di pensiero che annovera, fra i suoi sostenitori, psicologi, neuroscienziati, pediatri, filosofi, di qua e di là dall’Atlantico. Gente che ha osservato per ore e ore i bambini sotto i cinque anni di vita nel loro ambiente abituale, la casa e l’asilo, senza pregiudizi e idee preformate. È il caso di Alison Gopnik, psicologa dell’università della California a Berkeley, che ha dedicato anni allo studio dell’apprendimento infantile arrivando a conclusioni raccolte adesso in un libro, Il bambino filosofo, appena uscito in Italia per Bollati Boringhieri. Un lungo percorso che le permette di affermare: «Esiste una divisione di compiti dovuta all’evoluzione tra bambini e adulti. I primi irrealisti e per nulla pragmatici, occupano il dipartimento di ricerca e sviluppo della specie umana; praticamente, il reparto genio e sregolatezza. Noi adulti siamo la produzione e il marketing. A loro si devono le scoperte, a

Fin dall’asilo la loro logica è razionale, ma aperta a molti altri mondi possibili corsi meno battuti e ne rinforza altri che diventano più efficienti. Sta di fatto che i bambini mostrano un’irrefrenabile voglia di «far finta», inventando continuamente mondi immaginari; una finzione di cui sono ben consapevoli, secondo la psicologa americana, come sono altrettanto convinti che il mondo reale non sia il più importante. La loro immaginazione persegue percorsi logici, pari a quelli di un adulto, ma diversi. Come spiega Tilde Giani Galino, professore di psicologia dello sviluppo all’università di Torino, autrice di molti libri tra i quali Il sistema bambino (ancora Bollati Boringhieri editore): «Uno studio che ho fatto qualche anno fa su 500 bambini all’asilo, ha rivelato come la loro logica sia assolutamente razionale, ma «non limitata» al mondo reale. Ecco qualche invenzione: per andare in vacanza è comoda la casa con le ali (niente pacchi e valigie!); per

stare sempre al fresco, che c’è di meglio di un albero con le ruote che ci segue dove vogliamo? E che bella invenzione la macchina per tirare le palle di neve! Evita che ci si intirizziscano le mani. Soluzioni ingegnose e originali che rivelano una grande capacità di interrogarsi e di dare risposte». Altrettanto interessanti le ricerche della psicologa torinese sui bambini e l’ombra - un lungo lavoro riportato nel libro Il bambino e i suoi doppi, pubblicato da Bollati Boringhieri - che lei ci racconta così: «I bambini piccoli sanno già molto di loro stessi, ma non hanno ancora un linguaggio adeguato per esprimersi: il disegno diventa un buon strumento di dialogo. L’ombra ad esempio, viene vista come capace di vita autonoma anche se è tratteggiata antropomorfa, o meglio bambinomorfa. Eccola, allora, nera ma con gli occhi azzurri come il bambino cui appartiene (se ci vede, non va a sbattere!), o come una sagoma rovesciata, ma ben attaccata a piedi (così non scappa come succede a Peter Pan!), oppure raffigurata di profilo, assolutamente identica al bambino, il suo doppio, insomma». Precisa Alison Gopnik: «La domanda che si ponevano Platone e altri filosofi era: "Come facciamo a sapere così tanto del mondo?" La risposta è che i metodi di sperimentazione sembrano programmati nel nostro cervello fin dalla nascita. È

❜❜ A loro vengono un milione Anni Trenta Bimbo buddista tibetano e sulla sfondo la statua di Budda (Corbis)

di idee nuove. Noi adulti ne scegliamo tre o quattro e le mettiamo in pratica grazie a questi programmi se i bambini, e tutti noi, possiamo scoprire la verità». Ne è convinta Nicla Vassallo, docente di filosofia teoretica all’università di Genova: «Il bambino ha un profondo bisogno di conoscenza speculativa: lo dimostra il successo, anche in Italia, degli esperimenti mentali adottati in varie scuole che si rifanno alla Philosophy for children, progetto educativo elaborato negli anni Settanta dal filosofo americano Matthew Lipman, che utilizza racconti (tradotti in Italia dall’editore Liguori, ndr) in cui i protagonisti, bambini, adolescenti, adulti dialogano su questioni di natura filosofica. Un esperimento mentale noto è quello del genio maligno di Cartesio, tratto dalle Meditazioni metafisiche, ovvero il dubbio che la realtà sia tutta un sogno, che un genio maligno inganni su ogni cosa». Storia quest’ultima che il filosofo francese Jean Paul Mongin, direttore in Francia della collana Les Petits Platons ha scritto per i bambini in un libro illustrato, pubblicato in Italia da Isbn. Stesso editore anche per i libri (l’ultimo, Il concetto di Dio) di Oscar Brenifier, ormai famoso in tutto in mondo per i suoi atelier filosofici.

noi l’implementazione. A loro vengono un milione di idee nuove; noi ne scegliamo tre o quattro, e le mettiamo in pratica». Le tecniche più recenti di neuroimaging hanno fornito una spiegazione scientifica (interessante soprattutto per i neuroscienziati): il cervello dei bambini è più ricco di connessioni di quello degli adulti e i percorsi neurali disponibili, ovvero le connessioni fra le cellule nervose, sono più numerosi («la sua mappa ricorda una città vecchia come Parigi, piena di stradine interconnesse» esemplifica la Gopnik). Quando cresciamo il cervello sfronda i per-

Franca Porciani © RIPRODUZIONE RISERVATA

Supplemento singolo di Antonella Baccaro

I dubbi (e i tormenti) dei single sulla famiglia che aumenta con la fecondazione artificiale

L

’atmosfera vacanziera non ha impedito a un drappello nutrito di frequentatori del forum on-line «Supplemento singolo» di porsi un interrogativo impegnativo: è giusto o no per un single procreare tramite fecondazione artificiale? Che ambiente affettivo avrà intorno a sé quel bambino? In che modo gli sarà possibile (se lo sarà) conoscere il padre naturale? Come è noto in Italia la legge vieta in assoluto questa possibilità: il single non può farsi fecondare né può adottare, non gli resta che prendere in affido un bambino. Di qui il

fenomeno del pellegrinaggio fuori confine, per chi può permetterselo, alla ricerca di un istituto nel resto dell’Europa che accetta queste pratiche. In alcuni Paesi, come in Gran Bretagna, è sempre possibile ricercare il padre naturale (e addirittura usare il suo seme post mortem), in altri, come la Spagna, è preclusa. In Olanda dipenderà dal padre decidere se accedere all’eventuale richiesta del figlio. Nel forum sono state poche le donne che si sono dette disponibili a una scelta così complessa: troppe le difficoltà da affrontare da sole, anche

Mamma Jodie Foster con i figli Charles e Kit Bernard Foster, concepiti con inseminazione artificiale

quelle di natura economica. Il che pone seri interrogativi su quanto sia garantita in questo Paese la maternità, comunque la si affronti. Non è stato facile ribaltare la discussione sul punto di vista del bambino, sulla domanda: «Come raccontiamo al figlio la nostra scelta?». Ci ha provato un uomo che si firma Pac Man, ha scritto: «La madre single — osserva — gli direbbe al figlio: "Ringrazia il mio egoismo. È grazie a questo che sei nato, con tutti i limiti che ho e che ti ho lasciato, forse, in eredità. Fossi stata sensata, altruista e responsabile, tu non saresti nato". Sarà una prospettiva distorta — ha aggiunto Pac Man — ma fatico a credere che il numero dei genitori si possa ritenere ciò che fa la differenza nella qualità della vita del bambino». Gli ha risposto una donna, Mynerva: «Io non so e non voglio decidere se un altro essere uma-

no può realizzare il suo bisogno di procreare. È però anche un bisogno profondo dell’uomo quello di sapere da dove si viene, chi sono i genitori. È un bisogno psicologico forte, anche un’esigenza fisica, legata alla sopravvivenza e penso qui a malattie ereditarie. Andrebbe visto come un diritto e come tale andrebbe garantito». Ho riflettuto a lungo su queste risposte. Una verità non l’ho trovata. Solo mi chiedo: è un punto di vista più maschile quello che afferma il diritto all’esistenza «a prescindere»? E non è più proprio delle donne preoccuparsi di quello che girerà intorno a quell’esistenza? © RIPRODUZIONE RISERVATA

SU CORRIERE.IT Commenta nel forum «Supplemento singolo»

Domande e regole

Il gatto del vicino mi entra in casa Come faccio a mandarlo via

?

di PAOLA D’AMICO

«Chiudi la finestra, svelta. Sta arrivando il micio». Il micio si chiama Miguel e vive con i vicini. «Tre, anche quattro volte al giorno, quando siamo a casa, il suo musetto fa capolino alla finestra del balcone», racconta Lorella, che sembra indecisa sul da farsi: continuare a tenere le distanze con quel peloso, sbarrandogli l’accesso, o fare amicizia. Convinta com’è che Miguel, in sua assenza, sia già riuscito a intrufolarsi nell’appartamento. Si rassegni, perché nulla, spiegano gli etologi, potrà dissuaderlo dal tentare e ritentare questi assalti: «Perché il gatto è curioso e impavido. L’esplorazione del territorio è una delle sue primarie occupazioni — spiega Laura Borromeo, comportamentalista —. Nella vita in natura, e chi ha una casa con giardino lo sa bene, il gatto continua a supervisionare il territorio, verifica che non ci siano intrusi, entra ed esce di casa». E dopo ogni esplorazione la sua mappa territoriale si amplia. «Se la vostra casa entrerà in questa mappa — continua l’esperta — lui dovrà tornare a vedere che non accada nulla. Se, per esempio, in casa vostra trova un territorio più piacevole del suo, una cuccetta, per non parlare di un ospite che gli offre del cibo, non è escluso che decida di piazzarsi da voi». E che vi scelga come cat sitter, quando la famiglia con cui convive andrà in vacanza. Qualsiasi cosa sia una novità per il gatto è più divertente. «Non è forse così anche per noi umani?». E non c’è gatto di casa che non benedica l’estate. Uscire da una finestra anche di città, arrampicarsi sui tetti, equivale «alla fuga da una prigione, perché un micio in casa è un po’ come agli arresti domiciliari», conclude Borromeo. Spesso chi non ha un gatto si affeziona a quello del vicino, così intrigante e intraprendente. Ed un cat sitter è la migliore soluzione per l’estate, perché permette al gatto di vivere nel suo ambiente e non stressarsi. Ciò che conta al rientro è non farsi prendere dalla gelosia se lo vedete accucciolato nella poltrona del vicino e avete la sensazione di essergli indifferente. «Pensiamo che preferisca il vicino solo perché abbiamo un senso di colpa. È una nostra interpretazione. Perché abbiamo il senso del possesso. Lui è indipendente, interagisce con chi lo tratta meglio. Non smette di mangiare come farebbe un cane se non ci siamo. Non si lascia addestrare, ci addestra lui». © RIPRODUZIONE RISERVATA

TEMPI LIBERI


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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

italia: 515050585854

www.corriere.it/alberghiditalia

Alberghi d’Italia Hotel al top dell’ospitalità

MARE E DIVERTIMENTO Spiaggia e intrattenimenti: esplode l’estate in Toscana e Liguria M

are e divertimento è il connubio ideale ricercato in vacanza durante l’estate. In Toscana la riviera della Versilia lo garantisce da anni. Le spiagge e gli stabilimenti di Viareggio e Forte dei Marmi, le due località più famose,offrono tutti i servizi per trascorrere nel massimo relax le giornate al sole e la sera non c’è che l’imbarazzo della scelta tra ristoranti, discoteche, lounge bar, nonché eventi organizzati nei dintorni. Il più noto è La Versiliana (nella foto,manifesto della Bella Addormentata), che nei mesi di luglio e agosto ospita nel parco omonimo a Marina di Pietrasanta spettacoli di prosa, balletti e concerti di grande richiamo nella sapiente unione fra tradizione e innovazione, preceduti dagli incontri culturali nel tardo pomeriggio al Caffè della Versiliana. Per gli amanti dell’opera, e non solo per loro, l’appuntamento da non perdere è a Torre del Lago Puccini per il 57° Festival Puccini. La riviera della Maremma è un’altra zona della Toscana che assicura mare e divertimento. Castiglione della Pescaia con Punta Ala è una meta esclusiva. Quest’estate, oltre al cartellone di spettacoli al Museo multimediale Casa Rossa Ximenes, si tiene la prima edizione di “CineAmare”, rassegna cinematografica estiva del PuntAla Camping Resort con riproposte della stagione appena trascorsa e di lungometraggi dal forte impatto sociale. Mare e divertimento si Il Domina Home Piccolo,4 stelle L,èunaraffinatavillad’epoca,incastonata su un magnifico pendio della costa e immersa nel verde,a soli 100 m dalla famosa piazzetta. L’hotel è dotato di 24 confortevoli suite di design, in cui i toni naturali del bianco delle pareti e le forme minime degli arredi risaltano il paesaggio esterno e lo straordinario panorama ammirabile dalle finestre e dai balconi delle camere.

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Home Piccolo

Portofino (GE) 0185.269015 www.domina.it Situato vicino alla Marina Genova Aeroporto, l’hotel dispone di 283 camere perfettamente insonorizzate e di un centro congressi che può ospitare meeting fino a 1000 persone. I tre Ristoranti “Il Portico”, “Terrazza Darsena”e“Bistrot Albatross” offrono, in un ambiente caldo e accogliente, una cucina di ottimo livello.Fitness center aperto 24h, con personal trainer a disposizione, e navetta gratuiti.

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vivono pure nella vicina Liguria.A Genova è ricco il calendario delle rassegne estive:“Gezmataz Festival”(21-23 luglio) per gli amanti del jazz,“Ridere d’agosto… ma anche prima” (fino al 3 agosto) con spettacoli non solo di cabaret, “Festival in una notte d’estate”(fino all’8 agosto),percorsi tra storia e fantasia. Duecento sono gli eventi in programma per l’estate a La Spezia, tra spettacoli teatrali, mostre, cinema all’aperto e gli appuntamenti al Castello di San Giorgio.Anche Chiavari intrattiene turisti e cittadini con un articolato cartellone di serate danzanti al giardino di Palazzo Rocca, concerti e spettacoli per i bambini.Portofino (nella foto, archivio Consorzio Portofino Coast) dedica,invece,un’attenzione particolare agli animali:oltre quaranta sculture di animali di varie specie realizzate a grandezza naturale, opere di Michele Vitaloni, in mostra al Castello Brown fino al 30 settembre, ma anche le strade, il monte di Portofino, il molo del lungomare sono elegantemente invasi da installazioni artistiche a tema. Ad Alassio l’appuntamento clou del calendario di manifestazioni, tra concerti, spettacoli, passeggiate storico-naturalistiche, è l’elezione di Miss Muretto, che per la sua 58° edizione si tiene dal 3 al 6 agosto. www.ospitalitalia.it - www.otravel.it Gestito dalla famiglia proprietaria, l’hotel si trova sull’angolo della passeggiata sul mare a ponente di Alassio.Di fronte è la spiaggia privata di sabbia fine attrezzata con cabine, sedie, sdraio e lettini. L’hotel offre camere confortevoli alcune vista sul mare, cucina di tradizione italiana e internazionale, American Bar, sala gioco per bimbi, Internet wi-fi nelle sale comuni, garage e parcheggio a 800 m. Alassio (SV) 0182.642721 www.hmajestic.it Nello splendido centro storico a pochi minuti a piedi dalla passeggiata mare,l’Hotel Monte Rosa dispone di 61 camere e tre suites, nuovissima area piscina con idromassaggio separato, ristorante alla carta, aria condizionata, bar, spazio gioco per bambini, wi-fi, biciclette gratuite e garage. Pacchetti di 3 o 7 giorni con visite ed escursioni. Convenzioni con i principali stabilimenti balneari. Chiavari (GE) 0185.300321 www.hotelmonterosa.it

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Immerso fra i pini della Versilia, tra il mare e la cornice delle Alpi Apuane. Luogo di quiete e armonia, l’Hotel Logos ha una struttura articolata e familiare, al contempo sobria ed elegante, caratterizzata dalla torre che si erge sull’hotel e sul giardino con piscina. Una vacanza o un soggiorno adatto a ogni età e occasione, all’insegna della libertà e della simpatica ospitalità di ambienti e persone.

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Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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italia: 515050585854

Economia FTSE MIB

Indici delle Borse

La settimana

Cambi

Generali La settimana

Titoli di Stato Titolo

-0,03% 

Ced.

Quot. Rend. eff. 08-07 netto %

19.049,88

-3,47% 

Londra

5.990,58 -1,06% 

1 euro

FTSE It.All Share 19.794,13

-3,29% 

Francoforte

7.402,73 -0,92% 

1 euro 115,9800 yen

0,29% 

Btp 01-01/08/11 5,250% 100,14

FTSE It.Star

11.655,12

-2,01% 

Parigi (Cac40)

3.913,55 -1,67% 

1 euro

0,8932 sterline

0,12% 

Dow Jones

12.657,20

-0,49% 

Hong Kong

22.726,43

0,87% 

1 euro

1,2102 fr. sv.

0,43% 

Nasdaq

2.859,81

-0,45% 

Tokio (Nikkei)

10.137,73

0,66% 

1 euro

9,0838 cor.sve. -0,12% 

S&P 500

1.343,80

-0,70% 

Madrid

9.938,20 -2,53% 

1 euro

1,3645 dol.can. -0,67% 

FTSE MIB

La lente IL PREMIO PER DEUTSCHE BANK E LE MANOVRE AL VERTICE

D

eutsche Bank è stata premiata da Euromoney come «migliore banca globale del 2011». Il primo istituto tedesco «si è distinto per aver raggiunto risultati eccellenti in ogni area di business, anche in tempi di enormi cambiamenti», come quelli attraversati ora, «mentre attuava una svolta profonda nelle sue attività». Alla premiazione, giovedì sera a Londra, hanno

partecipato 500 fra i top manager del globo, incluso il ceo Josef Ackermann (foto). Nel frattempo, secondo indiscrezioni sulla sua successione, il capo controllore del primo istituto tedesco Clemens Boersig punterebbe a una coppia al vertice. Composta dal capo dell’investment banking, l’indiano Anshu Jain e Jürgen Fitschen, consigliere di amministrazione radicato nel network politico-finanziario internazionale e responsabile fra l’altro anche per le attività italiane.

Marika de Feo © RIPRODUZIONE RISERVATA

1,4242 dollari

Btp 99-01/11/10

-

-

Titolo

Ced.

Quot. Rend. eff. 08-07 netto %

-

Btp 04-01/02/20 4,500%

97,04

4,39

-

Btp 07-15/09/23 2,600%

91,16

5,68

Btp 07-15/04/12 4,000% 101,17

1,91

Btp 98-01/11/29 5,250%

95,92

4,99

Btp 02-01/02/13 4,750% 102,34 Btp 04-15/09/14 2,150% 99,28

2,62 4,01

Btp 04-01/02/15 4,250% 100,32

3,65

Btp 02-01/02/33 5,750% Btp 03-01/08/34 5,000% Cct 04-01/05/11 -

99,27 90,23 -

5,15 5,16 -

Btp 02-01/08/17 5,250% 103,11 Btp 08-01/08/18 4,500% 98,18 Btp 08-15/09/19 2,350% 94,30

4,04 4,27 5,31

Cct 05-01/11/12 0,980% Cct 07-01/12/14 0,980% Ctz 09-31/03/11 -

99,34 95,50 -

2,46 3,42 -

Tlc «Dismissioni minori, il core business è infrastrutture, accesso e mobile». Mangoni: tornano le ambizioni di crescita

Telecom sceglie ancora il Brasile Dopo Intelig rileva Aes Atimus. Bernabè: investimento industriale MILANO — In una giornata «non propriamente tranquilla sui mercati finanziari», il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè, ha presentato l’ultima operazione in Brasile: l’acquisizione per 700 milioni di euro di Aes Atimus, operatore di telecomunicazioni con una rete di 5.500 chilometri di fibra ottica che copre gli Stati di San Paolo e Rio de Janeiro, in cui si concentra il 27% del Pil brasiliano. «Un investimento — ha sottolineato Bernabè — che non ha valenza finanziaria ma industriale e infrastrutturale». Perché «al di là di queste turbolenze bisogna continuare a creare occasioni di miglioramento competitivo». E il Brasile per Telecom Italia è un Paese «strategico», come dimostrano le cifre che il gruppo ha realizzato nel primo trimestre di quest’anno in America Latina: il 34% del fatturato complessivo e il 24% dell’Ebitda. Non stupisce quindi che il ritorno alla crescita esterna sia avvenuto proprio in Brasile (nel 2009 era stata acquisita Intelig), dove il mercato delle telecomunicazioni vale 100 miliardi di reais (quasi 45 miliardi di euro) e Tim Participações è al terzo posto tra gli operatori mobili. Le sinergie attese sono di 1 miliardo di reais in tre anni. Inoltre, l’area in cui si sviluppa la rete di Aes — ha spiegato l’amministratore delegato di Tim Part Luca Luciani — vale 30 miliardi di reais e la controllata brasiliana di Telecom ora fa «3 miliardi di fatturato, dunque ci sono le prospettive di un potenziale dieci volte superiore». L’operazione non modifica il percorso di riduzione del debito di Telecom Italia, che re-

sta una priorità. Lo ha ribadito il direttore finanziario Andrea Mangoni, sottolineando il ritorno a una volontà di espansione: «La generazione di cassa di Telecom Italia — ha spiegato — è in grado di finanziare una rilevante riduzione dell’indebitamento e consentire al contempo alla società di tornare ad avere ambizioni di crescita esterna». L’obiettivo del risanamento finanziario è stato confermato da Bernabè, che ha elencato le attività «core» in Italia, ovvero «infrastrutture, accesso e mobile» e ha ri-

cordato l’intenzione di procedere a piccole dismissioni: «Stiamo facendo una revisione del portafoglio per focalizzarci ulteriormente». Non ha voluto specificare però se anche La7 sia tra queste (è di questi giorni la voce di un interes-

se da parte del gruppo Murdoch). Per l’acquisizione di Aes, che avverrà esclusivamente per cassa (dettagli del finanziamento ancora da definire) e che dovrebbe completarsi entro il quarto trimestre del

Investimenti «Al di là delle turbolenze bisogna creare occasioni di miglioramento competitivo»

La rete Una rete di 5.500 chilometri negli Stati di San Paolo e Rio de Janeiro

2011, Telecom stima di aver «pagato poco». Il prezzo corrisponde a «un multiplo di 12 volte l’Ebitda atteso per il 2011», ha spiegato Luciani. E all’obiezione che si tratti degli stessi multipli a cui è stata valorizzata Metroweb (la società proprietaria della maggiore rete di fibra ottica di Milano e della Lombardia), Bernabè e Mangoni hanno replicato che «è la dimostrazione che il prezzo pagato è molto buono perché le prospettive di crescita in Brasile sono incomparabili». L’operazione, hanno commentato, è «molto simile a Intelig anche se quella per dimensione era la metà e i ritorni sono di gran lunga superiori a quelli previsti dal piano». La Borsa di San Paolo ha reagito bene all’acquisizione di Aes Atimus dalla Companhia Brasiliana de Energia, il titolo di Tim Participações è balzato sul finale di seduta del 2,38% mentre l’indice Bovespa ha perso l’1,12%. A Milano, invece, Telecom Italia ha ceduto il 2,21% mentre il Ftse Mib ha registrato un -3,47%. Franco Bernabè

Francesca Basso © RIPRODUZIONE RISERVATA

Istat

Dopo tre mesi produzione industriale in calo a maggio

È di nuovo «segno meno» per la produzione industriale, che a maggio è tornata in calo su base mensile, scendendo dello 0,6% (dato destagionalizzato) rispetto ad aprile, mentre su base annua resta positiva, con un rialzo dell’1,8%, considerando il dato corretto per gli effetti di calendario. Lo ha rilevato l’Istat, per cui il ribasso congiunturale di maggio arriva dopo gli aumenti

registrati nei tre mesi precedenti. Nella media del trimestre marzo-maggio, l’indice è aumentato dell’1,6% rispetto al trimestre immediatamente precedente. Guardando ai settori d’attività economica, a maggio l’indice corretto per gli effetti di calendario segna, rispetto a maggio 2010, gli incrementi più marcati nei settori della

fabbricazione di macchinari e attrezzature, mentre le diminuzioni maggiori riguardano la fabbricazione di prodotti chimici. E le stime del Centro studi di Confindustria parlano di «una contrazione della produzione industriale dello 0,1%» a giugno su base congiunturale, prevedendo nel terzo trimestre «indicazioni di ulteriori ribassi». © RIPRODUZIONE RISERVATA


42 Economia

Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

italia: 515050585854

Il negoziato

A Siena Sì della Fondazione e di Unicoop Firenze. Il costruttore romano acquista 11 milioni di titoli

Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, Federazione autonoma bancari

Aumento Mps tutto esaurito

Abi e sindacati, c’è l’accordo sul fondo esuberi

MILANO — Tutto esaurito per l’aumento di capitale di Monte dei Paschi di Siena, che ieri sera ha chiuso l’operazione del valore di 2,15 miliardi con un’adesione che ha sfiorato il 100% (99,91%). La giornata di ieri, per la banca presieduta da Giuseppe Mussari, è stata altalenante, con la partenza sprint a Piazza Affari (+2,82%). Poi il titolo ha chiuso al ribasso perdendo il 3,01%, sulla scia dell’andamento in giù di tutti i bancari. Scia che nell’ultimo mese, è costata a Mps, una perdita in Borsa del 21%. Nel primo pomeriggio di ieri è stata ufficializzata la decisione del costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone, già azionista con il 4,72% e vicepresidente della banca, di arrotondare la sua partecipazione all’aumento di capitale per complessive 11,04 milioni di azioni e un investimento di sei milioni di euro. Il costruttore ha indicato che «sicuramente» non diluirà la propria quota nell’ambi-

Adesioni al 99,9%. Caltagirone sale ancora nell’azionariato

Raggiunto l’accordo tra l’Abi e i sindacati del credito sul fondo esuberi. Ieri l’intesa è stata annunciata dalla Federazione autonoma bancari italiani, che ha manifestato particolare apprezzamento per i risultati ottenuti. Da subito, sindacati e banche, potranno gestire in forma non traumatica gli esuberi dichiarati dai grandi gruppi bancari, dando la possibilità ai lavoratori di scegliere. Si reintroduce infatti la volontarietà al prepensionamento e si evita l’introduzione dell’indennità di disoccupazione nel settore del credito. «L’accordo — ha commentato in una nota il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni — rappresenta per l’intero movimento sindacale italiano una vittoria di portata storica, avendo evitato il pensionamento o prepensionamento obbligatorio di 30 mila lavoratori italiani in un momento di grave crisi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

to dell’aumento di capitale che si è concluso ieri. Nel dettaglio Caltagirone avrebbe acquistato per 5,4 milioni, tramite la Fincal, tra il 4 e il 7 luglio. E poi ancora un ulteriore shopping di 160 mila azioni tramite Soficos srl, 240 mila titoli tramite la Capitolium, 280 mila azioni

tramite Caltagirone Editore spa e la vendita di 40 mila azioni tramite la Mantegna srl. Alla fine, dopo le iniziali titubanze, anche Unicoop Firenze ha aderito all’aumento per l’intera quota del 2,98%. Idem per Fondazione Mps e Gruppo Axa: la prima con una sottoscrizione

La cooperativa La coop toscana ha aderito con tutta la quota, pari al 2,9% del capitale

Il voto Il report di Bank of America Merrill Lynch: alzato il giudizio sul titolo

di una quota non inferiore al 48% e i francesi con una quota di circa il 3,77%. La ricapitalizzazione della banca, sottoscritta da tutti i soci, servirà a rafforzare il patrimonio in vista del varo dei nuovi criteri di Basilea3, ma contribuirà anche a rimborsare 1,9 miliardi di Tremonti Bond. I diritti di opzione non esercitati — pari a circa 2 milioni — saranno offerti in Borsa dal 13 al 19 luglio. «Una bella prova di fiducia da parte di tutti gli azionisti — ha commentato il direttore generale Mps Antonio Vigni — in una fase assai complessa dei mercati. Questo ci dà ulteriore forza per realizzare gli obiettivi del piano industriale». Pubblicati anche i report da Bank of America Merrill Lynch sul settore bancario italiano: all’istituto senese è stato alzato il giudizio sul titolo da «Underperform» a «Neutral», con Target Price 0.7 euro.

Corinna De Cesare Il presidente di Mps, Giuseppe Mussari

© RIPRODUZIONE RISERVATA

A Collecchio

Parmalat, si chiude l’offerta Lactalis I francesi all’83,3% MILANO — È fatta. Parmalat è ufficialmente francese. L’Opa lanciata da Lactalis, che si è chiusa ieri, ha raccolto il 54,33% del capitale dell’azienda di Collecchio, che aggiunto al 29% già del gruppo francese porta all’83,3% la quota in mano alla famiglia Besnier. Un pacchetto superiore a quello che prima del crac faceva capo a Calisto Tanzi. Si tratta di «una tappa importante per il nostro gruppo — ha commentato il presidente di Lactalis, Emmanuel Besnier — che consente una crescita di quasi il 50% delle nostre attività. Il gruppo Lactalis diventa così ancora più internazionale e diversificato». Dall’unione dei due gruppi nascerà un colosso da 15 miliardi di euro di fatturato, leader mondiale nei prodotti lattiero-caseari, presente in 55 Paesi e con circa 200 siti produttivi. Besnier ha assicurato che «il gruppo Lactalis lavorerà, insieme al management di Parmalat, all’ulteriore sviluppo di Parmalat, nel rispetto della sua struttura e delle relazioni con gli allevatori di tutte le regioni italiane». Per acquisire il controllo dell’azienda parmense Lactalis ha sborsato complessivamente 3,7 miliardi: 2,4 miliardi per l'Opa più 1,3 miliardi per l'acquisizione del primo 28,969%. Dal momento che si è fermata sotto al 90,5% del capitale il

Industria e vertici Franco Tatò, neopresidente del gruppo alimentare Parmalat

gruppo di Collecchio resterà quotato e i francesi non dovranno lanciare l’Opa residuale. I titoli consegnati all’Opa verranno pagati entro venerdì prossimo. A questo punto, per chiudere il dossier, manca quindi solo l’autorizzazione delle Autorità antitrust: quella Ue ha già detto sì, ma non è l’unica che deve pronunciarsi. E manca però anche la nomina del nuovo capoazienda. Che molto probabilmente sarà scelto all’esterno. Il posto in consiglio è già pronto: ieri si è dimesso Olivier Savary, appena nominato in quota francese nel board di Parmalat. Un passo indietro che libera la poltrona per l’amministratore delegato, sul cui nome, tuttavia, spiegano fonti vicine all’azienda, non ci sarebbe ancora l’accordo. Besnier vuole tuttavia accelerare e per martedì, ha fatto sapere Parmalat, il presidente Franco Tatò ha convocato una riunione del consiglio per deliberare, tra l'altro, la nomina di un amministratore in sostituzione di Savary e all'attribuzione di deleghe.

Federico De Rosa fderosa@corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

Economia 43

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Ligresti Ieri ultimo giorno per i diritti. Entro il 10 agosto i cambi in consiglio

Panorama

Fonsai, Unicredit entra al 6,6% Patto leggero con Premafin Il titolo perde ancora il 7%. Voto libero in caso di disaccordo MILANO — Unicredit diventa con il 6,6% il secondo socio di Fonsai. Secondo l’accordo raggiunto in marzo, tramontata l’intesa con i francesi di Groupama, ieri la banca guidata da Federico Ghizzoni ha rilevato i diritti dalla Premafin, la holding di Salvatore Ligresti, e ha sottoscritto l’aumento di capitale di Fondiaria Sai impiegando in tutto 170 milioni. L’istituto di Piazza Cordusio ha versato dunque per l’acquisto dei diritti 133,6 milioni a Premafin, che a sua volta ne ha impiegati ieri 119 per sottoscrivere la propria quota di aumento e restare così in Fonsai al 35,7% rispetto al 42% precedente. Unicredit ha poi investito 36,4 milioni per le azioni di nuova emissione (due ogni diritto): ciò significa che la banca per il 6,6% di Fonsai ha pagato 11 euro a diritto, contro i 2 del valore teorico, e di conseguenza circa 7 per azione contro il prezzo prefissato a 1,5 euro. I valori incorporano un «premio» perché l’istituto, secondo la Consob impegnato in un’operazione assimilabile a un salvataggio (perciò esente da Opa), detiene una posizione significativa nella governance della compagnia presieduta da Jonella Ligresti grazie al patto parasociale con Premafin, sottoscritto ieri nella sua veste definitiva e pubblica-

to oggi su alcuni quotidiani. Un accordo più «light» rispetto a quello originale, dopo i cambiamenti concordati per renderlo coerente con gli impegni con l’Antitrust, rivolti a evitare eventuali rafforzamenti di Unicredit in Mediobanca attraverso appunto la quota Fonsai, e quelli già resi «disponibili» in sede di istruttoria Consob. Nel nuovo testo

Consob Per la Consob l’operazione è assimilabile a un salvataggio esente da obblighi Opa

viene in primo luogo sottolineato che «il patto di consultazione lascerà libere le parti di esprimere il voto in caso di disaccordo». Una novità significativa: la prima versione riportava che Unicredit e Premafin «si consulteranno prima di ogni assemblea ordinaria e straordinaria» di Fonsai, «per discutere in buona fede, ove possibile, una comune linea

Nelle foto, da sinistra, Piergiorgio Peluso, Antonio Catricalà, Salvatore e Jonella Ligresti

Unrae / Gettito di 51 milioni di euro

Superbollo, la tassa colpisce 80 mila vetture

La «supertassa» sulle auto con potenze superiori ai 225 kW (corrispondenti a 306 cavalli), varata con la manovra finanziaria, produrrà per le casse dello Stato un gettito annuo di 51 milioni di euro. La cifra è stata calcolata dal Centro studi dell’Unrae, l’associazione dei costruttori esteri, considerando la presenza nel parco circolante di circa 80 mila vetture (pari allo 0,23 per cento) colpite dal provvedimento. Veicoli che, sempre secondo l’Unrae, hanno la potenza media di 300 kW e per i quali il costo medio del bollo passa da mille a 1.780 euro. Nei primi sei mesi dell’anno, in Italia, sono state immatricolate 3.750 auto (lo 0,3 per cento delle vendite totali) che superano la soglia fiscalmente sensibile dei 225 kW.

Tommaso Tommasi © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sergio Bocconi

Benzina inarrestabile La quotazione arriva a 1,66 euro Un euro e 71 centesimi per un litro di verde a Ischia. È il nuovo massimo assoluto, anche se nel resto del Sud la situazione non va molto meglio: i prezzi della benzina sfiorano quota 1,66 euro e il gasolio ha superato 1,51 euro. La media nazionale si attesta invece oltre 1,62 euro al litro. Tutti rincari che ci riportano al luglio di tre anni fa e che insospettiscono non poco automobilisti e associazione dei consumatori. Per l’Unione petrolifera il nuovo salasso si spiega con il deprezzamento dell’euro sul dollaro e con i recenti aumenti delle accise. Due fattori che pesano «per oltre 11 centesimi su ogni litro», osservano i petrolieri. Esselunga non è in vendita: «Ad evitare sconcerto e disorientamento fra i propri dipendenti, i fornitori, il mondo della finanza e della politica», il gruppo della grande distribuzione guidato da Bernardo Caprotti (foto) ha diffuso una nota per precisare che «l’azienda non è in vendita; ha al presente, un andamento regolare, rimane italiana ed indipendente quale è». Wells Fargo patteggia per la causa sui mutui subprime: ha accettato di pagare 125 milioni di dollari per mettere fine alla causa intentata da un gruppo di fondi pensione, legata alla vendita di obbligazioni garantite da mutui prima della crisi finanziaria. Exor ha comprato 95 mila azioni proprie, nella settimana dal 4 all’8 luglio, dall’inizio del programma annunciato lo scorso 12 maggio, sono state acquistate 255 mila azioni ordinarie, 278.400 privilegiate e 56.350 azioni di risparmio per un investimento complessivo di circa 12 milioni di euro.

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Energia verde Sarà il maggior produttore italiano di pannelli

Solare, nella Etna Valley la fabbrica Enel-Sharp-StM MILANO — Enel gioca la carta del solare. E insieme a campioni mondiali come Sharp e StMicroelectronics, punta sul fotovoltaico, dando vita alla più grande fabbrica italiana di pannelli solari e una delle maggiori d’Europa, con una capacità produttiva iniziale di 160 megawatt, destinati a triplicare fino a 480 megawatt nell’arco dei prossimi tre anni. Ieri l’avvio ufficiale del nuo-

Azienda e Authority

di condotta»; il nuovo testo prevede sempre la consultazione pre-assembleare ma aggiunge «fermo restando che, all’esito della consultazione, ciascuna parte sarà pienamente libera di esercitare il diritto di voto secondo le proprie autonome determinazioni». Fra le «novità» nel patto, comunicate per lo più nei giorni scorsi con l’indicazione degli impegni verso l’Antitrust, ci sono quelle relative alla governance e alla cessione dell’1,1% di Generali da parte di Fonsai entro il 31 dicembre 2012. Rispetto a quanto già noto, sono da sottolineare in più solo alcuni dettagli. Anzitutto l’ingresso dei tre rappresentanti di Unicredit nel consiglio di Fonsai (costituito da 19 componenti, numero prima indicato come massimo) ha una tempistica definita: avverrà entro il 10 agosto. Il comitato esecutivo avrà «almeno» sei componenti, due dei quali designati dalla banca, presenza che sarà dimezzata in caso di esecutivo più snello. E ieri, ultima giornata di negoziazione dei diritti in Borsa, Fonsai ha accusato una nuova caduta, complice il periodo nerissimo per i mercati. L’azione ha perso il 7% a 2,07 euro e il diritto ha ceduto il 31,6% a 0,92 euro a causa anche delle cessioni «automatiche» di quanto detenuto dal retail che non partecipa all’operazione. Per le nuove azioni emesse con l’aumento (garantito da un consorzio guidato da Crédit Suisse e Unicredit) resta uno «sconto» del 27%.

re del progetto è comunque nell’ordine dei 400 milioni di euro, compreso il project financing (con Banca Imi, Centrobanca e Unicredit) e i 49 milioni di incentivi pubblici deli-

se specializzato nella produzione delle memorie veloci, rimasto abbandonato per qualche tempo e a forte rischio di chiusura. Adesso il rilancio in grande stile: la produzione di pannelli servirà anche la joint venture tra Enel e Sharp con Mercati l’obiettivo di realizzare impianti solari a film sottile per Obiettivi di mercato una capacità complessiva di sono Europa, Nord circa 500 megawatt entro il Africa e Medio Oriente 2016. Non solo. L’ambito geografico di riferimento su cui punta la 3Sun, è, oltre all’Europa, anche il Nord Africa e il Medio Oriente, dove è atteso uno sviluppo intenso del solare. «E tra l’altro permetterà la riduzione della quota di pannelli importati dalla Cina», ha sottolineato l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti. Non solo. Il nuovo impianto è situato in una posizione cruciale anche Stabilimento L’impianto 3Sun di Catania darà lavoro a un migliaio di addetti per i piani di Sharp in Europa. Il vicepresidente esecutivo, Tovo insediamento industriale berati dal Cipe giusto un anno shishige Hamano, ha infatti di Catania, battezzato «3Sun» fa. (tre Soli), che oltre a rilanciare Già, perché l’avvio del pro- definito il nostro Paese come in grande stile il polo tecnolo- getto risale al gennaio 2010, fulcro della strategia di espangico della cosiddetta Etna-Val- con la firma dell’accordo a tre, sione del colosso nipponico ley, coinvolgerà complessiva- per riconvertire lo stabilimen- nel mercato solare dell’area euromediterranea, con Catamente un migliaio di addetti: to Stmicroelectronics catane- nia come porta di ingresso. 500 in cantiere, 280 nell’indotLa joint venture 3Sun copre to e 280 dipendenti qualificati l’intera filiera fotovoltaica, che saranno impiegati in momettendo insieme le compedo permanente nella fase initenze di Enel nella progettazioziale dell’impianto. ne, costruzione, gestione imProtagonisti dell’iniziativa pianti e nella rete di vendita, industriale, Enel (con Enel la tecnologia esclusiva di milioni il valore complessivo Green Power), Sharp e StMiSharp e la capacità manifattudell’investimento croelectronics, che in joint riera di Stm. nell’impianto catanese venture hanno investito 70 miGabriele Dossena lioni di euro ciascuno. Il valo© RIPRODUZIONE RISERVATA

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TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI TORTONA AVVISO DI VENDITA DI AZIENDA Il dott. Pierluigi Caniggia con studio in Via Luca Valenziano n. 3, Tortona, Curatore del fallimento n. 3/2011, intende cedere l’azienda della società fallita con unità produttiva sita in comune di Tortona (Alessandria) e con sede legale in Milano. Attività esercitata: progettazione, realizzazione e commercializzazione di ponti radio per il broadcasting televisivo e di sistemi di diffusione del segnale televisivo, attualmente svolta nel compendio immobiliare sito in comune di Tortona utilizzato in forza di contratto di leasing immobiliare. L’azienda risulta allo stato concessa in affitto, pertanto la vendita avrà efficacia dal momento della stipulazione dell’atto di cessione. L’immissione del possesso avverrà in data 31.08.2011. Il prezzo minimo della vendita è stabilito in Euro 750.000,00 (settecentocinquantamila/00) sulla base di perizie, oltre alle rimanenze per Euro 178.843,85 (centosettantottomilaottocentoquarantatre/85), prezzo che verrà ridotto in misura proporzionale al decremento subito nella consistenza delle stesse dalla data del 01.06.2011. Il prezzo minimo della vendita è comprensivo dell’accollo da parte dell’acquirente del fondo TFR e delle somme relative ai PIR per l’importo complessivo di Euro 226.153,75 (duecentoventiseimilacentocinquantatre/75), nonché delle rate a scadere del leasing e della rata di riscatto per complessivi Euro 320.988,00 (trecentoventimilanovecentoottantotto/00). Le dichiarazioni di offerta vincolante irrevocabile di acquisto dovranno pervenire alle condizioni, secondo le modalità e nei termini indicati nel Regolamento di vendita, avendo cura di verificare tutto quanto ivi riportato. Le dichiarazioni di offerta dovranno essere garantite da cauzione pari al 10% del prezzo offerto da versarsi a mezzo assegno circolare. Il pagamento rateale residuo, comprensivo delle rimanenze, dovrà essere garantito da fideiussione bancaria. Sull’offerta dovrà essere apposta marca da € 14,62. Le offerte, unitamente agli allegati, dovranno pervenire allo studio del curatore fallimentare direttamente, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o a mezzo di agenzie di recapito autorizzate, in forma scritta e in busta chiusa sigillata su entrambi i lati recante la seguente dicitura “Offerta di acquisto per l’Azienda Fall. N. 3/2011” e dovranno contenere, a pena di inammissibilità, tutti gli elementi del Regolamento di vendita. Le dichiarazioni di offerta dovranno pervenire entro il 28.07.2011 ore 12,00. L’apertura delle buste e l’asta avverranno presso lo studio del curatore dott. Pierluigi Caniggia il 29.07.2011 ore 9,00. Il presente avviso costituisce invito a offrire e non offerta al pubblico ai sensi dell’art. 1336 c.c. o sollecitazione all’investimento ai sensi dell’art. 94 del D.Lgs. 58/1998. Per qualsiasi informazione sulle modalità di partecipazione all’asta, nonché per la visita dell’azienda, rivolgersi allo studio del curatore dott. Pierluigi Caniggia, Via Luca Valenziano n. 3 15057 Tortona (AL) Tel. 0131.861342 Fax 0131.863801, e.mail: pierluigi.caniggia@studiocaniggia.it. Il regolamento della vendita potrà essere reperito sul sito www.studiocaniggia.it sezione news oppure sul sito tribunale di Tortona www.tribunaletortona.it sezione vendite giudiziarie.

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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

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4,864 4,863 5,132 4,435 3,504 2,484 5,290 5,074 4,977 5,002 5,319 5,187 5,022 5,613 5,006 5,075 6,069 4,394 6,653 4,744 2,950 4,831 5,351 4,494 4,774 5,416 5,549 5,030 3,117 4,514 3,699 5,019 4,792 5,286 6,084 5,331 4,885 4,609 5,543

Carige Azionario Europa Carige Azionario Internazionale Carige Azionario Italia Carige Bilanciato 10 Carige Bilanciato 30 Carige Bilanciato 50 Carige Corporate Euro Carige Total Return 1 Carige Total Return 2 Carige Liquidita Euro Carige Monetario Euro Carige Obblig Euro Carige Obblig Euro Lungo Termine Carige Obblig Globale

07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

5,739 7,205 5,095 5,579 5,357 6,109 6,704 5,193 4,426 6,391 11,762 10,905 5,647 6,121

5,703 7,136 5,090 5,582 5,354 6,102 6,710 5,194 4,426 6,392 11,765 10,914 5,659 6,115

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

13,655 13,466 11,164 11,023 10,686 10,351 12,708 12,443

13,659 13,474 11,176 11,039 10,767 10,436 12,776 12,515

AZIMUT SGR - tel.02.88981 www.azimut.it - info@azimut.it 06/07 EUR 24,001 Azimut Bilanciato 06/07 EUR 6,585 Azimut Formula 1 Absolute 06/07 EUR 6,400 Azimut Formula 1 Conserv 06/07 EUR 6,604 Azimut Formula Target 2013 06/07 EUR 6,320 Azimut Formula Target 2014

4,407 6,388 6,355 10,570 4,360 14,431 19,483 13,580 6,688 7,130 5,931 9,364 7,488 6,601 7,348 13,514 7,406 15,018 12,129 4,973 9,781 7,539 10,185 6,926 20,508 35,553 4,857 5,336 5,142 5,481

24,088 6,618 6,406 6,610 6,333

Data Valuta

Quota/od.

Quota/pre.

Difesa Classe A Difesa Obiettivo TFR Classe A Obiettivo TFR Rivalutazione Classe A Rivalutazione Valorizzazione Classe A Valorizzazione

30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06

Num tel: 178 311 01 00 www.compamfund.com - info@compamfund.com 06/07 USD 1331,794 1332,828 Bluesky Global Strategy A 06/07 EUR 1163,462 1163,732 Bond Euro A 06/07 EUR 1136,503 1136,778 Bond Euro B 06/07 EUR 1233,153 1237,564 Bond Risk A 06/07 EUR 1198,910 1203,213 Bond Risk B 1421,774 1422,473 CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. A 06/07 EUR 1384,523 1385,218 CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. B 06/07 EUR 06/07 EUR 1219,483 1224,664 European Equity A 06/07 1171,827 1176,826 European Equity B EUR 05/07 EUR 110,154 110,028 Multiman. Bal. A 05/07 EUR 111,722 111,593 Multiman. Bal. M 75,074 75,427 Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A 29/06 EUR 76,790 77,137 Multiman. Eq. Afr. & Mid. East M 29/06 EUR 29/06 EUR 107,032 106,842 Multiman.Target Alpha A

Agriculture Euro R1C A Comm Euro R1C A Comm Harvest R3C E Croci Germany R1C A Currency Returns Plus R1C Dyn Aktien Pl R1C A

06/07 06/07 06/07 03/12 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07 06/07

11,308 26,047 9,782 5,271 15,733 4,036 9,224 8,668 17,054 7,604 11,783 4,067 9,536 23,283 4,534 9,267 36,371 7,919 4,916 5,112 5,081 5,082 5,098 5,230 5,147 5,115 4,946 5,179 7,301 7,499 5,363 5,709 7,632 6,056 12,025 13,985 15,037 7,675 8,475 8,145 5,500 5,452 5,445 5,273 5,503 5,996 5,703 4,807 4,115 3,975 11,658 7,701 7,765 16,679 5,999 6,877 6,198 24,344 5,244 7,131 7,481 6,330 5,743 5,757

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

11,217 26,208 9,740 5,291 15,592 3,976 9,128 8,691 17,045 7,548 12,020 4,004 9,467 22,978 4,634 9,303 36,430 7,929 4,925 5,115 5,085 5,089 5,111 5,231 5,149 5,117 4,946 5,181 7,304 7,502 5,366 5,707 7,634 6,065 12,030 14,025 15,047 7,689 8,428 8,145 5,501 5,454 5,445 5,274 5,502 5,999 5,708 4,814 4,114 3,977 11,532 7,703 7,767 16,680 6,010 6,886 6,186 24,255 5,243 7,133 7,482 6,353 5,743 5,762

31/05 EUR 564465,484 565348,095 31/05 EUR 7738,711 7483,960

EQUITY- I ABS- I

Tel: 848 58 58 20 Sito web: www.ingdirect.it 07/07 EUR Dividendo Arancio 07/07 EUR Convertibile Arancio 07/07 EUR Euro Arancio 01/03 EUR Bilancio Arancio 06/07 EUR Borsa Protetta Agosto 06/07 EUR Borsa Protetta Febbraio 06/07 EUR Borsa Protetta Maggio 06/07 EUR Borsa Protetta Novembre 07/07 EUR Inflazione Più Arancio 07/07 EUR Mattone Arancio 07/07 EUR Profilo Dinamico Arancio 07/07 EUR Profilo Equilibrato Arancio 07/07 EUR Profilo Moderato Arancio 07/07 EUR Top Italia Arancio

38,790 51,210 52,850 48,380 54,720 52,740 55,660 54,090 50,080 39,800 56,160 54,130 51,530 45,940

38,670 51,280 52,940 48,320 54,600 52,400 55,280 53,730 50,160 40,090 56,410 54,280 51,630 46,060

Invesco Funds 06/07 07/07 07/07 07/07 06/07

EUR EUR EUR EUR EUR EUR

84,630 161,770 102,360 977,650 109,430

85,110 161,240 104,230 974,160 110,250

Croci Euro R1C B Croci Japan R1C B Croci US R1C B Dyn. Bd Stabilität Plus R1C A Dyn. Cash R1C A Dyn. ETF Selector 3 R1C A Dyn. ETF Selector 6 R1C A Dyn. ETF Selector 8 R1C A Paulson Global R1C E Sovereign Plus R1C A Systematic Alpha Index R1C A

07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 06/07 06/07 06/07 30/06 07/07 30/06

EUR JPY USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

93,640 6584,740 116,990 94,190 101,290 98,660 85,150 101,530 8480,250 104,380 9716,730

93,150 6598,490 115,900 94,310 101,290 98,550 84,950 101,370 8320,100 103,920 9844,320

Tel. 02/88219.1 - direzione@gruppoesperia.com www.gruppoesperia.com

Duemme Sicav Asian Equities C Bond Euro Area C Bond Inflation Linked C Corporate Bond Euro C Dynamic Allocation Efficient Equity Opportunity C Euro Equities C Euro Investments C Flexible Strategies C Global Allocation C Global Convertible Plus Gov Bond Euro Medium Term C Italian Stocks Money Market C Private Equity Strategies C Revenues C Sector Investments Strategic Portfolio C Trading US Equities C Usa Short Term C

07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07

JPY EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD USD

6121,000 137,710 100,100 120,850 90,500 100,960 116,210 98,580 104,410 91,880 99,590 97,290 115,370 74,700 106,040 90,490 100,120 94,580 102,470 110,400 113,430 111,670

6117,000 138,010 100,480 120,890 91,190 101,040 116,520 99,310 104,530 91,970 99,330 97,300 115,750 75,110 106,070 90,330 100,020 94,580 103,110 110,220 113,470 111,690

Duemme Sgr Duemme Hedge Dynamic Duemme Hedge Performance Duemme Hedge Protection

31/03 EUR 418410,385 422409,666 31/03 EUR 573572,108 573785,185 31/03 EUR 571552,543 571669,214

Data Valuta 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07

EUR EUR EUR EUR EUR

Quota/od.

Quota/pre.

9,302 4,559 6,165 7,976 7,925

9,276 4,539 6,122 7,982 7,907

www.eurizoncapital.it tel. 02 88101 Eurizon Az Asia Nuove Econom. Eurizon Az Area Euro Eurizon Az Energie Mat Pr Eurizon Az Internazionale Etico Eurizon Az Salute E Amb Eurizon Az Teconol Avanz Eurizon Azioni America Eurizon Azioni Europa Eurizon Azioni Finanza Eurizon Azioni Internazionali Eurizon Azioni Italia Eurizon Azioni Pacifico Eurizon Azioni Paesi Emergenti Eurizon Azioni PMI America Eurizon Azioni PMI Italia Eurizon Azioni PMI Europa Eurizon Bilanc Euro Multiman Eurizon Diversificato Etico Eurizon Focus Cap Protetto 12/2014 Eurizon Focus Gar 06/2012 Eurizon Focus Gar 09/2012 Eurizon Focus Gar 12/2012 Eurizon Focus Gar 03/2013 Eurizon Focus Gar II Sem 06 Eurizon Focus Gar I T 07 Eurizon Focus Gar II T 07 Eurizon Focus Gar III T 07 Eurizon Focus Gar IV T 07 Eurizon Liquidita' A Eurizon Liquidita' B Eurizon Obbligazioni Etico Eurizon Obbligazioni Euro Corp Eurizon Obbligazioni Euro Corp BT Eurizon Obbligazioni Cedola Eurizon Obbligazioni Emergenti Eurizon Obbligazioni Euro Eurizon Obbligazioni Euro BT Eurizon Obbligazioni Euro HY Eurizon Obbligazioni Internazionali Eurizon Obiettivo Rendimento Eurizon Profilo Conservativo Eurizon Profilo Dinamico Eurizon Profilo Moderato Eurizon Rendimento Assoluto 2 A Eurizon Rendimento Assoluto 3 A Eurizon Team 1 Eurizon Team 2 Eurizon Team 3 Eurizon Team 4 Eurizon Team 5 Eurizon Tesoreria Dollar Eurizon Tesoreria Euro A Eurizon Tesoreria Euro B Eurizon Tesoreria Dollar $ Eurizon Rendita Eurizon Soluzione 10 Eurizon Soluzione 40 Eurizon Soluzione 60 Eurizon Strategia Prot III Trim 11 Passadore Monetario Teodorico Monetario Unibanca Azionario Europa Unibanca Monetario Unibanca Obbligaz Euro

La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia è disponibile sul sito www.invesco.it

DB Platinum

Nome Global Agriculture NASDAQ OMX Global Clean Energy Global Listed Private Eq. MENA NASDAQ OMX Palisades Global Water

Fondo Pensione Aperto Carige

DB Platinum IV Numero Verde 800 255783 info@animasgr.it - www.animasgr.it 07/07 EUR 4,450 Anima America 07/07 EUR 6,388 Anima Asia 07/07 EUR 6,353 Anima Convertibile 07/07 EUR 10,585 Anima Emerging Markets 07/07 EUR 4,386 Anima Europa 07/07 EUR 14,481 Anima Fondattivo 07/07 EUR 19,462 Anima Fondimpiego 07/07 EUR 13,691 Anima Fondo Trading 07/07 EUR 6,683 Anima Liquidità 07/07 EUR 7,110 Anima Obbligaz Euro 07/07 EUR 5,922 Anima Obiettivo Rend. 07/07 EUR 9,413 Americhe 07/07 EUR 7,477 Corporate Bd 07/07 EUR 6,608 Emerging Markets Bd 07/07 EUR 7,368 Emerging Markets Eq 07/07 13,566 Europa EUR 07/07 EUR 7,440 Iniziativa Europa 07/07 EUR 15,012 Italia 07/07 EUR 12,118 Monetario 07/07 EUR 4,950 Pacifico 07/07 EUR 9,747 Pianeta 07/07 EUR 7,526 Risparmio 07/07 EUR 10,169 Sforzesco 07/07 EUR 6,921 Tesoreria 07/07 EUR 20,600 Valore Globale 07/07 EUR 35,567 Visconteo 07/07 EUR 4,870 Capitale Piu' C.Azionario 07/07 EUR 5,334 Capitale Piu' C.Bilanc. 15 07/07 EUR 5,137 Capitale Piu' C.Bilanc. 30 07/07 EUR 5,474 Capitale Piu' C.Obbligaz.

Nome

Asia Balanced R Asia Balanced E Asia Consumer Demand R Asia Consumer Demand E Asia Infrastructure R Asia Infrastructure E Balanced-Risk Allocation R Balanced-Risk Allocation E Em. Loc. Cur. Debt R-Dis.M Em. Loc. Cur. Debt E Em. Loc. Cur. Debt A-Dis.M Energy R Energy E Euro Corp. Bond R-Dis.M Euro Corp. Bond R Euro Corp. Bond E Euro Corp. Bond A-Dis.M Euro Inflation-Link. Bond R Gold & Precious Metals R Gold & Precious Metals E Greater China Eq. R Greater China Eq. E Pan European Eq. R Pan European Eq. E Pan European Struct. Eq. R Pan European Struct. Eq. E

08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07

USD EUR USD EUR USD EUR EUR EUR USD EUR USD USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR

10,070 12,160 10,390 9,220 9,940 10,920 10,340 12,370 10,208 10,626 11,488 9,540 19,610 10,042 10,103 13,333 11,190 10,046 9,250 8,210 10,090 25,170 10,170 11,630 10,220 8,930

10,040 12,110 10,310 9,150 9,880 10,840 10,310 12,320 10,149 10,558 11,421 9,390 19,300 10,035 10,096 13,324 11,182 10,053 9,250 8,200 10,130 25,280 10,150 11,610 10,160 8,880

07/07 07/07 07/07 07/07 07/07

USD USD JPY JPY USD

37,010 36,750 1719,000 653,000 19,120

36,630 36,560 1711,000 648,000 18,910

Invesco Funds II Global Small Cap Value R Global Value Eq. R Japanese Eq. Advantage R Japanese Value Eq. R US Value Eq. R

Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.invescopowershares.net Dynamic US Market EQQQ EuroMTS Cash 3 Months FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap FTSE RAFI Dev. 1000 Fund FTSE RAFI Dev. Europe Mid-Sm FTSE RAFI Emerging Mkts FTSE RAFI Europe FTSE RAFI Hong Kong China FTSE RAFI Italy 30 FTSE RAFI Switzerland FTSE RAFI US 1000

07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

6,499 41,263 101,843 5,516 9,033 9,453 7,268 7,414 14,160 5,105 7,539 6,912

6,456 40,849 101,838 5,524 9,009 9,418 7,243 7,388 14,241 5,141 7,590 6,870

Tel: 02 77718.1 www.kairospartners.com

KAIROS PARTNERS SGR 31/05 31/05 31/05 31/05 31/05 15/06 31/05 31/05 31/05 31/05 31/05 31/05 31/05 31/05 07/07 07/07 07/07

Kairos Div. + I Kairos Div. + P Kairos Equity A Kairos Fix. Inc. A Kairos Fix. Inc. I Kairos Italia A Kairos Low Vol. A Kairos Low Vol. B Kairos Low Vol. I Kairos Medium Term A Kairos Medium Term B Kairos Multi-Str. A Kairos Multi-Str. B Kairos Multi-Str. I Kairos Global Kairos Income Kairos Small Cap

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

543385,719 538171,624 762646,247 582044,040 517563,477 555601,451 739653,675 506551,662 514856,123 557665,398 528412,063 805118,049 576022,490 536050,760 5,867 6,763 9,766

548474,036 543401,464 769721,050 583438,862 518820,769 566053,856 742137,248 508451,011 516591,291 562851,990 533744,155 809267,855 579318,630 538679,684 5,844 6,766 9,732

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

103,340 103,380 97,300 96,780 97,500 102,810 102,410 103,580 150,520 152,160 153,030 129,650 128,440 128,960 107,720 107,000 107,570 107,990 115,050 113,940 114,940 115,210 115,990 80,820 78,270 80,430 80,870 81,820 106,530 104,640 107,380 107,500 109,370 108,250 109,170 109,440 110,290 111,350 111,110 111,460 92,370 91,600 92,190 92,570 93,640 105,290 98,660 97,400 98,390 98,850 99,520 95,640 95,430 95,780

102,850 102,890 97,460 96,940 97,670 102,320 101,920 103,080 127,220 107,830 107,100 107,680 108,090 114,960 113,860 114,850 115,120 115,900 80,520 77,980 80,130 80,570 81,520 106,590 104,700 107,430 107,500 108,610 107,510 108,680 109,520 110,250 110,030 110,350 92,040 91,270 91,860 92,240 93,300 105,420 99,120 97,860 98,850 99,310 99,980 97,490

KAIROS INTERNATIONAL SICAV 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 01/07 01/07 01/07 01/07 01/07 01/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 21/06 01/07 01/07 01/07 01/07 01/07 01/07 01/07 01/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 01/07 01/07 01/07

KIS - Ambiente A KIS - Ambiente I KIS - Absolute A KIS - Absolute F KIS - Absolute I KIS - Ambiente D KIS - Ambiente F KIS - Ambiente X KIS - America A-USD KIS - America D KIS - America F KIS - America X KIS - Asia A KIS - Asia D KIS - Asia F KIS - Bond A KIS - Bond D KIS - Bond F KIS - Bond I KIS - Dynamic A KIS - Dynamic D KIS - Dynamic F KIS - Dynamic I KIS - Dynamic X KIS - Global A KIS - Global D KIS - Global F KIS - Global I KIS - Global X KIS - Income A KIS - Income D KIS - Income I KIS - Income X KIS - Long - Short A KIS - Long - Short D KIS - Long - Short F KIS - Long - Short I KIS - Long - Short X KIS - Selection A KIS - Selection F KIS - Selection I KIS - Sm. Cap A KIS - Sm. Cap D KIS - Sm. Cap F KIS - Sm. Cap I KIS - Sm. Cap X KIS - Target 2014 X KIS - Trading A KIS - Trading D KIS - Trading F KIS - Trading I KIS - Trading X KIS - Trend A KIS - Trend F KIS - Trend I

ASIAN OPP CAP RET EUR DYNAMIC GROWTH RET EUR EUROPEAN BOND CAP INST FLEX DUR CAP RET EUR A FLEX QUANTITATIVE HR6 A EUR FLEX STRATEGY RET EUR HIGH GRWTH CAP RET EUR ITALY CAP RET A EUR

07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

8,567 804,649 903,062 1113,517 98,072 102,625 75,928 20,920

8,579 808,975 903,052 1117,402 98,169 102,614 76,238 20,987

www.newmillenniumsicav.com Distributore Principale: Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475 29/06 EUR 124,830 124,630 NM Augustum Beatrice Eq Fd A 07/07 EUR 164,160 164,400 NM Augustum Corp Bd A 07/07 EUR 132,300 132,400 NM Augustum High Qual Bd A 81,570 81,170 NM Augustum Pan European Eq A 07/07 EUR 07/07 EUR 128,850 129,060 NM Euro Bonds Short Term A 07/07 EUR 41,000 40,810 NM Euro Equities A 07/07 EUR 57,520 57,030 NM Global Equities A 104,340 104,360 NM Inflation Linked Bond Europe A 07/07 EUR 07/07 EUR 116,240 116,370 NM Large Europe Corp A 07/07 EUR 122,440 122,370 NM Previra World Cons A 07/07 EUR 75,760 75,050 NM Q7 Active Eq. Int. A 07/07 EUR 92,670 91,930 NM Q7 Alpha Balanced A 01/07 104,520 105,840 NM Q7 Globalflex A EUR 01/07 EUR 115,040 114,920 NM Total Return Flexible A

Numero verde 800 124811 www.nextampartners.com-info@nextampartners.com 07/07 EUR 6,174 6,155 Nextam Bilanciato 07/07 EUR 4,831 4,808 Nextam Flessibile 07/07 EUR 6,058 6,054 Nextam Obblig. Misto

NEXTAM PARTNERS SICAV AAM Pro Select A AAM Pro Select I BInver International A BInver International I Citic Securities China A Citic Securities China I Fidela A Fidela I Income A Income I International Equity A International Equity I Italian Selection A Italian Selection I Liquidity A Liquidity I Multimanager American Eq.A Multimanager American Eq.I Multimanager Asia Pacific Eq.A Multimanager Asia Pacific Eq.I Multimanager Emerg.Mkts Eq.A Multimanager Emerg.Mkts Eq.I Multimanager European Eq.A Multimanager European Eq.I Strategic A Strategic I

Absolute Return EUR2 Asia Opport. EUR2

08/07 08/07 25/11 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

4,813 4,865 5,016 4,927 5,259 5,371 5,382 5,523 5,525 5,394 5,431 5,296 5,337 3,616 3,730 4,400 4,520 4,526 4,619 3,774 3,875 4,913 5,042

www.oysterfunds.com 07/07 EUR 150,110 07/07 EUR 168,220

4,808 4,861 4,928 5,260 5,375 5,386 5,501 5,503 5,391 5,428 5,296 5,337 3,607 3,720 4,380 4,499 4,522 4,615 3,777 3,879 4,911 5,040

150,020 168,060

Nome

Data Valuta

Asia Opport. USD2 Credit Opport. EUR2 Diversified EUR Dynamic Allocation EUR Emerg. Mkts Dynamic EUR2 Emerg. Mkts Dynamic USD2 Euro Liquidity EUR Europ. Corporate Bds EUR Europ. Fixed Income EUR Europ. Opport. EUR Europ. Opport. EUR2 Europ. Small Cap EUR ForExtra Yield (EUR) EUR Global Convertibles EUR Global Convertibles USD Italian Opport. EUR Italian Value EUR Japan Opport. EUR Japan Opport. JPY LatAm Opport. EUR2 LatAm Opport. USD2 Market Neutral EUR US Dollar Bds USD US Dynamic EUR US Dynamic USD US Small Cap USD US Value EUR US Value USD World Opport. EUR World Opport. USD 3A Dyn. UCITS Fd (EUR) A

07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 05/07

USD EUR EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR JPY EUR USD EUR USD EUR USD USD EUR USD EUR USD EUR

Quota/od.

Quota/pre.

171,720 163,910 232,460 155,140 117,770 125,210 151,089 201,550 191,240 301,300 169,350 293,870 158,760 202,400 199,800 29,300 201,020 123,280 11938,000 167,240 170,140 151,000 315,940 111,110 115,810 203,450 148,760 150,610 142,690 294,430 994,580

171,510 163,910 231,900 154,870 117,310 124,690 151,084 201,990 191,450 299,390 168,280 292,370 158,760 201,810 199,130 29,270 202,110 123,200 11922,000 166,880 169,720 151,000 316,560 109,860 114,460 200,710 147,120 148,890 142,080 292,990 994,580

Tel: 0041916403780 www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com PS - Absolute Return PS - Absolute Return B PS - Aliseo A PS - Best Global Managers A PS - Best Global Managers B PS - Bond Opportunities PS - Bond Opportunities B PS - Inter. Equity Quant A PS - Inter. Equity Quant B PS - Liquidity PS - Market Neutral PS - Market Neutral B PS - Opportunistic Growth PS - Podium Flex A PS - Podium Flex C PS - Soprarno Global Macro A PS - Soprarno Global Macro B PS - Soprarno Relative Value A PS - Soprarno Relative Value B PS - Strategic Colibrì PS - Titan Aggressive PS - Titan Conservative PS - Valeur Income PS - Value PS - Value B

08/07 08/07 05/07 05/07 05/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 28/04 08/07 08/07 08/07 08/07 08/07 05/07 05/07 08/07 05/07 05/07

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

97,650 102,690 95,880 102,280 103,410 141,530 104,710 113,830 114,160 118,840 87,230 82,800 95,590 96,890 99,820 98,700 99,040 95,900 95,860 85,380 103,740 98,660 101,940 96,080 97,450

97,690 102,730 96,270 101,700 102,810 141,590 104,760 112,850 113,200 118,860 87,330 82,900 95,580 96,690 100,000 98,450 98,790 96,020 95,980 84,640 100,510 97,730 101,920 94,770 96,120

www.pegasocapitalsicav.com Strategic Trend Inst. C Strategic Trend Retail C

06/07 EUR 06/07 EUR

102,590 102,050

102,680 102,160

Nome

Data Valuta 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07

US All Cap A US Dollar Bond A hdg US Dollar Bond A US Dollar Liquidity A US Large Cap A US Large Cap A US Large Cap EUR hedged A US Small & Mid-Cap Equ A US Small & Mid-Cap Equ A US Smaller Companies A

USD EUR USD USD EUR USD EUR EUR USD USD

Quota/od.

Quota/pre.

111,150 128,870 18,910 105,160 51,910 74,320 98,790 114,670 164,860 83,320

110,030 128,930 18,920 105,150 51,320 73,650 97,900 113,130 163,030 82,300

*I LIVELLI DI PROTEZIONE RELATIVI AI FONDI DEFENSIVE SONO CONSULTABILI SUL SITO INTERNET WWW.SCHRODERS.IT

www.sorgentegroup.com Fondo Donatello-Michelangelo Due Fondo Donatello-Tulipano Fondo Donatello-Margherita Fondo Donatello-David Fondo Donatello-Puglia Uno Caravaggio di Sorgente SGR

31/12 31/12 31/12 31/12 31/12 31/12

EUR EUR EUR EUR EUR EUR

54575,179 49811,098 28627,386 57372,027 55416,101 2981,761

56242,509 50282,489 27332,950 57301,183 3083,178

Si tratta di Fondi Immobiliari chiusi

Tel: 800/614614 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR

7,079 10,106 4,108 6,773 6,380 22,488 5,611 3,839 6,558 5,883 6,895 6,319 5,814 10,366 5,348 2,764 5,046 7,485 9,550 5,197 7,154 6,312 6,382 5,644 5,574 6,630 5,300 5,498 5,718 5,033 5,484 5,066 5,174 5,073 5,299 5,923 4,120 5,526 5,739 5,806 13,772 5,470

7,013 10,033 4,075 6,781 6,265 22,418 5,616 3,823 6,560 5,869 6,907 6,235 5,789 10,366 5,354 2,742 5,036 7,487 9,560 5,178 7,155 6,265 6,333 5,643 5,535 6,511 5,299 5,491 5,702 5,034 5,489 5,068 5,183 5,074 5,293 5,914 4,080 5,487 5,729 5,787 13,646 5,433

Tel. 02 - 430241 www.ubipramerica.it 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR

4,701 5,585 5,052 5,050 5,833 6,110 4,681 4,844 11,520 6,737 4,350 5,942 6,749 7,312 7,934 6,911 4,958 9,620 5,694 7,094 5,345 5,607 5,919 6,112 5,609 5,670 5,617 5,430 5,247 5,055 5,082 4,959 10,518

4,692 5,587 5,050 5,027 5,799 6,077 4,664 4,834 11,468 6,759 4,328 5,936 6,760 7,315 7,947 6,929 4,988 9,597 5,718 7,109 5,331 5,604 5,926 6,119 5,613 5,671 5,612 5,414 5,224 5,059 5,086 4,953 10,527

www.vitruviussicav.com 07/07 EUR 07/07 USD 07/07 USD 07/07 EUR 07/07 USD 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 USD 07/07 USD 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 JPY 07/07 EUR 07/07 EUR 07/07 CHF 07/07 EUR 07/07 USD 07/07 EUR

80,510 111,700 97,260 91,670 473,370 467,890 226,380 89,540 127,240 57,640 64,100 81,050 95,970 126,830 118,010 107,210 81,160 119,440 133,820

80,460 111,630 96,660 91,110 470,120 464,750 225,760 89,450 127,100 57,080 63,490 81,050 96,120 127,050 118,030 106,670 80,780 118,600 132,900

Bim Az. Small Cap Italia Bim Azionario Europa Bim Azionario Globale Bim Azionario Italia Bim Azionario USA Bim Bilanciato Bim Corporate Mix Bim Flessibile Bim Obblig. Breve Term. Bim Obblig. Globale Bim Obbligazionario Euro Sicav Asia Flessibile Sicav Azionario Euro Sicav Azionario Italia Sicav Bil.Equ. Italia Sicav Fortissimo Sicav Europa Flessibile Sicav Monetario Sicav Obblig. Area Europa Sicav Patrimonio Globale Sicav Patrimonio G. Reddito Synergia Azionario Europa Synergia Azionario Globale Synergia Azionario Italia Synergia Az. Small Cap Italia Synergia Azionario USA Synergia Bilanciato 15 Synergia Bilanciato 30 Synergia Bilanciato 50 Synergia Monetaria Synergia Obbl. Corporate Synergia Obbl. Euro B.T. Synergia Obbl. Euro M.T. Synergia Tesoreria Synergia Total Return Symphonia MS Adagio Symphonia MS America Symphonia MS Asia Symphonia MS Europa Symphonia MS Largo Symphonia MS P. Emer. Symphonia MS Vivace

Numero Verde 800-533377 - www.schroders.it Schroder International Selection Fund SICAV Asia Pacific Property Sec. A Asian Bond Abs.Re. A Asian Convertible Bd A Asian Convertible Bd A Hd Asian Equity Yield A Asian Smaller Companies A BRIC (BR,RU,IN,CH) A BRIC (BR,RU,IN,CH) A China Opportunities A Em. Eur. Dbt Abs. Ret. A Em. Mkts Dbt Ab.Ret.EUR Hdg A Emerging Asia A Emerging Asia A Emerging Europe A Emerging Markets A Emerging Markets A Emerging Mkts Dbt Abs Ret A EURO Active Value A EURO Bond A EURO Corporate Bond A EURO Equity A EURO Government Bond A EURO Liquidity A EURO Short Term Bond A European Allocation A European Defensive A* European Dividend Max. A European Dividend Max. A European Equity Alpha A European Equity Yield A European Large Cap A European Smaller Comp A European Special Sit A Glb Emer Mkt Opps A Glb Emer Mkt Opps EUR A Global Bond A Global Convertible Bd A Global Convertible Bd A Hd Global Corp B Eur Hedge A Global Clim.ChgeEq.A hdg Global Clim.ChgeEq.A Global Corporate A Global Credit Duration A Global Div.Maximiser A Global Div.Maximiser A Global Energy A Global Equity A Global Equity Alpha A Global Equity Alpha A Global Equity Yield A Global Equity Yield A Global High Yield A Global HYield EUR Hedge A Global Infl L B USD Hed A Global Infl Linked Bond A Global Prop Securities A Global Prop. Sec. EUR Hdgd A Global Smal Companies A Greater China A Indian Equity A Italian Equity A Japanese Equity A Japanese Equity EUR Hdgd A Japanese Large Cap A Japanese Smal Companies A Latin American Fund A Latin American Fund A Middle East A Pacific Equity A Pacific Equity A QEP Global Quant Act Val A QEP Global Quant Act Val A Strategic B Euro Hedged A Strategic Bond A Swiss Equity A Swiss Equity Opps A Swiss Small & Mid Cap A UK Equity A

07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07 07/07

USD USD USD EUR USD USD EUR USD USD EUR EUR EUR USD EUR EUR USD USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD EUR USD USD EUR EUR EUR USD USD EUR USD USD USD USD EUR USD EUR USD USD EUR USD EUR USD EUR USD USD USD EUR JPY EUR JPY JPY EUR USD USD EUR USD EUR USD EUR USD CHF CHF CHF GBP

124,970 12,240 111,520 112,130 21,610 182,170 150,660 215,320 249,460 17,930 28,440 17,940 25,650 23,490 9,810 14,060 26,420 28,780 15,510 16,370 21,780 8,520 121,740 6,690 18,810 9,690 75,350 55,620 39,620 11,740 162,200 21,670 105,930 15,650 14,150 11,200 109,780 108,540 129,420 8,710 9,520 8,730 108,400 7,940 5,750 40,620 16,050 94,110 134,680 82,390 117,760 32,100 30,600 26,290 25,820 124,740 117,890 131,910 39,080 134,270 22,540 573,160 58,850 776,690 54,240 38,640 55,570 8,680 8,310 11,900 104,660 150,870 128,640 134,710 27,120 114,000 23,060 3,270

125,110 12,240 111,000 111,600 21,530 181,260 149,910 214,770 249,080 17,890 28,410 17,880 25,630 23,150 9,770 14,030 26,390 28,490 15,530 16,390 21,480 8,550 121,740 6,690 18,700 9,630 74,460 54,970 39,240 11,590 160,140 21,540 104,800 15,610 14,080 11,230 109,600 108,350 129,560 8,660 9,480 8,740 108,280 7,880 5,710 40,830 15,930 93,230 133,740 81,660 117,010 32,060 30,570 26,370 25,890 124,640 117,780 130,990 39,210 132,050 22,170 575,380 59,080 779,930 54,270 38,720 55,820 8,680 8,280 11,880 103,820 150,030 128,390 134,460 26,920 113,120 22,970 3,230

UBI Pr. Active Beta UBI Pr. Active Duration UBI Pr. Alpha Equity UBI Pr. Azionario Etico UBI Pr. Azioni Euro UBI Pr. Azioni Europa UBI Pr. Azioni Globali UBI Pr. Azioni Italia UBI Pr. Azioni Mercati Emerg. UBI Pr. Azioni Pacifico UBI Pr. Azioni USA UBI Pr. Bilanc. Euro Rischio Cont. UBI Pr. Euro B.T. UBI Pr. Euro Cash UBI Pr. Euro Corporate UBI Pr. Euro Medio/Lungo Ter. UBI Pr. Obblig. Dollari UBI Pr. Obblig. Glob. Alto Rend. UBI Pr. Obblig. Globali UBI Pr. Obblig. Globali Corp. UBI Pr. Portafoglio Aggressivo UBI Pr. Portafoglio Dinamico UBI Pr. Portafoglio Moderato UBI Pr. Portafoglio Prudente UBI Pr. Privilege 1 UBI Pr. Privilege 2 UBI Pr. Privilege 3 UBI Pr. Privilege 4 UBI Pr. Privilege 5 UBI Pr. Tot. Ret. Mod. A UBI Pr. Tot. Ret. Mod. B UBI Pr. Tot.Ret. Dinamico UBI Pr. Total Return Prudente

Asian Equity B Asian Equity B Capital Opportunities Capital Opportunities Hdg Emerg Mkts Equity Emerg Mkts Equity Hdg European Equity Greater China Equity Greater China Equity Growth Opportunities Growth Opportunities Hdg Italian Equity Japanese Equity Japanese Equity Hdg Reserve Liquidity Swiss Equity Swiss Equity Hdg US Equity US Equity Hdg

8a+ Eiger 8a+ Gran Paradiso 8a+ Latemar 8a+ Matterhorn 8a+ Monviso

Tel 0332 251411 www.ottoapiu.it 07/07 EUR 5,047 5,020 07/07 EUR 5,430 5,433 07/07 EUR 5,273 5,263 01/07 EUR 625456,762 617303,841 07/07 EUR 5,185 5,177

Legenda: Quota/pre. = Quota precedente;

Quota/od. = Quota odierna

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Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

Sussurri & Grida

Piazza Affari IL CALO DELLE BANCHE CEDE ANSALDO STS

Nordest, provincia (industriale) del Golfo Persico

di GIACOMO FERRARI Si è ripetuto ieri a Piazza Affari un copione già visto lo scorso 24 giugno. Ancora una volta di venerdì. L’attacco delle vendite speculative si è scatenato a metà seduta e il bersaglio principale è stato il listino italiano: le Borse europee, infatti, anch’esse in calo, hanno limitato i danni. L’elemento scatenante è stato l'aumento dello spread tra i Btp e i bund tedeschi, ai massimi dall’introduzione dell’euro. Poi sono subentrate le preoccupazioni per gli stress test sulle banche italiane, i cui esiti saranno comunicati il 15 luglio. Il risultato, al termine delle contrattazioni, è stato un calo dell'indice Ftse Mib del 3,47% (appeso per un soffio alla soglia dei 19 mila punti) e una vera e propria ecatombe per quanto riguarda i principali valori bancari (su tutti Unicredit, Banco Popolare e Banca Popolare Milano, giù rispettivamente del 7,85%, del 6,46% e del 6,12%). Completano il quadro gli arretramenti altrettanto pesanti di Ansaldo Sts (-7,27%) e Fonsai (-7,01%), che ha così toccato il nuovo minimo dell’anno a quota 2,07 euro. Nel paniere dei 40 titoli principali si è salvata Bulgari (+0,08), mentre Parmalat ha ceduto il 2,26% nel giorno di chiusura dell’Opa di Lactalis. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Borsa Italiana Nome Titolo

Tel.

A A.S. Roma .....................(ASR) A2A .......................................(A2A) Acea......................................(ACE) Acegas-Aps...........................(AEG) Acotel Group * ......................(ACO) Acque Potabili .......................(ACP) Acsm ....................................(ACS) AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) Aedes * ...................................(AE) Aedes 14w *.....................(WAE14) Aeffe *...................................(AEF) Aicon * ...................................(AIC) Alerion ..................................(ARN) Amplifon...............................(AMP) Ansaldo Sts *.........................(STS) Antichi Pell ..............................(AP) Apulia Pront...........................(APP) Arena ....................................(ARE) Arkimedica ...........................(AKM) Ascopiave *...........................(ASC) Astaldi * ................................(AST) Atlantia ..................................(ATL) Autogrill ................................(AGL) Autostrada To-Mi .....................(AT) Autostrade Mer. ................(AUTME) Azimut..................................(AZM) B B&C Speakers ...............(BEC) Banca Generali .....................(BGN) Banca Ifis *...............................(IF) Banca Pop. Emilia R. .............(BPE) Banca Pop. Sondrio.............(BPSO) Banco Popolare .......................(BP) Banco Popolare w10.........(WBP10) Basicnet................................(BAN) Bastogi......................................(B) BB Biotech *............................(BB) Bca Carige ............................(CRG) Bca Carige r........................(CRGR) Bca Finnat * ..........................(BFE) Bca Intermobiliare .................(BIM) Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL) Bca Pop.Milano......................(PMI) Bca Pop.Milano 13w .......(WPMI13) Bca Pop.Spoleto ....................(SPO) Bca Profilo ............................(PRO) Bco Desio-Brianza ................(BDB) Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR) Bco Santander ....................(SANT) Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) Bee Team ..............................(BET) Beghelli...................................(BE) Benetton Group .....................(BEN) Beni Stabili ...........................(BNS) Best Union Co......................(BEST) Bialetti Industrie *...................(BIA) Biancamano *.......................(BCM) Biesse * ................................(BSS) Bioera.....................................(BIE) Boero Bart.............................(BOE) Bolzoni *................................(BLZ) Bon.Ferraresi...........................(BF) Borgosesia..............................(BO) Borgosesia rnc......................(BOR) Brembo * ..............................(BRE) Brioschi..................................(BRI) Bulgari ..................................(BUL) Buone Società .......................(LBS) Buongiorno *.........................(BNG) Buzzi Unicem ........................(BZU) Buzzi Unicem rnc ................(BZUR) C Cad It * ..........................(CAD) Cairo Comm. *........................(CAI) Caleffi....................................(CLF) Caltagirone ..........................(CALT) Caltagirone Ed.......................(CED) Camfin .................................(CMF) Camfin 09-11 w ............(WCMF11) Campari ................................(CPR) Cape Live ................................(CL) Carraro ...............................(CARR) Cattolica As.........................(CASS) CDC ......................................(CDC) Cell Therap...........................(CTIC) Cembre * .............................(CMB) Cementir *............................(CEM) Cent. Latte Torino * ................(CLT) Ceram. Ricchetti.....................(RIC) CHL.......................................(CHL) CIA .........................................(CIA) Ciccolella ................................(CC) Cir..........................................(CIR) Class Editori ..........................(CLE) Cobra * .................................(COB) Cofide ...................................(COF) Cogeme Set ..........................(COG) Conafi Prestito' .....................(CNP) Cred. Artigiano ......................(CRA) Cred. Bergamasco...................(CB) Cred. Emiliano .........................(CE)

Economia/Mercati Finanziari 45

italia: 515050585854

(fr.bas.) Sono state coinvolte le Acciaierie Valbruna, Panto, Cimolai, Aermec e le Costruzioni Mantovani, solo per citare alcune delle quattordici aziende venete selezionate da Giuseppe Forlanelli per partecipare a un incontro ieri a Vicenza con Asher Schön, vicepresidente del gruppo Schön Properties di Dubai. Obiettivo farle partecipare al miliardario programma di sviluppo negli Emirati Arabi, che garantirebbe commesse per i prossimi 20 anni. In ballo nel Golfo Persico c’è la realizzazione di infrastrutture civili e turistiche per il rinnovo dell’immagine di quell’area. In Arabia Saudita sono in costruzione quattro nuove città e una grande università. Schön Properties è però anche a capo di una cordata di oltre 72 società e gestisce il portafoglio di un fondo monetario stimato attorno ai 2 miliardi per investimenti nel settore del turismo in Italia, che ha già puntato gli occhi su Grado. Il prossimo appuntamento è a Dubai al termine del Ramadan in settembre: le imprese venete avranno una sessione ad hoc per presentare le proprie attività agli investitori arabi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gsi compre Alcisa, nasce il super polo dei salumi (i. tro.) Alla fine i prosciutti si sono mangiati la mortadella. Grandi salumifici italiani (Gsi), leader naziona-

le nella produzione e vendita di salumi e di secondi piatti freschi pronti, ha raggiunto un accordo per l’acquisizione del gruppo Alcisa, marchio storico della salumeria italiana che nel 2010 ha fatto registrare più di 60 milioni di euro di fatturato. Si tratta di un’operazione che consentirà a Gsi di consolidare il primato che già detiene in Italia nel settore dei salumi e di diventare anche il più importante produttore nel segmento della mortadella, nel quale Alcisa è primo produttore nazionale. L’accordo siglato prevede da parte di Gsi l’acquisizione di Lavino Spa e del ramo d’azienda Alcisa, che secondo gli accordi saranno valutate nel complesso con un enterprise value di circa 55 milioni di euro. Un’acquisizione «insolita» per un settore come quello alimentare, caratterizzato da un’estrema frammentazione (basti solo pensare che Gsi nel suo segmento è di gran lunga il primo operatore con una quota di oltre il 10% di produzione). L’accordo raggiunto con le famiglie Galletti e Brini, che insieme detengono l’intero capitale sociale del gruppo Alcisa, prevede che Gsi acquisisca il 100% di Lavino Spa, società che possiede lo storico salumificio Alcisa di Zola Predosa (BO). Inoltre (aspetto tutt’altro che secondario) la Lavino spa è titolare di un’importante joint venture con la società Pick, il più importante produttore di salame ungherese in Europa, con il quale Alcisa gestisce una comune piattaforma di distribuzio-

Nome Titolo

0,689 1,011 6,745 4,240 29,000 1,036 1,040 11,250 0,128 0,021 1,215 0,168 4,748 4,194 7,530 0,456 0,245 0,017 0,180 1,550 4,650 13,050 8,975 9,125 19,790 5,725 3,010 8,960 4,640 7,140 5,320 1,420 — 2,558 1,289 53,150 1,451 2,300 0,428 4,032 1,982 1,533 0,400 2,448 0,319 3,530 3,116 7,610 8,490 0,488 0,590 5,145 0,680 1,350 0,324 1,940 5,135 — — 2,050 24,280 1,055 — 9,925 0,134 12,220 0,382 1,334 9,155 5,110 3,760 2,926 1,370 1,796 1,374 0,395 0,071 5,705 0,149 3,246 16,310 1,702 0,991 7,380 1,880 2,526 0,238 0,101 0,252 0,650 1,789 0,342 1,066 0,759 0,240 0,760 1,271 22,000 4,088

Cred. Valtellinese .................(CVAL) Cred. Valtellinese 10w ....(WCVA10) Cred. Valtellinese 14w ....(WCVA14) Crespi ...................................(CRE) Csp .......................................(CSP) D D'Amico *........................(DIS) Dada * ....................................(DA) Damiani *.............................(DMN) Danieli ..................................(DAN) Danieli rnc ..........................(DANR) Datalogic * ............................(DAL) De'Longhi .............................(DLG) Dea Capital *.........................(DEA) Diasorin *...............................(DIA) Digital Bros *..........................(DIB) Dmail Group * ......................(DMA) DMT * ..................................(DMT) E Edison ............................(EDN) Edison r ..............................(EDNR) EEMS * ...............................(EEMS) El.En. * ..................................(ELN) Elica * ...................................(ELC) Emak * ...................................(EM) Enel.....................................(ENEL) Enel Green Pw....................(EGPW) Enervit ..................................(ENV) Engineering * ........................(ENG) Eni .........................................(ENI) Erg........................................(ERG) Ergy Capital...........................(ECA) Ergy Capital 11w ................(WECA) Ergy Capital 16w ............(WECA16) Esprinet * ..............................(PRT) Eurotech * .............................(ETH) Eutelia ...................................(EUT) Exor ......................................(EXO)

-1,71 -34,69 -2,98 -3,53 -2,18 -21,29 -0,19 +16,88 -3,65 -34,08 -6,24 -27,80 -1,70 -3,97 +2,27 +3,88 -2,22 -33,58 -8,07 -51,07 -3,88+139,17 -4,65 -4,92 +0,08 -10,16 -1,92 +10,95 -7,27 -17,97 +3,64 -3,29 -2,20 -30,59 -5,98 -32,42 -6,82 -60,15 +0,06 -1,96 -3,33 -6,16 -2,97 -11,48 -1,48 -15,73 -4,20 -10,63 -0,05 -13,20 -5,61 -15,25 +0,40 -19,95 -2,93 -2,18 -1,15 -12,29 -3,58 -24,84 -2,65 -14,19 -6,46 -42,39 — — +0,31 -8,64 +0,55 -16,03 +0,09 +9,36 -1,76 -7,58 — -17,12 -0,40 -13,62 +0,40 -3,54 -3,41 -35,02 -6,12 -42,48 — -66,67 -0,08 -28,94 -2,75 -27,61 -3,45 -12,84 — -16,07 -3,37 -3,43 -0,12 -10,16 -3,75 +21,42 -3,67 -14,12 -2,83 +2,90 -3,68 +6,08 +6,89 -2,17 -1,49 -8,39 -1,47 +46,97 -4,91 -4,55 — — — — -0,97 -3,87 +2,88 -17,50 -2,76 -18,28 — — -3,08 +26,51 -2,47 -3,73 +0,08 +49,57 -5,80 -2,05 -3,61 +14,60 -2,81 +5,41 -1,26 -6,24 -3,64 -8,18 -2,34 +7,87 -0,07 +18,41 +0,90 +1,53 -1,01 -20,07 +0,23 +5,81 +0,71 +6,66 -0,61 +17,03 -3,56 -40,80 -0,61 -16,50 -3,15 -14,83 -1,05 +3,72 -5,62 -39,61 -1,01 +18,84 -1,57 -11,01 -0,08 +3,10 -5,90 -5,94 -0,98 -23,63 -7,52 -14,86 -2,99 -0,15 +1,76 +30,30 -3,28 -24,08 -1,30 -19,67 +0,60 +12,62 -6,25 -34,96 — -23,85 -1,47 -2,08 +0,87 +6,90 -2,34 -12,51

0,679 1,001 6,745 3,628 29,000 1,031 1,040 10,830 0,122 0,021 0,477 0,158 4,744 3,598 7,530 0,440 0,245 0,017 0,180 1,513 4,650 13,050 8,500 9,110 19,390 5,725 2,998 8,460 4,640 7,075 5,270 1,420 — 2,280 1,226 47,680 1,444 2,300 0,416 3,950 1,938 1,500 0,369 2,400 0,314 3,528 3,046 7,350 8,485 0,380 0,585 4,600 0,633 1,263 0,324 1,286 5,010 — — 1,999 23,600 1,039 — 7,725 0,128 7,280 0,331 1,053 7,960 4,790 3,450 2,685 1,120 1,743 1,335 0,329 0,056 4,438 0,149 3,140 15,620 1,450 0,944 5,965 1,760 2,400 0,238 0,101 0,252 0,551 1,337 0,341 1,010 0,647 0,240 0,760 1,271 20,300 4,088

B.O.T.

1,249 1,231 8,580 4,640 44,140 1,477 1,192 12,500 0,231 0,049 1,477 0,281 5,820 4,372 9,600 0,596 0,384 0,029 0,453 1,718 5,960 16,095 10,970 11,400 24,380 8,461 4,080 11,560 5,585 9,895 6,600 2,753 — 3,100 1,660 55,000 1,812 2,780 0,522 4,388 3,210 3,163 1,254 3,455 0,440 4,120 3,750 9,300 9,950 0,541 0,732 5,725 0,765 1,450 0,425 2,012 7,810 — — 2,350 31,430 1,349 — 10,240 0,173 12,300 0,755 1,460 10,760 6,090 4,447 3,290 1,399 2,118 1,945 0,429 0,083 5,800 0,411 4,468 20,310 1,939 1,932 8,715 2,340 4,100 0,305 0,150 0,340 0,777 1,789 0,520 1,440 0,784 0,371 1,070 1,461 24,770 5,505

93,3 3197,4 1447,4 230,5 123,2 37,7 79,6 101,3 93,0 — 133,2 18,9 205,8 929,0 1078,0 20,6 58,4 24,7 16,7 360,1 464,1 8305,9 2290,4 812,8 85,5 834,4 33,0 1013,4 249,3 1836,3 1659,4 2572,5 — 154,9 22,2 — 2369,7 403,4 152,8 626,4 151,7 654,0 — 71,0 215,5 413,6 40,8 — 55,2 33,8 120,2 939,9 1313,8 12,2 24,2 66,5 143,5 — — 54,3 133,2 46,1 — 669,7 105,0 3696,4 4,0 145,1 1532,7 205,8 34,6 231,5 17,0 213,8 169,5 268,3 — 3327,5 7,4 147,4 889,6 21,0 — 126,6 300,8 25,1 19,6 15,8 23,8 117,5 1400,8 35,9 42,9 536,7 15,0 35,2 358,1 1362,9 1378,0

Tel.

Exor prv.................................(EXP) Exor risp................................(EXR) Exprivia *...............................(XPR) F Falck Renewables * .........(FKR) Ferragamo...........................(SFER) Fiat............................................(F) Fiat Ind. priv............................(FIP) Fiat Ind. risp ...........................(FIR) Fiat Industr................................(FI) Fiat prv....................................(FP) Fiat rnc....................................(FR) Fidia * ...................................(FDA) Fiera Milano * .........................(FM) Finarte C.Aste .......................(FCD) Finmeccanica........................(FNC) FNM .....................................(FNM) Fondiaria-Sai .........................(FSA) Fondiaria-Sai rnc.................(FSAR) Fullsix....................................(FUL) G Gabetti Pro.S..................(GAB) Gabetti Pro.S. 13w .........(WGAB13) Gas Plus................................(GSP) Gefran * ..................................(GE) Gemina ................................(GEM) Gemina rnc ........................(GEMR) Generali ....................................(G) Geox .....................................(GEO) Gewiss .................................(GEW) Greenvision ............................(VIS) Gruppo Coin..........................(GCN) Gruppo Edit. L'Espresso...........(ES) Gruppo Minerali M...............(GMM) H Hera ...............................(HER) I I Grandi Viaggi..................(IGV) IGD *......................................(IGD)

15.03.11 15.04.11 16.05.11 15.06.11 15.07.11 15.08.11

3 34

99,986 99,725

2,70

(g. dos.) Uno schiaffo agli intrighi politici, un premio al merito e alla trasparenza. Il neosindaco di Milano Giuliano Pisapia ha deciso di inaugurare una nuova prassi nella nomina degli amministratori delle ex municipalizzate: la scelta tramite concorso, con precisi criteri di selezione per la candidatura. Una novità che per l’immediato riguarderà, tra le altre nomine in scadenza, quella di amministratore alla Fondazione EnergyLab (il bando scadrà il prossimo 15 luglio), ma che la prossima primavera coinvolgerà anche i consigli di gestione e di sorveglianza di A2A, la società dove Milano ha la maggioranza in comproprietà con il Comune di Brescia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Nome Titolo

2,728 -2,15 -17,65 2,674 3,695 742,7 — — — — — — 0,131 — -42,26 0,134 0,281 — 0,059 -4,84 -38,98 0,059 0,161 9,6 1,180 -3,20 +9,67 1,052 1,295 39,6 0,800 -1,23 -19,03 0,711 1,000 119,4 3,100 -4,67 -36,61 3,010 5,020 51,1 1,087 -0,37 +29,40 0,819 1,260 89,7 18,800 -3,34 -22,31 16,950 24,580 776,8 9,920 -4,06 -24,68 9,560 13,690 405,2 6,380 -1,85 +5,19 5,490 6,540 370,4 8,850 -0,51 +51,54 5,820 9,300 1315,1 1,480 -3,90 +28,70 1,125 1,600 456,8 33,190 -1,45 +5,20 30,170 36,090 1862,6 1,060 -3,64 -30,72 1,060 1,573 14,9 2,800 -0,07 -3,95 2,306 3,265 21,8 19,260 -2,48 +25,23 15,040 23,510 220,8 0,848 -3,31 -1,97 0,736 0,907 4467,7 0,920 -3,61 -24,65 0,920 1,287 103,8 1,095 -2,93 -16,92 1,095 1,539 47,4 12,530 -2,19 -1,03 12,000 15,140 60,9 1,190 -4,72 -17,36 1,190 1,768 76,0 3,920 -0,51 -11,21 3,860 4,600 108,0 4,322 -2,31 +14,49 3,692 4,832 40994,9 1,822 -2,41 +15,90 1,563 2,048 9166,5 1,960 +3,98 +57,56 1,217 2,398 34,9 23,280 +0,22 +8,33 21,140 24,320 288,1 15,940 -2,39 -2,92 15,580 18,420 64470,7 9,170 -1,82 -11,40 8,960 10,440 1389,8 0,401 -1,93 -17,68 0,401 0,498 38,1 0,017 — -42,37 0,016 0,029 — 0,087 +0,12 -34,74 0,086 0,143 — 4,134 -3,09 -26,96 4,134 6,275 218,0 1,950 -4,51 +4,28 1,860 2,440 70,8 — — — — — — 22,060 -2,90 -11,51 19,060 25,760 3566,0

Il Sole 24 Ore ........................(S24) 1,110 -2,89 -20,43 1,110 1,510 48,6 Ima * .....................................(IMA) 14,950 -0,73 -0,13 13,850 15,200 553,2 Immsi ....................................(IMS) 0,818 -1,15 -1,51 0,780 0,910 278,2 Impregilo................................(IPG) 2,052 -2,19 -4,34 1,970 2,462 827,9 Impregilo rnc........................(IPGR) 7,980 — +2,97 7,355 8,200 12,9 Indesit....................................(IND) 6,840 -0,80 -16,53 6,660 9,015 785,3 Indesit rnc ...........................(INDR) — — — — — — Intek.......................................(ITK) 0,388 -0,49 -1,45 0,381 0,540 49,6 Intek 11w ..........................(WIT11) 0,012 -4,80 -52,40 0,010 0,029 — Intek r ................................(ITKRP) 0,739 -0,07 +7,81 0,660 0,815 4,1 Interpump * ..............................(IP) 5,970 +0,34 +4,10 5,360 6,175 575,4 Interpump 12 w * ..............(WIP12) 0,773 +0,26 +15,89 0,630 0,874 — Intesa Sanpaolo......................(ISP) 1,654 -4,56 -14,18 1,654 2,429 26080,9 Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR) 1,359 -4,50 -18,97 1,359 2,087 1284,7 Invest e Sviluppo ....................(IES) 0,010 -4,81 -20,16 0,010 0,019 12,7 Invest e Sviluppo 09w......(WIES12) 0,003 +3,45 +3,45 0,002 0,007 — Irce *......................................(IRC) 2,090 -2,79 +31,53 1,528 2,708 59,0 Iren ........................................(IRE) 1,183 -2,23 -5,81 1,152 1,407 1408,9 Isagro * ..................................(ISG) 3,170 -1,80 -8,84 3,170 4,034 55,4 IT WAY * ................................(ITW) 1,620 — -37,07 1,485 2,764 12,8 Italcementi................................(IT) 6,185 -2,21 -6,29 5,895 7,650 1107,0 Italcementi rnc .......................(ITR) 2,962 -1,66 -18,79 2,868 3,886 313,4 Italmobiliare...........................(ITM) 25,500 -3,41 -0,93 24,430 29,900 571,5 Italmobiliare rnc...................(ITMR) 15,470 -0,19 -13,53 14,870 19,730 253,5 Italy 1 Invest w ...................(WIT1) 0,520 +8,22 — 0,379 0,788 — Italy 1 Invest...........................(IT1) 9,850 — — 8,768 9,950 147,7 J Juventus FC * ...............(JUVE) 0,870 -0,74 -8,91 0,780 0,986 175,2 46,7 K K.R.Energy......................(KRE) 0,047 -4,63 -31,40 0,047 0,074 K.R.Energy 12w..............(WKRE12) 0,014 — -31,22 0,013 0,024 — Kerself ..................................(KRS) 1,875 -2,80 -46,08 1,875 3,700 33,1 Kinexia..................................(KNX) 1,805 -2,43 -15,46 1,800 2,135 38,8 KME Group ...........................(KME) 0,330 -1,26 -0,15 0,325 0,391 143,8 KME Group 09w.............(WKME09) 0,006 -3,03 -63,84 0,005 0,021 — KME Group 11w.............(WKME11) 0,006 — -57,75 0,004 0,017 — KME Group rnc ...................(KMER) 0,620 -0,16 +6,62 0,576 0,724 27,1 52,3 L La Doria *..........................(LD) 1,694 -0,06 -9,51 1,613 2,068

19,500 17,900 0,910 1,273 10,600 7,245 4,384 4,418 8,355 5,195 5,200 3,296 4,390 — 7,830 0,424 2,070 1,110 1,718 0,080 — 2,900 3,986 0,649 0,928 13,650 3,920 5,050 5,085 6,465 1,779 3,580 1,451 0,993 1,648

-2,30 -2,19 -3,24 -2,38 +0,66 -3,27 -4,74 -4,74 -4,24 -4,24 -3,79 +0,12 -2,92 — -3,21 +0,21 -7,01 -8,26 -4,13 -5,55 — -0,21 -2,16 -3,28 — -4,41 -1,85 -0,10 +0,69 -0,08 -1,17 -1,86 -1,56 +1,48 -2,43

+3,72 15,390 21,300 1509,4 -4,28 13,880 20,100 164,8 -4,61 0,903 1,155 47,4 -24,00 1,200 1,758 374,1 — 9,950 10,650 1781,4 +3,13 5,870 8,050 7999,4 -29,86 4,384 7,415 460,4 -28,51 4,418 7,395 357,7 -7,17 8,355 10,660 9277,8 -1,80 4,720 6,385 548,0 -1,61 4,710 6,375 424,3 -10,62 3,250 4,140 16,7 +0,92 4,100 4,916 188,3 — — — — -9,06 7,830 9,865 4576,1 -15,96 0,411 0,515 104,4 -43,34 2,070 4,366 272,7 -56,92 1,110 2,941 49,1 +56,18 1,071 3,262 19,4 -63,63 0,079 0,245 20,6 — — — — -26,58 2,840 4,160 127,4 -11,03 3,758 5,250 57,2 +20,09 0,532 0,766 954,7 -2,37 0,844 1,170 3,5 -5,21 13,640 16,990 21611,4 +13,87 3,377 4,950 1021,4 +25,47 3,940 5,150 603,4 +8,25 4,290 5,195 30,1 -16,90 6,415 7,870 905,7 +3,97 1,615 2,104 737,5 -19,91 3,580 4,490 21,1 -6,39 1,418 1,760 1624,2 +21,11 0,776 1,080 43,8 +12,11 1,445 1,755 508,4

Tel.

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Landi Renzo *..........................(LR) 2,042 -2,48 -31,53 1,830 3,015 234,0 Lazio .....................................(SSL) 0,464 -5,08 -39,09 0,410 0,761 32,3 Lottomatica ...........................(LTO) 13,390 -3,46 +42,30 8,925 15,440 2340,1 Luxottica ...............................(LUX) 22,320 -1,15 -2,58 20,850 23,490 10428,7 M Maire Tecnimont ..............(MT) 1,177 -4,70 -65,05 1,140 3,638 387,0 Management e C. .................(MEC) 0,226 -0,26 +5,51 0,208 0,230 107,0 Marcolin ...............................(MCL) 4,848 -3,14 +6,14 4,084 5,470 304,6 MARR * ..............................(MARR) 9,095 -0,44 +4,06 8,080 9,460 601,1 Mediacontech ......................(MCH) 1,939 — -17,49 1,770 2,470 35,3 Mediaset ................................(MS) 3,034 -2,76 -33,25 3,034 4,923 3629,1 Mediobanca............................(MB) 6,425 -3,24 -4,96 6,425 8,010 5569,9 Mediolanum .........................(MED) 3,026 -3,32 -3,25 2,976 4,084 2239,7 Meridiana Fly........................(MEF) 0,059 -5,64 +29,65 0,043 0,092 83,4 Meridie ...................................(ME) 0,180 +1,41 -47,37 0,178 0,358 9,1 Meridie 11w ....................(WME11) 0,005 — -72,07 0,005 0,018 — Mid Industry Cap ...................(MIC) — — — — — — Milano Ass...............................(MI) 0,292 -7,70 -61,56 0,292 0,895 166,3 Milano Ass. rnc......................(MIR) 0,281 -10,32 -63,99 0,281 0,868 9,5 Mirato * ................................(MRT) — — — — — — Mittel.....................................(MIT) 2,490 — -18,89 2,476 3,197 175,6 MolMed ...............................(MLM) 0,560 -2,61 +36,75 0,381 0,767 119,3 Mondadori..............................(MN) 2,352 -1,75 -12,73 2,342 2,868 609,2 Mondo HE.............................(MHE) 0,584 -1,10+268,22 0,157 0,720 12,2 Mondo Tv * ...........................(MTV) 6,245 +0,08 +32,24 4,690 7,200 27,0 Monrif..................................(MON) 0,383 +0,66 -4,61 0,380 0,460 57,8 Monte Paschi Si. ................(BMPS) 0,516 -3,01 -28,94 0,490 0,859 3159,5 Montefibre ..............................(MF) 0,138 +0,95 -8,55 0,119 0,175 17,8 Montefibre rnc....................(MFNC) 0,250 +2,80 -15,25 0,243 0,330 6,5 Monti Ascensori....................(MSA) 0,348 +0,58 -58,96 0,346 0,848 4,5 Mutuionline *........................(MOL) 4,594 +0,57 -6,82 4,568 5,579 180,6 N Nice *............................(NICE) 2,984 -0,40 -1,92 2,860 3,400 346,5 Noemalife .............................(NOE) 5,650 — -11,58 5,650 6,390 24,5 Novare ....................................(NR) — — — — — — 16,8 O Olidata ............................(OLI) 0,483 -5,29 -20,17 0,483 0,670

Nome Titolo

Tel.

Scadenza Giorni Pr.Netto 15.09.11 14.10.11 15.11.11 15.12.11 16.01.12 15.02.12

65 94 126 156 188 218

99,671 99,573 99,398 99,225 99,007 98,779

Rend. 1,68 1,49 1,53 1,57 1,69 1,83

Euribor Periodo 1 sett. 1 mese 2 mesi 3 mesi 4 mesi 5 mesi

Monete auree

Oro

T. 360

T. 365

Periodo

T.360

T.365

08 lug

08 lug

1,367 1,405 1,471 1,593 1,660 1,739

1,386 1,425 1,491 1,615 1,683 1,763

6 mesi 7 mesi 8 mesi 9 mesi 10 mesi 11 mesi 12 mesi

1,831 1,882 1,941 2,011 2,071 2,131 2,201

1,856 1,908 1,968 2,039 2,100 2,161 2,232

Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano Marengo Svizzero Marengo Francese

Denaro Lettera

P Panariagroup * ...............(PAN) Parmalat ................................(PLT) Parmalat 15w ................(WPLT15) Piaggio ...................................(PIA) Pierrel ...................................(PRL) Pierrel 12w.....................(WPRL12) Pininfarina ............................(PINF) Piquadro .................................(PQ) Pirelli & C. ...............................(PC) Pirelli & C. rnc .......................(PCP) Poligr. S.Faustino *.................(PSF) Poligrafici Editoriale...............(POL) Poltrona Frau.........................(PFG) Pop Emilia 01/07.............(BPER15) Pramac .................................(PRA) Prelios...................................(PRS) Premafin Finanziaria ................(PF) Premuda .................................(PR) Prima Industrie * ....................(PRI) Prima Industrie 13w *......(WPRI13) Prysmian ...............................(PRY) R R. De Medici * ..................(RM) R. Ginori 1735.........................(RG) R. Ginori 1735 11w ..........(WRG11) Ratti ......................................(RAT) RCF .......................................(RCF) RCS Mediagroup ...................(RCS) RCS Mediagroup risp ..........(RCSR) RDB * ...................................(RDB) Realty Vailog............................(IIN) Recordati *............................(REC) Reply * ..................................(REY) Retelit.....................................(LIT) Retelit 11w ......................(WLIT12) Risanamento...........................(RN) Rosss....................................(ROS) S Sabaf S.p.a. * .................(SAB) Sadi .......................................(SSI) Saes *.....................................(SG) Saes rnc *.............................(SGR) Safilo Group...........................(SFL) Saipem.................................(SPM) Saipem risp........................(SPMR) Saras ....................................(SRS) Sat ........................................(SAT) Save....................................(SAVE) Screen Service......................(SSB) Seat PG...................................(PG) Seat PG r ..............................(PGR) Servizi Italia * .........................(SRI) Seteco International * ............(STC) SIAS .......................................(SIS) Snai ......................................(SNA) Snam Gas .............................(SRG) Socotherm.............................(SCT) Sogefi *...................................(SO) Sol ........................................(SOL) Sopaf.....................................(SPF) Sorin.....................................(SRN) Stefanel * ............................(STEF) Stefanel risp * ...................(STEFR) STMicroelectr. ......................(STM) T Tamburi ...........................(TIP) Tamburi 13w ...................(WTIP13) TAS .......................................(TAS) Telecom IT ..............................(TIT) Telecom IT Media .................(TME) Telecom IT Media rnc .........(TMER) Telecom IT rnc......................(TITR) Tenaris ..................................(TEN) Terna ....................................(TRN) TerniEnergia *........................(TER) Tesmec * ...............................(TES) Tiscali.....................................(TIS) Tiscali 14w ......................(WTIS14) Tod's.....................................(TOD) Toscana Fin .............................(TF) Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI) TXT e-solution *.....................(TXT) U UBI Banca .......................(UBI) Uni Land ...............................(UNL) Unicredit ...............................(UCG) Unicredit risp ......................(UCGR) Unipol ....................................(UNI) Unipol 13w......................(WUNI13) Unipol prv ............................(UNIP) Unipol prv 13w...............(WUNP13) V Valsoia............................(VLS) Viaggi Ventaglio .....................(VVE) Vianini Industria......................(VIN) Vianini Lavori.........................(VLA) Vittoria Ass. *.........................(VAS) Y Yoox *...........................(YOOX) Yorkville Bhn ...........................(BY) Z Zignago Vetro *.................(ZV) Zucchi...................................(ZUC) Zucchi rnc...........................(ZUCR)

1,351 2,504 1,345 2,900 2,756 — 3,798 2,650 7,385 5,690 8,080 0,475 1,246 — 0,979 0,447 0,470 0,602 7,950 2,060 14,000 0,223 0,038 0,022 2,048 0,750 1,100 0,740 0,626 2,610 7,575 19,240 0,405 0,085 0,228 1,171 17,640 0,300 8,415 5,210 9,705 35,750 — 1,408 9,720 7,465 0,470 0,057 1,049 6,560 — 7,150 2,434 3,996 — 2,750 5,665 0,063 1,938 0,577 — 6,900 1,530 0,100 1,070 0,883 0,220 0,305 0,753 16,030 3,112 2,998 0,474 0,059 0,002 93,300 — 9,900 9,130 3,580 — 1,232 1,720 0,347 0,012 0,274 0,014 4,580 — 1,220 4,098 3,780 12,520 2,548 5,350 1,407 0,883

-3,43 -11,99 -2,26 +20,97 +2,67 +27,25 -1,36 +19,71 -5,29 -16,93 — — -4,76 -1,35 -3,99 +37,31 -3,78 +20,37 -1,22 -0,18 +1,00 -11,06 — -2,96 -2,27 +28,65 — — -1,66 -5,91 -4,81 -1,78 -1,07 -38,58 -3,83 -20,00 -0,62 +9,66 -6,36 +30,46 -0,71 +8,53 +1,04 -5,91 -1,04 -16,85 +7,50 +59,26 -1,16 +9,75 — -11,40 -3,00 +4,96 -3,83 +1,93 -5,94 -69,16 -5,09 +8,07 -1,05 +6,84 -0,93 -2,68 -4,41 +14,20 -10,53 +93,18 -3,23 +3,08 -3,54 -15,88 -2,22 -30,25 -0,07 -9,26 -2,60 +23,75 -3,70 +5,25 -2,46 -29,26 -2,03 -5,12 — — -3,10 -12,00 -0,82 -2,99 -0,47 -1,39 -1,03 -26,16 -4,50 -29,78 +4,90 +27,93 -0,15 +10,25 — — -1,45 -1,52 -1,93 -7,98 -2,44 +7,49 — — -0,58 +9,78 -3,98 +14,44 -2,76 -17,12 -2,47 +13,00 -3,59 +17,76 — — -3,56 -14,18 +3,38 +8,97 +8,81 -54,55 — +56,78 -2,21 -9,99 -6,10 -7,83 +1,63 -5,43 -1,44 -8,34 -1,78 -13,35 -1,77 -2,45 -0,66 -17,86 -2,55 -26,73 -4,50 -25,84 — -30,43 -1,89 +26,30 — — -1,79 -8,84 -2,77 +69,07 -5,84 -42,42 — — -7,85 -22,22 -2,88 -10,18 -5,64 -26,04 -8,21 -47,88 -3,04 -24,20 -5,26 -37,39 +0,75 +9,63 — — +0,41 -7,15 -1,16 +2,45 -0,79 +5,44 -2,11 +26,34 -6,46 -52,37 -3,43 +10,59 +0,86+204,88 +1,44 +74,06

1,270 2,035 1,035 2,260 2,720 — 3,538 1,878 5,580 5,250 7,890 0,430 0,892 — 0,967 0,429 0,440 0,602 6,965 1,200 12,750 0,221 0,038 0,006 1,618 0,750 1,017 0,717 0,609 2,300 6,605 19,010 0,344 0,031 0,211 1,080 17,640 0,295 6,795 4,922 9,705 33,560 — 1,394 9,720 7,120 0,467 0,057 0,725 5,750 — 6,985 2,378 3,668 — 2,242 4,930 0,063 1,675 0,468 — 6,440 1,400 0,071 0,493 0,883 0,179 0,280 0,753 15,190 3,098 2,700 0,448 0,059 0,002 71,950 — 8,710 5,360 3,580 — 1,232 1,720 0,346 0,009 0,263 0,011 4,140 — 1,201 3,980 3,513 8,150 2,548 4,780 0,445 0,469

1,622 2,640 1,554 3,000 3,813 — 7,100 2,910 7,675 6,310 10,110 0,495 1,468 — 1,205 0,593 0,792 0,766 10,030 2,973 15,950 0,249 0,058 0,021 2,420 0,887 1,354 0,880 2,078 2,890 7,805 21,490 0,607 0,183 0,293 1,392 25,300 0,400 8,800 6,180 13,720 38,520 — 2,022 10,700 8,100 0,640 0,095 1,700 7,350 — 8,780 2,773 4,286 — 2,950 6,050 0,096 2,102 0,660 — 9,645 1,590 0,473 1,450 1,144 0,240 0,400 1,025 18,510 3,476 3,780 0,712 0,090 0,003 96,550 — 11,340 9,500 7,374 — 1,997 2,150 0,548 0,024 0,419 0,025 4,780 — 1,520 4,640 4,110 13,320 5,350 5,690 1,569 1,150

61,3 4424,9 — 1084,6 41,8 — 116,0 136,5 3587,8 70,3 9,5 62,7 174,3 — 29,9 377,2 199,9 111,0 68,9 — 2998,3 82,2 1,8 — 55,9 24,0 812,2 21,8 29,7 62,7 1584,8 176,6 65,3 — 188,6 13,4 206,9 27,7 126,0 39,0 557,7 15901,4 — 1365,0 99,0 410,1 65,5 111,6 0,7 105,8 — 1624,6 285,2 14463,5 — 319,8 521,7 26,7 932,7 49,2 — — 203,9 — 45,1 11909,0 324,3 1,7 4549,7 — 6303,7 85,5 51,0 112,4 — 2874,1 — 638,3 24,1 2366,1 — 24541,9 41,6 745,1 — 360,5 — 47,4 — 36,7 179,4 253,1 664,1 2,6 433,8 35,1 3,1

233,44 258,18 233,44 258,18 233,44 258,18 947,70 1.075,26 183,86 205,55 183,39 203,48 183,39 203,48

Tassi Mattino Sera

Oro Milano (Euro/gr.)

34,55 34,94

Oro Londra (usd/oncia) 1.526,00 1.541,50

Argento Milano (Euro/kg.) — 859,06 Platino Milano (Euro/gr.)

— 41,20

Palladio Milano (Euro/gr.)

— 18,38

Italia Area Euro Canada Danimarca Finlandia

Sconto

Interv

1,50

1,50 1,50 0,00 1,00 1,50

1,50 1,00 1,00 1,50

Borse Estere

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz A New York valori espressi in dollari, a Londra Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni in pence, a Zurigo in franchi svizzeri (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

* Titolo appartenente al segmento Star.

Valuta al 12-07-11

Rend.

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Ex municipalizzate, a Milano arriva la nomina per concorso degli amministratori

Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano

Scadenza Giorni Pr.Netto

ne sul mercato tedesco. Proprio la rete distributiva di Alcisa, molto capillare, fa gola al gruppo Gsi perché permetterà di servire clienti che fino a ora non riusciva a raggiungere. Del resto, nei mercati esteri Alcisa realizza oltre il 25% del proprio fatturato. Non solo estero però, grazie a questa operazione infatti Gsi rafforzerà la propria presenza anche nel Sud Italia, nel quale Alcisa realizza gran parte del suo fatturato.

Francia Giappone G.B. USA Svezia

Sconto

Interv

1,50

1,50 0,10 0,50 0,25 2,00

0,30 0,00 0,75 2,00

indici

MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 08-07 Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 342,48 Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . 117,65 Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 2532,31 DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 275,25 DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 2790,09 DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 273,76 DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2570,85 FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 2311,04 Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 22726,43 Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 28722,31 Londra(FTSE100) . . . . . . . . . . . . 5990,58 Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . . 9938,20 Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 385,40 Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 3151,28 Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 4716,03 Toronto(300Comp) . . . . . . . . . . 13371,70 Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 2743,58 Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 6152,69

var.% -0,78 +2,14 -1,58 -1,65 -1,91 -0,79 -0,70 -0,78 +0,87 +0,25 -1,06 -2,53 -2,00 +0,81 +1,07 -0,26 -1,19 -0,94

selezione FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 08-07 Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95,48 Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57,39 Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44,55 Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68,51 Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . . 2,96 Deutsche Bank n . . . . . . . . . . . . . . 39,85 Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . 13,10 Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . 10,57 Dt Lufthansa Ag. . . . . . . . . . . . . . . 15,12 Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . . 68,30 Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39,77 Porsche Vz . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57,15 Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94,68 Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . 133,25

var.% -1,34 -0,86 -0,04 -1,11 -2,11 -2,21 -0,38 -0,89 -0,56 -0,65 -2,55 -0,44 -0,60 -1,04

PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 08-07 Air France . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10,20 Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97,97 Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,25 Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,24 Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49,82 Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40,13 Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23,25 Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64,63 Ciments Francais. . . . . . . . . . . . . . 74,00 Crédit Agricole . . . . . . . . . . . . . . . . 9,47 Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52,48 France Télécom. . . . . . . . . . . . . . . 14,26 Havas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,62 L'Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89,67 Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65,17 Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,26 Renault. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39,20 Saint-Gobain . . . . . . . . . . . . . . . . . 44,09 Sanofi-Synthelab . . . . . . . . . . . . . . 55,52 Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 38,52 Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 54,99 Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39,97

var.% -3,18 -0,87 -2,46 -2,59 -3,86 -2,00 -1,96 -3,00 +0,07 -4,04 -0,23 -1,32 -1,34 -0,61 -2,64 -1,76 -3,16 -1,84 +0,40 -3,90 +1,46 -1,06

NEW YORK. . . . . . . . . . . . . . . . . . 08-07 Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 218,28 American Express . . . . . . . . . . . . . 53,07 Apple Comp Inc . . . . . . . . . . . . . . 359,71 At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,14 Bank of America . . . . . . . . . . . . . . 10,70 Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75,07 Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,38 Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . 110,41 Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 15,74 Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . 42,03 Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 68,68 Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 88,42 Dow Chemical. . . . . . . . . . . . . . . . 36,38 DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55,42 Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 82,42 Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13,88 General Electric . . . . . . . . . . . . . . . 18,99 General Motors . . . . . . . . . . . . . . . 31,58 Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 134,08 Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 36,43 Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59,54 Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 176,49 Industrie Natuzzi Sp. . . . . . . . . . . . . 3,55 Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23,09 Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . . 67,57 JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40,74 Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . . 80,51 Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 31,81 McDonald's. . . . . . . . . . . . . . . . . . 85,60 Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 36,12 Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26,92 Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . . 75,17 Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 22,30 Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . . 93,24 Occidental Pet . . . . . . . . . . . . . . . 106,27 Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20,16 Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 64,93 Texas Instruments . . . . . . . . . . . . . 32,88 Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,47 Us Steel Corp. . . . . . . . . . . . . . . . . 45,06 Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 39,91 Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81,06 Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10,66 Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,61

var.% +0,71 -0,97 +0,70 -0,29 -2,01 -1,21 -1,89 -1,09 -1,01 -1,41 -0,10 -0,41 -2,13 -0,75 +0,07 -1,70 -1,61 -0,69 -0,69 -0,05 -1,49 +0,01 -0,56 -0,60 -0,52 -1,40 -1,04 -2,27 -0,53 +1,09 +0,56 +0,56 -3,04 -0,45 -1,24 -0,35 -0,03 -1,73 -0,39 -1,72 +0,43 -1,15 -0,19 -1,27

LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 08-07 3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 293,77 Anglo American . . . . . . . . . . . . . 3192,03 AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 3155,71 B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 811,75 Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 244,02 BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 458,50 British Airways . . . . . . . . . . . . . . 276,46 British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 202,79 Burberry Group . . . . . . . . . . . . . 1455,06 Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1370,05 Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 380,02 Pearson Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 1214,02 Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . . 734,82 Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . . 654,00 Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 137,71 Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . . 38,21 Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 1588,29 Unilever Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 2066,15 Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 165,82

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ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 08-07 Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52,60 Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52,05 Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14,73

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Etica ed estetica nell’architettura di PIERLUIGI PANZA Un po’ di etica dell’architettura dopo una sbornia di estetica? I tentativi di elaborare la lunga stagione del lutto teorico — che coincide con una gaia espressione — trova una nuova riflessione

nel libro di Nicola Emery, Distruzione e progetto. L’architettura promessa (Christian Marinotti Edizioni, pp. 324, e 29). Emery, docente di Estetica all’Accademia di Mendrisio, s’interroga sull’odierno successo di due paradossi: l’idea che la costruzione avvenga attraverso la decostruzione e il procedere dei progetti come occupazione dello spazio. La secolare tradizione vitruviana, con il suo canone classico che disciplinava il rapporto con la

Natura e la società, è stata soppiantata. Prima dalle Avanguardie, poi dai maestri del sospetto e della decostruzione. Ma che fare ora? Si possono coniugare i paradossi enunciati? Emery cerca di riesplorare gli statuti del Moderno per riavvicinare la tecnica al pensiero umanistico, l’etica all’espressione. Sottraendo quest’ultima all’abbraccio dell’ipercapitalismo nichilista. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cultura

la Lettura L’autore, Washington Irving (1783-1859, nella foto), è stato con tutta probabilità «il primo scrittore americano di fama internazionale». A lui si deve questo «C’era una volta New York» (Donzelli, pp. 322, e 25, traduzione di Nello Giugliano): storia semiseria delle origini di quella che sarebbe stata la Grande Mela.

Canoni Tutti gli scrittori hanno cercato i loro modelli in Joyce, Mann, Proust. Creando delle vere e proprie filiere di autori

Banville, McEwan, von Rezzori: ecco perché sono figli di Nabokov I loro monologhi sono espressione della nostalgia verso il mondo degli dei di PIETRO CITATI

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a almeno quarant’anni, sulla narrativa europea incombe una possente influenza, che continua ad espandersi e a dilatarsi: quella di Vladimir Nabokov. Quest’influenza è, nell’insieme, molto positiva: mentre i proustiani erano gracili (e non capivano Proust), gli joyciani deformi e i manniani inesistenti, Nabokov ha portato, in letteratura, un’ondata di felicità, gioia ed estro verbale. Un ermellino a Cernopol di Gregor von Rezzori è un capolavoro; e Solar di Ian McEwan e Teoria degli infiniti di John Banville (Guanda, traduzione di Irene Piccinni, pp. 320, e l8) sono libri di primissimo rilievo. Il primo segno di uno scrittore nabokoviano è di trovare le parole, come scrive Banville, «così amichevoli, così accomodanti, così blandamente adattabili». Esse suscitano in lui una specie di euforia: vogliono essere trasformate e violate: pretendono che egli gorgogli nel profondo della gola, come se la letteratura fosse un gargarismo; e giochi, ostenti, esclami, blateri, talora esploda. Quella nabokoviana non è una vera scrittura narrativa: ma una voce monologante, che prende le apparenze di un personaggio, e ama moltissimo intrecciarsi e fondersi con un’altra voce monologante, che a sua volta si maschera dietro un’altra voce. Tutto ondeggia e fluttua, fino a quando, di colpo, si incorpora in una splendida metafora, o in un teatrino di sfacciatissime metafore. Così nasce il grottesco di Nabokov e dei suoi allievi. La Teoria degli infiniti di John Banville è pieno di dèi: gronda di dèi, come il mare di pesci. Certo, essi passeggiano tra le nuvole, salgono per i viottoli dell’Olimpo, formano una specie di società segreta: ma non hanno mai lasciato il nostro mondo, come inge-

Classicità Jean Baptiste Siméon Chardin (Parigi, 1699-1779), la statuetta di Ermes in un particolare di «Gli attributi delle arti» (1766, olio su tela, 113 x 145 centimetri), The Minneapolis Institute of Arts

Seguaci John Banville (nella foto) è nato a Wexford (Irlanda) nel 1945. Il suo nuovo libro è «Teoria degli infiniti» (Guanda)

nuamente gli uomini credono. Stanno tra noi: nelle case, nelle strade, nei giardini; e specialmente nei romanzi, per i quali provano una spiccata simpatia. «Fingono di essersi ritirati», scrive Banville: ma, di tanto in tanto, non sanno resistere, e rivelano agli uomini «la persistente nostalgia» che covano per loro. Qualche volta sono timidi, perché non vogliono intervenire nelle cose, mutando ciò che è stabilito da tanto tempo. Gli dèi si accontentano di «origliare». E, quando origliano, con attenzione e cupidigia, si accorgono che oggi gli uomini, un tempo loro schiavi, sono liberi; e hanno inventato una cosa che essi non conoscono più — l’amore mortale-immortale. Gli dèi amano gli uomini: si meravigliano delle loro distinzioni e dei loro sofismi; e vogliono giocare con loro e con le loro misteriose esistenze.

Tra gli dèi, Banville ha eletto Ermes come narratore, o come voce monologante. In quanto nabokoviano, non aveva altra possibilità di scelta. Dopo tremila anni, Ermes non è molto mutato: è ancora l’imbroglione, il losco, il ladro di greggi, il protettore dei truffatori e degli scommettitori, l’accompagnatore dei morti, il viaggiatore, il variegato, l’affascinatore, chi lusinga, sveglia ed addormenta. Ai tempi di Omero, quando volava a sandali aperti nel nitidissimo cielo greco, era più lieve ed elegante: oggi, in Irlanda, vive in un cielo pieno di nuvole, tempeste e raffreddori. Ma ha conservato il suo timbro distaccato e giocoso di narratore; e il suo colorito nabokoviano gli piace moltissimo. Non racconta, parla: è sempre vicinissimo alle nostre orecchie; vi versa spudoratamente ironie, sputi, buffonate, gorgogli, bronto-

lii, notizie prive di qualsiasi veracità e verisimiglianza. Sotto i piedi di Ermes, c’è un mondo umano, che egli ha ereditato o inventato, e dove si insinua, si maschera e si nasconde. Questo mondo è una casa: vediamo, ascoltiamo, osserviamo tutti i mobili, i letti, le cortine, i lenzuoli, i cuscini, le tazze da tè, le porte che si aprono e si chiudono, i cani che abbaiano; la densa, quasi intollerabile atmosfera traspirata dai corpi umani. Al centro sta il vecchio Adam, che ha dedicato tutta la vita a studiare le realtà invisibili, le particelle dove si affolla «un’infinità di infiniti». Adam sta morendo molto lentamente: vive in un regno intermediario, dove giungono le notizie della vita e della morte; e attorno a lui tutto è immerso nel profumo di ciò che scompare e si dissolve. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maestri Foto di gruppo con maestri della letteratura: dall’alto, Vladimir Nabokov (San Pietroburgo, 1899 Montreux, 1977); Marcel Proust (Parigi, 1871-1922); Thomas Mann (Lubecca, 1875 - Kilchberg, Zurigo, 1955); James Joyce (Dublino, 1882 - Zurigo, 1941)

Bilanci L’edizione conferma che Mondadori e Rcs dispongono ciascuno di un blocco di circa 130 voti. Prato festeggia il suo «assessore», 5 anni dopo Veronesi

Premio Strega a Nesi: l’impegno sospende il monopolio di PAOLO FALLAI

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l premio Strega c’è un copione anche per il giorno dopo: chi ha vinto fa i conti delle prossime tirature, chi ha perso fa i conti dei voti «perduti». Ma quest’anno, a differenza delle vittorie sul filo di lana di Antonio Pennacchi su Silvia Avallone (per 4 voti l’anno scorso) e di Tiziano Scarpa su Antonio Scurati (un solo voto nel 2009), Edoardo Nesi ha stravinto. I 138 voti del suo Storia della mia gente (Bompiani) hanno praticamente doppiato Mariapia Veladiano, La vita accanto (Einaudi) che si è fermata a 74. Ma anche sommando i voti dell’altro candidato Mondadori (Mario Desiati, con Ternitti, fermo a 63) non si arriva alla cifra del vincitore. Numeri che alimentano il gioco eterno di questo premio e restituiscono un paio di certezze: il gruppo Rcs da una parte e Mondadori dall’altra dispongono ciascuno di un blocco di 120/130 voti. Per vedere vincere un’altra casa editrice, nei prossimi anni ci vorrà un miracolo.

Vincitore Lo scrittore toscano Edoardo Nesi, autore di «Storia della mia gente», edito da Bompiani. L’altra sera ha conquistato il premio Strega 2011 con 138 voti

Edoardo Nesi ne ha già portato a casa uno: la sua vittoria ha scatenato festeggiamenti trasversali. Non era scontato per un libro sulla crisi industriale pratese e le cocenti illusioni della globalizzazione; e uno scrittore che ha dedicato il premio «ai tanti che hanno perso il lavoro» e che oltretutto è assessore provinciale alla cultura a Prato, in una giunta di sinistra. Forse la prima a cogliere l’originalità del personaggio è stata una donna di destra, Flavia Perina, su un giornale di sinistra «Il Fatto quotidiano». In un articolo dell’aprile scorso segnalava: «Nesi nasce in fabbrica e non nei caffè letterari». E aggiungeva: «Una destra degna di questo nome riconoscerebbe nel lavoro, nelle biografie (e nel successo) dei Pennacchi e dei Nesi e nel carattere "patriottico" dei loro romanzi un sicuro ancoraggio per il racconto popolare italiano: l'antidoto più autentico alla cultura salottiera che tanto disprezzano». La Toscana ha festeggiato tutta insieme. «È un bellissimo dono assolutamente meritato per lui e la nostra città tutta» ha esordito il sin-

daco di Prato Roberto Cenni (centrodestra). «Il premio Strega l’ha vinto insieme a lui tutta Prato e la sua gente», gli ha fatto eco il presidente della Regione, Enrico Rossi (centrosinistra) appena tornato, con un certo tempismo, da una missione in Cina. E così via elogiando, dai sindacati, al presidente della Provincia Lamberto Gestri, orgoglioso del suo assessore-scrittore, all’sms di congratulazioni del sin-

Messaggio Lo scrittore ha dedicato il premio Strega «ai tanti che hanno perso il lavoro»

In edicola

I «corti» del trionfatore e di Desiati Da giovedì scorso in edicola con il «Corriere» si può trovare (al prezzo di 1 euro più il costo del quotidiano) il racconto di Edoardo Nesi Miracolo inevitabile, scritto per la serie «Inediti d’autore», sulla partita di calcetto tra un gruppo di dodicenni negli anni Ottanta. Da oggi, invece, è disponibile il «corto» di un altro finalista del premio Strega, Mario Desiati, È proibito amare, sull’amore impossibile tra un ragazzino e la sua insegnante.

daco di Firenze, Matteo Renzi. Saranno i temi del lavoro, delle lacerazioni profonde, scavate dalla durata e dalla drammaticità della crisi. Ma sarà anche un pizzico di genius loci se Bompiani riporta in casa Rcs lo Strega con un pratese, a cinque anni di distanza dalla vittoria di un altro pratese, Sandro Veronesi (2006, con Caos calmo). E la notte scorsa, nella cena della festa Bompiani i due si sono ringraziati e festeggiati come in quest’ambiente succede di rado, mentre Elisabetta Sgarbi chiedeva: «Se dovete presentarmi qualche nuovo scrittore, che sia di Prato». Ma nel giorno dopo del premio Strega non possono mancare le favole. L’ultima se la sono divisa ieri Gian Arturo Ferrari e Antonio Franchini al sito «Affari italiani». «La diceria che lo Strega sia un premio in cui i grandi gruppi editoriali fanno manovre dietro le quinte è una "balla"» ha tuonato Ferrari, per lungo tempo al vertice del gruppo Mondadori. E Franchini, attuale responsabile della narrativa Mondadori: «Non mi piace si parli di "monopolio" del mio gruppo allo Strega: numeri alla mano non esiste l’egemonia di Segrate». La campagna per lo Strega del 2012 è già cominciata. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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Elzeviro

Carteggi Il dialogo di due grandi personalità sulla crisi dello Stato e i suoi rapporti con la Chiesa

Nuovi studi dello psicologo americano

Le vestali dell’Italia liberale

LA TRAMA DELLA VITA SVELATA DA KAGAN di EDOARDO BONCINELLI

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on c’è probabilmente idea più antica e tutto sommato meno chiarita di quella di «temperamento» umano. Ognuno ha il suo. Il temperamento, o disposizione d’animo o anche carattere, individua in maniera univoca ogni essere umano, nelle sue reazioni e nelle sue azioni, insomma nel suo modo di affrontare la vita. Ma che cosa lo determina? E quando avviene tale determinazione? Letterati e filosofi ne hanno parlato spesso, mostrando a volte anche un eccezionale acume nel caratterizzare alcuni comportamenti corrispondenti ad altrettanti stereotipi. In epoca più recente ne hanno parlato anche certi psicologi con un’inclinazione speculativa, ma senza mai circoscriverne con chiarezza l’ambito e la generalità. Perché il problema è tutt’altro che semplice: non è ancora del tutto chiaro l’argomento delle predisposizioni organiche, di natura molto più concreta, figuriamoci quello delle predisposizioni psichiche!

❜❜ Il nostro carattere è figlio dell’azione del caso, dei geni e della biografia individuale Eppure qualcosa sembra stia succedendo in questo campo, per merito essenzialmente di ricerche sperimentali protratte nel tempo e condotte su un gran numero di persone. Molte di queste ricerche sono state concepite e coordinate da Jerome Kagan, uno psicologo statunitense che ha ora condensato ed esposto i risultati più rilevanti in un suo libro, La trama della vita (Bollati Boringhieri, pagine 256, e 19), che potrebbe segnare una svolta in questo impervio ma interessantissimo campo. Fin dalla prefazione si dice che «il termine "temperamento" si riferisce a particolari tratti (individuali) osservabili in una fase molto precoce (della vita) e che, in base alle scoperte più recenti, si presume siano almeno in parte ereditari. Una serie di dati porta anche a ritenere che almeno alcune di queste dimensioni temperamentali siano relativamente stabili. Bambini diversi, così come adulti diversi, reagiscono in modo molto differente alle difficoltà della vita… Alcu-

Ruffini e Albertini tra questione romana e ascesa del fascismo di GIUSEPPE GALASSO

ni precocissimi segni temperamentali possono essere misurati oggettivamente… e sono già osservabili entro i primi quattro mesi di vita». Il nocciolo della questione sta proprio nel determinare e circoscrivere alcuni «stili di vita» molto precocemente, prima che la vita, con il suo carico di eventi naturali e culturali, abbia potuto incidere significativamente. Non si vuole dire che la biografia di una persona, ovvero l’insieme delle cose, belle o brutte, che gli o le sono capitate, non abbiano importanza nel forgiare la sua personalità, ed eventualmente le sue difficoltà. Non è questo il punto. Il problema che si vuole qui sottolineare è la possibilità di sapere abbastanza presto quale «terreno» queste cose troveranno quando capiteranno e quindi se potranno incidere molto o poco su questo o quell’aspetto della personalità dell’individuo in questione. Mi rendo perfettamente conto, come se ne rende conto il nostro autore, che discorsi del genere sono un po’ diversi da quelli che si fanno comunemente, nella conversazione quotidiana, nelle considerazioni dei media e perfino nell’intrattenimento, ma la verità non può essere ignorata solo perché poco gradita. Qualcosa sta cominciando finalmente a trapelare sul fondamento scientifico delle differenze tra individui, che costituisce poi uno degli argomenti più interessanti che si possano immaginare. A cosa possono essere attribuiti questi primi tratti temperamentali? A tante cose, tra cui anche, seppure non solo, ai geni e alla loro azione, così diversa fra individuo e individuo nel corso di tutta la vita, ma soprattutto nelle sue prime fasi. Questa diversità nell’azione dei geni è oggi sempre più studiata in tutte le specie sotto il nome generico di epigenetica. Genetica quindi ed epigenetica gettano le fondamenta della reattività del corpo e della mente del bambino. Su questa trama iniziale la vita potrà poi disegnare i suoi arabeschi e attenuare o ingigantire le differenze iniziali. Molte volte ho scritto, anche su queste pagine, che tutte le nostre caratteristiche individuali originano da tre distinte fonti di variabilità: i geni, la nostra biografia e il caso. Per la prima volta si cerca ora di far luce sull’intervento di questo ultimo, la cui importanza non è inferiore a quella delle altre due componenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Riconoscimenti

Magris, Cazzullo, Grasso e Pazzi vincono il Montale/Fuori di casa Ad Aldo Cazzullo (giornalismo: per i suoi articoli sul «Corriere della Sera» e per Viva l’Italia, Mondadori), Sebastiano Grasso (per la poesia con Tu, in agguato sotto le palpebre, Es), Claudio Magris (per la saggistica con Alfabeti, Garzanti) e Roberto Pazzi (per la narrativa con Mi spiacerà morire per non vederti più, Corbo) sono stati assegnati i Premi Montale/Fuori di casa (dall’omonimo libro, del ’69, del Premio Nobel) 2011. I riconoscimenti verranno consegnati il 12 e 13 luglio prossimi presso la fortezza Firmafede di Sarzana. Martedì 12, Alessandro Quasimodo leggerà alcune poesie di Grasso, musicate, per l’occasione, dal maestro Mattia Pelosi. Mercoledì 13, verranno proiettate alcune scene del film tratto da Lei dunque capirà, presentate da Giorgio Pressburger, regista e sceneggiatore assieme a Paolo Magris del lavoro teatrale dello scrittore triestino.

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rancesco Ruffini è di quelle personalità che agli inizi del Novecento composero, anche per comuni vicende, quasi il ritratto di famiglia di una vera aristocrazia dello spirito e del pensiero liberale italiano: come Einaudi, Croce, Fortunato, Luzzatti, Casati, Luigi Albertini e alcuni altri. L’Italia sembrava allora ormai avviata sul sentiero di una definitiva promozione alla modernità e alla libertà. Non fu così. Prima la guerra del 1915, poi il fascismo chiusero questa pagina liberale, che non si è più riaperta. Quasi tutta agli ultimi anni di quell’Italia liberale risale la corrispondenza di Ruffini con Luigi Albertini, che — ora edita, insieme agli articoli di Ruffini sul «Corriere», dalla Fondazione Corriere della Sera, con il titolo Diritti delle coscienze e difesa delle libertà, e affidata alle più che esperte mani di Francesco Margiotta Broglio — dà il senso vivo del dramma morale e culturale, oltre che politico, di quanti non avrebbero mai creduto, prima, che al regime di libertà l’Italia potesse rinunciare. Camicie nere a Milano, davanti a Palazzo Marino, nel 1922. Il fascismo fece cacciare Albertini dal «Corriere» nel 1925 Si capisce, così, la sorpresa di Albertini nell’annunciare a Ruffini, il 26 agosto soppressione non vi fu, ma il peggio sì, per assicurarsi Roma, si fosse voluto pra- tutti, a cominciare dal cattolicesimo, es1925, il sequestro, pur dopo il cambio ché dal «Corriere» gli Albertini furono ticare ai danni di quella libertà, fu il cardi- senziale per l’Italia, e dalla sua Chiesa, codel titolo, di un suo articolo: «la mo- estromessi e, con nuovi proprietari, se ne della posizione di Ruffini anche nel sì ricca di ragioni e di titoli storici e morali. Postulato che ieri poteva preoccupastruosità è avvenuta. Vedi a che cosa si ne affidò la gestione a docili fautori del collaborare al «Corriere». Al fondo, pure per lui, come per Luz- re i cattolici più legati a certe forme storigiunge! E forse il "Corriere" di domani regime. La collaborazione di Ruffini al «Corrie- zatti, la stessa formula liberale di Ca- che della presenza della Chiesa nel monnon potrà nemmeno, perché si arriva a questa crudeltà, recare la notizia del se- re» si aggirò, comunque, sul tema dei vour, «libera Chiesa in libero Stato», an- do. Oggi, però, dovrebbe essere apprezquestro di un articolo del sen. Ruffini». rapporti fra Stato e Chiesa, ossia sul terre- dava emendata in quella di «libera Chie- zato in tutta la sua pregnanza liberale (lo Al che Ruffini rispondeva «con la mag- no a lui più familiare, anche come autore sa in Stato sovrano». Ma, questo, lungi notava già Arturo Carlo Jemolo) in un di studi storici e poli- da qualsiasi intento di statalismo o di mondo in cui fanatismi e intolleranze regiore prudenza postici e di dottrine fon- Stato etico o, in genere, meno che del ligiose di enorme virulenza si manifestasibile», perché, dicedamentali, di cui tutto liberale. La sovranità dello Stato è, no proprio mentre sempre più si delineava, «non vorrei proMargiotta Broglio ri- anzi, concepita proprio come uno scudo no (anche in Italia) società multiculturacurarvi il secondo evoca con intelligen- a protezione e garanzia della libertà reli- li, in cui il pluralismo religioso rende di sequestro!». E già te fedeltà il senso e giosa, con pari diritti e opportunità, di per sé impraticabile, in un regime di liprima, il 28 aprile, la direzione. bertà, ogni rivendicazione di speciali priAlbertini gli diceva Il punto cardinale vilegi confessionali. di non voler fare al Fondazione Corriere è che la libertà reliÈ commovente il ritratto di Francesco telefono «grandi digiosa è un fondaRuffini (qui pure pubblicato) nel quale il scorsi»; e Ruffini rimento essenziale, se figlio Edoardo coglie appieno lo spirito spondeva che già, Da sinistra: il giurista e senatore S’intitola Diritti delle coscienze e non il primo e magdi moderno e integrale liberalismo del per suo conto, non Francesco Ruffini (1863-1934) difesa delle libertà. Ruffini, giore, di ogni regipadre. Non per nulla Ruffini fu tra i 12 si voleva più servire e Luigi Albertini (1871-1941) Albertini e il «Corriere» 1912-1925 me davvero libero. professori universitari (su circa 1.800!) del telefono di Bor(Fondazione Corriere della Sera, che nel 1931 rinunciarono alla cattedra gofranco, «essendo quell’ufficio il covo Di questa libertà Ruffini, con profondo pagine 524, € 14) il volume, a per non giurare fedeltà al regime fascidello scarso, ma pettegolo (è in mano di senso storico, aveva messo in rilievo nei cura di Francesco Margiotta sta. In fondo, la libertà di insegnamento donne) fascismo locale», e di preferire il suoi studi, più che le innumerevoli negaBroglio, che raccoglie il carteggio è una forma della libertà di pensiero intitelefono di fabbricanti di birra di colà, zioni, il graduale affermarsi fino al suo tra il direttore del «Corriere della mamente legata alla libertà religiosa. E che aveva «il filo diretto con Ivrea». Si pieno riconoscimento in età moderna. In Sera» Luigi Albertini e Francesco Ruffini ben sapeva che la libertà modertemeva la soppressione del giornale, e Italia il problema fu complicato, specie Ruffini, insigne studioso di diritto na è un tutt’uno, e che solo su questa uniRuffini considerava un «vero disastro dopo il 1870, dalla «questione romana». ecclesiastico che fu tra i pochi tà di base possono poi fiorire tutte le parper l’idea liberale, e quindi per l’Italia», Difendere, nel segno di un’integrale afferdocenti universitari che non ticolari libertà che si vogliano coltivare. che «l’istituzione "Corriere" avesse a ces- mazione della libertà religiosa, la sovranigiurarono fedeltà al fascismo. sare o anche solo a essere sospesa». La tà dello Stato da ogni compromesso che, © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sfide «Gli Psicoatleti» dello scrittore bolognese racconta la nostra nazione da Bolzano a Capo Passero

Enrico Brizzi: il Belpaese a piedi duemila chilometri in 90 giorni di ROBERTA SCORRANESE

È

un ghiacciaio muto e luminoso che si apre in un versante altoatesino; è la mestizia di un bar di paese che ostenta polverosi gagliardetti calcistici; è la grazia asciutta di una barista cinese che mai ti aspetteresti in una piadineria romagnola. Eccola l’Italia vista con i piedi. Anzi, l’Italia attraversata a piedi, quasi ridisegnata in un lungo viaggio d’autore, diventato un libro per Dalai editore: Gli Psicoatleti (pp. 512, e 20) di Enrico Brizzi. Duemilacentonovantuno chilometri che lo scrittore bolognese ha percorso davvero, nei 90 giorni di quella passeggiata antropologica alla ricerca dell’unità nazionale, sancita dalla storia ma che sfugge alla cronaca, all’esperienza, al buon senso. Perché nel diario di viaggio dalla Vetta d’Italia (il punto più a nord del Paese, in Alto Adige) a Capo Passero (l’estremo a sud, in Sicilia) la nazione somiglia a un arcipelago di abitudini, sentimenti, inclinazioni diverse, tenute insieme da un fatalismo che ci appartiene per predestinazione. I trascorsi «cannibali» sono lontani e da anni Brizzi ci ha abituati a un nomadismo letterario intelligente, spontaneo, che non ha la trasgressione on the road della letteratura beat né la dovizia cronachistica dei viaggi di Guido Piovene. Lui, semplicemente, va a piedi. È andato dall’Argentario al Conero ed è nato Nessuno lo saprà; ha percorso la via Francigena e ha scritto Il pellegrino dalle braccia d’in-

chiostro (entrambi Mondadori). Idealmente Gli Psicoatleti chiude la trilogia, ma la natura è più ambiziosa: il viaggio, nato con un sito (italica150.org) è diventato un documentario e, appunto, un romanzo. Il protagonista recupera i vecchi amici di scarpinate intorno al mondo, Cesare, Max e Elvio e decide di ripercorrere il viaggio attraverso l’Italia fatto dalla Società Nazionale di Psicoatletica, movimento podo-politico di fantasia nato con il Risorgimento. Partendo dall’estremo nord, l’Alto Adige, con le sue contraddizioni che sono anche le contraddizioni del Paese: «La regione culturalmente più lontana dal resto dell’Italia è anche la meglio amministrata». Poi l’altopiano di Asiago e qui il registro cambia, la voce diventa quasi quella di Rigoni Stern. Si arriva a Ferrara e le memorie di Bassani si fondono con quelle recenti degli immigrati. In mezzo: la fatica, la fame e le vite private dei viandanti. Se la forza di questo libro sta nel dar voce al realismo del viaggio (lo sforzo crudo, le vesciche ai piedi, le imprecazioni per la pioggerella tignosa dell’Appennino: un verismo che ribalta l’ascesi stoica dei pellegrini medievali e fa simpatia), la debolezza sta nella «sceneggiatura». Le frequenti intersezioni con le vicende degli Psicoatleti ottocenteschi appesantiscono il ritmo. Le (lunghe) pagine dedicate alle peripezie sentimentali di Max o alle debolezze di Elvio, non sono pienamente ricompensate da una metamorfosi finale dei perso-

L’autore Enrico Brizzi è nato a Bologna nel 1974 (foto Francesco Monti). Tra i suoi romanzi: «Jack Frusciante è uscito dal gruppo» (1994), «Bastogne» (1996), «Tre ragazzi immaginari» (1998), «L’inattesa piega degli eventi» (2008), «La nostra guerra» (2009) pubblicati da Dalai editore. «Gli Psicoatleti» conclude la «Trilogia dei viaggi a piedi» composta da «Nessuno lo saprà» (2005) e da «Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro» (2007).

naggi, dalla trasfigurazione che ci si aspetterebbe quale metafora di un viaggio iniziatico. Come tra l’altro si promette all’inizio: «L’uomo che arriva alla fine di un viaggio non è mai lo stesso che era partito». In altre parole: la terra cambia, le persone no. Come l’Italia, in fondo. Cambiano i confini sociali, il perimetro urbano delle città si allarga e si restringe, le campagne mutano geografia. Cambiano i colori della pelle e gli accenti, eppure la sensazione è che la natura di un popolo sia difficile da cambiare, nonostante le «iniezioni» di nuove culture e abitudini. «Non manca l’amor di Patria, semmai una maniera condivisa di pensare alla Patria stessa — annotava Brizzi qualche mese fa sul "Corriere" —; quel che latita dal Trentino alla Calabria è la fiducia in una classe politica che, ovunque, è accusata d’inadeguatezza e rapacità nel suo complesso». È forse questa diffidenza che unisce il popolo delle carriole de L’Aquila ai fermenti neonazisti dell’Alto Adige e allo sguardo già cattivo di certi adolescenti calabresi? Eppure, vista con i piedi, l’Italia è anche altro. È l’ostinazione di certe montagne dell’Appennino che sfuggono ai navigatori satellitari così come seppero nascondere i partigiani; è la bellezza dei borghi medievali che si apre dolcemente se li guardi arrivando dalla valle, quasi un premio per chi ha camminato giorni e giorni; è lo stupore nello scoprire angoli d’Europa (paesi in cui si parla più romeno che italiano) o di nazione pre-unitaria (paesi in cui si parla dialetto e basta). È la forza dei piedi: la fatica regala l’umiltà necessaria per guardare le cose da vicino. Toglie le parole e lascia solo il sentire. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

italia: 515050585854

Idee&opinioni

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LE TRE SORELLE MOODY’S, STANDARD & POOR’S E FITCH

Figlie di potere, come Marine Le Pen candidata alla Presidenza francese; vedove di, come Cristina Fernandez de Kirchner che ha sostituito il marito alla presidenza dell’Argentina; sorelle di, come Yingluck Shinawatra che ha riconquistato il potere in Thailandia in nome del fratello deposto; nipoti di, come Alessandra Mussolini. La successione dinastica in politica è femmina: l’Economist, giudicando il fenomeno piuttosto intrigante, ha fatto il conto e conclude che mai come in questo periodo ci sono tante donne al comando che sono parenti di precedenti leader, venti nel mondo, da Sonia Gandhi a Hillary Clinton. Può essere che via via che la politica diventa più professionale e specializzata il vantaggio di aver respirato quell’aria in famiglia aiuti, e difatti si narra che Violet Bonham Carter, figlia del primo ministro britannico Herbert Henry Asquith, si vantasse un giorno del privilegio con Winston Churchill che — spiritoso — si rammaricava di non aver avuto anche lui un padre simile. In ogni caso non si può liquidare la faccenda sostenendo che la linea dinastica femminile sia appannaggio di democra-

zie fragili come quelle del Sudest asiatico, perché anche negli Stati Uniti dal 1921 otto senatrici e 38 rappresentanti del Congresso sono succedute ai mariti nei loro seggi. Allora, se il fenomeno è comune a nuovi e vecchi mondi, a democrazie mature e meno mature, si può dunque esultare e concludere che è nuovo segnale di emancipazione della donna, inizio di frantumazione di quel famoso soffitto di cristallo così difficile da infrangere? A giudicare dalle venti superstar del potere dinastico internazionale non sembra proprio essere così. Carriere perlopiù pilotate dalla famiglia, donne cooptate più che liberamente scese nell’arena, spesso usate dalla politica quasi per ingentilire l’immagine autoritaria o compromessa di padri o di mariti. Insomma più che un passo avanti sembra quasi un passo indietro questa «avanzata» delle donne, fenomeno forse intrigante ma solo apparentemente emancipatorio, che getta un’ombra anche quando queste politiche sono poi capaci di perfomance brillanti come quelle di Hillary Clinton.

Maria Luisa Agnese © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL LEGAME DI OBAMA CON TWITTER UN CONFLITTO DI INTERESSI IGNORATO

Immaginate se George W. Bush, notoriamente sensibile agli interessi dell’industria petrolifera, avesse deciso di rispondere alle domande degli elettori nel corso di una conferenza pubblica indetta nella sede della Exxon, affidando la conduzione del dibattito a un top manager dell’impresa in questione. Come minimo, si sarebbe gridato al conflitto di interessi e alla scandalosa commistione fra sfera pubblica e sfera privata. Ebbene, lo scorso mercoledì Barack Obama ha partecipato a un town hall (così gli americani chiamano un evento nel corso del quale chiunque può liberamente rivolgere domande a un leader o a un amministratore pubblico) che si è tenuto nella sede di Twitter, con il cofondatore del social network, Jack Dorsey, nel ruolo di moderatore. Del resto, il presidente era già stato protagonista di un evento analogo svoltosi qualche mese fa nella sede di Facebook, con il padrone di casa Mark Zuckerberg incaricato di scegliere e filtrare le domande degli utenti. Eppure i media non hanno trovato nulla da ridire. Tutt’al più, qualcuno ha osservato che — nel caso di Twitter — una con-

versazione condotta attraverso messaggi non più lunghi di 140 caratteri offre poche opportunità di approfondimento. Quasi tutti hanno apprezzato lo spirito di innovazione democratica manifestato dal presidente in carica, mentre sono stati scarsi gli accenni al ruolo strategico che la lobby della Information e Communication Technology ha svolto nella campagna elettorale del 2008, alle ricompense che ne ha ottenuto (non si contano i manager del settore cooptati nello staff presidenziale) e a quelle che si prepara a ottenere a fronte del rinnovato impegno in occasione della campagna del 2012 (che simili eventi di fatto inaugurano). Perché nessuno attacca Obama con gli argomenti che sarebbero stati usati contro Bush in analoghe circostanze? Perché l’integrazione fra politica, vecchi e nuovi media e interessi economici appare ormai tanto stretta da apparire «naturale». Tuttavia, anche se i social media risultano più «simpatici» dei petrolieri, non sembra una buona idea lasciare nelle loro mani il governo della sfera pubblica.

Carlo Formenti

di ALBERTO QUADRIO CURZIO

A

nche i titoli di Stato del Portogallo, dopo quelli di Grecia e Irlanda, sono stati classificati «spazzatura» da una o più «agenzie di rating» delle emissioni. Nel contempo sia Trichet, presidente delle Bce, sia Barroso, presidente della Commissione europea, hanno duramente criticato queste agenzie che nei fatti rendono più instabili i mercati finanziari. Il riferimento è alle tre «sorelle» americane (Moody’s, Standard&Poor’s, Fitch) che fanno tremare Stati, imprese e banche in quanto dal loro giudizio sulla qualità degli emittenti di titoli obbligazionari ed azionari derivano notevoli conseguenze sulla facilità/difficoltà dei debitori di finanziarsi, sui prezzi dei titoli, sulla valorizzazione di mercato degli investimenti. Ma perché queste agenzie di rating hanno assunto un potere così grande? Il loro dominio si è costruito nel corso di un secolo con una forma di assuefazione degli operatori e delle regole che agli emittenti di titoli hanno richiesto in crescendo garanzie qualitative da offrire agli investitori. La certificazione è diventata così una necessità e la forza delle agenzie si è consolidata nella presa sul mercato in quanto le «sorelle» coprono il 95% delle valutazioni mondiali. Siamo perciò a un quasi-monopolio perché è molto dubbia la concorrenza tra queste agenzie. Così per aumentare la sicurezza del risparmio e il confronto qualitativo tra gli emittenti di titoli ci si è consegnati ad un quasi monopolio privato che addirittura condiziona gli Stati sovrani. Ciò è ancora più grave considerato che le «sorelle» si finanziano in gran parte con le commissioni pagate dagli enti e dalle aziende valutate così generandosi un conflitto di interessi. Tutto ciò sarebbe secondario se i risultati delle valutazioni delle «sorelle» fossero stati in gran parte di successo. Così non è accaduto anche di recente visto che prima della crisi le «sorelle» avevano attribuito ottimi giudizi a obbligazioni e a complessi strumenti finanziari garantiti da mutui poi rivelatisi inesigibili e diventati «tossici». Malgrado ciò le valutazioni di queste agenzie continuano a essere richieste per forza di gravità di un capitalismo finanziario distorto che ha curvato anche le regole delle istituzioni.

voli e volontari contributi rilevanti per la vita dell'associazione, o per sue vaste articolazioni interne». Un fardello di accuse che il ministro nega, ma non possono non creare imbarazzo. Ancor prima della decisione del giudice, al momento della nomina, il presidente della Repubblica aveva voluto manifestare pubblicamente contrarietà e disappunto per quella scelta, attraverso l’auspicio che tutto si risolvesse con nettezza e in tempi rapidi. È accaduto il contrario. Romano entrò nel governo per ragioni di equilibri interni alla maggioranza: una poltrona di rilievo reclamata dai «Responsabili» che avevano salvato il governo Berlusconi dopo la fuoriuscita dei finiani; un calcolo politico di sopravvivenza non ha tenuto conto del più autorevole richiamo istituzionale, ignorando ragioni di opportunità evidenti allora e lampanti adesso. È un altro segnale della debolezza in cui si dibatte chi invece avrebbe bisogno di grande forza per affrontare i difficili problemi del Paese.

Giovanni Bianconi © RIPRODUZIONE RISERVATA

È giunto dunque il momento per l’Europa di sottrarsi a questo condizionamento limitando lo strapotere delle «sorelle» che sta contribuendo alla instabilità finanziaria della Uem (Unione economica e monetaria). Perché se è vero che Grecia, Irlanda e Portogallo sono Paesi in gravi difficoltà finanziarie, vero è anche che al pauroso deprezzamento dei loro titoli di Stato e alle conseguenti enormi difficoltà (quando non impossibilità) a finanziarsi sui mercati hanno contribuito le citate agenzie di rating. Nell’ultimo mese anche l’Italia è diventata oggetto di crescenti minacce di declassamento, con conseguente peggioramento nelle

l’Italia. Il primo correttivo sarebbe quello di stimolare la concorrenza tra agenzie di rating favorendo l’entrata sul mercato di altre agenzie private. È una soluzione impossibile nel medio termine perché il quasi monopolio di quelle esistenti è troppo forte per consentire l’accesso di altri privati. Un secondo correttivo già introdotto come regolamento della Ue nel 2010 è quello di obbligare le agenzie di rating operanti in Paesi europei ad essere registrate e supervisionate da un Comitato (Cers) e da una Autority (Esma) europee rendendo anche disponibili le metodologie e i criteri di valutazione. È un passo avanti ma non appare sufficiente. Un terzo correttivo che trova un forte supporto da personalità di governo specie in Germania è quello di creare, speriamo al più presto, una Agenzia pubblica europea di rating della Ue, per la quale sono stati espressi pareri favorevoli in particolare dal cancelliere Merkel e dal suo ministro delle Finanze, Schäuble, il cui Paese ha titoli di Stato non attaccabili. L’argomento è stato trattato anche dal parlamento europeo che ha incoraggiato la Commissione europea a muoversi in tale direzione. Peccato che la Commissione come al solito abbia perso tempo. Perciò siamo ancora in balia delle tre «sorelle» il cui parere vale di più di quello dell’Fmi, della Bce, della Commissione europea, dell’Ocse e di altri enti nazionali e sopranazionali di provata affidabilità. Per taluni versi il futuro di molti cittadini europei chiamati a tanti sacrifici per risanare le finanze pubbliche dei loro Paesi dipende anche dalle valutazioni delle «sorelle», società private nel cui azionariato vi sono anche operatori che certamente non disdegnano la speculazione.

sue condizioni di finanziamento sui mercati senza che nulla di economico-finanziario fosse cambiato rispetto a periodi antecedenti. Davvero incredibile poi che a poche ore dal varo di una rigorosa manovra e prima che la stessa fosse definitiva e nota in tutte le sue cifre una delle «sorelle» abbia espresso un giudizio severo. L’impressione è che spesso queste «sorelle» vogliano «rinnovare il campionario e i prodotti» per vivacizzare il mercato che di conseguenza subisce forti variazioni di prezzi su cui gli speculatori guadagnano. Vediamo allora i possibili correttivi che non devono escludere sia in atto anche un affondo contro l’euro, magari passando per

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LA POLITICA LONTANA DALLA GENTE

La casta in Maserati e l’Italia che fa sacrifici di GIAN ANTONIO STELLA SEGUE DALLA PRIMA

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IL MINISTRO ROMANO E QUELL’ACCUSA DI «APERTURA A COSA NOSTRA» Il ministro dell’Agricoltura Saverio Romano confidava che il caso fosse chiuso, convinto che l’archiviazione chiesta dai pubblici ministeri lo mettesse al riparo da brutte sorprese. Ma era una convinzione mal riposta. Intanto perché i magistrati dell’accusa — nonostante ritenessero gli elementi raccolti non sufficienti per affrontare un processo — ne avevano comunque sottolineato la «provata e preoccupante contiguità» con ambienti mafiosi di prim’ordine. E poi perché il giudice ha letto le carte in un altro modo, ordinando il rinvio a giudizio del ministro per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. L’indagato Romano è divenuto imputato perché «per almeno due decenni ha mantenuto una condotta di consapevole apertura e disponibilità nei riguardi di esponenti anche di assoluto rilievo dell’associazione Cosa nostra»; la sua non è stata una semplice «connivenza non punibile», bensì una disponibilità verso i mafiosi «tradotta e concretizzata in azioni costituenti specifici, consape-

Agenzie di rating troppo influenti Un monopolio che va limitato

CONC

MOGLI O FIGLIE, IL POTERE È DONNA MA NON SEMPRE È UN PASSO AVANTI

Lo stesso sarebbe successo se un appello ai sacrifici fosse stato lanciato da Alcide De Gasperi, che per andare alla Casa Bianca si fece prestare un cappotto da Attilio Piccioni. O dal governatore della Banca d’Italia Domenico Menichella, che dopo essersi dimezzato stipendio e liquidazione e ridotto la pensione, lasciò agli eredi un opuscolo: «Come è che non sono diventato ricco». La credibilità è tutto, in politica. Tutto. Per questo, in un momento così duro per milioni di famiglie, di artigiani, di piccoli commercianti, di aziende, di giovani e di donne, leggere le cronache di «come» vivono quelli che invocano la comprensione del Paese per i tagli dolorosissimi lascia sbigottiti e furenti. C’è un abisso, tra l’Italia che è chiamata a fare sacrifici e quella che li chiede. Di qua 8 milioni e 370 mila poveri contati dal rapporto Caritas-Zancan, di là l’appartamento da 8.500 euro al mese messo a disposizione di Giulio Tremonti dal suo braccio destro Marco Milanese. Di qua le tavole sempre più povere di cibo denunciate dalla Confederazione italiana agricoltura, di là la Maserati quattro porte da 115 mila euro di Renato Brunetta e la sua lista nozze, che va da 54 «corpi illuminanti» ai tappeti «vintage» da

5.529 euro, dai «Phoenix canariensis» da 2000 euro ai tre ulivi da 4.500 l’uno. Di qua l’allarme dell’Istat perché una famiglia su sei che vive in affitto non riesce più a pagare il canone, di là il mondo dorato delle «Olgettine», le amichette alloggiate dal premier in un residence di lusso. Di qua un Paese ammaccato da quello che un dossier Bankitalia ha appena definito «un decennio orribile», di là 67.670 euro per un nuovo ascensore nella villa di Macherio e quegli stock di cento collanine per 240 mila euro da regalare alle sventole del bunga bunga. I dati del Fondo monetario internazionale dicono che agli albori della seconda Repubblica avevamo il doppio del Pil della Cina e del Brasile e il triplo di quello dell’India e oggi arranchiamo faticosamente in coda a un mondo che cresce a una velocità per noi inarrivabile. Certo, che occorre una svolta. Certo, che serve un risanamento dei conti. Certo, che siamo costretti da decenni di sviluppo finanziato col debito e di mani bucate («Credevamo di essere la San Vincenzo: eravamo convinti che i soldi non sarebbero finiti mai» rideva amaro Francesco Cossiga) a farsi carico di una stagione di risparmi, tagli, ristrettezze. Ma come aveva detto pochi giorni fa lo stesso ministro del Tesoro, prima di essere investito dallo scan-

dalo scoppiato intorno al suo braccio destro, «la legittimazione della riforma fiscale deve venire anche da un forte taglio della politica: così si è legittimati nel chiedere i sacrifici alla gente». Finora, invece, di tagli, zero. O quasi zero. Al massimo una sforbiciatina qui, una limatina là... Senza il coraggio di toccare davvero i privilegi di un ceto politico che continua a spiegare, come ha fatto ad esempio ieri mattina Dario Franceschini, che «se la gente pensa che la riduzione dei costi della politica sia la soppressione delle province noi abbiamo il dovere di spiegare che non è così». E siamo sempre allo stesso punto: i problemi sono «ben altri». Le riforme da fare «ben altre». I privilegi da colpire «ben altri». Tutto già visto, tutto già sentito, tutto già noioso. Il di più, che rende insopportabile il contrasto tra questa manovra, perfino a prescindere dalle sue opzioni culturali e dalla sua scadenza «a orologeria» nella prossima legislatura, è il quadro da basso impero che emerge intorno a quello che è stato per anni uno dei principali collaboratori del ministro del Tesoro. Così stretto da essere scelto pochi mesi fa come relatore del primo disegno di legge di stabilità. Così potente da essere definito dallo stesso Giornale di Alessandro Sallusti, che certo di sinistra

non è, come «il Viceré» di via Nazionale. Un viceré vizioso, ingordo, capriccioso. Che, mentre decideva sulle nomine e ammoniva sulla necessità che gli italiani stringessero la cinghia, si faceva pagare weekend nelle suite di lusso nei grandi hotel di New York imponendo di finire «sullo stesso pianerottolo di Sabrina Ferilli», pretendeva pacchi di banconote da centomila euro a botta, si lagnava irritato se la Aston Martin che gli avevano consegnato come gentile cadeau era seminuova ma non nuova con i sedili incellofanati, reclamava Ferrari 612 Scaglietti e prima ancora una Bentley e orologi «"Patek Philippe", mod. 5055 con cinturino in pelle e mod. 5035, entrambi da uomo, dal valore complessivo di mercato di circa 50.000 euro» e riusciva a essere così «convincente» da trovare un compratore disposto a pagargli la barca una cifra esorbitante e regalava alla fidanzata orecchini pagati (con soldi altrui) 40 mila euro... Ed è questo, oggi, il problema del Cavaliere, di Tremonti, di Brunetta, del governo. Vaglielo a spiegare, ai pensionati e ai precari, ai cassintegrati e ai giovani che non vedono uno spiraglio nel loro futuro, che occorrono sacrifici durissimi. Vaglielo a spiegare, adesso... © RIPRODUZIONE RISERVATA


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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italia: 515050585854

Lettere al Corriere

Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a: «Lettere al Corriere» Corriere della Sera via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79

OPERAZIONE BARBAROSSA AGGRESSIONE O GIOCO D’ANTICIPO

Risponde Sergio Romano Vorrei conoscere la sua opinione in merito a due questioni di carattere storico. La prima riguarda le tesi circolanti da alcuni anni secondo cui, attaccando nel 1941 la Russia, Hitler non avrebbe fatto altro che prevenire Stalin, il quale a sua volta era intenzionato ad aggredire la Germania e gli altri Stati europei. Invece la seconda domanda concerne l’atteggiamento di contrarietà di Mussolini alla guerra contro l’Urss: secondo lei corrisponde a verità che più volte il Duce chiese all’alleato di fare la pace con Stalin per proseguire la guerra contro gli Alleati? Fabrizio Nicoletti fabrizionicoletti17@ gmail.com

Caro Nicoletti, econdo la tesi maggiormente diffusa, l’Unione Sovietica sarebbe stata colta di sorpresa. Gli storici che ne sono convinti puntano il dito su alcuni fattori: le condizioni dell’Armata Rossa, decapitata dalle purghe degli anni precedenti; lo smarrimento di Stalin, incapace per alcuni giorni di prendere la benché minima decisione; la puntualità con cui l’Urss, sino al momento dell’invasione, continuò a onorare gli impegni presi con la Germania per la fornitura di materie prime. Molti studiosi, quindi, pensano che Stalin, pur dando per scontata la possibilità di un conflitto futuro, fosse impreparato ad affrontarlo nel giugno del 1941.

ESECUZIONE DEL MANDATO

all’alzabandiera. Credo sia per questo che la Lega li vuole umiliare, con tagli di bilancio degni del peggiore degli enti inutili e con impegni degradanti. Ora li vogliono ritirare dalle missioni internazionali, nelle quali riescono a fare onore al nostro povero Paese; quando saranno tornati a casa, saranno mandati tutti a raccattare l’immondizia per le strade di Napoli e a piantonare qualche discarica?

Arresto di Gheddafi Caro Romano, a proposito dell’arresto di Gheddafi, chi deve eseguire il mandato? Pasquale Mirante pasmir@alice.it

Il procuratore della Corte penale internazionale ha dichiarato che la principale responsabilità è del governo libico. La Libia non ha aderito al trattato che ha istituito la Corte, ma ha l’obbligo, secondo Ocampo, di rispettare la risoluzione dell’Onu. In realtà il procuratore spera che l’arresto venga compiuto da persone della cerchia dei principali collaboratori di Gheddafi. Ha dichiarato: «Possono essere parte del problema e perseguiti in giustizia; o possono essere parte della soluzione, collaborare con gli altri libici e mettere fine ai reati». Con queste parole si promette di fatto l’immunità a chi riuscirà a mettere le mani su Gheddafi.

Un’altra versione, tuttavia, anche se minoritaria, emerge con chiarezza dai libri di due testimoni che erano in Unione Sovietica nella primavera del 1941. Il primo è uno scrittore americano, Erskine Caldwell, noto in Italia soprattutto per due romanzi («La via del tabacco», «Piccolo campo») che piacquero a Elio Vittorini. Il secondo è Sandro Volta, già inviato speciale di giornali italiani dai fronti della guerra d’Etiopia e della guerra civile spagnola. Caldwell aveva simpatie comuniste, Volta era allora iscritto al partito fascista. Entrambi, tut-

S

pensionati e risparmiatori, contemporaneamente diminuiscono le possibilità di vivere serenamente la lunga vecchiaia che la ricerca medica, e di conseguenza le medicine, ci vogliono a tutti i costi regalare.

PENSIONATI

Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, conferma che le misure adottate dal governo sono verosimili per il raggiungimento del pareggio del bilancio nel 2014 e l'avvio

Le aspettative di vita aumentano, ma, con la persistente crisi e i provvedimenti mirati che colpiscono in larga misura

I soldati sono gli unici a iniziare ogni giornata con un omaggio all’Italia, cantando l’Inno di Mameli e assistendo

Murdoch chiude «News of the World» dopo lo scandalo delle intercettazioni. Ha fatto bene?

sotto silenzio, come «fatalità»: non ci sono statistiche, e appaiono solo le tre righe sulla stampa locale. L'ennesima tragedia è del 7 luglio a Fossò, nel Veneziano. Ma per tutte queste morti c'è una causa precisa: è l'assenza di un abitacolo, anche un semplice telaio di protezione, per il guidatore. E' urgente una legge che lo renda obbligatorio, pena la continuazione di questa sconosciuta e inutile strage.

Emilio Carnes Azzano Decimo (Pn)

Rinforzare l’abitacolo

La difesa del Paese

Come cambia il futuro

Missioni all’estero

di una tendenza al calo del rapporto debito/Pil. Inoltre conferma che le nostre banche hanno una capitalizzazione adeguata e superiore al resto dell’area euro. Mi chiedo come mai Draghi non intervenga con fermezza nei confronti degli speculatori d’oltreoceano, i quali preferiscono guardare in casa nostra, piuttosto che ai gravi problemi che affliggono le banche americane e inglesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Michele Boato micheleboato@tin.it

TRATTORI BANKITALIA

La tua opinione su corriere.it

do. La guerra sarebbe stata molto lunga e molto dura». Viene naturale chiedersi perché la censura del regime abbia permesso la pubblicazione di un libro che poteva apparire in quel momento, mentre l’Italia era in guerra, disfattista. Forse perché Mussolini era da tempo convinto che il solo modo per risollevare le sorti del conflitto fosse quello di venire a un accordo con l’Urss e trasferire le truppe dell’Asse sul fronte occidentale. Sono queste, a quanto pare, le proposte che fece a Hitler durante l’incontro di Feltre del 19 luglio del 1943, sei giorni prima della riunione del Gran Consiglio durante la quale fu messo in minoranza dalla mozione di Dino Grandi.

Manfredo Lojodice lojodice.mafredo@ hotmail.it

Stefano Carta cartastagnola@libero.it

IL RITIRO DEI SOLDATI

tavia, provavano per Stalin un sentimento di rispetto, se non addirittura di ammirazione. Quando pubblicarono i loro libri sull’Urss (il primo nel 1942, il secondo nel 1943), sostennero che Stalin era pronto al conflitto (Volta, addirittura, che si preparasse ad attaccare), e che il ritiro dell’Armata Rossa nei primi tre mesi della guerra fossero soltanto l’ouverture di una strategia diretta ad attrarre l’esercito tedesco negli sterminati spazi del territorio russo. Alla sua seconda domanda (quale fu l’atteggiamento di Mussolini sulla guerra) rispondo, caro Nicoletti, che il libro di Volta apparve presso l’editore Rizzoli nel maggio del 1943 e termina con queste parole: «No, non mi rimanevano più dubbi al riguar-

Moltissimi contadini muoiono schiacciati dal proprio trattore che si rovescia in un fosso o, più spesso, a causa della pendenza eccessiva del terreno su cui stanno lavorando. Gli incidenti passano sempre

SUL WEB Risposte alle 19 di ieri

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80,6

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No 19,4

La domanda di oggi Il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi difende la manovra del governo Siete d’accordo?

TV DIGITALE

I canali e l’affidabilità La televisione digitale ha ampliato notevolmente la disponibilità di canali televisivi. Tuttavia la sua affidabilità è di gran lunga inferiore a quella della televisione analogica. Basta infatti un normale temporale per disturbare in maniera sensibile l’audio e il video delle trasmissioni. Se poi il temporale è un po’ più forte sul video appare immancabilmente la dicitura «assenza di segnale». Pietro Volpi pietrovolpi@virgilio.it

Interventi & Repliche Eurobond: Amato e Verhofstadt Condivido in pieno l’invito rivolto ai governi europei, pubblicato sul Corriere del 4 luglio, a firma di Giuliano Amato e Guy Verhofstadt, a favore dell’introduzione degli Eurobond per finanziare un New Deal europeo. Del resto, già nella scorsa legislatura sono stato promotore con Mario Mauro di una raccolta di firme in tal senso, alla quale hanno aderito quasi 200 eurodeputati. L’istituzione di Eurobond, insieme all’introduzione di una Tassa sulle transazioni finanziarie (Ftt), fortemente voluta dal Parlamento europeo e appena proposta dalla Commissione Barroso, permetterebbe di recuperare quelle risorse necessarie per avviare un grande piano di investimenti europeo finalizzato a rilanciare crescita

e occupazione in un momento in cui le casse dei governi nazionali sono vuote. Quanto ai mercati, c’è ancora spazio per l’ottimismo perché l’Europa non ha ancora «perduto la guerra tra i governi eletti e le agenzie di rating». La strada è complicata, ma bisogna ricordare come l’Ue sia stata la prima area del mondo, nel 2009, a regolamentare il settore del rating. E il Parlamento europeo sarà nuovamente impegnato, dopo la pausa estiva, a legiferare su un’ulteriore revisione delle norme per le agenzie. Sarà quello il momento per puntare a ridurre la dipendenza della finanza dal rating, togliere alle agenzie la responsabilità di valutare i debiti sovrani dei Paesi affidando questo compito a un'istituzione indipendente come la Corte dei Conti europea, proporre

l'istituzione di un’agenzia pubblica di rating europea capace di bilanciare un mercato monopolizzato dai colossi americani. Dotarci di una governance economica rivolta alla crescita e non solo all'austerità, introdurre nuovi strumenti come la Ftt e gli Eurobond, riformare il settore del Rating e avanzare sul sentiero dell'armonizzazione fiscale rappresentano i passi da compiere se vogliamo davvero salvaguardare la stabilità dell'eurozona. E il Parlamento europeo su queste materie sarà chiamato a decidere insieme ai governi. Per questo l’appello di Amato e Verhofstadt va non solo raccolto, ma rilanciato. Gianni Pittella, vicepresidente vicario Parlamento Europeo

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Il dubbio di Piero Ostellino

I delatori fiscali e l’invidia sociale

C

ronache italiane. Un Comune pugliese ha indetto un concorso per 27 addetti ai quali affidare l’incarico di segnalare alla Finanza i concittadini che essi sospettino di evasione fiscale (dal Corriere del Mezzogiorno del 29 giugno). Nell’Unione Sovietica ai tempi di Stalin c’era chi denunciava il coinquilino dell’appartamento in coabitazione di «deviazionismo» dalla linea del partito; in realtà, lo faceva per andarne a occupare la stanza più grande della propria. La delazione, ancorché motivata dall’utilitarismo personale, era almeno nobilitata, diciamo così, da ragioni ideali e politiche: la fede nel marxismo-leninismo e l’amore per Stalin. Da noi, a muovere i delatori fiscali pugliesi non saranno certamente la fede nelle tasse e l’amore per Giulio Tremonti, ma molto probabilmente l’«invidia sociale» e magari anche una certa inclinazione alla concussione e al ricatto. Perciò si mormora che l’articolo 1 della Costituzione materiale, sulla quale i neodelatori giureranno, reciti così: «L’Italia è una grande Agenzia delle entrate fondata sulle tasse degli altri». L’Ufficio stampa del Partito marxista-leninista italiano comunica: «Dal momento che il governo del neoduce Berlusconi ha dichiarato guerra alla popolazione di Val Susa, ignorandone completamente la sua netta e militante avversione alla Tav, e militarizzando il territorio della Valle, che cos’altro ci si può aspettare se non una ribellione crescente e senza limiti nell’uso di tutte le forme di lotta per farsi ascoltare e porre fine a questo insopportabile e provocatorio stato di cose?». Un Comune A parte la prosa zoppicante e la assume persone sintassi incerta, sembra una versione del «luddismo», l’ottocenteper segnalare movimento che promuoveva cittadini che non sco la distruzione delle macchine fra pagano le tasse gli operai inglesi spaventati dalla prospettiva di perdere il lavoro a causa del progresso tecnologico. Di certo, solo un dinosauro ideologico come un partito che si richiama ancora, e impropriamente, al marxismo-leninismo poteva confondere un treno col Palazzo d’Inverno. Aveva ragione Marx a dire che lui «non era marxista»; a sua volta, Lenin — che sosteneva essere il comunismo «i soviet più l’elettrificazione» — deve essersi rivoltato nella tomba. L’83 per cento degli interpellati da un sondaggio del Corriere online ha dichiarato di ritenere «giusto» che siano tassate le auto di una certa potenza. Negli Stati Uniti, se qualcuno compera un’auto più potente di quella che aveva, il vicino di casa pensa: «Se ce l’ha fatta lui, prima o poi ce la faccio anch’io». Da noi, in questi casi, c’è puntualmente chi spera che lo Stato imponga di viaggiare su un’auto usata, di bassa cilindrata, vecchia e malandata come la sua. Si può ragionevolmente sperare che un Paese dove si istituzionalizza la delazione fiscale, c’è ancora gente che vede nell’innovazione un pericolo e ha un’idea di eguaglianza di tutti verso il basso invece che di tutti verso l’alto progredisca e stia al passo con gli altri? postellino@corriere.it

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Il trasporto dei rifiuti campani Un lettore propone di trasportare in Liguria l’immondizia campana usando vagoni ferroviari (Corriere, 8 luglio). Dubito che la cosa sia fattibile. Bisognerebbe infatti che i compattatori campani scaricassero l’immondizia nei vagoni e occorrerebbero tanti vagoni perché non esistono vagoni ferroviari compattatori. Arrivata in Liguria, l’immondizia dovrebbe essere ricaricata sui camion e trasportata alle discariche (non esistono discariche accessibili ai vagoni). L’unica soluzione è che i compattatori campani vadano a scaricare in luoghi il meno lontani possibile dalla Campania. Ci vorranno lo stesso tanti compattatori, ma non si può fare diversamente. Mario Scarbocci, San Donato Milanese

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La tiratura di venerdì 8 luglio è stata di 641.482 copie

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Spettacoli

Il trio Mihai Gruia, Adrian Sana e Sorin Brotnei: gli Akcent, gruppo dance pop romeno

L’annuncio

MILANO — Dracula e la Transilvania. Immigrazione e rom. Quando si parla di Romania si finisce sempre fra il pittoresco e il razzista. Meglio aggiornare le definizioni con una terza coppia: musica e dance. Da qualche mese, infatti, le classifiche e le discoteche europee sono prese d’assalto da un’onda di brani dance che arriva dalla Romania e, più in generale, dall’est. Il fenomeno tocca anche la hit parade italiana. A cavallo di aprile e maggio, il singolo più scaricato da Internet (e oggi ancora al numero 3) è stato «Mr. Saxobeat», un tormentone dance al profumo di sax. La voce è quella della bionda Alexandra Stan, 31enne nata a Costanza, sul Mar Nero. Lei punta sul sexy. Nel videoclip interpreta una galeotta che riesce ad evadere seducendo i secondini e travestendosi da poliziotta. Alexandra non è la prima. Nel 2004 la sua connazionale Haiducii arrivò sul palco di Sanremo come ospite con «Dragostea Din Tei». Quello fu un episodio isolato. Ora si può parlare di pacifica invasione. Bisognerà quindi tenere d’occhio gli Akcent. Nell’Europa dell’est sono delle star affermate da anni: il leader Adrian Sina è uno dei giudici della versione rumena di «X Factor» e «My Passion», da qualche giorno anche nelle radio italiane, ha superato i 17 milioni di clic su YouTube. Numeri da Lady Gaga. «La gente ama il nostro mix di melodia, beat e testi. Le influenze balcaniche possono essere un elemento in più per il pubblico internazionale», commenta Adrian, produttore e voce del trio. Nato nel 1979 a Maramures, nel nord della Romania, ha iniziato come deejay in discoteca e poi su una radio nazionale. Gli Akcent, fisico palestrato e look da Billionaire, sono nati nel 2001 e l’anno successivo sono subito arrivati al disco di platino in patria. Nel 2005 il primo assaggio di popolarità internazionale con «Kylie», brano che cita «I Should Be So Lucky» della Minogue e che parla di una ragazza che vuole diventare famosa. Ora i tre provano a fare il grande salto. Adrian analizza così il fenomeno dell’onda rumena: «Da noi non ci so-

Lou Reed e i Metallica: insieme in un disco

Personaggi Successo (anche italiano) per il pop che nasce soprattutto in Romania

Melodia europea e dance Dall’Est una nuova musica La Stan ai vertici, gli Akcent spopolano su YouTube no grandi nomi pop e rock. Non abbiamo artisti come Ramazzotti e la Pausini, ma c’è molta dance che è un modo di esprimere la propria libertà». Sente razzismo attorno alla Romania? «È stato molto brutto sentire quei fatti di cronaca accaduti in Italia, ma noi speriamo di mostrare una faccia diversa del nostro Paese». Alexandra Stan è bionda ed ecco anche

la mora: Andra, ex bimba prodigio (ha vinto una specie di Zecchino d’oro rumeno) che ci prova con «Something New». Per chi preferisce un look da dominatrice lesbo c’è Inna, già arrivata nelle classifiche francesi e inglesi. Il folk di una fisarmonica e il ritmo dance sono la chiave per «Freedom» di Dj Andi feat. Stella. Ce n’è per tutti i gusti, insomma. Vaga somiglianza con il vampiro Robert Pattinson, Catalin Josan è fra i preferiti dalle radio italiane con la melodica e romantica

«Don’t Wanna Miss You», colonna sonora dello spot di una compagnia telefonica. Lui viene dalla Moldavia, ma il team che lo produce è sempre rumeno. Tira le fila Tiberiu Dinu, console generale della Romania a Milano: «Non c’è da meravigliarsi. Anche da noi ci sono artisti di talento. Per 50 anni siamo stati fuori dal mondo, ma ora i nostri giovani si fanno conoscere nella musica, dalla classica alla dance». Sono gli effetti della globalizzazione. Qualche settimana fa il quo-

Talenti Alexandra Stan 22 anni: «Mr. Saxobeat» è al vertice tra i singoli più scaricati

Catalin Josan 24 anni: la sua «Don’t Wanna Miss You» è ormai una hit

Andra Da noi la sua «Something New» si ascolta molto nelle radio

tidiano inglese Independent aveva lanciato l’allarme. «Il giorno in cui la musica è morta», era il titolo scelto per commentare un fatto mai accaduto in 60 anni di classifiche. Non c’era nessun artista inglese in una Top ten dominata dall’r&b americano e dalla dance europea con targa francese, olandese, svedese, italiana (il dj Benny Benassi con Chris Brown). Magra consolazione la presenza di Lauren Bennett come ospite del duo americano LMFAO. Analizza il fenomeno Enzo Mazza, presidente della Fimi, la più grande associazione discografica: «Grazie alle nuove tecnologie un successo può diventare globale più velocemente. La capacità di andare oltre le barriere nazionali è incrementata con l’arrivo dei new media».

Andrea Laffranchi © RIPRODUZIONE RISERVATA

GUARDA I video e la gallery delle star rumene su www.corriere.it

MILANO — Il poeta della New York underground e i signori del metal. Alleanza esplosiva quella fra Lou Reed e i Metallica che in autunno pubblicheranno un album assieme. Le musiche sono quelle che l’ex Velvet Underground ha scritto per la messa in scena diretta da Robert Wilson di Lulu, una tragedia di Frank Wedekind. «Potenza massima, con testi molto ragionati», lo definisce Reed chiacchierando prima del concerto di ieri a Milano che ha inaugurato un tour di 8 date in Italia (info,

Rock Lou Reed, 69 anni

loureed.com). Nello show anche una cover di «Mother» di Lennon, ma nulla del nuovo progetto. Che forse non si sentirà mai dal vivo: «Siamo come fratelli. Ma non faremo un tour, forse un paio di show». Uomo di poche parole, si infervora parlando di tecnologia. Sgrida chi registra la conversazione con un iPhone senza un microfono adatto, loda YouTube «perché ci si trova talmente tanto che ci vorrebbe un milione di anni per sentire tutto», ha dei dubbi sugli mp3 che «hanno reso disponibile più musica ma di qualità non paragonabile al vinile», si tiene alla larga dai social network: «Non sono iscritto a nessuno e mai e poi mai dirò lì qualcosa della mia vita privata: sono uno scrittore». (a. laf.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


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L’intervista L’attore licenziato dopo la lite con Lucia Lavia sul palcoscenico

Nella top 100

Haber: rovinato da un bacio ma ero posseduto da Otello

Ligabue da record: 13 dischi in classifica

«Credo nel mio metodo di recitazione, mi hanno linciato» MILANO — Cacciato dall’Otello del Teatro Romano di Verona per una prova troppo realistica e focosa con Lucia Lavia, la sua Desdemona, Alessandro Haber dopo una settimana di angustie psicologiche replica all’incubo «per parlare al pubblico che chissà cosa pensa. I colleghi mi hanno già dimostrato solidarietà, ma sono una bestia ferita che ha dato al palcoscenico tutti i giorni della sua vita». Sanguigno, appassionato interprete di Bukowski e Craxi, Woyzeck e Pasolini, attore per Monicelli, Avati e altri, 45 anni di carriera, Haber dice che quell’incidente è da mettere in conto allo studio del personaggio: «Ci si concentra e immedesima, era la prima volta che provavamo col regista Garella l’ultima scena. Inizia con quattro baci come da copione: sulla guancia, uno schiaffetto, nei limiti. Poi Otello è montato dentro di me, quel nero col complesso di inferiorità verso il mondo civile, europeo, borghese, incredulo che quella ragazza lo voglia davvero sposare. E a un certo punto, irrazionalmente, mi è scappato un bacio vero ma niente di più e lei mi ha spinto a terra e poi gli schiaffi. Lo giuro, non avevo alcun altro fine se non trovare la chiave del ruolo. Ma si è scatenato l’inferno forse per

Il caso

La vicenda è iniziata il 22 giugno, durante le prove di «Otello». Secondo Lucia Lavia, Haber è «uscito dal ruolo»: ha tentato di baciarla e, dopo il rifiuto, l’ha schiaffeggiata; l’attrice ha denunciato il fatto e annunciato querela. Il 29 l’attore è stato licenziato dalla Cooperativa Nuova Scena. Gabriele Lavia, informato della scenata, ha subito preso le difese della figlia dicendosi amareggiato per il comportamento del collega

la inesperienza della mia partner». Tutti però dicono: lo sai com’è Haber... Ma com’è Haber? «Uno che vive solo per il suo lavoro, in teatro. Ogni personaggio nasce lentamente in me come un bambino che poi cammina, parla, diventa autonomo. Con Otello avevo problemi di memoria col copione perché volevo capire chi è davvero, trovare implicazioni nuove e così il suo essere animalesco mi ha posseduto. Non provavo piacere, Otello è un disperato ed io potevo avere davanti il Papa invece di Desdemona che era la stessa cosa. È un ruolo faticoso, ero stanco, avevo pensato di rinunciare. Poi mi

hanno curato con la papaya come Wojtyla quando stava male, mi sono ripreso, iniziavo a divertirmi. Ed ecco quella dannata prova col bacio, gli schiaffi, gli spintoni e poi certo la confusione, le parole che volano, come in teatro. Quante volte ho litigato con Carmelo Bene, che nella «Cena delle beffe» mi dava 70 schiaffi per sera, ma alla fine di nuovo ami-

Maurizio Porro

La Mostra

Martone e Rohrwacher in giuria a Venezia

MILANO — Ecco la giuria della 68ª Mostra del Cinema di Venezia: oltre al presidente, il regista Usa Darren Aronofsky, ci saranno l’artista visiva e regista finlandese Eija-Liisa Ahtila, il compositore e regista britannico David Byrne, il regista Usa Todd Haynes; il regista Mario Martone, l’attrice Alba Rohrwacher (foto), il regista francese André Téchiné.

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Il set «Il rosso e il blu» è il nuovo film di Piccioni. Nel cast Margherita Buy e Herlitzka

Scamarcio torna a scuola e fa il supplente ROMA — Quattro storie che si incrociano in un liceo non identificato di Roma. Ambiente misto, niente bullismi né droga, niente di sociologico. Gli studenti scrivono sul cellulare ma non si fa la predica a Internet. «La scuola può (ancora) fare molto», dice il regista Giuseppe Piccioni. Riccardo Scamarcio è il giovane supplente «animato da grandi propositi»; Margherita Buy è la preside «rigorosa e piuttosto moderna che si trova suo malgrado a occuparsi di un ragazzino abbandonato dai genitori, e c’è una sorta di ottimismo verso un ricambio di professori, per la voglia di insegnare». Roberto Herlitzka è

Desdemona

ci. Se fosse torLucia Lavia (19 anni) nata Lucia Lavia, è figlia d’arte; i genitori la sera dopo ne sono Gabriele Lavia avremmo riso a tavoe Monica Guerritore la. In «Platonov» baciavo tre donne, nessuna ha fatto tragedie. Ho recitato quattro ruoli gay baciando intensa- molto sproporzionato». Umimente i miei partner, fa parte liato e offeso («non una telefodel gioco. Ho chiesto scusa su- nata da Branciaroli che mi ha bito davanti a tutti, ma si è al- sostituito e che stimo molzato un pandemonio, Jago mi to»), Haber aveva un piano ha assalito e nonostante i miei per il suo Moro: «Ognuno ha tentativi di pace si è voluta lin- il suo metodo, chi se ne frega ciare la mia onorata carriera. se Laurence Olivier diceva che A questo massacro non ci sto basta recitare. Io ho il metodo perché sono innocente, ero Haber e pensavo nell’ultima dentro la strategia di attore e scena di soffocarla e nello stesnon pensavo alla signorina La- so tempo possederla — per via, inesperta, psicologicamen- finta, sia chiaro — come un te non pronta. Ma è stato tutto epilettico fuori di sé che ha iniziato a regredire quando Jago 64 anni inizia con la gelosia. Collegato Alessandro Haber al subconscio, mi sembrava ha lavorato un Otello moderno: non c’è socon Monicelli e Avati lo un senso unico, ognuno trova la sua strada per arrivare». Lei come ha reagito dopo la denuncia di Lucia Lavia? «Ho mandato sms di scuse a tutti, spiegando che facevo il mio lavoro, certo sono esuberante, creativo e non ho regole ma dicono anche che sono persona dolce e leale. Ho fatto di tutto in scena, ma poi è il teatro stesso che con i suoi anticorpi razionalizza e stabilisce il limite da non superare».

MILANO — Ligabue ha fatto 13: tanti sono infatti i suoi dischi presenti nella classifica di oggi dei cento album più venduti in Italia (GfK Retail and Technology Italia), prima volta per un artista ad avere così tanti cd contemporaneamente in classifica e record assoluto nella storia della musica italiana. Intanto cresce l’attesa per il concerto di sabato prossimo a Campovolo (Reggio Emilia). Per l’unica data del rocker di Correggio la prevendita dei biglietti è già arrivata a quota 110.000. Nel settembre del 2005, per il concerto di Liga a Campovolo, alla fine furono venduti 165.264 tagliandi.

il controcanto, è il vecchio prof. «amareggiato e deluso, diventato cinico, con una sfiducia totale nella volontà e nella mente dei suoi allievi. Ritroverà il senso smarrito del suo lavoro incontrando una ex alunna». E infine due

Insegnanti Margherita Buy e Riccardo Scamarcio sul set del film «Il rosso e il blu» tratto dal romanzo di Marco Lodoli

ragazzi che si innamorano e sfidano le regole degli adulti inseguendo libertà illusorie, lei teppista, lui bravo ragazzo romeno. Quando si porta al cinema, la scuola è più scivolosa di una saponetta. Giuseppe Piccioni è nel mezzo delle riprese (per Bianca Film) di Il rosso e il blu, dall’omonimo romanzo (pubblicato da Einaudi) di Marco Lodoli. E se ne sta alla larga sia dalla frustrazione dei docenti (Daniele Luchetti) che dalle notti prima degli esami (Brizzi), allontanandosi dalla denuncia, dalla commedia troppo dichiarata, così come dall’attualità dei tagli e dei cortei anti-Gelmini:

«C’è sempre qualcosa di facile e di pretestuoso nel cavalcare un tema sociale, per quanto nobile. Il cinema è bello perché riesce a deviare». Scrive Lodoli: «La saggezza oggi non serve più, è una cosa del passato. Oggi bastano i soldi e la tecnologia». Come se l’insegnamento, che deve interpretare il mondo, fosse fuori dal mondo. «Ecco, pur mantenendo una certa sensibilità del libro, e per quanto la scuola sia assediata dal dubbio dell’inutilità, c’è la conferma della centralità della vocazione; un film deve seguire le regole dello spettacolo, in senso buono. C’è il tentativo di raccontare una storia con toni da com-

media, senza scendere in aspetti macchiettistici che accompagnano film di questo tipo». Riccardo Scamarcio: «Il film focalizza da una parte la fatica degli adulti a comunicare con i giovani, dall’altra la difficoltà a trasmettere la saggezza, a percepire la poesia. Si è rotta questa predisposizione. I nuovi media hanno cambiato il nostro stile di vita. La scuola di Piccioni è al centro della società, un luogo in cui le cose possono cambiare. Per il film, ho fatto un giro nei licei, alcuni professori sono degli eroi, anche loro devono tenere uno spettacolino per tenere viva l’attenzione sennò si addormentano». Lei com’era da studente? «Un disastro. Ho cambiato due scuole nello stesso anno...».

V. Cap. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Regista

Lucarelli, un film da un suo romanzo ROMA — Carlo Lucarelli esordisce nella regia cinematografica con «L’isola dell’angelo caduto», tratto da uno dei suoi romanzi. Le riprese iniziano lunedì a Santa Maria di Galeria, nel Lazio, dove viene ricostruita virtualmente l’inquietante isola in cui si svolge la storia. «Grazie agli effetti visivi creeremo dal nulla questo luogo sperduto nel Mediterraneo, dalle atmosfere visionarie tra horror e gotico che aleggiano nel thriller», dice Lucarelli. Il film è ambientato negli anni dell’ascesa di Mussolini, in un’isola prigione abitata dal vento e da strane apparizioni che sembra nascondere un segreto feroce.


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Sport

Troppe multe Balotelli assume un autista

Stanco di pagare multe e andare dal meccanico per far riparare i danni fatti dai vandali alla sua Maserati, Mario Balotelli ha ingaggiato un autista che è a sua disposizione 24 ore su 24. Secondo quanto riporta The Sun, che definisce SuperMario «asso eccentrico», Balotelli paga all’autista 3 mila sterline (poco meno di 3.400 euro) a settimana per portarlo in giro in Limousine.

Il borsino dei candidati

Bastian Schweinsteiger Nato a Kolbermoor l’1 agosto 1984, il centrocampista del Bayern Monaco e della nazionale tedesca (83 presenze, 21 gol) rappresenta una valida alternativa a Hamsik (Afp)

Riccardo Montolivo Nato a Caravaggio (Bergamo) il 18 gennaio 1985, il capitano della Fiorentina potrebbe diventare la prima alternativa a Hamsik, il secondo candidato al ruolo di mister X (Ansa)

Cesc Fabregas Soler Nato in Spagna ad Arenys de Mar il 4 maggio 1987, il centrocampista vuole lasciare l’Arsenal per trasferirsi al Barcellona. Il Milan non è favorito, ma segue le trattative (Ansa)

Mercato A 72 ore dal raduno, resta un colpo da fare: il più importante

Alla ricerca di mister

MILANO — A 72 ore dal raduno, il popolo rossonero che ha già metabolizzato gli innesti di Mexes, Taiwo e del tris di campioni in erba El Sharaawi, Paloschi e Ricardo Ferreira, aspetta con ansia l’arrivo di mister X. «A fine agosto compreremo la mezz’ala sinistra» va ripetendo da settimane Adriano Galliani, placando la curiosità dei tifosi e confidando nei prezzi da saldo al fotofinish del mercato. Chissà se il presidente Berlusconi, annunciato martedì pomeriggio a Milanello, concederà qualche elemento aggiuntivo alla composizione dell’identikit (sempre che non abbia voglia di depistare gli astanti come l’anno scorso quando annunciò che Ronaldinho sarebbe rimasto al Milan finché avesse smesso di giocare e che Ibra non avrebbe mai vestito la maglia rossonera: «Non so come starebbe nello spogliatoio del Milan»). I nomi che sono stati accosta-

ti alla squadra di Allegri sono molteplici: si passa da Ganso (costoso e trattenuto dal Santos in Brasile fino al mondiale per club di dicembre: se ne riparla nel 2012), a Kakà (la cui voglia di tornare in Italia è inversamente proporzionale alla disponibilità a ridursi lo stipendio), per finire a Cesc Fabregas, il centrocampista spagnolo che sogna dopo 8 campionati all’Arsenal di lasciare la Premier League (il Barcellona è in pole position per acquistare il giocatore, ma il Milan assiste vigile agli sviluppi della situazione). In realtà molti indizi inducono a pensare che il nome in cima alla lista dei desideri continui a essere Marek Hamsik, nonostante la reticenza ostentata con rabbia negli ultimi giorni da Aurelio De Laurentiis («per Hamsik ci vogliono 100 milioni, nel caso decidessi di venderlo offrirei un diritto di prelazione all’Inter»). Mino Raiola prosegue

a lavorare sotto traccia, il Milan aspetta con fiducia. Ieri ha destato sospetto l’intervento di Giovanni Galeone (ex tecnico ma soprattutto amico fraterno di Allegri con cui ha condiviso quest’estate diversi giorni di vacanza) a Radio Kiss Kiss. «Sono convinto che Hamsik sia già del Milan» ha confessato l’ex allenatore del Pescara. «Credo che con il Napoli si arriverà a una soluzione, ma se c’è la volontà del giocatore, alla fine le due società troveranno un accordo. Anche perché il Napoli potrebbe anche muoversi sul mercato in maniera importante» (in effetti i partenopei hanno già effettuato sondaggi su top player, da Pastore a Sanchez). L’operazione Hamsik (che è già uscito allo scoperto con la chiacchierata intervista al quotidiano slovacco) è la più accreditata ma se non si dovesse concretizzare (Marekiaro costa comunque 40 milioni) quali piste

X seguirebbero Galliani e Braida? Le alternative più accreditate sono rappresentate da Bastian Schweinsteiger, il centrocampista 27enne del Bayern Monaco e della nazionale tedesca. Può giocare sia a centrocampo che nel tridente offensivo, è un giocatore completo. Ha un neo: è legato ai bavaresi fino al 30 giugno del 2016 e costa 35 milioni. Conside-

rando che il prossimo anno la finale di Champions League si giocherà all’Allianz Arena, il tedesco lascerà a cuor leggero Monaco? La terza pista porta a Riccardo Montolivo, il centrocampista 26enne della Fiorentina, gradito ad Allegri. Il suo arrivo a Milano è subordinato alla cessione di Cassano al club dei fratelli Della

La prima scelta del Milan resta Marek Hamsik Ma Galliani valuta anche altre opzioni Valle. Fantantonio accetterebbe di buon grado un trasferimento in maglia viola (ma la Fiorentina gli garantirebbe i 3 milioni d’ingaggio?) anche se prima vuole capire quanto spazio troverà al Milan in questa stagione. La situazione è ingarbugliata. Affari di giornata: la Lazio si è accaparrata Marius Stankevicius (contratto triennale, 850 mila eu-

ro alla Samp); oggi dovrebbe arrivare la firma di Lamela sul contratto con la Roma; il gioiello dell’Arsenal Nasri è stato acquistato dal Manchester City che ha messo sul piatto 25 milioni (e ora punta uno fra Lavezzi e Aguero). Continui i contatti fra la Juve e l’agente di Pepito Rossi.

Monica Colombo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Oggi la sentenza Ieri il dibattito alla Corte di giustizia della Figc. Il Procuratore: «Mai rimossa la gravità dei reati commessi»

Moggi contro Palazzi: radiazione? No, prescrizione Uno dei tre saggi

La verità di Aigner sullo scudetto 2006

Guido Rossi e, sotto, Gerhard Aigner

MILANO — Sempre più acceso il dibattito sul tormentato scudetto 2006 che divide Juve e Inter. Interviene Gerhard Aigner, ex segretario Uefa, leader della commissione dei 3 saggi (oltre ad Aigner, Massimo Coccia e Roberto Pardolesi) chiamati da Guido Rossi, allora commissario della Federcalcio, a dare un parere sull’opportunità di assegnare lo scudetto nel campionato 2005-2006. Motivato da un’intervista al Corriere della Sera di Franco Carraro («forse Guido Rossi è stato mal consigliato dai tre saggi»), Aigner ha dichiarato a Sky sport 24: «Il nostro incarico era capire se la Figc poteva riassegnare il titolo e decidere se era il caso di fare una classifica diversa, e i regolamenti permettevano questa possibilità. Noi con Rossi

non abbiamo mai parlato di Inter o altre società». Per Aigner l’obiettivo della decisione di assegnare comunque il titolo «fu quello di dare grande sicurezza al calcio italiano. Rossi ha fatto il massimo per proteggerne gli interessi in campo internazionale. Non so se ritenesse che l’Inter meritasse di essere campione, ma l’Uefa premeva per avere la lista». Aigner ha spiegato anche l’atmosfera di quegli anni nel calcio italiano: «La struttura del sistema di allora era sbagliata, rappresentanti di certe società contattavano gli arbitri, eravamo in una situazione generalizzata. Adesso, dopo gli elementi emersi, ci sono società che hanno maggiori responsabilità delle altre e alcune che hanno fatto certe cose per difendersi».

ROMA — Oggi si saprà se la Corte di giustizia della Figc confermerà la radiazione, già emessa in primo grado dalla Disciplinare, per Moggi, Giraudo e Mazzini. Ieri il dibattito, poi la camera di consiglio e ora la sentenza. L’ex d.g. bianconero ha annunciato che, nel caso di conferma della pena, andrà fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, passando per l’Alta Corte presso il Coni, Tar e Consiglio di stato. «Sono fiducioso; gli ultimi sviluppi, legati alla relazione di Palazzi sull’esposto della Juve, devono far azionare il buonsenso. Il procuratore ha fatto una cosa giusta, e ora è chiaro che era un andazzo generale, ma nessuno commetteva illeciti. È stato un processo

indirizzato, perché ci stavano dentro non solo l’Inter, ma tutte le società di A. Per questo andrò fino a Strasburgo». Ieri, a eccezione di Giraudo che ha rinunciato alla prescrizione, la battaglia è stata incentrata su questo aspetto, soprattutto dopo la relazione di Palazzi che ha considerato prescritto, quello che ha indicato come un illecito sportivo da parte dell’Inter. «Chiediamo la prescrizione della radiazione — ha detto Prioreschi, uno dei legali di Moggi — rivolgendosi anche alla norma usata da Palazzi sull’esposto della Juve. I fatti di Calciopoli risalgono al 2004-2005 e si sarebbero dovuti prescrivere il 30 luglio 2009. Ma nel maggio 2006 la prescrizione si è interrotta, ed è ripar-

tita dopo le sentenze, spostando il termine di prescrizione al 30 luglio 2010. Si è voluto un nuovo procedimento per Moggi per la radiazione, ma su fatti del 2004-2005». Dura la replica del procuratore federale, Stefano Palazzi: «La particolare gravità dei comportamenti di Moggi è stata evidenziata da due gradi di giudizio e resta attuale ancora oggi, giustificando così la radia-


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

Tennis, azzurri avanti 2-0 sulla Slovenia

Sport 57

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L’Italia conduce 2-0 ad Arzachena nella prima giornata di Coppa Davis contro la Slovenia. Fabio Fognini ha battuto Grega Zemlja in quattro set (1-6, 6-4, 6-4, 6-4) e a seguire Potito Starace ha superato Blaz Kavcic 3-6, 6-3, 6-2, 6-4. Oggi il doppio: Bracciali e Bolelli affrontano gli sloveni Grecorc-Zemlja. Domani gli ultimi singolari: Fognini-Kavcic e Starace-Zemlja. In caso di successo, l’Italia giocherebbe i playoff promozione dal 16 al 18 settembre.

Volley, Italia k.o. con i bulgari fuori dal torneo

È finita l’avventura dell’Italia nella Final Eight della World League. Gli azzurri sono stati sconfitti 3-0 (25-22, 25-22, 25-21) dalla Bulgaria restando tagliati fuori dalla semifinale. L’Italvolley di Berruto era reduce dalla sconfitta con l’Argentina e dal successo sui padroni di casa della Polonia e arrivavano al match di Danzica con l’obbligo della vittoria. La selezione di Stoytchev ha invece dominato i tre set.

Il caso A sorpresa i club sono pronti a firmare il documento che chiude un contenzioso che andava avanti da mesi

Diritti tv: la A in rosso trova l’intesa Dall’accordo sul numero di tifosi arrivano i soldi per fare mercato

Oggetto del desiderio Marek Hamsik, 23 anni, è il primo obiettivo del Milan (Ansa)

MILANO — Diritti tv. Manca la firma fra i 20 club di serie A, ma c’è un’ipotesi concreta di accordo, dopo tre mesi di tensioni, polemiche, ricorsi ai tribunali (sportivi e ordinari), minacce di scissioni. Tre mesi di contrasti vivaci, che in realtà erano tre anni di bagarre, visto che dell’applicazione della legge Melandri (qualcosa di simile ai decreti attuativi) già si discuteva nel 2008, dopo la prima intesa del 30 ottobre 2007. Ieri sono state gettate le basi per scegliere in maniera definitiva i criteri di ripartizione dei 197 milioni dei diritti tv legati ai bacini d’utenza (il numero dei tifosi). Una questione che chiude il contenzioso sul biennio 2010-2012, il primo da quando la vendita dei diritti tv è tornata ad essere collettiva dopo undici anni. L’accordo è stato trovato su una base molto simile a quella sulla quale si era arrivati alla traumatica rottura dieci giorni fa, ma ormai la maggioranza dei club ha la necessità di avere la certezza della fatturazione, per avere la disponibili-

Inter, nuova maglia

Presidente Maurizio Beretta, numero uno, dimissionario, della Lega di A, sottolinea il segnale di una ritrovata unità, propiziata anche dal via libera di martedì scorso al secondo extracomunitario (LaPresse)

197 i milioni dei diritti tv legati ai bacini d’utenza. Saranno divisi così: il 50% in base alle indagini demoscopiche, Auditel compreso; 50% senza Auditel

79.200.000 euro: è la cifra destinata alla Juve per la cessione dei diritti tv nel 2010-2011. All’Inter andranno 74.200.000; al Milan 73.061.000 euro

1.000.000.000 di euro all’anno è l’obiettivo-ricavi dei club di serie A per la vendita (collettiva) di tutti i diritti tv per il triennio 2012-2015

tà economica per la campagna acquisti (e non solo). Le quote sono state determinate così: 50% in base ai dati derivanti dalle indagini demoscopiche, compreso il riferimento al dato dell’Auditel, che aveva fatto infuriare le tre grandi; 50% in base ai risultati demoscopici, senza gli ascolti tv. Il peso dell’Auditel finisce per pesare soltanto per 1/6 e non per 1/3. In questo modo, le medio-piccole hanno avuto comunque un

risultato migliore di quello che era possibile immaginare in partenza; le grandi, invece, hanno contenuto le perdite sulle ultime previsioni. Era previsto che la Juventus avrebbe incassato, tutto compreso, per il 2010-2011 86.200.000 euro, Milan e Inter 78.400.000. L’intesa raggiunta ieri prevede 79.200.000 euro per la Juve; 74.700.000 per l’Inter; 73.061.000 euro per il Milan. La Roma perde qualcosa,

ma non si lamenta, mentre il Napoli guadagna 240.000 euro. È stato così recepito lo spirito della legge Melandri, che, dopo Calciopoli, puntava a ridurre il gap fra le grandi e gli altri club; resta il fatto che è assai consistente la perdita rispetto al 2009-2010 per le società che devono sfidare la concorrenza europea in Champions League. Ha riassunto Maurizio Beretta, presidente (dimissionario) della Lega di

A: «Le società hanno capito che con il passare del tempo i rischi sarebbero aumentati e grazie ai negoziati le distanze si sono ridotte. Al là della sostanza c’è il segnale di una ritrovata unità, anche grazie al via libera di martedì scorso al secondo extracomunitario». Adesso si possono gettare le basi per la vendita dei diritti per il triennio 2012-2015. La proposta sulla quale si comincerà a ragionare è quella di suddividere il totale degli introiti (si punta al miliardo di euro tutto compreso) in tre parti (come prevede la legge): 40% da ripartire in parti uguali; 39% in base ai risultati sportivi, con grandi vantaggi per chi arriva fra le prime tre; 21% in base ai tifosi. Per facilitare la vendita per il nuovo triennio, anche i grandi club hanno accettato di trasformare in collettivi quello che ancora era considerato soggettivo: i diritti «ancillari», cioè le interviste pre e post-gara e le immagini dallo spogliatoio.

Fabio Monti © RIPRODUZIONE RISERVATA

Coppa America

Messi sotto accusa In campo il Brasile Robinho sacrificato

Nerazzurro più leggero Il nerazzurro è quello di sempre, ma la nuova divisa dell’Inter, qui indossata in anteprima da Sneijder e Pazzini, ha caratteristiche innovative: impatto ambientale zero con materiali riciclati e un peso inferiore del 13% rispetto alle maglie precedenti.

Trio Luciano Moggi, tra i suoi avvocati, si presenta al Parco dei Principi (Ansa)

zione, e rendendo attuale l’interesse della Figc nel ribadire la richiesta. Quei comportamenti non devono più capitare, e questa sentenza deve servire a dare memoria storica di quei fatti. Non ci sono norme che prevedono una prescrizione della proposta di radiazione che resta infondata. L’oggetto del giudizio di oggi resta la gravità di fatti già accertati. Anche attualizzandoli a oggi, le posizioni di Moggi, Giraudo e Mazzini non si sono modificate, e non sono mai state rimosse da alcuna sentenza. Tutti gli elementi nuovi, legati alle questioni delle altre società, non possono essere presi in considerazione. Nel 2006 tra gli incolpati non c’erano soltanto questi 3 dirigenti, ma tanti soggetti istituzionali e società. Affidarsi al grido di tutti colpevoli nessun colpevole non toglie gravità a quei fatti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO — La Coppa America è già un «insensato coração», come la telenovela che da queste parti tutti preferiscono alle partite, giocatori compresi. È il cuore insensato e disperato dei tifosi argentini che hanno costretto alle lacrime Messi, accusato di essere un fenomeno nel Barcellona e uno qualsiasi in maglia albiceleste. Con l’aggravante di non cantare l’inno. Ci mancava il romanista Burdisso che a gara in gli avrebbe detto: Situazione corsa «Bimbo, fai funzionare le pile». Anche anestetizzata, la «pulce» resta però uno dei meno peggio della nazionale di Batista, contestatissimo c.t. che ora cerca di rimediare, Girone A annunciando «in finale ci Colombia 4 saremo» e promettendo Costa Rica 3 un cambiamento choc: Argentina 2 fuori Tevez, Lavezzi e Bolivia 1 forse Cambiasso, dentro Girone B Higuain, Di Maria e Oggi BrasileAguero. Nella notte i Paraguay (ore pulcini di Costa Rica 21); Venezuelahanno liquidato la Bolivia Ecuador(23.30). Classifica: tutte con 2 gol a zero, ma a 1 punto potevano essere nove. Il Girone C girone è aperto a tutto, Cile 3 con un vantaggio ai limiti Uruguay 1 dello scandaloso per i Perù 1 padroni di casa che hanno Messico 0 due giorni in più per In tv recuperare: avranno la Sky Sport1 e Costa Rica martedì, Copa America quando Colombia e Bolivia saranno in campo già domani. Stasera intanto torna il Brasile, in orario «umano» anche per noi (ore 21): affronta il Paraguay, dopo il pareggio senza reti col Venezuela. Menezes non rivela la formazione ma in compenso — brutto segno — ha chiesto al pastore evangelico Anselmo Alves di aggregarsi di nuovo alla Seleçao. Per ora è annunciato solo un «sacrificio», quello di Robinho.

Federico Pistone © RIPRODUZIONE RISERVATA


58 Sport

Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

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Atletica Il padrone dello sprint cala negli ultimi 50 metri davanti a 49.174 spettatori: caos alla partenza

Ricorso accolto

Parigi e la febbre spengono Bolt

Bocciato Giovanni Morzenti presidente della Fisi dal 2007 (Ap/ Auletta)

Batte Lemaitre, ma resta sopra i 20" nei 200: «Un mezzo disastro» DAL NOSTRO INVIATO

PARIGI — Ha la faccia buffa e i piedi che ballano lo swing. Sui blocchi. Poi, alla straordinaria velocità di 15.000 dollari al secondo per un totale di 20"03 («Comunque ben spesi: un meeting dentro un grande stadio oggi non è concepibile senza il giamaicano» dice Laurent Boquillet, direttore dell’8ª tappa della Diamond League), Usain Bolt corre vuoto i suoi secondi 200 metri della stagione, peggiorandosi rispetto a Oslo (19"86, il 9 giugno) senza riuscire a scendere sotto i 20" (vento contro: - 0,6 m/s), la barriera di burro che aveva sfondato già ventuno volte in carriera ma non ieri, fiaccato da una febbriciattola fastidiosa e, forse, non stimolato da Christophe Lemaitre, buon secondo in 20"21, suo miglior tempo dell’anno, 5/100 più lento del 20"16 (2010) che sperava di trasformare, con una piccola magia aiutata dal tifo di casa, in 19"99.

Il volo di Saladino Irving Saladino vola a metri 8.40: il panamense ha dominato il lungo tornando su misure importanti (Epa)

na, umiliato nell’anno di grazia 2009 sotto il diluvio universale di Losanna, dove Bolt spinse giù il francese nell’abisso di un oltre un secondo di distacco (19"59 contro 21"01). Molte cose sono cambiate da allora. Oggi Lemaitre vale dieci volte meno del molleggiato in termini economici e di prestazione, ma le sponde del fiume si sono avvicinate, la grandezza del bianco è stata lanciare un ponte verso l’universo nero dello sprint, fino a (quasi) entrarne in contatto. «È passato a una velocità

Il super-ingaggio Gli organizzatori hanno pagato al giamaicano 15.000 dollari al secondo: «Soldi spesi benissimo» Niente da fare. Il Mondiale di Daegu si avvicina (senza Tyson Gay, operato all’anca a Vail: out 6-9 settimane) e Bolt è ancora alla ricerca di Bolt, questa di Parigi, per chi sa sfrecciare in 19"19 (record del mondo) è la corsa meno convincente dall’inizio della stagione, priva di esplosività e penetrazione nell’aria, sulla gomma rimangono l’alibi dell’influenza e i 100 metri del meeting di Montecarlo (22 luglio), l’ultima sgambata prima del viaggio in Asia dentro se stesso. Sui 200 era solo la seconda sfida con Lemaitre, il viso pallido più veloce a ovest della Sen-

Risultati Gare maschili. 200: 1. Bolt (Usa) 20’’03; 2. Lemaitre 20’’21. 1.500: 1. Lalou (Mar) 3’32"15. 110 hs: 1. Robles (Cub) 13"09. Lungo: 1. Saladino (Pan) m 8,40. Asta: 1. Lavillanie (Fra) 5,73 Gare femminili. 100: 1. Baptiste (Tri) 10’’91. 800: 1. Semenya (Saf) 2’00’18. 400 hs: 1. Hejnova (Cec) 53’’29. Triplo: 1. Savigne (Cub) m 14,99; 4. La Mantia 14,33 Lampo appannato Usain Bolt vince i 200 a Parigi chiudendo in 20’’03 (Ap)

superiore: ora fa parte del business» l’ha promosso Bolt, l’uomo capace di portare allo stadio, e non per il calcio, 49.174 spettatori felici dello spettacolo (4 primati stagionali, il successo dell’enfant du pays Lavillenie nell’asta), l’eccitazione è così spessa che si fatica a ottenere il silenzio allo start dei 200 (e poi c’è un fantozziano problema tecnico al cronometraggio), mentre Bolt fa il mattatore per intrattenere la folla e Lemaitre cade in trance. «Il ritardo in partenza ha pesato, fino ai 150 tutto ok, ma gli ultimi 50 metri sono stati un disastro in un giorno da dimenticare», chiosa passando all’incasso. Per Simona La Mantia, in vista del Mondiale coreano, Parigi era un test importante. Arrivata a Stade de France con il quarto salto (triplo) stagionale (m 14,43), la siciliana si è fermata a 14,33, piazzandosi quarta dietro tutte le rivali che ritroverà a Daegu, inclusa la vincitrice cubana Savigne (14,99). Delusione per Oscar Pistorius: le sue leve di carbonio si peggiorano sui 400 — che segnano la fine dell’imbattibilità di Wariner (4˚) sulla pista di Parigi —, chiusi in 45"84, lontanissime dal minimo A per Daegu (45"25). Ma Oscar ha un sorriso che allarga il cuore: «Speravo in un crono migliore, però che gioia gareggiare a Parigi per la prima volta». I 110 hs finiscono con una foto sul traguardo: David Oliver rimonta recordman Dayron Robles, stesso tempo (13"09), ma il cubano vince al fotofinish per una questione di millesimi (top secret). Nell’atletica che corre verso la Corea spalla a spalla, nemmeno il lampo Bolt ha ritrovato il potere di accecare il resto del mondo.

Gaia Piccardi © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tour Petacchi se la gioca. Wiggins si rompe la clavicola, Leipheimer e Horner finiscono nei fossi

Vince Cavendish, Contador scalda i motori DAL NOSTRO INVIATO

CHATEAUROUX — Come la prima volta: «Vincere qui mi commuove, perché nel 2008 avevo iniziato la mia serie d’oro. Al Tour sono più emotivo di una donna in menopausa, perché amo troppo questa corsa». Mark «Merola» Cavendish è un gigante delle volate e un po’ anche delle sceneggiate, nel senso buono: nella città di Gérard Depardieu, l’ex banchiere sovrappeso dell’isola di Man sale sul palco più alto per la 17ª volta, rimontando il suo grande nemico «Hulk» Greipel e resistendo senza troppi problemi alla progressione di Alessandro Petacchi, finalmente in grado di giocarsela in volata con i migliori (secondo), «anche se forse ho avuto paura di vincere». Sempre meglio che il terrore delle cadute che attanaglia mezzo gruppo. Tom Boonen si ritira per le piaghe che si porta appresso dalla quarta tappa, mentre al chilometro 180 (dritto come un fuso) si incartano pacchetti preziosi, da spedire prima all’ospedale e poi a casa: assieme al francese Pauriol, c’è Sir Bradley Wiggins, quarto a Parigi nel 2009 e vincitore dell’ultimo Giro del Delfinato, che si rompe la clavicola. Levi Leipheimer e Chris Horner, brutte

copie di Lance Armstrong (di cui sono indegni eredi nella RadioShack) finiscono nei fossi arrivando rispettivamente dopo 3’06’’ e 12’41’’. Non ci si può distrarre un attimo, perché nessuno si ferma ad aspettare: per non sbagliare, un corridore della Française des Jeux da inizio Tour fa i suoi bisogni nella borraccia. In salita però farà più fatica anche lui: ci si avventura nel Massiccio Centrale con due tappe che agiteranno la classifica, a partire dall’arrivo di oggi a Super-Besse, dove Thor Hushovd mette in palio la sua maglia gialla. Nel 2008 sullo stesso arrivo (con poche variazioni sul tema) era il tempo di un’altra prima volta: Riccardo Riccò dribblava i vulcani morti dell’Auvergne e faceva secchi Valverde ed Evans prima di essere cacciato dal Tour per la positività all’Epo-Cera. Rispetto ad allora ci sono delle difficoltà in meno e farà meno caldo. Buon per Ivan Basso, che potrebbe soffrire lo strappo finale di 1,5 km (7,6% di pendenza), che arriva dopo altri 3,5 al 5% che spianano prima dell’ultima impennata: un arrivo irregolare sul quale Andy Schleck nel 2008 perse 45’’ e dove sono favoriti Evans (a 1’’ dalla maglia gialla) e Contador. Lo spagnolo, sempre a 1’41’’

La situazione Ordine d’arrivo 7ª tappa, Le Mans — Châteauroux di 218 km 1. Cavendish (Gbr) in 5.38’53’’ 2. Petacchi (Ita) s.t. 3. Greipel (Ger) s.t. 4. Feillu (Fra) s.t. 5. Bonnet (Fra) s.t. Classifica generale 1. Hushovd (Nor) in 28.29’27’’ 2. Evans (Aus) a 1’’ 3. Schleck F. (Lus) a 4’’ 4. Millar (Gbr) a 8’’ 5. Klöden (Ger) a 10’’ Così oggi e in tv 8ª tappa, Aigurande — Super-Besse Sancy di 189 km. Diretta dalle 14 su RaiSport2 ed Eurosport; dalle 15 su Raitre

Caduta L’inglese Bradley Wiggins in attesa dei soccorsi (Ap/LaPresse)

dall’australiano e a 1’30’’ da baby Schleck, scalpita: gli 8’’ rifilati al lussemburghese sul Mur de Bretagne lo hanno rigenerato dopo il pessimo avvio di Tour, fatto di cadute, distacchi ed escoriazioni: «Arrivano due tappe esigenti, in cui non ci si potrà nascondere. Già oggi, se la salita verrà presa ad alta velocità, ci potranno essere dei distacchi». Tradotto: Contador proverà a insinuare altri dubbi (anche di pochi secondi) a Schleck, in modo da tenerlo ammollo fino all’appuntamento

con i Pirenei (giovedì 14 a Luz Ardiden), dove inizierà in grande stile il suo tentativo di remuntada. «Andy mi preoccupa, secondo me non è quello dell’anno scorso», dice Alain Galloppin, d.s. della RadioShack distrutta dalle cadute (resta solo Klöden in classifica), ma soprattutto ex direttore sia di Schleck che di Contador. Evans in compenso non se lo fila nessuno. Ma c’è sempre una prima volta.

Paolo Tomaselli © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’Alta Corte annulla la Fisi di Morzenti ROMA — L’Alta Corte di Giustizia del Coni ha accolto il ricorso presentato dallo Sci Accademico Italiano Roma (Sai Roma) e annullato l’assemblea elettiva della Federazione italiana sport invernali (Fisi) del 24 aprile 2010. Per effetto della decisione tutte le cariche federali sono azzerate e giovedì 14 luglio (ore 9.30) si terrà la Giunta per il Commissariamento. «Giustizia è fatta. Avevo sempre invocato la necessità di ripristinare le regole nell’ordinamento sportivo della Fisi. L’Alta Corte riconosce l’irregolarità nelle elezioni degli organi al vertice della federazione svoltesi il 24 aprile 2010». Così il ministro degli Esteri Franco Frattini commenta la decisione. «Prendo atto della decisione dell’Alta Corte e attendo serenamente di conoscere le motivazioni che hanno spinto l’organo giudicante a questa conclusione prima di esprimere qualsiasi commento — ha spiegato il presidente della Fisi Giovanni Morzenti —. I nostri legali decideranno di conseguenza se proseguire o meno nella vicenda giudiziaria davanti alla giustizia ordinaria». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il commento

Gli errori da non ripetere L’

Alta Corte di Giustizia presso il Coni ha messo dunque fine a uno dei periodi più tormentati degli sport invernali italiani: quello della gestione di Giovanni Morzenti. Lasciando volutamente da parte le questioni giudiziarie che riguardano l’ormai ex presidente (la sua condanna a 4 anni e 6 mesi potrà essere commentata non prima del verdetto d’appello, previsto entro l’anno), resta la valutazione sul dirigente sportivo. Una valutazione, ovviamente, negativa. Morzenti ha guidato la Fisi con un assurdo piglio autoritario, intimidendo consiglieri, dipendenti, atleti e tecnici: il consiglio federale era di fatto esautorato, decideva tutto il consiglio di presidenza. Non c’è dunque da stupirsi se la Fisi sia stata vessata da scelte sconcertanti: tra queste il licenziamento, dopo il miglior Mondiale da tanti anni a questa parte, del d.t. dello sci alpino Claudio Ravetto, reo all’inizio della stagione di aver protestato perché le tute da gara non erano arrivate agli atleti. I pasticci combinati da Morzenti, peraltro, sono ben più numerosi e, soprattutto, sono assortiti: in attesa che il commissario verifichi se davvero i conti federali sono stati risanati — questo è ancora uno dei cavalli di battaglia di Morzenti — ci limitiamo a rammentare le scriteriate guerre ai maggiori organizzatori delle prove italiane della Coppa del Mondo e la perdita di credibilità sul piano internazionale. A causa della condanna subìta Morzenti è stato infatti messo alla porta dalla Fisi e, tra le varie conseguenze, l’Italia non potrà votare quando si tratterà di scegliere la località del Mondiale di sci alpino del 2017, per il quale è in lizza anche Cortina d’Ampezzo. Forse si è ancora in tempo a salvare una barca davvero messa male. Ma il difficile arriva da oggi in poi. Dopo il commissariamento, sarà necessario trovare un personaggio autorevole e pronto a governare la Fisi con ben altri metodi: Morzenti non è spuntato per caso, non lo si scordi mai.

Flavio Vanetti © RIPRODUZIONE RISERVATA


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

Sport 59

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Qualifiche alle 14 Così nelle libere Prove libere Gp d’Inghilterra a Silverstone. Prima sessione: 1. Webber (Aus/Red Bull) 1’46’’603; 2. Schumacher (Ger/Mercedes) a 0’’660; 3. Barrichello (Bra/ Williams) a 0’’744; 5. Massa (Bra/Ferrari) a 0’’959; 7. Alonso (Spa/Ferrari) a 1’’558. Seconda sessione: 1. Massa (Bra/Ferrari) 1’49’’967; 2. Rosberg (Ger/Mercedes) a 0’’777; 3. Kobayashi (Jap/Sauber) a 1’’428. 15. Alonso a 2’’902

F1 Furiosa la McLaren: «Vettel avrà un grande vantaggio»

Mercato delle regole Aiutino alla Red Bull ed è Formula caos Favorita dalla deroga sugli scarichi DAL NOSTRO INVIATO

SILVERSTONE — Si arriva il giovedì da svantaggiati, si parte il venerdì da super favoriti. Il cambiamento delle regole a prove già iniziate è un inedito anche per l’agitato mondo della Formula 1: mentre la prima sessione di libere era in corso, ai team è arrivata un’email che cambiava tutto quanto deciso e comunicato in pompa magna a Valencia (due settimane fa). Quelli della Red Bull, però, non hanno avuto bisogno dell’email: già sapevano, perché la decisione è arrivata dopo loro sollecitazione. Ma non è questione di tempi. È questione di sostanza. Con due risultati: 1) le ultimissime regole metteranno ancora di più le ali ai bibitari (che se le mettono da soli), cosa che ha fatto imbufalire il mansueto Martin Whitmarsh, team principal McLaren, che ha litigato in conferenza stampa con il suo omologo in Red Bull Christian Horner; 2) la F1 non è uno sport credibile se la stesura delle regole avviene dopo «attività di lobbying» co-

L’intervista

me la chiamano candidamente i protagonisti. Insomma, si fa una regola, che poi viene aggiustata in seguito a trattative private con la Fia. Che cercando di venire incontro a tutti, non accontenta nessuno e sconcerta gli appassionati. In mezzo, bugie, accuse, confusione.

Riepilogo delle puntate precedenti. Quelli della Red Bull erano arrivati qui giovedì domandandosi quanto avrebbero perso a causa del bando dei diffusori soffiati. Si vietava da questa gara ai gas di scarico di soffiare nei diffusori con l’acceleratore alzato, incollando la macchina al suolo anche in

Classifica piloti 1. Vettel 186; 2. Button 109; 3. Webber 109; 4. Hamilton 97; 5. Alonso 87; 6. Massa (42) Programma e tv Oggi libere alle 11; qualifiche ore 14 (diretta Rai2). Domani gara ore 14 (Rai1) Imprendibili La Red Bull sulla pista di Silverstone durante la prima sessione di prove (Reuters)

curva. Senza entrare in dettagli, l’apertura delle farfalle doveva essere ridotta al 10 o al 20%. E quindi spazio alle polemiche della Red Bull, al grido «non si cambiano le regole a metà stagione, vogliono fermarci». Ma ecco l’ulteriore inghippo: per ragioni di affidabilità sono state conces-

se delle deroghe. E, dice l'email di ieri mattina, le farfalle si possono aprire al 50%. In teoria vale per tutti, in pratica a farlo è la Red Bull che sfrutta meglio quel principio. Complicato, folle, assurdo? Non è finita. Dalla Fia sostengono che il delegato tecnico Charlie Whiting è furioso con la McLaren,

perché tutto era già stato deciso durante una cena giovedì tra il responsabile dei motori federale Gilles Simon e i rappresentanti dei costruttori (Mercedes, Ferrari, Renault, Cosworth). Ma gli altri team negano sia mai stato toccato l’argomento. «Mi pare che le regole siano, diciamo, fluide

a. rav.

— attacca Whitmarsh —. Abbiamo ricevuto sei direttive sul tema e non mi sembra normale che si decida durante le prove. Il risultato è che qua la Red Bull avrà un grande vantaggio, Horner spieghi». Replica piccata del redbullista: «Anche i motori Mercedes hanno ottenuto una deroga per avere iniezione di benzina con l’acceleratore alzato». «Non è la stessa cosa». «Sì lo è». E via così. Di certo è sicuro che l’aiutino ricevuto dalla Red Bull dà maggior vantaggio di quello dei motori Mercedes (e quindi McLaren). E la Ferrari? È alleata alla McLaren, ma non partecipa alla lite. Almeno una cosa l'abbiamo chiarita: da parte della Fia non c'è nessun machiavellismo, per esempio nessun desiderio di riaprire il campionato. A muovere la Fia è solo la confusione. Sarà anche mossa dal desiderio di venire incontro ai team, ma questo sembra un mercato. Con il più convincente che si porta a casa la regola giusta.

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Arianna Ravelli

Resta la sponsorizzazione (appena rinnovata) ma cambia la carta d’identità

La Ferrari torna a chiamarsi Ferrari, senza Marlboro DAL NOSTRO INVIATO

SILVERSTONE — In attesa di vedere i risultati in pista, intanto è cambiato il nome. Cambiamento simbolico, ma che fa sempre un certo effetto. Via le sigarette dalla denominazione ufficiale, la Ferrari torna a chiamarsi semplicemente Scuderia Ferrari (senza Marlboro finale). E un mese dopo aver rinnovato il contratto di sponsorizzazione fino al 2015 (per, pare, 80 milioni all’anno). Colpa delle proteste delle associazioni antitabacco, che già l’anno scorso

avevano visto cancellato il codice a barre dalla carrozzeria della Rossa, perché richiamava troppo il pacchetto di sigarette e perché, in questi casi, è meglio evitare polemiche: «Pur non condividendo queste inquietudini — fanno sapere dal team — la decisione è stata presa per evitare un dibattito inutile». Insomma, nessuno ci ha perso il sonno, nemmeno (pare) alla Philip Morris, contenti comunque di continuare la collaborazione. Il punto vero era quanto è cambiata la Ferrari che affronta oggi con le qualifiche la prova del fuoco del circuito di

Silverstone, quello meno adatto alla Rossa, quello che dovrà dire se l’anno è buttato o questo progetto ha ancora delle speranze. La risposta è che non lo sanno (ancora). Fernando Alonso e Felipe Massa si sono fatti solo una vaga idea di come abbia funzionato l’ala posteriore nuova, per esempio, causa pioggia a intermittenza e conseguente necessità di non sprecare gomme da bagnato (ce ne sono solo otto set a disposizione per weekend, meglio risparmiarle per oggi). «L’unica cosa che ho capito è che Webber appena scendeva in pista

era il più veloce», il commento poco speranzoso di Alonso. Che però poi aggiunge: «Se tifo lui per la vittoria? No, tifo Ferrari». Felipe (che pur ha strappato il miglior tempo all’ultimissimo giro della sessione, mentre la pista si asciugava) non ha le idee molto più chiare: «La macchina si comportava bene, ma abbiamo girato a velocità costante per testare le novità, è impossibile fare confronti con gli altri». Quelli, implacabili, arriveranno oggi.

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Il campione del mondo della Superbike non mette un limite alla carriera: «Vado avanti perché mi diverto, ho ancora voglia di mettermi in gioco»

«Rossi buono e io cattivo: non è così» Biaggi: «La nostra rivalità è unica, ma avrei dovuto lasciare prima la MotoGp» C’è un ragazzo di 40 anni che sta per allenarsi sul sentiero che porta da Montecarlo a Mentone, lo stesso che faceva Ayrton Senna. Prima di andarci, però, ha due o tre cose da raccontare sulla vita di un pilota che non ha perso la voglia di correre, vincere e, a suo modo, essere alternativo. Max Biaggi, campione mondiale Superbike in carica, secondo in classifica, reduce dalla prima vittoria dell’anno, impegnato a Brno, circuito dove ha vinto 10 volte in carriera. La stagione è girata? «L’inizio non è stato ideale, ma il momento ora è buono. Speriamo di aver già dato abbastanza alla sfortuna...». Il titolo è ancora possibile? «Io ci credo: 43 punti di distacco con 300 a disposizione non sono così tanti». E poi c’è la lotta tra due oldies come lei e il 38enne Checa. Un bello spot per il motociclismo della seconda età... «L’età è solo un numero, se stai bene e hai la moto. Certo, se il mezzo non è performante fai la fine di Rossi». Allora se lo ricorda ancora. Che pensa del suo momento? «Una situazione complessa. Di sicuro c’è che Stoner con quella Ducati vinceva una gara su tre». Dove sbaglia Rossi secondo lei? «Da fuori giudicare è difficile. Io so che in 7 mesi la situazione è al punto di partenza e anche fare la moto su misura per lui non è servito. Non vorrei essere nei suoi panni».

Anche perché con quegli avversari è molto dura. «Questa è una bella generazione. Lorenzo e Stoner sono più maturi, hanno già vinto un Mondiale. Dovizioso e Simoncelli devono fare l’ultimo salto di qualità». Lei si rivede sempre in Lorenzo? «Sì, siamo abbastanza simili nella pulizia di guida e nella strategia di gara». Stoner & co. dicono che quando Rossi lottava con lei e Gibernau era tutto più facile.

Intramontabile Max Biaggi, 40 anni

Su Valentino

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Ha avversari forti e maturi e dopo 7 mesi è ancora al punto di partenza: non vorrei essere nei suoi panni

«Ah sì? Preferisco non rispondere». Quando ripensa all’addio obbligato alla MotoGp a fine 2005 prova ancora rabbia? «Casomai il rimpianto di non essermene andato prima!». Addirittura? «Avrei scoperto prima la Superbike. Questo è un ambiente migliore, più semplice, sereno e, diciamo, più possibile... Di là senza mezzi non vai da nessuna parte». Ambiente sereno, va bene, ma a inizio stagione con Melandri ha litigato duro. «Prima che arrivasse lui era tutto tranquillo, poi sono cominciate le solite polemicucce all’italiana. Ma io ci passo sopra: 15 anni fa avrei replicato più duramente». Per la verità lo ha quasi schiaffeggiato al box. «Ma in quel caso c’era di mezzo la sicurezza! Aveva cercato di buttarmi fuori pista e su queste cose non si scherza». Un remake della rivalità con Rossi? «Chiariamo una cosa: Melandri non è Rossi. Rossi una cosa così non l’avrebbe mai fatta». Lei dice spesso che rivalità come la vostra non ce ne sono più. «È così. Perché quella era autentica, originata da nature troppo diverse». Rossi buono e simpatico, Biaggi cattivo e antipatico. «Un’immagine falsa, che mi hanno cucito sopra.

Superbike

Oggi a Brno qualifiche e Superpole Domani sul circuito di Brno si corre il Gp della Repubblica Ceca, 8ª prova (su 13) del Superbike: Gara 1 in diretta su La7 alle 12 e Gara 2 alle 15.30. Oggi, sempre in diretta su La7, alle 10.40 Qualifiche 2 e alle 15 Superpole. La Supersport va in onda domani alle 13.25 su Eurosport. In testa alla classifica piloti c’è Carlos Checa (Spa-Ducati), con 261 punti. Seguono Max Biaggi (Aprilia), 218, e Marco Melandri (Yamaha), 195. Ducati (273 punti) al comando della classifica marche, davanti ad Aprilia (257) e Yamaha (235). © RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi mi ama o mi è stato vicino solo a una cena sa che non sono così. Ma ormai ci ho fatto l’abitudine e non mi impegno neanche più a far cambiare idea alla gente». Due figli avuti da Eleonora Pedron, con cui sta da 7 anni. Quanto conta la famiglia? «Tutto. È la cosa più bella cui potessi aspirare nella vita». Eleonora le chiede mai di smettere di correre? «Al contrario. "Sennò poi a casa chi ti sopporta?" mi dice». La piccola Ines com’è? «A settembre fa 2 anni: sta cominciando a tirare fuori un bel caratterino. È una femmina, no?». E Leon? «Ha solo 7 mesi. Non voglio dire le solite cose sul futuro che si aspetta un papà dal figlio. Dico solo che mi piacerebbe che un giorno facessimo qualcosa insieme, magari nelle attività che farò dopo le moto». Quali? «Mi vedo come imprenditore, anche lontano dall’Europa». Con l’Aprilia ha un contratto anche per il 2012. Poi che farà? «Per ora mi diverto e ho ancora voglia di mettermi in gioco». Come ha festeggiato i 40 anni? «Eleonora mi ha organizzato una bellissima festa a sorpresa». Com’è andata? «Benissimo. Io nella vita, per carattere, cerco sempre di evitare le sorprese, ma questa mi è piaciuta tantissimo. È bello scoprire che anche a 40 anni puoi ancora stupirti e emozionarti come quando eri bambino».

Alessandro Pasini © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

italia: 515050585854

Giorgio e Maurizio con Ulli, Julia e Laetitia annunciano, affranti da un grande dolore, la scomparsa della loro mamma

Margherita Seretti ved. Colombo che, dopo lunga malattia, si è ricongiunta all'adorato marito Carlo e all'amatissimo nipote Charly.- Mamma sarai sempre nei nostri cuori con amore infinito!- Si ringraziano le signore Daniela e Rosa per l'affettuosa e ammirevole vicinanza di tanti anni.- Un particolare ringraziamento a tutto lo staff della Residenza Saccardo per la professionalità sempre dimostrata.- Il funerale si svolgerà il giorno 12 luglio 2011 ore 14.45 presso la cappella della Residenza Saccardo in Milano, via Saccardo 47 per poi raggiungere il cimitero di Imbersago.- La famiglia prega di non inviare fiori, ma di effettuare per chi lo desidera una donazione a favore dell'Associazione L'amico Charly Onlus.- Per ulteriori informazioni contattare il n. 02.2151979. - Milano, 9 luglio 2011. La società Carlo Colombo SpA è vicina alla famiglia in questo momento di dolore per la scomparsa di

Margherita Seretti ved. Colombo e ricorda il suo operato nel Consiglio di Amministrazione per tanti anni. - Milano, 9 luglio 2011. La nipote Mariagrazia con i figli Alessandra e Lorenzo si stringe a Giorgio e Maurizio per la scomparsa della sua carissima

zia Margherita Ricorderò sempre, cara zia, la tenerezza e la dolcezza che hai avuto per me fin dalla mia infanzia! - Milano, 9 luglio 2011. L'Associazione L'amico Charly Onlus è vicina e partecipe al dolore del socio fondatore Giorgio Colombo per la scomparsa della sua cara mamma

Margherita Seretti ved. Colombo socia benemerita dell'associazione, che ha sempre sostenuto in questi dieci anni nella memoria dell'amatissimo nipote Charly. - Milano, 9 luglio 2011. Zio Mario, zia Francesca e famiglia stringono in un abbraccio Giorgio e Maurizio per la scomparsa della cara mamma

Margherita - Milano, 9 luglio 2011. Luciano e famiglia si uniscono al dolore della famiglia Colombo per la perdita della loro adorata mamma

Margherita - Chiavari, 9 luglio 2011.

Lanfranco Rossi È salito al Padre Lanfranco, uomo e socio buontempone esemplare, la sua stretta di mano, la sua figura imponente, il suo sorriso gioviale ben rappresentava il nostro motto di Vogliamoci bene!- Ci mancherà la sua presenza ma ci accompagneranno ancora, nel tempo, il suo impegno per i buontemponi e il dono che ci ha offerto dello stare insieme.- Alla cara Fiorella alle figlie, tutti i soci buontemponi, il consiglio e il presidente Massimo Santi rivolgono il nostro motto di Vogliamoci bene!- La Società dei Buontemponi. - Milano, 7 luglio 2011. Partecipano al lutto: – Elsa e Giuliano Cantoni.

Dopo una vita lunga e serena

Adriana Motta ved. Prando ci ha lasciati; ne danno il triste annuncio la figlia Nerea con Dino, le nipoti Simona e Stefania con Francesco.- Il funerale partirà dall'abitazione di via Canova 15 alle ore 10.30 e sarà celebrato nella parrocchia del Corpus Domini il giorno 9 luglio. - Milano, 7 luglio 2011. Partecipano al lutto: – Carla e Guido Cassani. – Mariachiara e Riccardo Cassani. – Mariarosa Bordogna. Ciao

mamma Nerea. - Milano, 7 luglio 2011.

Renzo Cavaglione uomo buono e giusto non è più. - Milano, 8 luglio 2011. Partecipano al lutto: – Sergio Dente. – Paola Ricas. Il Consiglio di Amministrazione, i Sindaci, i Dirigenti e tutti i dipendenti di Editrice Quadratum S.p.A. si uniscono al dolore di Paolo Cavaglione per la scomparsa di papà

Renzo - Milano, 8 luglio 2011.

Giulia Mattia Simone conserveranno nel loro cuore il ricordo della loro

Il Comitato di redazione della Editrice Quadratum si stringe a Paolo Cavaglione in questo doloroso momento per la perdita del padre

nonna bis Adriana

Renzo

- Milano, 7 luglio 2011.

- Milano, 8 luglio 2011.

Partecipano al lutto: – Viviana e Alberto.

Cristina Berbenni, Patrizia Cazzola, Beppe Ceccato, Cristina Chiodi, Francesco Sangalli ed Elisabetta Turillazzi sono vicini al loro direttore, Paolo Cavaglione, per la scomparsa del papà

"Il momento giusto non esiste". Marisa e Toto Grasso si uniscono con affetto a Nerea, Dino, Simona e Giulia per la perdita della cara

nonna Adriana - Milano, 9 luglio 2011. I dipendenti della Oropress SpA si uniscono al dolore della signora Nerea Prando per la scomparsa della mamma

Adriana - Milano, 7 luglio 2011. Lo Studio Valsecchi Tonella Giolla partecipa con animo commosso al grave lutto della signora Nerea Prando Bertola e delle figlie Simona e Stefania per la scomparsa della loro cara mamma e nonna

sig.ra Adriana Motta Prando In questo triste momento di dolore Roberto Tonella e famiglia sono affettuosamente vicini, dopo oltre cinquanta anni di amicizia, alla signora Nerea Prando e famiglia. - Milano, 8 luglio 2011. Enzo, Carolina, Ciarlo, Agnese, Pietro annunciano con profonda tristezza la perdita della cara

Renzo - Milano, 8 luglio 2011. Tutta la redazione de La Cucina Italiana partecipa al dolore del suo direttore Paolo Cavaglione per la morte del padre

Renzo Cavaglione - Milano, 9 luglio 2011. Il direttore di Rolling Stone, Michele Lupi, e tutta la redazione sono vicini a Paolo Cavaglione per la perdita del padre

Renzo - Milano, 8 luglio 2011. Anna Giusti e la redazione di Intimità partecipano con affetto al dolore di Paolo Cavaglione per la perdita del papà

Renzo - Milano, 9 luglio 2011. Marco e Laura Migliorini con Alessandro si uniscono commossi al dolore di Simona, dei piccoli Cesare e Lucio Pio, e di Licia per la scomparsa del

Franco con Attilio, Cristiana, Alessandro con Giovanna, Federico e Marco annunciano con dolore la scomparsa di

Annamaria Riva Porta e ringraziano Sandra e Antonfranco per l'affetto che hanno sempre dimostrato.- Per l'orario della funzione religiosa telefonare a Onoranze Motta 02.29514093. - Milano, 8 luglio 2011. Ferdinando e Maria Pia Resta Pallavicino, con Anna e Massimo sono vicini con tanto affetto ad Alessandro, Franco, Cristiana e Attilio per la scomparsa di

Annamaria Riva Porta - Milano, 8 luglio 2011. Le famiglie Mazzi e Pozzi partecipano al lutto per la perdita della cara

Annamaria Porta Riva e sono vicine con affetto ai familiari. - Milano, 8 luglio 2011. Siamo vicini ad Alessandro e alla sua famiglia per la perdita della sua mamma

Annamaria Riva Porta Ivana e Maurizio. - Milano, 8 luglio 2011. Pietro e Gioia, Manlio e Pascale, Alessandro e Rosella con i figli sono vicini con affetto all'amico Alessandro e alla sua famiglia ricordando commossi la mamma

Annamaria Porta Riva - Milano, 9 luglio 2011. Partecipa al lutto: – Micaela Mezzasalma. La Direzione e i dipendenti di Credito Privato Commerciale Sa, Lugano, sono vicini al Direttore Alessandro Riva per la perdita della cara mamma

Annamaria Riva Porta e presentano ai familiari l'espressione del più profondo cordoglio. - Lugano, 8 luglio 2011. Camilla e Federico abbracciano affettuosamente Marina, Armyne e Francis nel ricordo del carissimo amico

Chris - Milano, 8 luglio 2011. Amico

Egle Amaldi Gozzini

Prof. Giorgio Luraschi

Chris

Il funerale avrà luogo in Milano lunedì 11 luglio 2011 alle ore 11 presso la sala multifunzionale del cimitero di Lambrate. - Milano, 9 luglio 2011.

e ne rimpiangono la personalità, l'umanità e la cultura. - Monza, 8 luglio 2011.

uomo giusto e buono, da te, come tutti, ho avuto solo bene.- Che il Signore ti accolga nella sua pace e faccia risplendere per sempre su di te la sua luce.- Alberto. - Milano, 8 luglio 2011.

Partecipano al lutto: – Carla con Ulisse Sara e Carlo. – L'amica Lucia con Riccardo Silvia e Paolo.

Egle Ci mancherà il tuo estro, il tuo equilibrio, la tua dolcezza, il tuo humour.- Luciana, Franco, Cristiana, Chiara, Angela, Carolina, Francesca. - Milano, 9 luglio 2011. Cristina con Claudio, Gaia e Guido insieme a Ines e Carlo ricordano con affetto la meravigliosa e speciale amica

Egle e si stringono forte a Enzo e Carolina in questo momento doloroso. - Milano, 8 luglio 2011.

Maria Pia ed Eugenio sono vicini con affetto ad Alberico e Aimone per la perdita della mamma

Il condominio Ariosto 27 Milano è vicino alla famiglia Gozzini per la scomparsa della cara

Lydia Cetti Serbelloni di San Gabrio

Egle

- Basiglio, 8 luglio 2011.

Elda, Paolo e Maurizio con Andrea annunciano con grande tristezza che

e ricorda le doti umane, le capacità intellettuali e lo spirito positivo.- L'amministrazione. - Milano, 8 luglio 2011.

Uomo colto ed inquieto, profondo e tormentato, istrionico e mai banale, cultore del bello, amavi l'antichità, i libri, il Convivio, i viaggi, il Genoa, sopra tutto i tuoi studenti.- Ciao

Giorgio ti ricorderò così.- Marco. - Monza, 8 luglio 2011. Marco Sica, con profonda commozione ed infinita tristezza, partecipa all'immenso dolore di Simona e di Licia per la prematura scomparsa del caro collega

Prof. Giorgio Luraschi ricordandone l'alto insegnamento ed il determinante impegno per la costruzione e l'affermazione della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università dell'Insubria. - Milano, 8 luglio 2011. La moglie Francesca, i figli Anna Eva Amelia e Mario danno voce a

Sergio Conversano per salutare parenti e amici con l'affetto di sempre perdonando e chiedendo di essere perdonato.- Per le esequie telefonare al numero 02.324772. - Milano, 8 luglio 2011.

Antonella con Federico ed Edy abbracciano forte Marina, Armyne e Francis ricordando

Christopher Needham amico di tutta una vita. - Milano, 8 luglio 2011. Ciao

Chris è stato un piacere lavorare con te in questi anni.Un abbraccio a Marina.- Roberto Valenti. - Milano, 8 luglio 2011. Stefania e Valerio abbracciano forte Armyne per la scomparsa del carissimo papà

Christopher - Milano, 8 luglio 2011. L'Anonima Cucchiaino ricorda

Gli affezionati cugini Bertani: Giosetto e Betty e figli, Alberto ed Elena e figli, Mariangela vedova Segre e figli con le rispettive famiglie, sono vicini con affetto alle carissime cugine Seveso, Marisa, Gabriella e famiglia, in questo momento di grande dolore per la scomparsa dell'amatissima mamma

Lina Formenti Seveso e si stringono loro in un forte abbraccio nel ricordo della cara, indimenticabile zia Lina. - Pasadena Ca, (USA) - Milano - Urbana Champaign, Illinois (USA), 8 luglio 2011. Adriana e Giorgio Gangitano, le figlie Laura con il marito Enrico, Claudia e Sofia partecipano al grave lutto di Marisa per la perdita della madre

Carolina Formenti Seveso - Milano, 8 luglio 2011. Cenzina, Andrea, Alessandra, Andreas partecipano con affetto al dolore di Marisa per la perdita della sua cara mamma

Carolina Formenti Seveso - Milano, 8 luglio 2011. Antonio Garatti è vicino ai familiari nel compianto della signora

Carolina Formenti Seveso - Milano, 8 luglio 2011. Il Presidente, i Vice Presidenti, i Giudici costituzionali, unitamente ai Giudici Emeriti, partecipano con profonda e sincera commozione al dolore della famiglia per la scomparsa del

Senatore

Aldo Corasaniti Presidente Emerito della Corte costituzionale

ricordandone le elevate qualità morali ed intellettuali, il profondo impegno al servizio di prestigiose sedi istituzionali in difesa dei principi ispiratori della Costituzione, nonché il preziosissimo contributo di dottrina e di saggezza dato alla formazione della giurisprudenza della Corte costituzionale.- Camera ardente presso la Corte costituzionale: lunedì 11 luglio, dalle ore 9 alle ore 12.30.- Funerali: lunedì 11 luglio alle ore 15.30 presso la chiesa di San Fulgenzio, via della Balduina 296. - Roma, 8 luglio 2011.

Mario Canzi ti ricordiamo con tanto amore, sarai per sempre nei nostri cuori.- La tua famiglia. - Cusano Milanino, 8 luglio 2011. Giuliana, Enrica, Pietro, Rossella ed Enrico Canzi si stringono con affetto a Giovanna, Laura e Paola nel piangere la scomparsa del per sempre loro caro

zio Mario - Milano, 8 luglio 2011.

Dopo una vita colma di affetti familiari e di gratificazioni professionali si è spento serenamente l'

Ing. Francesco Cotta Ramusino lasciando nel dolore e all'oscuro della sua luminosa saggezza la moglie Fioretta Fabris, i figli MariaLuisa Aristide e Luigi insieme alle loro famiglie. - Sesto San Giovanni, 8 luglio 2011. È mancata all'affetto dei suoi cari

Graziella (Deda) Stoppino Ne danno il triste annuncio il marito Giotto e le nipoti Lidia e Nora.- I funerali si terranno il giorno 9 luglio alle ore 11 presso la cappella dell'Istituto Redaelli. - Milano, 7 luglio 2011.

I soci dell'Associazione Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica dell'Infanzia dell'Adolescenza e della Famiglia (A.I.P.P.I.), partecipa al cordoglio per la scomparsa della

Dott.ssa Hanna Segal che ha dato grande contributo alla psicoanalisi infantile e alla formazione di terapeuti di tutto il mondo. - Roma, 8 luglio 2011.

Gian Carlo Grignani

Aldo Corasaniti

Ricordiamo con cordoglio un uomo intrepido e coraggioso

Presidente Emerito della Corte costituzionale

Giuseppe Gavazzi partecipiamo al dolore della signora, di Cesare, Fabio e Alberto.- Dario, Massimo, Paolo Bitto. - Rho, 8 luglio 2011.

Accompagnato dall'amore dei suoi cari fino alla soglia del mistero, è mancato il Maestro

Vittorio Fellegara uomo forte e generoso, spirito indipendente, musicista colto e raffinato.- Con dolore struggente la moglie Tiziana Moneta, Mima e Sandra con Marta e Stefano ne danno annuncio a funerali avvenuti, per espresso desiderio di Vittorio.- La famiglia ringrazia Boyet e Cinthia per il prezioso aiuto. - Milano, 8 luglio 2011. Al mio grande amore

Vittorio per sempre.- Tiziana. - Milano, 8 luglio 2011. Nicola con i genitori Marialuisa e Dante Logoluso è vicino a Tiziana e Mima in questo momento di grande dolore per la perdita di

Chris Needham

Vittorio Fellegara

grande pescatore, e abbraccia Frank, Marina e Armyne. - Milano, 8 luglio 2011.

maestro con grandi doti umane e lo ricorda con grande affetto. - Bergamo, 8 luglio 2011.

- Parma, 8 luglio 2011. Mario e Patrizia Stara, assieme a Paola, Francesco e le adorate nipoti Susanna e Virginia, annunciano tristemente la scomparsa dell'amato

Nicola Stara Le esequie si terranno a Roma il giorno 11 luglio ore 11 presso la Basilica di Santa Croce in Flaminia. - Roma, 8 luglio 2011. I Grafici di Redazione del Corriere della Sera si uniscono al dolore del collega Benvenuto per la scomparsa della madre

Giuseppa Valota I funerali si svolgeranno lunedì alle ore 17 nella chiesa arcipretale San Gervasio e Protasio di Bariano - Bergamo. - Bergamo, 8 luglio 2011. Gianluca, Massimo, Renato, Milvia e Letizia Ciampolini sono vicini a Corrado ed alla sua famiglia per la scomparsa di

Saverio Lopopolo - Milano, 8 luglio 2011. I nipoti ricorderanno gli zii

Partecipa al lutto: – La cognata Rachele.

Senatore

del quale ricordano le eccezionali doti di insigne giurista e l'esemplare rigore scientifico e morale. - Roma, 8 luglio 2011.

conte

Lanfranco della Torre di Lavagna

Mario Canzi Elio e Rossella ti ricorderanno sempre. - Cusano Milanino, 8 luglio 2011.

Milena cara un abbraccio affettuoso a te e Marco nel ricordo del grande Gian.- Luisa, Momo, Eugenio, Ciliana, Rino, Alda, Luigi, Carla, Agostino, Nicoletta, Felice, Eliana, Angelo, Stefania, Gianfranco, Rossella, Massimiliano, Giulia, Franco e Luisa Mereghetti. - Milano, 8 luglio 2011.

Il Segretario Generale, gli assistenti di studio, i Direttori ed il personale della Corte costituzionale, partecipano al profondo dolore della famiglia per la perdita del

Giancarlo con Claudia e Gianluca è vicino a Rita, Fulco, Maria Alagia, Nena e famiglia tutta per la perdita dell'amico di sempre

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Piero Meana e

Carlotta Meana Zerbi in una Santa Messa che sarà celebrata nella cappella di San Florian a Oberegghen, domenica 10 luglio alle ore 12. - Milano, 9 luglio 2011. Nell'anniversario della morte di

Patrizia Boschini mamma, papà, Alessia, Giuse, Mariella, Andrea, Luigia e zia Franca, la ricordano con immenso affetto.- Ciao Patri. - Milano, 9 luglio 2011. A quattro anni dalla scomparsa, Beppe Alaimo ricorda sempre con gratitudine di insegnamento, il collega e amico

avv. Corso Bovio - Milano, 9 luglio 2011.


Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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LE TEMPERATURE DI OGGI 29 Aosta 27 Torino

27 Genova 34 Bologna

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Palermo Alghero Cagliari Olbia VENTO

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P = Pioggia

Campobasso Catania Crotone Cuneo Firenze Genova Imperia

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+20 +19 +20 +18 +18 +23 +20

+30 +30 +32 +25 +34 +27 +28

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S S S S S N S

L’Aquila Lecce Messina Milano Napoli Olbia Palermo

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C = Coperto

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Parma Perugia Pescara Pisa Potenza R. Calabria Rimini

V = Neve

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5 1 6 4 9 8 2 3 7

6 7 2 1 5 4 8 9 3

8 9 1 2 3 7 5 6 4

4 3 5 8 6 9 7 2 1

2 4 8 9 1 6 3 7 5

3 5 9 7 8 2 1 4 6

Stoccolma 23

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10-15

32 37

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NORD AMERICA

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San Francisco 25 Los Angeles

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In edicola con il Corriere della Sera la quarta uscita della collana dedicata ai grandi successi di Pino Daniele. Disponibile il cd Vento e terra.

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La nuova fabbrica di pannelli fotovoltaici: sottili e più efficienti.

La sposa provocante della cantante Usa scala posizioni nella top ten.

L’ultimo Shuttle

Vita digitale

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Il soul a Porretta

Child Of Eden gioco d’autore, Cars 2 sempre in testa alla classifica.

Speciale concerti estivi: è l’ora della musica nera sull’Appennino.

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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

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Tv in chiaro

presenta

Teleraccomando

Rai1 di Maria Volpe

PER RICORDARE

Snoop Dogg Sanguineti dal vivo a Malta insegna Fellini

Speciale di un’ora tratto dalla serata che si è svolta a Malta lo scorso 30 giugno. Il Fosos Square, la celebre piazza de La Valletta a Malta, è stata teatro di una notte speciale, per molti giovani di ogni parte d’Europa. Che hanno ballato e cantato sulle note delle performance live di Snoop Dogg (foto), Far East Movement, LMFAO e Parade, la girl band inglese che ha aperto lo show. Ma la notte è esplosa con Dogg che, accompagnato da fuochi d’artificio, ha presentato brani del suo repertorio come «Beautiful», «Drop It», «Gin and Juice» e «What's My Name?».

Tatti Sanguineti, eclettico critico e autore, ricorda e commenta la produzione di Federico Fellini (foto). Oggi Iris dedica una maratona al grande regista proponendo «8½», «Amarcord», «La dolce vita», «I vitelloni», «Giulietta degli spiriti», «Lo sceicco bianco», i suoi film intervallati da vere e proprie mini-lezioni. Ha detto Sanguineti: «Mi sono proposto di abbattere il muro delle presentazioni di 3-4-5 minuti, nel timore che la gente scappi. Ho tentato delle miniconferenze in un tono anti-accademico, mescolando fatterelli poco noti a precisazioni postume».

Isle of Mtv Malta Special MTV, ore14

Cinema ritrovato Iris, dalle ore 16

Film e programmi Emily Blunt Goldblum indaga è la regina Vittoria sulla donna uccisa

Nel primo episodio Nichols (Jeff Goldblum, foto) e la compagna indagano sulla morte di una donna famosa. Le indagini spingono i due a sospettare di uno chef. Criminal Intent Rete 4, ore 21.10

In memoria dei bimbi d’Izieu

Rosa e Olindo davanti alle accuse

*Concorso a premi valido dall’ 1 al 31 luglio 2011. Estrazione finale entro l’ 11.08.2011. Montepremi Euro 1.855,00. Regolamento completo su www.mgmchannel.it ©WEST SIDE STORY

Il documentario «Gioventù tradita» è dedicato ai bambini ebrei d’Izieu (Francia), costretti a nascondersi per sfuggire ai campi di concentramento. Dixit Guerra Rai Storia, ore 21.10

I delitti di Erba nella seconda e ultima puntata dedicata al processo di Rosa Bazzi e Olindo Romano. In primo piano le dinamiche e le motivazioni delle azioni. Un giorno in pretura Rai3, ore 23.35

Rete4

MTv

mediaset.it/canale5

mediaset.it/italia1

la7.it

6.30 UNOMATTINA ESTATE WEEK-END. Attualità. Nel progr.: Tg 1 (7.00, 8.00, 9.00); Tg1 Dialogo; Tg 1 L.I.S. 9.45 SETTEGIORNI. Att. 10.35 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità CHE TEMPO FA. 10.45 UN CICLONE IN CONVENTO. Telefilm 11.30 DON MATTEO 6. Miniserie 13.30 TELEGIORNALE. 14.00 LINEA BLU. Attualità 15.30 QUARK ATLANTE IMMAGINI DAL PIANETA. Docu. 16.05 OVERLAND 12. Doc. 17.00 TG 1. CHE TEMPO FA. 17.15 A SUA IMMAGINE. Attualità 17.55 DREAMS ROAD 2010. Documentario 18.50 REAZIONE A CATENA. Varietà SERA 20.00 TELEGIORNALE. 20.30 RAI TG SPORT. Rubrica sportiva 20.35 DA DA DA. Videofr. 21.10 FILM THE YOUNG VICTORIA. (Biogr., Gb/Usa, 2009). Di J.-M. Vallée. Con E. Blunt, R.Friend, P. Bettany.

7.00 CARTOON FLAKES WEEKEND. Ragazzi 8.55 REBELDE WAY. Tf 9.45 SERIOUS ANDES. Tf 10.15 SULLA VIA DI DAMASCO. Attualità 10.50 QUELLO CHE. Att. 11.30 IL NOSTRO AMICO CHARLY. Telefilm 12.10 LA NOSTRA AMICA ROBBIE. Telefilm 13.00 TG2 GIORNO. 13.30 SERENO VARIABILE ESTATE. Attualità 13.45 G.P. DI G. BRETAGNA DI F 1: Pit Lane. Qualifiche. Autom. 15.30 SQUADRA SPECIALE LIPSIA. Telefilm 16.15 SQUADRA SPECIALE STOCCARDA. Telefilm 17.00 SEA PATROL. Tf 17.40 DUE UOMINI E MEZZO. 18.00 TG 2 L.I.S. METEO 2. 18.05 CRAZY PARADE. Var. 18.35 PRIMEVAL. Telefilm 19.30 SQUADRA SPECIALE COBRA 11. Telefilm

8.30 A RUOTA LIBERA. Att. 9.00 FILM L’ORO DI PICANO VALLEY. (West., Usa, 1935). 9.50 RICORDANDO. Doc. 9.55 FILM I FIGLI DEL LEOPARDO. (Comm., Italia, 1965) 11.30 ESTATE AL CIRCO MAGIC CIRCUS SHOW. Varietà 12.00 TG 3. RAI SPORT NOTIZIE. METEO 3. 12.15 TGR IL SETTIMANALE. Rot. 12.45 LA GRANDE STORIA MAGAZINE. Attualità 14.00 TG R. TG R METEO. 14.20 TG 3. METEO 3. 14.45 TOUR DE FRANCE 8ª TAPPA: AIGURANDE - SUPER BESSE SANCY. Ciclismo: TG3 L.I.S. 18.00 UN CASO PER DUE. Telefilm 18.55 METEO 3. 19.00 TG 3.TG R TG R METEO.

7.20 VITA DA STREGA. Serie 7.50 KOJAK II. Telefilm NAVIGARE INFORMATI. 8.30 VIVERE MEGLIO. Rubrica di attualità medica 10.00 GIUDICE AMY. Telefilm 10.50 RICETTE DI FAMIGLIA. AttualitàMengacci 11.25 ANTEPRIMA TG 4. 11.30 TG 4 - METEO 12.00 PIÙ FORTE RAGAZZI. Telefilm 13.00 DISTRETTO DI POLIZIA. Telefilm 13.50 POIROT. Telefilm 16.00 DETECTIVE MONK. Telefilm NAVIGARE INFORMATI. 18.00 PIANETA MARE. Att. 18.55 TG 4 - METEO 19.35 TEMPESTA D’AMORE. Soap Opera

6.00 TG 5 PRIMA PAGINA. Attualità. Nel programma: Traffico; Meteo 5 8.00 TG 5 MATTINA. 9.00 SOPHIE. Telefilm. Con Sophie Schütt, Jochen Horst 11.00 FORUM. Attualità 13.00 TG 5. Nel progr.: Meteo 5 13.40 IO NON DIMENTICO. Miniserie 16.35 FILM L’AMORE IN GIOCO. (Commedia, Usa, 2005). Regia di Peter Farrelly, Bobby Farrelly. Con Drew Barrymore, Jimmy Fallon, Jason Spevack. Nel progr.: Tgcom; Meteo 18.10 POMERIGGIO CINQUE COLLECTION. Varietà. Con Barbara D’Urso. Nel programma: Tg 5 - Anticipazione

7.55 CARTONI ANIMATI. 10.20 TV MODA. Varietà 11.00 TRUE JACKSON, VP. Serie 11.55 SONNY TRA LE STELLE. Serie 12.25 STUDIO APERTO. 13.00 STUDIO SPORT. 13.35 TGCOM. 13.40 DETECTIVE CONAN. Cartoni 14.10 I SIMPSON. Cartoni 14.35 FILM FAMILY PLAN UN’ESTATE SOTTOSOPRA. (Commedia, Usa, 1997) 16.30 FILM MR. TROOP MOM. (Commedia, Usa, 2009) 18.20 BUGS BUNNY. Cart. 18.30 STUDIO APERTO. 19.00 BUGS BUNNY. Cart. 19.25 FILM BABE MAIALINO CORAGGIOSO. (Avv., Australia/Usa, 1995). Di C. Noonan.

6.00 TG LA7 6.55 MOVIE FLASH. Att. 7.00 OMNIBUS. Attualità. Nel progr.: Tg La7 9.50 BOOKSTORE. Att. 10.45 REPUBBLICA CEKA SUPERPOLE: Qualifiche. Motociclismo (Diretta) 11.35 ULTIME DAL CIELO. Telefilm 13.30 TG LA7. 13.55 DIO VEDE E PROVVEDE. Telefilm 14.55 REPUBBLICA CEKA SUPERPOLE. Motoc.(Diretta) 15.45 CHIAMATA D’EMERGENZA Telefilm 16.20 FILM BANZAI. (Commedia, Italia, 1997). Regia di Carlo Vanzina. 17.50 MOVIE FLASH. Att. 17.55 JACK HUNTER E LA TOMBA DI AKHENANTON. Minis.

20.25 ESTRAZIONI DEL LOTTO. Varietà 20.30 TG 2 20.30. 21.05 FILM PRIMAL DOUBT. (Thriller, Usa, 2007). Di Y. Lanskaya. Con J.Turner. 22.35 BROTHERS & SISTERS - SEGRETI DI FAMIGLIA. Tf

20.00 BLOB - VOTA ANTONIO. Documenti 20.20 I MISTERI DI MURDOCH. Telefilm 21.05 FILM PLATOON. (Dramm, Gb/Usa, 1986). Di O. Stone. Con C. Sheen, T. Berenger, W. Dafoe. 23.15 TG 3. TG REGIONE.

20.20 SISKA. Telefilm 21.10 CRIMINAL INTENT. Telefilm. Con Kathryn Erbe, Vincent D’Onofrio 23.00 LAW & ORDER: UNITÀ SPECIALE. Telefilm. Con Christopher Meloni, Mariska Hargitay

20.00 TG 5. Nel progr.: Meteo 5 20.40 PAPERISSIMA SPRINT. Varietà. Con Giorgia Palmas, Vittorio Brumotti. 21.20 CIAO DARWIN - LA REGRESSIONE. Varietà. Con Paolo Bonolis, Luca Laurenti

21.10 FILM SHAGGY DOG - PAPÀ CHE ABBAIA... NON MORDE. (Comm., Usa, 2006). Regia di Brian Robbins. Con Tim Allen, Kristin Davis, Zena Grey. Nel programma: Tgcom; Meteo

TG1 60 SECONDI. 23.05 FILM JOHN Q. (Dramm., Usa, 2002). Di Nick Cassavetes. Con Denzel Washington

23.20 TG 2. TG 2 DOSSIER. Attualità 0.25 TG 2 STORIE. I RACCONTI DELLA SETTIMANA. Att. 1.05 TG 2 MIZAR.

23.35 UN GIORNO IN PRETURA. Attualità METEO 3. 0.35 TG 3. 0.45 TG 3 SABATO NOTTE. Attualità

0.05 24. Telefilm 1.20 TG 4 NIGHT NEWS. 1.45 RICORDO DI LELIO LUTTAZZI. Varietà 3.05 FILM LE TRE SPADE DI ZORRO.

24.00 UNITED STATES OF TARA. Telefilm 1.00 TG 5 NOTTE. Nel progr.: Meteo 5 1.30 PAPERISSIMA SPRINT. Varietà

23.10 FILM SWARMED - LO SCIAME DELLA PAURA. (Horror, Canada, 2005). Regia di Paul Ziller. Con Carol Alt

20.00 TG LA7. 20.30 CHEF PER UN GIORNO. Reality 21.30 L’ISPETTORE BARNABY. Telefilm 23.30 NEW TRICKS. Telefilm. Con Amanda Redman, Dennis Waterman, Alun Armstrong 0.30 0.40 1.20 1.25

TG LA7. M.O.D.A. Attualità MOVIE FLASH. Att. FILM FIFA E ARENA. (Commedia, Italia, 1948)

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NEWS. ONLY HITS. Musica EUROPE TOP 10. MTV WORLD STAGE. MTV DAYS THIRD NIGHT. Varietà MY LIFE AS LIZ. Tf IL TESTIMONE VIP. Reportage SPECIALE MTV NEWS. AUDRINA. Telefilm AUDRINA. Telefilm THE FAMILY CREWS. Tf TEEN MOM 2. Varietà MADE. Varietà HARD TIMES. Tf IL TESTIMONE. Report. MY SUPERSWEET WORLD CLASS. Var. MY SUPERSWEET BLINGEST BASH...

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6.20 MADDECHEAÒ. Var. 6.30 LA SITUAZIONE COMICA. Varietà 6.45 THE MIDDLEMAN.Serie 7.30 STREGHE V. Serie 8.15 INVISIBLE MAN I. Serie 9.00 BEING ERICA III. Serie 9.45 STINGERS V. Serie 10.30 NANA. Cartoni 10.55 SPECIAL A. Telefilm 11.20 TORADORA! Cartoni 11.45 30 ROCK II. Serie 12.35 DESPERATE HOUSEWIVES II. Serie 13.20 MEDIUM I. Serie 14.05 FILM L’IMPLACABILE. 15.45 STREGHE V. Serie 16.30 INVISIBLE MAN I. Serie 17.15 BEING ERICA III. Serie 18.00 DEAD ZONE VI. Tf 18.45 HAVEN. Serie 19.30 30 ROCK II. Serie 20.20 DESPERATE HOUSEWIVES II. Serie 21.10 MEDIUM I. Serie 21.55 MEDIUM I. Serie 22.40 FILM LA PROMESSA DELL’ASSASSINO. (Thriller). Regia di David Cronenberg

11.25 VIVALDI: JUDITHA TRIUMPHANS. Mus. 12.15 THE DAY BEFORE: GAULTIER. Doc. 13.10 SIGNÈ CHANEL. Doc. 13.40 MEGLIO UN UOMO OGGI CHE UN MARITO DOMANI. Teatro 14.45 COOL TOUR GOLD. Att. 15.40 MICHAEL PALIN’S NEW EUROPE. Rep. 16.40 LONELY PLANET. LE VIE DELL’AVVENTURA. Reportage 17.35 COOL TOUR. Attualità 18.05 END OF THE CENTURY: THE STORY OF THE RAMONES. Documentario 20.00 OGGI QUÌ DOMANI LLÀ. Attualità 20.35 PASSEPARTOUT. Att. 21.05 5 BUONI MOTIVI. Att. 21.10 RICETTE D’AMORE. Teatro 22.20 5 BUONI MOTIVI. Att. 22.25 FILM MEMENTO. (Thriller)

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Rai Storia

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12.00 CRASH SPECIALE. Attualità 13.00 REWIND. Documenti 14.10 PANE AL PANE. L’ALIMENTAZIONE IN ITALIA. Attualità 14.30 SCRITTORI PER UN ANNO. Documenti 15.00 RAI 150 ANNI. Att. 17.00 MILLE PAPAVERI ROSSI. Attualità 17.50 TV7. Attualità 18.05 TELEGIORNALE DELLA STORIA. Att. 19.15 RES GESTAE FATTI. Attualità 19.20 CAMPIONI DEL MONDO. Attualità 19.40 AFORISMI DI FILOSOFIA. Attualità 19.45 COME ERAVAMO. Att. 19.50 LE CITTÀ DEL JAZZ. Attualità 20.10 VIDEOSERA. Attualità 21.00 COME ERAVAMO. Att. 21.10 DIXIT GUERRA. Att. 23.05 40 ANNI FA. Attualità 24.00 MILLE PAPAVERI ROSSI. Attualità 0.50 TV7. Attualità

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Italia1

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Canale5

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Rai4 I primi anni da sovrana della regina Vittoria d’Inghilterra (Emily Blunt, nella foto con Rupert Friend nella parte del marito) salita sul trono nel 1837, a soli diciotto anni. The young Victoria Rai1, ore 21.10

Rai3

rai.it

Motion Picture © 1984 Twentieth Century Fox Film Corporation. All rights reserved

PER DISTRARSI

Rai2

)

DEGNO

Rai Movie

rai.it

6.30 FILM CAROSELLO NAPOLETANO. 8.35 FILM SODOMA E GOMORRA. 10.35 FILM I MAGLIARI. 12.35 FILM FOTOROMANZO. 14.10 FILM COSE DA FARE PRIMA DEI 30. 15.55 FILM 2061 - UN ANNO ECCEZIONALE. 17.45 FILM IL GIUDICE RAGAZZINO. 19.20 FILM FICO D’INDIA. 21.00 FILM ASSASSINIO SUL TEVERE. (Commedia). Regia di Bruno Corbucci. 22.35 FILM ZATOICHI. (Avventura). Regia di Takeshi Kitano. 0.30 FILM SEX IS COMEDY. (Commedia). Regia di Catherine Breillat. 2.05 FILM L’IMBALSAMATORE. (Drammatico). Regia di Matteo Garrone

Rai Gulp

rai.it

Rai YoYo

mediaset.it

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19.00 LE NUOVE AVVENTURE DI SCOOBY DOO. Cart. 19.50 BEN 10. Cartoni 20.15 THE GARFIELD SHOW. Cartoni 20.45 FILM BATMAN E MR. FREEZE. 22.15 MUCCA E POLLO. Cart. 22.35 JOHNNY BRAVO. Cartoni

18.00 CUOCHI E FIAMME. Attualità 19.10 STORIE DI GRANDI CHEF. Attualità 20.05 LE INTERVISTE BARBARICHE. Talk 20.40 TG LA7. 21.10 CROZZA ALIVE 2010. Varietà 23.10 CHEF PER UN GIORNO. Varietà

La5

Tv 2000

Iris

Cielo iris.it

La7d

rai.it

18.45 19.00 19.10 19.20 19.30

16.05 FILM 8 1/2. 18.43 SEI FELLINI - IL CINEMA RITROVATO. 18.50 FILM I VITELLONI. 20.52 ANICA FLASH. 21.00 SEI FELLINI - IL CINEMA RITROVATO. 21.06 FILM AMARCORD. 23.19 SEI FELLINI - IL CINEMA RITROVATO. 23.25 FILM LA DOLCE VITA.

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19.30 WILDE SIDE SHOW. Documentario 19.55 GEORGE DELLA GIUNGLA. Cartoni 20.15 YAKARI. Cartoni 20.30 IL TESORO DELLE FIJI. Telefilm 21.00 GRANI DI PEPE III. Tf 21.25 AVATAR - LA LEGGENDA DI AANG 1. Cartoni

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cielo.it 18.00 AIUTO! SE L’È MANGIATO IL CANE. Documentario 19.00 JAMIE OLIVER IN USA: LA MIA RIVOLUZIONE. Doc. 20.00 HELL’S KITCHEN - IL DIAVOLO IN CUCINA. Varietà 21.00 FILM GANGSTER CERCA MOGLIE.

mediaset.it 17.30 FILM LETTERA D’AMORE.: Tg Com; Meteo 19.10 LE REGOLE DELL’AMORE I. Serie 19.40 EXTREME MAKEOVER HOME EDITION. Reality 21.10 FILM ATTRAZIONE FATALE. : Tg Com; Meteo

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Corriere della Sera Sabato 9 Luglio 2011

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Pay Tv Film e programmi Travolta agente Cia contro la droga

Charlie Wax (John Travolta, foto) è un agente della Cia inviato a Parigi per sgominare una banda di trafficanti insieme al collega James Reece (Jonathan Rhys Meyers). From Paris whit love Sky Cinema 1, ore 21.10

DiCaprio maestro in raggiri e inganni

Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv

Sky Cinema

Sport

17.45 THE LONGSHOTS - UNA SQUADRA MOLTO SPECIALE Vecchia gloria del football americano, Curtis (I. Cube) si trasforma in un talent scout: la nipotina Jasmine è un asso dei passaggi lunghi. Sky Cinema Family 18.45 QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO 5 premi Oscar tra cui quello a J. Nicholson nei panni di Randle, delinquente che si finge pazzo per sfuggire al carcere. Sky Cinema Classics FORREST GUMP Il film con T. Hanks e diretto da R. Zemeckis ha vinto sei Oscar (tra cui film e regia). Un ritratto dell’America, da Nixon a Lennon. Sky Cinema Hits HD 18.50 IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI Oscar come miglior film straniero. Benjamín, assistente del Pubblico Ministero, riapre un caso non risolto 25 anni prima. Sky Cinema 1 HD 19.10 IN AMERICA - IL SOGNO CHE NON C’ERA Arrivati a New York dall’Irlanda, la famiglia Sullivan cerca un pò di pace ma la vita in America è una continua sfida. Sky Cinema Passion HD 19.20 IPOTESI DI REATO Gavin (B. Affleck) si scontra contro l’auto di Doyle (S. L. Jackson) e da quel momento la loro giornata si trasforma. Sky Cinema Max HD

19.25 WE’RE BACK! - QUATTRO DINOSAURI A NEW YORK Boomerang LA MONTAGNA DEL CORAGGIO Rivisitazione del romanzo di Johanna Spyri, “Heidi”. Scoppia la Prima Guerra Mondiale e la piccola inizia la scuola. MGM DADDY SITTER R. Williams e J. Travolta, menager di alto livello, devono occuparsi di 2 gemelli di 7 anni. Serie di camei della famiglia Travolta. Sky Cinema Family 20.30 ALICE UNA VITA SOTTOSOPRA Disney Channel 21.00 I DUELLANTI Opera prima di Ridley Scott tratto da una novella di Joseph Conrad che racconta l’eterna sfida tra due ufficiali napoleonici. MGM TOTÒ E CLEOPATRA Totò/Marc’Antonio ripropone Petrolini con il discorso di Nerone ai romani. Sky Cinema Classics IL RICHIAMO DELLA FORESTA Tratto dall’omonimo romanzo di Jack London, il film racconta l’amicizia tra una bambina e un lupo. Sky Cinema Family IL TAGLIAERBE Pierce Brosnan è uno scienziato che sperimenta dei nuovi farmaci su un innocuo giardiniere. Sky Cinema Max HD TRE MOGLI Tre mogli vengono abbandonate dai rispettivi mariti,

Serie Tv

Intrattenimento

Ragazzi

Documentari

14.30 15.00 16.40 17.20 18.10

18.00 18.35 18.45 19.35

BRIDALPLASTY E! MAHLER - SINFONIA N.5 Classica HELL’S KITCHEN USA Sky Uno GIORGIA: “IL MIO GIORNO MIGLIORE” Sky Uno SISTER ACT - IL CASTING Sky Uno UNA FAMIGLIA A DIETA - IL VERDETTO Fox Life CHEF PER UN GIORNO LEI LOL - TUTTO DA RIDERE Sky Uno TAKESHI’S CASTLE Cartoon Networko 20.45 ACE OF CAKES - IN TORTA MAGNA Sky Uno GIULIANA & BILL E! AMERICA’S NEXT TOP MODEL Sky Uno THE DANCE SCENE E! WORK OF ART - PEZZO D’ARTISTA

18.00 LA PANTERA ROSA & CO. Boomerang 18.10 POKÉMON NERO & BIANCO K2 18.20 PIPPI CALZELUNGHE DeAkids AVVENTURA DA PAURA! Nickelodeon 18.50 TOM & JERRY Boomerang ANGELINA BALLERINA DeAkids 18.55 A TUTTO REALITY: L’ISOLA K2 19.15 FRAGOLINA DOLCECUORE DeAkids 19.55 LEONE IL CANE FIFONE Cartoon Network GEORGE DELLA GIUNGLA Rai Gulp 20.00 PIPPI CALZELUNGHE DeAkids SPONGEBOB Nickelodeon 20.10 DUE FANTAGENITORI K2 20.15 YAKARI Rai Gulp 20.30 PIPPI CALZELUNGHE DeAkids

19.15 L’ALBA DEL GIORNO DOPO National Geographic 20.00 TOP GEAR Discovery Channel HD SUPERTECNOLOGIE MARINE Yacht & Sail 20.05 COSE DA NON CREDERE Discovery Science 20.15 TEMPESTE DELL’ALTRO MONDO National Geographic 20.35 AFFARI DI FAMIGLIA: LE CARTE DEI KENNEDY History Channel 21.00 INGEGNERIA ESTREMA Discovery Channel HD 21.05 MARCHIO DI FABBRICA Discovery Science 21.15 MYSTERY FILES - ZORRO National Geographic 21.25 IL GIRO DEL MONDO IN 80 ISOLE Yacht & Sail

14.17 MYA MAG. Rubrica MYA 14.27 CLOSE TO HOME II - GIUSTIZIA AD OGNI COSTO. Telefilm MYA 14.50 SUPERNATURAL I. Telefilm STEEL 15.06 ER - MEDICI IN PRIMA LINEA XI. Telefilm JOI 15.17 RIZZOLI & ISLES I. Telefilm MYA 15.28 È COMPLICATO. Film Premium Cinema 15.40 SUPERNATURAL I. Telefilm STEEL

15.57 ER - MEDICI IN PRIMA LINEA XI. Telefilm JOI 16.08 MYA MAG. Rubrica MYA 16.15 TUTTO IN UNA NOTTE. Film Studio Universal 16.19 UNA RICETTA PER DUE. Film Tv MYA 16.30 THUNDERBOLT. Film STEEL 16.49 LINEA D’OMBRA II. Doc.JOI 17.02 THE EVENT. Telefilm JOI

17.33 17.50 17.57 18.15 18.30

21.10

22.35

22.45

22.50

spariti insieme con 9 miliardi. Seguiranno le loro tracce... Sky Cinema Passion HD FROM PARIS WITH LOVE Una spia americana tenta di sventare un attentato a Parigi e coinvolge anche un’impiegata dell’ambasciata statunitense. Sky Cinema 1 HD PROVA A PRENDERMI Frank Abagnale (L. DiCaprio) a soli ventun’anni è noto come truffatore provetto. L’agente Hanratty (T. Hanks) è sulle sue tracce. Sky Cinema Hits HD UNA NOTTE CON BETH COOPER Deni si dichiara all’affascinante cheerleader Beth durante la consegna dei diplomi. Da lì in poi la loro vita cambierà... Sky Cinema Family CHATO New Messico, 1973. Chato (C. Bronson), metà bianco e metà apache, perseguitato, cerca vendetta. Pellicola del 1972. MGM THE NEW DAUGHTER Uno scrittore appena divorziato (Kevin Costner) deve gestire le sospette crisi comportamentali della figlia. Sky Cinema 1 HD COME SE FOSSE AMORE Per conquistare Chiara, Aurelio collauda il Trasognatore, un dispositivo in grado di penetrare nei sogni e cambiare le persone. Sky Cinema

14.00 CICLISMO: TAPPA 8 Tour de France. Diretta Eurosport CALCIO: ACADEMICA - PORTO Campionato Portoghese Sport Italia 14.15 GOLF: BARCLAYS SCOTTISH OPEN, 3ª GIORNATA PGA European Tour. Diretta Sky Sport 2 HD 16.30 TIRO CON L’ARCO: INDIVIDUALE COMPOUND Campionati Mondiali RaiSport 1 CALCIO: FIORENTINA - BRESCIA Serie A Sky Sport 1 HD 17.45 CALCIO: QUARTI DI FINALE Mondiali Femminili 2011. Diretta Eurosport 18.15 CALCIO: CRYSTAL P - QPR Championship Sport Italia 18.55 CALCIO: BOLIVIA - COSTA RICA Copa America Sky Sport 1 HD 19.15 WRESTLING: WWE DOMESTIC SMACKDOWN! Sky Sport 2 HD 20.00 MOTOCICLISMO: BRNO 11/07/10 Superbike Highlights ESPN CALCIO: QUARTI DI FINALE Mondiali Femminili 2011. Diretta Eurosport 20.30 CALCIO: 1992/93. CRYSTAL PALACE - BLACKBURN ROVERS Premier League Story ESPN 20.45 CALCIO RaiSport 1 20.50 CALCIO: BRASILE - PARAGUAY Copa America. Diretta Sky Sport 1 HD 21.00 CALCIO: MILAN - JUVENTUS 25/03/00 Serie A Story ESPN

Il film è la storia vera di Frank Abbagnale (Leonardo DiCaprio, nella foto), un giovane e abile truffatore inseguito da un agente dell’Fbi che non gli dà tregua. Prova a prendermi Sky Cinema Hits, ore 21.10

Keitel tira di spada con l’eterno rivale

Due ufficiali dell’esercito napoleonico, Gabriel Feraud (Harvey Keitel, foto) e Armand D’Hubert (Keith Carradine), si sfidano in un assurdo duello che dura tutta la vita. I duellanti MGM, ore 21

19.00 19.15 19.35 20.05 20.30 21.00

21.50

KARKU 2 Rai Gulp H2O Nickelodeon I MAGHI DI WAVERLY Disney TUTTO IN FAMIGLIA Fox HD LAW & ORDER: CRIMINAL INTENT Fox Crime HD LUTHER Fox Crime HD ZACK E CODY SUL PONTE DI COMANDO Disney Channel LA VITA SECONDO JIM Fox HD ZACK E CODY SUL PONTE DI COMANDO Disney Channel I SIMPSON Fox HD IL TESORO DELLE FIJI Rai Gulp CRIMINAL MINDS Fox Crime HD THE GLADES Fox HD BONES Fox Life GRANI DI PEPE III Rai Gulp THE CHICAGO CODE Fox HD

L’opera di Verdi all’Arena di Verona

Mediaset Premium

L’Arena di Verona è il luogo perfetto per mettere in scena La Traviata, l’opera più romantica di Giuseppe Verdi. Dirige Hugo De Ana e cantano Ermonela Jaho e Francesco Demuro. La Traviata Sky Classica, ore 21

13.30 UNDER THE INFLUENCE. Show Studio Universal 13.40 MY OWN WORST ENEMY. Telefilm STEEL 13.43 SOMEWHERE. Film Premium Cinema 14.05 BRICK - LA ROBA. Film Studio Universal 14.16 ER - MEDICI IN PRIMA LINEA XI. Telefilm JOI

19.40 20.00 20.05 20.10 20.20

21.00 21.10 22.00

18.40 18.41 19.07 19.25

RED CARPET. Rub. Premium Cinema THE MENTALIST III. Telefilm JOI IL GUSTO DELL’AMORE. Film MYA LA STANGATA. Film Studio Universal R.I.S. ROMA DELITTI IMPERFETTI. Telefilm STEEL THE MIDDLE II. Telefilm JOI CONTACT. Film Premium Cinema THE MIDDLE II. Telefilm JOI R.I.S. ROMA DELITTI IMPERFETTI.

A fil di rete di Aldo Grasso

Facchinetti vende noia per adrenalina

I

n tv nulla si crea e nulla si distrugge (al massimo si copia). Solo la pazienza dello spettatore rischia di frantumarsi, assistendo a certi programmi, già noiosi alla prima inquadratura. Ahimè, non sfugge a questo ferale destino «101 modi di perdere un game show», un programma basato sul format «101 ways to leave a game show» e adattato in italiano da Cristiana Farina con Simona Forlini e Domenico Liggeri (Raidue, giovedì, ore 21.05). Vincitori e vinti La novità del format consterebbe nel fatto che i concorPiero renti non giocano per vinceAngela re, ma per non perdere. Chi Su Raiuno il non supera la prova viene caccollaudato ciato via con una punizione «Superesemplare (un volo da 30 mequark» condotto da tri, un bagno in piscina a borPiero Angela con un do di un carrello da supermerdocumentario della cato, cose simili), tale da geBbc sugli oceani ha nerare paura o, come si prefecollezionato risce dire oggi, adrenalina. 3.218.000 A parte il fatto che il quiz telespettatori, con penitenza è vecchio cocon uno share del 16,89%. me il cucco («Dollar a second» è del 1953), non si capisce dove stia la novità. Non Vittoria in Francesco Facchinetti (da Belvedere Carlo Conti in poi, abbiamo Su Canale 5 una schiera di presentatori la prima senza carisma), non nei conpuntata della correnti «facce da reality» fiction «Angeli e (Maicol Berti, Giada De Blandiamanti» con ck, Carmen Di Pietro, Lisa FuVittoria Belvedere, sco, Cecilia Rodriguez, LeoMartina Stella e nardo Tumiotto, Enzo Paolo Camilla Ferranti ha Turchi e Antonio Zequila), totalizzato 2.535.000 ammesso che essere sorella telespettatori, con uno di Belen sia già un titolo di share del 14,03%. notorietà, non nel meccanismo del gioco (fondato soprattutto sugli isterismi di una certa Lisa Fusco che non so assolutamente chi sia), non nel vincitore, l’ex ballerino Enzo Paolo Turchi, quello del «Tuca tuca» con Raffaella Carrà. L’unico aspetto divertente è che i concorrenti sono discretamente impreparati e cadono sulle domande più facili. Uno solo voleva fare il colto, Antonio Zequila, detto «Er mutanda». Chiude il programma con un celebre motto latino: «Audax fortuna iuvat» (magari «audaces» era più corretto, ma sono quisquilie per la rete diretta da Massimo Liofredi). © RIPRODUZIONE RISERVATA

Telefilm STEEL 19.34 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION V. Telefilm JOI 19.38 UNA PAZZA GIORNATA A NEW YORK. Film MYA 20.23 RESCUE SPECIAL OPERATIONS II. Telefilm JOI 20.25 MY OWN WORST ENEMY. Tf STEEL 20.40 INSIDE THE ACTORS STUDIO. Show Studio Universal

21.15 ROBIN HOOD. Film Premium Cinema 21.15 THE PACIFIC. Miniserie JOI 21.15 PRETTY LITTLE LIARS. Tf MYA 21.15 E-RING I. Telefilm STEEL 21.15 IL BANDITO E LA “MADAMA”. Film Studio Universal 22.00 E-RING I. Telefilm STEEL 22.02 GOSSIP GIRL IV. Telefilm MYA 22.13 JOI EXTRA. Documentario JOI


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Sabato 9 Luglio 2011 Corriere della Sera

corriere  

9 luglio 2011

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