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portfolio giacomo bordignon 2013-2017 mail: cell:

giacomobordignon1@gmail.com +39 3351627937


Giacomo Bordignon

04/05/1991 Nazionalità Italiana Belvedere di Tezze sul Brenta (VI), Italy cell: +39 3351627937 mail: giacomobordignon1@gmail.com

ESPERIENZE LAVORATIVE Da Luglio 2016 a Agosto 2017

Studio di Architettura e Design Pio & Tito Toso

Studio di Architettura e Designo, via Mazzucco, 2, 31059 Zero Branco (TV)

Collaborazioni con lo studio TTE Tecnobrevetti Team Engineering Studio di ingegneria, Zero Branco (TV).

Da Ottobre 2012 a Agosto 2015

Responsabile di una struttura pubblica (auditorium)

Teatro “Auditorium Vivaldi”, Via Monte Pertica, San Giuseppe di Cassola, (VI)

Maggio 2014

Tirocinio all’interno di un progetto universitario di architettura sostenibile in Benin, Africa Materì community Center, Materì (Atakora Department) Benin, Africa.

Estate 2010

Tirocinio di 150 ore presso Studio Tecnico

Studio Tecnico Geometra Geremia Pierangelo, Via Zecconi 16, 36056, Tezze sul Brenta (VI)

Estate 2008 / Estate 2009

Aiuto capocantiere/magazziniere in una ditta edile

Compagnia: STEDA SPA, Via Ca Vico 31, 36028, Rossano Veneto (VI)

ISTRUZIONE E FORMAZIONE Maggio/Giugno 2016

Corso “Innovation and Design Thinking”, presso Fabrica – Benetton Group, Catena di Villorba (TV) Specializzazione in architectural design ed in comunicazione e web design per il marketing del prodotto

Dal 2013 al 2016

Laurea magistrale in Architettura e culture del progetto, Università IUAV di Venezia Università IUAV di Venezia Voto finale 104/110 Titolo tesi: “UNITA’ DIMENTICATE – Recupero e riscoperta delle aree abbandonate di Montebelluna”

Dal 2010 al 2013

Laurea triennale in Scienze dell’Architettura, Università IUAV di Venezia Università IUAV di Venezia Voto finale 100/110

Dal 2005 al 2010

Diploma di Geometra

I.T.C.G (Istituto Tecnico e Commerciale per Geometri) G. Girardi, Cittadella (PD) Voto finale 94/100


UN RACCONTO INDUSTRIALE Porto Marghera

Il progetto pensa a come dar forma ad un nuovo frammento di città in un contesto industriale di difficile intervento come Porto Marghera. Attraverso nuove architetture e spazi urbani, la struttura industriale esistente può raggiungere la densità, la complessità e l’intensità di uno spazio urbano. Il risultato è la creazione una nuova possibile cité industrielle contemporanea, fatta di spazi di relazione, di mixité funzionale, di trasformazioni dell’esistente e di nuovi manufatti, ricercando un’architettura dal linguaggio chiaro e lineare. Uno di questi elementi progettuali è una torre per uffici e residenze, che si pone come uno dei landmarks di questo nuovo spicchio di città e tramite un ponte/viale commerciale ricollega le due sponde dell’area, ridandole un’unità e restituendole vita. Il risultato di questo workshop di progettazione, svolto assieme all’architetto Fabrizio Barozzi di Estudio Barozzi - Veiga (vincitore del premio “Mies Van Der Rohe Award 2015”), sono stati esposti alla mostra Workshop IUAV 2013 e premiato come uno dei vincitori della mostra. Progetto sviluppato ed esposto all’interno del Workshop IUAV W.A.Ve 2013 (progetto vincitore del Workshop).


Area 14

Planimetria generale E. 1/5000

residenze e viale commerciale

Impianto progetto generale con evidenziati ponte e torre

Planimetria generale E. 1/5000

BB

B A

AA

A

AA

B

BB Residenze Uffici/Studioli Commerciale

Distributivo

Residenze Residenze

Residenze

Uffici/Studioli Uffici/Studioli Uffici/Studioli

Commerciale Commerciale Commerciale

Distributivo Schema distributivo torre Distributivo

Sezione B-B

Sezione B-B E. 1/500

Pianta zona commerciale

Pianta Zona Commerciale E. 1/500

Sezione A-A E. 1/500 Sezione A-A


Mostra:

WAVE 2013 - Un racconto industriale Università IUAV di Venezia

Mostra allestita a W.A.Ve 2013, Workshop di Architettura, presso l’Università IUAV di Venezia, progetto vincitore del Workshop.


UNITA’ DIMENTICATE Recupero e riscoperta delle aree abbandonate di Montebelluna Montebelluna (TV)

L’idea del progetto è quella di creare una via di percorrenza lenta, in contrapposizione alle vie di trasporto veloci, che riunisca tra loro tutti quei frammenti di territorio dimenticati, degradati o abbandonati a loro stessi, creando tra loro e con il centro di Montebelluna nuove connessioni che ne provochino la riscoperta da parte della popolazione e gli ridiano una funzionalità ed un ruolo all’interno del territorio. Il percorso di questo filamento, una pista ciclopedonale, sarà disegnato da tutte quelle aree inutilizzate o degradate che necessitano di un nuovo impulso per ripartire, con una serie di interventi di nuova costruzione, recupero, o semplice riscoperta e collegamento. A differenza di strade e ferrovie che tagliano il territorio senza badare a quello che incontrano e pongono spesso in secondo piano le sue caratteristiche ambientali, il progetto fonda le sue basi nei sistemi ambientali che caratterizzano la zona, che costituiranno la colonna vertebrale dell’intero percorso. Il progetto studia 5 zone principali: 1- Zona della stazione ferroviaria, con il recupero di diversi edifici industriali dismessi 2- Ex ferrovia susegana montebelluna 3- Frammento agricolo tra la città e la zona industriale 4- Zona industriale di Guarda 5- Superamento dell strada Pedemontana Veneta in costruzione Progetto di Tesi di laurea in collaborazione con Nicola Feltrin e fa parte di un più ampio progetto di Re-cycle Italy sullo studio del territorio pedemontano veneto. Progetto pubblicato nel trentatreesimo volume della collana Re-cycle Italy, intitolato “Paesaggi del Nordest”.


Ostello

Auditorium della musica Sale ad uso della comunitĂ

Ciclofficina Sala da concerti

Skate park

Piazza per concerti

Giardino delle erbe aromatiche

Parco pilastroni

Punto di sosta alberato

Pista ciclopedonale


Ex concimifici-Auditorium della musica - Sala da musica da 330 posti - Auditorium da 56 posti - Bar/sala giochi - Scuola di musica - Scuola di ballo - Sale per la comunità - Piccolo teatro all’aperto


Pista ciclabile ex ferrovia Susegana-Montebelluna

Percorso pedonale all’interno del parco

Passerella nodo di incrocio delle vie ciclo-pedonali


Uscita Bioparco e Maneggio

Recupero ex cava in area naturalistica


Ristorante / Scuola di cucina Area di sosta alberata Serre idroponiche

Parcheggio alberato

Magazzino prodotti del mercato

Mercato agroalimentare Recupero acque meteoriche Frutteto

Orti


Il riassetto di quest’area permetterà la creazione di un centro di raccolta e vendita agroalimentare che accolga i prodotti locali coltivati nelle aree vicine e conseta la produzione diretta nei luoghi sottratti alla cementifi cazione. Questo centro agroalimentare vuole rappresentare l’eccellenza dei prodotti della terra, e creare come nuova porta di accesso alla zona industriale un luogo maggiormente utilizzato da parte della popolazione.

Edifici industriali dismessi


Edifici sfitti zona industriale

Box informativo Facciata informativa Rastrelliera bici / Tettoia Punto di sosta

Intervento 1:

Box informativo e parcheggio alberato

Intervento 2:

Area di sosta e parcheggio alberato


Mostra:

PAESAGGI DEL NORDEST - indagini e scenari Re-Cycle ai margini della Pedemontana Veneta Collaborazione all’allestimento della mostra temporanea “PAESAGGI DEL NORDEST - indagini e scenari Re-Cycle ai margini della Pedemontana Veneta” nella sala Gino Valle presso l’università IUAV di Venezia, nella quale esposto il progetto “Unità dimenticate - Recupero e riscoperta delle aree abbandonate di Montebelluna”, assieme ad altri progetti facenti parte di un più ampio progetto di Re-cycle Italy sullo studio del territorio pedemontano veneto.

Progetto e risultati della ricerca pubblicati nel trentatreesimo volume della collana Re-cycle Italy, intitolato, come la mostra “PAESAGGI DEL NORDEST - indagini e scenari Re-Cycle ai margini della Pedemontana Veneta” (Aracne editrice).


SAXA RUBRA CONNECTIONS Nuovo centro di connessione per Roma Nord Il progetto “Saxa Rubra connections” prende in esame un’ampia area situata a Nord di Roma, dove sorge il centro RAI di Saxa Rubra; la creazione di un nuovo centro polifunzionale prevede la realizzazione di due grandi teatri, scuole di musica e recitazione, un nuovo terminal ferroviario, spazi commerciali, spazi pubblici di aggregazione e spazi per il turismo, la riqualificazione di un’antica strada romana ed il recupero di un’ex fornace riconvertita in spazzi pubblici ed educativi. Questo intervento punta a dare a questa area di Roma il ruolo di porta d’ingresso settentrionale della città. Una nuova linea di trasporto tramite People Mover e nuovi collegamenti pedonali faciliteranno il superamento di quelle barriere fisiche (il Grande Raccordo Anulare ed il Fiume Tevere) che separano quest’area dalle aree abitate limitrofe, e che fino ad oggi ne hanno causato uno scarso utilizzo e l’avanzata del degrado urbano. Un grande parco che lambisce il Tevere permetterà la riscoperta di questa zona anche dal punto di vista naturalistico e parteciperà alla creazione di un nuovo “corridoio verde” che segue il corso del fiume fino al centro della città, favorendo lo sviluppo di una viabilità lenta che aiuti a decongestionare il traffico della Capitale. Progetto univestitario che fa parte del più ampio Progetto “Roma 20 25 - Nuovi cicli di vita per la metropoli” un workshop internazionale che ha coinvolto dodici università italiane e tredici internazionali per produrre letture, visioni e progetti per la Roma futura. Le proposte di progetto sviluppate, sono state esposte in una mostra al museo MAXXI di Roma.


Schema intervento Esistente Aree liberate Intervento Parcheggi Infrastrutture Pista ciclabile Perc. pedonali principali Perc. pedonali secondari People Mover


Bosco misto

Parco archeologico Parco umido

Parco con vegetazione dell’agro romano


Fasi di piantumazione per lo sviluppo del bosco misto

- Anno 0

- Anno 4

Percorso ciclo-pedonali all’interno del parco

- Anno 30


People Mover

Pista ciclabile e People Mover


Schema Parco della Fornace

Legenda 1 Fornace e campi sportivi 2 Alberature 3 Percorsi / Pista ciclabile


Recupero ex Fornace


NUOVA VITA INDUSTRIALE Riutilizzo di una struttura industriale in disuso Il progetto punta al dimostrare come il riutilizzo intelligente di una preesistente struttura industriale in disuso possa dare nuovi slanci e nuove prospettive a quella moltitudine strutture industriali presenti nel territorio Veneto che a causa dei mutamenti economici risultano sfitti e destinati al disuso, perchè troppo grandi e inutilizzabili dalla nuova tipologia di mercato che sta andando delineandosi. L’edicio perde la sua essenza di “capannone” e viene riorganizzato in due blocchi di uffici, collegati tra loro da una passerella sospesa al primo piano, ciascuno dei due blocchi indipendente, con un proprio accesso, servizi igienici ed una propria rampa di scale per accedere agli uffici al piano superiore. In questo modo le funzioni dell’ufficio vengono separate ed organizzate in maniera funzionale, dando all’edificio una maggiore flessibilità in modo da facilitare il suo utilizzo per diversi tipi di aziende, ma collegate attraverso la passerella che contiene le gli spazi comuni ed una grande sala riunioni. La flessibilità è anche interna agli uffici, grazie a soluzioni di divisori mobili. Progetto universitario.


Prospetto edificio per uffici

Vista interno passerella di collegamento


Progetto per il nuovo Polo logistico e direzionale dell’azienda Hausbrandt Trieste 1892 S.p.A. Nervesa della Battaglia (TV)

Progetto per il nuovo Polo logistico e direzionale di Hausbrandt Trieste 1982 S.p.A. , una delle maggiori aziende operatrici nel settore della torrefazione del caffè in Italia; in particolare progetto del nuovo Polo logistico con l’inserimento del logo aziendale ed il progetto del parcheggio, che funge anche da collegamento tra il Polo logistico e quello direzionale (già parzialmente costruito). Uno studio particolare è stato riservato ad una scala interna in acciaio del Polo direzionale, data la sua particolare posizione all’interno dell’edificio; la scala collega gli la hall agli uffici ed alle sale riunioni e di rappresentanza che saranno poste al primo piano del capannone finchè non sarà ultimato il Polo logistico. Collaborazione con lo studio di Architettura e Design Pio & Tito Toso di Zero Branco (TV).


Polo direzionale

Polo logistico

Parcheggio

Polo logistico


GLIO 1

GLIO 2

Parcheggio


Studio illuminazione del parcheggio

Scale polo direzionale

Scala interna Polo logistico Hausbrandt

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Aprile 2017

www.pioetitotoso.com info@pioetitotoso.com

T. +3 F. +3


MUSEO DI ARTE MODERNA Recupero delle nappe abbandonate dell’Arsenale di Venezia Venezia

La creazione di un nuovo Museo di Arte Moderna e nuovi spazi pubblici vogliono aiutare la riscoperta dell’Arsenale di Venezia, area storica della città, ora poco utilizzata ed a tratti già in avanzato stato di degrado. Il Museo si articola in tre diverse zone; un’area di mostra temporanea, una di mostra permanente ed un’area espositiva esterna. Il percorso che un visitatore dovrà fare all’interno della struttura attraversa tutte e tre le aree passando tra ambienti molto diversi, differentemente illuminati a seconda delle esigenze e posizionati a diverse altezze, spostandosi così attraverso tutto il vasto spazio a disposizione. Il primo spazio è caratterizzato da una struttura di pareti mobili, per adeguarsi alle diverse esigenze espositive, ed è l’ambiente più luminoso e permeabile. Il secondo sfrutta la scarsa illuminazione all’interno della nappa e la sua grande dimensione per la creazione di un ambiente a forte impatto scenico, e la creazione di un auditorium. Il terzo ambiente, composto da una tensostruttura esterna, può essere utilizzato a livello del terreno come area di sosta o per eventi all’aperto, mentre al livello rialzato ospita l’esposizione di opere, con come sfondo il panorama della laguna veneziana. Il progetto di restauro delle nappe mantiene il massimo rispetto della storicità degli edifici e del loro passato industriale, con la qualifica delle strutture esistenti, la scelta dei materiali e delle forme utilizzate.


Piano primo

Piano terra


MARCHE’ DES CHAMPES Materì, Benin (Africa)

Il progetto si pone l’obiettivo il creare un modello di sviluppo sostenibile in un territorio rurale come quello dell’Atakorà (nord del Benin), proponendo un modo di abitare che parta dagli usi e dalle modalità di occupazione del suolo propri della tradizionale dispersione africana sul territorio, ma che affronti le questioni legate alla mancanza di sviluppo in ambito rurale, innestando un’economia autosufficiente in modo da frenare il processo di migrazione dalla campagna verso le grandi città e l’urbanizzazione incontrollata che ne consegue. L’idea è quella di creare un nuovo mercato agricolo, cuore dell’economia e della vita pubblica delle città africane, che dia un nuovo slancio all’economia e spinga verso nuovi modelli di produzione e nuovi spazzi di aggregazione. Alla crazione del mercato si affianca la proposta di un modello di sviluppo urbano alternativo alla pianificazione di impronta occidentale, nel quale la questione abitativa e delle infrastrutture si intreccia con la gestione delle risorse naturali, conil ruolo dell’agricoltura familiare e le relazioni di reciprocità tra “campagna” e città. Il progetto vuole dimostrare come sia possibile migliorare le condizioni di vita della popolazione della città di Materì attraverso lo sviluppo economico e sociale, realizzabile anche tramite un progetto architettonico legato sì alle tradizioni locali, ma con l’aggiunta di nuove tecnologie ed espedienti che utilizzino al meglio le risorse del territorio, indirizzandolo verso l’autosostenibilità; l’utilizzo di materiali locali e a basso costo si affianca all’applicazione di strategie sostenibili, come il riciclo dell’acqua piovana, attenzione alla ventilazione passiva, l’utilizzo di pannelli fotovoltaici e dei digestori anaerobici utilizzati sia in ambito familiare nei singoli quartieri che in ambito locale all’interno del mercato.


Ristorante/ commerciale Mercato

Mercato agricolo

Magazzini refrigerati

Stoccaggio e produzione Uffici direzionali

Biogas


STRATEGIE PROGETTUALI MERCATO AGRICOLO Rapporto con i campi Posizione strategica Incremento commerciale Sviluppo dell’agricoltura CICLO PRODUTTIVO Raccolta del prodotto Lavorazione prodotto Confezionamento Immagazzinamento Vendita diretta UTILIZZO ACQUA Canalizzazione fiume Riutilizzo acqua piovana Impianto di refrigerazione e raffrescamento ad acqua Lavaggio prodotti ENERGIE RINNOVABILI Raccolta scarti agricoli Raccolta scarti mercato Digestore anaerobico (Bio-gas) Impianto fotovoltaico


Abitazione standard


CAMERA CAMERA CAMERA

LOC.ACCESSORIO CUCINA CAMERA

ANTIBAGNO

PRANZO

BAGNO

CAMERA

CORTE


Mostra:

VENISE-BENIN Aller et retour Allestimento mostra temporanea “VENISE-BENIN. Aller et retour” allestita presso Stazione Rogers, Trieste. La mostra documenta gli esiti del viaggio di tirocinio-studio in Benin, Africa Occidentale, promosso prof.ssa Patrizia Montini Zimolo (Iuav) in partenariato con l’ Associazione Famiglie Rurali. L’associazione sin dal 2004 è attiva nella regione dell’Atakora in Benin dove promuove iniziative nel campo dell’agricoltura e della formazione, al fine di migliorare le condizioni di vita della popolazione attraverso lo sviluppo economico e sociale. Una riflessione sui rapporti che il progetto d’architettura deve oggi instaurare tra lo sviluppo e la sostenibilità del territorio, tra l’architettura e il luogo, in un contesto complesso e ricco di spunti di riflessione come quello dell’Africa sub-sahariana. Il viaggio ha rappresentato la conclusione dell’attività svolta dagli studenti nell’Atelier di sostenibilità ambientale ed è stato il punto di partenza per sperimentare un modello di sviluppo coinvolgendo come protagonisti di un processo comune di formazione, i docenti, gli studenti italiani e africani, la comunità e i rappresentanti di governo. Produzione materiali e video.


RECUPERO ABITAZIONE PRIVATA Villorba (TV)

Progetto di restauro di una abitazione privata costruita negli anni ‘30 in avanzato stato di degrado e la riorganizzazione delle sue aree esterne. Collaborazione con lo studio di Architettura e Design Pio & Tito Toso di Zero Branco (TV).


RECUPERO DEL BORGO RURALE CASE MARIAN

Cison di Valmarino (TV) - Render su commissione Produzine di render e fotoinserimenti riguardanti l’accantieramento per la partecipazione al bando di appalto dei lavori di recupero del Borgo Rurale Case Marian e realizzazione di spazi ricettivi ed espositivi in Comune di CIson di Valmarino (TV). Le viste vogliono evidenziare come il progetto di accantiermento permetta il regolare svolgimento di manifestazioni grazie al facile spostamento di alcune reti da cantiere e baracche, interferendo cosÏ il meno possibile nella vita degli abitanti e nelle iniziative del comune di Cison di Valmarino. Collaborazione con lo studio di ignegneria TTE Tecnobrevetti Team Engineering di Zero Branco (TV).


RECICLO DI UNA INFRASTRUTTURA DISMESSA - nuove forme lungo l’itinerario Render su commissione

Produzine di render e fotoinserimenti riguardanti un progetto di riqualificazione delle ferrovia Rocchette - Asiago turistica di alcune piazze o aree di paesi dell’altopiano di Asiago, comprendente il posizionamento di strutture modulari in punti strategigi lungo il percorso della ferrovia (Progetto dell’Arch. Sara Donato) Render su commissione.


QUATARA - lampade a sospensione “Quatara” è una collezione di tre lampade a sospensione in ottone satinato e acciaio lucidato con un bulbo illuminante interno in vetro bianco latte. Il design delle lampade richiamano le lampade in ferro battuto marocchine e le diverse superfici di foratura creano differenti giochi di luce, dotandole sia un fascio di luce puntuale, al di sotto della lampada, che di uno più articolato. Il progetto è stato sviluppato all’interno del corso “Innovation and Design Thinking”, presso Fabrica – Benetton Group. Motivo forature


giacomo bordignon 2013-2017 mail: cell:

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