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in Versilia

Semestrale di racconti, persone, luoghi. A tirar su le reti/ Vita di porto/ Il menu di Giuseppe Mancino/ Annie Feolde: ricordi di mare/ Da Massaciuccoli alle prime colline/ Quando Monicelli era viareggino __________________________ IT/EN


( il reportage the reportage )

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Magazine of stories, people and places. Hauling in the nets/ Life at the port/ The Giuseppe Mancino’s menu/ Annie Feolde: memories of the sea/ A journey from Massaciuccoli to the hills/ When Monicelli was a viareggino __________________________ IT/EN


( il menu the menu )

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( l’approfondimento the deepening )

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( conversazione con annie feolde conversation with annie feolde )

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( il viaggio the journey )

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( focus movie focus movie )

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( focus library focus library )

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( Alessandro Augier )

( Raethia Corsini, direttore responsabile director )

Io sono un venditore di emozioni

I am a seller of emotions

Il gusto di guardare con nuovi occhi

Enjoy seeing with new eyes

Mi sono sempre definito così, perché avere la fortuna di dirigere un albergo come il Principe vuol dire trasmettere emozioni al Cliente. Ed è per queste motivazioni che è nato Contrasto. Più che un magazine un viaggio emozionale nel nostro territorio, nella nostra cucina, nella nostra arte. Buona lettura

I have always considered myself this because having the good fortune of running a hotel such as the Principe di Piemonte means inspiring emotions in our customers. And these are the reasons why “Contrasto” was born. More than a magazine, this is an emotional journey into our region, into our cooking and into our art. Enjoy your reading.

Versilia is a very lively world – not only for the famous Carnival of Versilia or the glamorous clubs where the celebrities gather but because of its history and ‘vocation’. During the Middle Ages, the Via Francigena passed through here where in the 20th century such hedonistic writers such as Gabriele D’Annunzio and geniuses of melodrama like Giacomo Puccini came to live permanently or to stay for a while.

Alessandro Augier General Manager Grand Hotel Principe di Piemonte Viareggio

Alessandro Augier General Manager Grand Hotel Principe di Piemonte, Viareggio

La Versilia è un mondo molto animato. Non solo per il celebre Carnevale di Viareggio e i locali glamour, ritrovo dello star system. Lo è per storia e vocazione. Qui nel Medioevo passava la Via Francigena e qui, nel Novecento, hanno soggiornato stabilmente o solo per un po’, scrittori gaudenti come Gabriele D’Annunzio e geni del melodramma come Giacomo Puccini, per citare solo personaggi del passato. Estesa per tutta la provincia di Lucca, la Versilia è stata capace di costruire attrazioni e servizi di alto livello e valorizzare le risorse del territorio. È così che, oltre a salotto mondano, è diventata meta di un turismo d’élite anche gastronomico. Perché di tesori ne ha molti, questo fazzoletto di terra. Per questo merita un’attenzione particolare. E di questo si occupa Contrasto GourmArt, un progetto pensato per il Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio, che mira a raccontare le storie di un territorio attraverso varie lenti. Partendo proprio dalle ricchezze della terra e del mare, scegliamo semestralmente un tema e su quello puntiamo i riflettori. Ogni volta con cinque servizi giornalistici raccontiamo, con parole e immagini, i punti forti di questa icona del Tirreno. Facciamo un viaggio nelle realtà meno appariscenti, ma determinanti per l’economia della zona; incontriamo la gente che lavora, individuiamo un itinerario da percorrere tra giacimenti del gusto e patrimonio culturale, e a questo affianchiamo la storia di un prodotto gastronomico, rilevante per la tradizione di questo angolo di Toscana. Non manca, inoltre, l’incontro con personalità di spicco del mondo dell’alta cucina locale e internazionale, che abbiano a che fare con questi luoghi o ne abbiano memoria. Il primo numero che avete tra le mani contiene storie marine di pesca, pescato e pescatori. Il bello di una rivista nuova è scoprirla. Quindi non vi racconterò niente di più. Se non suggerirvi la cosa più ovvia: gustatela tutta fino all’ultima pagina. Con una raccomandazione: concedetevi un minuto in più quando arrivate alla pagina dell’Evento perché potrete (ri)vedere questi luoghi attraverso la memoria di un “grande vecchio-sempreverde” che ha fatto il cinema italiano e che qui ha le sue origini.

Running the whole length of the province of Lucca, Versilia has been able to build attractions, high quality services and enhance local resources. Thus, in addition to its success in attracting the jet set it has become a destination for the elite and for gastronomical tourism. Because this land has many treasures it deserves special attention. And this is what ‘Contrasto GourmArt’ really is: a project shared with the Hotel Principe di Piemonte in Viareggio which aims to tell the stories of a territory through various lenses. Beginning with the rich fruits of its land and sea we choose a theme and every six months we put it in the spotlight. Every time, with five articles in words and pictures, we will talk about the strengths of this icon of the Tyrrhenian Sea. We will travel through the less familiar places which are still crucial to the economy of the area. We will meet the working people, we will identify a route to travel through havens of taste and cultural heritage, and alongside this, we will add the story of a gastronomical product, relevant to the tradition of this part of Tuscany. Also we will not fail to meet some of the leading figures in the world of haute cuisine, both local and international, who have something to do with these places and have memories of it. The magazine closes with a page of events. However it is not a list of local events. Rather it is a cultural window on the other worlds, events, people, art events, which are linked to Versilia in one way or another. The first number you have in your hands contains sea stories of fishing, fish and fishermen. The beauty of the new magazine is to discover it. So I will not tell you anything more. I will just suggest the obvious: enjoy it all to the last page. And with a recommendation to take an extra minute when you get to the event page, for you could revisit these places through the memory of “ big, old Evergreen” who made Italian cinema, with its origins here.


il reportage Leonardo Castellucci _A TIRAR SU LE RETI HAULING IN THE NETS il reportage Franz Fedele Ferrante VITA DI PORTO _

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Direttore responsabile Director: Raethia Corsini Direttore editoriale Editorial director: Leonardo Castellucci Traduzione Translation: Chiara Anzoise - CentroImmagine Progetto e impaginazione Design and layout: Frush www.frush.it Testi Texts: Leonardo Castellucci, Franz Fedele Ferrante, Sebastiano Mondadori, Francesco Paciello, Francesca Pardini, Franca Severini, Francesco Sodi Foto Photos: Marco Del Comune, Archivio Pinchiorri, APT Versilia, Alessandro 1948, Jennconspiracy, Francesco Paciello Registrazione Tribunale di Lucca… Editore Publisher:

Cinquesensi - Palazzo Dipinto - Piazza del Palazzo Dipinto, 2 55100 Lucca editore@cinquesensi.it www.cinquesensi.it Contrasto ® e GourmArt® sono marchi di Cinquesensi – Lucca

Ringraziamenti Special Thanks: Antonio Calabrese, Giuseppe Geretti, Alfo Mallegni, Franca Severini, Silvia Torri D&G Pesce, Partesa, Acqua Panna, S.Pellegrino, Attems, IllyCaffè, Iliopesca, APT Versilia, Ca’ del Bosco

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LIFE AT THE PORT

il menu di giuseppe mancino Francesco Paciello Il giovane chef campano del _ Piccolo Principe The young Campanian chef of the Little Prince

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approfondimento Francesco Paciello PESCATI VERSILIESI _ Versilian Haul Fish species

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conversazione con Raethia Corsini ANNIE FEOLDE ricordi di mare _ ANNIE FEOLDE MEMORIES OF THE SEA.

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Francesco Sodi coll. Franca Severini

il viaggio

60 DA MASSACIUCCOLI

ALLE PRIME COLLINE _ A SLOW JOURNEY FROM MASSACIUCCOLI TO THE HILLS

Sebastiano Mondadori

focus movie

Leonardo Castellucci

focus library

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quando Monicelli era viareggino _ When Monicelli was a viareggino

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…e lucean le stelle sul lago di Massaciuccoli _ …and the stars were shining on the Massaciuccoli Lake

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Notazioni di viaggio More snippets


( il reportage )

A TIRAR SU LE RETI _ di by

Leonardo Castellucci foto pictures

Marco Del Comune

Alle prime ore della mattina prendiamo posto con Alfo Mallegni sulla sua Evolution, attrezzatissima imbarcazione da pesca e da pesca turismo. Piccola cronaca di una giornata di lavoro. HAULING IN THE NETS

Early in the morning we took our seats with Alfo Mallegni on his very well-equipped fishing boat,”The Evolution”, adapted for fishing tourism. This is a short account of a typical workday.

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In un paio d’ore le reti sono salpate. A couple of hours later, the three other nets are hauled in.

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Le sogliole si dibattono con scatti violenti, le razze battono le pinne alate con rassegnazione.‌

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The soles are flapping around violently in a battle which they have already lost‌

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« Poco dopo raggiungiamo una boa. Sotto, in un fondale di 15 metri, è tesa la prima delle reti che si allunga per tre chilometri. Si spegne il motore. »

« Shortly after, we reach a buoy, beneath which, at a depth of 15 meters, lie the first of the nets. The engine is turned off. »

Mauro prende a recuperare con il salpatramaglio. Alfo libera dalle reti il pescato vivo.

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Mauro starts to haul in the net with a winch. Alfo disentangles the live fish from the net.

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( il reportage )

DA UNA BATTUTA IN MARE

silenzio. Lasciamo ancora nel buio i contorni del molo, per raggiungere il mare aperto. Un pugno di gabbiani ci accompagna per un tratto col suo grido lancinante e rauco. Poi i giri del motore aumentano, protesi verso le reti. Alfo ne ha calate quattro il giorno prima. Di diversa foggia, per diversi fondali, alla caccia di diverse specie, in punti diversi.

di by

Leonardo Castellucci

Albeggia. La giornata si annuncia nitida. “Eccoli, guardate, eccoli laggiù!”, il suo timbro acuto si arrampica sopra quello stordente del motore. Laggiù Alfo ha individuato e ce la indica entusiasta una comunità di delfini che da un po’ di tempo ha scelto di vivere in queste acque. Purtroppo i cetacei sono lontani e il nostro fotografo non riesce a combinare un’istantanea leggibile. Alfo vede. Noi intuiamo solo uno schiumoso concitamento di acqua ma è sufficiente per predisporci al buon umore.

foto pictures

Marco Del Comune

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Gente di mare i versiliesi. Gente generosa e qualunquista. Indipendente e anarchica. Tanto da togliere eccentricamente una vocale a un nome proprio che così diventa unico o quasi. Alfo. Senza la i. Alle 6 in punto lui, Alfo, ci attende per una battuta di pesca o una pescata, come si usa dire da queste parti. Con lui, Mauro, parente e collaboratore nella sua quotidiana fatica. Alfo è viareggino “proprio di Viareggio” e fa il pescatore da un quarto di secolo ed è ancora giovane, dunque, ha iniziato da adolescente nella traccia di una storia come mille altre che narra di un ragazzino svogliato e testardo che cerca nel mare il suo luogo di libertà e di un padre che si prodiga per farlo tornare in senno e per dargli un lavoro come si deve. Questa è la semplice cronaca di qualche ora in barca con lui, alle 6 di mattina, per andare a tirare su le reti gettate il giorno prima. Sperando di aver indovinato il fondale giusto e aver avuto fortuna. Il suo Evolution, scafo eclettico e attrezzatissimo anche per la pesca turismo, è ancorato in darsena, pronto per prendere il largo. Il suo ingresso a poppa è vigoroso, adrenalinico. A quest’ora di una giornata d’inizio autunno l’aria è umida e ti s’incolla addosso, costringendoti a una rigidità di difesa. Ma lui ha una mobilità imparabile nel mettere a punto gli ultimi dettagli per salpare e in pochi attimi sembra già accaldato dall’attività fisica e dall’entusiasmo che lo pervade. Partiamo lenti, in

Poco dopo raggiungiamo una boa. Sotto, in un fondale di 15 metri, è tesa la prima delle reti, che si allunga per tre chilometri. Si spegne il motore. Mauro prende a recuperare col salpatramaglio. Alfo libera dalle reti il pescato vivo. Mentre lo fa, quasi senza guardare, ci racconta il gusto, la sapidità, le abitudini e il miglior utilizzo in cucina di ogni specie. Le sogliole si dibattono con scatti violenti, in una lotta già persa con un elemento che non è il loro, le razze battono le pinne alate con rassegnazione, le canocchie vengono fuori rinchiuse su se stesse com’è di chi si sente in pericolo, e poi i muggini, le mazzancolle, le triglie, i polpi, le occhiate. E uno splendido scampo imperiale, raro da trovare a queste profondità. In un paio d’ore anche le altre tre reti sono salpate. La pesca non è stata male. Non sempre va così. Dipende dalle correnti, dagli umori del mare, dall’intuito del pescatore, dalla buona o dalla cattiva sorte. Rientriamo col sole in faccia. Mauro pulisce il pesce con un’attenzione abile e rapida. Alfo è già al telefono con i possibili acquirenti. La sottile, difficile sfida della vendita ha già avuto inizio. Ma la sua giornata di pesca riprenderà nel pomeriggio, quando uscirà di nuovo per calare le reti. Come ogni pescatore fa. Ogni giorno. Da sempre. Mare permettendo. y

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( il reportage )

Fishing expedition

excitement. We drift off slowly, silently, leaving the outline of the pier in the darkness as we head out into the open sea. A flock of seagulls come along with us for a while, with their piercing hoarse cries. Then the engine revs increase, leading us out towards the nets. Alfo cast four of them the previous day in different places. Different in shape for the different seabeds, hunting for different kinds of fish.

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The Versilians are seafaring people. They are generous people and yet indifferent at the same time. Independent and even anarchist – to the point of eccentrically removing a vowel from a proper name so that it becomes unique, or almost unique. Alfo. Without an ‘i’. At 6 a.m. he, Alfo, is waiting for us to go on what they use to call here a fish battue or a fish caught. With him is Mario, a relative and collaborator in the daily struggle. Alfo is a Viareggino “ from Viareggio itself ” and he has been a fisherman for a quarter of a century. He is still young so he must have started when he was a teenager. It is the oft repeated story of a rather bored and stubborn boy who seeks his freedom out at sea, and a father who did all he could to bring him back to his senses and help him to find a proper job. This is the simple account of a few hours on the boat with him, at 6 o’clock in the morning, hauling in the nets they cast the day before and hoping that they have guessed the seabed right and that they have some luck. His “Evolution” is a multipurpose boat, perfectly equipped for fishing tourism, is tied up at the docks, ready to set off. He is charged up and dynamic as he climbs into the stern. Even this time early on an autumn day the weather is humid and the stickiness puts you on the defensive. However, he darts here and there, seeing to every detail in preparation for casting off. In a short while he is hot with all this physical activity and he is bubbling with

The day is dawning. It looks like it is going to be a clear day. “There, look, there they are!” His high-pitched voice can be heard above the engines deafening roar. There in the distance, Alfo sees something, and he is pointing enthusiastically at a school of dolphins that recently chose to make these waters their home. Unfortunately the school is too far away for our photographer to get a good picture. Only Alfo can see them. We can only see splashes and foam but it is enough to put us all in a good mood. Shortly after, we reach a buoy, beneath which, at a depth of 15 meters, lie the first of the nets. The engine is turned off. Mauro starts to haul in the net with a winch. Alfo disentangles the live fish from the net seemingly without paying any attention to the task, as he tells us about the habits, the taste, the flavour and the best way to cook each species. The soles are flapping around violently in a battle which they have already lost with an element which is not theirs. The skates are beating their winged fins in resignation, the squilla mantis are coming out and going back into their shells, feeling the danger, and then grey mullets, penaeus kerathurus mullets, octopuses, saddled breams. And finally a magnificent Imperial Dublin Bay prawn, very rare at such a depth. A couple of hours later, the three other nets are hauled in. The fishing was not bad. But it is not always so. It depends on the current, on the mood of the sea, on the fisherman’s intuition, on good luck or bad.We come back with the sun on our faces. Mauro cleans the fish carefully, quickly and skillfully. Alfo is already on the phone, talking to bidders. The tricky part now begins, the challenge of the sale. However, he will be back fishing again in the afternoon when he will sail again to cast his nets once more. Like every fisherman does. Every day. Always. Sea permitting. y

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Rientriamo con il sole in faccia. Ma la giornata di pesca riprenderà nel pomeriggio… We come back with the sun on our faces. However, he will be back fishing again in the afternoon…

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( il reportage )

VITA DI_ PORTO di by

FRANZ FEDELE FERRANTE foto pictures

Marco del Comune

Al ritorno dalla caccia in mare, il rituale dell’asta. Lungo il molo vendita al dettaglio per i clienti privati e un grande mercato di varietà ittiche per l’alta ristorazione. Un focus vissuto in presa diretta nell’affollata e vivissima realtà versiliese. LIFE AT THE PORT

Back from fishing, the ritual of the auction. Along the pier, a private retail sale and a huge market with a wide variety of fish meeting the needs of local restaurants. A focus, live from the crowded and lively everyday life of Versilia.

A decine i battelli si incrociano lenti nei canali. Dozens of ferries are slowly passing each other through the canals.

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La paranza e altri pescati

Paranza and other fish

La linea di costa è dritta, senza insenature, vocata, forse per volontà divina, al turismo e al divertimento. Viareggio, il mare di Lucca e delle marmoree contrade apuane, già dalla fine dell’Ottocento ne è il punto nodale. Un po’ esclusiva e un po’ popolare si offre, con compiacente disponibilità, come un intrigante meltin pot di svago vacanziero e relax che soddisfa, ogni gusto, ogni aspettativa, ogni occorrenza. Arrivarci in tardo autunno è stata, per noi, un’esperienza vera, lontani, come eravamo, mille miglia dall’abituale sciame di vacanzieri e villeggianti d’alta stagione. In questo periodo tutto ci appare più lento, i gesti diventano misurati, le attività meno febbrili ma non per questo pigre. Si percepisce un diverso rapporto col mare: più ragionato, quasi logico. Una risorsa diversamente utile per la gente del luogo e del suo hinterland, trasformato com’è, in questo periodo dell’anno, in un immenso agro prodigo di frutti. Tutto ruota intorno al porto-canale di Viareggio, che sfrutta il Canale Burlamacca, emissario del lago di Massaciuccoli, sul quale si articola in un contesto di particolare fascino ambientale. La parte più suggestiva è nei navigli più interni ed antichi, caratteristici corridoi d’acqua che si dipanano dall’imboccatura del porto sino alla Darsena Lucca. In questa tranquilla quotidianità trionfano i battelli da pesca e sui moli riemergono, ora ben visibili, tumuli ordinati di reti. Voci nitide rimbalzano nella calma sostanza dei luoghi. Sono richiami di pescatori che ravvivano gli spazi muti tra le sonnolenti imbarcazioni da diporto, ormai rimessate. A decine i battelli si incrociano lenti nei canali, nel continuo alternarsi di un ciclico presidio della costa. Sulle facce dei pescatori che rientrano da una lunga giornata di lavoro, si leggono espressioni diverse che lasciano trasparire, ora soddisfazione ora scurezza. I commenti di chi è rientrato, mentre si riordinano le barche e rimagliano le reti, sono animati da battute forti e da qualche sfottò, ma tutto si svolge in un clima di comunione sincera e di solidale empatia che scandisce un tempo sereno e fluido. In pochi istanti piccole folle si accalcano agli approdi, intorno al pescato, nella speranza, magari, di cogliere un buon affare e di portare in tavola prodotti di accertata freschezza. Alcuni, per esserne certi, consumano gamberi e piccoli molluschi crudi, spesso sfilati furtivamente dalle cassette di polistirolo, appena sbarcate. Rituale è la trattativa sul valore del pesce, serrata, colorita e spesso vivacemente commentata con pretestuosa e saccente competenza.

The coastline is straight, without inlets, devoted, perhaps according to God’s will, to tourism and entertainment. Viareggio, since the end of the nineteenth century has made itself the centre of the sea of Lucca and the marble rich Apuane lands. It is both exclusive and popular at the same time, offering itself with compliant willingness as an intriguing melting pot of holiday fun and relaxation which satisfies every taste, every expectation, every need. Getting there late in the autumn was, to us, a very evocative experience, a world away from the usual colourful and cheerful holiday crowds of high season. At this time of the year everything appears slower, gestures are more controlled, activities are less feverish, but never lazy. We immediately sense a strong impact, a different connection with the sea; more sensible, even logical. A resource, perceived differently by the local inhabitants in this season of the year as the huge countryside becomes transfigured by the generous harvest of fruit. Everything takes place around the canal-port of Viareggio, where the Burlamacca Canal which comes down from Lake Massaciuccoli provides an extremely enchanting background. The most attractive place is around the inner and very ancient waterways, typical lanes winding away from the port to the Lucca basin. In this calm peacefulness the fishing boats are everywhere, and on the quays, neat mounds of multicoloured nets are now clearly visible. Clear voices carry out into the still air of these places, fishermens’ cries which brighten up the silent spaces between the sleepy pleasure boats, already in the boathouses. Dozens of ferries are slowly passing each other through the canals like the constant alternation of a cyclical coast guard. On the faces of the fishermen, returning from a long hard day of fishing we can read mixed expressions; sometimes of satisfaction and sometimes disenchantment, while waving to those who are setting off with hopeful optimism to hunt for new prey. The remarks of those already returned, while arranging the boats and mending the nets, are animated by wisecracks and gentle teasing, but everything takes place in an atmosphere of sharing and sympathy, flowing just as the serene passing of time. In a few moments, with petulant curiosity, small crowds flock onto the docks around the fish, hoping to get a good deal and to purchase products of guaranteed freshness. Some, just to see how fresh they are, try raw prawns and small shellfish, very often picked up furtively from white polystyrene boxes, neatly piled and just unloaded, containing the precious haul. There is a ritual in the negotiation about the real value of the fish: the closeness, the colour, the strong language mixing conceit with authority.

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In pochi istanti piccole folle si accalcano agli approdi, intorno al pescato… In a few moments, with petulant curiosity, small crowds flock onto the docks around the fish…

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Alcuni, per esserne certi della freschezza, consumano gamberi e piccoli molluschi crudi‌

Some, just to see how fresh they are, try raw prawns and small shellfish, very often picked up furtively from white polystyrene boxes‌


Le qualità ittiche della Versilia

Fish varieties of Versilia

Il pesce venduto sulle banchine è quello definito povero, frutto di catture non lontane dalla riva. Sono le cangianti livree del pesce azzurro, i liquidi riflessi di seppie e polpi, le geometriche razze dal volto umano, le alate gallinelle e le brulicanti canocchie dai mille piedi, sistemate in preciso ordine, a riempire le cassette. Non mancano sugarelli, pottine, aluzze, pesci serra e capoccioni. Mentre ombrine, passere di mare, mazzancolle, sogliole, calamari, branzini e orate, la cui presenza nelle reti è più rara, sono destinate a mercati più redditizi.

The fish sold on the quay are defined as ‘poor’, the result of the catch not far from shore. There are oily fish, with their iridescent scales, liquid reflections of cuttlefish and octopus, the geometrical skates, with their almost human faces, the winged gurnards and the swarming squilla mantis with thousands of feet arranged perfectly and filling the boxes. There are also Atlantic horse mackerels, Gymnammodytes cicerelus, bluefishes and Atherina boyeri. While Umbrina cirrosa, European flounders, Penaeus kerathurus, soles, squids, sea basses and gilthead breams, which are rarely found entangled in the nets, are destined for a more profitable market.

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La clientela professionale, alla luce di più articolate necessità e maggiori esigenze, si serve, sul porto di levante, all’attrezzato mercato ittico comunale dove approdano direttamente i pescherecci di maggiore cabotaggio che praticano una pesca d’altura, più specializzata. Questi navigli si spingono fino ai limiti della costa di Ponente del Mar Ligure e spesso sono in mare per oltre ventiquattro ore. È una pesca fondamentalmente a strascico o che utilizza reti cosiddette rapide che scandagliano fondali di parecchie centinaia di metri.

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The professional clientele, with their particular needs and bigger requirements, shop at the eastern side of the port, at the wellequipped municipal fish market, where the biggest fishing boats dock directly, the ones that do the more specialised deep-sea fishing. These vessels go to the limits of the western coast of the Ligurian Sea and they are often away for more than twenty four hours at a time. Basically, they do trawling or else they use a kind of net they call “rapid”, that are pulled along hundreds of meters of seabed.

« calamari, sgombri, canocchie, raguse, mazzancolle e passere di mare »

Surgelato… a vivo

Live… Frozen

La surgelazione sottopone il pescato al più rapido processo di congelazione che avviene in speciali tunnel del freddo a una temperatura intorno ai 60 – 80° sotto zero. Ecco perché il pesce congelato di prima qualità, una volta scongelato, è come se fosse appena pescato, intatto nei valori nutritivi e nel gusto. Nei mari della Versilia e di tutto l’Arcipelago toscano grandi pescherecci, organizzati con tecnologie avanzatissime, forniscono un prodotto surgelato di grande qualità alimentare.

The deep freezing process submits fish to the fastest freezing process which takes place in a special freezing tunnel at a temperature between 60-80 degrees below zero. That is why top quality frozen fish, once thawed, looks like it has just been caught, with all its nutritional values and taste intact. In the Versilian Sea and in the whole Tuscan Archipelago, large vessels, equipped with advanced technologies provide a frozen product of great quality.

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« squids, mackerel, squilla mantis, sea snails, Penaeus kerathurus and European flounders »

Questi navigli si spingono fino alla costa di Ponente del Mar Ligure… These vessels go to the limits of the western coast of the Ligurian Sea…

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L’asta al miglior offerente, ma anche al più furbo

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Le partite di pescato, una volta giunte alla banchina, vengono trasferite nel luogo depitato per l’asta. I banditori, abili professionisti legati ancora attivamente alla pratica della pesca o che ne vantano un passato attivo, danno fondo al loro miglior mestiere per spuntare il prezzo più alto. L’ordine di vendita, tra tutte le paranze ospitate, è estratto a sorte, ma prima di essere venduto tutto il pescato è sottoposto a vari controlli. Uno scrupoloso presidio veterinario accerta se le specie conferite siano adatte al consumo, e cioè perfettamente sane e non infestate da parassiti nocivi. Un funzionario dell’USL ne verifica, invece, la corrispondenza alle norme igieniche e di conservazione. C’è eccitazione nell’ampio capannone e nei capannelli si confabula stretto, in un primo tentativo di orientare i prezzi. Il suono lacerante di una sirena ci fa sussultare, avvisa che la prima asta può avere inizio. Le cassette vengono disposte ben in vista, su banchi di marmo inclinati e il banditore, studiata la platea, determina l’ordine di vendita e il relativo prezzo a base d’asta. Di lì a poco fioccheranno le offerte. Le facce sono tese, gli animi agitati perché non sempre si riesce a spuntare un prezzo che soddisfi, ma la contrattazione è viva, spesso avvincente, talvolta divertente, perché lo spirito arguto, un po’ arrogante, ma sempre canzonatorio placa le intemperanze dei più intemperanti. Si gioca sempre sul piano emozionale e nei momenti di maggiore difficoltà si offrono partite miste che agevolano la vendita dei prodotti meno pregiati. Stupisce il coro di voci nel quale si coglie distintamente un corredo di accenti meridionali, siciliani e soprattutto campani.

Auction to the highest bidder, but also to the smartest. -

The various lots of fish, once unloaded onto the quay, are moved inside the market to be sold by auction. The auctioneers are skilled professionals who are either still active in the fishing world or who were previously, and they do their best to get the best price. The order of sale, of all the fishing trawlers hosted, is chosen by lot, but before being sold by auction, each haul has to be checked several times. A dedicated veterinarian officer examines whether the species are suitable for consumption, perfectly healthy and not infested by parasites harmful to humans. Then a local health officer checks the hygiene and storage conditions. Excitement mounts in the huge warehouse, as the small groups of people whisper together, closely watching the prices. The deafening sound of a siren makes us jump, informing us that the first auction is ready to start. The boxes are arranged clearly on the inclined marble stands and the auctioneer, after observing the crowd for a moment, establishes the order of sale and the various starting prices. Soon there will be a rush of bids. People’s expressions are tense. They are nervous, because they do not always get a satisfactory price, but the bargaining is active and even engaging, sometimes funny and witty, somewhat arrogant and cynical but always finally calming even the most passionate bidders. It is always an emotional game and towards the end they start to sell mixed lots to facilitate the sale of less valuable products. Surprisingly, among the usual well-known voices are southern accents, mainly Sicilian and Campanian.

L’ordine di vendita, fra tutte le paranze ospitate, è estratto a sorte… The order of sale, of all the fishing trawlers hosted, is chosen by lot…

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Ci spiegano che i pescatori del sud nella marineria da pesca locale sono tanti, gente di mare saldamente integrata in Versilia, a cui si deve la conservazione di questa importante filiera. L’asta del pesce è, per regolamento, aperta a tutti i commercianti di settore, ma non mancano tentativi di cartello che brigano ad accaparrarsi il miglior prodotto al prezzo più basso possibile. Un funzionario ci spiega che tutto ciò sarà definitivamente superato con l’introduzione dell’asta elettronica che garantirà di fatto l’anonimato delle offerte. Questa innovazione è già avviata, la tecnologia necessaria ha, infatti, da poco superato la fase di collaudo, ma bisognerà attendere la delocalizzazione del mercato in un’area più funzionale, detta del triangolino, per renderla operativa. Il mercato ittico di Viareggio, per le sue contenute dimensioni e per il ridotto traffico di prodotto, soddisfa appena la domanda locale di fresco. Le grandi quantità di pesce, necessarie all’approvvigionamento di una più ampia rete distributiva e dell’industria specializzata nella conservazione e trasformazione, sono invece garantite dai grossi pescherecci d’altura che operano in tutto il Mediterraneo, consegnando il pesce direttamente agli opifici di lavorazione. Non lontano grandi impianti di congelazione e trasformazione garantiscono il trattamento immediato del prodotto fresco che in tal modo conserva meglio tutte le sue caratteristiche organolettiche e proteiche. La qualità indiscussa, in questo modo, è accessibile anche per chi vive lontano dalla costa. È noto che il pesce e i suoi derivati costituiscono un riferimento essenziale nella dieta mediterranea, grazie all’ampio valore biologico delle sue proteine, all’elevato apporto vitaminico e alla ricchezza di acidi grassi nobili (quelli definiti insaturi come l’Omega-3) che ne legittimano l’indiscusso valore salutistico. Incontriamo Giuseppe Geretti un mediatore di grandissima esperienza con un passato da pescatore che lo aiuta a scegliere il miglior pescato e ad accaparrarselo con maggiore facilità. Il nostro si offre di accompagnarci tra i banchi mentre si susseguono le aste. Il suo compito è anche quello di accontentare le esigenze degli operatori più importanti e per farlo al meglio si appoggia ad una cooperativa di distribuzione molto nota nella zona, un’organizzazione che muove grandi quantità di pescato. Individua un banco dove si battono all’asta specie ittiche di gran pregio tra cui grandi scampi ancora vivi e scalpitanti. Il banditore d’asta offre l’intero stock, l’investimento è impegnativo ma è proprio in tali condizioni, quando si richiede il colpo da maestro, che Giuseppe Geretti si getta nella contesa al rilancio aggiudicandosi, con l’arroganza del più forte, ciò che già dal principio aveva deciso di acquistare. In questo caso una decina di chili di pregiati scampi del Mar Ligure. Ma non si accontenta e arricchisce l’acquisto con branzini ed orate di mare: un vero capitale in tempi di diffuso prodotto d’allevamento. y

Someone explains to us that the southern fishermen, being seafaring people, are well integrated into Versilia and play a part in keeping its traditions. The fish auction, according to regulations, is open to all traders in the field, but there are some attempts to run a cartel, scheming to obtain the best fish at the lowest possible price. An officer explains that this problem will be permanently eliminated with the introduction of an electronic auction that guarantees the anonymity of the bidding. This innovation has already begun, the technology having recently passed the testing phase, however it will be necessary to wait until the market relocates to a more functional area known as ‘the triangle’ before it becomes operative. The municipal fish market in Viareggio, because of its small size and the limited catch, barely meets the local demand for fresh fish. The large amounts of product necessary to supply the wider distribution network as well as the specialised processing and packing industry are supplied by the big fishing trawlers which operate in the Mediterranean Sea and sell their haul to processing factories. Not far from here, big freezing and processing establishments guarantee immediate processing of the fresh food and in this way all the protein and natural goodness is locked in. The undisputed quality of their product is thus also made available to those who live far from the coast. It is a well-known fact that fish and its by-products are a basic element in the Mediterranean diet, thanks to the great value of its protein, to the high level of vitamins and, as recently discovered, the abundance of unsaturated fatty acids such as Omega-3, all justifying its claim as a health food. We meet Giuseppe Geretti, a highly experienced mediator who was once a fisherman, that helps him choose the best fish and procure them very easily. He volunteers to accompany us through the benches while the auctions take place. His work consists, also, of satisfying the demanding needs of the most important operators and to do this most effectively he is supported by a well-known distribution cooperative of this area, an organization that can move large quantities of product. He identifies a bench where they are auctioning some very valuable fish among which there are some still alive and restless Dublin Bay prawns. The auctioneer offers them all as one lot. It is a considerable investment, but it is exactly at times like this, when a masterstroke is required, that Giuseppe Geretti flies into contention with the highest bid, winning with the arrogance of the fittest what he wanted to buy in the first place. In this case, some ten kilos of valuable Dublin Bay prawns from the Ligurian Sea. But he is still not satisfied and enhances his purchase with sea bass and gilthead bream – a great haul in these days of widespread fish farming. y

L’asta del pesce è, per regolamento, aperta a tutti i commercianti di settore… The fish auction, according to regulations, is open to all traders in the field, …

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( IL MENU DI GIUSEPPE MANCINO )

di by

Francesco Paciello foto pictures

1° linguina al cipollotto con tocchetti di sgombro, calamari e polvere di caffè/linguine with onions, pieces of mackerel, squid and ground coffee

2° Gnudo in brodetto fine di pesce / Gnudo (stuffed ravioli) in a fine fish broth

3° Gnocchetti con broccoli, gambero e crema di ricotta / gnocchetti with broccoli, shrimp and creme of ricotta

4° trancio rugoso di passera di mare /

wrinkled steak of European flounder

Marco del Comune

Il giovane chef campano del Piccolo Principe

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Raccontare le qualità di uno Chef de Cousine è un esercizio di equilibrio tecnico-narrativo-emozionale non sempre semplice. Il rischio che si corre, nella foga di sottolineare la perfetta miscela tra il valore umano, professionale e creativo, è scadere in banali aggettivazioni che sanno di improbabile stucco barocco. La schietta umanità del nostro interlocutore, invece, spiana subito la strada. Mancino mostra un naturale approccio collaborativo, fino a rivelarsi un insolito e propositivo comunicatore della sua arte. Lo dimostra calando a sorpresa la carta della disaggregazione delle sue preparazioni in un invito concreto a parlare degli elementi con cui si confronta ogni giorno. Spiega di aver incardinato, in una piramide logica, i tre gruppi omogenei della sua filosofia professionale. Nel primo gruppo colloca – in stretta relazione – prodotti, ingredienti e stagionalità, in quella che definisce la sua solida base, volano di una filosofia lineare e profondamente attenta alle tradizioni culturali dei clienti e alla logica dei luoghi. Nel secondo si confronta con le metodiche di cottura, divertendosi spesso a inoltrarsi nella sperimentazione. Una ricerca – frutto di valutazioni analitiche e di verifiche attente – che mira a conservare, sempre, la riconoscibilità dei singoli ingredienti, seppure fatti armoniosamente interagire. Chiude questo geometrico pensiero il gruppo delle creatività che Mancino gioca, con fresca provocazione, sul filo delle piccole contaminazioni di gusto in cui l’estetica della preparazione risulta semplice ed immediata.

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The young Campanian chef of the Piccolo Principe _ As I get sucked in, involved, I become responsible, perhaps even a little superfluous, in this neat and well-equipped kitchen in which Giuseppe Mancino moves confidently. To extol the qualities of a Chef de Cuisine is a technical and emotional balancing act that is not so easy to do. There is a risk, in the rush to underline the perfect mix of human, professional and creative values to lapse into an excessive use of trite adjectives which sound like an improbable baroque stucco. But our subject’s multidimensional helpfulness immediately smooths the way. Mancino shows a natural, collaborative approach which goes well beyond mere participation in that he proves to be an unusually proactive communicator of his actions. He demonstrates it by unexpectedly playing the card of disjointing his dishes as a practical invitation to discuss the ingredients with which he works every day. He explains that his professional philosophy is founded on three homogenous groups in a logical pyramid. In the first group he places – in an intimate relation – dishes, ingredients and seasonality, in what he calls the solid foundation of a philosophy which is clear, natural and deeply conscious of his clients’ cultural background, as well as the logic necessitated by the location. In the second one, he confronts cooking methodologies, looking at creativity and technique. The research – the result of analytical evaluation and experimental verification – which aims always to preserve the natural recognition of every single ingredient, even when in collective and synergetic relationship with the others. This geometric thought closes with the group of creativities, that Mancino plays with a fresh provocation on the edge of the slight cross contamination of flavours in which the aesthetics of the preparation appear simple and emotional.

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Si passa alla fase pratica valutando quello che, fidati fornitori, hanno consegnato nella mattinata. Ogni elemento è rigorosamente crudo e freschissimo. Il pesce è quello che offre il mercato locale, ben sistemato in una cassetta di polistirolo bianco. Sono calamari, sgombri, canocchie, raguse, mazzancolle e passere di mare. Le verdure, invece, fanno capolino da un ampio ovale in acciaio. Si riconoscono candidi cipollotti, broccoletti in fiore, pomodorini del Vesuvio e patate a pasta gialla. Ciuffi di prezzemolo e rametti di rosmarino sono più in disparte e bacche aromatiche di pepe selvatico affollano un piccolo contenitore. Un terragno tartufo bianco, protetto dall’umido, è adagiato su di un letto di grani di riso, mentre, compatta e candida, una ricotta di latte di bufala, aspetta il suo turno sfoggiando lucide e ordinate geometrie. “Con quello che abbiamo, siamo in grado di elaborare quattro ottimi piatti”, il nostro chef lo dice sulle ali di un rassicurante sorriso mentre si avvia a preparare. Ogni ingrediente ha la sua cottura, in questa fase il controllo delle temperature è di assoluta importanza e la moderna tecnologia di un termometro laser lo aiuta. p

« calamari, sgombri, canocchie, raguse, mazzancolle e passere di mare » « squids, mackerel, squilla mantis, sea snails, Penaeus kerathurus and European flounders »

Then, he moves on to the practical stage, evaluating what the reliable suppliers delivered in the morning. Every element is unfailingly raw and fresh. The fish are those available at the local market, placed in a white polystyrene box. There are squids, mackerel, squilla mantis, sea snails, Penaeus kerathurus and European flounders. Vegetables, on the other hand, peep out from inside a large steel oval plate. We can spot white onions, small broccoli, Vesuvian grape tomatoes and yellow pulp potatoes. Bunches of parsley and twigs of rosemary lie to one side and wild peppercorns fill a small vessel. An earthy white truffle, preserved from damp, lies on a bed of grains of rice, while, white and compact, a buffalo ricotta waits its turn, dazzlingly displaying its neat geometries. “With what we have, we can prepare four excellent courses,” our chef says with a reassuring smile as he starts preparing. Each ingredient has its own cooking time and as temperature control is of the utmost importance at this stage, the modern technology of a laser thermometer helps him.. p

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1° A cottura ultimata... p ...ci avviamo, in una sorta di viaggio di Gulliver, all’assaggio partendo da una linguina al

cipollotto con tocchetti di sgombro, calamari e polvere di caffè preparata nella consueta versione inpiattata, pronta a ricevere una forchetta al culmine della curiosità.

When the cooking is finished... p ...we set off, in a kind of Gulliver’s Travel to taste, beginning with linguine with onions, pieces

of mackerel, squid and ground coffee served in the usual way, directly prepared in the dish, ready to receive a fork when curiosity has reached its peak.

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Proseguiamo poi...

We continue, then...

p ... in un turbine fantastico, nel nostro esperimento di degustazione disaggregata. Un delicato

p ...in a fantastic whirl, with our experiment of dissected tasting so that we enter physically, almost

Gnudo in brodetto fine di pesce, ci invita a immergerci e lo facciamo. Approfittiamo di piccole soste, aggrappati a scogli di raguse, sgombro e gambero, per riprendere fiato. Raggiungiamo un elastico gnudo di ricotta ed erbette e, dopo averlo letteralmente affondato, riprendiamo spediti, servendoci di zattere di calamaro e canocchie.

becoming an ingredient ourselves. A delicate Gnudo (stuffed ravioli) in a fine fish broth, invites us to plunge in and we do. We take advantage of a brief stop, clinging onto reefs of sea snails, mackerels and shrimps to recover. We catch a mellow gnudo made of ricotta cheese and herbs and, having literally sunk it, we set off again, helping ourselves with rafts of squid and squilla mantis.

« Approfittiamo di piccole soste, aggrappati a scogli di raguse, sgombro e gambero »

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« We take advantage of a brief stop, clinging onto reefs of sea snails »

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Approdiamo poi...

We land...

p ... all’isola degli Gnocchetti con broccoli, gambero e crema di ricotta. Ci avventuriamo,

p ... on the island of gnocchetti with broccoli, shrimp and creme of ricotta. We venture, as in

« gli gnocchetti di patate – piccoli monoliti scolpiti – immersi in una fresca crema di ricotta »

« the potato’s gnocchetti – small carved monoliths – immersed in a fresh creme of ricotta »

come in un parco primordiale, tra verdi broccoletti dal gusto gradevolmente dolce, decisi a studiare con attenzione gli gnocchetti di patate – piccoli monoliti scolpiti – immersi in una fresca crema di ricotta, che spuntano numerosi tra massi di delicato gambero e ciottoli di acidulo pomodorino.

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a primeval park among green broccoli with a pleasantly sweet taste, determined to carefully examine the potato’s gnocchetti – small carved monoliths – immersed in a fresh creme of ricotta, which come out from boulders of delicate shrimp and pebbles of acidulous grape tomatoes.

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4° Il nostro viaggio... p ...culmina in un’ampia radura, dove si staglia un trancio rugoso di passera

di mare portata a cottura dal verso della pelle. È un tempio intorno al quale sono disposti ex voto di patate tagliate a disco, cotte in panna e adornate di profumato tartufo grattugiato, e piccoli sacerdoti di calamaro, in mistica adorazione, con bianche tuniche appena sporcate di rosmarino. Una mistica visione immersa nell’aroma tenue del pepe selvatico. Lo squillo di un telefono e torniamo malinconici dal nostro viaggio, ma siamo già pronti a ripartire per una nuova avventura nel pianeta del Piccolo Principe.

Our journey... p ... reaches its peak in a clearing, where a wrinkled steak of European

flounder stands out, cooked in its skin. This is a shrine where ex voto of round sliced potatoes, cooked in creme fraiche and garnished with fragrant ground truffles are exposed together with priests of squid, with mystic adoration with their white tunics slightly spotted with rosemary. A mystic vision plunged in the delicate aroma of wild pepper. A ring of the telephone and we come back, reluctantly, from our journey, but ready to return on a new adventure on the planet of the Piccolo Principe.

« piccoli sacerdoti di calamaro, in mistica adorazione, con bianche tuniche appena sporcate di rosmarino » « priests of squid, with mystic adoration with their white tunics slightly spotted with rosemary »

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dell’abbondanza e del sostentamento e non è un caso che, grazie a prodigiose moltiplicazioni, abbia avuto il privilegio di sfamare e dissetare le moltitudini bibliche di Galilea.

( approfondimento )

Pescati versiliesi _ di by

Francesco Paciello foto pictures

marco del comune

Le specie ittiche, il loro ambiente, il consumo Versilian Haul Fish species their environment, their consumption

Credo venga spontaneo, quando si parla di terre di mare, pensare al pesce. Accade un po’ a tutti e non solo a chi, come noi, pratica la buona tavola. È una relazione diretta, automatica. Magari provate anche voi a chiedere a dieci amici “Se dico mare, a cosa pensi?” Almeno in cinque vi risponderanno “Pesce!”. (fatelo intorno all’ora di cena però, altrimenti vi toccheranno risposte tipo “spiaggia, barche, onda”). Il pesce è in fondo la concreta rappresentazione di un’alchimia biologica straordinaria, la prova della vitalità di un mondo posto in un’altra stupefacente dimensione, dove la quasi totalità degli abitanti, per sopravvivere, respira l’ossigeno disciolto nell’acqua. Nell’ancestrale cultura di molti popoli il pesce, come il pane e il vino, è l’archetipo

I think it is quite natural, when it comes to coastal lands, to think of fish. Everyone does, not only those who, like us, enjoy good food. It is a kind of direct, automatic connection. You can even try asking ten friends “What comes to your mind when I say water?” At least five of them will answer “Fish”. (Maybe you should try this around dinner time though, otherwise you will get answers such as “beach, boats, waves” etc.). Fish, basically, is the concrete representation of an extraordinary biological alchemy, the proof of life in a world standing in another amazing dimension, where almost all the inhabitants breathe oxygen dissolved in water to survive. In many ancient cultures, fish, like bread and wine, is the archetype of abundance and nourishment. And it is no coincidence, that thanks to

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Nella moderna gastronomia il pesce rappresenta, più realisticamente, un alimento raffinato e gustoso di cui, ai più, spesso sfugge l’aspetto puramente nutrizionale. Un prezioso valore rappresentato da proteine di qualità specifica, da un ampio spettro di vitamine facilmente assimilabili e da un equilibrato apporto di acidi grassi insaturi, risorse che svolgono un ruolo importante di protezione per la salute. Dal punto di vista economico, i prodotti del mare concorrono ad arricchire l’importanza della filiera agro-alimentare italiana, un valore che ha sviluppato articolati e dinamici mercati che, per rendere i prodotti ovunque e quotidianamente disponibili, veicola la sua azione con veloci mezzi di comunicazione ed innovative tecniche di conservazione. In Versilia, nello specifico, le attività di pesca e quelle relative all’indotto ritagliano una quota decisamente rilevante dell’economia locale, un solido network di attività che conta 200 imbarcazioni da pesca, un mercato ittico comunale a Viareggio e diverse imprese che si occupano del logistico, della trasformazione e conservazione del pescato in cui trovano occupazione alcune migliaia di addetti. La pesca è un po’ come l’agricoltura, un’attività dura e condizionata dai fattori climatici, e come in agricoltura i raccolti sono diversi, dA stagione A stagione. In particolare nel settore ittico tutto ruota intorno ai ritmi biologici di riproduzione che subordinano la soddisfazione nelle catture. Fatto salvo il prodotto di allevamenti specializzati e quello surgelato che, se provenienti da strutture all’avanguardia, è garantito per tutto l’anno. Il periodo estivo presenta di norma una maggiore varietà e quantità di specie e quindi di scelta. Il pescato disponibile nei mercati locali è quello tipico dell’Alto Tirreno e varia – per pregio, pezzatura ed assortimento – secondo le metodiche di cattura, le reti utilizzate e la distanza dalla costa dove si opera. In genere si trovano frequentemente il pesce azzurro (alici, sarde, naselli), i crostacei (canocchie e mazzancolle), i pesci di fondale mobile (ombrine, sogliole, razze, gronghi) e i cafalopodi (seppie, calamari, polpi). Per tradizione in questa pesca le prede si insidiano con reti da posta, a maglia media, la cui lunghezza varia dai tremila ai cinquemila metri. Più rari sul mercato sono i predatori per eccellenza come spigole, orate, cernie, ricciole e scampi, la cui cattura specializzata avviene con navigli attrezzati che utilizzano reti a strascico e palamiti. Nella moderna pratica della pesca, la tecnologia assume un ruolo fondamentale che permette un deciso miglioramento della qualità del lavoro attraverso l’uso di metodologie selettive e mirate. Due, in particolare, gli strumenti che in vario modo hanno rivoluzionato il mondo della pesca: l’ecoscandaglio e il navigatore satellitare. Se è facile intuire l’importanza del satellite nelle attività di orientamento in mare o per individuare inequivocabilmente le aree ambientali protette, l’ecoscandaglio, ai fini della produttività, merita maggiore credito poiché, leggendo il fondale, oltre a rendere maggiormente sicuri gli spostamenti in navigazione, diventa determinante nell’individuare il movimento dei banchi di pesce (le cosiddette passate), riducendo al minimo il rischio di calate infruttuose. Dal punto di vista della qualità è ancora accesa la disputa tra pesce fresco e congelato. Molti sono i gourmand che per vari motivi esprimono perplessità sulla conservazione delle peculiari qualità del pesce sottoposto a congelamento, ma in realtà, fonti scientifiche

their prodigious multiplication they have had the privilege of feeding and quenching the thirst of the biblical crowds in Galilee. In modern gastronomy, fish is, more realistically, a fine and tasty food whose nutritional qualities are ignored by most people. The value is constituted by specific proteins, a wide variety of easily absorbed vitamins and a balanced combination of unsaturated fatty acids, which are elements of great importance for our health. From the economic point of view, seafood contributes to enhancing the importance of the food processing chain in Italy, a resource thanks to which a structured and dynamic market has been developed, able to supply its products everywhere on a daily basis, using an efficient logistical system and innovative conservation techniques. In Versilia, in particular, fishing and activities related to its spin-off industries are a very significant part of the local economy - a reliable business network which includes 200 fishing boats, a fish market in Viareggio and several companies – logistical ones, food conservation ones and processing ones, in which thousands of people work. Fishing is similar to agriculture: hard work influenced by climatic and weather conditions, and, like agriculture, the yields are different from season to season. In the fishing industry everything depends, as can easily be guessed, on the breeding rhythms that allow good hauls. In other words - except those products coming from specialised fish farms or frozen fish, which, it must be said, offer the best fish of the season if stored under appropriate conditions - the summer typically offers a greater variety and therefore of choice. The fish haul available in local markets is the one typical of the Tyrrhenian sea and varies in quality, size and range, depending on the fishing methods, the nets used and the distance from the coast where it has been caught. Typically we have oily fishes (anchovies, sardines, hakes), crustaceans (squilla mantis and penaeus kerathurus), fish from the sandy depths (umbrina cirrosa, soles, skates, congers) and cephalopods (cuttlefishes, squids octopuses).

Traditionally, in this kind of fishing, the prey is caught by means of gillnets of medium-sized mesh, ranging in length from three thousand to five thousand meters. Rarer to find are predators, such as sea bass, gilthead breams, groupers, greater amberjacks and Norway lobsters, whose specialised capture is carried out by wellequipped deep-sea fishing boats, often far from the coast or even in distant seas using trawls and long lines. In modern fishing, technology plays a central role that has allowed a marked improvement in the quality of the fishermens’ work by use of selective and targeted methodologies. Two

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affermano che le tecniche di conservazione, se eseguite correttamente, e cioè mediante appositi abbattitori di temperatura, mantengono intatte tutte le caratteristiche presenti al momento della pesca in mare. I presupposti fondamentali, da rispettare scrupolosamente e che permettono un positivo riscontro qualitativo in cucina, sono il mantenimento della catena del freddo e un corretto utilizzo delle tecniche di scongelamento. Il rispetto di tali condizioni pone il prodotto congelato allo stesso livello di quello fresco, sia sotto l’aspetto organolettico che salutistico, anzi, nel consumo di pesce crudo, garantisce l’assenza di eventuali pericolosi infestanti. È una tesi riconosciuta anche nella pratica professionale dove, nel caso specifico dei cefalopodi, l’uso dell’abbattitore in cucina è una tecnica ampiamente diffusa per rendere più tenere le carni. Riteniamo a questo punto sia utile CONSIGLIARE Al consumatore quelle poche ed elementari tecniche di analisi visiva e tattile che ci raccontano tutto sul pesce che STIAMO ACQUISTANDO. Una piccola competenza necessaria perché, specie nei mercati improvvisati spesso si rischia di acquistare prodotti decongelati che vengono venduti per freschi. Nel pesce fresco la compattezza delle carni ed il colore vivo delle branchie sono un indice inconfondibile. Sia ben chiaro, il pesce decongelato da poche ore non è pericoloso, ma nessuno ci assicura che sia stato rinvenuto nel modo corretto. Il rischio a cui ci si espone si limita alla perdita delle migliori caratteristiche organolettiche che, naturalmente determinano il maggiore prezzo del prodotto fresco.

We believe, at this point, that it should be useful to educate consumers in those few basic techniques of visual and tactile analysis, which may tell us all about the fish that we are going to buy. This is a skill which is necessary because, especially in improvised market places, it is not difficult to run into the usual cunning people who sell thawed products as fresh ones. One should not be afraid, then, using disposable gloves of course, to ask to better examine the products that , at first sight, do not look very fresh, perhaps because the eye or the scales seem veiled or dull. The compactness of the meat and the bright colour of the gills are a unique way to recognise fresh fish. Let’s make it clear: the fish, if thawed a few hours before, is not dangerous, but who knows if the process has been performed correctly? The risk to which one can be exposed is simply the loss of the best organoleptic characteristics which is of course what makes the fresh product more expensive in the first place.

Non esistono pesci poveri _

Degustazioni e riflessioni sulle tavole versiliesi

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THERE ARE NO HUMBLE FISHES

Il pesce è un autorevole protagonista della tavola, non solo come insostituibile nutrimento ma anche perché soddisfa il puro piacere del GUSTO. Nell’immaginario diffuso o nella sua romantica e immaginifica rappresentazione, esistono piccoli templi del gusto, luoghi sacri in cui devoti fedeli si dedicano all’iniziatico culto del delicato cibo che viene dal mare. Nel degustarlo si aspettano che restituisca profonde emozioni sensoriali che vanno dalla soave delicatezza alla sfumata leggerezza, dalla tenue sapidità alla raffinata e salmastra persistenza. Come dargli torto. Ecco il motivo per cui in chi lo cucina, dalla casalinga versiliese al migliore chef de cousine della costa, si coglie sempre un profondo rispetto e un’appassionata dedizione. Il pesce è insieme principale interprete o indovinato ingrediente di molte preparazioni tipiche e creative. La tradi-

tools in particular have in various ways revolutionised the world of fishing: the echo sounder and the satellite navigator. While it is easy to understand the importance of the satellite in activities such as orientation at sea or correct identification of the marine conservation reserves, as regards productivity, the echo sounder is even more important for scanning the depths. It is a key device to identifying the movements of shoals of fish, thus minimising the risk of fruitless fishing, and it makes navigation safer. As regards quality, there are still grounds for dispute about the benefits of fresh and frozen fish. There are many gourmets, who, for various reasons, express their perplexity about the possibility of preserving the distinctive qualities of the fish when it is subjected to freezing. From our point of view, we have no doubt in saying that the techniques of preservation, if correctly carried out by means of special blast chillers, can keep intact all the characteristics present at the time the fish was caught. The key assumptions, to which one should strictly adhere, and that allow for full satisfaction as regards quality in cooking, are the strict management of the cold chain process and proper use of the thawing techniques. Compliance with these conditions places the frozen product at the same level as the fresh one, both from the organoleptic and the health point of view. Indeed, when it comes to the consumption of raw fish, it guarantees the absence of any pests that can cause damage. This is an opinion which is also shared by professionals who, in the case of cephalopods, widely use the blast chiller in cookery as a technique for tenderising their meat.

Tastings and remarks about Versilian cooking Fish has a major role in cooking, not only as a matchless source of nourishment, but also because it delights the palate. In the common imagination, or in its romantic and highly imaginative depiction, there exist shrines to the taste of it, sacred places in which devout believers dedicate themselves to admission to the cult of this delicate food which comes from the sea. When tasting it, in terms of its fundamental qualities, they expect it to give them deep, sensory emotions ranging from gentle delicacy, to soft lightness from its delicate flavour, to a refined, salty persisistence.

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Pesci che, per ovvi motivi, hanno minore mercato e costano meno, ma che puntualmente ritroviamo ben radicati nella cultura gastronomica popolare. These fish are less in demand and so are cheaper, however they can often be found in traditional gastronomy.

L’uso del pane toscano sciapo, essendo una zuppa, è imprescindibile The presence of unsalted Tuscan bread is mandatory in this recipe

zione versiliese lo venera alla griglia, fritto o in corposi guazzetti e si bea nel consumarlo crudo o marinato. La cucina dell’alta ristorazione è invece costantemente alla ricerca di modalità di preparazione che ne esaltino le qualità originarie, scottandolo appena oppure, in una costante ricerca per articolarne il corredo sensoriale, abbinandolo ai più disparati ingredienti. In queste realtà, apparentemente contrapposte, è interessante rilevare gli intriganti elementi di una ambientazione comune in cui svetta dignitosamente – miscelando storia, tradizione e creatività – quello che i tecnici alimentari definiscono il pesce povero. Sono in genere piccoli esemplari di gallinelle, scorfani, tracine, triglie, naselli e gattucci, spesso ricchi di spine e quindi bisognosi di maggiore cura e fatica nella preparazione. Pesci che, per ovvi motivi, hanno minore mercato e costano meno, ma che puntualmente ritroviamo ben radicati nella cultura gastronomica popolare. Un succulento Sugo alla Trabaccolara, che battezza con rara intensità un fumante piatto di spaghetti al dente, è il massimo e gustoso esempio. Nella tradizione locale il procedimento di preparazione è semplice e intelligentemente ordinato: base di sugo di pomodoro in un fondo di olio extravergine d’oliva (rigorosamente delle colline lucchesi), aglio e cipolla, piccato appena da un’ombra di peperoncino; il pesce si aggiunge in sequenza logica, immergendo prima quello che ha bisogno di maggiore cottura – magari sminuzzato per estrarne il massimo degli umori – e poi, via via, gli altri e a metà cottura si diluisce e aromatizza il tutto con vino bianco (ma non manca chi ama aggiungere del rosso); infine si porta a cottura, rigorosamente semi coperto per consentire l’evaporizzazione dei liquidi in eccesso; si aggiusta di sale e, per il tocco finale, un po’ di prezzemolo tritato, aggiunto direttamente sulla pietanza. Ovviamente di questa preparazione non mancano molteplici versioni, alcune tecnicamente molto raffinate, interpretate da grandi chef, altre di famiglia, non meno creative. In fondo il fascino della diversità è ciò che rende speciale la pratica di cucina. Un discorso a parte meritano canocchie, mazzancolle ed arselle che hanno il merito di rilasciare facilmente, in cotture brevi e leggere, tutto il loro gusto. Una semplicità particolarmente apprezzata a tutti i livelli di ristorazione.

Talking about the traditional gastronomy of this region, we would like to mention a dish which, like risotto alla milanese or Neapolitan ragu, is included amongst the icons of Italian cookery: the Cacciucco. The original version of this recipe is the one from Leghorn, however as it has reached the status of a typical regional dish, it can be enjoyed in various different versions everywhere on the coast of Tuscany. In Viareggio there is a special and highly appreciated version of the Cacciucco, undoubtedly more mellow and smooth. This recipe is based on some kinds of fish that do not fall into the ‘humble’ category such as the Angler (fishing-frog), John Dory and the Common Smooth-hound, together with the more usual scorpion-fish, weaver and mullet. In the Viareggio version in particular you will find octopus , or cuttlefish, or eledone which are meant to smoothen the taste of the soup, and, when available, there are also clams (tellina planate). A small amount of tomato concentrate and a good quantity of red wine (Chianti is the most appreciated) are the main characteristics of this recipe.The presence of unsalted Tuscan bread is mandatory in this recipe. It should be toasted, but not burned, on a high flame with a little garlic and when added to the soup it gives a rich flavour which balances the overall taste.The stage which requires the most care is the alternating of the layers of bread with layers of sauce and removing excess liquid. It can be tasted after letting it stand for a few minutes with the fish. “Nunc est bibendum” (It is time to drink), the ancient Roamans would say now, but be careful of fish dishes. Because of their characteristics they show a delicate sensitivity when accompanied with wine. The hills of Lucca provide an enjoyable and highly suitable choice of wines, labeled with the ‘Protected Designation of Origin’ (D.O.C. in Italian, which means Controlled Denomination of Origin). While the fresh acidity of white wine marries with great satisfaction the natural delicacy of raw, grilled and fried fish dishes, the young red wines, with their immature livliness and moderate alcoholic strength, excellently support the more complex structures of the saucy dishes and Cacciucco. Just a note in the margin for those who combine the pleasures of eating with those of cooking, relating to a fundamental concept of cookery - and that is the importance of the ingredients. Thus, apart from the actual cooking technique, if you have the best quality of ingredients you are already halfway there. y

Rimanendo nella tradizione gastronomica del territorio segnaliamo una preparazione che, al pari del risotto alla milanese o del ragù napoletano, è tra le icone storiche della cucina italiana: il caciucco. La versione più conosciuta è

How can we blame them? That is the reason why, in everyone who cooks it, from the Versilian housewife to the best chef de cuisine on the coast, one can always recognise a deep respect as well as a profound devotion. Fish is both a main element and a well-chosen ingredient of several typical and creative dishes. In Versilian tradition it is eaten grilled, fried or stewed in tomato sauce, as well as raw or marinated. While the chef’s of haute cuisine are constantly looking for new recipes to exalt its characteristics, from barely scalding it to trying to blend its gratifying flavours with a variety of other ingredients. Within these two realities, seemingly opposed,it is interesting to notice the intriguing elements of something they both have in common - mixing history, tradition and creativity - and the respected place that is given to the kind of fish that experts call ‘humble’. Usually, small gurnards, scorpion fishes, weevers, mullets, hake and spotted dogfish, generally full of bones and, therefore needing careful and difficult preparation. These fish are less in demand and so are cheaper, however they can often be found in traditional gastronomy. A succulent trabaccolara-style sauce, seasoning a steaming dish of slightly underdone spaghetti is the best and most tasty example. The traditional local recipe is simple and cleverly composed: a base of tomato sauce in a little extra virgin olive oil (strictly from the hills around Lucca), garlic and onion, slightly spiced with a hint of chili pepper. The different fishes are added in a logical sequence; first the ones which require a longer cooking time - sometimes chopped up so as to release the best of their liquids - and then, little by little, the others. Halfway through cooking in a pot that is strictly semi-covered to let the liquids evaporate,the dish is thinned with white wine (but there are some who prefer red),and when the cooking time has finished it is salted, and ,for a final touch, a little parsley is placed at the side of each plate. Naturally, there are various versions of this recipe, some technically very sophisticated, prepared by great chefs, and some just familiy recipes which can be just as creative in their own right.After all,the charming variety is the very thing that makes the practice of cooking so special. A few words should be said about Squilla mantis, Penaeus kerathurus and clams which all have the virtue of releasing their flavour in a short time with light cooking. Such easiness is really appreciated by all classes of restaurants.

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quella livornese ma, avendo assunto il profilo di una risorsa tipica regionale, la si può gustare in diverse interpretazioni su tutta la fascia costiera toscana. A Viareggio il caciucco è in una variante particolarmente singolare e apprezzata, dal carattere meno aggressivo e forse più equilibrata per un minor uso di aromi. La preparazione si basa, in questo caso, sull’utilizzo di varietà determinate di pesce, non definibili propriamente povere, come la rana pescatrice, il san pietro e il palombo che si accompagnano alle tradizionali tracine, triglie e scorfani. Nella versione versiliese, in particolare, si aggiungono, a scelta, polpo, seppia e moscardini che hanno la funzione di ingentilire la zuppa che, quando disponibili, accoglie con simpatia anche le arselle. L’uso moderato di concentrato di pomodoro e l’utilizzo più sostanzioso di vino rosso (il Chianti è quello più apprezzato) la caratterizzano. L’uso del pane toscano sciapo, essendo una zuppa, è imprescindibile, curando che sia abbrustolito a fuoco vivo, ma non bruciato, e leggermente agliato, il sugo che se ne ricava avrà, ovviamente, una sapidità espressiva per equilibrare il tutto nel gusto finale. L’operazione che merita maggiore attenzione è la composizione della zuppa, che sarà eseguita alternando il pane al sugo, in strati sovrapposti, rimuovendo man mano il liquido in eccesso. Si degusta dopo aver lasciato riposare il tutto per qualche minuto, accompagnata dal pesce tenuto da parte. Nunc est bibendum, solleciterebbero ora gli antichi latini, ma con dovuta attenzione poiché le preparazioni di pesce, per le loro particolari caratteristiche, dimostrano una sensibilità delicata nell’abbinamento al vino. Le colline lucchesi offrono piacevoli ed armoniche soluzioni con vini a denominazione di origine, tradizionali di questa zona. Se la fresca acidità dei bianchi sposa, con avvolgente soddisfazione, la naturale delicatezza delle grigliate, dei crudi e dei fritti di pesce, i giovani rossi, forti di acerba esuberanza e di moderata alcolicità, puntellano egregiamente la più complessa struttura di guazzetti e caciucchi. Una nota a margine, per chi alla passione della degustazione accomuna il piacere della preparazione, riguarda un concetto fondamentale della buona cucina che poggia in assoluto sul valore degli ingredienti che si utilizzano. Quindi, al di là delle tecniche, la qualità paga sempre e chi la sceglie è già a metà dell’opera. y

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foto pictures ARCHIVIO PINCHIORRI

( conversazione con lo chef )

« Adoro il coquillage, in particolare le ostriche sines de cairese, che si trovano in Bretagna e Normandia… »

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Annie Feolde ---------------

RICORDI DI MARE. In conversazione con la leggendaria creatrice del ristorante fiorentino Enoteca Pinchiorri -

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« I love coquillage, especially oysters fines de claires which are found in Brittany and Normandy… » ---------------

MEMORIES OF THE SEA. In conversation with the legendary creator of the Florentine restaurant Enoteca Pinchiorri

di by Raethia Corsini foto pictures Marco Del Comune

Se si chiede ad Annie Feolde che cos’è per lei il mare, senza esitazione risponde: «È la meraviglia del mondo, un luogo in cui tornare sempre, un tesoro ricco di pesci gustosissimi. Se avessi avuto la possibilità, avrei fatto studi legati alla vita marina». Invece nel 1969 è approdata sulle coste italiane ed in breve è diventata chef di prim’ordine in quello che tutt’oggi è il tempio mondiale del vino: l’Enoteca Pinchiorri di Firenze.

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If you ask Annie Feolde what the sea means to her, she will answer unhesitatingly: “It is the wonder of the world, a place to return to again and again, a treasure full of delicious fish. If I had the opportunity, I would have studied something connected with sea life.” But, in 1969, she landed on the Italian coast and quickly became a first-rate chef in what is to this day, a world shrine of wine: The Enoteca Pinchiorri in Florence.

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« Tra i primi stuzzichini che misi in tavola c’era la paranza, …»

« Among the first appetisers I prepared there was the paranza, …»

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Con i suoi due chef, Italo Bassi e Riccardo Monco, oggi madame – che segue anche l’Enoteca Pinchiorri a Tokyo – può permettersi di non cucinare più e di fare solo “l’assaggiatrice ufficiale”, come ama definirsi. In questa veste, di recente ha dato la sua benedizione a due nuovi piatti, proprio a base di pesce: un primo di gamberi rossi di Imperia al pomodoro con agnolotti, ricotta, zafferano e menta; un antipasto di ricciola scottata sulla plancia, marinata con agrumi, semi di finocchio e aneto, messa sottovuoto con olio d’oliva per una notte, scolata e tagliata a dadini. «È per ricordare la tradizione italiana della marinatura: il crudo non è solo giapponese», precisa la signora Feolde, insieme con Riccardo Monco. «E inoltre abbiamo tolto dalla carta il tonno rosso: in Italia è vietata la pesca e noi per ragioni ambientalistiche ed etiche non lo proponiamo più». Ci ha detto che anche in Giappone quando può evita sushi e sashimi di tonno, nonostante nell’Atlantico la pesca sia legale, come lo è della balena, «che però non sa di mare e non mi sognerei mai di mettere in menu».

Thanks to the two chefs, Italo Bassi and Riccardo Monco, Madame – who also runs the Enoteca Pinchiorri in Tokyo – allows herself a break from cooking and has become “the official taster” as she loves to call herself. In this role she has recently approved two brand new fish-based recipes: a first course of red shrimps of Imperia with tomato and agnolotti filled with ricotta, saffron and mint; and a hors d’oeuvre of hotplate scalded rock-salmon, marinated in citrus fruit juice, fennel seeds and dill, vacuum packed for one night and then drained and diced, “ just to remind us that the Italian tradition of marinating raw food is not only a Japanese idea,” say Mrs. Feolde and Riccardo Monco. “Also, we have removed red tuna from our menu. In Italy, red tuna fishing is forbidden and we no longer serve it, both for environmental and ethical reasons.” Even in Japan, she says she avoids, if possible, eating red tuna sushi and sashimi, even though in the Atlantic Ocean there is no prohibition on fishing it. She feels the same about whale which “ does not taste of the sea so I could never add it to the menu.”

Le sue passioni in fatto di pesce, però, sono quelle delle radici. «Adoro il coquillage, in particolare le ostriche sines de claires, che si trovano in Bretagna e Normandia; le vongole tirreniche, invece, mi piacciono con la pasta. Amo molto i ricci di mare e vado matta per il granchio: nell’Atlantico c’è il granciporro, che io faccio semplicemente bollito. Anche i gamberi sono tra i miei preferiti, ma amo di più quelli di fiume, forse perché da ragazza, quando vivevo nel centro della Francia, si andava a pescarli con la bilancia: un colino di metallo con dentro carne macerata per attirare i gamberi, che arrivavano a frotte. Si faceva di notte ed era magico». A Firenze però tutto questo non c’è e Annie Feolde ha fatto di necessità virtù: vive dei ricordi del mare portandolo in tavola e andandolo a sbirciare dalle spiagge del Tirreno. «Punta Ala è bellissima e in certe zone è ancora selvaggia. La Versilia ha una bella vita notturna e molti ottimi ristoranti. So per esempio che al Piccolo Principe di Viareggio c’è un nuovo chef (Giuseppe Mancino, ndr) giovane promessa, ma non ci sono ancora andata a mangiare e lo farò. Per il momento il ricordo che ho di quella cittadina è legato al fantastico sapore dei calamaretti farciti del ristorante Da Romano». y

Her tastes, as regards fish, are traditional. “I love coquillage, especially oysters fines de claires which are found in Brittany and Normandy. While I like Tyrrhenian clams with pasta, I love urchins and I really adore crab: in the Atlantic Ocean there is the edible crab that I simply boil. I like lobsters as well, but I prefer crayfish, perhaps because when I was young, we went fishing for them using a balance: a metal strainer in which there was some macerated meat to entice them, and they came in flocks. We fished at night time and it was magical.” In Florence, there are no such delicacies and Annie Feolde made a virtue of necessity: she keeps her own sea memories alive by serving seafood and going to have a look at it on the Tyrrhenian shores. “Punta Ala is beautiful and still quite wild in some places. Versilia has entertaining night-life and many excellent restaurants. I heard, for example, that at Piccolo Principe in Viareggio, there is a promising young chef (Giuseppe Mancino), but although I have not been there yet, I certainly will. At the moment, my memory about this town in linked to the delicious taste of stuffed small squids in the restaurant Da Romano”. y

el capoluogo toscano ha dovuto dire adieu al mare, ma madame Feolde continua a considerare “l’acqua salata dal moto perpetuo” il suo elemento per almeno tre ragioni: è nata in Costa Azzurra, vicino Nizza; ogni volta che può ci torna e fa un tuffo; in ogni suo bel ricordo il mare è protagonista. «Rammento spesso quando andavo con gli zii su una piccola barchetta a motore, da Nizza a Mentone. Mi sentivo a mio agio con il vento tra i capelli, gli spruzzi d’acqua, una nuotata e poi il pic nic preparato a casa, con il pan bagnà: pane morbido ripieno di insalata nizzarda, ma quella originale, con lattuga, pomodoro, sedano, cipolla, olive nere, uovo sodo, olio e tonno oppure acciughe». A fianco di Giorgio Pinchiorri, artefice e motore dell’Enoteca, Annie Feolde ha iniziato la sua carriera componendo piccoli amuse bouche per accompagnare le degustazioni di vini eccellenti, italiani ed esteri, classici e innovativi, scovati e selezionati dall’instancabile Giorgio. L’idea prese piede e piano piano il locale diventò un ristorante. «Tra i primi stuzzichini che misi in tavola c’era la paranza, che anche oggi diamo con l’aperitivo se la stagione lo permette, e se i nostri pescatori di fiducia hanno il pescato giusto. Uno dei piatti che proposi all’inizio al ristorante, invece, fu le triglie alla viareggina». Madame Feolde confessa di amare più il pesce della carne perché è più leggero, fa bene alla salute, è più facile da digerire «e anche la clientela lo richiede sempre più spesso. Inoltre è una materia prima che, se è davvero fresca, non ha bisogno di essere lavorata molto. La freschezza è determinante per tutti i cibi, ma in questo caso di più, perché il pesce cambia di consistenza e profumo velocemente: dopo due giorni il tessuto si allenta e te ne accorgi perché si riducono i tempi di cottura».

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n the principal town of Tuscany, she had to say adieu to the sea, but Madame Feolde still considers the “perpetually moving salty water” as her element for at least three reasons: she was born on the French Riviera, near Nice; she goes back there and goes for a dip every time she has the chance; and each one of the sweet memories she has, has the sea as the central character. “I often recall going with my aunts on a small motorboat from Nice to Menton. I felt at ease with the wind in my hair, seawater spray, a swim and then the picnic we had prepared at home, with the pan-bagnat: soft bread, filled with salade nicoise, the original one, with lettuce, tomato, celery, onion, black olives, hard-boiled egg, oil and tuna or anchovies.” Together with Giorgio Pinchiorri, creator and driving force of the Enoteca Pinchiorri, Annie Feolde began her career preparing small amuse bouche to accompany excellent classic and innovative Italian and foreign wine tastings, found and selected by the indefatigable Giorgio. The idea took off, and little by little, the place became a restaurant: “Among the first appetisers I prepared there was the paranza, and we still serve it, with the aperitif, if it is available at that time of the year and if our suppliers have the right fish. While one of the first courses I prepared for the restaurant was Viareggio-style mullets.” Madame Feolde admits that she likes fish more than meat, because it is lighter, healthier and more digestible, “also, the clientele ask for it more and more. Furthermore, it is an ingredient that, if really fresh, does not need great processing. Freshness is crucial for every kind of food, but in this case, it is more important because the fish changes its consistency and aroma very quickly; after two days, the tissue relaxes and you notice that because the cooking times reduces.”

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NELLA STORIA E NEL FUTURO DEI VINI IN

FRIULI

L’unico modo per scoprire i segreti dei grandi chef è sedersi a tavoLa con Loro. vi accorgereste che c’è una cosa che non manca mai, anzi due.

PINOT GRIGIO RAMATO UNA STORIA ANTICA RACCHIUSA NELL’UNICITÀ DI UN VINO DALLO STILE INCONFONDIBILE, NEL COLORE E NEGLI AROMI.

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( il viaggio )

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Lido di Camaiore

DA MASSACIUCCOLI FINO ALLE prime COLLINE Annotazioni per palati esigenti

A SLOW JOURNEY FROM MASSACIUCCOLI TO THE HILLS Artistic and gastronomical notes for demanding palates

di by

Francesco Sodi

collaborazione in collaboration

FRANCA SEVERINI

L’arenile di Marina di Torre del Lago non è diverso da quello dell’intera Versilia, una striscia di sabbia impalpabile che non si oppone all’acqua. Ma rientrando di poche decine di metri si percepisce e poi si nota un diverso clima, quasi assistessimo a un precipitoso mutamento. Lasciata la spiaggia entriamo in un contesto naturale, che si connota col mare ma si nutre d’acqua dolce grazie alla quale si riempie di rigogliosi contenuti floristici e di una fauna altrettanto viva. Un delicatissimo ecosistema che si addensa attorno al Lago, ai suoi canali e ai suoi fossi, in una fortunata continuità ambientale fra il mare, le dune, la pineta, la macchia mediterranea e la zona umida. Una zona franca, dove le due acque sembrano unirsi. Una zona, un tempo paludosa e a più riprese bonificata, che oggi appare come un piccolo mondo delicato e avulso dal resto del territorio, ricco di vita e di suoni.

The shore of Marina di Torre del Lago is no different from the Versilian one, a fringe of fine sand that blends with the water. However, turning inland a few dozen meters one can first perceive and then notice a different atmosphere, almost as if we are witnessing a hurried change. After leaving the beach we enter a natural setting that is suggested by the sea but feeds on fresh water and which is filled throughout with luxuriant flora and lively fauna. A very delicate ecosystem is gathered around the lake, its channels and its ditches, in a successful environmental continuity between the sea, the dunes, the pine forest, the Mediterranean maquis and the wetland. A place where the two waters seem to join. An area, once a swamp that was drained several times but which now appears as a small and delicate world divorced from the rest of the territory, full of life and sounds.

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S. Michele Arcangelo Stiava Pieve a Elici S. Pantaleone Samminiati (Villa Puccini)

Viareggio

Massarosa Bozzano Chiesa Villa Ginori Lisci lago di Massaciuccoli oasi LIPU

Massaciuccoli Casa Rossa foto pictures Alessandro 1948

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S. Martino


Verso la via Francigena N

A place for sedentary birds that find in this oasis a protected habitat for their biological rhythms. Wild ducks and mallards, which move in large and gathered groups, are swimming around on the water. The grey heron is a visual attraction, with his noble and proud posture, while the wading bird, in its detached solitude, rarely appears, noticeable with its rounded and curled body, standing on an elegant leg in disproportion. And then there is that frenetic diver, the cormorant engaged in a grueling fish hunt. Up in the alders, the woodpeckers are tapping and high above us the hawks are flying. But the various microclimates existing in this area allow many migratory birds, arriving from northern Europe, to find the ideal conditions for a restorative stopover before continuing their journey. Sedentary and migratory birds are resting in a setting of black poplar groves, maritime pinewoods, within which are sprouting alders, eucalyptus, tamarisks. On the water even water lilies appear, and right next to one of them we see a mound of reeds, that here are called ‘afloat’, like small natural rafts that represent the ideal microclimate for the growth of the sphagnum and the carnivorous sundews known as ‘ drosera’. Such names are largely unknown, yet they are the rarest witness of a prehistoric life that is still in progress. Massaciuccoli lives off this. Indeed it is this. A delicate and unreal corner where birds and plants harmoniously mix and where few inhabitants manage a respectful economy based on fishing and hospitality in the few small trattorie where they serve fresh water fish and marsh birds. A suggestion for those slow travellers who prefer their legs to other means of transport - fishing boats and canoes cut through these relaxing waters. The very same waters in which master Puccini, who took up residence in Torre del Lago, the main village on the western side of the area of Massaciuccoli, dedicated himself, according to traditional accounts, to hunting marsh birds, apparently with considerable skill. He would then have cooked these birds for his and his fellow banqueters’ pleasure: a crowd of elderly gourmets who delighted, beyond measure, in satisfying the senses of smell and, above all, of taste.

Towards theV ia Francigena

Forgetting the atmosphere of the lake and its surprising climate, we head up to Massarosa, indeed we flank the town towards Maglianello, a small village which appears gathered around a single main building. And needless to say, formerly, it was an Olivetan monastery. A residential complex built according to the same guidelines of construction of a thousand other small towns in Tuscany: a buttressed boundary wall, the great body of the main building, some buildings enclosed in the whole, cypress hedges to flank the borders. Climbing upwards a little bit more, towards an example of exquisite Romanesque, the Pieve of San Pantaleone in Pieve ad Elici, just known as ‘Pieve a Elici’, towering on the hill surrounded by a peaceful succession of olive groves. With a PreRomanesque and, then Luccan Romanesque structure, recognisable by the smoothness of the polished facade, of the sides and of the apse, the pieve was a reference point for prayer and rest for travellers, pilgrims and merchants travelling along the nearby Via Francigena. We enter a church with a basilican layout that has preserved the essential charm of the no-frills Romanesque. And then we pause a moment to look over the beautiful details on a marble triptych - ascribable to the second half of the fifteenth century - which reproduces the fine features of the Madonna Enthroned with Angels, attributed to the fertile Riccomanni studio, skilled sculptors of Pietrasanta during the early Renaissance. Today, in addition to having maintained its primary spiritual role, Pieve ad Elici is the venue of a summer concert series, sponsored, with a laudable selection of pieces and performers, by the Associazione Musicale Lucchese (Luccan Music Association).

la Pieve di San Pantaleone fu un punto di riferimento, di preghiera e di ristoro per viandanti, pellegrini e commercianti che percorrevano la vicinissima via Francigena la Pieve di San Pantaleone fu un punto di riferimento, di preghiera e di ristoro per viandanti, pellegrini e commercianti che percorrevano la vicinissima via Francigena

Pieve di San Pantaleone a Pieve a Elici

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foto pictures Jennconspiracy

Luogo di volatili stanziali che trovano in questa oasi protetta un habitat ideale per i loro ritmi biologici. Sull’acqua sgambettano i Germani Reali e varie specie di anatre, che si muovono in gruppi numerosi e raccolti. L’Airone Cinerino è un’attrazione visiva, con quel suo portamento nobile e volitivo, il Trampoliere, invece, si mostra più raramente, nella sua distaccata solitudine, rimarcata da un corpo tondeggiante e raccolto che poggia su un’elegante sproporzione di gambe. E poi quel frenetico tuffatore che è il Cormorano, impegnato in una estenuante caccia al pesce. Sugli ontani, battono i picchi. In alto volano i falchi. Ma i vari microclimi che si sono sviluppati nella zona permettono anche a molti uccelli migratori, che giungono dal Nord Europa, di trovarvi le condizioni ideali per una sosta risanante prima di riprendere il viaggio. Il volo stanziale e quello migratorio si posano in un ambiente di pioppete nere, di pinete marittime, fra cui spuntano ontani, eucalipti, tamerici. Sull’acqua appaiono perfino le ninfee e proprio accanto a una di esse notiamo un accrocchio di canne, che da queste parti definiscono ‘aggallati’, come piccole zattere naturali in cui si crea il microclima ideale per la nascita dello Sfagno e della Drosera carnivora, nomi sconosciuti ai più ma testimoni rarissimi di una vita preistorica ancora in atto. Massaciuccoli vive di questo. Anzi è questo. Un angolo delicato e spurio dove gli uccelli e le piante si rapportano in armonia e dove i pochissimi abitanti gestiscono un’economia rispettosa, basata sulla pesca e l’accoglienza nelle poche e piccole trattorie dove si propongono pesci di acqua dolce e uccelli di padule. Proposte per un viaggiatore lento che preferisce le proprie gambe ai normali mezzi di locomozione. Le barche dei pescatori e le canoe tagliano queste acque distensive. Le stesse in cui il maestro Puccini, che aveva preso dimora a Torre del Lago, il centro principale che sta sulla sponda occidentale dell’abitato di Massaciuccoli, si applicava, a sentir le cronache, anche con una certa abilità, a caccia di uccelli di padule che poi avrebbe fatto in pentola per il piacere suo e per quello dei suoi amici commensali, una combriccola di attempati gourmand che si dilettava a soddisfare senza misura i sensi dell’olfatto e soprattutto del gusto.

Dimentichiamo l’atmosfera del lago, il suo clima inaspettato per salire verso Massarosa o meglio per costeggiare il centro abitato puntando verso Maglianello, piccolo borgo che si presenta raccolto attorno a un unico corpo di fabbrica. E manco a dirlo in antico fu un convento olivetano. Un crocchio abitativo che risponde ai termini costruttivi di mille altri borghi toscani di piccole dimensioni: un giro murario contraffortato, il grande corpo di fabbrica, qualche edificio inglobato all’insieme, filari di cipressi a ripassare i contorni. Si sale ancora un pò verso un episodio romanico di squisita fattura, la Pieve di San Pantaleone a Pieve a Elici, per tutti solo Pieve a Elici, che torreggia sulla collina attorniata da un sereno scorrere di olivete. Di impianto preromanico e poi romanico lucchese, rilevabile dalla levigata sostanza della facciata, dei fianchi e dell’abside, la Pieve fu un punto di riferimento, di preghiera e di ristoro per viandanti, pellegrini e commercianti che percorrevano la prossima via Francigena. Entriamo in una chiesa a pianta basilicale che ha conservato intatto il fascino essenziale di un romanico senza fronzoli. E poi ci fermiamo più di un momento a osservare gli abili dettagli di un trittico marmoreo, da ascrivere alla seconda metà del XV secolo, che riproduce le belle fattezze di una Madonna in Trono con Angeli, probabilmente da assegnare alla fertile bottega dei Riccomanni, esperti scultori pietrasantini del primo Rinascimento. Oggi, oltre ad aver conservato il suo primario ruolo spirituale, Pieve ad Elici è sede di una stagione musicale di concerti estivi (luglio/ agosto) organizzati con una lodevole scelta di brani e di esecutori, dall’Associazione Musicale Lucchese.


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Ad un passo dall’abitato si entra in un’area acheologica di grande interesse scientifico. Nel I secolo d.C. i Romani colonizzarono la zona dopo aver ridotto a più miti consigli la popolazione dei Liguri, che soprintendeva il territorio da alcuni secoli. I resti di una villa romana, probabilmente di proprietà della famiglia pisana dei Venulei, villa di otium con tanto di apparato termale, conferma che in quel I secolo d.C. le condizioni dell’ambiente dovessero essere tutt’altro che insalubri (i Romani, infatti, provvidero a fare una prima, sostanziosa bonifica di quelle paludi). Prendiamo ora la strada per Massarosa, lasciandoci alle spalle la villa Ginori Lisci, un singolare edificio di gusto toscano neogotico, dotato di eclettici profili polilobati e paramentato in rosso deciso. Un’eccentrica residenza, circondata da una teoria di rari palmizi e di altre piante ornamentali del Vicino Oriente che ci parlano di quel sentire un pò retorico tanto caro ai modelli espressivi di fine Ottocento. Nei pressi Villa Minutoli ci riporta invece a stilemi più consueti che sono quelli di una residenza seicentesca, recentemente restaurata, che impone le sue ampie fattezze sulle prime colline d’ulivi.

A stone’s throw from the town there is an archaeological area of great scientific interest. In the first century A.D. the Romans colonised the area after having forced the Ligurians - who had ruled the territory for several centuries - to see reason. The ruins of a Roman villa, probably owned by the Venulei household of Pisa, intended for otium (leisure time spent in intellectual activities) complete with thermal equipment, confirm that in the first century A.D. the environmental conditions in this area were anything but unhealthy. The Romans, in fact, made the first substantial reclamation of these marshes. We now take the road to Massarosa, leaving behind us the Villa Ginori Lisci, a unique building in Tuscan Gothic style, with eclectic and circular shaped contours faced in bold red. An eccentric residence, surrounded by a row of rare palms and other ornamental plants from the Near East, showing that somewhat rhetorical feeling which was so popular with the late nineteenth century’s patterns of expression. Nearby, the Villa Minutoli, brings us back to more common stylistic features, that are those of a seventeenth-century residence, recently restored, which dominates the olive grove covered hills with its extensive features.

Luogo di volatili stanziali che trovano in questa oasi protetta un habitat ideale per i loro ritmi biologici A place for sedentary birds that find in this oasis a protected habitat for their biological rhythms Sull’acqua sgambettano i Germani Reali e varie specie di anatre… Wild ducks and mallards, which move in large and gathered groups...

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Villa Ginori Lisci, un singolare edificio di gusto toscano neogotico… Villa Ginori Lisci, un singolare edificio di gusto toscano neogotico…

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LIPU RESERVE OF MASSACIUCCOLI

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di by Francesca Pardini La LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli, è attiva dal 1985 sul Lago di Massaciuccoli, dove gestisce, in convenzione con l’Ente Parco Regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, la riserva naturale del Chiarone. La riserva, estesa per 47 ettari, è situata a ridosso delle colline del piccolo centro abitato di Massaciuccoli, un antico nucleo romano da cui prende il nome il lago. Questo, infatti, grazie alla sua favorevole posizione, è meta ogni anno di moltissimi uccelli migratori che hanno permesso a ornitologi e naturalisti, negli ultimi 120 anni, di osservare più di 300 specie diverse tra cui l’Airone Cenerino, il Beccaccino, il Cavaliere d’Italia e il raro Tarabuso, di cui la riserva vanta la popolazione più elevata a livello italiano.

LIPU, the Italian Bird Protection League, has been active since 1985 in Massaciuccoli Lake where it runs the Nature Reserve of Chiarone, in collaboration with the Regional Park of MigliarinoSan Rossore -Massaciuccoli. The reserve, covering about 47 hectares, is located close to the hills of the small town of Massaciuccoli, an ancient Roman village after which the lake is named. In fact, thanks to its favourable location, the lake is the chosen destination of a number of migratory birds. This has allowed ornithologists and naturalists, over the last 120 years, to observe more than 300 different species, including the Grey Heron, the Snipe, the Black-winged Stilt and the rare Eurasian Bittern, whose number, in the Reserve, is the highest in the whole of Italy.

Sono stati creati una serie di camminamenti a palafitta che si snodano, attraverso canneti e falascheti,...

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foto pictures apt versilia

foto pictures apt versilia

OASI LIPU di MASSACIUCCOLI

Proprio per permettere una migliore osservazione a tutti gli appassionati di birdwatching, sono stati creati dei punti di osservazione collegati tra loro da una serie di camminamenti a palafitta che si snodano, attraverso canneti e falascheti, chiari e aggallati per circa 600 metri sulle acque del Lago. Inoltre, proprio grazie all’elevata umidità e alla ridotta escursione termica che caratterizza questa zona, nel Lago di Massaciuccoli sono sopravvissuti rari esempi di vegetazioni relitte dei climi che si sono succeduti nel corso dei millenni: da quelli glaciali come la carnivora Drosera rotundifoglia a quelli caldo-umidi come la rarissima liana Periploca graeca. A corredo di questo particolare itinerario naturalistico è stato creato, all’interno del Centro Oasi LIPU, un piccolo Museo dell’ecologia della palude che offre al visitatore, con un innovativo allestimento plurisensoriale, la possibilità di muoversi nella sala, riproducente l’habitat lacustre, toccando e osservando da vicino le fedeli riproduzioni di alcune delle specie volatili tipiche del luogo o, con l’ausilio di un microscopio tridimensionale, apprezzare da vicino particolari anatomici altrimenti difficilmente visibili a occhio nudo. La Riserva naturale del Chiarone è aperta al pubblico tutto l’anno dalle 9 alle 19 e durante la bella stagione la Lipu organizza delle escursioni in canoa o in barca lungo i canali del Lago. y www.lipu.it

To allow all birdwatchers to have a better look at them there, several observation points have been set up, connected by a series of piling trenches running through reed and cladium mariscus thickets and “clearings”(patches of clear, shallow water, ideal for long-legged birds such as flamingos and herons) and “afloats” (small patches of floating marsh, either attached to the earth, or loose, like small islands), about 600 meters above the lake. Also, thanks to the high humidity and low temperature range that characterises this area, some rare examples of ancient vegetation still survive in Lake Massaciuccoli, dating to the various climates that have taken place over the millenia: from the carnivorous Drosera rotundifolia (round-leafed sundews) of glacial climates, to the rare Liana Periploca Graeca of warm, humid climates. To support this particular nature itinerary a small marsh ecology museum has been created within the LIPU Reserve Centre, that gives the visitor, with some innovative sensorial equipment, the possibility to move in a room reproducing lake habitat, touching and looking closely at the faithful reproductions of some of the bird species typical of the place. Alternatively, with the help of a three-dimensional microscope, some anatomical details not otherwise easily visible to the naked eye, can be observed. The Chiarone Nature Reserve is open to the public all year round, from 9.00 a.m. to 7.oo p.m. and , during the summer Lipu organises excursions by canoe or boat along the canals of the lake. y www.lipu.it

Several observation points have been set up, connected by a series of piling trenches running through reed and cladium mariscus thickets and ‘clearings’ and ‘afloats’…

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N

APPUNTI GASTRONOMICI DAL LAGO

È quasi ovvio che a Massaciuccoli i pesci e gli uccelli siano da sempre al centro della tradizione gastronomica locale. Infatti, lo stesso Giacomo Puccini, nelle sue già citate notissime battute di caccia in padule, andava alla ricerca delle folaghe di cui andava ghiotto (tutti conosceranno la sua industriosa ricetta dedicata a questo volatile). I pesci poi, sono alla base della tradizione di questa piccolissima filiera: piatti semplici a base di anguille, cefali ma soprattutto sughetti con gamberi d’acqua dolce, consumati appena scottati, autentica delizia per i palati più esigenti. Ma in questa nostra attenta visita GourmArt non ci saremmo aspettati di scoprire che proprio a due passi dai flutti marini ci fosse una consolidata tradizione, sostenuta anche da diverse aziende artigianali di pecorino sia a stagionatura molto ridotta (non oltre 20 giorni) sia a stagionatura sostenuta. Dal gusto, il primo delicato e morbido, il secondo di forte sapore piccato. Pecorino che qui per tradizione si consuma con le fave o con le pere. Prodotto di super nicchia, ha un consumo di tipo locale e la sua intera distribuzione viene rapidamente esaurita tra i negozi della zona e gli agriturismi. Assolutamente consigliato è poi il miele biologico di spiaggia un’assoluta squisitezza per gli amanti del genere. Un miele millefiori prodotto da un manipolo di appassionati che, nella stagione preposta, portano le arnie tra le dune e la prima macchia della zona delimitata dal Parco di Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli. Il risultato è un miele dal basso tasso zuccherino e dalla forte impronta amarognola, adattissimo da abbinare a formaggi stagionati e fresche insalate estive a base di carni bianche ma soprattutto da… spalmare sul pane come qualsiasi ottimo miele vuole. Un’ultima annotazione la meritano i pinoli biologici della Riserva naturale, che esprimono un grande aroma e un gusto persistente in bocca e che, data la loro preziosità superano notevolmente i prezzi medi di mercato. Ma è uno sforzo economico che consigliamo di fare.

Gastronomic curiosities of the Lake -

It goes almost without saying that, in Massaciuccoli, fish and birds have always been the centre of the local gastronomical tradition. Indeed, Giacomo Puccini himself, in his above-mentioned well known hunting expeditions in the marshes, went looking for coots of which he was fond (and everyone here knows the industrious recipe he created to cook this bird). And then there is the fish that is the basis of the tradition of this small food chain: simple dishes made with eel, grey mullet, but especially with a sauce of crayfish, slightly parboiled, a real delight for the most demanding palates. But on this careful GourmArt journey, we would never have expected to find that, just a few steps away from the marine tides, there was a tradition, supported by various dairies, of preparing pecorino: one way slightly aged (no more than 20 days), with a soft and delicate taste, and the second way, highly aged with a strong and spicy taste.. Pecorino here is traditionally eaten, and recommended, with broad beans or pears. This is a super niche product, retailed only in the locality, running out rapidly, purchased by stores, farm tourists and restaurants. Also absolutely recommended is the organic beach honey: a great delicacy for lovers of the genre. This wildflower honey is produced by a handful of enthusiasts who, in the right period of the year, place the hives halfway between the dunes and the maquis in the area of Migliarino Park-S. Rossore-Massaciuccoli. The result is a honey with a low sugar content and a strong bitter taste, perfect served with cheese and fresh summer salads made with white meat, but most of all...spread on bread, which is just what any excellent honey requires. It is worth one last note about the organic pine nuts of the Nature Reserve, which possess an excellent aroma and a lingering taste and that because of their value, significantly exceed the average market prices. These are a highly recommended purchase.

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( focus movie )

di by Sebastiano Mondadori foto pictures ARCHIVIO

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L’intensa attività registica di un maestro del cinema italiano, recentemente scomparso, raccontata da un intenso scrittore italiano. When Monicelli was a viareggino The intense directorial activity of one of the greats of Italian cinema, recently deceased, narrated by an intense Italian writer. Ci è nato per caso, a Viareggio, nel 1915, dove nel quartiere Marco Polo viveva la sua famiglia al seguito dei continui spostamenti del padre Tomaso, grande giornalista. Ci ha passato un pezzo dell’infanzia e poi i primi quattro anni di liceo, intervallati dai traslochi a Roma, Bologna e Milano. Ci è tornato ancora per un breve periodo, il tempo di rispondere alla chiamata alle armi al distretto di Lucca, conseguire in divisa la laurea in filosofia a Pisa e fingersi cavallerizzo, con conseguente arruolamento in cavalleria a Pinerolo e quando a cavallo ci sapeva andare sul serio è stato spedito in Jugoslavia, dove la cavalleria era ormai obsoleta: una burla degna della trama di un suo film. Ci è ripassato dopo la guerra, prima di partire definitivamente per Roma, dove ha fatto cinema per tutta la vita: dalle farse di Totò alle zingarate

di Amici miei, inaugurando la grande stagione della commedia all’italiana con I Soliti Ignoti e La Grande Guerra. Eppure a Viareggio non ha mai smesso di tornarci. Anche in anni recenti. Come due anni fa, per sostenere insieme a Pietro Ingrao la campagna elettorale della sinistra. O per protestare contro la chiusura dello storico cinema Centrale. Perché Mario Monicelli nel fondo dell’animo non ha mai smesso di sentirsi viareggino. È un vanto, la sua toscanità, alla quale attribuisce i geni dello sguardo beffardo e inesorabile sulle pochezze umane, il cinismo burbero e un po’ sbrigativo riscattato dall’arguzia con cui smaschera il punto debole della persona più insospettabile, nella convinzione che tutto, ma proprio tutto, anche la sventura più immane, possa essere rovesciato in risata. Una risata amara, ad-

Monicelli’s family was living by chance in the Marco Polo district of Viareggio when he was born in 1915, as his father Tomaso, a well-known journalist, had to move a lot for work. In Viareggio Monicelli spent part of his childhood and the first four years of secondary school, in between he lived in Bologna, Rome and Milan. He came back again to answer the call to arms in Lucca, graduate in Philosophy in Pisa and pretend to to be an expert horseman and as a result was enrolled in the cavalry in Pinerolo. Once he could really ride he was sent off to Yugoslavia where the cavalry was by then obsolete: an irony worthy of the plot of one of his films. He returned briefly after the war before moving definitely to Rome where he spent his life working in films: from the farces featuring Toto to the practical jokes in

Amici miei (My friends) commencing the great age of italian comedy with I soliti ignoti (Big deal on madonna street) and La grande guerra (The great war). He kept returning to Viareggio though, two years ago with his friend Pietro Ingrao he supported the local left oriented party at the local elections and protested against the closing of the historic Cinema Centrale. Mario Monicelli has never ceased to feel, deep down in his soul, a true viareggino. He was proud of his “toscanità”, to which he attributes the genes of his mocking and sharp gaze on human meanness; the gruff and rather brusque cynicism with which he sheds the mask from the weakness of the most unsuspected person, with the conviction that everything, even the most terrible tragedy can be turned into laughing matter. A sad and bitter laugh,

dirittura macabra, ma alla fine comunque rivelatrice dell’essenza tragicomica della vita. È con questo spirito che si è inventato le bislacche crociate di Brancaleone. E la Toscana continuerà a fare da sfondo alla sua carriera. Del resto la sua infatuazione passò da Tirrenia, quando il padre del suo amico Giacomo, quel Giovacchino Forzano amico di Mussolini, lo portò a visitare gli studi cinematografici Pisorno. Non si è più dimenticato delle lunghe spiegazioni che un signore coi capelli grigi impartiva a un’attrice francese, alla fine delle quali girarono finalmente la scena, che culminò in un’unica battuta della donna: «Je suis bien». Allora non sapeva ancora chi fossero il regista Abel Gance e Arletty, ma il fascino di quel

mondo già l’aveva catturato. Toscane sono state per anni le lunghissime estati a Castiglioncello, nella villa di Suso D’Amico, dove l’amicizia e il lavoro si fondevano in un unico, lungo divertimento nel viavai di tutti i grandi nomi del cinema italiano, da Gassman a Mastroianni, da Sordi alla Vitti. E a due passi da lì, sulla spiaggia bianca di Rosignano Solvay Monicelli girerà una delle scene più intense di uno stranissimo road movie con Giancarlo Giannini e Goldie Hawn, In Viaggio con Anita. Firenze sarà la città d’elezione degli attempati professionisti incapaci di crescere dei due Amici Miei, scritti con la complicità di due toscanacci puri come Benvenuti e De Bernardi: come dimenticare la scena

in many ways macabre that in the end reveals the tragicomic essence of life. It is with this spirit that he invents Brancaleones (L’armata Brancaleone) somewhat odd crusades. Tuscany is always the backdrop to his career. After all his infatuation begins in Tirrenia where the father of his friend Giacomo, the Giovacchino Forzano friend to Mussolini, took him to visit the Pisorno cinema studios. He never forgot the long explanations imparted by a grey haired gentleman to a young french actress at the end of which they at last filmed the scene that reached its highest point with only one line said by the lady: “ je suis bien”. At that time he had no idea who the director Abel Gance and Arletty were but the magic of that

Quando Monicelli era viareggino _____ 70

Moloriatio voluptaqui ne que doluptu. Moloriatio voluptaqui ne que doluptu.

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world had already captured him for good. Tuscany was also where he would spend his long summer holidays in Suso D’Amicos villa in Castiglioncello, a place where friendship and work mingled in a long enjoyabble coming and going of the greatest characters of the italian cinema set , from Gassman to Mastroianni, Sordi and Monica Vitti. Not far from there, on the white sand beach of Rosignano Solvay, Monicelli would shoot one of the most intense scenes of a weird road movie featuring Giancarlo Giannini and Goldie Hawn, In viaggio con Anita. Florence also became the chosen location for the elderly professionals, unable to grow up, in both Amici miei (My Friends) and Amici Miei atto II, written with the com-


degli schiaffi ai viaggiatori che salutano sporgendosi dal finestrino del treno alla stazione di Santa Maria Novella? A Lucca, Palazzo Pfanner diventerà la residenza del Marchese del Grillo, con uno spietato Alberto Sordi. E anche se si trova nell’alto Lazio, il casale di Speriamo che sia Femmina sarà “reinventato” in Maremma. Pochi però sanno che uno dei suoi primissimi film è stato girato a Viareggio. Per il grande sollievo di Monicelli, che lo ritiene un peccato di gioventù, la pellicola è andata distrutta. Rimangono le testimonianze di alcuni articoli dell’epoca. Un pezzo di cronaca della «Nazione» del 1937 riporta di una storia d’amore estiva girata da un certo Michele Badiek, lo pseudonimo dal sapore ungherese che si scelse il giovane Mario. Il film durava poco più di un’ora, sulla falsariga delle commedie americane dell’epoca, ed era ambientato sulle spiagge viareggine, con una sortita romantica sul lago di Massaciuccoli. Era stato finanziato da Ermete Zacconi, noto attore dell’epoca, che in cambio poteva usufruire dei cosiddetti “buoni di doppiaggio” concessi dal regime fascista. Tutta la famiglia Zacconi venne coinvolta nel film, a cominciare dalla villa vicino al porto dove si svolse buona parte delle riprese. Il figlio Beppe fu cosceneggiatore insieme all’amico

Monicelli, Luciano si occupò della scenografia e dei costumi, mentre Ernes – che in seguito sarebbe diventata un’ottima attrice di teatro – era la protagonista insieme a Raniero Barsanti, proprietario dello stabilimento balneare dove vennero girati gli esterni. Tra le comprimarie, figurava Nora Ricci, nipote di Zacconi e futura attrice nonché moglie di Gassman. A Viareggio Monicelli abitava nel quartiere Marco Polo, vicino alla Fossa dell’Abate. E a Viareggio Monicelli ha pensato quando nel 1964 insieme alle due grandi coppie di sceneggiatori Age e Scarpelli e Benvenuti e De Bernardi scrisse la sceneggiatura di Frenesia dell’Estate, una di quelle storielle balneari che intrecciano amori, tradimenti e fraintendimenti prima che la mareggiata di settembre porti via tutto con sé. Il film era stato scritto per il debutto nella regia di Raffaello Pacini, nientemeno che il “vero” conte Lello Mascetti, interpretato da un formidabile Ugo Tognazzi in Amici Miei. Un megalomane senza freni che fece un viaggio di nozze lungo due anni in giro per il mondo e in pochi anni dilapidò un miliardo e mezzo di lire ereditate nel 1921. Dopodiché si mangiò anche l’eredità della moglie finendo per accontentarsi con grande dignità degli aiuti degli amici riconoscenti. All’ultimo, quando stava per

plicity of two thoroughbred Tuscans such as Benvenuti and De Bernardi: how could one possibly forget the scene of the slap to the travellers waving good bye out of the windows of the train in Santa Maria Novella station? In Lucca, Palazzo Pfanner became the residence of Il marchese del Grillo starring a ruthless Alberto Sordi, and although the farmhouse in Speriamo che sia femmina was originally located in northern Latium Monicelli recreated it in the Maremma countryside. Few people know that one of his earliest movies was filmed in Viareggio. To Monicelli’s great relief however, considering it an error of youth, the film was destroyed. As a testimony some articles of that period remain. A column in the “Nazione” of 1937 reports of a summer’s love story filmed by one Michele Badiek, the Hungarian-sounding pseudonmym that young Mario had chosen. The movie was a little longer than an hour, along the lines of the American comedies of the time and was set by the seaside of Viareggio, with a romantic scene by the lake of Massaciuccoli. It was sponsored by Ermete Zacconi, a wellknown actor of the time, who, in return benefitted from the so-called “ dubbing vouchers” granted by the fascist regime. The whole Zacconi family was involved in this movie, beginning with their villa near the

port in which most of the shooting took place. The son, Beppe, was co-writer together with his friend Monicelli, Luciano worked on set and costume design, while Ernes - who later became a very good stage actress - was the leading actress, together with Raniero Barsanti, the owner of the bathing establishment where the outdoor scenes were filmed. Among the supporting actresses there were Nora Ricci, Zacconi’s niece and future actress, and wife of Gassman. In Viareggio, Monicelli lived in the Marco Polo district, near the Fossa dell’Abate. And it was Viareggio which Monicelli thought of when in 1964, together with the two great pairs of writers: Age & Scarpelli, and Benvenuti & De Bernardi, he wrote the screenplay for Frenesia dell’estate, one of those summer romances in which love, infidelity and misunderstanding are interwoven, before the first sea storms in September washes everything away. The film was written for Raffaello Pacini’s debut as a director, he was the ‘real’ Count Lello Mascetti, portrayed by an outstanding Ugo Tognazzi in Amici miei (My Friends). A megalomaniac, who had a twoyear long honeymoon all around the world, squandering an inheritance of one and a half billion liras which he recieved in 1921. After this he blew his wife’s inheritance too, ending up living, with great dignity, off the cha-

da sinistra immagini tratte dai film: Guardie e Ladri, Monicelli e Totò sul set, La Grande Guerra, I Soliti Ignoti, Amici miei, L’armata Brancaleone, Il Marchese del Grillo.

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realizzare il sogno di diventare regista, si tirò indietro e la direzione passò all’esperto Luigi Zampa.

di amici e di ritorni. Legati alle inevitabili ricorrenze e festeggiamenti di un cinema che non c’è più. È tornato per presen-

rity of some grateful friends. Just as he was about to make his dream of becoming a director come true he retired and the

by the Experimental Cinema Centre. It is a friend’s homecoming to Viareggio, linked to the inevitable occasions and ce-

... uno dei suoi primissimi film fu girato a Viareggio ... one of his earliest movies was filmed in Viareggio Frenesia dell’estate rimane come il manifesto di una Viareggio ridente e festosa, ritratta con una sottile perfidia, una commedia tuttora godibile, grazie soprattutto ai suoi interpreti. Amedeo Nazzari, aitante indossatore in declino che scende al Principe di Piemonte ostentando un savoir faire sempre più patetico, che cerca di far ingelosire l’amante. L’ufficiale dell’esercito Vittorio Gassman che in un locale di travestiti si invaghisce di una “ballerina” senza sapere che si tratta in realtà di una donna. E poi Philippe Leroy che il doppiaggio rende un viareggino fatto e finito, e le bellissime Michéle Mercier e Lea Padovani, insieme a una procace Sandra Milo che vende bomboloni. Ma la Viareggio di Monicelli è fatta anche di amici, di lunghe chiacchierate e progetti sul futuro. Come quando adolescente, negli anni Trenta, con i futuri scrittori Carlo Cassola e Manlio Cancogni girò un cortometraggio che venne bocciato al Centro Sperimentale di Cinematografia. È una Viareggio

tare il suo ultimo film, Le Rose del Deserto, tratto dal Deserto di Libia dell’amico viareggino Mario Tobino. È tornato per festeggiare altri amici. Come Stefania Sandrelli, anche lei viareggina, che stima da sempre ma con cui ha girato sei film senza darle mai una parte da protagonista. Perché non è capitata l’occasione, semplicemente. Il cinema è fatto di promesse e opportunità volanti. Però è un peccato. Sarebbe stato bello chiudere questo ricordo con un film che non esiste, vecchio di almeno quarant’anni, con una splendida Sandrelli che corre a piedi nudi verso la spiaggia desolata d’inverno mentre la macchina da presa di Monicelli la perde in lontananza, stregato dal desiderio irrefrenabile di seguire altre storie, per ridere contro tutto e contro tutti, perché la forza di quest’uomo di novantacinque anni è di non aver risparmiato niente a nessuno. A cominciare da se stesso. y

direction was passed on to the more experienced Luigi Zampa. Frenesia dell’estate remains a manifesto to a joyful and playful Viareggio; a comedy which can still be enjoyed today, portrayed with a subtle wickedness, thanks mainly to its cast. Amedeo Nazzari: a handsome, eclipsing model, who stays at the Principe di Piemonte, displaying a more and more pathetic ‘savoir faire’, attempting to make his mistress jealous. The officer, Vittorio Gassman, who becomes infatuated with a ‘ dancer’ in a transvestite night club, not knowing that she is in fact a woman, and Philippe Leroy who thanks to the dubbing, becomes a perfect Viareggino, then the beautiful Michele Mercier and Lea Padovani together with a voluptious Sandra Milo who sells doughnuts. However, Monicelli’s Viareggio is also about friends, long chats and plans for the future. Like when he was an adolescent in the nineteenthirties, and together with the two to be writers Carlo Cassola and Manlio Cancogni, he shot a one-reel film which was rejected

lebrations for a cinema that no longer exists. He came back to present his latest film: Le Rose del deserto, taken from Il Deserto di Libia of his Viareggino friend Mario Tobino. He returned to celebrate his friends. Like Stefania Sandrelli, Viareggina too, who he admired greatly but with whom he filmed six movies without giving her a lead role. The chance never presented itself. Cinema is made of promises and opportunities to grab. It is a pity though. It would have been a beautiful end to this recollection, talking about a movie that does not exist, at least forty years old, with a beautiful Sandrelli who runs barefoot, down to the desolate beach in winter, while Monicelli’s camera loses sight of her in the distance, bewitched by the unrestrained desire to pursue other stories in order to laugh at everyone and everything, because the strength of this ninety-five year old man is that he never allowed anyone to get away with anything, including himself. y

From the left scenes from the films: Guardie e Ladri, Monicelli e Totò sul set, La Grande Guerra, I Soliti Ignoti, Amici miei, L’armata Brancaleone, Il Marchese del Grillo.

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( focuses )

di by Leonardo Castellucci foto gentilmente concesse photo courtesy of the Collezione privata Puccini

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L’amicizia di Giacomo Puccini e Salvatore Orlando attraverso la scoperta di preziose lettere inedite. ...and the stars were shining son the Massaciuccoli Lake The friendship between Giacomo Puccini and Salvatore Orlando through a valuable find of unpublished letters. Editoria di nicchia, di passione, di autentica utilità. Editoria che non deve sottostare alle leggi del commercio e del tornaconto ma che si realizza solo per un bene più alto, quello della cultura. Ci capita fra le mani un bel volume, Giacomo Puccini e Salvatore Orlando a Torre del Lago (19031924). Lettere inedite a cura di Simonetta Puccini. Un volume riccamente illustrato e corredato da brevi ma abili interventi testuali che si sviluppa attorno a un gruppo di lettere scritte dal Maestro Puccini all’amico Salvatore Orlando tra il 1903 e il 1924, anno della morte del grande epigono della stagione del Bel Canto nazionale. Lettere che dichiarano un’amicizia, ampiamente ricambiata dall’ingegnere Orlando, pro-

gettista navale, deputato e poi senatore del Regno d’Italia. I due si conoscono a Torre del Lago. Entrambi acquistano un’abitazione con intenti vacanzieri, entrambi scendono in padule a cacciare folaghe e altri uccelli acquatici attorno ai greti del Lago di Massaciuccoli. Queste lettere sono preziose non solo come testimonianza ma soprattutto perchè ci permettono di conoscere alcuni dettagli della vita di Puccini. In una lettera del 22 gennaio 1922 ad esempio il Maestro scrive all’amico “… Ho avuto qui la sua lettera – scrivo subito al Ministro Bergamasco e anche a Bevione che conosco personalmente – anche i veivoli! Sarebbe la debacle del nostro Torre del Lago già così tartassato dalle care torbiere!”. Let-

Niche publishing, passion publishing, genuinely useful publishing. Publishing that should not be subject to the laws of commerce and profit, but that can only work for a higher good, that of culture. We happened to find a beautiful book: Giacomo Puccini and Salvatore Orlando in Torre del Lago (1903-1924) Unpublished letters edited by Simonetta Puccini. A lavishly illustrated volume, accompanied by brief but skillful textual interventions, that develop around a group of letters written by the Maestro Puccini to his friend Salvatore Orlando between 1903 and 1924, the very year when such a great exponent of the Italian Bel Canto died. Letters which highlight a friendship, well reciprocated by the engineer Orlando, a naval designer,

deputy and then senator of the Kingdom of Italy. The two met at Torre del Lago. Both bought a residence for holiday purposes, both went to the marsh to hunt coots and other water birds around the shores of Lake Massaciuccoli. These letters are valuable not only to testify this friendship but also to give us some details of Puccini’s life that otherwise we would have missed. In a letter dated January 22nd, 1922 for example, Puccini wrote to his friend “...I received your letter here – I will write immediately to the Minister Bregamasco and also to Bevione whom I know personally – even aircraft! It would be a debacle for our Torre del Lago, already battered by the dear bogs.” A very worried and resentful letter against the power station, built a few years earlier which used the peat of the lake-

tera allarmata e risentita contro la centrale elettrica, costruita pochi anni prima, che utilizzava la torba dei terreni lacustri come combustibile creando un grave danno sia all’ecosistema dell’ambiente che alla sua stessa sopravvivenza. Puccini, infatti, soprattutto negli ultimi 15 anni della sua esistenza era solito ritirarsi nella bella dimora di Torre del Lago per comporre musica (qui nasceranno alcuni tra i suoi capolavori tra cui Manon Lescaut, Boheme, Tosca, Madame Butterfly, La Fanciulla del West) e per distendere i nervi e l’anima con la caccia. Ovvio dunque che questo rumoroso e ‘devastante’ ingresso avesse fortemente disturbato lui e la quiete del Lago, allontanando i volatili e creando fra la popolazione uno stravolgi-

mento del ritmo di vita che da agricolo e artigianale era stato drasticamente convertito in industriale (alla Società Elettrica lavoravano oltre mille operai). Ma questo è soltanto lo stralcio di una delle lettere pubblicate sul volume; lettere che affrontano temi diversi e in genere tutti testimonianti l’amore del Maestro per la salvaguardia del suo carissimo territorio. Un volume che resterà utile strumento di approfondimento per studiosi, ricercatori, semplici appassionati. Un volume per cui vanno ringraziati la Provincia e il Comune di Viareggio, la Fondazione del Festival Pucciniano e i discendenti dei due antichi amici che hanno atteso a questo piccolo ma puntuale sforzo editoriale con una dedizione non certo nata dall’interesse economico. y

lands as fuel, thus creating serious damage to the ecosystem as well as the general living environment. Puccini actually retired to his beautiful house at Torre del Lago to compose his music, especially in the last 15 years of his life,(here, he created some of his masterpieces such as Manon Lescaut, Boheme, Tosca, Madame Butterfly, La Fanciulla del West) and to calm his nerves and do some soul searching. It is obvious, therefore, that this noisy and ‘ devasting’ newcomer had disturbed greatly both him and the calmness of the lake, sending birds away as well as creating a distortion of the pace of life that had been agricultural and craft based and was now changed drastically to industrial. (There were over a thousand workers in the Power Company.) But this is only an excerpt from

...e

lucean le stelle sul lago di Massaciuccoli _____ 74

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just one of the letters published in the volume. They deal with different issues, and in general all testifying the love the Maestro had for protection of his magical land. The book is a very useful source for scholars, researchers and enthusiasts. A volume for which thanks are due to the Province and the Municipality of Viareggio, the Puccini Festival Foundation and all the relatives of the two old friends who created this little but precise editorial effort. y


( annotazioni di viaggio )

( a tirar su le reti ) ( vita di porto ) ( il menu di giuseppe mancino )

12.22.34

altre piccole notizie che ci piace raccontare...

more snippets that we like to tell...

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12.22.34

alfo

alfo, musei, stelle/ alfo, museum, stars

alfo

48.54

musei

usi e cotture, vita al negresco / customs and recipes, life at the negresco

60.70.74

museum

villa dei venulei , lucca, turris eburnea

stelle

stars

La sera Alfo ci invita a casa sua per farci gustare una pasta alla trabaccolara, cucinata dalla moglie. Un piatto che da queste parti è consueto in ogni mensa e che si fa con una base di trito di minutaglie di pesci elaborate a intingolo con una ricca presenza di arselle, secondo la semplice arte di chi sa fare di necessità virtù. E dunque piatto prelibato, non solo per il suo valore gustativo. That evening, Alfo invited us to his house for dinner, to taste a pasta trabaccolara, cooked by his wife.

This is a customary meal in Viareggio. It is a sauce prepared with a basis of chopped small fishes in which there is an abundance of tellina planata clams, according to the simple art of those who know how to make a virtue of necessity. Thus, it is a delicious dish, not only for its flavour. Da pochi anni a Viareggio è stato inaugurato il Museo della Marineria che ha sede nell’antico edificio un tempo riservato al mercato ittico. Piccolo museo che racconta la storia dei cantieri locali e della tradizione veliera versiliese. Per gli appassionati del genere segnaliamo volentieri una rara collezione di antichi strumenti nautici tra cui sestanti e bussole. Di bell’impatto anche alcune antiche reti e altre attrezzature su cui semplici artisti locali raffiguravano iconografie relative al mare. Museo della Marineria Via Peschiera, 9 - 55049 Viareggio (LU) www.museomarineria.info

Recently, in Viareggio, the Maritime Museum was inaugurated.. It is housed in a historic building that was once the fish market. This is a little museum which recalls the history of the local shipyards and the Versilian sailing tradition. For fans of the genre we are eager to recommend their rare collection of old nautical instruments including sextants and compasses. There are also several very interesting old nets and equipment which have been painted by simple local artists with a sea-related iconography. Maritime Museum Via Peschiera, 9 - 55049 Viareggio (LU) www.museomarineria.info Il ristorante “Piccolo Principe”, Stella Michelin, offre una cucina squisitamente ricercata, arricchita e valorizzata da una fornita Carta dei vini, da gustare nella elegante ed esclusiva rinnovata sala al quinto piano con vista mozzafiato sul mare e sulle Alpi Apuane o nella splendida terrazza a bordo piscina sul roof garden. Il Piccolo Principe è aperto tutto l’anno, anche per i non residenti in hotel.

The Michelin starred restaurant “Piccolo Principe” offers an exquisitely sophisticated menu, enriched and enhanced by a large wine list, which may be enjoyed either in the elegant and exclusive, refurbished hall on the fifth floor with a breathtaking view of the sea and the Apuane Alps, on the wonderful terrace, by the side of the swimming pool, or in the roof garden. IThe Piccolo Principe is open all year round, even for diners who are not staying at the hotel.

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48.54 ( pescati versiliesi ) ( annie feolde )

60.70.74

( il viaggio gourmart ) ( quando monicelli era viareggino ) ( e lucean le stelle... )

Villa dei Venulei

Villa dei Venulei usi e cotture

versilian haul

Nel lungomare versiliese che si allunga per quasi 20 km da Massa a Viareggio, l’uso di trattare il pesce, fatta salva qualche piccola variazione di uso localistico, si impronta sulla delicatezza della cottura e sull’uso di alcune varietà ittiche che sono utilizzate per gustosi sughetti o note zuppe. Ne ricordiamo alcune che ci paiono fondamentali: Arselle alla Marinara, pasta alla Trabaccolara, il Caciucco alla Viareggina e i mille modi per utilizzare il pesce azzurro particolarmente gradito nella tradizione locale.

Along the Versilian seafront, which extends for nearly 20 km from Massa to Viareggio, the customary way of cooking fish, except for a few local, variations, is based on the lightness of cooking as well as on the use of certain varieties of fish that are used to prepare tasty sauces or wellknown soups. We would like to mention some of them, which are, in our opinion, fundamental: the tellina planata clams Marinara, the Pasta Trabaccolara, the Viareggio-style Caciucco, and the one thousand ways to cook the oily fish, particularly appreciated in the local tradition.

vita al negresco

life at the negresco

“I miei genitori, che hanno lavorato tutta la vita al Negresco a Nizza, mi hanno fatto conoscere le due facce di una vita dedicata al pubblico: un grande piacere nei contatti ma anche tanti sacrifici nella vita privata. È per questo che ho fatto di tutto per evitare di fare questo mestiere. Sono cambiata, però, grazie all’incontro con Giorgio Pinchiorri a Firenze. Un appassionato di vini francesi e italiani, che aveva bisogno di accompagnare i propri vini con piccoli spuntini… Da qui il mio ruolo, modesto, che mi ha permesso di essere la prima donna in Italia a ottenere tre stelle. In altre parole, sono autodidatta, felice di esserlo, appassionata di ricette e tradizioni italiane, raccolte e realizzate da 40 anni nella capitale toscana.” [Annie Feolde]

“My parents have worked all their lives in the ‘Negresco’ in Nice and have shown me the two sides of a life dedicated to the public: the pleasure of contact with people but also a lot of personal sacrifices. As a result I did everything I could to avoid doing a similar job. But an encounter with Giorgio Pinchiorri in Florence changed me. He is a lover of French and Italian wines and at one time he needed some finger food snacks to accompany his wines. Hence my role, albeit a modest one, which allowed me to be the first woman in Italy to be awarded three Michelin stars. I am actually self-taught and happy to be so and always enthusiastic about those Italian recipes that I have both gathered and prepared in the 40 years I have worked in the capital of Tuscany.” [Annie Feolde]

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Salendo alla Pieve di San Lorenzo sono visibili i resti monumentali della Villa dei Venulei costruita agli inizi del I secolo d.C., ampliata nel II e affacciata scenograficamente sullo splendido paesaggio del lago. Dalla terrazza su cui oggi insiste la chiesa, dove sorgevano gli ambienti residenziali, il complesso si sviluppa con spazi termali, per il banchetto e il riposo nella terrazza sottostante. Testimoniano la ricca decorazione delle strutture alcuni elementi architettonici e sculture in marmo oggi esposte insieme ai reperti dell’edificio con mosaico. www.massaciuccoliromana.it Climbing to the monastery, or to be more exact, the ‘Pieve’ of San Lorenzo you will come across the monumental ruins of the Villa dei Venulei, built in the early first century A.D., and expanded in the

second, with spectacular views over the magnificent lake beneath. From the terrace where there is now a church there were once residential buildings which expanded into a thermal area for relaxation and banqueting. Attesting to the rich decoration of the structures some architectural elements, marble sculptures and findings from a building with mosaics are on display.

www.massaciuccoliromana.it Lucca

Lucca

In una recente intervista Mario Monicelli ha dichiarato che: “Lucca è una città che amo moltissimo perché credo sia la più bella città d’Italia. Ha una bellezza scenografica e architettonica, sia per quello che riguarda l’interno della città che per la corona delle mura, che è un gioiello unico in Italia. È una città di straordinaria bellezza ma poco conosciuta: esiste ma in pochi l’hanno vista. Ma questo può anche essere una fortuna”. In a recent interview Mario Monicelli said: “Lucca is one of my most beloved cities and that is because I think it is the most beautiful city in Italy.

Its landscape and architectural beauty, in particular the oldtown and the walls around it, is a unique jewel in Italy. It is an extraordinarily beautiful city, but still little known. There it is, but only a few people have seen it, and this may be a blessing.” turris eburnea

turris eburnea

«Gaudio supremo, paradiso, eden, empireo, «turris eburnea», «vas spirituale», reggia... abitanti 120, 12 case. Paese tranquillo, con macchie splendide fino al mare, popolate di daini, cignali, lepri, conigli, fagiani, beccacce, merli, fringuelli e passere. Padule immenso. Tramonti lussuruosi e straordinari. Aria maccherona d’estate, splendida di primavera e di autunno. Vento dominante, di estate il maestrale, d’inverno il grecale o il libeccio.» [Giacomo Puccini, ...e lucean le stelle sul lago di Massacioccoli]

“Supreme joy, paradise, Eden, empyrean, “turris eburnea” [ivory tower], “vas spirituale” [spiritual vessel], royal palace, 120 inhabitants, 12 houses. A quiet village, with a wonderful

maquis going down to the sea, populated with deers, boars, hares, rabbits, pheasants, woodcocks, blackbirds, chaffinches and hen sparrows. Immense marsh. Luxurious and extraordinary sunsets.

The air “maccherona” in summer, beautiful in spring and autumn. Prevailing winds, in summer the mistral, in winter the gregale or the libeccio.» [Giacomo Puccini, ...and the stars were shining on the Massaciuccoli Lake]

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caratteri tipografici typefaces Adobe Caslon Pro, Apex Sans carta paper Scheufelen BVS mat white 150 gm2, Fedrigoni Arcoprit E.W. 250 gm2 Stampato in Italia Printed in Italy da by Grafiche Gelli srl

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Contrasto