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INDICE ANALITICO

Sezioni

1

Introduzione 1.1. Finalità ………………………………………………………… 1.2.Guida d’uso ……………………………………………………

2

Descrizione 2.1. Vista CDMmicroP1…………………………………………….. 2.2. Generalità ……………………………………………………….

3

Configurazione 3.1. Configurazione della centralina ……………………………..

4

Modalità di funzionamento 4.1. Controlli e gestioni automatiche centralina ………………. 4.2. OFF ……………………………………………………………… 4.3. MAN …………………………………………………………….. 4.4. AUTO …………………………………………………………… 4.5. Diagrammi ……………………………………..………………. 4.6. Parametri caldi GE ..…………………………………………… 4.7. Stati temporali fondamentali della rete ……………………. 4.8. Stati temporali fondamentali del generatore ……………… 4.9. Diagramma ciclo intervento automatico STAND BY ……...

5

Didascalie e sinottico 5.1. Vista pannello sinottico frontale …...……………………….. 5.2. Visualizzazione pagine misure .………………………………

6

Impianto alimentazione elettronica e servizi 6.1. Centralina circuito DC ………………………………………….. 6.2. Il sistema carica batterie integrato …………………………... 6.3. La protezione elettronica da corrente PE …………………….

7

Le procedure 7.1.Schema a blocchi MASTER ……………………………………. 7.2.Schema a blocchi AMF………………..………………………… 7.3.Diagramma di flusso MASTER………………………...………. 7.4.Diagramma sorveglianza RETE AMF………………………….. 7.5.Schema a blocchi Data Logger………………………………… 7.6.Diagramma di flusso Data Logger…………….……………….


8

L’archivio circolare data logger DL a bordo 8.1.Archivio storico DL …………………………………………….

9

Programmazione 9.1. Menu Principale………………………………………………… 9.2. SottoMenu “ID MACCHINA”…………………………………. 9.3. SottoMenu “ARCHIVIO”………………………………………. 9.4. SottoMenu “CONTATORI”……………………………………. 9.5. SottoMenu “PARAMETRI”………..……………………………. 9.6. SottoMenu “DATA/ORA”……………………..……………….. 9.7. SottoMenu “CAMBIO PASSWORD”.………………………… 9.8. SottoMenu “TIME OUT”……….……………………………… 9.9. Parametri soglie intervento …………………………………...

10

Diagnostica guasti 10.1.Segnalazioni LED PROG……………………………………..

11

Connessioni e comunicazioni 11.1. Remota …………………………………………………………. 11.2. Locale …………………………………………………………… 11.3.Carico/scarico dati …………………………………………….. 11.4.Espansioni ………………………………………………………

12

Applicazioni varie 12.1.Building Automation …………………………………….

13

Caratteristiche tecniche 13.1. Misure d’ingombro ……………………………………………. 13.2. Dati tecnici di funzionamento ..……………………………… 13.3. Tavola ingressi/uscite e connettori ………………………….. 13.4. Norme di riferimento ..…………………………………………


SEZIONE 1: Introduzione

Finalità

1.1.

Finalità

CDMmicroP1 racchiude e sintetizza in un’ unica soluzione integrata altamente sofisticata ed ingegnerizzata la soluzione ideale, basata sulla continua evoluzione tecnologica e le richieste specifiche di mercato sottoposteci di volta in volta dai ns Clienti abituali, dal piccolo Imprenditore alla grande Industria, dal Contadino al Noleggio nel settore cinematografico, in tutti quei svariati casi verificatisi in cui si aveva avuto bisogno di realizzare quadristica o macchine complete in modo rapido,più semplificato possibile e con tempi di consegna complessivi notevolmente ridotti! Da questi pregi ne deriva una installazione sempre adeguata ad ogni situazione ed una gestione ottimale e completa sotto ogni punto di vista, di conseguenza efficace in ogni ambito applicativo. Costruzione senza grosse pretese, buona reperibilità dei componenti, completezza ed integrazione, economicità, infine utilizzo semplice ed intuitivo (senza grossi manuali alla mano come di solito per altri prodotti) sono solo alcuni dei punti di forza del modulo, grazie al quale, con la sola aggiunta di pochi componenti elettromeccanici si riesce a realizzare la completa e funzionale automazione di qualunque gruppo elettrogeno. Un’accurata selezione ed un test elettrico dei componenti garantiscono e permettono di mantenere un elevato standard qualitativo costruttivo ed un tasso di mortalità medio per i singoli componenti stessi molto basso dando alla centralina CDMmicroP1 la possibilità di funzionare ed essere operativa anche nei casi più critici nei quali sia richiesto un livello di sicurezza per cui l’intervento immediato e la continuità di esercizio si rendano necessari, determinanti se non vitali.

Figura 1 - Centralina CDM microP1


SEZIONE 1: Introduzione

Guida

1.2. Guida d’uso

In questa guida vengono fornite tutte le informazioni relative a: caratteristiche e funzioni principali della centralina, sinottico, display, indicazioni a led, tasti funzione e commutatore a chiave gestione e controllo centralina in tutte le sue modalitĂ  operative dati tecnici e tabelle di riferimento.


SEZIONE 2: Descrizione

Vista

2.1. Vista CDMmicroP1


SEZIONE 2: Descrizione

Generalità

2.2.

Generalità

Sul frontale dell’apparecchiatura trova posto un commutatore a 3 posizioni OFF-MAN-AUTO, 7 tasti centrali PC-PR-R, CR-START-CG, STOP, alla loro sinistra le 3 segnalazioni a led di funzionamento (Charge-Fault-Ok) relative ad un carica batteria interno, 3 leds R-S-T presenza Rete esterna (Mains) e il led CR (contattore Rete), infine il led EXT RC chiamata esterna; alla loro destra è riportata graficamente la sezione motore-generatore con 3 leds X-Y-Z presenza tensione generatore e,dal basso verso l’alto, led Prog, led BLO basso livello olio, led BPO bassa pressione olio, led motore in moto (Verde), led D+avaria alternatore carica batterie o rottura cinghie, led ATA alta temperatura acqua motore, ed BLA basso livello acqua motore; ancora più su led riserva/mancanza combustibile, led CG avvenuta chiusura contattore Gruppo, led termico scattato GE, led PAE pulsante arresto di emergenza premuto. Per finire la parte superiore è dedicata alle letture di varie misure in campo con due tasti dedicati SCROLL/ENTER, ALARM/RESET ed un display a 2 righe (separato in tre sezioni per riga vedi descrizione CDMmicroP1 – vedi paragrafo 5.1 e 5.2). Sul lato sinistro del display ci sono 5 leds che si accendono uno alla volta, dall’alto verso il basso, ad indicare la pagina attualmente selezionata con il tasto SCROLL/ENTER. Trovano posto superiormente al display un led WARNING di attenzione o preallarme che indica il superamento di una soglia di attenzione ed un led ALARM di segnalazione allarme occorso che indica un avvenuto allarme con arresto istantaneo o immediato. La centralina si gestisce principalmente dal commutatore a chiave come di seguito riportato: Innanzitutto la scheda “Master” mantiene in modo ritenitivo alcune informazioni proprie e della macchina su cui è installata (pagina identificazione) visualizzate sul display all’accensione (dalla pos OFF a MAN), con un test leds di due secondi. Successivamente se è venuta meno l’alimentazione ci sarà una richiesta di password per farla funzionare (tutto bloccato tastiera,procedure e pagg. visualizzate) gli unici tasti abilitati e necessari per introdurre la password sono SCROLL, RESET, START (aumenta) e STOP (diminuisci); lo SCROLL premuto 5 sec (una volta in programmazione) permette di inviare la password. Inserita la psw la centralina è abilitata a funzionare.


SEZIONE 3: Configurazione

Configurazione

3.1. Configurazione della centralina

La centralina nella sua configurazione completa è dotata di : INGRESSI DIGITALI in campo (per allarmi con arresto immediato,per segnalazione di preallarme o per consensi); allarmi con arresto immediato sono ad esempio BPO per Bassa Pressione olio o ATA alta temperatura acqua,preallarmi ad esempio riserva combustibile e di attenzione tipo termico PC scattato o termico PR(ELUB) scattato,di consenso vedi in DIGIT –B TERMICO ARIA NA che da il consenso al relè PR in pos AUTO di attivarsi nella fase di avviamento P01=benzina insieme all’impulso avviamento per comandare uno starter (Choke farfalla carburatore) NA disabilita l’uscita PR INGRESSI ANALOGICI per misure in campo su scheda aggiuntiva TAF TELESEGNALI uscite transistorizzate per riporto condizioni a distanza su TAF INGRESSI IN FREQUENZA a mezzo Pick Up (0-7500Hz) sensore magnetico con freq. Proporzionale alla velocità di rotazione ruota dentata) o a mezzo del segnale proporzionale alla rotazione rotore alternatore CB “W”(0-2000Hz). Uscita a transistor +B Ecc D+ 12V (Ecc D+24V) che si attivano 2”(con frequenza 1 impulso/sec) prima e 2” dopo la pressione dello START cioè dopo l’impulso eccitazione relè di avviamento (in posizione AUTO vedi impulso di START paragrafo 4.9) Una uscita a transistor ALL comando SIRENA Ingressi in tensione Gruppo Elettrogeno max 500Vac Terminali alimentazione per impianti 12V/24Vdc (range esteso 7-34VdC) Tre ingressi trasformatori amperometrici TA per rilevamento correnti di fase 500Vac/5 A (la misura dipende dalla potenza e dalla classe di precisione dei TA nonché dalla corretta installazione) INGRESSI in tensione RETE R-S-T-N INGRESSI in tensione GE X-Y-Z Uscite transistor CALL, R, PC, LAMP e relè di comando (vedi paragrafo 13.2, 13.3)


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento

4.1.Controlli e gestioni automatiche della centralina Se il commutatore è in pos MAN, motore fermo o non in finestra,non è inserito né il contattore Rete CR né il contattore Gruppo CG, la CDMmicroP1 interviene sulla commutazione a tempo zero (con un ritardo di 500ms) sul ramo Rete già nella fase Rientrante Rete commutando su CR appunto per non lasciare disalimentate le utenze (procedura di sicurezza gestione commutazione). Se, durante una fase di avviamento automatico,si porta il commutatore a chiave dalla posizione AUTO alla MAN il ciclo si interrompe come pure le altre funzioni procedure automatiche in corso. Passando con il commutatore dalla posizione AUTO a MAN mentre è processata una normale richiesta di arresto automatico questa verrà portata a termine fino in fondo. Passando con il commutatore dalla posizione AUTO a MAN durante un ciclo di raffreddamento,questo verrà interrotto ed il motore rimarrà in moto senza carico (a vuoto poiché la commutazione CG—CR sulla Rete è già avvenuta)e dovrà essere arrestato dall’operatore stesso oppure si riposizionerà il commutatore a chiave nella posizione AUTO... Si può passare nella posizione MAN dalla posizione OFF o dalla posizione AUTO. La chiave del commutatore si estrae in tutte le posizioni.

CASI PARTICOLARI. Un’apposita procedura gestisce la commutazione proteggendola da sovraccarichi sia lato RETE che lato GENERATORE. La centralina in modo intelligente ne sorveglia lo stato senza mai lasciare disalimentate le utenze anche nei casi dovuti ad errori o dimenticanze dell’operatore (vedi paragrafo 7.1, 7.4).


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento

Off

4.2. OFF

In questa posizione,anche se presente l’alimentazione interna,non è operativo alcun automatismo, né il display, né tutti i tasti, le schede sono a “riposo” eccezion fatta per il CB carica batterie interno che funziona e si regola automaticamente ed in modo indipendente dalla centralina mantenendo in carica le batterie (non è adatto a batterie completamente scariche) purché sia presente tensione agli ingressi R-S-T-N: il CB si alimenta in R-N se parametro P02=0 oppure =2 configurazione mono 220V o tri 380V, invece si alimenta in R-T se P02=1 (vedi paragrafo 9.9). La carica avviene a regolazione di corrente (la batteria la richiede naturalmente) per mezzo di un potenziometro o per via software, a seconda del modello del caricabatteria interno, permette la regolazione della corrente max erogata (massima 3 A, tecnologia switching 3 step) e la tensione è fissa - CARICA A FONDO raggiunta la tensione di fine carica diminuita la corrente assorbita la regolazione di carica è a corrente fissa di bilanciamento autoscarica e assorbimenti vari scheda con controllo sulla tensione.

led OK viene attivato quando è in carica di mantenimento (il micro rileva una corrente erogata minima 500 mA) led FAULT attivato per mancata carica/avaria,controllo tensione (è funzione di una tensione VBattmin/E d’allarme) led CHARGE attivato nella carica a fondo (è funzione di una tensione VBattmin/E di carica intermedia) In posizione OFF del commutatore una particolare sequenza circuitale permette di avere tensione della batteria/e accumulatori sul pin OUT+B che ponticellato con pin IN RC permette di attivare la centralina come se fosse posto il commutatore in posizione AUTO. Questa tensione è proveniente dalla posizione OFF esclusivamente,quindi se erroneamente venisse spostato il commutatore stesso in un’altra posizione,ad insaputa per esempio sulla posizione MAN, questa tensione cadrebbe senza creare nessun “conflitto interno” tra le posizione chiave e le procedure manuali o automatiche innescate dalla nuova posizione chiave appunto (vedi paragrafo 13.3). La condizione è segnalata da un apposito led ad alta luminosità posto sul fronte della centralina denominato EXT RC. Con questo escamotage si evita di scaricare le batterie poiché non ci sono assorbimenti in corso nella posizione OFF.


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento

Man

4.3. MAN

[1:2]

Passando nella pos. MAN si alimenta la scheda Master,la scheda TAF e si abilitano al funzionamento i telesegnali e le letture degli ingressi analogici T1°C, T2°C, T3°C, BARolio, gli ingressi in frequenza; si alimenta la scheda AMF ma si rendono disponibili come funzioni automatiche solo l’uscita a transistor LAMP (il lampeggio è una funzione della AMF) vedi (in) segnale WARNING su pin AMF, non è abilitata nessun altra funzione automatica -vedi(in) segnale automatico-assente perché il commutatore è in MAN e non in AUTO ed è attivo il segnale analogico livello combustibile nonché il display letture misure+(out)segnale comando transistor MANUALE su TAF. Test leds automatico di 2” tutti i leds accesi fissi+buzzer tre beep Display in funzione su pagina 1 MOTOR e led relativo acceso fisso Tutti i tasti sono abilitati e relative funzioni Segnalazione 2” Manutenzione Programmata se raggiunta Essendo,ad esempio,la Rete presente i leds R-S-T sono accesi (da AMF out segnale comando led R-out segnale comando led S-out segnale comando led T-Procedura flash led se tensione presente fuori norma) Led CR acceso fisso

Tasto con led (comando diretto uscita PC) fintanto che premuto si accende la segnalazione led del tasto e si attiva manualmente l’uscita in campo a transistor PC (pompa carburante). Tasto con led (doppia funzione TEST) fintanto che premuto si accende la segnalazione led del tasto e si attiva manualmente l’uscita in campo relè PR su Master.

Tasto (pin out comando diretto relè CR NC AMF) che comanda direttamente il rele NC CR:premuto una volta eccita in modo permanente il relè CR (si spegne il led CR mancando INDIGIT –B CR, cade segnale comando transistor CR CHIUSO TAF), premuto una seconda volta diseccita il relè in modo stabile e si accende il led CR+segnale comando transistor CR CHIUSO TAF. E’ attiva la funzione flash led propria della AMF per avaria commutazione con V Rete presente nella norma (funzione toggle del tasto). Tasto (out comando diretto relè CG NA pin AMF) che comanda direttamente il rele NA CG deve essere diseccitato l’uscita CR per essere attivabile (interblocco), premuto una volta eccita in modo permanente il relè CG (si accende il led CG essendo presente INDIGIT –B CG+segnale comando transistor CG CHIUSO TAF), premuto una seconda volta diseccita il relè in modo stabile e si spegne il led CG e cade in segnale comando transistor CG CHIUSO. E’ attiva la funzione flash led propria della AMF per avaria commutazione con tensione GEN presente e nella norma (funzione toggle del tasto).


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento

Man

4.3. MAN

[2:2]

Tasto premuto attiva 3 beep cicalino e 3 impulsi comando uscita a transistor ALL per comandare un relè sirena o sirena elettronica, il led del tasto fintanto che premuto eccita direttamente il relè AVVIAMENTO, attiva 2” preavviamento le uscite a transistor +B Ecc D+12V (o ECC D+ 24V) e eccita oppure no, a seconda dell’impostazione parametro P04, il relè EV che rimane tale anche dopo il rilascio dello START (vedi soglie di tensioni D+ 8V o 16V). Sequenza valida anche in posizione AUTO (vedi paragrafo 4.5 diagramma [1:15]). Tasto (doppia funzione) fintanto che premuto accende il led relativo e diseccita o eccita il relè EV vedi P04=sempre eccitato in servizio continuo o P04=eccitato in arresto servizio discontinuo

Tasto R premuto una volta (in segnale comando diretto uscita transistor R AMF)accende il led tasto e attiva l’uscita R (riscaldatore acqua/olio) in modo permanente,premuto una seconda volta disattiva l’uscita transistor R e il led tasto R (*) (funzione toggle del tasto).

(*) Essendo nella posizione manuale il comando è diretto e non subordinato a parametro relativo di temperatura rilevato nell’ingresso analogico T1°C o dalla condizione motore in moto (vedi paragrafo 4.5 e 9.9).


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento

Auto

4.4. AUTO

[1:2]

In pos AUTO del commutatore sono operative le procedure automatiche delle schede integrate e la procedura evoluta avviamenti automatici del Master (vedi paragrafo 4.9 e 9.9). Sorveglianza automatica della tensione Rete Procedura controllo sovraccarico elettronico “vedi P23, P24, P25, P26” (valida anche in posizione MAN). Le funzioni automatiche LAMP uscita lampeggiante, uscita rabbocco automatico pompa carburante PC, uscita riscaldatore automatico R, comando automatico PR per prelubrificazione ciclica a tempo e pre-avviamento, pre-riscaldo, candelette, gas-starter. Controllo tensione Batterie preallarme e allarme con procedura di controllo evoluta anche in fase di avviamento (P40, P41, P42, P43). Funzione Blocco Notturno e Festivo, commutando in MAN durante un blocco festivo o notturno si può attivare la macchina “manualmente”. Funzione TIME OUT, sempre attiva, “vedi P48-P49” allo scadere del tempo previsto TIME OUT da DATA LOGGER, la tastiera è abilitata solo per l’inserimento della relativa password di accesso. Funzioni Comando “a distanza” CD “vedi P56-P57-P58-P59”: Avviamento forzato con erogazione SCR Avviamento forzato con erogazione ritardato(Francia) EJP (*) Avviamento forzato con erogazione ritardato a tempo (Francia) EJP/T (*) Avviamento temporizzato basculante da segnale di chiamata CALL (fino a 8 gruppi elettrogeni che si alternano) BASC (*) funzioni personalizzate attive da un unico consenso digitale su apposito ingresso CD SCR: se P56=0 ed è presente tensione al morsetto IN+B forzatura stato, si ha avviamento ed erogazione come se mancasse la Rete(simulazione mancanza) e rimarrà in erogazione forzata fino al cadere di IN+B forzatura, la scheda tornerà in AUTO STAND-BY, se la Rete è presente il GE si arresterà dopo il ciclo di raffreddamento. Se è presente il negativo al morsetto IN+B forzatura, si attiva la procedura di blocco BLK. Ad un’anomalia della Rete il GE non partirebbe (inibizione). EJP: se P56=1 ed è presente tensione al morsetto IN+B forzatura stato, si ha avviamento ed erogazione come se mancasse la Rete con ritardo temporale P57 e resta in erogazione forzata fino al cadere di IN+B forzatura, dopodiché la scheda torna in AUTO STAND-BY, infine se la Rete è presente il GE si arresta dopo il ciclo di raffreddamento. Se è presente il negativo al morsetto IN+B forzatura, si attiva la procedura di blocco BLK. Ad un’anomalia della Rete il GE non partirebbe (inibizione). Simile alla funzione SCR ma con un ritardo temporale. EJP/T: se P56=2 ed è presente tensione al morsetto IN+B forzatura, si ha avviamento ed erogazione come se mancasse la Rete con ritardo temporale P57 e si arresta con un successivo ritardo temporale P58.


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento

Auto

4.4. AUTO

[2:2]

BASC: (valida fino a 8 GE con la stessa configurazione e in funzionamento alternato) se P56=3 ed è presente il negativo al morsetto IN+B forzatura come impulso 0,5” - 4”, si attiva la procedura BASC. L’avviamento automatico per mancanza Rete è inibito, in questa configurazione il GE si avvia solo con –B presente al morsetto IN+B forzatura impulso 0,5” - 4” presente (vedi morsettiera J14 OUT TRANSISTOR CALL – paragrafo 3.3) per chiamata esterna o allarme (vedi P59); pertanto se, in fase di avviamento o successivamente da IN+B forzatura stato con –B presente, il GE presenta un allarme, oltre ad attivarsi l’uscita transistor ALL, si attiva anche il transistor CALL come fosse esaurito P59 per chiamare il gruppo soccorritore. Blocco: si attiva premendo 3” il tasto STOP in posizione AUTO (gruppo fermo, in fase di avviamento o in moto) si inibisce pin(out)chiamata GE, si attiva segnale comando transistor blocco TAF, ripremendolo x 3” si disattiva il blocco BLK avviamento automatico da tastiera. Il blocco elettronico si realizza anche da ingresso esterno dedicato o da BLK FESTIVO/NOTTURNO o TIME OUT.

Test: si attiva un test temporizzato (vedi P46) senza erogazione (o attivabile manualmente) premendo il tasto PR+led per 3” in AUTO, se dovesse esserci anomalia di Rete durante il Test si avrà la commutazione sul gruppo; premuto nuovamente per almeno 3” si disattiva la funzione Test-ciclo di raffreddamento e procedura di arresto, altrimenti si disattiva automaticamente a parametro P46 scaduto se la Rete è presente nella norma.


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma Avviamento: STARTER

[1:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma Avviamento: PR

[2:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma Avviamento: CAND

[3:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma Avviamento: GAS

[4:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma Avviamento: PRELUB

[5:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma Prelubrificazione Ciclica

[6:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma PC

[7:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma R

[8:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma Automatico: Sequenza Test

[9:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma SCR

[10:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma EJP

[11:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma EJP/T

[12:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma BASC

[13:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma Allarmi: BPO

[14:15]


SEZIONE 4: Diagrammi

Diagrammi

4.5. Diagramma Allarmi: Sovra/Sottofrequenza

[15:15]


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento

Parametri

4.6. Parametri caldi GE

Si definiscono parametri “caldi” di un generatore quei parametri relativi alla sicurezza di funzionamento ma anche ad una gestione “sicura” del ciclo di avviamento automatico completo,nel senso di affidabile secondo procedure combinate atte ad evitare nei casi reali di funzionamento, dove le variabili in gioco sono spesso differenti ed imprevedibili, non esattamente quantificabili allo stesso modo ed in ogni casistica d’intervento,il mancato avviamento, l’errato inserimento del pignone sul motorino di avviamento diciamo stacci, stalli o colpi dovuti in fondo al fatto che in queste fasi delicate la centralina possa andare in conflitto con altre schede (AVR regolatore di tensione, ECU centralina gestione motore e relative rampe avviamento ritardato) senza generare così allarmi in cascata incontrollabili, visto che tutti i valori suddetti sono parametrizzati ed impostabili dall’operatore in fase di programmazione.

TABELLA PARAMETRI CALDI GE P03

isteresi allarme tensione (motore in moto)

P13

isteresi allarme frequenza (motore in moto)

P14

fuorigiri all’avviamento (rif. Hz GE)

P15

sottogiri all’avviamento (rif. Hz GE)

P16

ritardo su P15

P18

sovratensione all’avviamento

P19

ritardo su P18

P19 (bis)

sottotensione all’avviamento dopo P9

P20

soglia presenza tensione generatore

P29

ritardo attivazioni protezioni digitali motore

P40 P41

soglia di preallarme segnalazione warning max VBatt soglia di allarme blocco max VBatt

P42

soglia di preallarme segnalazione warning min VBatt

P43

soglia di allarme blocco min VBatt


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento

4.7.

Stati temporali fondamentali della Rete

La segnalazione luminosa verde indica il motore in moto, in grado di mantenere il règime minimo e di autosostenersi, comoda se non è possibile verificarlo direttamente a vista (quadro a distanza) e specialmente nelle fasi di verifica. La centralina, nella fase di rientro Rete (vedi paragrafo 4.8), durante la fase di raffreddamento e mentre il motore è in fase di arresto completerà il ciclo in corso (vedi def. motore fermo+P05), anche a seguito di una successiva anomalia dell’alimentazione sulle utenze,prima di attivare un nuovo ciclo di avviamenti automatici. Nella situazione di motore in moto in finestra,passando con il commutatore dalla posizione MAN alla posizione AUTO, anomalia Rete presente,la centralina ridurrà i tempi di intervento eliminando la fase transitorio Rete USCENTE----ASSENTE (P03-P06-P07-P08-P09-P10-P14-P15-P16-P17-P18-P19P19bis-P20) processando solo i passi relativi e successivi alla parametrizzazione P31(vedi paragrafo 9.9).Nel caso di due anomalie Rete verificatesi in successione (in genere durante il ciclo di raffreddamento) è possibile che il motogeneratore sia già fermo probabilmente solo perché non era mai partito dalla prima anomalia e non era quindi in moto affatto (mancato avviamento con segnalazione acustiche e visive con allarme di blocco) tenendo conto che il commutatore normalmente è in AUTO e quindi l’anomalia di mancato avviamento va resettata manualmente immancabilmente per motivi tecnici di sicurezza dopo riconoscimento del guasto occorso (sono disponibili telesegnali che tengono costantemente informati sullo stato della centralina e del generatore o possono essere utilizzati in una sequenza di controllo di qualsiasi applicazione). Le segnalazioni sul pannello frontale permettono di conoscere immediatamente lo stato Rete e la presenza o meno di tensioni attive sulla linea di alimentazione, segnalazioni utili ed inconfondibili in tutte le fasi di manutenzione e/o controllo a vista (senza disporre di un tester alla mano, disponibile anche a centralina in OFF):

Vedi paragrafo 4.9 per maggiori dettagli.


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento 4.8.Stati temporali fondamentali del Generatore [1:2]

Per il GEN valgono le stesse considerazioni e procedure sugli stati temporali della Rete con strategie praticamente identiche processate, le segnalazioni luminose hanno quindi la stessa tipologia di comportamento: GRUPPO IN FINESTRA GRUPPO FUORI FINESTRA ISTERESI GRUPPO VIVO / MORTO

Led accesi fissi X-Y-Z Led lampeggianti X-Y-Z Fase “viva” accesa, Fase “morta” spenta Fase VFF (viva fuori finestra) lampeggiante

Le segnalazioni fronte scheda permettono di conoscere immediatamente lo stato alternatore e la presenza o meno di tensioni attive sulla linea gruppo, segnalazioni utili ed inconfondibili in tutte le fasi di manutenzione e/o controllo a vista:

A) DEFINIZIONE GRUPPO O MOTORE “AVVIATO Da P09=0 se in DIGIT –B BPO non presente per un periodo consecutivo >= 0.5” Da P09=1 se non presente IN DIGIT –B BPO e presenza tensione ai capi X-Y-Z-N < 50V-80V e frequenza minima rivelata da P10 per un intervallo consecutivo>=0.5” In automatico è contemplato il mancato avviamento.


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento 4.8. Stati temporali fondamentali del Generatore[2:2] B) DEFINIZIONE DI GRUPPO O MOTORE “FERMO” Dopo il ciclo di arresto e P05 il gruppo è considerato definitivamente fermo (e pronto per nuovo ciclo di intervento automatico) se sono verificate contemporaneamente tutte le seguenti condizioni: Frequenza alternatore gruppo elettrogeno ai capi X-Y-Z-N sotto la soglia minima P10 E’ presente IN DIGIT –B BPO La tensione su tutte le fasi è sotto la soglia minima 50V-80V Tutte queste condizioni devono persistere per almeno 5” altrimenti si attiva una segnalazione tipo WARNING di mancato arresto .

C) DEFINIZIONE RICHIESTA O COMANDO DI ARRESTO IN MANUALE Apertura con commutazione CG-CR del contattore gruppo (se stava erogando) premendo tasto CG e poi CR e pressione tasto STOP fino ad avvenuto arresto:in questa fase gli allarmi digitali motore e gli allarmi elettronici alternatore sono disabilitati,il mancato arresto in manuale non è contemplato.

IN AUTOMATICO Rete in finestra o nei limiti ----> Commutazione automatica CG-CR ----> Ciclo di raffreddamento/ ventilazione ----> P04=0 uscita EV relè diseccitato+allarmi inibiti ----> segnalazione mancato arresto abilitata trascorso P05 se non sono verificate le condizioni di motore fermo.


SEZIONE 4: Modalità di funzionamento

Passi

4.9. Diagramma ciclo intervento automatico STAND BY

Un modulo sensore RETE con funzione di relè di controllo interno (sia in configurazione monofase che trifase), formato da una adeguata partizione di resistenze ad elevato isolamento elettrico e da integrati di ultima generazione veloci e molto precisi campionano le letture centinaia di volte al secondo e sorvegliano,nell’ordine dei centesimi di secondo, costantemente, l’andamento delle tensioni,la simmetria e la corretta sequenza delle fasi monitorando quindi il superamento di soglie prestabilite impostabili per le principali grandezze elettriche ed intervenendo in caso di anomalia/mancanza della alimentazione di Rete sulle utenze. Le procedure interne SW sono state collaudate a lungo e seguono un preciso flow-chart scandito dalle sequenze degli stati temporali RETE/GRUPPO ben definite, migliorando il comportamento “dinamico” del sensore durante variazioni transitorie e rendendolo insensibile a microinterruzioni (affidabilità della rete) o guasti sporadici tipici di software poco evoluti. PASSI FONDAMENTALI (vedi anche paragrafo 4.5) PASSO 1: Sequenza Mancanza/Anomalia rientro Rete

PASSO 2: Sequenza transitorio

01

Min / Max VRETE / HzRETE

01

02

Sequenza Fasi + Dissimmetria Fasi

02

03 04

V / HzRETE in finestra (P03 + P13) Sequenza / Simmetria Fasi

Sovraccarico elettronico della commutazione Gestione automatica avaria commutazione

Questi passi fondamentali vengono processati secondo intervalli di comando e tempi di copertura ben precisi, dando al sensore stesso(combinazione della configurazione SW+HW) un comportamento complessivo nel transitorio adeguato e sicuro per la commutazione in ogni caso di installazione ,nelle più svariate casistiche di anomalia/mancanza Rete verificatesi.Il micro principale (40 Pin) controlla e gestisce una serie di parametri e svariate procedure contemporaneamente secondo combinazione d’intervento(nuove strategie evolute) pre,post e durante avviamento sofisticate(vedi parametri caldi GE) e sorveglia continuamente il valore della tensione batterie (min/max VBatt), come pure lo stato del CB interno con segnalazioni fronte scheda,interrompendo il ciclo di avviamento automatico in presenza di un’anomalia ed evitando così di ”svuotare” completamente gli accumulatori, preservandoli così ed allungandone complessivamente la vita elettrica. In caso di anomalia Rete la centralina interverrà in due modi differenti a seconda di alcune differenze riscontrabili da caso a caso come di seguito riportato graficamente:


SEZIONE 4: ModalitĂ  di funzionamento

Passi

4.9.

Diagramma ciclo intervento automatico

STAND BY DIAGRAMMA CICLO INTERVENTO AUTOMATICO STAND BY su QUADRI DI EMERGENZA ANS

CDMmicroP1- installati su gruppi soccorritori ECOPlus


SEZIONE 5: Didascalie e sinottico

Sinottico

5.1.

Vista pannello sinottico frontale


SEZIONE 5: Didascalie e sinottico

Sinottico

5.2.

Visualizzazione pagine misure

PAGINE VISUALIZZATE sempre abilitate in MAN/AUTO/BLOCCO/TEST tranne che in OFF poiché anche il display è spento, tutto è disalimentato eccezion fatta per l’RTC (orologio/datario/calendario integrato).

Con RETE ESTERNA presente nella norma e CR chiuso Hz-A1-A2A3-Kw-KVA-PWR% sono riferiti alla rete (vedi pagg 4 e 5) mentre HzGen sarà nulla con motore fermo. I KW sono a cosf=0.8 fisso.


SEZIONE 6: Impianto alimentazione elettronica e servizi

Circuito DC

6.1. Centralina circuito DC

CDMmicroP1 è prevista per il funzionamento a range esteso di alimentazione 7-34V DC, senza l’inserimento di eventuali jumper, non necessità di alcun tipo di adeguamento. La tensione di alimentazione è direttamente prelevata dalle batterie accumulatori, è prevista la protezione con fusibile extra-rapido, inversione di polarità e cortocircuito a vari livelli. Condensatori di livellamento entrocontenuti prevengono danni causati da forti sbalzi di tensione o malfunzionamenti dovuti a buchi di alimentazioni. In aggiunta a richiesta batteria tampone con circuito dedicato esterno su specifica (nei casi in cui la centralina dovesse rimanere necessariamente sempre alimentata).

- Batteria aggiuntiva di backup -

ATTENZIONE! Controllare sempre le POLARITA’ DELLE CONNESSIONI. Un eventuale errore di collegamento potrebbe causare avarie moduli elettronici del CDMmicroP1 (inversione delle polarità). Nel posteriore sono presenti ingressi RETE e GRUPPO prestare le dovute attenzioni alle tensioni pericolose. Ogni intervento deve essere svolto da personale qualificato disalimentando tutti gli ingressi in tensione.


SEZIONE 6: Impianto alimentazione elettronica e servizi

Sistema CB

6.2.

Il sistema carica batterie integrato

Il carica batterie gestisce automaticamente tutte le fasi di ricarica preservando gli accumulatori, il tempo di ricarica dipende dalla capacitĂ  del parco batterie e dalla configurazione dellâ&#x20AC;&#x2122;impianto ma non è adeguato alla ricarica in tempi ragionevolmente ridotti di batterie completamente scariche. Entrocontenuto nel modulo della centralina 12/24V, potenza 45W, ingresso 190-270V AC a tecnologia switching intelligente 3 step impostabili via software, completamente automatico permette un livellamento in carica di mantenimento altamente preciso e sicuro.

In applicazioni particolari possono essere utilizzati elementi al Pb ermetico immobilizzati in gel o elementi Ni-Cd.


SEZIONE 6: Impianto alimentazione elettronica e servizi 6.3.

La protezione elettronica da corrente PE

[1:4]

Il superamento di una soglia di corrente (sovracorrente), vedi centralina CDM microP1, deve poter essere manipolata o semplicemente con un tempo di copertura al superamento di detta soglia con intervento semplice WARNING (preallarme intervento dopo P24) o ALARM (con un piccolo tempo di filtro 0.5”), a seconda si tratti di sovraccarico o di cortocircuito) oppure manipolata in funzione del tempo secondo la legge dell’energia passante I^2T inversamente proporzionale al tempo/ritardo di intervento trascorso: maggiore è la sovracorrente o sovraccarico minore dovrà essere il tempo di intervento della protezione elettronica cioè la tempestività della protezione dipenderà dal “peso” della corrente di sovraccarico stesso che per definizione dipende dal quadrato della corrente di fase I appunto. Si stabilisce cosi’ una soglia di corrente max ammissibile P23 + P24 un ritardo o copertura di P23 oltre tale soglia si va in sovracorrente; si deduce a mezzo parametro P25 la soglia o limite di sovraccarico (o valore superiore di sovraccarico) in funzione di P23 (altro non è che il coeff. Tipico di intervento o sgancio termico degli interruttori modulari o scatolati in commercio) la lettura/scansione amperometrica è fatta sulle tre fasi o sulla singola fase a seconda di ingresso trifase o monofase; più o meno fino ad ora la funzione di intervento sembra essere abbastanza lineare come andamento; ciò che rende più raffinata la protezione o intervento da parte della centralina e quello che tecnicamente si definisce comportamento selettivo (vedi a scopo informativo i grafici a fine paragrafo come valutazione della selettività, selettività totale/parziale, a differenziazione in corrente, a differenziazione in tempo,coordinamento in serie), cioè a seconda del sovraccarico o del guasto (la macchina deve poter sopportare e far passare sia certe correnti di sovraccarico relative a certi intervalli di tempo massimo che interrompere tempestivamente il passaggio di correnti di guasto o cortocircuito causate da un avaria nell’impianto o dovute ad una avaria del generatore a monte) è necessario distinguere e tenere in conto svariate casistiche possibili perché la protezione elettronica risulti adeguata (i processori stessi possono avere tempi di intervento ridottissimi!) specialmente con elevati amperaggi in assorbimento anche se quanto detto vale anche per applicazioni più piccole ma non meno importanti. E’ l’applicazione suddetta, non lineare funzione del tempo e del “peso” costruita sulla reale potenza istantanea passante (empirica-ricavata al banco) strettamente correlata all’integrale dell’energia passante detta anche di Bassa Magnetica che aggiunta a quella di tipo termico permette di gestire una protezione di livello più elevato e di “caricare la macchina” e le linee in tutta sicurezza fino al raggiungimento di una soglia di sovraccarico effettivamente più precisa (l’andamento è molto rapido vedi avviamenti motori elettrici in cascata,partenze di elettrocompressori, spunti intere linee di illuminazione al neon in fase di accensione o prese di carico saldatrici ad arco ecc…). Di mezzo, ci si mette a falsare la protezione la temperatura ambiente e della macchina al lavoro, le fluttuazioni di frequenza (forti amperaggi e onde impulsive di armoniche di disturbo alta frequenza dovute a convertitori statici, UPS, in ambito di corrente alternata e generatori sincroni…). Tenendo conto che più si va su col carico minore dovrà essere il tempo di intervento,in conto anche il tempo di sgancio o apertura dell’apparecchiatura adibita al sezionamento della linea (a monte della produzione, nel ns caso), nonché la velocità del processo della centralina stessa si può andare da interventi protezione dell’ordine di qualche centesimo, al minuto fino all’ora o su di lì (sovraccarico leggero/medio). Si inserisca anche la correzione dovuta all’impedenza del cavo di una certa sezione e di una certa lunghezza (al max 20mt se quadro centralina é separato dal generatore) quando il guasto, dovuto a monte dalla macchina (vedi protezione linea) si verifica all’estremo più lontano dal Gruppo Elettrogeno; in questo punto ICC la corrente di corto circuito risulterà minore, attenuata ma proveniente sicuramente da un guasto più grave. Con tutti questi fattori di correzione si può trovare il giusto compromesso fra tutti i casi di guasto per limitare a priori, per quanto sia possibile, i rischi residui che sono pur sempre presenti, e quindi i danni possibili causati a cose e/o persone specialmente in ambienti con condizioni climatiche ostili o dove c’è una alta frequentazione o in situazioni “delicate” dove un guasto o comunque l’interruzione indesiderata di più linee con fermo anche lungo ,dovuta ad una selettività sbagliata, può causare perdite economiche importanti se non perdite umane(settore Ospedaliero). Facendo del tutto, ed è la pratica ed il buon senso, non certo solo una formula matematica a salvare la vita o a mantenere l’incolumità delle persone in certe applicazioni critiche: insomma, non c’è formula che tenga il connubio possibile e la buona valutazione di più cose come Direttive Macchine, Segnalazioni varie,


SEZIONE 6: Impianto alimentazione elettronica e servizi

6.3.

La protezione elettronica da corrente PE

[2:4]

Precauzioni, Protezioni appunto, Installazione alla Regola dell’Arte (vedi anche qualità dei materiali) e via dicendo permettono ciò… Questa Protezione Elettronica per la corrente è un quid in più e permette, a discrezione poi del caso in oggetto e della tipologia di installazione stessa, di non acquistare ed installare costosissimi interruttori automatici bordo macchina (anche migliaia di euro) oltre quelli già previsti, limitandosi all’installazione al massimo di un interruttore non automatico con una semplice bobina di sgancio oppure al solito commutatore motorizzato del tipo adeguato certamente molto più economici. Se la corrente misurata (vedi paragrafo 13.3, TA1= IN S1-S2 secondario TA2 = IN S1-S2 TA3= IN S1-S2 caso trifase) risulta maggiore della soglia di sovracorrente impostata IMAX P23 < I < I P25. Il tempo di intervento della protezione elettronica della centralina risulterà essere maggiore di P24 (Tprotezione>P24). Se I>Isovraccarico (P25) allora Tprotezione<P24 con tempo di intervento della protezione dipendente in modo inversamente proporzionale ad I, vedi “peso” del sovraccarico. In questi due casi ci sarà la procedura preallarme WARNING con apertura CG e commutazione sulla Rete se pos AUTO-SCR-EJP/T, TEST e ciclo di ventilazione con arresto, se in manuale il motore rimarrà in moto e ci sarà la segnalazione warning lamp con commutazione all’istante al rientro Rete. Con il Blocco da tastiera o da ingresso esterno in ogni caso la protezione elettronica protegge la commutazione ed il sovraccarico lato RETE c’è l’eccitazione CR e apertura commutazione fino al RESET allarme dell’operatore oppure se il commutatore è in POS AUTO c’è l’apertura della commutazione ma non la rilevazione mancanza Rete (gli ingressi rivelamento Rete sono presi a monte della commutazione, il gruppo non deve partire a meno che non ci sia l’anomalia della Rete e la chiusura CG sarà fatta a sovraccarico cessato (scatto interruttore “contatore” poco selettivo, c’è la possibile mancanza di alimentazione dovuta al sovraccarico del “contatore” e non della commutazione). Ovviamente su CR lato Rete (vedi IN DIGIT –B CG) la centralina misura amperaggi di Rete su CG lato gruppo (vedi IN DIGIT –B CG) misura valori legati al generatore e le protezioni elettroniche di corrente valgono in tutti e due i casi. Se la corrente misurata I< IMAX la protezione non interverrà affatto. P23= soglia di sovracorrente IMAX P24= tempo di copertura P23 P25= valore soglia di sovraccarico P26= valore ICC soglia di cortocircuito o 2° guasto la protezione elettronica dovrà intervenire in modo istantaneo con brevissimo tempo di filtro (comunque parametrizzato e visibile solo con PSW 3° livello tra 0.05” e 2.50”) apetura CG ed arresto istantaneo per cortocircuito con allarme.


SEZIONE 6: Impianto alimentazione elettronica e servizi

6.3. La protezione elettronica da corrente PE

[3:4]


SEZIONE 6: Impianto alimentazione elettronica e servizi

6.3.

La protezione elettronica da corrente PE

[4:4]


SEZIONE 7: Le procedure

Schemi

7. 1 Schema a blocchi MASTER


SEZIONE 7: Le procedure

Schemi

7. 2 Schema a blocchi AMF


SEZIONE 7: Le procedure

Diagrammi

7. 3 Diagramma di flusso MASTER


SEZIONE 7: Le procedure

Diagrammi

7. 4 Diagramma sorveglianza RETE AMF


SEZIONE 7: Le procedure

Schemi

7. 5 Schema a blocchi Data Logger

Il trend veloce e lento permettono di registrare e diagnosticare cosa accade al gruppo elettrogeno nei primi 30’ post avviamento (acquisizione veloce) e ogni 30’ nelle 48h successive (acquisizione lenta) per avere una “strisciata” continua ed esaustiva relativa ai principali parametri utili, potendo così prevedere un’eventuale anomali e probabilmente evitarla (vedi paragrafo 7.6).


SEZIONE 7: Le procedure

Diagrammi

7. 6 Diagramma di flusso Data Logger su Eprom seriali IICBus


SEZIONE 8: L’archivio circolare Data Logger a bordo

Data Logger

8. 1L’archivio storico DL

L’Archivio Storico DL è un modulo integrato autoalimentato da una pila di backup al litio con autonomia 10 anni e composto da memorie seriali EPROM che comunicano con il micro principale attraverso IICbus il quale permette di mantenere una traccia, in modo ritenitivo, di informazioni di varia natura relative alla macchina su cui è montata la CDMmicroP1 come di seguito riportato: ORE TOTALI DI LAVORO N. AVVIAMENTI PARZIALI N. AVVIAMENTI TOTALI MANCATI AVVIAMENTI-MANCATI ARRESTI AVARIA COMMUTAZIONE (segnalazione di preallarme warning) POSIZIONE COMMUTATORE KW potenza attiva (cosfì fisso) KVA apparente PWR% potenza percentuale impegnata media VBATT tensione batterie alimentazione Funzione HOLD min/max delle misure in campo e storage degli ultimi 99 allarmi occorsi (proc. ALARM) in ordine cronologico (sovrascrivibili) con relativo riferimento in data ed ora grazie all’orologio interno (BPO-ATA-SOVRACCARICO-MIN/MAX VBATT): VGEN tensione generatore sulle tre fasi (X-Y-Z) AGEN correnti erogate sulle tre fasi (A1-A2-A3) Hz GEN frequenza generatore KWGEN potenza attiva (cos fisso) media totale o sulle singole fasi KVA totale MISURE ANALOGICHE T1°C temperatura bancata sx H2O circuito di raffreddamento motore T2°C temperatura bancata dx H2O circuito di raffreddamento motore(disponibile) T3°C temperatura olio circuito di lubrificazione motore(disponibile) BAR olio pressione esercizio circuito di lubrificazione motore(disponibile) La traccia viene memorizzata secondo due modalità di acquisizione delle info: PRIMA MODALITA’ con intervallo di lettura delle grandezze tipo SCANSIONE VELOCE intervallo di scansione 3’ per i primi 30’ post avviamento PROCEDURA TREND VELOCE DI ACQUISIZIONE(circolare sovrascrivibile) SECONDA MODALITA’ con intervallo di lettura delle grandezze tipo SCANSIONE LENTA intervallo di scansione 30’ per le 48ore post avviamento PROCEDURA TREND LENTO DI ACQUISIZIONE(circolare sovrascrivibile)


SEZIONE 9: Programmazione

Menu

9. 1 Menu principale

Dal MENU PRINCIPALE si accede a 7 pagine SOTTOMENU: 1) ID MACCHINA; 2) ARCHIVIO; 3) CONTATORI; 4) PARAMETRI; 5) DATA/ORA; 6) CAMBIA PWD; 7) TIME OUT


SEZIONE 9: Programmazione

SottoMenu

9. 2 SottoMenu “ID MACCHINA”


SEZIONE 9: Programmazione

SottoMenu

9. 3 SottoMenu “ARCHIVIO”


SEZIONE 9: Programmazione

SottoMenu

9. 4 SottoMenu “CONTATORI”


SEZIONE 9: Programmazione

SottoMenu

9. 5 SottoMenu “PARAMETRI”


SEZIONE 9: Programmazione

SottoMenu

9. 6 SottoMenu “DATA/ORA”


SEZIONE 9: Programmazione

SottoMenu

9. 7 SottoMenu “CAMBIO PASSWORD”


SEZIONE 9: Programmazione

SottoMenu

9. 8 SottoMenu “TIME OUT”


SEZIONE 9: Programmazione

SottoMenu

9. 9 Parametri soglie d’intervento

Si entra nelle pagine parametri programmazione in posizione MAN del selettore premendo SCROLL/ENTER per 5”, sarà richiesta la password di utilizzo (SCROLL è attivo anche a tastiera bloccata per TIME OUT . Se la password immessa è quella utente si potrà accedere in sola lettura e vedere: la pagina identificazione (n°matricola/n°commessa/modello-matricola motore/matricola alternatore/software mm/aa/test approvato), scorrendo si entra nell’archivio storico (trend lento allarmi occorsi, in sola lettura); solamente i contatori n°avviamenti parziali e manutenzione programmata possono essere azzerati mentre il conto alla rovescia di TIME OUT è di sola lettura e non si possono leggere i parametri di programmazione e le varie impostazioni . Se la password è quella INSTALLATORE oltre a quanto detto prima si possono variare tutti i parametri di programmazione riportati nelle tabelle che seguono. La password è quella COSTRUTTORE allora tutto come le due precedenti con l’aggiunta che si possono inserire più password, annullare il TIME OUT ed eliminare il blocco elettronico e della tastiera, azzerare i contatori ORE TOTALI, scaricare gli eventi nell’archivio, modificare la pagina identificativa ID. La parametrizzazione di molti valori permette di adattare rapidamente la centralina a svariate casistiche e di migliorarne l’operatività di intervento adeguandola caso per caso al tipo di impianto realizzato. Di seguito sono riportate le tabelle dei parametri impostabili sulla configurazione del modulo CDMmicroP1.


SEZIONE 9: Programmazione

SottoMenu

9. 9 Parametri soglie d’intervento (P01-P32)

P01

Benzina [0], Diesel [1], Gas [2]

P02

220V [0], 230V [1], 380V [2]

P03

Isteresi soglia allarme tensioni lette [0-20%]

P04

EV sempre ecc servizio continuo [0], EV ecc in fase di arresto STOP [1]

P05

Durata attivazione comando di arresto [0-30”]

P06

Durata attivazione comando di avviamento [0-10”]

P07

Numero tentativi avviamenti automatici [0-8]

P08

Pausa tra avviamenti successivi [0-5”]

P09

Motore avviato da BPO [0], Motore avviato da BPO + HzGen P10 [1]

P10

Motore in moto HzGen [0-20Hz]

P11

Scala giri motore 0-1000’ [0], Scala giri motore 0-1500’ [1], Scala giri motore 0-3000’ [2], Scala giri motore 0-5000’ [3]

P12

Scala letture Frequenza RETE e GEN 50Hz [0], 60Hz [1]

P13

Isteresi frequenza [0-25%]

P14

Fuori giri all’avviamento P12+% [0-25%]

P15

Sotto giri all’avviamento P12-% [0-95%]

P16

Ritardo attivazione P15 [0-15”]

P17

Mancato avviamento [0-20”]

P18

Sovratensione all’avviamento P02+% [0-25%]

P19

Ritardo attivazione P18 [0-15”]

P19 BIS

Sottotensione all’avviamento P02-% dopo P09 [0-95%]

P20

Presenza tensione generatore %P02 [0-70%]

P21

Tipo di TA utilizzato 50/5 [0], 100/5 [1], 150/5 [2], 200/5 [3], 400/5 [4], 600/5 [5], 800/5 [6], 1000/5 [7], 1500/5 [8], 2000/5 [9]

P22

Potenza installata in KW [0-1100]

P23

Corrente max %P21 [0-100%]

P24

Ritardo attivazione Protezione su P23 [0-60”]

P25

Protezione sovraccarico x*P23 [0-1.41 istantanea]

P26

Soglia cortocircuito P23*n [0-5.00 istantanea]

P28

Durata uscita Allarme ALL [0-30”]

P29

Ritardo attivazione protezione motore [0-60”]

P30

Ritardo attivazione Gruppo [0-20”]

P30 BIS

Ritardo chiusura CG GENERATORE [0-20”]

P31

Ritardo pausa commutazione CG/CR [0-5”]

P32

Ritardo chiusura CR rientro RETE [0-120”]


SEZIONE 9: Programmazione

SottoMenu

9. 9 Parametri soglie d’intervento (P33-P63)

P33

Tempo raffreddamento motore [0-180”]

P34

Durata PR/CAND/STARTER/PRELUBpreavv. [0-180”]

P35

Funzione attiva PR [0], CAND [1], STARTER [2], PRELUB [3]

P36

Intervallo Prelub. Ciclica automatica [0-15’ (60’ – P36 è il ciclo fermo)],

P37

Tipo di galleggiante VDO [0], VEGLIA [1]

P38

Inserisci PC [0-50% livello galleggiante]

P39

Disattiva PC [50-100% livello galleggiante]

P40

Soglia Preallarme max VBatt [0-286]

P41

Allarme max VBatt P40+% [0-10%]

P42

Soglia Preallarme min VBatt [0-286]

P43

Allarme min VBatt P42-% [0-10%]

P44

Data calendario interno [gg/mm/aa]

P45

Ora calendario interno [hh/mm/ss]

P46

Timer intervallo prova settimanale [0-150 ore]

P47

Durata prova settimanale [0-15’]

P48

TIME OUT Noleggio [gg/mm/aa posti a zero funzione non attiva]

P49

COUNTDOWN da P48 [0-240’ posto a zero funzione non attiva]

P50

Temp intervento riscaldatore acqua [0-38°C (0 escluso)]

P51

Preallarme MIN temp. Acqua [0-15°C =0 funzione non attiva]

P53

Preallarme manutenzione programmata [0-1000 ore (la segnalazione compare all’accensione)] Inizio blocco notturno [hh/mm/ss (se posti a zero la funzione è disattivata)]

P54

Fine blocco notturno [hh/mm/ss (se posti a zero la funzione è disattivata)]

P55

Blocco festivo [gg/mm/aa (per tutte le 24h =0 disattivato)]

P56

Avviamento forzato SCR [0], EJP [1], EJP/T [2], BASC [3],

P57

Timer ritardato EJP e EJP/T [0-3000’]

P58

Temporizzatore EJP/T [0-3000’]

P59

Temporizzazione fine BAS e impulso CALL [0-3000’]

P60

Preallarme T1°C o T2°C acqua [0-95°C]

P61

Preallarme pressione olio [0-12.0 bar]

P62

Preallarme T3olio°C [90-120°C]

P63

Allarme T3olio°C [120-150°C ]

P52


SEZIONE 10: Diagnostica guasti

LED PROG

10. 1. Segnalazioni LED PROG

[1:2]

Un led di segnalazione ad alta luminosità sul frontale LED PROG permette di intervenire in caso di guasto o segnalazione evidenziando funzioni attive come procedure automatiche comando a distanza CD, una segnalazione diagnostica questa (procedura lampeggio diversificato del led prog)interna grazie alla quale si può capire in modo rapido ed intuitivo quale procedura od evento sia attualmente in corso.

Acceso Fisso: guasto orologio calendario Acceso Intermittente: blocco notturno/festivo Acceso 1 Lampeggio: BLOCK esterno/tastiera/TIME OUT Acceso 2 Lampeggi: funzione SCR attiva Acceso 3 Lampeggi: funzione EJP attiva Acceso 4 Lampeggi: funzione EJP/T attiva Acceso 5 Lampeggi: funzione BASC attiva

In aggiunta completano le segnalazioni dirette su sinottico led WARNING (indicazione di superamento di una soglia di preallarme senza arresto) e led ALARM (indicazione diretta allarme occorso con blocco), i leds segnalazione MOTORE e quelli segnalazione GENERATORE.


SEZIONE 10: Diagnostica guasti

LED PROG

10. 1.

Segnalazioni LED PROG

[2:2]

Per finire una uscita disponibile a transistor LAMP permette di gestire una luce lampeggiante di segnalazione montata in genere bordo macchina o su torretta e visibile anche a 50mt di distanza. La sequenza di lampeggi (come durata e pausa tra lampeggi successivi permette di codificare e capire in modo intuitivo il tipo del preallarme WARNING).

Acceso 1 Lampeggio: Acceso 2 Lampeggi: Acceso 3 Lampeggi: Acceso 4 Lampeggi: Acceso 5 Lampeggi: Acceso 6 Lampeggi:

Termico PC scattato Termico PRELUB scattato Riserva carburante Minima temperatura motore Termico GEN scattato Preallarme T1째C/T2째C/T3 OLIO/BAROLIO


SEZIONE 11: Connessioni e comunicazioni

Remota

11. 1

Connessione remota

Senza l’interfaccia di altri moduli di comunicazione o adattatori (basta collegare un apposito modem) si possono ricevere informazioni sullo stato della Centrale e controllarne,a mezzo PSW, le funzioni principali su rete di telefonia fissa,analogica o digitale, oppure su rete GSM; la configurazione del sistema è facilitata da comandi diretti ed indicazioni semplici. E’ necessario installare un software di supervisione e controllo di tipo grafico su piattaforma SCADA con icone animate ed archivio in formato EXCEL foglio elettronico (registrazioni programmate e teleassistenza).

RETE ETHERNET In configurazione multi point o single point si possono gestire da postazione fissa (CENTRALE) itinerante (REPERIBILE SATELLITE) un numero variabile di macchine anche in locazioni differenti e secondo una o più reti ETHERNET su server di trasmissione MOXA secondo il protocollo TCP/IP (riconoscimento ad indirizzamento) di un browser internet.


SEZIONE 11: Connessioni e comunicazioni

Locale

11. 2

Connessione locale

In configurazione locale con cavo e connettore dedicato e relativo software fornito con il pacchetto della fornitura SERIALE si può entrare nella modalità programmazione/MENU’-impostazione parametri/PSW1-2-3/orologio interno/BLOCCO FESTIVO/BLOCCO NOTTURNO/TIMER TEST SETTIMANALE o scaricare dati dall’archivio circolare DL.

Seriale RS232D9P


SEZIONE 11: Connessioni e comunicazioni

Dati

11. 3

Carico/Scarico dati

Lo scarico dati completa la fase di manutenzione con traccia completa in data ed ora degli eventi/anomalie e delle varie misure in campo. Lo si può direttamente con una chiave hardware dedicata.


SEZIONE 11: Connessioni e comunicazioni

Dati

11. 4

Espansioni

Attraverso il connettore seriale e le uscite telesegnali o su protocollo MODBUS RTU a bordo è possibile collegare moduli d’automazione di espansione DIN RAIL.

Scheda 4 relè

Scheda 8 relè solido

Scheda 4 relè con box 2M

Scheda 8 relè allo stato


SEZIONE 11: Connessioni e comunicazioni

Dati

11. 4

Espansioni

Modulo CTM controllo processo

Interfaccia seriale RS232/485 (lunghe distanze)

Espansione 4 Triac con leds segnalazione


SEZIONE 12: Applicazioni varie

Applicazioni

12.1Building Automation

Settore applicativo: INDUSTRIALE CIVILE TERZIARIO Le applicazioni sono portate a termine a vari livelli tecnologici a seconda della richiesta di mercato, della customizzazione (vedi applicazione personalizzata specifica richiesta dal Cliente e non esistente) delle necessità lavorative/di processo atte a migliorare ed accellerare il processo, il lavoro e renderlo più sicuro e adeguato come pure ridurre in termini di errore l’intervento umano secondo Studi di Fattibilità e Studi Preliminari significativi in caso di investimenti relativamente importanti necessari a prevenire perdite economiche inutili (secondo un iter progettuale prestabilito). Normalmente l’indotto mosso ha un a certa rilevanza, le persone coinvolte sono motivate e presenti in prima persona (in tutto una ventina di figure tra collaboratori interni ed esterni), l’ambiente di lavoro è dinamico ed aperto ad alle più svariate e complete soluzioni alternative di progetto e realizzazione.

VEDI COGENERAZIONE TRIGENERAZIONE ENERGY SAVING risparmio energetico CONTROLLO DI PROCESSO E CICLI TERMODINAMICI VARI ,CONTROLLO EMISIONI IN ATMOSFERA .


SEZIONE 13: Caratteristiche tecniche

Misure

13. 1

Misure dâ&#x20AC;&#x2122;ingormbro


SEZIONE 13: Caratteristiche tecniche

Dati Tecnici

13. 2

Dati tecnici di funzionamento

DISPLAY LCD ALFANUMERICO GRADO DI PROTEZIONE FRONTALE

Colore blu, 2X16, retroilluminazione a led, contrasto regolabile, alta luminescenza, transflettivo IP 65

FRONTALE ANTIGRAFFIO CON SINOTTICO

A colori con led integrati e tasti funzione luminosi codificati nella forme e nel colore

TENSIONE ALTERNATA MISURE E SERVIZI

0-500VaC

VOLTMETRO ALTERNATA FREQUENZA LETTURE ALTERNATA MISURE AMPEROMETRICHE su terna TA TENSIONE ALIMENTAZIONE CENTRALINA CORRENTE MAX ASSORBITA DAL MODULO CORRENTE MIN STB MODULO TEMPERATURA AMBIENTE U.R. PORTATA AMPEROMETRICA RELE’ RL1/RL2 PORTATA AMPEROMETRICA RELE’ EV PORTATA AMPEROMETRICA RELE’ CR/CG

classe precisione 1.0% 0-99.9Hz FINO A 2000/5 Amp 7-34V non stabilizzata o regolata mancanza alimentazione permessa 0V per oltre 0.5” Config. base 0.95 Amp Config. base 0.45 Amp -20/+70 °C 80% NA max 30Amp/24Vcc COMM/NA/NC max 16 Amp/24Vcc COMM/NA/NC max 10 Amp/250VaC

TAGLIA USCITE A TRANSISTOR

7 *500mA non protetti da sovraccarico

TAGLIA USCITE STATICHE TELESEGNALI

8 *100mA non protetti da sovraccarico

PORTATA INGRESSI CC CARICA BATTERIA ext

In CB/GND max 6Amp/24Vcc(opzionale)

CARICA BATTERIE SWITCHING INTERNO 45W

3 Step di carica per batterie al Pb acido Automatico,tempo di carica dipendente dalla Capacità dell’accumulatore, Segnalazione stato/allarme fronte scheda a leds tensione IN 190/264VaC tensione OUT 12V o 24V

USCITA STATICA CONTROLLO D+ ALT. CB INGRESSI IN FREQUENZA IN DIGITALI ALLARME/PREALLARME GE INGRESSI DIGITALI POSITIVI CD INGRESSI DIGITALI POSITIVI EXT RC PORTATA AMPEROMETRICA USCITE+B/-B aux INGRESSI ANALOGICI SENSORE RETE SENSORE GENERATORE TENSIONE IMPULSIVA AMMESSA lato RETE VOLTMETRO BATT CONTAORE DATALOGGER DIMENSIONI DEL MODULO PESO DELLA CENTRALINA COMPLETA

1 x 500mA PICK UP campo 0-7500Hz Mors. W campo 0-2000Hz n°13 + 1 disponibile negativi 1 x gestione selezionabile controlli Multipli a distanza 2 x accensione remota centralina Abbinata alla posizione OFF max 5Amp/24Vcc n°4 x 10-200Ohm campo di misura n°1 x 10-300Ohm campo di misura riferiti al negativo batterie MONO max 300Vac/TRI max500VaC Con sorveglianza tensione, frequenza dissimmetria e Sequenza fasi MONO max 300Vac/TRI max500VaC Con sorveglianza tensione e frequenza 2.5KV x 1” prova di dielettrica 0-40.0 V risoluzione 0.1 9999 x h Circolare sovrascrivibile fino a 99 eventi 144x144x156 960g


SEZIONE 13: Caratteristiche tecniche

Tavola I/O

13. 3 Tavola ingressi/uscite e connettori


SEZIONE 13: Caratteristiche tecniche

Norme

13. 4

Norme di riferimento

DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ CE ………………………………………………. ………………………………………………. DIRETTIVA MACCHINE COMPATIBILITA' ELETTROMAGNETICA NORME BT

89/392 e successive modificazioni 92/31 93/68 89/336 (Norme Armonizzate EN 55014 ) 73/23 e CEI 64-8

QUADRI ELETTRICI BT

CEI 17/13

NORME DI RIFERIMENTO EN 60255-1 EN 5081-2 EN 6100-4-2 EN V50140 IEC 1000-4-3-8 Rischi residui: sono presenti tensioni pericolose, maneggiare con attenzione, qualsiasi intervento deve essere fatto da personale qualificato, si declina qualsiasi responsabilità derivante da danni causati a cose/persone dovuti all’inosservanza delle Norme Fondamentali di Sicurezza (DPR 547/55). Prima di qualsiasi intervento disconnettere batteria e alimentazione rete. L’impianto deve essere collegato a terra stabilmente. Tutti i diritti sono riservati e del legittimo proprietario. I dati tecnici sono suscettibili di variazioni senza preavviso.

Nuova CDM- ROMA (IT)

E-Mail : codem92@tin.it Sito Internet : www.nuovacdemme.it


DESCRIZIONE TECNICA CDMuP1


-Funzione EXT RC e commutatore su OFF (morsettiera j5 pin2,pin3) Quello che in seguito e’ descritto rappresenta un “escamotage” circuitale che permette con commutatore a chiave in posizione OFF(tutti i moduli sono a “riposo” e non assorbono nulla dagli accumulatori) di avere tensione per alimentare la centralina su un contatto ausiliario NC(normalmente chiuso),mentre su di un altro contatto sempre NC la massa per “abilitare” l’ingresso auto anche nella posizione di OFF disponibile ai pin EXTRC----OUT+B interponendo tra questi un ponticello ,i contatti puliti della ricevente di un radiocomando ,i contatti di un interruttore a tempo od altro ,posto comunque esternamente e non facente parte del modulo della centralina .Cosi’ si sortisce lo stesso effetto di avere acceso la centralina passando manualmente con il commutatore dalla posizione OFF direttamente nella posizione AUTO ,senza essere stato fisicamente in loco o senza avere dovuto lasciare necessariamente la centralina accesa con conseguente scarica progressiva degli accumulatori , per problemi di distanza eccessiva o perché i luoghi non erano comodamente accessibili .Un led sul fronte del sinottico segnala la presenza di questa condizione di chiusura attiva .Tuttavia se erroneamente ,con il ponticello di chiusura presente tra pin2 e pin3,l’operatore spostasse la posizione del commutatore da OFF a MAN o direttamente in AUTO , il led EXT RC si spegnerebbe e cadrebbe la tensione di alimentazione e l’ingresso digitale auto annullando l’effetto del ponticello stesso pin2---pin3 ripristinando ,quindi, il normale funzionamento della centralina( senza creare nessun conflitto tra procedure presenti e attualmente innescate). Togliendo ,invece, il ponticello esterno P2----P3(la chiave é su OFF),si disalimenta il led EXTRC ,la posizione AUTO così “forzata” non permane e la centralina si disattiva spegnendosi dopo pochi istanti .In questo modo suddetto la centralina spegnendosi,per come e’ architettato permette di arrestare il motore endotermico da questa controllato che sia dotato di elettrovalvola combustibile sempre eccitata in servizio continuo oppure un controllo con un elettrostop sempre “in tiro” a motore in moto,non e’ adatto quindi per il servizio discontinuo(vedi P04=0 parametri impostabili). (spiegazione parziale) -CCD su unico filo/ingresso con controllo in cascata di 8 generatori (vedi pagina del manuale alla voce -BASC-): una connessione esterna , realizzata con un cavo elettrico unipolare , collegato”in cascata” tra tutte le uscite OUT CALL e tutti i relativi ingressi IN FORZATURA STATO +BATTERIA permette di configurare una rete di soccorso in isola da qualsiasi altra alimentazione primaria ,composta al massimo da otto generatori funzionanti nella modalità di soccorritore/sostituto con erogazione a tempo di un generatore alla volta,scaduto questo tempo di erogazione o per un allarme occorso si attiverà l’uscita transistor CALL (–Batt) per un tempo preimpostato ,il segnale sarà trasmesso su tutte le otto connessioni elettriche, diretto a tutti gli ingressi IIN FORZATURA connessi e quindi recepito in modo univoco dal gruppo che avrà impostato nelle parametrizzazioni come tempo di forzatura lo stesso tempo impostato di conduzione dell’uscita OUT -batt transistor CALL nel gruppo chiamante precedentemente al lavoro ,tutto questo senza dover utilizzare sistemi di trasmissione proprietari e circuitazioni artificiose ,complesse tecniche di sincronizzazione temporali gestite da orologi interni tutti indipendenti e non effettivamente sincronizzati l’uno con l’altro , nonché di ulteriori segnali di avvenuta ricezione e trasmissione della chiamata necessari nella fase di apertura della linea dell’uno e della effettiva richiusura sull’altro nei dovuti tempi di commutazione sicura .Non c’é tra l’altro la necessità di dover impostare la priorità , cioè definire quale sarà l’ordine esatto di partenze ed intervento di ciascuna macchina riferita alle altre ,il che implica in termini di complessità un limite numerico ridotto di macchine nella sequenza di automazione .Invece questa semplice configurazione si presta sicuramente ad innumerevoli automazioni in svariati ambiti di alimentazione di sicurezza . La rete dei generatori soccorritori,alternandosi questi ultimi continuamente , e’ sempre in produzione visto che non e’ previsto e quindi non attiva la gestione dell’alimentazione di rete pubblica dell’ente erogatore .Si possono aggiungere moduli soccorritori e quindi centraline in modo modulare senza alcuna limitazione,sia nella prima fase di progettazione dell’impianto che successivamente in corso d’opera e dopo l’installazione finale come ampliamento del sistema senza onerose spese aggiuntive. -Segnalazioni led PROG(vedi manuale)


La tipologia del lampeggio di un led denominato PROG,presente sul frontale del pannello sinottico della centralina,permette di interpretare dal numero dei lampeggi emessi in successione se c’e’ un blocco,una chiamata da controllo a distanza(ingresso dedicato FORZATURA DI STATO) in corso oppure una mancata impostazione o anomalia del modulo RTC(real time clock) integrato con funzioni di orologio,datario/calendario necessario per svolgere funzioni a tempo. -Gestione automatica rabbocco combustibile e controllo avaria elettropompa: posizione AUTO del commutatore Il rabbocco automatico e’ sempre attivo,processato sia a motore fermo che a motore avviato ed in erogazione .Prevede un ritardo temporale fondamentale di acquisizione della misura del livello attuale cosicché la procedura risulti insensibile alle fluttuazioni momentanee del combustibile nel serbatoio di servizio . Una procedura sorveglia l’avaria dell’elettropompa come un sovraccarico od in alternativa la semplice mancanza di combustibile in aspirazione,le perdite ed il troppo pieno, specialmente tenendo conto che l’automazione non e’ presidiata,costantemente sottocontrollo,e va quindi segnalata adeguatamente per un tempestivo intervento(vedi luce codificata sull’uscita OUT LAMP e la procedura di segnalazione WARNING).in riferimento alla misura rilevata in percentuale dall’ingresso analogico livello combustibile si possono impostare una soglia di minimo livello percentuale di intervento pompa e massimo livello percentuale per disinserimento . Si può completare con la segnalazione sonora ad oggi obbligatoria vista le variazioni apportate alla Circ. MI.SA. del ’78(vedi uscita telesegnali warning).

Nuova CDM_CDMMICROP1_PRJ_ARCHIVIO_GENNAIO/FEBBRAIO_2007_


Guida cdmicro ok5