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ANNO V NUMERO 188 • VENERDÌ 11 APRILE 2014 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: SCATTO ED ELABORAZIONE GRAFICA DI ANDREA BARDELLI MANGIARE SANO + DIVERTIMENTO =

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QUANDO LA SCUOLA NON PIACE AGLI STUDENTI


IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 La scuola che non soddisfa gli studenti 5 Quando la politica aretina entra nella “storia”… 6 Mettere su un’azienda è…un’impresa 10 Stefano Mannelli traccia il futuro delle Acli aretine 27 Sentirsi una parte NON PIÙ PAROLE OMAI 8 La Giostra in cerca di sponsor AREZZO SPORT 13 Ginnastica Falciai, bilancio più che positivo 15 Il Golf Club Casentino punta su Arezzo 16 Elogio della femminilità: la danza orientale 17 Aquilotti 2003, il basket all’insegna dell’entusiasmo 18 Gli Esordienti fanno grande la Chimera Nuoto 19 Due grandi tornei di pesca alla carpa firmati Arci Pesca Fisa

20 Pasqua, tempo di pulizie generali A REGOLA D’ARTE 21 Chimera Arte Arezzo on tour: a Capolona espongono i vincitori dell’ultima edizione del concorso 22 Giulia Bilancetti: cercando l’equilibrio tra forma e non forma 24 Benedetta Giovagnini tra le protagoniste di “The Voice” 25 La storia dell’Alchimia alla Biblioteca di Arezzo ACLINFORMA 26 Dichiarazione dei redditi: tutto quello che c’è da sapere. Un aumento di pensione per chi ha lavorato nella raccolta dell’uva o delle olive. Aumenti in busta paga, perché non ai pensionati? L’ESPERTO RISPONDE 28 L’importanza della prima colazione

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO V NUMERO 188 – VENERDÌ 11 APRILE 2014 © EDIZIONI GIORGIO VASARI DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI EMAIL FRANCESCOCIABATTI.EGV@GMAIL.COM VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, ELETTRA FIORINI, MICHELE GIUSEPPI, SARA GNASSI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SADOTTI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA, LUCA TRIPPI. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI, SAIMON SAVINI AMMINISTRAZIONE: EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL, VIA MANTEGNA 4, 52100 AREZZO (AR), TEL. 392/95.96.285, FAX 0575/16.57.738, EMAIL EDIZIONIVASARI@ARUBA.IT PUBBLICITÀ E MARKETING: PAOLA PRATO, 333/46.04.264, PAOLAPRATO.EGV@GMAIL.COM AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE DI AREZZO 02/2010 DEL 10 FEBBRAIO 2010 ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE AL N. 19155 STAMPA: LA ZECCA SRL, VIA UMBERTO TERRACINI 25/27, 52025 FRAZ. LEVANE, BUCINE (AR), TEL. 055/91.80.101, FAX 055/91.80.412, EMAIL INFO@TIPOGRAFIALAZECCA.IT È VIETATA, SENZA FORMALE AUTORIZZAZIONE, LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DI TESTI, DISEGNI, FOTO E PUBBLICITÀ RIPRODOTTI SU QUESTO NUMERO

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LA SCUOLA CHE NON SODDISFA GLI STUDENTI GLI ARETINI E LE LORO IDEE PER UN MODELLO DI SCUOLA MIGLIORE lassi sovraffollate. Professori incompetenti. Argomenti noiosi e lontani. Le persone che si sono diplomate da anni pensano che queste siano frasi fatte e parlano della scuola come “un periodo passeggero che gli studenti dovrebbero vivere con più serenità e rispetto delle regole”. di Michele Giuseppi Gli adulti inglobati nel mondo del lavoro non riescono più ad ascoltare le reali esigenze degli studenti e non danno troppo peso ai loro pensieri, perché oramai è un capitolo chiuso della propria vita. I ragazzi invece hanno voglia di far sentire la propria voce. I problemi che vivono sono reali e si espandono fino a raggiungere un livello sociale, se si pensa alla scuola come a uno stato indipendente. Gli studenti non sono ancora corrosi dal mondo del lavoro, che spesso conduce a una alienazione da se stessi e dal proprio pensiero, e sono disposti a battersi per quello che per loro non sembra giusto. Li abbiamo ascoltati per capire come sta evolvendo il sistema scolastico, visto dai loro occhi. Quali pensate che siano stati i cambiamenti sostanziali da quando siete all’interno della scuola? Laura, 19 anni, I.T.E. “Michelangelo Buonarroti”: «Il cambiamento più evidente è il rimescolamento degli indirizzi di studio. Dopo il biennio comune si potevano intraprendere due percorsi di studio ben definiti: uno informatico, l’altro economico. Oggi sono cambiati e stanno tendendo a omologarsi tra loro, le differenze stanno diventando sempre meno marcate».

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Diletta, 18 anni, I.T.I.S. “Galileo Galilei”: «Noi possiamo godere di una formazione ampia in molti campi, spesso troppo vasta se si considera che in un indirizzo prettamente scientifico uno debba affrontare una materia come Filosofia. Penso che potrebbe essere sostituita da ore in più di laboratorio. Inoltre diventa pressante convivere in classibunker da 30 studenti l’una». Sentite di aver scelto la scuola giusta per voi? Alle medie che tipo di orientamento avete ricevuto? Chiara, 17 anni, Linguistico Aziendale “Fossombroni”: «Il liceo non mi è mai interessato perché non vorrei andare in un’università, quindi la mia scuola mi dà la preparazione adatta a trovare un lavoro una volta finiti gli studi. Ho scelto da sola la scuola, senza orientamento e mi trovo molto bene. Le mie amiche dello Scientifico avranno una preparazione futura sicuramente migliore della mia, ma almeno io non avrò un esaurimento nervoso». Elisa, 14 anni, Liceo Artistico “Piero della Francesca”: «La scuola che ho scelto non mi piace per niente e penso che tutto il metodo scolastico non faccia per me. Non rendo molto e sto pensando di lasciare la scuola e dedicarmi a qualche corso professionale, mi piacerebbe fare la parrucchiera. Penso sia meglio che continuare con una scuola che non mi gratifica e non rende il rapporto con i miei ottimo. I professori delle Medie difficilmente prestano davvero attenzione alle propensioni future degli studenti». Cosa ne pensate dei professori? Quali pensate che possano essere le loro carenze più gravi? Antonio, 19 anni, I.T.I.S. “Galileo Galilei”: «Per me i professori si dividono in due grandi classi, quelli che amano il loro lavoro e quelli che lo usano come valvola di sfogo di una repressione personale. I primi sanno come relazionarsi con gli studenti e sono prima di tutto degli educatori di vita, spesso anche psicologi. I secondi vivono il loro lavoro con un pallido grigiore di tristezza intorno, sono frustrati da una vita di studio ed è palese il fatto che non riescano a comprendere i bisogno dei ragazzi più giovani. Mi chiedo se non possa essere di aiuto un corso di aggiornamento sulla comunicazione per i professori». Sono questi i pensieri e le idee dei nostri studenti. Sta a coloro che curano i loro interessi prenderne atto e scegliere se si tratti semplicemente di idee dettate dalla foga e dal furore critico giovanile, oppure punti di partenza per ideare un modello di scuola nuovo. Ic st m Ki or ita Gl e di Ri IT 4

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QUANDO LA POLITICA ARETINA ENTRA NELLA “STORIA”… di David Mattesini

er la prima volta nella storia repubblicana siamo alle porte di una riforma costituzionale di portata storica, e potremmo dire che la principale artefice di questa svolta è tutta aretina. Stiamo parlando naturalmente del neo-ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, ideatrice del progetto di riforma del Senato che diverrà presto “Camera delle Autonomie”. Il più giovane ministro del Governo Renzi, ma di sicuro stando a quando fatto vedere sino a oggi, uno dei più capaci e competenti. Avvocato, esperto di diritto societario, che proprio per questa sua specifica specializzazione ha iniziato a collaborare con l’ex Sindaco di Firenze. Ma la cosa che più colpisce del neo-Ministro è la sicurezza con cui sta procedendo nell’azione di riforma, sentendo le parti, dialogando con tutti, ma con la determinazione di arrivare all’obiettivo. Resiste infatti, la Boschi, agli strali di più di un illustre costituzionalista, da Rodotà in là, che si stanno prodigando tra talk show televisivi e giornali nello spiegare come alla fine questa riforma sia peggiorativa. “Ce ne faremo una ragione”, direbbe il neo-Premier. Infatti seppur tra qualche perplessità iniziale, possiamo dire che la spinta innovativa c’è e merita tutta l’attenzione. La riduzione del numero dei senatori a 148, che rappresenteranno Regioni e Comuni, e l’abolizione delle indennità di carica, non sono infatti una “svolta autoritaria” com’è stato paventato da più parti, ma un segnale di rinnovamento importante di cui la gente ha bisogno, un modo per iniziare a ragionare davvero dell’eliminazione degli sprechi che ingrassano il “pachiderma statale” che tutti conosciamo. Quelli citati sono paletti su cui Ministro e Governo non vogliono accettare mediazioni e annacquamenti. Finalmente. Se quindi a questo si aggiunge la svolta imposta dal Governo Renzi, che più che dirigersi a destra sta cambiando l’idea di sinistra italiana, non resta che aspettare e vedere se si continuerà davvero sulla strada giusta. Di certo un dato balza all’evidenza. Quando dalla nostra città un politico aretino sale ai vertici nazionali tende a lasciare il segno. I ben noti precedenti storici non occorre certo citarli.

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METTERE SU UN’AZIEN i fa presto a dire “Cambio vita, mi metto in proprio, apro un’azienda”; il difficile è riuscire... nell’impresa. Il fenomeno dell’imprenditoria giovanile, dell’azienda privata come sbocco professionale per tentare di scacciare la crisi del lavoro, è un fenomeno in piena espansione anche ad Arezzo. Al 31 dicembre 2013, infatti, erano 3747 le aziende giovanili registrate, cioè quelle ditte individuali guidate da titolari under 35 o quelle società con età media dei soci inferiore, appunto, ai 35 anni. Secondo i dati di Infocamere, nel 2013 la categoria è cresciuta con un tasso dell’8,8%, un numero comunque inferiore al 9,4 regionale e al 10,5 nazionale, e in generale la provincia di Arezzo si classifica al 69° posto nella graduatoria italiana del tasso di crescita dell’imprenditoria under 35. Al di là dei freddi numeri, il fenomeno porta con sé rischi e problemi da non sottovalutare. Ne sono consapevoli alla Confcommercio, che di recente infatti ha allestito di concerto con il Comune il servizio “Orientaimpresa”, uno sportello di consulenza gratuito e aperto a tutte le persone sotto i 40 anni che siano in procinto di aprire un’azienda. Il servizio è attivo tutti i primi venerdì del mese, dalle 15 alle 18, presso l’Informagiovani (piazza Sant’Agostino), mentre c’è già disponibilità per replicare gli incontri anche in Valdarno e in Val di Chiana. Ne abbiamo parlato con il coordinatore dell’iniziativa, Marco Poledrini, che è il responsabile “Progetti speciali” della Confcommercio. Un tempo si apriva un’impresa per un proprio desiderio di carriera professionale. Oggi? La crisi ha cambiato le carte in tavola? «È evidente il trend sempre più frequente di persone,, p più o meno ggiovani,, che si avvicinano al mondo dell’impresa quasi fosse l’ultima ma spiaggia. Persone disperate, che hanno perso il lavoro, a cui ui in alternativa non resta che crearselo, il lavoro. È un refrain frain che purtroppo ho sentito molto spesso negli ultimi timi tre anni». “Orientaimpresa” nasce per dare un sostegno egno a queste figure? «Esatto, deve passare il messaggio che apriprire un’attività propria non è facile, tutt’altro. “Orientaimpresa” è il primo e semplice aiuto che diamo per poter calare sulla realtà concreta un’idea di natura commerciale e produttiva. L’intento finale è evitare che si aprano aziende senza progettazione, aziende che difficilmente sopravvivono nelle logiche

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ENDA È…UN’IMPRESA spietate del mercato, con il serio e preoccupante rischio di andare incontro a fallimenti e drammatiche storie di vita [nel 2013 il tasso di cessazione di imprese giovanili è stato dell’8,5%, ndr]». Passa anche il messaggio che il successo di un’attività non è mai fortuito, dietro c’è sempre la competenza e il gran lavoro di chi la gestisce. «Senza dubbio, non ci si può assolutamente improvvisare. Per Confcommercio è imprescindibile che chi voglia avviare un’impresa debba avere una preparazione tecnica e professionale adeguata». Nello specifico, quali strumenti dà “Orientaimpresa”? Di cosa si occupa? «Noi agiamo nella fase che intercorre fra l’idea e l’attuazione della stessa. Ci preoccupiamo di valutare se il progetto che ci viene esposto potrebbe avere un buon rapporto ricavi/costi, di aiutare a formulare un buon business plan, di verificare se in quel determinato settore il mercato è saturo oppure no, di quantificare il reale fabbisogno finanziario di una struttura commerciale. Quest’ultimo è il fattore che mette più in difficoltà gli imprenditori neofiti, i quali spesso sottovalutano i costi di impianto e gestione».

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Cosa propongono e come si muovono i giovani che si avvicinano al mondo dell’impresa? «Non abbiamo statistiche ufficiali, ma ho notato grande vivacità degli under 25 soprattutto in materia di nuove tecnologie. Generalmente i giovanissimi sono più ricettivi ai nuovi prodotti e ai nuovi metodi di vendita e produzione. Sopra i 30 anni, invece, abbiamo un target di soggetti con esperienza sul campo da lavoratori dipendenti e che vogliono sfruttarla mettendosi in proprio». Luca Trippi Distributori esclusivi del marchio Forno d’Asolo, l’eccellenza del croissant! E da oggi anche del Caffè Portioli, “l’espresso a regola d’arte”: con Portioli rtio rt tio iio olili vi forniamo un’ampia gamma di promozionali per personalizzare il vostro locale con stile. Se sei un bar o un ristorante contattaci, pe r fare di noi i tuoi fornitori di fiducia!

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NON PIÙ PAROLE OMAI… a cura di Roberto Parnetti

LA GIOSTRA IN CERCA DI SPONSOR

Istituzione “Giostra del Saracino” ha pubblicato il bando con il quale cerca sponsor per l’anno 2014 per le attività della Giostra del Saracino ed eventi e manifestazioni a essa collaterali. Per presentare le candidature e proporsi come sponsor, main-sponsor o co-sponsor, c’è tempo fino al 30 di aprile per la Giostra di giugno, mentre per quella di settembre fino al 1° di giugno. Chi fosse interessato a legare la propria immagine aziendale alla principale rievocazione storica aretina ha a disposizione numerose opportunità di visibilità: dalla manutenzione del Buratto alla fornitura del legname “Douglas” necessario per la realizzazione delle sedici lance da gara, dalla sponsorizzazione del catalogo dei bozzetti del concorso “Lancia d’Oro”, degli opuscoli e almanacchi giostreschi ai ventimila biglietti di accesso a Piazza Grande per assistere alla Giostra o alle edizioni 2014 della Prova Generale, fino alla realizzazione delle impugnature in legno delle Lance d’Oro. Inoltre, al di là delle tipologie di sponsorizzazioni finanziarie e tecniche sono ammesse anche altre forme di sponsorizzazione per la copertura delle spese di realizzazione dell’evento e altre tipologie di sponsor da valutare. Le candidature possono riguardare sponsorizzazioni di natura finanziaria oppure natura tecnica, come ad esempio l’erogazione diretta di servizi o fornitura di beni. È possibile presentare candidature che prevedano entrambe le forme per lo stesso progetto o iniziativa, quale forma di

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sponsorizzazione mista. Per ulteriori informazioni sulle iniziative proposte contattare l’Istituzione “Giostra del Saracino” allo 0575/377502 o 377469, oppure l’Ufficio Turismo, Giostra del Saracino e Folclore allo 0575/377462-3 (foto di Felice Rogialli)

I Cavalieri di Arezzo al Torneo dei 4 Quartieri nizia la stagione 2014 per il gruppo dei Cavalieri di Arezzo che sabato 19 aprile si esibiranno in occasione della seconda edizione della competizione internazionale di rugby (riservato alle categorie Under 15 e 17) Torneo “4 Quartieri di Arezzo”, organizzato dal Vasari Rugby, che si svolgerà presso i campi da gioco di via dell’Acropoli. Lo spettacolo dei Cavalieri di Arezzo è previsto al termine della prima giornata di gare (inizio alle ore 18) che vedrà impegnate 16 squadre in rappresentanza oltre che dell’Italia, anche di Francia, Inghilterra e Svizzera. Il gruppo presenterà il repertorio di giochi storici a cavallo che lo ha fatto conoscere, non solo in ambito nazionale, ma anche in Europa: si passerà dunque dalla giostra della quintana al tiro al buratto, dagli anelli a terra al foconò per chiudere, in un crescendo di emozioni, con gli spettacolari scontri cavaliere contro cavaliere. Per tale occasione, e in virtù del fatto che ad assistere al torneo vi saranno spettatori esteri al seguito delle squadre partecipanti al torneo, tutte le fasi dello spettacolo saranno commentate pure in inglese. La “formazione” che si esibirà sarà composta da otto cavalieri con rispettivi palafrenieri e il vessillifero.

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STEFANO MANNELL DELLE ACLI ARETIN na vicinanza sempre maggiore al territorio e ai bisogni della gente. Ha le idee ben chiare Stefano Mannelli, il nuovo presidente delle Acli provinciali di Arezzo che, nonostante sia stato eletto da pochissimi giorni, ha immediatamente iniziato a lavorare per portare avanti l’operato del suo predecessore Enrico Fiori. Il suo è un ruolo complicato perché si troverà a gestire un’associazione estremamente ramificata che, oltre ai servizi di assistenza fiscale e patronato rivolti ai cittadini, vanta oggi 45 circoli su tutto il territorio provinciale e ben 7500 associati (a cui si aggiungono i 6000 della Federazione Anziani e Pensionati). Mannelli giunge però preparato alla presidenza perché, dopo l’esperienza da amministratore delegato in una multinazionale nel settore del tabacco, dal 2009 ha avviato il proprio impegno all’interno delle Acli rivestendo numerosi ruoli prima nel circolo di San Leo, poi come vicepresidente provinciale al fianco di Fiori. In questi anni Mannelli ha ricoperto principalmente incarichi amministrativi, provvedendo a redigere un nuovo bilancio delle Acli improntato sui principi di trasparenza e funzionalità, e interfacciandosi con le altre associazioni e con i gruppi pastorali attivi nei settori del lavoro e dello sviluppo economico. «Questi sono stati anni di formazione – spiega Mannelli. – Ho conosciuto le Acli vivendole dall’interno e cogliendo da vicino i problemi quotidiani dell’associazione e delle migliaia di cittadini che vi si rivolgono. Raccolgo un testimone pesante perché Fiori negli ultimi sei anni ha lavorato molto bene e ci ha lasciato un enorme patrimonio, che ora dovremo esser bravi a raccogliere e far crescere ulteriormente». Intanto è già pronto il nuovo Consiglio di Presidenza delle Acli che sarà composto dai due vicepresidenti, Leonardo Nepi e Roberta Pacini, dall’assistente spirituale don Aldo Celli, dai confermati Paolo Formelli, Antonio Garofalo, Danilo Lucci, Antonio Nicolò, Giuliana Politini, Daniele Rossi e Alessandro Tatò, e dalle forze fresche dei giovani Andrea Gallorini e Lucia Pareti.

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LLI TRACCIA IL FUTURO TINE di Marco Cavini

È questa la squadra che affiancherà Mannelli con l’obiettivo di avvicinarsi sempre di più ai cittadini e fare da tramite tra loro e le istituzioni. «Punteremo molto sul territorio – continua il neo-Presidente. – Vogliamo ristabilire un livello di attenzione e sinergia con i singoli circoli che, pur mantenendo la massima autonomia, ci serviranno per capire le problematiche delle persone e ricoprire un ruolo attivo nella loro risoluzione. Ci impegneremo per ascoltare i bisogni dei cittadini e per sostenere lo sviluppo socio-politico dei territori, mettendo in campo le nostre professionalità e il nostro ruolo di intermediari con le istituzioni». In questo senso, le Acli vogliono confermare l’impegno politico che negli ultimi anni le ha viste farsi promotrici di momenti di incontro e dibattito con interlocutori delle varie istituzioni. L’associazione ha intenzione di continuare a dialogare con le varie forze politiche, con le altre associazioni e con le categorie economiche per mettere in atto nuove politiche del lavoro improntate ai valori e agli insegnamenti della dottrina sociale della chiesa. «Cercheremo – aggiunge – di incontrare tutte le forze politiche del territorio, della città e della provincia, organizzando momenti di confronto con esponenti nazionali per trovare un punto d’unione che permetta al Paese di ripartire». Un ultimo importante settore su cui lavorare è quello dei servizi al cittadino, dal supporto fiscale all’impegno del patronato nell’assistenza sanitaria e nel sostegno alle famiglie e alle politiche del lavoro. «Abbiamo personale qualificato e preparato – conclude Mannelli – che ci permette di ascoltare i bisogni dei cittadini e fornire loro la migliore assistenza possibile. Questo vale sia per i servizi ormai storici come la dichiarazione dei redditi sia per i nuovi servizi legati, ad esempio, alle successioni o alla contabilità per le piccole partite Iva». Ascolto, apertura e professionalità: con questi pilastri le Acli mirano a diventare un riferimento per un numero sempre maggiore di cittadini.

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Ginnastica Falciai

anca poco alla fine della stagione e per la Ginnastica Falciai è tempo di fare un bilancio. Numeri alla mano, la curva del grafico vede impennare la sua corsa verso l’alto. Più di 200 iscritti, innumerevoli vittorie con le proprie atlete agoniste e un bacino di giovani promettenti sempre più vasto e variegato. Quali sono i segreti di questa prestigiosa società? Cercheremo di svelarli dalle parole della solare Elisa Stocchi, ex ginnasta, oggi responsabile del settore corsi della Ginnastica Falciai. Elisa, la Ginnastica Falciai anche quest’anno ha registrato un boom di iscrizioni. Come sono strutturate?

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Ginnastica Falciai, bilancio più che positivo di Giacomo Belli

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«È vero. Siamo cresciuti molto rispetto alla passata stagione. I nostri atleti sono quasi raddoppiati. In alcune fasce d’età, come quelle dai 3 ai 6 anni, ci sono addirittura tre corsi. Inoltre abbiamo il gruppo delle bambine dai 6 agli 8 anni, quello dagli 8 agli 11 e infine dagli 11 in su». Avete anche atleti che competono in attività agonistiche? «Certo. Ai più piccoli, quelli della prima fascia, insegniamo i rudimenti della disciplina incentrando il lavoro sul divertimento, sul gioco, attraverso cui miriamo a incrementare le loro abilità motorie. Le ragazze dagli 8 anni agli 11 sono già coinvolte in gare provinciali: quest’anno ci hanno regalato immense soddisfazioni sviluppando una familiarità col podio davvero incoraggiante. Infine abbiamo creato tre squadre di ginnastica tra senior e junior che, utilizzando cerchio e palla, partecipano sia a gare di federazione, sia regionali sia provinciali e Aics. Anche qui i piazzamenti che contano non sono mancati durante tutto l’arco della stagione [l’elenco di successi per categorie è davvero troppo lungo per essere riportato integralmente, nda]. La prossima domenica si terrà l’ultima gara a Castiglion Fiorentino per il Trofeo “Città di Cortona” e, infine, a maggio, a coronamento di una bellissima annata, il saggio di tutte le nostre atlete». Quali pensi che siano state le qualità che vi hanno permesso di percorrere una stagione così positiva? «Questa è una società in cui cerchiamo tutti i giorni di ascoltare e accogliere le esigenze delle bambine. Dunque la disponibilità e responsabilità totale nei loro confronti. Inoltre noi istruttrici, come Alessia Pecorelli e Diletta Lepri con le quali ho la fortuna di lavorare, ci mettiamo tanta voglia e determinazione congiunte all’idea di rileggere questo sport in chiave ludica, stimolante e al passo coi tempi». Elisa, dalla tua voce traspare la grande passione che nutri verso questo sport. Cosa speri per il futuro della Ginnastica Falciai? «La ginnastica è la mia passione. Ho smesso di gareggiare solo sei anni fa ma ancora la mia fiamma è viva. Il ruolo di istruttrice mi piace molto ma non sarei così determinata se non avessi accanto le altre ragazze del team: assieme siamo una fucina di idee e seguire i bambini, sentirsi un loro punto di riferimento, che è davvero gratificante e cartina tornasole per un buon lavoro, sarebbe più complicato se fossimo da sole. Per questo mantenere solido il rapporto tra istruttrici è il mio obiettivo primario e pilastro per l’evoluzione della società. Poi, certo, incrementare ancora il numero degli iscritti e raggiungere categorie più elevate, magari puntando non solo sulle squadre ma anche sulle individualiste: su questi punti stiamo lavorando alacremente». La Ginnastica Falciai chiude un bilancio stagionale più che positivo. Ma il suo cammino sembra più una rincorsa per spiccare il volo. Però, solo grazie alla semplicità, al lavoro quotidiano e alacre, alla passione di ragazze come Elisa, una delle colonne portanti di questa grande realtà nostrana, che si reggono i sogni e si può guardare con fiducia al futuro.

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Il Golf Club Casentino punta su Arezzo

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l golf non è mai stato tanto vicino agli aretini. Il Golf Club Casentino, unica società di golf della provincia di Arezzo con sede a Poppi, ha deciso di puntare sulla promozione di questo sport nel ca-

La società rilancia il campo pratica di San Leo per avvicinare gli aretini al golf poluogo rilanciando la propria offerta sul campo pratica di San Leo. L’impianto si trova in via Fosco Corti, a pochi chilometri dal centro della città, e può essere utilizzato sia dagli appassionati di golf sia da tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questo sport. «Il campo pratica – spiega Luca Alterini, direttore del Golf Club Casentino – è nato per garantire a centinaia di golfisti aretini la possibilità di praticare questo sport anche in città, senza bisogno di arrivare fino a Poppi. Disporre di una struttura del genere rende inoltre più facile la conoscenza dello sport e offre a tutti la possibilità di imparare a giocare: questo campo può avvicinare al golf tanti nuovi potenziali giocatori». Il campo pratica può essere utilizzato da tutti, giocatori e non, dal martedì al venerdì dalle 12.30 alle 18.30, e il sabato dalle 10 alle 13. In questi giorni sarà infatti disponibile un maestro pronto a fornire le mazze e le palline per garantire lezioni di golf a tutti gli interessati. Per avvicinare Arezzo a questo sport, nelle ultime settimane è stata attivata una promozione che prevede tre lezioni individuali con maestro al costo di 50 euro, dopo di che sarà possibile associarsi al Golf Club Casentino con solo 50 euro al mese con la possibilità di continuare a utilizzare i campi e l’attrezzatura. Soprattutto, di poter iniziare a sfruttare anche l’impianto di Poppi con il suo campo che, esteso su oltre 18 ettari, permette di giocare a golf godendo di un’eccezionale panorama sull’intero Casentino. «Puntiamo molto su San Leo – aggiunge Alterini – perché è un campo pubblico che ci avvicina alla città e alle esigenze di chi già è golfista, di chi lo vuole diventare e di chi semplicemente è interessato a praticare uno sport sano, divertente e a diretto contatto con la natura».

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il primo raggio di sole, quello che porta il suo mite tepore primaverile, a risvegliare nel nostro inconscio un senso d’Oriente, quella fertile culla della vita le cui lontane usanze si sono tradotte in leggende e miti dal fascino misterioso ma imperituro. Quell’altrove in cui ogni gesto pare trasudare un denso legame tra spirito e corpo. Il movimento, consapevole di se stesso, si fa forma d’arte: tale alchimia ha originato un elisir irresistibile, espresso attraverso la sensuale Danza Orientale. Tutto pare fiondarci ai tempi di

Elogio della femminilità la danza orientale Sherazad e le sue Mille e una notte. Invece oggi siamo ad Arezzo, nella calda atmosfera di Semillita Atelier, assieme a Rosalia Carlino, capace di trasmettere questa passione a molte altre donne della nostra città. La folgorazione non è avvenuta sulla via di Damasco, bensì in un locale della cosmopolita New York, patria natia della Tribal Bellydance: «Questa danza nasce idealmente per unire tutte le donne del mondo all’interno di un melting di Giacomo Belli pot, la West Coast degli anni Ottanta appunto, dove culture diverse convergono, si influenzano a vicenda e si fondono – illustra questo affascinante mondo Rosalia. – Dalla Danza Orientale sono stati estratti i principali movimenti del bacino alla quale si uniscono contaminazioni di altri balli etnici». Ma qual è il senso di Rosalia per questa disciplina? «L’aspetto più importante è il recupero di se stessi e del proprio corpo, come esperienza di sé e dell’altro. La danza del ventre è come un ponte verso il mondo». E si imbeve di un significato profondo: «Fierezza, forza e rispetto per la femminilità e per il corpo della donna, qualcosa di diverso dalle ingannevoli apparenze superficiali e stereotipate: per molti, infatti, essa viene svilita come mera esibizione erotica, adatta a un pubblico maschile. Ciò che apprezzo di più è che la donna che si avvicina a questa danza trova la bellezza del suo corpo nella grazia del movimento». Infatti, il corpo ideale per questa pratica non ha a che fare con taglie e misure, «ma è quello di una donna che accetta i propri tratti femminili, che ha il piacere di guardarsi mentre danza sentendosi sciolta, sensuale e abitando con piacere il proprio corpo». Non c’è un’età giusta per tale attività perché si lavora senza forzare il fisico, ma si seguono i ritmi del corpo e le sue trasformazioni. Dal 2008 Rosalia ha portato questa nuova ventata d’oriente nella nostra città mietendo ogni anno sempre più successo: «L’importanza dedicata alla relazione con gli altri, la non competitività, l’ascolto del corpo, la creatività nel confezionare vestiti e trucchi per le esibizioni [accompagnate dalle suggestive musiche del gruppo Kabila, nda] regalano emozioni impagabili e sortiscono effetti positivi anche nella vita di tutti i giorni». Per una visione del mondo più consapevole e… magica.

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Aquilotti 2003, il basket all’insegna dell’entusiasmo A Paolo Bruschi è affidata la crescita di 20 bambini del minibasket “Nova Verta” della Sba

ROSTER AQUILOTTI 2003 Cosimo Albergotti

Leonardo Andreani enti bambini per una squadra tutta all’insegna dell’entusiasmo. Michele Cangiano Loro sono gli Aquilotti del Minibasket “Nova Verta” che, nati nel Edoardo Ciofini 2003, giocano in uno dei gruppi più numerosi della Scuola Basket Francesco Decina Arezzo. La fiducia che la Sba ripone nella crescita dei suoi piccoli Lorenzo Di Sangro talenti è dimostrata dal fatto che il compito di seguire questi bamAndrea Donati Tommaso Duranti bini e farli appassionare alla pallacanestro è stato affidato a Paolo Bruschi, Andrea Furini uno degli istruttori più esperti dell’intero movimento cestistico aretino. Assistito Tommaso Gamurrini da Federico Fracassi, a inizio stagione il primo compito di Bruschi è stato agLeonardo Lisi gregare gli atleti di una squadra estremamente rinnovata rispetto agli anni Gianluca Milani passati, per l’unione tra il gruppo di Aquilotti già presente all’interno della Tommaso Misesti società e il gruppo inglobato dal Free Basket Arezzo. La chiusura di questa Leonardo Nespoli realtà ha infatti portato tutti i bambini della pallacanestro aretina sotto i colori Leonardo Nocciolini Alex Ionut Orbu della Sba, con un’unione che è stata facilitata dal clima di gioco e di divertiFilippo Pasquini mento tipico del minibasket. Leonardo Pasquini «Sono pienamente soddisfatto – afferma Bruschi – perché in brevissimo Andrea Salvi tempo si è creato un gruppo compatto e appassionato che viene volentieri Domenico Tabarro in palestra e che ci permette di respirare un bel clima di amicizia. Questa è la miglior condizione per vivere pienamente le emozioni della pallacanestro e far crescere i nostri atleti praticando un’attività divertente e formativa». Per gli Aquilotti ancora non esistono le tecniche e le tattiche della pallacanestro, ma lo sport rappresenta solo l’occasione per stare insieme ai loro coetanei, per giocare e, allo stesso tempo, sviluppare le capacità motorie. Tutto quello che i bambini imparano nei due allenamenti settimanali è poi messo in pratica nelle partite di un campionato provinciale non competitivo (cioè senza classifiche e con gare senza punti) e di numerosi tornei organizzati dalla Sba o da altre società. «Per gli Aquilotti non esiste l’agonismo – conclude Bruschi. – Le partite servono ai nostri piccoli cestisti per incontrare atleti di altre realtà e per maturare esperienze di pallacanestro direttamente sul campo».

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gli Esordienti medagliati ai Campionati regionali

Gli Esordienti fanno grande la Chimera Nuoto ei ori, due argenti e due bronzi proiettano la Chimera Nuoto al terzo posto assoluto nel medagliere dei Campionati Regionali Primaverili Esordienti A. La manifestazione ha visto la partecipazione di 37 società da tutta la Toscana che si sono sfidate a Viareggio nella più importante gara regionale con i nuotatori nati tra il 2001 e il 2003. Tra questi erano presenti anche i 15 atleti della Chimera Nuoto che, accompagnati dai tecnici Elisabetta Alessandrini e Lorenzo Batti, hanno dimostrato tutto il loro valore riuscendo a salire per ben dieci volte sul podio e portando la società aretina ai vertici del nuoto toscano. «Siamo orgogliosi dei nostri ragazzi – afferma Alessandrini. – Di stagione in stagione, il nostro gruppo degli Esordienti si rinnova ma noi riusciamo comunque a cogliere ottimi risultati». La grande protagonista della manifestazione è stata Carolina Bindi, un’atleta del 2002 che ha dato seguito agli otto titoli regionali vinti nel 2013 confermandosi così una delle ragazze più promettenti dell’intero palcoscenico regionale. Ai campionati viareggini, la nuotatrice è riuscita a mettersi al collo ben tre medaglie d’oro vincendo i 100 Misti, i 100 Stile Libero e i 400 Stile Libero, e ottenendo con un anno d’anticipo i tempi per essere convocata nella staffetta dei prossimi Campionati Italiani Giovanili. Ottimo è stato anche Luca Trojanis (2001) che ha messo a segno una bella doppietta centrando due titoli toscani nei 50 e nei 100 Rana; l’ultimo oro porta infine la firma di Eleonora Camisa (2002) che si è laureata campionessa nei 50 Farfalla e che ha poi incrementato il proprio medagliere personale con un argento nei 200 Misti. Un bel secondo posto porta la firma di Lorenzo Brandini (2001) nei 400 Stile Libero, mentre Isabella Trojanis (2002) ha colto il bronzo nei 50 Dorso. Ad arricchire ulteriormente il bottino della Chimera Nuoto è stato il terzo posto nella staffetta femminile 4x50 Mista con la squadra formata dalle stesse Bindi e Camisa insieme a Francesca Giomarelli e a Chiara Serafini. Nella squadra aretina in gara a Viareggio erano presenti altri otto atleti che, pur non avendo raggiunto il podio, hanno comunque ottenuto la qualificazione alle finali: Sara Borghini, Stefano Calzini, Gabriele Fioravanti, Anita Pascucci, Anne Marie Pescador, Giuditta Rachini, Roberta Rotondo e Rachele Serafini.

La società si piazza al terzo posto nel medagliere dei Campionati Regionali Primaverili Esordienti A

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Due grandi tornei di pesca alla carpa firmati Arci Pesca Fisa L’associazione presenta i due campionati provinciali 2014: il Carpa-Lago e la grande novità del Feeder di Marco

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Arci Pesca Fisa di Arezzo promuove due nuovi trofei rivolti ai migliori Cavini pescasportivi aretini. Questi sono i campionati provinciali Carpa-Lago e Feeder, due competizioni di pesca alla carpa che si svilupperanno su un totale di quattro prove l’una e che l’Arci Pesca Fisa ha deciso di organizzare su richiesta di gran parte dei suoi associati. «L’attività sportiva è alla base della nostra associazione – spiega il presidente Alfredo Rondoni, – dunque in questa stagione abbiamo deciso di fornire ai nostri pesca-sportivi la possibilità di contendersi un doppio titolo provinciale in due manifestazioni che richiederanno la conoscenza e la padronanza di diverse tecniche di pesca». Il trofeo Carpa-Lago si svolgerà infatti a roubaisienne e a canne fisse, due tecniche note e praticate dalla maggior parte degli appassionati di pesca. La grande novità stagionale è dunque rappresentata dalla prima edizione in assoluto del torneo Feeder, una tecnica di derivazione anglosassone in forte diffusione in Italia che sta rappresentando per molti pescatori un’occasione per iniziare o per riprendere l’attività agonistica. Il feeder è l’evoluzione dell’antica pesca con l’utilizzo di pasturatori a fondo, una tecnica povera che nei decenni passati era molto praticata dai pescasportivi ma che ultimamente è stata abbandonata; questa disciplina, pur nel rinnovamento sostanziale che ha subito, ha mantenuto costi relativamente contenuti ed è scelta da sempre più persone perché maggiormente sostenibile e rispettosa dell’ambiente. «Siamo orgogliosi – aggiunge Rondoni – di promuovere iniziative sportive che tengano in considerazione anche gli aspetti economici e ambientali». I regolamenti, i calendari, i campi di gara e le caratteristiche dei tornei sono disponibili nei principali Caccia e Pesca della provincia di Arezzo. Le iscrizioni ai due campionati si chiuderanno mercoledì 30 aprile: per ulteriori informazioni è possibile contattare Pietro Donati al 348/93.14.229, Mirco Blarasin al 338/40.79.224 o consultare il sito www.arcipescando.it.

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Pasqua, tempo di pulizie generali

di Luca Stanganini

i aprono le finestre, si cambia l’aria. Così, per l’acqua santa amaranto ha suonato alla porta di piazzale Lorentini nientemeno che un responsabile dell’Area Tecnica che, letta così, sembra abbiano assunto un geometra o un architetto, il quale ha imposto la propria benedizione laddove ce n’era sicuramente bisogno. Come dire, una mano santa fa sempre comodo per tirarci fuori dalla scomoda posizione dei Dilettanti. Zavaglia, vaglia e rivaglia i vari curriculum, ha posato l’indice sul nome di Danilo Pagni, uno che, pur giovane, ha saputo presentare diversi biglietti da visita convincenti, ma anche uno che, avendo lavorato con Lotito ai tempi della Salernitana, e da adesso con Mauro Ferretti che nell’ambito professionale fa lo stesso mestiere del presidente della Lazio, sarà sicuramente capace di fare piazza pulita di tutto ciò che non va, non serve, non funziona. Nel frattempo? La squadra infila un convincente filotto di vittorie, tre per l’esattezza, che a nulla contribuiscono se non al morale. Il mister sta lavorando diciamo benino, ha rilanciato Dieme, lanciato Cappelli, persino Essoussi sta di nuovo mettendo fuori la testa dalla tana. I play-off sono oramai alle porte, non va dato nulla per scontato. Mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Lo diceva il Trap, ne faccia tesoro il Chiap. Che la sorte ci accom…Pagni.

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Jerome DIEME Geronimo, l’“Apache del Senegal”, abbatte i visi pallidi della Valtiberina come birilli alla sala bowling. Lontanii i tempi nei quali lo chiamavano… “Toro Seduto”. Francesco DISANTO In questo periodo è un po’ come vedere un video in streaming su internet. Sul più bello, ti appare la scritta “buffering” perché il video deve finire di caricarsi, prima di continuare la visione. Avrà una velocità di connessione bassa, magari ha finito i minuti del “Tutto compreso”. Riassumendo, è un periodo nel quale il bel giocatore che è lo ammiriamo a sprazzi, passa a Vodafone e ti togli il pensiero. Daniele DIOMEDE Con tutte queste cambiarelle, rischia di ritrovarsi spaesato come un cinese in Islanda. Zavaglia, vaglia e rivaglia, gli ha tolto il piatto e la tovaglia. Adesso, il giovane (ex) Direttore Generale si ritrova a dover sfogliare i petali della margherita con, immaginiamo, un giramento di palle che neanche Amanda Lear…


AREZZO

BELLE ARTI

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CHIMERA ARTE AREZZO ON TOUR A CAPOLONA ESPONGONO I VINCITORI DELL’ULTIMA EDIZIONE DEL CONCORSO

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a quinta edizione del concorso nazionale di pittura Chimera Arte Arezzo, svoltasi ad Arezzo Fiere e Congressi dal 25 gennaio al 2 febbraio 2014, ha riscosso molti apprezzamenti sia di pubblico sia di critica. Venti artisti premiati a vario titolo avevano quest’anno diritto a esporre le loro opere in due importanti mostre: la prima nella Sala Consiliare del Comune di Capolona, la seconda negli spazi espositivi del Museo del Cassero di Monte San Savino. La prima tappa è stata inaugurata sabato 5 aprile e proseguirà fino a domenica 13 aprile 2014. « P e r Capolona la mostra è un piccolo grande evento che ha coinvolto tutta la macchina comunale, dal Sindaco ai vari uffici – spiega Monica Baccianella, assessore con delega alla Valorizzazione e Promozione del Territorio. – Piccolo perché abbiamo ricavato lo spazio espositivo all’interno della Sala Consiliare, grande perché per noi di Valeria Gudini è motivo di prestigio collaborare con l’associazione Chimera Arte Arezzo e ospitare le migliori opere che hanno partecipato all’ultimo concorso. Non a caso abbiamo scelto di abbinare l’inaugurazione della collettiva con il weekend dedicato alla Filiera del Tartufo e dell’Artigianato. Alle opere vincitrici del concorso – prosegue l’Assessore – abbiamo inoltre deciso di affiancare quelle di un’artista veneta che vive a Capolona, Maria Teresa Ribul Mazzola, che per l’occasione ha presentato quattro lavori dedicati al riciclo. Sono opere realizzate con i componenti dei computer, dove emerge anche la giocosità e la maniera ludica di approcciarsi all’arte di questa figura eclettica e interessante». I premiati di Chimera Arte Arezzo che espongono sono: Elio Carnevali, Tiziano Calcari, Marina Basaglia, Paolo Fedeli, Bruno Becattini, Irma Corsini, Elisa Sestini, Cristina Ceccherini, Gianpietro Cavedon, Ivano Montagnani, Rosanna Bartolozzi, Luciano Filippi, Franco Gualdani, Svitlana Jtenko, Roberto Michetti, Fernanda Morganti, Sigfrido Nannucci, Bruno Nardi, Lello Negozio e Diletta Socci. A impreziosire lo spazio espositivo sono presenti anche le sculture di noti artisti del territorio aretino: Gilberto Borri e Alfiero Coleschi. www.chimeraartearezzo.it

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CERCANDO L’EQUILIBRIO TRA FOR

GIULIA BILANCE

ndare alla scoperta di talenti artistici del territorio è da sempre una costante del nostro settimanale, e la ventiseienne Giulia Bilancetti di talento ne ha da vendere. Nata a Sansepolcro nel 1988, Giulia vive tra Milano, dove ha di recente ultimato gli studi accademici, e la sua Valtiberina. «Fin da piccola sono stata sensibilizzata all’arte e di questo devo ringraziare i miei genitori – ci racconta quando siamo andata a trovarla nella splendida casa di famiglia, immersa nel verde delle colline di Citerna. – Ho sempre disegnato e dipinto da autodidatta, ma è dopo il Liceo scientifico che ho deciso che il mio futuro sarebbe stato in quel meraviglioso settore. Mi sono così iscritta all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove nel 2010 ho conseguito il diploma in Pittura. In seguito ho deciso di spostarmi a Milano, per specializzarmi in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Brera. Firenze mi ha dato solidità, ma l’approccio più sciolto e leggero che ho trovato in Lombardia ha reso il mio percorso di formazione completo». Il corpo, presenza costante nella tua produzione. Siamo di fronte a un’autoindagine? «Per il momento il mio è uno sguardo più che altro esterno e clinico, una sorta di avvicinamento “tassonomico” alla figura umana. Non escudo tuttavia di arrivare in futuro a lavorare su me stessa. Miro a creare una dimensione in cui i soggetti sono una presenza fortemente fisica e corporea. Il loro essere materia manifesta allo stesso tempo un distacco che si riflette negli sguardi e nei gesti». Nelle opere più recenti si nota un’evoluzione, sempre nel segno di un intenso realismo. «L’interesse al contesto è andato nel tempo sempre più minimizzandosi, per dare spazio all’umanità. La figura, alleggerita a livello formale, continua a mantenere un legame con la carne e con la morte. Possiamo dire che la risposta viscerale e inquieta, che i soggetti cercano, si accompagna alla riservatezza del dolore e alla necessità di viverne le potenzialità purificatorie». Altro elemento che emerge è la tendenza alla “decomposizione” dei corpi. «Sono sempre alla ricerca dell’equilibrio tra forma e non forma. Il finito secondo me deve essere mediato da un disfacimento anche solo intuito, perché la forma compiuta diventa pesante da sostenere e vedere». L’olio. Il “medium” prediletto. «Ho sperimentato materiali e tecniche diverse, ma la resa materica e la densità dell’olio le trovo più affini al mio attuale modo di lavorare. Allo stesso tempo la tavolozza è ben delineata, con colori non urlati: una gamma cromatica che privilegia blu, rossi e colori “terrosi”». Nella ricerca di una tua identità, hai subìto influenze di artisti del passato o del presente?

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“Senza titolo”, olio su tela

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ORMA E NON FORMA

CETTI

di Marco Botti

«Sono molto affascinata dall’arte medievale. Trovo ad esempio che Giotto sia un pittore ancora oggi di una modernità straordinaria. Guardo con interesse anche all’attività di certe figure contemporanee del Nord Europa, in primis i belgi Thierry De Cordier, Michaël Borremans e Stef Driesen, o lo scozzese Peter Doig. Tutti loro hanno ridato in questi anni vita e dignità alla pittura». Dalla provincia alle grandi città. Dura la vita dell’artista emer-

gente? «Vorrei che ci fosse più voglia di aprirsi ai confronti su larga scala. Ho notato infatti che ci sono troppi microcosmi, tanti sistemi chiusi dove hai accesso se fai parte di una cerchia ristretta. Soprattutto nei centri maggiori puoi esporre solo se hai le “Noli me tangere”, olio su tela conoscenze giuste. Prima guardano chi sei, quali sono le tue frequentazioni, e in un secondo tempo la tua produzione. Viceversa in provincia noto vitalità e voglia di mettersi in gioco. Ciò fa ben sperare». Questo significa che tornerai presto in Valtiberina? «Al momento non posso rispondere. Ho discusso la tesi lo scorso 8 aprile, quindi devo ancora valutare le scelte migliori per il mio futuro. Tuttavia anticipo che sarò dal 3 al 27 maggio ad Arezzo per una mostra collettiva di pittura che si dipanerà all’interno dell’Informagiovani e si intitolerà Non solo eroici ma vivi. Vi aspetto!». giuliabilancetti.blogspot.it

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LA CANTANTE ARETINA TRA L

BENEDETTA GIOV na voce graffiante e blues a The Voice. È quella di Benedetta Giovagnini, giovanissima cantante di Pozzo della Chiana, sorella della mai dimenticata Valentina Giovagnini. Una voce da brividi quella che tira fuori sul palco. Una grinta che chi la conosce da tempo è abituato a vedere, ma che ha lasciato tutti senza parole al talent show con Raffaella Carrà, Piero Pelù, Noemi e J-AX, in onda su RaiDue. Il sorriso spontaneo e i grandi occhi verdi pieni di entusiasmo lasciano trasparire la sua gioia nel vivere questa nuova avventura canora. Raccontaci come sei arrivata tra i primi 64 talenti che gareggeranno a fianco dei 4 “coach”. «Il percorso è stato abbastanza lungo – spiega Benedetta. – All’inizio è stato richiesto ai partecipanti di mandare le proprie canzoni; io ho inviato Gennaio, la canzone dedicata a Valentina, e The Blues in the Night, la canzone che poi ho cantato in trasmissione. Solo dopo sono iniziati i veri provini “dal vivo” a Roma, da dicembre a gennaio. Devo dire che è stato tutto davvero molto professionale, serio e ovviamente emozionante. Quando mi hanno contattata il 15 gennaio per dirmi che ero stata ammessa alle blind, ovvero alle audizioni “al buio” con i coach in trasmissione, ero felicissi-

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di Chiara Savarino

ma». Il 15 gennaio non è una data qualunque, giusto? «È il compleanno di mia mamma. È impressionante ma, da quando Valentina purtroppo non è più con noi, le cose più belle in famiglia ci accadono sempre per i nostri compleanni, come se fossero suoi regali dal cielo. Infatti proprio il 26 marzo, il giorno del mio compleanno, è stata la data in cui è andata in onda la mia audizione davanti ai giudici. Quando tutti e quattro si sono girati è stato incredibile. Lì ho capito che stavo per intraprendere un percorso che mi avrebbe regalato tantissime emozio-

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RA LE PROTAGONISTE DI “THE VOICE”

OVAGNINI ni e dal quale spero di crescere ancora di più come cantante». Piero Pelù ti ha voluta fortemente nella sua squadra di talenti. Ora cosa ti aspetta? «Sto preparando le canzoni in vista delle sfide interne che ci saranno per arrivare alla finale. Nel frattempo continuo a lavorare al mio primo album che dovrebbe uscire nei prossimi mesi e all’organizzazione del Premio “Valentina Giovagnini”, il concorso canoro nazionale per voci nuove promosso da Valentina Giovagnini onlus e giunto alla sesta edizione. Sono già aperte le iscrizioni – conclude l’artista. – Vi aspetto a Pozzo della Chiana i prossimi 26 e 27 luglio». Noi intanto le auguriamo un percorso pieno di soddisfazioni professionali. Tutta Arezzo farà il tifo per lei. www.benedettagiovagnini.com LA STORIA DELL’ALCHIMIA ALLA BIBLIOTECA DI AREZZO Tre incontri per scoprire i segreti di una disciplina misteriosa

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enerdì 4 aprile si è tenuta la prima di una serie di conferenze, ospitate dalla Biblioteca “Città di Arezzo”, dal titolo Alchimia teorica e pratica ermetica. L’iniziativa nasce in seno all’Associazione Archeosofica e prevederà due nuovi appuntamenti – venerdì 11 aprile con L’itinerario alchemico dei quattro evangeli e venerdì 18 aprile con La Passione alla luce dell’Alchimia – che si terranno entrambi alle 16.30. In ogni incontro si tenterà di affrontare il tema dell’alchimia, un sistema filosofico esoterico che dall’antichità affascina l’uomo; la parola stessa assume su di sé tutto il fascino del mistero, con il suo duplice richiamo alla scienza da una parte e alla magia dall’altra. Tra gli innumerevoli alchimisti, ci sono stati personaggi che hanno realmente capito la vera utilità teorica e pratica di quest’arte, come Sant’Alberto Magno e San Tommaso d’Aquino, nonché innumerevoli matematici e fisici. Tutti questi uomini hanno tentato di seguire l’idea dell’Unità della Natura, raccogliendo sostanze che aiutassero l’uomo a predisporsi, con l’ausilio dello Spirito Santo, a un miglioramento interiore. Le conferenze si occuperanno quindi della storia della misteriosa disciplina, ma anche di aspetti più pratici e sperimentali di questa particolare materia. Sara Gnassi

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INFORMA Caf Acli, Dichiarazione dei redditi: tutto quello che c’è da sapere Si avvicina la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Ci sarà tempo fino al 31 maggio 2014 per compilare il Modello 730, il più importante adempimento fiscale che interesserà lavoratori dipendenti, pensionati e tutti coloro privi del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico). In questa importante fase stanno lavorando a pieno ritmo gli uffici aretini del Caf Acli, situati in via Guido Monaco 48, i cui operatori supporteranno tutti i contribuenti nella compilazione della modulistica e in tutte le altre pratiche fiscali volte a completare la dichiarazione dei redditi e a ottenere gli eventuali rimborsi Irpef. Il modello 730, infatti, racchiude innumerevoli vantaggi tra cui il diritto ai rimborsi direttamente sullo stipendio di luglio o sulla rata di pensione di agosto o settembre, dunque rappresenta un’importante occasione anche per i più giovani. Tutti coloro che abbiano avuto nel 2013 più di un rapporto di lavoro o un unico rapporto di durata inferiore all’anno, presentando la dichiarazione dei redditi potranno recuperare tutte le tasse trattenute dagli stipendi. Uno dei documenti più importanti da esibire al momento del 730 è il modello Cud che certifica i redditi percepiti nel 2013 e che sarà reperibile online o presso gli sportelli del Caf perché, a differenza del passato, l’Inps non lo invierà più per posta. Per ottenere ulteriori sgravi fiscale è poi importante presentare la documentazione relativa alle varie spese sostenute nel corso del 2013: - scontrini, ricevute e fatture comprovanti spese mediche; - attestazioni di premi versati in caso di assicurazioni sulla vita o sugli infortuni; - interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale; - spese per l’istruzione; - spese funebri; - spese per l’attività sportiva per ragazzi; - contributi previdenziali e assistenziali; - contributi per addetti ai servizi domestici; - spese sostenute per il recupero del patrimonio edilizio; - spese per interventi di risparmio energetico; - detrazioni dei canoni di locazione.

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Patronato Acli: un aumento di pensione per chi ha lavorato nella raccolta dell’uva o delle olive Per i pensionati che sono stati impegnati nelle campagne di raccolta dell’uva o delle olive si prospetta un aumento dell’importo della pensione. A renderlo noto è il Patronato Acli che comunica la possibilità di ottenere un supplemento per chi, dopo il pensionamento, ha continuato a svolgere attività lavorativa versando regolarmente la contribuzione Inps. Sono sempre più, infatti, i pensionati che hanno ripreso a lavorare anche saltuariamente, in agricoltura o in altri settori, unendo così il reddito da lavoro a quello da pensione: insieme al modello 730, questi possono ora presentare domanda per l’aumento della pensione in relazione alla durata del lavoro svolto e all’ammontare dei contributi versati. Per una veloce e gratuita verifica del diritto al supplemento di pensione, il Patronato Acli invita tutti i pensionati che abbiano svolto una qualche attività di lavoro a prendere contatto con i propri sportelli chiamando il numero 0575/21.700. Fap Acli: aumenti in busta paga, perché non ai pensionati? I pensionati sono stati esclusi dal provvedimento che porterà a molti lavoratori 80 euro in più in busta paga. A mostrare delusione è la Federazione Anziani e Pensionati delle Acli che, attraverso il segretario provinciale e regionale Paolo Formelli, esprime l’importanza di riconoscere il bonus fiscale quanto meno per le pensioni più basse e sotto la soglia dei 1000 euro. «Ci auguriamo che Governo e Parlamento apportino modifiche al provvedimento – spiega Formelli. – I problemi degli anziani sono molti e sono aggravati dalle annunciate misure sulla reversibilità e sugli assegni di accompagnamento, dunque chiediamo di non abbattere questi tagli sui pensionati con basso reddito e di concedere loro questi 80 euro».

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Sentirsi una parte ssere parte di circuiti virtuosi, in connessione con soggetti e realtà che condividono le nostre idee e le nostre scelte dà la possibilità di un confronto continuo e di una condivisione di obiettivi che in questo modo ci sembrano meno lontani. Per questo abbiamo scelto di aderire e sostenere realtà come: • Rete del caffè sospeso: partendo dall’antica usanza napoletana di lasciare un caffè pagato per un amico o per una persona che aveva bisogno, la rete recupera il principio adattandolo alla libera circolazione dell’arte in generale. Un modo di condividere in un momento storico in cui ce n’è davvero bisogno. Una iniziativa a cui aderiscono bar, locali, ma anche associazioni e festival con l’obiettivo di creare eventi culturali che vertono su temi centrali quali l’incontro con l’altro, l’accoglienza, immigrazione, le buone pratiche, temi ambientali, i temi sociali. • Arcipelago Scec: la rete dei “buoni locali”, nata per restituire quel valore che l’uso del denaro ci ha tolto: non il denaro in sé, che è solo un oggetto, uno strumento neutro, nato per veicolare al meglio quanto sappiamo fare e dare (merci, servizi, beni), bensì l’uso che ne è sempre stato fatto, distorto e fuorviante. Se il denaro diviene altro, assumendo un valore e un conseguente potere, otciò che può e deve essere fatto da noi è sotutrargli questo valore fasullo, questo potere illusorio, e restituirlo a quanto è invece degno di avere un reale valore: l’essere umano e la sua comunità, responsabile, democratica e aggregante. • Senza Slot: rete di bar e locali che si impegnano a non avere nei propri spazi slot machine. Una piattaforma di monitoraggio dei bar più virtuosi che hanno detto basta alle “macchinette”, vero e proprio gioco d’azzardo che troppo spesso crea dipendenza. Attenzione e consumo critico sono alla base dell’iniziativa che sta ottenendo sempre più adesioni in tutta Italia. • Biobank: banca dati che raccoglie aziende, prodotti, locali bio in Italia. • Animal Friendly: i locali che aderiscono mettono a disposizione sempre ciotole e crocchette su richiesta per gli amici a quattro zampe. Biolento offre ai propri clienti un doggy bar sempre a disposizione. Tutto ciò che proponiamo è la sintesi delle cose in cui crediamo. È anche attraverso una giusta economia che possiamo “partecipare”. Per maggiori informazioni consultare il sito www.biolentocafe.it o la pagina su Facebook. Per prenotazioni (si consiglia di venerdì e sabato) tel. 0575 1788509. Lo Staff del Biolento Cafè

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L’IMPORTANZA DELLA

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olti studi sottolineano l’importanza della prima colazione e che saltarla metodicamente predispone allo sviluppo di sovrappeso e obesità. Infatti chi non fa colazione al mattino è portato a mangiare di più durante l’arco della giornata, con il rischio di eccedere e ingrassare. Purtroppo sono in molti a saltare questo pasto, soprattutto fra i bambini e altrettanti lo fanno in maniera inadeguata. a cura della dott.ssa Una prima colazione nutriente (dovrebbe apportare almeno il 20% delle calorie giornaliere) Barbara permette non solo di iniziare la giornata con energia senza arrivare stanchi e affamati alla pausa Lapini pranzo, ma anche di regolare la sensazione di fame di tutto il giorno aiutandoci a fare dei pasti adeguati senza poi esagerare. Inoltre chi salta questo importante appuntamento con la salute ha maggiori difficoltà di concentrazione durante la mattinata – è fondamentale ricordarsi che il cervello ha bisogno di zuccheri per funzionare bene. Non solo, sarà più facile cadere in un’abbuffata a pranzo, a causa della fame accumulata, e questo condizionerà negativamente anche il rendimento pomeridiano a causa dell’eccessivo sbalzo insulinico e del grosso impegno digestivo. Fare la prima colazione aiuta anche a perdere peso, perché contribuisce a risvegliare e ad accelerare il metabolismo corporeo, mentre astenersi lo abbassa, causando una riduzione del consumo energetico e dunque una

DOVE TROVARE (GRATIS!) “IL SETTIMANALE” EDICOLA “KENNEDY” (VIA KENNEDY 1) EDICOLA DELL’OSPEDALE (VIA NENNI) EDICOLA SCOSCINI (VIA ALFIERI) “TIRAMOLLA” (VIA ROMANA 98/A) EDICOLA “ FAGIOLI” (BELVEDERE) EDICOLA “PANCI” (PIAZZA SAIONE) EDICOLA “CAMPO DI MARTE” (VIA VITTORIO VENETO) LIBRERIA “EDISON” (PIAZZA RISORGIMENTO 31) EDICOLA “SCARTONI” (P.ZZA SAN JACOPO) LIBRERIA “MONDADORI” (VIA ROMA) LIBRERIA UNIVERSITARIA “LEGGERE” (VIA CITTADINI)

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11 APRILE 2014

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LA PRIMA COLAZIONE SPAZIO DOMANDE Ma la frutta al mattino è un bene consumarla? La frutta è un alimento ottimo e quindi è un bene consumarla sempre, a maggior ragione anche al mattino. Se ne consiglia un consumo di almeno tre porzioni al giorno. È una vera miniera di antiossidanti, vitamine, fibra. Ma contiene anche zucchero e proprio per questo nutriente occhio a non esagerare. È facile da digerire e stimola il processo di detossificazione. Via libera anche al consumo di centrifugati e spremute di frutta fresca, di stagione e del territorio, ma ricordiamoci che devono essere fatti e consumati immediatamente, data la perdita delle proprietà vitaminiche dell’interno del frutto a causa dell’ossidazione in seguito all’esposizione all’aria e alla luce.

tendenza ad accumulare energia più facilmente sotto forma di riserve di grasso. Per contro è bene anche non esagerare. Ma cosa è giusto mangiare a colazione? Cibi semplici come latte, yogurt, fette biscottate, pane, cereali, meglio se integrali, frutta fresca e marmellata, oppure un buon dolce secco fatto in casa (assumere dolci al mattino è meglio che assumerli alla sera ma attenzione alle quantità). E la brioche? Non è purtroppo un alimento salutare a causa del frequente utilizzo di grassi vegetali idrogenati, ha un basso potere saziante e un alto contenuto calorico, per questo ne è sconsigliato l’utilizzo quotidiano. Occhio anche all’eccessivo utilizzo dei cornflakes, spesso aggiunti di ingredienti ipercalorici come lo zucchero, il cioccolato o la frutta secca, per renderli più appetibili, con il risultato che nelle nostre tazze si nascondono dei dolci travestiti da cereali che deludono molto spesso le speranze di rimanere in linea e regolarizzare le funzioni intestinali. Uno sguardo alle etichette potrebbe aiutarci a capire quali scegliere, ok a quelli con potere calorico sotto le 300 kilocalorie per 100 grammi e con fibra superiore ai 15 grammi su 100 e meglio se fra gli ingredienti non si trovano i “grassi vegetali idrogenati” o la sigla “E”, seguita da un numero che indica l’utilizzo di additivi alimentari. Occhio a non esagerare con i biscotti, che a seconda del tipo sono ipercalorici e poco sazianti, se si provano a pesare ci si rende conto di quanti pochi ne bastano per arrivare a 400 calorie. Dottoressa Barbara Lapini Dietista Responsabile prevenzione Lilt Fra pane e fette biscottate, preferire sempre il pri(Lega Italiana Lotta contro i Tumori) di Arezzo mo che ha un minor contenuto calorico a parità di www.dietistalapini.it • Manda le tue dopeso (in media 100-150 kilocalorie in meno ogni mande a lapinibarbara@yahoo.it 100 grammi). e leggerai le tue risposte nella prossima rubrica A

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IL SETTIMANALE S DI AREZZO

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il sonetto

a la Piéve, se vidìva i malanni in quel palazzone ch’era ruvìno dietro la Fonte, un dù lavava i panni a’ tempi antichi (forse) el pupulìno, e nissùno l’avéa ricustruìto. Era ’no scempio, ’na firìta aperta, ch’ha tróvo finalmente chi ha capito.

chilometro zero

La Banca Etruria, de guadrìni esperta, ci ha misso mano e, se vite a vedello, el palazzo rifatto è pròpio bello!

di Leonardo Zanelli

L’ormai famoso e forse ancora non dimenticato detto – Tira più i’ filo di una sottana che un carro di buoi della Chiana – non è espressamente aretino ma fiorentino, anche se a oggi con alcune variazioni viene ancora rammentato o detto, appunto, non solo in Toscana. Rientra nei cosiddetti “proverbi primaverili”, il periodo in cui, per ogni forma di vita compresa la nostra, scattano meccanismi indotti dalla natura che hanno il fine della riproduzione. In Toscana sono stati i contadini a rimarcare la questione delle turbolenze ormonali primaverili, utilizzando l’esempio più calzante, quello del raffronto tra la potenza degli animali da traino e l’attrazione di Fabio dell’uomo verso la donna. Mugelli

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IL SETTIMANALE DI AREZZO

Yves Saint Laurent *½ Parigi, 1957. Un giovanissimo ventunenne Yves Saint Laurent prende il controllo della casa di moda fondata da Christian Dior, da poco scomparso. Da quel momento sarà un ascesa verso l’olimpo. Patinato, autoreferenziale e francocentrico come non mai il biopic sulla vita del grandissimo Yves Saint Laurent. Tale è la prosopopea narrativa dai toni agiografici che rischia più volte di scadere in un patinato lungometraggio senz’anima. Un percorso umano con momenti difficili quello del buon Yves, momenti che, seppur raccontati in punta di piedi da una sceneggiatura non pervenuta, sembrano perdersi al ritmo di una marcetta trionfalistica con la quale poco si armonizzato le turbe esistenziali. Film consigliato solo ai fashion victims più “religiosi” e integerrimi. Jacopo Fabbroni

cinema

La guerra è passa ormai da settant’anni e a Rezzo c’era armasto un ricurdìno de quel ch’ha aùto la città de danni, per colpa de le bombe. Lì, vicino

Sabato 12 aprile, dalle ore 15.30 alle 18, presso il C.E.A.A, in via Garibaldi 15, Legambiente e il Consiglio dei Bambini di Arezzo vi invitano a un pomeriggio speciale! Giochi e laboratori per bambini e adulti, ispirati all’articolo 29 della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, che recita: “Il bambino ha il diritto di ricevere un’educazione che sviluppi le sue capacità e che gli insegni la pace, l’amicizia, l’uguaglianza e il rispetto per l’ambiente”. Giocare, chiacchierare e costruire insieme delle simpatiche sorprese per le uova di Pasqua con materiali di recupero e un laboratorio per preparare dolcetti casalinghi. di Lucio Massai Per info 0575 22225.

l’evento

EL PALAZZO DE LA FONTE

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l’ t cinema 11 APRILE 2014

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I NUOVI LIBRI DELLE EDIZIONI GIORGIO VASARI

A testa alta – La straordinaria e sfortunata storia di Lauro Minghelli € 10 Almanacco Giostresco Quintanaro Paliesco 2014 € 10

IN LIBRERIA E IN EDICOLA

Il Settimanale di Arezzo 188  

3 La scuola che non soddisfa gli studenti 5 Quando la politica aretina entra nella “storia”… 6 Mettere su un’azienda è…un’impresa 8 La Giost...

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