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ANNO V NUMERO 182 • VENERDÌ 28 FEBBRAIO 2014 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: SCATTO ED ELABORAZIONE GRAFICA DI ANDREA BARDELLI MANGIARE SANO + DIVERTIMENTO =

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IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 Differenziata e innovazione, verso un’economia più verde 5 Rischio idraulico ad Arezzo: a tu per tu con un esperto 6 Arezzo Wave alla ricerca di una casa… 7 Primarie Fratelli d’Italia: grande affluenza alle urne per gli aretini 10 Da ex ferroviere a cameraman di Tele San Domenico 26 Questo non è un Paese per giovani 29 Con la cultura si può mangiare NON PIÙ PAROLE OMAI 8 Calendario 2014 di Giostre, Quintane e Palii AREZZO SPORT 13 Simone Ghiandai, 100 candeline in Serie A 15 Torna il grande tennis del Circuito Giovanile Fit 16 Il risveglio dopo il buio di Mezzanotti

17 Donne e sport, parla l’assessore Romizi 18 Visite medico sportive: l’attività agonistica 20 Al Centro Sport Chimera parte il corso da istruttore di nuoto A REGOLA D’ARTE 22 Alla Casa sull’Albero è tempo di grandi ospiti e compleanni 22 Circuiti Cognitivi: poesia e arte fotografica secondo Pierluigi Fresia 24 Duplice straordinario appuntamento al Giardino delle Idee: Philippe Daverio e Alberto Angela 25 Mosaico mediterraneo e Rasenna Brass Quintet: a Spazio Seme Italia e Stati Uniti ballano assieme 27 Federico Melis e William Catania ad Arezzo OGGI PARLIAMO DI… 28 …adolescenti e studio

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO V NUMERO 182 – VENERDÌ 28 FEBBRAIO 2014 © EDIZIONI GIORGIO VASARI DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI EMAIL FRANCESCOCIABATTI.EGV@GMAIL.COM VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, ELETTRA FIORINI, MICHELE GIUSEPPI, SARA GNASSI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SADOTTI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA, LUCA TRIPPI. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI, SAIMON SAVINI AMMINISTRAZIONE: EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL, VIA MANTEGNA 4, 52100 AREZZO (AR), TEL. 392/95.96.285, FAX 0575/16.57.738, EMAIL EDIZIONIVASARI@ARUBA.IT PUBBLICITÀ E MARKETING: PAOLA PRATO, 333/46.04.264, PAOLAPRATO.EGV@GMAIL.COM AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE DI AREZZO 02/2010 DEL 10 FEBBRAIO 2010 ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE AL N. 19155 STAMPA: LA ZECCA SRL, VIA UMBERTO TERRACINI 25/27, 52025 FRAZ. LEVANE, BUCINE (AR), TEL. 055/91.80.101, FAX 055/91.80.412, EMAIL INFO@TIPOGRAFIALAZECCA.IT È VIETATA, SENZA FORMALE AUTORIZZAZIONE, LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DI TESTI, DISEGNI, FOTO E PUBBLICITÀ RIPRODOTTI SU QUESTO NUMERO

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DIFFERENZIATA E INNOVAZIONE, VERSO UN’ECONOMIA PIÙ VERDE di Chiara Sadotti

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l 6 febbraio 2014 il Consiglio provinciale ha approvato il Piano interprovinciale per la Gestione dei Rifiuti, i cui principali obiettivi saranno la riduzione della quantità dei rifiuti e soprattutto l’aumento e la massimizzazione del riciclo delle materie prime, sino a un auspicabile 70% di raccolta differenziata. Fanno parte di questo sinergico piano le province di Arezzo, Grosseto, Siena e sei comuni della Val di Cornia in provincia di Livorno; per un totale di 109 comuni, 899.000 abitanti coinvolti e oltre 600.000 tonnellate annue di rifiuti urbani e assimilati e 1.700.000 tonnellate di rifiuti speciali. Il piano punta a una totale autosufficienza delle province circa la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e, ove ciò non fosse possibile, a un’apertura delle barriere provinciali e a una conseguente flessibilità gestionale, non consentita dal precedente piano regionale. Nello specifico il surplus del fabbisogno di smaltimento aretino, rispetto a ciò che a oggi consente l’ impianto di San Zeno, sarà inviato al termovalorizzatore di Poggibonsi.

Lo sviluppo più interessante del piano è la rinuncia al “raddoppiamento” del termovalorizzatore di San Zeno; il precedente Piano Regionale del dicembre 2013 autorizzava un impianto termovalorizzatore da 75.000 tonnellate annue, reso non più necessario grazie alle migliorie apportate dal nuovo Piano interprovinciale. Infatti le nuove prospettive dovrebbero ricondurre approssimativamente il fabbisogno di trattamento termico in un range compreso tra le 42.000 tonnellate annue e le 55.000 tonnellate annue. Per raggiungere un obiettivo così

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ambizioso, unitamente a una raccolta differenziata pari al 70%, le Amministrazioni comunali dovranno avvalersi del cosiddetto “porta a porta”, cioè la raccolta domiciliare. Di tutto ciò parliamo con l’assessore Andrea Cutini. È stato dichiarato che la raccolta differenziata “porta a porta” non aumenterà le spese gestionali, bensì a essa conseguiranno occupazione e risparmio. A quanto ammonterà il risparmio preventivato e in che modo porterà nuovi posti di lavoro? «Inizialmente investire in particolare sul “porta a porta” o sui sistemi a livello individuale per favorire una maggiore differenziazione da parte del cittadino ovviamente, come tutti i sistemi ingegnerizzati richiederà degli investimenti, che però noi riteniamo che sul medio-medio lungo termine possano portare dei grossi benefici. Accanto a questo però va detto che se da una parte sono necessari investimenti in questo senso, si potrà procedere alla dismissione o conversione di alcuni impianti esistenti, in particolare di selezione meccanica e compostaggio, i quali crescendo la raccolta differenziata risulteranno scarsamente efficienti gravando quindi in maniera non giustificata sulla tariffa… Passando a queste forme di raccolta puntuale, rispetto a quelle che passano da impianti meccanizzati, è naturale che ci siano anche ritorni positivi in termini occupazionali». Quando sarà attuata orientativamente la differenziata “porta a porta” in tutto il territorio aretino? Nel frattempo il termovalorizzatore di San Zeno, unitamente a quello di Poggibonsi, saranno in grado di soddisfare il fabbisogno di trattamento termico della provincia? «Noi abbiamo per la fase di transizione un siste-

ma impiantistico… Dove le discariche, gli impianti di incenerimento e altre forme di trattamento possono garantirci di traguardare questi obiettivi con, diciamo, una situazione di relativa tranquillità… Un piccolo ritardo nella differenziata non è che mette in crisi il sistema…ed è reso possibile questo dalla novità che il piano introduce, che è una gestione dei rifiuti che non si ferma ai confini provinciali». Vede attuabile la prospettiva di una differenziata pari al 70% nella provincia di Arezzo? «Sono obiettivi possibili. Come ho detto richiedono un cambiamento radicale del sistema di raccolta del rifiuto… non solo ed esclusivamente un approccio per motivi ambientali, ma anche perché ritengo che su questo si possa costruire un economia, quell’economia verde… che molto spesso fa fatica a inserirsi».

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RISCHIO IDRAULICO AD AREZZO A TU PER TU CON UN ESPERTO gni anno nel periodo autunnale e invernale siamo bersagliati di notizie che riguardano alluvioni, e inondazioni che devastano il territorio italiano, purtroppo lasciando spesso vittime sul loro percorso. di Elena Ognuno di noi è quindi in qualche modo divenuto sensibile a questi problemi Aiello e ci chiediamo se anche nella nostra città sussistano rischi analoghi. Per chiarirci le idee e offrire lo spunto di qualche riflessione abbiamo sentito in proposito uno dei maggiori esperti aretini, che da molti anni è impegnato nella difesa del territorio dalle alluvioni, sia in ambito regionale (bacini dell’Arno e del Tevere), sia in ambito aretino (Canale Maestro della Chiana, torrenti Castro, Bicchieraia, Vingone e Cerfone). L’ingegnere idraulico Remo Chiarini, che già alla fine degli anni Ottanta si era occupato della messa in sicurezza idraulica dell’Ospedale della Gruccia, stranamente concepito in una località dall’illuminante toponimo “il Padule”, ci racconta che questo tipo di strane “sviste” nella pianificazione territoriale non sono affatto rare e così oggi ci ritroviamo un’Ipercoop a Montevarchi in un posto che si chiamava “Acqua Morta”, o altre ben note urbanizzazioni nostrane come quella del “Pantano”, o quelle meno recenti del “Bagnoro”. Tutti nomi che i nostri antenati avevano riservato a siti evidentemente più inclini alla sommersione che allo sviluppo edilizio. Non c’è quindi da stupirci se anche nella nostra città sia latente, ma comunque presente una non trascurabile problematica di rischio idraulico. «Il 5 ottobre del 1934, come ci raccontano le cronache della “Nazione” dell’epoca, la parte bassa della città di Arezzo per tutta la mattina fu sommersa da una vasta alluvione che dal vecchio “Fabbricone” raggiungeva la stazione, dove l’acqua si elevò fino a un metro e mezzo di altezza; ma furono allagate anche via Garibaldi, corso Italia, via Crispi, via Roma fino a piazza Guido Monaco, viale Michelangelo e i quartieri limitrofi. Il Castro, gonfiato dalle incessanti piogge della notte precedente, era esondato in città prima di via Margaritone, ma anche il Bicchieraia e i suoi affluenti avevano devastato le campagne nelle zone della Pace e del Bagnoro. Crollarono ponti e muri di sponda, anche se non ci furono vittime: solo una bambina, data per dispersa al mattino, fu ritrovata in serata». Potrebbe riaccadere? «Certo che sì. E sarebbe anche più pericoloso…» (continua)

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Dopo gli interventi in Cina, India e Australia, Borgo Italia sbarca in Corea, per la precisione a Seul, dove le aziende Monnalisa, Miniconf e Baby Cashmere presenteranno le loro eccellenze ai numerosi buyer coreani. WWW.BORGO-ITALIA.COM WWW.BIMBO.NET

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AREZZO WAVE ALLA RICERCA DI UNA CASA… di David Mattesini

rezzo Wave torna in città, e questa è ormai cosa certa, ma resta ancora aperta la questione “location”. Un nodo che si ripropone puntuale per ogni edizione aretina che non abbia l’ok dello Stadio Comunale, tutto proiettato sul calcio che “conta” o quasi. L’ipotesi più accreditata resta ancora quella di Villa Severi, ma con un paio di criticità non da poco. Su tutte sicuramente il nodo del traffico e dei parcheggi. Avete provato a trovare un posto per l’auto nel parcheggio adiacente al parco, in occasione di una delle qualsiasi manifestazioni enogastronomiche e non che si alternano durante l’estate? Un’impresa disperata. Potete immaginarvi quindi cosa potrebbe produrre una manifestazione come Arezzo Wave come impatto delle auto. L’unico altro parcheggio, in una zona che di per sé di parcheggi non ne ha, è quello del vicino supermercato Pam. L’unica soluzione veramente intelligente sarebbe sfruttare a pieno il tanto vituperato parcheggio Mecenate e il parcheggio dell’Eden, attraverso un vero servizio di navette, magari con un biglietto unico con il parcheggio, da attivare appositamente per la manifestazione, evitando di gravare troppo sui residenti della zona, già in cerca di soluzioni ottimali proprio in tema di parcheggi e viabilità pedonale, soprattutto nel primo tratto di via Anconetana. Ciò non toglie che la location con le opportune contromisure di carattere logistico-organizzativo appare molto suggestiva per una manifestazione come questa, sempre che non piova e che si riesca a trovare

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l’escamotage per non dover riseminare da capo il parco ad agosto. Mentre l’assessore Dringoli è ancora in cerca di conferme e soluzioni, arriva la proposta del consigliere comunale del Pdl, Roberto Bardelli: «Mi permetto di indicare un luogo per me molto adatto, cioè l’aeroporto del Molin Bianco. – ha spiegato intervendo sulla querelle location. – È vicino alla città eppure lontano da grandi agglomerati urbani, è raggiungibile da ogni parte, compresa l’autostrada, quindi nessun problema per il traffico». L’idea di per sé non è male e potrebbe essere presa in considerazione dall’Amministrazione. Intanto però il patron Valenti, come sempre sotto Festival, è a caccia di sponsor. Circa un mese per trovare le risorse, ha dichiarato, in una città ridotta dalla crisi davvero male a livello economico e occupazionale. Bentornato Arezzo Wave.

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PRIMARIE FRATELLI D’ITALIA: GRANDE AFFLUENZA ALLE URNE PER GLI ARETINI abato 22 e domenica 23 Febbraio si sono svolte le primarie di Fratelli d’Italia. In via Garibaldi (sede del seggio) è stata registrata un’ottima affluenza da parte degli aretini, moltissimi iscritti di centrodestra, ma anche simpatizzanti di altri partiti; giovani e giovanissimi dai 18 ai 35 anni sono stati la maggioranza dei votanti, un elevato numero anche degli over 65. I cittadini sono stati chiamati a votare il segretario di partito, eleggere l’assemblea nazionale formata dai grandi elettori, approvare le linee politico-programmatiche del movimento e decidere il simbolo del partito. Le votazioni hanno visto ergersi Giorgia Meloni, unica candidata, come segretaria di Fratelli d’Italia. Abbiamo commentato i risultato con la referente aretina del partito: Carlotta Buracchi. «È stata una gioia poter vedere con i propri occhi così tante persone affollare il seggio, l’affluenza è stata notevole: tantissima gente non iscritta al partito, ma che si dichiarava di centrodestra e entusiasta di poter votare linee politiche e candidati». A proposito di candidati, non ha creato alcuna polemica il fatto che Giorgia Meloni fosse l’unico nome possibile da votare? «Sì, ci sono state polemiche esterne, ma d’altra parte quella di Giorgia Meloni è stata l’unica candidatura pervenuta alla Segreteria del congresso. Il fatto che fosse sola e che comunque abbia scelto di restare in corsa alle primarie testimonia la trasparenza di queste elezioni, che potevano pure non svolgersi visto il consenso generale sulla sua persona, ma che sono state organizzate ugualmente. Inoltre

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poteva essere pure un’occasione per esprimere il proprio dissenso nei confronti di Giorgia Meloni, presentandosi e non barrando il nome di Michele sulla lista». Giuseppe Per la nostra provincia quanti sono i grandi elettori? Abbiamo un loro identikit? «Arezzo vanta 16 grandi elettori. È una squadra molto giovane. Sono assolutamente soddisfatta, questo conferma e legittima anche le scelte iniziali del partito (i 5 della costituente provvisoria provinciale sono tutti stati riconfermati) segno che non bisogna aver paura di sottoporsi alla giuria popolare quando si lavora bene poiché se ne potrebbe guadagnare in legittimità. I grandi elettori diventeranno subito operativi e sono convocati al Congresso nazionale del 8/9 marzo a Fiuggi».

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NON PIÙ PAROLE OMAI… a cura di Roberto Parnetti

ome oramai consuetudine delle nostra rubrica, pubblichiamo il calendario delle eventi giostreschi quintanari paliescchi che animeranno le nostre città stilato in base alle segnalazioni fatte pervenire dai vari comitati organizzatori. La stagione delle manifestazioni storiche cavalleresche ha già avuto un suo “prologo” con la disputa del Palio di Sant’Antonio di Buti, che si è corso domenica 19 gennaio e che ha visto la vittoria andare alla Contrada Pievania con il fantino Silvano Mulas, protagonista anche in Piazza del Campo a Siena con il soprannome di “Voglia”. Per tutti gli appassionati ricordiamo che il calendario, assieme a tutte le notizie e le più belle e spettacolari fotografie sulla stagione appena conclusa (comprese ovviamente le due edizioni delle Giostre del Saracino e le Prove generali), sono raccolte nell’Almanacco Giostresco Quintanaro Paliesco 2014, edito dalle Edizioni Giorgio Vasari, presentato lo scorso sabato ad Abbiategrasso, in vendita nelle edicole e librerie della nostra città. Eventuali modifiche, unitamente alle cronache e news dalle singole manifestazione, saranno pubblicate oltre che nella pagina di Facebook “Si dia inizio al torneamento” anche nei siti con i quali collaboriamo: www.arezzoora.it, www.ilpalio.org (Siena), www.collegiodeicapitani.it (Legnano) e quintanaromoderno.blogspot.it (Ascoli Piceno).

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CALENDARIO 2014 Nota per la consultazione del calendario: in blu sono evidenziate le Giostre e Quintane, in rosso i Palii, con la lettera N le edizioni in notturna MARZO 2 e 4 Oristano - Sartiglia del Gremio dei Contadini e del Gremio dei Falegnami APRILE 25 Bomarzo (VT) - Palio di Sant’Anselmo (29a ed.) MAGGIO 3 Narni (TR) - Corsa all’Anello storica (28a ed.) 11 Narni (TR) - Corsa all’Anello (46a ed.) 18 Fucecchio (FI) - Palio delle Contrade (34a ed.) 25 * Ferrara - Palio (46a ed.) * A oggi (28 febbraio) non è stata ufficializzata la data che potrebbe essere posticipato al 1° giugno causa elezioni europee GIUGNO 1 * Legnano (MI) - Palio (68a ed.) * Il Comitato Palio ha definito la date di svolgimento per il 1° giugno causa le elezioni europee 1 Mordano (BO) - Palio dei Borghi 1 San Secondo Parmense (PR) - Palio delle Contrade (25a ed.) 7 Faenza (RA) - Torneo della Bigorda d’Oro (18a ed.) (N) 8 Abbiategrasso (MI) - Palio di San Pietro (35a ed.) 10 Monterubbiano (FM) - Giostra all’Anello “Sciò la Pica” (50a ed.) 15 Acquasparta (TR) – Giostra della Lince (15a ed.)

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15 Foligno (PG) - Giostra della Quintana detta della “sfida” (N) 15 Castiglion Fiorentino (AR) - Palio dei Rioni Castiglionesi (35a ed.) 19 Arezzo - Prova Generale della Giostra del Saracino (39a ed.) (N) 21 Arezzo - Giostra del Saracino (127a ed.) (N) 22 Faenza (RA) - Niballo il Palio di Faenza (58a ed.) 27.28.29 Leonessa (RI) – Palio del Velluto (112a ed.) 28 Fossano (CN) – Palio dei Borghi e Giostra dell’Oca (35a ed.) (N) 29 Bisignano (CS) – Palio del Principe di Bisignano LUGLIO 2 Siena - Palio 12 Ascoli Piceno - Quintana (78° anno) (N) 14 Casole d’Elsa (SI) – Palio di Sant’Isidoro 21 Bientina (PI) - Palio di San Valentino (22a ed.) 25 Pistoia - Giostra dell’Orso (49a ed.) (N) 26.27 Sulmona (AQ) - Giostra Cavalleresca (20a ed.) 30 Sulmona (AQ) – Giostra dei Borghi più Belli d’Italia (8a ed.) AGOSTO 2 e 3 Feltre (BL) - Palio (33a ed.) 3 Ascoli Piceno - Quintana (79a ed.) 3 Amelia (TR) – Contesa degli impavidi (1a ed) 3 Fonni (NU) – Palio dei Comuni (29a ed.) 3 Sulmona (AQ) - Giostra Cavalleresca Europea (14a ed.) 4 Amelia (TR) – Palio d’Esordio (3a ed) 9 Amelia (TR) - Palio dei Colombi (39a ed.) 13.15 San Ginesio (MC) - Palio di San Ginesio * (44a ed.) 14 Piazza Armerina (EN) - Palio dei Normanni (58a ed.)

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15 Fermo - Cavalcata dell’Assunta (33a ed.) 15 Sarteano (SI) - Giostra del Saracino (65a ed.) 16 Siena - Palio 17 Servigliano (FM) – Torneo cavalleresco di Castelclementino (46a ed.) 18 Piancastagnaio (SI) - Palio (41a ed.) SETTEMBRE 5 Arezzo - Prova Generale della Giostra del Saracino (40a ed.) (N) 7 Arezzo - Giostra del Saracino (128a ed.) 7 Ferrara - Giostra del Monaco (10a ed.) 7 Mercato Saraceno (FC) - Palio del Saraceno (17a ed.) 7 Valfabbrica (PG) - Palio della Festa d’Autunno (41a ed.) 8 Castel del Piano (GR) - Palio delle Contrade (47a ed.) 14 Asti - Palio (49a ed.) 14 Bagno a Ripoli (FI) - Palio delle Contrade - Giostra della Stella (35a ed.) 14 Castell’Arquato (PC) – Quintana (Rivivi il Medioevo a Castell’Arquato) 9a ed. 14 Foligno (PG) - Giostra della Quintana detta della “rivincita” 21 Monselice (PD) – Giostra della Rocca (32a ed.) 21 Talla (AR) - Corsa del Saracino (31a ed.)

Nel mese di settembre (data ancora da stabilire) si disputeranno pure il Palio della Stella di Poggio Mirteto e la Giostra del Giudicato di Oristano OTTOBRE 5 Soriano del Cimino (VT) – Palio dei Rioni (47a ed.) 12 San Gemini (TR) - Giostra dell’Arme (41a ed.)

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DA EX FERROVIERE TELE SAN DOMENIC INCONTRO CON GIOVANNI STANGANINI vendo più volte citato la zona di San Domenico, ci siamo ricordati del signor Giovanni Stanganini: ex ferroviere, oggi cameraman di Tele San Domenico. È un distinto signore di 65 anni, portati benissimo. Ha accettato volentieri di parlare con noi della sua esperienza come volontario. Fa un accenno al suo precedente lavoro: «Avendo fatto per molti anni il capotreno, il mio percorso è stato per certi versi “stancante”… Ne ho viste di situazioni! Ho trovato tra i colleghi persone amiche, e grazie ai servizi notturni avevo giorni liberi da dedicare ai miei figli. Poi la morte di uno dei miei tre fratelli mi rese più cupo…». Come ha vissuto il momento della pensione? «È stato sette anni fa. Volevo sentirmi, essere ancora utile, e non certo ridurmi a 58 anni come alcuni ex ferrovieri annoiati, malinconici, che trascorrevano ore e ore seduti in stazione a guardare i treni passare». Come è iniziata la sua avventura di cameraman a Tele San Domenico? «A San Domenico vi abitavo da piccolo e il mio compianto fratello faceva parte del gruppo dei ragazzi della piazza. Fu proprio il giorno del mio cinquantottesimo compleanno che, spinto dal mio desiderio di fare volontariato, andai a parlare con padre Giovanni Serrotti (l’allora responsabile dell’emittente televisiva), il quale, viste le mie passioni per la fotografia e la videocamera, mi inserì come operatore cameraman già dal giorno dopo». Giovanni, cosa contraddistingue, secondo lei, il bravo cameraman oltre a equilibrio, giusto ritmo e mano ferma? «Tre cose in particolare: il dito per schiacciare lo start, il cuore per cercare emozioni, la testa per stabilire le varie inquadrature, la loro durata ed eventuali movimenti di macchina». I colleghi? «Eccezionali Paola, Fabio e Luca, simpatici e alla mano. I ragazzi, tutti in gamba: insieme a loro documento gli eventi della nostra città… Venire ogni mattina in piazza San Domenico mi riporta alle origini. Qui ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere oltre a padre Giovanni Serrotti, Raimondo Caprara, Bucarelli e monsignor Alfonso Scapecchi». In quali occasioni si sente gratificato e particolarmente utile agli altri?

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E A CAMERAMAN DI CO di Ivana Marianna Pattavina

«Durante le funzioni della novena precedenti alla Madonna del Conforto, le celebrazioni dedicate all’ammalato, e la festa vera e propria del 15 febbraio: posso portare le suggestive immagini a casa delle persone malate e con difficoltà a recarsi in chiesa. Anche quest’anno è stata una sentita e significativa cerimonia, e seguendone le riprese ho potuto dare il mio contributo». Un pensiero per chi è prossimo alla pensione? «Malgrado il metro della vita si accorci, si può ricominciare coltivando le proprie passioni o addirittura inventarsene delle nuove… Se non come me (in veste di cameraman), svolgendo volontariato in ospedali, associazioni: un bene per voi e gli altri». Altri progetti per il prossimo futuro? «I miei due figli hanno, oramai 34 e 29 anni, non sono giovanissimo… Non saprei… Ci devo pensare!». Infine, un suo messaggio ai professionisti (in un contesto più ampio) della comunicazione che vorrebbe fosse ascoltato… «Come padre, marito e nonno mi sento di poter dire ai giornalisti, cameraman, fotografi: “Svolgete una professione bellissima quanto difficile… Non dimenticate nemmeno per una frazione di secondo che esiste una responsabilità, un’etica, specialmente riguardo ai servizi e notizie di cronaca: le immagini rimangono impresse perciò posso-no sconvolgere, parlare più di molte parole!”». Condividiamo in pieno.

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Simone Ghiandai

n livello di concentrazione da tenere costantemente alto durante tutti i novanta minuti di gara, con la consapevolezza che ogni segnalazione può ballare sopra una sottile linea di confine composta da una manciata di centimetri. Questa è la vita di un guardalinee: questa è la vita di Simone Ghiandai, assistente di linea aretino che ha da poco festeggiato, in occasione di VeronaTorino, la sua centesima partita in Serie A. Un grande risultato sia per lo stesso Ghiandai, sia per la sezione arbitrale di Arezzo nel quale sono cresciuti, tra gli altri, arbitri e guardalinee come Gianfranco e Paolo Bertini e il presidente nazionale dell’Aia Marcello Nicchi. Quello di Simone Ghiandai è stato un lungo percorso iniziato nel 1988: «Ho avuto sempre grande passio-

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Il guardalinee Simone Ghiandai, che in Verona-Torino ha raggiunto le cento partite in Serie A, ci racconta in breve la sua “vita a bordo campo”

Cento candeline in Serie A [segue da pag. 13]

ne per il calcio e sono sempre stato attratto dal ruolo dell’arbitro, ruolo che ho intrapreso ventisei anni fa. Quella dell’arbitraggio è una passione che è cresciuta nel tempo con la mia voglia di migliorare che è andata di pari passo con l’aumento dell’importanza delle partite. Dopo quattro anni passati ad arbitrare in Serie D, ho deciso di tentare la carriera di di Omero assistente e nel 2005 ho esordito in Serie A. Adesso, Ortaggi nonostante gli infortuni che mi hanno frenato molto, sono arrivato a quota 100 in Serie A e questo è motivo di grande soddisfazione per me». Una carriera che lo ha portato a seguire partite come la semifinale di Coppa Italia Juventus-Milan della stagione 2011/12 e i movimenti di Toni, Cerci, Immobile, Di Natale e la “cooperativa del gol” del Napoli formata da Higuain, Mertens e Callejon, «giocatori costantemente sul filo del fuorigioco e difficili da seguire perché non ti danno mai punti di riferimento». Così è facile immaginare il livello alto di pressione al quale si espone ogni assistente di linea che, insieme all’arbitro, deve preparare le partite in ogni minimo dettaglio: «È fondamentale farci trovare pronti in ogni situazione di gioco, in modo da evitare qualsiasi “effetto sorpresa”. Molto importante inoltre è l’esperienza perché ti aiuta a gestire e affrontare con maggiore serenità tutte le pressioni ambientali e mediatiche che ci sono intorno alle partite». Infatti essere arbitro significa essere costantemente sotto pressione, ma significa prima di tutto vivere una grande esperienza formativa che va al di fuori del terreno di gioco, come sottolinea lo stesso Ghiandai: «Ci vuole sacrificio, sia sotto il profilo dell’allenamento, sia sotto quello della preparazione mentale in vista delle partite. L’arbitraggio può darti sia soddisfazioni sia delusioni ed essendo prima di tutto una scuola di vita che dona ai ragazzi maggiore sicurezza, ti dà sempre la forza di reagire e andare avanti. L’arbitro è un mestiere che, se lui vorrà intraprendere, consiglierò a mio figlio sia per l’esperienza formativa che va ben oltre il campo di calcio, sia per le persone che ogni giorno lavorano con grande dedizione all’interno della categoria». Ancora non sappiamo se suo figlio vorrà intraprendere la carriera arbitrale, ma è certo che, se un giorno vorrà farlo, potrà prendere spunto da un grande professionista che la Serie A l’ha vissuta da molto vicino.

Spedizioni in tutto il mondo!

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rezzo torna al centro del tennis nazionale con la prima tappa del Circuito Giovanile Fit-Babolat 2014, il più importante torneo giovanile organizzato dalla Federazione Italiana Tennis. Il grande evento, in programma da venerdì 28 febbraio a domenica 9 marzo, sarà organizzato in sinergia da C.T. Giotto, C.T. Arezzo e Junior Arezzo e vedrà sfidarsi sui campi cittadini oltre 400 giovani tennisti dall’Under 10 all’Under 16 provenienti dai circoli della macroarea Lazia-SardegnaToscana-Umbria. «In questo torneo si sfidano alcune delle più grandi promesse del tennis italiano – spiega Alessandro Fratini del Giotto. – Ci attende un notevole sforzo logistico e organizzativo per coordinare e far giocare centinaia di tennisti, ma ci siamo impegnati per mantenere ad Arezzo una tappa del circuito perché siamo consapevoli dell’importanza che questo evento ricopre per la crescita del tennis cittadino e di ogni singolo atleta». L’organizzazione del Circuito Giovanile Fit-Babolat è resa possibile dalla collaborazione attivata tra i tre circoli aretini che si stanno sempre più impegnando in numerose iniziative comuni. In questa edizione del torneo sarà riproposta la collaudata formula degli ultimi anni che vede le varie categorie divise tra i campi di tutta la città: il Giotto ospiterà le gare maschili dall’Under 12 all’Un-

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Chiara Girelli al Torneo Fit

Premiazioni al Trofeo Fit 2013

Torna il grande tennis del Circuito Giovanile Fit Dal 28 febbraio al 9 marzo il C.T. Giotto, il C.T. Arezzo e lo Junior riportano in città il meglio del tennis giovanile nazionale der 16, l’Arezzo le gare femminili dall’Under 12 all’Under 16 e lo Junior gli incontri dell’Under 10. «Un circolo da solo non potrebbe organizzare un torneo di tale portata – ribadisce Pietro Capaccioli dell’Arezzo. – Invece questa proficua collaborazione, che dura ormai da tre anni, ci permette di mantenere in città un torneo di assoluto livello in cui si sfideranno tutti i migliori tennisti del centro Italia». di Marco Questa tappa sarà la prima di un circuito che farà Cavini poi scalo a Cagliari, a Roma e a Livorno, dunque gli atleti aretini sfrutteranno l’appuntamento casalingo per disputare un torneo di assoluto livello e per fare esperienza contro alcuni dei coetanei più forti d’Italia: tra Giotto, Arezzo e Junior si contano circa 80 tennisti in gara. «Avere un torneo di macroarea nella nostra città rappresenta un’importante opportunità – conclude Lorenzo Salvini dello Junior. – Tutti i giovani atleti della nostra città godranno della possibilità di disputare in casa una manifestazione tanto importante, giocando un torneo nazionale e assistendo a tante partite con alcuni dei principali talenti del tennis giovanile italiano».

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Il risveglio dopo il buio di Mezzanotti

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l risveglio dopo il buio di Mezzanotti ha riportato un alba colorata di un amaranto pallido, un nuovo allenatore, finalmente una vittoria casalinga e una prestazione tutto sommato convincente, arrivata però, va detto, contro una Pontevecchio che non rappresenta sicuramente l’eccellenza del campionato anzi, in Eccellenza rischia seriamente di retrocedere. Solitamente, i cambi di panchina portano bene, una regola non scritta tipo quella del gol dell’ex che, puntualmente, l’Arezzo si preoccupa di confermare, ogniqualvolta ne incontra uno. Uno di quei risvegli che, dopo esserti stirato e aver sbadigliato, ti accorgi di aver rimesso male la sveglia e aver perso il treno. Condannati a un campionato di obiettivi secondari da raggiungere, neanche troppo facilmente, anzi. Benvenuto a mister Chiappini che, ironia del cognome, avrà bisogno di una buona dosa di… fortuna. Ha la chance di dimostrare che può meritare una conferma per la prossima stagione, l’ennesima della riscossa amaranto, l’ennesima dove non si potrà fallire. Se userà le settimane rimaste per capire l’ambiente e proporre un calcio pratico e soprattutto lucido, supportato dai risultati, potrebbe anche riuscirci. Mauro Ferretti, padre padrone dell’Arezzo, si dice persona orgogliosa e determinata, sicuramente poco incline ad abbandonare progetti in mezzo al guado. In fondo, non gli viene chiesto di realizzare il Ponte sullo Stretto, bensì di ottimizzare le risorse che mette a disposizione della squadra che rappresenta la nostra città, facendo tesoro degli errori commessi nel passato. Da tutti, nessuno escluso. Intanto, nell’ultima gara casalinga, le presenze in tribuna sono

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drasticamente crollate. Riusciranno i nostri eroi a ricreare quel clima di entusiasmo che solo ad inizio campionato pareva poter contagiare tutta una tifoseria? Sperare è lecito, altro non si può. Andrea CHIAPPINI Una rondine non fa primavera, tantomeno a febbraio, però da quel che si è potuto vedere alla prima uscita, idee chiare e praticità sono il suo biglietto da visita. Davide CARTERI Spesso pare un pesce fuor d’acqua ed è probabile che sia così, per uno che, in oltre 20 anni di carriera, aveva varcato i confini del natio Veneto solo per una stagione alla Samb. Il compitino, e poco più, non basta, altrimenti le partite si guardano anziché giocarle. Adnane ESSOUSSI Con l’allontanamento di Mezzanotti, rischia di finire a margine come un paracarro in autostrada. Attenzione però, gli animali da gol servono come il pane. Forse, è meglio recuperarlo. Luca Stanganini


Donne e sport

di Giacomo Belli

La parola a Francesco Romizi e testimonianze del ristretto gruppo di presidentesse e di alcune donne delle istituzioni hanno permesso di tastare il terreno e porci molteplici interrogativi sul rapporto tra donne e sport. Un tema fondamentale, proiezione e riflesso dei malesseri che serpeggiano nella nostra società circa la disparità di genere. Ma cosa ne pensano gli uomini? Abbiamo deciso di dare udienza anche alla controparte maschile per ampliare il nostro orizzonte di riflessioni. Iniziando proprio dall’assessore allo Sport, Francesco Romizi. «Vorrei iniziare proponendo una prospettiva più ampia. Questa disparità nell’accesso alle posizioni di vertice in società sportive da parte delle donne mi pare riflettere, a largo spettro, gli andamenti sociali odierni. Basti guardare quella che è stata sinora la politica, egemonizzata dal genere maschile». Il giovane Assessore aretino non vuole scadere però in facili retoriche: «Voglio far capire che la disparità tra componente maschile e femminile nei piani alti sia delle istituzione sia, come in questo caso, dei vertici di società sportive, non possano essere sanati semplicemente attraverso un approccio tout court delle quote rosa. Mi spiego meglio: non devono essere chiamate delle “donne purché donne” bensì donne capaci e competenti che attraverso la loro qualità possano valorizzare il lavoro femminile». Romizi sa bene però che per attuare tali progetti ci sarebbe bisogno di un’iniezione culturale a base di rispetto, parità di genere e volontà di aprirsi all’altro da sé, indispensabili per rompere gli argini di una società dominata dagli uomini e dai loro pregiudizi. Non solo tramite iniziative ad hoc ma anche attraverso il “semplice” buon esempio delle istituzioni, il cui valore formativo e pedagogico è essenziale per la società civile. «Purtroppo lo sport storicamente è stato considerato un’attività prettamente maschile teso a rafforzare quel machismo, gravido di sessisti stereotipi, che si è andato a sedimentare e tutt’ora si è dimostrato quanto mai difficile da scrostare», prosegue l’assessore allo Sport. Basti notare, infine, che «nel nostro territorio i maggiori risultati sportivi sono arrivati in larga misura dalla componente femminile». Se ancora molti tabù rimangono tutt’ora in piedi, l’azione di giovani politici come Romizi, attraverso le proprie idee e il proprio operato, possono davvero minarne l’assurda stabilità. Il grande mutamento sociale che stiamo vivendo, più o meno consapevolmente, ma già in atto, ha bisogno però del nostro impegno. In gioco c’è non solo il rispetto, doveroso, verso le altre persone, ma una lotta costante per la parità di diritti, anche dei nostri. Perché l’altro da me, in fondo, è il riflesso di me stesso. Paola Salvi, presidentessa dei Lions

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Visita, sicurezza, certificato e cost tra spese e dubbi

Visite medico sp l’attività agonist S ono tantissimi gli atleti che annualmente si sottopongo alle visite di idoneità sportiva e altrettanti sono i dubbi che spesso sorgono di fronte all’intricato sistema della medicina sportiva. La normativa a riguardo, già di per sé piuttosto articolata, si è rivelata, negli ultimi anni, in continua evoluzione sia dal punto di vista delle analisi cliniche sia da quello dei costi e delle sedi di visita. Sono proprio queste mille sfaccettature a confondere spesso le piccole società sportive dilettantistiche, che comunque promuovono l’attività agonistica, gli atleti e le famiglie. Come molti già sanno, il grande assioma della normativa, in vigore dal 1982, riguarda proprio il rilascio del Certificato di Idoneità Sportiva Agonista. Chi necessita di un tale certificato e come muoversi per ottenerlo? L’idoneità sportiva agonistica è obbligatoria per gli adulti che praticano sport, ovviamente a livello agonistico, nell’ambito di una federazione sportiva nazionale o di un ente riconosciuto come il Coni. La questione non si esaurisce però con una semplice definizione di base. Occorre in primis fare chiarezza sullo status dell’atleta e, di conseguenza, sulle varie strutture che possono erogare il libretto d’idoneità. «La visita finalizzata al rilascio dell’idoneità può essere effettuata nelle Asl oppure nei centri privati convenzionati dove operano specialisti accreditati – spiega il dottor Maurizio Colica, responsabile di procedimento nell’ambito della Medicina Sportiva della Asl di Arezzo. – Per motivi di tempistica, organizzazione e funzionalità del servizio, agli ambulatori di Medicina Sportiva della Asl si possono rivolgere esclusivamente i minorenni, soggetti diversamente abili e, soltanto in casi particolari, gli adulti. Nel caso dei minorenni, per prenotare la visita, sarà necessaria la richiesta del pediatra o del medico di famiglia, mentre le stesse società sportive dovranno compilare un modulo che può essere ritirato presso i Cup del territorio. Diversamente accade per gli atleti maggiori che dovranno invece rivolgersi agli Istituti accreditati di zona. Rimanendo ad Arezzo incontriamo

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osti. L’iter clinico di atleti e società

sportive: stica

di Elettra Fiorini

la Casa di Cura “San Giuseppe” e l’Istituto “Beato Gregorio X”, ma anche nelle vallate i centri non mancano, da San Giovanni, a Capolona a Foiano. Le liste complete di tali strutture sono comunque tutte consultabili nel sito della Usl8 Toscana». Qui sorgono le prime perplessità. Perché se per i minorenni tali prestazioni rientrano nei Lea (Livelli Essenziali d’Assistenza) e sono dunque totalmente gratuite, per gli adulti visita e certificato sono a carico dell’utente. In Italia, mediamente, si arriva a pagare da un minimo di 60 euro a un massimo di 100, tanto che spesso sono le stesse società sportive dilettantistiche a stipulare convenzioni con gli istituti privati del territorio, avviando così una collaborazione che agevola il processo sia sul versante pratico sia su quello economico. Ovviamente le tariffe variano in base alla disciplina praticata dal richiedente. Proprio qui si inserisce un’altra distinzione cruciale. «Gli sport sono stati suddivisi in tipo A e tipo B – continua Colica. – Questa è una distinzione fondamentale per l’atleta perché comporta, da un lato, differenti tipologie di visite e, dall’altro, una diversa durata del certificato». In sostanza nella prima categoria rientrano le discipline con impegno cardio-muscolatorio lieve o moderato come il motociclismo e i tuffi, mentre la categoria B comprende quelle discipline con impegno elevato, quali l’atletica, il calcio e il ciclismo. Nel primo caso, il certificato avrà durata biennale mentre nel secondo dovrà obbligatoriamente essere rinnovato tutti gli anni. «I test che solitamente vengono effettuati durante una visita di tipo B sono l’esame delle urine, la spirometria per i volumi polmonari, e l’Ecg a riposo e sotto sforzo, grazie al cosiddetto step test – prosegue. – Sono tutti test utili a individuare la presenza di patologie e malformazione che potrebbero rappresentare un pericolo per l’atleta durante la pratica sportiva. Proprio per scrupolo, per chi ha più di 40 anni, la valutazione cardiologica non avviene con lo step test, ma con un test da sforzo massimale che prevede l’impiego di un cicloergometro o di un tapis roulant». Se da un lato dunque il sistema della medicina sportiva sempre aver raggiunto un buon livello di organizzazione, volto allo snellimento dei processi e alla sicurezza degli atleti, su molti fronti naviga ancora in acque burrascose dimostrandosi, malgrado le dovute precauzioni e la presenza di esperti professionisti, di dare risposte certe in termini di costi e di salute.

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CENTRO SPORT CHIMERA

Al Centro Sport Chimera parte il corso da istruttore di nuoto a Società Nazionale di Salvamento insegna a insegnare. A metà marzo partirà infatti al Centro Sport Chimera il nuovo corso di formazione che, organizzato dalla onlus aretina, assegna la qualifica di “istruttore di nuoto e attività acquatiche”. Il corso, aperto a uomini e donne tra i 16 e i 55 anni, si svilupperà attraverso 180 ore tra lezioni e tirocinio con l’obiettivo di fornire agli allievi le competenze per poter insegnare a nuotare e per poter conseguire un brevetto riconosciuto su tutto il territorio nazionale che può garantire nuove possibilità lavorative. «Questo corso – spiega Marco Magara, segretario della onlus – rinnova l’impegno della Società Nazionale di Salvamento nella formazione di personale in grado di insegnare nuoto e di sviluppare la sicurezza nelle acque. Proponiamo lezioni altamente specializzate, dunque tutti i partecipanti dovranno già possedere i fondamenti tecnici del nuoto e per potersi iscrivere dovranno dimostrare di saper galleggiare, di stare apnea e di nuotare in almeno tre stili». Il corso si svilupperà da marzo a luglio e sarà suddiviso in diversi step. In una prima fase l’obiettivo sarà di insegnare a tutti i praticanti a nuotare in maniera efficace, dunque le lezioni iniziali saranno dedicate al perfezionamento della tecnica natatoria con la pratica in acqua che occuperà circa il 70% del corso. Nel programma delle serate sono previste anche lezioni teoriche condotte con la collaborazione di psicologi dello sport, medici e scienziati motori, che formeranno gli allievi sui più svariati argomenti: didattica, pedagogia, teoria del movimento, biologia, anatomia, fisiologia, psicologia, teorie della comunicazione, tecniche e stili del nuoto. A chiudere il percorso sarà il tirocinio con le stesse società del Centro Sport Chimera che offriranno l’opportunità concreta per far pratica da istruttore e che proietteranno i partecipanti verso le prime esperienze lavorative nel mondo del nuoto. «Proponiamo un insegnamento che fa perno su una metodologia attiva – conclude Magara. – Con i nostri allievi partiamo dalla pratica e poi arriviamo alla teoria, con un percorso che permette di capire e di interiorizzare quanto poi andranno a insegnare». Per iscrizioni e informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria del Centro Sport Chimera in viale Gramsci 7, visitare il sito www.centrosportchimera.com, chiamare o scrivere un sms a Marco Magara al 347/42.49.641.

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A testa alta – la straordinaria e sfortunata storia di Lauro Minghelli

il gruppo degli Agonisti il gruppo degli Esordienti

in libreria ed edicola dal 15 febbraio 2014 28 FEBBRAIO 2014

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ALLA CASA SULL’ALBERO È TEM COMPLEANNI

I LIBRI DI NADIA TERRANOVA E OLIVER JEFFERS PER UN MARZO D’A runo è un bambino goffo, con la testa grossa, che ha perso il padre anzitempo. Tuttavia riesce a far rivivere nei disegni e negli scritti la capacità paterna di identificarsi in ogni oggetto, animale e persona. Enrico invece è un bimbo con una curiosa abitudine: non mangia carne e verdura, ma libri. Da quando ha scoperto che cibandosi di volumi ne assorbe tutto il sapere contenuto, è diventato insaziabile. Bruno ed Enrico, personaggi singolari, sono i protagonisti di due libri che impreziosiranno il mese di marzo alla Libreria per ragazzi “La Casa sull’albero” di via Madonna del Prato 25. Ne parliamo con le titolari Anna, Barbara ed Elena. «Il primo appuntamento sarà domenica 2 marzo, alle 10.45 – ci spiegano. – Nadia Terranova sarà ad Arezzo per presentare Bruno, il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo Editore), un libro ispirato alla vita di Bruno Schulz, scrittore, disegnatore e pittore ebreo ucciso nel 1942 da un ufficiale della Gestapo a Drohobych, oggi in Ucraina. Il volume vanta le splendide illustrazioni di Ofra Amit. Abbiamo organizzato questo evento in CIRCUITI COGNITIVI collaborazione con la casa editrice, il Poesia e arte fotografica secondo Pierluigi Fresia circuito delle Librerie Indipendenti per a Galleria 33 di via Garibaldi 33, ad Arezzo, presenta Ragazzi e Mega+Mega Centro d’arte domenica 2 marzo, alle ore 18, la mostra Cortocircuiti cognitivi, una personale di Pierluigi Fresia, a cura di Tiziana contemporanea». Tommei. A chi è rivolta la presentazione? Fresia non è semplicemente un fotografo ma anche un «Quello della Terranova è un libro tocpoeta, le sue opere non sono unicamente manifesti pubcante e suggestivo. Noi abbiamo pensato blicitari o fotografie su cui sono impresse frasi o parole, ma esprimono concetti e pensieri intrisi di esistenzialismo. l’iniziativa soprattutto per i ragazzi, ma In esse lo spazio e il tempo perdono la loro dimensione il tema è adatto anche agli adulti. Tra fisica e il rapporto tra immagine e scrittura viene sovvertito. l’altro avremo Andrea Bucciantini che La parola diviene elemento centrale e compositivo della leggerà alcuni brani, avremo delle profotografia stessa, al pari della presenza umana, raramente rappresentata, ma sempre avvertita. iezioni e l’autrice sarà a disposizione per Lo spettatore viene coinvolto attivamente rispondere alle domande del pubblico». e portato a elaborare e dedurre da solo il più Il secondo appuntamento coincide profondo significato espresso dalle opere, reincon l’anniversario della libreria. terpretandolo, cercando risposte e certezze, scoprendo l’idea profonda gettata dall’artista: «Domenica 16 marzo, alle ore 17, feuna realtà personale in continuo divenire. La steggeremo la ricorrenza con una lettura mostra resterà visibile al pubblico fino a sabato animata gratuita per i bambini. È il no22 marzo. www.galleria33.it Serena Capponi

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EMPO DI GRANDI OSPITI E di Marco Botti

O D’AUTORE stro modo di ringraziare i piccoli e le loro famiglie che ci hanno seguito in questo primo anno, sia acquistando libri, sia partecipando ai nostri laboratori e iniziative. La lettura sarà ispirata a L’incredibile bimbo mangia libri (Zoolibri Editore), un volume di Oliver Jeffers dove il protagonista scopre che leggere è gioia e divertimento». Qual è il bilancio di questo primo anno di attività? «Siamo contente, anche se è un momento faticoso per tutti e quindi gli sforzi vanno triplicati. Ormai abbiamo la nostra clientela fissa, ma oltre agli affezionati sono molti coloro che entrano a curiosare tra gli scaffali o vengono a chiederci consigli. Da libraie specializzate, abbiamo il dovere di essere preparate su tutto ciò che proponiamo, dalla narrativa ai pop-up, dai libri illustrati ai giochi didattici». Fin da subito avete attivato collaborazioni con altre realtà. «È fondamentale fare rete e le sinergie sono uno strumento utile per valorizzarsi a vicenda. Ad esempio per una libreria come la nostra, che non si limita alla sola vendita di libri, una collaborazione come quella del 2 marzo con Mega+Mega significa avere un partner di prestigio che contribuirà alla buona riuscita dell’evento». www.librerialacasasullalbero.com

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DUPLICE APPUNTAM AL GIARDINO DELLE abato 1° marzo torna il Giardino delle Idee per parlare di arte insieme a due divulgatori conosciuti e apprezzati anche dal pubblico televisivo: Philippe Daverio e Alberto Angela. Il patrimonio storico-artistico del nostro Paese versa in uno stato di decadimento a causa dei vari “appetiti” degli italiani, che non intrattengono una relazione costante con i musei; urge inventare un nuovo rapporto con le opere d’arte, per interfacciarsi con i beni culturali come facciamo con un libro, che si consulta ogni qual volta desideriamo farlo nostro, non soltanto una volta nella vita. Philippe Daverio, alsaziano di nascita e milanese di adozione, uno dei volti più noti e autorevoli della critica nostrana – grazie alla rivista Art e Dossier e ai numerosi programmi condotti sulle reti nazionali, come Passepartout ed Emporio Daverio – propone un modo d’indagare l’arte che è diventato la sua cifra

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di Chiara Marcelli

personale e un libro campione d’incassi: Guardar lontano veder vicino (Rizzoli). L’autore affronta le vicende degli artisti, delle opere e dei committenti con curiosità impertinente, apre nuove strade di lettura mediante accostamenti insoliti, a volte audaci, di personaggi e capolavori lontani nel tempo e nello spazio, e nel fare ciò accompagna il lettore in una sorta di viaggio esoterico. Il Rinascimento, periodo fondativo della cultura e 24

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AMENTO STRAORDINARIO LE IDEE dell’arte italiana al quale si applica il suo “metodo”, acquista, così, nuova freschezza e vivacità. Il volume prende le mosse dalla pittura di Giotto, che Daverio definisce «un fulmine nella storia dell’arte» e si conclude con quel “talentaccio e caratteraccio” Caravaggio, passando per i cagnolini di Tiziano, l’eccentrica sensualità di Parmigianino, i sussulti religiosi di Michelangelo. Alberto Angela, dal canto suo, propone un Viaggio nella Cappella Sistina (Rizzoli) in cinque tappe, per scoprire come ha preso forma questa grandiosa creazione dell’umanità. Con il linguaggio divulgativo che lo ha reso celebre in programmi televisivi popolari come Superquark, Passaggio a Nord Ovest e Ulisse, Angela racconta episodi storici e retroscena di questa straordinaria avventura creativa, ricostruendo le diverse fasi dei lavori dal 1475 al 1535, delineando caratteri e vicende di papi e pittori. Grazie a un ricco apparato iconografico ogni singolo affresco viene analizzato nei dettagli, consentendo così, a tutti, di immergersi in una delle esperienze più significative della cultura italiana. L’appuntamento con gli autori è nella nuova e magica cornice del Teatro Vasariano di piazza Grande ad Arezzo. Alle ore 17 con Philippe Daverio e alle ore 21 con Alberto Angela.

MOSAICO MEDITERRANEO E RASENNA BRASS QUINTET A Spazio Seme Italia e Stati Uniti ballano assieme

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na doppia serata quella di venerdì 28 febbraio allo Spazio Seme di via del Pantano 36, ad Arezzo. Due eventi che gettano un ponte tra la musica popolare italiana e le note made in USA di Gershwin. A partire dalle 21,30 si potrà assistere a Mosaico mediterraneo, uno spettacolo che unisce musica, danza e recitazione, dove i protagonisti principali sono i nostri balli e canti popolari, da quelli in dialetto siciliano e napoletano a quelli in ottava rima toscana. Le composizioni e gli arrangiamenti musicali, ispirati anche allo spiritual e al blues, saranno eseguiti da Gianni Bruschi, Marna Fumarola, Sam McGhee, Marco Lazzeri, Francesco Sarrini e Riccardo Tinti. Essi accompagneranno la performance teatrale interpretata da Leonardo Lambruschini, Sofia Sguerri e Caterina Testi. Sul palco ci saranno anche le danzatrici statunitensi allieve di Gianni Bruschi nel Dance Programme presso l’Accademia dell’Arte di Villa Godiola. Elizabeth Spilsbury, Zoe Papaerachous, Kylie Sickler, Alyssa Whitney, Therese Roncho, Jasmine Bailey, Olivia Perry ed Ezra Jordan interpreteranno la tarantella del Gargano sotto la direzione del loro maestro. La serata proseguirà con il Rasenna Brass Quintet – un quintetto ottonistico di nuova concezione – che porterà i partecipanti nell’atmosfera unica delle musiche di George Gershwin. Ingresso 7 euro.www.spazioseme.com Valentina Paggini

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QUESTO NON È UN PAESE PER GIOVANI di Carlotta Andrea Buracchi

una anomalia tutta italiana: da un lato i “padri” che, responsabili di aver privato del diritto al futuro le giovani generazioni, continuano con arroganza e presunzione a tenerli ai margini della produttività del paese; dall’altro i “figli” che abdicano sempre più alla possibilità di trovare da soli una strada, preferendo rinchiudersi nel comodo alveo familiare, senza coltivare ambizione nè volontà di essere parte attiva della società. In mezzo tutti gli altri: giovani con passione, competenze, voglia di mettersi in gioco che devono mettere in conto le 12 fatiche di Ercole per poter essere creduti, godere della fiducia e della stima di una società che invoca i giovani per comodo ma che in realtà dei giovani non si fida affatto. Un paradosso bello e buono se considieriamo che da sempre sono i giovani la parte dinamica della società, sono i giovani che con le loro “spinte rivoluzionarie” trovano nuove interpretazioni e soluzioni per una realtà che sembra ancorata al principio dell’”eterno ritorno”. Una anomalia culturale che li vuole eternamente incapaci, impreparati, acerbi. Finisce che frasi come “non ha esperienza”, “è competente ma troppo giovane”, “deve ancora crescere” sembrano pesare di più che titoli di studio prestigiosi, ottimi curriculum o la disponibilità al sacrificio quotidiano in nome di una passione. Ne sanno qualcosa anche i nostri giovani aretini, che sempre di più si devono inventare mestieri fai-da-te dopo anni spesi a provare a coronare il sogno di un impiego in linea con quanto studiato. Ne sanno qualcosa anche le loro finanze, tagliate sì dalla crisi ma anche dall’eterno essere apprendisti, con retribuzioni minime che certo non spingono a un maggiore impegno e il sogno di ricoprire ruoli di responsabilità che si allontana sempre più. È la parabola di una società vetusta, nella quale chi oggi è ai vertici sembra geloso della propria posizione e fatica a elaborare il cambio di passo, vivendolo come smacco anzichè ciclo naturale delle cose, col risultato che la società resta rigida e la produttività monopolizzata da over 50. Pensare che se volessimo entrare a piedi pari nel futuro è proprio sui giovani che dovremmo investire, su di loro che dovremmo rischiare. Credere nei giovani per non soccombere, per crescere. Perchè in fondo – lo diciamo alle generazioni più anziane – non è questione di “rottamatori” o “rottamati” anzi la vostra esperienza è per noi importante, solo che il futuro siamo noi e ogni tanto è bene rammentarvelo.

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BELLE ARTI

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FEDERICO MELIS E WILLIAM CATANIA AD AREZZO

di Chiara Savarino

l 19 febbraio è ricominciato l’appuntamento con il laboratorio comico Aurora Ridens al Circolo Culturale Aurora in piazza Sant’Agostino. Serate ormai ben conosciute al pubblico aretino che continua a seguire con entusiasmo e divertimento. La novità di questa edizione sarà la serata speciale con Federico Melis, vincitore della VII Edizione del concorso nazionale SOS Cabaret lo scorso novembre al Teatro Signorelli di Cortona. Sabato 1 marzo, alle 21.30, il comico darà vita a un ironico One (little) Man Show. «Uno spettacolo irriverente, dissacrante, tagliente, ma ovviamente anche divertente ed esilarante – spiega Samuele Boncompagni dei Noidellescarpediverse, organizzatori dell’appuntamento. – Lo spettatore rivive con il “piccolo” sardo scene di tutti i giorni, col sorriso; una sferzata di satira di costume per vedere e assaporare momenti di vita quotidiana, che spesso ci sfuggono perché corriamo troppo». Le altre serate di Aurora Ridens saranno il 5, il 19 marzo e il 2 aprile sempre alle 21.30 al Circolo Aurora. Tra gli appuntamenti più ravvicinati Samuele ricorda quello di venerdì 28 febbraio, con la prova aperta di Qui Gela - andata e ritorno, anteprima dello spettacolo sulla mafia scritto da Samuele e interpretato interpret dall’attore siciliano William Catania. «Sarà un’occasione un’occasion per testare il testo che stiamo costruendo, realizzandone una lettura recitata recit davanti al pubblico, con inizio alle 21.30. Gela è piena di contraddizioni, ma ricca di storia e di storie che abbiamo cont ritenuto interessante raccontare. Sono state unite idealriten mente il presente con il passato: alla Gela degli anni m Ottanta-Novanta, dove una nuova mafia – la Stidda – sfidò Cosa Nostra, si lega la storia di Eschilo, il primo grande autore tragico della storia, che morì nella città siciliana s a metà del V secolo a.C. Un’indagine U nella memoria e sul senso del tragico». Ricordiamo, R inoltre, che sempre il 1° marzo, per i più piccoli, pic dalle ore 15 presso la Casa Museo Ivan Bruschi in Cor Italia ci sarà un laboratorio creativo e teatrale sulle Corso masc maschere del Carnevale. Una delle tante iniziative che l’Associazione Noidellescarpediverse organizza con la Fondazione Casa Museo Ivan Bru Bruschi.

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noidellescarpediverse.blogspot.com

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Sono la madre di una ragazza di terza media. Volevo porle questo problema: mia figlia da quest’anno sembra non essere minimamente interessata allo studio, mentre prima era entusiasta. I suoi voti sono già calati, ma sembra che non le importi. L’unica cosa per cui l’ho vista muoversi sono le amiche e Facebook (ci passa un sacco di tempo). Ho tentato più volte di parlarle con calma e anche di minacciarla, ma lei alza le spalle o si arrabbia, dicendo che non devo immischiarmi. Cosa posso fare?

OGGI PARLIAMO DI…

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ara signora, il periodo dell’adolescenza è per molti giovani un momento di grande trasformazione non solo fisica, ma anche psicologica e comportamentale. I genitori rappresentano le regole, le responsabilità, le punizioni e i continui reclami. Il gruppo dei pari allora diventa sempre più forte e soprattutto l’unico punto di riferimento, le uniche persone a cui chiedere consiglio e soprattutto da imitare. Con l’arrivo di Facebook, i ragazzi non si frequentano più solo a scuola o durante il pomeriggio, ma rimangono sempre collegati, perdendo di vista anche altri impegni portati avanti, come la scuola. I genitori finiscono per non riconoscerli più, ma anche gli stessi ragazzi vivono questo momento di transizione, tra l’età infantile e l’età adulta, come un periodo di smarrimento e di cambiamento forte delle proprie abitudini e soprattutto del proprio carattere. Sono nel periodo delle contraddizioni, delle ribellioni e del no, soprattutto verso i propri genitori, alla ricerca della pro-

pria identità e della propria autonomia. Penso che in questi casi non ci siano regole da manuale da poter dare e applicare alla lettera, tutto deve essere visto nello specifico, soprattutto in riferimento alla persona che ho davanti a me, in questo caso: sua figlia. Cerchi di non andare con lei in scontro, così otterrà solo l’effetto contrario, cerchi invece di tenere sempre un dialogo aperto, le faccia capire che quello che sta facendo riguardo la scuola è sbagliato, ma che tocca a lei decidere e pagarne poi le conseguenze. Le parli con un tono calmo, che non comunichi giudizi o sentenze finali, ma che l’aiuti solo a capire le conseguenze delle proprie scelte. Una ragazza di terza media, se pur piccola, è comunque abbastanza grande per assumersi le sue responsabilità soprattutto riguardo alla scuola. Deve quindi essere in grado di imparare a scegliere ed eventualmente a pagare le conseguenze delle proprie azioni. Grazie, Mara dottoressa Mara Aceti, pedagogista clinico – 334/93.45.254, iscritta Albo ANPEC 3310. Profess. disciplinato da L. 4/2013 P.I. 0009494882 – C.F. CTAMRA75R44G420C Studi: via Monte Falco 50 Arezzo; via Roma 38, Poppi (Ar)

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di Giacomo Manneschi

CON LA CULTURA SI PUÒ MANGIARE i parla molto di crisi culturale, di una città sprofondata nella mediocrità (discorso in parte sicuramente vero), ma allo stesso tempo vi sono esempi di forte spessore etico abbinato a un pragmatismo imprenditoriale molto acuto. Parliamo dell’Edison bookstore by Biblion, in piazza Risorgimento, vero e proprio fiore all’occhiello di tutto il comune. Abbiamo incontrato Linda De Benedictis, uno dei soci fondatori che hanno rilevato l’azienda più di un anno fa. «Fondamentalmente eravamo venuti a conoscenza che il marchio avrebbe svenduto moltissimi bookstore dell’intero “stivale” italiano e tra questi pure quello di Arezzo, nonostante fossimo ben lontani da una personale crisi interna. Bisogna sottolineare questo aspetto, il deficit della Edison era a livello nazionale, ma la libreria aretina non se la passava affatto male. Il passo che ci siamo sentiti di fare è stato ponderato molto velocemente, convinti che avremmo potuto tenere in piedi l’intera struttura. Il passaggio dalla vecchia proprietà a quella nuova ha indotto un differente potere d’acquisto e un cambio di fornitori, ma siamo riusciti ad arginare questo problema mantenendo un’ampia scelta di sezioni, addirittura ne abbiamo ampliate alcune come quella giuridica. Anche gli orari di apertura sono rimasti più o meno gli stessi, orario continuato e chiusura alle 21 dalla domenica al mercoledì, mentre il resto dei giorni fino a mezzanotte. Quantomeno abbiamo permesso alla piazza di essere ravvivata anche in orari meno consueti al passeggio». Un settore di cui siete particolarmente fieri. «Uno speciale occhio di riguardo è stato rivolto all’editoria ria per l’infanzia. Molti bambini trascinano i genitori all’interno della libreria e vi trascorrono corrono intere ore a girovagare e scrutare, e tutto ciò non può che riempirci rci di gioia». Portate avanti anche iniziative collaterali. «Recentemente abbiamo deciso di ampliare alcune comee la rottamazione dei libri usati, letture non più gradite possono essere re convertite con un buono sconto da utilizzare all’interno della libreria. ria. Due venerdì al mese ospitano reading e jazz session. Invece una serie di appuntamenti domenicali, che vedranno dranno la luce in primavera, avranno come partecipanti gli alunni del Liceo iceo Musicale, i quali presenteranno un workshop di strumenti, rivolto principalmente a bambini».

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il sonetto

finiràno cusì immediatamente i tiatrìni de ’sta maggioranza, ora se pensarà solo a la gente che ’nn’ha ’l lavoro e che n’ha abbastanza de’ pulìteci corrotti e ’ncapaci…» «Bravo, Tónio! È cusì che me piaci, co’ ’sta speranza aperta sul futuro,

chilometro zero

ma che sarà finita… sé sicuro?» «Lo spero… almeno, perché si fallisce, un c’è più middicìne… e ’n se guarisce!»

di Leonardo Zanelli

Ancora i vecchi detti e il loro rapporto con un senso dell’ecologia comune, mostrano l’interpretazione e l’azione – solitamente sagge e colorate – delle passate comunità agricole. Ancora oggi antichi detti come ad esempio “marzo asciutto e aprile bagnato, beato il villano c’ha seminato” consentono a chiunque una chiave per interagire con la natura in genere. Ci aiutano a comprendere e fissare, le trasformazioni cicliche della natura, dai campi coltivati che vediamo distrattamente dai finestrini delle nostre di Fabio auto, fino al terrazzo di casa nostra. Mugelli

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Saving Mr. Banks di John Lee Hancock **½ Nell’aprile del 1961 l’inglese Pamela Travers, creatrice di una icona quale Mary Poppins, visitò gli studi cinematografici di Walt, cercando di dissuaderlo dalla realizzazione della pellicola (un vertice disneyano al botteghino, non artistico). Lo schema di base è quello – abusato – di un contemporaneo e composito dramedy: la contrapposizione tra due culture, quella inglese e quella statunitense. Da qui nascono una serie di ovvie schermaglie che partono da abitudini e costumi nazionali e finiscono nel riversarsi nella realizzazione dell’opera. Pur con la propria staticità e lunghezza è un cinema che continua a deliziare quel pubblico che da porzioni di accademismi recitativi di alta classe (ottimi sia Emma Thompson sia Tom Hanks) riesce a cavare un senso compiuto al piacere della visione.

cinema

«Sé contento, Beppe, che finalmente è arìvo l’ómo de la pruvidenza? In quattreòtto, come fusse gnente, cambiaràno la mùseca e la danza,

Massimo Volume in concerto al Karemaski Sabato 1° marzo al Karemaski di via Edison, dalle ore 22.30, si esibiranno in concerto i Massimo Volume, con la line up che vede Vittoria Burattini alla batteria, percussioni, voce, Emidio Clementi alla voce e bassi, sintetizzatore, Stefano Pilia alle chitarre, bassi, sintetizzatori, Egle Sommacal alle chitarre e voce. Apriranno il concerto Paolo Spaccamonti, chitarrista contemporaneo, compositore e sperimentatore e gli aretini Metrodora. di Lucio Massai Ingresso euro 10.

l’evento

L’ÓMO DE LA PRUVIDENZA

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