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Francesca Bianchi _ portfolio Questo portfolio raccoglie alcuni dei lavori principali svolti durante i corsi frequentati alla facoltà di Architettura presso il Politecnico di Milano sede Leonardo. In particolare la tesi specialistica, i laboratori di progettazione, ed alcuni lavori valutati personalmente interessanti. L’intento non è stato quello di riportare ogni ragionamento, schema, disegno o dettaglio, ma di fare una selezione di ciò che può maggiormente spiegare il modo di pensare e lavorare sull’atto progettuale, la qualità dei disegni e le tecniche grafiche apprese, la manualità e la precisione nella realizzazione di maquettes.

Ho voluto esprimere un parere personale sui corsi svolti, perchè ogni volta il punto interessante di lavoro è stato differente, e questo, nella realizzazione dei progetti, ha rappresentato talvolta un elemento saldo di partenza e di sviluppo, talvolta anche un aspetto problematico e critico da rimodellare e rivalutare più volte.

Area ex-Stoppani: riqualificazione di un paesaggio ligure tra la valle e il mare Laboratorio di packaging New Sea Line Spazi pubblici e per studenti Museo di arte contemporanea


AREA EX STOPPANI: RIQUALIFICAZIONE DI UN PAESAGGIO LIGURE TRA LA VALLE E IL MARE _ tesi specialistica V anno _ 2011 La tesi nasce dal desiderio di riqualificare un’area ligure, posta appunto tra due rilievi montuosi con affaccio sul mare, che per diverse problematiche è a tutt’oggi lasciata in disuso ed altamente pericolosa. Essa, infatti, situata tra i comuni di Arenzano e Cogoleto, ha ospitato nel passato l’industria chimica Stoppani, che è stata la causa dell’attuale alto livello di concentrazione di Cromo Esavalente, sostanza inquinante e fortemente tossica, nel terreno, nel torrente Lerone, nelle acque di falda e nel litorale adiacente. Dopo aver studiato la situazione concreta riguardo le concentrazioni della sostanza sull’area, ed auspicato un rapido ed efficace lavoro di bonifica e trattamento (nella realtà già avviato), il progetto proposto mira innanzitutto a rispondere a bisogni concreti della cittadinanza, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione di un polo sportivo ed il miglioramento della viabilità, a ricreare aree verdi per una migliore qualità ambientale, ed infine ad offrire una serie di servizi commerciali e legati alla nautica, tra cui un porto turistico alla foce del torrente.

Il lavoro della tesi è stato interessante per diverse ragioni. Innanzitutto il tempo di ricerca e studio della situazione di inquinamento dell’area ha portato ad affrontare la fase della progettazione in modo concreto e con uno sguardo più attento alla situazione reale. In secondo luogo, l’evidenza di un problema serio e reale ha costretto a dare le ragioni di ogni scelta progettuale e funzionale, e di conseguenza di ogni scelta strutturale. Infine, il desiderio di realizzare un progetto che potesse migliorare qualitativamente la vivibilità dell’area ha portato ad una attenzione particolari ad aspetti quali l’uso della vegetazione e dei materiali costruttivi, oltre che sistemi di risparmio energetico.


L’AREA EX-STOPPANI

L’area Ex-Stoppani è situata in Liguria, esattamente al confine tra i due comuni di Arenzano e Cogoleto. Orograficamente è caratterizzata come una valle tra due elementi montuosi ed un affaccio sul mare a Sud. Il sito ha attratto l’attenzione in primo luogo per le sue gravi problematiche di inquinamento da Cromo esavalente, causato dalla precedente esistenza della fabbrica chimica Stoppani. Immaginato concluso un serio lavoro di bonifica del terreno, del torrente Lerone, delle acque di falda e del litorale, si è affrontata la sfida di una riqualificazione del sito, puntando sul ripensamento della viabilità, sullo sviluppo di nuove funzioni e sulla riqualificazione ambientale.

Cromo VI

Cromo tot

0 - 15 mg/kgss: concentrazioni inferiori al limite industriale (D.Lgs 152/99) 15 - 150 mg/kgss: superamento del limite industriale compreso entro 10 volte il limite industriale > 150 mg/kgss: concentrazione oltre 10 volte il limite industriale

0 - 800 mg/kgss: concentrazioni inferiori al limite industriale (D.Lgs 152/99) 800 - 1800 mg/kgss: superamento del limite industriale, ma inferiore al valore di fondo naturale stimato da ARPAL > 1800 mg/kgss: concentrazioni oltre il valore di fondo naturale

Schema riassuntivo delle criticità dell’area criticità limitata fino a 3 metri di profondità

PIAN MASINO ALTA ZONA A

criticità elevata fino a 10 metri di profondità

PIAN MASINO ALTA ZONA B PIAN MASINO BASSA AREE SUD

REGIONE LIGURIA valori elevati in corrispondenza degli strati superficiali e trascurabili con l’aumentare della profondità

COMUNE di COGOLETO

AREA STOPPANI

criticità moderata negli strati superficiali e trascurabili con l’aumentare della profondità

STABILIMENTO PRODUTTIVO

presenza di inquinanti nel torrente Lerone oltre il valore di soglia

COMUNE di COGOLETO presenza di cromo con concentrazione maggiore con l’aumentare della profondità

alte criticità, soprattutto a profondità ridotte

LITORALE MARINO COGOLETO

LITORALE MARINO ARENZANO concentrazione leggermente inferiore rispetto al litorale di Cogoleto


MASTERPLAN Schema dei percorsi e dei punti di sosta

Schema delle funzioni

P

P P

WATERFRONT (spiaggia attrezzata) PORTO TURISTICO CENTRO BENESSERE CENTRO SPORTIVO PARCO

FERROVIA (Genova - Ventimiglia) PERCORSO CICLOPEDONALE PARCHEGGI FERMATA FERROVIARIA

P

Schema riassuntivo delle problematiche e delle ipotesi di progetto

INQUINAMENTO

P

grado inquinamento

area parcheggi

A 10

A 10

P FS

FS

VIABILITA’

AURELIA AURELIA

P

ciclo pedonale

viabilità esistente

viabilità principale

viabilità secondaria

infrastruttura

BISOGNI - RISPOSTE

P FS

P

?

RICOSTRUZIONE DI SCENARIO NATURALE

UNO

?

P

PARCHEGGI DI INTERSCAMBIO SERVIZI PER LA NAUTICA

?

STRUTTURE SPORTIVE

?

BUOLEVARD COSTIERI

P


modellino _ foto generali


modellino _ foto generali


NOME

COLORE FRUTTI

COLORE FIORI

leccio pino marittimo pruno oleandro ulivo

STUDIO E SVILUPPO DEL VERDE Per la riqualificazione ambientale dell’area si è studiata una campionatura delle specie appartenenti alla macchia mediterranea, condiderandone colori, periodi di fioritura e fruttificazione ed altezza, e si è sviluppata una lorro diffusione sul sito. Il verde disegnato e scelto e il verde libero già presente sono diventati il punto di unione e sintesi dell’intero sviluppo progettuale.

alaterno alloro anthyllis barba jovis corbezzolo cisto erica arborea euforbia ginepro ginepro fenicio ginestra helicrysum lavanda lentisco mirto photinia pittosporo pyracantha rosmarino timo

ALTEZZA ALTEZZA (m) 30 25 20 15 10 5

borracina carpobrotus drosanthemum ipocisto sonnaglino

leccio

pino

pruno

oleandro

ulivo

ALTEZZA (m) 20 15 10

FIORITURA gennaio

febbraio

5

marzo

aprile

maggio

giugno

luglio

agosto

alaterno alloro anthyllis corbezzolo cisto

settembre ottobre novembre dicembre

erica euforbia ginepro ginepro ginestra arborea fenicio

ALTEZZA (m) 20 15 10 5

helicrysum lavanda lentisco mirto photinia pittosporo pyracantha rosmarino timo

FRUTTIFICAZIONE gennaio

febbraio

marzo

aprile

maggio

giugno

luglio

agosto

settembre ottobre novembre dicembre


percorso ad anello, che oltre ad offrire una visione d’insieme della composizione del parco dal suo stesso perimetro, funge anche da percorso rapido per i fruitori che non d e s i d e r a n o addentrarsi all’interno del parco

IL PARCO BOTANICO _ pianta, situazioni e percorsi Pianta del parco

Percorsi

percorso principale di attraversamento del parco, che suggerisce una traccia di movimento preferenziale per la visita attraversando ed affiancando le diverse tipologie di -situazioni- presenti

vasche nel terreno

percorsi di attraversamento trasversale del parco, che permettono di spostarsi rapidamente da un lato all’altro delle strisce di campi e del parco stesso e fungono da punti di sosta ed osservazione alla quota di terra

reti di sosta

percorsi di attraversamento dei campi, che permettono di attraversare il parco longitudinalmente affiancando i diversi campi lateralmente

stanze di corten

filari di vegetazione

il parco è affiancato sul lato est da una strada carrabile che dal punto più a nord del sito raggiunge uno spazio di parcheggio situatro tra la ferrovia ed il parco stesso

2.00 4.00 2.00 0.00

sul lato ovest il parco è invece affiancato dal torrente Lerone, che sfocia nel mar ligure nel punto più a sud del sito

0.00

3.00

1.50 0.00

Quote interne

0.00 2.00

vasche fitodepurative

3.00

0.00

2.00 0.00

0.00 0.00


IL PARCO BOTANICO _ sezioni Disposizione delle piante all’interno del parco

sezione B in primavera

alberi arbusƟ fiori piante acquaƟche

B

B

F

Nei diversi -appezzamenti- in cui è suddiviso il parco botanico, attraverso la proposta di differenti situazioni particolari, si sviluppano una serie di piante e fiori. Per la maggior parte esse appartengono alla macchia mediterranea, per mantenere la continuità con la vegetazione autoctona esistente. Fanno eccezione le piante fitodepurative, scelte per il loro ruolo di riossigenatrici delle acque del torrente. La vegetazione è stata studiata anche in rapporto ai colori e ai periodi di fioritura e fruttificazione, per avere scenari diversi e sempre nuovi con il susseguirsi delle stagioni.

sezione B in estate

sezione B in inverno

sezione F in primavera

sezione F in estate

sezione F inverno F


IL CENTRO SPORTIVO _ masterplan e schemi Nell’area dove sorgevano gli impianti della fabbrica è stato progettato un centro sportivo polifunzionale, volto a rispondere a delle necessità concrete della zona. Il campo esterno principale è posto in modo tale da avere una tribuna che poggia direttamente sul versante montuoso, in diretto contatto. Anche alcuni tetti degli edifici,oltre che calpestabili, sono aggrappati alla montagna, per dare una certa continuità di volumetria. Il concept dell’intero impianto si sviluppa intorno all’idea di avere una serie di strisce strutturali che muovendosi, ricordando in qualche modo l’andamento montuoso, danno origine e spazi caratterizzati da altezze, illuminazioni e vivibilità differenti. Anche lo spazio esterno è trattato secondo lo stesso principio.

Suddivisioni dei campi sportivi e delle relative funzioni

servizi campi pallavolo esterni

servizi campo calcetto esterno

servizi campi tennis esterni

tribune campo calcio esterno

servizi campo calcio esterno servizi palestra interna, aule didattiche

servizi palestra interna

Quote delle altezze degli edifici 7m 9m 7m

Schema degli accessi

7m

2m

servizi campo pallacanestro esterno

10m 7m 3m 7m

2,5m

7m

tribune

Concept dell’esterno campo

servizi campo campo servizi campo

palestra pallacanestro

palestra polifunzionale

accessi ai servizi accessi ai campi


IL CENTRO SPORTIVO _ pianta e sezioni Sezione A 16

1

16

16

Sezione B A

A

LEGENDA 1. 2. 3. 4. 5.

campo esterno da calcio a 11 palestra interna con campi da pallamano e pallavolo palestra interna con campo da pallacanestro campo esterno da pallacanestro pareti per l’arrampicata

6. ingresso 7. bar-caffetteria 8. uffici amministrativi 9. locale infermeria 10. spogliatoi per atleti e giudici di gara 11. servizi igienici 12. locali megazzino 13. locali tecnici 14. aula didattica e per il riscaldamento degli atleti 15. locali per il noleggio degli attrezzi 16. tribune campo da calcio esterno

11

12

10

9

7

8

6

13

13

14

12

6

Sezione C 10

5

B

B 6

10

14

15

11

8

14

14

3 10

C

C 8 13

6

4

10

6

8

11

12/13

T_5.3

2


modellino _ foto centro sportivo


modellino _ foto centro sportivo


IL CENTRO BENESSERE _ masterplan e sezione Il centro benessere si sviluppa sulla foce del torrente Lerone opposto al porto. Il progetto del centro benessere e del ristorante nasce dal desiderio di dare vita a delle funzioni nuove e che potessero sfruttare l’affaccio sul mare dovuto alla posizione, andando nello stesso tempo a mantenere e rafforzare il collegamento tra i due comuni di Arenzano e Cogoleto. Il concept è quello di sfruttare i dislivelli esistenti per creare una successione di spazi e piazze per diversificare la percezione degli spazi. Un’attenzione particolare è stata dedicata all’uso dei materiali per i rivestimenti esterni ed interni, con riflessioni riguardo il ruolo della luce.

Schema degli spazi esterni e degli accessi

PUNTO di SOSTA

PIAZZETTA PUBBLICA

GRADINATA E SEDUTE

DISCESA ALLA PISCINA PUBBLICA

PUNTO di SOSTA

PUNTO di SOSTA

Sezione B


IL CENTRO BENESSERE _ pianta e sezione Schema della palestra B

A

PUNTO VENDITA

BAR

INGRSSO PALESTRA

PALESTRA ATTREZZI

Schema delle centro benessere SAUNA

PARRUCCHIERE PISCINA SALATA

MASSAGGI

ZONA RELAX

B

Sezione A

A

PISCINA DOLCE INGRESSO CENTRO BENESSERE

PALESTRA CORSI


modellino _ foto centro benessere


modellino _ foto centro benessere


IL WATERFRONT Waterfront progettato con l’intenzione di riqulificare la fascia costiera, riorganizzando la passeggiata lungomare con punti di ridiscesa alla spiaggia e punti di sosta, e dotandola di alcuni servizi. SERVIZI AI DIVERSI LIVELLI: lungomare e spiaggia spiaggia attrezzata

servizi per il lungomare

+ 5.00 m + 2.00 m + 0.00 m

servizi per la spiaggia bagni cabine gestione lido

PERCORSI E SOSTE

passeggiata lungomare sia a livello dei servizi che a livello mare

pista cilabile che percorre tutto il lungomare fino ad Arenzano

sosta, creazione di piazzette in prossimitĂ  dei piccoli edifici di servizio

risalita attraverso rampe

risalita attraverso scale

Sezione sul waterfront


modellino _ foto waterfront


modellino _ foto waterfront


19.

1.

IL PORTO

2. 3. 4.

6.

5.

9.

7. 8. 18.

10.

17.

16.

15.

14.

13.

11.

12.

1. 3.

noleggio biciclette punto vendita

5. 7. 9.

deposito scuola di vela deposito attività portuali rimessaggio

11. 13.

bacino di carenaggio servizi di assistenza pronto soccorso

15. 17.

guardia costiera mercato del pesce

19.

docce, spogliatoi per piscina

2.

punto vendita

4. 6. 8.

spogliatoi, bagni vendita attrezzi porto

10. 12. 14.

spogliatoi, bagni piazzale di rimessaggio officina di riparazione scuola di vela, scuola pallanuoto

16.

capitaneria di porto

18.

piscina scoperta pallanuoto o altri sport

20.

torre di controllo

In corrispondenza della foce del torrente Lerone è stato progettato un porto turistico dalla forma asimmetrica, in grado di ospitare circa 380 imbarcazioni di diverse dimensioni. Oltre allo specchio d’acqua, il porto offre una serie di funzioni specifiche per l’attività portuale, sportive e relative alla cantieristica navale. Nella diga foranea è inserito un nuovo sistema per la produzione di energia elettrica sfruttando il moto ondoso del mare.

Schema degli accessi al porto P

-1 m -2 m

P

-3 m -4 m -5 m -6 m parchegg io

-7 m libeccio -8 m

-9 m

scirocco

-10 m percorso ciclabile

Schema degli ormeggi e delle funzioni

-11 m percorso pedonale

pontile galleggiante molo frangiflutti a scolgiera

20.

P

torre di controllo ormeggi imbarcazioni 6-15 m

diga foranea a cassoni posti per transito imbarcazioni 18-20 m

depositi spogliatoi bagni noleggio bici negozi

vento dominante

servizi al porto mercato del pesce capitaneria di porto guardia costiera scuola di vela pronto soccorso

officina di riparazione bar, info point

ormeggi: lunghezza 6m 8m 10m 12m 15m

numero 48 98 85 106 23

ormeggi transito: lunghezza 18m numero 20m 12 8 totale posti barca: 387

Sezione sul porto

rimessaggio coperto magazzini

servizi al porto area di cantiere


modellino _ foto porto


LABORATORIO DI PACKAGING _ Laboratorio di Progettazione IV anno Il tema del Laboratorio di Progettazione era quello di progettare una struttura che ospitasse una serie di funzioni legate al Packaging, per lo studio e la realizzazione di confezioni per rendere maggiormente attraente e quindi vendibile un prodotto di nostra scelta. In particolare si è scelto di concentrarsi sullo sviluppo estetico, grafico e fotografico dell’intero processo con l’inserimento di laboratori adeguati, piuttosto che su un singolo prodotto. Lo spunto per le decisioni progettuali vengono dalla ripresa della struttura dei borghi rurali vicini, sia per quanto riguarda le scelte formali che le scelte strutturali e dei materiali costruttivi.

Questo lavoro è stato interessante principalmente per il sito di progetto. Si tratta infatti di un terreno in Val d’Aosta adibito alla coltivazione di viti, per cui trattato fisicamente a gradonate di circa 3 metri d’altezza ciascuna: doversi rapportare a queste costanti variazioni sistematiche di livello ha significato fare una scelta progettuale di tipo formale molto chiara e decisa, per poi sviluppare in maniera intelligente e non casuale il processo di progettazione.


IL LABORATORIO DI PACKAGING _ planivolumetrico e concepts

-5.00

0.00

N -15.00 -25.00

-13.00

-23.00

-10.00 -28.00 -20.00

Planivolumetrico

-30.00 Il progetto di un sistema di funzioni legate al packaging si sviluppa a Donnas, in un sito caratterizzato dalla presenza di appezzamenti destinati a vigne: la conformazione del terreno è quindi costituita da gradoni di circa 3 metri di altezza. Il concept di progetto si sviluppa parallelamente su due binari: adeguarsi al forte andamento orizzontale dato dal terreno stesso, e sottolineare e rafforzare il ritmo verticale dato dai tralicci lignei che sorreggono le piante. Così, un percorso unitario e continuo, variando continuamente di livello, attraversa una successione di spazi che si differenziano per percezione, illuminazione, altezza, profondità e vivibilità. Concept dei piani verticali

Concept degli andamenti orizzontali


A

D

B

2

3

IL LABORATORIO DI PACKAGING _ piante

1

4 F 5 H 3

6 7

B D 8

9 9 3

10

11 H 12 13 3

14 15 16

LEGENDA DEGLI SPAZI 1- ingresso 2- uffici 3- servizi 4- sala riunione 5- mensa 6- cucina 7- bar;punto pic-nic 8- archivio 9- laboratorio di packaging

10- hall di ingresso 11- punto stampa 12- laboratorio di modellistica 13- laboratorio di pubblicitĂ  14- camera oscura 15- laboratorio fotografico 16- laboratorio televisivo


IL LABORATORIO DI PACKAGING _ sezioni A, B, F, I

Sezione F

Sezione I

Sezione A

Sezione B


Sezione E laboratorio televisivo

laboratorio fotografico

camera oscura

laboratorio pubblicitario

sala relax

laboratorio

sala stampa

sala relax

laboratorio

bar

cucina

mensa

ingresso

uffici

sala riunioni

Suddivisione verticale degli spazi

archivio

IL LABORATORIO DI PACKAGING _ sezioni D, E, H,C Schema del percorso di attraversamento

Sezione D

Sezione H

ConsequenzialitĂ  delle funzioni


LABORATORIO DI PACKAGING _ prospetti e sezioni

Prospetto sud mensaa salaa riunioni io o

ingresso n ngresso o uffici amministrazione m zi

arc arch archivio

Sezioni

laboratorio laboratori lab o oratori di p d packaging ackag g ackagi

halll di punto h hal in essso stampa ingresso s

laboratorio b r bor di modellistica

cucina

bar punto to pic-nic pic p icc nic ic

laboratorio to pubblicitario i t r io

Prospetto est

ccamera laboratorio o laborato ooscura fotografico ogra o

rio televisivo o


modellino _ foto


modellino _ foto


NEW SEA LINE _ modulo di Laboratorio di Progettazione V anno Questo modulo del Laboratorio di Progettazione del V anno partiva dal presupposto di realizzare una nuova forma di città, un sistema di vita sociale che fosse ripetibile all’infinito e potesse facilmente adattarsi a qualsiasi conformazione fisica presente sulla Terra. L’idea è stata quella di considerare come spunto iniziale la questione tanto discussa del surriscaldamento globale e dello scioglimento dei ghiacci, immaginando che davvero si arrivi ad un punto per cui tutte le terre siano totalmente invase e coperte dalle acque. In questo modo, tutto il globo avrebbe la medesima configurazione fisica e spaziale. Si è cercato, più che -risolvere il problema delle acque-, di sfruttare questa situazione ipotetica attraverso una differenziazione di strutture, di collegamenti e di spazi: in particolare, le abitazioni e gli edifici legati al settore terziario sono stati posti in posizione elevata su palafitte, con collegamenti ottenuti tramite passerelle e piazze sospese, mentre gli edifici commerciali, pubblici e legati al settore agricolo sono stati posti su piattaforme galleggianti.

Questo lavoro, più che un vero e proprio progetto architettonico e strutturale, è stato un lavoro di riflessione a livello spaziale e sociale. E’ stato interessante dover affrontare il tema della città scegliendo sia il punto di partenza della sua nascita (interessante anche dover “giustificare” la propria scelta), sia il percorso logico e quindi fisico e concreto del suo sviluppo. L’uso dei modellini, affiancati alla realizzazione di una scatola coperta interamenti di specchi, è stato fondamentale per rendersi conto sia dello sviluppo dell’idea nell-infinito- che per una visione spaziale completa del progetto.


the water is coming...

NEW SEA LINE _ manifesto 1 Uno dei problemi legati all’ambiente più discussi attualmente è quello del surriscaldamento globale. Esso prevede infatti un crescente quanto inevitabile inevitabile fenomeno di scioglimento dei ghiacci, dovuto al costante aumento della temperatura dell’atmosfera e degli oceani della Terra, anche in relazione all’aumento della concentrazione di CO2 ed al conseguente innalzamento del livello delle acque. Cosa fare in vista dell’invasione del mare della terra ferma?

1. elevare gli edifici, in particolare quelli abitativi e legati al terziario su palafitte; spostare invece i campi coltivati su chiatte mobili

and now 2. distribuire i percorsi “urbani” su tre livelli: mare + piastre + passerelle

where is the coast?

3. puntare i lunghi collegamenti tra le città sul sistema aereo


NEW SEA LINE _ manifesto 2 livello 1 verde

livello 2 collegamenti aerei

assemblaggio PASSERELLE

flessibile

ater is everywhere

UN PROGETTO DINAMICO livello 0 spazi pubblici

SPAZI PUBBLICI

CAMPI COLTIVATI

SHOPPING CENTER

collegamenti diversi livelli

C pesante lastra leggera

La costruzione degli edifici si basa sull’idea di composizione di cellule secondo diverse tipologie: questo garantisce caratteristiche di flessibilità, aggregabilità, trasportabilità

spazi pubblici/verdi

indipendenti Gli spazi pubblici e gli spazi verdi si integrano con la città sviluppandosi su piastre al piano terra degli edifici e su -chiatte- più mobili direttamente sull’acqua.

the solution is SHOP CENTER

funzionale

a new sealine

SHOP

campo-chiatta


where do we go?

NEW SEA LINE _ manifesto 3 xxx-chiattaè una è una soluzione importante nella realizzazione LaLa xxx-CHIATTA soluzione importante nella del nostro di invasione dell’acqua. Essa delrealizzazione nostro progetto di progetto città-post 3 città-post invasione dell’acqua. Essa 4 rappresenta infatti l’elemento dinamico: innanzitutto può rappresenta infatti l’elemento 5 fisicamente cambiare la propria posizione nello spazio, dinamico:innanzitutto può fisicamente 2 cambiare propria posizione nello creandola sempre nuove possibilità di rapporto4con gli edifici spazio, creando sempre nuove 1 ed i -vuoti-; in secondo luogo può variare anche la sua possibilità di rapporto con gli edifici ed i -vuoti-; in secondo luogosempre può variare destinazione d’uso, in relazione ad un utilizzo in anche la sua destinazione d’uso, sempre in maggior pubblico, legato indissolubilmente alla città. relazione adparte un utilizzo in maggior parte DIVERSE POSSIBILITA’ pubblico, legato indissolubilmente alla città.

1. la CAMPO-CHIATTA 1 la CAMPO-CHIATTA questo è l’elemento base su cui poggia la questo è l’elemento base su cui poggia la necessità i campi coltivati e le necessitàdidisostentamento: sostentamento: i campi coltivati e le relative aziende agricole agricole vivono in maniere relative aziende vivono in maniera autonoma, in qualche modo indipendente autonoma, in qualche mododella indipendentedagli accadimenti città mente dagli accadimenti della città CHIATTA-FRUTTETO 2.2 lalaCHIATTA-FRUTTETO questa può essere una seconda tipologia di questa può essere una seconda tipologia di coltivazione, caratterizzata da un sistema ordinato ed caratterizzata ortogonale di alberature coltivazione, da un dasistema frutto ordinato ed ortogonale di alberature da frutto

3. la PARCO-CHIATTA 3 la PARCO-CHIATTA questa verae propria e propria isola verde questa èè una una vera isola verde galleggiante,un un polmone cheche si sposta con le con le galleggiante, polmone si sposta correnti entro i confini del nuovo urbanizzato correnti entro i confini del nuovo urbanizzato

the answer is MU

a lot of rafts

NI

SH

CI

OP

PI

O

4. gli EDIFICI PUBBLICI GALLEGGIANTI 4 gli EDIFICI PUBBLICI GALLEGGIANTI questi sono elementi puntuali, forza culturale, questi sono elementi puntuali,di di forza culturale, politica e amministrativa più che politica e amministrativa più che architettonica, architettonica, strettamente legati alla città strettamente legati alla cittàdianche un punto anche da un punto vista piùda fisico di vista più fisico SHOPPING GALLEGGIANTE 5.5 loloSHOPPING GALLEGGIANTE questo è uno spazio assolutamente dinamico questo uno spazio assolutamente dinamico al al suoèinterno, che deve consentire di essere nel tempo, non come accadimento suovissuto interno, che deve consentire di essere singolo ed isolato vissuto nel tempo, non come accadimento singolo ed isolato spazio pubblico con negozi, piazze, sedute e aree verdi aree pubbliche campi agricoli alcune chiatte sono riservate alla coltivazione, con campi e appezzamenti agricoli

attracco per le barche elementi posti sulla banchina a distanze diverse sui bordi della chiatta per l’attracco delle barche

percorso pedonale e ciclabile aree alberate per avere zone d’ombra sul percorso e nel parco dislivelli collinari che permettono eventuali percorsi sportivi alternativi ed offrono una vista sull’intorno


SPAZI PUBBLICI E PER STUDENTI _ Laboratorio di Progettazione III anno Il tema del Laboratorio di Progettazione era quello di riqualificare e rivitalizzare un’area di Milano lasciata in disuso, inserendo funzioni dedicate specificatamente agli studenti (dormitorio, aule studio..) ed altre funzioni pubbliche per il quartiere e che riallacciassero l’affaccio su strada ad un retrostante parco di nuova progettazione. La scelta è quella di realizzare un volume maggiore per i dormitori, con affacci degli alloggi sul parco, e di giocare sulla creazione di due livelli calpestabili per tutte le altre funzioni. A livello zero uno spazio coperto, suddiviso da volumi di vetro, dove il flusso di chi lo attraversa e di chi si ferma sono in continuo rapporto visivo. La piastra a livello superiore, aperta e completamente percorribile, sembra muoversi e definirsi nella forma in rapporto a quello che la circonda e le sta sotto, ora alzandosi per definire il punto di ingresso, ora -afflosciandosi- per il suo peso, ora appoggiandosi ai volumi sotto di essa. Altri volumi, anch’essi principalmente vetrati, riescono in alcune occasioni a bucare la piastra, fuoriuscendo come eccezioni, talvolta solo come punto di connessione tra i due livelli, talvolta ospitando spazi e funzioni commerciali.

Il lavoro più interessante di questo laboratorio è stato sicuramente trovarsi a dover realizzare un progetto multifunzionale, che quindi inglobasse al suo interno funzioni private, funzioni pubbliche e verde. Si è ragionato molto sulla migliore soluzione per far convivere questi aspetti in maniera continua, non stridente, senza che uno andasse a prevalere sugli altri, ma anzi in modo che potessero vivere uno in stretto rapporto ed in funzione degli altri.


Rilievo sul sito

s p i n t a

d e p re s sio ne

rapporto con la strada

L’intenzione è quella di creare un nuovo suolo, così da -suddividere- in un primo momento i due principali flussi di visitatori: il pubblico e gli studenti. Questa separazione quasi netta è rimessa in discussione, rivitalizzata, rivista da volumi per lo più trasparenti che, bucando la piastra, fungono da elementi di connessione e collegamento. Ragionamenti di partenza

strozzatura del campo visivo griglia

sovrapposizione volumi nei volumi di volumi

Rapporto piastra e volumi dislivello

rapporto con il muro Spazi pubblici e spazi per studenti nat ura

a r t i fi c i o

SPAZI PUBBLICI E PER STUDENTI _ masterplan e schemi

Studente p

a

rc

o

rapporto con i confini e il parco

Pubblico


SPAZI PUBBLICI E PER STUDENTI _ pianta interrato e sezioni C, E, G, A

B

A

Pianta livello interrato

Sezione C

C

C’

Bar -0,80

+0,00

+0,00

Sezione E Sala conferenze

D Ingresso

D’

E

E’

Negozio +0,00

+0,00

+0,00

Sezione G

-0,80

F

F’ G’

G Ristorante

Zona Relax

+2,00

B’

A’

Sezione A


SPAZI PUBBLICI E PER STUDENTI _ pianta piastra e sezioni D, F, B B

A

Pianta livello piastra

Sezione D

+3,00

C Risalita Bar

C’

+4,00

D

D’

E

+4,50

+2,60

E’

Risalita

Negozio

Sezione F

F

F’ G’

G Hall Dormitorio

+2,00

B’

A’

Sezione B


modellino _ foto


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MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA _ Laboratorio di Progettazione II anno Il tema del Laboratorio di Progettazione era quello di progettare un museo che ospitasse opere di arte contemporanea. La richiesta è stata di realizzare spazi che potessero includere sia una collezione permanente che eventuali mostre temporanee, oltre ad una serie di servizi per il pubblico e legati più strettamente all’attività museale ed artistica. Il sito di progetto è una vecchia cava, nella provincia di Lecco, situata tra una parete rocciosa piuttosto ripida a Sud e le acque del lago a Nord, in un’area allungata a 4 metri sotto il livello della strada. L’idea sviluppata, prendendo spunto dal Cretto di Burri realizzato a Gibellina, è quella di una serie di spazi di forme abbastanza regolari e squadrate, attraversati ed interrotti da corridoi e volumi vetrati, come fosse un terreno segnato da un evento, un segno del passato del luogo.

Il punto più interessante di questo lavoro è stato sicuramente doversi confrontare con un sito di progetto con una conformazione fisica del tutto particolare, non solo a livello di forma, ma anche di terreno, materiale per così dire. Un’attenzione particolare è stata poi rivolta alla distribuzione della luce, in particolare alla realizzazione delle vetrate ed al conseguente gioco di viste tra le diverse sale espositive e tra interno ed esterno.


IL MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA _ planivolumetrico

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Il progetto è realizzato in modo che dall’alto e dalla strada il museo risulti quasi come un unico blocco di pietra, tagliato in maniera netta e precisa da dei vuoti. Dall’esterno non è percebibile quella che è la differenziazione funzionale degli spazi al suo interno. Solo attraverso le pareti vetrate si possono intuire e intravedere quali sono le sale espositive. L’area esterna che conclude il sito, adibita ad esposizioni esterne, è pensata secondo lo stesso principio nel disegno a terra, mentre in senso opposto per quanto riguarda la percorribilità: nel museo sono le stanze ad essere attraversate, gli spazi di maggior dimensione, mentre nella parte esterna il visitatore percorre quelli che per forma ricordano più dei corridoi.


IL MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA _ pianta

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LEGENDA 1. ingresso 2. aula incontri 3. bar-caffetteria 4. servizi igienici 5. sala conferenze 6. uffici amministrativi 7. abitazione custode 8. deposito 9. laboratorio 10. collezione permanente 11. collezione temporanea 12. spazio espositivo all’aperto

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Sezione A

Sezione B

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IL MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA _ sezioni A e B


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Sezione C

Sezione D

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IL MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA _ sezioni C e D


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Portfolio francesca bianchi