Modelli d’impresa • Industria chimica © Photo Andrea Brintazzoli, Massimiliano Donati
Riccardo Alquati, direttore generale della Sogis Spa di Sospiro (CR) www.sogis.com
Un’azienda legata al territorio
in Italia il mercato è caratterizzato da aziende di medie dimensioni, tutte di proprietà privata e tutte a capitale italiano. «Il nostro – sostiene Susanna Larocca – è un patrimonio prezioso da salvaguardare, se si pensa che le multinazionali vanno là dove esistono materie prime, manodopera a basso costo, agevolazioni fiscali e normative e che le aziende oleochimiche non hanno mai chiesto incentivi. Il programma varato dall’Unione Europea sulla bio based economy potrebbe cambiare le cose. È prevista una riduzione delle emissioni di CO2 nei paesi dell’area europea, rispetto al 1990, del 40 per cento entro il
2030, del 60 per cento entro il 2040 e dell’80 per cento entro il 2050. Questa riduzione non riguarderà solo la produzione di energia, ma anche i consumi di materie prime per la chimica». In questo contesto si inserisce l’oleochimica, la bioraffineria per eccellenza, la chimica verde che opera da secoli sul mercato e che potrebbe cogliere questa opportunità per espandersi. «Gli oli e i grassi – prosegue Larocca – sono materie prime versatili, tanto quanto il petrolio, e possono essere sostituiti con difficoltà da altre materie prime. Quasi tutte le molecole prodotte a partire
Sogis nasce nel 1962 a Sospiro (CR) in un territorio ricco di allevamenti bovini. Si sviluppa cogliendo l’opportunità di valorizzare il grasso ottenuto dalla colatura degli scarti di macellazione, realizzando in questo modo una filiera che trasforma i residui in sostanze chimiche altamente biodegradabili, destinate a diversi settori, che vanno dall’industria delle materie plastiche all’edilizia, dalla cosmesi alla farmaceutica e all’alimentazione animale, dal settore dei lubrificanti a quello della detergenza e a quello petrolifero, dall’industria della carta a quella del cuoio e delle vernici.
Dossier Lombardia 2014 • 61