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Dossier Emilia Romagna 05 2010

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Elisa Astori

A sinistra, il Salone del mobile di Milano 2010 e l’interno dell’azienda a Fossadello di Caorso; sotto, la poltrona Nemo realizzata da Fabio Novembre

è la soluzione proposta da Driade? «La creatività. Driade è un laboratorio estetico che svolge una personalissima ricerca nella sua globalità. La nostra filosofia parte dal presupposto che l’eclettismo, l’insieme delle culture, la curiosità e la sorpresa, rappresentino il senso vero della nostra epoca. In questa direzione continua la nostra ricerca di nuovi segni e materiali utilizzando alto artigianato e alta tecnologia». Nel mondo del design quello made in Italy riesce a reggere il confronto con quello estero? «Grazie a imprenditori visionari, che caratterizzano la maggior parte del tessuto imprenditoriale italiano, e alla fitta rete di artigiani di altissima qualità, che sono stati in grado di realizzarne i prodotti, l’Italia ha saputo, sin dal Quattrocento, sviluppare e produrre nel mondo, cultura, segni e grandi opere. Per quanto riguarda Driade, il 36% del nostro mercato rimane ancora oggi l’Italia, la restante fetta è rappresentata dal mercato estero». Driade è un’azienda italiana, che si avvale da tempo della collaborazione di design stranieri. Qual è la forza di questo scambio?

Tutti i prodotti Driade sono realizzati da fornitori esterni, presenti in tutto il mondo. In azienda l’ufficio tecnico si occupa dello sviluppo dei progetti mentre il reparto di logistica raccoglie e distribuisce i pezzi finiti

«Ciascuna delle molte anime di Driade vive una propria vita autonoma e compiuta, che riesce a essere ordinata oppure trasgressiva, neoborghese oppure rivoluzionariamente aristocratica, secondo la sensibilità e il gusto di chi la sceglie. Ciascuno, in questo modo, riesce a trovare una propria Driade nella quale identificarsi ». Dal Salone del mobile di Milano è emersa una nuova tendenza: stop a stanze fredde e settiche sì ad ambienti più accoglienti e avvolgenti. Come mai questo cambio di rotta? «La nostra visione si fonda, da sempre, sull’arte di abitare ed è contraddistinta dall’eclettismo: EMILIA ROMAGNA 2010 • DOSSIER • 33


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