Giovanni Romano
Trovo assurdo che a Napoli non si proceda ancora alla raccolta dell’umido: è proprio su questo che la differenziata risulta deficitaria
pianti Stir sono in sofferenza a causa delle giacenze di frazione organica che dovrebbe essere smaltita in discarica. Al momento, stiamo conferendo rifiuti organici stabilizzati in Emilia Romagna e stanno riprendendo i conferimenti per la Puglia. Altri protocolli d’intesa sono stati firmati dalla Regione con Lazio, Toscana e Marche. Toccherà alle società provinciali dare attuazione agli accordi e decidere le modalità di svuotamento degli impianti di selezione e tritovagliatura dei rifiuti. Inoltre, per quanto riguarda le difficoltà specifiche del Comune di Napoli, l’amministrazione partenopea si è impegnata a realizzare siti di trasferenza, che saranno utilizzati per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti nel caso in cui si dovessero verificare criticità nei conferimenti presso gli Stir». Secondo un recente rapporto di Legambiente, nel 2009 sono stati 160 i Comuni campani che hanno superato il 50% di raccolta differenziata. Per quali ma-
teriali risulta ancora particolarmente deficitaria? Cosa sta facendo la Regione per incentivarla? «Vi sono in Campania diverse realtà che hanno un buon livello di raccolta differenziata e vi sono almeno 300 Comuni “virtuosi” i cui standard di vivibilità e di attuazione di sistemi adeguati di raccolta dei rifiuti sono competitivi con le più evolute cittadine del nord Europa. Le province di Benevento, Avellino e Salerno superano la media del 50% di raccolta differenziata, ma la media regionale si attesta sul 30% a causa dell’asse CasertaNapoli dove il livello si abbassa notevolmente. Il punto è che in queste due province abitano 3 milioni e 800mila cittadini, più della metà degli abitanti dell’intera regione; e l’attenzione mediatica, puntata esclusivamente su Napoli, fa sì che nell’immaginario collettivo si abbia un’immagine negativa di tutta la Campania. Per questo auspico che l’amministrazione partenopea arrivi, attraverso l’attuazione del piano per la raccolta differenziata già approvato dalla Regione e il cui finanziamento è disponibile, almeno al 50% di raccolta differenziata. Trovo assurdo che, ad esempio, a Napoli non si proceda ancora alla raccolta dell’umido. Ed è proprio su questo che la differenziata risulta deficitaria». CAMPANIA 2011 • DOSSIER • 199