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PRATO ALL’INGLESE

86 Maggio 2014 FourFourTwo.com/it


Una squadra di medio-alta classifica del secondo torneo inglese ha costruito uno stadio da 120 milioni che accoglie 30.000 spettatori anche in una fredda serata di un comunissimo martedì. L’American Express Community Stadium di Brighton ha ospitato FourFourTwo Italia in occasione di Football Avenue: viaggio dentro un’autentica meraviglia.

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Testo di Alberto Santi

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l ritorno in Italia, c’è un misto di sentimenti contrastanti. C’è gioia, unita a un pizzico di rabbia e depressione e anche un po’ di invidia. Quando anche noi avremo un impianto simile? Uno stadio come l’American Express Community Stadium di Brighton, l’ennesima lezione che il calcio inglese rifila a quello italiano. Non vedrete presto il Brighton & Hove Albion Football Club in Champions League, ma l’obiettivo è quello. Anche perché, almeno per questa stagione, i Seagulls, i gabbiani della costa sud britannica, si devono accontentare della Championship, la Serie B inglese. I tifosi, però, non si accontentano e, dopo aver supportato i propri beniamini in impianti davvero scadenti, sognano grazie a questo incredibile nuovo stadio, voluto fortemente da Tony Bloom, presidente del club, arricchitosi grazie al poker sportivo, costato 120 milioni di euro. La squadra di Brighton gode adesso di uno stadio moderno e bellissimo ma, nel corso della sua

storia, ha dovuto aspettare 110 anni per entrare in possesso di un impianto simile. Dal 1901 al 1997, il Brighton ha giocato a Goldstone, quello che è un classico impianto all’inglese, un vero e proprio “traditional ground”. Nel corso degli anni ‘90, però, il Brighton attraversa una vera crisi economica e, conseguentemente, sportiva. Il club è ormai in declino e la dirigenza si trova costretta a cedere il terreno dello storico stadio. La squadra deve quindi spostarsi sul campo del Gillingham fino al 1999. È il momento più difficile nella storia del club, perché i tifosi sono costretti a percorrere 120 chilometri per raggiungere il Priestfield Stadium, condiviso appunto con il Gillingham. La media di spettatori a partita è molto, molto bassa: solo 2000 persone si spostano per seguire il Brighton, visto che la distanza non permette ai più giovani e ai più anziani di poter seguire da vicino la squadra. La situazione è insostenibile, così nel 1999 c’è un nuovo cambio: questa volta si passa a Withdean. Questo

chiamatelo

stadio

di serie b

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PRATO ALL’INGLESE

impianto è più vicino a Brighton, ma la pista d’atletica non aiuta i tifosi. Tanto che l’Observer arrivò a definirlo come il quarto peggior stadio del Regno Unito, e da quelle parti se ne intendono. Nel 2009, Tony Bloom acquista il 95% delle quote societarie del Brighton e si presenta così: “Sono un tifoso di calcio e un giocatore d’azzardo da quando ho circa sette anni, sono due passioni che ho coltivato insieme”. La scommessa più importante è stata sicuramente quella relativa alla costruzione del nuovo stadio. Una scommessa vinta, ma che è partita nel 1998. Diversi problemi burocratici hanno rallentato l’inizio dei lavori, avvenuto solo il 17 dicembre 2008. L’idea di base di questo progetto sta ovviamente nell’attirare il maggior numero di tifosi possibili allo stadio. “Vogliamo che i tifosi vivano per il giorno della partita, vogliamo che tornino a casa e guardino sul calendario quando è la prossima gara in casa”, dice a FourFourTwo Italia Martin Perry, direttore esecutivo del Brighton, in occasione di Football Avenue. Per l’occasione, sono arrivati in Inghilterra diversi dirigenti del nostro calcio: Aldo Mazzia, amministratore delegato della Juventus, insieme a rappresentanti di Sassuolo e Sampdoria e a diversi club di B, come Sassuolo, Brescia, Varese e Lanciano e il direttore generale della Lega B, Paolo Bedin. “Puntiamo proprio sui club della serie cadetta - svela a FFT Italia Andy Simons, direttore del KSS Group, società che ha curato la progettazione di stadi, arene e centri di allenamento -. Guardate questo stadio, il Brighton punta alla promozione in Premier e lotta per entrare nella zona playoff, ma il pubblico è sempre vicino alla squadra”. Oltre a essere vicino ai giocatori come supporto vocale, è vicino al terreno di gioco anche fisicamente, visto che la prima fila è a soli 7,5 metri dal campo. I tempi della pista d’atletica di Withdean sono completamente dimenticati. Lo stadio sorge a due passi dall’Uni-

Sopra e di fianco tre immagini del fantastico Amex Stadium di Brighton

versità del Sussex e dalla stazione di Falmer. Due aspetti molto importanti per diversi motivi. Al momento della costruzione, il rettore dell’Università era stato chiaro: “Non voglio troppi rumori!”. Detto, fatto. Il tetto dello stadio regala un’acustica davvero impressionante all’impianto: “È stato studiato apposta per non far uscire i cori dei nostri tifosi – continua Perry -. Così non disturbiamo il vicinato e l’atmosfera diventa bollente!”, dice gonfiando il petto. Un’atmosfera che proviamo in prima persona, quando

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28mila persone raggiungono l’Amex Stadium per assistere a Brighton-Queens Park Rangers, gara di fondamentale importanza per i Seagulls, visto che la squadra allenata da Harry Redknapp è una diretta concorrente per i playoff. Ciò che ci impressiona maggiormente sono i dati che hanno trasformato lo stadio di Falmer in un vero e proprio punto di ritrovo per l’intera città. Dalla stagione 2010/2011 a quella in corso, il numero di presenze medie è passato da 6mila persone a 27mila e gli abbonamenti sono aumentati da 4mila a 23mila. L’American Express Community Stadium è un vero e proprio catino e quando l’attaccante argentino Leonardo Ulloa trova il gol del vantaggio, sentiamo completamente l’effetto del tetto. Il boato è fortissimo e all’improvviso sembra di essere in uno stadio da 60mila posti. Invece, sono 28019 i tifosi presenti nell’impianto. E pensare che il progetto iniziale prevedeva solo 22mila posti a sedere: “Avevamo in mente di ampliare la tribuna Est che, a stadio finito, prevedeva un solo anello – prosegue Simons -, ma la richiesta dei tifosi è stata talmente alta che abbiamo anticipato i tempi. Abbiamo aggiunto un secondo anello e abbiamo aggiunto 8mila posti”. Adesso l’Amex Stadium offre 30750 posti a sedere con imbottitura. Per intenderci, anche nel settore ospiti sembra di essere nell’area vip dello Stadio Olimpico di Roma. La partita viene vinta dal Brighton 2-0, ma per i tifosi del QPR c’è grande possibilità di consolarsi. “È un ragionamento molto semplice: più tifosi avversari vengono, più guadagniamo e più entrate abbiamo, più possiamo prendere giocatori forti. Praticamente, i tifosi avversari pagano per farci diventare più forti! Dipende tutto da come tratti i tifosi ospiti – continua Perry -, se vengono trattati da persone normali, si comporteranno di conseguenza. Il nostro settore ospiti ha una grandezza variabile. Si passa dal 2,5% e si può arrivare fino al 15%, vogliamo regalare ai nostri avversari la miglior esperienza possibile, perché vogliamo che


media di ogni altro stadio, grazie anche alle 360.000 pinte di birra che vengono servite all’anno e alle 8.000 pies, le torte salate tipiche inglesi, che vengono servite a ogni gara. Un’accoglienza che in Italia può assumere aspetti ai limiti dell’utopia: sulle 23 gare di campionato, in 14 non c’è neanche un agente di polizia all’interno dello stadio. E se qualcuno si comporta male? “C’è la control room: ci basta pochissimo per individuare un tifoso che può diventare fastidioso per chi gli sta vicino”, assicura il direttore esecutivo dei Seagulls. Uno stadio facilmente raggiungibile: con la stazione di Falmer vicina, circa 8mila tifosi arrivano in treno e, nel giorno della gara, gli abbonati viaggiano gratis e in 12 minuti possono raggiungere il centro della città di Brighton, con una frequenza altissima, un viaggio ogni nove minuti. L’Amex Stadium, però, non vive solo di calcio. Nel 2015, ospiterà alcune partite del Mondiale di Rugby e già adesso ospita quasi 100 eventi extracalcistici a settimana: conferenze, eventi, matrimoni, esposizioni e concerti, quest’ultimi favoriti anche dall’acustica del già citato tetto. Uno stadio che, però, non è ancora pronto per la Premier League: “Serviranno ulteriori lavori, per un costo attorno ai 4 milioni di sterline che serviranno per migliorare la copertura televisiva, con cavi per l’alta definizione, e i cartelloni pubblicitari attorno al campo”, svela Simons. Il pro-

“Su 23 partite di campionato, in ben 14 non abbiamo avuto nemmeno un agente di polizia allo stadio”

Sopra e di fianco All’interno e all’esterno dello stadio

tornino anche la stagione successiva. Cerchiamo di farli sentire a casa”. Tutti i tifosi inglesi amano guardare la propria squadra del cuore, sorseggiando una birra: “E noi offriamo loro la possibilità di poter bere quella della loro città. Per esempio, questa sera giochiamo contro il Queens Park Rangers che è di Londra e i loro tifosi potranno bere una birra londinese”. E non c’è il rischio che le tifoserie si scontrino? “Mi ricordo ancora quando abbiamo giocato contro il Liverpool. Era arrivato il momento di chiudere il settore ospiti, sono andato personalmente dai tifosi dei Reds e ho detto loro di spostarsi dall’altra parte dello stadio dove sono presenti altri punti ristoro e avrebbero potuto divertirsi, mischiandosi ai nostri tifosi: erano felicissimi”. Una felicità che aiuta i conti del club: ogni tifoso spende in media 5 sterline a testa allo stadio, senza contare il costo del biglietto. La spesa pro capite è quattro volte maggiore della

getto del Brighton & Hove Albion non si limita solamente allo stadio. Il nuovo campo d’allenamento, costato 40 milioni, è in costruzione su un terreno di 48 ettari, che saranno riempiti con 15 campi di diversa misura, uno dei quali uguale in tutto e per tutto al campo dell’Amex Stadium: con gli stessi cartelloni pubblicitari, la stessa luce, lo stesso tipo di riscaldamento, le stesse porte. Un occhio particolare è stato dedicato anche all’Academy, il settore giovanile: “Ogni sala dei nostri ragazzi permette a tutti i giovani di vedere come si prepara la prima squadra, così hanno un piccolo assaggio di quello che li aspetta”. Un assaggio che hanno avuto anche diversi dirigenti di club italiani. La domanda, che è anche una provocazione, che ci poniamo è molto semplice: quando anche noi avremo impianti simili? Solo le alte cariche del calcio italiano hanno la risposta. Noi aspettiamo fiduciosi.

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Aspettando Footballavenue Amex Stadium  

Article FourFourTwo

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