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Verba volant Scripta manent di Filippo Busin

Numero 09 dal 10 al 24 marzo 2014


Ăˆ bene parlare solo quando si deve dire qualcosa che valga piĂš del silenzio. (Abate Joseph Dinouart)

www.filippobusin.it


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In questo numero - Nuova authority da 6 mln di euro l’anno! ................... pagina 01 Impossibile risparmiare in Italia. Troppe bocche da sfamare

- Legge elettorale ................................................. pagina 01 Legge elettorale: Bragantini, stop salva Lega? Era ora. Non ci serve

- Trentino: abbassa le tasse e punta sulla tax compliance ... pagina 02 In Italia le tasse su famiglie e imprese troppo elevate e il sistema fiscale è punitivo

- Legge elettorale: le diversità interne del Paese ........ pagina 03 Preferenze: indispensabili per la selezione dei deputati

- Riduzione del numero di parlamentari ..................... pagina 04 Roma 11 marzo 2014 - Così ha votato l’aula alle 21,30

- Fotovoltaico .................................................... pagina 04 Forte retromarcia del governo nei confronti dei privati e delle aziende che hanno investito nel fotovoltaico.

- Renzi e il cappello magico ................................... pagina 05 Un bluff la svolta di Renzi: in arrivo un altro aumento delle tasse

- Alluvione Veneto: sospeso pagamento tributi ............. pagina 06 Sospeso pagamento tributi: comunicato stampa e intervista

- Sulcis ............................................................. pagina 07 Perdite a carico di tutti in bolletta

- Tosi: taglio stipendi ............................................ pagina 08 La politica del fare contro la politica degli annunci

- #BASTAEURO ..................................................... pagina 09 Renzi e Berlusconi sono la stessa cosa. La Lega è la soluzione

- Malattie rare ................................................. pagina 10 Intervento in Aula del 17 marzo 2014, comunicato stampa

- Dichiarazione di voto ........................................ pagina 11 Seguito della discussione del DDL 2012-A- Decreto – Legge n 4/2014

- ALLUVIONE: approvati per i Comuni del Veneto ...... pagina 13 Comunicato stampa e intervista

- Non PAROLE, ma FATTI ........................................ pagina 16 Da Il Giornale di Vicenza

- #INDIPENDENZA ................................................. pagina 17 Se “crisi” nel suo originale significato greco vuol dire “cambiamento”, questa è la dimostrazione del popolo veneto

- #TRASPARENZA ................................................. pagina 19 Pubblicazione della situazione patrimoniale

- Lavoro e dipendenze .......................................... pagina 20 Modalità per l’accertamento della tossicodipendenza e dell’alcoldipendenza

- Pensioni di invalidità ......................................... pagina 21 Il buco nero delle invalidità Inps: in 10 anni beneficiari raddoppiati

- Parliamo di Euro .................................................. pagina 23 Voglio qui condividere alcune mie riflessioni sull’Euro


Nuova authority da 6 mln di euro l’anno! Impossibile risparmiare in Italia. Troppe bocche da sfamare! Invito alla lettura dell’articolo che segue.

Pubblicato il 10 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2441/nuova-authority-da-6-mln-di-euro-lanno.html

Comunicato stampa diffuso. Legge elettorale: Bragantini, stop salva Lega? Era ora. Non ci serve! Roma, 10 mar. – “Ci dispiace che lo si continui a chiamare salva Lega anche oggi che l’emendamento, finalmente, e’ stato ritirato“, dice il vicepresidente dei deputati della Lega Nord, Matteo Bragantini. “Non l’abbiamo chiesto, non l’abbiamo concordato ne’ condiviso. Non salva nessuno, tanto meno la Lega Nord. E’ stato usato il nostro nome - rileva – per una proposta fatta da FI insieme con il Pd, pro domo sua. Stasera, almeno, finisce un tormentone che non ci piace. Non abbiamo bisogno di salvagenti, noi – rivendica – i voti li prendiamo sul territorio. Non abbiamo bisogno di tutele speciali, tanto meno di palazzo”. Pubblicato il 10 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2446/legge-elettorale-stop-salva-lega-era-ora-non-ci-serve.html

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Trentino: abbassa le tasse e punta sulla tax compliance

In Italia le tasse su famiglie e imprese troppo elevate e il sistema fiscale è punitivo, il trentino le abbassa e punta sulla tax compliance. Da “La voce del Trentino”

Ugo Rossi: «lavoriamo per un sistema locale dei tributi equo ed efficiente». «Il sistema dei tributi è funzionale al futuro dell’Autonomia trentina. In Trentino stiamo lavorando al nuovo assetto innovativo del sistema dei tributi. L’obiettivo è di bilanciare la pressione fiscale dello Stato italiano e ridare competitività al territorio della nostra provincia. Le autonomie speciali devono essere attente ai temi delle riscossioni dei tributi per attivare politiche attive sul territorio grazie alle risorse locali”. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha aperto il convengo sui nuovi poteri fiscali della Provincia, organizzato da Engineering presso le sale del Palazzo della Provincia autonoma di Trento di piazza Dante. «Il sistema tributario trentino – ha risposto il professor Andrea Giovanardi, docente di diritto tributario dell’Università degli Studi di Trento -, seppur inserito in un quadro nazionale molto complesso, sfrutta al meglio le competenze concesse dallo Stato e, di fatto, rappresenta un meccanismo in grado di garantire competitività del territorio perché, contenendo l’eccessivo peso dei tributi statali, rende di fatto il Trentino attrattivo per le imprese». Il tema della gestione dei tributi locali e la volontà della Provincia autonoma di rendere “Trento come laboratorio per il Paese” ha richiamo questa mattina esperti ed amministratori ad un momento di confronto in occasione in occasione del convegno sui nuovi poteri fiscali e strumenti innovativi per la gestione dei tributi locali. Ai lavori hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, e l’assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa Carlo Daldoss. “Il Trentino è chiamato – ha esordito il presidente Ugo Rossi – a sviluppare innovazione nel settore dei tributi, perché autonomia significa soprattutto assunzione di responsabilità a svolgere i servizi a costi migliori e con maggiora efficenza. Ci ritroviamo ad agire in una condizione delicata, caratterizzata da una tassazione troppo alta, ma non per questo dobbiamo dimenticare che siamo chiamati dai nostri cittadini ad agire con determinazione a compensare il prelievo fiscale statale con le misure locali innovative che tutelino il cittadino e le imprese”. Il presidente Rossi ha poi auspicato che “il sistema fiscale italiano consenta estendere nuove funzioni e l’esperienza maturata in Trentino in materiale fiscale anche alle Regioni italiane più virtuose”. Di risultati e di approccio politico al tema dei tributi ha parlato invece l’assessore provinciale Carlo Daldoss. “In Trentino abbiamo scelto un approccio di sistema. Oggi, Provincia autonoma e Comuni condividono gli obietti della riduzione delle imposte alle famiglie e alle imprese, così da ridare la spinta al sistema produttivo per ritornare ad essere motore di sviluppo”. Non è stato un passaggio facile, come ricordato da Daldoss: “I Comuni rivendicano la loro autonomia di intervento sui tributi. Con la Tasi si è convenuto di rifarsi alla situazione di gettino precedente all’abolizione Imi sulla prima casa. In questi mesi abbiamo portato avanti un’operazione di omogeneizzazione che consentirà a tutti i Comuni del Trentino di applicare le stesse percentuali della Tasi e di mantenere la pressione precedente alla soppressione dell’Imu. Questo crea, ad esempio, le condizioni per giungere alla omogeneizzazione dei regolamenti ma soprattutto a dare al Trentino un modello di tassazione omogenea sui tributi”. La Provincia autonoma di Trento si è presa a proprio carico la creazione di un Fondo di perequazione a favore dei Comuni: “5 milioni di euro garantiranno a tutti i Comuni un gettino pre 2012 con l’abolizione dell’Imu”. «Il Trentino – ha concluso l’assessore Daldoss – è chiamato ad innovare e rendere il sistema dei tributi trentino chiaro. In caso contrario, rischiamo di scontare all’esterno una prerogativa corretta, qual è il sistema dei tributi, in un insopportabile privilegio da abolire. Auspico che in futuro ci sia la possibilità di ritrovarsi per presentare un Trentino innovativo e che questo laboratorio possa crescere con altre Regioni a noi vicine». Pubblicato l’11 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2449/trentino-abbassa-le-tasse-e-punta-sulla-tax-compliance.html

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Legge elettorale: le diversità interne del Paese

Anche sulle preferenze emerge il problema di legiferare in un Paese così diverso al suo interno Roma 11 marzo 2014 - “Anche sulle preferenze emerge il problema di legiferare in un Paese così diverso al suo interno. Le preferenze infatti sono un problema nelle aree del Paese dove c’è un pericolo concreto di voto di scambio, in molti casi controllato dalla criminalità organizzata. Non è certo un problema in Veneto, dove anzi il voto di preferenza non è altro che un potere e quindi un atto di fiducia dato ad un elettore maturo, che vuole esprimere la sua volontà in modo compiuto, indicando non solo il partito ma anche il politico da cui vuole essere rappresentato.” Lo scrive in una nota il capogruppo della Lega Nord in commissione Finanze, Filippo Busin. Comunicato stampa diffuso.

Pubblicato l’11 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2454/legge-elettorale-le-diversita-interne-del-paese.html

Legge elettorale Preferenze: indispensabili per la selezione dei deputati Roma 11 marzo 2014 - Oggi alla Camera la Lega Nord ha votato a favore delle preferenze. Intervenendo in Aula ho voluto rilevare un pericolo che deriva dall’incoerenza nel modo di legiferare dell’attuale maggioranza, perché nel momento in cui si toglie il finanziamento pubblico ai partiti, anche se in modo graduale, e li si indebolisce nella loro struttura, dunque nella loro capacità di selezionare la classe dirigente, si dà loro un potere assoluto nel determinare gli eletti e quindi i deputati del Parlamento futuro. Non è difficile prevedere un decadimento grave della qualità di questa assemblea. Per chiarezza siamo contrari al finanziamento pubblico ai partiti. Colgo qui l’occasione per ribadire la differenza tra l’Italia e le Regioni a statuto autonomo. In Trentino Alto Adige si applica una diversa legge elettorale. La stessa Regione che, grazie alla propria autonomia, è in grado di favorire le imprese che pagano meno IRAP, di pari passo va una minore imposizione IMU e nessuna addizionale IRPEF per le persone fisiche. In considerazione della capacità produttiva e fiscale del Veneto è il momento di avvicinarsi sempre più all’autonomia della nostra Regione. Video dell’intervento in Aula >>> http://www.filippobusin.it/it/2457/preferenze-oggi-indispensabili-per-la-selezione-dei-deputati.html Pubblicato l’11 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2457/preferenze-oggi-indispensabili-per-la-selezione-dei-deputati.html

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Emendamento per la riduzione del numero di parlamentari Roma 11 marzo 2014 - Così ha votato l’aula alle 21,30 un emendamento della Lega a

firma Attaguile, Bragantini che prevedeva la riduzione del numero dei parlamentari: a favore solo Lega e M5S. Astenuti SEL. Contro tutti gli altri. Pubblicato l’11 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2460/emendamento-per-la-riduzione-del-numero-di-parlamentari.html

BUSIN (LN), GOVERNO AGGREDISCE CHI INVESTE NEL FOTOVOLTAICO Roma 12 marzo 2014 – “Purtroppo registriamo una forte retromarcia del governo nei confronti dei privati e delle aziende che hanno investito nel fotovoltaico. Avevamo chiesto al governo di rivedere i limiti di 3 kWp al di sopra dei quali scattano obblighi di revisione catastali, con conseguente aggravio delle imposte sugli immobili quali Tasi e Imu. Anche le aziende hanno visto confermate le nuove regole per gli ammortamenti degli impianti, che dovranno essere pari a quelli degli immobili se il loro valore è superiore al 15% del fabbricato. Per tutta risposta il governo non ha fatto altro che confermare, senza alcuna possibilità di ripensamento, le politiche aggressive che sta mettendo in atto nei confronti di un settore che invece andrebbe sostenuto e incentivato, sia per le positive ricadute ambientali sia per una maggiore indipendenza del Paese dall’importazione di gas e idrocarburi. Invece il governo continua a tralasciare qualsiasi considerazione politica al solo scopo di fare cassa aggredendo tutto quello che può per racimolare nuove risorse”. Lo scrive in una nota il capogruppo della Lega Nord in commissione Finanze, Filippo Busin, che ha presentato un’interrogazione in commissione. Comunicato stampa diffuso. INTERROGAZIONE disponibile nel sito: http://www.filippobusin.it/it/2397/fotovoltaico-question-time.html

Pubblicato il 12 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2472/il-governo-aggredisce-chi-investe-nel-fotovoltaico.html

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Renzi appare come un seminatore di positività, certo meglio del profilo da grigio burocrate di Letta. Adesso pare che Renzi si stia trasformando in uno spregiudicato venditore di illusioni a scopo elettorale. Abbiamo sofferto un anno per trovare 1 miliardo che scongiurasse l’aumento dell’IVA e 4 miliardi per l’abolizione IMU sulla prima casa. Ora Renzi, senza spiegarci come, estrae 10 miliardi dal cappello magico. È il libro dei sogni o peggio una presa in giro. Si sa che al popolo piace sognare ma i risvegli rischiano di essere traumatici. Propongo qui i titoli dei quotidiani on line. Da LA PADANIA

Un bluff la svolta di Renzi: in arrivo un altro aumento delle tasse Di certo c’è una cosa: Matteo Renzi aumenta ancora le tasse. Altro che #lasvoltabuona pomposamente presentata nel corso di una lunghissima conferenza stampa con tanto di slide e slogan ad effetto. Sarà per riscattarsi dalle accuse di complicità con Silvio Berlusconi, fatto sta che Renzi qualcosa di sinistra l’ha fatta eccome, una bella patrimoniale. Solo così si può chiamare, evidentemente, l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%. Per il resto il nulla assoluto o, per dare un immagine verosimile, «un televenditore. Un Roberto il Baffo da Crema» per dirla come Guido Guidesi. Ma almeno lì, con ’Il Baffo’, sai quel compri e quel che ti aspetta. «Se Renzel aumentasse gli stipendi – dice Matteo Salvini – sarebbe buona cosa. La Lega farà opposizione seria e non preconcetta. Ma se non ridiscute i folli vincoli europei e l’Euro che ci ammazza, rimarranno solo promesse da televendita. E finchè non sarà cancellata la riforma Fornero, e non saranno restituiti i diritti acquisiti a milioni di lavoratori, esodati e pensionati, non ci sarà Giustizia. Il 29 marzo parte il Referendem per abolire la Fornero. Siete pronti a firmare?» posta su Facebook il segretario federale. Da IL GIORNALE

Mille euro in più in busta paga. Ma arriva la patrimoniale Irpef ridotta a chi guadagna fino a 1.500 euro al mese. Molti i dubbi sulle coperture. Per limare l’Irap il premier alza l’aliquota sulle rendite al 26%. Poi sfida Bruxelles: porterò il tetto deficit-Pil al 3% Da IL DEMOCRATICO

Governo: “Se potessi avere mille euro all’anno”, Padoan blocca Renzi e rinvia a maggio “Se potessi avere mille lire al mese” cantava nel 1978 Gilberto Mazzi. A distanza di 35 anni, questa “Alba allegra” dell’Italia viene interpretata dal Premier Matteo Renzi che promette di dare mille euro al mese a chi ha un reddito inferiore ai 25mila euro. Peccato, però, che tra il dire e il fare ci sia il ministro delle finanze Padoan e l’Europa, così il provvedimento per le buste paga dei lavoratori è stata rinviata a maggio.

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Pubblicato il 13 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2477/renzi-e-il-cappello-magico.html


Sospeso pagamento tributi anche per comuni veneti alluvionati BUSIN (LN) – SOSPESO PAGAMENTO TRIBUTI ANCHE PER COMUNI VENETI ALLUVIONATI ROMA, 13 marzo 2014 – “Dopo aver presentato come primo firmatario l’emendamento e aver discusso in commissione, oggi è stato ottenuto un grande risultato a favore dei comuni veneti colpiti tra gennaio e febbraio dai violenti alluvioni. Sono infatti stati estesi anche ai comuni del Veneto, con parere favorevole del governo e della commissione Finanze, i benefici già previsti per i comuni del modenese nel decreto per il rientro dei capitali. Il provvedimento prevede la sospensione dei tributi per il periodo compreso tra il 17 gennaio e il 31 ottobre 2014. Adesso ci attendiamo il voto favorevole dell’Aula per una battaglia di equità e giustizia nei confronti di una regione che ogni anno regala 21 miliardi allo Stato”. Lo dichiara il capogruppo della Lega Nord in commissione Finanze, Filippo Busin, primo firmatario dell’emendamento. Comunicato stampa diffuso.

Pubblicato il 13 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2480/sospeso-pagamento-tributi-anche-per-comuni-veneti-alluvionati.html

Link al VIDEO DELL’INTERVISTA

http://www.filippobusin.it/it/2485/comuni-veneti-alluvionati-sospeso-pagamento-tributi.html Pubblicato il 13 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2485/comuni-veneti-alluvionati-sospeso-pagamento-tributi.html

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In merito all’energia elettrica e alla centrale termoelettrica nel Sulcis, nella dichiarazione di voto AC 1920 “Destinazione Italia” dello scorso 11 febbraio, in Aula ho precisato quanto segue. Al primo articolo troviamo “Disposizioni per la riduzione dei prezzi dell’energia elettrica” che avranno un effetto nullo se non contrario a quanto indicato. I risparmi per imprese e cittadini dovrebbero derivare in gran parte dalla rimodulazione volontaria degli incentivi, che appare evidentemente improbabile. Di certo ci sarà invece l’AUMENTO delle accise a gravare sul costo dell’energia elettrica, perché a quelle storiche si aggiungerà anche la recente introdotta per sgravare le aziende energivore e quella di oggi per realizzare una centrale termoelettrica nel Sulcis. Per questa iniziativa abbiamo proposto, con un emendamento, che si attingesse al Fondo per lo sviluppo e la coesione, per COERENZA con il tipo d’investimento e soprattutto per non contraddire l’obiettivo che ci si era posto nello stesso articolo! Avremo invece l’ennesimo aumento delle tariffe elettriche già ora le più alte d’Europa, aumentate del 40% negli ultimi due anni, i peggiori dal dopoguerra per l’economia del Paese. In un articolo di Jacopo Giliberto de Il Sole 24 Ore si tratta il caso Sue il titolo dell’articolo è significativo: SULCIS, LE MINIERE CHE PRODUCONO PERDITE E CARBONE Per salvare una realtà in perdita passata, presente e futura è stata introdotta una nuova accisa che fa lievitare i costi in bolletta dell’energia elettrica. Come precisato nel focus “Energia elettrica: imposte” (link: http:// www.filippobusin.it/it/2255/energia-elettrica-imposte.html): Riguardo le IMPOSTE la bolletta dell’energia elettrica include: l’imposta nazionale erariale di consumo (accisa) e l’Imposta sul valore aggiunto (IVA) L’accisa si applica alla quantità di energia consumata indipendentemente dal contratto o dal venditore scelto. Invito alla lettura dell’articolo del 14 marzo 2014.

Pubblicato il 14 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2488/sulcis-perdite-a-carico-di-tutti-in-bolletta.html

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La politica del fare contro la politica degli annunci Il sindaco di Verona Tosi taglia lo stipendio del direttore generale di Acque Veronesi. Invita tutti i dirigenti delle aziende cittadine a praticare un’analoga spending review Invito alla lettura dell’articolo del Corriere del Veneto del 14 marzo.

Tosi: «Taglio di 50mila euro l’anno al direttore generale di Acque Veronesi»

L’accordo raggiunto dal dirigente con il Comune dopo le polemiche in seguito alle inchieste del «Corriere del Veneto». Il sindaco: spending review anche per gli altri. VERONA – Taglio secco di 50mila euro l’anno, per lo stipendio del direttore generale di Acque Veronesi, Francesco Berton. Sulla retribuzione del dirigente, 242.558 euro lordi l’anno, era esplosa nelle scorse settimane una dura polemica, anche a seguito degli articoli apparsi sul Corriere del Veneto Francesco Berton è stato quindi a colloquio col sindaco Flavio Tosi, accompagnato dal presidente di Acque Veronesi, Massimo Mariotti. E al termine dell’incontro, il sindaco ha annunciato che “per il 2013 abbiamo concordato con il direttore generale di Acque Veronesi un taglio di 50 mila euro al suo compenso annuo previsto dal contratto, che ammonterebbe a 240 mila euro lordi. Nei prossimi giorni – ha aggiunto Tosi – daremo la stessa indicazione di spending review a tutti i dirigenti delle nostre aziende partecipate, che dovranno dimostrare di essere virtuose, dando un segnale concreto di riduzione degli emolumenti dei compensi più alti”. Perché si parla del 21013? “Perché – ha spiegato il sindaco – la retribuzione complessiva del direttore comprende anche i premi sui risultati raggiunti, e per questo l’erogazione definitiva nell’anno successivo a quello di lavoro, ovviamente a bilanci acquisiti”. Tosi ha peraltro sottolineato due punti specifici: “Il primo – ha detto – riguarda il fatto che sono i contratti in vigore che prevedono queste cifre, ed è quindi importante che il dottor Berton abbia dato il suo consenso alla riduzione. Il secondo punto – ha concluso – è relativo al fatto che il dottor Berton non è né un capro espiatorio né costituisce un problema personale: di qui il nostro invito a tutti i dirigenti delle aziende cittadine a praticare un’analoga spending review”.

Pubblicato il 15 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2494/la-politica-del-fare-contro-la-politica-degli-annunci.html

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#BASTAEURO

Grande successo del Basta Euro Tour a Torino, a dimostrazione che il problema è sentito e che la strada è quella giusta. Appuntamento sabato 22 marzo a Padova con il Prof. Alberto Bagnai. Di seguito l’articolo de La Padania.

Renzi e Berlusconi sono la stessa cosa. La Lega è la soluzione

Alla tappa torinese del Basta Euro Tour, Matteo Salvini attacca i partiti complici dell’eurofollia La sala strapiena e con tanti torinesi costretti, pazientemente, a seguire il dibattito in piedi è la migliore conferma che la direzione è quella giusta. Lo sa bene Matteo Salvini che infatti lo mette subito in chiaro affrontando di petto i giornalisti, all’affannosa ricerca di una dichiarazione sugli ultimi exploit dei gemelli siamesi Renzi-Berlusconi. «Le elezioni europee – taglia corto il segretario – saranno un referendum pro o contro l’euro e votare Pd o votare Forza Italia, votare Renzi o votare Berlusconi sarà esattamente la stessa cosa. La soluzione invece è la Lega perché fuori dall’euro ripartono l’economia, il lavoro, l’agricoltura e i consumi interni». «Ma cosa ne pensa della ricandidatura di Berlusconi?» insistono i cronisti. «Questo dibattito mi ha rotto le scatole – ribatte secco Salvini -. Personalmente a Berlusconi faccio i miei auguri, perché penso che i delinquenti in Italia siano altri, ma, ripeto, a queste elezioni Berlusconi e Renzi sono una cosa sola». Quanto agli annunci del giovane e funambolico premier fiorentino, ancora c’è ben poco da dire. «A parte lo show – commenta il leader leghista -, la nostra posizione è semplice: vogliamo vedere di che cosa si stratta. Ma se mi dai 80 euro e poi me li togli dal conto corrente, dai risparmi di una vita oppure me li richiedi come tassa sulla casa, allora non credo che ci sia molto da essere felici. E se poi il primo atto del presidente del Consiglio è andare a rendere omaggio alla Merkel o andare a Parigi a chiedere il permesso, dal mio punto di vista Renzi parte davvero molto male…».

Pubblicato il 17 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2498/bastaeuro.html

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MALATTIE RARE Discussione generale delle mozioni concernenti iniziative in materia di malattie rare, intervento in Aula di lunedì 17 marzo 2014. Signor Presidente, colleghi, rappresentante del Governo, in Italia si stimano in centinaia di migliaia i pazienti affetti da patologie rare che affrontano spesso difficoltà così pesanti da pregiudicare la qualità della vita di interi nuclei familiari, la realtà lavorativa dei loro componenti e spesso anche la loro sopravvivenza economica. Nel 2001, con il decreto ministeriale n. 279, sono state individuate 583 malattie rare e/o gruppi di malattie aventi diritto all’esenzione delle prestazioni sanitarie correlate alla malattia e incluse nei livelli essenziali di assistenza. Molte malattie rare presenti non sono però incluse nell’elenco ministeriale, con drammatiche conseguenze per i pazienti che, pur avendo una malattia rara, non possono beneficiare di alcuna speciale tutela. La giornata delle malattie rare è uno degli appuntamenti più importanti per chi vive questo problema. Un momento per far arrivare informazioni a decisori politici e pubblici, operatori sanitari e sociali e opinione pubblica. In occasione della Giornata delle malattie rare, durante il convegno organizzato dall’Istituto superiore di sanità «Dalla ricerca scientifica alla tutela delle persone con malattie rare», con cui si è fatto il punto sulla situazione delle malattie rare in Italia, Uniamo – Federazione italiana malattie rare ONLUS ha illustrato i risultati della conferenza nazionale Europlan II, iniziativa per l’adozione dei piani nazionali per le malattie rare nei Paesi dell’Unione Europea. In questo progetto tutti gli attori del sistema nazionale delle malattie rare hanno sviluppato definizioni condivise e strumenti funzionali come contributo all’elaborazione finale del Piano nazionale per le malattie rare, ancora in attesa di adozione dal 2013. L’obiettivo è rendere il piano rispondente alle necessità e ai reali bisogni dei pazienti, tenendo conto anche delle buone pratiche esistenti. Anche il Ministro della salute Lorenzin, inviando i saluti al presidente dell’Istituto superiore di sanità, Fabrizio Oleari, ha dichiarato che «il tema dell’assistenza rappresenta un bisogno universale sia per i pazienti che per le loro famiglie e il Dicastero che rappresento ha sempre dimostrato un’attenzione altissima verso questa tematica, nella consapevolezza che le malattie rare necessitano di politiche specificatamente indirizzate. Frutto di questa speciale sensibilità è stato il Piano nazionale delle malattie rare che, a breve, sarà sottoposto al vaglio della Conferenza Stato-regioni». C’è la consapevolezza che si sta attraversando una fase di trasformazione del welfare. È fortemente sentita, anche in campo sanitario, la necessità di innovare e di assumersi nuove responsabilità di rischio, che determini una nuova produzione di valore. In questo senso le malattie rare costituiscono in sé una sfida di sanità pubblica e una sfida sociale e possono essere un campo di sperimentazione dove creare e definire significati condivisi. I contenuti elaborati e condivisi tra tutti gli attori del «sistema malattie rare» durante le conferenze Europlan devono costituire un impulso per le istituzioni preposte ed essere fonte di indirizzo nell’elaborazione finale del Piano nazionale per le malattie rare e delle politiche socio-sanitarie promosse territorialmente. Continuamente cambiano e nascono nuovi bisogni sociali e di salute che rimangono spesso insoddisfatti perché le risposte a questi bisogni sono superate. Sono questi nuovi bisogni ad assumere oggi un maggior valore e costituire il senso della comunità dei malati rari, a cui si devono dare nuove risposte ricche di valore aggiunto. Il valore aggiunto è il grado di soddisfazione e miglioramento del livello di salute ottenuto e percepito dal paziente nel godimento dell’offerta di salute. L’Europa ha deciso di puntare sulla costruzione di reti quale principio di un’adeguata offerta di salute per i malati affetti da patologie rare, valorizzando la domanda e con essa assegnando al paziente una piena responsabilità. Per questo, impegniamo il Governo ad istituire un comitato nazionale, con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nel settore delle malattie rare, comprese le associazioni dei pazienti, con il compito di delineare innanzitutto le linee strategiche e le proposte da attuare nei settori della diagnosi e dell’assistenza, della ricerca, della tutela e della promozione sociale, della formazione e dell’informazione; indicare le priorità di impiego delle risorse dedicate alle malattie rare, tenendo conto anche dei dati di monitoraggio e valutazione; prevedere il coinvolgimento dei rappresentanti associativi delle persone con malattie rare nei coordinamenti regionali sulle malattie rare stesse; individuare uno standard per l’aggiornamento sia dell’elenco delle malattie rare riconosciute che dei livelli essenziali di assistenza, capace di stare al passo con lo sviluppo delle conoscenze scientifiche; ad individuare un meccanismo capace di modificare il sistema di remunerazione delle prestazioni adeguandolo alla quantificazione della complessità multidisciplinare del paziente; a definire i criteri minimi che le strutture abilitate ad effettuare le indagini finalizzate alla diagnosi prenatale devono rispettare; a prevedere che le patologie rare che rientrano nel pannello di screening neonatale debbano essere rivalutate periodicamente in base alle nuove conoscenze tecniche ed epidemiologiche, posto che è necessario che la scelta delle patologie da includere nello screening si basi su criteri a forte evidenza scientifica; a migliorare e accelerare le procedure nazionali per la definizione del prezzo e del rimborso dei farmaci allo scopo di migliorare l’accesso ai farmaci orfani; a favorire l’utilizzo off-label di farmaci di cui è nota l’efficacia, supportata da evidenze scientifiche, al fine di un eventuale inserimento nella lista del decreto-legge n. 536 del 1996, convertito dalla legge n. 648 del 1996, sviluppando da parte dell’Agenzia italiana del farmaco un’attenzione particolare per le malattie rare. Pubblicato il 18 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2505/malattie-rare-intervento-in-aula.html

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Pubblicato il 18 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2509/malattie-rare-una-sfida-per-la-sanita-pubblica.html

MALATTIE RARE: BUSIN (LN), SONO UNA SFIDA PER LA SANITA’ PUBBLICA (AGENPARL) – Roma, 17 marzo 2014 – “Nel 2001, con il decreto ministeriale n.  279, sono state individuate 583 malattie rare e/o gruppi di malattie aventi diritto all’esenzione delle prestazioni sanitarie correlate alla malattia e incluse nei livelli essenziali di assistenza. Molte malattie rare presenti non sono però incluse nell’elenco ministeriale, con drammatiche conseguenze per i pazienti che, pur avendo una malattia rara, non possono beneficiare di alcuna speciale tutela. La giornata delle malattie rare è uno degli appuntamenti più importanti per chi vive questo problema.Un momento per far arrivare informazioni a decisori politici e pubblici, operatori sanitari e sociali e opinione pubblica”. Lo ha dichiarato in aula a Montecitorio il deputato leghista Filippo Busin illustrando la mozione sulle malattie rare.

Seguito della discussione del DDL 2012-A- Decreto – Legge n 4/2014 - Emersione e rientro di capitali detenuti all’estero, nonché altre disposizioni urgenti in materia tributaria e contributiva e di rinvio di termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi. Signor Presidente, colleghi, innanzitutto noi dichiariamo la nostra disapprovazione per come è stato trattato questo argomento, un argomento veramente complesso, per il tipo di strumento usato, cioè la decretazione d’urgenza, perché, come è ormai noto, mancavano i presupposti di urgenza, straordinarietà e necessità, e soprattutto di omogeneità fra le materie trattate all’interno di questo provvedimento. Tra l’altro, è un abuso di questo strumento che è stato più volte condannato da organi di salvaguardia, come il Presidente della Repubblica e la Consulta. Pubblicato il 19 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2528/dichiarazione-di-voto.html

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Ma poi nello specifico contestiamo anche le modalità e i tempi che si sono scelti per trattare questo tema. Il provvedimento è stato licenziato il 28 gennaio di quest’anno ed è rimasto per un mese in sospeso prima di giungere alle Commissioni per l’esame. E questo ritardo è assolutamente ingiustificato e incomprensibile per un provvedimento che invece avrebbe bisogno di ben altre riflessione e di ben altri approfondimenti, soprattutto per la novità che rappresenta. Non dimentichiamoci che questa è un tipo di collaborazione volontaria che si pone in modo diverso, appunto collaborativo, nei confronti del contribuente ed è una novità, in quanto è stato suggerito, diciamo, indirizzato in questo senso dall’OCSE. Saggiamente il Governo ha deciso di rinviare e di scegliere un’altra forma, che è quella del disegno di legge, per consentire maggiori approfondimenti e il contributo necessario per questo tipo di materia. Cosa lamentavamo noi del testo che presentava l’articolo 1? La semplicità, la chiarezza e soprattutto la convenienza per i potenziali aderenti a questa collaborazione volontaria che, così com’era scritto, sicuramente sarebbero stati molto pochi e non era difficile prevedere per questo tipo di provvedimento un fallimento pressoché totale per il Governo. Quel che rimane è in gran parte condivisibile, innanzitutto la soppressione dei due commi previsti in legge di stabilità, che prevedevano una diminuzione automatica di un punto, poi progressivamente di altri punti negli anni successivi, delle cosiddette detrazioni fiscali. Dei tagli lineari che, come è noto, sono profondamente ingiusti e vanno a colpire – e in questo caso avrebbero colpito – soprattutto i redditi bassi, per cui si sarebbe creato questa specie di corto logico di fronte al quale il neo Premier annuncia interventi a favore dei redditi bassi e, a fronte di questi annunci, la pratica poi sarebbe stata in concreto un peggioramento delle condizioni degli stessi soggetti a reddito basso. Questa è una materia molto complessa, che va riordinata, ma va riordinata secondo le direttive e secondo il tracciato che è stato esplicitato nella legge delega recentemente approvata in questo Parlamento. Del resto, per fare solo un esempio della incongruenza di queste detrazioni fiscali e della necessità di rivedere al più presto l’intera materia, basti pensare che un soggetto ad alto reddito ha diritto alle detrazioni sulle spese veterinarie, per animali domestici, il gatto o il cane che ha in casa, ma non ha diritto agli assegni familiari e alle detrazioni per il coniuge e i figli a carico, tanto per mettere in evidenza un’ingiustizia e una incongruenza di questo ambito. Poi, per citarne sono un altro, quello che è richiesto a gran voce dalle aziende, di eliminare qualsiasi detrazione fiscale generalizzata e qualsiasi agevolazione specifica alle aziende e di trasformarla in una riduzione più generale della pressione fiscale che in questo Paese, come ben sappiamo, è ormai insostenibile. Opportuno anche appare lo spostamento al 16 maggio della scadenza per gli adempimenti e gli anticipi dei premi INAIL, visto che anche questo è comunque da sottolineare quale inadempimento da parte dell’istituto di previdenza statale: non sono stati ancora comunicati i nuovi premi che dovrebbero recepire la diminuzione consistente, come ha detto il precedente collega, di quasi un miliardo, prevista anch’essa in legge di stabilità. Passiamo, quindi, all’articolo 3. Qui, ovviamente, siamo d’accordo sulle agevolazioni che sono state concesse a quelle terre gravemente colpite da eventi atmosferici eccezionali e che già in precedenza, nel maggio del 2012, avevano subito il terremoto, quali le zone del modenese. E ci riteniamo soddisfatti ancor più perché, grazie a un emendamento della Lega, che è stato poi recepito sia in Commissione sia dal Governo, queste agevolazioni sono state estese anche ai territori del Veneto duramente colpiti dalle alluvioni nello stesso periodo di gennaio-febbraio di quest’anno. Ricordiamo che sono stati stimati per questi eventi eccezionali danni per oltre 500 milioni e consideriamo che questo sia solo un primo passo per riconoscere un grave stato di emergenza, che è già stato chiesto dal presidente della regione Zaia e che non ha ancora trovato accoglimento da parte del Governo. Adesso il Governo si è dato 15 giorni per riconoscere lo stato di emergenza e noi siamo fiduciosi che lo faccia nei tempi che lui stesso si è dato. Lo consideriamo un parziale risarcimento per una regione che dà molto a questo Paese. Ricordo in questa occasione che il residuo fiscale, cioè quanto i cittadini veneti e le aziende venete versano allo Stato centrale e non ritorna in forma di trasferimenti e investimenti nel territorio, ammonta a 21 miliardi di euro annui; 21 miliardi che, tanto per fare un paragone, è circa il doppio di quanto sia il bilancio regionale del Veneto. Quindi, il Veneto, da solo, mantiene se stesso e potrebbe potenzialmente mantenere altre due regioni della stessa dimensione. Soprattutto in considerazione di questo e in considerazione della gravità dei danni subiti per gli eventi alluvionali, ci aspettavamo un atteggiamento diverso, per esempio non quello che è stato vissuto da noi come un vero e proprio sgarbo, cioè lo spostamento di 20 giorni della mozione da noi presentata, che sarebbe servita ad accendere un faro e portare a conoscenza di questo Parlamento e del Governo il dettaglio dei gravi danni subiti da questa regione. Purtroppo, dobbiamo registrare che i canali istituzionali non sono bastati, perché non è bastata la richiesta fatta dal governatore Zaia, e abbiamo dovuto esercitarci nella tecnica, che non è propria nostra, del lamento, perché pare che, se non si alza la voce oltre quella degli altri postulanti, in questo Paese non si riesca a ottenere proprio niente. Chiediamo, quindi, al Governo di provvedere, nei tempi da lui stesso fissati, alla dichiarazione dello stato di emergenza per i comuni del Veneto, come richiesto, e, per le considerazioni fatte e per le critiche da me sollevate in questa occasione e anche nella relazione di minoranza, dichiaro il voto di astensione della Lega Nord. Pubblicato il 19 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2528/dichiarazione-di-voto.html

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FONDI ALLUVIONE: approvati per i Comuni del Veneto L’emendamento approvato giovedì 13 marzo scorso (vedi pagina 6) in Commissione Finanze della Camera, mercoledì 19 marzo ha superato il vaglio della Commissione Bilancio e dell’Aula con la definitiva approvazione. Nell’annunciare con grande soddisfazione questo importante risultato della Lega Nord, tengo a ringraziare per il Governo il sottosegretario al MEF Enrico Zanetti, come pure il Relatore di maggioranza Giovanni Sanga. Da sottolineare che l’importanza del mio emendamento è stata colta anche da altri parlamentari del territorio veneto, con la sottoscrizione dello stesso, in particolare dagli onorevoli Simonetta Rubinato, Federico Ginato e Roger De Menech. Grazie a questo emendamento, a favore dei comuni veneti alluvionati, saranno stanziati parte dei 12 milioni di euro per il 2014 previsti a copertura del provvedimento, in relazione agli eventi atmosferici avvenuti dal 30 gennaio al 18 febbraio nei territori della Regione del Veneto. Il provvedimento prevede la sospensione dei tributi e contributi per il periodo compreso tra il 17 gennaio e il 31 ottobre 2014, sollevando, almeno momentaneamente, le persone fisiche e le aziende che hanno subito gravi danni dalle alluvioni. Ovviamente questo è solo un primo passo cui dovrà seguire una forma di ristoro dei danni che secondo stime della Regione superano i 100 milioni di euro per le sole aziende e i privati, sulla stima complessiva pari a € 553.254.505. Unica condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza sui rispettivi territori entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del Decreto. Dunque, si auspica che il Governo agisca nei tempi che si è imposto.

Pubblicato il 19 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2519/fondi-alluvione-approvati-per-i-comuni-del-veneto.html

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Da ricordare che in Veneto, nel periodo indicato, le precipitazioni piovose e nevose hanno causato l’interruzione delle comunicazioni e della viabilità, esondazione di fiumi, allagamenti di terreni agricoli e di centri abitati, sottopassi e garage privati, frane e smottamenti su strade, chiusura di molti passi dolomitici, un blackout elettrico prolungato dovuto alle linee dell’alta tensione, in particolare tra le aree del Cadore, dello Zoldano, del Comelico e dell’Agordino, mentre numerose aree del Veneto Orientale e Occidentale, del Basso Padovano, del Veronese e del Vicentino erano interessate da allagamenti e inondazioni. Danni materiali e mancati guadagni certi, basti valutare che le calamita nevose nella zona dolomitica e prealpina del Veneto, con interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica in Cadore e la chiusura di passi e impianti sciistici, ha avuto consenguenze pesanti avendo compromesso, in alcuni casi in modo definitivo, la stagione turistica invernale, che per queste zone rappresenta l’unica fonte di reddito. Note: • Il Disegno di Legge interessato è il “Decreto Rientro Capitali all’Estero” conversione in legge del decretolegge 28 gennaio 2014, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero, nonché altre disposizioni urgenti in materia tributaria e contributiva e di rinvio di termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi; che già prevedeva agevolazioni per i territori alluvionati dei comuni della provincia di Modena in Emilia Romagna. • L’emendamento (proposta di modifica n. 3.2 al ddl C.2012 in riferimento all’articolo 3) è stato presentato lo scorso giovedì 13 marzo 2014 in VI Finanze della Camera da Filippo Busin (Lega Nord) a cui sono seguiti come co-firmatari: Roger De Menech, Federico Ginato e Simonetta Rubinato. I dettagli dell’emendamento sono on line nel portale OpenParlamento a questo link:http://parlamento17.openpolis.it/emendamento/51335

Pubblicato il 19 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2519/fondi-alluvione-approvati-per-i-comuni-del-veneto.html

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MALTEMPO: GRAZIE ALLA LEGA ARRIVANO FONDI PER I COMUNI VENETI ALLUVIONATI Sì all’emendamento della Lega Nord, prima firma Filippo Busin in favore dei comuni veneti alluvionati. Grazie al sì alla proposta Busin, votata ieri dall’Aula di Montecitorio durante l’esame del decreto per il rientro dei capitali dall’estero, per gli enti locali veneti colpiti arriverà un risarcimento: lo stop fino al 31 ottobre 2014 del pagamento dei tributi. «L’approvazione del nostro emendamento al decreto sul rientro dei capitali a favore dei comuni alluvionati in Veneto è solo un parziale risarcimento – spiega Busin – quasi simbolico, per una regione che ogni anno regala allo Stato 21 miliardi all’anno e che è stata così duramente colpita dagli eventi alluvionali e nevosi accaduti fra gennaio e febbraio di quest’anno. È un provvedimento che consideriamo come un primo passo, necessario ma assolutamente non sufficiente per alleviare le sofferenze patite dai cittadini e dalle aziende colpite».

Link al VIDEO dell’intervista con TelePadania:

http://www.filippobusin.it/it/2533/intervista-fondi-per-i-comuni-veneti.html

Maltempo Italia 7 febbraio 2014 immagine satellite

Pubblicato il 19 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2533/intervista-fondi-per-i-comuni-veneti.html

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Invito alla lettura degli articoli di Piero Erle pubblicato da Il Giornale di Vicenza e di Valentina Voi per il Corriere delle Alpi.

Pubblicato il 20 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2536/maltempo-passa-il-rinvio-delle-tasse-per-328-comuni.html

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Mentre i media italiani dedicavano un’attenzione relativa alla raccolta delle firme, ne parlava, invece, la BBC dal corrispondente a Roma Alan Johnston che sottolineava come il voto rifletta uno stato d’animo sempre più separatista al pari di altre parti d’Europa, e fa il paragone con la regione spagnola della Catalogna e la Scozia, che voterà, quest’ultima, per decidere se diventare indipendente il prossimo 18 settembre. Per gli scozzesi il quesito è stato deciso già a gennaio 2013 e sarà semplice, dovranno dire sì o no alla domanda: “La Scozia deve essere una nazione indipendente?”. Per il Veneto la strada è sarà più lunga, ma la risposta data dai cittadini è chiara. Nei gazebo della Lega nel solo fine settimana del 2 e 3 marzo sono state raccolte oltre 100.000 firme. Risultato che ha posto in evidenza un dato preciso: 2 veneti su tre vogliono staccarsi dall’Italia. Con l’iniziativa on line di plebiscito.eu i dati sono altrettanto chiari: i dati resi noti dagli organizzatori sono che alle ore 22 del 18 marzo l’affluenza al voto è stata del 28,45% sul totale degli aventi diritto, pari a 1.062.163 votanti; seguita a livello esponenziale con un dato finale in cui si legge che i voti validi nella consultazione volontaria sono 2.360.235 (il 63,23%). Il sì è stato votato da 2.102.969 persone, l’89,10% dei votanti, il no da 257.266 persone. Il quorum se si trattasse di un vero referendum sarebbe superato di molto. Da sottolineare che il primo segnale di attenzione a quanto sta accadendo in Veneto è stato dimostrato dalla stampa estera. Dal Times alle televisioni russe e a ruota anche i media italiani hanno iniziato a dare maggiore spazio. A prescindere da quale sarà il futuro, quanto stanno dimostrando i cittadini veneti non è da sottovalutare, come detto da Flavio Tosi “una sfida allo Stato centrale e al suo immobilismo, un segnale forte”. Secondo Luca Zaia “questo ulteriore risultato non fa che ribadire come il sentimento indipendentista sia ormai ubiquitario in Veneto. Ben vengano iniziative come questa che riprendono lo spirito di altre organizzate in passato, sempre nate e gestite dal basso. Mi auguro che il risultato di questo referendum online sia uno stimolo affinché il consiglio regionale approvi il progetto di legge di indizione del referendum e quindi dia il via formale alla procedura”. Se “crisi” nel suo originale significato greco vuol dire “cambiamento”, questa è la dimostrazione di un popolo, quello veneto, che sta dicendo a gran voce che vuole cambiare per attuare una svolta risolutiva sia economica che sociale e storica al proprio territorio. Continua la raccolta nei gazebo della Lega, per il calendario completo: http://www.firmaindipendenza.org/TEMPL_Calendario.asp?IDLivello1=175&IDlivello2=874 Pubblicato il 22 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2515/indipendenza.html

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Nel Corriere del Veneto mercoledì 19 marzo 2014 (modifica il 20 marzo 2014) è stato pubblicato un articolo che titolava:

Terreni, vigneti, auto d’epoca e lussi Ecco cosa possiedono i parlamentari

I dati delle proprietà possono essere messi in rete, ma non tutti hanno dato il consenso. Articolo a firma di Mauro Pigozzo.

Verso la metà del pezzo si legge: Senza entrare nel dettaglio di ogni singolo reddito, anticipiamo però subito i parlamentari che – è nel loro diritto, sia chiaro – hanno preferito alzare una enorme cortina di fumo e, semplicemente, non raccontarvi cosa hanno in tasca. Il motivo? Chiedetelo a loro, magari sui profili Facebook e Twitter. Nell’elenco figura anche il mio nome: Filippo Busin. La cosa mi ha lasciato esterefatto, ma prima di accusare ho voluto verificare quanto il giornalista affermava. Si trattava di una dimenticanza, di un passaggio da confermare che ho subito provveduto a rendere attivo. Colgo, dunque, l’occasione per ringraziare pubblicamente il giornalista Mauro Pigozzo che citandomi nel suo articolo mi ha permesso di accorgermi di questo mancante tassello del puzzle della mia ben nota trasparenza. Al di là dei toni scandalistici e da scoop dell’ultima ora, ritengo che Pigozzo abbia reso un importante servizio a me e probabilmente anche ad altri parlamentari. Riguardo ai miei elettori e simpatizzanti, mi scuso per la temporanea non pubblicazione della mia situazione patrimoniale. A breve sarà pubblica nei siti web di competenza e potrà essere scaricata in formato pdf da chiunque sia interessato a consultarla. NOTA: La mia mail è: info@filippobusin.it. E’ pubblica e chiunque può scrivermi. Per rispondere a Mauro Pigozzo, invece, serve telefonare al Corriere o comunicare pubblicando nei commenti. Pubblicato il 22 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2543/trasparenza.html

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Lavoro e dipendenze Giovedì 20 marzo a Montecitorio ho presentato una interrogazione a risposta immediata in merito a “Modalità per l’accertamento della tossicodipendenza e dell’alcoldipendenza per la tutela della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro“. A rispondere il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo che ha spiegato che, già nel maggio 2010, è stato costituito un Tavolo tecnico di lavoro con l’obiettivo di unificare e a rendere omogenee le diverse disposizioni normative in tema di controlli su assunzione di alcolici e sostanze stupefacenti. In alcune Regioni inoltre, ha precisato il Sottosegretario, sono stati definiti in via autonoma protocolli proprio per l’accertamento dell’alcol dipendenza. De Filippo ha assicurato che è nelle intenzioni del Ministero della Salute promuovere ogni iniziativa necessaria per garantire una revisione sistematica e organica delle indicazioni attuali al fine di consentire ai lavoratori di svolgere anche le mansioni particolarmente a rischio di infortunio grave o mortale. In riferimento a tale risposta mi sono dichiarato parzialmente soddisfatto poiché, pur rendendosi conto che il problema sollevato attraverso l’interrogazione è avvertito come tale dal ministero della salute, quest’ultimo, tuttavia, non è in grado di stabilire una data precisa per l’emanazione di indicazioni circa le condizioni e le modalità di accertamento della tossicodipendenza e della alcoldipendenza al fine di poter fornire finalmente i dovuti chiarimenti per poter tutelare al meglio la salute e sicurezza dei lavoratori. Nota:

interrogazione 5-02398 a prima firma Marco Rondini.

Pubblicato il 23 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2550/lavoro-e-dipendenze.html

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Invito alla lettura dell’articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore.

Previdenza.

Costo di 16,6 miliardi, 13 per le indennità di accompagnamento Il buco nero delle invalidità Inps: in 10 anni beneficiari raddoppiati È uno dei tanti buchi neri che affliggono il più costoso (e spesso iniquo) sistema di welfare in Europa. Una zona grigia, quella delle pensioni di invalidità, spesso fonte di truffe e abusi, come documenta sovente la cronaca, che vale da sola un’intera manovra finanziaria del Governo. Il costo in capo all’Inps degli assegni di invalidità è una cifra sostanziosa di 16,6 miliardi. E questo ogni anno che passa. Un piccolo esercito che conta oltre 2,7 milioni di persone. Di fatto ogni 8 prestazioni previdenziali erogate in Italia, una è una pensione di invalidità. E le invalidità pesano per oltre il 6% dell’intera spesa pensionistica italiana. L’esercito delle persone con disabilità (vera o presunta) cresce tra l’altro di anno in anno. Come rivela la Corte dei Conti nell’ultimo rapporto sul bilancio dell’Inps, solo nel 2012 le provvidenze erogate sono salite del 37%. Una corsa senza fine, complice probabilmente il morso della crisi ma non solo, dato che il numero delle indennità è di fatto raddoppiato nell’ultimo decennio, in contrasto con i dati demografici. Qualcosa non torna quindi nel trend anomalo dell’incremento delle pensioni d’invalidità. Tanto che il commissario alla spending review Carlo Cottarelli ha rilevato di recente che non solo c’è un anomalo incremento, «ma anche una distribuzione territoriale squilibrata che suggerisce abusi».

Sicilia, Sardegna, Calabria e Campania registrano infatti il doppio delle erogazioni rispetto a Piemonte e Veneto. E in genere come documenta il sito Lavoce.info, «una prestazione su due va al Mezzogiorno dove

risiede però solo il 30 per cento del totale dei pensionati. Secondo alcune stime, in Sicilia – ma la situazione è comune ad altre regioni del Mezzogiorno – ci sarebbero 20mila falsi invalidi su 292mila».

Un’area grigia quindi con storture, facili abusi e iniquità, più volte denunciate negli anni dalla magistratura contabile, e ora riprese con forza dal neo-ministro al Lavoro Poletti che ha promesso un intervento drastico sui falsi invalidi. Pubblicato il 23 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2553/pensioni-di-invalidita-zona-grigia-fonte-di-truffe-e-abusi.html

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Sarebbe ora. Anche perché il dato inquietante è che di quei 16,6 miliardi di spese per lo Stato, ben 13 miliardi non sono pensioni vere e proprie ma indennità di accompagnamento che non necessitano di limiti di reddito. Anche famiglie molto abbienti che potrebbero farsi carico della disabilità ottengono l’assegno annuale da 5mila euro. Una grave pecca legislativa mai sanata che presta il fianco a sperequazioni di ogni tipo. Non si tratta ovviamente di fare macelleria sociale. In un Paese civile gli invalidi veri devono avere un sostegno dalla collettività. Tanto più che le prestazioni sono certo numerose (2,7 milioni) ma il valore unitario è di 430 euro al mese, in linea con gli assegni sociali. Ma è ovvio che un Paese normale non può tollerare più di tanto le finte invalidità. Quante sono e quanto incidono? Difficile dirlo. Solo da tre anni l’Inps partecipa attivamente al processo di convalida dell’invalidità. Fino all’altro ieri tutto era demandato alle Asl e alle Regioni. Basta un medico o meglio una commissione medica compiacente e il gioco era fatto. Ora serve anche l’ok dei medici Inps che è dovuto ricorrere a un migliaio di medici convenzionati oltre ai 500 in dotazione all’ente con un esborso ulteriore sui conti dell’istituto. Peccato che anche questo non basti. Dal 2009 al 2012 sono state verificate solo 800mila posizioni, cioè meno di un terzo della platea dei 2,7 milioni di assegnatari. Qualche indicazioni sui risparmi possibili dalla revoca delle prestazioni truffaldine arriva dalla Corte dei Conti che segnala che nel 2012 ci sono state ben 39mila revoche da una verifica straordinaria con un risparmio per lo Stato di oltre 170 milioni di euro. Erano appunto straordinarie. Se si battesse a tappeto il mare magnum delle indennità di accompagnamento, che valgono 13 miliardi, chissà quante risorse si potrebbero recuperare. Un’altra sfida per il duo Poletti-Renzi. (Articolo di Fabio Pavesi)

Nell’immagine qui sotto possiamo notare le differenze con la nostra regione.

Pubblicato il 23 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2553/pensioni-di-invalidita-zona-grigia-fonte-di-truffe-e-abusi.html

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Parliamo di Euro Sabato 22 marzo sono stato ospite a TGCOM 24 pomeriggio titolo del dibattito “La sfida europea“, facile intuire che si parlava di Euro, argomento molto discusso è che sta interessando in maniera trasversale più fronti e più pensieri. In contemporanea a Padova si teneva il NoEuro Tour, dove a fine trasmissione mi sono recato, con ospite il prof. Alberto Bagnai.

Voglio qui condividere alcune mie riflessioni sull’Euro.

Quanto sta succedendo alla nostra economia per colpa di una valuta troppo forte è simile a moltissimi casi già accaduti in passato. Sono circa 100 le rotture di unioni monetarie avvenute nel secolo scorso e le dinamiche si ripetono sempre uguali. In Italia Mussolini decise nel 1926 di ancorare il valore della Lira alla Sterlina inglese e fissare il cambio a ‘quota 90‘, l’operazione si chiamava proprio così. Cosa accadde? Qualcosa di molto simile a quanto sta accadendo adesso, dopo che nel 1996 Ciampi decise di fissare una volta per tutte la nostra Lira a quota 990 sul Marco tedesco. Nel ’26 ci furono effetti dirompenti quali: - blocco del settore edilizio con crescita della disoccupazione - calo dei salari, uno dei quali per legge del 10% (c’era un regime autoritario) - stretta creditizia, quello che oggi chiameremo credit crunch L’epilogo si ebbe nel 1933 con la creazione dell’IRI a seguito del fallimento e la conseguente nazionalizzazione delle banche e di molte grandi industrie . Vi ricorda qualcosa? Le analogie con la situazione attuale sono impressionanti. Allo stesso modo noi ci siamo impiccati con il cambio fisso Lira/Marco a 990. Il grafico “Cambio medio mensile DM/LIRA 1950-2015) dimostra che se avessimo lasciato libero il cambio di oscillare sulla base del meccanismo di mercato della domanda e offerta, adesso per un Marco dovremmo pagare 1.550 Lire. Significa che abbiamo una moneta che per rispecchiare l’economia del nostro Paese dovrebbe essere svalutata del 40%! Pubblicato il 24 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2558/parliamo-di-euro.html

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Il grafico “Cambio medio mensile DM/LIRA 1950-2015″ è stato cortesemente inviato dal Dr. Roberto Brazzale. (vedi nota *)

Allo stesso modo noi ci siamo impiccati con il cambio fisso Lira/Marco a 990. Il grafico “Cambio medio mensile DM/LIRA 1950-2015) dimostra che se avessimo lasciato libero il cambio di oscillare sulla base del meccanismo di mercato della domanda e offerta, adesso per un Marco dovremmo pagare 1.550 Lire. Significa che abbiamo una moneta che per rispecchiare l’economia del nostro Paese dovrebbe essere svalutata del 40%! Invece abbiamo avuto l’ultima svalutazione nel 1992, del 25% nei confronti del Marco e cosa provocò? Un aumento di produttività di circa il 25% dell’economia italiana con un recupero di competitività che consentì il miracolo del Nordest di quel decennio, quando il Veneto veniva descritto come il Giappone d’Europa e i nostri prodotti conquistavano i mercati europei, americani e perfino cinesi (si veda a tal proposito il grafico delle partite correnti che dopo il ’92 segnò un’impennata decisa delle esportazioni italiane).

Il grafico “Saldi delle partite correnti” è estratto dalle pubblicazioni del prof. Alberto Bagnai. Con “partite correnti” si intende la somma di bilancia commerciale, data dalle differenza tra esportazioni e importazioni.

Pubblicato il 24 marzo 2014 Link: http://www.filippobusin.it/it/2558/parliamo-di-euro.html

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Ma, un esempio più recente è quello che ha portato alla crisi disastrosa dell’Argentina nei primi anni 2000.

Negli anni 90 l’allora ministro delle finanze Cavallo decise di fissare il cambio del Peso argentino al dollaro USA, 1 Peso per un Dollaro. A quel punto, dopo una breve euforia che fece sentire gli argentini tutti più ricchi, come successe a noi con l’introduzione dell’euro, iniziarono i problemi, sempre gli stessi. L’industria manifatturiera cominciò a essere sempre meno competitiva e le multinazionali per prime, seguite dalle industrie argentine, spostarono i loro impianti nel vicino Brasile che nel frattempo continuava a svalutare la sua moneta per guadagnare competitività. Sono stato testimone diretto di quanto accadde all’epoca perché incontrai in delegazione l’allora governatore del Rio Grande do Sul, lo stato brasiliano che confina con l’Argentina, il quale sperava che la ‘folle‘, la definì proprio così, politica di Cavallo continuasse in eterno perché era una manna per l’economia del suo Stato. Parlò anche con un certo disprezzo degli argentini che pensavano di essere diventati statunitensi solo per aver deciso artificiosamente il cambio della loro moneta. Quello che accadde qualche anno dopo è cronaca recente: aumento insostenibile della disoccupazione, crollo della domanda interna, corsa agli sportelli, fallimento di banche.

Quanto stiamo vivendo oggi è del tutto simile.

“ Prima esportavamo, quindi facevamo lavorare le nostre imprese e i loro dipendenti, poi siamo diventati importatori di prodotti tedeschi e produttori di disoccupazione.”

Download dal web. Notare la data: 4 anni fa, ma attualissima.

Ci siamo illusi che per essere come la Germania bastasse fissare la Lira a un cambio fisso con il Marco e adottare una moneta unica, l’Euro. Quel che sta accadendo è un film già visto.

Viceversa la Germania grazie a un Euro svalutato rispetto al loro Marco, hanno vissuto un boom simile a quello del Nordest italiano degli anni ’90. In Italia, dall’introduzione dell’euro, la disoccupazione è più che raddoppiata, in Germania è scesa a livelli fisiologici, meno del 5% contro il nostro 12%. Il potere d’acquisto delle famiglie è caduto del 9,4%, la domanda interna è calata del 21% solo l’anno scorso, la produzione industriale dal 2007 ha avuto un crollo del 25%, del 40% nel settore delle costruzioni. Ci preoccupiamo dei possibili effetti negativi che potrebbero seguire all’uscita dall’Euro del nostro Paese. Faremmo molto meglio a riflettere sul disastro certo provocato dalla nostra decisione di entrarci. La soluzione è tornare a una moneta che rispecchi l’economia sottostante e che consenta la competitività delle proprie industrie, in particolar modo di quelle manifatturiere. * Nota grafico inviata da Roberto Brazzale: Questo grafico dimostra come la svalutazione della Lira sul Marco è una costante “K” che corrisponde alla naturale necessità di aggiustamento tra le due economie. Nei periodi di libera fluttuazione del cambio o di svalutazioni pilotate nello SME (1973-1998) essa si è realizzata, permettendo il riequilibrio. Dal 1998, con la parità fissata nell’euro, ciò è impossibile. Secondo questo grafico il cambio Lira/Marco oggi dovrebbe essere di 1.550 Lire/ 1 Marco circa, e non 989,999. Prima o poi svaluterà, contro natura non si può stare. Pubblicato il 24 marzo 2014

Link: http://www.filippobusin.it/it/2558/parliamo-di-euro.html

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Verba volant Scripta manent Periodico numero 09 dal 10 al 24 marzo 2014 Da contenuti pubblicati nel sito www.filippobusin.it

Chi scrive in modo chiaro ha lettori; chi scrive in modo oscuro ha commentatori. (Albert Camus)


Filippo Busin Imprenditore, politico outsider, appassionato di sci, letteratura, cinema, musica e della vita in generale. www.filippobusin.it info@filippobusin.it

Verba Volant Scripta Manent - nr 09  

Dal 10 al 24 marzo 2014

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